Se la stella è di piccola massa il nucleo non si comprime più, la
pressione degli elettroni stabilizza il nucleo e gli strati più esterni
vengono soffiati via dal vento stellare del nucleo…
Ciò che tende a formarsi è una nebulosa planetaria!
Ma se la stella ha massa sufficiente il nucleo può ancora contrarsi per
riscaldarsi, prima si fonde il carbonio in Neon e Magnesio, poi
l’Ossigeno in Silicio e Zolfo, infine il Silicio in 32 ore viene
straformato in Ferro…
Ma non è possibile procedere con la
fusione del Ferro, oltre il Ferro si procede
con la fissione e il ferro è un elemento di
equilibrio. Il nucleo e i gusci stellari
precipitano verso il centro producendo
fusione nucleare in ciascun guscio.
L’energia prodotta è enorme e provoca
l’esplosione della stella. L’esplosione
arricchisce il mezzo stellare di metalli
nonché di O, C, N, elementi essenziali
alla vita (siamo figli delle stelle) e si
rende visibile a grandi distanze.
Queste sono le supernove di tipo II e
sono caratterizzate da un’ampia gamma
di luminosità e da una curva di luce
esponenziale tipica dell’isotopo 60Co.
Nello spettro sono inoltre presenti righe
dei metalli col profilo P cygni, cioè
righe di emissione spostate verso il
rosso e in assorbimento verso il violetto.
Se il nucleo stellare non supera il limite di Volkov-Oppenheimer
di 3,12 masse solari durante una Sn II il nucleo collassa in una
stella di soli neutroni, caldissima ( 109 °K) e con campi magnetici
intensissimi ( 1014 T) genera tensioni di centinaia di miliardi di
volts, potenti fasci radio e gamma.
Ma se la massa supera tale limite si forma un oggetto unico e
strano da cui nessuna forma di energia è in grado di uscire: il
Buco nero.
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L`evoluzione delle stelle