Ufficio del difensore civico di Jesi
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Relazione del difensore civico al Consiglio comunale
Gennaio - Giugno 2005 (terzo anno, primo semestre)
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Signor Presidente del Consiglio Comunale, signor Sindaco, signori Consiglieri ed Assessori,
per Gennaio 2006 dovrà essere nominato un nuovo difensore civico. Questa è
dunque, per quanto mi riguarda, l’occasione per fare il punto insieme al Consiglio su
alcune vicende che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della mia attività e che mi
riprometto di cercare di definire in ciò che rimane del mio mandato, per non lasciare sulle
spalle del successore troppe questioni aperte.
E’ mia intenzione delineare un’immagine della città e della sua amministrazione da un
punto di vista particolare quale è quello del difensore civico, cercando di interpretare e
selezionare la casistica alla luce degli interessi collettivi di cui il Consiglio è la massima
espressione rappresentativa a livello locale. Si tratta naturalmente di un quadro piuttosto
sommario, non esaustivo, non sistematico.
Oltre a relazionare sul lavoro svolto mi permetterò, come nelle precedenti occasioni,
di riportare le mie riflessioni su delle problematiche che sono giunte alla mia attenzione,
come contributo alla definizione di alcune di quelle che appaiono come priorità
amministrative.
Parte prima. Alcune questioni rilevanti
I primi spunti di discussione riguardano comunicazione pubblica e organizzazione. Per
osservare che nel complesso sembra aumentata la puntualità nel rispondere ad istanze e
petizioni, ma si tratta ancora di un panorama, per così dire, a macchia di leopardo.
Ribadisco la necessità di formulare per iscritto ed entro un mese una risposta, fosse pure
dilatoria o di rigetto, a fronte di ciascuna istanza o petizione (art. 17 dello Statuto). Talvolta
le risposte sono generiche ed immotivate, risultando in tal modo inutili o addirittura
offensive ed irritanti nei confronti dei destinatari (cittadini e difensore civico, in questo
caso, sono nella stessa scomoda posizione). Anche la risposta informale, sempre ai sensi
del regolamento, dovrebbe essere sempre seguita da una puntualizzazione scritta.
Poche sono, in realtà, le istanze che rimangono assolutamente lettera morta, ma questo
dato dovrebbe essere azzerato. E’ vero invece che l’assenza di sistematicità e di criteri
univoci ed efficaci nel gestire la comunicazione, in particolare con i firmatari di istanze e
petizioni, espone l’amministrazione alla giustificabile insoddisfazione degli interessati. Da
questo punto di vista sembrano molto più puntuali le circoscrizioni, le quali difettano però
di concrete deleghe operative e non sempre hanno la possibilità di rapportarsi in maniera
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efficace con gli uffici amministrativi. Tra l’altro in mancanza di queste risposte scritte
l’ufficio del difensore civico non riesce a ricostruire, se non a prezzo di molto lavoro, l’esito
delle singole vicende segnalate.
Altri enti e aziende assicurano prestazioni migliori, sotto questo profilo. Per quella che è la
mia esperienza si sforzano di rispettare tempi accettabili alla luce dei più diffusi statuti e
carte dei servizi alcune società partecipate, ad esempio Multiservizi, ma anche
amministrazioni pubbliche quali l’Agenzia delle entrate. Molto peggio l’INPS. La maglia
nera va ad istituzioni come le Asl ed alle grandi società privatizzate, come per esempio le
Poste e Telecom Italia.
Un caso paradigmatico. Un anno fa una signora ha chiesto presso un ufficio postale in
quanto tempo si prescrive un libretto di risparmio. In mancanza di risposta chiara ha
interpellato una serie di uffici centrali, e poi il difensore civico, che a sua volta ha scritto in
più occasioni. Per giungere a capo del quesito c’è voluto un anno.
In questo periodo ho avuto a che fare con Gorgovivo per ottenere chiarimenti circa le
modalità di distacco dell’acqua in occasione di lavori e altro, con la Telecom per bollette
troppo salate per colpa dei dialer, con l’Enel per i corposi conguagli effettuati in occasione
della sostituzione dei contatori, un’operazione condotta in maniera certo non impeccabile.
In sede di conguaglio l’azienda aveva applicato tariffe più elevate di quelle che sarebbero
state praticate se i consumi fossero stati rilevati a tempo debito. Da operazioni di questo
tipo scaturiscono differenze molto pesanti nei conteggi, specie quando si tratta di famiglie
caratterizzate da ridotti consumi (nel caso, pensionati). Insistendo si è ottenuto un
ricalcolo del dovuto, distribuendo i consumi sulle diverse mensilità scadute; inoltre una
rateizzazione del dovuto. Inutile sottolineare che l’interessata, non senza difficoltà, aveva
già interpellato il numero verde, dove avevano ipotizzato la sola possibilità di una
rateizzazione.
* * *
I nuovi dirigenti reclutati dall’amministrazione jesina, nei primi colloqui che abbiamo
avuto, hanno preannunciato provvedimenti volti a rendere più efficace la comunicazione
organizzativa e più chiari e costruttivi i rapporti con il cittadino. Ciò anche implementando
correttamente normative finora molto trascurate, come quella sul responsabile del
procedimento. Sotto il profilo squisitamente tecnico l’avvenuta acquisizione di un nuovo
software dovrebbe garantire nel futuro un miglior dialogo tra i vari uffici e servizi.
Per il momento l’eccessiva meccanicità o la lentezza di alcuni procedimenti, lo scarso
coordinamento tra uffici (penso per esempio agli accertamenti tributari, o a certe pratiche
urbanistiche) ed il diffuso dispregio delle normative in materia di procedimento, in primis
la 241, continuano a causare non pochi disagi ed incomprensioni in una parte della
cittadinanza.
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C’è anche da dire che l’atteggiamento della cittadinanza è cambiato di pari passo con le
riforme amministrative, per cui si sono alzate le aspettative nei confronti
dell’amministrazione e oggi viene rivendicato come diritto ciò che fino a qualche anno fa
era elemosinato come concessione o peggio favore. Mi sembra un dato positivo, sotto ogni
profilo.
Ricordo di aver auspicato in più di un’occasione che gli orari – ed ogni loro variazione fossero resi noti nella forma più chiara e visibile. Ciò per assicurare maggiore trasparenza
dell’attività amministrativa e una migliore comunicazione. Sotto questo profilo non ho
notato grandi cambiamenti.
* * *
La comunicazione esterna continua a ricevere riconoscimenti e positivi apprezzamenti,
capitalizzando investimenti in formazione e progettazione di servizi innovativi che
risalgono a qualche anno fa. Attualmente l’attenzione a questo settore sembra essere
minore rispetto al passato, e la comunicazione organizzativa nel suo complesso ne risente.
Al riguardo alcuni recenti cambiamenti a livello organizzativo meritano qualche riflessione.
Il nuovo schema di organizzazione sembra aver determinato un ulteriore smembramento
delle funzioni di comunicazione, già poco coordinate tra loro. Personalmente non
condivido l’inquadramento dell’URP accanto ai Servizi demografici; ciò a mio parere
denota una concezione di URP (e della rete civica che a quanto pare ne segue le sorti)
estremamente limitativa rispetto a quella che è invece la funzione centrale che questo
ufficio svolge nel più generale ridisegno della P.A., che è conseguenza delle riforme degli
ultimi 15 anni.
Molta letteratura in argomento sottolinea come le funzioni di comunicazione,
partecipazione e controllo democratico sono strettamente collegate tra loro. A mio modo di
vedere URP, rete civica, e a questo punto anche difensore civico, dovrebbero poter contare
su uno stretto collegamento tra loro a livello organizzativo, magari a fianco dell’unità
organizzativa cui vengono affidate le funzioni del “decentramento”, che pure costituiscono
uno strumento per avvicinare la cittadinanza all’istituzione. Questo significherebbe in linea
di principio valorizzare il ruolo di questi uffici e materialmente creare delle sinergie che
forse risolverebbero alcuni obiettivi problemi di carenza di risorse. Lo smembramento di
queste funzioni appare invece un modo di depotenziarle.
Il sito internet del difensore civico (che può essere visionato all’indirizzo
www.comune.jesi.an.it/difensorecivico) è stato arricchito con nuovo materiale che riguarda
una fetta significativa dell’attività dell’ufficio. Sono stati ulteriormente sviluppati i forum
telematici; attualmente generano un volume di traffico molto ridotto, ma ritengo
comunque significativa la possibilità di disporre di una sorta di “piazza virtuale”.
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Il blog è entrato a regime ed ha superato recentemente i duemila accessi (a partire da
novembre scorso). Ricordo che il blog è linkato sul sito istituzionale, ma non è ospitato sul
server del Comune ed è gestito privatamente dal sottoscritto.
Credo che una buona comunicazione sia co-essenziale alle funzioni di controllo sostanziale
dei procedimenti attribuite al difensore civico, il quale non ha altre prerogative o poteri se
non quello di manifestare pubblicamente le proprie censure. La stessa pubblicazione di
questa relazione va vista come forma di accreditamento verso le istituzioni e verso gli
utenti.
Recentemente l’ufficio del difensore civico è stato spostato in altri locali, per motivi
organizzativi dell’amministrazione. La dislocazione che l’ufficio aveva fino a qualche giorno
fa non era certo ottimale (specie dal punto di vista delle barriere architettoniche), ma
assicurava una maggiore “visibilità”. La collocazione attuale accanto allo sportello unico,
individuata dopo aver scartato altre possibilità che erano state prospettate, non risolve
completamente il problema delle barriere architettoniche, ma ha il vantaggio di consentire
una più stretta collaborazione con l’URP, con la possibilità di accedere all’ufficio anche da
piazza della Repubblica. Rimane l’incoerenza dell’inquadramento organizzativo più recente
con le attuali condizioni di lavoro del difensore civico.
I cambiamenti che negli ultimi mesi hanno interessato l’assetto organizzativo
dell’amministrazione jesina non permettono ancora di valutare gli effetti prodotti in ordine
a quella che è la percezione dei cittadini ed i riflessi sull’operato dell’amministrazione. Nei
rapporti interni, invece, è tangibile un certo disorientamento, accentuato apparentemente
dalla mancanza di una puntuale formalizzazione dei nuovi assetti funzionali e logistici.
Sento spesso lamentare, anche in risposta ad istanze di qualsiasi tipo, che “manca il
personale”. Questo significa o che manca davvero il personale, o che non è correttamente
utilizzato (o che qualcuno ci marcia, ma lo escluderei). Probabilmente il personale manca
davvero, sicuramente non è ben distribuito. Il costume di moltiplicare gli incarichi, anche
non coerenti tra di loro, in capo alle stesse persone, sembra essere indice di carenze
strutturali dell’organizzazione.
* * *
La corretta tutela dei dati personali è patrimonio di pochissimi uffici comunali, fatta
eccezione per il settore informatico. La problematica della privacy viene sollevata – anche
strumentalmente – quasi soltanto in quei casi in cui si discute dell’esercizio del diritto di
accesso. Che al contrario risulta essere uno degli ambiti meglio tutelati, in quanto l’accesso
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è soggetto a procedure controllate e garantite che consentono di adottare le contromisure
adeguate per assicurare anche la tutela della privacy correttamente intesa. Ben altre sono le
minacce alla privacy. Per esempio l’uso di chiudere a chiave scrivanie e uffici è
praticamente sconosciuto, mentre la promiscuità degli uffici stessi mette in condizione
persino il pubblico, per non parlare degli impiegati, di conoscere dati personali o
addirittura sensibili al di fuori dello svolgimento dell’attività istituzionale.
* * *
E’ raro l’esercizio di forme di autotutela amministrativa. Ritengo che ciò sia conseguenza
anche di una non chiara definizione delle responsabilità, che porta a ripararsi dietro lo
scudo dell’interpretazione letterale della norma.
Si tende a privilegiare l’applicazione letterale dei regolamenti locali piuttosto che far
riferimento alle leggi per interpretarli correttamente. La prassi dell’ufficio tributi, per
esempio e alla luce delle segnalazioni che mi giungono, è caratterizzata ancora dalla
disapplicazione dello Statuto del contribuente, in primis là dove si richiamano i principi di
ragionevolezza, di buona fede e di favor nei confronti del contribuente non evasore. Questo
atteggiamento è stato stigmatizzato dal Garante del contribuente ormai molti mesi fa, ma
l’intervento è rimasto lettera morta nonostante contenesse un esplicito invito a provvedere
rivolto all’amministrazione jesina.
C’è da dire che l’enfasi sui regolamenti, tanto usata per giustificare molte decisioni, è
talvolta tradita dagli stessi strumenti normativi locali, che avrebbero bisogno di una
generale ed attenta revisione. Faccio un esempio, che forse incide poco sul menage delle
famiglie ma è indicativo di come i regolamenti, in particolare il regolamento di polizia
urbana, abbiano bisogno di una generale revisione o quantomeno di una corretta
interpretazione alle luce delle fonti normative sovraordinate.
A norma dell'art. 23 della L. 580/1967 il pane "deve essere venduto a peso". Questo
significa che il prezzo del singolo pezzo acquistato deve essere determinato in base al suo
peso, e non forfettariamente. Qualche settimana fa è stato fatto notare al sottoscritto, che
poi ha girato l’osservazione all’amministrazione, che l'art. 94 del regolamento di polizia
urbana di Jesi consente la messa in vendita del pane "a pezzi" per consuetudine. Questa
norma è evidentemente illegittima, non può essere applicata e così com’è crea solo
equivoci.
Gli stessi regolamenti proibiscono cose molto gravi come lo stendersi si prati o praticare
giochi sui marciapiedi. Per il che ci accorgiamo di essere stati criminali incalliti, da
bambini, senza saperlo.
Sarebbe opportuna una revisione generale dei regolamenti per salvaguardare il valore della
legalità e facilitare il lavoro degli operatori.
Ancora in tema di interpretazioni e di regolamenti. La prassi degli uffici demografici non è
sempre univoca spostandosi da comune a comune. Con l’ufficio di Jesi c’è stato da
discutere in diverse occasioni, specie in tema di residenza ed iscrizione anagrafica.
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Vero è che l’ufficiale di anagrafe ha grosse responsabilità nell’attestare quanto risulta dai
registri, a cui corrisponde un ampio potere di dar corso ad accertamenti. Ciò per evitare
abusi molto diffusi, specie da parte di chi non vuol farsi trovare da ufficiali giudiziari,
Agenzia delle entrate e altri visitatori non sempre graditi, o da chi ha interesse a sembrare
più povero di quanto in realtà non sia, o a far finta di risiedere in un certo determinato
luogo piuttosto che altrove. Ciò non giustifica tuttavia il mettere assolutamente in secondo
piano la volontà delle persone, quando i vantaggi che ciò procura non sono illegittimi.
Fortunatamente la Cassazione afferma che l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento
concessorio ma un diritto per il cittadino ed un obbligo per l’ufficiale di anagrafe. Salvo il
potere di disporre accertamenti in ordine alle circostanze attestate dall’interessato circa la
presenza non occasionale presso un dato luogo e salva la possibilità di rintracciare la
persona (attraverso l’indicazione di un domicilio, che è cosa diversa dalla residenza).
Abbiamo così stabilito, con qualche difficoltà, che a certe condizioni si può avere la
residenza in una roulotte (anche se non si è zingari), che anche chi non ha fissa dimora può
avere la residenza in città, che due coniugi possono avere residenze diverse.
* * *
Nell’approssimarsi della nomina di un nuovo difensore civico mi permetto di formulare
qualche osservazione di carattere generale al riguardo.
Vorrei anzitutto richiamare l’importanza della cadenza semestrale delle relazioni (anziché
annuale, come avviene nella maggior parte degli altri comuni), che sottolinea la centralità
del rapporto con il Consiglio comunale. Al contrario la durata di tre anni - tra l’altro con
incarico non rinnovabile – è troppo breve se riferita alla complessità delle istanze ricevute e
dell’attività svolta. Si potrebbe mettere a frutto maggiormente l’esperienza maturata con
un incarico di 4 o 5 anni, salvo evitare la sovrapposizione con i rinnovi di Sindaco e
Consiglio, per non far assumere al difensore civico un ruolo politico in senso stretto che
non può e non deve avere. Così pure la non rieleggibilità assicura una maggiore
indipendenza dalle istanze politiche
Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, nell’ottica di una più ampia
collaborazione con gli altri Comuni della Vallesina, ritengo opportuno, là dove possibile,
proporre convenzioni per quanto riguarda il funzionamento dell’ufficio del difensore
civico, spesso interpellato da cittadini di comuni del circondario che ne sono sprovvisti.
Anche a Jesi, peraltro, talvolta ci si dimentica del difensore civico. Nel nuovo schema di
organizzazione - la riforma Rubini - l’ufficio del difensore civico (intendo un ufficio
operativo a prescindere dalla presenza fisica del difensore civico) semplicemente non era
previsto. Quando l’ho fatto notare è stato esplicitato che le funzioni di segreteria e di
supporto del difensore civico sono attribuite al servizio affari generali e istituzionali, che è
cosa un poco diversa dall’ufficio che c’era fino a qualche anno fa.
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Le vicende che hanno portato recentemente il Comune a transare con il mio predecessore
un cospicuo conguaglio economico mi portano a sottolineare che l’indennità mensile,
penso sia l’unico caso, è diminuita con il passare del tempo. A fronte di ciò il lavoro è molto
aumentato da qualche anno a questa parte, tanto da richiedere frequenti giornate
supplementari di lavoro rispetto all’orario consueto (per non parlare del fatto che il
supporto amministrativo è andato riducendosi nel tempo).
Comunque sono felice di aver contribuito nel mio piccolo al pareggio del bilancio.
* * *
Sono ormai numerosi i comuni impegnati nella modifica dei loro statuti per garantire il
voto ai migranti. Il 21 aprile 2005 il Comune di Ancona ha votato la modifica dell’Art.15
dello Statuto Comunale per garantire l’estensione del diritto di elettorato attivo e passivo
agli stranieri non comunitari e apolidi per l’elezione dei consigli di circoscrizione. La
delibera indica che possono richiedere di votare per le circoscrizioni i cittadini stranieri non
comunitari con almeno 6 anni di residenza in Italia, di cui almeno 2 ad Ancona, e gli stessi
possono essere candidati. Dopo il consigliere comunale aggiunto straniero, credo si tratti
del passo successivo da prendere in considerazione.
Altra categoria poco o nulla rappresentata in politica è quella dei minori. Segnalo in questa
sede una proposta che è già circolata su riviste e su internet e che a rifletterci su sembra
molto meno balzana di quanto non potrebbe apparire in un primo momento. Parlo del c.d.
voto ai bambini (in realtà nella maggior parte delle proposte al riguardo si prefigura il voto
esercitato dai genitori per conto dei bambini). La necessità di tener conto dei consensi di
questa ampia categoria di persone costringerebbe la politica ad una maggiore “apertura al
futuro”. Una proposta minore rispetto a quella appena citata, ma che, forse per la sua
relativa semplicità, è già ampiamente sperimentata, è la costituzione del Consiglio
comunale dei bambini e dei ragazzi.
Anche le forme di partecipazione politica rivolte ai cittadini adulti dovrebbero essere
rivitalizzate.Posso affermare senza timore di essere smentito che i forum ordinari sono
ormai svuotati di ogni significato, perché privi di ogni incisività nei riguardi dei documenti
contabili, convocati come sono a ridosso dell’approvazione definitiva degli stessi e non
essendo preceduti da un idoneo percorso preparatorio. Si spiega così la partecipazione
assolutamente irrilevante che si registra in queste occasioni. E parlo del solo forum sul
bilancio preventivo, perché il forum sul bilancio consuntivo, previsto dall’art. 10 del
regolamento sulla partecipazione, non è stato nemmeno convocato.
Disapplicato anche l’art. 16 del regolamento sulla partecipazione che prevede che i
provvedimenti con i quali gli organi Comunali assumono decisioni relative agli argomenti
trattati debbono riportare in forma sintetica le risultanze emerse dal forum.
Rimaniamo in tema di partecipazione per osservare come le forme di sussidiarietà e
compartecipazione che si auspicavano in passato vengono concretizzandosi, per ora quasi
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esclusivamente sulla carta, con regolamenti che ritagliano un ruolo meglio definito per i
privati negli interventi di natura pubblica, specie in tema di OO.PP.
Riguardo al rapporto tra partecipazione e pianificazione, più volte oggetto di dibattito,
osservo ancora una volta che la partecipazione non consiste in una fase del processo di
pianificazione, ma è insita nelle forme secondo cui questo processo è pensato, strutturato e
portato avanti. A questo proposito già in passato si è avuto modo di notare come il
coinvolgimento della macchina comunale nella formulazione del PRG sia stato minore di
quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Ciò sembra destinato a ripercuotersi sull’attuazione
del piano, oltre che sui suoi contenuti. Questo vale, credo, anche per il progetto obiettivo
sul patrimonio, nella misura in cui è affidato a consulenti esterni.
Attorno all’elaborazione del piano regolatore si sviluppano peraltro forme di dibattito e
istanze di partecipazione che vanno al di là di quanto pianificato dall’amministrazione, e
questo mi pare buon segno. L’espressione della società civile, se è veramente tale, va
pienamente rapportata alla specificità del territorio e dei protagonisti. Ciò avviene
attraverso un lavoro di ascolto e di ricucitura che trascende i pur importanti e necessari
stimoli iniziali e le procedure formalizzate.
* * *
La questione della mobilità, come si può vedere più avanti nelle statistiche, rimane tra i
temi più ricorrenti nelle segnalazioni ricevute dall’ufficio del difensore civico. Nella
prospettiva del difensore civico è centrale il discorso sulle procedure, che garantiscono agli
interventi la necessaria legittimazione, anche quando inevitabilmente finiscono per
favorire gli interessi degli uni a discapito di altri. Questo accade sia quando si definisce un
quadro di priorità, sia quando semplicemente si realizzano modifiche dello stato di fatto su
istanza di singoli o gruppi di interessati più o meno organizzati. In parole povere: se
vengono modificati il senso di circolazione o la disciplina del parcheggio lungo una via, ci
sarà senz’altro qualcuno che protesta. Questo significa che è compito dell’amministrazione
nelle sue varie articolazioni sentire le ragioni di tutti, valutarle e provvedere argomentando
e rendendo note le motivazioni della scelta.
Nel merito, mi soffermerei sul trasporto pubblico, la cui riorganizzazione rappresenta un
nodo da sciogliere quanto prima, suscettibile di avere un impatto su un ampia gamma di
problematiche sociali, economiche, amministrative, urbanistiche. L’utilità di questo
strumento deve aumentare e ne trarrebbero giovamento il regime del traffico, la salute, la
qualità della vita dei cittadini e finanche l’estetica dei quartieri, sempre più caratterizzata
da parcheggi più o meno regolari. Questo però deve avvenire senza penalizzare gli anziani
che al momento sono sicuramente gli utenti più numerosi e soddisfatti del servizio,
nonostante alcune questioni ancora aperte sulle concrete modalità di svolgimento. Da
molto tempo a questa parte mi sono fatto portavoce della richiesta di una fermata del
Pollicino a Baccio Pontelli, senza risultato a quanto mi consta. In base alle mie notizie un
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altro degli oggetti di critica più ricorrenti, al di là della dislocazione delle fermate, sembra
essere la scarsa frequenza delle corse.
Più in generale ci sarebbe forse bisogno di una riflessione complessiva sul tema della
mobilità, che non venga ricondotta soltanto alla dimensione più limitata della viabilità
Durante questi sei mesi appena trascorsi hanno fatto la loro ricomparsa le targhe alterne,
che hanno suscitato, come prevedibile, i soliti mugugni nella cittadinanza che spesso sono
arrivati al difensore civico. Altro discorso è la valutazione di opportunità, ma tale decisione
effettivamente comporta una pesante compressione di diritti pure costituzionalmente
garantiti, a cominciare dalla libertà di movimento. Il che dovrebbe indurre ad estrema
cautela al momento di commisurare due interessi contrapposti (prevenzione
dell'inquinamento vs. libertà individuali ed esigenze economiche e sociali).
Premesso che va riconosciuto a questa amministrazione di aver mostrato un'attenzione
concreta e non episodica alle problematiche ambientali, in base alle segnalazioni raccolte
ed alle considerazioni che si possono fare in astratto leggendo i provvedimenti adottati,
posso sottolineare alcuni profili dell'azione amministrativa che apparentemente meritano
approfondimenti ed interventi ancora più incisivi. Ciò anche in vista di quel
contemperamento di interessi a cui ho appena fatto riferimento.
1) Potenziare le iniziative di comunicazione, peraltro previste per legge, per ciò che
riguarda i tassi di inquinamento rilevati.
2) Ridurre i giorni di fermata del traffico e le zone interessate al minimo indispensabile per
ottenere il voluto impatto strumentale e simbolico, in considerazione degli oggettivi e
diffusi problemi che genera tale provvedimento.
3) Predisporre ulteriori iniziative volte a ridurre il disagio sopportato dai cittadini (a breve
e lungo termine), a cominciare dalla razionalizzazione del trasporto pubblico e dalla
predisposizione di efficaci parcheggi scambiatori.
4) Porre in essere strumenti alternativi di lotta all'inquinamento, con particolare
attenzione agli incentivi ed alle iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico.
La necessità di una revisione della regolamentazione dell’accesso al centro storico è stata
presa opportunamente in considerazione, ma non ha dato ancora luogo ai cambiamenti
auspicati in passato.
L’ascensore sul retro dell’ex Gabrielli, che collega viale della Vittoria al corso, rappresenta
un’occasione perduta, ora è chiuso al pubblico. Come pure il parcheggio silos nello stesso
palazzo, che non ha un’uscita sul viale, e così perde molto di funzionalità, se l’obiettivo è
decongestionare le strade centrali (tocca comunque imboccare via Garibaldi e poi risalire
passando per piazza delle Erbe).
Richiamo la questione delle multe per infrazioni al codice della strada solo per ribadire che
non possono essere solo strumenti per far cassa, mentre sono tutti d’accordo che fin dalle
modalità di accertamento gli agenti della polizia municipale dovrebbero avere un rapporto
con la cittadinanza improntato a spirito di servizio e leale collaborazione.
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* * *
Con la designazione di un assessore ad hoc e da colloqui con il nuovo dirigente dei LLPP
sembra che siano più imminenti gli interventi sui problemi più volte segnalati, che
riguardano la manutenzione, l’accessibilità, la sicurezza del cimitero, con particolare
riferimento alla parte nuova.
Mi piace riportare lo stralcio di una lettera tra le altre che ho ricevuto, più che per il
contenuto per il tono direi rassegnato che mi pare significativo della situazione attuale:
“Il cimitero della nostra città si trova in totale stato di incuria e di sporcizia: erba alta, attrezzi
edili e quant'altro nei prati, cannelle che perdono acqua da mesi senza che nessuno si preoccupi
di ripararle, ascensori bisbetici, pavimenti sberciati, ruggine incipiente, mancanza di qualsivoglia
piano d'appoggio nei "lavatoi", mancanza di qualsiasi accorgimento per proteggere dal vento le
persone che hanno i propri cari sepolti alla piramide; potrei continuare con un elenco ancora
lungo se non avessi ormai perso la speranza che la cosa interessi minimamente alla nostra
amministrazione comunale, la quale non fa nulla per migliorare quanto non funziona e,
soprattutto, per far sì che i lavori riprendano e siano finalmente completati, magari anche con la
creazione di un idoneo parcheggio”.
Altra questione piuttosto calda è quella dell’assegnazione e della determinazione del prezzo
dei loculi, che avvengono secondo criteri non sempre condivisibili e immediatamente
comprensibili al pubblico. In questo modo si verificano situazioni che generano forte
scontento derivante ancora una volta dalla sensazione che sull’esigenza di equità prevalga
la necessità di scaricare sull’utente finale le disfunzioni della gestione da parte dell’ente che
offre la prestazione in regime di monopolio.
Anche in questo caso solo di recente si èmesso mano alla riforma dei regolamenti per
cercare di sanare alcune più evidenti criticità.
* * *
Ricevo molte segnalazioni relative a sinistri dovuti alla rovina di beni di pertinenza
comunale oppure a carente manutenzione, in particolare delle strade.
In caso di richiesta di risarcimento il comune si limita a “girarla” all’assicurazione. La quale
però sistematicamente e pregiudizialmente nega qualsiasi risarcimento, motivando il
diniego con formule spesso generiche o comunque contestabili, alle quali il comune si
associa supinamente.
L’orientamento giurisprudenziale maggioritario afferma che la presunzione di
responsabilità, ex art. 2051 c.c., non opera nei confronti della P.A. per danni cagionati a
terzi da beni demaniali o patrimoniali (come le strade), sui quali è esercitato un uso
ordinario, generale e diretto da parte dei cittadini, la cui estensione non consente una
vigilanza ed un controllo idonei ad evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo, e, pertanto,
limita in concreto la possibilità di custodia o vigilanza sulla cosa (Cass. Civ., 10703/1999;
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Cass.Civ., 12314/4.12.1998); ciò in quanto “ad impossibilia nemo tenetur”. E’ altrettanto
vero tuttavia che in caso di omessa, ovvero carente manutenzione, può configurarsi una
responsabilità dell’ente proprietario della strada, ex art. 2043 c.c., in presenza di un
pericolo occulto che abbia il carattere obiettivo della non visibilità e quello subiettivo
dell’imprevedibilità. La risposta di prammatica dell’assicurazione appare dunque non
motivata in assenza di disamina nel merito della questione, e dunque appare volta
esclusivamente a fini defatigatori, per scoraggiare i cittadini meno informati o meno decisi.
Tutto sommato la spesa della copertura assicurativa grava indirettamente su tutta la
collettività, sarebbe meglio se servisse a qualcosa…
Nell’esaminare le segnalazioni ricevute nel loro complesso, noto che risultano
relativamente più trascurati i bisogni delle frazioni e delle zone di campagna, che pure sono
espressione di valori estetici, culturali, paesaggistici (oltre che economici) che rischiano di
andare perduti.
Continua ad essere molto delicata la situazione delle cosiddette “strade esterne”, la cui
manutenzione viene sempre più diradata, con il rischio di danneggiare irreparabilmente
questo patrimonio e la sicurezza di un disagio crescente dei cittadini. Ciò avviene proprio
mentre (o forse precisamente perché) le campagne sembrano ripopolarsi, con le case
coloniche che recuperano almeno in parte le funzioni perdute o vengono trasformate in
abitazioni e ville. Gli stanziamenti per le strade extraurbane sono esigui – secondo gli uffici
- e si fa ricorso regolarmente a fondi avanzati dai ribassi d'asta di appalti precedenti.
Nulla di concreto mi risulta sia stato fatto per porre rimedio allo stato di degrado degli orti
pubblici di via Carlo Marx, caratterizzato dal difficile rapporto degli anziani affidatari con i
“nomadi”, il cui controllo continua ad essere problematico.
Le segnalazioni relative all’arredo urbano (panchine, chioschi, cestini dei rifiuti, fermate
dell’autobus, cartellonistica, cassonetti e campane dei rifiuti…) non hanno prodotto in
questo periodo effetti evidenti nella direzione di una maggiore uniformità e coerenza
estetica, oltre che funzionale.
In un relazione precedente auspicavo la collaborazione con l’Università per la realizzazione
di studi sul territorio (oltre che ovviamente sul piano culturale). Osservo quindi con
piacere che questa collaborazione va lentamente strutturandosi. Al riguardo mi permetto di
richiamare l’attenzione sull’importanza di non confondere la conoscenza scientifica dei
fenomeni (che è l’oggetto dell’attività didattica e di ricerca condotta presso le università)
con la conoscenza pratica, la pianificazione, la scelta funzionale alla decisione (che hanno
un contenuto tecnico e politico). In caso contrario l’istituzione accademica è usata
esclusivamente come strumento di legittimazione e il valore aggiunto della collaborazione
si stempera in un uso retorico.
* * *
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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In precedenti occasioni si auspicava una “ricomposizione” della materia ambientale e dei
controlli su procedure e competenze certe ed inequivocabili, anche per dare e pretendere
riferimenti precisi dagli alti enti (ASL, ARPAM), cosa che non sembra essersi ancora
verificata.
Si è fatta un po’ di chiarezza sulle procedure al riguardo. Ciò genera più sistematicità nei
controlli effettuati con il supporto tecnico convenzionato dell’ARPAM. Questi controlli
tecnici, peraltro, solo in alcuni casi permettono di individuare effettivamente il disturbo
arrecato da emissioni di diverso genere (fumi, rumori, odori...), mentre quando si tratta di
attività saltuarie o che comunque sono riconducibili a problemi di quiete pubblica e simili
l’utilità è piuttosto discutibile. In questo momento è anche il ruolo della Polizia municipale
a dover essere meglio calibrato, anche con una maggiore specializzazione del personale ed
un sempre più pieno ed efficace coordinamento funzionale con le altre forze di polizia.
L’elevare contravvenzioni per violazioni al Codice della strada è solo una delle funzioni che
caratterizzano il loro ruolo attualmente. In alternativa il personale in divisa va esonerato
da tutta una serie di accertamenti e funzioni che possono essere svolte da altri uffici.
Non si ravvisano novità sostanziali sul fronte dei criteri di rilascio dei permessi, che – in
connessione con un’adeguata pianificazione - sembra quello più promettente per pensare
ad una corretta prevenzione, che contemperi tipicamente le esigenze dell’impresa con
quelle della residenza. In sede di rilascio delle autorizzazioni, quando l’amministrazione ha
per così dire il coltello dalla parte del manico, sembra spesso sottovalutata la questione
delle emissioni rumorose e inquinanti, salvo poi registrare inevitabilmente e regolarmente
le lamentele dei residenti all’avvio di nuove attività tipo bar e ristoranti, i cui impianti di
insonorizzazione e abbattimento delle emissioni anche odorigene si rivelano in molti casi
non soddisfacenti. La collaborazione con la ASL sotto questo profilo lascia molto a
desiderare, mentre sembra funzionare a dovere la convenzione con l’organo tecnico
accertatore, l’ARPAM.
Problemi solo parzialmente diversi sono evidenziati dalle manifestazioni temporanee, ed
anche in questo caso più che i divieti sembrano necessari una programmazione ed un
controllo intelligenti. A questo riguardo mi preme rimarcare la recrudescenza di due
questioni ormai sul tappeto da molti mesi, e cioè i rumori connessi alle attività svolte a San
Martino e quelli di Jesi estate. Per entrambe forse basa assicurare interventi
semplicemente ragionevoli, per ripristinare le condizioni di convivenza con iniziative di
carattere culturale e ricreativo per molti versi apprezzabili.
Sottolineo che la Cassazione ha ormai chiarito che anche sugli schiamazzi che si verificano
fuori dai locali pubblici si può intervenire incisivamente facendo valere la responsabilità
penale dei titolari dei locali. L’azione di contrasto e prevenzione peraltro non è ancora
efficace, specie nelle ore notturne quando polizia e carabinieri, senza l’ausilio dei VV.UU.,
debbono presidiare con poche pattuglie un territorio piuttosto vasto.
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Visto che è approdata nelle aule giudiziarie, non mi soffermo sulle polemiche che hanno
accompagnato l’approvazione del piano di rete se non per sottolineare come una fase
partecipativa mal riuscita determina frizioni difficili da ripianare.
* * *
In tema di rifiuti e in vista delle novità che dovranno caratterizzare il lavoro a regime di
Jesi servizi il confronto con il Presidente della società da poco istituita è stato piuttosto
franco. A quanto mi si riferisce Jesi servizi si sta attivando tra l’altro per rispondere alle
segnalazioni riferite alla raccolta dei rifiuti ed allo stato dei contenitori, che negli ultimi
tempi avevano raggiunto livelli allarmanti. Inoltre per razionalizzare la raccolta
differenziata.
Questa dei rifiuti è una problematica complessiva che ha segnato il mio andato fin dagli
inizi, senza i riscontri che si auspicavano in termini di realizzazioni. Il tempo trascorso è
servito sostanzialmente per dar vita a Jesi servizi. Ora che sembra giunto il momento di
mettere finalmente mano al tutto, elenco alcune tra le problematiche sul tappeto
ricostruite in base alle segnalazioni ricevute nel corso dei mesi, che in gran parte sono
anche tra i punti fondamentali del mandato della nuova struttura. L’augurio ovviamente è
che ci siano le risorse per realizzare quanto non è stato fatto negli ultimi anni.
- Raccolta rifiuti ingombranti e raccolta potature: i cassoni scarrabili non hanno superato
la prova dei fatti; dovranno nascere centri di raccolta ben organizzati.
- Raccolta batterie esauste: il pessimo stato dei contenitori la dice lunga.
- Rinnovo del parco “campane”: ne risente l’arredo urbano, la funzionalità, l’efficacia della
raccolta.
- Rilancio della raccolta differenziata: da molto tempo non vengono promosse campagne
informative sulla raccolta differenziata a livello comunale, ed il risultato è che i cittadini
non la effettuano correttamente.
- TARSU: Perché, se si vuole incentivare la raccolta differenziata ed il riciclaggio,è stata
ridotta la percentuale di sconto connessa al compostaggio domestico?
Così si diffondono leggende metropolitane per cui i rifiuti differenziati vengono gettati poi
insieme agli altri perché costa troppo selezionarli ulteriormente. Questo, immagino, non
succede dove la cura è evidente.
Intanto nemmeno all’interno del comune è correttamente praticato il riciclaggio della
carta. Lettera morta è rimasta la proposta di acquistare carta riciclata, anche in ossequio ad
una precisa normativa, a quanto pare largamente disapplicata.
* * *
Lentamente procede l’iter che un giorno o l’altro porterà ad inaugurare la sede del centro
visite presso l’oasi di Ripabianca. Sugli errori del passato sembra essere stato steso un velo
pietoso...
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Ricordo l’inquinamento da cromo di due siti distinti a Jesi, la cui bonifica è un impresa di
cui nessuno ha fretta di farsi carico.
Nella nostra zona climatica, la legge consente l'accensione degli impianti di riscaldamento
dall'1/11 al 15/4. In aprile e in novembre abbiamo spesso i riscaldamenti accesi e le finestre
aperte. Il Comune non da’ certo il buon esempio. Gli addetti dicono che quando hanno
provato a spegnere sono stati bersagliati dalle rimostranze degli impegati…
La nuova regolamentazione in materia di cani domestici, per quanto necessaria a fronte
dell’esigenza di regolamentare la convivenza “sociale” con il miglior amico dell’uomo, si è
rivelata però per molti versi irrazionale, specie nell’individuare i divieti. Tra le aree
attrezzate solo quella della Granita è veramente apprezzabile (e infatti è l’unica progettata
con un certo criterio). Quanto alle nuove regole, dopo i primi giorni caratterizzati
soprattutto dallo zelo dei vigili, la situazione si è “normalizzata” e le stesse guardie zoofile
hanno avuto problemi a dare continuità alla loro opera per il mancato rinnovo della
convenzione (che a quanto mi risulta ora è stata rinnovata per sei mesi).
Altri animali sono stati al centro dell’attenzione per qualche giorno, quelli dei circhi. Molti
Comuni hanno emanato apposite ordinanze volte a condizionare il rilascio dei permessi di
attendamento ai circhi con animali al rispetto delle norme a tutela degli animali stessi.
Faciliterebbe i controlli e sarebbe un segno di civiltà.
* * *
Sul versante delle barriere architettoniche si è avuto modo di riscontrare una crescente
sensibilità presso alcuni soggetti privati. Le segnalazioni che riguardano il parcheggio
indiscriminato nei posti riservati ai disabili sono però il sintomo di una maleducazione e di
un’indifferenza ancora molto diffuse.
Non si registrano grandi novità per ciò che riguarda l’amministrazione comunale. Dietro
forti pressioni sono stati realizzati alcuni lavori “palliativi” presso la piscina di via del
Molino per il superamento delle barriere architettoniche. Un passo avanti significativo
sarebbe la predisposizione di un PEBA, Piano di abbattimento delle barriere
architettoniche, peraltro previsto per legge (L. 41/86, art. 32, comma 21). Penso che il
progetto obiettivo che riguarda il patrimonio immobiliare potrebbe essere l’occasione per
lavorarci su.
Il progetto di censimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare è anche questione di
rilevante impatto sociale, non solo economica e di bilancio. In sostanza questi beni sono
una risorsa per la politica sociale e delle leve importanti per una serie di politiche (politiche
giovanili, volontariato e associazionismo, assistenza alle persone disagiate, quartieri), per il
che sembra opportuno un forte coinvolgimento della macchina comunale e della città
sull’intero progetto, che oltre ad avere importanti ricadute sul piano economico-finanziario
segnerà importanti orientamenti strategici per quanto riguarda i profili sopra evidenziati.
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Per ciò che riguarda l’handicap mi limito a sottolineare, come ho già fatto in passato,
alcune questioni sul tappeto: attivazione della struttura residenziale; la partecipazione da
parte dell’Azienda sanitaria al costo dei servizi (Centri diurni e assistenza educativa);
l’attenzione ai bisogni di particolari categorie di malati (per es. Alzheimer); la situazione
dei servizi di assistenza residenziale per adulti e anziani gravemente malati e non
autosufficienti; la partecipazione dei congiunti alla spesa di assistenza (un problema che si
è presentato in Vallesina); la definizione degli standard assistenziali e imputazione dei costi
di ricovero con riferimento alle reali condizioni di gravità degli assistiti.
Un accenno anche alla situazione per quanto riguarda la malattia mentale. Se per un verso
vi sono stati riconoscimenti al lavoro dell’amministrazione (per Malati di niente), dall’altro
continua ad essere pressante il bisogno di trovare una sponda adeguata da parte delle
famiglie. Ciò anche dando supporto al lavoro delle associazioni (mi riferisco in particolare
all’associazione “Tutela salute mentale”, già citata in precedenti relazioni)..
Dato il periodo estivo viene in rilievo anche l’aggravarsi della situazione degli anziani soli,
particolarmente vulnerabili a causa del caldo, per i quali previo censimento andrebbero
assicurati servizi di sorveglianza capillari, magari di concerto con il privato sociale.
* * *
Grande attenzione ha suscitato la questione del rimborso dei costi di compilazione delle
pratiche ISEE per l’accesso ai servizi comunali di mensa, prescuola e colazione, non tanto
per l’importo delle somme di denaro in questione, quanto per le molte famiglie coinvolte, e
per il principio che si è andati a mettere in discussione.
Il modulo su cui andava compilata la domanda di iscrizione non forniva indicazioni
esplicite (come in passato) sulla gratuità o meno della prestazione consistente nella
compilazione del modulo ISEE da parte dei CAF. La decisione (della Giunta) di provvedere
al recupero delle spese sostenute dal Comune in ragione di una convenzione stipulata con i
CAF non risulta richiamata nel modulo, né comunicata in altra maniera all’utenza. Gli
interessati riferiscono che i CAF non hanno spiegato che si trattava di un servizio a
pagamento.
Già dal 2003 si aveva intenzione di procedere al recupero dei costi della convenzione, ma
solo con una determina del 15/12/2004 (quindi successiva alla presentazione delle
domande) sono state esplicitate le concrete modalità di prosecuzione dell’originario
protocollo di intesa con i sindacati. Infine gli interessati venivano senz’altro informati
soltanto con gli avvisi di pagamento, che risalgono al mese di aprile 2005.
Appariva e appare del tutto legittima e tutelata l’aspettativa, fondata su elementi obiettivi
ed inequivoci, di usufruire di un servizio gratuito. Al contrario le motivazioni addotte
dall’amministrazione sostanzialmente rimandano ad esigenze di bilancio, per il che sono
apprezzabili solo sotto un profilo interno.
Questo è uno dei pochi casi importanti in cui il Comune ha ritenuto opportuno agire in via
di autotutela per rimediare a decisioni censurabili e censurate – con qualche fondamento,
come si è visto – dagli interessati.
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Purtroppo questa scarsa attenzione ai principi civilistici, in particolare in sede di decisioni
volte a recuperare risorse per il bilancio, non è nuova, ed anche in altre circostanze si sono
verificati gli stessi problemi (per esempio, da ultimo, quando sono stati aumentati i prezzi
delle palestre con effetto retroattivo).
Il ritardo nella consegna dei lavori di ristrutturazione compiuti presso la scuola
Negromanti e il trasloco della materna Gola della Rossa hanno causato un esubero di
iscrizioni in assenza di posti disponibili presso alcune scuole materne.
Problema dovuto forse a carenze di programmazione oppure a controlli troppo blandi sui
lavori, di modo che la questione è venuta all’ordine del giorno solo al momento delle
iscrizioni.
* * *
Tra le segnalazioni più sconcertanti che ho ricevuto una riguarda gli stranieri. I quali sono
soggetti ad una disciplina piuttosto rigorosa in tema di ricongiungimento familiare, che
prevede tra l’altro le misure minime degli immobili che si andranno ad occupare. Ebbene
succede spesso che le misure dichiarate dall’agenzia o dal venditore non corrispondono a
quelle poi riscontrate al momento del rilascio del certificato da parte dell’organo comunale
(sono diverse le modalità di misurazione: vengono misurate le stanze piuttosto che il
perimetro totale, non vengono presi in considerazione eventuali ripostigli o locali di
servizio e così via). Succede così che ci si ritrova in mano un immobile, il cui atto di
acquisto è perfettamente valido ma è inservibile per ottenere il ricongiungimento familiare.
Così l’Italia e le sue leggi beffano gli immigrati. Servirebbero un po’ di informazione e
qualche scrupolo in più al momento della compravendita.
La discriminazione delle leggi italiane riguarda peraltro anche i cittadini italiani residenti
all’estero, che anche quando pagano le tasse regolarmente hanno un’assistenza sanitaria
limitata.
* * *
Il mandato sta per scadere e diversi progetti di respiro cittadino promossi anche dal
difensore civico non andranno in porto, alcuni non sono stati mai nemmeno avviati.
La costituzione di una banca del tempo, in primis, per la quale pure c’era stato un
interessamento della prima circoscrizione e dell’Arci. L’educazione e la promozione della
legalità, magari in connessione con ricorrenze civili, un’idea importante che non è mai
decollata anche per il disinteresse generale e per le scarse risorse a disposizione dell’ufficio.
La promozione dell’utilizzo del software realizzato su piattaforme open source. Il bilancio
sociale ed il bilancio partecipato, sui quali c’era stato modo di registrare parecchio interesse
ma, senza però approdare ad iniziative concrete.
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Si era pensato anche di realizzare dei sondaggi sul livello di conoscenza da parte della
cittadinanza dell’istituto del difensore civico e sul livello di soddisfazione degli utenti.
Indagini di questo tipo condotte in altre parti d’Italia hanno evidenziato che la domanda
effettiva di tutela potrebbe essere senz’altro molto più alta di quella effettivamente
espressa e trattata. Solo il 15% della popolazione conoscerebbe l’istituto del difensore civico
e tra costoro quasi la metà non ha una percezione corretta di quali siano le sue funzioni
(l’indagine a cui si fa riferimento riguarda la Lombardia).
* * *
E’ vero anche che non è il compito istituzionale del difensore civico quello di educare, ma
piuttosto quello di sensibilizzare il pubblico. Avere cittadini che si interessano della cosa
pubblica, che si danno da fare per far valere i propri diritti ed i propri interessi, è una
ricchezza per la città ed una garanzia per tutti, oltre che una forma di responsabilizzazione
della cittadinanza.
Così il difensore civico dovrebbe essere una ricchezza per un’amministrazione, perché aiuta
a sciogliere alcuni dei nodi che caratterizzano il rapporto con la cittadinanza, perché è un
punto di riferimento quando si tratta di discutere la correttezza dell’agire amministrativo,
perché rappresenta un punto di vista significativo sulla cosa pubblica, che permette di
guardare ai problemi secondo un ottica diversa da quella dell’amministratore o del tecnico.
Oppure eliminiamo dallo Statuto ogni riferimento al difensore civico. Dico davvero. Se si
tratta solo di una trovata di marketing politico bisogna essere così onesti da prenderne
atto, da dire ciò che si pensa: “non serve a nient’altro”. Un buon amministratore deve avere
il coraggio di risparmiare qualche altro migliaio di euro all’anno.
Ringrazio gli stagisti che ho ospitato in questo arco di tempo, Emanuela Garbuglia e
Pierpaolo Gasparini, che hanno fornito un valido contributo all’attività dell’ufficio.
Ringrazio le persone che hanno avuto da curare la segreteria dell’ufficio del difensore
civico, perché al di là dei problemi più generali di ordine organizzativo hanno sempre
offerto la massima disponibilità. Ringrazio il personale del comune, i dirigenti nuovi e
vecchi, l’amministrazione nella sua componente politica, per la cortesia, la correttezza ed
anche la franchezza con cui si rapportano al sottoscritto.
Da parte mia spero di aver assicurato e di continuare ad assicurare un lavoro utile alla
collettività ed ai cittadini e rimango a disposizione per qualsiasi commento o chiarimento.
Jesi, 18 Luglio 2005
Il difensore civico di Jesi
F.to Avv. Samuele Animali
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Parte seconda. Dati quantitativi
I dati illustrati qui di seguito - salvo che non sia specificato diversamente - sono riferiti
all’intero periodo che va dall’assunzione dell’incarico da parte del sottoscritto (Gennaio
2003) al 30 Giugno 2005. Per il confronto tra i diversi semestri, quando non esplicitato,
occorre far riferimento alle precedenti relazioni, disponibili sulla rete civica (portale del
difensore civico: www.comune.jesi.an.it/difensorecivico).
Il numero dei nuovi contatti è stabile rispetto al primo semestre dello scorso anno (183;
erano stati 182 nel periodo Gennaio-Giugno 2004; nel primo semestre 2003 erano 117).
E’appena il caso di notare che la somma dei casi riportati nelle singole tabelle è variabile, in
quanto vi è una quota fisiologica di dati mancanti diversa da tabella a tabella, per difficoltà
di accertamento o altro. Poiché si tratta di una rilevazione non condotta a fini scientifici,
spesso la discrezione ha prevalso sulla statistica.
Dati sulle forme di contatto e sul contenuto dei fascicoli
La maggior parte delle voci segna una crescita proporzionale all’importanza che sono
venute assumendo nel tempo. Le voci che presentano incrementi relativamente più
sostanziosi sono viabilità, urbanistica e accesso agli atti.
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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OGGETTO
Altri rapporti tra privati, vicinato, sfratti
Contestazione di altre multe e sanzioni
Tributi e imposte
Viabilità, piste ciclabili, trasporti
Manutenzione strade
Altre pratiche urbanistiche
Accesso agli atti e chiarimenti su atti giuridici
Patrimonio, parchi (manut.,utilizzo, barr.arch.)
Immissioni, emissioni
Risarcimenti
Autorizzazioni, concessioni, fiere, mercati
Suolo, acque, fossi, fognature
Politiche sociali e disagio, politiche giovanili
Anagrafe
Consumatori, utenze
Igiene urbana, rifiuti
Lavoro e pensioni
Personale, organizzazione, concorsi
Sussidi, contributi, finanziamenti
Privacy
104
80
68
59
56
50
47
42
38
34
29
28
26
23
22
18
13
8
7
4
OGGETTO
4
Privacy
7
Sussidi, contributi, finanziamenti
8
Personale, organizzazione, concorsi
Lavoro e pensioni
13
Igiene urbana, rifiuti
18
Consumatori, utenze
22
23
Anagrafe
26
Politiche sociali e disagio, politiche giovanili
28
Suolo, acque, fossi, fognature
29
Autorizzazioni, concessioni, fiere, mercati
34
Risarcimenti
Immissioni, emissioni
38
Patrimonio, parchi (manut.,utilizzo, barr.arch.)
42
Accesso agli atti e chiarimenti su atti giuridici
47
50
Altre pratiche urbanistiche
56
Manutenzione strade
59
Viabilità, piste ciclabili, trasporti
68
Tributi e imposte
80
Contestazione di altre multe e sanzioni
Altri rapporti tra privati, vicinato, sfratti
104
0
20
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40
60
80
100
120
20
Per quanto riguarda le modalità di contatto, rispetto ai precedenti mesi cresce, in
proporzione, l’incidenza dell’utilizzazione del mezzo elettronico.
MODALITA' DI CONTATTO
Ufficio
512
Lettera
123
E-mail
60
Telefono
58
Esterno
15
MODALITA' DI CONTATTO
Telefono
8%
Esterno
2%
E-mail
8%
Lettera
16%
Ufficio
66%
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Non fa segnare variazioni di rilievo la distribuzione dei casi per quanto riguarda gli enti
coinvolti nella segnalazione
ENTI
Comune
Privati
Enti diversi
Altri enti partecipati
Istituzione
Gorgovivo
554
110
78
8
5
5
ENTI
Altri enti partecipati Istituzione
1%
1%
Gorgovivo
Enti diversi
1%
10%
Privati
14%
Comune
73%
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Lavori pubblici, Polizia municipale e Urbanistica sono i servizi che insieme raccolgono più
del 60% delle segnalazioni, e se aggiungiamo i Tributi arriviamo a più del 70%. In
proporzione le voci che aumentano di più sono l’Urbanistica nella parte alta ed i servizi
educativi ed i servizi cimiteriali nella parte bassa della tabella.
SERVIZI INTERESSATI
Lavori Pubblici
143
Polizia municipale
110
Urbanistica
88
Tributi
51
Servizi demografici
24
Servizi sociali
23
Ambiente
19
Economato
13
Igiene urbana
12
Servizi Educativi
11
Servizi Cimiteriali
11
Commercio
10
Patrimonio
9
Personale
8
Segreteria
6
Cultura
6
Finanze
4
Difensore Civico
2
Relazioni con il pubblico
1
Direttore Generale
1
Teatro
1
SERVIZI INTERESSATI
Teatro
D irettore Generale
Relazioni con il pubblico
D ifensore Civico
Finanze
Cultura
Segreteria
Personale
Patrimonio
Commercio
Servizi Cimiteriali
Servizi Educativi
Igiene urbana
E conomato
Ambiente
Servizi sociali
Servizi demografici
Tributi
Urbanistica
Polizia municipale
Lavori Pubblici
1
1
1
2
4
0
6
6
8
9
10
11
11
12
13
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
19
23
24
20
51
40
88
60
80
110
100
120
143
140
160
23
FORME DI PUBBLICITA’
Uffici comunali
217
Conoscenza personale
150
Consiglio di conoscenti
95
Mezzi di informazione
89
Manifesti
28
FORME DI PUBBLICITA'
Manifesti
5%
Mezzi di informazione
15%
Uffici comunali
38%
Consiglio di
conoscenti
16%
Conoscenza personale
26%
ASPETTATIVE
Provvedimento
417
Consiglio
162
Chiarimento
113
Parere
53
Assistenza
2
Non precisata
1
ASPETTATIVE
Parere
7%
Chiarimento
15%
Assistenza
0%
Non precisata
0%
Provvedimento
56%
Consiglio
22%
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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Dati sulle caratteristiche dei richiedenti l’ intervento
Associazioni
1%
GENERE
Uomini
Donne
Comitati
Società
Associazioni
Istituzioni
Persona Giuridica
Privata
2%
398
245
86
13
8
7
SOGGETTI
Istituzioni
1%
Comitato
11%
Maschio
53%
Femmina
32%
RESIDENZA
Provincia
2%
Italia
2%
Regione
1%
Extra U.E.
1%
U.E.
0%
Asl / ambito
4%
RESIDENZA
Comune
682
Asl / ambito
34
Provincia
18
Italia
14
Regione
4
Extra U.E.
4
U.E.
1
Comune
90%
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
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PROFESSIONE
Pensionato
Impiegato
Operaio
Libero professionista
Commerciante
Insegnante
Artigiano
Imprenditore
Casalinga
Disoccupato
Operatore sanità assistenza
Studente
Artista
190
112
62
37
21
18
14
13
13
11
9
7
3
PROFESSIONI
Imprenditore
3%
Insegnante
4%
Disoccupato
2%
Artigiano
3%
Operatore sanità
assistenza
2%
Studente
Casalinga
1%
3%
Artista
1%
Commerciante
4%
Pensionato
36%
Libero professionista
7%
Operaio
12%
Impiegato
22%
< fine
F.to Avv. Samuele Animali
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Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005
26
COMMA N.11 – DELIBERA N.133 DEL 22.07.2005
PRESA D’ATTO DELLA RELAZIONE DEL DIFENSORE CIVICO AI SENSI DELL’ART.24
DELLO STATUTO – PRIMO SEMESTRE 2005
Escono: Mastri, Rocchetti, Morbidelli, Curzi, Lombardi, Gregori e Cercaci
Entra: Brazzini
Sono presenti in aula n.18 componenti
DIFENSORE CIVICO – AVVOCATO SAMUELE ANIMALI: Dunque, io cerco di non abusare
della vostra pazienza per cui non leggo la relazione, ma faccio come le altre volte, cioè mi limito a
fare una breve premessa e poi casomai faremo un approfondimento se serve, successivamente. Io
incomincerei così. Io, ieri, passavo qui per le scale e incontrai una delle signora delle pulizie, che mi
dice: “Avvocato, ma Lei va a finire sempre più giù!”. In effetti in tre anni ho cambiato tre uffici,
prima stavo qui in fondo, poi sono venuto qui al primo piano e adesso sono andato giù nelle parti
della Rete Civica. Questa mi pare una cosa piuttosto significativa, se avessi avuto prontezza di
riflessi le avrei dovuto rispondere che tutto va bene, finché non mi mettono fuori nella piazza, anche
se c’è da dire che ci sono anche posti in cui il Comune va in piazza per ascoltare meglio i cittadini,
penso a certe esperienze di bilancio partecipativo e cose di questo genere. Per adesso, sto lì dalle
parti della Rete Civica. Dicevo: mi pare una cosa significativa questa perché diciamo è una cosa
significativa sia in positivo che in negativo, in positivo perché è il segno di un certo fermento che
c’è all’interno di quest’Amministrazione e in negativo per lo stesso motivo, cioè per il fermento che
c’è in quest’Amministrazione, perché tutto sommato sono tre anni e ancora sembra non vedersi la
luce rispetto a questo tipo di problematiche che riguardano l’organizzazione. E proprio queste
problematiche che riguardano l’organizzazione sono state un po’ il filo conduttore delle relazioni
dal 2003 poi al 2004 in questa relazione, sono anche il filo conduttore di queste relazioni qua per le
pagine che vanno da pagina 3, indicativamente, a pagina 9 dove parlo di problemi che riguardano la
gestione dei procedimenti, responsabile del procedimento e così via, questioni relative alla
comunicazione pubblica, questioni relative alla privacy, la necessità di riformare alcuni strumenti
normativi di questo Comune – penso a qualche regolamento che poi nella relazione troverete
specificato, mancano altri che non vengono nominati nella relazione ma che sono oggetto appunto
di intervento del difensore civico – penso al coinvolgimento della macchina comunale in alcuni
grossi progetti che stanno caratterizzando la vita dell’amministrazione in questa fase.
L’altra grossa questione trasversale, secondo me, è questa: le esigenze di bilancio possono
condizionare le scelte politiche ma non possono essere il motivo per la mancata applicazione dei
regolamenti o peggio per la mancata applicazione delle leggi. Mi spiego: per esempio gli aumenti di
tariffe non possono essere retroattivi e nella relazione faccio almeno un esempio significativo,
quello che si è verificato quando è stato aumentato l’ISE, ma non per l’anno avvenire per l’anno
precedente, quindi le persone si sono trovate a casa a dover pagare una cosa che pensavano gratuita.
Sarebbe come se il benzinaio venisse a casa mia e mi dicesse: guarda, ieri hai fatto il pieno, oggi
non ho più una lira mi devi dare altri 20 euro, ovviamente non se lo può permettere il benzinaio ma
non se lo può permettere nemmeno il Comune.
Tra l’altro ci sono anche questioni anche più sostanziose rispetto a quella che ho citato relativa
all’ISE dal punto di vista economico, mi riferisco alla restituzione di tasse pagate in più ai cittadini,
io spesso mi sento rispondere dall’Ufficio Tributi “non le possiamo restituire perché in bilancio non
abbiamo i fondi” che non le possiamo restituire adesso, prima o poi le restituiranno, ma non solo
non le possiamo restituire ma non facciamo nemmeno la compensazione nonostante sia prevista da
norme, che hanno valore di legge, perché non è prevista dal regolamento e queste sono cose che
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lasciano parecchio perplessi. Prima di concludere, debbo fare ammenda per paio di cose che ho
scritto nella relazione e non mi sono reso conto che sono superate. La prima cosa riguarda il voto
agli stranieri e facevano accenno agli stranieri e soltanto successivamente alla consegna della
relazione ho letto che invece è all’ordine del giorno in questo Consiglio, l’altra cosa riguarda
l’assistenza agli anziani in questo periodo di temperature particolarmente elevate ma poi ho saputo
che c’è in realtà un progetto da parte dell’A.S.L., si chiama Elios e l’ho visto attraverso la rete
Internet, qui lo trovate citato sotto forma di critica all’amministrazione e almeno questa è una
critica, diciamo così, ingiustificata. È vero che talvolta la critica prende la mano, però sono convinto
che in politica comunque, in politica nell’Amministrazione anche chi è astrattamente competente,
chi ha buoni intenzioni, chi ha buona volontà deve abituarsi a ricevere delle critiche, anzi non può
andare esente da critiche. Secondo me, piuttosto, quello che è successo è che si stanno alzando nei
confronti dell’Amministrazione anche le aspettative dei cittadini. I cittadini non si limitano più a dir
“male” dell’Amministrazione giù in Piazza della Repubblica, ma io vedo – per l’esperienza che ho
da difensore civico – che c’è sempre più gente che chiede all’amministrazione di rendere conto delle
ragioni delle decisioni e questa mi sembra una cosa importante da notare, perché è a segno di un
modo di interessarsi alla cosa pubblica che magari aliena da quelle che erano quelle grosse tensioni
grandi e reali che abbiamo sperimentato in passato, però sono anche segno che c’è un modo di
partecipare, un modo di essere presenti, anche per quello che riguarda appunto le questioni
politiche, più disincantato e meno ideologico rispetto al passato, quindi non tanto per il Difensore
civico, ma se non altro è per costoro che direi dovuta all’attenzione, a tutte queste istanze che
vengono fuori attraverso il lavoro del difensore civico.
Io ho concluso, per il momento ho concluso e magari se ci sono domande o chiarimenti rimango a
disposizione.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie Avvocato, a questo punto ancora io
non ho interventi. Dunque, collega Bravi, prego.
CONSIGLIERE – FRANCESCO BRAVI (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Intervengo
soltanto per dire un grazie all’Avvocato, anche se non ho letto la relazione. Un grazie vero, sincero,
perché ho visto che di solito sei sempre impegnato e sicuramente ho notato che ci sono stati
ringraziamenti in precedenti situazioni che oggi non ho ascoltato, ma da parte di altri penso che
siano stati ringraziamenti di circostanza e questo è negativo e lo metto anche in parallelo con
quell’osservazione che ha fatto all’inizio: dove mi manderanno se dal Piano superiore sono andato
giù fra poco negli scantinati, non so se questo ha un significato importante, forse la non necessità da
parte di quest’Amministrazione di avere un difensore civico, anche forse dal fatto che non lo
ritengano non necessario o forse lo ritengono piuttosto fastidioso perché fa delle critiche che
vengono giuste dalla base, dai cittadini, hai nostri concittadini. Siccome a questo punto ha chiesto di
avere delle domande, vorrei sapere, non ho letto la relazione, se realmente a tutte le lamentele, le
istanze da parte dei cittadini l’Amministrazione ha risposto, cercando di risolvere concretamente i
problemi che le sono stati proposti.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Bravi. Collega Aguzzi.
CONSIGLIERE – BRUNA AGUZZI (D.S.): Io invece ho letto con attenzione la relazione del
Difensore Civico. Devo innanzitutto complimentarmi per la scrittura brillante che ha reso la lettura
anche piacevole, quindi lo ringrazio a nome di tutto il gruppo per l’attività svolta e per la passione e
la tenacia con la quale ha affrontato l’impegno che traspaiono anche nella relazione corposa. Devo
dire che traspare un lavoro puntiglioso, sono relazioni, non è la prima questa, sempre ampie e a
volte pungenti che però non possono che essere viste come uno stimolo a migliorare la qualità dei
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rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione e la qualità, indirettamente la qualità dei servizi
che l’Amministrazione pubblica dà alla cittadinanza. Ha fatto bene il Comune a volere questa
figura, anche se in certi momenti può essere sembrata fuori uscire dalle competenze dichiarate dal
cittadino per assumere a volte vesti di mediatore, di promotore di parti tra cittadini stessi e la
burocrazia. Devo dire che la nostra cultura amministrativa, il nostro rapporto con lo Stato e la
pubblica amministrazione risentono di una visione in cui la centralità è più del servizio che
dell’utente, si rischia a volte anche chiusure e autoreferenzialità. Le segnalazioni, i suggerimenti e le
richieste che a volte sono state fatte anche con un utilizzo un poco spettacolare, ma questo ormai è
nei tempi, sono certamente utili e positive se trovano entrambi i soggetti in posizione di reciproco
ascolto e di impegno concreto a riconoscere la giustezza e la legittimità dei problemi sollevati e a
fare della segnalazione sul singolo caso di diritto non rispettato, di disservizio, di opacità della
Pubblica Amministrazione, l’occasione per un ripensamento e un miglioramento del proprio giro
amministrativo. Quindi chiudo ringraziando il difensore civico, credo che comunque al di là di
frizioni, al di là anche di momenti dialettici, la figura è importante perché questo ci consente di
riflettere sul nostro operato e di far crescere la qualità dei servizi che offriamo.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Aguzzi. Belluzzi prego.
CONSIGLIERE – GIOACCHINO BELLUZZI (Forza Italia): Ho letto la relazione del difensore
civico e ho ascoltato con attenzione alcune cose che ha detto. Io più che intervenire, interverrò
molto brevemente, cioè la relazione del difensore civico viene presentata in Consiglio comunale, ma
riguarda un modo di operare dell’Amministrazione comunale, degli Amministratori comunali degli
uffici. Io non chiedo che ad ascoltare la relazione del difensore civico ci devono essere tutti i
dirigenti della banca, ma credo che sia educato che ad ascoltare la relazione del difensore civico
siano presenti almeno gli Assessori e la Giunta, non erano presenti nessun Assessore, nessun
Sindaco, tranne l’assessore Ulivi che è entrato adesso. Questo è grave e mortificante, dopodiché si
può dire: oggi Belluzzi è nervoso, le tira fuori tutte, però mi sembra che mi state dando ragione su
tutto. Io chiedo formalmente al Presidente del Consiglio comunale che è persona che stimo il
rispetto e soprattutto è un galantuomo, visto e considerato che sarà il Presidente anche della
prossima relazione, altrimenti presenterò una mozione prima dei sei mesi, in cui dobbiamo
obbligare gli Assessori ad essere presenti ed ascoltare la relazione del difensore civico, perché ho
qualche dubbio che l’abbiano letta ma dando per scontato che l’abbiano letta credo che sia educato e
l’educazione non ha né colore politico, non è né di maggioranza né di opposizione, che ascoltino
anche perché sono i diretti interessati. E questo credo che il Consiglio comunale sarà d’accordo, tra
sei mesi la presenteremo, che gli Assessori debbono essere presenti. In modo particolare gli
Assessori, voi direte: ma che hai con l’Assessore ai Lavori Pubblici? Non ho niente, ma quando
leggo che i servizi interessati sulle lamentele che i cittadini fanno al difensore civico sono 143
riguardano i lavori pubblici, 110 la Polizia municipale, 88 l’urbanistica, credo che un qualche cosa,
siccome sono andato a rileggere, le tengo non a casa, ma in ufficio, che ho...! Credo che questa
tendenza rimane costante, io inviterei il Presidente del Consiglio comunale a far sì, visto che
abbiamo utilizzato o parzialmente utilizzato qualche consulente o qualche consulenza, ad iniziare
dalla prossima occasione a fare un corso specifico e questo il difensore civico ce lo potrà anche
suggerire, agli Amministratori comunali sul grado di “attenzione” rispetto alle problematiche che
sono state sottoposte al difensore civico. Io sono d’accordo con alcune considerazioni che hai fatto
tu, in modo particolare quella: c’è fame, c’è aumento di aspettative e di volontà di chiedere, non il
conto in maniera, ma di chiedere risposte precise, di dare risposte chiare, di dare suggerimenti chiari
per quelle che sono le esigenze di chiarezza, trasparenza e puntualità che sono alla fine il nucleo
fondamentale delle problematiche che sottopongono al difensore civico. Una battuta: non ti devi
lamentare se ogni giorno ti cambiano posto, potrai scendere ancora più in basso; sta peggio il
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Difensore Civico precedente che ha dovuto far causa al Comune per avere riconosciuta la proprietà
indennità. Grazie.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Belluzzi. Collega Brunetti,
prego.
CONSIGLIERE – FOSCO BRUNETTI (S.D.I.): Grazie, Presidente. Anche noi ringraziamo il
Difensore Civico per la testimonianza puntuale e periodica che ci fa della situazione dei rapporti tra
Pubblica Amministrazione e cittadini, in particolare questa Pubblica Amministrazione con la
cittadinanza jesina, al di là delle considerazioni generali e della relazione che testimoniano eventi
sulla quale non abbiamo dubbi, anche noi – come diceva il consigliere Belluzzi – riteniamo che le
nuove normative che sono partite, sono entrate in vigore dal 1990 in poi hanno fatto sì che il
cittadino sia centrale nell’azione dell’attività amministrativa. Sono passati quindici anni e questo ha
comportato un cambiamento radicale nell’approccio con i nuovi, la nuova legislazione, il nuovo
moto di amministrare, forse ancora nel Comune di Jesi non si è entrati completamente in queste
nuove ottiche. Tuttavia apprezziamo anche il fatto, come testimonia lo stesso difensore civico che ci
sono atti e fatti di buona volontà e di buona disponibilità anche se non è ancora una cultura generale
diffusa quella dell’attenzione, ripeto, della centralità al cittadino che non è che si è inventato il
difensore civico di Jesi, è che la legislazione tutta dal ’90 in poi ha operato in questo senso, credo
anche che a questo punto vorrei essere ottimista per la prossima relazione, voglio pensare che ci
siano ancora ulteriori ambiti di miglioramento suffragato appunto, che è stato suffragato dalla
prossima relazione, perché a questo punto è una aspettativa che come forza politica sentiamo
fortemente, visto che quest’Amministrazione ha operato dal punto di vista organizzativo un riassetto
del personale che dovrebbe far sì, che non solo i cittadini, ma neanche noi come Consiglieri
comunali ci trovassimo in futuro nella situazione in cui ci siamo trovati oggi, con una pratica, con
una camicia vuota su una pratica importante. Grazie.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Brunetti. Collega Grassetti,
prego.
CONSIGLIERE – ANTONIO GRASSETTI (Alleanza Nazionale): Grazie Presidente. Io vorrei fare
una proposta provocatoria che non suoni come una mancanza di rispetto nei confronti del difensore
civico, ma anzi che ne riconosca la figura e le funzioni. Io direi di abolire quest’uso, questa prassi
che ogni 6 mesi vede il difensore civico sedersi in quel posto, relazionare circa le stesse questioni
che ci accompagnano davvero da anni e che grosso modo restano quelle, a sentire gli stessi
interventi dell’opposizione e di questo il difensore civico me ne può dare atto, perché lui molto
meglio di noi, visto che viene solo per questo, può ricordare esattamente e precisamente quelli che
sono gli interventi, l’opposizione che critica Giunta e maggioranza perché non sta a sentire, perché
non sono presenti, la maggioranza quando è rappresentata da personaggi, diciamo, più qualificanti
prende atto e dice: ci impegneremo per migliorare le cose, quando invece ci sono personaggi
diciamo più attenti alla battaglia senza cercare le buone maniere attaccano l’opposizione, che aveva
precedentemente attaccato la maggioranza e basta. Di fatto ancora una volta le stesse identiche cose,
una ripetizione sovrapponibile di eventi, di situazioni, di discussioni al punto che – scusate – io mi
chiedo a che serve tutto questo se poi non c’è mai niente di nuovo? Ecco, allora io questo tipo di
provocazione la faccio per invitare ciascuno di noi riflettere un attimo di più, ma soprattutto per
invitare Sindaco e Giunta, capisco adesso hanno giustamente come ricordava il consigliere Belluzzi
probabilmente altre cose più importanti da fare per cui non ci sono ma vi garantisco che leggeranno
certamente i verbali di questa discussione sul difensore civico, perché si prenda atto veramente che
forse se è stata istituita una figura, quella figura in qualche modo dovrà determinare dei vantaggi per
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i cittadini o comunque un rispetto per i loro diritti, che se così invece non è come in effetti sembra
non sia, allora varrebbe la pena anche, scusa Samuele, di risparmiare quello che spendiamo
giustamente per il difensore civico, a cui per altro io voglio dare atto, non perché sia lui e non
perché è qui, che davvero in particolare lui, l’avvocato Samuele Animali ha esercitato sino ad ora e
possiamo dirlo questo ruolo con grandissima capacità, comporta impegno con soluzioni innovative
utilizzando Internet e coinvolgendo la cittadinanza e a mio avviso senza nulla togliere a tutti gli
altri, è stato il miglior difensore civico che noi abbiamo avuto. Sono molto contento all’epoca di
averlo votato, perché io sono uno di quelli che l’ha votato, però nonostante questo continuo a dire
ripensiamo su questa figura del difensore civico, perché se ha un effetto reale nell’ambito della
pubblica amministrazione e costituisce veramente un trade union tra i cittadini e l’Amministrazione,
ecco, se così è manteniamolo e continuiamo a discutere, altrimenti ripensiamoci e facciamo
risparmiare tempo prezioso a lui, denaro all’amministrazione e tempo anche a tutti gli altri. Grazie.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Grassetti. Collega Bucci.
CONSIGLIERE – ACHILLE BUCCI (Rifondazione Comunista): Allora innanzitutto ringrazio
sicuramente l’Avvocato difensore civico per la sua attività, per la passione che mette nella sua
attività e che traspare ed è evidente nella sua relazione che ho letto. Una battuta se mi è consentita,
io non interpreterei negativamente l’operato dell’amministrazione negli spostamenti nello scantinato
in quanto probabilmente l’intento dell’amministrazione negli spostamenti era quello di far
avvicinare quanto più possibile il difensore civico ai cittadini e quindi la posizione più prossima alla
piazza e quindi al luogo d’incontro di tutti i cittadini, secondo me è un aspetto positivo che gioverà
sicuramente nel rapporto molto intenso e molto proficuo che i cittadini hanno avuto e che dalla
relazione viene fuori, evidentemente. Non mi scandalizzo neanche e non mi stupisco neanche, a
differenza del Collega Belluzzi rispetto al numero delle segnalazioni che i cittadini hanno, sappiamo
tutti noi, qualsiasi azienda che produce manufatti o altre cose ha un ufficio che raccoglie proteste,
dai clienti e altre cose, e serve proprio per migliorare il prodotto e questo penso che sia uno degli
obiettivi principali per cui nel nostro Statuto è prevista la figura del difensore civico. Per cui il fatto
che ci siano lamentele, secondo me, è inevitabile, il fatto che poi a queste lamentele si debba
comunque rispondere e questo è l’impegno, da una parte dell’amministrazione, da una parte quello
del difensore civico che deve, che ha evidenziato bene queste situazioni e le ha poste all’attenzione
anche del Consiglio Comunale. Ecco, quindi secondo me l’attività del difensore civico non sarei
così estremo e dire se non serve cosa, serve sicuramente perché la segnalazione è già elemento di
crescita, sia per il Consiglio comunale, per l’amministrazione e forse anche di più per le strutture
che tra l’altro, dice lo stesso difensore civico, collaborano. Quindi nel ringraziamento, nel
concludere ringraziando di nuovo il difensore civico, concludo anche invitando ad una positività
rispetto a queste cose e a valorizzare anche, insieme ai cittadini, tutti quanti, in Consiglio comunale
a valorizzare anche i punti di forza di questa “azienda” che si chiama Comune, perché
evidentemente dei punti di forza ce ne sono e il punto di forza viene fuori anche proprio dalla
segnalazione delle debolezze, grazie.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Bucci, collega Meloni,
prego.
CONSIGLIERE – ROSA MELONI (D.L. La Margherita): Grazie, Presidente. Cercherò di essere
breve, perché non ridirò le cose che dovrei ripetere rispetto anche agli altri interventi che ho fatto
puntualmente alla relazione semestrale del difensore civico. Le cose che ho detto in termini di
apprezzamento e in termini di essere proprio come Consigliere comunale il servizio che il difensore
civico con questa relazione sempre così puntuale e ricca svolge anche nei confronti dei Consiglieri
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comunali, ponendoci i problemi dall’ottica del cittadino, perché ovviamente il difensore civico ha
un rapporto anche lui come noi stessi Consiglieri dovremmo avere di ascolto del cittadino. Mi sento
di sottolineare due cose, due o tre punte di questa relazione, intanto per una, per una sollecitazione
che il difensore civico fa riguardo alla politica verso i minori, quando si spinge addirittura a
ipotizzare il voto ai Ministeri. Su questo mi rendo conto che, come “Margherita”, il giorno dello
scorso mese di gennaio, che era una fredda domenica di gennaio, il 23 di gennaio, avevamo fatto
un’iniziativa pubblica proprio per sensibilizzare sul voto ai cittadini, purtroppo ho dovuto prendere
atto non solo di una scarsa partecipazione ma anche all’interno degli stessi partiti, all’interno anche
di noi stessi come è difficile far crescere questa cultura nuova, questa cultura politica riguardante i
minori.
Io, tra l’altro, vado sostenendo, per il lavoro che faccio, per l’interessamento a questa fascia dei
minori, è che è ora che si faccia anche un Sindacato dei bambini, che sia rappresentativo nel
momento in cui si svolgono le contrattazioni e l’utenza dei bambini, l’utenza è prevalente, rispetto a
quel contratto di cui si sta discutendo, quindi è un’attenzione che il Difensore Civico, molto
velatamente mette qui, ma che anche dà, rende merito alla sua attenzione a tutte le pieghe, a tutte le
problematiche della cittadinanza. Un’ulteriore precisazione, ma questa rivolta soprattutto
all’Amministrazione nel momento in cui il difensore civico parla dell’attenzione alle autorizzazioni
degli esercizi pubblici per le conseguenze che queste autorizzazioni poi si portano dietro in termini
di agio e disagio della cittadinanza. Dico all’Amministrazione: attenzione che soprattutto nei periodi
primavera, estate, autunno l’occupazione del suolo pubblico spontaneo rispetto agli esercizi pubblici
che, appunto per favorire i loro clienti, pongono tavoli, sedie appunto su buona parte del terreno
pubblico. Quindi questo dovrebbe essere chiaro nel momento della concessione delle autorizzazioni
anche quali sono le prerogative, i paletti, le norme, eccetera. Una precisazione mi sento di dire, ma
gliel’ho già fatta prima dell’inizio del Consiglio comunale, riguardanti le scuole. La sintesi che
l’avvocato Animali ha fatto forse non gli ha consentito di essere esaustivo riguardo al problema
delle scuole e delle scuole dell’infanzia e soprattutto delle liste d’attesa delle scuole dell’infanzia. I
servizi educativi, in effetti, nella loro programmazione ormai da qualche anno hanno evidenziato e
hanno proiettato i dati anagrafici, i dati dell’anagrafe, riguardante la fascia d’età e l’esigenza di
scuole dell’infanzia nuove, tant’è che nel bilancio del 2004 era già stata inserita la nuova scuola
dell’infanzia, così come prevista nel bilancio del 2005. Quindi l’esubero delle liste di attesa,
l’esubero di iscrizioni che non possono trovare spazio nelle attuali strutture, non sono causate queste
liste d’attesa dai lavori di ristrutturazione non portati ancora a termine purtroppo presso la scuola
“Negromanti” e dal trasloco dalla Gola della Rossa alla zona Fornace, perché comunque le liste
d’attesa sono generate da un aumento di domanda di questo servizio dell’infanzia in alcune zone
della città. Prima Brazzini diceva: perché la scuola dell’infanzia a nord e perché non in un’altra
parte della città. Certo, ha ragione a porsi questa domanda, io posso dire naturalmente in questo
caso come dirigente scolastico e non come Consigliere che i maggiori esuberi, le liste di attesa sono
appunto nella parte a nord che da tempo aspetta le risposte a due sezioni che sono state ospitate
nella scuola media Leopardi, oltre ad un ulteriore sezione creatasi proprio per questa richiesta e
aumento di quella parte della città. Quindi precisato questo aggiungo per concludere che, lo
sottopongo a noi Consiglieri ma anche soprattutto all’Amministrazione, in questo caso l’assessore
Frezzotti e l’assessore Olivi credo che sono sicuramente presenti, saranno i rappresentanti e i
portavoce ai loro colleghi della discussione avvenuta in Consiglio. Dico: attenzione su questo fatto
sull’aspetto sottolineato in questa relazione semestrale modo puntuale e preciso, sul rapporto di
comunicazione che una Pubblica Amministrazione deve avere con la cittadinanza. Dico questo
perché più ampio, più vicino è questo rapporto di comunicazione con i cittadini, più facilitato, sarà
il momento in cui la pubblica amministrazione chiede ai cittadini, fa delle richieste ai cittadini. Fa
delle richieste in ordine al rispetto, a regolamenti, a tassazione, ecco, più è ampia la comunicazione,
le motivazioni e più i cittadini saranno in grado di rispondere, anche no ma sicuramente informati.
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L’ultima cosa, avvocato Samuele Animali, io vorrei correggere, so che non lo posso fare, ma la sua
relazione io direi: un buon amministratore deve avere il coraggio, casserei di risparmiare qualche
altro migliaio di euro e aggiungerei di mettere in atto l’ascolto attivo di quello che il difensore
civico esprime nella sua relazione.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Meloni. Io non ho altri
interventi, colleghi, quindi prima di dare la parola di nuovo all’Avvocato Animali io vorrei dire due
brevissime, fare due brevissime considerazioni. Innanzitutto mi associo alle formulazioni di stima e
ringraziamento di tutti i colleghi, hanno fatto appunto rispetto alla relazione lavoro del difensore
civico. Io l’ho detto anche sicuramente, nel precedente Consiglio comunale, forse anche altre volte,
io quello che ho apprezzato e apprezzo in modo particolare dall’avvocato Animali, dal difensore
civico, è il suo modo, il suo approccio a questo istituto, il suo modo di lavorare, cioè il difensore
Animali, almeno così leggo io, questa attività è soprattutto un impegno civile. Quindi, credo, ecco
che questa partecipazione nel lavoro come difensore civico dimostra quanto il difensore civico,
quanto l’uomo, l’avvocato Animali tenga alla sua città, tenga – lo dicevamo con l’Assessore Olivi –
anche i soggetti più deboli della nostra città, visto che sui parametri una percentuale altissima di
frequenze del difensore civico è appunto soggetti pensionati anche in là con l’età. Quindi io credo
che con l’attività dell’avvocato Animali l’istituto, ripeto, il difensore civico abbia guadagnato, è più
conosciuto proprio per questa disponibilità e sensibilità nell’espletare appunto la propria, il proprio
lavoro, la propria funzione. Volevo dire, l’altra considerazione, a parte che non condivido una cosa
invece, quando il difensore civico fa un’affermazione alla fine, dice: “Se non crediamo a questo
istituto meglio toglierlo dal nostro Statuto piuttosto che sembrare un marketing per
l’amministrazione, per i politici, per l’amministrazione comunale”. Io credo che nel momento in cui
nel nostro Statuto è stato previsto questo istituto è perché la politica, quella nostra città comunque
crede assolutamente in questa funzione, a questa garanzia in più e aiuto in più che comunque gli
amministrati, i nostri cittadini hanno con appunto l’istituzione del difensore civico e non è, al di là
della presenza degli Amministratori nel banco del Sindaco, nel banco della Presidenza, io
comunque credo che la relazione del difensore civico, colleghi, non sia soltanto da leggere come
una critica verso la politica dell’Amministrazione nei vari settori, allora il trasporto e i lavori
pubblici, c’è anche questo, giustamente, perché la critica come diceva la collega Aguzzi aiuta, non
deve essere vista come una critica sul piano politico.
Ma io credo che sia uno stimolo, colleghi, anche per noi Consiglieri perché la relazione del
difensore civico è una relazione al Consiglio comunale, credo che come Consiglieri comunali da
quella relazione alcuni spunti li possiamo prendere, perché altrimenti anche noi facciamo – secondo
il mio punto di vista – una retorica fine a se stessa. Se da quella relazione, secondo me, spunti
interessanti possono esserci e ci sono, possono esserci per un’iniziativa politica, istituzionale,
amministrativa diretta del Consiglio comunale, io credo che sia in qualche modo, secondo la mia
interpretazione, anche uno stimolo per la nostra prerogativa, per le nostre funzioni, quindi dobbiamo
leggerla anche sotto questo punto di vista. Penso per esempio, per farmi capire, alla proposta del
Consiglio comunale dei ragazzi, per dire, adesso al di là che uno la condivida o meno, però ci sono,
in questa relazione ci sono spunti che sostanzialmente possono essere oggetto di approfondimento e
anche di, così, di attività sul piano squisitamente politico per quanto riguarda il Consiglio comunale.
Detto questo, ripeto, credo che sia la penultima se non sbaglio relazione dell’attuale difensore
civico, voi sapete che a fine anno scade il mandato dell’attuale difensore civico, non è un mandato
rinnovabile, quindi – ripeto – il prossimo appuntamento con l’ultima relazione credo che sia a fine
anno, quindi novembre, dicembre, gennaio 2005. Quindi lo ringrazio di nuovo per il lavoro, prima
di dare la parola al difensore civico, do la parola al Sindaco, prego.
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SINDACO – FABIANO BELCECCHI: Solo per scusarmi per la mia assenza durante la discussione
ma non era una scelta dettata da contrapposizione, opposizioni nei confronti, di mancanza di
rispetto nei confronti del difensore civico, stavo semplicemente, insomma, è un motivo particolare
per cui non è che, non aveva nessun significato. Volevo cogliere anch’io l’occasione, così come ha
fatto assumendo insomma e facendo mie le cose e i concetti che ha detto il Presidente del Consiglio
per ringraziare il difensore civico per quello che ha fatto e continuerà a fare per questi prossimi 6
mesi e anche per riconoscere a lui, non alla figura, ma Samuele Animali una capacità di aver dato
forse non solo corpo ma anche un’anima a questa figura, seppure può essere vissuta a volte come
una spina nel fianco, ma io credo che sia questo poi in fondo il significato, il valore del ruolo vero
del difensore civico, non tanto e non solo come o non sempre come sollecitazione o
contrapposizione ad alcune scelte o alcune questioni che vengono poi sollevate ai cittadini ma
davvero come un supporto per l’Amministrazione stessa e credo anche per tutto il Consiglio
Comunale, a prescindere da quelle che possono essere poi le maggiori o le minori
strumentalizzazioni, in un senso o in un altro che si fanno poi dei contenuti delle singole questioni
che vengono poste nelle relazioni. Per cui credo che questo sia stato un lavoro e sia, ecco in questa
ultima fase, continuerà ad essere un lavoro prezioso che ha visto sempre un’attenta collaborazione,
forse non piena o non pienamente foriera di risultati, secondo me alcune cose anche provenienti
dalle indicazioni e dalle sollecitazioni del difensore civico hanno permesso anche alla stessa
amministrazione e anche la stessa struttura amministrativa del Comune di fare un passo avanti e
quindi credo che sia sicuramente una scelta positiva importante fatta della presenza, un lavoro
importante e positivo quello fatto da Animali e credo che questo sarà, continuerà ad essere una
presenza ed una scelta irreversibile fatta da questo Consiglio Comunale che dà anche un senso
maggiore al significato vero di democrazia e di partecipazione dei cittadini alle questioni e alle
scelte che fa un Comune a prescindere dalle composizioni politiche delle maggioranze o delle
minoranze, buon lavoro per i prossimi 6 mesi.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie Sindaco, a questo punto do la parola
all’Avvocato Animali per concludere.
DIFENSORE CIVICO – AVVOCATO SAMUELE ANIMALI: Comincio da Bucci anche se
assente, ha perfettamente ragione nel senso che, nel senso che io in realtà non vedo l’ora di arrivare
al pianterreno, l’ho detto sempre l’ideale, ma penso che su questo siano tutti d’accordo, l’ideale di
avere un Comune che ha un front office tutto al pianterreno per cui le persone non debbono fare le
scale, vedono l’ufficio comunale è la prima cosa che trovano quando entrano nel palazzo comunale,
quindi non vedo l’ora di scendere finalmente al pianterreno, perché ancora sono al primo piano. Non
penso che sarà per questo mandato ovviamente, perché spero almeno per i prossimi 6 mesi che in
realtà sono 5, che in realtà considerando quelli di agosto sono poco più di 4, spero di rimanere dove
sto adesso visto che ci sono arrivato solamente da qualche giorno. Detto questo, il collega Grassetti,
io con Grassetti su una cosa sono d’accordo e su una non sono d’accordo. Sono d’accordo sul fatto
che il difensore civico potrebbe essere tranquillamente abolito, non succederebbe niente e non penso
che ne risentirebbe la democrazia, perché? Perché se, questo lo dicevo anche nella relazione, se un
difensore civico funziona come strumento, ripeto rispetto alla relazione, di marketing politico, è un
modo per comunicare un qualcosa, ha una sua funzione però tutto sommato sono soldi sprecati. Non
sono d’accordo su quello che diceva Grassetti sul fatto di rendere conto al Consiglio comunale, mi
rendo conto che era un paradosso quello che l’Avvocato faceva, non sono d’accordo sul fatto di
rendere conto al Consiglio comunale anzi, ma questo perché Grassetti non ha letto la relazione, e
anche il fatto che si faccia la relazione ogni 6 mesi mi sembra una cosa positiva di questo Comune,
vostro che in altri non si fa, questo perché penso – ma su questo si potrebbe discutere ma non mi
pare né il caso né soprattutto l’ora – il difensore civico è un’istituzione che non ha autorità in senso
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stretto, se può avere qualcosa può avere autorevolezza non per la persona, ovviamente, ma per il
ruolo e per la carica. Questa autorevolezza può averla solo nella misura in cui continuamente c’è,
rende conto, manifesta il suo lavoro nei confronti e della cittadinanza certamente e del Consiglio
comunale che della cittadinanza è rappresentativo, in questo mi ricollego a quello che ha sempre
detto Brunetti in occasione di queste relazioni, dice: il rapporto del Consiglio comunale è centrale
rispetto al difensore civico. A suo tempo, dissi: sì, ma in realtà non è eletto dal Consiglio comunale
ma eletto da un’assemblea integrata, per cui non deve, infatti il Consiglio comunale prende atto e
non vota la relazione, però questo non significa che il rapporto con il Consiglio comunale sia
secondario, anzi penso sia essenziale proprio nella misura in cui il difensore civico può lavorare e
solamente se qualcuno gliene dà la legittimazione; la legittimazione non viene soltanto e non viene
soprattutto dal fatto che gli Amministratori ti rispondono a meno, certo, anche da lì, ma il difensore
civico serve, se serve per pungolare l’amministrazione deve avere delle sponde che non possono
essere principalmente i giornalisti, non può essere principalmente l’opinione pubblica per la natura
del lavoro del difensore civico che si occupa di casi particolari e non dovrebbe occuparsi di politica
in senso stretto, io direi invece si può occupare di politica in senso lato, fa un lavoro politico perché
comunque si occupa in qualche maniera dei problemi della città. Quindi, dicevo, è importante
questo render conto continuamente al Consiglio comunale dove rendere conto sta per condividere
quello che è il lavoro che viene fatto e quindi anche lo scambio ovviamente di segnalazioni e così
via. Quindi il Consiglio come referente per il difensore civico ed anche per questo, vengo
all’intervento del consigliere Aguzzi, anche per questo io, magari sbagliando, ma non credo che ci
siano cose giuste o sbagliate in questo tipo di funzioni, visto che il difensore civico è una figura
magmatica nella nostra legislazione, è una figura che non è definita da nessuna parte salvo il fatto
che si dice che gli Statuti possono nominarlo. Quindi dobbiamo far riferimento ad istituti stranieri,
dobbiamo far riferimento a concetti come quelli dell’autorità amministrativa indipendente, ma non
c’è scritto in nessuno posto che cosa il difensore civico fa e cosa il difensore civico non fa, c’è solo
scritto nello Statuto, quindi lo Statuto diventa il riferimento importante.
Dicevo: io, per come la interpreto, non credo che il difensore civico debba essere una sorta di notaio
ma credo che invece debba porsi – ma su questo penso siamo d’accordo – comunque in un rapporto
dialettico, anche perché questo rapporto dialettico è l’unica garanzia di dipendenza che hanno i
cittadini nel momento in cui si pongono nelle mani o comunque hanno, si affidano alla competenza
e alla figura del difensore civico, se non si ponessero al rapporto dialettico ma si limitassero a fare il
notaio delle decisioni dell’amministrazione, veramente potremmo abolirlo e nessuno se ne avrebbe
a male. Quindi credo che debba avere questo rapporto dialettico anche perché – mi rifaccio a quello
che accennava Fiordelmondo - non vorrei essere retorico in questo, ma tutto sommato penso che
questa figura nasca per dare voce a chi non ha voce, nel senso tutto sommato le maggioranze o le
minoranze ben rappresentate non hanno bisogno del difensore civico, hanno altri strumenti per far
sentire la loro voce. Se qualcuno ne ha bisogno sono appunto coloro che, non dico che non si
sentono rappresentati perché il Consiglio e altre istituzioni sono comunque rappresentative, ma
hanno difficoltà a far venire fuori i loro problemi particolari, singolari e questi problemi particolari e
singolari vengono in considerazione soprattutto quando parliamo di soggetti deboli, quando possono
essere i pensionati che notava Fiordelmondo, c’è da dire tra l’altro che è aumentata di molto la
quota anche di altri tipi di persone, quali possono essere i minorenni, ovviamente i minorenni non
vengono dal difensore civico, ma esistono figure di difensore civico specialmente pensate per i
minorenni. Esiste un difensore civico dei minorenni, in Regione garante per i minorenni che
appunto testimonia come questo tipo di figure hanno bisogno di figure specifiche che sono appunto
non ancora ben definite ma sono tra la professionalità del tecnico e la figura del politico. Tra l’altro
da questo punto di vista è anche parte del difensore civico scriva magari da inesperto di queste
questioni circa la rappresentanza dei bambini, è anche il segno che talvolta a non parlare sempre
sotto voce, a farti sentire così magari risponde chi recepisce quello che si dice e quello che meno ti
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aspetti. Per cui magari la Margherita fa delle iniziative e poi si ritrova sulla relazione del difensore
civico che, più che quelli del Partito magari, questo tipo di posizioni vengono recepite al di fuori
rispetto a quelli che possono essere discorsi politici in senso stretto. Infine il discorso della risposta
alle domande che è centrale, come dicevo anche nella breve premessa che ho fatto, rispetto a tutto il
lavoro del difensore civico e come si intuisce da quello che ho appena detto è ovvio che non si può
parlare con il muro, quindi – ripeto – se si trattasse di parlare con il muro sarebbe il caso di abolirla
questa figura, d’altra parte che io stesso per dignità mi sarei dimesso da molto tempo, se si trattasse
di parlare con il muro. Ovviamente questo tipo di problematica è centrale proprio perché continua a
persistere, nel senso che se io disegno la situazione per quello che riguarda la risposta di istanze e
petizioni e la risposta a sollecitazioni al difensore civico, quello che disegno è una realtà ancora a
macchia di leopardo, per così dire, nel senso che a fronte di una sensibilità più o meno forte a
seconda degli altri settori dell’amministrazione che prendiamo in considerazione, abbiamo dal
punto di vista poi oggettivo delle risposte effettivamente date una panoramica che va senza altro
molto migliorata, per usare un eufemismo, questa è la diagnosi che io faccio anche perché non è
ancora concluso quel discorso di riorganizzazione o comunque è ancora diciamo, non è ancora
possibile vedere quello che cosa sarà di noi per quello che riguarda questo discorso della
riorganizzazione, perché penso che la mancanza di risposte sia anche dovuta ad un problema di
carattere strettamente organizzativo per cui, da una parte la testa delle persone, dall’altra le strutture
fisiche di questo comune non sono ancora pronte, preparate e in grado di assicurare, perché no,
anche delle routine che portino ad avere un comportamento amministrativo più in linea di quella che
è la legislazione vigente. Io ho parlato con i nuovi dirigenti di questo, il confronto è stato piuttosto
franco e la buona volontà c’è sempre, come c’era in passato, staremo a vedere quali sono i risultati,
da questo punto di vista quindi sospenderei il giudizio.
PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie di nuovo, Avvocato. Quindi rispetto
a questa pratica, appunto, siccome è una presa d’atto non c’è nessun voto, quindi ringraziamo di
nuovo e lasciamo libero l’Avvocato Animali e proseguiamo augurando naturalmente per i prossimi
mesi l’impegno di buon lavoro. Proseguiamo con le pratiche all’ordine del giorno, colleghi. Allora
eravamo rimasti…punto 4.
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Ufficio del difensore civico di Jesi