Indice Introduzione 7 Zuegg. Passione per la frutta, amore per la vita 8 Gli chef: perseveranza, precisione, passione 15 Le ricette 17 Valle d’Aosta Blancmanger con confettura extra di mirtilli selvatici 18 Piemonte Torta con confettura extra di prugne e amaretti in crosta di nocciole 20 Liguria Frolla alla genovese con confettura extra di ciliegie 22 Lombardia Dolce di zucca con crema di marroni 24 Friuli Buchtln con confettura extra di pesche 26 Trentino Alto Adige Kaiserschmarren con confettura extra di lamponi 28 Veneto Fritole de pomi con confettura extra di frutti di bosco 30 Emilia Romagna Raviole di San Giuseppe con confettura extra di fichi 32 Toscana Bomboloni con confettura extra di albicocche 34 Umbria Rocciata con confettura extra di prugne 36 Marche Crostata al farro con confettura extra di ciliegie 38 Lazio Crostata di mandorle con confettura extra di albicocche 40 Abruzzo Fiadoni con ricotta con confettura extra di fragole 42 Molise Ceppelliate con confettura extra di mirtilli selvatici 44 Campania Zeppole ischitane con confettura extra di pesche 46 Puglia Bocconotti con confettura extra di amarene 48 Basilicata Biscotti alle mandorle e confettura extra di amarene 50 Calabria Crostata del diavolo con marmellata arance e peperoncino 52 Sicilia Cucciddatu con marmellata di arance amare 54 Sardegna Millefoglie di carasau con confettura extra di more 56 La linea tradizionale 58 È davvero un grande piacere presentare questa nuova raccolta di ricette Zuegg, nata dal desiderio di unire idealmente tutte le regioni italiane grazie alla bontà e alla genuinità dei nostri prodotti più tradizionali: le confetture. Del resto, cosa sarebbe la nostra tradizione alimentare senza marmellate, conserve o confetture? Nate per preservare la frutta fresca anche nei mesi in cui questa non era disponibile, queste preparazioni hanno saputo conquistarsi, nel corso dei secoli, la dignità di ingrediente principe di molti dolci tradizionali italiani. Dolci che, da sempre, venivano amorevolmente preparati in casa, in occasione di una ricorrenza familiare o di una festa sacra, e la cui varietà è legata al succedersi delle stagioni e della frutta disponibile, ma anche a tradizioni locali. Dolci che, anche oggi, ci consentono di riscoprire le nostre radici, mantenendo viva la tradizione regionale e testimoniando, ancora una volta, il gusto italiano per le cose buone. Da oltre 100 anni, Zuegg è sinonimo di passione per la frutta e amore per la vita, grazie all’attenzione che da sempre riponiamo nel selezionare la frutta migliore e nel rispettare i tempi e i cicli della natura. E proprio dalla nostra passione, nasce anche questo viaggio attraverso i sapori del nostro Paese: una selezione di 20 dolci tipici regionali, da realizzare con le nostre confetture e marmellate “Classiche” e “Pregiate”. Dai grandi classici della nostra tradizione dolciaria, come le zeppole e le raviole, alle ricette tutte da scoprire, come il blancmanger e i chiffel, quello che stiamo per iniziare è un vero “viaggio del gusto”, all’insegna di tradizione e genuinità. Oswald Zuegg 7 Zuegg. Pa s s i o n e p e r l a f r u t ta , amore pe r l a v i ta Quella di Zuegg è una storia fatta di passione, dedizione ed eccellenza nella coltivazione e nella lavorazione della frutta. Peculiarità che, da oltre un secolo a questa parte, fanno dell’azienda di Lana d’Adige uno dei marchi alimentari più amati, oltre che una grande protagonista sulle tavole degli Italiani. Oggi, infatti, Zuegg è sinonimo di tradizione, qualità e genuinità. Tradizione nel lavorare e trasformare la frutta, dall’albero alla tavola. Qualità nella selezione delle materie prime e nei processi produttivi. Genuinità nei prodotti finiti, che racchiudono tutta la naturalità e la bontà della frutta. 8 Una storia, quella di Zuegg, che comincia nella natura tra le montagne del Sud Tirolo ed è costellata di successi che hanno fatto epoca, grazie alla sempre costante ricerca di innovazione. Non a caso la sua mission è, da sempre, quella di offrire al consumatore i valori ed i benefici del mondo naturale della frutta, attraverso prodotti che li rendono fruibili ed attraenti. Il claim aziendale “Passione per la frutta, amore per la vita” racchiude la vocazione di Zuegg a comprendere ed anticipare l'evoluzione dei gusti e delle preferenze alimentari, con attenzione particolare al consumatore e all’ambiente. Correva l’anno 1860 quando, nel suo podere a Lana d’Adige, Ernst August Zuech (il cognome della famiglia diventerà Zuegg solo nel 1903) cominciò, insieme ai suoi 14 figli, a coltivare la frutta, vendendola poi nei mercati vicini. Con il passare degli anni, precisamente nel 1889, i due figli maschi più anziani, Karl e Vigil, subentrarono al patriarca alla guida dell'impresa di famiglia. In particolare, sarà Karl il principale 9 10 artefice del successo di Zuegg, riuscendo a trasformare, nonostante le difficoltà legate allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la piccola impresa agricola a gestione familiare, in un’azienda destinata a diventare leader nel settore della lavorazione e della trasformazione della frutta. Proprio durante gli anni duri del conflitto bellico, nel 1917, l'azienda inizia la sua attività di trasformazione della frutta in provincia di Bolzano, a Laces, con i primi esperimenti per produrre marmellata di mele. Bisogna, però, attendere il 1923 per il vero e proprio debutto nella produzione di confetture. È un successo immediato: grazie alla qualità decisamente superiore delle sue marmellate Zuegg si afferma e, ben presto, conquista i mercati di tutto il Nord d’Italia. L’azienda si espande e si rinnova, sempre nel rispetto della tradizione e della fondamentale salvaguardia dei valori naturali della frutta, crescendo in modo considerevole negli anni del secondo dopoguerra. Nei primi anni Cinquanta, con 11 la terza generazione della famiglia, Zuegg assume sempre più le dimensioni di una grande azienda, incrementando la produzione industriale di prodotti finiti che, ormai, cominciano ad essere distribuiti su tutto il territorio nazionale. Gli anni successivi hanno portato alla crescita dell’azienda e alla continua innovazione in fatto di produzione di confetture e marmellate di ogni genere, fino a diventare, oggi, una moderna realtà industriale, che vanta una filiera completamente integrata, seguendo tutte le fasi di produzione del prodotto: dalla raccolta della frutta nei terreni coltivati nel sud Italia, alla prima lavorazione, dalla cottura fino al confezionamento del prodotto finito. Tutte le immagini e le illustrazioni sono state gentilmente messe a disposizione dall’archivio storico della famiglia Zuegg 12 13 ESS N E B ERE CON GUS TO Le composte Zuegg della linea Benessere con gusto sono preparate solo con tanta buona frutta, senza l’aggiunta di zuccheri e sono quindi ideali per una colazione leggera, ma ricca di gusto. Perseveranza Precisione Pa s s i o n e Sono i tre ingredienti che uniscono il percorso enogastronomico di Stefano Fagioli e Monica Bianchessi, chef di fama nazionale, che insieme al fratello di Stefano, Marco, gestiscono la Trattoria “Via Vai” a Ripalta Cremasca in provincia di Cremona (www.trattoriaviavai.it), proponendo piatti e dolci saldamente legati alla tradizione italiana e al territorio cremasco. Stefano e Monica sono stati i cuochi ufficiali del fortunato programma “Casa Alice" in onda sul canale Alice di Sky e, sullo stesso canale, hanno presentato un loro programma chiamato "Pasta & Fagioli". Sono gli autori di: "Trecentosessantacinque una ricetta al giorno"; “Niente Fumo solo Arrosto” e “Crostate per tutte le stagioni”. Dall’amore per la frutta e dalla passione per i dolci, nasce il connubio di Monica e Stefano con Zuegg. Le confetture Zuegg sono, infatti, il loro segreto in cucina per realizzare deliziose ricette in grado di soddisfare i palati di tutta Italia! Leggete per credere! 15 CHE P E ·A N R· · D O L C I· Le confetture Vellutate Zuegg sono particolarmente adatte per la preparazione di squisiti dolci e crostate, grazie ad una nuova ricetta: una vellutata morbidezza tutta da spalmare V A L L E D ’ A O S T A Blancmanger con confettura extra di mirtilli selvatici Ingredienti 1 litro di panna fresca 120 g di zucchero semolato 1 baccello di vaniglia 300 g di albume 1 cestino di mirtilli freschi 1 vasetto di confettura extra di mirtilli Versate la panna in una casseruola, aggiungete lo zucchero e la stecca della vaniglia incisa nel senso della lunghezza. Scaldate la panna senza raggiungere il bollore, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Unite gli albumi e con l'aiuto di un frusta amalgamate gli ingredienti. Versate la crema in stampini monoporzione e cuocete a bagnomaria per 1 ora circa, fino a quando la superficie si presenterà elastica. Lasciate intiepidire, poi fateli riposare in frigorifero per 2 ore circa in modo che si rassodino. Scaldate la confettura extra di mirtilli selvatici in un pentolino, aggiungete i mirtilli freschi e procedete alla cottura per 2 minuti circa a fuoco dolce. Sformate i blancmanger in piattini individuali, distribuite la confettura extra di mirtilli selvatici sulla sommità e servite immediatamente. L a c u r i o s i t à Di grande effetto e sostanza, il blancmanger è originario della Savoia, ma si contende con il mont blanc la palma di dolce simbolo di questa affascinante regione, ricca di foreste, vette innevate, pascoli e tortuosi sentieri di montagna, la cui pasticceria è da sempre influenzata dalla tradizione francese. Perfetto come gustoso fine pasto, specie se accompagnato dal “caffè valdostano” nella tradizionale grolla o coppa dell’amicizia. 18 P I E M O N T E Torta con confettura extra di prugne e amaretti in crosta di nocciole Ingredienti 250 g di farina 00 75 g di zucchero semolato 75 g di burro freddo 8 g di lievito in polvere per dolci 2 cucchiai di liquore all’amaretto un uovo intero un pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di prugne mezzo bicchiere di liquore all’amaretto 250 g di amaretti Per la crosta di nocciole 100 g di nocciole tostate 125 g di zucchero semolato 2 uova intere e grandi Con l'aiuto di un mixer da cucina impastate velocemente la farina, il burro a pezzetti e il lievito setacciato, fino a ottenere un composto di briciole. Unite lo zucchero a velo, il liquore all’amaretto, l’uovo e un pizzico di sale, poi lavorate nuovamente con il mixer fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Con la pasta formate una palla, avvolgetela con della pellicola e riponetela in frigorifero per 30 minuti. Stendete la pasta a 3-4 mm di spessore su un foglio di carta da forno infarinato, in modo da ottenere un disco di pasta un po’ più grande dello stampo di 28 cm di diametro. Trasferite il disco di pasta nello stampo, formate un bordo di circa 1 cm di altezza e pizzicate i bordi, poi spalmate all'interno la confettura extra di prugne. Bagnate gli amaretti nel liquore all’amaretto e sistemateli a cerchi sulla confettura. Preparate la crosta frullando le nocciole con lo zucchero e le uova, fino a ottenere una crema spumosa. Versare la crema ottenuta sugli amaretti, in modo da ricoprirli tutti e cuocere la torta in forno preriscaldato a 170°C per circa 30-40 minuti, fino a doratura. Servite la torta fredda con il liquore all'amaretto. L a c u r i o s i t à Secchi o morbidi, più leggeri o compatti ma sempre leggermente amarognoli, gli amaretti furono creati da Francesco Moriondo, cuoco e pasticcere alla corte dei Savoia nella prima metà del Settecento e, ben presto, sono diventati un simbolo stesso del Piemonte. 20 L I G U R I A Frolla alla genovese con confettura extra di ciliegie Ingredienti per la pasta frolla 450 g di farina 00 300 g di burro freddo 180 g di zucchero semolato 4 tuorli la scorza di 1 limone grattugiata 1 pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di ciliegie 1 albume 2 cucchiai di zucchero semolato Con l'aiuto di un mixer da cucina lavorate velocemente la farina con il burro freddo a pezzetti fino ad ottenere un composto di briciole. Unite lo zucchero, i tuorli, la scorza del limone e il pizzico di sale. Rovesciate l'impasto su di un piano infarinato e lavoratelo velocemente formando una palla. Avvolgetela con della pellicola per alimenti e fatela riposare per almeno 30 minuti. Intanto scaldate il forno a 180°. Riprendete la pasta e dividetela a metà, stendete 2 dischi uguali su 2 fogli di carta da forno infarinati. Usando degli stampini a forma di cuore o altro motivo floreale, ricavate un traforo formando un disegno. Pennellate la superficie con l'albume e spargete lo zucchero semolato. Riponete i dischi su 2 placche e cuocete in forno ben caldo fino a doratura. Lasciate raffreddare, poi, molto delicatamente, sollevate il cerchio di frolla pieno e sistematelo su di un piatto da portata. Con una spatola spalmate la confettura extra di ciliegie e appoggiate il secondo disco con i fori premendolo fino a quando i vuoti si riempiano di confettura. Cospargete la superficie della torta con lo zucchero a velo e servite. L a c u r i o s i t à Una pasta molto simile alla frolla era già conosciuta intorno all’anno 1000, successivamente perfezionata all’inizio del Settecento e ampiamente impiegata in pasticceria. Per un’ottima frolla, la pasta deve essere lavorata poco e velocemente, affinché il calore delle mani non la renda difficile da stendere, dura e compatta a cottura ultimata. 22 L O M B A R D I A Dolce di zucca con crema di marroni Ingredienti per la pasta frolla 500 g di zucca Mantovana senza buccia e filamenti mezzo litro di latte intero 100 g di zucchero semolato 250 g di cioccolato fondente 1 vasetto di crema di marroni 100 g di farina di mandorle 10 amaretti 50 g di burro 1 bacca di vaniglia la scorza di 1 arancia grattugiata 2 cucchiai di fecola di patate 200 g di panna montata Tagliate la zucca a pezzi e cuocetela nel latte fino a completo assorbimento. Una volta cotta frullatela e versate il purè ottenuto in una capiente casseruola. Aggiungete lo zucchero, il cioccolato fondente tritato, 250 g di crema di marroni, la farina di mandorle, gli amaretti, il burro a pezzetti, i semini della bacca di vaniglia prelevati con un coltellino affilato, la scorza dell'arancia grattugiata e per ultima la fecola di patate setacciata. Portate la crema a cottura a fuoco dolce per 20 minuti circa mescolando continuamente. Una volta addensata, versate la crema all'interno di una piccola terrina foderata con della pellicola trasparente, avendo cura di coprire anche la superficie, poi sistematela in frigorifero per almeno 2 ore. Una volta fredda rovesciate il dolce su di un piatto di portata, spalmatelo con il resto della crema di marroni rimasta. Servite il dolce a fette con una buona tazza di cioccolata. L a c u r i o s i t à Forse non tutti lo sanno, ma la zucca è davvero il vegetale eclettico per eccellenza. È dolce ma non ingrassa, è ipocalorica, ma sazia a volontà e in cucina è protagonista dall’antipasto al dolce. Nella tradizione culinaria lombarda, la zucca è alla base di molti piatti tradizionali, soprattutto nella cucina mantovana. 24 F R I U L I V E N E Z I A Buchtln con confettura extra di pesche Ingredienti per la pasta 250 g di farina Manitoba 250 g di farina 00 25 g di lievito di birra 1 uovo intero e 2 tuorli 50 g di zucchero semolato 2 bicchieri di latte intero 60 g di burro sciolto 1 cucchiaio di rum scuro 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva la scorza grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di pesche Per la finitura 100 g di burro fuso G I U L I A Intiepidite il latte e sciogliete il lievito aiutandovi con le mani. In una terrina versate le farine setacciate, aggiungete 1 cucchiaio di zucchero, prelevato dal totale, 1 uovo intero e, poi, il latte con il lievito oramai sciolto. Lavorate l'impasto ottenuto con un cucchiaio di legno in modo da ottenere un composto liscio e ben amalgamato. Coprite e lasciate lievitare fino a quando avrà raddoppiato il suo volume. Intanto in una terrina amalgamate il burro sciolto con il resto dello zucchero, i tuorli, il rum, l'olio, la scorza del limone grattugiata e il pizzico di sale. Versate il composto sul panetto lievitato e lavorate a lungo con le mani, o con il gancio, aggiungendo del latte tiepido se necessario, fino a quando l'impasto si staccherà dalle pareti della vostra ciotola formando delle bolle. Lasciate riposare la pasta per 1 ora circa avendo cura di coprire la ciotola con della pellicola. Con un mattarello allargate la pasta su di un piano di legno ben infarinato e ritagliate dei quadrati da 8 cm per lato. Sistemate al centro un cucchiaino di confettura extra di pesche, chiudete gli angoli verso l'alto fino a formare dei fagottini. Tuffate i Buchtln nel burro fuso poi allineateli su di una teglia rivestita con della carta da forno e lasciate che lievitino per altri 40 minuti. Intanto scaldate il forno a 160° circa, infornate e cuocete per 35 minuti circa. Servite i Buchtln con crema alla vaniglia. L a c u r i o s i t à I Buchtln sono una sorta di morbide e fragranti brioches di pasta lievitata tradizionalmente riempiti di marmellata, che dal Tirolo si sono poi diffuse nella regione delle Tre Venezie. Da gustare caldi, appena sfornati! 26 T R E N T I N O A L T O Kaiserschmarren con confettura extra di lamponi Ingredienti per la pasta 150 g di farina 00 100 ml di latte intero 100 ml di panna fresca 6 tuorli d'uovo 1 stecca di vaniglia 1 cucchiaio di rum scuro 1 pizzico di sale 40 g di zucchero semolato 6 albumi 1 vasetto di confettura extra di lamponi 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva 50 g di burro 100 g di zucchero a velo per spolverare A D I G E In una terrina mescolate la farina con il latte, la panna, i tuorli, i semini della stecca della vaniglia e il rum. Amalgamate gli ingredienti con una frusta in modo da ottenere una pasta liscia. Montate gli albumi con un pizzico di sale e, una volta spumosi, versate a pioggia lo zucchero semolato. Quando risulteranno lucidi e ben montati, incorporateli al resto dell'impasto. In una larga padella antiaderente scaldate l'olio, versate il composto e procedete alla cottura, fino a quando la parte inferiore si sarà rassodata. Distribuite cucchiaiate di confettura extra di lamponi sulla superficie dello Schmarren poi, con l'aiuto di un coperchio oliato, girate il dolce e procedete la cottura per 2 minuti circa. Infornatelo per 3-5 minuti a 200°. Spezzate la pasta con 2 forchette e spolverate lo Schmarren con lo zucchero a velo. In una padella antiaderente scaldate il burro, sistemate i pezzi di dolce e lasciate che si caramellino a fuoco moderato. Servite immediatamente lo Schmarren cospargendolo di zucchero a velo. L a c u r i o s i t à Dolce tipico della tradizione Altoatesina, significa letteralmente “frittata dolce dell’imperatore” (Kaiser). Narra infatti la leggenda che, una sera, l'imperatore Francesco Giuseppe, al posto di cenare, avesse ordinato al suo cuoco una semplice crêpe. Il cuoco, però, si scordò della crepe lasciandola troppo sul fuoco e facendola leggermente bruciare; in più al momento di girarla questa si ruppe. Non potendo rifarla, la spezzettò del tutto, aggiunse la marmellata e coprì le bruciature con abbondante zucchero. Quella nuova pietanza all’imperatore piacque talmente tanto che diventò la sua preferita! 28 V E N E T O Fritole de pomi con confettura extra di frutti di bosco Ingredienti 2 mele renette 200 g di farina 00 50 g di zucchero semolato 1 uovo grande 2 cucchiai di vino bianco 1 cucchiaino di lievito per dolci 1 bicchiere di latte intero la scorza grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale olio di arachide per friggere Per la finitura 1 vasetto di confettura extra di frutti di bosco In una ciotola versate la farina setacciata, aggiungete lo zucchero, l'uovo intero, il vino bianco, la scorza del limone, il pizzico di sale e tanto latte necessario per ottenere una pastella fluida. Sbucciate le mele, togliete il torsolo e con l'aiuto di una mandolina tagliatele a rondelle sottili. Intanto scaldate la confettura extra di frutti di bosco fino a renderla più fluida e, se necessario, aggiungete del vino bianco. Portate l'olio ad una temperatura di 170°, mantenendo il fuoco a medio calore, intanto immergete le fette di mela nella pastella e tuffatele con delicatezza nell'olio caldo. Una volta dorato un lato, giratele con una pinza e continuate fino a completa doratura. Scolate per bene le fritole e sistematele su carta assorbente. Servitele immediatamente, caldissime e irrorate con la confettura anch'essa ben calda. L a c u r i o s i t à Regina indiscussa dei dolci veneziani, la “fritoa” vive il suo momento magico durante il Carnevale. Da sempre considerata il dolce nazionale della Serenissima, gustata non solo a Venezia ma in tutto il territorio veneto-friulano, era preparata esclusivamente dai “fritolieri”, che nel Seicento si costituirono addirittura in associazione per sancire la loro professionalità. 30 E M I L I A R O M A G N A Raviole di San Giuseppe con confettura extra di fichi Ingredienti 250 g di farina 00 125 g di burro freddo 2 tuorli 125 g di zucchero semolato la scorza grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di fichi Con l'aiuto di un mixer da cucina preparate una frolla versando nel contenitore la farina e il burro freddo tagliato a pezzettini. Frullate alla massima velocità fino a formare delle briciole. Unite poi i tuorli, lo zucchero, la scorza del limone grattugiata e il pizzico di sale. Sempre alla massima velocità amalgamate gli ingredienti, raccogliete la pasta su di un piano, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Intanto accendete il forno a 180°. Con il mattarello stendete la pasta su della carta da forno ben infarinata in una sfoglia sottile; ricavate poi dei dischi da 10 cm di diametro. Disponete al centro di ognuno un cucchiaino di confettura extra di fichi e ripiegate la pasta in due, premendo bene per sigillare i bordi formando un grosso raviolo. Disponete le raviole su di una placca rivestita con carta da forno e infornate per 15-20 minuti, fino a doratura. Sfornate, lasciate intiepidire e servite i dolci dopo averli spolverizzati di zucchero a velo. L a c u r i o s i t à Le “raviole bolognesi” o di “San Giuseppe”, fritte o al forno, erano così chiamate perché si preparavano in occasione della festa del Santo, il 19 marzo. La pasta è la stessa che si usa per preparare la “pinza”, dolce natalizio tipico emiliano, e la “ciambella bolognese”, una frolla molto lievitata. 32 T O S C A N A Bomboloni con confettura extra di albicocche In una ciotola o con l'utilizzo di una planetaria versate 150 g di farina e formate un cratere al centro. Intiepidite il latte, unite lo zucchero e poi sciogliete il lievito di birra. Versate il composto nella farina e mescolate fino ad ottenere una pastella ben amalgamata. Coprite con della pellicola e lasciate Ingredienti riposare per 20 minuti circa. Aggiungete il resto della farina, 300 g di farina 00 il burro fuso, i tuorli, i semini contenuti nella bacca della va160 g di latte intero niglia, il pizzico di sale, la scorza del limone, dell'arancia grat20 g di lievito di birra 30 g di zucchero semolato tugiata e il rum. 20 g di burro fuso Lavorate gli ingredienti con le mani fino ad ottenere un im2 tuorli pasto liscio. Coprite la pasta con della pellicola e lasciatela 1 bacca di vaniglia lievitare per 40 minuti circa. Su un piano infarinato, stendete 1 pizzico di sale l'impasto con un mattarello fino allo spessore di 2 cm circa. la scorza grattugiata di 1 limone e di 1 arancia Con l’aiuto di una formina tonda ricavate 10 bomboloni, di1 cucchiaio di rum sponeteli su di un foglio di carta da forno infarinato, coprite 1 vasetto di confettura extra di albicocche con un panno e fate lievitare in un luogo tiepido in modo che olio di arachide per friggere raddoppino il loro volume. Intanto, scaldate l'olio e portatelo zucchero a velo a 165-170°, tuffate i bomboloni e procedete alla cottura fino a doratura di entrambi i lati. Scolate su carta assorbente e con l'aiuto di un sac-à-poche farciteli con la confettura extra di albicocche, cospargeteli di zucchero a velo e servite. L a c u r i o s i t à Cosa sarebbe la Toscana senza i suoi “bomboloni”? Da non confondere assolutamente con i krapfen, né per forma, né per preparazione, sono la merenda ideale su una spiaggia della Versilia o per una ricca colazione sulle colline del Chianti. Per tutti i golosi, da non perdere - a marzo - l’annuale sagra di Montespertoli che ne celebra la bontà con ben due settimane di festeggiamenti! 34 U M B R I A Rocciata con confettura extra di prugne Ingredienti per la pasta 200 g di farina 00 50 g di zucchero semolato 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva 1 pizzico di sale Ingredienti il ripieno 1 mela 100 g di fichi secchi 100 g di confettura extra di prugne 80 g di uvetta 80 g di gherigli di noci 80 g di mandorle 80 g di pinoli 1 cucchiaino di cannella la scorza grattugiata di 1 limone 2 cucchiai di Vin Santo 100 g di zucchero semolato 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva Sbucciate e tagliate la mela e i fichi secchi a dadini, raccoglieteli in una terrina. Unite la confettura extra di prugne, l'uvetta, i gherigli di noci e le mandorle tritate grossolanamente, i pinoli, la cannella, la scorza del limone, il Vin Santo, lo zucchero e 2 cucchiai d'olio. Mescolate e tenete da parte. Intanto preparate la pasta sistemando in una terrina la farina, lo zucchero, un pizzico di sale e 2 cucchiai d'olio. Versate tanta acqua sufficiente a formare una pasta morbida, lavoratela per bene con le mani, avvolgetela con della pellicola e fatela riposare per cinque minuti circa. Intanto accendete il forno a 170°. Con il mattarello stendete la pasta su di un canovaccio infarinato riducendola a sfoglia sottile, distribuite il ripieno uniformemente poi arrotolate la sfoglia su se stessa. Sistemate il rotolo su di una placca rivestita con della carta da forno, attorcigliatelo, ungete la superficie con dell'olio e infornate per 30 minuti circa fino a doratura. Servite la Rocciata spolverizzandola con dello zucchero a velo. L a c u r i o s i t à Dolce di origini molto antiche, la “rocciata” pare fosse stata inventata in onore di Hondo Cerfio, antica divinità umbra. Per delle affinità con lo strudel, alcuni sostengono che potrebbero esserci addirittura dei legami con i Longobardi, che in territorio umbro avevano un loro Stato. Leggenda a parte, il nome non fa affatto riferimento alla consistenza del dolce, ma alla parola “roccia” che in dialetto umbro significa “tonda”. 36 M A R C H E Crostata al farro con confettura extra di ciliegie Ingredienti per la frolla 125 g di farina di farro 100 g di farina 00 125 g di burro freddo 90 g di zucchero semolato 1 uovo grande 1 cucchiaino raso di lievito per dolci La scorza grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale Per la farcitura 1 vasetto confettura extra di ciliegie In una mixer da cucina versate le farine, un pizzico di sale e il burro tagliato a pezzi. Lavorate alla massima velocità fino ad ottenere delle briciole. Unite quindi lo zucchero, il lievito, l’uovo intero e la scorza del limone. Azionate di nuovo il mixer e lavorate fino a che gli ingredienti risulteranno ben amalgamati. Formate una palla, avvolgetela con della pellicola e lasciatela riposare al fresco. Prendete una tortiera del diametro di 24 cm, stendete ¾ della pasta su di un foglio di carta da forno infarinato e rivestite la tortiera rialzando leggermente i bordi. Versate la confettura extra di ciliegie, livellandola con un cucchiaio. Stendete il resto della pasta, che nel frattempo è stata in frigorifero, su di un foglio di carta da forno ben infarinato e ricavate delle strisce con l'apposita rotella quindi, sistematele sulla crostata formando una rete. Cuocete in forno a 170° per 30-40 minuti. Servite la torta fredda, meglio se il giorno dopo. L a c u r i o s i t à Anticamente il farro era molto diffuso in tutta l'area mediterranea e può essere considerato l'antenato del grano, tanto che la farina di farro costituiva la base dell’alimentazione dei popoli latini. Oggi, utilizzare la farina di farro in una ricetta tradizionale come questa rende la pasta, che dovrebbe riposare una notte per acquistare maggior sapore, ancor più leggera. 38 L A Z I O Crostata di mandorle con confettura extra di albicocche Ingredienti per la frolla 250 g di farina 00 50 g di burro freddo 8 g di lievito vanigliato 2 tuorli 100 g di zucchero semolato 1 cucchiaio di liquore all'anice 1 pizzico di sale Per la farcitura 200 g di confettura extra di albicocche 200 g di amaretti 1 bicchierino di liquore all'anice 300 g di mandorle 1 uovo intero 150 g di zucchero semolato 1 pizzico di cannella Per la guarnizione 1 cucchiaio di cacao amaro Tritate grossolanamente le mandorle, versatele all'interno di una terrina, aggiungete un uovo intero, lo zucchero e la cannella, mescolate e tenete da parte, poi bagnate gli amaretti con il liquore all'anice. In una mixer da cucina versate la farina, un pizzico di sale e il burro tagliato a pezzi. Lavorate alla massima velocità fino ad ottenere delle briciole. Unite quindi lo zucchero, il lievito, i tuorli e il liquore. Azionate di nuovo il mixer e lavorate fino a quando gli ingredienti risulteranno ben amalgamati. Formate una palla, avvolgetela con della pellicola e lasciatela riposare al fresco. Scaldate il forno a 170°. Prendete una tortiera del diametro di 26 cm, stendete la pasta su di un foglio di carta da forno infarinato e rivestite la tortiera rialzando leggermente i bordi. Stendete la confettura extra di albicocche livellandola con un cucchiaio, distribuite gli amaretti intrisi di liquore e per ultimo l'impasto di mandorle. Cuocete la torta per circa 30-35 minuti circa. Lasciate raffreddare la torta, spolverizzate la superficie con il cacao amaro e servite. L a c u r i o s i t à Le mandorle arrivarono in Sicilia insieme ai Fenici, da lì si diffusero successivamente nelle colonie greche e, fin dall’antichità, furono utilizzate in cucina per la preparazione di squisiti dolci. Per la sua forma, la mandorla ha anche un’implicazione simbolica, indica infatti la natura divina del Cristo e della Vergine. 40 A B R U Z Z O Fiadoni con ricotta con confettura extra di fragole Ingredienti per la pasta 500 g di farina 00 40 g di burro freddo 4 uova intere 1 cucchiaio di zucchero semolato la scorza di 1 limone non trattato 1 bustina di lievito 2 cucchiai di rum 2 cucchiai di liquore all'anice 1 bacca di vaniglia 1 pizzico di sale Per il ripieno 200 g di ricotta vaccina asciutta 2 tuorli 50 g di zucchero semolato 1 pizzico di cannella 1 vasetto di confettura extra di fragole Con l'aiuto di un mixer da cucina preparate una frolla versando nel contenitore la farina e il burro freddo tagliato a pezzettini. Frullate alla massima velocità fino a formare delle briciole. Unite poi le uova intere, lo zucchero, la scorza del limone grattugiata, il lievito, i liquori, i semini della bacca di vaniglia e il pizzico di sale. Sempre alla massima velocità amalgamate gli ingredienti, raccogliete la pasta su di un piano, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Preparate il ripieno lavorando in una ciotola la ricotta ben scolata con i tuorli, lo zucchero e la cannella. Intanto accendete il forno a 200°. Con il mattarello stendete la pasta su della carta da forno ben infarinata in una sfoglia sottile poi, ricavate dei dischi da 10 cm di diametro. Disponete al centro di ognuno un cucchiaino di ricotta e uno di confettura extra di fragole, quindi ripiegate la pasta in due, premendo bene per sigillare i bordi. Disponete i fiadoni in una placca rivestita con carta da forno e infornate per 15-20 minuti, fino a doratura. Sfornate e lasciate intiepidire, servite dopo averli spolverizzati di zucchero a velo. L a c u r i o s i t à Preparato soprattutto per le feste pasquali, anche se si consuma tutto l’anno sia nella versione dolce che in quella salata, l'origine del “fiadone” o “R sciatun” risale ai tempi di Messisbugo, scalco ducale alla corte degli Estensi. Il dolce arriva poi in Abruzzo perché prevedeva, come ingrediente fondamentale, lo zafferano, già prodotto d'eccellenza della zona dell’Aquila. 42 M O L I S E Ceppelliate con confettura extra di mirtilli selvatici Ingredienti per la pasta 500 g di farina 00 200 g di burro freddo 2 cucchiai di liquore all'anice 6 tuorli 250 g di zucchero semolato la scorza di 1 limone non trattato 8 g di lievito per dolci vanigliato 1 pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di mirtilli selvatici Con l'aiuto di un mixer da cucina preparate una frolla versando la farina e il burro freddo tagliato a pezzettini. Frullate alla massima velocità fino a formare delle briciole. Unite poi il liquore, i tuorli, lo zucchero, la scorza del limone grattugiata, il lievito e il pizzico di sale. Sempre alla massima velocità amalgamate gli ingredienti, raccogliete la pasta su di un piano, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Intanto accendete il forno a 170°. Con il mattarello stendete la frolla su della carta da forno ben infarinata in una sfoglia abbastanza sottile, poi ricavate dei dischi da 8-10 cm di diametro. Disponete al centro di ognuno un cucchiaino di confettura extra di mirtilli selvatici, quindi ripiegate la pasta su se stessa sigillando i bordi e cercando di dare loro la forma di un cornetto. Sistemate le ceppelliate su di una placca rivestita con carta da forno e infornate per 15-20 minuti. Sfornate e fate raffreddare i dolci, spolverizzateli con abbondante zucchero a velo e servite. L a c u r i o s i t à La pasticceria molisana è legata a doppio filo alla storia del territorio, della popolazione e delle sue tradizioni sacre, come nel caso delle “ceppelliate”, dolci primaverili della tradizione pasquale, anticamente preparati a forma di ferro di cavallo e spolverati di zucchero a velo. 44 C A M P A N I A Zeppole ischitane con confettura extra di pesche Ingredienti per 20 zeppole 300 g di acqua 160 g di farina 00 60 g di burro 8 tuorli 1 pizzico di sale Per la farcitura 1 vasetto di confettura extra di pesche Inoltre olio di arachide per friggere 100 g di zucchero a velo Versate l'acqua in una casseruola, aggiungete un pizzico di sale e il burro. Una volta raggiunto il bollore, togliete il recipiente dal fuoco e incorporate la farina in un sol colpo. Rimettete il composto sul fuoco e con un cucchiaio di legno mescolate fino a che l'impasto si staccherà dalle pareti. Rovesciatelo su di un piano, allargatelo e lasciatelo raffreddare. Una volta pronto raccogliete l'impasto in una terrina e sempre mescolando incorporate 4 tuorli uno alla volta. Prelevate una cucchiaiata di composto, bagnatevi le mani e formate un rotolino lungo 8 cm circa. Unite i lembi dando alla zeppola la forma di una ciambellina, poi sistematele su di un piano leggermente unto d'olio. Intanto scaldate abbondante olio e portatelo a 170° circa. Tuffate le zeppole e, appena risulteranno ben gonfie e dorate, scolatele per bene su della carta assorbente. Tagliatele a metà e farcitele con la confettura extra di pesche. Sistematele su di un piatto da portata poi cospargete lo zucchero a velo. L a c u r i o s i t à Nella tradizione campana, “le zeppole” si legano al periodo dell'avvento, alle lunghe serate in casa e al gioco della tombola in compagnia. E come vi direbbero tutte le nonne della regione: “attenti, quando si preparano le zeppole non bisogna né farsi vedere né far sentire l'odore alla gente invidiosa: i dolci finirebbero con lo scoppiare!” 46 P U G L I A Bocconotti con confettura extra di amarene Ingredienti per la pasta 500 g di farina 00 40 g di zucchero semolato 2 cucchiai di vino Passito 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva 1 pizzico di sale Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di amarene Per la crema pasticcera 3 tuorli 250 g di latte mezza stecca di vaniglia 60 g di zucchero semolato 1 cucchiaio di maizena Preparate la crema pasticcera scaldando il latte con la stecca di vaniglia. Intanto montate lo zucchero con i tuorli fino a renderli spumosi poi, unite la maizena. Diluite con il latte caldo, riponete sul fuoco e portate a cottura continuando a mescolare con una frusta fino a quando si addensi. Trasferitela all'interno di un contenitore freddo e lasciatela raffreddare facendo aderire della pellicola alla superficie. Intanto preparate la pasta lavorando la farina con lo zucchero, il vino, l'olio e tanta acqua tiepida necessaria per ottenere una pasta liscia ed elastica. Lasciatela riposare per 20 minuti circa poi stendetela a sfoglia. Tagliate delle strisce larghe 20 cm circa, poi disponete a distanza di 10 cm circa l'una dall'altra un cucchiaino di crema e uno di confettura extra di amarene. Chiudete la pasta su se stessa e, con una rotellina dentata, ritagliate delle mezzelune. Pennellate i bocconotti con dell'albume d'uovo e infornateli a 170° per 20 minuti, fino a doratura. Serviteli tiepidi o freddi. L a c u r i o s i t à Dei “bocconotti” esistono, in tutta Italia, centinaia di versioni, moltissime delle quali a base di profumate confetture. Simili per forma e consistenza ai “muffin”, in Puglia sono i dolci tipici del Carnevale, vera e propria eccezione nella tradizione pasticcera italiana che prevede la frittura come modo di cottura tipico del periodo carnevalesco. 48 B A S I L I C A T A Biscotti alle mandorle e confettura extra di amarene Ingredienti per la frolla 400 g di farina 00 200 g di burro freddo 4 tuorli 100 g di zucchero semolato 15 g di bicarbonato 1 pizzico di cannella 1 pizzico di sale 100 g di lamelle di mandorle Per il ripieno 1 vasetto di confettura extra di amarene 1 bicchierino di latte Con l'aiuto di un mixer da cucina preparate una frolla versando la farina e il burro freddo tagliato a pezzettini. Frullate alla massima velocità fino a formare delle briciole. Unite poi i tuorli, lo zucchero, il bicarbonato, il pizzico di cannella e il sale. Sempre alla massima velocità amalgamate gli ingredienti, raccogliete la pasta su di un piano, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Intanto accendete il forno a 180°. Stendete la pasta su di un foglio di carta da forno ben infarinato e con uno stampino ricavate tanti biscotti da 2 cm di altezza fino ad esaurimento della frolla. Sistemateli su una placca rivestita anch'essa con carta da forno, pennellate la superficie con il latte, quindi praticate al centro di ogni biscotto un incavo con il pollice. Distribuite le mandorle a lamelle e infornate per 10 minuti circa. Sfornateli e una volta freddi sistemate nell'incavo un cucchiaino di confettura di extra di amarene. L a c u r i o s i t à Per preparare degli ottimi biscotti, le mandorle devono essere freschissime. Sarebbe meglio, quindi, acquistarle sempre in confezioni sigillate, in modo da controllare la data di scadenza e conservarle al meglio. Acquistate sfuse, bisogna accertarsi che siano fresche e, per questo, meglio scegliere i frutti ancora con il guscio, che aiuta a conservarli ottimamente. 50 C A L A B R I A Crostata del diavolo con marmellata di arance e peperoncino Ingredienti per la frolla 300 g di farina 00 1 uovo intero e 2 tuorli 150 g di zucchero semolato 80 g di burro freddo la scorza grattugiata di 1 limone 1 pizzico di sale Per la confettura al peperoncino 500 g di peperoncini rossi e carnosi 1 kg di peperoni rossi 500 g di zucchero semolato 2 cucchiai di miele all'arancio Per la farcitura 200 g di marmellata di arance 100 g di confettura di peperoncino 150 g di mandorle a lamelle Preparate la confettura al peperoncino privando sia i peperoncini che i peperoni dai semi interni e dai filamenti bianchi. Tagliateli a striscioline e sistemateli all'interno di una terrina, copriteli con lo zucchero semolato, mescolate il tutto con le mani e lasciateli in infusione per una notte. Il giorno seguente versate i peperoni in una pentola di acciaio con doppio fondo, aggiungete il miele e procedete alla cottura a fuoco medio basso fino a che avrà raggiunto una consistenza sciropposa. In una mixer da cucina versate la farina, un pizzico di sale e il burro tagliato a pezzi. Lavorate alla massima velocità fino ad ottenere delle briciole. Unite quindi lo zucchero, le uova e la scorza del limone. Azionate di nuovo le lame e lavorate fino a quando gli ingredienti risultino ben amalgamati. Formate una palla, avvolgetela con della pellicola e lasciatela riposare al fresco. Prendete una tortiera del diametro di 28 cm, stendete 3/4 di pasta su di un foglio di carta da forno infarinato e rivestite la tortiera rialzando leggermente i bordi. Stendete il resto della frolla su di un foglio di carta da forno infarinato e formate un rettangolo, poi riponetelo in frigorifero. Intanto sulla frolla stendete uno strato di marmellata di arance e uno di marmellata di peperoncino, cospargete la superficie con le mandorle a lamelle poi, con una rotella dentata, ricavate delle strisce dalla frolla ormai fredda e formate una griglia serrata sopra alle mandorle. Infornate a 170° per 30-40 minuti. L a c u r i o s i t à Il peperoncino calabrese, altrimenti detto “diavolillo” è piccante per via della capsaicina che contiene in quantità. Dal 1912, in Calabria esiste addirittura una ‘scala di piccantezza’, da 1 a 10, basata sulle misure di acqua necessarie per far cessare il bruciore. 52 S I C I L I A Cucciddatu con marmellata di arance amare Preparate la frolla con un mixer da cucina versando la farina, un pizzico di sale e il burro tagliato a pezzi. Lavorate alla massima velocità fino ad ottenere delle briciole. Unite quindi lo zucchero, 1 uovo intero e 1 tuorlo. Azionate di nuovo le lame e lavorate fino a quando gli ingredienti risultino ben amalgaIngredienti per la pasta mati. Se necessario aggiungete altra farina fino ad ottenere 350 g di farina di grano duro una frolla dalla consistenza plastica. Formate una palla, av150 g di burro freddo volgetela con della pellicola e lasciatela riposare al fresco. In100 g di zucchero semolato 2 uova tanto tagliate a pezzettini i fichi e raccoglieteli in una terrina 1 pizzico di sale con la marmellata di arance amare, l'uvetta, il cioccolato triPer il ripieno tato finemente e le spezie. Con il mixer tritate le noci, le man150 g di fichi secchi dorle e i pistacchi fino ad ottenere una farina grossolana. 200 g di marmellata di arance amare Versateli nella terrina assieme ai fichi, unite l'albume rima75 g di gherigli di noce 75 g di mandorle tostate sto e impastate per bene. Accendete il forno a 170°. Stendete 50 g di uvetta sultanina la frolla su di un foglio di carta da forno ben infarinata e con 25 g di cioccolato fondente l'aiuto di un coppapasta o di una tazza ricavate dei dischi di 25 g di pistacchi sgusciati e non salati 1 pizzico di chiodo di garofano in polvere 20-30 cm di diametro. Con un coppapasta più piccolo togliete la parte centrale così da ottenere delle grosse ciambelle. Si1 pizzico di cannella in polvere 1 albume stemate il ripieno al centro dell'anello di frolla poi, con il pollice e l'indice, riunite i due lembi di pasta interno ed esterno ogni 2-3 cm in modo che si intraveda la farcitura. Sistemateli su di una teglia rivestita con carta da forno distanziandoli l'uno dall'altro. Infornate i cucciddatu per 20-30 minuti circa. L a c u r i o s i t à Il “cucciddàtu” ha un'origine antica e il suo nome deriva dal tardo latino “buccellatum” cioè pane da trasformare in bocconi, per la sua morbidezza. Per la sua forma di ciambella con il buco, sembra che questo dolce abbia dato vita all'usanza del regalo delle fedi nuziali agli sposi. 54 S A R D E G N A Millefoglie di carasau con confettura extra di more Ingredienti 1 foglio di pane carasau 3 cucchiai di zucchero a velo Per la crema al limone 4 uova grandi 175 g di zucchero semolato 125 g di panna fresca 2 grossi limoni succosi 1 pizzico di cannella Per la rifinitura 1 vasetto di confettura extra di more In una casseruola rompete le uova intere, unite lo zucchero, la scorza finemente grattugiata, il succo dei limoni e il pizzico di cannella. Mescolate amalgamando gli ingredienti e poi diluite il tutto con la panna fresca. Cuocete la crema a fuoco basso, mescolando in continuazione, fino a quando si addenserà. Togliete dal fuoco la crema al limone, trasferitela in un contenitore freddo e mescolatela, di tanto in tanto, per intiepidirla. Infornate a 200° il pane carasau cosparso di zucchero a velo fino a che la superficie risulterà caramellata. Intiepidite la confettura extra di more e tenetela da parte. Rompete grossolanamente il pane carasau e componete il dolce alternando la crema al limone, la confettura e il pane caramellato. Spargete lo zucchero a velo e servite immediatamente. L a c u r i o s i t à Sottile e croccante, il “pane carasau” sembra sia un’invenzione dei pastori della Barbagia che volevano un pane che durasse a lungo nei loro spostamenti con le greggi. Conosciuto anche come “carta musica”, deve il suo nome alla “carasatura”, una doppia cottura che lo rende unico. 56 D LA TRA IZIONE - confetturE extra E MARMELLATE - 58 Oggi come allora, la confettura è Zuegg Da più di cent’anni la fam famiglia migglia Zuegg offre, e co con on am amore more e passione, passi ill piacere e il nfettu ture extra e marme te Classichee e le Spe ecialità, che gusto della frutta: le confe confetture marmellate Specialità, ngono un’elevata percen entuale di frutt istinguono per er il gus sto delicato contengono percentuale frutta, si distinguono gusto iato e per la consiste osa, tipiche dei prod e pregiato consistenza morbida e cremosa, prodotti fatti in casa, come da miglior tradizione. Zuegg Spa via Francia, 6 - 37135 Verona Tel. 045 8292611 www.zuegg.it Concept e coordinamento editoriale: Weber Shandwick Italia Progetto grafico: Gaia Niola - www.gaianiola.it Fotografie delle ricette: Stefania Sainaghi - www.prigionieredelgusto.it Location: Trattoria Via Vai, Ripalta Cremasca - Cremona Finito di stampare a novembre 2009 da Normaweb - Roma