Coordinato da Claudio Lucchetta Agenzia Adiconsum - anno XXIII - n. 15 - 21 marzo 2011 Stampato in proprio in marzo 2011 In questo numero: La corretta alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza Argomenti - La corretta alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza - Le necessità del nostro corpo - Dentro gli alimenti - Impariamo a scegliere - La salute a tavola - Una dieta per i bambini e per i ragazzi - Una dieta per l’adolescenza - Controllare il proprio peso Test noi consumatori periodico settimanale di informazione e studi su consumi, servizi, ambiente Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del 9.06.88 – Iscriz. ROC n. 1887 Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art. 1, comma 2, DCB Roma Argomenti La corretta alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza Tuteliamo la nostra salute a partire dalla tavola. C ol progredire delle conoscenze scientifiche nel campo dell’alimentazione, risulta sempre più evidente la stretta connessione fra nutrizione e salute, e le indagini epidemiologiche hanno confermato che gli squilibri nutrizionali assumono un ruolo di fondamentale rilievo fra le cause delle malattie cardiovascolari e di alcuni tumori, ossia proprio di quelle che sono le principali cause di mortalità nel nostro Paese. Le cattive abitudini alimentari, inoltre, sono annoverate tra le cause dell’ipertensione, dell’osteoporosi, delle patologie cronico-degenerative, delle allergie e delle intolleranze alimentari, di alcune malattie del ricambio (diabete, uricemia). La mancanza di una cultura nutrizionale di base è sicuramente una delle principali cause del progressivo peggioramento delle nostre abitudini alimentari. Del resto le attività finora realizzate nel settore dell’educazione alimentare si sono rivelate insufficienti e inadeguate, sia a causa di un’inspiegabile carenza delle risorse destinate a tale scopo, sia per la mancanza di coordinamento delle iniziative che pertanto risultano disarticolate ed eterogenee per quanto riguarda contenuti, mezzi ed obiettivi. All’insufficienza e alla mancanza di sinergismo delle attività di informazione alimentare di fonte pubblica dobbiamo ancora aggiungere l’inesistenza di adeguati programmi di insegnamento specifico nella scuola e l’enorme mole di messaggi pubblicitari, spesso direttamente rivolti ad un target di bambini ed adolescenti, che quotidianamente ci disinformano esaltando oltre misura i prodotti alimentari reclamizzati. Scopo di questo opuscolo è quello di dare un contributo alla divulgazione di alcuni principi generali di educazione alimentare. Ciò che abbiamo cercato di ottenere è un testo sintetico ma completo, pratico e chiaro. Una guida che, attraverso un linguaggio semplice ed immediato, fornisca utili spunti di riflessione per aiutare i bambini, i ragazzi e le loro famiglie a recuperare la saggezza delle nostre tradizioni alimentari mediterranee grazie ad un rapporto consapevole e responsabile con il cibo. Le necessità del nostro corpo Il cibo e le bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per svolgere le sue attività vitali. Possiamo suddividere le necessità del nostro corpo in quattro gruppi: fabbisogno energetico, fabbisogno plastico, fabbisogno idrico, fabbisogno bioregolatore. Test noi consumatori Fabbisogno energetico Il nostro organismo svolge durante tutta la sua esistenza una serie di attività sia controllate dalla volontà che indipendenti da essa. Sono attività volontarie, ad esempio, camminare, svolgere lavori fisici o mentali, praticare sport, ecc.; sono invece involontarie tutte quelle attività compiute ininterrottamente, anche durante il riposo, fondamentali per la vita: il battito cardiaco, le contrazioni dei muscoli respiratori, il lavoro connesso con la digestione, con il mantenimento della temperatura corporea, ecc.. L’energia necessaria per queste attività è attinta dagli alimenti, in particolare dagli zuccheri (detti anche glucidi o carboidrati), dai grassi (o lipidi) e, in misura minore, dalle proteine. • Nell’infanzia. Il fabbisogno energetico del bambino è più elevato, in termini relativi, rispetto a quello di un adulto, e ciò è dovuto essenzialmente a due fattori. Il primo è la necessità di compensare la maggiore dispersione di calore (il rapporto superficie/volume corporeo è maggiore nel bambino), il secondo è l’intensa attività metabolica dei vari organi in accrescimento. Intorno ai 5-6 anni si calcola che il fabbisogno energetico sia compreso tra le 75 e le 90 calorie per ogni chilogrammo di peso corporeo, per poi ridursi, verso i 10 anni, a 60-74 Calorie/kg. Il 60% del fabbisogno energetico deve essere coperto dai carboidrati (circa 13-15 grammi per ogni chilogrammo di peso corporeo); da evitare l’eccessivo consumo di zuccheri semplici a causa della loro azione cariogena. I lipidi, importanti anche per il loro ruolo di vettori di vitamine liposolubili e quali fonti di acidi grassi essenziali, devono invece fornire dal 30 al 35% dell’apporto calorico totale (tenendo conto sia dei grassi da condimento che di quelli naturalmente contenuti negli alimenti. Il consumo regolare di pesce (in particolare pesce azzurro) e di olio d’oliva garantisce anche un buon apporto di acidi grassi essenziali. • Nell’adolescenza. Nel calcolo delle calorie necessarie ad un organismo che si avvicina sempre più all’età adulta sono molte le variabili da tenere in considerazione. Il costo energetico per il mantenimento si va riducendo, così come quello per lo sviluppo; in genere aumenta però l’attività fisica, sia sportiva che ricreativa. Tenuto conto di tutto questo, agli adolescenti maschi tra i 12 ed i 16 anni con un medio livello di attività fisica si raccomandano un’assunzione giornaliera di circa 2600 Calorie, e di circa 2200 per le femmine. I carboidrati devono coprire il 55-60% dell’apporto calorico totale, preferendo prodotti quali pane, pasta, riso ed altri cereali, ed evitando il consumo eccessivo di zuccheri semplici. Un ulteriore 30% delle calorie totali deve essere fornito dai lipidi, anche allo scopo di garantire il giusto apporto di acido linoleico, un acido grasso essenziale coinvolto nei processi di crescita tissutale e nell’attività delle cellule cerebrali. Ne sono particolarmente ricchi gli oli vegetali, la frutta secca ed il pesce. Fabbisogno plastico Il nostro corpo è continuamente soggetto ad un processo di rinnovamento che coinvolge cellule e tessuti. Questa incessante opera di demolizione e di ricostruzione deve essere sostenuta, oltre che con l’introduzione di energia di cui abbiamo già parlato, anche con l’approvvigionamento di materie prime adatte alla fabbricazione delle cellule e dei tessuti. A questa esigenza rispondono gli alimenti ricchi di proteine e di alcuni grassi particolari. Test noi consumatori • Nell’infanzia. La quota proteica nell’alimentazione del bambino deve essere commensurata all’età ed alla statura. Poiché, come si è visto, il fabbisogno energetico è calcolato in base ai chilogrammi di peso corporeo, si può definire apporto proteico ideale quello che fornisce dall’11 al 13% delle calorie introdotte, e nel quale le proteine di origine animale (carne, pesce, latte e derivati, uova) rappresentino almeno il 30% del totale. • Nell’adolescenza. L’apporto proteico consigliato per l’adolescenza è leggermente più elevato, 14-15% delle calorie introdotte, con una quota di proteine animali pari al 50%. Fabbisogno idrico Il corpo umano è costituito per il 65% di acqua. Essa è il componente principale dei fluidi corporei (sangue, linfa) che trasportano tutte le sostanze di cui abbiamo bisogno a tessuti e cellule dell’organismo. L’acqua inoltre partecipa alla totalità delle reazioni chimiche che avvengono nelle nostre cellule, facilita la digestione dei cibi e contribuisce a mantenere costante la temperatura corporea. È quindi importantissimo che l’acqua persa con le urine, col sudore e con le feci venga continuamente reintrodotta attraverso alimenti che ne siano particolarmente ricchi (latte, frutta, verdura) e bevendo. • Nell’infanzia e nell’adolescenza. Il corpo del bambino contiene proporzionalmente più acqua di quello di un adulto. Anche il fabbisogno idrico deve essere riferito al peso corporeo, e varia con l’età: a 2 anni corrisponde a 100 ml/kg, per poi ridursi gradualmente fino ai 50-60 ml/kg nel ragazzo. Fabbisogno bioregolatore Tutte le complesse reazioni chimiche che avvengono nelle nostre cellule e nei nostri tessuti non potrebbero aver luogo senza l’intervento dei così detti “bioregolatori”. Tra i bioregolatori un ruolo fondamentale spetta alle vitamine ed ai sali minerali, che ingeriamo soprattutto con gli alimenti di origine vegetale. • Nell’infanzia. Un’alimentazione mista, ben equilibrata e ricca di frutta e verdure è sufficiente a coprire il fabbisogno di sali minerali e vitamine dell’organismo in crescita. In particolare, per garantire un adeguato apporto di calcio, è importante il consumo di almeno 250 grammi di latte al dì. • Nell’adolescenza. Anche nell’adolescenza un’alimentazione varia e ricca di prodotti ortofrutticoli freschi basta a soddisfare il fabbisogno bioregolatore, mentre il consumo regolare di latte e derivati fornisce il giusto apporto di calcio e di vitamina D. Le ragazze, con la comparsa del ciclo mestruale, devono dedicare una particolare attenzione al proprio fabbisogno di ferro, consumando regolarmente carne, pesce, uova e legumi. Dentro gli alimenti Tutti gli alimenti che siamo soliti assumere, sia che provengano dal regno animale che da quello vegetale, sono costituiti di sostanze più semplici che appartengono a diverse classi di composti chimici e sono note col nome di nutrienti. I processi digestivi consistono appunto nel trasformare i cibi complessi estraendo le loro componenti più semplici ed elaborandole ancora fino a renderle completamente assimilabili. Test noi consumatori Le proteine Le proteine costituiscono circa il 19% del nostro corpo, e sono coinvolte in tutte le attività vitali con svariate funzioni (enzimi, ormoni, anticorpi ed altre). Rappresentano gli elementi di base della costruzione dell’organismo, e possono fungere anche da fonte energetica secondaria. Tutte le proteine sono composte di unità strutturali chiamate aminoacidi, e sono soggette a cicli di rinnovamento più o meno rapidi. Le proteine necessarie al nostro organismo sono reperibili nel latte e nei suoi derivati, nella carne, nel pesce, nelle uova, nei legumi, nei cereali e negli oli vegetali. Non tutte le proteine, tuttavia, hanno lo stesso valore biologico: esso varia in rapporto alla loro composizione in aminoacidi. Tra i venti aminoacidi che, variamente combinati, danno origine a tutte le proteine, ve ne sono infatti 9, detti aminoacidi essenziali, più preziosi degli altri poiché il nostro organismo non è in grado di fabbricarli da solo e deve necessariamente procurarseli col cibo. Le proteine di più alto valore biologico sono quelle contenute nella carne, nel pesce, nel latte e nei suoi derivati e nelle uova, poiché contengono tutti i 9 aminoacidi essenziali. Tuttavia un valido apporto proteico si può raggiungere anche assumendo altri alimenti, avendo la cura di combinarli insieme in maniera adeguata, così che le carenze dell’uno siano compensate dall’altro. Uno degli abbinamenti più efficaci in questo senso è quello cereali-legumi: piatti del tipo pasta e ceci, pasta e fagioli, riso e lenticchie, riso e piselli, ecc., raggiungono un elevato valore nutrizionale proprio perché riuniscono tutti gli aminoacidi necessari all’organismo. Gli zuccheri Gli zuccheri (detti anche carboidrati o glucidi) sono da sempre la più importante sorgente di energia (50-60% del fabbisogno) nella nostra dieta. Sono composti di unità strutturali dette monosaccaridi (glucosio e fruttosio sono i più comuni) che si combinano a formare i disaccaridi (ad esempio il saccarosio, meglio noto come zucchero da cucina, il maltosio ed il lattosio) ed i polisaccaridi (amido, fibra alimentare). La funzione principale dei carboidrati presenti nella nostra alimentazione è, come si è detto, quella di fornire energia, ad eccezione di quelli che vanno sotto il nome di fibra alimentare. A questa categoria appartengono infatti degli zuccheri complessi (cellulosa, pectina, lignina, ecc.) che hanno in comune la peculiarità di non essere digeriti nello stomaco e nell’intestino umani. Pur non essendo digeribile, la fibra alimentare svolge tuttavia un importante ruolo di regolazione delle funzioni intestinali nonché dei livelli di glicemia e di colesterolemia; inoltre, dando un consistente contributo al volume del cibo ingerito, essa permette il raggiungimento di quel senso di sazietà che dovrebbe proteggerci dagli eccessi alimentari. I glucidi più semplici (monosaccaridi e disaccaridi) si trovano prevalentemente nella frutta e nel latte; gli amidi sono reperibili nei cereali e nei loro derivati, nelle patate e nei legumi. Sono ricchi di fibra alimentare i cereali integrali ed i vegetali in genere. I grassi I grassi (o lipidi) entrano nella composizione del nostro corpo in una percentuale che oscilla dal 15% (negli uomini) al 18-20% (nelle donne), e svolgono tre funzioni di importanza vitale: Test noi consumatori 1. Funzione energetica: in una dieta equilibrata i grassi assicurano il 30% dell’apporto calorico giornaliero, ma attenzione: un grammo di grassi, animali o vegetali che siano, fornisce più del doppio delle calorie sprigionate da un pari quantitativo di zuccheri (9 chilocalorie contro le 4 degli zuccheri). Inoltre l’energia contenuta nei grassi non è di pronta utilizzazione, in quanto le reazioni biochimiche che portano alla sua liberazione sono piuttosto lunghe e complesse. Sempre dal punto di vista energetico, è importante il ruolo di “accumulatori” di energia che svolgono i così detti lipidi di deposito, che immagazzinati sotto la cute ed intorno ad alcuni organi costituiscono la più importante riserva corporea di energia. 2. Funzione strutturale: i lipidi sono i costituenti essenziali di tutte le nostre membrane cellulari, ed hanno un’importanza fondamentale quali componenti strutturali del cervello e delle fibre nervose in genere. 3.Ruolo funzionale: i lipidi sono la materia prima indispensabile al nostro organismo per la fabbricazione di alcuni ormoni ed inoltre rendono possibile l’assorbimento delle vitamine “liposolubili” (vit.A, vit.D, vit.E, vit.K). Oltre alle tre funzioni elencate, i grassi possiedono una quarta importante peculiarità: essi regolano i centri cerebrali della fame, in modo da far avvertire, al termine di un pasto, quella sensazione di sazietà che ci suggerisce di non continuare a mangiare. Dobbiamo ancora aggiungere che anche fra i grassi esistono delle molecole “essenziali” (acidi grassi essenziali) che l’organismo non è in grado di fabbricare per proprio conto, e che devono quindi essere necessariamente introdotte con la dieta, pena l’insorgere di disturbi da carenza. Sono acidi grassi essenziali l’acido linoleico, l’acido linolenico e l’acido arachidonico; l’acido linoleico (il più importante dei tre) e l’acido linolenico si trovano negli oli vegetali, l’acido arachidonico si trova invece nei grassi di origine animale. Non vi è dubbio, dunque, che la presenza dei grassi è indispensabile in una dieta equilibrata; il consumo, tuttavia, non deve essere eccessivo, dato che le quantità in esubero vengono accumulate sia nelle normali sedi di deposito, dando origine ad adiposità o ad obesità, sia nel fegato e nella milza causandone l’ingrossamento e compromettendone la corretta funzionalità. Grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi Un approfondimento particolare merita l’ormai diffuso luogo comune secondo cui i grassi vanno suddivisi in “buoni” (monoinsaturi e polinsaturi) e “cattivi” (saturi). Nell’analisi dei reali termini del problema la moderna scienza dell’alimentazione fa riferimento alla composizione in grassi del corpo umano. È indiscutibile, infatti, che quanto più le quantità relative dei diversi grassi introdotti con la dieta sono in rapporto proporzionale a quelle dei grassi che compongono l’organismo, tanto più l’apporto che questo ne riceve può considerarsi razionale e funzionale. Sulla base di tali premesse, attualmente si considera adeguata la dieta in cui le tre categorie di lipidi siano presenti in rapporto paritetico. Se infatti i monoinsaturi (di cui è particolarmente ricco l’olio di oliva) ed i polinsaturi (pesce) sono importanti per proteggere le arterie riducendo il rischio di aterosclerosi e di infarto, nonché per costruire l’impalcatura delle membrane cellulari, i grassi saturi (carne, uova, formaggi) costituiscono la riserva energetica del nostro corpo e l’isolante che ci protegge dal freddo. Infine non è da sottovalutare la funzione di sostegno che i grassi saturi offrono a molti organi vitali quali il cuore, il fegato, i reni e l’intestino avvolgendoli e proteggendoli. Test noi consumatori Le vitamine Le vitamine sono dei nutrienti essenziali, cioè non sintetizzabili dal nostro organismo, ma da assumere attraverso gli alimenti talquali o in forma di precursori, la cui funzione è esclusivamente bioregolatrice. Esse infatti non forniscono energia né materiale plastico, tuttavia sono indispensabili in quanto partecipano alla regolazione delle reazioni chimiche che avvengono in tutte le cellule dell’organismo. Quello delle vitamine è un gruppo di sostanze piuttosto eterogeneo, che si usa suddividere in liposolubili ed idrosolubili. Le vitamine liposolubili (vit.A, vit.D, vit.E, vit. K) sono trasportate dai grassi, ed all’interno dei tessuti grassi possono anche essere accumulate, in certa misura. Le vitamine idrosolubili (vit.C, B1 , B2 , B5 , B6 , B12 , PP, H ed acido folico) sono invece trasportate dall’acqua e non possono essere accumulate in alcun modo. Per questo motivo le vitamine idrosolubili debbono continuamente essere introdotte con la dieta. La natura provvede generosamente a tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno (frutta, verdura, latte), purché la nostra alimentazione sia sufficientemente varia ed equilibrata. Tuttavia un problema col quale si debbono fare i conti è quello della labilità strutturale delle vitamine; infatti nei trattamenti di preparazione e di conservazione degli alimenti, sia a livello industriale che familiare, si verifica spesso una consistente perdita del contenuto vitaminico dovuta alle temperature elevate, all’esposizione all’aria ed alla luce, ai lavaggi. È consigliabile quindi, per un minore spreco, scegliere prodotti freschi e di stagione, evitare di conservarli troppo a lungo, non lasciare le verdure a bagno ma lavarle in tempi brevi e senza usare bicarbonato, limitare al massimo i tempi di cottura e preferire la cottura al vapore. I sali minerali Tutti gli alimenti contengono sali minerali in diverse quantità; soprattutto essi sono reperibili nelle verdure, nel latte e nei suoi derivati, nel pesce, nel miele grezzo. Il calcio è il minerale più diffuso nel nostro organismo, ed è distribuito per la maggior parte nelle ossa e nei denti. Esso interviene comunque anche nei processi di coagulazione del sangue e di contrazione muscolare. Ricchi di questo elemento sono il latte, i formaggi, la frutta secca e molti oli vegetali. Durante l’adolescenza, tra i 12 ed i 17 anni, quando è particolarmente rapido lo sviluppo dello scheletro e si registra quindi un notevole incremento della massa ossea, è raccomandata un’assunzione di calcio pari a circa 1.200 milligrammi al giorno. Un elevato fabbisogno di calcio si osserva ancora nella fascia tra i 18 ed i 29 anni, età fino alla quale si protrae il processo di mineralizzazione delle ossa, e ancor di più nelle donne durante la gravidanza e l’allattamento. Il fosforo partecipa alla formazione delle ossa, ma si trova anche in altri tessuti, soprattutto in quelli nervosi. È reperibile nel latte, nella carne, nel pesce, nelle uova e nei legumi. Il ferro è estremamente importante perché entra nella composizione dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che sfruttando la circolazione del sangue rifornisce di ossigeno tutti i tessuti del nostro corpo. Il maggior contenuto in ferro si trova in alimenti quali le frattaglie, i legumi secchi, il tuorlo d’uovo, la carne, il pesce, gli spinaci e la frutta secca. Il fabbisogno in ferro è compreso fra i 5 ed i 10 milligrammi al giorno, tuttavia durante l’adolescenza, quando in relazione all’accelerazione di crescita di statura e peso il fabbisogno subisce un significativo incremento, si registrano spesso delle carenze. In Test noi consumatori questa fascia d’età, infatti, l’incremento del patrimonio di ferro nell’organismo è stimato tra i 300 ed i 350 milligrammi l’anno. Inoltre nelle ragazze con l’inizio delle perdite di sangue dovute alle mestruazioni, il bilancio tende ad essere ancora più precario. Per questi motivi si raccomanda l’assunzione di 12 milligrammi di ferro al giorno negli adolescenti maschi e nelle ragazze non ancora mestruate, e di 18 milligrammi nelle adolescenti mestruate. Durante la gravidanza invece è consigliato un apporto di ferro tra i 20 ed i 50 milligrammi al giorno. Il sodio svolge la sua funzione principale nel nostro corpo come regolatore del bilancio idrico. L’eccessivo consumo dovuto all’uso del sale da cucina (cloruro di sodio) provoca però l’aumento della pressione arteriosa (ipertensione). Sarebbe dunque opportuno, essendo sufficiente al nostro fabbisogno il sodio già naturalmente presente negli alimenti, ridurre drasticamente od eliminare del tutto il sale da cucina presente nella dieta. Ancora importante per il bilancio idrico è il potassio, presente nella frutta secca ed oleosa, nella farina di soia, nella carne, nel pesce, nella frutta fresca e negli ortaggi. Oltre ai minerali già citati, esiste poi la folta schiera dei così detti oligoelementi (dal greco “olìgos”= poco) presenti nel nostro organismo in piccolissime quantità. Tra essi citiamo il rame, lo zinco, lo iodio, il fluoro, il magnesio, lo zolfo ed il cobalto. Sebbene la loro presenza sia così limitata, regolano anch’essi funzioni molto importanti. L’acqua L’acqua è il costituente principale del corpo umano, con percentuali che variano dal 77% nel neonato al 65% nell’adulto (60% nelle donne). Essa è contenuta in tutte le cellule e partecipa a tutte le reazioni; per questo motivo è importantissimo reintegrare le perdite fisiologiche giornaliere dovute al sudore, alla respirazione, alle urine ed alle feci, in quanto anche piccole alterazioni nel bilancio idrico possono compromettere il nostro stato di salute. Le funzioni più importanti dell’acqua nell’organismo consistono nel trasporto di tutte le sostanze attraverso il sangue e la linfa, nel facilitare la digestione dei cibi, nel mantenere costante la temperatura corporea, nel partecipare a tutte le funzioni metaboliche. Il nostro fabbisogno idrico può essere soddisfatto bevendo ogni qual volta ne avvertiamo il bisogno (la sensazione di sete si avverte quando l’acqua persa raggiunge circa il 2% del peso corporeo), ma anche mangiando frutta e verdura che, specialmente in estate quando la sudorazione è intensa, ci aiutano a reintegrare, oltre all’acqua, anche i sali minerali. Impariamo a scegliere La prima regola da imparare per nutrirsi in modo equilibrato e completo è che nessun alimento può soddisfare da solo tutte le nostre esigenze. Un’alimentazione monotona porta inevitabilmente a squilibri anche gravi, mentre la scelta ed il consumo di una grande varietà di cibi, assieme ad alcune piccole attenzioni relative alle combinazioni alimentari, ci assicura l’apporto di tutti i nutrienti necessari e ci aiuta a prevenire non poche malattie. Test noi consumatori I cinque gruppi di alimenti Allo scopo di facilitare scelte alimentari adeguate, si usa far riferimento ad un sistema di classificazione degli alimenti in cinque gruppi più o meno omogenei per apporto di nutrienti. L’utilizzazione dello schema è estremamente semplice: è sufficiente far sì che ogni giorno compaia sulla nostra tavola almeno un alimento (ovviamente non sempre lo stesso) per ciascun gruppo. L’intercambiabilità degli alimenti all’interno di uno stesso gruppo offre il vantaggio di variare considerevolmente il menù giornaliero, tenendo conto delle disponibilità stagionali (è sempre preferibile orientarsi verso prodotti freschi e di stagione) e, perché no, anche dei gusti individuali. Naturalmente se da una parte è molto semplice seguire queste pratiche indicazioni, per contro è assai improbabile che con questo criterio si possa comporre una dieta giornaliera che risponda con esattezza matematica alle necessità dell’organismo in termini di nutrienti: una tale precisione non sarebbe possibile neanche preparando i propri pasti in laboratorio. Tuttavia il problema non sussiste, in quanto il nostro corpo è in grado di tollerare ragionevoli variazioni nell’apporto dei vari nutrienti, purché carenze ed eccessi non siano sempre gli stessi e non si protraggano per periodi di tempo troppo lunghi. Primo gruppo: cereali e tuberi Gli alimenti contenuti in questo gruppo sono tutti i derivati del grano e del granoturco, il riso, l’avena, l’orzo, il farro, le patate e gli altri tuberi. Il loro apporto più significativo è dato dai carboidrati e riguarda soprattutto l’amido e la fibra alimentare (quest’ultima nelle patate e nei cereali integrali), ma contengono anche proteine di medio valore biologico (povere di alcuni aminoacidi essenziali), alcune vitamine del gruppo B (in particolare vit.B1) e vitamina PP. Si tratta dunque di alimenti prevalentemente energetici, indispensabili per l’espletamento di tutte le attività volontarie (lavoro, movimento, attività sportive, ecc.) ed involontarie (battito cardiaco, attività dei muscoli respiratori, digestione, mantenimento della temperatura corporea, ecc.). Per quanto riguarda l’apporto proteico, 100 g come si è già detto esso è limitato dalla carenza di alcuni Pane tipo 0 75 g aminoacidi essenziali, ed in particolare dell’aminoacido Pasta di semola lisina. Tuttavia la carenza di questo aminoacido è com- Pasta all’uovo 80 g pensabile completando i piatti che vedono protagonisti Pizza bianca 155 g gli alimenti di questo gruppo con l’aggiunta di legumi (ad Pizza con pomodoro 125 g esempio pasta e ceci, pasta e fagioli, riso e piselli, ecc.). I Riso brillato 75 g legumi, infatti, presentano ugualmente delle carenze, ma Panini all’olio 110 g l’aminoacido essenziale di cui sono particolarmente poveri 75 g è la metionina. Pertanto in pietanze quali quelle elencate, Biscotti 110 g le rispettive carenze vengono reciprocamente compensate, Brioches assicurando così anche un adeguato apporto di proteine, Grissini 95 g completo di tutti gli aminoacidi essenziali. Avendo a che fare Patate 355 g con alimenti dalle funzioni prevalentemente energetiche, Semolino 80 g le quantità da assumere naturalmente sono variabili a Polenta 80 g seconda del tipo di attività svolta. Per un livello di attività 75 g medio si consigliano tre o quattro porzioni al giorno delle Corn flakes Crackers 80 g quantità riportate nella tabella. Test noi consumatori Secondo gruppo: frutta, ortaggi e legumi freschi Costituiscono una fonte molto importante di fibra, di vitamine – in particolare betacarotene o provitamina A e di vitamina C – di sali minerali e di sostanze antiossidanti. Il gruppo comprende una larghissima varietà di alimenti, che in relazione al loro apporto in provitamina A e vitamina C possono essere ulteriormente suddivisi in due sottogruppi. • Ortaggi e frutta di colore giallo-arancione o verde 100 g scuro. Fanno parte di questo sottogruppo: albicocche, Spinaci 120 g cachi, melone giallo, carote, zucca gialla, peperoni gialli Albicocche e verdi, spinaci, bieta, broccoletti, cicoria, cicorione, Cachi 175 g broccoli siciliani, agretti, ecc.. Tutti questi alimenti Zucca gialla 110 g forniscono considerevoli quantità di vitamina A (nella Carote 35 g forma del suo precursore, il carotene) e di fibra alimenBieta 190 g tare, nonché, in alcuni casi, di vitamina C. Nella dieta 215 g giornaliera si consiglia di inserire almeno due porzioni, Broccoletti Cicoria 230 g una per ciascuno dei pasti 170 g principali, di verdura cotta Cicorione o cruda, e almeno due Agretti 105 g porzioni di frutta fresca. Indivia 275 g In tabella riportiamo per Radicchio verde 80 g alcuni alimenti di questo Lattuga 220 g sottogruppo il quantitativo relativo a una porzione che Insalata da taglio 205 g garantisca l’apporto di 400 milligrammi di vitamina A. • Ortaggi a gemma e frutta acidula. La distinzione fra gli alimenti del gruppo precedente, ricchi di vitamina A, e tra quelli di questo gruppo, ricchi di vitamina C, non è poi molto netta, visto che il regno vegetale ci offre un cospicuo numero di prodotti ricchi di entrambi questi nutrienti. Tuttavia si annoverano in questo sottogruppo: broccoletti, broccoli, cavolfiori, cavoli, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio e da taglio, patate novelle, peperoni, radicchio verde, spinaci, arance, limoni, mandarini, pompelmi, fragole, lamponi, more, ananas. A causa dell’accentuata Arance 120 g labilità della vitamina C, la quale viene alterata dall’ossiLimoni 155 g geno atmosferico, dalle variazioni di acidità, dalla luce e Mandarini 150 g dal calore, gli agrumi, grazie alla loro buccia spessa che Mandaranci 155 g esercita un’efficace funzione protettiva, risultano essere Pompelmi 180 g i più adatti alla conservazione di questo nutriente. Tutti gli altri alimenti del gruppo, invece, vanno consumati Fragole 100 g freschissimi, prima che la vitamina C vada perduta comLamponi 200 g pletamente. Il lavaggio e la cottura in acqua degli ortaggi, Ananas 500 g inoltre, provocano una perdita di vitamina C che varia dal Broccoli 180 g 40 al 100% del contenuto iniziale. Si raccomanda pertanto Cavolini di Bruxelles 80 g di lavare le verdure in tempi brevi, evitando di lasciarle a Lattuga da taglio 100 g bagno per ore, e di cuocerle il minimo indispensabile ed in poca acqua (meglio se a vapore). Per quanto riguarda Peperoni 40 g le quantità consigliate, vale quanto detto per il gruppo Pomodori 230 g precedente: verdura cruda o cotta due volte al giorno, e Radicchio verde 115 g frutta fresca a volontà. Nella tabella riportiamo le porzioni Spinaci 110 g necessarie per fornire 50 milligrammi di vitamina C. 10 Test noi consumatori Terzo gruppo: latte e derivati Gli alimenti di questo gruppo si caratterizzano Latte intero 250 g principalmente per il loro contenuto in calcio: nessun Latte in polvere scremato 20 g altro alimento è in grado di fornire questo elemento Latte condens. zuccherato 100 g in quantità paragonabili a quelle del latte e dei suoi 250 g derivati. Il contenuto in calcio varia comunque da un Yogurt intero alimento all’altro all’interno del gruppo, ed è maggiore Gelato 160 g nei formaggi stagionati (10 volte più calcio rispetto Formaggi grana 20 g al latte ed allo yogurt) dove si concentra soprattutto Gorgonzola 50 g nella scorza. A questa vantaggiosa caratteristica dei Groviera 25 g formaggi stagionati si accompagna però lo svantaggio Fiordilatte 185 g dell’elevato contenuto in grassi, soprattutto saturi, Mozzarella 75 g che si aggira intorno al 30% del peso totale. Latte e 110 g derivati forniscono anche un buon apporto di proteine Ricotta di pecora di alto valore biologico e di vitamine del gruppo B (in Stracchino 50 g particolare vitamina B2). Nella tabella sono riportate Provolone 35 g le quantità di latte e Fontina 35 g derivati sufficienti a gaCaciocavallo 35 g rantire, con l’assunzione Pecorino 25 g di una o due porzioni al giorno, un adeguato apporto di calcio. Tuttavia, a causa del grande dispendio di calcio provocato dalla gravidanza e dall’allattamento, le porzioni destinate alle gestanti ed alle nutrici debbono essere raddoppiate. Quarto gruppo: carne, pesce, uova, legumi secchi Oltre a fornire un elevato quantitativo di proteine ricche in aminoacidi essenziali, gli alimenti di questo gruppo sono preziosi anche per il loro contenuto in ferro ed in vitamine del gruppo B. Anche in questo gruppo, 100 g come in quello della frutta e degli ortaggi, alcune Vitellone magro Petto di pollo 100 g significative differenze nell’apporto di proteine, 150 g vitamine ed oligoelementi permettono l’individua- Coscia di pollo zione di due sottogruppi. Prosciutto crudo magro 75 g • Carne, pesce e uova. Questi alimenti forni- Costolette di agnello 200 g scono proteine di alto valore biologico, ferro, Fegato bovino 100 g rame, zinco e vitamine del gruppo B (tra cui Mortadella 160 g vitamina B12, assente negli alimenti di origine Uova di gallina 2 (num.) vegetale). Il ferro, in particolare, è presente nella 115 g forma meglio assimilabile dal nostro organismo: Rognone bovino 100 g il gruppo eme dell’emoglobina. I vari tipi di Fegato di maiale carne, pesce e le uova si differenziano tra loro Salsiccia fresca 150 g oltre che per il diverso contenuto in proteine Alici 160 g (le percentuali, a seconda dell’alimento, variano Merluzzo 160 g dal 15 al 20%), anche per quanto riguarda i Sogliola 260 g grassi, sia dal punto di vista della quantità che da 115 g quello della qualità (grassi saturi, monoinsatori Baccalà ammollato 56 g e polinsaturi). È consigliabile pertanto variare Salame milano Test noi consumatori 11 molto, introducendo il pesce (anche surgelato) almeno due volte a settimana, limitando il consumo di uova a non più di 3 a settimana, usando moderazione anche nel consumo di salumi e frattaglie. Per quanto riguarda le porzioni, nella tabella riportiamo le quantità, riferite ai singoli alimenti del gruppo, necessarie a garantire l’apporto di una ventina di grammi di proteine. • Legumi secchi. Appartengono a questo sottogruppo fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli e soia. Tutti questi alimenti sono ricchi in ferro (preFagioli 105 g sente però in forme meno assimilabili rispetto al gruppo Lenticchie 100 g eme), in vitamine del gruppo B (specialmente vit.B ) ed in 1 Ceci 15 g fibra alimentare. La caratteristica più importante, tuttavia, Fave 90 g consiste nell’elevato contenuto in proteine, paragonabile a Piselli 115 g quello degli alimenti dell’altro sottogruppo. Come abbiamo Soia 75 g già avuto modo di vedere, si tratta di proteine di medio valore biologico, povere dell’aminoacido essenziale metionina. Nella Lupini 70 g tabella riportiamo le quantità di legumi secchi necessarie per Arachidi tostate 90 g fornire circa 25 grammi di proteine. Quinto gruppo: grassi da condimento Il gruppo comprende qualsiasi tipo di grasso animale e vegetale: lardo, strutto, pancetta, guanciale, burro, panna, margarina, olio di oliva, oli di semi (di mais, di girasole, di arachidi, di soia, ecc.). L’importanza di questo gruppo risiede nell’apporto di grassi, ivi compresi gli acidi grassi essenziali, ma anche di vitamina A (burro Olio di oliva 20 g e panna) ed E (olio di oliva vergine). Gli oli di semi e l’olio di oliva 24 g non vergine, però, subiscono per la loro preparazione trattamenti Burro 24 g industriali che li impoveriscono del loro contenuto vitaminico. È Margarina 20 g quindi consigliabile il consumo di olio di oliva vergine, mentre per Lardo quanto riguarda gli oli di semi, bisognerebbe ricorrere a quelli Strutto 20 g spremuti a freddo reperibili nei negozi di alimentazione naturale. Pancetta 30 g L’olio di semi spremuto a freddo è altamente deperibile, e quindi Panna 57 g una volta aperto va conservato in frigorifero. Anche per questo Maionese 25 g gruppo si raccomanda il consumo vario, scegliendo sia prodotti di origine animale che vegetale, visto il loro diverso contenuto in Olio di semi 20 g acidi grassi, evitando comunque di esagerare nelle quantità (è opportuno ricordare che molti altri alimenti estranei a questo gruppo contengono già per proprio conto quantità di grassi anche notevoli). Si consiglia inoltre di limitare al massimo il consumo di cibi fritti, in quanto tutti i grassi di condimento, quando vengono usati per friggere, subiscono delle alterazioni e liberano delle sostanze nocive che favoriscono l’insorgere di tumori. A chi non volesse eliminare del tutto i fritti dalla proprio dieta si raccomanda comunque di friggere usando esclusivamente olio di semi di arachidi o extravergine di oliva, che risultano essere i più resistenti alle alterazioni indotte dalle alte temperature. Nella tabella sono riportate le quantità di ciascun grasso da condimento necessarie per raggiungere l’apporto di 20 grammi di lipidi (180 chilocalorie). 12 Test noi consumatori La salute a tavola Una buona dieta è il principale mezzo di prevenzione di un gran numero di patologie, e non solo di quelle che interessano direttamente l’apparato digerente. Ma a quali criteri dovrebbe essere ispirato un corretto regime alimentare? Una buona dieta Secondo i nutrizionisti la dieta ideale è essenzialmente: • Sana: - evitare l’uso di prodotti non garantiti come freschi e genuini; - consumare frutta e verdura di stagione (evitando prodotti di serra e primizie); - consumare prevalentemente prodotti freschi (tali devono essere le carni, le uova, i formaggi, i latticini); - consumare preferibilmente la frutta e la verdura crude, in quanto la cottura causa la perdita di importanti principi nutritivi, come le vitamine ed i sali minerali. • Semplice: - evitare alimenti troppo complicati e pesanti (come condimenti e spezie pesanti, cibi eccessivamente grassi e così via), che ostacolano la digeribilità e l’assimilazione dei cibi. •Equilibrata: - mantenere la propria alimentazione sempre bilanciata, sia dal punto di vista del quantitativo energetico (calorie introdotte), sia come dosaggio dei vari elementi nutritivi. Il rapporto ottimale non è predeterminato, ma varia da persona a persona, secondo l’età, il sesso, la costituzione fisica, il tipo di lavoro. • Variata: - Non tanto come numero di alimenti da consumare in un pasto, ma come alternanza di cibi nel corso della giornata e della settimana. Un regime alimentare monotono, infatti, porta sempre ed inevitabilmente a malattie da carenza di particolari sostanze nutritive, specialmente vitamine e sali minerali. Solo variando il più possibile la scelta degli alimenti siamo in grado di assicurare l’apporto di tutti i principi alimentari di cui il nostro organismo ha bisogno. La distribuzione dei pasti nell’arco della giornata Il nostro organismo non ha bisogno della stessa quantità di energia in ogni momento della giornata; è perciò importante suddividere il consumo quotidiano di alimenti in un adeguato numero di pasti, lasciando intercorrere tra l’uno e l’altro i giusti intervalli di tempo e attribuendo a ciascuno l’apporto di calorie e nutrienti adatto al momento. Una buona dieta, infatti, non dipende solo da quanto si mangia, ma anche da come si mangia. Un modello razionale di distribuzione dei pasti è quello che prevede, nell’arco della giornata, una prima colazione sostanziosa, uno spuntino, un pranzo (il pasto principale), un secondo spuntino, una cena leggera. Per quanto riguarda la ripartizione dell’apporto energetico, si può suggerire quanto segue: • prima colazione: 20% dell’apporto calorico giornaliero; • spuntino di metà mattina: 5% dell’apporto calorico giornaliero; • pranzo: 40% dell’apporto calorico giornaliero; • merenda: 5% dell’apporto calorico giornaliero; • cena: 30% dell’apporto calorico giornaliero. Test noi consumatori 13 Cereali, legumi, ortaggi e frutta: i cibi della salute Come abbiamo visto nel capitolo dedicato alla suddivisione in gruppi degli alimenti, i cereali, i legumi, gli ortaggi, la verdura e la frutta sono importanti nella nostra dieta per l’apporto di carboidrati, vitamine e sali minerali. I cereali ed i legumi sono poi anche fonti di proteine di medio valore biologico. È sempre consigliabile che circa il 60% del nostro fabbisogno energetico sia soddisfatto dai carboidrati; più precisamente per il 45% da carboidrati complessi e per il 15% da carboidrati semplici. La prima categoria è rappresentata dagli amidi –lunghe catene di molecole di zuccheri semplici– presenti nei cereali, nei legumi e nei tuberi, mentre alla seconda appartengono composti più piccoli, formati da una o due molecole, per la maggior parte caratterizzati dal sapore dolce. Tra di essi ricordiamo il saccarosio, il glucosio, il lattosio ed il fruttosio. Il pregio dei carboidrati, che li rende adatti al ruolo di “carburante” per l’organismo, è quello di venire demoliti senza produrre scorie metaboliche, qualità che consente l’approvvigionamento di energia senza impegnare troppo severamente l’apparato escretore. Inoltre la presenza contemporanea di carboidrati semplici e complessi in questi alimenti di origine vegetale preserva l’organismo da eccessive escursioni nel livello glicemico. Infatti, mentre gli zuccheri semplici forniscono energia di pronto utilizzo, quelli complessi necessitano di un lavoro digestivo più lungo, assicurando un graduale rilascio di energia che si protrae per un certo tempo. Ma i cereali, i legumi, gli ortaggi e la frutta apportano anche buone quantità di fibra alimentare. Essa in realtà è quasi completamente priva di valore nutritivo, ma riveste una notevole importanza sia perché facilita il raggiungimento del senso di sazietà, in quanto contribuisce ad aumentare il volume del cibo ingerito, sia perché partecipa alla regolazione di diverse funzioni fisiologiche. È costituita per la maggior parte da carboidrati complessi non direttamente utilizzabili dal nostro organismo. La frazione di fibra non solubile in acqua, formata da cellulosa, emicellulosa e lignina, espleta le sue funzioni prevalentemente ritardando lo svuotamento gastrico e facilitando il transito del bolo alimentare nell’intestino e l’evacuazione delle feci. La frazione idrosolubile, composta da pectine, gomme e mucillagini, rallenta invece l’assorbimento di zuccheri e grassi, contribuendo così al controllo della glicemia e della colesterolemia. Cereali integrali, verdure ed ortaggi sono particolarmente ricchi di fibra non idrosolubile, mentre nei legumi e nella frutta abbonda quella idrosolubile. Tuttavia spesso gli alimenti vegetali forniscono un buon apporto di entrambi i tipi di fibra. La fibra alimentare, infine, può ridurre il rischio di insorgenza di varici e diverticolosi del colon, di tumori del colon-retto, di diabete e di malattie cardiovascolari. Generalmente si raccomanda un’assunzione di fibra intorno ai trenta grammi al giorno, e si consiglia di raggiungere questi livelli attraverso un adeguato consumo di frutta, ortaggi, legumi, cereali e loro derivati (meglio se integrali). Prodotti dietetici concentrati non offrono invece gli stessi vantaggi, poiché gran parte degli effetti benefici di una dieta ricca di prodotti vegetali, come si è detto, sono dovuti anche all’apporto di altri nutrienti e di sostanze non nutritive ad azione protettiva, quali certi composti fenolici ad attività antiossidante. 14 Test noi consumatori Perché variare Posto che nessun alimento contiene nelle giusta quantità tutti i nutrienti atti a soddisfare le nostre necessità, il modo più semplice e sicuro per garantire un’alimentazione adeguata è quello di variare le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti. Questo tipo di condotta aiuta ad evitare squilibri nutrizionali e metabolici, soddisfacendo nel contempo il gusto che non viene mortificato dalla monotonia dei sapori. Tra i rischi di un’alimentazione monotona, inoltre, non è da trascurare la possibilità di ingestione continuativa di eventuali contaminanti o comunque di sostanze estranee eventualmente presenti in alcuni alimenti: a lungo termine ciò potrebbe arrecare seri danni alla salute, come ad esempio il concorso all’insorgenza di tumori. La diversificazione delle scelte alimentari, al contrario, previene questi rischi e favorisce l’apporto in sostanze con effetto protettivo, ivi compresi gli antiossidanti presenti nei prodotti vegetali. Non eccedere con il sale È ormai noto ai più che il sale (cloruro di sodio), se consumato in eccesso, può favorire nelle persone predisposte l’insorgere dell’ipertensione arteriosa. Tuttavia in Italia il consumo medio di sale da cucina è molto al di sopra delle necessità fisiologiche dell’organismo. L’ipertensione, oltre ad essere dannosa per le conseguenze che nel medio e lungo termine possono interessare organi bersaglio quali il cuore e l’occhio, predispone anche al rischio di malattie cardiocircolatorie. Inoltre gli studi epidemiologici hanno dimostrato che l’eccesso di sale può favorire l’insorgere di tumore dello stomaco. Questi rischi sono imputabili soprattutto al sodio, presente, generalmente in quantità contenute, in quasi tutti gli alimenti. Nei prodotti trasformati, ai quali viene aggiunto per ragioni di conservazione o di sapidità, esso è però presente in quantità decisamente più consistenti. Per mantenere l’assunzione di sodio entro limiti accettabili, si consiglia di limitare l’uso del sale sia durante la cottura che in tavola: riducendone progressivamente l’aggiunta si educherà presto il gusto ai livelli minimi atti a soddisfare il palato. Potrà essere d’aiuto anche l’impiego di erbe e spezie aromatiche. Per quanto concerne l’uso di prodotti trasformati, è bene preferire quelli con minore contenuto di sale e consumare con molta parsimonia cibi in salamoia o sotto sale, alcuni insaccati e formaggi, snack salati, ecc.. Una dieta per i bambini e per i ragazzi L’organismo dei bambini e dei ragazzi, come si è visto, ha un fabbisogno di energia e di nutrienti più elevato, in termini relativi, rispetto a quello degli adulti. Per questo motivo in questa fase della vita è più alto anche il rischio di malnutrizione. Nutrirsi bene per crescere bene In questo periodo della vita, caratterizzato da un elevato ritmo di crescita di tutti i tessuti, una dieta che garantisca un adeguato apporto energetico e di tutti i nutrienti necessari allo sviluppo è di importanza fondamentale. Test noi consumatori 15 La prima regola da ricordare è che non è possibile coprire tutti i fabbisogni del bambino e del ragazzo con i soli tre pasti principali. È bene quindi inserire nella dieta giornaliera anche degli spuntini – naturalmente ben equilibrati ed integrati con i pasti principali – che interrompano le lunghe ore del digiuno mattutino e pomeridiano fornendo calorie e principi nutritivi pur senza gravare eccessivamente l’apparato digerente e “guastare” l’appetito per il pranzo e per la cena. La seconda regola riguarda invece le scelte alimentari. Bambini e ragazzi devono seguire una dieta ricca e varia, nella quale ortaggi e frutta non manchino mai. Una dieta di questo tipo, distribuita in almeno cinque pasti giornalieri, garantirà l’apporto di proteine, di vitamine (soprattutto la vit. C, la A, la D e quelle del complesso B) e di minerali (soprattutto Calcio, Ferro e Iodio). Non dobbiamo dimenticare che le abitudini alimentari acquisite nell’infanzia tendono a perdurare nell’età adulta (recenti statistiche dimostrano che il 41% dei bambini obesi non risolvono i loro problemi di peso neanche da adulti); questo è un ulteriore motivo per formare una “coscienza nutrizionale” nel bambino fin dalla più tenera età. Anche l’eccessiva sedentarietà è una cattiva abitudine che va combattuta ed eradicata a partire dall’infanzia. La combinazione di questi fattori, infatti, si manifesta nell’adozione di stili di vita sbagliati e dannosi per la salute che sono all’origine di un crescente numero di casi di soprappeso e di obesità nei ragazzi in età scolare. Questo fenomeno, come si è accennato, crea le premesse per l’obesità in età adulta, facilitando la successiva comparsa di disturbi cardiovascolari e di altre patologie cronico-degenerative caratteristiche dei nostri tempi. La famiglia e la scuola devono quindi impegnarsi perché i bambini imparino ad essere fisicamente attivi – sia giocando all’aria aperta che praticando sport – ed a nutrirsi in modo corretto, evitando mangiare sempre le stesse cose, consumando con la giusta frequenza latte e derivati, verdura, frutta, non eccedendo nel consumo di carne, cibi grassi, zuccheri semplici e bevande gassate. Di seguito un breve quadro riassuntivo degli errori alimentari più frequenti in questa fascia di età: • Evitare o ridurre al minimo la prima colazione • Evitare gli spuntini della mattina e del pomeriggio, o ridurli all’assunzione di alimenti inadeguati (merendine, snack, ecc.) • Non consumare abbastanza verdura e frutta • Consumare troppi salumi e fritti • Consumare troppi dolci e bevande gassate • Non fare sufficiente attività fisica Una dieta per l’adolescenza L’adolescenza è il periodo della vita compreso fra la pubertà e l’età adulta, e si estende all’incirca dai 12 ai 18 anni. Si tratta di un’età molto delicata, caratterizzata da importanti mutamenti fisiologici: accelerato incremento staturale, maturazione delle proporzioni del corpo, ecc.. Dedichiamo dunque un piccolo spazio alla formulazione di consigli più specifici per l’alimentazione in questa particolare stagione della vita. 16 Test noi consumatori I fabbisogni alimentari degli adolescenti La crescita particolarmente rapida ha come conseguenza maggiori fabbisogni in energia e nutrienti, soprattutto per quanto concerne proteine, ferro, calcio e vitamine A, C e D. Il differente funzionamento ghiandolare, che si riflette in una maggiore produzione di ormoni maschili nei ragazzi e femminili nelle ragazze, porta alla maturazione dei cosiddetti caratteri sessuali secondari ed alla definitiva differenziazione dei due sessi. Tali differenze incidono anche sul fabbisogno alimentare, poiché gli ormoni maschili provocano una maggiore richiesta di energia da parte dell’organismo del ragazzo. Pertanto, mentre nei primi 10 anni di vita le esigenze di nutrienti sono pressoché identiche nei due sessi, a partire da questo momento si verifica nel maschio un accentuato incremento del bisogno di cibo che continua, con crescita costante, fino al 19˚ anno di età, per poi stabilizzarsi su valori che perdureranno anche nell’età adulta. Nella femmina, invece, l’incremento del bisogno di cibo è meno accentuato, e dura soltanto fino al 15˚ anno; da questo momento in poi le necessità caloriche iniziano a diminuire fino ad arrivare, verso il 19˚ anno, agli stessi valori del 10˚ anno. A parte queste differenze nel fabbisogno calorico, è opportuno ricordare che l’organismo delle ragazze, in corrispondenza delle mestruazioni, richiede un maggior apporto di ferro (carne, pesce, uova, legumi). Anche il fabbisogno in calcio, oltre a quello in ferro, aumenta rapidamente fino ai livelli dell’adulto: un’insufficiente copertura di questi nutrienti può portare ad anemie (carenza di ferro) e ad una ridotta mineralizzazione dello scheletro (carenza di calcio). Inoltre è opportuno ricordare che una buona alimentazione in questa fase della vita rappresenta per le ragazze anche una valida preparazione ai futuri stress della gravidanza. Mode e “vizi alimentari” A causa di una maggiore libertà di movimento e di una certa disponibilità di denaro, in questo periodo i ragazzi cominciano a rendersi parzialmente indipendenti anche dal punto di vista alimentare. Ma il desiderio di affermare la propria personalità ed autonomia, quello di dimagrire in maniera eccessiva, di uniformarsi alle mode alimentari spingono spesso verso un’alimentazione disordinata e squilibrata, spesso monotona e carente di nutrienti importanti. I vari spuntini a base di dolciumi, pizza, patatine e bevande gassate consumati durante la giornata portano inevitabilmente ad eccessi calorici e di assunzione di grassi decisamente nocivi. Sebbene questi comportamenti alimentari facciano parte di un complesso quadro di rapporti sociali con i propri coetanei e contribuiscano alla soddisfazione dell’esigenza conviviale del “fare insieme” tipica di questa età, è sempre opportuno non abbandonarvisi completamente e non perdere di vista le esigenze dell’organismo, per non compromettere il proprio stato di salute. Concedersi ogni tanto un pasto al fast-food o in pizzeria con gli amici non è certo un problema, ma non si può prescindere dal consumo regolare e costante di alimenti più sani quali latte, yogurt, ortaggi, frutta, pesce, carni magre, cereali e loro derivati, legumi. È importante non fossilizzarsi in scelte monotone, ma mangiare di tutto, distribuendo in più pasti la propria dieta senza abolire la prima colazione. Le abitudini alimentari acquisite in giovane età spesso ci accompagnano per tutta la vita: imparare sin da ora ad ottenere il meglio dai cibi che abbiamo a disposizione è una garanzia di buona salute anche per il futuro. Test noi consumatori 17 Il decalogo della buona alimentazione 1. Fai una prima colazione abbondante. 2. Fai uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio, prediligendo frutta, yogurt, prodotti da forno della nostra tradizione (biscotti, torte non farcite, ecc.). 3. Consuma regolarmente verdura e ortaggi, a pranzo e a cena. 4. Non adottare schemi alimentari squilibrati e monotoni, ma varia il più possibile le tue scelte. 5. Fai particolare attenzione, specialmente se sei una ragazza, a coprire il tuo aumentato fabbisogno in ferro e calcio. 6. Non eccedere nel consumo di salumi, patatine fritte o snack industriali troppo ricchi di grassi. 7. Non eccedere nel consumo di dolci e di bevande gassate. 8. Non consumare con troppa frequenza pasti al fast-food. 9. Dedica almeno un’ora al giorno all’attività fisica. 10. Evita le bevande alcoliche. Controllare il proprio peso Il peso corporeo è la conseguenza del bilancio tra calorie in entrata e calorie in uscita: se con i cibi si introduce energia in eccesso questa viene accumulata sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso; se al contrario l’apporto energetico è inferiore al fabbisogno, il corpo brucia le riserve di grasso per compensare il deficit. Sovrappeso e sottopeso In media il tessuto adiposo in un uomo adulto rappresenta il 15-20% del peso corporeo, mentre nella donna la percentuale di massa grassa è del 20-30%. Nei bambini è maggiore la percentuale di acqua, mentre i grassi sono di meno e distribuiti prevalentemente in sede sottocutanea. Quando il grasso corporeo eccede di molto questi valori, si va incontro al rischio di insorgenza di cardiopatia coronarica, diabete, ipertensione, cancro, insufficienza respiratoria. Inoltre vanno considerati i disturbi causati dal sovraccarico sulla colonna vertebrale, sulle ginocchia, sulle anche, ecc.. A seconda del grado, l’eccesso di grasso corporeo viene classificato in tre fasce; il sovrappeso è il grado più lieve, cui seguono l’obesità moderata e l’obesità grave. L’entità dei rischi per la salute, ovviamente, cresce con il crescere dell’eccesso ponderale, ma anche il tipo di distribuzione del grasso corporeo ha la sua importanza. Quando l’accumulo di grasso è localizzato prevalentemente sul tronco, come avviene generalmente nell’uomo e nella donna dopo la menopausa, il rischio per la salute è più elevato; quando invece l’accumulo interessa i fianchi e le cosce, distribuzione tipica delle donne in età fertile, il rischio è più contenuto. Meno diffuso dell’obesità, ma altrettanto grave, è il problema della magrezza. Specialmente tra gli adolescenti e tra i giovani, più inclini ad uniformarsi ai moderni modelli estetici presentati dai media, ha preso piede la tendenza a ridurre il proprio peso a livelli 18 Test noi consumatori così bassi da compromettere seriamente la salute. Infatti, se il deficit energetico a cui si sottopone l’organismo si protrae oltre la soglia consentita dalle proprie riserve adipose, l’energia necessaria all’espletamento delle funzioni vitali è ricavata dalla demolizione dei tessuti muscolari e degli organi interni. Ciò compromette l’attività metabolica ed endocrina, con conseguente diminuzione della resistenza alle malattie infettive, indebolimento delle ossa, alterazione del ciclo mestruale. Ma la magrezza patologica interferisce anche con le facoltà mentali, che possono risultarne ridotte, con l’umore e con le capacità di relazioni interpersonali. Nei casi più gravi la magrezza patologica può condurre alla morte. Anche per la magrezza esiste una classificazione in tre gradi: il più leggero è il sottopeso, seguono la magrezza moderata e la magrezza grave. Mantenere il peso forma Gli stili di vita propri della nostra società sono caratterizzati da un’estrema sedentarietà, in cui l’attività fisica trova sempre meno spazio. La crescente diffusione del sovrappeso e dell’obesità è dovuta, almeno in parte, proprio a questa preoccupante involuzione. Anche i più giovani trascorrono gran parte delle loro giornate senza dedicarsi all’attività fisica; oltre alle ore dedicate allo studio, che obbligano all’inattività fisica, anche quelle dedicate allo svago si spendono spesso davanti alla tv, alla playstation, al computer o comunque in attività che non sono fisicamente impegnative. Soltanto una piccola parte di loro, inoltre, pratica regolarmente un’attività sportiva. In realtà, non esiste un’età ideale per cominciare a prendersi cura del proprio peso, e non si è mai troppo giovani per cominciare a porre le basi per la propria salute futura: un bambino obeso avrà più probabilità di essere obeso anche da adulto. Tuttavia la correzione del peso, quando necessaria, deve essere condotta con interventi cauti, non troppo drastici; questa è sempre una buona regola, ma la sua importanza è fondamentale specialmente nel periodo che va dall’infanzia all’adolescenza, in cui la crescita ed il corretto sviluppo dell’organismo potrebbero essere compromessi da restrizioni alimentari troppo severe. Il raggiungimento del peso forma, e questo vale sia per l’obesità che per la magrezza, va perseguito con una disciplina sì rigorosa, ma lenta e costante. Soltanto così si può evitare di vanificare i propri sforzi tornando rapidamente al peso sbagliato. Per mantenere il proprio peso nella norma sarà poi opportuno adottare uno stile di vita fisicamente attivo e scegliere preferenzialmente alimenti poveri di grassi e ad alto valore nutrizionale: cereali, ortaggi, frutta. Questi alimenti forniscono relativamente poche calorie, ma il grande volume conferisce loro un buon potere saziante, ed inoltre è ottimo il loro contenuto in sostanze nutritive. Il consumo abbondante di questi prodotti aiuta a mantenere l’equilibrio energetico e apporta grandi quantità di vitamine, minerali, fibra e di altri composti utili a prevenire tumori, malattie cardiovascolari ed altre malattie invalidanti. L’importanza dell’attività fisica Come si è detto, un basso dispendio energetico favorisce lo sbilanciamento dell’equilibrio tra entrate ed uscite caloriche. Se dunque si ha bisogno di interventi correttivi per Test noi consumatori 19 ridurre il proprio peso, è bene affiancare ad un’equilibrata riduzione delle entrate attraverso il controllo dell’alimentazione, anche un incremento delle uscite grazie ad uno stile di vita fisicamente più attivo. Ciò anche in considerazione del fatto che la sedentarietà espone ad un maggior rischio di cardiopatia coronarica, di diabete e di tumore del colon. Livelli medio-alti di attività fisica al contrario contribuiscono a prevenire queste patologie, oltre all’ipertensione ed all’osteoporosi. È poi quanto mai importante che i più giovani si mantengano attivi durante tutto il periodo della crescita delle loro ossa; una volta adulti, il loro scheletro sarà più robusto, e da anziani saranno meno soggetti all’osteoporosi. Direttore: Paolo Landi • Direttore responsabile: Francesco Guzzardi • Comitato di redazione: Riccardo Comini, Pietro Giordano, Fabio Picciolini, Grazia Simone • Amministrazione: Adiconsum, via Francesco Gentile 135, 00173 - Roma • Reg. Trib. Roma n. 350 del 9.06.88 • Iscriz. ROC n. 1887 • Sped. abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art. 1, comma 2, DCB Roma ADESIONI E ABBONAMENTI • Adesione (12 mesi): € 31,00 (€ 15,00 per gli iscritti Cisl e Siulp) • Abbonamento a Test noi consumatori (12 mesi): € 35,00 (€ 25,00 per gli iscritti Cisl e Siulp) • Adesione + abbonamento a Test noi consumatori (12 mesi): € 46,00 (€ 30,00 per gli iscritti Cisl e Siulp) L’abbonamento a Test noi consumatori dà diritto a ricevere in formato elettronico (pdf) o cartaceo: la newsletter settimanale Adiconsum News + gli speciali Adifinanza, Consumi & diritti, Attorno al piatto e gli opuscoli monografici della serie La guida del consumatore. 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