samnium.qxd 14/02/2005 16.22 Pagina 1 MANGIARE ? …… SCEGLI BENE CORSO DI FORMAZIONE DI ED UCAZIONE ALIMENTARE ANNO SCOLASTICO 2004/2005 A CURA DI Dott. G.Colucciello - Responsabile Formazione Samnium Medica ASL BN1 Dott.ssa E. Palombi -Responsabile U.O.Nutrizione- SIAN ASL BN1 Dott.ssa C. Scarano -Farmacista Area Farmaceutica ASL BN1 samnium.qxd 14/02/2005 16.22 Pagina 2 INDICE INTRODUZIONE CONCETTO DI ALIMENTAZIONE APPARATO DIGERENTE LA DIGESTIONE IL FABBISOGNO ENERGETICO NORME IGIENICHE E DI COMPORTAMENTO PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE DIETA EQUILI BRATA PIRAMIDE AL IMENTARE LA PRIMA COLAZIONE COMPOSIZIONE NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI PREVENZIONE DELLE PRINCIPALI PATOLOGIE ESEMPI DI ALIMENTI ESEMPI DI DIETE LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA INTERAZIONI FARMACI ED ALIMENTI GLI ADDITIVI METODI DI CONSERVAZIONE DEG LI ALIMENTI ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTI BIBLIOGRAFIA 2 samnium.qxd 14/02/2005 16.22 Pagina 3 PREFAZIONE LA PROMOZIONE DELLA SALUTE Promuovere la salute significa migliorare lo stato di salute di singoli e comunità.(OMS, 1984: Health Promotion) I principali fattori determinanti la Salute sono sociali, economici ed ambientali, aspetti spesso al di fuori del controllo individuale o collettivo: un obiettivo fondamentale per la promozione della salute è aumentare il controllo che le persone hanno sugli aspetti della loro vita che influenzano la salute. La definizione che l'OMS dà di "promozione della salute", rispecchia chiaramente questi concetti: "la promozione della salute è il processo che permette alle persone di aumentare il controllo di sé e di migliorare la propria salute". CONCETTO DI SALUTE La "salute" è uno stato di benessere fisico e mentale. E' una risorsa che rende gli individui capaci di adempiere ai loro ruoli sociali e vivere nel proprio ambiente senza vincoli e difficoltà. L'obiettivo della promozione della salute è rendere l'individuo capace di aumentare il controllo della propria salute e di migliorala. TUTELA DELLA SALUTE Migliorare gli stili di vita individuali: - Alimentazione corretta - Astensione dal Fumo - Moderazione dell'Alcool - Attività fisica Seguendo le indicazioni dei Piani Sanitari Nazionali e Regionali che indicano come sistema migliore per il raggiungimento di un buono stato di salute l'educazione sanitaria, da anni nella ASLBN1 si applicano programmi di Educazione alimentare diretti agli studenti ed agli insegnanti. 3 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 4 Il presente opuscolo accompagna il progetto "Mangiare ?… Scegli bene", (anno scolastico 2004/2005), ed è diretto agli insegnanti ed agli studenti di Scuola Media Superiore. In esso sono trattati argomenti relativi alla corretta alimentazione, al modo di scegliere i cibi di cui nutrirsi, ed al modo di minimizzare i danni che da essi possono derivare ( interazione con i farmaci, errati sistemi di conservazione casalinga , additivi etc.). La collaborazione fra le varie professionalità impegnate nel presente progetto permette una ampia trattazione dei suddetti argomenti. Nella speranza che le notizie acquisite siano utili ad indirizzare i discenti verso stili di vita sani, con conseguente guadagno in salute, si augura una buona lettura. Il DirettoreGenerale Dott.Mario Scarinzi 4 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 5 INTRODUZIONE ALIMENTAZIONE CORRETTA Le generazioni giovani, nate e cresciute nell'abbondanza e nell'era del rapido sviluppo tecnologico ed economico, stanno perdendo il reale contatto con l'atto e il gusto di nutrirsi. L'incessante campagna pubblicitaria di farmaci che promettono di dimagrire quasi miracolosamente, le continue proposte di diete dell'ultimo minuto, il proliferare di fast-food, l'invasione di cibi esotici, nonché la dilagante abitudine di consumare il cibo in grande fretta e con indifferenza, sono un insieme di fattori che stanno creando una grande confusione in campo dietetico. Da molti anni si sta assistendo, in tutti i paesi industrializzati, a un significativo cambiamento della diffusione delle malattie: diminuisce la mortalità causata dalle malattie infettive, mentre aumentano le malattie di tipo cronico-degenerativo (malattie cardio-vascolari, gastro-enteriche, renali, polmonari, tumorali). L'alimentazione scorretta, perché squilibrata, carente o eccessiva nei suoi principi nutritivi, rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio, in termini percentuali, per le malattie croniche, degenerative e infettive. E' infatti ormai universalmente riconosciuta la correlazione tra salute e alimentazione, nonché la possibilità di prevenire le patologie degenerative attraverso un'alimentazione equilibrata; questa costituisce inoltre un valido aiuto per raggiungere e stabilizzare il peso forma, per aumentare le difese immunitarie e mantenersi più giovani. Occorre quindi una costante e instancabile attività informativa che deve tendere al miglioramento dei modelli alimentari nei diversi target e in particolare deve promuovere la consapevolezza nella popolazione del rapporto esistente tra alimentazione e salute contribuendo allo sviluppo di una cultura alimentare. Compito dell'educazione in generale è quello di rendere sempre più "sapiens" il cosiddetto "homo sapiens" e i suoi figli; in cui "sapiens" assume anche il significato di assaggio, sento oltre che so, conosco. In tal modo l'educazione alimentare viene intesa, secondo la definizione proposta da FAO e OMS, come "processo educativo e informativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari, l'eliminazione di comportamenti alimentari non soddisfacenti, l'utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti ed 5 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 6 un efficiente utilizzo delle risorse alimentari", nonché la promozione di un rapporto cordiale e consapevole con il cibo. Quindi, questo corso ha l'obiettivo di promuovere la diffusione di informazioni e conoscenze precise e puntuali, sulla base delle quali favorire lo sviluppo della consapevolezza e d i coscienza critica. Va inoltre recuperato quel rapporto con il cibo e con il pasto in genere fatto anche di convivialità, e quindi di comunicazione e arricchimento culturale. Il Responsabile U.O.C. Pianificazione e Valutazione delle Attività Territoriali Dott.ssa M.R.Di Stasio 6 Il DirettoreSanitario Dott. T.Zerella samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 7 L’ALIMENTAZIONE A cura del Dott.Gerardo Colucciello Perfezionato in Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica PERCHÉ MANGIAMO? L' esigenze della incessante attività del corpo umano fanno si che le numerose sostanze che lo formano e che servono per farlo funzionare, (le quali sono soggette ad usura e a perdite ), vanno via via ricostituite e/o sostituite,quindi, debbono essere fornite ed integrate con continuità ed in quantità ben definite. Questo compito delicato è affidato all' alimentazione. Infatti, le circa 50 sostanze chimiche indispensabili per la vita (principi nutritivi) sono presenti come tali negli alimenti oppure vengono elaborate dall'organismo a partire dai costituenti degli alimenti stessi. Di conseguenza possiamo dire che l'uomo deve mangiare perché il cibo assicura al nostro organismo ciò che gli serve per vivere: l'energia e i principi nutritivi. L'energia è necessaria per ogni attività del nostro corpo, il quale ne ha bisogno tanto per il mantenimento delle sue funzioni vitali (respirazione, circolazione del sangue, regolazione della temperatura corporea, ecc.) quanto per compiere qualunque tipo di attività fisica (quantità maggiori o minori in relazione alla durata e alla intensità dello sforzo) e per digerire e assimilare gli alimenti. L'unica energia che il nostro organismo è in grado di utilizzare è quella chimica contenuta nelle proteine, nei grassi e nei carboidrati, i tre principi nutritivi energetici presenti negli alimenti. Tale energia viene liberata e utilizzata (entro le nostre cellule) dopo che i cibi sono stati digeriti, assimilati e scissi nei loro costituenti elementari. Pertanto è necessario apportare dall'ambiente esterno le sostanze energetiche e ricostruttrici. 7 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 8 CONCETTO DI ALIMENTAZIONE L'Alimentazione e' l'assunzione di tutti i principi nutritivi capaci a fornire l'energia necessaria a compiere tutte le funzioni vitali dell'organismo ed a rinnovare le strutture che vengono usurate nel tempo e che devono essere sostituite. Un ruolo fondamentale nella trasformazione degli alimenti viene svolto dall'Apparato Digerente . APPARATO DIGIRENTE COS'È L'APPARATO DIGERENTE L'apparato digerente è l'insieme degli organi che svolgono il processo digestivo. In questo processo gli alimenti vengono assunti, elaborati ed assorbiti, con l'eliminazione attraverso le feci delle sostanze non assimilabili. esofago fegato stomaco colon intestino retto L' APPARATO DIGERENTE : LA DIGESTIONE ORALE La bocca è il luogo dove avviene la prima fase della digestione. Il cibo subisce la prima scomposizione attraverso la masticazione. La triturazione avviene grazie ai 32 denti con funzioni specifiche: 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari. Questo processo è aiutato dalla lingua, un muscolo ricoperto di mucosa e fornito di papille gustative che funzionano come organo del gusto. 8 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 9 L' APPARATO DIGERENTE: LA DIGESTIONE GASTRICA Lo stomaco è un allargamento del tubo digerente. Possiede un orifizio di ingresso, dall'esofago, detto cardias e di uno di uscita verso l'intestino detto piloro. E' formato da strati di fibre muscolari in grado di contrarsi per rimescolare il cibo. La superficie interna si presenta a pieghe, sotto le quali sono presenti le ghiandole che secernono i succhi gastrici. In presenza di svariati stimoli, tra i quali la vista e l'odore del cibo, alcuni impulsi nervosi del cervello stimolano le ghiandole dello stomaco che secernono il succo gastrico. Questo è composto da acido cloridrico, in grado di scomporre il cibo e di uccidere ogni organismo vivente che viene ingerito, e un enzima, la pepsina, che trasforma le proteine in sostanze più semplici: i peptoni. Al termine della digestione, che a seconda delle sostanze ingerite può durare da mezz'ora a sette ore, il materiale ingerito è stato trasformato in chimo, una sostanza poltigliosa e biancastra. Con le contrazioni dello stomaco il chimo passa attraverso il piloro e giunge nell'intestino. 9 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 10 L' APPARATO DIGERENTE : LA DIGESTIONE INTESTINALE La prima parte dell'intestino è l'intestino tenue, un tubo dal diametro di circa 3 centimetri, lungo 7 o 8 metri. A sua volta l'intestino tenue si divide in tre parti: il duodeno, il digiuno e l'ileo. Nel duodeno, lungo circa 25-30 cm, ha inizio la digestione intestinale. Qui affluiscono i condotti di fegato e pancreas. Sul chimo, sempre a causa di differenti stimoli nervosi, si riversano il succo duodenale (prodotto dal duodeno), composto da enzimi che trasformano il chimo in sostanze semplici: i peptoni vengono ridotti ad aminoacidi, e il maltosio viene trasformato in glucosio, lo zucchero semplice. Il succo pancreatico (prodotto dal pancreas), invece, è il succo più completo ed efficace: non solo trasforma i peptoni in aminoacidi, ma trasforma l'amido sfuggito all'azione della saliva in maltosio (che diverrà poi glucosio), e infine aggredisce i grassi riducendoli a un miscuglio di glicerina e acidi grassi, affinché possano essere assorbiti dai villi intestinali. La bile, secreta dal fegato, arrivata nel duodeno, contribuisce a sciogliere i grassi, ne favorisce l'assorbimento e stimola i movimenti dell'intestino. Il chimo, in questo modo trasformato, passa per il digiuno e quindi per l'ileo, la parte più lunga e ingarbugliata dell'intestino dove avviene l'assorbimento delle sostanze ingerite attraverso cinque milioni di villi intestinali, minuscole sporgenze al cui interno scorrono i capillari che trasportano il nutrimento ai vari organi. 10 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 11 L' APPARATO DIGERENTE: L'ASSORBIMENTO INTESTINALE La parte terminale dell'intestino è l'intestino crasso, e comunica con il tenue attraverso la valvola ileo-cecale, che lascia passare le sostanze in una sola direzione. A sua volta anche l'intestino crasso è diviso in tre parti: l'intestino cieco, il colon e il retto che termina all'esterno attraverso lo sfintere, un anello muscolare in parte volontario e in parte involontario che permette di regolare l'apertura anale. Nell'intestino crasso viene assorbita l'acqua residua, mentre miliardi di batteri scompongono la cellulosa degli alimenti vegetali che non viene intaccata dai succhi gastrici. In una piccola percentuale questa scomposizione porta alla formazione di glucosio, che viene assimilato, mentre la massa rimanente, insieme alle altre sostanze indigeribili, viene espulsa sotto forma di feci. L' APPARATO DIGERENTE: IL FEGATO Il fegato è la ghiandola più grossa del nostro corpo, pesa oltre un chilo e mezzo ed è largo circa 20 centimetri. E' posto nella cavità addominale, a destra, dietro le ultime sette o otto costole. Secerne la bile, un liquido di colore giallastro, molto amaro, che viene utilizzato durante la digestione. Tra un pasto e l'altro la bile si raccoglie nella cistifellea o colecisti, un piccolo sacchetto che si trova sotto il fegato. Da qui, attraverso un apposito condotto giunge nel duodeno. Ma il fegato ha anche la funzione di filtro collocato tra il tubo digerente e il sistema circolatorio. Le sostanze assorbite nell'intestino, infatti, attraverso il sangue trasportato dalla vena porta, arrivano al fegato che le filtra e le trasforma. Le sostanze tossiche, come l'alcol, vengono neutralizzate, mentre altre vengono qui accumulate per poi essere rilasciate nel sangue al momento in cui necessitano. Lo zucchero semplice, per esempio, il glucosio, viene qui immagazzinato e trasformato in glicogeno, uno zucchero più complesso. Quando l'organismo necessita di zuccheri, il glicogeno viene nuovamente trasformato in glucosio e rilasciato nel sangue. Tra le altre funzioni del fegato va ricordata la produzione dell'eparina, una 11 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 12 sostanza anticoagulante del sangue che permette un buon scorrimento. Ma anche il fibrinogeno, che si trasforma in fibrina e consente al contrario di far coagulare il sangue in presenza di un'emorragia. L' APPARATO DIGERENTE : IL PANCREAS Il pancreas è una grossa e importante ghiandola del nostro corpo che produce il succo pancreatico che, riversato nell'intestino tenue, contribuisce al processo digestivo. Ma un'altra importante funzione di questa ghiandola è la produzione di insulina. Questa sostanza è in grado di trasformare il glucosio, lo zucchero semplice, in glicogeno, uno zucchero più complesso che viene immagazzinato nel fegato. Se questa sostanza scarseggia, il glucosio non viene immagazzinato nel fegato e non può venire rilasciato nel momento in cui i muscoli lo devono utilizzare. Quindi, il glucosio si accumula nel sangue e compare nelle urine. In questo caso si ha la malattia chiamata diabete. 12 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 13 FISIOLOGIA DELL'APPARATO DIGERENTE Digestione e assorbimentodelle sostanze nutritive Nell'apparato digerente, una lunga e sinuosa cavità che si estende per circa 11 metri dalla bocca all'ano, avviene la trasformazione delle sostanze nutritive presenti nei cibi in nutrienti più semplici in grado di attraversare la barriera intestinale ed entrare nel sangue o nella linfa, diventando così parte integrante del corpo umano. Nell'apparato digerente hanno luogo tre tipi di fenomeni: -meccanici (triturazione, rimescolamento) -fisici (emulsionamento grassi) -chimici (reazioni idrolitiche catalizzate dagli enzimi digestivi). Il canale digerente presenta zone specializzate nelle quali vengono operate successive trasformazioni sulle molecole del cibo: BOCCA Nella bocca inizia la digestione dell'amido, ad opera dell'amilasi salivare o ptialina, che attacca le molecole polisaccaridiche riducendole a frammenti più corti: le destrine. L'amilasi salivare o amilasi è una idrolasi che agisce sui legami glicosidici a partire dall'interno delle catene; ha un pH ottimale intorno a 6,5, per cui la sua azione si blocca appena il boccone è sceso nello stomaco, a causa dell'ambiente troppo acido. Qualora però la masticazione sia più lunga le destrine vengono ulteriormente idrolizzate a maltosio, percepibile anche dal sapore dolciastro del boccone. Cosa sono : Amido, destrine, maltosio, disaccaridi, monosaccaridi L'amido è il polisaccaride di riserva delle piante fotosintetiche. E' costituito da due polimeri dell'?D glucosio: -l'amilosio, lineare 13 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 14 -l'amilopectina, ramificata Nell'amilosio le molecole di glucosio sono legate insieme da legami ?-1->4 glicosidici, nell'amilopectina sia da legami ?-1-->4 che ?-1-->6 glicosidici (punti di ramificazione). Una idrolisi grossolana dell'amido da luogo alle destrine: oligosaccaridi lineari o ramificati, solubili in acqua. Un'azione idrolitica più spinta ad opera delle amilasi trasforma l'amido nel disaccaride maltosio. Negli alimenti sono presenti altri disaccaridi: -il saccarosio, dato dall'unione del glucosio con il fruttosio, -il lattosio, costituito da glucosio e galattosio. In quantità minore troviamo anche monosaccaridi (che non richiedono alcun processo digestivo): - glucosio, fruttosio, galattosio, mannosio, pentosi. STOMACO Nello stomaco ha inizio la digestione delle proteine ad opera dell'enzima pepsina, un'idrolasi secreta dalle cellule parietali delle ghiandole gastriche, che scinde i legami peptidici (peptidasi) con pH ottimale intorno a 2. L'organismo si difende dall'azione idrolitica delle peptidasi: esse vengono secrete in forma inattiva (zimogeni o proenzimi) e attivate solo all'esterno delle cellule che le hanno prodotte e in presenza del cibo da digerire. La pepsina viene secreta in forma di pepsinogeno e attivata tramite il distacco di un frammento peptidico della catena. Il processo è avviato dall'acido cloridrico e continua poi per autocatalisi. La pepsina, una endopeptidasi, effettua sulle proteine alimentari una prima efficace idrolisi, tagliando le catene proteiche in frammenti più corti o peptidi. Cosa sono : Proteine, peptidi, amminoacidi . Le proteine sono eteropolimeri lineari costituiti da un minimo di 50-100 14 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 15 aminoacidi fino a qualche migliaio nelle catene più complesse. Gli aa sono legati fra loro con un legame amidico sostituito detto peptidico. Presentano 4 livelli di struttura: - struttura primaria: la sequenza degli aa nella catena; è determinata geneticamente, - struttura secondaria: una conformazione spaziale periodica e regolare più o meno estesa (a-elica, b-foglietto), struttura terziaria: un'ulteriore organizzazione spaziale compatta che conferisce alla molecola l'aspetto di un "gomitolo" o masserella, - struttura quaternaria: presente solo nelle proteine a funzione molto specializzata, data dall'associazione di 2 o più catene con struttura terziaria. Catene più corte di amminoacidi (2-50) vengono definite peptidi. I peptidi si formano per parziale idrolisi delle proteine (ad esempio durante la digestione), ma possono anche essere di origine non proteica, come alcuni ormoni o alcuni veleni. Gli amminoacidi che costituiscono le proteine sono di venti tipi diversi. Hanno tutti una parte comune data da un carbonio asimmetrico legato a un gruppo amminico, uno carbossilico (di qui il nome aminoacidi), un idrogeno e una catena a composizione variabile, indicata anche come "gruppo R". Si classificano in base alla natura chimica del gruppo R in: - aa apolari (alifatici e aromatici) - aa polari - aa basici - aa acidi. Dal punto di vista nutrizionale si suddividono in aa essenziali (che non possono venir sintetizzati dall'organismo umano) e non essenziali (che possono venir sintetizzati dall'organismo umano). 15 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 16 INTESTINO TENUE Nell'intestino tenue, in particolare nel primo tratto (duodeno), inizia la digestione dei grassi e continua quella dei glucidi e delle proteine. I lipidi alimentari sono costituiti più che altro da trigliceridi, in minima parte da fosfolipidi e colesterolo libero o esterificato. I trigliceridi vengono digeriti grazie alla lipasi pancreatica che idrolizza i legami estere tra glicerolo e acidi grassi nelle posizioni 1 e 3, formando 2-monogliceridi e acidi grassi liberi. La lipasi viene resa attiva tramite il legame con un peptide pancreatico detto colipasi. Azione analoga viene svolta dalla fosfolipasi pancreatica sui glicerofosfolipidi. Anche il colesterolo esterificato viene idrolizzato, da un apposito enzima, in colesterolo libero e acidi grassi liberi. Prima che intervengano gli enzimi digestivi, le grosse gocce di grasso provenienti dagli alimenti, devono venir emulsionate, ridotte cioè a minutissime goccioline. Ciò avviene ad opera dei sali biliari, secreti dal fegato e raccolti nella cistifellea. Per quanto riguarda i glucidi, le destrine, provenienti dalla parziale idrolisi dell'amido nella bocca, subiscono l'azione idrolitica della amilasi pancreatica e vengono trasformate in maltosio. Il maltosio e gli altri disaccaridi presenti nei cibi sono idrolizzati a monosaccaridi da specifiche disaccaridasi situate sull'orletto a spazzola degli enterociti I peptidi provenienti dalla parziale digestione delle proteine nello stomaco vengono idrolizzati da una serie di enzimi di origine pancreatica che li trasformano in oligopeptidi, tripeptidi e dipeptidi: - tripsina - chimotripsina - carbossipeptidasi - elastasi anch'essi secreti in forma inattiva e attivati successivamente. L'idrolisi completa delle proteine nei singoli amminoacidi si ha grazie anche ad enzimi enterici: amminopeptidasi (esopeptidasi), situata sull'orletto a spazzola e dipeptidasi e tripetidasi presenti nel citoplasma degli enterociti. 16 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 17 INTESTINO CRASSO I processi digestivi hanno termine nell'intestino tenue, ma l'assorbimento di alcuni principi nutritivi, in particolare dell'acqua e dei minerali continua anche nel crasso. Ogni giorno nel canale digerente si riversano da 6 a 10 litri di acqua proveniente dalle bevande, dagli alimenti e dalle secrezioni. L'acqua viene assorbita nel tenue e in minor misura nel crasso con un meccanismo passivo seguendo per osmosi i monosaccaridi, gli ammioacidi e i sali. L'assorbimento intestinale dei minerali avviene con diverse modalità ed è condizionato dal tipo di alimenti che compongono il pasto: sodio, potassio e cloruro vengono assorbiti insieme all'acqua. Per l'assorbimento del calcio è necessaria la vitamina D. I minerali, assieme alle vitamine, gli aa essenziali e gli acidi grassi essenziali, costituiscono quei 40-50 elementi-composti che il nostro organismo richiede dall'esterno e che necessariamente devono essere introdotti con l'alimentazione. Sono sostanze inorganiche presenti in forma di sali, ma si possono trovare anche a far parte di molecole organiche. A seconda della loro quantità nell'organismo vengono suddivisi in: - macroelementi, con funzione regolatrice, ma anche plastica; - microelementi, presenti in tracce nell'organismo, svolgono funzione regolatrice (cofattori enzimatici). L'assorbimento dei nutrienti digeriti avviene con modalità diverse: - i prodotti della digestione dei lipidi (monogliceridi, acidi grassi, lisofosfolipidi, colesterolo libero e le vitamine liposolubili) formano micelle che entrano negli entrociti per semplice diffusione, - gli amminocidi, il glucosio e il galattosio, per varcare la membrana degli enterociti, richiedono un trasporto attivo (carrier proteico sodio dipendente), con consumo di energia, - gli altri monosaccaridi utilizzano carrier proteici, senza consumo di energia (diffusione facilitata). Con queste ultime due modalità vengono assorbite anche le vitamine idrosolubili. Lungo il tenue si assorbe anche la maggiorparte dell'acqua e dei minerali. I lipidi, con poche eccezioni, 17 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 18 prendono la via linfatica, in forma di chilomicroni (lipoproteine), gli altri nutrienti la via ematica (sangue portale). Cosa sono : Trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo, acidi grassi. I trigliceridi rappresentano il 98% dei lipidi alimentari, hanno funzione principale di riserva energetica. Sono molecole neutre costituite da glicerolo esterificato con tre acidi grassi. Gli acidi grassi sono acidi carbossilici generalmente a numero pari di atomi di C (da 4 a 30 circa). Nei trigliceridi prevalgono gli acidi grassi a catena medio-lunga. Possono presentare tutti legami semplici (saturi), un doppio legame (monoinsaturi), due o più doppi legami (polinsaturi). Tra i polinsaturi ve ne sono due che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare, detti acidi grassi essenziali: - il linoleico (a 18 C e due doppi legami) - l'a-linolenico (18 C e tre doppi legami). L’ACQUA L'acqua è il costituente fondamentale di tutti gli esseri viventi, ed è presente nell'organismo umano adulto in quantità pari al 60% circa del peso corporeo. Alla nascita raggiunge il 75% circa. La sua mancanza porta a morte in tempi più brevi del digiuno. Perdite di acqua pari al 10% di quella costitutiva dell'organismo portano all'incapacità di attività fisiche organizzative. Libera o legata con altre molecole, l'acqua svolge diverse funzioni biologiche: - partecipa ai fenomeni digestivi facilitando il transito e la fluidificazione del chimo attraverso il tubo gastroenterico finché i nutrienti, in soluzione, passano attraverso la parete intestinale e vengono convogliati al sangue e alla linfa. - è il mezzo in cui hanno luogo le reazioni metaboliche; una volta avvenuto il metabolismo il sangue, che contiene circa il 92% di acqua, 18 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 19 trasporta i prodotti residui catabolici dalle cellule agli organismi deputati all'escrezione: reni, polmoni, pelle, consente il passaggio di sostanze dalle cellule agli spazi intracellulari e ai vasi e viceversa. - aiuta a regolare la temperatura corporea mediante la sudorazione e il vapor acqueo eliminato attraverso i polmoni. L'acqua è suddivisa in 2 compartimenti: intracellulare che costituisce all'incirca il 50% del peso corporeo ed extracellulare che corrisponde al 20% del peso del corpo, di cui il 5% è l'acqua del sangue e il 15% è l'acqua interstiziale.La maggior parte dell'organismo è di origine esogena, viene cioè introdotta con le bevande e con gli alimenti. Una parte è di origine endogena, perchè si forma nei processi ossido-riduttivi come ultimo prodotto catabolico. Essa è di g 0.6 per grammo di glucidi, g 1 per grammo di lipidi e g 0.4 per grammo di proteine. In media l'organismo produce ml 400 di acqua al giorno.Quando l'acqua introdotta e formatasi nell'organismo equivale a quella eliminata (urine, sudore, polmoni e pelle), l'individuo è in equilibrio idrico. Il fabbisogno di acqua non è costante ma varia con l'età; infatti il lattante deve assumere più acqua rispetto all'adulto, in rapporto al peso corporeo, perchè le attività metaboliche e la superficie corporea sono relativamente più elevate Per l'adulto è consigliabile un'assunzione di acqua proporzionata all'apporto calorico della razione alimentare: 1 ml di acqua per Kcaloria. Per il bambino necessitano ml 1.5 di acqua per Kcaloria. IL FABBISOGNO ENE RGETICO Il nostro corpo è una straordinaria fabbrica vivente dove le macchine lavorano giorno e notte senza mai fermarsi. Ma queste macchine, come tutte le macchine, per funzionare hanno bisogno di energia e poichè più lavorano più consumano, per stabilire di quanta energia ha bisogno il nostro corpo, dobbiamo misurare i costi energetici del suo lavoro. Il nostro corpo svolge sia delle attività di base, come respirare, digerire, trasportare i nutrienti... chiamate anche Metabolismo di base (M.B.) sia delle attività fisiche esterne, come parlare, saltare, camminare... e dobbiamo fare 19 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 20 in modo che il bilancio tra le entrate e le uscite sia in pareggio. Sembra facile, ma in realtà il consumo di energia, a parità di attività, non è uguale per tutti, ma varia da persona a persona a seconda: - dell'età (nel periodo di crescita si richiede un maggior consumo di energia) - del sesso (gli uomini hanno generalmente una massa corporea superiore a quella di una donna e richiedono un maggior consumo di energia) - della massa corporea (se uno è alto e robusto consuma più energia di chi è piccolo e magro) - dell'attività fisica (che può essere leggera, moderata o pesante) - dello stato fisiologico (la malattia, la gravidanza ...richiedono più energia) Fabb. energ. quotidiano = fabb. M.B.+ fabb. attività Il Fabbisogno energetico si misura in Chilocalorie (Cal o Kcal). I soli nutrienti in grado di fornire energia al nostro corpo sono le proteine, i carboidrati, i grassi e l'alcool La quantità e la qualità degli alimenti necessari alla vita ed alle attività dell'organismo viene definita razione alimentare. Per dieta si intende invece l'organizzazione di più razioni alimentari nel tempo e le abitudini alimentari. 20 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 21 ALIMENTI NATURALI E PRINCIPI ALIMENTARI Il corpo umano è costituito da un insieme di composti organici e inorganici: grassi, proteine, carboidrati, sali minerali, vitamine, ecc., il tutto propagato dall'acqua che costituisce circa il 70% del peso corporeo totale. Tutti questi componenti, indispensabili al buon funzionamento dell'organismo, devono essere garantiti da una sana ed equilibrata alimentazione. Come l'acquisizione della migliore condizione fisica, ed l' ultima fase della forma sportiva, deriva dalla interazione di molti elementi. Come nell'allenamento non esistono improvvisazioni o invenzioni dell'ultimo minuto, ma i mezzi ed i metodi vanno organizzati e proposti con intelligenza e professionalità, così anche l'alimentazione richiede di essere applicata in maniera organica ed equilibrata.Pertanto non esistono diete particolari capaci di migliorare una prestazione sportiva. Sussistono invece cattive abitudini alimentari che peggiorano sia lo stato di salute che il rendimento atletico, compromettendo mesi di sacrifici e di impegno fisico. 21 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 22 NORME IGIENICHE E DI COMPORTAMENTO PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE Le Notizie utili per la Salute Norme elementari per una buona digestione Il buon senso è spesso più utile di tutti i libri di questo mondo. Anche nella alimentazione il buon senso può essere utile e potrebbe evitare, se seguito, gran parte della malattie o almeno eviterebbe gran parte di quei piccoli problemi che affliggono tutti e che riguardano la digestione. Diamo allora alcuni consigli o norme di base per aver cura dell'apparato digerente e per una buona DIGESTIONE. 1) Masticare bene gli alimenti: Ciò faciliterà la digestione e vi farà gustare meglio il sapore dei cibi. Ricordare che la prima digestione avviene in bocca. 2)Nulla va mangiato o bevuto in eccesso. E' sempre preferibile alzarsi da tavola con un poco di appetito. Ricordarsi che il Riempirsi la pancia non dà alcun piacere se non al momento della introduzione ma tale piacere cessa subito e subentra il fastidio di aver mangiato troppo. 3) E' preferibile mangiare ad ore fisse, con intervalli sufficientemente lunghi tra un pasto e l'altro, poiché lo stomaco, essendo un muscolo, ha necessità di rilassarsi tra un pasto e l'altro. 4) Si deve aver cura della dentatura e perciò occorre lavarsi i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto per evitare le carie. Inoltre bisogna fare dei controlli periodici dal dentista. 5) Mentre si magia bisogna evitare gli stati di tensione, angoscia e preoccupazione perché un buono stato mentale favorisce la digestione. Dannosa è l'abitudine a leggere o a vedere la televisione durante pasti distraendo la mente e il corpo della funzione di quel momento: la digestione. 6) Durante la digestione il sangue si accumula nell'apparato digestivo, pertanto è consigliabile non fare esercizi bruschi e violenti dopo i pasti. Utile una leggera passeggiata, non corse o camminate. Buona norma è ancora il riposino, meglio se non in posizione orizzontale. Quanti pasti al giorno? Fare tre pasti al giorno + due spuntini è un metodo pratico per assicurarsi una quantità adeguata delle principali sostanze nutritive 22 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 23 Le quantità devono essere adeguate all'età e alle necessità individuali. In questo modo il corpo può rifornirsi in modo ottimale di tutte le sostanze alimentari, visto che consumiamo cibi diversi a seconda dell'ora del giorno. Inoltre un regime alimentare distribuito in quattro o cinque pasti quotidiani è meno suscettibile di provocare aumenti di peso. PERCHÈ GLI ALIMENTI NON VENGANO CONTAMINATI DURANTE LA LORO MANIPOLAZIONE È ESSENZIALE CHE SIANO RISPETTATE ALCUNE FONDAMENTALI NORME IGIENICHE . Alcune di queste possono essere messe in pratica a livello familiare e sono molto semplici: Lavarsi le mani dopo essere stati in bagno. Lavarsi le mani prima di mangiare. Lavare bene la frutta. Lavare bene le verdure con acqua corrente. Coprirsi la bocca quando si tossisce o si starnutisce. Coprirsi le ferite. Pulirsi e tagliarsi le unghie. Coprirsi la testa con il tipico cappello da cuoco. Non mettere le dita dentro piatti e bicchieri. Quando si versa da bere, non si deve porre la bottiglia dentro il bicchiere. 23 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 24 Prendere i recipienti per il manico. Le tazze non devono essere tenute l'una sull'altra, ma separate. Non si devono mai toccare gli alimenti con le mani. 24 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 25 LA SANA ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO E DELL'ADULTO A cura della dott.ssa Ersilia Palombi Specialista in Scienza dell'Alimentazione LA DIETA EQUILIBRATA I moderni orientamenti sull'alimentazione in età pediatrica tendono, oltre che a garantire l'accrescimento ottimale del bambino, anche a prevenire le malattie croniche degenerative dell'età adulta.Se da una parte la possibilità di nutrirsi con una maggiore ricchezza di cibi ha portato indubbi benefici, quali la scomparsa pressocchè totale nel nostro Paese delle malattie per carenze nutrizionali, la prevalente tendenza a mangiare ,più del necessario, spesso accompagnata da notevoli squilibri fra i vari componenti della dieta, ha reso gli Italiani più esposti ad altri gravi rischi e cioè: maggiore incidenza di obesità,ipertensione, aterosclerosi, diabete, ecc. L'adozione, o comunque il recupero dì un adeguato comportamento alimentare si rende necessario per diminuire i rischi per la salute. Anche l'O.M.S., per l'inizio dei terzo millennio, si è posta l'obiettivo di garantire la salute per tutti, insistendo sul concetto positivo di "promozione della salute " e cioe' partecipazione attiva dei cittadini al miglioramento della qualità della vita, dando ampio spazio all'alimentazione. NUTRIRSI ED ALIMENTARSI sono due momenti diversi. Il concetto di nutrizione si associa a quello di digestione, di assorbimento e di utilizzazione degli alimenti; si forniscono così alle cellule dell'organismo i materiali chimici ( nutrienti di cui esse hanno bisogno per svolgere le loro funzioni. La NUTRIZIONE è involontaria ed incosciente,mentre l'ALIMENTAZIONE, cioè la coscienza e la scelta dei cibi, è volontaria e 25 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 26 cosciente e come si può capire influenzabile dalla Educazione Alimentare. La scelta dell'alimento, condizionata da tradizioni, abitudini ,e pubblicità,influisce dunque sullo stato di Nutrizione dei bambino, lo condiziona anche dal punto di vista psicologico.Si può dire che l'aumento percentuale nella popolazione delle malattie croniche degenerative è frutto di coscienti cambiamenti di vita che hanno influenzato queste malattie. E' possibile realizzare un valido programma di prevenzione solo se si attuano interventi educativi che aiutano a creare la coscienza alimentare nelle collettività.Gli interventi di educazione sanitaria in età pediatrica presentano il duplice vantaggio di agire su un territorio recettivo ( i bambini ) disponibile ai cambiamenti , ed in un periodo della vita in cui il danno ,se già instaurato e' ancora reversibile.E' fondamentale coinvolgere nel programma tutto il nucleo familiare del bambino e la struttura scolastica che rappresentano gli elementi Formativi per eccellenza nella vita di una persona.Ma c'è, di più: l'alimentazione non è solo la soddisfazione di un bisogno, ma è anche un fatto di componenti emotive e relazionali.Fin dai primi mesi di vita il bambino " ricava dall'atto del mangiare anche il piacere, la conoscenza, la percezione dei sentimenti di chi gli sta intorno. Con la crescita, egli ricava da questo atto altre cose importanti: piacere di manipolare il cibo, la soddisfazione di fare da sé e quindi l'autostima e la sicurezza e (...) ancora, la percezione del ricatto che può esercitare sull'adulto attraverso il suo modo di mangiare o non mangiare. Crescendo poi, adolescente, usa il cibo per manifestare le sue reazioni,le trasgressioni; è l'epoca dei fast-foods. L'adolescenza e' il periodo in cui i ragazzi tendono a fare scelte incontrollate e drastiche, specialmente le ragazze.Solo la conoscenza del valore di una alimentazione equilibrata può evitare i danni che il modello alimentare gradito a questa fascia di età, qualche volta propone. 26 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 27 COMPOSIZIONE NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI A cura delle dott.sse Ersilia Palombi e Vittoria Ricci Specialiste in Scienza dell'Alimentazione Con l'assunzione di cibo l'uomo si assicura ciò che gli è necessario per vivere: energia e principi nutritivi. In particolare questi ultimi possono essere suddivisi in macronutrienti e micronutrienti , macronutrienti (carboidrati, proteine e lipidi) sono sostanze ricche di energia che una volta ingeriti vengono degradati in molecole semplici, assorbibili e metabolizzabili. I secondi sono molecole indispensabili alla vita, presenti in piccole quantità, che non liberano energia; tra essi si annoverano: vitamine, sali minerali e acqua. In realtà se si estremizza la situazione e si considerano gli alimenti dal solo punto di vista energetico, si può affermare che le calorie di cui un organismo ha bisogno possono derivare da qualunque tipo di nutriente. Infatti le calorie che si ottengono da un grammo di grasso (circa 9) e le calorie che si ottengono da un grammo di proteine o di glucidi (circa 4) dal punto di vista fisico rappresentano calore, e il calore è uguale sia che provenga dalle proteine sia che provenga dai grassi. Questa però è una situazione limite, perché noi ingeriamo alimenti non solo per procurarci energia, ma anche per assicurarci sostanze che normalmente non riusciamo a produrre nel nostro corpo e che dobbiamo obbligatoriamente introdurre con la dieta: queste sostanze sono indicate con l'aggettivo "essenziali" come gli aminoacidi essenziali o gli acidi grassi essenziali. Di conseguenza il modo migliore, più semplice e sicuro, per garantire in modo adeguato l'apporto di tutti i nutrienti indispensabili è quello di variare il più possibile le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti. In questo modo non solo si abbatte la monotonia dei sapori e si soddisfa il gusto, ma soprattutto si evitano gravi squilibri nutrizionali e metabolici. Prima di vedere come si può fare, descriviamo le caratteristiche principali dei singoli principi nutritivi. I lipidi hanno un elevato valore energetico (9 kcal/g), la loro mancanza nella dieta genera gravi alterazioni a carico delle membrane cellulari per cui una loro diminuzione non deve essere eccessiva. 27 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 28 Infatti mentre l'organismo umano è in grado di sintetizzare acidi grassi saturi e monoinsaturi, non riesce a produrre due acidi presenti soprattutto nei vegetali: l'acido linoleico e l'acido linolenico. L'acido linoleico, in particolare, è precursore dell'acido arachidonico che a sua volta è precursore di alcuni ormoni (prostaglandine). La mancanza di questi acidi grassi essenziali genera alterazioni a livello delle membrane cellulari, come flaccidità, che determina variazioni del bilancio idrico e quindi aumentata permeabilità cutanea e aumento del metabolismo. Per un individuo in condizioni normali la percentuale di lipidi da introdurre mediamente dovrebbe aggirarsi intorno al 25-30 %. I glucidi rappresentano la fonte di energia più pronta ed economica per essere utilizzata da parte di tutti i tessuti. Il loro valore energetico è di circa 3,75 kcal/g e sono importanti anche perché la loro presenza determina un risparmio delle proteine con minor perdita di azoto urinario che invece aumenta in una dieta ricca di lipidi. Infatti se mancano glucidi (digiuno prolungato) si potenzia la neoglicogenesi, processo metabolico che fornisce circa l'80 % dell'energia necessaria con consumo di aminoacidi. Inoltre del 60 % di energia dato dai carboidrati, circa tre quarti devono provenire da glucidi complessi ed il quarto restante da carboidrati semplici. Quelli complessi sono rappresentati essenzialmente dall'amido, presente in buone quantità nei cereali, nei legumi secchi e nelle patate. I semplici sono costituiti da una o due molecole, sono di sapore dolce e sono indicati anche con il termine di zuccheri. Tra i più importanti ricordiamo il saccarosio, che si ottiene dalla canna da zucchero, il glucosio e il fruttosio presenti nella frutta, e il lattosio presente nel latte. I primi richiedono un po' di tempo per essere trasformati in glucosio per cui sono a lento assorbimento. I secondi invece vengono assorbiti facilmente e passano rapidamente in circolo. L'uomo necessita di entrambi, nelle giuste proporzioni, per avere un rifornimento di energia costante e prolungato nel tempo. Le proteine hanno un valore calorico di 4,1 kcal/g e possono essere divise in proteine animali e vegetali. In realtà questa distinzione non riguarda la fonte dalla quale provengono ma la quantità degli aminoacidi presenti 28 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 29 nell'alimento: 100 g di carne danno più proteine di 100 g di verdura. Inoltre le proteine possono essere divise in convenzionali, quelle che si trovano normalmente negli alimenti, e non convenzionali che sono preparati specifici che si trovano in farmacia e che si usano in particolari condizioni di carenza nutrizionale. Le vitamine e i sali minerali sono dei micronutrienti essenziali in quanto giocano un ruolo chiave in molte reazioni metaboliche. LE VITAMINE Le vitamine sono speciali sostanze organiche indispensabili all'organismo Agiscono in dosi piccolissime e, tuttavia, la loro mancanza provoca gravi malattie , chiamate malattie da carenza o avitaminosi.Hanno la caratteristica di non essere generalmente prodotte da il nostro organismo e quindi devono essere introdotte dall'esterno attraverso il consumo dei cibi che le contengono.Le vitamine provengono in gran parte dal regno vegetale, in parte minore dal regno animale.Le vitamine oggi note sono circa una ventina; esse furono distinte per le lettere dell'alfabeto A ,B , C ,D , ecc…Poi ci si accorse che vitamine ritenute uniche sono in sostanza un miscuglio di parecchie vitamine affini (ad esempio fanno parte della vitamina B le vitamine B1, B2, B6 , B12).Le vitamine si possono distinguere in vitamine idrosolubili cioè solubili in acqua e in liposolubili cioè solubili nei grassi. Fra le principali vitamine ricordiamo: la vitamina A (che esplica un'azione favorevole sull'accrescimento, aumenta la resistenza alle infezioni e a certi tumori, protegge gli occhi) si 29 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 30 trova principalmente nelle arance, albicocche, banane, carote, cavoli, fagioli, frumento ,spinaci, tuorlo d'uovo e latte;la vitamina C ( che aumenta la resistenza dell'organismo alle malattieinfettive, protegge i vasi sanguigni, svolge azione antitossica) è presente negli agrumi, ciliegie, cipolle, cocomeri, fragole, pesche, funghi e rape; la vitamina D (che contribuisce ad un buono sviluppo delle ossa, intervenendo nell'utilizzazione del calcio e del fosforo) si trova nelle uova, nel latte, nell'olio di fegato dei pesci, nell'olio di oliva, nel burro, nei semi di cacao, nel lievito di birra;la vitamina K (che è essenziale per la coagulazione del sangue) è presente nell'avena, nelle castagne, negli spinaci, nel cavolfiore e nei pomodori. E' evidente, in base a questo elenco, che potrebbe continuare a lungo, che frutta e verdura sono un prezioso " scrigno" alimentare pieno di mille sostanze invisibili, ma salutari ed insostituibili I SALI MINERALI Ma in che modo gli alimenti devono essere combinati in modo da avere un giusto apporto nutrizionale? Come prima cosa è opportuno ricordare che l'energia deve essere introdotta rispettando certe proporzioni tra le varie sostanze nutritive: il 15 % delle calorie deve essere introdotto con le proteine, il 25-30 % con i grassi e il 55-60 % con i carboidrati. Anche le vitamine, i sali minerali e l'acqua devono essere introdotti in determinate quantità e con regolarità. Questo concetto è ancora più chiaro se si considera la "piramide alimentare". Il concetto cardine su cui si basa questo modello è che non esiste alcun alimento che contenga tutte le sostanze utili al nostro organismo; solo la varietà tra i gruppi e al loro interno, fa sì che non si verificano carenze di alcun tipo. In base al modello della piramide alimentare gli alimenti possono essere divisi in 5 gruppi, tenendo presente che gli alimenti riuniti in un gruppo posseggono una o più sostanze nutritive che sono assenti (o presenti in quantità irrilevanti) negli altri gruppi. I gruppi sono i seguenti: 1) Gruppo della pasta, pane, riso, cereali e tuberi: si tratta di alimenti il cui nutriente caratterizzante è l'amido, il cui costituente elementare, il glucosio, è essenziale per fornire l'energia necessaria all'organismo, per il 30 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 31 funzionamento del sistema nervoso e dei globuli rossi, per la costruzione e la riparazione dei tessuti, l'assorbimento e il trasporto dei nutrienti. Altri nutrienti presenti soprattutto nei cereali sono proteine di scarso valore biologico, che unendosi con quelle dei legumi, diventano simili a quelle di origine animale, alcune vitamine del gruppo B e di fibra alimentare. Essa è costituita da carboidrati complessi , che non sono utilizzabili direttamente dall'organismo umano. Essi includono sostanze insolubili in acqua, come la cellulosa e la lignina, che agiscono prevalentemente sul funzionamento del tratto gastrointestinale, ritardando lo svuotamento gastrico e facilitando nell'intestino il transito del bolo alimentare e l'evacuazione delle feci, e sostanze solubili in acqua (pectine, gomme e mucillagini), che regolano l'assorbimento di nutrienti come gli zuccheri e i grassi, rallentandolo e riducendolo, contribuendo al controllo della glicemia e della colesterolemia. La fibra insolubile è quella presente nei cereali integrali. Si consiglia di scegliere tra questo gruppo da 6-11 porzioni al giorno. 2) Gruppo della frutta e degli ortaggi: si tratta di alimenti i cui nutrienti principali sono carotenoidi (detti anche pro- vitamina A, essenziale per l'accrescimento corporeo, per la visione corpuscolare e per un azione protettiva sugli epiteli), vitamina C (presente sia in forma ossidata che ridotta è essenziale per la formazione del collagene, per mantenere l'integrità delle pareti dei vasi, per la guarigione delle ferite e delle scottature, per l'assorbimento del ferro, per la modulazione del sistema immunitario), fibre alimentari solubili e insolubili, acqua, fruttosio. Si consiglia di scegliere tra questo gruppo 3-5 porzioni al giorno. 3) Gruppo della carne, pollame, pesce: si tratta di alimenti ad alto valore proteico, ricchi di sali minerali come ferro (presente in forma biodisponibile), zinco, rame e alcune vitamine del gruppo B. 4) Inoltre carni quali quelle di bovino, salumi e uova sono ricche di acidi grassi saturi; pollo, tacchino, coniglio, maiale magro e pesce sono invece ricchi in prevalenza di acidi grassi insaturi. Si consiglia di scegliere tra questo gruppo 2-3 porzioni al giorno. 31 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 32 COMPOSIZIONE CHIMICA E VALORE PER 100 G DI PARTE EDIBILE ENERGETICO 5) Gruppo del latte, dello yogurt, del formaggio: si tratta di alimenti ricchi essenzialmente in calcio (essenziale per le ossa e per i denti, per le attività intra ed extra cellulari, per la coagulazione sanguigna, per la conduzione nervosa, per la contrazione muscolare e per la regolazione di varie attività enzimatiche), che presentano anche discrete quantità di proteine (in quantità inferiori rispetto a quelle del gruppo precedente), vitamine del gruppo B, acidi grassi saturi. Si consiglia di scegliere tra questo gruppo 2-3 porzioni al giorno. 6) Gruppo dei grassi da condimento: includono tutti quegli alimenti ricchi di acidi grassi (satuti, monoinsaturi e polinsaturi), acidi grassi essenziali, vitamine liposolubili (A,D,E). Questi alimenti sono posti al vertice della piramide in quanto oramai è appurato che la presenza eccessiva di grassi, essenzialmente saturi, può essere la principale causa dell'insorgenza di malattie cardiovascolari, dato che essa induce un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, che qualora presente in elevate concentrazioni sotto forma di LDL si accumula nelle arteria innescando il processo aterosclerotico. Tra i prodotti ricchi in grassi saturi vi è sicuramente il burro e di conseguenza tutti quegli alimenti che annoverano il burro tra i propri ingredienti. 32 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 33 Anche sostanze come la margarina sono dannose per la salute umana in quanto subiscono un processo noto con il nome di "idrogenazione", in base al quale si aggiungono atomi di idrogeno alle molecole dei grassi per renderle più saturate, elevando il punto di fusione del grasso, in modo che rimanga solido a temperatura ambiente. Queste nuove molecole sono estremamente dannose perché alterano la normale struttura delle membrane che avvolgono le nostre cellule permettendo ai microbi e ai composti chimici tossici di entrare nelle cellule più facilmente. Risultato: malattia, cellule indebolite, limitate funzioni organiche e sistema immunitario esaurito. Inoltre esse contribuiscono ad elevare il livello di colesterolo nel sangue, bloccando l'accumulo che avviene nella cistifellea ad opera del fegato. Un discorso a parte deve essere fatto invece per l'olio d'oliva, che è un grasso da condimento ma per la propria composizione nutrizionale può essere distinto dagli altri grassi da condimento. Infatti esso è ricco di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e polinsaturi, e povero di acidi grassi saturi. Una dieta ricca in acido oleico ha il vantaggio di abbassare il livello di LDL e di non modificare o addirittura aumentare il livello di HDL. Si consiglia di scegliere tra questo gruppo alimenti da limitare 33 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 34 PIRAMIDE ALIMENTARE A cura della dott.ssa Ersilia Palombi Spec. in Scienza dell'alimentazione PRINCIPI NUTRITIVI, COSTRUIRE UNA DIETA , CIBI SANI E NON. INDICAZIONI GENERALI Costruire una dieta significa scegliere quali alimenti assumere durante la giornata, in quale quantità e durante quale pasto. Per quanto riguarda le quantità, benché la scelta sia individuale e basata sulle proprie necessità, è importate tenere presente che l'aumento o la diminuzione della dose di un cibo, così come la scelta di variare la distribuzione dell'apporto energetico durante la giornata (magari privilegiando la colazione agli altri pasti), dovranno avvenire in modo molto graduale, in modo da permettere all'organismo di adattarsi senza traumi. Al contrario, un cambiamento brusco nell'alimentazione avrà senz'altro un impatto psicologico negativo molto demotivante. LA DISTRIBUZIONE DELL’APPORTO ENERGETICO GIORNALIERO Alla base di una dieta ben bilanciata c'è una corretta distribuzione delle calorie; da notare l'importanza della prima colazione e la presenza di cinque 34 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 35 pasti: 20% prima colazione; 5% spuntino; 35% pranzo; 10% spuntino; 30% cena; LA PRIMA COLAZIONE La prima colazione è spesso un pasto inesistente, perché la mattina si va di fretta e il tempo è sempre troppo scarso. In realtà si tratta di un pasto molto importante, se si tiene conto del fatto che l'organismo è privo di alimenti da dieci-dodici ore. Una prima colazione ben equilibrata dovrebbe comprendere: un quarto di litro di latte o alimenti equivalenti per valore nutritivo, una o due fettine di pane, meglio se tostato (si può sostituire con altri cereali), con burro e marmellata o miele o succo di frutta. Secondo le combinazioni alimentari del resto della giornata, si potrà o meno aggiungere un complemento a tenore proteico (uova, formaggio, prosc iutto). Altre colazioni-tipo possono comprendere: "caffè, pane, burro, formaggio, una pera; "yogurt, pane, miele, una mela; "tè al latte, fette biscottate con miele e burro; "un cocktail (succo di carote e di sedani con aggiunta di un limone o di un'arancia spremuti), pane, burro; "latte e cacao con pane tostato e miele, una mela; "cereali con latte, marmellata, spremuta d'arancia; "latte, pane, burro, marmellata, una pera o una mela; 35 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 36 PREVENZIONE DELLE PRINCIPALI PATOLOGIE L'alimentazione e la nutrizione hanno assunto una dimensione universale e globale, e, pertanto rappresentano uno dei problemi più complessi nel campo della prevenzione. (V. Cerredi A D.I. atti conv.) E' ormai accertato che l'alimentazione è alla base di una serie di patologie, fra le più comuni della nostra epoca come le malattie cardiovascolari ed il cancro. Riuscire ad indirizzare la popolazione, fin dall'infanzia verso stili di vita sani potrebbe produrre un "guadagno" in salute analogo a quello ottenuto dai vaccini nella lotta alle malattie infettive. Il compito però è molto difficile perché in questo caso l'azione di prevenzione non richiede un semplice atto passivo ma è necessario l'impiego costante del singolo che quotidianamente applica le buone norme di nutrizione. L'informazione non manca, anzi decisivamente ridondante, il cittadino è bombardato da messaggi contrastanti,( E. Balacchini - ADI atti convegno) non sempre veicolati da personale qualificato e non sempre lineari nel contenuto. Sarebbe necessario porre ordine nella confusione di messaggi e notizie. La promozione di una corretta alimentazione richiede, non solo conoscenze specifiche, ma anche disponibilità da parte del medico a fornire indicazioni e strategie di comportamento e da parte delle famiglie ad effettuare eventuali variazioni alimentari e dello stile di vita. Passiamo alla prevenzione delle principali patologie collegate ad una scorretta alimentazione. (Linee guida e strategie- Min. della Salute anno 2003) OBESITÀ Consideriamo ora la possibilità di prevenire questa patologia. E' possibile? La prevenzione è necessaria per far fronte al continuo aumento di prevalenza dell'obesità; che una volta che si è manifestata, è difficile da trattare. Strategie preventive. L'obesità è un problema di salute pubblica e deve essere considerata secondo una prospettiva di popolazione e di comunità. Pertanto sono stati proposti vari interventi per stabilizzare o ridurre il BMI medio della popolazione (cioè prevenzione generale). In secondo luogo, la prevenzione 36 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 37 selettiva è diretta alle persone a rischio (es. figli di genitori obesi), cercando di far aumentare nelle persone la competenza e l'autonomia personale e prevenire l'aumento di peso. Queste strategie sono considerate "prevenzione primaria" dirette cioè ai soggetti non obesi (M.J. Muller Prevenzione dell'obesità è possibile? Obesity repews - iaso 2001). Infine, la prevenzione "mirata o secondaria" è diretta ai soggetti in soprappeso o obesi per evitare ulteriori aumenti di peso e/o ridurre il peso corporeo. Non è facile intervenire per modificare abitudini e stili di vita ormai radicati, possiamo tuttavia dare delle indicazioni. Mamme: 1)Durante la gravidanza l'alimentazione va controllata. 2)L'allattamento al seno va prolungato almeno 6 mesi (come raccomanda l'O.M.S.). 3)Nei primi mesi di vita il bambino non deve essere iperalimentato. 4)Il bambino va abituato a praticare esercizio fisico fin da piccolo. Evitate di restare lunghe ore seduti al televisore o al computer. 5)Spiegare ai ragazzi che l'obesità è un rischio e non un segno di "buona salute". 6)Evitare cibi troppo grassi o troppo salati. 7)Evitare bibite dolci in grande quantità. 8)Assumere pasti con regolarità (senza saltare la prima colazione) 9)Consumare frutta e verdura con regolarità. Come si vede per la prevenzione dell'obesità sono proposti gli stessi comportamenti che si associano ad un corretto stile di vita e che portano come conseguenza ad una minore possibilità di sviluppare malattie metaboliche. MALATTIE CARDIOVASCOLARI Il rapporto fra malattie dell'apparato cardiovascolare ed alimentazione ha dimostrato che diete troppo ricche di calorie e di grassi, provocano ipercolesterolomia e favoriscono l'insorgenza di arteosclerosi e di 37 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 38 ipertensione arteriosa. CONSUMO DI VINO Alcuni studi suggeriscono una relazione tra quantità di alcol consumato e mortalità totale, per cui è evidente un effetto protettivo per consumi moderati. L'effetto protettivo è stato attribuito agli antiossidanti presenti nel vino rosso. Lo studio che più ha fatto parlare di sé, relativamente ai poteri benefici del vino, è stato quello che viene comunemente definito "paradosso francese". In Francia hanno notato che malgrado i francesi abbiano un eccessivo apporto alimentare ricco di grassi saturi e siano forti fumatori, le percentuali di malattie coronariche sono più basse che altrove. (progetto europeo MONICA). E proprio qui sta il paradosso, poiché le abitudini alimentari dei francesi non sono corrette, dov'è la differenza? I francesi bevono 1 o 2 bicchieri di vino rosso al giorno, oltre all'apporto di antiossidanti ricavati dalla dieta mediterranea con abbondanza di frutta e verdura. Le diete ricche di frutta e verdura proteggono dalle malattie cardiovascolari, grazie agli antiossidanti quali carotenoidi, Vit. E e C, flavonoidi presenti appunto in questi alimenti vegetali. Vi è una prova considerevole che una moderata assunzione di vino rosso, unito a frutta e verdura,è associata una ridotta incidenza e mortalità da malattia coronaria ed ictus, per l'apporto di antiossidanti quali carotenoidi, tocoferoli, acido ascorbico e flavonoidi che, in modo sinergico, agiscono assieme con effetto benefico sulla salute. Ma attenzione: ciò è valido soltanto per i consumatori abituali (di 1 o 2 bicchieri al giorno) perché gli effetti sono a breve termine (24 - 48 ore), dopodiché si possono avere effetti nocivi. Cioè bere solo al fine settimana o in rare occasioni fa più male che bene ( R. Mattei Manuale di Nutrizione Chimica A. 2002). L'astinenza da bevande alcoliche è comunque raccomandata per le donne 38 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 39 gravide, per coloro che soffrono di disturbi epatici, pancreatici, malattie neurologiche degenerative etc. …, e per i bambini e gli adolescenti. IPERTENSIONE L'Ipertensione "di grado moderato" può essere controllata anche mediante diminuzione del sale da cucina, riduzione del peso corporeo nei soggetti obesi, modificazioni dell'assunzione di alcool e attività fisica regolare. L'american Heart Association (AHA) raccomanda che il consumo quotidiano medio negli adulti non superi 6 g / die . Certamente, un apporto di sale più basso deve essere raccomandato a tutti i soggetti ipertesi. Attenzione però al sale "non discrezionale" che costituisce circa la metà della quota introdotta con gli alimenti, è il sale che introduciamo con il pane, i salumi, i prodotti insaccati e preconfezionati e spesso ….. anche con i dolci industriali. GRASSI La composizione della dieta ha molteplici effetti anche sul metabolismo dei grassi. Una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi (come l'acido oleico) non comporta aumento del colesterolo. Nelle nostre regioni assumiamo acido oleico, sottoforma di olio di oliva. Azione protettiva è svolta anche dagli acidi grassi polinsaturi ( omega 3) contenuti nei pesci. L'inclusione di omega - 3 nella dieta attraverso l'assunzione di pesce sembra essere ragionevole in quanto sono delle ottime risorse di proteine con ridotto apporto di acidi grassi saturi, abbondanti invece nelle carni degli altri animali e dei quali si consiglia la riduzione nella dieta al 10% e delle calorie totali date dai grassi. FIBRE I cibi contenenti fibre sono anche una importante risorsa di altri componenti nutrizionali essenziali e introdotti con la dieta resistono alla digestione enzimatica, e agiscono sulla sensazione di sazietà. Una dieta ad elevato apporto di fibre è associata con la riduzione di morte 39 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 40 per cardiopatia ischemica. Si raccomanda un apporto quotidiano di fibre di 25 / 30 g. ( R. Mattei manuale di N. Clinica). Uno slogan dietetico sempre valido potrebbe essere riassunto in "La dieta corretta è in primo luogo bilanciata nella quantità e qualità" e deve essere una modifica permanente delle nostre abitudini alimentari che favorirà nel tempo una vita sana e più lunga. OSTEOPOROSI L'osteoporosi è una malattia caratterizzata dalla ridotta densità della massa ossea e alterazione microstrutturale del tessuto osseo responsabili di una incrementata fragilità della stessa e di un conseguente aumento di rischio di fratture (O.M.S.). La donna è colpita più dell'uomo per fattori ormonali.La prevenzione dell'osteoporosi è considerata il miglior modo per ridurre il rischio di fratture.Sin dalla nascita, ogni individuo investe il proprio calcio in una sicura "banca", le ossa. Durante l'infanzia, e soprattutto nell'adolescenza il tessuto osseo aumenta di dimensione e modifica la propria struttura fino al raggiungimento (II decade di vita) del cosiddetto "Picco di Massa Ossea" ,che ne rappresenta il grado più elevato di consistenza e contenuto minerale. In genere nelle femmine si raggiunge a 11 - 14 anni e nei maschi (14 - 17 anni). Dopo la terza decade di vita, la consistenza della massa ossea declina gradualmente, e nella donna per motivi ormonali, questo processo di "smantellamento" è più veloce. Dal punto di vista nutrizionale è fondamentale il calcio assunto con gli alimenti. Il calcio è presente in quasi tutti gli alimenti. Le quantità maggiori sono presenti nel latte e nei suoi derivati, che possono arrivare a coprire circa il 50% del suo apporto giornaliero. Gli altri alimenti relativamente ricchi di calcio sono alcune verdure ( cicoria, cavolo, bietola, spinaci) alcuni legumi (fagioli freschi e secchi) ed in particolare la frutta secca. Anche alcune acque minerali, rappresentano una preziosa fonte di calcio senza apporto calo rico. (V. Miniello) Le Bevande: oggi se ne bevono troppe! 40 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 41 Cola , Aranciata, acqua tonica etc. etc….. si accompagnano a 2 fenomeni che agiscono sul metabolismo del calcio : acidificazione metabolica ed aumentata assunzione di fosforo.L'acido ortofosforico, contenuto in numerose bibite, sarebbe in grado di incrementare significativamente, il cosiddetto "carico acido netto" e quindi favorire l'escrezione urinaria di calcio.Basta pensare che tre lattine di cola apportano 210 mg. di fosforo (Massey), quantitativo che da solo, copre il 20% dell'assunzione raccomandata, inoltre l'assunzione di succhi di frutta andrebbe razionalizzata in considerazione delle recenti ricerche della Columbia University, che mette in evidenza inoltre come si aggrava l'ipertrigliceremia nella sindrome metabolica del climaterio. Nella nostra realtà è sempre più elevato il consumo di succhi di frutta sia per gli adulti che per i bambini. Esempi di Alimenti Il gruppo di cereali e tuberi comprende: Riso, mais, grano, miglio, patate, questi alimenti sostituiscono una importante fonte di carboidrati come amido, e quindi di energia facilmente utilizzabile, ed anche una buona quota di proteine. 2 -4 porzioni al giorno Il gruppo di frutta ed ortaggi 41 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 42 E' una fonte importantissima di fibre, di provìtamina A, vitamina C, di diversi minerali (fra cui il potassio) di antiossidanti. 3 - 5 porzioni al giorno Carne, pesce ed uova Forniscono oligoelementi (zinco, ferro, rame), vitamine del complesso B e proteine di ottima qualità biologica. 1 - 2 porzioni al giorno Latte e Derivati Forniscono calcio e proteine di ottima qualita' biologica 1- 2 porzioni al giorno Grassi da Condimento Grassi di origine vegetale ed animale. Il consumo di grassi deve essere contenuto ,si devono preferire quelli di origine vegetale (olio extravergine di 42 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 43 oliva) 1 - 3 porzioni al giorno. ESEMPIO DI DIETA 1) Come abbiamo detto in precedenza suddividere l'assunzione giornaliera di alimenti in 4-5 pasti con la seguente ripartizione calorica: -colazione + spuntino 20-25% -pranzo 35% -merenda 10-15% -cena 30% 2) Strutturare pranzo e cena secondo questi schemi: a) primo piatto (pasta o riso) + secondo piatto + verdura 43 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 44 + frutta b) piatto unico + verdura + frutta LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA revisione 2003 l. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo 2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta 3. Grassi: -scegli la qualità e limita la quantità 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza 6. Il sale? Meglio poco 7. Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata 8. Varia spesso le tue scelte a tavola 9. Consigli speciali per persone speciali 10. La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da teConcludo questa breve relazione sulle principali patologie peggiorate da una cattiva alimentazione ricordando che: MANGIAR BENE SI PUO ', BASTA VOLERLO ! 44 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 45 45 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 46 INTERAZIONE FARMACI -ALIMENTI E METODI DI CO NSERVAZIONE A CURA DELLA DOTT.SSA CINZIA SCARANO Farmacista ASL BN1 "Siamo ciò che mangiamo..." sembra una affermazione esagerata ma se proviamo a rifletterci sopra scopriremo che in realtà le nostre abitudini di vita possono incidere notevolmente sul nostro stato di salute e,di conseguenza, sul nostro benessere. L'acquisizione di una corretta informazione circa l'approccio al farmaco come strumento in grado di risolvere la condizione di malattia e come veicolo principale di ritorno alla condizione di salute, rappresenta un delicato ma importante processo di promozione della salute intesa come assunzione di una personale, diretta e consapevole responsabilità nei confronti del proprio benessere. Perciò, diffondere l'informazione corretta circa la necessità di ricorrere o meno all'uso della sostanza farmacologica al fine di orientare le attitudini relative, è un passaggio fondamentale per promuovere corretti comportamenti e un appropriato utilizzo delle risorse che il sistema sanitario mette a disposizione. Si deve altresì tenere conto che negli ultimi anni, l'approccio alla terapia farmacologica si è amplificato a dismisura attraverso l'utilizzo di sostanze con effetti non sempre di tipo curativo. Infatti il ruolo del farmaco si è contestualmente evoluto con l'acquisizione di nuovi significati non direttamente connessi con la necessità di intervenire sulla 46 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 47 malattia: bastino gli esempi degli integratori dietetici, degli anabolizzanti e stimolanti utilizzati nello sport, dei polivitaminici e dei "para-farmaci" che hanno avvicinato un numero sempre maggiore di utilizzatori con conseguenze a volte eclatanti. INTERAZIONE FARMACI-A LIMENTI A stomaco pieno, a stomaco vuoto, prima dei pasti: il dubbio viene a tutti di fronte a una medicina da prendere. L'argomento ha il suo peso, e non solo per l'interazione fra gli alimenti e i farmaci, ma anche per motivi opposti: alcuni medicinali possono infatti alterare le caratteristiche nutrizionali dei cibi che si portano in tavola. Le interferenze fra terapia e alimentazione si verificano probabilmente con tutti i farmaci, anche se non sempre ne alterano l'efficacia. QUESTIONI DI CINETICA L'azione del cibo, invece, che sembra coinvolgere oltre il 90 per cento dei farmaci, può svolgersi a due livelli principali: a carico della farmacocinetica - e quindi di assorbimento, metabolismo ed eliminazione della sostanza - o della farmacodinamica, quindi direttamente o indirettamente sui suoi effetti. L'interferenza più ovvia è quella con l'assorbimento, che si svolge durante il transito del farmaco nel tratto gastrointestinale. Infatti il cibo, una volta giunto nello stomaco, può provocare numerosi cambiamenti, diversi a seconda della composizione del pasto consumato. In generale i liquidi accelerano il passaggio dallo stomaco, e quindi riducono l'intervallo di tempo fra l'assunzione della medicina e i suoi effetti; invece i cibi solidi rallentano lo svuotamento gastrico, soprattutto se il pasto è abbondante e ricco di grassi. L'assorbimento delle sostanze medicinali avviene principalmente nel piccolo intestino; è quindi importante sapere se un ritardo nello svuotamento gastrico riduce l'effetto del farmaco, ne ritarda soltanto l'inizio o non ha alcuna rilevanza clinica. Infatti prima o poi la medicina viene assorbita e quindi la quantità totale che arriva nel sangue è la stessa: quello che cambia è il picco di concentrazione plasmatica, che resterà più basso quando il passaggio dall'intestino al circolo sanguigno è rallentato. Per esempio, è meglio prendere a digiuno farmaci come la furosemide, la levodopa o il paracetamolo, per i quali l'efficacia dipende anche dalla concentrazione raggiunta. Il cibo non altera invece l'effetto di altre medicine, come gli antibiotici betalattamici, in cui quello che conta è la quantità totale di 47 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 48 farmaco che arriva in circolo. Il cibo non è sempre un ostacolo per la terapia: i farmaci lipofilici per esempio si avvantaggiano della compagnia degli alimenti, ricchi in grassi che, rallentando la motilità gastrica, addirittura ne favoriscono l'assorbimento. Inoltre in caso di soluzioni o sospensioni, quindi con particelle piccole e in un liquido, la contemporanea presenza di cibo dello stomaco è indifferente, e il farmaco raggiunge comunque l'intestino con facilità. Sempre per quanto riguarda l'assorbimento, un altro fattore è l'effetto del pasto sulla vascolarizzazione: infatti la presenza di cibo nello stomaco, in particolare se ricco in proteine, aumenta, seppur transitoriamente e solo finché non passa all'intestino, l'afflusso di sangue e quindi anche il trasporto di sostanze al fegato. Alcuni farmaci, come i betabloccanti, sono metabolizzati così rapidamente che la loro clearance dipende dal flusso di sangue che arriva a livello epatico. Un suo aumento comporta quindi un incremento della quantità di farmaco presentato al fegato nell'unità di tempo, e quindi una saturazione più rapida degli enzimi epatici. Il risultato è una maggiore disponibilità ematica della medicina rispetto a quanto accade con l'assunzione a digiuno. Anche le secrezioni gastriche, stimolate dal cibo, possono essere alleate della terapia, aiutando la dissoluzione o aumentando la degradazione delle sostanze. Al contrario, in particolare per alcuni antibiotici (ciprofloxacina, norfloxacina, penicillamina e tetracicline), il pasto può ostacolare una terapia per la formazione di complessi inattivi con ioni multivalenti presenti nel cibo, come il ferro o il calcio. Vi sono poi numerosi altri effetti sull'assorbimento, non inquadrabili però in categorie fisse: fra questi si possono ricordare l'interazione tra levodopa e pasti ricchi di proteine, che ne riducono l'arrivo al sistema nervoso centrale, o anche quella tra lovastatina e diete ricche in fibre, che ne riducono l'assorbimento e quindi l'efficacia. ATTENZIONE ALLE CARENZE Ma se il cibo può essere un pericoloso nemico dei farmaci, anche questi ultimi alterano l'assorbimento, il metabolismo e l'eliminazione degli alimenti. Esempi comuni sono l'effetto dei diuretici su sodio, potassio, calcio e magnesio, o dei lassativi su potassio, magnesio e calcio. O ancora l'azione di farmaci come la colestiramina, che lega i grassi e le vitamine liposolubili e ne riduce l'assorbimento. 48 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 49 L'interferenza forse più nota tra farmaci e alimenti è quella fra gli inibitori delle monoaminossidasi (antiMAO) e la tiramina, contenuta per esempio nei formaggi fermentati, nel vino, nella carne, in alcune verdure e in derivati del lievito usati come integratori alimentari. La tiramina stimola il rilascio di noradrenalina e adrenalina, con un conseguente aumento della pressione arteriosa. In condizioni normali la quantità necessaria per avere qualche effetto è molto alta (da 300 e 600 mg) e non viene raggiunta con un pasto normale (nel quale difficilmente si supera la soglia di 60-70 mg). Però durante una terapia con antiMAO irreversibili sono sufficienti 10 o 20 mg di tiramina per aumentare la pressione sistolica di 20 mmHg (150 mg di tiramina in caso di inibitori delle monoaminoossidasi tipoA reversibili). Un altro esempio è dato dai farmaci anticonvulsivanti, che aumentano il metabolismo della vitamina D e possono essere associati, seppur raramente, a rachitismo. La sulfalazina, invece, inibisce l'assorbimento di folati. La riduzione di folati può seguire anche una terapia con sostanze come la fenitoina, che aumentano gli enzimi del metabolismo. Infine alcuni farmaci antibatterici, come il metronidazolo o alcune cefalosporine, inibiscono l'alcol deidrogenasi, e possono quindi provocare un reazione tipo disulfiram in seguito all'assunzione di alcol. Le possibili interazioni tra una terapia prescritta a un paziente e la sua dieta possono quindi essere molte e l'indicazione su come e quando assumere un farmaco dovrebbe essere fornita non solo per evitare spiacevoli effetti collaterali ma anche per migliorare l'efficacia della medicina stessa. Il paziente dovrebbe trovare queste informazioni in modo chiaro e dettagliato anche sul foglietto illustrativo allegato ai farmaci, dato che alcuni prodotti vengono assunti in modo autonomo e indipendente dalla prescrizione del medico. I foglietti allegati invece sono in genere carenti da questo punto di vista e difficilmente contengono consigli sul momento migliore in cui assumere una sostanza. Dovrebbe infine essere chiarito meglio il significato dell'espressione "stomaco vuoto", che non indica semplicemente prima del pasto, bensì un'ora prima o due ore dopo l'assunzione del cibo. COS'E' UN FARMACO? Si definisce "farmaco" (o medicinale) qualsiasi sostanza o composto impiegato nella prevenzione, nella cura e nella diagnosi della malattie 49 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 50 COS'E' UNA FORMA FARMACEUTICA? Per poter essere somministrato il farmaco deve essere trasformato in forma farmaceutica. La "forma farmaceutica" (o formulazione) è il farmaco come lo si trova in farmacia. E' costituita da uno o più principi attivi e dagli eccipienti. COS'E' UN PRI NCIPIO ATTIVO? Il "principio attivo" è la sostanza dotata di attività farmaceutica. All'interno di una forma farmaceutica il principio attivo è contenuto in un dosaggio ben preciso, variabile a seconda del tipo di principio, di forma farmaceutica e di finalità terapeutiche. COS'E' UN ECCIPIENTE? Si definisce "eccipiente" qualsiasi sostanza diversa dal principio attivo che venga aggiunta intenzionalmente alla forma farmaceutica. Tutti gli eccipienti sono dotati di particolari proprietà, necessarie per ottenere formulazioni con caratteristiche funzionali alla somministrazione. In particolare: "i leganti danno compattezza alla forma farmaceutica, ne "tengono insieme" i componenti "i disaggreganti controbilanciano l'azione dei leganti e consentono alla forma farmaceutica di disfarsi liberando il principio attivo "i glidanti consentono lo scorrimento dalla miscela principio attivoeccipienti, facendola defluire in modo uniforme e rapido nello stampo che le darà una forma "i lubrificanti sono impiegati per lo più nella preparazione di compresse, perché facilitano la compressione della miscela principio attivo-eccipienti e l'espulsione delle compresse "i coloranti "vestono" la forma farmaceutica regalandole un aspetto più invitante. Vengono utilizzati solo quelli autorizzati per uso alimentare "gli aromatizzanti mascherano gli eventuali sapori sgradevoli. 50 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 51 QUALI SONO LE FORME FARMACEUTICHE? "AEROSOL: sono dispersioni di particelle liquide o solide racchiuse in recipienti speciali chiusi ermeticamente (nebulizzatori). Possono essere A USO TOPICO o PER INALAZIONE. "CAPSULE: sono preparazioni costituite da un involucro gelatinoso di consistenza dura (capsule dure) o molle (capsule molli) che contiene una dose di medicamento. Hanno lo scopo di far arrivare il principio attivo opportunamente protetto nella sede in cui questo va rilasciato, per evitare dispersioni di sostanza e/o effetti collaterali. "CEROTTI TRANSDERMICI: sono gli "ultimi arrivati" nei cassetti della farmacia, e assicurano livelli costanti di principio attivo nel sangue e un'azione duratura. "COLLIRI: sono soluzioni o sospensioni sterili, acquose o oleose, destinate ad essere applicate nell'occhio. Vengono preparati con materie prime selezionate e con particolari precauzioni, in modo da assicurare la sterilità, evitando l'introduzione di sostanze contaminanti e lo sviluppo di microorganismi. "COMPRESSE: sono preparazioni ottenute comprimendo la miscela principio attivo-eccipienti. Esistono poi le COMPRESSE RIVESTITE: sono compresse che vengono rivestite con uno o più strati di sostanze diverse (resine, gomme, zuccheri, plastificanti, cere..). Una compressa può essere rivestita per diversi motivi: per migliorare l'aspetto estetico, per mascherare odori e sapori sgradevoli, per proteggere il farmaco da luce e umidità, per aumentare la resistenza meccanica, per conferire resistenza al succo acido dello stomaco, o per controllare il tempo di cessione del principio attivo. "FIALE: nelle fiale la sostanza attiva viene preparata in forma liquida. Possono essere somministrate per VIA INTRAMUSCOLARE, ENDOVENOSA o SOTTOCUTANEA e per AEROSOL. "GOCCE: sono preparazioni liquide (soluzioni o sospensioni acquose o oleose, emulsioni) destinate alla somministrazione in gocce ORALI, NASALI o AURICOLARI. "POMATE: sono preparazioni semisolide da impiegare su pelle o mucose. Si distinguono in: - UNGUENTI. Sono caratterizzati da un eccipiente in fase unica (grassa 51 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 52 o acquosa) in cui si disperdono sostanze attive liquide o solide - CREME. Sono emulsioni, formate cioè da due fasi (grassa e acquosa), una prevalente sull'altra. Le più comuni sono particolarmente ricche d'acqua ed evaporano rilasciando la sostanza attiva - GEL. Sono liquidi trasformati in gel con opportuni gelificanti - PASTE. Sono preparazioni in cui grandi quantità di polvere sono finemente disperse negli eccipienti (grassi o acquosi). La loro caratteristica è di essere adsorbenti (quindi adatte a imprigionare sostanze chimiche nocive, come l'ammoniaca prodotta per alterazione batterica dell'urina o essudati tipici di alcune malattie della pelle) e opache (quindi adatte a proteggere la pelle dalle radiazioni solari). "SCIROPPI: sono preparazioni a base acquosa che contengono principi attivi e sostanze dolcificanti. Consentono la somministrazione di medicamenti poco gradevoli al gusto anche ai pazienti più "difficili", come i bambini. "SOSPENSIONI: sono preparazioni in cui la miscela principio attivoeccipienti viene dispersa, come polvere, in un liquido all'interno del quale non si può sciogliere. "SUPPOSTE: la sostanza attiva viene miscelata con eccipienti che danno alla preparazione forma e consistenza tali da permetterne l'introduzione nel retto dove il farmaco viene rilasciato e assorbito. QUALI SONO LE VIE DI SOMMINISTRAZIONE? Le strade per far entrare un principio attivo nell'organismo sono diverse, e ognuna deve essere scelta con attenzione, competenza e buon senso. "La VIA TOPICA (colliri, pomate, gocce nasali o auricolari, aerosol) è indicata quando si ha la necessità di ottenere un effetto molto localizzato (ad esempio in caso di occhi arrossati, traumi agli arti, mal d'orecchio, naso che gocciola). "La VIA ENTERALE (orale: capsule, compresse, gocce orali, sciroppi e sospensioni; rettale: supposte) parte invece da un presupposto diverso: le sostanze attive contenute nella preparazione devono entrare nel tubo digerente, venire assorbite, passare nel sangue e arrivare, in concentrazione più o meno elevata, all'origine del problema. 52 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 53 "La VIA PARENTERALE (fiale per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea) consente al principio attivo di arrivare rapidamente nella circolazione sanguigna determinando un'azione farmacologica rapida. Permette di evitare il passaggio dal tratto gastrointestinale, ed è quindi indicata per quei farmaci che vengono inattivati nello stomaco o nell'intestino. QUANTI E QUALI TIPI DI FARMACI ESISTONO? 1.MEDICINALI DI ORIGINE INDUSTRIALE "SPECIALITA' MEDICINALI. Preparati e messi in commercio con un nome fantasia (es. aspirina) e in confezioni particolari che non possono essere modificate dal farmacista (le familiari "scatolette" che acquistiamo comunemente) "GENERICI O GALENICI INDUSTRIALI. Preparati e messi in commercio con la denominazione comune della sostanza (es. acido acetilsalicilico) o, in sua assenza, con la denominazione scientifica (es. acido o-idrossibenzoico). Il loro confezionamento secondario (confezione più esterna) può essere sconfezionato dal farmacista. 2.MEDICINALI ALLESTITI IN FARMACIA "GALENICI MAGISTRALI. Medicinali destinati a un determinato paziente e preparati in farmacia su prescrizione medica. "GALENICI OSPEDALIERI. Medicinali preparati nella farmacia ospedaliera e destinati a essere impiegati all'interno dell'ospedale. "GALENICI MULTIPLI. Medicinali preallestiti, preparati nella farmacia aperta al pubblico o in quella ospedaliera in base alle indicazioni della Farmacopea Ufficiale Italiana e destinati a essere forniti ai clienti della farmacia o all'interno dell'ospedale. COME VENGONO DISPENSATI I FARMACI? 1.FARMACI SOGGETTI A PRESCRIZIONE MEDICA (FARMACI ETICI) Possono essere venduti solo dietro presentazione di ricetta medica. Possono essere dispensati in regime assistenziale dal Servizio Sanitario Nazionale (mutuabili) a secondo della classe. 2.FARMACI NON SOGGETTI A PRESCRIZIONE MEDICA 53 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 54 "MEDICINALI SENZA OBBLIGO DI RICETTA MEDICA O DA CONSIGLIO (SP o SOP) Possono essere venduti senza ricetta, su consiglio del farmacista. Possono essere dispensati in regime assistenziale dal Servizio Sanitario Nazionale (mutuabili). "MEDICINALI DA BANCO O DI AUTOMEDICAZIONE (OTC, Over The Counter) Possono essere venduti senza ricetta, su semplice richiesta del paziente. Non sono dispensati in regime assistenziale dal Servizio Sanitario Nazionale (non mutuabili). 54 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 55 ESEMPI DI FARMACI CHE INTERFERISCONO CON GLI 55 ALIMENTI samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 56 56 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 57 57 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 58 58 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 59 59 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 60 GLI ADDITIVI Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte al cibo per conservarle, presentarle meglio cambiando colore, gusto ecc. Svariate sono le sostanze che possono venire aggiunte agli alimenti e non tutte sono così innocue. Gli additivi alimentari sono stati classificati raggruppandoli a seconda della funzione svolta sugli alimenti. Sono identificati da un numero e da una lettera. FUNZIONI DEGLI ADDITIVI Le loro funzioni sono varie, ma hanno tutti degli scopi precisi che si possono così riassumere: - mantenere il più possibile intatte le qualità nutrizionali; - mantenere o migliorare le qualità organolettiche, cioè sapore, odore, colore e consistenza; - evitare la formazione di sostanze o microrganismi tossici o indesiderati; - consentire una maggiore durata nel tempo. ASPETTI NEGATIVI DEGLI ADDITIVI Gli aspetti negativi degli additivi sono principalmente : 1. possono mascherare alimenti di qualità scadente 2. alcuni di essi possono scatenare reazioni allergiche e addirittura alterare il comportamento in persone particolarmente sensibili (sopratutto sostanze come la tartrazina e l'acido benzoico). 3. Ci sono dei composti che portano alla degradazione di vitamine o aminoacidi. 4. Alcuni di essi possono formare reazioni con l'alimento stesso e formare sostanze tossiche Vediamo alcuni esempi di reazioni a llergiche o d'intolleranze prodotte da sostanze o additivi contenuti negli alimenti: - salicilati, naturalmente presenti in alcuni alimenti come frutta secca, frutti di bosco, arance, uva, erbe aromatiche, vini e liquori. Possono essere 60 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 61 causa di forme di orticaria cronica; - tiamina o vitamina B1, componente naturale di numerosi alimenti, può provocare emicranie anche a distanza di ore. - Coloranti ( da E100 ad E199 ) Colorano il prodotto o la sola superficie di questo. Lo scopo principale e' quello di presentare un prodotto più invitante, più bello. La maggior parte di essi è di origine sintetica. - Si distinguono in naturali (p.e. clorofilla, carotenoidi, rosso di barbabietola, antociani) e artificiali (p.e. giallo di tartrazina, giallo arancio, eritrosina, rosso cocciniglia). - tartrazina, è un colorante di sintesi, segnalato in etichetta con il suo nome o con codice E 102, addizionato agli alimenti per conferire loro un piacevole colore giallo limone. Presente in svariate preparazioni tra cui diverse bevande, maionesi e budini, può essere causa di orticaria e asma; La sindrome orticaria-angioedema può essere provocata da tartrazina e da altri coloranti. - Conservanti ( da E200 ad E299 ) Rallentano o impediscono il deterioramento del cibo da parte di batteri, lieviti e muffe. Il loro impiego potrebbe essere diminuito o eliminato ricorrendo a sistemi di conservazione quali zucchero, sale da cucina, alcol etilico, olio, aceto e selezionando prodotti migliori ed aumentando l'igiene nei processi produttivi. - I conservanti (soprattutto quelli con il codice da E 200 a E 297) sono sostanze che prevengono la proliferazione di batteri, muffe e fermenti responsabili del deterioramento degli alimenti e sono utili in alcuni casi ben precisi. - Anidride solforosa, è un conservante utilizzato da sempre per il trattamento dell'uva e dei mosti, che si può trovare in numerosi alimenti tra cui marmellate, succhi di frutta, aceto, macedonie e insalate trattate nei ristoranti con spray per mantenere un aspetto più fresco; - solfiti, metasolfiti e bisolfiti, addizionati ai prodotti preconfezionati come conservanti e/o come antiossidanti. Usati soprattutto come sodio metabisolfito, sono contenuti in molte bevande (p.e. vino, birra, succhi di frutta) e in alimenti come formaggi, frutta secca, salse, crostacei. Possono dare asma, rinosinusite vasomotoria, prurito, orticaria e angioedema. - nitrito e il nitrato di sodio (quest'ultimo più usato nel passato) addizionati agli insaccati e alle carni in scatola, possono provocare emicranie 61 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 62 anche a distanza di ore e vasodilatazione al viso; - sorbati, benzoati e p-idrossibenzoati sono conservanti largamente usati. Essi sono contenuti in numerose bevande alcoliche e non alcoliche e in numerosi alimenti come formaggi, marmellate, salse, pesce in scatola, prodotti da forno preconfezionati.e possono dare asma. - citrati, acido fosforico, fosfati di sodio, di potassio e di calcio, trifosfati e polifosfati, come conservanti hanno un ruolo marginale nella provocazione di disturbi da additivi. - Antiossidanti (da E300 ad E322) e acidificanti (soprattutto quelli con il codice da E 300 a E 385) Gli antiossidanti sono utilizzati per frenare il deterioramento degli alimenti causato dal contatto con l'ossigeno dell'aria. Il più utilizzato è l'acido ascorbico o vitamina C (E 300). Gli acidificanti, invece, aumentano l'acidità degli alimenti per prolungare la conservazione o per ragioni di gusto (per esempio, caramelle acidule). La maggior parte degli antiossidanti e degli acidificanti è accettabile e persino utile in certi casi - Esempi di antiossidanti: acido ascorbico, acido citrico, acido tartarico. Esempi di acidificanti: acido adipico, acido succinico. - Emulsionanti e addensanti (soprattutto quelli con il codice da E 400 a E 585) Questo gruppo comprende anche i gelificanti e gli stabilizzanti. Tutte queste sostanze sono utilizzate per dare consistenza a un prodotto o per mantenerla. Il loro utilizzo è, a volte, giustificato: - addensanti per impedire la formazione di cristalli nel gelato, - emulsionanti che permettono di sostituire in parte le materie grasse con acqua nelle margarine e nel burro a ridotto contenuto di grasso. - Addensanti sono gomme vegetali (p.e. gomma arabica, guar, carragenani) provenienti da alcune piante esotiche. Sono contenuti in dolci, caramelle, gelati, creme, budini, conserve, succhi di frutta, margarine, formaggi molli, condimenti commerciali e altri cibi). Possono dare eczemi, asma, rinite perenne, orticaria. Negli alimenti detti light, gli emulsionanti e gli addensanti permettono di sostituire con l'acqua ingredienti calorici come i carboidrati (amidi e zuccheri) e i grassi. 62 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 63 Esempi di emulsionanti: sucrogliceridi, fosfatidi d'ammonio. - Esaltatori di sapidità(da E 620 a E 640) Questi additivi, i più noti dei quali sono i glutammati, servono a intensificare o a modificare il gusto degli alimenti. - Il glutammato di sodio addizionato a numerosissimi alimenti per esaltarne il sapore, ma presente naturalmente in alcuni alimenti; molto usato nella cucina orientale ma anche da noi in molti alimenti in scatola (carni) o preconfezionati (ravioli, alcuni insaccati) oltre che nei dadi per brodo. Può dare la "sindrome da ristorante cinese" qualche ora dopo aver consumato il pasto, (cefalea, senso di costrizione al torace, nausea, sudorazione, bruciore alla parte posteriore del collo; secondo alcuni autori anche asma). - Agenti di rivestimento (agenti leviganti o lucidanti) (soprattutto gli additivi con il codice da E 900 a E 948) Queste sostanze, applicate alla superficie di un alimento, conferiscono un aspetto brillante o liscio e possono anche costituire un rivestimento protettivo. Tuttavia, in alcuni casi, hanno solamente una funzione estetica: aspetto brillante dei chicchi di caffè, mele... Questi additivi sono generalmente considerati accettabili dal punto di vista tossicologico. Esempio: cera d'api. - Edulcoranti artificiali (da E 950 a E 967, E 420, E 421) - Sostituiscono gli zuccheri in alcuni prodotti light come le bibite, i nettari, la gomma da masticare, alcuni dolci, la birra, gli yogurt... dolcificanti della famiglia dei "polialcoli" (che finiscono quasi tutti in olo, es. sorbitolo, mannitolo...) a dosi elevate, possono avere un effetto lassativo. Il sorbitolo, usato soprattutto nelle caramelle e nella gomma da masticare, può dare dolore addominale, flatulenza, diarrea odolcificanti intensi, che dolcificano molto più dello zucchero (saccarina, aspartame, acesulfame K, ciclamati) sono sconsigliati se il quantitativo assunto supera la dose massima fissata giornaliera (il rischio, soprattutto per i bambini, è che si raggiunga molto rapidamente la dose giornaliera autorizzata per i ciclamati e la saccarina). L'aspartame può dare cefalea ed orticaria. Il loro uso è giustificato solo per chi realmente non può consumare zucchero (es. diabetici). 63 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 64 Amidi modificati (da E 999 a E 1518 altre categorie di additivi tra cui gli amidi modificati) Questi additivi sono ottenuti per mezzo di uno o più trattamenti chimici degli amidi alimentari, derivati, per esempio, dalla fecola di patate. Con un trattamento fisico, per esempio, questi amidi vengono modificati affinché possano avere la funzione desiderata: amalgamare gli ingredienti, legarli... Non si tratta in nessun caso di sostanze OGM (organismi geneticamente modificati) e sono considerate accettabili dal punto di vista sanitario. Esempio: fosfato di diamido, amido acetilato. Aromatizzanti Non hanno un nome in codice. Conferiscono particolari odori e sapori al prodotto. La legge italiana prevede che siano indicati sull'etichetta in modo generico come aromi, sia gli aromi di origine naturale che di origine sintetica. Attenzione che per aromi naturali si intendono anche quelli prodotti in laboratorio e che abbiano formula chimica corrispondente a quella dell'aroma naturale. GLI ADDITIVI NATURALI "Aceto L'aceto è frutto della fermentazione del vino. Noto fin dal tempo dei Romani, veniva usato anche come dissetante. L'aceto è impiegato come conservante per le verdure (sottaceti) e nella fase di preparazione delle verdure (scottatura o bollitura) per la successiva conservazione sotto'olio. "Alcool L'alcool ha la proprietà di creare un ambiente poco favorevole allo sviluppo di microrganismi già da concentrazioni superiori al 15%. Puro o come liquore, es. grappa, viene impiegato per la conservazione di frutta come albicocche, amarene, ciliege, prugne, uva. "Limone Il succo del limone è un buon antiossidante. Viene usato per evitare che verdure e frutta diventino nere dopo il taglio (es. carciofi, melanzane, 64 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 65 macedonia di frutta ecc.) "Olio Ottenuto dalla spremitura delle olive (o per estrazione dalle arachidi, girasole, mais, soia ecc.) permette la conservazione degli alimenti isolandoli dall'aria e quindi dai germi. Acciughe, funghi, ortaggi, sgombro e tonno sono i principali alimenti conservati sott'olio. "Sale Uno dei metodi più antichi di conservazione degli alimenti. Usando il sale è possibile conservare gli alimenti in due modi: Salatura: consiste nello stipare il prodotto alternando strati di sale all'alimento. La conservazione, in un periodo iniziale, deve avvenire pressando il prodotto. La salatura è usata soprattutto per acciughe e baccalà, ma anche per i capperi, la bresaola ed altri insaccati. Salamoia: consiste nel conservare il prodotto in una soluzione di acqua e sale (circa 10%). La salamoia è usata soprattutto per olive ed ortaggi. "Zucchero Lo zucchero in elevate concentrazioni impedisce la fermentazione. Con il 60-70% di zucchero le marmellate si riescono a conservare per lunghi periodi senza difficoltà. Soluzioni zuccherine con concentrazioni più basse, circa 20-25%, consentono, previa sterilizzazione, la conservazione della frutta. Vari sono i tipi di zucch ero: fruttosio - nella frutta e nel miele, glucosio - nella frutta e nel miele, lattosio - nel latte, maltosio - dai cereali, saccarosio - deriva dalla canna da zucchero o dalla barbabietola da zucchero, è il più usato nelle nostre case. 65 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 66 LEGISLAZIONE DEGLI ADDITIVI - L'utilizzo di additivi è regolato dalla legge (Dm n. 209 del 27/2/96 e successive modifiche), che stabilisce i criteri generali di utilizzo ed enumera gli additivi autorizzati. - Lista degli additivi autorizzati . Sono ammessi solo gli additivi inseriti nella lista stabilita dall'Unione europea, e, quando è il caso, unicamente per gli alimenti indicati e nelle dosi massime fissate. CONSIGLI - Leggete le etichette e scegliete sistematicamente i prodotti che contengono meno additivi, cioè meno E. Farete, in questo modo, capire ai produttori che scegliete, prima di tutto, prodotti di qualità e che non presentano rischi per la salute. - Evitate i prodotti con un colore troppo appariscente, che rivela chiaramente la presenza di coloranti. "Imparate ad apprezzare gli alimenti semplici e possibilmente non pronti, poiché la maggior parte di questi ultimi contiene molti additivi, tra cui glutammati e conservanti. - Consumando molti prodotti pronti assumerete sicuramente dosi massicce di additivi. Inoltre, alcuni conservanti, tra cui soprattutto l'acido sorbico, sono consentiti in un numero decisamente troppo elevato di prodotti alimentari: ne deriva che i livelli d'assunzione tollerati giornalmente, solo per quel conservante, sono facilmente superabili anche con una dieta varia. NELLA SEGUENTE TABELLA SONO RIPORTATI IL CODICE DELL'ADDITIVO E GLI ALIMENTI DOVE E' POSSIBILE TROVARLO. E100 mostarde, dadi per brodo, minestre preconfezionate, nel curry. Dati insufficienti su riproduzione, tossicita', embriotossicita' e teratogenicita'. E101 Biscotti, dolci, prodotti del latte. Presente come vitamina B2. E102 Dolci, sciroppi, bibite, conserve vegetali (escluse quelle di pomodoro), gelato allo zabaione. Controindicato per chi e' allergico all' 66 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 67 acido acetilsalicilico (aspirina) e per gli asmatici. E104 Caramelle, bibite, liquori, gelati. Leggermente tossico. E110 Bibite, sciroppi, paste, dolci in generale, gelati, ghiaccioli. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E120 Aperitivi e liquori. Colorante ottenuto per essicazione di un insetto, la cocciniglia. E122 Sciroppi, bevande, bibite, gelati. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E123 Ammesso solo per il caviale. Vietato perché accusato di essere mutageno. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E124 Caramelle, paste, biscotti, sciroppi, bibite, dolci, gelati, ghiaccioli. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E127 Caramelle, frutta sciroppata, canditi, gelati, ghiaccioli. Ad alte dosi provocherebbe un aumento di tumori della tiroide (nei topi). E131 Caramelle, sciroppi, liquori, gelati, ghiaccioli. Pochi dati di studi metabolici. E132 Gelati, ghiaccioli, paste, frutta candita. Leggermente tossico. E140 Gelati ghiaccioli e dolci. Leggermente tossico. E142 Frutta candita, sciroppi, caramelle, bibite, liquori. Leggermente tossico. E150 Gelati, ghiaccioli, acquavite, liquori, bibite tipo cola, pasticceria in genere. Il caramello non e' un colorante naturale, ma e' ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca. E151 Caramelle, creme, gelati, ghiaccioli. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E160 Salse, condimenti, pasticceria in genere, gelati, ghiaccioli. Sono ottenuti da vegetali, frutta, verdura. E161-E163 Pasticceria, salse, condimenti, gelati, ghiaccioli. Non 67 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 68 tossico. E162 Pasticceria, salse, condimenti, gelati, ghiaccioli. Estratto acquoso della radice di barbabietola. Non tossico. E180 Solo per la crosta dei formaggi. Controindicato per chi e' allergico all' aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. E200 Formaggi, dolci industriali, margarina, burro, semicomserve, pane a cassetta, frutta secca, aceto, crema per pasticceria, gnocchi industriali. Conservante antimuffa non tossico. E201-E202-E203 Formaggi, grassi e oli (escluso d'oliva), margarina, burro, ravioli, tortellini e simili (nel ripieno), maionese, prodotti da forno. Conservante antimuffa non tossico. E210-E211-E212-E213 Bevande a base di succo di frutta, conserve ittiche, compresi caviale e succedanei. Conservanti antimuffa che hanno presentato qualche rischio per l' eventuale indigestione di forti dosi. E214 -E215-E216-E217-E218-E219 Conserve ittiche compresi caviale e succedanei, maionese. Conservanti antimuffa che hanno presentato qualche rischio per l' eventuale indigestione di forti dosi. E220 Baccala', gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sott' aceto e sott' olio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, uve trattamento post raccolta. Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1. E221-E222-E223-E224-E226-E227-E228 Baccala', gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sott' aceto e sott' olio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, succo di frutta concentrato, funghi secchi, uve trattamento post raccolta, farine e fiocchi di patate. Mal di testa e reazione di sensibilita', debolezza, respirazione faticosa, tosse e ansimazione. E230-E231-E232-E233 Per impregnare le cartine che contengono gli agrumi e nel trattamento della superficie degli agrumi e delle banane. Di origine petrolchimica, può penetrare facilmente nella buccia. E239 Aggiunto al provolone durante la filatura della pasta. 68 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 69 Inutile, la sua azione mutagena e' stata dimostrata su un insetto. E240 Ammesso nel trattamento del latte destinato alla produzione del grana padano. Inutile, la sua azione mutagena e' stata dimostrata su un insetto. E249-E250 Carne in scatola, insaccati crudi stagionati, insaccati cotti, carni preparate o conservate. Potenzialmente pericoloso perché può combinarsi con altre sostanze (ammine generando nitrosammine, sostanze a effetto cancerogeno per molti animali). E251-E252 Carne in scatola, insaccati crudi stagionati, insaccati cotti, carni preparate o conservate. Si trova anche in ortaggi e acqua.. Basta consumare ogni giorno 200-300 grammi di prodotti che lo contengono per superare la Dga. Nei lattanti e nei bambini piccoli puo' indurre metaemoglobinemia. E260-E261-E263 Negli impasti per panificazione, budini, caramelle, confetti, chewin-gum, frutta candita. L' uomo ne assorbe in media un grammo al giorno con gli alimenti e le bevande. E300-E301-E302-E303 Carne in scatola, insaccati, conserve di pesce, confetture, budini, caramelle e confetti, chewin-gum, birra, sciroppi, suchi di frutta e nettari, bevande a base di succo di frutta o di te'. E' più conosciuto come vitamina C di sintesi. Come additivo però non esplica azione vitaminica. E' un antiossidante che impedisce l' imbrunimento. Ha effetto diuretico e ad alte dosi puo' provocare glicosuria. E304 Margarina, maionese, burro. Formazione di calcoli alla vescica. E306 Margarina, maionese, burro, insaccati freschi, farina e fiocchi di patate. E' una miscela di tocoferolo ottenuta da oli commestibili. E307-E308-E309 Margarina, maionese, burro, insaccoti freschi, farina e fiocchi di patate. 69 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 70 Non tossico. E310-E311-E312 Oli (escluso quello d' oliva), chewin-gum, burro e margarina. Si addizionano anche gli aromatizzati: può provocare eritemi specialmente sulla mucosa della bocca. E320 Margarina e grassi idrogenati, chewin gum, patate fritte (come residuo). Usato per mantenere la freschezza degli aromi, aumenta il tasso di liquidi e colesterolo. E321 Margarina e grassi idrogenati, chewin gum, patate fritte (come residuo). In associazione con E320 nelle formulazioni di gomme da masticare. E' sospetto. E322 Emulsionante: margarina, budini, crema per pasticceria, prodotti dolciari, gelati, cioccolato, perparati a base di cereali per la prima colazione. Antiossidante: caramelle, confetti, prodotti dolciari da forno, frutta candita. Per il loro contenuto in colina, le lecitine favoriscono la metabolizzazione e il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla periferia. Sono innocue, ma a forti concentrazioni possono influire sull' assorbimento intestinale. E325-E326-E327 Pane, prodotti dolciari da forno, per trattare la crosta di formaggio in superficie. Non tossico. E330-E331-E332-E333 Bevande dissetanti, frutta candita, crema per pasticceria, prodotti dolciari da forno, chewin-gum, succhi e nettari di ortaggi, sciroppi di frutta. E' un composto presente negli organismi viventi e in numerosi alimenti (componente naturale del limone). Può prevenire la formazione di muffe. E334-E335-E336-E337 Bevande, gelati, sciroppi di frutta, succhi e nettari di ortaggi, salse, budini, prodotti dolciari da forno, frutta candita. Non tossico. E338-E339-E340-E341 70 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 71 Nelle bevande analcoliche gassate, specie in quelle tipo cola, anche nelle gelatine. L' eccesso di fosforo può catturare calcio sottraendolo all' organismo e facilitando il rachitismo. E400-E401-E402-E403-E404-E405 Budini, gelati, maionese, birra, frappè. Nella birra aumenta la consistenza delle bollicine, che durano di più. E406 Carni in scatola, semiconserve ittiche, come addensante in pasticceria. In dosi superiori ai cinque grammi ha effetto lassativo (specie nei bambini). E407 Gelati, baccala' in scatola, maionese, budini, caramelle, confetti, chewin-gum, prodotti dolciari da forno, carni in scatola, semiconserve ittiche, frutta candita. Controversa l' opinione dei ricercatori sull' azione cancerogena di queste sostanze. Sulla base di studi esistenti e' stato valutato che alle dosi utilizzate non presenta danni alla salute. E410 Gelati, caramelle, confetti, prodotti da forno e dolciari in genere. Non tossico. E412 Carne in scatola, caramelle, confetti, gelati, chewin-gum, pastiglie, salse, dolci confezionati. Non tossico. E413 Gelati, salse, caramelle, confetti, chewin-gum, crema per pasticceria, dolci, canditi, budini. Non si conosce il metabolismo negli animali e nell' uomo. E414 Salse, creme per pasticceria, prodotti dolciari da forno, chewin-gum, budini, caramelle, confetti, frutta secca, salatini, semi tostati. Per esposizione professionale in individui sensibili sono state notate riniti e asma. E440 Gelati, marmellate, budini, caramelle, confetti, crema per pasticceria, prodotti dolciari in genere. Largamente diffusa nel regno vegetale (agrumi e mele) fornisce consistenza, morbidezza e spalmabilità. 71 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 72 E450 Latte in polvere, latte concentrato, farina di patate, preparati per budini, formaggio fuso, carne in scatola, insaccati cotti, prosciutto cotto, spalla cotta, carni preparate di tacchino, prodotti impanati e dolciari. Sottraggono calcio all' organismo. Da evitare per i bambini. Esaltatori di sapidità Dadi per brodo, minestrine pronte, preparati già cucinati, tortellini (nel ripieno), riso e mais soffiati, frutta a guscio tostata e fritta, salse e preparati per salse, conserve di carne e di pesce, conserve vegetali. Abbassano la soglia di eccitabilità dei neuroni; provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico; responsabile del tipico mal di testa da ristorante cinese.... Aromatizzanti Sono sostanze rinforzanti dell' aroma. Si trovano in natura in alimenti cotti o tostati (pane, malto, orzo tostato, caffè, cioccolato). Sono prodotti della degradazione della cellulosa e dell' amido. Non si hanno sufficienti prove sulla loro tossicità. METODI DI C ONSERVAZIONE I modi per conservare più a lungo i cibi sono tanti, l'uomo li ha usati fin dall'antichità. " Gli Egiziani facevano essiccare al sole, dopo averli puliti, i pesci del Nilo. " I Greci conservavano i pesci sotto forma di pasta o in filetti miscelati con aceto di vino " I Romani sapevano preparare delle salamoie che usavano per conservare le carni o mischiate ad aceto per conservare verdure ed erbe. 72 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 73 PERCHÈ CONSERVIAMO GLI ALIMENTI? "Per serbare gli alimenti che in un determinato periodo dell'anno sono abbondanti rispetto agli altri periodi "Per trasferirli in luoghi diversi rispetto a quello di produzione Gli alimenti subiscono modificazioni di principi nutritivi con alcuni metodi di conservazione (per esempio le vitamine dopo trattamento termico), quindi sarebbe sempre meglio mangiare gli alimenti quando sono freschi. COS’È LA CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI "E' l'insieme delle tecniche che servono a rallentare i processi di alterazione a cui vanno incontro gli alimenti sia per effetto del tempo che dell'ambiente esterno, mantenendone inalterate le proprietà nutritive ed organolettiche. "I metodi di conservazione degli alimenti si basano sulla creazione di ambienti sfavorevoli allo sviluppo, all'attività e alla stessa vita dei microrganismi. "I trattamenti utilizzati tendono a conservare l'integrità e la salubrità di diversi alimenti con azioni di tipo termico, fisico o chimico. SALUBRITÀ DI UN ALIMENTO Per proteggere la nostra salute dobbiamo conoscere i potenziali rischi connessi alla produzione, manipolazione e conservazione dei cibi. La salubrità di un alimento infatti dipende da numerosi fattori e presuppone il rispetto di fondamentali regole igienico-sanitarie necessarie per evitare alterazioni fisiche, contaminazioni chimiche e microbiologiche. 73 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 74 GERMI I germi sono organismi piccolissimi che possono essere visti soltanto con il microscopio. Il termine germi è generico e comprende vari microrganismi quali batteri, virus, funghi e alghe. Nel settore alimentare quelli più importanti sono i batteri degli esseri viventi microrganismi unicellulari che si trovano ovunque: nell'aria, negli alimenti, nella terra, nell'acqua e all'interno degli esseri viventi. TIPOLOGIA DI BATTERI UTILI Sono batteri che caratterizzano il formaggio, lo yogurt, gli insaccati vari, e impediscono ad altri batteri pericolosi di svilupparsi. - DETERIORANTI Sono i batteri della putrefazione; si moltiplicano in presenza di umidità, alta temperatura, variazione del PH e tempi di conservazione troppo lunghi. - PERICOLOSI Sono batteri patogeni, ossia quelli che causano malattie (infezioni o intossicazioni), direttamente o attraverso la produzione di sostanze tossiche chiamate tossine. Nel caso delle infezioni il germe si moltiplica anche all'interno dell'organismo umano ed è questa la causa della malattia.Nel caso dell' intossicazione invece, il germe contamina l'alimento con le proprie tossine e la malattia viene contratta ingerendo l'alimento contaminato. I germi sono organismi piccolissimi che possono essere visti soltanto con il microscopio. Il termine germi è generico e comprende vari microrganismi quali batteri, virus, funghi e alghe. LA RIPRODUZIONE BATTERICA E/O LA PRODUZIONE DI TOSSINE NELL'ALIMENTO Può avvenire soltanto in condizioni favorevoli di: - TEMPO ( prolungato periodo di conservazione) 74 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 75 - UMIDITA' - TEMPERATURA - PRESENZA DI ALCUNE SOSTANZE NUTRITIVE (proteine, zuccheri) - PRESENZA O ASSENZA DI OSSIGENO a seconda del microrganismo - TEMPO . E' essenziale che i germi abbiano il tempo necessario per potersi riprodurre. In dodici ore da un solo germe se ne possono sviluppare cinque miliardi. - UMIDITA'. La presenza di acqua è fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi, e quindi anche per i germi. Gli alimenti a più alto tasso di umidità sono quelli che più facilmente consentono lo sviluppo batterico, come ad esempio i brodi. I germi tuttavia non possono utilizzare l'acqua se questa è combinata con sostanze solide, per esempio sale e zucchero. - TEMPERATURA. La temperatura ideale per il loro sviluppo è quella compresa tra 10 °C e i 60 °C La temperatura che prediligono è molto vicina a quella del nostro corpo (37 °C) e ciò spiega l'attitudine che questi germi hanno per attecchire e svilupparsi nel nostro organismo causando malattia. Con le basse temperature viene loro a mancare l'acqua e quindi rimangono immobilizzati. Non muoiono, si arresta solo la loro produzione, che riprende non appena si ristabilisce una condizione favorevole di temperatura. Solo una temperatura elevata garantisce la morte dei germi patogeni. E' importante ricordare che la moltiplicazione dei batteri non sempre determina l'alterazione organolettica dell'alimento: ciò significa che il cibo può contenere quantità di germi sufficiente a provocare l'insorgenza di malattia senza però determinare la modificazione del sapore, dell'odore, dell'aspetto e della consistenza dell'alimento METODI DI CONSERVAZIONE TRADIZIONALI 1.Affumicatura Si ottiene esponendo i prodotti alimentari al fumo generato dalla combustione lenta della segatura di legni aromatici, ed è una tecnica di 75 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 76 conservazione utilizzata dall'uomo sin dalla preistoria. Esistono due tipi di affumicatura: a.affumicatura a freddo l'alimento viene riscaldato ad una temperatura compresa tra i 20 °C e i 45 °C, e una durata del trattamento per giorni o intere settimane; b.affumicatura a caldo l'alimento viene riscaldato ad una temperatura compresa tra i 50 °C e i 90 °C per un breve arco di tempo, generalmente poche ore. Spesso l'affumicatura è preceduta dalla salatura, che aumenta la disidratazione, inattiva i microrganismi e conferisce maggior sapore. L'affumicatura ha proprietà antisettiche, antiossidanti e antimicrobiche. L'aspetto e il gusto degli alimenti affumicati ne risultano modificati in senso tutto particolare. I cibi più frequentemente sottoposti all'affumicamento sono: - Carne (salumi cotti e crudi e insaccati) - Pesce (salmone,aringa,storione,pesce spada,tonno,sgombro) - Formaggi (mozzarella,ricotta,scamorza,provola) Gli affumicati, poichè risultano più asciutti, hanno principi nutritivi più concentrati dei cibi freschi 2. Conservazione sotto aceto "La proprietà dell'aceto di preservare i cibi dal deterioramento è legata alla sua acidità. "Quasi tutte le verdure (peperoni, melanzane, cetriolini, capperi, ecc.) possono essere conservate sotto aceto, ed i prodotti di partenza possono essere freschi o semiconservati. In quest'ultimo caso vengono tenuti in salamoia, una soluzione ad elevata concentrazione di sale, sino al momento della conservazione, quando vengono risciacquati e messi sotto aceto. Per aumentare la conservabilità dei sottaceti si applicano anche altre tecniche di conservazione, come l'aggiunta di additivi o la pastorizzazione .Tutti questi passaggi determinano modificazioni radicali delle caratteristiche organolettiche (sapore, colore e odore) e una perdita di sostanze nutritive, sopratutto di vitamine 76 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 77 3. Conservazione sott'olio " E' uno dei metodi più diffusi, a livello sia industriale che casalingo, per conservare gli alimenti. " Le conserve sott'olio più comuni sono quelle di verdura e di pesce: l'alimento, una volta cotto o scottato, viene posto in adeguati recipienti e immerso nell'olio, che deve ricoprirlo perfettamente per creare un ambiente privo di ossigeno, impedendo in tal modo la proliferazione dei batteri. " Il prodotto finito viene sottoposto a sterilizzazione oppure a pastorizzazione per garantirne una conservabilità maggiore. La conservazione sott'olio provoca una perdita delle sostanze nutritive, sopratutto a livello di vitamine. " Inoltre, la conservazione dei sottoli è molto diversa rispetto al prodotto fresco e, anche quando vengono sgocciolati dal liquido di conservazione, apportano molta energia. Anche il contenuto di sodio è piuttosto elevato. 4. Conservazione sotto spirito L' alcol agisce come antisettico. Si usa generalmente l'acquavite o il cognac per ciliegie, prugne, castagne, uva e altra frutta, che acquistano un gusto gradevole e forte, ma risultano totalmente prive di vitamine. 5. Conservazione sotto zucchero Lo zucchero in percentuale rilevante (50-60 per cento) impedisce l'azione dei microrganismi in modo analogo al sale. Questo metodo di conservazione, che può essere abbinato anche ad un trattamento termico, si applica alla frutta: sciroppata, candita, oppure ridotta in marmellata. Ne aumenta il tasso calorico, ma ne diminuisce la portata di vitamina C 6. Essiccamento Consiste nel togliere i liquidi dai solidi, facendoli evaporare sottoponendo i prodotti alimentari al passaggio di correnti calde. In passato l'essiccazione si effettuava naturalmente, esponendo l'alimento al calore del sole (per esempio fichi o prugne secche) o semplicemente all'aria (come nel caso dello stoccafisso), ma oggi per motivi igienici si utilizzano gli essiccatoi ad aria calda. 77 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 78 E' un processo applicato a: carne cereali frutta pesce L' essicamento modifica l'aspetto degli alimenti e li rende duri senza alterarne i caratteri organolettici; ne mantiene integro il valore nutritivo, eccezion fatta per la vitamina C. 7. Fermentazione E' un insieme di processi chimici di demolizione degli zuccheri, operata da "fermenti" che comprendono muffe, lieviti e batteri. Le tecniche per ottenere, tramite la fermentazione, vantaggiose trasformazioni degli alimenti (bevande alcoliche dalle sostanze zuccherine della frutta e dei cereali, aceto dall'alcol, yogurt e formaggio dal latte, ecc.) sono antichissime. Questi processi, oltre a modificare parzialmente la composizione chimica ed il gusto degli alimenti, ne aumentano la conservabilità, la digeribilità, il contenuto vitaminico e in amminoacidi, determinando la formazione di acidi che inibiscono lo sviluppo di microrganismi; gli eventuali componenti tossici o i fattori antinutrizionali vengono inattivati o distrutti. 8. Salatura Si fa risalire ai Cinesi e agli Egiziani, e consiste nel far assorbire cloruro di sodio (sale da cucina) agli alimenti deperibili. Si basa sul potere di disidratazione del sale e si effettua: o per aspersione a secco (spesso in conbinazione con l'affumicatura), sfregando il sale sulla superficie dell'alimento oppure per sovrapposizione a strati, alternando prodotto e sale. E' indicata per prodotti a lunga stagionatura e conservazione. o per immersione in salamoia, ossia immergendo l'alimento in una soluzione ad elevata concentrazione di sale (almeno il 10 per cento). La salagione blocca il proliferare dei microrganismi, purchè la concentrazione salina sia superiore al 6 per cento, ma ovviamente aumenta il tasso di sodio nell'alimento trattato. Si esegue per: pesce carne prodotti caseari La salatura e sopratutto la lunga conservazione sotto sale distruggono la 78 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 79 vitamina C. METODI DI CONSERVAZIONE AD ALTE TEMPERATURE 1. Pastorizzazione Questo trattamento deve il suo nome a Pasteur che, intorno al 1860, osservò come sottoponendo il vino alla temperatura di 60 °C per alcuni minuti, questo potesse essere conservato a lungo. La pastorizzazione distrugge la microflora dei liquidi organici anche oltre il 99 per cento, ma poichè non si raggiungono temperature sufficienti a devitalizzare i microrganismi termofili, nè tantomeno le spore, l'alimento pastorizzato deve comunque essere conservato in condizioni atte a limitare lo sviluppo di questi microrganismi. Conserva praticamente inalterate le proprietà fisico-chimiche ed il gusto dei prodotti per un periodo di tempo differente in rapporto agli stessi. Generalmente si applica a: latte birra vino budini dessert succhi di frutta ed è seguita da un rapido raffreddamento del prodotto, spesso associato ad altri sistemi di conservazione. Il raffreddamento dell'alimento ha anche lo scopo di evitare che le alte temperature danneggino eccessivamente le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto. 2. Semi-conserva Garantisce l'igiene dei prodotti, quasi sempre poi presentati in contenitori stagni. Non rende sterili gli alimenti e quindi non offre una sicurezza assoluta in tal senso. Questo trattamento si applica specialmente alle carni, consentendone una conservazione a tempo limitato a basse temperature. 3. Sterilizzazione Con questo procedimento si eliminano tutti i microrganismi presenti nei liquidi e nei solidi. Il prodotto comunque non è del tutto asettico e non può mantenersi all'infinito: per ottenere una sterilizzazione completa infatti occorrerebbero, alle temperature impiegate, tempi molto lunghi con grosse perdite nutritive. 79 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 80 La sterilizzazione viene utilizzata sia per i prodotti confezionati che sfusi, ma affinchè l'azione del calore sia duratura, occorre che il prodotto da sterilizzare sia racchiuso in recipienti nei quali è possibile creare il vuoto. Dal punto di vista nutrizionale, la sterilizzazione è meno vantaggiosa della pastorizzazione, in quanto l'alta temperatura inattiva le vitamine e fa denaturare le proteine. Si realizza a diversi livelli di temperatura per un lasso di tempo variabile in rapporto alla temperatura stessa e ai diversi alimenti: o in autoclave per qualche minuto, a 115 °C circa. Distrugge o blocca l'attività di enzimi, microrganismi e tossine. Rende gli alimenti più facilmenti digeribili, mantenendone intatto il valore nutritivo, e salva il potenziale della vit C e della vit B1. Questo trattamento è valido per una grande varietà di prodotti come legumi, frutta, carne, pesce ed alimenti cucinati, ed è efficace molto a lungo, tranne per gli alimenti molto acidi come i succhi di frutta e la salsa di pomodoro. o mediante riscaldamento a piu' di 115 °C, dai 20 ai 30 minuti. Rende i cibi batteriologicamente puri: ne diminuisce il valore proteico lasciando intatti i contenuti di vitamina A e di vitamina B2. A temperatura superiore ai 140 °C viene effettuato sopratutto al latte, di cui non altera il valore nutritivo ed il gusto, e il trattamento di sterilizzazione viene indicato con la sigla UHT (Ultra Hight Temperature). I tempi si riducono a pochi secondi. METODI DI CONSERVAZIONE A BASSE TEMPERATURE 1. Refrigerazione La conservazione avviene o in cella frigorifera, o per immersione nel ghiaccio, oppure in salamoia, una soluzione ad elevata concentrazione di sale. 80 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 81 La refrigerazione si applica alla carne e al pesce, e ne lascia praticamente intatto il valore nutritivo. La refrigerazione non blocca ma rallenta lo sviluppo dei microrganismi, pertanto la conservabilità dei prodotti refrigerati è limitata. 2. Congelazione Consiste nel portare gli alimenti a temperature basse (-5, -12 °C) o molto basse (-30, -40 °C) per un periodo di tempo variabile in relazione al prodotto. Questa tecnica si applica generalmente alle carni, di cui consente la conservazione nel freezer a -18 °C per qualche mese. Gli alimenti scongelati si alterano molto più facilmente di quelli freschi in quanto a seguito del congelamento perdono la naturale restistenza alle aggressioni microbiche. 3.Surgelazione Questa tecnica di conservazione è sostanzialmente una forma di congelazione ultrarapida che si effettua portando in pochi minuti la temperatura del prodotto a -30, -40 °C. Il contenuto idrico dei tessuti vegetali e animali forma microcristalli di ghiaccio che non ledono le pareti cellulari; dopo lo scongelamento quindi, il prodotto ha effettivamente tutte le caratteristiche di quello fresco. Gli ortaggi e alcuni tipi di frutta vengono scottati in acqua o al vapore prima di essere surgelati. Per "prodotto surgelato" si intende un prodotto avente tre caratteristiche fondamentali: o è stato posto a congelazione rapida al momento della preparazione ed è pronto per il consumo, ossia non necessita di ulteriori lavorazioni per essere consumato; o è stato conservato per tutto il tempo, dalla produzione fino alla consegna al consumatore, ad una temperatura non superiore a -18 °C (catena del freddo); o viene venduto nella confezione originale in cui si trovava al momento della produzione. 81 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 82 METODI DI CONSE RVAZIONE INDUSTRIALE 1. Disidratazione E' un processo di eliminazione dell'acqua di cristallizzazione o di costituzione di alimenti attraverso atomizzazione e circolazione di correnti ad aria calda. La presenza di acqua allo stato liquido è una condizione indispensabile per la vita dei microrganismi e l'eliminazione, anche parziale dell'umidità costituisce quindi un mezzo per la conservazione dei prodotti alimentari. Questo trattamento comporta una lieve perdita vitaminica, sopratutto a livello di vitamina C e di vitamina B1, ma consente una conservazione per tempi molto lunghi. I prodotti sottoposti a disidratazione devono essere in ottimo stato igienico, perchè rimane comunque la possibilità di permanenza di forme patogene dopo il trattamento. Si applica a the latte caffè uova minestre legumi frutta patate 2. Irradiazione E' una delle più recenti tecniche di conservazione introdotte. Consiste nel sottoporre gli alimenti all'azione di radiazioni elettromagnetiche come raggi X, raggi gamma e ultravioletti, ed è la tecnica più discussa perchè si teme che renda gli alimenti radioattivi: in realtà le radiazioni ionizzanti non vengono trattenute. La dose utilizzata è generalmente da bassa a media e comunque tale da non determinare la formazione di residui radioattivi nei prodotti trattati. I trattamenti permettono di: oridurre la carica microbica di alcuni alimenti aumentandone i tempi di conservazione odistruggere i parassiti e gli insetti infestanti in alternativa ai disinfestanti chimici oinibire la germinazione dei tuberi e dei bulbi 82 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 83 A dosaggi bassi e medi gli effetti sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti sono modesti e cA dosaggi bassi e medi gli effetti sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti sono modesti e comunque non tali da compromettere la qualità del prodotto. Dosaggi elevati di radiazioni ionizzanti eseguono una vera e propria sterilizzazione. Comunque non tali da compromettere la qualità del prodotto. Dosaggi elevati di radiazioni ionizzanti eseguono una vera e propria sterilizzazione. Viene utilizzata in: opatate, cipolle, aglio per bloccarne la germinazione; oalcuni frutti tropicali (es. ananas e banane) per ritardarne la maturazione; ocereali, riso, alcuni frutti e alcune verdure per eliminare insetti ed altri parassiti; ofragole per ritardarne la marcescenza; ocarne bovina, pollame, pesce per eliminarne i microrganismi patogeni. 3. Liofilizzazione E' un processo di disidratazione condotto a bassa temperatura e sottovuoto, in modo da lasciare inalterata la struttura e le proprietà degli alimenti, offrendo buona sicurezza batteriologica. La liofilizzazione viene ottenuta per congelamento rapido dell'alimento a temperature di -30, -40 °C, e successiva disidratazione per sublimazione (ossia con passaggio dallo stato solido a quello di vapore) sotto vuoto a bassa temperatura. I liofilizzati conservano le stesse qualità nutrizionali dei prodotti di partenza e vanno reidratati prima del consumo: si tratta di un'operazione pressocchè istantanea e l'alimento ricostituito è del tutto simile a quello fresco. Un altro vantaggio, oltre alla conservazione assicurata per parecchi anni (purchè all'asciutto), è quello di ridurre i cibi a proporzioni minime e di renderli quasi privi di peso. I cibi liofilizzati vengono confezionati in involucri resistenti all'ossigeno e all'umidità, generalmente alluminio e polietilene, ma anche vetro. Si applica a: ocaffè the solubile camomilla solubile 83 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 84 osucchi di frutta ofrutta esotica ofunghi oprodotti dietetici oprodotti per l'infanzia Il confezionamento di questi prodotti è un'operazione delicata, compiuta o sottovuoto o in atmosfera controllata 4. Concentrazione Consiste nella eliminazione parziale dell'acqua costitutiva dei prodotti alimentari liquidi (come i succhi di frutta), o comunque ricchi di acqua (come il pomodoro), senza tuttavia raggiungere la completa disidratazione. Si tratta di una tecnica che non garantisce da sola la stabilità del prodotto, per cui deve essere abbinata ad altri trattamenti come la pastorizzazione, l'aggiunta di sale, ecc. La finalità della concentrazione non è mirata soltanto alla migliore conservazione del prodotto, ma anche ad altri scopi, quali: oriduzione del peso e del volume e di conseguenza condizioni di trasporto e di stoccaggio più vantaggiose; orapidità e comodità di impiego; opreparazione del prodotto a successivi trattamenti. ETICHETTATURA ALIME NTI GLI INGREDIENTI Ricorda che tutti gli ingredienti utilizzati sono indicati sull'etichetta e sono elencati in ordine decrescente di quantità presente nel prodotto Sull'etichetta sono elencati obbligatoriamente tutti gli ingredienti che compongono il prodotto, che devono essere ben individuabili e devono 84 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 85 essere elencati in ordine decrescente: al primo posto quello presente in quantità maggiore e via via fino a quello presente in quantità minore, in modo da dare un'idea chiara della composizione del prodotto. Anche gli additivi sono considerati ingredienti e, vista la loro minima quantità, sono segnalati per ultimi. ¢Tra gli ingredienti sono compresi gli additivi, sostanze chimiche per lo più prive di valore nutrizionale, che hanno lo scopo di garantire la conservazione o di conferire particolari caratteristiche agli alimenti. ¢ Alcuni additivi (coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti ecc.) vengono designati con il nome della categoria, cui segue il nome specifico o il corrispondente numero CEE (es. "antiossidante: acido Lascorbico o E 300"). ¢ Le sostanze aromatizzanti vengono designate in etichetta come "aromi naturali" o "aromi" (di origine sintetica). ¢Ogni additivo, in genere, ha un limite di impiego, il più delle volte nell'ordine di milligrammi per chilo o litro di prodotto alimentare nel quale viene messo, in altri casi secondo la formula "quanto basta". LE MODALITA' DI CONSERVAZIONE E UTILIZZAZIONE LE ISTRUZIONI PER L'USO "Quando è importante, in etichetta è indicata la temperatura alla quale il prodotto deve essere conservato: per lo più intorno ai 4°C che è la temperatura del frigorifero domestico. "I cibi in scatola, che non devono essere tenuti in frigorifero, devono 85 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 86 comunque essere conservati in modo da non subire eccessi di caldo o di freddo: la segnalazione conservare in "luogo fresco e asciutto" non è un semplice consiglio, ma una condizione necessaria ISTRUZIONI PER L'USO Segui sempre le istruzioni per l'uso indicate sulle confezioni, comprese le modalità di conservazione, dal momento dell'acquisto fino al consumo Facendo la spesa la responsabilità della sicurezza dei cibi acquistati passa nelle mani dell'acquirente. I cibi freschi, sfusi o confezionati, sono naturalmente i più delicati: carne, pesce, latticini, cibi pronti, conservati dal negoziante in banchi refrigerati, devono essere trasportati al più presto nel frigorifero di casa. LA SCADENZA Controlla la data di durabilità o la data di scadenza del prodotto prima dell'acquisto e consumalo entro il termine consigliato sull'etichetta Dove leggi "da consumarsi entro..." devi rispettare tassativamente la data di scadenza indicata dal produttore. Si tratta, infatti, di prodotti deperibili. Quando, invece, leggi "da consumarsi preferibilmente entro HYPERLINK "http://www.sicurezzalimentare.it/dl109_10.htm"il..." sappi che la data di durabilità indicata esprime un consiglio per un consumo ottimale e non implica che una volta superato quel termine il prodotto sia scaduto. §§§ Importantissimo: le date di scadenza e di durabilità sono valide finchè la confezione è integra e il prodotto è stato conservato come indicato in etichetta. Per tutti gli alimenti freschi o sfusi che non riportano alcuna data di scadenza, informati sulla durata e le modalità di conservazione. Per la pasta fresca e le paste fresche con ripieno vendute sfuse è obbligatoria la data di scadenza riportata su apposito cartello posto sul banco di vendita. 86 samnium.qxd 14/02/2005 16.23 Pagina 87 BIBLIOGRAFIA 1. Bruijnzeel-Koomen C., Ortolani C., Aas K., et al.: Adverse reaction to food (position paper of European Academy of Allergology and Clinical Immunology). Allergy 50,623,1995. 2. Bock S.A.: In vivo diagnosis: skin testing and oral challenge procedures. In: Metcalfe W., Sampson H., Simon R.A., Edts, Food allergy, 2 nd edition, Blackwell, Cambridge, USA, 1997, p.151. 3. Kniker W.T.: Delayed and non-IgE mediated reactions. In: Frieri M., Kettelhut B., Edts, Food hypersensitivity and adverse reactions, Mar cel Dekker, N.Y., 1999, p.165. 4. Leung A.: Food allergy: a clinical approach. Advances in Pediatrics 45,145,1998. 5. 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