l ’alpone
Autorizzazione del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 28 - Nr. 4 - Dicembre 2013 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane
Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 Luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45 % art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50 % - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 29 - N. 3 - SETTEMBRE 2014 - Recapito a cura dell’ Ente Poste Italiane
www.ilarione.it
Saluto
del Presidente
Dopo il periodo estivo, molestato da un
tempo a dir poco bizzarro, che ha messo
in crisi più di una manifestazione, rovinando serate e sagre che erano state preparate da mesi, ci avviamo ad affrontare
l’autunno, che per noi ha nella Sagra
delle Castagne il momento certamente
più importante e caratterizzante. Vorrei
fin d’ora dire un grazie sincero a quanti
fra associazioni, gruppi di volontari e
privati cittadini collaboreranno per la
sua realizzazione, perché se il maltempo
facesse ancora le bizze, come è accaduto
nella prima parte di quest’anno, il nostro
giudizio sul loro operato non cambierebbe di una virgola, perché sostenuto dalle
migliori intenzioni.
Ringrazio anche coloro che continuano
a sostenere L’Alpone con le loro offerte,
che diventano sempre più preziose per
la sopravvivenza del giornale. Stiamo
studiando alcune iniziative per rendere
questo sostegno più efficace e concreto,
ma è nostra intenzione prima di tutto far
sì che L’Alpone sia e rimanga il giornale
di tutti gli ilarionesi, e in questa direzione sta lavorando anche la redazione, che
naturalmente ringrazio a nome vostro.
Un invito, infine, a partecipare alle manifestazioni che vengono svolte in paese,
che siano della Pro Loco o di altre associazioni: è il modo migliore per dire
grazie a chi si dà da fare per il bene del
proprio paese.
Il Presidente della Pro Loco
Franco Cavazzola
79° SAGRA DELLE
CASTAGNE
Giovedì 9 ottobre 2014
ore 21.00 - presso il Teatro Parrocchiale
convegno sul tema
"Prospettive Future sull'Agricoltura"
Venerì 10 ottobre 2014
ore 21.00 - Piazza della Chiesa
serata disco con NIGHTLIFE Radio Show
Dj Alberto Ruffo e Dj Steven Smith
Sabato 11 ottobre 2014
ore 16.00 - Ricevimento delle Autorità
presso la sede municipale
e sfilata con la banda G. Verdi
ore 16.30 -visita agli stands della
Mostra Artigianale in Piazza A. Moro
ore 21.00 - Piazza della Chiesa
Val d'Alpone in Movimento
"Repino Dj/voice Sama/Gino Tambara"
Domenica 12 ottobre 2014
ore 15.00 - Intrattenimento per bambini
Radio Criceto
- Battitura delle castagne nel castagneto
con degustazione di "Polenta e Scopeton"
ore 17.30 - Happy Hour con ricco buffet
Ronketto DJ
ore 21.00 - 3° San Giovanni in mostra
Lunedì 13 ottobre 2014
ore 10.00 - Piazza A. Moro
Dimostrazione pratica della
lavorazione del formaggio
ore 21.00 - Piazza della Chiesa
Tour Stargate sotto le stelle
Dj Morgan
Pro Loco | San Giovanni Ilarione
Anno 29 Nr. 3
Settembre 2014
L'ESTATE MORÌ PRESTO QUELL'ANNO
Settanta anni fa, la guerra in casa
Si susseguono da quest’anno gli anniver- Un manifesto affisso nel comune di San le undici bare furono allineate una accanto
sari legati alla Grande Guerra (100 anni
fa l’inizio), ma anche, più sommessi, quelli
legati al tragico 1944 (70 anni fa) che vide
la recrudescenza della lotta civile fra partigiani da una parte e nazifascisti dall’altra.
Agli inizi del 1943, ricorda don Antoniol
parroco di Santa Caterina, “anche i nostri
bravi soldati cominciano a tentennare. Solo
i fascisti sono convinti della vittoria”. E così
dopo la sconfitta in Russia, con la conseguente ritirata, eroica ma pur sempre ritirata, la guerra toccava direttamente l’Italia
con lo sbarco alleato in Sicilia per arrivare
al 25 luglio 1943 con la caduta di Mussolini, il governo Badoglio, la fuga del re e del
governo al Sud e la costituzione della Repubblica di Salò. L’armistizio dell’8 settembre rivelava la debolezza e la divisione del
Paese, che al Nord e al Centro diventava,
come precisa il maresciallo Kesserling,
“zona di guerra” e di conseguenza erano
emanati “bandi” di presentazione alle armi
per migliaia di giovani.
In questo clima cominciano ad organizzarsi
i primi gruppi di “ribelli“, poi partigiani,
anche sui monti Lessini, uno dei quali, guidato da Marozin, detto Vero, si forma con
sede nella zona di Bolca, in contrada Cracchi. La divisione Pasubio richiama molti
giovani che non accettano di presentarsi e
molti soldati ritornati dai vari fronti. Marozin e compagni perseguono il fine della
liberazione dai nazifascisti, attaccando
municipi dove distruggono gli elenchi dei
possibili richiamati e, con un procedere
abbastanza autonomo e temerario, sono
autori di numerosi attacchi. Il giudizio
sull’operato di Marozin è contraddittorio:
da una parte gli si riconosce coraggio e
spavalderia, dall’altra con la sua temerarietà e col suo non allineamento, almeno per i
primi tempi, con i movimenti nazionali, gli
si addebita gran parte delle ritorsioni che la
Valle e dintorni dovettero soffrire da parte
dei nazifascisti: cioè rastrellamenti, deportazioni, uccisioni, incendi di case e di stalle,
soprattutto nel comune di Vestenanova.
Giovanni Ilarione il 29 giugno 1944, in occasione dello stanziamento di un reparto
germanico nel paese, ammoniva che “saranno passati per le armi, per un raggio
di tre chilometri dal luogo ove è avvenuto
il fatto (anche il semplice ferimento di un
soldato), tutti gli abitanti della zona e le abitazioni saranno tutte incendiate”. Leggi inumane, per questo dette leggi di guerra, che
il comando nazifascista ha cercato di mettere in pratica nella calda estate del 1944.
Gli attacchi e le rappresaglie si sono rincorsi in quei mesi. Nella primavera del 1944
si stanziano soldati nazifascisti in varie località con l’intento di ricercare i “disertori”
e, attraverso numerosi rastrellamenti, non
permettere il formarsi di bande ribelli. “I
rastrellamenti - lasciò scritto don Luigi
Caliaro prete di Durlo – finivano col prendere la forma di caccia all’uomo. Si ricercavano i renitenti alla leva, gli operai restii ad
arruolarsi per il lavoro in Germania, si sparava senza alcun riguardo su ognuno che per
paura accennasse a fuggire. Le popolazioni,
inerme e indifese, erano spaventate, preoccupate per la sorte dei loro uomini e delle
loro cose”.
Se ai primi di giugno il gruppo di Marozin
mise a segno alcuni colpi a Illasi, Chiampo,
Crespadoro, Vestenanova con uccisioni e
fucilazione di parecchi militi, lo scontro al
Zovo del 9 e 13 giugno vide come conseguenza l’incendio della contrada e di quella di Brusaferri. Uno scontro, quello del
Zovo, definito da Marozin, come “una delle
pagine più belle del Partigianato italiano”.
Nel luglio seguì un grande rastrellamento
nelle valli d’Illasi, dell’Alpone e del Chiampo, con l’incendio delle chiese di Crespadoro e di San Pietro Mussolino e l’uccisione
del parroco don Luigi Bevilacqua. Anche
molte contrade di Vestenanova subirono la
stessa sorte. “Io credo – scrive don Benetti
parroco – che Vestenanova nella sua lunga
storia non abbia mai visto passare per le sue
strade convogli siffatti. Il locale della Casa
del Fascio si tramutò in camera ardente e
all’altra”.
Dopo i mesi terribili di giugno e luglio, il
mese di agosto è ricordato per alcuni incontri fra le parti in lotta e per la ricerca di un
accordo di tregua che fu raggiunto verso la
fine del mese. Una tregua che si dimostrò
precaria e breve, tanto che alcuni giorni
dopo, in seguito ad un incontro-scontro fra
tre partigiani e alcuni tedeschi sul ponte
Facchin, il centro di Montecchia fu incendiato. La rappresaglia scattò domenica 3
settembre: “Ci fu un fuggi fuggi generale.
Nel silenzio della notte si udivano spari di
moschetto, di mitragliate, di bombe e di
mortai che diffondevano intorno, un senso
di terrore, una vicina lontana, infinita terribilità di morte!”: 35 case bruciate e alcune
persone uccise.
L’operazione Pauke (Timpano) scattata il
9 settembre, che prevedeva un vasto rastrellamento nei monti del Vicentino e del
Veronese, produsse lo sbandamento e la dispersione della divisione Pasubio.
L’inverno susseguente 1944-45, molto freddo, costrinse i partigiani a vivere nascosti
nei boschi o a lavorare presso la Todt, in attesa che l’ultimo inverno, dopo il proclama
di Alexander, passasse e lasciasse il posto,
finalmente, alla primavera liberatrice.
Se le ferite della guerra dal punto di vista
economico furono in gran parte superate,
grazie agli aiuti internazionali, all’intenso
lavoro, alle entrate degli emigranti tanto
che si arrivò a parlare di “miracolo italiano”,
quelle più interne dell’uomo, cioè gli odi e
le divisioni, accompagnarono il cammino
della gente per lungo tempo.
Lodevole è quindi ricordare questi anniversari che sembrano lontani nel tempo
soprattutto per i più giovani, senza retorica,
ribadendo come i valori di libertà, di giustizia, di tolleranza e di solidarietà siano alla
base della democrazia, conquistata con duri
sacrifici, in modo da esorcizzare la catastrofe di un ritorno a quel passato.
Mario Gecchele
1944 - 2014: Il doloroso sentiero della memoria a Vestenanova
Nel 70° anniversario delle rappresaglie
dei nazifascisti, Vestenanova ha ricordato
i suoi morti e il sacrificio di tante famiglie
distrutte dagli incendi delle loro case, delle
stalle, del bestiame, dei loro risparmi e
ricordi di una vita.
Quel funesto 1944 presentava un bilancio
terribile di morte e distruzione: 15 vittime
civili e 5 contrade bruciate il 10 luglio, 4 vittime e 24 contrade incendiate il 12 e il 14
settembre, 3 vittime il 18 novembre.
22 morti innocenti e un paese distrutto nel
1944, altri 13 morti nel 1945 hanno fatto sì
che a Vestenanova venisse conferita la medaglia di bronzo al valor militare, unico comune della provincia di Verona ad ottenere
questo riconoscimento, oltre la medaglia
d’oro della città di Verona.
Nel comune di Vestenanova e soprattutto
nella zona di Cracchi erano presenti delle
formazioni partigiane guidate dal comandante Giuseppe Marozin e la popolazione
era sospettata di proteggere ed aiutare
gli uomini nascosti nei boschi, che talora
facevano delle incursioni e delle azioni di
disturbo nel territorio.
Ad ogni intervento partigiano faceva seguito una rappresaglia nazifascista contro la
popolazione.
Il parroco del tempo, Don Attilio Benetti,
ha lasciato una straordinaria cronistoria
degli eventi di cui è stato diretto testimone
nel suo libro “Vestenanova nell’uragano”,
[continua a pag. 2]
1
33° RADUNO NAZIONALE DEI FANTI
gente vicentina che si era assiepata sui marciapiedi e applaudiva spontaneamente e vigorosamente, come a sottolineare il contributo
la Fanteria ha portato alla storia
Quest'anno il 33° Raduno Nazionale dei Fanti si è svolto
L’Amministrazione
Comunale diche
Vestenanova
della
nostra
Nazione
e
i
valori
che ancora
persegue.
quasi a casa! L'appuntamento eracon
fissato
a
Vicenza,
per
il Gruppo Alpini, L’Associazione Fante, l’Associazione Arma Aeronautica e l’Associazione
Nazionale
Carabinieri
domenica 1 giugno 2014. La sezione Fanti di S. Giov. Il. ha La giornata è proseguita col pranzo consumato nei colli
risposto "Presente!", con un discreto numero di associati, Berici e si è conclusa a San Giovanni con uno spuntino e la
alcuni accompagnati dalle proprie consorti. Il gruppo ha consueta bicchierata fatta in compagnia, perchè stare inraggiunto la città, addobbata a festa, in pullman. La sfilata sieme in armonia infonde sempre energia e voglia di fare!
per le vie di Vicenza è stata veramente emozionante per la
VESTENANOVA
- Sabato19 luglio 2014
Il Direttivo
numerosa e sentita partecipazione e per il sostegno
della
ricorda
anniversario dal barbaro eccidio del 1944
Sentiero
della Memoria
Seconda Guerra
Mondiale
1940/1945
- Vestenanova
[Continuazione
articolo-"1944-2014:
Il doloroso
sentiero
della memoria
a Vestenanova]
Lettera aperta ai lettori
BOLCA
MONTANARI
Con grande rammarico si prende atto che nessuno ha risposto all’invito di segnalare ini-
ziative che possano essere oggetto di interviste da parte dei componenti il gruppo redazionale del nostro giornale.
Da circa venti anni la rubrica “L’intervista” è sempre stata collocata in seconda pagina e affidata, tranne poche eccezioni, allo scrivente con la seguente tematica di fondo: dimostrare
che a San Giovanni Ilarione risulta ben radicata nei figli la scelta di seguire l’esempio dei
loro padri nell’attività lavorativa.
Con la nuova proposta si vorrebbe, invece, puntare sulla “qualità” allo scopo di individuare
delle “eccellenze” sia sul piano operativo che su quello dell’approfondimento e della ricerca.
Allo scopo di facilitare l’individuazione di “situazioni interessanti” sulla base delle quali
impostare le interviste, viene ripubblicato anche parte del materiale già contenuto nel
precedente numero del nostro giornale.
Le categorie lavorative interessate saranno, in linea di massima, le seguenti:
• Il mondo contadino: uva e vino… ciliegie e frutta…castagne e marroni…
allevamenti… attività florovivaistica…
• Attività produttive, esercenti e commercianti: industria e artigianato…negozi e
botteghe… bar e ristoranti… agriturismo…
• La voce della scuola…
• Strutture e attività parrocchiali…scuola dell’infanzia paritaria,
formazione catechistica… A.C.R., campi scuola…
• Volontariato e impegno nel “sociale”…gruppo Alpini…servizio ambulanza…
attività sportive giovanili… iniziative culturali…biblioteca comunale…
• Gestione della “responsabilità sociale”… l’Amministrazione comunale
e i servizi di competenza…
• Ordine pubblico… carabinieri… polizia locale…
• Protezione civile…
• Racconti di vita... interessanti
LUISI
BRUSAFERRI
Cave del
Manfrin
Monte
Castellaro
PEZZATI
VESTENANOVA
dove scriveva “Bel sistema! I partigiani uccidono i tedeschi, e i tedeschi bruciano le
case dei poveri innocenti”.
Ore 15,30
E questo accadde il 10 luglio nella zona più
ad est del paese, vicina al territorio diOreChi16,15
ampo, dove era stato ucciso un tedesco e lo
stesso successe il 12 settembre nel centro
Ore 17,00
della Villa di Vestenanova, quando furono
bruciati il municipio, la scuola, l’ufficio
Ore 18,00
postale e tutte le abitazioni e il 14 settembre
con l’incendio di ben 22 contrade. Vestena
in fiamme è un’immagine che rimane nel
ricordo di molti abitanti della Vallata e soprattutto delle numerose persone di Veste-
in un’atmosfera di commozione e di rispet-
Programma:
toso ossequio per gli innocenti trucidati.
Nellanella
contrada
Pezzati,
cheaha
Ritrovo
contrada Luisi
e partenza
piedivisto
per ben 8
ilmorti,
SENTIERO
MEMORIA.
diDELLA
cui tre
ragazzi di 15 e 16 anni, il
sindaco
Edo Dalla
Verde haescoperto
Arrivo
alla contrada
Pezzati, scoprimento
benedizione una
lapide
in
ricordo
delle
vittime,
fra le quali
della lapide in ricordo degli otto morti.
anche
il
nonno
Mansueto
Dalla
Verde,
Percorso lungo la cava del “Manfrin” e
detto
“Canova”
per
la
sua
bravura
di
scalle contrade Montanari e Brusaferri.
pellino, che tanto ha lasciato della sua arte
Arrivo alla contrada Luisi, celebrazione della S. Messa
nella chiesa, nel campanile e nel paese di
presieduta da Don Rino Massella, Cappellano Ass. Naz.
Vestenanova.
Una
ha suonato il siAlpini
VR e animata dal
Corotromba
“El Moreto”.
lenzio, le note del coro “El Moreto” hanno
Ricordo delle vittime civili dell’anno 1944
accompagnato le parole di Don Rino MasRinfresco finale con le associazioni organizzatrici.
sella, Cappellano degli Alpini di Verona e
Tutta la popolazione è invitata a partecipare.
Munirsi di attrezzature adeguate al territorio da percorrere fra prati e boschi.
L’organizzazione declina ogni responsabilità per danni procurati a persone o cose durante la manifestazione.
In caso di pioggia la S. Messa e la cerimonia commemorativa avranno luogo nella piazza Pieropan di Vestenanova alle ore 17,00 sotto il tendone.
Allo scopo di predisporre un adeguato programma di lavoro si fa appello ai nostri lettori
ai quali si chiede di segnalare eventuali ulteriori ambiti di ricerca, in aggiunta a quelli
precedentemente elencati, facendo pervenire al giornale la scheda che segue, debitamente
compilata, consegnandola ad uno dei membri della redazione del giornale.
Sarà cura del direttore responsabile affidare ai singoli componenti l’incarico della predisposizione delle interviste. Si confida nella disponibilità e nella collaborazione dei nostri
lettori.
Si ringrazia per la collaborazione.
Delio Vicentini
Scheda di segnalazione della disponibilità
Nome e cognome del responsabile ___________________________________
Ragione sociale della struttura operativa (Srl, Spa, Ditta individuale, Coop., Associazione...)
____________________________________________________________
Attività prevalente ______________________________________________
____________________________________________________________
____________________________________________________________
Tel. fisso: _____________________
Nr. cellulare: __________________
E-mail: ______________________________________________________
nanova che hanno vissuto quei giorni terribili.
Con l’aiuto di questi preziosi testimoni è
stato possibile ricostruire gli avvenimenti di
quell’anno e ripercorrere le vicende umane
delle 22 vittime innocenti del 1944. I ricordi
sono stati raccolti in un libretto intitolato
“Il doloroso sentiero della memoria. 1944
– 2014”, di Giancarla Gugole, pubblicato
e presentato il 19 luglio 2014. Nella stessa
giornata è stato organizzato un evento
straordinario per ricordare le 22 vittime:
una camminata attraverso le contrade
martiri del 10 luglio scorso(Luisi, Pezzati,
Montanari, Brusaferri), con la presenza dei
gagliardetti di Alpini, Fanti, Carabinieri in
congedo e con la partecipazione di centinaia di persone. Attraverso prati, boschi e
valli una lunga e composta processione di
gente ha camminato per 3 ore in una splendida giornata di sole, soffermandosi presso
le contrade che erano state bruciate, presso
le lapidi o croci che ricordano i luoghi delle
uccisioni e ascoltando la narrazione di Bruno Menaspà e dei figli e nipoti delle vittime,
tutti i gagliardetti hanno fatto corona alla
cerimonia: gli otto nomi sono stati chiamati
uno ad uno e tutta la gente ha risposto “presente!”.
Dopo la lunga camminata, vicino alla contrada Luisi è stata celebrata la Messa da
Don Rino: vi partecipavano il Maggiore degli Alpini Ivan Cornale, l’on. Gastone Savio
(che avevano seguito tutto il percorso del
sentiero della memoria), i diretti testimoni
dei fatti accaduti e i parenti delle vittime,
che hanno ricevuto dal Sindaco il libretto
scritto in ricordo dei loro cari.
Grande la soddisfazione degli ideatori e
organizzatori dell’evento, Juri Pandolfo e
Roberto Faccio, per la numerosa partecipazione e per il buon esito della manifestazione e soprattutto per la consapevolezza
di aver degnamente ricordato tutte le vittime e di aver suscitato anche nei numerosi
giovani presenti dei sentimenti di rispetto
e di doverosa memoria di coloro che sono
stati sacrificati con una morte ingiusta e
crudele.
Giancarla Gugole
DONARE SANGUE:
SEMPLICEMENTE IMPORTANTE!
Con il tuo piccolo gesto
salverai una vita
CONSORZIO LE VALLI
Loc. Crosaron di Villabella, 18 - 37047 San Bonifacio (VR) - c/o Soave Center - Piano 2° Scala A
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2
Giovanni Ilarione
San
e Vestenanova
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ANTONIO GALIOTTO
L'Amore per il proprio paese
Antonio Galiotto, classe 1933, non ha di
certo l’età anagrafica per poter essere annoverato fra gli anziani del paese, vista la
sua carta di identità, la sua vitalità e la sua
mente sveglia. Attraverso la storia di Antonio vogliamo accostare la storia di tutti
coloro che hanno dovuto, loro malgrado,
lasciare il proprio paese per poter sopravvivere. Nasce ai Salgaroli nel 1933, in una
famiglia ove il proverbio “ Fioi e nissoi non
i è mai massa” trova la sua piena applicazione. Papà Luigi, classe 1893, è contadino,
uno spirito pratico ed irriducibile, non ha
paura di cimentarsi con le difficoltà, affrontare le fatiche. Non ha avuto paura neanche
quando, chiamato
in guerra nel 1915,
per tre anni e mezzo ha compiuto il
proprio dovere con
l’elmetto in testa e
il moschetto mod.
91 in mano. In
seguito, passati i
pericoli del fronte,
deve combattere
un’altra
guerra,
forse più ostinata,
per tirare su una
“ strepolà de fioi”,
ben 12 messi al
mondo
assieme
alla moglie Rosa
Bevilacqua, di 17
anni più giovane.
Antonio, il primo
a sgambettare in
casa, cresce alla scuola della vita e ricorda ancora con grande
nostalgia il clima di amore e collaborazione
che si viveva. Poi arriva la scuola. Cinque
anni a piedi per recarsi nel maestoso edificio “Stefani”, da una decina d’anni funzionante in paese. Antonio è affascinato dallo
studio, affronta le difficoltà con tenacia ed
impegno. Della scuola ha un nitido e lusinghiero ricordo e questo viene comprovato
dai voti riportati sulle pagelle che ancora
gelosamente conserva, tanti “lodevole” intercalati da qualche “buono”. Con la scuola
si vivono anche gli anni della guerra. Terribili sono gli ultimi due. La maestra Tibaldi Armelina (Rina) arriva puntuale ogni
giorno da Soave con il trenino, non manca
mai. Per prima cosa, dopo la preghiera
per il Duce, informa i ragazzini, e tramite
loro le famiglie, sulla situazione bellica sui
vari fronti. Si imparano le nozioni basilari
e necessarie per essere inseriti nel tessuto
sociale, si impara anche il senso di onestà e
di condivisione.
Antonio è attento, curioso ed impressiona
la maestra che consiglia la mamma di darsi
da fare per indirizzare agli studi il figliolo.
Non ci sono mezzi e a troncare ogni dubbio o difficoltà è la nonna Maria Marcazzan
che ritiene assolutamente indispensabile il
lavoro e l’aiuto in famiglia. Bisogna procurare il pane, o meglio la polenta, per tante
bocche da sfamare. Oltre al mestiere di
contadino, papà arrotonda con il mestiere
di carrettiere e trasporta a Vicenza, alle Ta-
vernelle materiale vario. Antonio allora va
a “opra” presso altri contadini o sostituisce
il papà nei lavori dei campi. Tutti i generi
alimentari sono razionati e non si trova
quasi nulla al mercato. In più le brigate
nere e i Tedeschi , con la scusa di controllare se ci sono partigiani, requisiscono nelle
abitazioni private animali, il granoturco, il
frumento, i salami e i formaggi, addirittura
la lana di pecora, lasciando le famiglie nella
desolazione. Il presidio tedesco si è installato nella scuola elementare , che la gente
umoristicamente battezza “Forte Makallè,
il comando nella locale canonica. Sul campanile di Castello c’è poi l’osservatorio per
controllare ogni movimento in valle, con
tanto di mitragliatrici e ad ogni movimento
sospetto le pallottole fischiano…
Finalmente a fine aprile 1945 la liberazione.
Passato il pericolo, bisogna rimboccarsi le
maniche e ripartire. Il giovane Antonio,
cresciuto alla scuola della vita, aiuta il papà
nel trasporto di sassi da Chiampo e dal "l'
Albaromatto” alla fornace di Nogarotto per
la successiva trasformazione in "calcina".
E’ la volta poi da passare come apprendista
alle dipendenze della filanda Sperotti. La
sorella Pia, che lo segue in età, fa da seconda mamma ai numerosi fratelli e sorelle.
La filanda sembra una sistemazione sicura,
ma dopo alcuni anni, con l’immissione sui
mercati dei prodotti sintetici, inizia la lenta
ed inesorabile crisi della seta. Allora cerca
lavoro nell’edilizia, dopo aver frequentato
un corso a Verona, vicino a Santa Teresa.
La guerra è appena finita e molti Francesi
non perdonano ancora la vile aggressione
da parte dell’Italia. Antonio però tiene
duro, vuole migliorarsi , compie ogni sforzo
per ambientarsi e ne ha tutte le qualità, si
rende conto che la Francia può offrire ciò
che l’Italia non ha e comincia a considerarla
una seconda patria. Nel 1957 poi incontra
una dolce ragazza spagnola, Maria Carmen
Massino, anche lei emigrata con la famiglia
in cerca di lavoro. E’ una ragazza che condivide gli stessi principi e i medesimi progetti
e che Antonio porterà all’altare nel 1960.
La Francia sarà la nuova patria. Il viaggio
di nozze è a San Giovanni Ilarione, a far conoscere alla mamma la giovane nuora, che
subito si accaparra l’amore e l’affetto della
suocera, e la nuova famiglia viene allietata
da quattro meravigliosi figli: Jean Luigi, i
gemelli Sergio e Fabrizio ed infine Patrizio.
La vita ora scorre tranquilla, i figli crescono
e studiano ( anche la lingua italiana), impiegandosi nel mondo del lavoro. Si sposano e lo rendono nonno felice di tre femmine e tre maschi. Sembra troppo bello
per essere vero, perché anche il dolore fa
la sua comparsa; una terribile malattia si
porta via la moglie nel 2007, lasciando Antonio nella solitudine e nel dolore, ma egli
ha imparato fin da
piccolo che non bisogna arrendersi,
fermarsi e compiangersi. Legge
con avidità il giornale
“l’Alpone”,
ripercorre le tappe
della sua vita attraverso le notizie
riportate. E così , in
occasione del suo
80° compleanno ha
voluto riunire tutti
i suoi famigliari e
tutti i parenti aggiunti, quasi cento
persone, intorno
ad una grande tavolata al ristorante.
Nella voce e negli
scritti di Antonio è
intenso il rimpianto e l’amore verso la propria terra, verso la
propria contrada; è l’amore e l’attaccamento
di chi avrebbe voluto fermarsi e crescere
all’ombra della propria chiesa e fra le voci
amiche della propria gente, ma che le vicissitudini della vita non hanno permesso, è
l’amore verso le proprie radici. Tranquillo,
Antonio, eri, sei e sarai sempre uno dei nostri, uno di San Giovanni Ilarione.
Un saluto ed un abbraccio da parte del giornale.
Gianni Sartori
1944
In occasione della festa della classe 1944,
un coscritto ha voluto celebrare i primi 70
anni della loro vita con una poesia, in cui si
ripercorrono significativamente le stagioni
della loro non sempre facile esistenza.
NOI GIOVANI DEL ‘44
Nessuno ricorda il viaggio
con forza e coraggio,
iniziato tanto tempo fa
dall'amore di mamma e papà.
Con la fine della guerra
poco il pane che dava la terra,
la nuova vita nella culla
il futuro non prometteva nulla.
A riscaldar la notte fredda d'inverno
le storie inventate nella stalla,
con la neve e la tormenta
corto il vestito, ogni sera polenta !
Ogni primavera, porta nuovi fiori
nel cuore nascono gli amori
la nuova casa, ancora una stanza
migliora ogni cosa, è abbondanza.
La valle vestita è una meraviglia
le dolci colline dì ciliegi e vigne,
l'amore dell'uomo l'ha ricamata
carica di doni l'estate è tornata.
Siamo i fiori, d'autunno mille colori
il sapore di vita vissuta,
nell'oasi di questo paradiso
sperando nell'altro con un sorriso.
Ora fin qui arrivati
noi siam fortunati,
ogni albero dona i suoi frutti
AUGURI di ogni bene... a tutti !
Mario Fochesato
25 aprile 2014:
i coscritti della classe 1944 in gita con i loro familiari a Castell’Arquato (Piacenza)
Per fortuna ci sono loro, quelli che all’occorrenza rompono le scatole e fanno presente quello che non va: “Assessore, stanotte sulla strada vicino alla mia contrada è venuto giù un pezzo di campo…” “Sindaco, il cassonetto delle
immondizie di via taldeitali è rotto in due parti…”.
Uno di questi “rompi”, giorni fa, si è sentito così rimproverare: “Ma sempre tu devi essere quello che telefona, chi
credi di essere, il sindaco della contrà!?”
Un sindaco per ogni contrada..: ma sapete che è proprio una bella idea! Una persona attenta a quello che gli succede attorno, qualcuno che si prende la briga di rappresentare le esigenze di quello spicchio di popolazione che
gli vive vicino, magari uno che gode dell’appoggio dei contradaioli o di quelli della stessa via, magari un giovane,
magari…
Eppure si scopre l’acqua calda: si chiama senso civico e dovrebbe essere la normalità, in un paese in cui i cittadini
(tutti) si sentono responsabili del proprio territorio e dei propri simili, un paese di 5.158 sindaci, bambini e anziani
compresi, tutti con i loro diritti e i loro doveri da rispettare. Che paese strano!: stavolta ci mettono sul giornale…
D.B.
DODICIRIGHE
COSCRITTI
Serata in Arena con il regista Zeffirelli
3
LA CROCE DEI BERTINI
In ricordo di
Padre ANGELO RAMPONI
Segno di devozione e di incontro
Primo sabato del mese di agosto, puntual- età, dalla carrozzina del bimbetto alla sedia
mente ormai da quasi 25 anni, si svolge
la festa alla croce dei Bertini, una ridente
località del paese che dalla sua felice posizione abbraccia l’intera vallata. Meticolosamente organizzata dal gruppo dei
residenti, ha avuto momenti di profonda
intensità e di partecipazione. Più di cento
persone si sono strette ai piedi della bella
croce monumentale, voluta espressamente
dagli abitanti della zona come segno di
devozione e di appartenenza, come atto
di fede tangibile e di partecipazione. Alla
Santa Messa, celebrata dal compaesano
padre don Gino Dal Fitto, missionario
scalabriniano in Francia e per qualche
tempo “in ferie” al paese natio, hanno assistito devote e partecipi persone di tutte le
LIBRETTO
SAGRA
DELLE CASTAGNE
2014
E’ in uscita il Libretto della Sagra delle
Castagne 2014, che quest’anno mette
a fuoco alcuni momenti della vita del
nostro paese: eventi tragici come la fucilazione dei partigiani in quella che poi
sarebbe diventata Piazza dei Martiri, o
di semplice cronaca come il breve ma intenso fenomeno alluvionale nell’agosto
del 1945 e l’abbattimento del vecchio
municipio negli anni ’70, dello sport
(l’impresa del San Giovanni calcio che
approda in Promozione), dello spettacolo (due nostri concittadini su Rai1 in
prima serata e il concerto dei Nomadi a
Castello), del mondo dell’informazione
(la prima e finora unica TV locale attiva
a San Giovanni Ilarione).
Otto avvenimenti in cui il paese ha vissuto momenti speciali, fuori dall’ordinario
e per questo destinati a rimanere nella
memoria dei protagonisti se non anche
in quelli di gran parte della popolazione
dell’epoca. Otto argomenti che rischiano, come tante altre occasioni, di essere
dimenticate e che invece rivivono nella
testimonianza di chi li ha vissuti e ha
avuto il coraggio di raccontarli, a distanza di tanti anni.
Dario Bruni
a rotelle dell’anziano, dal ragazzo studente
alla più che novantenne. Tutti hanno voluto
stare vicini, per partecipare a questo momento di fede e di amicizia. Il celebrante ha
fatto presente l’importanza e la necessità,
in questo mondo di corsa affannosa, di fermarci, interrogarci chi siamo e verso quali
traguardi ci dirigiamo, di riscoprire ancora
la vera essenza dell’uomo alla ricerca della
autentica felicità nel proprio Creatore, a
condividere l’amicizia e la solidarietà con
tutti. Il coro “El Biron”, in formato ridotto,
ha animato la funzione, con canti della
messa. Poi, rimosso l’altare da campo, tutti
insieme a godere di quello che viene chiamato “rinfresco”, ma che nulla ha da invidiare ad una abbondante cena. Inizia allora
Un frate ricco in povertà
il momento degli incontri,dei saluti, dello
scambio di opinioni, delle congratulazioni
verso il comitato organizzatore,dei ripetuti
brindisi, intervallati dai canti di montagna
che il coro presente non fa mancare. Sono
lontane le preoccupazioni, le ansie quotidiane, ognuno ritrova se stesso e vive un
attimo di spensieratezza e serenità. Al momento del commiato un saluto ed un grazie
a un Rappresentante organizzatore per
l’accoglienza e per l’abbondanza.” Qua dai
Bertini, caro mio, nessun va via con fame e
con sete!!!”. E’ proprio vero, ma tutti sono
tornati alle proprie case anche arricchiti dei
valori dell’amicizia e della solidarietà. Grazie ,Bertini.
Gianni Sartori
Vent'anni di memorial
"DOMENICO ROSSETTO"
Il torneo di calcetto di Castello
divenuto ormai un classico dell'estate
Edizione particolare quella di quest’anno, visto la significativa presenza della famiglia
per il torneo estivo di calcetto che ha luogo
solitamente a Castello nel mese di luglio.
La manifestazione, che in verità si ripete
da non si sa quanti anni (c’è chi azzarda
addirittura siano vicini i 50 anni) è intitolata da vent’anni a questa parte alla memoria di Domenico Rossetto, un giovane del
posto tragicamente scomparso nel 1994,
che faceva parte del gruppo che si occupava
delle sagre e delle altre iniziative in atto a
Castello.
La manifestazione, sebbene condizionata
nelle varie serate dal tempo capriccioso di
questa strana estate, ha avuto il suo partecipatissimo epilogo nella serata finale, da
cui è uscita la squadra vincitrice dal nome
alquanto programmatico “Magno, beo e fo
el torneo”, che nella partita conclusiva ha
battuto il Castello. Le premiazioni hanno
di Domenico Rossetto, quasi a sottolineare
ancor più quel legame d’affetto che da sempre la lega alla manifestazione, sintetizzato
a nome di tutta la famiglia dalle semplici
ma commosse parole di una sorella, anche
lei attiva collaboratrice del gruppo degli organizzatori.
A seguire, ecco l’immancabile cenone
all’aperto, con oltre 130 partecipanti, in un
clima di amicizia e simpatia, accompagnata
fino a notte fonda dalla musica.
Il torneo estivo di Castello ha quindi confermato la sua vocazione ad essere qualcosa
di “altro” da una semplice competizione
sportiva, per diventare un’occasione di incontro e di relax, e perfino di dialogo fra le
persone che possono così ritrovare il gusto
dello stare insieme, anche solo qualche ora
serale.
D.B.
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che abbiamo a disposizione
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4
Era il 30 Giugno del 1920 quando a Bolca,
frazione di Vestenanova, nasceva Benvenuto Ramponi chiamato poi in seguito Padre
Angelo Ramponi.
Raccontare la vita di un povero frate non
è per niente semplice anche perché non si
conoscono molte informazioni riguardo la
sua storia ma soltanto alcuni aneddoti della
sua infanzia e molti appunti che lui ha lasciato scritto su qualche foglio di carta che
ha chiamato lui stesso "spunti per la meditazione".
Ciò che di frate Angelo si può raccontare è
uno dei fatti che ha cambiato la sua vita ovvero la cosiddetta chiamata al Signore che
lui ha descritto con queste precise parole :
“per tutta la vita mi resterà profondamente
impresso il punto esatto in cui un pomeriggio del 1931, seduto sull’erba a due passi
da casa mia, l’ho sentito avvicinarsi alle mie
spalle e sussurrarmi dolcemente ma chiaramente : “Lascia lì tutto e vieni via con me!.”
È ciò che ho subito fatto. Sono rientrato in
casa e ho detto a mamma : “Voglio andare
frate!”.
Nei giorni seguenti, all’età di 11 anni, Benvenuto lasciava San Giovanni Ilarione,
terra adottiva da qualche tempo, e accompagnato da mamma e papà raggiungeva
Chiampo per iniziare ciò che il Signore gli
aveva raccomandato. Nella località Rocolo,
sua madre ritornò indietro suggerendogli
di tornare in famiglia qualora non gli conferissero le arie dei frati.
Ma il 4 Giugno del ’44 Benvenuto viene
nominato sacerdote e inizia così a viaggiare
portando la Parola di Dio nei vari Paesi:
Portogallo, Cina, Giappone sono soltanto
alcuni esempi, per poi fermarsi definitivamente all’isola di Madonna di Barbana
dove ci ha lasciati il 14 Aprile del 2009.
Oggi riposa nel cimitero di San Giovanni
Ilarione.
Questo è quello che della vita di Padre Angelo Ramponi sappiamo ma siamo anche
a conoscenza di alcune notazioni che lui
stesso ha scritto riguardo la vita e il modo
di viverla per non poter mai sprecare nemmeno un minuto prezioso del tempo che
abbiamo, infatti così ha lasciato scritto : “La
vita più breve e più tormentata è di coloro
che dimenticano il passato, trascurano il
presente e temono il futuro; quando
giungono alla fine s’accorgono troppo tardi
d’essersi impegnati per tanto tempo a non
far nulla”. La sua vita seppur non molto
lunga è stata comunque intensa, dedicata
pienamente al bene verso il prossimo qualunque fosse il colore della pelle, la lingua
o la nazionalità; ciò che lui infatti ha scritto
di proprio pugno prima di lasciare questo
mondo è :”il rumore non fa bene, il bene
non fa rumore”
Sebbene Padre Benvenuto Angelo Ramponi sia vissuto nella povertà, causata anche
dalla guerra vissuta in prima persona, ha
fatto in modo di trasmettere a tutti noi a
distanza di quasi un secolo dalla sua nascita, degli insegnamenti importanti che si
possono mettere in pratica oggi, domani
ma anche tra altri cent’anni.
Tezza Claudio
DI PADRE IN FIGLIO...
"LA GOCCIA"
di Dalla Fina
vince il premio alla Bocconi
«La goccia» di Giustina Dalla Fina, poetessa
Non è l’immagine di una grande impresa plicano i prezzi serviti direttamente dal gecon alle dipendenze numerosa manodopera, è la sintesi di un lavoro tenace e silenzioso quello che ha portato al cambio
della guardia alla pompa di carburanti
fra Cesare Gazzo ed il figlio Roberto. E’
un cambio al segno della continuità e del
miglioramento. Dopo un passato alle da
dipendente privato, Cesare deicide di prendere in gestione una pompa di carburanti
proprio in paese, nella piazzetta antistante
l’attuale Unicredit a San Giovanni Ilarione.
E’ un po’ una scommessa, ma sono gli anni
ruggenti dell’economia. In paese cominciano a circolare tante automobili, tuttavia
non c’è grande spazio da gestire per portare migliorie, solo l’indispensabile. Qui rimane per ben 25 anni riuscendo a crescere
la famiglia in modo sereno e dignitoso. Nel
frattempo cresce il figlio Roberto, il quale,
dopo il diploma come perito agrotecnico,
viene affascinato dal lavoro del padre e lo
sostituisce proprio alla pompa di benzina
a San Giovanni Ilarione, permettendo a Cesare di trasferirsi presso un analogo impianto nella vallata di Chiampo, ove, dopo
sei anni, matura il diritto alla pensione.
In centro paese tuttavia La situazione
non è delle migliori. Problemi di spazio
e di sicurezza ne decretano la chiusura
nel 2009. Nel frattempo la ditta Retitalia
di Brescia ha acquistato il terreno a nord
del paese, appena fuori con l’intenzione di
porre in essere un impianto polifunzionale,
per soddisfare tutte le esigenze dei clienti.
A questo punto scoppia un po’ una guerra
burocratica per il rilascio della licenza,
ma alla fine tutto si aggiusta, grazie anche
all’interessamento delle amministrazioni
locali. Nel 2012 entra in funzione il nuovo
impianto, gestito da Roberto Gazzo, nel
segno della continuità e della passione. Un
ampio piazzale accoglie gli utenti, con la
più ampia segnaletica bene in vista, con superba possibilità di manovra e di parcheggio. Un bar vicino, compreso nel progetto,
assicura pace e momenti sereni.
-E’ ben diverso dal distributore precedente
in paese, spiega Cesare un po’ emozionato,
a fronte di 2 pistole di servizio di allora ora
ce ne sono ben 26, con spazi riservati per
autotreni; tutte le esigenze della clientela,
ben diverse da quelle di 30 anni fa, possono essere tranquillamente esaudite, si ap-
store, senza ombra di incomprensioni. Con
un impianto del genere quasi mi viene la
voglia di tornare in servizio.
-I clienti migliori? Quelli che pagano, sbotta ridendo . E’ solo una battuta. I prezzi
più o meno si equivalgono con gli altri del
settore, deve invece contraddistinguere
l’educazione, lo spirito di servizio, l’amicizia
con la gente. Questo è il comportamento
che si è sempre tenuto ed è il programma
per l’avvenire, aggiunge Roberto.
-C’è un buon ritorno economico? C’è di
sicuro, ma non si contano le ore, che non
sono mai inferiori a 12 giornaliere, anche
il sabato pomeriggio, la compilazione dei
registri, l’utilizzo della via telematica che ha
sostituito quasi in toto la manualità e non
dimentichiamo anche il pericolo, anche se
attualmente i sistemi di incasso e deposito
sono molto più sicuri di un tempo.
E’ già pronto l’ impianto, che sarà collaudato il 01 settembre p.v.e con l’inaugurazione
ufficiale l’11 ottobre 2014- sabato della sagra
delle castagne, per il servizio di erogazione
GPL. Si viene così a colmare una grossa lacuna per l’intera vallata, che comporterà
un sollievo per i possessori di automobili
con tale alimentazione e la naturale conseguenza l’incremento dell’acquisto di automobili alimentate a GPL. E’ previsto per i
prossimi mesi anche un modernissimo autolavaggio, servito di giorno e con “fai da
te” di notte. Non manca proprio nulla .E’ la
prima realizzazione Retitalia sul territorio
nazionale, il progetto pilota. E qui è doveroso un grazie alla Brixia finanziaria per
la fiducia nel progetto e per l’onere di spesa. Ora se ne contano più di un centinaio.
Roberto, con accanto la moglie premurosa
ed attenta, mostra il suo sorriso soddisfatto
e disarmante, non cambierebbe assolutamente lavoro e pensa a sua volta di trasmetterlo al figlio, perché ormai nelle vene
gli scorre più benzina che sangue, perchè è
a contatto con la gente, si scambiano opinioni, informazioni, in un rapporto di collaborazione e di condivisione. E noi gli auguriamo un sereno lavoro , sicuri di trovare ,
al bisogno , un prodotto di altissima qualità,
un “prezzo contenuto, il sorriso dell’amicizia.
G.S.
di Montecchia di Crosara, conquista il premio della critica al primo Premio nazionale
di poesia «Bocconi d'inchiostro».
Delle 400 poesie che hanno concorso
all'iniziativa promossa dall'associazione
studentesca letteraria dell'università Bocconi di Milano, quella della poetessa veronese (non inserita nellA raccolta «Nel
cuore della terra madre») ha conquistato
il premio speciale per il messaggio: «Ciascuno deve cercare e crearsi la propria vela,
cioè la felicità come realizzazione piena di
sè».
Questo premio segue il terzo piazzamento
al Premio Pescaldina con «Sogno d'amore».
Questa la poesia premiata alla Bocconi.
«Una goccia indifesa cavalca/ l'increspatura
surreale, lucente e preziosa corre, si placa/
Cerca altre gocce, altro brillare per coprire/
l'immane solitudine d'intorno/ Sosta sullo
scoglio/ rubando luce per l'intricato viaggio/ lungo misteriosi sentieri/ Non è qui la
sua dimora/ Invoca il seno del mare/ per
un abbraccio e un riposo senza tempo/ I
marosi la sfiorano soltanto/ Il cuore profondo dell'azzurro/ palpita in lei e quando
s'acquieta,/ l'anima è viva più che in tempesta/ Si aggrappa a una vela/ che annienta
la notte, rivive tempeste sedate e aurore lucenti/ Nel suo incontenibile fluire, disegna
ora incantevoli sogni/ e s'abbevera a illimitato respiro».P.D.C.
da "L'Arena" del 17 giugno 2014
Vanzo Ferdinando:
una passione per gli aeroplani
La passione per gli aeromodelli risale a oltre 60 anni fa, con la costruzione del primo
modellino di un F84, uno dei primi aeroplani militari a reazione.
In oltre 61 anni ha realizzato 70 aeroplani,
molti dei quali completamente autocostruiti impiegando materiale plastico e spesso
metallo (rame ed alluminio).
Nella foto è ripreso con l’ultima sua “creatura” che è uno Storm di fabbricazione tedesca. Che riproduce fedelmente il velivolo
utilizzato per la liberazione di Mussolini
sul Gran Sasso durante la seconda guerra
mondiale da parte dei militari tedeschi.
Molti di questi aeroplani sarebbero stati
in grado di volare, ma si sarebbe corso il
rischio di distruggerli subito al primo atterraggio.
Alcuni aeroplani sono ospitati nel suo giardino e reggono perfettamente alle intemperie.
Anche Don Francesco
alla festa dei coscritti del 1934
Gli ottantenni della classe 1934 hanno ce- A pranzo, ci racconta don Francesco, si è
lebrato lo scorso maggio a Cattignano la
loro festa, perché a Villa era già programmato in contemporanea un matrimonio.
E’ stata una gradevole sorpresa per la popolazione di Cattignano, che ha accolto con
entusiasmo questi splendidi ottantenni il
suono delle campane!
I festeggiamenti hanno avuto inizio appunto con la Santa Messa, celebrata da don
Francesco Meneghello, anche lui splendido
ottantenne (è nato il 23 aprile 1934), che ha
presenziato volentieri a questo importante
appuntamento.
Durante la Santa Messa, un doveroso ricordo è stato rivolto ai loro coetanei che non ci
sono più.
La giornata si è poi conclusa con un momento conviviale, quando i partecipanti si sono
ritrovati per il pranzo presso l’agriturismo
“La frasca”.
parlato molto della pesante situazione economica e di lavoro che il nostro paese sta
attraversando in questi ultimi anni. La crisi
degli anni del 1968, era sicuramente peggiore di quella attuale, ma egli ricorda che
in quegli anni c’è stata una notevole sinergia fra la politica ed i vari gruppi locali, fra
i quali ricordano gli ex allievi di Don Bosco.
In quegli anni, grazie a loro, il nostro paese
si è sviluppato notevolmente: l’esperienza e
l’impegno degli attuali ottantenni è servito
molto.
Don Francesco conclude affermando che
queste feste dovrebbero essere fatte con
maggiore frequenza e maggiormente valorizzate.
Dalla redazione de “L’Alpone” i nostri auguri a questi giovanotti del 1934!
A.P.
5
L'Amministrazione
RIAPERTA LA VIABILITÀ
SULLE RIVE DEL CASTELLO
D
opo il crollo del muro di contenimento
della strada delle rive, ci sono voluti ben
cinque mesi di cantiere, dovuto a degli
imprevisti in corso d’opera (acque sotterranee che contribuivano al movimento franoso sottostante, ad ancoraggi a terra alti
10 metri per evitare lo scivolamento della
strada e contestualmente barre auto perforanti in orizzontale ed in parte sul muro
preesistente) che hanno portato a lievitare
i costi della Provincia per la sistemazione
della strada a ben 150.000 EU. Altro tratto
di strada che ha interessato la provincia
riguarda il tratto in località Marcazzani,
dove la trincea drenante ai piedi del vigneto pare garantirne la stabilità, anche
se necessiterà ancora un po’ di tempo per
testarne l’efficacia e quindi l’asfaltatura del
tratto di strada sarà conseguente alle verifiche successive.
TORRENTE ALPONE E PROCEDURE D'EMERGENZA
L
e piene eccezionali del torrente Alpone
avvenute negli ultimi anni hanno causato
nel territorio comunale di San Giovanni
Ilarione franamenti di difese spondali,
crolli di muri arginali e di sostegno della
strada provinciale S.P. 17 con grave pericolo per la pubblica incolumità, nonché
rilevanti danni ai privati per l’asportazione
di ampie aree agricole.
In occasione dei suddetti eventi calamitosi
il Sindaco ha attivato immediatamente
le procedure d’urgenza per la messa in
sicurezza del proprio territorio coinvolgendo gli Enti di competenza.
In particolare, nell’evento calamitoso
avvenuto nel maggio 2013 la piena del torrente Alpone ha causato il crollo per circa
50 metri della difesa spondale in sinistra
idraulica, in prossimità del centro sportivo, in fregio alla strada provinciale S.P.
17, nonché lo scalzamento alla base dei
muri per circa 200 metri in fregio alla suddetta strada. Il Genio Civile di Verona ha
già provveduto a mettere in sicurezza il
tratto crollato mediante la realizzazione di
un muro in c.a. rivestito in sasso basaltico
recuperato in alveo e di una briglia in c.a.,
sempre rivestita in sasso basaltico, al fine
di ridurre la pendenza del fondo alveo, per
una spesa complessiva di € 225.000,00 più
I.V.A.. Attualmente è in fase di esecu-zione
LA PAROLA ALLA MINORANZA
Centro prelievi a San Giovanni Ilarione
per pazienti esenti da ticket
Da oltre un anno Volontari pronti FNP CISL – ANTEAS ma nessuna
risposta concreta da parte dell’Amministrazione Comunale
I
pensionati della CISL, unitamente
all’associazione volontariato ANTEAS del
comune di San Giovanni Ilarione, avevano
da tempo colto la richiesta di molti residenti locali e dei residenti nei comuni limitrofi,
che manifestavano il loro disagio derivante
dalla distanza tra San Giovanni Ilarione e il
Polo Ospedaliero di San Bonifacio presso il
quale devono costantemente recarsi per le
analisi di laboratorio.
Questo difficoltà può essere superata con
un punto prelievi presso gli spazi del ex.
C.E.O.D. in via degli Alpini di San Giovanni
Ilarione”, dove ogni giovedì mattina (giorno
di mercato) tutti i pazienti esenti ticket, soprattutto anziani, possono presentarsi per
eseguire il prelievo del sangue.
Il servizio offre l’opportunità, dalle ore 7.00
alle ore 8.30 di effettuare il prelievo e dalle
10.30 alle 12.30 di avere la relativa risposta
per i pazienti che soffrono di malattie cardiovascolari (Coumadin), mentre tutti gli
altri referti possono essere ritirati ogni
lunedì dalle 15.00 alle 18.00 presso lo SVA
“sotto la canonica della parrocchia di San
Giovanni Ilarione”.
La FNP CILS provinciale e l’ANTEAS locale si sono da parecchio tempo attivate per
la realizzazione del servizio che sarà offerto
a costo zero, quindi senza alcun onere a
carico dell’utente né dell’Amministrazione
Comunale e nemmeno dell’ULSS 20. Un
primo incontro era avvenuto ancora in data
3 Luglio 2013 con il responsabile del Distretto Sanitario n° 4, il quale aveva fornito
la documentazione sui requisiti necessari
per poter attivare il nuovo Punto Prelievi di
San Giovanni Ilarione.
Successivamente si sono svolti altri due
incontri con il personale medico, infermieristico e Amministrativo locale che in forma
volontaria ha dato la propria disponibilità
ad operare nel centro.
A questo punto si chiedeva un incontro
con il Sindaco del Comune interessato per
la presentazione e la realizzazione del progetto. Il sindaco Cavazza però riconosceva
un'altra priorità: quella della medicina
integrata nello stesso
spazio C.E.O.D.
Vista la possibilità di effettuare entrambi i servizi all’interno della stessa
struttura i volontari ed i
cittadini ribadi-scono la
richiesta e chiedono una
riposta urgente che soddisfi questo bisogno imminente.
LA BUONA VOLONTA’
E L’IMPEGNO
SONO UNA RISPOSTA
CONCRETA
A QUESTA NECESSITA’!
6
un tratto a monte di quello suddetto mediante il rifacimento di muri spondali con
stessa tipologia di quelli esistenti, finalizzato alla messa in sicurezza della strada
provinciale, per una spesa complessiva di
€ 200.000,00 più I.V.A..
Il Sindaco con la sua Amministrazione
ha ottenuto dalla Regione del Veneto un
importante finanziamento regionale di €
1.000.000,00 per la realizzazione di lavori
di regimazione idraulica nel Capoluogo, i
quali verranno eseguiti dal Genio Civile di
Verona. Si tratta per ora di un primo stralcio finalizzato alla salvaguardia della pub-
blica incolumità e delle aree private che
consiste principalmente nel rifacimento
di difese spondali e briglie distrutte dalle
piene del corso d’acqua, nella realizzazione di sottomurazioni e recupero dei muri
spondali, nel consolidamento delle fondazioni di spalle e pile dei ponti.
Il Sindaco è costantemente in contatto con
l’Assessore all’Ambiente Maurizio Conte al
fine di ottenere ulteriori finanziamenti per
proseguire con il completamento dei lavori
di sistemazione idraulica a monte del Capoluogo.
RIFACIMENTO DEL SISTEMA FOGNARIO IN VIA VERDI
L
ungo via Verdi la rete fognaria era suddivisa in tre “sistemi” distinti ed indipendenti:
Procedendo da nord verso sud:
I. il sistema separato acque bianche e
acque nere dalla lottizzazione “Bertini 1”
verso via Verdi;
II. il sistema misto della zona mediana di
via Verdi verso via Risorgimento;
III. il sistema separato acque bianche e
acque nere dalla lottizzazione “Martiri
delle Foibe”, rispettivamente verso la Roggia Valbrunella e la fognatura mista di via
Zamicheli.
Il progetto che la Società Acque Veronesi sta realizzando, su sollecitazione
dell'Amministrazione Comunale, intende
separare definitivamente le linee fognarie
su Via Verdi convertendo vari tratti che
attualmente fungono da fognatura mista
in meteorica e realizzando - ex novo - una
linea di fognatura nera di collegamento tra
la lottizzazione “Bertini 1” alla fognatura
della lottizzazione “Martiri delle Foibe” (e
recapitante nella fognatura mista di via
Zamicheli).
Le tubazioni per le acque meteoriche saranno in calcestruzzo vibro-compresso con
incastro a bicchiere sezione circolare del
diametro interno pari a 400 mm.
Le tubazioni per acque nere utilizzate saranno tutte di diametro 200 mm in PVC
rigido con giunto a bicchiere comprensivo
di guarnizione di tenuta.
Gli allacciamenti degli scarichi privati al
collettore principale, saranno in PVC rigido, del diametro di 160 mm (oppure ø200
per utenze multiple). Gli stessi verranno
realizzati fino all'inizio delle proprietà private prospicienti via Verdi.
Il costo complessivo dell'opera è di €.
101.000,00 di cui €. 30.000,00 finanziati
per il tramite dell'Amministrazione Comunale dalla Regione.
UNIVERSITÀ
del tempo libero
Grazie al progetto CER svoltosi nel mese di
luglio, dove ci è stato chiesto di fare qualche pomeriggio di giardinaggio assieme ai
ragazzi partecipanti, in un pezzetto di terra del giardino delle scuole medie, al posto
delle erbacce, nel giro di pochi giorni ha
preso forma un giardinetto dove i ragazzi
si sono divertiti a tracciare le linee per fare
delle aiuole, contornarle con i sassi portati
da Susy, e grazie a "Floricoltura Rivato"
sono arrivate poi le begonie! E il gioco
era fatto. Finito il CER per completare il
giardinetto è intervenuta l'Associazione
"SoleLuna" che si occupa della salvaguardia e tutela del verde del paese. Con il
contributo del negozio "Talisport" si sono
potute acquistare altre piante e così anche
l'entrata della scuola media ha il suo giardinetto. Grazie di cuore a tutti coloro che ci
sostengono con donazioni,
Ass. SoleLuna
C
on
l'autunno
si
rinnova
l'appuntamento con l'Università del Tempo libero, che propone numerosi incontri
pomeridiani presso la Sala Civica Comunale dalle ore 15.00 alle ore 16.30.
Quest'anno le lezioni si terranno ogni Giovedì con inizio il prossimo 16 Ottobre (al
posto del martedì come lo scorso anno) e
saranno incontri ricchi di cultura generale, con temi inerenti la Storia dell'Arte,
la sicurezza, gli animali domestici, la storia della resistenza, la conoscenza e la
riscoperta dei nostri territori attraverso
delle gite a tema. Inoltre ricette di cucina,
approfondimenti della lingua italiana,
poesia, film salute... che interesseranno
sicuramente tutti i partecipanti!
Vi aspettiamo numerosi dal prossimo 16
Ottobre ogni Giovedì pomeriggio, e come
sempre a vostra disposizione ci sarà il
servizio di trasporto per chi non ha la possibilità di spostarsi dal luogo di residenza.
a
Prim
o
Dop
Comunale
informa
LE ATTIVITÀ DEL COMUNE BLOCCATE DALLO STATO...
C
ome anticipato nei mesi invernali,
nel corso dell’estate 2014 avevamo in programma di eseguire le asfaltature di alcune
strade comunali ed a metà Giugno eravamo ormai pronti con tutti i documenti
necessari per eseguire i lavori, quando il
governo italiano ha emanato l’ennesima
legge “ammazza comuni”. Questa follia
governativa, è stata chiamata “legge di
semplificazione”, ma in realtà invece di
semplificare ha complicato e non poco la
vita di tutti i comuni. In sostanza la legge
impediva ai comuni non capoluogo di provincia, di poter appaltare in proprio lavori
o servizi e anche di poter fare affidamenti
diretti, cosa che precedentemente a questa
legge era permesso per gli importi inferiori
a 40mila €.
Questo ha provocato il blocco di tutte le
attività in corso e non abbiamo potuto
appaltare in tempo per l’estate i lavori di
asfaltature delle strade, il servizio di sfal-
cio dell’erba lungo le strade comunali, ecc.
Per quest’ultimo servizio, grazie alla collaborazione con il comune di Roncà, che
ci ha messo a disposizione il loro trattore
siamo riusciti a sfalciare le strade di Cattignano e della Vegnaga, che erano quelle
che richiedevano lavori di urgenza.
Dopo le varie proteste da parte di molti comuni di cui ne siamo stati i promotori (vedi
articoli su L’Arena del 29 giugno e del 16
luglio), il governo resosi conto dell’errore
fatto lo scorso 25 agosto ha modificato la
legge, dando la possibilità a tutti i comuni
di appaltare, e a quelli con più di 10 mila
abitanti di poter affidare in forma diretta.
Al momento di scrivere gli uffici comunali,
si stanno adoperando per riuscire a pubblicare il bando di gara per effettuare la
sistemazione delle strade ed altre opere
che contiamo di poter eseguire i lavori nel
corso dell’autunno, sperando non arrivino
altre sorprese da Roma.
CER 2014
IL CORONAMENTO DI DUE ANNI DI PROGETTI E LAVORO
U
n’associazione del ns paese che segue
per intero e con competenza ed attenzione
il progetto estivo ricreativo per i nostri ragazzi. Non che finora non fosse stato fatto
un buon lavoro, ma ci tenevamo che questo programma di attività estive fosse realizzato da ragazzi che vivono e conoscono
il nostro paese. Questo per farlo conoscere
meglio, e riscoprire oltre che investire di
più su persone che hanno il desiderio di
mettersi al servizio dei ragazzi con la loro
competenza, anche hobbistica, ma donata
con passione e generosità, per far riscoprire la bellezza delle cose realizzate con
manualità, materiali e tecniche diverse,
usando fantasia e creatività. Un progetto
S
che è partito due anni fà coinvolgendo
alcuni ragazzi del ns paese che hanno
saputo trarre tesoro dalle esperienze fatte
e riproporsi innovando ed implementando quanto fatto in passato. Grazie quindi
all’Ass.ne Cartabianca con la quale inizialmente abbiamo condiviso il programma di
quest’anno, a tutti gli educatori/animatori
che hanno saputo portare gioia e responsabilità e tutti coloro che hanno dato un
contributo alla buona riuscita del progetto.
Grazie anche alle famiglie e ai tantissimi
giovani che si sono iscritti quest’anno.
Arrivederci al prossimo CER 2015 !!!
San Giovanni Ilarione entra nella comunità delle
CITTÀ DELLE CILIEGIE
I
l Comune di San Giovanni Ilarione nella riunione di Giunta Municipale
presieduta dal Sindaco Sig.
ra Ellen Cavazza ed alla presenza degli Assessori Marco
Beltrame e Claudio Lovato
ha deliberato l’adesione
all’Associazione Nazionale
“Città delle Ciliegie”.
L’Associazione Nazionale “Città delle Ciliegie” che compie quest’anno 11 anni dalla
fondazione, conta ormai 66 Territori associati, presenti in 12 Regioni cerasicole
d’Italia e rappresentativa del 90% della
produzione nazionale; una produzione che
è leader in Europa e quarta nel mondo riconosciuta come la migliore in assoluto in
termini qualitativi.
“Città delle Ciliegie” ha ottenuto
l’approvazione presso la XIV Commissione
Agricoltura della Camera dei Deputati di
una Risoluzione approvata all’unanimità
che impegna il governo allo svolgimento
di azioni specifiche per la ciliegicoltura nazionale reperendo quelle risorse divenute
ormai necessarie al fine di conservare la
storica leadership europea sul prodotto a
fronte di una continua invasione data dal
fenomeno della globalizzazione che vede le
ciliegie spagnole e turche in primo luogo
ad invadere nel primissimo periodo e successivamente a fine stagione, i nostri mercati.
Anche il nostro paese ha così partecipato
per la prima volta al 17° Concorso Nazionale "Ciliegie d'Italia" tenutosi quest’anno
a Napoli (in concomitanza alla nostra
mostra delle ciliegie di Castello), con la nostra classica
“Mora” in collaborazione con
la Coldiretti del ns paese e
dell’azienda Agricola del Sig.
Franco Pozza, che ringraziamo per le ciliegie che ci ha
fornito. Alla premiazione
finale la nostra ciliegia si è
classificata come la seconda
"Ciliegia più Buona d'Italia 2014" con la
varietà autoctona “Mora di Cazzano” ed al
4° posto in graduatoria come valutazione
globale (vedi: http://www.cittadelleciliegie.it) e questo la dice lunga sulla qualità
del nostro prodotto. Al primo posto una
ciliegia di Vignola della varietà “Cristallina” veramente notevole come dimensioni
ed altre caratteristiche. Il nostro paese è
quindi il primo della provincia di Verona
che partecipa a questo evento ed associazione e la nostra ciliegia è stata riportata in
diverse riviste e siti di settore tipo ITALIA
FRUIT NEWS, RESTIPICA, ecc. A questa
manifestazione abbiamo avuto modo inoltre di confrontarci con altre realtà italiane
dove la cerasicoltura è un elemento distintivo, di pregio, di passione e di opportunità
di guadagno per molti agricoltori, che per
far fronte al calo dei prezzi, si sono associati e sono costantemente alla ricerca di
mercati e clienti che possano dare più valore al prodotto.
Verrà prossimamente applicata una tabella in entrata al ns paese con il logo “CITTA’
DELLE CILIEGIE” e speriamo che il prossimo anno sia proficuo per qualità, quantità e valore delle nostre perle rosse.
L’Amministrazione Comunale
CREA, EDUCA E RISCOPRI
i è tenuto nel mese di luglio di
quest'anno il Cetro Estivo Ricreativo per bambini e ragazzi organizzato
dall'associazione culturale Cartabianca in
collaborazione con il Comune di San Giovanni Ilarione. Le finalità del Centro sono
state quelle di impegnare in maniera costruttiva e divertente il periodo estivo dei
ragazzi, obiettivi che sono stati felicemente
raggiunti grazie all'impegno e la professionalità di educatori e volontari. Sono
state per noi quattro settimane intense
ma molto appaganti, dove la manualità,
la creatività e la voglia di stare in gruppo
hanno preso forma nei diversi laboratori
(dal decoupage al teatro), nelle passeggiate
nel nostro territorio e nelle gite in piscina e
al parco delle cascate di Molina. Non posso che esprimere un sentito grazie a tutti
coloro che hanno permesso la realizzazione del C.E.R.: l'Assessore alla Cultura
Claudio Lovato e l'Istituto Comprensivo
di San Giovanni Ilarione; gli educatori
che hanno organizzato e attuato le attivi-
tà (Alessandro, Enrica, Alessia, Giulia,
Annalisa, Erica); la meravigliosa crew di
ragazzi volontari (più di venti!) tra i 15 e
i 22 anni, che hanno messo a disposizione
le loro energie e il loro tempo per divertirsi
con i partecipanti; l'associazione artistica
Animal House Factory di San Bonifacio
che ha guidato i ragazzi nella realizzazione
del graffito in Via Torino e -ultimi ma non
per importanza- Alessandro, Santina, Luciana, Vincenzo, Beppino e Antonietta che
hanno trasmesso la rispettiva passione per
l'arte, il decoupage, la danza, il giardinaggio e l'escursionismo a tutti noi.
In chiusura vorrei esprimere un caloroso
ringraziamento ai genitori che hanno dato
fiducia alle capacità della nostra giovanissima associazione la quale, ci auguriamo,
possa ripetere l'avvincente esperienza del
C.E.R. anche il prossimo anno!
Giulia Magnabosco
CINEMA E TEATRO SOTTO LE STELLE
A
nche quest’anno ampia partecipazione per gli eventi estivi proposti nelle piazze e nei
cortili del nostro paese. Nonostante la pazza estate con il tempo sempre incerto e piovoso, le stelle non sono mancate ad illuminare le manifestazioni. Ringraziamo tutti coloro
che si sono adoperati per la buona riuscita, la compagnia Sale & Pepe, Cartabianca, la
fam. Marcazzan, fam. Pe-razzolo, fam. Vandin, La Scuola Materma Papa Giovanni, il
Ristorante da Claudio, Simone Burato per aver sponsorizzato il cinema all’aperto.
Nella foto: un momento della creazione del
graffito in Via Torino.
7
Dai Zamicheli al Cengio...
Bruno Zamichele, di 79 anni compiuti, è
nato in San Giovanni Ilarione ai Zamicheli
al Cengio il 31 maggio 1935 ed è il settimo di
otto fratelli (4 femmine e 4 maschi).
La vita di questo nostro concittadino è stata
sicuramente molto attiva ed avventurosa, e
cercheremo di raccontarla almeno nei momenti più importanti.
Frequentate le scuole elementari durante
il secondo conflitto mondiale ed a 14 anni
comincia a lavorare come calzolaio alle
dipendenze di “Gino Sgancia” in località
Leasi, che però dopo soli 6 mesi chiude
l’attività.
Non essendoci altri lavori, si trasferisce a
Chiampo e lavora presso Munaretti e Santacà come riparazione e creazione artigianale di scarpe. Ci ricorda che per i primi 15
giorni di lavoro, ha percorso a piedi, mattino e sera, la strada da San Giovanni Ilarione a Chiampo. Trova poi ospitalità presso un’anziana signora di Chiampo per i 3
anni che svolgerà questo lavoro, cioè fino a
quando la madre lo convince a licenziarsi
perché a suo dire il salario è troppo basso.
Continua a svolgere saltuari lavori come
calzolaio presso le famiglie del luogo; ma c’è
il grosso problema di riuscire ad incassare
quanto dovutogli per le sue prestazioni.
Per un anno poi, lavora come dipendente di
“Romanin” Vandin a San Giovanni Ilarione,
per un salario di 400 lire al giorno.
Guido Santacà, il suo primo datore di lavoro, lo torna a cercare a casa e gli fa una
proposta allettante che Bruno non può rifiutare: 700 lire al giorno, pranzo gratis a
mezzogiorno e alloggio presso la solita signora.
Intanto raggiunge i 21 anni, ed arriva anche
la cartolina di precetto, ma senza l’avviso di
partenza.
Si licenzia nuovamente, ma non parte militare e rimane nuovamente disoccupato.
Decide quindi di andare a coltivare barbabietole in Francia e ritorna a casa il novembre successivo, trascorrendo l’inverno a
casa sempre come disoccupato.
I suoi tre fratelli nel frattempo sono in
“mina” in Belgio, ed essendo già in possesso
del passaporto si organizza per seguirli.
Tre giorni prima della sua partenza, prevista per il lunedì 11 agosto 1956, accade il
tragico incidente alla miniera di Marcinelle,
e Bruno non può partire perché il governo
italiano chiude immediatamente la fron-
tiera agli emigranti verso il Belgio.
Si prospetta ora la possibilità di emigrare
in Francia con tre paesani a fare il manovale edile, ma questa volta, qualche giorno
prima della partenza, il Distretto militare di
Verona gli comunica che è stato esonerato
dal servizio militare: il motivo non lo ha
mai conosciuto.
E’ l’anno 1958, e dopo tutte queste peripezie, Bruno decide ora di mettersi in proprio
e con l’aiuto del Santacà, suo vecchio datore
di lavoro di Chiampo, trova un piccolo locale di 16 metri quadrati a Montebello vicentino: davanti c’era il laboratorio e dietro
il letto e la “cucina”.
Rileva dal precedente proprietario anche il
materiale da calzolaio (banco, macchina da
cucire ed altro) per il prezzo di 100.000 lire.
Una domenica mattina fa il trasloco a bordo della moto Morini del suo amico “Nani”
Marcazzan: tutto ciò che aveva era contenuto in una valigetta.
Il giorno dopo, accompagnato dal Santacà,
va ad acquistare il materiale necessario ed
inizia a lavorare.
A mezzogiorno pranza sempre al bar ed alla
sera cucina in casa.
Dopo qualche mese riceve la visita di Gino
Micheletto dalle Lore che, vedendo le precarie condizioni in cui alloggiava, lo invita
ad andare a dormire da lui, offrendogli
l’alloggio gratis ed anche qualche genere di
conforto; approfitta di questa opportunità
per 7 mesi.
Ora succede un episodio che darà una svolta alla vita di Bruno: il negozio di colui che
lo aveva invitato a trasferirsi a Montebello
chiude, ed è Santacà che ancora una volta
lo incoraggia a rilevare l’attività e garantisce
per la sua solvibilità.
Si incammina ora in questa nuova avventu-
...a Montebello
ra, aiutato gratis dalla sorella
Gina nella gestione del negozio.
La nuova attività funziona bene,
ed ingrandisce così il negozio
trasferendosi a dormire con la
sorella in un’altra famiglia sempre a titolo gratuito.
Ma presto Gina si fidanza e
manifesta l’intenzione di sposarsi; quasi contemporaneamente anche Bruno incontra
la sua anima gemella, Maria
Assunta Bonin classe 1937 che
sposa il 12 febbraio 1962.
Ci racconta che in viaggio di
nozze sono andati a Venezia (due notti in
una camera fredda) con 70.000 lire in tasca,
ma dovevano ritornare con almeno 35.000
lire per pagare le “tratte” che scadevano il
giovedì…
Sono stati anni molto duri dal punto di vista
economico, e tutti gli utili erano reinvestiti
nell’attività; di giorno lavoravano entrambi
nel negozio e di sera fino a tardi mentre lui
riparava le scarpe, la moglie si dedicava alle
faccende di casa.
Nel 1961 si trasferisce in un nuovo negozio
con annesso appartamento, ed cominciano
ad arrivare i figli: Mauro nel 1963, seguito
da Nadia nel 1968 e Diego nel 1971.
La situazione economica è ora migliorata e
nel 1970 si cominciano a raccogliere i frutti
di tutti i sacrifici fatti.
Nel 2000 è infine arrivata la pensione, ed
è il figlio Diego che continua la sua attività
sempre a Montebello in un moderno ed
ampio negozio che ora comprende, oltre
alle calzature, anche la vendita di materiale
in pelle ed abbigliamento.
Due anni fa hanno festeggiato le nozze d’oro
con i tre figli ed i due nipoti che sono ormai
grandi ed entrambi laureati in agraria.
Ribadisce ancora una volta di avere sempre
trovato sulla sua strada molte persone che
lo hanno aiutato; fra tutte ricorda in modo
speciale Santacà che gli è sempre stato vicino e lo ha sempre aiutato soprattutto nei
momenti difficili e le due sorelle da sposare
che lo hanno ospitato nei momenti più difficili.
E’ molto lieto di raccontarci la sua storia
vissuta con molta intensità e tanti sacrifici
ma che ha dato a Bruno molte soddisfazioni
professionali ed umane.
A.P.
Buon Compleanno, Loreta!
Domenica 17 agosto abbiamo fatto una
grande festa in contrada Coltrini per festeggiare il compleanno di nostra sorella, Loreta Ambrosi, che quest’anno ha compiuto
la bellezza di cinquant’anni.
Loreta era all’oscuro della festicciola organizzata tutta per lei e per la quale abbiamo
invitato i suoi zii, i suoi nipoti, i cognati e
le cognate, i padrini Silvia e Piero e molti
vicini della contrada. Li ringraziamo tutti di
cuore per aver condiviso questo momento
di gioia. Eravamo in cinquanta persone,
sedute su un’unica, lunga tavolata all’aperto
e con noi c’era anche il sole, ultimamente
un po’ nascosto, ma che non ha voluto mancare alla festa di nostra sorella.
Crediamo sia stata una grande emozione
non solo per Loreta ma anche per nostra
mamma Margherita, che da cinquanta
anni, senza soste, si occupa di sua figlia: abbiamo tenuto anch’ella all’oscuro di tutto
fino al giorno, anzi fino all’ora della festa.
Sante – Maria Grazia – Lucia - Lorenzo
A Beltrame Agostino (28.05.1924)
Tanti auguri per i tuoi primi novant'anni, ti
vogliamo bene.
La tua Famiglia
CINEMA E TEATRO SOTTO LE STELLE
Per il secondo anno consecutivo alcuni fantastico "Stardust".
dei luoghi più suggestivi di San Giovanni
Ilarione hanno fatto da cornice a due iniziative culturali estive: la prima è l'ormai
atteso "Cinema sotto le stelle" organizzato
dall'associazione culturale Cartabianca in
collaborazione con l'assessorato alla Cultura, realizzato grazie all'aiuto di Burato Simone impianti elettrici, Paolo Pozza Chef
At Home, la famiglia Perazzolo e la Compagnia Sale&Pepe. A partire dal 31 luglio
per cinque giovedì consecutivi sono state
proiettate in piazza del Costo a Castello
altrettante pellicole cinematografiche, dal
genere più avventuroso come "Vita di Pi" al
Il secondo ciclo di eventi ha visto protagonista lo spettacolo dal vivo: il "Teatro sotto
le stelle", organizzato dalla compagnia
Sale&Pepe e dall'Assessorato alla Cultura
e realizzato grazie alla parrocchia di Santa
Caterina in Villa, alla famiglia dott. Marcazzan, a Flavio e Paolo Vandin.. Ad aprire
il cartellone la compagnia Sale&Pepe che
il 19 luglio ha recitato a Cattignano il suo
ultimo spettacolo, "L'amore del Secolo".
L'appuntamento successivo si è tenuto il 2
agosto nel cortile di Villa Tanara- Marcazzan dove le giullari Odilla e Silvana, accompagnate dall'organettista Andreina hanno
intrattenuto gli spettatori con storie e cante
folkloristiche. La rassegna si è conclusa
sabato 30 agosto con la compagnia "I Teatranti de Vestena" che nel cortile dell'Ex
Consorzio hanno portato in scena "Lo voi
anca mi", commedia popolare di Claudia
Rossi adattata da Maria Assunta Fanton
con la regia di Tiziano Panato.
Entrambi i cartelloni, diversi per tipologia di spettacolo ma ugali nella volontà di
restituire al luogo aperto la giusta magia e
fruibilità, hanno avuto un'ottima risposta da
parte degli ilarionesi; ci auguriamo quindi
che anche il prossimo anno entrambe possano continuare ad majora semper. G.M.
Ricominciano a settembre i
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Il fascino di suonare uno strumento musi- minavano a notte fonda con osservazioni e talvolta anche i Nuovi Angeli), ma anche mantovano, a Castiglione delle Stiviere. Per
cale e trovare attorno persone ed amici che
condividono questa tua passione è e rimane
uno degli elementi più interessanti dei giovani di tutti i tempi. Non fa eccezione il
paese di San Giovanni Ilarione, che dagli
ultimi anni ’60 in poi ha visto fiorire un numero non indifferente di complessi e band,
che animarono le serate di molti ragazzi
di quei tempi ormai lontani. L’argomento
è stato trattato in un Libretto della Sagra
delle Castagna di alcuni anni fa, ma era inevitabile che qualche elemento rimanesse
fuori, vista la vivacità del panorama musicale del tempo, anche a livello di paese.
Eccoci allora a parlare di quattro giovani
che, fra il ’70 e il ’75, ebbero modo di mettersi in mostra nei locali della vallata e, in
alcune occasioni, di esibirsi anche in sale da
ballo e discoteche di un certo prestigio, in
provincia e fuori provincia: Luigino Cengia (chitarra solista e voce), Lino Confente
(basso e seconda voce), Giovanni Pasqualini (batteria) e Candido Panarotto (tastiere)
insieme diedero vita al complesso “Suggestione 2000”.
A dar avvio al tutto fu Luigino Cengia, che
dopo i primi rudimenti musicali appresi da
Cesare Panarotto all’età di 14 anni, cominciò ad interessare gli altri: Lino Confente,
Giovanni Pasqualini e, inizialmente, Mariano Lovatin, poi sostituito da Candido
Panarotto; era prazzi a quel tempo che i
giovani che volevano imparare musica frequentassero il maestro Franco Bignotto di
San Bonifacio e così capitò anche per i nostri aspiranti musicisti.
Una volta costituito il gruppo, si dovette
pensare alla sede, che venne individuata in
una vecchia abitazione di contrada Confenti, una casa adiacente a quella di Lino, dove
il gruppo si riuniva una o due volte la settimana per le prove, che abitualmente ter-
discussioni varie, con la presenza di amici e
sostenitori. Non raramente, in quelle occasioni, si tirava tardi, talvolta fino alle 4 o le
5 del mattino, cosicché capitava che ci fosse
appena il tempo di tornare a casa, dormire
un’oretta prima di andare a lavorare in fabbrica, in manovia… Le lunghe serate di
prove procuravano qualche (per la verità
non esagerata) rimostranza da parte dei vicini, ma tutto sommato non si ebbero mai
grossi inconvenienti, solo in un’occasione
San Giovanni Ilarione, anno 1970 Giovanni Pasqualini (batteria), Luigino Cengia (chitarra
solista e voce), Candido Panarotto (tastiere), Lino Confente (basso e seconda voce)
intervennero, in modo bonario, i carabinieri nella figura del maresciallo Pitoni,
che fissò il limite delle 23.00 quale orario
oltre il quale non si poteva suonare, anche
se regolarmente poi si andò oltre…
I mezzi a disposizione erano pochi, ma ci
si arrangiava con un po’ di fantasia e con
l’aiuto di parenti e conoscenti: la stanza in
cui si facevano le prove era addobbata con
manifesti di cantanti famosi e all’occasione
si trasformava in locale per feste fra amici,
compleanni e altri motivi di aggregazione,
in cui spesso avvenivano i primi approcci
fra giovani e le prime tenere relazioni. Si
suonavano brani dei gruppi musicali allora
in voga, non solo italiani (Nomadi, Pooh,
SCUOLA PRIMARIA A. STEFANI
4 giugno 2014 : La scuola sta per
finire, ma non le attività per le
quinte della primaria A.Stefani.
Ore 8.00: i ragazzi si preparano
ad andare in visita al Calzaturificio
Sartori. Tra di loro c’è qualcuno di
molto emozionato , è Mariaelena,
figlia di Debora Veratti, che tra
poco accompagnerà i suoi compagni a vedere il luogo dove lavorano la sua mamma, i suoi zii e che
non ha mai esplorato fino in fondo
come farà oggi.
Ore 8.40:La compagnia di ragazzi arriva davanti allo stabilimento
ed è accolta con gioia da Debora che è entusiasta e non vede l’ora di far conoscere
loro l’azienda di famiglia che sta seguendo
con molto impegno insieme ai suoi fratelli
Edoardo e Matteo .
Ci guida attraverso gli uffici , i magazzini,
la fabbrica, spiegando in modo semplice e
chiaro come si realizza una calzatura ,dal
progetto al modello , alla produzione nella
manovia …. La scolaresca è attenta e incuriosita. Qualche alunno, mentre attraversa
stranieri, come i Creedence Clearwater Revival. Spesso non si avevano a disposizione
né gli spartiti delle canzoni né i testi, così
ci si doveva arrangiare ascoltando e riascoltando i singoli pezzi: Rudi Creasi, ad
esempio, prestò un 33 giri dei Creedence e
da quello si ricavarono “a orecchio” note e
parole.
La prima uscita vera e propria avvenne in
occasione della Sagra delle Castagne del
1972 o ’73: si doveva suonare il sabato sera,
i vari ambienti, saluta divertito un parente
o un amico che sta lavorando e sembra che
tutti siano felici di vedere l’allegra combriccola di alunni.
Ore 10.00: La visita finisce con un dolce
ghiacciolo offerto dalla ditta e una buona
merenda!!!
Un grazie sincero a Debora e ai suoi fratelli
per averci dato la possibilità di visitare il
loro calzaturificio.
Gli alunni e le insegnanti
all’aperto, ma per il cattivo funzionamento
dell’impianto audio degli organizzatori si
rinviò il tutto al lunedì, però all’interno del
cinema parrocchiale. Presentatori ufficiali
della serata furono Fiorenzo Pinali e Rudi
Creasi. Fu anche il primo cachet ricevuto
dal gruppo: L. 40.000.
Col tempo ci fu occasione di fare delle uscite
in paesi vicini: sempre nel ’73 il complesso
suonò l’ultimo dell’anno alla Baita di Bolca
e a stipulare il contratto, in veste di manager, ci pensò Bortolo Cengia, che portò alle
casse del gruppo la bella somma di 160.000
lire, che per quel tempo era una cifra di un
certo rilievo; nel ’75 alcune trasferte portarono i nostri musicisti fino a Peschiera e nel
il trasporto ci si affidava sempre a quello che
si aveva “in casa”: a Peschiera li accompagnò
Giannino Beltrame con il suo furgone 850,
che però a causa della guarnizione della
testata bruciata doveva fermarsi ogni 5-10
chilometri per aggiungere acqua; a Mantova li portò ancora Bortolo Cengia con un
camioncino scoperto prestato dall’amico
Luigi Beschin; a Castiglione invece si offrì
di accompagnarli Rino Arvotti, con il furgone della ditta in cui lavorava, ma quando
si incrociavano polizia e carabinieri partiva l’ordine perentorio “giù tutti!”, così tutti
dovevano abbassarsi per evitare che, a causa
del numero eccessivo di occupanti, ci si
beccasse una multa salata. I viaggi quindi si
trasformavano in vere e proprie avventure,
ricordate ancor oggi con nostalgia dai protagonisti. Anche le discoteche del vicinato
erano mete abitudinarie del complesso,
come il Nevada di Terrossa e altri locali. In
alcune occasioni particolari il gruppo si avvalse anche della collaborazione di altri musicisti, fra cui si ricordano Carlo Franchetto
e Eddy. L’avventura musicale di “Suggestione 2000” durò all’incirca un quinquennio,
poi alcuni smisero di suonare, mentre altri
procedettero per conto proprio, come accadde per Luigino Cengia che ebbe modo di
diplomarsi in Musica corale e Direzione di
Coro al Conservatorio Pollini di Padova.
Per tutti comunque quel periodo rimane
nella memoria come un momento “magico” della propria giovinezza, difficile da
spiegare alle generazioni di oggi: un periodo in cui la carenza di mezzi e di possibilità di cui si disponeva non impedivano di
tentare di costruire qualcosa “in proprio”,
obbedendo alla richiamo della musica e alla
passione di esprimere con i propri strumenti e la propria voce quello che solo la musica
riesce, oggi come ieri, a dare.
D.B.
SAGRA CATTIGNANO 2014
Ben 550 giovani hanno partecipato agli sport acquatici, altri 100 gli iscritti alla marcia Stra
Cattignano, molti collaboratori coinvolti... che dire? Gran bel traguardo per la Sagra a Cattignano 2014 nonostante il tempo non sia stato dei migliori!
Gli organizzatori ringraziano Don Elio per la sua preziosa collaborazione.
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Gruppo Alpini San Giovanni Ilarione
"Per non dimenticare"
Ricorrendo quest' anno l' inizio del Cente- Meta principale pertanto è stata la visita
nario della Grande Guerra il Direttivo del
Gruppo ha voluto far coincidere l' annuale
gita sociale con il Pellegrinaggio Nazionale all' Ortigara del 13 luglio scorso, con la
partecipazione di circa 60 persone tra soci,
famigliari ed amici e del Sindaco Cavazza
Ellen.
Ma vista l'ora di arrivo solamente qualcuno,
approfittando anche della tregua concessa
da “Giove pluvio”, ha affrontato nel breve
tempo a disposizione la salita e la discesa
alla Colonna Mozza.
dei manufatti ripristinati vicino al monte
Lozze, nelle adiacenze del rifugio Cecchin
e della Chiesetta, ove è stata officiata la S.
Messa da Don Bruno Fasani.
Al termine della stessa e della cerimonia
ufficiale, i partecipanti sono tornati ad Asiago per il pranzo e per la successiva visita
al Sacrario Militare sul colle del Leiten e al
centro della cittadina.
Nella foto: Il gruppo con alle spalle il
Sacrario di Asiago
Guido Gecchele
Il Gruppo Alpini di San Giovanni Ilarione all'interno della Associazione Nazionale si
sta facendo molto onore: infatti alcuni tra i suoi soci ricoprono importanti cariche.
Senza dubbio la più prestigiosa è ricoperta da PANDOLFO ANGELO, Consigliere Nazionale e già Segretario del Comitato di Presidenza: dal 14 giugno scorso è stato nominato Vice Presidente Nazionale;
Inoltre l'attuale Capogruppo ELIO MAURIZIO MARCHESINI, in occasione della annuale Assemblea Sezionale di Verona, lo scorso 02 marzo è stato eletto Consigliere
Sezionale;
e, per finire, GECCHELE GUIDO è stato nominato dall'Assemblea dei Capigruppo della Zona Val d' Alpone, che comprende i Gruppi di Belfiore, Bolca, Brognoligo, Caldiero,
Castelcerino-Fittà, Cazzano di Tramigna, Costalunga, Montecchia di Crosara, Monteforte d' Alpone, Prova, Roncà, San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, Soave, Terrossa e
Vestenanova, Capo Zona.
Gli intramontabili
si vedono a Tonezza del Cimone
27 luglio – 10 agosto 2014
L'ALPONE, glorioso trimestrale di informazione e cultura della Valle dell’Alpone,
a ogni edizione, ricca di pagine informative
e culturali di grande risonanza, intelligentemente dà ampio spazio anche alla cronaca
di grandi o piccole vicende paesane, fra le
quali ha la pretesa di essere gentilmente accolta, almeno in una “finestrella”, quella qui
raccontata in poche righe.
Chi sono costoro che vogliono affacciarsi alla “finestrella” dell’Alpone? Da dove
provengono? Che hanno fatto? Di certo
tutti sono stati veri protagonisti, nonostante l’anagrafico variare di età, partendo, naturalmente, dagli anni “anta” fino
agli ultranovantenni. Intramontabili!. Ma
chi ci avrebbe creduto a questi protagonisti “anta” sentendoli cantare in chiesa o
nel salone dell’albergo Belvedere a Tonezza del Cimone? Con i loro canti, molti dei
10
quali avevano l’età dei cantori, sostenuti
dalla fisarmonica di P. Luciano Baron, gli
Intramontabili sono riusciti a prevalere
sulla sofisticata strumentazione della “sala
da ballo” dell’abergo, trasformata, solo per
ragioni di età, unicamente in sala “canora”.
E proprio in quella sala, l’intraprendente
“eterna” Renata è riuscita – cosa vuol dire
l’amore per le Missioni! – a organizzare la
fantasiosa lotteria a beneficio delle Missioni francescane venete, in particolare del
lebbrosario di Cumura in Guinea-Bissau
nell’Africa occidentale.
Da dove provenivano questi incredibili “Intramontabili”? Prevalentemente
dalla Valle dell’Alpone e in buona parte
dall’ambivalente S. Giovanni Ilarione, veronese per “tasse”, vicentino per “indulgenze”.
Chi fu l’abile organizzatrice di questo incantevole soggiorno alpino tonezzano? Una
cittadina di S. Giovanni Ilarione, che il
31 luglio ha festeggiato il primo anno oltre gli “anta”. Segreta la prima cifra degli
“anta”. Il suo volto lo si può individuare
nella foto. È il volto più sorridente e la
chioma più bionda. E se ci fosse anche
il sonoro, si sentirebbe la voce più squillante fra tutti gli “Intramontabili”. La
“finestrella” si sta chiudendo. Arrivederci al prossimo anno. L’assistente,
pure lui “intramontabile”,
p. Fabio Longo.
Fra' Narciso Cavazzola
San Giovanni Ilarione,6 luglio 2014
Il 21 giugno 1964 io venivo ordinato sacerdote a San Bernardino a Verona con altri 17
compagni da monsignor Giuseppe Carraro.
Da allora sono passati 50anni. Sono grato a
don Elio e a tutta la comunità di Santa Caterina per avermi dato l’occasione di celebrare insieme questo gioioso evento.
Nella nostra vita sono poche le pietre miliari a cui è doveroso soffermarsi. Tra queste
certamente è la nascita. Con il salmista ( ps
138) mi rivolgo a Dio e prego: “Sei Tu che
hai creato le mie viscere e mi hai tessuto
nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi
hai fatto come un prodigio, sono stupende
le Tue opere!” Io ti sono riconoscente per la
vita che mi hai dato e sono riconoscente a
mio padre e mia madre che hanno cooperato a darmi la vita e a vivere da uomo onesto.
Mio padre e mia madre erano arrivati solo
fino alla quinta elementare, ma la loro fede
in Dio e nella sua Provvidenza è sempre stata per me forza e coraggio per superare tanti muri, per sopportare tante incomprensioni, per vivere una vita dignitosa “poveri sì
ma onesti”. Ed ancora “salutare tutti anche
quelli che ti hanno fatto del male” era il ritornello che mia madre e mio padre mi ripetevano quasi ogni giorno. Mia madre diceva
“è Dio che vi ha affidato ame, non temete
Egli penserà a proteggervi e aver cura di
voi”. Era una fede vissuta, non imparata sui
libri di teologia. Posso dire senza sbagliarmi
che se oggi sono qui a ringraziare Dio per
50 annidi sacerdozio lo devo alla fede e alle
preghiere dei miei genitori.
Ogni vocazione sacerdotale può essere spiegata con le parole di San Paolo nella Lettera
agli Ebrei: “Ogni sommo sacerdote infatti è
scelto fra gli uomini e per gli uomini, viene
costituito tale nelle cose che riguardano Dio
per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è
in grado di sentire giusta comprensione per
quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore,
essendo anche lui rivestito di debolezza. A
causa di questa egli deve offrire sacrifici per
i peccati anche per se stesso e per il popolo.
Nessuno attribuisce questo onore, se non
chi è chiamato da Dio” (Eb.5:1-6)
Non sto qui a raccontare la storia di questa
chiamata. Posso dire che solo Dio è stato
con me per questi 50 anni.
Quando comunicai la mia decisione di
andare in missione, mia madre si turbò ma
mi disse “che Dio ti accompagni, noi pregheremo per te”.
Ogni domenica veniva una telefonata da
casa: “come stai? Ti comporti bene?” e
questo fino alla sua morte. Dietro ogni
sacerdote sono certo che c’è la fede di una
madre e di un padre cristiani.
Di questi 50 anni potrei parlarvi di gioie,
dolori, prove, dubbi, tentazioni, ma non
penso sia necessario. Sono le stesse che provate voi ogni giorno nella vostra famiglia
a crescerei figli, a lavorare per mantenerli.
Ma oggi sono sicuro che tutte queste prove,
dolori, sono stati occasione di ricevere tante
grazie e occasione di lenire le sofferenze di
altre persone. Niente è stato vano, tutto è
stato Grazia. Ancora col salmista vorrei dire
“Signore Tu mi scruti e mi conosci, Ti sono
note tutte le mie vie, alle spalle e di fronte
le circondi e poni su di me la Tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza, troppo
alta ed io non la comprendo. Se salgo in
cielo, là Tu sei; se prendo le ali dell’aurora
per abitare le estremità del mare, anche là
mi guida la Tua mano e mi afferra la Tua
destra”. (ps 138)
Lodiamo oggi il Signore per le meravigliose
opere che ha compiuto in me, in questa comunità dove sono stato battezzato, ho ricevuto il Sacramento della Cresima e tante
volte ho ricevuto il Sacramento della Confessione.
Vorrei
terminare
queste poche parole
con la preghiera di san
Francesco: “Dio mio e
mio tutto, tutto viene
da Dio e tutto ritorna
a Lui. A Lui sia gloria”
PS: sono riconoscente
alla Curia vescovile di
Vicenza, specialmente
don Arrigo della Segreteria delle Missioni per
mandarmi immancabilmente “Chiesa Viva”
e per la comprensione
e l’aiuto che molto generosamente mi da.
CORSI DI ORIENTAMENTO MUSICALE - BANDA G. VERDI
Anche quest'anno la Banda G. Verdi organizza corsi di orientamento musicale per percussioni e strumenti a fiato che inizieranno giovedì 09 ottobre 2014 dalle ore 15:00
alle ore 21:00 e si terranno ogni giovedì fino al termine dell'anno scolastico presso
le scuole di Montecchia di Crosara. Per chiunque fosse interessato o per chi volesse
informazioni si terrà una riunione illustrativa martedì 7 ottobre 2014 presso la sede
della Banda (Piazza Castello 54 - Montecchia di Crosara). Per ulteriori informazioni contattare via sms (sarete poi richiamati) il numero 3403980279 oppure via mail
all'indirizzo [email protected].
TORTA ALLA ZUCCA
CON CREMA DI MARRONI
Ingredienti per la torta:
500 grammi di zucca cotta al forno;
200 grammi di farina;
100 grammi di fecola di patata;
3 uova;
150 grammi di zucchero;
un cucchiaino di cannella;
due cucchiaini di lievito;
un cucchiaino di bicarbonato;
ottanta grammi di burro sciolto a bagnomaria;
una presa di sale.
CONSIGLI DI LETTURA
Oscar Wilde,
IL PRINCIPE FELICE E ALTRE NOVELLE (Hoepli)
Questa raccolta si sofferma su una delle parti meno note della
produzione di Oscar Wilde: le fiabe. Non si troveranno qui motti
di spirito corrosivi, brillanti paradossi ma un mondo incantato
fuori dal tempo, dove la vecchia Inghilterra si mescola a un Oriente di fantasia e al mondo di principi e re. Oltre alle celebri “Il
principe felice” e “L'usignolo e la rosa” sono da apprezzare gioielli meno conosciuti come “Il pescatore e la sua anima”, “Il gigante
egoista” e “Il compleanno dell’infanta”. Età di lettura: dai 6 anni.
Daniel Pennac,
IL PARADISO DEGLI ORCHI (Feltrinelli)
Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il “capro espiatorio”.
Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una “zia” maschio protettrice di vecchietti,
ladri e travestiti brasiliani, una “zia” femmina super-sexy, ritratto
irresistibile del giornalismo alla “Actuel”, una misteriosa guardia
notturna serba, un cane epilettico.
Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull’orrore nascosto nel Tempio del benessere, un
Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un
Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un’altalena
tra divertimento e suspense, tra una Parigi da “Misteri” di Sue e
una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi “orchi” che qualcuno crede estinti.
Jonas Jonasson,
IL CENTENARIO CHE SALTÒ DALLA FINESTRA
E SCOMPARVE (Bompiani)
Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe.
Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso
dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte
in un ceffo strano, giovane, biondo, che con una certa scortesia
chiede ad Allan di vigilare all’ingombrante valigia cui si accompagna, mentre entra nella piccola cabina della toilet pubblica.
Ma la corriera per-non-so-dove sta partendo, e Allan non può
perderla se vuole seminare la megera direttrice della casa di riposo, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa,
misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è
un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e
fare fuori l’arzillo vecchietto.
Sandro Penna, POESIE (Garzanti)
Il volume ospita le raccolte poetiche pubblicate da Sandro Penna, forse il solo poeta italiano del Novecento che abbia parlato
a gola spiegata, dicendo chiaramente chi era e che cosa voleva.
In bilico tra un’espressione panica e solare dell’io e una regressione nell’infelicità e nel mistero, Penna trascrive direttamente
dal vissuto: la sua gioia misteriosa è la solitudine; è la gioia di
sentirsi anonimi, liberi e soli. Forse Charlie Chaplin, e nessun
altro, è riuscito a figurare la solitudine e la felicità dell’uomo, nel
mondo moderno, con la stessa intensità “anonima” di Sandro
Penna.
22 luglio 2014:
Giovanni Gecchele, attorniato da parenti ed amici,
festeggia i suoi primi settant’anni
Ingredienti per la crema:
200 grammi di crema di marroni o marronata;
40 grammi di burro ammorbidito;
10 grammi di rhum.
Procedimento:
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Affettate la zucca e mettetela a cuocere
per 15-20 minuti in forno fino a quando sara' morbida. Schiacciate la zucca utilizzando il passaverdura o lo schiacciapatate.
Imburrate ed infarinate la tortiera. Mescolate la farina con la fecola, il
lievito , il bicarbonato ed il sale. Sbattete lo zucchero e le uova fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete gradualmente il composto
a base di farina alternando con il burro, mescolando dal basso verso l'alto
delicatamente. Aggiungete la zucca e mettete l'impasto nello stampo. Fate
cuocere in forno per 50 – 60 minuti a 180 gradi. Fate raffreddare. Per la
crema lavorate la marronata con il burro ed il rhum. Guarnite il dolce
spalmadolo con la crema o utilizzando la tasca per dolci.
Luciana Damini
ERITEMA NODOSO
L'eritema nodoso è una lesione che compare sulla pelle ed è quasi sempre conseguenza di altre malattie sistemiche di
varia natura. Colpisce a tutte le eta' ma è
prevalente nel sesso femminile tra 20 e
30 anni. Compare in forma acuta con
malessere, dolori articolari , febbre ed eruzione di noduli arrossati localizzati nella
parte inferiore ed interna delle gambe. I
noduli possono essere di varie dimensioni: dalla grandezza di un pisello a quella
di una noce , da poche unita' ad oltre una
decina. Nel giro di 8-15 giorni variano di
colorito da rosso acceso a rosso violaceo
per evolvere poi verso il colore verdastro e
gilallognolo.Scompaiono poi senza lasciare
cicatrici. Le singole gittate eruttive subentranti possono prolungare il disturbo per
molte settimane. Non è stata riconosciuta
una singola causa dell'eritema nodoso. Si
pensa si dovuto a reazione allergica a tossine prodotte da alcuni batteri o virus. Le
cause alle quali si da attualmente impor-
Comune di SAN GIOVANNI ILARIONE
Totali nati:
Totali matrimoni:
Totali morti:
18 luglio 2014:
Gita dei chierichetti di Castello ad Acquasplash
12
7
10
tanza sono le malattie croniche ( tubercolosi , sarcoidosi , colite ulcerosa) , alcune
forme virali ( mononuclesi infettiva ) , e
l'uso di alcuni farmaci ( sulfamidici, acido
acetilsalicilico , pillola contraccettiva ).
Spesso l'eritema nodoso accompagna le
faringo-tonsilliti da streptococco che si osservano ancora con una certa frequenza.
Il decorso della malattia abitualmente è
acuto e va verso una risoluzione spontanea nel giro di tre – sei settimane . Esiste
tutavia una varieta' della malattia detta "
migrante " nella quale l'andamento è subacuto e le singole lesioni possono persistere per diversi mesi- La prognosi tuttavia
è sempre buona per l'assenza di interessamento sistemico. Non rimangono nella
sede dei noduli cicatrici permanenti ma
solo una modesta atrofia del tessuto adiposo. Il trattamento si basa sopratutto
nella cura della malattia di base , quando
questo è possibile . Utile il riposo a letto
la somministrazione di paracetamolo in
caso di febbre e dolori. Nei casi più gravi si
può somminitrare cortisone , dopo aver escluso come malattia di base una infezione
da funghi.
Vincenzo Magnabosco
Al 31/07/2014:
Totale residenti maschi:
Totale residenti femmine:
Totale residenti:
Totale famiglie:
2.636
2.514
5.150
1.817
Eccoci qua. È solo una foto, davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, ma dai nostri sorrisi si intuisce quanto
siano stati unici e fantastici questi quattro giorni. Quanto sia
stato indimenticabile ogni momento e quanto noi giovanissimi
abbiamo portato a casa da tutto ciò.
11
U.S. CALCIO S. Giov. Ilarione
A.S.D. BASALTI
NUOVA STAGIONE CON L'ENTUSIASMO DI SEMPRE!
FESTA DELLO SPORT 2014
Passato il triste momento post retroces- contribuito a costruire un gruppo affiatato e Puntuale anche quest’anno, nel primo weekend di luglio (5/6 luglio 2014), la polisportiva
sione fatto di riflessioni e nuovi propositi la
società, nonostante le sempre più marcate
difficoltà economiche, dovute al ridursi dei
contributi comunali ed alle minori entrate
da parte degli sponsor, si è rimboccata le
maniche ed ha ripreso subito a lavorare imbastendo una squadra all’altezza di affrontare al meglio la nuova sfida del campionato di 2° Categoria.
La ricostruzione è partita riconfermando la
guida tecnica, Beltrame Moreno e appoggiandosi allo zoccolo duro degli anni precedenti, costituito dai ragazzi del nostro Paese
che negli ultimi campionati , accettando di
rinunciare magari a qualche generoso “rimborso” offerto dalle piazze limitrofe, hanno
solido e affiancando a questi , nuovi giovani
provenienti dal settore giovanile.
Con grande soddisfazione da parte di tutti
gli amanti del calcio dilettantistico torna a
dare man forte alla squadra Cengia Mirco
che negli anni, a suon di goal, si è creato
fama di “Bomber” senza tempo.
Parallelamente a tutto ciò sono state iscritte
e riconfermate tutte le squadre del settore
giovanile che sempre più dovrà essere “officina” creatrice di nuovi “talenti”.
La società aspetta tutti i tifosi e simpatizzanti a sostenere sempre con il solito calore
che li contraddistingue i nostri ragazzi.
Luca Rossetto
locale ha organizzato la festa dello sport 2014, un momento di festa per tutta la comunità
ilarionese mettendo, sempre e comunque, al centro lo sport.
Non si tratta di una manifestazione solo celebrativa che va a coronare un anno di intensa
attività ma vuole essere l’affermazione dei tanti valori di cui lo sport stesso è portatore:
lealtà, creatività, accettazione e superamento dei propri limiti, tolleranza, spirito di squadra e della dimensione collettiva, espressione di condivisione, di reciprocità, della capacità
di rispettare e di valorizzare le individualità e le differenze.
Lo sport è tutto questo ma anche allegria e voglia di stare bene insieme e la festa dello sport
diventa allora un mix magico di tutti questi elementi.
Qualche settimana prima è partito il torneo di calcio che ha visto la partecipazione di 12
squadre e nel fine settimana della festa stessa, diverse discipline sportive hanno animato
gli spazi e la vita della nostra comunità. A farla da padrone nella giornata di domenica 6 è
stato soprattutto il Green volley con la partecipazione di 16 squadre di giovani che hanno
sfidato non solo le squadre avversarie ma anche un sole battente che ha accompagnato
l’intera giornata. Ma non da meno è stato il torneo di Tennis nelle categorie del doppio e
del singolo che ha dominato i campi da gioco per 2 giornate.
C’è stato spazio anche per molti ragazzi che hanno partecipato alla Gimkana, organizzata
dalla società “I basalti” il sabato pomeriggio e per la mattinata della domenica il torneo
dei ragazzi del calcio, con l’impegno degli allenatori di categoria della società calcio. Per i
ragazzi che non erano particolarmente attratti dal fascino dello sport, gli inossidabili “gonfiabili” hanno saputo intrattenere e divertire anche loro.
Naturalmente il tutto era supportato dal servizio dei chioschi che hanno alleviato la morsa
della fame e della sete dei partecipanti. Le serate sono state animate dalla musica di DJ
COFFEE e dal gruppo rock “The FALC”, a dimostrazione che l’apporto della musica è sempre una combinazione vincente che rende l’ambiente più piacevole e armonioso.
Trattandosi soprattutto di un avvenimento sportivo sono state premiate, nella serata della
domenica, tutte le categorie che hanno partecipato ai vari tornei. Riportiamo, quindi, di
seguito i vincenti dell’edizione 2014:
Prima Categoria 2014/2015
A.S.D. BASALTI
NON SOLO GRANFONDO...
Dopo il successo della Granfondo del Du-
rello, il Gruppo ciclistico Basalti ha continuato il proprio lavoro mettendo in calendario due gite in bici da corsa. La prima
(storica) con partenza da San Giovanni Ilarione ed arrivo a Sottomarina di Chioggia. La seconda,novità del 2014, che ha visto ben 34 amatori percorrere il Sella Ronda, ovvero il percorso che aggira il massiccio del Sella solcando i 4 passi dolomitici
(Sella, Gardena, Campolongo e Pordoi).
In entrambe le date il sole è stato dalla nostra parte permettendoci di passare delle
bellissime giornate, rese ancor più speciali
dalla grande partecipazione degli “Amici
dei Basalti” che, pur non avendo la bici, ci
accompagnano da tempo in tutte le nostre
uscite programmate. Vogliamo inoltre co-
Momento di aggregazione
prima di affrontare i 4 passi
Trimestrale di informazione e cultura c/c
postale n. 15684376
Se vuoi inviare il tuo contributo all'Alpone
utilizza c/c postale n. 15684376 intestato a:
Pro Loco di San Giovanni Ilarione - Piazza
Aldo Moro, 5. Coordinate bancarie Poste
Italiane: IBAN IT23 T076 0111 7000 0001
5684 376 - Cod. Bic/Swift: BPPIITRRXXX
Direttore responsabile: Delio Vicentini
Redazione: Dario Bruni, Luciana Damini,
Mario Gecchele, Giovanni Sartori, Lucia Burato, Lorenzo Gecchele, Angelo Pandolfo
12
GIMKANA
Stanghellini Arianna
Coltro Nicola
Pandian Kevin Angelo
Faedo Paolo
Confente Vittorio
Di Carmine Filippo
Bertolini Alex
Gazzo Sebastiano
Sultafa Enea
CALCIO
1° - I VECI
2° - ATLETICO RISERVE
3° - SARTORI AGRICOLA
4° - I COLCHONEROS
Capocannoniere: Davide Cengia (Atletico riserve)
Miglior portiere: Alex Roncolato (I veci)
SINGOLO TENNIS
1° - Stanghellini Luca
2° - Gambaretto Enrico
DOPPIO TENNIS
Bertagnin Giovanni – Marcazzan Mattia
GREEN VOLLEY
1° - Girone vincenti: MEIO BATERE I PIE' CHE POSTA' A UN PALO
2° - Girone vincenti: PI.TU.PI.TU....PAAAAA
3° - Girone vincenti: RASSA DE FATTI, SCONVOLTI E SVIRGOLAI
1° - Girone perdenti: A NOI UN NOME SIMPATICO NON CI VIENE
Premio scopa: TO MAMA LA SCOPA
Come sempre, alla fine, sono d’obbligo i ringraziamenti alle molte persone che hanno
partecipato alla realizzazione di questa festa, soprattutto ai nostri “sportivi”. Per non dimenticare qualcuno non facciamo nomi, ma siamo coscienti che sono le persone a rendere
bella la festa, con la loro allegria, creatività e disponibilità e siamo grati a tutti coloro che
in vario modo e in tempi diversi hanno sostenuto la manifestazione, lo sport e i suoi valori.
Basalti e Sella, due rocce a confronto
municare con grande soddisfazione i successi ottenuti nelle competizioni F.C.I. di
Valentina Rocca e Martino Marana, i quali
hanno conquistato le maglie di Leader di
classifica su due importanti circuiti regionali come il 'Lessinia Tour Fir Cup' e la
'Serenissima Coppa Veneto', senza dimenticare la vittoria in solitaria di Nicola Dirupo
alla 'Divinus Bike Clivus'. Il Direttivo,fiero
di questi risultati, desidera complimentarsi
con gli atleti ed augurare loro una stagione
2015 ricca di soddisfazioni.
Ricordiamo che da settembre riprenderanno i corsi di spinning presso le aule motorie
dell' Istituto M. Marcazzan.
Per info ed iscrizioni contattare il:
3494076981 Pia Costantini
VI ASPETTIAMO!
Recapito: Franco Cavazzola - Presidente
Pro Loco - Via Risorgimento 3/C - San Giovanni Ilarione (VR) - Cell. 347 2600161 - Email: [email protected]
Pubblicità: Franco Cavazzola (vedi contatti
Recapito)
Prestampa e Stampa: Grafica Alpone srl Via del Lavoro, 90
Tel. 045 6550833 - Fax. 045 6550221
E-mail: [email protected]
San Giovanni Ilarione (VR)
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Polisportiva Ilarione
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Da Ronco Marisa
Damini Luigi
Danda Roberta
Danese Giuseppe
Daniel e Inès Boyaux Sartori
De Cristan Pietro
Erzonelli Augusto
Facchin Angelo
Facchin Cesarino
Fochesato Mario
Fratta Egidio
Fusa Augusto
Gaiga Andrea Zenone
Galiotto Antonio e Pia
Galiotto Lorenzo
Gambaretto Bruno
Gecchele Gabriella
Gecchele Giustina
Gioco Daniela
Gugole Giancarla
Leorato Silvano
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
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Montecchia
Arsago (VA)
S.Giov.Il.
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Chiampo
S.Giov.Il.
Albaredo D'Adige
Montecchia
Montecchia
Merano (BZ)
S.Giov.Il.
Chiampo
S.Giov.Il.
Francia
Monteforte D'Alp.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
Montecchia
S.Giov.Il.
S.Giov.Il.
Francia
S.Giov.Il.
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Gambellara
Vestenanova
Montecchia
Longo Emilio
Lovato Antonio
Lovato Elisa
Maporti Pietro
Marcazzan Bertilla
Marcazzan Nello
Marcazzan Valentino
Marchesini Elio
Marchetto Bruno
Marchetto Giuseppe
Marchetto Stella
Marcigaglia Anna
Marcolungo Natalina
Niero Maria
Parise Carlo
Pasqualini Gianni
Pozza Rosalina
Pozza Stefano
Pressi Bruno
Roncari Remo Mario
Rossetto Gelsomino
Sabbadoro Patrizia
Salgaro Vaccaro Annalisa
Salgaro Vaccaro Dorina
Sartori Elisa
Sartori Mario
Soprana Augusto e Teresa
Urbani Bruno
Vandin Adelia
Vanzo Ferdinando
Vanzo Luciano
Zamichele Bruno
Zandonà Assunta
Zandonà Italico
Zandonà Vincenzo
Poiano (VR)
Albaredo D'Adige
Albaredo D'Adige
S.Giov.Il.
Brandizzo (TO)
Rubano (PD)
S.Giov.Il.
Garda (VR)
Besozzo (VA)
S.Giov.Il.
Caldogno (VI)
S.Giov.Il.
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S.Giov.Il.
Soliera (MO)
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Vestenanova
Longare (VI)
S.Giov.Il.
Selva di Progno
Gambellara
Montecchia di Cros.
Vestenanova
Cattignano
Sona (VR)
Peschiera del Garda
Svizzera
Montichiari (BS)
Belgio
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Montebello
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Milano
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Settanta anni fa, la guerra in casa