Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado
Via Aldo Moro n. 6 - 23019 TRAONA (SO)
Tel. 0342 653340 / Fax n. 0342 653521
e-mail: [email protected] - [email protected]
e-mail PEC: [email protected] - sito web: www.ictraona.gov.it
Piano dell’Offerta Formativa
2015/2018
SEDE UFFICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRAONA
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
SCUOLE DELL’INFANZIA
Traona
Traona
Mantello
SCUOLE PRIMARIE
Mello
Mantello
1
INDICE
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa
pag.
3
Identità storico-culturale e contesto socio-economico del territorio
pag.
4
Le risorse interne ed esterne alla scuola
pag.
5
Iscrizione alunni
pag.
6
Le caratteristiche strutturali e l’organizzazione delle scuole dell’Istituto
pag.
7
Il monte ore settimanale di ciascun ordine di scuola
pag.
9
Le finalità del nostro Istituto
pag.
11
Le scelte curricolari
pag.
12
La Mission dell’Istituto
pag.
13
Alunni con bisogni educativi speciali
pag.
18
Le attività alternative alla religione cattolica
pag.
21
La valutazione
pag.
21
Il sistema di valutazione esterno
pag.
32
I rapporti scuola - famiglia
pag.
32
La valutazione del PTOF
pag
33
Organizzazione e piano formazione
pag.
34
Elenco dei documenti allegati
pag.
34
IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) è il documento fondamentale costitutivo dell’identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia.
Il PTOF è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a
livello nazionale, riflette le esigenze del contesto ed è orientato dal sistema valoriale di riferimento della
specifica istituzione scolastica.
Il PTOF è elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali delineati dal Dirigente (DS),
in relazione ai documenti di autovalutazione dell'Istituto (RAV), ai dati emersi delle prove Invalsi, all’esito
degli esami e scrutini rilevati al termine della scuola secondaria di primo grado e attraverso un confronto con
la comunità locale.
Il Consiglio di Istituto lo approva.
2
Raggiungere le priorità, i traguardi e gli obiettivi individuati nel Rav e nel conseguente Piano di
miglioramento
LA NOSTRA SCUOLA SI PROPONE DI
Garantire la continuità tra
i tre ordini di scuola
dell’istituto
Verificare
periodicamente
i risultati conseguiti
Condividere le
responsabilità con le
famiglie
Attuare azioni di monitoraggio e valutazione dei processi
e dei risultati, nell’ottica di un continuo miglioramento del
POF
Valorizzare le risorse
individuali e collettive,
scolastiche ed extrascolastiche
IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
ESPRIME
L’identità culturale
e progettuale
dell’istituto
SI FONDA
RILEVA
Sull’analisi
della realtà
Bisogni, aspettative,
richieste dell’utenza
ESTERNA
Individuazione delle caratteristiche
e delle risorse del territorio
ESPLICITA
La progettazione curricolare,
extracurricolare, educativa ed
organizzativa dell’istituto
INTERNA
Individuazione delle risorse umane,
professionali, materiali ed economiche
3
IDENTITA’ STORICO-CULTURALE E
CONTESTO SOCIO-ECONOMICO DEL TERRITORIO
Dell’Istituto comprensivo fanno parte, nel territorio del fondovalle, i comuni di Traona e di Mantello e, sul
versante montano retico, i comuni di Mello, Cino e Cercino, con una popolazione totale di circa 5500
abitanti.
Negli ultimi decenni la realtà sociale locale si è fortemente modificata, passando da una tradizione culturale
contadina e di piccolo artigianato ad uno sviluppo nel settore terziario.
L’attività agricola in senso tradizionale è quasi scomparsa, demandata agli anziani o gestita come seconda
attività, mentre sono sorte, negli ultimi anni, aziende agricole di media entità per l’allevamento di bovini e la
produzione di latticini.
A questa economia, che ancora oggi produce reddito, si affiancano nuove e moderne attività artigianali di
completamento. Le nuove generazioni dei comuni montani trovano occupazione nel settore secondario e
terziario sviluppatosi nei paesi del fondovalle.
Persiste ancora la presenza di frontalieri che trovano occupazione nel settore edile della vicina Svizzera.
Ultimamente si sta affermando un certo interesse per gli investimenti turistico-culturali, viste sia le notevoli
potenzialità territoriali sia le numerose testimonianze storiche ancora esistenti su tutto il territorio.
La realtà territoriale offre ai ragazzi varie opportunità di vita sociale attraverso la presenza di associazioni
culturali e sportive. In particolare, gli oratori rappresentano un forte centro di aggregazione per la comunità.
Morbegno e Delebio sono un punto di riferimento per altre attività.
Le scuole dell’Istituto comprensivo accolgono bambini e ragazzi ospiti del Centro Rita Tonoli, istituzione
fondata alla fine degli anni Cinquanta, con finalità assistenziali ed educative, per rispondere al disagio di
situazioni familiari ed affettive problematiche. Inoltre è presente un centro di Pronto Intervento che accoglie,
con flessibilità, nuclei familiari e persone in situazione di particolare difficoltà; i ragazzi di età scolare
affluiscono nel nostro Istituto anche nell’arco dell’anno scolastico, assorbendo notevoli risorse.
Negli ultimi anni si è consolidato il graduale inserimento di alunni stranieri nel nostro Istituto. A tale
proposito la scuola, attraverso progetti specifici, si propone di promuovere un’autentica integrazione di
questi bambini, che miri alla salvaguardia sia del diritto alla diversità sia dell’identità culturale del nostro
territorio, in un’ottica di rispetto reciproco.
Sulla base della conoscenza e dell’esperienza degli insegnanti, si ritiene che, per individuare i bisogni e le
esigenze degli alunni che vivono in questo contesto ambientale, sia necessario partire da alcuni indicatori
derivanti dalle seguenti problematiche e necessità:
-
tendenza di alcuni ragazzi a sottovalutare l’impegno personale;
difficoltà di autocontrollo in alcuni alunni;
necessità di mantenere lo spirito di aggregazione come valore di coesione sociale;
necessità di promuovere i saperi in una scuola in grado di sostenere le diverse individualità.
4
Tali problematiche vanno affrontate ricercando:
- un dialogo costruttivo con le famiglie, utile alla condivisione delle finalità educative;
- offerta di stimoli culturali;
- forme di coinvolgimento e di collaborazione delle famiglie, delle istituzioni e delle organizzazioni
presenti sul territorio per iniziative prese dalla scuola;
- strategie che rafforzino l’autonomia, l’autostima e la fiducia negli altri, l’impegno individuale,
muovendo dalle capacità emergenti in ciascun alunno e da strategie che aiutino a costruire il pensiero
critico;
- specialisti a supporto di casi problematici presenti (equipe medico-psico-pedagogica, mediatore
culturale…).
LE RISORSE INTERNE ED ESTERNE ALLA SCUOLA
Risorse interne
La pluralità dei docenti è ritenuta un valore positivo e centrale della scuola, in quanto risorsa a servizio di un
curricolo ricco e articolato, che necessita di un congruo tempo scuola.
Nelle diverse situazioni operative, la pluralità dei docenti si articola in forme flessibili, come organizzazione
di gruppi di insegnamento che:
- si modulano per ambiti d’intervento, valutando adeguatamente le affinità epistemologiche e didattiche
tra le discipline e le competenze professionali disponibili;
- si strutturano conformemente alle diverse situazioni dei plessi e delle classi;
- si organizzano in spazi operativi aperti, per gruppi di classe e per gruppi di alunni (p.e. classi
parallele);
- garantiscono l’unitarietà dell’insegnamento attraverso una progettazione didattica corresponsabile, con
regole e stili condivisi di relazione educativa;
- sono formati da un numero ragionevolmente contenuto di docenti che intervengono in ogni classe.
Risorse esterne
La scuola, nella gestione della sua offerta formativa, si avvale della collaborazione dei seguenti operatori ed
esperti sulla base di accordi, di convenzioni e di contratti:
- responsabile per la sicurezza;
- tecnico per i laboratori di informatica;
- operatori esperti in attività sportive, artistiche e socio-culturali;
- Vigili del fuoco per l’educazione alla sicurezza;
- operatori dell’ERSAF e del GEV per l’educazione ambientale;
- operatori del WWF per la ricerca ambientale;
- operatori dell’ASL;
- operatori di Cooperative sociali;
- operatori della Comunità Montana di Morbegno;
- operatori per l’orientamento scolastico/professionale (Quadrivio di Sondrio)
Il territorio offre opportunità formative attraverso vari enti o associazioni:
- oratorio;
- associazioni sportive e CONI;
- Filodrammatica / Filarmonica / Coro;
- associazioni culturali-umanitarie / Centro Tonoli (attività di doposcuola);
- Centro Culturale Traonese;
- Gruppo A.N.A. del territorio;
- Protezione Civile.
La scuola riceve fondi e risorse economico-finanziarie dai seguenti enti:
- Enti nazionali ed europei, Enti locali, Pro Loco, Comunità Montana di Morbegno, Provincia.
Si prevede la richiesta di finanziamenti su progetti mirati, oltre agli enti sopra menzionati, a banche,
Fondazioni e ad imprese del territorio.
La scuola ha a disposizione i seguenti sistemi informativi e di comunicazione, di cui si è già servita per
presentare se stessa e le sue offerte formative:
- tv locali;
- opuscoli;
- testate locali;
- giornalino della parrocchia;
- prodotti multimediali/Internet/sito della scuola;
- brevi pubblicazioni.
5
Nell'ambito dell'area di processo relativa all'integrazione con il territorio e ai rapporti con le famiglie, si
intende operare verso l'istituzione di un Tavolo Tecnico di lavoro con la partecipazione del DS, dei
collaboratori del DS, del DSGA, degli EE.LL, del genitore Presidente del Consiglio di Istituto per la
condivisione del Piano dell'Offerta Formativa.
ISCRIZIONI ALUNNI
SCUOLA DELL’INFANZIA
Nell’Istituto comprensivo sono presenti due plessi di Scuola dell’infanzia.
Possono essere iscritti alle Scuole dell'infanzia le bambine ed i bambini che abbiano compiuto o compiano
entro il 31 dicembre il terzo anno d'età. Possono, altresì, essere iscritti le bambine e i bambini che compiano
tre anni di età non oltre il termine del 30 aprile.
Considerato che la Circolare Ministeriale che regolamenta le iscrizioni consente ai docenti tempi e modi di
valutazione per accogliere i bambini nati dal 1 gennaio al 30 aprile, il Collegio Docenti ha deliberato il se guente Regolamento:
1. potranno iniziare a frequentare da settembre (inizio anno scolastico) e non ad anno scolastico ini ziato, per evitare inserimenti a livelli differenziati;
2. potranno frequentare per il primo mese scolastico (frequenza continuativa) dalle ore 8.00 alle ore
11.30; successivamente, superato il distacco dalla famiglia, valutata l’autonomia personale in bagno e a pranzo, le insegnanti con le famiglie programmeranno l’inserimento al momento del
pranzo;
3. potranno frequentare per l’intera giornata scolastica (dalle ore 8.00 alle ore 16.30) solo dopo il
compimento del terzo anno di età. (All. 1)
SCUOLA PRIMARIA
Nell’Istituto comprensivo sono presenti tre plessi di Scuola primaria.
Possono essere iscritti alla Scuola primaria le bambine ed i bambini che abbiano compiuto o compiano entro
il 31 dicembre il sesto anno d'età.
Possono, altresì, essere iscritti le bambine e i bambini che compiano sei anni di età non oltre il termine del 30
aprile.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Nell’Istituto comprensivo è presente una Scuola secondaria di primo grado, con sede a Traona.
6
LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI E L’ORGANIZZAZIONE DELLE
SCUOLE DELL’ISTITUTO
SCUOLA
S
C
U
O
L
A
D
E
L
L’
I
N
F
A
N
Z
I
A
TRAONA VALLETTA
Bolle di sapone
SPAZI
·
·
·
·
·
·
·
·
·
·
·
·
·
3 aule
1 locale biblioteca con
laboratorio multimediale
1 salone
1 sala da pranzo, dotata di
LIM
1 cucina
5 servizi igienici (1 adibito a
ripostiglio)
1 giardino attrezzato con
giochi
1 spogliatoio
1 aula insegnanti
·
·
·
·
·
·
·
SPAZI
5 aule, di cui 4 dotate di LIM
1 aula polifunzionale
biblioteca alunni
1 locale adibito a palestra
1 ripostiglio
2 locali con servizi igienici
1 spazio esterno
·
·
MANTELLO
·
·
·
SCUOLA
MANTELLO
S
C
U
O
L
A
4 aule
1 salone
1 cucina
1 sala da pranzo
2 servizi igienici + 1 handicap
1 locale biblioteca con
laboratorio multimediale e
LIM
2 ripostigli
1 giardino attrezzato con
giochi
1 aula insegnanti + bagno
CLASSI/ORARI
Sezioni eterogenee per età
Dal lunedì al venerdì:
dalle ore 8.00 alle ore 16.30,
con entrata ore 8.00/ 9.30 e
uscita ore 16.00/16.30.
Uscita intermedia 11:45-12:00
per chi non usufruisce del
servizio mensa.
Uscita intermedia:
ore 13.30/14.00
Mantello: uscita bambini con
trasporto scuolabus, ore 15:50.
CLASSI/ORARI
classi a 27 ore settimanali
- Orario antimeridiano:
da lunedì a sabato, dalle ore
8.10 alle ore 12.40
7
·
P
R
I
M
A
R
I
A
·
·
·
TRAONA
B. Castagna
MELLO
·
·
·
· 5 aule, di cui 2 dotate di LIM
· aula polifunzionale
(biblioteca, laboratorio
multimediale, aula video)
· una piccola aula di sostegno
· spazi esterni
SCUOLA
S
C
U
O
L
A
S
E
C
O
N
D
A
R
I
A
·
·
·
·
·
TRAONA
10 aule, di cui 5 dotate di
LIM
biblioteca alunni
2 aule di sostegno
postazione multimediale con
collegamento internet
3 sale mensa
1 palestra
spazi esterni
·
·
·
·
SPAZI
ufficio del Dirigente
scolastico
ufficio di segreteria
aule dotate di LIM
aula di ed. musicale
aula polifunzionale (video,
lingua straniera)
aula di sostegno
sala conferenze - biblioteca
infermeria
aula insegnanti
classi a 27 ore settimanali con
solo orario antimeridiano: da
lunedì a sabato dalle ore 8.05
alle ore 12.35.
classi a tempo pieno (40 ore
settimanali): orario
lunedì/martedì/giovedì/venerdì
dalle ore 8.05 alle ore 16,30;
mercoledì dalle ore 8,05 alle ore
14,25.
classi a 27 ore settimanali.
- Orario antimeridiano: da
lunedì a sabato, dalle ore 8.30
alle ore 12.40
- Orario pomeridiano: martedì,
dalle ore 14.00 alle ore 16.00
per tutte le classi.
CLASSI/ORARI
classi a 30 ore settimanali
- Orario antimeridiano: da
lunedì a sabato,
dalle ore 7.45 alle ore 12.45.
Gli orari di ingresso e uscita sono concordati annualmente con le amministrazioni comunali di riferimento in
funzione di una ottimizzazione del servizio di trasporto da e per la scuola.
8
IL MONTE ORE SETTIMANALE DI CIASCUN ORDINE DI SCUOLA
SCUOLA DELL’INFANZIA
Ore 8.00 - 9.30
Ore 9.30 - 10.30
ore 10.30 - 11.45
ore 11.45 - 12.00
ore 12.00 - 13.00
ore 13.00 - 14.30
ore 13.30 - 14.00
ore 14.30 - 15.30
Giornata scolastica tipo
momento dell'accoglienza: si effettua in sezione, con i bambini impegnati in attività
libere nei diversi angoli strutturati.
riordino del materiale e dei giochi utilizzati, compilazione del calendario
murale, registrazione delle presenze, conversazioni di tipo informale, canti, consumo
di frutta fresca, assegnazione degli incarichi
attività programmate per fasce d'età
uscita intermedia per chi non usufruisce del servizio mensa.
Preparativi per il pranzo: pratiche igieniche e distribuzione delle bavaglie
pranzo
giochi liberi e organizzati in salone, in aula o in giardino
uscita intermedia
attività programmate, laboratori, attività di sezione, riordino dei vari ambienti
utilizzati e ritorno all'angolo delle conversazioni
ore 15.45 - 16.00
preparativi per l’uscita
ore 16.00 - 16.30
uscita
SCUOLA PRIMARIA
Monte ore settimanale
Disciplina
Classe 1^
Classe 2^
classe 3^ 4^ 5^
Tempo pieno
Classe Classe Classe
1^
2^
3^
4^
5^
Lingua italiana
9
8
7
10
9
9
Matematica
7
6
6
8
8
7
Lingua inglese
1
2
3
1
2
3
2
2
2
2
2
2
2
2
Storia
3
Geografia
2
3/4
2
2
2
2
2
Scienze e tecnologia
9
Arte e immagine
1
1
1
1
1
1
Musica
1
1
1
1
1
1
Scienze motorie e
sportive
1
1
1
1
1
1
Religione cattolica
2
2
2
2
2
2
10
10
10
Totale
ore 40
Totale
ore 40
Totale
ore 40
Mensa / dopomensa
Totale 27 ore
Totale 27 ore
Totale 27 ore
CLASSI A TEMPO PIENO
Nelle classi 1^ e 2^ verrà dato ampio spazio all’espressività dei bambini dal punto di vista creativo, ludico e
motorio.
Nelle classi 3^ 4^ e 5^ verrà ampliata l’Offerta Formativa delle discipline di lingua italiana e logicomatematica.
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Discipline
Italiano
Matematica
Lingua straniera: inglese
Lingua straniera: francese
Storia, cittadinanza e costituzione
Geografia
Scienze
Arte e immagine
Musica
Scienze motorie e sportive
Tecnologia
Religione cattolica
Totale
Classe 1^
5+1 approfondimento
4
3
2
2
2
2
2
2
2
2
1
30
Classe 2^
5+1 approfondimento
4
3
2
2
2
2
2
2
2
2
1
30
Classe 3^
5+1 approfondimento
4
3
2
2
2
2
2
2
2
2
1
30
A queste ore verrà aggiunto un monte ore relativo all'organico potenziato (che assieme all'organico della
scuola costituirà l'organico funzionale).
L'organico funzionale sarà di supporto alla realizzazione del piano triennale dell'offerta formativa attraverso
attività di insegnamento, potenziamento, sostegno e di organizzazione, di progettazione e coordinamento e
per supplenze brevi. Relativamente ai posti per il potenziamento dell'offerta formativa si terrà conto che il
Collegio dei Docenti e il Consiglio d'Istituto hanno rispettivamente deliberato il fabbisogno nel seguente
ordine;
area umanistica
area scientifica
area linguistica
area laboratoriale
area artistico/musicale
area motoria
La scuola ha ottenuto 4 posti in organico potenziato 3 di primaria e uno di secondaria (area musicale)
10
Per ciò che concerne i posti di organico, comuni e di sostegno, il fabbisogno per il triennio di
riferimento è definito secondo i seguenti criteri:
previsione ragionevole di una secondaria che nel corso del triennio raggiunga le tre sezioni
complete (9 classi), di un’infanzia che mantenga le tre sezioni per plesso (sei sezioni) e di una
primaria con 5/6 classi a tempo pieno e 10 a tempo normale;
per il sostegno una previsione di almeno due docenti per la primaria e due per la secondaria a meno
di nuove certificazioni non prevedibili ad oggi.
LE FINALITÀ DEL NOSTRO ISTITUTO
“Nella consapevolezza della relazione che unisce cultura, scuola e persona, la finalità generale della scuola è
lo sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione italiana e della
tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle
diversità individuali, con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle famiglie”.
(dalle Finalità generali delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo
ciclo d’istruzione, 2012)
I punti qualificanti dell’azione educativa e didattica quotidiana, cui si rivolgono la riflessione e l’attenzione
delle scuole del nostro Istituto, possono così essere riassunti:
- risposta adeguata ai bisogni affettivi e sociali dei bambini attraverso una presenza che dia sicurezza,
che esprima coerenza, dia risposte adeguate e precise, promuova varie possibilità di relazione e di
scambio tra i singoli;
- risposta ai bisogni di tipo cognitivo attraverso un ambiente ricco di molteplici opportunità di
apprendimento, sia dal punto di vista psicologico sia affettivo;
- impegno dei docenti a determinare negli allievi condizioni socio-affettive favorevoli che
a) inducano nei ragazzi atteggiamenti positivi verso i loro compiti di apprendimento,
b) promuovano in loro il senso di responsabilità, il coinvolgimento attivo, l’autonomia e la fiducia,
c) li sensibilizzino verso gli altri, promuovendo azioni di solidarietà e di volontariato;
- acquisizione di competenze interdisciplinari trasferibili a situazioni di apprendimento diverse;
- costruzione di modelli di verifica idonei alla valutazione sia delle competenze acquisite, sia della
capacità di comunicare i contenuti disciplinari, con attenzione non solo al segmento più recente delle
attività, ma a quelle competenze che devono costituire un repertorio stabile per l’alunno;
- personalizzazione dei percorsi di apprendimento sulla base delle caratteristiche soggettive dell’alunno,
con attenzione particolare agli allievi in difficoltà, ai casi di disagio scolastico, agli alunni
extracomunitari, agli alunni con disabilità;
- pubblicazione sul sito delle esperienze didattiche più significative;
- salvaguardia dell’unitarietà dell’insegnamento, attraverso un’azione concordata e sinergica tra tutti i
docenti.
Risultano di riferimento le seguenti priorità individuate nel RAV (Rapporto di Autovalutazione) e nelle
linee di indirizzo del Dirigente Scolastico (Prot.n.2682/C2 21/10/2015):
- riduzione della variabilità tra le classi di Scuola Secondaria di primo grado (attraverso la
somministrazione di prove comuni per classi parallele)
- riduzione della variabilità nel passaggio da un ordine di scuola ad un altro e raccordo in orizzontale e
verticale nelle classi di Scuola Primaria e Secondaria di primo grado (grazie ai curricoli disciplinari
verticali che stabiliscono i prerequisiti necessari al conseguimento del successo formativo e la definizione
delle competenze necessarie per affrontare gli anni successivi)
- le finalità individuate dalla legge 107/2015 c.1-4
- lavoro per classi parallele sia nello svolgimento delle attività didattiche sia nella programmazione
11
LE SCELTE CURRICOLARI
“L’ordinamento scolastico tutela la libertà di insegnamento (articolo 33 della Costituzione) ed è centrato
sull’autonomia funzionale delle scuole (articolo 117 della Costituzione). Le scuole italiane sono chiamate a
elaborare il proprio curricolo esercitando così una parte decisiva dell’autonomia che la Repubblica
attribuisce loro.
Con le Indicazioni nazionali si intendono fissare gli obiettivi generali, gli obiettivi di apprendimento e i
relativi traguardi per lo sviluppo delle competenze dei bambini e dei ragazzi per ciascuna disciplina o campo
di esperienza.
Il sistema scolastico italiano assume, come orizzonte di riferimento verso cui tendere, il quadro delle
competenze-chiave per l’apprendimento permanente, definite dal Parlamento Europeo e dal Consiglio
dell’Unione Europea (2006) che sono:
1) comunicazione nella madrelingua
2) comunicazione nelle lingue straniere
3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
4) competenza digitale
5) imparare a imparare
6) competenze sociali e civiche
7) spirito di iniziativa e imprenditorialità
8) consapevolezza ed espressione culturale.
Le Indicazioni nazionali intendono promuovere e consolidare le competenze culturali basilari e irrinunciabili
tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le competenze-chiave europee.
“Il curricolo verticale d’Istituto è l’insieme delle attività didattiche progettate, realizzate e valutate
nell’ambito dell’esperienza formativa degli allievi […] e presenta due aspetti fondamentali nel processo di
crescita e di apprendimento: la continuità e l’orientamento nel processo di conoscenza e in quello del
discernimento e dell’identità personale” (dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, MIUR 2012).
Questo istituto ha già elaborato e deliberato un curricolo verticale d'istituto per matematica mentre nell'anno
scolastico 2015/16 verranno definiti il curricolo di italiano e lingue straniere, e nei successivi tre anni
verranno completati i curricoli per tutte le discipline (in rete con gli altri Istituti Comprensivi del
mandamento di Morbegno). Nella progettazione, si farà riferimento alla documentazione esistente
nell’Istituto, in attesa del completamento dei curricoli, per poi arrivare a definire degli standard in uscita che
consentano un'autovalutazione di istituto per ogni classe non coinvolta nelle prove Invalsi (I, III, IV Scuola
Primaria, I e II Scuola Secondaria), attraverso prove di verifica comuni, intermedie e finali, per matematica,
italiano ed inglese.
Attenzione particolare viene data a una politica di istituto funzionale al successo formativo che si
realizza non attraverso un processo di mera INDIVIDUALIZZAZIONE, cioè le stesse cosa a tutti
eventualmente con tempi/modi/discorsi diversi, bensì attraverso un processo di
PERSONALIZZAZIONE, che al suo interno contiene anche l'individualizzazione ma in una
prospettiva che consenta a ciascuno di scoprire il meglio di sé, trasformando così il dato oggettivo
in senso per sé in un contesto di relazioni significative interpersonali. Le personalizzazioni
dovranno emergere nella programmazione attraverso l'utilizzo di strumenti agili e di facile
comprensione che partono dall'osservazione della situazione iniziale per porsi obiettivi realistici
La Scuola dell’infanzia ha steso un nuovo curricolo sulla base delle Indicazioni Nazionali Ministeriali del
2012, suddiviso in cinque campi di esperienza:
· Il sé e l’altro
· Il corpo in movimento
· I discorsi e le parole
· La conoscenza del mondo
· Immagini, suoni e colori.
12
PROGETTAZIONE EDUCATIVA DI CLASSE E DI SEZIONE
La progettazione educativa di classe e di sezione viene presentata ai genitori durante l’assemblea in
corrispondenza dell’elezione degli Organi Collegiali e contiene i seguenti elementi:
 l’esame dei bisogni formativi degli allievi, che scaturiscono dall’analisi della situazione di partenza, dai risultati conseguiti nelle prove d’ingresso e nelle verifiche di fine anno scolastico precedente;
 la declinazione degli obiettivi formativi adatti e significativi;
 le risorse disponibili, sia umane sia materiali e strutturali;
 l’utilizzo delle ore di supporto alle classi (organico funzionale d’Istituto); definizione e finalizzazione di
eventuali interventi in progetti specifici allegati alla progettazione di classe;
 le scelte metodologiche dei docenti (lezione frontale, piccoli gruppi eterogenei/omogenei, gruppi cooperativi, gruppi di laboratorio,…);
 organizzazione delle attività di sostegno o recupero per gli alunni con disabilità, per gli alunni extracomunitari e per la promozione dello svantaggio;
 i modelli didattico-organizzativi adottati: tempi, spazi, attività, responsabilità, organizzazione di gruppi di
alunni, strutturazione del tempo scuola;
 i tempi, le modalità e gli strumenti di verifica;
 unità di apprendimento o progetti pluridisciplinari che sviluppano le competenze trasversali;
 eventuali iniziative di continuità sugli anni ponte;
 organizzazione della partecipazione a: spettacoli teatrali, iniziative sportive, viaggi di istruzione, iniziative
formative in collaborazione con enti, associazioni, gruppi o istituzioni del territorio;
 le forme di comunicazione/collaborazione docenti-genitori: richieste da presentare alle famiglie in merito
alle attività di studio e ai compiti a casa (contratto formativo e patto di corresponsabilità).
PROGETTAZIONE DISCIPLINARE






La progettazione disciplinare dovrà essere il prodotto di riflessione autentica sul contesto di classe e sugli
snodi disciplinari, in un’ottica di personalizzazione dei percorsi che garantisca a tutti e a ciascuno il diritto ad
apprendere, nella carenza e nell’eccellenza. Dalla progettazione disciplinare personale di ciascun docente
dovranno risultare chiare le metodologie prevalenti e i sistemi di valutazione adottati. Il docente,
nell’elaborare la progettazione disciplinare costruita prevalentemente per unità di apprendimento, seguirà la
seguente procedura:
condivisione della progettazione educativa di classe;
analisi della situazione di partenza (test di ingresso);
utilizzazione del curricolo di Istituto;
individuazione degli alunni in difficoltà e personalizzazione dei percorsi;
definizione di metodologie e sussidi;
definizione delle modalità di verifica e dei criteri di valutazione.
LA MISSION DELL’ISTITUTO
« A SCUOLA PER STAR BENE INSIEME »
L’offerta formativa è strutturata sulla base delle finalità del nostro Istituto e comprende, per ogni ordine di
scuola, l’accoglienza, la continuità, i progetti disciplinari e interdisciplinari.
ACCOGLIENZA
L’inizio della scuola è un momento carico di ansia e di aspettative, sia per i bambini che vi entrano per la
prima volta sia per gli alunni delle classi/sezioni che già si conoscono.
L’inizio dell’anno scolastico è un momento in cui la dimensione socio-affettiva ha un ruolo prioritario, in cui
è necessario favorire le relazioni tra alunno e alunno, tra alunni e insegnanti, tra alunno e gruppo, per
renderle favorevoli al benessere e all’apprendimento di ogni singolo. Da qui l’esigenza di progettare
esperienze che consentano agli studenti di esprimere emozioni, aspettative e di riflettere sulla loro esperienza
di crescita, facendo loro percepire l’interesse degli insegnanti per la globalità della loro persona.
Spazi, procedure, ritmi e tempi devono adattarsi alle necessità dell’alunno, protagonista di questo ambiente
educativo, per far sì che in esso possa costruire relazioni positive, favorevoli alla sua crescita e al suo
apprendimento.
13
Alla luce di queste considerazioni nelle scuole dei tre ordini vengono predisposti dei progetti finalizzati a
favorire l’accoglienza. Il progetto, pur con diverse modalità, sarà sviluppato dai plessi tenendo conto di
alcuni momenti e di alcune strategie significative.
TEMPI
MODI
Inizio
Scuola dell’infanzia
Scuola primaria
Scuola secondaria di I grado
anno
- Predisposizione funzionale degli spazi interni ed esterni, organizzazione di attività mirate, anche con
scolastico il recupero di materiale particolarmente significativo per il bagaglio emotivo-culturale dell’alunno
-
Periodo
iniziale
I bambini della classe prima il
primo giorno di scuola
vengono accolti più tardi
rispetto ai loro compagni (alle
ore 9.00)
- Per le classi del tempo pieno:
nella prima settimana
apertura ad orario ridotto fino
alle ore 14,30 per permettere
un graduale rientro dei
bambini ed una maggior
presenza dei docenti nel
periodo dell’accoglienza
- Viene organizzata
l’accoglienza per tutti gli
alunni, in particolar modo per
quelli iscritti alle prime classi.
I compagni delle classi 2^,
3^, 4^, 5^ vengono coinvolti
con modalità e compiti
diversi (giochi, realizzazione
di oggetti/doni, canti,
drammatizzazioni ecc.)
nell’organizzazione di questa
giornata, alla quale possono
essere invitati anche i genitori
dei nuovi iscritti.
- Assemblea con i genitori dei
bambini nuovi iscritti per la
presentazione dell’offerta
formativa
Accoglienza come consuetudine attraverso:
-
-
-
Nel corso
dell’anno
-
Apertura per il solo turno
antimeridiano (ore 8.0014.00) per le prime due
settimane, con la
contemporaneità di tutte le
insegnanti.
Progetto specifico di
inserimento elaborato a
livello di plesso per i nuovi
inseriti.
Convocazione di
un’assemblea per i genitori
di presentazione della scuola
prima dell’iscrizione (mese
di gennaio)
Colloqui individuali con i
genitori dei bambini nuovi
iscritti (per raccogliere
informazioni sul bambino)
Inserimento graduale dei
bambini di tre anni.
Atteggiamenti di attenzione e
ascolto
Dal secondo quadrimestre
attività di continuità tra
Scuola dell’infanzia e
primaria per costruire
l’accoglienza dei futuri alunni
di classe prima
Settimana dell’accoglienza
con festa e partecipazione ai
laboratori: nel mese di
-
-
-
Atteggiamenti di attenzione
e ascolto
Valorizzazione delle
esperienze vissute e
dell’operato dell’alunno
Incentivazione di momenti
assembleari su esperienze
vissute o da progettare
insieme
Strutturazione di laboratori
-
-
-
-
Assemblea con i genitori
delle classi prime
all’inizio di settembre
per presentare l’Offerta
Formativa della scuola e
il Patto Educativo di
Corresponsabilità (All.
4).
Durante la prima
settimana di scuola i
docenti realizzano varie
attività di accoglienza
riguardanti:
la conoscenza degli
alunni.
la presentazione di sé,
della disciplina e del
materiale
la descrizione
dell’organizzazione
scolastica
la partecipazione a giochi
di socializzazione
la conoscenza del
“Regolamento d’Istituto”
Atteggiamenti di
attenzione e ascolto
Valorizzazione delle
esperienze vissute e
dell’operato dell’alunno
Incentivazione di
momenti assembleari su
esperienze vissute o da
progettare insieme
Strutturazione di
laboratori
14



giugno, per alcuni giorni,
dalle ore 10.30 alle ore 11.30
i bambini nuovi iscritti sono
invitati a frequentare la scuola
accompagnati dai genitori
CONTINUITA’
La continuità del processo educativo tra la Scuola dell’infanzia, la Scuola primaria e la Scuola secondaria di
primo grado deve mirare ad uno sviluppo unitario, organico e coerente, diretto a valorizzare le esperienze del
soggetto e le competenze già acquisite, pur riconoscendo le specificità e la pari dignità educativa dell’azione
di ciascuna scuola.
La continuità è da intendersi su due versanti diversi:
- continuità verticale tra i diversi ordini di scuola;
- continuità orizzontale tra scuola, famiglia e territorio.
La continuità verticale prevede le seguenti modalità di attuazione:
1. Comunicazione di dati ed informazioni sugli alunni nel passaggio da una scuola all’altra, con particolare
attenzione all’identità, all’autonomia ed alle relazioni, utili per
la conoscenza e la documentazione del percorso formativo dell’alunno,
la formazione delle classi,
la progettazione.
Tale passaggio di informazioni avviene sia attraverso un incontro informativo tra docenti, sia attraverso la
trasmissione delle schede informative, dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola primaria, e dei documenti di
valutazione, dalla Scuola primaria alla Scuola secondaria di primo grado.
2. Riunioni della Commissione Continuità, che si incontra periodicamente durante l’anno scolastico, con il
compito di:
ricercare intese sul piano delle scelte metodologiche e delle strategie didattiche;
- promuovere iniziative metodologico-didattiche comuni, anche in relazione alle esperienze
precedenti;
- concordare interventi didattici relativi all’accoglienza, da realizzare nella fase iniziale del nuovo
anno scolastico;
- fornire proposte e indirizzi ai rispettivi Collegi docenti e al Collegio Docenti Unitario;
- curare la documentazione e valutare le esperienze di continuità.
1. Progettazione di attività comuni con gli alunni degli anni ponte (Infanzia/Primaria; Primaria/Secondaria),
mettendo in campo materiali, strumenti, strutture, personale e spazi dei due ordini di scuola per la
conoscenza del nuovo ambiente scolastico.
2. Nell’ottica dell’Istituto comprensivo, nel periodo dicembre/gennaio, per la classe 5^ della Scuola
primaria è prevista una giornata di accoglienza presso la Scuola secondaria di primo grado allo scopo di:
- essere accolti dal Dirigente, dagli insegnanti e dagli alunni della Scuola secondaria;
- conoscere la struttura scolastica;
- intervistare i compagni sull’organizzazione della loro scuola;
- svolgere attività di laboratorio.
Tempi
Inizio anno scolastico
Modi
Soggetti coinvolti
All’inizio dell’anno scolastico - Alunni provenienti dalla Scuola
successivo gli insegnanti della dell’infanzia
Scuola dell’infanzia accompagnano
i bambini alla Scuola primaria,
quando possibile, per facilitare il
passaggio
al
nuovo
ordine
scolastico.
Incontri per passaggio informazioni
Scuola infanzia/primaria.
15
Secondo quadrimestre
Fine anno scolastico
Date da definirsi in corso
dell’anno
Svolgimento dei “Progetti
Continuità”
Conoscenza diretta ed attiva dei
laboratori della Scuola secondaria
di primo grado
- Alunni del terzo anno della
Scuola dell’infanzia/alunni classe
prima Scuola primaria
- Alunni classe 5^ Scuola primaria/
alunni di classe 1^ della Scuola
secondaria di primo grado
- Docenti dei tre ordini di scuola
Incontri per passaggio informazioni - Docenti dei due ordini di scuola
Scuola primaria/secondaria.
Sedute Commissione Continuità: - Docenti Scuola infanzia/
Scuola infanzia/ Scuola primaria,
Scuola primaria
Scuola primaria/ Scuola secondaria - Docenti Scuola primaria/
di primo grado
Scuola secondaria di primo grado
La continuità orizzontale mira all’interazione degli interventi educativi tra insegnanti, famiglie, enti
territoriali, agenzie ed associazioni formative operanti sul territorio al fine di elaborare progetti significativi.
Affinché questi progetti siano costruiti, condivisi e partecipati tenendo conto delle esigenze degli alunni e
delle situazioni socio-culturali sono previsti:
1. incontri periodici con le famiglie per
- raccogliere informazioni,
- illustrare la proposta formativa della scuola,
- confrontarsi sulle scelte educative per costruire un clima di collaborazione al fine di elaborare un
contratto formativo con la famiglia;
2. incontri con gli Enti territoriali per una reciproca conoscenza delle finalità educative e delle attività;
3. utilizzo di servizi e strutture del territorio come supporto alla realizzazione del progetto educativo della
scuola; fruizione delle risorse di cui è ricco il territorio (culturali, paesaggistiche, economiche ...)
PROGETTO ORIENTAMENTO
Il progetto si articola nel triennio della Scuola secondaria di primo grado e consiste in un insieme di attività
che mirano a formare e a potenziare le capacità degli alunni di conoscere se stessi, gli ambienti in cui
vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di
un personale progetto di vita.
La scuola adotta le seguenti linee di intervento:

iniziative di orientamento all'interno delle attività curricolari;

Progetto COMETA: promosso dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese tramite il suo
Centro di Orientamento “Il Quadrivio”, prevede l’intervento di psicologi orientatori esperti del
Centro di Ricerca sull’Orientamento scolastico - professionale e sullo Sviluppo Professionale
dell’Università Cattolica di Milano e si articola in tre fasi: un incontro dedicato ai genitori, la
somministrazione di test psico-attitudinali (questionario di preferenze scolastiche e professionali,
test di abilità cognitive, questionario di strategie di apprendimento, questionario sulla percezione di
sé), restituzione agli alunni degli esiti dei test;

formazione in servizio dei docenti sui temi dell'orientamento;

coinvolgimento degli studenti e delle famiglie in attività di informazione e sostegno;

rapporto con le scuole secondarie di secondo grado: gli alunni delle classi terze vengono
informati sugli incontri di presentazione dell’Offerta formativa, su Open Day, laboratori e lezioni
aperte dei vari istituti superiori.
Per quanto riguarda l'area di processo relativa alla continuità e orientamento, una funzione strumentale
monitorerà l'andamento degli esiti degli studenti nelle prove invalsi, negli esiti finali di ogni anno
scolastico e nella scelta della scuola superiore di Secondo grado alla luce del consiglio orientativo.
L’Istituto propone anche progetti legati alle seguenti tematiche:
16
- EDUCAZIONE AMBIENTALE, volta al raggiungimento dei seguenti obiettivi formativi e trasversali:
· sviluppare competenze relative alla cittadinanza attiva, come la consapevolezza di far parte di una
comunità territoriale organizzata.
· diffondere l’informazione in merito ai temi ambientali;
· individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.
- EDUCAZIONE ALIMENTARE, volta al raggiungimento dei seguenti obiettivi formativi e trasversali:
· conoscere i principi di una sana e varia alimentazione ai fini di una crescita equilibrata ed armonica;
· diventare consapevoli della necessità di seguire e di condividere le principali norme alimentari e di
convivenza sociale;
· diventare cittadini attivi e impegnarsi in iniziative volte alla valorizzazione del territorio;
· sviluppare abilità di ricerca e uso competente dell’informazione storico-geografica;
· attivare forme di prevenzione riguardo alla salute;
· stimolare nei ragazzi un approccio critico verso i cibi ed i relativi messaggi mediatici;
· promuovere l'acquisizione di sane abitudini alimentari, incrementando il consumo di cereali, frutta e
verdura;
· educare gli studenti alla diversità del gusto.
- EDUCAZIONE ALLA SALUTE, con interventi di esperti esterni su diverse tematiche (Pronto soccorso,
Sicurezza e Legalità, dipendenze…)
- EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE, rivolto alle classi terze della SSI, in collaborazione con
l’ASL del Distretto di Morbegno.
Il Progetto è articolato in tre momenti:
1. incontro di presentazione con i genitori degli alunni e gli insegnanti;
2. tre interventi nelle classi di operatori ASL;
3. incontro finale con i genitori e gli insegnanti.
- ATTIVITÀ SPORTIVE
L’educazione fisica concorre alla formazione degli alunni allo scopo di favorirne l’inserimento nella società
civile in modo consapevole e nella pienezza dei propri mezzi. Fondamentale sarà l’acquisizione di una cultura delle attività motorie e sportive che tenda a promuovere la pratica fisico-sportiva come stile di vita e la
coerente coscienza e conoscenza dei diversi significati che lo sport assume nell’attuale società.
La formula organizzativa cui si affida la risposta concreta alla volontà di ampliamento e riqualificazione
dell’attività motoria è quella di aderire e costituire un CENTRO SPORTIVO SCOLASTICO, come peraltro
suggerito dalle ultime Circolari ministeriali “Linee guida sulla riorganizzazione delle attività motorie”, da in tendersi come struttura organizzata all’interno della scuola.
- VISITE GUIDATE E VIAGGI DI ISTRUZIONE
Durante l’anno scolastico l’Istituto programma visite guidate sul territorio e viaggi di istruzione, possibil mente per classi parallele, dalla durata di un giorno o di più giorni in base ai progetti.
Gli scopi di tali uscite sono:
· rapportarsi in modo collaborativo con compagni, insegnanti e altre persone;
· rispettare le regole in contesti educativi diversi e perseguire le finalità dell’educazione alla convivenza civile;
· ampliare e approfondire le tematiche culturali connesse ai contenuti approfonditi nelle programmazioni.
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ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
“La scuola, muovendosi nell’ottica dell’inclusività e al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento
per tutti gli alunni, promuove azioni differenziate e la progettazione di una didattica personalizzata per fornire una risposta a tutti coloro che presentano bisogni educativi speciali: disabilità, disturbi evolutivi specifici e
disturbi specifici dell’apprendimento, situazioni di svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale” (Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012; Nota Ministeriale n° 2563 del 22 novembre 2013).
ALUNNI CON DISABILITÀ
L’inserimento degli alunni con disabilità, la loro piena integrazione e la promozione delle loro potenzialità
sono impegni prioritari di tutti gli operatori scolastici. A tal fine il collegio dei docenti ha individuato una
figura con funzione di pianificazione e coordinamento degli interventi e dei servizi per gli studenti in
situazione di disagio.
Per ciascun alunno diversamente abile, all’inizio dell’anno scolastico l’équipe pedagogica, in collaborazione
con la famiglia e con gli specialisti delle ASL, concorda e struttura gli opportuni interventi educativi e redige
un apposito P.E.I., Piano Educativo Individualizzato (Allegato 6), nel quale vengono previste le attività che
facilitano l’integrazione dell’alunno in modo individualizzato e che favoriscono il perseguimento degli
obiettivi fissati. Sono considerati obiettivi fondamentali lo sviluppo delle potenzialità nell’apprendimento,
nella comunicazione, nelle relazioni interpersonali e nella socializzazione.
Per favorire l’integrazione, la scuola si avvale di insegnanti specializzati e, se necessario, di personale
assistenziale messo a disposizione dagli Enti Locali.
Il compito della scuola è quello di:
· conoscere gli alunni sotto il profilo psicologico, socio-relazionale e cognitivo, raccogliendo tutte le
informazioni attraverso un’attenta e sistematica osservazione dei soggetti nelle varie aree;
· rielaborare e analizzare i dati e individuare le aree di maggiore potenzialità, sulle quali impostare lo
sviluppo della formazione e la promozione degli alunni con disabilità o in situazioni di disagio
scolastico, tenendo conto delle indicazioni emerse dai documenti degli operatori sanitari, della
famiglia, della scuola di provenienza;
· programmare gli interventi educativi predisponendo obiettivi, metodologie didattiche ed educative
che possano anche comportare l’uso di strumentazioni speciali;
· formulare un modello educativo integrato nella programmazione didattica ed educativa della classe,
realizzando strategie di insegnamento in situazioni diverse;
· verificare in itinere il piano di lavoro e formulare una valutazione formativa;
· promuovere incontri e mantenere relazioni, nel rispetto della normativa vigente, con altre agenzie
educative, socio-sanitarie, enti pubblici e privati, famiglia;
· programmare incontri per attuare obiettivi formativi di orientamento e continuità didattico-educativa;
· attuare tali interventi mantenendo l’alunno con disabilità nella propria classe, salvo situazioni
particolari.
ALTRE SITUAZIONI DI SVANTAGGIO
I Consigli di Classe promuovono azioni educative didattiche personalizzate per tutti quegli alunni che
presentano “una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale,
disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza
della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
(Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 - Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e
organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica )
a. Alunni con DSA
La scuola crea le condizioni per consentire all’allievo con DSA di raggiungere gli obiettivi di apprendimento
nel modo in cui le sue potenzialità cognitive lo consentono.
Entro i primi due mesi di lezione la scuola predispone e condivide con la famiglia il Piano Didattico
18
Personalizzato (PDP alunni con DSA, Allegati 7 e 8) che viene adottato da tutti i docenti.
(Legge 170 del 2010 - Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico)
Sono previste inoltre specifiche azioni per ogni ordine di scuola:
·
SCUOLE DELL’INFANZIA
Le Scuole dell’infanzia dell’Istituto comprensivo aderiscono al Progetto proposto dal servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’A.S.L. “Screening prescolare per la diagnosi e l’intervento precoce dei disturbi specifici del linguaggio (DSL) in età evolutiva”.
Il progetto si propone di individuare i primi segnali di rischio di DSL attraverso la somministrazione di una
scheda logopedica da parte delle insegnanti, con l’obiettivo di fornire alle famiglie un intervento rapido e
tempestivo per ridurre/contenere/controllare i possibili risvolti di tale disturbo.
·
SCUOLA PRIMARIA
L’art. 2 del D.M. 12/7/2011 cita “… le istituzioni scolastiche provvedono a segnalare alle famiglie le even tuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe e persistenti nonostante l’applicazione di
adeguate attività di recupero didattico mirato, di un possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di
avviare un percorso per la diagnosi ai sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010.”
Al fine di individuare precocemente e con maggior precisione il disturbo specifico di apprendimento (DSA),
possono essere somministrate delle prove agli alunni delle classi seconde della Scuola primaria.
·
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Sono previsti regolari incontri con gli operatori ASL per monitorare il processo educativo dell’alunno e
curvare il più possibile gli interventi didattici adeguandoli in base alle esigenze e ai progressi effettuati.
Le attività di supporto per il raggiungimento degli obiettivi formativi e cognitivi vengono programmate e
realizzate dai singoli docenti o dai Consigli di Classe attraverso:
- attività di recupero durante il normale svolgimento delle lezioni;
- attività di recupero per ovviare ad eventuali carenze degli alunni emerse durante la periodica verifica
della programmazione educativa-didattica. Tali attività sono realizzate dagli insegnanti nelle ore
curricolari o nelle ore di compresenza.
b. Alunni in situazione di svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale
L’équipe pedagogica, o il Consiglio di Classe, si attiva per rilevare eventuali problematiche nell’esperienza
scolastica dell’alunno, per valutare l’esistenza di necessità educative non risolvibili con le tradizionali
metodologie didattiche e per elaborare un apposito Piano Didattico Personalizzato (PDP alunni con BES Allegati 9 e 10) che consenta all’alunno il raggiungimento degli obiettivi.
(Nota Ministeriale n° 2563 del 22 novembre 2013 – “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni
educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”: concetti chiave e orientamenti
per l'azione)
· Nel nostro istituto tali interventi sono rivolti in particolare, ma non esclusivamente, ad alunni affidati al
“Centro Rita Tonoli” o provenienti dal centro di “Pronto intervento”: l’inserimento di questi allievi in
condizione di disagio costituisce un impegno significativo da parte di tutti gli operatori della nostra
scuola. A tal fine è stato steso un Protocollo d’Intesa da condividere con educatori e responsabili del
Centro e da seguire puntualmente in tutte le sue parti (Allegato 5).
·
Alunni stranieri: la realtà del territorio registra la presenza prevalente di famiglie di nazionalità
marocchina, con figli nati in Italia, che presentano una situazione di bilinguismo, mantenendo rapporti
con la cultura dei Paesi di origine.
Sono considerati stranieri gli alunni che non conoscono ancora la lingua italiana poiché giunti in Italia
con la famiglia o per ricongiungimento alla stessa.
Essi sono inseriti a pieno titolo nelle classi; per favorire il processo di integrazione degli alunni in
situazioni di svantaggio linguistico nel nostro Paese e nella nostra scuola sono previsti interventi di
accoglienza, di supporto e di alfabetizzazione volti a permettere l’acquisizione basilare della lingua
19
italiana. Con queste finalità l’istituto ha steso un protocollo di accoglienza per tali alunni (Allegato 5).
c) Servizio di istruzione domiciliare/scuola in ospedale
Nell’Istituto è prevista l’attivazione del servizio di istruzione domiciliare - scuola in ospedale, nei casi che
ricadono nella norma, come recita la C.M.15/10/2004:
“Il servizio va erogato nei confronti di alunni iscritti a scuole di ogni ordine e grado, i quali, già
ospedalizzati a causa di gravi patologie, siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza
della scuola per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni. Il servizio in questione può essere erogato
anche nel caso in cui il periodo temporale, comunque non inferiore a 30 giorni, non sia continuativo,
qualora siano previsti cicli di cura ospedaliera alternati a cicli di cura domiciliare. La patologia ed il
periodo di impedimento della frequenza scolastica devono essere oggetto di idonea e dettagliata
certificazione sanitaria, rilasciata dalla struttura ospedaliera”.
20
LE ATTIVITÀ ALTERNATIVE ALLA RELIGIONE CATTOLICA
L’insegnamento della religione cattolica è previsto per 1 ora e 30’ settimanali nella Scuola dell’infanzia, per
2 ore settimanali nella Scuola primaria e per 1 ora nella Scuola secondaria di primo grado.
Vista la circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Prot. MIUR 15541 del 27 settembre
2010, che indica al D.S. la procedura da seguire per coprire le ore delle attività alternative;
- premesso che dalle attività alternative all'IRC devono rimanere escluse le attività curricolari comuni a
tutti gli alunni (CM 368/85);
- premesso che vengono consigliate “particolarmente” alcune discipline intese come “approfondimento”
delle stesse relativamente ai “documenti del pensiero e dell’esperienza umana” relativa ai valori
fondamentali della vita e della convivenza civile ( CM 131/86),
il nostro Istituto ha elaborato un progetto dove viene indicata come tematica generale di studio L’educazione
ai diritti dell’uomo nell’ambito della quale il docente può privilegiare i seguenti argomenti:
I diritti civili - I diritti dei minori - Il diritto alla sicurezza - Il diritto alla salute - Il diritto all’istruzione.
Le attività che verranno svolte dovranno promuovere:
· la presa di coscienza del valore inalienabile degli esseri umani come persone e dell’importanza delle
responsabilità individuali e sociali che ne derivano (diritti- doveri- bisogni fondamentali),
· un atteggiamento responsabile e partecipativo che favorisca la crescita personale in vista di una sempre più ampia, solidale e pacifica integrazione con gli altri.
LA VALUTAZIONE
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola
quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione
formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo
(Indicazioni Nazionali 2012).
La valutazione rappresenta un momento fondamentale del processo di insegnamento/apprendimento ed è
strettamente collegata alla progettazione educativa e didattica.
Intesa sia come verifica dei risultati sia come valutazione dei processi cognitivi, la valutazione è orientativa
ed è preceduta da opportune prove di controllo/verifica effettuate nell’ambito degli specifici settori di
apprendimento/insegnamento. I docenti, organizzati per gruppi di lavoro di ambito disciplinare, studiano
sistemi di riferimento il più possibile omogenei sia per elaborare le prove di verifica, sia per stabilire criteri
di valutazione condivisi.
LE FINALITÀ
La valutazione del processo formativo risponde alle finalità di far conoscere:
- all’alunno, in ogni momento, la sua posizione nei confronti degli obiettivi prefissati;
- ai docenti l’efficacia delle strategie adottate per l’eventuale adeguamento delle metodologie di
insegnamento;
- alla famiglia i livelli conseguiti dal proprio figlio in funzione delle abilità/capacità, delle conoscenze e
dei comportamenti.
MODALITÀ E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
La valutazione si articola secondo tre fasi fondamentali:
1. si valuta all’inizio, per conoscere la situazione d’ingresso degli alunni e poter assumere le decisioni
più adeguate per la definizione dei piani di studio personalizzato;
2. si valuta in itinere, per monitorare l’andamento degli apprendimenti e adeguare la progettazione;
3. si valuta alla fine, per poter accertare i risultati conseguiti e certificare le competenze acquisite.
Considerata la sintesi fra i due aspetti fondamentali della valutazione, sommativa (verifica degli apprendimenti disciplinari) e formativa (che tiene conto della situazione di partenza, della progressione negli apprendimenti, della partecipazione, dell’impegno, dell’autonomia nel lavoro), il Collegio Docenti ha stabilito di
non utilizzare i voti inferiori a 4 per valutare le prove di verifica della Scuola primaria e della Scuola secon -
21
daria di primo grado.
SCUOLA DELL’INFANZIA
Le insegnanti periodicamente valutano l'adeguatezza delle proposte formulate in base alle esigenze del bam bino e alla qualità delle sue risposte. Lo strumento essenziale per la valutazione è l'osservazione del bambino durante tutte le attività e mira a coglierne il prodotto (esito finale) e il processo (percorso compiuto).
L'osservazione avviene in momenti non organizzati (gioco...) e, sistematicamente, in precisi momenti (previsti) con l'utilizzo di strumenti di registrazione.
I momenti sistematici di valutazione prevedono:
un momento iniziale, volto a delineare un quadro delle capacità, degli interessi e dei modi di essere
dei bambini su griglia allegata al registro;
un giudizio descrittivo intermedio dei comportamenti, delle competenze e dei progressi sul registro a
fine quadrimestre;
un momento finale con un breve giudizio descrittivo (sul registro) per la verifica degli esiti formativi, della qualità dell'azione didattica ed educativa e del significato globale dell'esperienza scolastica vissuta
dal bambino;
al termine di ogni Unità di Apprendimento viene valutata l’acquisizione degli obiettivi utilizzando
griglie di verifica;
per i bambini dell’ultimo anno è prevista nel mese di maggio la somministrazione di prove atte a valutare l’acquisizione delle competenze in uscita dalla scuola dell’infanzia. Sulla scorta di tali prove e del percorso effettuato dal bambino durante la scuola dell’infanzia si compila una scheda di passaggio alla scuola
primaria.
Momenti interni alle varie sequenze didattiche consentono di aggiustare e individuare le proposte educative
e i percorsi di apprendimento.
Vengono valutati, inoltre, la strutturazione dello spazio scolastico in riferimento all’utilizzo degli angoli, al
materiale agli arredi presenti, al numero di bambini presenti e l’organizzazione del tempo scolastico.
SCUOLA PRIMARIA
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni
nelle singole discipline. Gli strumenti di valutazione utilizzati sono elencati di seguito.
 Prove di ingresso:
vengono effettuate su tutte le classi e concordate fra tutti i colleghi dell’ambito/materia. I risultati del le prove permettono di rilevare la situazione iniziale degli apprendimenti di ogni singolo alunno e di
conseguenza di costruire la Programmazione disciplinare.
 Prove in itinere:
- prove di verifica somministrate in corso o al termine di ogni unità di apprendimento o di attività relative a progetti: hanno lo scopo di monitorare gli apprendimenti;
- colloqui con gli alunni e verifiche orali;
- prove di fine I quadrimestre: sono concordate fra i docenti di ambito ed hanno lo scopo di registrare
l’andamento degli apprendimenti e adeguare la progettazione.
 Prove di fine anno:
vengono effettuate su tutte le classi e concordate fra i colleghi dell’ambito disciplinare. Hanno lo scopo di accertare le competenze acquisite dai singoli alunni. Tali risultati sono oggetto di confronto, di scussione e riflessione da parte dei docenti sulla qualità dell’istruzione attivata, quindi delle scelte di dattiche compiute. L’individuazione dei punti di forza e di debolezza riscontrati offre lo spunto per le
eventuali modifiche e miglioramenti nell’assetto strutturale ed organizzativo.
 Documenti di valutazione:
- Scuola primaria: schede di valutazione quadrimestrale e finale con certificazione delle competenze
acquisite alla fine del quinto anno.
- La valutazione nelle singole discipline viene espressa in voti numerici.
22
VOTO
4
5
6
7
8
9
10
Da riferirsi a un quadro complessivo dell’alunno che corrisponde a…
Conoscenza frammentaria dei contenuti, lacunoso possesso delle conoscenze di base, difficoltà
nel riferire le conoscenze acquisite. Prestazioni distanti dalle richieste.
Conoscenza parziale dei contenuti più semplici della disciplina. L’alunno utilizza gli elementi
essenziali della comunicazione se guidato con l’impiego di un linguaggio semplice.
Conoscenza dei contenuti essenziali della disciplina L’alunno comunica con un linguaggio
semplice e corretto.
Conoscenza abbastanza completa di concetti e nozioni della disciplina. L’alunno comunica con
un linguaggio corretto ed utilizza in maniera sostanzialmente corretta il linguaggio specifico.
Conoscenza completa dei contenuti della disciplina L’alunno utilizza autonomamente un
linguaggio appropriato. Applica correttamente le conoscenze acquisite.
Padronanza completa e sicura dei contenuti disciplinari. L’alunno si esprime utilizzando in modo
appropriato il linguaggio specifico. Applica correttamente le conoscenze acquisite anche in
contesti diversi.
Padronanza completa e sicura dei contenuti disciplinari L’alunno è in grado di elaborarli
autonomamente apportando contributi personali. Applica correttamente le conoscenze acquisite
anche in contesti diversi. Si esprime utilizzando in modo appropriato e articolato il linguaggio
specifico.
- Nelle misurazioni di prove scritte e/o orali si potranno esprimere anche voti intermedi.
I livelli di misurazione in percentuale per le verifiche oggettive sono i seguenti:
VOTO
4
4,5
5
5,5
6
6,5
7
7,5
8
8,5
9
9,5
10
PERCENTUALE
Fino 40%
41% - 49%
50% - 54%
55% - 59%
60% - 64%
65% - 69%
70% - 74%
75% - 79%
80% - 84%
85% - 89%
90% - 94%
95% - 97%
98% - 100%
- Gli insegnanti di Religione Cattolica esprimeranno le loro valutazioni attraverso un giudizio sintetico:
Non Sufficiente, Sufficiente, Buono, Distinto, Ottimo.
VALUTAZIONE
NON SUFFICIENTE
SUFFICIENTE
BUONO
DISTINTO
OTTIMO
DESCRITTORI
Padronanza inadeguata delle metodologie disciplinari. Lacunoso possesso delle
conoscenze di base. Prestazioni distanti dalle richieste.
Padronanza parziale delle metodologie disciplinari. Possesso delle conoscenze
di base. Non sempre autonomo nell’applicare competenze in contesti simili
Padronanza delle metodologie disciplinari. Possesso delle fondamentali
conoscenze. Applicazioni non sempre costante delle competenze anche in
contesti simili
Padronanza completa delle procedure e delle metodologie disciplinari.
Sicuro possesso della maggior parte delle conoscenze. Applicazione delle
competenze in contesti simili.
Padronanza completa delle procedure e delle metodologie disciplinari.
Sicuro possesso delle conoscenze e applicazione delle competenze anche in
contesti diversi.
23
- I livelli di misurazione in percentuale per le verifiche oggettive sono i seguenti:
VOTO
4
NON SUFFICIENTE
5
NON SUFFICIENTE
6
SUFFICIENTE
7
PIÙ CHE SUFFICIENTE
8
BUONO
9
DISTINTO
10
OTTIMO
PERCENTUALE
Fino 45%
46% - 55%
56% - 65%
66% - 75%
76% - 85%
86% - 95%
96% - 100%
Gli alunni che si avvalgono delle attività alternative sono valutati con gli stessi parametri adottati dai
docenti di Religione cattolica, secondo la griglia sopra allegata.
Anche il voto in COMPORTAMENTO viene espresso attraverso un giudizio sintetico dei docenti
contitolari, posto all’interno del Documento di Valutazione ed eventualmente dettagliato in forma discorsiva
nella parte del giudizio analitico.
Per la valutazione si terranno presenti i seguenti descrittori di competenza:
- adotta comportamenti adeguati nelle diverse situazioni (turni di parola/rispetto delle regole di classe/porta il
materiale necessario);
- sa relazionarsi in modo positivo con gli adulti;
- sa relazionarsi in modo positivo con i compagni;
- ha rispetto per il materiale scolastico, le attrezzature e i sussidi didattici;
- ha cura dell’ambiente scolastico e naturale
La tabella di seguito esplicita le fasce di valutazione dei singoli giudizi.
GIUDIZIO
ADEGUATO E
RESPONSABILE
ADEGUATO
NON SEMPRE
ADEGUATO
NON ANCORA
ADEGUATO
DESCRIZIONE
Si relaziona sempre in modo corretto e responsabile sia con gli adulti che con i
compagni. Rispetta autonomamente le regole e ha un atteggiamento responsabile in
ogni situazione. Si dimostra collaborativo e si pone come elemento positivo all’interno
del gruppo. Ha rispetto delle attrezzature e degli ambienti scolastici.
Si relaziona sempre in modo corretto con compagni ed insegnanti; rispetta le regole. È
in grado di collaborare all’interno di un piccolo gruppo. Assume un comportamento
rispettoso degli ambienti e delle strutture scolastiche.
Osserva le norme fondamentali relative alla vita scolastica, ma talvolta necessita di
richiami. Si relaziona in modo generalmente corretto con gli adulti e i compagni. Nel
complesso si dimostra attento alle attrezzature e all’ambiente di lavoro.
Non sempre si relaziona in modo corretto con le persone e con i compagni. Spesso
necessita di richiami ad un maggiore rispetto delle regole scolastiche. Non ha ancora
acquisito un atteggiamento rispettoso verso le strutture scolastiche e il materiale.
Per essere ammessi all'anno successivo è necessario raggiungere il 6 in ogni materia.
L’equipe pedagogica può deliberare la promozione di un alunno che non abbia raggiunto il 6 in alcune
discipline; in questo caso sul documento di valutazione verrà riportata la valutazione di 6 e sarà allegata una
nota integrativa del documento di valutazione (con obiettivi raggiunti parzialmente e indicazioni di lavoro
per il recupero).
All’inizio dell’anno scolastico successivo saranno somministrate verifiche di recupero disciplinari, volte a
verificare il lavoro assegnato per le vacanze estive.
L’equipe pedagogica, con decisione assunta all’unanimità, può non ammettere l’alunno alla classe
24
successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione (legge 169/2008, art.3,
commi 1 e 1 bis).
Per gli alunni in uscita dalla classe quinta, oltre al documento di valutazione, sarà consegnato alle famiglie
un ulteriore documento attestante la certificazione delle competenze, secondo la scheda prevista con DPR.
122/22.06.2009*. Per la Scuola primaria tale certificazione viene espressa con giudizio sintetico che fa riferimento ad una scala di livello con quattro gradienti: avanzato intermedio, base, iniziale.
SCHEDA DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA
PRIMARIA
Il Dirigente Scolastico
Visti gli atti d’ufficio relativi alle valutazioni espresse dagli insegnanti di classe al termine della quinta classe
della scuola primaria;
tenuto conto del percorso scolastico quinquennale;
CERTIFICA
che l’alunn … ………………………………………………...………………………………….......,
nat … a ………………………………………………….…………….… il………………..………,
ha frequentato nell’anno scolastico ..…. / …. la classe .… sez. …, con orario settimanale di ….. ore;
ha raggiunto i livelli di competenza di seguito illustrati.
Livello
Indicatori esplicativi
A – Avanzato
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e
delle abilità; propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli.
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di
saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite.
L’alunno/a svolge compiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze e abilità
fondamentali e di saper applicare basilari regole e procedure apprese.
L’alunno/a, se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note.
B – Intermedio
C – Base
D – Iniziale
1
2
3
Profilo delle competenze
Competenze chiave
Discipline coinvolte
Ha una padronanza della lingua italiana tale da
consentirgli di comprendere enunciati, di raccontare
le proprie esperienze e di adottare un registro
linguistico appropriato alle diverse situazioni.
Comunicazione
nella
madrelingua o lingua di
istruzione.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
È in grado di esprimersi a livello elementare in lingua
inglese e di affrontare una comunicazione essenziale
in semplici situazioni di vita quotidiana.
Comunicazione
lingue straniere.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Utilizza le sue conoscenze matematiche e scientificotecnologiche per trovare e giustificare soluzioni a
problemi reali.
Competenza
matematica
e
competenze di base in
scienza e tecnologia.
nelle
Livello
Italiano
Inglese
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Matematica.
Tecnologia
Scienze
e
25
Usa le tecnologie in contesti comunicativi concreti
per ricercare dati e informazioni e per interagire con
soggetti diversi.
Competenze digitali.
Si orienta nello spazio e nel tempo; osserva, descrive
e attribuisce significato ad ambienti, fatti, fenomeni e
produzioni artistiche.
Imparare ad imparare.
Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di
base ed è in grado di ricercare ed organizzare nuove
informazioni.
Imparare ad imparare.
Utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere
se stesso e gli altri, per riconoscere le diverse identità,
le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di
dialogo e di rispetto reciproco.
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
8
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio
talento si esprime negli ambiti motori, artistici e
musicali che gli sono congeniali.
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
9
Dimostra originalità e spirito di iniziativa. È in grado
di realizzare semplici progetti.
Spirito di iniziativa e
imprenditorialità.
4
5
6
7
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………..
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………...
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………...
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………...
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Arte e Immagine, Musica,
Educazione Fisica
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………...
10
Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei
propri limiti.
Si impegna per portare a compimento il lavoro
iniziato da solo o insieme ad altri.
Rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per
la costruzione del bene comune.
11
12
Imparare ad imparare.
Competenze sociali e
civiche.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Competenze sociali e
civiche.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Si assume le proprie responsabilità, chiede aiuto
quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo
chiede.
Ha cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente
come presupposto di un sano e corretto stile di vita.
…………………………...
…………………………...
Competenze sociali e
civiche.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
…………………………...
13
L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche,
relativamente
a:
………………………………………………………………………………………………………………………...
……………………………………………………………………………………………………………………………………..
Data ……………………..
Il Dirigente Scolastico
……………………………………………
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Nella Scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie e nel
comportamento con voti numerici, secondo i seguenti criteri di valutazione:
· valutazione non sanzionatoria e non selettiva;
· valutazione trasparente e condivisa, sia nei fini che nelle procedure;
· valutazione come sistematica verifica dell’efficacia e dell’adeguatezza della programmazione per la
correzione di eventuali errori di impostazione;
· valutazione come incentivo al perseguimento dello sviluppo della personalità (valutazione formativa);
· valutazione come confronto fra risultati previsti, tenendo conto delle condizioni di partenza (valutazione sommativa);
· valutazione /misurazione dell’eventuale distanza degli apprendimenti dell’alunno dallo standard di
26
·
riferimento (valutazione comparativa);
valutazione come impulso alla costruzione di un realistico concetto di sé ed all’orientamento verso le
future scelte (valutazione orientamento);
Gli strumenti di valutazione utilizzati sono elencati di seguito.
 Prove di ingresso:
vengono effettuate su tutte le classi e, per le classi prime, vengono concordate fra tutti i colleghi di
materia. I risultati delle prove iniziali permettono di rilevare la situazione degli apprendimenti degli
alunni.
 Prove in itinere:
- prove di verifica al termine di ogni unità di lavoro o di attività relative a progetti;
- colloqui con gli alunni e verifiche orali;
- esercitazioni individuali e collettive;
- prove pratiche.
 Documenti di valutazione:
- Schede di valutazione quadrimestrale e di fine anno scolastico;
- Due schede informative infraquadrimestrali;
- Certificazione delle competenze acquisite alla fine del terzo anno.
- La valutazione nelle singole discipline viene espressa in voti numerici.
VOTO
4
5
6
7
8
9
10
Da riferirsi a un quadro complessivo dell’alunno che corrisponde a…
Conoscenza frammentaria dei contenuti, lacunoso possesso delle conoscenze di base, difficoltà
nel riferire le conoscenze acquisite. Prestazioni distanti dalle richieste.
Conoscenza parziale dei contenuti più semplici della disciplina. L’alunno utilizza gli elementi
essenziali della comunicazione se guidato con l’impiego di un linguaggio semplice.
Conoscenza dei contenuti essenziali della disciplina. L’alunno comunica con un linguaggio
semplice e corretto.
Conoscenza abbastanza completa di concetti e nozioni della disciplina. L’alunno comunica con
un linguaggio corretto ed utilizza in maniera sostanzialmente corretta il linguaggio specifico.
Conoscenza completa dei contenuti della disciplina. L’alunno utilizza autonomamente un
linguaggio appropriato. Applica correttamente le conoscenze acquisite.
Padronanza completa e sicura dei contenuti disciplinari. L’alunno si esprime utilizzando in modo
appropriato il linguaggio specifico. Applica correttamente le conoscenze acquisite anche in
contesti diversi.
Padronanza completa e sicura dei contenuti disciplinari. L’alunno è in grado di elaborarli
autonomamente apportando contributi personali. Applica correttamente le conoscenze acquisite
anche in contesti diversi. Si esprime utilizzando in modo appropriato e articolato il linguaggio
specifico.
- Nelle misurazioni di prove scritte e/o orali si potranno esprimere anche voti intermedi.
I livelli di misurazione in percentuale per le verifiche oggettive sono i seguenti:
VOTO
4
4,5
5
5,5
6
6,5
7
7,5
8
8,5
9
PERCENTUALE
Fino 40%
41% - 49%
50% - 54%
55% - 59%
60% - 64%
65% - 69%
70% - 74%
75% - 79%
80% - 84%
85% - 89%
90% - 94%
27
9,5
10
95% - 97%
98% - 100%
Gli insegnanti di Religione Cattolica esprimeranno le loro valutazioni attraverso un giudizio sintetico: Non
Sufficiente, Sufficiente, Buono, Distinto, Ottimo.
VALUTAZIONE
NON SUFFICIENTE
SUFFICIENTE
BUONO
DISTINTO
OTTIMO
DESCRITTORI
Padronanza inadeguata delle metodologie disciplinari. Lacunoso possesso delle
conoscenze di base. Prestazioni distanti dalle richieste.
Padronanza parziale delle metodologie disciplinari. Possesso delle conoscenze
di base. Non sempre autonomo nell’applicare competenze in contesti simili
Padronanza delle metodologie disciplinari. Possesso delle fondamentali
conoscenze. Applicazioni non sempre costante delle competenze anche in
contesti simili
Padronanza completa delle procedure e delle metodologie disciplinari.
Sicuro possesso della maggior parte delle conoscenze. Applicazione delle
competenze in contesti simili.
Padronanza completa delle procedure e delle metodologie disciplinari.
Sicuro possesso delle conoscenze e applicazione delle competenze anche in
contesti diversi.
- I livelli di misurazione in percentuale per le verifiche oggettive sono i seguenti:
VOTO
4
NON SUFFICIENTE
5
NON SUFFICIENTE
6
SUFFICIENTE
7
PIÙ CHE SUFFICIENTE
8
BUONO
9
DISTINTO
10
OTTIMO
PERCENTUALE
Fino 45%
46% - 55%
56% - 65%
66% - 75%
76% - 85%
86% - 95%
96% - 100%
Gli alunni che si avvalgono delle attività alternative sono valutati con gli stessi parametri adottati dai
docenti di Religione cattolica, secondo la griglia sopra allegata.
Per garantire imparzialità, trasparenza e correttezza delle procedure legate agli scrutini finali, il Collegio dei
docenti ha fissato dei criteri oggettivi che tutti i consigli di classe dovranno osservare per l’ammissione o la
non ammissione alla classe successiva/all’esame di stato.
1.
Il c.d.c. valuta preliminarmente il processo di maturazione di ciascun alunno nell’apprendimento
considerando:
 La situazione di partenza
 L’andamento nel corso dell’anno, tenendo conto di:
- Costanza dell’impegno e dello sforzo nell’affrontare il lavoro a scuola e a casa
- Risposte positive agli stimoli e ai supporti individualizzati ricevuti
- Assunzione di comportamenti responsabili verso i doveri scolastici
 I risultati conseguiti nelle varie discipline.
A. Vengono ammessi alla classe successiva gli alunni che conseguono:
28
- un voto non inferiore a sei decimi in ogni disciplina di studio ( legge 169/2008 art. 3,
comma
3);
- un voto non inferiore a sei decimi nel comportamento;
- la validità di frequenza delle lezioni (art. 11, comma 1, del decreto legislativo 19/02/2004,
n.59).
Nel caso in cui l’ammissione alla classe successiva è comunque deliberata in presenza di carenza
relativamente al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, la scuola provvede ad inserire una
specifica nota al riguardo nel documento individuale di valutazione (con obiettivi raggiunti parzialmente
e indicazioni di lavoro per il recupero).
All’inizio dell’anno scolastico successivo saranno somministrate verifiche di recupero disciplinari, volte a
verificare il lavoro assegnato per le vacanze estive.
A. L'alunno verrà dichiarato "non ammesso alla classe successiva"ovvero "all’esame di stato conclusivo
di ciclo" in casi di particolare gravità (andamento persistentemente e diffusamente negativo nelle
varie discipline) e nei quali si verificano le seguenti condizioni:
- Gravi e diffuse carenze o addirittura mancata acquisizione delle abilità di base propedeutiche
ad apprendimenti successivi.
- Gravi carenze e assenza di miglioramento pur in presenza di interventi individualizzati,
relativamente agli indicatori di comportamento che attengono alla partecipazione, alla
responsabilità e all’impegno.
- Quando si siano adottati interventi di recupero e di sostegno che non si siano rivelati
produttivi.
- Mancanza di progressi rispetto alla situazione di partenza
Per gli alunni con difficoltà di apprendimento si terrà conto dei livelli minimi prefissati ed esplicitati nei
piani di studio individualizzati e/o personalizzati. Per gli alunni con DSA (disturbi specifici
dell’apprendimento) adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti devono tenere
conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni: a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica
dovranno essere adottati gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti dal
consiglio di classe più idonei.
In sede d'esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi
potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all'unanimità.
Il voto in COMPORTAMENTO nella Scuola secondaria di primo grado viene espresso con un voto
numerico, accompagnato da una nota illustrativa, e riportato in lettere sul documento di valutazione.
Nella valutazione del comportamento degli alunni, si terranno presenti i seguenti obiettivi e relativi criteri:
educativi
obiettivi comportamentali
didattici
rispetto del patto educativo di corresponsabilità e del Regolamento di Istituto
frequenza e puntualità
rispetto degli impegni scolastici
criteri
partecipazione alle lezioni
collaborazione con insegnanti, compagni e tutto il personale scolastico
consapevolezza dei valori della convivenza civile
Per gli aspetti che riguardano l’organizzazione del metodo di studio, la pianificazione del lavoro, il rispetto
delle consegne, la puntualità e la precisione nel materiale didattico, si ritiene che la valutazione avvenga
all’interno delle singole discipline, predisponendo, se lo si ritiene, una voce all’interno del registro personale
docente.
29
VOTO
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
10
9
8
7.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
1.
7
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
6
5
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
DESCRIZIONE
Scrupoloso rispetto del Regolamento d'Istituto
Frequenza assidua o assenze sporadiche, rari ritardi e/o uscite anticipate
Puntuale e serio adempimento dei doveri scolastici
Interesse e partecipazione propositiva alle lezioni ed alle attività della scuola
Rispetto degli altri e dell'Istituzione scolastica
Ruolo collaborativo all'interno della classe e buona socializzazione
Piena consapevolezza dei valori della convivenza civile
Rispetto delle norme disciplinari d'Istituto
Frequenza assidua o assenze sporadiche, rari ritardi e/o uscite anticipate
Costante adempimento dei doveri scolastici
Interesse e partecipazione attiva alle lezioni
Equilibrio nei rapporti interpersonali
Ruolo positivo e collaborativo nel gruppo classe
Consapevolezza dei valori della convivenza civile
Osservazione non sempre regolare delle norme fondamentali relative alla vita scolastica
Alcune assenze, ritardi e/o uscite anticipate
Non sempre costante adempimento dei doveri scolastici
Sufficiente attenzione e partecipazione alle attività scolastiche
Rapporti non sempre collaborativi con gli altri
Ruolo sufficientemente collaborativo al funzionamento del gruppo classe
Sufficiente consapevolezza dei valori della convivenza civile.
Episodi limitati e non gravi di mancato rispetto del Regolamento scolastico
Ricorrenti assenze, ritardi e/o uscite anticipate
Non costante adempimento dei doveri scolastici
Partecipazione non sempre continua alle attività scolastiche
Rapporti interpersonali non sempre corretti
Saltuario disturbo allo svolgimento dell'attività scolastica
Interesse selettivo
Parziale consapevolezza dei valori della convivenza civile
Episodi di mancato rispetto del Regolamento scolastico, anche soggetti alle relative sanzioni disciplinari
Frequenti assenze, ritardi e/o uscite anticipate
Saltuario adempimento dei doveri scolastici
Poca partecipazione alle lezioni
Rapporti problematici con gli altri
Disturbo allo svolgimento delle attività scolastiche
Disinteresse per alcune discipline
Mancata consapevolezza dei valori della convivenza civile
Mancato rispetto del Regolamento scolastico
Gravi episodi che hanno dato luogo a sanzioni disciplinari
Numerose assenze e continui ritardi e/o uscite anticipate
Mancato adempimento dei doveri scolastici
Continuo disturbo allo svolgimento delle attività scolastiche
Completo disinteresse per le attività scolastiche
Comportamento scorretto nel rapporto con insegnanti, compagni e personale della scuola
Ruolo negativo nel gruppo classe
Mancata consapevolezza dei valori della convivenza civile
N.B.: Le assenze per comprovati motivi di salute con pieno recupero dei percorsi di apprendimento non incidono sulla valutazione del comportamento.
30
Per gli alunni in uscita dalla classe terza, oltre al documento di valutazione sarà consegnato alle famiglie un
ulteriore documento attestante la certificazione delle competenze, secondo la scheda prevista con il DPR.
122/22.06.2009*. Per la Scuola secondaria tale certificazione viene espressa con un giudizio in decimi.
Livello
Indicatori esplicativi
A – Avanzato
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e
delle abilità; propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli.
B – Intermedio
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di saper
utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite.
L’alunno/a svolge compiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze e abilità
fondamentali e di saper applicare basilari regole e procedure apprese.
L’alunno/a, se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note.
C – Base
D – Iniziale
Profilo delle competenze
Competenze chiave
Discipline coinvolte
Ha una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di
comprendere enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le
proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse
situazioni.
Comunicazione nella
madrelingua o lingua di
istruzione.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Italiano
Nell’incontro con persone di diverse nazionalità è in grado di esprimersi
a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione
essenziale, in semplici situazioni di vita quotidiana, in una seconda
lingua europea. Utilizza la lingua inglese nell’uso delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione.
Comunicazione
lingue straniere.
nelle
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Inglese, Francese
Le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli
consentono di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare
l’attendibilità delle analisi quantitative e statistiche proposte da altri. Il
possesso di un pensiero logico-scientifico gli consente di affrontare
problemi e situazioni sulla base di elementi certi e di avere
consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni
complesse che non si prestano a spiegazioni univoche.
Competenza
matematica
e
competenze di base in
scienza e tecnologia.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Matematica,
Scienze,
Tecnologia
Usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare
e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni
attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e
di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo.
Competenze digitali.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Si orienta nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e
ricerca di senso; osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e
produzioni artistiche.
Imparare ad imparare.
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
Possiede un patrimonio organico di conoscenze e nozioni di base ed è
allo stesso tempo capace di ricercare e di procurarsi velocemente nuove
informazioni ed impegnarsi in nuovi apprendimenti anche in modo
autonomo.
Imparare ad imparare.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Storia, Geografia, Arte e
Immagine
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
………………………...
Utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri,
per riconoscere ed apprezzare le diverse identità, le tradizioni culturali e
religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i
sistemi simbolici e culturali della società.
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Italiano, Storia, Religione
In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si esprime in
ambiti motori, artistici e musicali che gli sono congeniali.
Consapevolezza
ed
espressione culturale.
Dimostra originalità e spirito di iniziativa. Si assume le proprie
responsabilità, chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto
a chi lo chiede. È disposto ad analizzare se stesso e a misurarsi con le
novità e gli imprevisti.
Spirito di iniziativa e
imprenditorialità.
Competenze sociali e
civiche.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
Arte, Immagine, Musica,
Educazione Fisica
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
………………………...
Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Orienta
le proprie scelte in modo consapevole. Si impegna per portare a
compimento il lavoro iniziato da solo o insieme ad altri.
Imparare ad imparare.
Competenze sociali e
civiche.
Livello
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
………………………...
31
Rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del
bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e sensibilità.
Competenze sociali e
civiche.
Ha cura e rispetto di sé, come presupposto di un sano e corretto stile di
vita. Assimila il senso e la necessità del rispetto della convivenza civile.
Ha attenzione per le funzioni pubbliche alle quali partecipa nelle diverse
forme in cui questo può avvenire: momenti educativi informali e non
formali, esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nelle
comunità che frequenta, azioni di solidarietà, manifestazioni sportive
non agonistiche, volontariato, ecc.
Competenze sociali e
civiche.
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
………………………...
Tutte le discipline, con
particolare riferimento a:
………………………...
L’alunno/a ha inoltre mostrato significative competenze nello svolgimento di attività scolastiche e/o extrascolastiche, relativamente a:
……………………………………………………………………………………………………………………………………………….
*Come è noto l'ordinamento scolastico vigente (DPR n. 122/2009) prevede che al termine del primo
ciclo di istruzione sia rilasciata ad ogni allievo una certificazione delle competenze acquisite in esito al
percorso formativo frequentato. Analoga prescrizione è prevista al termine del percorso della scuola
primaria. Il rilascio della certificazione è di competenza dell'istituzione scolastica frequentata
dall'allievo, che vi provvede sulla base di un modello nazionale (Legge 53/2003). Come precisano le
Indicazioni Nazionali per il curricolo (DM 254/2012), che dedicano a questo tema un apposito capitolo,
la certificazione delle competenze "attesta e descrive le competenze progressivamente acquisite dagli
allievi". Se ne sottolinea, dunque, la valenza squisitamente educativa, di documentazione del percorso
compiuto da commisurare al "profilo delle competenze" in uscita dal primo ciclo, che rappresenta
"l'obiettivo generale del sistema educativo e formativo italiano",
IL SISTEMA DI VALUTAZIONE ESTERNO (INVALSI)
La valutazione che concerne la qualità complessiva del sistema scolastico è affidato all’Istituto Nazionale per
la Valutazione del Sistema d’Istruzione (Invalsi). Esso ha l'obiettivo di valutare l'efficienza e l'efficacia del
sistema scolastico a livello nazionale, monitorando le competenze sviluppate dagli studenti.
A tal fine sono previste prove nazionali per i diversi ordini di scuola. Dall’anno scolastico 2007/08 legge n.
176 del 25 ottobre 2007, le classi terze della secondaria, durante gli esami di stato, sosterranno anche una
prova scritta nazionale di italiano e matematica a conclusione del primo ciclo di istruzione, che concorrerà
alla valutazione complessiva dell’alunno. Obiettivo di questa prova è quello di verificare i livelli generali e
specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti
I RAPPORTI SCUOLA - FAMIGLIA
Per trasmettere le informazioni e per favorire il dialogo e la collaborazione tra docenti e genitori, la scuola
predispone incontri scuola-famiglia, sia con modalità assembleare che individuale.
Tali incontri si svolgono secondo modalità e tempi deliberati dal Collegio dei Docenti.
All’inizio dell’anno scolastico si effettua un’assemblea di classe, per illustrare la progettazione educativodidattica della classe e per eleggere i rappresentanti dei genitori.
Durante l’anno, anche in concomitanza dei colloqui, gli insegnanti effettuano riunioni di classe per:
 verificare in itinere l’andamento scolastico;
 proporre eventuali adeguamenti;
 valutare i risultati raggiunti.
Gli incontri nei singoli ordini di scuola avvengono indicativamente secondo le seguenti modalità, stabilite dal
Collegio Docenti:
32
SCUOLA INFANZIA
Quattro incontri:
- ottobre per la presentazione
della progettazione educativa
didattica;
- novembre, febbraio e maggio
per i colloqui individuali;
- fatta salva l’importanza della
collegialità, vi è la possibilità
della richiesta di colloqui
urgenti, sia da parte degli
insegnanti che dei genitori, dei
quali va informato il
Dirigente.
SCUOLA PRIMARIA
Cinque incontri:
- ottobre per la presentazione
della progettazione educativa
didattica;
- novembre e aprile per i
colloqui individuali;
- febbraio e giugno per la
consegna del documento di
valutazione;
- fatta salva l’importanza della
collegialità, vi è la possibilità
della richiesta di colloqui
urgenti sia da parte degli
insegnanti che dei genitori,
dei quali va informato il
Dirigente.
SCUOLA SECONDARIA
Cinque incontri:
- ottobre per la presentazione
della progettazione
educativa didattica;
- novembre e aprile per i
colloqui individuali;
- febbraio e giugno per la
consegna del documento di
valutazione;
- ciascun insegnante mette a
disposizione un’ora
settimanale per possibili
colloqui con le famiglie.
LA VALUTAZIONE DEL PTOF
AUTOVALUTAZIONE
Il PTOF deve contenere le forme della propria valutazione, proponendo tutte quelle azioni mirate al
miglioramento formativo della scuola, al fine di utilizzare eventuali errori come risorsa per qualificarne il
servizio.
L’autovalutazione costituisce l’espressione più alta dell’autonomia della scuola in quanto si pone come
strumento critico della capacità di valutare il proprio operato e di apprendere dall’esperienza per migliorare il
servizio qualitativo della scuola stessa.
-
-
è base informativa per qualsiasi iniziativa di controllo da parte dell’utenza;
è modalità peculiare con cui la scuola assume le proprie responsabilità educative e rende conto
del proprio lavoro e dei risultati raggiunti;
è elemento funzionale ai docenti e agli operatori della scuola in quanto:
 feed-back sulla propria azione;
 base per una revisione delle proprie scelte;
 confronto tra la visione interna con termini di riferimento esterni ad essa;
rafforza e valorizza l’identità della scuola;
fornisce punti di riferimento all’azione di ricerca e di sviluppo;
legittima l’operato della scuola;
coinvolge direttamente i docenti;
promuove interventi di miglioramento;
contestualizza la valutazione e l’autovalutazione;
valorizza i processi formativi.
L’attuazione del PTOF sarà verificata attraverso riunioni collegiali dei vari ordini di scuola dopo il primo e il
secondo quadrimestre e al termine dell'anno scolastico.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa potrà essere rivisto o integrato anche a seguito di ulteriori
rilevazioni condotte fra gli utenti o gli operatori; le proposte di modifica, integrazione, aggiornamento
potranno essere eventualmente predisposte anche su iniziativa dello staff di direzione.
33
ORGANIZZAZIONE E PIANO FORMAZIONE
Nell'ambito delle scelte di organizzazione potranno essere individuate dal dirigente le seguenti figure di
collaborazione:
referenti di Plesso
referente per i progetti
referente disabilità
referente orientamento/continuità
referente PTOF e valutazione /autovalutazione
referente innovazione didattica
coordinatore dei consigli di classe SSIG
altre figure di referenti potranno essere individuate nell'eventualità il Dirigente lo ritenesse essenziale ai fini
del raggiungimento degli obiettivi del Ptof.
Relativamente al piano di formazione in servizio dei docenti (comma 124) verranno previste le priorità del
Collegio dei Docenti (definizione curricolo verticale di rete e nuove tecnologie) da coordinare con il Piano
nazionale di Formazione del Miur, la formazione già programmata per il curricolo verticale ed eventuali
interventi che si rendessero necessari in vista dell'innovazione didattica/organizzativa o di occasioni
formative offerte dalla rete.
ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI
Fanno parte integrante del presente Piano dell’Offerta Formativa i seguenti documenti allegati:
All. 1. Regolamento accoglienza e inserimento alunni anticipatari della Scuola dell’infanzia
All. 2. Criteri di accoglimento delle iscrizioni
All. 3. Contratto formativo (alunno-famiglia-insegnanti) dei tre ordini di scuola.
All. 4. Scuola secondaria di primo grado: Patto educativo di corresponsabilità
All. 5. Protocollo d’intesa per gli alunni provenienti dal Centro Tonoli / Pronto intervento e
Protocollo di accoglienza per gli alunni stranieri
All. 6. Modello P.E.I., Piano Educativo Individualizzato per alunni con disabilità
All. 7. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni DSA della Scuola primaria
All. 8. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni DSA della Scuola secondaria di
primo grado
All. 9. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni con BES Scuola dell’infanzia
All. 10. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni con BES Scuola Primaria e
Secondaria di primo grado
All. 11. Protocollo di accoglienza alunni con disabilità
All. 12: Regolamento d’Istituto
Elaborazione conclusa nel Collegio Docenti del 10/12/2015.
Approvato nel Consiglio di Istituto dell'11/12/2015
34
ALLEGATO 1:
REGOLAMENTO ACCOGLIENZA E INSERIMENTO ALUNNI ANTICIPATARI DELLA SCUOLA
DELL’INFANZIA
CRITERI PER L’ACCOGLIENZA
BAMBINI DI 3 ANNI (primo inserimento) e
BAMBINI DI 2 ANNI E MEZZO
Per facilitare l'inserimento, in modo particolare per i bambini di tre anni, all'inizio dell'anno scolastico la
scuola dell’infanzia rimane aperta per il solo turno antimeridiano (8.00 - 14.00) sulla base della delibera del
consiglio di istituto permettendo così la contemporaneità di tutte le insegnanti e quindi un'opportuna
accoglienza per tutti i bambini.
La Circolare Ministeriale n.101 del 30/12/’10 che disciplina le “iscrizioni alla scuola dell’infanzia e alle
classi delle scuole di ogni ordine e grado”, ha previsto l’iscrizione dei bambini e delle bambine che
compiono i tre anni di età entro il 30 aprile.
Considerato che la circolare ministeriale che regolamenta le iscrizioni consente ai docenti di valutare tempi e
modi per accogliere i bambini nati dal 1° gennaio al 30 aprile il CDD dell’Istituto Comprensivo delibera il
seguente regolamento:
1. frequenza a partire dal mese di settembre ( inizio anno scolastico) per evitare inserimenti ad anno
scolastico già iniziato;
2. frequenza fino alle ore 11:30 (senza pranzo) per almeno un mese continuativo. In seguito, valutati
inserimento ed autonomia, insegnanti e genitori concorderanno il momento in cui i bambini si
fermeranno a pranzo;
3. frequenza per il solo turno antimeridiano (fino alle ore 13:30) sino al compimento del terzo anno di
età.
ALLEGATO 2:
CRITERI DI ACCOGLIMENTO DELLE ISCRIZIONI
SCUOLA DELL’INFANZIA
1.
2.
3.
4.
bambini già frequentanti la scuola dell’infanzia
bambini già in lista di attesa nell’anno scolastico precedente
bambino con disabilità riconosciuta da una struttura sanitaria pubblica
bambini che si iscrivono per la prima volta alla scuola dell’infanzia in ordine decrescente rispetto all’età
ed appartenenti al bacino di utenza della scuola
5. fratelli di bambini che già frequentano la scuola dell’infanzia richiesta
6. alunni residenti nel comune i cui genitori lavorano entrambi, a partire da quelli che hanno fratelli più piccoli
7. bambini provenienti da altri bacini di utenza dell’Istituto Comprensivo di Traona
Qualora il numero delle iscrizioni superasse le effettive possibilità di accoglimento da parte della scuola, si
procede alla compilazione di una lista d’attesa seguendo i sopraelencati criteri di ammissione
PRIMARIA E SECONDARIA DI 1° GRADO
in caso di soprannumero di domande di iscrizioni alle classi prime avranno la precedenza:
1. alunni/e che sono residenti nei comuni che sono bacino di utenza dell’istituto Comprensivo
2. alunni/e con disabilità (certificazione ai sensi della legge 104/92)
3. alunni/e provenienti dalle nostre Scuole dell’Infanzia o Primarie
4. alunni/e che hanno fratelli o sorelle già frequentanti la stessa scuola Secondaria di 1° grado per la quale
richiedono l'iscrizione.
5. alunni/e che sono residenti nei Comuni di cui al punto 1 secondo le sottoindicate priorità
a. alunni/e appartenenti a nuclei familiari mono-genitoriali
b. alunni/e i cui genitori sono entrambi impegnati in attività lavorativa
c. alunni/e che hanno almeno un genitore con sede di lavoro nel Comune, ma residenti altrove
6. alunni provenienti da fuori comune
7. sorteggio a parità di condizione partendo dal punto 6.
Ci si riserva, a iscrizioni ultimate, di integrare, se necessario, i suindicati criteri rimandando l’aggiornamento
al prossimo Consiglio di Istituto.
ALLEGATO 3:
CONTRATTO FORMATIVO DEI TRE ORDINI DI SCUOLA
SCUOLA DELL’INFANZIA
INDICATORI DI METODO
DI LAVORO
1. RISPETTARE GLI
ORARI
2. PORTARE A SCUOLA
IL MATERIALE
COSA FA
L’ALUNNO
Diventa
gradualmente
consapevole del
fattore tempo;
Impara gradualmente
a organizzare il suo
tempo.
Impara a riconoscere
il proprio materiale;
Acquisisce sempre
maggiore autonomia
personale;
Diventa
gradualmente più
autonomo nel gestire
il proprio materiale;
Porta a scuola il
materiale richiesto
dalle insegnanti
(libri, oggetti…);
3. ASCOLTARE LE
CONSEGNE
Rispetta il materiale
comune.
Presta attenzione alle
comunicazioni degli
insegnanti;
4. PARTECIPARE
ALLA VITA
SCOLASTICA
Se non ha capito
chiede chiarimenti.
Invita la famiglia a
partecipare alle
esperienze vissute a
scuola;
Racconta quello che
fa a scuola.
COSA FA
LA FAMIGLIA
COSA FA
L’INSEGNANTE
Rispetta gli orari di
entrata e uscita per
permettere un corretto
svolgimento
dell’attività didattica.
Accoglie il bambino in sezione
predisponendo gli spazi, il
materiale didattico e i giochi in
modo invitante e stimolante per
permettere un uso creativo e
libero nell’ambito di regole
stabilite.
Controlla con
regolarità l’eventuale
presenza di avvisi;
Fornisce alle famiglie
indicazioni precise su tutto il
materiale occorrente;
Fornisce il materiale
richiesto
contrassegnato con
nome e cognome;
Trasmette l’importanza e il
significato del materiale nel
processo di
insegnamento/apprendimento
Veste il bambino in
modo semplice e
funzionale per
favorire la conquista
dell’autonomia
personale e per
permettere libertà di
movimento.
“Ascolta il figlio
perché impari ad
ascoltare”.
Chiede al bambino di
raccontare quello che
ha fatto;
Partecipa ai colloqui
individuali e alle
assemblee;
Collabora alla
realizzazione di feste
e altre iniziative e
all’organizzazione di
eventuali uscite.
“Ascolta ogni alunno perché
ogni alunno impari ad
ascoltare”
Si assicura che la
comunicazione sia compresa.
Comunica con puntualità
iniziative e appuntamenti;
Documenta attraverso disegni,
lavori individuali, fotografie e
videocassette le esperienze più
significative svolte a scuola.
SCUOLA PRIMARIA
INDICATORI DI
METODO DI LAVORO
1. PORTARE A
SCUOLA IL
MATERIALE
2. USARE
CORRETTAMENTE
IL DIARIO
3. FARE FIRMARE
GLI AVVISI
4. LAVORARE CON
ORDINE A SCUOLA
E A CASA
COSA FA
L’ALUNNO
• Annota sul diario ciò
che gli occorrerà
• Prepara la cartella la
sera consultando il
diario
• Usa quaderni con
etichette vistose per
evitare scambi
• Non porta materiale
inutile
• Riconosce la funzione
del diario
• Porta sempre a scuola il
diario e lo consulta
• Trascrive il quadro
orario in modo
completo
• Segna in modo
puntuale e completo le
consegne
COSA FA
LA FAMIGLIA
COSA FA
L’INSEGNANTE
• Invita il figlio a dedicare
attenzione e tempo alla
preparazione della cartella
• Controlla l’avvenuta
operazione (preparare la
cartella )
• Guida progressivamente
all’autonomia
• Su eventuale segnalazione dei
docenti, fornisce un aiuto più
puntuale
• Aiuta a scegliere un diario più
funzionale, semplice, pulito sul
piano grafico, opportuno…
• Aiuta il figlio a una scelta
consona al suo stile di
scrittura, di apprendimento
• La scelta può diventare un
momento di dialogo formativo
• Fornisce indicazioni
precise su tutto il
materiale occorrente
(senza niente di
implicito)
• Trasmette l’importanza
e il significato del
materiale nel processo
di insegnamento/
apprendimento
• E’ consapevole
dell’importanza del
significato delle
informazioni scuolafamiglia
• Mostra l’avviso
• Controlla con regolarità
l’eventuale presenza di avvisi
• Discute con il figlio e usa tale
comunicazione come momento
formativo
• Riconosce l’importanza
di organizzare in modo
ordinato il suo
materiale
• Si impegna a dare una
collocazione ordinata e
costante a tutto il suo
materiale
• Tiene con cura il
proprio materiale, non
lo sciupa, non lo
spreca, non lo perde
• Cura l’ordine dello
spazio banco e aula
• Riconosce l’importanza
dell’ordine per favorire una
corretta metodologia di
apprendimento
• Riserva al figlio uno spazio
fisico stabile per la
collocazione del suo materiale
di studio e di lavoro
• Controlla che il materiale
scolastico sia tenuto in ordine
• Illustra significato ed
uso pertinente del
diario
• Fornisce il quadro
orario con la scansione
delle materie
• Detta compiti e lezioni
accertandosi, per
alcuni alunni
particolari, che
abbiano scritto in
maniera completa e
corretta
• Utilizza gli avvisi,
soprattutto quelli
personalizzati, a scopo
formativo
(segnalazioni di
inadempienze, ma
anche rinforzi positivi)
• Spiega il significato e
lo scopo dell’avviso
• Rende consapevole
ogni alunno che
l’ordine è funzionale
all’apprendimento
• Fa curare l’ordine in
classe
• Aiuta gli alunni con
difficoltà specifiche ad
acquisire ordine
• Stimola ad una grafia
leggibile
• Guida
all’organizzazione
dello spazio sulle
pagine, proponendo
dei modelli
5. SVOLGERE I
COMPITI
6. ASCOLTARE LE
CONSEGNE
7.ORGANIZZARE IL
TEMPO SIA A
SCUOLA SIA A
CASA
• Acquisisce
consapevolezza che è
un suo dovere
• Esegue le esercitazioni,
non prima, ma dopo
aver studiato il relativo
argomento
• Chiede spiegazioni
all’insegnante in caso
di difficoltà
• Non si sostituisce, ma guida,
sollecita e controlla
l’esecuzione dei compiti
• Aiuta il figlio ad individuare
eventuali difficoltà e a
segnalarle a scuola
• Assegna compiti
“fattibili”, che l’alunno
è in grado di svolgere
da solo
• Controlla l’esecuzione
dei compiti
• Ogni insegnante pone
attenzione al carico
complessivo dei
compiti
• Segnala le difficoltà
previste e prevedibili
• Mette in atto strategie
differenziate di fronte
alle difficoltà segnalate
• Presta attenzione alle
comunicazioni degli
insegnanti
• Se non ha capito chiede
chiarimenti
• “ascolta il figlio affinché
impari ad ascoltare “
• Motiva all’attenzione in classe
per evitare di chiedere
chiarimenti ai compagni sulle
consegne
• “ascolta ogni alunno
perché ogni alunno
impari ad ascoltare“
• Chiede attenzione e
motiva la richiesta
d’ascolto
• Si assicura che la
comunicazione sia
compresa
• Diventa gradualmente
consapevole del fattore
“ tempo “
• Impara gradualmente a
organizzare il tempo in
rapporto ai suoi ritmi di
lavoro
• Insegna l’importanza della
variabile “tempo “
• Stimola a non rinviare gli
impegni
• Si accerta che il figlio usi il
tempo in maniera funzionale
• Contribuisce ad instaurare un
clima di concentrazione,
eliminando eventuali elementi
di distrazione
• Guida ad organizzare i
tempi
• Prevede i tempi di
lavoro
• Propone prove per
quantificare il tempo
impegnato da ciascun
alunno
SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO
INDICATORI DI
METODO DI LAVORO
1. PORTARE A
SCUOLA IL
MATERIALE
OCCORRENTE
2. USARE
CORRETTAMENTE
IL DIARIO
3. FARE FIRMARE
GLI AVVISI E LE
VERIFICHE
4. LAVORARE CON
ORDINE A
SCUOLA E A
CASA
COSA FA
L’ALUNNO
• annota sul diario ciò
che gli occorrerà
• prepara la cartella
consultando il diario
• usa quaderni con
etichette per evitare
scambi
• non porta materiale
inutile
• riconosce la funzione
del diario e del libretto
• porta sempre a scuola
il diario e il libretto e a
casa li consulta
• trascrive il quadro
orario in modo
completo e lo
aggiorna
• segna in modo puntuale
e completo le consegne
e le verifiche
• è consapevole del
significato delle
informazioni scuolafamiglia
• non solo mostra
l’avviso, ma ne sollecita
la firma
• fa firmare le verifiche e
le riporta a scuola in
breve tempo
• riconosce
nell’organizzare
in modo ordinato il
materiale un aiuto al
suo apprendimento
• dà una collocazione
ordinata e costante a
tutto il suo materiale
• tiene con cura il proprio
materiale, non lo sciupa,
non lo spreca, non lo
perde
• cura l’ordine in classe
• cura l’organizzazione
dello spazio sulla
pagina
COSA FA
LA FAMIGLIA
COSA FA
L’INSEGNANTE
• invita il figlio a dedicare
attenzione e tempo alla
preparazione della
cartella
• controlla l’avvenuta
operazione (preparare
la cartella)
• guida progressivamente
all’autonomia
• su eventuale segnalazione
dei docenti, fornisce un
aiuto più puntuale
• fornisce indicazioni
precise su tutto il
materiale occorrente
(senza niente di
implicito)
• trasmette l’importanza e
il significato del
materiale nel processo
di insegnamento/
apprendimento
• aiuta scegliere un diario
più funzionale, semplice,
pulito sul piano grafico,
opportuno,…..
• aiuta il figlio a una scelta
consona al suo stile di
scrittura, di
apprendimento
• la scelta può diventare un
momento di dialogo
formativo
• illustra significato ed uso
pertinente del diario e
del libretto
• fornisce il quadro orario
con la scansione delle
materie
• detta compiti e lezioni
accertandosi, per alcuni
alunni particolari, che
abbiano scritto in
maniera completa e
corretta
• scrive gli avvisi sul
libretto
• utilizza gli avvisi,
soprattutto quelli
personalizzati, a scopo
formativo (segnalazione
di inadempienze, ma
anche rinforzi positivi)
• spiega il significato e lo
scopo dell’avviso
• rende consapevole ogni
alunno che l’ordine
è funzionale
all’apprendimento
• fa curare l’ordine in
classe
• aiuta gli alunni con
difficoltà specifiche
ad acquisire ordine
• stimola a una grafia
leggibile
• guida all’organizzazione
dello spazio sulle pagine,
proponendo dei modelli
• ogni docente,consapevole
di essere un “modello”,
cura l’ordine e la grafia
• controlla con regolarità
l’eventuale presenza di
avvisi sul libretto
• discute con il figlio e usa
tale comunicazione
come momento formativo
• riconosce l’importanza
dell’ordine esteriore per
favorire una corretta
metodologia di
apprendimento
• riserva al figlio uno
spazio fisico stabile per
la collocazione del suo
materiale di studio e di
lavoro
• controlla che il materiale
scolastico sia tenuto in
ordine
ogni insegnante utilizza le
strategie più consone alle sue
discipline
5. SVOLGERE I
COMPITI
6. ASCOLTARE LE
CONSEGNE
7. 7. ORGANIZZARE IL
TEMPO SIA A
SCUOLA SIA A
CASA
• acquisisce
consapevolezza che è
un suo dovere
• esegue le esercitazioni,
non prima, ma dopo
aver studiato il relativo
argomento
• chiede spiegazioni
all’insegnante in caso di
difficoltà
• non si sostituisce, ma
guida, sollecita e
controlla l’esecuzione
dei compiti
• aiuta il figlio ad
individuare eventuali
difficoltà e a segnalarle
a scuola
• favorisce l’esecuzione
dei compiti di gruppo
quando ciò è funzionale
all’apprendimento
• presta attenzione alle
comunicazioni degli
insegnanti
• si accerta di aver capito
• eventualmente chiede
chiarimenti
• “ascolta il figlio affinché
il figlio impari ad
ascoltare”
• motiva all’attenzione in
classe per evitare
colloqui telefonici
pomeridiani con i
compagni sulle consegne
• diventa gradualmente
consapevole
dell’importanza
del fattore “tempo”
• impara gradualmente a
organizzare il tempo in
rapporto ai suoi ritmi di
lavoro
• insegna l’importanza
della variabile “tempo”
• stimola a non rinviare gli
impegni
• si accerta che il figlio usi
il tempo in maniera
funzionale
• contribuisce ad instaurare
un clima di
concentrazione,
eliminando eventuali
elementi di distrazione
• assegna compiti
“fattibili”, che l’alunno è
in grado di svolgere da
solo
• controlla l’esecuzione dei
compiti
• ogni insegnante pone
attenzione al carico
complessivo dei compiti
• segnala le difficoltà
previste e prevedibili
• mette in atto strategie
differenziate di fronte
alle difficoltà segnalate
• “ascolta ogni alunno
perché ogni alunno
impari ad ascoltare”
• chiede attenzione e
motiva la richiesta
d’ascolto
• si assicura che la
comunicazione sia
compresa
• guida ad organizzare i
tempi
• prevede i tempi di lavoro
• propone prove per
quantificare il tempo
impegnato da ciascun
alunno
All. 10. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni con BES Scuola Primaria e
Secondaria di primo grado
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I Grado
Via Aldo Moro n. 6 – 23019 Traona (SO)
Tel. 0342- 653340 FAX: 0342- 653521
e-mail: [email protected]
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO ALUNNI BES
SCUOLA PRIMARIA / SCUOLA SECONDARIA I GRADO
ISTITUZIONE SCOLASTICA
______________________________________________
ANNO SCOLASTICO
_____________________
ALUNNO ______________________________________________________________________
CLASSE _________________
Il seguente Piano didattico personalizzato è un patto formativo tra1
I DOCENTI DI CLASSE
____________________________
____________________________
____________________________
I GENITORI DELL’ALUNNO
____________________________
_____________________________
Considerata
la situazione di bisogno educativo speciale dell’alunno;
la normativa vigente, il PTOF e l’autonomia scolastica.
1
Indicare i nominativi degli insegnanti di classe e dei familiari dell’alunno.
1. DATI RELATIVI ALL’ALUNNO
Cognome e nome
Data e luogo di nascita
Residenza
Nazionalità e lingua
Nazionalità ……………………………………..
Arrivo in Italia ................................................................
Madre lingua: ………………………………………………………
Altre lingue: ………………………………………………………….
Lingua usata all’interno del nucleo familiare: ……………………
Composizione del
nucleo familiare
▪ Padre: ……………………….. Nazionalità: ……………….
Madre lingua: ……………….. Altre lingue: ……………….
▪ Madre: ……………………….. Nazionalità: ……………….
Madre lingua: ……………….. Altre lingue: ……………….
Individuazione della
situazione di
bisogno educativo
speciale
▪ Diagnosi redatta da (indicare
tipo di servizio e persona di
riferimento) ………………….. ……
………………….
in data …………………….
▪ Relazione del Consiglio di classe
redatta da in
data…………………….
OPPURE
▪ Segnalazione redatta
da ……………..……………………
……… in data ………………….
Tipologia del
disturbo: ………………………
……….
……………………………….
Problematiche rilevate:
difficoltà linguistiche
difficoltà d’apprendimento
difficoltà comportamentali
altro……….
Informazioni dalla
famiglia **
Scolarizzazione
pregressa
Frequenza scolastica
(indicare la classe e il tempo
scuola dell’alunno)
Impegni extrascolastici
□ gruppi sportivi ………………………………………………….......
□ gruppi a carattere culturale o ricreativi …………………………………
□ altro …………………………………………………………………….
Supporti
extrascolastici
specificare (es. aiuto a casa per lo svolgimento dei compiti)
Note
** Vissuto dell’alunno rispetto alle proprie difficoltà (ne parla, le accetta, elude il problema), vissuto della famiglia,
rapporto con gli strumenti compensativi – dispensativi, modalità di studio a casa, ecc.
2.DESCRIZIONI DEL FUNZIONAMENTO DELLE ABILITÀ STRUMENTALI
(Le informazioni possono essere ricavate dalla diagnosi specialistica, qualora presente, e/o da osservazioni
eseguite in classe)
Osservazioni
LINGUAGGIO
LETTURA
□ stentata
□ lenta
□ con inversioni
□ con sostituzioni
□ con omissioni
□ comprensione difficoltosa
□ comprensione delle informazioni esplicite
□ comprensione globale
□ comprensione completa e dettagliata
SCRITTURA
□ Lenta
Con difficoltà ortografiche:
□ errori fonologici (sostituzioni, omissioni/aggiunte, inversioni)
□ errori non fonologici
□ errori fonetici (doppie, accenti)
□ difficoltà a comporre testi
□ difficoltà nella seguire la dettatura
□ difficoltà nella copia (lavagna/testo …)
□ difficoltà grammaticali e sintattiche
□ problemi di lentezza nello scrivere
□ problemi di realizzazione del tratto grafico
□ problemi di regolarità del tratto grafico
CALCOLO
□ Difficoltà nel ragionamento logico
□ Errori di processamento numerico (leggere e scrivere i numeri, difficoltà
negli aspetti cardinali e ordinali dei numeri, corrispondenza tra numero
naturale e quantità)
□ Difficoltà di uso degli algoritmi di base del calcolo (scritto e a mente)
□ Scarsa conoscenza con carente memorizzazione delle tabelline
3. CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO
lentezza esecutiva
facile stancabilità
difficoltà nei processi di automatizzazione (che rende difficile eseguire contemporaneamente due processi come per es. ascoltare e scrivere o ascoltare e seguire sul
testo o eseguire procedure di calcolo…)
difficoltà nel memorizzare (es. filastrocche, poesie, date, definizioni, termini specifici
delle discipline, strutture grammaticali e regole nella lingua italiana e straniera, tabellone, formule…)
difficoltà a recuperare nella memoria nozioni già acquisite e comprese, cui consegue
difficoltà e lentezza nell’esposizione durante le interrogazioni
difficoltà ad integrare le informazioni
3a STRATEGIE DI APPRENDIMENTO UTILIZZATE DALL’ALUNNO
Strategie utilizzate: sottolinea / identifica parole – chiave / costruisce schemi, tabelle o
diagrammi
Modalità con cui affronta il testo scritto: computer / schemi / correttore ortografico
Modalità di svolgimento del compito assegnato: è autonomo /necessita di azioni di supporto
Riscrittura di testi con modalità grafica diversa
Usa strategie per ricordare: uso immagini / colori / riquadrature
3b STRUMENTI UTILIZZATI
Strumenti informatici: computer scanner LIM
Fotocopie adattate
Schemi e mappe
Appunti scritti al PC
Registrazioni
Materiali multimediali
Testi con immagini
Testi con ampie spaziature
Altro …
4. DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI EMOTIVI E SOCIALI
Ha stima di sè
0
1
2
3
4
Manifesta fiducia nelle proprie capacità
0
1
2
3
4
È consapevole delle proprie difficoltà
0
1
2
3
4
Tollera la frustrazione
0
1
2
3
4
Sa controllare le proprie emozioni:
0
1
2
3
4
Mostra interesse per le attività scolastiche
0
1
2
3
4
Accetta e rispetta le regole
0
1
2
3
4
Rispetta i tempi di lavoro
0
1
2
3
4
Gestisce il materiale scolastico
0
1
2
3
4
Collabora durante le attività:
a) con gli insegnanti
b) con i compagni
a)
0
1
2
3
4
b)
0
1
2
3
4
Evita i distrattori presenti nell’ambiente
0
1
2
3
4
Affronta serenamente situazioni o compiti nuovi
0
1
2
3
4
Si rapporta in modo adeguato con gli insegnanti
0
1
2
3
4
Si relaziona in modo positivo con i coetanei
0
1
2
3
4
È sensibile alle gratificazioni
0
1
2
3
4
Altro …………………………………………………
Legenda:
0 = l’alunno non presenta mai quel comportamento
1 = l’alunno lo presenta qualche volta
2 = l’alunno lo presenta abbastanza spesso
3 = l’alunno lo presenta molto spesso
4 = l’alunno lo presenta sempre
5. INDIVIDUAZIONE DI MODIFICHE ALL’INTERNO DEGLI OBIETTIVI DISCIPLINARI
PER IL CONSEGUIMENTO DELLE COMPETENZE FONDAMENTALI
Saranno perseguiti gli obiettivi minimi disciplinari nelle seguenti aree/ materie:
AREA LINGUISTICA:
italiano
inglese
AREA STORICO-GEOGRAFICA:
storia
geografia
AREA MATEMATICA-SCIENTIFICA-TECNOLOGICA:
francese
matematica
scienze
tecnologia
AREA ESPRESSIVA:
musica
arte-immagine
scienze motorie
6.STRATEGIE METODOLOGICHE E DIDATTICHE UTILIZZABILI
Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato),
utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce
Utilizzare schemi e mappe concettuali
Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini)
Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline
Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali
Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale
Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento
Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio dei pari
Promuovere l’apprendimento collaborativo
7. MISURE DISPENSATIVE
Nell’ambito delle varie discipline l’alunno viene dispensato:
dalla presentazione contemporanea dei quattro caratteri (nelle prime fasi
dell’apprendimento);
dalla lettura ad alta voce;
dal prendere appunti;
dai tempi standard;
dal copiare dalla lavagna;
dalla dettatura di testi/o appunti;
da un eccesivo carico di compiti;
dallo studio mnemonico delle tabelline;
dallo studio della lingua straniera in forma scritta;
 altro ___________________________________________________
8. STRUMENTI COMPENSATIVI
L’alunno usufruirà dei seguenti strumenti compensativi nelle aree disciplinari:




tabelle, formulari, sintesi, schemi e mappe elaborati dai docenti;
calcolatrice o computer con foglio di calcolo e stampante;
computer con videoscrittura, correttore ortografico, stampante e scanner;
risorse audio (cassette registrate, sintesi vocale, audiolibri, libri parlati, libri digitali, ecc.);
software didattici free;
tavola pitagorica;
computer con sintetizzatore vocale;
altro ___________________________________________________
9. CRITERI E MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Si concordano:
interrogazioni programmate;
osservazione in itinere;
compensazione con prove orali di compiti scritti;
uso di mediatori didattici durante le prove scritte e orali;
valutazioni più attente ai contenuti che non alla forma;
programmazione di tempi più lunghi per l’esecuzione di prove scritte;
prove informatizzate;
prove semplificate (nei contenuti e/o negli obiettivi)
riduzione del numero di esercizi
introdurre prove informatizzate
leggere ad alta voce la consegna e/o l’intera prova
evitare di sovrapporre compiti ed interrogazioni delle varie materie
 Pianificare prove di valutazione formativa2
altro _________________________________________________
10. PATTO CON LA FAMIGLIA
Si concordano:
condivisione delle regole;
i compiti a casa (riduzione, distribuzione settimanale del carico di lavoro, modalità di
presentazione, ecc.);
le modalità di aiuto: chi, come, per quanto tempo, per quali attività/discipline segue l’alunno nello
studio;
gli strumenti compensativi utilizzati a casa;
le interrogazioni;
altro ___________________________________________________
Nota: Specificare le scelte adottate.
Il presente Piano Didattico Personalizzato è stato concordato e redatto da3:
Insegnanti di classe: _____________________________________________________________________
Dirigente Scolastico: _____________________________________________________________________
Genitori: _______________________________________________________________________________
Tale documento è da considerarsi valido per …………………………………………..
Traona, ______________________
2
Cfr. D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122 – Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli
alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto–legge 1° settembre 2008,
n.137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169 – art. 10. Valutazione degli alunni con
difficoltà specifica di apprendimento (DSA)
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la
valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli,
devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento
dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a
legislazione vigente, gli strumenti metodologico –didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.
Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità
di svolgimento e della differenziazione delle prove.
3
Il PDP deve essere approvato e firmato dagli insegnanti di classe e dai genitori.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
- DPR 275/99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche”
- Legge n. 53 del 28 marzo 2003 "Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli
essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale"
- Legge n. 170 del 8.10.2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.
- D.M. n. 5669 del 12.07.2011 con allegate “Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
disturbi specifici di apprendimento”.
- D.M. del 27.12.2102 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per
l’inclusione scolastica”.
- CM n.8 del 6.03.2013, oggetto: “Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2013 - Strumenti d’intervento per alunni con
bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.
APPENDICE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
Il PDP va approvato da tutti gli insegnanti di classe e dalla famiglia.
Il documento deve essere depositato presso la Segreteria dell’Istituto entro il 30 novembre e, in
caso di alunni con diagnosi1, è da considerarsi valido per il corrente anno scolastico.
In situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, il PDP può avere validità
anche per un tempo minore (esempio un solo quadrimestre). Si ricorda inoltre che, dato il carattere
di transitorietà di questo genere di BES, è possibile che sia necessario attivare un percorso
individualizzato solo dopo alcuni mesi dall’inizio delle lezioni a fronte dell’insorgere di particolari
1
Per alunno
diagnosi
si intende
uno scolaro a cui è stato riconosciuto un disturbo da parte del Servizio di
bisogni
che con
prima
l’alunno
non manifestava.
Neuropsichiatria, o da Ente accreditato, tale da necessitare di una diagnosi, ma non così grave da essere riconosciuto
ai sensi della Legge 104/92. Questo allievo non ha quindi diritto all’insegnante di sostegno.
REGOLE GENERALI:
● Tutti i punti dall’1 al 10 devono essere presenti nel documento.
● All’interno di ogni punto gli insegnanti possono:
- togliere le parti che non servono
- aggiungere gli indicatori necessari
- approfondire in forma narrativa dove lo ritengono opportuno.
● Le parti scritte in corsivo sono suggerimenti o specificazioni che vanno cancellate nella
fase di compilazione del documento.
INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE VARIE PARTI
● PARTE 1 – Dati relativi l’alunno
- In caso di famiglie italiane → togliere la parte sulla nazionalità e la lingua.
● PARTE 2 – Descrizioni del funzionamento dell’alunno
- Si può compilare la tabella utilizzando uno stile narrativo oppure mediante un elenco di
indicatori.
- In caso di alunni con diagnosi è possibile aggiungere una colonna dove riportare le
informazioni contenute nel documento sopracitato.
● PARTE 3 – Descrizione degli aspetti emotivi e sociali
- Compilare tenendo conto della legenda.
● PARTI 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 - 10
- Si rimanda alle regole generali.
● PARTE FINALE – Il presente Piano Didattico Personalizzato
Specificare il periodo di validità del documento secondo quanto chiarito nel riquadro in alto.
N.B. Questo modello di PDP è stato costruito dal gruppo di lavoro delle insegnanti della
commissione inclusività della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria
d’Istituto tenuto conto delle ultime disposizioni in materia di allievi con BES.
Si tratta di un modello sperimentale, passibile di modifiche.
All. 11. Protocollo di accoglienza alunni con disabilità
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L’INTEGRAZIONE
DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ
Il presente documento, denominato Protocollo di Accoglienza, nasce dall’esigenza di una più
dettagliata informazione relativamente all’integrazione degli alunni disabili all’interno del nostro
Istituto. Elaborato da parte della Commissione Inclusività, sulla base del precedente documento
denominato “Vademecum dell’insegnante di sostegno”, esso viene successivamente deliberato dal
Collegio Docenti e annesso al PTOF.
Contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per un ottimale
inserimento degli alunni disabili, definisce compiti e ruoli delle figure operanti all’interno
dell’istituzione scolastica, traccia le diverse possibili fasi dell’accoglienza e delle attività di
facilitazione per l’apprendimento/inclusione. Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro e
pertanto viene integrato e rivisto periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate.
Il Protocollo di Accoglienza rivolto agli alunni disabili si propone di:
- definire pratiche condivise tra tutto il personale all’interno della nostra scuola,
- facilitare l’ingresso a scuola e sostenerli nella fase di adattamento al nuovo ambiente,
- favorire un clima di accoglienza,
- promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola ed Enti
- territoriali coinvolti (Comune, Provincia, cooperative, enti di formazione).
FIGURE OPERANTI ALL’INTERNO DELLA SCUOLA E LORO RUOLI
1- DOCENTE DI SOSTEGNO
Il docente di sostegno è docente della classe e ne è contitolare. Per questa ragione partecipa a tutte
le riunioni del consiglio di intersezione/interclasse/classe, alle riunioni di programmazione, agli
incontri con i genitori o con i rappresentanti e agli scrutini di tutti gli alunni della classe di cui è
titolare.
1.a Orario di servizio del docente di sostegno
L’orario dell’insegnante di sostegno è uguale a quello dei docenti dell’ordine di scuola di servizio.
Scuola dell’infanzia: 25 ore settimanali e l’incontro mensile di programmazione di 2 ore. Scuola
primaria: 22 ore settimanali + 2 ore di programmazione settimanale. Scuola secondaria di primo
grado: 18 ore settimanali La distribuzione interna dell’orario viene concordata con i colleghi e
approvata dal consiglio di classe o interclasse.
1.b Competenze dell’insegnante di sostegno
Il Docente specializzato per le attività di sostegno ha i seguenti compiti:
- prendere visione della modulistica d’istituto relativi agli alunni disabili.
- prende visione dei documenti di ciascun alunno prodotti negli anni precedenti, richiedendoli al
Dirigente Scolastico: certificazione e Diagnosi Funzionale, il PDF (Profilo Dinamico Funzionale),
se presente, ed eventuali altri documenti. Qualora si trattasse di nuova certificazione, il docente
di sostegno ha cura di reperire il maggior numero di informazioni possibili dai docenti o dai
registri/verbali degli anni precedenti.
- informare gli altri membri del Consiglio di classe/équipe pedagogica sulle problematiche relative
all’alunno con disabilità e sulle procedure previste dalla normativa;
- curare gli atti per la definizione e per la stesura del PEI relativo a ciascun alunno con disabilità;
- entro le date stabilite, procedere alla stesura del PDF e del PEI utilizzando il modello in adozione
-
nella scuola in collaborazione con gli altri docenti del Consiglio di classe;
seguire l’attività didattica degli alunni con disabilità e delle classi nelle quali sono inseriti,
secondo le indicazioni presenti nei relativi PEI;
partecipare a tutti i Consigli di classe o interclasse in quanto contitolare.
votare per qualsiasi decisione del Consiglio di classe/équipe pedagogica.
mediare, in collaborazione con il coordinatore di classe, le relazioni tra il Consiglio di classe
/équipe pedagogica e la famiglia dell’alunno con disabilità;
relazionare al Consiglio di Classe/équipe pedagogica sull’attività didattica svolta per gli alunni con
disabilità e su qualsiasi problema che emerga rispetto all’integrazione scolastica.
Se possibile, coordinarsi con i docenti di classe in vista delle interrogazioni e dei compiti in classe,
proponendo prove equipollenti o differenziate, d’intesa con il docente curricolare, qualora
l’alunno non sia in grado di svolgere le medesime prove degli alunni della classe.
1.c Altri compiti dell’insegnante di sostegno
₋
₋
₋
Mantenere frequenti contatti con i genitori, gli assistenti educativi e, se necessario, con gli
specialisti.
Occuparsi della continuità rispetto al passaggio da un ordine di scuola all’altro. Nel caso della
scelta della scuola secondaria di II grado, può accompagnare i genitori dell’alunno insieme
all’alunno stesso in visita presso il nuovo Istituto e prendere contatto con i docenti di
sostegno ivi presenti.
Stendere i verbali degli incontri con gli specialisti (GLHO), da consegnare al Dirigente
Scolastico.
Il docente di sostegno non è tenuto all’assistenza igienica dell’alunno che è di competenza degli
operatori di assistenza o dei collaboratori scolastici.
L’insegnante di sostegno opera per i bisogni della classe ed è riconosciuto dagli alunni e dalle
famiglie come un docente della classe; egli coordina il percorso formativo dell’alunno disabile e, in
quanto docente assegnato alla classe, partecipa alla realizzazione del percorso formativo di tutti gli
alunni, secondo i tempi e le modalità definiti dai Consigli di classe/interclasse/intersezione.
Tutte le figure coinvolte nel processo di formazione e di integrazione, nella propria specificità di ruolo
e funzione, si riconoscono e si legittimano reciprocamente, in un’ ottica di corresponsabilità, poiché
l’apporto di ognuno è fondamentale per la costruzione di un’azione coordinata tale da organizzare e
valorizzare nel miglior modo le risorse.
1.d Rapporti tra docenti curriculari e docente di sostegno
Insegnanti di classe
Insegnante curriculare
Insegnante di sostegno
Nell’ambito delle sue discipline, è responsabile dell’intero È una risorsa aggiuntiva, non passiva ma propositiva ed
gruppo-classe
attiva, ha corresponsabilità sull’intera classe e compiti
specifici di proposta-azione-valutazione sull’alunno con
disabilità che, una volta concordati, non delega
all’insegnante curriculare
Ad inizio anno si confronta con l’insegnante di sostegno
Fa le sue osservazioni e raccoglie informazioni e dati
per delineare insieme il percorso educativo-didattico
approfonditi sull’alunno con disabilità, il suo contesto, la
sua specificità; la ricerca svolta viene condivisa in sede di
consiglio di classe/interclasse/intersezione.
All’interno del consiglio di
classe/interclasse/intersezione, valuta il PEI e lo
sottoscrive
Concorda l’orario interno con l’insegnante di sostegno e,
in sua assenza, porta avanti il percorso disciplinare
individualizzato delineato nel PEI coinvolgendo nei modi
adeguati l’alunno con disabilità nel lavoro della classe.
Concorda tempi e modi delle verifiche,
discute/condivide/registra la valutazione espressa
dall’insegnante di sostegno
Modalità partecipazione agli incontri interistituzionali
prescritti dalla L104/92: docente coordinatore partecipa
alle riunioni.
Sulla base delle osservazioni e valutazioni proprie e dei
colleghi stende il PEI che propone al consiglio, disponibile
a modifiche ed adattamenti
Partecipa attivamente alle attività didattiche:
IN CLASSE mediando con appunti, schemi, riduzioni,
semplificazione di testi, compiti, ecc.
FUORI DALLA CLASSE gestendo direttamente interventi
specifici.
Prepara, corregge e valuta le verifiche individualizzate.
Si occupa di preparare e correggere eventuali prove
INVALSI e d’ESAME differenziate (scuola secondaria)
Partecipa e verbalizza quanto emerso durante gli incontri
interistituzionali prescritti dalla L.104/92
Ha il dovere di compilare e tenere sempre aggiornato il
registro personale curando di inserirvi copia della
documentazione programmatica, dei verbali e delle
relazioni prodotte durante l’anno; nella scuola secondaria,
inoltre, vanno registrate quotidianamente le attività
didattiche svolte, le eventuali osservazioni, le verifiche e
relative valutazioni.
In vista dei consigli di classe/interclasse/intersezione
sintetizza la situazione educativo-didattica dell’alunno con
disabilità da condividere e inserire nel verbale.
Cura in particolare la comunicazione scuola-famiglia
Al termine dell’anno scolastico stende la relazione finale.
Per la classe terza della scuola secondaria di primo grado,
la relazione riassumerà il percorso triennale, presentando
l’alunno alla commissione d’esame e i programmi
effettivamente svolti, motivando le scelte fatte circa le
prove d’esame
1.e Incontri con i genitori
L’insegnante di sostegno gestisce i rapporti con la famiglia, costruendo un rapporto di fiducia e
scambio, mirato alla restituzione di una immagine dell’alunno che ne comprenda le difficoltà, ma
soprattutto le potenzialità e le risorse, in una prospettiva che guarda ad un futuro di autonomia e di
persona adulta. Nella sua attività punta anche a riconoscere e ad attivare le risorse della famiglia,
per una collaborazione e condivisione di obiettivi educativi e strategie. Il docente incontra le famiglie
degli alunni certificati ad inizio anno scolastico, per aggiornare la situazione dopo le vacanze e il
rientro a scuola. Nei casi di nuove segnalazioni o di passaggio da un ordine di scuola all’altro,
presenziano l’insegnante di sostegno con il coordinatore o un insegnante di riferimento.
1.f Compilazione del registro personale
Nella scuola dell’infanzia l’insegnante di sostegno annota sul registro delle attività quelle che ritiene
più significative e/o che hanno avuto ricadute positive o negative sulla crescita dell’alunno. Nella
scuola primaria e secondaria viene annotata sul registro elettronico ogni attività che si svolge con
l’alunno, sia all’interno che all’esterno della classe. È possibile segnalare il grado di comprensione
dell’argomento affrontato e l’impegno dell’alunno, oltre ad eventuali note aggiuntive sulla ricaduta
educativa dell’intervento.
2- ASSISTENTI AD PERSONAM
Gli assistenti ad personam sono una risorsa importante per la scuola: vengono assegnati su progetti
educativi che prevedono la figura di un mediatore, facilitatore delle relazioni e delle autonomie
personali degli alunni con disabilità. Sono richiesti dal servizio di neuropsichiatria infantile. Sono
parte integrante del progetto educativo predisposto sull’alunno/a, pertanto:
partecipano alla stesura e verifica della progettazione;
svolgono attività individualizzate predisposte dall’insegnante di sostegno all’interno
o all’esterno dell’aula (come da piano di lavoro inserito nel PEI);
si alternano nell’orario scolastico con i docenti di sostegno, secondo i criteri stabiliti e
il piano educativo individualizzato;
possono partecipare ai progetti, alle uscite didattiche previste per la classe; essi non
sono responsabili degli alunni della classe, deve essere quindi previsto un congruo numero
di docenti accompagnatori;
possono essere presenti agli incontri del GLHO con le famiglie e gli operatori sociosanitari.
Gli assistenti ad personam non hanno responsabilità sulla classe, ma solo sull’alunno con
certificazione, pertanto non è possibile affidare loro piccoli o grandi gruppi all’esterno della classe.
Poichè l'assistente educatore è assegnato al singolo alunno con disabilità, non è consentito che egli
presti servizio su altri alunni della classe in caso di assenza dell'alunno con disabilità. In questo caso
la famiglia avrà cura di informare tempestivamente la scuola dell'assenza, che provvederà a sua volta
a comunicarlo all'assistente comunale. Questi, in caso di assenza breve dell'alunno, potrà impiegare
le proprie ore di servizio su un altro alunno della scuola che ha diritto al suo supporto (da restituire
all'allievo assente in un momento successivo); in alternativa potrà capitalizzare le ore di assenza per
dedicarle all'assistenza dell'alunno durante attività quali viaggi d'istruzione, progetti ecc.
3- GRUPPO DI LAVORO GLHI
Il Gruppo di Lavoro Handicap d’Istituto (GLHI) ha compiti di organizzazione e d’indirizzo. È composto
dal Dirigente Scolastico, dalla/e Funzioni Strumentali che si occupano di alunni diversamente abili e
di inclusione e dai docenti di sostegno.
Le riunioni sono convocate e presiedute dal Dirigente Scolastico o, in sua assenza, dalla funzione
strumentale che si occupa degli alunni disabili. Di ogni seduta viene redatto apposito verbale.
Al bisogno possono essere invitati a partecipare alle riunioni anche il Presidente del Consiglio
d’Istituto, un operatore sanitario ASL e un rappresentante dei genitori.
I compiti principali della Commissione sono:
curare e accompagnare l’inserimento degli alunni con disabilità al fine di armonizzare
le relative procedure e l’organizzazione scolastica;
definire le modalità di accoglienza degli alunni con disabilità
rivedere ed aggiornare la documentazione e la modulistica d’istituto relativa agli
alunni disabili
supportare le attività dei Consigli di Classe/équipe pedagogiche e degli insegnanti di
sostegno, collaborando ad espletare le procedure corrette al fine di perseguire il massimo
sviluppo formativo degli alunni nel rispetto della normativa.
definire i criteri generali per la verifica dei PEI
analizzare la situazione complessiva dell’Istituto in merito al numero di alunni con
disabilità, alla tipologia di handicap e alle classi coinvolte
collaborare con il Dirigente scolastico nella elaborazione del quadro riassuntivo
generale della richiesta di organico dei docenti di sostegno sulla base delle necessità
formative degli alunni con disabilità desunte dai relativi PEI e dalla situazione delle classi in
cui sono inseriti
proporre l’acquisto di attrezzature, strumenti, sussidi e materiali didattici destinati
agli alunni con disabilità o ai docenti che se ne occupano
formulare proposte per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola
3.a GLH OPERATIVO SUL SINGOLO ALLIEVO (GLHO)
Generalmente vi partecipano l’insegnante di sostegno, il docente coordinatore di classe, l’assistente
ad personam se presente, i genitori dell’alunno e gli specialisti del servizio di neuropsichiatria
infantile o del centro medico-riabilitativo presso cui l’alunno è seguito.
4. FUNZIONE STRUMENTALE INCLUSIVITÀ/GLHI
La funzione strumentale, referente GLH d’Istituto, si occupa di:
•
organizzare gli incontri del GLH d'Istituto, che coordina e che, su delega del Dirigente
scolastico, presiede;
•
predisporre gli atti necessari per le sedute del GLH d’Istituto;
•
curare la documentazione relativa agli alunni diversamente abili, verificarne la
regolarità e aggiornarne i dati informativi
•
stendere la bozza del Piano Annuale dell’Inclusione da proporre al GLHI
•
partecipare periodicamente a iniziative di formazione e aggiornamento per migliorare
la qualità dell’inclusione scolastica
•
collaborare col Dirigente Scolastico alla elaborazione del quadro riassuntivo generale
della richiesta di organico dei docenti di sostegno sulla base delle necessità formative degli
alunni con disabilità desunte dai relativi PEI, dalla situazione delle classi nelle quali sono
inseriti
•
collaborare all’accoglienza dei docenti specializzati per le attività di sostegno;
•
curare l’espletamento da parte dei Consigli di classe/équipe pedagogiche o dei singoli
docenti di tutti gli atti dovuti secondo le norme vigenti;
•
partecipare agli incontri territoriali sulla disabilità;
•
redigere il verbale degli incontri del GLH
•
rendicontare al Collegio docenti.
DOCUMENTI
Diagnosi Funzionale
Per diagnosi funzionale si intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello
stato psicofisico dell'alunno in situazione di handicap e deve tenere particolarmente conto delle
potenzialità registrabili. Questo documento viene redatto a cura della Neuropsichiatria Infantile. La
Diagnosi Funzionale è il punto di partenza per la stesura del Profilo Dinamico Funzionale.
Profilo Dinamico Funzionale
Il PDF, secondo il DPR del 24 febbraio 1994, descrive in modo analitico i possibili livelli di risposta
dell'alunno in situazione di handicap riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili attraverso
l’intervento didattico. Il Profilo Dinamico Funzionale viene redatto dai docenti curriculari e
dall’insegnante di sostegno, con la collaborazione dei familiari dell'alunno e della NPI e
dall’assistente educatore se presente.
Piano Educativo Individualizzato (PEI)
È il documento scolastico di sintesi dei dati conosciuti e di previsione degli interventi per l’anno
scolastico in corso. La programmazione didattico-educativa ivi contenuta viene predisposta entro i
termini approvati dal collegio docenti (fine ottobre) dall’insegnante di sostegno in collaborazione
con i docenti della classe e viene condivisa con la famiglia dell’alunno e, al bisogno, con la NPI. Il
consiglio di classe stabilisce se far raggiungere all’alunno gli obiettivi della classe, obiettivi minimi
rispetto alle programmazioni disciplinari o se far seguire programmazioni differenziate in tutte o in
alcune discipline, secondo il seguente schema:
Programmazione in base agli obiettivi
previsti per la classe
Programmazione semplificata o
ridotta
Programmazione differenziata
La programmazione si riferisce agli obiettivi previsti per la classe.
L’alunno con disabilità segue una programmazione uguale a quella
della classe, eventualmente con obiettivi minimi. Sarà
eventualmente adottata una metodologia di verifica e valutazione
adeguata alle capacità dell’alunno.
Consiste nel rendere più semplici determinati contenuti
disciplinari che vengono affrontati in classe.
L’alunno segue un programma completamente diverso da quello
previsto per la classe.
Nella programmazione sono specificate:
- le osservazioni di inizio anno;
- il numero di ore di sostegno e di assistenza educativa, se prevista;
- le materie seguite dall’insegnante di sostegno e dall’assistente ad personam (se presente)
- gli obiettivi, i contenuti, gli strumenti e i mezzi, i tempi;
- i criteri di valutazione adottati.
Il PEI è un documento importante e significativo anche da un punto di vista formale, che rimane agli
atti (se la certificazione non viene rinnovata dalla famiglia) o consegnato alla scuola di ordine
superiore. Il PEI, in quanto documento dinamico che segue la crescita dell’alunno, è modificabile
anche in corso d’anno, nei casi in cui se ne ravvisasse la necessità.
L’insegnante di sostegno al termine dell’anno scolastico predispone, in collaborazione con gli
insegnanti della classe, una relazione finale che contiene indicazioni precise sugli apprendimenti e
sulla crescita dell’alunno durante l’anno scolastico ed, eventualmente, indicazioni su successivi
interventi che si ritengono necessari.
TEMPI E FASI DI LAVORO
A Settembre
Il DS attribuisce le ore di sostegno, risorsa per tutta la classe nella quale è inserito l'alunno certificato,
sulla base delle indicazioni avute nei mesi precedenti e dell'organico assegnato dall'UST.
Sempre a settembre (dopo l'assegnazione dei docenti alle classi)
1. eventuali nuovi incontri con la famiglia per informazioni ed accordi operativi (es.:entrata e
uscita dell’alunno, orari delle terapie, ecc.);
2. presentazione della Diagnosi Funzionale al Consiglio di classe/équipe pedagogica con le
relative ulteriori informazioni sull’alunno;
3. avvio della programmazione;
Dalla prima settimana di lezione
- Inizio dell’attività educativa e didattica e della costruzione dei rapporti personali coi compagni e
con gli adulti;
- Orientamento negli spazi, nei tempi, nelle regole e nell’organizzazione della scuola;
- Avvio del percorso d’insegnamento apprendimento;
- Avvio contatti con NPI per gli incontri necessari alla stesura del PDF (per i nuovi iscritti) e del P.E.I.
(per tutti gli alunni con certificazione)
Entro novembre
Stesura del P.E.I. ed eventuali proposte di modifica del PDF (per gli alunni non di prima iscrizione)
Nel corso dell'anno scolastico
I docenti attuano, verificano e, se necessario, aggiornano e adeguano il PEI.
Incontrano periodicamente la famiglia.
Elaborano e somministrano prove di verifica adeguate al percorso previsto nel PEI.
Compilano il documento di valutazione che sarà riferito agli obiettivi indicati nel P.E.I.
Aprile /Maggio
Il GLHI elabora il P.A.I. (Piano Annuale per l'Inclusione) riferito all'anno scolastico successivo e il
quadro riassuntivo generale per la richiesta di organico dei docenti di sostegno sulla base delle
necessità formative degli alunni con disabilità.
Entro il termine delle lezioni
Stesura della relazione finale da parte dell'insegnante di sostegno, che deve essere approvata dal
Consiglio di Classe in sede di scrutinio.
Entro fine giugno (Dirigente e FS)
Sulla base delle informazioni raccolte e tenendo conto della situazione globale del sostegno
nell'Istituto, formula un'ipotesi di attribuzione di ore per l'insegnante di sostegno e valuta la
necessità di richiedere l'intervento dell'assistente educatore. E' su queste ipotesi che viene fatta la
richiesta di organico di sostegno.
ALTRE INFORMAZIONI
Prima iscrizione
I genitori, per l’iscrizione al primo anno di frequenza di ogni ordine di scuola, devono presentare la
seguente documentazione all'Istituto Comprensivo entro la data stabilita annualmente dalle
disposizioni ministeriali (di norma i primi mesi dell’anno precedente alla frequenza):
1.
Verbale di Accertamento e Diagnosi Funzionale della NPI competente per il luogo di
residenza o eventuale aggiornamento nel passaggio dalla primaria alla secondaria di
secondo grado.
2.
Segnalazione dell’eventuale partecipazione del proprio figlio ad attività terapeutiche
e/o riabilitative in orario scolastico (la richiesta di riduzione dell’orario di frequenza può
essere presentata anche in corso d’anno sulla base di motivazioni concordate con i terapisti
e i docenti di riferimento).
Nuove segnalazioni
Nel caso si rendesse necessaria la segnalazione di un alunno, è essenziale rendere nota la situazione
al Dirigente Scolastico e, con estremo tatto, alla famiglia. In secondo luogo dovrà essere compilato,
in triplice copia, il modello di segnalazione. Ogni copia dovrà essere firmata dal consiglio di classe,
dai genitori, dal Dirigente ed, in seguito, portata a far protocollare in segreteria. Una copia verrà
consegnata agli atti, in Presidenza. La seconda copia rimarrà al consiglio di classe, mentre la terza
sarà data alla famiglia la quale potrà utilizzarla per richiedere la prima visita dallo specialista e porre
inizio all’iter della valutazione dell’alunno.
Uscite didattiche e visite d’istruzione
In fase di progettazione di uscite didattiche e visite d’istruzione si terranno presenti le esigenze e le
eventuali difficoltà degli alunni disabili (attenzione a mete, mezzi di trasporto, presenza di barriere
architettoniche, ecc.). Per gli alunni con disabilità la Nota n. 645 dell'11/04/2002 pone particolare
attenzione al diritto degli alunni disabili a partecipare alle gite scolastiche. La Nota richiama le
CC.MM. n. 291/92 e n. 623/96 che affidano alla comunità scolastica la scelta delle modalità più
idonee per garantire tale diritto. Il rapporto docenti-alunni di 1 a 15 durante le uscite, in presenza di
alunni certificati, scende in base alla gravità del caso, anche nell’eventualità che sia presente
l’assistente ad personam o il genitore. Si ricorda che non è un obbligo del docente di sostegno
partecipare ad uscite e visite, qualunque insegnante della scuola può accompagnare il gruppo-classe,
purché si raggiunga il numero di accompagnatori necessario. Si valuterà caso per caso l’opportunità
della partecipazione del docente di sostegno, in base alle esigenze dell’alunno.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado
Via Aldo Moro n. 6 - 23019 TRAONA (SO)
Tel. 0342 653340 / Fax n. 0342 653521
e-mail: [email protected] - [email protected]
e-mail PEC: [email protected] - sito web: www.ictraona.it
REGOLAMENTO
DI
ISTITUTO
In vigore nelle scuole dell’istituto comprensivo:
Scuola secondaria “E. Vanoni” - Traona
Scuola primaria “Bruno Castagna” – Traona
Scuola primaria – Mantello
Scuola primaria – Mello
Scuola infanzia “Bolle di sapone” – Traona
Scuola infanzia - Mantello
SOMMARIO
TITOLO I
Premessa
TITOLO II – GENERALITA’ – PRINCIPI ED OBIETTIVI
Art. 1 Premesse
Art. 2 Principi
Art. 3 Obiettivi
Art. 4 Approvazione, modifiche e applicazione
TITOLO III – FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Art. 5 Luoghi di riunione
Art. 6 Programmazione delle attività degli organi collegiali
Art. 7 Svolgimento coordinato delle attività degli organi collegiali
Art. 8 Costituzione del Consiglio di Istituto
Art. 9 Prima convocazione del consiglio di istituto ed elezione del presidente e del vice presidente
Art. 10 Convocazione del Consiglio di istituto
Art. 11 Validità delle seduta
Art. 12 Pubblicità delle sedute del Consiglio di istituto
Art. 13 Discussione dell’ordine del giorno
Art. 14 Mozione d’ordine
Art. 15 Dichiarazione i voto e votazioni
Art. 16 processo verbale
Art. 17 surroga di membri cessati e decadenza
Art. 18 Dimissioni
Art. 19 Presenza alle riunioni
Art. 20 Commissioni
Art. 21 Pubblicità degli atti
Art. 22 Giunta esecutiva
Art. 23 Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti
Art. 24 Norme di funzionamento dei Consigli di classe, Interclasse e Intersezione
Art. 25 Assemblea dei genitori degli alunni
TITOLO IV – USO DEGLI SPAZI DIDATTICI, DEGLI UFFICI DI SEGRETERIA E DI PRESIDENZA
Art. 26 Spazi didattici
Art. 27 Conservazione delle strutture e delle dotazioni
Art. 28 Biblioteca di plesso
Art. 29 uso della palestra e dei locali scolastici da parte di terzi
Art. 30 Funzionamento degli Uffici di segreteria e di Presidenza
TITOLO V – ORGANIZZAZIONE DELLA VITA SCOLASTICA
Art. 31 Orario scolastico
Art. 32 Rapporti con i genitori
Art. 33 Proposte di iniziative educative da parte di terzi
Art. 34 Raccolta di fondi all’interno della scuola
Art. 35 Comunicazioni alla scuola da parte di terzi
Art. 36 Visite guidate e viaggi di istruzione
Art. 37 Servizio mensa
Art. 38 Somministrazione farmaci
TITOLO VI – NORME RIGUARDANTI GLI ALUNNI
Art. 39 materiale scolastico e arredi
Art. 40 Modalità di giustificazioni ritardi e assenze
Art. 41 Infortuni
Art. 42 Uso del cellulare a scuola
Art. 43 Disposizioni disciplinari
Art. 44 organo di garanzia e impugnazioni
TITOLO VII – NORME RIGUARDANTI IL PERSONALE
Art. 45 Indicazioni sui doveri dei docenti
Art. 46 Doveri del personale amministrativo
Art. 47 Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici
Art. 49 Infortuni del personale
TITOLO VIII – VIGILANZA SUGLI ALUNNI
Art. 49 Obblighi del personale
TITOLO IX – NORME FINALI
Art. 50 – Norme finali
TITOLO I
PREMESSA
Il regolamento, di cui è dotata la scuola e che detta norme per alunni, docenti, famiglie e personale tutto della
scuola, contiene un insieme di norme tese a garantire un clima di generale benessere, nel rispetto delle regole e della
libertà di tutti. Esso non è dato una volta per tutte, ma può essere modificato dagli organi collegiali in rapporto a nuove
situazioni che dovessero emergere.
Il regolamento fa parte integrante del P.O.F. e della Carta dei servizi e viene diffuso tramite sito web della scuola
affinché tutte le diverse componenti della scuola partecipino con responsabilità e spirito democratico, collaborando
attivamente per potere contribuire alla formazione personale, culturale e professionale dei giovani e al loro responsabile
inserimento nella realtà sociale; affinché i rapporti tra i singoli o gruppi siano sempre improntati sulla correttezza e sul
pieno rispetto delle idee e della responsabilità altrui; affinché i rapporti tra studenti e docenti si conformino al dialogo e
alla collaborazione.
Alcuni elementi del presente regolamento sono stati predisposti per mettere a conoscenza, il lettore, del
funzionamento dell’istituzione scolastica, altri vogliono essere di aiuto, al personale docente e non docente, nel loro
lavoro.
Il presente regolamento è stato adottato dal Consiglio di Istituto nella seduta del 30/10/2015, con deliberazione n.
91.
Normativa di riferimento:
Art. 10, lettera a) del D.lvo n. 297/94
Art. 8 e 9 del DPR n. 275/99
D.I. n. 44/2001
DPR 294/98 Statuto delle studentesse e degli studenti
DPR 235/07
TITOLO II
GENERALITA’, PRINCIPI ED OBIETTIVI
Art. 1 – premesse
Il presente Regolamento è conforme ai principi e alle norme dello "Statuto delle Studentesse e degli Studenti", emanato
con il D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249, del Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni scolastiche, emanato con il D.P.R.
8 marzo 1999 n. 275, del D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567, e sue modifiche e integrazioni.
Il Regolamento di Istituto è inoltre necessariamente coerente con il Piano dell’Offerta Formativa che dalle stesse
previsioni dello Statuto trae i propri principi ispiratori e che, mediante il presente regolamento può, nel concreto, essere
predisposto garantendo che i suoi contenuti siano condivisi da tutte le componenti della scuola.
Il presente Regolamento è stato altresì armonizzato con il contenuto della legge 241/90 concernenti i principi generali
dell’azione amministrativa (imparzialità, trasparenza, ecc).
Art. 2 – principi
L’istituto comprensivo di Traona recepisce i principi ispiratori dello Statuto degli Studenti organizzando le proprie
attività ed il proprio funzionamento affinché esso riesca ad essere al contempo luogo di formazione e di educazione sia
attraverso l’acquisizione delle conoscenze sia attraverso lo sviluppo e la crescita della persona in tutte le sue dimensioni.
La scuola favorisce e promuove la formazione della persona e assicura il diritto allo studio garantito a tutti dalla
Costituzione. L'indirizzo culturale della scuola si fonda sui principi della Costituzione repubblicana, al fine di realizzare
una scuola democratica, dinamica, aperta al rinnovamento didattico - metodologico e ad iniziative di sperimentazione
che tengano conto delle esigenze degli alunni nel pieno rispetto della libertà di insegnamento e nell'ambito della
legislazione vigente. La scuola è aperta ai contributi creativi responsabilmente espressi da tutte le sue componenti. Gli
organi collegiali competenti potranno, inoltre, prendere in considerazione altri apporti che dovessero pervenire dalle
forze sociali e culturali organizzate esterne alla scuola. Sono considerati assolutamente incompatibili con i criteri sopra
enunciati, e quindi in ogni modo vietati, atti di intimidazione della libera e democratica espressione o partecipazione
delle varie componenti alla vita della scuola, manifestazioni di intolleranza, qualsiasi forma di violenza e
discriminazione.
La scuola si propone come luogo di educazione in senso ampio, dove il processo di apprendimento, l'acquisizione delle
conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica degli studenti vengono favoriti e garantiti dal "patto formativo";
attraverso di esso si realizzano gli obiettivi del miglioramento della qualità, della trasparenza, della flessibilità, della
collegialità e della partecipazione attiva, secondo le modalità definite dal Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto. Nello
spirito del "patto formativo", ogni componente si impegna ad osservare e a far osservare il presente regolamento, che,
secondo la prassi istituzionale, è adottato dal Consiglio di Istituto ai sensi dell'Art.10.3, comma a, del D.Lgs. 297/1994
ed ha pertanto carattere vincolante. È uno strumento a carattere formativo, che definisce le corrette norme relazionali e
procedurali alle quali far riferimento, il cui rispetto diviene indice di consapevole e responsabile partecipazione alla vita
scolastica.
Art. 3 – Obiettivi
Il Regolamento di Istituto disciplina in particolare il rapporto tra utenti e operatori scolastici all'interno dell'Istituto e
verso l’esterno. Insieme al Piano dell'Offerta Formativa (POF), costituisce il documento
fondamentale dell'Istituto. Nella sua articolazione esso si propone di garantire il conseguimento dei
seguenti obiettivi:
- Lo svolgimento ordinato della attività formative, in armonia con i principi propri della comunità scolastica,
rendendo pubblico e documentato il suo funzionamento organizzativo, nel rispetto dei vincoli di legalità,
imparzialità, trasparenza, ragionevolezza, buon andamento ed economicità dell’azione amministrativa.
- La qualità del servizio formativo, mediante una programmazione consapevole e partecipata di tutte le parti
interessate ai processi formativi, sia nelle modalità delle erogazioni della formazione curriculare sia per quanto
attiene le attività complementari ed integrative.
- La libertà di espressione e la tutela dei diritti individuale e collettiva, assicurando la fruizione della
conoscenza, la tutela della sicurezza degli individui che la frequentano, la salubrità degli ambienti, la crescita
della persona promuovendo il senso di responsabilità di tutti i membri della comunità.
- Un’efficiente comunicazione tra persone ed un funzionamento costantemente in grado di attestare la
trasparenza dei propri comportamenti con un’ampia circolazione dell’informazione interna ed esterna.
- Il massimo utilizzo delle risorse e delle strutture di cui l’istituto dispone, intese pertanto come bene comune da
rispettare e tutelare.
Art. 4 – approvazione, modifiche e applicazione
Il presente regolamento è approvato dal Consiglio di istituto e può essere modificato dal Consiglio stesso, secondo le
modalità previste dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, anche su proposta delle singole componenti scolastiche
e degli Organi Collegiali, previa informazione e condivisione da parte di tutta la comunità scolastica.
L’applicazione del Regolamento è affidata a tutta la comunità scolastica affinchè ciascuno si impegni a rispettarlo e a
farlo rispettare.
TITOLO III
FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Art. 5 – Luoghi di riunione
Le riunioni del Consiglio di Istituto, del Collegio dei Docenti si svolgono di norma nella sede della Scuola secondaria
di primo grado “E.Vanoni” di Traona. Le riunioni dei Consigli di classe, interclasse e dei Consigli di intersezione si
svolgono nelle rispettive sedi.
Art.6 - programmazione delle attività degli organi collegiali
Ciascuno degli organi collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo
di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in
linea di massima, la discussione degli argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare
decisioni, proposte o pareri.
Art.7 - svolgimento coordinato dell’attività degli organi collegiali
Ciascun organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri organi collegiali che esercitano competenze parallele,
ma con rilevanza diversa, in determinate materie.
Art.8 - costituzione del consiglio d’istituto
Il Consiglio di istituto dell’I.C. di Traona è un organo collegiale costituito a norma dell’art. 8 e con le attribuzioni di cui
all’art. 10, Parte I del T.U n° 297/94.
I membri del Consiglio sono eletti nelle rispettive componenti:
a) n° 8 rappresentanti del personale docente;
b) n° 2 rappresentanti del personale non docente;
c) n° 8 rappresentanti dei genitori;
il Dirigente Scolastico è membro di diritto.
Art.9 - prima convocazione del consiglio d’istituto ed elezione del presidente e vice presidente
La prima convocazione del C.d.I., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta
dal Dirigente Scolastico.
Nella prima seduta, il C.d.I. è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del
Consiglio stesso, il proprio Presidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del
C.d.I. E' data facoltà al C.d.I. di optare per il voto palese per alzata di mano qualora dei genitori presenti uno soltanto
dia la sua disponibilità ad assumere il ruolo di Presidente dell'organo collegiale.
E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti
del C.d.I.
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei
votanti, sempre che siano stati presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione
finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).
Il C.d.I. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con
le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume
le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.
Nella prima seduta, in base all’art. 8 del T.U. viene eletta la Giunta Esecutiva, di cui all’art. 18 del presente Regolamento.
Compiti del presidente
Il presidente del Consiglio d’Istituto svolge i seguenti compiti:
a. convoca, sentita anche la Giunta Esecutiva, il Consiglio di Istituto;
b. presiede le riunioni e dirige le discussioni;
c. rispetta e fa rispettare il diritto di iniziativa del Consiglio e il metodo democratico;
d. demanda alla Giunta Esecutiva l’esecuzione delle delibere adottate;
e. affida le funzioni di segretario ad un membro del Consiglio.
Considerata la durata triennale dell’incarico e tenuto presente che nel corso di tre anni si possono verificare situazioni
di ineleggibilità e di difficoltà di funzionamento della presidenza, la sostituzione del Presidente avviene mediante
votazione segreta con la maggioranza assoluta in prima votazione e relativa nella seconda votazione.
Appena eletto, il Presidente provvede alla designazione di un segretario, a cui verrà affidato l'incarico di redigere il
verbale delle sedute.
Art.10 - convocazione del consiglio d’istituto
ll Consiglio di Istituto si riunisce ordinariamente, salvo diversa disposizione, tre volte all’anno (ai sensi degli artt. 2, 6,
18, del Decreto Interministeriale 1/02/2001 n° 44):
- entro il 15 dicembre dell’anno precedente quello di riferimento per l’approvazione del programma annuale,
salvo quanto previsto in materia di "esercizio provvisorio" dall'art.8 D.I .n.44/01.
- entro il 30 aprile per l’approvazione del conto consuntivo (ai sensi degli artt.2 e 18 del Decreto
Interministeriale 1/02/2001 n° 44);
- entro il 30 giugno per la verifica delle disponibilità finanziarie dell’istituto e per la verifica dello stato di
attuazione del programma
La convocazione del C. di. I. è esercitata dal Presidente dell'Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti,
nonché dalla Giunta Esecutiva. La convocazione è effettuata con almeno 5 giorni di anticipo rispetto alla data prevista
per la seduta e con almeno 24 ore in caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione può essere fatta
telefonicamente.
L’avviso di convocazione deve essere scritto, contenere l’ordine del giorno con l’indicazione sufficientemente
dettagliata degli argomenti da trattare, il luogo e l’ora di convocazione e deve essere affisso all’Albo della scuola.
L’Organo Collegiale si riunisce, inoltre, quando se ne ravvisi la necessità.
Le riunioni sono pubbliche è sia volgono di norma in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei componenti eletti
e in orari non coincidenti con le lezioni.
Art. 11 - validità delle sedute
Le riunioni sono dichiarate valide dal Presidente, dopo la constatazione della regolarità delle convocazioni, se all’ora
indicata negli avvisi di convocazione sono presenti la metà più uno dei componenti in carica, non vanno computati i
membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti. Il numero legale deve sussistere all’inizio della seduta e può essere
verificato a richiesta, nel corso della stessa.
Art.12 - pubblicità delle sedute del consiglio d’istituto
Gli elettori delle componenti rappresentate nel Consiglio d’Istituto possono assistere alle riunioni del Consiglio delle
quali vengono informati mediante avviso affisso all’albo della sede di Dirigenza.
Gli appartenenti alle componenti scolastiche, che intendono presenziare ad una riunione, debbono farsi riconoscere dal
personale di sorveglianza e vengono ammessi in base all’ordine di arrivo nella sala in cui si svolgono le riunioni, nel
rispetto della capienza e dell’idoneità del medesimo locale.
Il pubblico presente alla seduta non può intervenire alla discussione e deve astenersi da qualsiasi manifestazione di
consenso o dissenso.
Alle riunioni del Consiglio il pubblico non è ammesso quando vi siano in discussione argomenti riguardanti persone.
L’eventuale esclusione del pubblico, deve essere motivata nell’avviso di convocazione e può essere applicata all’intera
seduta o a parte di essa.
Il Consiglio d’Istituto può, quando ne ravvisi la necessità, invitare a partecipare alle riunioni, rappresentanti della
Provincia, del Comune, dei Consigli di Circoscrizione, delle Organizzazioni Sindacali o di altri Enti.
Definisce quindi le persone da invitare e dà mandato al Presidente di rivolgere l’invito per iscritto, da assumere al
protocollo della scuola.
Art.13 - discussione dell’ordine del giorno
Il presidente individua tra i membri dell’Organo Collegiale il segretario della seduta. E’ compito del Presidente porre in
discussione tutti gli argomenti all’O.d.G. nella successione in cui compaiono nell’avviso di convocazione L’ordine di
trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente dell’Organo Collegiale, previa
approvazione a maggioranza Per discutere o votare su argomenti che non siano all’ordine del giorno è necessaria una
deliberazione approvata con una maggioranza di due terzi dei componenti.
In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso O.d. G. salvo eventuali integrazioni. A
conclusione di ogni seduta del C.d.I. i singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell’O.d.G della riunione
successiva.
Art.14 - mozione d’ordine
Prima della discussione di un argomento all’O.d.G., ciascuno dei componenti presenti alla seduta può presentare una
mozione d’ordine per il non svolgimento della predetta discussione (questione pregiudiziale) oppure perché la
discussione dell’argomento stesso sia rinviata (questione sospensiva).
La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione. Sulla mozione d’ordine possono prendere la
parola due consiglieri, di cui uno favorevole e l’altro contrario, per illustrare, rispettando il termine previsto per tutti gli
interventi, le rispettive posizioni.
Sulla mozione d’ordine il Consiglio si pronunzia a maggioranza con voto palese.
Art.15 - dichiarazione di voto e votazioni
Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i
votanti possono esprimere brevemente i motivi per i quali voteranno a favore o contro l’oggetto della votazione o i
motivi per i quali si asterranno. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.
Le votazioni si esprimono in modo palese per alzata di mano ovvero per appello nominale, quando lo richiedono il
Presidente o un consigliere.
Le sole votazioni concernenti persone si esprimono a scrutinio segreto.
La votazione non può aver luogo in caso di mancanza del numero legale.
I consiglieri che si astengono dal voto sono computati nel numero necessario per rendere legale l’adunanza, ma non nel
numero dei votanti.
Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. In caso di parità, per le votazioni
palesemente espresse, prevale il voto del Presidente.
La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può essere ripetuta,
a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi sia diverso da quello dei votanti.
Art.16 - processo verbale
Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell'adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi presiede, chi
svolge la funzione di segretario, l'avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei
presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no.)
Per ogni punto all'O.d.G. si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà
conto dell'esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti
e nulli).
Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito. Un membro dell'Organo
Collegiale può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo membro sulla materia oggetto della
deliberazione.
I membri dell' Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del
segretario sul verbale. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate,
timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell'ambito dello
stesso anno scolastico.
I verbali delle sedute possono:
• essere redatti direttamente sul registro;
• se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da
segretario e Presidente in ogni pagina.
Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Quando ciò non è possibile per ragioni di tempo si
approverà prima dell'inizio della seduta immediatamente successiva.
Art.17 - surroga di membri cessati e decadenza
Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell'art. 35 del
D.Lgs. 297/94.
Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo
degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre/quadrimestre di ogni anno scolastico.
I membri subentranti cessano anch'essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio.
Decadenza
I membri dell'Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l'eleggibilità o non
intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi. Spetta all'Organo Collegiale vagliare le giustificazioni
addotte dagli interessati.
Art.18 - dimissioni
I componenti eletti dell'Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per iscritto.
E' ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all'Organo Collegiale. L'Organo Collegiale
prende atto delle dimissioni.
In prima istanza, l'Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito.
Una volta che l'Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili.
Il membro dimissionario, fino al momento della presa d'atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell'Organo
Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l'Organo Collegiale medesimo.
Art.19. - presenza alle riunioni
La presenza alle riunioni ordinarie e straordinarie è obbligatoria per tutti i consiglieri.
Chi fosse impedito a partecipare deve darne comunicazione telefonica alla Direzione e, se richiesta, motivazione scritta
al Presidente dell’organo Collegiale.
I membri eletti che non intervengono, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive sono considerati decaduti e
surrogati dai primi dei non eletti delle rispettive liste di appartenenza.
Art.20 - commissioni
Il C.d.I., al fine di rendere più agile e proficua la propria attività e per le materie di particolare rilievo e importanza può
deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio designate dal Consiglio stesso.
Il Consiglio di Istituto, qualora debba esaminare problemi particolari, ha facoltà di invitare alle riunioni a titolo
consultativo persone considerate esperte nelle materie da trattare o specialisti che operano in modo continuativo nella
scuola con compiti medico-psico pedagogici.
Alle commissioni eventualmente costituite possono essere chiamati a far parte esponenti delle varie componenti
scolastiche, i rappresentanti delle Amministrazioni Comunali, di altri organi collegiali della scuola e delle associazioni
che operano in campo educativo o esperti esterni, ritenuti particolarmente qualificati con riguardo alle questioni oggetto
di studio.
Le commissioni non possono avere alcun potere decisionale e svolgono la propria attività secondo le direttive e le
modalità stabilite dal Consiglio. Le commissioni di lavoro, per meglio adempiere ai propri compiti, possono, previa
indicazione del Consiglio, sentire esperti nelle materie da trattare.
Art.21 - pubblicità degli atti
La pubblicità degli atti del Consiglio di Istituto, disciplinata dall’art. 43 del DPR n. 297/94, deve avvenire mediante
affissione all’Albo della copia integrale delle delibere adottate dal Consiglio stesso.
L’affissione all’Albo deve avvenire entro il tempo massimo di 10 giorni dalla seduta del Consiglio stesso.
La copia delle delibere deve rimanere affissa all’Albo per almeno 10 giorni.
I verbali e tutti gli altri atti scritti preparatori sono depositati nell’Ufficio di segreteria dell’istituto Comprensivo e per lo
stesso periodo sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta.
Il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi ne dispone l’affissione e attesta in calce la data dell’affissione.
Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni riguardanti le singole persone, salvo contraria richiesta
scritta dell’interessato.
L’informazione all’utenza del Piano dell’offerta Formativa (P.O.F.) avverrà mediante affissione all’albo pretorio di
copia dello stesso documento. Copia del medesimo sarà depositata presso la segreteria della scuola. La pubblicizzazione
degli altri atti della scuola sarà effettuata nel rispetto delle disposizioni in materia.
Art.22 - giunta esecutiva
La Giunta Esecutiva è eletta dal Consiglio di Istituto ai sensi dell’art. 8, comma 7 del D. Lg.vo n.297/94 con le stesse
modalità dell’elezione del Presidente; essa è composta dal Dirigente Scolastico che la presiede (membro di diritto) dal
D.S.G.A (membro di diritto) che svolge le funzioni di segretario, un docente, due genitori e un rappresentante del
personale tecnico e amministrativo. In caso di assenza o impedimento del Presidente le funzioni saranno svolte da uno
dei collaboratori designati dal Dirigente Scolastico.
I Componenti della Giunta Esecutiva possono essere sostituiti con le stesse modalità e per i medesimi motivi per i quali
il Consiglio procede nei riguardi del Presidente.
La Giunta esecutiva ha compiti istruttori ed esecutivi, rispetto all’attività del Consiglio e svolge la propria attività
nell’ambito delle decisioni del Consiglio. La Giunta non ha potere deliberante nemmeno nei casi più urgenti, né è
consentita la delega da parte del Consiglio del proprio potere deliberante. La Giunta, nel preparare i lavori del Consiglio
e nel formulare le proposte di sua competenza, deve attenersi a quanto emerso nell’ultima riunione dell’Organo
Collegiale e alle istanze presentate per iscritto, in tempo utile, dai consiglieri.
Art. 23 – norme di funzionamento del Collegio dei Docenti
Il Collegio dei docenti si insedia all’inizio dell’anno e secondo il piano annuale delle attività concordato.
Le riunioni sono convocate dal Dirigente scolastico in seduta ordinaria, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente
scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.
Il Collegio dei docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare la nomina di commissioni
di lavoro e/o di studio.
Delle commissioni nominate dal Collegio dei Docenti possono far parte membri del Collegio stesso, altri componenti
rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni
possono eleggere un coordinatore.
Art. 24 – norme di funzionamento dei consigli di classe, interclasse, intersezione
I Consigli di classe, interclasse e intersezione si insediano all’inizio di ogni anno scolastico e sono convocati in seduta
ordinaria secondo il calendario predisposto dal Dirigente scolastico e concordato con il Collegio dei Docenti. I consigli
possono essere convocati in seduta straordinaria dal Dirigente scolastico o dalla maggioranza dei componenti del
consiglio, con richiesta scritta e motivata al Capo di istituto, il quale deve procedere alla convocazione entro otto giorni
della richiesta.
Sono presieduti dal Dirigente Scolastico o da un docente, suo delegato.
In ogni consiglio di classe viene nominato un coordinatore, indipendentemente dalle materie di insegnamento, al fine di
coinvolgere in maniera attiva, propositiva e collaborativa tutte le figure disciplinari presenti all’interno del Consiglio.
Il Coordinatore sarà il referente del Consiglio secondo le direttive ricevute dal Dirigente scolastico.
Alle riunioni partecipano tutte le componenti elettive, ad eccezione delle riunioni in cui si deve deliberare su materie
riguardanti le singole persone.
Art. 25 – assemblee dei genitori degli alunni
L’assemblea dei genitori è l’ambito in cui dibattere e fare proposte su tematiche attinenti ai rapporti scuola-famiglia e
su temi di carattere educativo. Le assemblee dei genitori possono essere di classe, di plesso, di istituto. Le assemblee dei
genitori sono convocate quando se ne ravvisa la necessità, mediante avviso redatto dai rappresentanti degli stessi ed
indirizzato a ciascun genitore. Le assemblee saranno coordinate dai rappresentanti nel Consiglio di Istituto o di classe.
Alle assemblee possono partecipare, se invitati e con solo diritto di parola, gli operatori scolastici.
Le varie assemblee sono invitate a darsi un regolamento per il proprio funzionamento Di ogni assemblea é redatto il
verbale, firmato dal presidente e dal segretario nominati dall’assemblea stessa, dal quale risulti il numero dei convocati,
il numero dei presenti e le decisioni prese.
Le assemblee possono avanzare proposte agli organi collegiali su tutte le materie di competenza degli stessi.
TITOLO IV
USO DEGLI SPAZI DIDATTICI, DEGLI UFFICI DI SEGRETERIA E
PRESIDENZA
Art. 26 – spazi didattici
1. Per quanto concerne l’uso dei locali scolastici si stabiliscono i seguenti criteri in ordine di priorità:
a) Locali adibiti ad aule (uno per ogni classe)
b) Locali per attività di sostegno e di recupero
c) Locali per laboratori di lingua straniera, di scienze e di informatica
d) Locali che prevedono una pluralità di funzioni sulla base della programmazione educativa e didattica annuale
(aula video, aula lettura, aula gioco, aula attività espressive, aula scienze,..)
e) Palestra.
I criteri di organizzazione e di rotazione saranno fissati nella programmazione educativa e didattica annuale a
livello di singoli Plessi
2. Si prevede l’utilizzo di una sala riunioni per il collegio docenti e per le assemblee con i genitori e di un locale
per la biblioteca degli insegnanti (nella sede della scuola secondaria di 1^ grado)
3. La struttura scolastica della scuola dell’infanzia è suddivisa in vari spazi adibiti a determinate funzioni: aule,
salone, refettorio, cucina, servizi igienici, spogliatoi, cortile. Tali spazi sono utilizzati in forma flessibile in base
alle esigenze di ogni singola scuola. In ogni ambiente sono strutturati degli angoli (laboratori per attività
specifiche in relazione alla programmazione educativa e didattica)
4. I criteri stabiliti devono assicurare la disponibilità, a tutte le classi della scuola, dei locali sopra indicati mediate
rotazione oraria.
Art. 27 – conservazione delle strutture e delle dotazioni
Il Dirigente Scolastico, su designazione del Collegio dei Docenti, o sue articolazioni, provvede a nominare, all’inizio di
ogni anno scolastico, i responsabili della biblioteca, della palestra e dei laboratori, con il compito di verificare l’uso
corretto delle attrezzature e dei sussidi didattici e audiovisivi, di controllare lo stato d’uso e di concordare con il Dirigente
Scolastico eventuali interventi volti alla manutenzione e alla conservazione delle dotazioni.
Art. 28 – biblioteca di plesso
1. In ciascun plesso funziona la biblioteca ad uso degli alunni che verrà aggiornata e potenziata di anno in anno in
base alle disponibilità finanziarie della scuola.
2. Ciascun plesso decide autonomamente le modalità di accesso, di utilizzo e i criteri del prestito del materiale
bibliografico
Art. 29 - Uso della palestra e dei locali scolastici da parte di terzi
1. Si prevede l’uso dei locali scolastici da parte dei Gruppi, Enti, Associazioni non aventi scopo di lucro, che
organizzano attività con finalità culturali, sociali, educative, sportive, o ricreative.
2. Il parere favorevole del Consiglio di istituto è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:
a) le attività per le quali è richiesto l’uso dei locali devono svolgersi in orario extrascolastico;
b) deve essere garantita la pulizia con modalità da concordare tra l’Amministrazione comunale e i
richiedenti;
c) spetta all’Amministrazione Comunale concedente concordare con i richiedenti le modalità di apertura e
chiusura dell’Edificio Scolastico, incaricandone persona di fiducia;
d) il responsabile dell’uso dei locali è tenuto a vietare l’accesso agli spazi non indicati nel provvedimento di
concessione e a vigilare che non siano usati sussidi o materiali della scuola, salvo diverso accordo con
l’istituto;
e) in ogni momento la Dirigenza scolastica può disporre modifiche dell’orario e del calendario concordati,
quando l’attività didattica risulta disturbata;
f) gli eventuali danni arrecati alle strutture o alle attrezzature devono essere rimborsati.
3. Il materiale ginnico della scuola può essere utilizzato esclusivamente da gruppi che operano senza fini di lucro
e che ne facciano specifica richiesta. Gli eventuali danni devono comunque essere rimborsati. A tal fine è
necessario che il Comune comunichi alla scuola il prospetto dell’orario settimanale di utilizzo della palestra da
parte delle Società e delle Associazioni.
4. Il Dirigente Scolastico è autorizzato a dare parere favorevole all’uso dei locali scolastici, nel rispetto di quanto
previsto nei commi precedenti del presente articolo, ogni volta che il Consiglio di Istituto non sia in grado di
rispondere in tempo utile con apposita delibera.
5. Il Dirigente Scolastico informerà il Consiglio di Istituto delle autorizzazioni concesse, nella prima riunione
successiva.
Art. 30 – funzionamento degli uffici di segreteria e presidenza
Gli Uffici di segreteria, durante le attività didattiche, sono aperti al pubblico in orario antimeridiano e pomeridiano in
funzione delle esigenze dell’utenza esterna ed interna, con orari deliberati annualmente dal Consiglio di Istituto.
La conservazione del materiale informatico ed altro è affidata al Direttore dei Servizi generali ed Amministrativi.
Il Dirigente Scolastico riceve in orario antimeridiano previo appuntamento telefonico.
La manutenzione e l’adeguamento alle norme di sicurezza dei locali scolastici affidati al Dirigente Scolastico sono a
carico dell’Ente Locale.
TITOLO V
ORGANIZZAZIONE DELLA VITA SCOLASTICA
Art. 31 – orario scolastico
Gli orari delle lezioni vengono deliberati dal Consiglio di Istituto sulla base del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) ,
tenendo conto degli ordinamenti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo
grado, delle necessità espresse dalle famiglie e in base all’organizzazione dei servizi (trasporti e refezione scolastica)
predisposta dall’Ente Locale. L’orario di servizio dei docenti deve essere funzionale allo svolgimento dell’attività di
insegnamento e di tutte le ulteriori attività di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione al processo di
insegnamento-apprendimento.
Art.32 – rapporti con i genitori
1. La scuola, per conseguire le finalità istituzionali di educare, formare, istruire e contribuire al pieno sviluppo
della personalità degli alunni in un’ottica di sistema formativo integrato, ritiene fondamentale la collaborazione
e la partecipazione della famiglia alla vita della scuola. Per favorire l’esercizio di questo diritto-dovere si
prevedono, in aggiunta alle altre modalità di comunicazione (libretto personale, avvisi, ecc…):
a) partecipazione agli organi collegiali;
b) incontri pomeridiani, individuali e collegiali con i docenti;
c) incontri mattutini individuali in un’ora di ricevimento settimanale a disposizione da ciascun docente, previo
richiesta in anticipo da parte della famiglia, per scuola secondaria di primo grado;
d) iniziative di formazione;
e) partecipazione a progetti scolastici inseriti nel piano dell’offerta formativa.
2. Si prevedono incontri a cadenza bimestrale. Vige la possibilità da parte di genitori ed insegnanti di ulteriori
incontri individuali da convocare previo appuntamento. Si prevede un’assemblea di inizio anno scolastico per
le classi prime dei tre ordini di scuola, con la presenza dei docenti. I genitori si possono riunire in assemblea con
o senza gli insegnanti della classe.
Art. 33 – proposte di iniziative educative da parte di terzi
E’ ammessa la diffusione tra gli insegnanti delle proposte di iniziative educativo-didattiche rivolte alle classi, da parte
degli Enti Locali di appartenenza, degli organismi nazionali ed internazionali, degli Enti e delle organizzazioni operanti
sul territorio senza fini di lucro. Le iniziative per le quali è prevista una spesa da parte delle famiglie saranno vagliate
dal Consiglio di Istituto. La partecipazione alle iniziative di cui al presente articolo è lasciata alla libera determinazione
del Collegio Docenti o alla volontà del gruppo docente di ciascuna classe.
Art. 34 – raccolta di fondi all’interno della scuola
La scuola, in casi eccezionali, può promuovere raccolte di denaro tra i genitori degli alunni e tra i privati, disponibili a
sostenere le attività per l’ampliamento dell’offerta formativa. Possono essere effettuate anche raccolte a scopo benefico
a favore di persone, enti o associazioni.
Tutti i contributi raccolti che pervengono alla scuola sono introitati in bilancio e sono destinati, in ordine prioritario:
a) alle finalità indicate dagli offerenti stessi o dai promotori della raccolta, se lo scopo è benefico o di supporto
alla didattica;
b) alle finalità deliberate dal Consiglio di Istituto, anche su proposta del Collegio dei docenti;
c) alle finalità proposte dai Consigli di classe, interclasse o di intersezione delle scuole che hanno ricevuto i
contributi.
Eventuali premi assegnati ad una o più classi o sezioni che abbiano partecipato a concorsi sono di spettanza delle classi
o sezioni che ne hanno avuto il merito. Se si tratta di premi in denaro, questi verranno utilizzati a favore delle classi o
sezioni interessate per iniziative didattiche oppure per acquisto di materiale di consumo o di investimento.
Art. 35 – comunicazioni alla scuola da parte di terzi
1. qualsiasi tipo di materiale deve essere visionato dall’Ufficio di Presidenza;
2. le locandine e i manifesti inviati dagli Enti Locali, da Associazioni e gruppi non aventi scopo di lucro, riguardanti
iniziative culturali o sportive, vengono affissi sugli appositi spazi murali della scuola;
3. sono escluse l’affissione e la distribuzione di materiale partitico;
4. è consentita la distribuzione di materiale agli alunni, all’interno dell’edificio scolastico, solo se provenienti dagli
Enti locali, dalle Associazioni e dalle Organizzazioni operanti sul territorio senza fine di lucro, previa
autorizzazione del Dirigente Scolastico;
5. per quanto riguarda il materiale informativo a carattere sindacale ci si attiene agli accordi presi con le R.S.U.
Art.36 – visite guidate e viaggi d’istruzione
1. Premessa
Le visite guidate e i viaggi di istruzione presuppongono una precisa, adeguata programmazione didattica e
culturale predisposta fin dai primi mesi dell’anno scolastico e si configurano come esperienze di apprendimento
e di crescita della personalità dell’alunno. Tale fase deve rappresentare un momento di particolare impegno dei
docenti, dei Consigli di Classe, di Interclasse, di Intersezione, del Collegio dei Docenti e si deve basare su quanto
stabilito dall’art. 6 della C.M. 291/92. Il Collegio dei Docenti, sentito il parere favorevole del Consiglio di
Classe, di Interclasse, di Intersezione, esprime la propria valutazione sull’effettuazione di visite guidate e di
viaggi di istruzione in qualsiasi periodo dell’anno.
2. Organismi decisionali e competenze
a) L'intera gestione delle visite guidate, dei viaggi di istruzione rientra nella completa autonomia decisionale
e nella diretta responsabilità degli organi delle istituzioni scolastiche, che non devono richiedere alcuna
autorizzazione preventiva (C.M. 623/96, DPR 275/99 art. 14 comma 6, DPR 347/2000).
b) Il Consiglio d'istituto predispone e approva il regolamento generale.
c)
Il Dirigente Scolastico, sulla scorta della deliberazione del Consiglio di istituto, circa la determinazione dei
criteri e dei limiti per lo svolgimento dell'attività negoziale da parte del Dirigente medesimo, e del
regolamento generale di cui sopra, dispone l'effettuazione dei viaggi di istruzione, sulla base delle proposte
presentate dai Consigli di classe e sulla scorta della programmazione annuale dei viaggi di istruzione da
parte del Collegio dei docenti in relazione al POF.
3. Principi e criteri generali
a) Si definiscono viaggi di istruzione culturali quelli che hanno finalità essenzialmente cognitive di aspetti
paesaggistici, monumentali o folcloristici; tali viaggi possono avere la durata di più giorni.
b) Si definiscono visite guidate quelle effettuate nell’arco di una sola giornata connesse alla visita di gallerie,
monumenti, mostre, musei, aziende, attività lavorative, sportive ed escursioni naturalistiche.
c) Scuola infanzia: uscite didattiche effettuate nell’arco di una sola giornata nell’ambito della Regione
Lombardia. Scuola primaria: uscite effettuate nell’arco di una sola giornata, salvo particolari progetti e/o
iniziative provenienti dal MIUR o da Enti Comunitari e Nazionali, da valutarsi in sede di Consiglio di
Classe/Interclasse e da approvare in Consiglio di Istituto. Scuola secondaria: preferibilmente uscite
effettuate nell’arco di una sola giornata fino ad un massimo di cinque giorni in caso di specifiche e motivate
richieste dei Consigli di Classe.
d) I viaggi d’istruzione e le visite guidate sono considerati lezioni a tutti gli effetti; pertanto, deve partecipare
al viaggio almeno l’80% degli allievi; devono essere programmati dagli Organi collegiali in piena sintonia
e coerenza con gli obiettivi didattici, formativi e culturali previsti nel POF. Nel programmare i viaggi la
scuola si preoccuperà di non pesare troppo sui bilanci familiari e si atterrà ai tetti di spesa stabiliti dal
Consiglio di Istituto;
e) I viaggi/visite sono deliberati nelle prime riunioni dei Consigli di Classe (preferibilmente entro il mese di
novembre); l’organizzazione deve essere gestita dal docente coordinatore di classe o da un docente
referente, in collaborazione con l’ufficio di segreteria.
f) È vietato effettuare viaggi/visite durante il periodo degli scrutini e nell'ultimo mese di lezione, tranne quelle
di un giorno a carattere naturalistico.
g) Deve essere prevista la presenza di un docente accompagnatore ogni 15 alunni con l’ausilio del docente di
sostegno in presenza di alunni con disabilità; gli accompagnatori devono essere insegnanti della classe e
potranno essere coadiuvati da personale non docente.
h) Il Consiglio di classe dovrà individuare, oltre ai nominativi dei docenti accompagnatori, anche quello di un
docente supplente.
i) Nel caso di viaggio all'estero è necessario che almeno un docente sia competente della lingua del Paese
visitato o, almeno, della lingua inglese.
j) Il Consiglio di classe deve approvare la programmazione del viaggio che deve indicare:
 le finalità didattiche del viaggio con relativi collegamenti alla programmazione didattica;
 il programma dettagliato del viaggio;
 i responsabili del progetto;
 il numero degli allievi partecipanti;
 il costo preventivo presumibile per ciascun alunno.
k) È obbligatorio acquisire il consenso scritto delle famiglie, redatto su modello prestampato fornito dalla
scuola. I consensi scritti delle famiglie dovranno essere raccolti dal docente coordinatore di classe e
consegnati in segreteria.
l) All'agenzia prescelta dovrà essere richiesta una dichiarazione da acquisire agli atti della scuola con la quale
l'agenzia stessa garantisca:
 di essere in possesso dell'autorizzazione regionale all'esercizio delle attività professionali delle agenzie
di viaggio e turismo, precisandone gli estremi e fornendo gli eventuali riferimenti (secondo le varie leggi
regionali) in ordine all'iscrizione, nell'apposito registro-elenco, del titolare e del direttore tecnico;
 di rendersi responsabile dell'osservanza delle norme di legge nell'organizzazione del viaggio,
assumendosi la piena responsabilità in ordine ad eventuali omissioni o inadempienze;
 di essere in possesso, in caso di viaggio effettuato con automezzo, di tutti i requisiti di sicurezza
contemplati dalle disposizioni vigenti in materia di circolazione di autoveicoli.
m) Tutte le spese dei viaggi di istruzione culturali e delle visite guidate, fatta eccezione per i compensi al
personale e per le spese generali di organizzazione delle iniziative, sono a carico delle famiglie, alle quali
potrà essere chiesto un anticipo da definire volta per volta. Ciò premesso, i docenti organizzatori dovranno
porre la massima cura nel proporre iniziative i cui costi siano equilibrati rispetto ai benefici. Il progetto e le
comunicazioni devono indicare anche i costi per le spese in loco (pranzo, ingressi, ecc..).
n) L’assenza dell’alunno per malattia o per infortunio deve essere comunicata alla dirigenza dal genitore o
dall’insegnante, prima della partenza o la mattina stessa del viaggio.
o)
p)
q)
Nel momento stesso in cui viene presentato il progetto di una visita guidata o di un viaggio di istruzione
che duri anche una sola giornata, i genitori degli alunni che hanno particolari problemi di salute (es. allergie
a particolari alimenti) ovvero patologie che prevedono l’assunzione di farmaci o l’esclusione da alcuni
percorsi o attività hanno l’obbligo di informare preventivamente i docenti organizzatori insieme ai quali
valuteranno se l’alunno può partecipare all’iniziativa con serenità e sicurezza.
I docenti devono sempre, formalmente, acquisire l’autorizzazione dei genitori di tutti gli alunni partecipanti.
Gli alunni i cui genitori non hanno provveduto a compilare e restituire l’apposito modulo di autorizzazione
non dovranno in nessun modo partecipare all’iniziativa programmata e verranno affidati ai docenti di una
delle classi non partecipanti.
Gli studenti, per poter partecipare ai viaggi di istruzione culturali e alle visite guidate, devono essere coperti
da assicurazione infortuni e responsabilità civile.
4. Vigilanza e sicurezza
a) Per le visite guidate e viaggi di istruzione di più giorni ci si deve riferire ad agenzie che garantiscano
affidabilità, serietà e competenza. Il “pacchetto” offerto deve essere comprensivo di ogni spesa, compresi
gli spostamenti dalle stazioni dei luoghi di partenza e di soggiorno.
b) L'incarico di accompagnare gli alunni implica una prestazione di servizio a tutti gli effetti e l'obbligo ad
una attenta ed assidua vigilanza degli alunni. La vigilanza deve essere esercitata a tutela dell'incolumità
degli alunni, ma anche a tutela del patrimonio artistico. Al fine di evitare un affievolimento della
sorveglianza, il programma di viaggio non deve prevedere tempi morti. Le responsabilità che derivano agli
accompagnatori sono quelle previste dagli artt. 2047 e 2048 del Codice di procedura Civile.
c) A viaggio concluso, i docenti accompagnatori, relazioneranno per iscritto al Dirigente scolastico
sull'andamento del viaggio o della visita, con riferimento anche al servizio fornito dall'agenzia o ditta di
trasporto.
Art. 37– servizio mensa
1. Nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria di Traona, la mensa è parte integrante dell’orario scolastico.
Gli alunni della scuola dell’infanzia che non usufruiscono del servizio mensa devono essere prelevati dai genitori
o da altra persona maggiorenne, delegata per iscritto.
2. La scuola non si assume alcuna responsabilità circa la vigilanza prima dell’ingresso degli alunni negli edifici
scolastici.
3. L'attività di mensa è da intendersi come momento pienamente educativo e opportunità formativa. Per il periodo
nel quale si svolge l'attività di mensa e dopo mensa valgono le stesse norme previste per le altre attività.
4. Durante il tempo mensa e dopo mensa la responsabilità della vigilanza e della organizzazione delle attività è a
carico dei docenti e dei collaboratori scolastici.
Art. 38 – somministrazione di farmaci
1. Particolari patologie (ad esempio allergie o intolleranza alimentari, da contatto, rischio di convulsioni febbrili,
ecc.) vanno documentate con certificato medico, quando vengono richieste alla scuola specifiche attenzioni.
2. Per quanto riguarda la somministrazione di farmaci in ambito scolastico, si fa riferimento al protocollo d’intesa
tra USR Lombardia e ASL della Provincia di Sondrio. La modulistica di riferimento è disponibile negli uffici
di segreteria della scuola.
3. Nessun genitore deve consegnare ai propri figli farmaci da portare a scuola. Il divieto è esteso anche ai cosiddetti
‘farmaci da banco’. I genitori che contravvengono a tale divieto sono responsabili di tutte le conseguenze che
possono derivare dall’uso anomalo ed incontrollato di farmaci da parte dei propri figli.
TITOLO VI
NORME RIGUARDANTI GLI ALUNNI
Art. 39 – materiale scolastico e arredi
1. Gli alunni sono tenuti alla buona conservazione dei banchi, dei muri, degli infissi e in genere delle suppellettili
scolastiche.
2. Sono, altresì, tenuti a non gettare carta e rifiuti nei pressi, sia nel cortile, sia nell’edifico della scuola, ma servirsi
degli appositi cestini.
3. Gli alunni non devono portare oggetti o materiale non richiesto dall’attività scolastica. Gli oggetti e il materiale
saranno ritirati e consegnati ai genitori.
4. La scuola non è responsabile dello smarrimento eventuale di oggetti o denaro, né di quant’altro sarà lasciato
nelle aule, nella palestra o altro locale dell’edificio.
5. Tutti gli alunni devono essere forniti, indistintamente, degli indumenti per l’educazione fisica e delle scarpe che
verranno cambiate prima dell’ingresso in palestra.
Art. 40 – modalità di giustificazione dei ritardi e delle assenze
1. La puntualità è un segno di rispetto e tutti sono tenuti ad osservarla. Spetta ai genitori garantire la puntualità
degli alunni a scuola. Si ricorda che il ritardo in entrata è un elemento di disturbo e di disagio per lo stesso
alunno ritardatario, per i compagni, per gli insegnanti ed il personale scolastico. La puntualità che si richiede in
entrata è doverosa anche in uscita, visto che non è possibile chiedere ai docenti tempi di attesa fuori l’orario di
servizio per sorvegliare gli alunni i cui genitori ritardano, salvo casi di emergenza e previa comunicazione
telefonica alla scuola.
2. La richiesta di entrata in ritardo o di uscita anticipata, da presentare entro le ore 8.00 del mattino, nonché di
giustificazione dell’assenza, firmata dal genitore o da chi ne fa le veci, deve essere effettuata tramite il libretto
personale (scuola primaria e secondaria). Qualora la necessità di uscita o entrata fuori orario avvenga in modo
sistematico per esigenze particolari da documentare è richiesta una comunicazione scritta.
3. L’autorizzazione di ingresso in ritardo o di uscita anticipata è concessa dal Dirigente Scolastico, o dal docente
suo delegato, per la scuola secondaria di primo grado, dal docente presente in classe per la scuola primaria e
dell’infanzia.
4. La giustificazione delle assenze è affidata al docente della prima ora.
5. L’uscita anticipata dalla scuola, se necessaria, è autorizzata anche nei seguenti casi:
a) indisposizione dell’alunno;
b) infortunio dell’alunno;
c) In tali situazioni la scuola avverte i genitori dell’alunno e li invita a ritirare il proprio figlio per fargli prestare
le cure mediche necessarie. E’ opportuno che la scuola abbia il recapito telefonico di un familiare (con
delega scritta) diverso dai genitori che possa provvedere a ritirare l’alunno in caso di non reperibilità di
questi ultimi.
d) In presenza di assenze numericamente rilevanti, di uscite e/o di ritardi sistematici, il Dirigente Scolastico,
su segnalazione degli insegnanti, convoca i genitori dell’alunno per discuterne le motivazioni e, ove
necessario, fare presente l’importanza di una frequenza regolare.
e) L’alunno che, dopo un’assenza, si presenta alle lezioni senza giustificazione è ammesso in classe con
l’invito a portarla il giorno successivo; in caso di inadempienza lo ammette ancora in classe, ma si dà
immediata comunicazione alla famiglia.
f) Nel caso di assenze prolungate per motivi di famiglia occorre darne preavviso alla scuola specificandone
le ragioni.
g) Gli esoneri totali o parziali dalle attività di educazione motoria devono essere richiesti previa presentazione
di documentazione medica.
Art. 41 – infortuni
1. In caso di infortunio o di malore improvviso, i docenti presenti presteranno la loro assistenza, avvertendo
contemporaneamente il personale addetto al primo soccorso.
2. Il docente avvertirà tempestivamente la famiglia. In ogni caso, valuterà se le circostanze lascino supporre la
necessità di un intervento medico urgente, rivolgendosi al più vicino Pronto Soccorso tramite ambulanza.
Procedure per gli infortuni
A. Infortunio in laboratorio o in palestra o all’interno dell’edificio scolastico
1. Obblighi dell’infortunato
a) Dare immediata comunicazione di qualsiasi infortunio accada, anche lieve, al docente, al Dirigente
Scolastico, o a chi ne fa le veci.
b) Far pervenire con urgenza in segreteria il referto medico originale relativo all’infortunio.
c) Nel caso l’alunno volesse riprendere le lezioni anticipatamente, rispetto alla prognosi, deve farne
richiesta al Dirigente Scolastico.
2. Obblighi del docente
a) Prestare assistenza all’alunno e avvisare il Dirigente Scolastico e, in sua assenza, il docente delegato;
b) Far intervenire l’ambulanza, ove necessario;
c) Avvisare i familiari dell’alunno;
d) Accertare la dinamica dell’incidente;
e) Stilare urgentemente il rapporto sul modulo interno appositamente predisposto e disponibile in
segreteria.
3. Obblighi della Segreteria
a) Registrare l’infortunio sull’apposito registro;
b) Assumere a protocollo la dichiarazione (modello interno) del docente o di chi ha assistito
all’infortunio e inviarlo in allegato all’I.N.A.I.L., ad autorità di P.S. ed all’assicurazione;
c) Predisporre tutta la pratica ed inviarla all’assicurazione, all’I.N.A.I.L. (in caso di prognosi minore o
uguale a tre giorni decade l’obbligo della denuncia all’I.N.A.I.L. e alla P.S.). In caso di prognosi
superiore a tre giorni, comunicare l’evento tramite Fax entro 48 ore all’I.N.A.I.L., alla P.S. e
all’Assicurazione
d) Compilare la denuncia per l’assicurazione secondo il modello predisposto dalla stessa per spedirlo
entro i termini previsti dal contratto stipulato con la Compagnia, con lettera di accompagnamento
corredata di tutta la documentazione utile.
e) In caso di morte o pericolo di morte, far precedere la denuncia diretta all’I.N.A.I.L., da
comunicazione telegrafica entro 24 ore dall’evento.
f) Quando l’inabilità per infortunio pronosticato guaribile entro tre giorni si prolunghi al quarto o oltre,
il termine della denuncia decorre dal giorno dell’assunzione del certificato medico attestante il
prolungamento e vanno seguiti i punti sopra esposti.
g) Informare l’infortunato dei termini dell’assicurazione e ricordargli di provvedere entro i termini
previsti per chiedere il rimborso, tramite la scuola, delle eventuali spese sostenute.
B. Infortunio durante le visite guidate o i viaggi d’istruzione
1. Obblighi dell’infortunato
a) Dare immediata comunicazione di qualsiasi infortunio accada, anche lieve, al docente, al Dirigente
Scolastico, o a chi ne fa le veci.
b) Far pervenire con urgenza in segreteria il referto medico originale relativo all’infortunio.
c) Nel caso l’alunno volesse riprendere le lezioni anticipatamente, rispetto alla prognosi, deve farne
richiesta al Dirigente Scolastico
2. Obblighi del docente
a) Portare con sé il modello di relazione d'infortunio.
b) Prestare assistenza all'alunno.
c) Far intervenire l'autoambulanza ove necessario o provvedere ad accompagnare l'alunno in ospedale
e richiedere la certificazione medica con prognosi.
d) Trasmettere con la massima urgenza all'ufficio di segreteria della scuola la relazione ed il certificato
medico con prognosi.
e) Consegnare, al rientro, in segreteria ed in originale, la relazione ed il certificato medico con prognosi.
f) Avvisare il Dirigente Scolastico o, in sua assenza, chi ne fa le veci
3. Obblighi della segreteria
Quanto previsto sopra, con la precisazione che se l'evento è accaduto in territorio estero l'autorità di PS da
considerare è quella del primo luogo di fermata in territorio italiano.
Art. 42 – uso del cellulare a scuola da parte degli alunni
1. Salvo casi del tutto eccezionali di cui si parlerà in seguito, i telefoni cellulari non devono essere portati
a scuola e non devono comunque essere utilizzati durante l’orario scolastico. Se, malgrado il divieto appena
espresso, gli studenti verranno sorpresi ad usare il cellulare, lo stesso verrà temporaneamente requisito
dai docenti e consegnato al Dirigente Scolastico o al docente delegato, che convocherà per le vie brevi i
genitori interessati, ai quali verrà riconsegnato il cellulare requisito. Inoltre, la diffusione di foto e/o riprese
filmate fatte durante l’orario scolastico si può configurare anche come reato, per il quale non si esclude la
segnalazione ai competenti organi di Pubblica Sicurezza.
L’istituzione scolastica non ha e, comunque, non si assume alcuna responsabilità né relativamente all’uso
improprio o pericoloso che gli studenti dovessero fare del cellulare (es.: inviare/ricevere messaggi a/da
soggetti ignoti agli stessi genitori), né relativamente a smarrimenti e/o ‘sparizioni’ di telefonini cellulari o
di lettori mp3 o di hard/disk portatili (o pendrive).
3. In casi del tutto eccezionali e particolarissimi e, comunque, solo dopo un accordo chiaro fra i genitori
interessati ed il docente coordinatore del Consiglio di classe (che informerà tempestivamente tutti i suoi
colleghi) potrà essere consentito che qualche studente possa, temporaneamente e con la dovuta
discrezione, tenere con sé un cellulare durante le ore di lezione. In ogni caso, i genitori devono tener conto
che le comunicazioni urgenti ed improcrastinabili possono comunque essere trasmesse ai loro figli
durante l’orario scolastico rivolgendosi telefonicamente o alle singole sedi scolastiche ovvero in Segreteria.
4. Il divieto ribadito per i telefoni cellulari e per i lettori mp3 si estende ovviamente anche ad altri oggetti, il
cui uso a scuola può persino arrecare danni a terzi. A titolo meramente esemplificativo, si citano coltellini
di vario genere; attrezzi multiuso con lame richiudibili; sigarette ed accendini ecc. Nelle situazioni in cui i
docenti (ovvero i collaboratori scolastici) dovessero constatare che i ragazzi stanno usando o hanno con
loro oggetti come quelli di cui si sta discorrendo, provvederanno all’immediata requisizione dell’oggetto
per restituirlo personalmente ai genitori, invitandoli a vigilare più efficacemente sulla sicurezza dei
materiali dati in uso ai loro figli.
5. La scuola non pone alcun ostacolo all’utilizzo di cd/dvd o di hard-disk portatili come strumenti di lavoro
e di studio. Ciò che a riguardo compete alle famiglie è il controllo periodico del contenuto di questi
strumenti per evitare che qualche studente ‘trasporti’ a scuola immagini/testi/filmati per così dire
‘sconvenienti’.
6. Fermo restando il fatto che la scuola è una istituzione educativa e che non è né prevista, né possibile, né
tantomeno legittima, la perquisizione quotidiana di tutti gli studenti all’inizio di ogni giorno di lezione, le
responsabilità che dovessero derivare dal verificarsi di eventi riconducibili all’uso non corretto o non
legittimo di uno qualsiasi degli oggetti di cui alla presente norma regolamentare sono tutte ascrivibili alle
famiglie degli studenti eventualmente coinvolti.
7. Le responsabilità appena menzionate sono condivise dal personale scolastico solo quando e solo se, avendo
personalmente constatato o essendo venuto a conoscenza che qualche ragazzo/a ha con sé durante l’orario
scolastico un oggetto potenzialmente pericoloso e/o il cui uso può compromettere la serenità del clima
interno alla scuola, non dovesse immediatamente intervenire nelle forme già indicate e comunque in modo
tale da prevenire o reprimere sul nascere situazioni incompatibili con le più elementari regole della civile
convivenza.
8. In deroga al presente articolo potrà essere consentito l’utilizzo di strumenti dotati di connessione wi-fi per
ragioni didattiche. L’autorizzazione è concessa dal docente, per esigenze di breve durata, o dal Dirigente
per particolari progetti che ne richiedono un prevedibile uso di più giorni.
Nel caso di reiterazione dovrà comunque essere comminata una sanzione disciplinare più grave della semplice
ammonizione verbale, che andrà ad incidere sull'attribuzione del giudizio finale alla voce “Comportamento”, riportata
sulla Scheda personale dell'alunno.
2.
Art. 43 – disposizioni disciplinari
1. Premessa
La scuola è l’ambiente in cui gli alunni, in un complesso di rapporti e interazioni, si formano e si educano, secondo
principi e valori che favoriscono la crescita e lo sviluppo della personalità nella dimensione etica, affettiva, intellettiva
e sociale.
Nella scuola operano una molteplicità di soggetti ciascuno con uguale dignità, pur nella diversità di ruoli e funzioni.
Affinché la vita della comunità possa svolgersi in modo proficuo e costruttivo, è necessaria la conoscenza e la
condivisione di principi comuni, basati sul rispetto reciproco delle persone e delle regole che sono alla base di una
convivenza civile.
Questa scuola, considerate le linee guida formulate nel POF, i principi e i dettami contenuti nella Carta dei servizi e nel
regolamento interno, tenuto conto dello Statuto delle studentesse e degli studenti di cui al D.P.R. n. 249 del 24.06.1998,
considerato che ai diritti corrispondono dei doveri, indica i diritti e i doveri degli studenti, le sanzioni disciplinari e le
relative procedure.
2. Diritti
a) Lo studente ha diritto ad essere rispettato come individuo con le sue caratteristiche e la sua personalità, sia
dai compagni che dagli insegnanti e dal personale della scuola.
b) Lo studente ha diritto ad essere tutelato nell’ambiente scolastico nel suo essere persona, dal punto di vista
fisico e psicologico.
c)
3.
Lo studente ha diritto di conoscere i regolamenti e le decisioni che vengono adottate e che regolamentano
la vita della scuola.
d) Lo studente ha diritto ad una formazione e ad un’istruzione condotte secondo obiettivi, contenuti e
metodologie che si fondano sulla conoscenza dei bisogni dei singoli e della classe. Ha altresì diritto ad una
valutazione chiara e motivata, in chiave formativa e in una prospettiva di autovalutazione e orientamento.
e) Gli studenti hanno diritto ad esprimere, in modo ordinato e pertinente, le proprie opinioni e a partecipare
attivamente e responsabilmente alla vita della scuola. Ogni alunno ha diritto al rispetto della religione e
della cultura della comunità alla quale appartiene.
Doveri
a) Gli alunni devono conoscere, condividere e accettare le decisioni e le regole che stanno alla base della
convivenza scolastica: essi devono rispettare con il comportamento, l’atteggiamento e la parola, i compagni,
gli insegnanti e tutto il personale che opera nella scuola.
b) Gli alunni devono attenersi alle disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dal Regolamento di Istituto
in qualsiasi momento della vita scolastica: all’ingresso, all’uscita, all’intervallo, al cambio dell’ora nel
momento in cui si alternano i diversi insegnanti, negli spostamenti tra le varie aule, laboratori e palestra.
Le regole valgono anche in quelle occasioni di apprendimento che si svolgono al di fuori dell’edificio
scolastico: visite e viaggi di istruzione, uscite didattiche.
c) Gli alunni sono tenuti ad utilizzare il materiale scolastico, le attrezzature, gli arredi, i sussidi didattici per
gli scopi previsti e a trattarli con cura, secondo le indicazioni e le regole stabilite.
d) Gli alunni devono contribuire a mantenere le aule e tutto l’ambiente scolastico pulito ed accogliente,
evitando comportamenti di superficialità, trascuratezza, negligenza o, addirittura, di teppismo e vandalismo.
Ciò vale non solo per l’ambiente interno ma anche per gli spazi esterni, come cortile o campi da gioco,
dove in qualsiasi momento non si potranno compiere atti che disturbino o danneggino l’ambiente stesso.
e) Gli alunni sono tenuti alla frequenza dei corsi curricolari e delle attività opzionali a cui hanno aderito.
Pertanto, le assenze andranno limitate ai casi di assoluta necessità e dovranno essere prontamente
giustificate e debitamente motivate. Durante i periodi di assenza, qualunque sia la causa, l’alunno è tenuto
ad informarsi su quanto è stato svolto a scuola e, nei limiti del possibile, recuperare il lavoro effettuato.
Dovere degli studenti è, altresì, quello di portare e tenere con cura il proprio materiale scolastico: libri,
quaderni e diario ( che non dovrà essere deturpato con scritte, adesivi ecc.. ), oltre al libretto per le
comunicazioni scuola – famiglia. Tra gli impegni fondamentali rientra anche lo svolgimento diligente e
regolare dei compiti e dei lavori assegnati.
f) Gli alunni sono tenuti a riconsegnare compiti in classe e/o verifiche scritte ai rispettivi docenti entro e non
oltre la lezione successiva.
4. Mancanze e sanzioni
Si ritiene che il compito fondamentale della scuola sia di educare e formare, non punire. Pertanto, l’applicazione delle
sanzioni sottoelencate, non verrà attuata in modo rigido, ma valutando, con criterio e moderazione, caso per caso, in
base alla gravità della mancanza.
Le sanzioni possono essere inflitte anche per mancanze commesse fuori dalla scuola ma che siano espressamente
collegate a fatti o eventi scolastici (p.e. lungo il tragitto per venire a scuola o ritornare a casa da scuola)
La sanzione disciplinare con obbligo di frequenza verrà formalizzata in un documento scritto che i genitori dell’alunno
saranno invitati a controfirmare. Si ritiene, infatti, che solo con una condivisione fra l’Istituzione Scolastica e la famiglia
della necessità di applicare la sanzione, la stessa possa avere esiti di efficacia formativa. In caso di rifiuto a firmare da
parte dei genitori, la sanzione sarà applicata dai soggetti competenti.
MANCANZE
SANZIONI
- Mancanza del materiale
occorrente
- Non rispetto delle consegne a
casa
1. richiamo verbale
2. invito alla riflessione individuale
3. invito alla riflessione guidata con un
docente
4. ammonizione scritta sul libretto
SOGGETTI
COMPETENTI AD
APPLICARE LA
SANZIONE
Il singolo docente
( da 1 a 4)
-
Mancata restituzione entro
sette giorni di verifiche scritte
o compiti in classe firmati dai
genitori
Ritardi ripetuti
-
Assenze o ritardi non
giustificati
-
Ripetute assenze saltuarie o
periodiche
-
Non rispetto delle consegne a
scuola
-
Disturbo delle attività
didattiche
-
-
1. ammonizione scritta sul libretto
2. convocazione del genitore
Il singolo docente (1)
Il Dirigente scolastico (2)
1. richiamo verbale
2. invito alla riflessione individuale
3. invito alla riflessione guidata con un
docente
4. ammonizione scritta sul libretto
5. ammonizione scritta sul registro di classe
e riportata sul libretto
1. richiamo verbale
2. invito alla riflessione individuale
3. invito alla riflessione guidata con un
docente
4. ammonizione scritta sul libretto
5. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
6. convocazione del genitore
1. richiamo verbale
2. invito alla riflessione individuale
3. invito alla riflessione guidata con un
docente
4. ammonizione scritta sul libretto
5. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
6. convocazione del genitore
7. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni
con possibilità di convertire la sanzione in
attività in favore della comunità scolastica
Linguaggio
1. 1. richiamo verbale
irriguardoso
ed 2. invito alla riflessione individuale
offensivo verso gli 3. invito alla riflessione guidata con un docente
altri
4. ammonizione scritta sul libretto
5. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
6. convocazione del genitore
7. compito di studio e di approfondimento su
tematiche relative ai principi della convivenza
civile, con particolare riferimento alla specificità
della mancanza commessa
8. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni con
possibilità di convertire la sanzione in attività in
favore della comunità scolastica
Violenze
1. ammonizione scritta sul libretto
psicologiche verso 2. convocazione del genitore
gli altri
3. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
4. compito di studio e di approfondimento su
tematiche relative ai principi della convivenza
civile, con particolare riferimento alla specificità
della mancanza commessa
5. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni con
possibilità di convertire la sanzione in attività in
favore della comunità scolastica
Il singolo docente
( da 1 a 5)
Il singolo docente
( da 1 a 6)
Il Dirigente scolastico(6)
Il singolo docente
( da 1 a 6)
Il consiglio di classe
( 7)
Il singolo docente
( da 1 a 7)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 7)
Il Consiglio di classe
( 8)
Il singolo docente
( da 1 a 4)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 4)
Il Consiglio di classe
( 5)
-
-
Violenze fisiche
verso gli altri
Uso di telefoni
cellulari o di altri
apparecchi telefonici
Detenzione di
sigarette, anche
elettroniche o oggetti
inappropriati o
pericolosi
-
-
Mancanza di decoro
nell’abbigliamento
-
-
Reati e
compromissione
dell’incolumità
delle persone
Reati verso
l’ambiente, gli
arredi, le
attrezzature, i
sussidi
1. ammonizione scritta sul libretto
2. convocazione del genitore
3. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
4. compito di studio e di approfondimento su
tematiche relative ai principi della convivenza
civile, con particolare riferimento alla specificità
della mancanza commessa
5. sospensione dalle lezioni fino a quindici giorni
con possibilità di convertire la sanzione in attività
in favore della comunità scolastica
1. ritiro temporaneo dell’oggetto con ammonizione
scritta sul libretto
2. ritiro dell’aggetto con riconsegna ai
genitori
3. ammonizione scritta sul registro di classe e
r riportata sul libretto
4. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni con
possibilità di convertire la sanzione in attività in
favore della comunità scolastica
1. richiamo verbale
2. comunicazione scritta sul libretto per il genitore
1. ammonizione scritta sul libretto
2. convocazione del genitore
3. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
4. compito di studio e di approfondimento su
tematiche relative ai principi della convivenza
civile, con particolare riferimento alla specificità
della mancanza commessa
5. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni con
possibilità di convertire la sanzione in attività in
favore della comunità scolastica
6. sospensione dalle lezioni oltre i 15 giorni in
coordinamento con la famiglia e , ove necessario,
anche con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria,
in quanto la scuola promuove un percorso di
recupero educativo che miri all’inclusione , alla
responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile,
nella comunità scolastica
1. ammonizione scritta sul registro di classe e
riportata sul libretto
2. convocazione del genitore
3. compito di studio e di approfondimento su
tematiche relative ai principi della convivenza
civile, con particolare riferimento alla specificità
della mancanza commessa
4. sospensione dalle lezioni fino a 15 giorni con
possibilità di convertire la sanzione in attività in
favore della comunità scolastica.
5. sospensione dalle lezioni oltre i 15 giorni in
coordinamento con la famiglia e , ove necessario,
anche con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria,
in quanto la scuola promuove un percorso di
recupero educativo che miri all’inclusione , alla
Il singolo docente
( da 1 a 4)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 4)
Il Consiglio di classe
(5)
Il singolo docente
(1)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 2)
Il Consiglio di Classe *
( 4)
Il singolo docente
(1)
Il Dirigente scolastico
(da1a 2)
Il singolo docente
( da 1 a 4)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 4)
Il Consiglio di Classe *
( 5)
Il consiglio di istituto ( 6 )
*
Il singolo docente
( da 1 a 3)
Il Dirigente scolastico
( da 1 a 5)
Il Consiglio di Classe *
( 4)
Il consiglio di istituto (5 e
6)
*
responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile,
nella comunità scolastica.
6. Risarcimento dei danni arrecati alle attrezzature,
alle strutture, agli arredi e ai sussidi didattici di
proprietà della scuola, del personale e dei
compagni
* Il Consiglio di Classe può irrogare le sanzioni sopra descritte dopo essere stato convocato dal Dirigente Scolastico o,
su richiesta, dalla maggioranza dei componenti il Consiglio di Classe.
Art. 44 - Organo di garanzia e impugnazioni
L’Organo di Garanzia ha il compito di esaminare i ricorsi presentati dai genitori degli studenti o di chi esercita la patria
potestà, in seguito all’irrogazione di una sanzione disciplinare. Tale Organo, previsto dall’art. 5, del D.P.R. del 21
novembre 2007 n. 235, è istituito e disciplinato dal seguente Regolamento.
REGOLAMENTO DELL’ORGANO DI GARANZIA
1. L’Organo di Garanzia interno della scuola è composto da n. 4 membri e dura in carica n.3 anni:
a) il Dirigente Scolastico, che ne assume la presidenza,
b) un docente o un membro supplente, designati dal Collegio dei Docenti,
c) due genitori o due membri supplenti eletti sulle liste dei genitori delle classi della scuola secondaria di 1°
grado, in concomitanza con le elezioni dei rappresentanti di classe. Ogni genitore esprime una preferenza.
Viene formata la lista dei genitori votati, ma non eletti, dalla quale attingere i membri supplenti in ordine
di preferenza.
2. I membri supplenti subentrano in caso di incompatibilità, qualora faccia parte dell’Organo di Garanzia lo stesso
soggetto che abbia irrogato la sanzione o il genitore dell’alunno sanzionato.
3. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte dei genitori all’Organo di Garanzia interno.
4. L’Organo di Garanzia decide su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche nei conflitti che sorgano
all’interno, in merito all’applicazione del presente Regolamento e del Regolamento di disciplina degli studenti.
5. La convocazione dell’Organo di Garanzia spetta al Presidente, che provvede a designare, di volta in volta, il
segretario verbalizzante. L’avviso di convocazione in prima e seconda seduta va fatto pervenire per iscritto ai
membri dell’Organo almeno 4 giorni prima della seduta.
6. Per la validità della seduta è richiesta la presenza di tutti i suoi componenti. Il membro, impedito ad intervenire,
deve far pervenire al Presidente dell’Organo di Garanzia, possibilmente per iscritto, prima della seduta la
motivazione giustificativa dell’assenza.
7. Ciascun membro dell’Organo di Garanzia ha diritto di parola e di voto; l’espressione del voto è palese. Non è
prevista l’astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
8. Qualora l’avente diritto avanzi ricorso (che deve essere presentato per iscritto), il Presidente dell’Organo di
Garanzia, preso atto dell’istanza inoltrata, dovrà convocare mediante lettera i componenti dell’Organo non oltre
15 giorni dalla presentazione del ricorso medesimo.
9. Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili allo
svolgimento dell’attività dell’Organo, finalizzata alla puntuale considerazione dell’oggetto all’ordine del
giorno.
10. Nel caso in cui l’Organo di Garanzia decida la non pertinenza della sanzione, tale provvedimento è
immediatamente revocato; si provvede con notifica scritta ad informare la famiglia dell’alunno interessato e il
Consiglio di Classe. Inoltre, gli atti già emessi e ratificanti il provvedimento disciplinare, devono essere
annullati.
Le decisioni dell’Organo di Garanzia sono emanate per iscritto e notificate, in modo riservato, alle persone interessate.
TITOLO VII
NORME RIGUARDANTI IL PERSONALE
I dipendenti pubblici sono soggetti al Codice di Comportamento previsto dal D.P.R. n- 62 del 16/04/2013.
Ci si atterrà, comunque, alle seguenti indicazioni:
Art. 45 – Indicazioni sui doveri dei docenti
1. I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni.
2. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni
precedenti e segnare sul registro di classe l'avvenuta o la mancata giustificazione delle assenze;
3. In caso di ritardo di un alunno, occorre segnare l'orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di
giustificazione e ammetterlo in classe.
4. Se un genitore richiede l'autorizzazione all'uscita anticipata del proprio figlio, il docente è tenuto ad apporre sul
registro di classe l'ora in cui l'alunno è uscito.
5. I docenti devono avere a disposizione un elenco degli alunni completo di indirizzo e recapito telefonico.
6. I docenti hanno cura di non lasciare mai, per nessun motivo, gli alunni da soli.
7. Durante l'intervallo i docenti vigilano sull'intera classe e collaborano con i colleghi delle altre classi.
8. Durante le ore di lezione non è consentito, di norma, fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta
eccezione per i casi seriamente motivati.
9. Se un docente deve per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe occorre che avvisi un collaboratore
scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.
10. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra, in mensa, nei laboratori, i docenti pongono attenzione
affinché gli alunni lascino in ordine il materiale scolastico chiuso nelle borse.
11. Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano
riposti negli appositi spazi.
12. I docenti accompagnano la classe in fila all'uscita. I docenti affidano gli alunni che usufruiscono dell’orario
posticipato, del servizio mensa, o di altri servizi integrativi, al personale che gestisce i servizi stessi.
13. I docenti devono prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli
alunni sulle tematiche della sicurezza.
14. E' assolutamente vietato, per qualunque attività, l'utilizzo di sostanze che possano rivelarsi tossiche o dannose
per gli alunni.
15. E' assolutamente vietato ostruire con mobili, arredi, anche solo temporaneamente, le vie di fuga e le uscite di
sicurezza. Non è consentito, per ragioni di sicurezza, sistemare mobili bassi accanto a vetrate e finestre, sia in
aula sia in tutte le altre zone dell'edificio scolastico accessibili agli alunni. I docenti, ove accertino situazioni di
pericolo, devono prontamente comunicarlo in Direzione.
16. I docenti segnalano eventuali danni ad attrezzature sia in direzione sia ai genitori degli alunni coinvolti.
17. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui con le famiglie nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più
trasparente e fattivo.
18. Il ricorso alla Direzione per problemi di ordine disciplinare va contenuto. Nel caso di condotte gravi o di difficile
gestione, si darà tempestivamente comunicazione scritta alle famiglie e alla Direzione. Le modalità di intervento
saranno decise in base allo “Statuto delle studentesse e degli studenti”.
19. Gli insegnanti presenti alla mensa abitueranno gli alunni ad una adeguata igiene personale e, durante il pranzo,
li educheranno ad un corretto comportamento.
20. I docenti non possono fumare nella scuola e sue pertinenze e in presenza degli alunni durante le attività
scolastiche.
21. Il registro di classe deve essere compilato in modo completo e sistematico e trovare perfetta corrispondenza con
quanto indicato sul registro personale.
22. I compiti in classe devono essere corretti entro 15 giorni per consentire il controllo dell’apprendimento; sono
consegnati agli alunni per essere visionati dalle famiglie e firmati dai genitori. Una volta raccolti saranno
consegnati ai collaboratori scolastici per essere archiviati (scuola secondaria).
23. I registri dei verbali dei consigli di classe dovranno essere compilati a scuola e firmati dal segretario di turno,
letti e sottoscritti dal coordinatore e consegnati in presidenza entro una settimana dalla data di effettuazione del
consiglio (scuola secondaria).
24. I registri dei verbali di equipe ( sc. primaria) devono essere compilati, firmati dagli insegnanti. I registri dei
verbali di interclasse e intersezione devono essere compilati firmati (da presidente e segretario) e consegnati in
Presidenza entro sette giorni.
25. I docenti sono tenuti a visionare quotidianamente il “registro delle comunicazioni” e il sito della scuola per gli
avvisi.
26. L’assenza per malattia, salvo comprovato impedimento, deve essere comunicata alla scuola tempestivamente
e, comunque, non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale
prosecuzione di tale assenza.
Art. 46 – Doveri del personale amministrativo
1. Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all'azione didattica. La
valorizzazione delle competenze del personale è decisiva per l'efficienza e l'efficacia del servizio e per il
conseguimento delle finalità educative.
2. Il personale amministrativo indossa, in modo visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro.
3. Il personale amministrativo risponde al telefono con la denominazione dell'Istituzione Scolastica e il proprio
nome.
4. Il personale amministrativo non può utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro, se non per casi urgenti
ed eccezionali; di norma, non può utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali.
5. Il personale amministrativo cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza
e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge.
6. Il personale amministrativo collabora con i docenti.
7. Il personale amministrativo cura la qualità del rapporto col pubblico -componenti scolastiche e agenzie con le
quali la scuola collabora- in quanto essa contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire
il processo comunicativo.
8. Il personale amministrativo è tenuto al rispetto dell'orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede la firma
nel registro del personale.
9. Il personale amministrativo non può fumare nella scuola e sue pertinenze.
Art. 47 – Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici
1. I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza
secondo le mansioni loro assegnate. Della presenza in servizio farà fede la firma sul registro di presenza del
personale.
2. In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza,
individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità.
3. I collaboratori scolastici.
a. indossano, in modo visibile, il tesserino di riconoscimento per l'intero orario di lavoro;
b. rispondono al telefono con la denominazione dell'Istituzione Scolastica e il proprio nome;
b) non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro, salvo casi eccezionali;
c) non possono utilizzare, di norma, i telefoni della scuola per motivi personali;
d) devono essere presenti all'ingresso e all'uscita degli alunni;
e) sono facilmente reperibili da parte dei docenti, per qualsiasi evenienza;
f) organizzano la presenza ai piani con la maggior efficacia possibile;
g) collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;
h) comunicano immediatamente alla segreteria a ai coordinatori della scuola l’eventuale assenza
dell’insegnante dall’aula, per evitare che la classe resti senza vigilanza;
i) favoriscono l'integrazione degli alunni con disabilità;
j) vigilano su sicurezza ed incolumità degli alunni, anche durante gli intervalli e durante spostamenti e
uscite;
k) possono svolgere, se disponibili, funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d'istruzione;
l) riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano nei
corridoi;
m) sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di assenza, o allontanamento momentaneo
dell'insegnante;
n) cercano di impedire che gli alunni svolgano azioni di disturbo nella scuola;
o) sono tolleranti e disponibili con gli alunni, non dimenticando mai che la funzione della scuola è quella
di educare;
p) evitano di parlare ad alta voce;
q) hanno cura che i servizi igienici siano puliti;
r) provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia dei servizi e degli spazi di pertinenza,
nonché delle suppellettili delle aule affidate;
s) non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal D.S.G.A. o dal Dirigente
Scolastico;
t) non consentono l'accesso di persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente
Scolastico;
u) prendono visione del calendario delle riunioni tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario
servizio;
v) comunicano prontamente in Segreteria eventuali situazioni di disorganizzazione o di pericolo.
Segnalano in Segreteria l'eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla
sostituzione;
w) accolgono il genitore che vuole richiedere l'autorizzazione all'uscita anticipata dell’alunno, autorizzato
con apposita delega. Portano il permesso di uscita firmato dal genitore nella classe dell'alunno.
4. Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti, dovranno
controllare:
a) che tutte le luci siano spente;
b) che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;
c) che siano chiuse le porte delle aule, le finestre, le serrande, le tende interne e i tendoni esterni delle aule
e della scuola;
d) che ogni cosa sia al proprio posto e in ordine;
e) che vengano chiuse le porte degli uffici, le porte e i cancelli della scuola;
5. I collaboratori scolastici mantengono puliti gli spazi esterni alla scuola, marciapiedi, cortili, giardini.
6. I collaboratori scolastici devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni
caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola, pubblicati sul sito o inseriti nel registro/carpetta
degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto.
7. I collaboratori scolastici devono prendere visione delle mappe di evacuazione dei locali e controllare
quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo.
8. I collaboratori scolastici non possono fumare nella scuola e in presenza degli alunni durante le attività
scolastiche.
Art. 48 – infortuni personale
1. Il personale in servizio in tutte le scuole dell’Istituto ha l’obbligo di rispettare rigorosamente le prescrizioni
relative alla sicurezza e alla salute dei dipendenti e degli alunni.
2. Ciascun dipendente, in relazione alla funzione che svolge all’interno dell’istituzione scolastica ed alle
mansioni previste dal contratto individuale di lavoro, deve attribuire un ruolo assoluto e prioritario alla
tutela della propria incolumità. Pertanto, nella progettazione e nella realizzazione di qualunque attività,
devono essere sempre valutati i rischi anche potenziali per la salvaguardia della incolumità di tutti gli attori
coinvolti.
3. Tutti i dipendenti dell’istituto sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro nelle forme e nei modi previsti
dalle Leggi in materia e dal vigente CCNL. Il dipendente che dovesse subire un infortunio sul lavoro ha
l’obbligo di trasmettere una dettagliata relazione al Dirigente, indicando anche le generalità di eventuali
testimoni. La relazione dovrà essere corredata da tutta la documentazione medica disponibile, nonché dalle
fatture delle spese mediche sostenute in seguito all’infortunio. Il DSGA e gli assistenti amministrativi
incaricati attiveranno nei tempi previsti dalla legge le procedure di registrazione e di segnalazione
dell’infortunio stesso.
4. Allorquando un dipendente subisce un infortunio durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, il
personale addetto presterà i primi soccorsi (avendo cura di non assumere iniziative che potrebbero risultare
dannose per l’infortunato) e chiederà immediatamente l’intervento per il trasporto dell’infortunato c/o una
struttura ospedaliera. Nel caso in cui il dipendente insista per farsi trasportare in ospedale da un familiare,
potrà farlo solo dopo aver sottoscritto una dichiarazione liberatoria nei confronti dell’istituzione scolastica,
assumendosi ogni responsabilità derivante dalla scelta di raggiungere il Pronto Soccorso con persone e
mezzi di propria fiducia. Gli infortuni del personale in servizio presso le numerose sedi scolastiche
dell’Istituto devono essere quanto prima comunicati al dirigente scolastico e/o al DSGA a cura dei docenti
collaboratori responsabili di plesso ovvero dal personale ausiliario.
TITOLO VIII
VIGILANZA SUGLI ALUNNI
Art. 49 – obblighi del personale
1. Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe cinque
minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi (CCNL/2003 art.727).
Per la scuola dell’infanzia i genitori accompagnano i bambini nelle rispettive aule di appartenenza. Per la
scuola primaria gli insegnanti accolgono i bambini all’ingresso dell’edificio e li conducono in classe. Per la
scuola secondaria di 1^ grado gli insegnanti attendono gli alunni sulla porta della classe.
2. I bambini della scuola Infanzia sono accompagnati e ritirati in genere dai propri genitori o dal personale del
servizio scuola-bus. In questo caso è l’educatore del comune che consegna i bambini agli insegnanti
all’entrata e li preleva all’uscita. In sua mancanza detto incarico è affidato ad un collaboratore scolastico. In
caso di impedimento personale, all’inizio dell’anno scolastico o quando dovesse sorgere l’esigenza, i genitori
rilasceranno ai docenti di sezione una dichiarazione scritta contenente le modalità di prelievo del proprio
figlio e le generalità della persona che provvederà al suo ritiro dalla scuola.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
Gli alunni della scuola primaria e secondaria entrano a scuola nei cinque minuti che precedono l’inizio delle
lezioni.
In caso di assenza non prevista di un insegnante, gli alunni saranno momentaneamente affidati agli altri
insegnanti presenti, fino a successive disposizioni impartite dal docente referente di plesso.
Gli insegnanti devono garantire una costante vigilanza sugli alunni e sul loro comportamento per tutto il
periodo di tempo in cui questi ultimi sono loro affidati come da obbligo di servizio. Il personale ausiliario ha
il dovere di vigilare sugli alunni loro affidati, singoli alunni o intere scolaresche, qualora l’insegnante richieda
espressamente la loro presenza per brevi periodi e motivi urgenti o in casi di particolare necessità (ad
esempio: ai cambi d’ora; quando, per qualsiasi evenienza, venga a mancare la presenza dell’insegnante:
sciopero del personale docente, insegnante che si allontana per recarsi ai servizi in mancanza di altri
insegnanti, ecc.). Il percorso degli alunni che si recano ai servizi è, di norma, vigilato dal collaboratore in
servizio al piano.
Durante i periodi di attesa del personale supplente gli alunni della classe scoperta vengono ripartiti in altre
classi e sorvegliati dagli insegnanti presenti fin dall’inizio delle lezioni.
I docenti di Scienze Motorie, qualora dovessero allontanarsi dalla palestra, faranno sospendere ogni attività
ginnica, facendo sedere gli alunni sotto la sorveglianza di un collaboratore scolastico fino al loro ritorno.
Nessun esercizio o gioco può continuare in assenza del docente di Scienze Motorie.
Nel corso dell’intervallo i collaboratori scolastici svolgono esclusivamente servizio di sorveglianza al piano
e/o in cortile e insieme al personale docente vigilano sul comportamento degli alunni.
I docenti che assumono servizio nel corso della mattinata sono tenuti ad essere presenti davanti all’aula di
competenza al suono che annuncia il cambio dell’ora.
I docenti che svolgono la propria attività in luoghi diversi dall’aula normale, sia interni (laboratori, aula video
ecc …) sia esterni (palestra, campo sportivo, ecc…), accompagnano gli alunni dall’aula al luogo dove si
svolge l’attività e viceversa.
I docenti dell’ultima ora accompagnano gli alunni sino alla porta d’ingresso della scuola (scuola Primaria e
secondaria). I docenti della scuola dell’infanzia affidano gli alunni ai genitori o a persona da loro delegata.
I docenti sono tenuti a segnalare tempestivamente al Dirigente Scolastico, tramite la segreteria, eventuali
incidenti subiti dagli alunni durante l’ora di lezione.
I docenti e i collaboratori scolastici sono tenuti a controllare che gli alunni non arrechino danno alle
suppellettili della scuola e a segnalare tempestivamente eventuali atti di vandalismo (per il risarcimento si
seguono le norme del regolamento di disciplina).
Non è permesso l’ingresso o la permanenza degli alunni nell’edificio scolastico fuori all’orario stabilito,
tranne che per cause eccezionali, valutabili al momento da chi esercita la vigilanza. I genitori sono
responsabili dei propri figli se questi vengono inviati in anticipo sull’orario di apertura e se ritardano nel
ritirarli al termine delle lezioni (ex art. 2048, comma 1, c.c. e art. 47 c.c.)
Al termine delle lezioni gli alunni della primaria vengono accompagnati dai rispettivi insegnanti fuori
dall’edificio scolastico, nel cortile antistante; gli alunni della secondaria sono accompagnati dai rispettivi
insegnanti fino al portone di ingresso.
Gli alunni che usufruiscono del servizio di trasporto del comune attendono l’arrivo dello scuola-bus nell’atrio
della scuola sotto la vigilanza dell’educatore o, in sua assenza, di un collaboratore che li accompagnerà fino
a salire sul mezzo.
Le uscite degli alunni da scuola in orari diversi da quelli stabiliti sono autorizzate solo se preventivamente
comunicate per iscritto, quando occasionali e dovute a motivi eccezionali. Uscite costantemente anticipate,
anche per periodi limitati potranno essere consentite solo per motivi di salute o, comunque, riconosciuti validi
dal Dirigente Scolastico che dovrà rilasciare autorizzazione scritta. In entrambi i casi l’alunno dovrà essere
ritirato da un genitore o da persona maggiorenne da esso autorizzata per iscritto, previa presentazione di
documento di riconoscimento (se non conosciuta da personale della scuola). Solo agli alunni della scuola
secondaria che usufruiscono del mezzo di trasporto di linea (direzione Mantello) è consentito lasciare la
scuola cinque minuti prima dell’orario di chiusura dietro presentazione di richiesta scritta dei genitori e
relativa autorizzazione scritta del Dirigente Scolastico.
In ogni plesso il collaboratore scolastico provvede all’apertura e chiusura del cancello esterno che immette
sulla strada comunale in tempo congruo a garantire l’ordinato afflusso e deflusso delle scolaresche; non è
garantita sorveglianza agli alunni che anticipando l’orario di entrata o ritardando l’uscita dovessero sostare
nel cortile antistante l’edificio scolastico.
TITOLO IX
NORME FINALI
Art. 50 – norme finali
a. Assicurazioni
Gli studenti sono coperti da assicurazione INAIL per gli infortuni che possono verificarsi durante le lezioni di educazione
motoria.
Ogni anno il Consiglio di Istituto propone una assicurazione integrativa per coprire tutti gli infortuni, le spese mediche
connesse e la responsabilità civile verso terzi, anche riferiti al tragitto casa-scuola, scegliendo la compagnia assicuratrice
che offre le condizioni più vantaggiose.
La famiglia, in caso di infortunio, deve sottoscrivere la denuncia che sarà inoltrata attraverso la scuola alla compagnia
assicuratrice.
Particolare attenzione dovrà essere posta dagli interessati affinché la pratica non cada in prescrizione.
b. Divieti
E’ vietato a chiunque di fumare in tutti i locali degli edifici scolastici dell’Istituto Comprensivo e delle sue pertinenze.
E’ inoltre vietato fare uso di telefoni cellulari durante lo svolgimento delle attività didattiche.
c. Formazione delle classi e sezioni
- Il Consiglio di Istituto, nel rispetto dei vincoli imposti dalla normativa, sentite le proposte del Collegio dei Docenti,
individua i criteri generali per la formazione delle classi e delle sezioni, che devono risultare il più possibile omogenee
tra loro ed eterogenee al loro interno in rapporto alle variabili di sesso, provenienza geografica e di classe scolastica,
situazione culturale, di comportamento e di età (scuola infanzia).
- Alunni con disabilità: viene inserito, di norma, un solo alunno con disabilità per classe; l’eventuale inserimento di
alunni con disabilità in classi con più di 20 alunni avviene nel rispetto della normativa (D.M. 3.06.99 n. 141 art.10)
- Alunni ripetenti: generalmente gli alunni ripetenti sono inseriti nella corrispondente classe dello stesso corso. Il
Consiglio di Classe interessato, in accordo con i genitori, può chiederne l’inserimento in una classe diversa con
deliberazione motivata; nei limiti del possibile non sono inseriti più di due ripetenti per classe.
d. Iscrizioni scuola dell'infanzia
Possono essere iscritti alle scuole dell'infanzia le bambine ed i bambini che abbiano compiuto o compiano entro il 31
dicembre il terzo anno d'età. Possono, altresì, essere iscritti le bambine e i bambini che compiano tre anni di età non oltre
il termine del 30 aprile.
Considerato che la Circolare Ministeriale che regolamenta le iscrizioni consente ai docenti tempi e modi di valutare per
accogliere i bambini nati dal 1° gennaio al 30 aprile il CDS delle scuole dell’infanzia del 27/12/10 dell’Istituto
Comprensivo delibera il seguente regolamento:
1. potranno iniziare a frequentare da settembre (inizio a.s.) per evitare inserimenti a livelli differenziati;
2. potranno frequentare per il primo mese scolastico (frequenza continuativa) dalle ore 8.00 alle ore11.30;
successivamente, superato il distacco dalla famiglia, valutata l’autonomia personale in bagno e a pranzo, le
Insegnanti con le famiglie programmeranno l’inserimento al momento del pranzo;
3. potranno frequentare per l’intera giornata scolastica (dalle ore 8.00 alle ore 16.30) solo dopo il compimento del
3° anno di età.
Per l’accoglimento delle iscrizioni si indicano i seguenti criteri in ordine prioritario:
1. bambini già frequentanti la scuola dell’infanzia;
2. bambini già in lista di attesa l’anno scolastico precedente;
3. bambino con disabilità riconosciuto da una struttura sanitaria pubblica;
4. bambini che si iscrivono per la prima volta alla scuola dell’infanzia in ordine decrescente rispetto all’età ed
appartenenti al bacino di utenza della scuola;
5. fratelli di bambini che già frequentano la scuola dell’infanzia richiesta;
6. alunni residenti nel comune i cui genitori lavorano entrambi, a partire da quelli che hanno fratelli più piccoli.
7. bambini provenienti da altri bacini di utenza dell’Istituto Comprensivo di Traona;
8. alunni iscritti oltre il termine secondo l’ordine della data di iscrizione.
Qualora il numero delle iscrizioni superasse le effettive possibilità di accoglimento da parte della scuola, si procede alla
compilazione di una lista d’attesa seguendo i sopraelencati criteri di ammissione.
a. Tutela dei dati personali
Nel rispetto della Legge n° 675/96 e del Decreto Legislativo n. 196/2003, la scuola utilizza i dati personali relativi agli
alunni e al personale esclusivamente nell'ambito e per i fini istituzionali propri della Pubblica
Amministrazione.
Non è consentito fornire ad alcuno dati relativi agli alunni, ai docenti e al personale non docente se non con espressa
autorizzazione.
Non è consentito effettuare riprese senza specifico consenso delle famiglie.
b. Sicurezza e idoneità degli ambienti
La sicurezza negli edifici scolastici è regolata dalla Legge 626/94, dal relativo regolamento applicativo, dal D.L. 81/2008
e dalla successiva normativa. I relativi documenti elaborati dall'Istituto sono depositati in ogni scuola e tutto il personale
è tenuto a prendere visione del Documento della Valutazione dei Rischi e del Piano per le Emergenze.
Il consumo di generi alimentari all'interno della comunità scolastica dovrà avvenire in sintonia con quanto previsto dal
D.L.vo n° 155/97 e successive modificazioni e integrazioni. Al di fuori del momento della refezione scolastica e della
personale merenda, è possibile consumare solo cibi confezionati in esercizi abilitati alla preparazione di alimenti; in ogni
caso, i genitori si assumeranno l'intera responsabilità dell'eventuale consumo di prodotti alimentari diversi da quanto
fornito dalla refezione scolastica. L'amministrazione scolastica, per quanto di propria competenza, si impegna alla
puntuale applicazione di quanto previsto dalla normativa in materia di sicurezza e si impegna ad attivare tutte le strategie
necessarie per garantire standard di pulizia e condizioni igieniche idonei alla permanenza nell'edificio di alunni e
operatori scolastici.
c. Allegati
Del presente regolamento sono parti integranti:
2. lo “Statuto delle studentesse e degli studenti”
3. Il “Patto educativo di corresponsabilità”
Efficacia delle norme
E’ priva di efficacia ogni norma del presente Regolamento che contrasti con le vigenti disposizioni di legge.
Integrazioni e modifiche
Sono di competenza del Consiglio di Istituto la modifica e l'integrazione del presente regolamento.
Il presente regolamento è affisso all’albo di tutte le scuole dell’Istituto e pubblicato sul sito della scuola.
PROGETTI A.S. 2015/2016
SCUOLE
TITOLO PROGETTO
classi coinvolte
tutte
TEATRO - DANZA "Rè Carognone e
SP MELLO Ref. Mandras
l'acqua rubata"
Piano Piano Lungo il seniero Valtellina e
SP MELLO
le Alpi
CORI USCI (Caccia al tesoro "A ritmo
libero)
SP MELLO Ref. Mandras
SP MELLO Ref. Mandras
tutte
2^-3^
tutte
SP MELLO Ref. Mandras
PROGETTO MOTORIO: KARATE
EDUCARE AD UNA CORRETTA
ALIMENTAZIONE: FRUTTA NELLE
tutte
SP MELLO Ref. Mandras
IL MILITE NON PIU' IGNOTO
5^
SP MELLO Ref. Mandras
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP.TRAONA (prog.
Istituto)
SP TRAONA
SP TRAONA PROG.
ISTITUTO
SP TRAONA
SP TRAONA
SP TRAONA
SP MANTELLO
SP MANTELLO
SP MANTELLO
SP MANTELLO PROG
ISTITUTO
SP MANTELLO PROG
ISTITUTO
SP MANTELLO
SP MANTELLO
SP MANTELLO
TOMBOLIAMO
UNA TERRA DA AMARE E
CONSERVARE
RICOMINCIAMO CON RITMO
CRESCERE CON LA MUSICA
EVERYTIME ENGLISH
GIOCO CALCIO
IO E TE IMPARIAMO INSIEME
GIOCO SCUOLA
ALFABETIZZAZIONE MOTORIA
(Lombardia in gioco)
A RITMO LIBERO (Caccia al Tesoro)
FRUTTA NELLE SCUOLE
PIANO PIANO LUNGO IL SENTIERO
VALTELLINA E LE ALPI 4° anno
ALLENANDOMI IMPARO
SPORT DI CLASSE
ORTI IN LOMBARDIA
CONI A SCUOLA
MILITE NON Più IGNOTO
FRUTTA NELLE SCUOLE
CACCIA AL TESORO: A RITMO
LIBERO - Cori USCI
PIANO PIANO LUNGO IL SENTIERO
VALTELLINA E LE ALPI 4° anno (Ed.
stradale 1^-Ambiente 2-3^ - patrimonio
artistico 4^ - collezionismo filatelico 5^)
PORCOSPINI-BAMBINI
INSEGNANTI…
TOMBOLIAMO
CORI DI CLASSE
Pagina 1 di 2
tutte
5^
tutte
tutte
tutte
tutte
tutte
al. stranieri
tutte
tutte
2B
1-2-3-4-5-TEMPO PIENO
TUTTE
tutte
4/5
tutte
tutte
tutte
4
tutte
tutte
SI TRAONA
SI TRAONA
SI TRAONA
SI TRAONA
SI TRAONA
SI TRAONA
SI TRAONA prog. Di
istituto
SI TRAONA prog. di
istituto
SI MANTELLO prog. di
istituto
CONTINUITA'
BIBLIOTECA
NUOTO
MUSICANDO
DANZARE A SCUOLA
I SPEACK A LITTLE ENGLISH
COLORI, PROFUMI E SAPORI DI
VALTELLINA (Caccia al tesoro)
PIANO PIANO LUNGO SENTIERO
VALTELLINA E ALPI (Ambientale)
COLORI E PROFUMI E SAPORI DI
VALTELLINA (Caccia al tesoro)
SI MANTELLO prog. di
istituto
SI MANTELLO
SI MANTELLO
SI MANTELLO
SI MANTELLO
SI MANTELLO
SI MANTELLO
SSI TRAONA
PIANO PIANO LUNGO IL SENTIERO
VALTELLINA E LE ALPI
UNA BIBLIOTECA A SCUOLA
PROGETTO INGLESE
CORI DI LASSE
CONTINUITA'
OPERA KIDS
GIORNALINO SCOLASTICO
ORIENTAMENTO
A TUTTO LIBRO (triennale 2015/162016/17-2017/18)
SSI TRAONA
SSI TRAONA
SSI TRAONA
SSI TRAONA
b.ni 5 anni
tutti
b.ni 5 anni
tutti
tutti
b.ni 5 anni
tutti
tutti
tutte
b.ni 5 anni
b.ni 5 anni
b.ni 4-5 anni
b.ni 5 anni
b.ni 4 anni
tutti
cl,3A-3B
tutte
SSI TRAONA
SSI TRAONA
SSI TRAONA prog.
Istituto
EDUCAZIONE AFFETT. ESESSUALE
INCONTRO CON LA STORIA: IL
GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI
CONVERSAZIONE IN LINGUA
INGLESE
LEGALITA' -spettacolo teatrale
CACCIA AL TESORO: A RITMO
LIBERO - Cori USCI
SSI TRAONA prog.
Istituto
PIANO PIANO LUNGO IL SENTIERO
VALTELLINA …progetto ambientale
1A/1B/1C
PROGETTO ISTITUTO
RECUPERO AMBIENTI SCOLASTICI
"LA MIA SCUOLA ACCOGLIENTE
TUTTE
PROGETTO ISTITUTO
POTENZIAMENTO RETE LAN
PROMOZIONE CULTURALE E
PROGETTO ISTITUTO MUSICALE A SCUOLA
PROGETTO ISTITUTO SPORT INNOVATIVO A SCUOLA
PROGETTI DI ISTITUTO PROGETTI VERTICALI - PIANO
PIANO LUNGO SENTIERO
VALTELLINA - CACCIA AL TESORO
Pagina 2 di 2
CL 3A-3B
cl.3A/3B
1A/1B/1C
1A/1B/1C
TUTTE
TUTTE
TUTTE
ALLEGATO 4:
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO: PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
ALUNN_ ________________________________, NAT_ A _______________________ IL _____________
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ TRA SCUOLA E FAMIGLIA
ai sensi del DPR 235 / 2007
Visto il D.M. prot. n. 5843/A3 del 16/10/2006 “Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità”
Visti i D.P.R. n.249 del 24/06/1998 e n.235 del 21/11/2007 “Regolamento recante lo Statuto delle
studentesse e degli studenti della scuola secondaria”
Visto il D.M. n.16 del 05/02/2007, “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la
prevenzione del bullismo”
Visto il D.M. n.30 del 15/03/2007, “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni
cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari,
dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”
Nel pieno rispetto dei documenti di Istituto quali il Piano dell’Offerta Formativa, la Carta dei Servizi, il
Regolamento di Istituto, il Regolamento di disciplina degli studenti e il Contratto formativo, si delinea quale
ulteriore contributo alla cultura delle regole del nostro Istituto il seguente Patto che viene stipulato con la
famiglia dell’alunno.
PREMESSA
La scuola è l’ambiente di apprendimento in cui promuovere la formazione di ogni alunno, la sua integrazione
sociale, la sua crescita civile.
L’interiorizzazione delle regole può avvenire solo con una fattiva collaborazione con la famiglia; pertanto la
scuola persegue l’obiettivo di costruire una alleanza educativa con i genitori. Si tratta di stringere relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità
educative.
TERMINI DEL PATTO DI CORRESPONSABILITA’
La SCUOLA si impegna a ……
Garantire un Piano dell’Offerta
Formativa basato su progetti ed
iniziative volte a promuovere il
benessere e il successo
dell’alunno,
la sua valorizzazione come
persona,
la sua realizzazione umana e
culturale
Creare un clima sereno in cui
stimolare il dialogo e la
discussione, favorendo la
conoscenza e il rapporto reciproco
tra alunni,
l’integrazione, l’accoglienza, il
rispetto di sé e dell’altro
Promuovere il talento e
l’eccellenza
Promuovere comportamenti
ispirati
alla partecipazione solidale alla
gratuità, al senso di cittadinanza
La FAMIGLIA si impegna a
……
OFFERTA FORMATIVA
Prendere visione del Piano
dell’offerta Formativa
(consultabile sul sito dell’Istituto
www.ictraona.gov.it)
condividerlo, discuterlo con i
propri figli, assumendosi la
responsabilità di quanto espresso
e sottoscritto
RELAZIONALITA'
Condividere con gli insegnanti
linee educative comuni che la
scuola trasmette tramite il
contratto formativo e tramite
assemblee, consentendo così alla
scuola di dare continuità alla
propria azione educativa
L’ALUNNO si impegna a ……
Condividere con gli insegnanti e
la famiglia la lettura del Patto
educativo e il regolamento di
disciplina, discutendo con loro
ogni singolo aspetto di
responsabilità
Mantenere costantemente un
comportamento positivo e
corretto, rispettando l’ambiente
scolastico inteso come insieme di
persone, oggetti e situazioni
PARTECIPAZIONE
Collaborare attivamente per
mezzo
degli strumenti messi a
disposizione
dall’Istituzione scolastica,
informandosi costantemente del
percorso didattico-educativo dei
propri figli
Ascoltare e coinvolgere gli
studenti
e le famiglie, richiamandoli ad
un’assunzione di responsabilità
rispetto a quanto espresso nel
Regolamento di disciplina degli
studenti
Comunicare costantemente con le
famiglie, informandole
sull’andamento didatticodisciplinare
degli alunni
_ Far rispettare le norme di
comportamento, i regolamenti ed i
divieti, in particolare
relativamente
all’uso di telefonini e altri
dispositivi
elettronici
_ Prendere adeguati
provvedimenti
disciplinari in caso di infrazioni
INTERVENTIEDUCATIVI
Prendere visione di tutte le
comunicazioni provenienti dalla
scuola, discutendo con i figli di
eventuali decisioni e
provvedimenti
disciplinari, stimolando una
riflessione sugli episodi di
conflitto e
di criticità.
_ Controllo regolare del libretto
personale.
Frequentare regolarmente le
lezioni
ed assolvere assiduamente agli
impegni di studio
_ Favorire in modo positivo lo
svolgimento dell’attività didattica
e
formativa, garantendo
costantemente la propria
attenzione
e partecipazione alla vita della
classe
Riferire in famiglia le
comunicazioni
provenienti dalla scuola e dagli
insegnanti
_ Favorire il rapporto tra i
compagni
sviluppando situazioni di
integrazione e solidarietà
Il genitore e l’alunno, presa visione del presente Patto Educativo di Corresponsabilità, lo sottoscrivono con il
Dirigente Scolastico,condividendone gli obiettivi e gli impegni.
Data………………………………
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
……………………………..
IL GENITORE
L’ALUNNO/A
……………………………..
…………………….
ALLEGATO 5:
PROTOCOLLO D’INTESA PER GLI ALUNNI PROVENIENTI DAL CENTRO TONOLI / PRONTO
INTERVENTO E PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI
PROTOCOLLO DI INTESA PER INSERIMENTO ALUNNI PROVENIENTI DAL “CENTRO RITA
TONOLI”
Enti firmatari il Protocollo D’Intesa:
-
Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Traona
Dirigente del “Centro Rita Tonoli” di Traona
SCOPI DEL PROTOCOLLO D’INTESA:
 Facilitare la collaborazione fra l’Istituto Comprensivo ed il Centro Rita Tonoli
 Promuovere l’inserimento scolastico dei minori provenienti dal Centro Rita Tonoli creando le condizioni favorevoli alla loro integrazione
Fasi di inserimento:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Il bambino viene inserito in comunità dai Servizi Sociali di riferimento
a. Il Centro preavvisa informalmente la scuola per permettere l’attivazione tempestiva delle
procedure successive
Il Centro fa richiesta di iscrizione del bambino presso l’Istituto Comprensivo
a. Il Centro fornisce le documentazioni richieste
Si prevede un incontro tempestivo tra Istituto Comprensivo (Dirigente e Funzione Strumentale),
equipe del Centro Rita Tonoli (Responsabile e psicologo) e Servizi Sociali di riferimento
a. I Servizi Sociali presentano il bambino con particolare riferimento al percorso scolastico, al
livello di apprendimento conseguito e alla maturità personale e sociale
b. Si ipotizza la classe di inserimento
Il Dirigente e la Figura di Riferimento stabiliscono la classe e il plesso di inserimento (sentiti gli
insegnanti interessati) in base ai seguenti criteri:
a. Numero di alunni della classe
b. Numero di alunni in situazione di disagio o di handicap
c. Risorse a livello di insegnanti sulla classe o sul plesso
Riunione dell’equipe della classe di inserimento per programmare l’accoglienza del bambino
a. Valutare la gradualità dell’inserimento con possibilità di incontri individuali con l’insegnante
per conoscere e verificare gli apprendimenti
b. Prevedere attività finalizzate a promuovere il benessere del bambino in classe
c. Programmare eventuali attività didattiche individualizzate
Inserimento del bambino
Incontri periodici equipe di classe ed equipe del Centro
a. Dopo il primo mese di inserimento
b. A fine quadrimestre
c. A fine anno
Modalità di trasferimento in corso d’anno
a. Il Centro informa tempestivamente la Scuola
b. La Classe programma un momento significativo di commiato
c. L’equipe classe predispone una relazione di accompagnamento
Indicazioni necessarie all’attuazione del Protocollo
-
Prevedere la presenza di una figura di riferimento (Funzione Strumentale o coordinatori di classe o di
plesso)
Utilizzare parte delle ore di compresenza del plesso o accedere al fondo incentivante su disponibilità
dichiarata da parte dell’insegnante
ACCOGLIENZA
ALUNNI
STRANIERI
Considerato che nel nostro Istituto, negli ultimi anni, vi è stato un incremento di alunni stranieri:
-
è necessario da parte della Scuola una attenta considerazione ed una serie di interventi atti a
garantire l’esercizio del diritto all’istruzione.
Il momento dell’accoglienza rappresenta il primo contatto dell’alunno e della famiglia straniera con
la comunità scolastica.
L’organizzazione dell’accoglienza deve tener presente molteplici aspetti:
1. amministrativo

raccogliere dati anagrafici, sanitari, scolastici, fiscali (da parte della segreteria)

fissare un tempestivo incontro tra famiglia e docenti, prima dell’inserimento

raccogliere documenti e/o autocertificazioni relativi alla precedente scolarità e alla situazione linguistica

acquisire la composizione del nucleo familiare, le cause dell’immigrazione, la religione professata

fornire informazioni sull’organizzazione della scuola

esprimere la necessità di una collaborazione continuativa tra scuola e famiglia
1.
educativo – didattico

rilevare le competenze già acquisite, le abilità e i livelli di preparazione dell’alunno

individuare la classe in cui inserire l’allievo tenendo conto dell’età anagrafica (art.45
del D.P.R. n.394/99), dell’accertamento delle competenze ed abilità, dell’ordinamento degli
studi del paese d’origine, delle aspettative familiari emerse durante il colloquio (per l’inserimento in una classe inferiore o superiore all’età anagrafica)

il collegio docenti individua dei criteri per l’assegnazione dell’alunno alla sezione
(laddove esistano classi parallele)

elaborare percorsi didattici comuni alla classe, percorsi facilitati all’interno delle discipline, percorsi individualizzati per l’apprendimento della lingua italiana
3.
comunicativo

facilitare l’informazione e la comunicazione tra scuola e famiglia

utilizzare interpreti e mediatori culturali per facilitare la comunicazione e superare le
difficoltà linguistiche

impiegare parte delle risorse disponibili all’interno del plesso scolastico

utilizzare parte del fondo di Istituto per prestazioni in orario aggiuntivo dei docenti,
su disponibilità dichiarata

programmare eventuali iniziative con il coinvolgimento di Enti esterni nei progetti
elaborati dalla scuola per l’integrazione culturale.
Allegato 6. Modello P.E.I., Piano Educativo Individualizzato per alunni con disabilità
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I Grado
Via Aldo Moro n. 6 – 23019 Traona (SO)
Tel. 0342- 653340 FAX: 0342- 653521
e-mail: [email protected]
PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
ai sensi art. 12,13 L.104/92 e segg.
dell'alunno _____________________________________
classe ____
sez ___
PEI concordato e sottoscritto da ciascun componente il Gruppo di Lavoro
Cognome Nome
Firma
Qualifica/Disciplina
_________________
_________________
della _________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
_________________
Docente per le
attività
di _________________
sostegno
assegnato alla
classe
Docenti
classe
Famiglia
Nome e cognome degli specialisti della NPI: _________________________
Nome e cognome assistente ad personam (se presente): _______________________
Data ___________
Il Dirigente scolastico
___________________
Il presente PEI viene consegnato in copia al Consiglio di classe e alla famiglia e verrà nuovamente sottoscritto nel momento in cui vi fossero modificazioni o aggiornamenti significativi.
1. Dati riguardanti l'alunno
COGNOME.......................................................
NOME..........................................................
DATA DI NASCITA.................................
LUOGO.............................................................
2. Dati relativi alla frequenza scolastica
2. Curriculum scolastico dell’alunno
ANNO SCOLASTICO …........................................
SCUOLA ….....................................................................................................................
CLASSE.............................. SEZIONE.......................................
SCOLARITÀ PREGRESSA:
Denominazione
Frequenza
Regol. / Irreg.
Sostegno
SÍ / NO
n. ore
Assistente
SÍ / NO
n. ore
Trattenimenti
/ Ripetenze
Scuola infanzia
Scuola Primaria
Scuola sec. I gr
3. Informazioni riguardanti il contesto familiare e sociale (da compilare solo se rilevanti ai fini dell'inclusione scolastica):
….....................................................................................................................................................................
........................................................................................................................................................................
................
Referenti nel rapporto scuola-famiglia e recapiti telefonici:
............................................................
................................................................
............................................................
................................................................
Referenti nel rapporto scuola - operatori sociosanitari e recapiti telefonici:
............................................................
................................................................
............................................................
................................................................
4. Ausili utilizzati dall’alunno:
(cancellare le voci che non interessano)
ausili per la deambulazione
ausili informatici
trasporto scolastico
trasporto speciale:
con accompagnatore
senza accompagnatore
mensa:
con accompagnatore
senza accompagnatore
ascensore
bagno attrezzato:
con accompagnatore
senza accompagnatore
banco speciale
ambiente di riposo
strumenti e ausili particolari (specificare): ..................................................
altro (specificare) : ......................................................................................
5. Caratteristiche della classe
Numero di ore settimanali di lezione ...... , di cui ........ in orario antimeridiano.
di cui ........ in orario pomeridiano.
Numero di alunni frequentanti ........ , di cui:
...... maschi e ....... femmine,
....... stranieri,
........ disabili,
....... B.E.S. ,
........ D.S.A.
Breve descrizione della situazione complessiva della classe (desumibile dalla programmazione iniziale del
CDC):
....................................................................................................................................................................
………………………………………………………………………………………........................................................................
Livello di integrazione percepito:
.........................................................................................................................................................................
…......................................................................................................................................................................
6. Risorse umane a sostegno del processo di integrazione, in aggiunta ai docenti disciplinari
della classe. (cancellare le voci che non interessano)
Docente per le attività di sostegno assegnato alla classe per n. …..... ore settimanali.
Assistente personale per n. …...... ore settimanali (se presente)
Altre figure mediatrici (specificare): ........................... per n. …..... ore settimanali (se presenti)
7. Organizzazione scolastica
Prospetto orario settimanale della classe con indicazione delle discipline (o aree disciplinari o settori di attività), della presenza dell’insegnante di sostegno e/o dell’assistente educatore.
(Compilare secondo l’esempio)
ORE/FASCE
7.45 -8.45
Lunedì
Martedì
Italiano
Matematica
ASSISTENTE ASSISTENTE
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
8.45 -9.45
Storia
Scienze
ASSISTENTE INSEGNANTE
9.45 – 10.50
Inglese
arte
ASSISTENTE
10.50-11.50
motoria
religione
11.50 -12.45
motoria
Italiano
INSEGNANTE
L'alunno frequenta la scuola per n. …....... ore settimanali.
Orario settimanale di frequenza scolastica dell’alunno:
(cancellare la voce se non pertinente)
entrata
uscita
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Se l'orario è ridotto, spiegare la motivazione e/o le attività svolte fuori dalla scuola in orario scolastico:
................................................................................................................................................................
..............................................................................................................................................................
8. Indicazioni per emergenze:
(cancellare la voce se non pertinente)
Strategie per la gestione dei momenti di crisi o di emergenza
Possibili crisi (breve descrizione)...............................................................
.........................................................................................................................
Frequenza......................................................................................................
Strategie utili alla gestione...........................................................................
.........................................................................................................................
Chi deve intervenire.....................................................................................
Recapiti telefonici utili..................................................................................
9. Eventuali altre annotazioni relative all’alunno ( interesse, aspetti motivazionali, variabilità
di comportamento, nei diversi contesti o con le diverse figure di riferimento, eventuali note
descrittive che richiedono approfondimenti specifici...):
(cancellare la voce se non pertinente)
………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………
10. Progetto di lavoro
10.a AREE
(per la descrizione dei livelli di partenza e degli obiettivi utilizzare gli indicatori allegati)
AREA
LIVELLO DI PAR-
OBIETTIVI
ATTIVITÀ
TENZA
Comunicazionale
Linguistica
Motorio-prassica
Percettivo-sensoriale
Neuropsicologica
Autonomia
Affettivo-relazionale
Cognitiva
10.b AREA DEGLI APPRENDIMENTI (discipline dell’area linguistica, logico-matematica, antropologica, dei linguaggi espressivi diversi)
DISCIPLINA
Italiano
Storia
Geografia
Matematica
Scienze
OBIETTIVI
CONTENUTI/ATTIVITÀ
METODOLOGIA /
STRUMENTI
Inglese e
Francese
Tecnologia
Educazione
Fisica
Musica
Arte e
Immagine
Religione
10.c Modalità di verifica e valutazione
Le verifiche verranno strutturate e calibrate in base alle potenzialità dell’alunno/a. Le verifiche orali saranno
predisposte come interrogazioni programmate.
La valutazione terrà conto dell’impegno dimostrato, dei progressi rispetto al livello di partenza, delle competenze acquisite, dell’autonomia nello svolgimento delle varie attività. Saranno privilegiate le verifiche a carattere formativo.
Verifiche del presente piano educativo individualizzato
Il PEI è sottoposto a verifica periodica; la ridefinizione degli obiettivi programmati, qualora il consiglio di
classe ne ravvisasse la necessità, potrà avvenire in qualunque momento. La verifica dei risultati raggiunti e
della congruenza delle scelte effettuate avverrà in via ordinaria in coincidenza con le verifiche periodiche
quadrimestrali.
GRIGLIA DI
OSSERVAZIONE
DELLE
SITUAZIONI
CON LIVELLO DI
DIFFICOLTÀ
MEDIO - LIEVE
La presente griglia può essere utile ai fini dell’osservazione dell’alunno, per la
stesura del PROFILO DINAMICO FUNZIONALE, e per l’individuazione e
programmazione di obiettivi, interventi e progetti didattici, educativi, riabilitativi e
sociali da inserire nel PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO.
AREA AUTONOMIA E CURA
Raggiungere la massima capacità di fare da sé, consentita dall’alunno
 Autonomia personale
 Autonomia rispetto alla struttura scolastica
 Autonomia sociale e familiare.
AREA AFFETTIVO RELAZIONALE
Sviluppare empatia e abilità comunicativa attraverso regole di comportamento e
consapevolezza che favoriscono un sereno rapporto con se stesso e gli altri
 Affettività e comportamento
 Prendere coscienza del proprio vissuto
 Rapporto con gli oggetti e il gioco
 Rapporto con compagni e insegnanti e partecipazione alle attività.
AREA PRASSICO MOTORIA E SENSO PERCETTIVA
 Percezione visiva
 Percezione uditiva
 Percezione tattile
 Percezione olfattiva e gustativa
 Organizzazione del disegno e di attività manuali
 Motricità globale
 Schema corporeo
 Organizzazione ed orientamento temporale
AREA COGNITIVA: LINGUISTICO - ESPRESSIVA
 Ascoltare, comprendere e comunicare oralmente
 Lettura
 Grafismo e scrittura
AREA COGNITIVA: LOGICO-MATEMATICA




Utilizzare semplici linguaggi logici
Leggere e scrivere numeri
Operare con i numeri e individuare situazioni problematiche
Conoscere ed operare con elementi geometrici
AREA INFORMATICA E MULTIMEDIALE
AREA AUTONOMIA E CURA
Autonomia personale
Acquisire il completo controllo sfinterico e dell’enuresi diurna e notturna
Avvertire in caso di bisogno e/o malessere
Avvertire e/o manifestare disagio se sporco/a
Individuare gli ambienti adatti alla pulizia personale dopo essere andato/a al
gabinetto
Sapersi lavare e asciugare (viso - denti - corpo)
Sapersi soffiare il naso e pulire la bocca da solo/a, se necessario
Sapersi pettinare
Saper tenere in ordine i propri indumenti e le proprie cose per la pulizia
Infilarsi e sfilarsi indumenti vari (riconoscendo e sistemando il verso giusto)
Conoscere l’uso di cerniere, automatici, bottoni
Stringare le scarpe
Mangiare da solo/a e usare correttamente le posate
Sapersi regolare nella quantità di cibo da assumere
Autonomia rispetto alla struttura scolastica
Conoscere il tipo di scuola che frequenta
Conoscere l’edificio scolastico
Conoscere le persone che lavorano nella scuola e le loro mansioni
Non perdersi fuori dalla propria aula o dall’aula di sostegno
Ritrovare la propria aula
Eseguire facili consegne (commissioni ai colleghi, ai bidelli, alla segreteria)
Conoscere il proprio posto
Avere cura dei propri materiali
Aver cura dei materiali di altri e/o della struttura (posto –riordino)
Conoscere gli orari scolastici
Conoscere i cambiamenti d’orario delle varie materie
Rispettare le regole
Conoscere il percorso casa - scuola e ritorno
Autonomia sociale – familiare
Conoscere i componenti della famiglia: il loro ruolo, i loro compiti, i luoghi di
lavoro
Conoscere il proprio ruolo familiare
Rendersi utile nella cura di un proprio spazio personale e di tutta la casa (piccole
mansioni)
Recarsi da solo/a in luoghi conosciuti
Saper attraversare la strada
Conoscere i principali cartelli stradali (semaforo, uso delle strisce)
Comportarsi adeguatamente su un mezzo di trasporto pubblico e/o privato
Conoscere l’uso di : telefono, ascensore, orologio
Conoscere l’uso del denaro
Conoscere il valore del denaro
Conoscere luoghi di pubblico uso (parco giochi, bar, negozi…)
Riconoscere pubblici ufficiali (vigili, polizia…
Saper identificare simboli di uso civile (ospedale, telefono, vigili del fuoco…)
Svolgere piccole commissioni nella propria città
AREA AFFETTIVO RELAZIONALE
Affettività e comportamento
Riuscire ad esprimere le proprie emozioni con reazioni emotive adeguate (verbali,
del volto, con gesti di richiamo, dell’attenzione)
Mostrare interesse e coinvolgimento per ciò che sperimenta (applaudire o
disapprovare)
Vincere l’eccessiva timidezza
Controllare comportamenti aggressivi fisici e verbali
Saper ascoltare persone, suoni, rumori
Avvertire la presenza o l’assenza di una persona e/o di un oggetto significativo
Controllare stereotipie
Superare la passività
Controllare cambiamenti repentini di umore
Controllare le proprie ansie
Accettare esempi
Seguire istruzioni, consigli, regole
Parlare di sé e del proprio vissuto
Eseguire ed impegnarsi in attività
Migliorare le proprie competenze
Accettare ed elargire aiuto
Scegliere attività, persone, gruppi
Protestare, difendere opinioni, discutere
Controllare la propria emotività
Riconoscere i limiti propri e altrui
Correggere e valutare atteggiamenti
Controllare fantasticherie
Accettare un rimprovero senza rispondere in maniera negativa
Riflettere bene prima di fare o dire qualcosa
Accettare le norme fondamentali della “buona educazione”
Prendere coscienza del proprio vissuto
Rappresentare ricorrenze - viaggi - altro in modo concreto, verbale, grafico
(attività ludico - espressive di decodificazione con disegni, documenti, cartine,
testi, scritti, altro…)
Rapporto con gli oggetti e il gioco
Usare nei confronti di un nuovo oggetto: interesse, uso, conoscenza
Osservare, riconoscere, montare, smontare, mettere a disposizione anche di altri
Giocare spontaneamente da solo/a e in gruppo (giochi di movimento, di fantasia,
per imitazione, giochi strutturati e simbolici)
Saper entrare in un gioco organizzato partecipando attivamente
Rispettare turni e regole
Rapporto con compagni, insegnanti e partecipazione alle attività
Conoscere i compagni
Riconoscere in loro caratteristiche (fisiche, abilità, personalità)
Accettare l’esistenza della diversità (religiosa, culturale, etnica…) ed elaborare
senso di solidarietà
Riconoscere esperienze (desideri, gioie, ansie) che lo accomunano e/o
differenziano
Controllare il tono della propria voce
Riconoscere le cose degli altri e rispettarle
Riconoscere l’autorità
Accettare osservazioni
Accettare il contatto fisico
Controllare un eccessivo contatto fisico
Portare a termine autonomamente una semplice attività assegnata
Rispettare un tempo programmato di consegna
Rispondere e fare domande pertinenti
Portare il materiale didattico occorrente (averne cura, utilizzare, riordinare)
Eseguire i compiti assegnati
Avere cura dei propri lavori e ritenerli importanti
Chiedere informazioni per accertare le indicazioni date e/o la correttezza del
proprio lavoro
Chiedere spontaneamente che gli/le vengano assegnate attività
Intervenire spontaneamente nelle discussioni in forma pertinente
Mantenere tempi di attenzione sempre più lunghi
Iniziare un lavoro senza continue sollecitazioni
Mantenere una buona concentrazione su un’attività senza voler cambiare
continuamente
Mostrare curiosità ed interesse per nuove attività
Potenziare la capacità di autonomia
AREA PRASSICO-MOTORIA E
SENSO-PERCETTIVA
Percezione visiva
Coordinare i movimenti della mano
Saper seguire una linea tracciata (su pavimento, su scheda)
Saper infilare e sfilare perle
Unire costruzioni
Eseguire piegature, ritagli, strappi, ricalchi
Punteggiare sagome semplici seguendo direzioni prestabilite
Saper ricopiare in forma speculare e tracciare linee dritte e curve senza l’ausilio
di linee - guida
Saper distinguere e nominare i colori primari e secondari
Usare colori a dita e pennelli
Saper manipolare varie sostanze
Saper accendere e spegnere (fiammiferi, luce…)
Saper avvitare e svitare (tappi, bulloni …)
Percezione uditiva
Sapersi girare verso una fonte di rumore
Saper indicare la direzione di provenienza di un rumore ad occhi chiusi
Saper manifestare attenzione ad un rumore improvviso
Riconoscere rumori di pericolo
Saper rispondere alla chiamata del proprio nome e cognome
Riconoscere suoni e rumori diversi (esterni ed interni, motori, voci di persone
e/o animali, strumenti musicali
Saper imitare inflessioni di voci
Percezione tattile
Saper distinguere e verbalizzare: caldo – freddo; bagnato – asciutto; liscio –
ruvido; duro – molle; spesso – sottile; pesante – leggero; pieno – vuoto
Riconoscere un oggetto chiuso in un sacco
Scegliere ad occhi chiusi uno fra 3 oggetti nominati
Percezione olfattiva e gustativa
Saper distinguere dolce – amaro; salato – acido
Saper distinguere odori e profumi di varie cose e/o ambienti
Organizzazione del disegno e di attività manuali
Scarabocchiare spontaneamente
Disegnare elementi riconoscibili e posti in un insieme organizzato
Riprodurre forme, direzioni, dimensioni, posizioni, rapporti spaziali
Riprodurre la figura umana completa
Usare tutti i colori anche in modo appropriato
Rispettare i contorni (campismo)
Usare tutto il foglio
Sperimentare varie tecniche e materiali
Sviluppare la personalità creativa
Eseguire il più possibile lavori manuali a scuola e in famiglia
Finire un lavoro iniziato
Eseguire autonomamente un lavoro
Saper progettare un lavoro
Chiedere di iniziare un lavoro nuovo
Seguire una successione logica nelle fasi del lavoro
Iniziare spontaneamente delle attività
Motricità globale
Muoversi e fermarsi ad un segnale sonoro
Camminare su di una linea disegnata sul pavimento
Eseguire facili percorsi utilizzando il materiale della palestra
Afferrare e lanciare la palla
Eseguire semplici giochi con la palla (palleggiare, fare canestro)
Utilizzare gli strumenti della palestra (cerchi, clavette…)
Salire e scendere le scale alternando i piedi con appoggio
Salire e scendere le scale alternando i piedi senza appoggio
Partecipare alle attività sportive organizzate dalla scuola (giochi della gioventù,
basket, mini volley…)
Schema corporeo
Riconoscere e denominare le principali parti del corpo su se stesso
Riconoscere e denominare le principali parti del corpo su di un compagno
Riconoscere e denominare le principali parti del corpo su di una bambola
Riconoscere e denominare le principali parti del corpo su di un’immagine
Scomporre e ricomporre la figura umana (puzzle)
Disegnare il corpo
Riconoscere la destra e la sinistra sul proprio corpo
Riconoscere la destra e la sinistra sul corpo del proprio compagno
Riconoscere la destra e la sinistra su figure
Organizzazione ed orientamento spazio – temporale
Ordinare sequenze di 3 o più oggetti e disegni in base ai colori
Infilare sequenze di perle di più colori
Ordinare una storia figurata a 3 o più sequenze
Ordinare parole in sequenza temporale
Saper tenere un ritmo (battendo le mani, i piedi, camminando, correndo)
Saper adeguare il movimento al cambiamento del ritmo
Riprodurre semplici strutture ritmiche: ascoltare e battere, ascoltare e disegnare,
guardare e battere, guardare e disegnare
Conoscere i nomi dei giorni della settimana
Ripeterli nella corretta sequenza cronologica
Conoscere i nomi dei mesi dell’anno
Ripeterli nella corretta sequenza cronologica
Riconoscere le stagioni nella corretta sequenza cronologica
Riconoscere e verbalizzare i momenti della giornata in famiglia, a scuola
Distinguere ed usare in forma adeguata: ieri – oggi – domani
Leggere e saper usare il calendario
Leggere l’orologio: le ore
Leggere l’orologio: le mezze ore
Leggere l’orologio: i quarti d’ora
Leggere l’orologio: conoscenza globale
Consolidare i concetti topologici rispetto a: se stesso/a, a persone, a cose, a
rappresentazioni grafiche
Descrivere e rappresentare spazi noti (scuola, territorio circostante)
Descrivere e rappresentare percorsi
Osservare i luoghi, gli ambienti geografici (pianura, collina, montagna)
Conoscere gli ambienti essenziali del paesaggio geografico
Comprendere che lo spazio può essere rappresentato da diversi punti di vista
Con l’aiuto di cartine geografiche, saper usare i colori convenzionali (mare,
montagna, pianura…)
Con l’aiuto di cartine geografiche, saper collocare la regione di appartenenza
all’interno dell’Italia, dirne il nome ed indicarne la nostra provincia
Saper collocare i monti, i mari e le pianure nelle cartine, ricordando i principali
nomi corrispondenti
N.B. Per gli alunni con handicap di tipo lieve, potranno essere prefissati obiettivi più
avanzati nell’ambito delle discipline relative a STORIA, GEOGRAFIA E STUDI
SOCIALI deducendoli dalle programmazioni delle classi di appartenenza e
rielaborandoli sulla base delle esperienze personali.
AREA COGNITIVA:
LINGUISTICO-ESPRESSIVA
Ascoltare, comprendere e comunicare oralmente
Comprendere e reagire ad espressioni semplici composte da: SOGG, VERBO,
OGG. (Chiudi la porta)
Comprendere e reagire ad espressioni semplici composte da: SOGG, VERBO,
OGGETTO, ATTRIBUTO (prendi il quaderno rosso)
Comprendere e reagire ad espressioni semplici composte da: SOGG, VERBO,
OGG, UNA CIRCOSTANZA (porta la palla verde nella scatola)
Comprendere semplici consegne relative a rappresentazioni grafiche (fai un
punto sul bambino che corre)
Esprimere ciò che si constata e si capisce
Domandare ciò che si desidera
Denominare oggetti, illustrazioni, azioni
Usare correttamente il linguaggio dal punto di vista strutturale e articolatorio
Formulare frasi sempre più complesse
Coniugare i verbi usando modi e tempi corretti
Usare congiunzioni coordinative e subordinative
Raccontare una storia su immagini
Riferire esperienze seguendo un ordine logico
Intervenire in modo pertinente durante le conversazioni
Arricchire il proprio linguaggio
Conoscere ed usare alcune forme dialettali
Comprendere il significato di parole correnti
Ascoltare e comprendere la narrazione di un avvenimento, una storia, una
canzone, un film…
Comprendere gli elementi di un testo informativo, narrativo, descrittivo
Produrre una semplice descrizione di persone, animali, oggetti, ambienti
familiari
Produrre un dialogo
Inventare la parte finale di alcune semplici storie
Lettura
Interpretare una parte o la totalità di figure da semplici a sempre più complesse
Leggere simboli
Riconoscere globalmente scritte familiari
Individuare gli elementi che compongono una breve frase (le parole)
Analizzare le parole discriminando le sillabe
Leggere le lettere dell’alfabeto nei diversi caratteri (stampato maiuscolo, script,
corsivo maiuscolo e minuscolo)
Leggere e comporre sillabe dirette ed inverse semplici
Unire le sillabe per formare le parole
Leggere parole mono - bi- polisillabiche
Leggere correttamente brevi frasi
Leggere i digrammi (ce-ci, ge-gi, che-chi, ghe-ghi, gn, gl, qu, sc.)
Riconoscere le doppie
Riconoscere la funzione dell’H, dell’ACCENTO, dell’APOSTROFO, di C’E’C’ERA
Leggere correttamente brevi frasi composte da parole con sillabe complesse e
con digrammi
Leggere rispettando la punteggiatura
Leggere autonomamente
Leggere ad alta voce
Leggere didascalie, enunciati, definizioni, filastrocche…
Leggere con rapidità, espressività ed intonazione testi di tipo informativo,
narrativo, descrittivo
Comprendere il contenuto di un breve testo
Individuare nel testo gli elementi principali passando con gradualità da testi
semplici a testi più complessi
Individuare gli elementi essenziali relativi all’emittente, al destinatario, allo
scopo
Riassumere oralmente i passaggi principali di un breve racconto
Grafismo e scrittura
Saper riprodurre determinati grafismi dandone un’interpretazione
Saper imitare un tratto
Saper eseguire tratti verticali ed orizzontali su imitazione
Saper eseguire interni ed esterni di plastigrafi con forme semplici
Saper ricalcare semplici figure
Saper ricalcare figure sempre più complesse
Saper eseguire cerchi
Saper completare forme tratteggiate semplici
Saper rispettare la rigatura proposta
Saper copiare semplici figure
Saper riprodurre lettere e parole in stampato maiuscolo, in script, in corsivo
Copiare parole
Copiare frasi
Scrivere sotto dettatura: parole monosillabiche, bisillabiche, polisillabiche
Scrivere sotto dettatura sillabica
Scrivere sotto dettatura parole con le doppie
Scrivere sotto dettatura parole con digrammi
Scrivere sotto dettatura parole con sillabe complesse
Scrivere sotto dettatura brevi frasi
Usare correttamente le lettere maiuscole
Scrivere da solo/a facili parole
Scrivere da solo/a parole con sillabe complesse
Scrivere da solo/a parole con digrammi
Scrivere da solo/a semplici frasi di senso compiuto, partendo dal contesto
comunicativo, dal vissuto personale o traendo lo spunto da immagini
Scrivere didascalie, definizioni, elenchi
Descrivere ambienti, persone, cose e circostanze
Scrivere un dialogo
Raccontare brevemente un’esperienza personale
Scrivere inventando una breve storia sulle basi di immagini date
Scrivere pensieri ortograficamente corretti, logicamente ordinati e con proprietà
di linguaggio
Autocorreggere errori sistematici
Conoscere ed usare nel parlare e nello scrivere le principali regole e
convenzioni ortografiche
Riconoscere ed usare l’ordine alfabetico
Usare il vocabolario
N.B. Per gli alunni con handicap di tipo lieve, potranno essere prefissati obiettivi
più avanzati nell’ambito linguistico - espressivo deducendoli dalle programmazioni
delle classi di appartenenza e rielaborandoli sulla base delle esperienze personali.
AREA COGNITIVA : LOGICO-MATEMATICA
Utilizzare semplici linguaggi logici:
associazione, differenziazione, astrazione, classificazione, seriazione, generalizzazione
Risolvere problemi pratici mediante costruzione di situazioni problematiche
In un serie, saper associare 2 figure uguali
In una serie, saper associare 2 o più parole
In una serie di oggetti, figure, parole, individuare l’estranea
In una serie di oggetti, figure, parole, individuare la caratteristica comune
Raggruppare oggetti, immagini uguali, per colore, forma, secondo l’uso, secondo
caratteristiche stabilite
Riconoscere grande - piccolo fra due oggetti di uguale colore, ma dimensione
diversa
Riconoscere grande - piccolo fra due oggetti di colore e dimensione diversi
Disporre in ordine di grandezza 3 o più oggetti di uguale o diverso colore
Inserire al posto giusto un elemento di una serie ordinata
Applicare un’operazione logica ad un contesto diverso ma analogo
Possedere il concetto di UGUALE - DIVERSO
Acquisire i concetti relativi a: TANTI, POCHI, UNO, NESSUNO
Riconoscere con oggetti, rappresentazioni grafiche, simboli emblematici: PIU’
DI - MENO DI; TANTO - QUANTO
Riconoscere e costruire un insieme
Saper disporre in ordine crescente e decrescente 2 insiemi
Saper inserire un terzo insieme fra due precedentemente ordinati
Possedere il concetto di relazione a termine
Leggere e scrivere numeri
Saper contare per contare ( la filastrocca dei numeri entro il 10)
Coordinare sequenza verbale e attività manuale
Leggere e scrivere i numeri entro il 20
Leggere e scrivere i numeri entro il 50
Leggere e scrivere i numeri entro il 100
Leggere e scrivere i numeri entro il 1000 (e oltre)
Collegare le quantità al simbolo numerico e viceversa
Confrontare raggruppamenti di oggetti rispetto alle quantità usando: < > =
Confrontare simboli numerici usando: < > =
Completare la linea dei numeri
Riconoscere il precedente e il seguente
Numerare in senso progressivo
Numerare in senso regressivo
Conoscere il valore posizionale delle cifre
Conoscere i numeri ordinali e cardinali
Apprendere i concetti: PARI - DISPARI
Apprendere i concetti: PAIO, COPPIA, DOZZINA
Apprendere i concetti: META - DOPPIO
Intuire il significato di FRAZIONE
Conoscere i numeri decimali
Apprendere le unità di misura (lunghezza, peso, capacità)
Operare con i numeri e individuare situazioni problematiche
Eseguire semplici calcoli orali (addizioni e sottrazioni) con oggetti, con le dita,
con rappresentazioni grafiche entro il…
Eseguire addizioni e sottrazioni in colonna senza cambio con i numeri interi
Eseguire add. e sott. In colonna con il cambio con i numeri interi
Intuire il concetto di moltiplicazione come addizione ripetuta
Intuire il concetto di divisione come ripartizione
Eseguire moltiplicazioni in colonna senza cambio con una cifra al moltiplicatore
Eseguire moltiplicazioni in colonna con il cambio con 2 cifre la moltiplicatore
Eseguire in colonna facili divisioni con 1 cifra al divisore
Eseguire le quattro operazioni con i numeri decimali
Risolvere situazioni problematiche legate all’esperienza concreta con 1 sola
operazione
Risolvere problemi con più operazioni e con domande chiaramente espresse
Conoscere ed operare con elementi geometrici
Saper denominare e congiungere due punti con una linea curva, retta, spezzata
Saper indicare tra due linee la più breve
Riconoscere le figure piane fondamentali (cerchio, quadrato, triangolo,
rettangolo)
Sapere individuare in un insieme di triangoli quelli con due o tre lati uguali
Saper dividere un rettangolo in due triangoli; un quadrato in due triangoli; un
poligono in più triangoli
Riconoscere posizioni reciproche di oggetti al variare del punto di osservazione
Riconoscere la posizione di un oggetto posto in una determinata area
Saper usare semplici coordinate: righe e colonne
Saper individuare la più grande di due superfici piane su carta quadrettata
Saper individuare il segmento più lungo in coppie di segmenti
Saper calcolare perimetri di figure piane usando unità di misure simboliche
inventate
Saper calcolare perimetri di figure piane usando l’unità di misura
Saper calcolare aree di figure piane
N.B. Per gli alunni con handicap di tipo lieve, potranno essere prefissati obiettivi più
avanzati nell’ambito logico matematico - scientifico deducendoli dalle
programmazioni delle classi di appartenenza e rielaborandoli sulla base delle
esperienze personali.
AREA INFORMATICA E MULTIMEDIALE
Conoscere le parti che compongono la postazione computer (video, tastiera,
mouse, processore, stampante, scanner)
Padroneggiare l’uso del mouse in semplici giochi e/o esercizi di coordinazione
visuo - motoria
Utilizzare le applicazioni di office e del sistema operativo per esercitazioni
didattiche
GRIGLIA DI
OSSERVAZIONE
DELLE
SITUAZIONI
CON LIVELLO DI
DIFFICOLTÀ
GRAVE
La presente griglia può essere utile ai fini dell’osservazione dell’alunno, per la
stesura del PROFILO DINAMICO FUNZIONALE, e per l’individuazione e
programmazione di obiettivi, interventi e progetti didattici, educativi, riabilitativi e
sociali da inserire nel PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO.
AREA AUTONOMIA E CURA DELLA PERSONA
Raggiungere la massima capacità di fare da sé, consentita dall’alunno






Controllo sfinterico
Pulizia del viso e del corpo
Prassie dell’abbigliamento
Saper mangiare e bere autonomamente
Autonomia rispetto alla struttura scolastica
Autonomia sociale e familiare
AREA AFFETTIVO - RELAZIONALE
Sviluppare empatia e abilità comunicativa attraverso regole di comportamento o
consapevolezza che favoriscono un sereno rapporto con se stesso e con gli altri


Comportamento atteso con adulti e compagni
Rapporto con gli oggetti
AREA PERCETTIVO-MOTORIA





Motricità globale
Motricità fine
Schema corporeo
Lateralità e dominanza
Riconoscimento


Organizzazione ed orientamento temporale
Organizzazione del disegno e di attività manuali
AREA LINGUISTICO-ESPRESSIVA





Fonazione
Comunicazione
Comprensione
Lettura
Grafismo
AREA LOGICO-MATEMATICA

Associazione
Differenziazione
Astrazione
Classificazione
Seriazione
Concetto di quantità
Saper contare
Elementi geometrici

Utlizzo del mezzo informatico per attività didattiche







AREA INFORMATICA E MULTIMEDIALE
AREA AUTONOMIA E CURA DELLA PERSONA
Controllo sfinterico
Indicare i bisogni: avvertire e/o manifestare disagio se sporco
Controllare l’enuresi notturna
Controllare l’enuresi diurna
Pulizia del viso e del corpo
Accettare di essere lavato
Lavarsi spontaneamente
Rimboccarsi da solo le maniche
Aprire e chiudere il rubinetto
Lavarsi le mani con acqua e sapone; risciacquarsi adeguatamente e asciugarsi
Lavarsi i denti
Sputare l’acqua
Pettinarsi da solo/a
Guardarsi allo specchio
Soffiarsi il naso
Pulirsi la bocca
Controllare la salivazione
Prassie dell’abbigliamento
Inserire una cerniera lampo
Chiudere una cerniera lampo, abbottonare e sbottonare bottoni, anche a pressione
Inserire calze e scarpe
Allacciare le scarpe
Riconoscere dritto e rovescio negli indumenti
Trovare posto per cappotto o simile
Mettersi e togliersi il cappotto o simile da solo
Vestirsi o svestirsi da solo
Mettere in ordine i propri indumenti
Saper mangiare e bere autonomamente
Mangiare da solo
Assaggiare cibi diversi
Raffreddare cibi e bevande calde
Masticare bene i cibi
Impugnare bene le posate
Rispettare gli orari dei pasti
Inforcare i cibi
Tagliare e sbucciare i cibi
Pulirsi la bocca
Versarsi da bere
Bere da solo/a
Preparare il banco per la merenda
Aprirsi la merenda
Autonomia rispetto alla struttura scolastica
Riconoscere il tipo di scuola che frequenta
Riconoscere l’edificio scolastico
Riconoscere le persone che lavorano nella scuola e le loro mansioni
Non perdersi fuori dalla classe
Ritrovare la propria classe
Ritrovare altri luoghi della scuola
Adeguarsi agli orari scolastici
Conoscere il proprio posto
Aver cura dei propri materiali
Aver cura dei materiali di altri e/o della struttura (posto –riordino)
Rispettare le regole
Conoscere il percorso casa - scuola
Autonomia sociale e familiare
Conoscere intimamente i componenti della famiglia, i loro ruoli, i loro compiti,
il loro lavoro
Conoscere il proprio ruolo familiare e i propri compiti
Aiutare nella cura di un proprio spazio personale e di tutta la casa (piccole mansioni)
Uscire da solo/a da casa (dove possibile)
Saper attraversare la strada sulle strisce pedonali
Conoscere i principali cartelli stradali
Comportarsi adeguatamente su un mezzo di trasporto (pubblico o privato)
Saper usare: telefono, orologio
Saper accendere e spegnere strumenti d’uso (interruttori, barattoli, maniglie…)
Conoscere l’uso del denaro
Conoscere gli uffici pubblici
Conoscere i luoghi di pubblico uso (parco, bar, negozi, cinema…per essere in
grado di servirsene)
Riconoscere pubblici ufficiali (vigili, poliziotti…)
Saper identificare simboli d’ uso civile (ospedale, telefono, vigili del fuoco…)
AREA AFFETTIVO-RELAZIONALE
Comportamento atteso con adulti e compagni
Accettare la guida fisica della mano, se necessario
Permettere e cooperare nella gestione del proprio corpo e nell’insegnamento di
nuove abilità
Rispondere al proprio nome e cognome
Sorridere in risposta al sorriso e se viene lodato/a per il completamento di una
consegna
Riuscire ad esprimere le proprie emozioni con reazioni emotive (verbali, del
volto, gesti di richiamo dell’attenzione)
Mostrare interesse e coinvolgimento per ciò che sperimenta (applaudire o disapprovare)
Stabilire e mantenere il contatto oculare quando inizia il rapporto con l’adulto
Dare e ricevere oggetti, materiali e aiuti dall’adulto e compagni
Avvertire la presenza o l’assenza di una persona e/o un oggetto significativo
Seguire istruzioni, consigli, regole
Ricercare l’interazione con adulti e compagni
Salutare
Attendere il proprio turno nel gioco e/o in altre situazioni sociali
Tollerare la correzione e la critica
Tollerare la frustrazione e/o il blocco di qualche attività o iniziativa
Adeguarsi al lavoro e/o gioco di gruppo
Non mostrare eccessivo attaccamento a qualcuno
Non mostrare comportamenti aggressivi fisici o verbali
Controllare la propria emotività
Non mostrare comportamenti di passività - isolamento
Riconoscere e nominare o indicare compagni e adulti
Riconoscere in adulti e compagni le loro caratteristiche (fisiche – abilità – personalità)
Riconoscere esperienze (desideri – gioie – ansie) che lo/la accomunino o differenzino dai compagni
Giocare spontaneamente
Partecipare al gioco organizzato
Parlare di sé e del proprio lavoro
Rispondere e fare domande pertinenti
Eseguire e impegnarsi in attività
Portare a termine l’attività di cui si sta occupando e rispettare un tempo programmato
Avere cura dei propri lavori e ritenerli importanti
Chiedere spontaneamente che gli/le vengano assegnate attività
Chiedere informazioni per accertare la correttezza del proprio lavoro
Portare il materiale didattico occorrente, averne cura e riordinarlo
Migliorare le proprie competenze
Aiutare i compagni, scegliere attività, persone o gruppi
Protestare, difendere opinioni, discutere
Controllare il tono della voce
Riconoscere l’autorità
Riconoscere i limiti propri e altrui
Riconoscere le cose degli altri e rispettarle
Correggere e valutare atteggiamenti
Controllare reazioni al rumore e alla paura
Sviluppare un atteggiamento attivo
Rapporto con gli oggetti
Non provare paura o rifiuto nei confronti di nuovi oggetti
Provare interesse nei confronti di nuovi oggetti (osservarli, smontarli, conservarli, metterli a disposizione degli altri)
AREA PERCETTIVO- MOTORIA
Motricità globale
Possedere l’equilibrio posturale
Sgambettare
Stare seduto a terra senza appoggio
Strisciare sul ventre
Camminare a quattro zampe
Mantenere posizione eretta e ferma senza appoggio
Camminare sulla punta dei piedi
Salire e scendere le scale da solo, appoggiandosi alla ringhiera
Camminare scavalcando ostacoli
Correre, saltare
Seguire percorsi tracciati a terra
Camminare lateralmente
Afferrare la palla
Lanciare la palla
Calciare la palla
Familiarizzare con cerchi e birilli
Sollevare pesi
Motricità fine
Afferrare con tutta la mano
Prendere oggetti con due dita
Manipolare materiali
Strappare
Accartocciare
Arrotolare
Ritagliare semplici figure
Tenere correttamente penna, pastelli a cera, pennelli
Eseguire incastri
Eseguire puzzle da 2 o 8 pezzi
Aprire e chiudere cartelle e astucci
Schema corporeo
Riconoscersi allo specchio
Avere coscienza del proprio corpo
Aver coscienza delle parti del corpo e riconoscerle (su sé, sugli altri, su figure)
Riconoscere i pezzi delle parti del corpo e del viso isolate
Ricostruire il puzzle della figura umana
Compiere movimenti su imitazione
Lateralita’ e dominanza
Rispetto al proprio corpo riconoscere:
SOPRA - SOTTO
DAVANTI - DIETRO
IN ALTO - IN BASSO
A SINISTRA E A DESTRA
VICINO - LONTANO
SAPER IMITARE GESTI PROPOSTI
Riconoscimento
Colori
Accoppiare, riconoscere, denominare
Identificare un colore in rapporto ad un oggetto ed usarlo in modo appropriato
Usare i colori nel disegno
FORME
Accoppiare oggetti di 2 o più forme diverse
Accoppiare disegni di 2 o più forme diverse
Identificare l’oggetto uguale in un gruppo
Identificare un disegno uguale in un gruppo
Dividere oggetti e disegni per forma e dimensione diverse
Distinguere alla vista forme quadrate
Distinguere alla vista forme rettangolari
Distinguere alla vista forme circolari
Distinguere alla vista forme triangolari
Distinguere alla vista forme ovali
Distinguere al tatto forme quadrate
Distinguere al tatto forme rettangolari
Distinguere al tatto forme circolari
Distinguere al tatto forme triangolari
Distinguere al tatto forme ovali
POSIZIONI
Riconoscere rispetto a sé, ad altra persona, oggetto o disegno:
Sopra - sotto
Davanti - dietro
In alto - in basso
A destra - a sinistra
Vicino - lontano
Dentro - fuori
Aperto - chiuso
DIMENSIONI , PERCEZIONI E DISCRIMINAZIONI
Riconoscere rispetto a sé , ad altra persona, oggetto o disegno:
Più alto - più basso
Più grande - più piccolo
Più largo - più stretto
Più lungo - più corto
Più spesso - più sottile
Più ruvido - più liscio
Più pesante - più leggero
Più caldo - più freddo
Più duro - più molle
Suono - rumore
Organizzazione e orientamento temporale
Ordinare sequenze di oggetti e figure di 2 o 3 colori
Infilare sequenze di perle e 2 o 3 colori
Ordinare una storia di 2, 3 o più sequenze
Ordinare parole in sequenza temporale
Ordinare frasi in sequenza temporale
Saper tenere un ritmo battendo le mani
Saper tenere un ritmo battendo i piedi
Saper tenere un ritmo camminando
Saper tenere un ritmo correndo
Saper adeguare il movimento al cambiamento di ritmo
Riprodurre semplici strutture ritmiche
Ascoltare e battere
Ascoltare e disegnare
Guardare e battere
Guardare e disegnare
Conoscere i nomi dei giorni della settimana
Conoscere i nomi dei mesi dell’anno
Conoscere i nomi delle stagioni
Riconoscere i momenti della giornata scolastica
Riconoscere i momenti della giornata in famiglia
Distinguere ieri, oggi, domani
Leggere il calendario
Organizzazione del disegno e di attività manuali
Scarabocchiare
Dare un significato allo scarabocchio
Disegnare elementi poco riconoscibili
Disegnare elementi riconoscibili accostati alla rinfusa
Disegnare elementi riconoscibili disposti in un insieme organizzato
Riprodurre forme
Riprodurre direzioni
Usare i colori
Rispettare i contorni con il colore
Usare tutto il foglio
Usare il segno grafico con sicurezza
Usare il segno grafico con adeguata pressione
Usare il segno grafico con continuità
Usare il segno grafico con discontinuità
Eseguire lavori manuali a scuola
Eseguire lavori manuali in famiglia
Innaffiare le piante
Cancellare la lavagna
Eseguire lavori usando attrezzi
Terminare un lavoro iniziato
Svolgere autonomamente un semplice lavoro
Chiedere aiuto
Chiedere di iniziare qualche lavoro
Seguire una successione logica nelle fasi di un lavoro
AREA
LINGUISTICO-ESPRESSIVA
Fonazione
Respirare correttamente
Soffiare
Aspirare
Gonfiare le guance
Spegnere le candele soffiando
Fare bolle di sapone
Comunicazione
PREVERBALE
Usare gesti e mimica facciale
Dare cenni di assenso o di diniego
Sorridere con le labbra
Sorridere con tutto il viso
Far comprendere ciò che vuole con lo sguardo
Far comprendere ciò che vuole con il movimento
Far comprendere ciò che vuole in altri modi
Far comprendere i propri bisogni
Esprimere emozioni
Esprimere stati d’animo
Esprimere simpatie o antipatie
VERBALE
Rispettare le consegne
Esprimere ad alta voce ciò che fa
Esprimere ciò che capisce
Domandare ciò che desidera
Denominare oggetti
Usare parole - frasi
Usare il verbo
Formulare semplici frasi
Comprensione
Comprendere il significato di parole correnti
Comprendere ordini per riconoscere azioni
Comprendere ordini per riconoscere oggetti
Comprendere ordini per riconoscere relazioni spaziali
Comprendere ordini per riconoscere relazioni temporali
Comprendere ordini per riconoscere relazioni spazio-temporali
Comprendere domande
Comprendere apprezzamenti quantitativi
Comprendere apprezzamenti qualitativi
Comprendere apprezzamenti morali
Comprendere la narrazione di un semplice avvenimento
Comprendere la narrazione di una semplice e breve storia
Lettura
Comprendere semplici figure e interpretarle
Riconoscere parti delle figure
Riconoscere le vocali in stampato maiuscolo
Riconoscere le vocali in stampato minuscolo
Riconoscere le consonanti in stampato maiuscolo
Riconoscere le consonanti in stampato minuscolo
Riconoscere le parole monosillabiche
Riconoscere le parole bisillabiche
Riconoscere cifre
Riconoscere simboli
Grafismo
Eseguire scribilli circolari
Eseguire scribilli orizzontali
Eseguire scribilli pendolari
Eseguire scribilli verticali
Eseguire scribilli a zig- zag
Eseguire scribilli obliqui
Fare segni staccati dando un significato
Saper controllare una direzione
Saper seguire una traccia tratteggiata
Ricalcare semplici figure e segni
Completare un disegno con linee orizzontali
Completare un disegno con linee verticali
Completare un disegno con linee oblique
Fare tondi
Fare uncini
Fare lettere in stampato maiuscolo
Fare lettere in stampato minuscolo
Saper rispettare rigature
Saper rispettare quadrettature
Esercitare una normale pressione del segno grafico
AREA LOGICO - MATEMATICA
Associazione
Saper associare in una serie due o tre oggetti o disegni
Differenziazione
Saper individuare in una serie l’oggetto o la figura estranea
Astrazione
Saper indicare in una serie di oggetti o di figure la caratteristica comune
Classificazione
Saper raggruppare oggetti/disegni uguali per colore
Saper raggruppare oggetti/disegni uguali per forma
Saper raggruppare oggetti/disegni secondo l’uso
Saper raggruppare oggetti/disegni secondo caratteristiche stabilite
Seriazione
Riconoscere GRANDE - PICCOLO tra 2 oggetti di colore uguale, ma dimensione diversa
Riconoscere GRANDE - PICCOLO tra 2 oggetti di colore e dimensione diversa
Disporre in ordine di grandezza 2 o 3 oggetti di uguale colore
Disporre in ordine di grandezza 2 o 3 oggetti di diverso colore
Inserire al posto giusto un elemento di una serie ordinata
Concetto di quantita’
Riconoscere il concetto di uguale/diverso
Riconoscere le principali quantità: 0,1,2,3,4,5,6,7,8,9,10.
Riconoscere con oggetti: più di, meno di, tanto-quanto
Riconoscere un insieme
Costruire un insieme in base alla forma, al colore, all’uso…
Riconoscere il concetto di termine a termine
Saper disporre in ordine crescente e decrescente due insiemi
Saper contare
Conoscere la successione dei numeri in parola
Saper dire (indicare) quanti oggetti ha davanti
Saper fornire un numero richiesto di oggetti
Saper accoppiare quantità uguali
Conoscere le cifre
Saper collegare la quantità con la cifra corrispondente
Saper eseguire calcoli orali con oggetti
Saper ordinare una serie crescente di numeri
Saper ordinare una serie decrescente di numeri
Saper contare con le dita entro il 10 (add. e sott.)
Elementi geometrici
Saper congiungere due punti con:
una linea curva
una linea retta
una spezzata
Saper indicare tra due linee la più breve
Riconoscere le figure piane fondamentali
In un insieme di triangoli, saper individuare i triangoli con 2 o 3 lati uguali
AREA INFORMATICA E MULTIMEDIALE
Padroneggiare l’uso del mouse in semplici giochi e/o esercizi di coordinazione visuo - motoria
Utilizzare le applicazioni del sistema operativo e di office per esercitazioni didattiche
All. 7. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni DSA della Scuola primaria
ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRAONA
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
Scuola primaria ………………………………………………………… classe……………………..
Coordinatore di classe………………………………………………………………………………....
Certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) rilasciata dal Dott. ______________
_______________________, neuropsichiatra infantile.
ELEMENTI CONOSCITIVI
DATI ANAGRAFICI
Alunno/a________________________________________________________________________
data e luogo di nascita ...........................................................................................................................
residenza.................................................................................................................................................
indirizzo..................................................................................................................................................
Lingua prevalentemente usata all’interno del nucleo familiare ………………………………………
COMPOSIZIONE NUCLEO FAMILIARE
Padre ......................................................................................................................................................
Madre .....................................................................................................................................................
Fratelli/sorelle o altri parenti/conviventi………………………………………………………………………...
ANAMNESI SCOLASTICA
 scuola dell'infanzia: non / frequentata ...................
numero anni:......................
 Scuola primaria frequentata: ............................................
numero anni............ ripetenze...............
 Scuola secondaria frequentata:............................................. numero anni........... ripetenze................
 Prima segnalazione di difficoltà di apprendimento ................................................
RELAZIONI SOCIALI - Frequenta (indicare quali):
 gruppi sportivi ............................................................................................................................
 gruppi a carattere culturale o ricreativi ......................................................................................
 relazioni amicali .........................................................................................................................
COLLABORAZIONE FAMILIARE - Aiuti giornalieri per le attività pomeridiane di studio e
rielaborazione : Sì
No
· chi.......................................................................
· da quanto tempo
· a tutt’oggi per quanto tempo
Sussidi e strumenti compensativi usati a casa: (barrare le voci che interessano)
·
·
·
•
•
•
•
•
•
·
·
1.
Computer
Calcolatrice
Software specifici
Fotocopie adattate
Schemi e mappe
Utilizzo di software per mappe
Appunti scritti al pc
Registrazioni
Materiali multimediali
Sintesi vocale - Libri digitali
Correttore ortografico
Altro.............................................................................
Difficoltà manifestate a casa nei rapporti con la scuola:
 con le singole discipline (elencare):..........................................................................................
 con i compagni .....…................................................................................................................
 altro.......................................................................................................................................................
OSSERVAZIONE DIRETTA DELLO STUDENTE: (barrare le voci che interessano)
 Non / È cosciente della propria problematicità
 Non / Ne parla con gli adulti
 Non / Ne parla con i compagni
 altro.......................................................................................................................................................
Rapporti con gli adulti:
1. fiducia
2. opposizione
3. indifferenza
4. altro.......................................................................................................................................................
Rapporti con i compagni:
- conflittuali
1. positivi
2. isolato
3. altro.................................................................................................................................................
Comportamento in classe di carattere:




aggressività o chiusure di fronte a incomprensioni
disponibilità ad utilizzare strumenti compensativi
tendenza ad eludere il problema...
altro................................................................................................
OSSERVAZIONE DELLE ABILITÀ STRUMENTALI: (barrare le voci che interessano)
Lettura
stentata
lenta
con inversioni
con sostituzioni
con omissioni
 altro.......................................................................................................................................................
Scrittura:
lenta
Con difficoltà ortografiche:
errori fonologici (omissioni, sostituzioni, omissioni/aggiunte, inversioni)
errori non fonologici
errori fonetici (doppie, accenti)
difficoltà a comporre testi
difficoltà nel seguire la dettatura
difficoltà nella copia (lavagna/testo…)
difficoltà grammaticali e sintattiche
problemi di lentezza nello scrivere
problemi di realizzazione del tratto grafico
problemi di regolarità del tratto grafico
 altro.......................................................................................................................................................
Calcolo:
Difficoltà nel ragionamento logico
 Errori di processazione numerica (leggere e scrivere i numeri, difficoltà negli aspetti cardinali e
ordinali dei numeri, corrispondenza tra numero naturale e quantità)
Difficoltà di uso degli algoritmi di base del calcolo (scritto e a mente)
Scarsa conoscenza con carente memorizzazione delle tabelline
 altro.......................................................................................................................................................
Comprensione del testo:
1. Completa e dettagliata
2. Globale
3. Parziale
4. altro.......................................................................................................................................................
Proprietà linguistica
Difficoltà di esposizione orale
Confusione nel ricordare nomi, date, eventi in successione
 altro.......................................................................................................................................................
CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO (barrare le voci che interessano):
Lentezza ed errori nella lettura cui può conseguire difficoltà nella comprensione del testo.
Difficoltà nei processi di automatizzazione della letto-scrittura che rende difficile o impossibile
eseguire contemporaneamente due procedimenti (ascoltare e scrivere, ascoltare e seguire un
testo).
Difficoltà nel ricordare le categorizzazioni, i nomi dei tempi verbali, delle strutture grammaticali
italiane e straniere, dei complementi.
Difficoltà nel memorizzare tabelline, formule, sequenze e procedure, forme grammaticali e nel
recuperare rapidamente nella memoria nozioni già acquisite e comprese, cui consegue difficoltà e lentezza nell’esposizione durante le interrogazioni.
Difficoltà nello scrivere in modo ortograficamente corretto e/o con grafia chiara.
Difficoltà nell’organizzare le idee e produrre testi.
Facile stancabilità e lunghezza dei tempi di recupero.
Difficoltà nella lingua straniera.
Difficoltà di memorizzazione di termini specifici propri delle discipline.
Problematiche relative ai concetti spazio – temporali ( lettura dell’orologio analogico, uso dello spazio
foglio…)
 altro.......................................................................................................................................................
Tempi di attenzione:
 Normali
 A breve termine
 Molto limitati
 altro.......................................................................................................................................................
Autostima dell’alunno/a:
Nulla
Scarsa
Sufficiente
Buona
Ipervalutazione
 altro.......................................................................................................................................................
OSSERVAZIONE INDIRETTA DELLO STUDENTE
Leggendo la documentazione diagnostica indicare le voci che si possono desumere da essa, tra cui
TIPOLOGIA DEL DISTURBO
Dislessia
Disgrafia
Disortografia
Discalculia
lieve
lieve
lieve
lieve
medio
medio
medio
medio
grave
grave
grave
grave
STILE DI APPRENDIMENTO PREVALENTE (se l’indicazione è presente)
Uditivo
Visivo
Tramite letto-scrittura
1. Altri dati utili desunti dalla diagnosi ..............................................................................................
Considerata
la situazione diagnostica propria dell’alunno/a e la normativa vigente, il POF e l’autonomia scolastica, il team
docente concorda il seguente
PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO
Per l’alunn ________________________________________ Classe _______ Sezione _______
ACCORGIMENTI METODOLOGICI E DIDATTICI:
Tutti gli insegnanti opereranno affinché l’alunno/a sia messo/a in condizione di seguire la stessa programmazione di classe attraverso un atteggiamento di sensibile attenzione alle specifiche difficoltà - per stimolare
l’autostima ed evitare frustrazioni - attraverso l’attivazione di particolari procedure:
Privilegiare i momenti di dettatura rispetto a quelli di copiatura;
prevedere momenti di affiancamento per un immediato intervento di supporto;
organizzare attività in coppia o a piccolo gruppo, nell’ottica di una didattica inclusiva;
adeguare ed eventualmente dilatare i tempi dati a disposizione per la produzione scritta;
utilizzare differenti modalità comunicative e attivare più canali sensoriali nel momento delle spiegazioni;
controllare che i compiti e tutte le comunicazioni alle famiglie siano trascritti correttamente;
verificare sistematicamente la comprensione delle consegne orali e scritte per non compromettere la corretta esecuzione dei compiti e del passaggio di informazioni alla famiglia;
avviare all’uso della videoscrittura, soprattutto per la produzione testuale o nei momenti di particolare
stanchezza/illeggibilità del tratto grafico;
aver cura che le richieste operative, in termini quantitativi, siano adeguate ai tempi e alle personali specificità, anche nel momento dell’assegnazione di compiti a casa;
verificare l’opportunità di una lettura ad alta voce e di un confronto diretto con i compagni
promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutti quei mediatori didattici che possano metterlo/a in una serena
condizione di apprendere (immagini, schemi, mappe,…)
STRATEGIE PER L’APPRENDIMENTO
Attivazione di un apprendimento esperienziale e/o laboratoriale
Sollecitazione delle conoscenze precedenti per introdurre nuovi argomenti e creare aspettative
Riproposizione e riproduzione degli stessi concetti attraverso modalità e linguaggi differenti
Predisposizione di pause ripetute e volute per una consapevolezza dell’avvenuta comprensionee per
autoricaricarsi.
Utilizzo di mappe concettuali, che possano permettere a tutti alunni di seguire i concetti espressi, ricondurli
al percorso attuato e soprattutto possano essere rielaborate e personalizzate per una conoscenza più
approfondita dell’argomento.
Semplificazioni testuali che amplieranno l’ambito informativo attraverso messaggi plurimi e di differente
origine (sonori, grafici, fotografici, televisivi, informatici ecc…)
Preponderanza della comunicazione orale.
In momenti e tempi opportuni, dettatura all’insegnante del proprio pensiero affinché ciò non sia ostacolato
dalle difficoltà di scrittura.
Superamento degli errori ripetuti anche se segnalati
Predilezione dell'aspetto contenutistico rispetto a quello procedurale
Altro..................................................................
OBIETTIVI DIDATTICI SPECIFICI TRASVERSALI E METACOGNITIVI
Sviluppare nel/la alunno/a un metodo di studio personale, ricorrendo eventualmente ad idonei strumenti
compensativi o dispensativi
Migliorare la comprensione delle informazioni attraverso l’uso integrato di varie forme di comunicazione
Aumentare le competenze lessicali e migliorare le capacità comunicative attraverso i vari canali
dell’informazione
Tendere alla normalizzazione dei tempi di rielaborazione e produzione delle conoscenze
Conoscere e prendere coscienza delle proprie modalità di apprendimento
Applicazione di strategie e comportamenti utili per un più efficace processo di apprendimento
Scelta di strategie operative più efficaci e adeguate all’apprendimento di nuove conoscenze
Sviluppare la capacità di autocontrollo e autovalutazione delle proprie strategie per migliorare i propri
risultati
MISURE DISPENSATIVE: (barrare le voci che interessano)
-
Lettura ad alta voce
Dettatura e/o copiatura dalla lavagna
Scrittura corsivo e stampato minuscolo
Studio mnemonico di tabelle, forme verbali, grammaticali, tabellone etc…………
Compiti domestici superiori al minimo necessario
Trascrizione dei compiti e degli appunti (prevedere aiuto esterno dai compagni o dagli insegnanti)
Interrogazioni non programmate
Limitare la somministrazione di verifiche (non più di una verifica al giorno)
Predilezione del linguaggio verbale e iconico a quello scritto
Subordinazione della valutazione della produzione scritta, ma predominanza dell'aspetto iconico e orale
specialmente per le lingue straniere
Evitare nelle verifiche scritte, la sovrabbondanza di correzioni con avvilenti segni in rosso. Correggere con
evidenza gli errori percepibili e modificabili, e indicare gli altri con la matita.
Analisi logica e/o grammaticale senza l’uso di una memoria esterna ( schede, tabelle riassuntive…)
Altro…………………………………………………..
STRUMENTI COMPENSATIVI: (barrare le voci che interessano)
Matematica:
-
tabelle della memoria, tavola pitagorica, formule o linguaggi specifici ecc…
strutturazione dei problemi per fasi
organizzazione delle procedure
uso calcolatrice
altro......................................................................................................................................................
Lingua Italiana:
uso del PC con correttore ortografico
schede forme verbali,tabelle per l’ analisi grammaticale, logica, del periodo …
uso sintetizzatore vocale per i testi
mappe concettuali e/o mentali
uso libri digitali
uso registrazioni
altro……………………………………………………………………………………………………
Lingue Straniere:
Privilegiare la comunicazione orale con valorizzazione di eventuali esperienze pregresse
negli elaborati scritti più attenzione ai contenuti che non alla forma
consegne chiare e, laddove è possibile, in formato digitale, oppure prevedere un aiuto esterno
per le trascrizioni (compagni o docenti medesimi)
utilizzare prove a scelta multipla
privilegiare la corrispondenza tra parola e immagini
altro .............................................................................................................................................
.............
Per tutte le discipline :
Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet.
Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche.
Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico.
Verifica compilazione diario scolastico.
Sintesi, schemi elaborati dai docenti anche durante le interrogazioni.
Mappe concettuali.
Sintesi vocali.
CRITERI E MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Si concorda l’applicazione delle misure compensative e dispensative sopra citate, si esclude esplicitamente
la valutazione della correttezza ortografica e sintattica (per alunni disgrafici e disortografici) nelle valutazioni delle prove scritte, valutandone il contenuto.
Nelle materie scientifiche si valuteranno i procedimenti utilizzati escludendo dalla valutazione gli errori
di calcolo e/o copiatura (per alunni discalculici).
Si darà maggior peso nella valutazione alle prove orali rispetto a quelle scritte, rispettando le prerogative
dell’oralità delle materie, soprattutto nelle lingue straniere.
Si predispongono anche verifiche a scelta multipla.
Si applicheranno le “buone prassi” consistenti in:
-
Evitare di consegnare materiale scritto a mano, prediligendo quello stampato (arial 12, 14, interlinea 1,5)
o digitale, o registrato.
Concordare le interrogazioni.
Accordarsi sui tempi delle verifiche: meglio sarebbe ridurre il materiale valutato della prova, con la possibilità di utilizzare diversi supporti (pc, correttore ortografico, sintesi vocale, mappe, schemi, formulari).
Non giudicare, se non come obiettivo specifico univoco, l’ordine o la calligrafia.
Giudicare i concetti, i pensieri, il grado di maturità, di consapevolezza e di conoscenza, siano essi espressi
in forme tradizionali o compensative.
Personalizzare i tempi di esecuzione delle attività.
Altro………………………………………………………………………………………………………..
INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI MODIFICHE ALL’INTERNO DEGLI OBIETTIVI DISCIPLINARI (dalla classe terza della scuola primaria e solo per alcune discipline)
AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA
Italiano
Inglese
Musica
Arte/immagine
Scienze motorie
Religione cattolica
AREA STORICO-GEOGRAFICA
Storia
Geografia
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
Matematica
Scienze
Traona,
ottobre 2013
Insegnanti di classe
_________________
_________________
_________________
Genitori
__________________
__________________
Dirigente scolastico
_________________
All. 8. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni DSA della Scuola secondaria di
primo grado
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I Grado
Via Aldo Moro n. 6 – 23019 Traona (SO)
Tel. 0342- 653340 FAX: 0342- 653521
e-mail: [email protected]
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
SCUOLA SECONDARIA I GRADO
1. Dati generali
Nome e cognome
Data e luogo di nascita
Classe
Insegnante coordinatore di classe
Diagnosi medico specialistica
Tipologia(1)
Redatta in data
da
presso
Interventi pregressi e/o contemporanei al percorso scolastico
Scolarizzazione pregressa
Aggiornata in data
da
presso
Effettuati da
presso
Periodo e frequenza
Modalità
Scuola dell’infanzia: non/frequentata
numero anni ………………
Scuola primaria: numero anni …………..……
ripetenze …………………….
in classe ………………………
Scuola secondaria: nr.anni …………….
ripetenze …………………….
in classe ………………………
(1) Dislessia – Disgrafia – Disortografia – Discalculia ; grave – medio – lieve.
(2)
1. FUNZIONAMENTO DELLE ABILITÀ DI LETTURA, SCRITTURA E CALCOLO
Elementi desunti
dalla diagnosi
Velocità
Lettura
Correttezza
Comprensione
Elementi desunti dalla
diagnosi
Grafia
Tipologia di errori
Scrittura
Produzione
Elementi desunti dalla
diagnosi
Mentale
Calcolo
Elementi desunti
dall’osservazione in classe
scorrevole
stentata
lenta
inversioni
sostituzioni
omissioni
completa e dettagliata
globale
parziale
Elementi desunti dall’osservazione in classe
lentezza nello scrivere
problemi di realizzazione del
tratto grafico
problemi di regolarità del
tratto grafico
errori fonologici (omissioni,
sostituzioni, inversioni…)
errori fonetici (doppie,
accenti)
mancata concordanza nome/
aggettivo/articolo
difficoltà sintattiche (frasi
incomplete, errori modi e/o
tempi verbali)
scarsa coesione testuale
difficoltà nella copia (lavagna,
testo...)
difficoltà nel seguire la
dettatura
difficoltà nell’organizzare le
idee e produrre testi
altro……………………………………….
Elementi desunti dall’osservazione in classe
errori di processazione
numerica (leggere numeri,
riconoscere aspetti cardinali e
ordinali dei numeri…)
difficoltà ad automatizzare
anche i calcoli più semplici
scritto
errori nel ricordare le
procedure di calcolo e nel
mantenerle
errori di transcodifica da un
codice all’altro (dettatura
numeri)
errori nella sintassi del
numero (valore posizionale
cifre)
errori nelle applicazioni delle
procedure (stabilire ordine
operazioni…)
difficoltà logiche nel scegliere
operazioni e procedimenti
adeguati alla risoluzione del
problema
altro …………………………………….
Eventuali disturbi nell’area motorio-prassica
Ulteriori disturbi associati
Bilinguismo o italiano L2
Altro
Tempi d’attenzione
Adeguati alle richieste scolastiche
Brevi
Molto limitati
altro……………………………………………………………………...
Livello di autonomia
organizza i propri materiali/strumenti
utilizza in modo efficace gli strumenti compensativi
pianifica i tempi
necessita di azioni di supporto
altro ………………………………………………………………………
2. DIDATTICA PERSONALIZZATA
Strategie e metodi d’insegnamento
Promuovere l’apprendimento collaborativo
Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio
iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a
voce
Promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutti quei mediatori didattici che facilitano
l’apprendimento: schemi, immagini e mappe concettuali
Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini)
Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline
Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno
nella discriminazione delle informazioni essenziali
Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale
Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e
l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento
Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari
Altro……………………………………………………………………………………………………………………………………
Misure dispensative
Lettura ad alta voce
Scrittura sotto dettatura
Prendere appunti
Copiare dalla lavagna
Scrittura corsivo o stampato minuscolo
il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti
la quantità eccessiva dei compiti a casa
l’effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati
lo studio mnemonico di formule, tabelle, definizioni
sostituzione della scrittura con linguaggio verbale e/o iconografico
Strumenti compensativi
Lingua italiana
uso del PC con correttore ortografico
schede forme verbali, analisi grammaticale, logica e del periodo
uso sintetizzatore vocale per i testi
mappe concettuali/schemi delle unità d’apprendimento
uso libri digitali/audiolibri
uso registrazioni
vocabolario multimediale
uso facilitatori per la produzione scritta (tracce – domande guida)
altro………………………………………………………………………………………………
……………………………………….
Lingue straniere
Privilegiare il lessico e la competenza comunicativa orale
maggiore attenzione ai contenuti rispetto alla forma
utilizzare prove a scelta multipla
consegne chiare (formato digitale o con l’aiuto esterno di un compagno per le trascrizioni)
altro………………………………………………………………………………………………
……………………………………….
Matematica
tabelle della memoria, tavola pitagorica, formule, linguaggi specifici…
strutturazione dei problemi per fasi
uso calcolatrice
altro………………………………………………………………………………………………
……………………………………….
Per tutte le discipline
uso del PC con correttore ortografico
mappe concettuali – parole chiave
sintesi e schemi
libri digitali
altro………………………………………………………………………………………………
………………………………………
3.
VALUTAZIONE (anche per esami conclusivi dei cicli)
L’alunno, nella valutazione delle diverse discipline, si avvarrà degli strumenti compensativi e delle
misure dispensative.
Tutti gli insegnanti, tenuto conto delle specifiche difficoltà, stabiliscono che la valutazione e verifica degli apprendimenti avverrà avendo cura di:
 programmare e concordare con l’alunno le verifiche
 leggere all’alunno le consegne e le spiegazioni degli esercizi
prevedere verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per la lingua
straniera)
valutare con attenzione le conoscenze e alle competenze di analisi, sintesi e collegamento
piuttosto che la correttezza formale
far usare strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali (mappe concettuali,
mappe cognitive)
programmare tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove
pianificare prove di valutazione formativa
introdurre prove informatizzate
INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI MODIFICHE ALL’INTERNO DEGLI OBIETTIVI
DISCIPLINARI
AREA LINGUISTICO
ITALIANO
INGLESE
FRANCESE
AREA STORICO-GEOGRAFICA
STORIA
GEOGRAFIA
AREA MATEMATICA-SCIENTIFICA-TECNOLOGICA
MATEMATICA
SCIENZE
TECNOLOGIA
AREA ESPRESSIVA
MUSICA
ARTE-IMMAGINE
SCIENZE MOTORIE
STRATEGIE E STRUMENTI UTILIZZATI DALL’ALUNNO NELLO
STUDIO
(modulo compilato dall’alunno e/o famiglia)
Strategie
sottolineo, identifico parole–chiave
costruisco schemi, tabelle o diagrammi
nei compiti scritti utilizzo computer, schemi, correttore ortografico
nei compiti e/o nelle attività in classe mi sento autonomo
nei compiti e/o nelle attività in classe necessito di un supporto e/o una guida
preferisco testi scritti con modalità grafica diversa
per ricordare uso immagini, colori, riquadrature
Strumenti
strumenti informatici (libro digitale, programmi per realizzare grafici)
fotocopie adattate
utilizzo il PC per scrivere
registrazioni
testi con immagini
software didattici
altro
Il Piano Didattico Personalizzato, suscettibile di variazioni in itinere, è consegnato ai
genitori dell’alunno/a.
Consiglio di Classe
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
________________________________
Genitori
________________________________
________________________________
Traona, ___________
Dirigente scolastico
________________________________
All. 9. Modello P.D.P., Piano Didattico Personalizzato per alunni con BES - Sc. infanzia
Istituto Comprensivo di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I Grado
Via Aldo Moro n. 6 – 23019 Traona (SO)
Tel. 0342- 653340 FAX: 0342- 653521
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PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO ALUNNI BES
SCUOLA DELL’INFANZIA
ISTITUZIONE
SCOLASTICA_______________________________________________________
ANNO SCOLASTICO _____________________
ALUNNO
______________________________________________________________________
Il seguente Piano didattico personalizzato è un patto formativo tra1
I DOCENTI DI CLASSE
___
____________________________
____________________________
____________________________
I GENITORI DELL’ALUNNO
____________________________
_____________________________
Considerata
la situazione di bisogno educativo speciale dell’alunno;
la normativa vigente, il PTOF e l’autonomia scolastica.
1. DATI RELATIVI ALL’ALUNNO
1
Indicare i nominativi delle insegnanti di classe e i familiari che hanno in carico l’alunno.
Cognome e nome
Data e luogo di nascita
Residenza
Residenza............................................................................
........
Indirizzo...............................................................................
.........
Nazionalità e lingua (solo se
alunni stranieri)
Nazionalità ……………………………………..
Arrivo in Italia ................................................................
Madre
lingua: ………………………………………………………
Altre
lingue: ………………………………………………………….
Lingua usata all’interno del nucleo
familiare: ……………………
Composizione del nucleo
familiare
▪ Padre: ……………………….. Nazionalità: ……………….
Madre lingua: ……………….. Altre lingue: ……………….
▪ Madre: ……………………….. Nazionalità: ……………….
Madre lingua: ……………….. Altre lingue: ……………….
Individuazione della
situazione di bisogno
educativo speciale
L’individuazione è stata effettuata tramite:
diagnosi specialistica
segnalazione da parte dei Servizi Sociali
Consiglio di Sezione
Difficoltà prevalenti
Diagnosi di ………… redatta da ………….. in
data…………..
oppure
specificare le difficoltà prevalenti individuate dai Servizi o
dalle insegnanti (ed allegare relazione più dettagliata dove
va indicata la data di compilazione e il nominativo del
referente dei Servizi o quelli dei docenti)
Informazioni dalla famiglia 2
Frequenza scolastica
(indicare la sezione e il tempo scuola
dell’alunno)
Sezione_______________
Tempo scuola __________
Nel/i precedente/i anno/i la frequenza è stata:
regolare
non regolare
(indicare eventuali motivi se utili a delineare il quadro
complessivo dell’alunno)
Note
1. Difficoltà e punti di forza individuati dalla famiglia, vissuto della famiglia rispetto alle difficoltà del figlio, vissuto del
bambino…, ecc.
2. DESCRIZIONI DEL FUNZIONAMENTO DELL’ALUNNO
(Le informazioni possono essere ricavate dalla diagnosi specialistica e/o da osservazioni eseguite dai docenti)
CAMPI D’ESPERIENZA
PUNTI DI FORZA
PUNTI DI DEBOLEZZA
Il sé e l’altro
Il corpo e il movimento
Immagini, suoni, colori
I discorsi e le parole
La conoscenza del
mondo
INTERESSI PARTICOLARI DIMOSTRATI DALL’ALUNNO
Specificare ……….
3. DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI EMOTIVI E SOCIALI
Ha stima di sé
0
1
2
3
4
Manifesta fiducia nelle proprie capacità
0
1
2
3
4
È consapevole delle proprie difficoltà
0
1
2
3
4
Tollera la frustrazione
0
1
2
3
4
Sa controllare le proprie emozioni:
a) in piccolo gruppo
b) in grande gruppo
c) in rapporto 1:1
d) in situazione libera
a)
0
1
2
3
4
b)
0
1
2
3
4
c)
0
1
2
3
4
d)
0
1
2
3
4
e)
0
1
2
3
4
e) in situazione strutturata
Mostra interesse per le attività proposte
0
1
2
3
4
Accetta e rispetta le regole
0
1
2
3
4
Rispetta i tempi di lavoro
0
1
2
3
4
Utilizza correttamente il materiale
0
1
2
3
4
Collabora durante le attività:
a) con gli insegnanti
b) con i compagni
a)
0
1
2
3
4
b)
0
1
2
3
4
Evita i distrattori presenti nell’ambiente
0
1
2
3
4
Affronta serenamente situazioni o compiti nuovi
0
1
2
3
4
Si rapporta in modo adeguato con gli insegnanti
0
1
2
3
4
Si relaziona in modo positivo con i coetanei
0
1
2
3
4
È sensibile alle gratificazioni
0
1
2
3
4
Altro …………………………………………………
Legenda:
0 = il bambino non presenta mai quel comportamento
1 = il bambino lo presenta qualche volta
2 = il bambino lo presenta abbastanza spesso
3 = il bambino lo presenta molto spesso
4 = il bambino lo presenta sempre
4.STRATEGIE E STRUMENTI UTILIZZATI DALL’ALUNNO NELL’APPRENDIMENTO
►STRATEGIE
Manipolazione
Imitazione
Gioco simbolico
Giochi di ruolo
Espressione grafico-pittorica
Espressione verbale
Comunicazione mimico-gestuale
Lettura di immagini
Altro ……..
►STRUMENTI UTILIZZATI
Materiale di recupero
Materiale strutturato
Materiale non strutturato
Testi con immagini
Software
Materiale audio/visivo
Altro … …
5. INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI PER IL CONSEGUIMENTO DELLE
COMPETENZE FONDAMENTALI
UNITÀ D’APPRENDIMENTO
OBIETTIVI
6.STRATEGIE METODOLOGICHE E DIDATTICHE UTILIZZABILI
Tutti gli insegnanti opereranno affinché l’alunno/a sia messo/a in condizione di seguire la
programmazione attraverso un atteggiamento di sensibile attenzione alle specifiche
difficoltà, per stimolare l’autostima ed evitare frustrazioni.
Sarà cura dei docenti:
-
tenere conto dei tempi del bambino
incoraggiare l’apprendimento collaborativo
favorire le attività in piccolo gruppo e il tutoraggio;
promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere;
privilegiare l’apprendimento esperienziale e laboratoriale;
sollecitare le conoscenze precedenti per introdurre nuovi argomenti e creare aspettative;
Indicare attività programmate:
Attività ludiche
Attività manipolative
Attività motorie
Attività simboliche e imitative
Attività senso-percettive
Attività di drammatizzazione
Attività metalinguistiche
Attività di ascolto
Attività di verbalizzazione delle esperienze e dei vissuti personali
Attività di ordinamento logico-temporale
Attività di tutoraggio
Attività di laboratorio
Attività per piccoli gruppi
Attività di carattere culturale, formativo, socializzante
Altro ………………………………………………
7. MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Le insegnanti utilizzano come strumento fondamentale di verifica e valutazione
l’osservazione in itinere del bambino. Le docenti possono avvalersi di griglie o altri mezzi
strutturati per effettuare l’osservazione.
8. PATTO CON LA FAMIGLIA
Si concordano:
condivisione delle regole;
le modalità di aiuto: chi, come, per quanto tempo, per quali attività segue il bambino;
altro ___________________________________________________
Nota: Specificare le scelte adottate.
Il presente Piano Didattico Personalizzato è stato concordato e redatto da2:
2
Il PDP deve essere approvato e firmato dalle insegnanti di classe e dai genitori.
Insegnanti di classe: _____________________________________________________________________
Dirigente Scolastico: _____________________________________________________________________
Genitori: _______________________________________________________________________________
Tale documento è da considerarsi valido per ……..(vedi guida alla compilazione)
Traona, ______________________
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
- DPR 275/99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche”
- Legge n. 53 del 28 marzo 2003 "Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli
essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale"
- Legge n. 170 del 8.10.2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.
- D.M. n. 5669 del 12.07.2011 con allegate “Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
disturbi specifici di apprendimento”.
- D.M. del 27.12.2102 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per
l’inclusione scolastica”.
- CM n.8 del 6.03.2013, oggetto: “Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2013 - Strumenti d’intervento per alunni con
bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.
APPENDICE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
Il PDP va approvato da tutti gli insegnanti di classe e dalla famiglia.
Il documento deve essere depositato presso la Segreteria dell’Istituto entro il 30 novembre e, in
caso di alunni con diagnosi 1, è da considerarsi valido per il corrente anno scolastico.
In situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, il PDP può avere validità
anche per un tempo minore (esempio un solo quadrimestre). Si ricorda inoltre che, dato il carattere
di transitorietà di questo genere di BES, è possibile che sia necessario attivare un percorso
individualizzato solo dopo alcuni mesi dall’inizio delle lezioni a fronte dell’insorgere di particolari
bisogni che prima l’alunno non manifestava.
1
– Per alunno con diagnosi si intende uno scolaro a cui è stato riconosciuto un disturbo da parte del Servizio di
Neuropsichiatria, o da Ente accreditato, tale da necessitare di una diagnosi, ma non così grave da essere riconosciuto
ai sensi della Legge 104/92. Questo allievo non ha quindi diritto all’insegnante di sostegno.
REGOLE GENERALI:
● Tutti i punti dall’1 al 8 devono essere presenti nel documento.
● All’interno di ogni punto gli insegnanti possono:
- togliere le parti che non servono
- aggiungere gli indicatori necessari
- approfondire in forma narrativa dove lo ritengono opportuno.
● Le parti scritte in corsivo sono suggerimenti o specificazioni che vanno cancellate nella
fase di compilazione del documento.
INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE VARIE PARTI
● PARTE 1 – Dati relativi l’alunno
- In caso di famiglie italiane → togliere la parte sulla nazionalità e la lingua.
● PARTE 2 – Descrizioni del funzionamento dell’alunno
- Si può compilare la tabella utilizzando uno stile narrativo oppure mediante un elenco di
indicatori.
- In caso di alunni con diagnosi è possibile aggiungere una colonna dove riportare le
informazioni contenute nel documento sopracitato.
● PARTE 3 – Descrizione degli aspetti emotivi e sociali
- Compilare tenendo conto della legenda.
● PARTI 4 – 5 – 6 – 7 – 8
- Si rimanda alle regole generali.
● PARTE FINALE – Il presente Piano Didattico Personalizzato
Specificare il periodo di validità del documento secondo quanto chiarito nel riquadro in alto.
N.B. Questo modello di PDP è stato costruito dal gruppo di lavoro delle insegnanti della commissione
inclusività della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria d’Istituto tenuto conto delle ultime
disposizioni in materia di allievi con BES.
Si tratta di un modello sperimentale, passibile di modifiche.
Scarica

Piano dell`Offerta Formativa 2015/2018 SEDE UFFICI ISTITUTO