ITALIANO
III-No. 1-2013
CITOC magazine
CENTRUM INFORMATIONIS TOTIUS ORDINIS CARMELITARUM
editoriale
L
a copertina di questo numero del
CITOC-magazine mostra una foto
molto bella
della prima chiesa
carmelitana di tutto il continente americano a Olinda in Brasile, fondata dai carmelitani portoghesi nel 1580 e dedicata
nuovamente il 5 agosto 2012. Riportiamo
le celebrazioni con cui i carmelitani hanno
voluto ringraziare per la restituzione e il
restauro di questo tempio meraviglioso
che, dal 1877, è stato nelle mani dello
Stato brasiliano e che da oggi sarà sede
del Priore Provinciale.
L’informazione sulla vita attuale dei carmelitani in America Latina si
completa con un articolo sul terzo congresso dell’ALACAR (Associazione Latinoamericana dei Carmelitani), una iniziativa importante per lo
sviluppo e lo scambio tra tutti i membri della grande Famiglia Carmelitana dell’America Latina.
La presentazione del Priore Generale vuole ricordare il 70° anniversario del martirio del beato Tito Brandsma e di santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein). La vita del beato Tito è esempio della
stretta interrelazione tra vita mistica e impegno nel mondo a favore
della dignità dell’uomo. Oggi, l’ONG carmelitana ha fatto sua questa
intenzione, ce ne dà conto l’articolo sulla sua attività a favore delle
questioni attuali di giustizia e pace.
CITOCmagazine
CENTRUM INFORMATIONIS TOTIUS ORDINIS CARMELITARUM
“CItoc Magazine” è una pubblicazione semestrale dell’Ordine dei
Carmelitani. Le notizie, informazioni, articoli, lettere, fotografie e
altri materiali offerti alla rivista diventano sua proprietà.
Direttore
P. Fernando Millán Romeral,
O.Carm.
Direttore editoriale
P. Christian Körner, O.Carm.
Consulente editoriale
P. Raúl Maraví Cabrera, O.Carm.
Redattore
Presentiamo poi tre eventi nel campo della formazione dell’Ordine:
il corso di formazione permanente in Terra Santa sul tema: “Ritorno
alle fonti”, l’inizio del noviziato comune a Salamanca, in Spagna, e
l’incontro regionale dei formatori di Asia-Australia-Oceania a Thrissur,
in India.
P. Joseph Hung Tran, O.Carm.
Vengono anche ricordati alcuni incontri degli ultimi mesi, che esprimono l’internazionalità dell’Ordine, come il V Congresso Internazionale
del Laicato Carmelitano, l’incontro triennale degli economi a Sassone
e il congresso su P. Lorenzo van den Eerenbeemt, O.Carm., che ha
fondato insieme alla beata M. Crocifissa Curcio la congregazione delle
Suore Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambino Gesù.
P. John Keating, O.Carm.
Un altro articolo della rivista tratta infine della fondatrice delle Suore
Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi, la serva di Dio Madre Maria
Angelina Teresa, O.Carm. (Bridget Teresa McCrory), di cui è stato
promulgato il Decreto sulle virtù eroiche.
Le sfide risultanti dal cambiamento del momento storico chiedono
sempre nuove risposte come mostrano le presentazioni sull’unificazione delle due Province di Germania Inferiore e Superiore e sull’erezione
canonica del nuovo Commissariato Generale di Paraná in Brasile.
Oltre a questi articoli e ad altre informazioni presentiamo una
selezione delle principali notizie, alcune delle quali già pubblicate nel
CITOC-online.
Auguriamo a tutti una buona lettura di queste pagine del nuovo
numero del CITOC-magazine.
Fr. Christian Körner, O. Carm.
Corrispondenti
Europa
Africa
P. Désiré Unen Alimange, O.Carm.
America
P. Raúl Maraví Cabrera, O.Carm.
Asia Australia and Oceania
P. Albertus Herwanta, O.Carm.
Inviare le informazioni a
Curia Generalizia dei Carmelitani
Via Giovanni Lanza 138
00184 Roma, Italia
Tel+39-064620181
Email: [email protected]
www.ocarm.org
contenuto
2 Editorial
7 Incontro degli Economi
8
Ven. Maria
Angeline
dell’Ordine
12 La ONG Carmelitana
14 GMG della gioventù
10
Settant’anni
fa…
carmelitana
19 Convegno internazionale
di studio su P. Lorenzo
23 Dal cuore dell’africa
28 Unificazione delle due
Province Carmelitane in
Germania
29 Relazione Sull’incontro
16
Laicato
Carmelitano
Regionale Dei Formatori
30 Noviziato Carmelitano
20
Corso di
Formazione
Internazionale a
Salamanca (Spagna)
31 Notizie
24
ALACAR
26
4
Olinda in Brasile
Carmelitani
in Paraná
La “ri-dedicazione” della chiesa
carmelitana di Olinda in Brasile.
P. Francisco de Sales, O. Carm.
N
ello scorso mese d’agosto la Famiglia Carmelitana in Brasile, radunata nella storica città di
Olinda, ha celebrato la festa de “ri-dedicazione”
della chiesa madre dell’Ordine nel continente americano, un evento marcato da un forte senso di risveglio
della memoria storica dell’avventura del Carmelo nel
nuovo mondo e segnato da un intenso desiderio di
rinnovamento. Mentre si cercava di contemplare la
storia nelle pietre del monumento restaurato, si guardavano il presente e il futuro
della presenza e della missione del
Carmelo tenendo conto delle
nuove sfide da affrontare. In
questo luogo simbolico siamo
stati invitati a tornare alla
sorgente della presenza
dell’Ordine nel continente,
a ripercorrere le vicende
storiche di coloro che ci hanno
preceduto, a scoprire il loro
dinamismo di vita segnato da
un intenso amore per l’Ordine e
per la Chiesa e da una viva passione
missionaria.
La vicenda storica della Chiesa e del Convento de
Olinda può essere letta come una sintesi della storia
stessa del Carmelo in Brasile, una storia vissuta fra
le vicissitudini dei tempi e degli eventi, però sempre
aperta, pronta ad essere scritta e raccontata con il
contributo delle nuove generazioni. L’Ordine Carmelitano ha iniziato la sua presenza effettiva nel continente
americano nel 1580 con l’arrivo del primo gruppo di
frati nella città di Olinda, prima capitale dello Stato di
Pernambuco in Brasile. I primi Carmelitani in Brasile
furono stati inviati dal “Regale Convento del Carmine di
Lisbona”, fondato da san Nuno de Santa Maria,
con l’intento di lavorare nelle missioni della
nuova colonia, stabilire l’Ordine nelle nuove
terre conquistate e seminare la devozione e
l’amore alla Madonna del Carmine.
L’arrivo dei primi quattro religiosi a Olinda
viene narrato dalle cronache come un evento
“provvidenziale” perché i Carmelitani erano
stati destinati alla Provincia di Paraiba
dove i colonizzatori avevano
iniziato il processo di fondazione dei primi nuclei urbani. Per
ragioni avverse, la nave si
fermò a Olinda dove i frati
furono accolti con gioia
dalla popolazione e lì si
stabilirono. Fu donata loro
un piccolo eremo dedicato
a Sant’Antonio e San
Gonzalo. In questo eremo
fu fondato il primo convento
dell’Ordine del continente, con
il titolo di “Convento di Sant’Antonio del Carmine di Olinda”. Negli anni
successivi il convento ampliato diventò un
grande centro di formazione e missione per
la comunità Carmelitana sparsa in vari altri
conventi e piccole case di missione, specialmente nella regione Nordest del Brasile.
Durante il dominio olandese (1630-1654),
il Convento fu parzialmente distrutto e i fratti
costretti a lasciare Olinda. Dopo la “insurrezione
pernambucana” finita nel 1654 con l’espulsione
degli olandesi e la successiva restaurazione, i
CITOC | P. 4
no di 1894, iniziò anche il conflitto legale per riavere
il patrimonio confiscato di Olinda. Questa lotta si è
prolungata fino al 2009, quando il Governo Federale
del Brasile ha riconosciuto il diritto di proprietà della
Provincia Carmelitana Pernambucana sulla chiesa e i
resti dell’antico convento, demolito nel 1909.
carmelitani ritornarono nel
loro convento e dovettero
ricostruirlo. Nel 1720, il
Convento e la chiesa furono
completamente restaurati e ampliati. Il Grande
convento conobbe la gloria,
la decadenza e finalmente
la soppressione, frutto dei
decreti di estinzione degli
Ordini Religiosi emanati in
Brasile. Nella seconda metà del XIX secolo
(1877) tutto il patrimonio del Carmelo di
Olinda fu sequestrato dal governo imperiale brasiliano, il convento e la chiesa furono
integrati nel patrimonio nazionale.
Dopo la proclamazione della Repubblica
(1888), gli ultimi frati ancora vivi lanciarono un grande appello per la restaurazione
della Provincia. La grande opera fu affidata
dal Generale ai carmelitani spagnoli. Dopo
l’inizio del processo di restaurazione, nell’an-
Dopo la riconquista del patrimonio da parte della
Provincia, con il patrocinio di vari enti e l’appoggio
dell’Istituto Nazionale del
Patrimonio Storico e Artistico, si è iniziato un lungo
lavoro di restauro della
chiesa e delle dipendenze
rimaste
dell’antico
convento adattandolo a una
piccola residenza per i frati.
Il restauro ha fatto risplendere la bellezza nascosta
dell’antico tempio restituendolo al suo posto come uno
dei principali monumenti
della storica città di Olinda.
La
celebrazione
della
“ri-dedicazione” della chiesa
è stata presieduta dall’Arcivescovo metropolitano di
Olinda e Recife, Mons. Antonio Fernando Saburido e
concelebrata da cinque vescovi carmelitani brasiliani
(Mons. Vital Wilderink, Mons. Paulo Cardoso, Mons.
Antonio Muniz, Mons. João Costa e Mons. Wilmar
Santin), dal Priore Generale P. Fernando Millán Romeral,
dal Consigliere Generale per l’America, P. Raúl Maraví,
dal Provinciale di Pernambuco, P. Roberval Mendes
Pereira, dal Provinciale di Rio de Janeiro, P. Geraldo
d’Abadia, dal Commissario del Paraná, P. Francisco
Manoel de Oliveira, dal Commissario Generale del
CITOC | P. 5
la costruzione di quella fedeltà audace e
sempre rinnovata, consapevoli che sono
‘ceppo robusto e di sempre vigorosa
vitalità, la cui vita interiore e attività
apostolica sono illuminate dai riflessi di
un’intrepida, fiduciosa e affettuosa pietà
mariana’. (Allocuzione di Paolo VI, 14/
IX/1968, AAS, LX. p. 665). La bellezza
del tempio di pietra del Carmelo di Olinda
deve coincidere con la bellezza del tempio
interiore, abitato dalla divina presenza,
frutto dell’intimità con il Signore, coltivata
per mezzo dell’ascolto, del silenzio, della
contemplazione e dell’intima comunione
con l’Amato, atteggiamenti assai familiari
al carisma carmelitano.
Portugal, P. Agostinho Castro, dall’Abate del Monastero
Benedettino di Olinda, P. Felipe e da un numero significativo
di carmelitani venuti da tutto il Brasile.
La cerimonia di consacrazione della chiesa è stata preceduta
da un triduo festivo in onore della Madonna del Carmine e da
una giornata di riflessione sul significato dell’evento nell’attuale contesto del Carmelo nel continente americano. Oltre
all’aspetto storico del monumento restaurato e della presenza
feconda del carisma carmelitano in Brasile negli ultimi quattro
secoli di storia, i relatori hanno cercato di situare l’importanza e il significato dell’evento come segno forte di un nuovo
slancio nella missione di tutta la Famiglia Carmelitana. Il
Padre Generale ha affermato che il vero senso dell’evento
celebrato non si situa nell’ambito del ricordo di un passato
glorioso, nella memoria archeologica del monumento o nella
riconquista degli spazi persi nel corso della storia, ma nella
restaurazione della presenza viva e attiva dei carmelitani
nella Chiesa locale e nella società. In questo senso, la chiesa
e il convento devono diventare spazi di incontro, di coltura
della spiritualità, di cultura, di comunicazione della bellezza
che salva, della solidarietà e della diffusione dell’amore alla
Madonna del Carmine chiamata da Mons. Oscar Romero “la
grande missionaria popolare” dell’America Latina.
Con questi sentimenti di gioia, in
comunione con la Chiesa e con tutta la
Famiglia Carmelitana, abbiamo celebrato
la grande festa del ritorno dei Carmelitani
alla loro Casa Madre in Brasile, grembo
fecondo della grande impresa missionaria dell’Ordine in quel vasto territorio. Da
quella collina dove è edificata la chiesa,
ricca di bellezza naturale e di storia,
sotto il manto protettore della Madonna
del Carmine, abbiamo lasciato aperta
una finestra di speranza attraverso la
quale cerchiamo di contemplare il grande
“giardino del Carmelo” con uno sguardo
fiducioso sul presente e pieno di speranza
e rinnovato ardore verso il futuro. Radicati
nel terreno concreto della nostra storia
e animati da un sincero desiderio di
rinnovata conversione, siamo stati invitati
a percorrere come Famiglia i sentieri che
ci portano a quella fedeltà permanente e creativa che è dono dello Spirito e
responsabilità da compiere.
Nel messaggio inviato dal Santo Padre
alla Famiglia Carmelitana, i carmelitani sono stati invitatati a ripercorrere
i sentieri dei loro predecessori come
comunità contemplativa, orante e
profetica, aperta alla missione, segnati
dalla gioia di vivere il carisma proprio
del Carmelo nel servizio della Chiesa.
Dice il Papa: La celebrazione della
ri-dedicazione della Chiesa di Olinda
e la sua riabilitazione come luogo di
culto è un invito alle nuove generazioni
di carmelitani a ritornare alle sorgenti
del primo amore, e a cercare di trovare
in questo luogo simbolico le forze per
Vescovi Carmelitani del Brasile con il Priore Generale
CITOC | P. 6
Incontro degli Economi dell’Ordine
P. Michael Kissan, O.Carm.
D
al 16 al 19 ottobre si è tenuta presso “Il Carmelo” di
Sassone, Italia, l’Assemblea triennale degli economi
dell’Ordine. Erano invitati tutti gli economi e più di 50
persone provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla
riunione, o a parte di essa. Tra loro c’era anche una dozzina
circa di laici che lavorano come manager o direttori finanziari in
varie province. Lo scopo di questo incontro triennale è quello di
rivedere le finanze dell’Ordine, fornire opportunità di formazione
permanente per gli economi e di riunirli in modo che possano
acquisire una certa familiarità con le finanze dell’Ordine. Durante
questo incontro particolare, è stato fatto un ulteriore lavoro
sull’attuazione di un sistema standardizzato di resoconto, che
tutte le province e commissariati sono stati invitati ad utilizzare.
C’è stata una serie di presentazioni di diversi relatori, assai
utili. Il Priore Generale, P. Fernando Millán, si è rivolto al gruppo
prendendo in considerazione le sfide che l’Ordine deve affrontare. Ha sottolineato che tutto nell’Ordine è responsabile delle
missioni in crescita. Ha evidenziato il fatto che la crisi finanziaria ha colpito un certo numero di province. Tuttavia, tutti noi
abbiamo la responsabilità di vivere il nostro carisma e continuare oggi la missione del Carmelo. Dobbiamo mettere i nostri soldi
dove mettiamo il cuore. Infine ha incoraggiato tutti a contribuire
a creare una “cultura della condivisione”.
L’Economo Generale dei Gesuiti, P. Thomas McClain, ha parlato
su “Il voto di povertà e il ruolo dell’Economo oggi”. Ha osservato
che viviamo in un’economia globale e questo ha un impatto sul
ruolo degli economi, anche carmelitani. Dobbiamo essere più
interdipendenti. Ha ricordato a tutti che la povertà è migliore se
vissuta “a livello locale”. Tuttavia, abbiamo bisogno di agire a
livello globale. In altre parole, il “come” è locale, ma il “perché”
è globale.
John Allen Jr, vaticanista della CNN, analista esperto delle cose
vaticane, ha delineato quattro grandi orientamenti che vede
nella Chiesa di oggi. In primo luogo, egli ha osservato che è in
crescita una chiesa mondiale. La demografia della chiesa globale
si è spostata da nord a sud. La chiesa è in crescita nel Sud,
mentre c’è un declino in Occidente.
In secondo luogo, vi è un aumento
del cattolicesimo evangelico. Vi è una
forte spinta per rilanciare un chiaro,
forte senso di identità tradizionale cattolica. Questo potrebbe portare
a una transizione nella chiesa dalla
“manutenzione” alla “missione”.
Terzo, sta emergendo la libertà
religiosa. Questa sarà la fonte di
preoccupazione sociale della chiesa
nel 21° secolo. Allen ha osservato che
la libertà religiosa è un problema assai
grande in molte delle parti emergenti
della chiesa. L’80% degli attacchi alla
libertà religiosa sono contro i cristiani.
Infine, la trasparenza e la responsabilità saranno le questioni più importanti per la chiesa. Questo sarà particolarmente reale per quanto riguarda
l’attività finanziaria della chiesa.
Il signor Ted Disabato, consulente per gli investimenti della provincia
del Purissimo Cuore di Maria, ha
fornito un’analisi della crisi finanziaria e ha suggerito alcune strategie
che potrebbero essere adottate per
rispondere alla situazione attuale.
L’assemblea è stata inoltre aggiornata dai quattro Consiglieri Generali che
rappresentano le aree geografiche
dell’Ordine. Sono state elaborate le
proposte per il Capitolo Generale, che
si celebrerà nel 2013.
Lo spirito di collaborazione durante i
momenti di socializzazione e le pause
è stato buono e gli economi avuto
modo di conoscersi e di condividere
le sfide specifiche che l’Ordine deve
affrontare nelle varie parti del mondo.
L’incontro ha avuto un buon riscontro
ed è stato giudicato utile dai presenti.
Un ringraziamento particolare va alla
Commissione Economica Internazionale dell’Ordine che lo ha organizzato e al personale de “Il Carmelo”, che
ha fornito un ambiente eccellente per
incontrarsi, ottimo cibo e ospitalità.
CITOC | P. 7
Ritratto da Robert Whelan
Venerabile Maria Teresa
Angeline, O. Carm.
P. Mario Esposito, O.Carm.
I
l 28 giugno di quest’anno ha segnato una
data importante per la Famiglia Carmelitana sparsa in tutto il mondo, perché l’approvazione dei decreti di canonizzazione della
Congregazione per le cause dei Santi da parte di
Sua Santità il Papa Benedetto XVI ha significato
anche un riconoscimento di onore per tutti noi.
Infatti fra i decreti promulgati c’era anche quello
per la dichiarazione dell’eroicità delle virtù della
nostra Madre Mary Angeline Teresa McCrory,
O.Carm., che è stata così dichiarata Venerabile.
La Venerabile Mary Angeline Teresa, O.Carm.,
nel 1929, ha fondato a New York le Suore
Carmelitane per gli Anziani e gli Infermi
(Carmelite Sisters for the Aged and Infirm),
insieme ad altre sei compagne, tutte appartenenti precedentemente alle Piccole Sorelle dei
Poveri (Little Sisters of the Poor). Nel 1931 la
nuova Congregazione è stata affiliata all’Ordine
Carmelitano dal Rev. mo Padre Elia Magennis,
O.Carm., allora Priore Generale, che mostrò
molto interesse e attenzione verso questo nuovo
gruppo di Suore, fondato con l’aiuto del Rev.mo
Padre Dionisio Flanagan, O.Carm. e dell’Arcivescovo
Cardinale Patrick Hayes, conosciuto come il “Cardinale della Carità”.
La Venerabile Mary Angeline Teresa, O.Carm. è
nata a County Tyrone, in Irlanda, il 21 gennaio 1893
e venne battezzata col nome di Bridget Teresa. E’
cresciuta in una famiglia molto unita, amorevole
e profondamente religiosa. Nel 1901, a causa della
scarsità di lavoro, la famiglia McCrory si trasferì in
Scozia, dove disgraziatamente il padre morì, nel 1911,
a seguito di un incidente in un’acciaieria. Quando
Bridget manifestò alla giovane madre, che era sempre
stata di sostegno e aiuto, il suo desiderio di diventare religiosa, non ricevette alcuna obiezione. Così la
futura Madre Angelina entrò tra le Piccole Sorelle dei
Poveri di Glasgow nel 1912, lasciando la sua casa di
Mossend, in Scozia.
Le Piccole Sorelle dei Poveri sono una Congregazione religiosa internazionale, dedicata in particolare alla
cura degli anziani più abbandonati.
Dopo aver completato la sua formazione in Francia,
la nuova Professa Sr. Angelina di Sant’Agata nel
1915 venne inviata in missione negli Stati Uniti, dove
rimase, offrendo il suo servizio in diverse case per
CITOC | P. 8
gli anziani, fino al suo ritorno in Francia per la
preparazione alla Professione perpetua, che
avvenne nel 1925. In seguito ritornò negli Stati
Uniti, dove, alla giovane età di 33 anni, divenne
superiora della Casa per anziani del Bronx, New
York, intitolata a Nostra Signora.
Durante il suo servizio in questa casa, divenne
sempre più chiaro a Madre Angelina che era
necessario prendersi cura degli anziani americani con modalità nuove, più rispettose della
loro indipendenza e più adatte ai bisogni della
classe media. Divenne anche evidente che
lei e le sue sorelle, che condividevano le sue
stesse convinzioni, non potevano realizzare tali
cambiamenti all’interno della loro Congregazione.
Grazie ai contatti con i Frati Carmelitani di New
York e alla guida del Cardinale Hayes insieme ad
altri sacerdoti, Madre Angelina iniziò a muovere
i primi passi verso la separazione dalle Piccole
Sorelle dei Poveri e la fondazione di un nuovo
gruppo di Suore all’interno dell’Ordine Carmelitano, che si sarebbero dedicate al servizio degli
anziani e dei malati. Questo avvenne nei giorni
della canonizzazione di Santa Teresa di Gesù
Bambino e all’inizio di quel periodo che passò alla
storia come la Grande Depressione. Nonostante
ciò, mosse da grande fede, Madre Angelina e le
sue compagne, lasciarono la loro Congregazione e iniziarono la nuova avventura, che culminò
nella fondazione delle Suore Carmelitane per gli
Anziani e gli Infermi (Carmelite Sisters for the
Aged and Infirm) avvenuta il 3 settembre 1929.
La Venerabile Maria Angelina era una donna
di
preghiera, capace di
discernimento e
di compassione,
era una donna
coraggiosa
e
piena di carità,
sempre attenta
all’azione della
grazia. Amava
la
Chiesa,
Sor. M. Gabriel, Sor.. M. Brendan, Sor.. M.
la
liturgia,
i
Angeline Teresa (seduto), e
sacramenSor. M. Bernadette di Lourdes, 1967
ti, i sacerdoti.
Possedeva una capacità naturale di guidare le sue
Sorelle e il loro ministero verso gli anziani. La
sua era una spiritualità a un tempo contemplativa e pratica. Sapeva attingere in profondità
alle sorgenti degli autori carmelitani, particolarmente dagli scritti di Santa Teresa di Gesù.
Quando divenne carmelitana, volle aggiungere al
suo nome religioso quello di Teresa. Fra le sue
devozioni, quella verso l’Eucaristia aveva il primo
posto, insieme a quella per Nostra Signora del
Monte Carmelo, san Giuseppe e i Santi Angeli.
In tutte le case da lei fondate la cappella e il
tabernacolo – la presenza eucaristica del Signore Gesù
– erano sempre al centro.
Le Suore Carmelitane conobbero una rapida espansione e, sotto la guida della Venerabile Maria Angelina
Teresa, poterono in breve tempo aprire più di 50 case.
Rimase alla guida della Congregazione come Madre
Generale dal 1929 fino al 1978, quando chiese di non
venire più rieletta. Gli ultimi anni della sua vita la videro
sperimentare una grande, ma pacificata dipendenza
dalle sue sorelle; accolse la sua anzianità con grande
dignità e gioia. La
Venerabile Maria
Angelina
Teresa
morì il giorno del
suo
compleanno, il 21 gennaio
1984, mentre si
trovava nella casa
madre
intitolata a S. Teresa,
Avila sull’Hudson,
a
Germantown,
New York. Al suo
Madre M. Angeline Teresa con
Padre Mel Daly, O. Carm.
funerale parteciparono molti vescovi,
sacerdoti e laici, coi quali la madre aveva stretto amicizia
nel corso degli anni e che avevano goduto della sua
vicinanza e del servizio della sue suore, nelle loro varie
case, presenti in diverse diocesi.
La Causa di Madre Angelina è stata aperta nella Diocesi
di Albany, New York, nel 1989 e il Processo ufficiale il
15 agosto 1992. La fase diocesana è stata chiusa il
13 aprile 2007 e portata a Roma nello stesso anno;
il decreto dell’eroicità delle virtù è stato promulgato
nel giugno del 2012. Col passare degli anni un numero
sempre crescente di persone ha conosciuto la figura
della Venerabile Maria Angelina Teresa e la sua fama di
santità, sia attraverso il ministero delle sue suore che
grazie all’opera della Società di Madre Angelina (Mother
Angeline Society), che ha promosso la sua causa e ha
diffuso il suo carisma durante gli ultimi 25 anni. Per
il mondo e la Chiesa di oggi la nuova Venerabile è un
esempio luminoso della promozione della dignità della
vita in tutte le sue fasi, particolarmente per i più deboli
nella nostra società di oggi. E’ stata una propugnatrice
della vita religiosa e ha trasmesso alla sua Congregazione Carmelitana una profonda e ricca eredità di
preghiera e fraternità, di zelo apostolico e amore per i
sacerdoti e devozione mariana. Le Suore Carmelitane
per gli Anziani e gli Infermi si sentono orgogliose - e a
ragione! – della loro amata Fondatrice e sono consapevoli che lei è una luminosa testimone di fede, speranza,
carità e servizio, tutte realtà di cui c’è un immenso
bisogno nel nostro mondo di oggi. Al presente le Suore
Carmelitane hanno 20 case per gli anziani e gli infermi
negli Stati Uniti e in Irlanda, dove continuano a tenere
vivo il carisma e il ministero della loro Venerabile
Fondatrice. Davvero questo è un altro ramo ricco di
frutti dell’albero del Carmelo.
CITOC | P. 9
Settant’anni fa…
P. Fernando Millán Romeral, O.Carm.
D
urante quest’anno 2012, che ormai
volge al termine, abbiamo celebrato i settanta anni della morte di
due grandi carmelitani del xx secolo: santa
Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)
e il beato Tito Brandsma. Le biografie
appassionanti di ambedue, i loro profili
spirituali, la loro attività intellettuale
e d’insegnamento, i loro scritti e le loro
pubblicazioni e, soprattutto, la loro testimonianza eroica di vita e di fede, ci riempiono
di “sano orgoglio” come carmelitani, ormai
del secolo xxi.
Benché i due non si siano mai conosciuti
di persona, le due biografie s’incrociano in
modo indiretto e drammatico in una data:
il 26 luglio 1942. Quel giorno, il p. Tito,
ormai infermo e stanco, riceveva l’iniezione letale che in pochi minuti metteva fine
alla sua vita, nell’infermeria del campo
di concentramento di Dachau. Il carmelitano frisone era passato per un vero
rosario di carceri e campi (Scheveningen, Amersfoort, Kleve), fino a scendere
nell’inferno di Dachau, dove poté resistere soltanto alcune settimane. L’infermiera
che gli fece l’iniezione era olandese. Il p.
Tito la riconobbe dall’accento e parlò con
lei diverse volte. All’ultimo momento le
regalò il rosario fatto di bottoni e pezzetti
di legno; benché al principio lo rifiutasse, la donna finì per accettarlo. Molti anni
dopo,
l’infermiera
del Lager avrebbe
deposto durante il
processo di beatificazione, a condizione di mantenere
segreto il suo nome.
Siamo
ancora
colpiti dal ricordo
emozionato
che
conservava di quel
prigioniero debole
e affamato: “ebbe
molta compassione
di me…”.
Il 26 luglio era una
domenica.
Quella
stessa
mattina,
in tutte le chiese
Beato Tito Brandsma, O. Carm.
cattoliche
(e
in
alcune
protestanti) dei Paesi Bassi fu letta una dura nota dell’episcopato
Olandese, una dell’ampia serie di lettere e documenti assai
coraggiosi contro il governo di occupazione nazionalsocialista. Il nostro carmelitano olandese, stretto collaboratore di monsignor De Jong, aveva partecipato in maniera
assai attiva All’elaborazione di quelle note. La lettera era
stata preparata in gran segreto, per cui la lettura pubblica
provocò stupore nelle autorità occupanti. Le rappresaglie
non si fecero attendere. Una delle misure contro la chiesa fu
l’arresto e la deportazione dei religiosi di origine ebrea, che
fino a quel momento non erano stati perseguitati, almeno
CITOC | P. 10
ufficialmente. La misura entrò immediatamente in
vigore. Una delle religiose di origine ebrea arrestate
in Olanda il 2 agosto fu suor Teresa Benedetta della
Croce, Edith Stein, carmelitana scalza, assieme alla
sorella Rosa, un po’ più anziana di lei. Si trovavano nel monastero delle carmelitane di Echt. Furono
trasportate inizialmente ad Amersfoort, dove p. Tito
era passato diverse settimane prima, poi a Westerbork
(uno dei campi di distribuzione o Durchgangslager),
dove con molta probabilità si incrociarono con Etty
Hillesum, e alla fine ad Auschwitz-Birkenau, dove
morirono forse lo stesso giorno dell’arrivo, il 9 agosto
1942, in quella fabbrica di morte e annientamento…
Ecco come, quel 26 luglio, si intrecciarono le vite di
quelle che senza dubbio sono le due figure più significative del Carmelo del secolo xx.
Qualche pensatore lo ha definito “il secolo breve”, ma
che potrebbe essere stato chiamato anche “il secolo
crudele” (due guerre mondiali, l’olocausto, le bombe
atomiche, i genocidi del
Ruanda e della Jugoslavia, ecc.). Proprio durante
il ’900, questi due notevoli
carmelitani furono capaci
di offrire una testimonianza coraggiosa e decisa della
propria fede in circostanze tragiche, una testimonianza significativa a tal
punto che oggi, a distanza
di settant’anni, continua a
suscitare ammirazione ed
emozione. Inoltre, come
ho già detto in diverse
occasioni, credo – per
molti motivi che sarebbe
lungo spiegare qui – che
ambedue
potrebbero essere considerati i
santi patroni dell’“unione
spirituale della famiglia
carmelitana”.
Se si dovessero mettere
in evidenza alcuni tratti
comuni del loro profilo spirituale, li riassumerei in quattro parole. Primo, “focolare” perché
ambedue furono molto familiari e, nella migliore
tradizione del Carmelo, seppero vivere e ricreare
questo stile familiare nella propria vita religiosa. In
secondo luogo, “passione”, giacché i due si sentirono innamorati dell’ideale carmelitano e lo vissero in
maniera appassionata, il che si tradusse in generosità, donazione e perfino in un certo romanticismo. In
terzo luogo, “compassione”, dato che ambedue furono
S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)
persone solidali, “empatiche” (usando il
termine Einfühlung sul quale Edith fece la
sua tesi dottorale), capaci di compassione e attente alle necessità degli uomini e
delle donne del loro tempo, tanto a livello
quotidiano (i prossimi-vicini), come ad un
livello più ampio. Infine, metterei in evidenza
la parola “croce”. Ambedue furono devoti,
adoratori, e anche studiosi della spiritualità
della passione del Signore. Tito Brandsma
scrisse la celebre poesia nel carcere di
Scheveningen davanti a un’immagine di
Gesù; in essa raggiunse vette assai alte di
lirica e misticismo. Edith, nata nel giorno
sacro del Yom Kippur, interpretò il proprio
destino in chiave sacrificale, mentre rifletteva sulla “scienza della croce”. Né Edith, né
Tito furono masochisti, né kamikaze, né
fanatici, però ambedue seppero accettare la
croce con serenità, eleganza e dignità, nel
momento più drammatico delle loro vite.
Nel chiostro del nostro convento di
Middletown, vicino a New York, c’è una
bella Via Crucis in bronzo. In ogni stazione,
Gesù appare accompagnato dai nostri due
personaggi. I due seguono da vicino Gesù
sofferente e fanno proprio il camino del
Maestro. Generalmente, quando si mostra
questa Via crucis si usa dire che c’è un errore
storico, perché l’artista sbagliò nel mettere
la stella gialla degli ebrei ad entrambi.
Personalmente credo, senza dubbio, che si
tratta di un errore meraviglioso, che dice
molto della solidarietà del beato Tito di fronte
alla sorte del popolo ebreo. In non poche
occasioni, incluse le sue lezioni di filosofia,
si manifestò contrario al nazionalsocialismo
che qualificava come “neopaganesimo”.
Oggi, settanta anni dopo, il neopaganesimo che idolatra il denaro, il potere ad ogni
costo, il piacere senza limite… continua a
provocare vittime che soffrono il “rovescio”
della situazione: violenza, ingiustizia, fame,
discriminazione religiosa o razziale, ecc.
Noi, carmelitani di un secolo che speriamo
sia meno crudele, troviamo in questi due
grandi testimoni, un esempio meraviglioso di
onestà spirituale e intellettuale, uno stimolo
ed un invito ad essere, anche noi, testimoni del Dio della tenerezza e della pace. Che
loro, il beato Tito e santa Teresa Benedetta della Croce, ci aiutino dal cielo in questo
compito tanto difficile quanto affascinante.
CITOC | P. 11
La ONG Carmelitana
a piccoli passi verso il contatto
con la vita in tutto il mondo
P. William Harry, O.Carm.
I membri della ONG Carmelitana con Paul Hoeffel (abito grigio), capo della sezione ONG
del Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite.
D
opo un inizio molto umile nel dicembre
2001, con l’approvazione da parte delle
Nazioni Unite come organizzazione
non governativa affiliata al Dipartimento della
Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, la
ONG carmelitana è cresciuta fino ad essere
un’organizzazione mondiale capace di contattare la vita di persone di tutti i continenti.
La ONG Carmelitana pone la sua attenzione
in particolare su quattro istanze più importanti: istruzione, libertà religiosa, diritti umani e
sviluppo sostenibile. Quest’ultima area comprende anche i finanziamenti per lo sviluppo e per
le variazioni del clima, mentre l’area dei diritti
umani si occupa anche del traffico di esseri
umani. Durante l’incontro annuale dell’equipe di
coordinamento della ONG Carmelitana tenutosi
a Roma nel 2012, si è deciso di puntare l’attenzione in particolare sul traffico di esseri umani.
La situazione all’interno delle Nazioni
Unite
All’inizio la ONG Carmelitana è stata affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione
(DPI), come è di prassi per tutte le ONG che
entrano a far parte del sistema delle Nazioni
Unite. Il fine di una ONG che appartenga al DPI è
quello di assistere attivamente e di incoraggiare
i servizi di informazione nazionale, le istituzioni
educative e altre organizzazioni governative o
no di qualsiasi tipo, che siano interessate a diffondere l’informazione riguardo alle Nazioni Unite. La nostra
ONG ha però deciso ben presto che avremmo affrontato tutte le questioni attraverso un “filtro carmelitano”
e avremmo espresso le nostre opinioni riguardo alle
varie problematiche come Carmelitani e non solo come
portavoce delle Nazioni Unite.
Dopo un periodo iniziale di attesa obbligata, la ONG
Carmelitana ha iniziato ha fare richiesta per diventare
membro del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC),
cosa che ci permette di offrire sostegno all’opera delle
Nazioni Unite e di promuovere la conoscenza dei suoi
principi e delle sue attività, in accordo con i nostri stessi
scopi e propositi.
Parlando in generale possiamo dire che le ONG
cooperano con le Nazioni Unite in quattro modi: 1)
partecipando a conferenze, incontri e altri eventi;
2) stabilendo relazioni di lavoro con specifici dipartimenti, programmi o agenzie specializzate del sistema
delle Nazioni Unite, basato sul mutuo interesse e sulle
possibili attività congiunte; 3) ottenendo la possibilità
di venire consultati all’interno del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC); 4) diffondendo l’informazione
attraverso pubblicazioni, programmi radio, TV o attività
pubbliche, come lezioni, conferenze, seminari e gruppi
di lavoro.
Pubblicazioni
Sono disponibili alcuni strumenti per aiutare le
persone a ricevere informazioni sul lavoro della ONG
CITOC | P. 12
Carmelitana e sui problemi che vengono
affrontati. Un ampio sito web (carmelitengo.
org), che ha ricevuto riconoscimenti da una
commissione di ambasciatori delle Nazioni
Unite, offre i collegamenti alle risorse internet
delle Nazioni Unite, dei Carmelitani e di altre
realtà di fede.
Varie pubblicazioni sono anche disponibili
dalla ONG Carmelitana o online. Un piccolo
libro, dal titolo “Promuovere la giustizia, la
pace e la salvaguardia del creato” prende in
esame la quattro aree di interesse della ONG
Carmelitana e i progetti che rientrano in quelle
stesse aree.
Un bollettino quadrimestrale, carmeNGO, è
giunto al suo quinto anno di vita e si prefigge
di offrire informazioni ai membri della Famiglia
Carmelitana, come anche ad altri, sul lavoro
della nostra ONG e su vari argomenti nell’ambito della giustizia sociale e dell’integrità del
creato.
Due volte all’anno la ONG Carmelitana
sponsorizza una “Giornata di Preghiera”. Il
5 giugno, giornata mondiale per l’ambiente
e il 10 dicembre, giornata mondiale per i
diritti umani. In entrambe le occasioni viene
preparato un libretto con uno schema per
una celebrazione di preghiera che può essere
usato sia da singoli che da gruppi, per vivere
un momento di riflessione su un particolare argomento. Fra i temi scelti per queste
Giornate di preghiera possiamo ricordare la
risposta di fede al cambiamento climatico;
l’acqua; le foreste tropicali. Le Giornate di
Preghiera per i diritti umani hanno richiamato
l’attenzione sulla situazione in Zimbabwe, sul
traffico di esseri umani, sulla libertà religiosa,
come anche sulla sete e la fame in Somalia.
Partecipazione a incontri
Le Nazioni Unite sponsorizzano diversi
laboratori, incontri e forum su tematiche
relative ai punti focali della ONG Carmelitana. Alcuni membri della Famiglia Carmelitana
hanno partecipato all’incontro sullo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg nel 2002, come anche alla
Conferenza internazionale di Doha nel 2008 sul finanziamento per lo sviluppo, o alla Conferenza sul cambiamento climatico di Copenhagen nel 2009 e alla Conferenza
sullo Sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro nel 2012.
La Conferenza annuale delle ONG che appartengo
al Dipartimento per la Pubblica Informazione (DPI),
sponsorizzata dal Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, offre l’opportunità di entrare
in contatto con altre ONG affiliate alle Nazioni Unite, di
partecipare a una grande varietà di conferenze, laboratori e sessioni informative offerte da una vasta gamma di
ONG, e anche di rimanere aggiornati sulle istanze delle
Nazioni Unite. Spesso questa diventa anche un’opportunità per la Commissione di coordinamento di tenere il
suo incontro annuale. La ONG Carmelitana ha partecipato a questi incontri annuali fin dal 2001. Alcune di queste
sessioni si possono anche seguire in streaming on line,
offrendo così la possibilità di partecipare a un più ampio
numero di Carmelitani.
Gli uffici della ONG Carmelitana
Grazie a una generosa offerta di una persona anonima
la ONG Carmelitana ha potuto aprire un suo ufficio a
New York (USA), vicino al quartier generale delle Nazioni
Unite. Sotto la guida di Helen Ojario, Suora carmelitana e dei volontari Jack Jameson e Ray Messina, l’ufficio
offre un facile accesso ai diversi incontri che si svolgono
alle Nazioni Unite ed è una risorsa per le persone che
desiderano conoscere di più il lavoro della ONG Carmelitana. Jameson è un laico carmelitano, mentre
Messina è un avvocato specializzato al diritto
dell’ambiente.
Ariel Kuil, membro della Provincia Olandese,
è il rappresentante della nostra ONG presso
le Nazioni Unite di Ginevra, Vienna e Parigi.
Harry Adji, membro della Provincia Indonesiana, è rappresentante presso le Nazioni Unite
a Bangkog. Micael O’Neil, priore del CISA a
Roma tiene i contatti con la FAO e partecipa anche a incontri organizzati da Ordini e
Congregazioni religiose presenti a Roma e che
hanno, come noi, ONG affiliate alle Nazioni
Unite.
L’ufficio principale della ONG Carmelitana
ha sede a New Orleans, in Louisiana (USA).
Partecipando un seminario sulla vita sostenibile per i cittadini del Mondo
CITOC | P. 13
I
l 1° gennaio 2013 le Province di Germania Inferiore
e Germania Superiore dopo anni di collaborazione
intensa nei vari campi, soprattutto in quello della
formazione, e dopo un processo di preparazione con
numerosi incontri, si uniscono in un’unica Provincia di
Germania. Con questa decisione i carmelitani tedeschi
vogliono rispondere alle necessità del momento e unire
le loro forze per vivere meglio oggi il carisma del Carmelo
e quindi agire in modo più efficace.
Vale la pena di ripercorrere brevemente la lunga e ricca
storia di queste due antiche province dell’Ordine.
Non è la prima volta che questo accade. Infatti, è la
terza volta che le province si uniscono nella loro storia
plurisecolare. Si tratta di rispondere alle esigenze della
storia; anche in questa occasione si vuole essere attenti
agli sviluppi contemporanei e alle sfide risultanti dal
cambiamento del momento storico. Nelle Costituzioni dell’Ordine più antiche giunte fino a noi (1281), la
Provincia Tedesca si trovava all’ottavo posto fra le dieci
Province allora esistenti. In seguito alla prima erezione
di una provincia tedesca nel 1265, ci sono state due
divisioni (1291 e 1318) e due nuove unificazioni (1312
e 1327). La terza divisione del 1348 durò fino alla
soppressione delle due province durante la secolarizzazione napoleonica all’inizio del XIX secolo.
Prima della secolarizzazione la Provincia di Germania
Inferiore arrivava fino alla Renania, al Belgio e all’Olanda. Anche la Provincia della Germania Superiore copriva
un territorio molto vasto, includendo non soltanto la
Germania meridionale, ma anche la Boemia, l’Austria,
l’Ungheria e la Polonia. Questa immensa estensione è
stata limitata nel 1411 con la formazione della Provincia
di Boemia, costituita dai conventi della
Boemia, della Polonia, della Prussia,
dell’Ungheria, della Sassonia e della
Turingia. Nel 1440 i conventi rimasti
in Boemia, Polonia e Ungheria, sono
passati di nuovo alla Provincia della
Germania Superiore. I conventi in
Sassonia sono diventati una Provincia
separata e, nel 1462, è stata ricostituita la Provincia di Polonia e Boemia.
P. Christian Körner O.Carm.
Durante la Riforma Luterana nel ‘500,
la Provincia di Germania Inferiore, che
aveva il suo convento principale a
Colonia, ha sofferto poco in confronto
della provincia sorella, che ha invece
perso quattordici conventi dei ventisei
esistenti. Con l’adesione alla Riforma
di Touraine nel secolo successivo,
è cominciata una certa rinascita in
ambedue le province.
Nel 1803 la soppressione degli
Ordini religiosi da parte di Napoleone
Convento di Bamberg
CITOC | P. 14
ha lasciato in tutta la Germania soltanto
Al momento dell’unificazione appartengono alla nuova
il convento di Straubing, che apparteneProvincia unita 100 frati. Attualmente vivono in Germania
va alla Germania Superiore, dove è stato
71 carmelitani professi solenni e due professi semplici
permesso di rimanere
in otto conventi canonicamente
ai religiosi superstiti.
eretti. Nelle due case in Camerun
Quando nel 1841 il Re
ci sono tredici frati professi solenni
Ludovico I di Baviera
e quattordici di voti semplici.
ha concesso la riapertuAlla presenza carmelitana in
ra del convento, vi si
Germania appartengono anche
trovava soltanto un
due monasteri di carmelitane,
carmelitano. Già nel
di cui uno è stato eretto nella
1864 da Straubing sono
Provincia di Germania Superiopartiti per l’America del
re nel 1948, a Schlüsselau, e
Nord due frati, i quali
trasferito a Erlangen nel 1969.
hanno gettato le basi
Il monastero della Provincia di
dell’attuale
Provincia
Germania Inferiore è stato eretto
Americana del Purissimo
nel 1961 a Duisburg e trasferito
Cuore di Maria (PCM).
nel 2002 a Essen.
In seguito, i carmelitani
Dopo aver consultato i frati delle
olandesi sono andati in
due
realtà, il Priore Generale,
Germania per aiutare i
P.
Fernando
Millán Romeral,
frati tedeschi: da questa
O.Carm.,
con
il
consenso
del suo
collaborazione è sorta
consiglio, ha nominato il primo
nel 1879 la Provincia
Priore Provinciale e i consiglieri
Germanico-Hollandica.
della Provincia unita.
Nel 1922 la Provincia
Convento di Mainz
di Germania Superiore
Essi entreranno in carica il 1°
viene eretta nuovamente tramite l’unificagennaio 2013 e vi resteranno fino al primo Capitolo
zione del Commissariato Generale d’Austria
Provinciale del 2015. Ecco di seguito le nomine:
e del Vicariato di Baviera.
Priore Provinciale: P. Dieter Lankes, O.Carm.
I sedici fiorenti conventi della Provincia di
Primo Consigliere: P. Wilfried Wanjek, O.Carm.
Germania Inferiore che erano spariti senza
Secondo Consigliere: Fr. Andreas Scholten, O.Carm.
lasciare alcuna traccia durante la soppresTerzo Consigliere: P. Roland Hinzer, O.Carm.
sione di Napoleone nel 1803 e negli anni
successivi, hanno avuto un futuro quando,
Quarto Consigliere: Fr. Günter Benker, O.Carm.
nel 1924, la Provincia Olandese, coll’apL’atto di nascita della Provincia di Germania si celebra
poggio del Beato Tito Brandsma, riprese
in una cerimonia il 28 dicembre 2012 a Bamberg, sede
l’antica chiesa di Mainz. Negli anni successiufficiale della Provincia. Da parte del Consiglio Generale
vi sono state fatte altre fondazioni, è stato
partecipano il Priore Generale, P. Fernando Millán
eretto il Commissariato Provinciale e nel
Romeral, O.Carm., il Vice Priore Generale P. Christian
1969 la Provincia della Germania Inferiore
Körner O.Carm. e il Consigliere per l’Europa, P. John
ha ripreso vita.
Keating O.Carm. In quest’occasione viene presentato
anche il Monasticon Carmelitanum che contiene articoli
Oltre alle loro attività pastorali presso i
su
tutti i conventi dei frati e delle monache in Germania
conventi, nelle parrocchie affidate, nelle
dall’inizio
ad oggi.
case di ritiro, nelle scuole, nell’insegnamento e nelle varie istituzioni, tutte e due
le province si sono impegnate anche nel
campo delle missioni. Le fondazioni della
Provincia di Germania Superiore in Brasile
(1951) e India (1982) hanno portato i loro
frutti nell’erezione della Provincia di S.
Tommaso di rito siro-malabarese (2007)
e del Commissariato Generale di Paraná
(2012). Dal 2001 la Provincia di Germania
Inferiore è impegnata nella nuova fondazione nel Camerun.
La nuova Provincia unita segna una nuova tappa nella
storia di quasi 800 anni della presenza carmelitana in
Germania. I carmelitani tedeschi vedono questo inizio
non solo come risposta alle sfide del tempo presente
che chiede cambiamenti strutturali, ma anche come un
ripensamento del proprio carisma carmelitano. In questo
spirito vogliono affrontare con coraggio e speranza
il futuro e le sfide del tempo. Il beato Tito Brandsma,
patrono della nuova Provincia, aiuti i fratelli nel loro
comune cammino.
CITOC | P. 15
Congresso Internazionale de
Johan Bergström-Allen, T.O.C.
I
l quinto Congresso Internazionale del Laicato
Carmelitano si è tenuto nell’Istituto “Il Carmelo”
nei pressi di Roma dal 16 al 22 settembre,
seguito da un incontro di quanti lavorano nella
pastorale carmelitana.
Ogni sei anni il Congresso invita i laici carmelitani
a discutere questioni di interesse comune; tema di
quest’assise è stata “La formazione per l’apostolato”.
Il Convegno ha riunito membri del Terz’Ordine
Carmelitano Secolare e altri rami del laicato carmelitano (tra cui il “Donum Dei”, “La Famiglia” e vari
progetti sociali collegati all’Ordine) come anche quei
religiosi della Famiglia Carmelitana che lavorano a
stretto contatto con i laici.
Al Congresso sono convenuti circa duecento carmelitani provenienti da differenti nazioni: Australia,
Belgio, Brasile, Gran Bretagna, Congo, Repubblica
Ceca, Germania, Indonesia, Irlanda, Italia, Kenya,
Malta, Paesi Bassi, Perù, Filippine, Portogallo, Portorico, Romania, Spagna, USA e Zimbabwe.
I lavori sono iniziati lunedì 17 settembre, festa di
sant’Alberto di Gerusalemme, con una celebrazione eucaristica presieduta dal Priore Generale, padre
Fernando Millán Romeral, che poi, nella sala degli
incontri, ha dato il benvenuto insieme a padre Josef
Jančář, delegato generale per il laicato.
L’ossatura del Congresso consisteva in conferenze
plenarie, con traduzione simultanea nelle principa-
li lingue dell’Ordine, per tutti i partecipanti e in
gruppi di studio più piccoli divisi per lingue. Le
conferenze e i gruppi di studio erano intervallati
da momenti di preghiera e di fraternità.
La prima conferenza è stata tenuta da padre
Francis Amodio, O. Carm. (della Provincia di
Sant’Elia) che ha parlato della “Vocazione e
missione del laicato nella Chiesa e nel mondo”.
Ha descritto la vocazione del laico carmelitano e
il suo apostolato come una fioritura della grazia
battesimale e ha sottolineato l’enfasi che il Concilio
Vaticano II ha dato al ruolo dei laici.
Il lunedì pomeriggio si è avuta la prima di
diverse sessioni relative all’esperienza apostolica attiva del laicato carmelitano. Si è parlato del
servizio offerto dal laicato carmelitano in Sicilia
con la “Domus Carmelitana Siculorum” che lavora
nel contesto della carità e della catechesi in ottica
CITOC | P. 16
el Laicato Carmelitano 2012
come quella del Carmelo.
Martedì 18 abbiamo ascoltato Amanda Rodigues
Jordão, TOC, dal Brasile sul tema “La forza trasformatrice della contemplazione”, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno Maneya Imay, TOC, dal Kenya
ci ha parlato de “La dimensione fraterna e profetica
dell’Apostolato”.
carmelitana; ci si è soffermati sul lavoro sociale
della parrocchia di Nostra Signora del Monte
Carmelo di Saragozza, in Spagna, che comprende una mensa quotidiana per oltre centocinquanta
persone, un servizio di distribuzione di vestiario,
una riabilitazione per alcolisti, un asilo nudo, una
casa di accoglienza per donne a rischio di esclusione sociale, un servizio di alloggio temporaneo per
quanti cercano lavoro e una casa aperta per chi vive
in strada. Il tutto è gestito da trecento volontari che
non sono formalmente membri del Terzo Ordine o
di una confraternita, ma che si identificano con la
parrocchia e nel carisma dell’Ordine. In entrambi i
progetti si è evidenziato il forte accento carmelitano
sull’umanità e sulla compassione, come anche sul
valore del volontariato cristiano quale strumento
di partecipazione alla costruzione del Regno di Dio
e i forti legami che una parrocchia o una missione
possono condividere con una famiglia religiosa
Si sono susseguiti vari interventi sull’esperienza
di coinvolgimento dei laici carmelitani nell’azione
apostolica nel mondo. È stato stimolante sapere
della dedizione e della creatività dei laici carmelitani
in Germania che condividono la spiritualità dell’Ordine con il mondo laico per mezzo di vari progetti
culturali. In Australia i membri del Terz’Ordine si
adoperano per la raccolta di fondi e per sensibilizzare sulla missione dell’Ordine a Timor Est e lavorano
alacremente nel campo della formazione. In Brasile i
laici carmelitani sono impegnati in progetti sociali di
istruzione, nell’assistenza all’infanzia, nel provvedere al cibo per i bisognosi e nell’aiuto a cercare posti
di lavoro.
Mercoledì 19 siamo andati in gita a Roma. Nel corso
dell’Udienza Generale in Vaticano, papa Benedetto XVI si è rivolto ai delegati dicendo: “Saluto i
laici carmelitani, che partecipano a un congresso internazionale. Su ciascuno invoco la continua
protezione di Dio e della Vergine Santissima per un
fecondo servizio al Vangelo e alla Chiesa”. È stato
commovente vedere padre Fernando che parlava al
Santo Padre a nome di tutti i delegati del Terz’Ordine.
Dopo la gioia e i canti di migliaia di pellegrini
CITOC | P. 17
O’Neill, O.Carm., (Provincia Irlandese) a sostenere il lavoro della ONG
Carmelitana presso le Nazioni
Unite.
Padre Francis Amodio ha, quindi,
fornito ai delegati una sintesi dei
punti chiave che sono stati discussi
nei gruppi linguistici: la condivisione in questi gruppi è stata molto
forte e radicata nella tradizione
spirituale dell’Ordine a dimostrazione del crescente impegno dei laici
carmelitani nella formazione negli
ultimi anni.
durante l’udienza papale, nel pomeriggio il Priore Generale ha
presieduto nella chiesa carmelitana di Santa Maria in Traspontina
una celebrazione eucaristica particolarmente ricca di riflessioni.
Nel viaggio di ritorno a Sassone i delegati hanno potuto ammirare
alcune delle bellezze della Città Eterna.
Il quarto giorno del convegno i delegati hanno continuato a
riflettere su come i laici carmelitani possano approfondire il loro
impegno con il lavoro apostolico dell’Ordine. Alla preghiera del
mattino ha fatto seguito una relazione di padre Giovanni Grosso,
O. Carm. Come Postulatore Generale dell’Ordine (cioè colui che
segue le cause dei candidati alla canonizzazione), padre Giovanni
ci ha parlato de “L’impegno apostolico dei laici carmelitani: un
cammino di santità” presentando biografie di laici carmelitani che
sono stati fulgidi esempi di santità, spesso nella routine della vita
quotidiana.
Dopo i lavori di gruppo e la messa, abbiamo avuto una relazione
del padre brasiliano Francisco de Sales Alencar Batista, O.Carm.,
sul tema “Il ruolo dei laici carmelitani nella missione apostolica
della Famiglia Carmelitana”
La serata del giovedì ha visto un appuntamento culturale, con
canti e danze da tutto il mondo. I laici carmelitani della provincia
Britannica hanno concluso questo momento con una celebrazione delle Olimpiadi di Londra, decorando con le medaglie d’oro gli
organizzatori del Congresso e passando la torcia olimpica ai molti
delegati brasiliani presenti.
Il messaggio finale del Congresso sarà distribuito alla Famiglia
Carmelitana nelle prossime settimane.
Si è trattato di un Congresso
molto ricco e fecondo, pieno anche
di momenti di relax e amicizia.
Un sentito ringraziamento alla
Commissione Internazionale per
il Laicato e al suo Segretariato
Permanente, al gruppo liturgico, ai
traduttori, allo staff e alla comunità
carmelitana di Sassone, ai conferenzieri e a tutti i partecipanti.
Siamo ora nell’Anno della Fede
in cui la Chiesa ci esorta a tornare
alle fonti del nostro credo cristiano
e a vivere i valori del Vangelo alla
luce del Concilio Vaticano II. Risulta
chiaro, pertanto, che “la formazione
per l’apostolato” riconosce la giusta
priorità al laicato carmelitano che
sta portando frutti pregevoli per il
Regno di Dio.
Venerdì 21 settembre la relazione finale è stata
curata da una laica carmelitana della Gran Bretagna,
Veronica Errington, TOC, che si è soffermata sul tema
“La formazione dei laici per l’apostolato”. A tempo
debito tutte le conferenze saranno disponibili mentre
le riprese video di alcune di esse possono essere viste
su www.youtube.com/gbcarmelite.
Al termine del Congresso il Priore Generale ha celebrato una messa solenne che comprendeva il rinnovo degli
impegni.
Nel corso dell’ultimo pomeriggio ci sono state alcune
brevi relazioni come anche un invito di padre Míceál
CITOC | P. 18
GMG della gioventù carmelitana
Río de Janeiro 2013
N
ei giorni 28 e 29 ottobre il
p. Raùl Maravì, O. Carm.,
Consigliere
Generale
per l’America e presidente della
Commissione generale per le
scuole e la gioventù
carmelitana,
ha
presieduto
alla
terza riunione col p.
Wilson Fernandes,
O.Carm.,
delegato
per il Brasile per la
Giornata
Mondiale
della
Gioventù
carmelitana 2013 e
con altri membri e
collaboratori della commissione
preparatoria per questo incontro
internazionale dei nostri giovani.
La Giornata Mondiale della
Gioventù
Carmelitana
2013
sarà un’eccellente opportunità
di scambio e condivisione per i
giovani delle nostre parrocchie,
dei nostri collegi, santuari,
comunità, ecc. in un contesto
internazionale certamente ricco
per la diversità culturale.
Sottolineando questo evento, il
5 agosto, alla fine della celebra-
zione della “ridedicazione” della chiesa di
Olinda, il Priore Generale P. Fernando Millán
Romeral, O.Carm., ha consegnato l’icona
della “Madonna della Speranza” alla Gioventù
Carmelitana di Brasile rappresentata dagli
studenti della comunità di Goiana, una città
del Pernambuco settentrionale, che sarà la
prima tappa del pellegrinaggio dell’icona in
Brasile. Girerà in vari stati di questo paese fino
ad essere portata all’incontro carmelitano che
si terrà durante la prossima Giornata Mondiale
della Gioventù a Rio de Janeiro a luglio 2013.
I gruppi interessati sono invitati a prendere
contatto con i Superiori maggiori delle loro
rispettive comunità, che hanno già ricevuto la
lettera di invito con tutti i dettagli riguardanti
l’evento. Allo stesso tempo
i gruppi sono invitati
a iscriversi online alla
Giornata Mondiale della
Gioventù organizzata dalla
Chieasa,
possibilmente
entro il 31 gennaio 2013,
scegliendo
la
opzione
A2 (cioè il pacchetto che
comprende tutto, tranne
l’ospitalità). E’ necessario
iscriversi anche alle varie attività organizzate
esclusivamente per la nostra Gioventù Carmelitana, che si svolgeranno secondo il calendario
di seguito riportato:
- dal 14 (arrivo) al 21 (partenza) luglio 2013:
settimana missionaria presso una della nostre
parrocchie carmelitane in Brasile
- dal 21 (arrivo) al 29 (partenza) luglio
2013: settimana della Giornata Mondiale della
Gioventù carmelitana a Rio de Janeiro.
E’ stata creata una pagina su Facebook sulla
quale verranno date le informazioni necessarie per il nostro incontro internazionale e sulla
quale si potranno seguire le varie attività e
celebrazioni durante la GMG 2013:
https://www.facebook.com/
JornadaMundialDaJuventudeCarmelitanaRio2013
E-mail: [email protected]
CITOC | P. 19
Il Corso di
Formazione Permanente
nella Terra del Signore sulle
orme dei nostri padri
P. Paul A.M. Denault, O.Carm.
D
al 30 agosto al 12 settembre 2012, 38
carmelitani si sono affiancati al Priore
Generale in un’esperienza di ritorno alla
Terra Santa e ritorno alle fonti della vita carmelitana e cristiana. E’ stato il p. John Keating a dare
il benvenuto ai partecipanti nel luogo in cui, lungo
i secoli, l’uomo ha incontrato il Dio rivelato. Fra
le altre cose, ha affermato che la Terra Santa è il
luogo dove la storia e la rivelazione si incontrano
nel Mistero: davvero un luogo di contemplazione.
P. John ha suggerito ai partecipanti di porsi in
un atteggiamento di pellegrini e non di turisti, di
persone aperte all’incontro con Gesù Cristo nei
luoghi in cui Egli stesso ha camminato, insegnato ed è entrato in contatto con le persone e le
cose. Tutto questo nella speranza che da questo
incontro essi potessero tornare alle loro comunità
portando con sé un modo differente di vedere e
di agire, grazie alla condivisione del mistero di
Gesù Cristo.
alla casa di Pietro, un sito che doveva essere molto
conosciuto, in quanto verso la fine del I secolo,
probabilmente quando Pietro era ancora in vita, è
stato trasformato in una chiesa domestica. Dopo il
pranzo, abbiamo attraversato il lago su una imbarcazione turistica e abbiamo fatto esperienza di quanto
velocemente l’acqua possa diventare turbolenta, a
causa dei forti venti che soffiano dalla montagna.
Per noi è stato un giorno davvero speciale quando
siamo risaliti per il Wadi-es-Siah, fino al sito attuale
in cui ha avuto origine il nostro Ordine. Il sito non si
trova proprio in cima al Monte Carmelo, ma più in
basso, ben protetto da tre lati dalla muraglia del wadi.
Questa collocazione fa pensare che uno dei motivi
che hanno spinto alla scelta di tale luogo sia stata la
I temi che hanno accompagnato il pellegrinaggio si ispiravano al testo della Ratio ed erano
suddivisi in due parti principali: la prima parte
riguardava il Monte Carmelo e le origini dell’Ordine, ma toccava anche l’esperienza di Gesù in
Galilea, fino a fissare l’attenzione sulla solitudine
del deserto, quale luogo in cui ci si ritira per stare
on Dio. La seconda parte, invece, si concentrava su Gerusalemme, con risonanze circa la storia
della salvezza, l’incarnazione e la redenzione nel
mistero pasquale.
Il gruppo dei partecipanti ha visitato i luoghi
della predicazione di Gesù in Galilea, partendo
dalla chiesa delle beatitudini presso il Lago di
Galilea. Poi abbiamo visitato il luogo del primato
di Pietro, dove il Signore, per tre volte, ha chiesto
a Pietro se lo amava; qui è stata celebrata una
Messa all’aperto, mentre il canto degli uccelli si
univa a quello dei Frati. Poi siamo stati a Cafarnao,
CITOC | P. 20
facilità di difesa da
eventuali invasori.
In un luogo così
arido,
ha
fatto
molta
impressione la Fonte di Elia,
così
abbondante di acqua. Qui
abbiamo recitato le
Lodi, fatto un po’ di
riflessione, in forma
di una lectio divina,
sulla nostra Regola,
e
poi
abbiamo
celebrato la Messa
insieme
a
p.
Fernando. E’ stato
molto bello renderci
conto
di
come
l’ispirazione originaria degli eremiti del Monte Carmelo trovi ancora oggi
eco nel cuore di così tante persone in tutto il mondo.
Ciò che allora ha attirati i nostri padri nel silenzio di
quella montagna, continua ancora a chiamare uomini
e donne, spingendoli a lasciare i loro luoghi di vita per
andare a cercare il volto di Dio. E’ sorprendente anche
pensare come la pace e la tranquillità di quell’angolo
del Carmelo abbiano affascinato l’immaginazione. I
Carmelitani sono vissuti lì solo per un breve periodo,
al massimo un centinaio di anni, ma ancora oggi,
dopo così tanti anni, noi tutti portiamo impressa in
noi la memoria e l’immagine di quel luogo, in cui essi
si erano ritirati per incontrare Dio nel silenzio e nella
solitudine. Noi Carmelitani abbiamo portato quel
Monte della Palestina, il nostro Carmelo, in tutte le
parti del mondo.
Sul fianco opposto
del monte si trova
Muhraqa, il luogo in
cui Elia ha offerto il
sacrificio e in cui la
piccola bianca nube si
è innalzata dal mare;
di lì si vede una
panoramica di tutta
la Galilea, la terra
che Elia ha richiamato al culto dell’unico
e solo Dio. Ci siamo
fermati in quel luogo
per
poter
meglio
percepire la forza che
scaturiva da una tale
quieta contemplazione. A Nazareth, invece, abbiamo potuto riflettere sul nostro rapporto con Maria, nostra Madre,
nostra Sorella. Abbiamo ripetuto le parole del
Cantico dei Cantici che ci invitano a chiamarla
anche col nome di sposa, colei che ha rapito i
nostri cuori e che ci spinge a seguirla, mentre
rincorre il Signore del suo amore. Abbiamo
ricordato anche le parole di Arnoldo Bostio:
“Risplenda in voi quell’amore fraterno che vi
permetta di rispondere con sincerità al dialogo
d’amore: Tu hai rapito il mio cuore, sorella mia,
mia sposa; Tu hai rapito il mio cuore” (Ct 4,
9).
Dopo una permanenza di sette giorni a Stella
Maris, siamo partiti per Gerusalemme. Lungo
CITOC | P. 21
il viaggio, ci siamo fermati a visitare il sito della
Comunità degli Esseni a Qumran. Il deserto
rovente ci ha ricordato come i Carmelitani
scegliessero di ritirarsi in quei luoghi selvaggi
per purificare i loro cuori e per dedicarsi alla
ricerca di Dio solo. A Gerusalemme abbiamo
preso dimora i un ostello gestito dalle Missionarie Francescane di Maria, appena fuori della Città
vecchia. Le sorelle sono state davvero ospitali nei
nostri confronti. Appena a un isolato di distanza
c’era la Porta di Damasco, attraverso la quale
si entra nel cuore vibrante della Città vecchia,
sulle cui strade anche Gesù e i suoi discepoli
hanno camminato. Siamo rimasti in ammirazione davanti al Muro occidentale, dove i Rabbini
dicono esserci ancora la Presenza di Dio. Qui
giungono persone da ogni parte del mondo, per
pregare il Signore, loro Dio. Abbiamo passeggiato attorno al giardino che circonda la Cupola della
Roccia, centro della fede mussulmana. Sebbene
Gerusalemme sia una città che è stata teatro
di così tante guerre, essa rimane ancora luogo
santo di incontro con Dio, luogo in cui possiamo
trovare Gesù.
Abbiamo potuto visitare anche la Stanza
superiore, il luogo dell’Ultima Cena e abbiamo
avuto il grande privilegio di recitare la Compieta
nella Basilica dell’Agonia, vicino al Getsemani.
Abbiamo pregato presso la roccia sulla quale,
secondo la tradizione, Gesù ha pregato nella
notte prima di morire. I Frati Francescani, molto
gentilmente ci hanno concesso di entrare nel
Getsemani, dove abbiamo potuto toccare gli
alberi, che sembravano sufficientemente vecchi
da poter essere considerati testimoni oculari di
quanto Gesù ha vissuto in quella notte. Vicino
alla Chiesa del Gallicantu, appena fuori dalla
Città Vecchia, si trovano le rovine della casa di
Caifa, il sommo sacerdote che ha interrogato
Gesù. Ci sono una serie di gradini, che risalgono
la collina, datati dagli archeologi al primo secolo
e che quasi certamente sono quelli che anche
Gesù ha salito nel suo percorso verso la Passione.
Abbiamo seguito le sue orme lungo la Via dolorosa fino
alla chiesa del Santo Sepolcro, dove Egli fu crocifisso
e sepolto. Per tutta la vita abbiamo sentito parlare
di queste cose, ma è incredibile trovarsi proprio nel
luogo dove tutto questo è realmente accaduto. Poter
toccare quelle pietre, i Luoghi in cui l’Incarnazione è
avvenuta, è stato certamente un richiamo a quanto
veri siano stati quegli eventi di salvezza.
Ciò che è emerso con maggior forza per noi, è stata
la consapevolezza dell’umanità di Gesù. Non era uno
spirito che si muoveva serenamente nel nostro mondo,
ma era un vero uomo, in carne ed ossa. Forse proprio
per questo motivo i Farisei non poterono credere che
Egli era il Messia, il Figlio di Dio. Si aspettavano di
vedere una presenza potente e vendicativa, mentre
quello che si presentava davanti a loro sembrava
essere una persona del tutto ordinaria, che faceva
discorsi assurdi. Semplicemente era troppo ordinario
per loro. Ma la cosa meravigliosa dell’Incarnazione
è che la salvezza di Dio si trova esattamente nelle
nostre semplici vite umane. Dio non ha voluto trovare
nessuna altra via per rivelare a noi il suo essere
divino, se non attraverso la nostra stessa umanità.
Per questo chiunque può essere portatore di Dio e
della sua grazia.
Il nostro gruppo era come un microcosmo, formato
da rappresentati di più di 20 paesi, tutti uniti dal
desiderio di seguire Gesù Cristo come Carmelitani.
All’inizio del pellegrinaggio p. John Keating ha detto
ai partecipanti: “Speriamo che da questo incontro
possiamo tornare alle nostre comunità portando
con noi un modo differente di vedere e di agire,
grazie alla condivisione del mistero di Gesù Cristo”.
Si è realizzata, questa speranza? Probabilmente sì.
Certamente per chi scrive, sì, perché adesso vedo
più chiaramente l’amore gratuito del nostro Salvatore, veramente Dio, ma anche veramente uomo e la
bellezza di seguire Lui, cercando di purificare il cuore,
pregando nel silenzio e nella solitudine, condividendo
il suo amore con gli altri, nella via del Carmelo.
CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDIO SU
P. LORENZO VAN DEN EERENBEEMT, O.CARM.
Sr. Cecilia Tada, O.Carm.
D
al 29 ottobre al 2 novembre 2012 si è
tenuto a Sassone il Convegno Internazionale di studio su P. Lorenzo van den
Eerenbeemt sul tema “Un dono dello Spirito,
al Carmelo e alla Chiesa”. Il convegno era
promosso dall’Ordine dei Carmelitani, dalle
Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa
di Gesù Bambino e dal Comitato “P. Lorenzo”.
Con il benvenuto della Superiora generale sr
Madalena Tada, un numero considerevole di
suore, di frati e di laici provenienti da diversi
paesi del mondo (Brasile, Canada, Filippine,
Tanzania, Malta, Romania e Italia) ha seguito
con attenzione le conferenze dei relatori che
hanno svolto il tema loro affidato con grande
cura e passione. Questo è stato un dato
determinante e positivo, che durante tutto il
convegno ha creato nei partecipanti sinergia
ed entusiasmo nonostante l’intensa programmazione.
Oltre alla passione con cui i temi sono stati
svolti, l’interazione tra i relatori e i partecipanti è risultata naturale nonostante la profondità
con cui sono stati trattati mettendo in luce le
molteplici sfaccettature della figura poliedrica
di p. Lorenzo fino ad ora poco conosciuta.
È un grande onore per l’Ordine Carmelitano
e per la Congregazione delle Suore di avere
una persona così rilevante per qualità umane,
spirituali e mistiche.
In questo Convegno il Prefetto della
Congregazione di Vita Consacrata e Società
di Vita Apostolica, cardinale João Bras de Aviz
ha potuto offrire il suo validissimo apporto,
soprattutto perché aveva già seguito la difesa
della tesi dottorale di sr. Cecilia Tada su “P.
Lorenzo, Fondatore e Apostolo dell’amore” in qualità
di 2° Censore presso l’Istituto di Teologia della Vita
Consacrata affiliato all’Università Pontificia Lateranense.
Gli altri relatori (don Giorgio Rossi, p. Emanuele Boaga,
p. Giovanni Grosso, p. Cosimo Pagliara, sr. Marianerina
De Simone e sr. M. Cecilia Tada) hanno svelato, ognuno
secondo la propria specifica preparazione e creatività, i
diversi aspetti della biografia, della personalità e della
fisionomia spirituale di p. Lorenzo. Sr. Alice Rodrigues
Costa e p. Emanuele Boaga, mons. Amleto Alfonsi,
p. Nazareno Mauri e Luciano Pranzetti, in due tavole
rotonde hanno offerto altri elementi utili ad approfondirne la conoscenza. Non sono mancate le testimonianze “de visu” di sr. Carmen Bonnici, dell’ing. Enzo Stella
e di mons. Valerio Valeri che, secondo l’espressione
di p. Giovanni nelle conclusioni del convegno, hanno
“gettato fasci di luce su aspetti e momenti particolari di
p. Lorenzo” ed hanno coinvolto così i partecipanti con i
loro ricordi di persone che hanno vissuto con un uomo di
Dio. Ogni argomento ha avuto risonanza con interventi
positivi e con lo stupore di ogni partecipante per avere
scoperto un prezioso tesoro da poter presentare alle
diverse realtà di provenienza.
P. Lorenzo esce da questo Convegno come maestro
della Parola, uomo di grande cultura e preparazione, un
grande umanista che ha saputo camminare sulle orme
del suo Maestro Gesù nel totale e radicale spogliamento di sé, facendosi piccolo, umile e mite e cercando di
vivere la prima beatitudine: “beati i poveri in spirito
perché di essi è il regno dei cieli”.
Le liturgie sono state momenti alti di ogni giorno.
Non è mancata la presenza di S. Ecc. Mons. Gino Reali,
vescovo della Diocesi Suburbicaria di Porto – S. Rufina
che aveva incoraggiato la realizzazione del convegno.
Invece la sua chiusura è stata affidata al Priore Generale
dell’Ordine, P. Fernando Millán Romeral che ha sottolineato la carmelitanità, l’ecclesialità, la missione e la
formazione in p. Lorenzo; p. Fernando inoltre ha sottolineato che l’intera Famiglia Carmelitana è stata coinvolta in questo evento e sarà ancora chiamata a conoscere
e apprezzare la personalità di p. Lorenzo.
CITOC | P. 23
ALACAR
Congresso della
Famiglia Carmelitana
di America Latina
P. Santos Martinez, O.Carm.
D
al 21 al 27 ottobre si è svolto
a San Paolo, in Brasile, il
III Congresso dell’ALACAR
(Associazione
Latinoamericana
dei Carmelitani). 120 Carmelitani
provenienti da tutta l’America Latina:
frati, monache, suore e laici, hanno
partecipato a questo incontro che
ha lo scopo di riflettere e indicare
l’orientamento per il cammino a tutto
il Carmelo (O.Carm. e O.C.D.) del
continente della speranza.
I partecipanti hanno iniziato a
giungere nella città di San Paolo già
nei giorni precedenti il 21. Molti con
la gioia di incontrarsi di nuovo, altri
invece con il timore della prima volta
che partecipavano a un congresso carmelitano, molti altri ancora
con aspettative a fior di pelle: non
erano solo sentimenti momentanei
ma costanti di tanti fratelli e sorelle
giunti da tutta l’America Latina.
L’accoglienza e la vicinanza degli
ospiti ci hanno fatto sentire davvero
in famiglia e soprattutto a casa.
L’ambiente in cui si è svolto il
congresso era la casa di esercizi
spirituali “Santa Fe” dei padri
Gesuiti; nei suoi vasti spazi abbiamo
potuto accostarci alla dimensione
della vita fraterna del nostro Ordine.
Le conferenze, i gruppi di lavoro,
i momenti celebrativi e la liturgia
hanno formato lo schema dell’incontro, che in ogni momento ha cercato
di rafforzare i vincoli di unione e di fraternità tra i partecipanti.
Le conferenze hanno avuto il ruolo fondamentale di introdurci nel
nucleo della riflessione sul tema dell’incontro: “Vita comunitaria
nel Carmelo: dono e segno di gioia e speranza”. I relatori principali
sono stati il Priore Generale, P. Fernando Millán Romeral, O.Carm.,
il quale ha sottolineato a partire dalla Regola, il testo fondamentale per il Carmelo, gli elementi propri esistenti in questa fonte
circa la vita comunitaria e fraterna, e l’ex Preposito Generale dei
Carmelitani Scalzi, P. Felipe Sainz de Baranda, O.C.D., il quale ci
ha introdotto, a partire dall’esperienza della nostra sorella Teresa
di Gesù, ai modelli teresiani di vivere l’esperienza comunitaria e
fraterna.
Altre conferenze
sono
state
offerte
da
Sr.
Marian Ambrosio,
Carmelitana della
Divina Provvidenza e presidente
della
Conferenza dei Religiosi
del Brasile, che
ci ha presentato
la vita comunitaria dal punto di
vista della scelta
in quanto cristiani e carmelitani,
soprattutto dando
valore alla nostra opzione fondamentale di costruire comunità a
immagine della Trinità. Il P. Edênio Vale, S.V.D., ha orientato la
sua presentazione a partire dal campo psicologico e dagli aspetti
antropologici che la vita comunitaria comporta e che sono una
sfida per il mondo attuale. Il P. Fr. Rafael Santamaría, O.C.D., si è
invece rivolto al gruppo dalla prospettiva biblica e della pedagogia
giovannea; il P. Fr. Jorge Marío Naranjo, O.C.D., ha messo in luce
la vita comunitaria come dono di Dio e impegno da parte nostra a
svilupparla con apertura e generosità; infine il P. Fr. Antônio Silvio
da Costa Jr., O.Carm., ci ha rivelato l’importanza del documento di
CITOC | P. 24
Aparecida e delle sue linee di riflessione e di azione
per la Chiesa in America Latina.
I membri della comunità inter-carmelitana
“Fuente de Elías” di Caririaçu, ci hanno esposto
lo sforzo e l’esperienza che stanno facendo; la
fraternità è il vincolo che li tiene uniti e fa sì che
questa esperienza sia innovatrice e un segno per
il Carmelo. La comunità è formata da persone
provenienti da differenti congregazioni carmelitane e da laici del Terz’Ordine, che manifestano
l’impegno e sono un segno dell’inter-congregazionalità carmelitana. Tutti i relatori hanno sviluppato il tema del congresso dalla propria prospettiva
personale e comunitaria.
Durante il congresso si è manifestato in ogni
momento il nostro amore per Maria, la Madre e
Sorella del Carmelo; senz’altro questa esperienza è stata vissuta in
maniera
più
radicale
quando ci siamo messi in
cammino come pellegrini verso l’“Aparecida do
Norte”,
per
venerare
e visitare la casa di
Nostra
Signora
della
Concezione di Aparecida. Recarsi in questo
luogo significa incontrare la religiosità popolare
del popolo latinoamericano. Stare proprio
in questo santuario ci
ha fatto ricordare che in
questo stesso luogo l’episcopato latinoamericano
ha riflettuto e ci ha dato orientamenti per la vita
delle nostre chiese particolari.
Durante la visita ad Aparecida, abbiamo potuto
condividere la mensa della Parola e dell’Eucaristia
presieduta dal nostro fratello nel Carmelo Mons. Fr.
Antônio Muniz Fernandes, O.Carm., Arcivescovo di
Maceió, il quale da buon Carmelitano ha condiviso
con noi questo dono e ha incoraggiato i due rami
del Carmelo a proseguire nella crescita nei vincoli di
comunione e a rendere le nostre comunità sempre
più forti nella scelta di seguire Gesù Cristo. È
stato uno dei momenti più emozionanti di tutto il
congresso.
Al termine del pellegrinaggio, abbiamo condiviso la cena con i confratelli carmelitani di Mogi das
Cruzes, nella città di San Paolo, dove ci hanno
accolto i frati, i postulanti e i fratelli del Terz’Ordine. Il convento di Mogi, fondato nel 1709,
è semplice e bello e ci riporta alla storia e alla
ricchezza del Carmelo Paulista.
Bisogna ringraziare i soci di ALACAR e la
Provincia Carmelitana di Sant’Elia per l’attenzione e l’accoglienza di tutti i partecipanti all’incontro, come pure la segreteria del congresso che ha
raccolto i nostri contributi in un bel messaggio a
tutto il Carmelo latinoamericano. Speriamo che le
decisioni prese d’accordo si realizzino e crescano
in tutte e ciascuna delle regioni e
paesi in cui il Carmelo è presente
in questa parte del mondo.
“Dobbiamo
continuare
a
puntare, stimandoli, sulle nostre
tradizioni, sui nostri incontri e
soprattutto sul nostro carisma
per essere ogni giorno testimoni vivi di Gesù Cristo in mezzo al
mondo, che ci chiede radicalità ma
soprattutto semplicità” sono state
le parole con cui il nostro Priore
Generale, P. Fernando Millán, ci
ha incoraggiato a proseguire il
cammino intrapreso, con speranza
e impegno guardando sempre al futuro.
Il prossimo congresso dell’ALACAR si svolgerà
nel 2015 e sarà organizzato dai membri esecutivi dell’associazione: P. Raúl Maraví, O.Carm. e P.
Marcos Juchem, O.C.D. con i rispettivi collaboratori.
Poniamo nelle mani di Maria e di Elia il camino
del nostro Carmelo latinoamericano e aspettiamo
con speranza la sede e il tema del IV Congresso
dell’ALACAR 2015…
CITOC | P. 25
Prima Chiesa Parrocchiale di S. Sebastião - 1951
60 ANNI DI STORIA
dei Carmelitani in Paraná
P. Tiago Correia O.Carm
L
a storia dei carmelitani in Paraná inizia con la storia
di Ulrico Goevert, della Provincia di Germania
Superiore. Imbarcatosi per il Brasile nel 1936, iniziò
a lavorare con i carmelitani del Nordeste. Dopo 15 anni,
partì per una sua missione, frutto di un progetto della sua
provincia, che si realizzò a Paranavaí.
Nel 1951, chiese una parrocchia
al
vescovo
di
Jacarezinho,
Dom Geraldo Proença Sigaud, SVD,
con l’intento di svolgervi un lavoro
missionario. Venne così inviato
alla parrocchia di San Sebastiano, a Paranavaí. Descriveva la
chiesa matrice come “um edificio di
legno senza tetto e con un piccolo
campanile”. La stessa città non
aveva più di 60 case.
Frei Ulrico si insediò come nuovo
parroco il 29 agosto. Iniziò subito a
lavorare alacremente: gli effetti del
suo grande impegno si potevano già
vedere appena dieci giorni dopo,
quando la chiesa era ormai coperta
P. Ulrico Goervet, O.Carm
dal tetto. Così, frei Ulrico poté
collocare il tabernacolo, impegnandosi solennemente: “Salvatore, fin quando i Carmelitani
staranno qui, questa piccola luce non si spegnerà mai”.
aiutare frei Ulrico nella missione e nelle
occupazioni del convento.
Con l’aumento della partecipazione
ecclesiale, nel 1952, fu necessario costruire
una nuova chiesa matrice. Era un bell’edificio di 45 m per 18 di larghezza, a tre
navate, e con un campanile, tutta in legno;
frei Henrique scolpì gli altari, il
tabernacolo e un grande crocifisso. Il crocifisso viene usato ancor
oggi nel Santuario del Carmine.
Tra le molte difficoltà, c’era la
catechesi dei bambini analfabeti.
Per supplire a questo problema, frei
Ulrico fondò la Scuola Parrocchiale
“Nossa Senhora do Carmo”.
La Provincia di Germania
Superiore inviò in seguito molti
A questo punto comincia la storia non solo di frei Ulrico,
ma dei carmelitani a Paranavaí, e in tutta la regione, poiché
a quel tempo la parrocchia copriva un territorio di 12.000
km². Visto il grande lavoro pastorale, dal Nordeste, nel
1952, venne inviato in suo aiuto frei Estanislau José, per
CITOC | P. 26
altri frati alla missione di Paranavaí: frei
Henrique Wunderlich (1952), frei Boaventura Einberger (1953), frei Burkard Lippert e
frei Alberto Först (1954), frei Bruno Doepgen
(1956), frei Matias Warneke (1958), Rafael
Mainka (1961), frei Joaquim Knoblauch
(1962), frei Jerônimo Brodka (1963), frei
Justino Stampfer (1965), frei Afonso Pflaum
(1966), frei Agostinho Wolf (1968), frei Paulo
Pollmann (1971). Possiamo riconoscerne
alcuni in questa foto del 1970: (foto)
Nel 1953, frei Boaventura fu inviato a
Graciosa, distante 18 km da Paranavaí. Per
curare pastoralmente la comunità, in seguito
divenuta parrocchia di “Nossa Senhora das
Graças”, iniziò anche la costruzione del
seminario “Imaculada Conceição”, su un
terreno donato dalle famiglie di Graciosa.
Questa iniziativa rispondeva alla necessità
di una scuola e insieme alla preoccupazione
vocazionale dei carmelitani.
Il Carmelo del Paranavaí si arricchì del ramo
femminile quando, nel 1955, giunsero dall’Italia quattro Suore Carmelitane Missionarie di
Santa Teresa di Gesù Bambino, venute per
aiutare i frati nelle faccende del convento e
nel lavoro pastorale e d’insegnamento.
La prima pietra della nuova chiesa matrice
de Paranavaí fu posata nel 1960. Una volta
ancora i missionari carmelitani iniziavano una
grande opera. La costruzione infatti sarebbe
stata di “60 m di lunghezza, 24 di larghezza, 9 di altezza all’interno”, una bella chiesa
che nel 1965 poteva già essere consacrata e più tardi sarebbe divenuta l’immagine
rappresentativa della città. La chiesa venne
abbellita con pitture e sculture dell’artista
Bálint Fehérkuty.
Era ancora necessario costruire un nuovo
convento, il quale fu costruito accanto alla chiesa. Fu
progettato, come la chiesa matrice, dagli architetti Kölg
e Szylagi, in forme ampie e pratiche.
Preoccupati per la formazione dei nuovi frati, i
carmelitani avevano già fondato i seminari “Imaculada
Conceição” a Graciosa (1953) e “São João da Cruz”
a Paranavaí (1969). Tuttavia non c’era ancora un
convento che potesse accogliere il noviziato o i giovani
frati studenti di filosofia e teologia. Così, i carmelitani si
racarono a Curitiba nel 1968, dove iniziarono a lavorare
presso la parrocchia di “Nossa Senhora da Conceição”,
costruendo un convento in cui stabilirono il noviziato e
lo studentato.
Negli anni ’80, i carmelitani che erano a Curitiba si
rivolsero ai più poveri, svolgendo diversi lavori come la
formazione biblica e liturgica e l’animazione ecclesiale
nella periferia.
Il Carmelo nato a Paranavaí, nel 1984, estese il proprio
impegno verso un’altra regione pastorale, assumendo
la parrocchia “Senhor Bom Jesus”, a Dourados, nel Mato
Grosso do Sul. Frei Alberto Först, lavorò a Dourados e
nel 1988 fu nominato vescovo di questa diocesi.
La contemplazione che caratterizza l’Ordine carmelitano si mostra chiaramente presente per mezzo
delle monache. Il Carmelo del Paraná nel 1991 poté
contare anche sulla presenza di queste donne dedicate
unicamente alla preghiera, con un gruppo di otto suore
provenienti dal monastero Flos Carmeli di Jaboticabal.
Con l’aiuto dei frati e dei fedeli, fondarono il monastero
Mater Carmeli di Paranavaí.
Nel 1994, i carmelitani estesero il proprio lavoro
pastorale a due nuove comunità. La prima nel Bairro
Novo di Curitiba, che nel 2000 sarebbe diventato la
parrocchia “Profeta Elias”. La seconda fu una missione
nella regione amazzonica nella città di Rolim de Moura,
nel giovane stato di Rondônia, dove iniziarono a servire
quasi un centinaio di comunità rurali. Nello stesso
anno venne iniziato un’opera sociale per il recupero
di persone dipendenti da droghe o alcol, poi divenuta
l’“Associazione Casa del Servo Sofferente”.
Il 20 ottobre 2012, l’Ordine Carmelitano per mezzo
del Priore Generale, p. Fernando Millán Romeral, ha
affidato la responsabilità di questo Carmelo ai frati
brasiliani, istituendo un Commissariato Generale. Se
dunque ora siamo 33 frati, distribuiti nei conventi di
Paranavaí, Graciosa, Curitiba, Rolim de Moura e nelle
parrocchie di Navegantes e Florianópolis, impegnati in
diversi lavori in ambito ecclesiale, sociale ed educativo,
lo dobbiamo al grande vigore missionario di quei primi
frati tedeschi che impiantarono il Carmelo in Paraná.
CITOC | P. 27
DAL CUORE DELL’AFRICA
P. Alfredo Di Cerbo, O.Carm.
del Monte Carmelo, si auspica che Bunju diventi
meta di pellegrinaggi, affinché il popolo cristiano possa crescere nell’amore e nella devozione
verso la Madre Santissima.
Inoltre, il suddetto progetto, prevede affiancare alla dimensione spirituale anche le opere di
misericordia con un dispensario e una scuola,
tanto da formare quasi un villaggio della Vergine
Maria.
Il venerdì 24 agosto, Festa di san Bartolomeo, il Commissariato Generale “Santa Maria la
Bruna” ha avuto la gioia di partecipare all’Ordinazione Presbiterale del caro confratello P.
Dominic Somola. S. Em. Rev.ma il Sig. Card.
Policarpo Pengo che ha presieduto la Celebrazione, ha condiviso con i religiosi carmelitani
questo importante momento di grazia. L’aria di
festa e di gioia era nota, non solo sul volto dei
numerosi fedeli, ma anche su quello dell’Arcivescovo che conoscendo bene i frati carmelitani
ha manifestato la sua partecipazione spirituale e pastorale nella consacrazione del nuovo
Presbitero.
D
a diversi anni il Commissariato Generale “Santa
Maria la Bruna”si è impegnato per un progetto di
fondazione del Carmelo maschile in Tanzania su
proposta delle nostre sorelle, le Carmelitane Missionarie di Santa Teresa di Gesù Bambino, che sono presenti
in quella generosa terra dal 1984.
Dopo un primo momento di incertezza, il progetto
è stato assunto, in seguito alle decisioni degli ultimi
capitoli, dal Commissariato con l’accoglienza a Napoli
di un primo gruppo di giovani tanzaniani allo scopo di
formarli e inviarli successivamente in missione per la
nascita del Carmelo maschile.
Dopo la costruzione del convento
nella località di Bunju, il 30
settembre del 2009 i religiosi: P.
Thomas Mtey, fr. Dominic Somola,
fr. Paul Malewa, fr. Victor Biramata,
fr. Paschal Shirima sono partiti
per l’Africa dando inizio al progetto di
fondazione.
Tale progetto comprende anche la costruzione di un Tempio capace di rispondere alle
esigenze della comunità cattolica.
Con la costruzione di questo nuovo
Tempio dedicato alla Beata Vergine Maria
E’ stato un giorno di festa che ha coinvolto numerosi parenti e amici che hanno visto
arricchire il Carmelo tanzaniano di un novello
Sacerdote.
In questa lieta circostanza, il Cardinale Pengo
ha dato l’annuncio ufficiale che la chiesa di S.
Giuseppe, affidata alla comunità carmelitana di
Bunju, è stata costituita Parrocchia nominando
parroco P. Thomas Mtey. La Chiesa, che custodisce una copia della venerata e prodigiosa Icona
della Madonna Bruna, è stata intitolata alla
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.
La missione Tanzania è da considerarsi il dono
più grande che il Signore ha fatto al Commissariato negli ultimi anni. Infatti questa realtà
permette al nostro Commissariato Generale di aprire gli orizzonti
verso una terra piena di prospettive ecclesiali molto intense
ed offre la possibilità di far
crescere la nostra famiglia
religiosa
in
Chiese
giovani e molto feconde
di vocazioni alla vita
consacrata
e
al sacerdozio
ministeriale.
CITOC | P. 28
RELAZIONE SULL’INCONTRO REGIONALE DEI FORMATORI
P. Albertus Hewanta, O.Carm.
D
iciassette formatori carmelitani della
regione Asia-Australia-Oceania si sono
incontrati presso la Casa Provinciale a
Thrissur, in India, dal 26 ottobre al 4 novembre
2012.
Il 27 ottobre la cerimonia di apertura ha avuto
luogo alle 7,30 con un benvenuto nel tipico stile
del Kerala seguito dalla celebrazione eucaristica presieduta da padre Matthes Nendoor, O.
Carm., Priore Provinciale della Provincia di San
Tommaso. Nel corso della sessione inaugurale,
padre Shaji Kuzhinjalil, O.Carm, organizzatore
dell’incontro, ha salutato calorosamente tutti
i presenti. Quindi il Priore Provinciale ha dato
inizio ai lavori sottolineando il momento con
l’accensione di una lampada.
Tre sono stati i tempi importanti presentati
da tre eccellenti oratori. Il 27 e il 28 ottobre, p.
Stanislaus Swammikannu, SDB, (direttore del
Collegio Arte e Scienza in Vellore distretto di
Tamil Nadu), ha parlato della Formazione per
formatori illustrando sia le principali sfide per
la vita religiosa, che le future prospettive. Ha
anche presentato un progetto per un programma di formazione in Asia e per l’accompagnamento nel processo di formazione.
Padre John Keating, O. Carm. (Consigliere Generale per l’Europa e presidente della
Commissione Internazionale per la Formazione), ha parlato della formazione carmelitana
basandosi sulla RIVC. Si è soffermato sull’identikit della formazione carmelitana, sugli agenti
della stessa e sulle sue varie fasi. Ha anche
parlato del lavoro della Commissione Internazionale per la Formazione, illustrando i nuovi
elementi della RIVC.
Infine, padre Leopold Glueckert, O.Carm
(storico carmelitano della Provincia PCM) ha
tenuto una conferenza sulla storia carmelitana. Per sommi capi ha delineato le tappe del
Carmelo, dal 1100 al 2000. Ha definito il 1100 come
ancora un mistero, il 1200 l’esplosione, il 1300 la
decadenza, il 1400 lenta ripresa, il 1500 la riforma, il
1600 contraccolpo, il 1700 la stagnazione, il 1800 vicini
alla morte, il 1900 la ricostruzione e, infine, il 2000 la
trasformazione.
A causa di alcuni problemi con i visti, i formatori
carmelitani filippini non hanno potuto prendere parte
all’incontro. Tuttavia è stata presentata una relazione di padre Noel Rosas all’Incontro internazionale dei
Formatori di Camocim, Brasile, del 2010.
I partecipanti hanno costituito un Comitato per la
Formazione, il cui compito principale è quello di organizzare la collaborazione regionale per la formazione, come,
per esempio, il prossimo incontro regionale dei formatori e il prossimo raduno regionale dei frati carmelitani
studenti. Hanno anche stabilito di proporre ai superiori
regionali una preparazione comune a livello regionale
per la professione solenne dei carmelitani.
I partecipanti all’incontro hanno particolarmente
apprezzato l’ospitalità dei carmelitani della provincia
di San Tommaso. Hanno visitato la comunità di Santa
Teresa di Carmelaram e la delegazione di Sant’Alberto in
Parur e alcune comunità della provincia di San Tommaso
come Carmel Nivas (Seminario Minore), la biblioteca
carmelitana a Kottamangalam e la casa Carmel Bhavan
Retreat House a Karukutty.
L’incontro si è concluso con una celebrazione eucaristica presieduta da padre Albertus Herwanta, O.Carm
(Consigliere Generale per l’Asia-Australia-Oceania) a cui
ha fatto seguito una serata a sfondo culturale in cui tutti
i rappresentanti hanno condiviso le proprie peculiarità.
Tutti i partecipanti sono stati ben lieti di questo
incontro e sono stati molti grati al Priore Provinciale della Provincia di San Tommaso e al suo Consiglio.
Un caloroso ringraziamento va a Padre Shaji Kuzhinjalil, organizzatore dell’evento, e al suo team. L’intenso
lavoro dei Carmelitani della Provincia di San Tommaso
sta ottenendo ottimi e fruttuosi risultati. Sincera gratitudine va anche ai facilitatori.
CITOC | P. 29
Noviziato Carmelitano Internazionale
a Salamanca (Spagna)
P. Desiderio García Martínez, O.Carm.
“Salamanca fa crescere la voglia di ritornarci a
tutti coloro che hanno goduto il piacere di viverci”.
Così descriveva Miguel de Cervantes, autore del Don
Chisciotte, l’affascinante attrazione che questa città di
“pietra d’oro” risveglia in coloro che ci hanno vissuto.
Le mura di Salamanca hanno accolto Teresa di Gesù,
fray Luis de León, Francisco de Vitoria, Cristoforo Colombo, Miguel de Unamuno... Infatti, anche i
Carmelitani si sono stabiliti qui, intorno all’anno 1480.
Salamanca, non senza ragione, si è sempre vantata
di essere una città ospitale e internazionale. Prova di
ciò è che il 30 settembre 2012, Davidson, Geissler e
Alexander, tre giovani della Repubblica Dominicana e
mediterranea (le attuali regioni Iberica e
Italia-Malta). Questo progetto sarà aperto
anche alle realtà del Nord Europa che
volessero aderire all’iniziativa. Si è insistito
sul fatto che sia l’equipe della formazione,
come l’ambiente della comunità del noviziato, fosse internazionale. I padri Desiderio
García Martínez (Arag.), maestro dei novizi,
e Matías Tejerina Espeso (Cast.), priore
ed economo della casa, sono l’equipe di
formazione.
La
Commissione
Internazionale
di
Formazione dell’Ordine si è incontrata dal
4 al 7 giugno 2012, proprio a Salamanca, a guidare questo progetto. Si sono
scambiate opinioni, si è fatto un giro nei
locali del monastero, offrendo idee alla
provincia ospitante (Provincia di Castiglia),
per distribuire al meglio lo spazio e creare
un ambiente accogliente, contemplativo,
e al tempo stesso moderno e pratico, nel
noviziato. Sono stati illustrati e si è discusso
anche degli obiettivi della nuova comunità:
Stabilire un noviziato internazionale. La
prima missione del Convento di S. Andrew è
che sia un noviziato internazionale. secondo
le Costituzioni e la RIVC.
P. Desiderio Martinez, tre novizi e P. Matías Tejerina Espeso
di Haiti, appartenenti alla Provincia Arago-Valentina
hanno iniziato il noviziato nel convento storico di S.
Andrés (Salamanca), dove ha vissuto e studiato San
Giovanni della Croce (1562-1567). Le pietre di questo
luogo non sono mute, parlano di spiritualità, tradizione
e storia carmelitana.
I superiori maggiori dell’antica Europa mediterranea
interessati a offrire una formazione iniziale carmelitana di qualità, e cercando di evitare l’improvvisazione ripetuta della ricerca di un posto dove inviare “il
novizio di turno”, hanno sollecitato, nel 2005, e poi
hanno insistito, nel 2007, che si trovasse una risoluzione in merito. Infine, nel corso della loro riunione nel
2012 è stato raggiunto l’accordo di istituire un noviziato internazionale a Salamanca per tutta l’Europa
Elaborare un programma permanente.
L’equipe di formazione, oltre a occuparsi
del noviziato internazionale, redigerà un
programma di formazione permanente, che
sarà non solo un progetto locale e provinciale, ma avrà una dimensione internazionale (preparazione alla professione solenne,
ritiri personalizzati e di gruppo, corsi di
formazione permanente, anno sabbatico,
corsi di preghiera e di lectio divina, gruppi
di giovani, pellegrinaggi itineranti a luoghi
sangiovannisti e teresiani, etc.)
Con gioia, speranza e voglia di offrire il
meglio per l’Ordine del Carmelo, questo
progetto è iniziato. Invitiamo S. Giovanni
della Croce, fratello ed abitante di questa
casa di insegnarci a salire fino alla cima del
Carmelo e, lì a sperimentare l’unione con
Dio nell’amore.
CITOC | P. 30
Notizie
X Incontro dell’Associazione dei Bibliotecari
Carmelitani a Praga.
L’Associazione dei Bibliotecari Carmelitani si è
incontrata dal 24 al 27 luglio a Praga, nella Repubblica Ceca. Erano presenti 22 partecipanti, inclusi due
membri del Consiglio Generale, P. Josef Jancar
(Procuratore Generale) e P. Désiré Unen Alimange
(Consigliere Generale per l’Africa). L’incontro è stato
facilitato grazie alla generosità del Delegato Generale
di Boemia e Moravia, P. Gorazd Pavel Cetkovsky.
Nelle dieci sessioni di lavoro sono stati trattati
diversi punti concernenti le biblioteche carmelitane sparse nel mondo. Particolare attenzione è stata
data alla conoscenza delle nuove e future tecnologie che riguardano la scienza libraria. L’Associazione,
poi, è coinvolta nella formazione dei giovani candidati
bibliotecari sostenendo le nuove biblioteche delle zone
emergenti dell’Ordine. A questo scopo essa si propone
di andare incontro alla richiesta di libri e sta preparando un tipo di Manuale per quei bibliotecari dell’Ordine che sono nuovi e non professionisti. Molte delle
nostre biblioteche hanno ora on-line i propri cataloghi
e sono in grado di offrire, a coloro che lo richiedono, un
servizio di digitalizzazione di libri rari o di manoscritti.
Tra una sessione e l’altra c’è stata l’opportunità di
visitare, sotto la guida erudita di P. Gorazd, alcune
antiche chiese che furono un tempo dei carmelitani e
la famosa Biblioteca Strahov dei premostratensi.
Dal momento che l’Associazione si incontra ogni
18 mesi, è stato deciso che il prossimo incontrò avrà
luogo dal 6 (arrivo) all’11 (partenza) gennaio 2014 a
Nairobi, in Kenya.
Continuano a crescere le iniziative carmelitane per i giovani
La preparazione dell’incontro dei giovani carmelitani
durante la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) a
Rio de Janeiro in Brasile, nel luglio 2013 è già a buon
punto. P. Raúl Maraví, O.Carm., Consigliere Generale
per le Americhe, sta lavorando insieme a un comitato
della Provincia di Rio e presto saranno comunicati i dettagli dell’evento. L’icona della “Madonna della
Speranza”, che era stata al centro della Giornata
Carmelitana di Madrid nel 2011, sta facendo il giro
delle comunità brasiliane per giungere alla fine alla
GMG di Rio. Nell’America del Nord un altro comitato sta
organizzando un “Pellegrinaggio della Speranza” per i
giovani carmelitani del Canada e degli Stati Uniti.
Il Comitato per la gioventù europea, creato dal
Consiglio Generale e guidato da P. John Keating,
O.Carm., Consigliere per l’Europa, prosegue gli
incontri per elaborare un’iniziativa per la gioventù
carmelitana del continente europeo. Un progetto,
approvato quest’anno dal Consiglio Generale, è
stato inviato a tutti i Provinciali, Commissari e
Delegati Generali europei. Dal 27 settembre al 1
ottobre il comitato si è incontrato a Taizé in Francia,
per precisare i dettagli del programma che sarà
offerto ai responsabili della gioventù carmelitana
e ai giovani partecipanti. Durante i giorni trascorsi
a Taizé il comitato è stato aiutato da Fratel Emile,
già assistente di Fratel Roger Schutz, fondatore
della comunità di Taizé.
Nomina di Capo Ufficio nell’Ufficio
Editoriale della Libreria Editrice Vaticana
Il 24 novembre 2012 il Santo Padre Benedetto
XVI ha nominato Capo Ufficio nell’Ufficio Editoriale della Libreria Editrice Vaticana il P.Edmondo
Caruana, O. Carm. (Provincia di Malta) Officiale
della medesima Libreria. P. Edmondo è membro
della comunità del Centro Internazionale S. Alberto
(CISA) a Roma. Tanti auguri a P. Edmondo!
Beatificazione di due gruppi di Carmelitani Martiri del XX secolo in Spagna
L’assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola del mese di novembre 2012 ha fissato
la data e il luogo della beatificazione del prossimo
gruppo dei Martiri del secolo XX in Spagna. Si
terrà al termine dell’anno della fede, il 27 ottobre
2013 a Tarragona, in Spagna. Tra di loro ci sono
P. Carmelo Mª Moyano Linares, O. Carm. e nove
compagni della Provincia Betica e P. Alberto Marco
Alemán, O. Carm. e otto compagni della Provincia
di Castiglia.
La dichiarazione della Conferenza Episcopale
Spagnola dice che l’ufficio per le cause dei santi si
metterà in contatto con i responsabili delle varie
cause e ha invitato ad una preparazione spirituale
al livello di provincia, ordine o diocesi attraverso la catechesi ai giovani, gruppi ecc., affinché
“la testimonianza e l’intercessione di tutti questi
martiri contribuiscano molto alla crescita e al
rafforzamento della gioia e della fede di tutto il
Popolo di Dio.”
CITOC | P. 31
Mount Carmel
Spiritual Centre
Un’oasi dove ci si può rinnovare, rinfrescare e riempire
Il
“Mount
Carmel
Spiritual
Centre” di Niagara Falls, in Canada,
è situato presso le famose Cascate
del Niagara su un terreno di dodici
ettari di bosco, spazi aperti e
giardino.
È un centro per congressi e
incontri adatto per gruppi ecumenici, seminari e conferenze.
È un centro per esercizi spirituali, che offre programmi di ritiro
durante tutto l’anno, aperto a tutti
anche se di religione diversa. E’
possibile tenervi corsi di esercizi e
ritiri autogestiti ed essere guidati
per esercizi individuali. È anche
possibile richiedere su appuntamento incontri di direzione spirituale per singoli.
Viene offerto un corso di formazione biennale per direttori spirituali.
7021 Stanley Avenue
Niagara Falls, ON, Canada
+1-905-356-4113
www.carmelniagara.com
Scarica

leggere in formato PDF