n41a01
2
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
ALLA SCOPERTA
DEL FONDO
L
a donazione alla
Marucelliana della
biblioteca privata del
Professor Francesco
Giulietti 1, è costituita
da circa 3000 monografie (comprese fra il XVI
e il XX secolo), circa
3000 fascicoli di periodici, nonché da un ricco fondo manoscritto e
da una raccolta di ritagli e cartoline. Tra il cospicuo numero di manoscritti e carteggi, ancora in fase di esame,
segnaliamo, per la loro
notevole importanza, i
Lavori preparatori per la
pubblicazione di una stenografia italiana (1863)
di mano di Enrico Noe,
alcune lettere autografe del Papini e due quaderni-diari manoscritti
del Giulietti che riportano ampie notizie sulla sua vita e sulle sue
opere.
È soprattutto grazie all’interessamento di
Zaira Giunti, moglie
del Giulietti e sua preziosa collaboratrice,
aver fatto sì che venisse
rispettata la volontà
espressa nel testamento del marito di consegnare alla Marucelliana
questa sua ricca biblioteca 2.
La parte a stampa del
fondo, oggetto del nostro ordinamento, rap-
GIULIETTI
ALLA
MARUCELLIANA
di Anna Nocentini e Marta Zangheri
della Biblioteca Marucelliana di Firenze
presenta senza ombra
di dubbio, un prezioso
arricchimento e completamento del patrimonio librario della
Marucelliana e documenta la vivace personalità del Giulietti, insigne studioso di stenografia e uomo di vasta
cultura e molteplici interessi.
A
ll’interno della
sua biblioteca,
infatti, accanto alle numerose opere di stenografia, che ne costituiscono senz’altro la parte più cospicua, trovano spazio anche pubblicazioni di carattere religioso, filosofico, agiografico, esoterico, storico-geografico, scientifico, letterario e linguistico con particolare attenzione agli studi danteschi e a quelli di esperanto, tanto che si può
tranquillamente affermare che non esista
campo dello scibile che
non abbia sollecitato la
sua curiosità.
1 Per la vita e le opere di Francesco
Giulietti (1883-1978) vedi il Volume ricordo di Francesco Giulietti a cura di
Andrea Innocenzi, Montecatini Terme, 1979.
2 La donazione Giulietti è stata autorizzata con D.P.R. n. 964 del 12 agosto 1982.
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Ecco così che, accanto
alla pregevole cinquecentina Della fabrica del
mondo di M. Francesco
Alunno da Ferrara. Libri
dieci. (Venetia, appresso
Paulo Ugolino, 1593)
bella edizione peraltro
non presente nel nucleo
storico della Marucelliana, si ritrovano opere
di erudizione del seisettecento, pregevoli
edizioni francesi, collezioni di opere teatrali e
numerosi testi letterari
del Novecento fra i quali diversi scritti di Giovanni Papini, anch’egli
estimatore dell’arte stenografica 3, quasi tutti
con dedica manoscritta
dell’Autore al Giulietti.
A
rricchiscono la
raccolta edizioni
popolari a dispense della Sonzogno e della
Nerbini, e molti “volumetti” delle più note
collezioni economiche
di carattere enciclopedico della fine ottocento-primo novecento
oggi divenute oggetto
di grande interesse non
solo per comprendere
le iniziative pedagogico-popolari del momento, ma anche i loro
risvolti politici 4. A queste ultime appartengono alcuni esemplari dei
“Manuali Hoepli” di carattere stenografico che
vanno ad arricchire la
storica collana della
Marucelliana, costituita
da circa 1800 pezzi, entrata a far parte del patrimonio della Biblioteca alla f ine dell’800,
quando più forte si
sentì l’esigenza di af-
3
fiancare ai testi storicoumanistici opere di carattere pratico-manualistico che rispondevano
all’esigenza “di educare
e formare in fretta una
manodopera specializzata” 5.
La ricca e completa documentazione stenografica, che costituisce
la parte più consistente
e originale della donazione Giulietti, rappresenta quindi una importante acquisizione proprio perchè si ricollega
a questa tradizione fine
ottocentesca che testimonia “una tradizione
di apertura della Biblioteca Marucelliana verso
le esigenze anche di un
pubblico di diversa provenienza e formazione
culturale” 6 che vide nascere accanto ai “Manuali Hoepli” anche il
particolare fondo “Arte
Industriale” e il settore
dei “Banchi”, tutte sezioni queste ricche di
testi stenografici come,
per citarne solo alcuni a
titolo informativo, la
Guida per lo studio della
stenografia del Nicoletti
(Milano, 1897), il Dizionario etimologico stenografico del Molina (Milano, 1908) entrambi in
edizioni Hoepli, le Lezioni di stenografia del
Farulli (Firenze, 1911) e
Francesco Giulietti, Lezioni di stenografia, 13a ed., Firenze, 1934. Copertina realizzata da Ezio Anichini.
quelle del Ciabatti (Firenze, 1914) del fondo
Arte Industriale e la
pubblicazione del Noe I
primi sei decenni del sistema Gabelsberger (Trieste,
1883) nella sezione Banchi fino ad arrivare ai
tanti testi stenografici
ad uso delle scuole iniziati a pervenire in Biblioteca a seguito della
legge sul deposito legale che risale al 1910.
M
olte delle opere
di stenog raf ia
presenti nei vecchi cataloghi sono pervenute
poi dalla consistente
quanto eterogenea donazione di Gemma
Giovannini Magonio
che nel 1910, assieme
alle sue “carte”, affidò
alla Marucelliana un discreto numero di opere
di carattere stenografico forse appartenute
alla sorella Bianca che
fece parte dell’Istituto
Stenografico Toscano e
fu collaboratrice di Gustavo Farulli e dello
stesso Giulietti 7.
3 Francesco Giulietti, Giovanni Papini e la stenografia, in “Bollettino dell’Accademia Italiana di Stenografia”,
A. XII, n..2, fasc. 68 (marzo-aprile
1937), p. 72-75.
4 Giuseppina Monetini, La letteratura
popolare nell’Italia postunitaria: le collane La scienza del popolo e la Biblioteca
utile della Treves, in “Ricerche storiche”, A. XXV, n. 3, (settembre-dicembre 1995), p. 507-542.
5 Prefazione di Giovanni Spadolini
in Alessandro Assirelli, Un secolo di
Manuali Hoepli 1875-1971, Milano,
Hoepli, 1992.
6 Franca Arduini e Anna Nocentini,
A proposito della mostra dei manuali
Hoepli della Biblioteca Marucelliana in
“Biblioteche oggi”, Vol. X, n. 4, (luglio-agosto 1992), p. 467-470.
7 Per notizie su Bianca Giovannini
(1862-1908) vedi il discorso commemorativo nel trigesimo della morte
Alla memoria di Bianca Giovannini,
pubblicato a Firenze a cura dell’Istituto Stenografico Toscano, 1909.
4
Ordinamento
del fondo a stampa
A
llo stato attuale
tutto il fondo a
stampa è stato inventariato, ordinato, collocato con segnatura GL
(Fondo Giulietti) e sistemato nei magazzini
librari della Biblioteca.
Il reperimento delle
opere della raccolta è
reso possibile tramite la
consultazione del topografico a volume suddiviso in più settori corrispondenti alle diverse
materie rappresentate
nella collezione. Ogni
settore è stato così contraddistinto da una lettera alfabetica (indicante la materia), seguita
dal numero progressivo
(indicante la posizione
dell’opera).
In particolare, per la
consistente sezione riservata alla stenografia,
abbiamo ritenuto opportuno ripartire la materia in più parti (contraddistinte da numeri
romani) relative ai diversi periodi storico-geografici secondo dei criteri da noi ritrovati nella
Storia della stenografia
(Padova, 1925) di Giuseppe Aliprandi e nella
Storia delle scritture veloci
dall’antichità ad oggi (Firenze, 1968) dello stesso
Giulietti che se ne era sicuramente servito nell’ordinamento delle
opere della sua biblioteca come è riscontrabile
da alcune sigle a matita,
a volte presenti, sulle
pubblicazioni del fondo.
Per la parte poi relativa
alla stenografia in Italia,
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
ulteriori suddivisioni interne (contraddistinte
da lettere alfabetiche)
relative ai diversi sistemi stenografici, ai congressi, alla dattilografia,
alla didattica, alla legislazione e alla statistica
si sono rese necessarie
soprattutto per poter
inserire in un g iusto
contesto tutto quel materiale che, pur privo di
una “ufficiale” veste tipografica, ci è sembrato, data anche la specializzazione della raccolta, importante e degno
di sistemazione.
Ad ogni sezione di materia e ad ogni ulteriore
suddivisione fanno se-
guito le opere miscellanee e le riviste.
Per l’identificazione dei
dati necessari alla registrazione delle opere, a
volte non sempre reperibili dal testo o di difficile
interpretazione, ci siamo avvalse, oltre alle
succitate opere dell’Aliprandi e del Giulietti,
anche del fondamentale
repertorio in due volumi
di Giuseppe Aliprandi
Bibliografia della stenografia (Firenze, 1956-1957).
GL.B.: opere del Giulietti
GL.D.: opere su Dante
GL.E.: opere in esperanto (con un’ appendi-
Francesco Giulietti, Elementa provo de esperanta steografio lau la sistemo
de F. X. Gabelsberger, Florenco, 1907.
ce di stenog raf ia in
esperanto) 8
GL.S.: opere di stenografia:
GL.S.I.: storia della
scrittura e origine dell’alfabeto
GL.S.II.: opere di carattere generale sulla storia della stenograf ia,
pubblicazioni a carattere biografico e commemorativo
GL.S.III.: stenografia
nel periodo antico e
medioevale
GL.S.IV. : stenografia
nel periodo moderno
(XVII-XX sec.) con le
sue principali scuole
(inglese, francese, tedesca, ecc.)
GL.S.V.: stenografia in
Italia:
A: sistemi geometrici
B: sistemi fonetici
C: sistemi corsivi (con
un’appendice sulle società stenografiche sorte a sostegno del sistema Gabelsberger)
D: sistemi misti
E: sistemi minori
F: congressi
G: dattilografia
H: didattica, legislazione e statistica
GL.S.R.: Riviste stenografiche
GL.V.: Opere di vario
argomento.
Breve excursus della
sezione stenografica
D
al momento che
la parte stenograf ica costituisce i due
terzi dell’intero fondo a
8 Francesco Giulietti, La stenografia
dell’esperanto in “Bollettino dell’Accademia italiana di stenografia”, A.
VIII, n. 4-5 (1932), p. 158-164.
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
5
tin, Système universel et
complet de sténographie
ou maniere abregée d’ecrire applicable a tous les
idiomes posseduta nella
IV edizione parig ina
dell’anno XII dell’era
francese (1803-1804).
stampa ed è quella che
maggiormente arricchisce il patrimonio bibliografico della Marucelliana, ci è sembrato opportuno, in questa
sede, segnalare alcune
fra le opere più significative seguendo, nella
loro presentazione, il
percorso stabilito nel
nostro ordinamento.
D
D
opo una prima
parte introduttiva (GL.S.I), riservata
alle opere sulla storia
della scrittura e sull’origine dell’alfabeto, per la
quale citiamo le opere
del Faulmann, Illustrirte
geschichte der schrift
(Wien, 1880) e del Diringer, L’alfabeto nella storia
della civiltà (Firenze,
1937), troviamo un’ampia documentazione di
storie generali della stenografia (GL.S.II) nella
quale figurano, non solo
testi fondamentali quali
quelli di Olof Werling
Melin, Stenografiens Historia (Stockholm, 19271929), Albert Navarre,
Histoire générale de la sténographie et de l’Ecriture à
travers les ages (Paris,
1909), Arthur Mentz,
Geschichte der Stenographie (Berlin, 1920),
Christian Johnen, Allgemeine Geschichte der Kurzschrift (Berlin, 1924), Enrico Majetti, Disegno storico della stenografia (Napoli, 1910), ma anche
numerose ed altrettanto
interessanti pubblicazioni a carettere biografico
e commemorativo.
Nella parte riservata al
periodo antico e medievale (GL.S.III) trovano
Pierre Carpentier, Alphabetum Tironianum, seu Notas Tironis explicandi
methodus..., Lutetiae Parisiorum, apud Hippolytum Ludovicum Guerin &
Jacobum Guerin, 1747.
spazio, accanto a testi
sulla tachigrafia greca e
la brachigrafia romana,
l’Alphabetum Tironianum seu Notas Tironis
pubblicato a Parigi nel
1747 da D. P. Carpentier, seguito dalle Note
Tironiane di G. L. Perugi (Roma, 1911) e da
Die Tironischen Noten di
A.Mentz (Berlin, 1944)
tutte opere queste esplicative del sistema abbreviativo ideato da
Marco Tullio Tirone
(c. 100 a.C-2 d.C).
Dopo il periodo medievale, poco documentato in questo fondo, si
passa poi alle opere relative alla nascita della
stenograf ia moderna
(GL.S.IV) attraverso le
sue tre diverse scuole:
quella inglese, quella
francese e quella tedesca con le loro diffusioni in altri paesi.
La scuola inglese, ad indirizzo geometrico, iniziata da John Willis, è
presente nella raccolta
col sistema fonetico di
Samuel Taylor (17491811) in numerose applicazioni e riduzioni
come quella alla lingua
francese nell’opera di
Théodore Pierre Ber-
el contemporaneo e competitore del Taylor, William
Fordice Mavor (17581837) è invece l’Universal Sthenography or a pratical system of short hand
(London, 1780) posseduta nella nuova edizione del 1820 mentre fra i
principali elaboratori e
modificatori della stenografia del Taylor, troviamo Isaac Pitman
(1813-1897) con il suo
sitema fonetico di tipo
geometrico applicato
poi a quasi tutte le lingue e John Robert
Gregg (1867-1948),
ideatore in concorrenza
al Pitman, di un nuovo
sistema fonetico documentato nel fondo dall’opera dello stesso
Gregg The basic principles of Gregg shorthand
(New York, 1923) e dalla prima edizione del
Manuale della stenograf ia Gregg di Frank
Aldworth e Isa Giorgi
(New York, 1928).
Per la scuola francese,
che vide tra i suoi precursori l’abate Jacques
Cossard e Jean Felicité
Coulon de Thévenot
con il suo Abrégé de la tachigraphie (Paris, 1827),
ricordiamo anche il
Traité élémentaire de sténographie (Lyon, 1838)
di M. Silvin e la Sténographie exacte, ou l’art
6
d’écrire aussi vite que l’on
parle. (Paris, 1815) di
Louis Conen de
Prépéan che con il suo
nuovo sistema ottenne
un largo successo assieme a quello di Emile
Duployé (1833-1912)
pubblicato per la prima
volta nel 1867 nell’opera Sténographie Duployé,
presente nel fondo nella
trentunesima edizione
(Parigi, 1910).
Alla scuola tedesca si riferiscono le opere di
Franz Xavier Gabelsberger (1789-1849) Anleitung zur deutschen Redezeichenkunst oder Stenographie (Munchen,
1834) e, ad ulteriore
modificazione del suo
sistema, il Neue Vervollkommungen in der deutschen Redezeichenkunst
oder Stenographie presente nella sua seconda
edizione stampata a
Monaco nel 1849.
In questo settore trovano spazio anche le opere
dei seguaci del Gabelsberger e fra questi Rudolf Dowerg con la sua
opera Entwicklungsgeschichte der Gabelsgergerschen Systems (Wolfenbuttel, 1915) nonchè le
numerose applicazioni
del sistema gabelsberger
alle diverse lingue di cui
citiamo il noto album in
più opuscoli Stammbuch
des Gabelsbergerschen Systems (Wolfenbuttel,
1906-1912).
Fra i sistemi minori di
scuola tedesca, troviamo, ancora in questa
sezione, quello di Christian Heinrich Roller
(1839-1916) derivato
dall’Arends ed esposto
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
nel Compendio della stenografia universale popolare di A. Heer (Bellinzona, 1906).
Dopo una serie di pubblicazioni sui vari sistemi stenografici di altri
paesi che si rifanno alle
tre scuole principali e
che chiudono questo
quarto settore, si passa
alla quinta parte della
sezione stenog raf ica
dedicata alla stenografia in Italia (GL.S.V.)
che vede raccolte nelle
sue prime cinque suddivisioni (A, B, C, D, E) le
pubblicazioni relative ai
diversi sistemi stenog raf ici italiani e alla
loro diffusione.
La sezione si apre con
la riproduzione facsimilare dell’opera del 1797
di Pietro Molina, La
scrittura elementare, ossia
l’arte di scrivere con le
sole radici dell’alfabeto
(Padova, 1953) che introduce i sistemi italiani
ad indirizzo geometrico
in cui ritroviamo anche
l’Amanti con il suo Sistema universale e completo di stenografia (Parigi,
1809), Vincenzo Pino
con gli Elementi di stenografia italiana (Milano,
1811), Filippo Delpino
con il Sistema di stenografia italiana (Torino,
1819) e Antonio Milanesio col Trattato teorico
pratico di stenografia italiana secondo il sistema
universale del Taylor (Torino, 1819).
Dopo il Milanesio seguono Luigi Caterino
con gli Elementi dell’arte
stenograf ica (Napoli,
1822), Carlo Filippo
Dupuy con il suo Metodo migliorato di stenograf ia italiana (Como,
1826) e Taddeo Consoni con il Nuovo sistema
universale e completo di
stenografia italiana (Padova, 1826).
Sempre in questo settore trovano spazio il
Nuovo metodo di stenografia di Carlo Narducci
(Lodi, 1838) e, basata
sul metodo DupuyConsoni, La stenografia
ossia metodo teorico-pratico per scrivere con la
stessa celerità con cui si
parla di Antonio Magnaron (Trieste, 1848).
Ancora di scuola tayloriana segnaliamo il Sistema di stenografia di
Carlo Tealdi (Firenze,
1849), le Lezioni di stenografia di Luigi Vincenzo
Baculo (Napoli, 1849),
il Trattato di stenografia
di Giuseppe Tatafiore
(Napoli, 1850), quello
di Biagio del Giudice
Vignetta satirica tratta dalla rivista La Stenografia, A. XIV (1885), n. 7.
Breve Trattato di stenografia (Napoli, 1849) e
altri ancora fino ad arrivare all’opera di Giuseppe Fumagalli, La stenografia imparata da se
stesso in due mesi (Milano, 1872) che chiude
questa parte della stenografia italiana ad indirizzo geometrico.
Per la stenografia italiana ad indirizzo fonetico
si segnala invece la Fonografia ossia stenografia
fonetica di I. Pitman adattata alla lingua italiana
(Roma, 1883) di Giuseppe Francini (1844-1919)
presente nel fondo in
più edizioni.
N
ella parte riservata al sistema corsivo ideato dal Gabelsberger, che è senz’altro
la più documentata, si
segnalano oltre al Sistema perfezionato della stenografia italiana (Trieste, 1849) del Grion, le
numerose opere di Enrico Carlo Noe (18351914) quali la Stenografia italiana secondo il sistema Gabelsberger (Dresda, 1863), il Manuale di
stenografia secondo il sistema di Gabelsberger applicato alla lingua italiana (Trieste, 1865) alle
quali fanno seguito un
gran numero di manuali tecnico- pratici ad uso
scolastico a cura degli
allievi e seguaci del Noe
fra i quali ricordiamo
fra i tanti Camillo Benevolo, Leone Bolaffio,
Ezio Carocci, Roberto
Ciabatti, Ferdinando
Cavalca, Guido Du
Ban, Gustavo Farulli ed
Enrico Molina.
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Fra i sistemi corsivi che
si rifanno al Gabelsberger-Noe si ritrovano
quelli di Luigi Perelli
presentato nella sua Stenografia fonetica (Milano, 1881), Marco Vegezzi con la Stenografia
italiana con lezioni di semigraf ia (Bergamo,
1876), Pietro Pasqualucci con Tutti stenografi
(Roma, 1888), Eduardo
Tucci con il Sistema celere di scrittura fonetica
(Lanciano, 1892), Ettore Penco con la Stenografia universale (Milano, 1904), Domenica
Pioletti Minuto con il
Sistema stenografico Pioletti (Torino,1967) e Andrea Innocenzi con la
sua scrittura sillabica in
Le scritture dell’avvenire
(Viterbo,1960).
A chiusura delle opere
relative ai sistemi corsivi
seguono le tante pubblicazioni relative all’attività delle molte società
stenografiche che sorsero nelle varie città italiane a sostegno del sistema gabelsbergeriano.
Fra i sistemi misti ad indirizzo fonetico corsivo
si ritrova invece la Fonostenograf ia italiana
(Roma, 1911) di Erminio Meschini (18801935), la Stenografia moderna: metodo alfabetico
basato sui segni della
scrittura ordinaria del
1908 di Nicola D’Urso,
la Stenograf ia italiana
corsiva pubblicata nel
1911 e presente nel fondo in seconda edizione
(Torino, 1913) di Giovanni Vincenzo Cima
(1893-1968).
Ancora nei sistemi mi-
7
sti, il Sistema tipostenografico del monaco agostiniano Serafino Marchionni (1875-1963) del
quale è presente nel
fondo anche la prima
stesura della Stenotachigraf ia del 1903 in un
opuscolo in autografia
di solo otto pag ine
stampate con il copista
automatico.
N
ella parte riservata ai sistemi minori italiani segnaliamo la
Stènital stenografia italiana (Roma, 1950) di
Abramo Mosciaro, il
Trattato di stenografia razionale eclettica pubbli-
cata a Milano di Beno
De Vecchis, la Velocigrafia o stenografia semplificata di Flaviano Rodriguez posseduta nel fondo nella seconda edizione napoletana del 1957,
il Corso di stenografia Stenogram (Genova, 1966)
di Matteo Graniero, la
Stenografia italiana secondo il sistema di Guglielmo Stolze rifatto e
adattato alla lingua italiana (Berlino, 1875) di
Gustavo Michaelis e la
Stenografia popolare pratica (Prato, 1907) di Giulio Merz basata sul sistema Roller.
Ancora fra i sistemi mi-
La stenografia di Gabelsberger all’Esposizione Nazionale di Torino nel
1884, Giornale-Album compilato da Giuseppe Cavalli, Torino, 1884.
nori si ricordano il Sistema di stenografia corsiva
italiana con simboli elastici (Padova, 1955) di
Guido Amodio, il Corso
pratico di stenograf ia
Barbieri per la lingua italiana (Vigevano, 1932)
di Giovanni Barbieri basato su un misto di sistemi Gabelsberger e
Meschini, la Stenografia
in tre lezioni (Tortona,
1899) di Ugo Basso, Veloce: La Stenometagrafia
italiana (Tunisi, 1933) di
Amedeo Forti, la Stenografia mondiale (Torino,
1909) di A. Heide, il Progetto di un nuovo metodo
di stenograf ia italiana
(Roma, 1933) di L. Lupi
basato su un connubio
fra sistema Pitman e
Gabelsberger-Noe, il
Manuale di stenografia
italiana di Luigi Nuzzi
nella quinta edizione
napoletana del 1943, lo
Stenografo in un mese, il
più semplice metodo di
stenografia ( Jesi, 1904)
di Giovanni Zannini, il
Compendio di stenografia
razionale eclettica (Milano, 1932) di Vincenzina
Vincenzi e, più recente,
lo Steno-Libro (Casale
Monferrato, 1955) di
Giuseppe Ricolfi.
Nel settore sesto
(GL.S.V.F.) della parte
dedicata alla stenografia in Italia ritroviamo
le pubblicazioni relative
ai vari congressi, ai convegni e alle esposizioni
italiane di stenografia ai
quali presero parte le
magg iori personalità
del mondo stenografico. Tra queste ricordiamo gli Atti del primo
Congresso degli stenogra-
8
fi: scuola GabelsbergerNoe tenuto in Firenze nel
maggio 1887 (Firenze,
1888) e, anche per la
loro suggestiva e gradevole veste tipografica in
stile tardo-liberty, il
giornale-album La stenografia di GabelbergerNoe all’Esposizione nazionale di Torino nel 1884: e
l’album-ricordo La stenografia all’Esposizione nazionale di Palermo 18911892 ambedue stampati
a Torino a cura di Giuseppe Cavalli.
Per il settore riservato
alle macchine per stenografare (GL.S.V.G.)
segnaliamo nella sua seconda edizione stampata a Roma nel 1932, il
Manuale di stenografia
sistema “Michela” di C.
De Alberti e il saggio
storico di Emilio Budan
I precursori delle moderne
macchine da scrivere (Venezia, 1911).
D
opo la parte riservata alle numerose e altrettanto significative pubblicazioni di
carattere didattico, legislativo e statistico troviamo un ricco ed interessante settore interamente dedicato alle riviste stenog raf iche
(GL.S.R.) quasi tutte
non possedute dalla
Marucelliana prima
della donazione Giulietti.
Fra le circa cento testate di periodici stenografici italiani e stranieri, si
segnalano, per la loro
importanza e completezza, oltre alla ricca
raccolta della Rivista degli stenograf i (1877-
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
1970) di Firenze che integra la collezione della
Marucelliana posseduta
dal 1910 anche La stenografia: sistema Gabelsberger-Noe di Livorno (dal
1883 al 1920), il Bollettino stenografico italiano
di Venezia (dal 1906 al
1926), le due serie dalla
rivista La stenografia popolare pubblicate a Venezia e Roma (dal 19011930; 1963-1970), Lo stenografo di Padova (dal
1927 al 1943), la Stenograf ia di Roma (dal
1949 al 1978) e la Revue
stenographique edita a
Bruxelles (dal 1924 al
1931).
I
* * *
l lavoro di ordinamento e collocazione
di questo particolare
fondo venuto, come è
stato già detto, ad arricchire il patrimonio librario della Marucelliana già dal 1982, ma mai
sistemato per varie e
continue vicissitudini, è
stato reso possibile grazie ad un progetto finalizzato della Marucelliana del 1996 9.
Questo progetto, portato avanti con un concertato programma di
equipe, ci ha consentito
di procedere senza in-
La stenografia all’Esposizione Nazionale di Palermo 1891-92, Album-ricordo compilato da Giuseppe Cavalli, Torino, s.d.
terruzioni nelle varie
fasi (inventariazione,
ordinamento, collocazione, cartellinatura e
magnetizzazione) e di
arrivare alla totale ricostruzione del fondo nella sua interezza ed
omogeneità.
Ci auguriamo che l’obbietivo da noi raggiunto possa, pur con i limiti dovuti alla specificità
della materia e i tempi
brevi assegnati al progetto, costituire un primo lavoro per gli studiosi che vogliano approfondire gli studi su
questo argomento.
Ci proponiamo anche
poter integrare presto
questo primo lavoro
con un cd-rom che consenta, attraverso la
scansione ottica del topografico a volume della collezione Giulietti,
la ricerca per intestazione autore e permetta
così una migliore accessibilità e fruizione da
parte degli utenti della
Marucelliana di questo
fondo “speciale” che,
proprio come tale, poteva correre il rischio di
rientrare, come spesso
succede nelle nostre Biblioteche, a far parte
del loro cosiddetto patrimonio “sommerso”.
9 Al progetto hanno partecipato anche le colleghe Maria Pia Ballerini,
Annamaria Conti e Maria Ucchino
alle quali va tutto il nostro ringraziamento per averci permesso, con il
loro contributo ed impegno, a portare a termine questo non facile lavoro.
Scarica

Alla scoperta del Fondo Giulietti alla Marucelliana