NEV - NOTIZIE EVANGELICHE
protestantesimo - ecumenismo - religioni
Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
21 marzo 2012
settimanale - anno XXXIII - numero 12
* EDITORIALE: Gli immigrati, la religione e l'integrazione, di Paolo Naso
* Religioni, cultura e integrazione. Costituita Conferenza permanente dal ministro Riccardi
* Essere chiesa insieme. Seminario interculturale sui temi della salute, malattia e sofferenza
* Diritti. Bonafede: giusto allargare il concetto di famiglia ai rapporti affettivi stabili
* Francia. La Federazione protestante entra nel dibattito politico sulle presidenziali
* Strage di Tolosa. I cristiani francesi solidali con la comunità ebraica
* Bioetica. A Bergamo la chiesa valdese apre uno sportello per il testamento biologico
* TELEGRAFO: Notizie in breve
* APPUNTAMENTI
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AVVISO PRESENTAZIONE LIBRO
"Un patto per il futuro. Teologia, società e politica"
a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
martedì 27 marzo, alle 13,00
sala stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4
intervengono: Benedetto Della Vedova, Lucio Malan, Fabio Mussi, Vincenzo Vita
modera: Paolo Naso
conclusioni: Massimo Aquilante, presidente FCEI
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EDITORIALE
Gli immigrati, la religione e l'integrazione
di Paolo Naso, politologo, coordinatore di Essere chiesa insieme
Le comunità religiose degli immigrati costituiscono una presenza sempre più visibile e
socialmente rilevante. Per anni si è parlato soprattutto dei musulmani e dei centri di preghiera
che sorgevano come funghi in città che osservavano sorprese e preoccupate questa nuova
presenza. Ma oggi ad oltre un milione di musulmani si sono aggiunti almeno ottocentomila
ortodossi che molto spesso si riuniscono in chiese cattoliche dismesse e circa trecentomila
evangelici provenienti soprattutto dall'Africa occidentale, dalle Filippine, dalla Corea del Sud e da
alcuni paesi dell'America Latina. Oltre ovviamente a molti altri credenti sikh, induisti, buddhisti e
così via.
La storia ormai più che centenaria dei grandi flussi migratori ci insegna che la religione, le sue
tradizioni e i suoi simboli, costituiscono dei beni preziosi che ogni migrante porta con sè e che,
spesso, rivaluta ed enfatizza proprio nel paese in cui finisce per stabilirsi. La religione costituisce
dunque un importante elemento dell'identità dei migranti, la radice forse più solida di una cultura
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e di una tradizione che, almeno all'inizio del loro percorso di integrazione, essi intendono
proteggere con particolare determinazione. Idealmente, infatti, la religione aiuta a riconnettersi
con quello che si è lasciato e ad affrontare l'impatto con nuove culture e nuovi comportamenti.
Per migliaia di donne dell'est europeo, per fare un esempio, la parrocchia ortodossa è uno dei
pochi spazi di socializzazione e di ritrovo al di fuori degli ingranaggi di impegnativi lavori di cura.
Per molti immigrati la pratica religiosa e l'incontro con sorelle e fratelli nella fede costituiscono
quindi una risorsa spirituale e sociale di primaria importanza.
Riconosciuta questa realtà, però, la storia dei processi migratori insegna anche che le comunità
religiose possono svolgere funzioni sociali molto diverse e talvolta di esito opposto. In qualche
caso possono costituire un muro che paradossalmente rallenta il percorso di integrazione:
comunità chiuse, impermeabili all'esterno, autocentrante, alimentano un'identità statica, sempre
uguale a se stessa, estranea se non antagonista alla società circostante. Alcune moschee nel
Regno Unito ma anche molte chiese evangeliche, ad esempio nei paesi scandinavi, hanno finito
per costituirsi come un muro di protezione ma anche di isolamento dal contesto sociale, con
effetti drammatici dal punto di vista dell'integrazione. Ma, nella misura in cui riescono ad aprirsi
all'esterno e a stabilire positive relazioni con le corrispettive realtà italiane, le comunità religiose
possono anche essere un ponte, un potente vettore di percorsi di integrazione ed inclusione
sociale. L'intera esperienza di Essere chiesa insieme, sia pure nella varietà e nella flessibilità dei
modelli sperimentati, va in questa direzione.
La novità di questa settimana è che il governo ha finalmente deciso di prendere atto di questa
"ambiguità" del ruolo sociale delle comunità di fede degli immigrati, delle sue potenzialità ma
anche dei rischi che essa porta con sè. Ed a questo riguardo, la decisione del ministro Riccardi di
istituire una Conferenza permanente sul tema "Religioni, Cultura, Integrazione" costituisce una
novità rilevante. Sbaglia chi pensa che con questo si vogliano "confessionalizzare" le politiche
migratorie sottraendole a un pubblico confronto laico. Al contrario, la Conferenza affida alle
comunità di fede una decisiva funzione civile: il riconoscimento del loro ruolo sociale, infatti,
implica che esse si attivino molto più di quanto hanno fatto sin qui per sostenere percorsi di
apprendimento della lingua, di promozione della cultura della legalità, di conoscenza dei
fondamenti costituzionali: in una parola, di "integrazione". Alcune comunità sono più pronte di
altre a raccogliere questa sfida, altre saranno più lente e persino reticenti. Ma vedere allo stesso
tavolo cattolici e buddisti, sikh e ortodossi, evangelici e buddhisti conferma quello che da anni è
evidente : l'immigrazione sta ridisegnando il profilo religioso dell'Italia ed è tempo che a questo
cambiamento le istituzioni garantiscano il dovuto riconoscimento culturale e giuridico. (nev-notizie
evangeliche 12/2012)
Religioni, cultura e integrazione. Costituita Conferenza permanente dal ministro Riccardi
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - Religioni, cultura e integrazione: su questi temi il 19 marzo si è
costituita una Conferenza permanente promossa dal ministro per la Cooperazione internazionale
e l'integrazione, Andrea Riccardi. Insieme a lui, a varare questa inedita struttura consultiva, il
ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri.
Numerosi gli interventi di alcuni esperti e dei rappresentanti delle comunità religiose presenti:
induisti, buddisti, musulmani, sikh, cattolici, ortodossi - presente il vescovo romeno Siluan. Gli
evangelici erano rappresentati dal pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione
delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e della Commissione delle chiese evangeliche per i
rapporti con la Stato (CCERS). Presente anche Paolo Naso, che coordina il progetto Essere
chiesa insieme (ECI) della FCEI e il Master in religioni e mediazione culturale istituito
all'Università di Roma La Sapienza.
"Apprezziamo l'iniziativa del Ministro - ha affermato il pastore Aquilante - che nel pieno rispetto
del principio di laicità, riconosce il ruolo pubblico delle religioni anche sul piano dei processi di
integrazione degli immigrati. In questo quadro voglio sottolineare che ogni processo di
integrazione implica uno spostamento dalle posizioni di partenza e costruisce un novum, una
situazione inedita che modifica la realtà preesistente. E' quello che stanno vivendo le comunità
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evangeliche italiane, arricchite dalla presenza crescente di immigrati che in esse trovano la loro
casa spirituale".
Naso ha quindi riconosciuto come l'iniziativa del ministro sposti l'orientamento del vettore delle
politiche migratorie dai problemi dell'emergenza, della devianza e dell'allarme sociale alle sfide
dell'integrazione e della coesione sociale. "E' uno spostamento importante che attendevamo da
tempo e che finalmente allinea anche l'Italia all'Europa. Il problema - ha però sottolineato con
preoccupazione - è che mentre si innova su questo terreno permangono gravi criticità nella
normativa generale sulla libertà religiosa che finiscono per penalizzare soprattutto le comunità di
immigrati: pensiamo al fatto che decine di comunità sono di fatto sfrattate dai propri locali di culto
e che diventa sempre più difficile ottenere il riconoscimento dei ministri di culto. Così facendo le
istituzioni, oltre a violare un principio istituzionale, ci priviamo di preziose risorse nel settore della
mediazione culturale e del sostegno all'integrazione".
Il ministro Riccardi ha concluso affermando di voler aprire dei dossier sui temi proposti e si
impegna a riconvocare periodicamente la Conferenza su specifici temi quale, ad esempio, la
scuola.
Lo scorso 15 marzo il pastore Aquilante è stato ricevuto dal ministro Riccardi in un colloquio
privato, in quella occasione il ministro ha presentato al presidente FCEI la Conferenza
permanente.
Essere chiesa insieme. Seminario interculturale sui temi della salute, malattia e sofferenza
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - Proseguono i seminari organizzati da Essere chiesa insieme (ECI)
- il programma della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) teso a promuovere
l'integrazione multietnica degli evangelici in Italia - nell'ambito del Laboratorio interculturale di
formazione e accoglienza (LINFA). Circa cinquanta i partecipanti, sia italiani che stranieri, a un
incontro svoltosi dal 16 al 18 marzo presso il Centro diaconale “La Noce” di Palermo che ha
posto attenzione ai temi del corpo, della malattia e della guarigione. "Sono temi pastoralmente
molto importanti che dobbiamo imparare ad affrontare con la Bibbia e, per così dire, con il
microscopio - ha affermato in apertura la pastora Anne Zell, tra i consulenti teologici di questo
percorso di formazione. - La nostra fede deve insomma convivere tanto con la dimensione del
miracolo che con quella della scienza".
Il pastore Elymas Newell ha quindi arricchito questa impostazione chiarendo come questi stessi
temi si propongano nella tradizione africana, "nella quale tutto è spirituale e tutto si riconduce alla
sfera della trascendenza. La predicazione degli africani e agli africani - ha sottolineato - non può
prescindere da questo dato". Il tema è stato ripreso dai teologi Yann Redaliè e Corinne Lanoir,
docenti rispettivamente alla Facoltà valdese di teologia di Roma e all'Istituto protestante di Parigi.
"Il tema ruota attorno al nesso tra ciò che è possibile e ciò che è impossibile - ha affermato il
primo - ed è in questa prospettiva che dobbiamo analizzare, ad esempio, i miracoli di Gesù". Il
fotolinguaggio e altre tecniche di animazione hanno aiutato i partecipanti a confrontarsi su alcuni
testi biblici.
La seconda parte del seminario è stata dedicata a specifiche esperienze di lavoro interculturale in
ambiti strettamente collegati al "corpo": la pastorale negli ospedali (Francis Rivers e Kristin
Langstraat, entrambi impegnati nella cappellania negli ospedali), la mediazione culturale
(Francesca Cozzi con Abdel Fizazi), il carcere (Francesco Sciotto, pastore e direttore del Centro
diaconale La Noce di Palermo), l'accompagnamento delle donne vittime di tratta (Vivian Wivoloku
del “Pellegrino della terra” che da anni opera a Palermo in questo delicato settore).
Nella giornata conclusiva i partecipanti hanno condiviso il culto celebrato nella chiesa valdese di
via Spezio e in quella metodista adiacente al Centro diaconale. Il seminario di Palermo segue
quello svoltosi a gennaio presso il Centro metodista di Ecumene (Velletri, Roma) e precede
quello programmato a Brescia dal 1° al 3 giugno prossimi, centrato sul tema delle "seconde
generazioni".
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Diritti. Bonafede: giusto allargare il concetto di famiglia ai rapporti affettivi stabili
Apprezzamento della moderatora valdese per la sentenza della Cassazione sulle coppie gay
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - A proposito della sentenza della Corte di Cassazione dello scorso
15 marzo, in cui si afferma che le coppie omosessuali hanno il “diritto alla ‘vita familiare’” e a
“vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di un “trattamento omogeneo a
quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”, la pastora Maria Bonafede, moderatora della
Tavola valdese, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Sono convinta che fosse necessario allargare il concetto di famiglia ai diversi rapporti affettivi
stabili e soprattutto che si allarghino i diritti ai soggetti di queste unioni, ad esempio quello alla
reversibilità della pensione o quello di visita in ospedale o nei luoghi di detenzione. Mi rallegro
quindi sia della decisione della Cassazione, sia di quella del Parlamento Europeo (vedi NEV
11/2012). E non si tratta solo dei rapporti omoaffettivi a mio avviso. Conosco situazioni di
persone che convivono da una vita perché sono amiche, o perché la vita le ha portate a
condividere la loro solitudine, persone anziane che hanno trascorso dieci o vent’anni prendendosi
cura una dell’altra e che non hanno mai potuto in nessun modo aver diritto di mantenere lo
stesso contratto di affitto o percepire la reversibilità della pensione nel momento del decesso
della persona con cui hanno ‘fatto famiglia’. Io non credo che si debba necessariamente ricorrere
al matrimonio, ma un riconoscimento giuridico delle unioni stabili sì, è importantissimo proprio
pensando ad una società in cui il concetto stesso di famiglia si è profondamente modificato e le
situazioni affettive e di mutuo soccorso sono effettivamente diventate situazioni in cui si vivono
sentimenti forti di tipo familiare. Nel senso in cui va una antica parola biblica che si riferiva ai
viandanti confrontati con le difficoltà che comportavano i lunghi spostamenti a piedi: “Due
valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade,
l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo
rialzi!”(Ecclesiste 4,9-10). Il ‘viaggio’ della vita è spesso altrettanto difficile ed è una cosa buona
poterla condividere in varie forme. E’ importante che il diritto riconosca le varie forme di unioni di
tipo familiare che esistono e le tuteli.”
Nel 2011 il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, a partire dalla benedizione delle coppie di
credenti dello stesso sesso, ha invitato le chiese a proseguire la riflessione estendendola ai temi
della famiglia e della genitorialità.
Francia. La Federazione protestante entra nel dibattito politico sulle presidenziali
Pubblicato un articolato documento di riflessione dal titolo: "Verità, Solidarietà, Esemplarità"
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - L'appello alla fiducia come fondamento del legame sociale è uno
dei fili conduttori dell'agile opuscoletto presentato in questi giorni dalla Federazione protestante di
Francia (FPF) dal titolo: "Verità, Solidarietà, Esemplarità". L'idea è di proporre in questo periodo
di campagna elettorale - il 22 aprile in Francia è previsto il primo turno delle presidenziali - una
riflessione su alcuni dei grandi temi del nostro tempo.
Alla base dell'iniziativa la preoccupazione della FPF di una deriva populista che fa leva sui
pregiudizi e la paura. "Quando la paura dell'altro e quella del domani motivano i comportamenti,
allora diventa urgente ritrovare il cammino che conduce alle persone e non alle loro caricature.
Abbiamo bisogno di fiducia" si legge nell'introduzione al documento firmata dal presidente della
FPF, il pastore Claude Baty.
All'Agenzia stampa ENI Baty ha espresso le sue preoccupazioni rispetto al dibattito sulla laicità
attualmente in corso in Francia, per cui una certa sinistra vorrebbe vedere relegato il fatto
religioso ai margini della società, mentre una certa destra sta stigmatizzando determinate
pratiche religiose, come la macellazione degli animali per la produzione di carne halal o kasher.
"Polemiche pretestuose", per Baty, che non fanno altro che causare danno alla "coesione
sociale". Invece serve un "nuovo coraggio politico" che sia in grado di far uscire i francesi da
questo "clima di paura", e li motivi "a cambiare mentalità". "La coesione sociale non si costruisce
sulla stigmatizzazione o l'esclusione basate su una identità nazionale fantasmatica: ma si
sviluppa sulla volontà di mettere in conto le diversità dei patrimoni culturali, etici, filosofici, e
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religiosi", si legge nell'opuscolo diviso in 9 capitoletti che prendono sotto la lente i seguenti temi:
libertà e sicurezza; crisi finanziaria; giustizia; laicità; popoli nomadi; accoglienza dello straniero;
sviluppo e ambiente; la dipendenza; il fine vita. (L'opuscolo è scaricabile in lingua francese da
http://www.protestants.org/fileadmin/user_upload/communication/PDF/201203_FPF.pdf).
Strage di Tolosa. I cristiani francesi solidali con la comunità ebraica
L'Unione avventista italiana dedica un concerto alla memoria delle vittime
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - Ha suscitato una forte emozione in tutta la Francia l'omicidio a
Tolosa di tre alunni e un insegnante della scuola ebraica Ozar Hatorah. Il Consiglio delle chiese
cristiane in Francia (CECEF) ha voluto immediatamente esprimere partecipazione “al dolore della
comunità ebraica” e solidarietà “alle famiglie delle vittime, agli allievi e agli insegnanti” della
scuola. In un comunicato stampa congiunto, il pastore Claude Baty, presidente della Federazione
protestante di Francia (FPF), il metropolita Emmanuel, presidente dell'Assemblea dei vescovi
ortodossi di Francia nonché presidente della conferenza delle chiese europee (KEK), e il
cardinale André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese, hanno auspicato
che “l'orrore di questo atto non infranga la concordia” tra le diverse comunità presenti oltralpe.
Una concordia che va “protetta” e che “è radicata nei valori del rispetto e della fraternità, entrambi
fondamento della società francese”. Un riferimento quest'ultimo che richiama la denuncia da
parte di diverse organizzazioni della società civile e religiosa – tra cui la Federazione protestante
di Francia (vedi notizia precedente) - della pesante retorica contro gli immigrati e le comunità
religiose di minoranza che ha fin qui caratterizzato gran parte della campagna per le elezioni
presidenziali del prossimo aprile. A questo proposito il comunicato della CECEF ha volutamente
fatto riferimento all'uccisione di tre paracadutisti a Montauban e nella stessa Tolosa, omicidi
compiuti a danno di militari di origine nordafricana e caraibica e riconducibili secondo la polizia
alla stessa arma che ha fatto fuoco su bambini e insegnanti della scuola ebraica.
In Italia, il Comitato nazionale dell'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno
(UICCA) ha espresso “tutto il suo orrore e la sua più sentita partecipazione al dolore dei familiari
delle vittime e di tutto il popolo ebraico per la strage” nella scuola ebraica di Tolosa. Secondo gli
avventisti italiani, “sarebbe sbagliato attribuire tali delitti solo ad episodi isolati di follia. Il
razzismo, di cui fa parte l'antisemitismo, si nutre di un tipo di 'cultura' e di atteggiamenti che
inneggiano all'intolleranza, al sospetto, all'emarginazione del diverso”. Atteggiamenti che il
Comitato dell'UICCA “condanna senza appello” chiedendo “a Dio la forza, il coraggio e
l'intelligenza per contrastare ogni forma di violenza e promuovere una cultura centrata sulla
legalità, sull'accoglienza e sulla solidarietà”. Le chiese avventiste di Roma hanno deciso di
dedicare alle vittime di Tolosa il concerto di canti e musiche tradizionali ebraiche programmato
per sabato 24 all'Auditorium Adventum (vedi appuntamenti).
Bioetica. A Bergamo la chiesa valdese apre uno sportello per il testamento biologico
Roma (NEV), 21 marzo 2012 - “Non è una propaganda all'eutanasia, non è una provocazione, è
un servizio che speriamo apra un dibattito”. Così ha spiegato Luciano Zappella l'apertura di uno
sportello per la raccolta del testamento biologico presso la Comunità cristiana evangelica –
Chiesa valdese di Bergamo. Aumenta così il numero di chiese che hanno intrapreso questa
iniziativa in tutta Italia: da Milano a Torino a Napoli a Palermo, gli sportelli per la raccoltà delle
volontà anticipate di fine vita sono ormai una quindicina. Zappella, presidente del Centro culturale
protestante della città lombarda e coordinatore dell'iniziativa, specifica come lo sportello sia un
servizio offerto alla cittadinanza dettato dalla testimonianza cristiana della comunità di Bergamo.
C'è però una convinzione legata alla fede cristiana che sostiene questa decisione. Come si legge
in un comunicato stampa divulgato dalla stessa Comunità: “la Chiesa valdese confessa che la
vita è un dono che riceviamo da Dio insieme alla libertà e alla responsabilità di farne qualcosa di
buono, di metterla al servizio del prossimo, di cercarne il senso insieme agli altri uomini e alle
altre donne. Nessuno può frapporsi tra la nostra coscienza e Dio, nessuno può mediare, nessuno
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ci può togliere il bene prezioso della coscienza individuale e la libertà di decidere”. Per
presentare l'iniziativa, la Comunità cristiana evangelica – Chiesa valdese di Bergamo ha
organizzato per venerdì 23 marzo il convegno “Perché il testamento biologico?”, al quale
interverranno la biologa Monica Fabbri, membro della commissione bioetica della Tavola
valdese, e l'avvocato Franco Tagliarini, già preside della facoltà di giurisprudenza dell'Università
di Bergamo (vedi appuntamenti). Per ulteriori informazioni: www.protestanti.bergamo.it
TELEGRAFO
(NEV) - “La sfida della comunicazione evangelica nell'era di internet” è il titolo del convegno che
avrà luogo a Velletri dal 23 al 25 marzo prossimi presso il Centro metodista Ecumene.
Organizzato dalla Commissione internet della Tavola valdese, l'incontro si propone di
promuovere lo scambio di idee tra chi nelle chiese evangeliche si occupa di comunicazione via
internet. Il convegno dedicherà attenzione agli aspetti tecnici della comunicazione attraverso la
"Rete" ma non è un incontro per tecnici: la comunicazione di una Chiesa evangelica è infatti
strettamente connessa alla sua predicazione e alla sua testimonianza. Il tema del rapporto tra
comunicazione e predicazione sarà quindi al centro della relazione di apertura del convegno a
cura del professor Enrico Benedetto, docente presso la Facoltà valdese di teologia.
(NEV) – In occasione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle
mafie", celebrata a Genova lo scorso 17 marzo, il pastore Italo Pons, in qualità di presidente del II
Distretto delle chiese metodiste e valdesi, ha diffuso un comunicato stampa per esperimere
vicinanza e affetto fraterno ai parenti delle vittime. “Il nostro Paese – ricorda Pons - da troppi anni
è segnato da una catena ininterrotta di donne e uomini che hanno pagato con la vita logiche di
sopraffazione e ingiustizie. Alla memoria di tutte queste persone, il nostro raccoglimento
silenzioso sia la testimonianza di un rispetto profondo e commosso. Alle loro famiglie il senso di
una vicinanza per un impegno rinnovato alla ricerca della giustizia e della verità. A coloro che in
tante situazioni lottano quotidianamente per il rinnovo di spazi di legalità, il sentimento che non si
sentano soli ad affrontare un impegno non sufficientemente condiviso”.
(NEV/ENI) – La scorsa settimana il governo norvegese ha compiuto alcuni importanti passi nel
processo di devoluzione della Chiesa di Norvegia. Nella seduta dello scorso 16 marzo sono stati
infatti decisi dei cambiamenti nella Carta costituzionale del paese scandinavo come pure in
alcune leggi riguardanti la chiesa di Stato. In particolare, il testo costituzionale non affermerà più
che “la religione evangelica luterana deve rimanere la religione dello Stato”, bensì farà più
genericamente riferimento “all'eredità cristiana e umanista” come base dei valori della nazione.
Allo stesso modo, i vescovi non saranno più nominati dal re - che perderà il suo titolo di “summus
episcopus” della chiesa – bensì dal Consiglio nazionale della chiesa. “Queste decisioni sono in
linea con quanto deciso dal Parlamento nel 2008 – ha spiegato il ministro norvegese per gli affari
religiosi Rigmor Aasrud – per far sì che quella di Norvegia diventi una chiesa nazionale più aperta
ed inclusiva, con delle strutture e un rapporto con lo Stato che tenga conto della dimensione
multiculturale e multireligiosa della società”. Le decisioni del governo saranno sottoposte al voto
parlamentare entro giugno con il pieno appoggio dei vertici ecclesiastici. Alla Chiesa di Norvegia
aderisce il 77% circa dei 4,9 milioni di norvegesi.
(NEV/CEC) - “Possa la testimonianza e la memoria di papa Shenouda III rafforzare la fede dei
cristiani in Egitto e nel Medio Oritente”. E' questa la speranza espressa dal pastore Olav Fykse
Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), in una lettera che ricorda
la figura del primate della Chiesa copta ortodossa egiziana, mancato lo scorso 17 marzo. Papa
Shenouda III era a capo della sua chiesa dal 1971 e, come ha ricordato Tveit, si era speso molto
nella ricerca dell'unità cristiana e della pace in Medio Oriente e nel mondo. Dal 1991 al 1998 era
stato uno dei presidenti del CEC. “Papa Shenouda ci ha insegnato la modestia come via migliore
per servire Cristo”, ha ancora affermato Tveit sottolineando il suo impegno nell'ambito del dialogo
interreligioso e nella ricerca della convivialità e cooperazione tra cristiani e musulmani. Shenouda
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III sedeva sul soglio di Alessandria come successore dell'evangelista Marco che, secondo la
tradizione, portò l'evangelo nella città egiziana nel I secolo. Il suo successore verrà scelto entro
tre mesi da un conclave - composto dal Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa e dal
Consiglio generale laico - che eleggerà tre vescovi, tra i quali un bambino estrarrà a sorte il nome
del nuovo papa.
(NEV/ENI) – Le bozze dei documenti del vertice ONU Rio+20 sullo sviluppo sostenibile sono
troppo deboli e vanno rinforzate con l'inserimento di principi etici che richiamino un maggiore
impegno sull'equità, la responsabilità e i diritti umani universali. E' sostanzialmente questo il
giudizio espresso da un forum tenutosi recentemente a Ginevra, a cui hanno partecipato
esponenti di gruppi della società civile, organizzazioni ecumeniche, funzionari dell'ONU e
diplomatici. Il documento del prossimo summit - che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno
prossimi, a vent'anni dall'Earth Summit che si tenne nel 1992 in quella stessa città; di qui la
definizione di Rio+20 - “dovrà dare una definizione di 'green economy' che includa la giustizia tra
le sue componenti essenziali”, ha affermato Guillermo Kerber, responsabile della Commissione
affari internazionali del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Allo stesso modo, il Centro per il
diritto internazionale e dell'ambiente ha sottolineato come la definizione di “green economy” che
soggiace all'incontro di Rio+20 “eclissi altre dimensioni dello sviluppo sostenibile” non
riconoscendo sufficientemente il legame che esiste tra “sviluppo sostenibile, ambiente e diritti
umani”. Secondo i partecipanti al forum, è importante che questi elementi vengano recepiti in
questa fase di definizione del documento di Rio+20.
(NEV/CEC) – A seguito dell'annuncio delle dimissioni di Rowan Williams che dal prossimo
gennaio lascerà il suo alto incarico di arcivescovo di Canterbury, il pastore Olav Fykse Tveit,
segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), ha voluto esprimere il suo
apprezzamento per il contributo che il primate della Chiesa d'Inghilterra e della Comunione
anglicana ha offerto alla causa del movimento ecumenico. “Siamo grati a Williams per l'impegno
profuso negli anni per la ricerca dell'unità della chiesa e per il lavoro comune per la pace e la
giustizia. In effetti, il suo contributo a questioni morali, etiche e sociali rimane quantomai ampio e
generoso”, ha sottolineato Tveit. L'esponente del CEC ha inoltre ricordato la recente visita di
Williams al Centro ecumenico di Ginevra, definendola “un momento di ispirazione che ha
rafforzato delle relazioni già esistenti, ma anche esplorato nuove possibilità”. Williams lascia la
sua carica dopo averla ricoperta per un decennio esatto; dal gennaio 2013 ricoprirà l'incarico di
preside del Magdalene College presso l'Università di Cambridge.
(NEV) – A cinquant'anni dal Concilio Vaticano II, l'editrice Claudiana propone “Karl Barth e il
Concilio Vaticano II. Ad limina apostolorum e altri scritti” (pagg. 156, euro 15), una raccolta di
scritti che uno dei massimi teologi cristiani del XX secolo ha dedicato a quell'importante punto di
svolta del cattolicesimo romano. Non avendo potuto partecipare come osservatore al Concilio per
motivi di salute, nel settembre 1966 Barth si recò a Roma per discutere con teologi cattolici ed
esponenti della Curia gli esiti del Vaticano II. Per l'ormai anziano teologo protestante si trattò di
un incontro sorprendente e fresco con un cattolicesimo romano che egli vedeva impegnato in un
profondo processo di evoluzione. Il volume dell'editrice Claudiana propone un insieme di testi
pubblicati dallo stesso Barth sotto il titolo “Ad limina apostolorum”, un importante articolo scritto
dal teologo svizzero durante il Concilio, un suo scambio epistolare con Paolo VI e diverse altre
lettere relative al soggiorno romano. Il libro è stato curato da Fulvio Ferrario e Marco Vergottini ed
è arricchito da un'introduzione di Eberhard Busch. Claudiana, via S. Pio V 15, 10125 Torino;
www.claudiana.it
(NEV) – “Michela Murgia, donne nel contesto patriarcale”, “Micheline Calmy-Rey, ministra tra
famiglia e lavoro” e “Nicolò Rusca, beato di un'epoca violenta” sono gli articoli di copertina del
numero di marzo di “Voce evangelica”, mensile della Conferenza delle chiese evangeliche di
lingua italiana in Svizzera (CELIS). In sommario, persecuzione dei cristiani nel mondo, per una
domenica libera dal consumo, Giornata mondiale di preghiera, chiese ed ecologia, cambiamenti
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climatici, notizie dalle comunità. Voce evangelica, via Landriani 10, 6900 Lugano, Svizzera;
www.voceevangelica.ch
APPUNTAMENTI
MILANO - Giovedì 22, il Centro culturale protestante organizza l'incontro “I conflitti familiari e la
separazione. L’aiuto del mediatore familiare”. Intervengono Tiziana Fragomeni, Yoga Patti e
Isabella Buzzi autrici de “La mediazione familiare – tecniche e strategie dell’avvocato, del
counselor e dello psicologo” (ed. La Tribuna); modera Dorothee Mack. Alle 18 presso la libreria
Claudiana, via Francesco Sforza 12a.
VENEZIA – Giovedì 22, nell'ambito del corso ecumenico “2012: tempo della fine?”, organizzato
dal Centro di studi teologici "Germano Pattaro", dalle chiese evangeliche luterana, valdese e
metodista, e dal Segretariato attività ecumeniche (SAE), Cristina Simonelli interviene sull’“Etica
della provvisorietà”. Alle 18 presso il Centro Pattaro, Campo S. Maurizio 2760.
SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Dal 22 al 24 marzo, la Seconda Università degli
Studi di Napoli, Facoltà di giurisprudenza, Dipartimento di discipline giuridiche ed economiche,
italiane, europee e comparate, organizza un incontro sulla “World Interfaith Harmony Week”.
Presso Palazzo Melzi e il Teatro Garibaldi. Per il programma completo:
http://www.giurisprudenza.unina2.it/index.php
BERGAMO - Venerdì 23, in occasione dell’apertura di uno sportello per la raccolta del
testamento biologico, la chiesa valdese invita all’incontro pubblico, "Perchè il testamento
biologico?". Con Monica Fabbri e Franco Tagliarini, modera Luciano Zappella. Alle 18 in via
Roma 2B.
SONDRIO – Venerdì 23, il Centro evangelico di cultura invita alla visione del film “Luther” di Eric
Till dedicato al riformatore protestante Martin Lutero. Alle 17.30 in via Malta 16.
CUNEO – Venerdì 23, il Centro protestante invita alla presentazione del romanzo storico di Ezio
Fattiboni “Il pane e il sangue” (ed. Araba Fenice). Alle 17.45 in corso Dante 14.
POMARETTO (Torino) – Venerdì 23, per il ciclo “Incontri culturali 2012. Vita e cultura nelle valli
Chisone, Germanasca e Pellice”, organizzato dalla Comunità montana del pinerolese e dagli
Amici della Scuola latina, Luciano Deodato presenta il libro di Ezio Fattiboni “Il pane e il sangue”
(ed. Araba Fenice). Alle 20.45 presso la sala incontri della Scuola latina, via Balziglia 103.
VELLETRI (Roma) - Dal 23 al 25 marzo, la Commissione internet della Tavola valdese organizza
il convegno “La sfida della comunicazione evangelica nell'era di internet”. Intervengono tra gli
altri, Daniele Benedetto, Jens Hansen, Daniele Gardiol, Luca Baratto, Sergio Velluto. Presso il
Centro metodista Ecumene, via del Cigliolo 141.
ROMA - Sabato 24, le chiese avventiste della capitale invitano al concerto di canti e musiche
tradizionali ebraiche della cantante Rachel Hyman. Durante il concerto verranno ricordate le
vittime dell'attentato alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa. Alle 16.30 presso l'Auditorium
Adventum di piazza Vulture 1.
GENOVA - Sabato 24, la chiesa valdese invita all'incontro con Fulvio Ferrario sul tema
“Spiritualità nell'arte di Vincent van Gogh”. Alle 17 presso il tempio valdese, via Assarotti 21.
VELLETRI (Roma) – Sabato 24, nell'ambito delle attività del Museo delle religioni “Raffaele
Pettazzoni”, presentazione della collana di studi storici, storico-religiosi, antropologici e
archeologici “Calliope” (ed Alpes Italia, www.alpesitalia.it). Intervegono Fausto Servadio, Maria
9
Paola De Marchis, Ileana Chirassi Colombo, Paride Bollettin. Con quest'occasione verranno
donate al Museo “Raffaele Pettazzoni” le biblioteche private appartenenti agli studiosi Gilberto
Mazzoleni e Dario Sabbatucci. Alle 17 presso la sala convegni del ristorante “Casale della
Regina”, via Vecchia Napoli 9.
FELONICA PO (Mantova) - Domenica 25, la chiesa valdese invita a una conferenza dibattito sul
tema “Evangelici e Unità d’Italia”, nell'ambito della quale verrà presentata la ricerca di Andrea
Sogari “Unità d’Italia: la chiesa valdese di Felonica – nascita e sviluppo”. Alle 15 in via Roma 17.
TRIESTE - Domenica 25, la chiesa valdese e metodista, la Consulta laica di Trieste e la
Fondazione Critica liberale invitano alla presentazione dei rapporti annuali sulla presenza dei
soggetti confessionali nell'informazione televisiva e sulla secolarizzazione della società italiana.
Con Daniele Garrone e Giulio Ercolessi. Alle 16 presso la chiesa metodista, via Scala dei Giganti.
TORINO - Lunedì 26, secondo incontro del gruppo di lettura del Catechismo di Heidelberg
(1563), organizzato dalla libreria Claudiana. Guidano la lettura Franco Giampiccoli e Mauro
Belcastro. Alle 18 in via Principe Tommaso 1.
ROMA - Martedì 27, presentazione del libro “Un patto per il futuro. Teologia, società e politica”, a
cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Intervengono: Massimo
Aquilante, Benedetto Della Vedova, Lucio Malan, Fabio Mussi, Vincenzo Vita, modera Paolo
Naso. Alle 13, sala stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4.
ROMA - Mercoledì 28, per il corso “Protestanti ed ebrei, 1513-2013”, organizzato dalla Facoltà
valdese di teologia, lezione di Daniele Garrone su “Lutero e gli ebrei: continuità o svolte? Andrea
Osiander e le altre, poche, posizioni benevole nei confronti degli ebrei nel XVI secolo”. Alle 18 in
via Pietro Cossa 40. Per informazioni e iscrizioni: 06.32.07.055, [email protected],
www.facoltavaldese.org
TELEVISIONE - Lunedì 26, su RAIDUE alle 9.30, la rubrica “Protestantesimo” manda in onda la
replica della puntata con i servizi “Un ospedale multiculturale, a che punto siamo?” e “Pregare in
Musica. La crocifissione”. Partecipano il musicologo Guido Barbieri e il teologo Paolo Ricca. Le
trasmissioni sono disponibili anche sul sito della RAI, attraverso il link alla pagina
www.fedevangelica.it/servizi/ssrtv041.php.
RADIO - Ogni domenica mattina alle 7.30 su RAI Radiouno, “Culto Evangelico” propone una
predicazione (25 marzo, pastora Lidia Maggi), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e
commenti di attualità. Le trasmissioni possono essere riascoltate collegandosi al sito di RAI
Radiouno, attraverso il link alla pagina www.fedevangelica.it/servizi/ssrtv03.
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NEV n. 12 del 21 marzo 2012