L’olio d’oliva italiano tra
Qualità, Impatto Ambientale
e Tracciabilità
Programma di Attività
UNAPOL
Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli – Società Consortile a r. l.
Regolamento CE 867/2008
I annualità 2009/2010
Indice
PREFAZIONE........................................................................................................... 5
1
Soggetto proponente........................................................................................5
2
Obiettivi del programma e sua coerenza con gli orientamenti e le priorità
per il settore oleicolo.......................................................................................8
3
Zone interessate dal Programma......................................................................9
4
Le principali problematiche di settore affrontate dal programma................ 10
5
Le Attività previste........................................................................................ 11
5.1 Durata del programma.................................................................................. 13
6
Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibile dell’olio di oliva ........... 14
7
Azione di impatto ambientale e di miglioramento della qualità dell’olio
di oliva.......................................................................................................... 17
7.1 L’Abruzzo ......................................................................................................17
7.2 La Basilicata .................................................................................................36
7.3 La Calabria................................................................................................... 40
7.4 La Campania ................................................................................................ 57
7.5 Il Lazio ..........................................................................................................77
7.6 La Puglia....................................................................................................... 90
7.7 La Sicilia .....................................................................................................123
8
Tracciabilità: il sistema SECUROIL .......................................................... 137
8.1 Progettazione e applicazione di sistemi di rintracciabilità......................... 137
8.2 Realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria
della qualità................................................................................................. 139
8.3 Introduzione di una etichettatura tramite codici a barre bidimensionali
leggibili con telefoni cellulari ed in grado di comunicare al consumatore la
tracciabilità dell’olio extravergine di oliva UNAPOL................................ 141
8.4 Realizzazione di un sistema informativo per il controllo del rispetto delle
norme di autenticità, qualità e commercializzazione dell’olio extravergine di
oliva UNAPOL funzionale alla Borsa merci Telematica Italiana ............... 157
4
PREFAZIONE
La presente pubblicazione si riferisce al programma di attività realizzato
dall’UNAPOL – Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli Società
Consortile a .R.L. – ai sensi del Reg. CE 867/2008 per la prima annualità.
La pubblicazione è stata realizzata partendo dal programma di attività approvato
dall’AGEA, illustrando in seguito alcuni concreti esempi dell’attività svolta dalle
singole Associazione aderenti all’Unione e dalle altre società incaricate per la
realizzazione del programma.
1 SOGGETTO PROPONENTE
L’U.N.A.P.OL. - Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli è stata riconosciuta con D.M. del 14/10/1986 dall’ex Ministero dell’Agricoltura e Foreste ai sensi
dell’art. 20 quater del Regolamento n. 136/66/CEE nonché ai sensi del
Regolamento CEE n. 2261/84.
Nell’ambito delle attività dei programmi di miglioramento della qualità, l’UNAPOL
ha ottenuto i riconoscimenti ai sensi del Regolamento CE n. 1334/02, del
Regolamento CE n. 2080/05 e del Regolamento CE n. 867/08.
L’UNAPOL si è costituita in data 26/06/1981, lo Statuto è stato poi modificato con
deliberazioni assembleari del 16/10/1984 e del 08/06/2001.
Con assemblea straordinaria del 20/01/2006, l’UNAPOL si è trasformata in Società
Consortile, adeguando il proprio statuto al DLgs. n. 102/05.
I locali che ospitano la sede legale, ubicati in Via San Damaso 13 a Roma, sono di
proprietà della UNAPOL.
L’Unione è iscritta nel repertorio nazionale presso la CCIAA di Roma al n. 1123760
dal 28/10/1993 ed iscritta al Registro delle Imprese al n. 97034590584.
Il Presidente e legale rappresentante dell’UNAPOL è Michele RIZZI.
L’assetto organizzativo ed operativo per l’espletamento delle attività è composto da
sette collaboratori tecnici e amministrativi e da un Dottore Agronomo.
Tutta l’organizzazione operativa è affidata al Direttore Generale Dott. Paolo
CIPRIANI.
5
Le sue attività istituzionali sono:
- gestione dell’aiuto alla produzione;
- rappresentanza e tutela per conto delle Organizzazioni associate nei confronti dello Stato, della UE, di Enti pubblici e privati;
- sorveglianza, vigilanza, coordinamento e assistenza legale ai produttori associati.
Svolge, inoltre, attività di formazione ed informazione riguardo le seguenti problematiche:
- politica agricola di settore nazionale e comunitaria e relativa OCM;
- miglioramento qualitativo delle caratteristiche organolettiche dell’olio;
- miglioramento della sostenibilità ambientale delle tecniche agronomiche di
coltivazione degli oliveti;
- sistemi informatici di rilevazione dati e gestione delle banche dati.
Negli ultimi anni l’UNAPOL ha aderito al POM valorizzazione delle produzioni
meridionali costituendo una MOC in cui rappresenta, con l’83% circa delle azioni, la parte agricola.
All’interno della MOC sono presenti anche frantoi privati e confezionatori.
L’obiettivo era quello della valorizzazione commerciale delle produzioni dei propri associati attraverso delle attività di riqualificazione dei prodotti e dei processi
e di attività di marketing.
Ha svolto con l’Università di Perugia un progetto per la previsione delle produzioni attraverso la rilevazione delle emissioni di polline con metodologia messa a
punto dalla Facoltà di Agraria di Perugia.
I risultati della ricerca sono stati diffusi ai propri associati attraverso dei seminari
divulgativi.
L’UNAPOL, nel corso del 2005, ha realizzato importanti ricerche in collaborazione con l’Università di Udine, per l’individuazione dei contaminanti dell’olio di
6
oliva, e con l’università di Bari per la Micropropagazione in vitro di cultivar di olio
e di olive da tavola in via di estinzione.
Ha sviluppato dei corsi di formazione lavoro per i tecnici delle associazioni e produttori olivicoli relativi al miglioramento qualitativo del prodotto e delle tecniche
agronomiche di coltivazione cofinanziati dal Ministero del Lavoro.
Partecipa, come rappresentante della parte agricola, al Consiglio olivicolo
Internazionale con cui ha sottoscritto una convenzione per il controllo della qualità
degli oli di oliva e,di sansa di oliva commercializzati sui mercati oggetti di azioni di
promozione del Consiglio stesso.
È membro fin dalla costituzione dell’interprofessione dell’olio di oliva in rappresentanza delle proprie Organizzazioni tutelando le ragioni dei produttori agricoli
nelle fasi di negoziazione di filiera.
L’Unione nazionale è costituita da 23 Organizzazioni di produttori, così come di
seguito indicato:
7
2 OBIETTIVI DEL PROGRAMMA E SUA COERENZA CON GLI
ORIENTAMENTI E LE PRIORITÁ PER IL SETTORE OLEICOLO
Gli obiettivi principali del Programma sono:
- migliorare le condizioni di trasparenza del mercato dell’olio di oliva a partire
dall’acquisizione e diffusione dei dati rilevanti ai fini della formazione del prezzo
e dell’identificazione merceologica dei prodotti fino ad una corretta
informazione del consumatore anche attraverso nuove modalità di etichettatura
e di garanzia del prodotto, della sua origine e delle sue caratteristiche qualitative;
- migliorare la qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva così da assicurare
l’adeguamento alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il settore,
incentivare tecniche sempre più sostenibili da un punto di vista ambientale
anche al fine di mantenere il ruolo dell’olivicoltura nella caratterizzazione del
paesaggio delle aree rurali.
Nell’ambito di tale obiettivo generale si intende operare in collaborazione con le
Organizzazioni Produttori associate all’UNAPOL per raggiungere i seguenti
obiettivi operativi:
- accrescere conoscenze sul mercato, sulle preferenze e comportamenti dei
consumatori;
- migliorare, in un’ottica eco - sostenibile l’utilizzo dei sottoprodotti provenienti
dal settore oleicolo anche al fine di ridurre i costi di produzione per gli
olivicoltori;
- miglioramento delle tecniche di coltivazione al fine di migliorare le performance
ambientali dell’olivicoltura;
- diffondere tra gli operatori le conoscenze e le innovazioni tecnico - scientifiche
che, nelle diverse fasi delle filiere, consentono di avere un miglioramento della
qualità dei prodotti e dei processi;
- migliorare il livello professionale e imprenditoriale degli operatori;
- migliorare le tecniche di difesa fitosanitaria finalizzandole ad un miglioramento
della qualità organolettica, igienico sanitaria del prodotto ed al tempo stesso ad
una riduzione dell’impatto ambientale;
- diffondere i mezzi di difesa fitosanitaria alternativi e/o complementari quelli
chimici;
- monitorare gli andamenti stagionali al fine di individuare l’epoca ottimale di
raccolta e monitorare e ottimizzare le modalità di raccolta, stoccaggio, trasporto
e trasformazione;
- sensibilizzazione dei produttori verso una gestione in qualità e verso l’adozione
di procedure che agevolino la produzione e gestione delle informazioni
necessarie alla rintracciabilità di filiera.
- miglioramento della qualità igienico sanitarie dell’olio con particolare
riferimento a contaminanti chimici e finalizzati all’applicazione di sistemi di
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certificazione della qualità;
- miglioramento e rafforzamento dei sistemi di garanzia dell’autenticità, qualità
dell’olio anche attraverso tecniche e tecnologie di condizionamento innovative;
Tali obiettivi fanno riferimento a quelle che possono essere considerate le priorità
strategiche per il settore individuate dai documenti di programmazione comunitari,
nazionali e regionali. Alcune di queste priorità sono comuni all’attività agricola e di
produzione degli alimenti altri sono specifici del settore. In particolare gli obiettivi
trasversali ai diversi comparti del settore primario sono quelli definiti dal vertice
europeo di Goteborg e riportati anche nei documenti della Riforma della Politica
Agricola Comunitaria:
- migliorare la competitività dell’agricoltura europea incentivando i produttori
agricoli europei a rispondere ai segnali di mercato e proteggendoli dalle
fluttuazioni estreme dei prezzi;
- aumentare la competitività delle produzioni agricole europee attraverso
l’introduzione di sistemi di garanzia e di miglioramento della qualità;
- promuovere un’agricoltura sostenibile che risponda maggiormente alle esigenze
del mercato;
In ambito nazionale vanno aggiunti gli obiettivi di valorizzazione delle produzioni
nelle quali la qualità è legata all’origine e il rafforzamento degli strumenti di
garanzia igienico - sanitaria e commerciale delle produzioni agricole ed
agroalimentare.
Tali obiettivi sono immediatamente trasferibili al settore olivicolo italiano in
particolare a quello delle regioni meridionali dove l’olivicoltura ha una presenza
diffusa sul territorio e conseguentemente un rilevante impatto sulle caratteristiche
ambientali e paesaggistiche di questo ed offre produzioni diversificate per tecniche
di produzione e caratteristiche organolettiche che hanno condotto al riconoscimento
comunitario di 24 DOP e 1 IGP.
Tuttavia esistono proprio nel settore dell’olivicoltura notevoli margini di
miglioramento della qualità sia dei prodotti, sia dei processi produttivi. La qualità,
infatti, è fortemente legata agli andamenti stagionali, alle tecniche utilizzate nella fase
di campagna e in quella di trasformazione e alle modalità di commercializzazione.
3 ZONE INTERESSATE DAL PROGRAMMA
Il Programma proposto dall’UNAPOL non ha una localizzazione specifica ma
riguarda tutte le aree eleggibili dal Regolamento 867/2008 e relativo DM di
attuazione in quanto a valenza nazionale e sovranazionale anche in paesi
abitualmente non consumatori di olio.
Tuttavia le attività che riguardano il monitoraggio dei mercati, la messa a punto di
tecniche colturali migliorative del rapporto con l’ambiente e della qualità della
produzione di olio di oliva, nonché quelle relative alla tracciabilità e tutela della
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qualità, verranno localizzate presso aziende agricole e di trasformazione associate
alle organizzazioni di produttori dell’UNAPOL.
4 LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE DI SETTORE AFFRONTATE DAL
PROGRAMMA
Il comparto dell’olio di oliva in Italia costituisce uno dei principali settori agricoli
sia per valore della produzione sia per rilevanza socio economica di questa attività
in termini di occupazione. Le politiche di settore degli ultimi anni sono state
finalizzate a perseguire due obiettivi principali:
a) la mancanza di una qualificazione commerciale della maggior parte della
produzione nazionale, cioè quella proveniente dalle regioni meridionali
d’Italia. In effetti tale qualificazione passa anche per un vero miglioramento qualitativo del prodotto in termini di rispondenza a caratteristiche merceologiche quale l’acidità, la sanità del prodotto e la “naturalezza”. Tutti
aspetti su cui è possibile intervenire solo attraverso la responsabilizzazione
dei produttori e dei trasformatori e del monitoraggio di tutte le fasi di processo.
b) il miglioramento della sostenibilità ambientale dell’olivicoltura e dei prodotti e
sottoprodotti che ne derivano.
Entrambi questi obiettivi sono perseguibili attraverso azioni volte a creare e
rafforzare un’alleanza stabile tra produttori, trasformatori e confezionatori, cioè una
politica di filiera che mantenga e valorizzi la qualità ottenibile in campagna.
In Italia ci sono circa 5.600 frantoi che moliscono più di due milioni di tonnellate di
olive, questo numero elevato di frantoi presenti nelle aree a maggiore vocazione
olivicola, consentirebbe una tempestiva trasformazione dei raccolti garantendo una
migliore qualità del prodotto finito. Questo diviene possibile quando vi è una
politica di qualità comune che assicura le caratteristiche qualitative della materia
prima. D’altra parte alcune tecniche colturali necessarie proprio ad assicurare la
presenza di caratteristiche igienico - sanitarie e qualitative sono messe in atto dagli
olivicoltori solo se il loro costo viene riconosciuto dal resto della filiera.
Il recupero di posizioni di competitività sul mercato interno ed estero necessita un
forte impegno relativo alla informazione del consumatore sulle caratteristiche dei
diversi olii, (tipologie merceologiche es. olio di oliva, extra-vergine ecc.) ed una
valorizzazione del sistema nel suo complesso in termini di affidabilità del sistema
Paese relativo sia ai processi produttivi, sia al sistema di controllo basato su
organismi terzi autorizzati e vigilati dallo Stato che l’Unione Europea ha disegnato
per le produzioni alimentari, in particolare quelle di qualità certificata.
É in questa ottica che vanno considerati gli interventi per la tracciabilità e il
miglioramento della qualità e della sostenibilità ambientale delle produzioni
oleicole. La polverizzazione della produzione rende tali interventi maggiormente
complessi e fa emergere la necessità di attività di animazione e assistenza tecnica sul
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territorio volte a superare la naturale resistenza degli olivicoltori.
Inoltre, si rende necessario costruire strumenti che aumentino la trasparenza del
mercato rispetto alle quantità disponibili per gli scambi e le loro caratteristiche. La
conoscenza di tali informazioni può consentire di ridurre comportamenti
opportunistici particolarmente diffusi in questo settore e agevolare i controlli da parte
delle autorità pubbliche e private sull’origine e sulle caratteristiche del prodotto.
Infine la polverizzazione stessa e la diversità di tipologie aziendali richiede la
l’utilizzazione di attività pilota e dimostrative volte a intervenire sulle
problematiche sopra esposte. Un tale approccio ha due vantaggi: quello della messa
a punto di metodiche di facile introduzione nelle diverse tipologie aziendali anche
dal punto di vista organizzativo; quello di incentivarne l’uso attraverso la
dimostrazione dei vantaggi derivanti dall’applicazione di tali metodiche.
5 LE ATTIVITÀ PREVISTE
La tabella seguente mostra la collocazione delle attività previste dal Programma
dell’Unione all’interno dei raggruppamenti di attività ammissibili:
11
12
5.1 Durata del programma
Il programma avrà durata triennale.
13
6 MONITORAGGIO DEL SETTORE E DELL’OFFERTA DISPONIBILE
DELL’OLIO DI OLIVA
Nell’ambito delle attività progettuali ai sensi del regolamento CE n° 867/08,
l’UNAPOL ha svolto il Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibile
dell’olio di oliva attraverso la raccolta delle informazioni di mercato necessarie al monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dell’olio d’oliva in conformità a quanto previsto dal punto
1.a.1) dell’allegato n° 1 del DM del 23 gennaio 2009 per le aziende agricole.
In mancanza di indicazioni da parte del Mipaf o di un suo Ente delegato delle
metodologie di rilevazione (allegato 1 al DM), sono stati autonomamente
predisposti dei modelli di rilevazione, sia su supporto cartaceo che su file di
excel, contenente informazioni di carattere socio-economico dell’azienda
monitorata e i dati relativi ai flussi e ai canali di commercializzazione.
In data 20 maggio 2009 si è svolto un incontro tecnico con diversi operatori per
discutere su quanto approntato e ripartire le interviste in ambito regionale così
da coprire le n° 449 aziende previste dal programma nazionale approvato.
Alla luce della ripartizione per zona regionale di seguito riportata in tabella,
con un campione di rilevazione pari al 1,20% delle aziende rappresentate per
le classi dimensionali previste dal D.M., sono state affidate, tramite la sottoscrizione di un contratto, le azioni di rilevazione a diversi soggetti operanti
sul territorio:
APOL n° 54 a Bari e Foggia
ALPAS n° 40 a Lecce
ASSIPROL n° 25 a Taranto
APO Brindisi n° 25 a Brindisi
ACO n° 13 a Cosenza, n° 8 a Viterbo e Latina
AMPO n° 18 a Reggio Calabria
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AGRIPOA n° 8 a Vibo Valentia e n° 24 Catanzaro e Crotone
ASSOLIVO n° 84 a Palermo e Trapani
APROS n° 57 a Palermo, Trapani, Siracusa e Catania
AIPOS n° 13 a Messina
APO Agrigento n° 13 ad Agrigento
APOOAT n° 27 ad Avellino e Benevento
ABRUZZO I n° 14 a Teramo e Chieti
LAPOAM n° 14 Chieti
APO Matera n° 12 a Matera
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Le società in affidamento hanno dapprima svolto una pianificazione territoriale per il reperimento delle aziende da monitorare, e poi proceduto nel mese
di giugno al contatto delle stesse.
In questa fase si è notata una diffidenza abbastanza diffusa sul territorio da
parte dei produttori al rilascio delle informazioni.
Tuttavia, senza non poche difficoltà, l’attività di rilevamento è partita, in
alcune zone, con il reperimento dei dati del mese di luglio.
Le interviste totali della prima annualità sono state n° 3.521.
I dati raccolti sono stati poi trasmessi, tramite file excel, dagli affidatari
all’Unapol che a sua volta, ha proceduto ad una proiezione statistica basata
sul rapporto tra la rappresentanza del campione monitorato e quella dell’intera base sociale.
Così come previsto dalla normativa comunitaria, il risultato dell’analisi svolta, è pubblicato sul sito dell’Unapol: www.unapol.it.
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7 AZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E DI MIGLIORAMENTO DELLA
QUALITÀ DELL’OLIO D’OLIVA
In questo capitolo verranno illustrate alcune esperienze delle attività svolte in subappalto dalle Associazioni UNAPOL.
7.1.
L’Abruzzo
SOCIETÀ COOPERATIVA PRODUTTORI OLIVICOLI “ABRUZZO I”
Progetto di recupero degli oliveti in stato o a rischio di abbandono
Si relaziona sull’attività svolta nell’anno 2009/2010 nell’ambito del progetto di
recupero degli oliveti in stato o a rischio di abbandono. In particolare si descrivono
le modalità operative impiegate nel recupero degli oliveti di sei aziende, individuate in base al Regolamento CE 867/07.
Vengono quindi illustrati i criteri che hanno determinato la selezione delle aziende e gli interventi colturali eseguiti, supportati anche da documentazione fotografica relativa alla situazione precedente e successiva all’operazione che si è articolata
in due fasi.
In un primo momento si è svolta un’accurata indagine, con ricognizione nel
campo insieme ai proprietari, al fine di individuare le aziende fornite di requisiti
richiesti dal regolamento comunitario circa l’età del soprassuolo, le caratteristiche
geo-morfologiche del sito, le caratteristiche paesaggistiche.
La scelta è caduta su piante piuttosto adulte e con sesto d’impianto elevato (8x8,
10x10), quindi oliveti a carattere estensivo; si sono quindi privilegiate superfici
nelle quali gli interventi potessero avere un’incidenza determinante sul territorio,
anche in funzione di un potenziamento della stabilità strutturale e al miglioramento
dell’impatto ambientale.
Una successiva fase di studio del territorio provinciale ha portato all’individuazione di tre fasce pedo-climatiche:
• fascia litoranea (caratterizzata per lo più dalla presenza del mare e da altitudini comprese tra 0 e 200 m s.l.m.);
• fascia collinare (caratterizzata da territorio collinare ad agricoltura semiestensiva ed altitudini comprese tra 200 e 400 m s.l.m.);
• fascia pede-montana (caratterizzata da altitudini comprese tra 400 e 800 m
s.l.m.).
Non sono state prese in considerazione le zone prettamente montane, non adatte
ai normali processi fenologici dell’olivo.
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I terreni olivetati ricadono nei Comuni di Bellante, Campli, Montorio al Vomano
e Teramo zone ricche di vecchi impianti estensivi odiernamente riconvertiti in parte
in oliveti specializzati e nei quali la coltivazione di tipo promiscua, utilizzata in passato, non è più rappresentata da essenze annuali importanti per l’alimentazione
come, ad esempio, i cereali, ma spesso da colture poliannuali riservate al pascolo
come gli erbai misti di leguminose o i prati spontanei controllati tramite le operazioni di inerbimento come la trinciaturata. A indirizzare la scelta su tale zona sono stati
decisivi alcuni fattori: la presenza di numerose piante di età centenaria, la predisposizione alla coltura dei terreni ricchi di humus e sostanze nutritive di base, la posizione geo-morfologica della zona che gode di un’esposizione sud/sud-ovest che
l’olivo privilegia a parità di altre caratteristiche.
Come verificatosi per il precedente triennio del progetto 2080/05, si è inizialmente incontrata una certa diffidenza da parte dei titolari, diffidenza dissipata dall’intervento del tecnico delegato, volto ad illustrare le finalità del progetto della
cooperativa APO Abruzzo I.
Una volta accertate le aziende nelle quali intervenire, sono stati reperiti i mezzi
tecnici e la manodopera; a tal proposito, si evidenzia che in assenza di un prezziario
regionale specifico per gli interventi sugli oliveti o, comunque, sugli arboreti specializzati, ci si è basati, sui costi medi di mercato indicati dagli operatori specializzati
del settore e sul parere del tecnico incaricato dalla Società Cooperativa “Abruzzo I”;
si è potuto così realizzare il computo metrico estimativo di massima che ha permesso l’individuazione di tutte le voci caratterizzanti l’intervento di recupero.
Parallelamente alla ricerca sul campo venivano predisposti fascicoli con la documentazione necessaria ad attestare sia le caratteristiche aziendali in linea con il progetto, sia il consenso dei singoli proprietari e/o delegati all’esecuzione dei lavori
necessari individuati dal tecnico incaricato.
A tal proposito, per ognuna delle aziende individuate, è stata prodotta la seguente documentazione:
• fotografie dei terreni e delle piante oggetto di intervento nella fase precedente al recupero;
• scheda di rilevazione delle caratteristiche bio-morfologiche delle piante;
• planimetrie e visure catastali;
• convenzione tra l’Associazione Cooperativa di Produttori Olivicoli APO
Abruzzo I e il proprietario e/o delegato da esso, per il consenso all’esecuzione dei lavori.
Successivamente sono cominciate le fasi di risanamento degli oliveti composte
attraverso le operazioni colturali, preventivamente decise, più consone alle caratte-
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ristiche stazionali degli oliveti stessi; in termini di importanza gli interventi sono
stati applicati in base alle esigenze di recupero di ogni singolo impianto e suddivisi,
in termini temporali, nel modo seguente:
• ripulitura del terreno pre-potatura (ove necessario);
• potatura delle piante e ripulitura dei tronchi dai polloni spontanei;
• raccolta e smaltimento dei residui di potatura di medie e grosse dimensioni;
• trinciatura e ripulitura finale del terreno.
• concimazione con concime complesso localizzata ( somministrazione
media di Kg 10 a pianta)
A conclusione di tutte le operazioni di intervento è stato prodotto ulteriore materiale fotografico per provare le avvenute operazioni di risanamento e consentire
anche un confronto con le foto realizzate prima delle attività lavorative.
DESCRIZIONE DELLE AZIENDE
Di seguito si riportano sinteticamente le caratteristiche principali delle aziende
(posizione geografica, altitudine, pendenze, ecc.), i dati catastali, le varietà olivicole presenti, le operazioni di intervento effettuate e alcune fotografie di confronto
prima e dopo i lavori.
AZIENDA 1
L’azienda agricola si trova nel Comune di Campli in Loc. Pagannoni ad un’altezza media di 390 m s.l.m. e su terreno prevalentemente pianeggiante. L’area di intervento è dislocata su due particelle catastali accorpate a formare un unico appezzamento.
L’oliveto, un tempo caratterizzato da sesto medio di impianto 9x9 metri, è oggi
formato da due piccoli gruppi di piante insistenti su terreno occupato da prato spontaneo. Le particelle ricadono nel Foglio 52 del Comune di Campli, hanno una superficie totale di ettari 01.17.20 e sono presenti 14 piante della varietà Leccino e
Carboncella in buono stato vegetativo e con un’età media di circa 60 anni.
I lavori effettuati sono stati la potatura, lo smaltimento dei residui legnosi più
grossi e la trinciatura/ripulitura dell’intero appezzamento. Si evidenzia che, su alcuni piante, la potatura è stata effettuata in modo energico per eliminare i succhioni
interni di grosse dimensioni e favorire, così, la maggiore produzione di gemme a
fiore e la successiva mignolatura. Si riportano due foto di riferimento prima e dopo
i lavori.
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AZIENDA 2
L’azienda agricola è ubicata in Loc. Pagannoni del Comune di Campli ad un’altezza media di 380 m s.l.m. e su terreno acclive con pendenza media del 20%. Si è
in presenza di piante sparse lungo tutto il versante esposto a sud-est e di un filare di
23 piante che corre lungo il settore centrale seguendo una direzione sud-ovest.
L’intero appezzamento è un corpo unico con terreno occupato da essenze foraggere
tra le quali spicca l’erba medica – Medicago sativa L. – utilizzata, tra l’altro, per
l’alimentazione dei bovini da latte allevati dal titolare aziendale.
L’area di intervento, di grandi dimensioni, si estende per 07.56.05 ettari ed è formata
da cinque particelle contigue ricadenti nel foglio 61 del Comune di Campli. In totale sono
presenti 47 olivi delle varietà leccino, carboncella e dritta di età variabile da 50 a 70 anni.
Il sopralluogo è avvenuto durante il periodo autunnale della raccolta delle olive
che però, vista la forte intensità delle chiome non soggette a potatura, non è stata
effettuata. Le operazioni di recupero hanno riguardato la potatura e lo smaltimento
dei residui vegetali e, nel caso delle piante del filare, si è intervenuti con una potatura energica della chioma per favorire il ricaccio di nuovi rametti a fiore. Si riportano due foto di riferimento prima e dopo i lavori.
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AZIENDA 3
L’azienda agricola è sita in Loc. Bellante Stazione del Comune di Bellante ad
un’altezza media di 130 m s.l.m. e su terreno pianeggiante nella parte a sud a confine con la strada statale 80 e su terreno acclive nella parte a nord con pendenza
media del 12%. Trattasi di un oliveto di tipo estensivo con inerbimento controllato
e con sesto di impianto 12x12 piuttosto regolare; sono presenti anche un vigneto di
Montepulciano d’Abruzzo DOC di circa 2500 mq e due piccoli appezzamenti coltivati ad ortaggi misti.
Sono presenti 84 olivi di cui 59 tortiglioni di età media di circa 80 anni e 25 piante di non meno di 50 anni delle varietà leccino, dritta e frantoio.
L’area di intervento è formata da un unico corpo che comprende otto particelle
catastali ricadenti nel Foglio 49 del Comune di Bellante con una estensione totale di
03.14.54.
Durante il sopralluogo iniziale, avvenuto poco prima della raccolta delle olive, è
stato riscontrato un buon stato vegetativo delle piante ed una buona produzione di
olive. La presenza di varietà autoctone come il Tortiglione e l’età delle piante (da 50
a 80 anni) hanno facilitato la scelta del coinvolgimento dell’oliveto nel progetto; da
sottolineare però che la zona è fortemente votata all’edilizia e si auspica che in futu-
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ro non siano effettuate delle scelte che potranno compromettere l’esistenza dell’oliveto. Le operazioni di recupero hanno riguardato la potatura e lo smaltimento dei
residui vegetali, mentre, il terreno ha subito una trinciatura per eliminare i residui più
piccoli delle potature. Si riportano due foto di riferimento prima e dopo i lavori.
AZIENDA 4
L’azienda agricola è formata da due appezzamenti differenti ricadenti nel
Comune di Montorio al Vomano in Frazione Villa Brozzi ma così dislocati:
Foglio 1: particelle 14 – 145 – 149 poste a 540 m s.l.m. e su terreno acclive con
pendenza media del 25%;
Foglio 2: particelle 126 – 127 poste a 430 m s.l.m. su terreno mediamente pianeggiante;
Oltre alla diversa ubicazione geografica, tra i due impianti ci sono sostanziali differenze dovute all’età delle piante, al sesto di impianto, alla varietà colturale ed alla
grandezza della superficie; infatti, sul foglio 1 sono presenti tre gruppi di olivi specializzati (per un totale di 49 elementi), con sesto 6x6, un’età media di 50 anni, varietà
miste tra leccino – dritta – carboncella – frantoio e una superficie di 06.35.30 ettari.
Sul foglio 2, invece, sono presenti 11 tortiglioni di grandi dimensioni, con sesto
10x10 e di età oltre gli 80 anni che formano un unico corpo di circa 1350 mq.
Anche in questa azienda il terreno è inerbito con specie spontanee e controllate
con trinciature stagionali utili ad evitare il rinfoltimento di erbe infestanti antagoniste delle olivi.
Le operazioni effettuate sono state: potatura, smaltimento residui vegetali e trinciatura/ripulitura del terreno. Si riportano due foto di riferimento prima e dopo i lavori.
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AZIENDA 5
L’azienda agricola è ubicata in Loc. Garrano del Comune di Teramo ad un’altezza media di 470 m s.l.m. e su terreno pianeggiante il cui confine principale è delimitato da una strada interpoderale sterrata che consente il facile accesso all’ingresso principale dell’appezzamento. Questo è costituito da tre particelle catastali, ricadenti sul foglio 30 del Comune di Teramo, ma solo una è quella che ricopre circa il
95% dell’intera estensione che è pari a 01.23.50 ettari.
Le piante presenti sono 33, sono disposte in quattro filari piuttosto omogenei con
sesto di impianto 12x12 metri piuttosto regolare e tra le varietà risalta il tortiglione
accompagnato da alcuni esemplari di leccino.
Sulle piante è stata effettuata una potatura di riforma energica in quanto le pratiche di taglio non venivano effettuate da diversi anni e di conseguenza la produzione legnosa era abbondante a scapito della produzione frutticola. Inoltre, si è proceduto ad una meticolosa ripulitura dei polloni nati alla base dei tronchi ed allo smaltimento dei notevoli residui vegetale. Durante le operazioni di recupero il terreno era
occupato da un erbaio misto di leguminose. Si riportano due foto di riferimento
prima e dopo i lavori.
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AZIENDA 6
L’azienda agricola è ubicata in C.da Collemarino del Comune di Teramo ed ha
un’estensione totale di 02.40.50 ettari.. La superficie aziendale interessata all’intervento è divisa in due parti ricadenti entrambe nel foglio 49 del Comune di Teramo:
a) un appezzamento più isolato, a 480 m s.l.m., formato da due particelle catastali sulle quali insistono 21 grossi olivi delle varietà tortiglione e leccino di età
media pari a 70 anni;
b) un appezzamento, comprendente anche il nucleo abitativo a 500 m s.l.m.,
costituito da 7 particelle catastali; sono presenti un oliveto specializzato, formato sia
da piante piccole (non comprese nell’intervento di recupero) che da 14 elementi di
circa 60 anni di età (tortiglione e leccino) e un gruppo di 8 tortiglioni di non meno di
50 anni disposti su un filare irregolare su terreno coltivato ad erbio misto spontaneo.
L’area più isolata è coltivata attualmente ad erba medica ma è prevista una successione colturale con cereali per la prossima annata agraria. Lo stato vegetativo è
buono come anche la produzione di frutti e gli interventi proposti ed effettuati sono
cominciati con la potatura atta a dare la forma policonica alle chiome e, su richiesta
del proprietario, abbassare le piante in termini di altezza e facilitare, in questo modo,
la raccolta autunnale; successivamente, sono stati smaltiti i residui vegetali ed effettuata una rapida trinciatura/ripulitura all’interno dell’oliveto specializzato. Si riportano due foto di riferimento prima e dopo i lavori.
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L.A.P.O.A.M. Soc. Coop. a r.l.
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale
abbandonati o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica
La presenza di oliveti incolti, abbandonati o a rischio di abbandono costituisce
ormai una costante tristemente consolidata in parecchie zone del nostro Abruzzo. In
particolare in alcune zone interne della provincia di Chieti, questo fenomeno ha
assunto dimensioni che sembrano oramai irreversibili, quindi meritorie di attenzione e riflessioni viste le peculiarità del nostro territorio e la straordinaria funzione
che la coltivazione dell’olivo occupa nel contesto dello stesso.
Le cause dell’abbandono sempre più frequente degli oliveti sono sicuramente da
imputare alla scarsa redditività di tutto il comparto agricolo e soprattutto quello dell’olio d’oliva che determina una vera e propria fuga dei giovani verso altri tipi di attività, e il progressivo invecchiamento degli addetti in agricoltura. Questo fenomeno
è nei nostri territori ulteriormente accentuato dall’eccessiva frammentazione della
proprietà, che rende i costi di gestione degli impianti olivicoli insopportabili.
In questo contesto la nostra iniziativa ha l’obiettivo di recuperare e prevenire ulteriori fenomeni di degrado o di abbandono di alcune aree della provincia di Chieti dove
l’olivicoltura ha assunto una notevole importanza dal punto di vista paesaggistico.
Cercando di interpretare nel miglior modo possibile lo spirito del regolamento
comunitario, in questa prima annualità di attuazione del Reg. CE 867/08, ci siamo
attivati preventivamente in una attenta e puntuale opera di individuazione delle aree
di particolare interesse ambientale e paesaggistico, scegliendo, in base a sopraluoghi effettuati sui terreni dei soci interessati al recupero.
In particolare ci siamo soffermati sulla fascia collinare a ridosso della costa, nel
comune di Lanciano e Torino di Sangro e nella zona pedemontana nel comune di
Casoli. Entrambe ricadono nella zona di produzione DOP “Colline Teatine”.
In queste aree sono state scelte 5 aziende per una superficie totale di mq 116011 su
cui insistono un numero totale di piante di 1401.
Abbiamo provveduto ad affidare i lavori di recupero in subappalto ad una Ditta contoterzista specializzata nelle operazioni di recupero a seguito della sua offerta economicamente più vantaggiosa.
Nei terreni su cui si è intervenuti si è proceduto in due fasi distinte:
in una prima fase la potatura che in molti casi è stata di riforma ed in una fase successiva abbiamo provveduto alla rimozione manuale della legna grossa liberandola
dalle foglie e dai piccoli rami con l’ausilio di roncole per arrivare nella fase finale
alla pulitura dei terreni dai sarmenti e dai rovi ed altri infestanti.
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Su alcuni terreni abbiamo dovuto provvedere alla pulitura del fondo prima di eseguire
le potature poiché la forte presenza di rovi, arbusti ed altro ne impedivano l’accesso.
Le aziende recuperate
AZIENDA 1
L’oliveto oggetto del recupero è sito in località Torre Marino nel comune di
Lanciano individuabile sul catasto al foglio 34 particelle n. 4073-169-428-427-429167-4074-4076-13-4069-4070. La superficie dell’appezzamento è di 57166 mq, su
cui come da dichiarazione del proprietario le piante di olivo sono n° 479 piante di
età variabile dai 50 anni a secolari di varietà gentile e leccino rinfoltite con ancora
leccino tutte allevate a vaso policonico.
Il terreno si presenta con pendenza variabile esposto a sud.
Lo stato di abbandono delle piante era medio.
AZIENDA 2
L’oliveto oggetto del recupero è sito in località Laroma e Mandrine nel comune di
Casoli individuabile sul catasto al foglio 22 particelle n. 8-9-15-26-155 per una
superficie totale è di 11910 mq., su cui, come da dichiarazione del proprietario
insistono n° 139 piante costituite da essenze di gentile secolari, allevate a vaso
policonico.
Il terreno si presenta scosceso con esposizione a sud.
Lo stato di abbandono dei terreni e delle piante era elevato.
AZIENDA 3
L’oliveto oggetto del recupero è sito in località Laroma e Mandrine nel comune di
Casoli individuabili sul catasto al foglio 22 particelle n. 10-11-155 e foglio 15 particella n. 590 con una superficie totale è di 17930 mq., su cui, come da dichiarazione del proprietario insistono n° 354 piante costituite da essenze di gentile e leccino
di età superiore ai 50 anni, allevate a vaso policonico.
Il terreno si presenta di pendenza variabile esposto a sud.
Lo stato di abbandono dei terreni e delle piante era elevato.
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AZIENDA 4
L’oliveto oggetto del recupero è sito in località Porta di mezzo nel comune di Torino
di Sangro individuabile sul catasto al foglio 16 particella n. 944, superficie totale è
di 606 mq. su cui, come da dichiarazione del proprietario insistono n° 8 piante costituite da essenze di gentile di età superiore ai 50 anni, allevate a vaso policonico.
Il terreno si presenta di pendenza variabile esposto a sud.
Lo stato di abbandono delle piante e del terreno era elevato con forte presenza i rovi.
AZIENDA 5
L’oliveto oggetto del recupero è sito in località Quaglialatte nel comune di Torino
di Sangro individuabile sul catasto al foglio 30 particelle n. 179-124-125, superficie totale è di 606 mq. su cui, come da dichiarazione del proprietario insistono n°
421 piante costituite da essenze di gentile di età superiore ai 50 anni rinfoltite essenze di leccino, allevate a vaso policonico.
Il terreno si presenta di pendenza variabile esposto a nord.
Lo stato di abbandono delle piante e del terreno era medio.
Pubblicazione e diffusione
Al termine dell’attività sopracitata si è provveduto, in modo da diffondere e divulgare
le attività svolte ed i risultati ottenuti, alla redazione di un opuscolo di n. 20 pagine
denominato “LAPOAM NOTIZIE” distribuito agli olivicoltori presso i ns. recapiti.
Conclusioni
L’iniziativa ha avuto un notevole successo poiché l’agricoltura in generale e l’olivicoltura in particolare, non producono più reddito, dunque i proprietari sono costretti a lasciare i terreni all’abbandono per dedicarsi ad altre attività, ad esempio l’industria o il turismo. Questo produce vaste zone abbandonate a se stesse, dove le vecchie e nuove superfici olivetate diventano delle macchie di arbusti e spine che non
sono gradevoli alla vista, non contribuiscono alla conservazione del territorio e spesso deturpano la bellezza del nostro paesaggio.
C’è da segnalare che in questa prima annualità i lavori di recupero sono stati un po’difficoltosi a causa delle condizioni atmosferiche inclementi. Infatti in dicembre e
gennaio, sulla nostra regione, le belle giornate sono state poche e questo ha costretto gli operai della ditta incaricata alla realizzazione dei lavori a operare spesso sotto
la pioggia ed il freddo.
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Anche intervenire con i mezzi meccanici è stato molto difficoltoso poiché i terreni
erano e sono ancora eccessivamente impregnati di acqua ed i trattori tendevano a
sprofondare ed a perdere aderenza. In molti casi, quindi, per eliminare i sarmenti si
è scelto di bruciarli.
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive
prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Descrizione dell’attività svolta
Per la realizzazione di questa azione abbiamo selezionato 12 aziende tra quelle che
ne avevano fatto richiesta a seguito della pubblicazione sulla bacheca sociale del
bando di ammissione a tale attività.
Abbiamo selezionato le aziende da supportare tecnicamente in modo da coprire tutta
la fascia costiera della nostra provincia dove gli attacchi dacidici sono più frequenti e devastanti.
Inoltre la fascia costiera è anche la zona a maggiore vocazione olivicola.
Durante il periodo di monitoraggio abbiamo controllato costantemente la sanità
delle olive, le fasi fenologiche e lo stato di maturazione delle drupe.
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Aziende monitorate:
Presso le 12 aziende monitorate, abbiamo individuato gli appezzamenti da monitorare dove abbiamo posizionato n. 2 trappole feromoniche nella parte della chioma
esposta a sud e ad un’altezza variabile tra 1,5 e 2 metri da terra. Abbiamo, inoltre,
selezionato 10 piante da cui prelevare settimanalmente e complessivamente 100
drupe da poter campionare e sottoporre all’analisi allo stereomicroscopio per verificare lo stato di infestazione della mosca olearia e di altri parassiti.
Le capsule feromoniche sono state sostituite circa ogni quaranta giorni affinché
agissero sempre con la massima efficacia.
I risultati settimanali delle catture e delle analisi dei campioni di drupe sono state
fornite all’A.R.S.S.A. (Agenzia Regionale Sviluppo e Servizi all’Agricoltura) con
le quali la stessa ha stilato, unitamente ai dati forniti dalle altre associazioni, il bollettino settimanale a cui gli agricoltori e i rivenditori di fitofarmaci della nostra
regione fanno riferimento. La stessa A.R.S.S.A. nei suoi bollettini rimarcava questa collaborazione.
Le nostre aziende sono state costantemente informate sulla necessità o meno di
effettuare trattamenti in relazione allo stato di infestazione degli oliveti fungendo da
vera e propria cassa di risonanza per tutti i produttori limitrofi.
Inoltre i nostri uffici settimanalmente sono state oggetto di molte telefonate di agricoltori
che chiedevano notizie sullo stato di infestazione degli oliveti nelle varie zone monitorate.
Possiamo di conseguenza affermare che la ricaduta sul territorio delle azioni da noi
intraprese e dei dati forniti settimanalmente all’A.R.S.S.A sono stati di fondamentale importanza nella lotta e profilasi delle malattie infestati degli oliveti.
Si fa presente che per cercare di garantire uno standard qualitativo elevato si è consigliato di effettuare trattamenti antidacidici anche con attacchi inferiori al 10%
delle drupe, nonostante dette operazioni potessero risultare antieconomiche.
Contestualmente sulle stesse dieci piante selezionate per il campionamento delle
olive da monitorare abbiamo osservato lo stato fenologico delle drupe utilizzato una
tabella basata sulla seguente scala di riferimento:
1. Allegaggione
• Accrescimento del frutto prima fase
• Indurimento del nocciolo
• Accrescimento del frutto seconda fase
• Invaiatura
2. Maturazione
• Eccesso di maturazione
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Abbiamo effettuato la raccolta, nel momento ottimale, avvalendoci di macchine agevolatrici con pettini pneumatici.
Per lo stoccaggio delle olive abbiamo fornito alle aziende monitorate contenitori
rigidi (cassette in plastica) in modo da evitare alle drupe schiacciamenti durante le
fasi di trasporto, infatti il metodo di trasporto e stoccaggio prima della molitura rappresentano una fase critica poiché lo schiacciamento delle drupe da inizio a processi di fermentazione che porta al deterioramento delle stesse e di conseguenza ad una
caduta di qualità del prodotto (olio) che si otterrà al momento della trasformazione.
Abbiamo inoltre cercato di contrarre, al massimo entro le 24 ore, i tempi tra la raccolta e la trasformazione in modo che non iniziassero processi di ossidazione naturale con lo scopo finale di ottenere oli di ottima qualità e privi di difetti.
Ci siamo assicurati inoltre che lo stoccaggio nelle aziende degli oli ottenuti sia stato
effettuato in condizioni ottimali ovvero in contenitori di acciaio inox, locali bui e
ventilati, temperatura intorno ai 16°C
In Particolare
•
Nell’azienda 1 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “gentile” il giorno 9 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 103 di olive con una produzione di kg. 16 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 2 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 2 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 170 di olive con una produzione di kg. 28 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 3 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 6 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo continuo, entro le
24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 260 di olive con una produzione di kg. 41 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un punto
di vista chimico ed organolettico.
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32
•
Nell’azienda 4 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 3 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 230 di olive con una produzione di kg. 34 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 5 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 4 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 180 di olive con una produzione di kg. 23 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 6 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “gentile” il giorno 10 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 130 di olive con una produzione di kg. 18 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 7 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 7 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 145 di olive con una produzione di kg. 21 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 8 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 3 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 183 di olive con una produzione di kg. 25 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 9 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 5 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 203 di olive con una produzione di kg. 29 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 10 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 7 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 188 di olive con una produzione di kg. 27 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 11 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 4 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 263 di olive con una produzione di kg. 41 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
•
Nell’azienda 12 si è provveduto alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” il giorno 5 novembre 2009 con l’utilizzo di reti e sferzatori
pneumatici, il grado di maturazione era invaiatura, le olive raccolte sono
state stoccate in cassette di plastica e molite con metodo tradizionale, entro
le 24 ore dalla raccolta. Abbiamo ottenuto kg. 171 di olive con una produzione di kg. 23 di olio. Il prodotto ottenuto ha caratteristiche ottime da un
punto di vista chimico ed organolettico.
Nel momento in cui è stata effettuata la molitura si è provveduto al prelievo di un
campione di olio ottenuto dalle piante monitorate e in una fase successiva un altro
campione di olio ottenuto dalle olive raccolte sulle altre piante dell’azienda. Tutti i
campioni raccolti sono stati analizzati chimicamente prendendo in considerazione il
grado di acidità ed il numero di perossidi, i risultati ottenuti sono generalmente
buoni, ma quelli riferiti agli oli ottenuti dalle olive monitorate sono sicuramente
migliori.
33
Considerazioni
Monitorando l’accrescimento delle drupe nelle varie fasi fenologiche abbiamo scelto l’epoca giusta per la raccolta. Al fine di ottenere la massima produzione di olio e
la migliore qualità possibile, abbiamo preferito eseguire la raccolta nella fase di
invaiatura, quando le olive si trovavano ad un passo dalla piena maturazione in
modo da avere un alto contenuto di aromi e polifenoli.
La raccolta
Abbiamo effettuato la raccolta con l’utilizzo di pettini sferzanti pneumatici e con
l’uso di reti, in modo da contrarre i tempi di raccolta e ottenere notevoli vantaggi
economici e minori rischi per gli operatori i quali evitando l’uso delle scale evitano spiacevoli incidenti che spesso caratterizzano i periodi di raccolta.
Lo stoccaggio
Al fine di evitare la rottura delle drupe dovute allo sfregamento dei frutti durante il
trasporto ci siamo avvalsi dell’utilizzo dei contenitori a pareti rigide e forate (cassette in plastica) evitando fenomeni di fermentazione ed in particolare di pericolosi
fenomeni di riscaldo dovuti ad una mancanza di circolazione dell’aria tra i frutti. Le
casette utilizzate dalle aziende sono state successivamente ritirate e immagazzinate
La trasformazione
La lavorazione delle olive è avvenuta al massimo entro 24 ore dalla raccolta, con
metodo continuo o tradizionale a seconda delle preferenze dei produttori.
La conservazione
È stato consigliato ai produttori di conservare l’olio (anche quello prodotto dagli
olivi non oggetto del monitoraggio) in contenitori di acciaio inox in locali bui e ventilati con temperatura intorno ai 16°C.
Pubblicazione e diffusione
Al termine dell’attività sopracitata si è provveduto, in modo da diffondere e divulgare le attività svolte ed i risultati ottenuti, alla redazione di un opuscolo di n. 20
pagine denominato “LAPOAM NOTIZIE” distribuito agli olivicoltori presso i ns.
recapiti.
34
Conclusioni
L’annata appena conclusa è stata di produzione media.
Le piogge invernali e primaverili hanno favorito un buona allegaggione, l’accrescimento delle drupe e stata costante durante tutta l’annata e le piante hanno sofferto
poco e solo per brevi periodi la siccità durante la stagione più calda. Le piogge che
sono arrivate da settembre in poi hanno leggermente ritardato la fase di maturazione. Gli attacchi dacidici sono stati frequenti e costanti durante tutta la stagione calda
anche se sono stati spesso bloccati dalle alte temperature. Gli attacchi di settembre
sono stati neutralizzati da interventi adeguati a base di dimetoato. Purtroppo anche
in ottobre, a ridosso della raccolta si sono ripetuti importanti attacchi che, per rispetto di giorni di carenza dei fitofarmaci, non si sono potuti contrastare con interventi
chimici. Tuttavia la nostra regione è stata oggetto di tempeste e forti venti nell’ultima decade di ottobre che hanno causato un’abbondante cascola di olive. Questo se
da un lato ha procurato una perdita di produzione, dall’altro ha eliminato tutte le
drupe già rovinate. Tutto questo ha permesso di produrre oli di buona qualità con un
gusto tendente al “dolce” tipico della nostra zona di produzione.
Una considerazione va fatta sui prezzi dell’olio che anche quest’anno sono particolarmente bassi nonostante la non abbondante produzione.
35
7.2
La Basilicata
A.P.O. Associazione Produttori Olivicoli Soc. Coop (già A.P.O.R.B.)
Misura 2 a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
La misura 2 A ci ha visti impegnati nel recupero degli oliveti a rischio di abbandono e con piante con oltre 50 anni d’età individuandogli areali e le realtà a maggiore
difficoltà orografica, dove la forte frammentazione della proprietà fondiaria accentua il rischio di abbandono della coltura olivicola per gli alti costi di gestione e la
scarsa remunerazione del prodotto che determina ed accentua sempre più il fenomeno di abbandono con ampie sacche di degrado del territorio e del paesaggio.
L’ulteriore calo del prezzo del prodotto e gli alti costi di produzione, in particolare
della raccolta, portano molte piccole aziende a non avere alcuna convenienza alla
conduzione degli impianti olivicoli.
Abbiamo registrato molte realtà con dell’ottimo prodotto abbandonato sulle piante.
Il fenomeno rischia di accentuarsi nei prossimi anni aggiungendosi alla scarsa
remunerazione del prodotto la nuova politica comunitaria che ha eliminato gli aiuti
alla produzione e tende a eliminare “ i titoli” per le piccole aziende marginali che
sono il tessuto connettivo del nostro territorio.
Uomini e donne che hanno preservato il nostro territorio di montagna ed interno dall’abbandono che produce frane e dissesti idrogeologici con danni all’intera economia regionale.
In questo contesto la nostra iniziativa, come previsto dal programma, si è indirizzata all’intervento di recupero di almeno 10 ettari di oliveti con aziende pilota a rischio
abbandono con interventi di potatura di riforma e di riqualificazione che si prestino
alle nuove tecniche di raccolta meccanizzata.
I lavori sono stati eseguiti direttamente dai produttori con l’assistenza dei nostri tecnici.
Ai produttori aderenti all’iniziativa sono stati distribuiti seghetti, forbici per pota e
ai produttori più significativi abbiamo consegnato motoseghe che facilitassero
l’opera di potatura.
L’intervento è stato finalizzato ad un abbattimento dei costi di gestione per rendere
più remunerativo la conduzione dell’azienda olivicola coinvolgendo nell’iniziativa
dei produttori ormai demotivati, seguendoli ed assistendoli con i nostri tecnici nella
fase di potatura e delle lavorazioni del terreno.
Le aziende sono state ricercate ed individuate tra le realtà più marginali ed a rischio
del nostro territorio: Montalbano J.co, Tricarico,Calciano, Pomarico e Grassano
tutte realtà interne da dove i ragazzi fuggono per mancanza di ogni prospettiva.
Abbiamo esercitato un’ampia azione di pubblicizzazione dell’iniziativa nella fase
36
iniziale ed abbiamo concluso l’attività con incontri con i produttori per la pubblicizzazione e diffusione dei risultati .
Tali metodiche sono state oggetto di discussione tra la base associativa.
Nell’iniziativa sono stati coinvolti più di 100 produttori oltre alle aziende pilota.
L’intervento ha recuperato oltre 10 ettari di terreno olivetato con circa 3000 piante
di cui 500 piante secolari.
Misura 3 a) Programma di miglioramento delle condizioni di raccolta e stoccaggio miglioratrici della qualità delle olive e di miglioramento dello stoccaggio
dell’olio in azienda.
Abbiamo individuato le aziende pilota con una attenzione particolare affinché rappresentassero l’intero territorio materano con l’individuazione di alcune aziende
della pianura metapontina, della collina materana e dell’entroterra lucano, coinvolgendo più aziende possibili nella fase iniziale per partecipare loro lo spirito dell’iniziativa e le finalità della misura.
Abbiamo prestato particolare attenzione alle aziende pilota proiettando la nostra
ricerca sui produttori.
Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre abbiamo seguito in particolare le aziende pilota nella fase di maturazione delle drupe suggerendo la fase ottimale di raccolta registrando una buona attenzione da parte dei produttori ed una risposta abbastanza puntuale ai nostri suggerimenti.
37
Si è proceduto nella raccolta manuale e/o meccanica in tempi e con modalità abbastanza corrette, raccogliendo le drupe solo dagli alberi ed utilizzando le cassette
areate, fornite dall’Unione, per il trasporto al frantoio, non abbiamo registrato alcuna anomalia rispetto alle procedure da noi suggerite.
Le olive raccolte sono state portate al frantoio nelle 24 ore mentre i tempi di giacenza presso gli impianti di trasformazione non sempre sono stati contenuti nelle 24/48
ore in binz, di cui alcuni forniti dall’Unione.
Ci si è serviti di frantoi oleari con le presse ed a ciclo continuo.
Le aziende pilota dotate di bidoni inox forniti dall’Unione sono stati informati sulle
tecniche di conservazione e sulla necessità di effettuare almeno un travaso.
Successivamente abbiamo prelevato dei campioni di olio per procedere all’esame
organolettico ed all’esame chimico dei perossidi e dei polifenoli con la strumentazione fornitaci dall’Unione.
I risultati ci hanno rassicurato sulla qualità sostanzialmente buona del prodotto ottenuto con bassissimi livelli di acidità ,mentre all’esame organolettico abbiamo rilevato una forte differenza tra l’olio prodotto con le presse e l’olio prodotto con il ciclo
continuo.
Sul primo si avverte la costante del difetto connaturato al fiscolo ed in alcuni il difetto legato alla morchia e acetato.
Tali differenze ci hanno permesso nella fase di confronto con le aziende pilota e gli
altri produttori di procedere alla comparazione dei diversi olii facendo rilevare le
sostanziali differenze organolettiche legate al fruttato e alle sensazioni di piccante e
amaro che sugli olii ottenuti con gli impianti tradizionali mancano quasi totalmente, mentre si riscontrano difetti di fiscolo e morchia.
Tali differenze sono state riconosciute ed apprezzate da tutti i partecipanti, anche se
alcuni continuano a sostenere l’olio poco piccante e amaro preferendo l’olio cosiddetto “dolce”.
Nel mese di novembre abbiamo organizzato due incontri presso l’azienda Porsia
Rocco e Manzi Lotrionte Benita per le prove di raccolta con la macchina agevolatrice fornita dall’Unione.
Nel mese di marzo si è proceduto al prelievo dei campioni di olio dalle aziende pilota per l’esame organolettico dell’olio prodotto discutendo e confrontandosi con i
produttori sulle caratteristiche dell’olio ottenuto, sugli eventuali difetti e tecniche
per migliorare ulteriormente la qualità
Nel mese di marzo si sono tenuti due incontri con i produttori per pubblicizzare e
divulgare i risultati registrati dall’iniziativa.
Si registra ancora una scarsa e spesso errata conoscenza delle qualità salutistiche ed
organolettiche dell’olio extravergine d’oliva sia tra i produttori che fra i consumatori con falsi ed errati convincimenti che portano a confondere i pregi (amaro-piccan-
38
te) per difetti e i difetti (carenza o assenza di polifenoli) per pregi, spesso privilegiando la trasformazione in frantoi tradizionali rispetto a quelli a ciclo continuo.
A tale iniziativa hanno partecipato oltre 100 produttori.
39
7.3
La Calabria
L’Agripoa attraverso le attività offerte dal Programma 867/08 ha fatto, comunque,
la sua parte soprattutto riguardo la sensibilizzazione della propria base sociale,
attraverso una mirata assistenza tecnica e una divulgazione che ha raggiunto circa il
60% dei soci, contribuendo a invertire tendenze di coltivazione e gestione
amministrativa, ormai obsolete.
È storia consolidata che l’olivicoltura calabrese riveste, ancora adesso, una grande
importanza economica, e la stessa può assumere anche dimensioni economiche e
sociali significative, laddove vi è da conservare un grande patrimonio dal valore
ambientale, storico – paesaggistico e sociale, soprattutto in quelle aree di agricoltura marginale.
Nel nostro territorio l’olivicoltura è legata ad una tradizione secolare e la produzione di olio extra-vergine non sempre rappresenta un premio agli sforzi aziendali. Pur
in una realtà mutata le consuetudini produttive, la dispersione di danaro pubblico e
altro ancora, sovente, non consentono di ottenere che oli lampanti di bassa qualità,
difettati e con poco valore merceologico.
Tuttavia, l’Agripoa, nonostante quanto sopra, con le attività del Programma 867/08,
ha continuato, sulla scia delle esperienze maturate col programma ai sensi del Reg.
CE 2080/05, la sua opera paziente e coinvolgente, con spirito di servizio e di sacrificio umano ed economico, con lo sguardo e la speranza di avere contribuito, seppur in parte minimale, a creare diverse sensibilità.
Il Programma, della Prima annualità, si è svolto nella piena osservanza delle attività affidate, per come sotto, meglio sintetizzato e specificato.
Operazioni collettive di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale e/o a
rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Il settore olivicolo calabrese è caratterizzato da una forte frammentazione aziendale, specialmente nelle zone più marginali. Ciò comporta un notevole aumento dei
costi di gestione degli oliveti, che non vengono compensati dalla vendita del prodotto olive/olio.
L’abbandono dell’olivicoltura, progressivamente accelerato con la riforma della
PAC e l’allargamento ad Est della UE, con l’evoluzione dei negoziati in sede di
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OMC dettata dalla globalizzazione e dalla poco oculata liberalizzazione degli scambi, ha reso ancora più incerto lo scenario in cui si muove l’agricoltura italiana, in
particolare la penalizzazione dell’intero comparto olivicolo, generando disaffezione
e abbandono che, nel tempo, sta portando un forte degrado idrogeologico..
L’attività svolta da Agri.P.O.A., nella prima annualità del programma, ha avuto
come obiettivo quello di attuare interventi al fine di recuperare e prevenire fenomeni di degrado o abbandono in alcune aree della provincia di Vibo Valentia.
L’intervento di recupero attuato ha interessato n° 11 aziende con una superficie catastale di Ha. 19.87.10, una SAU di Ha. 16.67.00, e una superficie di intervento di Ha.
11.03.00, interessando n° 394 piante da recuperare, con età superiore a 50 anni, di
particolare valenza paesaggistica ed ambientale, ed è consistito in azioni di ordinaria gestione (Potatura) e di straordinaria manutenzione per quegli oliveti che presentavano un elevato grado di degrado (potatura di riforma e decespugliamento), in una
adeguata concimazione opportunamente predisposta, e relativo interramento.
IL lavoro è stato documentato da materiale fotografico che testimonia lo stato ante
e post dell’intervento.
I comuni interessati dall’intervento di recupero sono stati:
Mileto – Zambrone – Rombiolo – Pizzo Calabro – Acquaro – Limbadi – Dinami –
Cessaniti – Briatico ( tutti ricadenti nella provincia di Vibo Valentia).
L’attività è iniziata il 02.07.2009 ed è terminata il 15.03.2010.
Dal punto di vista operativo si sono pianificate le seguenti attività:
Selezione delle aziende e verifica dei lavori di recupero
La selezione delle aziende è avvenuta, in una prima fase, attraverso le richieste di
adesione pervenute, completate da un elenco predisposto da Agripoa, e attraverso il
riscontro dello stato di abbandono al momento del sopralluogo del tecnico, nel
rispetto di quanto previsto dal programma di attività, sia relativamente alle caratteristiche degli oliveti che allo stato di conservazione delle superfici sottostanti.
Tutti gli interventi sono stati finalizzati nel mantenere e recuperare oliveti non solo
per la loro importanza ambientale- paesaggistica ma anche per quella produttiva.
Le aziende coinvolte sono state:
• N° 1 Azienda a Mileto
• N° 1 Azienda a Zambrone;
• N° 1 Azienda a Rombiolo;
• N° 1 Azienda a Pizzo Calabro;
• N° 1 Azienda ad Acquaro;
• N° 1 Azienda a Limbadi;
• N° 1 Azienda a Dinami;
• N° 3 Aziende a Cessaniti;
• N° 1 Azienda a Briatico;
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Per ogni azienda è stato predisposto un Fascicolo Aziendale contenente la seguente
documentazione:
- Titolo di possesso e Visure Catastali;
- Planimetria catastale;
- Lettera di adesione alla progettualità;
- Questionario descrittivo dell’azienda.
- Copia Doc. di Riconoscimento.
Incarico della ditta per lavoro di subappalto
L’Agripoa ha incaricato la società Cooperativa Calabria Agricola di Ionadi (VV) per
l’esecuzione dei lavori di recupero presso gli uliveti delle aziende aderenti.
Tale scelta è scaturita dopo la valutazione di altre due offerte che sono risultate più
alte di prezzo.
Il tecnico Agripoa ha effettuato la verifica dei lavori con sopralluogo in campo
azienda per azienda, riscontrando che gli stessi sono stati eseguiti per come da indicazioni fornite nella lettera di incarico, ha provveduto a raccogliere apposita dichiarazione dai titolari delle aziende e a predisporre una relazione per come richiesto da
Agripoa.
Computo Metrico
L’Agripoa ha stilato, tramite il proprio tecnico, una quantificazione dei costi per la
esecuzione delle opere da eseguire.
La stima elaborata, per determinare il volume di spesa necessario ad eseguire i lavori è stata redatta in considerazione di necessità agronomiche e tecniche, valutate in
fase di ricognizione preventiva e opportunamente mediate in considerazione delle
diverse allocazioni territoriali, oltre che da diversa natura delle sedi olivicole e condizioni colturali degli oliveti oggetto di intervento. I prezzi unitari, quindi, scaturiscono da analisi di mercato e commerciali a cui il tecnico si è riferito, in carenza di
un prezziario regionale che in materia di lavori agricoli e forestali non contempla le
voci previste dal programma.
LAVORAZIONE DEL TERRENO
• Decespugliamento di vegetazione arbustivo-erbacea di tipo infestante, risulta
eseguito a regola d’arte con idonei mezzi meccanici, senza l’asportazione degli
apparati radicali, con rimozione dei materiali di risulta.
• Trinciatura: fresatura meccanica del terreno, risulta eseguita con fresatrice rotativa per la rottura delle zolle e l’interramento dei concimi.
POTATURA
• Potatura ordinaria e di riforma, ricostituzione e ringiovanimento dell’olivo,
risulta effettuata a regola d’arte per pianta.
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Presso l’Azienda 1 sita in Mileto, per n° 3 piante si è reso necessario effettuare
lavori di recupero di natura straordinaria. In realtà dette piante, a causa del terreno
invaso da rovi, prive di potatura da diversi anni, presentavano vaste bruciature alla
chioma e a molte branche.
Tutti gli altri oliveti hanno richiesto interventi più contenuti, limitati ad una potatura di ringiovanimento, alla pulizia dei rovi, allo svellamento dei numerosi polloni
situati alla base.
Èstato, altresì, utile notare come con l’utilizzo di tecniche appropriate, l’istruzione
mirata, e con la presenza dei tecnici in campo, si sia potuto realizzare un piccolo
segno dimostrativo per l’adeguamento di uliveti in stato di abbandono, stimolare la
redditività per una migliore qualità del prodotto, contribuire a ridare un poco di
entusiasmo e di speranza.
Siamo, peraltro, consapevoli che, per la esiguità dei fondi, simili interventi, così come
strutturati, rappresentano solo poca cosa, non riuscendo ad offrire nulla di diversamente apprezzabile soprattutto quando si è costretti a intervenire a macchia di leopardo, su
aree marginali che avrebbero bisogno di una diversa politica di intervento.
Azione Ambiente
Per l’attività di miglioramento dell’impatto ambientale, l’Agripoa ha realizzato interamente il programma approvato. Le risorse finanziarie hanno permesso il recupero
solamente di una parte delle piante situate negli 11 oliveti di intervento.
I lavori sono stati eseguiti nel rispetto dei tempi agronomici della coltura.
In base agli indicatori quantitativi e qualitativi di efficacia per la valutazione expost del programma, si possono riassumere i seguenti risultati:
• Numero oliveti recuperati 11.
• Piante potate 394.
• Superficie decespugliata da rovi e altro: mq. 38.400
• Superficie complessiva interessata Ha. 11.03.00 circa.
• Costo totale del recupero: 18.000,00
Pertanto, a conclusione delle attività relative alla prima annualità, l’Agripoa ha
garantito assistenza alle aziende in modo particolare nella identificazione delle tecniche agronomiche necessarie al mantenimento e alla salvaguardia degli oliveti, nel
miglioramento dello stato fitosanitario delle piante, della qualità dell’olio, delle
olive e loro valorizzazione.
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Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare la lotta contro la
mosca dell’olivo,di raccolta,di consegna e di magazzinaggio delle olive prima
della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
L’attività è iniziata il 20.05.2009 ed è terminata, per la parte in campo e bollettini,
il 30.10.2009, e si è sviluppata attraverso le seguenti fasi:
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole;
Delimitazione aree di intervento in zone e sottozone;
Monitoraggio della Mosca dell’olivo;
Divulgazione dell’attività svolta.
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole
La fase di individuazione delle aziende presso le quali attuare la progettualità ha permesso di scegliere 12 oliveti, così dislocati sui territori delle provincie di Vibo
Valentia e Catanzaro:
- nella provincia di Vibo Valentia ( n° 9 oliveti )
Prima Zona
• N° 1 a Mileto
Sottozona
• N° 1 a San Calogero
“
• N° 1 a Francica
“
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1/A
1/B
1/C
Seconda Zona
• N° 1 a Briatico
• N° 2 a Cessaniti
“
“
2/A
2/B
Terza Zona
• N° 2 a Pizzoni
• N° 1 a Vazzano
“
“
3/A
3/B
- nella provincia di Catanzaro ( n° 3 oliveti )
Prima Zona
• N° 2 a San Pietro a Maida
“
• N° 1 a Maida
“
1/A
1/B
A seguito di una prima conoscenza delle pratiche agronomiche di conduzione degli
oliveti si è riscontrato che alcune aziende non davano grande importanza ai tipi e ai
tempi di raccolta che per una infinità di problematiche prevalentemente viene fatta
con le reti e spesso troppo posticipata rispetto allo stadio di maturazione delle olive
senza tenere in considerazione, e quindi monitorare, lo stadio di infestazione della
mosca, né le modalità di stoccaggio delle olive, spesso fatto con l’uso di contenitori non idonei per le dimensioni, in sacchi ecc., e spesso senza rispettare una tempestività nella molitura, con ciò compromettendo soprattutto la qualità dell’olio.
Per alcune delle aziende monitorate si è riscontrata una buona preparazione in termini di tecniche colturali quali potatura e trattamenti di difesa fitosanitaria; per altre
si sono rilevate vistose lacune per entrambe delle suddette tecniche.
Per ogni azienda è stato predisposto un fascicolo aziendale contenente la seguente
documentazione:
- Titolo di possesso e visure catastali;
- Planimetria catastale;
- Lettera di adesione alla progettualità;
- Questionario descrittivo dell’azienda.
- Copia Doc. di Riconoscimento.
Monitoraggio della Mosca dell’olivo
Il principale parassita monitorato è stato la Mosca dell’olivo, anche se in alcune
aziende, prevalentemente nella zona del lamentino, si è riscontrato una infestazione
da occhio di pavone e tignola.
Per quanto riguarda la Mosca, si è proceduto ad un monitoraggio a cadenza settimanale durante il periodo critico Luglio-Ottobre.
Ad ogni sopralluogo in campo veniva prelevato un campione di 100 olive e sottoposte a “sezionamento” per verificare la presenza dei vari stadi della mosca. La
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soglia di intervento impiegata è stata per le olive da olio del 13-15% di stadi vivi per
campioni di drupe, per le olive da tavola del 3-4% di stadi vivi.
È da precisare che, specie per la zona del lamentino, dove, nella fase finale l’attacco di mosca è apparso più intenso, è stato consigliato di procedere alla raccolta, indipendentemente dallo stadio di maturazione raggiunto.
Con cadenza quindicinale sono stati regolarmente predisposti e diffusi i bollettini
fitosanitari, con invio alle aziende aderenti, presso L’albo dei Comuni, Ispettorato
Agrario Provinciale, esercizi di rivendita prodotti agricoli, bar, sede Agripoa, sedi
Centri operativi Agripoa, sito internet Agripoa ecc. ( el. All. 1 ).
Particolare attenzione e assistenza è stata offerta durante il periodo critico per l’infestazione Dacica prelevando campioni di drupe per la verifica della popolazione
della mosca nell’oliveto e la programmazione degli interventi di difesa fitosanitaria.
Come per l’attività 2/A è stato predisposto un Vademecum, distribuito a 100 soci
ricadenti nei territori interessati.
La scelta di interrompere l’attività a fine Ottobre è emersa principalmente dal fatto
che, essendo nel periodo di raccolta delle olive, i trattamenti antiparassitari consentiti non potevano essere usati in quanto per il rispetto dei relativi tempi di carenza la
possibilità della raccolta si sarebbe protratta per diverso tempo.
Infatti è emersa la volontà e la necessità, da parte della maggior parte delle aziende
associate, di apprestarsi alla raccolta delle olive, anche in previsione delle prevedibili pessime condizioni metereologiche.
Gli Olivicoltori hanno concordato con il tecnico sulla necessità di monitorare l’attacco di mosca, prevenendolo ed intervenendo con gli opportuni trattamenti, convenendo che la prova di comparazione e di efficacia è rappresentata tra il momento dei
trattamenti e la persistenza del parassita al momento della raccolta.
In base agli indicatori quantitativi e qualitativi di efficacia per la valutazione ex post
del programma, si possono riassumere i seguenti risultati:
• Investimento approvato/investimento realizzato 100%
• Aziende coinvolte n° 12
• Superficie olivetata Ha 15
• Miglioramento dello stato igienico-sanitario delle olive ( Si )
• Grado di soddisfazione delle Aziende coinvolte ( Alto )
Divulgazione dell’attività svolta
L’Agripoa, nell’ambito della divulgazione dell’attività svolta, ha realizzato una pubblicazione, indirizzata agli olivicoltori soci e a diversi altri soggetti, per come indicato in apposita dichiarazione, con annessi elenchi, relativa sia all’azione del recupero di oliveti a rischio di abbandono ( Az. 2/a ), sia della lotta alla mosca dell’olivo ( Az. 3/a ).
La pubblicazione racchiude informazioni semplici e di carattere pratico che, siamo
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certi, costituiscono per l’olivicoltore uno strumento di consultazione utile, ma anche
uno stimolo a meglio operare, oltre che un collante con l’Agripoa .
L’attività svolta sarà, inoltre, riportata all’interno del sito Web dove si potranno trovare anche i riferimenti legislativi relativi agli aspetti operativi della programmazione realizzata.
In conclusione è possibile affermare che, in considerazione degli obiettivi iniziali,
il lavoro è stato oltremodo stimolante per il gruppo di tecnici e collaboratori, che ha
ricevuto apprezzamenti e risposte di compiacimento da parte degli agricoltori e operatori coinvolti.
È auspicabile aspettarsi che l’opera di sensibilizzazione rimanga efficace nel tempo,
e che si confermi ancora più incisiva e partecipata, per contribuire a preservare un
paesaggio rurale, a prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico, a modificare l’immagine di una Calabria che continua a produrre oli scadenti, ma che ha tanta potenzialità nell’offerta di un prodotto pregiato da proporre e fare apprezzare sul mercato interno ed internazionale.
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Assistenza tecnica alle operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad
alto valore ambientale e a rischio di abbandono
L’abbandono di uliveti ubicati in zone marginali è un fenomeno in crescita nelle aree
del Sud. Questo è dovuto all’aumento dei costi di produzione che non vengono coperti dai ricavi ottenuti dalla vendita dell’olio; ciò porta a fenomeni di degrado e abbandono del territorio. Il lavoro svolto ha avuto come obiettivo principale l’attuazione di
interventi collettivi al fine di recuperare e ridurre i fenomeni di abbandono e degrado in
aree dove l’olivicoltura ha assunto una notevole importanza per il paesaggio.
Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti – Il progetto
L’attività consiste nella realizzazione di programmi locali di manutenzione degli
uliveti ad alto valore ambientale. Tale programma prevede azioni di POTATURA DI
RIFORMA presso oliveti ad alto valore ambientale con piante di età superiore ai 50
anni (secolari) e di grossa mole, presso aree terrazzate e con varietà autoctone e a
rischio abbandono. Le attività sono realizzano tramite ditte specializzate e con la
direzione dei lavori effettuata dagli agronomi incaricati dalla Soc. Coop. AMPO. Le
aree interessate sono sia l’area jonica ai fini della salvaguardia ambientale e paesaggistica di aree marginali a forte pendenza o fortemente terrazzate, poco accessibili a
mezzi meccanici e caratterizzate da elementi ad alta valenza ambientale e paesaggistica, sia in area tirrenica ai fini di consentire l’applicazione di minori interventi
fitosanitari. In entrambe i casi gli interventi prevedono l’esecuzione di tagli di ritorno per raccorciare le branche primarie; capitozzature dei rami principali in prossimità del tronco nel caso in cui la vegetazione si presenti fitta o troppo in alto in
modo tale da mantenere la nuova vegetazione più vicina al terreno; sfoltimento delle
branche secondarie. Tali interventi avranno lo scopo di ridurre le dimensioni delle
piante, sfrondare i rami calanti e le parti interne per favorire il soleggiamento e
l’arieggiamento, favorire l’utilizzo di piccoli strumenti ausiliari della raccolta come
piccoli abbacchiatori o pettini, ridurre i fenomeni di alternanza produttiva e dove
possibile favorire interventi per migliorare le condizioni fitosanitarie delle piante
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nonché del prodotto. L’idea progettuale prevede l’individuazione di un numero
minimo di 5 aziende su una superficie minima di 10 Ha in funzione del dislocamento delle aziende nostre socie.
Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti – Le attività
Le attività di programmazione, incentrate esclusivamente su tale attività, hanno
avuto inizio da metà novembre con degli incontri presso la sede tra il personale tecnico coinvolto per valutare, tenendo conto di ciò che prevede la Mis. 2a e di quanto già stabilito in un breve programma di manutenzione degli uliveti, le linee guida
da seguire, le aree da coinvolgere, il numero di piante su cui intervenire e le spese
da sostenere relativamente all’Azione 2 - Mis. 2a.
Le operazione sono proseguite, gia nelle settimane successive, con i sopralluoghi in campo per identificare le aziende che maggiormente necessitavano di tali
intervento: per ogni sopralluogo, che rispondeva ai parametri fissati, è stata disposta la relativa tabellonistica identificativa riportante tutte le diciture indicanti gli
estremi della Misura ed è stata compilata una scheda di rilevamento dati riportante
il nome della ditta, gli estremi catastali delle particelle interessate, le cultivar, il tipo
d’impianto e il numero di piante da potare; inoltre per ogni azienda ritenuta valevole di intervento è stato predisposto una documentazione fotografica dello stato in cui
versavano gli uliveti. Le operazioni sono state seguite da due tecnici: uno per l’area
ionica operante nelle aziende selezionate dei comuni di Ardore, Bovalino Ciminà e
Platì; l’altro per l’area reggina e tirrenica operante nelle aziende selezionate dei
comuni di Motta S. Giovanni, Reggio Calabria e Varapodio. Da gennaio hanno
avuto inizio le attività di potatura: ogni settimana i tecnico incaricati a coordinare le
attività si recavano in azienda ad accertarsi del regolare svolgimento dei lavori
anche su richiesta della ditta o del socio stesso.
La conclusione delle attività è stata effettuata entro i termini previsti dal progetto.
Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti – Risultati
La potatura degli uliveti si poneva come scopo principale la riduzione delle
dimensioni delle piante per favorire l’utilizzo di piccoli strumenti ausiliari della raccolta, limitare i fenomeni di alternanza produttiva e incentivare gli interventi fitosanitari. Tali fini erano indirizzati a ridurre i costi di produzione e aumentare la qualità del prodotto. Le attività hanno avuto inizio subito dopo la raccolta e hanno visto
coinvolte 11 aziende, potate 330 piante coprendo una superficie di circa 17 Ha. Le
aziende sono state suddivise per aree: 7 Area Ionica, 2 Area Reggina, 2 Area
Tirrenica. I lavori sono stati eseguiti da una ditta specializzata e diretti dai tecnici
della Cooperativa AMPO i quali settimanalmente si recavano sui cantieri della pota-
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tura per controllare la corretta esecuzione dei lavori. I risultati delle attività sono brevemente documentati dalla seguente documentazione fotografica.
Gli interventi di potatura sono stati di notevole aiuto per numerose aziende socie.
Infatti come è noto la potatura di riforma rappresenta il metodo migliore per ricondurre alla produttività uliveti trascurati o quasi abbandonati: limitazione a tali interventi sono i costi di esercizio che piccole aziende non possono sostenere. La nostra
attività ha perciò consentito di superare questi limiti e ha favorito il recupero di uliveti in zone marginali ove questa coltura rappresenta l’unica forma di salvaguardia
e tutela dell’ambiente e del paesaggio.
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Assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni di coltivazione,
segnatamente la lotta contro la mosca dell’olivo.
L’Azione 3 – Mis. 3a1– “Assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni
di coltivazione, segnatamente la lotta contro la mosca dell’olivo” prevede iniziative a
favore dei soci indirizzate al miglioramento della qualità delle olive e dell’olio di oliva
ed incentrate sulla consulenza tecnica per la lotta di un fitofago chiave dell’ulivo quale
la mosca delle olive attraverso attività di monitoraggio e controllo.
Tenuto in considerazione la tipologia di attività da effettuare, la fenologia dell’ulivo e
la tempistica dell’Azione, le attività di campo si sono svolte durante tutto il periodo estivo
e più precisamente da giugno a metà novembre mentre momenti di divulgazione ed assistenza si sono avuti anche successivamente fino al completamento dei lavori.
L’idea progettuale ha previsto l’individuazione di tre “Aree campioni” in funzione
del dislocamento delle aziende nostre socie; all’interno di ogni area sono state scelte
un numero di aziende variabile in rapporto alla loro concentrazione sul territorio. Per
ogni azienda si è individuato un’area campione in cui sono state installate delle trappole al feromone (tre per area) del tipo “Dacotrap” fornite dalla azienda “Isagro Italia”
disposte a triangolo a circa 30 m l’una dall’altra. Sempre all’interno di tale area sono
state individuate dieci piante campione per effettuare ogni settimana il prelievo di un
campione di olive (100 olive 10 per pianta). Ogni settimana, i campioni prelevati in
campo sono stati sottoposti ad analisi in laboratorio per individuare il grado di infestazione e i diversi stadi biologici del parassita. Inoltre settimanalmente si è realizzato un
bollettino fitopatologico, suddiviso per aree di monitoraggio, in cui sono riportati i dati
rilevati e le indicazioni sui momenti per intervenire e i prodotti da utilizzare in funzione che si tratti di olivicoltura convenzionale o biologica. Lo svolgimento delle attività è stato affidato ad un gruppo tecnico di lavoro costituito da un coordinatore tecnico
incaricato di visionare sulle attività del gruppo, elaborare i dati raccolti e fornire la
dovuta consulenza tecnica, e da tre tecnici di “campo”, uno per ogni area di monitoraggio, che sono stati incaricati di effettuare il rilevamento delle catture sulle trappole
e il campionamento delle drupe nelle aziende delle rispettive aree di lavoro.
Monitoraggio e controllo della mosca dell’ulivo
Le attività hanno avuto inizio con la fase di identificazione di tre zone e delle
relative località:
♣ Area ionica: Ardore (I1), Benestare (I4), Bianco (I6), Bovalino (I5), Ciminà (I3),
Cirella di Platì (I2);
♣ Area tirrenica: Varapodio (T1-T3), Terranova S.M. (T2), Cittanova (T4);
♣ Area dello Stretto: Condofuri (S1), Motta S. Giovanni (S3), Reggio Calabria (S4),
S. Lorenzo(S2);
Successivamente si sono individuate 14 aziende: 6 nell’Area Ionica, 4 nell’Area
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dello Stretto e 4 nell’area Tirrenica; le aziende sono state scelte in funzione alla loro
altitudine, la loro posizione rispetto l’area di riferimento, le pratiche colturali eseguite,
le cultivar. Per ogni azienda si è individuato un’area campione in cui sono state installate le trappole al feromone (tre per Ha) del tipo “Dacotrap” fornite dalla azienda
“Isagro Italia” disposte a triangolo a circa 30 m l’una dall’altra. Sempre all’interno di
tale area si sono individuate dieci piante campione per effettuare il prelievo di un campione di olive (100 olive 10 per pianta). Le attività di monitoraggio hanno avuto inizio
la terza settimana di luglio: si è proceduto al rilievo delle catture sulle trappole e contemporaneamente, essendo le olive già recettive alla puntura della mosca delle olive, si
è anche effettuato il campionamento delle drupe. Ogni settimana, venivano eseguiti i
sopraluoghi in campo riservando due giorni ai rilevamenti in campo e altrettanti alle
analisi in laboratorio: I dati ottenuti venivano inseriti successivamente in un database
elettronico che consentiva di individuare subito la percentuale di infestazione attiva e
di informare in maniera repentina i soci della necessita o meno di eseguire i trattamenti. Contestualmente, i dati cosi ottenuti sono stati utilizzati per redigere, ogni settimana,
un bollettino fitopatologico, specifico per singola area, che è stato messo a disposizione dei soci nelle diverse sedi dislocate sul territorio e sul portale internet della
Cooperativa: in questo erano riportati i dati settimanali e le eventuali indicazioni su
quando e come intervenire in caso di soglie preoccupanti di infestazioni.
I Risultati
L’elaborazione dei dati si è incentrata sullo studiare la presenza della mosca delle
olive nelle diverse aree e nei diversi momenti: cioè si è voluto mettere in evidenza
la dinamica delle popolazioni in funzione dello spazio e del tempo. Poca attenzione
si è data all’individuazioni di parametri di tipo quantistici soprattutto per ciò che
riguarda le catture di adulti in quanto queste risultano fortemente variabili in funzione di numerosi fattori quali altitudine, esposizione, temperatura, umidità, cultivar.
Da un punto quantistico si sono,invece, elaborati i dati relativi agli
stadi preimmaginali (uova, larve, pupe) in quanto necessari per l’individuazione
della percentuale di infestazione attiva (uova+larve).
AREA IONICA
L’area Ionica conta sei aziende disposte in un areale con altitudine variabile: le
aziende I2-I3-I4 e I5 si trovano lungo pendici collinari mentre la I1 e I6 lungo la fascia
costiera. Gli uliveti sono rappresentati sia da impianti giovani con piante di piccola
taglia, caratterizzate da forme dall’allevamento moderne e sesti d’impianto regolari,
sia da impianti secolari con piante di taglia elevata e vigorose. L’indagine si è incentrata su diverse cultivar da olio quali coratina, ottobratica, sinopolese, geracese.
Delle aziende monitorate 2 (I3-I6) sono state utilizzate come aziende di osservazione della dinamica delle popolazioni del dittero effettuando soltanto il monitoraggio dei voli mentre nelle restanti si è eseguito anche il campionamento delle drupe.
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Analizzando il grafico delle catture si evince subito che la dinamica di popolazione degli adulti è risultata omogenea per tutta l’area: infatti l’andamento delle spezzate risulta simile per tutte le aziende anche se risente di piccole variazione dal punto
di vista quantitativo giustificabili da diversi fattori tra cui l’altitudine e l’esposizione.
Inoltre bisogna evidenziare come fino alla terza settimana di settembre, le medie
delle catture risultano quantitativamente poco significative.
Osservando l’andamento del grafico relativo all’infestazione attiva, l’omogeneità delle curve mostra una situazione similare in tutte le aziende. Infatti, analizzando
il grafico, non si evidenziano percentuali di infestazione superiore al 10-15 % fino
a metà settembre con inoltre percentuali prossime allo zero tra fine agosto e le prime
settimane di settembre come conseguenza delle elevate temperature estive a cui la
mosca è stata sottoposta e che ne ha condizionato il ciclo riproduttivo.
Il sopraggiungere delle prime piogge e il loro continuo verificarsi fino a fine ottobre, ha ristabilito condizioni climatiche favorevoli al dittero portando la soglia di
investazione attiva su quasi tutte le aziende monitorate intorno al 25%; percentuale
molto vicina alle soglie individuate come danno economico per il dittero. Tutto ciò
ha portato alla necessità di intervenire con trattamenti fitoiatrici.
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AREA DELLO STRETTO
L’area dello Stretto conta quattro aziende localizzate lungo pendici collinari ad
un altitudine variabile tra i 200 e i 450 m s.l.m. Gli uliveti sono rappresentati da
impianti secolari con piante di taglia non molto elevata, vigorose e produttive.
L’indagine si è incentrata su cultivar da olio autoctone, quali chianota, ottobratica,
sinopolese, ogliarola nostrana.
In tutte le aziende è stata osservata la dinamica delle popolazioni del dittero effettuando il monitoraggio dei voli ed il campionamento delle drupe.
La dinamica delle popolazioni adulte presenta un andamento similare tra le
diverse aziende ma con notevoli differenze quantistiche legate alla localizzazione e
alla presenza o meno di produzione; da evidenziare comunque come in questa area
vi sia stato un aumento delle catture dalla seconda settimana di settembre raggiungendo livelli elevati durante il mese di ottobre.
Osservando invece l’andamento delle spezzate relative all’infestazione attiva
delle singole aziende si evince subito un livello di infestazione vicino al 10% per
tutto il periodo del monitoraggio mostrando un sensibile aumento dalla seconda
metà settembre e durante il mese di ottobre dovuto ad un andamento climatico più
favorevole al fitofago.
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AREA TIRRENICA
L’area Tirrenica è rappresentata da 4 aziende localizzate fra 300 e 450 mt d’altitudine. Gli uliveti sono costituiti da impianti secolari e giganteschi . L’orografia
delle aziende è molto simile tra loro trattandosi di appezzamenti situati sui diversi
altopiani che sovrastano la piana di Gioia Tauro. L’indagine si è incentrata su diverse cultivar da olio, per lo più autoctone, quali ottobratica, sinopolese. Delle aziende
monitorate 1 (T2) è stata utilizzata come azienda di sola osservazione della dinamica delle popolazioni del dittero effettuando il monitoraggio dei voli mentre nelle
restanti si è eseguito anche il campionamento delle drupe.
Anche in quest’area, la dinamica delle popolazioni adulte si è presenta omogenea con valori che tendono ad aumentare solo dalla metà di settembre e non raggiungendo mai livelli di catture significativi.
Questa situazione si rispecchia anche per ciò che riguarda l’infestazione attiva
evidenziando un aumento significativo della parassitizzazione solo dalla fine di settembre; inoltre si individuano percentuali prossime allo zero durante i periodi estivi
del monitoraggio.
55
Conclusioni
Il monitoraggio effettuato nelle tre aree campioni ha evidenziato elevate percentuali di infestazione per tutto il periodo oggetto di indagine riscontrando in particolare percentuali superiori al 10-15% da settembre in poi favorendo la proliferazione
del dittero a scapito della qualità dell’olio prodotto in quanto l’andamento climatico
ne ha anche ritardato la raccolta.
56
7.4
La Campania
A SSOCIAZIONE P RODUTT ORI O LIVICOLI “A. G RANDI ”
Operazione collettiva di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale
L’Associazione ha attuato il progetto previsto dal programma Ce 867/08 su indicato nel periodo che va dal 01/04/2009 al 15/03/2010 impegnando tutto il personale e
ciascuno in ordine agli incarichi previsti dal contratto.
Il progetto si è sviluppato avendo come finalità l’elaborazione di buone pratiche
agricole per l’olivicoltura sui criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica.
L’attuazione del progetto è stata effettuata attraverso due fasi:
prima fase organizzativa
seconda fase operativa.
A) La fase organizzativa è stata caratterizzata da una serie di incontri preliminari
finalizzati:
1) Presentazione del progetto, descrizione dell’azione, e sua efficacia
2) Linee guida del progetto, descrizione dell’azione
3) Individuazione, nell’areale delle aziende olivicole
4) tempi e modalità di esecuzione.
Questa prima fase si è svolta in gran parte dall’inizio di Aprile alla fine di Giugno.
Sono stati eseguiti sopralluoghi sul territorio in generale, e specifiche visite aziendali avvalendosi della conoscenza della realtà agricola dell’Associazione Olivicola
acquisendo le informazioni sulla titolarità aziendale, sui dati catastali, sulla disponibilità ad aderire al progetto e sull’illustrazione degli impegni da assolvere aderendo a tale progetto.
L’area di monitoraggio di competenza, ha compreso il territorio dei Comuni di
Albanella e Altavilla Silentina e riguardanti le seguenti componenti:
gestione del suolo:
tecniche colturali:
difesa delle colture
a) regimazione acque superficiali;
b) lavorazioni principali del terreno.
a)regimazione acque superficiali e scelta dell’avvicendamento
c) cure colturali
a) lotta fitosanitaria
57
raccolta
a) gestione del prodotto principale
b) gestione dei residui colturali.
B) Completata questa prima fase si è poi passati alla fase operativa vera e propria.
Le azioni che sono state messe in atto in questa seconda fase, dai primi di Luglio
2009 al 15 di marzo/2010 e hanno riguardato, periodiche visite aziendali e incontri divulgativi, al fine di redigere una attenta analisi delle criticità dell’areale e
delle singole aziende, cosi di seguito riportate
Analisi criticità
58
Dopo un’attenta analisi delle criticità aziendali si è provveduto alla redazione di un
disciplinare, che ha tenuto conto dei fabbisogni e dei risultati attesi dalle aziende per
una corretta gestione dell’oliveto nel rispetto delle buone pratiche agricole.
Fabbisogni e risultati attesi
59
ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE
Il coinvolgimento degli olivicoltori del territorio interessato è stato realizzato attraverso una serie di n. 4 incontri divulgativi tenutosi presso la sede del Primo Sud,
riguardanti i punti fondamentali del disciplinare ed in particolare con l’organizzazione di 3 percorsi formativi aventi i seguenti temi:
1 ) corso dal 4 al 16 gennaio 2010 sulla gestione agronomiche dell’oliveto
• la progettazione e realizzazione dell’oliveto
• sistemazione tecniche d’impianto superficiale del terreno e cenni di potatura
• esigenze pedoclimatiche dell’olivo, clima, temperatura, umidità e intensità
• luminosa del suolo: genesi dei suoli e caratteristiche chimico fisiche, analisi
del terreno
• la nutrizione minerale e organica
• lotta fitopatologica
2) Corso dal 28 gennaio al 13 febbraio 2010 tecniche di potatura e raccolta
meccanizzata dell’olivo e innovazioni tecnologiche
• progettazione e impianto di un oliveto
• forme di allevamento
• potatura di allevamento, produzione e ricostituzione
• ruolo della potatura con difesa e contratto delle riduzioni quantitative e
qualitative del prodotto
• tecniche di potatura associate alla raccolta
60
• programmazione della potatura in funzione della raccolta,
tecniche di potatura manuale agevolate e meccanica.
3) corso dal 28 febbraio al 13 marzo miglioramento post raccolta - tracciabilità
e rintracciabilità dell’olio
• la gestione delle olive: modalità di raccolta stoccaggio gestione delle olive
al frantoio
• sistemi di molitura e conservazione dell’olio
• parametri qualitativi dell’olio
• rintracciabilità di filiera certificata Norma Iso Uni en 2205/08 il ruolo delle
• certificazioni nelle prospettive di mercato
Al termine dei percorsi formativi, abbiamo svolto 3 prove pratiche scegliendo terreni degli stessi partecipanti ai corsi, in campo sono state illustrate le tecniche di potatura e di raccolta con l’ausilio di macchine agevolatrici, tra le quali svettatori manuali e pneumatici, già in dotazione dell’Associazione.
CONCLUSIONI
Dall’analisi delle singole aziende si può certamente dire che gli olivicoltori interessati al progetto hanno riconosciuto l’importanza di operare secondo le logiche di
una corretta gestione dell’oliveto al fine di ottenere, dei prodotti dagli standards
qualitativi elevati.
INDICATORI DI EFFICACIA QUANTITATIVI E QUALITATIVI CHE CONSENTONO LA VALUTAZIONE IN ITINERE ED EX POST DEL PROGRAMMA
MIGLIORAMENTO DELL'IMPATTO AMBIENTALE DELL'OLEICOLTURA
INDICATORI DI EFFICACIA QUALITATIVI E QUANTITATIVI
Par
Anno I
Investimento approvato/investimento realizzato
%
100
Aziende soggette ad applicazione del disciplinare
N. >
25
ha >
40
N.
0
N.
3
Super cie olivetata
b) Elaborazione di buone pratiche agricole per
Aziende certi cate
l'olivicoltura, basate su criteri ambientali adattati alle
condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli
olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica Corsi di formazione effettuati
Numero medio dei partecipanti ai corsi di
formazione
N.
Tipologie aree olivicole coinvolte
Miglioramento dellʼimpatto ambientale e
dellʼaspetto paesaggistico
valut.ex post
Anno II
Anno III
valut.ex post
Totale
19
collinari
[si;no]
si
61
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, segnatamente la lotta contro la
mosca
Il progetto si è sviluppato avendo le seguenti finalità:
- migliorare la qualità delle olive, e quindi, dell’olio prodotto, razionalizzando
la difesa fitosanitario;
- ridurre l’uso degli antiparassitari, mediante l’adozione e la diffusione dei
principi di lotta integrata e l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale;
- fornire un’assistenza tecnica specialistica alle imprese olivicole finalizzata
al miglioramento qualitativo del prodotto.
L’arele interessato quello compreso fra i Comuni di San Cipriano Picentino, Giffoni
Valle Piana e Giffoni sei Casali provincia di Salerno (3 aziende ) L’attuazione del
progetto è stata effettuata attraverso due fasi:
prima fase organizzativa
seconda fase operativa.
A) La fase organizzativa è stata caratterizzata da una serie di incontri preliminari
finalizzati all’organizzazione dell’attività, nonché all’individuazione, nelle aree dei
comuni interessati al progetto delle aziende olivicole, alle modalità di localizzazione delle trappole nonché ai tempi e modalità di esecuzione dei rilievi, al campionamento delle drupe, alla emissione del bollettino fitopatologico ed alla organizzazione della sua diffusione. La localizzazione delle aziende si può desumere anche dalle
carte geografiche IGM 1:25.000, che forniscono informazioni circa la delimitazione
delle aree omogenee definite, per ogni agroecosistema, nei territori interessati dall’intervento riportando inoltre l’ubicazione delle aziende attivate.
Questa prima fase preparatoria si è svolta in gran parte dall’inizio di maggio alla fine
di Giugno e si è avvalsa della fattiva collaborazione di tutto il personale
dell’Associazione. L’attività è iniziata con una indagine atta a scegliere oculatamente nei comuni le aree omogenee all’interno delle quali poi individuare l’azienda.
Sono stati eseguiti sopralluoghi sul territorio in generale e specifiche visite aziendali avvalendosi della conoscenza della realtà agricola dell’associazione olivicola.
Alla fine dell’indagine sono state scelte le aziende, quindi acquisite le informazioni
sulla titolarità aziendale, sui dati catastali, sulla disponibilità ad aderire al progetto
e sull’illustrazione degli impegni da assolvere aderendo a tale progetto.
B) Completata questa prima fase si è poi passati alla fase operativa vera e propria.
Le azioni che sono state messe in atto in questa seconda fase, dai primi di Luglio
al 30 Ottobre e sono state essenzialmente tre:
1) Creazione di una rete di monitoraggio e di controllo dell’organismo nocivo
chiave dell’oliveto sulla base di rilevazioni settimanali fatte in 3 aziende.
62
2) Redazione del Bollettino fitosanitario sulla base dei dati comunicati dal tecnico e loro diffusione mediante affissioni presso le sedi dell’Associazione e nei
principali luoghi di incontro degli olivicoltori.
3) Realizzazione di incontri divulgativi settimanali finalizzati al coinvolgimento
ed assistenza agli olivicoltori del territorio interessato svoltisi prevalentemente il
lunedì, presso le sedi zonali.
ATTIVITÀ DEL MONITORAGGIO
L’azione tecnica ha interessato i comuni Montecorvino Rovella, Giffoni Valle Piana,
Giffoni sei Casali
Per tale attività, dopo un’azione divulgativa del progetto mediante contatto diretto
con l’olivicoltore tramite l’associazione olivicola sono state quindi individuate 3
aziende a riferimento di un territorio olivetato omogeneo di circa 10 ettari. Per ogni
azienda i controlli si sono svolti settimanalmente. La partecipazione diretta al progetto, degli addetti ai lavori, li ha coinvolti positivamente, spianando la strada alle
azioni successive che seguiranno nei prossimi anni.
I dati tecnici delle aziende sono riportati in una scheda ove sono indicati, per ogni
azienda la superficie olivetata, le varietà presenti, la forma di allevamento, l’età dell’oliveto e l’altimetria. Per l’esame di questi campioni il tecnico si è avvalso di un
stereomicroscopio di sua proprietà.
I dati rilevati sono stati riportati in apposite schede che riportano sia il dato relativo
alle catture (somma delle catture riscontrate in ognuna delle tre trappole) che dell’infestazione attiva. L’infestazione attiva viene determinata prelevando 100 olive (5-10
frutti a caso su 20-10 piante per ogni 100 piante) e valutando la percentuale d’infestazione. La scheda è strutturata in modo da riportare anche l’infestazione totale data
sia dalle punture sterili che da quelle fertili. Queste ultime sono indicate dalla presenza, nella drupa, dell’uovo di mosca (sia esso vitale o morto), o dalla larva (sia essa
viva, morta o parassitizzata) o dalla pupa (sia essa aperta, chiusa, morta o sfarfallata). L’infestazione che però interessa agli olivicoltori è, ovviamente, quella attiva in
quanto, essendo data dalle forme vive dell’insetto, è quella che provoca il danno economico dovuto non tanto ad una perdita quantitativa di olio quanto all’aumento del
grado di acidità dell’olio, anche di quattro volte, in rapporto al numero dei fori di
uscita della bactrocera nelle olive da molire. L’importanza dell’attività di monitoraggio e quindi, il ruolo dell’assistenza tecnica, in questo progetto, consiste proprio nel
determinare la percentuale di infestazione attiva in modo tale che gli olivicoltori
abbandonino il metodo di lotta chimica a calendario per perseguire un tipo di controllo biologico/agronomico in cui prevalga l’aspetto della previsione-prevenzione.
La divulgazione consente poi di fornire agli olivicoltori delle aziende controllate la
63
conoscenza del metodo adottato al fine di rendere gli stessi autosufficienti negli anni
successivi.
Il monitoraggio della mosca dell’olivo è iniziato la prima settimana di luglio redigendo poi i bollettini fitosanitari di tutti i tecnici a partire dalla seconda decade Luglio.
L’attività di monitoraggio viene eseguita a partire degli inizi di Luglio, in quanto è
ormai noto che i primi adulti compaiono agli inizi di luglio, ed è altresì nota l’importanza della temperatura quale fattore di elevata mortalità per la mosca. Infatti è
stato riscontrato che, quando si verifica un accumulo termico sopra i 32° C di almeno 30 gradi/giorno, in coincidenza con l’inizio dell’infestazione, si ha non solo un
collasso numerico della popolazione ma anche arresto dell’attività degli adulti per
un processo di riassorbimento delle uova. In particolare se questo accumulo termico si verifica nell’ultima decade di luglio o nel primi dieci giorni di agosto lo sviluppo della Bactrocera è fortemente compromesso. Questo fenomeno è quanto si è
verificato questa estate sia nelle zone collinari che nelle zone più interne.
REDAZIONE BOLLETTINO FITOSANITARIO
Il sabato, dopo aver ricevuto i dati rilevati dal singoli tecnico, si è provveduto alla
redazione del bollettino fitosanitario settimanale. Una volta redatti sono stati diffusi mediante affissioni presso le sedi dell’Associazione e nei principali luoghi di
incontro degli olivicoltori.
ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE
Il coinvolgimento degli olivicoltori del territorio interessato è stato realizzato attraverso una serie di contatti. Un primo collegamento, sia diretto che telefonico, si è
avuto tra il tecnico rilevatore e i rappresentanti delle aziende, successivamente
all’interno delle sedi ove il tecnico settimanalmente, in luoghi e tempi stabiliti, è
stato a disposizione delle aziende aderenti al progetto per approfondire le tematiche
del settore e tutti i problemi eventualmente sorti nella settimana precedente.
L’attività di divulgazione è stata inoltre svolta anche nella sede dell’associazione
olivicola e nel corso della diffusione dei bollettini fitopatologici. Infatti dopo aver
redatto il bollettino fitopatologico zonale, ha provveduto alla diffusione nella maniera più ampia possibile nei territori di attuazione del progetto.
ANALISI DEI RISULTATI DI CONTROLLO ALLA BACTROCERA OLEAE
CONCLUSIONI
Dalla analisi dei singoli comuni interessati si possono generalizzare alcune considerazioni:
1) nelle zone più basse (pandacie) in cui si sono verificati gli attacchi ed è stato
necessario intervenire, con i prodotti consigliati nel disciplinare redatto dalla
Regione Campania relativamente alla coltivazione dell’olivo; tali prodotti, a base di
64
dimetoato o di triclorfon, sono stati impiegati non appena veniva superata la soglia
di tolleranza corrispondente al 10 - 15% di infestazione attiva per le olive da olio.
Nelle zone più elevate (zone merodacie) le intestazioni sono state meno gravi.
Questo perché a differenza delle zone basse, in cui l’insetto ha a disposizione frutti
per un lungo periodo dell’anno, nelle più elevate la fioritura e la fruttificazione sono
più ritardate e, pertanto, la mosca si riproduce per un periodo più breve perché può
disporre di frutti solo nel periodo estivo- autunnale. In tali zone un solo trattamento
ha risolto il problema. Nelle zone piu’interne c’è stata proprio la sfuggita alla mosca
in quanto le infestazioni sono state ritardate e prossime alla raccolta per cui anticipandola si è ovviato al trattamento.
È molto importante comunque il regime idrico, il terreno e l’andamento climatico,
si e’rilevato, invece, una maggiore suscettibilità sulle varietà a drupa medio-grande
e in ordine decrescente rispettivamente leccino,coratina, frantoio; la tecnica colturale incide notevolmente sul livello d’infestazione.
In linea generale si può affermare che con 1, massimo 2 trattamenti, si è riusciti in
tutto il territorio a contenere l’infestazione. Cosa ancora piu’importante e’l’aver
reso consapevoli gli olivicoltori che anticipando la raccolta si ovviava al problema
mosca e si creavano le prerogative per ottenere un olio di migliore qualità. Riguardo
ai dati relativi all’infestazione totale (molto superiore a quella vitale soprattutto per
le punture sterili) inducono a pensare che se non ci fossero stati tecnici competenti
ad analizzare i campioni di olive si sarebbero potuti consigliare trattamenti chimici
assolutamente non necessari in quanto il tipo di infestazione che interessa, come già
detto, combattere è quella attiva e non quella totale .
Fin d’ora si può certamente dire che gli olivicoltori interessati al progetto hanno
riconosciuto l’importanza di operare secondo le logiche della lotta integrata con la
quale si mantiene la densità delle popolazioni degli organismi nocivi al di sotto della
soglia di tolleranza favorendo i meccanismi di regolazione naturale della specie
mediante l’impiego di tecniche di controllo accettabili dal punto di vista ecologico,
tossicologico ed economico.
65
L’insieme delle attività sono inserite nella programmazione locale che assume il
titolo “Irpinia, Terra di qualità extravergine”. Con il programma l’APOOAT
Soc. Coop. a r.l. intende apportare un significativo contributo alla valorizzazione
del comparto olivicolo Irpino attraverso il miglioramento qualitativo delle produzioni e mediante l’adozione di tecniche sostenibili di coltivazione e di produzione oltre
che per preservare la coltivazione per la sua importante funzione ambientale e paesaggistica.
ATTIVITÀ PROGRAMMATA
Le attività svolte fanno riferimento a due azioni specifiche del Programma:
a) Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura attraverso
l’Azione 2.b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della loro diffusione pratica
b) Miglioramento qualitativo della produzione attraverso l’Azione 3.a)
Miglioramento delle tecniche di coltivazione e di difesa, in particolare attraverso il monitoraggio della mosca (Bactrocera oleae) di raccolta, di consegna
e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica
L’AREA E LE AZIENDE ADERENTI AL PROGETTO
Esse ricadono nell’areale di produzione della provincia di Avellino che può essere
suddivisa in quattro macroaree: l’Irpinia Centrale, l’Ufita, il Vallo Lauro-Baianese
e l’Alto Sele, le quali presentano tutte una spiccata vocazione olivicola.
Queste aree sono infatti accomunate da una radicata tradizione olivicola e presentano comuni fattori di forza che le predispongono alla produzione di extravergini di
alta qualità (condizioni pedo-climatiche favorevoli, dimensionamento delle aziende,
ecc.) ma anche fattori di caratterizzazione come le varietà locali, che imprimono alle
produzioni anche un forte valore di tipicità.
Per il miglior raggiungimento degli obiettivi del programma, si è tenuto conto sia
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dei fattori che accomunano tali aree, sia dei fattori che le differenziano (pratiche colturali, base varietale, organizzazione del sistema trasformazione locale, ecc.).
MIGLIORAMENTO DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’OLEICOLTURA
Azione 2.b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e il monitoraggio della loro diffusione pratica.
Le attività dell’Azione svolte nell’annualità, si sono articolate attraverso:
♣ L’elaborazione di un disciplinare di produzione per l’olivicoltura (allegato1) che, tenendo conto delle peculiarità pedo-climatiche della provincia di
Avellino, ha posto l’attenzione soprattutto su quegli aspetti della coltivazione
dell’oliveto che possono influire sulla protezione del suolo, dell’ambiente e del
paesaggio agrario proponendo, in senso migliorativo per l’ambiente e per
l’azienda, l’adozione di pratiche colturali a minor impatto ambientale .
Ampio spazio del disciplinare è stato dunque dedicato alla riduzione dei
fenomeni di erosione e dilavamento, particolarmente presenti in una provincia come quella di Avellino caratterizzata da terreni spesso in forte declivio e
da abbondanti precipitazioni. Si è cercato dunque di incentivare la pratica a
basso impatto ambientale dell’inerbimento, della regimazione delle acque
piovane nonché l’applicazione delle pratiche di difesa integrata in grado di
garantire un utilizzo più razionale degli agro farmaci.
♣ L’organizzazione e la realizzazione di n. 3 corsi di formazione per olivicoltori che ha visto la partecipazione di circa 80 produttori.
Le attività di organizzazione e realizzazione hanno avuto inizio a novembre
2009 e si sono concluse con la chiusura dei corsi a metà Marzo 2010.
I corsi, della durata di 20 ore ciascuno di cui 12 in aula, 4 di riunione collettiva e 4 in campo, hanno avuto lo scopo di sensibilizzare e formare i partecipanti in merito ai temi dell’Olivicoltura Sostenibile.
Grazie alle attività, i corsisti hanno ricevuto adeguata informazione circa le tecniche a basso impatto ambientale ed hanno ricevuto dettagliato e puntuale materiale tecnico-didattico prodotto dai Tecnici Docenti ad hoc per i corsi (oltre che
audiovisivi prodotti fuori dell’ambito progettuale).
L’utilizzo dei materiali durevoli forniti all’APOOAT nell’ambito del progetto (proiettore-computer portatile-stampante) ha contribuito a migliorare la
qualità dell’offerta didattica.
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Il percorso formativo si è articolato con:
- TRE LEZIONI in aula rispettivamente presso i Comuni di:
❍ AVELLINO, presso la sede ACLI di Avellino,
❍ ARIANO IRPINO (AV) presso la sede Acliterra;
❍ CASALBORE presso la struttura ricettiva “Fattoria del Tratturo”
- UNA GIORNATA COLLETTIVA conclusiva presso gli oliveti dell’azienda “Verdi Fattorie srl” di S. Angelo all’Esca (AV) il giorno 13 marzo
2010, nella quale si sono tenute:
❍ una dimostrazione pratica della potatura dell’olivo
❍ una lezione collettiva sui temi della sicurezza alimentare, delle condizionalità e della tracciabilità
Le tematiche trattate nelle lezioni d’Aula dei singoli corsi si possono così riassumere:
I Giornata: gestione eco-compatibile dell’oliveto, Funzione paesaggistica dell’oliveto, la potatura
II Giornata: difesa fito-sanitaria e concimazione dell’oliveto con particolare attenzione per un uso razionale dei prodotti agro-chimici al fine di ridurre l’impatto ambientale
68
III Giornata: sistemi di coltivazione (convenzionale-integrato-biologico)
- Strumenti legislativi e certificazioni
Il Calendario delle lezioni si è chiuso con la Giornata Collettiva.
Nel dettaglio, la giornata collettiva si è sviluppata attraverso:
- la dimostrazione pratica della potatura che ha avuto lo scopo di riprodurre in campo, sul piano pratico, i concetti e le tecniche illustrati in aula. In particolare sono state sottolineate le tecniche che limitano l’effetto invasivo della
potatura (la cimatura, la torsione, l’incisione) e nelle diverse fasi di crescita
della pianta (di allevamento, di produzione e di mantenimento);
Alla lezione all’aperto hanno preso parte congiuntamente i partecipanti dei tre
Corsi, i quali hanno potuto confrontarsi collettivamente sulle tecniche adottate localmente, quelle utilizzate dai singoli e quelle apprese durante lo svolgimento dei corsi.
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La prova dimostrativa collettiva ha avuto la durata di quattro ore nel corso
delle quali il Dr Santonicola ha ripreso i concetti affrontati in aula sulla potatura e ne ha dato dimostrazione pratica su un campione di piante selezionate
nell’oliveto.
La lezione pratica ha avuto una importanza cruciale nell’apprendimento delle
tecniche sopra esposte.
- la lezione collettiva in aula che si è tenuta nel pomeriggio sui temi della
qualità, della sicurezza alimentare, delle condizionalità, della tracciabilità,
della certificazione.
L’attività divulgativa e di diffusione dell’azione è stata inoltre garantita dalla
stampa e dalla realizzazione di apposito materiale tecnico a tema, ripreso ed
utilizzato nelle specifiche relazioni tecniche approntate negli incontri divulgativi ma messo anche a disposizione di chiunque lo volesse consultare,
mediante il sito dedicato della Cooperativa (www.apooat.it) in cui è dedicato
ampio approfondimento sui singoli capitoli del disciplinare.
In conclusione quindi, possiamo affermare che le attività di predisposizione
70
del disciplinare e la sua divulgazione, anche attraverso i corsi di formazione,
hanno avuto un ottimo riscontro da parte dei partecipanti, che hanno mostrato interesse ad applicare nelle proprie aziende le pratiche consigliate, alcune
delle quali, per loro, poco conosciute e viste con una certa diffidenza.
Le tematiche affrontate hanno evidenziato come l’adozione di semplici pratiche agronomiche può rappresentare enorme vantaggio per l’azienda in termini di impatto ambientale, di riduzione dei costi, di semplificazione nell’attività di gestione dell’oliveto, mantenendo se non migliorando, la capacità quantitativa e qualitativa della produzione dell’impianto.
MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA PRODUZIONE DELL’OLIO D’OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA - Azione 3.a Miglioramento
delle tecniche di coltivazione e di difesa, in particolare attraverso il monitoraggio
della mosca (Bactrocera oleae) di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle
olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Le attività hanno avuto l’obiettivo principale di monitorare l’attacco della mosca
dell’olivo nell’ambito del territorio di riferimento mediante l’installazione di trappole cromochemiotropiche, favorire il miglioramento delle condizioni di raccolta, di
consegna e di magazzinaggio delle olive. Tali attività si sono svolte presso aziende
pilota, individuate tra i soci, sulla base delle caratteristiche aziendali e della loro ubicazione geografica, per contatto diretto e su base volontaria, presso cui i tecnici
hanno realizzato in particolare:
♣ il monitoraggio della mosca dell’olivo mediante l’installazione delle trappole cromochemiotropiche, almeno due per azienda, presso otto aziende pilota.
Comprese nei comprensori a maggior vocazione olivicola della provincia di
Avellino, in particolare:
71
❍ Ufita: Lo Conte Rosanna e Schiavo Carmela in agro di Ariano Irpino (AV);
❍ Irpinia Centrale: Montuori Emilio – Montemarano (AV); Musto Lina
– Montemiletto (AV);
❍ Alta Irpinia /Alto sele: Zecca Angela - Calabritto (AV); Sista Lorenzo
- Caposele (AV); Di Masi Antonetta- Caposele (AV);
❍ Vallo Lauro / Baianese: Sperandeo Andrea - Pago del Vallo Lauro (AV)
Tale monitoraggio è stato realizzato dai tecnici dell’associazione con cadenza
regolare mediante visite in campo, potendo comunque contare sull’attiva collaborazione delle aziende aderenti al progetto che hanno tenuto sotto osservazione il fenomeno in maniera continua con verifica quotidiana. Le attività in
campo si sono avviate a metà giugno e si sono concluse in novembre.
Le attività di monitoraggio hanno fatto rilevare che nei mesi di Luglio e
Agosto in tutti i campi di osservazione si è riscontrata una scarsa presenza del
parassita, tale da non giustificare trattamenti. Infatti nelle trappole a feromoni utilizzate si è osservata la presenta massima di nr. 5 - 7 adulti
Durante il mese di settembre nei campi di osservazione si è riscontrato un lieve
aumento della presenza del parassita comunque tale da non giustificare trattamenti. Infatti nelle trappole a feromoni utilizzate si è avuta la presenta massima di nr. 7 - 10 adulti con la eccezione dei campi osservati nei comuni di
Ariano, località Cervo, dove si è riscontrata la presenza di circa 12/15 adulti
A partire da fine Settembre, vale a dire nel periodo di massima attività del
parassita cui corrisponde la massima recettività delle drupe, è stato registrato
un numero di catture sulle trappole oscillante da un minimo di 10 adulti a un
massimo di 15.
Gli esami effettuati sui campioni
di olive prelevate presso le aziende oggetto di assistenza tecnica
hanno evidenziato valori al di
sotto della soglia di intervento;
pertanto in tali appezzamenti non
si è consigliato di effettuare il
trattamento.
Solo in agro di Ariano Irpino in
particolare nella contrada “Cervo”,
l’infestazione riscontrata sulle
72
drupe ha raggiunto valori percentuali di attacco pari ai limiti della soglia d’intervento del 10% ed è stato consigliato il ricorso ad un trattamento antiparassitario.
Non sono stati riscontrati attacchi di rilievo da parte di altri parassiti o altre patologie.
♣ Attività relative al magazzinaggio e consegna delle olive all’impianto di
trasformazione entro 48 ore dalla raccolta, esse si sono basate sull’individuazione di aziende pilota in cui sono state svolte le seguenti attività:
1) Somministrazione e compilazione della scheda aziendale appositamente
elaborata e relativa alle prassi normalmente adottate dall’azienda per la raccolta, la consegna delle olive al frantoio e la conservazione dell’olio;
2) Programmazione e sviluppo di attività di monitoraggio del grado di maturazione e diffusione della corretta gestione delle tecniche di preservazione
della qualità nella raccolta, stoccaggio delle olive, trasporto al frantoio.
Nell’ambito di tali attività sono state monitorate diverse partite di olive per
creare dei modelli operativi di riferimento. In particolare sono state monitorate nelle aziende pilota, le singole partite di olive dando indicazione sul
momento ottimale della raccolta in funzione del giusto grado di maturazione. In seguito alla raccolta, della medesima partita, una parte (denominata
campione APOOAT) è stata monitorata fino alla molitura, effettuata nei
tempi minimi e presso un impianto qualificato appositamente pre-individuato; La parte rimanente, bensì raccolta e conservata secondo le indicazioni dei
tecnici, per la trasformazione, è stata trattata direttamente dall’azienda
secondo le proprie modalità abituali.
A valle di tali operazioni sono stati effettuati i prelievi di campioni degli oli
ottenuti; quello ottenuto dalla partita di olive monitorato dal Programma è
stato stoccato mediante i tank di acciaio forniti in comodato d’uso. Per l’effettuazione delle analisi chimiche, al fine di verificare gli indici qualitativi
di entrambe le partite ed effettuare le comparazioni del caso, sono stati utilizzati i tester per le analisi dell’olio forniti all’APOOAT come materiale
durevole e ci si è avvalsi della collaborazione del Dipartimento di Chimica
Farmaceutica e Tossicologica dell’Università degli Studi di Napoli.
I risultati ottenuti hanno evidenziato come i campioni denominati APOOAT hanno
presentato dei valori qualitativi (acidità e perossidi) migliori rispetto a quelli campione delle aziende, con una maggiore differenza correlata all’aumento del tempo
di permanenza in azienda delle olive raccolte o dei tempi di attesa presso i frantoi.
I risultati sono divulgati a tutti i produttori, a partire dagli associati, in modo da sen-
73
sibilizzare sull’importanza che riveste l’esecuzione di una corretta prassi di lavorazione sulla qualità dell’olio.
Nell’ambito della medesima Azione ed allo scopo di allargare la comparazione ad
un numero più rappresentativo di aziende e di partite, sono state realizzate analisi su
campioni di olio di aziende rappresentative previa compilazione di una scheda conoscitiva, relativa alla fase di raccolta, lavorazione e stoccaggio.
Anche in questo caso l’esiguità del campione rende i dati soltanto indicativi, tuttavia si evince come la scelta di frantoi moderni, la raccolta meccanizzata delle olive
ed anche la scelta varietale possono incidere sugli indicatori di qualità dell’olio quali
l’acidità e i perossidi.
♣ prova dimostrativa di raccolta meccanizzata che si è svolta il giorno 28
novembre 2009. Essa ha riguardato l’organizzazione di una Prova Dimostrativa
presso gli oliveti dell’azienda “Verdi Fattorie Srl” in Sant’Angelo all’Esca (Av)
mediante l’utilizzo delle moderne macchine disponibili sul mercato. La prova ha
avuto l’obiettivo di evidenziare l’utilità della meccanizzazione che rappresenta
uno strumento al servizio della competitività aziendale per la riduzione dei costi
e per la preservazione della qualità del prodotto.
La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi produttori e tecnici che
hanno potuto osservare diverse tipologie di macchine raccoglitrici di ultima generazione rese disponibili dall’azienda ospitante. Alla dimostrazione ha fatto seguito
un dibattito in cui i partecipanti hanno potuto confrontarsi sui vantaggi e le opportunità che una raccolta meccanizzata delle olive offre alla moderna olivicoltura.
74
attività di diffusione dei risultati, mediante un convegno divulgativo, tenuto in
data 13 marzo 2010, a partire dalle ore 18.00, presso l’aula didattica dell’azienda
“Verdi Fattorie s.r.l”di S. Angelo all’Esca. All’incontro hanno partecipato numerosi Produttori, Tecnici e Dirigenti della Cooperativa, rappresentanti di Associazioni
ed Enti locali.
L’incontro, ispirato alla descrizione delle attività progettuali, ha stimolato una
discussione circa la situazione dell’olivicoltura irpina e le sue prospettive future.
Gli interventi hanno illustrato in un primo momento quali sono state le attività progettuali ed i risultati ottenuti, ma in seguito, è stata avviata una discussione, a cui
hanno preso parte attivamente i produttori presenti, circa le prospettive di sviluppo
dell’olivicoltura Irpina sottolineandone la necessità di sviluppare ogni iniziativa
utile a rafforzare la valorizzazione delle caratteristiche qualitative e di tipicità del
prodotto locale per cui vanno poste maggiori attenzioni alla qualità del prodotto ma
anche alle specificità dei territori di produzione e alle varietà tipiche locali.
75
RISULTATI E CONCLUSIONI
A conclusione delle attività della prima annualità del presente progetto si può affermare che il programma ha prodotto risultati soddisfacenti ed incoraggianti.
Le aziende pilota si sono dimostrate particolarmente disponibili alla collaborazione
nella fase di realizzazione delle attività e sempre più attente e sensibili alle problematiche del miglioramento qualitativo della produzione e della tutela ambientale.
La loro partecipazione attiva alle iniziative e la pronta adozione delle indicazioni
impartite dai tecnici del progetto dimostrano l’utilità e la necessità di azioni come
quelle realizzate che, attraverso una capillare diffusione, possono portare gli operatori stessi ad un elevato livello di consapevolezza e quindi ad elevati standard qualitativi di prodotto, ma anche ad innalzare il livello di attenzione e di sensibilità
verso le tematiche ambientali.
Le iniziative messe in essere (convegni -corsi di formazione - prove di raccolta documentazione) hanno avuto una buona partecipazione che ha consentito di poter
far conoscere ed interessare alle attività del progetto un buon numero di operatori
del settore, stimolando in essi una riflessione circa quelle che devono essere le direttive guida di una moderna olivicoltura, improntata ad un basso impatto ambientale
e ad un miglioramento di tutte quelle tecniche di produzione che vanno direttamente o indirettamente ad influire sulla qualità dell’olio.
Nelle prossime annualità del programma di cui al Reg. Ce n. 867/08, verranno
approfonditi tutti gli argomenti trattati nel corso dell’ultimo anno con lo scopo di
coinvolgere il maggior numero possibile di olivicoltori ed aprire loro nuove prospettive che possano frenare l’abbandono della coltura specie in zone marginali.
I risultati ottenuti ci consentono quindi di replicare e migliorare le tecniche sperimentate in campo sia per il miglioramento ambientale sia per il miglioramento della
qualità del prodotto/processo.
76
7.5
Il Lazio
ASSOCIAZIONE
Cooperativa Olivicola
Soc. coop.a r.l.
La finalità del programma è stata il miglioramento delle caratteristiche qualitative
delle produzioni olivicole e delle tecniche agronomiche, nonché la salvaguardia e il
ripristino di oliveti ad alto valore ambientale a rischio di abbandono. A latere della
suddetta attività si è proceduto al monitoraggio del mercato nel sottore dell’olio di
oliva e delle olive da tavola mediante la compilazione mensile di questionari.
Attività previste e azioni per le quali si richiede il finanziamento
Obiettivi del programma
L’obiettivo principale delle azioni proposte dal programma è stato il miglioramento
della qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva, così da assicurare l’adeguamento alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il settore. Il perseguimento di tale obiettivo rende necessario la razionalizzazione delle tecniche agronomiche
in funzione delle specificità dei fattori climatici, pedologici, storici e delle risorse
umane che concorrono alla produzione dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
77
Èstato necessario, dunque, lavorare con azioni integrate, che hanno riguardato sia
l’introduzione di innovazione nelle diverse fasi della filiera, sia il miglioramento
delle conoscenze e delle competenze dei diversi operatori. Di conseguenza gli obiettivi operativi del presente programma possono essere così riassunti:
1) diffusione tra gli operatori delle conoscenze e delle innovazioni tecnicoscientifiche, che nelle diverse fasi della filiera, consentono di ottenere prodotti di qualità;
2) miglioramento del livello professionale e imprenditoriale degli operatori;
3) miglioramento delle tecniche di difesa fitosanitaria, finalizzate al miglioramento della qualità organolettica, igienico-sanitaria del prodotto ed allo
stesso tempo alla riduzione dell’impatto ambientale;
4) diffusione dei mezzi di difesa fitosanitaria alternativi e/o complementari
a quelli chimici;
5) monitoraggio degli andamenti stagionali al fine di individuare l’epoca
ottimale di raccolta e monitorare e ottimizzare i tempi di raccolta, stoccaggio, trasporto e trasformazione delle olive;
6) sensibilizzazione dei produttori verso una gestione di qualità e l’adozione di procedure che ottimizzino il processo produttivo e la gestione delle
informazioni necessarie alla rintracciabilità di filiera.
Zone di intervento
Nella tabella si riportano le zone interessate dal programma, attuato nella
regione Lazio ed in provincia di Cosenza, ripartite per i tre settori di intervento della
progettualità.
78
Il miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e
a rischio abbandono
L’ACO ha svolto l’attività di recupero di oliveti abbandonati sia nel Lazio che in
Calabria. L’attività svolta ha avuto quindi come obiettivo quello di attuare, attraverso l’Associazione, interventi collettivi al fine di recuperare e prevenire fenomeni di
degrado o abbandono in alcune aree della provincia di Roma, della Sabina Romana
e Reatina, nel Frusinate, nell’Alta Tuscia e nella provincia di Cosenza.
L’intervento di recupero attuato, ha interessato complessivamente n. 19 oliveti (n. 8
nel Lazio e n. 11 in Calabria) con età superiore a 50 anni, di particolare valenza paesaggistica ed ambientale, e si è concretizzato in azioni di ordinaria gestione (potatura) e di straordinaria manutenzione per quegli oliveti che presentavano un elevato
grado di degrado (potatura di riforma e decespugliamento). Il lavoro è stato documentato da materiale fotografico che testimonia lo stato ante all’intervento.
Per ogni azienda è stato predisposto un fascicolo aziendale contenente la seguente
documentazione:
- titolo di possesso o visure catastali
- planimetria catastale
- lettera di adesione alla progettualità
L’attività svolta nel Lazio
I Comuni interessati dall’intervento di recupero sono stati:
• nella Sabina Reatina: Fara Sabina
• nella Sabina Romana: Moricone e Palombara Sabina
• in provincia di Roma: Formello
• in provincia di Frosinone: Villa Santo Stefano, Anagni e Falvaterra
• in provincia di Viterbo: Gradoli
La selezione delle aziende è avvenuta in base allo stato di abbandono riscontrato al
momento del sopralluogo e in linea con quanto previsto dal decreto MiPAF relativamente alle caratteristiche degli oliveti. L’intervento è consistito nel recupero di oliveti per la loro importanza ambientale-paesaggistica. Le aziende coinvolte sono state:
♦
♦
♦
♦
♦
n. 1 azienda a Moricone
n. 1 azienda a Palombara Sabina
n. 1 azienda a Formello
n. 1 azienda a Fara Sabina
n. 1 aziende a Villa Santo Stefano
79
♦ n. 1 azienda a Anagni
♦ n. 1 azienda a Gradoli
♦ n. 1 azienda a Falvaterra
Le aziende presso le quali si sono svolti lavori di recupero di natura “straordinaria”
sono state localizzate principalmente in provincia di Frosinone; tali aziende si trovavano in totale abbandono sia per quanto riguarda il terreno, invaso da rovi e da
ginestre, sia per le piante non potate da numerosi anni. L’accesso ai terreni prima
dell’intervento era pressoché impraticabile.
Gli altri oliveti hanno richiesto, invece, interventi più contenuti limitati principalmente alla sola potatura delle piante che si presentavano comunque abbandonate e
a volte anche coperte da rovi. Il terreno in questo caso si presentava lavorato permettendone un facile accesso anche se in alcuni casi la presenza di rovi è risultata
localizzata sul terreno.
INDICATORI DI EFFICACIA QUANTITATIVI E QUALITATIVI CHE CONSENTONO LA VALUTAZIONE IN ITINERE ED EX POST DEL PROGRAMMA
INDICATORI DI EFFICACIA QUALITATIVI E QUANTITATIVI
Par
MIGLIORAMENTO DELL'IMPATTO AMBIENTALE DELL'OLEICOLTURA
Anno I
Investimento approvato/investimento realizzato
%
Super cie ad alto valore ambientale interessata
al miglioramento
ha >
7
N.
8
N. Operatori coinvolti
a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad
alto valore ambientale ovvero a rischio di abbandono
con connessa assistenza tecnica
Piante oggetto di intervento
N.
906
mc
0
Ciglionamenti
mt
0
Terrazzamenti
mt
0
Ettari recuperati/ettari previsti dal programma
%
70
Costo per ettaro oggetto di intervento
/ha
Tipologie aree olivicole coinvolte
Miglioramento dellʼaspetto paesaggistico
valut.ex post
Totale
100
Muretti a secco
Giornate uomo occupate per ettaro oggetto di
gg uomo/ha
intervento
valut.ex post
Anno II Anno III
5.000,00
400
marginali e
non
[si;no]
si
L’attività svolta in Calabria
L’attività di individuazione degli oliveti abbandonati nella provincia di Cosenza è
stata avviata quasi contemporaneamente all’operatività svolta per il Lazio.
Si sono quindi susseguiti alcuni sopralluoghi nella provincia di Cosenza con lo
scopo di individuare gli oliveti rispondenti alle finalità del progetto. Le aziende individuate sono ubicate nei Comuni di:
- Corigliano (2),
- Paludi (5),
- San Vincenzo la Costa (4).
Gli altri oliveti hanno richiesto interventi di sola potatura delle piante che si presentavano abbandonate e a volte anche coperte da rovi. Il terreno si presentava lavorato permettendone un facile accesso.
80
Stesura del computo metrico
L’Associazione, in occasione dei sopralluoghi presso le aziende oggetto di recupero, ha stilato tramite il proprio tecnico una quantificazione dei costi per l’esecuzione delle opere da compiere. A tal proposito si è preso come riferimento il tariffario
della regione Lazio per le opere agricole 2008.
La quantificazione del costo di recupero degli oliveti della Calabria ha considerato
come riferimento il suddetto tariffario in quanto la Regione Calabria è priva di prezziari in materia di lavori agricoli. Ciononostante si è verificata la congruità dei prezzi per le singole operazioni colturali con la realtà del contoterzismo della provincia
di Cosenza.
81
Dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici
per la lotta alla mosca dell’olivo.
L’ACO, Associazione Cooperativa Olivicola svolge da anni attività rivolte al
miglioramento delle produzioni olivicole ed olearie. Tra gli elementi di tale miglioramento, le attività rivolte al controllo dei parassiti dell’olivo hanno ovviamente una
notevole importanza. ACO ha quindi svolto un’attività di divulgazione su una tecnica alternativa per il controllo della mosca olearia tramite un principio attivo di origine naturale, lo spinosad. Lo Spinosad è una sostanza di origine naturale, prodotta
dalla fermentazione svolta da un batterio attinomicete (Saccharopolyspora spinosa)
e dotata di capacità di controllo di insetti appartenenti ai Lepidotteri, ai Ditteri, agli
Imenotteri, ai Sifonatteri, ai Tisanotteri ed ad alcuni Coleotteri. La sostanza risulta
poco nociva nei confronti di mammiferi, dei pesci e della fauna selvatica in generale. In olivicoltura, il suo ruolo è legato al controllo della mosca olearia (Dacus
oleae). Attualmente il prodotto è disponibile in Italia sotto forma di un formulato
commerciale in cui allo Spinosad vengono aggiunte sostanze appetenti che ne favoriscono l’ingestione da parte dell’insetto. L’utilizzo di spinosad è ammesso
(Regolamento CE 404/2008, entrato in vigore il 12 maggio 2008) dai programmi di
agricoltura biologica (Reg. CE. 2092/91).
Il prodotto agisce per ingestione, ed è efficace contro gli adulti di mosca olearia, sia
maschi che femmine. L’esca presente nel formulato attrae gli adulti della mosca
verso le parti della chioma trattate; quando la mosca si posa sull’oliva trattata, ingerisce il principio attivo (durante l’alimentazione l’insetto non ovidepone) e successivamente, circa un’ora dopo, inizia a morire senza ovideporre. Per questo motivo è
fondamentale la presenza delle esche alimentari nel formulato utilizzato, oltre al
principio attivo Spinosad. La presenza di esche specifiche per la mosca olearia rende
il prodotto pressoché innocuo per gli insetti utili.
L’attività dimostrativa svolta da ACO
L’ACO, in collaborazione con l’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo in
Agricoltura nel Lazio), ha svolto, nella stagione 2009 – 2010, prove di campo di carattere dimostrativo al fine di diffondere l’introduzione, fra i produttori, della tecnica di
lotta alternativa di tipo biologico contro la mosca dell’olivo. Le prove hanno avuto
luogo nell’azienda dimostrativa di ARSIAL nel comune di Montopoli di Sabina (Ri)
alla cui conclusione è stata organizzata ad ottobre una giornata dimostrativa in campo.
Il protocollo operativo
Tre appezzamenti, di uguale estensione, per una superficie complessiva di circa 1,5
ha, sono stati trattati, in alternativa, con dimetoato o spinosad (il terzo appezzamento non è stato trattato ed è stato usato come testimone per la verifica dell’andamento dell’infestazione in assenza di trattamenti).
82
Il protocollo prevedeva il monitoraggio dell’infestazione di mosca olearia su tutti e
tre gli appezzamenti, tramite l’uso di trappole a feromoni e il campionamento delle
drupe con la conseguente esecuzione di trattamenti con dimetoato o con spinosad al
superamento della soglia economica di intervento.
Lo svolgimento delle attività
Nell’appezzamento trattato con spinosad, i trattamenti sono stati effettuati con lancia a spalla, con le dosi di prodotto standard (4 litri di acqua + 1 litro di Spintor Fly
per ha), applicando il prdotto in “chiazze” di 30-40 cm di diametro sulle piante.
Sono stati effettuati complessivamente 4 trattamenti con spinosad, in funzione dell’andamento dell’infestazione e dei dati climatici. L’appezzamento gestito con
dimetoato è stato trattato invece una sola occasione intorno alla metà di luglio.
I risultati
Nella campagna trascorsa la produzione dell’oliveto in questione è stata piuttosto
contenuta e quindi non è possibile esprimere un giudizio su quanto il prodotto a base
di spinosad abbia contenuto sensibilmente l’infestazione rispetto all’insetticida a
base di dimetoato. Ciò nonostante bisogna segnalare che, nel caso dell’appezzamento trattato con spinosad, si è riscontrato una percentuale di catture notevolmente
inferiore rispetto a quelle rilevate nelle altre due particelle; la riduzione delle catture nelle trappole cromotropiche è dovuta all’azione attrattiva dello spinosad stesso,
che attira gli adulti solo verso le piante trattate causandone quindi la loro morte.
Nei due grafici si riportano di seguito i principali dati scaturiti dall’attività di monitoraggio svolta dall’ACO presso l’Azienda Dimostrativa dell’Arsial a Montopoli di
Sabina nel periodo che va da fine giugno alla prima decade di ottobre 2010.
83
84
Il programma di attività per il miglioramento della qualità dell’olio di oliva e
delle olive da mensa
L’attività si è sviluppata attraverso le seguenti fasi:
1) Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole;
2) Monitoraggio dei principali parassiti dell’olivo;
3) Monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
4) Divulgazione dell’attività svolta.
In linea generale, gli oliveti coinvolti nell’azione sono riconducibili a due tipologie
di attività produttiva: da una parte aziende agricole e dall’altra piccoli appezzamenti dove l’attività di coltivazione è integrativa al reddito non agricolo; si tratta, quindi, di “aziende” destrutturate, prive di attrezzature e macchinari e che ricorrono
all’attività di contoterzisti per le operazioni colturali. Si tratta di oliveti non specializzati, costituiti da più varietà.
Per ogni azienda è stato predisposto un fascicolo aziendale contenente la seguente
documentazione:
- titolo di possesso o visure catastali
- planimetria catastale
- lettera di adesione alla progettualità
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole
La fase di individuazione delle aziende presso le quali attuare la progettualità, ha
permesso di scegliere 10 oliveti così dislocati sul territorio regionale:
nella provincia di Latina (n 4 oliveti):
nella provincia di Viterbo (n 5 oliveti):
nella provincia di Roma (n 5 oliveti):
nella provincia di Cosenza (n 5 oliveti):
Monitoraggio dei principali parassiti dell’olivo
L’obiettivo del miglioramento del livello qualitativo dell’olio prodotto dalle aziende, ha comportato l’impostazione di un programma di assistenza tecnica che è consistito in un monitoraggio dei principali fitofagi, principalmente della mosca, a
cadenza settimanale durante il periodo di inzio luglio fino al momento della raccolta con un interruzione nel periodo successivo ad ogni trattamento trattamento. Ogni
85
oliveto è stato provvisto di una trappola a feromoni le cui catture della mosca supportavano i tecnici coinvolti a verificare l’andamento dell’infestazione abbinandolo
con lo sfettucciamento di un campione di 100 olive e la verifica dell’andamento climatico.
A seguito di ogni sopralluogo, ogni tecnico ha redatto un bollettino fitosanitario
riportante le indicazioni di trattamento sulla base dell’infestazione dacia in atto. I
bollettini, oltre ad essere diffusi sul territorio dai tecnici, sono stati pubblicati sul sito
dell’Associazione (www.associazioneaco.it) e resi quindi consultabili.
L’andamento dell’infestazione è descritta di seguito a seconda degli areali omogenei monitorati.
In provincia di Cosenza (Comune Cassano allo Ionio)
Nel mese di luglio e agosto per le alte temperature al di sopra dei 30 gradi e per l’assenza di precipitazioni, il livello di infestazione è rimasto al di sotto della soglia economica di intervento.
Nella metà di settembre l’abbassamento delle temperature, associato alle prime precipitazioni della stagione estiva ha agevolato lo sviluppo degli stadi giovanili del
parassita, rendendo giustificato e opportuno un intervento fitosanitario.
Nell’ultima settimana di ottobre si è riscontrato ancora l’aumento della popolazione
della mosca, soprattutto in quegli oliveti costituiti da varietà precoci con una infestazione di circa il 10%. I bollettini fitosanitari sono stati 14 con termine il 30 ottobre.
In provincia di Cosenza (Comune Castrovillari)
Durante il periodo del monitoraggio, sono stati effettuati rilievi delle temperature
settimanali e, tramite i bollettini emessi dall’arpacal Calabria, delle precipitazioni.
Nel periodo del monitoraggio si sono riscontrati attacchi della mosca, in percentuale
diverse tra aziende, in alcune l’attacco si è presentato in percentuale significativa inducendo a intervenire. I bollettini fitosanitari sono stati 14 con termine il 20 ottobre.
86
In provincia di Viterbo (Comuni Montefiascone e Viterbo)
Cinque sono state le aziende seguite dal programma in Provincia di Viterbo, due in
agro del comune di Viterbo e tre in quello del comune di Montefiascone.
Durante la stagione si è evidenziata una notevole attività dell’insetto adulto, ma il
danno arrecato dalle larve nelle drupe è risultato contenuto. Ciò sicuramente a causa
dell’andamento stagionale caratterizzato da una estate estremamente calda, con temperature ben al di sopra di 35/36 gradi per lunghi periodi e da scarse precipitazioni.
Solo dopo la metà di settembre si sono riscontrati due casi in cui il danno ha superato la soglia di intervento per i quali si è consigliato di procedere ad un trattamento a base di rame o di dimetoato. La stagione della raccolta è iniziata con circa due
settimane di anticipo. I bollettini fitosanitari sono stati 13 con termine il 9 ottobre.
In provincia di Latina (Comuni Cori e Rocca Massima)
L’attività di monitoraggio vera e propria ha avuto inizio del mese di luglio, con i prelievi settimanali di campioni di drupe e monitoraggio delle trappole. Già in questa
fase le olive di alcuni degli appezzamenti sottoposti a monitoraggio mostravano i
segni di un attacco precoce di mosca olearia (punture sterili).
Nel corso dei mesi di luglio e agosto le elevate temperature e la siccità non sono
state sufficienti a contenere l’infestazione attiva al di sotto della soglia economica di
intervento e, in entrambi i mesi, è stata comunque raggiunta la soglia di intervento
in alcuni degli oliveti sottoposti a monitoraggio, ed è stata quindi data indicazione
ai produttori di effettuare trattamenti per il contenimento del parassita.
Nel corso dei mesi di settembre, ottobre e novembre si assiste ad un progressivo
abbassamento delle temperature, con, in particolare, un brusco calo nella seconda
metà del mese di ottobre; fino al mese di novembre non si verificano, comunque
diminuzioni di temperatura tali da arrestare lo sviluppo del parassita. Le prime precipitazioni della stagione, verificatesi nel mese di settembre, facilitano il diffondersi del parassita, e, nel corso dei tre mesi, si rende necessario effettuare un secondo
trattamento in tutti gli appezzamenti.
Nel corso del mese di novembre due dei produttori effettuano una prima fase di raccolta destinata alla produzione di “oliva bianca” (olive di varietà Itrana lavorate
prima dell’invaiatura). Alcuni dei produttori, che affiancano la produzione di olio a
quella delle olive da mensa, nello stesso mese danno inizio alla raccolta. L’attività
di monitoraggio della mosca termina nel mese di dicembre.
La stagione nel complesso può dirsi conclusa positivamente. Occorre osservare che,
nonostante le elevate temperature medie e massime riscontrate per buona parte della
stagione estiva, si sono resi comunque necessari più trattamenti con fitosanitari per
il controllo della mosca, probabilmente a significare la presenza di un forte bacino
di popolazione del parassita. I bollettini fitosanitari sono stati 19 con termine il 28
novembre.
87
In provincia di Roma (Comuni Moricone e Montorio Romano)
La presenza di mosca è risultata assente o comunque al di sotto della soglia di intervento nel periodo Giugno – Agosto, periodo in cui le temperature si aggiravano tra
i 24- 40 gradi con un tasso di umidità nella norma e con precipitazione occasionali e brevi.
Nei mesi di settembre ed ottobre, invece, con l’arrivo delle prime piogge persistenti e con l’abbassamento delle temperature che hanno variato da 18 a 28 gradi e con
tasso di umidità elevata, si sono verificate le prime catture rilevanti di mosca che
hanno giustificato un trattamento fitosanitario. I bollettini fitosanitari sono stati 15
con termine il 19 ottobre.
Monitoraggio dello stato di maturazione delle olive.
Nella fase di monitoraggio dello stato di maturazione, sono stati prelevati campioni
di olive per verificare il grado di inolizione. Per verificare il momento ottimale di
raccolta delle olive è stato impiegato l’indice di invaiatura dell’epidermide, che è
stato calcolato con la seguente formula:
0 = olive verdi;
1 = olive pigmentate su meno del 50% della superficie;
2 = olive pigmentate su più del 50% della superficie;
3 = olive completamente pigmentate in superficie;
4 = olive pigmentate anche in profondità;
i = classe di colore considerata;
ni = numero di olive per classe di colore;
N = numero totale di olive.
88
Il momento ottimale per la raccolta delle olive è dunque individuato nel momento
in cui le olive presentano una pigmentazione (invaiatura) del 50% della superficie
epidermica.
Divulgazione dell’attività svolta
L’Associazione, nell’ambito della divulgazione dell’attività svolta pubblicata sul
proprio sito in versione pdf.
riferimenti, sia legislativi che non, relativi agli aspetti operativi della progettualità
realizzata. Sono stati anche pubblicati i bollettini relativi al monitoraggio dei parassiti dell’olivo, ed in particolare modo della mosca.
89
7.6
La Puglia
L’obbiettivo del programma, che era quello di recuperare, reltà locali che oramai
avevano presa la strada dell’abbandono, ottenendo degli ottimi successi.
I produttori soci, hanno continuato, anche per questa I° annualità svolgere attività
colturali, sotto indiazione dei tecnici per il recupero degli oliveti in fase di abbandono e miglioramento delle condizioni di coltivazione.
La Società Cooperativa Olivicoltori A.C.L.I. nell’ambito del Reg.Ce 867/2008: ha
continuando ad essere presente, affinché i soci aderenti al programma sotto indicazioni dettate dai professionisti hanno eseguito interventi mirati al recupero e miglioramento della qualità dell’olio prodotto.
L’abbandono degli oliveti ubicati nelle zone marginali è un fenomeno sempre più
frequente dettato dall’antropizzazione dell’umo, e dall’esodo verso i centri sempre
più grandi della Provincia, questo è dovuto principalmente dai costi elevati per
gestire le realtà locali con una ortograficamente svantaggiate.
Una tale problematica è sempre più accentuata soprattutto nelle aziende di piccole
dimensioni, situazione riscontrabile sulla gran parte del Gargano, sia il versante settentrionale che meridionale.
Azioni previste.
Èstato previsto nel programma locale della I° annualità, che è stato appena concluso, con interventi di recupero, e miglioramento delle condizioni di coltivazione “in
particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo- di raccolta- di consegna e magazzinaggio delle olive prima della trasformazione”, attuati nell’annata agraria
2009/2010, un’anno di attività nell’ambito delle provincia di Foggia “agro di
Mattinata”, ove complessivamente 14 operatori olivicoli che hanno messo a disposizione circa ha 15,00,00, si sono impegnati ad effettuare attività di straordinaria
manutenzione su oliveti secolari o che avessero almeno un età di 50 anni, di grandi
dimensioni e a sesti irregolari.
Lo scopo del programma è stato quello di recuperare il patrimonio olivicolo della
provincia Foggia ed in particolare le aree zonali pocanzi citate, l’importanza strategica è stata quella di assicurare un equilibrato sviluppo dell’intero settore, poiché
90
possano garantire un ringiovanimento dei vecchi impianti (recupero degli oliveti in
stato d’abbandono) e il superamento di alcuni dei principali elementi di debolezza
del territorio ben noti.
Gli interventi attuati sono stati: decespugliamento; arginazione, ristrutturazione dei
muretti a secco, ciglionamenti e potatura ecc., sono, questo gli accorgimenti che si
stanno prendendo in considerazione per evitare il rischio di abbandono e il recupero di queste realtà locali.
Nello stesso tempo è stato possibile tenere conto di un’idonea difesa orografica e
idrogeologica dei terreni collinari, intervenendo con il rifacimento di muri a secco,
ciglionamenti, che caratterizzano le zone in questione, si è provveduto, dove necessario opportuni inerbimenti, ed il ripristinando del sistema di gestione delle acque
superficiali.
Il programma prevedeva interventi su oliveti con piante secolari (in ogni caso di età
superiore a 50 anni) di grossa mole e contenenti esemplari di particolare interesse
e/o a rischio di abbandono.
Gli operatori olivicoli interessati si sono impegnano ad effettuare attività di straordinaria manutenzione e monitoraggio di alcuni parassiti in particolar modo “la
mosca” per il recupero e la salvaguardia degli oliveti.
A fronte di tale impegno assunto dagli operatori del settore è stato previsto l’erogazione di un contributo incentivante direttamente proporzionale alla superficie olivetata recuperata, che aveva intrapreso la direzione dell’abbandono.
I lavori relativi a questi interventi sono stati realizzati direttamente dall’olivicoltore interessato.
Risultati attesi.
Come evidenziato dagli indicatori di efficacia per la misura in oggetto, la gestione
delle aziende selezionate hanno risposto bene allo scopo dell’intervento della I°
annualità, con il recupero di circa ha 09,00,00 in fase di abbandono o prossime
all’abbandono, la realizzazione e ripristino di circa 300 mc di muretti a secco e 650
mt di ciglionamento, ed in fine il recupero di circa 550 piante ad alto valore ambientale, oltre al recupero, l’attività che ha dato dei risultati soddisfacenti è stato il
miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolar modo la lotto contro la
mosca, raccolta, stoccaggio prima della molitura e connessa assistenza tecnica, coinvolgendo 5 produtori reclutati tra quelli più disponibili ad eseguire le direttive dei
tecnici convoti nel programma.
Infine si è auspicato di contribuire ad accrescere non solo il grado di interesse degli
operatori verso il recupero e miglioramento della qualità del prodotto, nello stesso
tempo aumentare il grado di sensibilizzazione delle istituzioni e della società verso
91
il sistema agricolo-produttivo rappresentato da questo patrimonio arboreo di notevole valenza paesagistica, che nel corso del tempo, ha assunto carattere di dominanza ambientale nel nostro territorio, connotando i luoghi con una propria identità e
producendo di volta in volta nuove forme di complessità territoriale.
92
Le attività sono state svolte nel territorio della provincia di Brindisi, con particolare
attenzione alla parte nord della provincia, particolarmente interessata ad una olivicoltura di qualità ed identificata nelle aree dei Comuni di Ostuni, Fasano,
Cisternino, Carovigno, Ceglie, San Michele Salentino, tutti Comuni D.O.P. “Collina
di Brindisi”. Le attività sono state svolte anche nelle aree del sud della provincia e
segnatamente nei Comuni di Oria, Francavilla Fontana e Latiano. Il programma
svolto è servito a implementare la divulgazione, l’informazione e la formazione di
tutte le tecniche colturali che hanno come obiettivo il miglioramento della qualità
dell’olio d’oliva e l’innalzamento culturale degli olivicoltori per la produzione di
olio di qualità.
Altra Azione fondamentale è stata quella di diffondere la cultura per la salvaguardia
e la tutela dell’ambiente, il rispetto del paesaggio degli ulivi secolari, il rispetto per
la salute dei produttori e dei consumatori finali dell’olio d’oliva.
Il futuro dell’agricoltura, in generale, e dell’olivicoltura in particolare si costruisce
assicurando prodotti garantiti e certificati per qualità e sicurezza alimentare.
Il lavoro svolto avrà certamente un riflesso positivo al fine di riportare in etichetta
caratteristiche, qualità e luoghi di origine degli olii di oliva.
A) Finalità
L’Associazione, riconosciuta come Organizzazione di Produttori, nelle Azioni del
Reg. CE 867/2008 ha cercato di realizzare la sua vocazione principale che è quella
di tutela, promozione e valorizzazione dell’olio extravergine di oliva della provincia
di Brindisi, dove la presenza di colture olivicole pregiate, nell’ambito del territorio
della DOP “Collina di Brindisi”, costituiscono un grande patrimonio, riconosciuto e
apprezzato a livello Regionale e Nazionale.
B) Attività di Assistenza Tecnica
L’attività di assistenza tecnica è stata svolta in favore delle Aziende Olivicole e delle
Aziende di trasformazione delle olive. Questa attività è tra le più importanti in quanto tramite i tecnici convenzionati è stato possibile dare assistenza, consigli, verifiche
in campo, svolgere azione di prevenzione e di monitoraggio delle colture olivicole.
Per le Aziende olivicole si è provveduto a selezionare aziende significative per dimensioni e presenza sul territorio al fine di monitorare un territorio di ampie dimensioni.
Si è partiti con il monitoraggio degli agenti patogeni (mosca delle olive e rodilegno)
avviata nel mese di Maggio 2009 e svolta fino a tutto Novembre 2009, per poi pro-
93
seguire con l’implementazione di una serie di azioni mirate al miglioramento dell’impatto ambientale nel settore olivicolo.
Particolare attenzione è stata anche rivolta alle Aziende di trasformazione delle olive
in quanto possono rappresentare punti di criticità per la produzione di qualità.
Il trasporto, lo stoccaggio delle olive e la lavorazione sono stati monitorati per fornire consigli, dare assistenza agli operatori per superare antiche abitudini e implementare azioni virtuose.
Sono stati forniti tanks per lo stoccaggio temporaneo dell’olio, avendo cura che le
olive fossero stoccate in cassoni per conservare l’igiene e la integrità delle stesse in
funzione della lavorazione.
C) Attività svolte
Nella prima annualità sono state svolte tutte le Azioni previste dal programma e particolarmente:
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale
e/o rischio di e abbandono e connessa assistenza tecnica.
L’Azione 2.a è stata finalizzata ad attuare interventi per recuperare e prevenire fenomeni di degrado e abbandono degli uliveti ove questi hanno particolare importanza
per il paesaggio. A tal fine sono stati realizzati interventi su oltre 10 ettari di oliveti
appartenenti ad aziende olivicole con la finalità di promuovere e diffondere interventi di ordinaria e straordinaria gestione dell’oliveto, con tecniche agronomiche
utili al mantenimento e alla salvaguardia degli olivi secolari.
A tal fine sono stati interessati soci della cooperativa Copape molto attivi perché
fossero realizzati interventi per diffondere e promuovere processi attivi di difesa
integrata dell’oliveto. Inoltre sono stati interessati olivicoltori singoli. I risultati sono
stati interessanti e hanno anche riguardato in prosecuzione del precedente
Regolamento Comunitario territori di interesse paesaggistico, archeologico e contenenti insediamenti rupestri di età bizantina, nel comune di Fasano, attuando così la
piena fruibilità dei siti visitati da studiosi, storici e studenti delle scuole superiori.
Nello svolgimento dell’Azione 2.a è stata perseguita la finalità di applicare regole di
produzione basate su criteri ambientali accettati e attuati dai produttori agricoli.
Sono state consigliate una serie di azioni finalizzate al miglioramento dell’impatto
ambientale dell’olivicoltura. L’elaborazione di buone pratiche agricole basate su criteri ambientali adeguati alle condizioni locali è stata perseguita con una specifica
attività di divulgazione tecnica curata dai 4 tecnici dell’Associazione.
La pubblicazione realizzata nel mese di Novembre 2009 del manuale “ULIVI DI
PUGLIA” ha ricevuto un grande interesse e, pertanto, è stata continuata la diffusione con
specifico riferimento ad una corretta gestione agronomica dei terreni, alla salvaguardia
dell’ambiente, della salute pubblica e degli animali. Il manuale di formazione e divulga-
94
zione è stato diffuso tramite la rete dei Servizi delle ACLI, è stato illustrato agli olivicoltori coinvolti nelle Azioni sviluppate. Presso le Sedi Comunali dell’Acliterra
Associazione Professionale Agricola sono iscritti tanti olivicoltori ai quali è stato consegnato il manuale dopo colloquio, avendo suscitato l’interesse alla conoscenza.
L’attività è stata svolta nel preciso interesse di suscitare attenzione per la protezione dell’ambiente e per il mantenimento del paesaggio agrario al fine di conseguire :
- una riduzione degli attuali livelli di erosione e di lavamento, con opportune
modifiche nelle pratiche agricole;
- un utilizzo più razionale dei prodotti chimici per ridurre l’impatto su flora e fauna;
- uno sfruttamento sostenibile delle risorse idriche destinate all’irrigazione;
- una maggiore diffusione di coltivazioni sostenibili e favorevoli all’ambiente con sistemi di produzione biologica ed integrata;
- un recupero degli oliveti ad alto valore ambientale con tecniche innovative
di potatura meccanizzata.
L’Azione 2.a è stata finalizzata anche a promuovere tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio. Sono stati
realizzati “campi pilota” in cui sollecitare l’attuazione di tecniche agronomiche
compatibili con l’ambiente e utili al mantenimento del paesaggio. Ogni tecnico ha
curato circa 25 campi di osservazione, distribuiti nel territorio assegnato e rappresentativi delle varie realtà olivicole. Sono stati così realizzati circa 50 campi nel territorio provinciale, significativi per sollecitare attenzione, sensibilità e aggiornamento necessario per passare da una agricoltura tradizionale ad un modo di condurre le aziende in termini moderni e secondo tecniche colturali innovative.
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Monitoraggio e controllo degli agenti patogeni dell’olivo.
L’Azione di monitoraggio e controllo dei patogeni è stata realizzata dal mese di
Maggio alla fine di Novembre 2009 con lo scopo di monitorare il territorio e segnalare eventuali infestazioni. Ogni tecnico nell’ambito dei propri campi di osservazione, ha installato trappole ai feromoni con un continuo controllo e segnalazione di
attacchi degli insetti e conseguenti trattamenti consigliati. A tal fine sono stati pubblicati n. 19 Bollettini Fitopatologici con cadenza settimanale. L’Azione assidua dei
tecnici, agronomi convenzionati ha consentito di monitorare le aziende e prontamente aggiornarle sui provvedimenti necessari.
Nell’ambito del controllo di filiera si è riscontrata una efficace azione di miglioramento del prodotto con una conseguente produzione di olio di alta qualità. Questo
accertamento è stato possibile effettuarlo su tutti gli olivicoltori soci delle
Cooperative e per i quali il controllo di filiera, dal campo alla molitura delle olive e
lo stoccaggio dell’olio è stato possibile seguirlo con assiduità.
Nell’ambito del programma di miglioramento delle condizioni di raccolta e stoccaggio, miglioratrici della qualità delle olive, è stata svolta un’ampia azione di diffusione fra gli olivicoltori di tecniche di raccolta innovative con l’uso di scuotitori e
ombrelli intercettatori ormai patrimonio delle aziende più significative capaci di
determinare la cascola delle olive e la raccolta anche su reti, senza avere contatto
con il terreno. Si è cercato così di far superare l’antica abitudine di raccogliere il
frutto da terra per caduta spontanea delle drupe.
Nell’ambito dell’Azione sono state realizzate, inoltre, le seguenti attività:
- monitoraggio dello stato di maturazione delle olive da parte dei tecnici
agronomi;
- realizzazione di apposite prove dimostrative con macchine agevolatrici.
Questa è una tecnica che fortunatamente si è molto sviluppata e le Aziende
più significative hanno realizzato notevoli investimenti con l’acquisto di macchine proprie;
- sensibilizzazione presso gli olivicoltori per uno stoccaggio delle olive ed il conseguente trasporto in apposite casse di plastica adatte ed igienicamente controllabili;
- controllo della lavorazione delle olive in frantoio e relativo stoccaggio dell’olio, avendo cura che lo stesso fosse stoccato in appositi contenitori di acciaio inossidabile e una volta analizzato depositato nei silos dedicati.
Questo intervento dal campo al frantoio ha permesso di conseguire notevoli risultati nel miglioramento dell’acidità, delle qualità organolettiche dell’olio, conseguendo ottimi risultati nelle varie analisi che sono state effettuate.
Particolarmente attenta è stata l’Azione di Assistenza tecnica ai frantoi. I tecnici
hanno cercato di sviluppare azioni tendenti a perseguire i seguenti obiettivi:
- ottimizzare le fasi del processo produttivo in modo da ottenere un olio di alta
qualità e meglio rispondente ai gusti dei consumatori;
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- migliorare le condizioni di trasformazione delle olive, nonché di stoccaggio
dell’olio;
- consolidare sistemi di autocontrollo ai fini della sicurezza igienico-sanitaria (Haccp);
- realizzare l’implementazione di sistemi di qualità (norme ISO 9001);
- razionalizzare l’uso degli impianti di estrazione con la finalità di rendere più
economica la conduzione del frantoio;
- far crescere il grado di conoscenza degli operatori addetti agli impiatti di trasformazione;
- favorire l’innovazione tecnologica.
A tal proposito i tecnici dell’Associazione sono stati impegnati nel controllo
di qualità, per garantire il rispetto di quanto previsto nei disciplinari di produzione e
nei manuali di qualità.
E) Conclusioni
A conclusione della prima annualità del Reg. CE 867/2008 si può formulare
una valutazione positiva delle Azioni progettuali svolte.
La riflessione sulla parte del progetto svolto è positiva in quanto è stata attuata un’assistenza diretta alle aziende olivicole e alle cooperative aderenti realizzando
la divulgazione, l’informazione e la formazione di tutte le tecniche colturali che
hanno come obiettivo il miglioramento della qualità dell’olio d’oliva e l’innalzamento culturale degli olivicoltori verso la produzione di olio di qualità, la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, con un sempre maggiore rispetto per la tutela della
salute degli operatori e dei consumatori finali.
Il risultato è ancor più soddisfacente in quanto sono stati verificati i risultati
di un lavoro che ha avviato un processo virtuoso che sicuramente caratterizzerà,
anche in futuro, i comportamenti degli operatori agricoli.
Le Azioni svolte si sono inserite nelle finalità sia dei programmi della
Regione Puglia che della stessa Unione Europea. Alle Aziende Agricole, infatti, è
affidato il presidio del territorio nonché la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.
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Miglioramento ambientale dell'olivicoltura
Azione 2)a Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica
Nell'ambito del settore del miglioramento ambientale le attività svolte si sono concentrate nella zona del Nord barese caratterizzata da un'alta concentrazione di oliveti specializzati a rischio di abbandono. Il costante aumento dei costi di mantenimento degli oliveti e, per contro, i minori ricavi ottenuti dalla vendita delle produzioni
che riscontrano prezzi sempre più bassi sul mercato, hanno reso quello dell'abbandono un fenomeno sempre più frequente in tutte le aree del Mezzogiorno con conseguenti fenomeni di elevato degrado del paesaggio e del terreno.
Le attività hanno avuto pertanto come obiettivo proprio quello di prevenire fenomeni di degrado e si sono concretizzate nel recupero di 18 ettari di oliveti a rischio
di abbandono, appartenenti a 8 diverse aziende e ricadenti nei territori di CORATO
- BISCEGLIE e ANDRIA.
Per l'individuazione delle aziende da coinvolgere nell'azione 2a, è stato predisposto
un manifesto informativo sulle attività previste, affisso in tutti i circoli ACLI territoriali; sono state inviate lettere agli olivicoltori aderenti al CAA ACLI; è stata compiuta altresì una indagine in loco per l'individuazione degli oliveti in stato di abbandono o a rischio di abbandono.
È opportuno a tal proposito evidenziare che la quasi totalità degli oliveti su cui si è
intervenuti era in uno stato di avanzato degrado perchè non curati da svariati anni,
pur essendo allocati in zone ad alto valore paesaggistico-ambientale.
Nella individuazione dei predetti appezzamenti si è tenuto del contesto paesaggistico in cui gli stessi erano allocati; infatti la situazione ante ripristino creava nel contesto colturale della zona, un inquinamento non solo visivo ma anche di tipo
ambientale, oltre al valore paesaggistico in linea con la legge regionale n. 000/000
per la salvaguardia degli oliveti si è cercati nell'individuazione di selezionare gli oliveti di importante valore storico-monumentale.
L'abbandono degli oliveti o la loro estirpazione sta producendo di fatto, fenomeni di
erosione e smottamento del suolo, pericolo di incendi, deturpazione dei paesaggi tradizionali, infatti nella nostra zona si sta assistendo alla cessione da parte di aziende
agricole, ormai esauste, di interi appezzamenti olivetati, per l'istallazione di impianti per la produzione di energia alternativa.
98
Infatti nelle aree di intervento, l'olivicoltura riveste un ruolo fondamentale, non solo
dal punto di vista socio-economico, ma anche dal punto di vista paesaggistico e
idrogeologico svolgendo soprattutto un'azione di salvaguardia ambientale.
Per dare visibilità alle attività avviate si è provveduto a segnalare tali siti attraverso la
realizzazione e collocazione di cartellonistica riportante gli estremi del Regolamento
Comunitario 867/2008, il logo degli Enti finanziatori e dell'Ente terzo attuatore.
Per lo svolgimento dei lavori di potatura straordinaria, decespugliamento, spollonatura, concimazione, arature, trattamenti fitosanitari e quant'altro necessario al ripristino colturale si è ritenuto opportuno ricorrere alle maestranze rese disponibili
dalla Soc. Coop. “MURGIA”.
Gli interventi effettuati sulle aziende selezionate si sono concretizzati in operazioni
colturali preliminari quali; spollonatura e decespugliamento per liberare le piante da
eventuali rovi e poter procedere successivamente alla potatura straordinaria.
Su alcune piante colpite da carie, si è proceduto al taglio della pianta madre e alla
selezione di alcuni polloni idonei alla formazione di nuove piante.
Successivamente sono stati eseguiti interventi di natura agronomica, sulla struttura
del suolo con arature leggere, laddove la morfologia del terreno lo permetteva, e con
azioni di rimozione di erbe infestanti attraverso l'uso di decespugliatori, nelle aziende orograficamente più impervie.
Si è quindi proceduto ad effettuare trattamenti fitosanitari mirati, utilizzando prodotti a basso impatto ambientale e privilegiando l'aspetto nutrizionale delle piante attraverso l'uso di concimi ed intervenendo secondo le necessità con trattamenti contro
la tignola e la mosca al superamento della soglia di intervento.
Nel corso dell'anno sono continuati gli interventi colturali di recupero e mantenimento degli oliveti, con l'eliminazione dei polloni alla base delle piante nonché l'effettuazione di ulteriori arature.
È stato, quindi, eseguito l'interramento sia di piccoli residui della potatura sia di
erbe infestanti per scongiurare eventuali pericoli di incendio e per rendere meno difficoltoso per gli operatori agricoli.
Tutte le operazioni colturali effettuate sono state concordate fra l'Apol ed il tecnico
preposto a seguire l'Azione e gli operatori della cooperativa che hanno giornalmente operato sotto la supervisione dello stesso.
Per quanto concerne le attrezzature utilizzate nell'ambito di tale azione occorre specificare che i mezzi in possesso e/o concessi in comodato all'A.PO.L. sono stati
direttamente utilizzati dalla Soc. Coop. Murgia, ottenendo così una riduzione dei
costi per l'impiego di attrezzature, per ettaro/coltura, ed un incremento di ore lavoro per impiego di mano d'opera.
Ci si è inoltre preoccupati di affidare ad uno studio cine-fotografico tutta l'attività di
documentazione degli interventi per giungere alla realizzazione di un video finale
divulgativo su CD e DVD degli interventi svolti da aprile 2009 a marzo 2010.
99
Non è stato inoltre, trascurato l'aspetto informatico con l'affidamento, ad azienda
specializzata la realizzazione di un sito Internet sulle attività previste dal Progetto,
di facile consultazione e di notevole interesse per l'intero comparto.
Miglioramento della qualità della produzione dell'olio di oliva e delle olive da
tavola
Monitoraggio e controllo della mosca dell'olivo
Nei primi due mesi dall'avvio delle attività riferite all'azione di monitoraggio, controllo e lotta ai parassiti dell'olivo, i tecnici preposti hanno individuato i Comuni di
Andria, Canosa di Puglia, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Corato, Giovinazzo,
Palo del Colle, Bitonto e Ruvo di Puglia Bisceglie quali zone territoriali ideali per lo
svolgimento di tale attività assistenziale, individuando 20 aziende. All'interno di tali
realtà sono state individuate venti aziende olivicole attraverso la diffusione di manifesti divulgativi affissi nei Comuni interessati e l'invio di lettere presso le locali sedi dei
Circoli ACLI. Gli oliveti individuati sono ricadono nell'area delle cultivar “Coratina”
e “Cima di Bitonto” in quanto particolarmente rappresentative della realtà olivicola
locale per caratteristiche pedoclimatiche, varietali, epoca, tipo di impianto e situazione produttiva. Tali aziende opportunamente contattate si sono dichiarate disponibili a
ricevere assistenza tecnica nei campi. I tecnici hanno provveduto preliminarmente al
posizionamento di cartelli informativi e di pubblicizzazione all'ingresso di ogni campo
di monitoraggio. All'interno di ogni campo sono state installate le trappole per il monitoraggio della popolazione dei diversi parassiti su “piante spia” opportunamente indi-
100
viduate; successivamente si sono anche effettuati campionamenti per destinarli all'analisi in laboratorio. Tali piante contrassegnate con un nastro di segnalazione bianco e
rosso. L'attività è quindi proseguita con un monitoraggio a cadenza settimanale dei
principali parassiti.Il monitoraggio ha riguardato in particolare la Bactrocera oleae
(mosca dell'olivo) e la sua attività carpofaga attraverso il controllo del volo con n. 2
trappole a feromoni installate in ciascun campo di osservazione ed il conseguente
campionamento delle drupe. Le aziende sono state costantemente informate della
situazione riscontrata e consigliate su eventuali trattamenti da effettuare. L'analisi dei
campioni, è stata eseguita presso un locale sito a Corato in Via Parini n° 17, individuato dall'Associazione ed attrezzato come laboratorio fornito di binoculare, bisturi, pinzette oltre ai materiali di consumo usuali. L'attività di Laboratorio veniva svolta nei
giorni di mercoledì e venerdì dai tecnici preposti. L'attività svolta, ha così evitato, un
uso indiscriminato di prodotti chimici in quanto l'uso massiccio dei pesticidi nelle coltivazioni intensive pur combattendo i parassiti dannosi, per le produzioni agricole, colpisce inevitabilmente la popolazione di insetti utili riducendo anche il supporto alimentare per gli uccelli andando così a modificare tutti gli habitat naturali. L'uso controllato di prodotti chimici in agricoltura, invece favorisce lo sviluppo di una flora
ricca e di una varietà di insetti che sono un'importante fonte di alimentazione per
diverse specie di uccelli. Nei pochi casi in cui si è reso necessario consigliare l'intervento fitosanitario, sono stati indicati prodotti a basso impatto ambientale consentiti
dalla attuale normativa sulla lotta integrata e/o biologica, suggerendo di porre la massima attenzione nel controllo delle modalità di distribuzione. I dati di monitoraggio
raccolti ed elaborati sono stati divulgati attraverso l'emissione di un Bollettino
Fitosanitario settimanale, distribuito in forma cartacea presso strutture ACLI, frantoi
e farmacie agricole presenti sul territorio; si è utilizzata anche la spedizione del bollettino per posta elettronica. Per una maggiore divulgazione vicina alle nuove realtà
informatiche, i Bollettini Fitosanitari sono stati regolarmente pubblicati e diffusi sul
sito internet dell'Associazione. Tutte le attività svolte dai tecnici sono state documentate previa compilazione di schede giornaliere, riepiloghi mensili e schede aziendali.
101
ASSOCIAZIONE INTERREGIONALE
PRODUTTORI OLIVICOLI
Tel. 099/9707547 - Via Roma, 134 AVETRANA
La finalità del programma è il miglioramento delle caratteristiche qualitative delle
produzioni olivicole e delle tecniche per la salvaguardia e il ripristino di oliveti ad
alto valore ambientale a rischio di abbandono.
L'obiettivo principale delle azioni proposte dal programma è il miglioramento della
qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva, così da assicurare l'adeguamento
alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il settore. Inoltre, tale programma mirava ad incentivare tecniche sempre più sostenibili da un punto di vista
ambientale, anche al fine di mantenere il ruolo dell'olivicoltura nella caratterizzazione del paesaggio delle aree rurali.
Il perseguimento di tali obiettivi rende necessario la razionalizzazione delle tecniche
agronomiche in funzione delle specificità dei fattori climatici, pedologici, storici e
relativi al capitale umano che concorrono alla produzione dell'olio d'oliva e delle
olive da tavola.
Per raggiungere tali obiettivi occorre lavorare con azioni integrate, che riguardano
sia l'introduzione di innovazione nelle diverse fasi della filiera, sia il miglioramento
delle conoscenze e delle competenze dei diversi operatori.
Le attività sono state svolte nel periodo dal 1 aprile 2009 al 15 marzo 2010 per favorire la partecipazione delle aziende olivicole associate alla realizzazione del programma è stata data ampia informazione a mezzo circolari informative ed incontri
tecnici presso la sede sociale a cui hanno partecipato olivicoltori, frantoiani e cultori dell'olivicoltura.
In particolare è stato illustrato il concetto di agricoltura sostenibile secondo l'Unione
Europea: “Un'agricoltura europea sostenibile è il mezzo tramite il quale potremo
garantire alle generazioni future la fruibilità del patrimonio ambientale e delle risorse naturali uniche dell'Europa, nella stessa misura in cui ne usufruiamo oggi”. In
particolare si sono soffermati, inoltre, ad evidenziare l'importanza che nell'attuale
strategia di politica agricola comunitaria e nazionale riveste il ruolo della
Condizionalità, cioè il rispetto delle norme relative all'applicazione dei Criteri di
Gestione Obbligatori(CGO) e delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali
102
(BCAA) per garantire agli agricoltori che percepiscono il premio unico aziendale la
continuità e l'integrale percepimento dello stesso.
Alla fase di individuazione delle aziende olivicole sono seguiti incontri conoscitivi
con i produttori finalizzati alla divulgazione delle diverse attività contemplate nell'attività di Miglioramento dell'impatto ambientale dell'oleicoltura e dell'attività di
Miglioramento della qualità dell'olio d'oliva e la produzione delle olive da tavola.
Nell'ambito del settore delle operazioni collettive per il miglioramento ambientale
le attività svolte si sono concentrate nelle zone delle tre province caratterizzata da
un'alta concentrazione di oliveti specializzati a rischio di abbandono. Il costante
aumento dei costi di mantenimento degli oliveti e, per contro, i minori ricavi ottenuti dalla vendita delle produzioni che riscontrano prezzi sempre più bassi sul mercato, hanno reso quello dell'abbandono un fenomeno sempre più frequente in tutte
le aree del Mezzogiorno con conseguenti fenomeni di elevato degrado del paesaggio e del terreno.
Le attività hanno avuto pertanto come obiettivo proprio quello di prevenire fenomeni di
degrado e si sono concretizzate nel recupero
di circa 140 ettari di oliveti a rischio di
abbandono, appartenenti a 111 diverse
aziende e ricadenti nei territori delle tre province per un numero di 7564 piante.
Il tecnico preposto ha preliminarmente svol-
103
to un laborioso lavoro di individuazione delle superfici oggetto di intervento e attraverso oculati sopralluoghi di campo è pervenuti ad un dettagliato piano di interventi di natura straordinaria, da effettuarsi per ciascuna azienda.
È opportuno a tal proposito evidenziare che la quasi totalità degli oliveti su cui si è
intervenuti erano in uno stato di avanzato degrado perchè non curati da svariati anni,
pur essendo allocati in zone ad alto valore paesaggistico-ambientale.
Nella individuazione dei predetti appezzamenti si è tenuto conto anche del contesto paesaggistico in cui gli stessi erano allocati; infatti la situazione ante ripristino creava nel contesto colturale della zona, un inquinamento non solo visivo ma anche di tipo ambientale.
Infatti nelle aree di intervento, l'olivicoltura
riveste un ruolo fondamentale, non solo dal
punto di vista socio-economico, quale pilastro dell'economia locale, ma incidendo
sostanzialmente anche nell'azione di salvaguardia dell'ambiente.
L'abbandono degli oliveti o la loro estirpazione sta producendo di fatto, fenomeni di
erosione e smottamento del suolo; incendi;
deturpando i paesaggi tradizionali.
Per dare visibilità alle attività da avviarsi si è
provveduto a segnalare tali siti attraverso la
realizzazione e collocazione di cartellonistica
che richiamava gli estremi del Regolamento
Comunitario 867/08, il logo degli Enti finanziatori e dell'Ente terzo attuatore.
Per lo svolgimento dei lavori di campo
(potatura straordinaria; decespugliamento;
spollonatura; concimazione; arature; trattamenti fitosanitari ecc.) sono stati tutti effettuati direttamente dai produttori aderenti al programma, avvalendosi di alcune
attrezzature meccaniche messe a loro disposizione in comodato d'uso
dall'ASS.I.PR.OL ottenendo cosi una riduzione dei costi per l'impiego di attrezzature, per ettaro/coltura.
Il monitoraggio e il controllo della mosca dell'olivo si è concretizzato nell'effettuare un
cadenzato monitoraggio dei principali parassiti dell'olivo con la redazione settimanale
di un comunicato fitosanitario, fornendo agli olivicoltori dati certi sul grado di infestazione rilevato ed impartendo indicazioni sugli eventuali trattamenti da effettuare.
Per ciascun comune si è cercato di individuare campi di osservazione rappresentativi
della realtà olivicola locale considerando le caratteristiche pedoclimatiche, varietali, età
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delle piante, tipo di impianto, situazione produttiva, eventuale presenza di irrigazione.
All'interno di ciascun campo sono state installate le trappole per il monitoraggio
della popolazione dei diversi parassiti, e lungo le diagonali, identificate le piante su
cui sono stati effettuati i campionamenti (generalmente il 5 - 10 % delle piante totali e comunque non inferiori a 10 per campo).
Le “piante spia” sono state contrassegnate con
un nastro di segnalazione e all'ingresso di ogni
campo è stata posta un'apposita tabella identificativa con l'indicazione del regolamento
comunitario nonchè dell'azione attivata.
Complessivamente, sull'intero territorio, sono
stati individuati n. 18 campi di osservazione
per una superficie monitorata di circa 45 ettari.
L'attività di controllo è stata espletata sui
principali parassiti dell'olivo ed in particolare su:
a) Bactrocera oleae (mosca dell'olivo)
Il monitoraggio del parassita è stato effettuato settimanalmente sui campi di osservazione mediante rilievo delle catture degli individui adulti su n. 3 trappole a feromoni
installate in ciascun campo di osservazione e il campionamento delle drupe. Per ogni
campo di osservazione sono state prelevate settimanalmente circa n. 100 drupe su
diverse esposizioni ed altezze delle “piante spia”. Il campione, trasportato in laboratorio è stato sottoposto ad analisi per la verifica del grado di infestazione e riconoscimento dei diversi stadi biologici del parassita (uova, larve di 1°, 2°, 3° età, pupe).
b) Prays oleae (Tignola)
È bene premettere che pur non essendo contemplato nel
progetto nazionale il monitoraggio di tale parassita, lo scrivente ente attuatore ha ritenuto indispensabile procedere a
tale attività in quanto le infestazioni della tignola causano
annualmente, nel nostro contesto olivicolo notevoli danni ai
fini dell'ottenimento di olio di qualità.
È stato effettuato il monitoraggio della generazione carpofaga del parassita attraverso il controllo del volo mediante n. 2
trappole a feromoni installate in ciascun campo di osservazione ed il campionamento delle drupe, con modalità analoghe a quelle previste per la mosca e loro successiva analisi di laboratorio per la verifica del grado di infestazione. Per le attività di monitoraggio si è provveduto a predisporre apposita modulistica cartacea e informatica. Per l'analisi dei campioni sono
stati utilizzati: binoculari, bisturi, pinzette oltre ai materiali di consumo usuali.
Nei casi in cui si è reso necessario consigliare l'intervento con dei trattamenti fito-
105
sanitari, si è provveduto a prescrivere e/o consigliare l'uso di prodotti a basso impatto ambientale, e comunque quelli consentiti dalla attuale normativa della lotta integrata e/o biologica, suggerendo di porre la massima attenzione nel controllo delle
modalità di distribuzione. I trattamenti sono stati effettuati a totale carico degli olivicoltori. Inoltre sono state date informazione e notizie a tutti i produttori associati
alle strutture sui seguenti argomenti:
◆
Informazione sul regolamento comunitario 867/08;
◆
Divulgazione e adozione dei disciplinari di produzione “Dop” e “Biologico”;
◆
Controllo fitosanitario;
◆
Miglioramento delle condizioni di raccolta delle olive;
◆
Miglioramento delle condizioni di raccolta, trasporto e stoccaggio delle olive
al frantoio;
◆
Razionalizzazione dell'impiego di lavoro e mezzi tecnici per rendere più economica la conduzione dell'azienda e del frantoio;
◆
Informazione e assistenza sulla adozione di buone pratiche agricole ecocompatibili;
◆
Informazioni sulle nuove norme nel settore olivicolo;
◆
Implementazione dei sistemi di qualità aziendale norme ISO 9000.
In conclusione è possibile affermare che, in considerazione degli obiettivi iniziali, il
lavoro è stato oltremodo stimolante per il gruppo di lavoro che ha ricevuto apprezzamenti e risposte di compiacimento da parte degli agricoltori e operatori coinvolti.
È stato utile notare come con l'utilizzo di tecniche appropriate, l'istruzione mirata, e
con la presenza dei tecnici in campo, si sia potuto realizzare un adeguamento degli
uliveti e stimolare una efficace redditività oltre, che una migliore qualità del prodotto. È auspicabile aspettarsi che per le annualità seguenti l'efficacia degli interventi
sia ancor più incisiva e maggiormente partecipata coinvolgendo altri soggetti della
filiera, affinché con un'azione sinergica si possa contribuire a valorizzare e conservare un patrimonio quasi esclusivo.
106
ATE PR O L
Organizzazione dei Produttori Olivicoli
Soc. Coop. Agricola
L'ATEPROL tramite i propri tecnici incaricati ed in collaborazione con le aziende
olivicole associate è impegnata, nella realizzazione delle seguenti attività:
1. Miglioramento dell'impatto ambientale dell'oleicoltura:
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica;
2.
Miglioramento della qualità della produzione dell'olio d'oliva e delle
olive da tavola
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con
la lotta contro la mosca dell'olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Pertanto l'A.TE.PR.OL Soc. Coop.va Agr ha avviato le attività inerenti il Progetto
Reg. CE 867/08 con l'individuazione di un nucleo di tecnici, con esperienza maturata in questo tipo di progetti e con un curriculum professionale ricco di esperienze
concretizzate nel campo olivicolo i quali si sono impegnati a svolgere le diverse attività previste nel suddetto progetto.
Per favorire la partecipazione delle aziende olivicole associate alla realizzazione del
programma, è stata data ampia informazione a mezzo di manifesti, circolari e missive.
Non sono mancate le richieste di adesione presentate presso codesta Associazione
da parte di molte aziende, che sono state accolte dal personale tecnico incaricato.
I Tecnici incaricati dall'A.TE.PR.OL con la loro presenza hanno fornito assistenza
ed indirizzo agli operatori sulle diverse tecniche colturali da adottare per garantire
un adeguato sviluppo delle piante, hanno documentato le varie fasi di svolgimento
delle attività e hanno fornito informazioni su problematiche specifiche inerenti sia
aspetti prettamente colturali che legislativi riguardanti l'olivicoltura.
Agli operatori del settore è stata evidenziata l'importanza che rivestono le principali operazioni colturali nella tecnica olivicola per realizzare al meglio il mantenimento degli oliveti tradizionali, di alto valore ambientale, paesaggistico e socio-economico, non solo sul piano dell'innovazione tecnologica, ma anche su quello economico-finanziario per la realizzazione di un olivicoltura di qualità ed eco-sostenibile.
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Con l'ausilio dell'assistenza tecnica fornita dai tecnici incaricati dall’A.TE.PR.OL Soc.
Coop.va sono stati effettuati interventi di manutenzione di oliveti tradizionali, finaliz-
107
zati alla salvaguardia del patrimonio olivicolo dal rischio di incuria ed abbandono con
conseguente distruzione, assicurando un livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla coltura dell'olivo tramite la corretta cura delle piante, secondo quanto previsto dalle norme della Condizionalità sulle Buone Condizioni Agronomiche ed
Ambientale (BCAA) - allegato IV del Reg. CE 1782/03 - Norma 4.3.
L'attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari, di alto
valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di incuria.
Presso le aziende olivicole individuate i tecnici incaricati dall'ATEPROL hanno fornito attività di assistenza tecnica sulle diverse operazioni colturali dell'oliveto dalle
pratiche di lavorazione del terreno, alla potatura ed alla raccolta delle olive; in merito a tali pratiche sono stati impartiti utili consigli e suggerimenti.
Durante i sopralluoghi in campo sono state verificate le condizioni di salute delle
piante di olivo e lo stato di abbandono, nonché l'età delle piante per poter valutare
la possibilità di effettuare l'intervento di potatura per le aziende olivicole che hanno
richiesto questo tipo di intervento.
In particolare presso le aziende olivicole partecipanti al progetto sono stati effettuati gli interventi di potatura attraverso la eliminazione dei succhioni vecchi di diversi anni, il diradamento della stessa con soppressione di una porzione di rami non
ritenuti più utili per la corretta gestione dell'albero.
L'apporto dei tecnici ha contribuito all'applicazione di criteri di potatura razionali
adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti all'iniziativa, i quali
inoltre hanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali.
Tutta l'attività dei tecnici svolta è stata documentata con l'apposita modulistica inerente il Progetto, in particolare sono state compilate le schede aziendali, le schede di
attività giornaliera e per ogni azienda è stato prodotto un fascicolo contente la documentazione catastale (visure, planimetrie e orto-foto) nonché la documentazione
fotografica riportante le piante prima e dopo l'intervento di potatura.
Inoltre, l'apporto dei tecnici ha contribuito all'applicazione di criteri di coltivazione
razionali adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti all'iniziativa,
inoltre fanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale gestione del suolo, per la protezione della falda acquifera superficiale e profonda da inquinamenti da fonti agricole ed in particolare dai nitrati, per la tutela dell'habitat e la valorizzazione della biodiversità della flora e della fauna selvatica.
In funzione delle richieste di partecipazione a questa azione inoltrate a codesta
Associazione sono state selezionate le aziende aventi oliveti di età adulta e nelle
condizioni di usufruire degli interventi di potatura.
Nell'ambito di questa azione si è realizzato un incontro tecnico che ha riguardato
principalmente i temi relativi alla potatura degli oliveti adulti, in particolare sono
108
state divulgate le tecniche di potatura finalizzate al mantenimento ed alla salvaguardia degli oliveti adulti e secolari che hanno un'alta valenza paesaggistica ed ambientale ed un'importanza per la stessa olivicoltura.
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la
lotta contro la mosca dell'olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle
olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
L'A.TE.PR.OL attraverso le risorse stanziate nell'ambito dell'Azione 3.a del Reg. Ce
867/08 ha cercato di diffondere tra gli operatori del settore, le tecniche di raccolta
del prodotto dalla pianta e di magazzinaggio delle olive con l'obiettivo di salvaguardare e migliorare le caratteristiche qualitative.
L'azione ha previsto le seguenti attività:
1)
prove di raccolta con macchine agevolatrici;
2)
miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle
olive attraverso l'utilizzazione di appositi contenitori,
109
3)
4)
miglioramento della conservazione dell'olio,
attività di divulgazione dei risultati
Le attività sono state effettuate in via sperimentale su aziende pilota.
L'azione si propone di migliorare la qualità dell'olio di oliva attraverso l'introduzione di modalità ottimali di consegna e magazzinaggio delle olive. In particolare
l'obiettivo e quello di accorciare i tempi tra la raccolta e la molitura delle drupe,
migliorando al contempo le modalità di trasporto e stoccaggio delle olive.
Presso le aziende partecipanti a tale azione i tecnici, durante i sopralluoghi in
campo, hanno individuato gli appezzamenti su cui fare la raccolta tradizionale e
quelli su cui fare la raccolta con l'ausilio delle macchine agevolatrici.
Avvalendosi dei tecnici impegnati nel servizio di assistenza tecnica, l'ATEPROL ha
potuto svolgere un'interessante azione rivolta su più attività quali:
- monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
- realizzazione della raccolta con macchine agevolatrici e confront
con la raccolta tradizionale;
- miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle olive
attraverso l'utilizzazione di appositi contenitori finestrati (cassette) che
permettono di limitare i processi di degradazione delle drupe prima della
trasformazione;
- miglioramento della conservazione dell'olio attraverso adeguati contenitori
che salvaguardano eventuali processi ossidativi;
- attività di divulgazione dei risultati.
Durante le fasi relative al trasporto e stoccaggio delle olive e la conservazione dell'olio sono stati utilizzati i bins ed i tank in acciaio di contenimento dell'olio forniti
in comodato dall'UNAPOL di Roma che gestisce direttamente il Progetto ai sensi
del Reg Ce 867/08.
Anche per questa azione, l'attività svolta dai tecnici è stata documentata con le schede aziendali e con le schede di attività giornaliera.
Nell'ambito delle attività divulgative sono stati realizzati n° 3 incontri tecnici e n° 2
prove dimostrative di raccolta con l'ausilio di macchine agevolatrici.
110
A completamento delle attività divulgative ed in relazione all'attività svolta con questa azione, l'ATEPROL ha realizzato con la partecipazione dei tecnici una pubblicazione con l'obiettivo di diffondere tra gli operatori del settore l'impiego correto di
tecniche di raccolta e stoccaggio miglioratrici della qualità delle olive e di miglioramento dello stoccaggio dell'olio in azienda.
111
Organizzazione dei Produttori Olivicoli
“O.P. ALPAS” Soc. Coop. Agricola
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale
e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Con l’ausilio dell’assistenza tecnica fornita dai tecnici dell’organizzazione O.P.
ALPAS sono stati effettuati interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione di
oliveti tradizionali secolari e di particolare interesse, finalizzati alla salvaguardia, al
recupero ed al mantenimento del patrimonio olivicolo dal rischio di incuria ed
abbandono con conseguente distruzione, assicurando un livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla coltura dell’olivo tramite la corretta cura delle
piante, secondo quanto previsto dalle norme della Condizionalità sulle Buone
Condizioni Agronomiche ed Ambientale (BCAA) - allegato II del nuovo
Regolamento comunitario n. 73 del 19 gennaio 2009, che ha abrogato il vecchio
Reg. CE 1782/2003.
L’attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari, di alto
valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di incuria. Negli oliveti delle aziende partecipanti all’azione sono stati effettuati i seguenti interventi per il miglioramento dello
stato fitosanitario e vegetativo delle piante: eliminazione della vegetazione spontanea indesiderata sviluppatasi nell’oliveto, decespugliamento e
la spollonatura al pedale delle piante, riequilibrio dello sviluppo fisiologico della
chioma sia attraverso la eliminazione dei succhioni vecchi di diversi anni, sia attraverso il diradamento della stessa con soppressione di una porzione di rami e non
ritenuti più utili per la corretta gestione dell’albero.
L’apporto dei tecnici ha contribuito all’applicazione di criteri di potatura razionali
adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti all’iniziativa, i quali
inoltre hanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali, per la protezione della falda acquifera superficiale e profonda da inquinamenti da fonti agricole ed
in particolare dai nitrati, per la tutela dell’habitat e la valorizzazione della biodiversità della flora e della fauna selvatica e per il ripristino e la salvaguardia dei manufatti in pietra calcarea, elementi caratterizzanti il paesaggio rurale salentino, che
danno ospitalità a specie animali e vegetali autoctone; il tutto in linea con le norme
della Condizionalità sui Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) - allegato III del
Reg. CE 73/2009.
Nell’ambito delle attività relative al Miglioramento dell’impatto ambientale dell’oleicoltura, da realizzarsi in conformità al Programma ai sensi del Reg. CE 867/08,
questa Organizzazione ha ritenuto opportuno realizzare e divulgare il manuale “La
112
Conduzione Ecosostenibile dell’Oliveto”, con un capitolo dedicato esclusivamente
alla “Potatura dell’Olivo”, quale tecnica colturale fondamentale per coniugare lo
sviluppo dell’olivicoltura con la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, nuova frontiera della politica agricola comunitaria. Si illustrano i criteri di scelta delle tecniche
di potatura che devono essere praticate per realizzare al meglio il mantenimento
degli oliveti tradizionali, patrimonio di inestimabile valore ambientale, paesaggistico e socio-economico, non solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma anche su
quello economico-finanziario.
Questo manuale costituisce il materiale didattico ed informativo a disposizione delle
aziende aderenti e dei soci che hanno partecipato agli incontri tecnici ed ai corsi di
aggiornamento tenuti sull’argomento.
I risultati degli interventi sono documentati da apposita documentazione fotografica
e dalle schede tecniche compilate dai tecnici incaricati.
L’azione ha interessato nn. 13 aziende olivicole, per un totale di Ha 90 circa e piante 6.198
113
Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su criteri
ambientali adatti alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e la sorveglianza della loro applicazione pratica.
Come previsto dal Contratto di affidamento stipulato con UNAPOL e comunque
consapevole della necessità di dover assistere i soci nell’apprendimento, nell’applicazione e nel rispetto delle norme sulle buone condizioni agronomiche ed ambientali, la O.P. ha realizzato l’azione in due fasi:
- fase 1) Elaborazione e realizzazione della pubblicazione “La Conduzione Eosostenibile
dell’Oliveto”, finalizzata alla divulgazione della norma applicativa del regime della
Condizionalità (Criteri di Gestione Obbligatori – CGO – e Buone Condizioni
Agronomiche ed Ambientali – BCAA) per gli aiuti diretti alle aziende agricole.
Questa pubblicazione contiene al suo interno un intero capitolo denominato “Norme
per la Conduzione Ecosostenibile dell’Oliveto”, che costituisce il Disciplinare predisposto nell’ambito dell’attività di che trattasi. Le norme relative alla
Condizionalità sono disciplinate dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole
e Forestali n. 12541 del 21 dicembre 2006 e della Deliberazione di Giunta regionale n. 2460 del 16 dicembre 2008, che hanno recepito le direttive comunitarie in
materia, contenute negli allegati II e III del nuovo Regolamento comunitario n. 73
del 19 gennaio 2009, che ha abrogato il vecchio Reg. CE 1782/2003.
Questa realizzazione, strumento di formazione ed informazione, è indirizzata in
primo luogo agli olivicoltori quale valido supporto nell’applicazione degli impegni
obbligatori definiti dalla nuova Politica Agricola Comunitaria che indirizza sempre
più l’olivicoltura verso la produzione sostenibile.
Al tal fine il disciplinare è preceduto da un apposito capitolo denominato ”La
Strategia Agroambientale della Unione Europea”, che attraverso le varie tappe di
riforma della PAC, giunge alla disciplina del regime di Condizionalità, dettando le
norme applicative del disciplinare che sono oggetto di monitoraggio e sorveglianza
della loro applicazione pratica presso le aziende olivicole associate da parte dei tecnici incaricati.
- fase 2) Attività di divulgazione e sorveglianza presso le aziende agricole. Nel corso
dell’attività la Organizzazione ha promosso nn.14 incontri tecnici, a cui hanno partecipato mediamente 20 olivicoltori, finalizzati alla divulgazione del Disciplinare ed
all’aggiornamento degli olivicoltori sulla PAC, sulle norme relative alla applicazione della disciplina della condizionalità al regime di pagamento dei premi unici
aziendali, su tecniche agronomiche finalizzate alla protezione dell’ambiente ed al
mantenimento del paesaggio e su tecniche di potatura per il recupero degli oliveti ad
alto valore ambientale.
Tali concetti sono contenuti nel disciplinare di produzione elaborato, che costituisce il materiale didattico e informativo messo a disposizione di tutti gli associati.
114
PROGRAMMA DEI CORSI
La strategia agroambientale nella Politica Agricola Comunitaria
Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura
Illustrazione delle norme applicative del regime della Condizionalità per gli
aiuti diretti alle aziende agricole: Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e
Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA)
Disciplinare sulle Norme per la Conduzione Ecocompatibile dell’Oliveto.
Tecniche di Potatura per il recupero degli Oliveti ad Alto Valore Ambientale.
CALENDARIO DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO SVOLTI
L’attività di sorveglianza in campo si è concentrata sulla applicazione e sul rispetto
delle norme sulle buone condizioni agronomiche ed ambientali presso gli olivicoltori partecipanti alle azioni 2 a) e 3 a) oltre ad altre 10 aziende partecipanti ai corsi,
per un totale di nn.34 aziende e un totale di Ha 600 circa. I tecnici hanno illustrato
115
sistemi di gestione del suolo, difesa, raccolta e trasformazione a basso impatto
ambientale allo scopo di diffondere sul territorio e tra gli operatori della filiera olivicola la conoscenza di tecniche agronomiche alternative che, pur mantenendo la
redditività e la competitività del settore agricolo, garantiscano la conservazione
degli habitat, della biodiversità e del paesaggio, secondo le direttive dell’Unione
Europea per lo sviluppo sostenibile del settore agricolo. I tecnici hanno illustrato,
inoltre, il regime sanzionatorio relativo all’inosservanza delle norme imposte che,
sia per un’azione contraria che per un’omissione dell’agricoltore beneficiario, può
comportare la perdita del diritto al pagamento dell’intero aiuto spettante.
L’applicazione della condizionalità, infatti, investe l’intera attività e struttura aziendale, anche quelle attività e superfici per le quali non sussistono pagamenti diretti.
La riduzione dell’aiuto, fino al suo completo annullamento, tiene conto della gravità, portata, durata e frequenza dell’infrazione commessa.
116
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive
prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica – Monitoraggio e controllo della mosca dell’olivo.
La lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) rappresenta il principale problema
fitosanitario in olivicoltura, costituendo una delle fasi più delicate dell’intero processo produttivo. La difesa deve quindi essere particolarmente attenta, perché eventuali errori comportano danni di tipo quantitativo e qualitativo. Si assiste infatti ad
una perdita di produzione per la polpa delle olive mangiata dalle larve che scavano
gallerie all’interno, e per la cascola precoce che riduce il prodotto trasformabile.
Consistenti attacchi di mosca compromettono inoltre la qualità degli oli prodotti, a
causa della rottura delle cellule con conseguente aumento dell’acidità libera, del
numero dei perossidi, delle fermentazioni, delle ossidazioni e delle muffe sui fori di
uscita dell’adulto. Tali fenomeni degenerativi determinano nell’olio difetti di avvinazzato, riscaldo, muffa, fino al vero e proprio difetto di “verme”, codificato nella
voce “altri” dal Reg. CE. 640/2008. È quindi molto importante seguire costantemente il livello di infestazione, monitorare la presenza degli adulti con trappole cromotropiche e/o a ferormone, verificare settimanalmente l’ovideposizione nei frutti e lo
stadio di sviluppo delle larve, mediante campionamento di 10 olive per pianta su 1020 piante ettaro, intervenendo con prodotti chimici o biologici solo al superamento
della soglia economica di convenienza. Le strategie di difesa consolidate, basate sui
concetti della lotta guidata e integrata sono sostanzialmente due: larvicida ed adulticida. Per la buona riuscita delle diverse tecniche di difesa è fondamentale seguire
le indicazioni dei sistemi di avvertimento settimanali, bollettini fitosanitari, ed intervenire entro breve tempo dal consiglio di trattamento.
La pubblicazione settimanale dei bollettini fitosanitari scaturisce dall’attività di assistenza tecnica condotta dai tecnici qualificati della O.P. ALPAS. Tale bollettino viene
emesso con l’intento di consigliare il momento più opportuno per intervenire con
metodiche di lotta integrata in modo da ridurre in modo significativo la distribuzione di prodotti chimici di sintesi ed elevare la qualità della produzione olivicola.
Il sistema di monitoraggio è stato organizzato in modo da raccogliere informazioni di
campo e divulgare consigli fitoiatrici in territori omogenei per caratteristiche climatiche e produttive attraverso il coinvolgimento di oleifici cooperativi e frantoi privati.
Sono stati individuati 18 campi di osservazione della superficie complessiva di circa
Ha 33,00 presso nn. 12 “aziende campione”, di cui Ha 18,00 circa oggetto di monitoraggio, su cui sono stati effettuati rilievi e campionamenti per raccogliere i dati
necessari alle emissioni di comunicati fitosanitari che consigliano il momento più
opportuno per intervenire.
Durante i mesi oggetto di monitoraggio (luglio/novembre) sono stati emessi n. 21
bollettini fitosanitari.
117
In tutti i campi oggetto di osservazione nel periodo ottobre/novembre è stata riscontrata una crescente presenza del parassita, tale da superare la soglia di intervento e
consigliare il trattamento fitosanitario, raccomandando di verificare attentamente, in
funzione del previsto periodo di raccolta, il tempo di carenza del prodotto insetticida utilizzato.
Cassette acquistate
118
N. >
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Con l’ausilio dell’assistenza tecnica che è stata fornita dai tecnici incaricati
dall’A.S.P.O Soc. Coop.va sono stati effettuati interventi di manutenzione di
oliveti tradizionali, finalizzati alla salvaguardia del patrimonio olivicolo dal
rischio di incuria ed abbandono con conseguente distruzione, assicurando un
livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla coltura dell’olivo tramite la corretta cura delle piante, secondo quanto previsto dalle norme
della Condizionalità sulle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientale
(BCAA) - allegato IV del Reg. CE 1782/03 - Norma 4.3.
L’attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari,
di alto valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da
sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di abbandono incuria.
L’apporto dei tecnici ha contribuito all’applicazione di criteri di potatura
razionali adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti
all’iniziativa, i quali inoltre hanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali. Inoltre, l’apporto dei tecnici ha contribuito all’applicazione di criteri di coltivazione razionali adeguati alle esigenze economiche
delle aziende partecipanti all’iniziativa, inoltre fanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale gestione del suolo, per la
protezione della falda acquifera superficiale e profonda da inquinamenti da
fonti agricole ed in particolare dai nitrati, per la tutela dell’habitat e la valorizzazione della biodiversità della flora e della fauna selvatica.
L’attività dei tecnici svolta per tale azione è stata documentata con le schede
aziendali e con le schede di attività giornaliera.
In funzione delle richieste di partecipazione a questa azione inoltrate
all’Associazione sono state selezionate le aziende aventi oliveti di età adulta
e nelle condizioni di usufruire degli interventi di manutenzione delle piante
di olivo con la potatura.
119
Nell’ambito di questa azione sono stati realizzati n° 2 incontri tecnici che
hanno riguardato i temi relativi alla potatura degli oliveti adulti, in particolare sono state divulgate le tecniche di potatura finalizzate al mantenimento ed
alla salvaguardia degli oliveti adulti e secolari che hanno un’alta valenza paesaggistica ed ambientale ed un’importanza per la stessa olivicoltura. Gli
argomenti sono stati relativi a:
- tecniche di potatura per il recupero ed il mantenimento degli oliveti
secolari ad alto valore ambientale
- la potatura degli oliveti secolari ed il loro adeguamento alla raccolta
meccanica
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta
contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio
delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
L’A.S.P.O attraverso le risorse stanziate nell’ambito dell’Azione 3.a del Reg.
Ce 867/08 intende diffondere tra gli operatori del settore la raccolta del prodotto dalla pianta e di immagazzinaggio delle olive con l’obiettivo di salvaguardare e migliorare le caratteristiche qualitative.
L’azione prevede le seguenti attività:
1) prove di raccolta con macchine agevolatrici;
120
2) miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle olive
attraverso l’utilizzazione di appositi contenitori;
3) miglioramento della conservazione dell’olio;
4) attività di divulgazione dei risultati;
le attività sono state effettuate su due aziende pilota, in tali aziende l’attività
è consistita nell’intervenire sulle fasi di raccolta, stoccaggio e trasporto delle
olive, nonché sulla conservazione in azienda dell’olio ottenuto.
Con l’ausilio dei tecnici incaricati dall’A.S.P.O è stata fornita l’assistenza
tecnica in campo presso le aziende olivicole individuate per tale azione.
Presso le aziende partecipanti a tale azione, i tecnici, durante i sopralluoghi
in campo, hanno individuato gli appezzamenti su cui fare la raccolta tradizionale e quelli su cui fare la raccolta con l’ausilio delle macchine agevolatrici.
Con la realizzazione di tale azione si è cercato di migliorare la qualità dell’olio di oliva attraverso l’introduzione di modalità ottimali di consegna e
magazzinaggio delle olive.
In particolare l’obiettivo è quello di favorire l’accorciamento dei tempi tra la
raccolta e la molitura delle drupe, migliorando al contempo le modalità di trasporto e stoccaggio delle olive.
Avvalendosi dei tecnici impegnati nel servizio di assistenza tecnica, l’ASPO
ha potuto svolgere un’interessante azione rivolta su più attività quali:
- monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
- realizzazione della raccolta con macchine agevolatrici e confronto
con la raccolta tradizionale;
- miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle
olive attraverso l’utilizzazione di appositi contenitori finestrati (cassette) che permettono di limitare i processi di degradazione delle drupe
prima della trasformazione;
- miglioramento della conservazione dell’olio attraverso adeguati contenitori che salvaguardano eventuali processi ossidativi;
- attività di divulgazione dei risultati.
Per quanto riguarda le fasi relative al trasporto e stoccaggio delle olive e la
conservazione dell’olio, sono state effettuate mediante le cassette finestrate
ed i tank in acciaio di contenimento dell’olio forniti in comodato
dall’UNAPOL di Roma che gestisce direttamente il Progetto ai sensi del Reg
Ce 867/08.
Anche per questa azione, l’attività svolta dai tecnici è stata documentata con
le schede aziendali e con le schede di attività giornaliera.
121
Nell’ambito di questa azione sono stati realizzati n° 3 incontri tecnici che
hanno riguardato i temi relativi alle principali tecniche di raccolta delle
olive, il miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle
olive ed il miglioramento della conservazione dell’olio, inoltre sono state realizzate n° 2 prove dimostrative di raccolta con l’ausilio di macchine agevolatrici.
A completamento delle attività divulgative ed in relazione all’attività svolta
con questa azione, l’ASPO ha realizzato con la partecipazione dei tecnici una
pubblicazione con l’obiettivo di diffondere tra gli operatori del settore l’impiego correto di tecniche di raccolta e stoccaggio miglioratrici della qualità
delle olive e di miglioramento dello stoccaggio dell’olio in azienda.
122
7.7
La Sicilia
Associazione Interprovinciale Produttori Olivicoli Siciliani - Soc. Coop.
Aderente all’U. N. A. P. OL.
Nelle zone interne della Sicilia, a prevalente composizione territoriale montana e
collinare, si assiste ancora oggi ad un lento e costante spopolamento delle aree
agricole e dei centri urbani minori dovuto ai continui aumenti dei costi di gestione
aziendale non sempre bilanciati dai ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli.
Come conseguenza di ciò si accentua il degrado ambientale e il depauperamento del
patrimonio rurale, privando le generazioni future di quel patrimonio, anche di tradizioni, che caratterizzano da secoli la cultura contadina di questa porzione di Sicilia.
Il progetto complessivo, per quanto riguarda l'azione 2.a), ha così interessato 4
aziende situate nel comprensorio della valle del fiume Alcantara, nei comuni di
Motta Camastra e Malvagna, entrambi ricadenti nel territorio della provincia di
Messina. Tali aziende sono dislocate in un territorio che presenta notevoli valenze
di natura ambientale e paesaggistica, ed alcune delle aziende interessate, ricadono in
aree tutelate (Ente Parco fluviale dell'Alcantara) o in aree Natura 2000.
Il territorio, infatti, splendido sotto l'aspetto paesaggistico, alterna ampie superfici
dove predomina una copertura arborea, cui si alternano aree agricole destinate ad
oliveti, oltre che a vigneti, agrumeti ed colture ortive.
La fase preliminare del progetto ha previsto, la conoscenza delle condizioni stazionali dell'area oggetto d'intervento.
Il clima della zona rientra nei parametri tipici mediterranei, caratterizzato da un irregolare regime pluviometrico, costituito da estati molto secche e precipitazioni per lo
più concentrate nel periodo autunno-invernale.
In base ai dati desunti dall'atlante di idrologia agraria per la Sicilia, le precipitazioni variano tra gli 800 e i 1000 mm./annui, distribuiti prevalentemente per l'80% circa
nel periodo autunno - inverno (Ottobre-Aprile) e per il 20% nel periodo primaverile - estivo (Maggio-Settembre).
La temperatura media annua è di 17°C. circa e le temperature medie più basse, si
verificano nei mesi di Dicembre, Gennaio, Febbraio e Marzo, durante i quali possono essere raggiunti, tuttavia, estremi minimi assoluti prossimi o inferiori allo zero
termico.
Luglio ed agosto risultano i mesi più caldi, con una temperatura media che si aggira intorno ai 28-30° C., con picchi anche più significativi.
123
Nei mesi invernali è presente la neve che raggiunge i 5-10 cm. in media di altezza,
per una durata circa di 2-3 giorni complessivi.
Temperatura e piovosità, pur rappresentando dei fattori limite alla vegetazione,
rispettivamente in inverno e in estate, non manifestano gli eccessi tipici della bassa
collina, dove soprattutto in corrispondenza del periodo estivo, si ha un arresto della
vegetazione per mancanza assoluta di precipitazioni.
Le ditte individuate quest'anno per l'esecuzione dei lavori ricadono in un territorio
che si sviluppa tra le quote di circa 250 m slm dell'azienda situata a quota inferiore
ed i 650 m slm dell'azienda situata a quota maggiore.
I terreni in base alla carta pedologica della Sicilia sono classificati come regosuoli,
suoli bruni andici, suoli bruni lisciviati e traggono origine prevalentemente, da rocce
arenacee e argillose, intercalate da calcari. La presenza dei litosuoli e della roccia
affiorante è limitata a poche aree marginali scarsamente accessibili.
Il recupero dei terreni agricoli, contribuisce attivamente al miglioramento delle funzioni ambientali, nei riguardi della componente prettamente protettiva (difesa e
conservazione del suolo, riequilibrio).
L'azione “Miglioramento dell'impatto ambientale dell'olivicoltura” ha riguardato
l'individuazione sul territorio di oliveti in stato di degrado, dovuto alla mancanza
delle normali cure colturali, per una loro successiva fase di recupero. È stata data
priorità nella scelta delle aziende, a quelle caratterizzate dalla presenza di piante plurisecolari di alto valore storico - paesaggistico - ambientale, che si trovavano in forte
stato di abbandono e di conseguenza soggette al fenomeno degli incendi che annualmente si ripropone nel comprensorio in esame.
L'abbandono ha condotto nel tempo ad avere situazioni di elevato degrado, sia delle
caratteristiche fisiche del terreno, sia del paesaggio stesso, con tutti i rischi connessi, dovuti ai fenomeni d'erosione e al rischio d'incendio.
La prima fase del lavoro, effettuata nel periodo giugno-agosto, è stata dedicata alla
raccolta in campo delle informazioni generali del terreno oggetto d'intervento correlata da una raccolta fotografica dopodiché per ciascun oliveto durante i sopralluoghi, sono state quantificate le spese per il suo recupero in collaborazione con la ditta
che si è occupata dei lavori.
Dall'indagine territoriale effettuata negli oliveti, si è riscontrata la necessità di intervenire in primo luogo attuando la ripulitura del terreno dalla vegetazione infestante,
riducendo così i fattori futuri d'innesco d'eventuali incendi, intervenendo poi direttamente sulla pianta tramite una potatura di riforma delle branche principali e una
spollonatura alla base del fusto, al fine di ripristinare il normale stato fitosanitario
capace di garantire sia una buona produzione e sia limitare il diffondersi di malattie
connesse all'abbandono.
Il lavoro di recupero degli oliveti, specialmente per la corretta esecuzione stagionale della potatura di riforma, si è svolto tutto nel periodo invernale, subito dopo la
124
fine della campagna di raccolta e di conseguenza si è passati al lavoro di ripulitura
dalla vegetazione infestante ed alla successiva eliminazione della biomassa accumulatasi nel terreno.
I risultati ottenuti con la realizzazione del progetto si sono distinti in:
1)
Tutela e valorizzazione di un contesto territoriale caratterizzato da grande
valore naturalistico e grande valenza ambientale che purtroppo attualmente è sottoposto ad una molteplicità di rischi (abbandono, incendi, desertificazione, degrado
del suolo), che ne compromettono irreversibilmente le caratteristiche ecologiche originarie;
2)
Attuazione delle normali cure colturali e delle pratiche agronomiche in oliveti posti in aree marginali, spesso scarsamente accessibili ai mezzi meccanici, e
pertanto più soggette all'abbandono, tramite operazioni di ripulitura del terreno dalla
vegetazione infestante e potatura di riforma su piante di olivo spesso plurisecolari.
Il tutto finalizzato al recupero di un idoneo livello produttivo.
SINTESI DATI ATTIVITÀ:
125
Anche le attività previste dall'azione 3.a) si sono sviluppate nello stesso comprensorio della valle del fiume Alcantara, nei Comuni di Malvagna, Francavilla di Sicilia,
Motta Camastra, Gaggi e Taormina, per quanto riguarda il territorio della Provincia
di Messina, e nel Comune di Castiglione di Sicilia per quanto riguarda il territorio
della Provincia di Catania.
Tali attività, come già detto, hanno interessato n. 12 aziende per quanto riguarda il
monitoraggio ed il controllo della mosca dell'olivo, e n. 10 aziende per la raccolta
ed il corretto magazzinaggio, trasporto e consegna delle olive all'impianto di trasformazione.
Gli oliveti individuati per il monitoraggio sono stati scelti in territori di diversi
Comuni, proprio perché particolarmente rappresentativi delle realtà olivicole locali
per caratteristiche pedoclimatiche, varietali, epoca, tipo di impianto e situazione
produttiva.
All'ingresso di ciascun oliveto individuato è stata posizionata una tabella con le indicazioni relative alle attività del Progetto, ed all'interno di ogni campo sono state
installate le trappole per il monitoraggio della popolazione di Bactrocera oleae
(mosca dell'olivo). Tale installazione è avvenuta rispettando sempre il rapporto di n.
3 trappole per il primo ettaro di coltura, e di n. 1 altra trappola per ogni ulteriore ettaro o frazione di coltura olivetata, costituente comunque unica e contigua superficie
aziendale. L'installazione è stata peraltro eseguita all'interno della zona medio-alta
delle chiome, al riparo dalla diretta luce solare e dal contatto con rami e foglie, ricercando sempre l'esposizione sopravvento rispetto ai venti predominanti, onde consentire una maggiore diffusione ed efficacia attrattiva del feromone nell'oliveto stesso.
L'attività è quindi proseguita sempre con un monitoraggio a cadenza settimanale per
rinvenire la presenza del parassita e per determinare, sulla base numerica delle catture riscontrate, l'eventuale soglia di intervento.
Il monitoraggio della presenza di Bactrocera oleae (mosca dell'olivo) negli oliveti
individuati, si è svolto dalla seconda decade del mese di luglio fino al mese di ottobre 2009 compreso - fino a quando cioè stavano avendo inizio le operazioni di raccolta - mediante il controllo delle trappole a feromoni installate in ciascun campo di
osservazione ed il conseguente campionamento ed analisi delle drupe. Tali analisi
dei campioni, è stata eseguita direttamente sui luoghi dai due tecnici incaricati.
Le aziende sono state costantemente informate della situazione riscontrata, anche
per consigliare su eventuali trattamenti da effettuare. In merito va però rilevato come
già dalla metà di agosto, le alte temperature non hanno consentito il diffondersi di
infestazioni del parassita, in quanto, come è noto, questo sviluppa le proprie dannose attività riproduttive in presenza di umidità elevata e di temperature giornaliere
ricomprese tra i 20°C ed i 30°C. Il repentino irrigidimento delle temperature rilevato dalla metà di ottobre 2009 in poi, ha definitivamente scongiurato ogni residuo
rischio, tranne che per le Ditte con oliveti ubicati in territorio di Taormina, zona con
126
clima più mite rispetto alle altre località sedi di osservazione, poste all'interno e con
oliveti ubicati ad altitudine riguardevole. Però, anche in tale territorio, la pur più
consistente presenza della mosca dell'olivo rispetto agli altri territori oggetto di
osservazione, non ha giustificato la prescrizione di trattamenti fitosanitari.
Si rammenta poi che particolarmente sensibili all'attacco della mosca sono specialmente le varietà di olive da tavola che, in concreto, sono del tutto assenti o sporadicamente presenti negli oliveti monitorati. Ma pure queste piante, come quelle dell'anzidetto territorio di Taormina, non hanno subito attacchi tali da richiedere
comunque un qualsiasi trattamento.
L'attività svolta ha quindi di fatto evitato un uso indiscriminato di prodotti chimici,
con risparmio diretto delle aziende dal punto di vista economico, e con eccellenti
risultati di rispetto degli habitat e degli equilibri naturali presenti.
Anche per l'aspetto del “Magazzinaggio e consegna delle olive all'impianto di trasformazione entro 48 ore dalla raccolta”, di concerto tra questa Società Cooperativa,
i tecnici incaricati Dott.ri Salvatore Malatino e Currò Gaetano e la Ditta esecutrice
dei lavori, si è provveduto alla concreta esecuzione in campo delle attività dimostrative di raccolta delle olive con macchine agevolatrici, e ciò secondo un calendario
che ha interessato n. 10 aziende nel periodo che va dal mese di novembre 2009 fino
alla metà del mese di dicembre 2009.
Tali attività dimostrative hanno avuto regolarmente e puntualmente luogo presso le
aziende individuate, mostrando la particolare celerità delle operazioni di raccolta e
l'efficienza delle macchine agevolatrici utilizzate. Si è così peraltro pure rilevato
come tale efficienza, venga ulteriormente accentuata in presenza di una corretta coltivazione e di una adeguata potatura delle piante interessate. In particolare, i migliori risultati si ottengono con piante in buono stato vegetativo, le cui chiome non siano
molto intricate e, comunque, siano stimolate, appunto con adeguate potature, a svilupparsi verso l'esterno della pianta rispetto al fusto.
La maggiore celerità delle operazioni di raccolta, con la corretta conservazione del
prodotto nelle idonee cassette aerate, ha permesso, con la ulteriore pronta consegna al
frantoio, di ottenere un olio, oltre che prodotto a costi minori, notevolmente superiore
dal punto di vista qualitativo. Le analisi di oli delle aziende che hanno ospitato le attività dimostrative anzidette, oli prodotti con corrette modalità e tempi ridotti dopo lo
svolgimento delle attività stesse, hanno rivelato una minore acidità rispetto ad oli prodotti dopo un periodo di magazzinaggio delle olive superiore a qualche giorno.
127
Conclusioni
In questo primo anno di attività, gli interventi manutentivi effettuati hanno consentito di poter recuperare alla produzione ed, ancor più al paesaggio, degli oliveti
ormai trascurati e quasi completamente abbandonati dalle aziende interessate.
Ugualmente significativi i risultati economici ed ambientali che sono derivati dal
monitoraggio della Bactrocera oleae (mosca dell'olivo), in quanto si è evitata la tecnica di prevenzione e lotta cosiddetta “a calendario”, cioè il ripetere trattamenti fitosanitari con periodica cadenza, senza alcun oggettivo riscontro della effettiva presenza del parassita in questione.
Particolare apprezzamento le aziende hanno manifestato proprio per la possibilità di
ridurre concretamente gli interventi contro la mosca dell'olivo, riducendoli a quelli
strettamente necessari alla salvaguardia dei frutti.
La notevole riduzione dei costi di raccolta, in presenza di piante bene allevate e formate, mediante l'utilizzo delle macchine agevolatrici, ha inoltre dimostrato come
effettivamente si possono ridurre i costi di raccolta che, com'è noto, incidono fortemente sul costo totale di produzione dell'olio di oliva. Ciò, unito ad un corretto
magazzinaggio delle olive nelle apposite cassette aerate, e con una drastica riduzione dei tempi tra raccolta e molitura delle olive, garantisce un prodotto migliore sotto
tutti i profili, anche dal punto di vista del valore venale di mercato.
Palese è pertanto il miglioramento del prodotto che si potrà ottenere nel prossimo
futuro, sia per effetto delle potature eseguite, e della conseguente più agevole esecuzione delle corrette pratiche agronomiche, specie per quel che riguarda la raccolta dei frutti ed i trattamenti fitosanitari da eseguirsi. Questi ultimi, come si è dimostrato nei campi, possono, in presenza di talune condizioni evitarsi del tutto o, perlomeno ridursi, a totale beneficio del risparmio sui costi di coltivazione, e con minore o nessuna presenza di residui chimici fissi sulle olive.
Specificamente, l'aver sollevato le aziende dai costi di recupero degli oliveti marginali ed in stato di abbandono, oltre all'indiscutibile ed immediato vantaggio econo-
128
mico, fa credibilmente presupporre che gli oliveti in questione, peraltro indicati proprio dalle Ditte stesse per l'intervento, siano nuovamente ripresi ed adeguatamente
coltivati, anche negli anni futuri, nonostante siano posti prevalentemente in zone
interne o caratterizzate da forte pendio, pertanto difficilmente raggiungibili, e quindi, anche per questo, poco redditizi dal punto di vista strettamente economico.
129
APROS soc. coop. / UNAPOL
Cefalà Diana (PA)
Ad iniziare dal mese di Aprile 2009, sono state effettuate delle operazioni colturali
su oliveti siti in 8 aziende agricole, precedentemente individuate, che si trovavano
in stato di forte abbandono, nonostante la loro importanza per l’alto impatto ambientale, per la loro posizione geografica e paesaggistica, (avvalorata per la maggior
parte dalla vicinanza dei fondi in avvallamenti poco antropizzati, anche se abbastanza vicini a dei centri abitati, e pertanto anche da questo ne scaturisce l’importanza della salvaguardia degli ulivi che vi insistono, in considerazione
anche dell’età delle piante, in buona parte secolari.
Gli oliveti in oggetto si trovano in Provincia di Palermo, nei comuni di Misilmeri,
Cefala Diana - Baucina, Misilmeri, Cefala Diana - Marineo, Godrano
Per quanto riguarda la tipologia dei lavori effettuati, nelle varie aziende, l’azione di
recupero, nella totalità, degli oliveti è stata improntata al ripristino del normale stato
vegetativo delle piante, ad un controllo dello stato fito-sanitario e dove era possibile alla fertilizzazione del terreno agrario che le stesse piante occupavano. Le piante
di olivo abbandonate, vegetano in maniera molto irrazionale, spontanea e senza controllo; molte volte le chiome, non agevolano il passaggio della luce e della ventilazione, all’interno delle piante, per cui in esse ristagna, una forte umidità ed in queste condizioni si accrescono agevolmente, malattie da “funghi” come ad esempio il cosiddetto Occhio di pavone “Spiloacea oleagina” che induce un’esagerata, caduta delle foglie
causando un forte squilibrio sullo stato vegetativo delle stesse.
In relazione a questa problematica, sulle piante di ulivo sono stati effettuati interventi
di potatura di riforma, che permettono uno sviluppo più armonico della parte epigea e
allo stesso tempo migliorano indirettamente lo stato fito - sanitario della vegetazione.
Le fronde di risulta della potatura, sono stati allontanati per evitare che parassiti animali del tipo punteruolo dell’olivo “phloeotribus scarabeoides” potessero
insediarsi e procurare dei forti, danni alle piante. Nelle otto aziende, con gli obbiettivi: di arieggiare il terreno circostante alle piante di ulivo e di liberarlo dalle erbe
infestanti si è provveduto ad effettuare delle tillerature o delle scerbature.
Si ritiene, quindi che tutte le varie operazioni colturali sopra descritte siano state sufficienti a garantire il ripristino delle normali condizioni agronomiche degli oliveti
che versavano in stato di forte abbandono.
Per una buone pratica agronomica si sono solleciati i produttor1 ad effettuare anche
altri interventi di cui non è previsto il finanziamento, così:
130
1)Per proteggere la vegetazione dall’eventuale sviluppo di “funghi” e per disinfettare i tagli procurati dalla potatura sono stati effettuati sulle piante dei trattamenti antiparassitari a base di rame, come la “ Poltiglia Bordolese”( nelle dosi indicate in etichetta); il rame, infatti, è un elemento che possiede un ampio spettro d’azione sui suddetti parassiti.
Le piante di ulivo, in prossimità del loro stesso ceppo, ogni anno, sviluppano i
cosiddetti “polloni” ovvero germogli che si accrescono velocemente ed inibiscono,
con il passare del tempo il normale sviluppo delle branche primarie e secondarie
delle stesse piante. Così, nelle piante “non coltivate” dall’uomo, l’emissione e lo
sviluppo di tale vegetazione spesso consentono alle piante di ulivo di rinnovarsi
naturalmente a volte assumendo un aspetto cespuglioso che permette loro di sopravvivere per secoli e in alcuni casi per millenni anche in condizioni ambientali molto
difficili. Così, di solito piante di ulivo colpite da incendi che hanno bruciato la parte
epigea, dopo alcuni mesi emettono nuovi germogli i “polloni” dai ceppi. Il loro
accrescimento, dopo qualche anno, permette una nuova formazione dei fusti e delle
chiome delle piante, garantendo così una perenne vitalità alle piante di olivo. Nelle
otto aziende, sottoposte ad azione di ripristino, le piante di ulivo sono state liberate
dai polloni per permettere uno sviluppo più rapido e intenso della chioma.
2) Negli oliveti delle aziende prima citate, è stato ritenuto opportuno agire anche sull’aumento della fertilità chimica del terreno agrario, occupato dalle piante di ulivo,
apportando del concime ternario “azoto, fosforo e potassio” nella composizione dal
titolo N P K di 20-10-10, arricchiti di alcuni microelementi molto importanti, quali.
Ossido di Magnesio (MgO) 2%, Anidride solforica (SO3)11,5%, Boro (B) 0,02%,
Manganese (Mn) 0,02%, Zinco (Zn) 0,02%, e nelle dosi di circa 5 Kg. per pianta.
131
ASSOCIAZIONE PRODUTTORI OLIVICOLI SICILIA Soc. Coop.
In relazione all’attività 2.a “Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti
ad alto valore ambientale e/o rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica”, i nostri tecnici hanno svolto un dettagliato lavoro preliminare nell’individuazione delle aree, dove attuare il programma, e di conseguenza hanno individuato
tutte quelle aziende di grande spessore paesaggistico, tenendo conto di tutti quei fattori pedo-climatici, ambientalisti della zona.
È stata prestata grande attenzione alle varietà di olivo autoctone, quali la Cerasuola,
la Biancolilla e la Nocellara Del Belice, all’età delle piante, al tipo di impianto e alla
situazione vegetativo - produttiva delle stesse.
Le tecniche agronomiche oggetto degli interventi, negli oliveti interessati all’azione,
sono stati: la potatura, la spollonatura pedale, tutte quelle lavorazioni del terreno per
la rimessa a cultura dello stesso, il decespugliamento, nei casi in cui era impossibile
effettuare le lavorazioni per l’impostazione pedo-geografica del terreno, la trinciatura della legna derivante dalla potatura e interventi per migliorare lo stato fitosanitario degli alberi, quali piani di concimazione e di trattamenti fitosanitari usando prodotti a basso impatto ambientale, quali poltiglia bordolese e concimi organici.
Per quanto riguarda l’efficacia del programma possiamo affermare, valutando i dati
raccolti nelle singole aziende, che lo stato vegetativo delle piante e gli aspetti paesaggistici giudicati inizialmente da scarsi a mediocri, hanno raggiunto, dopo gli
interventi agronomici eseguiti, un livello che si può ritenere senza dubbio buono,
evidenziato dal fatto che le piante sono ritornate ad essere produttive e soprattutto si
trovano ora in un contesto ambientale più agibile.
I lavori sono stati tutti effettuati direttamente dai produttori aderenti al programma,
avvalendosi alcuni delle attrezzature meccaniche, da noi messe a loro disposizione,
detti lavori sono stati monitorati e veicolati dai nostri tecnici, al fine di mettere a
disposizione degli agricoltori, tutte quelle risorse conoscitive e professionali
dell’Assolivo e dei propri tecnici.
I risultati sono stati positivi, rimettendo a regime produttivo aziende che rischiavano l’abbandono e la non produzione, rivalorizzando quelle varietà autoctone
Siciliane di grande valore storico e culturale quali la Cerasuola, la Biancolilla e
Nocellara Del Belice.
Per il primo anno di attività, abbiamo coinvolto n. 27 aziende, per una superficie
132
complessiva di oltre 32 Ha, ed oltre n. 5.200 piante, ubicate nelle province di
Palermo, Trapani e Agrigento.
In dette aziende sono stati raggiunti gli obbiettivi prefissati ad inizio anno, ottenendo grandi gratificazioni sul lavoro svolto, sia da parte degli olivicoltori che da parte
dei nostri tecnici, i quali hanno operato nel rispetto delle regole oggetto del Reg CE
867/08 e del programma triennale UNAPOL.
Abbiamo inoltre provveduto a stampare materiale grafico e illustrativo per la pubblicazione e diffusione delle finalità del programma.
Alla data della presente abbiamo già provveduto a pagare e quietanzare con bonifico bancario, per questa attività, un importo complessivo di euro 70.960,22 + iva.
133
In riferimento all’attività 3.a “Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in
particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di
magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica”, le azioni da noi svolte hanno previsto l’individuazione di n. 20 aziende pilota, con una estensione totale di oltre 25 Ha e più di 6.000 piante di ulivo, con i relativi campi di osservazione, dove sono state installate delle trappole a feromoni, da
noi acquistate a nostro carico e non rendicontate nel Reg CE 867/08, in quanto le
direttive della Regione Sicilia vietano di acquistarle a carico del Regolamento in
oggetto onde evitare la sovrapposizione con il PSR Sicilia, per la cattura ed il monitoraggio della mosca.
L’attività di monitoraggio è consistita nel rilievo delle catture sulle trappole dei
parassiti. In particolare sono stati prelevati campioni di drupe, ed esaminati dai tecnici Agronomi per elaborare dei piani di interventi mirati.
Nei casi dove ci sono stati forti attacchi parassitari si è consigliato di fare trattamenti a
base di insetticidi a basso impatto ambientale con particolare attenzione per gli oliveti a
conduzione biologica, indicando prodotti a base di Piretro o Bacillus Thuringensis.
Una volta rilevati i diversi gradi di infestazione e acquisiti i dati sui principali parametri climatici (temperatura, precipitazioni e umidità relativa) delle aree assegnate,
per due volte al mese mediante una riunione in sede tra i nostri tecnici, è stata fatta
comunicazione tramite un accurato e dettagliato bollettino fitosanitario.
Per quanto riguarda l’efficacia del programma possiamo affermare, che valutando i
dati raccolti nelle singole aziende, dove sono stati effettuati le rilevazioni e i susseguenti trattamenti antiparassitari, sempre dietro una stretta collaborazione tra olivicoltore e tecnico, si è riscontrata una forte riduzione della presenza dei parassiti ed
inoltre si è potuto osservare che lo stato vegetativo delle piante e lo stato sanitario
delle olive è risultato migliore che in passato.
Dette azioni da noi svolte hanno avuto un riscontro positivo sugli olivicoltori, i quali
hanno abbandonato la classica pratica colturale dei trattamenti a calendario, o del
non trattamento, e sono passati ai trattamenti mirati usando principi attivi a basso
impatto ambientale, ottenendo così un notevole miglioramento della qualità del prodotto e meno rischi per l’ambiente e per la salute degli stessi.
Le attività previste e cioè l’individuazione di piante spia, istallazione di trappole a
feromone, prelievi di campioni di drupe, e monitoraggio del grado di infestazione
del parassita, hanno avviato le aziende pilota verso un miglioramento delle tecniche
di coltivazioni con un ammodernamento della conduzione aziendale.
Nel corso di mesi estivi, si sono verificati fenomeni di forte siccità, che hanno cau-
134
sato per gli uliveti non irrigui un avvizzimento e talvolta disseccamento delle drupe.
Nonostante ciò non è stato rilevato alcun attacco parassitario di notevole rilievo e
quindi tutto sommato la produzione è risultata ottima sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, producendo tutti olio extra vergine di oliva di ottima qualità.
Successivamente, sulle aziende pilota, si è provveduto all’introduzione di nuove
tecniche di coltivazione che sono servite al miglioramento delle tecniche culturali e
per la semplificazione di tutti i passaggi aziendali, ottimizzando i tempi fra le varie
fasi, migliorando lo stato fitosanitario delle piante e delle drupe, monitorando e
seguendo scrupolosamente le fasi cardinali della produzione della trasformazione e
del magazzinaggio del prodotto, ottenendo così un miglioramento notevole della
qualità dell’olio ottenuto e un abbattimento dei costi di produzione, nonché l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale.
Dette azioni hanno prodotto ottimi risultati sia dal punto di vista culturale aziendale sia dal punto di vista del miglioramento della qualità, infatti si è ottenuto olio
extra vergine di pregevole qualità.
Il lavoro svolto ha avuto una notevole importanza per quanto riguarda la sensibilizzazione degli olivicoltori siciliani, al fine di produrre olio di qualità e soprattutto
tipicizzato per zona di provenienza.
I nostri tecnici, hanno operato con grande professionalità, attuando un lavoro minuzioso e scrupoloso nell’ambito di tutte le fasi produttive, di trasformazione e magazzinaggio del prodotto, ottenendo risultati più che soddisfacenti.
Abbiamo inoltre provveduto a stampare materiale grafico e illustrativo per la pubblicazione e diffusione delle finalità del programma.
135
Con il materiale durevole acquistato da Unapol, si sta provvedendo, con l’ausilio dei
nostri tecnici, ad organizzare operazioni dimostrative al fine di abbattere i costi di
raccolta e trasporto delle olive, per migliorarne la qualità delle stesse olive e dell’olio prodotto.
Alla data della presente abbiamo già provveduto a pagare e quietanzare con bonifico bancario, per questa attività, un importo complessivo di euro 47.748,48 + iva.
136
8. TRACCIABILITÀ: IL SISTEMA SECUROIL
SECUROIL è stato progettato per valorizzare le produzioni olivicole dei soci UNAPOL e rientra nell’ambito delle attività UNAPOL secondo il Programma redatto
sulla base del Regolamento Comunitario 867/2008.
L’implementazione e lo sviluppo del Sistema di Rintracciabilità avviene tramite l’attuazione di due misure:
- progettazione e applicazione di sistemi di rintracciabilità di filiera certificati ai
sensi della norma UNI EN ISO 22005:081 e conformi al reg. (CE) 178/2002;
- realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria della
qualità basati su un sistema di analisi del rischio e di punti critici di controllo.
Nel corso della I annualità (Aprile 2009 – Marzo 2010) l’attività di progettazione
e applicazione di Sistemi di Rintracciabilità di filiera certificati ha previsto lo sviluppo, l’ampliamento e l’aggiornamento costante del Sistema, adeguandolo alle normative nazionali e comunitarie che disciplinano il settore. Per quanto riguarda invece la realizzazione e l’applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria
della qualità, basati su un sistema di analisi del rischio e di punti critici di controllo,
è stata avviata la fase preliminare di identitificazione dei soggetti interessati alla produzione e alla certificazione dei prodotti.
Il raggiungimento degli obiettivi prefissati è stato possibile grazie anche alla collaborazione costante con i soci UNAPOL.
8.1 Progettazione e applicazione di sistemi di rintracciabilità
L’attività di progettazione e applicazione di sistemi di rintracciabilità di filiera certificati ai sensi della norma UNI EN ISO 22005:08 e conformi al Reg. CE 178/2002
è stata avviata nel corso del primo anno d’implementazione e sviluppo del Sistema.
SECUROIL ha consentito, sia di alleggerire gli adempimenti che ciascun produttore deve rispettare per poter fonire evidenze oggettive a soggetti terzi, sia di facilitare lo scambio informativo tra gli operatori della stessa filiera e nei confronti degli
interlocutori esterni. Al fine di esplicitare i risultati conseguiti, di seguito si riportano le fasi programmate nel periodo di riferimento.
Il primo passo verso l’implementazione del Sistema ha previsto, innanzitutto, uno
1 UNI EN ISO 2005:2008 “Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari - Principi generali e requisiti di
base per progettazione di sistemi e attuazione”. Ha sostituito la UNI 10939:2001
137
studio accurato delle normative comunitarie in materia di rintraccibilità e tutela dei
consumatori, pondendo particolare attenzione alle nuove disposizioni comunitarie in
materia di indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta dell’olio vergine ed
extravergine di oliva (Reg. CE 182/2009 che modifica il Reg. CE 1019/2002 –
“Norme di commercializzazione dell’olio di oliva”), valutandone l’impatto sul
Sistema.
Identificati i nuovi requisiti, sulla base dei quali è stata rivisitata la struttura del
Sistema, nonchè le funzioni primarie di questo, si è proceduto allo sviluppo di un’ulteriore sezione SECUROIL in grado di gestire anche le informazioni relative alla
Rintracciabilità delle acque di vegetazione prodotte in fase di molitura delle olive. A
tal proposito è stata avviata un’analisi propedeutica necessaria allo sviluppo del
Sistema in diverse aziende di trasformazione e successivamente analizzata la gestione
delle acque di vegetazione prodotte. Al fine di verificare vincoli/obblighi relativi allo
smaltimento delle acque reflue si è analizzata anche la normativa di riferimento.
Attualmente SECUROIL consente di rilevare la Rintracciabilità delle acque di vegetazione tramite il monitoraggio e la registrazione dei dati relativi alla produzione di
tali acque, come ad esempio lotto di molitura, impianto di trasformazione, fino allo
smaltimento delle stesse (sito di spandimento, quantità acque smaltite).
È, inoltre, possibile riepilogare, per campagna olearia, gli smaltimenti effettuati,
acquisendo informazioni relative ai siti di spandimento, ai proprietari di tali terreni,
alla quantità smaltita e alla quantità massima spandibile nel singolo appezzamento.
SECUROIL è utilizzato da soggetti differenti (Unione – Associazioni Frantoi –
Aziende agricole). Ogni realtà ha un proprio ambito di gestione dei dati a cui può
accedere liberamente una volta identificato e accreditato dal soggetto sovraordinato.
Nel corso del I anno sono stati organizzati corsi di formazione e aggiornamento, in
merito alle funzionalità del software, per i tecnici addetti alla gestione di SECUROIL nelle singole realtà di riferimento (Unione, Associazione, Frantoio e Azienda
Agricola), utili per un corretto funzionamento del Sistema. SECUROIL consente
anche una formazione continua a distanza grazie all’accesso tramite desktop remoto permettendo sia un monitoraggio costante dell’effettiva funzionalità sia un
miglioramento continuo del software.
Al fine, sia di rispettare uno dei requsiti minimi dei Sistemi di Rintracciabilità certificati, sia di assicurare il corretto funzionamento del Sistema di gestione, si è proceduto all’aggiornamento dell’intera documentazione di Sistema attualmente a
disposizione dei soggetti interessati. Tale documentazione, di seguito riportata, può
essere modificata sulla base delle correzioni apportate a SECUROIL:
- il Manuale della Rintracciabilità: guida di carattere generale per pianifica-
138
re, eseguire e controllare le attività aventi influenza sulla Rintracciabilità;
- le Istruzioni Operative: dettano le modalità di compilazione delle informazioni richieste dalle singole sezioni di SECUROIL;
- le Istruzioni di Rintracciabilità: definiscono le responsabilità e le modalita
di esecuzione di tutte le operazioni;
- le Registrazioni di Sistema: permettono la registrazione di tutte le informazioni inerenti al Sistema, costituendo l’evidenza oggettiva della presenza e
della corretta applicazione del Sistema.
SECUROIL permette, inoltre, la trasmissione verso un database esterno dei dati
registrati. A tale fine sono stati organizzati summit con la parte tecnica responsabile
dei sistemi di etichettatura e del sito internet per l’individuazione delle modalità di
trasmissione delle informazioni verso l’esterno.
Tale trasmissione verrà effettuata tramite l’nvio di due file txt: il primo relativo alle
informazioni dei lotti di imbottigliamento e il secondo ai dati delle partite di olive
che hanno costituito il lotto di olio imbottigliato.
Gli ultimi mesi della I annualità, in termini temporali corrispondenti al periodo
Gennaio Marzo 2010, hanno previsto l’individuazione di cinque aziende pilota che
aderiranno al Sistema.
8.2
Realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria
della qualità
La realizzazione e l’applicazione pratica di sistemi di certificazione volontaria della
qualità basati su un sistema di analisi del rischio e di punti critici di controllo è stata
avviata nell’ultimo trimestre della I annualità (Gennaio – Marzo 2010) e proseguirà nel corso del II anno.
L’obiettivo di tale attività è la certificazione di quattro tipologie di olio di oliva, ottenibili nel rispetto dell’analisi del rischio e dei punti critici di controllo dei processi
produttivi. A tale scopo si procederà, nella seconda annualità, all’implementazione
di Sistemi di Garanzia dei prodotti identificati che saranno oggetto di certificazione.
Attualmente in merito a tale attività sono stati individuati i soggetti interessati alla
produzione e alla certificazione dei prodotti, sulla base delle tipologie di olio di pliva
prodotte individuando i potenziali parametri qualitativi propri dell’intero processo
produttivo: dalla fase di raccolta delle olive, alla trasformazione fino alla vendita.
Per la fase di raccolta si stanno analizzando i seguenti parametri:
- modalità di raccolta;
- cultivar coltivate;
- trasporto;
- stoccaggio.
139
Per la fase di trasformazione invece si è proceduto all’individuazione di:
- tempi di lavorazione;
- tecniche di molitura;
- stoccaggio dell’olio.
Infine per la fase di vendita si è posta l’attenzione su:
- modalità di imbottigliamento;
- stoccaggio;
- trasporto prodotto finito.
140
8.3 Introduzione di una etichettatura tramite codici a barre bidimensionali leggibili con telefoni cellulari ed in grado di comunicare al consumatore la tracciabilità
dell’olio extravergine di oliva UNAPOL
Lo sviluppo delle comunicazione mobile su telefoni cellulari e lo sviluppo di nuove
tecnologie di etichettatura hanno permesso la realizzazione di nuovi strumenti di
tracciabilità degli alimenti.
Un’impresa specializzata nel settore delle tracciabilità degli alimenti e partner consolidato dell’UNAPOL nella realizzazione di sistemi di tracciabilità ha realizzato ed
introdotto queste nuove tecnologie in diversi settori agroalimentari e l’UNAPOL ha
adottato queste tecnologie per la tracciabilità dell’olio extravergine di oliva.
Le tecnologie coinvolte
La tecnologia utilizza un innovativo sistema di etichettatura dell’olio che permette
di erogare servizi di tracciabilità e marketing dell’olio in maniera semplice e performante direttamente sul telefono cellulare del consumatore.
Sull’etichetta della bottiglia d’olio viene applicato un particolare codice a barre bidimensionale in
grado di essere letto e decodificato dalla fotocamera del telefono cellulare. Grazie al sistema di
codifica digitale utilizzato l’utente non deve
immettere nessun codice o digitare nessun numero, tutto viene fatto in automatico dal telefono cellulare.
La maggior parte dei telefoni cellulari di ultima
generazione dispongono di un softwarespecializzato per le lettura
di questi codici a barre . In ogni caso il software può essere scaricato gratuitamente ed installato sul telefonino.
Si attiva il software sul telefonino e si inquadra il codice applicato alla bottiglia.
Non appena il telefono cellulare decodifica il codice accede ai servizi di comunicazione e tracciabilità digitale erogati dalla piattaforma telematica direttamente sul telefonino.
141
Studio di una etichetta riportante un codice a barre bidimensionale
Lo studio di una etichetta adottabile ai fini di facilitare la comunicazione al consumatore di opportune informazioni inerenti alla tracciabilità dell’olio extravergine di
oliva, ha dovuto tener conto di vari fattori.
Principalmente ci si è interessati di :
- Utilizzare un materiale consono all’applicazione sul contenitore dell’olio
extravergine di oliva sia esso in vetro che in latta. La tipologia di materiale
142
scelto, consente una buona inalterabilità della leggibilità dell’etichetta stessa
sia inerentemente alla esposizione in ambiente esterno ai raggi UV solari, sia
quando una volta aperta la confezione da parte del consumatore possa occorrere un versamento del liquido sull’etichetta stessa. A tal scopo è stata adottata infatti un’etichetta definita da esterno e che alla prova fisica del versamento sulla stessa di olio extravergine di oliva per un periodo superiore a 12 ore
di contatto dell’etichetta con il liquido stesso ha dimostrato una ottima tenuta a questo tipo di sollecitazioni. Questo per consentire al consumatore di continuare ad usufruire del servizio di comunicazione dei dati anche per un lungo
periodo successivo alla fase di acquisto del prodotto stesso che potrebbe essere acquistato ed accantonato per un consumo diluito nel tempo.
- Optare per una tipologia di codice bidimensionale che non comportasse al
consumatore l’utilizzo forzato di opportune apparecchiature dedicate allo
scopo ma poco familiari ad una vasta platea di consumatori meno avvezzi
probabilmente all’utilizzo di lettori di codici a barre bidimensionali e non di
livello industriale ma sicuramente abituati all’utilizzo più o meno avanzato
del proprio apparato di telefonia cellulare che abitualmente utilizzano ormai
si per la comunicazione ma sempre più per l’ascolto di musica, il reperimento di informazioni sulla rete Internet, l’utilizzo di mappe stradali interattive e
di di servizi ad esse collegate, arrivando paradossalmente ad utilizzare il telefono cellulare più come device per l’interazione con il mondo esterno che per
la mera comunicazione telefonica.
A tal scopo la scelta opportunamente ponderata è caduta sulla tipologia di codici
Qrcode. Questa tipologia di codici ormai sempre più diffusa permette all’utente di
poter accedere alle informazioni reperibili tramite una risorsa opportunamente pubblicata sulla rete Internet semplicemente usufruendo del proprio cellulare dotato di
fotocamera e di un software già installato su alcuni modelli o liberamente scaricabile e installabile dalla rete internet.
L’operazione di accesso alla risorsa mobile sulla rete Internet risulta in tal modo
estremamente semplificata all’utente che non ha bisogno di digitare lunghi indirizzi
di rete da raggiungere, ma inquadra semplicemente il codice QRCode opportuno e
il delega al software il compito di collegarsi alla risorsa del caso.
Altro aspetto fondamentale da considerare è stato quello inerente al dimensionamento del codice bidimensionale QRCode.
Il codice deve essere certamente abbastanza ridotto per non impattare in modo troppo pesante sulla grafica dell’etichetta, ma deve comunque essere facilmente interpretabile dal software di lettura dei codici del telefono cellulare in modo da rendere
relativamente semplice e fruibile l’uso della tecnologia da parte del consumatore.
143
Il codice QRCode utilizzato ha indicativamente le dimensioni che possono variare
(sempre al fine di raggiungere un buon compromesso tra impatto e leggibilità dello
stesso) tra 15 mm per lato sino a 20 mm per lato.
La stampa ottimale si raggiunge ovviamente nero su bianco, ma la leggibilità si
mantiene su buoni livelli anche se lo sfondo del codice ha un colore tenue nel caso
in cui debba agrvolare l’integrazione con l’etichetta.
144
Presentazione e discussione presso gli operatori dell’etichetta riportante un
codice a barre bidimensionale
Un’esempio di etichetta adottata viene riportata nella seguente immagine:
Con l’adozione di tale etichetta, si viene incontro all’esigenza riscontrata presso
alcuni operatori, di non modificare graficamente l’etichetta originale della confezione di olio extravergine d’oliva per non stravolgere eventualmente caratterizzazioni
grafiche ormai consolidate nell’arco di svariati anni e simbolo di fidelizzazione e
riconoscimento tra prodotto e propri consumatori.
L’applicazione di tale etichetta aggiuntiva va a caratterizzare la bottiglia di olio
extravergine di oliva o la latta enfatizzando ulteriormente la possibilità da parte del
consumatore di accedere ad ulteriori informazioni sul prodotto da loro acquistato.
Tale aspetto contiamo vada anche a dare un ulteriore valore aggiunto al prodotto
stesso anche in un mercato internazionale dove l’utilizzo del codice scelto, il
QRCode viene già ampiamente adottato, vedere ad esempio il mercato giapponese.
145
È possibile vedere la fase di applicazione di una etichetta al prodotto presso il confezionamento di un frantoio facente parte del progetto nell’immagine seguente:
È altresì necessario segnalare che durante le attività di presentazione e di studio
occorse con gli operatori del settore, nelle aziende di molitura-confezionamento dell’olio, si è arrivati anche alla possibilità di non applicare un etichetta aggiuntiva al
146
packaging del prodotto, ma ad integrare il QRCode assegnato all’interno dell’etichetta originaria del prodotto stesso.
In tal caso è stata modificata la grafica dell’etichetta cercando di trovare il giusto
posizionamento e valorizzazione del codice bidimensionale aggiuntivo.
In tal modo l’operazione di applicazione delle etichette è ovviamente più veloce ed
il risultato ai fini dell’usufruibilità dell’informazione da parte dei consumatori è la
medesima.
Analisi software di gestione del sistema di tracciabilità mobile
È stata affrontata anche un’analisi dei requisiti software e della base dati sottostante all’utilizzo di un codice bidimensionale che porta al consumatore un’informazione convogliata non tramite il classico mezzo rappresentato da un Personal
Computer, ma tramite un device portatile come può essere il telefono cellulare.
Tale analisi ha in ogni modo tenuto in conto dell’eventualità, che verrà sfruttata, di
fornire comunque al consumatore le informazioni commerciali e di tracciabilità
anche usufruendo del mezzo più classico tramite la rete Internet, appoggiandosi
eventualmente sul sito del produttore per ottenere le medesime informazioni.
È stata realizzata la piattaforma di assegnazione dei codici bidimensionali alle aziende interessate al progetto.
In tal modo è possibile ottenere l’assegnazione dei codici bidimensionali relativi ai
prodotti di interesse da poter applicare alla confezione o per poterli integrare nell’etichetta esistente ed usufruire del servizio.
È stata effettuata un’analisi inerente alla base dati da adottare, in modo da poter
gestire sia le anagrafiche delle aziende coinvolte e le anagrafiche dei loro prodotti e
l’interazione con i dati di tracciabilità degli stessi.
A tale scopo viene posta in essere lo scambio dati inerente alla tracciabilità con le
aziende interessate all’utilizzo della tecnologia messa a disposizione.
Lo scambio dati in tal caso richiede l’interfacciamento con varie piattaforme di raccolta dati già adottate dai sistemi informativi delle aziende stesse e che non hanno
ovviamente la possibilità di fornire in modo completamente standardizzato le informazioni al sistema.
Tale aspetto comporta un ulteriore fase di analisi e di implementazione/controllo dei
sistemi di scambio dati con le figure tecniche interessate.
Ad esempio per lo scambio dati con l’applicativo SECUROIL adottato da una azien-
147
da interessata ad usufruire della tecnologia di comunicazione verso i propri consumatori tramite l’applicazione di una piccola etichetta aggiuntiva recante il Qrcode
dedicato, è stato posto in essere un tracciato, opportunamente concordato con la
parte tecnica che si è occupata dello sviluppo dell’applicativo stesso, al fine di
consentire l’importazione nel sistema dei dati inerenti alla tracciabilità del prodotto.
Tale comunicazione consta nello scambio di due file in formato txt aventi il seguente tracciato:
• RECORD RELATIVO AL LOTTO DI IMBOTTIGLIAMENTO
• Numero univoco lotto imbottigliamento
• Data imbottigliamento
• Descrizione olio contenuto
• Acidità
• RECORD RELATIVO A LOTTO DI OLIVE COSTITUENTI IL LOTTO
DI OLIO IMBOTTIGLIATO
• Numero univoco lotto imbottigliamento
• Lotto olive (univoco nel Securoil)
• Descrizione olive
• Descrizione anagrafica conferitore
• Descrizione proprietà
• Descrizione oliveto
• Quantità olive conferite
• Data conferimento
L’applicativo SECUROIL, genera i file necessari allo scambio dati e li posiziona in
un opportuna directory alla quale è possibile accedere tramite autenticazione dai servizi abilitati.
Sfruttando tale configurazione concordata, sul server ospitante il sistema di tracciabilità mobile è stata implementata una procedura automatizzata che tramite il protocollo di interscambio FTP si occupa di realizzare il trasferimento dei suddetti opportuni file sul server stesso e alla importazione dei dati stessi nel sistema.
Una volta che i file sono stati trasferiti ed importati, le informazioni risultano fruibili immediatamente all’eventuale consumatore interessato.
La base dati è realizzata su piattaforma Microsoft SQL Server posta su server
Windows.
La parte applicativa realizzata sino ad ora è appoggiata su server Microsoft
148
Windows ed è stata realizzata adottando due tecnologie server-side:
- ASP
- PHP
In seguito alcune videate dell’applicativo per la generazione e assegnazione dei
codici bidimensionali alle aziende:
nella videata precedente è stata filtrata l’azienda per la quale viene generato il codice bidimensionale accedendo al sistema alimentato dalla base dati delle anagrafiche
delle aziende.
In tale sezione è possibile andare a definire le caratteristiche dell’azienda ed eventuali contenuti aggiuntivi si desideri comunicare al consumatore interessato.
È inoltre possibile andare a definire le anagrafiche dei prodotti interessati all’applicazione dei codici bidimensionali
149
e definirne le caratteristiche da comunicare al consumatore stesso.
Il software è in fase di completamente per quanto concerne la visualizzazione delle
informazioni sui vari device.
150
Per quanto concerne l’etichetta da poter adottare, in alternativa all’etichetta aggiuntiva precedentemente descritta, in fase di analisi delle possibili soluzioni e dopo
essersi confrontati anche con i soggetti che operano praticamente nelle aziende di
molitura, è nata l’esigenza di adottare una soluzione che porta ad un miglioramento
della versatilità inerente all’adozione del codice bidimensionale, rendendo la generazione dello stesso dinamica.
Per raggiungere questo obbiettivo, si è pensato di adottare una etichetta adesiva trasparente, da apporre in una apposita zona del retro etichetta.
In effetti per poter generare la stampa anche in loco, presso l’azienda di molitura,
dei codici bidimensionali si rende necessario adottare una tipologia di stampante
non su supporto cartaceo A4 o similari, bensì su rullo.
Questo consente di gestire in modo più semplice la generazione e la stampa dei codici bidimensionali all’occorrenza.
Questa particolarità consentirebbe di apporre l’etichetta recante il codice bidimensionale, sia nell’apposito spazio ove è già stampato il numero di lotto e la data di
imbottigliamento/scadenza del prodotto stesso, sia di poter stampare dinamicamente le informazioni suddette di volta in volta sulle etichette stesse ed apporle nell’apposito spazio bianco lasciato sull’etichetta.
La scelta è caduta sulle etichette trasparenti, anche per dare un vero significato di
trasparenza all’uso delle stesse.
La sensazione che avrebbe dato l’adozione di una etichetta opaca (ad esempio bianca) adottata per la stampa delle informazioni e l’apposizione sull’etichetta, avrebbe
potuto portare erroneamente alcuni consumatori al pensiero di una stampa coprente
altre informazioni. Con l’adozione della trasparenza, ciò che era precedentemente
stampato, rimane pienamente visibile al consumatore.
Nell’immagine soprastante, si riporta la stampa del solo codice bidimensionale sul
supporto trasparente, da utilizzarsi nel caso in cui si debba applicare l’etichetta nell’apposito spazio ove sia già stato stampato precedentemente il lotto e la data.
Nel caso si voglia altresì adottare una generazione dinamica del codice bidimensionale e della stampa del lotto/data, di adotta la soluzione sottoriportata dell’etichetta:
151
Da poter apporre sulle etichette predisposte ottenendo in entrambe i casi la stessa
usufruibilità:
152
nell’altro caso:
in tal modo si lascia agli operatori la piena libertà di adottare, nel caso in cui si
voglia integrare il tutto nell’etichetta propria o in una nuova etichetta, la soluzione
che più si confà alle modalità operative adottate solitamente al fine di impattare il
meno possibile sul processo produttivo.
Le etichette generate in tal modo, possono essere adottate anche sulle latte di olio
oltre che sulle bottiglie.
È in fase di implementazione il sistema di generazione dinamica dei contenuti delle
etichette adesive stesse.
153
Per il consumatore, è stata realizzata appositamente una serie di contenuti usufruibili in modo semplice tramite l’adozione di un telefono cellulare.
L’apparato adottato dal consumatore, deve inquadrare il codice bidimensionale
mediante l’uso della fotocamera del cellulare stesso e un apposito software provvede alla decodifica dell’informazione ed a effettuare la richiesta al server delle informazioni stesse.
Ad esempio, viene presentata al consumatore una scheda generica del prodotto che
stà “decodificando”, la possibilità di vedere altri prodotti dell’azienda:
154
di avere informazioni sull’azienda di confezionamento e di accedere a contenuti
multimediali che illustrano i processi produttivi in modo da rendere più consapevole il consumatore sulle fasi e i processi produttivi che portano sino all’ottenimento
del prodotto che si accinge a consumare:
155
Tracciabilità e video sulle tecniche di produzione
È stato realizzato un video sulle tecniche di produzione ed il luogo di origine dell’olio extravergine di oliva e sulle tecniche per la sua tracciabilità dall’oliveto alla
tavola anche tramite telefono cellulare. Il video è direttamente visibile sul telefono
cellulare del consumatore.
156
8.4
Realizzazione di un sistema informativo per il controllo del rispetto delle norme
di autenticità, qualità e commercializzazione dell’olio extravergine di oliva
UNAPOL funzionale alla Borsa merci Telematica Italiana ( BMTI ).
Borsa Merci Telematica Italiana S.C.p.A. (BMTI S.C.p.A.), ai sensi dell’art. 8 del
D.M. 174/06, è il Consorzio delle Camere di Commercio che predispone, organizza
e gestisce la Piattaforma Telematica di negoziazione, consentendo la trattazione
quotidiana e continua delle negoziazioni da postazioni remote.
BMTI S.C.p.A. esercita principalmente i seguenti compiti:
• predispone e amministra la Piattaforma Telematica
• verifica, anche con il supporto delle Camere di Commercio, il possesso dei
requisiti per l’ammissione alle negoziazioni dei Soggetti abilitati all’intermediazione (SAI)
• fornisce ai Soggetti abilitati all’intermediazione (SAI) i servizi relativi all’accesso, alla negoziazione e alla rilevazione delle informazioni presenti sulla piattaforma telematica
• fornisce alle Camere di Commercio i servizi in materia di prezzi, formazione,
promozione e supporto organizzativo e tecnico
In sintesi BMTI è l’unica piattaforma telematica riconosciuta e regolata dallo stato
per le contrattazioni dei prodotti alimentari. È una società consortile costituita dalle
Camere di Commercio Italiane ed opera sotto il controllo di specifiche commissioni di vigilanza come la Deputazione Nazionale.
La Deputazione Nazionale svolge principalmente i seguenti compiti:
• vigila sulla Società di gestione e sul funzionamento generale della Borsa Merci
Telematica Italiana
• omogeneizza le modalità di negoziazione e le forme di sicurezza e di garanzia
delle transazioni
• stabilisce i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soggetti Abilitati
all’Intermediazione che abbiano violato il regolamento generale
• iscrive in un apposito elenco, del quale ne cura la tenuta, i Soggetti Abilitati
all’Intermediazione
Recentemente l’APO – ACLI Terra di Brindisi ha costituito una SAI ( Soggetto
Abilitato alla Intermediazione ) autorizzato ad operare nelle contrattazioni su BMTI.
157
BMTI rappresenta quindi il soggetto istituzionale incaricato delle regolazione e
controllo delle contrattazioni telematiche di prodotti agroalimentari.
Per contribuire alla assicurazione del rispetto delle norme di autenticità dell’olio
extravergine di oliva commercializzato sulla piattaforma telematica BMTI si è intrapreso un progetto per trasmettere contestualmente alle offerte di negoziazione dell’olio di oliva le informazioni sulla sua autenticità ed origine.
BMTI ha modificato la propria piattaforma di negoziazione per consentirle di ricevere queste informazioni ed ha fornito tutta la collaborazione necessaria alla realizzazione del progetto.
LA realizzazione di questi standard di comunicazione con BMTI assume una grande importanza alla luce degli sviluppi previsti del sistema di commercializzazione
di BMTI che sta realizzando il progetto BAT – Borsa Agroalimentare Telematica
all’interno dei nuovi servizi per l’EXPO2015.
La realizzazione del progetto ha comportato diverse attività tuttora in corso di esecuzione.
Definizione degli standard di interscambio dati tra piattaforma telematica
BMTI e UNAPOL
L’attività di definizione di uno standard di interscambio dati tra due piattaforme
diverse ha comportato un’articolata analisi delle problematiche possibili ed ha portato alla decisione di usufruire di tecnologie rappresentanti lo stato dell’arte nella
comunicazione e nello scambio di informazioni tra diversi soggetti.
Il progetto ambizioso è quello di definire ed appoggiarsi ad uno standard che consenta di ampliare la platea degli attori coinvolti nella alimentazione della base dati
e altresì dello scambio dati tra i vari soggetti senza pagare il prezzo, che sinora ha
reso difficoltoso lo scambio di informazioni, della disuniformità dei sistemi e in particolar modo della non uniformità dei tracciati di scambio adottati nei flussi informativi.
Si è cercato di adottare una forma di comunicazione che combini la possibilità di
adeguarsi ad uno standard e contemporaneamente che renda dinamica la mole di
informazioni scambiate.
In effetti il contenuto informativo potrebbe anche aumentare nel tempo senza andare ad impattare sul buon funzionamento del sistema creato che può essere adeguato
al nuovo flusso senza particolari difficoltà.
158
Gli standard di rappresentazione elettronica più diffusi, indicati dal CNIPA e già in
uso presso la pubblica amministrazione ed i privati è lo standard xml Extensible
Markup Language derivato dal sistema SGML (standard ISO 8879) e standard W3G
che si caratterizza per la trasmissione contestuale sia dei dati che delle descrizione
degli stessi. Il sistema che si caratterizza per la grande efficacia ed estensibilità
(intrinseco nel nome) permette di scambiare dati tra sistemi informativi eterogenei.
La flessibilità del sistema è tale che anche se i dati scambiati per descrivere una
informazione dovessero aumentare all’interno della struttura tutti i sistemi informativi restano compatibili con la nuova struttura dati senza bisogno di modifiche.
Conseguentemente, la scelta della tecnologia informatica per consentire l’accesso
all’interscambio dati in formato xml, è caduta sulla’adozione di Webservices.
Si tratta appunto di servizi appositamente creati e che la tecnologia server side espone sulla rete internet per scambiare dati in formato xml.
Detti webservices possono essere allestiti con sistemi di sicurezza conformi alle normative CNIPA per l’accesso ai dati che prima di consentire l’accesso, provvedono
alla identificazione ed autenticazione e l’autorizzazione del soggetto che li richiede
o li trasmette.
La forza di questa tecnologia è di sviluppare i servizi che possono essere perfezionati, estesi con un minimo impatto sia per chi li mette a disposizione sia per chi li
utilizza. Inoltre è una tecnologia ad alta riusabilità , che permette di allestire i sistemi informativi aziendali che ne diventano il patrimonio, e possono essere utilizzati
anche in futuri sviluppi.
Nella fase di studio si è analizzato il flusso che parte dall’olivicoltore che raccoglie
la materia prima e la conferisce all’azienda di molitura e si è ovviamente deciso di
sfruttare le informazioni raccolte dall’azienda di molitura (sicuramente più informatizzata rispetto alla generalità degli attori conferenti la materia prima).
Tali informazioni sono solitamente a disposizione localmente nella banca dati dell’azienda stessa.
Effettivamente, il frantoio, mediante la propria organizzazione di ricezione e logistica, è tenuto generalmente a registrare, su supporto informatico, le informazioni relative alle movimentazioni in entrata e in uscita delle olive e dei prodotti derivati, al
fine di garantire la rintracciabilità, ed in particolare soddisfa:
1. l’identificazione del fornitore di olive ivi compreso il comune e/o la Provincia dove
- sono ubicate le aziende olivicole di produzione e/o la/le nazioni di
provenienza delle olive extra nazionali;
159
2. l’identificazione del trasportatore e dell’automezzo utilizzato per la consegna
delle olive;
- lo stoccaggio delle olive;
- il trattamento di molitura delle olive;
- lo stoccaggio dell’olio;
- il trattamento di filtratura dell’olio;
- lo stoccaggio dell’olio filtrato;
- la vendita/spedizione dell’olio sfuso;
- il confezionamento;
- la vendita del prodotto confezionato;
- il lotto critico e la quantità;
- il lotto critico e la quantità consegnata ad ogni cliente.
Questo aspetto ha richiesto l’analisi delle problematiche di interscambio dati con le
aziende di molitura che devono far confluire i dati all’interno di una piattaforma
opportunamente dedicata allo scopo da UNAPOL.
In ogni caso è ovviamente possibile partire da una base di informazioni da scambiare che può essere arricchita anche una volta che il sistema sarà a regime.
Una volta che i dati delle aziende di molitura vanno ad alimentare la base dati di
UNAPOL, il sistema informativo di UNAPOL si occupa di esporre sulla rete
Internet dei servizi che opportunamente interrogati dalle figure che hanno la necessità di farlo, possono all’atto di una richiesta opportunamente formattata, ritornare
una serie di informazioni anch’esse opportunamente formattate.
La formattazione come specificato precedentemente viene esplicata adottando una
tipologia di linguaggio (XML) che gìà nel proprio dna contiene gli aspetti di autodescrizione e facilità di estensione.
Uno schema riassuntivo dei flussi considerati in linea di massima nella fase di analisi precedentemente citata lo possiamo vedere nella immagine successiva:
160
In tale schema è possibile vedere come venga posta in essere l’interscambio di informazioni tra le due piattaforme BMTI e UNAPOL tramite la comunicazione standardizzata e l’esposizione delle informazioni in risposta alle opportune richieste.
Un esempio di eventuale richiesta di informazioni ai servizi esposti da UNAPOL,
potrebbe essere al seguente:
<?xml version=’1.0’encoding=’utf-8’?>
<soap:Envelope
xmlns:xsi=’http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance’xmlns:xsd=’http://www.w3.org/2001/XMLSchema’xmlns:soap=’http://schemas.xmlsoap.org/soap/envelope/’>
<soap:Body>
<LeggiLottoOlio xmlns=”http://lotti.olio.it/ws”>
<lotto>0077882207</lotto>
</LeggiLottoOlio >
</soap:Body>
</soap:Envelope>
161
come possiamo dedurre dal corpo del messaggio, viene richiesta un informazione al
webservice interessato, in merito al lotto: 0077882207.
Il webservice ottenuta e vagliata la richiesta, scatena le opportune interrogazioni
nella base dati UNAPOL e ritorna il messaggio opportunamente formattato ed autoesplicativo recante le informazioni sulla composizione del lotto richiesto se sono
presenti ovviamente in archivio:
<?xml version=”1.0” encoding=”utf-8” ?>
<risposta>
<dsLottoOlio xmlns=”http://lotti.Olio.it/lotti_Olio.xsd”>
<LOTTO>
<COD_LOTTO>0077882207</COD_LOTTO>
<RAG_SOC_STABILIMENTO>COOP PROD AGR PEZZE DI GRECO COPAPE</RAG_SOC_STABILIMENTO>
<INDIRIZZO_STABILIMENTO>VIA DELLE CROCI PEZZE DI GR</INDIRIZZO_STABILIMENTO>
<ISTAT_COMUNE_STABILIMENTO>007</ISTAT_COMUNE_STABILIMENTO>
<ISTAT_PR_STABILIMENTO>074</ISTAT_PR_STABILIMENTO>
<INGREDIENTI>
<MATERIA>
<CODICE_AZIENDA_AIMA>4074399991</CODICE_AZIENDA_AIMA>
<MATERIA_PRIMA>OGLIAROLA DI LECCE</MATERIA_PRIMA>
<DATA_ENTRATA>17022007</DATA_ENTRATA>
<DATA_MOLITURA>18022007</DATA_ MOLITURA>
<SILOS>SC9</SILOS>
</MATERIA>
<MATERIA>
<CODICE_AZIENDA_ AIMA>0074534397</CODICE_ AZIENDA_ AIMA>
<MATERIA_PRIMA>OGLIAROLA BARESE</MATERIA_PRIMA>
<DATA_ENTRATA>17122009</DATA_ENTRATA>
<DATA_MOLITURA>18122009</DATA_ MOLITURA>
<METODO_COLTIVAZIONE>BIOLOGICO</METODO_COLTIVAZIONE>
<SILOS>SC9</SILOS>
</MATERIA>
<MATERIA>
<CODICE_AZIENDA_ AIMA>2074175906</CODICE_ AZIENDA_ AIMA>
<MATERIA_PRIMA>OGLIAROLA DI LECCE</MATERIA_PRIMA>
162
<DATA_ENTRATA>17122009</DATA_ENTRATA>
<DATA_MOLITURA>18122009</DATA_ MOLITURA>
<SILOS>SC9</SILOS>
</MATERIA>
</INGREDIENTI>
<DATA_SCADENZA>18022011</DATA_SCADENZA>
</LOTTO>
</dsLottoOlio>
</risposta>
ulteriormente potrebbe essere inviata al seguito dell’elaborazione della risposta
un’ulteriore richiesta sul dettaglio dell’azienda olivicola:
<?xml version=’1.0’encoding=’utf-8’?>
<soap:Envelope
xmlns:xsi=’http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance’xmlns:xsd=’http://www.w3.org/2001/XMLSchema’xmlns:soap=’http://schemas.xmlsoap.org/soap/envelope/’>
<soap:Body>
<R_DatiAzienda xmlns=’http://lotti.Olio.it/ws’>
<azienda_codice> 0074534397</azienda_codice>
</R_DatiAzienda>
</soap:Body>
</soap:Envelope>
in tale richiesta inviata al webservice opportuno, si otterrebbe in risposta una raccolta di informazioni che potrebbero essere le seguenti:
<?xml version=”1.0” encoding=”utf-8”?><soap:Envelope xmlns:soap=”http://schem a s . x m l s o a p . o r g / s o a p / e n v e l o p e / ”
x m l n s : x s i = ” h t t p : / / w w w. w 3 . o r g / 2 0 0 1 / X M L S c h e m a - i n s t a n c e ”
xmlns:xsd=”http://www.w3.org/2001/XMLSchema”>
< s o a p : B o d y > < R _ D a t i A z i e n d a R e s p o n s e
xmlns=”http://lotti.Olio.it/ws”><R_DatiAziendaResult>
<root
xmlns=”http://lotti.Olio.it/XMLSchema/ResponseQuery.xsd”
type=”doc”><error_info><error><id /><des /></error><info /><warning
/></error_info><dati><dsConferenti xmlns=”http://lotti.Olio.it/dsConferenti.xsd”>
<AZIENDA>
<AZIENDA_CODICE> 0074534397</AZIENDA_CODICE>
<LONGITUDINE>12.392578</LONGITUDINE>
<LATITUDINE>41.442726</LATITUDINE>
163
<CAP> 72015</CAP>
<INDIRIZZO> VIA A. DIAZ 16 SPEZIALE</INDIRIZZO>
<ISTAT_COMUNE>007</ISTAT_COMUNE>
<ISTAT_PROVINCIA> 074</ISTAT_PROVINCIA>
<CODICE_FISCALE>CMRNNA56A62C741I</ CODICE_FISCALE>
<PARTITA_IVA>00000000000</PARTITA_IVA>
</AZIENDA>
</dsConferenti></dati></root></R_DatiAziendaResult></R_DatiAziendaRespons
e></soap:Body></soap:Envelope>
Le informazioni sono ovviamente modificabili nel loro numero e dettaglio anche nel
momento in cui il sistema sarà a regime.
Sono in fase di realizzazione le opportune parti software delle piattaforme coinvolte nello scambio dati.
Si stanno affrontando anche altre possibilità di comunicazione dei dati inerenti alla
tracciabilità da portare in piattaforma, in modo da poter estendere a più figure anche
meno organizzate telematicamente, la possibilità di fornire egualmente il valore
aggiunto dei dati di origine del prodotto proposto.
164
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L`olio d`oliva italiano tra Qualità, Impatto Ambientale e Tracciabilità