diario ecumenico
NOVEMBRE
Francia – Nuovo primate ortodosso. Dopo la morte
dell’arcivescovo Gabriele di Comana, il 26 ottobre, l’Assemblea
generale delle Chiese ortodosse russe in Europa occidentale – l’esarcato legato al Patriarcato Ecumenico – il 1° novembre elegge
come arcivescovo l’archimandrita Job Getcha, con oltre i due terzi
dei suffragi. Nato in Canada nel 1974, ha insegnato all’Istituto SaintSerge di Parigi e attualmente insegna presso il Centro ortodosso di
Chambesy, in Svizzera. Il 30 novembre si tiene a Costantinopoli la
consacrazione episcopale. Nella sua prima lettera pastorale, emanata lo stesso giorno, afferma: «Il nostro dovere oggi è di restare fedeli a questa eredità [testimoniare l’ortodossia in Europa ed
essere aperti alle altre Chiese cristiane in un dialogo di verità] e
continuare a servire l’unità della diaspora ortodossa».
Vienna – Global Forum per il dialogo. Il Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale re Abdullah
Bin Abdulaziz (KAICIID), fondato nel 2011 da Arabia Saudita, Austria,
Spagna e Santa Sede, tiene a Vienna il 18 e 19 novembre un Global
Forum sul tema «L’immagine dell’altro». La conferenza si apre con
un saluto del papa letto dal card. Jean-Louis Tauran, presidente del
Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, e ospita 490 partecipanti da 90 paesi. La Santa Sede ha nel Centro uno statuto di
osservatore, ed è rappresentata dal segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, p. Miguel Angel Ayuso Guixot.
Vienna – Religions for peace. Subito dopo il Forum del
KAICIID (vedi sopra), sempre a Vienna si tiene dal 20 al 22 novembre
sul tema «Accogliere l’altro» la IX Assemblea dell’organizzazione internazionale Religions for peace, che da oltre 40 anni promuove il
dialogo tra le religioni e le culture. Aperta da un messaggio di papa
Francesco e da una cerimonia interreligiosa, l’Assemblea si chiude
con l’adozione della dichiarazione Accogliere lo straniero: affermazioni per i leader religiosi, un «codice di condotta» per i leader
religiosi, elaborato congiuntamente dall’Alto commissariato delle
Nazioni Unite per i rifugiati e da numerose organizzazioni religiose impegnate nel servizio ai migranti, come Consiglio ecumenico
delle Chiese, Federazione luterana mondiale, Alleanza evangelicale
mondiale, Jesuit Refugee Service, l’ufficio dell’arcivescovo di Canterbury. Viene adottata come Dichiarazione di Vienna ed è stata
pubblicata in italiano dall’agenzia NEV 34(2013) 49 del 27.11.2013.
Chiesa d’Inghilterra – Sinodo e donne vescovo. Il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra approva a larga maggioranza, con 378 voti favorevoli, 8 contrari e 25 astenuti, la possibilità
dell’ordinazione episcopale femminile (cf. in questo numero a p.
704). La stessa ipotesi un anno fa era stata respinta nella Camera
dei laici (Regno-att. 22,2012,767), per la difficile elaborazione delle
misure per garantire la supervisione episcopale alle parrocchie che
non accettano un vescovo donna. Il 28 novembre inoltre gli arcivescovi di Canterbury e York pubblicano il Rapporto Pilling, elaborato dal Gruppo di lavoro della Camera dei vescovi sulla sessualità
umana (presieduto da sir Joseph Pilling), con la finalità di facilitare
all’interno della Chiesa d’Inghilterra il dibattito sull’omosessualità
per un periodo di almeno due anni. Non è di fatto una nuova dichiarazione ufficiale d’intenti della Chiesa d’Inghilterra, ma con le
sue 18 raccomandazioni vuole favorire il superamento dell’omofobia e delle contrapposizioni interne sul tema.
Varsavia – Chiese russa e polacca. Dal 28 al 30 novembre
si tiene a Varsavia un’ulteriore tappa del processo di riconciliazione in atto tra la Chiesa cattolica polacca e la Chiesa ortodossa russa, dopo la firma della dichiarazione comune del 2012 (Regno-doc. 15,2012,504). Si tratta di una conferenza, dal titolo «Il
futuro del cristianesimo in Europa», alla quale partecipano tra
gli altri il metropolita Hilarion, responsabile del Dipartimento
per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca,
mons. Jozef Michalik, presidente della Conferenza episcopale
polacca, e Bronislaw Komorowski, presidente della Repubblica
polacca.
Chiesa d’Irlanda – Primo vescovo donna. Il 30 novembre
la Chiesa anglicana d’Irlanda consacra la sua prima donna vescovo:
è Pat Storey, 53 anni, designata nuovo vescovo di Meath e Kildare.
È sposata e madre di due figli, e dal 2004 era rettore di St. Augustine a Derry. Prende il posto di Richard Clarke, nominato arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda.
Bartolomeo I e Francesco. In occasione della solennità di
Sant’Andrea apostolo, il 30 novembre, il patriarca ecumenico
di Costantinopoli Bartolomeo I afferma alla presenza della delegazione cattolica guidata dal card. Kurt Koch, presidente del
Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, che
il pontificato di papa Francesco può fornire «rinnovata ispirazione» al cammino delle Chiese sorelle verso la piena comunione.
E il prossimo incontro tra i due, fissato a Gerusalemme per la
prossima primavera – dopo che inizialmente si era parlato di gennaio per celebrare i 50 anni dall’incontro fraterno tra il patriarca
Atenagora e Paolo VI –, è un occasione da non perdere per iniziare un nuovo tempo di dialogo ecumenico, «decisivo per molte
ragioni». Bartolomeo si dice fiducioso che l’elezione di Francesco
«rappresenterà una rinnovata ispirazione per il viaggio comune
delle nostre due Chiese nel mondo». Esprime la tristezza di non
poter «mangiare lo stesso pane e bere dallo stesso calice», definendo la mancanza di comunione sacramentale tra cattolici e
ortodossi come «la più dolorosa tra le separazioni». Per questo,
nell’attuale fase secondo Bartolomeo «è assolutamente vincolante evitare ogni azione e decisione che potrebbe essere percepita come un ostacolo».
India – Preghiera ecumenica. Una grande preghiera, ecumenica e simultanea, in oltre 6.000 chiese cristiane in tutta l’India, ha luogo il 30 novembre per «la giustizia, la riconciliazione
nazionale, la giustizia economica». «La nostra nazione sta attraversando un periodo di incertezza, soprattutto per le difficoltà
relative alle condizioni sociali, economiche e religiose della popolazione. Tutto questo richiede un contributo esplicito delle
Chiese cristiane, impegnate a costruire la nazione», spiega il rev.
Richard Howell, pastore protestante, nel comitato esecutivo
della United christian prayer for India, organismo ecumenico
che cura l’iniziativa. L’idea di una preghiera ecumenica nazionale è nata nel 2012 da un meeting fra diversi leader cristiani
indiani. L’iniziativa ha riscosso subito l’appoggio di leader cristiani di diverse confessioni appartenenti a 130 organizzazioni,
diocesi e parrocchie in numerosi stati come Himachal Pradesh,
Punjab, Jharkhand, Maharashtra, Tamil Nadu, Andhra Pradesh,
Karnataka e Kerala.
Daniela Sala
IL REGNO -
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ATTUALITÀ
22/2013
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