BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
In una scuola decisa a partire dai bambini,
tutti i ragazzi rappresentano casi particolari :
tutti hanno le proprie esigenze, la propria
storia, insomma la propria diversità (Mario
Lodi – Guida al mestiere di maestro, 1982)
OVERDOSE DI RIFERIMENTI NORMATIVI
 Si registra una sorta di overdose di riferimenti
normativi (leggi, linee guida, ordinanze, circolari) e
di vecchi e nuovi acronimi ( POF, PEI, PEP, UDA,
PDP, DSA, BES, PAI,GLI …) che rischiano di
appesantire burocraticamente la professionalità
docente, trasformando in casi le persone. Forse
sarebbe meglio parlare di ostacoli di varia natura
ed intensità all’apprendimento ed alla
partecipazione ed ai modi utilizzati dalla
scuola per rispondere agli stessi. Si corre
concretamente il rischio di una frattura visibile tra il
dichiarato (formalmente) e l’agìto (concretamente)
BES NON CERTIFICATI NE’ CERTIFICABILI
 Molti docenti e dirigenti sono preoccupati soprattutto dal fatto che i
BES non sono “certificati-certificabili” e fanno fatica ad appropriarsi o
riappropriasi di un approccio pedagogico- educativo, abbandonando
una impostazione clinico-medica. La preoccupazione, sia pur
giustificata, è riassumibile nella seguente comune espressione: “”se in
una classe di 24-25.. alunni abbiamo un alunno handicappato, due
alunni DSA, uno in fase di alfabetizzazione primaria, due in quella
secondaria, tre con svantaggi socio-economico-familiari, uno bocciato e
uno con comportamenti disturbanti… quanti Pei e pdp deve fare il
consiglio di classe? Quando?”” .
In ogni caso tutti possono
legittimamente appellarsi all’art 3 della Costituzione (“”è compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza di
fatto”) ed utilizzare le norme speciali della legge 170/2010 sui DSA per
un’applicazione analogica anche ai BES
NECESSARIA DECISA AZIONE A LIVELLO DI SISTEMA
 È vero che si registrano molte resistenze rispetto ad una politica
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scolastica “inclusiva”, ma è comunque necessario una decisa azione a
livello di sistema, che si concentri sulle seguenti buone pratiche:
•
-assegnare organici funzionali
•
Riassestare i finanziamenti per il miglioramento dell’offerta
formativa con cui le scuole avevano portato a sistema buone prassi
•
Ridurre i massimali di alunni per classe
•
Consentire ore di contemporaneità dei docenti per poter lavorare
con gruppi ridotti
•
Permettere tempi distesi di insegnamento-apprendimento, ritrovando i buoni principi educativi del tempo pieno della primaria e del
tempo prolungato della secondaria
•
Formare a tappeto e obbligatoriamente il personale scolastico
INDIVIDUAZIONE DEI BENEFICIARI DELLE NORME
1. ALUNNI CON DISABILITA’
 L’art.12 comma 5 della legge quadro 104/92 stabilisce che l’Asl
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individua gli alunni con disabilità (lieve o grave). Da questa
certificazione derivano una serie di diritti per tali alunni:
Una cattedra intera di sostegno se si tratta di grave disabilità
Assistente per l’autonomia e la comunicazione di cui all’art.13
comma 3 legge 104/92 a carico dei comuni
Un PEI (piano educativo individualizzato) redatto dal Glh
(gruppo di docenti curricolari e di sostegno per la classe, operatori
socio-sanitari e famiglia)
Trasporto gratuito a scuola
Assistenza igienica per i servizi igienici e cura dell’igiene
personale da parte dei collaboratori scolastici
Agevolazioni per le prove in classe e agli esami, consistenti in
tempi più lunghi, uso di computer e prove equipollenti
INDIVIDUAZIONE DEI BENEFICIARI DELLE NORME
2. ALUNNI CON DSA
 La legge 170/2010 stabilisce che i disturbi specifici dell’apprendimento
debbano essere diagnosticati da uno psicologo o neuropsichiatra della ASL o di
un centro convenzionato o accreditato con la ASL. Da ciò nasce il diritto ad
avere un PDP (progetto didattico personalizzato), predisposto dal
consiglio di classe e dalla famiglia
 Nel PDP debbono essere previsti gli strumenti compensativi ( Strumenti
didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta
nell’abilità deficitaria: sintesi vocale;registratore; programmi di
videoscrittura; correttore ortografico; libri e vocabolari digitalizzati;
calcolatrice; tabelle; formulari; mappe concettuali,…. ) e Misure
dispensative (Consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni che, a
causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose, e che non migliorano
l’apprendimento, anche se ripetute:
lettura a voce alta; maggior tempo
nello svolgimento delle prove,…
 Tali alunni non possono avere insegnanti per il sostegno, a meno che
l’individuazione dell’ASL non dichiari la co-morbilità, cioè la compresenza di
DSA e disabilità
INDIVIDUAZIONE DEI BENEFICIARI DELLE NORME
2. ALUNNI CON BES
 L’individuazione di tali alunni avviene
esclusivamente ad opera del Consiglio di classe (con
formale delibera, eventualmente su richiesta delle
famiglie) sulla base di valutazioni di natura
esclusivamente pedagogico-didattica.
 Anche in questo caso deve essere predisposto un
PDP, che può prevedere anche la concessione di
strumenti compensativi e misure dispensative nelle
singole discipline
IL PAI
(piano annuale per l’inclusività)
 Il GLI (Gruppo di lavoro per l’inclusività) propone
ad inizio anno al collegio una programmazione
degli obiettivi da perseguire e delle attività da
porre in essere. Scopo del PAI è fornire un
elemento di riflessione nella predisposizione del
POF, di cui il PAI è parte integrante (è un atto
interno della scuola autonoma)
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