Caratteristiche delle acque naturali
Acque meteoriche:
contengono in soluzione i gas costituenti l’atmosfera;
non contengono generalmente sostanze solide ed organiche;
risorsa quantitativamente marginale per l’uso civile, utilizzazione
limitata a piccoli sistemi di raccolta (es. a servizio di case isolate).
Acque superficiali:
hanno caratteristiche molto variabili sia nel tempo che da sito a sito;
sono in generale poco mineralizzate;
contengono residui organici, microrganismi anche patogeni e sostanze
inquinanti derivanti dagli scarichi dei centri urbani o presenti sul suolo;
soprattutto nei periodi più piovosi esse presentano una forte torbidità
ed un alto contenuto di materie in sospensione.
Acque sotterranee:
scarso contenuto di sostanze solide in sospensione e sostanze
organiche (grazie all’azione filtrante del suolo);
elevato contenuto di sostanze solide e gassose disciolte;
caratteristiche generalmente idonee all’uso potabile, richiedendo
limitati trattamenti depurativi e di disinfezione;
acque di sorgente: le prime risorse captate per uso potabile.
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Principali sostanze presenti nelle acque naturali
Sostanze gassose in soluzione:
principalmente azoto, ossigeno e anidride carbonica.
Sostanze solide in soluzione:
principalmente {bicarbonati, solfati, cloruri} di {calcio, magnesio,
sodio, potassio}, presenti come sali o ioni positivi e negativi;
i sali di calcio e di magnesio costituiscono la durezza dell’acqua;
sali di ferro e manganese (generalmente in quantità non nociva),
conferiscono all’acqua sapore e colore sgradevoli;
cloruri, solfati, fosfati e floruri da dilavamento dei terreni o dei suoli;
composti dell’azoto (ammoniaca, nitriti ed nitrati), considerati
indicatori di inquinamento da sostanze organiche.
Sostanze solide in sospensione:
sedimentabili (eliminabili con semplice decantazione);
non sedimentabili, es. soluzioni colloidali (eliminabili con trattamenti
chimico-fisici).
Microrganismi viventi: flora batterica, microfauna e microflora.
Sostanze organiche morte: residui organici, quali parti di tessuto
animale e vegetale o prodotti del metabolismo di esseri viventi.
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Il residuo fisso (o residuo secco) e la durezza dell’acqua
Residuo fisso a 100÷110 ◦ C: sostanze inorganiche e organiche contenute
nell’acqua in soluzione (è ciò che resta dopo completa evaporazione).
Residuo fisso a 180 ◦ C: viene eliminata l’acqua di cristallizzazione che
può accompagnare il residuo salino. Limite di legge 1500 mg/L.
Residuo fisso a 600 ◦ C: vengono eliminate le sostanze organiche.
Le misure devono essere effettuata sull’acqua limpida (preventivamente filtrata).
La durezza dell’acqua è dovuta ai sali di Calcio e Magnesio.
Durezza temporanea è dovuta ai bicarbonati, che riscaldati si
trasformano in carbonati scarsamente solubili e precipitano.
Durezza permanente prevalentemente costituita da solfati e, in piccola
parte, da cloruri, fosfati ed altri sali.
La durezza dell’acqua viene usualmente espressa in gradi francesi, la cui unità
corrisponde a 10 mg/l di CaCO3 .
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Richiami normativi
D.L. 152/1999 (Ronchi) modif. D.Lgs.258/2000 - Potabilizzazione
Non sono previste limitazioni all’impiego delle acque sotterranee.
Per le acque superficiali sono previsti diversi trattamenti per la produzione di
acqua potabile in base alla presenza di una serie di sostanze indesiderabili o
dannose (Tabelle con diversi limiti di accettabilità per categorie A1, A2, A3).
A1: trattamento fisico semplice e disinfezione;
A2: trattamento fisico e chimico normale e disinfezione;
A3: trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione.
Le acque che non rientrano nei limiti della categoria A3 possono essere utilizzate
solo in via eccezionale per l’uso idropotabile.
D.Lgs. 31/2001 modif. D.Lgs. 27/2002 - Acque destinate al consumo umano
Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al
consumo umano. Stabilisce i requisiti minimi per parametri microbiologici e
chimici, nonché alcuni parametri indicatori. Il Decreto stabilisce inoltre i
parametri, la frequenza e il tipo di analisi per i controlli di routine e verifica.
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D.L. 152/1999 (Ronchi) - D.Lgs.258/2000 - Allegato 2 (I)
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D.L. 152/1999 (Ronchi) - D.Lgs.258/2000 - Allegato 2 (II)
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D.Lgs. 31/2001 - D.Lgs. 27/2002 - Allegato 1 Parte A
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D.Lgs. 31/2001 - D.Lgs. 27/2002 - Allegato 1 Parte B
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D.Lgs. 31/2001 - D.Lgs. 27/2002 - Allegato 1 Parte C
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I trattamenti delle acque per uso potabile
Trattamenti fisici semplici (A1, A2, A3):
grigliatura e sedimentazione (eliminano i solidi sospesi sedimentabili);
stacciatura, microstacciatura e filtrazione (eliminano i solidi sospesi
non sedimentabili).
Trattamenti fisici e chimici normali (A2) e spinti (A3):
chiarificazione (elimina i solidi sospesi non sedimentabili, i colloidi);
addolcimento, deferrizzazione, demanganizzazione, desilicazione,
fluorazione, defluorazione, aerazione, ossidazione, etc. (correggono la
durezza e le caratteristiche chimiche).
Trattamenti affinazione (A3):
demineralizzazione (riduce il contenuto dei solidi in soluzione);
adsorbimento su carboni attivi (elimina le sostanze microinquinanti
organiche ed inorganiche, migliora le caratteristiche organolettiche).
Trattamenti disinfezione (A1, A2, A3):
clorazione;
ozonizzazione (l’ozono è un efficace battericida, processo costoso);
irraggiamento con raggi ultravioletti (attinizzazione, costoso).
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Griglia munita di rastrello rotante
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Filtro rapido
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Chiarificatore
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