NEV - NOTIZIE EVANGELICHE
protestantesimo - ecumenismo - religioni
Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
22 febbraio 2012
settimanale - anno XXXIII - numero 8
* INTERVISTA: Günther Wenz sul dialogo luterano-cattolico sulla Cena del Signore
* Semi di pace. Al via la XIV edizione del progetto promosso da Confronti
* Ecumenismo. A Beirut una consultazione del CEC sull'“ecumenismo consiliare”
* Evangelici e Primavera araba. A Beirut la prima Conferenza internazionale
* TELEGRAFO: Notizie in breve
* APPUNTAMENTI
* ANTEPRIMA: La “sineddoche” dell’informazione religiosa
INTERVISTA
Günther Wenz: piccoli passi su un cammino da percorrere con tenacia e speranza
a cura di Luca Baratto
Roma (NEV), 22 febbraio 2012 – Il dibattito sulla Cena del Signore è uno dei punti caldi del dialogo
ecumenico contemporaneo. A chiusure scontate si alternano delle importanti aperture, l'ultima in
ordine cronologico quella avanzata qualche settimana fa a un incontro ecumenico a Treviri
(Germania) dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità
dei cristiani, il quale ha auspicato la stesura di un documento luterano-cattolico su chiesa,
eucarestia e ministero (vedi NEV 6/2012). Su questa affermazione di Koch e, più in generale, su
questo tema così controverso, abbiamo rivolto alcune domande al professor Günther Wenz,
direttore dell'Istituto di teologia fondamentale ed ecumenica della Ludwig-Maximlians-Universität di
Monaco di Baviera (Germania), a Roma con un gruppo ecumenico di studenti. Il professor Wenz è
stato membro della Commissione congiunta di dialogo tra la Federazione luterana mondiale e il
Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, nel cui ambito è stato autore di una bozza di
dichiarazione congiunta sulla dottrina della Cena del Signore.
Da esperto in questioni ecumeniche riguardanti il dialogo teologico sull'eucaristia, come
valuta la proposta del cardinale Koch?
Ho avuto modo di incontrare il cardinale Koch proprio in questi giorni, a Roma, con il mio gruppo di
studenti. La sua proposta va nella direzione di un testo intermedio che fotografi l'attuale stato del
dialogo tra cattolici e luterani su questi tre temi collegati. Non quindi la stesura in tempi brevi di una
dichiarazione congiunta come quella che nel 1999 fu firmata sulla giustificazione per fede che
definiva un consenso differenziato su quella dottrina, ma un documento che fotografi lo “stato
dell'arte” e dia delle indicazioni su come proseguire nel dialogo. Si tratta certamente di un passo in
avanti e quindi giudico positivamente l'apertura nel cardinale Koch. In passato simili proposte erano
state rigettate da parte cattolico-romana che insisteva, per quel che riguarda l'eucaristia,
sull'ostacolo, imprescindibile e ancora oggi insuperato, della diversa comprensione del ministero. Si
tratta, quindi, di un nuovo e ulteriore passo in un percorso il cui approdo finale, tuttavia, non è
ancora in vista.
Lei ha citato la Dichiarazione congiunta sulla giustificazione per fede che aveva come
particolarità il fatto di esprimere un consenso differenziato, cioè la consapevolezza che
esiste una diversa comprensione di quella dottrina ma che questa diversità non è oggetto di
scomuniche reciproche. Può essere l'idea di un consenso differenziato il modello per un
accordo sull'eucaristia?
Certamente, è l'obbiettivo che ci proponiamo. E, in parte, è un obbiettivo già raggiunto. Oggi un
accordo differenziato sulla Cena del Signore che prenda in esame le concezioni luterana della
consustanziazione e quella cattolica della transustanziazione, non solo è possibile ma già esiste. La
questione dirimente non sta infatti nel mettersi d'accordo su quello che cattolici e luterani pensano
avvenga nell'eucaristia (se la presenza reale di Cristo comporti o meno la trasformazione degli
elementi nel suo corpo e nel suo sangue, se l'eucaristia si configuri come un sacrificio o meno), ma
rimane la diversa concezione del ministero. Per la chiesa cattolico-romana solo un sacerdote
ordinato da un vescovo inserito nella successione apostolica garantisce la sacramentalità della
Cena del Signore. E, chiaramente, un pastore evangelico non rientra in questa definizione. Il
problema, da sempre, risiede qui e non riguarda tanto, come ho già sottolineato, la teologia della
Cena del Signore, ma piuttosto la concezione della chiesa. Non a caso, il documento proposto dal
cardinale Koch riguarda i tre temi: l'eucaristia, la chiesa e il ministero.
Esistono nell'attuale dibattito ecumenico dei possibili percorsi per affrontare questo punto
nodale?
Il dissenso in realtà riguarda anche le procedure e le priorità del dialogo. Come luterani vorremmo
che una discussione sul ministero partisse dall'analizzare il rapporto tra il sacerdozio di tutti i
credenti e il sacerdozio ordinato: che differenza c'è, di che natura è questa differenza, quale
relazione esiste tra l'uno e l'altro. Da parte cattolica, almeno fino ad oggi, si insiste a partire dal
concetto di successione apostolica, cioè da quella linea episcopale ininterrotta che parte dagli
apostoli ed arriva fino ad oggi, e che la Riforma avrebbe infranto dividendosi da Roma. E' chiaro che
questo punto di partenza squalificherebbe immediatamente le nostre chiese. Detto questo, anche in
questo ambito l'obbiettivo, da parte luterana, è il raggiungimento di un consenso differenziato, cioè
su una dichiarazione che, pur mantenendo una differenza di posizioni sull'idea di ministero, non
impedisca in alcuni casi specifici - come per esempio quello delle coppie miste in cui un coniuge è
cattolico e l'altro protestante - la legittimità dell'ospitalità eucaristica, la possibilità cioè di essere
accolti alla mensa dell'altra chiesa. La strada però è molto lunga e bisogna saperla percorrere con
tenacia e speranza.
Semi di pace. Al via la XIV edizione del progetto promosso da Confronti
A Roma una conferenza stampa con gli operatori di pace israeliani e palestinesi
Roma (NEV), 22 febbraio 2012 - Con una conferenza stampa presso la Camera dei deputati ha
preso il via ieri a Roma la XIV edizione di "Semi di pace". Il progetto è promosso dalla rivista
"Confronti" ed è realizzato con il sostegno dell'8 per mille della Chiesa valdese (Unione delle chiese
metodiste e valdesi). Scopo dell’iniziativa, che si protrarrà fino al 26 febbraio raggiungendo diverse
città italiane, è dare voce ad israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace e al dialogo
interreligioso.
La delegazione di quest'anno è composta da rappresentanti dell'organizzazione per il dialogo
interreligioso Interfaith encounter association (IEA) (Yehuda Stolov, Morad Ahmad Muna),
dell'organizzazione di parenti di vittime del conflitto Parents' Circle (Yuval Rahamim, Rihab Essawi)
e del villaggio cooperativo composto da israeliani e arabo-israeliani Neve Shalom – Wahat alSalam, letteralmente “Oasi di pace” (Daoud Boulos, Eitan Kremer).
Durante la conferenza stampa i delegati hanno condiviso la testimonianza del loro impegno in Medio
Oriente: Stolov ha raccontato che “attraverso gli incontri dell’IEA si sceglie di non parlare di politica
ma di religione, perché lo scopo primario è che gli israeliani e i palestinesi di diversa estrazione
sociale e orientamento politico imparino a conoscersi e scoprire gli orizzonti comuni”, necessità
espressa anche da Muna che ha testimoniato che “l’esperienza degli incontri dell’IEA è stata fonte di
ispirazione per crescere il figlio, nel rispetto dell’altro e con la fiducia di poter almeno tentare il
dialogo con colui che normalmente è visto solo come un nemico”.
Rahamim e Essawi hanno messo in evidenza la necessità di spezzare la spirale d’odio che alimenta
la sete di vendetta, “l’opposizione violenta all’oppressione non è la via della liberazione, ma è una
strada che porta solo sofferenza”.
Boulos ha sottolineato come “il villaggio ‘Oasi di pace’ sia un esperimento che dimostra l’effettiva
possibilità per i due popoli di vivere l’uno accanto all’altro e che la scelta della convivenza sia l’unica
percorribile”, visione confermata da Kremer che ha ricordato che “affinché questa convivenza si
realizzi compiutamente è necessario che lo stato di Israele cessi l’occupazione dei territori
palestinesi”.
Alla conferenza stampa sono intervenute diverse personalità del mondo politico, del giornalismo e
delle organizzazioni per la promozione della pace e del dialogo fra i popoli, fra cui Franco Siddi e
Roberto Natale (Federazione nazionale stampa italiana), i senatori Lucio Malan (PDL) e Vincenzo
Vita (PD), Tana De Zulueta (Comitato italiano ONU per il soccorso e il lavoro dei rifugiati palestinesi
nel vicino Oriente), Giorgio Gomel (Gruppo Martin Buber). (mil)
Ecumenismo. A Beirut una consultazione del CEC sull'“ecumenismo consiliare”
Il ruolo dei consigli cristiani nazionali e regionali nel movimento ecumenico del XXI secolo
Roma (NEV), 22 febbraio 2012 – Nel mondo i consigli cristiani nazionali e regionali sono in costante
aumento ed è un fatto che l'ecumenismo contemporaneo trovi in essi un importante strumento di
unità delle chiese. A loro è stata dedicata la consultazione sull'“ecumenismo consiliare”, convocata
dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) a Beirut (Libano) dal 5 all'11 febbraio scorsi. Nei sei
giorni di lavoro i 33 rappresentanti di organizzazioni ecumeniche nazionali e regionali hanno
discusso del loro ruolo nel quadro del movimento ecumenico del XXI secolo. “L'ecumenismo è una
qualità che deve essere articolata in ogni aspetto della vita cristiana e la conciliarità è parte
essenziale della natura della chiesa”, ha affermato Aram I, Catholicos della chiesa apostolica
armena, definendo i due termini del tema della consultazione. Nel suo discorso in plenaria Aram I ha
inoltre identificato tre tendenze in atto nel mondo cristiano che possono interessare il concetto di
“ecumenismo consiliare”: lo spostamento da un ecumenismo istituzionale a un ecumenismo di base,
lo spostamento da un ecumenismo multiconfessionale ad uno confessionale, e un passaggio da un
ecumenismo globale ad uno regionale e locale.
Alla consultazione è intervenuto anche il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, il
cui intervento ha focalizzato i temi della molteplicità dei soggetti ecumenici, delle chiese che ancora
non si identificano con il movimento ecumenico, e della sostenibilità finanziaria dei consigli regionali
o nazionali. Un intervento particolarmente sentito è stato quello di Paul Rouhana, segretario
generale del Consiglio delle chiese del Medio Oriente (MECC), che ha raccontato delle sfide poste
alle chiese cristiane della regione dalle rivolte della primavera araba, enfatizzando l'importanza per i
cristiani mediorientali di lavorare insieme per la pace e l'unità (vedi notizia successiva). “Questo
incontro si poneva diversi obbiettivi – ha concluso Natasha Klukach responsabile dei programmi del
CEC in Nordamerica, dando una valutazione della convocazione -. C'era urgenza di confrontarsi
sulle sfide concrete che i consigli si trovano ad affrontare nei loro particolari contesti ed anche di
studiare insieme le basi e il ruolo della vita conciliare all'interno del movimento ecumenico. Un
risultato importante è stato creare un'atmosfera di intensa comunione tra i partecipanti, e prestare
ascolto alla testimonianza dei nostri fratelli e delle nostre sorelle mediorientali”.
Evangelici e Primavera araba. A Beirut la prima Conferenza internazionale
Lanciato un appello a favore della creazione di autentici Stati di diritto
Roma (NEV), 22 febbraio 2012 - Si è conclusa con un appello rivolto "a tutte le persone impegnate a
favore di un Medio Oriente pacifico, fondato sulla giustizia, la libertà, il rispetto e la tutela dei diritti
umani", la prima Conferenza internazionale su "Presenza evangelica e cristiana nel Medio Oriente"
tenutasi dal 13 al 15 febbraio a Beirut (Libano). Organizzata dalla Comunione delle chiese
evangeliche mediorientali (CCEM) (luterani, anglicani, riformati), la Conferenza - che ha visto la
partecipazione di numerosi leader religiosi della regione, ma anche di altri paesi del mondo - ha
voluto mettere al centro i radicali cambiamenti sopraggiunti nei paesi sull'altra sponda del
Mediterraneo con la "Primavera araba". Cambiamenti che secondo gli organizzatori hanno un
impatto diretto sul destino degli abitanti cristiani della zona, e che sono vissuti non senza timore per
quel che è ancora di là da venire.
L'appello, indirizzato anche ai concittadini musulmani e a tutte le autorità attualmente al potere,
chiede nella regione la creazione di autentici Stati di diritto fondati su una comprensione moderna di
democrazia, basata non solo sul concetto di libere elezioni, ma anche sull'uguaglianza e la non
discriminazione tra cittadini. "Solo così sarà possibile garantire a tutte le comunità, evangeliche e
non, un Medio Oriente sicuro e prosperoso, in cui nessuno debba vivere nella paura o essere
tentato ad emigrare". Alla luce degli sviluppi che vedono un revival dell'islamismo più radicale nella
zona, scopo della Conferenza è stato quello di aumentare la consapevolezza non solo nell'opinione
pubblica, ma anche nelle autorità politiche, sui rischi che corrono in questo momento tutti i cristiani
mediorientali, e soprattutto gli evangelici che rappresentano una minoranza nella minoranza.
Non è mancato un appello di incoraggiamento rivolto specificamente agli evangelici mediorientali e
in particolare ai giovani: "Non perdete la speranza nonostante le sfide che avete davanti, tenete
fortemente alla fede dei vostri antenati e rimanete radicati alle vostre origini e alla vostra patria.
Invitiamo tutti a lavorare per la riconciliazione e la pace in Medio Oriente tenendo fermi i valori della
libertà e della dignità umana per tutti". L'appello si conclude con l'augurio che tutti i cristiani
mediorientali possano impegnarsi a favore di un rinnovamento delle proprie chiese e che possano
essere partecipi alle riforme delle loro società.
Tra i relatori sono intervenuti Rosangela Jarjour, segretario generale della CCEM; il pastore Salim
Sahiouny, presidente del Consiglio superiore della Comunità evangelica in Siria e Libano; Andrea
Zaki, presidente della CCEM, nonché vicepresidente del Consiglio delle chiese evangeliche in
Egitto; il vescovo Munib Younan, presidente della Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra
Santa, nonché presidente della Federazione luterana mondiale (FLM); Paul Rouhana, segretario
generale del Consiglio delle chiese del Medioriente (MECC); il pastore Thomas Wipf, presidente
della Comunione delle chiese protestanti in Europa (CCPE); Tarek Mitri, deputato e già ministro
libanese; e il deputato libanese Farid El Khazen.
TELEGRAFO
(NEV) - La biblioteca comunale di Aulla (MS), distrutta dall'alluvione dell'ottobre scorso, tornerà a
vivere grazie alla donazione di circa 8 mila volumi provenienti dal patrimonio librario che
rappresenta il lascito dello storico Giorgio Spini, scomparso sei anni fa. Un patrimonio di volumi,
finora conservati nella casa di Fiesole, che spaziano dalla storia della Toscana fino a quella degli
Stati Uniti, e poi alla storia delle religioni in Italia e in Europa. ''Siamo stati colpiti profondamente
dall'alluvione che ha devastato terre cui sono molto legato - ha dichiarato Valdo Spini -. Mia sorella,
mio fratello ed io siamo convinti di dare con questa donazione un contributo utile alla rinascita della
città e di tutta la zona". ''Ringrazio Valdo, Daniele e Debora Spini per questo atto esemplare - ha
commentato il commissario straordinario per l'emergenza Enrico Rossi -. La ricostruzione, dopo una
catastrofe come quella che ha colpito la Lunigiana e Aulla in particolare, passa anche attraverso la
ricomposizione delle coscienze, non solo degli edifici. E una biblioteca pubblica può rappresentare
un tassello centrale di quest'opera".
(NEV) – Dallo scorso 17 febbraio è on-line il "Dizionario biografico dei protestanti in Italia" curato
dalla Società di studi valdesi. Delle sezioni previste, che spaziano dal XVI al XX secolo, è
attualmente attiva quella relativa al XIX secolo con le biografie di figure note e meno note del
protestantesimo storico italiano, vissute a cavallo dell'Unità d'Italia. Alle voci biografiche si
accompagnano alcune schede che ricostruiscono i profili storico-istituzionali di enti e istituti. Il
numero delle schede si amplierà progressivamente, per abbracciare anche gli altri periodi storici. La
speranza è di ricevere contributi e materiali, che permettano di arricchire e rendere sempre più
completo il Dizionario. (www.biografieprotestanti.it; www.studivaldesi.org/dizionario/index.php).
(NEV/WCC) - I membri del Comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) riuniti a
metà febbraio a Ginevra hanno mandato un messaggio pastorale alle chiese di Siria in segno di
solidarietà per le terribili prove cui sono attualmente sottoposte, a causa del grave deterioramento
della situazione nel loro paese. L'auspicio espresso dall'organismo decisionale del CEC tra due
Assemblee è quello che cessino le violenze e che dal conflitto nasca un dialogo nazionale fondato
sulla pace accompagnato dalla giustizia, dal riconoscimento dei diritti della persona e dalla dignità
umana, nonché dalla necessità di vivere insieme nel mutuo rispetto.
(NEV/EKD) - Il premio della Giuria ecumenica della 62a edizione del Festival del cinema di Berlino
(9-19 febbraio) è andato al film "Cesare deve morire" di Paolo e Vittorio Taviani (Italia 2011). La
Giuria, composta da sei esponenti delle associazioni cinematografiche Interfilm (protestante) e
Signis (cattolica), ha voluto premiare il "potere della libertà stupendamente espresso dai detenuti del
carcere di massima sicurezza di Rebibbia intenti ad interpretare la pièce di Shakespeare. Le
avvincenti scoperte di similitudini caratteriali suscitano compassione per la condizione umana". Una
menzione speciale è invece andata a "Rebelle" di Kim Nguyen (Canada 2012).
(NEV/ENI) – “Cento giorni di pace” è il titolo di un'iniziativa che comunità di fede e associazioni della
società civile stanno organizzando a Londra in vista dei Giochi olimpici della prossima estate.
Prendendo spunto dalla tregua olimpica che nell'antichità fermava i conflitti durante il periodo dei
giochi, comunità religiose, scuole, associazioni della capitale britannica saranno coinvolte in progetti
ecumenici e interreligiosi, dibattiti, incontri e nella costruzione in diversi quartieri londinesi di Giardini
della pace. “Nel luglio del 2005, mentre ancora gioiva per l'assegnazione dei Giochi olimpici, Londra
ha sperimentato la violenza degli attacchi terroristici che provocarono 52 morti e 700 feriti - ricorda
Barbara Kentish, tra gli attivisti della campagna -. La scorsa estate sono esplosi tumulti e saccheggi.
Nella nostra città non c'è mai stato maggior bisogno di pace”. Molte delle iniziative avranno luogo
nelle strade londinesi, anche con la finalità di prevenire la criminalità giovanile e l'uso delle armi da
taglio causa di un numero crescente di omicidi tra bande di adolescenti.
(NEV/WCC) - Con l'inizio del periodo quaresimale la Rete ecumenica per l'acqua (ENW)
(http://water.oikoumeme.org) propone la V edizione di “Sette settimane per l'acqua” un percorso di
azione e riflessione per fare della distribuzione e dell'accesso alle risorse idriche un diritto di ogni
essere umano. Tema di quest'anno è “L'economia dell'acqua” e vuole concentrarsi principalmente
su questioni quali la gestione e il consumo dell'acqua, il suo uso agro-alimentare, gli effetti dei
cambiamenti climatici. “L'acqua è la linfa vitale del pianeta come pure dell'economia. E' un elemento
cruciale per lo sviluppo sostenibile riguardo alla salute, al cibo, alla sicurezza, all'energia e alla
povertà”, ha spiegato Maike Gorsboth, coordinatore della ENW. Ogni settimana sul sito della Rete
verranno proposte riflessioni bibliche, link a campagne mirate e suggerimenti per agire sul proprio
territorio. Il contributo teologico di questa prima settimana è offerto da Konrad Raiser, ex segretario
generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Nel percorso di riflessione verrà dato
particolare rilievo alla Giornata ONU per l'acqua, il prossimo 22 marzo, e alla celebrazione del
Giovedì Santo. Il materiale è disponibile in francese, inglese, spagnolo e tedesco.
(NEV) - Una pastora protestante lesbica di 46 anni, Eli Wolf, sposata alla viceministro ecologista per
la Salute del Nord Reno-Westfalia, Marlis Bredehorst, 55 anni, sta per diventare madre grazie a
un'inseminazione artificiale. A rivelarlo sulla rivista Bild è la stessa coppia che dichiara di aver
ricevuto solo manifestazioni di simpatia nei rispettivi luoghi di lavoro. La pastora Wolf, che e' al
quinto mese di gravidanza ed esercita la propria missione pastorale a Francoforte, annuncia di voler
presto chiedere il congedo parentale per andare a vivere con la compagna nella comune casa di
Colonia. La notizia della gravidanza, ha voluto sottolineare Wolf, ha suscitato reazioni positive
nell'ambito della chiesa, fatto, quest'ultimo, che ha aggiunto un'ulteriore gioia a quella già grande
della prossima nascita.
(NEV) - L’Alta Corte dello stato di Jammu e Kashmir (India) ha annullato le accuse contro il pastore
C.M. Khanna, accusato di proselitismo, stabilendo la tutela delle garanzie costituzionali e il suo
diritto a soggiornare in India. La Corte - riferisce l'agenzia Fides citando fonti locali - ha anche
ordinato la fine di ogni attività investigativa della polizia sul caso, ritenendo infondata l’accusa di
“seminare ostilità religiosa”. All'annuncio della sentenza, il Consiglio dei cristiani indiani ha espresso
soddisfazione attraverso un comunicato stampa: “L'annullamento delle accuse è una mossa nella
giusta direzione per garantire il rispetto dello stato di diritto”. Khanna, pastore della All Saints Church
di Srinagar, era stato arrestato e sottoposto a una Corte islamica che, dopo un processo sommario
e sotto la pressione di gruppi estremisti, lo aveva dichiarato colpevole. Gruppi della società civile
avevano rimarcato che “la Corte islamica non ha alcun potere legale e nessuna giurisdizione
nell’Unione indiana”, invocando “il restauro della legalità e l’intervento degli organi federali”. La
vicenda è stata il detonatore di una nuova esplosione di intolleranza e di estremismo religioso in
Kashmir, Stato indiano a maggioranza musulmana, che si è rivolta in particolare contro gli istituti di
istruzione gestiti dalla minoranza cristiana nello Stato. I cristiani locali auspicano che il verdetto
dell’Alta Corte “serva a riportare pace e armonia nel Kashmir”.
(NEV) - E' in libreria il libro di Aldo Moda “Lo Spirito Santo. Alcune piste di riflessione nella teologia
sistematica cattolica a partire dal Vaticano II” (ed. Claudiana, pagg. 112, euro 12.50). L'autore
esamina con grande ampiezza il modo in cui la teologia cattolica ha trattato il tema dello Spirito a
partire dal Concilio Vaticano II - visto come fondamentale momento di svolta e rinnovamento della
dottrina trinitaria - e ne mette in dialogo il pensiero con la riflessione protestante - soprattutto quella
di Barth, Pannenberg, Moltmann e Jüngel - e la tradizione ortodossa. Dopo un'analisi delle principali
riflessioni della recente teologia cattolica sulla Trinità, in particolare quelle di Rahner, Balthasar e
Bouyer, Moda si concentra sul tema dello Spirito Santo, con particolare riferimento a Congar,
Mühlen e, ancora, Balthasar e Bouyer. Claudiana, via S. Pio V 15, 10125 Torino; www.claudiana.it
(NEV) – E' dedicato a “L'amico dei fanciulli (1870-2012). L'avventura di un periodico evangelico” (ed.
Claudiana, pagg. 64, euro 4.90) l'opuscolo pubblicato dalla Società di studi valdesi in occasione del
XVII Febbraio. Ne è autrice Sara Tourn che ripercorre i 140 anni di questa pubblicazione per
l'infanzia che nasce nell'Italia post-risorgimentale, attraversa il fascismo e giunge fino ad oggi.
L'opuscolo ne descrive i cambiamenti in quanto all'immagine – dalle incisioni in bianco e nero alle
illustrazioni a colori ai fumetti – analizzandone i contenuti: la centralità dei temi sociali, l'introduzione
della realtà valdese, l'esaltazione delle scoperte scientifiche, la riflessione sul razzismo e la pace tra
i popoli. Una pubblicazione che, mantenendo fede al suo nome, ha sempre voluto essere una
presenza amichevole, mai polemica, intenta ad una missione educatrice basata sull'esempio,
l'affetto e la libertà, per far emergere l'immagine di un altro Amico, quello con la A maiuscola,
raccontato e testimoniato dalle pagine evangeliche. Società di studi valdesi, via Beckwith 3, 10066
Torre Pellice (TO), www.studivaldesi.org; Claudiana, via S. Pio V 15, 10125 Torino;
www.claudiana.it.
APPUNTAMENTI
ROMA – Giovedì 23, la libreria Claudiana invita alla presentazione del libro di Ezio Fattiboni “Il pane
e il sangue” (ed. Araba Fenice). Oltre all'autore intervengono Laura Ronchi e Luca Baratto. Alle 18
presso la sala valdese, via Marianna Dionigi 59.
GROSSETO – Venerdì 24, il Centro culturale protestante “Associazione Rosa Parks” organizza la
conferenza-dibattito “Rosa Parks e i diritti umani oggi”. Con Silvia Rapisarda e Maurizio Buzzani.
Alle 17.30 presso la sala Cesvot, via Ginori 17/19.
TORINO – Venerdì 24, la Consulta torinese per la laicità delle istituzioni organizza la presentazione
del VII Rapporto sulla secolarizzazione in Italia, curato dalla Fondazione critica liberale e dalla CGIL
Nazionale. Partecipano Tullio Monti, Guido Ercolessi, Chiara Saraceno, Franco Garelli. Alle 18
presso il Circolo dei lettori, via Bogino 9.
POMARETTO (Torino) – Venerdì 24, nell'ambito degli incontri culturali 2012 “Vita e cultura nelle valli
Chisone, Germanasca e Pellice”, Gabriella Ballesio e Matteo Rivoira presentano il libro di Sergio
Velluto “Il pretesto” (ed. Claudiana). Alle 20.45 presso la sala incontri della Scuola Latina, via
Balziglia 103.
VELLETRI (Roma) - Dal 24 al 26 febbraio, a conclusione del “Progetto profughi del Nord Africa”,
coordinato dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e finanziato dall'8 per mille
della Tavola valdese, convegno dal titolo “Accoglienza: vocazione costante delle chiese”. Presso il
Centro metodista Ecumene, contrada Cigliolo.
MILANO – Sabato 25, il Centro culturale protestante invita all'incontro con Marilia Albanese sul tema
“La donna in India: tra mito e realtà”. Alle 17 presso la libreria Claudiana, via Francesco Sforza 12a.
TORRE PELLICE (Torino) – Sabato 25, nell'ambito del progetto “Semi di pace. Il conflitto israelopalestinese raccontato da operatori di pace” organizzato dalla rivista Confronti, la libreria Claudiana
invita all'incontro con Rihab Essawi e Yuval Rahamim dell'associazione Parents’ Circle. Alle 17
presso la Civica Galleria “Filippo Scroppo”, via D'Azeglio 10.
VENEZIA/MESTRE – Sabato 25, conferenza di Lothar Vogel sul tema “Il Risorgimento e la nascita
del protestantesimo in Italia”. Alle 17.30 presso la chiesa valdese, via Cavallotti 8.
PALERMO – Sabato 25, in occasione della Settimana della Libertà, Sabato Cineforum invita alla
proiezione dello spettacolo teatrale di Corrado Augias “Le fiamme e la ragione. Vita e morte di
Giordano Bruno”. Alle 19.30 presso il salone della chiesa valdese di via Spezio 43.
TORINO – Domenica 26, consegna del premio “Guido Fubini” a Stefano Gagliano, per la tesi di
dottorato “Egualmente liberi? Libertà religiosa e chiese evangeliche in Italia (1943-1955)”. Alle 11
presso la Comunità ebraica, piazzetta Primo Levi 12.
IVREA (Torino) – Domenica 26, per il ciclo di incontri “Schola valdese”, organizzato con la Facoltà
valdese di teologia, lezione di Maurizio Abbà sull'introduzione al Nuovo Testamento. Alle 15 presso
la chiesa valdese, via Torino 217.
SUSA (Torino) – Domenica 26, in occasione del XVII Febbraio, la chiesa valdese invita alla
conferenza di Yann Redalié sul tema “Il Protestantesimo e i primi Cristiani. Da Paolo a Gesù”. Alle
15.30 presso l’aula consiliare del Comune.
MILANO – Lunedì 27, per la serie “Le interviste di Platone. Aperitivi con l'autore”, organizzata dalla
libreria Claudiana, Giuseppe Platone intervista Lorenzo Tibaldo, autore de “Il viandante della libertà.
Jacopo Lombardini, 1892-1945” (ed. Claudiana). Alle 18 in via Francesco Sforza 12a.
AOSTA – Martedì 28, nell'ambito del ciclo “Schola valdese – Studi biblici del martedì” sul tema “Il
tesoro e la perla. Le parabole di Gesù per una grammatica della fede”, organizzato dalla chiesa
valdese valdostana in collaborazione con la Commissione sinodale per la diaconia (CSD) e il
settimanale “Riforma”, Maurizio Abbà interviene sulle “Parabole per una prassi diversa: il buon
samaritano; lo stolto ricco; il ricco e Lazzaro; il fariseo e il pubblicano”. Alle 18 in via Croix de Ville
11.
ROMA – Martedì 28, il Gruppo donne delle Comunità cristiane di base e la Federazione donne
evangeliche in Italia (FDEI) invitano all'incontro “Fili traditi? Vent'anni di teologia femminista in
dialogo con i saperi e le pratiche delle donne”. Intervengono, Elizabeth Green, autrice del libro “Il filo
tradito, vent'anni di teologia femminista” (ed. Claudiana), Marinella Perroni e Bia Sarasini; modera
Gianna Urizio. Alle 18 presso la Casa Internazionale delle donne, sala Simonetta Tosi, via della
Lungara 19.
MILANO – Martedì 28 per il ciclo di “Incontri ecumenici sul Vangelo” sul tema “Beati i poveri.
L'economia di Dio nei vangeli sinottici”, organizzato dal Centro culturale protestante e dalla
Federazione Culturale “S. Fedele”, Giuseppe Platone e Giovanni Santambrogio intervengono su “I
lavoratori delle diverse ore e la giustizia di Dio”. Alle 18.30 in via Hoepli 3a.
TORINO – Mercoledì 29, per il percorso di studio biblico “Famiglie in trasformazione”, organizzato
dalle chiese battiste e valdese del capoluogo piemontese, Luca M. Negro parla di “Matrimonio e
benedizioni”. Alle 18 presso la chiesa battista di via Passalacqua 12. La stessa conversazione sarà
tenuta il giorno dopo, giovedì 1, alle 16 e alle 20.45 presso la Casa valdese, corso Vittorio
Emanuele 2.
TELEVISIONE – Lunedì 27, su RAIDUE alle 9.30, la rubrica “Protestantesimo” manda in onda la
replica della puntata con i servizi “Settimana della libertà. Dal Patto alla cittadinanza” e “Pregare in
Musica. L’ultima Cena. La Passione secondo Matteo di J. S. Bach”. Partecipano il musicologo Guido
Barbieri e il teologo Paolo Ricca. Le trasmissioni sono disponibili anche sul sito della RAI, attraverso
il link alla pagina www.fedevangelica.it/servizi/ssrtv041.php.
RADIO – Ogni domenica mattina alle 7.30 su RAI Radiouno, “Culto Evangelico” propone una
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ANTEPRIMA
La “sineddoche” dell’informazione religiosa
di Paolo Naso
Roma, 22 febbraio 2012 (NEV) - Pubblichiamo in anteprima un articolo di Paolo Naso che verrà
pubblicato con il prossimo numero del mensile “Confronti” quale contributo specifico di un più ampio
servizio dedicato al tema del servizio pubblico radiotelevisivo.
Un tempo c’erano Protestantesimo e Sorgente di Vita. Insieme al Meteo sono le rubriche da più
tempo inserite nel palinsesto di Raidue. Rubriche anomale, dal momento che benché targate RAI in
virtù di due distinte convenzioni, la loro realizzazione è affidata alla Federazione delle chiese
evangeliche in Italia e all’Unione delle comunità ebraiche. Correva l’anno 1973 e nell’ambito del
contratto di servizio pubblico e della politica “dell’accesso”, l’azienda radiotelevisiva sentì il bisogno
di aprire due finestre su alcune storiche comunità religiose: i protestanti e gli ebrei. Allora, in un’Italia
confessionalmente più monolitica di oggi, fu un passo innovativo e coraggioso che affermò che il
“pluralismo” del servizio pubblico non poteva esaurirsi nel dare voce a diverse forze politiche ma si
doveva allargare anche ai temi religiosi e culturali.
Quasi quarant’anni dopo siamo sostanzialmente allo stesso punto anzi, per certi aspetti, peggio.
Negli anni ’70 la collocazione oraria delle due rubriche “religiose non cattoliche” era decisamente più
favorevole di oggi: attualmente, infatti, la messa in onda avviene alla domenica e al lunedì sera ben
oltre l’una di notte con replica il lunedì mattina alle 9,30: troppo tardi per chi lavora, troppo presto per
chi si prepara a cucinare o a pranzare.
Ma il problema non è solo di collocazione oraria. La funzione di Protestantesimo e di Sorgente di
vita, pur importante, non è certo sufficiente a rappresentare ciò che si muove nell’Italia di oggi. Lo
scorso 29 gennaio la rubrica del TG 3 persone ha mandato in onda uno splendido servizio di Lucia
Ferrari sul più noto maestro zen italiano, il maestro Fausto Taiten Guareschi. Ecco un esempio di
quello che il servizio pubblico dovrebbe essere riguardo alle religioni: una finestra su una realtà che
negli ultimi vent’anni si è arricchita di innumerevoli presenze di individui e di comunità. Potremmo
anche citare l’eccellenza della rubrica radiofonica Uomini e profeti (Radiorai 3) ma una o due rondini
non fanno primavera.
Oggi l’Italia si può (e si dovrebbe) raccontare anche visitando i sikh di origine indiana che lavorano il
parmigiano o che producono mozzarelle di bufala sulla costa laziale; seguendo con la telecamera
una delle centinaia di migliaia di donne rumene, moldave e ucraine che tra un lavoro di cura e l’altro
trovano il tempo di frequentare una chiesa ortodossa; documentando che cosa accade in un centro
islamico in occasione della Festa del sacrificio, spiegando l’architettura di una chiesa protestante,
partecipando a un culto pentecostale. Si potrebbe (e si dovrebbe) ma non accade ed è, per così
dire, un’omissione di realtà.
Ma un vero pluralismo religioso richiederebbe anche altro: i racconti di uomini e donne che vivono
intensamente la loro fede, da soli, non esauriscono i doveri di pluralismo, anche religioso, del
servizio pubblico. Piaccia o no, oggi le religioni sono tornate “per strada” ed esprimono idee,
proposte, esempi che contribuiscono al dibattito pubblico esattamente come una fondazione
culturale, un sindacato o un ordine professionale. Su temi come l’ambiente, la bioetica, le risorse, gli
stili di vita, i modelli educativi le comunità di fede hanno qualcosa da dire - giusto o sbagliato che ci
appaia poco importa - in quello spazio pubblico che deve caratterizzare ogni società democratica e
pluralista. Non hanno l’ultima parola - come qualcuno, soprattutto in Italia, pretenderebbe - ma
hanno diritto di parola. Con altri, come altri. E questo è il buco più grosso del servizio pubblico
radiotelevisivo. In qualsiasi TG o talk show, quando si affrontano temi religiosi il sacerdote cattolico
e solo lui parla per tutti i credenti. Pars pro toto o sineddoche, come ci hanno insegnato al Liceo.
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NEV n. 8 del 22 febbraio 2012