l’Alpone
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Pro Loco • San Giovanni Ilarione (VR)
Anno 20 - N. 4
Dicembre 2005
Domenica 16 ottobre scorso
DON ORESTE BENZI, IL PRETE DEGLI ULTIMI
Natale
Insieme 2005
Anche quest’anno, come di consueto, ci ritroviamo
insieme a festeggiare il più importante evento culturale e religioso della nostra tradizione: il Natale.
Sempre viva e sentita è la partecipazione a questo
grande appuntamento da parte della cittadinanza
intera e, per rinnovare questo legame che ci unisce
e ci aiuta a sentirci comunità, sono molte le manifestazioni di volontariato che dimostrano quanto
ancora ci sia voglia di dare e di impegnarsi nella
nostra realtà sociale.
La Pro Loco, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, grazie al sostegno delle
diverse associazioni che hanno partecipato all’organizzazione e alla disponibilità dei due parroci,
anche quest’anno presenta la rassegna di manifestazioni che ormai da molti anni accompagna l’arrivo del Natale nelle nostre case, denominata
“Natale insieme 2005”.
Il programma è ricco e vario e la realizzazione è
stata possibile grazie alla buona volontà di tutti.
In primo piano le occasioni di incontro per i più
piccini e per le famiglie che durante le diverse
feste ed iniziative hanno modo di confrontarsi o
semplicemente di stare insieme in occasioni di
sano divertimento come le proiezioni dei film d’animazione, gli spettacoli delle scuole di San
Giovanni Ilarione e la rassegna di Presepi che fa
rivivere le nostre contrade nel calore dell’accoglienza e della condivisione, quasi un’eco di quel
tempo, non ancora così lontano, di quando facevamo filò. Proprio ai testimoni di questo antico
rito è stato offerto il consueto pandoro durante la
celebrazione della Festa dell’Anziano del giovedì
8 dicembre.
Vi aspettiamo dunque numerosi nei nostri teatri,
nelle nostre contrade, alle Sante Messe e in ogni
occasione di ritrovo che ci aiuti a vivere un Natale
sereno che porti gioia nelle nostre case…
È assieme all’Amministrazione Comunale e alle
associazioni che hanno collaborato alla realizzazione di tutto questo che la Pro Loco di San
Giovanni Ilarione vi augura un Buon Natale e un
Felice 2006.
Arrivederci a Carnevale…
VALERIA GECCHELE
Presidente .
S. .S.
VITA
NON GETTARE IL TUO BAMBINO:
TELEFONA !!
Sede S.O.S. di San Giovanni:
Piazza Martiri, 1
Non c’era la folla che l’occasione avrebbe
meritato, ma c’era pur sempre un pubblico
numeroso e attento, disponibile ad accogliere
le forti provocazioni che, con i racconti della
propria esperienza quotidiana, don Oreste
Benzi ha lanciato dal palco del teatro parrocchiale di S. Caterina in Villa nella serata di
domenica 16 ottobre. Seguendo un filo logico
che cercava di illustrare, senza retorica alcuna,
la lunga serie di iniziative accumulate a favore dei più poveri fra i poveri dall’Associazione
“Giovanni XXIII” di cui è fondatore, il religioso ha saputo parlare di volontariato senza
la pretesa di voler risolvere le questioni gravi
e delicate presenti nel mondo attuale. Il concetto-chiave su cui si basa tutta l’opera, pastorale e sociale insieme, di don Benzi è quello di
“famiglia”: tutte le persone che si incontrano
(siano esse le prostitute immigrate o i carcerati, i bambini con gravi handicap o i giovani
preda della droga, i malati mentali o gli anziani abbandonati a se stessi), tutte queste persone sono volto di Dio e meritano di avere attorno il calore e la comprensione di una famiglia.
Calato in quest’ottica, l’intervento del volontario, quando è necessario, non può aspettare
che si facciano calcoli o ragionamenti: l’azione di aiuto si fa urgente e immediata, perché è
Dio stesso che soffre e chiede aiuto. Le comunità a cui don Benzi ha dato vita (la più vicina
a noi si trova a San Bonifacio) mantengono la
struttura della famiglia e, adattandosi ai diversi casi, offrono ospitalità e calore umano, al
segue a pag. 2
La Pro Loco di San Giovanni Ilarione in collaborazione con l’Amministrazione Comunale
e con l’aiuto delle diverse Associazioni presenta:
NATALE insieme 2005
programma
Sabato 19 Novembre
Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Castello, l’Associazione San Zeno con la compagnia di Schio Teatro
80 presenta “Sior Tita Paron”, commedia di Gino Rocca, regia di Paolo Balzani.
Domenica 27
Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Castello, “Noi associazione” presenta film per ragazzi.
Sabato 3 Dicembre
Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, SERATA TELETHON organizzata dall’ Associazione A.V.I.S. e
San Zeno a scopo benefico. La scuola primaria di Vestananova presenta la commedia “I
strachi” di Alessandro Anderloni.
Domenica 4
Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Villa, Unione Artigiani presenta la visione del film “Madagascar”
Giovedi 8
Ore 15,00 Parrocchia di Villa, Festa dell’Anziano, al termine della Santa Messa distribuzione dei
consueti Panettoni.
Ore 16,30 Presso Teatro Parrocchiale di Villa, Spettacolo dei ragazzi dell’A.C.R.
Sabato 10
Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, concerto del coro “El Biron” e della “Banda Giuseppe Verdi”
di Montecchia di Crosara e San Giovanni Ilarione.
Domenica 11
Ore 14,30 Presso Casa Trevisan il Centro Aiuto alla Vita organizza la Festa di Santa Lucia per i bambini stranieri.
Ore 20,30 Chiesa di San Giovanni Battista di Castello, concerto “Anìmula Gospel Singers” concertos liturgical services, presentato dall’Associazione San Zeno.
Sabato 17
Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Villa, concerto dei cori parrocchiali
Domenica 18
Ore 10,30 Santa Messa animata presso la chiesa di Santa Caterina in Villa “Per un Natale d’amore…” scuola d’infanzia Papa Luciani
Ore 16,30 Teatro Parrocchiale di Villa, Unione Artigiani presenta la visione del film “Shark Tale”
Ore 20,30 Presso località Tessari animazione con Presepe Vivente e canti Natalizi.
Giovedì 22
Dalle 9,00 alle 11,00 presso Teatro Parrocchiale di Villa, Concerto “Natale è…” con i bambini della
scuola primaria “Aristide Stefani” e come ospite speciale “Babbo Natale”…
Venerdi 23
Ore 20,30 Teatro Parrocchiale di Castello, Il Natale dei bambini, scuola primaria di Castello.
Sabato 24
Ore 20,30 Castello, animazione I pastori raccontano il Presepe per le vie del paese.
Domenica 25 Santo Natale
Ore 17,00 Castello, animazione I pastori raccontano il Presepe per le vie del paese.
Venerdi 6 Gennaio 2006 Epifania
Ore 15,00 Piazzale della Chiesa, arrivo dei Re Magi che portano i doni a Gesù bambino.
Ore 19,30 Accensione nelle diverse contrade del tradizionale Bujelo, con degustazione di buon
vin brulè e dolci.
Sabato 7
Ore 14,30 Presso il Palazzetto dello sport la Polisportiva 2001 organizza “Sportivamente Natale”
festa con giochi d’animazione, teatro e molte altre attività per tutti i ragazzi.
Domenica 8
Ore 15,00 Teatro Parrocchiale di Villa, la Pro Loco presenta la visione del film “Neverland”.
Giovedì 6 ottobre presso il Teatro “S. Caterina”, serata dedicata ai vent’anni del
giornale. Il Sindaco Dal Cero consegna
una targa ricordo al direttore responsabile,
dott. Delio Vicentini. Sullo sfondo il coro
“Le Fontanelle” di S. Bonifacio che ha
allietato la serata.
Foto Corradini
Valeria Fracca,
miss per gioco
Valeria Fracca, 19 anni, coda di cavallo e piercing
al naso... la sua avventura è iniziata a San Giovanni
Ilarione, con il concorso “Miss Lessinia”, dove ha
vinto per poi proseguire alla finale a Verona, dove si
è classificata quarta; portando a casa il titolo di
“Miss Comunità Montana”.
D. “Allora... perché hai partecipato al concorso?”
R. ”Per gioco, per provare una nuova esperienza.
Infatti, mi sono iscritta con la mia amica, il venerdì,
dalla Giovanna (Fioreria Giovanna n.r.d.), per poi,
partecipare al concorso il sabato sera.
D. “Ah, però... questa è una domanda di rito...
cosa hai provato nel vincere?”
R. “Non me l’aspettavo proprio, perché, guardan-
segue a pag. 2
ALL’INTERNO
Pag. 2 - Scuola e professionalità
Pag. 4 - Fatti e fatterelli
Pag. 6-7 - L’Amministrazione informa
Pag. 8 - Viaggio in Albania
Pag. 9 - La banda in Lussemburgo
Pag. 11 - La scomparsa di don Luciano Ruaro
L’ALPONE 2
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L’IN
Cinquant’anni fra cemento e mattoni
Se arrivando a San Giovanni si chiede di Enrico
Dal Cero più d’uno, prima di rispondere, ci pensa.
Ma, se si dice “Orso”, non si riscontra alcuna esitazione: tutti indicano con sicurezza il “re del mattone” per antonomasia. Un personaggio di 73 anni
compiuti, “venuto dalla gavetta”, che ha occupato
la scena nel mondo dell’edilizia per ben 50 anni, da
quando cioè, di ritorno dalla Svizzera nell’ormai
lontano 1955, aveva deciso di mettersi in proprio. I
quattro anni di esperienza in terra elvetica gli erano
serviti per accumulare il denaro necessario per realizzare un sogno cullato fin da quando, giovanissimo, faceva da manovale a suo padre, anche lui
muratore. Figlio d’arte, quindi, ma con grande
determinazione personale.
Prima di rispondere alle domande, sotto l’occhio vigile della moglie Natalina, esibisce i suoi
“trofei”, attestazioni pubbliche per l’attività da lui
svolta nel settore: un attestato di benemerenza del
Ministro del lavoro e della Previdenza sociale per
l’impegno profuso nell’addestramento degli apprendisti (1960); una pergamena in occasione del
quarantennale del Collegio dei Costruttori della
provincia di Verona (1986) e, dulcis in fundo, il
pubblico riconoscimento che l’Amministrazione
comunale, sulla base di un’ormai consolidata tradizione, gli ha offerto alla vigilia della 70ª sagra delle
castagne, lo scorso 9 ottobre, “per aver contribuito
allo sviluppo economico, sociale e culturale della
comunità”.
Tutto è cominciato con l’emigrazione in
Svizzera...
In Svizzera, come emigrante, ci sono andato dal
1952 al 1955. Quattro anni a Thun, nel Cantone
tedesco, alle dipendenze di un costruttore belga che
mi ha trasmesso l’impegno per il lavoro ma anche
il coraggio di guardare con fiducia al futuro. Questo mi è servito molto, ma altrettanto mi era servito lavorare, fin dall’adolescenza, con mio padre,
muratore autonomo occasionale nel nostro paese.
Così è cominciata la mia personale e fortunata
avventura nel mondo dell’edilizia.
Perché, fin da subito, non ha tentato in Italia
invece che andare all’estero?
E’ presto detto. A San Giovanni la ricostruzione
postbellica stentava a decollare, il lavoro scarseggiava e il sostentamento per la famiglia pesava interamente sulle braccia di mio padre che lavorava saltuariamente. La Svizzera costituiva, a quel tempo,
una sorta di miraggio che attirava molti giovani.
Personalmente ho chiamato oltr’Alpe molti miei
coetanei compaesani che, quando mi sono messo in
proprio, ho anche assunto come dipendenti perché
ne conoscevo le doti e le capacità.
A proposito di “mettersi in proprio” ... quale la
segue da pag. 1
Don Oreste Benzi, il prete degli ultimi
fine di permettere il graduale inserimento
nella società dei propri ospiti. Esemplari in tal
senso si sono rivelate le testimonianze di due
volontarie che lavorano all’interno di tali
strutture: una madre di famiglia che assieme
al marito ha “allargato” le mura di casa per
dedicarsi ad altri ragazzi meno fortunati; una
giovane poco più che ventenne che accudisce
alcuni ragazzi, fra cui una bambina di pochi
mesi cerebrolesa.
La serata si è trasformata così, senza che
nessuno se ne accorgesse, in una lezione di
vita e soprattutto di testimonianza cristiana: le
case-famiglia di don Benzi oggi sono moltissime, coprono i settori più disperati della
realtà sociale e si stanno diffondendo anche
all’estero. Eppure il prete di Rimini rimane
quello che è sempre stato, un “innamorato”
delle creature di Dio e un inguaribile ottimista, con una fiducia inattaccabile nella Provvidenza che si “legge” facilmente sul suo volto ingenuo e spontaneo, pronto al sorriso ma
anche all’indignazione per quanto vede quotidianamente accadere nelle strade del mondo.
Per questo, la sua ultima parola diventa comunque una domanda provocatoria che scuote credenti e non credenti: come si può rimanere indifferenti e sordi di fronte a tanta sofferenza?
DARIO BRUNI
segue da pag. 1
alcuna competizione o polemica”.
D. “Cosa pensi del pregiudizio che corre intorno
ai concorsi riguardo la corrispondenza tra bellezza
e... stupidità?”
R. “Ma, credo che possa variare da persona a persona...”
D. “Mi viene in mente ‘Miss Italia’, dove una
concorrente ha indicato il suo film preferito, e, poi
quando doveva raccontarlo, ha ammesso che non
1’aveva visto. Oppure, una ha detto il titolo della sua
canzone preferita, attribuendola ad un altro cantante...”
R. “Davvero?! Non l’ho visto... comunque, credo
che una persona debba essere valutata solo dopo
averla conosciuta e averle parlato assieme. Non puoi
partire con il pregiudizio”.
D. “Credi che, veramente, i concorsi favoriscano
la nascita di un modello di bellezza, quasi a rischio
di anoressia?”
R. “Non credo che i concorsi siano così forti.
Forse la televisione... ma invita a prendersi cura maggiormente del proprio corpo, non a raggiungere prototipi assurdi. Per esempio, Serena del Grande
Fratello (il cognome mi è sconosciuto, e non m’importa di cercarlo n.r.d.), dopo un periodo dalla sua
uscita dalla Casa, ha subito un notevole cambiamento fisico. È divenuta più tonica”.
D. “Ma, secondo te, avrebbe fatto quel corso
tonificatore se non fosse andata in Tv?”
R. “Beh... non credo”.
D. “Crepet ha detto che nel selezionare le concorrenti di “Miss Italia”, la giuria ha cercato di eliminare quelle più magre. Cosa ne pensi?”
R. “Beh, non ne ero al corrente, ma credo che
abbiano fatto bene”.
D. “Ora che hai vinto il concorso, vuoi andare
avanti?”
R. “Sì, avevo in mente di partecipare ad altri concorsi... magari l’anno prossimo. Ci sarebbe ‘Miss
Padania’ che mi alletta...”.
D. “Quindi, hai intenzione di far parte del mondo
dello spettacolo?”
R. “Sì, mi piacerebbe farne parte... però... una
volta ho partecipato a ‘Striscia la notizia’, come pubblico. Mi è piaciuto tantissimo. Veramente. Ho una
passione per queste cose”.
D. “Che ruolo vorresti ricoprire, allora, in questo
mondo?”
R. “Qualsiasi!” (ride).
ROBERTA COSTANTINI
Valeria Fracca, miss per gioco
Valeria Fracca durante la sfilata a S. Giovanni Ilarione.
do le mie avversarie, avevo notato ragazze molto più
belle. È stata, completamente, una sorpresa.”
D. “Hai trovato sostegno nella tua famiglia, partecipando al concorso?”
R. “Sì, sì. Soprattutto da mia cognata che mi ha
“costretto” a partecipare. Io ero restia, ma lei ha insistito finché mi sono iscritta”.
D. “Com’è l’ambiente dei concorsi? Il clima tra
le partecipanti è stato lo stesso qui a San Giovanni e
a Verona, oppure hai notato una differenza... visto
che a Verona, essendo la finale, sarebbe potuta esserci più competizione”.
R. ”No, no. Non c’era alcuna competizione. Anzi,
c’era molta unione già qui a San Giovanni, poi, a
Verona, ci conoscevamo già, e perciò c’è stato un bel
clima...”
D. “Strano, perché io ho assistito ad un’altra
serata del concorso e, dopo la premiazione, sono
nate delle polemiche e proteste tra le partecipanti e
anche, e soprattutto, con i genitori, per la presunta
‘premiazione guidata’...”.
R. “Davvero?! Qui, a San Giovanni, non c’è stata
denominazione della sua impresa agli esordi?
La prima era chiamata “Impresa edile Dal Cero
Enrico e Antonio Bordon”, verso la metà degli anni
’50; la seconda “Impresa Dal Cero Enrico e Angelo
Bordon”, intorno al 1960. Infine, “Impresa edile
Dal Cero Enrico”, dai primi anni sessanta e fino al
2000 quando ho ceduto l’attività a mio figlio
Stefano che ha costituito la “Dal Cero costruzioni
s.r.l.”.
A proposito di figli... entrambi figli d’arte?
Soltanto Stefano, il maggiore, nato nel 1960,
sposato con tre figli: un maschio e due femmine la
prima delle quali, dopo aver conseguito il diploma
di geometra, sta frequentando un corso di laurea in
geologia. Silvio, il secondogenito, nato tre anni
dopo, si dedica con passione al lavoro dei campi.
Ha due figli, un maschio e una femmina.
Torniamo all’esperienza personale: in che anno
è avvenuta la svolta decisiva per la sua vita?
Intorno ai primi anni sessanta. L’Italia (e anche
San Giovanni Ilarione) aveva cominciato a risollevarsi dalla batosta della guerra e tutti guardavamo
con fiducia al futuro. Per buona parte degli anni
cinquanta il lavoro nel settore edilizio era, costituito da ristrutturazioni di edifici rurali. Il mio primo
impegno nel settore pubblico fu la costruzione delle
cabine per la distribuzione dell’energia elettrica, su
incarico delle Aziende municipalizzate di Verona,
nei comuni di Vestenanova e San Giovanni. Ma il
boom vero e proprio si ebbe con la costruzione dei
primi calzaturifici.
Ne vuole ricordare qualcuno...?
Il “Luisa”, il “Valbrunella” per esempio ... e poi
“Frau”, “Sartori”... per non parlare dei condomini
nelle nuove lottizzazioni a valle del centro abitato
del paese. Era quello il tempo in cui il territorio era
ufficialmente classificato come “zona depressa”.
Gli imprenditori godevano di facilitazioni e contributi particolari. Anche i piani regolatori erano
meno vincolanti.
Qualche fiore all’occhiello?
Due, in particolare: la ricostruzione della chiesetta di San Zeno a Castello e l’edificio della scuola materna del capoluogo, intitolata a papa Luciani.
In quale ambito territoriale si è prevalentemente sviluppata 1’attività della sua impresa?
Oltre che a San Giovanni naturalmente, a
Chiampo e Arzignano, soprattutto con interventi
nel settore artigianale e industriale. L’intera vallata
dell’Alpone è stata bacino privilegiato con innumerevoli cantieri a Vestenanova, Roncà e Montecchia.
Per quanto riguarda quest’ultima località ricordo il
teatro (attualmente “sala della comunità”), il centro
giovanile e il campo da calcio parrocchiale.
Il numero massimo di dipendenti?
Oltre cento negli anni ’70/’80. Poi è cominciato
un lento calo dovuto in parte alla parziale saturazione del mercato, in parte per la concorrenza da
parte anche di ex dipendenti che, a loro volta, si
mettevano in proprio. Per la verità stava cambiando
anche il modo di lavorare... più macchine, più tecnologia, più specializzazione. Inizialmente l’impresa edile doveva provvedere a tutto, fatta eccezione
per gli impianti termoidraulico ed elettrico. Oggi
molti servizi vengono subappaltati a terzi (pavimenti, intonaci, tinteggiatura…). La ditta di cui è
titolare mio figlio, per esempio, sviluppa un volume di lavoro superiore con un quinto dei dipendenti rispetto a quelli che io stesso avevo nel periodo
più fiorente.
Che cosa rimpiange del passato e che cosa vorrebbe ancora dalla vita?
Nessun rimpianto. Lavorando sodo ho ottenuto
ciò che, tuttavia, penso di aver anche meritato.
Quanto ad ulteriori attese... spero di continuare a
star bene. La salute, ad una certa età, è qualcosa che
non ha prezzo.
DELIO VICENTINI
Scuola e professionalità
A colloquio con il nuovo dirigente scolastico
Una vita dedita alla scuola, prima come maestro elementare poi come psicopedagogista e
responsabile di vari progetti nella sua Caprino
Veronese, ora come dirigente incaricato a San
Giovanni. Questo, in rapida sintesi, il ritratto del
dott. Luigi Facchini, 53 anni, che per la prima
volta affronta un compito certamente molto
impegnativo e nuovo. Impegnativo perché nuovo
ma soprattutto perché coincide con un periodo in
cui le novità nella scuola italiana sono numerose
e significative, strettamente connesse con la
riforma in atto ai vari livelli. Le novità, tuttavia,
non lo spaventano perché, già in precedenza, la
sua attività professionale non era stata limitata
all’insegnamento. I vari progetti di continuità di
cui era stato responsabile avevano favorito contatti e rapporti con docenti e dirigenti di ordini e
gradi scolastici diversi.
Dott. Facchini, perché proprio a San Giovanni Ilarione, da Caprino Veronese?
È presto detto. Le sedi disponibili erano tre o
quattro in tutto e, tra queste, San Giovanni mi è
sembrata la più compatibile con la mia precedente esperienza, nonostante la non trascurabile
distanza. Inoltre le informazioni preventivamente acquisite sono state tutte concordi nel descrivermi in termini positivi la situazione.
Sono trascorsi ormai tre mesi dall’inizio delle
lezioni, quali problemi ha dovuto affrontare?
Prima di tutto, il problema della progressiva
entrata in vigore della riforma della scuola che
per il primo ciclo dell’istruzione (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1º grado) è, si
può dire, a pieno regime. Per certi aspetti mi ha
giovato molto la precedente esperienza non strettamente legata all’attività di insegnamento. Lo
sforzo iniziale è stato quello di capire lo stile
operativo già in essere, nel tentativo - che spero
riuscito - di inserirmi senza forzature, ma anche
senza rinunciare al personale metodo di lavoro.
Un mix di continuità e discontinuità, insomma.
Vogliamo scendere un po’ nei particolari?
Personalmente mi sono sempre sforzato, per
indole personale, di prestare molta attenzione ai
rapporti umani, a rispettare le persone prima
ancora delle norme. È una questione di scelta di
vita. Gli impegni prioritari, nella presente circostanza, sono il coordinamento del personale
docente e non docente, la socializzazione delle
informazioni, l’atteggiamento di ascolto per
cogliere esigenze e bisogni. Nei confronti di
tutti, alunni e genitori in primo luogo.
La scuola è in movimento… quali gli aspetti
della riforma Moratti particolarmente impegnativi?
Innanzitutto l’esercizio, diretto e indiretto,
dell’autonomia con tutte le problematiche connesse sul piano amministrativo-gestionale, pedagogico-didattico e organizzativo. Basti pensare
alla diversa modalità nel programmare gli interventi educativi mediante processi fortemente
personalizzati e alla preparazione/complessità
degli strumenti di valutazione, in primo luogo il
portfolio delle competenze dell’alunno. A questo
proposito preciso che sono stati già costituiti
appositi gruppi di lavoro, sia a livello di istituto
tra docenti di varie discipline che a livello provinciale tra dirigenti scolastici. E’ bene ricordare
anche un fattore di forte dimensionamento dell’autonomia: la scarsità delle risorse economiche
che impediscono di nominare supplenti per
assenze fino a cinque giorni con la conseguente
necessità di dividere gli alunni tra le classi.
Ed ora alcune risposte telegrafiche: come
sono i rapporti con i genitori?
Di reciproco rispetto e stima con conseguente valorizzazione dei rispettivi ruoli
... e con le Amministrazioni comunali?
Sono caratterizzati da una buona disponibilità
di fondo nei confronti della scuola, con tutti i
problemi che gli stessi comuni devono affrontare e risolvere in un periodo difficile per tutti.
Autonomia e riforma... più luci o ombre?
Luci e ombre, dipende dallo spirito con cui
vengono affrontati i problemi ai vari livelli.
Definisca con quattro parole per i nostri lettori il clima che si respira, oggi, nella scuola.
Impegno, complessità, collaborazione e progettualità.
C’è da lavorare per tutti. Buon lavoro.
D.V.
Dal gruppo alpini
L’anno volge al termine e per gli alpini si è
giunti agli ultimi appuntamenti della stagione.
La notte di Natale dopo la Santa Messa di
mezzanotte aspettiamo tutti all’uscita di chiesa a prendere un caldo bicchiere di thè o di
cioccolata!
Non mancate nemmeno al “Buielo alpino”,
presso la baita, il pomeriggio del giorno
dell’Epifania.
Domenica 15 gennaio è fissato il primo
appuntamento del nuovo anno sociale 2006,
con la festa del tesseramento ed il pranzo
sociale.
Invitiamo i soci e gli amici a rinnovare l’iscrizione all’associazione versando la quota
sociale in occasione dei due appuntamenti che
abbiamo sopra citato!
Il Gruppo Alpini porge a tutti i lettori de
“L’Alpone” i migliori AUGURI DU BUONE
FESTE!
L’ALPONE 3
Appello di don Luciano Costalunga
Una casa focolare per i bambini del Venezuela
La struttura ha bisogno di essere riedificata
Padre Luciano Costalunga con i piccoli
ospiti della casa-focolare da lui fondata.
Un missionario non va mai in ferie: questo è
quanto spontaneamente ti viene da pensare
quando si incontra Padre Luciano Costalunga
che, in Italia per un breve periodo di riposo, non
fa altro che parlare dei suoi poveri lasciati in
Venezuela e bisognosi di molte cose. La “Casa
hogar” (casa focolare) che porta il suo nome e
che è intitolata al paese di San Giovanni
Ilarione, è stata da lui fondata per dare un tetto
ad alcuni ragazzi rimasti orfani o abbandonati,
in seguito alla terribile alluvione che nel dicembre del 1999 ha fatto migliaia di vittime. Grazie
all’aiuto di tante persone generose, soprattutto
di San Giovanni Ilarione, dalla fine del 2000 la
casa è diventata un vero e proprio rifugio per
una trentina di ragazzini che altrimenti sarebbero letteralmente sulla strada, pronti ad ingrossare le fila, già numerose, della piccola malavita
locale.
Dopo 5 anni però l’abitazione, che mostra
gravi cedimenti alle pareti e alla struttura generale, deve essere completamente ricostruita, perché rischia seriamente di crollare e di mettere in
pericolo la vita delle stesse persone che ci vivono. Il progetto è impegnativo, ma un missionario non può certamente prendere spavento per
queste cose, cosicché ecco il nuovo appello lanciato ai suoi compaesani: chiedere, a tutti coloro che possono, di dare il loro “granito de
arena”, cioè il proprio granello di sabbia, che
unito al contributo di tante altre persone diventerà importante per il rifacimento della casafocolare. “Ho piena fiducia nella Provvidenza precisa Padre Luciano - che si fa presente attra-
Sale e Pepe: “Da
Fiaschetto trippe e letto”
Il sipario è appena calato, ma l’intera sala
riecheggia ancora delle risa degli spettatori.
Ho dovuto venire qui, fino a Tregnago, per
assistere ad una delle dieci e più trasferte che
la compagnia teatrale Sale e Pepe ha fatto per
presentare la nuova commedia “Da Fiaschetto
trippe e letto”, scritta da David Conati e diretta da Luciano Prando. Fino a Tregnago, ma ne
è proprio valsa la piena...
La rappresentazione, ripartita in due atti, è
una vivace e frizzante commedia tinta di giallo e recitata in dialetto. La scena si svolge
interamente nell’albergo della famiglia
Fiaschetto, dove s’intrecciano mille equivoci,
sicari, emissari della mafia, amori e beghe
famigliari, in un esplosivo mix che tiene
inchiodata l’attenzione degli spettatori fino
all’ultima battuta, con un repertorio di irresistibili gag e sorprendenti colpi di scena.
Costumi e scenografia, come in tutte le
altre commedie già rappresentate, sono il frutto del duro e paziente lavoro di tutti i membri
della compagnia, che in pochi mesi sono riusciti ad allestire un’ambientazione semplice
quanto efficace.
Ricordare gli sforzi, le lunghe ore di prove
e le fatiche che si nascondono dietro un’attività del genere può aiutarci ad apprezzare
meglio questo lavoro artistico, condotto da
persone che credono fermamente nel teatro e,
probabilmente, anche nella sua forza di unione e coesione.
È un’altra, riuscita prova del nostro locale
gruppo teatrale, che per due ore riesce ad
intrattenerci e a svagarci, a farci sorridere e
divertirci, a dimenticare, anche se solo per un
po’, le mille tensioni e i problemi che ci aspettano là fuori... E non è poco, in questo periodo!
ALESSANDRO SPADILIERO
CAMPOFONTANA - Selva di Progno (VR)
S. Natale 2005
PRESEPIO VIVENTE
nella contrada Roncari
Sabato 24 dicembre
Ore 21,00 Santa Messa cantata. Al termine della S. Messa inizieranno e attività
del Presepe con l’arrivo di Giuseppe, Maria e l’asinello.
Domenica 25 dicembre
Ore 21,00 Sfileranno i pastori col gregge accompagnati da i “Mastri Zampognari”
alternati da canti della tradizione natalizia.
Lunedì 26 dicembre
Ore 21,00 Si attenderà l’arrivo dei Re Magi annunciati da squilli di trombe.
La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica
Augurandovi buone e sante feste vi aspettiamo riscaldando l’atmosfera con vin brulé
Agenzia Immobiliare
Studio di Consulenza
❄
verso tante persone generose del mio paese”. La
speranza è quella di portare a 50 il numero dei
ragazzi ospitati nelle nuova struttura, salvandoli
così dalla galera. Per questo ha coniato un significativo slogan che, in estrema sintesi, fotografa
perfettamente la situazione: “Un metro di
costruzione della casa focolare è una cella in
meno di un carcere per il domani”. E se qualcuno gli fa osservare che 50 ragazzi recuperati
sono solo una goccia nel mare dei milioni di
giovani che sono sulla strada, lui con candore
ribadisce il concetto che importante intanto è
seminare, nella speranza che poi ognuno di questi 50 ragazzi possa fare altrettanto, moltiplicando quindi all’infinito le possibilità di fare del
bene in futuro. La logica di un missionario che
si affida alla Provvidenza Divina sfugge a qualsiasi calcolo tipicamente economico e diventa
un invito ad ogni cristiano perché questa stessa
Provvidenza trovi mani e braccia pronte a mettere in pratica quanto richiesto. Chi volesse
accogliere questo invito, può fare riferimento a
Mario Fochesato, tel. 0457465960. Il grazie
riconoscente di Padre Luciano a tutti coloro che
risponderanno al suo appello viene fatto dalle
stesse pagine de “L’Alpone”, unito ai complimenti per i vent’anni di vita del giornale che aggiunge il religioso - porta un po’ di San
Giovanni Ilarione nelle case di tutti i paesani
sparsi per il mondo intero.
DARIO BRUNI
UN RICORDO
A FABIANA...
La
tragedia
che ha colpito
la nostra piccola comunità
nella notte tra
l’1 e il 2 ottobre scorso è
stata sicuramente molto
scioccante.
Sì perché, alla
notizia dell’inaccettabile
scomparsa di
una
nostra
giovanissima
compaesana, noi tutti siamo rimasti sconcertati,
incapaci di trovare un sensato perché a questa
morte, tutt’altro che sensata. Fabiana era conosciuta da tutti in Paese per la sua semplicità e simpatia e nessuno di noi è stato in grado di accettare l’idea della sua mancanza e di farsene una
ragione.
Durante la sentita cerimonia di cordoglio, un
cospicuo numero di persone ha voluto accostarsi
all’immane dolore della famiglia con la presenza;
lo stesso hanno fatto i coetanei di Fabiana che si
sono raccolti facendosi forza l’un l’altro. Al termine della cerimonia è stato magnificamente intonato il canto dell’Ave Maria e, in quel momento così
toccante, pochi sono riusciti a trattenere le lacrime.
Ora però, io penso che l’unica cosa da fare sia
ricordare Fabiana per quello che è stata, per quello che ci ha dato, per i suoi sorrisi e per i bei ricordi di lei che ognuno di noi ha riposto nel profondo della propria mente. Grazie Fabiana, rimarrai
sempre nei nostri cuori!
UN COETANEO ANDREA L.
Cooperativa Monscleda: Sos Alzheimer
Nel 1988 nasceva a Montecchia di Crosara, la
Cooperativa di Solidarietà sociale Monscleda (antico nome del paese in epoca medioevale) con finalità assistenziali, riabilitative, educative rivolte alla
persona e con operatività sul piano sociale, ricreativo, culturale e formativo.
La sua attività ha avuto inizio con l’apertura di
un Ceod (centro educativo occupazionale diurno)
per persone diversamente abili.
Ma, intanto, altri bisogni si presentavano con
altrettanta urgenza: primo fra tutti la necessità di
rispondere a situazioni di disagio mentale esistenti
nel nostro territorio e nei paesi limitrofi. È nata così
nel 1999 la Comunità psichiatrica residenziale “Il
Fuoric’entro” che usufruisce di uno stabile concesso dall’amministrazione comunale, allora guidata
dal dott. Delio Vicentini.
Altri significativi interventi: il servizio domiciliare per anziani, il trasporto per disabili, il servizio
mensa. In quest’ultimo periodo si sono avuti contatti con l’associazione Alzheimer Italia di Verona,
perché si è osservato che il nostro territorio non ha
mai avuto informazioni su questo argomento. Dopo
un nutrito scambio di idee con il responsabile dott.
Paolo Ferrari, si è deciso di colmare la lacuna...
procedendo per gradi. Nel mese di ottobre è stata
indetta una riunione ristretta e di carattere pratico
per progettare la linea di intervento, mentre il 4
novembre si è tenuto un incontro con la presenza di
assessori ai servizi sociali, parroci, e altre persone
dei comuni di Vestenanova, S. Giovanni Ilarione,
Montecchia e Roncà. Erano presenti la psicologa
dell’associazione, dott.ssa Alessia Mai, e la Signora
Paola Piccolboni di Illasi, volontaria.
Il dott. Ferrari, consigliere provinciale dell’associazione, ha illustrato patologia, difficoltà, coinvolgimenti, sofferenze, speranze connesse con questa
malattia indicando anche una linea operativa che
prevede incontri ristretti in ognuno dei 4 Comuni. A
Montecchia (presumibilmente nella prossima primavera) in una pubblica assemblea medici esperti
dell’Alzheimer e responsabili dell’Ulss spiegheranno come affrontare la malattia e quali mezzi e strategie il famigliare può attivare. Successivamente,
sempre in stretta collaborazione con l’associazione
Alzheimer Italia di Verona, la Cooperativa organizzerà un corso di formazione per operatori sociali,
medici, volontari, famigliari e badanti, sul modello
di quelli che di solito vengono organizzati in città.
refrigerazione
❄
Ultima tappa di questo percorso potrebbe essere
l’apertura dì uno “sportello Alzheìmer” a cui le
famiglie potranno rivolgersi per avere notizie e suggerimenti. Quest’ultima iniziativa dovrebbe trovare
una collocazione ideale presso la nuova struttura
“Le Querce” (centro polifunzionale di servizio agli
anziani) che la cooperativa Monscleda sta ristrutturando a Roncà in collaborazione con il Comune e di
cui avrà la gestione. Da qualche anno il consiglio di
amministrazione sta lavorando intorno a questo
progetto, condiviso dai sindaci dei 4 comuni del
nostro territorio, inserito nel piano di zona e ora
all’ultima tappa di verifica presso l’Ulss. Siamo
alla ricerca dei finanziamenti da parte degli enti
preposti. Il Comune di Roncà metterà a disposizione della cooperativa lo stabile in comodato gratuito
e a stretto giro cominceranno i lavori di ristrutturazione.
La cooperativa nel frattempo è impegnata a prepararsi alla gestione ma soprattutto desidera che la
popolazione del territorio sia al corrente dell’iniziativa, ne conosca l’importanza, le difficoltà, le
finalità al fine di conoscere e condividere l’iniziativa per la sua buona riuscita.
GIUSTINA DALLA FINA
PRES.TE “MONSCLEDA”
Il 2006 sarà un anno particolare per la parrocchia di Castello, in quanto ricorrerà il
bicentenario della posa della prima pietra
della chiesa attuale. L’evento è importante
per tutto il paese di San Giovanni Ilarione,
perché storicamente la chiesa è stata, per
quasi un secolo (fino alla costituzione della
parrocchia di S. Caterina in Villa), la sede
parrocchiale di tutto il territorio comunale.
Per dare il giusto risalto all’appuntamento
si stanno approntando alcune iniziative, la
prima delle quali riguarda un depliant illustrativo improntato sulla chiesa stessa, che
verrà pubblicato per la prossima primavera.
Nel frattempo, sono ben accetti suggerimenti e proposte (possibilmente concreti e realizzabili...).
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F
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assunzioni per la manutenzione del parco
nella parrocchia di Castello. Onde evitare
che la vegetazione spontanea prendesse il
sopravvento, il parroco Don Adriano ha
ben pensato di chiedere l’aiuto di due volontari barbuti per la cura delle piante e
del sottobosco. Un caloroso ringraziamento alle due caprette che ci stanno dando il
loro prezioso aiuto…
A PROPOSITO DI ANNIVERSARI…
L’Associazione Pro Loco ringrazia vivamente tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della Settantesima Sagra delle Castagne, ricordando che solo grazie al loro prezioso
contributo è possibile l’organizzazione di eventi di tale portata. È, infatti, tramite gli sponsor
del libretto della sagra che si coprono i maggiori costi riguardanti gli intrattenimenti e le varie
esibizioni.
Naturalmente un particolare ringraziamento va anche alla nostra Amministrazione Comunale
che ci sostiene con un contributo economico che, ahimè, da solo non basta. Ringraziando tutti
i commercianti e gli imprenditori che si dimostrano così sensibili alle diverse iniziative, rinnoviamo l’invito a sostenerci anche a coloro che per vari motivi non hanno saputo contribuire. Ricordo che la Pro Loco opera per il bene e gli interessi di tutta la comunità cercando di
valorizzare al meglio il territorio nella sua complessità, e favorendo tutte le attività artigianali e le produzioni locali. San Giovanni è ottimo produttore di vino, formaggio, miele, ciliegie
e molti altri prodotti che per merito e grazie all’impegno di ognuno di noi arricchiscono la
nostra realtà, non solo economicamente.
Grazie di cuore a tutti.
VALERIA GECCHELE
Presidente
Il richiamo della montagna
Avvistamento importante nel parco della
Lessinia presso la parete Basaltica in via
Niselli, dove un giovane camoscio passeggia, per il momento indisturbato, da
alcune settimane, forse tradito dalla particolare somiglianza della parete rocciosa
con il suo habitat naturale di alta montagna.
Speriamo che il nostro amico riesca presto a ritrovare la strada di casa senza fare
alcuno spiacevole e rumoroso incontro
lungo il cammino… Augurandoci che
l’arrivo di questo splendido e nobilissimo animale sia di buon auspicio per le
feste Natalizie, lo salutiamo con affetto.
RASSEGNA DEI PRESEPI
Durante il mese di Dicembre nelle contrade del paese verranno allestiti diversi presepi
all’aperto: ogni cittadino e ogni nostro ospite è invitato a visitarli. Nelle case delle famiglie che partecipano all’iniziativa troverete cordialità e ospitalità.
Per una miglior informazione prego gentilmente le persone impegnate nella realizzazione della rassegna, di comunicare al più presto il luogo preciso in cui sarà allestito il presepe telefonando al numero 045 74 65 752 così avremo modo di fare al più presto un opuscolo esplicativo con l’elenco completo delle contrade e di tutti i Presepi coinvolti. Un
caloroso Grazie e buon lavoro a tutti!
L’ASSOCIAZIONE PRO LOCO
Verona ringrazia
Arena di Verona. Festivalbar 2005.
È stata una bellissima serata per molti ragazzi. L’anno prossimo hanno riferito che verranno anche le loro mamme. Appuntamento per il 2006.
Carnevale 2006
Domenica 26 Febbraio 2006 per le vie
di San Giovanni Ilarione siete invitati a
partecipare alla Grande Sfilata dei Carri
che come ogni anno animeranno la più
bizzarra delle feste…
Quando adulti e bambini si divertono a
giocare mascherandosi e divertendosi nei
modi più strampalati cercando di stupire e
meravigliare in tutti i modi chi ci sta
accanto, con scherzi e trucchi da saltimbanco… A Carnevale… ogni scherzo vale!
Quindi state bene attenti. Tutto può accadere durante la festa che celebra la follia
per le strade di tutto il mondo!!!
La sfilata inizierà dalla Piazza Aldo
Siamo un gruppo di anziani che settimanalmente si trovano al Centro Anziani Mazzini della
nostra 6ª Circoscrizione del Comune di Verona. Tale Centro è animato, in accordo con la
Circoscrizione, dall’associazione FEVOSS, Federazione dei Servizi di Volontariato Socio
Sanitario che opera sul territorio dal 1987 in favore di persone sofferenti e sole.
Lunedì 10 ottobre 2005, in occasione della 70ª SAGRA DELLE CASTAGNE di S. Giovanni
Ilarione, accompagnati dagli animatori Fevoss, Angela e Antonio, siamo arrivati alle ore 10 in
piazza “Aldo Moro” con il pullmino messo a disposizione dall’associazione. Ad accoglierci
erano presenti l’assessore Gambaretto ed altre gentili persone che ci misero subito a nostro
agio facendoci visitare la Mostra dell’artigianato locale e disponendo un piacevole ristoro a
base di “assaggini” di formaggio “Monte Veronese”, un banco di caldarroste appositamente
preparato per noi e un buon bicchiere di frizzantino. Abbiamo seguito poi con interesse la dimostrazione pratica di come si fa il formaggio, eseguita dal maestro casaro Gugole Dario.
Abbiamo gradito molto l’omaggio dei libretti e del giornalino “L’Alpone” certamente utili per
conoscere il vostro bel paese, la sua storia e tutte (e sono tante) le attività che voi sapete svolgere.
Ringraziamo la Pro Loco di S. Giovanni Ilarione, il prof Dario Bruni per il suo prezioso interessamento e l’assessore Gambaretto per la bellissima giornata trascorsa: ne porteremo sempre
il ricordo.
Ci auguriamo di ritornare anche il prossimo anno.
IL GRUPPO ANZIANI E GLI ANIMATORI FEVOSS
Moro alle ore 14.00 circa, vi aspettiamo
con tanti nuovi carri e originali maschere,
non mancate. Come sempre in palio ci
sono vari premi non solo per il carro vincitore della sfilata, ma anche per tutti i partecipanti.
A premiare i migliori carri le nostre
maschere tradizionali: Mastro Ciliegia e
Sora Castagna.
(Qualunque coppia fosse interessata a
proporsi nei ruoli è pregata di comunicarlo ad un membro della Pro Loco al più presto possibile…)
Buon divertimento!
LA PRO LOCO
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L’ALPONE 5
Coro “El Biron”: festa dopo la paura Il camposcuola di IIIª media
Poteva essere una strage il 26 settembre 2004,
quando in un pauroso incidente venivano coinvolti
alcuni partecipanti della corale “El Biron” mentre
si recava a San Bonifacio per partecipare alla commemorazione ufficiale di tutta la vallata dei caduti
di Nassirya.
Al di là di ogni giudizio di carattere politico, il
nostro coro, in tale occasione, ha subito risposto
all’invito di portare un messaggio di pace e democrazia al popolo irakeno. In tale circostanza appunto, all’altezza di Monteforte d’Alpone un’auto di
coristi veniva violentemente urtata con il conseguente ferimento, in modo serio, di tre occupanti.
Proprio per questo il 26 novembre u.s., in occasio-
ne del ristabilimento fisico dell’ultimo incidentato,
il coro ha voluto ringraziare il Signore con una
messa solenne per lo scampato pericolo, animando
la cerimonia con la preghiera e canto. Poi tutti a
cena insieme, mentre la prima neve manteneva viva
l’atmosfera di cordialità ed amicizia. L’esperienza
del coro rappresenta una scuola di musica e di vita,
di impegno contornato dalla soddisfazione di sentirsi un po’ utile agli alri. Ed allora chi può, chi
desidera impegnarsi, chi vuol sentirsi meno solo si
unisca al Coro “El Biron” e sarà certo di iniziare
un’esperienza straordinaria che merita assolutamente di essere vissuta.
Gianni Sartori
Un grazie “speciale rivolto a Dio”
Noi, i ragazzi dello zoo dell’Alpone
La dea bianca annuncia
la dea bianca
Un’ altra mattina è cominciata, in questo
nostro ridente villaggio di collina, in riva
all’Alpone. I negozi aprono come al solito, le
fabbriche chiamano gli operai, tentati da Cuba.
E L’Arena attende tutti i bene informati dagli
scaffali targati Millenium o Damini.
La solita capatina al bar adottato, il solito
caffé e le solite chiacchiere superflue per riempire il tempo, che annoia da morire.
E tutti aspettano un pettegolezzo da condividere, o magari, da inventare, se proprio uno è
così disperato.
Ma, questa mattina, L’ Arena, offre a tutti un
gustoso aneddoto, per le orecchie dei villeggianti di Sangio.
Droga.
Tema succulento: abbastanza eccitante e
abbastanza utile per farci apprezzare quella
monotonia che si è rivelata la nostra vita.
Ci saranno quelli che sfoggeranno la comprensione dell’ultima ora, correlata da una lacrima aromatica, o quelli che, recitando il monologo di chi ha qualcos’altro da fare, commenta con
un “Auguri” distratto, rivolto all’immaginario
protagonista dell’avvenimento scioccante.
O chi invece non si stupisce... quando si tratta di qualcun’altro.
E poi, arriva il supporto di parole dolci alle
famiglie, cui è toccata la sfortuna.
Quale sia la sfortuna in tutto questo, non si sa:
la faccenda della droga o il figlio? Rimarrà un
mistero.
I genitori tifano per i genitori, i figli per il
figlio maledetto.
E lui, adolescente confuso, si guarda intorno,
alla ricerca di una posizione che gli si addica.
Ed è così, che gli ascolti del tg di Telenuovo
subiranno un’impennata, alla spasmodica ricerca
di più informazioni da acquisire; di immagini da
immortalare, da associare, poi, alla vittima tossicodipendente di turno.
A fine tg, si va a letto.
Chi con informazioni dettagliate; chi, perso il
tg rivelatore, eccitato di conoscere 1’indomani al
bar, in fabbrica o al supermercato, le novità dai
conoscenti.
E così, un’ altro giorno è terminato nel nostro
ridente villaggio di collina, in riva all’Alpone.
Mentre le ultime luci si spengono con la preghiera della sera, in cui si è ringraziato Dio per
il buon figliolo che ci si ritrova per le mani, una
disposizione in righe geometriche e strani fumi
aspettano noi, giovani ragazzi dello zoo dell’Alpone, in cantina, per il consueto appuntamento con la Dea Bianca; nella speranza che
riporti noi, vittime del consumismo globale, a
quella eterea ed immortale tradizione dei nostri
padri pellegrini ilarionesi e dei paesi confinanti,
di buoni consumatori e trafficanti di polvere;
distinguendoci per la targhetta DOC, propria di
questa zona: fertile ai prodotti non convenzionali.
Già, immagino la platea dei genitori che mi
legge, mentre snocciolo idee. “Bisogna favorire
la reintegrazione di questi giovani...”. Cenni
d’assenso da parte dei genitori offrire alternativa
“un sì convinto, gridato da una madre”? Inserirli
nel gruppo dei coetanei... “Vedo facce dubbiose...”. Facendo intervenire i vostri stessi figli
adolescenti per costruire coesione giovanile!!!
Non sento urla; non sento schiamazzi. Porgo l’orecchio destro... poi il sinistro... la platea è deserta.
ROBERTA COSTANTINI
I cugini Allegri di San Giovanni Ilarione, si incontrano per la prima volta nella loro vita
con i cugini Allegri di Roques Signe Francia.
Ti ringraziamo Signore per averci fatto passare questi splendidi giorni in compagnia dei nostri
amici, con la gioia nel cuore e, spesso e volentieri, il sorriso sulle labbra. Grazie a questo
campo con il tema “io pittore della mia vita”
abbiamo cominciato a comprendere e a vedere i
nostri diversi aspetti (positivi e negativi), a vedere l’altro sotto diverse luci e a esaminare con
attenzione, senza pregiudizi. Abbiamo capito
che l’amicizia è come un albero che pian piano
dà i suoi frutti, e che questi frutti saranno buoni
se noi daremo le nostre azioni col cuore.
Ti ringraziamo Signore per il tuo aiuto e
sostegno in ogni momento della nostra vita.
Dopo la fatica per arrivare in questo splendido
posto ci siamo divertiti insieme, abbiamo condiviso momenti felici ma anche tristi, emozioni,
situazioni, sentimenti.
Con i vari giochi ci siamo legati di più tra noi,
abbiamo conosciuto persone che prima non credevamo potessero essere così. E durante la camminata ci siamo divertiti, e sarà un bel ricordo
che ricorderemo volentieri. Ci siamo uniti contro
ciò che non ci piaceva, ci hanno fatto litigare per
farci capire cosa significhi essere amici, e poi
abbiamo fatto pace perché, in fondo, non è uno
stupido gioco che conta.
Sarà un’esperienza che ci segnerà (spero) e
che ricorderemo con il sorriso: stare alzati insieme per vedere l’alba o andare a dormire stremati dalla stanchezza, tutto questo ci è stato donato
e noi ne siamo riconoscenti.
Grazie dai tuoi figli
I RAGAZZI DI III MEDIA DI S. GIOVANNI IL.
CAMPOSCUOLA AD ALLEGHE
Camposcuola ragazzi classi 1988-89-90
agosto 2005
Fare esperienze è il modo con cui i giovani si
possono preparare ad affrontare la vita adulta,
infatti ogni esperienza permette loro di mettersi
alla prova confrontandosi con situazioni e realtà
nuove e a noi adulti permette di verificare fino a
che punto i valori in cui li abbiamo cresciuti
sono entrati a far parte del loro essere e agire.
L’esperienza del campo-scuola è orientata
quindi a vivere quanto sopra detto, oltre a far
riflettere su specifiche e fondamentali esperienze.
Quest’anno abbiamo affrontato la tematica
del limite. Limiti e regole non come qualcosa di
negativo, ma al contrario in quanto ci permettono di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati.
La nostra scelta è stata a favore di chi vive
“nel limite del presente, e quindi nel pieno della
vita” contro chi vive “senza limiti, senza futuro
e quindi senza felicità”.
Questa scelta è maturata attraverso il lavoro
di riflessione nel campo-scuola che si è svolto a
Passo Brocon sopra Castello Tesino (TN). Con
ben 32 ragazzi delle superiori, tre cuoche, 5 animatori e don Adriano, per 6 giorni (dal 25 al 30
agosto) abbiamo trascorso insieme momenti
indimenticabili e sereni. Attraverso riflessioni,
discussioni e giochi c’è stato il tempo di conoscersi meglio e capire che quanto noi vediamo
spesso come limite non è nient’altro che il
segnavia della strada che siamo chiamati a percorrere per vivere al meglio la nostra vita.
Fare esperienza dei limiti sia personali che
della realtà, e da essi imparare a fare scelte mature e responsabili. Sì perché la responsabilità di
quanto facciamo ci aiuta a essere noi stessi in ogni
momento e ci permette di non diventare schiavi
dei fatti degli avvenimenti che ci accadono.
Schiavi delle norme che siamo chiamati a fare
nostre, non per rimanere statici, ma per aiutarci
a crescere, come possono essere le regole della
convivenza civile e i comandamenti che ci sono
stati dati dalla fede.
Tematiche, attività, mansioni quotidiane e
giochi che ci hanno accompagnato nella vita del
campo che come sempre è passato in un attimo.
C’è stato anche qualche giorno di freddo che ci
ha fatto sentire ancora più uniti e vicini.
Come il Sole arrivato gli ultimi giorni che
durante la camminata lungo il “Trodo dei Fiori”
ci ha riscaldato e ci ha permesso di ammirare le
meraviglie del creato quali la Marmolada e le
Pale di S. Martino. Un Sole che i ragazzi hanno
portato a casa sulla pelle, a testimonianza della
loro luminosità interiore e della grande energia
che li caratterizza.
DON ADRIANO
50º anniversario attività Ristorante “Bice”
Venerdì 30 dicembre 2005 - ore 20.00 RISOTTO PER TUTTI!!!
I nostri giovanotti ultra 60 enni presso la colonia di Ceriale nel mese di agosto. La colonia è consorziata con il nostro comune e con altri comuni della provincia di Verona.
L’ALPONE 6
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE INFORMA
dal Consiglio comunale
Lottizzazione residenziale
Servizi e Associazionismo
comunale
Le amministrazioni comunali di
Montecchia di Crosara, Roncà, San Giovanni
e Vestenanova, sulla scorta di un decreto legislativo che risale all’anno 2000 hanno deciso
di stipulare una convenzione allo scopo di
svolgere in modo coordinato alcune funzioni
e servizi. In particolare la gestione congiunta
dei servizi di manutenzione stradale: taglio di
siepi e alberature, pulizia delle cunette, ripristino dei manti stradali e la rimozione della
neve. Oltre che di una maggior funzionalità
nell’espletamento degli interventi che si renderanno necessari, le quattro amministrazioni
potranno fruire anche di consistenti interventi da parte della regione Veneto che, nell’erogazione dei fondi, ha scelto di privilegiare le
unioni di comuni e non le strutture singole.
Capofila della “rete” è stato designato all’unanimità il comune di Montecchia di
Crosara.
La convenzione che ratifica l’accordo avrà
la durata di cinque anni dalla data della sottoscrizione e, alla scadenza, potrà essere rinnovata per un uguale periodo. I comuni convenzionati assicureranno le risorse umane,
strumentali e finanziarie occorrenti alla
gestione dei servizi nella misura annualmente concordata, mentre la gestione dei servizi
sarà assicurata dal comune capofila che potrà
avvalersi anche di personale dipendente dagli
altri tre comuni. Qualora, tuttavia, si rendesse più economica e funzionale la realizzazione dei servizi potrà essere delegata dal comune capofila agli altri comuni firmatari dell’accordo.
Gli eventuali investimenti per l’acquisto
dei mezzi ed attrezzature saranno effettuati
dal comune capofila con spese a carico delle
quattro amministrazioni, in proporzione al
numero degli abitanti. In caso di recesso di
uno dei comuni nulla sarà rimborsato mentre,
alla scadenza o in caso di scioglimento dell’unione, i mezzi e le attrezzature saranno
poste in vendita e il ricavato ripartito tra gli
enti in proporzione alla partecipazione sugli
investimenti.
Per verificare l’andamento dell’accordo,
oltre che per definire programmi e interventi,
i quattro sindaci si incontreranno almeno una
volta all’anno.
Da una prima ricognizione dei mezzi
disponibili è stata rilevata l’assoluta carenza
di attrezzature da parte delle singole amministrazioni. In particolare risultano mancanti
attrezzi polivalenti per lo sfalcio e le manutenzioni stradali.
Con assoluta priorità dovranno essere
acquistate due trattrici da 100 HP dotate di
lama, braccio decespugliatore e rimorchio
ribaltabile trilaterale per un costo complessivo di 230.000,00 euro. A carico dei comuni,
tuttavia, graveranno 46.000,00 euro poiché i
restanti 184.000,00 euro saranno erogati
dalla Regione Veneto.
Il presente accordo costituisce - è opinione
diffusa - un punto di partenza nel rapporto di
collaborazione tra i comuni della medio-alta
vallata dell’Alpone, allo scopo di operare
ulteriori risparmi e di migliorare efficacia ed
efficienza dei servizi alle popolazioni.
Riservato a chi ha compiuto
il sessantesimo anno di età
Elenco dei soggiorni climatici nei vari periodi, convenzionati con il nostro comune.
Chi fosse interessato si metta in contatto con l’assistente sociale, Cristina Zanfretta, telefonando
al numero 045 6550444.
Località
Tenerife
Sharm el Sheikh
Laigueglia
Djerba
Tour “i luoghi della fede”
Salsomaggiore (PR)
Fiavè (TN)
Levico (TN)
Boario Terme (BS)
Ossana (TN)
Cesenatico
Cattolica
Viserbella
Cervia
Rimini
Ceriale
Rodi
Ischia
Monastir
Struttura
Turno
hotel 3 stelle unico
hotel 4 stelle unico
hotel 3 stelle unico
hotel 4 stelle unico
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1º
2º
3º
1º
2º
hotel 3 stelle
3º
4º
5º
hotel 3 stelle unico
hotel 3 stelle unico
hotel 3 stelle unico
1º
hotel 3 stelle
2º
3º
1º
2º
3º
casa di vacanze 4º
5º
6º
7º
8º
hotel 3 stelle unico
hotel 3 stelle unico
hotel 4 stelle unico
Periodo
15/01 - 29/01
29/01 - 12/02
18/02 - 04/03
12/03 - 26/03
08/04 - 14/04
02/05 - 17/05
21/06 - 05/07
01/07 - 15/07
01/07 - 15/07
24/06 - 08/07
08/07 - 22/07
22/07 - 05/08
01/06 - 15/06
15/06 - 29/06
29/06 - 13/07
22/07 - 05/08
28/08 - 11/09
11/06 - 25/06
18/06 - 02/07
28/08 - 11/09
18/06 - 02/07
21/07 - 11/08
01/09 - 15/09
30/05 - 13/06
13/06 - 27/06
27/06 - 11/07
11/07 - 25/07
25/07 - 08/08
08/08 - 22/08
22/08 - 05/09
05/09 - 19/09
10/09 - 24/09
08/10 - 22/10
04/11 - 18/11
testi di DELIO VICENTINI
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È stato approvato il piano di lottizzazione residenziale in località Scandolaro su una superficie totale di 11.903 metri quadrati, di cui 7.212 in ambito. La ditta lottizzante si impegna
a cedere gratuitamente all’amministrazione comunale 133 mq di parcheggio e 190 mq di
verde pubblico per un totale di 323 mq. A spese della ditta lottizzante verranno eseguite le
seguenti opere di urbanizzazione primaria: le strade con relativi spazi di sosta e parcheggio
e segnaletica stradale, le fognature per acque bianche e nere, la rete di approvvigionamento
idrico, la rete di distribuzione dell’energia elettrica per uso privato, la rete di distribuzione
del telefono, del gas e dell’illuminazione pubblica per un controvalore di 108.270,68 euro.
Le opere dovranno essere iniziate entro un anno e ultimate entro 3 anni dal loro inizio.
Successivamente il comune procederà al collaudo con spese a carico della ditta lottizzante.
dalla Giunta comunale
Informatica e privacy
Entro il 31 dicembre prossimo dovrà essere adottato il regolamento sulla privacy e sulla
sicurezza di quanti utilizzano, nell’espletamento delle funzioni istituzionali, i mezzi telematici in dotazione agli uffici comunali. Contestualmente si dovrà procedere anche all’adeguamento della rete informatica e all’acquisto di un apposito apparecchio per la distruzione dei
documenti. La spesa globale prevista ammonta a 27.000,00 euro.
Condono edilizio
L’istruttoria delle pratiche di condono per abusi edilizi, realizzati entro il 31 marzo 2003
verrà affidata a un professionista esterno e sarà finanziata dagli introiti che i richiedenti
saranno chiamati a versare.
I costi delle istruttorie delle pratiche di condono vengono, come di seguito, definiti:
- per le pratiche che non richiedono anche il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in
sanatoria: 220,00 euro;
- per le pratiche di condono che richiedono anche il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria: 350,00 euro.
Nell’un caso e nell’altro gli importi indicati sono comprensivi di 50,00 euro per diritti di
segreteria.
Mensa di Castello
E’ stata rinnovata la convenzione tra
l’amministrazione comunale e l’Associazione Castello per la gestione del servizio
di mensa per gli alunni della scuola media
“M. Marcazzan” e delle scuole primarie
di Castello e del capoluogo.
L’associazione Castello provvederà alla
preparazione e alla somministrazione dei
pasti, sulla base di apposite tabelle dietetiche definite dal Responsabile del
Settore igienico dell’A.S.L. 20, servendosi di personale di cucina in possesso dei
prescritti requisiti igienico-sanitari.
Allo scopo di integrare le rette mensili
a carico delle famiglie degli utenti, l’amministrazione comunale interverrà con un
contributo annuo pari a 18.604,00 euro,
da erogare in due rate: il 40% entro fine
marzo e il restante 60% a fine aprile 2006.
A carico del comune graveranno invece le
spese relative alla fornitura di luce, acqua
e gas, oltre alla manutenzione degli utensili.
Entro il mese di luglio 2006 l’ente
gestore della mensa presenterà al comune
un dettagliato rendiconto economico.
Scuolabus gratuito
Con recente provvedimento è stato esteso alle famiglie degli alunni “diversamente abili
con problemi gravi” l’esonero dal pagamento del servizio di scuolabus. In tal senso è stato
modificato l’art. 22 del tit. III, capo II del vigente Regolamento comunale, riguardante la
disciplina delle agevolazioni per la fruizione dei servizi municipali, adottato con delibera
consiliare n. 23 del 19 giugno 2003.
Contributi ad Associazioni
Tenuto conto del fatto che si tratta di
gruppi di volontariato che operano senza
scopo di lucro e che l’attività dagli stessi
svolta è finalizzata allo sviluppo socio-culturale e alla promozione umana della comunità, per l’esercizio finanziario 2005, sono
stati erogati alle associazioni di seguito
elencate i contributi a fianco delle stesse
indicati:
- Associazione A.N.T.E.A
Euro 100,00
- Associazione A.N.C.R
“
103,00
- Associazione paracadutisti
“
100,00
- Comitato sagra di Castello
“
650,00
Alla Pro Loco, che ha organizzato tre
particolari iniziative a carattere turistico e
promozionale sono stati erogati i sotto specificati contributi:
- Euro 600,00 per un concerto di fisarmoniche, a Castello, il 6 agosto 2005;
- Euro 3.000,00 per il concorso “Elezione
di Miss e Mister Lessinia 2005”, in piazza Colonna, il 28 agosto 2005;
- Euro 500,00 per un concerto di musica
country, a Boarie, il 3 settembre 2005.
L’ALPONE 7
Progetto preliminare
per l’asilo nido
Programma triennale
dei lavori pubblici
Ammonta a 609.490,47 euro la spesa complessiva per la ristrutturazione e l’ampliamento
di alcuni locali della scuola materna “Papa Lucani” da destinare ad asilo nido per bambini
di età inferiore ai tre anni.
Il progetto preliminare, predisposto dal responsabile dell’Area tecnica, geometra Maurizio
Bacco, e approvato dalla Giunta comunale, è stato inoltrato alla Regione Veneto per il previsto finanziamento.
Come richiesto da un Decreto ministeriale del 9 giugno scorso è stato predisposto il programma triennale dei lavori pubblici 2006/2008 che prevede la realizzazione delle opere di
seguito elencate e per gli importi a fianco indicati:
AI SENSI DELL’ART. 14 COME SUCC. MOD. E INTEGR.
Consolidamento frane
Approvato il progetto esecutivo per il
consolidamento di movimenti franosi in
località Vandini.
Il progetto preliminare era stato predisposto, e approvato con precedente deliberazione del febbraio 2004, in seguito al dis-
sesto idrogeologico causato dalle abbondanti piogge del periodo febbraio-marzo
dello stesso anno. La spesa globale ammonta a 60.000,00 euro e sarà finanziata con
contributo provinciale (Delibera della
Giunta provinciale 168/2004).
Mercato Cerasicolo 2005
La Pro loco, che aveva avuto dal comune l’affidamento della gestione del mercato cerasicolo anche per l’anno 2005, ha presentato il previsto rendiconto economico che si riporta integralmente.
RENDICONTO MERCATO DELLE CILIEGIE ANNO 2005
Il mercato delle ciliegie è stato aperto mercoledì 22 giugno 2005 ed è stato chiuso domenica 24 luglio 2005 per un totale di giorni 33.
Casse convenute sul mercato 10.441 per 10 kg. netti l’una = 104.410 kg. di ciliegie pesate durante tutto il periodo del mercato.
Blocchetti usati per la raccolta del plateatico n. 7.
Totale entrate di € 0,15 per ogni cassa di ciliegie vendute sul mercato:
CASSE N. 10.441 X 0,15 = € 1.566,13
SPESE:
DESCRIZIONE INTERVENTO
€
€
363,00
420,00
€
469,92
TOTALE
1.252,92
€
€ 300.000,00
€ 300.000,00
€ 0,00
CAMPO DA CALCIO LOC. BELUI
€ 080.000,00
€ 160.000,00
€ 0,00
€ 0,00
FOGNATURE
€ 450.000,00
€ 050.000,00
€ 200.000,00
€ 200.000,00
€ 1.500.000,00
€ 500.000,00
€ 500.000,00
€ 500.000,00
ASILO NIDO
€ 610.000,00
€ 250.000,00
€ 360.000,00
€ 0,00
BITUMATURA STRADE URBANE
ED EXTRAURBANE
€ 700.000,00
€ 300.000,00
€ 200.000,00
€ 200.000,00
ALLARGAMENTO
STRADA VIA ALLEGRI
€ 110.000,00
€ 110.000,00
€ 0,00
€ 0,00
CIMITERO DEL CAPOLUOGO
(OPERE DI COMPLETAMENTO)
€ 250.000,00
€ 0,00
€ 250,000,00
€ 0,00
CASE POPOLARI
€ 300.000,00
€ 0,00
€ 300.000,00
€ 0,00
AMPLIAMENTO SCUOLE
€ 200.000,00
€ 0,00
€ 100.000,00
€ 100.000,00
SISTEMAZIONE STRADA
COMUNALE CASTELLO-RANFANI
€ 140.000,00
€ 0,00
€ 140.000,00
€ 0,00
AMPLIAMENTO PONTE
LOC. MANGANO
€ 155.000,00
€ 0,00
€ 075.000,00
€ 80.000,00
PALESTRA
€ 867.950,00
€ 467.950,00
€ 400.000,00
€ 0,00
SISTEMAZIONE STRADA
COMUNALE DEI CALIOTTI
€ 130.000,00
€ 130.000,00
€ 0,00
€ 0,00
ILLUMINAZIONE CONTRADE
€ 250.000,00
€ 150.000,00
€ 100.000,00
€ 0,00
€ 6.442.950,00
€ 2.431.950,00
ZONA INDUSTRIALE ED
ARTIGIANALE IN LOC. BOARIE
Tassa scarto
€
30,00
Tassa mercato
€
1.536,15
TOTALE ENTRATE
€
1.566,13
TOTALE USCITE
€
1.252,92
AVANZO ECONOMICO
€
313,21
Il Presidente
VALERIA GECCHELE
€ 2.925.000,00 € 1.080.000,00
elenco annuale 2006
DESCRIZIONE
INTERVENTO
RICERCA IDRICA
E POTENZIAMENTO
ACQUEDOTTI
ENTRATE
Stima dei costi del programma
Iº Anno
IIº Anno
IIIº Anno
RICERCA IDRICA E POTENZIAMENTO
ACQUEDOTTI
€ 600.000,00
TOTALE
Compenso di € 11,00 al giorno al responsabile del mercato
per un totale di giorni 33
Spese di vigilanza e tempo extra dedicato al mercato
Compenso aggio sulle riscossioni al personale studentesco
occupato per la pesatura 30%
Costo totale
opera (6)
Importo
annualità
Costo totale
opera
Finalità (6)
Conformità
URB AMB
Priorità
(4)
Stato prog. Trim/Anno Trim/Anno
approvata (5) Inizio Lavori Fine Lavori
€ 300.000,00
€ 600.000,00
COP
1
I)
2/2006
3/2006
CAMPO DA CALCIO
LOC. GELUI
€ 180.000,00
€ 180.000,00
MIS
2
D
3/2006
412006
FOGNATURE
€ 50.000,00
€ 450.000,00
COP
1
D
2/2006
4/2006
ZONA INDUSTRIALE
ED ARTIGIANALE IN
LOC. BOARIE
€ 500.000,00
€ 1.500.000.00
3
P
4/2006
2/2007
ASILO NIDO
€ 250.000,00
€ 610.000,00
MIS
3
I)
4/2006
2/2007
BITUMATURA STRADE
URBANE ED
EXTRAURBANE
€ 300.000,00
€ 700,000,00
MIS
2
P
3/2006
1/2007
ALLARGAMENTO STRADA
VIA ALLEGRI
€ 110.000,00
€ 110.000,00
MIS
2
P
3/2006
4/2006
€ 467.950,00
€ 867.950,00
COP
3
D
4/2006
2/2007
SISTEMAZIONE STRADA
COMUNALE DEI
€ 130.000,00
~ 130.000,00
MIS
p
4/2006
2/2007
ILLUMINAZIONE
CONTRADE
€ 250.000,00
COP
P
4/2006
1/2007
PALESTRA
€ 150.000,00
3
€ 2.437.950,00 € 5.391.950,00
Corsi musicali
per i giovani
Inaugurazione della nuova viabilità, taglio del nastro con la presenza del presidente della
FOTO CORRADINI
Provincia professor Elio Mosele e altre autorità.
Tra il C.D.M.I. (Centro Didattico Musicale Italiano) e l’amministrazione comunale è stata
stipulata una convenzione in base alla quale, previo versamento di 100,00 euro, vengono
concessi in uso la sala civica “M. Rumor” e il locale attiguo alla biblioteca civica per lo svolgimento di corsi di fisarmonica, organetto, chitarra, pianoforte e tastiera elettronica. Le
lezioni si tengono il martedì dalle 14.00 alle 21.00 presso la sala attigua alla biblioteca e il
lunedì e giovedì, dalle 13.30 alle 20.30, presso la sala civica.
La convenzione scadrà il 30 giugno 2006.
L’ALPONE 8
VIAGGIO COMMEMORATIVO IN ALBANIA E GRECIA
I partecipanti al pellegrinaggio ripresi sul ponte di Perati, Calvario degli Alpini.
Non si sono ancora affievolite le immagini e
le emozioni del viaggio in terra di Russia effettuato nel 2003 che nel settembre scorso, dal 17
al 25, è stato organizzato un altro viaggio commemorativo dall’Albania a Cefalonia, ripercorrendo in parte le località toccate da alpini, fanti,
artiglieri, finanzieri, carabinieri, marinai e altri
servizi durante il secondo conflitto mondiale.
Nella prima parte del viaggio si percorre
l’Albania partendo da Durres (Durazzo) alla
capitale Tirana, Elbasan, Pogradec (sul lago di
Ohrid – Ocrida), Korce (Coritza per gli italiani); passando poi da Erseke e Leskovik si giunge per il momento più atteso ed emozionante al
fiume Vojussa e al ponte di Perati.
Di questo ponte sono rimaste le due testate:
una sulla sponda albanese e l’altra su quella
greca. Nei pressi della testata sul suolo albanese viene celebrata una funzione religiosa con la
presenza del gagliardetto di 6 gruppi alpini e
viene spontanea la canzone alpina “Sul ponte di
Perati”: “… alpini della Julia in alto i cuori sul
ponte di Perati c’è il tricolore …” quanto mai
appropriata in questa circostanza dalla fine
della guerra sul fronte greco – albanese. Risulta
che siamo stati il primo gruppo di alpini ed
amici a visitare i resti del ponte.
Si prosegue percorrendo parte della valle
della Vojussa attraverso Permet, Kelcyre
(Klisura), Tepeleni (con alla sinistra il gruppo
del Golico). Viene visitata la cittadina di
Gjirokaster (Argirocastro - patrimonio mondiale dell’ UNESCO) e Sarande, concludendo il
viaggio in Albania.
Nella seconda parte del viaggio si passa in
Grecia e attraverso Ianina, sul lago medesimo,
Preveza, Patrasso e Killini si giunge a Cefalonia
con il traghetto. Questa isola non va ricordata o
visitata esclusivamente per gli orrendi eccidi
che sono stati compiuti dall’esercito tedesco nei
confronti della Divisione “Acqui”, che ha avuto
1315 caduti in combattimento, 5325 tra sottoposti a esecuzione sommaria in massa sui
campi di battaglia e fucilati presso San Teodoro
e 3000 scomparsi in mare, per l’affondamento
di tre navi, ma anche per il suo mare limpido,
cristallino, le sue spiagge, le sue bellezze naturali (come il lago sotterraneo di Melissani e la
grotta di Drogarati) e l’ospitalità della gente.
Nei pressi del capoluogo Argostoli, dove
sorge il monumento alla Divisione Acqui viene
concelebrata una funzione religiosa da don
Sergio Didonè, Presidente della Fondazione
don Carlo Gnocchi, e da padre Severino
Trentin, sacerdote vicentino, Parroco della
chiesa cattolica di San Nicola in Argostoli e
curatore del Museo della Divisione Acqui.
Con lui vengono visitati altri luoghi ove vennero effettuate delle fucilazioni in massa di soldati ed ufficiali, come la “casa rossa”, il faro di
San Teodoro, una fossa naturale dove vennero
gettati parte di 136 ufficiali fucilati e successivamente buttati in mare, Troianata (con 631
fucilati), il Santuario di San Gerasimo, vicino a
Valsamata, e il ponte di Kimonico (vicino alla
baia di Mirtos con uno stupendo colpo d’occhio), ove fu distrutto in combattimento quasi
un intero battaglione ed altri luoghi.
Il corpo del comandante della Divisione
Acqui, Gen. Antonio Gandin, fucilato, non fu
mai ritrovato.
A conclusione di questo breve resoconto, e
quale riflessione, si riporta la dedica di Alfio
Caruso, autore di: “Italiani dovete morire” Cefalonia, settembre 1943: il massacro della
divisione Acqui da parte dei tedeschi.
Un’epopea di eroi dimenticati:
“AI GIOVANNI, SALVATORE, FRANCESCO, ANTONIO, GUGLIELMO, PIETRO,
MARCELLO, VINCENZO, ENRICO, AMEDEO, BENEDETTO, MARIO, ORAZIO,
GIORGIO, ARMANDO, ALDO, GIUSEPPE,
BRUNO, LUIGI, FERDINANDO, CARLO,
GIULIO, EUGENIO, MICHELE, GUIDO,
ALFONSO, LUCIANO, A TUTTI QUEI
RAGAZZI DI VENTI E TRENT’ANNI CHIAMATI SULL’ISOLA DI CEFALONIA A SCEGLIERE TRA LA VITA E L’ONORE. SCELSERO L’ONORE SACRIFICANDO LA VITA
PER UN’ITALIA CHE DAPPRIMA LI
ABBANDONO’ E POI LI HA CANCELLATI.”
GUIDO GECCHELE
Notizie dal C.A.V.
I volontari del Centro Aiuto alla Vita formulano i migliori auguri di Buon Natale e sereno
Anno Nuovo ai redattori de “L’Alpone”, a tutti i lettori e alle loro famiglie.
L’ augurio si rivolge in particolare ai giovani che frequentano gli ultimi tre anni delle Superiori
e l’Università. In occasione del bando del XIX Concorso Europeo del Movimento per la Vita,
rivolgiamo loro la parola straordinaria di papa Giovanni Paolo II, al quale è dedicato il Concorso
intitolato “La prima sfida è quella della Vita”.
Roma, Anno Santo del 2000.. .“Nel Duemila è difficile credere? “. Sì, è difficile. Non è il caso
di nasconderlo. E’ difficile, ma con l’aiuto della grazia è possibile.
“In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi
soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che
altri vorrebbero soffocare.
E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà
di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi
con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”.
Per informazioni sul Concorso, per il quale sono previsti premi molto interessanti, potete
rivolgervi al Centro di Aiuto alla Vita. Recapito tel. 349-5376803.
Cortellazzo (VE) il 25 settembre 2005. La famiglia Damini coglie l’occasione per ritrovarsi a trascorrere una giornata in allegria al ristorante della cugina “Bianca”.
ORI
L
L
A
I
L
G
Complimenti vivissimi da parte della redazione a:
Sandra Faccio, laureata in Scienze Giuridiche presso L’Université degli Studi di
Verona il 19 ottobre 2005, laurea breve.
Panato Roberto, laureato in Architettura presso la Facoltà degli Studi di Venezia. Laurea
breve.
Alessandro Pandolfo, laureato in Ingegneria Informatica presso la Facoltà di Ingegneria di
Padova. Laurea breve.
Cristiano Colalto, dottore in Farmacia presso l’Università degli studi di Padova il 25 ottobre
2005.
Silvia Beschin, laureata in Lingue per il Turismo manageriale presso l’Università degli studi
di Verona, il 29 giugno 2005.
Fabiana Camponogara, Università degli Studi di Verona, Facoltà di Medicina e Chirurgia,
corso di laurea in Fisioterapia, 10 novembre 2005.
Foto ricordo del pellegrinaggio ad Assisi, Cascia, San Giovanni Rotondo, Lanciano. Dal
15-18 settembre Scorso.
IL TENNIS A S. GIOVANNI
ILARIONE: UNA REALTÀ
Anche quest'anno il Tennis Club ha portato a termine la stagione con l'organizzazione del Torneo di S.
Giovanni Ilarione, oramai divenuto un appuntamento
immancabile per tutti gli appassionati della zona. Il
torneo, giunto alla 23ª edizione, ha visto ai nastri di
partenza 32 partecipanti provenienti non solo dalla
Vallata d’Alpone (San Giovanni Ilarione,
Vestenanova, Montecchia, Monteforte, San Bonifacio), ma anche dalla Val d’Illasi e dalla Vallata del
Chiampo (San Pietro Mussolino, Chiampo, Arzignano).
Dopo 3 settimane di battaglia sui 2 campi di cui
dispone il Club, l'epilogo ha visto come protagonisti
per l'ennesima volta la punta di diamante del tennis a
S.Giovanni, Damini Aristide, e Piubello Francesco di
Castelcerino. Per il terzo anno consecutivo si è riproposta la stessa finale e Aristide si è confermato vincitore anche quest’anno, dopo lo splendido trionfo dell'anno scorso che aveva interrotto il lungo digiuno di
vittorie del torneo da parte dei giocatori di casa nostra.
Il titolo del torneo di consolazione, che viene effettuato in parallelo al torneo principale e raccoglie tutti i
giocatori perdenti del primo turno, è andato a
Pasqualini Emanuele di Vestenanova, che ha avuto la
meglio sul presidente del ns. Club, Andriolo Luca.
Durante le settimane del torneo, svoltosi principalmente di sera, il Tennis Club ha sempre offerto ristoro
a tutti coloro che assistevano agli incontri. Come da
tradizione i partecipanti, accompagnati da parenti e
amici (in totale oltre 50 persone!), si sono dati appuntamento alla cena di fine torneo, presso il ristorante
Suan, nel corso della quale si sono svolte le premiazioni e si è festeggiato in compagnia la fine della stagione tennistica.
E’ importante sottolineare che il Tennis Club di S.
Giovanni propone ogni anno ad adulti e ragazzi molteplici occasioni per avvicinarli alla pratica di questo
sport, offrendo la disponibilità di 2 campi da gioco
con diversa superficie (importante opportunità se si
considera che solo trasferendosi a S. Bonifacio o ad
Arzignano si trova una simile alternativa). Nel mese di
maggio infatti la stagione tennistica si apre con il
Torneo dell’Amicizia, che vede il club impegnato con
i circoli di Castelcerino, Montecchia e Illasi in quattro
domeniche di sport e divertimento. Inoltre in estate
vengono svolti corsi di tennis per tutti grazie alla presenza di un maestro, corsi che culminano con l'organizzazione del torneo per ragazzi durante la Festa
dello Sportivo. A tutto questo c'è da aggiungere che
dal prossimo anno l'Istituto Comprensivo di
S.Giovanni Ilarione tornerà a collaborare con il Tennis
Club per offrire agli studenti delle scuole la possibilità
di praticare questo sport, passo importante per poter
dare una più ampia scelta sportiva ai ns. ragazzi. A
partire dal mese di marzo infatti il Club entrerà nelle
scuole organizzando, con l’ausilio di due maestri, un
corso di 10 ore per tutti coloro che vorranno avvicinarsi al gioco del tennis, con il desiderio e la volontà
da parte nostra di instaurare un rapporto sempre più
stretto di collaborazione fra il nostro circolo e il
mondo della scuola.
Ricordando che per mettersi in contatto con il club
c'è una bacheca all'ingresso degli impianti sportivi
con tutte le informazioni e i riferimenti telefonici
necessari, il Tennis Club di S. Giovanni augura a tutti
buone feste.
L’ALPONE 9
Nella vecchia fattoria...
Mamma Nina con el musseto appena arrivà.
Non si tratta solo di una vecchia canzone
degli anni ’60 e che tutti abbiamo canticchiato,
ma le voci e le emozioni in essa contenute vengono riproposte dalla intraprendenza e dall’amore verso la passata tradizione da Vincenzo
Mainente, via Mainenti, o meglio “dal Dindio
de Categnan”. È una zona amena, circondata
dalla cerchia naturale dei monti di Castelvero,
Bolca e Vestenanova, ove tutto ancora profuma
di naturale e genuino.
Qui in una stalla attrezzata 10 mucche
garantiscono ottimo latte, ma quello che attira
l’attenzione è l’annesso recinto, all’interno
della cui staccionata 8 asinelli, due puledrini,
brucano l’erba e il fieno ed accorrono subito al
richiamo del padrone per una manciata di biada
o una carota.
L’ultimo “fiocco azzurro” è stato esposto il
29/05/2005, con la nascita di Melesio, un mussetto vispo e giocherellone, che costringe la
madre Nina a seguirlo nelle sue scorribande.
Fanno compagnia agli asini due pecore dal
vello nero che si sono perfettamente integrate
in quella strana società. Perché tutto questo? La
passione per gli animali dei nipotini Mattia ed
Alex è stata la molla che ha fatto scattare l’intera operazione, poi ti affezioni ed ecco il risultato. Quando passi o ti muovi, ti seguono come
bambini, ti riconoscono dalla voce, cercano la
carezza.
Vincenzo con la moglie Carmela Beschin è
orgoglioso di tutto questo. È un tuffo nel passato, un fermarsi nella vorticosa corsa della
vita moderna. Questo contatto diretto con la
natura si presta magnificamente a visite didattiche da parte dei nostri bambini, forse un po’
troppo “robotizzati” dai mass-media, per poter
gustare e scoprire dal vivo la natura circostante. Il bucolico quadretto si svolge sotto lo
sguardo amoroso della “Madona del moraro”,
una statuina della Santa Vergine acquistata al
santuario del Frassino e posta ad una certa
altezza sulla biforcazione di un moraro (gelso),
per sottolineare che tutto è dono di Dio.
Quella del contadino è una vita certamente
impegnativa, che ti costringe a confrontarti con
eventi a volte non prevedibili, ma ti fa sentire
protagonista, parte integrante ed attiva del
mondo circostante.
GIANNI SARTORI
La scuola dell’infanzia
“Papa Luciani” al circo
“Moira Orfei”
31 ottobre. Ore 12.00 circa. Giornata grigia, satura di umidità, ma, nonostante le condizioni atmosferiche avverse, piazza Aldo
Moro è gremita di 300 persone tra adulti e
bambini in partenza per Milano, tutti euforici
per lo spettacolo che aspettavano: il circo di
Moira Orfei.
Quest’anno il progetto educativo della
scuola dell’infanzia si intitola “Giocandolo e
la girandola dei 5 sensi”. Il protagonista è un
simpatico pagliaccio che con giochi, canzoni,
balli e canti fa divertire i bambini e insegna a
loro molte cose interessanti sui 5 sensi, le stagioni, gli animali e tanti tanti altri argomenti.
Da qui la scelta di portare i bambini ad un
vero circo, per vedere i veri clow, gli animali
che danno spettacolo, gli equilibristi, il mangiafuoco, i trapezisti.
Dobbiamo ammettere che l’accoglienza è
delle migliori. Ci lasciano la possibilità di scegliere i posti a noi più graditi e dopo un po’ di
attesa lo spettacolo ha inizio: alcuni clow si
esibiscono nelle loro scenette, appaiono poi 5
cammelli con splendidi ornamenti orientali
che si esibiscono in marce e intrecci. Poi arriva “Zorro” che fa ballare a ritmo di musica il
proprio stallone, fanno spettacolo 5 o 6 tigri
un po’ capricciose e infine i maestosi elefanti
che hanno costruito la classica piramide.
Più di una volta il nostro cuore si è ferma-
to durante le esibizioni degli animali e soprattutto si resta meravigliati nel vedere il feeling
che si instaura tra uomo e animale.
Durante l’intervallo, oltre a poter fare delle
foto con un pappagallo o un coniglio accompagnati da simpatici clown, ci danno la possibilità di visitare l’esterno del circo, dove sono
ospitati gli animali nello loro gabbie e di assistere ad uno spettacolo di getti d’acqua che si
alternano a tempo di musica.
Poi è la volta di mangiafuoco che dopo aver
bevuto 4 litri di kerosene sputa fuoco, gli equilibristi sulla fune, i trapezisti che con una serie
di piroette e doppi salti mortali volteggiano
nell’aria.
Ad un tratto il cielo grigio è diventato blu
con tante stelle luminose ed è apparso ai nostri
occhi un grande castello gonfiabile sorretto da
alcuni elefanti. Entrano poi delle stupende
ballerine con ali luminose e infine un calesse
con sopra Moira Orfei. Tutti danzano accompagnati dall’orchestra Orfei per il gran finale.
Al centro del Circo ritornano tutti i protagonisti di uno spettacolo così meraviglioso e magico che fa sognare non solo i più piccini ma
anche mamme e papà.
Il circo è un favola, per noi è divenuta realtà
e la serberemo per sempre nei nostri ricordi
più belli.
MAURA SPADIGLIERO
La Banda Musicale G. Verdi Montecchia di Cr.
e S. Giovanni Il. ospite a Lussemburgo
Il gruppo posa soddisfatto dopo la splendida esibizione sulla Place d’Arme a Lussemburgo.
La Banda G. Verdi è stata ospite a
Luxemburgo della “2ª Marathon Musical International pour fanfares orchestres” a Lussemburgo dall’8 all’11 settembre.
È stata una bella esperienza. Il gruppo musicale si è ben distinto musicalmente confrontandosi con le dieci bande presenti, quattro italiane
e il resto europee, sia nel concerto in Piazza
d’Armi, sia nella sfilata in un paese in periferia
in occasione della festa del vino.
Sabato sera si è conclusa la maratona con una
cena di “palato” francese, offerta dal comune di
Luxemburgo, con ben 500 commensali all’interno di una grande sala del palazzo delle feste.
Durante la cena si è svolta una degustazione
di vini francesi tra i quali, ottimo, il pinot grigio.
Nel tempo libero abbiamo visitato la città e
incontrato con grande piacere degli amici emigrati che attraverso il giornale salutiamo e ringraziamo ancora:
le signorine Posenato Sabbadoro e Tomba di
Vestenavecchia. Questa esperienza è stata positiva sia nel senso musicale che turistico. Un grazie va agli organizzatori e agli amici accompagnatori della Banda, perché ci hanno sostenuto
con la loro presenza in quella parte del mondo,
tanto, per certi aspetti, diverso dal nostro.
A.G.
Vestenanova: festa del sacerdozio
Sfidando la calura estiva, domenica 31 luglio
scorso la popolazione di Vestenanova si è stretta
attorno a quattro sacerdoti nativi del paese, che
celebravano rispettivamente i 60 anni di sacerdozio (don Aldo Zerbato, diocesano), i 55 anni
(don Antonio Grolli, diocesano), i 40 anni (don
Lorenzo Colombara, francescano) e i 25 anni
(don Angelo Rugolotto, salesiano). Ma con i
quattro hanno concelebrato anche altri del paese:
don Giuseppe Rugolotto, salesiano, don Angelo
Zordan, diocesano e p. Lorenzo Gaiga, comboniano senza contare il parroco, don Flavio Miotti
e don Cesare Ciaman, salesiano, che ha tenuto
l’omelia.
E stata una festa intima, sentita, animata dalla
Corale che ha eseguito pezzi di pregio, durante
la quale i festeggiati e la popo1azione hanno ringraziato il Signore per il dono del Sacerdozio e
per quello della famiglia che, se è fondata sulla
legge del Signore, diventa sorgente di vocazioni
sacerdotali e religiose
Attorno all’altare c’era anche un pezzo di
mondo. Tra i festeggiati, infatti, c’erano due missionari e altri due facevano corona. P.
Colombara, è stato missionario in Africa e in
Brasile; don Angelo ha portato il messaggio di
Cristo in Libano e in Israele. Ora si prepara ad
affrontare il difficile mondo del Sudan dove vige
il fondamentalismo islamico. Diventerà un
esperto in dialogo.
Ma anche i sacerdoti diocesani che hanno animato le comunità con gioioso sacrificio per tanti
anni, nel silenzio e affrontando le contraddizioni
del nostro tempo, non sono meno degni di ammirazione. Ognuno di essi ha servito il Signore e i
fratelli in diverse parrocchie fino a consumare
l’esistenza.
Nell’immaginetta-ricordo che è stata distribuita risaltava la frase presa da San Paolo (1 Cor.
9,16) “Guai a me se non evangelizzo”. L’urgenza
di evangelizzare, sia nel mondo missionario e sia
Al centro mons. Andrea Veggio vescovo
ausiliare di Verona gentilmente presente agli
anniversari di sacerdozio.
nel nostro mondo che sta perdendo la fede per
tornare al paganesimo, diventa ogni giorno più
coinvolgente per tutti missionari diocesani e
fedeli.
Alla fine della Messa c’e stata la visita inaspettata di mons. Andrea Veggio, ausiliare del
vescovo di Verona, con due suoi sacerdoti.
Tornando dalla celebrazione dell’Avoto di Sprea,
ha fatto tappa a Vestenanova per salutare i
festeggiati, distribuire i doni che la parrocchia
aveva preparato per loro e per salutare la popolazione.
Vestenanova ha sette giovani in seminano che
si preparano a diventare sacerdoti. Il Vescovo ha
ricordato e ha invitato tutti a pregare perché questa vena benefica di acqua zampillatne non abbia
ad inaridirsi. E non si seccherà fino a quando
ogni giovedi, la popolazione si stringerà attorno
al suo parroco per un’ora di adorazione davanti
al Santissimo esposto, per le vocazioni.
In settembre ci sarà un’analoga celebrazione
riservata alle religiose e ai religiosi che si daranno appuntamento nella loro magnifica chiesa per
lodare il Signore e ringraziarlo.
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L’ALPONE 10
NZE
A
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TESTI
Luigia Marcazzan,
la serenità dello spirito
Superando l’antico arco che ti introduce
nella contrà delle Boarie, non puoi non sentirti coinvolto dal fascino atavico di questa località, con il cortile lastricato a pianta rettangolare ampio quasi come un campo di calcio,
con la fontana e il lavatorio in centro, con i
maestosi archi per il deposito del materiale e
degli attrezzi, con tutte le abitazioni, ordinate
e distinte che si affacciano su di essa.
In una di queste case vive, arzilla e serena:
Luigia Marcazzan. Esile e slanciata, un volto
sorridente incorniciato da argentei capelli,
rappresenta la figura ideale della nonna buona
delle fiabe, che tutti i bambini vorrebbero
avere, anche se di solito tutte le nonne sono
brave. Ci accoglie sorridendl ed accetta volentieri di far quattro chiacchiere.
Nasce proprio alle Boarie il 30.7.1918, da
Aristide e Maria Mrcazzan, matrice Boarie
d.o.c. Dopo quattro fratelli, Albino, Leone,
Antonio e Giovanni, arriva Luigia e precede di
poco Pellegrina, nata nel 1921. Strano ma
vero, frequenta l’asilo dalle suore a Villa e
tutti la chiamano la “Gigetta” perché la più
piccola. Qui passa tre anni e trasmigra poi alle
elementari, prima “dai Dignani” e poi in corte
Vandin, in “casa de Angi Vandin”, per terminare infine la classe quinta nel nuovo edificio
“Stefani”, quattro anni con la maestra Adele
Peruzzi e con Angelo Dignani, persona molto
seria ed umana. Torna all’asile dalle suore per
imparare il ricamo e a lavorare a maglia, per
prepararsi per quello che sarà il suo principale scopo nella vita: la madre di famiglia.
Naturalmente bisogna lavorare i campi, tanti
campi, i quali, se da un lato costituiscono una
fonte di ricchezza economica, dall’altro
richiedono tanto impegno e fatica. Papà e fratelli decidono di dotarsi di trattore molto presto, forse i primi in paese. Questa lungimiranza in campo agricolo risulta fondamentale
quando i fratelli vengono chiamati in guerra e
solo grazie a questo nuovo mezzo i campi
continuano a produrre.
L’incontro con il futuro marito avviene
così, per caso o, meglio, quasi per inerzia.
Silvio Marcazzan infatti, alpino fresco reduce
dalla guerra con ben 7 anni di grigioverde e
con sulle spalle le campagne di Francia,
Grecia, Russia per finire poi prigioniero in
Germania abita di fronte a lei, a 100 metri di
distanza; con la casa che si affaccia sul cortile. Il fatidico sì viene pronunciato il 9 febbraio
1948, alle ore 10,00 del mattino, con l’arrivo
in chiesa dell’allegro corteo per poi tornare
subito alle Boarie, ma questa volta in cima alla
contrà, proprio dove abita adesso. È un matrimonio felice: arrivano Rita, Lidovina, Teresa,
Lino, Imelda, e Bertilla ed infine Giorgio.
Nella nuova famiglia non va male, anche se la
casa paterna disponeva di maggiori mezzi.
Tuttavia si va avanti. I figli crescono, Rita va
subito a servizio, tutti gli altri nelle fabbriche
del paese; il tenore di vita migliora. Tutti si
sposano, si formano una propria famiglia, la
maggior parte in San Giovanni, altri nella provincia di Verona, solo Rita si è accasata in
quel di Modena..
Dal 1952 al 1956 emigra a Pressana,a lavorare nei campi, per poi rientrare definitivamente a San Giovanni. “Semo partii con el
canfin (lampada a petrolio) e a Pressana ghe
gera la corente elettrica.
Quando semo tornai alle Boarie ghemo tirà
fora ancora el canfin” sbotta ridendo Luigia
alludendo al fatto che a San Giovanni l’Enel
ha amplificato l’intero servizio di erogazione
elettrica solo nel 1964. Nel 1990 Silvio, alpino del 1915, muore e Lidovina si ferma a tener
compagnia alla mamma, anche se nel 2003 si
arrende pure lei al matrimonio rimanendo, tuttavia ad abitare con la mamma garantendone
l’eventuale assistenza.
La nostra Luigia, occhi azzurri, intelligenti
e riflessivi, incarna quella saggezza contadina
che accomuna un po’ la storia del paese nel
XX secolo: lavoro, onestà, sacrificio, fiducia
in Dio.
Qualche domanda volante, alla quale non si
sottrae:
– È stato difficile il mestiere di mamma?
Come sono le ragazze di oggi?
– Ho faticato a tirar su una famiglia numerosa, tuttavia non c’è paragone alcuno con il
tempo attuale. Non vorrei proprio avere figli
piccoli oggi. Pretendono troppo, i pericoli
sono tanti. Ho sempre accolto ogni nuova vita
con gioia ed esultanza, pur nelle difficoltà
economiche, forse non ci era neppur concesso
di lamentarci o contestare, ma eravamo serene, ci godevamo i nostri figli, la nostra famiglia. Veder crescere la mia famiglia è stata la
cosa più bella della mia vita.
– Il momento più pericoloso?
Inspira profondamente, chiude gli occhi, e
poi esclama:
– Certamente lo scontro tra partigiani e
Tedeschi al ponte Facchin di Montecchia: io
sono stata testimone oculare, a non più di 10
metri di distanza, episodio che ha portato
morte da entrambe le parti e il successivo
incendio per rappresaglia del paese di
Montecchia.
– Sogni nel cassetto?
– Proprio nessuno.
Nel cassetto invece c’è tanta lana da trasformare in calze da mandare al Centro aiuto
vita, è il suo modo di rendersi ancora utile agli
altri.
Luigia non ha mai avuto pretese nella sua
lunga esistenza, mai desiderato qualche cosa
di eccentrico o di importante, ha sempre chiesto la pace e l’armonia per la famiglia e per il
mondo ed ora il Signore l’aiuta a vivere
appunto in quella serenità per la quale ha sempre pregato.
Gianni Sartori
LAVORAZIONE FERRO E ALLUMINIO
INFLUENZA AVIARIA
Da parecchio tempo sentiamo parlare di
influenza aviaria e di una ormai sempre più prossima emergenza sanitaria che dovrebbe sconvolgere l’umanità. Vorrei contribuire con queste
righe a fare un po’ di chiarezza sull’argomento,
dopo che i media, involontariamente o meno,
hanno contribuito a creare una opinione ampiamente distorta del problema. Numerosi sono gli
esperti che quotidianamente contribuiscono, per
esigenze giornalistiche, a generare disinformazione o, nel peggiore dei casi, allarmismo circa
la salubrità dei prodotti di origine avicola attraverso le più diverse vie quali il classico servizio
di apertura del telegiornale, condito con le
immagini degli ormai soliti due polli malconci,
le parole proferite dalle menti elette che popolano i buoni salotti televisivi, gli articoli pubblicati sui quotidiani locali e nazionali e perfino le
dichiarazioni rilasciate da sindaci e dirigenti di
società sportive. Non bisogna certo generalizzare, ma la maggior parte delle notizie che ci sono
pervenute non hanno più valenza e fondamento
scientifico di quelle proferite dal classico
improvvisato “espertone” da bar. Poco importa
se titolate società scientifiche si impegnano in
modo importante da molto tempo per fornire
comunicati stampa a tutti i principali media italiani: la notizia deve risultare catastrofica e
magari anche giovare a qualche grossa azienda
direttamente coinvolta in queste fasi di allerta
mondiale.
La situazione mondiale allo stato delle cose
(potrebbero incorrere variazioni nel periodo di
tempo che corre dalla stesura alla pubblicazione)
si presenta con una situazione epidemica di relativa gravità in Asia, causata da virus influenzale
aviario H5N1 ad alta patogenicità, ed invece una
situazione europea ed americana dove per il
momento esiste esclusivamente un rischio di
possibile diffusione. Tutto questo, ovviamente,
senza che si sia ancora verificata la tanto temuta
evenienza della “mutazione” del virus tale da
fargli acquisire potenzialità di trasmissione
diretta da uomo ad uomo, che sarebbe l’unico
vero evento in grado di dare luogo alla tanto
temuta e troppo menzionata “pandemia influenzale”. Non basta infatti che un virus influenzale
aviario H5 o H7 infetti l’uomo per dare inizio ad
MEDICINA
I calcoli biliari
I calcoli sono corpuscoli solidi con dimensioni che vanno da meno di un millimetro a
qualche centimetro che si formano nella cistifellea ossia in una piccola vescica localizzata alla
base del fegato che ha la funzione di raccogliere la bile per versarla nell’intestino durante
la digestione. Spesso durante questa funzione
calcoli di piccolissime dimensioni possono passare dalla cistifellea al lume intestinale senza
particolari problemi. Quando pero’ le dimensioni dei calcoli sono tali da ostruire il canalino
di drenaggio della bile si scatenano le coliche.
Queste si manifestano con dolore acuto al fianco destro accompagnato spesso da nausea e
vomito. Può talvolta comparire anche una lieve
colorazione gialla delle mucose e colorito
scuro nell’urina (ittero). La diagnosi di calcolosi
biliare, sospettata dal medico al momento della
visita, deve essere confermata da una ecografia dell’addome, esame semplice nella sua esecuzione ma di grande aiuto per una corretta
diagnosi. Un grande aiuto puo’ venire anche
da alcuni semplici esami di laboratorio che
rivelano eventuale difficoltoso funzionamento
del fegato o presenza di infezioni.
Abitualmente la colica si risolve, con l’aiuto
anche di alcuni faramci antidolorifici in tempi
variabili: da alcuni minuti a poche ore.
In qualche caso può andare incontro a com-
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S. Giovanni Ilarione (Verona)
una grave epidemia influenzale tra le persone.
La possibilità che si possa verificare una mutazione in grado di dare luogo ad una pandemia è
molto rara e necessiterebbe di un periodo di
molti anni e della stretta concomitanza di fattori
esterni (la convivenza tra animali ed uomo, la
presenza di altri animali, ecc.), situazioni che gli
organismi mondiali preposti stanno tenendo
sotto controllo. Bisogna inoltre chiarire che le
persone andate incontro a morte negli stati asiatici, a seguito di infezione con il tanto nominato
virus H5N1, sono un numero molto basso e
spesso a seguito di comportamenti o circostanze
molto particolari e comunque a seguito di contatti ripetuti con animali vivi infetti. E’ importante ricordare che la situazione sociale, le tecniche di allevamento e l’efficienza dei servizi
veterinari nelle zone asiatiche rappresentano elementi fondamentali nel favorire una rapida e
facile diffusione del virus e della possibilità che
soggetti umani, spesso malnutriti e immunitariamente compromessi vengano a contatto con elevate dosi infettanti del virus.
La certificazione della qualità della produzione avicola italiana garantisce che la carne e le
uova prodotte sono assolutamente sane ed il
WHO (Worl Health Organization) ha inoltre
comunicato che non è finora mai stata dimostrata la possibilità di trasmissione dell’influenza
aviare tramite l’ingestione di carne avicola ed
uova. Se questo ancora non bastasse, ricordiamo
che il virus influenzale è distrutto già a temperature di 70° e quindi per assurdo si potrebbero
mangiare senza alcuna conseguenza anche polli
morti di influenza aviaria una volta cotti; ribadisco comunque che la carne e le uova commercializzate sono assolutamente prive di contaminazione, che nei paesi europei sviluppati non è
presente.
Alla luce di quanto qui brevemente esposto,
vorrei infine esortare tutti i consumatori a continuare a mangiare pollo ed uova, perché la mala
informazione non deve arrecare danni ingiustificati ad un settore, quale quello avicolo, che da
tempo lavora con standard di qualità molto elevati in Italia e che rappresenta uno dei pilastri
dell’economia veronese e veneta.
DARIO PANDOLFO
il ballo è: allegria e divertimento
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plicazioni: febbre con infezione della cistifellea
o delle vie biliari, infiammazione del pancreas
e, per fortuna molto di rado, a peritonite. Sono
situazioni che, non trattate, possono andare
incontro ad esito infausto.
Molte persone adulte sono portatrici di calcoli asintomatici. Secondo le statistiche addirittura un terzo della popolazione al di sopra di
65 anni. Spesso la diagnosi è occasionale in
seguito ad esami eseguiti per altre patologie. In
questi casi l’atteggiamento del medico consiste
in una prudente osservazione e nel consigliare
un regime di vita che prevenga situazioni patologiche. Quando invece i calcoli danno segni
della loro presenza non resta che inviare il
paziente dal chirurgo per l’intervento di colecistectomia. Quasi sempre è possibile eseguire
l’intervento con il laparoscopio, che, se eseguito in assenza di coliche, è scarsamente traumatizzante e richiede brevissimi periodi di
degenza.
In alcuni casi è possibile tentare una terapia
che dovrebbe sciogliere i calcoli a base di
acido chenodesossicolico. Va tuttavia proseguita per oltre un anno e controllata con periodici
esami ecografici da eseguire ogni sei mesi
VINCENZO MAGNABOSCO
Domenica 22 gennaio 2006
alle ore 17.00
presso la palestra comunale
delle scuole medie
“M. Marcazzan”
a San Giovanni Ilarione:
spettacolo di
Danza con Energy Studio
di Federico Gallo.
L’ALPONE 11
Dalla Biblioteca “Ottavia Bonafin”...
il punto della situazione!
Da un po’ di tempo la Biblioteca non fa
parlare di sé, ma ciò non equivale né ad un
calo d’importanza della nostra istituzione culturale, custode di oltre 4800 opere, né al
disimpegno di chi di Biblioteca si occupa. Con
l’aiuto di Marco ed Angelina, il Comitato di
Gestione, sempre sorretto e spronato da
un’Amministrazione che in più di un’occasione si è dimostrata sensibile alle problematiche
legate al suo funzionamento, continua ad operare sommessamente con idee ed iniziative
che mirano ad obiettivi molto ambiziosi, ma
non impossibili.
Il 1 aprile 2004 è partito il Nuovo Sistema
Bibliotecario della Provincia di Verona: un
progetto che ha messo in rete le Biblioteche di
32 Amministrazioni. Ciò permette ai cittadini
di questi Comuni di usufruire di servizi bibliotecari moderni ed efficienti e di avere a disposizione, in tempo reale anche con la semplice
consultazione in rete, di oltre 300.000 volumi
che costituiscono il patrimonio bibliografico
provinciale. Un obiettivo superbo che il
Comitato si propone di raggiungere entro due
anni è di aderire a tale sistema, che garantirebbe una crescita e uno sviluppo notevole per
la Biblioteca permettendo anche di risolvere
alcune problematiche legate alla catalogazione e all’incremento del materiale bibliografico. La nostra Amministrazione, comprendendo l’importanza di tale progetto, è propensa a
gettare le basi per la sua realizzazione collaborando, se possibile, anche con altri Comuni
della vallata. In vista di tale iniziativa, che
necessita di molte risorse, si è ritenuto oppor-
tuno non incrementare, per quest’anno, il
materiale bibliografico con nuovi acquisti:
chiediamo, dunque, ai fedelissimi lettori di
pazientare fino al prossimo!
Ricordiamo, inoltre, che da circa sei mesi è
stato approvato ed è entrato in vigore, per la
nostra Biblioteca, il Nuovo Regolamento
interno che consente una maggior chiarezza
sulla sua funzionalità e che esplicita diritti e
doveri per l’utenza. Inoltre, con l’immissione
del Regolamento, si sono introdotte anche le
Tessere personali che regolarizzano le iscrizioni di chi usufruisce del servizio e che riportano, a mo’ di promemoria, un estratto del
Regolamento. Ci teniamo ancora una volta a
ripetere, a rischio di sembrare noiosi, che
quello della Biblioteca è un servizio comunale gratuito a disposizione dei cittadini. Le
iscrizioni non si pagano e per prendere a prestito i libri basta impegnarsi a rispettare alcune semplici regole come non rovinare le opere
che, ricordiamo, sono patrimonio pubblico e
prendere a prestito non più di tre libri per volta
per un massimo di un mese.
Concludiamo ringraziando Daniela Sartori
che con il prezioso lavoro svolto durante i
mesi estivi ha riorganizzato con cura tutto il
materiale presente in Biblioteca, sperando che
sempre più numerosi siano i giovani volonterosi e appassionati pronti ad offrirsi per simili
compiti!
Un sentito grazie anche al nostro parroco
don Elio e alla famiglia Allegri Rino per le
cospicue donazioni librarie!
COMITATO BIBLIOTECA
La scomparsa di don Luciano Ruaro
In Cameroun, sua terra di missione, il 16 settembre
scorso è morto all’età di 72 Don Luciano Ruaro,
cappellano a Castello negli anni ’60. Lo ricordiamo attraverso l’affettuoso saluto che gli rivolge
Mario Gecchele, suo allievo nel periodo in cui il
sacerdote svolse il servizio pastorale nella parrocchia di San Giovanni Battista.
Caro don Luciano,
silenziosamente anche tu te ne sei andato allungando la lista di amici e conoscenti con cui ci siamo
accompagnati nel corso del vivere quotidiano. E’
normale che più si va in là con gli anni, più abbiamo dietro di noi delle persone care che ci precedono nel grande salto verso “la miglior vita”, come si
scriveva una volta nei libri parrocchiali dei morti.
Ma è umanamente sconvolgente quando la lista si
fa lunga e si constata con mano la finitezza della
vita e la relatività di tanti nostri problemi materiali.
Ci conosciamo da tanti anni, da quando giovane
sacerdote, nel 1960, sei venuto nella parrocchia di
San Giovanni Ilarione – Castello ad attivare il
cosiddetto “seminarietto”. Ti aveva preceduto di un
paio d’anni don Gaetano Bianchin, sacerdote
novello, che aveva rianimato il gruppo piuttosto
numeroso di ragazzi “aspiranti” dell’azione cattolica, con la sua simpatia e la sua comprensione, oltre
che con la sua capacità di animatore.
Fra i ragazzi alcuni dimostravano voglia di procedere negli studi, pieni di speranze e aperti a qualsiasi strada futura, ma le difficoltà di frequenza
erano notevoli, poiché il paese, dopo la quinta elementare, non offriva altre possibilità di scuola.
Vennero tenuti dei corsi preparatori, i cosiddetti
esami di ammissione alla scuola media, con tanto
di prove a San Bonifacio, e in settembre arrivasti tu,
mandato dal vescovo Zinato, a fare scuola a quel
gruppetto di ragazzi del paese e dintorni che dimostravano voglia di procedere negli studi. Non ho
dimenticato, e qualche amico me lo ha ricordato, le
lacrime di noi piccoli quando don Gaetano ci
informò che, dopo soli due anni, era stato destinato
altrove.
Nel 1960-61 e nel 1961-62, a Castello in un’aula
del patronato funzionò una prima classe di scuola
media, in forma privata, con esami finali nel seminario di Vicenza: la prima media dell’intera vallata,
non essendo ancora divenuta obbligatoria per
legge. Alcuni di quei ragazzi hanno poi effettivamente continuato gli studi in seminario a Vicenza,
uno dei quali, don Gianni Damini, è attualmente
parroco in una parrocchia della Sardegna centrale;
altri (ricordo alcuni: Damiano Marcazzan, Angelo
De Cristan, Augusto Rossetto, Benvenuto Panarotto, Gino Cavazza, Luigi Fattori) intrapresero altri
percorsi, non dimenticando mai quella esperienza
di scuola attiva in un ambiente particolare.
Risuonano ancora nelle mie orecchie le cantilene
di rosa-rosae nello studio del latino, o le prime poesie come Rio Bo e quella molto lunga de La
Battaglia di Maclodio, quest’ultima del Manzoni.
Un anno indimenticabile, con la Dele, la perpetua,
che preparava il pranzo per coloro che abitavano
lontano dal luogo; un anno di convivenza quotidiana, di discussioni, di confronti che ci hanno matu-
L’Angolo del goloso
Tachinella alla melagrana
Ingredienti: 1 tachinella giovane di circa 2 kg, 100 g di pancetta affettata,
4 melagrane, 2 rametti di rosmarino, 10 fogli di salvia, 50 ml di grappa,
olio di oliva, burro, sale e pepe.
Procedimento
Bruciare sul fornello i residui di piume della tacchina. Infilare nell’interno le
foglie di salvia e rosmarino finemente trittate, il sale e il pepe. Fasciare completamente la tacchina con la pancetta per rendere la cottura più morbida.
Metterla in un tegame con l’olio d’oliva e la salvia. Rosolarla per 10 minuti
e cuocerla in forno per mezz’ora a 150 gradi. Versare il sugo di due melograne e la grappa. Continuare la cottura per due ore cospargendo periodicamente la tacchina con il sugo.
Separatamente lavare le frattaglie, tritarle finemente, porle in un piccolo
tegame e cuocere con olio e burro a fuoco lento per almeno un’ora aggiungendo il sugo di un’altra melagrana. Quando la tacchina sarà pronta,
tagliarla a pezzi e disporla in una pirofila. Irroratela con la salsa preparata
a parte e cospargete il tutto con i granelli della quarta melagrana. Mettere
il tegame in forno e lasciare per almeno 15 minuti. Servire ben caldo con
polenta abbrustolita. Potete sostituire la tacchinella con una faraona o piccioni riducendo il tempo di cottura.
Buon appetito e buone feste.
LUCIANA DAMINI
CONTRIBUTI PER L’ALPONE
Arvotti Gino, Via A. De Gasperi, S.G.Il.
Casarotto Maria, Montorso Vicentino, VI
Ciman Laura, Via Cimani, S.G.Il.
Cisamolo Marcei, Belgio
Coffele Angela, Via Finetto 15, Tregnago, VR
Coffele Eugenia e figli, Castello di S.G.Il.
Coffele Mario, Via Rose 1, Calmiero, VR
Coscritti Classe 1955
Creasi Gabriella, Chiampo, VI
Creasi Yvonne, Soave, VR
Fam. Dammi fu Aristide, S.G.Il.
Gecchele Luigi, Via Torino, S.G.Il.
Lovato Bruno, Via Mistrorighi, Chiampo, VI
Lovato Giovanna, Fittà di Soave, VR
Marana Agnese, Belgio
Marcazzan Albano, Via Cerina, S.G.Il.
Marcazzan Stefano, Via Vandini 7, S.G.Il.
Marcazzan Teresa, Montecchia di Crosara, VR
Mario Cengia, Via Alcide de Gasperi 111, S.G.Il.
Pandolfo Cesarina, Chiampo, VI
Panzarotto Fabrizio, Roncà, VR
Perazzolo Agnese, Chiampo, VI
Perazzolo Cesare, Vaneria, TO
Posenato Pietro, Belgio
Rossetto Mario, S.G.Il.
Sabbadoro Ernesto, S.G.Il.
Salgaro don Mario, Fano, PS
Santinato Stefano, Soave, VR
Sartori Boyaux, Rue de la Chapelle 21110, Magny sur
Tille, Francia
Soprana Igino, San Bonifacio, Vr
Votravers Rosetta Rampo, Berna, Svizzera
Zanchi Zimoch Maddalena, UI. Teklinowska 20, 98401,
Wieruszow, Polonia
Zandonà Assunta, Via Monfalcone 16, S.G.Il.
Mamma Rosa, una santa nostrana
Don Luciano Ruaro nel 1962 in mezzo ad
alcuni giovani di Castello.
rato e preparato al grande salto verso la città, che a
quel tempo appariva ed era veramente un altro
mondo.
Ho contattato in questi giorni alcuni amici di
quell’esperienza e tutti mi hanno confermato il loro
positivo e grato ricordo nei tuoi confronti.
Qualcuno ha sottolineato la tua capacità di allinearti sulla lunghezza d’onda dei giovani, la tua voglia
di comprensione, il tuo modo di fare scuola non in
modo tradizionale; ricordano le lezioni in mezzo ai
boschi, nei prati senza tante formalità; qualcuno ha
assaporato il mondo della scuola e se ne è innamorato grazie a quell’anno particolare. A scuola, ricorda uno, davi una chance ad ognuno ed il tuo intento era quello di farci crescere umanamente, piuttosto che imbottirci di nozioni. Il ricordo tuo, come
vedi, è ancora vivo.
Ogni ragazzo poi ha percorso, e sta percorrendo,
il suo tratto di vita. Dopo due anni, non attivandosi
più la scuola, tu sei stato trasferito ad altra parrocchia e poi hai scelto la via dell’Africa. Ci siamo
rivisti, l’ultima volta, cinque-sei anni fa; tutte e due
con un aspetto, diciamo, più maturo e ricordo ancora il tuo modo immutato di porti di fronte alle persone, con il tuo sguardo indagatore e profondo, con
il tuo modo di porre domande per capire la situazione dell’altro, non amando parlare di te e della
tua vita.
Te ne sei andato silenziosamente in terra d’Africa,
che amavi e dove hai desiderato ritornare. Quando
ho saputo della tua morte, mi sono venuti in mente
l’anno del seminarietto, i tuoi occhi che fissavano
negli occhi, il tuo passeggiare sulle “ariele” mentre
recitavi il breviario o il rosario, la tua presenza in
chiesa inginocchiato nel primo banco a recitare le
preghiere o a meditare, il tuo andare a visitare le
persone nelle loro case.
Grazie di tutto, don Luciano e ... arrivederci
MARIO GECCHELE
Giornata estremamente importante per
l’intera chiesa vicentina il 6 novembre u.s.,
quando nella cattedrale è stata proclamata
beata Eurosia Fabris Barban, da tutti meglio
conosciuta come “Mamma Rosa”, nata a
Quinto vicentino nel 1886.
Evento di portata eccezionale, che ha
coinvolto l’intera diocesi. Anche la nostra
comunità non ha voluto mancare all’appuntamento e con un pullman una cinquantina
di persone si è “accampata” davanti alla cattedrale sotto una pioggia battente, che ha
messo a dura prova la pazienza dei pellegrini e cha ha costretto gli organizzatori ad
aprire le porte del tempio con più di un’ora
di anticipo. Più che dalla cerimonia esteriore, veramente maestosa ed imponente, il
cuore della gente è stato colpito e pervaso
dall’intensità religiosa della nuova beata,
una mamma comune, ricca di figli e di problemi da risolvere, come la povertà, la mancanza di mezzi per tirare avanti, ma che ha
saputo trasmettere ai figli e a quanti le stavano intorno autentici valori, fondamento
del proprio cammino cristiano: amare Dio
creatore, voler bene al prossimo, accettare
tutti con la semplicità e serenità con le quali
si accoglie un figlio.
Dio creatore ha visitato la sua famiglia,
mietendo a piene mani, con la vocazione
sacerdotale e religiosa fra alcuni dei suoi
componenti.
Il dono di un figlio al Signore, mediante
il sacerdozio, era ritenuta la più grande grazia che Dio potesse fare ad una famiglia ed
in questo forse la novella protettrice delle
famiglie ci può essere di esempio e di stimolo incoraggiando eventualmente il figlio
che manifesta il desiderio di intraprendere il
cammino religioso.
Esempio di santità possibile ed accessibile a tutti, mamma Rosa è la Santa delle piccole cose, la santa del focolare, del fornello,
del lavoro nei campi, della macchina da
cucire, della famiglia, con qualche figlio
magari da richiamare, forse da rimproverare, ma al quale non si chiude mai la porta, al
quale si offre il proprio impegno per proporre la soluzione; è la chiara affermazione
che oltre che cristiani, in famiglia si può
diventare anche santi.
Seguace di San Francesco nel 3º ordine,
ha dimostrato di saper raccogliere e far suo
il messaggio del poverello d’Assisi: vivere
in povertà, serenità, letizia fidando sempre
di Colui che a tutti ha dato “Fratello sole e
sorella luna”.
La sua beatificazione è un po’ anche un
omaggio a tutte le mamme che in silenzio e
nell’anonimato tirano avanti, mai reclamando diritti o privilegi, fino quasi ad annullare
se stesse, ma che vedono la propria famiglia
crescere viva e salda nei principi sociali e
cristiani.
Questi i sentimenti e gli insegnamenti
che i presenti in chiesa, gremita all’inverosimile, hanno portato alla propria casa, convinti di avere una protettrice in più. Questi i
sentimenti di ogni famiglia cristiana.
GIANNI SARTORI
L’ALPONE 12
IONI
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S
DALLE A
Gruppo ciclistico A.S. Basalti
SPORT
U.S. Calcio S. Giovanni Ilarione
Il Presidente con tutto il Direttivo, i Collaboratori assieme alle 10 squadre di ragazzi che compongono la nostra
Società Sportiva ringraziano
tutti gli sponsor e coloro che
collaborano con impegno e
abnegazione per fare la nostra
Società Calcio sempre più
grande.
Alle famiglie ed ai lettori de
“L’Alpone” l’invito a partecipare alle nostre manifestazioni.
A tutti gli Auguri di Buon Natale e di un Felice e Sereno 2006.
Nella foto la squadra Juniores 1ª in classifica
Il 2005 sta ormai giungendo al termine e
anche per il gruppo ciclistico A.S. Basalti è il
momento di tracciare un bilancio di quanto
fatto e di programmare le principali attività
per il prossimo anno. Due sono state le manifestazioni da noi organizzate quest’anno: l’ormai classica Granfondo del Durello, prova
valida per il campionato italiano di mountain
bike “Maratona Udace Off Road” e la
Cronoscalata dei Basalti, competizione a cronometro di ciclismo su strada. Anche il prossimo anno il nostro paese ospiterà le due gare:
la 4° Granfondo del Durello si terrà il 30 aprile 2006 (e non più in luglio) e la 3°
Cronoscalata dei Basalti il 28 maggio 2006.
Il gruppo continuerà ad organizzare anche per
il 2006 gli apprezzatissimi corsi di Spinning
presso la palestra di via Dell’Industria.
Invitiamo gli interessati a contattarci per ottenere informazioni riguardanti l’iscrizione al
corso o alle gare.
Molto incoraggiante è stata, per l’ennesimo
anno, la partecipazione dei nostri iscritti con
ottimi risultati agonistici nelle diverse gare,
con escursioni in compagnia su salite storiche
quale quella dello Stelvio e con un grandissimo impegno nell’organizzazione delle diverse
manifestazioni, non ultima quella del chiosco
allestito in piazza Aldo Moro nel corso della
sagra delle Castagne.
Il gruppo coglie l’occasione per ringraziare
tutti coloro che hanno con noi condiviso l’emozione di questi importanti successi, ed
augura a tutti un felice Natale.
D.P.
Gugole nuovamente campione
olimpico della bontà
Dario Gugole mostra le medaglie appena
vinte alle olimpiadi dei formaggi.
La quarta olimpiade dei formaggi di montagna
quest’anno si è tenuta a Verona lo scorso 23 ottobre,
ed ha ottenuto un successo molto importante di pubblico, con 287.000 visitatori.
A questa olimpiade del gusto in cui erano in palio
42 medaglie, i produttori italiani ne hanno portato a
casa ben 20, seguiti dalla Svizzera con 12, Austria
con 4, Francia con 3 e Grecia, Germania, Spagna con
una medaglia. I veronesi hanno fatto la parte del
leone e fra di essi spicca Dario Gugole che con il
nipote Tranquillo è l’incontrastato dominatore dell’olimpiade con bel tre medglie d’oro e tre d’argento, un
risultato sorprendente, al di sopra di ogni rosea pre-
visione.
Un premio inaspettato quello per il formaggio con
il pepe, che ha riscosso invece un grande successo ed
il favore della giuria.
I Gugole non sono nuovi a risultati così importanti; basta ricordare la medaglia d’oro conquistata in
Francia nel 2003 con il formaggio “Monte veronese
DOP” e le prestigiose qualificazioni nei vari concorsi di Asiago, Erbezzo, Thiene, Aosta…
Il segreto di questi prestigiosi risultati, come dice
Dario, sta nel latte che viene prodotto nella zona di
San Bortolo e sapientemente lavorato a San Giovanni
Ilarione in un impianto moderno e tecnologicamente
avanzato. Il latte, che è un prodotto vivo e giunge in
caseificio ogni giorno con caratteristiche sempre
diverse, deve essere trattato con accorgimenti sempre
diversi; ed è qui che entra in gioco l’arte di Dario, il
nostro Mastro Casaro!
Inoltre, come prevede il disciplinare di questo tipo
di formaggio, il latte non può essere pastorizzato ma
lavorato crudo e questo tipo di lavorazione, se non
eseguita a regola d’arte, potrebbe dare problemi, in
fase di stagionatura e conservazione dei formaggi.
Ma l’avventura non finisce qui, i Gugole stanno
studiando e sperimentando la produzione di nuovi
formaggi, che continueranno a valorizzare la produzione casearia veronese in un momento di crisi del
latte e dei suoi derivati. Al nostro concittadino vanno
i nostri complimenti e… tanti auguri affinchè possa
ottenere in futuro riconoscimenti, se possibile, ancora più prestigiosi!
A.P.
I cinquantenni del 1955.
Coscritti 1960 in festa
Si è svolta il 10-09-05 la tradizionale festa dei coscritti che coinvolge regolarmente con successo ogni 5 anni decine di partecipanti.
Quest’anno la festa si è svolta nell’arco di un’intera giornata con una gita sul lago d’Iseo, in
alcune zone della Franciacorta e terminata poi nel modo più tradizionale e cioè “con le gambe
soto la tola”.
I nostri eroi non hanno disdegnato di fare anche quattro salti in discoteca dove naturalmente
il D J, visto che eravamo i meno giovani del locale, ci ha regalato qualche momento musicale
legato agli anni 70-80.
Il tutto e’ stato da noi molto gradito. La festa e’ terminata poi con il rientro a S.Giovanni a
notte fonda (per noi).
Appuntamento al 2010! per il mezzo secolo.
CLAUDIO MARCAZZAN
Classe 1978: come di consueto, e sta volta più numerosi del solito, a classe ’78 si è riunita presso il ristorante “Adele” di Bolca, per un’amichevole cena. Speriamo di ritrovarci ancora più numerosi alla prossima occasione.
La redazione del giornale e la Pro Loco
augurano a tutti Buone Feste
CICLI & MOTO
Trimestrale di Informazione e Cultura c/c postale n. 15684376
Direttore responsabile: Delio Vicentini
Redazione: Dario Bruni, Sara Coffele, Luciana
Damini, Mario Gecchele, Daniele Niselli, Angelo
Pandolfo, Giovanni Sartori.
Recapito: Valeria Gecchele - Presidente Pro Loco Via A. Rivato, 61 - S. Giovanni Ilarione (VR) Tel. 045 7465752
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don oreste benzi, il prete degli ultimi