Istituto Comprensivo Statale di Saonara a.s. 2013-2014 P.O.F. Parte A: Linee guida e organizzazione generale 1. Indice: Il contesto territoriale Pag. 2 2. Risorse esterne Pagg. 3-4 3. La struttura dell’Istituto Pag. 5 4. Le risorse professionali Pagg. 6-8 5. Consiglio d’Istituto Pag. 9 6. Scelte formative e metodologiche Pagg. 10-11 dell’Istituto 7. Competenze culturali e modalità di Pagg. 12-13 valutazione degli alunni 8. Valutazione Pagg. 14-23 9. Autoanalisi d’istituto e valutazione del Pagg.24 servizio 10. Aree di intervento della progettazione Pagg. 25-32 didattica generale 11. Integrazione scolastica degli Alunni con Pagg.33-34 bisogni particolari 12. Servizio psicopedagogico scolastico Pag. 35 13. La progettazione curricolare Pag. 36 1 1. IL CONTESTO TERRITORIALE Cenni storici su Saonara (da Relazione in Anno di formazione della Docente di Scuola Primaria Barenghi Nadia) L'origine del nome "Saonara" è controversa: per alcuni sarebbe da collegare ad una particolarità del terreno che, essendo argilloso, venne chiamato dai latini sapo; per altri, invece, l'origine di tale nome è dato da una particolare pianta erbacea che cresce spontaneamente nel territorio, la Saponaria officinalis, le cui radici pare che contengano una sostanza che, a contatto con l'acqua, produrrebbe schiuma. Saonara nacque probabilmente in epoca romana, anche se è stata rilevata la presenza di popolazioni preistoriche. Il territorio, fertile e ricco di acque, era ideale per l'agricoltura e l'allevamento. I Romani migliorarono i collegamenti terrestri, favorendo il commercio. Il territorio comunale, compreso nella colonia rurale di Piove di Sacco (o Saccisica), fu suddiviso in lotti uguali, assegnati ai veterani dell'esercito romano. A seguito del crollo dell’Impero Romano, la Saccisica passò sotto il dominio di Treviso. All'inizio del IX secolo il nuovo governo imperiale imposto da Carlo Magno, comprese anche la Saccisica, che rimase contea carolingia fino all'elezione a re d'Italia di Berengario, duca del Friuli. Berengario, desiderando l'appoggio del vescovado padovano, concesse beni e terre al vescovo di Padova, compresa la Saccisica. Dopo alcuni decenni, la Contea di Sacco fu conquistata da Ezzelino, il cui dominio durò diciannove anni. Padova ritornò sotto il governo podestarile, aggregando al suo dominio anche la Saccisica e Saonara. Dopo un primo, felice periodo di governo repubblicano, Padova cominciò una lunga sequela di lotte interne che terminarono con la sottomissione della città e del suo territorio alla Repubblica di Venezia. I secoli di dominio della Serenissima furono positivi per la popolazione, che riebbe la pace, pur tormentata da frequenti catastrofi naturali e ricorrenti epidemie. L'arrivo di Napoleone sconvolse l'equilibrio mantenutosi per così lungo tempo: la successiva cessione all'Austria e il ritorno dei Francesi, imposero nuovi ordinamenti che pesarono sulla realtà locale, ma ebbero comunque breve durata. Tornato ancora il governo austriaco, furono iniziate quelle importanti opere di bonifica necessarie in un territorio così tormentato da alluvioni e inondazioni. Con l'Unità d'Italia il nuovo governo cercò di affrontare i problemi più importanti, tra i quali quello dell'istruzione scolastica. Le due Guerre Mondiali caratterizzarono la storia di Saonara: fra i tanti avvenimenti drammatici si ricorda l'eccidio di 46 civili, fra cui un bambino di soli cinque anni, perpetrato dai soldati tedeschi la sera del 28 Aprile 1945. Anche Saonara ha partecipato alle trasformazioni economiche avvenute nel secondo dopoguerra, perdendo il suo carattere esclusivamente agricolo per diventare un'area caratterizzata anche da insediamenti artigianali e industriali, legata alla città di Padova. Oggi Saonara è un Comune in piena espansione, con un’economia basata principalmente su due grandi settori: quello florovivaistico e quello industriale-artigianale, che fanno parte della sua storia e della tradizione. La situazione economica delle famiglie è generalmente buona. La popolazione attiva risulta impegnata principalmente nei seguenti settori: • lavoro dipendente: operai, impiegati, dirigenti; • lavoro autonomo: floricoltori, artigiani (in particolare calzaturieri), commercianti e professionisti. E’ in costante aumento l’afflusso di famiglie immigrate, con provenienza africana, cinese e dall’Europa orientale. 2 2. RISORSE ESTERNE E COLLABORAZIONI IN RETE Continua l’attivazione di contatti che vedono il coinvolgimento di altri soggetti del territorio, visto sia nella sua dimensione istituzionale sia in quella sociale: Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, Associazioni del territorio, Enti Locali, Istituzioni culturali di varia natura. Obiettivi delle collaborazioni interistituzionali: • Favorire realmente lo sviluppo e l’allargamento dell’offerta formativa attraverso l’integrazione di competenze diverse e di reciproci apporti conoscitivi ed operativi di quanti, a vario titolo, sono impegnati ad innalzare la complessiva qualità dell’istruzione nel nostro territorio (art. 2 comma 5 D.M. 765/97); • Realizzare l’integrazione attiva della realtà formativo-educativa composta da Scuola Primaria, Scuola Secondaria di primo grado, Biblioteca..., con l’apertura dei laboratori e delle loro attività agli alunni delle scuole, nell’ottica della continuità e della condivisione di quei saperi essenziali previsti dalla vigente normativa; • Collaborare in rete con altri Istituti: - “Rete Attiva” (costituita da un gruppo di Istituti di Padova e della “cintura urbana”); - Rete di sperimentazione per l’insegnamento della Matematica in collaborazione con l’Università di Padova (prof.ssa Lucangeli); - Centro Territoriale per l’Integrazione, che fa capo all’Istituto Superiore “Ruzza”; - C.T.I. " INSIEME "Il Centro Territoriale per l’Integrazione dei minori in situazione di handicap, che ha come finalità la creazione e il consolidamento di legami collaborativi tra i soggetti che erogano servizi per l’integrazione (Scuola, ULSS, Enti Locali, Privato, Sociale…) e le famiglie, attraverso la comunicazione, il confronto, la realizzazione e la valutazione di iniziative e progetti; Sono presenti nel territorio luoghi pubblici e privati che sono utilizzati anche per attività culturali e le cui strutture sono messe a disposizione dell’Istituto: • la Biblioteca civica, che coordina manifestazioni culturali e attività formative di vario genere e con la Scuola collabora molto attivamente per progetti di espressività ed educazione alla lettura rivolti a tutte le classi; • la Sala comunale, che ospita manifestazioni e conferenze rivolte alla collettività; • il Palazzetto polisportivo e l’area sportiva aperta di Villatora, che ospita varie attività e manifestazioni sportive; • le strutture parrocchiali. • • • • • • • L’Istituto interagisce con gli Enti e le Istituzioni presenti nel territorio: Amministrazione comunale,in quanto tale, e con Assessorati competenti per le funzioni e le attività svolte (in particolare: Istruzione, Edilizia scolastica, Ambiente e Sport, Servizi sociali) Biblioteca comunale; Polizia municipale, Polizia Stradale e Comando dei Carabinieri per l’educazione stradale e l’educazione alla convivenza civile; Scuola per l’Infanzia, per la continuità verticale nell’istruzione; U.L.S.S., A.S.L., AVIS, AIDO, per l’educazione alla salute e l’educazione alimentare; Protezione Civile per l’educazione alla sicurezza; Assessorato allo sport, Società sportive, Associazione Atleti Disabili, CONI, per le attività di Educazione motoria e per il Progetto “Più sport @ scuola”; 3 • • • • • • Pro-loco, Associazioni culturali e ricreative, per attività di carattere ludico e culturale; Associazioni Artigiani, per attività relative all’orientamento; Associazione “Il Glicine” per attività operativo-manuali nella Scuola Primaria; Parrocchie e Centri parrocchiali, per attività educative e culturali; Enti privati, Banche locali; Associazioni di volontariato e di partecipazione; Gruppi e realtà impegnati nella solidarietà. 4 3. LA STRUTTURA DELL’ISTITUTO L’Istituto di Saonara è Comprensivo Statale dal 1999 ed è attualmente articolato nelle seguenti quattro sedi: Scuola Primaria “A. Borgato” Saonara Scuola Primaria “G. Galilei” Villatora Scuola Secondaria di primo grado”M. Fanno” Saonara Scuola Secondaria di primo grado “A. Rigato” Villatora Le intitolazioni dei Plessi La Scuola Primaria di Saonara è intitola ad Angelo Borgato, nato a Saonoara nel 1916; faceva il postino a Padova. Richiamato alle armi nel 1940, fu ferito nel 1941, in Grecia, dove morì e fu la prima vittima saonarese tra i caduti della Seconda Guerra Mondiale. La Scuola Primaria di Villatora è intitola a Galileo Galilei, illustre scienziato del Seicento, fondatore del metodo scientifico moderno e professore dal 1592 al 1610 presso l’Università di Padova dove, nel 1609, inventò il cannocchiale. La Scuola Secondaria di primo grado di Saonara è intitolata a Marco Fanno, illustre economista di religione ebraica, nato a Conegliano Veneto (TV) nel 1878 e morto a Padova nel 1965. Fu docente in varie sedi universitarie italiane e in particolare a Padova dal 1920 al 1953, con una interruzione dal 1939 al 1945 a causa delle leggi razziali antiebraiche. La Scuola Secondaria di primo grado di Villatora è intitolata ad Agostino Rigato, morto a Villatora di Saonara all’età di cinque anni, ucciso in braccio a suo padre: fu la vittima più giovane del paese nel corso dell’eccidio nazista del 28 Aprile 1945. 5 4. LE RISORSE PROFESSIONALI Responsabile dell’Istituto è il Dirigente Scolastico, che assicura la gestione unitaria dell’Istituzione e ne ha la rappresentanza legale, in attuazione delle disposizioni vigenti (Legge del 15.03.1997 “Delega per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed Enti locali, per la riforma della P.A. e per la semplificazione amministrativa”; D. Lgs. n° 59 del 06.03f.1998 “Disciplina della qualifica dirigenziale di capi d’Istituto delle istituzioni scolastiche autonome”, poi assorbito nel D. Lgs. n°165 del 30.11.2001) . Il Dirigente è coadiuvato da uno staff di un Docente Collaboratore, quattro coordinatori di plesso, i Docenti incaricati di Funzione Strumentale al Piano dell’Offerta Formativa, un ufficio di segreteria, retto dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Le risorse professionali si articolano in due ambiti: Docenza e Servizi amministrativi. LA DOCENZA Il Collegio Docenti è costituito dagli insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria, che offrono la competenza educativa, didattica e metodologica acquisita negli anni, con gli studi e con l’esperienza dell’insegnamento; si aggiornano per approfondire e diversificare le loro attività; attuano curricoli e progetti adeguati alle esigenze degli alunni ed alle richieste del territorio, nel rispetto delle Indicazioni ministeriali e della libertà individuale di insegnamento. E’ convocato e presieduto dal Dirigente; è composto dal personale insegnante a tempo indeterminato e a tempo determinato, in servizio nell’Istituto nel corso dell’anno scolastico; i docenti in servizio in più scuole appartengono al Collegio Docenti di tutti gli Istituti in cui prestano servizio. Secondo la C.M. n° 454 del 28.07.1997 “il Collegio Docenti deve farsi carico di tutte le esigenze e decisioni che possano essere collocate in un contesto unitario, anche al fine di agevolare le attività amministrative, gli adempimenti periodici da svolgere, il funzionamento dell’istituto considerato nel suo insieme.” Il Collegio Docenti ha, in particolare, la responsabilità etica e professionale di: Elaborare il Piano dell’Offerta Formativa sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola, rientranti nell’orario degli Alunni e coerenti con le scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di Istituto, considerando anche le proposte e i pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni di fatto dei Genitori; Deliberare in materia di funzionamento didattico, curando in particolare la programmazione dell’azione educativa; Approvare gli accordi con altre scuole, relativi ad attività didattiche e di ricerca, sperimentazione e sviluppo; Fornire proposte al Dirigente per la formazione e composizione delle classi, la formulazione dell’orario e lo svolgimento delle attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto; Individuare le modalità e i criteri di valutazione degli Alunni e valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione educativa; Provvedere all’adozione dei libri di testo; Sulla base dei criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto e delle proposte dei Consigli di classe, elaborare un programma delle iniziative di integrazione e sostegno, con periodica verifica e aggiornamento del Collegio medesimo nel corso dell’anno scolastico; Predisporre le iniziative per ogni possibile recupero utile gli Alunni in difficoltà ed i mezzi di alfabetizzazione per gli Allievi stranieri; Valutare i risultati conseguiti nelle sperimentazioni attuate con il servizio scolastico; La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura, di contributo all’elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei ragazzi alla formazione umana, culturale e critica. L’insegnante è persona colta e competente; crede nel proprio lavoro ed è consapevole delle proprie responsabilità. 6 L’etica professionale dell’insegnante prevede l’assunzione di una serie d'impegni verso se stesso e gli altri (colleghi, studenti, famiglie): • Responsabilità Educare alla responsabilità: a fondamento della richiesta di responsabilità allo studente sta il concetto di Persona che presuppone libertà e rispetto, nonché la disponibilità a rispondere per quel che si fa, nel rendimento e nel comportamento; Agire con responsabilità: l’esempio è elemento fondamentale nell’educazione etica. Dunque la responsabilità dell’insegnante si manifesta nel comportamento, nel rispetto degli orari e degli impegni, nella preparazione delle lezioni, nel continuo studio personale, nella gentilezza, nella equità del giudizio, nel premiare il merito come aspetto centrale della formazione alla responsabilità personale. L’insegnante ha inoltre il dovere della riservatezza. • Rispetto Insegnare è azione che presuppone quotidiano rispetto verso lo studente sia nei modi , sia nel linguaggio a lui indirizzato che nella sua libertà e autonomia. • Asimmetria Esiste un’asimmetria tra insegnante e allievo data dalla competenza, dalle conoscenze e da una maggiore maturità di vita-età. Questa asimmetria va cadenzata secondo l’età dell’allievo; essa implica una disponibilità all’ascolto e un interesse per costruire pian piano la sua personalità. • Autorità e autorevolezza L’insegnante è consapevole che la sua autorevolezza non può prescindere dalla sua autorità istituzionale sia sul piano didattico-pedagogico, che su quello simbolico, nel praticare ed esigere rispetto anche esteriore. • Tecnica didattica, Logica e Verità L’insegnante rispetta i metodi didattici nella loro varietà, ma sa che l’insegnamento non implica solo sviluppo di capacità e abilità, ma anche la conoscenza di ben precisi contenuti, è cioè un’esperienza della realtà e della tradizione. Condizione dell’insegnamento è soprattutto la possibilità di un discorso razionale e chiaro, dunque del rispetto della logica. La ricerca della verità è condizione del dialogo educativo e della comunicazione didattica. • Libertà d’insegnamento La libertà d’insegnamento , garantita dalla Costituzione repubblicana, è valore irrinunciabile e fondante della Scuola come istituzione. Netta dev’essere la distinzione tra l’ambito disciplinare e le diverse attività pubbliche, pur legittime, dell’insegnante, ma altre dal suo mandato. • Solidarietà con i colleghi L’insegnante si pone a difesa dei legittimi diritti di tutti i colleghi, della libertà di parola, di discussione, di deliberazione degli organi scolastici e della equità nella ripartizione degli oneri. • Eguaglianza Liberare, nei limiti del possibile, gli allievi dai vincoli e dagli svantaggi individuali e sociali dev’essere uno degli impegni fondanti l’operare dell’insegnante, il quale deve predisporre a questo scopo mirati strumenti didattici e le opportune forme di recupero. L'insegnante è consapevole che occultare le differenze evitando la selezione, accettando una superficiale o discontinua frequenza della scuola, non è operare per il raggiungimento dell’eguaglianza, ma dell’uniformità. Sulla base della programmazione del CdiC e delle istruzioni redatte dal DS con circolare annuale, ogni singolo docente, in collaborazione con i colleghi dello stesso ambito disciplinare delle classi parallele, appronta il proprio piano di lavoro annuale. 7 Nella gestione organizzativa entrano anche gli insegnanti incaricati di Funzione Strumentale a sostegno dell’attività dei docenti e degli studenti. Il Consiglio di Classe nella scuola secondaria e l’Equipe educativa nella scuola primaria sono il cuore di tutto il servizio scolastico: in quell’ambito si programma, si coordina l’attività della classe, si valutano gli alunni. Al Consiglio è data la massima autonomia organizzativa e didattica: a partire dagli obiettivi e dai progetti del POF, viene redatta la programmazione del Consiglio di Classe / equipe educativa e quella di ciascun docente. IL SERVIZIO AMMINISTRATIVO La Segreteria opera in base a fattori di qualità del servizio amministrativo che sono i seguenti: • celerità e correttezza delle procedure • trasparenza • informatizzazione crescente • orario d’ufficio antimeridiano e pomeridiano, compatibilmente con la dotazione organica; • apertura al pubblico in orario mattutino e pomeridiano. 8 5. IL CONSIGLIO D’ISTITUTO Istituito per realizzare la partecipazione nella gestione della scuola (secondo l’articolo 8 del D. L.vo n° 297 del 16.04.1994), il Consiglio d’Istituto è formato dalle rappresentanze elette del personale docente, ATA, dei genitori degli alunni e dal Dirigente scolastico. E’ validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza. Si riunisce in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni. Rimane in carica tre anni scolastici ed è presieduto da un genitore eletto a scrutinio segreto nella prima seduta del Consiglio stesso. E’ l’organo di governo della scuola, perciò elabora ed adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento. In particolare: • Adotta il POF elaborato dal Collegio Docenti; • Adotta il Regolamento interno dell’Istituto, elaborato dal collegio docenti; • Delibera sull’adattamento del calendario scolastico alle esigenze derivanti dal POF, nel rispetto del calendario scolastico regionale; • Delibera sui criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extrascolastiche, ivi comprese le visite guidate e i viaggi di istruzione; • Delibera il Programma annuale, le eventuali variazioni ed il Conto consuntivo. 9 6. SCELTE FORMATIVE E METODOLOGICHE DELL’ISTITUTO Nella realtà d’oggi ruolo della Scuola è quello di proporre ai ragazzi un modello diverso da quello imposto/proposto dalla società, prendendolo proprio dalla sua stessa sostanza,dal suo specifico, cioè il suo valore culturale. Certo essa va incontro al mondo, ma non può esserne la copia, né lo specchio, apre prospettive sulla contemporaneità, ne conosce le tecnologie, ma non ne fa un fine; offre strumenti di interpretazione, forte della sua “inattualità” in quanto luogo del sapere storicizzato; è insomma , “un altrove” (H. Arendt) diverso, contrassegnato dalla sua unicità. Nel processo di formazione lo studente costruisce una propria visione del mondo che è frutto di osservazione, esperienza, opinione sulla realtà e su se stesso, ma soprattutto, in questo processo, egli dà forma al suo spirito. La lingua, la scienza, la storia, l’etica e l’arte sono l’essenza di tale progredire culturale. Le discipline scolastiche, tramite il sapere, cioè il conoscere e il comprendere, aprono ai ragazzi un orizzonte di esperienza e di verità che costituisce il fondamento del rapporto educativo con gli insegnanti e che si tradurrà in risultati educativi evidenziabili soprattutto in termini di formazione. Certo per comprendere occorre la disponibilità a “lasciarsi dire qualcosa”che equivale a incontrare un autore, una disciplina, la realtà , il mondo, ma che si traduce soprattutto in un “incontro con se stessi”(M. Heidegger). Ecco che il ruolo formativo della scuola si configura proprio come un “dare forma” nel senso di una educazione intesa come ricerca e conseguimento di un equilibrio tra sensibilità, razionalità, eticità. La raccomandazione di F. Shiller appare dunque sempre attuale “…Affinchè non ti accada di ricevere dalla realtà il modello che tu devi dare a lei, non avventurarti nelle sua pericolosa compagnia prima di esserti assicurato una scorta ideale nel tuo cuore; vivi col tuo secolo, ma non esserne la sua creatura”. Il Consiglio di istituto, in data 30/09/2010 ha fissato i seguenti principi e criteri generali da porre alla base alla base dell’intervento educativo: • Efficienza nell’azione didattica e nelle relazioni • Trasparenza degli atti scolastici • Educazione all’accoglienza e alla solidarietà • Accoglienza delle proposte formulate i sede Consulta di formazione, espresse dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, delle Associazioni attive a Saonara e del Comitato genitori • Collaborazione tra tutti i soggetti operanti nell’Istituto Comprensivo, coerentemente con le previsioni del Patto Educativo di Corresponsabilità • Programmazione anticipata delle attività scolastiche, in modo da armonizzare i carichi di lavoro nel corso dell’anno scolastico ed evitare la concentrazione delle iniziative nel periodo di fine anno, in particolare per le classi che devono sostenere gli esami • Partecipazione dei genitori ai progetti ed alle iniziative didattiche con contributi essenziali, non eccessivi, valutando con attenzione le proposte di attività a costo zero o ridotto e ricercando possibili fonti di finanziamento esterne o alternative. Da quanto sopra riportato conseguono i seguenti obiettivi e finalità: a) Obiettivi educativi generali: - Etica, eguaglianza, merito ed equità - Cittadinanza attiva - Formazione globale della persona - Valore del ”buon esempio” - Accoglienza ed integrazione: la scuola si impegna a favorire l’accoglienza dei genitori e degli alunni nella struttura scolastica, l’inserimento e l’integrazione di questi ultimi, in particolare durante la fase di ingresso alle classi iniziali e nelle situazioni di rilevante necessità (alunni disabili, stranieri). 10 b) Finalità culturali generali: - Raggiungimento dei traguardi formativi ed educativi previsti; - Individuazione di un “senso” dentro la trasmissione dei saperi; - Acquisizione della coscienza delle proprie radici storiche e culturali, anche collocate nel più ampio contesto europeo. a) Modalità generali di lavoro: - Confronto Partecipazione Responsabilità Trasparenza - Integrazione Flessibilità Progettazione condivisa 11 7. COMPETENZE CULTURALI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI ASSI CULTURALI COMUNICATIVI A partire dalle “Indicazioni per il curricolo” (MIUR settembre 2007) sono stati rivisti i percorsi disciplinari e riformulati i programmi in un’ottica più ampia che contempla anche i percorsi formativi previsti dal quadro di riferimento europeo. I curricula vengono condotti seguendo quattro assi culturali che prevedono una modulazione in aree delle discipline ad essi afferenti e la conseguente definizione di specifiche competenze e relativi criteri di valutazione. ASSE DEI LINGUAGGI Le aree dei linguaggi (linguistica - artistica – motoria) hanno l’obiettivo di fare acquisire allo studente: 1) la padronanza delle quattro abilità della lingua: ascoltare e parlare, leggere, scrivere, riflettere sulla lingua . 2) la conoscenza di due lingue straniere; 3) la conoscenza, la fruizione e la produzione consapevole di molteplici forme artistico-espressive non verbali e gestuali; L’uso della lingua è espressione delle facoltà intellettive e aiuta l’alunno a rendere rigoroso il suo pensiero, pertanto la padronanza della lingua italiana è premessa indispensabile per comunicare in modo efficace, per esercitare in modo consapevole i propri diritti e per avvicinarsi in modo critico al sapere; è comune a tutti i contesti di apprendimento ed è obiettivo delle discipline afferenti ai quattro assi. Il possesso sicuro della lingua italiana è indispensabile per esprimersi, per comprendere e collaborare con gli altri, per far crescere la consapevolezza di sé e della realtà, per interagire nelle varie situazioni comunicative e per esercitare pienamente la cittadinanza. Le competenze comunicative in una lingua straniera facilitano, in contesti multiculturali, la mediazione e la comprensione delle altre culture; favoriscono la mobilità e le opportunità di studio e di lavoro. Le conoscenze fondamentali delle diverse forme di espressione e del patrimonio artistico e letterario ne sollecitano l’interesse e l’apprezzamento,promuovono l’attitudine al pensiero riflessivo e creativo, la sensibilità alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e la coscienza del loro valore. L’integrazione tra i diversi linguaggi costituisce strumento fondamentale per acquisire nuove conoscenze e per interpretare la realtà in modo autonomo e critico. ASSE STORICO-SOCIALE L'area storico- sociale -geografica è composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane, nello spazio e nel tempo: storia, cittadinanza e geografia strettamente collegate fra loro e in continuità fra primaria e secondaria. Al loro interno, si articolano i temi relativi agli studi sociali dal momento che uno degli obiettivi centrali di questo asse è lo sviluppo delle competenze relative alla cittadinanza attiva. Il continuo legame con il mondo antico è assicurato dallo studio del patrimonio storico, artistico e culturale. Le competenze relative all’area storica riguardano, di fatto, la capacità di percepire gli eventi storici nella loro dimensione locale, nazionale, europea e mondiale e di collocarli secondo le coordinate spazio-temporali, cogliendo nel passato le radici del presente. Il senso dell’appartenenza, alimentato dalla consapevolezza da parte dello studente di essere inserito in un sistema di regole fondato sulla tutela e sul riconoscimento dei diritti e dei doveri, concorre alla sua educazione alla convivenza e all’esercizio attivo della cittadinanza. 12 ASSE MATEMATICO L’area matematica ha l’obiettivo di far acquisire allo studente saperi e competenze che lo pongano nelle condizioni di possedere una corretta capacità di giudizio e di sapersi orientare consapevolmente nei diversi contesti del mondo contemporaneo. Essa, in particolare, dà strumenti per la descrizione scientifica del mondo, per porsi ed affrontare problemi, per esplorare e percepire relazioni e strutture della natura e delle creaziooni dell’uomo. La competenza matematica comporta la capacità e la disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (dialettico e algoritmico) e di rappresentazione grafica e simbolica (formule, modelli,grafici, ecc...), la capacità di comprendere ed esprimere adeguatamente informazioni qualitative e quantitative, di esplorare situazioni problematiche, di porsi e risolvere problemi. ASSE SCIENTIFICO TECNOLOGICO L’area scientifico-tecnologica sviluppa le capacità di mettere in stretto rapporto il “pensare” e il “fare” offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti, artefatti costruiti dall’uomo ed eventi quotidiani. Le discipline dell’asse hanno come elemento fondamentale il “laboratorio” inteso non come luogo fisico, ma come dimensione in cui l’alunno è attivo, formula ipotesi, progetta, sperimenta, discute. Tutto ciò implica l’adozione di strategie d’indagine, di procedure sperimentali e di linguaggi specifici che costituiscono la base di applicazione del metodo scientifico. Obiettivo determinante è rendere gli alunni consapevoli sia dei legami tra scienza e tecnologie e della loro correlazione con il contesto culturale e sociale, con i modelli di sviluppo e con la salvaguardia dell’ambiente, nonché della corrispondenza tra tecnologia e problemi concreti per soluzioni appropriate. 13 8. VALUTAZIONE La valutazione avviene, per legge, in decimi, sia nella Scuola Primaria che nella Secondaria. I docenti dei due ordini di scuola hanno definito i criteri comuni di valutazione. Voto di Condotta Il Decreto Legge n° 137 del 1/09/2008, convertito in legge il 29/10/2008, introduce il voto in condotta come “elemento che concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo” (art. 2) Nuovo Regolamento approvato il 13 marzo 2009 dal CdM concernente il “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni” Cambia i criteri del 5 in condotta e toglie i paletti fissati dal un precedente D.M. che collegava il cinque in condotta a sospensioni per periodi superiori a quindici giorni. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, la valutazione del comportamento degli alunni, con voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio o finale, è decisa dal consiglio di classe nei confronti dell’alunno che si sia reso responsabile di comportamenti gravi oppure dell’inosservanza dei propri doveri (frequenza regolare, impegno assiduo, rispetto verso tutto il personale scolastico e i compagni, corretto utilizzo di strutture, macchinari e sussidi didattici) e al quale sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare, come previsto nei regolamenti delle singole istituzioni scolastiche a norma del D.P.R. n. 249/1998, art.4. Nel rispetto del succitato Decreto il voto di condotta, nell’Istituto, viene attribuito dall’intero Consiglio di classe riunito per gli scrutini, in base ai seguenti indicatori: 1) Rispetto del Regolamento d’Istituto e del Patto di corresponsabilità; 2) Comportamento responsabile: - nella collaborazione con Docenti, personale scolastico, compagni; - nell’uso delle strutture e del materiale della scuola; - durante uscite didattiche, visite e viaggi d’istruzione; 3) Frequenza e puntualità; 4) Partecipazione alle lezioni e alle proposte didattiche; 5) impegno e costanza nel lavoro scolastico in classe e a casa. In particolare, nella Scuola secondaria di primo grado, il voto di condotta sarà accompagnato dai seguenti giudizi: 14 1° quadrimestre Voto CONDOTTA 10 L’alunno si è dimostrato costante nell’impegno, corretto nel comportamento, responsabile e consapevole del proprio dovere; partecipa attivamente e costruttivamente all’interno della classe. 9 L’alunno dimostra consapevolezza del proprio dovere, comportamento corretto e rispettoso delle regole e sostanziale rispetto delle consegne. 8A L’alunno dimostra consapevolezza del proprio dovere, ma con momenti di distrazione in classe. Atteggiamento complessivamente corretto. 8B L’alunno dimostra consapevolezza del proprio dovere, ma con momenti di distrazione in classe. Atteggiamento complessivamente corretto, ma non sempre rispettoso delle regole, impegno incostante. 7A L’alunno dimostra limitato rispetto delle consegne, incostanza nella responsabilità e nell’impegno e scarsa consapevolezza del proprio dovere. 7B L’alunno dimostra limitato rispetto delle consegne, incostanza nella responsabilità e nell’impegno e scarsa consapevolezza del proprio dovere. Il suo comportamento è poco rispettoso delle regole scolastiche e non sempre corretto verso compagni e insegnanti. 6 L’alunno dimostra evidente mancanza di impegno e partecipazione alle attività scolastiche, inadeguato svolgimento del proprio dovere e comportamento irrispettoso nei confronti delle regole dell’Istituto. È spesso di disturbo al regolare svolgimento delle lezioni. 5 L’alunno dimostra rifiuto sistematico delle regole scolastiche ed assenza di impegno e di consapevolezza del proprio dovere. Mantiene un comportamento irresponsabile e rivela mancanza di interesse per le proposte didattiche. È spesso di disturbo al regolare svolgimento delle lezioni e non rispettoso verso compagni, insegnanti e personale scolastico. 15 2° quadrimestre Voto CONDOTTA 10 L’alunno ha mantenuto un comportamento corretto e responsabile, costanza nell’impegno e consapevolezza del proprio dovere. Ha continuato a dimostrare partecipazione attiva e costruttiva all’interno della classe. 9 L’alunno ha continuato a dimostrare consapevolezza del proprio dovere, comportamento corretto e rispettoso delle regole e sostanziale rispetto delle consegne. 8A L’alunno, pur consapevole del proprio dovere, ha continuato a dimostrare momenti di distrazione in classe. L’atteggiamento è rimasto complessivamente corretto. 8B L’alunno, pur consapevole del proprio dovere, ha continuato a dimostrare momenti di distrazione in classe. L’atteggiamento è rimasto complessivamente corretto, ma non sempre rispettoso delle regole e l’impegno incostante. 7A L’alunno ha continuato a dimostrare limitato rispetto delle consegne, incostanza nella responsabilità e nell’impegno e scarsa consapevolezza del proprio dovere. 7B L’alunno ha continuato a dimostrare limitato rispetto delle consegne, incostanza nella responsabilità e nell’impegno e scarsa consapevolezza del proprio dovere. Il suo comportamento è rimasto poco rispettoso delle regole scolastiche e non sempre corretto verso compagni e insegnanti. 6 L’alunno ha continuato a dimostrare evidente mancanza di impegno e partecipazione alle attività scolastiche, inadeguato svolgimento del proprio dovere e comportamento irrispettoso nei confronti delle regole dell’Istituto. È stato spesso di disturbo al regolare svolgimento delle lezioni. 5 L’alunno ha mantenuto un atteggiamento di sistematico rifiuto delle regole scolastiche, assenza di impegno e di consapevolezza del proprio dovere e comportamento irresponsabile. Ha rivelato mancanza di interesse per le proposte didattiche e verso i compagni ed il personale scolastico, ed è stato spesso di disturbo al regolare svolgimento delle lezioni e non rispettoso verso compagni, insegnanti e personale scolastico. Per la Scuola Primaria si farà uso dei giudizi analitici (ottimo, distinto, buono, sufficiente) e non voti numerici; per comunicare le valutazioni insufficienti del comportamento si utilizzerà un giudizio sintetico, quale ad esempio: Nonostante opportuni richiami e interventi, permane un atteggiamento ancora poco controllato. L’Alunno/a dimostra di non saper ancora rispettare le regole della vita scolastica. Si considera che la valutazione ha sempre e comunque significato educativo, pertanto si confida nella capacità di riflessione degli Alunni, negli opportuni richiami e provvedimenti educativi fra Insegnanti e Alunni, nel franco rapporto Scuola-Famiglia. VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI 16 Gli Alunni sono sottoposti a valutazione durante tutto l’anno scolastico, a partire da verifiche iniziali (prove d’ingresso per accertare il possesso delle conoscenze basilari), intermedie (per accertare il grado di apprendimento nel corso di un itinerario didattico) e finali (per accertare il raggiungimento degli obiettivi previsti nella progettazione annuale dei docenti). Saranno considerati i progressi rispetto al livello di partenza, in modo da stabilire se l’Alunno ha percorso un itinerario costruttivo e produttivo, in relazione alle sue reali potenzialità; si valuteranno inoltre l’impegno e l’applicazione dimostrati. Si presterà attenzione altresì all’atteggiamento e all’evoluzione dell’Alunno/a in rapporto all’età e alle relazioni con gli altri. Verifiche Al termine di ogni U.A., o nei tempi che ogni Docente riterrà idonei, si valuterà il processo di apprendimento di ciascun allievo/a e della classe mediante l’uso di prove di vario genere, possibilmente oggettive. Le valutazioni sistematiche e le verifiche periodiche saranno attuate in relazione agli obiettivi programmati per ogni singola disciplina e terranno conto dei ritmi di apprendimento della classe in generale e di ogni alunno in particolare. Per quanto possibile, le valutazioni saranno basate sui seguenti Criteri di valutazione. Valutazione nella Scuola Primaria: Fascia di livello Percentuale di esattezza Gravemente Insufficiente 0% Voto * 4 Descrizione della prestazione * Solo per le classi quarte nel 2° quadrimestre e nelle classi quinte: Mancato raggiungimento degli obiettivi previsti : prova scritta nulla ed esposizione orale con scena muta Insufficiente Fino a 49 % 4½ - 5 Quasi Sufficiente > 50 – 59 % 5½ Sufficiente > 60 – 69 % 6 Conoscenza essenziale e applicazione accettabile dei contenuti proposti Più che sufficiente > 70 – 79 % 6½ - 7 Conoscenza ed applicazione accettabile anche se poco approfondita dei contenuti previsti Buono > 80 – 89 % 8 Conoscenza buona e applicazione strutturata dei contenuti previsti Distinto > 90 – 98 % 9 Conoscenza/applicazione molto frammentaria di contenuti / lessico / tecniche Conoscenza parziale e applicazione lacunosa di contenuti / lessico / tecniche Conoscenza organica e applicazione soddisfacente dei contenuti previsti 17 Ottimo > 99 – 100 % Lievi imperfezioni nella produzione orale e scritta; Conoscenza approfondita dei contenuti proposti e padronanza nell’uso delle tecniche applicative, con apporti personali 10 E’ possibile che in alcune verifiche le percentuali di errore siano valutate diversamente da quanto sopra indicato, in relazione al grado di difficoltà della prova stessa . In ogni caso gli Alunni saranno avvertiti dei criteri di valutazione applicati. Valutazione nella Scuola Secondaria: Fascia di profitto Percentuale di esattezza in prove oggettive 0 - 19 % Descrizione della prestazione Voto 3 Molto Bassa Bassa Mancato raggiungimento degli obiettivi previsti : conoscenza non accettabile di procedure e contenuti proposti / verifica scritta consegnata in bianco o totalmente errata / esposizione orale nulla > 20 – 49 % 4 Conoscenza e applicazione molto frammentaria di contenuti / lessico / procedure >50 – 59 % 5 Conoscenza essenziale e applicazione lacunosa di tecniche applicative e contenuti proposti > 60 – 69 % 6 Conoscenza essenziale e applicazione accettabile, anche se poco approfondita, dei contenuti previsti > 70 – 79 % 7 Conoscenza strutturata e applicazione soddisfacente dei contenuti previsti >80 – 89 % 8 Media Medio-alta >90 – 97 % 9 >98 - 100% 10 Conoscenza organica e applicazione buona dei contenuti proposti nella verifica, talvolta anche con capacità di rielaborazione personale. Conoscenza sicura ed applicazione approfondita dei contenuti; Alta Padronanza nell’uso delle conoscenze, tecniche e procedure , con apporti personali. Per la valutazione dell’apprendimento concordata nell’Istituto saranno considerati i progressi rispetto al livello di partenza, in modo da stabilire se l’alunno ha percorso un itinerario costruttivo e produttivo, in relazione alle sue reali potenzialità. Si valuteranno inoltre l’impegno e l’applicazione dimostrati. Si presterà attenzione altresì all’atteggiamento e all’evoluzione dell’alunno/a in rapporto all’età e alle relazioni con gli altri. 18 Le verifiche in classe saranno periodiche: al termine di ogni U.A., o nei tempi che ogni docente riterrà idonei, si valuterà il processo di apprendimento di ciascun/a allievo/a e della classe mediante l’uso di prove di vario genere, possibilmente oggettive. Le valutazioni sistematiche e le verifiche periodiche saranno attuate in relazione agli obiettivi programmati per ogni singola disciplina; terranno conto delle competenze progressivamente rilevate e certificate alla fine del triennio della Scuola Secondaria, dei ritmi di apprendimento della classe in generale e di ogni alunno in particolare. Le verifiche scritte sono rese disponibili per le famiglie presso ogni plesso dell’Istituto e non potranno essere portate a casa dagli alunni. La famiglia, su richiesta motivata, potrà averne fotocopia a pagamento. Anche per il corrente anno scolastico l’Istituto ha adottato i quadrimestri, con l’inserimento di una valutazione infraquadrimestrale che, in caso di situazione problematica, evidenziata nei Consigli di Classe, viene comunicata alla famiglia mediante lettera, in seconda e terza e, solo nel secondo quadrimestre, in prima, nella Scuola Secondaria, e mediante colloquio nella Scuola Primaria. Nel caso di promozione dell’alunno che mantenga ancora lacune significative nella preparazione, nella Scuola Primaria questo sarà segnalato nel giudizio globale, nella Scuola Secondaria di Primo grado la scheda verrà accompagnata da un’apposita lettera consegnata alla famiglia. Comunicazioni scritte alle famiglie in occasione della valutazione quadrimestrale e interquadrimestrale forniranno ai Genitori l’indicazione dell’avvenuta analisi collegiale e la richiesta di collaborazione in merito a situazioni segnalate dai Docenti, relativamente al profitto e al comportamento. Le valutazioni fanno seguito ad una pluralità di prove e valutazioni parziali, nel corso del quadrimestre, i cui esiti vengono sistematicamente comunicati alla famiglia tramite il libretto scolastico e/o il colloquio con la famiglia, nella Scuola Secondaria, oppure attraverso colloqui periodici, quaderni delle comunicazioni e prove di verifica nella Scuola Primaria.Gli alunni saranno sempre avvertiti dei criteri di valutazione applicati. La valutazione sarà commisurata alla tipologia della prova, considerando anche la progressione dell’impegno. VALUTAZIONE ESAME DI STATO L’ammissione all’esame (C.M. 49 20/05/2010) degli alunni interni è disposta, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline (valutate queste con un unico voto) e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Vi si aggiunge il giudizio di idoneità, espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’allievo nella scuola secondaria di primo grado, sulla base della media delle valutazioni nelle singole discipline e dell’atteggiamento rispetto agli impegni scolastici. In caso di valutazione negativa, viene espresso un giudizio di non ammissione all’esame medesimo. L’esito della valutazione è pubblicato all’albo dell’Istituto sede d’esame, con la sola indicazione “Ammesso” o “Non ammesso” . I voti espressi in decimi rispettivamente assegnati – in sede di scrutinio finale - al giudizio di idoneità, nonché a ciascuna disciplina e al comportamento sono riportati nel documento di valutazione e nel registro generale dei voti. L'esito dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo “è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi”. “A coloro che conseguono un punteggio di dieci decimi può essere assegnata la lode da parte della Commissione esaminatrice con decisione assunta all’unanimità”. All’esito dell’esame di Stato concorrono gli esiti delle prove scritte e orali, ivi compresa la prova nazionale INVALSI, e il giudizio di idoneità all’ammissione. Il voto finale “è costituito dalla media dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità, arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5”. 19 All’esito dell’Esame di Stato si accompagna anche la Certificazione delle competenze (C.M 28 del 15 marzo 2007). Valutazione delle discipline e valutazione delle competenze non sono coincidenti : - La valutazione delle discipline è una misurazione di conoscenze e abilità risultanti da tutte le tipologie di verifiche ( orali, scritte e operative) somministrate agli alunni; - La valutazione delle competenze deriva dalla considerazione di ciò che intenzionalmente l’alunno sa fare, applicando conoscenze, abilità ed esperienze in situazioni scolastiche, anche diverse dall’abituale. il Ministero, consente alle singole scuole la di elaborare un proprio modello di certificazione delle competenze sulla base, comunque, del modello proposto dal Ministero stesso. Il nostro Istituto ha elaborato i seguenti modelli per i due ordini di Scuola: SCUOLA PRIMARIA CERTIFICATO delle COMPETENZE DI BASE Acquisite al termine della Scuola Primaria Descrizione 1. Ha acquisito conoscenze e abilità a) nella comunicazione orale e scritta b) nella risoluzione dei problemi c) nell’apprendimento del metodo di studio d) nella collaborazione e partecipazione (abilità sociali) a)……………………………… b)……………………………… c)……………………………… d)……………………………… non adeguate (4-5) iniziali (6) intermedie (7-8) avanzate (9-10) 2. E’ in grado di elaborare e organizzare gli apprendimenti in contesti diversi in modo: ………………………………… non adeguato (4-5) iniziale (6) intermedio (7-8) avanzato (9-10) SCUOLA SECONDARIA CERTIFICATO delle COMPETENZE DI BASE Acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione N°……… IL DIRIGENTE SCOLASTICO Visto il regolamento emanato dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca (ex Ministro della Pubblica Istruzione) con decreto 22 agosto 2007, n.139; Visti gli atti di ufficio; CERTIFICA(1) Che l.. studente/ssa cognome……………………………nome……………………………… nato/a il…/…/…..., a……………………………….. Stato……………………………….……. iscritto/a presso questo Istituto nella classe………. sez……………….. nell’anno scolastico……/…….nell’assolvimento dell’obbligo scolastico di istruzione, della durata di 10 anni, ha acquisito le competenze di base di seguito indicate: (a) RUBRICA DI VALUTAZIONE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DISCIPLINARI INDICATORI DI VALUTAZIONE • CAPACITA’ NELLO SVOLGIMENTO DI COMPITI IN SITUAZIONI REALI E PROBLEMATICHE • PADRONANZA DELLE CONOSCENZE E ABILITA’ CONNESSE • ELABORAZIONE DI RIFLESSIONI E OPINIONI PERSONALI • RIELABORAZIONE PERSONALE DEGLI ARGOMENTI CON INIZIATIVE AUTONOME DI APPROFONDIMENTI AMPI E ORIGINALI (NEL CASO DI ASSEGNAZIONE DI LODE) (1) Il presente certificato ha validità nazionale. 20 CERTIFICATO delle COMPETENZE DISCIPLINARI ASSI CULTURALI AREE DISCIPLINARI Area Linguistica Lingua italiana Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti Leggere comprendere e interpretare testi scritti di vario tipo Produrre testi di vario tipo in relazione a diversi scopi comunicativi ASSE DEI LINGUAGGI Lingua straniera Utilizzare la lingua inglese per i principali scopi comunicativi ed operativi Utilizzare la lingua francese per i principali scopi comunicativi ed operativi Area artistica Utilizzare gli strumenti teorici e grammaticali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico e letterario sia in ambito esecutivo sia in quello di analisi estetica Utilizzare, ideare e realizzare composizioni con intento espressivo e comunicativo Analizzare gli aspetti formali e strutturali di un’opera facendo uso di un lessico appropriato Area motoria Gestire il corpo in relazione allo spazio, al tempo e nella pratica di uno sport Acquisire tutti gli elementi teorici necessari a connotare le attività praticate ed il rapporto corpo/prestazione, nel rispetto della piena sicurezza operativa ASSE MATEMATICO ASSE SCIENTIFICOTECNOLOGICO ASSE STORICO GEOGRAFICO LIVELLO COMPETENZE DI BASE E RELATIVI LIVELLI RAGGIUNTI (1) Area matematica Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, rappresentandole anche sotto forma grafica Confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni Individuare le strategie appropriate per la soluzione di problemi Analizzare dati ed interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico Area scientifico – tecnologica Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle varie forme i concetti di sistema e di complessità Analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di energia a partire dall’esperienza Essere consapevole delle potenzialità dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate Area storico – sociale – geografica Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici attraverso il confronto fra epoche e fra aree geografiche e culturali Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente Riconoscere nel paesaggio gli elementi fisici e antropici fondamentali e orientarsi nella complessità del presente geo-culturale. NR B I A a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ a. □ b. □ c. □ □ □ □ 21 1) per rubrica di valutazione delle competenze disciplinari, vedi TABULATO (a) Legenda per Il CERTIFICATO DELLE COMPETENZE DISCIPLINARI Livelli relativi all’acquisizione delle competenze di ciascuna area: Livello base non raggiunto (NR): lo studente non ha raggiunto il “livello base” in quanto risultano: a. Carenza di impegno b. Lacune pregresse c. Criticità nel metodo di lavoro Livello base (B): lo studente svolge compiti semplici in situazioni note, mostrando di possedere conoscenze ed abilità essenziali e di saper applicare regole e procedure fondamentali. Livello intermedio (I): lo studente svolge compiti e risolve problemi complessi in situazioni note, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite. Livello AVANZATO (A): lo studente svolge compiti e problemi complessi in situazioni anche non note, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità. Sa proporre e sostenere le proprie opinioni ed assumere autonomamente decisioni consapevoli. CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DI CITTADINANZA ATTIVA COMPETENZA CHIAVE LIVELLO(2) certificazione di fine Esame di Stato DESCRITTORE DI COMPETENZA IMPARARE AD IMPARARE Organizzare il proprio apprendimento anche in funzione del proprio metodo di studio e di lavoro. COLLABORARE E PARTECIPARE Interagire in gruppo, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive nel rispetto dei diritti fondamentali degli altri. AGIRE IN MODO RESPONSABILE E AUTONOMO Inserirsi nella vita sociale conoscendo e rispettendone le regole comuni, i limiti, le responsabilità per una adeguata partecipazione alle attività. INDIVIDUARE COLLEGAMENTI E RELAZIONI Individuare e rappresentare, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo ACQUISIRE E INTERPRETARE L’INFORMAZIONE Acquisire la capacità di analizzare l'informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, distinguendone cause ed effetti. (2) Utilizzare: -------------- -------------- -------------- -------------- -------------- dieci, nove, otto, sette, sei per la rubrica di valutazione in decimi delle competenze di cittadinanza attiva, vedi TABULATO (b) Lì……………………………. Il ……………………. IL DIRIGENTE SCOLASTICO …………………………………………………………………. 22 (b) RUBRICA DI VALUTAZIONE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE TRASVERSALI DI CITTADINANZA ATTIVA COSTRUZIONE DEL SE’ COMPETENZE CHIAVE RELAZIONE CON GLI ALTRI RAPPORTO CON LA REALTA’ NATURALE E SOCIALE INDICATORI DI VALUTAZIONE: manifestazione di capacità e attitudini relativamente a…. IMPARARE AD IMPARARE • Saper organizzare e gestire il proprio apprendimento • Acquisizione di un metodo di studio e di lavoro COLLABORARE E PARTECIPARE • Interazione nel gruppo • Rispetto dei diritti altrui AGIRE IN MODO AUTONOMO E RESPONSABILE INDIVIDUARE COLLEGAMENTI E RELAZIONI ACQUISIRE E INTERPRETARE INFORMAZIONI • Inserimento nella vita sociale • Partecipazione alle attività e/o esperienze scolastiche • Individuare collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti • Rappresentare collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi. • Capacità di analizzare l’informazione • Distinguere le cause dagli effetti CRITERI DI VALUTAZIONE V O O 10/10 V O T O 9/10 V O T O 8/10 V O T O 7/10 V O T O 6/10 L’alunno/a nell’organizzazione del proprio percorso di apprendimento… • Opera gestendolo in modo autonomo e spontaneo. • Manifesta un personale, attivo e creativo metodo di studio. L’alunno/a nelle attività di gruppo… • Interagisce in modo collaborativo, partecipativo e costruttivo. • Conosce e rispetta sempre i diritti fondamentali degli altri. L’alunno/a nelle esperienze scolastiche… • Si inserisce in modo attivo responsabile e consapevole nella vita sociale. • Partecipa correttamente e produttivamente alle attività. L’alunno/a nel collegamento e nella rappresentazione di fenomeni, eventi e concetti… • Ne individua in modo preciso e ordinato i collegamenti e le relazioni. • Li rappresenta in modo corretto e creativo. L’alunno/a nell’analisi delle informazioni ricevute… • Procede spontaneamente e autonomamente • Sa distinguere in modo corretto, preciso e riflessivo le cause dagli effetti. L’alunno/a nell’organizzazione del proprio percorso di apprendimento… • Opera in modo autonomo e spontaneo. • Manifesta un personale, efficace e produttivo metodo di studio. L’alunno/a nell’organizzazione del proprio percorso di apprendimento… • Agisce in modo autonomo. • Manifesta un efficace e produttivo metodo di studio. L’alunno/a nelle attività di gruppo… • Interagisce in modo partecipativo e costruttivo. • Conosce e rispetta i diritti fondamentali degli altri. ’alunno/a nelle esperienze scolastiche… • Si inserisce in modo attivo e responsabile nella vita sociale. • Partecipa correttamente alle attività. L’alunno/a nel collegamento e nella rappresentazione di fenomeni, eventi e concetti… • Ne individua in modo ordinato i collegamenti e le relazioni. • Li rappresenta in modo corretto. L’alunno/a nell’analisi delle informazioni ricevute… • Procede autonomamente. • Sa distinguere in modo corretto e preciso le cause dagli effetti. L’alunno/a nelle attività di gruppo… • Interagisce in modo collaborativo. • Rispetta i diritti fondamentali degli altri. L’alunno/a nelle esperienze scolastiche… • Si inserisce in modo responsabile nella vita sociale. • Partecipa adeguata mente alle attività. L’alunno/a nell’analisi delle informazioni ricevute… • Stimolato/a procede autonomamente. • Sa distinguere in modo corretto e le principali cause dagli effetti correlati. L’alunno/a nell’organizzazione del proprio percorso di apprendimento… • Stimolato/a è in grado procedere. • Manifesta un metodo di studio in via di acquisizione. L’alunno/a nelle attività di gruppo… • Stimolato/a interagisce in modo collaborativo. • Non sempre rispetta i diritti fondamentali degli altri. L’alunno/a nelle esperienze scolastiche… • Si inserisce in modo non sempre responsabile nella vita sociale. • Partecipa saltuariamente. L’alunno/a nel collegamento e nella rappresentazione di fenomeni, eventi e concetti… • Stimolato/a ne individua i principali collegamenti e le fondamentali relazioni. • Li rappresenta in modo adeguatamente corretto. L’alunno/a nel collegamento e nella rappresentazione di fenomeni, eventi e concetti… • Stimolato/a individua i principali collegamenti. • Li rappresenta in modo non sempre corretto. L’alunno/a nell’organizzazione del proprio percorso di apprendimento... L’alunno/a nelle attività di gruppo… • Ha difficoltà di collaborazione . • Non sempre rispetta i diritti fondamentali degli altri. L’alunno/a nelle esperienze scolastiche… • Ha difficoltà ad inserirsi nella vita sociale. • Partecipa in modo superficiale. L’alunno/a nel collegamento e nella rappresentazione di fenomeni, eventi e concetti… • Guidato/a individua i principali collegamenti. • Ha difficoltà nella loro rappresentazione. L’alunno/a nell’analisi delle informazioni ricevute… • Guidato/a ne coglie il senso generale. • Ha difficoltà nel distinguere i rapporti causali. • Guidato è in grado di procedere. • Manifesta un metodo di studio ancora dispersivo. L’alunno/a nell’analisi delle informazioni ricevute… • Stimolato/a ricerca l’informazione richiesta. • Sa distinguere in modo adeguato le principali cause dagli effetti correlati. 23 9. AUTOANALISI D’ISTITUTO E AUTOVALUTAZIONE DEL SERVIZIO L’Istituto Comprensivo di Saonara intende fare un percorso di miglioramento continuo del suo funzionamento organizzativo e didattico. La nostra scuola ha avviato tale processo negli anni scorsi, valendosi di tutte le opportunità recate dal sistema di autovalutazione INVALSI, tramite lo svolgimento delle prove somministrate agli alunni e la divulgazione – condivisione degli esiti “restituiti” dallo stesso INVALSI in forma oggettiva ed anonima. l’INVALSI è Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. La rilevazione, in base alla normativa avviene nel II e nel V anno della scuola primaria, nel I anno della scuola secondaria di I grado e all’interno dell’esame di Stato a conclusione del I ciclo “tenendo conto delle soluzioni e degli strumenti adottati per rilevare il valore aggiunto da ogni singola scuola in termini di accrescimento dei livelli di apprendimento degli alunni”. La rilevazione ci consente di conoscere: • Le competenze dei nostri studenti in italiano e matematica • La varianza tra scuola e scuola e tra classe e classe a parità di condizioni • la situazione della nostra scuola in confronto con il territorio locale e nazionale Non permette invece di rilevare i progressi compiuti dai ragazzi nel corso della loro carriera scolastica all'interno della scuola. Tale sistema di valutazione esterno consente di: • uscire dall'autoreferenzialità • fornire alla scuola uno strumento di diagnosi per migliorare il proprio lavoro e individuare le aree di eccellenza e quelle problematiche nelle discipline oggetto della rilevazione • avere dei punti di riferimento e di confronto esterni • valorizzare ciò che si fa dentro la scuola • comprendere: quali sono i punti di criticità da cosa dipendono le differenze tra le varie scuole com'è possibile migliorare Gli esiti INVALSI relativi alle prove dell’A. S. 2012/2013 sono i seguenti Confronto con Classi/Istituto Media del punteggio Esiti degli studenti al netto del cheating nella stessa scala del rapporto nazionale Differenza nei risultati (punteggio percentuale) rispetto a classi/scuole con background familiare simile Punteggio Punteggio Punteggio VENETO Nord Est Italia 70,4 70,0 Primaria classi II ITALIANO 66,8 212,9 +5,4 superiore superiore superiore Primaria classi II MATEMATICA 61,4 212,2 +4,5 superiore superiore superiore Primaria classi V ITALIANO 76,7 203,6 +2,5 pari Primaria classi V MATEMATICA 58,6 204,9 +2,8 pari Secondaria classi I ITALIANO 66,3 204,9 +2,5 superiore Secondaria classi I MATEMATICA 48,7 208,0 +4,4 superiore superiore superiore Secondaria classi I ITALIANO 73,9 203,5 +2,7 superiore superiore superiore Secondaria classi I MATEMATICA 56,0 210,5 +6,3 superiore superiore superiore pari superiore superiore superiore pari superiore 24 10. AREE DI INTERVENTO DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA GENERALE IL NOSTRO TERRITORIO – IL NOSTRO AMBIENTE – IL NOSTRO FUTURO A partire dall’anno scolastico 2011_2012 il nostro Istituto si è impegnato ad operare su un progetto di respiro triennale che, con diversa modulazione, coinvolge tutte le classi dei due ordini di scuola. La scelta di metodo e di contenuto è il risultato del dibattito sviluppatosi sia a livello di Collegio Docenti che di Consiglio d’Istituto: entrambi gli organi collegiali hanno individuato il tema ambientale come di primaria importanza per la comunità scolastica di Saonara e Villatora. Il nostro territorio, ricco di tradizione, sia per la specificità agricola del flor-vivaismo sia per le memorie architettoniche come villa Valmarana, oggi è interessato da problemi come l’elettrodotto, l’idrovia e la camionabile, gli intensi flussi di traffico legati al suo rapporto con la zona industriale di Padova. Affrontare la tematica ambientale era quindi doveroso e urgente da parte dell’ Istituto, visto il ruolo formativo ed educativo che la scuola è chiamata a svolgere nella comunità. I temi ambientali saranno affrontati attraverso ambiti culturali diversi per favorire un percorso educativo che compenetri scienza, motivazione, pensiero e azione in quanto elementi capaci di favorire l’apprendimento e di intervenire con efficacia sui comportamenti Difendere l’ambiente non significa rinnegare il progresso o rinunciare alle sue conquiste, significa altresì trovare una compatibilità tra le attività umane e il territorio. Nel 1987, Gro Harem Brundtland, presidente della commissione mondiale su Ambiente e sviluppo, su incarico dell’ONU, presentò un rapporto che formulava una efficace definizione di sviluppo sostenibile, considerandolo come “ lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere le possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri” e inoltre ”La sostenibilità richiede una considerazione dei bisogni e del benessere umani tali da comprendere variabili non economiche come l’istruzione e la salute, valide di per sé, l’aria e l’acqua pulite..” e ancora “Nella pianificazione dei processi decisionali di governi e industrie, devono essere inserite considerazioni relative a risorse e ambiente, in modo da permettere una continua riduzione della parte che energie e risorse hanno nella crescita, incrementando l’efficienza nell’uso delle seconde, incoraggiando la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti”. Sappiamo bene come, a distanza di quasi quindici anni, la situazione si sia fatta alquanto più grave e le raccomandazioni del documento debbano diventare un pressante impegno individuale e collettivo. Si parla oggi di immaginare una possibile condizione di de-crescita, in cui lo sviluppo forzato venga alfine riconsiderato in una visione più ragionevole, misurata e consapevole dei beni di consumo, che aiuti a recuperare il reale senso dell’esistenza, dei bisogni e del valore delle relazioni umane. Un mondo deve essere ridisegnato su rinnovati principi etici, in cui non tutto sia di diritto fornito e concesso a condizione di libero mercato, ma richieda, invece, impegno, doveri, coerenza, rispetto. Quindi, parlando di ambiente, non si può non parlare di diritti e doveri di cittadinanza che è proprio il secondo filone tematico che il nostro Piano Formativo intende affrontare e ribadire, ribadire perché già nell’Istituto da anni si presta particolare attenzione al riguardo, con progetti che spaziano dalla “Certificazione Ambientale” della scuola in collaborazione con il Comune di Saonara alla raccolta differenziata, dal CCR alle uscite didattiche, ai laboratori di educazione ambientale. “Il nostro è un modus vivendi che non è inevitabile né già deciso a priori e dunque ognuno di noi, e a maggior ragione ogni giovane cittadino, deve fare esperienza personale e tesoro delle riflessioni sull’ambiente e la sostenibilità, la partecipazione, la cittadinanza..(A.Zan)”. In quest’ottica i docenti dell’Istituto hanno considerato le proposte di varie agenzie, associazioni, gruppi, che operano sia a livello locale che nazionale nel campo dell’educazione ambientale, per disegnare dei possibili percorsi da proporre a ragazze e ragazzi della Scuola; da Agenda 21 che immagina la “comunità scolastica impegnata a lavorare per la qualità ambientale e la sostenibilità sia dell’edificio scolastico sia del territorio circostante” a Legambiente interessata ai problemi d’impatto ambientale, alle energie rinnovabile e alla salvaguardia degli spazi di biodiversità, per finire con Italianostra e la difesa del paesaggio. 25 L’obiettivo è quello di agire sulla conoscenza, ma anche sulla fantasia per ambire a un duplice traguardo formativo: cognitivo ed etico-sociale. Questi gli ambiti progettuali ritenuti significativi: > RIDUCIAMO IL NOSTRO IMPATTO: riciclo- energie rinnovabili > ACQUA: un bene comune > ARIA: respiro di vita > CONOSCO IL QUARTIERE, mi muovo meglio > TRASFORMA IL CORTILE della tua scuola in un GIARDINO > LA BIODIVERSITA’ – IL FLOROVIVAISMO > I LUOGHI DEL CUORE > LE NOSTRE PIANTE: queste sconosciute > ADOTTIAMO un monumento, un sito del nostro paese Gli insegnanti sono altresì stabilmente impegnati in una progettazione che moduli obiettivi e contenuti in relazione alle diverse fasi evolutive degli alunni e che tenga in considerazione le seguenti aree di intervento: 1. la promozione della persona; 2. lo star bene con se stessi e con gli altri, 3. l’educazione alla lettura; 4. l’espressione creativa. Tali aree si caratterizzano come scelte qualificanti l’Istituto. All’interno di esse i docenti hanno previsto determinati interventi educativi e didattici. PROMOZIONE DELLA PERSONA Mira a far sì che ciascun alunno compia il proprio percorso formativo valorizzando a pieno le sue possibilità. Per promuovere in maniera integrata una rete di interventi unitari, l’Istituto Comprensivo, l’Assessorato all’Istruzione ed i Servizi Sociali del Comune di Saonara, il Distretto socio-sanitario e le Direzioni delle Scuole dell’Infanzia del Territorio, hanno costituito dall’anno 2000/01 un gruppo di lavoro permanente che ha realizzato il Progetto Incontro, attuato fino ad oggi in tutto l’Istituto Comprensivo; prevede: • attivazione di uno sportello di ascolto e di consulenza psicologica; • attuazione di corsi di recupero pomeridiani in orario extrascolastico, organizzati dall’Istituto Comprensivo e finanziati dall’Amministrazione Comunale • eventuale programmazione di corsi di aggiornamento e di formazione genitori su tematiche riguardanti l’infanzia e la preadolescenza • attività di accoglienza ed integrazione per alunni immigrati realizzata secondo i criteri e le modalità esposte nel seguente prospetto: • • • • Obiettivi Promozione dell’accoglienza nei riguardi degli alunni immigrati Stesura di un modello organizzativo di protocollo condiviso di accoglienza Attuazione della prima alfabetizzazione in Lingua Italiana degli alunni immigrati Attuazione di laboratori di Italiano con esperti (ad esempio Facilitatori linguistici o Mediatori culturali). • • • • • Modalità attività di documentazione lavoro di gruppo tra Docenti collaborazioni con servizio stage e mondo del lavoro e Corso Master in Didattica dell’Italiano dell’Università di Padova collaborazioni con esperti in facilitazione linguistica recupero linguistico e percorso didattico individualizzato nel rispetto delle caratteristiche personali 26 • selezione, acquisto e distribuzione di materiale specifico presso ogni Plesso. a. RECUPERO E POTENZIAMENTO Obiettivi: • trovare delle strategie finalizzate ad una personalizzazione della proposta d’istruzione e formazione che valorizzi le differenze individuali. Si prevede l’adeguamento della proposta formativa alle reali necessità di ciascun alunno e alle sue caratteristiche, così come previsto anche dalla riforma. Recupero: Modalità di lavoro: Organizzazione del lavoro: • individuazione delle difficoltà del singolo • utilizzazione di ore curricolari, di alunno compresenza, attività di laboratorio, classi aperte e lezioni in orario extrascolastico in • interventi dell’insegnante come base all’organizzazione oraria di ogni plesso rafforzamento dell’apprendimento • attivazione di corsi pomeridiani, nelle • esercitazioni mirate a superare le difficoltà singole scuole dell’istituto, previsti dal dell’alunno progetto incontro. • verifica dei risultati ottenuti. Potenziamento: Modalità di lavoro: • individuazione delle capacità del singolo alunno • proposta di argomenti da approfondire • esecuzione del lavoro • verifica dei risultati ottenuti. Organizzazione del lavoro: utilizzazione di ore curricolari, di compresenza, attività di laboratorio, classi aperte e lezioni in orario extrascolastico in base all’organizzazione oraria di ogni plesso attivazione di corsi pomeridiani, nelle singole scuole dell’istituto. b. INTEGRAZIONE PER ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP: “Un sistema inclusivo considera l’alunno protagonista dell’apprendimento qualunque siano le sue capacità, le sue potenzialità e i suoi limiti”. Al fine dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità l’obiettivo fondamentale è lo sviluppo degli apprendimenti mediante la comunicazione, la socializzazione e la relazione interpersonale (L.104/92). Obiettivi: • Diritto allo studio (art.12 c.4) • Costruzione attiva della conoscenza • • • autonomia personale socializzazione come strumento di crescita Consolidamento abilità di base • • • • • Modalità di lavoro Didattica inclusiva (apprendimento cooperativo, lavoro a coppie o per piccolo gruppo, attrezzature o ausili informatici ecc.) Rispetto dei ritmi e stili di apprendimento Insegnamento personalizzato e individualizzato attività di laboratorio in piccoli gruppi creazione del fascicolo personale al fine di documentare il percorso formativo compiuto (dalle linee guida) 27 c. LINGUE EUROPEE INGLESE / FRANCESE * Obiettivi: • motivare gli studenti allo studio delle lingue straniere. • sviluppare le loro abilità comunicative (ascolto, produzione orale, pronuncia). • creare fiducia nelle proprie capacità . Modalità di lavoro • certificazione Trinity (facoltativo) • spettacoli – laboratorio (interattivi) con attori inglesi (tutte le classi) • attività di POTENZIAMENTO con insegnanti madrelingua inglese e francese • attività di RECUPERO per coloro che ne necessitano. * Francese solo Scuola Secondaria di 1° grado d. INFORMATICA SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA CLASSI SECONDA E TERZA CLASSI QUARTA E QUINTA • Primi passi col computer • Uso di PAINT • Primi passi con la video scrittura • Gestione delle informazioni • Navigazione nei CD Rom • Impiego della video scrittura • Uso di programmi di grafica • Uso della stampante SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Nella Scuola Secondaria di Primo grado l’Informatica è strumento didattico trasversale alle discipline, utilizzabile, pertanto, secondo opportunità ed esigenze specifiche delle classi e dei docenti. e. ORIENTAMENTO: L’attività è condotta sin dai primi anni di scuola e finalizzata alla conoscenza di sé e dell’ambiente circostante, attraverso una serie di interventi diversificati (letture, laboratori di manualità, incontri con esperti, test, questionari, ecc.) effettuati in tutte le classi dei due ordini di scuola. Nella classe terza della scuola Secondaria di primo grado, in particolare, per l’orientamento si attua quanto segue: Obiettivi: • • • • • conoscere l’organizzazione scolastica conoscere il mondo del lavoro imparare ad autovalutarsi imparare ad elaborare progetti e compiere scelte collaborare con Enti formativi ed Associazioni del mondo del lavoro Modalità di lavoro: • • • • • Letture mirate sull’argomento; Compilazione di questionari e test che facciano emergere gli interessi, le abilità, le esigenze dell’alunno (Progetto “Caccia al futuro” in collaborazione con CIOFS di Padova); Informazioni sul sistema scolastico e sul mondo del lavoro; Incontri con un esperto di orientamento scolastico (per le classi seconde e terze); Collaborazione con Unindustria di Padova per conoscenza della realtà lavorativa industriale del 28 • territorio; Esecuzione di laboratori di manualità, in cui si sviluppa e si potenzia la manualità degli alunni e si dà loro l’opportunità di conoscere il mondo produttivo. STAR BENE CON SE STESSI, CON GLI ALTRI, CON L’AMBIENTE E’ attività dell’intero istituto che mira alla crescita armonica della persona, in relazione costruttiva con le persone e con l’ambiente. a. CONTINUITA’: La continuità educativo-didattica si articola in senso verticale tra la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria (ordini di scuola tutti presenti nel territorio), e in senso orizzontale nell’interscambio tra scuola ed agenzie operanti nel territorio. Si propone di favorire negli alunni un passaggio graduale tra i vari ordini di scuola e permettere ai docenti di conoscere i bisogni e le esigenze degli alunni stessi. Obiettivi: • creare le occasioni di incontro per favorire lo scambio e il confronto nell’ambito della continuità educativa e didattica. Modalità di lavoro: incontri tra i bambini che frequentano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia (iscritti nel nostro Istituto) e i bambini che frequentano le classi prime delle scuole primarie. incontri tra gli alunni delle classi quinte della scuola primaria e quelli delle classi prime della scuola secondaria di primo grado. In queste occasioni sono previste eventuali visite agli edifici scolastici e l’illustrazione delle attività che vi si svolgono, attività coordinate dalle insegnanti dei diversi ordini di scuola. incontri con i genitori. b. EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA CONVIVENZA CIVILE: Obiettivi: • • • sensibilizzare gli alunni alla cittadinanza attiva e responsabile; sollecitare alla pratica della solidarietà, invitando i ragazzi a riflettere sulla necessità di impegnarsi personalmente in quest’ambito; aiutare i ragazzi a superare i confini della propria cultura e dell’informazione corrente, affinando l’attenzione per l’intercultura . Modalità di lavoro: • • • • • • Consiglio comunale dei ragazzi lezioni frontali, letture, visione di filmati a tema, costruzione di cartelloni illustrati dai ragazzi attraverso lavori di gruppo; elaborazione di testi in prosa o poesia; incontri con rappresentanti delle associazioni umanitarie; argomenti relativi a Solidarietà e Convivenza civile, oggetto di trattazione trasversale alle discipline; conferenze e incontri con rappresentanti di organismi internazionali sul tema dell’Europa e dei Diritti umani; c. ATTIVITÀ MOTORIA: Obiettivi: • Imparare ad usare il proprio corpo con intelligenza, senza agonismo, ma sviluppando Modalità di lavoro: • • pratica di attività motorie ; realizzazione di giochi sportivi; 29 • un senso di gruppo Stimolare nell’alunno il desiderio di praticare un’attività sportiva. • • • partecipazione ai Campionati Sportivi Studenteschi; collaborazione con l’Assessorato allo sport del Comune di Saonara e società sportive locali; realizzazione del Progetto “Più Sport @ Scuola”, “Sport a scuola”, “Giocasport” d. EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ ED ALL’EMOTIVITÀ : Obiettivi: • • Modalità di lavoro: cominciare a guardare alla propria crescita con serenità favorire un processo di maturazione per quanto riguarda la sfera affettivo-sessuale. • i docenti lavoreranno su un percorso riguardante le problematiche della crescita, della pubertà e dell’adolescenza, avvalendosi di vari sussidi didattici (testi, audiovisivi...) ed eventuale supporto di esperti. e. EDUCAZIONE ALLA SALUTE : Obiettivi: • • • • f. Modalità di lavoro: Adottare comportamenti corretti e responsabili nelle varie situazioni di vita Esercitare la responsabilità personale in attività che richiedano assunzione di compiti Riconoscere le problematiche e gli effetti negativi legati a comportamenti poco sani e corretti Acquisire conoscenze scientifiche indispensabili per affrontare improvvise situazioni di criticità • • • • • Lezioni frontali e pratiche, letture, costruzione di cartelloni elaborati dagli alunni Discussioni in classe Interventi di esperti esterni Allestimento di mostre specifiche con elaborati prodotti dagli alunni Partecipazione a concorsi EDUCAZIONE STRADALE: Obiettivi: • • Modalità di lavoro: prendere coscienza dell’importanza di un comportamento rispettoso della sicurezza propria e altrui conoscere le norme che regolano il comportamento su strada del cittadino. • lezioni frontali e lezioni pratiche, che potranno essere effettuate anche all’esterno della scuola, avvalendosi della collaborazione della Polizia Municipale e Stradale, della Motorizzazione civile; g. EDUCAZIONE AMBIENTALE: L’argomento, per la sua importanza, riguarda trasversalmente buona parte delle discipline Obiettivi: • • • • • Educare al rispetto e alla protezione dell’ambiente naturale far conoscere le strutture e i meccanismi di funzionamento della Natura, considerati nelle dimensioni spaziale e temporale educare al senso di responsabilità nell’impatto con la Natura e alla raccolta differenziata promuovere l’uso virtuoso e consapevole delle risorse naturali condurre alla conoscenza della continua evoluzione delle problematiche ambientali Modalità di lavoro: • • • • • utilizzo mirato dei testi scolastici visite guidate ad ambienti naturali e a spazi ecologici interventi di esperti produzione di elaborati collaborazione con gli Enti Locali per la raccolta differenziata 30 • far acquisire la consapevolezza di dover conservare integragli equilibri naturali. h. VIAGGI E VISITE D’ISTRUZIONE: Obiettivi: • • • Modalità di lavoro: conoscere e visitare mete naturalistiche, storiche, scientifiche o artistiche di particolare interesse attuare esperienze che stimolino gli interessi dei ragazzi e che allarghino i loro orizzonti personali e culturali favorire momenti di socializzazione, solidarietà, convivialità, dialogo e confronto. • • • • Organizzazione di visite e viaggi d’istruzione, per approfondimenti ambientali, storici, artistici Predisposizione di itinerari preparati e guidati dagli insegnanti; Utilizzo di guide ed esperti esterni, per uscite di alcune ore, di una o più giornate; Verifica delle acquisizioni degli apprendimenti al rientro della visita d’istruzione. EDUCAZIONE ALLA LETTURA Attività espressiva e socioculturale che mira a potenziare la capacità di capire i linguaggi verbali e non verbali e di usarli nella comunicazione • • • PROGETTO “BIBLIOTECA” Obiettivi: stimolare un rapporto libero e creativo con i libri comunicare agli alunni il piacere della lettura effettuare iniziative di formazione per gli adulti in collaborazione Scuola-Biblioteca • • • • Modalità di lavoro: proiezione di film analisi del linguaggio cinematografico discussione critica dopo la proiezione lavori di gruppo sul film visto. • a. • • CINEFORUM Obiettivi: alfabetizzare al linguaggio cinematografico sviluppare le capacità di analisi critica. • Modalità di lavoro: collaborazione con la Biblioteca civica di Saonara, anche per realizzare visite alla biblioteca, incontri con gli autori di opere di narrativa ed esperti di associazioni culturali, che intrattengano e coinvolgano i ragazzi, presentando loro esempi di lettura animata eventuali rappresentazioni teatrali I tempi di attuazione degli interventi dipenderanno dall’Ordine di Scuola e scansione di classe, nonché dal tempo- scuola ( normale o “lungo”). ESPRESSIONE CREATIVA Mira a potenziare la capacità di capire ed usare i diversi linguaggi della comunicazione. a. ANIMAZIONE TEATRALE Obiettivi: • • • potenziare la capacità di capire i linguaggi verbali e non e di usarli nella comunicazione stimolare un rapporto libero e creativo con i libri creare attraverso la drammatizzazione occasioni di crescita e di confronto. Modalità di lavoro: • • • • • attività di sintonia di gruppo giochi di mimica e recitazione drammatizzazione lettura e /o costruzione di un copione eventuale spettacolo finale 31 b. CORO Obiettivi: Modalità di lavoro: • • • • Educare al canto e all’uso della voce Educare al suono ed all’ascolto Sviluppare le abilità musicali Favorire l’espressività c. COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE Obiettivi: • • • • avviare alla comunicazione multimediale sviluppare la molteplicità delle dimensioni comunicative favorire un approccio creativo alla multimedialità valorizzare la cultura locale • • • • Lezioni con intervento di esperto esterno Memorizzazione cantata di brani musicali Giochi di espressione vocale Spettacolo finale Modalità di lavoro: • • • • uso corretto di mezzi e strumenti di comunicazione utilizzo delle tecniche tipiche di diversi linguaggi realizzazione di testi diversi percorso di ricerca su un autore, un territorio All’interno delle aree sopra riportate, alcune attività potranno essere limitate ai singoli plessi, in base alla programmazione dei Consigli di classe ed interclasse. 32 11. INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI PARTICOLARI Cultura delle differenze “La scuola è una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentire il massimo sviluppo. Una scuola non solo per sapere, ma anche per crescere, attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia,… mediante interventi specifici.”(Dalla Premessa delle linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità 4/08/09). Interventi a favore degli alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) I Disturbi Specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell'apprendimento scolastico. Sono coinvolte in tali disturbi : l'abilità di lettura/comprensione (dislessia), di scrittura (disgrafia e disortografia), di fare calcoli (discalculia). In ottemperanza alla legge 8/10/2010 N.170 e con riferimento alle linee guida allegate al DM 12 lug 2011 ogni Equipe educativa/Consiglio di Classe in cui siano presenti alunni con certificazione DSA provvederà alla stesura collegiale di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) con le seguenti finalità (art. 2 legge 170): a) b) c) d) e) f) g) garantire il diritto all'istruzione favorire il successo scolastico anche attraverso misure didattiche di supporto (strumenti compensativi e dispensativi) garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità ridurre i disagi relazionali ed emozionali adottare forme di verifica e valutazione adeguate alle necessità formative degli alunni assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale. Integrazione/inclusione scolastica degli alunni disabili “L’integrazione è un processo che ha come finalità principale la ricerca delle migliori interazioni per permettere alla persona disabile di esprimere al meglio le potenzialità, allo scopo di realizzare il suo “progetto di vita”. Tutti gli operatori sono, pertanto, chiamati a condividere responsabilmente percorsi che implicano particolari adattamenti e flessibilità, per poter rispondere alla complessità dei “bisogni educativi speciali”. Il loro intervento dovrà considerare sempre la globalità del bambino, visto in tutti i suoi aspetti, organici, relazionali, educativi e ambientali. La legge 104/1992, articolo12, sancisce che l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità dell’alunno in tutti gli ambiti: nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni, nella socializzazione. Pertanto, in collaborazione con le famiglie e gli operatori U.L.S.S., si prevede e attua un piano educativo individualizzato in cui devono essere esplicitate strategie didattiche mirate e momenti differenziati di lavoro, all’interno e all’esterno della classe, per permettere all’alunno un percorso personalizzato che recuperi e sviluppi le capacità residue, ampliando conoscenze, autonomia e abilità procedurali. Si punterà sempre alla costruzione di valide relazioni personali con i compagni di classe, anche attraverso la socializzazione delle attività condotte con l’insegnante di sostegno e la creazione di momenti di lavoro, a piccolo gruppo o collettivo, in cui tutti possano fornire il loro contributo. L’insegnante di sostegno, assegnato alla classe, non può essere completamente delegato alla formazione dell’alunno in situazione di handicap: si occupa dei necessari adattamenti didattici e lavora in sinergia con i colleghi docenti curricolari, verificando costantemente il livello di sviluppo degli apprendimenti e il conseguimento degli obiettivi educativi. Il Profilo Dinamico Funzionale e il Piano Educativo Individualizzato sono momenti concreti in cui si esercita il diritto all’istruzione e all’educazione dell’alunno con disabilità. 33 Profilo Dinamico Funzionale Il P.D.F. è lo strumento di raccordo tra le conoscenze dal punto di vista sanitario riabilitativo, educativo didattico e familiare “ Viene redatto dall’unità multidisciplinare.., dai docenti curriculari e dagli insegnanti di sostegno, con la collaborazione della famiglia” In esso si trovano le linee concrete di lavoro espresse in obiettivi e l’analisi approfondita dei vari assi di sviluppo, che indicano cosa l’alunno è in grado di fare. Il gruppo di programmazione propone strategie e metodologie per far progredire l’alunno rispetto alla situazione di partenza. Il documento è aggiornato ogni 2-3 anni, nel passaggio da un ciclo all’altro o da un ordine di scuola ad un altro. Piano Educativo Individualizzato Il P.E.I. è il documento redatto con la partecipazione e la condivisione della famiglia, dell’équipe pedagogica della scuola, del servizio sociosanitario e sociale di riferimento e di tutti i soggetti coinvolti nel Progetto Globale di Vita. Nel PEI vengono esplicitati i diversi progetti personalizzati: il progetto riabilitativo, il progetto di socializzazione, il piano degli studi personalizzato, a cura della scuola. La Programmazione Educativa Didattica Personalizzata e Attività Collegiale Gli obiettivi educativi e didattici vengono concordati da tutti i membri del consiglio di classe, affinché vi sia una linea comune di interventi e finalità. L’intervento educativo-didattico viene adeguato al tipo di handicap dell’alunno, ma soprattutto alle sue possibilità di recupero per sostenere le capacità possedute, rafforzarle e progressivamente svilupparle e fornire serenità sul piano affettivo, psicologico e sociale. Valutazione e verifiche “La valutazione in decimi va rapportata al P.E.I., che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell’alunno con disabilità. Dovrà essere sempre considerata come valutazione dei processi e non solo della performance”(linee guida ). La valutazione è relativa agli interventi educativi e didattici effettivamente svolti in base al piano educativo individualizzato. I dati delle osservazioni sistematiche, raccolte nel registro personale, contribuiscono ad attivare la valutazione formativa del processo di apprendimento e a supportare la valutazione sommativa. Le verifiche sono generalmente individualizzate, costruite sulla base degli argomenti e delle abilità relative alle varie unità didattiche, oltre che sulle caratteristiche dell’handicap. La valutazione finale è in ogni caso riferita ai progressi dell’alunno in relazione al progetto individualizzato assunto nel P.E.I. La collaborazione con le famiglie La partecipazione delle famiglie degli alunni con disabilità al processo di integrazione è fondamentale ed avviene attraverso una serie di adempimenti previsti dalla legge (art. 12 L.104/92, L.53/2003, art. 1,) La scuola programma incontri con i genitori e gli operatori A.S.L, almeno due volte in ogni anno scolastico: all’inizio dell’anno scolastico, per uno scambio di informazioni utili alla realizzazione del P.D.F. e del P.E.I. , e alla fine dell’anno, per la verifica conclusiva. Inoltre la scuola è sempre disponibile al colloquio con gli operatori e con i genitori, per affrontare e cercare soluzioni possibili rispetto a qualsiasi problema relativo alla formazione educativa e didattica dell’alunno. 34 12. IL SERVIZIO PSICOPEDAGOGICO SCOLASTICO E’ svolto da un’insegnante dell’Istituto, psicopedagogista, distaccata a tempo parziale (8 ore settimanali) per tale servizio interno alla scuola. Si propone di migliorare le condizioni relazionali, intervenendo nei casi di alunni che evidenzino disagi nella sfera comportamentale ed emotiva. Si occupa sia dell’inserimento e dell’integrazione di alunni immigrati stranieri e diversamente abili, sia della continuità verticale con la scuola dell’infanzia e secondaria di primo grado. La psicopedagogista può anche operare nelle classi, proponendo attività finalizzate allo "star bene con se stessi e con gli altri". Obiettivo Generale: Supportare gli insegnanti nell'organizzazione educativa, didattica e relazionale al fine di favorire l'armonico sviluppo delle singole potenzialità di ciascun alunno; programmare e realizzare interventi longitudinali finalizzati a promuovere e costruire il benessere individuale di ogni alunno, sostenere i genitori negli interventi educativi nei confronti dei figli. Metodologia : Attività in rete con le diverse agenzie educative e socio-sanitarie del territorio: scuole dell’infanzia paritarie del territorio, servizi sociali dell’amministrazione locale e del Comune di Padova, distretti sociosanitari dell’ULSS n°16 e centri riabilitativi, di attività socio-educative ecc., interventi idonei a favorire l’integrazione degli alunni stranieri e degli alunni in situazione di handicap, colloqui con docenti, genitori, e, in particolari situazioni, anche con alunni della scuola secondaria di primo grado. Sportello ascolto genitori: La psicopedagogista è disponibile su appuntamento in uno spazio settimanale denominato ”Sportello ascolto genitori” aperto ai genitori (di entrambi gli ordini di scuola) che desiderino un confronto con una persona esperta su problemi psicoeducativi. Orario di ricevimento per i Genitori: sabato o in altro giorno, previo appuntamento telefonico presso la segreteria dell’Istituto Comprensivo di Saonara (Assistente amministrativo Sig.ra Paola Baschierato tel. 049 8797993). 35 13. LA PROGETTAZIONE CURRICOLARE In un istituto comprensivo è importante curare la progressione dei curricoli, per favorire lo sviluppo armonico della personalità degli alunni e l’apprendimento, incrementando la loro preparazione culturale. Il curricolo verticale presenta però alcune specificità nei tre ordini di scuola: per la Scuola Secondaria l’attività educativa e didattica è centrata sulle discipline; per la Scuola dell’Infanzia sul soggetto da educare; per la Scuola Primaria su entrambi. In ogni caso nella pratica didattica gli insegnanti attuano la personalizzazione dell’insegnamento, poiché tengono conto del soggetto, del suo vissuto, del suo modo di porsi di fronte alla conoscenza, delle specificità affettive ed emotive, senza trascurare i saperi formali e l’oggetto della singola disciplina d’insegnamento. Nella Scuola Primaria gli insegnanti dell’equipe educativa definiscono, all’interno della fascia temporale indicata dal Collegio Docenti, i tempi effettivi da dedicare alle singole materie, mentre nella scuola Secondaria gli stessi sono già stabiliti dalle Indicazioni Ministeriali. Per quanto concerne i contenuti delle discipline attraverso i quali si realizzeranno gli obiettivi specificati, si rimanda alle programmazioni individuali dei docenti. 36