Ufficio del difensore civico di Jesi [email protected] Relazione del difensore civico al Consiglio comunale Gennaio - Giugno 2005 (terzo anno, primo semestre) rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 1 Signor Presidente del Consiglio Comunale, signor Sindaco, signori Consiglieri ed Assessori, per Gennaio 2006 dovrà essere nominato un nuovo difensore civico. Questa è dunque, per quanto mi riguarda, l’occasione per fare il punto insieme al Consiglio su alcune vicende che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della mia attività e che mi riprometto di cercare di definire in ciò che rimane del mio mandato, per non lasciare sulle spalle del successore troppe questioni aperte. E’ mia intenzione delineare un’immagine della città e della sua amministrazione da un punto di vista particolare quale è quello del difensore civico, cercando di interpretare e selezionare la casistica alla luce degli interessi collettivi di cui il Consiglio è la massima espressione rappresentativa a livello locale. Si tratta naturalmente di un quadro piuttosto sommario, non esaustivo, non sistematico. Oltre a relazionare sul lavoro svolto mi permetterò, come nelle precedenti occasioni, di riportare le mie riflessioni su delle problematiche che sono giunte alla mia attenzione, come contributo alla definizione di alcune di quelle che appaiono come priorità amministrative. Parte prima. Alcune questioni rilevanti I primi spunti di discussione riguardano comunicazione pubblica e organizzazione. Per osservare che nel complesso sembra aumentata la puntualità nel rispondere ad istanze e petizioni, ma si tratta ancora di un panorama, per così dire, a macchia di leopardo. Ribadisco la necessità di formulare per iscritto ed entro un mese una risposta, fosse pure dilatoria o di rigetto, a fronte di ciascuna istanza o petizione (art. 17 dello Statuto). Talvolta le risposte sono generiche ed immotivate, risultando in tal modo inutili o addirittura offensive ed irritanti nei confronti dei destinatari (cittadini e difensore civico, in questo caso, sono nella stessa scomoda posizione). Anche la risposta informale, sempre ai sensi del regolamento, dovrebbe essere sempre seguita da una puntualizzazione scritta. Poche sono, in realtà, le istanze che rimangono assolutamente lettera morta, ma questo dato dovrebbe essere azzerato. E’ vero invece che l’assenza di sistematicità e di criteri univoci ed efficaci nel gestire la comunicazione, in particolare con i firmatari di istanze e petizioni, espone l’amministrazione alla giustificabile insoddisfazione degli interessati. Da questo punto di vista sembrano molto più puntuali le circoscrizioni, le quali difettano però di concrete deleghe operative e non sempre hanno la possibilità di rapportarsi in maniera rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 2 efficace con gli uffici amministrativi. Tra l’altro in mancanza di queste risposte scritte l’ufficio del difensore civico non riesce a ricostruire, se non a prezzo di molto lavoro, l’esito delle singole vicende segnalate. Altri enti e aziende assicurano prestazioni migliori, sotto questo profilo. Per quella che è la mia esperienza si sforzano di rispettare tempi accettabili alla luce dei più diffusi statuti e carte dei servizi alcune società partecipate, ad esempio Multiservizi, ma anche amministrazioni pubbliche quali l’Agenzia delle entrate. Molto peggio l’INPS. La maglia nera va ad istituzioni come le Asl ed alle grandi società privatizzate, come per esempio le Poste e Telecom Italia. Un caso paradigmatico. Un anno fa una signora ha chiesto presso un ufficio postale in quanto tempo si prescrive un libretto di risparmio. In mancanza di risposta chiara ha interpellato una serie di uffici centrali, e poi il difensore civico, che a sua volta ha scritto in più occasioni. Per giungere a capo del quesito c’è voluto un anno. In questo periodo ho avuto a che fare con Gorgovivo per ottenere chiarimenti circa le modalità di distacco dell’acqua in occasione di lavori e altro, con la Telecom per bollette troppo salate per colpa dei dialer, con l’Enel per i corposi conguagli effettuati in occasione della sostituzione dei contatori, un’operazione condotta in maniera certo non impeccabile. In sede di conguaglio l’azienda aveva applicato tariffe più elevate di quelle che sarebbero state praticate se i consumi fossero stati rilevati a tempo debito. Da operazioni di questo tipo scaturiscono differenze molto pesanti nei conteggi, specie quando si tratta di famiglie caratterizzate da ridotti consumi (nel caso, pensionati). Insistendo si è ottenuto un ricalcolo del dovuto, distribuendo i consumi sulle diverse mensilità scadute; inoltre una rateizzazione del dovuto. Inutile sottolineare che l’interessata, non senza difficoltà, aveva già interpellato il numero verde, dove avevano ipotizzato la sola possibilità di una rateizzazione. * * * I nuovi dirigenti reclutati dall’amministrazione jesina, nei primi colloqui che abbiamo avuto, hanno preannunciato provvedimenti volti a rendere più efficace la comunicazione organizzativa e più chiari e costruttivi i rapporti con il cittadino. Ciò anche implementando correttamente normative finora molto trascurate, come quella sul responsabile del procedimento. Sotto il profilo squisitamente tecnico l’avvenuta acquisizione di un nuovo software dovrebbe garantire nel futuro un miglior dialogo tra i vari uffici e servizi. Per il momento l’eccessiva meccanicità o la lentezza di alcuni procedimenti, lo scarso coordinamento tra uffici (penso per esempio agli accertamenti tributari, o a certe pratiche urbanistiche) ed il diffuso dispregio delle normative in materia di procedimento, in primis la 241, continuano a causare non pochi disagi ed incomprensioni in una parte della cittadinanza. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 3 C’è anche da dire che l’atteggiamento della cittadinanza è cambiato di pari passo con le riforme amministrative, per cui si sono alzate le aspettative nei confronti dell’amministrazione e oggi viene rivendicato come diritto ciò che fino a qualche anno fa era elemosinato come concessione o peggio favore. Mi sembra un dato positivo, sotto ogni profilo. Ricordo di aver auspicato in più di un’occasione che gli orari – ed ogni loro variazione fossero resi noti nella forma più chiara e visibile. Ciò per assicurare maggiore trasparenza dell’attività amministrativa e una migliore comunicazione. Sotto questo profilo non ho notato grandi cambiamenti. * * * La comunicazione esterna continua a ricevere riconoscimenti e positivi apprezzamenti, capitalizzando investimenti in formazione e progettazione di servizi innovativi che risalgono a qualche anno fa. Attualmente l’attenzione a questo settore sembra essere minore rispetto al passato, e la comunicazione organizzativa nel suo complesso ne risente. Al riguardo alcuni recenti cambiamenti a livello organizzativo meritano qualche riflessione. Il nuovo schema di organizzazione sembra aver determinato un ulteriore smembramento delle funzioni di comunicazione, già poco coordinate tra loro. Personalmente non condivido l’inquadramento dell’URP accanto ai Servizi demografici; ciò a mio parere denota una concezione di URP (e della rete civica che a quanto pare ne segue le sorti) estremamente limitativa rispetto a quella che è invece la funzione centrale che questo ufficio svolge nel più generale ridisegno della P.A., che è conseguenza delle riforme degli ultimi 15 anni. Molta letteratura in argomento sottolinea come le funzioni di comunicazione, partecipazione e controllo democratico sono strettamente collegate tra loro. A mio modo di vedere URP, rete civica, e a questo punto anche difensore civico, dovrebbero poter contare su uno stretto collegamento tra loro a livello organizzativo, magari a fianco dell’unità organizzativa cui vengono affidate le funzioni del “decentramento”, che pure costituiscono uno strumento per avvicinare la cittadinanza all’istituzione. Questo significherebbe in linea di principio valorizzare il ruolo di questi uffici e materialmente creare delle sinergie che forse risolverebbero alcuni obiettivi problemi di carenza di risorse. Lo smembramento di queste funzioni appare invece un modo di depotenziarle. Il sito internet del difensore civico (che può essere visionato all’indirizzo www.comune.jesi.an.it/difensorecivico) è stato arricchito con nuovo materiale che riguarda una fetta significativa dell’attività dell’ufficio. Sono stati ulteriormente sviluppati i forum telematici; attualmente generano un volume di traffico molto ridotto, ma ritengo comunque significativa la possibilità di disporre di una sorta di “piazza virtuale”. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 4 Il blog è entrato a regime ed ha superato recentemente i duemila accessi (a partire da novembre scorso). Ricordo che il blog è linkato sul sito istituzionale, ma non è ospitato sul server del Comune ed è gestito privatamente dal sottoscritto. Credo che una buona comunicazione sia co-essenziale alle funzioni di controllo sostanziale dei procedimenti attribuite al difensore civico, il quale non ha altre prerogative o poteri se non quello di manifestare pubblicamente le proprie censure. La stessa pubblicazione di questa relazione va vista come forma di accreditamento verso le istituzioni e verso gli utenti. Recentemente l’ufficio del difensore civico è stato spostato in altri locali, per motivi organizzativi dell’amministrazione. La dislocazione che l’ufficio aveva fino a qualche giorno fa non era certo ottimale (specie dal punto di vista delle barriere architettoniche), ma assicurava una maggiore “visibilità”. La collocazione attuale accanto allo sportello unico, individuata dopo aver scartato altre possibilità che erano state prospettate, non risolve completamente il problema delle barriere architettoniche, ma ha il vantaggio di consentire una più stretta collaborazione con l’URP, con la possibilità di accedere all’ufficio anche da piazza della Repubblica. Rimane l’incoerenza dell’inquadramento organizzativo più recente con le attuali condizioni di lavoro del difensore civico. I cambiamenti che negli ultimi mesi hanno interessato l’assetto organizzativo dell’amministrazione jesina non permettono ancora di valutare gli effetti prodotti in ordine a quella che è la percezione dei cittadini ed i riflessi sull’operato dell’amministrazione. Nei rapporti interni, invece, è tangibile un certo disorientamento, accentuato apparentemente dalla mancanza di una puntuale formalizzazione dei nuovi assetti funzionali e logistici. Sento spesso lamentare, anche in risposta ad istanze di qualsiasi tipo, che “manca il personale”. Questo significa o che manca davvero il personale, o che non è correttamente utilizzato (o che qualcuno ci marcia, ma lo escluderei). Probabilmente il personale manca davvero, sicuramente non è ben distribuito. Il costume di moltiplicare gli incarichi, anche non coerenti tra di loro, in capo alle stesse persone, sembra essere indice di carenze strutturali dell’organizzazione. * * * La corretta tutela dei dati personali è patrimonio di pochissimi uffici comunali, fatta eccezione per il settore informatico. La problematica della privacy viene sollevata – anche strumentalmente – quasi soltanto in quei casi in cui si discute dell’esercizio del diritto di accesso. Che al contrario risulta essere uno degli ambiti meglio tutelati, in quanto l’accesso rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 5 è soggetto a procedure controllate e garantite che consentono di adottare le contromisure adeguate per assicurare anche la tutela della privacy correttamente intesa. Ben altre sono le minacce alla privacy. Per esempio l’uso di chiudere a chiave scrivanie e uffici è praticamente sconosciuto, mentre la promiscuità degli uffici stessi mette in condizione persino il pubblico, per non parlare degli impiegati, di conoscere dati personali o addirittura sensibili al di fuori dello svolgimento dell’attività istituzionale. * * * E’ raro l’esercizio di forme di autotutela amministrativa. Ritengo che ciò sia conseguenza anche di una non chiara definizione delle responsabilità, che porta a ripararsi dietro lo scudo dell’interpretazione letterale della norma. Si tende a privilegiare l’applicazione letterale dei regolamenti locali piuttosto che far riferimento alle leggi per interpretarli correttamente. La prassi dell’ufficio tributi, per esempio e alla luce delle segnalazioni che mi giungono, è caratterizzata ancora dalla disapplicazione dello Statuto del contribuente, in primis là dove si richiamano i principi di ragionevolezza, di buona fede e di favor nei confronti del contribuente non evasore. Questo atteggiamento è stato stigmatizzato dal Garante del contribuente ormai molti mesi fa, ma l’intervento è rimasto lettera morta nonostante contenesse un esplicito invito a provvedere rivolto all’amministrazione jesina. C’è da dire che l’enfasi sui regolamenti, tanto usata per giustificare molte decisioni, è talvolta tradita dagli stessi strumenti normativi locali, che avrebbero bisogno di una generale ed attenta revisione. Faccio un esempio, che forse incide poco sul menage delle famiglie ma è indicativo di come i regolamenti, in particolare il regolamento di polizia urbana, abbiano bisogno di una generale revisione o quantomeno di una corretta interpretazione alle luce delle fonti normative sovraordinate. A norma dell'art. 23 della L. 580/1967 il pane "deve essere venduto a peso". Questo significa che il prezzo del singolo pezzo acquistato deve essere determinato in base al suo peso, e non forfettariamente. Qualche settimana fa è stato fatto notare al sottoscritto, che poi ha girato l’osservazione all’amministrazione, che l'art. 94 del regolamento di polizia urbana di Jesi consente la messa in vendita del pane "a pezzi" per consuetudine. Questa norma è evidentemente illegittima, non può essere applicata e così com’è crea solo equivoci. Gli stessi regolamenti proibiscono cose molto gravi come lo stendersi si prati o praticare giochi sui marciapiedi. Per il che ci accorgiamo di essere stati criminali incalliti, da bambini, senza saperlo. Sarebbe opportuna una revisione generale dei regolamenti per salvaguardare il valore della legalità e facilitare il lavoro degli operatori. Ancora in tema di interpretazioni e di regolamenti. La prassi degli uffici demografici non è sempre univoca spostandosi da comune a comune. Con l’ufficio di Jesi c’è stato da discutere in diverse occasioni, specie in tema di residenza ed iscrizione anagrafica. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 6 Vero è che l’ufficiale di anagrafe ha grosse responsabilità nell’attestare quanto risulta dai registri, a cui corrisponde un ampio potere di dar corso ad accertamenti. Ciò per evitare abusi molto diffusi, specie da parte di chi non vuol farsi trovare da ufficiali giudiziari, Agenzia delle entrate e altri visitatori non sempre graditi, o da chi ha interesse a sembrare più povero di quanto in realtà non sia, o a far finta di risiedere in un certo determinato luogo piuttosto che altrove. Ciò non giustifica tuttavia il mettere assolutamente in secondo piano la volontà delle persone, quando i vantaggi che ciò procura non sono illegittimi. Fortunatamente la Cassazione afferma che l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio ma un diritto per il cittadino ed un obbligo per l’ufficiale di anagrafe. Salvo il potere di disporre accertamenti in ordine alle circostanze attestate dall’interessato circa la presenza non occasionale presso un dato luogo e salva la possibilità di rintracciare la persona (attraverso l’indicazione di un domicilio, che è cosa diversa dalla residenza). Abbiamo così stabilito, con qualche difficoltà, che a certe condizioni si può avere la residenza in una roulotte (anche se non si è zingari), che anche chi non ha fissa dimora può avere la residenza in città, che due coniugi possono avere residenze diverse. * * * Nell’approssimarsi della nomina di un nuovo difensore civico mi permetto di formulare qualche osservazione di carattere generale al riguardo. Vorrei anzitutto richiamare l’importanza della cadenza semestrale delle relazioni (anziché annuale, come avviene nella maggior parte degli altri comuni), che sottolinea la centralità del rapporto con il Consiglio comunale. Al contrario la durata di tre anni - tra l’altro con incarico non rinnovabile – è troppo breve se riferita alla complessità delle istanze ricevute e dell’attività svolta. Si potrebbe mettere a frutto maggiormente l’esperienza maturata con un incarico di 4 o 5 anni, salvo evitare la sovrapposizione con i rinnovi di Sindaco e Consiglio, per non far assumere al difensore civico un ruolo politico in senso stretto che non può e non deve avere. Così pure la non rieleggibilità assicura una maggiore indipendenza dalle istanze politiche Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, nell’ottica di una più ampia collaborazione con gli altri Comuni della Vallesina, ritengo opportuno, là dove possibile, proporre convenzioni per quanto riguarda il funzionamento dell’ufficio del difensore civico, spesso interpellato da cittadini di comuni del circondario che ne sono sprovvisti. Anche a Jesi, peraltro, talvolta ci si dimentica del difensore civico. Nel nuovo schema di organizzazione - la riforma Rubini - l’ufficio del difensore civico (intendo un ufficio operativo a prescindere dalla presenza fisica del difensore civico) semplicemente non era previsto. Quando l’ho fatto notare è stato esplicitato che le funzioni di segreteria e di supporto del difensore civico sono attribuite al servizio affari generali e istituzionali, che è cosa un poco diversa dall’ufficio che c’era fino a qualche anno fa. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 7 Le vicende che hanno portato recentemente il Comune a transare con il mio predecessore un cospicuo conguaglio economico mi portano a sottolineare che l’indennità mensile, penso sia l’unico caso, è diminuita con il passare del tempo. A fronte di ciò il lavoro è molto aumentato da qualche anno a questa parte, tanto da richiedere frequenti giornate supplementari di lavoro rispetto all’orario consueto (per non parlare del fatto che il supporto amministrativo è andato riducendosi nel tempo). Comunque sono felice di aver contribuito nel mio piccolo al pareggio del bilancio. * * * Sono ormai numerosi i comuni impegnati nella modifica dei loro statuti per garantire il voto ai migranti. Il 21 aprile 2005 il Comune di Ancona ha votato la modifica dell’Art.15 dello Statuto Comunale per garantire l’estensione del diritto di elettorato attivo e passivo agli stranieri non comunitari e apolidi per l’elezione dei consigli di circoscrizione. La delibera indica che possono richiedere di votare per le circoscrizioni i cittadini stranieri non comunitari con almeno 6 anni di residenza in Italia, di cui almeno 2 ad Ancona, e gli stessi possono essere candidati. Dopo il consigliere comunale aggiunto straniero, credo si tratti del passo successivo da prendere in considerazione. Altra categoria poco o nulla rappresentata in politica è quella dei minori. Segnalo in questa sede una proposta che è già circolata su riviste e su internet e che a rifletterci su sembra molto meno balzana di quanto non potrebbe apparire in un primo momento. Parlo del c.d. voto ai bambini (in realtà nella maggior parte delle proposte al riguardo si prefigura il voto esercitato dai genitori per conto dei bambini). La necessità di tener conto dei consensi di questa ampia categoria di persone costringerebbe la politica ad una maggiore “apertura al futuro”. Una proposta minore rispetto a quella appena citata, ma che, forse per la sua relativa semplicità, è già ampiamente sperimentata, è la costituzione del Consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi. Anche le forme di partecipazione politica rivolte ai cittadini adulti dovrebbero essere rivitalizzate.Posso affermare senza timore di essere smentito che i forum ordinari sono ormai svuotati di ogni significato, perché privi di ogni incisività nei riguardi dei documenti contabili, convocati come sono a ridosso dell’approvazione definitiva degli stessi e non essendo preceduti da un idoneo percorso preparatorio. Si spiega così la partecipazione assolutamente irrilevante che si registra in queste occasioni. E parlo del solo forum sul bilancio preventivo, perché il forum sul bilancio consuntivo, previsto dall’art. 10 del regolamento sulla partecipazione, non è stato nemmeno convocato. Disapplicato anche l’art. 16 del regolamento sulla partecipazione che prevede che i provvedimenti con i quali gli organi Comunali assumono decisioni relative agli argomenti trattati debbono riportare in forma sintetica le risultanze emerse dal forum. Rimaniamo in tema di partecipazione per osservare come le forme di sussidiarietà e compartecipazione che si auspicavano in passato vengono concretizzandosi, per ora quasi rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 8 esclusivamente sulla carta, con regolamenti che ritagliano un ruolo meglio definito per i privati negli interventi di natura pubblica, specie in tema di OO.PP. Riguardo al rapporto tra partecipazione e pianificazione, più volte oggetto di dibattito, osservo ancora una volta che la partecipazione non consiste in una fase del processo di pianificazione, ma è insita nelle forme secondo cui questo processo è pensato, strutturato e portato avanti. A questo proposito già in passato si è avuto modo di notare come il coinvolgimento della macchina comunale nella formulazione del PRG sia stato minore di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Ciò sembra destinato a ripercuotersi sull’attuazione del piano, oltre che sui suoi contenuti. Questo vale, credo, anche per il progetto obiettivo sul patrimonio, nella misura in cui è affidato a consulenti esterni. Attorno all’elaborazione del piano regolatore si sviluppano peraltro forme di dibattito e istanze di partecipazione che vanno al di là di quanto pianificato dall’amministrazione, e questo mi pare buon segno. L’espressione della società civile, se è veramente tale, va pienamente rapportata alla specificità del territorio e dei protagonisti. Ciò avviene attraverso un lavoro di ascolto e di ricucitura che trascende i pur importanti e necessari stimoli iniziali e le procedure formalizzate. * * * La questione della mobilità, come si può vedere più avanti nelle statistiche, rimane tra i temi più ricorrenti nelle segnalazioni ricevute dall’ufficio del difensore civico. Nella prospettiva del difensore civico è centrale il discorso sulle procedure, che garantiscono agli interventi la necessaria legittimazione, anche quando inevitabilmente finiscono per favorire gli interessi degli uni a discapito di altri. Questo accade sia quando si definisce un quadro di priorità, sia quando semplicemente si realizzano modifiche dello stato di fatto su istanza di singoli o gruppi di interessati più o meno organizzati. In parole povere: se vengono modificati il senso di circolazione o la disciplina del parcheggio lungo una via, ci sarà senz’altro qualcuno che protesta. Questo significa che è compito dell’amministrazione nelle sue varie articolazioni sentire le ragioni di tutti, valutarle e provvedere argomentando e rendendo note le motivazioni della scelta. Nel merito, mi soffermerei sul trasporto pubblico, la cui riorganizzazione rappresenta un nodo da sciogliere quanto prima, suscettibile di avere un impatto su un ampia gamma di problematiche sociali, economiche, amministrative, urbanistiche. L’utilità di questo strumento deve aumentare e ne trarrebbero giovamento il regime del traffico, la salute, la qualità della vita dei cittadini e finanche l’estetica dei quartieri, sempre più caratterizzata da parcheggi più o meno regolari. Questo però deve avvenire senza penalizzare gli anziani che al momento sono sicuramente gli utenti più numerosi e soddisfatti del servizio, nonostante alcune questioni ancora aperte sulle concrete modalità di svolgimento. Da molto tempo a questa parte mi sono fatto portavoce della richiesta di una fermata del Pollicino a Baccio Pontelli, senza risultato a quanto mi consta. In base alle mie notizie un rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 9 altro degli oggetti di critica più ricorrenti, al di là della dislocazione delle fermate, sembra essere la scarsa frequenza delle corse. Più in generale ci sarebbe forse bisogno di una riflessione complessiva sul tema della mobilità, che non venga ricondotta soltanto alla dimensione più limitata della viabilità Durante questi sei mesi appena trascorsi hanno fatto la loro ricomparsa le targhe alterne, che hanno suscitato, come prevedibile, i soliti mugugni nella cittadinanza che spesso sono arrivati al difensore civico. Altro discorso è la valutazione di opportunità, ma tale decisione effettivamente comporta una pesante compressione di diritti pure costituzionalmente garantiti, a cominciare dalla libertà di movimento. Il che dovrebbe indurre ad estrema cautela al momento di commisurare due interessi contrapposti (prevenzione dell'inquinamento vs. libertà individuali ed esigenze economiche e sociali). Premesso che va riconosciuto a questa amministrazione di aver mostrato un'attenzione concreta e non episodica alle problematiche ambientali, in base alle segnalazioni raccolte ed alle considerazioni che si possono fare in astratto leggendo i provvedimenti adottati, posso sottolineare alcuni profili dell'azione amministrativa che apparentemente meritano approfondimenti ed interventi ancora più incisivi. Ciò anche in vista di quel contemperamento di interessi a cui ho appena fatto riferimento. 1) Potenziare le iniziative di comunicazione, peraltro previste per legge, per ciò che riguarda i tassi di inquinamento rilevati. 2) Ridurre i giorni di fermata del traffico e le zone interessate al minimo indispensabile per ottenere il voluto impatto strumentale e simbolico, in considerazione degli oggettivi e diffusi problemi che genera tale provvedimento. 3) Predisporre ulteriori iniziative volte a ridurre il disagio sopportato dai cittadini (a breve e lungo termine), a cominciare dalla razionalizzazione del trasporto pubblico e dalla predisposizione di efficaci parcheggi scambiatori. 4) Porre in essere strumenti alternativi di lotta all'inquinamento, con particolare attenzione agli incentivi ed alle iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico. La necessità di una revisione della regolamentazione dell’accesso al centro storico è stata presa opportunamente in considerazione, ma non ha dato ancora luogo ai cambiamenti auspicati in passato. L’ascensore sul retro dell’ex Gabrielli, che collega viale della Vittoria al corso, rappresenta un’occasione perduta, ora è chiuso al pubblico. Come pure il parcheggio silos nello stesso palazzo, che non ha un’uscita sul viale, e così perde molto di funzionalità, se l’obiettivo è decongestionare le strade centrali (tocca comunque imboccare via Garibaldi e poi risalire passando per piazza delle Erbe). Richiamo la questione delle multe per infrazioni al codice della strada solo per ribadire che non possono essere solo strumenti per far cassa, mentre sono tutti d’accordo che fin dalle modalità di accertamento gli agenti della polizia municipale dovrebbero avere un rapporto con la cittadinanza improntato a spirito di servizio e leale collaborazione. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 10 * * * Con la designazione di un assessore ad hoc e da colloqui con il nuovo dirigente dei LLPP sembra che siano più imminenti gli interventi sui problemi più volte segnalati, che riguardano la manutenzione, l’accessibilità, la sicurezza del cimitero, con particolare riferimento alla parte nuova. Mi piace riportare lo stralcio di una lettera tra le altre che ho ricevuto, più che per il contenuto per il tono direi rassegnato che mi pare significativo della situazione attuale: “Il cimitero della nostra città si trova in totale stato di incuria e di sporcizia: erba alta, attrezzi edili e quant'altro nei prati, cannelle che perdono acqua da mesi senza che nessuno si preoccupi di ripararle, ascensori bisbetici, pavimenti sberciati, ruggine incipiente, mancanza di qualsivoglia piano d'appoggio nei "lavatoi", mancanza di qualsiasi accorgimento per proteggere dal vento le persone che hanno i propri cari sepolti alla piramide; potrei continuare con un elenco ancora lungo se non avessi ormai perso la speranza che la cosa interessi minimamente alla nostra amministrazione comunale, la quale non fa nulla per migliorare quanto non funziona e, soprattutto, per far sì che i lavori riprendano e siano finalmente completati, magari anche con la creazione di un idoneo parcheggio”. Altra questione piuttosto calda è quella dell’assegnazione e della determinazione del prezzo dei loculi, che avvengono secondo criteri non sempre condivisibili e immediatamente comprensibili al pubblico. In questo modo si verificano situazioni che generano forte scontento derivante ancora una volta dalla sensazione che sull’esigenza di equità prevalga la necessità di scaricare sull’utente finale le disfunzioni della gestione da parte dell’ente che offre la prestazione in regime di monopolio. Anche in questo caso solo di recente si èmesso mano alla riforma dei regolamenti per cercare di sanare alcune più evidenti criticità. * * * Ricevo molte segnalazioni relative a sinistri dovuti alla rovina di beni di pertinenza comunale oppure a carente manutenzione, in particolare delle strade. In caso di richiesta di risarcimento il comune si limita a “girarla” all’assicurazione. La quale però sistematicamente e pregiudizialmente nega qualsiasi risarcimento, motivando il diniego con formule spesso generiche o comunque contestabili, alle quali il comune si associa supinamente. L’orientamento giurisprudenziale maggioritario afferma che la presunzione di responsabilità, ex art. 2051 c.c., non opera nei confronti della P.A. per danni cagionati a terzi da beni demaniali o patrimoniali (come le strade), sui quali è esercitato un uso ordinario, generale e diretto da parte dei cittadini, la cui estensione non consente una vigilanza ed un controllo idonei ad evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo, e, pertanto, limita in concreto la possibilità di custodia o vigilanza sulla cosa (Cass. Civ., 10703/1999; rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 11 Cass.Civ., 12314/4.12.1998); ciò in quanto “ad impossibilia nemo tenetur”. E’ altrettanto vero tuttavia che in caso di omessa, ovvero carente manutenzione, può configurarsi una responsabilità dell’ente proprietario della strada, ex art. 2043 c.c., in presenza di un pericolo occulto che abbia il carattere obiettivo della non visibilità e quello subiettivo dell’imprevedibilità. La risposta di prammatica dell’assicurazione appare dunque non motivata in assenza di disamina nel merito della questione, e dunque appare volta esclusivamente a fini defatigatori, per scoraggiare i cittadini meno informati o meno decisi. Tutto sommato la spesa della copertura assicurativa grava indirettamente su tutta la collettività, sarebbe meglio se servisse a qualcosa… Nell’esaminare le segnalazioni ricevute nel loro complesso, noto che risultano relativamente più trascurati i bisogni delle frazioni e delle zone di campagna, che pure sono espressione di valori estetici, culturali, paesaggistici (oltre che economici) che rischiano di andare perduti. Continua ad essere molto delicata la situazione delle cosiddette “strade esterne”, la cui manutenzione viene sempre più diradata, con il rischio di danneggiare irreparabilmente questo patrimonio e la sicurezza di un disagio crescente dei cittadini. Ciò avviene proprio mentre (o forse precisamente perché) le campagne sembrano ripopolarsi, con le case coloniche che recuperano almeno in parte le funzioni perdute o vengono trasformate in abitazioni e ville. Gli stanziamenti per le strade extraurbane sono esigui – secondo gli uffici - e si fa ricorso regolarmente a fondi avanzati dai ribassi d'asta di appalti precedenti. Nulla di concreto mi risulta sia stato fatto per porre rimedio allo stato di degrado degli orti pubblici di via Carlo Marx, caratterizzato dal difficile rapporto degli anziani affidatari con i “nomadi”, il cui controllo continua ad essere problematico. Le segnalazioni relative all’arredo urbano (panchine, chioschi, cestini dei rifiuti, fermate dell’autobus, cartellonistica, cassonetti e campane dei rifiuti…) non hanno prodotto in questo periodo effetti evidenti nella direzione di una maggiore uniformità e coerenza estetica, oltre che funzionale. In un relazione precedente auspicavo la collaborazione con l’Università per la realizzazione di studi sul territorio (oltre che ovviamente sul piano culturale). Osservo quindi con piacere che questa collaborazione va lentamente strutturandosi. Al riguardo mi permetto di richiamare l’attenzione sull’importanza di non confondere la conoscenza scientifica dei fenomeni (che è l’oggetto dell’attività didattica e di ricerca condotta presso le università) con la conoscenza pratica, la pianificazione, la scelta funzionale alla decisione (che hanno un contenuto tecnico e politico). In caso contrario l’istituzione accademica è usata esclusivamente come strumento di legittimazione e il valore aggiunto della collaborazione si stempera in un uso retorico. * * * rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 12 In precedenti occasioni si auspicava una “ricomposizione” della materia ambientale e dei controlli su procedure e competenze certe ed inequivocabili, anche per dare e pretendere riferimenti precisi dagli alti enti (ASL, ARPAM), cosa che non sembra essersi ancora verificata. Si è fatta un po’ di chiarezza sulle procedure al riguardo. Ciò genera più sistematicità nei controlli effettuati con il supporto tecnico convenzionato dell’ARPAM. Questi controlli tecnici, peraltro, solo in alcuni casi permettono di individuare effettivamente il disturbo arrecato da emissioni di diverso genere (fumi, rumori, odori...), mentre quando si tratta di attività saltuarie o che comunque sono riconducibili a problemi di quiete pubblica e simili l’utilità è piuttosto discutibile. In questo momento è anche il ruolo della Polizia municipale a dover essere meglio calibrato, anche con una maggiore specializzazione del personale ed un sempre più pieno ed efficace coordinamento funzionale con le altre forze di polizia. L’elevare contravvenzioni per violazioni al Codice della strada è solo una delle funzioni che caratterizzano il loro ruolo attualmente. In alternativa il personale in divisa va esonerato da tutta una serie di accertamenti e funzioni che possono essere svolte da altri uffici. Non si ravvisano novità sostanziali sul fronte dei criteri di rilascio dei permessi, che – in connessione con un’adeguata pianificazione - sembra quello più promettente per pensare ad una corretta prevenzione, che contemperi tipicamente le esigenze dell’impresa con quelle della residenza. In sede di rilascio delle autorizzazioni, quando l’amministrazione ha per così dire il coltello dalla parte del manico, sembra spesso sottovalutata la questione delle emissioni rumorose e inquinanti, salvo poi registrare inevitabilmente e regolarmente le lamentele dei residenti all’avvio di nuove attività tipo bar e ristoranti, i cui impianti di insonorizzazione e abbattimento delle emissioni anche odorigene si rivelano in molti casi non soddisfacenti. La collaborazione con la ASL sotto questo profilo lascia molto a desiderare, mentre sembra funzionare a dovere la convenzione con l’organo tecnico accertatore, l’ARPAM. Problemi solo parzialmente diversi sono evidenziati dalle manifestazioni temporanee, ed anche in questo caso più che i divieti sembrano necessari una programmazione ed un controllo intelligenti. A questo riguardo mi preme rimarcare la recrudescenza di due questioni ormai sul tappeto da molti mesi, e cioè i rumori connessi alle attività svolte a San Martino e quelli di Jesi estate. Per entrambe forse basa assicurare interventi semplicemente ragionevoli, per ripristinare le condizioni di convivenza con iniziative di carattere culturale e ricreativo per molti versi apprezzabili. Sottolineo che la Cassazione ha ormai chiarito che anche sugli schiamazzi che si verificano fuori dai locali pubblici si può intervenire incisivamente facendo valere la responsabilità penale dei titolari dei locali. L’azione di contrasto e prevenzione peraltro non è ancora efficace, specie nelle ore notturne quando polizia e carabinieri, senza l’ausilio dei VV.UU., debbono presidiare con poche pattuglie un territorio piuttosto vasto. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 13 Visto che è approdata nelle aule giudiziarie, non mi soffermo sulle polemiche che hanno accompagnato l’approvazione del piano di rete se non per sottolineare come una fase partecipativa mal riuscita determina frizioni difficili da ripianare. * * * In tema di rifiuti e in vista delle novità che dovranno caratterizzare il lavoro a regime di Jesi servizi il confronto con il Presidente della società da poco istituita è stato piuttosto franco. A quanto mi si riferisce Jesi servizi si sta attivando tra l’altro per rispondere alle segnalazioni riferite alla raccolta dei rifiuti ed allo stato dei contenitori, che negli ultimi tempi avevano raggiunto livelli allarmanti. Inoltre per razionalizzare la raccolta differenziata. Questa dei rifiuti è una problematica complessiva che ha segnato il mio andato fin dagli inizi, senza i riscontri che si auspicavano in termini di realizzazioni. Il tempo trascorso è servito sostanzialmente per dar vita a Jesi servizi. Ora che sembra giunto il momento di mettere finalmente mano al tutto, elenco alcune tra le problematiche sul tappeto ricostruite in base alle segnalazioni ricevute nel corso dei mesi, che in gran parte sono anche tra i punti fondamentali del mandato della nuova struttura. L’augurio ovviamente è che ci siano le risorse per realizzare quanto non è stato fatto negli ultimi anni. - Raccolta rifiuti ingombranti e raccolta potature: i cassoni scarrabili non hanno superato la prova dei fatti; dovranno nascere centri di raccolta ben organizzati. - Raccolta batterie esauste: il pessimo stato dei contenitori la dice lunga. - Rinnovo del parco “campane”: ne risente l’arredo urbano, la funzionalità, l’efficacia della raccolta. - Rilancio della raccolta differenziata: da molto tempo non vengono promosse campagne informative sulla raccolta differenziata a livello comunale, ed il risultato è che i cittadini non la effettuano correttamente. - TARSU: Perché, se si vuole incentivare la raccolta differenziata ed il riciclaggio,è stata ridotta la percentuale di sconto connessa al compostaggio domestico? Così si diffondono leggende metropolitane per cui i rifiuti differenziati vengono gettati poi insieme agli altri perché costa troppo selezionarli ulteriormente. Questo, immagino, non succede dove la cura è evidente. Intanto nemmeno all’interno del comune è correttamente praticato il riciclaggio della carta. Lettera morta è rimasta la proposta di acquistare carta riciclata, anche in ossequio ad una precisa normativa, a quanto pare largamente disapplicata. * * * Lentamente procede l’iter che un giorno o l’altro porterà ad inaugurare la sede del centro visite presso l’oasi di Ripabianca. Sugli errori del passato sembra essere stato steso un velo pietoso... rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 14 Ricordo l’inquinamento da cromo di due siti distinti a Jesi, la cui bonifica è un impresa di cui nessuno ha fretta di farsi carico. Nella nostra zona climatica, la legge consente l'accensione degli impianti di riscaldamento dall'1/11 al 15/4. In aprile e in novembre abbiamo spesso i riscaldamenti accesi e le finestre aperte. Il Comune non da’ certo il buon esempio. Gli addetti dicono che quando hanno provato a spegnere sono stati bersagliati dalle rimostranze degli impegati… La nuova regolamentazione in materia di cani domestici, per quanto necessaria a fronte dell’esigenza di regolamentare la convivenza “sociale” con il miglior amico dell’uomo, si è rivelata però per molti versi irrazionale, specie nell’individuare i divieti. Tra le aree attrezzate solo quella della Granita è veramente apprezzabile (e infatti è l’unica progettata con un certo criterio). Quanto alle nuove regole, dopo i primi giorni caratterizzati soprattutto dallo zelo dei vigili, la situazione si è “normalizzata” e le stesse guardie zoofile hanno avuto problemi a dare continuità alla loro opera per il mancato rinnovo della convenzione (che a quanto mi risulta ora è stata rinnovata per sei mesi). Altri animali sono stati al centro dell’attenzione per qualche giorno, quelli dei circhi. Molti Comuni hanno emanato apposite ordinanze volte a condizionare il rilascio dei permessi di attendamento ai circhi con animali al rispetto delle norme a tutela degli animali stessi. Faciliterebbe i controlli e sarebbe un segno di civiltà. * * * Sul versante delle barriere architettoniche si è avuto modo di riscontrare una crescente sensibilità presso alcuni soggetti privati. Le segnalazioni che riguardano il parcheggio indiscriminato nei posti riservati ai disabili sono però il sintomo di una maleducazione e di un’indifferenza ancora molto diffuse. Non si registrano grandi novità per ciò che riguarda l’amministrazione comunale. Dietro forti pressioni sono stati realizzati alcuni lavori “palliativi” presso la piscina di via del Molino per il superamento delle barriere architettoniche. Un passo avanti significativo sarebbe la predisposizione di un PEBA, Piano di abbattimento delle barriere architettoniche, peraltro previsto per legge (L. 41/86, art. 32, comma 21). Penso che il progetto obiettivo che riguarda il patrimonio immobiliare potrebbe essere l’occasione per lavorarci su. Il progetto di censimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare è anche questione di rilevante impatto sociale, non solo economica e di bilancio. In sostanza questi beni sono una risorsa per la politica sociale e delle leve importanti per una serie di politiche (politiche giovanili, volontariato e associazionismo, assistenza alle persone disagiate, quartieri), per il che sembra opportuno un forte coinvolgimento della macchina comunale e della città sull’intero progetto, che oltre ad avere importanti ricadute sul piano economico-finanziario segnerà importanti orientamenti strategici per quanto riguarda i profili sopra evidenziati. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 15 Per ciò che riguarda l’handicap mi limito a sottolineare, come ho già fatto in passato, alcune questioni sul tappeto: attivazione della struttura residenziale; la partecipazione da parte dell’Azienda sanitaria al costo dei servizi (Centri diurni e assistenza educativa); l’attenzione ai bisogni di particolari categorie di malati (per es. Alzheimer); la situazione dei servizi di assistenza residenziale per adulti e anziani gravemente malati e non autosufficienti; la partecipazione dei congiunti alla spesa di assistenza (un problema che si è presentato in Vallesina); la definizione degli standard assistenziali e imputazione dei costi di ricovero con riferimento alle reali condizioni di gravità degli assistiti. Un accenno anche alla situazione per quanto riguarda la malattia mentale. Se per un verso vi sono stati riconoscimenti al lavoro dell’amministrazione (per Malati di niente), dall’altro continua ad essere pressante il bisogno di trovare una sponda adeguata da parte delle famiglie. Ciò anche dando supporto al lavoro delle associazioni (mi riferisco in particolare all’associazione “Tutela salute mentale”, già citata in precedenti relazioni).. Dato il periodo estivo viene in rilievo anche l’aggravarsi della situazione degli anziani soli, particolarmente vulnerabili a causa del caldo, per i quali previo censimento andrebbero assicurati servizi di sorveglianza capillari, magari di concerto con il privato sociale. * * * Grande attenzione ha suscitato la questione del rimborso dei costi di compilazione delle pratiche ISEE per l’accesso ai servizi comunali di mensa, prescuola e colazione, non tanto per l’importo delle somme di denaro in questione, quanto per le molte famiglie coinvolte, e per il principio che si è andati a mettere in discussione. Il modulo su cui andava compilata la domanda di iscrizione non forniva indicazioni esplicite (come in passato) sulla gratuità o meno della prestazione consistente nella compilazione del modulo ISEE da parte dei CAF. La decisione (della Giunta) di provvedere al recupero delle spese sostenute dal Comune in ragione di una convenzione stipulata con i CAF non risulta richiamata nel modulo, né comunicata in altra maniera all’utenza. Gli interessati riferiscono che i CAF non hanno spiegato che si trattava di un servizio a pagamento. Già dal 2003 si aveva intenzione di procedere al recupero dei costi della convenzione, ma solo con una determina del 15/12/2004 (quindi successiva alla presentazione delle domande) sono state esplicitate le concrete modalità di prosecuzione dell’originario protocollo di intesa con i sindacati. Infine gli interessati venivano senz’altro informati soltanto con gli avvisi di pagamento, che risalgono al mese di aprile 2005. Appariva e appare del tutto legittima e tutelata l’aspettativa, fondata su elementi obiettivi ed inequivoci, di usufruire di un servizio gratuito. Al contrario le motivazioni addotte dall’amministrazione sostanzialmente rimandano ad esigenze di bilancio, per il che sono apprezzabili solo sotto un profilo interno. Questo è uno dei pochi casi importanti in cui il Comune ha ritenuto opportuno agire in via di autotutela per rimediare a decisioni censurabili e censurate – con qualche fondamento, come si è visto – dagli interessati. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 16 Purtroppo questa scarsa attenzione ai principi civilistici, in particolare in sede di decisioni volte a recuperare risorse per il bilancio, non è nuova, ed anche in altre circostanze si sono verificati gli stessi problemi (per esempio, da ultimo, quando sono stati aumentati i prezzi delle palestre con effetto retroattivo). Il ritardo nella consegna dei lavori di ristrutturazione compiuti presso la scuola Negromanti e il trasloco della materna Gola della Rossa hanno causato un esubero di iscrizioni in assenza di posti disponibili presso alcune scuole materne. Problema dovuto forse a carenze di programmazione oppure a controlli troppo blandi sui lavori, di modo che la questione è venuta all’ordine del giorno solo al momento delle iscrizioni. * * * Tra le segnalazioni più sconcertanti che ho ricevuto una riguarda gli stranieri. I quali sono soggetti ad una disciplina piuttosto rigorosa in tema di ricongiungimento familiare, che prevede tra l’altro le misure minime degli immobili che si andranno ad occupare. Ebbene succede spesso che le misure dichiarate dall’agenzia o dal venditore non corrispondono a quelle poi riscontrate al momento del rilascio del certificato da parte dell’organo comunale (sono diverse le modalità di misurazione: vengono misurate le stanze piuttosto che il perimetro totale, non vengono presi in considerazione eventuali ripostigli o locali di servizio e così via). Succede così che ci si ritrova in mano un immobile, il cui atto di acquisto è perfettamente valido ma è inservibile per ottenere il ricongiungimento familiare. Così l’Italia e le sue leggi beffano gli immigrati. Servirebbero un po’ di informazione e qualche scrupolo in più al momento della compravendita. La discriminazione delle leggi italiane riguarda peraltro anche i cittadini italiani residenti all’estero, che anche quando pagano le tasse regolarmente hanno un’assistenza sanitaria limitata. * * * Il mandato sta per scadere e diversi progetti di respiro cittadino promossi anche dal difensore civico non andranno in porto, alcuni non sono stati mai nemmeno avviati. La costituzione di una banca del tempo, in primis, per la quale pure c’era stato un interessamento della prima circoscrizione e dell’Arci. L’educazione e la promozione della legalità, magari in connessione con ricorrenze civili, un’idea importante che non è mai decollata anche per il disinteresse generale e per le scarse risorse a disposizione dell’ufficio. La promozione dell’utilizzo del software realizzato su piattaforme open source. Il bilancio sociale ed il bilancio partecipato, sui quali c’era stato modo di registrare parecchio interesse ma, senza però approdare ad iniziative concrete. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 17 Si era pensato anche di realizzare dei sondaggi sul livello di conoscenza da parte della cittadinanza dell’istituto del difensore civico e sul livello di soddisfazione degli utenti. Indagini di questo tipo condotte in altre parti d’Italia hanno evidenziato che la domanda effettiva di tutela potrebbe essere senz’altro molto più alta di quella effettivamente espressa e trattata. Solo il 15% della popolazione conoscerebbe l’istituto del difensore civico e tra costoro quasi la metà non ha una percezione corretta di quali siano le sue funzioni (l’indagine a cui si fa riferimento riguarda la Lombardia). * * * E’ vero anche che non è il compito istituzionale del difensore civico quello di educare, ma piuttosto quello di sensibilizzare il pubblico. Avere cittadini che si interessano della cosa pubblica, che si danno da fare per far valere i propri diritti ed i propri interessi, è una ricchezza per la città ed una garanzia per tutti, oltre che una forma di responsabilizzazione della cittadinanza. Così il difensore civico dovrebbe essere una ricchezza per un’amministrazione, perché aiuta a sciogliere alcuni dei nodi che caratterizzano il rapporto con la cittadinanza, perché è un punto di riferimento quando si tratta di discutere la correttezza dell’agire amministrativo, perché rappresenta un punto di vista significativo sulla cosa pubblica, che permette di guardare ai problemi secondo un ottica diversa da quella dell’amministratore o del tecnico. Oppure eliminiamo dallo Statuto ogni riferimento al difensore civico. Dico davvero. Se si tratta solo di una trovata di marketing politico bisogna essere così onesti da prenderne atto, da dire ciò che si pensa: “non serve a nient’altro”. Un buon amministratore deve avere il coraggio di risparmiare qualche altro migliaio di euro all’anno. Ringrazio gli stagisti che ho ospitato in questo arco di tempo, Emanuela Garbuglia e Pierpaolo Gasparini, che hanno fornito un valido contributo all’attività dell’ufficio. Ringrazio le persone che hanno avuto da curare la segreteria dell’ufficio del difensore civico, perché al di là dei problemi più generali di ordine organizzativo hanno sempre offerto la massima disponibilità. Ringrazio il personale del comune, i dirigenti nuovi e vecchi, l’amministrazione nella sua componente politica, per la cortesia, la correttezza ed anche la franchezza con cui si rapportano al sottoscritto. Da parte mia spero di aver assicurato e di continuare ad assicurare un lavoro utile alla collettività ed ai cittadini e rimango a disposizione per qualsiasi commento o chiarimento. Jesi, 18 Luglio 2005 Il difensore civico di Jesi F.to Avv. Samuele Animali rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 18 Parte seconda. Dati quantitativi I dati illustrati qui di seguito - salvo che non sia specificato diversamente - sono riferiti all’intero periodo che va dall’assunzione dell’incarico da parte del sottoscritto (Gennaio 2003) al 30 Giugno 2005. Per il confronto tra i diversi semestri, quando non esplicitato, occorre far riferimento alle precedenti relazioni, disponibili sulla rete civica (portale del difensore civico: www.comune.jesi.an.it/difensorecivico). Il numero dei nuovi contatti è stabile rispetto al primo semestre dello scorso anno (183; erano stati 182 nel periodo Gennaio-Giugno 2004; nel primo semestre 2003 erano 117). E’appena il caso di notare che la somma dei casi riportati nelle singole tabelle è variabile, in quanto vi è una quota fisiologica di dati mancanti diversa da tabella a tabella, per difficoltà di accertamento o altro. Poiché si tratta di una rilevazione non condotta a fini scientifici, spesso la discrezione ha prevalso sulla statistica. Dati sulle forme di contatto e sul contenuto dei fascicoli La maggior parte delle voci segna una crescita proporzionale all’importanza che sono venute assumendo nel tempo. Le voci che presentano incrementi relativamente più sostanziosi sono viabilità, urbanistica e accesso agli atti. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 19 OGGETTO Altri rapporti tra privati, vicinato, sfratti Contestazione di altre multe e sanzioni Tributi e imposte Viabilità, piste ciclabili, trasporti Manutenzione strade Altre pratiche urbanistiche Accesso agli atti e chiarimenti su atti giuridici Patrimonio, parchi (manut.,utilizzo, barr.arch.) Immissioni, emissioni Risarcimenti Autorizzazioni, concessioni, fiere, mercati Suolo, acque, fossi, fognature Politiche sociali e disagio, politiche giovanili Anagrafe Consumatori, utenze Igiene urbana, rifiuti Lavoro e pensioni Personale, organizzazione, concorsi Sussidi, contributi, finanziamenti Privacy 104 80 68 59 56 50 47 42 38 34 29 28 26 23 22 18 13 8 7 4 OGGETTO 4 Privacy 7 Sussidi, contributi, finanziamenti 8 Personale, organizzazione, concorsi Lavoro e pensioni 13 Igiene urbana, rifiuti 18 Consumatori, utenze 22 23 Anagrafe 26 Politiche sociali e disagio, politiche giovanili 28 Suolo, acque, fossi, fognature 29 Autorizzazioni, concessioni, fiere, mercati 34 Risarcimenti Immissioni, emissioni 38 Patrimonio, parchi (manut.,utilizzo, barr.arch.) 42 Accesso agli atti e chiarimenti su atti giuridici 47 50 Altre pratiche urbanistiche 56 Manutenzione strade 59 Viabilità, piste ciclabili, trasporti 68 Tributi e imposte 80 Contestazione di altre multe e sanzioni Altri rapporti tra privati, vicinato, sfratti 104 0 20 rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 40 60 80 100 120 20 Per quanto riguarda le modalità di contatto, rispetto ai precedenti mesi cresce, in proporzione, l’incidenza dell’utilizzazione del mezzo elettronico. MODALITA' DI CONTATTO Ufficio 512 Lettera 123 E-mail 60 Telefono 58 Esterno 15 MODALITA' DI CONTATTO Telefono 8% Esterno 2% E-mail 8% Lettera 16% Ufficio 66% rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 21 Non fa segnare variazioni di rilievo la distribuzione dei casi per quanto riguarda gli enti coinvolti nella segnalazione ENTI Comune Privati Enti diversi Altri enti partecipati Istituzione Gorgovivo 554 110 78 8 5 5 ENTI Altri enti partecipati Istituzione 1% 1% Gorgovivo Enti diversi 1% 10% Privati 14% Comune 73% rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 22 Lavori pubblici, Polizia municipale e Urbanistica sono i servizi che insieme raccolgono più del 60% delle segnalazioni, e se aggiungiamo i Tributi arriviamo a più del 70%. In proporzione le voci che aumentano di più sono l’Urbanistica nella parte alta ed i servizi educativi ed i servizi cimiteriali nella parte bassa della tabella. SERVIZI INTERESSATI Lavori Pubblici 143 Polizia municipale 110 Urbanistica 88 Tributi 51 Servizi demografici 24 Servizi sociali 23 Ambiente 19 Economato 13 Igiene urbana 12 Servizi Educativi 11 Servizi Cimiteriali 11 Commercio 10 Patrimonio 9 Personale 8 Segreteria 6 Cultura 6 Finanze 4 Difensore Civico 2 Relazioni con il pubblico 1 Direttore Generale 1 Teatro 1 SERVIZI INTERESSATI Teatro D irettore Generale Relazioni con il pubblico D ifensore Civico Finanze Cultura Segreteria Personale Patrimonio Commercio Servizi Cimiteriali Servizi Educativi Igiene urbana E conomato Ambiente Servizi sociali Servizi demografici Tributi Urbanistica Polizia municipale Lavori Pubblici 1 1 1 2 4 0 6 6 8 9 10 11 11 12 13 rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 19 23 24 20 51 40 88 60 80 110 100 120 143 140 160 23 FORME DI PUBBLICITA’ Uffici comunali 217 Conoscenza personale 150 Consiglio di conoscenti 95 Mezzi di informazione 89 Manifesti 28 FORME DI PUBBLICITA' Manifesti 5% Mezzi di informazione 15% Uffici comunali 38% Consiglio di conoscenti 16% Conoscenza personale 26% ASPETTATIVE Provvedimento 417 Consiglio 162 Chiarimento 113 Parere 53 Assistenza 2 Non precisata 1 ASPETTATIVE Parere 7% Chiarimento 15% Assistenza 0% Non precisata 0% Provvedimento 56% Consiglio 22% rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 24 Dati sulle caratteristiche dei richiedenti l’ intervento Associazioni 1% GENERE Uomini Donne Comitati Società Associazioni Istituzioni Persona Giuridica Privata 2% 398 245 86 13 8 7 SOGGETTI Istituzioni 1% Comitato 11% Maschio 53% Femmina 32% RESIDENZA Provincia 2% Italia 2% Regione 1% Extra U.E. 1% U.E. 0% Asl / ambito 4% RESIDENZA Comune 682 Asl / ambito 34 Provincia 18 Italia 14 Regione 4 Extra U.E. 4 U.E. 1 Comune 90% rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 25 PROFESSIONE Pensionato Impiegato Operaio Libero professionista Commerciante Insegnante Artigiano Imprenditore Casalinga Disoccupato Operatore sanità assistenza Studente Artista 190 112 62 37 21 18 14 13 13 11 9 7 3 PROFESSIONI Imprenditore 3% Insegnante 4% Disoccupato 2% Artigiano 3% Operatore sanità assistenza 2% Studente Casalinga 1% 3% Artista 1% Commerciante 4% Pensionato 36% Libero professionista 7% Operaio 12% Impiegato 22% < fine F.to Avv. Samuele Animali rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 26 COMMA N.11 – DELIBERA N.133 DEL 22.07.2005 PRESA D’ATTO DELLA RELAZIONE DEL DIFENSORE CIVICO AI SENSI DELL’ART.24 DELLO STATUTO – PRIMO SEMESTRE 2005 Escono: Mastri, Rocchetti, Morbidelli, Curzi, Lombardi, Gregori e Cercaci Entra: Brazzini Sono presenti in aula n.18 componenti DIFENSORE CIVICO – AVVOCATO SAMUELE ANIMALI: Dunque, io cerco di non abusare della vostra pazienza per cui non leggo la relazione, ma faccio come le altre volte, cioè mi limito a fare una breve premessa e poi casomai faremo un approfondimento se serve, successivamente. Io incomincerei così. Io, ieri, passavo qui per le scale e incontrai una delle signora delle pulizie, che mi dice: “Avvocato, ma Lei va a finire sempre più giù!”. In effetti in tre anni ho cambiato tre uffici, prima stavo qui in fondo, poi sono venuto qui al primo piano e adesso sono andato giù nelle parti della Rete Civica. Questa mi pare una cosa piuttosto significativa, se avessi avuto prontezza di riflessi le avrei dovuto rispondere che tutto va bene, finché non mi mettono fuori nella piazza, anche se c’è da dire che ci sono anche posti in cui il Comune va in piazza per ascoltare meglio i cittadini, penso a certe esperienze di bilancio partecipativo e cose di questo genere. Per adesso, sto lì dalle parti della Rete Civica. Dicevo: mi pare una cosa significativa questa perché diciamo è una cosa significativa sia in positivo che in negativo, in positivo perché è il segno di un certo fermento che c’è all’interno di quest’Amministrazione e in negativo per lo stesso motivo, cioè per il fermento che c’è in quest’Amministrazione, perché tutto sommato sono tre anni e ancora sembra non vedersi la luce rispetto a questo tipo di problematiche che riguardano l’organizzazione. E proprio queste problematiche che riguardano l’organizzazione sono state un po’ il filo conduttore delle relazioni dal 2003 poi al 2004 in questa relazione, sono anche il filo conduttore di queste relazioni qua per le pagine che vanno da pagina 3, indicativamente, a pagina 9 dove parlo di problemi che riguardano la gestione dei procedimenti, responsabile del procedimento e così via, questioni relative alla comunicazione pubblica, questioni relative alla privacy, la necessità di riformare alcuni strumenti normativi di questo Comune – penso a qualche regolamento che poi nella relazione troverete specificato, mancano altri che non vengono nominati nella relazione ma che sono oggetto appunto di intervento del difensore civico – penso al coinvolgimento della macchina comunale in alcuni grossi progetti che stanno caratterizzando la vita dell’amministrazione in questa fase. L’altra grossa questione trasversale, secondo me, è questa: le esigenze di bilancio possono condizionare le scelte politiche ma non possono essere il motivo per la mancata applicazione dei regolamenti o peggio per la mancata applicazione delle leggi. Mi spiego: per esempio gli aumenti di tariffe non possono essere retroattivi e nella relazione faccio almeno un esempio significativo, quello che si è verificato quando è stato aumentato l’ISE, ma non per l’anno avvenire per l’anno precedente, quindi le persone si sono trovate a casa a dover pagare una cosa che pensavano gratuita. Sarebbe come se il benzinaio venisse a casa mia e mi dicesse: guarda, ieri hai fatto il pieno, oggi non ho più una lira mi devi dare altri 20 euro, ovviamente non se lo può permettere il benzinaio ma non se lo può permettere nemmeno il Comune. Tra l’altro ci sono anche questioni anche più sostanziose rispetto a quella che ho citato relativa all’ISE dal punto di vista economico, mi riferisco alla restituzione di tasse pagate in più ai cittadini, io spesso mi sento rispondere dall’Ufficio Tributi “non le possiamo restituire perché in bilancio non abbiamo i fondi” che non le possiamo restituire adesso, prima o poi le restituiranno, ma non solo non le possiamo restituire ma non facciamo nemmeno la compensazione nonostante sia prevista da norme, che hanno valore di legge, perché non è prevista dal regolamento e queste sono cose che rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 27 lasciano parecchio perplessi. Prima di concludere, debbo fare ammenda per paio di cose che ho scritto nella relazione e non mi sono reso conto che sono superate. La prima cosa riguarda il voto agli stranieri e facevano accenno agli stranieri e soltanto successivamente alla consegna della relazione ho letto che invece è all’ordine del giorno in questo Consiglio, l’altra cosa riguarda l’assistenza agli anziani in questo periodo di temperature particolarmente elevate ma poi ho saputo che c’è in realtà un progetto da parte dell’A.S.L., si chiama Elios e l’ho visto attraverso la rete Internet, qui lo trovate citato sotto forma di critica all’amministrazione e almeno questa è una critica, diciamo così, ingiustificata. È vero che talvolta la critica prende la mano, però sono convinto che in politica comunque, in politica nell’Amministrazione anche chi è astrattamente competente, chi ha buoni intenzioni, chi ha buona volontà deve abituarsi a ricevere delle critiche, anzi non può andare esente da critiche. Secondo me, piuttosto, quello che è successo è che si stanno alzando nei confronti dell’Amministrazione anche le aspettative dei cittadini. I cittadini non si limitano più a dir “male” dell’Amministrazione giù in Piazza della Repubblica, ma io vedo – per l’esperienza che ho da difensore civico – che c’è sempre più gente che chiede all’amministrazione di rendere conto delle ragioni delle decisioni e questa mi sembra una cosa importante da notare, perché è a segno di un modo di interessarsi alla cosa pubblica che magari aliena da quelle che erano quelle grosse tensioni grandi e reali che abbiamo sperimentato in passato, però sono anche segno che c’è un modo di partecipare, un modo di essere presenti, anche per quello che riguarda appunto le questioni politiche, più disincantato e meno ideologico rispetto al passato, quindi non tanto per il Difensore civico, ma se non altro è per costoro che direi dovuta all’attenzione, a tutte queste istanze che vengono fuori attraverso il lavoro del difensore civico. Io ho concluso, per il momento ho concluso e magari se ci sono domande o chiarimenti rimango a disposizione. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie Avvocato, a questo punto ancora io non ho interventi. Dunque, collega Bravi, prego. CONSIGLIERE – FRANCESCO BRAVI (Forza Italia): Grazie, signor Presidente. Intervengo soltanto per dire un grazie all’Avvocato, anche se non ho letto la relazione. Un grazie vero, sincero, perché ho visto che di solito sei sempre impegnato e sicuramente ho notato che ci sono stati ringraziamenti in precedenti situazioni che oggi non ho ascoltato, ma da parte di altri penso che siano stati ringraziamenti di circostanza e questo è negativo e lo metto anche in parallelo con quell’osservazione che ha fatto all’inizio: dove mi manderanno se dal Piano superiore sono andato giù fra poco negli scantinati, non so se questo ha un significato importante, forse la non necessità da parte di quest’Amministrazione di avere un difensore civico, anche forse dal fatto che non lo ritengano non necessario o forse lo ritengono piuttosto fastidioso perché fa delle critiche che vengono giuste dalla base, dai cittadini, hai nostri concittadini. Siccome a questo punto ha chiesto di avere delle domande, vorrei sapere, non ho letto la relazione, se realmente a tutte le lamentele, le istanze da parte dei cittadini l’Amministrazione ha risposto, cercando di risolvere concretamente i problemi che le sono stati proposti. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Bravi. Collega Aguzzi. CONSIGLIERE – BRUNA AGUZZI (D.S.): Io invece ho letto con attenzione la relazione del Difensore Civico. Devo innanzitutto complimentarmi per la scrittura brillante che ha reso la lettura anche piacevole, quindi lo ringrazio a nome di tutto il gruppo per l’attività svolta e per la passione e la tenacia con la quale ha affrontato l’impegno che traspaiono anche nella relazione corposa. Devo dire che traspare un lavoro puntiglioso, sono relazioni, non è la prima questa, sempre ampie e a volte pungenti che però non possono che essere viste come uno stimolo a migliorare la qualità dei rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 28 rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione e la qualità, indirettamente la qualità dei servizi che l’Amministrazione pubblica dà alla cittadinanza. Ha fatto bene il Comune a volere questa figura, anche se in certi momenti può essere sembrata fuori uscire dalle competenze dichiarate dal cittadino per assumere a volte vesti di mediatore, di promotore di parti tra cittadini stessi e la burocrazia. Devo dire che la nostra cultura amministrativa, il nostro rapporto con lo Stato e la pubblica amministrazione risentono di una visione in cui la centralità è più del servizio che dell’utente, si rischia a volte anche chiusure e autoreferenzialità. Le segnalazioni, i suggerimenti e le richieste che a volte sono state fatte anche con un utilizzo un poco spettacolare, ma questo ormai è nei tempi, sono certamente utili e positive se trovano entrambi i soggetti in posizione di reciproco ascolto e di impegno concreto a riconoscere la giustezza e la legittimità dei problemi sollevati e a fare della segnalazione sul singolo caso di diritto non rispettato, di disservizio, di opacità della Pubblica Amministrazione, l’occasione per un ripensamento e un miglioramento del proprio giro amministrativo. Quindi chiudo ringraziando il difensore civico, credo che comunque al di là di frizioni, al di là anche di momenti dialettici, la figura è importante perché questo ci consente di riflettere sul nostro operato e di far crescere la qualità dei servizi che offriamo. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Aguzzi. Belluzzi prego. CONSIGLIERE – GIOACCHINO BELLUZZI (Forza Italia): Ho letto la relazione del difensore civico e ho ascoltato con attenzione alcune cose che ha detto. Io più che intervenire, interverrò molto brevemente, cioè la relazione del difensore civico viene presentata in Consiglio comunale, ma riguarda un modo di operare dell’Amministrazione comunale, degli Amministratori comunali degli uffici. Io non chiedo che ad ascoltare la relazione del difensore civico ci devono essere tutti i dirigenti della banca, ma credo che sia educato che ad ascoltare la relazione del difensore civico siano presenti almeno gli Assessori e la Giunta, non erano presenti nessun Assessore, nessun Sindaco, tranne l’assessore Ulivi che è entrato adesso. Questo è grave e mortificante, dopodiché si può dire: oggi Belluzzi è nervoso, le tira fuori tutte, però mi sembra che mi state dando ragione su tutto. Io chiedo formalmente al Presidente del Consiglio comunale che è persona che stimo il rispetto e soprattutto è un galantuomo, visto e considerato che sarà il Presidente anche della prossima relazione, altrimenti presenterò una mozione prima dei sei mesi, in cui dobbiamo obbligare gli Assessori ad essere presenti ed ascoltare la relazione del difensore civico, perché ho qualche dubbio che l’abbiano letta ma dando per scontato che l’abbiano letta credo che sia educato e l’educazione non ha né colore politico, non è né di maggioranza né di opposizione, che ascoltino anche perché sono i diretti interessati. E questo credo che il Consiglio comunale sarà d’accordo, tra sei mesi la presenteremo, che gli Assessori debbono essere presenti. In modo particolare gli Assessori, voi direte: ma che hai con l’Assessore ai Lavori Pubblici? Non ho niente, ma quando leggo che i servizi interessati sulle lamentele che i cittadini fanno al difensore civico sono 143 riguardano i lavori pubblici, 110 la Polizia municipale, 88 l’urbanistica, credo che un qualche cosa, siccome sono andato a rileggere, le tengo non a casa, ma in ufficio, che ho...! Credo che questa tendenza rimane costante, io inviterei il Presidente del Consiglio comunale a far sì, visto che abbiamo utilizzato o parzialmente utilizzato qualche consulente o qualche consulenza, ad iniziare dalla prossima occasione a fare un corso specifico e questo il difensore civico ce lo potrà anche suggerire, agli Amministratori comunali sul grado di “attenzione” rispetto alle problematiche che sono state sottoposte al difensore civico. Io sono d’accordo con alcune considerazioni che hai fatto tu, in modo particolare quella: c’è fame, c’è aumento di aspettative e di volontà di chiedere, non il conto in maniera, ma di chiedere risposte precise, di dare risposte chiare, di dare suggerimenti chiari per quelle che sono le esigenze di chiarezza, trasparenza e puntualità che sono alla fine il nucleo fondamentale delle problematiche che sottopongono al difensore civico. Una battuta: non ti devi lamentare se ogni giorno ti cambiano posto, potrai scendere ancora più in basso; sta peggio il rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 29 Difensore Civico precedente che ha dovuto far causa al Comune per avere riconosciuta la proprietà indennità. Grazie. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Belluzzi. Collega Brunetti, prego. CONSIGLIERE – FOSCO BRUNETTI (S.D.I.): Grazie, Presidente. Anche noi ringraziamo il Difensore Civico per la testimonianza puntuale e periodica che ci fa della situazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini, in particolare questa Pubblica Amministrazione con la cittadinanza jesina, al di là delle considerazioni generali e della relazione che testimoniano eventi sulla quale non abbiamo dubbi, anche noi – come diceva il consigliere Belluzzi – riteniamo che le nuove normative che sono partite, sono entrate in vigore dal 1990 in poi hanno fatto sì che il cittadino sia centrale nell’azione dell’attività amministrativa. Sono passati quindici anni e questo ha comportato un cambiamento radicale nell’approccio con i nuovi, la nuova legislazione, il nuovo moto di amministrare, forse ancora nel Comune di Jesi non si è entrati completamente in queste nuove ottiche. Tuttavia apprezziamo anche il fatto, come testimonia lo stesso difensore civico che ci sono atti e fatti di buona volontà e di buona disponibilità anche se non è ancora una cultura generale diffusa quella dell’attenzione, ripeto, della centralità al cittadino che non è che si è inventato il difensore civico di Jesi, è che la legislazione tutta dal ’90 in poi ha operato in questo senso, credo anche che a questo punto vorrei essere ottimista per la prossima relazione, voglio pensare che ci siano ancora ulteriori ambiti di miglioramento suffragato appunto, che è stato suffragato dalla prossima relazione, perché a questo punto è una aspettativa che come forza politica sentiamo fortemente, visto che quest’Amministrazione ha operato dal punto di vista organizzativo un riassetto del personale che dovrebbe far sì, che non solo i cittadini, ma neanche noi come Consiglieri comunali ci trovassimo in futuro nella situazione in cui ci siamo trovati oggi, con una pratica, con una camicia vuota su una pratica importante. Grazie. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Brunetti. Collega Grassetti, prego. CONSIGLIERE – ANTONIO GRASSETTI (Alleanza Nazionale): Grazie Presidente. Io vorrei fare una proposta provocatoria che non suoni come una mancanza di rispetto nei confronti del difensore civico, ma anzi che ne riconosca la figura e le funzioni. Io direi di abolire quest’uso, questa prassi che ogni 6 mesi vede il difensore civico sedersi in quel posto, relazionare circa le stesse questioni che ci accompagnano davvero da anni e che grosso modo restano quelle, a sentire gli stessi interventi dell’opposizione e di questo il difensore civico me ne può dare atto, perché lui molto meglio di noi, visto che viene solo per questo, può ricordare esattamente e precisamente quelli che sono gli interventi, l’opposizione che critica Giunta e maggioranza perché non sta a sentire, perché non sono presenti, la maggioranza quando è rappresentata da personaggi, diciamo, più qualificanti prende atto e dice: ci impegneremo per migliorare le cose, quando invece ci sono personaggi diciamo più attenti alla battaglia senza cercare le buone maniere attaccano l’opposizione, che aveva precedentemente attaccato la maggioranza e basta. Di fatto ancora una volta le stesse identiche cose, una ripetizione sovrapponibile di eventi, di situazioni, di discussioni al punto che – scusate – io mi chiedo a che serve tutto questo se poi non c’è mai niente di nuovo? Ecco, allora io questo tipo di provocazione la faccio per invitare ciascuno di noi riflettere un attimo di più, ma soprattutto per invitare Sindaco e Giunta, capisco adesso hanno giustamente come ricordava il consigliere Belluzzi probabilmente altre cose più importanti da fare per cui non ci sono ma vi garantisco che leggeranno certamente i verbali di questa discussione sul difensore civico, perché si prenda atto veramente che forse se è stata istituita una figura, quella figura in qualche modo dovrà determinare dei vantaggi per rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 30 i cittadini o comunque un rispetto per i loro diritti, che se così invece non è come in effetti sembra non sia, allora varrebbe la pena anche, scusa Samuele, di risparmiare quello che spendiamo giustamente per il difensore civico, a cui per altro io voglio dare atto, non perché sia lui e non perché è qui, che davvero in particolare lui, l’avvocato Samuele Animali ha esercitato sino ad ora e possiamo dirlo questo ruolo con grandissima capacità, comporta impegno con soluzioni innovative utilizzando Internet e coinvolgendo la cittadinanza e a mio avviso senza nulla togliere a tutti gli altri, è stato il miglior difensore civico che noi abbiamo avuto. Sono molto contento all’epoca di averlo votato, perché io sono uno di quelli che l’ha votato, però nonostante questo continuo a dire ripensiamo su questa figura del difensore civico, perché se ha un effetto reale nell’ambito della pubblica amministrazione e costituisce veramente un trade union tra i cittadini e l’Amministrazione, ecco, se così è manteniamolo e continuiamo a discutere, altrimenti ripensiamoci e facciamo risparmiare tempo prezioso a lui, denaro all’amministrazione e tempo anche a tutti gli altri. Grazie. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Grassetti. Collega Bucci. CONSIGLIERE – ACHILLE BUCCI (Rifondazione Comunista): Allora innanzitutto ringrazio sicuramente l’Avvocato difensore civico per la sua attività, per la passione che mette nella sua attività e che traspare ed è evidente nella sua relazione che ho letto. Una battuta se mi è consentita, io non interpreterei negativamente l’operato dell’amministrazione negli spostamenti nello scantinato in quanto probabilmente l’intento dell’amministrazione negli spostamenti era quello di far avvicinare quanto più possibile il difensore civico ai cittadini e quindi la posizione più prossima alla piazza e quindi al luogo d’incontro di tutti i cittadini, secondo me è un aspetto positivo che gioverà sicuramente nel rapporto molto intenso e molto proficuo che i cittadini hanno avuto e che dalla relazione viene fuori, evidentemente. Non mi scandalizzo neanche e non mi stupisco neanche, a differenza del Collega Belluzzi rispetto al numero delle segnalazioni che i cittadini hanno, sappiamo tutti noi, qualsiasi azienda che produce manufatti o altre cose ha un ufficio che raccoglie proteste, dai clienti e altre cose, e serve proprio per migliorare il prodotto e questo penso che sia uno degli obiettivi principali per cui nel nostro Statuto è prevista la figura del difensore civico. Per cui il fatto che ci siano lamentele, secondo me, è inevitabile, il fatto che poi a queste lamentele si debba comunque rispondere e questo è l’impegno, da una parte dell’amministrazione, da una parte quello del difensore civico che deve, che ha evidenziato bene queste situazioni e le ha poste all’attenzione anche del Consiglio Comunale. Ecco, quindi secondo me l’attività del difensore civico non sarei così estremo e dire se non serve cosa, serve sicuramente perché la segnalazione è già elemento di crescita, sia per il Consiglio comunale, per l’amministrazione e forse anche di più per le strutture che tra l’altro, dice lo stesso difensore civico, collaborano. Quindi nel ringraziamento, nel concludere ringraziando di nuovo il difensore civico, concludo anche invitando ad una positività rispetto a queste cose e a valorizzare anche, insieme ai cittadini, tutti quanti, in Consiglio comunale a valorizzare anche i punti di forza di questa “azienda” che si chiama Comune, perché evidentemente dei punti di forza ce ne sono e il punto di forza viene fuori anche proprio dalla segnalazione delle debolezze, grazie. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie collega Bucci, collega Meloni, prego. CONSIGLIERE – ROSA MELONI (D.L. La Margherita): Grazie, Presidente. Cercherò di essere breve, perché non ridirò le cose che dovrei ripetere rispetto anche agli altri interventi che ho fatto puntualmente alla relazione semestrale del difensore civico. Le cose che ho detto in termini di apprezzamento e in termini di essere proprio come Consigliere comunale il servizio che il difensore civico con questa relazione sempre così puntuale e ricca svolge anche nei confronti dei Consiglieri rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 31 comunali, ponendoci i problemi dall’ottica del cittadino, perché ovviamente il difensore civico ha un rapporto anche lui come noi stessi Consiglieri dovremmo avere di ascolto del cittadino. Mi sento di sottolineare due cose, due o tre punte di questa relazione, intanto per una, per una sollecitazione che il difensore civico fa riguardo alla politica verso i minori, quando si spinge addirittura a ipotizzare il voto ai Ministeri. Su questo mi rendo conto che, come “Margherita”, il giorno dello scorso mese di gennaio, che era una fredda domenica di gennaio, il 23 di gennaio, avevamo fatto un’iniziativa pubblica proprio per sensibilizzare sul voto ai cittadini, purtroppo ho dovuto prendere atto non solo di una scarsa partecipazione ma anche all’interno degli stessi partiti, all’interno anche di noi stessi come è difficile far crescere questa cultura nuova, questa cultura politica riguardante i minori. Io, tra l’altro, vado sostenendo, per il lavoro che faccio, per l’interessamento a questa fascia dei minori, è che è ora che si faccia anche un Sindacato dei bambini, che sia rappresentativo nel momento in cui si svolgono le contrattazioni e l’utenza dei bambini, l’utenza è prevalente, rispetto a quel contratto di cui si sta discutendo, quindi è un’attenzione che il Difensore Civico, molto velatamente mette qui, ma che anche dà, rende merito alla sua attenzione a tutte le pieghe, a tutte le problematiche della cittadinanza. Un’ulteriore precisazione, ma questa rivolta soprattutto all’Amministrazione nel momento in cui il difensore civico parla dell’attenzione alle autorizzazioni degli esercizi pubblici per le conseguenze che queste autorizzazioni poi si portano dietro in termini di agio e disagio della cittadinanza. Dico all’Amministrazione: attenzione che soprattutto nei periodi primavera, estate, autunno l’occupazione del suolo pubblico spontaneo rispetto agli esercizi pubblici che, appunto per favorire i loro clienti, pongono tavoli, sedie appunto su buona parte del terreno pubblico. Quindi questo dovrebbe essere chiaro nel momento della concessione delle autorizzazioni anche quali sono le prerogative, i paletti, le norme, eccetera. Una precisazione mi sento di dire, ma gliel’ho già fatta prima dell’inizio del Consiglio comunale, riguardanti le scuole. La sintesi che l’avvocato Animali ha fatto forse non gli ha consentito di essere esaustivo riguardo al problema delle scuole e delle scuole dell’infanzia e soprattutto delle liste d’attesa delle scuole dell’infanzia. I servizi educativi, in effetti, nella loro programmazione ormai da qualche anno hanno evidenziato e hanno proiettato i dati anagrafici, i dati dell’anagrafe, riguardante la fascia d’età e l’esigenza di scuole dell’infanzia nuove, tant’è che nel bilancio del 2004 era già stata inserita la nuova scuola dell’infanzia, così come prevista nel bilancio del 2005. Quindi l’esubero delle liste di attesa, l’esubero di iscrizioni che non possono trovare spazio nelle attuali strutture, non sono causate queste liste d’attesa dai lavori di ristrutturazione non portati ancora a termine purtroppo presso la scuola “Negromanti” e dal trasloco dalla Gola della Rossa alla zona Fornace, perché comunque le liste d’attesa sono generate da un aumento di domanda di questo servizio dell’infanzia in alcune zone della città. Prima Brazzini diceva: perché la scuola dell’infanzia a nord e perché non in un’altra parte della città. Certo, ha ragione a porsi questa domanda, io posso dire naturalmente in questo caso come dirigente scolastico e non come Consigliere che i maggiori esuberi, le liste di attesa sono appunto nella parte a nord che da tempo aspetta le risposte a due sezioni che sono state ospitate nella scuola media Leopardi, oltre ad un ulteriore sezione creatasi proprio per questa richiesta e aumento di quella parte della città. Quindi precisato questo aggiungo per concludere che, lo sottopongo a noi Consiglieri ma anche soprattutto all’Amministrazione, in questo caso l’assessore Frezzotti e l’assessore Olivi credo che sono sicuramente presenti, saranno i rappresentanti e i portavoce ai loro colleghi della discussione avvenuta in Consiglio. Dico: attenzione su questo fatto sull’aspetto sottolineato in questa relazione semestrale modo puntuale e preciso, sul rapporto di comunicazione che una Pubblica Amministrazione deve avere con la cittadinanza. Dico questo perché più ampio, più vicino è questo rapporto di comunicazione con i cittadini, più facilitato, sarà il momento in cui la pubblica amministrazione chiede ai cittadini, fa delle richieste ai cittadini. Fa delle richieste in ordine al rispetto, a regolamenti, a tassazione, ecco, più è ampia la comunicazione, le motivazioni e più i cittadini saranno in grado di rispondere, anche no ma sicuramente informati. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 32 L’ultima cosa, avvocato Samuele Animali, io vorrei correggere, so che non lo posso fare, ma la sua relazione io direi: un buon amministratore deve avere il coraggio, casserei di risparmiare qualche altro migliaio di euro e aggiungerei di mettere in atto l’ascolto attivo di quello che il difensore civico esprime nella sua relazione. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie, collega Meloni. Io non ho altri interventi, colleghi, quindi prima di dare la parola di nuovo all’Avvocato Animali io vorrei dire due brevissime, fare due brevissime considerazioni. Innanzitutto mi associo alle formulazioni di stima e ringraziamento di tutti i colleghi, hanno fatto appunto rispetto alla relazione lavoro del difensore civico. Io l’ho detto anche sicuramente, nel precedente Consiglio comunale, forse anche altre volte, io quello che ho apprezzato e apprezzo in modo particolare dall’avvocato Animali, dal difensore civico, è il suo modo, il suo approccio a questo istituto, il suo modo di lavorare, cioè il difensore Animali, almeno così leggo io, questa attività è soprattutto un impegno civile. Quindi, credo, ecco che questa partecipazione nel lavoro come difensore civico dimostra quanto il difensore civico, quanto l’uomo, l’avvocato Animali tenga alla sua città, tenga – lo dicevamo con l’Assessore Olivi – anche i soggetti più deboli della nostra città, visto che sui parametri una percentuale altissima di frequenze del difensore civico è appunto soggetti pensionati anche in là con l’età. Quindi io credo che con l’attività dell’avvocato Animali l’istituto, ripeto, il difensore civico abbia guadagnato, è più conosciuto proprio per questa disponibilità e sensibilità nell’espletare appunto la propria, il proprio lavoro, la propria funzione. Volevo dire, l’altra considerazione, a parte che non condivido una cosa invece, quando il difensore civico fa un’affermazione alla fine, dice: “Se non crediamo a questo istituto meglio toglierlo dal nostro Statuto piuttosto che sembrare un marketing per l’amministrazione, per i politici, per l’amministrazione comunale”. Io credo che nel momento in cui nel nostro Statuto è stato previsto questo istituto è perché la politica, quella nostra città comunque crede assolutamente in questa funzione, a questa garanzia in più e aiuto in più che comunque gli amministrati, i nostri cittadini hanno con appunto l’istituzione del difensore civico e non è, al di là della presenza degli Amministratori nel banco del Sindaco, nel banco della Presidenza, io comunque credo che la relazione del difensore civico, colleghi, non sia soltanto da leggere come una critica verso la politica dell’Amministrazione nei vari settori, allora il trasporto e i lavori pubblici, c’è anche questo, giustamente, perché la critica come diceva la collega Aguzzi aiuta, non deve essere vista come una critica sul piano politico. Ma io credo che sia uno stimolo, colleghi, anche per noi Consiglieri perché la relazione del difensore civico è una relazione al Consiglio comunale, credo che come Consiglieri comunali da quella relazione alcuni spunti li possiamo prendere, perché altrimenti anche noi facciamo – secondo il mio punto di vista – una retorica fine a se stessa. Se da quella relazione, secondo me, spunti interessanti possono esserci e ci sono, possono esserci per un’iniziativa politica, istituzionale, amministrativa diretta del Consiglio comunale, io credo che sia in qualche modo, secondo la mia interpretazione, anche uno stimolo per la nostra prerogativa, per le nostre funzioni, quindi dobbiamo leggerla anche sotto questo punto di vista. Penso per esempio, per farmi capire, alla proposta del Consiglio comunale dei ragazzi, per dire, adesso al di là che uno la condivida o meno, però ci sono, in questa relazione ci sono spunti che sostanzialmente possono essere oggetto di approfondimento e anche di, così, di attività sul piano squisitamente politico per quanto riguarda il Consiglio comunale. Detto questo, ripeto, credo che sia la penultima se non sbaglio relazione dell’attuale difensore civico, voi sapete che a fine anno scade il mandato dell’attuale difensore civico, non è un mandato rinnovabile, quindi – ripeto – il prossimo appuntamento con l’ultima relazione credo che sia a fine anno, quindi novembre, dicembre, gennaio 2005. Quindi lo ringrazio di nuovo per il lavoro, prima di dare la parola al difensore civico, do la parola al Sindaco, prego. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 33 SINDACO – FABIANO BELCECCHI: Solo per scusarmi per la mia assenza durante la discussione ma non era una scelta dettata da contrapposizione, opposizioni nei confronti, di mancanza di rispetto nei confronti del difensore civico, stavo semplicemente, insomma, è un motivo particolare per cui non è che, non aveva nessun significato. Volevo cogliere anch’io l’occasione, così come ha fatto assumendo insomma e facendo mie le cose e i concetti che ha detto il Presidente del Consiglio per ringraziare il difensore civico per quello che ha fatto e continuerà a fare per questi prossimi 6 mesi e anche per riconoscere a lui, non alla figura, ma Samuele Animali una capacità di aver dato forse non solo corpo ma anche un’anima a questa figura, seppure può essere vissuta a volte come una spina nel fianco, ma io credo che sia questo poi in fondo il significato, il valore del ruolo vero del difensore civico, non tanto e non solo come o non sempre come sollecitazione o contrapposizione ad alcune scelte o alcune questioni che vengono poi sollevate ai cittadini ma davvero come un supporto per l’Amministrazione stessa e credo anche per tutto il Consiglio Comunale, a prescindere da quelle che possono essere poi le maggiori o le minori strumentalizzazioni, in un senso o in un altro che si fanno poi dei contenuti delle singole questioni che vengono poste nelle relazioni. Per cui credo che questo sia stato un lavoro e sia, ecco in questa ultima fase, continuerà ad essere un lavoro prezioso che ha visto sempre un’attenta collaborazione, forse non piena o non pienamente foriera di risultati, secondo me alcune cose anche provenienti dalle indicazioni e dalle sollecitazioni del difensore civico hanno permesso anche alla stessa amministrazione e anche la stessa struttura amministrativa del Comune di fare un passo avanti e quindi credo che sia sicuramente una scelta positiva importante fatta della presenza, un lavoro importante e positivo quello fatto da Animali e credo che questo sarà, continuerà ad essere una presenza ed una scelta irreversibile fatta da questo Consiglio Comunale che dà anche un senso maggiore al significato vero di democrazia e di partecipazione dei cittadini alle questioni e alle scelte che fa un Comune a prescindere dalle composizioni politiche delle maggioranze o delle minoranze, buon lavoro per i prossimi 6 mesi. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie Sindaco, a questo punto do la parola all’Avvocato Animali per concludere. DIFENSORE CIVICO – AVVOCATO SAMUELE ANIMALI: Comincio da Bucci anche se assente, ha perfettamente ragione nel senso che, nel senso che io in realtà non vedo l’ora di arrivare al pianterreno, l’ho detto sempre l’ideale, ma penso che su questo siano tutti d’accordo, l’ideale di avere un Comune che ha un front office tutto al pianterreno per cui le persone non debbono fare le scale, vedono l’ufficio comunale è la prima cosa che trovano quando entrano nel palazzo comunale, quindi non vedo l’ora di scendere finalmente al pianterreno, perché ancora sono al primo piano. Non penso che sarà per questo mandato ovviamente, perché spero almeno per i prossimi 6 mesi che in realtà sono 5, che in realtà considerando quelli di agosto sono poco più di 4, spero di rimanere dove sto adesso visto che ci sono arrivato solamente da qualche giorno. Detto questo, il collega Grassetti, io con Grassetti su una cosa sono d’accordo e su una non sono d’accordo. Sono d’accordo sul fatto che il difensore civico potrebbe essere tranquillamente abolito, non succederebbe niente e non penso che ne risentirebbe la democrazia, perché? Perché se, questo lo dicevo anche nella relazione, se un difensore civico funziona come strumento, ripeto rispetto alla relazione, di marketing politico, è un modo per comunicare un qualcosa, ha una sua funzione però tutto sommato sono soldi sprecati. Non sono d’accordo su quello che diceva Grassetti sul fatto di rendere conto al Consiglio comunale, mi rendo conto che era un paradosso quello che l’Avvocato faceva, non sono d’accordo sul fatto di rendere conto al Consiglio comunale anzi, ma questo perché Grassetti non ha letto la relazione, e anche il fatto che si faccia la relazione ogni 6 mesi mi sembra una cosa positiva di questo Comune, vostro che in altri non si fa, questo perché penso – ma su questo si potrebbe discutere ma non mi pare né il caso né soprattutto l’ora – il difensore civico è un’istituzione che non ha autorità in senso rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 34 stretto, se può avere qualcosa può avere autorevolezza non per la persona, ovviamente, ma per il ruolo e per la carica. Questa autorevolezza può averla solo nella misura in cui continuamente c’è, rende conto, manifesta il suo lavoro nei confronti e della cittadinanza certamente e del Consiglio comunale che della cittadinanza è rappresentativo, in questo mi ricollego a quello che ha sempre detto Brunetti in occasione di queste relazioni, dice: il rapporto del Consiglio comunale è centrale rispetto al difensore civico. A suo tempo, dissi: sì, ma in realtà non è eletto dal Consiglio comunale ma eletto da un’assemblea integrata, per cui non deve, infatti il Consiglio comunale prende atto e non vota la relazione, però questo non significa che il rapporto con il Consiglio comunale sia secondario, anzi penso sia essenziale proprio nella misura in cui il difensore civico può lavorare e solamente se qualcuno gliene dà la legittimazione; la legittimazione non viene soltanto e non viene soprattutto dal fatto che gli Amministratori ti rispondono a meno, certo, anche da lì, ma il difensore civico serve, se serve per pungolare l’amministrazione deve avere delle sponde che non possono essere principalmente i giornalisti, non può essere principalmente l’opinione pubblica per la natura del lavoro del difensore civico che si occupa di casi particolari e non dovrebbe occuparsi di politica in senso stretto, io direi invece si può occupare di politica in senso lato, fa un lavoro politico perché comunque si occupa in qualche maniera dei problemi della città. Quindi, dicevo, è importante questo render conto continuamente al Consiglio comunale dove rendere conto sta per condividere quello che è il lavoro che viene fatto e quindi anche lo scambio ovviamente di segnalazioni e così via. Quindi il Consiglio come referente per il difensore civico ed anche per questo, vengo all’intervento del consigliere Aguzzi, anche per questo io, magari sbagliando, ma non credo che ci siano cose giuste o sbagliate in questo tipo di funzioni, visto che il difensore civico è una figura magmatica nella nostra legislazione, è una figura che non è definita da nessuna parte salvo il fatto che si dice che gli Statuti possono nominarlo. Quindi dobbiamo far riferimento ad istituti stranieri, dobbiamo far riferimento a concetti come quelli dell’autorità amministrativa indipendente, ma non c’è scritto in nessuno posto che cosa il difensore civico fa e cosa il difensore civico non fa, c’è solo scritto nello Statuto, quindi lo Statuto diventa il riferimento importante. Dicevo: io, per come la interpreto, non credo che il difensore civico debba essere una sorta di notaio ma credo che invece debba porsi – ma su questo penso siamo d’accordo – comunque in un rapporto dialettico, anche perché questo rapporto dialettico è l’unica garanzia di dipendenza che hanno i cittadini nel momento in cui si pongono nelle mani o comunque hanno, si affidano alla competenza e alla figura del difensore civico, se non si ponessero al rapporto dialettico ma si limitassero a fare il notaio delle decisioni dell’amministrazione, veramente potremmo abolirlo e nessuno se ne avrebbe a male. Quindi credo che debba avere questo rapporto dialettico anche perché – mi rifaccio a quello che accennava Fiordelmondo - non vorrei essere retorico in questo, ma tutto sommato penso che questa figura nasca per dare voce a chi non ha voce, nel senso tutto sommato le maggioranze o le minoranze ben rappresentate non hanno bisogno del difensore civico, hanno altri strumenti per far sentire la loro voce. Se qualcuno ne ha bisogno sono appunto coloro che, non dico che non si sentono rappresentati perché il Consiglio e altre istituzioni sono comunque rappresentative, ma hanno difficoltà a far venire fuori i loro problemi particolari, singolari e questi problemi particolari e singolari vengono in considerazione soprattutto quando parliamo di soggetti deboli, quando possono essere i pensionati che notava Fiordelmondo, c’è da dire tra l’altro che è aumentata di molto la quota anche di altri tipi di persone, quali possono essere i minorenni, ovviamente i minorenni non vengono dal difensore civico, ma esistono figure di difensore civico specialmente pensate per i minorenni. Esiste un difensore civico dei minorenni, in Regione garante per i minorenni che appunto testimonia come questo tipo di figure hanno bisogno di figure specifiche che sono appunto non ancora ben definite ma sono tra la professionalità del tecnico e la figura del politico. Tra l’altro da questo punto di vista è anche parte del difensore civico scriva magari da inesperto di queste questioni circa la rappresentanza dei bambini, è anche il segno che talvolta a non parlare sempre sotto voce, a farti sentire così magari risponde chi recepisce quello che si dice e quello che meno ti rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 35 aspetti. Per cui magari la Margherita fa delle iniziative e poi si ritrova sulla relazione del difensore civico che, più che quelli del Partito magari, questo tipo di posizioni vengono recepite al di fuori rispetto a quelli che possono essere discorsi politici in senso stretto. Infine il discorso della risposta alle domande che è centrale, come dicevo anche nella breve premessa che ho fatto, rispetto a tutto il lavoro del difensore civico e come si intuisce da quello che ho appena detto è ovvio che non si può parlare con il muro, quindi – ripeto – se si trattasse di parlare con il muro sarebbe il caso di abolirla questa figura, d’altra parte che io stesso per dignità mi sarei dimesso da molto tempo, se si trattasse di parlare con il muro. Ovviamente questo tipo di problematica è centrale proprio perché continua a persistere, nel senso che se io disegno la situazione per quello che riguarda la risposta di istanze e petizioni e la risposta a sollecitazioni al difensore civico, quello che disegno è una realtà ancora a macchia di leopardo, per così dire, nel senso che a fronte di una sensibilità più o meno forte a seconda degli altri settori dell’amministrazione che prendiamo in considerazione, abbiamo dal punto di vista poi oggettivo delle risposte effettivamente date una panoramica che va senza altro molto migliorata, per usare un eufemismo, questa è la diagnosi che io faccio anche perché non è ancora concluso quel discorso di riorganizzazione o comunque è ancora diciamo, non è ancora possibile vedere quello che cosa sarà di noi per quello che riguarda questo discorso della riorganizzazione, perché penso che la mancanza di risposte sia anche dovuta ad un problema di carattere strettamente organizzativo per cui, da una parte la testa delle persone, dall’altra le strutture fisiche di questo comune non sono ancora pronte, preparate e in grado di assicurare, perché no, anche delle routine che portino ad avere un comportamento amministrativo più in linea di quella che è la legislazione vigente. Io ho parlato con i nuovi dirigenti di questo, il confronto è stato piuttosto franco e la buona volontà c’è sempre, come c’era in passato, staremo a vedere quali sono i risultati, da questo punto di vista quindi sospenderei il giudizio. PRESIDENTE C.C. – MASSIMO FIORDELMONDO: Grazie di nuovo, Avvocato. Quindi rispetto a questa pratica, appunto, siccome è una presa d’atto non c’è nessun voto, quindi ringraziamo di nuovo e lasciamo libero l’Avvocato Animali e proseguiamo augurando naturalmente per i prossimi mesi l’impegno di buon lavoro. Proseguiamo con le pratiche all’ordine del giorno, colleghi. Allora eravamo rimasti…punto 4. rad74C30.tmp.DOC Atto di C.C. n.133 del 22.07.2005 36