l ’alpone
Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 Luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45 % art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50 % - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 27 - N. 4 - Dicembre 2012 - Recapito a cura dell’ Ente Poste Italiane
Pro Loco . San Giovanni Ilarione (VR)
www.ilarione.it
Saluto
del Presidente
C
Q
www.
ilarione.it)
Anno 28 - N. 1
Marzo 2013
Ciro Camera: una sfida al futuro!
uasi meravigliato che qualcuno si interessi della sua attività, Ciro mi riceve
volentieri nella sua casa e subito comincia a
parlarmi del suo lavoro, per il quale manifesta
un grande entusiasmo e tanta passione.
Mette subito in funzione il suo Ipad, ed
attraverso le immagini mi mostra in cosa
consiste il suo lavoro, dandomi così la
possibilità di conoscere qualcosa di nuovo
ed interessante, che non avevo mai avuto
occasione di vedere prima.
Ciro Camera, classe 1979, dopo avere
terminato il liceo classico "Guarino Veronese"
di San Bonifacio, si è iscritto alla facoltà di
informatica, ma ha abbandonato quasi subito
gli studi universitari per iscriversi ad alcuni
corsi di computer grafica, fermandosi poi a
lavorare per due anni presso gli organizzatori
di questi corsi.
Il lavoro più richiesto 10 anni fa, consisteva
nella realizzazione di Video clips anche per
cantanti italiani di successo; eseguiva anche
lavori architettonici quali la trasformazione in
simulazioni grafiche di pregevole fattura e di
incredibile realismo di progetti redatti su carta
o fotografie.
Per Ciro questo periodo, che è durato due
anni, è stato davvero molto stressante.
"Il lavoro era senza orario" mi dice,"e lo
stipendio consisteva in un modestissimo
rimborso spese; questa misera retribuzione mi
ha costretto a lavorare anche come barista".
Questa esperienza non proprio esaltante
dal punto di vista economico, lo costringe
a cambiare lavoro e viene quindi assunto a
San Giovanni Ilarione come impiegato nella
fabbrica calzaturiera "STIL3", presso la quale
rimane per 7 anni, mantenendo tuttavia come
hobby la sua passione per la Computer grafica.
Ma il tarlo dell'informatica lo rode dentro, ed
ecco che arriva la grande decisione di tornare
alle origini iniziando la collaborazione con
Diego Rossi, un collega di Negrar con cui
aveva fatto i corsi iniziali ed i primi lavori.
Mi dice Ciro: "Ora la richiesta del mercato è
cambiata a causa della diminuzione della
domanda nel campo dell'edilizia ma sono
molto richiesti i Rendering di interni".
Ciro ed il suo socio sono due ragazzi molto
versatili che sanno adattarsi velocemente alle
mutate richieste del mercato, ed ecco che
colgono le nuove opportunità e cominciano a
seguire questo nuovo filone che consente loro
di poter lavorare con continuità.
Talvolta devono partire solo da un'idea
del cliente che poi devono concretizzare,
oppure da una foto o da un progetto che loro
svilupperanno; se invece viene concessa piena
libertà di azione, si sbizzarriscono con nuove
idee, individuando nuove soluzioni.
Alcuni studi di progettisti, inoltre, richiedono
loro la realizzazione grafica del progetto da
potere mostrare al committente dei lavori.
Un altro settore a cui si dedicano è l'Object
Design, cioè la realizzazione grafica di nuovi
oggetti o l'Interior Designer che richiedono
Ciro Camera nel suo studio, al suo tavolo di lavoro.
lavori particolari e talvolta anche stravaganti.
Con il suo socio, dallo scorso marzo ha
aperto a Sommacampagna una scuola per
l'insegnamento della Computer grafica su
software Autocad, Maya, 3D Studio Max.
Dopo le prime difficoltà a fare decollare la
scuola, ora cominciano a raccogliere i primi
frutti di quanto è stato seminato.
I corsi hanno una durata variabile da 1 a 6
settimane secondo le richieste degli utenti,
ed oltre a loro insegnano docenti di assoluto
prestigio, provenienti da Londra, Milano e
Belluno; sono tutti impegnati ed affermati in
questo settore, poiché lavorano per grossi
studi di produzioni cinematografiche in 3D
come ad esempio l'ultimo film di Batman.
La loro sede operativa è a Caselle di
Sommacampagna, ma spesso lavorano
rimanendo a casa, da remoto, con un grande
risparmio sui costi degli spostamenti.
E Ciro racconta ancora: "Un notevole interesse
per questo tipo di lavoro è stato manifestato
anche da un paio di licei veronesi che già dal
prossimo settembre intendono inserire nei loro
programmi questo tipo di materia didattica".
È una grande novità, di cui Ciro manifesta tutta
la sua soddisfazione!
Gli chiedo a quali lavori è attualmente
impegnato.
Mi dice: "Nell'ultimo periodo il più significativo
lavoro che ci ha dato molte soddisfazioni è
la realizzazione di modelli per videogiochi da
utilizzare su Tablet e Mobile, un settore che
non manifesta sintomi di crisi; ma quello a
cui ci stiamo ora dedicando è la ricostruzione
in 3D del menisco, commissionata da una
importante équipe ortopedica veronese".
La moglie Ilaria ha avuto un ruolo importante
nelle scelte di Ciro, perché lo ha incoraggiato
fin dall'inizio ad intraprendere questa strada
affascinante ma piena di incognite, una
scommessa sul suo futuro che gli ha dato la
possibilità di sfruttare in pieno il suo talento
che è la grande passione per la grafica.
Ciro mi racconta un aneddoto: "Quando avevo
14 anni, in occasione della mia cresima, mio zio
Angelo mi chiese di scegliere il regalo, fra un
ciclomotore e un computer. Non ebbi difficoltà,
e senza pensarci scelsi subito il computer".
E continua: "A volte attivo la sveglia di notte
per potermi alzare ed andare a controllare il
corretto stato di avanzamento dei lavori sui
computer che sono sempre in attività, perché
quando il lavoro è fatto con passione non pesa
molto".
Ho potuto vedere tutto l'entusiasmo per il
lavoro di questo ragazzo e gli splendidi risultati
che riesce ad ottenere dalle sue macchine,
e lo ringrazio per la cordialità e disponibilità
dimostratemi.
Anche a nome della redazione de "L'Alpone"
gli auguriamo un futuro ricco di tante
soddisfazioni.
Angelo Pandolfo
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Con questo numero esce
il vaglia postale per contribuire al mantenimento del
notro trimestrale. È un'importante iniziativa, che mira
alla valorizzazione del territorio e del nostro bel paese.
La redazione si impegna
con costanza e attenzione a
migliorare di anno in anno,
i vari numeri. Chiediamo la
vostra collaborazione per
poter continuare a mantenere vive queste pagine.
L’ ALPONE 2
Luigi ceccato, da 35 anni commerciante di ciliegie a
san giovanni Ilarione
Luigi Ceccato, titolare dell'omonima azienda
D
a buon intenditore di ciliegie,
non poteva certamente non
capire l’importanza di un paese
come San Giovanni Ilarione per il
proprio lavoro: Luigi Ceccato è da
ben 35 anni presente fra i commercianti cerasicoli che hanno scelto il
nostro paese come luogo privilegiato per la propria professione.
Giunto infatti nel 1978, proveniente
da Tezze sul Brenta, venne ospitato
inizialmente in un capannone del
signor Angelo Bevilacqua, dove
rimase fino a poco prima del 2000.
Mano a mano che il giro d’affari
si ampliò diventò necessario
affiancare all’azienda una società
denominata “I cugini di campagna”,
grazie alla quale vennero acquistati
40 ettari di terreno con piantagioni
a frutta diversa dal prodotto
cerasicolo: al suo interno il personale
impiegato è formato dalle stesse
famiglie che costituiscono la società.
Nel 2006 per far fronte alle nuove
esigenze imposte dal mercato, venne
acquistato il capannone corrispondente
all’ex “Valbrunella”, di proprietà del
Comm. Angelo Zanchi. L’azienda, grazie
anche a questi ampliamenti, esporta
oggi i suoi prodotti in parecchie nazioni
del nord Europa (Germania, Olanda,
Svezia, Norvegia, Danimarca) e perfino
in Russia, rappresentando accanto ad
altre aziende operanti sul territorio, un
valido apporto al mondo dell’agricoltura
locale e alla valorizzazione dei prodotti
della terra, di cui la nostra vallata può
andare certamente fiera.
Luciano Vanzo
I collaboratori dell'azienda di Luigi Ceccato, durante una pausa di lavoro
Luigino Policante, la lunga marcia
C
he cosa c’è di meglio di una comoda
sedia all’ombra della folta
chioma del gelso vicino a
casa in un torrido pomeriggio d’estate? È proprio
qui che incontriamo Luigino Policante, in contrada
Cabalini, ubicata in due
settori ben distinti, ma che
un tempo si chiamavano
“Anara e Sustre”. Posta a
mezza costa, di fronte alla
strada provinciale molto
trafficata, la contrada sta
ripopolandosi di nuove famiglie e questo è certo un
buon segno.
“Sono io il più anziano di
tutti, purtroppo…”, commenta con un sorriso Luigino, classe 1923.
Volto scavato, capelli brizzolati, sguardo ancora intenso ed idee
molto chiare, ti guarda con occhio investigatore. La sua memoria
è lucida.
Nasce a Montecchia di Crosara il 24 settembre, figlio di Giovanni
ed Antonia Mella, una famiglia di nove tra fratelli e sorelle. La scuola
si frequenta fino alla terza elementare con la maestra Babini e poi
lavoro, tanto lavoro, solo lavoro. Papà è contadino, ha pochi campi
e con i frutti di questi non riesce a sfamare la numerosa prole ed
allora va “a opra” da contadini agiati, a volte è costretto (e non c’è
assolutamente vergogna nel riferirlo) ad andare “par carità” per poter mettere in tavola il pane. Anche il nostro protagonista, cresciuto
robusto alla scuola della vita e della miseria, è costretto ad andare
“a opra”, al servizio di famiglie benestanti, come i Marchi e Sonaio,
a volte solo per il mangiare. Alla festa viene chiamato in casa, gli
danno poche palanche, che subito consegna a papà per aiutare
la famiglia. Al tempo della trebbiatura del frumento poi il lavoro è
quasi insostenibile, anche 18 ore di fila, e l’alimento è un po’ di
polenta unita a una “sardela sotto sale”, mentre i padroni mangiano
in abbondanza. Luigino cresce grintoso, forte, forgiato dalla fatica e
dagli strapazzi, nessuna difficoltà lo ferma. Di questo si ricorda pure
il distretto militare che il 06/01/1943, in piena guerra mondiale, lo
chiama a vestire la divisa della fanteria, divisione Acqui. Viene inviato in Grecia a presidiare, prima ad Arpetra, poi ad Atene ed infine a
Creta. La vita è abbastanza tranquilla, si mangia a sufficienza, non
la popolazione però, che spesso bussa alle porte della caserma per
sfamarsi. Verdura cotta, un po’ di patate, pasta con i vermi che si
muovono, ma nessuno fa lo schizzinoso, vino naturalmente niente,
si trova solo fuori ad un prezzo altissimo. Si è alle dirette dipendenze dei tedeschi, con i quali si collabora amichevolmente.
L’armistizio dell’8 settembre coglie impreparato il reparto, gli ufficiali indicono un referendum per stabilire con chi stare. Ancora
nulla si sa di quanto sta succedendo al grosso della divisione stanziata a Cefalonia. Luigino sceglie di stare con i
Tedeschi, ma solo per mangiare, mentre tanti compagni si
danno alla macchia e si uniscono ai partigiani locali. Si presidiano i paesi, si fa la guardia. Dopo un mese viene catturato dai partigiani, tra i quali ci sono gli ex commilitoni, non
viene trattato male. La prigionia dura poco, riesce a fuggire
e torna dai tedeschi, con i quali almeno si mangia, mentre
con i partigiani è fame pura. Intanto si abbandona Creta,
un’isola povera, brulla, molto secca. A nessuno passa per
la mente, né tanto meno a lui, che l’isola è stata culla di una
splendida civiltà antica. Si vedono solo le piante di carrube,
che con i loro frutti riempiono lo stomaco della gente. Si
arriva a Salonicco e qui Luigino rimane fino alla sconfitta
delle truppe dell’Asse. Vista la piega presa dalle operazioni
belliche, ad ottobre 1944 tutti scappano, italiani e tedeschi
indistintamente. La meta per Luigino e compagni è l’Italia,
ma non ci sono mezzi per raggiungerla. Si parte a piedi e si
cammina, per la maggior parte di notte, dopo aver buttato
il moschetto “de drio de na seraia”. Scambiato il vestiario
militare con abiti civili, girovaga per la Grecia, senza indicazioni, mangia quello che ha, giunge perfino a riempirsi lo
stomaco di erba, pur di tacitare i morsi della fame.” A raccontarlo adesso nessuno ci crede, ma è stato proprio così!”
–conferma. Una sera bussa alla porta di una casupola, una
vecchia apre l’uscio, lo squadra intensamente e chiede “Sei
italiano?”. Avuta risposta affermativa, soggiunge: "Sono italiana anch’io, son qua dalla Ia guerra mondiale, a seguito
della spedizione d’oriente; hai fame?”.
Non occorre rispondere, per Luigino parlano gli occhi
stanchi e supplicanti. Sul tavolo c’è “on panaro de polenta
freda”, ne mangia a sazietà, condita con latte freddo, infine,
ringraziata l’ospite, si riempie le tasche di fette di polenta e
di nuovo via verso casa. Nello zainetto porta un asciugamano, dei fazzoletti e una saponetta per lavarsi. Si attraversano tutti gli stati balcanici, si risale da sud a nord, si arriva a
Lubiana si passa per Postumia ed ecco finalmente Trieste,
ove si risente parlare una lingua conosciuta. È l’11 giugno
1945. Sono stati nove mesi di ritirata terribili, nove mesi di
sopravvivenza in territorio ostile, passati da ex occupanti
invasori a sconfitti. Su un camion civile giunge ad Udine. Da
qui in treno fino a Verona. Insieme ha altri compagni, tutti
meridionali, ma bravissima gente. A casa intanto non sanno
nulla, di Luigino si erano perse le tracce da più di un anno.
Da Verona su un camion di Cesarin, quello delle marmellate,
giunge fino alle “pomarola” e di lì a piedi a casa. La prima
persona che incontra è Mario Cimmieri. La famiglia abita in
piazza Castello, di fronte al cimitero. Papà ogni sera si metteva al portone ad aspettare…, la mamma invece era morta
di crepacuore subito dopo la sua partenza.
Finalmente eccolo arrivare e un nodo gli stringe la gola,
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vuol fare il duro, ma le lacrime scendono da sole a rigare il volto.
È veramente finita. Dopo i primi giorni di festa, si deve affrontare
la dura realtà, la miseria è dappertutto. Il nostro protagonista
torna a lavorare un po’ qua, un po’ là, infine viene assunto in
pianta stabile alla “cava dei sassi” ai Lauri, una cava di basalti
e la busta paga porta grande sollievo in famiglia. Con lui lavora
un amico di San Giovanni Ilarione che gli fa presente che vicino
a casa sua c’è una ragazza, una gran brava ragazza, Assunta
Panarotto, figlia unica. Luigino non si fa ripetere l’invito e dopo 6
mesi di fidanzamento la porta all’altare, nella chiesa di Castello.
È il 16 gennaio 1952. Si trasloca in Via Cabalini e da qui non si
muoverà più. In casa c’è la suocera Beatrice Sartori e anche
se il nostro protagonista “l’è ‘nà a grembiale”, con lei si ha un
accordo perfetto. Adesso è proprio un’altra vita, si lavora, ci si
aiuta, si riesce finalmente a sorridere. In famiglia cinguettano i
figli Giovanni e Lorenza che rappresentano l’avvenire. Terminata
l’esperienza del lavoro in cava, si cambia, fa il becchino, lavora
in conceria, poi manovale sotto la ditta Dal Cero, infine l’esperienza delle scarpe a Montecchia, non più a piedi, ma con la
fidata vespa 50.
Nel 1960 è protagonista di un curioso incidente. Raccogliendo
l’erba, viene morso da una vipera. Non si perde d’animo, uccide
il rettile e lo porta a casa. Viene poi accompagnato all’ospedale
di Soave e da qui portato a Verona-Borgo Trento, l’unico provvisto di siero antiofidico. Nel 1974 arriva la pensione. Bella la vita,
adesso. Può sbizzarrirsi nell’orto, i figli lavorano e si sposano, la
moglie gli è sempre accanto. Nel 2002 festeggia il 50° anniversario di matrimonio e può tracciare un bilancio molto positivo
della sua esistenza. Che emozione vedersi attorniato dai figli, nipoti e pronipoti. La moglie muore nel 2006; viene allora accudito
nelle sue necessità dalla nuora, la moglie di Giovanni, anche lei
originaria di Montecchia, molto paziente e disponibile, anche se
a volte lui è un po’ “roerso”.
-Contento della vita, Luigino? – chiediamo scherzando
“Contento sì, ma se non ci fosse stata la guerra sarebbe stato
meglio per tutti” commenta amaramente.
Attorno a questo patriarca giostrano nipoti e pronipoti e apprendono dalla sua voce vicende lontane, fosche, tetre, brutali
che rispondono al nome di guerra, un nome assolutamente da
relegare sui libri di storia e mai più rispolverare. A tener compagnia a Luigino, nelle assolate giornate estive, c’è pure un vicino
di casa, Giuseppe Pernigotto (Bepo Anara), una persona tutta
particolare, arguta ed ironica. Parlano dei tempi passati, di vicende antiche, si commuovono insieme e si tira avanti.
Nel salutare Luigino, stringendogli la mano, si ha l’impressione di trovarsi davanti ad un monumento di storia, di una storia
che non si deve assolutamente dimenticare, perché ci ricorda
gli errori del passato e
la strada per non ripeterli in futuro. Ed allora
il dovuto rispetto verso coloro che, come
il nostro protagonista,
controvoglia
hanno
dovuto imbracciare il
fucile, hanno fatto il
loro dovere fino in fondo, ma non hanno mai
travalicato i limiti della
decenza, della pietà e
del diritto naturale insito in ogni uomo.
A lui un augurio da
parte di tutti di poter
vivere gli ultimi anni in
pace e serenità, quella pace e serenità che
non ha potuto avere
nella giovinezza.
Gianni Sartori
3 L’ ALPONE
Fra Lorenzo Colombara
N
asce il 24 settembre 1936 a
Vestenanova, in provincia e
in diocesi di Verona, paese adagiato
sui Monti Lessini, molto frequentati a quei tempi dai frati cappuccini
che questuavano per il convento di
Verona, per dare da mangiare ai seminaristi e ai numerosi poveri. I suoi
genitori, Colombara Luigi e Lovato
Maria, tre giorni dopo la sua nascita,
portano il fanciullino al fonte battesimale e gli danno il nome di Lorenzo.
Il 7 maggio 1944 nella chiesa parrocchiale riceve anche il sacramento
della cresima.
A 13 anni, decide di farsi cappuccino e il 16 agosto 1949 entra nel
seminario di Verona. Il suo parroco
scrive: «Il sottoscritto, parroco di Vestenanova, certifica che il giovinetto
da Vestenanova (1936-2010)
Colombara Lorenzo di Luigi ha sempre mantenuto una buona condotta
e dimostra vera vocazione allo stato
religioso».
Nel 1953 è accompagnato al seminario serafico di Thiene.
Ritenuto idoneo, il 7 settembre
1955 inizia a Bassano del Grappa
l'anno del noviziato, sotto la direzione del maestro Fra Lucchesio da
San Martino di Lupari; ministro provinciale è Fra Zaccaria da San Mauro
di Saline. Lorenzo riceve l'abito cappuccino e il nome nuovo di Fra Ruggero. L'anno dopo emette la professione dei voti temporanei nelle mani
di Fra Sebastiano Rosato da Carrè,
delegato dal ministro provinciale,
che era ancora Fra Zaccaria.
Dopo un anno di riposo, Fra Rug-
gero riprende il suo cammino di
formazione nei luoghi di Udine e
Padova in vista della definitiva consacrazione a Dio. In quest'ultimo luogo il 4 ottobre 1961 fa la professione
dei voti solenni nelle mani di Fra Clemente da Santa Maria in Punta, ministro provinciale. Poi si trasferisce a
Venezia per lo studio della teologia
in vista dell'Ordine Sacro. Nella basilica palladiana del SS. Redentore
riceve il diaconato il 31 ottobre 1964
da mons. Giuseppe Olivotti, vescovo ausiliare di Venezia. Il 3 marzo
del 1965 fu consacrato sacerdote, a
Vestenavecchia da mons. Giuseppe
Carraro, vescovo di Verona.
A Padova Fra Ruggero compie
poi il cosidetto "anno di pastorale".
È destinato poi predicatore a Cone-
gliano (pochi mesi), cappellano nella
nostra curazia di Schio (1 anno) e
poi ancora predicatore a Lendinara
(1 anno).
Altri incarichi: missionario in Angola, in Luanda, in Paranà Santa
Caterina (Brasile), vicario parrocchiale ad Adria e a Thiene, torna
missionario ad Acre (Brasile), torna a
Verona come confessore, poi viene
ricoverato a Conegliano in infermeria
e muore all'ospedale a 73 anni. I funerali si tengono a Vestenanova ed è
sepolto nel cimitero del paese.
Ringrazio Suor Anna Colombara,
sorella di P. Lorenzo, per avermi dato
l'occasione di rinnovare la mia materna amicizia con suo fratello e con
lei pregarlo che ci stia vicino nel nostro viaggio fino all'incontro con Lui.
P. Sisto Kudizola
Ricordo della Bice
A
nome dei miei fratelli e
mio, vogliamo ringraziare
di cuore tutte le persone che
hanno partecipato al nostro dolore. Le numerose testimonianze di affetto ricevute ci sono
state di profondo conforto, segno indelebile del ricordo che la
BICE ha lasciato al paese.
A
La nostra mamma è stata una
GRANDE mamma e una GRANDE donna, forte e combattiva, e
questo costituisce per noi motivo di sincero orgoglio. Grazie
ancora.
Anna Bevilacqua
D
Giuseppe Urbani:
centouno anni ben portati!
omenica 17 febbraio scorso
Giuseppe Urbani, il decano
del nostro paese, di mente molto
lucida ed ancora di buona salute,
In Afghanistan con gli alpini
ssieme al presidente dell'Associazione Nazionale Alpini
Corrado Perona e ad una delegazione del direttivo nazionale ANA,
dal 14 al 22 dicembre scorso ho
avuto l'opportunità di recarmi in
Afghanistan nella base "Camp
Arena" di Herat, a fare visita ai nostri alpini in missione.
All'andata, la partenza da Fiumicino su un volo charter riservato
ai militari diretti in Afghanistan e,
dopo 6 ore di volo, uno scalo tecnico ad Abu Dhabi. Poi ancora 4
ore di volo e tanta turbolenza su
un C 130 dell'Aeronautica militare fino ad Herat per raggiungere
il comando ISAF WEST affidato
al generale Ranieri, comandante
della Brigata alpina Taurinense. Gli
italiani tutt'ora presenti in Afghanistan sono circa 3.500 dislocati in 5
basi: Herat, Shindand, Bala Baluk,
Chaghcharan e Farah; la base di
Bakwa invece è appena tornata
alla competenza dell'esercito afghano. Il loro ritiro definitivo è previsto entro il 2014. Il nostro programma iniziale prevedeva la visita di tre basi, ma le "condimeteo"
di Herat, come dicono i militari,
non sono state molto favorevoli; in
quei giorni anche da quelle parti,
a 1000 metri di altitudine, faceva
freddo, pioveva e c'era scarsa visibilità, per cui ci è stato possibile
visitare solo la base di Shindand,
raggiunta in un'ora di volo su di un
elicottero Chinook scortato da un
elicottero A129 Mangusta. I milita-
Angelo Pandolfo con Perona e gli alpini in missione ad Herat, Afghanistan
AGENZIA GENERALE
DI SAN BONIFACIO
ri di ISAF (Forza Internazionale di
Assistenza per la Sicurezza) sono
di supporto al governo afghano,
operano sulla base di una risoluzione dell'ONU, ed hanno portato
a dei risultati importanti in termini
di aiuto delle popolazioni locali.
Nonostante le precauzioni adottate, i talebani qualche volta purtroppo sono riusciti nel loro intento
di colpire i nostri militari o con comuni armi da fuoco o con ordigni
esplosivi improvvisati, i tristemente famosi IED, che riescono a danneggiare i sia pure blindatissimi
automezzi Lince, Freccia, Buffalo
e Cougar in loro dotazione.
Intendo sottolineare l'alta professionalità dei nostri militari in
missione, che in questi anni di impiego all'estero hanno purtroppo
perso ben 52 colleghi in operazioni che qualche volta si devono
ritenere di vera e propria guerra.
Mi lascia tanta tristezza sentire
quelle per fortuna poche persone, che vanno pontificando che
i nostri militari in missione sono
ben pagati, che in fondo è il loro
lavoro, ad altre amenità. Sarà anche vero, ma credo che noi tutti
andiamo a lavorare per percepire
il nostro stipendio a fine mese. C'è
però una piccola differenza: tutte
le sere noi ce ne torniamo nelle
nostre comode e calde case, mentre quei nostri ragazzi per svolgere
il loro lavoro rischiano ogni giorno la propria vita e rimangono
per turni di 6 mesi lontani 10 ore
di volo dalle loro case e dalle loro
famiglie, in un ambiente non pro-
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ha compiuto 101 anni.
Lo hanno festeggiato in famiglia i
figli Luciano e Maria Angelina con
il marito ed i tre nipoti Paolo, Dario
ed Alessandro.
Si sono ricordati del suo
compleanno
anche i parrocchiani
di
Castello, una
delegazione
dei quali è andata a fargli
visita e gli ha
donato un quadretto a ricordo
dell'eccezionale
evento:
raggiungere i
101 anni non
è proprio così
frequente.
Giuseppe spegne la prima candelina del suo secondo secolo.
prio confortevole, con l'elmetto in
testa e il giubbotto antiproiettile indossato; e vi assicuro, perché l'ho
indossato anch'io, non è leggero e
nemmeno tanto comodo...
Una delle più importanti attività
di ISAF in Afghanistan è fornire sicurezza ai trasporti.
L'unica strada asfaltata in Afghanistan è la "Ring Road" che
congiunge come un anello le principali città; tutto il resto della viabilità consiste in strade sterrate sulle
quali gli insorti si sbizzarriscono
nell'interrare i famosi IED che i nostri genieri cercano continuamente
di neutralizzare anche con operazioni di intelligence.
Ho potuto vedere di persona la
costruzione di scuole, ospedali,
pozzi ed altri importanti interventi
finanziati con il contributo economico di governi e di associazioni
di volontariato, fra le quali l'Associazione nazionale alpini.
Nel 2012, nella zona di competenza italiana, dai nostri alpini
del Genio sono stati spesi oltre 5
Studio di Consulenza
milioni di euro, impiegando personale e materiali del posto, dando
così la possibilità a molta di quella
gente di avere un reddito.
Per fare un esempio sull'entità
delle opere eseguite, gli stessi lavori realizzati in Italia con i nostri
costi, verrebbero a costare 10 volte di più.
La popolazione afghana si sostiene economicamente per buona
parte con la coltivazione del papavero da oppio che in questo Paese
è consentita, mentre dell'oppio ne
è vitata la lavorazione.
Da prove già effettuate da ISAF,
il terreno si presta magnificamente anche alla coltivazione dello
zafferano; questa coltura ha dato
risultati molto superiori per qualità
rispetto a quello prodotto in Italia. Ma poi bisogna organizzarne
la commercializzazione e... fare
i conti con i "signori della droga"
che pagano i produttori di papavero poco ma subito e certamente
non gradiscono interferenze nelle
Continua a pag. 5
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L’ ALPONE 4
Carnevale tra le vie del paese
A
nche quest’anno, dopo qualche incertezza, è arrivata, domenica 10 febbraio, la
sfilata dei carri di carnevale per le vie di San Giovanni Ilarone: un evento ormai
tradizionale, con un ricco corredo di carri (ben 15 quest’anno, provenienti da tutta la
vallata e anche oltre) e un numero infinito di maschere multicolori, tra cui spiccavano le
maschere tipiche del nostro carnevale, Mastro Ciliegia (Alessandro Possente) e la Sora
Castagna (Erika Marcazzan), che distribuivano caramelle e simpatia a grandi e piccini.
Puntuali anche questo
anno il gioco della Maschera Nascosta, in cui
si doveva capire l’identità di un personaggio misterioso, e la travolgente
musica dell’immancabile Banda G. Verdi.
Tutti i carri in lizza sarebbero da ricordare per
la capacità rappresentativa e la fantasia delle tematiche sollevate;
fra questi segnaliamo
con particolare simpa-
L’angolo della poesia
tia quello della locale Scuola dell’infanzia
“Papa Luciani” denonimato “Legolandia”,
e altri giunti da fuori
paese, come “Activia
Danone” da Terrossa di
Roncà o “Carnevale da
Leoni” da Montecchia
di Crosara.
Un grazie caloroso
a quanti hanno collaborato, dalla Pro Loco
organizzatrice alla Protezione Civile per la sicurezza, dal prezioso
contributo dato dall’Aido e dai Carabinieri in Congedo per i dolci e il the caldo, a tutti i vari cittadini coinvolti,
giovani e meno giovani, che hanno permesso anche quest’anno di realizzare un carnevale degno della tradizione di San Giovanni Ilarione.
Lorenzo Gecchele
San Giovanni Ilarione
Parrocchia di San Giovanni Battista
El me amico Renato
organizza
Ghera 'na olta Renato Ciman
Con la barba la pansa el fumava el toscan
El gavea 'na ford rossa con sora on scaleto
Rento de tuto, penei, colore, strase e Tobi el so cagneto
L'era a Gesù e la Madona tanto devoto
El gà piantà la crose ai Bertini par voto
La so vocasion da toso l'era nar frate
Invese coi sui l'è nà in Francia a bietole e patate
El schersava con tuti contandoghe anca dele bale
Ma l'era par farli ridare e tirarghe su el morale
El se catava con Vieno, i parlava de affari e de laori
Deso te li vedi sule foto dai Rafani con on vaso de fiori
E come ogni ano de Pasqua tuti in fila se va in procession
Coi lumini impisà de note disendo le orasion
Se se trova tuti soto la crose con tante lucete
Grasie a Renato con la benedision de don Elio el nostro prete.
Gabriele S.
festa di San Zeno
Sabato 6 Aprile
Serata presso il Canevon "Durello da scoprire" con degustazione
delle migliori bottiglie del Durello locale e con cena in abbinamento con i vari
vini, organizzata dall’Associazione San Zeno (prenotazione presso Almerino 340
1076864)
Domenica 7 Aprile
Ore 10.00: Santa Messa presso la chiesa di San Zeno con tradizionale
benedizione delle Biciclette
Ore 14.00: Inizio giochi popolari per bambini e ragazzi – Maxigonfiabili in
Parrocchia di
Castello:
funzione
Ore 16.00: Dimostrazione dell’antica arte dei falconieri, con falchi e altri
rapaci addestrati
Ore 19.00 Peso del Maiale con altezza della sopressa
intervento di
consolidamento di
una struttura muraria
Nel corso di tutta la manifestazione funzioneranno fornitissimi chioschi
enogastronomici con varie specialità locali – Pesca di beneficenza
In caso di maltempo la manifestazione sarà effettuata la domenica successiva
N
"La civiltà continua a munirci delle più impensabili comodità, ma non ci spiega come fare a
mantenerle."…Giusto un pò per farci riflettere su
quanto la Felicità nel corso del tempo si é associata al bene materiale…
uovi lavori nell’ambito delle attività di manutenzione del complesso
parrocchiale comunemente denominato “parco giochi” di Castello:
un importante intervento è stato
effettuato sulla struttura muraria
che sostiene il campetto da calcio, nel versante a valle, in seguito al pericolo di cedimento del
muro di sostegno. Il consolidamento è avvenuto attraverso una
serie di 26 tiranti auto-perforanti,
ciascuno di 12 metri di lunghezza, sulla muratura in calcestruzzo. L’operazione è stata eseguita
con attrezzatura per infissione a
roto-percussione esterna di armature in barra del diametro 32
mm con giuntate ogni 3 metri.
L'intervento sulla struttura muraria
BELTRAME COSTRUZIONI s.n.c.
Sede Legale: Viale del Lavoro, 104
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Fotografie di una volta:
ultima chiamata!
l gruppo che raccoglie le vecchie fotografie riguardanti San Giovanni Ilarione e la sua
Ipopolazione
è al lavoro per classificare e se-
lezionare il materiale, definire tempi e modalità
di redazione delle didascalie e degli articoli di
presentazione in vista della pubblicazione. Vista la quantità del materiale, si è deciso di dar
vita a diverse pubblicazioni, la prima delle quali sarà dedicata alle coppie (foto di coniugi o
di fidanzati giovani e meno giovani, matrimoni ecc.). Chi avesse ancora qualche foto che
risale a prima degli anni '70 e che riguardano
il nostro paese e la sua popolazione, si affretti
a contattare uno dei seguenti incaricati: Mario
Gecchele, Gianni Sartori, Angelo Pandolfo, Dario Bruni, Augusto Gambaretto.
5 L’ ALPONE
io
chiv
r
a
’
d
e
cart
S
ebbene gli archivi siano
considerati depositari di documenti spesso polverosi o poco
leggibili, capita talvolta di ritrovarvi qualche sprazzo di vita paesana
che, a tanti anni di distanza, riesce
ancora a suscitare curiosità e magari, nelle persone meno giovani,
perfino un guizzo di nostalgia. È
quanto ci trasmette questo manifesto della Sagra delle Castagne
del 1949, casualmente ritrovato
Segue da pag. 3
da un amico ricercatore e prontamente fattomi pervenire. L’archivio
in questione stavolta è la sezione
documentaria della Biblioteca
Bertoliana di Vicenza. Tralasciamo, una volta tanto, il commento,
visto che ciascuno potrà leggersi
con calma quello che i nostri concittadini riuscivano a fare durante
una sagra di più di 60 anni fa.
Dario Bruni
T
Profumi d'altri tempi
utto è iniziato con la raccolta
delle palline di Natale, un’idea originale scaturita dall’estro
artistico di Ferdinando Rossi per
realizzare il cielo stellato del presepe che, ogni anno, si allestisce
davanti alla chiesa. Per realizzare questo progetto, Ferdinando
ha coinvolto i bambini di tutte le
scuole del paese, invitandoli a donare delle palline colorate. L’iniziativa ha avuto successo e, in questi
tempi di crisi, si è rivelato un valido insegnamento, che i bambini,
sicuramente, interiorizzeranno e
non dimenticheranno. Proprio sulla piazza della chiesa, ho incontrato la signora Elisa, la mamma
di Ferdinando. Mentre si parlava
del progetto lei ha iniziato a raccontarmi di quanto era bella la
piazza della chiesa ma soprattutto
quella del monumento, quando lei
era piccola. Con la mano mi mostrava che, lungo la ringhiera c’era
una fila di acacie con le loro verdi
e folte chiome cariche di fiori dal
profumo inebriante. Mi raccontava
divertita che, con i suoi compagni
e il maestro Zanchi, andava sempre a giocare sotto queste piante
e che lui si divertiva a far loro degli
scherzetti. Alle bambine insegnava come sfuggire ai bambini dispettosi o a coloro che volevano
far loro del male. Erano gli anni
1942-43, tempo di guerra come
si può vedere dalla pagella che,
su mia richiesta, mi ha prestato affinché la potessi pubblicare.
Nonostante si parlasse di ricordi,
mi sembrava di vedere la scena
e di sentire la voce e le risate di
quei bambini. Continuando il suo
racconto, la signora Elisa, ritorna
sempre a parlare con occhi lucidi
e luminosi di quelle piante, del loro
profumo. L’insistenza mi incurio-
In Afghanistan con gli alpini
loro attività. E... la gente del posto ha bisogno di avere degli introiti certi per
mantenere le loro famiglie!
Un'altra coltivazione possibile è l'albicocco, albero originario
dell'Armenia; un sogno degli afghani è quello di diventare i "fruttivendoli" dei vicini Emirati Arabi.
Ma qualcosa negli ultimi anni
sta cambiando anche nella vita di
quella gente, perché finalmente le
donne, che sono state per quasi
30 anni segregate in casa senza potere lavorare e studiare, ora
sono tornate a vivere una vita normale, non sono più obbligate ad
indossare il Burqa, lavorano e vanno a scuola (all'università di Herat
il 40% degli studenti sono donne).
La scuola di Herat, ad esempio,
ospita ora 12.000 alunni divisi in 3
turni giornalieri, e proprio in questa struttura, con le offerte raccol-
te alla cittadella militare durante le
Ilarione, che mi ha consentito di
vedere i nostri militari al lavoro con
adunate nazionali di Torino e Bolla loro grande carica di umanità,
zano, è stata donata dall'ANA l'attrezzatura per la sala informatica
la indiscutibile professionalità nel
loro lavoro e nell'impiego dei soficon 35 postazioni di computer che
sticati sistemi di difesa di cui sono
noi siamo andati ad inaugurare; è
stata posata anche la prima pietra
dotati.
per un suo ampliamento.
Angelo Pandolfo
Un altro dato significativo che fa
bene sperare per
il futuro di questa
gente, è la grande
diffusione delle comunicazioni
negli
ultimi anni: in Afghanistan ci sono ora 18
milioni di telefonini!
Un'esperienza
davvero
entusiasmante quella che
ho vissuto a quasi
settemila chilometri da San Giovanni Angelo Pandolfo con Perona ed il gen. Ranieri ad Herat
sisce così le chiedo se per
caso ha una fotografia per
mostrarmi quello che mi sta
descrivendo. Lei sorridendo
mi dice di sì e molto gentilmente ed orgogliosamente
me la mostra. Improvvisamente capisco perché
quelle piante per lei hanno
un significato particolare ed
ha un ricordo così nitido di
esse anche a distanza di
tempo: era per lei il momento più bello della sua vita, il
26 Maggio 1965, giorno del
suo matrimonio! In questo
racconto, abbiamo due momenti particolari della storia: il primo è la guerra, anni
di odio, distruzione, pianti e
morte; il secondo è la pace,
la serenità e l’amore. Al
centro di tutto ciò il ricordo
indelebile del profumo dei
fiori e di un passato sempre
presente. Questa storia mi
ricorda una frase letta in un
libro: “Osserva i fiori, vivono
e sbocciano in tutto il loro
splendore senza chiedere
nulla, si amano, sono felici di fiorire. Anche noi dovremmo essere così.” (Cit.
Romano Battaglia nel libro
“Oltre l’amore”).
Concludendo, vorrei sottolineare l’importanza degli
incontri e della collaborazione tra le persone, che sono
gli ingredienti essenziali per
mantenere vivi, nella nostra
mente e nei nostri cuori, il
vissuto personale e i ricordi
legati alla nostra comunità.
Anche i bambini, un giorno
ricorderanno la piazza sfavillante di luci e la dolce atmosfera
di questo Natale. Grazie signora
Elisa per le emozioni trasmesse
con la sua testimonianza.
Antonietta M.
Condoglianze
Nel momento in cui il giornale va in stampa, apprendiamo della scomparsa di Adelina Damini, moglie amatissima del nostro Direttore Delio
Vicentini. A nome di tutti i lettori de "L'Alpone" e dei cittadini di San
Giovanni Ilarione, vogliamo esprimere a lui e ai suoi familiari le più sentite condoglianze, che estendiamo ai parenti di Adelina, originaria del
nostro paese.
La redazione de "L'Alpone"
L’ANTEAS PER LA SICUREZZA DEI CITTADINI
Il Coordinamento provinciale ANTEAS, di cui è responsabile Paolo
Armani, in collaborazione con il gruppo di San Giovanni Ilarione,
presidente Augusto Gambaretto, e con il patrocinio del Comune
organizza una serie di incontri dal titolo “SICURI DI SE’… nella crisi
economica”. Saranno presenti esperti del settore, che affronteranno diverse tematiche, quali l’uso responsabile del denaro e il pericolo di sovraindebitamento, l'aumento della criminalità spicciola e
quotidiana, l’accesso alle nuove tecnologie nei percorsi burocratici,
le insidie sempre presenti nel mondo della casa. Gli incontri, aperti
a tutti i cittadini, si svolgeranno in sala civica M. Rumor nei giorni di
venerdì 5 - 12 - 19 aprile, dalle 15.00 alle 18.00.
L’ ALPONE 6
L’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE INFORMA
università del tempo libero
anche a San Giovanni Ilarione
Ogni mercoledì alle 15.30 appuntamento in sala civica “M. Rumor”
A
nche il nostro paese ha la sua Università del Tempo Libero, posta in
atto su iniziativa del Comune di San Giovanni Ilarione, Assessorato alla Cultura e
Politiche Sociali. “Un’iniziativa di grande
portata culturale a servizio dei nostri cittadini”: così l’ha definita il sindaco Ellen Cavazza nel momento dell’inaugurazione, il
9 gennaio scorso, di fronte ad una buona
presenza di pubblico partecipe e attento. Sedici gli appuntamenti in programma, che tiene occupati i partecipanti fino
al 24 aprile, con la giornata di apertura,
come da protocollo, riservata alla storia
del paese, dalle origini al Novecento, illustrata con ampio corredo di immagini dal
relatore Dario Bruni; sette giorni più tardi
l’attenzione si è spostata su una delle più
interessanti scoperte della paleontologia
degli ultimi anni, l’ormai arcinoto piccolo
di dinosauro denominato Ciro, presentato dal suo scopritore, l’ilarionese Giovanni Todesco. La serie è continuata con una
vivace riflessione su alcune personalità
protagoniste della scienza di ogni tempo,
illustrate da Luigi Grezzana, e con un ampio quadro storico-religioso riguardante
uno dei santi più attuali della storia, san
Giovanni Bosco, curato da Gianni Sartori.
Nei due mercoledì successivi l’attenzione
si è spostata su due eventi della storia del
‘900 che ancora scuotono la coscienza
di tutti, il dramma delle foibe e l’immane
tragedia della Shoah, illustrati da Raffaele
Sartori. Ricchi di interesse anche gli appuntamenti successivi, dai saggi consigli
“per invecchiare bene” di Mario Gecchele
alle storie del filò di Otello Perazzoli, dal
fascino di Venezia (Luigi Manfrin) al film
“Il club degli Imperatori” (Chiara Quaglia),
dalla riflessione del parroco don Elio Nizzero sul vivere e sull’essere cristiani a
San Giovanni Ilarione all’approfondimento storico sui Maltraversi di Dario Bruni,
è tutto un susseguirsi di tematiche varie
e coinvolgenti. Il ciclo terminerà in aprile
con altri quattro appuntamenti d’eccezione: il coro El Biron passerà in rassegna i
canti popolari, Irnerio De Marchi illustrerà
le ville venete presenti in vallata, Paolino
Panarotto schiuderà il magico mondo
delle orchidee della Lessinia e Vito Lonardi dedicherà l’ultimo incontro ai cantautori più famosi degli anni ruggenti.
A facilitare la partecipazione ci pensa un
pullmino messo a disposizione dall’Amministrazione, la quale ha previsto anche,
quale degna chiusura del corso, la visita
guidata ad una villa veneta.
L’Università è aperta a tutti e la partecipazione è gratuita.
COMUNE DI SAN GIOVANNI ILARIONE
Assessorato alla Cultura e Politiche Sociali
UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO
ANNO ACCADEMICO 2013 - Sala Civica Comunale Mariano Rumor
ogni mercoledì dalle ore 15.30 alle 16.30
Tema
Data
Relatore
9 Gennaio
Dario Bruni
16 Gennaio
Giovanni Todesco
San Giovanni Ilarione
le origini e la storia
Ciro, il primo dinosauro Italiano
23 Gennaio
Luigi Grezzan
Scienza di storie e uomini
30 Gennaio
Gianni Sartori
6 Febbraio
Raffaele Sartori
13 Febbraio
Raffaele Sartori
San Giovanni Bosco
padre e maestro dei giovani
Il dramma del confine orientale
italiano: le foibe e l’esodo
Riflessioni sulla Shoah
20 Febbraio
Mario Gecchele
Le modalità per invecchiare bene
27 Febbraio
Otello Perazzoli
Le carte e le storie dei filò
6 Marzo
Luigi Manfrin
Venezia città delle donne
13 Marzo
Chiara Quaglia
Film “Il club degli Imperatori”
20 Marzo
Don Elio Nizzero
27 Marzo
Dario Bruni
Evoluzione del vivere e la fede
a San Giovanni Ilarione
I Maltraversi nelle nostre terre
3 Aprile
Coro "El Biron"
Canti Popolari
10 Aprile
Irnerio De Marchi Le Ville Venete della Val d’Alpone
17 Aprile
Paolino Panarotto
Le Orchidee della Lessinia
24 Aprile
Vito Lonardi
Musica: i nostri cantautori
da Modugno a Lucio Battisti
BIBLIOTECA “O. BONAFIN”
in collaborazione con l’Assessorato alla
organizza
Cultura e Istruzione
UN LIBRO, UN AUTORE
Presentazione di quattro libri di autori locali
Giovedì 11 aprile 2013, ore 20.30 – Sala civica
Dario Bruni, “I Maltraversi nelle terre del Durello”
Sabato 11 maggio 2013, ore 20.30 – Teatro parrocchiale
Giovanni Todesco, “Ho due figli e un dinosauro”
Venerdì 26 aprile 2013, ore 20.30 – Teatro parrocchiale
Edoardo Casotto, “L’armonica di Pascal”
Venerdì 24 maggio 2013, ore 20.30 – Sala civica
Osvaldo Benetti, “Andare a piedi”
Biblioteca "Ottavia Bonafin"
l grado di maturità di un paese si
vede anche dall’importanza accordata alla cultura, all’arte e alle sedi
volte alla loro valorizzazione. Fra queste, un ruolo fondamentale dovrebbe
spettare alla Biblioteca Comunale,
che il nostro Comune ha la fortuna di
possedere, e quindi anche il dovere di
prendersene cura e lavorare affinché
questo luogo cresca e diventi un punto di incontro, di confronto e di nuove
iniziative.
Siamo un gruppo di persone che
vuole tentare di restituire alla Biblioteca “O. Bonafin” di San Giovanni
Ilarione la sua funzione di centralità
all’interno della vita culturale del paese. Siamo convinti, infatti, soprattutto in tempi di difficoltà economiche e
politiche come questi, che investire
sui libri, sulla cultura e sull’arte, possa essere un piccolo passo verso un
progresso che non sia esclusivamente
materiale, bensì che vada ad arricchire la parte davvero importante dell’essere umano, ovvero la mente, la fantasia, lo spirito.
Situata al n. 5 di Piazza Aldo Moro
(proprio sotto il palazzo del Comune), la Biblioteca “O. Bonafin” offre
già alcuni servizi di grande interesse
e utilità, forse poco conosciuti da una
parte della cittadinanza. Dal 2007, infatti, la Biblioteca è entrata a far parte
del Sistema Bibliotecario Provinciale
(sbp.provincia.verona.it), ovvero una
rete di circa 70 biblioteche di comuni
appartenenti alla provincia, che mette a disposizione un efficace servizio
di prestito interbibliotecario gratuito,
attraverso cui è possibile far arrivare
nella propria biblioteca i libri appartenenti alle altre sedi: le possibilità di
prestiti e letture, dunque, si ampliano
considerevolmente, garantendo agli
utenti la possibilità di usufruire anche
di libri non appartenenti alla biblioteca del loro paese. Inoltre, è possibile
prendere in prestito anche film in DVD
o VHS, audiolibri e CD.
Partendo da questa base, il nuovo
Gruppo Biblioteca vuole promuovere
una serie di attività, progetti e iniziative volte a far conoscere e a diffondere
l’amore per la lettura, la cultura, il pensiero, l’arte, la poesia. L’associazione
è di recentissima nascita, e il lavoro
da fare è tanto: credo siamo tutti d’accordo nel constatare il ruolo di forte
marginalità in cui è stata relegata la
cultura nel nostro paese. È ora di ricominciare, di offrire qualcosa di nuovo. Cerchiamo persone entusiaste e
volenterose, di qualsiasi età, disposte
ad iniziare con noi questo nuovo cammino. Abbiamo bisogno di consigli,
di idee, di partecipazione. Insomma,
abbiamo a disposizione un luogo in
cui poterci esprimere liberamente, in
cui poter trasmettere agli altri la passione per la lettura, la conoscenza, la
fantasia. Desideriamo collaborare con
le scuole e con le altre associazioni
del paese, promuovere progetti per
Per far fronte alle esigenze di servizio sempre crescenti
e diversificate della popolazione, in particolare per i
lavoratori, l’Ufficio Anagrafe del Comune di S. Giovanni
Ilarione rimane aperto anche il sabato mattina, dalle ore
8.00 alle ore 12.00.
L’ufficio, com’è noto, espleta tutte le richieste inerenti,
fra l’altro, gli atti di nascita, il cambio di abitazione e il
cambio di residenza.
ACCADEVA… MEZZO SECOLO FA
Passione per i libri (e non solo) alla base del nuovo gruppo che sta
costituendosi per valorizzare il cardine culturale del paese
I
Apertura al sabato dell’Ufficio Anagrafe
avvicinare i bambini ai libri, organizzare serate di presentazione di opere,
di letture, di performance poetiche…
Stiamo partendo da zero, ma proprio
per questo ci è data la possibilità di
costruire davvero qualcosa di nuovo e
prezioso!
Se anche tu, come noi, senti il bisogno di portare un po’ di nuova linfa
alla vita culturale e artistica del nostro
paese, vieni a trovarci in Biblioteca,
oppure contattaci al seguente indirizzo e-mail: [email protected], o al
numero telefonico 045/6550664. Oppure, mandaci un messaggio alla nostra pagina Facebook, Biblioteca "O.
Bonafin" - S. Giovanni Ilarione.
Inoltre, approfittiamo di questo spazio per ricordarvi che la Biblioteca
accetta sempre e volentieri eventuali
donazioni di libri, anche usati, da parte di utenti e cittadini: è anche questo
un modo per contribuire alla crescita
e all’arricchimento di un luogo che,
come la Biblioteca Comunale, dovrebbe costituire un punto nevralgico
nella realtà di un Comune.
Ti aspettiamo!
Gruppo Biblioteca Comunale
“O. Bonafin”
Le elezioni, si sa, non vanno mai fuori moda. Giusto cinquant’anni
fa proprio in questi giorni il paese era alle prese con un’altra tornata
elettorale. Ecco come andarono allora le cose a San Giovanni
Ilarione, era il 28 aprile 1963:
SENATO, COLLEGIO VERONA COLLINA
San Giovanni Ilarione, elettori 2428, votanti 2061 (percentuale
84%): PCI 13; PLI 24; PSI 104; DC 1827; PSDI 34; Veritas 36; MSI 23.
CAMERA
San Giovanni Ilarione, elettori 2306: PCI 20; PRI 3; PSI 100; PLI 23;
DC 2102; Papi 1; MSI 17; PSDI 20.
Magnifica serata di canti natalizi a Castello, il 29 dicembre scorso,
con protagonisti alcuni gruppi corali del paese: il coro giovani della
parrocchia di Castello, il coro “El Biron”, il coro giovani della parrocchia di S. Caterina in Villa..
7 L’ ALPONE
Gino Perazzolo e i due gemelli
G
ino Perazzolo ha adottato a distanza due gemelli Leonardo e Andreina Guanipa, della
missione Casa Focolare di Don Luciano Costalunga missionario Salesiano in Venezuela.Questo è un gesto d'amore che molti di noi potremmo seguire, perchè con una goccia
di bene, come ha
voluto fare Gino,
possiamo salvare
molte vite di bambini abbandonati
e dimenticati dal
mondo.
Bravo
Gino, così potrai
ammirare nella foto
sulla tua credenza due vite sicure
di avere un futuro
sereno e migliore.
Nella foto Gino Perazzolo con la foto
dei due gemellini
e il presidente dei
missionari Ilarionesi nel mondo, Mario Fochesato.
Capitello dei Balzi,
M
testimonianza di fede
omento di particolare emozione il
pomeriggio del 21 ottobre u.s. in
contrada Balzi, un luogo incontaminato ove
si respira il senso di tranquillità, di raccoglimento, un luogo dove tutto è mosso da
una profonda fiducia in Dio. Qui è tornato
agli antichi splendori il capitello locale, uno
dei più antichi e ricordati del paese. Figura geometrica lineare, slanciata, rispecchia
lo sforzo del progettista a tendere verso
l’alto, una spinta quasi spasmodica verso
Dio, che costituisce il fulcro e il punto focale della costruzione stessa. Una elegante
statua della Madonna abbraccia idealmente l’intera zona circostante, a sicuro baluardo contro il pericoli atmosferici. Struttura
portante in marmo, risentiva ormai degli attacchi del tempo ed è stato pertanto molto
positivo e degno di menzione l’intervento
dei fratelli Rivato, figli di Guglielmo, che
hanno voluto anche esaudire una delle ultime volontà del padre scomparso e della
mamma, riportando il capitello agli antichi
fasti.
Dall’operazione di pulizia e di intervento
conservativo è risultata una bella costruzione, che alla vista sembra più alta della
misura, una figura snella ed elegante; le strutture portanti ed il
tetto a spiovere, con un indovinato intervento di sabbiatura,
danno l’impressione di essere
uscite da qualche tempio antico, tanto sono belle ed indovinate. Un artistico cancello in
ferro battuto con relativo vetro
racchiude la cella che ospita
la Vergine Santa. Ultimamente,
per desiderio del Vescovo nativo Mons.Angelo Rivato, è stato
aggiunto un quadro ad icona
orientale raffigurante Cristo,
principio e fine di tutto.
La cella poggia su un piedistallo sul quale l’antico autore
ha voluto incidere la dedica,
che sa di accorata preghiera:
“A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE ET
TU VIRGO SS.MA INTERCEDE PRO NOBIS”. (dal fulmine
e dalla tempesta liberaci, o Signore, e tu Vergine Santissima
intercedi per noi).
Racchiude il sentimento, l’ansia, l’apprensione del contadino contro le calamità del tempo, che costituivano un serio
pericolo per la sopravvivenza
stessa, ma evidenziano al medesimo tempo la piena e totale
fiducia nella Madonna e l’abbandono ai voleri di Dio.
L’apparato esterno alla base
è stato ampliato, divenendo più aperto e
sembra idealmente prolungare il gesto di
accoglienza della Vergine verso la gente
del luogo, i gradini originali, che riportavano la data di costruzione del 1737, sono
stati coperti con materiale più consono per
resistere alle intemperie. I colori delle pitture murarie sono stati scelti dalle donne del
luogo, le quali hanno dimostrato un buon
senso artistico e di intonazione con l’opera. Fanno da corona i cipressi slanciati,
messi probabilmente a dimora con il sorgere della costruzione originale, che rappresentano un punto di riferimento visivo
anche da lontano.
Al momento della nuova inaugurazione
non riescono a trattenere l’emozione ed il
giusto orgoglio i fratelli Agostino, Francesco, Patrizio, Paolo, Leonardo, Marco, Monica per la realizzazione, sotto la supervisione della mamma Imelda Panarotto, che
ben volentieri si assume l’incarico di pulire,
curare i fiori, segnalare eventuali piccoli
problemi. Lo zio Ernesto, veterano del luogo e che ne rappresenta la memoria storica, esprime tutta la sua contentezza ed il
suo amore verso questo luogo di preghie-
Giuseppe Fattori - Eroe del Piave
F
a proprio difficoltà a nascondere la propria
soddisfazione Costantina Fattori, quando
le viene proposta l’occasione di ricordare il papà,
Giuseppe Fattori, ma da tutti chiamato “Menin da
Castelo” e la mamma Maria Panato. Suoniamo alla
porta in un rigido pomeriggio, ben poco dall’esterno si intravede, ma una volta rinchiusa alle spalle
la porta che dà sulla “piassa del Costo”, l’ambiente
si trasforma del tutto.
In un’ampia sala dignitosamente arredata e
dalla gradevole temperatura incontriamo Costantina, con la quale si instaura subito un clima di
collaborazione. Non vuole parlare di sé, desidera
solo ricordare la figura dei genitori, che a Castello hanno lasciato un ampio ricordo. Papà nasce
il 20/02/1899, cresce assieme ad un fratello e a
due sorelle, proprio sotto l’ombra del campanile.
Il cognome Fattori è di antica matrice di Castello.
Giuseppe non segue il lavoro del papà, stradino
comunale, ma nutre fin da piccolo una spiccata
passione per il disegno, il legno, la falegnameria in
genere. Per questo si porta ben presto a Chiampo
a scuola di disegno, dalla falegnameria Faedo. Non
è neppure tagliato per il lavoro nei campi, mentre
si trasforma e si sente realizzato davanti al legno
e alla pialla. Nel 1917, in piena guerra mondiale,
viene chiamato alla visita militare, dichiarato abile e spedito direttamente sul fronte del Piave, per
cercare di bloccare l’avanzata austriaca. È uno dei
ragazzi del ’99, una classe che passerà alla storia per la sua abnegazione e il suo eroismo e che
ha contribuito in maniera determinante a bloccare
l’avanzata nemica e a decidere la vittoria finale.
Giuseppe è orgoglioso di appartenere a questa
gloriosa classe ed è sempre in prima fila nella celebrazione annuale della festa del IV novembre.
Tornato dalla guerra, riprende il lavoro di falegname, non in una grande industria, ma in proprio, in
una stanza attigua all’abitazione, lavora fino, usa
lo scalpello quasi fosse un uncinetto, in maniera
certosina, che lo porta a curare i minimi particolari
nell’intaglio del legno. Trasforma anonimi pezzo di
legno in autentici capolavori. Nel 1921 porta all’altare l’anima gemella, Maria Panato, sua coetanea
dalle Boarie e la nuova famiglia si accasa proprio a
Castello, sotto l’ombra del campanile. La casa ben
presto si popola di ben sei figlie. Giuseppe con il
suo lavoro riesce a mantenere dignitosamente la
numerosa nidiata, grazie anche al prodotto dei
pochi campi, che la moglie coltiva con amore e
passione. La sua capacità nel lavoro attira molti
clienti, soprattutto le giovani coppie di sposi che
a lui ricorrono per farsi fare “la cuccetta del letto,
l’armaron, la tola, la cardensa”, in ciliegio o noce
nostrano. Chi, anche adesso ha la fortuna di possederne uno, se lo tiene ben stretto, perché si nota
distintamente che, oltre all’uso per il quale è nato,
il mobile porta
la firma dell’artista, arricchito di
motivi religiosi o
floreali. Intanto le
figlie crescono, le
maggiori vanno
in filanda a San
Giovanni Ilarione
e portano a casa
i primi soldi.
Nel 1940 l’Italia
entra in guerra e il
distretto militare
si ricorda di richiamare Giuseppe e mandarlo al
fronte in Albania,
lasciando a casa moglie e 6 figlie. Si vede proprio
che la classe 1899 è veramente di ferro… Qui ci
rimane fino al 1941, con tutti i pericoli del fronte, e
poi può tornare a casa, beneficiando di una legge
che congeda chi ha 4 figli. Fino a fine della guerra scava carbone nella miniera di Nogarotto, viene
pure requisito dai Tedeschi per il lavoro coatto sotto
la Todt e lavora sotto il suo portico di casa a preparare materiale in legno da utilizzare per i camminamenti e le gallerie. Per fortuna la guerra finisce, ma
l’Italia è a pezzi, si fatica a portare il pane in tavola
e anche la sua attività risente della crisi. Nel 1950
emigra a Roma con tutta la famiglia, chiamato dalla
figlia Clelia che là si è stabilita dopo il matrimonio
con Antonio Agresti. Vi rimane 6 lunghi anni, dal ’50
al ’56 e poi rientra nella sua Castello, perché non si
è abituato alla vita nella capitale. Continua saltuariamente il suo lavoro, arriva la pensione. Giuseppe
ora può guardarsi intorno tranquillo, le figlie si sono
tutte sposate, non ci sono più problemi, è persona
serena e tranquilla, non gli interessano e non si fa
coinvolgere dalle chiacchiere dalla gente, amico di
tutti, non si è mai permesso di dare giudizi sugli
altri. Giuseppe e tanti come lui hanno contraddistinto un’epoca, forse più povera e diseredata, ma
certamente più sincera.
In casa, gelosamente custodito dalla figlia Costantina, un Sacro Cuore disegnato a matita in età
giovanile, accoglie il visitatore e subito risaltano la
finezza e la sicurezza dei segni tracciati, la capacità
di trascrivere sull’immagine le proprie aspirazioni e
i propri sogni. Nel 1979 muore, seguito 15 giorni
dopo dalla moglie, lasciando in casa tutti i suoi
ricordi e le sue belle realizzazioni custodite con
amore dalla figlia Costantina, che qui continua ad
abitare e che è ben felice di mostrare attraverso le
immagini e le opere visive la vita di mamma e papà.
Gianni Sartori
Anche la Scuola Materna è stata protagonista del carnevale Ilarionese!!
ra, che lo ha visto da fanciullo piegare le ginocchia nel mese di maggio
per la recita del rosario comunitario
e nelle varie altre ricorrenze. Qui sicuramente ha meditato e si è ispirato il vescovo Angelo Rivato, prima di
partire missionario.
Il parroco don Elio ha voluto solennizzare con la sua presenza l’inaugurazione, con la recita del S. Rosario
comunitario, ricordando la necessità
di rinverdire la fede e la devozione
verso la beata Vergine, la necessità
di avere fiducia in Colui che guida i
nostri passi.
A fine cerimonia un sostanzioso
rinfresco ha completato il clima di
gioia e di amicizia, sotto lo sguardo
bonario del capitello vestito di nuovo, che avrà ancora il compito di unire la gente, essere segno di fede e di
incontro.
Gianni Sartori
Si ripete l'antica (e gustosa) tradizione del fare i salami in
casa: ecco una maxi soppressa da record, 12 Kg. mostrata con giustificato orgoglio da Renato Marchetto di
contrada Marchetti.
L’ ALPONE 8
S cuola
- A ula
F
primaria “A. S tefani ”
cinema : obiettivo raggiunto ! -
inalmente la nostra
scuola ha un’aula con
grande schermo e proiettore per la visione di film e
documentari.
Questa è la novità alle Stefani, realizzata grazie alla
collaborazione di molte
persone: alcuni papà che
si sono dati da fare per alcuni sabati di novembre e
dicembre a ridipingere e
sistemare l’ex mensa; l’Amministrazione
Comunale
che ha fornito i colori per
la tinteggiatura; tutti coloro
che sono intervenuti e hanno fatto un’offerta al Mercatino di Natale dello scor-
so anno, i soldi raccolti infatti sono serviti
ad acquistare il proiettore e il lettore dvd.
L’aula-cinema è stata inaugurata il 16
dicembre, alla presenza del sindaco Ellen Cavazza e di alcuni assessori, tra cui
Claudio Lovato, che hanno premiato con
un attestato i genitori che hanno lavorato alla sistemazione della stanza. Erano
presenti inoltre molti alunni con i loro genitori.
Noi insegnanti siamo soddisfatte dell’obiettivo raggiunto perché ci dà la possibilità di utilizzare il grande schermo a
sostegno dell’attività didattica, offrendo
un’occasione diversa di apprendimento
e arricchimento. La nuova aula–cinema
ci permette anche di coinvolgere contemporaneamente più gruppi-classe rimanendo all’interno della nostra scuola
L'esperto Giovanni Todesco porta Ciro a Eraclea (VE)
C
on grande piacere noi bambini delle classi terze e loro
insegnanti della scuola primaria E.
De Amicis di Eraclea (Ve) il giorno
20 febbraio 2013 abbiamo ospitato il signor Giovanni Todesco.
L’esperto ha illustrato alcuni
fossili di origine diversa, tenendo
una lezione di paleontologia con
molta professionalità e preparazione.
Gli alunni si sono lasciati coinvolgere mostrandosi interessati e
partecipi fino alla presentazione di
Ciro: il primo dinosauro Italiano,
quando il loro entusiasmo e stupore è giunto al culmine.
Il signor Todesco ha raccontato
la sua scoperta e l’ha ben descritta in tutte le sue parti.
Infine è stato lasciato ai bambini
un poster di Ciro autografato dallo
Giovanni Todesco, mostra il poster di Ciro durante la lezione
scopritore.
Un ringraziamento particolare a
Giovanni Todesco per aver portato nella scuola dove insegno, un
contributo storico scientifico proveniente dal mio paese di origine.
Insegnante Grazia Gambaretto
"Costellazioni"
L'ultima, interessante opera dell'artista Ferdinando Rossi
Dettaglio dell'opera di Ferdinando Rossi
N
on so se qualcuno di voi ha avuto la fortuna che
ho avuto io qualche sera prima di Natale, ovvero
quella di scoprire per caso, passeggiando per il paese
di San Giovanni Ilarione, una splendida sorpresa davanti alla chiesa. Da lontano distinguevo solo dei puntini fluttuanti nell’aria, ma una volta arrivata lì scoprii
una colorata costellazione che ondeggiava silenziosa
sopra la mia testa. A luccicare non erano stelle ma
palline di Natale e presto scorsi anche il pianeta Terra.
Mi lasciai quindi cullare un po’ dall’andamento delle
D
palline pensando a che bel regalo di Natale
avevo appena ricevuto.
La colorata installazione è frutto della fantasia dell’artista Ferdinando Rossi,
creata per celebrare il periodo natalizio e
collocata davanti alla chiesa di Santa Caterina in Villa. Tutto il paese ha collaborato alla sua realizzazione. Le 2500 palline
di seconda mano sono state raccolte dai
bambini della scuola materna, elementare
e media del paese. Gli adulti hanno contribuito in tutto quello che poteva servire,
dal lavoro manuale, al recupero di materiali.
Per questo Ferdinando desidera ringraziare
tutti coloro che hanno aiutato. L’installazione di Rossi è un‘opera artisticamente molto
interessante e la partecipazione, grazie alla
quale ha preso vita, è un valore aggiunto
che le ha consentito di non essere capita
da pochi, come spesso accade con l’arte
contemporanea, ma fruita gioiosamente dai più.
Ferdinando Rossi detto Ferdi è un artista poliedrico
dai molti interessi, che ama sperimentare in continuazione, in questo momento della sua carriera si dedica
maggiormente a opere tridimensionali e molto spesso utilizza materiali di recupero che poi trasforma nei
suoi lavori.
Sara Coffele
(fino all’anno scorso per la visione di film
dovevamo recarci al teatro parrocchiale).
Riteniamo inoltre che oggi più che mai
sia importante educare i nostri bambini
ad essere spettatori attenti e stimolare in
loro una capacità di analisi critica delle
immagini, troppo spesso infatti assumono il ruolo di spettatori passivi di fronte
ad una miriade di stimoli, dati dalla televisione, che talvolta sono negativi.
Abbiamo già in mente un progetto di cineforum da realizzare nell’anno scolastico 2013/2014 e siamo sicure che sarà
ben accolto dai bambini!
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le persone che a vario titolo ci hanno
sostenuto ed hanno collaborato alla realizzazione di questa nostra idea.
Le insegnanti
A.N.T.E.A.S. San Giovanni Ilarione
Ass. Naz. Tutte le Età Attive per la Solidarietà
L
a nostra associazione è
aperta a tutte le persone
che vogliono rendersi utili verso
il prossimo senza limiti di età.
In questi giorni è aperto il tesseramento per l’anno in corso.
La nostra sede si trova presso gli
impianti sportivi, ed è aperta tutti
i martedì e giovedì di ogni mese
dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
Il martedì facciamo lavoretti di
ogni tipo, ma soprattutto costruiamo le famose Pigotte, bambole ti stoffa da donare all’UNICEF
per le loro necessità nel campo
dei bambini.
Al giovedì si fanno delle passeggiate all’aria aperta e per chi vuole all’interno della nostra sede si
può anche ballare creando ginnastica nel movimento, oltre al
gioco delle carte che è sempre
aperto a tutti gli appassionati.
Non mancano i pranzi mirati
ai nostri prodotti e una volta al
mese un incontro culturale con
la partecipazione di professori
esperti.
Tutti i martedì i nostri medici in
pensione si impegnano a misurare la pressione, il colesterolo, il
diabete e altri consulti riguardanti la
nostra salute.
Durante il periodo estivo animeremo tutti i fine settimana con ballo,
presso la nostra sede, e della gastronomia che è in fase di studio.
Organizzeremo delle gite ricreative
e culturali.
Un gruppo di volontari, tempo permettendo, va a trovare le persone
sole portando un po' di conforto e
simpatica compagnia.
La sede è aperta a tutti coloro che
sono tesserati o che intendono tesserarsi.
Venite a trovarci, sarete ben accolti e troverete sempre una tazza di
caffè con dolcetto.
Vi ricordo ancora che la nostra associazione è aperta a tutte le età
attive.
Ecco le persone del direttivo alle
quali tutti si possono rivolgere per
chiarimenti sulla nostra associazione: presid. Augusto Gambaretto,
vice presid. Lino Piubello. Consiglieri, dott. Vincenzo Magnabosco,
dott. Roberto Olmari, Marilisa Allegri, Massimina Bellaria, Giovanni
Galiotto, Maria Marra.
Il direttivo
Il mercatino di Natale: un successo anche quest'anno!
omenica 18 dicembre per il terzo anno consecutivo
nella nostra scuola "A. Stefani" si è svolto il mercatino di Natale. Questa iniziativa viene organizzata per ricavare
soldi che saranno utilizzati per l'acquisto di sussidi scolastici.
La giornata è incominciata con il grido di mia mamma:
"Gabriele svegliati!" Mi sono alzato e sono andato a messa a
fare il chierichetto e poi sono andato a scuola per aiutare le
maestre a servire i clienti che erano accorsi numerosi.
Esposti sui tavolini c'erano vari tipi di manufatti: centrotavola natalizi, addobbi per la casa, palline per l'albero di
Natale, asciugamani e tovagliette ricamate, angioletti e tante
altre cose realizzate da noi bambini, da mamme e nonne.
Con i miei compagni ho servito ben diciotto persone. A tutte
facevo la stessa domanda: "Buongiorno signora posso aiutarla a scegliere un regalino per lei o i suoi cari?"
Sul loro volto vedevo lo stupore per tutte quelle cose fatte
a mano con tanto impegno. Alle 11.00 siamo scesi al pianterreno della scuola ad inaugurare l'"Aula Cinema" che abbiamo potuto allestire con il ricavato del mercatino dello scorso
anno.
Una maestra mi ha dato le forbici ed insieme al Dirigente
Scolastico ho avuto l'onore di tagliare il nastro. È stato un
momento molto emozionante. Nel pomeriggio noi ragazzi
di classe quinta abbiamo fatto una piccola esibizione con il
flauto e alla fine tutti ci hanno applaudito.
Poi è giunta la Sacra Famiglia con il seguito di angeli e pa-
stori mentre il coro delle mamme intonava dolci canti natalizi.
Per la gioia dei bambini è arrivato anche Babbo Natale che
ha dispensato caramelle, e la Pro Loco ha offerto pandoro,
cioccolata calda e vin brulè alle tante persone presenti.
Io mi sentivo felice ed anche gli altri lo erano.
Questa giornata dal clima natalizio è stata piena di emozioni. Sicuramente i soldi guadagnati dal mercatino serviranno a migliorare la nostra scuola.
Le insegnanti ringraziano tutti i genitori che, con tanto impegno, hannno collaborato alla buona riuscita dell'avvenimento.
Gabriele Pozza
9 L’ ALPONE
Ilio Tirapelle,
una storia lunga 50 anni
L
a commozione è tanto grande quando ci sediamo ad un
tavolo e si comincia a ricordare;
gli occhi un po’ scavati, ma vigili,
di Ilio sono il racconto eloquente
di una lunga storia, la storia dell’inizio della sua attività a San Giovanni Ilarione con il bar “Bulgaro”,
divenuto esattamente 50 anni fa
(20/02/1963) bar “Tirapelle”. Ilio
è sempre la persona di allora, fisico slanciato ed asciutto, capelli
resistenti e brizzolati, modi gentili e sorriso sincero. Solo qualche
ruga ha preso stabile possesso
sul viso. Proviene dalla vicina Terrossa, ove il 14/02/1963 ha portato all’altare l’anima gemella, Maria
Dalla Bona, che sarà l’autentica
colonna della famiglia. La giovane
coppia ha già le idee molto chiare
sul proprio futuro, prendendo in
gestione e procedendo all’acquisto del bar–tabacchi di Aristide
Sartori “Bulgaro”, in via Roma 2630. Perché proprio un bar?
Ilio proviene da una famiglia di
mezzadri formata da papà e due
fratelli, per causa di forza maggiore non ci sono spazi per entrambi;
poi il lavoro in un locale pubblico
non gli è nuovo, infatti per arrotondare le magre entrate ha spesso
fatto con naturalezza il cameriere
in un ristorante del luogo, appassionandosi a questo mestiere.
Condiviso il nuovo progetto di
lavoro, la giovane coppia inizia
l’avventura: è il 20 febbraio 1963.
Il paese allora era vecchio nella
mentalità, non offriva prospettive,
anche se la gente era aperta, cordiale, simpatica, disponibile. Primi
clienti ufficiali: Giorgio Damini e
Antonio Dal Zovo.
Nel lavoro ci si mette il massimo
entusiasmo, con orari che vanno
dalle ore 5.30 alle 24.00; annesso
al bar c’è il gioco delle bocce, frequentatissimo nel periodo estivo.
Quanti caffè, quante birre, quante
bibite servite fuori…
Nel locale interno, grazie al
comportamento serio e simpatico
dei gestori, non è ammesso il turpiloquio o la bestemmia, è un locale a misura di famiglia. Si gioca
a carte, si vende un po’ di tutto, la
gente tuttavia predilige il prodotti
locali e quindi i fornitori abituali
parlano dialetto nostrano.
Gli anni intanto passano, gli affari vanno bene, arrivano a sgambettare in mezzo ai tavoli del bar
Giuseppina nel 1964, seguita da
Stefano nel 1968 e da Nicola nel
1971. Questa famiglia è come un
giardino ove i fiori crescono rigogliosi. Una volta cresciuti, tutti
dimostrano buona volontà ed ottime intenzioni di proseguire, danno una mano, lasciando riposare
un po’ la mamma, che può così
dedicarsi maggiormente alla famiglia. Si sposano tutti in paese;
i genitori capiscono che è giunto
il momento di sondare il terreno
per nuove sistemazioni per i figli,
al fine di salvaguardare anche
l’armonia e l’amore fra i fratelli.
Di comune accordo si acquista
una cartolibreria per Giuseppina,
sposatasi con Mario Rossetto, la
quale la gestisce per un certo periodo, ma che poi venderà per fare
la mamma a tempo pieno; Stefano, che ha appena portato all’altare Francesca, continua sulla
scia dei genitori a gestire il bar e la
cartolibreria; Nicola, invece, torna
alle origini della famiglia, rientra a
Terrossa con la moglie Stefania, a
coltivare un ricco appezzamento
di terreno nel frattempo acquistato, ove le viti fanno da padrone,
con annessa cantina a livello industriale. Ilio e Maria continuano a
sovrintendere a tutto, danno una
mano a tutti, facendosi apprezzare sempre più dalla clientela, il
loro locale diventa punto di riferimento, di incontro, un vero banco
di prova di fraternità e amicizia.
Nel frattempo si è provveduto
Giornata per la Vita 3 Febbraio 2013
Bambini battezzati
nel 2012, con i loro
genitori, rispettivamente nella chiesa
di Castello (sopra)
e nella chiesa di
S. Caterina in Villa
(sotto).
Complimenti vivissimi per
tutte le famiglie
coinvolte!
anche alla sua radicale ristrutturazione, con ampliamento della
cartolibreria, del locale bar, con la
vetrina esterna che diventa foglio
notizie per la gente, per gli avvisi quotidianamente esposti. Nella
famiglia tutto fila a puntino, si acquisisce quella serenità tipica di
chi ha ben operato.
Purtroppo, con la gioia, arrivano
anche i dolori. Nel 2003 la salute
di Maria dà qualche segno preoccupante, una malattia che non
perdona se la porta via nel giro di
20 mesi. Durante questo periodo
non si lamenta, non dà mai segni
di sconforto; ricca di fede, continua a portare avanti i valori della
famiglia, del lavoro, dell’ottimismo, dell’amore per gli altri. È un
colpo terribile per i familiari e per
la clientela stessa, che vede venir
meno un punto di riferimento. Tuttavia la vita continua, sono arrivati
8 nipoti a tener compagnia e nonno Ilio è orgoglioso di prenderli in
braccio e accompagnarli. L’attività riceve nuova linfa da Stefano e
Francesca, che dalla suocera ha
ereditato capacità, disponibilità
e buon senso, Nicola produce e
commercia il fior fiore del vino della vallata, Giuseppina, impegnata
attivamente in parrocchia, quando può dà una mano. Tra i fratelli
non c’è mai stata e non c’è alcuna
ombra o dissenso.
Pure tra Ilio e Maria non c’è mai
stato motivo di seria discussione,
di dissapore e l’amore tra di loro
si è riversato sui figli che ne hanno
fatto grande tesoro.
Si giunge così al 20 febbraio
2013, si festeggiano 50 anni di attività, 50 anni di lavoro e di sacrificio, di amicizia, di comprensione
e di solidarietà con l’intero paese,
con un grande brindisi generale,
bene augurante per il futuro.
Mancherà purtroppo una persona, forse la più importante e la più
meritevole di questo traguardo,
ma lo spirito di Maria è sempre
presente e dalla grande fotografia
appesa nell’ampio salone continuerà ad osservare e a vigilare su
tutto, con il suo materno sorriso.
Gianni Sartori
Complimenti vivissimi da parte della redazione a:
Luana Marcazzan, laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, presso l’Università degli Studi di Padova
il 14 dicembre 2012.
Chiara panarotto, laurea magistrale in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Trento il 16 gennaio 2013.
caterina fattori, laurea in Biologia Marina, presso l’Università degli studi di Ancona nel mese di marzo 2013.
IMPRESA EDILE
ROSSETTO & MARCAZZAN s.n.c.
•
Costruzioni edili civili ed industriali
• Lavori stradali - Fognature
• Movimento terra
Piazza dell’Osto, 2 - S. Giovanni Ilarione (VR)
Tel. 045 7465425 - Fax 045 6550894
E-mail: [email protected]
STAMPE COMMERCIALI (bolle, fatture, buste, biglietti da visita)
PUBBLICITARIE (dépliants, volumi, giornali, manifesti, volantini)
SAN GIOVANNI ILARIONE (VR) - Via del Lavoro, 90
Tel. 045/ 6550833 Fax. 045/ 6550221
e-mail: [email protected]
L’ ALPONE 10
San Giovanni Bosco
in ogni dove per tutte le età
Q
uest'anno davvero San Giovanni Bosco, nell'anniversario della Sua festa è stato ricordato, è il caso di dire, in tante ricette e per tutti i giusti.
Infatti ancora l'8 Dicembre 2012 in teatro parrocchiale è stata promossa
Malattia di dupuytren
I
l termine medico di questo disturbo sarebbe: “Retrazione
della aponeurosi palmare", ma la
malattia è nota col nome del suo
scopritore.
Il barone Guillaume Dupuytren fu
un illustre chirurgo francese, vissuto tra fine Settecento ed inizio
Ottocento che studiò a lungo la
malattia e ne sperimentò con successo il trattamento. La malattia
colpisce prevalentemente gli uomini dopo i cinquant'anni e consiste
in un progressivo accorciamento
dei tendini flessori del dito mignolo ed anulare di una od entrambe le
mani. L'andamento è cronico ed il
dolore è assente per cui il paziente
spesso tende a non dare importan-
Giovanissimi dei gruppi parrocchiali in piazza Don Bosco il 31/01/2013.
dall'Amministrazione comunale l'applauditissima rappresentazione MUSICAL del gruppo amatoriale "Pietre Vive" dell'opera "Don Bosco L'Operaio
di Dio".
Il 30 Gennaio poi, sempre promossa dall'Amministrazione comunale
nell'ambito del progetto "Università del tempo libero", in sala civica un ex
allievo DOC, con l'esperienza di genitore e di insegnante/educatore, ha raccontato con tanta passione, anche nei minimi particolari, la vita di Giovanni
Bosco e l'insegnamneto lasciatoci dal Santo patrono della gioventù.
Il 31 Gennaio, giorno dell'anniversario della morte, l'Associazione ANTEAS
presso la baita del centro sportivo comunale "Don Bosco" ha organizzato un
incontro con Don Cesare Ciman che ha portato la sua testimonianza teologica e missionaria di prete salesiano.
Sempre il 31 Gennaio i gruppi giovanili della parrocchia, animatori compresi, alla sera hanno voluto rinovare la loro devozione con una fiaccolata
a piedi lungo le vie centrali del paese, dalla piazza della chiesa fino al monumento in piazza Don Bosco accompagnati da volontari dell'A.N.C., dal
parroco Don Elio e dal sindaco Ellen Cavazza.
Infine il 16 Marzo, organizzata dagli ex allievi, la gita nei luoghi cari a San
Giovanni Bosco: Castelnuovo D.B. (AT), dove è nato, e poi Torino-Valdocco
dove ha svolto la sua missione di educatore dei giovani e quindi terminata
la vita terrena.
Credete, tutto ciò ha fatto davvero inorgoglire gli ex allievi. Grazie.
Claudio Gambaretto
N
za al disturbo. Non si conosce
una causa precisa di questo disturbo. Si è osservato che spesso si associa ad altri disturbi quali
cirrosi epatica, epilessia, diabete
o traumi.
Nella fase iniziale si osserva la
comparsa, nel palmo della mano,
di piccoli ispessimenti nodulari
sottocutanei o di piccole retrazioni della pelle che non sono
visibili ma apprezzabili con la palpazione. In una fase successiva
si formano nel palmo uno o più
cordoni tesi che provocano una
flessione permanente delle dita
coinvolte e successivamente la
loro immobilità (mano benedicente). Il trattamento risolutivo
è di tipo chirurgico. L'intervento
è semplice ma non privo di complicazioni ed i risultati sono molto
legati alle condizioni della mano al
momento in cui si opera. Solitamente viene utilizzato il cosidetto
“test del tavolo" semplice ma efficace. Il test viene considerato positivo quando il palmo della mano
per la contrattura delle dita non
può appoggiare completamente
sul tavolo. Questo è il momento
più adatto per la correzione chirurgica e per ottenere una buona
ripresa funzionale. Il rischio delle
recidive però è alto e nel 50% dei
casi entro 5 anni si può avere una
ricaduta della malattia.
Vincenzo Magnabosco
Fare teatro, che emozione!
on c'è niente di più bello
per chi fa teatro di andare
in scena, di debuttare davanti al
pubblico. Così è stato lo scorso
9 dicembre 2012 per gli allievi del
corso di teatro tenuto dalla compagnia teatrale “Sale e Pepe”, che
si sono esibiti in un “mini” spettacolo presso il teatro della frazione
Castello.
Iniziato tra il serio e il faceto,
circa due mesi prima, si è rivelato in realtà un vero crogiuolo di
età, di capacità ma soprattutto
di grandissimo entusiasmo da
parte dei 17 partecipanti e della
loro insegnante, Giulia Magnabosco, coadiuvata dagli altri membri
della compagnia. È stata la prima
esperienza per molti allievi, ma la
coesione e la gioia di esprimersi è
stata tale che in breve tempo l’en-
tusiasmo si è trasformato in bisogno di esibirsi davanti al pubblico.
Nessuno né allievi né insegnanti
avrebbe mai immaginato un risultato tanto emozionante.
Visto il successo ottenuto, il
corso riapre i battenti il prossimo
marzo 2013. (per informazioni:
www.compagniasaleepepe.com).
Lidia Zoppi
CONTINUA LA 12^ RASSEGNA TEATRALE DI PRIMAVERA PRESSO IL TEATRO DI VILLA
INIZIO RAPPRESENTAZIONI ALLE ORE 20,45
- SABATO 23 MARZO
"LA MOSCHETA" presenta "UNA MOGLIE COI BAFFI"
- SABATO 13 APRILE
"TEATRO DEI PAZZI" presenta "LE BETONEGHE"
- SABATO 20 E DOMENICA 21 APRILE - "SALE E PEPE" presenta "PARENTI SERPENTI"
La redazione augura a tutti i lettori e sostenitori
B U O N A PA S Q U A ! !
Il 23 Febbraio 2013 abbiamo festeggiato il nostro 50° di Matrimonio. Hanno partecipato alla nostra festa i figli Silvano, Silvana, Daniele e Stefano accompagnati
dalle rispettive mogli e mariti con i nipoti Thomas, Daniel, Aurora e Jennifer.
Un grazie a tutti i partecipanti.
Bruna e M ario
ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI
Qualche piccola notizia di cento anni fa
I
n alcuni stralci di lettere rinvenute in un trasloco in contrada Verizia, si leggono delle piccole notizie
che Raimondo Panarotto ha scritto
più di cento anni fa.
Dapprima la notizia dell’impianto
del cannone antigrandine nel 1899
in alcuni paesi e nel 1900 a San Giovanni: con non molte positive conseguenze, come si legge.
Poi una nota sul tempo che a quasi fine aprile aveva prodotto un freddo tale da rovinare la stagione delle
foglie del gelso, cibo per i ‘cavalieri’
o bachi da seta, ed anche di altri
prodotti.
Infine Raimondo annota l’appunto
sul trasporto della tavola del Montagna di Castello, avvenuto il 25 marzo 1917, a Vicenza per salvarla da
una possibile invasione tedesca. In
quell’occasione il Montagna andò a
Vicenza su tavola, come era in origine, e ritornò su tela.
"Da noi in Italia la invenzione del
canone contro la grandine e venuta
l’anno 1899 avanti non siaveva mai
sentito nominare. Nel 1899 in pochi
paesi anno messo suso i canoni, li
ano messi in Arzignano Montechio
Montechia Cazano ecetera, uno anche dai gambariti. E a Cazano benché aveva i canoni a tempestato.
Nel 1900 li abiamo messi suso anche noi da pertutto il paese, san giovani, il giorno 23 Giugno alla matina
e venuta un temporale con un uragano e tempesta che fece grave danno nele piante, e in catignano rampi
panarotti fin da fusa distrusse tutto.
Lanno 1903. Il dicianove e venti e
ventiuno Aprile 1903 afato una grande burasca di fredo, non solo neve
fin dai viali e marcazan. Terminato
che à di nevegare e venuto sereno e
alla note afato molto ghiacio e al giovo era molto fredo che tanti portava
il tabaro, si caminava per lestrade e
alvedere nei fossi e sula strada dove
viera aqua tutto ghiacio come fosse
di Genaio. Imaginarsi il dano che a
portato la foglia dei gelsi che era ve-
nuta fuori la bruciata tuta si vedeva i
gelsi sechi tanto che adovuto germoliare di nuovo ed ano anche stentato
perché poi pioveva e non voleva scaldare. I gelsi cominciando dale nostre
case e tutto dissopra sono stati riservati e queli dissoto tutto suso e dietro il fiume e dopo per le basse e per
tutta l’Italia ed anche nel estero tutti
erano sechi. Quelli dele basse venivano sucua per foglia perché avevano
i cavalieri nati e la pagavano a 15 a
20 franchi al chilo. La uva era ancora
dietro e niente a soferto, ma a Ronca e altre parti a avuto un gran dano.
Lerba spagna a avuto un gran dano e
il trefolio niente loa ben tardato.
Il giorno 25 Marzo 1917 la festa
della passion sono venuti due soldati
e il pitore che loà restaurà in automobile e ano condoto via il nostro prezioso quadro di autore montagna per
paura che venga giù i tedeschi."
(Trascrizione fedele dall'originale ad
opera di Mario Gecchele)
Sezione di San Giovanni Ilarione
Nucleo Volontario e Protezione Civile
D
omenica 8 dicembre 2012, in
sintonia con la Protezione Civile, Squadra
Comunale, la Croce
Rossa Italiana e il Nucleo Volontariato e P.C.
ANC., tutti operanti nel
Comune di San Giovanni Ilarione, con la presenza del Sindaco, Ellen Cavazza, si è voluto celebrare un momento di unità tra quanti volontariamente operano nella
Protezione Civile e nel volontariato, partecipando alla Santa Messa
officiata dal parroco Don Elio Nizzero. Un cordiale saluto a tutti i lettori
dell'Alpone e
un grazie a
tutti quanti si
adoperano
fattivamente
per la sua realizzazione,
non mollate
siamo
con
Voi.
Antonio
Dal Zovo
11 L’ ALPONE
Dal GRUPPO ALPINI
S
abato
16 gennaio 2013 è
stata convocata l’Assemblea dei soci alpini
per il rinnovo del Consiglio direttivo
del Gruppo Alpini e per il rinnovo,
che poi è stata la riconferma per il
triennio 2013/2015 del Capogruppo
uscente.
A seguito della votazione e dello
scrutinio, alla guida del Gruppo è
stato infatti rieletto l’alpino MARCHESINI Elio Maurizio.
Sono stati eletti anche i componenti del Direttivo nelle persone dei
seguenti soci alpini:
AMBROSI Sante, BELTRAME
Mario, BESCHIN Adriano, CRISTO-
FARI Giacomo, DIRUPO Lorenzo,
FRIGO Luciano, GAMBARETTO
Giuseppe, MARCAZZAN Remigio,
MICHELETTO Lino, PANAROTTO
Luca, PANAROTTO Luigi, PRANDO Luigino, RIVATO Angelo, ROSSETTO Andrea, SARTORI Claudio,
STORTI Ercole, TOMIOZZO Silvano
e ZANDONA’ Nello.
Da parte della “famiglia alpina”
le nostre congratulazioni ed il nostro caloroso augurio di un sereno
e proficuo lavoro.
Per ricordare i 70 anni della ritirata di Russia ed i 20 anni della
inaugurazione dell’Asilo “Sorriso” di
Rossosch (zona del Don), si porta
a conoscenza, non solo degli alpini
ma anche di quanti siano interessa-
L’ angolo del goloso
ti, della iniziativa della sede nazionale ANA che prevede una serie di
pacchetti viaggio (da 5 a 8 giorni) a
Mosca, Rossosch e San Pietroburgo compresi, nel periodo 17 – 25
settembre 2013, ad un costo per
persona che varia da € 1.100,00 ad
€ 1.500,00.
Chi è interessato può rivolgersi direttamente all’agenzia IOT di
Verona (045 8031782) incaricata dell’organizzazione, o al nostro
Gruppo Alpini.
ALPINI ricordiamoci dei nostri
importanti prossimi appuntamenti:
l'ADUNATA NAZIONALE a Piacenza
del 12 maggio e RADUNO Triveneto
a Schio del 16 giugno!!
Guido Gecchele
Torta di Carciofi
INGREDIENTI
6 carciofi medi
una confezione di pasta sfoglia
un uovo
80 gr di pancetta tesa
200 gr di ricotta
50 gr di formaggio grana grattugiato
il succo di un limone
2 cipollotti
100 gr di panna da cucina
4 cucchiai d'olio d'oliva
sale
noce moscata
Comunale di San Giovanni
Ilarione e Vestenanova
I
l 2012 è da poco terminato, quindi è tempo di
bilanci. L’anno appena trascorso ha dato dei
buoni risultati ma non del tutto soddisfacenti. C’è
stato un ingresso di 55 nuovi donatori che, tolti i
32 che per raggiunti limiti di età o per altri motivi
sono stati eliminati, ci hanno comunque permesso
di aumentare di 23 donatori. Nonostante ciò, le
donazioni hanno subito un lieve calo. Siamo passati dalle 1189 dello scorso anno alle 1148 del 2012.
Di ciò non bisogna spaventarci ma deve comunque
essere un campanello d’allarme che non dobbiamo
sottovalutare e sul quale riflettere.
Il rapporto donazioni per donatore che lo scorso
anno era di 2,17, in quello ultimo è stato di 2,01.
Questo ci induce a fare una considerazione. Forse
complice la grave congiuntura economica che rende
più difficile l’assenza dal lavoro per recarsi a donare,
lasciamo passare troppo tempo tra una donazione e
l’altra. Comprendendo le difficoltà, e ciò da più valore al nostro gesto, cerchiamo di essere maggiormente regolari nel recarci a fare il nostro atto donazionale. Molti ammalati sono lì che attendono la
nostra sacca di sangue. Proviamo a pensare anche
solo per un attimo: se ci fossimo noi al loro posto?
L’AVIS di San Giovanni Ilarione e Vestenanova è
una grande famiglia che ormai ha oltre 570 donatori:
un fiume di solidarietà che vuole continuare a scorrere per portare un messaggio di amore a tanti che
non hanno ancora assaporato la gioia e la gratificazione che si ha dopo aver fatto la propria donazione.
Sono convinto che abbiamo ancora tanta voglia di
crescere, perché aumentare vuol dire soddisfare
le esigenze di chi ha bisogno. È la convinzione di
lavorare per gli altri, di compiere un’opera di alto valore civico e morale che ci spinge ogni giorno a essere in campo per progettare nuove iniziative e trovare quindi nuove forme di coinvolgimento. Donare
il sangue può davvero salvare una vita o addirittura
più vite. Se nessuno lo facesse, molti bambini malati
di leucemia non potrebbero sopravvivere, così come
le persone in gravi condizioni dopo un incidente.
Inoltre, il sangue offerto può servire ai pazienti che
subiscono un'operazione chirurgica; nel corso di
qualsiasi intervento può diventare necessario.
Dalla
relazione
sulle
attività
presentata
all’Assemblea dei soci del 9 febbraio 2013, si può
notare che le attività che il Direttivo mette in cantiere
per la promozione del dono del sangue sono molteplici e diversificate. Si va dagli incontri con ragazzi
delle scuole, a quelli con gli adolescenti, i giovani
ed i neo diciottenni. Grande importanza rivestono
le collaborazioni con il mondo dello sport. A questo
proposito nel 2012 sono stati donati due defibrillatori a servizio della popolazione e degli sportivi in
particolare di San Giovanni Ilarione e di Vestenanova. Si è presenti con il gazebo per fornire consigli ed
informazioni alla festa del Turista di Vestenanova ed
alla Sagra delle Castagne di San Giovanni Ilarione.
Anche nel Natale scorso i sacchetti del pane, con gli
auguri e un messaggio sulla donazione del sangue,
sono entrati in tutte le famiglie. Ultima in ordine di
tempo è la collaborazione con l’Associazione sportiva “Pink volley” nella quale militano molte ragazze
di San Giovanni Ilarione e di Vestenanova.
Quest’anno ricorre il 45° di fondazione, un traguardo importante che merita sia celebrato con la
dovuta considerazione, oltre che cercare di consolidare i risultati raggiunti. Il 2013 dovrà essere anche
l'occasione per sostenere e concretizzare nuove
iniziative. Vorrei per questo chiedere un coinvolgimento da parte di tutti i soci e sollecitare ogni suggerimento per innovazioni e cambiamenti che possano portare a migliorare la promozione della donazione ed incrementare le iscrizioni soprattutto dei
giovani.
Seguendo il solco tracciato 45 anni fa, esattamente il 29 febbraio 1968, dai nostri primi soci
fondatori e seguendo la linea dei Consigli Direttivi
susseguitisi, ci s’impegna con tutte le forze affinché il gruppo continui a progredire e non faccia mai
mancare il sangue a chi ne ha bisogno. Si lavora
soprattutto per sensibilizzare i giovani che sono il
futuro del mondo e della nostra Associazione.
Credo che alla scuola e allo sport vada dedicata
una particolare attenzione, essendo crocevia fondamentale per la crescita e la formazione di una du-
CONTRIBUTI PER L’ALPONE
Allegri Augusto
Ambrosi Gina
Ambrosi Lorenzo
Ambrosi Sante
Andriolo Claudio
Andriolo Cesarina
Baldo Stefania
Cacciero Milena
Casarotto Tiziana
Ceron Giglio
Coffele Angela
Colognato Vittorio
Corradini Margherita
Cristofari Tania
Cristofari Valerio
Cumerlato Aldo
Dal Zovo Edvige
Damini Bruno
Damini Luigi e Antonio
Coltrini S. Giov. Ilarione
Montecchia di Crosara
Niselli S. Giov. Ilarione
Coltrini S. Giov. Ilarione
Potaci S. Giov. Ilarione
San Giovanni Ilarione
Busto Garolfo (MI)
San Giovanni Ilarione
Monteforte d'Alpone
Bussolengo (VR)
Via Finetto (VR)
San Giovanni Ilarione
Coltrini S. Giov. Ilarione
Monteforte d'Alpone
Gambaretti S. Giov. Ilarione
Montecchia di Crosara
Gambellara (VI)
Coltrini S. Giov. Ilarione
San Giovanni Ilarione
Damini Pierina
Danda Roberta
Fochesato Rudi
Fochesato Teresina
Gambaretto Claudio
Gambaretto Luigi
Gazzo Lorenzina
Gecchele Giuseppe
Lovatin Bertilla
Lovato Roberto
Mainente Celestina
Marcazzan Luigia
Marchetto Giovanna
Mazzasette Mario
Mazzocco Rosina
Micheletto Lino
Micheletto Vittorio
Panarotto Gabriele
Panarotto Maria Rosa
PROCEDIMENTO
Pulire i carciofi, eliminare le foglie esterne, tagliare
le punte e i gambi. Dividerli a metà e togliere
il fieno interno, affettarli finemente e metterli a
bagno in acqua acidulata con il succo di limone.
Affettare finemente i cipollotti e farli appassire
nell'olio extravergine d'oliva, aggiungere i carciofi
e farli cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio,
al termine salare. In una ciotola lavorare la ricotta
con un cucchiaio per renderla morbida, unire
l'uovo, il grana, la noce moscata, il sale e i carciofi.
Tagliare la pancetta e incorporarla con la panna al
composto. Amalgamare il tutto. Stendere la pasta
sfoglia e foderare una teglia rotonda, versare il
composto, livellarlo e fare cuocere in forno a 180
gradi per 30 minuti.
Lasciare intiepidire prima di servire.
BUON APPETTITO
Luciana Damini
ratura sensibilità dei giovani verso il mondo del volontariato e in
particolare verso la donazione del sangue.
La crescita associativa, ma soprattutto l’aumento della cultura
della donazione e del volontariato: sono questi gli obiettivi della
nostra presenza e del nostro impegno nel quale la gratuità, la solidarietà, l’unità, la responsabilità e la partecipazione sono le colonne portanti della “mission” associativa.
Luigi Pandolfo
Avviso: Il Centro Trasfusionale di San Bonifacio
è aperto dalle ore 07,30 alle 11,00 per Donatori e
Aspiranti anche l’ultima domenica di ogni mese.
L’AVIS di San Giovanni Ilarione e Vestenanova augura a tutti
BUONA PASQUA
MATRIMONI: 2
NATI: 15
MORTI: 15
Totale residenti maschi al 31. 12. 2012: 2.705
Totale residenti al 30. 11. 2012: 5.246
Totale residenti femmine al 31. 12. 2012: 2.541
Totale famiglie al 30. 11. 2012: 1.801
Bertini di Sopra S. Giov. Ilarione
Chiampo (VI)
Nogarotto S. Giov. Ilarione
Belgio
San Giovanni Ilarione
Gambaretti S. Giov. Ilarione
Costalunga (VR)
P. Caduti S. Giov. Ilarione
S. Pietro Mussolino (VI)
Coltrini S. Giov. Ilarione
Montecchia di Crosara
Boarie S. Giov. Ilarione
Besozzo (VA)
Legnago (VR)
Casella S. Giov. Ilarione
Ca' Rosse S. Giov. Ilarione
Lore S. Giov. Ilarione
Arzignano (VI)
Belgio
(ultimo dato disponibile, da considerare provvisorio
per rilevazione post-censiaria fino a conferma Istat)
Pandian Pietro
Pandolfo Cesarina
Pandolfo Gianfranco
Perazzolo Cesare
Pettena Silvia
Posenato Bertilla
Pozza Gino
Prando Luigino
Rivato Agostino
Rossetto Mario
Rossetto Rino
Rossetto Rino
Sartori Ruggero e Bertilla
Seregni Angelo
Schiavo Luigi
Suman Adriana
Tibaldi Teresa
San Giovanni Ilarione
Mistrorighi Chiampo (VI)
Quinto (VR)
Venaria Reale (TO)
Risorgimento S. Giov. Ilarione
Casella S. Giov. Ilarione
Montecchio Magg. (VI)
G. Verdi S. Giov. Ilarione
Balzi S. Giov. Ilarione
Rossetti S. Giov. Ilarione
Soliera (MO)
Ca' Rosse S. Giov. Ilarione
San Giovanni Ilarione
Cormano (MI)
Montecchio Magg. (VI)
Padova
Coltrini S. Giov. Ilarione
L’ ALPONE 12
NI
O
I
Z
A
I
C
SSO
DALLE A
SPORT
Sportivamente Natale 2012
G
rande successo della manifestazione organizzata dalla Polisportiva Ilarione A.S.D., in collaborazione con le società sportive affiliate.
Ancora una volta più di 50 bambini della scuola primaria sono stati i
protagonisti della manifestazione, svoltasi il 23 dicembre presso la palestra della scuola M.Marcazzan, che attraverso giochi, percorsi, staffette
e baby dance si sono messi in gioco vivendo da vicino l’esperienza dello
sport e della competizione.
E anche quest’anno una novità: il minibasket che già alla Festa dello
Sport era stato protagonista e che è partito quest’anno con un buon
numero di giovani atleti.
Per concludere un rinfresco con il tradizionale scambio di auguri.
E per finire vi lascio con qualche immagine che meglio di tante parole
testimonia il successo della manifestazione.
Sci Club San Giovanni Ilarione
Corso Sci 2012-13
C
ome da circa quarant'anni,
durante le passate vacanze
natalizie, sulle nevi di San Giorgio di
Boscochiesanuova, ha avuto luogo il
tradizionale corso sci per bambini e
quello di snow board.
Vi hanno partecipato una sessantina di allievi di età compresa fra i
quattro e i sedici anni, provenienti
soprattutto dal nostro comune, ma
anche da tutti gli altri paesi della
vallata e da San Bonifacio e da Tregnago.
Lo Sci Club ha predisposto il trasporto in pullman fino alle piste da
sci dove si sono tenute le due ore di
lezione e ha garantito la sorveglianza
e l'accompagnamento dei bambini
durante tutto il tempo restante della
giornata sulla neve.
I bambini hanno seguito le lezioni di sci suddivisi per livelli di abilità, mentre un corso a parte è stato
riservato allo snow board. Nel pomeriggio poi si sciava liberamente,
a gruppi, accompagnati da persone
responsabili più grandi.
L'attività, comprensiva di cinque
uscite in giornata, è iniziata il 27
dicembre 2012 e si è conclusa il 4
gennaio successivo con la gara di
fine corso.
di Fochesato Emanuele
Tel. 349 3618122
Festa fine anno con l'U.S. Calcio S.G. Ilarione
L
a società calcistica U.S. San Giovanni Ilarione,
cio San Giovanni Ilarione e l’apprezzamento unanime ricevuto, la Società si augura di poter far divenire
arrivato il periodo natalizio, ha voluto festeggiare al meglio con tutti i suoi iscritti organizzando il giorquesto momento di socializzazione una bella tradizione da continuare negli anni a venire.
no 28 Dicembre 2012 una splendida serata in allegria,
presso uno stabile in zona industriale, dove allietati
Luca Rossetto
da musica e spirito goliardico giocatori, allenatori,
dirigenti, genitori e sempre graditi simpatizzanti e tifosi hanno gustato un abbondante
risotto “all’isolana” e dolci natalizi.
L’occasione è stata propizia per poter stare insieme dai più piccoli ai più grandi senza
patemi di risultati da raggiungere od ostacoli da superare, ma solo con l’intento di divertirsi sentendosi tutti parte di una grande
famiglia.
La serata è stata un grande successo
considerando la massiccia presenza di persone, circa 400; successo di cui bisogna
dar merito ai dirigenti ed ai volontari che si
sono rimboccati le maniche per allestire e
preparare in modo eccellente tutta la serata
nei più piccoli dettagli.
Vista l’ottima riuscita della seconda edizione della “ Festa di Natale della U.S. Cal- Il Presidente dell'U.S. Calcio brinda al successo della Festa di Natale della Società
Più che un gara è stata una grande festa con musica sulla pista innevata ed una ricca tavolata con dolci e
bevande calde, organizzata dallo Sci Club e dai familiari
(nonni compresi) che hanno constatato di persona il livello
ed i progressi tecnici dei loro pargoli.
Lo Sci Club da anni non manca a questo appuntamento
perché è consapevole dell'importanza che a livello educativo esso riveste. Con lo Sci Club è possibile fare sport
fin da molto piccoli, dall'età di cinque, sei anni, attraverso
attività motorie ludiche dove alla base c'è il divertimento,
ma che permettono anche un buon coordinamento nei
movimenti.
Durante l'attività sportiva sulla neve i bambini si svagano e distolgono la mente dalla scuola e dai problemi
della normale vita quotidiana. Per noi lo sport dei piccoli
e lo sci in modo particolare, deve essere vissuto come un
gioco a tutti gli effetti. E così è più facile creare momenti di
socializzazione, insegnare loro ad ascoltare, a osservare
le regole e ad avere rispetto per i compagni.
Si passano le ore fuori da problemi e preoccupazioni,
ogni interferenza negativa sparisce, si sta in compagnia,
all'aria aperta, si impara a sentire il fresco sul viso, a sopportare il disagio delle mani e dei piedi gelati, della pipì
che scappa e a volte contamina la biancheria intima.
Il mondo virtuale dei cellulari, dei computers, dei videogames è lontano e bandito. Il nostro lavoro conferisce
quindi un piccolo contributo allo sviluppo dei valori basilari del vivere civile quali lo spirito di appartenenza a un
gruppo, la solidarietà, la tolleranza e la correttezza delle
azioni.
Inoltre permette la crescita dell'equilibrio fra il fisico e
la mente e lo sviluppo di doti come la perseveranza, la
determinazione che ci rendono più autonomi e dinamici.
È molto importante per noi che le lezioni si svolgano
per gruppi e non individualmente. Si favorisce maggiormente la socializzazione. In uno sport individuale come
mansoldo
luca & C. S.A.S.
Tel. 045 6175025 - Cell. 347 9551231
Via Pergola, 9 - Località Costalunga
37030 Montecchia di Crosara (VR)
E-mail: [email protected]
Via Nogarotto, 29 - San Giovanni Ilarione (VR)
E-mail: [email protected]
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lo sci, il fatto che lo si pratichi insieme ad altre persone
diventa uno stimolo ad uscire da se stessi, dal proprio guscio, favorendo ed incrementando i legami interpersonali.
Si sviluppa il senso di appartenenza ad un gruppo, nasce e cresce la collaborazione fra i vari membri e si impara
a contare sugli altri oltre che su se stessi. Si conoscono
nuove persone che hanno gli stessi interessi.
Per i bambini è relativamente facile imparare a sciare.
La loro forza relativa ed il loro baricentro basso permettono di sviluppare ottime capacità di equilibrio e agilità,
di coordinare i movimenti, di controllare il proprio corpo.
A dire il vero sciare non è poi così semplice perché si
scivola e si è di continuo in una situazione di equilibrio instabile. La prima cosa da imparare è quindi non aver paura di scivolare, cosa che viene considerata un ostacolo in
situazioni normali e che qui invece diventa il presupposto
indispensabile alla pratica di questo sport.
I risultati ottenuti, sia per chi ha imparato a correre sugli
sci, sia per chi ha imparato ad andare sulla tavola, sono
stati soddisfacenti: tutti hanno portato a termine la gara
finale, un vero esame, fra gli applausi di congratulazione
e di incoraggiamento dei numerosi familiari presenti all'evento.
Un grazie ai genitori che ci hanno affidato con tanta
fiducia i loro figli. Qualcuno forse, non sapendo sciare,
comunque aveva nei propri sogni spettacolari evoluzioni
sulla neve e probabilmente non ha voluto far mancare ai
figli ciò che a lui era stato precluso.
Un grazie anche a tutti gli accompagnatori, molti dei
quali assai giovani che hanno riservato molto tempo delle
loro vacanze a seguire, ovunque fosse necessario, i nostri
piccoli atleti. Probabilmente hanno capito che dedicare
tempo, disponibilità, competenze a chi ne ha bisogno non
è una privazione, ma un sano modo di crescere.
Confente Gianni
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