ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
Tel 0422 330645 - 0422 938584 - CF 80011500263
www.icpreganziol.gov.it
[email protected] - [email protected]
Consiglio di Istituto 8.1.2015 Delibera N° 15
ORARI SCOLASTICI VALIDI
PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/16
INDICE
n°
1
2
3
4
5
6
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8
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11
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13
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15
16
17
18
capitolo
pagina
Premessa
Dati identificativi dell’istituto
Scuole, sezioni, classi, alunni
Personale, servizi amministrativi e orari uffici
Contesto socio – economico e culturale
Servizi non curricolari della scuola
Finalità educative culturali e formative dell’istituto
Linee di sviluppo
Funzioni strumentali
Autovalutazione d’istituto
Rapporti con il territorio
Macro-aree di progetto
Finalità del Piano dell’offerta formativa
Scuola dell’infanzia
 I campi di esperienza
 Tempo scuola e orario della giornata nella scuola dell’infanzia
 Finalità della scuola dell’infanzia
 Profilo delle competenze al termine della scuola dell’infanzia
 Documentazione
Scuola primaria
 Le aree disciplinari
 Tempo scuola e orario delle lezioni
 Compiti per casa
 Finalità della scuola primaria
 Profilo dell’alunno in uscita
Scuola secondaria di 1° grado
 Le discipline
 Tempo scuola e orario delle lezioni
 Finalità della scuola secondaria di 1° grado
 Profilo dell’alunno in uscita
Valutazione degli alunni
 La valutazione nella scuola dell’infanzia
 La valutazione nella scuola primaria e secondaria di 1° grado
 La valutazione del comportamento nella scuola primaria
 La valutazione del comportamento nella scuola secondaria di 1° grado
 La validità dell’anno scolastico
 La certificazione delle competenze
Accoglienza e integrazione
Criteri formazione sezioni infanzia e classi primaria e secondaria di 1° grado
Rapporti scuola e famiglia
Organismi della scuola
Allegati
Certificato delle competenze di classe 5^ scuola primaria
Certificato delle competenze di classe 3^ scuola secondaria 1° grado
Consiglio orientativo di classe 3^ scuola secondaria 1° grado
Patto educativo di corresponsabilità
Piano annuale dell’inclusione
Protocollo accoglienza dell’alunno straniero
Regolamento disciplinare
Regolamento d’istituto
Scheda informativa di raccordo PS dell’alunno
Schede di raccordo IP, PS e SS dell’alunno straniero
2
3
4
4
4
5
6
7
8
9
19
19
20
27
28
31
34
36
43
45
47
48
49
49
51
53
54
61
68
83
86
96
99
PREMESSA
Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) è il piano che il Collegio docenti e il Consiglio
d’Istituto dell’I. C. di Preganziol in piena autonomia assumono come documento
fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale ed esplicita la progettazione
curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa.
Il POF rappresenta il punto di incontro di un sistema complesso di relazioni, finalità,
vincoli e mette in rapporto le variabili che caratterizzano il sistema scuola, le finalità, gli
obiettivi generali e specifici di apprendimento, il curricolo orario, la realtà del contesto
territoriale, le caratteristiche dell’utenza, i genitori e loro aspettative nei confronti
dell’educazione dei figli, gli organici della scuola, la professionalità e gli operatori, le
attrezzature, le risorse finanziarie e i vincoli contrattuali, i rapporti con il Comune e gli Enti
locali del territorio. Questi parametri misurano le scelte e le decisioni della scuola di
Preganziol.
Nel POF tutte le componenti che partecipano alla vita della scuola devono trovare le
naturali modalità con cui s’intendono tradurre in pratica le Indicazioni nazionali e allo stesso
tempo coniugare gli interessi specifici legati al nostro territorio. I contenuti di questo
documento programmatico sono dati dall’insieme delle attività e dei progetti mediante i quali
l’IC di Preganziol anno dopo anno assolve la sua missione nel campo dell’educazione e
dell’istruzione e della formazione, nel confronto quotidiano con il mondo reale per lo sviluppo
organico della persona.
Il POF dell’anno 2013/2014 intende integrare e soddisfare le esigenze del contesto
ambientale e le legittime attese delle famiglie, rispettando nel contempo e valorizzando le
caratteristiche di tutti gli alunni indistintamente.
Il POF vuol contribuire a facilitare la scelta della famiglia, dei bambini e dei ragazzi al
momento dell’iscrizione alla scuola e sviluppare in tutte le componenti scolastiche sentimenti
di “identificazione” e “appartenenza” che devono incrementare positivamente il rapporto con
la complessità della realtà scolastica dove il raggiungimento del “successo” formativo esige
spesso il superamento di ansie e frustrazioni e aiuta a formare un clima interno rassicurante
che può aiutare a gestire efficacemente l’intero sistema.
Noi operatori della scuola di Preganziol lavoriamo assieme per un’identità culturale e
progettuale condivisa. Con l’acquisizione della didattica del “progetto” pensiamo ad una
delle fondamentali caratteristiche dell’autonomia: “Il lavorare per progetti”. Il progetto è
un’azione unitaria interamante articolata per fasi. I progetti conferiscono alla scuola una
determinata identità che è proiettata ad affermare ed esaltare la comunità locale, nazionale,
della civiltà europea e mondiale. Il senso che vogliamo darci con queste linee
programmatiche è allora quello di riconoscerci nella dimensione culturale e valoriale tracciata
in questi anni.
Il POF dell’I.C. assume la valenza culturale e pedagogica di una comunità educante
che vede la famiglia centro delle scelte educative, partecipe e che inevitabilmente incide
nell’articolazione organizzativa del servizio scolastico ed incide profondamente sulla qualità
educativa. I processi di educazione – apprendimento si sviluppano all'interno del sistema
scolastico coerentemente in un processo continuo di cambiamento che dura 11 anni e
vengono contestualizzati nel quadro della cooperazione tra le varie componenti.
3
1. DATI IDENTIFICATIVI DELL’ISTITUTO
Codice meccanografico dell'istituto
TVIC81300T
Ordine di scuola
Via
CAP e città
Provincia
Istituto Comprensivo
A. Manzoni 4
31022 Preganziol
Treviso
Telefono
0422 330645 / 0422 938584
Fax
0422 331220
Posta elettronica
Posta elettronica certificata
Sito
[email protected]
[email protected]
www.icpreganziol.gov.it
2. SCUOLE, SEZIONI, CLASSI, ALUNNI
grado di scuola
nome
località
telefono: 0422 fax: 0422
Arcobaleno 1
Arcobaleno 2
Giovanni XXIII
primaria
Vittorino da Feltre
Giovanni Comisso
Carlo Tegon
Raimondo Franchetti
secondaria di 1° grado Ugo Foscolo
Frescada
Preganziol
Preganziol
Frescada est
Frescada ovest
Sambughè
Santrovaso
Preganziol
380911
633671
331472
380444
380577
93327
382410
330645
grado di scuola
località
sezioni o classi alunne/i
dell’infanzia
nome
dell’infanzia
Arcobaleno 1
Arcobaleno 2
Giovanni XXIII
primaria
Vittorino da Feltre
Giovanni Comisso
Carlo Tegon
Raimondo Franchetti
secondaria di 1° grado Ugo Foscolo
Frescada
Preganziol
Preganziol
Frescada est
Frescada ovest
Sambughè
Santrovaso
Preganziol
Totali
380911
633671
633151
380444
380577
93327
382410
331220
6
3
18
5
5
5
4
18
64
137
64
380
96
98
101
75
398
1349
3. PERSONALE, SERVIZI AMMINISTRATIVI E ORARI UFFICI
Dirigenza
scuola
nome
località
ruolo
Istituto comprensivo segreteria Preganziol Dirigente scolastico: 1
Istituto comprensivo segreteria Preganziol Docente collaboratore del Dirigente scolastico: 1
Docenti
grado di scuola
nome
località
dell’infanzia
Arcobaleno 1
Arcobaleno 2
Giovanni XXIII
primaria
Vittorino da Feltre
Giovanni Comisso
Carlo Tegon
Raimondo Franchetti
secondaria di 1° grado Ugo Foscolo
4
docenti
Frescada
13 1 sostegno + spezzone
Preganziol
6 2 sostegno + spezzone
Preganziol
35 1 sostegno + 2 spezzoni
Frescada est
8 1 sostegno + spezzone
Frescada ovest 7 1 sostegno + 2 spezzoni
Sambughè
7 1 spezzone
Santrovaso
7 /
Preganziol
35 4 sostegno
Inoltre, il personale ATA assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali e operative
connesse all’attività e al buon funzionamento della scuola, in un rapporto di collaborazione
con il Dirigente scolastico e con il personale docente.
I servizi generali amministrativo-contabili e il lavoro del personale ATA sono organizzati dal
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, che svolge funzioni di coordinamento,
promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti secondo le direttive ricevute dal
Dirigente scolastico.
Le procedure dei servizi sono organizzate in modo da garantire: semplificazione e celerità,
trasparenza, informatizzazione dei servizi di segreteria e flessibilità degli orari degli uffici a
contatto con il pubblico.
A.T.A.
scuola
nome
località
ruolo
Istituto comprensivo
Istituto comprensivo
dell’infanzia
segreteria
segreteria
Arcobaleno 1
Arcobaleno 2
Giovanni XXIII
Vittorino da Feltre
Giovanni Comisso
Preganziol
Preganziol
Frescada
Preganziol
Preganziol
Frescada est
Frescada
ovest
Sambughè
Santrovaso
Direttore servizi generali e amministrativi:1
assistenti amministrativi 7
collaboratori scolastici 4
collaboratori scolastici 2
collaboratori scolastici 5
collaboratori scolastici 2
collaboratori scolastici 2 + spezzone
Preganziol
collaboratori scolastici 4 + spezzone
primaria
secondaria di 1°
grado
Carlo Tegon
Raimondo
Franchetti
Ugo Foscolo
collaboratori scolastici 1 + spezzone
collaboratori scolastici 1+ spezzone
Orario di ricevimento al pubblico degli uffici
Ufficio personale docente – Ufficio contabilità – Ufficio protocollo
Dal lunedì al venerdì 13.00 – 14.00
martedì e giovedì
14.45 – 16.45
Ufficio didattica / alunni
Dal lunedì al venerdì 7.45 – 8.30 e 13.00 -14.00
martedì e giovedì
14.45 – 16.45
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
Dal lunedì al venerdì 8.00-13.00 (previo preavviso telefonico anche per lo stesso giorno)
Dirigente scolastico e collaboratore del Dirigente scolastico
per appuntamento da fissare con la segreteria telefonando nei seguenti orari:
tutti i giorni dalle 8.00 alle 9.00, dalle 12.00 alle 13.00 e il martedì dalle 15.00 alle 16.00
4. IL CONTESTO SOCIO – ECONOMICO E CULTURALE
Preganziol è un centro di circa 17.000 abitanti che si sviluppa intorno al Terraglio: lo storico
asse stradale che unisce Mestre a Treviso; localizzato in una posizione quasi intermedia tra i
due centri, è divenuto area di intenso sviluppo economico ed edilizio, nonché di significativa
immigrazione.
Vi sono due componenti del flusso migratorio:
- famiglie provenienti dai centri urbani di Mestre e Treviso che rendono l’area sempre più
assimilabile alla periferia delle due città;
- lavoratori e famiglie provenienti da Paesi esterni all'area comunitaria.
I due tipi di immigrazione contribuiscono in modo diverso a modificare le caratteristiche della
popolazione del paese che, nel corso di pochi decenni, da centro rurale si è trasformato in
centro commerciale e neo/industriale: dalle città vicine giunge una popolazione giovane che
si caratterizza per un livello socio/culturale medio; dai Paesi extracomunitari vi è un
importante flusso in entrata di popolazione che richiede specifici interventi di accoglienza,
mediazione culturale e linguistica.
Se a questo si aggiungono le profonde trasformazioni economiche che interessano l’area di
Preganziol e tutta la provincia di Treviso, ne risulta un contesto molto dinamico e in via di
forte mutamento, che rende complesso il raggiungimento di un sistema di valori condiviso.
5
5. SERVIZI NON CURRICOLARI DELLA SCUOLA
Entrata alunni
Nei plessi di scuola dell’infanzia Arcobaleno 1 di Frescada, di scuola primaria di Preganziol
capoluogo e Frescada Ovest funziona l’ingresso anticipato a pagamento.
In tutti i plessi della scuola primaria funziona il servizio Pedibus gratuito: gli alunni sono
guidati da adulti accompagnatori volontari, che raggruppano i bambini nei punti di ritrovo e li
accompagnano a scuola.
Nei plessi di scuola primaria di Preganziol capoluogo, Sambughè e Santrovaso nonchè di
secondaria di 1° grado di Preganziol, è attivo il servizio di trasporto scolastico a pagamento.
Tempo Integrato
Nei plessi di scuola primaria di Frescada Ovest e Sambughè è attivo il Tempo Integrato,
facoltativo e gestito da una cooperativa esterna a pagamento. Offre attività di studio assistito
e laboratoriali nei pomeriggi non curricolari. È attivo in questi plessi stante la richiesta delle
famiglie. Non può essere attivato nella scuola primaria di Preganziol capoluogo perché in
questa sono presenti, con autorizzazione del Ministero, sezioni a tempo pieno (40 ore).
Servizio mensa
In ogni plesso funziona il servizio di refezione gestito dal Comune e sottoposto alla vigilanza
della Commissione mensa dei genitori, che è eletta annualmente.
La Commissione controlla:
- la qualità e la quantità dei cibi forniti,
- le operazioni di distribuzione dei pasti,
- la pulizia e l’igiene dei locali scolastici,
- eventuali carenze delle strutture e dei materiali.
La ditta fornitrice dei pasti è LA SERENISSIMA.
Biblioteca scolastica
Nella scuola dell’infanzia sviluppare la motivazione alla lettura costituisce un’operazione
complessa che non può esaurirsi unicamente in ambito scolastico, ma può risultare efficace
se si avvia un processo analogo e contemporaneo all’interno dell’ambito familiare. Per questo
motivo viene offerta ai bambini l’opportunità del prestito settimanale del libro.
Le finalità del prestito sono:
- avviare il bambino ad uso corretto dei libri, anche in ambito diverso da quello scolastico;
- far sperimentare come funziona una biblioteca;
- sollecitare i genitori e coinvolgerli ad utilizzare i libri nelle relazioni con i bambini;
- stimolare l’autonomia del bambino nella scelta del libro;
Nella scuola dell’infanzia esiste anche il prestito di libri per i genitori su argomenti
pedagogico-educativi.
In ciascun plesso della scuola primaria è presente la biblioteca scolastica e gli alunni delle
varie classi possono prendere in prestito i libri secondo un calendario concordato. Il libro
preso in prestito, viene registrato e va riconsegnato con scadenza settimanale o quindicinale.
Poiché si ritiene che la lettura sia un momento formativo importante per il bambino, si chiede
la collaborazione delle famiglie al fine di rendere davvero motivanti ed arricchenti sia i primi
approcci al testo scritto (classi prime) sia le successive fasi in cui l’alunno diventa più
competente. E’ importante che i genitori aiutino il proprio figlio ad aver cura del materiale
preso in prestito dalla scuola e a rispettare i tempi di consegna stabiliti.
In ogni plesso un’insegnante coordina le attività relative alla biblioteca. Nella scuola primaria
di Preganziol capoluogo è gestita in collaborazione con il comitato genitori.
La scuola secondaria di 1° grado usufruisce della biblioteca comunale, dedicando momenti
specifici di frequenza durante le ore di lezione con accesso al prestito anche per sviluppare
tematiche varie, di interesse disciplinare e personale.
English camp estivo
Dalla classe terza di scuola primaria alla terza di secondaria di 1° grado è organizzato un
English camp estivo l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Il progetto d’istituto
oramai decennale è gestito da The English Experience di Norwich come attività a pagamento
con adesione facoltativa.
Potenzia le abilità linguistiche in inglese con lezioni proposte da insegnanti madrelingua e con
attività varie (sportive, manuali e ricreative) guidate da esperti leader, incoraggiando a
dialogare in modo spontaneo nonché migliorando anche la propria autostima. Gli insegnanti
6
inglesi vengono ospitati presso alcune famiglie. Al termine del camp viene organizzato un
breve spettacolo per i genitori.
Vacanze-studio all’estero
Per la scuola secondaria di 1° grado sono organizzate
- una vacanza studio nel Regno Unito a pagamento, in estate, di circa due settimane e in
famiglia e con docente accompagnatore esterno all’I.C.
- una vacanza studio in Spagna a pagamento, durante l’anno scolastico (aprile-maggio
2015), di alcuni giorni, in famiglia e con docenti accompagnatori dell’I.C.
Centro sportivo scolastico
Nella scuola secondaria di 1° grado è organizzato un centro sportivo scolastico (C.S.S.)
pomeridiano in orario extra-scolastico finanziato da fondi ministeriali vincolati.
6. FINALITA’ EDUCATIVE CULTURALI E FORMATIVE DELL’ISTITUTO
MOTIVAZIONI IN
BISOGNI EDUCATIVI
RAPPORTO
AL CONTESTO
TERRITORIALE
Attenzione alla salute L'intento generale dell'Istituto è:
e al benessere
 Proporsi come luogo, in cui le persone siano incoraggiate a sviluppare al
personale
massimo le loro potenzialità individuali in un clima di benessere e
come condizione
cooperazione.
della vita collettiva
 Promuovere l’attenzione alla salute e alla cura della persona (progetti
proposti dall’ULSS N° 9 di Treviso; servizio Spazio-Ascolto promosso
dalla cooperativa Il Sestante; progetto “Sport IPS” )
Richiesta di
L'intento generale dell'Istituto è:
formazione
 Predisporre le condizioni ottimali per l’acquisizione degli strumenti culturali
e forte accelerazione
propri delle diverse discipline previste nelle Indicazioni Nazionali
delle conoscenze
 Educare all’uso dei diversi codici comunicativi della lingua, della
matematica, delle arti espressive, in molteplici contesti di esperienza
 Garantire l’acquisizione delle abilità di base della lettura, della scrittura,
del calcolo in modo adeguato per affrontare i successivi percorsi scolastici
 Promuovere la capacità di rielaborare conoscenze e informazioni
 Promuovere la capacità di riflettere sul proprio percorso di apprendimento
(“imparare a imparare”)
 Avviare gli alunni alla conoscenza delle nuove tecnologie dell’informazione
e dei linguaggi multimediali (il blog della scuola)
Richiesta di
L'intento generale dell'Istituto è:
consapevolezza
 Promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi
dell’importanza dei
sanciti dalla Costituzione (educazione alla cittadinanza e costituzione)
valori
 Promuovere i valori etici fondamentali, quali il pluralismo, la
democratici in una
multiculturalità, la tolleranza, la convivenza pacifica e serena,
società complessa e
l’accettazione dell’altro da sé, la responsabilità verso se stessi e verso gli
multiculturale
altri
 Educare alla capacità di dialogare, ascoltare, rispettare i punti di vista e le
opinioni degli altri, promuovere i propri.
 Promuove la realizzazione del Patto Educativo di Corresponsabilità nelle
classi dei tre ordini di scuola, considerandola una buona prassi per la
crescita educativo-sociale degli allievi.
7. LINEE DI SVILUPPO
L’impegno della scuola per il successo formativo si concretizza attraverso:
- la progettualità didattica ed educativa
- la flessibilità dell’organizzazione didattica
- ricerca, sperimentazione e aggiornamento degli insegnanti
- le funzioni strumentali al progetto d’Istituto
- L’autovalutazione
7
- I rapporti con il territorio
La progettualità didattica ed educativa
La progettualità didattica ed educativa della scuola si fonda sulla stretta interrelazione tra:
efficacia dell’insegnamento e successo formativo, intesa come capacità di promuovere
negli alunni lo sviluppo delle potenzialità personali.
Nello specifico, tre sono le variabili ritenute essenziali per una didattica efficace:
- la qualità delle relazioni interpersonali all’interno del gruppo classe
- l’individuazione di metodologie adeguate
- la personalizzazione degli interventi
I curricoli disciplinari
L’azione educativa e didattica si esplica soprattutto attraverso la programmazione collegiale,
declinata nelle singole progettazioni disciplinari, dove gli insegnamenti sono coordinati,
integrati ed arricchiti.
I dipartimenti disciplinari elaborano i piani di lavoro basandosi sulle Indicazioni ministeriali, in
armonia con le linee progettuali di classe e nel rispetto delle finalità individuate nel presente
Piano dell’Offerta Formativa.
I gruppi disciplinari delle scuole primaria e secondaria di primo grado sono impegnati nella
definizione dei livelli di competenza e dei gradi (basilare, intermedio, consolidato, avanzato,
eccellente) con cui l’alunno padroneggia conoscenze, abilità ed esercita autonomia e
responsabilità, riferiti all’articolazione delle 8 competenze chiave europee.
La flessibilità dell’organizzazione didattica
La flessibilità è la condizione fondamentale per la realizzazione effettiva delle scelte
didattiche progettate dalla scuola: essa riguarda sia l’orario degli insegnanti, sia le modalità
di attivazione del curricolo.
Nel nostro Istituto Comprensivo la flessibilità si attua anche attraverso l’apertura delle classi,
programmata dai docenti in alcuni momenti dell’anno scolastico.
Ricerca, sperimentazione ed aggiornamento degli insegnanti
Ricerca e sperimentazione
La scuola è impegnata nella ricerca per l’identificazione precoce dei disturbi specifici di
apprendimento e dei disturbi del comportamento:
1. rileva eventuali comportamenti – problema, tramite osservazioni occasionali e
sistematiche, centrate sulle modalità di relazione degli alunni con i coetanei;
2. utilizza prove di lettura strutturate per effettuare una prima indagine su correttezza,
rapidità e comprensione;
3. utilizza le prove I.n.val.si degli anni precedenti e simili per valutare le competenze
linguistiche e logico-matematiche;
4. richiede alle famiglie la disponibilità ad un accertamento presso l’USL del territorio per i
bambini che dimostrano ritardi preoccupanti in uno o più di questi ambiti;
5. programma attività di recupero per i bambini in difficoltà in collaborazione con psicologi,
logopedisti, psicomotricisti e famiglie;
6. da due anni, nelle classi prime, si realizza un percorso di rilevazione precoce dei disturbi
specifici di apprendimento in collaborazione con l’USL di Treviso.
Aggiornamento
Nel corrente anno scolastico il Collegio dei Docenti ha individuato come temi per
l’aggiornamento:
- dall’educazione motoria alla pratica sportiva
- disturbi specifici dell’apprendimento
- utilizzo di internet e rischi collegati
- sicurezza
8
8. FUNZIONI STRUMENTALI
Si riportano le relazioni delle Funzioni strumentali al Piano dell’offerta formativa valide per
l’a.s. in corso e che presumibilmente continueranno negli anni successivi.
PROGETTO Funzione Strumentale Continuità e Valutazione
PROGETTO N°1
CONTINUITÀ E VALUTAZIONE
DESTINATARI
Infanzia: alunni frequentanti 3° anno
I-P :classi 1^ 2^ 3^ 4^ 5^( diario)
S- classi: 1^ 2^ 3^
RESPONSABILE/I DEL
Patrizia Multineddu
PROGETTO
OBIETTIVI
Scopo fondamentale del corso: promuovere la continuità tra i tre
ordini di scuola I-P-S
DURATA PREVISTA
(descrivere esattamente:
Ottobre- Dicembre- Gennaio:
periodo e n° di ore parziali Valutazione : 4hx6D=24h
e complessive)
Continuità:
I-P: 2hx18D = 36h
P-S: 4hx2D = 8h
I-P-S Open Day 3hx35D= 105h
Settimana accoglienza P-S:2hx18D= 36h
Febbraio-Marzo:
Continuità:
I-P:2hx16D=32h
Attività di accoglienza:3hx6D=18h
Diario d’ Istituto:
2hx2D=4h selezione materiali
Maggio-Giugno:
Passaggio informazioni I-P
Passaggio informazioni P-S; formazione classi prime P; formazione
classi prime S. (calendario impegni 40h)
RISORSE UMANE
Docenti di scuola dell’Infanzia-Primaria-Secondaria
UTILIZZATE
(Docenti, ATA, Esterni,
ecc.)
BENI E SERVIZI
Aula Scuola Secondaria Ugo Foscolo
(strumenti, materiali,
Uso del fotocopiatore-fotocopie dei materiali di consultazione e dei
risorse logistiche ed
materiali prodotti.
organizzative, ecc. - con
relativa spesa)
CONTENUTI
Pedagogici:condivisione criteri di valutazione; Diario d’ Istituto.
Organizzativi: Open Day; accoglienza alunni I-P e P-S; Passaggio
delle informazioni I-P e P-S; Formazioni classi prime P e S.
METODOLOGIA ADOTTATA Incontri di commissione; attività di laboratorio.
PROGRAMMA
(tabella oraria e
programma analitico degli
argomenti da illustrare ai
destinatari e al personale
coinvolto)
Valutazione 1 incontro di due ore: condivisione criteri di
valutazione ;
Valutazione: 4hx6D= 24h
Aggiornamento per l'unificazione dei criteri di valutazione:6h;
Incontro commissione I-P per feedback passaggio
informazioni I-P e valutazione griglia prerequisiti ingresso
classe 1^- 2hx18D= 36h;
Incontro con Referenti Secondaria Prof.sse Vincenzi per
organizzazione settimana dell’accoglienza 4hx2D=8h;
Open Day: Docenti I-P-S 3hx35D=105h;
Firma del responsabile del progetto Patrizia Multineddu
9
PROGRAMMA
(tabella oraria e
programma analitico degli
argomenti da illustrare ai
destinatari e al personale
coinvolto)
Settimana accoglienza P in S: Docenti S-5 incontri di due
ore:attività di laboratorio, 2hx18D=36h;
Organizzazione Giornate accoglienza I in P: 2hx16D=32h;
Attività di accoglienza Docenti I: 3hx6D= 18h;
Diario d’ Istituto: selezione dei materiali realizzati 4hx1D=
4h;
Passaggio informazioni I-P, P-S 3 incontri di 2h per ogni
ordine: presentazione criticità e informazioni secondo
indicatori concordati;
Formazione gruppi prime P: 1 incontro di 2h, presentazione
bozza;
Formazione classi prime S: 1 incontro di 2h dopo la chiusura
degli scrutini S.
VALUTAZIONE IN ITINERE
Incontro commissione I-P per feedback passaggio informazioni I-P
(durante il corso verrà
e valutazione griglia prerequisiti in ingresso classe 1^:
compilato un questionario
° si è svolto regolarmente
per valutare se la
° si è dimostrato utile
metodologia e gli argomenti ° sono state apportate modifiche
trattati sono rispondenti
Incontro con Referenti S:
alle aspettative e/o ai
° si è svolto regolarmente
bisogni dei partecipanti)
° si è dimostrato utile
° sono state apportate modifiche
Incontro con Referenti S:
° si è svolto regolarmente
° si è dimostrato utile
° sono state apportate modifiche
Giornate dell’ accoglienza:
Infanzia-Primaria
° esito positivo
° esito negativo perché…
Primaria-Secondaria
° esito positivo
° esito negativo perché…
Diario d’ Istituto:
Partecipazione classi P n.
su…
S n. su…
VERIFICA DEI RISULTATI
(al termine delle attività
Come sopra
una prova anonima e/o un
questionario permetterà
una valutazione
complessiva dell’intervento)
PROGETTO Funzione Strumentale Disabilità
PROGETTO N°2
DISABILITÀ
DESTINATARI
Classi: tutte le classi e sezioni dell’Istituto Complessivo
Alunni: 6 Scuola dell’Infanzia; 19 Scuola Primaria; 10 Scuola
Secondaria di 1° Grado.
RESPONSABILE DEL
Katia Di Benedetto
PROGETTO
OBIETTIVI
Scopo fondamentale del corso:
A. Organizzare e gestire le problematiche relative alla disabilità a
livello di Istituto.
10
OBIETTIVI
DURATA PREVISTA
(descrivere esattamente:
periodo e n° di ore parziali
e complessive)
RISORSE UMANE
UTILIZZATE
(Docenti, ATA, Esterni,
ecc.)
BENI E SERVIZI
(strumenti, materiali,
risorse logistiche ed
organizzative, ecc. - con
relativa spesa)
CONTENUTI
METODOLOGIA ADOTTATA
B. Organizzare e gestire problematiche relative alla disabilità nei
vari gruppi di docenti di sezione e di classe.
C. Mantenere contatti con enti.
A)
Intero anno scolastico
B)
Intero anno scolastico
C)
Intero anno scolastico
Ins.ti
• Referenti di sostegno per i vari ordini di scuola (Infanzia,
Primaria e Secondaria di 1° Grado) dell’Istituto Comprensivo
(incontro iniziale di 1 ora composto da 3 persone, me compresa).
• Referenti di sostegno per i vari ordini di scuola (Infanzia,
Primaria e Secondaria di 1° Grado) dell’Istituto Comprensivo
(incontro intermedio di 1 ora composto da 3 persone, me
compresa).
• Referenti di sostegno per i vari ordini di scuola (Infanzia,
Primaria e Secondaria di 1° Grado) dell’Istituto Comprensivo
(incontro finale di 2 ore composto da 3 persone, me compresa).
• Accompagnamento degli studenti certificati durante il corso
dell’anno scolastico attraverso incontri con la famiglia, gli
operatori sanitari e i docenti.
• Organizzazione e monitoraggio della documentazione inerente
alle disabilità, come Accordo di Programma (PDF, PEI…).
• Mantenere il contatto con enti per stabilire incontri ed
individuare problematiche.
Confronto tra i tre ordini di scuola (Infanzia, Primaria, Secondaria
di primo grado). Raccordo con gli enti del territorio.
Incontri con le famiglie, gli specialisti e i docenti, in base alle
esigenze dei singoli casi e alle necessità dell’Istituto.
PROGRAMMA
(tabella oraria e
programma analitico degli
argomenti da illustrare ai
destinatari e al personale
coinvolto)
VALUTAZIONE IN ITINERE
Dopo aver eseguito gli incontri con le referenti di sostegno dei vari
(durante il corso verrà
ordini di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado)
compilato un questionario
presenti all’interno dell’Istituto Comprensivo, nel corso dell’anno
per valutare se la
scolastico, si valuterà la conformità del progetto alle necessità
metodologia e gli argomenti dell’Istituto.
trattati sono rispondenti
alle aspettative e/o ai
bisogni dei partecipanti)
VERIFICA DEI RISULTATI
Questionario di valutazione del lavoro effettuato.
(al termine delle attività
una prova anonima e/o un
questionario permetterà
una valutazione
complessiva dell’intervento)
Firma del responsabile del progetto Katia Di Benedetto
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PROGETTO Funzione Strumentale DSA
PROGETTO N°3
DSA
DESTINATARI
Classi: tutte
N° alunni: 8 alunni di scuola primaria; 17
alunni scuola secondaria di primo grado
RESPONSABILE/I DEL
Carraro Paola, Marchetti Nicoletta
PROGETTO
OBIETTIVI
Scopo fondamentale del corso:
Accompagnare gli studenti DSA, le loro famiglie e i docenti dei
team e dei Consigli di Classe durante l’anno scolastico al fine di
favorire il successo formativo.
Formare i docenti in ordine alla predisposizione del PDP (piano
didattico personalizzato).
Partecipare agli incontri del CTI per concordare con le scuole del
territorio iniziative, percorsi, modulistica e protocollo.
DURATA PREVISTA
A) Intero anno scolastico
(descrivere esattamente:
B) Intero anno scolastico
periodo e n° di ore parziali C) Intero anno scolastico
e complessive)
RISORSE UMANE
Ins.ti
UTILIZZATE
Referenti di plesso
(Docenti, ATA, Esterni,
Docenti della classe dove sono presenti alunni con DSA
ecc.)
1docente per area:
nella scuola primaria ins.ti di area linguistica;
BENI E SERVIZI
Fotocopie
(strumenti, materiali,
risorse logistiche ed
Eventuali supporti didattici
organizzative, ecc. - con
relativa spesa)
Impugnafacile 1 per alunno dell'ultimo anno scuola Infanzia
Software
CONTENUTI
METODOLOGIA ADOTTATA
Accompagnamento degli studenti certificati DSA durante il corso
dell’anno scolastico attraverso incontri con la famiglia, gli
operatori sanitari e i docenti; servizio di tutoring nella
predisposizione e nel monitoraggio in itinere dei PDP.
B)Percorso di raccordo con il CTI
A) Incontri con gli studenti DSA, le famiglie, gli specialisti e i
docenti dei moduli e dei Consigli di Classe, in base alle
esigenze dei singoli casi.
B) Incontri promossi dal CTI.
Incontri con gli studenti DSA, le famiglie, gli specialisti e i
docenti, in base alle esigenze dei singoli casi.
Incontri CTI.
PROGRAMMA
(tabella oraria e
programma analitico degli
argomenti da illustrare ai
destinatari e al personale
coinvolto)
VALUTAZIONE IN ITINERE
Monitoraggio PDP
(durante il corso verrà
compilato un questionario
per valutare se la
metodologia e gli argomenti
trattati sono rispondenti
alle aspettative e/o ai
bisogni dei partecipanti)
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VERIFICA DEI RISULTATI
La verifica dei risultati sarà effettuata sulla base di questionari
(al termine delle attività
somministrati ai docenti interessati per l’individuazione di
una prova anonima e/o un eventuali criticità del progetto e/o del percorso attuato attraverso
questionario permetterà
il PDP (Piano Didattico Personalizzato)
una valutazione
complessiva dell’intervento)
Firma delle responsabili del progetto Paola Carraro Nicoletta Marchetti
PROGETTO Funzione Strumentale Multiculturalità
PROGETTO N° 4
FUNZIONE STRUMENTALE MULTICULTURALITÀ
(Progetto Intercultura -Commissione Multiculturalità Alfabetizzazione Alunni Stranieri)
DESTINATARI
Classi: tutte le classi dell’IC
N° alunni: tutti gli alunni dell’IC
RESPONSABILE/I DEL
Funzione Strumentale Multiculturalità (Di Bari Grazia)
PROGETTO
OBIETTIVI
Scopo fondamentale del corso:
Riconoscere la diversità come ricchezza.
Promuovere e diffondere la cultura dell’Inclusione.
Migliorare le competenze scolastiche degli alunni con
cittadinanza non italiana e bilingui.
Migliorare la qualità del servizio offerto dall’Istituto
Comprensivo di Preganziol alle famiglie e agli alunni non
italiani, diversificando gli interventi in base alle esigenze
espresse dagli Insegnanti che affrontano quotidianamente i
problemi dell’inserimento e dell’integrazione.
Coordinare la Commissione “ Multiculturalità”.
Seguire l’inserimento degli alunni neo-arrivati e monitorare in
itinere l’evolversi della situazione nel contesto di
apprendimento,
mediante
la
collaborazione
degli
Insegnanti, per rispondere con tempestività ed efficacia ai
bisogni rilevati.
Mantenere ed incentivare i rapporti con i mediatori
interculturali e con le figure disponibili ( volontari ), sia per
favorire i rapporti scuola-famiglia, che per interventi
didattici. A tal fine è attiva una convenzione con la
cooperativa “Una casa per l’uomo”. Salvo urgenze, i
momenti previsti durante l’a.s. a ciò dedicati sono stati
individuati, dall’esperienza passata, all’inizio dell’a.s.
specialmente per la scuola dell’infanzia, in occasione dei
colloqui individuali per la primaria e la secondaria di 1°
grado di novembre/dicembre e aprile/maggio e degli
incontri G.I.O..
OBIETTIVI
In presenza di singoli casi che lo richiedano, collaborare con i
servizi del territorio (enti locali, ASL, Associazioni di
volontariato, case famiglia…. ).
Partecipare agli incontri della “Rete Integrazione Alunni
Stranieri” di Treviso per la condivisione delle esperienze,
per lo scambio di idee, per la formazione professionale e
per accedere ai fondi regionali che permettono l’attivazione
dei laboratori di 1^ alfabetizzazione.
Collaborare per l’attuazione del progetto di Rete per
l’integrazione degli Alunni Stranieri, organizzando e
coordinando laboratori linguistici in Lingua 2 per gli alunni
che necessitino di questo supporto.
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OBIETTIVI
DURATA PREVISTA
(descrivere esattamente:
periodo e n° di ore parziali
e complessive)
Tali laboratori possono essere organizzati per fasce di livello
di competenza della lingua in orario scolastico.
Organizzare e coordinare corsi di recupero in orario scolastico
ed extra-scolastico con i volontari ( da anni è attiva una
collaborazione con i volontari dell’Associazione A.V.A.).
Raccogliere bisogni formativi e proporre percorsi di
formazione/strumenti per i docenti, volti a promuovere
l’utilizzo nella quotidianità scolastica di metodi e strategie
didattiche afferenti alla Pedagogia dell’Inclusione.
 Coordinare i docenti della Commissione riguardo alla
promozione all’interno dell’Istituto di
un percorso
interculturale di educazione alla mondialità in raccordo con
il territorio. E’ prevista anche l’organizzazione della Giornata
dell’Intercultura (in data da definirsi dopo il primo incontro
di
Commissione),
pensata,
sin
dalla
sua
prima
realizzazione, in un’ottica di proposta agli alunni e docenti
di attività volte a riconoscere la diversità come ricchezza, a
rafforzare e a diffondere l’integrazione. L’idea è di una
condivisione di intenti per quanto possibile in verticale,
dall’Infanzia alla Secondaria di 1° con un livello di
approfondimento diverso. Per la realizzazione di questa
giornata ci si è avvalsi, in questi anni, anche della
collaborazione di volontari di diverse realtà territoriali
radicate da anni nella nostra Provincia (Circolo Hilal,
Cittadinanza Attiva, Coordinamento del volontariato) che si
sono resi disponibili ad intervenire nelle nostre scuole e
hanno contribuito a creare la giusta atmosfera per
affrontare in modo diverso queste tematiche.
Partecipazione biennale dell’Istituto alla Mostra Interculturale
provinciale organizzata dalla Rete Integrazione di Treviso a
cui i plessi dell’IC contribuiscono con i lavori prodotti in
occasione della Giornata dell’Intercultura con cadenza
biennale.
Implementare la Biblioteca Interculturale già presente nei
singoli plessi attraverso l’acquisto di materiale di
alfabetizzazione, materiale interculturale.
Predisporre, all’interno di un lavoro di Commissione, materiale
facilmente fruibile di alfabetizzazione suddiviso per livelli A1
e A2 e per ceppi linguistici, con particolare attenzione a
quello utilizzabile per alunni di lingua cinese.
La durata è pari all’intero anno scolastico 2014/15: si veda
conferimento incarico FS Di Bari Grazia.
Sono previsti, per la Commissione, 4 incontri di due ore per un
totale di 8 ore, per ciascun membro della Commissione
Multiculturalità, distribuite tra Novembre 2014 e Giugno 2015.
Le ore complessive richieste sono 64:

Novembre/Dicembre: 2 ore

Gennaio/Febbraio: 2 ore

Marzo/Aprile: 2 ore

Maggio/Giugno: 2 ore
Si richiede una retribuzione forfettaria per i docenti coinvolti nella
organizzazione della Giornata dell’Intercultura, impegnati sui
plessi con un numero maggiore di classi, in orario aggiuntivo
rispetto alle ore retribuite per la Commissione Multiculturalità.
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DURATA PREVISTA
(descrivere esattamente:
periodo e n° di ore parziali
e complessive)
Nello specifico: 15 ore saranno destinate alla Secondaria di 1°, 15
ore al plesso del Cap, 4 ore (per un totale di 24 ore) a ciascun
altro plesso dell’IC, per un totale di 54 ore.
RISORSE UMANE
UTILIZZATE
(Docenti, ATA, Esterni,
ecc.)
 Funzione Strumentale Multiculturalità Di Bari Grazia.
 Docenti Referenti plessi Commissione Multiculturalità.
 Volontari A.V.A. e volontari esterni.
 Mediatori interculturali.
 Enti del territorio.
Si prevede un totale di circa 15 ore di mediazione per l’ a.s. in
corso e a tal fine è stata richiesta una previsione di spesa da parte
dell’Istituto (si consulti la convenzione con la Cooperativa “Una
casa per l’uomo”).
Per le risorse relative al Progetto Alfabetizzazione si veda Scheda
Progetto relativa.
Per le risorse relative all’ Intercultura si chiede un importo pari a
300 euro da destinarsi all’acquisto di materiale di facile
consumo nei plessi, necessario per organizzare le attività
interculturali durante l’anno. Inoltre, un importo pari ad euro 300
per l’acquisto di materiale per la biblioteca interculturale dei
plessi.
Per le risorse relative al lavoro di Commissione si richiede un
importo pari ad euro 300 per l’acquisto di materiale vario di
alfabetizzazione (testi, audiovisi, software) e di un paio di risme
A4 per la produzione di fascicoli di materiale di alfabetizzazione da
destinarsi ad ogni plesso dell’IC.
Le risorse logistiche sono da individuare negli spazi interni ed
esterni dei plessi dell’IC.
 Il tema del percorso interculturale di educazione alla mondialità
sarà definito dopo il primo incontro della FS con la Rete
Integrazione Alunni Stranieri di Treviso, previsto per il mese di
Novembre 2014. Il tema sarà definito puntualmente dai plessi
a partire dalla prima riunione di Commissione di Novembre in
modo da procedere con gradualità alla definizione del percorso
in verticale. I contenuti specifici dei diversi approcci nei plessi
saranno dunque condivisi tra Novembre e Marzo in
Commissione.

Alfabetizzazione alunni Stranieri.
 Collaborazione con i servizi del territorio.
 Rapporti con mediatori interculturali.
 La Commissione lavorerà ai sopracitati obiettivi sia in modo
collegiale che in sottogruppi, a seconda delle necessità
sopraggiunte attraverso incontri calendarizzati di lavoro.
 In relazione alle diverse attività dei plessi inerenti la Giornata
dell’Intercultura: lettura e drammatizzazione di
testi,
videoproiezioni, ascolto di musiche, danze, produzione di
disegni, cartelloni e altri materiali, giochi di gruppo.
 Incontri ad inizio di anno con volontari A.V.A. ed esterni.
 Rilevazione bisogni esigenze dei plessi e conseguente
intervento a richiesta.
 Lavoro di organizzazione, coordinamento,
monitoraggio e
valutazione della FS durante tutto l’anno.
BENI E SERVIZI
(strumenti, materiali,
risorse logistiche ed
organizzative, ecc. - con
relativa spesa)
CONTENUTI
METODOLOGIA ADOTTATA
15
PROGRAMMA
(tabella oraria e
programma analitico degli
argomenti da illustrare ai
destinatari e al personale
coinvolto)
Convocazione in 4 incontri della Commissione Multiculturalità:
 Novembre-Dicembre: linee guida da parte del referente di
Commissione ai membri di Commissione; accoglienza e
monitoraggio alunni stranieri; rilevazione bisogni dei vari
plessi in vista dell’avvio dei laboratori di alfabetizzazione;
condivisione da parte della FS del tema scelto in Rete
Stranieri per la Giornata di Intercultura, con i membri di
Commissione; definizione data Giornata dell’Intercultura.
 Gennaio-Febbraio: lavoro collegiale e per sottogruppi per la
produzione di materiale di alfabetizzazione e di suddivisione
dello stesso per ceppi linguistici (con particolare attenzione a
quello cinese); monitoraggio laboratori di alfabetizzazione e
degli interventi di eventuali volontari esterni; presentazione e
condivisione in Commissione del programma di ogni plesso
relativamente alla Giornata dell’Intercultura, linee guida
Referente per l'organizzazione logistica e contatti con il
territorio.
 Marzo-Aprile: prosieguo lavoro collegiale e per sottogruppi
per la produzione di materiale di alfabetizzazione e di
suddivisione dello stesso per ceppi linguistici (con particolare
attenzione a quello cinese); organizzazione e realizzazione
giornata Interculturale o report sul percorso durante l'anno di
educazione alla mondialità per i plessi che intendano avviare
interventi di educazione alla mondialità in itinere.. Richiesta
autorizzazioni attività al D.S. e avvii in itinere durante l’a.s.
 Maggio-Giugno: conclusione dei lavori di produzione
materiale alfabetizzazione; feedback dei vari plessi della
Giornata dell’Intercultura.
 Contatti in corso d’anno con i volontari A.V.A. ed esterni.
 Organizzazione e attuazione laboratori alfabetizzazione come
previsto da scheda relativa.
VALUTAZIONE IN ITINERE  La Commissione sarà l'organo preposto al vaglio delle proposte
(durante il corso verrà
e alla loro autorizzazione mediante contatti via e mail tra
compilato un questionario
Referente e membri e negli incontri di Commissione.
per valutare se la
 Ogni laboratorio di alfabetizzazione sarà sottoposto ad analisi
metodologia e gli
dei contenuti tramite consegna preventiva del progetto al
argomenti trattati sono
vaglio della F.S. e della Dirigenza.
rispondenti alle aspettative  Ogni referente plesso Commissione Multiculturalità consegnerà
e/o ai bisogni dei
alla FS una verifica in itinere e finale della Giornata
partecipanti)
dell’Intercultura.
 Monitoraggio in itinere del lavoro svolto dai volontari A.V.A. e
dai volontari esterni.
VERIFICA DEI RISULTATI
 Valutazione finale dei laboratori di alfabetizzazione ( si vedo
(al termine delle attività
Scheda Progetto AAS).
una prova anonima e/o un  Valutazione finale attuazione Giornata dell’Intercultura nei vari
questionario permetterà
plessi dell’IC attraverso i referenti plessi. Il Referente di
una valutazione
Commissione, al termine delle attività interculturali e di
complessiva
alfabetizzazione,
valuterà
assieme
ai
membri
della
dell’intervento)
Commissione l'effettiva ricaduta delle attività intraprese e la
loro ripetibilità. I membri si faranno portavoce delle realtà e
delle problematiche eventualmente emerse.
 Valutazione complessiva degli interventi dei volontari
attraverso colloqui con i docenti e i volontari stessi.
Firma del responsabile del progetto Grazia Di Bari
16
PROGETTO Funzione Strumentale Orientamento
PROGETTO N°5
DESTINATARI
RESPONSABILE/I DEL
PROGETTO
OBIETTIVI
Orientamento
Classi: tutte
Scuola secondaria di 1° grado
Elisa Durigon
Alunni n°: 420
Scopo fondamentale:
L’orientamento è un processo di apprendimento contestuale all’attività
curricolare, struttura non accessoria ma centrale dell’azione formativa:
sviluppa alcune dimensioni di personalità che favoriscono la progressiva
ricerca-costruzione dell’identità dello studente sul piano personale –
competente – sociale (modo personale di rispondere ai compiti di vita).
Obiettivi formativi:
Sviluppare e poi potenziare nell’alunno
la consapevolezza e la
conoscenza di sé e la crescita globale delle capacita’ progettuali e
decisionali;
Educare alla realtà come conoscenza e assunzione di ruoli attivi e
responsabili;
Potenziare nell’alunno la consapevolezza di se’, sviluppare atteggiamenti
metacognitivi (metodo di studio, motivazione, autovalutazione,
competenze disposizionali);
Educare al lavoro come espressione e valorizzazione di sè;
Favorire un’informazione corretta e completa del sistema istruzioneformazione professionale superiore;
Sostenere una scelta scolastica coerente e responsabile;
Scopo – ambiti della funzione:
L’azione progettuale
– coordinamento commissione come
individuazione di strategie e strumenti formativi orientanti;
L’azione informativa – organizzativa come attività di supporto della
scelta scolastica degli alunni di terza media (organizzazione open
day, incontri, interventi di ex alunni alle superiori…);
L’azione di formazione – formazione rivolta a docenti genitori come
supporto alla scelta (incontri, sportello, orientamento…);
L’azione continuità scuola secondaria – scuola secondaria superiore
(laboratori per la continuità- scuola aperta..);
Il raccordo con il territorio come risorsa economica e luogo di
attività produttive (esempi di impresa e di profili professionali);
Il raccordo con istituzioni, reti ed enti (istituti superiori, Provincia,
Regione, Associazioni e Rappresentanze del mondo del lavoro e
sindacale);
Incremento
DURATA PREVISTA
(descrivere esattamente:
periodo e n° di ore parziali e
complessive)
RISORSE UMANE UTILIZZATE
(Docenti, ATA, Esterni, ecc.)
BENI E SERVIZI
(strumenti, materiali, risorse
logistiche ed organizzative,
ecc. - con relativa spesa)
del numero di servizi di orientamento specifici che
operino in stretta integrazione a livello territoriale e che utilizzino
metodi e materiali di lavoro condivisi.
Primo quadrimestre
ore parziali:
4 ore complessive di formazione rivolte ai docenti di Lettere delle
classi seconde (4 x 6 + referente progetto);
4 ore complessive di coordinamento rivolte ai docenti di Lettere
delle classi terze (4 x 6 + referente progetto);
ore totali: 48
4 di formazione
Docenti del CdC; commissione orientamento (docenti di Lettere classi 2^
e 3^); Referente di progetto; esperti esterni;
Guide strutturate, testi scolastici (antologia – sez. orientamento), testi
di supporto, stampa specialistica, schede predisposte;
aula informatica, aula magna, televisore e dvd;
17
CONTENUTI
A cominciare dalla prima classe della scuola secondaria di I° e per l'arco
dell'intero triennio, vengono proposti agli studenti percorsi di
orientamento formativo volti a consentire la maturazione e l'acquisizione
di:
a. una conoscenza realistica di sé (interessi, valori, attitudini e talenti);
b. un concetto positivo di sé (autostima e senso di autoefficacia);
c. la capacità di prendere decisioni consapevoli e maturate;
d. conoscenze articolate e corrette del sistema scolastico superiore;
e. un'adeguata conoscenza della realtà economica locale.
Più precisamente gli aspetti sviluppati sono:
Classi prime: accoglienza - conoscenza di sé - sviluppo dell’alunno
cittadino - mondo del lavoro;
Classi seconde: conoscenza di sé - sviluppo dell’alunno cittadino mondo del lavoro e professioni;
Classi
METODOLOGIA ADOTTATA
PROGRAMMA
(tabella oraria e programma
analitico degli argomenti da
illustrare ai destinatari e al
personale coinvolto)
terze: conoscenza di sé - ipotesi progettuale - conoscenza
dell’offerta formativa del territorio e delle caratteristiche degli
indirizzi scolastici superiori, mondo del lavoro e delle professioni,
scelta scolastica.
Lezione frontale, lezione dilogata, lavoro di gruppo, attività laboratoriali,
ricerca individuale.
CONOSCENZA DI SE’: SVILUPPO DI UN'IDENTITÀ PERSONALE E SOCIALE
COMPETENTE
PERCORSO
ATTRAVERSO
GLI
STIMOLI
PROGETTAZIONE DISCIPLINARE E DEL CONSIGLIO DI CLASSE, DEL
OFFERTI
DALLA
SE' ATTRAVERSO
L’ANALISI DEI PUNTI FORZA – DEBOLEZZA - INTERESSI- ATTITUDINI. COSTRUZIONE
PROFILO FORMATIVO INDIVIDUALE: QUESTIONARIO ATTITUDINALE-PROFESSIONALE
ATTRAVERSO SCHEDE E MATERIALI VARI AUTOVALUTATIVI.
GLI SCHERMI DEL CUORE - PERCORSO EDUCATIVO PER LO SVILUPPO DELLA
SESSUALITÀ CONSAPEVOLE- OPERATORI USL (PERCORSO RIVOLTO AGLI ALUNNI DI
CLASSE TERZA);
GIOVANI ADULTI PER GIOVANI STUDENTI- VOLONTARI PER IL RECUPERO
ABILITÀ - COORDINATO DAL SESTANTE - RECUPERO POMERIDIANO DI ABILITÀ
DISCIPLINARI PER ALUNNI CON BISOGNI SPECIFICI.
SVILUPPO DELL’ALUNNO CITTADINO: valorizzazione del contesto
sociale - Consulta degli studenti, Cittadinanza e costituzione, ed.
ambientale, CCR (per le classi seconde);
CONOSCENZA DEL MONDO DEL LAVORO
Approfondimento o riepilogo di argomenti relativi al mondo dell'economia
(settori produttivi, l'impresa, il capitale, la banca...);
Completamento visite ad attività produttive (settore terziario: servizi,
Banca…);
Il lavoro nella Costituzione, la sicurezza nel lavoro, educazione alla
legalità;
Sviluppo di tematiche inerenti all’evoluzione storico –sociale del lavoro;
Eventuale partecipazione a concorsi provinciali (ANMIL, Confederazioni
sindacali);
I PERCORSI SCOLASTICI SUPERIORI (CLASSI TERZE)
Consultazione in internet dei profili scolastici e dell’offerta del
territorio – scelta materiali e opuscoli informativi inviati dalle
scuole - ;
Lavoro per gruppi d'interesse (piano di studi scuole, ore per
materie, come si raggiunge la scuola, spendibilità delle
competenze);
Incontro serale informativo rivolto alle famiglie e agli studenti –
presso il nostro Istituto (il progetto orientamento; l'architettura
dell'offerta formativa sia dell'istruzione sia della formazione
professionale...);
Stand Orientamento atrio (materiali e informazioni varie sulle
scuole superiori);
Sportello Istruzione - Orientamento (referente di progetto)
dedicato ai genitori e agli alunni;
18
PROGRAMMA
(tabella oraria e programma
analitico degli argomenti da
illustrare ai destinatari e al
personale coinvolto)
Eventuali incontri con ex-alunni per la condivisione di esperienze;
Incontri serali informativi rivolti alle famiglie e agli studenti presso la scuola polo – con la presenza degli Ist. Superiori del
territorio;
Open Day;
Ministage presso l'Istituto superiore;
Visite organizzate alle scuole per gruppi d’interesse su richiesta;
Attuazione presso la nostra scuola di moduli didattici
caratterizzanti gli indirizzi delle scuole superiori aderenti al
progetto Continuità;
Formulazione giudizio orientativo da parte del Consiglio di classe;
INCONTRI PER GENITORI
Presentazione del percorso orientamento nella progettazione del
Consiglio di Classe - autoconsapevolezza dell’alunno – diffusione delle
iniziative in chiave orientante – attenzione ai bisogni - Coinvolgimento
costante dei genitori per operare la scelta.
Si valutano l'interesse e la partecipazione degli alunni alle attività
proposte
VALUTAZIONE IN ITINERE
(durante il corso verrà
compilato un questionario per
valutare se la metodologia e
gli argomenti trattati sono
rispondenti alle aspettative
e/o ai bisogni dei partecipanti)
VERIFICA DEI RISULTATI
Questionario di gradimento
(al termine delle attività una
prova anonima e/o un
questionario permetterà una
valutazione complessiva
dell’intervento)
Firma del responsabile del progetto Durigon Elisa
9. AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO
L’oggetto di osservazione e rilevazione dei punti di forza da valorizzare e potenziare e dei
punti di debolezza, verso cui indirizzare lo sforzo per il miglioramento è il Piano dell’Offerta
Formativa. Potrà realizzarsi tracciando un profilo complessivo della scuola, attraverso l’analisi
dei seguenti aspetti da osservare:
Il dichiarato “Cosa dice di fare la scuola?”
L’agito
“Cosa fa realmente la scuola?”
Il pensato “Cosa pensano/progettano/vorrebbero progettare gli operatori della scuola?”
Il percepito “Cosa e come vivono i genitori le proposte della scuola?”
10. RAPPORTI CON IL TERRITORIO
Alcune attività didattiche dell’Istituto sono svolte in collaborazione con Enti, Associazioni,
Istituzioni del territorio comunale e/o provinciale: si tratta di iniziative preziose che
contribuiscono a far crescere negli alunni il senso di appartenenza e a far crescere nella
comunità la conoscenza e la condivisione delle proposte della scuola.
I rapporti con il territorio si concretizzano in quanto sotto riportato.
1. Collaborazioni con strutture collocate all’interno e fuori dal territorio comunale per
percorsi didattici – educativi attivati dagli insegnanti e dagli esperti in orario scolastico:
Biblioteca comunale; Polizia locale; Nido comunale “Aquilone e nuvola”; Cooperativa
Onlus Il Sestante; Protezione civile; ULSS N° 9 di Treviso; Servizio Educazione e
Promozione alla Salute – SEPS; AIDO; AVIS; CONI; Polizia postale per la sicurezza in
internet.
2. Progettazione di percorsi di alfabetizzazione per alunni non italofoni e/o con difficoltà
d'apprendimento con l’attuazione di laboratori di 1^ e 2^ livello “La lingua per
comunicare" e "La lingua per studiare”, recupero individualizzato o a piccoli gruppi a cura
dei volontari A.V.A. e di volontari esterni, Progetto SCU.TER (in collaborazione con la
parrocchia di Frescada est).
19
3. Realizzazione del progetto Multiculturalità.
4. Sono attive le convenzioni con l’associazione di mediazione multiculturale “Una casa per
l’uomo” di Montebelluna e con l’associazione di volontariato A.V.A.
5. Convenzioni anche in itinere.
6. Collaborazione con il Comitato genitori per la realizzazione di manifestazioni e progetti.
7. Rapporti di rete riportati in tabella.
Rete
Capofila
Finalità
a
Rete di Treviso per l’integrazione
degli alunni stranieri
IC 1
Treviso
b
IC
Preganziol
c
Rete Centro Territoriale per
l’integrazione degli alunni
diversamente abili di Preganziol
CTI di Preganziol
Rete Orientamento
d
Rete Amministrazione trasparente
ITES
Riccati-Luzzatti
Integrazione alunni C.N.I.
Formazione.
Promozione interculturalità.
Integrazione scolastica e postscolastica
alunni
diversamente
abili.
Formazione.
Collaborazione fra IC per produrre
materiali comuni
Condivisione buone pratiche per
amministrazione trasparente
ITST Mazzotti
CTI e Piano annuale per l’inclusività (PAI)
In applicazione della normativa ministeriale specifica
- DM 27.12.2012 "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e
organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica";
- CM 8/2013 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e
organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”
- Nota Protocollo n. 1551, 27.6.2013 “Piano Annuale per l’inclusività – Direttiva 27.12.2012 e
C.M. 8/2013 ”
l’I.C. di Preganziol, scuola capofila della rete di scuole Centro territoriale per l’integrazione di
Preganziol (CTI Preganziol), sta elaborando un Piano annuale per l’inclusività condiviso fra le
stesse, attraverso un gruppo di lavoro comune che elaborerà un prodotto unitario per tutto il
proprio territorio di riferimento di Treviso sud. Tale documento permetterà di individuare
annualmente gli aspetti di forza e di debolezza delle attività inclusive svolte da ciascuna
istituzione scolastica e, quindi, di predisporre un piano delle risorse da offrire e richiedere a
soggetti pubblici e del privato sociale, per impostare, in vista dell’anno scolastico successivo,
una migliore accoglienza degli alunni che richiedono particolare attenzione e di quelli con
diversi Bisogni Educativi Speciali (BES).
11. MACRO-AREE DI PROGETTO
Il Collegio dei Docenti, attraverso le proprie commissioni di lavoro e i docenti incaricati delle
Funzioni Strumentali, si è impegnato con specifici progetti in alcuni settori da anni ritenuti
importanti nel nostro Istituto.
ATTIVITÀ SPORTIVE
Nel corso dell’anno scolastico la scuola realizza il progetto macro-contenitore di tutte le
attività sportive denominato “SPORT IPS”, declinato in attività di:
a. calcio;
b. campionati studenteschi di atletica leggera, corsa campestre, pallavolo, pallacanestro
(Basket school cup) ;
c. centro sportivo scolastico (C.S.S.) per la s. secondaria di 1° grado: ampliamento
dell’offerta formativa nell’ambito delle scienze motorie in orario extra-curricolare. Per
l’a.s. 2014/15 è istituito anche un Centro sportivo scolastico (C.S.S.) per la s.
primaria, quale condizione necessaria per l’attivazione del progetto Sport di classe
che prevede la formazione/informazione in materia di educazione motoria nella
scuola primaria in orario curricolare.
d. feste sportive finali e premiazioni;
e. gioco – sport;
f. interventi di esperti di varie discipline sportive
20
g. nuoto;
h. tennis;
CONTINUITÀ E VALUTAZIONE
Il Collegio dei docenti ha attivato due commissioni con il compito di promuovere,
incrementare e sostenere le modalità ritenute più efficaci a garantire agli alunni il passaggio
armonico da un ordine di scuola a un altro, per mezzo di iniziative che coinvolgono i docenti
delle scuole interessate, alunni e genitori.
Le commissioni continuità sono coordinate dalla funzione strumentale “Continuità e
valutazione” e si articola nei seguenti gruppi di lavoro:
1. Commissione continuità Infanzia – Primaria
2. Commissione continuità Primaria – Secondaria di 1° grado
3. Commissione valutazione primaria – secondaria di primo grado
4. Per quanto riguarda la continuità nido – infanzia è previsto un incontro tra educatrici dei
nidi comunali “Aquilone” e “Nuvola” ed insegnanti delle scuole dell’infanzia per il
passaggio di informazioni e programmazione di attività comuni con visita dei bambini del
nido alla scuola dell’infanzia.
Le commissioni si ritrovano periodicamente ed hanno il compito di delineare le modalità di un
adeguato passaggio degli alunni tra le istituzioni scolastiche nell’ottica della verticalizzazione:
1. Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria e dalla primaria alla secondaria di
1° grado.
La commissione è composta da insegnanti che lavorano nei plessi della scuola dell’infanzia
dell’Istituto e paritarie del territorio, nei plessi della scuola primaria e secondaria di 1° grado.
Punti importanti di tali passaggi sono:
- Svolgimento di attività con forte valenza unificatrice tra tutti i bambini che provengono da
scuole diverse (Es.: il diario d’istituto)
- Momenti di incontro tra alunni dei diversi ordini di scuola per conoscere gli ambienti, gli
spazi, le persone. Le visite sono organizzate in modo che vi sia la possibilità di interagire
tra bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e tra i ragazzi della scuola
primaria e secondaria di 1° grado.
- La visita dei genitori alle scuole prima dell’iscrizione per offrire la possibilità di conoscere
le diverse realtà scolastiche del territorio (open-day).
- L’incontro dei genitori con il Dirigente Scolastico ed alcuni insegnanti, che
presumibilmente opereranno nelle classi prime l’anno successivo, con lo scopo di offrire
una conoscenza più dettagliata dei nuovi ambienti e di precisare meglio i legami tra le
istituzioni.
- Incontri tra insegnanti dei tre ordini di scuola suddivisi in infanzia – primaria e primaria secondaria di 1° grado nei mesi di giugno e settembre per il passaggio delle informazioni,
tenendo conto dei criteri stabiliti dal Collegio Docenti, delle informazioni e degli strumenti
di valutazione forniti dagli insegnanti delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie,
utilizzati nell’ottica di sostenere l’alunno nel suo percorso di crescita. Le informazioni
raccolte sono strumento utile alla formazione di classi equilibrate.
2. Dalla scuola secondaria di 1° grado alla scuola secondaria di 2° grado
La commissione, che si occupa anche della continuità tra questi due ordini di scuola, è la
commissione orientamento. E’ composta dai docenti coordinatori delle classi terze della
scuola secondaria di 1° grado; essa promuove e coordina le seguenti azioni di continuità tra
la scuola secondaria di 1^ grado e la scuola superiore:
- Moduli didattici e laboratori di scuola superiore
- Richiesta esiti prove d’ingresso
- Richiesta risultati finali 1^ anno e sintesi
- Accoglienza e accompagnamento alunni primo anno
DISABILITÀ: INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI
La scuola si attiva per:
- Far in modo che l’inserimento dell’alunno sia integrante, attraverso adeguati interventi (L
53/2003) e anche nei casi più gravi, far in modo che si sviluppino semplici forme di
socializzazione con il gruppo classe e con l’intera scuola.
21
-
Far in modo che il progetto educativo individualizzato predisposto dai team docenti
sia concordato e condiviso con la famiglia e il servizio di neuropsichiatria infantile dell’USL
territoriale, risponda ai bisogni e alle “urgenze” degli alunni e miri a far raggiungere loro
le abilità minime irrinunciabili per vivere significativamente la realtà. Dei team docenti
fanno parte a pieno titolo anche gli assistenti educatori.
- Attivare strategie che permettano agli alunni di partecipare all’attività della classe e della
scuola.
- Predisporre attività inserendo gli alunni in piccoli gruppi di coetanei per seguire il loro
percorso di crescita in un contesto integrante di relazioni e di operatività reale.
La scuola, inoltre, individua quattro momenti fondamentali per la stesura del Piano educativo
individualizzato (PEI) dell’alunno con disabilità:
- Conoscere: è importante la consulenza degli esperti per avere un quadro chiaro delle
potenzialità cognitive e degli aspetti compromessi;
- Programmare: sia le strategie compensative che dispensative;
- Individuare: i contenuti disciplinari e trasversali;
- Porre attenzione a contestualizzare il lavoro a scuola nel progetto di vita
dell’alunno:
o comunicandogli/le cosa e perché si sta facendo con/per lui;
o concordando con la famiglia le scelte strategiche in funzione del suo crescere come
persona;
o coinvolgendo i compagni di classe per condividere, collaborare e aiutare.
Il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) "viene redatto dalla unità multidisciplinare dell'USL in
collaborazione con il personale insegnante e i famigliari o gli esercenti la potestà parentale."
(DPR 24.2.94; Intesa S/R 20.3.2008, art. 2)
L'unità multidisciplinare è composta da: medico specialista nella patologia, specialista in
neuropsichiatria infantile, terapista della riabilitazione, psicologo, operatori sociali.
Il PDF è un documento, redatto successivamente alla Diagnosi Funzionale (DF), che raccoglie
la sintesi conoscitiva, riferita al singolo alunno, relativamente alle osservazioni compiute sullo
stesso in contesti diversi, da parte di tutti i differenti operatori che interagiscono con lui:
famiglia, scuola, servizi.
Ha lo scopo di integrare le diverse informazioni già acquisite e indicare, dopo il primo
inserimento scolastico, "il prevedibile livello di sviluppo che il bambino potrà raggiungere nei
tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni)" (DPR 24.2.94).
Questo documento "indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell'alunno
e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap,
con relative possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute,
sollecitate progressivamente, rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della
persona handicappata" (DL 297/94).
Descrive cioè "in modo analitico i possibili livelli di risposta dell'alunno in situazione di
handicap riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili" (DPR 24.2.94).
In sostanza Il P.D.F., senza pretese definitorie e classificatorie, rappresenta un momento di
interazione e di confronto tra i diversi punti di vista dei soggetti coinvolti nella relazione
educativa con l'alunno (docenti, tecnici USL e, fin dove possibile, la famiglia).
… e successivamente il Piano Educativo Individualizzato.
Il P.E.I. è redatto” congiuntamente dagli operatori dell' USL, compresi gli operatori addetti
all’assistenza, dagli insegnanti curricolari
e di sostegno, con la collaborazione della
famiglia”(DPR 24.2.94, art.5). E' perciò costruito da tutti coloro che, in modi, livelli e contesti
diversi, operano per "quel determinato soggetto in situazione di handicap” .
La stesura di tale documento diviene così il risultato di un'azione congiunta, che acquisisce il
carattere di progetto unitario e integrato di una pluralità di interventi espressi da più
persone concordi sia sull'obiettivo da raggiungere che sulle procedure, sui tempi e sulle
modalità sia degli interventi stessi che delle verifiche.
Il Piano riporta in modo chiaro e dettagliato gli obiettivi educativi e di apprendimento, i
risultati che si intendono raggiungere, le modalità ed i tempi di verifica, prevedendo incontri
con l’equipe.
Possono essere previsti:
1.
curricoli individualizzati sui bisogni speciali dell’alunno
22
2.
curricoli semplificati, ma strettamente legati a quelli del gruppo classe
La scelta del curricolo e delle strategie migliori per realizzarlo spetta al consiglio di
classe/team docenti che si fa carico delle individualità di ciascun alunno del gruppo ad esso
assegnato.
Il P.E.I. è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra
loro, predisposti per l'alunno con disabilità, per un determinato periodo di tempo, ai fini della
realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione.
Per ogni alunno con disabilità inserito nella scuola viene redatto il P.E.I., a testimonianza del
raccordo tra gli interventi predisposti a suo favore, per l'anno scolastico in corso, sulla base
dei dati derivanti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale.
Gli interventi propositivi vengono integrati tra di loro in modo da giungere alla redazione
conclusiva di un P.E.I. che sia correlato alle disabilità dell'alunno stesso, alle sue conseguenti
difficoltà e alle potenzialità dell'alunno comunque disponibili. (DPR 24.2.94, art.5)
La strutturazione del P.E.I. è complessa e si configura come mappa ragionata di tutti i
progetti di intervento: didattico - educativi, riabilitativi, di socializzazione, di integrazione tra
scuola ed extra-scuola.
Alle verifiche periodiche partecipano gli operatori scolastici (insegnanti di classe, insegnante
di sostegno), gli operatori dei servizi dell'USL ed i genitori dell'alunno (DPR 24.2.94, art. 6).
Gli incontri verranno opportunamente concordati e calendarizzati a cura del Dirigente
Scolastico, e per ogni incontro verrà redatto apposito verbale .
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
La crescita è un momento cruciale del ciclo di vita individuale caratterizzato da profondi
mutamenti psico-fisiologici che contribuiscono alla costruzione dell’identità.
In questo ambito si inserisce l'educazione alla salute, volta al miglioramento del benessere
personale e alla prevenzione del disagio nella sfera cognitiva, fisica, emotiva e relazionale. A
tale scopo la scuola, in collaborazione con ULSS, AVIS, AIDO, Associazioni onlus ed esperti
esterni, mette in atto interventi educativi per promuovere la crescita e lo sviluppo integrale
del singolo, instillando la consapevolezza dell'importanza del vivere bene con se stessi e con
gli altri. È promossa una formazione all’affettività e alla sessualità consapevoli, in particolare
in classe terza di scuola secondaria di 1° grado, mediante il pluriennale progetto Gli schermi
del cuore, un percorso educativo con operatori ULSS specializzati.
MULTICULTURALITÀ
Il progetto per gli alunni stranieri, coordinato da una funzione strumentale e sostenuto dalla
“Rete Integrazione Alunni Stranieri” di Treviso prevede:
- Un Protocollo di accoglienza che esplicita le procedure di prima accoglienza, di
integrazione e personalizzazione del percorso scolastico dell’allievo
- L’attivazione di laboratori di prima e seconda alfabetizzazione con l’utilizzo di materiali
didattici specifici
- L’implementazione delle biblioteche interculturali dei singoli plessi
- Iniziative di educazione alla mondialità e cittadinanza
- Iniziative rivolte alle famiglie degli alunni stranieri
ORIENTAMENTO
L'orientamento è da considerarsi come un'attività che mette in grado gli individui di
identificare le proprie capacità, competenze, interessi; prendere decisioni consapevoli in
materia d'istruzione, formazione, occupazione; gestire i propri percorsi personali di vita nelle
situazioni di appredimento, di lavoro e in qualunque altro contesto in cui tali capacità e
competenze vengono acquisite e/o sviluppate.
Nelle Linee guida nazionali per l'orientamento si legge “punto di partenza e base del nuovo
sistema è la centralità del sistema scolastico nella sua interezza, che costituisce il luogo
insostituibile nel quale ogni giovane deve acquisire e potenziare le competenze di base e
trasversali per l'orientamento, necessarie a sviluppare la propria identità, autonomia,
decisione e progettualità.”
Su queste premesse si declina il progetto Orientamento del nostro Istituto volto a garantire
lo sviluppo e il sostegno nei processi di scelta e di decisione attraverso l'acquisizione e/o
23
potenziamento delle competenze di base e trasversali per l'orientamento, necessarie a
sviluppare la propria identità, autonomia, decisione e progettualità.
Analizzati i fabbisogni socio-economici del territorio – grazie alla collaborazione con Treviso
Orienta Accordi di rete – e dei bisogni delle singole persone l'Istituto permette l'acquisizione
di competenze orientative attraverso:
•
la predisposizione di un curricolo formativo unitario e verticale che, a vari livelli,
realizza azioni di orientamento;
•
un insegnamento finalizzato al valore orientativo delle singole discipline;
•
l'erogazione di servizi di orientamento e di attività di tutorato e accompagnamento;
•
la predisposizione di un “Piano” organico inserito nel POF con l'indicazione degli
standard minimi di orientamento. Si veda il modello “Consiglio orientativo” nella sezione
allegati.
PERCORSO ORIENTAMENTO DI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
 CLASSE 1^
ACCOGLIENZA. Ingresso alla scuola media: attuazione del protocollo con percorso di
inclusione e benvenuto.
CONOSCENZA DI SÉ. Sviluppo di una identità personale. I coetanei: percorso di crescita e
sviluppo delle identità personali attraverso gli stimoli offerti dalla progettazione disciplinare e
del consiglio di classe, con particolare attenzione allo sviluppo psico-fisico, alle abilità
relazionali, al rispetto delle regole di comportamento. La famiglia. Valorizzazione del contesto
familiare, domestico, sociale realizzata attraverso letture, testi vari, conversazioni e
riflessioni.
SVILUPPO DELL’ALUNNO CITTADINO. Valorizzazione del contesto scolastico- Le regole di
classe- il regolamento d’istituto- Consulta degli studenti, Cittadinanza e costituzione, ed.
ambientale.
CONOSCENZA DEL MONDO DEL LAVORO. Il settore primario-visita aziende agricole del
territorio.
PERCORSI FORMATIVI
Spazio Ascolto della Cooperativa il Sestante: operatori per l’ascolto dei bisogni e dei disagi di
alunni, genitori, docenti per classe 1^, 2^, 3^.
Giovani volontari per giovani cittadini: recupero pomeridiano di abilità disciplinari per alunni
con bisogni specifici in collaborazione con la Cooperativa il Sestante 1^, 2^, 3^.
 CLASSE 2^
CONOSCENZA DI SÉ. Sviluppo di una identità personale e sociale competente- percorso di
sviluppo attraverso gli stimoli offerti dalla progettazione disciplinare e del consiglio di classe,
di
atteggiamenti metacognitivi ( metodo di studio, motivazione, autovalutazione,
competenze disposizionali)
SVILUPPO DELL’ALUNNO CITTADINO. Valorizzazione del contesto sociale. Consulta degli
studenti. Cittadinanza e costituzione. Educazione ambientale. Consiglio comunale dei ragazzi.
CONOSCENZA DEL MONDO DEL LAVORO. Il settore secondario: visita ad aziende/imprese
industriali del territorio. I percorsi scolastici di scuola secondaria di 2° grado: primo
approccio.
PERCORSI FORMATIVI
L’emozione di scegliere della Cooperativa il Sestante: percorso educativo per operare scelte
consapevoli (quattro incontri)
 CLASSE 3^
CONOSCENZA DI SÉ. Sviluppo di una identità personale e sociale competente. Percorso
attraverso gli stimoli offerti dalla progettazione disciplinare e del Consiglio di classe, del sé
attraverso l’analisi di punti di forza, debolezza, interessi e attitudini.
Costruzione del profilo formativo individuale: questionario attitudinale-professionale
attraverso schede e materiali vari autovalutativi (fascicolo allegato all’antologia)
SVILUPPO DELL’ALUNNO CITTADINO: valorizzazione del contesto sociale. Consulta degli
studenti, Cittadinanza e costituzione, ed. ambientale.
CONOSCENZA DEL MONDO DEL LAVORO
Approfondimento o riepilogo di argomenti relativi al mondo dell'economia (settori produttivi,
l'impresa, il capitale, la banca). Completamento visite ad attività produttive (settore
24
terziario: servizi, banca). Il lavoro nella Costituzione. La sicurezza nel lavoro. La legge 626,
educazione alla legalità
Sviluppo di tematiche inerenti all’evoluzione storico–sociale del lavoro
Partecipazione a concorsi provinciali (ANMIL, Confederazioni sindacali)
PERCORSI SCOLASTICI DI SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO
- Consultazione in internet dei profili scolastici e dell’offerta del territorio- sceltamateriali e opuscoli informativi inviati dalle scuole
- Lavoro per gruppi d'interesse (piano di studi scuole, ore per materie, come si
raggiunge la scuola, spendibilità delle competenze)
- Incontri con ex-alunni per la condivisione di esperienze
- Open Day ( tabella in classe)
- Stand Orientamento atrio (materiali e informazioni varie sulle scuole superiori)
- Sportello Istruzione - Orientamento (Figura Strumentale) dedicato ai genitori e agli
alunni: sportello di informazione e consulenza, sezione specifica all'interno del sito
www.icpreganziol.gov.it/orientamento/, ecc.).
- Visite organizzate alle scuole per gruppi d’interesse su richiesta
- Attuazione presso la nostra scuola di moduli didattici caratterizzanti gli indirizzi delle
scuole superiori aderenti al progetto Continuità
- Formulazione giudizio orientativo da parte del C. di classe
INCONTRI PER GENITORI
Soprattutto nella scuola secondaria di 1° grado si promuove lo sviluppo delle competenze
chiave con forte valore orientativo secondo il modello riportato.
Competenze chiave
Costrutti orientamento
•
Comunicazione in madrelingua
•
•
Comunicazione nelle lingue straniere
•
•
Competenza matematica e competenze di base •
in scienza e tecnologia
•
•
Competenza digitale
•
•
Imparare ad imparare
•
•
Competenze sociali e civiche
•
•
Spirito di iniziativa e imprenditorialità
•
•
Consapevolezza ed espressione culturale
•
•
•
•
Credenze di efficacia
Interessi professionali
Valori professionali
Apertura mentale
Autodeterminazione
Controllo delle idee irrazionali
Strategie decisionali
Problem solving
Autoregolazione
Obiettivi professionali
Assertività, ricerca di aiuti e alleanze
Capacità di presentarsi
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ - PEC
Per la nostra scuola, la costruzione di un clima di classe positivo rappresenta il terreno
ideale per la realizzazione di atteggiamenti collaborativi, dove, alunni, insegnanti e genitori
sperimentano insieme l’efficacia delle loro azioni.
A tale scopo si privilegia il clima di classe democratico – cooperativo, pur nel rispetto dei ruoli
dove:
- Gli alunni preferiscono lavorare insieme ai loro compagni, chiedono ed offrono aiuto;
- Gli obiettivi da perseguire e i modi per raggiungerli sono condivisi e di gruppo (contratti
formativi);
- Gli obiettivi sono sociali e cognitivi;
- La valutazione è rispetto a criteri preventivamente concordati con gli alunni e dopo un
lavoro di gruppo segue sempre anche una revisione metacognitiva degli esiti e dei
processi attuati e una valutazione individuale delle competenze acquisite;
- Si instaura tra le persone un’interdipendenza positiva per raggiungere gli obiettivi comuni
(“i miei compagni hanno bisogno di me e io di loro”)
- Il patto educativo di corresponsabilità:
- serve a creare un accordo da rispettare per stare bene insieme, a riflettere sulle regole,
sulle sanzioni, sugli obiettivi, sui comportamenti e sull'organizzazione, a sentirsi parte di
una squadra che vuole perseguire gli stessi obiettivi, a sentirsi impegnati e sostenuti dai
docenti e dai genitori
- serve a maturare l’impegno alla convivenza democratica, anche nell’ambito
dell’educazione alla cittadinanza
25
Viene sottoscritto dai genitori al momento dell’iscrizione. Viene letto e analizzato da
insegnanti e genitori in occasione della prima assemblea generale (per la scuola dell’infanzia)
e di classe (per la primaria e la secondaria di 1° grado).
PEDIBUS
Il Pedibus è:
- il modo più sicuro, ecologico e divertente per andare e tornare da scuola,
- un autobus che va a piedi, è formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in
gruppo, accompagnati da due adulti volontari (genitori, nonni,...) , un “autista” davanti e
un “controllore” che chiude la fila, lungo percorsi prestabiliti e messi in sicurezza,
- come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito
raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, fermate
opportunamente indicate da cartelli che riportano gli orari d’arrivo e partenza,
- viaggia col sole e con la pioggia e ciascuno indossa un gilet rifrangente,
Il Pedibus è un’esperienza utile sotto diversi punti di vista:
- Movimento: il PediBus permette di fare regolare esercizio fisico;
- Sicurezza: i bambini del PediBus fanno parte di un gruppo grande e visibile sorvegliato
da adulti;
- Educazione stradale: il PediBus consente ai bambini di imparare ad orientarsi nel loro
quartiere.
- Socializzazione: il PediBus dà la possibilità ai bambini di parlare e fare nuove amicizie;
- Aria: il PediBus contribuisce a ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria;
- Autonomia: il PediBus aiuta i bimbi a diventare più indipendenti;
- Coinvolgimento di bambini, genitori, insegnanti, tecnici comunali, associazioni di
volontariato, circoscrizioni e abitanti del quartiere;
- Risparmio: il PediBus permette di consumare meno energia e combustibili fossili.
PREVENZIONE DEL DISAGIO SCOLASTICO
Gli insegnanti si trovano sempre più frequentemente ad operare con alunni che presentano
significativi disturbi dell’attenzione e difficoltà relazionali. Per questi alunni, che rientrano
nella norma per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo, esistono due rischi:
- di rallentamenti dei ritmi di apprendimento, con la conseguente difficoltà nello sviluppo di
competenze specifiche nei vari ambiti disciplinari
- di influire negativamente sul clima di classe per la difficoltà ad interagire positivamente
Per i casi che non sono di competenza medico-specialistica, la scuola progetta interventi e
percorsi personalizzati ed adotta inoltre le seguenti modalità, maturate dall’esperienza, in
risposta alle problematiche poste dai disagi socio-apprenditivi.
Scuola dell’infanzia
Nella scuola dell’infanzia per prevenire i disagi socio-apprenditivi si attuano le seguenti
metodologie:
- Osservazione sistematica iniziale e periodica.
- Creazione di sottogruppi di lavoro per favorire attività di rinforzo.
- Sperimentazione di metodologie didattiche: percorsi di apprendimento individualizzato
- Utilizzo ore di insegnamento dei docenti per recupero individualizzato
Scuola primaria
- Particolare attenzione alle classi prime fin dal momento della formazione di gruppi
flessibili, utilizzando anche il maggior numero di risorse possibili, per accogliere con
particolare considerazione quei bambini, che si trovano in situazione di svantaggio, in
modo da permettere un intervento tempestivo;
- Sperimentazione di metodologie e strumenti didattici che portino i gruppi classe a
sviluppare forme di aiuto reciproco e di interdipendenza positiva tra pari, nell’ottica della
cooperazione: in molte classi delle nostre scuole si svolgono esperienze di apprendimento
cooperativo, metacognitivo.
Scuola secondaria di 1° grado
È attivo lo sportello di Spazio-Ascolto che svolge attività di “bassa soglia” rivolto a genitori,
studenti, docenti e personale ATA. Prevede protocollo di avvio ad altre figure competenti in
26
caso di reale grave bisogno. E’ realizzato da un educatore della cooperativa “Il Sestante” in
collaborazione con l’ULSS 9.
- particolare attenzione alle classi prime fin dal momento della formazione delle sezioni
anche sulla base delle informazioni fornite dagli insegnanti della scuola primaria e
raccolte nella scheda informativa di raccordo scuola primaria – scuola secondaria di
primo grado.
SICUREZZA E PRIMO SOCCORSO
Nell’Istituto Comprensivo di Preganziol è incaricato R.S.P.P. l’ing. Bardelle. La relativa
commissione è composta da un referente per plesso ed ha il compito di:
- segnalare eventuali situazioni di pericolo rilevate tramite relazione scritta;
- organizzare le prove di evacuazione, in genere due per anno scolastico;
- cooperare con con la Protezione Civile di Preganziol anche organizzando incontri
formativi sul tema della sicurezza e così promuovendo una cultura condivisa della
sicurezza e preparando gli alunni, fin dalla scuola dell’infanzia, al riconoscimento del
pericolo e del rischio e alla corretta reazione allo stesso in contesto scolastico e non;
- promuovere la
divulgazione
delle disposizioni
ministeriali
riguardanti
la
somministrazione di farmaci salvavita;
- controllare che la cassetta del materiale di primo soccorso sia fornita secondo la
normativa;
- proporre corsi di formazione in materia di primo soccorso con personale specializzato.
12. FINALITÀ DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Il Piano dell’Offerta Formativa consegue dalle scelte educative fin qui delineate. La scuola
infatti, si propone come ambiente educativo che:
rispetto agli alunni
- promuove la maturazione di un concetto adeguato di sé, che favorisca nel contempo
l’autostima, l’autoaccettazione e l’accettazione dell’altro
- privilegia l’operatività e l’impegno attivo dell’alunno nel processo di apprendimento
- rispetta i diversi ritmi di apprendimento
- valorizza le diverse forme di intelligenza
- agevola la maturazione armonica del singolo individuo
- permette di sperimentare nella quotidianità che si può essere ascoltati e capiti,
esprimendo bisogni, desideri e aspettative: Patto educativo di corresponsabilità
rispetto alle attese delle famiglie
- fornisce agli alunni un’istruzione di base,
metodologie di lavoro e strategie di
apprendimento tali da consentire loro di affrontare con sicurezza e fiducia i successivi
livelli di formazione scolastica
- contribuisce alla formazione della personalità degli alunni, educandoli ad atteggiamenti
collaborativi e di responsabilità, in un clima positivo di relazioni con compagni ed
insegnanti
- mette a disposizione un’offerta articolata di organizzazione scolastica per andare incontro
alle diverse esigenze familiari
- si propone come luogo dove alunni, genitori e insegnanti imparano a costruire relazioni e
vivere esperienze positive
rispetto al territorio si identifica come
- luogo di incontro e di aggregazione per alunni e famiglie
- agenzia che promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storicoambientale del territorio comunale, provinciale, regionale
- agenzia che collabora con associazioni, strutture educative e culturali presenti nella
comunità, avviando e consolidando contatti ed esperienze
rispetto alla società contemporanea si impegna a
- pensare la propria offerta formativa in funzione della crescita di cittadini del domani
- sviluppare negli alunni la capacità di imparare ad apprendere in modo autonomo e
personale
- realizzare concretamente l’accoglienza e l’integrazione
27
-
sviluppare l’abitudine a lavorare in gruppo nell’ottica della gestione responsabile dei ruoli
da svolgere e dell’interdipendenza positiva tra i membri: collaborare con gli altri su un
compito comune
- offrire esperienze per l’apprendimento delle nuove tecnologie della comunicazione e dei
linguaggi multimediali.
L’azione educativa e didattica si esplica attraverso gli insegnamenti indicati nei campi di
esperienza per la scuola dell’infanzia e disciplinari per la scuola primaria e secondaria di 1°
grado, che sono coordinati, integrati ed arricchiti nella programmazione collegiale.
I piani di lavoro sono elaborati dai gruppi di insegnanti, in accordo con:
- le indicazioni dei curricoli
- la progettazione educativa e didattica del Collegio dei docenti
- le linee progettuali del consiglio di intersezione (infanzia), interclasse (primaria) e di
classe (secondaria di 1^ grado)
La collaborazione tra gli insegnanti nella progettazione garantisce unitarietà e condivisione di
interventi educativi.
La programmazione si attua a livello di: team/classe; area/dipartimento disciplinare;
intersezione, interclasse, classe.
SCUOLA DELL’INFANZIA
 I campi di esperienza
I campi di esperienza nella scuola dell’infanzia sono luoghi del fare e dell’agire del bambino
orientati all’azione consapevole degli insegnanti e introducono ai sistemi simbolico – culturali.
Le scuole, all’interno della loro autonomia didattica, articoleranno i campi di esperienza al
fine di favorire il percorso educativo di ogni bambino, aiutandolo a orientarsi nella
molteplicità e nella diversità degli stimoli e delle attività.
Nella scuola dell’infanzia gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le
esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni e progetti di apprendimento atti a
favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo.
I campi di esperienza sono:
1. Il sé e l’altro
le grandi domande, il senso morale, il vivere
insieme.
2. Il corpo in movimento
identità, autonomia, salute.
3. Immagini, suoni e colori
gestualità, arte, musica, multimedialità.
4. I discorsi e le parole
comunicazione, lingua, cultura.
5. La conoscenza del mondo
ordine, misura, spazio, tempo, natura.

Tempo scuola e orario della giornata nella scuola dell’ infanzia
ORARI SCOLASTICI VALIDI PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/16
LA GIORNATA SCOLASTICA
scuole dell’infanzia
“Arcobaleno 1” Frescada, “Arcobaleno 2” Preganziol
8.00 - 9.00 Ingresso e accoglienza: gioco libero
11.55 -12.00 Uscita antimeridiana straordinaria
12.00 -13.00 pranzo
13.10 -13.30 Uscita pomeridiana straordinaria
15.45 -16.00 Uscita
 Finalità della scuola dell’infanzia
Per ogni bambino o bambina la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo
sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.
Sviluppare l’identità: imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove
esperienze, imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile.
Sviluppare l’autonomia: acquisire capacità di interpretare e governare il proprio corpo,
avere fiducia in sé e fidarsi degli altri , far da sé e saper chiedere aiuto, decidere motivando
le proprie opinioni e scelte.
Sviluppare
la
competenza: riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione,
l’osservazione e il confronto, narrare e rappresentare fatti significativi, fare domande.
28
Sviluppare il senso della cittadinanza: scoprire gli altri, gestire i contrasti attraverso
regole condivise, favorire relazioni, riconoscere diritti e doveri.
Le varie attività didattico - educative che gli insegnanti progettano e propongono, investono
sia la sfera affettivo–relazionale, sia quella didattico-cognitiva di ciascun allievo e mirano a:
- Promuovere la crescita del bambino come persona che interagisce in modo
positivo con se stesso, con gli altri e con l’ambiente che lo circonda;
- Valorizzare l’individualità riconoscendo la diversità come fonte di arricchimento;
- Favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze aggiornate, stabili nel tempo e
trasferibili;
 Profilo delle competenze al termine della scuola dell’infanzia
IO SONO E
SO FARE
CON GLI ALTRI
Riconosco le mie cose e le so gestire con cura
Imparo a conoscermi e a relazionare con gli altri
So esprimere le mie opinioni
Ho fiducia negli adulti di riferimento
So chiedere aiuto
IO E
Ascolto e rispetto gli altri
GLI ALTRI
Interagisco con l’ambiente in modo responsabile
BAMBINO
Conosco me stesso confrontandomi con gli altri
E
Mi piace andare a scuola e mi impegno
BAMBINA
Ho voglia di imparare cose nuove, sono curioso, faccio
IO
domande
IMPARO
Apprendo in modo attivo
Imparo a usare le mie conoscenze nei diversi ambiti
So esprimere le mie conoscenze usando i diversi linguaggi
Competenze attese. Nella scuola dell’infanzia con il termine competenza si indica il
possesso di un insieme di abilità, di conoscenze e di atteggiamenti (affettivo-cognitivi).
Pur ritenendo le seguenti competenze conseguibili al termine della scuola dell’infanzia, va
tenuto presente che ogni bambino resta, comunque, un soggetto unico, con un proprio stile
cognitivo e una propria personalità e che, nell’interpretazione delle stesse, vanno considerati
alcuni dati tipici dell’età evolutiva presa in considerazione, che è caratterizzata da:
- L’esigenza di operare su dati concreti
- Il bisogno di valutare in base a poche variabili
- Una forte tendenza al pensiero egocentrico
Il sé e l’altro:
- Possiede la coscienza di sé.
- Gestisce incarichi e responsabilità nei giochi, nelle attività, nel soddisfare le proprie
esigenze.
- Accetta alcune regole.
- Esprime emozioni, sentimenti e bisogni.
- Ha costruito di sé una buona immagine.
- Interagisce con adulti e bambini.
Il corpo in movimento:
- Conosce e rappresenta l’io corporeo.
- Coordina andature e gesti motori.
- Nelle azioni struttura lo spazio e il tempo.
- Controlla l’equilibrio e la lateralità
Immagini, suoni e colori:
- Si esprime, comunica e rappresenta attraverso l’uso di più linguaggi in maniera
personale.
- Esplora e utilizza in modo creativo oggetti, strumenti, tecniche proprie dei linguaggi
multimediali.
I discorsi e le parole:
- Ascolta, esprime, comprende e comunica messaggi adeguati all’età.
- Elabora ipotesi e tentativi nei confronti della lingua scritta.
29
- Usa il linguaggio in maniera creativa.
La conoscenza del mondo:
- Confronta, classifica, ordina,opera semplici quantificazioni e misurazioni e simbolizza i
dati rilevati nelle esperienze.
- Comprende, analizza, discrimina, struttura e simbolizza lo spazio.
- Discrimina, analizza, ordina, comprende dati temporali nelle azioni, nei fatti e nei
racconti.
- Manifesta interesse, possiede adeguate conoscenze e assume atteggiamenti positivi nei
confronti dell’ambiente naturale.
- Individua problemi, formula ipotesi, le confronta con altri, trova soluzioni e si auto
corregge.
 Documentazione
La documentazione offre la possibilità di rendere visibile alle insegnanti, ai bambini e ai
genitori il percorso fatto durante l’anno.
Le modalità di documentazione della nostra scuola si concretizzano in:
- materiale prodotto dal bambino durante le attività di sezione. Viene consegnato a fine
anno scolastico suddiviso per Unità di apprendimento (UDA) corredato da note
informative per facilitare la lettura da parte dei genitori, raccolto in una cartellina.
- materiale prodotto dal bambino durante l’attività per gruppi omogenei d’età e corredato
da note informative per facilitare la lettura da parte dei genitori. Viene consegnato a fine
percorso.
- raccoglitore personale con gli elaborati dei bambini, appeso in sezione a disposizione dello
stesso bambino e/o e del genitore.
- esposizione in salone e nella sezione degli elaborati grafico –pittorico -manipolativi più
significativi relativi al percorso (cartelloni, plastici)
- esposizione nell’atrio di fotografie delle esperienze particolari e significative
- realizzazione di un dvd con i momenti più significativi di tutto il percorso scolastico e
proiezione dello stesso durante la riunione assembleare di fine anno scolastico
Laboratori didattici: gruppi omogenei per età nella scuola dell’infanzia
Nella scuola dell’infanzia sono organizzati laboratori didattici con gruppi di bambini della
stessa età utilizzando la flessibilità oraria dei docenti. Le attività variano di anno in anno a
seconda dello sfondo integratore individuato nella progettazione delle unità di apprendimento
e delle esigenze formative degli alunni. Esse riguardano i seguenti ambiti condivisi:
- l’attività motoria e la psicomotricità
- biblioteca e laboratorio espressivo linguistico
- attività grafico - pittoriche
- attività logico-matematiche e orientamento grafico nello spazio quadrettato (bambini di
cinque anni)
- laboratorio di inglese (bambini di cinque anni)
- progetto intercultura
- progetto ecologico: imparare a riciclare
- laboratorio manipolativo
- progetto sport presso la palestra della scuola primaria Vittorino da Feltre di Frescada est.
Prerequisiti per la classe prima di scuola primaria.
PREREQUISITI AUSPICABILI PER LA SCUOLA PRIMARIA, CLASSE PRIMA
AUTONOMIA
1. vestirsi
PERSONALE
2. spogliarsi
3. usare le posate
4. usare in modo autonomo i servizi igienici(wc)
5. avere cura del proprio materiale
RISPETTO DELLE
1. stare seduti almeno per un tempo limitato necessario allo
REGOLE
svolgimento del compito assegnato
ASCOLTO E
1. di semplici consegne
COMPRENSIONE
30
ORIENTAMENTO
SPAZIALE
MOTRICITÀ FINE
CONTARE
1.
2.
1.
2.
3.
4.
5.
1.
2.
3.
orientarsi praticamente nello spazio vissuto
orientarsi nello spazio-foglio (sopra-sotto, davanti-dietro)
prensione pollice-indice
impugnare correttamente la matita
usare la colla stick in modo adeguato
usare le forbici per ritagliare figure semplici
colorare negli spazi
utilizzare strategie di conteggio di oggetti
visualizzare la quantità anche con le mani
rappresentare graficamente quantità con dotts (pallini)
SCUOLA PRIMARIA
 Le aree disciplinari
Nella scuola primaria le discipline devono essere intese come “aree disciplinari”.
L’aggregazione degli ambiti disciplinari è deliberata dal Collegio Docenti nel rispetto delle
disposizioni ministeriali e secondo criteri legati alla ricerca di un’omogeneità
dell’aggregazione e a una pari dignità di carico professionale.
L’abbinamento insegnante/discipline non è da intendersi rigidamente, ma anzi sono da
favorire gli scambi e le aperture per consentire una flessibilità organizzativa alla scuola
primaria.
Questo significa che in alcuni periodi, in relazione alle esigenze della classe, sulla base di un
progetto (es.: progetto Pedibus) o di un’attività specifica (es.: elaborazione delle regole di
classe), potranno essere privilegiate da un punto di vista temporale alcune discipline rispetto
ad altre in una concezione che vede le discipline come strumenti a servizio dei progetti e
delle attività formative proposte alla classe. Nella scuola primaria possono essere
approfondite aree disciplinari ad integrazione del curricolo previa approvazione di progetti
mirati promossi dal Collegio docenti anche in raccordo con il territorio.

Le discipline e le educazioni
Scuola primaria: ore settimanali per discipline, educazioni e studio assistito
Classi
1^
2^
3^
4^
5^
Modelli orari 29,5 40 29,5 40 29,5 40 29,5 40 29,5
Italiano
8
8
7
8
7
8
7
8
7
Matematica
7
7
7
7
6
6
6
6
6
Scienze
2
Storia
4
4
4
4
4,5
4
4,5
4
4,5
Geografia
Educazione all’immagine
1,5
2
1,5
2
1
2
1
2
1
Educazione motoria
1
2
1
2
1
2
1
2
1
Educazione alla musica
1
2
1
2
1
2
1
2
1
Inglese
1
1
2
2
3
Religione
2
Studio assistito italiano*
0
3
0
2
0
2
0
2
0
Studio assistito matematica*
0
2
0
2
0
2
0
2
0
Totale ore lezione 27,5 35 27,5 35 27,5 35 27,5 35 27,5
Mense
2
5
2
5
2
5
2
5
2
* = A prescindere dal docente che lo effettua.
40
8
6
4
2
2
2
2
2
35
5
 Tempo scuola e orari delle lezioni
L’attuale distribuzione del lavoro scolastico è in cinque giorni con due rientri pomeridiani.
Le linee-guida per garantire la corretta attuazione di questo tempo- scuola, riguardano:
- le modalità di assegnazione dei compiti per casa agli alunni,
- i criteri per la distribuzione delle discipline e delle educazioni all’interno di ciascuna
giornata scolastica, tenendo conto dei livelli di faticabilità, che ciascuna di esse comporta,
- i minimi e massimi orari delle discipline e delle educazioni
31
Criteri per la distribuzione delle discipline ed educazioni nelle giornate scolastiche: è
privilegiato il pomeriggio per collocare le educazioni all’immagine, motoria e al suono e alla
musica e/o inserire attività più leggere legate alle discipline. A tale scopo si organizzano
laboratori di vario genere, ad esempio di lettura espressiva, lavori di gruppo sul metodo di
studio, drammatizzazione per classi aperte. Inoltre è dedicata particolare attenzione ad
un’equa distribuzione delle discipline nelle prime ore del mattino, particolarmente adatte allo
svolgimento di attività che richiedono maggior attenzione e concentrazione.
ORARI SCOLASTICI VALIDI PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/16
CAPOLUOGO, FRESCADA EST, FRESCADA OVEST 29,5 ORE. 27,5 + 2 mense
LU
MA
ME
GI
8.30
9.30
9.30
10.30
10.30
11.30
11.30
12.30
13.00
13.00
12.30
13.30
mensa
mensa
13.30
14.30
14.30
15.30
15.30
16.30
CAPOLUOGO 40 ORE. 35 + 5 mense (6 classi)
LU
MA
ME
GI
8.30
.30
9.30
10.30
10.30
11.30
11.30
12.30
12.30
13.30
mensa
mensa
mensa
mensa
13.30
14.30
14.30
15.30
15.30
16.30
SAMBUGHÈ, SANTROVASO 29,5 ORE. 27,5 + 2 mense
LU
MA
ME
GI
8.10
9.10
9.10
10.10
10.10
11.10
11.10
12.10
12.40
12.40
12.10
13.10
mensa
mensa
13.10
14.10
14.10
15.10
15.10
16.10
VE
13.00
VE
mensa
VE
12.40
 Compiti per casa
I compiti per casa, rappresentano un’occasione per accrescere l’autonomia e formare il senso
di responsabilità nel bambino. Svolgendo dei compiti a casa impara:
1. a darsi dei tempi,
2. ad acquisire il suo personale metodo di studio, scegliendolo tra i vari metodi sperimentati
in classe con i coetanei con la guida degli insegnanti. A scuola si privilegia una
metodologia di lavoro basata su attività di lettura di testi di studio, ricerca di parolechiave, preparazione di schemi riassuntivi, stesura di mappe concettuali, anche con il
supporto di video e libri per l’approfondimento degli argomenti ed a casa gli alunni
applicano queste competenze con lo studio individuale
3. a rivedere il lavoro fatto a scuola, rendendosi conto, in modo più dettagliato, di cosa sa
fare bene e senza difficoltà e cosa non gli è chiaro.
Tenendo presente la diffusa tendenza da parte dei bambini a considerare i compiti per casa
come un faticoso obbligo che si aggiunge alle loro giornate già molto ricche di impegni, si
pone molta attenzione nel:
- fornire scopo e concretezza ad ogni compito assegnato
32
-
non assegnare compiti per casa nei giorni di rientro tranne in prima dove si ritiene
opportuno far rileggere ai bambini le parole scritte a scuola per agevolare
l’apprendimento della lettura
- regolare il carico di compiti concordandolo a livello di team docente
Ciascun insegnante scrive i compiti assegnati nel registro elettronico, in modo che sia ben
visibile l’andamento e la regolazione della quantità.
A tale proposito, durante le assemblee di classe si effettua il monitoraggio, per avere un
feedback sulla quantità e capacità di svolgimento dei compiti assegnati.
I genitori, gli insegnanti e gli operatori del tempo integrato operano in sinergia nell’attribuire
senso ai vari compiti assegnati, anche accostando ciò che il bambino apprende alla vita di
tutti i giorni.
E’ fondamentale inoltre mantenere un atteggiamento di ascolto e di comprensione per capire
le motivazioni che spingono i bambini a non fare i compiti e che spesso consistono in semplici
richieste di aiuto legate al bisogno di una maggior attenzione e di conferme da parte
dell’adulto. Altre volte invece può trattarsi di un’effettiva difficoltà, dove è necessario aiutare
il bambino ad organizzarsi, cercando di fargli comprendere la logica con cui dev’essere
affrontato il compito, cioè suggerire le strategie che servono ad “imparare ad imparare”.
Particolarmente delicati sono i momenti di passaggio da un ciclo di scuola all’altro (prima
primaria, prima secondaria di primo grado, prima secondaria di secondo grado). In questi
casi il sostegno può concretizzarsi nell’aiutare i bambini o ragazzi a trovare un nuovo metodo
di studio.
 Le finalità della scuola primaria
1. La centralità del bambino nella progettazione dei percorsi di apprendimentoinsegnamento. Ciò implica che ogni percorso progettato partirà sempre dall’esperienza e
dal vissuto degli alunni per arrivare alla successiva formalizzazione.
2. Sviluppo della creatività. Come capacità di generare una pluralità di idee partendo da
uno stimolo; capacità di uscire dagli schemi di pensiero abituali per trovare strade nuove
per la soluzione di problemi; capacità di selezionare, riorganizzare ed elaborare le idee
prodotte per farle convergere verso un’applicazione concreta, originale e personalizzata.
3. Lo sviluppo di una pluralità di linguaggi. Ogni linguaggio che interpreta ed esprime la
realtà sarà valorizzato nella didattica anche al fine di permettere a ciascuno di scegliere il
canale espressivo più consono alle proprie potenzialità.
4. Lo sviluppo di un atteggiamento di ricerca come stile di apprendimento. La scuola si
presenta come l’ambiente nel quale il bambino dà voce ai suoi “perché” e trova un ampia
gamma di strumenti da usare per trovare le risposte. L’insegnante si pone come guida
all’interno di un percorso che l’alunno intraprende in continuo scambio con la realtà.
5. L’apertura verso il mondo esterno, sia nei temi affrontati in classe sia
nell’organizzazione del servizio. Ciò comporta una certa flessibilità nei contenuti affrontati
di anno in anno con i bambini, ma anche il fatto che la scuola si pone come luogo di
incontro per le varie componenti della società e chiede loro di mantenere il contatto con
le esigenze e le domande delle future generazioni.
 Profilo dell’alunno in uscita
Alla fine del percorso scolastico nella scuola primaria l’alunno sarà in grado di:
1. Relazionarsi in modo positivo con i compagni di classe e con gli adulti
2. Esprimere le proprie opinioni in modo pacato
3. Rispettare le regole di convivenza democratica
4. Impegnarsi nello studio, nella ricerca di un proprio metodo nel portare a temine i
compiti assegnati e la relativa revisione metacognitiva
5. Individuare i problemi e trovare strategie per la loro risoluzione
6. Assumersi responsabilità sia a livello individuale, sia a livello di gruppo
7. Riflettere sulle esperienze effettuate e autovalutarle
8. Rispettare le persone, le cose e le opinioni degli altri
9. Comportarsi adeguatamente nelle situazioni di pericolo
33
SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
Successiva alla scuola primaria, la scuola secondaria di 1° grado accoglie gli studenti e le
studentesse nel periodo di passaggio verso l’adolescenza, ne prosegue l’orientamento
educativo, eleva il livello di educazione e di istruzione personale, accresce le capacità di
partecipazione e di contributo ai valori della cultura e della civiltà e costituisce, infine, grazie
agli sviluppi metodologici e didattici conformi alla sua natura ‘secondaria’, la premessa
indispensabile per l’ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo ciclo di istruzione e di
formazione.
 Le discipline
Il percorso educativo della Scuola Secondaria di 1° grado mira a far perseguire agli allievi
gli obiettivi specifici di apprendimento indicati per il primo biennio e per la terza classe e a
trasformarli, con la mediazione di opportune unità di apprendimento programmate dai
docenti, in competenze personali di ciascun allievo. Gli obiettivi specifici di apprendimento
sono ordinati sia per discipline, sia per attività connesse.
Scuola secondaria di 1° grado:
ore settimanali per discipline e studio assistito per tutte le classi
TEMPO NORMALE 30 ORE
6
2
3
2
4
2
2
2
2
1
2
0
1
0
33
Totale ore l
0
Mense
1
Studio assistito
matematica
2
Studio assistito
italiano
Arte
2
2
Religione
2
Scienze motorie
2
Tecnologia
2
Musica
4
Scienze
Inglese
2
2
Matematica
3
Francese o
Spagnolo
2
Geografia
2
Storia
Italiano + 1 ora
approfondimento
6
3
36
TEMPO PROLUNGATO 36 ORE
ORARI SCOLASTICI VALIDI PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/16
TEMPO SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
TEMPO ORDINARIO
da
a LU
MA
ME
GI
7.50
8.50
8.50
9.43
9.43
9.57
intervallo
intervallo
intervallo
intervallo
9.57 10.50
10.50 11.43
11.43 11.57
intervallo
intervallo
intervallo
intervallo
11.57 12.50
12.50 13.50
TEMPO PROLUNGATO
da
a LU
MA
ME
GI
7.50
8.50
8.50
9.43
9.43
9.57
intervallo
Intervallo
intervallo
intervallo
9.57 10.50
10.50 11.43
11.43 11.57
intervallo
Intervallo
intervallo
intervallo
11.57 12.50
12.50 13.50
mensa
mensa
mensa
13.50 14.50
studio assistito studio assistito
studio assistito
14.50 15.50
34
VE
intervallo
intervallo
VE
intervallo
intervallo
 Le finalità della scuola secondaria di 1° grado
Compito della scuola è di produrre conoscenze (sapere), far acquisire competenze (saper
fare), promuovere comportamenti (saper essere) e sviluppare l’orientamento (saper
scegliere).
In particolare la scuola secondaria di 1° grado si propone di :
1. formare la personalità dell’allievo in modo armonico, costruendo la sua identità attraverso
percorsi formativi coerenti e completi che gli consentano di inserirsi e orientarsi
criticamente nella società attuale;
2. far acquisire una mentalità aperta alle diverse esperienze e alle complesse problematiche
che caratterizzano la società attuale, al fine di educare al rispetto, alla solidarietà e
all’accettazione del diverso da sé;
3. arricchire, attraverso una diversificata gamma di attività, l’offerta formativa per suscitare
la motivazione e il senso di appartenenza alla scuola;
4. rafforzare nei ragazzi le potenzialità positive e riequilibrare situazioni di svantaggio,
integrando allievi di diverse abilità;
5. favorire attività che, connotando la scuola come centro di promozione culturale, sociale e
civile, la rendono anche un punto di riferimento costante per gli allievi.
 Profilo dell’alunno in uscita dalla scuola secondaria di 1° grado
Alla fine del percorso scolastico nella scuola secondaria lo studente sarà in grado di:
AUTONOMIA PERSONALE
AUTONOMIA SOCIALE
AUTONOMIA COGNITIVA
IMPARARE AD IMPARARE
COMUNICARE
RISOLVERE I PROBLEMI
Guidato, organizza il
Guidato, comprende
Guidato, affronta semplici
proprio apprendimento
messaggi di natura diversa
situazioni problematiche
Individua e utilizza varie
fonti di informazione
Comprende messaggi di
diversa complessità
Propone soluzioni
utilizzando contenuti e
metodi delle varie discipline
Definisce le proprie
strategie e il proprio metodo
di studio in funzione dei
tempi
Riconosce , interpreta
diversi tipi di linguaggio ed
utilizza supporti diversi
Prende decisioni anche in
condizioni d’incertezza
COLLABORARE E
PARTECIPARE
INDIVIDUARE
COLLEGAMENTI E
RELAZIONI
Guidato, individua tempi e
modi per un progetto
semplice
E' disponibile all'interazione
con gli altri
Guidato, individua semplici
collegamenti tra fenomeni e
concetti diversi
Utilizza le proprie
conoscenze per fissare
obiettivi significativi
Interagisce con gli altri
rispettando l’opinione altrui
Valuta tempi e modi per
definire strategie
Comprende le diverse
argomentazioni e propone
soluzioni condivise
PROGETTARE
Verifica i risultati raggiunti
Sa prestare attenzione alle
esigenze ed ai diritti di tutti
35
Individua analogie e
differenze riconoscendo
relazioni di causa ed effetto
ACQUISIRE E
INTERPRETARE
L'INFORMAZIONE
Usa alcuni essenziali mezzi
comunicativi
Valuta e seleziona
l’informazione acquisita
Valuta la coerenza
dell’informazione con le
conoscenze possedute
13. VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI
Secondo le indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo
d’istruzione (scuola primaria e secondaria di 1° grado), la valutazione “assume una
preminente funzione formativa di accompagnamento dei processi di apprendimento e di
stimolo al miglioramento continuo.” La scuola raggiunge le sue finalità nella misura in cui
promuove apprendimenti significativi e garantisce il successo formativo di tutti gli alunni,
valorizzando la diversità di ciascuno.
L’apprendimento è significativo quando la scuola è in grado di promuovere la capacità degli
studenti, di dare senso alla varietà delle loro esperienze per ridurne la frammentazione e il
carattere episodico, attraverso una progettazione capace di rispondere ai bisogni dell’alunno,
(coniugarli con l’offerta formativa del l’Istituto) nel rispetto delle indicazioni nazionali.
La valutazione formativa risponde ai criteri di:
- globalità, in cui si valuta tutto il percorso di crescita di ogni alunno
- processualità, in cui si valutano le situazioni di partenza, gli stili di apprendimento e le
soggettività
- valorizzazione delle potenzialità individuali
- condivisione dei criteri di valutazione: gli insegnanti fanno svolgere periodicamente agli
alunni delle verifiche scritte e orali, test e prove pratiche per accertare progressi o
difficoltà e per farli riflettere su cosa li ha portati alla riuscita o all’errore. Partendo
dall’accordo con gli alunni su come vanno svolte ottimamente le consegne, l’insegnante
favorisce l’autovalutazione (la capacità dell’alunno di dire come ha svolto un lavoro),
esprime la sua valutazione e fa riflettere l’alunno su cosa va bene e in cosa deve
migliorare.
La valutazione del processo formativo di ciascun alunno ha lo scopo di:
- condurre l’alunno alla capacità di autovalutarsi, sostenendolo con adeguati feedback per
affrontare il lavoro scolastico con fiducia in se stesso
- offrire all’insegnante l’opportunità di autovalutare l’efficacia della progettazione, delle
scelte metodologiche e delle strategie adottate
- comunicare alle famiglie i livelli di competenza raggiunti dal loro figlio rispetto agli
obiettivi previsti nella progettazione di classe
- costruire un’alleanza educativa con la famiglia e percorsi di collaborazione nei casi di
difficoltà
- promuovere una valutazione formativa in grado di rilevare i miglioramenti in itinere
La valutazione riguarda:
- comportamenti attraverso i quali gli alunni dimostrano il loro grado di autonomia,e di
responsabilità, motivazione ad apprendere, capacità di collaborare e di costruire legami
cooperativi, conoscenza delle regole, comprensione e condivisione della necessità di
rispettarle
- attività (pratiche, scritte, orali) elaborate dagli alunni che dimostrano le conoscenze e le
abilità acquisite
La valutazione si effettua:
- all’inizio di ciascun percorso di apprendimento per verificare la situazione della classe e
quindi programmare le attività in modo rispondente ai bisogni formativi emersi
- durante e alla fine di un’attività proposta per verificare il livello raggiunto e attivare
interventi di recupero/consolidamento/avanzamento
- i criteri di valutazione sono concordati tra gli insegnanti del team/consiglio di classe. I
criteri di verifica e di valutazione degli alunni diversamente abili o con bisogni speciali
sono concordati nei team docenti e nei consigli di classe con la famiglia ed esplicitati nel
progetto personalizzato di ciascun alunno.

La valutazione nella scuola dell’infanzia
PRECEDE
Prima di incominciare a progettare le insegnanti operano una attenta osservazione dei
bambini e compilano le griglie di osservazione dei bambini
ACCOMPAGNA
36
Durante il percorso didattico tutte le attività vengono monitorate dalle insegnanti e, quindi
modificate secondo le necessità didattiche degli allievi.
Ai bambini in uscita vengono proposte delle prove del curricolo di matematica e di italiano
redatte dalla commissione continuità verticale.
FORMATIVA
Le insegnanti attraverso la compilazione dei moduli per i colloqui individuali evidenziano i
punti di debolezza e di forza nel percorso di sviluppo di ogni bambino e quindi individuano
opportune strategie per valorizzare o potenziare le abilità.
RELAZIONE DI SINTESI
A conclusione dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia le insegnanti raccolgono tutte le
informazioni in schede che riassumono il livello di competenza raggiunta dai bambini.
Questo tipo di valutazione costituisce un utile strumento per il passaggio delle informazioni
sui bambini agli insegnanti della scuola primaria.
AREA COGNITIVA
ABILITÀ DI APPRENDIMENTO
AUTONOMIA
- Mangia, si veste, usufruisce dei servizi igienici in modo
PERSONALE
autonomo
- Usa con sicurezza tutti gli spazi e i materiali della scuola
- Usa gli spazi e i materiali della scuola con la presenza
dell’insegnante
- Ha cura del proprio materiale
- Ha poca cura del proprio materiale
- Non ha cura del proprio materiale
- Porta a termine un’attività in completa autonomia
AUTONOMIA
- Data una consegna, individua, ricerca e trova i materiali
NELL’ATTIVITÀ
necessari
- Ipotizza soluzioni personali su procedure e/o problemi da
risolvere
- Ha bisogno di uno stimolo iniziale per organizzare il lavoro
- Necessita di continui incoraggiamenti e conferme per
svolgere il lavoro
- Non è in grado di organizzarsi e di lavorare in modo
autonomo
LINGUAGGIO
- Espone le proprie esperienze in modo chiaro e completo
VERBALE
- Espone le proprie esperienze con frasi molto semplici
E
- Espone le proprie esperienze con frasi non complete
NON VERBALE
- Espone le proprie esperienze con difficoltà di pronunzia
(balbuzie, confusione di suoni, omissione di suoni..)
- Legge immagini e le descrive
- Utilizza in modo efficace il linguaggio grafico-pittorico
- Ascolta e comprende facili consegne
- Ascolta e comprende ciò che viene raccontato o letto
- Partecipa alla ripetizione di filastrocche e canzoni collettive
- Non partecipa alla ripetizione di filastrocche e canzoni
collettive
STRUTTURA
- Ha acquisito la capacità di raggruppare, classificare,
LOGICO
ordinare, seriare autonomamente
SPAZIO
- Ha acquisito la capacità di raggruppare, classificare,
TEMPORALE
ordinare, seriare guidato dall’insegnante
- Ha acquisito la capacità di raggruppare, classificare,
ordinare, seriare con difficoltà
- Riconosce ed utilizza relazioni spaziali e topologiche
autonomamente
- Riconosce ed utilizza relazioni spaziali e topologiche guidato
dall’insegnante
- Riconosce ed utilizza relazioni spaziali e topologiche con
difficoltà
37
-
Si orienta sul foglio bianco e quadrettato autonomamente
Si orienta sul foglio bianco e quadrettato guidato
dall’insegnante
- Si orienta sul foglio bianco e quadrettato con difficoltà
- Stabilisce relazioni di quantità autonomamente
- Stabilisce relazioni di quantità guidato dall’insegnante
- Stabilisce relazioni di quantità con difficoltà
- Ordina sequenze autonomamente
- Ordina sequenze guidato dall’insegnante
- Ordina sequenze con difficoltà
ABILITÀ
- Presenta adeguata capacità nei compiti di motricità fine
MOTORIE
- Presenta scarsa capacità nei compiti di motricità fine
- Controlla schemi motori semplici (correre, strisciare,
gattonare, rotolare)
- Ha una buona coordinazione globale dei movimenti (saltare,
arrampicarsi, fare capriole,stare in equilibrio)
- Riconosce le parti del corpo
- Rappresenta in modo completo lo schema corporeo
- Non rappresenta in modo completo lo schema corporeo
ATTEGGIAMENTO NEI CONFRONTI DELL’ESPERIENZA SCOLASTICA
AUTOSTIMA
- Apprezza il suo lavoro
- È insoddisfatto del suo lavoro
- Ha bisogno di essere rassicurato
- Ha bisogno di essere valorizzato
- Affronta con sicurezza le proposte nuove
- Accetta di essere corretto
- Non accetta di essere corretto
INIZIATIVA
- È propositivo
- Interviene in modo pertinente
- Si organizza spontaneamente
- Interviene sempre
- Interviene solo se sollecitato
- Imita il lavoro o il gioco dei compagni
- Subisce le proposte degli altri
- Diverge dalle proposte dell’insegnante
CURIOSITÀ
- Interviene per chiedere chiarimenti
- Accetta proposte nuove
- Mostra interesse per le cose nuove
- Scopre ed elabora nuove strategie
- Interagisce nelle attività su istruzione dell’insegnante
FATICABILITÀ
- Porta a termine il lavoro con cura ed impegno
- È poco preciso nel modo di lavorare
- È frettoloso nel modo di lavorare
- Rispetta i ritmi del gruppo
- Non rispetta i ritmi del gruppo
- Si concentra nel proprio lavoro
- Mantiene la concentrazione per un certo tempo
- Va aiutato a mantenere la concentrazione
INTERESSI
- Accoglie le attività proposte
- Si orienta maggiormente verso una specifica attività
- Si adegua alle proposte ma senza entusiasmo
- Non si fa coinvolgere nelle attività (atteggiamento passivo)
- Rifiuta le attività proposte (atteggiamento di ribellione)
- Gli interessi sono approfonditi
- Gli interessi sono vari
- Gli interessi sono limitati
38
PARTECIPAZIONE
-
AREA SOCIALE
ACCOGLIENZA
-
ATTEGGIAMENTO
VERSO
I COMPAGNI
NEL GIOCO
-
ATTEGGIAMENTO
VERSO
I COMPAGNI
NELLE ATTIVITÀ
ATTEGGIAMENTO
NEI CONFRONTI
DELL’ADULTO
-
Si assume spontaneamente compiti nel lavoro e nel gioco
Collabora nelle attività di gruppo aiutando anche i compagni
più piccoli
Ha bisogno di conoscere bene l’attività proposta prima di
accettarla
Si inserisce attivamente solo se stimolato dall’insegnante
Non accetta proposte
Assume atteggiamenti provocatori per attirare l’attenzione
su di sé
Si separa tranquillamente dai genitori inserendosi
spontaneamente nel gruppo
Per il distacco dai genitori ha bisogno dell’accoglienza
dell’insegnante
Cerca un compagno per superare il distacco dai genitori
Supera il distacco inserendosi in un’attività già iniziata dai
compagni
Dopo il distacco si ferma ad osservare prima di inserirsi in
un gruppo
Conosce e rispetta le regole di convivenza democratica
Non rispetta le regole di convivenza democratica
Gioca e lavora volentieri con tutti i compagni
Presta aiuto di propria iniziativa a compagni più piccoli o in
difficoltà
Cerca la compagnia di alcuni compagni
Gioca spesso da solo
Interagisce positivamente nel gioco prendendo accordi con i
compagni
Resta in disparte a guardare i giochi scelti dai compagni
Sa adeguarsi ai giochi scelti dai compagni
Impone spesso le proprie scelte ai compagni
Decide chi può partecipare al gioco
Propone ai compagni giochi non adatti
Partecipa attivamente al gioco simbolico e alle ttività
collettive
Collabora in modo proficuo al lavoro di gruppo
Accetta passivamente le attività proposte dai compagni
Accetta le proposta dei compagni e le modifica
Si inserisce nelle attività solo se invitato da un compagno
Non accetta mai le proposte dei compagni
Si avvicina spontaneamente all’insegnante per esprimere le
proprie richieste
Accetta le proposte dell’insegnante interagendo in modo
appropriato
Rifiuta le proposte dell’insegnante
Ricerca e chiede il contatto fisico con l’insegnante
Ricerca l’attenzione dell’insegnante
Chiede continuamente la conferma dell’insegnante
Assume atteggiamenti di sfida e provocazione
Evita il rapporto diretto con l’adulto
 La valutazione nella scuola primaria e secondaria di 1° grado
Valutazione intermedia e finale
La valutazione è quadrimestrale: intermedia a febbraio, finale a giugno.
I documenti di valutazione sono: la scheda di valutazione ed il certificato delle competenze.
La scheda di valutazione, compilata collegialmente, è consegnata al termine di ogni anno di
scuola primaria e secondaria di 1° grado; riporta la valutazione degli apprendimenti e del
39
livello globale di maturità e formazione raggiunto dall’alunno: impegno, partecipazione,
attenzione, comportamento, grado di preparazione, progressi rispetto alla situazione di
partenza. Per la scuola secondaria: rispetto delle regole, relazionalità, partecipazione e
impegno.
Il certificato delle competenze è consegnato al termine della classe 5^ della scuola primaria e
della classe 3^ della scuola secondaria di 1° grado secondo i livelli di competenza e i gradi di
padronanza all’interno di ogni ambito, condivisi dai docenti come da prospetto sotto riportato
e basati sulle 8 competenze europee. Si vedano il “Certificato delle competenze al termine
della scuola primaria” e il “Certificato delle competenze al termine della scuola secondaria di
primo grado” nella sezione allegati.
Griglia di corrispondenza fra voto e conoscenze - abilità - competenze
Conoscenze: sono l’insieme di informazioni, fatti precisi e teorie pratiche che sono il
risultato dell’assimilazione delle informazioni acquisite attraverso contenuti, osservazioni
pratiche, sperimentazione, conversazioni, visite didattiche
Abilità: capacità di applicare le conoscenze cognitive e pratiche (saper fare) che si possono
acquisire tramite azione assidua, ripetuta
Competenza è costituita da conoscenze e abilità, richiede la comprovata capacità di usare
conoscenze e abilità, ma soprattutto capacità sociali e cognitive ideologiche in contesti diversi
per risolvere problemi. La competenza è un sapere agito in situazione, che ha dentro
conoscenza, abilità, ma anche la disposizione personale, che richiede autonomia e
responsabilità.
Premessa:
1. La griglia sarà presentata agli alunni ed alle famiglie alla consegna del primo documento
di valutazione;
2. I voti saranno assegnati con valenza formativa;
3. La scheda di valutazione scuola primaria si articolerà in voti dal 5 al 10;
4. La scheda di valutazione scuola secondaria di 1° grado si articolerà in voti dal 4 al 10.
Voto
4
5
6
7
8
9
10
Conoscenze – abilità- competenze
Conoscenze gravemente lacunose. Abilità non espresse o applicate con gravi
difficoltà.
Conoscenze lacunose ed incomplete dei contenuti e dei linguaggi. Abilità parziali, in
via di acquisizione.
Conoscenza dei contenuti minimi e uso accettabile dei vari linguaggi. Abilità
essenziali applicate in situazioni semplici e note. Competenze basilari.
Conoscenza sostanziale ma non approfondita dei contenuti e uso corretto dei vari
linguaggi. Abilità adeguate. Competenze intermedie.
Conoscenza completa dei contenuti e uso corretto e appropriato dei vari linguaggi.
Autonomia nell’applicazione delle conoscenze. Competenze intermedie consolidate.
Conoscenza sicura dei contenuti e uso chiaro e consapevole dei vari linguaggi.
capacità di stabilire in modo autonomo e personale collegamenti e relazioni.
Competenze avanzate.
Conoscenza completa e approfondita dei contenuti; esposizione chiara e articolata
con uso sicuro e consapevole dei vari linguaggi.
Autonomia personale
nell’applicazione delle conoscenze e rielaborazione con apporti di ordine critico.
Competenze eccellenti.
 La valutazione del comportamento nella scuola primaria
Descrittori per la rilevazione del comportamento
Rilevazione del comportamento e degli obiettivi formativi
RISPETTO DELLE REGOLE
In relazione alle norme che regolano il comportamento sociale, l’allievo/a dimostra…
- di contribuire al rispetto delle regole per sé e per gli altri
- di condividere le regole e di rispettarle/non rispettarle
- di contribuire alla elaborazione delle regole
- di conoscere il valore delle regole e di rispettarle/non rispettarle
40
- un comportamento oppositivo rispetto alle regole
RELAZIONE
Si relaziona con i compagni e con gli adulti …
- non accogliendo/accogliendo la diversità
- non attuando/attuando la cooperazione e la solidarietà
- non riconoscendo/riconoscendo ruoli diversi nel rapporto adulto-bambino
- non interagendo/interagendo con buone maniere
PARTECIPAZIONE
Partecipa alla vita scolastica…
- non avendo/avendo cura dell’ambiente
- non avendo/avendo cura del materiale
- non contribuendo/contribuendo alla soluzione dei problemi
- non contribuendo/contribuendo ad un clima di classe positivo
- non manifestando/manifestando bisogni e punti di vista
IMPEGNO
e si impegna…
- costantemente
- con sufficiente regolarità
- in alcuni ambiti disciplinari
- in maniera discontinua
AUTONOMIA
Nel lavoro personale manifesta una autonomia
- piena
- buona
- sufficiente
- settoriale
La valutazione globale del comportamento nella scuola primaria viene espressa con
un giudizio.
 La valutazione del comportamento nella scuola secondaria di 1° grado
Descrittori per la rilevazione del comportamento
Rilevazione del comportamento e degli obiettivi formativi
RISPETTO DELLE REGOLE
In relazione alle norme che regolano il comportamento sociale, l’alunno/a dimostra …
- di condividere le regole.
- di rispettare le regole.
- di accettare le regole.
- di accettare parzialmente le regole.
- mancanza di autocontrollo
- di rifiutare le regole
RELAZIONE
Nella comunicazione e nella relazione interpersonale…
- si propone in modo costruttivo
- si dimostra collaborativo/a
- si dimostra disponibile
- si propone in modo selettivo
- si dimostra talvolta conflittuale
- evita di interagire
PARTECIPAZIONE
Partecipa alle attività…
- in modo attivo e costruttivo
- in modo attivo
- in modo pertinente
- in modo settoriale
- in modo poco pertinente
- solo se sollecitato/a
IMPEGNO
41
e l’impegno risulta…
- assiduo e produttivo
- costante
- abbastanza regolare
- limitato ad alcune discipline
- superficiale
- scarso
La valutazione globale del comportamento nella scuola secondaria di 1° grado
viene espressa con un voto in decimi.
Corrispondenza tra voto - descrittori del comportamento-sanzioni
La valutazione del comportamento si propone di favorire l’acquisizione di una coscienza civile
basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizzi nell’adempimento dei propri
doveri, nella conoscenza e nell’esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle
regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare.
Il voto di condotta è attribuito dai Docenti, su proposta del Coordinatore di Classe, in sede di
scrutinio, dopo attento ascolto reciproco ed è il risultato della valutazione, compiuta dagli
Insegnanti, sul comportamento tenuto dallo Studente stesso, in base ai seguenti indicatori:
 Rispetto delle regole
 Comunicazione e relazione interpersonale
 Partecipazione al dialogo educativo-didattico
 Impegno
VOTO
GIUDIZIO
INDICATORI DI COMPORTAMENTO
5
COMPORTAMENTO
MOLTO
SCORRETTO
Rifiuta regole di convivenza interna, regole e
norme della comunità.
Si rapporta in modo molto conflittuale, e
intollerante; non rispetta né adulti né pari.
L’atteggiamento verso le attività didattiche è di
completo disinteresse e di continuo disturbo alle
lezioni.
Dimostra scarso impegno.
6
COMPORTAMENTO
POCO CORRETTO
7
SCARSA
PROPENSIONE AL
DIALOGO
EDUCATIVO E/O
PRESENZA POCO
COSTRUTTIVA PER
PASSIVITÀ O
ESUBERANZA
COMPORTAMENTO
NELLA NORMA
Non sempre rispetta regole di convivenza
interna, regole e norme della comunità.
Si rapporta con i compagni in modo a volte
conflittuale, non rispetta punti di vista diversi.
Partecipa in modo discontinuo e poco
pertinente.
Si impegna in modo saltuario e superficiale.
Accetta parzialmente regole di convivenza
interna, regole e norme della comunità.
Non sempre rispetta i compagni e i loro punti
di vista.
Partecipa in modo discontinuo.
Si impegna in modo poco costante e
superficiale.
8
9
CONDOTTA
OTTIMA
Accetta regole di convivenza interna, regole e
norme della comunità.
Relaziona con i compagni in modo selettivo.
Dimostra una discreta partecipazione.
Si impegna in modo abbastanza regolare.
Rispetta regole di convivenza interna, regole e
norme della comunità.
Ascolta i compagni tenendo conto dei loro punti
di vista.
Partecipa in modo attivo.
42
SANZIONI
DISCIPLINARI
Ripetute sanzioni
scritte ed eventuale
allontanamento
temporaneo dalla
comunità scolastica
(ART.2, punto D,E
Regolamento
Disciplinare
d’Istituto)
Avvertimenti scritti
e sanzioni scritte
(ART.2, punto C, D
Regolamento
Disciplinare
d’Istituto)
Richiami verbali e
avvertimenti scritti
(ART.2, punto C
Regolamento
Disciplinare
d’Istituto)
Richiami verbali
Nessuna
10
CONDOTTA
ECCELLENTE
Si impegna in modo attivo e consapevole del
proprio dovere.
Condivide regole di convivenza interna, regole e
norme della comunità.
Ascolta i compagni tenendo conto dei loro punti
di vista; rispetta i compagni diversi per
condizione, provenienza e mette in atto
comportamenti di accoglienza e di aiuto.
Partecipa ad ogni attività in modo attivo e
costruttivo.
Si impegna in modo assiduo e produttivo nella
consapevolezza del proprio dovere.
Nessuna
NOTE:
La valutazione inferiore a sei decimi, secondo art.4, DM 5 del 16/01/2009, determina la non
ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo.
In presenza d’infrazioni e sospensioni, nell’assegnazione del voto di condotta successivo, si
terrà conto dell’impegno e del ravvedimento dimostrato al fine di maturare atteggiamenti più
consapevoli e rispettosi ed evitare di ripetere gli errori compiuti.
14. ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE
Vademecum per l’accoglienza e l’integrazione dell’alunno straniero
L’Istituto Comprensivo di Preganziol, in ottemperanza al DPR del 31.08.99, n° 394 art. 45,
istituisce una Commissione Accoglienza/Intercultura, come gruppo di lavoro ed articolazione
del Collegio Docenti, composta dal Dirigente Scolastico, dal docente funzione strumentale e
dai docenti referenti di ogni plesso scolastico appartenente all’Istituto.
La Commissione ha il compito di individuare i criteri d'inserimento e il viaggio di accoglienza
garantendo l’applicazione del protocollo di accoglienza approvato.
a. Iscrizione
Il personale di segreteria:
- iscrive il minore;
- raccoglie informazioni e documenti relativi la precedente scolarità e la biografia
linguistica;
- avvisa tempestivamente l’insegnante referente e i coordinatori di plesso per favorire le
fasi d’inserimento;
- fornisce ai genitori informazioni sul sistema scolastico e la modulistica relativa alla
frequenza.
b. Attribuzione alla classe
L’alunno viene destinato alla classe tenendo conto di questi criteri:
- età anagrafica;
- scolarità pregressa;
- conoscenze, abilità, competenze possedute;
- paese di provenienza e caratteristiche della lingua d’origine e/o di scolarizzazione;
- situazione della classe d’accoglienza (numero alunni, altri stranieri, handicap…);
- disponibilità e competenze degli insegnanti.
c. Accoglienza e primo inserimento
L’insegnante referente effettua un passaggio di informazioni e stabilisce con i docenti il
percorso di accoglienza.
Tutti i docenti sono coinvolti nell’accoglienza, essi valutano le modalità di primo inserimento:
- frequenza piena o ad orario ridotto;
- intervento di un mediatore culturale;
- attività di accoglienza in classe;
- attività di conoscenza della struttura scolastica per l’alunno;
- testi e materiale scolastico da far acquistare al neo arrivato;
- testi e materiale scolastico che la scuola può fornire.
d. Attuazione di un percorso personalizzato
Nel primissimo periodo gli insegnanti :
- osservano l’alunno ai fini di avviare un percorso personalizzato;
43
-
chiedono all’insegnante referente e/o alla Commissione il materiale di prima
alfabetizzazione;
- utilizzano le risorse della scuola per interventi di tipo laboratoriale.
La scuola programma attività di recupero e sostegno utilizzando tutte le risorse per
individualizzare l’insegnamento:
- compresenza degli insegnanti;
- collaborazione tra classi (es. frequenza per alcune ore in altra classe);
- laboratorio linguistico;
- orario aggiuntivo degli insegnanti;
- presenza di insegnanti volontari;
- collaborazione con operatori del comune;
- centri aggregativi pomeridiani.
L’alunno ha diritto di frequentare il laboratorio di L2 per apprendere la lingua italiana e,
contemporaneamente, deve essere accompagnato per facilitare l’aggancio con il gruppo
classe.
e. Adattamento dei programmi
Si propone di operare delle scelte sulle materie di apprendimento e dei contenuti all’interno
di esse, tenendo in considerazione la possibilità di :
- omettere
- sostituire
- ridurre
Ciò significa che l’alunno inizialmente può:
- uscire dalla classe per attività di prima alfabetizzazione (interventi individualizzati);
- frequentare in altre classi lezioni di italiano e discipline che utilizzino linguaggi universali
(ed. artistica, motoria, musicale, informatica) o attuate sotto forma di laboratorio;
- seguire la programmazione di classe con un percorso ridotto e facilitato;
- inizialmente non è auspicabile l’insegnamento di lingue straniere.
Risulterà fondamentale operare delle scelte sulle materie di apprendimento e all’interno di
esse.
Progettare un percorso individualizzato significa anche accettare che l’alunno straniero non
debba fare tutto.
f. Valutazione del percorso scolastico
Strettamente collegato alla programmazione vi è un altro aspetto fondamentale
rappresentato dalla valutazione scolastica degli alunni stranieri, in riferimento alla quale i
tradizionali parametri valutativi non sono utilizzabili.
I progressi fatti da un alunno straniero non possono essere paragonati ai progressi standard
della classe: questo risulterebbe frustrante per l’alunno e per la sua famiglia e non
renderebbe giustizia degli sforzi fatti e dei risultati ottenuti.
In caso di arrivi di minori in concomitanza con le schede di valutazione , si utilizzerà solo la
parte della scheda riguardante il profilo generale dell’alunno delineando la situazione di
partenza e tralasciando i giudizi nelle singole discipline.
Dopo che l’alunno ha svolto un percorso individualizzato, ogni singola disciplina verrà
valutata in relazione agli obiettivi previsti dalla programmazione (semplificata ,
personalizzata , ridotta…).
g. Considerazioni per un percorso interculturale
L’interculturalità è un sistema educativo che rispetta e valorizza ogni cultura, riconosce la
differenza come valore positivo e come risorsa.
Essa privilegia un apprendimento caratterizzato dalla capacità di decentrare il proprio punto
di vista al fine di rafforzare la formazione di un’identità più dinamica e capace di dialogare
con ogni forma di alterità.
La scuola deve porsi quindi il compito di promuovere la conoscenza delle varie culture sia
attraverso le discipline scolastiche, sia attraverso la realizzazione di momenti forti di incontro
e di convivialità.
La scuola deve promuovere la conoscenza dei principi espressi dalla Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani e dalla Convenzione sui Diritti dei Minori.
h. Collaborazione con il territorio
44
Per promuovere una reale e piena integrazione dei ragazzi, nel più vasto contesto sociale e,
per realizzare un progetto educativo che coniughi insieme pari opportunità e rispetto delle
differenze, la scuola ha bisogno delle risorse del territorio, della collaborazione con enti locali,
associazioni, servizi…
La scuola contatta e propone all’Amministrazione Comunale progetti per attività che
concorrano a favorire una cultura dell’accoglienza e dello scambio culturale e che rimuovano
eventuali ostacoli all’integrazione.
La scuola stabilisce contatti con le associazioni di volontariato per favorire lo scambio di
conoscenze e competenze e per affrontare tematiche concrete.
La scuola collabora con le famiglie e promuove occasioni di incontro, di scambio e di
formazione e favorisce la partecipazione.
N.B.
I punti sopra trattati sono ulteriormente specificati e approfonditi nel documento “Protocollo
di Accoglienza dell’alunno straniero” consultabile ne sito alla voce Regolamenti e Patti.
15. CRITERI FORMAZIONE SEZIONI INFANZIA E CLASSI PRIMARIA E SECONDARIA
DI 1° GRADO
Scuola dell’infanzia: CRITERI FORMAZIONE SEZIONI
PREMESSA. In prima istanza le sezioni sono costituite in base alle scelte del tempo scuola
effettuate dai genitori. Nell’eventuale gruppo residuo si procede in base alla scelta di tempo
scuola della maggioranza.
In seconda istanza le sezioni sono costituite in base ai seguenti criteri:
1. Sezioni eterogenee per età: bambini delle tre età (3,4 e 5 anni).
2. Indicazioni delle educatrici degli asili nido di provenienza.
3. Maggior equilibrio possibile tra alunni stranieri, situazioni di handicap certificate,
situazioni di disagio socio-ambientale note.
4. Maggior equilibrio possibile tra maschi e femmine.
5. Separazione fratelli e gemelli in sezioni e saloni diversi.
Scuola primaria: CRITERI FORMAZIONE CLASSI
PREMESSA. In prima istanza le classi sono costituite in base alle scelte del tempo scuola
effettuate dai genitori. Nell’eventuale gruppo residuo si procede in base alla scelta di tempo
scuola della maggioranza.
In seconda istanza le classi sono costituite in base ai seguenti criteri:
1. Indicazioni delle insegnanti della scuola dell’infanzia sulle dinamiche comportamentali e
relazionali dei bambini nonché della F.S. Continuità I-P.
2. Maggior equilibrio possibile tra alunni stranieri, situazioni di handicap certificate,
situazioni di disagio socio-ambientale rilevate dalle insegnanti della scuola dell’infanzia
nonché della F.S. Continuità I-P e/o dall’equipe psicopedagogica di competenza.
3. Maggior equilibrio possibile tra maschi e femmine.
4. Analisi delle relazioni di sintesi sugli alunni della scuola dell’infanzia da parte degli
insegnanti della scuola primaria.
5. Separazione fratelli e gemelli.
COMMISSIONE FORMAZIONE CLASSI PRIME PRIMARIA.
Dopo il passaggio informazioni I-P - fra i docenti previsti e alla presenza della F.S. Continuità
e Valutazione - a fine a.s. precedente si riunirà la Commissione in oggetto costituita da:
Dirigente scolastico, F.S. Continuità e Valutazione, insegnanti delle future classi prime scuola
primaria (solo nei casi di gruppi da suddividere e quindi di classi NON già costituite, ovvero
usualmente solo nel caso del Capoluogo. In tale caso le prime due settimane di frequenza
prevedono gruppi aperti ed un osservatore esterno non docente delle classi. Il gruppo docenti
previsto per ciascuna classe prima del medesimo tempo scuola è estratto a sorte al termine
del periodo di osservazione).
Scuola secondaria 1° grado: CRITERI FORMAZIONE CLASSI
45
PREMESSA. In prima istanza le classi sono costituite in base alle scelte del tempo scuola e
della lingua effettuate dai genitori. Nell’eventuale gruppo residuo si procede in base alla
scelta di tempo scuola della maggioranza.
In seconda istanza le classi sono costituite in base ai seguenti criteri:
1. Formazione gruppi classe omogenei nell’eterogeneità: uso degli strumenti di valutazione
(Livelli emersi dalle prove INVALSI Classi quinte).
2. Indicazioni delle insegnanti della scuola primaria sulle dinamiche relazionali nonché della
F.S. Continuità P-S.
3. Scelta della sezione solo nel caso di fratello frequentante il triennio (libri di testo), su
specifica richiesta del genitore.
4. Equilibrio numerico tra maschi e femmine.
5. Distribuzione di gruppi equilibrati a seconda delle scuole primarie di provenienza.
6. Presenza equilibrata di alunni stranieri in tutte le classi, verificato il T.S. e lingua scelta.
7. Presenza equilibrata di alunni DSA per sezione, verificato il T.S. e lingua scelta.
8. Riequilibrio ripetenze e nuovi ingressi, verificato il T.S. e lingua scelta.
9. Separazione fratelli e gemelli.
COMMISSIONE FORMAZIONE CLASSI PRIME SECONDARIA.
Dopo il passaggio informazioni P-S - fra i docenti previsti e alla presenza della F.S. Continuità
e Valutazione - a fine a.s. precedente si riunirà la Commissione in oggetto costituita da:
Dirigente scolastico, F.S. Continuità e Valutazione e docenti non impegnati con esami di
stato.
16. RAPPORTI SCUOLA E FAMIGLIA
I rapporti fra scuola e famiglia sono la condizione che permette di realizzare le finalità
educative che la scuola si propone. I rapporti fondati sulla condivisione dei progetti educativi,
saranno improntati alla collaborazione e al rispetto dei rispettivi ruoli di docenti e genitori.
Occasioni d’incontro e di partecipazione
 Nell’ambito del progetto continuità, sono riservate specifiche iniziative ai genitori degli
alunni del primo anno di scuola dell’infanzia e delle prime classi della primaria e
secondaria di primo grado. Ogni anno, prima delle iscrizioni sono previsti gli open day,
giornate in cui i genitori, intenzionati ad iscrivere il loro figlio in una delle scuole del
nostro Istituto Comprensivo, lo accompagnano in visita alla scuola prescelta. In
quest’occasione gli insegnanti accolgono genitori e figli, coinvolgendoli in iniziative
finalizzate a conoscere la scuola: gli spazi, i laboratori, gli alunni che la frequentano ed i
loro elaborati, realizzati nei vari momenti di vita scolastica curricolare e/o laboratoriale,
documentazioni di attività di classe e/o di plesso. Viene favorita la presenza degli alunni e
delle famiglie al fine di enfatizzare le specificità ed i punti di forza dell’I.C. e del plesso,
come interventi diretti. Prima delle iscrizioni alla scuola primaria e nella secondaria di 1°
grado, è prevista anche una riunione preliminare con la partecipazione del Dirigente
Scolastico e di alcuni insegnanti per presentare le scuole. Nei primi giorni di settembre gli
insegnanti della scuola dell’infanzia e nella prima settimana di scuola gli insegnanti della
primaria, incontrano i genitori dei nuovi alunni iscritti per informazioni di tipo
organizzativo.
 Entro il mese di ottobre, sono organizzate le assemblee di classe (nella scuola
dell’infanzia si tratta di un’assemblea generale aperta a tutte le sezioni) aperte a tutti i
genitori, all’interno delle quali si presenta il piano annuale di lavoro, si legge il patto
educativo di corresponsabilità e vengono eletti i rappresentanti dei genitori nei Consigli di
intersezione (infanzia), Consigli di interclasse (primaria), Consigli di classe (secondaria 1°
grado).
 Nei tre ordini di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado i genitori eletti
come rappresentanti, partecipano rispettivamente ai Consigli di Intersezione, Consigli di
Interclasse e Consigli di classe, nel corso dell’anno scolastico.
 La scuola organizza incontri aperti a tutti i genitori con esperti su temi di particolare
interesse,
quali
l’orientamento
scolastico,
le
problematiche
dell’infanzia
e
dell’adolescenza.
46


La scuola dell’infanzia organizza ogni anno, in ottobre la tradizionale festa dell’autunno, in
dicembre la festa di Natale, con canti a tema e scambio di auguri. A fine anno scolastico
organizza una festa di fine anno con canti, giochi, gare che coinvolgono anche i genitori e
mostra di attività documentate, svolte durante l’anno. Durante l’assemblea di fine anno
scolastico, vengono illustrate le attività svolte dai bambini tramite videoproiezione.
I genitori possono utilizzare i locali della scuola, previa autorizzazione del Dirigente
Scolastico, per assemblee di classe indette autonomamente.
Colloqui con gli insegnanti
Le famiglie degli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria sono informate
sull’andamento scolastico dei figli con colloqui individuali, secondo un calendario predisposto
e comunicato annualmente.
Nella scuola secondaria di 1° grado i genitori sono ricevuti dai docenti delle singole
discipline per un’ora una volta alla settimana, con orario fissato da prenotare nell’apposito
raccoglitore all’ingresso.
I genitori che, per motivi di lavoro, non possono mai accedere ai ricevimenti del mattino,
hanno la possibilità di incontrare i docenti durante due ricevimenti generali pomeridiani di
metà quadrimestre organizzati per gruppi di discipline.
I rappresentanti dei genitori, eletti a far parte degli organi collegiali, partecipano ai consigli di
classe.
Per tutti possono essere richiesti colloqui anche in altri momenti, qualora se ne ravvisi la
necessità sia da parte dei docenti, che dei genitori.
17. ORGANISMI DELLA SCUOLA
Che cosa sono
Gli organi collegiali sono organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche a livello
territoriale e di singolo istituto. Sono composti da rappresentanti delle varie componenti
interessate.
Rappresentanza
Il processo educativo nella scuola si costruisce, in primo luogo nella comunicazione tra
docente e alunno e si arricchisce in virtù dello scambio con l'intera comunità che attorno alla
scuola vive e lavora. In questo senso la partecipazione al progetto scolastico da parte dei
genitori è un contributo fondamentale. Gli Organi collegiali della scuola, che - se si esclude il
Collegio dei Docenti - prevedono sempre la rappresentanza dei genitori, sono tra gli
strumenti che possono garantire sia il libero confronto fra tutte le componenti scolastiche sia
il raccordo tra scuola e territorio, in un contatto significativo con le dinamiche sociali. Tutti gli
Organi collegiali della scuola si riuniscono in orari non coincidenti con quello delle lezioni
Composizione
Consiglio di intersezione
Scuola dell’Infanzia: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle sezioni
interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui
delegato.
Consiglio di interclasse
Scuola primaria: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle classi
interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui
delegato.
Consiglio di classe
Scuola secondaria di 1°grado: tutti i docenti della classe e quattro rappresentanti dei
genitori; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui
delegato.
Consiglio d'Istituto
Il Consiglio d’istituto è l’organo di indirizzo e di controllo. In istituzioni scolastiche con più di
500 alunni come la nostra, è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del
personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 8
rappresentanti dei genitori degli alunni, il dirigente scolastico. E’ presieduto da uno dei
membri eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.
47
La Giunta esecutiva è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o
ausiliario, da 2 genitori. Di diritto ne fanno parte il dirigente scolastico, che la presiede, e il
direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta
stessa.
Principali compiti e funzioni
Il Consiglio di intersezione, quello di interclasse e di classe, hanno il compito di
formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e a
iniziative di sperimentazione nonché quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra
docenti, genitori ed alunni. Fra le mansioni del consiglio di classe rientra anche quello relativo
ai provvedimenti disciplinari a carico degli studenti.
Il Consiglio d’istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di
autofinanziamento della scuola; delibera il Programma annuale e il Conto consuntivo e
stabilisce come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico.
Spetta al consiglio: l'adozione e la modifica del regolamento interno dell'istituto; la
definizione dei criteri per l'acquisto, il rinnovo e la conservazione di tutti i beni necessari alla
vita della scuola; la definizione dei criteri per l’esercizio della attività negoziale del Dirigente
scolastico (contratti, convenzioni, utilizzo dei locali scolastici da parte di terzi); la decisione in
merito alla partecipazione dell'istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo
svolgimento di iniziative assistenziali. Fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei
consigli di intersezione, di interclasse, e di classe comprese le attività para/inter/extrascolastiche. Ha potere deliberante sull'organizzazione e la programmazione della vita e
dell'attività della scuola, nei limiti delle disponibilità del Programma annuale, per quanto
riguarda i compiti e le funzioni che l'autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole. In
particolare adotta il Piano dell'offerta formativa elaborato dal collegio dei docenti. Inoltre il
Consiglio d’istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'assegnazione
dei singoli docenti, e al coordinamento organizzativo dei consigli di intersezione, di
interclasse o di classe; esprime parere sull'andamento generale, didattico ed amministrativo,
dell'istituto, stabilisce i criteri per l'espletamento dei servizi amministrativi ed esercita le
competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici.
La Giunta esecutiva prepara i lavori del Consiglio d’istituto, fermo restando il diritto di
iniziativa del consiglio stesso, e cura l'esecuzione delle relative delibere. Come previsto dal
D.I. 44/2001, art.2, comma 3, entro il 31 ottobre ha il compito di proporre al Consiglio
d’istituto il Programma delle attività finanziarie dell’ istituzione scolastica, accompagnato da
un'apposita relazione e dal parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori. Nella
relazione, su cui il consiglio dovrà deliberare entro il 15 dicembre dell'anno precedente quello
di riferimento, sono illustrati gli obiettivi da realizzare e l'utilizzo delle risorse in coerenza con
le indicazioni e le previsioni del Piano dell'offerta formativa, nonché i risultati della gestione in
corso e quelli del precedente esercizio finanziario.
Elezioni
I rappresentanti dei genitori vengono eletti nel corso di assemblee convocate dal dirigente
scolastico entro il 31 ottobre. Entro quella data, infatti, il dirigente scolastico convoca per
ciascuna sezione (di scuola dell’infanzia) o classe (di scuola primaria o secondaria di 1 °
grado) - l'assemblea dei genitori. Le procedure operative sono contenute nella O.M. 215/91,
artt.21
e
22.
Per il Consiglio d’istituto, sia in caso di rinnovo dell'organo, giunto alla scadenza triennale, sia
in caso di prima costituzione, le elezioni vengono indette dal dirigente scolastico. Le
operazioni di votazione debbono svolgersi in un giorno festivo dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e
in quello successivo dalle ore 8.00 alle 13.00, entro il termine fissato dai direttori degli uffici
scolastici
regionali.
Indicazioni più dettagliate in merito alle procedure sono contenute nella C.M. 192/00, nella
O.M. 215/91 e nella O.M. 277/98 che modifica e integra la precedente normativa.
Il Consiglio d’istituto, a sua volta, elegge al suo interno la Giunta esecutiva.
48
18. ALLEGATI.
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
Tel 0422 330645 - 0422 938584 - CF 80011500263
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Certificato N°
Certificato delle competenze
al termine della scuola primaria
Alunno/a
Nato/a
a
(provincia
) il
scuola primaria
classe 5^ sezione
anno scolastico
20__/20__
Tenendo conto degli Atti di Ufficio, è certificato, al termine della scuola primaria , il livello in
decimi delle competenze maturate dall’alunno nella scuola e nell’extrascuola, secondo la
normativa vigente (legge 169/2008)
Competenze
Livelli di competenza
(basilare-intermedio-consolidato
avanzato-eccellente)
Valutazione espressa
in decimi
Competenze linguistiche
Competenze in lingua
inglese livello A1*
Competenze matematiche
Competenze scientifiche
Competenze tecniche e
informatiche
Competenze storicogeografiche
Competenze motorie
Competenze musicali
Competenze artistiche
Competenze
civiche
sociali
e
Imparare a imparare
Spirito d’iniziativa e
intraprendenza
Preganziol,
giugno 20__
IL DIRIGENTESCOLASTICO
Francesca Mondin
*
Livello del Quadro Comune Europeo di riferimento del Consiglio d’Europa per le lingue.
49
Descrizione delle competenze
Le competenze indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali
e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo personale; le competenze sono
descritte in termine di responsabilità ed autonomia.
Competenze linguistiche: Ascolta e comprende testi di vario tipo. Comunica in modo chiaro e
pertinente. Legge e comprende testi di vario tipo. Scrive e rielabora testi corretti, chiari e coerenti.
Padroneggia le conoscenze logico-sintattiche e le categorie lessicali.
Competenze in lingua inglese: Comprende istruzioni e frasi di uso quotidiano pronunciate
chiaramente. Identifica il significato generale di un discorso riferito ad argomenti conosciuti. Legge e
comprende semplici e brevi testi. Comunica, anche in forma scritta, messaggi semplici, brevi e
comprensibili relativi ad argomenti noti di interesse quotidiano.
Competenze matematiche: Opera con i numeri naturali, decimali e frazionari e padroneggia i concetti
elementari della matematica. Organizza e interpreta dati in tabelle e diagrammi. Risolve semplici
problemi di esperienza.
Competenze scientifiche: Osserva fenomeni naturali del proprio ambiente ed è in grado di
selezionare fatti e conoscenze necessari a spiegarli.
Competenze tecniche e informatiche: Scrive testi, con immagini e tabelle, li salva, li archivia.
Utilizza la posta elettronica. Usa correttamente gli strumenti disciplinari.
Competenze storiche e geografiche: Si orienta nello spazio e nel tempo. Identifica le principali
caratteristiche fisico-antropologiche del territorio. Usa la documentazione e l’osservazione per
conoscere realtà storiche e geografiche.
Competenze motorie: Utilizza schemi motori e posturali con autocontrollo in azioni simultanee.
Conosce e rispetta le regole di giochi di squadra.
Competenze musicali: Distingue gli elementi basilari del linguaggio musicale. Esegue semplici brani
vocali e strumentali.
Competenze artistiche: Produce elaborati con l’utilizzo di tecniche e materiali diversi.
Competenze sociali e civiche: Rispetta le regole e le norme della comunità. Rispetta gli altri e la
diversità. Rispetta l’ambiente e le cose.
Imparare a imparare: Applica strategie di studio acquisite e pianifica un proprio lavoro descrivendone
le fasi. Nell’affrontare problemi di esperienza ipotizza soluzioni e seleziona le più efficaci.
Spirito d’iniziativa e intraprendenza: Assume iniziative personali, porta a termine compiti valutando
anche gli esiti del lavoro.
LIVELLO
BASILARE
VOTO
6
Descrizione dei livelli
Utilizza la maggior parte delle conoscenze e le abilità in modo essenziale.
Esegue i compiti richiesti con il supporto di domande stimolo e indicazioni
dell’adulto o dei compagni.
INTERMEDIO
7
Utilizza in modo adeguato la maggior parte delle conoscenze e delle abilità.
Porta a termine in autonomia e di propria iniziativa i compiti dove sono
coinvolte conoscenze e abilità che utilizza con sicurezza; porta a termine
compiti più complessi con il supporto dell’insegnante e dei compagni.
CONSOLIDATO
8
Padroneggia in modo adeguato tutte le conoscenze e le abilità. Assume
iniziative e porta a termine compiti affidati in modo responsabile. E’ in grado
di utilizzare conoscenze e abilità per risolvere problemi legati all’esperienza
con istruzioni date e in contesti noti.
AVANZATO
9
Padroneggia in modo consapevole tutte le conoscenze e le abilità. Assume
iniziative e porta a termine compiti affidati in modo responsabile e
autonomo. E’ in grado di trasferire conoscenze e abilità per risolvere
problemi .
ECCELLENTE
10
Padroneggia in modo completo e approfondito le conoscenze e le abilità. In
contesti conosciuti: assume iniziative e porta a termine compiti in modo
autonomo e responsabile; è in grado di dare istruzioni ad altri; utilizza
conoscenze e abilità per risolvere autonomamente problemi. È in grado di
reperire e organizzare conoscenze nuove e di mettere a punto procedure di
soluzione originali.
In caso di mancato conseguimento del livello basilare della competenza prevista, non si procede alla
relativa certificazione e si adotta la dicitura: “ livello basilare non raggiunto (NR).”
50
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
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Certificato N°
Certificato delle competenze
al termine del 1^ ciclo di istruzione
Il Dirigente scolastico e il Presidente della Commissione di esame
Visti gli Atti di Ufficio relativi alle valutazioni degli Insegnanti, ai giudizi definiti dal Consiglio
di Classe, agli esiti conseguiti e alle documentazioni acquisite in sede di esame di Stato
CERTIFICANO
che
l’alunno/a
Nato/a
a
(provincia
) il
ha superato l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione con la valutazione finale
di
/decimi
e ha conseguito i seguenti livelli di competenza nelle discipline di studio.
Competenze
Livelli di competenza
(basilare-intermedio-consolidato
avanzato-eccellente)
Competenze linguistiche
Competenze in lingua inglese
Competenze nella 2^ lingua
comunitaria
Competenze matematiche
Competenze scientifiche
Competenze tecniche e
informatiche
Competenze storico-geografiche
Competenze motorie
Competenze musicali
Competenze artistiche
Competenze sociali e civiche
Imparare ad imparare
Spirito
di
iniziativa
e
intraprendenza
Preganziol,
giugno 20__
51
Valutazione
espressa in decimi
Descrizione delle competenze
Le competenze indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o
metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo personale; le competenze sono descritte in
termine di responsabilità ed autonomia.
Competenze linguistiche:comunica ed espone in modo efficace, formulando anche giudizi; ascolta e
comprende testi di vario genere; legge testi di diversa tipologia per interpretare, ricercare e rielaborare
informazioni;
scrive in modo coerente, coeso e corretto testi di vario tipo; applica le competenze lessicali acquisite;
padroneggia le conoscenze morfo-sintattiche
Competenze nelle lingue comunitarie: Comprende messaggi scritti ed orali inerenti la quotidianità.
Ricava informazioni da testi di vario genere. Produce messaggi scritti ed orali su argomenti collegati al proprio
vissuto.
Competenze matematiche: Conosce, comprende ed applica formule e procedimenti. Identifica, comprende
e risolve problemi. Utilizza correttamente il linguaggio matematico.
Competenze scientifiche: Individua problemi scientifici; sa verificarli mediante esperienze dirette o l’uso di
semplici modelli. Organizza i dati in grafici, schemi o tabelle; sa riferirli ed esprime conclusioni.
Competenze tecniche e informatiche: Finalizza comportamenti e scelte alla salvaguardia della salute.
Conosce e usa in maniera corretta i principali strumenti informatici e del disegno tecnico. Sa utilizzare la rete
per reperire informazioni; organizza e confronta le informazioni reperite in rete anche con altre fonti
documentali, testimoniali, bibliografiche
Competenze storico-geografiche: Si orienta correttamente nel tempo e nello spazio. Conosce ed espone
gli avvenimenti storici e li sa relazionare con il presente. Utilizza fonti diverse e le sa interpretare. Individua la
relazione uomo-ambiente e le conseguenze sul territorio.
Competenze motorie: conosce ed applica correttamente le proprie capacità motorie in contesti diversi.
Conosce la tecnica e le regole di alcune discipline sportive. Sa gestire con autocontrollo le situazioni
competitive.
Competenze musicali: Esegue in modo espressivo brani vocali e strumentali. Riconosce e utilizza gli
elementi formali e strutturali del linguaggio e della notazione musicale. Legge criticamente messaggi musicali,
li colloca nel loro contesto storico e ambientale ed esprime giudizi personali.
Competenze artistiche: legge criticamente messaggi visivi di tipo diverso. Individua nelle opere d’arte di
epoche diverse gli elementi compositivi, il significato e la contestualizzazione temporale/spaziale. Esprime
giudizi estetici e critici su opere artistiche. Sperimenta e rielabora opere grafico-pittoriche e plastiche con
varie tecniche espressive.
Competenze sociali e civiche: Conosce le norme e le rispetta. Si impegna in modo responsabile, autonomo
e costruttivo. Sa valutare le conseguenze dei propri comportamenti.
Imparare a imparare: Sa ricavare informazioni da fonti diverse e le rielabora in mappe, schemi, scalette e
riassunti. Sa collegare le informazioni tra loro. Sa utilizzare autonomamente i diversi linguaggi espressivi. Sa
pianificare il proprio lavoro.
Spirito d’iniziativa e intraprendenza: Conosce strutture produttive, amministrative e culturali regionali e
nazionali per maturare scelte consapevoli. Sa assumere iniziative personali portandole a termine in modo
accurato e responsabile. Sa collaborare con i pari e con l’adulto per redigere semplici progetti, per individuare
problemi e strumenti di indagine, assumendo anche ruoli di responsabilità.
LIVELLO
BASILARE
VOTO
6
Descrizione dei livelli
Utilizza la maggior parte delle conoscenze e le abilità in modo essenziale. Esegue i
compiti richiesti con il supporto di domande stimolo e indicazioni dell’adulto o dei
compagni.
INTERMEDIO
7
Utilizza in modo adeguato la maggior parte delle conoscenze e delle abilità. Porta a
termine in autonomia e di propria iniziativa i compiti dove sono coinvolte conoscenze
e abilità che utilizza con sicurezza; porta a termine compiti più complessi con il
supporto dell’insegnante e dei compagni.
CONSOLIDATO
8
Padroneggia in modo adeguato tutte le conoscenze e le abilità. Assume iniziative e
porta a termine compiti affidati in modo responsabile. E’ in grado di utilizzare
conoscenze e abilità per risolvere problemi legati all’esperienza con istruzioni date e
in contesti noti.
AVANZATO
9
Padroneggia in modo consapevole tutte le conoscenze e le abilità. Assume iniziative e
porta a termine compiti affidati in modo responsabile e autonomo. E’ in grado di
trasferire conoscenze e abilità per risolvere problemi .
ECCELLENTE
10
Padroneggia in modo completo e approfondito le conoscenze e le abilità. In contesti
conosciuti: assume iniziative e porta a termine compiti in modo autonomo e
responsabile; è in grado di dare istruzioni ad altri; utilizza conoscenze e abilità per
risolvere autonomamente problemi. È in grado di reperire e organizzare conoscenze
nuove e di mettere a punto procedure di soluzione originali.
In caso di mancato conseguimento del livello basilare della competenza prevista, non si procede alla relativa
certificazione e si adotta la dicitura: “ livello basilare non raggiunto (NR).”
52
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
Tel 0422 330645 - 0422 938584 - CF 80011500263
www.icpreganziol.gov.it
[email protected] - [email protected]
CONSIGLIO ORIENTATIVO SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
ALUNNO ____________________________ CLASSE 3^ SEZIONE __
ANNO SCOLASTICO 20__/__
AUTOVALUTAZIONE DELL’ALUNNO SUGLI INTERESSI PERSONALI (massimo due)
musicale
aziendale
biologico
meccanico
socio-educativo
arti visive
giuridico
matematico-informatico
elettronico
turistico
lettere classiche
vendita
agrario
trasporti
alberghiero
lettere moderne
fisico/ chimico
costruzioni
sanitario
estetica /moda
Firma dell’Alunno _____________________________
VALUTAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Competenze acquisite parzialmente non
acquisite
acquisite
Il metodo di
lavoro è
ancora poco
non
produttivo produttivo
produttivo
buona
sufficiente
espressive
logiche
La
operative
motivazione
non
sufficiente
allo studio è
Pertanto si consiglia l’iscrizione a
Formazione
Istruzione
professionale
professionale
Istruzione tecnica
Istruzione liceale
Centri di
formazione
DURATA:
DURATA: 5 ANNI
DURATA: 5 ANNI
2 BIENNI +1 QUINTO
Turismo, Marketing.
Liceo classico.
professionale:
ANNO*
Trasporti e Logistica.
Liceo scientifico (opzione
durata: 3 anni
Servizi per l’agricoltura e
Informatica e
tecnologico).
(ulteriore
lo sviluppo rurale.
Telecomunicazioni.
Liceo linguistico.
specializzazione di Servizi per la
Costruzioni, Ambiente e
Liceo scienze
un anno)
manutenzione e
Territorio.
umane(opzione
l’assistenza tecnica.
Meccanica, Meccatronica ed
economia).
Servizi per
Energie.
Liceo artistico (tre
l’enogastronomia e
Elettronica ed Elettrotecnica.
indirizzi).
l’ospitalità alberghiera.
Tessile, Abbigliamento e
Liceo musicale-coreutico.
Servizi sociosanitari.
Moda.
Servizi commerciali.
Agraria e Agroindustria.
Produzioni artigianali e
Grafica e Comunicazione.
industriali.
Chimica, Materiali e
Bioteconologie.
Accesso all’Università
Accesso all’Università
Accesso all’Università
 Sarà indicato l’indirizzo preciso solo nel caso in cui l’alunno/a abbia dimostrato particolari
attitudini
per il Consiglio di Classe
Il Coordinatore
53
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
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PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
TRA SCUOLA E FAMIGLIA
Anno Scolastico 20__/20__
- Visto l’art. 3 del DPR 235/2007;
- Preso atto che:
Il genitore/affidatario e il dirigente scolastico
La formazione e l’educazione sono processi complessi e continui che richiedono la cooperazione, oltre che dell’allievo, della
scuola, della famiglia e dell’intera comunità scolastica;
La scuola non è soltanto il luogo in cui si realizza l’apprendimento ma una comunità organizzata dotata di risorse umane,
materiali e immateriali, tempi, organismi ecc. che necessitano di interventi complessi di gestione, ottimizzazione,
conservazione, partecipazione e rispetto dei regolamenti;
la scuola è l’ambiente di apprendimento in cui promuovere la formazione di ogni studente, la sua interazione sociale, la sua
crescita civile. L’interiorizzazione delle regole può avvenire solo con una fattiva collaborazione con la famiglia; pertanto la
scuola persegue l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori e con gli allievi, mediante relazioni costanti nel
rispetto dei reciproci ruoli. È importante creare un clima sereno e corretto,favorendo lo sviluppo delle conoscenze, la
maturazione dei comportamenti e dei valori, il sostegno delle diverse abilità, l’accompagnamento nelle situazioni di disagio, la
lotta ad ogni forma di pregiudizio e di emarginazione.
1) RECIPROCITÀ NEI DIRITTI E DOVERI
Le carte fondamentali d’istituto (regolamento d’istituto, Piano dell’Offerta Formativa – POF -, programmazioni ecc) esplicitano
i diritti e doveri dei genitori/affidatari, diritti e doveri degli allievi e diritti e doveri degli operatori scolastici. Le carte
fondamentali d’istituto sono consultabili nel sito d’Istituto a chiunque ne abbia interesse.
2) IMPEGNI DI CORRESPONSABILITÀ
Il genitore, sottoscrivendo l’istanza d’iscrizione, assume impegno:
a) ad osservare le disposizioni contenute nel presente patto di corresponsabilità;
b) a sollecitarne l’osservanza da parte dell’allievo/studente.
Il dirigente scolastico, in quanto legale rappresentante dell’istituzione scolastica e responsabile gestionale, assume impegno
affinché i diritti degli allievi e dei genitori richiamati nel presente patto siano pienamente garantiti.
3) DISCIPLINA
Il genitore/affidatario, nel sottoscrivere il presente patto è consapevole che:
a) le infrazioni disciplinari da parte dell’allievo possono dar luogo a sanzioni disciplinari;
b) nell’eventualità di danneggiamenti o lesioni a persone, la sanzione è ispirata al principio della riparazione del danno (art.
4, comma 5 del DPR 249/1998, come modificato dal DPR 235/2007);
c) il regolamento d’istituto disciplina le modalità d’irrogazione delle sanzioni disciplinari e d’impugnazione.
55
I seguenti impegni, declinati nei diversi ordini di scuola, sono traguardi a lungo termine.
OFFERTA
FORMATIVA
RELAZIONALITÀ
La scuola si impegna a….
La famiglia si impegna a….
L’allievo/a si impegna a….
� Rendere un servizio alla persona
attraverso
l’elaborazione e la realizzazione della
propria offerta formativa;
� presentare e pubblicizzare il POF e
tutte le
attività progettate;
� proporre un’Offerta Formativa che
favorisca il benessere psico-fisico
necessario all’apprendimento e allo
sviluppo della persona;
� condurre l’allievo ad una sempre più
chiara
conoscenza di sé, guidandolo alla
conquista della propria identità;
� creare un clima scolastico positivo
fondato
sul dialogo e sul rispetto;
� non compiere atti che offendano la
persona e
la civile convivenza;
� maturare comunicare con i
genitori a livello individuale e
assembleare;
� Prendere visione del Patto
Educativo di
Corresponsabilità, condividerlo e
farne
motivo di riflessione con i propri figli;
� prendere visione del POF
competenza;
� conoscere il Regolamento di
Istituto;
� Conoscere il POF,;
� conoscere e rispettare il
Regolamento
d’Istituto e il Patto Educativo di
Corresponsabilità tra scuola e
famiglia.
� impartire ai figli le regole del vivere
civile;
� ricercare linee educative condivise
con i docenti per un’efficace azione
comune;
� ricercare e costruire con i docenti
una
comunicazione chiara e corretta
basata
sull’ascolto reciproco;
� rispettare i docenti, i
compagni e tutto il
personale della scuola
sviluppando rapporti
di integrazione e di solidarietà;
� rispettare le cose proprie ed
altrui, gli
arredi, i materiali didattici e
tutto il patrimonio comune della
scuola;
� non compiere atti che
offendano la persona,
la civile convivenza ed il
regolare svolgimento delle
attività;
� tenere, anche fuori della
scuola, un
comportamento educato e
rispettoso verso tutti
56
INTERVENTI
EDUCATIVI
PARTECIPAZIONE
La scuola si impegna a….
� sviluppare/consolidare il senso di
appartenenza alla comunità scolastica
e
locale;
� rafforzare il senso di collaborazione,
cooperazione e responsabilità;
� tutelare la salute della collettività;
� far rispettare le norme di sicurezza
da parte
degli operatori e degli allievi;
� far rispettare le norme di
comportamento
perché le regole di convivenza civile si
trasformino in comportamenti
condivisi;
� prendere in considerazione le
proposte dei
genitori e degli allievi;
� favorire la presenza e la
partecipazione
degli allievi, delle famiglie, degli
operatori scolastici e del territorio alle
attività proposte;
� promuovere il confronto positivo;
La famiglia si impegna a….
� leggere e firmare sempre tutte le
comunicazioni per
presa visione;
� risolvere eventuali conflitti o
situazioni
problematiche attraverso il dialogo e
la
fiducia reciproca;
�rispettare la salute del proprio figlio
e della collettività;
� rispettare le regole per il buon
funzionamento della scuola;
� evitare di “giustificare”
a priori il proprio figlio
� dare fiducia ai
docenti;
� controllare che l’abbigliamento sia
adeguato al luogo;
� tenersi aggiornata sull’attività
scolastica
dei propri figli verificando le
comunicazioni;
� partecipare agli incontri scuolafamiglia
documentandosi sull’andamento
didattico disciplinare;
� informarsi costantemente del
percorso
didattico - educativo svolto a scuola;
� evitare il confronto non costruttivo;
57
L’allievo/a si impegna a….
� utilizzare il diario per
annotare puntualmente i lavori
assegnati;
� far firmare puntualmente le
comunicazioni
scuola-famiglia;
� partecipare con attenzione
durante le
attività scolastiche;
� intervenire costruttivamente ;
� agire produttivamente;
La scuola si impegna a….
� individuare i bisogni formativi
espliciti e impliciti;
� rilevare le carenze e individuare gli
obiettivi da conseguire;
� distribuire e calibrare i carichi di
lavoro;
� verificare sistematicamente lo studio
per
abituare l’allievo ad una corretta
applicazione e sviluppare il metodo di
studio(escluso Infanzia);
INTERVENTI
DIDATTICI
� predisporre interventi di aiuto,
consulenza,
assistenza e supporto per lo
studio/attività
individuale;
� progettare interventi di sostegno e
recupero;
� mettere in atto strategie innovative
e
proporre agli allievi attività, anche di
tipo
laboratoriale;
� creare situazioni di apprendimento in
cui
gli studenti possano costruire un
sapere
unitario;
� guidare gli allievi a valorizzare il
patrimonio culturale;
� programmare le verifiche al termine
di
ogni percorso didattico;
� spiegare i criteri di verifica e di
valutazione;
� provvedere tempestivamente alla
La famiglia si impegna a….
� prendere periodicamente contatto
con gli
docenti;
� collaborare con i docenti per
l’attuazione di eventuali strategie di
recupero e approfondimento;
� aiutare il figlio ad organizzare gli
impegni
di studio e le attività extrascolastiche
in
modo adeguato e proporzionato;(
escluso Infanzia)
� controllare che il proprio figlio abbia
eseguito con cura i compiti assegnati
dopo aver consultato il diario(escluso
Infanzia);
� a presentare giustificazione per i
compiti non svolti solo in casi
eccezionali (escluso Infanzia);
� procurare il materiale occorrente e
funzionale alle attività scolastiche
58
L’allievo/a si impegna a….
� Riflettere sul proprio impegno
scolastico
� riflettere
sul proprio metodo di studio e
apportarvi i
correttivi necessari suggeriti dai
docenti;(esclusa Infanzia)
� impegnarsi assiduamente
nello studio per
raggiungere gli obiettivi
formativi e
didattici (escluso Infanzia);
� consultare il diario per
eseguire
regolarmente i compiti
assegnati (escluso Infanzia);
� svolgere i compiti con ordine
e precisione e puntualità
(escluso Infanzia);
� presentare,in caso non
venissero svolti,
giustificazione scritta dai
genitori e (escluso Infanzia);
�recuperare in breve tempo i
compiti non svolti( escluso
Infanzia)
correzione delle prove di verifica
attivando
processi di auto-correzione e di
valutazione
La scuola si impegna a….
La famiglia si impegna a….
L’allievo/a si impegna a….
� comunicare alle famiglie la
situazione didattico - disciplinare dei
propri figli.
� collaborare e confrontarsi con i
docenti per potenziare nell’allievo una
coscienza delle proprie risorse e delle
proprie carenze.
� avere consapevolezza delle
proprie
capacità, dei propri limiti e
dell’importanza dei risultati
conseguiti.
� garantire la puntualità delle lezioni;
� essere tempestiva nelle
comunicazioni alle famiglie
� rispettare l’orario di ingresso;
� rispettare l’ora d’inizio delle
lezioni;
� far firmare sempre gli avvisi
scritti;
� portare sempre la
giustificazione delle
assenze;
� portare sempre il diario.
(escluso Infanzia)
VALUTAZIONE
PUNTUALITÀ
� esplicitare tutti i
regolamenti di Istituto;
� tutelare la privacy.
� limitare al minimo indispensabile le
assenze, le uscite o le entrate fuori
orario;
� giustificare sempre eventuali
assenze o
ritardi per garantire la regolarità della
frequenza scolastica;
�essere rintracciabile quando il figlio
si trova a scuola.
� educare al rispetto di tutti
Regolamenti scolastici.
NORMATIVE
59
� rispettare quanto previsto da
tutti i Regolamenti d’Istituto;
� riflettere sui comportamenti
da adottare nei
luoghi pubblici;
� osservare nei confronti di tutti
la stessa
attenzione e riservatezza che si
richiede
per se stessi
� accettare le sanzioni come
momento di
riflessione sui propri errori.
ATTI
VANDALICI
MENSA
La scuola si impegna a….
� raccogliere informazioni sui
responsabili del danno;
� valutare l’entità del danno da parte
degli
appositi organi competenti;
� esigere la riparazione del danno;
� individuare le sanzioni disciplinari
nelle sedi opportune;
� avvertire le Forze dell’Ordine se il
danno è grave.
� educare all’assaggio dei diversi cibi;
� concordare con gli allievi di
consumare almeno una delle pietanze
previste dal menù;
� educare al valore del cibo;
� guidare e monitorare la corretta
raccolta differenziata dei rifiuti.
La famiglia si impegna a….
� risarcire al soggetto o ai soggetti
danneggiato/i il danno provocato;
� far riflettere il proprio figlio sul
comportamento da adottare in una
comunità;
� mettere in pratica provvedimenti
correttivi
atti a migliorare il comportamento del
proprio figlio.
L’allievo/a si impegna a….
� rispettare le decisioni prese
dalla scuola;
� mantenere un comportamento
corretto nel
rispetto dei Regolamenti di
Istituto.
� far assaggiare vari cibi per educare
a gusti diversi;
� evitare di fornire ai figli merende;
alternative ai pasti previsti dalla
mensa;
� educare al valore del cibo;
� educare i figli alla corretta raccolta
differenziata dei rifiuti.
� abituarsi all’assaggio dei
diversi cibi;
� consumare almeno una delle
pietanze previste dal menù;
� rispettare il cibo;
� eseguire una corretta raccolta
differenziata dei rifiuti.
Il Dirigente Scolastico Mondin Francesca ____________________________________________________________________
I sottoscritti _______________________________________________________________________________________________
genitori/affidatari dell’alunno/a_________________________________________________________________________________
dichiarano
di aver preso visione di quanto riportato nella presente nota e di condividerla in pieno.
Firma dei genitori/affidatari________________________________________________________________________
Firma dell’alunno/a_______________________________________________________________________________
Firma dei docenti di classe
__________________________________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________________________________
Preganziol, ___________________________
Il presente patto resterà in vigore fino a nuova delibera del Consiglio di Istituto.
60
PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE (P.A.I.)
"per una scuola inclusiva per tutti, nessuno escluso, nel rispetto delle differenze"
Elaborato in data 3/02/2014 dal gruppo di lavoro CTI Preganziol
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Direttiva M. 27/12/2012
C.M. n° 8 del 6/3/2013
Nota prot. n 0001551/2013 del 27/06/2013
Nota prot. N 0002563 del 22/11/2013
PRINCIPI GENERALI DELLA PEDAGOGIA INCLUSIVA
Lo studio semantico del termine “inclusione”, grazie ai contributi provenienti dalla letteratura
sociale e culturale, anche di origine anglosassone, implica una visione allargata del termine
coinvolgendo non solo la scuola ma anche tutto ciò che è esterno ad essa.
La scuola diventa inclusiva quando:
- nel suo interno sa accogliere tutte le diversità e riformulare a tal fine le proprie scelte
organizzative, progettuali, metodologiche didattiche e logistiche;
- sa instaurare collaborazioni e alleanze con famiglia, servizi, istituzioni di vario tipo e
associazionismo, in una fitta rete di solidarietà garantita da politiche strutturate e da
normative coerenti.
Così intesa, l’inclusione diventa una dimensione nella quale “tutti si sentono parte di un
tutto”, dove non è importante essere uguali ma è importante partecipare ognuno con la
propria personalità , il proprio modo di essere, i propri talenti e la propria cultura.
L’inclusione, quindi, si configura non come un aiuto per scalare la normalità, ma una
condizione connaturata e intrinseca della normalità.
A questo riguardo è rilevante l’apporto, anche sul piano culturale, del modello diagnostico ICF
(International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua
totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale. Fondandosi sul profilo di funzionamento e
sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali
(BES) dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni. In questo senso, ogni alunno, con
continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali rispetto ai
quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. Va quindi
potenziata la cultura dell’inclusione, e ciò anche mediante un approfondimento delle relative
competenze degli insegnanti curricolari, finalizzata ad una più stretta interazione tra tutte le
componenti della comunità educante.
COSA è PER NOI IL PIANO PER L’INCLUSIONE?
Il Piano è per noi una dichiarazione d’intenti, considerati i bisogni emersi, per convogliare in
modo funzionale ed efficace le risorse possedute verso il raggiungimento del successo
formativo di tutti gli alunni.
A CHI SI RIVOLGE?
Il piano si rivolge a tutti gli attori del processo educativo: alunni, insegnanti e genitori
coinvolti nel processo d’inclusione della scuola in quanto istituzione costituita di individualità
fisiologicamente diverse tra loro. Ogni componente ha la duplice funzione di destinatario e di
risorsa del Piano.
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (Special Educational Needs)
La recente normativa ha introdotto la nozione di “ Bisogno Educativo Speciale ” (B.E.S.)
come categoria generale comprensiva di tutte le condizioni richiedenti l’impiego calibrato, in
modo permanente o temporaneo, dei cinque pilastri dell’inclusione:
- individualizzazione, percorsi differenziati per obiettivi comuni;
- personalizzazione, percorsi e obiettivi differenziati;
- strumenti compensativi;
- misure dispensative;
- impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e immateriali.
Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più
evidente.
A titolo di esempio si riportano alcune delle tipologie di B.E.S. maggiormente ricorrenti in
situazione scolastica. Vi sono comprese 3 grandi categorie:
1. Disabilità certificate (Legge 104/1992)
Minorati vista
Minorati udito
Psicofisici
2. Disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010)
DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
NAS (disturbo non altrimenti specificato)
ADHD/DOP (disturbo dell’attenzione e iperattivita’)
FIL (Funzionamento intellettivo limite)
Disturbi area non verbale(es. Disprassia…)
Disturbi area verbale
3. Svantaggio
- Socio-economico
- Linguistico-culturale
- Disagio comportamentale / relazionale/emotivo….
PIÙ STRUMENTI AI CONSIGLI DI CLASSE E TEAM DOCENTI
Il riconoscimento formale, con verbalizzazione motivata da parte dei consigli di
classe e/o team è il primo momento della storia inclusiva degli alunni con B.E.S. legati a
“svantaggio”, diverso quindi dalle disabilità certificate o dai disturbi evolutivi specifici, in
quanto per questi la formalizzazione è prevista dalla legge (L. 104/1992 art. 3, commi 1 e 3
oppure L. 170/2010 come integrata ai punti 1.2 e 1.3 della Direttiva Ministeriale del
27/12/2012).
Le scuole, per questi alunni, possono avvalersi anche degli strumenti compensativi e delle
misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della legge 170/2010 (DM
5669/2011). Strumento privilegiato, anche in questo caso, è il percorso individualizzato e
personalizzato redatto in un Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.), che ha lo scopo di
definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e
partecipata – le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli
apprendimenti.
La Direttiva, a tale proposito, ricorda che “ogni alunno, con continuità o per determinati
periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o
anche per motivi psicologici o sociali”. Si avrà quindi cura di monitorare l’efficacia degli
interventi affinché siano messi in atto per il tempo strettamente necessario. Pertanto, a
differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi, le misure dispensative, nei
casi sopra richiamati, avranno carattere transitorio e attinente aspetti didattici.
62
AZIONI A LIVELLO D’ISTITUTO (GLI )
I compiti del GLI d’Istituto si estendono alle problematiche relative a tutti i B.E.S. I suoi
componenti (come previsto dalla C.M. n° 8 prot. 561 del 6-3-2013: funzioni strumentali,
referenti DSA, handicap, intercultura, docenti con esperienza e/o formazione specifica o con
compiti di coordinamento delle classi, genitori ed esperti istituzionali ) sono integrati da tutte
le risorse specifiche e di coordinamento presenti nella scuola e assume la denominazione di
Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), è coordinato dal Dirigente Scolastico o da un suo
Delegato e svolge le seguenti funzioni:
 rilevazione dei B.E.S. presenti nella scuola;
 proposta al Collegio dei Docenti degli obiettivi da perseguire e delle attività da porre in
essere;
rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLI Operativi
elaborazione della proposta del Piano Annuale per l’Inclusività (P.A.I.) riferito a tutti gli
alunni con B.E.S., da redigere al termine di ogni anno scolastico, entro il mese di
giugno. A tale scopo, il G.L.I. formula un’ipotesi globale di utilizzo funzionale delle
risorse per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno
successivo.
Il Piano viene quindi discusso e deliberato in Collegio dei Docenti e inviato al competente
Ufficio Scolastico Regionale, nonché ai G.L.I.P. e al G.L.I.R., per la richiesta di organico di
sostegno. A seguito di ciò, l’ U.S.R. assegna alle singole scuole globalmente le risorse di
sostegno. Nel mese di settembre, in relazione alle risorse effettivamente assegnate alla
scuola il Gruppo provvederà ad un adattamento del Piano, sulla base del quale il Dirigente
Scolastico procederà all’assegnazione definitiva.
63
64
65
66
67
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PREGANZIOL
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado
Via A. Manzoni 1, 31022 Preganziol (Treviso)
Tel 0422 330645 - 0422 938584 - CF 80011500263
www.icpreganziol.gov.it
[email protected] - [email protected]
Rete Integrazione Alunni Stranieri di Treviso
PROTOCOLLO D'ACCOGLIENZA DELL'ALUNNO STRANIERO
PROCEDURE DI APPLICAZIONE
IL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E LE PROCEDURE DI APPLICAZIONE
II Protocollo di Accoglienza è uno strumento che viene deliberato dal Collegio dei Docenti ed è finalizzato a trovare risposta alle
domande più comuni (Chi fa? Cosa fa? Quando?) e a facilitare l'integrazione dell'alunno in modo adeguato.
Il Protocollo:
deve contenere i principi, i criteri, le indicazioni riguardanti l'iscrizione, l'accoglienza, l'inserimento, l'elaborazione del percorso
personalizzato per gli alunni stranieri, la valutazione, le attività della scuola finalizzate all'allievo non italofono, i ra pporti con le
famiglie e con il territorio.
deve essere assunto come proprio da tutto il personale della scuola.
va monitorato continuamente ed eventualmente riadattato.
deve essere inserito nel P.O.F.
Il documento cerca di individuare in modo organico ruoli, compiti, modalità, tempi e strumenti per facilitare l'applicazione del protocollo;
esso, comunque, va considerato "in divenire" ed aperto ad ulteriori integrazioni sulla base delle future esperienze.
ISCRIZIONE
ACCOGLIENZA
ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE: CRITERI
INSERIMENTO NELLA CLASSE: MODALITA’
DEFINIZIONE, ATTUAZIONE DEL CURRICOLO ED ALFABETIZZAZIONE
VALUTAZIONE
ORIENTAMENTO E RACCORDO TRA ORDINI DI SCUOLA
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
69
E CON IL TERRITORIO
CHI
COSA FA
Famiglia
Iscrizione on line
Personale
di
segreteria
(possibilmente
una
persona addetta alle
iscrizioni degli alunni
stranieri)
Fornisce supporto per
iscrizione on line
Chiede:
documenti sanitari
documenti scolastici
documenti fiscali
Fornisce informazioni su:
organizzazione scolastica
servizi del territorio
(pulmino, mensa, dopo
scuola)
ISCRIZIONE
COME
QUANDO
DOVE
MATERIALI
www.iscrizioni.istruzione.it
Raccogliendo i dati in un
fascicolo
Utilizzando la
modulistica bilingue
Chiedendo alla F.S.
collaborazione nella
traduzione di documenti (se
necessario)
Avvisa la F.S. per gli
alunni stranieri in tempo
utile trasmettendo i dati
raccolti.
Comunica le informazioni al
team docenti.
Trasmette al referente
commissione stranieri del
plesso la scheda
informativa dell'alunno
inserito. Tale scheda verrà
poi trattenuta dal referente
70
Quando:
Al primo ingresso
della famiglia in
segreteria.
Dove:
uffici di segreteria.
Cartellina
contenente
informazioni orientative utili
per la conoscenza della
scuola.
Riferimenti normativi:
DPR
n.
394/99
garantisce
il
diritto
all'istruzione
dei
minori,
indipendentemente
dalla
loro
posizione giuridica,
ibidem Capo VII, art. 45
Iscrizione scolastica.
DPR n. 122/09
C.M. n.2/2010 - Indicazioni
e
raccomandazioni
per
l’integrazione di alunni con
cittadinanza non italiana
MIUR C.M. n. 87/2000 Iscrizione dei minori stranieri
alle classi delle scuole di ogni
ordine e grado (Iscrizione
degli
stranieri
in
qualsiasi momento dell'anno
scolastico).
MIUR - Linee guida per
l'accoglienza e l'integrazione
degli alunni stranieri (2014)
Comunicato Stampa del 30
Aprile 2010 - Miur: I primi
dati ufficiali sul tetto del
30%
per
gli
studenti
stranieri nelle classi
MIUR - Fondazione ISMU,
Alunni con cittadinanza non
italiana.
Verso
l'adolescenza.
Rapporto
nazionale a.s. 2010/2011
(novembre 2011)
ISTAT,
Noi
Italia,
100
Statistiche per capire il
Paese in cui viviamo (2012)
- Grado di istruzione della
popolazione straniera
commissione.
CHI
Dirigente
Scolastico
e/o
Docente Funzione
Strumentale
Referente
alunni
stranieri
commissione
accoglienza
con
team docente
COSA FA
Se necessario, colloquio con
la famiglia in presenza del
mediatore culturale, quando
possibile, e dell'alunno.
ILLUSTRANO:
caratteristiche e
organizzazione della scuola
tramite materiale già in loro
possesso consegnato da
segreteria all'atto
dell'iscrizione.
OTTENGONO: informazioni
dalla famiglia e dall'alunno
utili a:
definire il percorso scolastico
pregresso
conoscere il percorso
migratorio della famiglia
conoscere l’organizzazione
scolastica del paese di
ACCOGLIENZA
COME
Utilizzando
anche
la
traccia
precostituita di primo colloquio.
QUANDO DOVE
I giorni
immediatamente
successivi alla data
di iscrizione
Presso la segreteria
o nel plesso
scolastico
71
MATERIALI
Scheda informativa
d'iscrizione + schede
raccordo dell'ordine di
scuola relativo.
provenienza
individuare particolari bisogni
e necessità.
STENDONO UNA BREVE
RELAZIONE in agenda di
modulo/registro personale su:
• livello di comprensione
dell'italiano,
• abilità e competenze
(biografia linguistica).
CHI
Collegio dei
docenti,
Dirigente
Scolastico
COSA FA,
COME
Il
Collegio
propone
l'assegnazione alla classe e
alla sezione sulla base
dell'età anagrafica come da
normativa
vigente
e
tenendo conto:
della composizione della
classe per n° di alunni
della presenza di alunni
stranieri delle
caratteristiche del
gruppo classe.
Scheda prove d'ingresso IL2
ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE
QUANDO, DOVE
Dopo aver raccolto le
informazioni
e
le
schede di iscrizione.
Con l'atto formale di
iscrizione
e
la
comunicazione
alla
famiglia.
72
MATERIALI
Testi normativi:
I criteri di riferimento per l'assegnazione alla classe devono essere
chiaramente indicati nel protocollo di accoglienza e deliberati dal
Collegio Docenti sulla base di quanto previsto dall'art. 45 del DPR
31/8/99 n.° 394:
I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla
classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il Collegio dei
Docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:
dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno,
che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente
inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età
anagrafica;
del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di
provenienza;
del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno;
solo in casi particolari, dell'eventuale accertamento delle
competenze utilizzando materiale non verbale.
C.M. 87/2000
CHI
Docenti,
eventualmente con il
supporto del mediatore
culturale
•
•
•
•
•
CHI
Insegnanti del team/ di
classe ed
eventualmente il
mediatore
Insegnanti del
team/consiglio di
classe/docenti di
classe.
INSERIMENTO NELLA CLASSE
COSA FA
COME
Forniscono agli alunni notizie • Predispongono scritte
sul
paese
di
provenienza
bilingue.
dell'alunno straniero.
• Attuano varie modalità
Predispongono lo spazio fisico.
di comunicazione.
Accolgono l’alunno presentando • Progettano attività di
i compagni.
vario genere di
Creano un clima favorevole
carattere ludico,
all'accettazione.
ricreativo, cooperativo
Attuano un buon inserimento
a seconda dell'ordine di
per l'integrazione.
scuola.
QUANDO DOVE
Durante l'orario
scolastico
In classe
MATERIALI
Materiale di facile consumo.
Materiale didattico di varie
tipologie
Durante le ore di
programmazione/
funzione docente
DEFINIZIONE DEL CURRICOLO: adattamento del percorso per tutti gli ambiti e ALFABETIZZAZIONE
COSA FA
COME
QUANDO DOVE
MATERIALI
Durante le attività
Schede di osservazione
Osservano i comportamenti e gli “Colloquio”,
didattiche e ricreative. Schede bilingue
atteggiamenti dello studente e li prove non
registrano.
strutturate e
Materiale didattico di varie tipologie.
In classe
non verbali.
Framework ( vedi quadro di riferimento
Rilevano,
se
possibile,
le
Nei primi 2 mesi dì
europeo per le competenze linguistiche)
competenze pregresse in lingua
scuola (tempo
Schede
rilevazione competenze
madre, e le abilità.
variabile).
Rilevano i bisogni specifici
d’apprendimento
ed
individuano i primi elementi
per
la
costruzione
del
percorso personalizzato.
Individuano i nuclei fondanti
delle discipline.
Predispongono il percorso
didattico definendo gli
obiettivi trasversali,
disciplinari individuali.
Confronto su
progetto e
formalizzazione
scritta su
registro
personale.
73
Durante le riunioni di
team, d’interclasse
solo docenti, in
consiglio di classe.
Testi specifici e programmazioni di plesso e
di classe.
Nuclei fondanti delle discipline e trasversali.
Testi vari
CHI
Insegnanti del
team/docenti di classe
ATTUAZIONE DEL progetto educativo: adattamento
COSA FA
COME
Realizzano il
Con interventi individuali
progetto educativo
e di gruppo, mediante
previsto per
cooperative learning e
l'alunno.
con strategie di
tutoring.
Insegnanti del
team/docenti di classe
CHI
Predispongono
l'eventuale
laboratorio di IL2.
Realizzando attività
specifiche rispondenti al
livello di competenza
linguistica.
del percorso per tutti gli ambiti e ALFABETIZZAZIONE
QUANDO DOVE
MATERIALI
In classe, in laboratorio Acquisizione
delle
competenze,
IL2. In orario scolastico ed Integrazione nel gruppo e acquisizione
extra scolastico Dopo circa delle abilità sociali. Testi vari, glossari
1/2
mesi e dizionari. Giochi e attività grafiche,
dall'inserimento
manipolative e "corporee".
scolastico.
A scuola, se possibile anche
in orario extrascolastico.
Testi
specifici
semplificati.
ALFABETIZZAZIONE E ATTIVITÀ LINGUISTICHE
COSA FA / COME
Docenti della
commissione + funzione
strumentale in
collaborazione con altri
colleghi nei plessi.
Definizione dei gruppi: principianti, gruppo di livello intermedio, eventuale
gruppo avanzato.
Risorsa principale:
docenti dell'Istituto.
Eventuale collaborazione
di docenti esterni
principalmente volontari
Organizzazione di corsi IL2 in orario curricolare o/e extracurricolare
(tenendo conto dei vincoli e delle risorse professionali, orarie, finanziarie dei
singoli istituti)
Raccordo con i docenti dei consigli di classe al fine di stabilire
l'inserimento nel livello più corrispondente ai bisogni formativi.
Organizzazione di attività di supporto allo studio per precisi ambiti
disciplinari in orario curricolare o extracurricolare.
Inserimento del progetto di laboratorio di alfabetizzazione nel
registro personale / di modulo e nel fascicolo personale dell'alunno.
CHI
Insegnanti del team,
VALUTAZIONE
COSA FA COME
QUANDO DOVE
Registrano i livelli di
Verifiche strutturate e non. In classe, in laboratorio.
74
IL2
e
materiali
QUANDO-DOVE-MATERIALI
Utilizzo di criteri del Framework
(vedi il quadro europeo delle
lingue).
Utilizzo di bibliografia specifica IL2
Utilizzo testi semplificati/adattati,
materiali a scrittura controllata.
Materiale del centro COME di
Milano, alcuni esempi nella cartella
sul desktop pc in ogni plesso.
Schede di monitoraggio e di
raccordo
tra
i
docenti
del
laboratorio, docenti delle singole
discipline, coordinatore.
MATERIALI
Testi specifici Piano
docenti di classe
coordinatori consigli di
classe
Docenti di classe
Partenza.
Effettuano osservazioni
sistematiche.
Rilevano i progressi
dell'alunno rispetto al
livello di partenza.
Curano il raccordo periodico
e sistematico con i
docenti di laboratorio
IL2.
(La VALUTAZIONE va
effettuata sulla base
della
progettazione
personalizzata inserita
nel registro personale).
Preso
atto
dei
livelli Mediante registrazione e
raggiunti/
apportano verbale della riunione.
eventuali
ulteriori
adattamenti
della
progettazione/ decidono/ se
opportuno,
l'inserimento alunno/a
all'interno di un diverso
laboratorio di L2 oppure
chiedono alla F.S. una
modifica del numero di ore
di alfabetizzazione ancora
necessarie.
personalizzato
Framework
O.M. 2/08/93 C.M.2/03/94 n.° 73
D.P.R. 394 del 31/08/99
D.P.R. 122/09
LEGGE 104/12 ( disabilità)
LEGGE 170/2010 (DSA)
DIRETTIVA 27/12/12 (BES)
Nota Ministeriale 22/11/13 (PDP)
Linee guida del MIUR- Febbraio
2014
DOCUMENTO di RETE sulla
VALUTAZIONE
A livello collegiale e Programmazione di classe e
formalizzano
quanto personalizzata
deciso.
Indicativamente a
livello trimestrale.
LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI
Per ciò che concerne la programmazione disciplinare e la valutazione degli alunni stranieri si mette in rilievo quanto suggerito dalla normativa
vigente:
Legge 517/ 1977
La valutazione è da intendere non solo come funzione certificativa, ma segnatamente come una funzione formativa/regolativa in rapporto al
POF dell’Istituzione scolastica e allo sviluppo della personalità dell’alunno.
D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, art. 45, comma 4
75
Si rafforza il ruolo e la responsabilità delle istituzioni nella loro autonomia e dei docenti nella valutazione degli alunni.
Il Collegio dei Docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri il necessario adattamento dei programmi di
insegnamento; allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per facilitare l’apprendimento della
lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua
italiana può essere realizzata altresì mediante l’attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell’ambito
delle attività aggiuntive di insegnamento per l’arricchimento dell’offerta formativa.
“Linee Guida del MIUR” (C.M. febbraio 2014) – II parte – Indicazioni operative: l’insegnamento dell’italiano e altri apprendimenti
linguistici.
(…)E’ prioritario che la scuola favorisca, con specifiche strategie e percorsi personalizzati, a partire dalle Indicazioni nazionali per i curricolo del
primo ciclo di istruzione e, successivamente, dalle Indicazioni e Linee guida per le scuole secondarie di secondo grado, un possibile adattamento
dei programmi per i singoli alunni, garantendo agli studenti non italiani una valutazione che tenga conto, per quanto possibile, della loro storia
scolastica precedente, degli esiti raggiunti, delle caratteristiche delle scuole frequentate, delle abilità e competenze essenziali acquisite.
La già ricordata direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 sui bisogni educativi speciali e le successive note di chiarimento rafforzano e
specificano il ruolo e le responsabilità delle istituzioni scolastiche autonome e dei docenti nella valutazione degli alunni stranieri non italofoni,
anche attraverso strumenti di lavoro in itinere che abbiano la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento personalizzato
programmate. In proposito si ricorda che gli alunni con cittadinanza non italiana necessitano anzitutto di interventi didattici di natura transitoria
relativi all’apprendimento della lingua e che solo in via eccezionale si deve ricorrere alla formalizzazione di un vero e proprio piano didattico
personalizzato (vedi nota ministeriale del 22 novembre 2013). Si fa in questo caso riferimento soprattutto agli alunni neo-arrivati
ultratredicenni, provenienti da paesi di lingua non latina. Non deve tuttavia costituire un elemento discriminante la provenienza da altri paesi e
la mancanza della cittadinanza italiana.
Dunque la correttezza dell’affermazione del principio pedagogico sulla valutazione degli alunni stranieri, come equivalente a quella degli alunni
italiani, implica una contestuale attenzione alla cultura, alla storia e alle competenze in italiano di ciascun alunno. Occorre anche tener conto del
fatto che, nelle scuole che hanno maggiore esperienza di alunni stranieri, da molti anni è emersa una riflessione sull’opportunità di prevedere
una valutazione per gli alunni stranieri modulata in modo specifico ed attenta alla complessa esperienza umana di apprendere in un contesto
culturale e linguistico nuovo, senza abbassare in alcun modo gli obiettivi richiesti, ma adattando gli strumenti e le modalità con cui attuare la
valutazione stessa.
La normativa d’esame non permette di differenziare formalmente le prove per gli studenti stranieri ma solo per gli studenti con bisogni educativi
speciali certificati o comunque forniti di un piano didattico personalizzato.
E’ importante che anche nella relazione di presentazione della classe all’esame di Stato, sia al termine del primo che del secondo ciclo, vi sia
una adeguata presentazione degli studenti stranieri e delle modalità con cui si sono svolti i rispettivi percorsi di inserimento scolastico e di
apprendimento.
La valutazione in sede d’esame assume una particolare importanza. Sancisce la conclusione di un percorso e la preparazione dello studente con
un titolo di studio che ha valore legale.
Per l’esame al termine del primo ciclo, nel caso di notevoli difficoltà comunicative, è possibile prevedere la presenza di docenti o mediatori
linguistici competenti nella lingua d’origine degli studenti per facilitare la comprensione. Nel caso sia stato possibile assicurare allo studente
l’utilizzazione della lingua d’origine per alcune discipline scolastiche, potrà essere effettuato l’accertamento delle competenze maturate. Per
l’esame di Stato al termine del secondo ciclo sono da considerarsi crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua
d’origine. Nel colloquio orale possono essere valorizzati contenuti relativi alla cultura e alla lingua del Paese d’origine.
76
In questi vent’anni di pratiche ed esperienze di inserimento scolastico degli alunni stranieri, inizialmente inseriti quasi sempre in classe subito
dopo il loro arrivo, le scuole e gli insegnanti hanno cercato di mettere a punto modalità organizzative di intervento, materiali didattici, tracce di
programmazione per rispondere in maniera sempre più efficace soprattutto ai bisogni linguistici più immediati propri di chi si trova a dover
imparare l’italiano come seconda lingua. In altre parole, ci si è concentrati sulle necessità di “primo livello”, più urgenti, visibili e specifiche,
espresse da chi arriva a scuola “senza parola”, per far sì che le fasi successive si sviluppino con le difficoltà e il disagio attenuati.
Entro tale prospettiva, come si è detto, è oggi giunto il momento di qualificare l’intervento didattico specifico rivolto agli alunni non italofoni per
meglio accompagnare e sostenere lo sviluppo linguistico degli alunni stranieri nati in Italia o inseriti da tempo, e per consentire loro di
impadronirsi in modo pieno e ricco della lingua e delle sue funzioni: narrare, descrivere, definire, spiegare, argomentare, ecc; in parallelo ad
una continua riflessione sulla lingua che ne permetta il pieno controllo.
(……) Diversi sono i tempi richiesti dell’apprendimento dell’Italiano L2 per la comunicazione di base e dall’apprendimento dell’Italiano lingua
veicolare di studio per apprendere i contenuti disciplinari. Per il primo percorso, sono necessari, in genere, alcuni mesi; per il secondo percorso,
il cammino è lungo e deve coinvolgere tutti i docenti della classe.
Ogni docente deve assumere il ruolo di “facilitatore di apprendimento” per il proprio ambito disciplinare e prevedere per un tempo lungo
attenzioni mirate e forme molteplici di facilitazione che sostengano l’apprendimento dell’Italiano settoriale, astratto, riferito a saperi e concetti
disciplinari.
L’acquisizione dell’Italiano, “concreto” e contestualizzato per comunicare nel “qui e ora” è resa più rapida ed efficace dalla situazione di
apprendimento mista ed eterogenea: gli alunni stranieri imparano infatti a scuola e fuori dalla scuola, negli scambi quotidiani con i pari, nei
momenti informali del gioco e dello scambio. Per apprendere l’Italiano L2 per comunicare, i pari italofoni rappresentano infatti la vera “autorità”
linguistica e il modello d’uso al quale riferirsi.
Dunque, per imparare rapidamente la lingua italiana l’alunno straniero deve anzitutto essere inserito nella classe di appartenenza. Ma lo
strumento essenziale per realizzare una partecipazione attiva è costituito dai laboratori linguistici che restano l’anello decisivo di tutto il sistema
dell’integrazione. L’esperienza ci dice che i “corsi di lingua” si rivelano spesso poco efficaci, a causa della scarsità delle ore previste e anche per
l’impostazione didattica che tende a replicare la struttura della classe anziché fornire un intenso e ricco repertorio laboratoriale di attività
linguistica. Tali laboratori possono anche essere collocati entro moduli di apprendimento da ricavare all’interno della scuola stessa, grazie
all’apertura di un “tempo dedicato” entro le prospettive di apertura pomeridiana o nel corso delle mattine. L’esperienza mostra inoltre che è da
privilegiare un insegnamento mirato per piccoli gruppi.
Gli obiettivi di questa prima fase sono: la capacità di ascolto e produzione orale; l’acquisizione delle strutture linguistiche di base; la capacità
tecnica di letto/scrittura.
Il modello prevalente in Europa di insegnamento delle seconde lingue agli alunni alloglotti, e considerato positivo ed efficace (Eurydice, 2004 e
2009) è quello integrato. Gli alunni acquisiscono la lingua per comunicare in maniera più rapida ed efficace soprattutto nelle interazioni
quotidiane con i pari. Inoltre, una parte degli alunni stranieri, coloro che provengono da una adeguata scolarizzazione del Paese d’ origine,
riesce abbastanza precocemente a seguire alcuni contenuti del curricolo comune e ambiti disciplinari (ad es.: matematica, geografia…) se questi
vengono proposti anche attraverso supporti non verbali. Anzi, alcuni alunni possono aver acquisito in determinate discipline competenze e
conoscenze pari o superiori rispetto al livello della classe. Per la definizione dei livelli, degli obietti e della programmazione, è importante fare
riferimento al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue,che dà indicazioni utili per la conoscenza degli allievi, la rilevazione dei
bisogni, la programmazione delle attività, la valutazione (Consiglio d’Europa, 2002).
Gli alunni stranieri inseriti nella scuola attraversano grosso modo tre diverse fasi:
a) La fase iniziale dell’apprendimento dell’Italiano L2 per comunicare. Corrispondente grosso modo, per la rilevazione iniziale e per la
77
definizione degli obiettivi, alla descrizione dei livelli A1 e A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. (…). Gli obiettivi
privilegiati di questa prima fase riguardano soprattutto:

Lo sviluppo delle capacità di ascolto e comprensione dei messaggi orali;

L’acquisizione del lessico fondamentale della lingua italiana (le circa 2000 parole più usate);

L’acquisizione e la riflessione sulle strutture grammaticali di base;

Il consolidamento delle capacità tecniche di letto/scrittura in L2.
b) La fase “ponte” di accesso all’italiano dello studio. (…) consolidando gli strumenti e i materiali didattici e affinando le modalità di
intervento di tipo linguistico. L’obiettivo è duplice: rinforzare e sostenere l’apprendimento della L2 come lingua di contatto e, nello stesso
tempo, fornire all’apprendente competenze cognitive e meta cognitive, efficaci per poter partecipare all’apprendimento comune. In altre
parole, l’allievo non italofono impara l’italiano per studiare, ma impara l’italiano anche studiando.
c) La fase degli apprendimenti comuni. L’Italiano L2 resta in questa fase sullo sfondo e fornisce ai docenti di classe chiavi interpretative per
cogliere le difficoltà che possono permanere e per intervenire su di esse.(…) potenti occasioni per introdurre uno sguardo interculturale.
(…)In tale direzione, il Consiglio d’Europa ha compiuto un ulteriore passo avanti e propone una Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli
per una educazione plurilingue e interculturale (Consiglio d’Europa, 2010). Esso prende origine dalla consapevolezza della ricchezza, varietà ed
eterogeneità, rispetto alla lingua e alla provenienza culturale, che si ritrova oggi nelle scuole europee e dalla necessità di stabilire un legame
efficace tra i contenuti comuni e i bagagli individuali linguistici e culturali che ogni alunno porta con sé. (…) L’obiettivo della Guida è “fare in
modo che l’educazione plurilingue e interculturale trovi collocazione nel curricolo può voler dire modificarlo in maniera importante e sostanziale,
senza tuttavia iscriversi in una logica di rottura rispetto alle finalità perseguite dal curricolo preesistente”.
D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122, art. 1, comma 2-3
c 2. La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente,nella sua dimensione sia individuale che collegiale,
nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni Scolastiche […]
c 3. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La
valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai
processi di
autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo […]
Prontuario per la somministrazione delle prove INVALSI e relative circolari
Tutti gli allievi di origine immigrata partecipano alle prove SNV 2010/2011 secondo le stesse modalità degli allievi autoctoni, anche se inseriti
per la prima volta in una scuola con lingua d’insegnamento italiana nel corso del presente anno scolastico. In merito alla valutazione dei
risultati, come negli anni passati, l’INVALSI restituirà alle singole scuole i risultati degli allievi di origine immigrata separatamente da quelli degli
allievi autoctoni.
[…] Infine, gli allievi di origine immigrata che abbiano cominciato a frequentare una scuola di lingua italiana da meno di un anno scolastico
(convenzionalmente dopo l’1 settembre 2010) partecipano alle prove Invalsi, come tutti gli altri allievi, ma i loro esiti non concorrono alla
determinazione dei risultati né globali né degli allievi di origine immigrata, indipendentemente dalla generazione.
Alla luce della normativa vigente:
È fondamentale conoscere la storia scolastica precedente dell’alunno e ogni altra informazione.
È fondamentale stabilire una relazione forte e significativa con la famiglia dell’alunno. Lì dove tale relazione fosse gravemente
pregiudicata da fattori di incomprensione linguistica, è necessario avvalersi della figura di MEDIATORI CULTURALI.
78
1. STUDENTE APPENA RICONGIUNTO e NON ALFABETIZZATO
È indispensabile fare riferimento al lavoro svolto dall’alunno nei corsi di alfabetizzazione o di recupero linguistico (Italiano L2) svolti a scuola in
orario curricolare o fuori, in altra sede, in orario extracurricolare.
È necessario che tra i docenti di Italiano L2 e i docenti curricolari via sia comunicazione sui progressi realizzati dall’alunno e
sull’effettivo livello di competenza linguistico raggiunto.
Il lavoro svolto dagli alunni stranieri durante i corsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico può diventare parte integrante della
valutazione di italiano (intesa come materia curricolare) o anche di altre discipline, nel caso che durante tale attività sia possibile
l’apprendimento di contenuti.
L’attività di alfabetizzazione, come anche il lavoro sui contenuti disciplinari, deve essere oggetto, nelle ore di alfabetizzazione
ed in classe, di verifiche predisposte dal docente del corso di alfabetizzazione e, preferibilmente, concordate con l’insegnante
curricolare.
In questo contesto i Consigli di Classe prenderanno in considerazione tutti o solo in parte i seguenti indicatori:
- il percorso scolastico pregresso;
- gli obiettivi possibili, rispetto alla situazione di partenza;
- i risultati ottenuti nell’apprendimento dell’italiano L2;
- i risultati ottenuti nei percorsi disciplinari programmati;
- la motivazione;
- la partecipazione;
- l’impegno;
- la progressione e le potenzialità d’apprendimento.
La valutazione espressa fa riferimento agli obiettivi minimi stabiliti per l’alunno e riportati per ogni disciplina sul Registro del
docente o agli obiettivi previsti nella progettazione personalizzata.
Per gli alunni stranieri che non sono in grado di seguire la programmazione di classe (quindi ove non sia possibile procedere
per obiettivi minimi nelle discipline) si deve elaborare un Piano Educativo Personalizzato nel quale siano indicati gli obiettivi di
apprendimento che saranno sviluppati e le relative metodologie didattiche per la semplificazione dei contenuti/testi.
L’alunno deve essere valutato nelle discipline previste nel suo P.E.P.
Nel documento di valutazione si cercherà di valutare l’alunno in tutte le discipline. Per il primo quadrimestre solo in casi particolari, in cui vi
sia l’impossibilità di collegare l’alunno ai contenuti relativi a talune discipline, per valide motivazioni (neo arrivato, ecc.) si valuteranno solo
la/e disciplina/e attinente/i al suo P.E.P. e si riporterà la dicitura non valutabile per quelle non incluse nel suo P.EP. Nel secondo quadrimestre
in vista dello scrutinio finale la valutazione andrà svolta facendo riferimento a tutte le osservazioni emerse nel corso dell’anno e riportate nel
P.E.P.
A fine anno la valutazione deve essere espressa per ogni disciplina.
Gli alunni che hanno acquisito una competenza minima della lingua italiana possono seguire il P.E.P. della classe con eventuali semplificazioni
di contenuti e/o metodologie, pertanto verranno valutati con gli stessi criteri degli alunni della classe.
ESAME DI STATO CONCLUSIVO SECONDARIA 1° GRADO
Sarà cura dei Consigli di Classe operare affinché gli alunni stranieri di recente immigrazione che hanno una conoscenza più o meno limitata
della lingua italiana e che dunque partono da una evidente situazione di svantaggio possano avere una valutazione formativa e/o
sommativa,
79
almeno nelle materie pratiche e meno legate alla lingua come ed. motoria/fisica, ed. musicale, ed. artistica. Si sottolinea che, in un contesto
come quello attuale, che privilegia la valutazione delle competenze, l’alunno straniero non è generalmente un alunno “incompetente” su tutto,
ma si trova, per qualche tempo, in una situazione nella quale non ha le parole per dire o per comunicare le sue competenze disciplinari.
Incompetenza linguistica, quindi, non significa necessariamente incompetenza scolastica.
Il Consiglio di Classe potrà altresì prevedere un percorso individualizzato che contempli la temporanea esclusione dal curriculum di
alcune discipline che presuppongono una più specifica competenza linguistica. In loro luogo verranno predisposte attività di alfabetizzazione
o
consolidamento linguistico. Ne consegue che tali discipline, nel primo quadrimestre, non verranno valutate (vedi sopra).
Nel caso che gli alunni stranieri abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese, francese, spagnolo), essa, almeno in un primo
tempo, potrà essere utilizzata come lingua veicolare per l’acquisizione dei contenuti e l’esposizione degli stessi, previa la predisposizione di
opportuni
materiali.
Gli alunni stranieri (anche di recente immigrazione) devono svolgere la prova nazionale INVALSI di Licenza Media. Sarà poi la Commissione
d’esame a decidere i criteri di incidenza e di peso della prova sulla valutazione complessiva.
2. STUDENTE DA DUE O TRE ANNI IN ITALIA E CHE SEGUE LA NORMALE PROGETTAZIONE DI CLASSE
È opportuno verificare tramite griglie di osservazione e/o appositi test, il livello della competenza linguistica posseduta nelle diverse funzioni
ed abilità. È opportuno prendere visione del giudizio degli insegnanti italiani, ed eventualmente mettersi in contatto direttamente con loro, per
avere una serie di notizie utili sugli apprendimenti, la preparazione raggiunta dallo studente ed anche per sapere quale tipo di alfabetizzazione
sia stata
proposta nella scuola di provenienza. • È opportuno insegnare la lingua per portare lo studente al livello adeguato (ciò può avvenire anche in
orario extrascolastico, visto che la competenza linguistica posseduta gli consente di seguire, anche se in parte, le lezioni).
È opportuno lavorare sulla lingua dello studio
- in classe ed in tutte le discipline, rendendo comprensibili la lezione ed i testi scritti;
- in laboratorio, agganciandosi quando possibile alle discipline.
Non bisogna mai dimenticare che questo è il passaggio più delicato:
- si impara a ragionare in L2 con la lingua astratta delle discipline; un insuccesso a questo livello può compromettere la
prosecuzione degli studi.
È opportuno che i programmi di insegnamento siano adattati in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri. Per questo,
nell’ambito della propria disciplina, l’insegnante dovrà selezionare, i contenuti individuando i nuclei tematici fondamentali, al fine di
permettere il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione e gli obiettivi possibili rispetto alla situazione di partenza.
Vanno valutate le competenze specifiche relative alle diverse discipline con giudizi sintetici, prescindendo dalle difficoltà /carenze linguistiche
dell’alunno.
Per la valutazione delle abilità di studio, si fa riferimento a:
1. limiti dovuti alla non conoscenza della lingua italiana
2. progetto personalizzato che evidenzia gli obiettivi individuati per l’alunno
3. osservazioni sistematiche.
Si ricorda che per tutti gli alunni, e quindi anche per gli alunni stranieri, il voto/valutazione sommativa non può essere la semplice media delle
80
misurazioni rilevate con le varie prove, ma deve tener conto della valutazione formativa e del raggiungimento degli obiettivi trasversali che
sono
comunque disciplinari quali impegno, partecipazione, progressione nell’apprendimento e eventuali condizioni di disagio. Per la
valutazione degli alunni stranieri inoltre è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i
tempi di apprendimento dell’italiano.
ORIENTAMENTO e RACCORDO TRA ORDINI DI SCUOLA
CHI
Docenti di classe
+ eventuali docenti che curano
l'Orientamento
COSA FA
Materiali
standard
ed
eventuali
materiali
inla
possesso
alledel
scuole.
I docenti fanno richiesta al DS e allatradotti
F.S. per
presenza
mediatore.
Incontro famiglia – docenti – mediatore:
SCHEDA
di raccordo
con
 per
fornire notizie/informazioni
sull'organizzazione del proprio istituto; per
notizie + biografìa linguistica +
coinvolgere le famiglie nel percorso formativo dell'alunno; per presentare il
biografia scolastica.
percorso personalizzato; per comunicare l'evoluzione, i progressi
dell'alunno e la valutazione/consegna scheda.
 curano le fasi della informazione (tipi di istituti e offerta del territorio)
QUANDO DOVE
MATERIALI
Materiale
informatico
/P.O.F.
Documento di
programmazione
dopo 1/2 mesi di
osservazione.
+ eventuale supporto dei mediatori
culturali.


CHI
Docenti di classe/eventualmente mediatori
guidano alla scelta dell'Istituto superiore (abilità, competenze, piano di
studi previsto); spiegano alle famiglie il sistema scolastico italiano e le
possibili opzioni/sbocchi in base alla scelte effettuata dagli alunni. Alcuni
Istituti della scuola secondaria di 1° e 2°curano una attività di
riorientamento.
favoriscono il raccordo tra gli ordini di scuola attraverso la compilazione dello
strumento di RETE (scheda di raccordo) e attraverso eventuali colloqui di
raccordo tra i Docenti Referenti o i Docenti richiedenti di entrambi gli ordini
di scuole coinvolti.
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
COSA FA
COME
I docenti fanno richiesta al DS e alla F.S. Della presenza del
81
Materiale
informativo anche
bilingue se
possibile.
Schede di
raccordo per
alunni stranieri
(strumento di
rete inserito nel
fascicolo
personale
dell'alunno a
partire dall'a.s.
2010-11) con
QUANDO DOVE
biografia
Mediante
linguistica e
scolastica.
mediatore.
Dirigente Scolastico
Funzione Strumentale
Commissione accoglienza
Incontro famiglia-docenti-mediatore:
- i docenti forniscono notizie/informazioni sull'organizzazione
dell'Istituto e delle discipline
- coinvolgono le famiglie nel percorso formativo dell'alunno
- presentano il percorso personalizzato.
convenzioni,
accordi,
di
programma,
protocolli,
incontri
per
scambio
di
conoscenze
e
per
affrontare
tematiche
concrete.
Costruzione
di
percorsi comuni
di formazione e
collaborazione.
RAPPORTI CON IL TERRITORIO
CHI
Dirigente
Scolastico +
Funzione
Strumentale.
COSA FA
promuovono e stabiliscono:
Rapporti con ente locale. Rapporti con
ULSS.
Rapporti con privato sociale. Rapporti
col volontariato. Collaborazioni con il
mediatore culturale.
COME
Mediante convenzioni, accordi, di programma, protocolli, incontri
per scambio di conoscenze e per affrontare tematiche concrete.
Costruzione di percorsi comuni di formazione e collaborazione.
82
QUANDO DOVE
In corso d 'anno
scolastico.
REGOLAMENTO DISCIPLINARE
Art. 1 Comportamenti che configurano mancanze disciplinari
Costituiscono per gli alunni mancanze disciplinari sanzionabili i comportamenti
irrispettosi delle persone, dell’ambiente nonchè la mancanza di corretta partecipazione
che possano condizionare negativamente la qualità del servizio scolastico e dunque:
A. non rispettare o danneggiare gli spazi, l’ambiente della scuola ed il relativo
patrimonio;
B. non rispettare il ruolo e le personalità di tutti i soggetti componenti la comunità
scolastica;
C. assumere comportamenti improntati a forme di pregiudizio che si traducano in
atteggiamenti concretamente offensivi, discriminatori, razzisti, emarginanti;
D. assumere comportamenti ispirati a forme di violenza, ricatto, minaccia, bullismo;
E. non osservare le norme ed il regolamento della scuola con atteggiamenti
caratterizzati da:
1. irregolarità nella frequenza delle lezioni e delle altre attività scolastiche;
2. scarsa puntualità e inosservanza degli orari;
3. disturbi delle attività didattiche;
4. uso di linguaggio blasfemo e pesantemente volgare;
5. allontanamento senza autorizzazione dall’area scolastica;
6. mancata presentazione di valida giustificazione in caso di assenza;
7. inosservanza delle regole di civile convivenza;
8. uso di abbigliamento non consono al luogo di studio;
9. inosservanza delle decisioni assunte dagli organi scolastici competenti.
Art. 2 Tipologia delle sanzioni e modalità di irrogazione
Tutti i provvedimenti disciplinari hanno esclusiva finalità educativa e tendono a
rafforzare il senso di responsabilità dell’alunno, a trasmettere il senso della socialità e del
rispetto delle regole, al ripristino di rapporti
corretti all'interno della comunita'
scolastica, nonche' al recupero dello studente attraverso attivita' di natura sociale,
culturale ed in generale a vantaggio della comunita' scolastica.
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a
sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.
L’infrazione disciplinare connessa al comportamento:
A. non può influire sulla valutazione del profitto;
B. influisce sulla valutazione del comportamento.
Una valutazione negativa in condotta preclude l’ammissione all’anno successivo,
come da normativa vigente.
Le sanzioni sono temporanee, proporzionate alla gravità dell’infrazione commessa,
adeguate alla personalità ed al curriculum dell’alunno, ispirate – per quanto possibile –
al principio della riparazione del danno o della sanzione alternativa.
A tale scopo la sanzione disciplinare può essere convertita in un’attività utile, svolta
in favore della comunità scolastica, da offrire in alternativa all’alunno responsabile
dell’infrazione.
Tutti i provvedimenti disciplinari sono comunicati per iscritto alla famiglia o a chi
esercita la potestà genitoriale o tutoria. Nel caso di particolare delicatezza la scelta delle
forme opportune di comunicazione è rimessa insindacabilmente alla valutazione del
Dirigente Scolastico.
Le mancanze disciplinari previste dal presente regolamento prevedono le seguenti
sanzioni:
1. avvertimento scritto. Viene annotato sul registro di classe e consiste nel richiamo
formale al rispetto delle regole e ai doveri dell’alunno;
2. ammonizione scritta. E’ irrogata in modo formale all’alunno ed alla famiglia e, come
l’avvertimento, consiste in un richiamo al rispetto delle regole e dei doveri;
3. allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica. Consiste nella sospensione
dalla frequenza della scuola per un periodo non superiore a quindici giorni;
4. allontanamento dalla comunità scolastica. Consiste nella sospensione dalla frequenza
della scuola per un periodo superiore a quindici giorni;
5. esclusione dallo scrutinio finale o non ammissione all'esame di Stato conclusivo
del corso di studi.
Le sanzioni 4 e 5 sono adottate dal Consiglio di Istituto.
Art. 3 Valutazione della gravità dei comportamenti punibili
Costituiscono elementi per la valutazione delle mancanze disciplinari:
A. la rilevanza dell’infrazione in riferimento all’offesa della persona, alla comunità o al
danno materiale provocato. Nel caso di danno materiale che comporti lordura,
danneggiamento o distruzione di bene della scuola è previsto il risarcimento in solido
da parte della famiglia. Qualora il danno patrimoniale sia di notevole entità, nel caso
di limitata capacità economica della famiglia dell’alunno responsabile, l’entità del
risarcimento può essere ridotta a seguito di valutazione del Consiglio d’Istituto dopo
aver sentito il parere del Consiglio di classe;
B. l’intenzionalità del comportamento;
C. il concorso di più studenti fra loro;
D. la reiterazione del comportamento scorretto. In caso di recidiva può essere inflitta la
sanzione di grado immediatamente più elevato. La reiterazione, in caso di infrazioni
gravi e lesive dei diritti degli altri studenti, può dar luogo all’irrogazione
dell’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica;
E. il curricolo personale dell’alunno.
Art. 4 Organi competenti all’irrogazione delle sanzioni disciplinari
A. L’avvertimento scritto è inflitto dal docente che svolge la lezione o che è incaricato
della vigilanza negli spazi ove è stato riscontrato il comportamento scorretto. E’
altresì competente ad infliggere tali sanzioni il Dirigente Scolastico;
B. l’ammonizione scritta è inflitta dal Dirigente Scolastico di propria iniziativa o su
richiesta del Consiglio di classe/team;
C. l’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica è inflitto dal Consiglio di
classe/team. Nel caso in cui il provvedimento riguardi alunni di classi diverse, sono
competenti i relativi Consigli di classe/team. Nei periodi di allontanamento deve
essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi
genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica;
D. le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono
inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
Art. 5 Conversione delle sanzioni
All’atto della comunicazione del provvedimento disciplinare è offerta all’alunno la
possibilità di convertire, in tempi e modi determinati dal Consiglio di classe/team la
stessa in una delle seguenti attività alternative:
A. attività manuali volte al ripristino di attrezzature, arredi. Beni scolastici in genere
indebitamente danneggiati;
B. costruzione di oggetti, piccole attrezzature utili alla scuola a parziale risarcimento dei
danni arrecati;
C. eliminazione di situazioni di degrado di locali o spazi scolastici o dell’ambiente in
generale, provocate intenzionalmente;
D. attività da svolgersi nell’ambito di iniziative di solidarietà promosse dalla scuola;
E. attività di collaborazione con i responsabili della biblioteca scolastica per il riordino di
libri od il riassetto dei locali;
F. ogni altra attività, manuale o intellettuale, educativa e vantaggiosa per la scuola.
Art. 6 Procedura sanzionatoria
Avuta relazione scritta di un fatto disciplinarmente rilevante, il Dirigente Scolastico
– o suo delegato – o l’insegnante interessato, a seconda delle circostanze, della tipologia
84
dell’infrazione o della gravità della stessa, provvedono all’accertamento dei fatti e
all’individuazione delle responsabilità.
Accertati fatti e responsabilità, il Dirigente invita il responsabile, o i responsabili, ad
esporre le proprie ragioni.
Qualora la natura dell’infrazione comporti la sanzione dell’avvertimento scritto o
della ammonizione scritta, una volta individuate con certezza le responsabilità, il docente
competente o il Dirigente Scolastico provvedono all’irrogazione del provvedimento
disciplinare.
Qualora le sanzioni previste risultino di grado superiore all’avvertimento o alla
ammonizione scritta, il Dirigente Scolastico convoca il Consiglio di classe/team.
Il Dirigente è tenuto a convocare il Consiglio di classe/team anche quando, pur
ritenendo che non sussistano elementi di sufficiente gravità, la convocazione venga
richiesta da almeno tre componenti il team nella scuola primaria o da sei componenti il
Consiglio di classe nella scuola secondaria di 1° grado.
In sede di Consiglio di classe team il Dirigente espone i dati acquisiti e le ragioni
esposte dai responsabili. Nel caso la riunione sia stata richiesta dai docenti, essi sono
tenuti a fornire le regioni a fondamento della loro richiesta.
Non può essere assunto il provvedimento disciplinare, che comporti
l’allontanamento temporaneo per un alunno beneficiario del sostegno senza il preventivo
parere di competenza da parte dello specialista che lo segue.
Art. 7 Impugnazione dei provvedimenti disciplinari
Contro le sanzioni disciplinari diverse dall’allontanamento temporaneo è ammesso
ricorso ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola:
A. indirizzato al Dirigente scolastico;
B. solamente per iscritto;
C. chiaramente motivato;
D. da parte di chiunque vi abbia interesse;
E. entro quindici giorni dalla comunicazione della irrogazione delle sanzioni.
L’ organo di garanzia interno decide nel tempo massimo di dieci giorni.
Nel caso di accoglimento del ricorso, la sanzione relativa decade perdendo efficacia
sin dall’origine.
Art. 8 Organo di garanzia interno all’Istituto e competenze
Presso l’Istituto comprensivo è insediato un organo di garanzia interno, presieduto
dal dirigente scolastico, e composto da due docenti designati dal consiglio di istituto e da
due rappresentanti eletti dai genitori.
Delle determinazioni assunte dall’organo di garanzia è tenuto apposito verbale,
sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante, da conservare su apposito registro
depositato in Presidenza. Nel medesimo registro sono allegati i verbali dei Consigli di
classe/team riuniti in sede disciplinare.
L’individuazione dei componenti l’organo di garanzia avviene nell’ambito del
Consiglio d’Istituto su proposta del Dirigente Scolastico.
Art. 9 Patto educativo di corresponsabilità
Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la
sottoscrizione da parte dei genitori di ogni ordine di scuola di un Patto educativo di
corresponsabilità.
I patti, in forme consone all’ordine di scuola, sono finalizzati a definire in maniera
dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma,
studenti e famiglie, sollecitando in particolare le seconde alla fattiva collaborazione
nell’alleanza educativa.
Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, in forme
consone all’ordine di scuola, sono poste in essere le iniziative più idonee per le
opportune attività di accoglienza dei nuovi
alunni, per la presentazione e la
condivisione:
85
A.
B.
C.
D.
del piano dell'offerta formativa;
dei regolamenti disciplinare e di plesso;
del patto educativo di corresponsabilità;
dello statuto delle studentesse e degli studenti (scuola secondaria di 1° grado).
Art. 10 Norme transitorie
Il presente Regolamento disciplinare, composto da 10 articoli, fa parte integrante e
sostanziale del Regolamento d’Istituto ed assume efficacia contestualmente all’entrata in
vigore di quest’ultimo e delle relative variazioni, nel rispetto delle modalità di pubblicazione
previste dalla norma.
Eventuali modificazioni al presente Regolamento disciplinare sono approvate dalla
maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio d’Istituto.
Il Regolamento disciplinare, oltre ad essere depositato presso la Segreteria e reso
disponibile in forma cartacea al pubblico, a ciascun consiglio di classe e a tutte le componenti
della scuola, trova pubblicazione nel sito internet, nel rispetto dell’art. 16 del Regolamento
d’Istituto.
REGOLAMENTO D’ISTITUTO
Art. 1 – Finalità
L’Istituto Comprensivo Statale di Preganziol, nell’esercizio delle competenze assegnate
dalle vigenti norme di settore e nel rispetto dei principi di buona organizzazione, di
idoneo funzionamento amministrativo e di rispetto dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche, disciplina le attività, le iniziative ed il coordinamento nel contesto delle
strutture facenti capo all’Istituto medesimo, finalizzando la promozione della qualità dei
servizi offerti alla comunità scolastica anche mediante forme di ampia collaborazione tra
gli organi collegiali, di coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e delle organizzazioni
esterne, oltre ad assicurare il perseguimento di obiettivi ispirati alla formazione di un
adeguato ambiente di lavoro, alla cooperazione ed al confronto costruttivo.
Il perseguimento degli obiettivi di definizione/realizzazione dell’offerta formativa nonché
di efficacia dell’azione amministrativa, avvengono mediante il coordinamento delle
competenze.
A tal fine:
1. gli organi collegiali della scuola garantiscono l'efficacia dell'autonomia delle istituzioni
scolastiche nel quadro delle norme che ne definiscono competenze e composizione;
2. il dirigente scolastico esercita le funzioni come da normativa, nel rispetto delle
competenze degli organi collegiali;
3. i docenti hanno il compito e la responsabilità della progettazione e dell'attuazione del
processo di insegnamento e di apprendimento;
4. il responsabile amministrativo, ai sensi e per gli effetti del D.I. N° 44/2001, assume
funzioni di direzione dei servizi di segreteria nel quadro dell'unità di conduzione
affidata al dirigente scolastico;
5. il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al processo di attuazione
e sviluppo dell'autonomia assumendo le rispettive responsabilità.
Le norme contenute nel presente regolamento, accettate e fatte proprie da ciascuna
componente della scuola, rappresentano pertanto necessario presupposto per lo sviluppo
della comunità scolastica sotto il profilo sociale e civile, privilegiando atteggiamenti di
accettazione reciproca ed ispirati ai principi di democrazia partecipativa.
Nell’ambiente scolastico è bandita ogni forma di violenza.
Art. 2 - Funzionamento degli organi collegiali
2.1. Disposizioni generali.
La convocazione degli organi deve essere trasmessa con un preavviso - non inferiore ai
cinque giorni - rispetto alla data delle riunioni.
86
L’avviso di convocazione, oltre all’affissione all’albo, è comunicato ai singoli membri
dell’organo collegiale in alternativa mediante circolare, posta elettronica, pubblicazione
nel sito istituzionale.
L’avviso di convocazione deve indicare gli argomenti da trattare nella seduta.
Di ogni seduta viene redatto il verbale, su apposito registro a pagine numerate firmato
dal Presidente e dal Segretario, che sarà sottoposto ad approvazione nella seduta
successiva.
2.2 Programmazione delle attività.
Ciascuno degli organi collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle
rispettive competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato
svolgimento delle attività stesse.
2.3. Svolgimento coordinato.
Ogni organo collegiale opererà in forma autonoma rispetto alle proprie competenze,
senza tuttavia prescindere da forme di coordinamento con le specifiche competenze degli
altri organi collegiali.
Art. 3 – Piano dell’Offerta Formativa
Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il
Piano dell'offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità
culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione
curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano
nell'ambito della loro autonomia.
Il Piano dell'offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi
tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto
culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione
territoriale dell'offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni
metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità.
Il Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi
generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di
amministrazione definiti dal consiglio di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri
formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole
secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di istituto. Il
dirigente scolastico attiva i preventivi e necessari rapporti con gli Enti locali e con le
diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio.
Il Piano dell'offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie
all'atto dell'iscrizione.
Art. 4 - Elezioni degli organi di durata annuale
Le elezioni per la nomina degli organi collegiali di durata annuale, nel rispetto dei criteri
di buon funzionamento ed organizzazione, dovranno essere definite entro il secondo
mese dell’anno scolastico e in giorni diversi nei diversi ordini di scuola, per favorire la
partecipazione di tutti i genitori.
Art. 5 - Convocazione del Consiglio di Intersezione, del Consiglio di Interclasse
e del Consiglio Classe. Programmazione e coordinamento delle attività
Il Consiglio di Intersezione, di Interclasse e di Classe è convocato dal Dirigente scolastico
di propria iniziativa o a seguito di richiesta scritta e motivata dalla maggioranza assoluta
dei membri con esclusione del Dirigente stesso.
Il Consiglio si riunisce di regola una volta al mese.
Almeno due volte all’anno gli incontri si svolgeranno anche alla presenza dei
Rappresentanti dei Genitori.
Le riunioni del Consiglio di Intersezione, di Interclasse e di Classe devono essere
programmate nel rispetto di quanto stabilito ai punti 2.2 e 2.3 del precedente art. 2.
87
Art. 6 - Convocazione del Collegio dei Docenti.
Programmazione e coordinamento delle attività
Il Collegio dei Docenti è convocato secondo le modalità stabilite dall’art. 7, comma 4, del
D. Lgs. N° 297/1994
Le riunioni saranno programmate nel rispetto di quanto stabilito ai punti 2.2 e 2.3 del
precedente art. 2.
Art. 7 - Il Consiglio d’Istituto
7.1 Formazione, elezione del Presidente e del Vice Presidente.
Il Consiglio d’Istituto si riunisce per la prima volta su sollecita disposizione del Dirigente
Scolastico, successivamente alla nomina dei relativi membri.
In questa sede il Consiglio d’Istituto, presieduto dal Dirigente Scolastico, provvede ad
eleggere a scrutinio segreto il Presidente fra i Rappresentanti dei Genitori, nonché a
nominare i componenti la Giunta Esecutiva nel rispetto dell’art. 8 comma 7 del D. Lgs.
n. 297/1994, le cui attribuzioni sono regolate dall’art. 10, comma 10 e segg. del decreto
medesimo.
Si considerano candidati tutti i genitori facenti parte del Consiglio d’Istituto.
E’ eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
Qualora non si raggiunga la maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a
maggioranza relativa dei votanti, a condizione che alla seduta sia presente almeno la
metà più uno dei componenti. A parità di voti è eletto il più anziano di età.
Il Consiglio d’Istituto elegge anche il Vice Presidente, scelto tra i genitori appartenenti al
medesimo Consiglio, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente.
7.2 Convocazione.
Il Consiglio d’Istituto è convocato dal Presidente il quale è tenuto a disporre la
convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva ovvero della
maggioranza dei componenti il Consiglio stesso.
L’avviso di convocazione dovrà pervenire ai componenti almeno cinque giorni prima della
seduta (corredato degli opportuni allegati così). E’ cura dei medesimi componenti far
pervenire alla Segretaria dell’Istituto, entro i successivi due giorni, il riscontro all’avviso
in forma cartacea o per via telematica.
Sono fatte salve in ogni caso eventuali situazioni di urgenza legate a fatti imprevedibili
per le quali l’avviso di convocazione potrà essere comunicato agli interessati entro le
ventiquattro ore precedenti la seduta.
Della convocazione viene data massima pubblicità, anche mediante l’esposizione
dell’avviso all’albo d’Istituto e la trasmissione dell’avviso stesso al Presidente del
Comitato dei Genitori.
Per la validità della seduta è richiesta obbligatoriamente la presenza di almeno la metà
più uno dei componenti in carica.
Le sedute del Consiglio d’Istituto sono aperte al pubblico che può assistere solo in qualità
di uditore. Ha sempre facoltà di partecipare ed intervenire nelle materia di competenza
il Dsga.
7.3 Decadenza
I consiglieri eletti i quali non intervengono, senza giustificati motivi, a tre sedute
consecutive, decadono dalla carica e vengono surrogati con le stesse modalità stabilite
dal Consiglio d’Istituto.
7.4 Pubblicità degli atti
La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto deve avvenire mediante affissione
nell’apposito albo d’Istituto, depositando copia integrale – sottoscritta e autenticata dal
Segretario del Consiglio – del testo delle deliberazioni adottate.
L’affissione all’albo avviene entro e non oltre quindici giorni dalla relativa seduta del
Consiglio e deve rimanere esposta per un periodo di dieci giorni.
I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell’Ufficio Segreteria
dell’Istituto e – per lo stesso periodo – rimangono in visione a chiunque ne inoltri
richiesta scritta.
88
La copia della deliberazione da affiggere all’albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal
Segretario ed il Dirigente ne dispone la sollecita affissione e pubblicazione nel sito
ufficiale della scuola attestandone in calce la data di pubblicazione.
7. 5 Specifiche competenze nella gestione amministrativa.
Nel rispetto delle disposizioni di carattere generale facenti capo al D.I. N° 44/2001, il
Consiglio d'Istituto verifica, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie dell'Istituto
nonché lo stato di attuazione del programma, al fine delle modifiche che si rendano
necessarie, sulla base di apposito documento predisposto dal dirigente.
Il Consiglio, altresì, con deliberazione motivata, su proposta della giunta esecutiva o del
dirigente, può apportare modifiche parziali al programma in relazione anche
all'andamento del funzionamento amministrativo e didattico generale ed a quello
attuativo dei singoli progetti.
Il Dsga, al fine di rendere possibili le verifiche, predispone apposita relazione sulle
entrate accertate e sulla consistenza degli impegni assunti, nonché dei pagamenti
eseguiti.
Art. 8 - Convocazione del Comitato per la valutazione del servizio degli
insegnanti
Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti, nominato dal Collegio dei
Docenti, è convocato dal Dirigente scolastico e svolge le proprie funzioni nel rispetto
dell’art. 11 del D. Lgs. n. 297/1994.
Art. 9 - Funzionamento delle Biblioteche di plesso
Il funzionamento delle biblioteche è disciplinato da criteri generali stabiliti dal Consiglio
d’Istituto, sentito il Collegio dei docenti, assicurando in ogni caso:
1. l’individuazione di un responsabile pro tempore dei locali e dei materiali;
2. la redazione di specifici regolamenti interni, da approvare nell’ambito del Consiglio
d’Intersezione, d’Interclasse e di Classe.
3. la massima accessibilità al servizio per alunni e docenti.
Art. 10 - Funzionamento dei Gabinetti Scientifici
Il funzionamento dei Gabinetti Scientifici e dei laboratori è regolato al fine di agevolare
l’uso dei locali a favore degli studenti per studi e ricerche, con l’ausilio di personale
docente. Il Dirigente scolastico affida, su indicazione del Collegio dei docenti, le funzioni
di responsabile dei locali in questione ad un docente.
Art. 11 - Utilizzo delle palestre
L’utilizzo delle palestre è regolato dalle vigenti norme afferenti alla sicurezza degli
impianti e dai regolamenti locali. Tutti i soggetti che usufruiscono dei locali in questione
sono tenuti alla osservanza di dette norme ed alla responsabilità nell’applicazione
affinché non abbiano a manifestarsi usi impropri degli impianti.
Le palestre dovranno essere utilizzate, previo accordo con l’Istituto sulla scorta dello
schema di convenzione disponibile presso la segreteria e nel rispetto delle seguenti
priorità e modalità:
11.1 Istituto Scolastico
Il funzionamento dei locali a favore dell’Istituto segue criteri di equità stabiliti dal
Collegio dei Docenti, così da garantire la disponibilità nei confronti di tutte le classi e,
ove necessario, anche di altre istituzioni scolastiche.
11.2 Società sportive
Questi soggetti, od altre istituzioni aventi analoga organizzazione e finalità, sono tenuti a
presentare apposita istanza al competente ufficio comunale ai fini dell’ottenimento della
concessione d’uso dei locali che dovrà essere programmata annualmente e senza
interferire con orari ed esigenze scolastiche.
L’Amministrazione comunale a tal fine, nel rispetto dei principi di coordinamento e buona
organizzazione delle iniziative, provvederà a redigere il calendario degli utilizzi dei locali
89
comunicandolo con sollecitudine al Dirigente Scolastico per opportuna e necessaria
conoscenza.
11.3 Singoli, Associazioni, Comitati
L’uso dei locali da parte dei soggetti citati, eventualmente anche durante l’orario
scolastico, potrà avvenire esclusivamente in via temporanea, previo rilascio di
concessione degli spazi a cura del Dirigente Scolastico.
Nei casi di cui ai precedenti punti 11.2 e 11.3, l’istanza di concessione dei locali dovrà
obbligatoriamente riportare l’indicazione del soggetto referente, completo di indirizzo e
recapito telefonico di pronta reperibilità, avente qualifica di responsabile ai fini
dell’integrità dei locali, dei materiali ed arredamenti, la loro pulizia e l’ordine,
provvedendo a riconsegnare i locali in perfetto stato e pronti per il normale utilizzo cui
sono destinati.
Art. 12 - Utilizzo dell’Aula Magna
L’Istituto dispone dell’Aula Magna nelle seguenti sedi: Scuola secondaria di 1° grado “U.
Foscolo”; Scuola primaria “Giovanni XXIII” Aula Granziol. L’uso dell’Aula Magna avverrà
nel pieno rispetto delle vigenti norme di sicurezza e dei regolamenti locali. L’Istituto
scolastico ha facoltà di:
1. utilizzare l’Aula Magna Foscolo per ogni esigenza didattica e di programmazione;
2. richiedere l’utilizzo dell’Aula Granziol all’Amministrazione comunale.
I soggetti non appartenenti all’Istituto scolastico che avessero necessità dell’Aula Magna
Foscolo, ne potranno usufruire, anche durante l’orario scolastico e nel rispetto comunque
delle esigenze didattiche, previa presentazione di richiesta scritta al Dirigente Scolastico,
da depositare ai predetti uffici non meno di 30 giorni prima dell’utilizzo, pena il rigetto
dell’istanza. Il Dirigente Scolastico è tenuto ad esprimere il parere comunicandolo con
sollecitudine. La richiesta dovrà obbligatoriamente riportare l’indicazione del soggetto
referente, completo di indirizzo e recapito telefonico di pronta reperibilità, avente
qualifica di responsabile ai fini dell’integrità dei locali, la loro pulizia e l’ordine,
provvedendo a riconsegnare i locali in perfetto stato e pronti per il normale utilizzo cui
sono destinati.
Art. 13 - Spazi esterni
L’utilizzo degli spazi esterni di pertinenza dell’edificio scolastico principale, dovrà
avvenire nel pieno rispetto delle vigenti norme di sicurezza e dei regolamenti locali. In
particolare si richiamano le disposizioni di legge in merito alle aree esterne all’edificio
principale prospicienti alla viabilità pubblica ed interessate da traffico veicolare, oltre alle
disposizioni del Codice Civile regolanti i rapporti tra proprietà finitime.
L’Istituto scolastico ha facoltà di utilizzare aree esterne idoneamente attrezzate, anche ai
fini della sicurezza e l’incolumità dell’utenza scolastica, per ogni esigenza didattica e di
programmazione.
Per l’utilizzo degli spazi esterni da parte di soggetti non appartenenti all’Istituto
scolastico, si richiamano integralmente criteri, modalità ed obblighi di cui al precedente
articolo 12, ivi compresa la responsabilità nell’uso degli spazi e le penalità a fronte
dell’inottemperanza alle disposizioni di buona organizzazione e rispetto delle aree di
pertinenza dell’Istituto.
Art. 14 – Organizzazione della vita scolastica
In ordine alle finalità di cui al presente articolo, si richiama la Circolare generale
informativa-organizzativa annuale a firma del Dirigente Scolastico e diramata a tutte le
famiglie. Si richiamano in particolare i punti regolanti l’entrata-uscita degli alunni;
l’assenza di familiari all’entrata, all’uscita e al termine delle lezioni; vigilanza, assenza e
ritardi.
Ai fini di una più puntuale ed efficace organizzazione scolastica, si stabilisce ad ogni buon
conto quanto ai seguenti punti:
14.1 - Orari.
90
L'orario di inizio e fine lezioni è esplicitato dal POF e a tutti è fatto obbligo di rispettarlo.
Ogni ritardo dovrà essere giustificato per iscritto. Nel caso di reiterati ed ingiustificati
episodi di inosservanza degli orari stabiliti, gli insegnanti dovranno segnalare il fatto al
Dirigente Scolastico che, a sua volta, provvederà ad informare le famiglie interessate,
con facoltà, in caso di persistenza degli episodi, di irrogare sanzioni disciplinari a norma
di legge.
Eventuali autorizzazioni di ingresso posticipato o di uscita anticipata, se costanti nel
tempo, motivate e limitate, sono concesse dal Dirigente Scolastico.
L'orario scolastico di ogni singolo plesso è deliberato dal Consiglio di istituto e riportato
dai singoli regolamenti.
L'ingresso degli insegnanti e degli alunni all’interno dello spazio scolastico avviene cinque
minuti prima dell'inizio delle lezioni.
L'assistenza degli alunni durante gli intervalli è affidata agli insegnanti secondo modalità
stabilite in ogni plesso e con il supporto dei collaboratori scolastici. Affinché questo
periodo rappresenti un’effettiva pausa di ricreazione, gli allievi dovranno mantenere un
comportamento corretto evitando giochi ed iniziative pericolose per sé e per gli altri
studenti. Il luogo indicato per lo svolgimento dell'intervallo è preferibilmente lo spazio
esterno di pertinenza della scuola, compatibilmente con le condizioni climatiche in atto.
In ogni caso il comportamento di ciascuno deve essere improntato al massimo rispetto
per le persone e per le cose altrui.
14.2 - Cura degli oggetti.
La scuola è un luogo pubblico ed ogni utente ha la responsabilità, individuale e collettiva,
della tutela dell'edificio, delle aree di pertinenza, degli arredi, delle attrezzature, delle
apparecchiature, dei sussidi didattici, delle dotazioni librarie. Tali strumenti,
indispensabili per lo svolgimento delle attività scolastiche, debbono essere utilizzati e
conservati con la massima cura evitando ogni danneggiamento. Diversamente,
il
responsabile è tenuto alla rifusione integrale del danno. Qualora non fosse possibile
l’individuazione del diretto responsabile a causa di comportamenti omertosi da parte di
soggetti tuttavia presenti ad episodi di danno, tutti i coinvolti saranno considerati
responsabili in via solidale del danno cagionato e tenuti al risarcimento integrale o, in
alternativa, a forme di ripristino delle cose danneggiate attraverso la fattiva
collaborazione. In riferimento alla specifica materia ed alle iniziative conseguenti,
trovano applicazione le disposizioni di cui all’allegato Regolamento disciplinare.
14.3 - Rapporti docente/alunno e comunicazioni scuola/famiglia.
Tutti gli alunni sono tenuti al rigoroso rispetto dell'orario di inizio delle lezioni e
presentarsi con il materiale e i libri necessari per seguirle regolarmente.
Gli alunni della scuola primaria e secondaria di 1° grado sono tenuti ad avere sempre
con sé il libretto personale parte integrante del Diario di istituto, da considerarsi
documento ufficiale di comunicazione tra scuola e famiglia e dunque da conservare privo
di alterazioni, abrasioni, cancellature e/o altri mezzi che ne alterino o ne rendano
illeggibile qualsiasi parte.
L'autorizzazione ad uscire dalla scuola durante l'orario scolastico potrà essere concessa
esclusivamente a seguito richiesta scritta e motivata da parte del genitore il quale, per
ovvie ragioni di sicurezza e responsabilità, è tenuto, al momento dell’uscita dall’edificio
scolastico, a segnare sul libretto personale dell’alunno l'orario di uscita. Analoga
procedura dovrà essere seguita in caso di malore dell’alunno, precisando che gli addetti
della segreteria provvederanno ad avvertire con tempestività i familiari ai fini del ritiro
da scuola e l’accompagnamento a casa dell’alunno.
Qualora i genitori che per giustificati motivi non fossero nelle condizioni di rispettare le
norme suddette, gli stessi sono tenuti ad indicare, a mezzo di delega scritta contenente i
dati anagrafici, i soggetti autorizzati al ritiro ed al riaccompagnamento dell’alunno in loro
vece. La delega dovrà essere consegnata in segreteria possibilmente all'inizio dell'anno
scolastico ed avrà valore per tutto quel periodo salvo revoca scritta.
Al personale docente e non docente è fatto divieto di utilizzare i propri mezzi di trasporto
per accompagnare gli alunni in qualsivoglia luogo.
91
In ossequio alle norme afferenti all’osservanza degli orari e nel rispetto delle incombenze
del personale scolastico, i genitori non hanno la facoltà di lasciare i figli a scuola sia
prima che oltre l'orario di lezione. Nel caso di eventuale ritardo, comunque per
giustificato motivo ed in via eccezionale, il genitore è obbligato ad informare
tempestivamente la segreteria che provvederà ad individuare il personale disponibile alla
sorveglianza per il tempo strettamente necessario.
14.4 - Scioperi.
In caso di programmato sciopero del personale e non potendo garantire né l'assistenza
agli alunni, né il regolare svolgimento delle lezioni, la scuola provvederà a diramare per
iscritto idonea comunicazione agli alunni, entro giorni tre dalla data dello sciopero.
14.5 - Assenze.
L'alunno rimasto assente fino a cinque giorni (compresi anche i festivi) è tenuto a
presentare all’insegnante della prima ora di lezione, il giorno del rientro, giustificazione
firmata a cura del genitore avente firma depositata, compilando l’apposito libretto
personale consegnato a cura della scuola.
In caso di assenze prolungate oltre il termine suddetto, assieme alla giustificazione,
dovrà essere allegato un certificato medico comprovante le sane condizioni fisiche
dell’alunno e l’ammissibilità del suo rientro nella comunità scolastica.
In caso di assenze per motivi di famiglia, vacanze o viaggi, l’assenza prevista va sempre
preventivamente comunicata alla scuola tramite la compilazione dell’apposito modulo
informativo disponibile in segreteria nel rispetto dell’obbligo scolastico: l’anno scolastico
risulta validamente superato se frequentato per almeno il 75% delle lezioni.
14.6 - Decoro degli ambienti.
L'ordine e la pulizia dei locali della scuola dovranno essere mantenuti con il massimo
impegno non solo per conservare i requisiti di igienicità e decoro dei locali, ma anche per
rispettare il lavoro del personale ausiliario ed evitare situazioni di carichi di lavoro non
sostenibili da parte del personale stesso. Medesimo rispetto dovrà essere dato agli spazi
esterni affinché il non danneggiamento ed il mantenimento di adeguati livelli di pulizia
possano determinare un’immagine positiva di decoro e di cura dell’ambiente scolastico,
onde fruirne nelle migliori condizioni.
14.7 - Norme comportamentali e di disciplina.
E’ buona norma il non portare con sé a scuola oggetti di valore ed è in ogni caso vietato
l'uso del cellulare durante le lezioni e nel contesto dell’edificio scolastico.
La scuola non risponde in caso di eventuali furti e/o danneggiamenti di oggetti di valore
appartenenti a privati. E' altresì vietato introdurre nella scuola qual si voglia oggetto non
funzionale, estraneo e/o non idoneo ai fini del normale espletamento delle pratiche
scolastiche, soprattutto se l’oggetto possa costituire fonte di pericolo per l'incolumità
propria o di terzi, o comunque elemento di distrazione durante lo svolgimento delle
lezioni. I docenti ed il personale ausiliario hanno il dovere di vigilare ed assumere
provvedimenti immediati in relazione ai singoli casi.
Per quanto attiene in dettaglio alle norme di disciplina, trovano applicazione le
disposizioni di cui all’allegata appendice.
14.8 - Impegni particolari dei docenti.
L'attività dei docenti nella scuola è regolata dalle relative norme e contratti che li rende
diretti responsabili del buon andamento della vita scolastica e dell'utilizzo integrale e
funzionale del tempo scolastico nelle ore di lezione. In particolare i docenti sono tenuti
alla sorveglianza degli alunni sino al momento della consegna ai rispettivi genitori, salvo
diverse disposizioni da parte di questi ultimi. Ciascun docente provvede a compilare il
giornale di classe ed il registro personale.
L'insegnante non dovrà in alcun modo abbandonare la classe durante lo svolgimento
delle lezioni. Il docente che, per giustificati motivi, dovesse avere necessità di
allontanarsi, è obbligato a richiedere la presenza di un collega disponibile o di personale
ausiliario.
Nei rapporti con i genitori, oltre ad utilizzare - ove vigente - il normale orario di
ricevimento parenti, è ammesso anche il ricevimento per appuntamento secondo orari
concordati tra le parti.
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Prima della fine di ogni quadrimestre si terranno incontri degli insegnanti con tutti i
genitori per la valutazione periodica degli alunni.
14.9 - Attrezzature.
Le attrezzature didattiche, compresi i sussidi audiovisivi ed informatici, sono a
disposizione degli insegnanti che ne fanno richiesta e previ accordi con gli incaricati dei
laboratori ed il personale ausiliario. Ogni insegnante è responsabile degli strumenti
utilizzati e della loro restituzione che dovrà avvenire al termine delle lezioni, secondo le
disposizioni impartite.
14.10 - Il personale ausiliario.
L'attività del personale ausiliario della scuola è regolata dalle relative norme e contratti
che. Il piano di lavoro e le competenze del personale A.T.A. sono comprese nel piano
annuale approvato dall'assemblea A.T.A. Il personale ausiliario concorre, nell'ambito
delle proprie competenze, al raggiungimento degli obiettivi educativi fissati dalla
programmazione scolastica ed in questa ottica la collaborazione con il personale docente
e con gli allievi rappresenta elemento fondante e meritevole di costante incremento.
Il personale ausiliario collabora con gli insegnanti nella vigilanza e nel sostenere
situazioni di particolare necessità, vigilando direttamente sugli alunni affidati assolvendo
così alle finalità educative caratterizzanti l'organizzazione scolastica.
I collaboratori scolastici provvedono alla quotidiana pulizia dei locali scolastici a cui sono
stati assegnati, oltre alla esecuzione di interventi di piccola manutenzione. Pertanto
spetta loro il compito della cura dei locali così da mantenerne l’ordine e condizioni
confortevoli.
14.11 - La mensa.
La partecipazione alla mensa è consentita alle sezioni di infanzia, alle classi a tempo
pieno e a tempo integrato di scuola primaria, alle classi a tempo prolungato di scuola
secondaria di 1° grado nei soli casi di rientro pomeridiano. La richiesta della mensa
comporta la presenza a tutti i giorni di rientro a scuola. Le condizioni di partecipazione
fanno capo alle disposizioni a cura dell’Amministrazione comunale.
Si fa obbligo del rigoroso rispetto dell'orario di prenotazione pasti che dovrà avvenire
entro l’orario annualmente indicato. Nel caso di ingresso posticipato, la famiglia
dell’alunno interessato è tenuta ad informare preventivamente l'insegnante o, al mattino
stesso, il personale incaricato onde veder garantita la prenotazione del pasto.
La sorveglianza è normalmente affidata ai docenti od al personale appositamente
incaricato. Svolge attività di controllo qualità/servizio il referente mensa dei genitori,
eletto contestualmente alla individuazione dei rappresentanti di classe.
Gli allievi dovranno accedere ai locali della mensa, consumare il pasto e partecipare alle
attività di ricreazione prima delle lezioni secondo disposizioni di dettaglio a cura della
Dirigenza scolastica.
L'assenza degli alunni iscritti alla mensa deve essere giustificata con analoghe modalità
stabilite per le assenze dalle lezioni.
14.12 - Assicurazione.
Ai fini della copertura assicurativa, il Consiglio di Istituto delibera annualmente la stipula
di un contratto di assicurazione per allievi e personale. Quota del premio e condizioni di
contratto vengono diramate annualmente a mezzo di apposita comunicazione a tutti gli
interessati.
14.13 - Norme comportamentali di emergenza.
In caso di malore od incidente nell'ambito scolastico, ivi compresa la fase di uscita
dall’edificio scolastico, l’alunno sarà assistito dagli insegnanti. In condizioni di maggiore
gravità dell’evento, anche solo apparente, oltre ad avvertire la famiglia, il personale
provvederà tempestivamente a chiamare un servizio di pronta emergenza sanitaria.
L'insegnante presente al momento dell'incidente informerà tempestivamente
dell'accaduto la segreteria che provvederà alla compilazione della denuncia su apposito
modulo, trasmesso alla compagnia assicuratrice in caso di richiesta di rimborso spese,
come previsto dalla polizza. In caso contrario sarà trattenuto agli atti della scuola.
La somministrazione di medicinali agli alunni dovrà avvenire solo in casi eccezionali e su
presentazione di certificazione medica, nonché previa dichiarazione dei genitori così da
93
sollevare l'insegnante ed il personale da qualsiasi responsabilità connessa al fatto. Detta
documentazione dovrà essere conservata nel registro di classe. Per situazioni di
particolare delicatezza è opportuno il confronto con il Dirigente Scolastico.
14.14 - Iniziative ed incentivi alla partecipazione.
In occasione di feste, manifestazioni, celebrazioni ed iniziative in genere promosse
direttamente dall'Istituzione scolastica, è ammessa la raccolta di contributi ed offerte
libere, sottoscrizioni a premi da enti pubblici, privati, da singole persone, a condizione
che:
1. la rendita sia finalizzata all'autofinanziamento di attività e a sostenere iniziative di
solidarietà;
2. sia orientata all’acquisto di materiale didattico con individuazione della somma nel
contesto del bilancio dell’Istituto.
Sono ammesse altresì iniziative di tal genere anche da parte di genitori organizzati in
gruppi, comunque denominati, con obiettivi di coinvolgimento ed ampia cooperazione,
oltre che di sostegno alla solidarietà e all’autofinanziamento di singole iniziative a
vantaggio della comunità scolastica. Ciò tuttavia subordinatamente all’approvazione da
parte del Consiglio d’Istituto o, in via straordinaria dipendentemente da particolare
urgenza, dal Dirigente Scolastico.
Art. 15 - Uscite scolastiche
15.1. Disposizioni di carattere generale.
Le iniziative in questione trovano presupposto e significato nel contesto dell’attività
programmatoria di competenza del Collegio dei docenti e dai Consigli di Intersezione, di
Interclasse e di Classe. Esse costituiscono vera e propria attività complementare della
scuola talché vigono le medesime norme regolanti le attività didattiche.
L’Istituto considera parte integrante dell’offerta formativa e momento privilegiato di
conoscenza, comunicazione e socializzazione, i viaggi di istruzione intendendo con detto
termine iniziative quali: visite guidate a musei, mostre, manifestazioni culturali, di
interesse didattico o professionale; lezioni con esperti e visite ad enti istituzionali o
amministrativi; partecipazione ad attività teatrali e sportive; soggiorni presso laboratori
ambientali; partecipazione a concorsi provinciali, regionali, nazionali, a campionati o
gare sportive, a manifestazioni culturali o didattiche; gemellaggi con scuole estere.
I viaggi dovranno risultare adeguati all’età ed alle esigenze degli alunni, rapportandone
ad essi organizzazione, articolazione ed obiettivi.
15.2. Disposizioni organizzative.
Per le disposizioni organizzative si rimanda al Regolamento Uscite didattiche, viaggi
d’istruzione, visite guidate e viaggi connessi ad attività sportive approvato dal Consiglio
di istituto.
Art. 16 – Sito internet
Ai fini di una più capillare informazione e promozione delle iniziative e delle attività
scolastiche, viene privilegiato l’accesso all’informazione attraverso il sito internet
istituzionale.
Art. 17 – Trattamento dei dati personali
Per le finalità e gli adempimenti di cui al presente regolamento, i dati personali dei
soggetti interessati verranno trattati nel rispetto del D. Lgs. n. 196/2003.
In relazione alle incombenze ed alle necessità sottese al presente regolamento, i dati
verranno trattati mediante strumenti manuali, informatici o telematici, in ottemperanza
delle garanzie di riservatezza previste dalla vigente normativa di settore.
Art. 18 – Norme transitorie
Nessuna sostanziale modifica e/o sostituzione del presente regolamento è ammessa nel
corso del primo anno di vigenza, fatte salve eventuali necessarie integrazioni previa
deliberazione del Consiglio d’Istituto.
Eventuali successive modificazioni sono approvate dalla maggioranza assoluta dei
94
componenti il Consiglio di Istituto.
Il regolamento, oltre ad essere depositato presso la segreteria e reso disponibile in
forma cartacea al pubblico, a ciascun consiglio di classe e a tutte le componenti della
scuola, trova pubblicazione nel sito internet istituzionale. In ogni caso gli articoli del
presente Regolamento afferenti ai doveri dei genitori ed ai rapporti scuola/famiglia,
dovranno riscontrare individuazione nell’ambito del POF.
Il presente Regolamento composto da n. 18 articoli è approvato con deliberazione del
Consiglio di Istituto in data 16.7.2013 ed entra in vigore il giorno successivo. E’ reso
pubblico mediante pubblicazione nel sito internet istituzionale.
Il presente Regolamento di istituto tiene conto del Documento di valutazione dei rischi
prodotto secondo norma dal Responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
95
Istituto comprensivo di Preganziol a.s. 20__/ 20__
Scheda informativa di raccordo fra scuola primaria e scuola secondaria di 1° grado
SCUOLA PRIMARIA (indicare plesso)
Preganziol
Frescada est
Alunn
Nat il 00.00.0000
Frescada ovest
Sambughè
San Trovaso
classe e sezione
scuola di destinazione
>> AREA DEL COMPORTAMENTO E DELLE RELAZIONI <<
1. ACCETTAZIONE SOCIALE
È isolato rispetto agli altri
1.1
È parzialmente inserito nella 1.2.
classe
È integrato nel gruppo
1.3
classe
È preferito e ricercato dagli altri:
come leader positivo
1.4.A
come leader negativo
1.4.B
3. RISPETTO REGOLE DI COMPORTAMENTO
È causa di continuo disturbo 3.1
e manca di autocontrollo
Fatica a rispettare le regole
3.2.
ed è poco sensibile ai
richiami
Rispetta le regole
3.3
fondamentali
Rispetta consapevolmente le 3.4
regole
5. ATTENZIONE
Si distrae facilmente
5.1
È generalmente attento
5.2.
Ha buone capacità attentive 5.3
È sempre attento: è capace 5.4
di concentrazione
2. COLLABORAZIONE NELLE ATTIVITÀ SCOLASTICHE
Entra in conflitto con i compagni nonostante la
2.1
mediazione dell’insegnante
Fatica a collaborare con i compagni, ma è sensibile ad
2.2.
una mediazione esterna
È disponibile a collaborare con i compagni, non è attivo
2.3
nelle proposte
Collabora con i compagni
2.4
4. RESPONSABILIZZAZIONE
Evita ruoli ed incarichi
4.1
Accetta ruoli ed incarichi solo se sollecitato
4.2.
Accetta ruoli ed incarichi
4.3
Si propone spontaneamente per ruoli ed incarichi
4.4
6. PARTECIPAZIONE IN CLASSE
Partecipa solo se stimolato
Partecipa prediligendo alcune attività
Partecipa in modo attivo
Partecipa con entusiasmo ed interesse a tutte le attività
6.1
6.2.
6.3
6.4
prolungata
7. IMPEGNO SCOLASTICO
Si impegna nel lavoro scolastico in modo superficiale
Si impegna nel lavoro scolastico in modo discontinuo
Si impegna privilegiando alcune attività
Si impegna regolarmente con determinazione
7.1
7.2.
7.3
7.4
>> AREA METACOGNITIVA E MODO DI LAVORO <<
8. ORGANIZZAZIONE NEL LAVORO
SCOLASTICO
È molto disorganizzato
8.1
9. AUTONOMIA ED EFFICACIA NELL’AFFRONTARE LO STUDIO
9.1
10.1
Necessita di una guida continua per affrontare gli
argomenti di studio
Necessita di essere aiutato per affrontare efficacemente
gli argomenti di studio
Affronta gli argomenti di studio in modo autonomo ed
abbastanza efficace
Affronta gli argomenti di studio in modo autonomo ed
abbastanza efficace
11. AUTOSTIMA
È poco consapevole delle proprie capacità
10.2
È consapevole delle proprie capacità
11.2.
10.3
È consapevole delle proprie capacità e si sa valorizzare
11.3
È spesso disorganizzato
8.2
Ha sufficienti capacità
organizzative
È autonomo
nell’organizzazione
10. MOTIVAZIONE
È poco motivato nelle
diverse attività
È motivato solo in alcune
attività
È motivato nella maggior
parte delle attività
È motivato in tutte le
attività
8.3
8.4
9.2.
9.3
9.4
11.1
10.4
>> APPRENDIMENTI <<
AREE
LINGUA ITALIANA
12
13
14
15
16
17
LIVELLO COMPETENZA
BASILARE
INTERMEDIO
Comunicazione orale
Lettura-tecnica
Lettura-comprensione
Correttezza ortografica
Correttezza sintatticogrammaticale
Organizzazione dei
contenuti
97
CONSOLIDATO
AVANZATO
ECCELLENTE
18
Riconoscimento strutture
morfosintattiche e lessicali
LINGUA STRANIERA
19
Comprensione all’ascolto
20
Comprensione alla lettura
21
Produzione orale
22
Produzione scritta
CALCOLO
23
Numeri naturali
24
Numeri decimali
RISOLUZIONE DEI PROBLEMI
25
Comprensione del testo
26
Risoluzione
27
Operare con figure piane
COMPRENSIONE DI FATTI E FENOMENI
28
Storici
29
Geografici
30
Scientifici
AREA DELLE EDUCAZIONI
31
Linguaggi musicali
32
Linguaggi artistici
AREA DELLA MOTRICITÀ
33
Coordinazione motoria
34
Manualità fine
Preganziol, ____________________ 201
I docenti
nominativo
Firma
98
RETE INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI di TREVISO
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI PREGANZIOL
Scheda di raccordo alunni stranieri tra scuola dell'infanzia e primaria
Denominazione Istituto di provenienza:
Denominazione Istituto destinatario:
1.NOTIZIE
Cognome alunno/-a
Nome alunno/-a
Data di nascita
Luogo di nascita
Cittadinanza
Indicare le persone con cui l’alunno vive in Italia
Data di arrivo dell’alunno in Italia
2. BIOGRAFIA LINGUISTICA
Parla la lingua del paese di origine
sì
Conosce altre lingue (lingua di contatto o altre lingue ufficiali del paese di provenienza)
sì
no
parzialmente
no
Se sì, quali? ___________________________
Conoscenza dell’italiano come lingua seconda:
sì
no
3. BIOGRAFIA SCOLASTICA
Ha frequentato la scuola dell’infanzia nel paese d’origine?
sì
no
Se sì, per quanto tempo?__________________________________________________________
Percorso scolastico in Italia:
Ha frequentato la scuola dell’infanzia in Italia?
Dove?_____________________________________________
99
sì
no
Ritardo scolastico
inserimento seconda età anagrafica:
ripetenza:
se sì
Assiduo/a nella frequenza
Eventuali elementi di rilievo da segnalare
sì
sì
sì
sì
no
no
no
n.° anni ____
no
Preganziol, ____________________ 20
nominativo docenti
firma
RETE INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI di TREVISO
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI PREGANZIOL
Scheda di raccordo alunni stranieri tra scuola primaria e secondaria di 1°grado
Denominazione Istituto di provenienza: I.C. Preganziol
Denominazione Istituto destinatario:
1.NOTIZIE
Cognome alunno/-a
Nome alunno/-a
Data di nascita
Luogo di nascita
Cittadinanza
Indicare le persone con cui l’alunno vive in Italia
Data di arrivo dell’alunno in Italia
100
2. BIOGRAFIA LINGUISTICA
Parla la lingua del paese di origine
Scrive nella lingua del paese di origine
Parla un dialetto del paese di origine
o un dialetto familiare
Conosce altre lingue (lingua di contatto o
si
no
parzialmente
Se sì, quali? ___________________________
conoscenza scritta
conoscenza parlata
Conoscenza dell’italiano come lingua seconda:
(sulla base del Framework europeo delle lingue)
Livello base
A1
A2
Livello autonomo
B1
B2
Livello padronanza
C1
C2
sì
sì
altre
lingue
sì
ufficiali
no
no
del
sì
sì
Utilizzo della lingua dello studio:
Legge e comprende brevi testi con lessico ad alta frequenza
Produce semplici testi
Ha affrontato testi con linguaggi disciplinari
Eventuali elementi di rilievo da segnalare :
sì
sì
sì
no
paese
di
no
no
no
no
no
3. BIOGRAFIA SCOLASTICA
Ha frequentato la scuola dell’infanzia nel paese d’origine?
sì
o
Se sì, per quanto tempo?__________________________________________________________
Ha frequentato la scuola primaria nel paese d’origine?
sì
no
Se sì per quanti anni ha frequentato?______________________________________________
101
provenienza)
Percorso scolastico in Italia:
Ha frequentato la scuola dell’infanzia in Italia?
sì no
Dove?______________________________________________________________________
Data di iscrizione, classe e scuola primaria in Italia
Data_____________________ classe_________________ scuola______________________
Ritardo scolastico
sì no
inserimento seconda età anagrafica:
sì no
ripetenza:
sì no
se sì
n.° anni ____
Assiduo/a nella frequenza
sì
no
Nel corso della frequenza è stato destinatario di interventi di alfabetizzazione in L2 ( previsti da progetti specifici di
Istituto)?
sì
no
Adattamento dei percorsi e/ programmazioni individualizzate nelle aree:
Eventuali elementi di rilievo da segnalare riferiti alla scolarità pregressa:
Necessita di interventi di recupero o consolidamento
Se sì, in quali aree?
Preganziol, ____________________ 20
nominativo docenti
sì
firma
102
no
RETE INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI di TREVISO
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI PREGANZIOL
Scheda di raccordo alunni stranieri tra scuola secondaria di 1° grado e secondaria di 2°grado
Denominazione Istituto di provenienza: IC Preganziol - TV
Denominazione Istituto destinatario:
1.ALUNNO
Cognome alunno/-a
Nome alunno/-a
3. BIOGRAFIA SCOLASTICA
data di inserimento nella scuola in Italia:
data di inserimento nell’istituto secondario di 1° grado IC Preganziol (TV):
ripetenza scuola primaria:
sì
ripetenza scuola secondaria di 1° grado:
sì
Regolarità della frequenza:
sì
Ha frequentato corsi di alfabetizzazione:
sì
2. BIOGRAFIA LINGUISTICA
Parla la lingua del paese di origine
sì
Scrive nella lingua del paese di origine
sì
Parla un dialetto del paese di origine
o un dialetto familiare
sì
Conosce altre lingue (lingua di contatto o altre lingue ufficiali
si
no
parzialmente
Se sì, quali? ___________________________
conoscenza scritta
sì
conoscenza parlata
sì
Conoscenza dell’italiano come lingua seconda
(sulla base del Framework europeo delle lingue allegato)
103
no
no
no
no
no
no
del
no
paese
no
no
di
provenienza)
Livello base
A1
A2
Livello autonomo B1
B2
Livello padronanza C1
C2
Utilizzo della lingua nella comunicazione (specificare per ogni ambito il livello A1/A2…)
_____Autonomo e fluente nella ricezione, interazione e produzione
_____Comprende i punti chiave di una conversazione e interagisce in modo pertinente agli stimoli e agli scopi
comunicativi
_____Comunica bisogni immediati e interagisce in attività di routine e/o su traccia
_____Interagisce in modo essenziale e/o limitatamente a bisogni concreti
Utilizzo della lingua dello studio (specificare per ogni ambito il livello A1/A2…)
_____Padronanza nella gestione di testi esperti: lessico, comprensione del contenuto.
_____Autonomia nella gestione di un testo semplificato: necessita però di dispositivi facilitanti e può gestire una
limitata densità informativa.
_____Gestione di testi brevi, lessico ad alta frequenza, ridotta densità informativa.
_____Principiante assoluto: non ha affrontato attività su testi caratterizzati da linguaggi disciplinari.
Altro:
Necessita di interventi di recupero di ( es. IL2, linguaggi disciplinari, contenuti
nelle aree…):
Eventuali elementi di rilievo da segnalare riferiti alla scolarità pregressa:
Preganziol, ____________________ 20
nominativo docenti
firma
104
Scarica

POF 2014.15 comprensivo di tempi scuola 2015.16