Istituto Comprensivo Novara Fornara – Ossola “Ogni studente è una persona che vale quale che sia la valutazione che raggiunge” Piano dell’Offerta Formativa a.s. 2015-2016 1 L’ ISTITUTO COMPRENSIVO “FORNARA – OSSOLA” La costituzione dell’Istituto Comprensivo “Fornara-Ossola” è avvenuta il 1° settembre 2010; dall’a.s. 2012-2013, in seguito all’ ulteriore dimensionamento scolastico cittadino, che ha stabilito l’aggregazione di più scuole primarie e dell’infanzia ad una sola scuola secondaria, l’Istituto comprende la Scuola Secondaria di I grado “Fornara” in Via Premuda, le scuole Primarie “Rodari” in via Caviggioli n°30, “Don Milani” in via Premuda e “De Amicis” in Via Monte Nero n°9, le Scuole dell’Infanzia “Montenero” in Via Montenero n°9 e “Sorelle Agazzi” in via Sforzesca n° 91. Fa riferimento al nostro comprensivo il CTS (Centro Territoriale di Supporto) con sede in Via Premuda, presso la scuola secondaria. Contesto socio – culturale I nostri alunni provengono per la maggior parte dal Quartiere Porta Mortara , dal Quartiere SudEst e dalle frazioni e comuni limitrofi Olengo e Garbagna. E’ gradualmente aumentata la presenza di alunni extracomunitari, provenienti da famiglie che risiedono già da alcuni anni nei suddetti quartieri, che iniziano la scolarizzazione nel nostro Istituto. Il livello culturale delle famiglie è eterogeneo così come il tessuto socio-culturale: sono presenti nuclei familiari di operai, commercianti, impiegati, professionisti. Generalmente le famiglie dimostrano attenzione per le attività della scuola e seguono l’andamento scolastico dei loro figli. Sono presenti tuttavia anche alcuni casi di alunni con disagio sociofamiliare dovuti sia alla crisi economica sia ai cambiamenti a cui è andato incontro, negli ultimi anni, il nucleo familiare, disagio che la scuola cerca di contenere mettendo in atto strategie di supporto didattico e psicologico. Entrambi i quartieri sono dotati di un’adeguata rete di servizi che permette agli abitanti di trovare la risposta alle loro esigenze. Risorse All’interno della scuola le risorse sono rappresentate dagli alunni, da tutto il personale docente e non docente, e dai genitori. Il Collegio dei Docenti, in base alla programmazione interdisciplinare e alla realtà dei vari plessi, fa ricorso, per la piena attuazione dell’intervento educativo, anche a tutte le risorse presenti sul territorio (ASL,Comune, Servizi sociali, associazioni umanitarie, esperti in vari campi, parrocchie). Questa collaborazione fra le varie agenzie educative rende possibile la realizzazione di molte attività che coinvolgono ciclicamente tutte le classi dell’istituto: l’educazione alla pace e alla solidarietà, l’educazione sanitaria ed ambientale, l’educazione alla sicurezza, l’educazione alla legalità, l’educazione espressiva e artistico/musicale, le attività sportive integrative, l’approfondimento delle lingue straniere. Inoltre vengono attivati corsi di alfabetizzazione con mediatori linguistici e progetti contro la dispersione scolastica rivolti al recupero dei ragazzi in situazione di disagio. Linee di indirizzo Se l’offerta formativa per i precedenti anni scolastici era improntata innanzitutto all’esigenza di uniformare l’intera progettazione curricolare, extra curricolare, educativa e organizzativa, facendo confluire in un unico percorso le esperienze educative e i modelli organizzativi delle diverse scuole entrate a far parte dell’Istituto, oggi, all’inizio del nuovo anno scolastico, possiamo considerare concluso questo processo di unificazione e ben delineata l’identità culturale della nostra scuola, che si rende esplicita nel presente documento e negli allegati, del quale sono parte integrante. Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) è la carta di identità dell’ istituzione scolastica nella quale viene espressa l’ispirazione culturale che la muove e vengono descritte le sue scelte educativodidattiche, coerentemente con i compiti che la legislazione vigente le assegna, con i bisogni e le richieste che emergono dal contesto socio-culturale. 2 Allo scopo di migliorare il processo formativo degli studenti è necessario un continuo aggiornamento del POF, compito affidato al Collegio dei Docenti, sulla base delle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Istituto. Le linee d’indirizzo generali mirano a realizzare l’autonomia funzionale della istituzione scolastica che è finalizzata al successo formativo, allo sviluppo della persona umana e al miglioramento dei processi di insegnamento-apprendimento, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Per il POF 2015/16 il Consiglio d’Istituto ha definito le seguenti linee di indirizzo: • • • • • • • • Affidabilità: è il requisito fondamentale, in quanto il Piano non deve essere una teorica esposizione di intenti, ma deve essere quanto più congruente con l’operare della scuola e gli obiettivi formativi. Responsabilità: investe tutti i processi decisionali attivati dalla scuola, nell’ambito della propria discrezionalità, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori scolastici, di tutte le componenti istituzionali e dell’utenza, per uno sviluppo del sistema scolastico fondato sulla qualità dei processi gestiti, sul rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Flessibilità: il Piano deve descrivere le procedure utilizzate perché siano possibili le modifiche in caso di esiti negativi anche parziali. Verificabilità: il Piano deve contenere gli elementi che consentano la verificabilità dei risultati. Integrazione: il POF deve essere uno strumento dinamico, suscettibile, cioè, sul piano didattico ed organizzativo, di modifiche ed integrazioni in ragione del mutare dei bisogni e delle aspettative del contesto scolastico e territoriale. Condivisione: il Piano deve essere frutto di una piena condivisione delle varie componenti della scuola. Comunicazione: il Piano viene comunicato a tutti i soggetti interessati. Chiarezza: il Piano deve essere semplice e quindi facilmente comprensibile da studenti, genitori e dai “non addetti ai lavori in genere”. Organigramma di Istituto COORDINATORI DI PLESSO Montenero:ins.te Gallarini Agazzi: ins.te Baggiani De amicis: ins.ti Arena-Nerviani Rodari: ins.te Staurenghi Don Milani: ins.ti Colombo-Gallelli Fornara: Prof.ssa Savino Funzione strumentale POF , valutazione e autovalutazione Prof.ssa Bellofiore DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.ssa Fabia Maria Scaglione Funzione strumentale Intercultura Ins.te Esposito Funzione strumentale BES e DSA Prof.ssa Lomonaco Funzione strumentale Continuità e Orientamento 3 Ins.te Marchesi COLLABORATORI DEL DIRIGENTE ins.te Staurenghi (collaboratore vicario) Prof.ssa Savino Funzione strumentale Disabilità Ins.te Nicotra Funzione strumentale Informatica Prof.ssa Mondelli Le Funzioni strumentali, i coordinatori di plesso, i collaboratori del dirigente e docenti, che rappresentano tutti gli ordini ed i plessi dell’Istituto e che hanno particolari competenze, fanno parte del nucleo di Autovalutazione di Istituto che ha elaborato il Rapporto di autovalutazione e coadiuvato il Dirigente Scolastico nell’elaborazione del Piano di Miglioramento triennale dell’Istituto. Per l’a.s. 2015 – 2016 questo gruppo di lavoro si configura come lo Staff di Istituto, lavora per sottocommissioni e suo compito è, come da delibera del Collegio Docenti, la predisposizione del POF triennale, visto l’Atto di Indirizzo emanato dal Dirigente Scolastico, e l’attuazione del Piano di Miglioramento di Istituto. Controllo Il Dirigente, le Funzioni Strumentali, nonché il Collegio dei Docenti ed il Consiglio di Istituto, controllano l’attuazione e lo sviluppo del POF. Le Funzioni Strumentali coordinano tutte le attività della scuola ed attuano il Piano di Miglioramento attraverso la strutturazione di macro-progetti basati sulle scelte educativo-didattiche della scuola. Il Collegio Docenti, nelle sue varie articolazioni, predispone il POF e ne cura l’attuazione ed il Consiglio di Istituto valuta l’organizzazione complessiva dell’offerta e ne controlla lo svolgimento. FUNZIONAMENTO SCUOLA Scuole dell’Infanzia La scuola dell’infanzia “Sorelle Agazzi” si trova in Via Sforzesca n°91 e ospita, nel corrente anno scolastico,133 bambini suddivisi in sei classi omogenee per età (tre, quattro, cinque anni).La struttura scolastica presenta locali polifunzionali e spazi dedicati a specifiche attività tra cui: • • • • aule attrezzate con giochi (strutturati e non) e materiale didattico salone per gioco libero e guidato mensa con cucina interna ampio giardino con attrezzature ludiche Il servizio di POST scuola è offerto alle famiglie gratuitamente. Il post-scuola è offerto solo alle famiglie che, per comprovati motivi di lavoro, ne fanno richiesta compilando una domanda. La Scuola dell’ infanzia “Montenero” ospita 50 bambini suddivisi in due classi omogenee per fasce di età, è situata in Via Montenero n°9 nell’edificio della Scuola primaria “De Amicis”, in un’ ala ben distinta, con locali polifunzionali ad uso esclusivo e spazi dedicati a specifiche attività: • aule attrezzate con giochi (strutturati e non) e materiale didattico • salone per gioco libero e guidato • mensa con cucina interna • ampio giardino • dormitorio Tempo scuola L’Istituto offre tempi scuola diversificati: 25 ore con uscita alle ore 13.30, 40 ore con uscita alle 15.30 ed alle 16.30, tempo prolungato fino a 50 ore con entrata alle ore 7,30 ed uscita alle ore 17.00 su richiesta dei genitori previa certificazione di impegni lavorativi. 4 Inserimento nuovi iscritti All’inizio di ogni anno scolastico le prime tre settimane sono dedicate all’inserimento degli alunni più piccoli. Nelle prime due settimane i bambini iniziano a frequentare dalle ore 8:00 alle 11:15/11:30, nella terza settimana dalle ore 8:00 alle 13:15/30. Anche i nuovi iscritti di 4 e 5 anni fanno un inserimento graduale concordato con l’insegnante di sezione. Scuole Primarie Le scuole primarie del nostro Istituto operano in un contesto eterogeneo, con una utenza proveniente in gran parte dal quartiere Sud - Est (Bicocca), da Porta Mortara, dalla frazione di Olengo, dal Comune di Garbagna e Nibbiola e, in minima percentuale, dai quartieri limitrofi. Tutti i plessi sono dotati di spazi a norma di legge e strutturati per lo svolgimento di diversi tipi di attività, di ampie e luminose aule e di una serie di aule destinate alla didattica laboratoriale (informatica, arte, lingua inglese, musica, scienze, biblioteca) che contribuiscono a realizzare quanto previsto dall'Offerta Formativa Presso le scuole “De Amicis” e “Rodari” è situata anche una grande e attrezzata palestra, mentre la scuola Don Milani utilizza la vicina palestra della scuola secondaria “Fornara”. Al fine di accogliere le necessità di tutti gli alunni, eliminare le barriere architettoniche e permettere una libera fruizione dei locali anche ai bambini con difficoltà motorie permanenti o momentanee, gli edifici sono dotati di scivoli di accesso alle diverse aree (ingresso, palestra, cortile) e di un ascensore interno (De Amicis e Rodari). Tempo scuola Tutti i plessi offrono un tempo scuola di 40 ore settimanali. Scuola secondaria di I grado La Scuola secondaria di I grado “Fornara ” ha sede in via Premuda, dove si trovano la Dirigenza e la Segreteria. Nella struttura scolastica sono presenti: • un’aula destinata ad attività di informatica; • un’ampia e attrezzata palestra • un’ampia aula polifunzionale per le attività laboratoriali artistiche, teatrali, musicali, per proiezioni di film, per attività didattiche multimediali, conferenze, incontri con esperti. • cinque aule dotate di LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) • La biblioteca. Allo scopo di venire incontro alle necessità di tutti gli alunni e permettere una libera fruizione dei locali anche a bambini con difficoltà motorie permanenti o momentanee, l’edificio è dotato di scivolo di accesso, di un ascensore e di servizi igienici a norma. Tempo scuola Nella sede di via Premuda sono ospitate quattro sezioni con corsi di francese e spagnolo. L’attività didattica si svolge nel corso di sei moduli di lezione al giorno, di 55 minuti ciascuno, per cinque giorni alla settimana, senza rientri pomeridiani obbligatori per il tempo normale, con due rientri pomeridiani obbligatori per il tempo prolungato. Per gli alunni che frequentano le attività pomeridiane viene organizzato un servizio di vigilanza per permettere agli alunni di consumare i pasti a scuola. 5 PROPOSTA EDUCATIVA La nostra Offerta Formativa, coerentemente con le ultime Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (DPR n°9 2000, C Mn°31 2012), dopo aver preso in considerazione le richieste delle famiglie e le risorse presenti sul territorio, si propone di: favorire il raggiungimento da parte degli alunni di uno sviluppo psico-fisico il più possibile equilibrato ed armonico fornire agli allievi i presupposti culturali per lo sviluppo di un’identità consapevole e aperta, nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno insegnare le regole del vivere e convivere, promuovendo la condivisione di quei valori che facciano sentire gli alunni facenti parte di una vera comunità curare le competenze e i saperi di base, in quanto irrinunciabili requisiti per gli apprendimenti futuri formare saldamente sul piano cognitivo e culturale gli alunni, favorendo una visione unitaria e integrata dei saperi e ampliando l’offerta formativa con percorsi sempre più rispondenti ai bisogni e alle inclinazioni personali degli studenti. Al centro del nostro progetto dunque ci sono bambini e adolescenti considerati innanzi tutto come persone e come futuri cittadini, nella consapevolezza che la scuola di oggi affianca al suo tradizionale compito di “insegnare ad apprendere” anche quello di ”insegnare ad essere”, attraverso la promozione e lo sviluppo di ogni persona. La creazione dell’ istituto comprensivo ha generato condizioni favorevoli per il raggiungimento di questo obiettivo, poiché la scuola prende in carico gli alunni dall’età di tre anni e li accompagna fino all’età dell’adolescenza in un percorso formativo e didattico senza soluzione di continuità, all’interno del quale i docenti si inseriscono, ciascuno con le competenze professionali relative alle diverse fasce di età, nell’ambito della libertà di insegnamento e dell’autonomia professionale loro riconosciuta. Finalità educative Il percorso formativo della nostra istituzione riconosce l’importanza di sviluppare nel bambino e nell’alunno identità, autonomia, capacità di conoscere, senso di cittadinanza ed è pertanto finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1. • • • • • • Sviluppo della persona e conoscenza di sé promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini aiutare il bambino a crescere come soggetto attivo, produttivo e partecipe promuovere il benessere psico-fisico e sociale dell’alunno prevenendo forme precoci di disagio promuovere nell’alunno la capacità di valutarsi e di informarsi per operare scelte consapevoli promuovere nell’alunno la capacità di organizzare proficuamente il proprio lavoro aiutare l’alunno comprendere ed accettare i cambiamenti dell’età adolescenziale 2. Formazione del senso di responsabilità • aiutare il bambino a divenire consapevole delle proprie idee e responsabile delle proprie azioni • educare i bambini e i ragazzi all’autonomia di giudizio, al pensiero critico, al pensiero creativo 6 • educare gradualmente al senso di responsabilità attraverso la conoscenza dei propri diritti e doveri di studenti 3. Educazione alla socializzazione ed alla convivenza civile • educare al rispetto dei valori, delle regole, delle persone, delle diversità culturali e religiose • sviluppare atteggiamenti di solidarietà • educare l’alunno a saper vivere armonicamente con gli altri per partecipare attivamente alla vita democratica. Relazione scuola-famiglia L’ interazione fra scuola e famiglia è condizione fondamentale e imprescindibile per il buon esito dell’azione educativa. La nostra scuola ha sempre cercato di favorire e costruire un rapporto costante con le famiglie, e non soltanto nei momenti critici, in quanto tale relazione viene concepita come occasione formativa in cui, ciascuna componente ,con il proprio ruolo, è di supporto all’altra nelle comuni finalità educative. La relazione tra scuola e famiglia trova occasione di concretizzarsi: nel Consiglio di Istituto nelle riunioni di Consiglio di Classe, Interclasse e Intersezione negli incontri di conoscenza reciproca nelle ore di ricevimento dedicate al colloquio sul singolo alunno nella consegna della scheda di valutazione nell’incontro per l’elezione dei rappresentanti dei genitori negli incontri del “Comitato Genitori” Accoglienza L’accoglienza è generalmente intesa come il primo approccio al nuovo ambiente scolastico, che può essere motivo di ansia e difficoltà per alunni e genitori. Compito della scuola è quello di rendere questo momento il più sereno possibile, creando un clima rassicurante, coinvolgendo gli alunni in attività che favoriscano la conoscenza reciproca. Questa fase di inserimento varia in base alle diverse fasce di età. Riteniamo importante tuttavia che sempre la scuola, in tutte le sue componenti, si ponga nei confronti dei nuovi venuti, sia essi provenienti da altre città o scuole di Novara, o nel passaggio di ordine di scuola, o da Paesi stranieri, con un atteggiamento di accoglienza, cioè di particolare cura e attenzione. Creare un clima di accettazione dell’altro, favorire le condizioni per “star bene a scuola” è fondamentale non solo per la socializzazione e lo sviluppo della personalità, ma anche per motivare all’apprendimento. Continuità Nel corso dell’ultimo anno gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle primarie incontrano gli alunni dell’ordine di scuola successivo per conoscere gli spazi, le insegnanti ed entrare in contatto con la realtà della nuova scuola attraverso attività ludo-didattiche e momenti di routine. Le insegnanti, in corso d’anno, si incontrano per lo scambio di informazioni fra i diversi ordini di scuola. Per i genitori dei nuovi iscritti vengono organizzate assemblee e open-day per presentare la futura scuola e rispondere alle eventuali richieste di chiarimenti. 7 PROFILO EDUCATIVO SCUOLA DELL’INFANZIA Finalità La scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e della cittadinanza: • sviluppare l’identità significa imparare a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in un nuovo ambiente sociale e sentirsi appartenenti alla comunità • sviluppare l’autonomia comporta l’acquisizione della capacità di governare il proprio corpo, avendo fiducia in se stessi senza scoraggiarsi, significa comprendere le regole della vita quotidiana assumendo atteggiamenti sempre più responsabili • sviluppare le competenze significa imparare a riflettere sulle proprie esperienze sapendole rielaborare in maniera personale ed adeguata all’età • sviluppare il senso di cittadinanza significa scoprire “gli altri” e i loro bisogni, attraverso regole condivise Le attività didattiche della scuola dell’infanzia sono suddivise, secondo le indicazioni nazionali, in una serie ordinata di campi di esperienza educativa in cui si indicano i diversi ambiti del fare e dell’agire del bambino. In essi si sviluppa l’apprendimento, raggiungendo i traguardi formativi, grazie a opportuni percorsi metodologici. I campi dell’esperienza sono: • Il sé e l’altro (le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme, l’educazione religiosa svolta da un’insegnante specialista e l’attività alternativa per gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. • Il corpo e il movimento (identità, autonomia, salute) • Linguaggi, creatività, espressione (gestualità, arte, musica, multimedialità) • I discorsi e le parole (comunicazione, lingua, cultura) • La conoscenza del mondo (ordine, misura, spazio, tempo, natura) All’interno della programmazione è stata inserita anche l’educazione stradale. Obiettivi e curricolo Gli obiettivi sono organizzati in un curricolo verticale che comprende i tre anni di scuola dell’infanzia, avendo come quadro di riferimento le Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (DPR n°9 2000, C Mn°31 2012). (Vedi allegato n°1) Metodologie La scuola dell’infanzia si propone come significativo luogo di relazione, cura e apprendimento. Attraverso l’ascolto e l’attenzione verso ogni bambino, le insegnanti accompagnano i piccoli alunni verso forme di conoscenza sempre più elaborate e consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza, l’esplorazione, il rapporto con la natura e gli oggetti, il territorio e le sue tradizioni, attraverso le attività ludiche e, successivamente, con la rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze vissute. Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e sociali. Le attività pratiche e ludiche saranno diverse secondo il livello di crescita e autonomia di ciascun bambino. Nella nostra scuola si predilige, quando è possibile, la formazione di sezioni omogenee per età, per favorire lo svolgimento delle attività didattiche. Per una migliore organizzazione del tempo scolastico, la giornata si articola in fasce orarie con tempi indicativi e non rigidi. Durante l’anno scolastico le attività potranno essere svolte a sezioni aperte, laboratori e piccoli gruppi. 8 Allo scopo di migliorare l’offerta formativa, le uscite, l’organizzazione e la partecipazione alle feste e ricorrenze con le famiglie e l’elaborazione di alcune attività didattiche particolari, implicano una flessibilità oraria delle insegnanti, chiamate ad un ampliamento del loro orario di servizio, che verrà recuperato. La nostra scuola inoltre valorizza le aree esterne per molteplici attività strutturate. SCUOLA PRIMARIA Finalità La scuola primaria si costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni. La scuola accompagna gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove le acquisizioni cultura e la pratica consapevole della cittadinanza attiva. Il senso dell’esperienza Fin dai primi anni del percorso formativo, la scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento, fornendo all’alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare percorsi esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese. La scuola: • Favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli. • Promuove inoltre quel primario senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali sia sociali. • Sollecita gli alunni a un’attenta riflessione sui comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli atteggiamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li orienta a sperimentare contesti di relazione dove sviluppare atteggiamenti positivi e realizzare pratiche collaborative. • Si pone come scuola dell’inclusione al fine di costruire l’identità personale, civile e sociale di ciascuno, dove nessuno deve sentirsi escluso, in particolar modo gli alunni con disabilità e gli alunni stranieri. • Facilita le condizioni di fruizione e produzione della comunicazione tra coetanei e dei messaggi provenienti dalla società nelle loro molteplici forme. • Crea contesti in cui gli alunni sono indotti a riflettere per comprendere la realtà e se stessi, diventano consapevoli che il proprio corpo è un bene da rispettare, trovano stimoli al pensare analitico e critico, coltivano la fantasia e il pensiero divergente, si confrontano per ricercare significati. L’alfabetizzazione culturale di base La scuola primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base e allo sviluppo delle dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose. Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline, permette di esercitare differenti potenzialità di pensiero, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. La cittadinanza L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Obiettivi dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita. Obiettivi e Curricolo 9 Gli obiettivi sono organizzati in un curricolo verticale che, in continuità con quello della scuola dell’infanzia, comprende i cinque anni di scuola primaria, avendo come quadro di riferimento le Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (DPR n°9 2000, C Mn°31 2012). (Vedi allegato n°2) Metodologia Nel rispetto della libertà di insegnamento, le Indicazioni per il Curricolo individuano alcune impostazioni metodologiche di fondo: 1. valorizzare le conoscenze e le esperienze degli alunni 2. attuare interventi adeguati nei riguardi della diversità in classi caratterizzate da: • differenti modi di apprendere (stili di apprendimento) • differenti livelli di apprendimento raggiunti • differenti inclinazioni ed interessi • difficoltà nell’apprendimento • particolari stati emotivi ed affettivi • alunni con cittadinanza non italiana • alunni con disabilità 3. favorire l’esplorazione e la scoperta attraverso la problematizzazione della realtà, che è alla base della didattica per competenze 4. incoraggiare l’apprendimento collaborativo, in quanto imparare non è solo un processo individuale, ma è caratterizzato dalla dimensione comunitaria 5. promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere 6. realizzare percorsi in forma di laboratorio, inteso come una modalità di lavoro per incoraggiare la sperimentazione e la progettualità e coinvolgere gli alunni in attività condivise (biblioteca scolastica - teatro - attività pittoriche, musicali - informatica…) Scelte organizzative Per realizzare le azioni previste dal Piano dell’Offerta Formativa sono promosse iniziative di: articolazione flessibile del gruppo classe • lavoro di gruppo, essenziale per la sua funzione formativa, sia sul piano dell'apprendimento sia sul piano relazionale, poichè si basa sulla condivisione e sulla disponibilità • gruppi di approfondimento e/o rinforzo. interventi di insegnamento individualizzato • utilizzo finalizzato ad interventi didattici individualizzati delle ore di compresenza • sostegno linguistico per gli alunni stranieri • utilizzo di docenti per attività di recupero e approfondimento SCUOLA SECONDARIA Finalita’ La finalità del primo ciclo di istruzione, che si conclude con la scuola secondaria di primo grado, è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo delle persona. Il senso dell’esperienza educativa L’elaborazione del senso della propria esperienza educativa avviene attraverso quelle attività che permettono all’alunno di sviluppare le proprie inclinazioni, di soddisfare le proprie curiosità, di assumere sempre una maggiore consapevolezza di sé per avviarsi a costruire un personale progetto di vita. 10 La scuola secondaria, oltre al ruolo educativo, svolge un importante ruolo orientativo, cioè ha il compito di preparare alle scelte decisive della vita, orientando l’indirizzo degli studi successivi degli alunni mediante esperienze didattiche che mettano alla prova le loro capacità, che stimolino e facciano emergere le loro inclinazioni personali. L’alfabetizzazione culturale di base Nella scuola secondaria viene approfondita la padronanza delle discipline, considerate come diversi punti di vista per conoscere e interpretare la realtà, nella prospettiva dell’elaborazione delle conoscenze in senso interdisciplinare. Un ruolo importante per l’alfabetizzazione culturale e sociale è inoltre l’educazione plurilingue e interculturale, poiché è proprio nel contatto con la diversità linguistica e culturale che l’alunno raggiunge la piena definizione della propria identità culturale. La cittadinanza attiva L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Obiettivi dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita. Accanto ai valori e alle competenze inerenti la cittadinanza, la scuola secondaria include nel proprio curricolo la prima conoscenze degli articoli fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana. Obiettivi e Curricolo Ogni docente, dopo aver verificato la situazione di partenza della propria classe, stende una programmazione annuale nella quale sono specificati: • la metodologia utilizzata • gli obiettivi di apprendimento • i contenuti • tempi • le verifiche Gli obiettivi sono organizzati in un curricolo verticale, in continuità con quello della scuola primaria, nel quale per ogni disciplina, vengono stabiliti, anno per anno, gli obiettivi di apprendimento, al fine di raggiungere, al termine della scuola secondaria, i traguardi per lo sviluppo delle competenze, secondo quanto previsto dalle Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (DPR n°9 2000, C Mn°31 2012). (Vedi allegato n°3) Metodologia Per andare incontro alla singolarità e complessità di ogni alunno, con la sua storia personale, le sue capacità e fragilità che potrebbero emergere nel corso del suo percorso formativo, occorre mettere in atto strategie educative e didattiche diversificate. Riteniamo quindi sia importante: • predisporre un ambiente sicuro e motivante che accresca l'autostima, l'autonomia e la fiducia dell’allievo • proporre attività strutturate, libere, differenziate, graduate e mediate per un apprendimento significativo • valorizzare le esperienze e conoscenze pregresse dell’allievo • individuare e rispettare i ritmi e gli stili d'apprendimento di ognuno • proporre modalità d'insegnamento /apprendimento diversificate (lezione frontale, attività laboratoriali, di esplorazione, utilizzo delle tecnologie informatiche e di sussidi multimediali, 11 • • lavori individualizzati) per permettere all' allievo di diventare più flessibile nell'utilizzo delle sue abilità cognitive stimolare la trasferibilità delle competenze possedute da un contesto all’altro sollecitare negli alunni la consapevolezza dei processi cognitivi ed emotivi. Nel rispetto della libertà di insegnamento, le Indicazioni per il Curricolo individuano alcune impostazioni metodologiche di fondo: 1. valorizzare le conoscenze e le esperienze degli alunni 2. attuare interventi adeguati nei riguardi della diversità in classi caratterizzate da: • differenti modi di apprendere (stili di apprendimento) • differenti livelli di apprendimento raggiunti • differenti inclinazioni ed interessi • difficoltà nell’apprendimento • particolari stati emotivi ed affettivi • alunni con cittadinanza non italiana • alunni con disabilità 3. favorire l’esplorazione e la scoperta attraverso la problematizzazione della realtà, che è alla base della didattica per competenze 4. incoraggiare l’apprendimento collaborativo, in quanto imparare non è solo un processo individuale, ma è caratterizzato dalla dimensione comunitaria 5. promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere 6. realizzare percorsi in forma di laboratorio, inteso come una modalità di lavoro per incoraggiare la sperimentazione e la progettualità, coinvolgendo gli alunni in attività condivise e finalizzate (attività pittoriche, musicali ,motorie, pratico-manuali, informatiche). L’Orientamento L’orientamento è un percorso che si inizia già dal primo anno con l’obiettivo di conoscere sé stessi: i docenti, ciascuno nell’ambito della propria disciplina, programmano attività, letture, stesura di testi che guideranno l’alunno nell’analisi della propria preparazione, del proprio modo di apprendere, della personale motivazione allo studio. Nel corso del triennio inoltre gli alunni saranno guidati ad interpretare il mondo esterno e soprattutto incoraggiati all’assunzione di impegni e responsabilità. Nell’ultimo anno per l’orientamento sono stati programmati i seguenti obiettivi specifici: • Essere in grado di valutarsi per scegliere in modo consapevole • saper valutare la propria preparazione e i comportamenti di lavoro scolastico; • saper valutare interessi ed aspirazioni personali; • saper individuare i condizionamenti della propria situazione familiare e ambientale; • essere in grado di valutare, ed eventualmente modificare, le prime ipotesi formulate per la scelta di orientamento; • saper valutare i progressi nel triennio. • • • • • • • • individuare e confrontare le diverse aree di indirizzo per il proseguimento degli studi; disporre una “schedatura” delle scuole presenti sul territorio e saperle collocare su una cartina della città; conoscere l’andamento dei settori primario, secondario e terziario in provincia ed in regione negli ultimi anni; saper fare alcune riflessioni sulla modalità di inserimento nel mondo del lavoro di diplomati novaresi; conoscere la struttura del mondo del lavoro; saper reperire informazioni sulla modalità di inserimento nel mondo del lavoro; conoscere gli articoli della Costituzione italiana riguardanti il lavoro. essere in grado di costruire un percorso orientativo che tenga conto realisticamente di abilità, interessi e condizionamenti; 12 • • essere in grado di operare una scelta definitiva alla luce del lavoro svolto e tenendo conto dei consigli di genitori ed insegnanti; essere in grado di progettare percorsi di recupero chiedendo, ove necessario, il supporto dell’insegnante. Attività di orientamento Individuazione delle scuole superiori e dei corsi di formazione professionale presenti a Novara, loro elenco e loro ubicazione; incontri con studenti e professori delle scuole secondarie di II grado e degli istituti di formazione professionale; incontri con formatori specializzati in orientamento scolastico; comunicazione delle iniziative di “open day” proposti da scuole superiori; questionario sugli interessi, individuazione delle aree di attività per cui si è predisposti; confronti tra le proprie attitudini, il proprio rendimento scolastico e gli impegni posti dalla scuola prescelta: previsioni; individuazione dei proprio punti di debolezza e predisposizione per la scuola futura. LA VALUTAZIONE Finalità Nella scuola dell’infanzia valutare non significa giudicare, ma conoscere e capire i bambini, osservando lo sviluppo delle loro potenzialità. La valutazione è una componente della professionalità dell’insegnante per orientare al meglio la propria azione educativa. Nella nostra scuola si ritiene molto importante, infatti, valutare i progressi di ogni bambino attraverso un’ osservazione attenta e costante finalizzata a conoscere l’alunno, le sue modalità d’azione e i suoi apprendimenti e vedere come questi si sono modificati. Ciò avviene attraverso osservazioni occasionali e sistematiche, mediante conversazioni con i bambini, colloqui con le famiglie e analisi degli elaborati prodotti. Nel primo ciclo di istruzione (scuola primaria/secondaria) la valutazione ha le seguenti finalità: • riservare specifica attenzione al conseguimento di traguardi progressivi di formazione • verificare periodicamente e con sistematicità i progressi di ogni singolo alunno • definire e controllare i livelli di competenza raggiunti • intervenire con strategie di rinforzo, di approfondimento e di recupero (valutazione formativa) • promuovere la capacità di autovalutazione degli alunni, evidenziando le competenze acquisite, ma anche le carenze formative • favorire il successo formativo degli alunni. Oggetto della valutazione sono: 1. i processi di apprendimento degli alunni in tutte le discipline e gli ambiti interdisciplinari 2. le conoscenze e le abilità degli alunni in tutte le discipline e gli ambiti interdisciplinari 3. il livello globale di maturazione degli alunni 4. il comportamento. Momenti del processo di valutazione: - la valutazione diagnostica o iniziale: serve a individuare, attraverso la somministrazione di prove iniziali, d’ingresso, il livello di partenza degli alunni, ad accertare il possesso dei prerequisiti e a predisporre eventuali attività di recupero - la valutazione formativa o in itinere: è finalizzata a cogliere informazioni analitiche e continue sul processo di apprendimento, favorisce l’autovalutazione da parte degli studenti e fornisce ai docenti indicazioni per attivare eventuali correttivi all’azione didattica o predisporre interventi di rinforzo/recupero 13 -la valutazione sommativa o finale: consente un giudizio sulle conoscenze e abilità acquisite dall’alunno in un determinato periodo di tempo o al termine dell’anno scolastico. La valutazione non esprime il giudizio globale del docente sull’alunno come persona, ma sempre e soltanto sui suoi elaborati scritti o grafici, sulle sue prove orali o pratiche, che sono in continua evoluzione. La valutazione inoltre non si limita a sottolineare lacune ed errori, ma evidenzia le risorse, le potenzialità, i progressi, aiuta l'alunno a motivarsi, a costruire un'immagine positiva e realistica di sé. Pertanto essa terrà conto, oltre che dei risultati delle singole prove di verifica (prove oggettive, prove strutturate e semi – strutturate…), anche dei percorsi di apprendimento e dei progressi ottenuti da ciascun alunno rispetto alla situazione iniziale e della maturazione globale. Criteri per la valutazione del comportamento (definiti dall’analisi del punto 3 del Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” e della C. M. n. 86 del 27 ottobre 2010 CITTADINANZA E COSTITUZIONE: Attuazione dell’art. 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169 – Anno scolastico 2010-2011) - relazione e collaborazione con i compagni e con gli insegnanti - correttezza nei confronti dei compagni, degli insegnanti, delle altre persone adulte - rispetto delle regole, dei materiali e degli spazi comuni - consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni ( inserire tabella) Criteri per la valutazione del livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno (valutazione 1° quadrimestre / valutazione finale) - Livello globale delle competenze nei diversi ambiti disciplinari - Atteggiamento nei confronti delle attività scolastiche: impegno attenzione e concentrazione autonomia e capacità di organizzazione interesse e partecipazione Scuola Secondaria Valutazione disciplinare La valutazione del percorso didattico è attuata per mezzo di: • verifiche individuali scritte; • verifiche orali, che possono essere sostituite da prove scritte; • prove pratiche, per le materie che le prevedono ( arte, musica, scienze motorie, tecnologia); • verifiche integrative quali relazioni, ricerche individuali e/o di gruppo, esercitazioni di laboratorio. I risultati delle verifiche orali sono comunicate agli alunni al termine della prova stessa; i risultati di quelle scritte e pratiche al termine della correzione. Le valutazioni sono riportate dall’insegnante sul registro personale e sul libretto personale dell’alunno, strumento importante di comunicazione scuola-famiglia. Per quanto riguarda la valutazione in decimi, il Collegio dei Docenti ha stabilito che ogni docente non attribuisca, di norma, valutazioni al di sotto del voto 4, poichè sarebbero molto difficili da recuperare e ritenendo che il 4 sia un voto già ampiamente negativo. Criteri per la valutazione finale Nella valutazione finale di ogni disciplina i docenti prendono in considerazione: • la situazione culturale di partenza dell’alunno • i progressi raggiunti nello sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale 14 • • il grado di partecipazione e impegno l’interesse mostrato per la vita scolastica La valutazione periodica e finale La valutazione periodica e finale viene effettuata in sede di scrutinio da tutti i docenti appartenenti al consiglio di classe, presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato, i quali, tenendo in considerazione i risultati delle singole discipline, il processo di apprendimento e il comportamento di ogni alunno, nonché della sua frequenza alle lezioni, si esprimono a favore o a sfavore della promozione alla classe successiva. Nel caso in cui un alunno/a sia promosso con carenze in alcune discipline la scuola provvederà a inserire una specifica nota nel documento di valutazione finale. Criteri per la valutazione del comportamento Secondo le ultime disposizioni del Ministero, (DPR n°122 del 2/6/2009) la valutazione del voto di comportamento risulta fondamentale per l’ammissione alla classe successiva in quanto ha come finalità quella “ di favorire l’acquisizione di una coscienza civile”, (Regolamento sulla Valutazione art.7 DPR n°122 del 2/6/2009). Il Consiglio di Classe, per formulare il voto sul comportamento, considera i seguenti indicatori approvati dal Collegio dei Docenti: • correttezza verso docenti, personale, compagni e cura nell’utilizzo di arredi e di strutture scolastiche; • rispetto delle consegne; • frequenza; • note disciplinari sul diario e/o sul Registro di classe, eventuali sospensioni. Le famiglie saranno direttamente coinvolte nel processo educativo impostato a scuola, verranno loro comunicate tempestivamente, in occasione di ogni Consiglio di Classe, o quando la situazione lo richiederà, eventuali inadempienze dei loro figli/e nei confronti degli obiettivi disciplinari, specificando che il raggiungimento degli stessi è condizione necessaria per la promozione alla classe successiva. L’eventuale bocciatura non dovrà giungere inaspettata e sarà giustificata solo da continui interventi di segnalazione e da avvertimenti ufficiali che non abbiano avuto come risultato un netto miglioramento. Criteri per la valutazione alunni stranieri Come sancito dall’art.1, punto 9 del D.P.R. n. 122 del 2 giugno 2009, “ I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani”. Nel documento di valutazione del I quadrimestre, in base alla data di arrivo dell’alunno ed alle informazioni raccolte sulle sue abilità e conoscenze, negli spazi riservati alle discipline, possono essere espressi i seguenti enunciati: 1) “La valutazione non viene espressa in quanto l’alunno si trova nella prima fase di alfabetizzazione in lingua italiana” 2) “La valutazione espressa si riferisce al percorso personale di apprendimento in quanto l’alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana” Enunciati del primo tipo sono formulati ad esempio quando l’arrivo dell’alunno è troppo vicino al momento della stesura del documento di valutazione; si può eventualmente riportare la data di arrivo in Italia o di iscrizione alla scuola italiana. Enunciati del secondo tipo sono formulati quando l’alunno partecipa parzialmente alle attività didattiche previste per le diverse discipline. Nel II quadrimestre la valutazione dovrà essere espressa in tutte le discipline poiché è determinante per il passaggio o meno alla classe successiva (tenendo in considerazione: esiti raggiunti, abilità e competenze acquisite, motivazione ad apprendere, impegno, interesse, 15 partecipazione alle attività scolastiche, percorso formativo, potenzialità di apprendimento dimostrate.) Soltanto per gli alunni iscritti negli ultimi mesi dell’a.s. possono essere validi gli enunciati 1) e 2) della valutazione intermedia. Gli alunni trasferiti all’estero e che non hanno completato l’a.s., in assenza di elementi per la valutazione, non saranno scrutinati. Valutazione degli alunni con DSA Anche per gli alunni con DSA si applicano i criteri valutativi previsti dal citato DPR n°122 art.10 che stabilisce che “Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica sono adottati gli strumenti metodologici-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.” Valutazione degli alunni con disabilità La valutazione degli alunni con disabilità certificata è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del Piano Educativo Individualizzato (PEI) ed è espressa con voto in decimi, secondo le modalità indicate nel Regolamento per la Valutazione (Art.9 del D.P.R. n.122 del 2/6/2009). Per gli alunni diversamente abili la valutazione è strettamente correlata al percorso individuale inoltre deve essere finalizzata a mettere in evidenza il percorso dell’alunno. Tenuto conto che non è possibile definire un’unica modalità di valutazione degli apprendimenti, essa potrà essere: - in linea con quella della classe, ma con criteri personalizzati - differenziata - mista in funzione delle diverse discipline. La scelta verrà definita nel PEI di ogni singolo alunno. Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di studi degli alunni diversamente abili Per l’esame conclusivo del primo ciclo sono predisposte prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove sono adattate, ove necessario, in relazione al Piano educativo individualizzato, a cura dei docenti componenti la commissione. Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma. Inoltre le suddette prove dell’esame sono sostenute anche con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario. Sul diploma è riportato il voto finale in decimi, senza menzione delle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove. Agli alunni con disabilità che non conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l’iscrizione e per la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento dei crediti formativi validi anche per l’accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione.(art.9 DPR n°122) DALL’ANNO SCOLASTICO 2015 – 2016 SARA’ UTILIZZATO IL CERTIFICATO DELLE COMPETENZE MINISTERIALE INCLUSIONE Accoglienza degli alunni stranieri L’arrivo in corso di anno scolastico di nuovi alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana o la parlano appena, può creare problematicità nelle classi accoglienti ed è sicuramente un momento molto difficile per l’alunno stesso. Per agevolare l’inserimento degli alunni stranieri abbiamo predisposto un Protocollo di accoglienza (allegato n°4) nel quale sono definite le procedure per raccogliere le informazioni necessarie (la sua situazione familiare, le sue precedenti esperienze scolastiche, il livello di conoscenza della lingua italiana e di altre lingue straniere) per l’inserimento 16 in modo graduale, nella classe ritenuta più idonea. Sono stati predisposti progetti di accoglienza per gli alunni stranieri in tutti gli ordini di scuole a seconda delle necessità che si presentano. Nelle scuola primarie è attiva la “Scuola delle mamme” per donne straniere che vogliano iniziare un percorso di conoscenza non solo della lingua, ma anche degli usi e costumi della nostra società; sempre presso le scuole primarie è attivo uno sportello di accoglienza per le famiglie straniere perché sia un primo momento di accoglienza ed approccio con il mondo della scuola. Presso la scuola secondaria sono attivi diversi progetti sia per l’accoglienza di minori non accompagnati che vivono nelle comunità residenziali del territorio, sia per l’approfondimento della conoscenza della lingua e del metodo di studio per i minori giunti in Italia da pochi anni. Sono altresì predisposti progetti sui linguaggi non verbali che prevedono la partecipazione anche dei genitori degli alunni stranieri con momenti di feste per reciproca conoscenza durante l’anno scolastico. Inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) Da alcuni anni nel mondo della scuola si è constatata la presenza sempre più numerosa di alunni con svantaggio scolastico, dovuto a cause e problematiche diverse, per i quali si rende necessaria la personalizzazione dell’insegnamento e una più stretta interazione fra tutte le componenti della comunità educante. Con l’acronimo BES (alunni con Bisogni Educativi Speciali), vengono identificati: - alunni con disabilità - alunni con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) e/o disturbi evolutivi specifici - alunni con svantaggio socio economico, linguistico, culturale. Il corpo docente dell’Istituto, come previsto dalla normativa vigente (C.M. del 6/3/2012 n°8) ha predisposto per questi alunni un Piano per l’inclusività (allegato n°5) e ha sentito la necessità di formarsi in modo mirato riguardo agli alunni con DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia). Alunni diversamente abili La Repubblica Italiana, nel garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona disabile, ne promuove la piena integrazione nella scuola, oltre che nella famiglia, nel lavoro e nella società. Il diritto all'educazione e all'istruzione è riconosciuto a tutti i cittadini e nessuna disabilità può impedirlo. Le Istituzioni coinvolte nella formazione, nell'assistenza e nella cura della salute dei cittadini con disabilità hanno il dovere di coordinarsi per promuovere la loro piena integrazione nella società e, in particolare, nella scuola. Con questa finalità il nostro Istituto si è dotato di un Protocollo per l’integrazione degli alunni in situazione di disabilità (allegato n°4) nel quale vengono individuate le procedure volte a garantire l’inclusione dell’alunno disabile e a favorire una migliore collaborazione fra le diverse componenti scolastiche. Viene inoltre delineato il ruolo del docente di sostegno e delle altre figure professionali che, ciascuna con la sua peculiarità, intervengono nel processo di integrazione. Progetti miglioramento offerta formativa Per perseguire le proprie finalità pedagogico – didattiche, così come delineate dal Piano dell’Offerta Formativa e dal Piano di Miglioramento triennale, l’Istituto progetta un miglioramento dell’offerta formativa riferendosi, per ogni grado di istruzione ed ogni plesso, alle tre macroaree qui sotto delineate (Allegato 2) MACROAREE PROGETTI DI ISTITUTO: • INCLUSIONE: progetti per inclusione alunni BES, DSA, Stranieri • ECCELLENZA E APPROFONDIMENTI CURRICOLARI: laboratori curricolari extracurricolari per i linguaggi non verbali, linguistici, informatici e matematici. • EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA: laboratori curricolari ed extracurricolari per l’educazione alla convivenza civile, ambientale, alla pace e di cittadinanza. 17 ed • LINGUAGGI NON VERBALI La nostra Scuola si caratterizzata per una particolare attenzione all’attività sportiva con conseguente miglioramento della salute e dell’educazione alimentare. Tutti i progetti sono coerenti con l’attuazione del piano di miglioramento, con la valutazione delle competenze, così come delineato dal certificato delle competenze ministeriali, e con i bisogni del territorio. ALLEGATO 1 I PROGETTI DEL POF ALLEGATO 2 CURRICOLI VERTICALI ALLEGATO 3 VALUTAZIONE ALLEGATO 4 PROTOCOLLO PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI DISABILITA’ ALLEGATO 5 ALUNNI DSA 18 ALLEGATO 1 PROGETTI POF A.S. 2015 – 2016 SCUOLE DELL’INFANZIA – PRIMARIE E SECONDARIA DI PRIMO GRADO L’Istituto Comprensivo attua progetti riferiti a quattro macroaree: Educazione alla Cittadinanza, Inclusione, Linguaggi non verbali, Eccellenze e approfondimenti curricolari. Ogni plesso attua progetti in collaborazione con il Centro di didattica ambientale del Comune di Novara che mirano ad approfondire i curricoli di scienze, storia, arte visitando la città. EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA Educazione alla Pace Progetto Rae Progetto Scuola in Piazza: I DIRITTI DEI BAMBINI RiciclArte (progetto triennale) Don Milani…maestro esemplare LINGUAGGI NON VERBALI L’Albero dei diritti La parodia de I Promessi Sposi Molly e i diritti dei bambini Laboratorio artistico I diritti dei bambini Musica insieme Un futuro a colori Laboratorio musicale La libertà di espressione Laboratorio di sport Libertà consapevole di… I colori dell’autunno Eccellenza e approfondimenti curricolari INCLUSIONE Progetto L2certificazioni Trinity Sportello Amico Progetto L2certificazioni Trinity Scuola delle mamme Conversazioni lingua inglese Da una terra lontana…. Informatica in classe Metodo di studio per… Le giornate del FAI Le avventure di Dudù 19 ALLEGATO N. 3 CRITERI DI VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI INDICATORI PRIMARIA INDICATORI SECONDARIA VOTO DI PRIMO GRADO 10 Conseguimento completo, sicuro e personale degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete, organiche ed approfondite. - Considerevole capacità di comprensione e sicurezza nell’analisi, nella sintesi e nella rielaborazione. Abilità: - Corretta e sicura applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. - Precisa capacità di analisi e di risoluzione di un problema. - Piena autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri della disciplina. - Capacità espressiva fluida, ricca ed appropriata. Capacità di operare collegamenti tra discipline e di stabilire relazioni. Competenze - Padroneggia le conoscenze e le abilità in modo completo e approfondito. - Assume iniziative e porta a termine compiti in modo autonomo, responsabile ed adeguato alle richieste; utilizza conoscenze e abilità per risolvere autonomamente problemi. Conseguimento completo e sicuro degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete e organiche. 9 - Piena capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità -Corretta applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. - Attenta capacità di analisi e di risoluzione di un problema. - Sicura autonomia nell’utilizzo degli 20 Conseguimento completo, sicuro e personale degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete, organiche ed approfondite. - Considerevole capacità di comprensione e sicurezza nell’analisi, nella sintesi, con interventi critici e rielaborativi. Abilità: - Corretta, sicura ed adeguata applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. - Precisa capacità di analisi e di risoluzione di un problema. - Piena consapevolezza e autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri della disciplina. - Capacità espressiva fluida, ricca ed articolata. - Capacità di operare collegamenti tra discipline e di stabilire relazioni, anche in modo creativo e personale. Competenze - Padroneggia le conoscenze e le abilità in modo completo e approfondito. - Assume iniziative e porta a termine compiti in modo autonomo, responsabile ed adeguato alle richieste; utilizza conoscenze e abilità per risolvere autonomamente problemi, mettendo a punto procedure di soluzione originali. Conseguimento completo e sicuro degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete, organiche ed approfondite. - Piena capacità di comprensione, di analisi e di sintesi, con interventi rielaborativi. Abilità - Corretta applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. - Attenta capacità di analisi e di risoluzione di un problema. strumenti propri della disciplina. - Capacità espressiva fluida ed appropriata. - Capacità di operare collegamenti interdisciplinari. Competenze - Padroneggia le conoscenze e le abilità in modo adeguato. - Assume iniziative e porta a termine compiti in modo autonomo ed adeguato alle richieste; utilizza conoscenze e abilità per risolvere problemi quasi sempre autonomamente. 8 Conseguimento completo e sicuro degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete. - Buona capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità - Corretta applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. - Appropriata capacità di risoluzione di un problema. - Buona autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri della disciplina. - Capacità espressiva chiara e sostanzialmente corretta. Competenze - Possiede in modo adeguato le conoscenze e le abilità. - Porta a termine compiti in modo autonomo ed adeguato alle richieste; utilizza conoscenze e abilità per risolvere problemi quasi sempre autonomamente. 7 Conseguimento completo e sicuro degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze dei principali contenuti disciplinari. - Accettabili capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità -Discreta applicazione dei concetti, delle regole, dei procedimenti. -Discreta capacità di risoluzione di un problema. - Discreta autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri della disciplina. 21 - Sicura consapevolezza e autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri della disciplina. - Capacità espressiva chiara, precisa ed articolata. - Capacità di operare collegamenti interdisciplinari. Competenze - Padroneggia le conoscenze e le abilità in modo adeguato. - Assume iniziative e porta a termine compiti in modo autonomo e responsabile; è in grado di utilizzare conoscenze e abilità per risolvere problemi. Conseguimento completo degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze complete. - Buona capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità -Corretta applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti. -Appropriata capacità di risoluzione di un problema. - Buona autonomia e consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. - Capacità espressiva chiara e sostanzialmente corretta. Competenze - Possiede in modo adeguato le conoscenze e le abilità. - Porta a termine compiti in modo autonomo; è in grado di utilizzare conoscenze e abilità per risolvere problemi legati all’esperienza con istruzioni date e in contesti noti. Conseguimento complessivo degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze corrette dei principali contenuti disciplinari. - Adeguata capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità - Applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti di base. - Capacità di risoluzione di un semplice problema. - Consapevolezza e autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. - Capacità espressiva sostanzialmente corretta, con qualche carenza nel linguaggio specifico. Competenze -Possiede in modo discreto la maggior parte delle conoscenze e delle abilità. -Porta a termine compiti in modo adeguato alle richieste con il supporto di domande stimolo ed indicazioni del docente Conseguimento essenziale o parziale degli obiettivi disciplinari. Conoscenze -Conoscenze semplici e parziali dei contenuti disciplinari. -Limitate capacità di comprensione, analisi e di sintesi. Abilità - Modesta applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti. 6 - Capacità di risoluzione di un problema solo se guidato. - Incerta autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. - Capacità espressiva non sempre lineare e coerente, con imprecisioni linguistiche. Competenze - Possiede in modo essenziale la maggior parte delle conoscenze e delle abilità. - Esegue i compiti richiesti generalmente con il supporto di domande stimolo ed indicazioni del docente. 5 I contenuti disciplinari minimi non sono stati appresi. Conoscenze - Conoscenze generiche ed incomplete dei contenuti disciplinari. - Scarse capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità - Difficoltosa applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti. - Scarsa autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. 22 - Capacità espressiva sostanzialmente corretta, con qualche carenza nel linguaggio specifico. Competenze - Possiede la maggior parte delle conoscenze e delle abilità. - Porta a termine compiti generalmente in modo autonomo, utilizzando conoscenze e abilità acquisite. Conseguimento essenziale o parziale degli obiettivi disciplinari. Conoscenze - Conoscenze semplici e parziali dei contenuti disciplinari. - Limitate capacità di comprensione, analisi e di sintesi. Abilità - Applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti solo se guidato. - Capacità di risoluzione di un problema solo se guidato. - Incerta consapevolezza e autonomia nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. - Capacità espressiva non sempre lineare e coerente, con imprecisioni linguistiche. Competenze - Possiede in modo essenziale la maggior parte delle conoscenze e delle abilità. - Esegue i compiti richiesti generalmente con il supporto di domande stimolo ed indicazioni del docente. I contenuti disciplinari minimi non sono stati appresi. Conoscenze - Conoscenze generiche ed incomplete dei contenuti disciplinari. - Scarse capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità - Difficoltosa applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti. - Scarsa autonomia e consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. - Capacità espressiva imprecisa, superficiale e carente, con errori linguistici. - Capacità espressiva imprecisa, superficiale e carente, con errori linguistici. 4 Non utilizzato come livello di valutazione Conoscenze Conoscenze nulle o minime dei contenuti basilari delle discipline. Stentata capacità di comprensione, di analisi e di sintesi. Abilità Nulla o scarsa applicazione dei concetti, delle regole e dei procedimenti. Mancanza di autonomia e consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti propri delle discipline. CRITERI DI VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO INDICATORI La tabella a cui si fa riferimento per l’attribuzione del voto in condotta prende in considerazione sei indicatori: - relazione con gli altri, - partecipazione alla vita scolastica, - uso del materiale e delle strutture della scuola, - frequenza/assenze/ritardi, - rispetto delle consegne, - note disciplinari. SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO voto/ INDICATORI DESCRITTORI giudizi o OTTIMO 10 Relazione con gli altri Partecipazione alla vita scolastica Uso del materiale e delle strutture - L’alunno si comporta sempre in modo corretto con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. - L’alunno si dimostra collaborativo e disponibile ad aiutare i compagni in difficoltà. - L’alunno si comporta sempre in modo corretto con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. - L’alunno si dimostra collaborativo e disponibile ad aiutare i compagni in difficoltà. Partecipa attivamente alla vita della classe e accoglie con entusiasmo le proposte degli insegnanti e della scuola. Partecipa attivamente alla vita della classe e accoglie con entusiasmo le proposte degli insegnanti e della scuola. Utilizza in maniera responsabile ed appropriata il materiale e le strutture 23 Utilizza in maniera responsabile ed appropriata il materiale e le strutture della scuola. della scuola. Frequenza: assenze e ritardi Frequenta le lezioni in maniera regolare e rispetta gli orari. Frequenta le lezioni in maniera regolare e rispetta gli orari. Rispetto delle consegne Esegue le consegne in modo puntuale e pienamente adeguato alle richieste. Esegue le consegne in modo puntuale e pienamente adeguato alle richieste. Non utilizzato come livello di valutazione Non ha a suo carico provvedimenti disciplinari. - L’alunno si comporta in modo corretto con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. - L’alunno si dimostra quasi sempre collaborativo e disponibile ad aiutare i compagni in difficoltà. - L’alunno si comporta in modo corretto con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola. - L’alunno si dimostra quasi sempre collaborativo e disponibile ad aiutare i compagni in difficoltà. Partecipazione alla vita scolastica Partecipa con interesse alla vita della classe e accoglie le proposte degli insegnanti e della scuola. Partecipa con interesse alla vita della classe e accoglie le proposte degli insegnanti e della scuola. Uso del materiale e delle strutture Utilizza in maniera responsabile ed appropriata il materiale e le strutture della scuola. Utilizza in maniera responsabile ed appropriata il materiale e le strutture della scuola. Frequenza: assenze e ritardi Frequenta le lezioni in maniera regolare e rispetta gli orari. Frequenta le lezioni in maniera regolare e rispetta gli orari. Rispetto delle consegne Esegue le consegne in modo puntuale e adeguato alle richieste. Esegue le consegne in modo puntuale e adeguato alle richieste. Non utilizzato come livello di valutazione Non ha a suo carico provvedimenti disciplinari. L’alunno non sempre è corretto nei confronti dei docenti, dei compagni, del personale della scuola. L’alunno non sempre è corretto nei confronti dei docenti, dei compagni, del personale della scuola. Partecipazione alla vita scolastica Partecipa alla vita della classe e accoglie le proposte degli insegnanti con interesse non sempre costante. Partecipa alla vita della classe e accoglie le proposte degli insegnanti con interesse non sempre costante. Uso del materiale e delle strutture Utilizza in maniera non sempre responsabile ed appropriata il materiale e/o le strutture della scuola; talvolta è sprovvisto del materiale richiesto. Utilizza in maniera non sempre responsabile ed appropriata il materiale e/o le strutture della scuola; talvolta è sprovvisto del materiale richiesto. Frequenza: assenze e Frequenta regolarmente le lezioni, ma Frequenta regolarmente le lezioni, ma non sempre rispetta gli orari; talvolta si DISTINTO 9 Note disciplinari Relazione con gli altri Note disciplinari BUONO 8 Relazione con gli altri 24 ritardi non sempre rispetta gli orari. rende responsabile di qualche ritardo non giustificato. Rispetto delle consegne Esegue le consegne in modo non sempre puntuale e adeguato alle richieste. Esegue le consegne in modo non sempre puntuale e adeguato alle richieste. Note disciplinari Non utilizzato come livello di valutazione Richiami verbali ed alcune ammonizioni scritte nell’arco del quadrimestre. Non utilizzato come livello di valutazione - L’alunno si comporta in modo poco corretto verso i docenti, i compagni e il personale della scuola. - L’alunno viene spesso richiamato dagli insegnanti. Partecipazione alla vita scolastica Non utilizzato come livello di valutazione Partecipa alla vita della classe e accoglie le proposte degli insegnanti con interesse discontinuo. Uso del materiale e delle strutture Non utilizzato come livello di valutazione Utilizza in maniera poco appropriata il materiale e/o le strutture della scuola; spesso non porta il materiale richiesto. Frequenza: assenze e ritardi Non utilizzato come livello di valutazione 7 Relazione con gli altri Rispetto delle consegne Note disciplinari Relazione con gli altri Non utilizzato come livello di valutazione Spesso non esegue le consegne in modo puntuale e adeguato alle richieste. Richiami verbali e numerose ammonizioni scritte nell’arco del quadrimestre. L’alunno si comporta spesso in modo non corretto verso i docenti, i compagni e il personale della scuola; se ripreso, non si corregge. L’alunno si comporta spesso in modo non corretto verso i docenti, i compagni e il personale della scuola; se ripreso, non si corregge. Partecipa con scarso interesse e disturba le lezioni. Partecipa con scarso interesse e disturba le lezioni. Uso del materiale e delle strutture Utilizza in modo inappropriato il materiale e le strutture della scuola. Utilizza in modo inappropriato il materiale e le strutture della scuola. Non porta regolarmente il materiale necessario per le lezioni. Non porta regolarmente il materiale necessario per le lezioni. Frequenza: assenze e ritardi Frequenta in maniera discontinua le lezioni. Frequenta in maniera discontinua le lezioni e non sempre rispetta gli orari. Partecipazione alla vita scolastica SUFFICIENTE 6 Non utilizzato come livello di valutazione Compie assenze, anche “strategiche”, e ritardi. Frequenti assenze e/o ritardi non 25 giustificati. Frequenti assenze non giustificate. Rispetto delle consegne Note disciplinari Relazione con gli altri 5 Partecipazione alla vita scolastica Uso del materiale e delle strutture Non esegue le consegne in modo puntuale e adeguato alle richieste. Non utilizzato come livello di valutazione Numerose ammonizioni scritte e/o sospensioni dall’attività didattica per violazioni non gravi. Non utilizzato come livello di valutazione L’alunno non rispetta i docenti, i compagni e il personale della scuola; viene sistematicamente ripreso per l’atteggiamento di sfida e di provocazione. Non utilizzato come livello di valutazione Non partecipa alle attività proposte e disturba le lezioni. Non utilizzato come livello di valutazione Utilizza in maniera irresponsabile il materiale e le strutture della scuola e si rende pericoloso per sé e per gli altri. Frequenza: assenze e ritardi Non utilizzato come livello di valutazione Rispetto delle consegne Non utilizzato come livello di valutazione Note disciplinari Non esegue le consegne in modo puntuale e adeguato alle richieste. Non utilizzato come livello di valutazione 26 Frequenta in maniera discontinua le lezioni e sovente non rispetta gli orari. Continue assenze non giustificate. Non esegue le consegne. Ammonizioni verbali e/o scritte e/o allontanamento dalla attività didattica per violazioni gravi. ALLEGATO 4 PROTOCOLLO PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI DISABILITA’ La Repubblica Italiana, nel garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona disabile, ne promuove la piena integrazione nella scuola, oltre che nella famiglia, nel lavoro e nella società. Il diritto all'educazione e all'istruzione è riconosciuto a tutti i cittadini e nessuna disabilità può impedirlo.Le Istituzioni coinvolte nella formazione, nell'assistenza e nella cura della salute dei cittadini con disabilità hanno il dovere di coordinarsi per promuovere la loro piena integrazione nella società e, in particolare, nella scuola. FINALITÀ Il presente Protocollo è finalizzato all’individuazione di procedure e linguaggi comuni che garantiscano maggiore efficacia, efficienza e qualità al servizio di inclusione scolastica e favoriscano una migliore collaborazione tra i componenti della Scuola. Punta in particolare ad individuare gli impegni da assumere in rapporto alla specifica competenza di ciascuno, a definire modalità e tempi degli interventi interistituzionali a favore della singola persona disabile che frequenta la scuola a rendere agevole e sistematico il passaggio delle informazioni tra i vari operatori e a valorizzare e sostenere il ruolo della famiglia in tutte le fasi del percorso formativo. Ogni consiglio di classe ed équipe pedagogica si impegna a conoscere in modo approfondito l’alunno disabile, attraverso la condivisione della Diagnosi Funzionale (D.F.), per promuoverne ed agevolarne l’inclusione nel contesto classe e a formulare un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), sulla base dei bisogni dell’alunno disabile e della classe stessa in cui è inserito. Tutte le figure professionali, ciascuna nella propria specificità di ruolo, che intervengono sul processo di inclusione dell’alunno disabile, devono conoscere la condizione psicofisica, i livelli di sviluppo raggiunti, le difficoltà incontrate ed ogni altra notizia utile alla costruzione del percorso formativo dell’alunno disabile. Il docente di sostegno è docente della classe in piena contitolarità ed è referente dell’alunno certificato. I docenti curricolari e l’insegnante di sostegno lavorano per i bisogni della classe e quest’ultimo è riconosciuto dagli alunni e dalle famiglie come un docente della classe. Il docente di sostegno partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti. Il docente di sostegno: partecipa alla programmazione didattico-educativa della classe, partecipa a pieno titolo alle operazioni di valutazione con diritto di voto per tutti gli alunni, è di supporto alla classe nell’assunzione di strategie e tecniche pedagogiche, metodologiche e didattiche integrative e nell’adozione di metodologie individualizzate. L’insegnante di sostegno coordina il percorso formativo dell’alunno disabile e, in quanto docente assegnato alla classe, partecipa alla realizzazione del percorso formativo di tutti gli alunni, secondo i tempi e le modalità definiti dall’équipe pedagogica. L’ insegnante di sostegno diventa una figura di riferimento fondamentale perché oltre ad essere insegnante dell’alunno disabile e dell’intera classe a cui esso appartiene, deve essere in grado di interagire tra le diverse figure che ruotano intorno alla scuola e alla disabilità. E’ necessario quindi che possieda capacità relazionali e collaborative perché egli assume la funzione di “perno” tra scuola, equipe pedagogica e famiglia. Il docente di sostegno è tenuto, sentiti i colleghi, a stendere la documentazione prevista per legge (PDF, PEI e Relazione Finale) che verrà poi approvata collegialmente e firmata da tutti i docenti di classe. All’inizio di ogni anno scolastico, il PEI dovrà essere aggiornato, proponendo obiettivi, contenuti, metodologie, concordati con tutti i docenti curricolari ed eventuali operatori. A fine anno scolastico l’insegnante di sostegno dovrà stendere una Relazione Finale specificando le linee essenziali di quanto messo in atto e gli obiettivi raggiunti. Questa dovrà essere depositata nell’archivio riservato della scuola, insieme alla completa documentazione dell’alunno, nei modi e nei tempi concordati dal Gruppo H e dal D.S. 27 Tutte le figure coinvolte nel processo di formazione e di inclusione, nella propria specificità di ruolo e funzione, si riconoscono e si legittimano reciprocamente, in un’ottica di corresponsabilità, poiché l’apporto di ognuno è fondamentale per la costruzione di un’azione coordinata, tale da organizzare e valorizzare nel miglior modo le risorse. Gli educatori comunali co-partecipano alla progettazione e allo svolgimento del percorso. Vista l’importanza della relazione con gli altri sistemi, che concorrono al processo di inclusione, è prevista la partecipazione degli insegnanti curricolari agli incontri di verifica con le équipes mediche. La collaborazione tra gli insegnanti curricolari e i docenti di sostegno si attua attraverso la complementarietà degli interventi, la flessibilità e l’interscambio. Queste azioni sono sostenute da una comunicazione/informazione che entrambe le parti devono mettere in campo. Si ritiene doveroso che i docenti curricolari condividano con i colleghi di sostegno le attività da svolgere in classe, così come gli insegnanti di sostegno coinvolgano i colleghi curricolari nei loro interventi. E’ bene inoltre prevedere situazioni in cui si verifichino scambi di ruoli fra i docenti specializzati nell’integrazione ed i colleghi di classe.Il docente di sostegno non è tenuto all’assistenza igienica del ragazzo che è di competenza degli operatori di assistenza o dei collaboratori scolastici. Qualsiasi iniziativa presa dall’insegnante di sostegno deve essere concordata con il D.S. e con l’equipe pedagogica di riferimento. In ciascuna Istituzione Scolastica il Dirigente assume la responsabilità e il coordinamento dell'integrazione degli alunni con disabilità. Potrà avvalersi del supporto di uno o più Docenti Referenti e del contributo propositivo del Gruppo di studio e lavoro di istituto. MODALITA’ DI LAVORO E DI ATTUAZIONE Presso l’ Istituto è costituito il GLH “Gruppo di lavoro handicap” con il compito di organizzare promuovere e coordinare i progetti, attività ed iniziative per gli alunni diversamente abili, messe in atto dalla Scuola per favorire l’integrazione e di verificare il lavoro svolto. Il Gruppo di studio e di lavoro, ai sensi della normativa vigente: a) interviene per cercare di prevenire, rimuovere e risolvere i problemi degli alunni disabili incidendo sulla qualità delle attività educative e didattiche secondo il criterio della flessibilità nei metodi e nelle strategie educative, come nell’articolazione delle classi e delle sezioni; b) prevede forme sistematiche di consultazione tra gli operatori scolastici delle scuole di ogni ordine e grado; c) sviluppa azioni di monitoraggio della qualità dell’integrazione; d) svolge, inoltre, opera di documentazione e consulenza ai fini dell’orientamento professionale e scolastico, anche con l’aiuto delle associazioni, dei genitori e dei servizi specializzati. Le riunioni sono presiedute dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato. PASSAGGIO A SUCCESSIVI ORDINI DI SCUOLA Nel momento di passaggio di un alunno con disabilità da un ordine di scuola al successivo o in caso di trasferimento, il Dirigente della scuola di provenienza informerà per tempo la famiglia sulle procedure che si intendono seguire per favorire la continuità educativa e chiederà espressamente il consenso per trasmettere documenti e informazioni alla nuova scuola. Acquisito questo consenso, il Dirigente della scuola di provenienza, trasmette alla scuola che accoglierà l'alunno la Diagnosi Funzionale, il Profilo Dinamico Funzionale, il Piano Educativo Individualizzato, la scheda di valutazione ed ogni altro documento utile a fornire una iniziale conoscenza del percorso già compiuto; informa su eventuali esigenze logistiche particolari o su attrezzature specifiche fornite in uso per l'alunno; esse verranno consegnate alla nuova scuola al momento dell'effettivo trasferimento ; propone degli incontri conoscitivi con i docenti della scuola di destinazione, anche in vista della richiesta delle ore di sostegno. AZIONI PER L’EFFICACIA DEL PERCORSO. I docenti di classe 28 1- programmano insieme secondo la delibera del Collegio dei Docenti; 2- collaborano all’elaborazione e alla presentazione ai genitori dei P.D.F. e dei P.E.I.; 3- realizzano programmazioni sulla base dei bisogni degli alunni disabili e della classe; 4- approntano programmazione per livelli; obiettivi/unità di apprendimento/curricoli anche per gli alunni disabili; prevedere compiti individualizzati; 5-predispongono programmazioni individualizzate e prove di verifica individualizzate per ogni materia in cui si riconosca l’effettivo bisogno dell’alunno; 6- definiscono gli obiettivi, i compiti, le unità di apprendimento/i curricoli, le prove di verifica. L’insegnante di sostegno, in collaborazione coi colleghi: • predispone U.A./curricoli individualizzati e le relative prove di verifica solo per le discipline nelle quali presta almeno un’ora di servizio; per le altre discipline, questo compito spetta agli insegnanti curricolari. Per la scuola secondaria di I grado (in considerazione delle difficoltà derivanti dell’alto numero di docenti operanti nelle classi e quindi del tempo occorrente per predisporre assieme le prove) si può convenire che le normali verifiche vengano predisposte dall’insegnante curriculare col necessario anticipo, in modo da permetterne l’adattamento, per gli alunni disabili, da parte dell’insegnante di sostegno; • si avvale, per la programmazione, delle osservazioni e della collaborazione degli educatori che contribuiscono alla realizzazione del percorso formativo dell’alunno disabile; • compila la documentazione prevista dalla normativa (PDF, PEI, RELAZIONE FINALE) col contributo di tutto il personale coinvolto, secondo le norme, nel rispetto dei tempi indicati ed utilizzando la modulistica in uso. Il PDF e il PEI, completi di firme dei docenti sono documenti importanti che rimangono agli atti della scuola. ALLEGATO 5 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI CHE NON CONOSCONO LA LINGUA SCUOLA SECONDARIA Visto il Decreto Legislativo n°286 del T.U.del 25 luglio 1998 delle disposizioni concernenti la disciplina delle immigrazioni e norme sulle condizioni dello straniero; Visto il D.P.R.394 del 21/08/1999 art.45 comma 4 (istruzione scolastica) che attribuisce al Collegio Docenti funzioni propositive e deliberative riguardo all’iscrizione, all’inserimento degli alunni immigrati, alla definizione del livello di competenza linguistica dei singoli alunni con il necessario adattamento dei programmi curricolari; Vista la circ. ministeriale n°24 del 1 marzo 2006 “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”; Vista la circ. ministeriale n°110 del 14/12/2007 in materia di iscrizioni; Visto il D.P.R. 122/09 regolamento recante il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni stranieri e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli art.2 e 3 del D.L.del 1 settembre 2008 n°137, convertito con modificazioni dalla legge del 30 ottobre 2008 n° 169 art.1 comma 9; Vista la circ. ministeriale n° 2 dell’ 8/01/2010 “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana” SI STABILISCE il presente Protocollo di accoglienza, parte integrante del POF dell’ I.C. “Fornara-Ossola” per sostenere e attivare la prassi amministrativa, comunicativo-relazionale, socio-culturale per l’inserimento degli alunni stranieri. Il Protocollo e lo strumento di attuazione delle indicazioni normative contenute nell’art.45 del D.P.R. del 31/8/99 e si propone le seguenti FINALITA’: • definire pratiche condivise all’interno dell’Istituto in tema di accoglienza degli alunni stranieri; 29 • • • • • • facilitare l’inserimento degli alunni stranieri nell’ambiente scolastico sostenendoli nella fase di adattamento al nuovo contesto; favorire un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione; costruire un contesto favorevole all’incontro tra le varie culture; entrare in relazione con le famiglie immigrate al fine di favorirne la partecipazione al progetto formativo dei propri figli; favorire interventi a vantaggio dei minori attraverso l’utilizzo dei mediatori culturali; promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale, nell’ottica di un sistema formativo integrato. Pertanto il Protocollo di accoglienza • prevede la costituzione di una Commissione d’accoglienza costituita dalla Funzione Strumentale per l’intercultura e un referente di plesso; • contiene le indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni stranieri; • traccia le fasi e le modalità dell’accoglienza, • definisce i ruoli e i compiti degli operatori che partecipano a tale processo, nei seguenti aspetti: a) amministrativo-burocratico (iscrizione) b) comunicativo-relazionale (inserimento) c) educativo-didattico (percorso individualizzato) d) socio-culturale (rapporti con il territorio). Le fasi dell’accoglienza A) Aspetto amministrativo-burocratico (iscrizione scolastica) La Segreteria al momento dell’iscrizione scolastica: • richiede ed acquisisce la documentazione prevista dalla legge, in particolare tutto ciò che riguarda le vaccinazioni ricevute dal/la bambino/a e, in caso di dubbio, indirizza la famiglia all’ufficio competente dell’ASL; • raccoglie informazioni circa la fruizione del servizio mensa, dell’ IRC, la scelta del tempo scuola, della seconda lingua, ecc.; • dà le prime informazioni generali sulla scuola; • fissa un appuntamento con la Funzione Strumentale e il referente per l’intercultura del plesso di accoglienza. B) Aspetto comunicativo-relazionale e prima valutazione d’ingresso La Funzione Strumentale e/o il referente intercultura di plesso, dopo l’iscrizione dell’alunno, con l’eventuale presenza di un mediatore linguistico: • incontra l’alunno/a con la sua famiglia o con il tutore affidatario, raccoglie informazioni circa i dati anagrafici, la data di arrivo in Italia, la scolarità pregressa, le lingue conosciute, le abilità dichiarate; • accerta le competenze dell’alunno attraverso la somministrazione di prove precedentemente concordate ; • propone la classe di inserimento, tenendo conto dell’età anagrafica, della scolarità pregressa, della presenza o meno di altri alunni stranieri nella classe e/o di alunni con disabilità o con BES, della presenza di eventuali compagni- tutor, delle dinamiche relazionali presenti nei diversi gruppi classe. Quindi il Dirigente Scolastico,visto quanto verbalizzato nel Registro di Accoglienza degli alunni stranieri, analizzata la situazione • assegna l’alunno/a alla classe • informa il team dei docenti interessati mediante una copia del verbale di accoglienza, che verrà allegata al Registro di classe. C) Aspetto educativo-didattico 30 Nella prima fase di inserimento l’alunno/a, in base al suo livello di competenza linguistica, potrà frequentare le lezioni con orario flessibile, mentre il team dei docenti ne favorirà l’integrazione nella classe: • completando la sua biografia personale • predisponendo un piano di lavoro individualizzato, adatto alle esigenze dell’alunno/a • individuando modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina • richiedendo un eventuale intervento di mediazione culturale • proponendo la frequenza dell’alunno/a a corsi di Italiano L2 (per comunicare, per comprendere, per studiare) • compilando il profilo di competenza linguistica, al fine di inserire l’alunno/a nel gruppo di livello pertinente • tenendo i contatti con la famiglia o chi per essa. D) Aspetto sociale Per perseguire al meglio gli obiettivi finora esposti Il Dirigente Scolastico e la Funzione strumentale • propongono corsi di formazione rivolti ai docenti • realizzano percorsi formativi rivolti alle famiglie degli alunni • collaborano con le associazioni interculturali presenti nel territorio. ALLEGATO 4 IL NOSTRO ISTITUTO E I DISTURBI SPECIFICI APPRENDIMENTO I disturbi specifici di apprendimento o DSA sono disturbi non causati da deficit cognitivi o da fattori ambientali, psicologici, sensoriali o neurologici. L’alunno con un disturbo di apprendimento ha difficoltà ad automatizzare i procedimenti, per cui impiega molto più tempo nello studio e pur avendo un quoziente intellettivo pari o superiore alla norma, non riesce spesso ad avere risultati adeguati rispetto allo standard dei compagni e rispetto al tempo dedicato allo studio. I DSA sono DISLESSIA o difficoltà di lettura, a livello strumentale , tale da incidere spesso sulla comprensione del testo DISORTOGRAFIA o difficoltà nella produzione scritta per cui sono presenti molti errori ( ad es. doppie, accenti ,inversioni, fusioni illegali ) DISGRAFIA o difficoltà nell’ abilità strumentale dello scrivere con una grafia a volte illeggibile DISCALCULIA o difficoltà ad automatizzare procedimenti come ad es. il calcolo della divisione ,difficoltà nella memorizzazione di tabelline ,ecc. Tali difficoltà rallentano l’attività dell’alunno e il suo percorso verso l’autonomia e l’acquisizione delle competenze. Esse possono trovarsi isolate, ma più di frequente si trovano in comorbilità , cioè due, tre o addirittura tutte insieme. La dislessia incide notevolmente nello studio delle lingue straniere, soprattutto nello studio di lingue poco trasparenti o addirittura opache come l’inglese. La nostra scuola si occupa da molti anni di DSA. La figura del referente presente nel nostro Istituto già dal 2006,quando è stata istituita con corsi in presenza e on line. L’ importanza riconosciuta al metodo diverso di apprendere degli alunni con DSA ha portato la nostra istituzione scolastica a far coincidere la figura del referente con la funzione strumentale. Ciò ha permesso di programmare una serie di interventi all’interno del nostro istituto comprensivo: • Sportello per alunni, insegnanti e genitori per tutte le scuole dell’istituto comprensivo , tenuto dal referente Corsi di formazione per insegnanti : la nostra scuola crede nella necessità che la formazione degli insegnanti sia costante. Ogni anno il CNTeD, con sede presso il nostro Istituto, organizza corsi di formazione per 31 tutta la provincia di Novara e per tutti gli ordini di scuola. Sono previsti corsi di aggiornamento –formazione ogni anno, soprattutto in presenza di nuove circolari o leggi relative agli alunni con Disturbo di Apprendimento o con BES (BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ) Corsi di formazione/informazione per genitori : per offrire la possibilità di conoscere non solo dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia, ma anche i metodi migliori per aiutare l’alunno nel proprio percorso verso l’autonomia di studio. I corsi rendono inoltre i genitori più consapevoli degli aspetti psicologici correlati con il disturbo di apprendimento . Commissione DSA: E’ stata istituita da alcuni anni la commissione DSA , formata da insegnanti di ogni ordine di scuola del nostro Istituto Comprensivo. La commissione si pone ogni anno un obiettivo specifico . Si è già occupata della compilazione di un PDP adeguato alla nostra scuola,della stesura di un protocollo interno che riguarda i Disturbi specifici di apprendimento da inserire nel POF,della continuità tra i vari ordini di scuola dell'I.C. a partire dalla scuola dell'Infanzia. Rapporti costanti con insegnanti e genitori da parte del referente Rapporti tra gli insegnanti e il servizio sanitario/ centri privati di Diagnosi per conoscere bene anche gli elementi non chiaramente espressi nella diagnosi. Attività di screening : la referente , prof. Lomonaco, si occupa dello screening in tutte le scuole dell’I.C. Partendo dalle classi che ne fanno richiesta la referente si fa carico della somministrazione di test per la lettura / scrittura, calcolo e comprensione. Nelle classi in cui gli alunni che danno segnali di dislessia sono pochi , il test sarà somministrato ai singoli alunni. Il test ha solo ed esclusivamente valore di screening,di controllo, per cui il genitore non ha motivo di rifiutarsi. In base al risultato del test gli insegnanti, d’accordo con il referente, decideranno se iniziare un percorso di recupero o se convocare i genitori per indirizzarli verso un approfondimento diagnostico . La diagnosi viene fatta solo ed esclusivamente dal servizio sanitario pubblico o da centri privati. Insegnanti , pedagogisti e logopedisti possono somministrare test didattici ma essi non hanno valore di diagnosi. Inoltre,in base alla legge attuale, la diagnosi fatta presso un centro privato dovrà essere convalidata dal sistema sanitario pubblico. A partire dall’anno scolastico 2014/2015(DGR 4/2/ 2014 n.167072) gli insegnanti avranno la possibilità di utilizzare una scheda che avrà : 1) scopo osservativo per facilitare la riflessione sui tipi di “difficoltà scolastiche” che può incontrare un singolo alunno; 2) scopo pedagogico- didattico per stabilire azioni di recupero e potenziamento delle abilità scolastiche strumentali e la descrizione degli esiti del potenziamento attivato (parte A); 3) scopo di richiesta approfondimento diagnostico,con garanzia di diagnosi entro 6 mesi da parte del Servizio Sanitario Nazionale: “Descrizione delle significative difficoltà persistenti dopo l’intervento di potenziamento effettuato” da consegnare ai genitori,che la inoltrano al servizio sanitario. • • • Istituzione di laboratori di apprendimento per gli alunni con DSA , previsti a partire dall’anno scolastico 2015-2016 Collaborazione tra gli insegnanti dei tre ordini di scuola per stabilire insieme programmazioni, strategie metodologiche e monitoraggio del lavoro svolto Programmazione di continuità didattica tra i vari ordini di scuola 32 • Attenzione particolare al metodo di apprendimento , ricordando che un alunno con disturbo di apprendimento è un alunno normodotato che ha solo bisogno di semplificazione e strumenti, metodi e strategie diversi per raggiungere lo stesso obiettivo degli altri compagni ,si dà un’importanza fondamentale alla personalizzazione e all’individualizzazione nel rispetto di ciascun alunno.. • Attenzione particolare ad una valutazione che tenga ad esempio conto dei contenuti che l’alunno vuole esprimere e non dell’errore ortografico o della frase mal strutturata dal punto di vista sintattico. L’apprendimento non deve comunque andare verso i contenuti ma verso la competenza. • Giornate di sensibilizzazione alla diversità attraverso visione di film come STELLE SULLA TERRA , che sarà visto ogni anno dai nuovi alunni e che sarà punto di partenza per dibattiti sulla dislessia che portino all’accettazione dell’altro , diverso da me anche nel metodo di apprendimento. • Serate di sensibilizzazione alla diversità : dedicate a genitori , alunni ed insegnanti, che hanno visto in passato personaggi importanti come l’autore del libro Demone Bianco, Giacomo Cutrera e che si ripeteranno nei vari anni scolastici. • Partecipazione a progetti istituiti dal MIUR o dall ‘AID , come ad es.” A scuola di Dislessia “, vinto dalla nostra scuola ,che si è concluso appunto con una serata dedicata a insegnanti, genitori e alunni e che ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’ USP e del Comune di Novara. • Accoglienza degli alunni con DSA : nell’accogliere tali alunni si pone la massima attenzione non solo all’aspetto didattico ma anche all’aspetto psicologico connesso ai disturbi di apprendimento. Attraverso la collaborazione del team insegnante si cerca di far integrare l’alunno all’interno della classe per rendere più positiva la socializzazione e l’accettazione . Si organizzano attività di tutoring e di lavori di gruppo , previsti già dall’inizio dell’anno scolastico. • Rispetto della normativa vigente : come previsto dalla L.170 ( ottobre 2010 ) , l’alunno con DSA ha diritto ad un piano didattico personalizzato che possa rendere facile anche per lui il raggiungimento degli obiettivi , come per tutta la classe. Ha diritto a metodi e strategie diversi, all’uso di strumenti compensativi e misure dispensative. Si fa inoltre riferimento alla normativa elencata nel PROTOCOLLO DSA. La nostra scuola usa strumenti come la LIM che rendono l’attività didattica più stimolante e permettono a tutti gli alunni di apprendere sia attraverso il canale visivo , che uditivo, tattile ,ecc. Il consiglio di classe, prima di stilare il PDP, osserva l’alunno per un periodo relativamente lungo ,provvede ad aiutarlo con percorsi di recupero- approfondimento in tutte le discipline, per ogni singolo argomento, in modo da decidere la metodologia più adatta . Se si ritiene opportuno l’alunno può usare strumenti come il computer , anche personale , con o senza sintesi vocale, oltre a calcolatrice, tavola pitagorica, “il quaderno di Milly”, formulari e così via. Nonostante gli insegnanti prevedano già da subito un piano didattico,il PDP potrebbe essere consegnato ai genitori, per firmare il patto scuola- famiglia, tra dicembre e gennaio , per avere appunto l’opportunità di valutare, nel primo periodo scolastico, le strategie più adatte , che continueranno ad essere attuate per tutto l’anno scolastico. Il PDP può subire variazioni in qualsiasi momento. In tal caso esse saranno tempestivamente comunicate alla famiglia. • • 33