GLI ALCOOLI
Gli alcooli sono composti di formula generale R-OH, dove R è un gruppo
alchilico qualsiasi, anche sostituito, che può essere primario, secondario o
terziario, a catena aperta o ciclico. Gli alcoli si possono considerare formalmente
derivanti dall’acqua per sostituzione di un atomo di idrogeno con un gruppo
alchilico. Sono caratterizzati dalla presenza del gruppo ossidrile:
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Struttura
Il gruppo ossidrile degli alcoli è legato ad un atomo di carbonio sp3. L’alcool più
semplice è il metanolo.
Metanolo. È estremamente tossico (15 ml causano la cecità,
100 ml causano la morte). È prodotto industrialmente dal gas
a 400°C:
È un comune solvente industriale.
È usato come carburante.
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Etanolo. È prodotto industrialmente per idratazione
dell’etilene. Si ottiene anche per fermentazione di zuccheri
e amidi ad opera di lieviti.
2-propanolo o isopropanolo. Ha deboli proprietà
antibatteriche per cui viene usato per disinfettare strumenti
medicali o per pulire la pelle prima di un piccolo intervento.
Evapora rapidamente lasciando un senso di freschezza.
• Sintesi industriale:
Etilen glicole. E’ il componente principale
degli anticongelanti. È tossico.
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NOMENCLATURA
 Il nome IUPAC di un alcool si forma dal nome del corrispondente alcano, dopo aver
individuato la catena più lunga di atomi di carbonio che contiene l’ossidrile,
sostituendo il suffisso -o con il suffisso –olo
 La catena base deve essere numerata in modo da assegnare all’ossidrile il
numero più basso possibile
 I nomi comuni, invece, si formano indicando il nome del raggruppamento
alchilico legato all’ossidrile preceduto dalla parola alcool
 Un alcool è 1ario, 2ario o 3ario se l’atomo di carbonio che porta legato l’ossidrile
lega a sua volta uno, due o tre atomi di carbonio.
Classificazione:
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Polioli
 Composti con 2, 3, 4 gruppi OH si chiamano dioli, trioli, tetraoli, etc.
 Gli 1,2 dioli (dioli vicinali) sono chiamati glicoli.
 I nomi comuni dei glicoli usano il nome dell’alchene dai quali derivano.
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PROPRIETÀ FISICHE DEGLI ALCOLI
 Gli alcoli sono composti polari.
 La differenza di elettronegatività tra
ossigeno (3.5) e carbonio (2.5) è 1.0
e tra ossigeno e idrogeno (2.1) è 1.5.
 Nello stato liquido formano legami
H forti, che influenzano fortemente
le proprietà fisiche:
Infatti, i legami H tengono unite le molecole dell’alcool facendone aumentare il
punto di ebollizione e, in modo analogo, permettono l’interazione attrattiva
responsabile della miscibilità degli alcooli con l’acqua.
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SOLUBILITA’ IN ACQUA
Man mano che aumenta la catena di atomi di C, l’alcool diventa sempre meno
solubile in H2O:
R-OH
C1
↔
solubile
C4
↔
poco
solubile
Perché?
↔
Cn
insolubile
Fino a a 4 atomi di C l’effetto idrofilo prevale
su quello lipofilo
CH3 – O – H
porzione lipofila
C6
porzione idrofila
Tra 4 e 6 atomi di C si ha la formazione di
“Micelle”, ossia raggruppamenti di 5-6
molecole che si disperdono in H2O
Oltre i 6 atomi di C prevale l’effetto lipofilo
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ACIDITA’ E BASICITA’ DEGLI ALCOLI
Sappiamo che l’H2O è una sostanza anfotera, ossia è contemporaneamente un
acido ed una base, ma entrambi deboli:
H–O–H

OH-
+
H+
Sarebbe più corretto scrivere:
10-15
2 H2O

H3O+
+
OH-
La costante di dissociazione dell’H2O è = 10-15, il che significa che su 1 milione
di miliardi di molecole d’acqua, solo 1 molecola si trova nella forma dissociata.
Non ha senso dunque parlare di acidità dell’acqua.
La basicità dell’H2O è dovuta alla presenza dell’O che ha una coppia di elettroni,
ma tende poco a metterla a disposizione per un legame (è uno scarso nucleofilo).
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+
CH3 – O – H
+
CH3 – O – H
l’alcol metilico è meno acido dell’acqua

CH3 –
O-
–
H+
Il gruppo R – O- viene detto alcolato, nel caso specifico CH3 - O- sarà detto
metilato
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OSSIDAZIONE DEGLI ALCOLI
Supponiamo di trattare un alcol con un forte agente ossidante, ad es., KMnO4,
o K2Cr2O7:
O
CH3 – CH2 – CH2
CH3 – CH2 – C
H
Da un alcol primario si
forma un’aldeide
OH
1-propanolo
Aldeide propionica
CH3 – C – CH3
OH
O
2-propanolo
2-propanone
═
CH3 – CH – CH3
Da un alcol secondario si
forma un chetone
Gli alcoli terziari non hanno reazioni di ossidazione.
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Le aldeidi, in presenza degli stessi ossidanti, possono ulteriormente ossidarsi
dando origine ad un “acido carbossilico”:
CH3 – CH2 – CH2
V1
O
CH3 – CH2 – C
H
V2
O
CH3 – CH2 – C
O–H
OH
Se V1 e V2 sono, rispettivamente, le velocità del 1° e del 2° processo, avremo:
V2 > V1 : significa che la velocità di ossidazione dell’aldeide in ac. carbossilico è
molto più grande di quella di ossidazione dell’alcol ad aldeide. Quindi,
l’aldeide appena si forma viene ossidata, per cui al termine della
reazione avremo solo ac. carbossilico
V1 > V2 : significa che la velocità di formazione dell’aldeide è maggiore di quella
della sua ossidazione ad ac. carbossilico, per cui a fine reazione avremo
un accumulo di aldeide
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