Giotto
Giotto di Bondone nacque nel luglio da una
famiglia di contadini che si era inurbata a
Firenze e, secondo la tradizione letteraria,
finora non confermata dai documenti, aveva
affidato il figlio alla bottega di un pittore,
Cenni di Pepi, detto Cimabue, iscritto alla
potente Arte della Lana, che abitava nella
parrocchia di Santa Maria Novella. Dovrebbe
essere solo una leggenda l'aneddoto della
"scoperta" del giovane pittore da parte di
Cimabue, mentre disegnava con estremo
realismo le pecore a cui badava. Altrettanto
leggendario è l'episodio di uno scherzo fatto
da Giotto a Cimabue dipingendo su una
tavola una mosca, essa era così realistica
che Cimabue tornato a lavorare sulla tavola
cercò di scacciarla. A quel punto Cimabue
gli disse che aveva superato se stesso e
poteva aprire bottega anche da solo. La
collaborazione nella bottega del maestro
fiorentino avrebbe però consentito a Giotto
di seguirlo a Roma nel 1280 circa, dove era
presente anche Arnolfo di Cambio, e
avrebbe potuto successivamente introdurlo
nel cantiere di Assisi. Giotto si sposò verso il
1287 con Ciuta di Lapo del Pela. Ebbero
quattro figlie e quattro figli, dei quali uno,
Francesco, divenne pittore.
Basilica Superiore di Assisi
La Basilica di San Francesco di Assisi
era stata completata nel 1253,
con grandi interessi sia dei
francescani, quale sede centrale
dell'ordine, luogo di sepoltura del
fondatore e meta di
pellegrinaggio, sia del papato, che
vedeva nei francescani dei fedeli
alleati per rinsaldare il legame con
i ceti più umili.
L'inizio della decorazione ad affresco
non è conosciuto, per la
distruzione degli antichi archivi
nel XIX secolo: essa dovrebbe
risalire a poco dopo la metà del
XIII secolo per la Basilica
Inferiore, con l'intervento di pittori
umbri e verso gli anni 1280 1290 nella Basilica Superiore con
artisti forse scelti direttamente dai
Le Storie di San Francesco
La fascia inferiore della navata venne occupata
dalle ventotto Storie di San Francesco
databili tra l'ultimo decennio del XIII secolo
ed i primi anni del XIV, un ciclo grandioso
che stupì i contemporanei e segnò una
svolta nella pittura occidentale. Sotto ad
ogni scena compariva una didascalia
descrittiva tratta dai diversi capitoli della
Legenda via via illustrati. Questo ciclo è da
alcuni considerato l'inizio della modernità e
del dipingere latino. La tradizione
iconografica sacra, infatti, poggiava sulla
tradizione degli iconografi greci, e quindi su
un repertorio iconografico molto codificato
nei secoli; un santo moderno e un
repertorio di episodi straordinari nessuno
mai, prima di san Francesco, aveva
ricevuto le stigmate fecero sì che il pittore
negli affreschi dovesse creare ex-novo
modelli e figure, attingendo solo in parte ai
modelli di pittori che si erano già cimentati
in episodi francescani su tavola. Accanto a
ciò va registrato il nuovo corso degli studi
biblici che prediligeva la lettura dei testi
nel loro senso letterale desiderando
condurre il fedele ad un incontro il più
possibile vivo ed immedesimativo con il
testo sacro. Ciò favorì la scelta di
rappresentazioni in abiti moderni e che
Croce di Santa Maria Novella
Il primo capolavoro fiorentino è
la grande Croce di Santa Maria
Novella databile attorno al
1290. Giotto dipinse il corpo
morto in maniera verticale,
con le gambe piegate che ne
fanno intuire tutto il peso. La
forma non più nobilitata dai
consueti stilemi divenne così
assolutamente umana e
popolare dandole la sua
dimensione terrena, solo
l'aureola ricorda la sua natura
divina, ma mostra le
sembianze di un uomo umile
realmente sofferente, con il
quale l'osservatore potesse
confrontare le sue pene.
Compianto sul Cristo Morto
●
Uno dei più intensi e drammatici
della produzione giottesca. In
esso l'artista introduce addirittura
due donne velate rivolte di spalle.
I personaggi del dipinto vengono
colti nel momento culminante del
loro intimo dramma. L'attenzione
di tutti va solenne al Cristo morto
abbracciato con amorevole
disperazione da una Maria alla
quale il pianto ha contratto i
lineamenti in una sorta di smorfia
San Giovanni allarga le braccia
straziato dal dolore mentre una
delle pie donne sorregge con
affettuosa tenerezza il capo di
Gesù. Gli angeli piangono e si
disperano con umanissima
compartecipazione.
●
Al centro del dipinto Giuda bacia
Cristo avvolgendolo in un
abbraccio che fa delle due figure
un blocco. Attorno ai protagonisti
si agita la folla tumultuosa delle
guardie che volgliono procedere
all'arresto e quello del Maestro e
degli Apostoli che tentano di
opporvisi. Vivace e significativo
appare il personaggio
incappucciato di spalle a sinistra
rappresentato nell'atto di trarre il
mantello a Pietroche in un impeto
di rabbia ferisce uno degli sbirri
del sacerdote del Sinedrio.
Madonna di Ognissanti
●
Si trova alla Galleria degli Uffizi il
suo nome deriva del fatto che
proviene della galleria di
Ognissanti. Appaiono le massicce
figure della Vergine e del
Bambino, sotto le vesti dei quali si
indovina già la presenza di corpi
volumetricamente compatti e ben
definiti. I due personaggi
principali, hanno dimensioni
innaturalmente maggiori degli
altri. Gli angeli in primo piano
introducono un elemento di
profondità prospettica. La loro
collocazione ai piedi del sontuoso
trono ci fa comprendere come
l'intera scena di sviluppi in uno
spazio tridimensionale.
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