L’olio d’oliva italiano tra
Qualità, Impatto A mbientale
e Tracciabilità
Programma di Attività
UNAPOL
Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli – Società Consortile a r. l.
Regolamento CE 867/2008
III annualità 2011/2012
Indice
PREFAZIONE........................................................................................................... 5
1
Soggetto proponente........................................................................................5
2
Obiettivi del programma e sua coerenza con gli orientamenti e le priorità
per il settore oleicolo.......................................................................................8
3
Zone interessate dal Programma......................................................................9
4
Le principali problematiche di settore affrontate dal programma................ 10
5
Le Attività previste........................................................................................ 11
5.1 Durata del programma.................................................................................. 12
6
Monitoraggio e gestione amministrativa del mercato nel settore dell’olio
d’oliva e delle olive da tavola ...................................................................... 13
6.1 Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibili dell’olio di oliva........... 13
6.2 Elaborazione di studi - Verifica e piano di fattibilità per la realizzazione
di una filiera agro energetica attraverso il recupero delle sanse................... 14
7
Azione di impatto ambientale e di miglioramento della qualità dell’olio
di oliva.......................................................................................................... 18
7.1 L’A bruzzo .................................................................................................... 18
7.2 La Basilicata ................................................................................................. 33
7.3 La Calabria................................................................................................... 42
7.4 La Campania ................................................................................................ 58
7.5 Il Lazio ......................................................................................................... 80
7.6 La Puglia..................................................................................................... 93
7.7 La Sicilia .....................................................................................................128
8
Tracciabilità, certificazione e tutela della qualtà dell’olio d’oliva e delle
olio da tavola .............................................................................................. 146
8.1 Progettazione e applicazione di sistemi di Rintracciabilità ............ 146
8.2 Realizzazione ed applicazione pratica di sistemi di
certificazione volontaria della qualità ...................................................157
8.3 Realizzazione di sistemi di etichettatura innovativi .......................... 165
8.4 Progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di controllo
del rispetto delle norme di autenticità, qualità e commercializzazione
dell’olio di oliva................................................................................172
PREFAZIONE
La presente pubblicazione si riferisce al programma di attività realizzato
dall’UNAPOL – Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli Società
Consortile a .R.L. – ai sensi del Reg. CE 867/2008 per la terza annualità.
La pubblicazione è stata realizzata partendo dal programma di attività approvato
dall’AGEA, illustrando in seguito alcuni concreti esempi dell’attività svolta dalle
singole Associazione aderenti all’Unione e dalle altre società incaricate per la
realizzazione del programma.
1 SOGGETTO PROPONENTE
L’U.N.A.P.OL. - Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli è stata riconosciuta con D.M. del 14/10/1986 dall’ex Ministero dell’Agricoltura e Foreste ai sensi
dell’art. 20 quater del Regolamento n. 136/66/CEE nonché ai sensi del
Regolamento CEE n. 2261/84.
Nell’ambito delle attività dei programmi di miglioramento della qualità, l’UNAPOL
ha ottenuto i riconoscimenti ai sensi del Regolamento CE n. 1334/02, del
Regolamento CE n. 2080/05 e del Regolamento CE n. 867/08.
L’UNAPOL si è costituita in data 26/06/1981, lo Statuto è stato poi modificato con
deliberazioni assembleari del 16/10/1984 e del 08/06/2001.
Con assemblea straordinaria del 20/01/2006, l’UNAPOL si è trasformata in Società
Consortile, adeguando il proprio statuto al DLgs. n. 102/05.
I locali che ospitano la sede legale, ubicati in Via San Damaso 13 a Roma, sono di
proprietà della UNAPOL.
L’Unione è iscritta nel repertorio nazionale presso la CCIAA di Roma al n. 1123760
dal 28/10/1993 ed iscritta al Registro delle Imprese al n. 97034590584.
Il Presidente e legale rappresentante dell’UNAPOL è Michele RIZZI.
L’assetto organizzativo ed operativo per l’espletamento delle attività è composto da
sette collaboratori tecnici e amministrativi e da un Dottore Agronomo.
Tutta l’organizzazione operativa è affidata al Direttore Generale Dott. Paolo
CIPRIANI.
5
Le sue attività istituzionali sono:
- gestione dell’aiuto alla produzione;
- rappresentanza e tutela per conto delle Organizzazioni associate nei confronti dello Stato, della UE, di Enti pubblici e privati;
- sorveglianza, vigilanza, coordinamento e assistenza legale ai produttori associati.
Svolge, inoltre, attività di formazione ed informazione riguardo le seguenti problematiche:
- politica agricola di settore nazionale e comunitaria e relativa OCM;
- miglioramento qualitativo delle caratteristiche organolettiche dell’olio;
- miglioramento della sostenibilità ambientale delle tecniche agronomiche di
coltivazione degli oliveti;
- sistemi informatici di rilevazione dati e gestione delle banche dati.
Negli ultimi anni l’UNAPOL ha aderito al POM valorizzazione delle produzioni
meridionali costituendo una MOC in cui rappresenta, con l’83% circa delle azioni, la parte agricola.
All’interno della MOC sono presenti anche frantoi privati e confezionatori.
L’obiettivo era quello della valorizzazione commerciale delle produzioni dei propri associati attraverso delle attività di riqualificazione dei prodotti e dei processi
e di attività di marketing.
Ha svolto con l’Università di Perugia un progetto per la previsione delle produzioni attraverso la rilevazione delle emissioni di polline con metodologia messa a
punto dalla Facoltà di Agraria di Perugia.
I risultati della ricerca sono stati diffusi ai propri associati attraverso dei seminari
divulgativi.
L’UNAPOL, nel corso del 2005, ha realizzato importanti ricerche in collaborazione con l’Università di Udine, per l’individuazione dei contaminanti dell’olio di
6
oliva, e con l’università di Bari per la Micropropagazione in vitro di cultivar di olio
e di olive da tavola in via di estinzione.
Ha sviluppato dei corsi di formazione lavoro per i tecnici delle associazioni e produttori olivicoli relativi al miglioramento qualitativo del prodotto e delle tecniche
agronomiche di coltivazione cofinanziati dal Ministero del Lavoro.
Partecipa, come rappresentante della parte agricola, al Consiglio olivicolo
Internazionale con cui ha sottoscritto una convenzione per il controllo della qualità
degli oli di oliva e,di sansa di oliva commercializzati sui mercati oggetti di azioni di
promozione del Consiglio stesso.
È membro fin dalla costituzione dell’interprofessione dell’olio di oliva in rappresentanza delle proprie Organizzazioni tutelando le ragioni dei produttori agricoli
nelle fasi di negoziazione di filiera.
L’Unione nazionale è costituita da 24 Organizzazioni di produttori, così come di
seguito indicato:
7
2 OBIETTIVI DEL PROGRAMMA E SUA COERENZA CON GLI
ORIENTAMENTI E LE PRIORITÁ PER IL SETTORE OLEICOLO
Gli obiettivi principali del Programma sono:
- migliorare le condizioni di trasparenza del mercato dell’olio di oliva a partire
dall’acquisizione e diffusione dei dati rilevanti ai fini della formazione del prezzo
e dell’identificazione merceologica dei prodotti fino ad una corretta
informazione del consumatore anche attraverso nuove modalità di etichettatura
e di garanzia del prodotto, della sua origine e delle sue caratteristiche qualitative;
- migliorare la qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva così da assicurare
l’adeguamento alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il settore,
incentivare tecniche sempre più sostenibili da un punto di vista ambientale
anche al fine di mantenere il ruolo dell’olivicoltura nella caratterizzazione del
paesaggio delle aree rurali.
Nell’ambito di tale obiettivo generale si intende operare in collaborazione con le
Organizzazioni Produttori associate all’UNAPOL per raggiungere i seguenti
obiettivi operativi:
- accrescere conoscenze sul mercato, sulle preferenze e comportamenti dei
consumatori;
- migliorare, in un’ottica eco - sostenibile l’utilizzo dei sottoprodotti provenienti
dal settore oleicolo anche al fine di ridurre i costi di produzione per gli
olivicoltori;
- miglioramento delle tecniche di coltivazione al fine di migliorare le performance
ambientali dell’olivicoltura;
- diffondere tra gli operatori le conoscenze e le innovazioni tecnico - scientifiche
che, nelle diverse fasi delle filiere, consentono di avere un miglioramento della
qualità dei prodotti e dei processi;
- migliorare il livello professionale e imprenditoriale degli operatori;
- migliorare le tecniche di difesa fitosanitaria finalizzandole ad un miglioramento
della qualità organolettica, igienico sanitaria del prodotto ed al tempo stesso ad
una riduzione dell’impatto ambientale;
- diffondere i mezzi di difesa fitosanitaria alternativi e/o complementari quelli
chimici;
- monitorare gli andamenti stagionali al fine di individuare l’epoca ottimale di
raccolta e monitorare e ottimizzare le modalità di raccolta, stoccaggio, trasporto
e trasformazione;
- sensibilizzazione dei produttori verso una gestione in qualità e verso l’adozione
di procedure che agevolino la produzione e gestione delle informazioni
necessarie alla rintracciabilità di filiera.
- miglioramento della qualità igienico sanitarie dell’olio con particolare
riferimento a contaminanti chimici e finalizzati all’applicazione di sistemi di
8
certificazione della qualità;
- miglioramento e rafforzamento dei sistemi di garanzia dell’autenticità, qualità
dell’olio anche attraverso tecniche e tecnologie di condizionamento innovative;
Tali obiettivi fanno riferimento a quelle che possono essere considerate le priorità
strategiche per il settore individuate dai documenti di programmazione comunitari,
nazionali e regionali. Alcune di queste priorità sono comuni all’attività agricola e di
produzione degli alimenti altri sono specifici del settore. In particolare gli obiettivi
trasversali ai diversi comparti del settore primario sono quelli definiti dal vertice
europeo di Goteborg e riportati anche nei documenti della Riforma della Politica
Agricola Comunitaria:
- migliorare la competitività dell’agricoltura europea incentivando i produttori
agricoli europei a rispondere ai segnali di mercato e proteggendoli dalle
fluttuazioni estreme dei prezzi;
- aumentare la competitività delle produzioni agricole europee attraverso
l’introduzione di sistemi di garanzia e di miglioramento della qualità;
- promuovere un’agricoltura sostenibile che risponda maggiormente alle esigenze
del mercato;
In ambito nazionale vanno aggiunti gli obiettivi di valorizzazione delle produzioni
nelle quali la qualità è legata all’origine e il rafforzamento degli strumenti di
garanzia igienico - sanitaria e commerciale delle produzioni agricole ed
agroalimentare.
Tali obiettivi sono immediatamente trasferibili al settore olivicolo italiano in
particolare a quello delle regioni meridionali dove l’olivicoltura ha una presenza
diffusa sul territorio e conseguentemente un rilevante impatto sulle caratteristiche
ambientali e paesaggistiche di questo ed offre produzioni diversificate per tecniche
di produzione e caratteristiche organolettiche che hanno condotto al riconoscimento
comunitario di 24 DOP e 1 IGP.
Tuttavia esistono proprio nel settore dell’olivicoltura notevoli margini di
miglioramento della qualità sia dei prodotti, sia dei processi produttivi. La qualità,
infatti, è fortemente legata agli andamenti stagionali, alle tecniche utilizzate nella fase
di campagna e in quella di trasformazione e alle modalità di commercializzazione.
3 ZONE INTERESSATE DAL PROGRAMMA
Il Programma proposto dall’UNAPOL non ha avuto una localizzazione specifica ma
riguarda tutte le aree eleggibili dal Regolamento 867/2008 e relativo DM di
attuazione in quanto a valenza nazionale e sovranazionale anche in paesi
abitualmente non consumatori di olio.
Tuttavia le attività che riguardano il monitoraggio dei mercati, la messa a punto di
tecniche colturali migliorative del rapporto con l’ambiente e della qualità della
produzione di olio di oliva, nonché quelle relative alla tracciabilità e tutela della
9
qualità, sono state localizzate presso aziende agricole e di trasformazione associate
alle organizzazioni di produttori dell’UNAPOL.
4 LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE DI SETTORE AFFRONTATE DAL
PROGRAMMA
Il comparto dell’olio di oliva in Italia costituisce uno dei principali settori agricoli
sia per valore della produzione sia per rilevanza socio economica di questa attività
in termini di occupazione. Le politiche di settore degli ultimi anni sono state
finalizzate a perseguire due obiettivi principali:
a) la mancanza di una qualificazione commerciale della maggior parte della
produzione nazionale, cioè quella proveniente dalle regioni meridionali
d’Italia. In effetti tale qualificazione passa anche per un vero miglioramento qualitativo del prodotto in termini di rispondenza a caratteristiche merceologiche quale l’acidità, la sanità del prodotto e la “naturalezza”. Tutti
aspetti su cui è possibile intervenire solo attraverso la responsabilizzazione
dei produttori e dei trasformatori e del monitoraggio di tutte le fasi di processo.
b) il miglioramento della sostenibilità ambientale dell’olivicoltura e dei prodotti e
sottoprodotti che ne derivano.
Entrambi questi obiettivi sono perseguibili attraverso azioni volte a creare e
rafforzare un’alleanza stabile tra produttori, trasformatori e confezionatori, cioè una
politica di filiera che mantenga e valorizzi la qualità ottenibile in campagna.
In Italia ci sono circa 5.600 frantoi che moliscono più di due milioni di tonnellate di
olive, questo numero elevato di frantoi presenti nelle aree a maggiore vocazione
olivicola, consentirebbe una tempestiva trasformazione dei raccolti garantendo una
migliore qualità del prodotto finito. Questo diviene possibile quando vi è una
politica di qualità comune che assicura le caratteristiche qualitative della materia
prima. D’altra parte alcune tecniche colturali necessarie proprio ad assicurare la
presenza di caratteristiche igienico - sanitarie e qualitative sono messe in atto dagli
olivicoltori solo se il loro costo viene riconosciuto dal resto della filiera.
Il recupero di posizioni di competitività sul mercato interno ed estero necessita un
forte impegno relativo alla informazione del consumatore sulle caratteristiche dei
diversi olii, (tipologie merceologiche es. olio di oliva, extra-vergine ecc.) ed una
valorizzazione del sistema nel suo complesso in termini di affidabilità del sistema
Paese relativo sia ai processi produttivi, sia al sistema di controllo basato su
organismi terzi autorizzati e vigilati dallo Stato che l’Unione Europea ha disegnato
per le produzioni alimentari, in particolare quelle di qualità certificata.
É in questa ottica che vanno considerati gli interventi per la tracciabilità e il
miglioramento della qualità e della sostenibilità ambientale delle produzioni
oleicole. La polverizzazione della produzione rende tali interventi maggiormente
complessi e fa emergere la necessità di attività di animazione e assistenza tecnica sul
10
territorio volte a superare la naturale resistenza degli olivicoltori.
Inoltre, si rende necessario costruire strumenti che aumentino la trasparenza del
mercato rispetto alle quantità disponibili per gli scambi e le loro caratteristiche. La
conoscenza di tali informazioni può consentire di ridurre comportamenti
opportunistici particolarmente diffusi in questo settore e agevolare i controlli da parte
delle autorità pubbliche e private sull’origine e sulle caratteristiche del prodotto.
Infine la polverizzazione stessa e la diversità di tipologie aziendali richiede la
l’utilizzazione di attività pilota e dimostrative volte a intervenire sulle
problematiche sopra esposte. Un tale approccio ha due vantaggi: quello della messa
a punto di metodiche di facile introduzione nelle diverse tipologie aziendali anche
dal punto di vista organizzativo; quello di incentivarne l’uso attraverso la
dimostrazione dei vantaggi derivanti dall’applicazione di tali metodiche.
5 LE ATTIVITÀ PREVISTE
La tabella seguente mostra la collocazione delle attività previste dal Programma
dell’Unione all’interno dei raggruppamenti di attività ammissibili:
11
5.1 Durata del programma
Il programma ha avuto durata triennale.
12
1.1 Monitoraggio
e gestione
amministrativa
mercato
Prospetto
sinottico di sintesi
del programma
di attività del
Unapol
svoltonel
nel settore
triennio 2009/2012
dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
6
6.1
Monitoraggio e gestione amministrativa del mercato nel settore dell’olio
d’oliva e delle olive da tavola.
Monitoraggio del settore e dell’offerta disponibili dell’olio di oliva
Quest’azione prevede la costruzione di una rete di rilevazione tra i soci
dell’UNAPOL che faccia parte della rete di rilevazione nazionale al fine di aumen
S ubappaltatore
F asi
N on Avviate
A vviate
C oncluse
Pianificazione del lavoro
Monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi
e dei canali di commercializzazione dell’olio
d’oliva
UNAPOL
Divulgazione dei dati raccolti
F ase
Pianificazione del lavoro
Monitoraggio dell’offerta disponibile, dei
flussi e dei canali di commercializzazione
dell’olio d’oliva
Divulgazione dei dati raccolti
A ttività svolte o in corso
-
Individuazione delle aziende monitorate;
-
Affidamento, tramite sottoscrizione di un contratto, delle azioni di
rilevazione a diversi soggetti operanti sul territorio.
-
Predisposizione di modelli di rilevazione, sia su supporto cartaceo, sia su
file;
-
Avvio delle interviste;
-
Elaborazione statistica dei dati raccolti, basata sul rapporto tra la
rappresentanza del campione monitorato e quella dell’intera base
sociale.
-
Diffusione dei dati tramite il sito internet dell’UNAPOL.
13
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tare la trasparenza del mercato e fornire agli operatori economici ed istituzionali del
settore una base informativa certa a supporto delle decisioni imprenditoriali e di
politica economica.
Tale misura prevede 3 Fasi:
- Pianificazione del lavoro;
- Monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione
dell’olio d’oliva;
- Divulgazione dei dati raccolti.
L’azione di monitoraggio si svolge continuativamente dal 1 maggio 2009 fino
alla scadenza triennale del programma prevista al 31 marzo 2012.
L’Unapol ha svolto attività di raccolta delle informazioni di mercato necessarie
al monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dell’olio d’oliva, tramite 898 interviste al fine di costruire una rete di rilevazione tra i soci dell’UNAPOL e di aumentare la trasparenza del mercato.
L’attività di monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dell’olio da parte dell’UNAPOL è ripartita nelle diverse zone
regionali e ha interessato 449 aziende agricole. Il controllo è avvenuto sulle seguenti categorie di prodotto: vergine,olio extra – vergine, lampante e biologico.
6.2
Elaborazione di studi - Verifica e piano di fattibilità per la realizzazione
di una filiera agro energetica attraverso il recupero delle sanse
Tale misura si suddivide in tre fasi:
- Fase 1: Ricostruzione dello stato attuale della produzione di sanse olearie, delle
modalità e dei costi di trattamento nonché delle relative criticità;
- Fase 2: Ricognizione tecnologica e analisi comparativa;
- Fase 3: Definizione dell’assetto impiantistico ottimale e relativo modello di
governance.
14
La Fase 1 è terminata nel corso della prima annualità. Nello specifico sono state
realizzate le seguenti sottofasi ed attività:
1.1 a) mappatura produzione nazionale sanse;
1.1 b) analisi aspetti normativi;
1.1 c) analisi attuali metodi di recupero e smaltimento;
1.2 a) mappatura frantoi Unapol;
1.2 b) selezione di due filiere da approfondire;
1.2 c) approfondimento delle due filiere selezionate;
1.3) Analisi di benchmark con i maggiori produttori di olio di oliva.
Nel corso della seconda annualità sono state concluse le seguenti sottofasi e attività relative alla Fase 2:
2.1 a) ricognizione tecnologica;
2.1 b) ricognizione commerciale;
2.2 a) ricognizione della normativa autorizzativa/legata agli impianti;
2.2 b) monitoraggio e applicabilità degli incentivi eco energetici.
Infine l’inizio per le attività previste per la Fase 3, è programmato a partire dalla III annualità.
Fase 2: Ricognizione tecnologica e analisi comparativa
Subappaltatore
AREA
Fasi
Sottofasi e Attività
Fase 2: Ricognizione
tecnologica e analisi
comparativa
2.1 a) ricognizione
tecnologica
2.1 b) ricognizione
commerciale
2.2 a) ricognizione della
normativa
autorizzativa/legata agli
impianti
2.2 b) monitoraggio e
applicabilità degli incentivi
eco energetici
Non Avviate
Avviate Concluse
15
Fase
Attività svolte
-
Sistematizzazione delle informazioni relative alle possibili tecnologie di
recupero delle sanse ai fini energetici (pirolisi,combustione e digestione
anaerobica);
-
Analisi dei vantaggi e svantaggi di ciascuna tecnologia individuata;
-
Definizione dei parametri tecnici ed economici;
-
Ricognizione commerciale delle tecnologie disponibili.
2.2 a) ricognizione della normativa
autorizzativa/legata agli impianti
-
Sistematizzazione delle informazioni disponibili in merito alle
normative e ai processi autorizzativi.
2.2 b) monitoraggio e applicabilità degli
incentivi eco energetici
-
Monitoraggio delle normative nazionali, con un’attenzione particolare
agli incentivi sull’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
2.1 a) ricognizione tecnologica
2.1 b) ricognizione commerciale
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L’investimento approvato, relativamente a tale misura, è stato sfruttato al 100%.
Lo studio di fattibilità tecnica, economica e regolamentare per la realizzazione di un
sistema tecnologico integrato che ottimizzi il trattamento e il recupero delle sanse
prodotte nelle aree di competenza Unapol al fine di produrre energia elettrica e/o termica da fonte rinnovabile, è stato implementato sulla base di ipotesi relative ai possibili scenari in grado di ottimizzarne lo smaltimento e convertire la sanse da fonte
di possibili costi aggiuntivi a nuovo reddito per i frantoi.
16
17
7 AZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E DI MIGLIORAMENTO DELLA
QUALITÀ DELL’OLIO D’OLIVA
In questo capitolo verranno illustrate alcune esperienze delle attività svolte in subappalto dalle Associazioni UNAPOL.
7.1.
L’Abruzzo
SOCIETÀ COOPERATIVA PRODUTTORI OLIVICOLI “ABRUZZO I”
Fenomeno preoccupante nelle aree del Centro-Sud è l’abbandono degli oliveti per le
difficoltà in cui vengono a trovarsi gli olivicoltori a causa dell’aumento dei costi di
produzione, a fronte di un calo dei ricavi ottenuti dalla vendita dell’olio.
Il contratto sottoscritto tra UNAPOL e APO Abruzzo I relativamente all’azione 2 –
mis. 2 “Assistenza tecnica alle operazioni collettive di mantenimento degli oliveti
ad alto valore ambientale e a rischio di abbandono”, prevede interventi collettivi per
arginare il fenomeno dell’abbandono e il grave nocumento che esso arreca all’ambiente in aree dove l’olivicoltura contraddistingue in modo predominante il paesaggio e l’assetto del territorio.
Gli interventi prevedono azioni di potatura di riforma presso oliveti a rischio di
abbandono, con piante di età superiore a 50 anni e di grosse mole, realizzate da Ditte
specializzate e secondo le direttive del Tecnico incaricato.
Per quanto riguarda l’attività dell’annualità 2011/2012, nel corso di incontri del
personale tecnico, sono state concordate le linee guida da seguire, le aree da attenzionare, il numero di piante su cui operare e il preventivo di spesa.
Tramite ricognizioni effettuate sul campo alla presenza dei proprietari, sono state
individuate le aziende in possesso dei requisiti richiesti dal regolamento comunitario circa l’età del soprassuolo, le caratteristiche geo-morfologiche del sito, le caratteristiche paesaggistiche.
Sono state attenzionate piante adulte, comunque di età non inferiore ai 50 anni,
e con sesto d’impianto elevato (8x8, 10x10), quindi oliveti a carattere estensivo, privilegiando superfici nelle quali gli interventi potessero evolvere in maniera determinante sul potenziamento della stabilità strutturale del territorio ed al miglioramento
dell’impatto ambientale.
Una successiva fase di studio del territorio provinciale ha portato all’individuazione di tre fasce pedo-climatiche:
•
fascia litoranea (caratterizzata da territori collinari a ridosso del mare con
altitudini comprese tra 0 e 200 m s.l.m.);
•
fascia collinare (caratterizzata da territorio collinare ad agricoltura semi-
18
•
estensiva ed altitudini comprese tra 200 e 400 m s.l.m.);
fascia pede-montana (caratterizzata da altitudini comprese tra 400 e 800 m
s.l.m.).
Non sono state prese in considerazione le zone prettamente montane, non adatte
ai normali processi fenologici dell’olivo.
I terreni olivetati individuati, ricadono nei territori dei Comuni di Bellante,
Castellalto e Teramo zone ricche di vecchi impianti estensivi odiernamente riconvertiti in parte in oliveti specializzati e nei quali la coltivazione di tipo promiscua,
utilizzata in passato, non è più rappresentata da essenze annuali importanti per l’alimentazione come, ad esempio, i cereali, ma spesso da colture poliannuali riservate
al pascolo come gli erbai misti di leguminose o i prati spontanei controllati tramite
le operazioni di inerbimento come la trinciatura.
Ad indirizzare la scelta su tali zone sono stati decisivi alcuni fattori: la presenza
di numerose piante di età centenaria, la predisposizione alla coltura dei terreni ricchi di humus e sostanze nutritive di base, la posizione geo-morfologica con esposizioni particolarmente privilegiate dall’olivo a parità di altre caratteristiche.
Avendo già avuto modo di costatare negli anni precedenti una certa diffidenza
dei proprietari aziendali, il compito del Tecnico delegato è stato quello di fornire
dettagliatamente le specifiche e le finalità del progetto in modo da ottenere atteggiamenti di interesse e collaborazione.
Le aziende individuate dal monitoraggio aziendale e territoriale e coinvolte nel
progetto di recupero sono:
1. Azienda n. 01 – CONTRADA CAPODIMONTE – BELLANTE (TE)
2. Azienda n. 02 – FRAZIONE VILLA TORRE - CASTELLALTO (TE)
3. Azienda n. 03 – FRAZIONE NEPEZZANO – TERAMO (TE)
4. Azienda n. 04 – CONTRADA VILLA TORDINIA – TERAMO (TE)
5. Azienda n. 05 – CONTRADA VILLA TORDINIA – TERAMO (TE)
Si è quindi proceduto al reperimento di mezzi tecnici e di manodopera; a tal proposito, si evidenzia che in assenza di un prezziario regionale specifico per gli interventi sugli oliveti o, comunque, sugli arboreti specializzati, ci si è basati sui costi
medi di mercato indicati dagli operatori specializzati del settore e sul parere del tecnico incaricato dalla Società Cooperativa “Abruzzo I”; si è potuto così realizzare il
computo metrico estimativo di massima che ha permesso l’individuazione di tutte le
voci caratterizzanti l’intervento di recupero.
Contestualmente alla ricerca sul campo veniva istruita la documentazione necessaria ad attestare sia le caratteristiche aziendali in linea con il progetto, sia il consenso dei singoli proprietari e/o delegati all’esecuzione dei lavori necessari individuati
dal tecnico incaricato.
19
A tal proposito, per ognuna delle aziende individuate, è stata prodotta la seguente documentazione:
•
fotografie dei terreni e delle piante oggetto di intervento nella fase precedente al recupero;
•
scheda di rilevazione delle caratteristiche bio-morfologiche delle piante;
•
planimetrie e visure catastali;
•
convenzione tra l’Associazione Cooperativa di Produttori Olivicoli APO
Abruzzo I e il proprietario e/o delegato da esso, per il consenso
all’esecuzione dei lavori.
Successivamente sono stati avviati gli interventi finalizzati al risanamento degli
oliveti attraverso le operazioni colturali più consone alle caratteristiche stazionali
degli oliveti stessi; in termini di importanza gli interventi sono stati applicati in base
alle esigenze di recupero di ogni singolo impianto e suddivisi, in termini temporali,
nel modo seguente:
•
•
•
•
ripulitura del terreno pre-potatura (ove necessario);
potatura delle piante e ripulitura dei tronchi dai polloni spontanei;
raccolta e smaltimento dei residui di potatura di medie e grosse dimensioni;
trinciatura e ripulitura finale del terreno.
Al termine delle operazioni di intervento sono stati dapprima realizzati ulteriori
rilievi fotografici a prova delle avvenute operazioni di risanamento e, per consentire anche un confronto con le foto realizzate prima delle attività lavorative, si è proceduto infine al posizionamento di cartelli su cui sono state indicate le informazioni relative al progetto.
20
DESCRIZIONE DELLE AZIENDE
Di seguito si riportano sinteticamente le caratteristiche principali delle aziende
(posizione geografica, altitudine, pendenze, ecc.), le varietà olivicole presenti, le
operazioni di intervento effettuate e alcune fotografie di confronto prima e dopo i
lavori.
A ZIENDA 1
L’azienda agricola N. 01 è ubicata in Contrada Capodimonte del Comune di
Bellante e la zona di intervento è costituita da un unico appezzamento, composto da
tre particelle catastali, che dalla Strada Provinciale per Bellante scende su un versante con esposizione a Nord-Ovest con altezza media di 240 m s.l.m. e su terreno
con pendenze comprese tra 10% e 20%.
Gli olivi sono riuniti complessivamente in un unico gruppo di 135 piante di cui
solo un elemento risulta più isolato rispetto alle altre. Si tratta di olivi della varietà
Tortiglione, con qualche presenza di Leccino e Dritta, di età variabile da 70 a oltre
100 anni. L’area di intervento si estende per 06.18.00 ettari nel Comune di Bellante.
L’appezzamento, nella parte occupata dagli olivi recuperati, è utilizzato regolarmente per la coltivazione di essenze erbacee annuali e poliennali e, per l’annata agraria
in corso, è prevista la semina di erba medica (Medicago sativa L.); invece, la parte
confinante con la strada provinciale è stata rinfoltita con un impianto giovane di
olivi di circa 6 anni di età, con sesto di impianto 6x6, delle varietà Leccino, Frantoio,
Dritta, Pendolino ma anche Ascolana e Bella di Cerignola.
Nel sopralluogo iniziale, avvenuto all’inizio del mese di giugno, è stato riscontrato un buon stato vegetativo delle piante ma una bassa allegagione causata molto
probabilmente dall’alta densità di succhioni all’interno delle chiome non soggette a
potatura. Ciò è stato supportato durante un successivo sopralluogo avvenuto nella
fase di raccolte delle olive effettuata solo su parte delle piante.
Le operazioni di recupero hanno riguardato la potatura e lo smaltimento dei residui vegetali; l’intervento di potatura è risultato piuttosto energico a causa della forte
densità di succhioni all’interno delle chiome come precedentemente evidenziato.
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A ZIENDA 2
L’azienda agricola N. 02 si trova in Frazione Villa Torre del Comune di
Castellalto (TE) ad un’altezza che va dai 150 m s.l.m. ai 230 m s.l.m. L’azienda ha
un’estensione totale che si aggira intorno ai 30 ettari con orientamento colturale
misto che comprende seminativi, oliveti, vigneti ed arboricoltura da frutta e da
legno.
A conclusione dei lavori sono state recuperate n.159 olivi su una superficie totale di Ha 08.53.10.
La varietà predominante è il Tortiglione con età superiori agli 80 anni fino ad
oltre un secolo negli esemplari più antichi; sono presenti anche Leccino e Dritta con
età non inferiore ai 60 anni. Tutte le piante godono di un buon stato vegetativo e le
potature di riforma sono state effettuate in modo energico per eliminare i grossi succhioni interni della chioma e stimolare, in tal modo, la maggiore produzione di
gemme a fiore e la successiva mignolatura.
Le lavorazioni previste ed effettuate sono state la potatura, la pezzatura del materiale più grosso che sarà utilizzato come legna da ardere, lo smaltimento dei residui
più piccoli e la trinciatura/ripulitura degli appezzamenti. Si riportano alcune foto di
riferimento prima e dopo i lavori.
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A ZIENDA 3
L’oliveto oggetto di intervento è di proprietà dell’Azienda n. 03 e si trova in Loc.
Castellano – Frazione Nepezzano del Comune di Teramo.
Le piante sono concentrate in un solo gruppo riconducibile ad un oliveto di tipo
estensivo con sesto di impianto variabile da 10x10 a 15x15; il numero totale è di 112
elementi tra cui risalta la varietà Tortiglione in buone condizioni vegetative di età
comprese tra 80 e oltre 100 anni e alcuni esemplari di Leccino con le stesse caratteristiche.
Per quanto riguarda le colture in campo si rileva la presenza di grano duro
(Tritucum aestivum L.) il cui raccolto sarà oggetto di transazione commerciale.
La ditta incaricata delle potature ha eseguito i lavori intervenendo vigorosamente eliminando tutta la parte aerea non necessaria per favorire, quindi, la formazione
di gemme a fiore; successivamente, i residui vegetali sono stati smaltiti in modo da
evitare danni alla coltura cerealicola in atto e trasferiti in uno spazio idoneo dove
sono stati eliminati insieme agli altri scarti vegetali. Si riportano alcune foto di riferimento prima e dopo i lavori.
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A ZIENDA 4
L’azienda agricola n 04 è sita in Contrada Villa Tordinia del Comune di Teramo
ed è composta da due zone di intervento.
La proprietà era originariamente un unico corpo ma, in seguito alla creazione
della Strada Statale 80 avvenuta agli inizi del 1900, la zona fu separata in due parti
ed oggi sono presenti i due gruppi di particelle sopraccitati. L’altezza media è compresa tra 330 m s.l.m. e 390 m s.l.m. su terreno prevalentemente pianeggiante ma
che tende ad aumentare di pendenza nella zona più a Sud dell’area.
Trattasi di un oliveto di tipo estensivo con sesto di impianto 12x12 non molto
regolare e con un numero totale di 127 olivi, riuniti in filari più o meno omogenei,
della varietà Tortiglione, Leccino, Dritta e Frantoio, di età variabile tra i 50 e i 90
anni; gli esemplari più vecchi sono individuati nella parte più piccola e più elevata
rispetto alla Strada Statale e sono tutti Tortiglioni.
Tutta l’area è stata coltivata, nel periodo maggio – settembre 2011, a Granturco
(Zea mais L.) e, al momento dell’intervento il terreno non era stato ancora arato e
questo ha consentito una facile esecuzione dei lavori di recupero.
Durante il sopralluogo iniziale, avvenuto nella fase di transizione tra la fioritura
e l’allegagione (maggio-giugno), è stato riscontrato un buon stato vegetativo delle
piante; inoltre, la presenza di varietà autoctone come il Tortiglione e l’età delle piante hanno facilitato la scelta del coinvolgimento dell’oliveto nel progetto.
Le operazioni di recupero hanno riguardato la potatura e lo smaltimento/trinciatura dei residui vegetali nelle due zone.
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A ZIENDA 5
L’azienda agricola N. 05 è confinante con l’azienda N. 04 sopra descritta e, in
particolare, confina con l’area con minore estensione. E’ ubicata, quindi, in
Contrada Villa Tordinia del Comune di Teramo con un’estensione totale di
05.72.45 ettari. L’altezza media è compresa tra 340 m s.l.m. e 390 m s.l.m., la pendenza media è pari a circa 15% e l’esposizione prevalente è a Nord.
L’oliveto è un vecchio impianto estensivo con sesto originario 12x12 ma, durante il corso degli anni, il rinfoltimento con piante di varietà più rustiche e produttive come Leccino, Dritta e Frantoio ha portato all’attuale sesto di 8x8; si evidenzia,
però, che le piante più giovani hanno un’età non inferiore ai 50 anni e, quindi, in
linea con i requisiti richiesti dal progetto. La varietà predominante è il Tortiglione
ma sono presenti anche le varietà sopra accennate tutte in buono stato vegetativo;
non sono presenti particolari colture ma tutta la zona è interessata da prato spontaneo che viene utilizzato come pascolo dagli ovini allevati in azienda.
Anche per questa azienda il sopralluogo finale è avvenuto dopo un monitoraggio che ha comportato il rilievo dei parametri richiesti dal progetto e la presenza di
varietà autoctone come il Tortiglione e l’età delle piante hanno facilitato il coinvolgimento dell’oliveto tra le candidate al recupero.
Per quanto riguarda le operazioni effettuate, si è proceduto alla potatura delle
chiome, con particolare attenzione rivolta all’eliminazione dei succhioni interni,
seguita da una meticolosa ripulitura dei polloni nati alla base dei tronchi ed allo
smaltimento dei notevoli residui vegetali; infine, in tutte le aree sopra elencate è
stata effettuata la trinciatura/ripulitura del terreno.
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Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale
abbandonati o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica
Come nella precedente annualità anche in questa in questa ci siamo attivati individuando e scegliendo in base a sopraluoghi effettuati sui terreni di coloro che ne
hanno fatto richiesta, gli oliveti abbandonati o a rischio di abbandono più interessanti da recuperare del nostro territorio.
In particolare ci siamo soffermati sulla fascia collinare a ridosso della costa, nel
comune di Torino di Sangro e Paglieta, zona di produzione del DOP “Colline
Teatine”.
In queste aree sono state scelte 5 aziende per una superficie totale dichiarata
dai titolari delle stesse di ha 11.41.40 su cui insistono un numero totale di piante
di 1300.
In fase di sopralluogo abbiamo però dovuto constatare che molte aree delle particelle su presenti nelle domande di ripristino risultavano solo parzialmente olivetate con presenza nei margini di piccoli boschi o, in altri casi, di ruderi di vecchie abitazioni. Pertanto da un’attenta valutazione abbiamo calcolato che la superficie effettivamente recuperata è di ha 10.50.00
Abbiamo provveduto ad affidare i lavori di recupero in sub appalto ad un contoterzista, preferendo il preventivo di questo tra altri preventivi poiché si avvicinava
maggiormente ai prezzi e alle stime rilevate da i prezzi correnti di mercato.
Nei terreni su cui si è intervenuti abbiamo eseguito in prima fase la potatura che
in molti casi è stata di riforma ed in una fase successiva abbiamo provveduto alla
rimozione della legna grossa liberandola dalle foglie e dai piccoli rami manualmente con l’ausilio di roncole per arrivare nella fase finale alla pulitura dei terreni dai
sarmenti e dai rovi ed altri infestanti.
Su alcuni terreni abbiamo dovuto provvedere alla pulitura del fondo prima di
eseguire le potature poiché la forte presenza di rovi, arbusti ed altro ne impedivano l’accesso.
Pubblicazione e diffusione
Al termine dell'attività sopraccitata si è provveduto, in modo da diffondere e divulgare le attività svolte ed i risultati ottenuti, alla redazione di un opuscolo di n. 20 pagine denominato “LAPOAM NOTIZIE” distribuito agli olivicoltori presso i ns. recapiti.
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Conclusioni
Abbiamo più volte sottolineato e ribadiamo che questa misura ha sempre un
notevole successo, l’agricoltura in generale e l’olivicoltura in particolare, non producono più reddito dunque i proprietari sono costretti a lasciare i terreni all’abbandono per dedicarsi ad altre attività come industria, turismo e altro. Questo produce
vaste zone abbandonate a se stesse, dove le vecchie e nuove superfici olivetate
diventano delle macchie di arbusti e spine che non sono gradevoli alla vista, non
contribuiscono alla conservazione del territorio e non dando risalto alla bellezza dal
nostro paesaggio fatto di colline che, dalla zona pedemontana, degradano verso il
mare Adriatico.
Ricordiamo che noi abbiamo sempre cercato di realizzare i lavori di recupero
sempre nei mesi invernali poiché, dato che i nostri interventi si possono considerare potature di riforma, cerchiamo di causare agli alberi meno stress possibile.
Ciò comporta, come risvolto negativo, alcune difficoltà a causa delle condizioni
atmosferiche inclementi. Infatti, questo inverno è stato caratterizzato qualche settimana di notevoli nevicate e conseguenti gelate. Le belle giornate sono state poche e
questo ha costretto gli operai della ditta incaricata alla realizzazione dei lavori a operare spesso sotto la pioggia e un gran al freddo.
Dopo la nevicata molte piante presentavano diversi rami rotti a causa del peso
della neve.
Infine segnaliamo che anche intervenire con i mezzi meccanici è stato a volte difficoltoso poiché i terreni erano e sono ancora eccessivamente impregnati di acqua
ed i trattori tendevano a sprofondare ed a perdere aderenza.
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta contro la
mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della
trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Descrizione dell’attività svolta
Tra le aziende che hanno presentato richiesta seguito della pubblicazione sulla
bacheca sociale del bando di ammissione a tale attività, anche in questa annualità,
come negl’anni precedenti, abbiamo preferito mantenere le stesse che già gli precedenti anni avevamo utilizzato. La scelta è dovuta maggiormente alla ideale dislocazione geografica dei terreni di quelle aziende.
Infatti come nella scorsa annualità abbiamo selezionato le aziende da supportare
tecnicamente in modo da coprire tutta la fascia costiera della nostra provincia dove
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gli attacchi dacidici sono più frequenti e devastanti ma anche perché questa è la zona
a maggiore vocazione olivicola e di maggiore produzione.
Durante il periodo di monitoraggio abbiamo controllato costantemente la sanità
delle olive, le fasi fenologiche, lo stato di maturazione delle drupe, l’eventuale presenza di altri parassiti diversi dalla mosca olearia e l’eventuale presenza di altre
avversità dovute ad infestazioni di origine funginea.
Le aziende monitorate sono state 12 ricadenti nei comuni di Torino di Sangro,
Vasto, Francavilla al mare, Ortona, Rocca San Giovanni e Fossacesia.
In queste aziende abbiamo individuato gli appezzamenti da monitorare dove
abbiamo posizionato n. 2 trappole feromoniche nella parte della chioma esposta a
sud e ad un’altezza variabile tra 1,5 e 2 metri da terra. Abbiamo, inoltre, selezionato 10 piante da cui prelevare settimanalmente e complessivamente 100 drupe da
poter campionare e sottoporre all’analisi allo stereo microscopio per verificare lo
stato di infestazione della mosca olearia e/o la presenza di altri parassiti.
Le capsule feromoniche sono state sostituite circa ogni quaranta-cinquanta giorni affinché agissero sempre con la massima efficacia.
I risultati settimanali delle catture e delle analisi dei campioni di drupe sono state
fornite all’A.R.S.S.A. (Agenzia Regionale Sviluppo e Servizi all’Agricoltura) utilizzando le quali, unitamente ai loro dati e ai dati forniti dalle altre associazioni la stessa ha stilato il bollettino settimanale a cui gli agricoltori e i rivenditori di fitofarmaci della nostra regione fanno riferimento. La stessa A.R.S.S.A. nei suoi bollettini
rimarcava settimanalmente questa collaborazione.
Le nostre aziende sono state costantemente informate sulla necessità o meno di
effettuare trattamenti in relazione allo stato di infestazione parassitaria degli oliveti
e divenendo un valido punto di riferimento per tutti i produttori i cui terreni erano
limitrofi ai loro.
Anche i nostri uffici hanno avuto un ruolo nella diffusione delle informazioni
avendo ricevuto settimanalmente molte telefonate di agricoltori che chiedevano
notizie sullo stato di infestazione degli oliveti nelle varie zone monitorate e sull’opportunità di intervenire con antiparassitari per bloccare eventuali attacchi dacici.
Possiamo di conseguenza affermare che la ricaduta sul territorio delle azioni da
noi intraprese, del lavoro svolto all’interno della cooperativa e dei dati forniti settimanalmente all’A.R.S.S.A sono stati di fondamentale importanza nella lotta e profilasi delle malattie infestati degli oliveti.
Si fa presente che per cercare di garantire uno standard qualitativo elevato si è
consigliato di effettuare trattamenti antidacici anche con attacchi inferiori al 10% (89%) delle drupe, nonostante dette operazioni potessero risultare anti economiche.
Contestualmente abbiamo individuato un appezzamento dove effettuare la prova
dimostrativa di raccolta. Qui abbiamo osservato lo stato fenologico delle drupe utilizzando una tabella basata sulla seguente scala di riferimento:
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•
•
•
•
•
•
•
Allegaggione
Accrescimento del frutto
Indurimento del nocciolo
Accrescimento del frutto
Invaiatura
Maturazione
Eccesso di maturazione
prima fase
seconda fase
Abbiamo effettuato la raccolta, nel momento ottimale, avvalendoci di macchine agevolatrici con pettini pneumatici.
Per lo stoccaggio delle olive abbiamo fornito all’azienda monitorata contenitori
rigidi (cassette in plastica e cassone) in modo da evitare alle drupe schiacciamenti
durante le fasi di trasporto, infatti il metodo di trasporto e stoccaggio prima della
molitura rappresentano una fase critica poiché lo schiacciamento delle drupe da inizio a processi di fermentazione che porta al deterioramento delle stesse e di conseguenza ad una caduta di qualità del prodotto (olio) che si otterrà al momento della trasformazione. Abbiamo inoltre cercato di contrarre, al massimo i tempi tra la raccolta
e la trasformazione in modo che non iniziassero processi di ossidazione naturale con
lo scopo finale di ottenere oli di ottima qualità e privi di difetti.
Ci siamo assicurati inoltre che lo stoccaggio nell’azienda dell’olio ottenuto sia
stato effettuato in condizioni ottimali ovvero in contenitori di acciaio inox, locali bui
e ventilati, temperatura intorno ai 16°C
In questa azienda. In località Arenaro il giorno 27 ottobre 2011 si è provveduto
alla raccolta sulle 10 piante seguite di varietà “leccino” con l’utilizzo di reti e sferzatori pneumatici, lo stato fenologico delle olive era la piena maturazione ed il prodotto ottenuto è stato stoccato in cassette di plastica e trasportato con bins.
Successivamente molite con metodo continuo, entro 6 ore dalla raccolta. Abbiamo
ottenuto kg. 190 di olive con una produzione di kg. 29 di olio. Il prodotto ottenuto ha
caratteristiche ottime da un punto di vista chimico ed organolettico.
Nel momento in cui è stata effettuata la molitura si è provveduto al prelievo di un
campione di olio ottenuto dalle piante monitorate e in una fase successiva un altro
campione di olio ottenuto dalle olive raccolte sulle altre piante dell’azienda. I campioni raccolti sono stati analizzati chimicamente prendendo in considerazione il
grado di acidità ed il numero di perossidi, i risultati ottenuti sono generalmente buoni,
ma quelli riferiti agli oli ottenuti dalle olive monitorate sono sicuramente migliori.
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Considerazioni
Monitorando l’accrescimento delle drupe nelle varie fasi fenologiche abbiamo
scelto l’epoca giusta per la raccolta. Nel rispetto anche delle esigenze del proprietario dell’azienda ed al fine di ottenere la massima produzione di olio e la migliore
qualità possibile, abbiamo preferito eseguire la raccolta nella data sopra indicata
quando le drupe erano nella fase di invaiatura avanzata e con una buona percentuale di frutti già in maturazione.
La raccolta
Abbiamo effettuato la raccolta con l’utilizzo di pettini sferzanti pneumatici e con
l’uso di reti, in modo da contrarre i tempi di raccolta e ottenere notevoli vantaggi
economici e minori rischi per gli operatori i quali evitando l’uso delle scale evitano
spiacevoli incidenti che spesso caratterizzano i periodi di raccolta.
Lo stoccaggio
Al fine di evitare la rottura delle drupe dovute allo sfregamento dei frutti durante il trasporto ci siamo avvalsi dell’utilizzo dei contenitori a pareti rigide e forate
(cassette in plastica) evitando fenomeni di fermentazione ed in particolare di pericolosi fenomeni di riscaldo dovuti ad una mancanza di circolazione dell’aria tra i frutti. Le casette utilizzate dall’azienda sono state successivamente ritirate e immagazzinate.
La trasformazione
La lavorazione delle olive è avvenuta al massimo entro poche ore dalla raccolta,
con metodo continuo.
La conservazione
E’ stato consigliato al produttore di conservare l’olio (anche quello prodotto dagli
olivi non oggetto del monitoraggio) in contenitori di acciaio inox in locali bui e ventilati con temperatura intorno ai 16°C.
Conclusioni
Anche questa annata appena conclusa è stata di produzione media alta.
L’andamento climatico invernale piovoso e la primavera con temperature miti e
costanti, senza grandi sbalzi termici, ha favorito una buona allegaggione,
l’accrescimento delle drupe e stata progressiva durante tutta l’annata. Alcune piogge
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nel mese di luglio hanno evitato agli agricoltori faticosi interventi di irrigazione di
soccorso e le piante hanno sofferto poco e solo per brevi periodi la siccità durante la
stagione più calda. Le piogge che sono arrivate da settembre in poi hanno favorito
l’ingrossamento delle drupe. Gli attacchi dacidici sono stati molto bassi durante
tutta la stagione calda poiché sono stati bloccati dalle alte temperature. Gli attacchi
di settembre sono stati neutralizzati da interventi adeguati a base di dimetoato.
Anche in ottobre, a ridosso della raccolta si sono ripetuti piccoli attacchi che, per
rispetto di giorni di carenza dei fitofarmaci, non si sono potuti contrastare con
interventi chimici ma, dove è stato possibile, si è cercato di anticipare il periodo
della raccolta. Facciamo notare che, come sempre, la nostra varietà autoctona più
importante, la gentile di Chieti, per via delle sue caratteristiche ha sempre resistito
egregiamente agli attacchi della mosca olearia. Le buone tecniche di raccolta e di
trasformazione delle drupe hanno tuttavia permesso di produrre oli di buona qualità
con un gusto tendente al “dolce” tipico della nostra zona di produzione.
Rinnoviamo anche in questa annualità le riflessioni sui prezzi dell’olio che sono
particolarmente bassi nonostante buona qualità del prodotto ottenuto.
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La Basilicata
ACOL
Associazione Cooperativa Olivicola
Lucana Società Cooperativa
A nche in questo terzo anno del Regolamento Comunitario le attività sono state
rivolte alle A ziende olivicole dei comuni della provincia di Matera.
Prevalentemente nella parte a Sud della provincia sono state individuate o confermate aziende appartenenti ai Comuni del Materano (Pisticci, Ferrandina,
Bernalda, Craco e Montalbano).
Il programma svolto, quest’anno, in termini di assistenza tecnica, divulgazione,
ricerca e sperimentazione, ha contribuito al miglioramento della qualità delle produzioni, migliorando anche l’impatto ambientale dell’attività olivicola.
L’assistenza tecnica, infatti, non si è rivelata fine a se stessa contribuendo invece a costruire una maggiore sensibilità in tutti i soggetti della filiera olivicola.
La maggiore sensibilità ha portato ad avere maggiore rispetto per i consumatori
finali e per la loro salute.
Il futuro dell’agricoltura, in generale, e dell’olivicoltura in particolare si costruisce assicurando prodotti garantiti e certificati per qualità e sicurezza alimentare.
L’A ssociazione, riconosciuta come Organizzazione di Produttori, nelle A zioni
del Reg. CE 867/2008 ha cercato di realizzare la sua vocazione principale che è quella di tutela, promozione e valorizzazione dell’olio extravergine di oliva della provincia di Matera, dove la presenza di colture olivicole pregiate, nell’ambito del territorio, costituisce un grande patrimonio, riconosciuto e apprezzato a livello Regionale
e Nazionale.
Attività svolte
Nella terza annualità sono state svolte tutte le Azioni previste dal
programma e particolarmente: Azione 2.a) Operazioni collettive di
mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e/o rischio di abbandono
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e connessa assistenza tecnica.
L’Azione 2.a è stata finalizzata al mantenimento del paesaggio e alla
protezione dell’ambiente per recuperare oliveti soggetti a fenomeni di degrado.
L’Azione è proseguita nella salvaguardia di territori di interesse
paesaggistico, e rupestre con potature di olivi secolari e interventi di
straordinaria manutenzione come decespugli amenti. Sono stati, inoltre,
individuati soci della Cooperativa ACOL molto attivi per realizzare potatura di
riforma in aziende olivicole con caratteristiche particolari ed a rischio di
esclusione e abbandono.
Nello svolgimento dell’Azione 2.a è stata perseguita la finalità di far
rispettare regole di produzione basate su criteri ambientali accettati e attuati dai
produttori agricoli.
Sono state consigliate una serie di azioni finalizzate al miglioramento
dell’impatto ambientale dell’olivicoltura. L’elaborazione di buone pratiche
agricole basate su criteri ambientali adeguati alle condizioni locali è stata
perseguita con una specifica attività di divulgazione tecnica curata dal tecnico
dell’Associazione.
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La pubblicazione realizzata nell’ambito del programma Reg. CE 867/2008, per
la campagna 2011/2012 è stata dedicata alla “RIVALUTAZIONE E
SALVAGUARDIA DELLE PIANTE SECOLARI ” finalizzata al miglioramento
qualitativo della produzione olivicola e dell’impatto ambientale dell’olivicoltura. Le
piante interessate dal trattamento erano quasi nella totalità in abbandono ed in fase
di deperimento pertanto sono state prima decespugliate alla base dai polloni, dopo
di ciò hanno subito una potatura di rimonta ed in seguito operazioni di
dendrochirurgia al fine di risanarle da patologie quali carie e cancri del legno.
Lo scopo di questo opuscolo è di diffondere la conoscenza dei fattori che
influenzano la qualità del prodotto e sensibilizzare i produttori all’adozione di buone
prassi al fine di ottenere un prodotto qualificativo tenendo ben presenti anche le
esigenze di salvaguardia ambientale.
Il manuale di formazione e divulgazione è stato diffuso tramite la rete del Centro
Servizi delle ACLI, è stato inoltre illustrato agli olivicoltori incontrati nelle Azioni
sviluppate. Le Sedi Comunali dell’Acliterra, Associazione Professionale Agricola
sono frequentate da tanti olivicoltori ai quali è stato consegnato il manuale dopo
colloquio, avendo suscitato l’interesse alla conoscenza.
L’attività è stata svolta nel preciso interesse di suscitare attenzione per la
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protezione dell’ambiente e per il mantenimento del paesaggio agrario al fine di
conseguire :
- una riduzione degli attuali livelli di erosione e di lavamento del terreno, con
opportune modifiche nelle pratiche agricole;
- un recupero degli oliveti ad alto valore ambientale con tecniche innovative di
potatura meccanizzata.
Nell’attuazione dell’Azione 2.a sono stati realizzati “campi pilota” in cui attuare
interventi al fine di recuperare e prevenire fenomeni di degrado o abbandono. Le
aziende coinvolte sono state N° 14 ed hanno interessato circa n° 844 piante su una
superficie di circa Ettari 15.00.00. Il tecnico ha curato i 14 campi di osservazione,
distribuiti nel territorio assegnato e rappresentativi delle varie realtà olivicole. Sono
stati così realizzati nel territorio provinciale esempi significativi per sollecitare
attenzione, sensibilità e aggiornamento necessario per il recupero delle piante
secolari e recupero di piante di indubbio valore, secondo tecniche colturali
innovative.
Conclusioni
A conclusione della terza annualità del Reg. CE 867/2008 si può formulare una
valutazione positiva delle Azioni progettuali svolte.
La valutazione del lavoro svolto è positiva in quanto si è attuata un’assistenza
diretta alle aziende olivicole coinvolte nel programma e si è realizzato con la
formazione, l’informazione e la divulgazione dell’olio d’oliva.
Il patrimonio che rimane a conclusione del triennio del Regolamento
comunitario è sicuramente l’innalzamento culturale degli olivicoltori che
contribuendo alla salvaguardia e tutela dell’ambiente contribuiscono al
mantenimento dell’eco-sistema ambientale.
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A.P.O. Associazione Produttori Olivicoli Soc. Coop (già A.P.O.R.B.)
Misura 2 a)
La sempre maggiore presenza di oliveti incolti, abbandonati e/o a rischio
abbandono sono uno scenario che si va sempre più consolidando e diffondendo su
tutta la realtà regionale ma ancor più nelle realtà interne e acclive con impianti con
caratteristiche non definite con una diffusione di impianti arborei che con la loro
presenza più che produrre reddito garantiscono una tenuta del territorio dal punto di
vista ambientale e paesaggistico evitando per quanto è possibile fenomeni di
erosione del terreno e maggiori fenomeni franosi.
Nell’ambito delle azioni da porre in essere per il mantenimento degli oliveti
abbandonati e/o a rischio abbandono il primo aspetto che ci siamo posti è stato
l’individuazione degli areali e delle realtà a maggiore difficoltà orografica , dove la
forte frammentazione della proprietà fondiaria fa aumentare i costi di gestione che
unita alla scarsa remunerazione del prodotto determina ed accentua sempre più il
fenomeno di abbandono con ampie sacche di degrado del territorio e del paesaggio
con il rischio di abbandono della coltura olivicola .
L’ulteriore calo del prezzo del prodotto e gli alti costi di produzione, in
particolare della raccolta, portano molte piccole aziende a non avere alcuna
convenienza alla conduzione degli impianti olivicoli.
Altro fenomeno sempre più diffuso è l’invecchiamento degli addetti e le
difficoltà sempre più marcate a trovare maestranze specializzate nella potatura,
considerata che quest’ultima è ancora totalmente manuale con alti costi d’esercizio
sul prodotto finale.
Ci siamo attenzionati soprattutto verso quelle realtà con varietà autoctone e con
un ottimo prodotto che spesso viene abbandonato sulle piante.
Purtroppo sempre più produttori prendono atto della scarsa o della mancata
redditività delle produzioni olivicole andando ad ampliare le sacche di abbandono.
Il fenomeno rischia di accentuarsi nei prossimi anni, aggiungendosi alla scarsa
remunerazione del prodotto la nuova politica comunitaria che prima ha eliminato gli
aiuti alla produzione ed in prospettiva tende a eliminare alle micro-aziende anche
quel risicato aiuto comunitario che per le piccole aziende marginali che sono il
tessuto connettivo del nostro territorio è una delle poche motivazioni che li fanno
resistere sul territorio.
I risultati più evidenti sull’economia del nostro territorio, sul prodotto lordo
vendibile che viene sempre più falcidiato e sulle nostre genti,Uomini e donne che
hanno preservato il nostro territorio di montagna ed interno dall’abbandono che
produce frane e dissesti idrogeologici con danni all’intera economia regionale che
cercano nuovi contesti per garantirsi la sopravvivenza.
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In questo contesto abbiamo inserito la nostra iniziativa e, come previsto dal
programma, si è indirizzata all’intervento di recupero di oliveti a rischio abbandono
con piante con oltre 50 anni d’età, con interventi di potatura di riforma e di
riqualificazione degli impianti per renderli di nuovo produttivi.
I lavori sono stati eseguiti direttamente dai produttori con l’assistenza dei nostri tecnici.
L’intervento è stato finalizzato ad un abbattimento dei costi di gestione per
rendere più remunerativo la conduzione dell’azienda olivicola coinvolgendo
nell’iniziativa produttori ormai demotivati, seguendoli ed assistendoli con i nostri
tecnici nella fase di potatura e delle lavorazioni del terreno.
Le aziende pilota sono state ricercate ed individuate tra le realtà più marginali ed
a rischio del nostro territorio ed hanno interessato
-
n. 5 aziende in agro di Miglionico;
n. 1 azienda in agro di Tricarico;
n. 1 azienda in agro di Calciano;
n. 1 azienda in agro di Pomarico;
n. 1 azienda in agro di Grassano;
n. 1 azienda in agro di Matera
tutte realtà interne da dove i ragazzi fuggono per mancanza di ogni prospettiva e
gli adulti sono tornati a sperare in un sussidio o nell’attesa della pensione.
Nella fase iniziale abbiamo esercitato un’ampia azione di pubblicizzazione
dell’iniziativa con incontri e riunioni che hanno messo ancora più a nudo lo stato di
sofferenza e le grandi difficoltà del sistema olivicolo , i nostri tecnici hanno seguito
le aziende pilota dalle fasi di impostazioni del lavoro di recupero fino alle fasi finali
ed abbiamo concluso l’attività con incontri con i produttori per la pubblicizzazione
e diffusione dei risultati ottenuti.
Tali metodiche sono state oggetto di discussione tra la base associativa.
Nell’iniziativa sono stati coinvolti più di 100 produttori oltre alle aziende pilota.
L’intervento di recupero ha interessato circa 13 ettari di terreno olivetato
recuperando 810 piante con oltre 50 anni.
L’A.P.O. di Matera attraverso le risorse messe a disposizione per la misura 3 a
sta cercando di trasferire ai produttori il concetto che uno degli elementi per vivere
in modo meno drammatico la crisi olivicola e dare una risposta alla scarsa redditività
delle olive e dell’olio sta nel produrre un olio di qualità.
Nell’ambito di questa misura sono state previste le seguenti attività:
- miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle olive
attraverso l’utilizzazione di appositi contenitori ( cassette areate);
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- miglioramento della conservazione dell’olio (tank in acciaio inox);
- prove di raccolta con macchine agevolatrici;
- attività di divulgazione dei risultati
Abbiamo individuato le aziende pilota con una attenzione particolare alle realtà più
marginali e più arretrate dove è più avvertita la necessità di migliorare la qualità
dell’olio, alle realtà dove spesso si confonde l’olio lampante per olio extravergine di
oliva, dove la raccolta viene effettuata in tempi non ottimali, manualmente e spesso
ignorando le corrette tecniche per salvaguardare la qualità del prodotto ma anche la
salute del consumatore, compreso quella del produttore, dove si trasportano le olive al
frantoio nei sacchi. Il nostro bacino di riferimento è stato la collina materana e l’entroterra
lucano, coinvolgendo più aziende possibili nella fase iniziale per partecipare loro lo spirito
dell’iniziativa, le finalità della misura ed i principi cardine per ottenere un olio di qualità.
Abbiamo prestato particolare attenzione alle aziende pilota proiettando la nostra ricerca
sui produttori, interessando l’intero territorio con i comuni di Matera, Grassano, Tricarico,
Miglionico,Grottole, Calciano,Garaguso,Montalbano J., Tursi ed Aliano.
Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre abbiamo seguito in particolare le
aziende pilota nella fase di maturazione delle drupe suggerendo la fase ottimale di
raccolta registrando una buona attenzione da parte dei produttori ed una risposta
abbastanza puntuale ai nostri suggerimenti.
Nei mesi di novembre e dicembre si è proceduto alla raccolta manuale e/o
meccanica in tempi e con modalità abbastanza corrette, raccogliendo le drupe solo
dagli alberi ed utilizzando le cassette areate, per il trasporto al frantoio, non abbiamo
registrato alcuna anomalia rispetto alle procedure da noi suggerite.
Le olive raccolte sono state portate al frantoio nelle 24 ore mentre i tempi di
giacenza presso gli impianti di trasformazione non sempre sono stati contenuti nelle
24/48 ore in bins.
I produttori hanno scelto di frangere le olive nei loro frantoi di riferimento della
zona i più frantoi oleari con le presse con ripercussioni soprattutto sulle
caratteristiche organolettiche del prodotto finale.
Le aziende pilota dotati di tank in acciaio inox sono stati attenzionati sulle tecniche
di corretta conservazione dell’olio e sulla necessità di effettuare almeno un travaso.
Successivamente abbiamo prelevato dei campioni di olio per procedere
all’esame organolettico ed all’esame chimico dei perossidi e dell’acidità con la
strumentazione fornitaci dall’Unione.
I risultati hanno fatto registrare differenze sostanziali tra i due campioni di olio
messi a confronto (quello prodotto con le corrette tecniche impartite dai nostri
tecnici e quello prodotto in autonomia dal produttore) ci hanno rassicurato sulla
qualità sostanzialmente buona dei primi con bassissimi livelli di acidità e perossidi
nella media ,mentre all’esame organolettico abbiamo rilevato una forte differenza
39
tra l’olio prodotto con le presse e l’olio prodotto con il ciclo continuo. Sul primo si
avverte la costante del difetto connaturato al fiscolo ed in alcuni il difetto legato alla
morchia e acetato oltre alla carenza di polifenoli e conseguentemente sui sentori
caratterizzanti di amaro e piccante.
Tali differenze ci hanno permesso nella fase di confronto con le aziende pilota e
con gli altri produttori di procedere alla comparazione dei diversi oli facendo
rilevare le sostanziali differenze organolettiche legate al fruttato e alle sensazioni di
piccante e amaro che sugli oli ottenuti con gli impianti tradizionali mancano quasi
totalmente, mentre si riscontrano difetti di fiscolo e morchia.
Tali differenze sono state poste all’attenzione dei produttori e sono state
riconosciute da tutti i partecipanti anche se molti continuano a non gradire l’olio con
sensazioni di piccante e amaro , preferendo l’olio cosiddetto “dolce”.
Abbiamo tenuto 10 incontri con altrettante aziende pilota distribuite sul territorio
interno per delle prove dimostrative e divulgative di raccolta con macchina
agevolatrice con manodopera qualificata atta a dimostrare una tecnica di
abbattimento dei costi di produzione.
Si sono tenuti due incontri con i produttori per pubblicizzare e divulgare i
risultati registrati dall’iniziativa a Grassano e Matera.
Si registra ancora una scarsa e spesso errata conoscenza delle qualità salutistiche
ed organolettiche dell’olio extravergine d’oliva sia tra i produttori che fra i
consumatori con falsi ed errati convincimenti che portano a confondere i pregi (
amaro-piccante) per difetti e i difetti ( carenza o assenza di polifenoli) per pregi, spesso
privilegiando la trasformazione in frantoi tradizionali rispetto a quelli a ciclo continuo.
All’iniziativa hanno partecipato circa 100 produttori.
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7.3
La Calabria
L’Agripoa, a conclusione del triennio del Programma 867/08, affidato
dall’UNAPOL, ha registrato, ancora una volta, una forte sensibilizzazione della
propria base sociale, soprattutto per l’attività sulle Operazioni collettive di
mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale e/o a rischio di abbandono e
connessa assistenza tecnica.
Particolare apprezzamento si è registrato anche per le pubblicazioni, la cui
divulgazione ha raggiunto circa l’80% dei soci, contribuendo a fare invertire
tendenze di coltivazione e gestione amministrativa, ormai obsolete.
E’ storia consolidata che l’olivicoltura calabrese rivesta, ancora adesso, una grande
importanza economica, e la stessa può assumere anche dimensioni economiche e
sociali significative, laddove vi è da conservare un grande patrimonio dal valore
ambientale, storico – paesaggistico e sociale, soprattutto in quelle aree di agricoltura
marginale, dove è forte il dissesto idrogeologico, e dove vi è la necessità di restituire
entusiasmo alle aziende per continuare a svolgere la funzione di olivicoltori.
Nel territorio Calabrese l’olivicoltura è legata ad una tradizione secolare e la
produzione di olio extra-vergine non sempre rappresenta un premio agli sforzi
aziendali, proprio per la particolare connotazione di una frammentazione delle aree
olivetate, che ha difficoltà a fare impresa, e dove, nonostante la realtà sulle
consuetudini produttive risulta mutata, i finanziamenti risultano poco finalizzati al
recupero e all’incentivo della produzione.
Le conseguenze sono fortemente penalizzanti perchè sovente, tali realtà non
consentono di ottenere che oli lampanti di bassa qualità, difettati e con poco valore
merceologico.
Tuttavia, l’Agripoa, nonostante quanto sopra, con le attività del Programma
867/08, ha continuato, sulla scia delle esperienze maturate col programma ai sensi
del Reg. CE 2080/05, la sua opera paziente e coinvolgente, con spirito di servizio e
di sacrificio umano ed economico, con lo sguardo e la speranza di avere contribuito,
seppur in parte minimale, a creare sensibilità diverse.
Anche il Programma della Terza annualità si è svolto nella piena osservanza delle
attività affidate, per come sotto meglio sintetizzato e specificato.
42
Operazioni collettive di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale e/o
a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Come già accennato, il settore olivicolo calabrese è caratterizzato da una forte
frammentazione aziendale, specialmente nelle zone più marginali. Ciò comporta un
notevole aumento dei costi di gestione degli uliveti, che non vengono compensati
dalla vendita del prodotto olive/olio.
L’abbandono dell’olivicoltura, progressivamente accelerato con la riforma della
PAC e l’allargamento ad Est della UE, con l’evoluzione dei negoziati in sede di
OMC dettata dalla globalizzazione e dalla poco oculata liberalizzazione degli
scambi, ha reso ancora più incerto lo scenario in cui si muove l’agricoltura italiana,
in particolare la penalizzazione dell’intero comparto olivicolo, generando
disaffezione e abbandono che, nel tempo, sta portando un forte degrado
idrogeologico, oltre che un progressivo ed inesorabile impoverimento economico.
L’intervento di recupero attuato ha interessato n° 16 aziende con una superficie
catastale di Ha. 16.87.32, una SAU di Ha. 14.80.50, e una superficie di intervento
di Ha. 10.49.50, interessando n° 450 piante da recuperare, con età superiore a 50
anni. Le aree interessate, prevalentemente sono risultate di una particolare valenza
paesaggistica ed ambientale, e gli interventi sono stati di ordinaria gestione
(potatura) e di straordinaria manutenzione per quegli oliveti che presentavano un
elevato degrado (potatura di riforma e decespugliamento, una adeguata
concimazione e interramento ). Il lavoro è stato documentato da materiale
fotografico che testimonia lo stato ante e post degli interventi.
I comuni interessati dall’intervento di recupero sono stati:
Vibo Valentia- Cessaniti –Ionadi-Maierato-Briatico-Pizzoni-Soriano CalabroMileto-Zambrone- ( tutti ricadenti nella provincia di Vibo Valentia).
Dal punto di vista operativo si sono pianificate le seguenti attività:
- Selezione delle aziende e verifica dei lavori di recupero
La selezione delle aziende è avvenuta, in una prima fase, attraverso le richieste
di adesione pervenute, completate da un elenco predisposto da Agripoa, e attraverso
il riscontro dello stato di abbandono al momento del sopralluogo del tecnico, nel
rispetto di quanto previsto dal programma di attività, sia relativamente alle
caratteristiche degli oliveti che allo stato di conservazione delle superfici sottostanti.
Tutti gli interventi sono stati finalizzati nel mantenere e recuperare oliveti non
solo per la loro importanza ambientale- paesaggistica ma anche per quella
produttiva.
Le aziende coinvolte sono state:
• N° 1 Azienda a Mileto
• N° 1 Azienda a Zambrone;
43
•
•
•
•
•
•
•
N° 2 Aziende a Vibo Valentia;
N°1 Azienda a Maierato;
N° 6 Aziende a Cessaniti;
N° 1 Azienda a Briatico;
N° 2 Aziende a Ionadi;
N° 1 Azienda a Pizzoni;
N°1 Azienda a Soriano Calabro;
- Incarico alla Società per l’esecuzione dei lavori
L’Agripoa ha incaricato la società Cooperativa Calabria Agricola di Ionadi (VV)
per l’esecuzione dei lavori di recupero presso gli uliveti delle aziende aderenti.
Tale scelta è scaturita dopo la valutazione di altre offerte che sono risultate più
alte di prezzo.
Il tecnico Agripoa ha effettuato la verifica dei lavori con sopralluogo in campo
azienda per azienda, riscontrando che gli stessi sono stati eseguiti per come da
indicazioni fornite nella lettera di incarico, ha provveduto a raccogliere apposita
dichiarazione dai titolari delle aziende e a predisporre una relazione per come
richiesto da Agripoa.
- Computo Metrico
L’Agripoa ha stilato, tramite il proprio tecnico, una quantificazione dei costi per
l’esecuzione delle opere da eseguire.
La stima elaborata, per determinare il volume di spesa necessario ad eseguire i
lavori è stata redatta in considerazione di necessità agronomiche e tecniche, valutate
in fase di ricognizione preventiva e opportunamente mediate in considerazione delle
diverse allocazioni territoriali, oltre che da diversa natura delle sedi olivicole e
condizioni colturali degli oliveti oggetto di intervento. I prezzi unitari, quindi,
scaturiscono da analisi di mercato e commerciale a cui il tecnico si è riferito, in
carenza di un prezziario regionale che in materia di lavori agricoli e forestali non
contempla le voci previste dal programma.
La ripartizione dei costi complessivi per le singole voci di spesa, al netto di IVA,
risulta contenuta in apposito computo metrico.
- Lavorazioni del terreno
● Decespugliamento di vegetazione arbustivo-erbacea di tipo infestante,
risulta eseguito a regola d’arte con idonei mezzi meccanici, senza
l’asportazione degli apparati radicali, con rimozione dei materiali di risulta.
● Trinciatura: fresatura meccanica del terreno, risulta eseguita con fresatrice
rotativa per la rottura delle zolle e l’interramento dei concimi.
44
- Potatura
● La Potatura ordinaria, di riforma e ringiovanimento dell’olivo, è risultata
effettuata a regola d’arte per pianta.
Gli oliveti hanno richiesto interventi inerenti una potatura di ringiovanimento,
alla pulizia dei rovi, allo svellamento dei numerosi polloni situati alla base.
E’stato, altresì, utile notare come con l’utilizzo di tecniche appropriate,
l’istruzione mirata, e con la presenza del tecnico in campo, si sia potuto realizzare
un piccolo segno dimostrativo per l’adeguamento di uliveti in stato di abbandono e
in condizioni orografiche del terreno difficili, stimolare la redditività per una
migliore qualità del prodotto, contribuire a ridare un poco di entusiasmo e di
speranza.
Siamo, peraltro, consapevoli che, per l’esiguità dei fondi, simili interventi, così
come strutturati, rappresentano solo poca cosa, non riuscendo ad offrire nulla di
diversamente apprezzabile soprattutto quando si è costretti a intervenire a macchia
di leopardo, su aree marginali che avrebbero bisogno di una diversa politica di
intervento.
- Azione Ambiente
Per l’attività di miglioramento dell’impatto ambientale, l’Agripoa ha realizzato
interamente il programma approvato. Le risorse finanziarie hanno permesso il
recupero solamente di una parte delle piante complessive situate nelle 16 Aziende di
intervento.
I lavori sono stati eseguiti nel rispetto dei tempi agronomici della coltura.
In base agli indicatori quantitativi e qualitativi di efficacia per la valutazione expost del programma, si possono riassumere i seguenti risultati:
•
•
•
•
Numero oliveti recuperati 16.
Piante potate 450.
Superficie decespugliata da rovi e altro: mq. 38.100
Superficie complessiva interessata Ha. 10.49.50 circa.
Pertanto, a conclusione delle attività relative alla terza annualità, l’Agripoa ha
garantito assistenza alle aziende in modo particolare nella identificazione delle
tecniche agronomiche necessarie al mantenimento e alla salvaguardia degli oliveti,
nel miglioramento dello stato fitosanitario delle piante, della qualità dell’olio, delle
olive e loro valorizzazione.
45
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare la lotta contro la
mosca dell’olivo,di raccolta,di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della
trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Per la terza annualità, si è ritenuto utile procedere alle pubblicazioni e alla
diffusione, utilizzando gli strumenti e le collaborazioni posti a disposizione da
Agripoa.
L’attività si è articolata attraverso le seguenti fasi:
1.
2.
3.
4.
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole;
Delimitazione aree di intervento in zone e sottozone;
Monitoraggio della Mosca dell’olivo;
Divulgazione dell’attività svolta.
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole
La fase di individuazione delle aziende presso le quali attuare la progettualità ha
permesso di scegliere 14 oliveti dislocati sul territorio della provincia di Vibo
Valentia.
A seguito di una prima conoscenza delle pratiche agronomiche di conduzione
degli oliveti si è riscontrato che alcune aziende non davano grande importanza alle
modalità e ai tempi di raccolta; che per una serie di problematiche la stessa vengono
utilizzate le reti, e troppo posticipata la raccolta rispetto allo stadio di maturazione
delle olive. Tali modalità e uso dei tempi non tiene conto dello stadio di infestazione
della mosca; le modalità di stoccaggio delle olive, mediante l’uso inappropriato di
contenitori non idonei, quali ad esempio sacchi ed altro, il ritardo nella molitura
delle olive, rappresentano tutti fattori che vanno a compromettere, a volte la quantità
del raccolto e soprattutto la qualità dell’olio.
Per tali ragioni abbiamo insistito ad invertire queste modalità attraverso una
mirata assistenza tecnica.
Per altre aziende monitorate, viceversa, si è riscontrata una buona preparazione
in termini di tecniche colturali quali potatura e trattamenti di difesa fitosanitaria.
Monitoraggio della Mosca dell’olivo
Il principale parassita monitorato è stato la Mosca dell’olivo, anche se in alcune
aziende, si sono riscontrate leggere infestazioni di tignola.
Per quanto riguarda la Mosca, si è proceduto ad un monitoraggio a cadenza
settimanale durante il periodo critico Luglio-Ottobre.
Ad ogni sopralluogo in campo veniva prelevato un campione di 100 olive e
sottoposte a “sezionamento” per verificare la presenza dei vari stadi della mosca.
46
La soglia di intervento impiegata è stata per le olive da olio del 13-15% di stadi vivi
per campioni di drupe, per le olive da tavola del 3-4% di stadi vivi.
E’ da precisare che dove, nella fase finale l’attacco di mosca è apparso più
intenso, è stato consigliato di procedere alla raccolta, indipendentemente dallo
stadio di maturazione raggiunto.
Con cadenza quindicinale sono stati regolarmente predisposti e diffusi i bollettini
fitosanitari, con invio alle aziende aderenti, presso l’albo dei Comuni ricadenti nella
zona omogenea, Ispettorato Agrario Provinciale, esercizi di rivendita prodotti
agricoli, bar, sede Agripoa, sedi Centri operativi Agripoa, ecc., come da elenco.
Particolare attenzione e assistenza è stata offerta durante il periodo critico per
l’infestazione Dacica prelevando campioni di drupe per la verifica della
popolazione della mosca nell’oliveto e la programmazione degli interventi di difesa
fitosanitaria.
Come per l’attività 2/A è stato predisposto un Vademecum, distribuito a più di
200 soci ricadenti nei territori interessati.
La scelta di interrompere l’attività a fine Ottobre è emersa principalmente per la
concomitanza del periodo di raccolta delle olive, che non poteva permettere l’uso di
trattamenti antiparassitari consentiti, o che comunque se utilizzati avrebbero
protratto per diverso tempo i tempi di raccolta.
Siamo riusciti a sensibilizzare le aziende aderenti a fare la raccolta delle olive
entro Novembre, in ciò aiutati dalle pessime condizioni delle previsioni
metereologiche.
Gli Olivicoltori hanno concordato con il tecnico sulla necessità di monitorare
l’attacco di mosca, prevenendolo ed intervenendo con gli opportuni trattamenti,
convenendo che la prova di comparazione e di efficacia è rappresentata tra il
momento dei trattamenti e la persistenza del parassita al momento della raccolta.
In base agli indicatori quantitativi e qualitativi di efficacia per la valutazione ex
post del programma, si possono riassumere i seguenti risultati:
Investimento approvato/investimento realizzato 100%
● Aziende coinvolte n° 14
● Superficie olivetata monitorata Ha 21; Superficie intervento dell’area
omogenea Ha. 65,00
● Miglioramento dello stato igienico-sanitario delle olive ( Si )
● Grado di soddisfazione delle Aziende coinvolte ( Alto )
Divulgazione dell’ attività svolta
L’ Agripoa, ha realizzato una pubblicazione e la divulgazione, riferita alle attività
2/a e 3/a, , indirizzata a circa 1.800 olivicoltori soci e a diversi altri soggetti.
La pubblicazione racchiude informazioni semplici e di carattere pratico che,
47
siamo certi, costituiscono per l’olivicoltore uno strumento di consultazione utile, ma
anche uno stimolo a meglio operare, oltre che un collante con l’Agripoa per ogni
esigenza di assistenza.
In conclusione è possibile affermare che, in considerazione degli obiettivi
iniziali, il lavoro è stato oltremodo stimolante per il gruppo di tecnici e collaboratori,
avendo ricevuto, al riguardo, apprezzamenti e risposte di compiacimento da parte
degli agricoltori e operatori coinvolti.
Alla luce della esperienza fatta è auspicabile aspettarsi che l’opera di
sensibilizzazione rimanga efficace nel tempo, e che si confermi ancora più incisiva
e partecipata, per contribuire a preservare un paesaggio rurale incantevole, a
prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico, a migliorare la qualità del prodotto, a
modificare l’immagine di una Calabria che continua a produrre oli scadenti, ma che
ha tanta potenzialità nell’offerta di un prodotto pregiato da proporre e fare
apprezzare sul mercato interno ed internazionale.
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Assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni di coltivazione,
segnatamente la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna delle olive
prima della trasformazione”.
Azione 3 - Mis 3a 1 – Descrizione del progetto
L’idea progettuale ha previsto l’individuazione di tre “Aree campioni” in
funzione del dislocamento delle aziende nostre socie; all’interno di ogni area sono
state scelte un numero di aziende variabile in rapporto alla loro concentrazione sul
territorio. Per ogni azienda si è individuato un’area campione in cui sono state
installate delle trappole al feromone (tre per area) del tipo “Dacotrap” fornite dalla
azienda “Isagro Italia” disposte a triangolo a circa 30 m l’una dall’altra. Sempre
all’interno di tale area sono state individuate dieci piante campione per effettuare
ogni settimana il prelievo di un campione di olive (100 olive 10 per pianta). Ogni
settimana, i campioni prelevati in campo sono stati sottoposti ad analisi in
laboratorio per individuare il grado di infestazione e i diversi stadi biologici del
parassita. Inoltre settimanalmente si è realizzato un bollettino fitopatologico,
suddiviso per aree di monitoraggio, in cui sono riportati i dati rilevati e le indicazioni
sui momenti per intervenire e i prodotti da utilizzare in funzione che si tratti di
olivicoltura convenzionale o biologica. Lo svolgimento delle attività è stato affidato
ad un gruppo tecnico di lavoro costituito da un coordinatore tecnico incaricato di
visionare sulle attività del gruppo, elaborare i dati raccolti e fornire la dovuta
consulenza tecnica, e da due tecnici di “campo”, che sono stati incaricati di
effettuare il rilevamento delle catture sulle trappole e il campionamento delle drupe
nelle aziende delle rispettive aree di lavoro.
Monitoraggio e controllo della mosca dell’ulivo: Le attività
Le attività hanno avuto inizio con la fase di identificazione di tre zone e delle
relative località:
49
•
•
•
Area ionica: Ardore (I1), Benestare (I4), Bianco (I6), Bovalino (I5), Ciminà (I3),
Platì (I2);
Area tirrenica: Varapodio (T1-T2-T3), Cittanova (T5), Taurianova (T4);
Area dello Stretto: Condofuri (S1-S2), Motta S. Giovanni (S4-S5), Reggio
Calabria (S6), S. Lorenzo (S3);
Successivamente si sono individuate 17 aziende: 6 nell’Area Ionica, 6
nell’Area dello Stretto e 5 nell’area Tirrenica; le aziende sono state scelte in funzione alla loro altitudine, la loro posizione rispetto l’area di riferimento, le pratiche colturali eseguite, le cultivar. Per ogni azienda si è individuato un’area campione in cui sono state installate le trappole al feromone (tre per Ha) del tipo
“Dacotrap” fornite dalla azienda “Isagro Italia” disposte a triangolo a circa 30 m
l’una dall’altra. Sempre all’interno di tale area si sono individuate dieci piante
campione per effettuare il prelievo di un campione di olive (100 olive 10 per
pianta). Le attività di monitoraggio hanno avuto inizio la terza settimana di
luglio: si è proceduto al rilievo delle catture sulle trappole e contemporaneamente, essendo le olive già recettive alla puntura della mosca delle olive, si è anche
effettuato il campionamento delle drupe. Ogni settimana, venivano eseguiti i
sopraluoghi in campo riservando due giorni ai rilevamenti in campo e altrettanti
alle analisi in laboratorio: I dati ottenuti venivano inseriti successivamente in un
database elettronico che consentiva di individuare subito la percentuale di infestazione attiva e di informare in maniera repentina i soci della necessita o meno
di eseguire i trattamenti. Contestualmente, i dati cosi ottenuti sono stati utilizzati per redigere , ogni settimana, un bollettino fitopatologico, specifico per singola area, che è stato messo a disposizione dei soci nelle diverse sedi dislocate sul
territorio e sul portale internet della Cooperativa: in questo erano riportati i dati
settimanali e le eventuali indicazioni su quando e come intervenire in caso di
soglie preoccupanti di infestazioni.
I Risultati
L’elaborazione dei dati si è incentrata sullo studiare la presenza della mosca
delle olive nelle diverse aree e nei diversi momenti: cioè si è voluto mettere in
evidenza la dinamica delle popolazioni in funzione dello spazio e del tempo.
Poca attenzione si è data all’individuazioni di parametri di tipo quantistici
soprattutto per ciò che riguarda le catture di adulti in quanto queste risultano
fortemente variabili in funzione di numerosi fattori quali altitudine, esposizione, temperatura, umidità, cultivar. Da un punto quantistico si sono,invece, elaborati i dati relativi agli stadi preimmaginali (uova, larve, pupe) in quanto
necessari per l’individuazione della percentuale di infestazione attiva
(uova+larve).
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AREA IONICA
L’area Ionica conta sei aziende disposte in un areale con altitudine variabile: le
aziende I2-I3-I4 e I5 si trovano lungo pendici collinari mentre la I1 e I6 lungo la fascia
costiera. Gli uliveti sono rappresentati sia da impianti giovani con piante di piccola
taglia, caratterizzate da forme dall’allevamento moderne e sesti d’impianto regolari,
sia da impianti secolari con piante di taglia elevata e vigorose. L’indagine si è incentrata su diverse cultivar da olio quali coratina, ottobratica, sinopolese, geracese.
Delle aziende monitorate, la I3 è stata utilizzata solo come azienda di osservazione della dinamica delle popolazioni del dittero mentre nelle restanti si è eseguito
anche il campionamento delle drupe.
Analizzando il grafico delle catture si evince subito che la dinamica di popolazione degli adulti è risultata omogenea per tutta l’area: infatti l’andamento delle
spezzate risulta simile per tutte le aziende anche se risente di piccole variazione dal
punto di vista quantitativo giustificabili da diversi fattori tra cui l’altitudine e l’esposizione.
Inoltre bisogna evidenziare come durante tutto il periodo, le medie delle catture
risultano quantitativamente quasi costanti e presentano significativi incrementi dalla
terza settimana di settembre.
Osservando l’andamento del grafico relativo all’infestazione attiva, l’omogeneità delle curve mostra una situazione similare in tutte le aziende. Infatti, analizzando
il grafico, non si evidenziano percentuali di infestazione superiore al 10-15 % fino
alla seconda metà di settembre, con percentuali prossime allo zero tra fine agosto e
le prime settimane di settembre come conseguenza delle elevate temperature estive
a cui la mosca è stata sottoposta e che ne ha condizionato il ciclo riproduttivo. Il
sopraggiungere delle prime piogge, ha ristabilito condizioni climatiche favorevoli al
dittero portando, verso la fine del monitoraggio, la soglia d’infestazione attiva su
quasi tutte le aziende monitorate intorno al 10-15 %. Tutto ciò, però, non ha porta-
51
to alla necessità di intervenire con trattamenti fitoiatrici vista l’imminenza della raccolta, se non in alcuni casi sporadici.
AREA DELLO STRETTO
L’area dello Stretto conta sei aziende localizzate lungo pendici collinari ad un
altitudine variabile tra i 200 e i 450 m s.l.m. Gli uliveti sono rappresentati sia da
impianti secolari con piante di taglia non molto elevata, vigorose e produttive che
da giovani impianti a sesto regolare. L’indagine si è incentrata su cultivar da olio
autoctone, quali chianota, ottobratica, sinopolese, ogliarola nostrana.
In tutte le aziende è stata osservata la dinamica delle popolazioni del dittero effettuando il monitoraggio dei voli e solo su tre (S2-S5-S6) il campionamento delle drupe.
La dinamica delle popolazioni adulte presenta un andamento similare tra le
diverse aziende ma con notevoli differenze quantistiche legate alla localizzazione e
alla presenza o meno di produzione; da evidenziare comunque come in questa area
vi sia stato un aumento delle catture dalla prima settimana di settembre raggiungendo livelli elevati durante il mese di ottobre.
52
Osservando invece l’andamento delle spezzate relative all’infestazione attiva delle
singole aziende si evince subito un livello di infestazione tra il 3 e il 9% per tutto il periodo del monitoraggio mostrando un sensibile aumento dalla seconda metà settembre e
durante il mese di ottobre dovuto ad un andamento climatico più favorevole al fitofago.
AREA TIRRENICA
L’area Tirrenica è rappresentata da 5 aziende localizzate fra 300 e 450 mt d’altitudine. Gli uliveti sono costituiti da impianti secolari e giganteschi . L’orografia delle aziende è molto simile tra loro trattandosi di appezzamenti situati sui diversi altopiani che
sovrastano la piana di Gioia Tauro. L’indagine si è incentrata su diverse cultivar da olio,
per lo più autoctone, quali ottobratica, sinopolese. Delle aziende monitorate, due (T2-T5)
sono state utilizzate come aziende di sola osservazione della dinamica delle popolazioni del dittero effettuando il monitoraggio dei voli mentre nelle restanti si è eseguito anche
il campionamento delle drupe. Anche in quest’area, la dinamica delle popolazioni adulte si è presenta omogenea con valori che tendono ad aumentare solo dalla prima decade
di settembre e raggiungendo livelli significativi durante il mese di ottobre.
53
Osservando invece il grafico relativo all’infestazione attiva delle singole aziende si
evince subito, in corrispondenza dell’incremento delle catture degli adulti, nelle settimane successive, è seguito un aumento del livello di infestazione raggiungendo valori tra il 10e il 20% per tutto il periodo rimanente del monitoraggio, dovuti ad un andamento climatico favorevole al fitofago.
Diffusione dell’impiego di attrezzature e mezzi di raccolta tecnologicamente
avanzati mediante attività dimostrative o applicazioni collettive
L’olivicoltura italiana deve puntare all’ottenimento di un prodotto di alta qualità
e alla riduzione dei costi di produzione, per mantenere un’adeguata competitività sui
mercati internazionali.
E’ in quest’ottica che la raccolta delle olive svolge un ruolo fondamentale
incidendo sul costo del prodotto finale attraverso il grado di maturazione, il
momento di raccolta e le caratteristiche chimiche ed organolettiche delle olive.
Per far fronte a tale problematiche, la meccanizzazione di questa fase colturale,
rappresenta l’unica soluzione in quanto la riduzione dei costi e la tempestività della
raccolta consentono di ottenere notevoli vantaggi qualitativi ed economici.
Diffusione dell’impiego di attrezzature e mezzi di raccolta – Il progetto
L’idea progettuale prevede la realizzazione di due giornate dimostrative
localizzate in aree della provincia reggina che siano rappresentative del
dislocamento delle aziende nostre socie; all’interno di ogni area saranno scelte delle
aziende rappresentative delle diverse tipologie di fondi olivetati presente in
quell’area.
Le aree che saranno oggetto di dimostrazione sono:
• Area Ionica: Ardore, Benestare, Bianco, Bovalino, Ciminà, Platì;
• Area Tirrenica: Cittanova,Taurianova, Varapodio;
54
Presso le aziende scelte, si organizzeranno dei cantieri di raccolta con almeno tre
diverse tipologie di attrezzature o metodi quali:
• Raccolta tradizionale.
• Raccolta con utilizzo di piccole attrezzature quali pettini.
• Raccolta con macchine scuotitrici semoventi.
Obiettivo di tale attività dimostrativa è evidenziare, come il corretto metodo di
raccolta porti all’ottenimento di olive di maggior qualità organolettiche e fisicochimiche, tempi e costi inferiori; tutto ciò a favore della qualità.
Diffusione dell’impiego di attrezzature e mezzi di raccolta – Le attività
Le attività hanno previsto la realizzazione di due giornate dimostrative: la prima
in data 29-10-2011 ad Ardore e la seconda in data 19-11-2011 a Varapodio.
Obiettivo di tale attività era evidenziare, come l’impiego di attrezzature e macchine
agevolatrici in fase di raccolta porti all’ottenimento di olive di maggior qualità
organolettiche e fisico-chimiche ed una riduzione dei tempi e costi di produzione;
tutto ciò a favore della qualità.
Il programma prevedeva l’organizzazione di cantieri di raccolta con diverse
tipologie di attrezzature o metodi quali:
• Raccolta tradizionale.
• Raccolta con utilizzo di piccole attrezzature quali pettini.
• Raccolta con macchine scuotitrici semoventi.
Per l’attuazione della misura, la Soc. Coop. Ampo si è fatta assistere da aziende
che operano nel settore e che hanno fornito assistenza tramite la fornitura di
attrezzature e manodopera; nello stesso tempo si è dotata, tramite acquisto, di
materiale consumabile quali reti per la raccolta delle olive utilizzate per agevolare
la raccolta da terra su parte delle superfici delle aziende coinvolte nelle attività.
Assistenza tecnica alle operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto
valore ambientale e a rischio di abbandono
L’attività consiste nella realizzazione di programmi locali di manutenzione degli
uliveti ad alto valore ambientale. Tale programma prevede azioni di POTATURA DI
RIFORMA presso oliveti ad alto valore ambientale con piante di età superiore ai 50
anni (secolari) e di grossa mole, presso aree terrazzate e con varietà autoctone e a
rischio abbandono. Le attività sono realizzate tramite ditte specializzate e con la
direzione dei lavori effettuata dagli agronomi incaricati dalla Soc. Coop. AMPO. Le
aree interessate sono sia l’area jonica ai fini della salvaguardia ambientale e
paesaggistica di aree marginali a forte pendenza o fortemente terrazzate, poco
accessibili a mezzi meccanici e caratterizzate da elementi ad alta valenza ambientale
e paesaggistica, sia in area tirrenica ai fini di consentire l’applicazione di minori
interventi fitosanitari. In entrambe i casi gli interventi prevedono l’esecuzione di
55
tagli di ritorno per raccorciare le branche primarie; capitozzature dei rami principali
in prossimità del tronco nel caso in cui la vegetazione si presenti fitta o troppo in
alto in modo tale da mantenere la nuova vegetazione più vicina al terreno;
sfoltimento delle branche secondarie. Tali interventi avranno lo scopo di ridurre le
dimensioni delle piante, sfrondare i rami calanti e le parti interne per favorire il
soleggiamento e l’arieggiamento, favorire l’utilizzo di piccoli strumenti ausiliari
della raccolta come piccoli abbacchiatori o pettini, ridurre i fenomeni di alternanza
produttiva e dove possibile favorire interventi per migliorare le condizioni
fitosanitarie delle piante nonché del prodotto. L’idea progettuale prevede
l’individuazione di un numero minimo di 5 aziende su una superficie minima di 10
Ha in funzione del dislocamento delle aziende nostre socie.
Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti – Le attività
Le attività di programmazione, incentrate esclusivamente su tale attività, hanno
avuto inizio da fine novembre con degli incontri presso la sede tra il personale
tecnico coinvolto per valutare, tenendo conto di ciò che prevede la Mis. 2a e di
quanto già stabilito in un breve programma di manutenzione degli uliveti, le linee
guida da seguire, le aree da coinvolgere, il numero di piante su cui intervenire e le
spese da sostenere relativamente all’ Azione 2 - Mis. 2a.
Le operazione sono proseguite, già nelle settimane successive, con i sopralluoghi
in campo per identificare le aziende che maggiormente necessitavano di tali
intervento: per ogni sopralluogo, che rispondeva ai parametri fissati, è stata disposta
la relativa tabellonistica ed è stata compilata una scheda di rilevamento dati
riportante il nome della ditta, gli estremi catastali delle particelle interessate, le
cultivar, il tipo d’impianto e il numero di piante da potare; inoltre le attività sono
state documentate anche da apposito corredo fotografico.
Da gennaio hanno avuto inizio le attività di potatura: periodicamente, i tecnici,
incaricati a coordinare le attività, si recavano in azienda ad accertarsi del regolare
svolgimento dei lavori anche su richiesta della ditta o del socio stesso.
La conclusione delle attività è stata effettuata entro i termini previsti dal progetto.
Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti – Risultati
La potatura degli uliveti si poneva come scopo principale la riduzione delle
dimensioni delle piante per favorire l’utilizzo di piccoli strumenti ausiliari della
raccolta, limitare i fenomeni di alternanza produttiva e incentivare gli interventi
fitosanitari. Tali fini erano indirizzati a ridurre i costi di produzione e aumentare la
qualità del prodotto. Le attività hanno avuto inizio subito dopo la raccolta e hanno
visto coinvolte 14 aziende, potate 300 piante coprendo una superficie di circa 22,5
Ha. Le aziende sono state suddivise per aree: 10 Area Ionica, 2 Area Reggina, 2 Area
Tirrenica. I lavori sono stati eseguiti da una ditta specializzata e diretti dai tecnici
56
della Cooperativa AMPO i quali si recavano sui cantieri della potatura per
controllare la corretta esecuzione dei lavori.
Conclusioni
Gli interventi di potatura sono stati di notevole aiuto per numerose aziende socie.
Infatti come è noto la potatura di riforma rappresenta il metodo migliore per
ricondurre alla produttività uliveti trascurati o quasi abbandonati: limitazione a tali
interventi sono i costi di esercizio che piccole aziende non possono sostenere. La
nostra attività ha perciò consentito di superare questi limiti e ha favorito il recupero
di uliveti in zone marginali ove questa coltura rappresenta l’unica forma di
salvaguardia e tutela dell’ambiente e del paesaggio.
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57
7.4
La Campania
A SSOCIAZIONE P RODUTTORI O LIVICOLI “A. G RANDI ”
Operazione collettiva di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale
Il progetto si e’ sviluppato avendo le seguenti finalità:
Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura sui criteri ambientali
adattati alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli olivicoltori e il
monitoraggio della loro applicazione pratica.
L'attuazione del progetto è stata effettuata attraverso due fasi:
a) prima fase organizzativa
b) seconda fase operativa.
La fase organizzativa è stata caratterizzata da una serie di incontri preliminari
finalizzati:
A)
1)
2)
3)
4)
Presentazione del progetto, descrizione dell’azione, e sua efficacia
Linee guida del progetto, descrizione dell’azione
Individuazione, nell’areale delle aziende olivicole
tempi e modalità di esecuzione.
Questa prima fase si e’ svolta in gran parte dall’inizio di aprile alla fine di
Giugno. Sono stati eseguiti sopralluoghi sul territorio in generale, e specifiche visite
aziendali avvalendosi della conoscenza della realta’ agricola dell’associazione
olivicola acquisendo le informazioni sulla titolarità aziendale, sui dati catastali, sulla
disponibilità ad aderire al progetto e sull’illustrazione degli impegni da assolvere
aderendo a tale progettoL’area di monitoraggio di competenza, ha compreso il territorio dei Comuni di
Rocca Daspide, Albanella e Aquara, riguardanti le seguenti componenti:
1. gestione del suolo:
2. tecniche colturali:
3. difesa delle colture
4. raccolta
58
a) regimazione acque superficiali;
b) lavorazioni principali del terreno.
a) regimazione acque superficiali e scelta
dell’avvicendamento
b) fertilizzazione
c) cure colturali
a) lotta fitosanitaria
a) gestione del prodotto principale
b) gestione dei residui colturali.
B)
Completata questa prima fase si è poi passati alla fase operativa vera e
propria.
Le azioni che sono state messe in atto in questa seconda fase, dai primi di Luglio
2009 al 15 di marzo/2010 e hanno riguardato, periodiche visite aziendali e incontri
divulgativi, al fine di redigere una attenta analisi delle criticità dell’areale e delle
singole aziende, cosi di seguito riportate.
Dopo un’attenta analisi delle criticità aziendali si è provveduto alla redazione di
un disciplinare, che ha tenuto conto dei fabbisogni e dei risultati attesi dalle aziende
per una corretta gestione dell’oliveto nel rispetto delle buone pratiche agricole.
1) VOCAZIONALITÀ PEDOCLIMATICA
Le caratteristiche pedoclimatiche dell’area di coltivazione devono essere prese in
considerazione in riferimento alle esigenze dell’olivo che è una pianta tipicamente
mediterranea, particolarmente adattata dunque a regioni di tipo temperato calde
caratterizzate da stagioni estive lunghe e asciutte.
2) SCELTA DELLE VARIETÀ
Varietà, ecotipi, “piante intere” e portainnesti devono essere adatti alle condizioni pedoclimatiche e rifarsi al disciplinare di produzione della D.O.P. “Colline Salernitane”.
3) SISTEMAZIONE, PREPARAZIONE E IMPIANTO
Il progetto dell’impianto di un oliveto ha lo scopo di ottimizzare l’eliofilia della
pianta, l’utilizzo dell’acqua e facilitare le operazioni colturali.
Le lavorazioni del terreno devono migliorare la fertilità ed essere eseguite in funzione della tipologia del terreno, della giacitura, dei rischi di erosione e delle condizioni climatiche.
3.a Sistemazione del terreno
Le operazioni di sistemazione fisica del terreno che dovranno eseguirsi nell’estate devono tener conto di anche delle sistemazioni idrauliche al fine di agevolare
l’immagazzinamento dell’acqua meteorica e il deflusso della stessa in eccesso.
Nei terreni in piano si procederà alla realizzazione di un’adeguata rete di drenaggio e ad una sua periodica manutenzione per evitare ristagni. Nei terreni collinari ad
una adeguata sistemazione superficiale comprendente una efficiente rete di scolo.
3.b Impianto
È consigliabile la messa a dimora delle piante in primavera, in alternativa a quella autunno – vernino per evitare periodi troppo freddi. Questa operazione dovrebbe
59
essere preceduta da un’irrigazione in vaso, un giorno prima, allo scopo di evitare fallanze immediatamente dopo l’impianto. Altri accorgimenti da seguire al momento
dell’impianto consistono nella predisposizione di buche poco più profonde del vaso,
consentendo così di mettere a dimora la piantina con il colletto a circa 5 cm sotto
della superficie del terreno. Si consiglia, inoltre, di non eseguire nessun intervento
cesorio alla pianta, e di utilizzare dei tutori di sostegno.
Il sesto d’impianto consigliabile è quello di tipo regolare in rettangolo o in quadrato, in modo da razionalizzare le operazioni colturali.
E’ consigliabile, pertanto, orientare i filari dell’oliveto in direzione nord-sud, in
modo da consente infatti la migliore illuminazione dell’impianto.
Infine, per quanto riguarda la forma di allevamento ci si deve orientare verso
forme contenute, allo scopo di facilitare il più possibile le operazioni colturali (potatura, lavorazioni e raccolta) e creare un microclima poco favorevole allo sviluppo
delle crittogame e degli insetti dannosi.
4) LA GESTIONE DEL SUOLO
La gestione del terreno e le lavorazioni del suolo consentono di migliorare le
condizioni di adattamento della coltura, massimizzandone i risultati produttivi, di
favorire il controllo delle infestanti, di migliorare l’efficienza dei nutrienti, evitandone perdite per lisciviazione, ruscellamento ed evaporazione, di mantenere il terreno in buone condizioni strutturali, prevenendone erosione e smottamenti, e di favorire la penetrazione dell’acque meteoriche e di irrigazione.
quando si trovano allo stato plastico.
5) FERTILIZZAZIONE
La corretta e razionale fertilizzazione degli oliveti e la potatura sono le pratiche
culturali che maggiormente esaltano o riducono gli effetti dell’alternanza produttiva
dell’olivo.
In riferimento alla concimazione di produzione, la stessa mira a mantenere nel
suolo una certa disponibilità nutritiva in funzione del comportamento vegeto-produttivo dell’oliveto.
Essa varia da zona a zona e deve essere impostata in funzione delle caratteristiche fisiche e chimiche del suolo desumibili,preferibilmente dall’analisi del terreno.
L’osservazione di alcune caratteristiche dell’albero (es. lunghezza dei germogli,
presenza di succhioni, ampiezza e colore delle foglie, ecc.) risultano indispensabili
per una corretta concimazione azotata.
Si è dato ampia diffusione sui periodi di somministrazione dell’apporto di fertilizzante.
La concimazione va ripartita in due o più distribuzioni, metà alla ripresa vegetativa e metà allo stadio di avanzata allegagione, onde consentire alla pianta una
60
costante disponibilità nutritiva durante le diverse fasi fenologiche. Sono sconsigliati gli apporti di azoto durante la fioritura in quanto possono determinare fenomeni
di colatura e compromettere quindi l’allegagione. Alla ripresa vegetativa l’azoto va
somministrato con concimi a pronto effetto (nitrati), mentre negli altri stadi può
essere dato indifferentemente sotto forma di nitrati, di sali di ammonio, di urea,
ecc.La concimazione fosfatica e potassica va attuata, in autunno, dopo la raccolta,
approfittando della lavorazione autunnale, oppure a fine inverno - inizio primavera,
facendo coincidere la concimazione con la lavorazione del suolo.
6) POTATURA
La potatura è l’intervento che, insieme alle altre operazioni colturali concimazione, irrigazione, difesa fitosanitaria) contribuisce a mantenere un giusto equilibrio
fisiologico tra la parte vegetativa e riproduttiva della pianta al fine di ottenere produzioni buone e costanti negli anni. Gli interventi cesori servono per riequilibrare la
pianta, a mantenere la forma desiderata per facilitare la raccolta, in rapporto al tipo
di macchina agevolatrice utilizzata, per favorire la penetrazione della luce (una
buona attività fotosintetica favorisce la differenziazione delle gemme a fiore, l’allegagione, la crescita dei frutti) per mantenere un buon rapporto tra superficie fogliare e legno, naturalmente a favore della superficie fogliare.
Con la potatura di produzione si opera in modo da distribuire regolarmente la
egetazione sulla pianta, conservare la forma di allevamento, mantenere un numero
equilibrato di formazioni a frutto (rami di 1 anno) e permettere una regolare illuminazione di tutta la chioma; per stimolare la formazione di nuovi rami fruttiferi .
La potatura è da eseguirsi tutti gli anni, a fine inverno inizio primavera.
7) PRINCIPI DI LOTTA FITOSANITARIA
In ultimo il controllo dello stato sanitario dell’olivo è un’ulteriore condizione
essenziale per garantire una buona produzione quali-quantitativa.
Tra fitofagi largamente diffusi, nell’ambito dell’ecosistema uliveto, che creano
un danno alla chioma si annoverano le cocciniglie(Saessetia Oleae, Parlatoria Oleae,
Aspidiotus Nerii), mentre tra i patogeni si ricordano Spilocea Oleagina,
Pseudomonas Syringae var. savastonoi.
Questi ultimi possono contenuti con interventi diretti alla chioma oppure previo
impiego di prodotti chimici.
8) RACCOLTA
Nello scegliere il momento opportuno per la raccolta delle olive, soprattutto
quelle da olio, bisogna tenere presenti alcune considerazioni:la cascola pre-raccolta,
tanto più grave quanto più è avanzata la maturazione, spesso comporta delle perdite di prodotto non indifferenti; le olive cadute danno un olio scadente e non vengo-
61
no raccolte, per cui in certe cultivar molto soggette a questo fenomeno può essere
conveniente anticipare sensibilmente la raccolta;
Anticipando la raccolta si possono evitare più facilmente i danni causati dalle
avversità atmosferiche (grandine, vento, freddo) e parassitane (mosca delle olive);
dalle olive raccolte un po' precocemente si ottiene di solito un olio qualitativamente
migliore; la più alta resa in olio delle olive raccolte tardivamente dipende esclusivamente dal diminuito contenuto in acqua; la quantità di olio prodotta per ettaro o per
pianta sarà invece inferiore o al più uguale a quella ottenibile con una raccolta più
anticipata; con la raccolta tardiva, inoltre, si ottiene un olio dalle caratteristiche organolettiche peggiori; l'eccessiva permanenza delle olive sulla pianta sembra che ostacoli la differenziazione delle gemme e può quindi concorrere a favorire l'alternanza
di produzione. Si ritiene che momento e modalità di raccolta, stoccaggio e tempo di
attesa prima della lavorazione, influenzino la qualità dell’olio per oltre l’80%.
Relativamente al metodo di raccolta da utilizzare si consiglia di utilizzare quella
manuale e/o meccanica tramite scuotitori. Pratiche di raccolta che possano danneggiare frutti e branchette come nel caso della bacchiatura, non sono ammesse.
Non è ammesso raccogliere le olive cadute da terra e non è ammesso l’uso di sacchi per la movimentazione e lo stoccaggio, anche temporaneo, delle olive.
Il periodo ottimale di raccolta varia a seconda della cultivar e si aggira di solito da
ottobre a dicembre. La raccolta delle olive deve avvenire quando lo stadio di invaiatura è superficiale (maturazione tecnica), prima che il colore penetri nella polpa.
Di fronte a maturazioni scalari, come spesso accade, la raccolta va effettuata
quando poco più della metà delle drupe è invaiata. Nel caso di oliveti con cultivar
diverse, raccogliere prima le varietà precoci e successivamente le altre.
In fase di raccolta:
• il prodotto olive, raccolto direttamente dall’albero, non deve mai entrare in
contatto con il terreno ma deve essere riposto direttamente o a mezzo di reti
di raccolta aeree, in contenitori di plastica rigida fessurata approvati per il
contatto con alimenti;
• il personale addetto, in fase di raccolta, non deve mai venire a contatto
direttamente con il prodotto olive e deve utilizzare tutte le precauzioni al fine
di evitare il contatto diretto (utilizzo di guanti, ecc);
• il prodotto raccolto in fase di stazionamento in campo deve sempre essere in
contenitori non stoccati a terra.
9) INTERVENTI POST RACCOLTA
Le olive per conservare le caratteristiche qualitative che hanno al momento della
raccolta devono essere immediatamente consegnate al frantoio di riferimento e
molite.
62
Se per qualsiasi ragione non fosse possibile per l’agricoltore consegnarle e si
rendesse necessaria la loro conservazione, si raccomanda:
•
•
•
di non superare mai l’intervallo di 36-48 ore;
di conservare le olive in imballaggi di plastica rigidi e aerati, tipo cassetta o
bins, approvati per il contatto con gli alimenti, disponendo le olive in strato
sottile max 25/30 cm;
di riporre le cassette o bins in locali freschi e aerati e comunque coperti,
lontani da fonti di contaminazione (gasolio, olio minerale, ecc.).
E’ importante conoscere, sia dal punto di vista chimico che da quello organolettico, l’olio ottenuto per cui si rappresenta la necessità di effettuare le relative analisi.
Prima di tutto è necessario procedere, con esperti assaggiatori di olio, all’esame
sensoriale dello tesso per scoprirne pregi e difetti (profumi, fragranza, fruttato,ecc.).
Se l’olio presenta buone caratteristiche organolettiche si passa all’esame chimico
che non dovrà essere limitato al solo accertamento dell’acidità ma essere esteso
anche ai perossidi, ecc.
Con gli elementi raccolti dalle analisi sarà possibile definire le caratteristiche
dell’olio (o degli oli) prodotto dalle singole aziende ed avviarne la conservazione
(ambiente e contenitori) e la commercializzazione che necessariamente dovrà tenere conto delle esigenze e delle aspettative dei consumatori.
Proprio considerato la delicatezza delle operazioni post-raccolta e l’attenzione
che dovrà essere prestata al prodotto finale (che rappresenta il reddito della coltivazione) si dovrà procedere a fornire agli produttori i primi indispensabili elementi per
il riconoscimento delle qualità dell’olio extra vergine di oliva. Praticamente sarà
necessario trasferire ai produttori un primo bagaglio di conoscenze ed informazioni
per riconoscere un buon olio.
Pertanto l’Associazione, con i propri qualificati tecnici, provvederà a fornire formazione ed infotrmazioni ai produttori raggruppati in base ai quantitativi di olio
aziendale prodotto e che lo commercializzano direttamente in tutto o in parte.
In particolare sarà sviluppata, in seno ai corsi di aggiornamento ed in occasione
delle visite aziendale, una prima azione tesa alla diffusione dei criteri per il riconoscimento delle caratteristiche dell’olio extra vergine di oliva e della necessità di avviare
una strategia aziendale o territoriale per la commercializzazione del prodotto.
10) LA COMMERCIALIZZAZIONE
In agricoltura è necessario produrre bene per poter vendere meglio.
Molti olivicoltori, grazie anche alle azioni svolte su ampi territori dalle
Associazioni dei Produttori Olivicoli; hanno imparato, complessivamente, a produr-
63
re bene nel rispetto del’ambiente. Molto ancora resta da fare per una produzione di
eccellenza, sulla tracciabilità e rintracciabilità, sulla presentazione e commercializzazione dell’olio extra vergine di oliva.
La recente legge sulla etichettatura degli oli è una occasione che deve essere
colta dai produttori.
La riconoscibilità del buon olio, la rintracciabilità, le qualità salutistiche dell’olio
e l’azienda che lo ha prodotto, ecc. solo elementi importanti che devono essere
comunicati al consumatore.
Per realizzare tutto questo è necessario, oltre all’assistenza tecnica alle aziende,
attivare (o almeno promuovere un dibattito e la conoscenza) un serie di iniziative,
rivolte ai produttori di almeno 13-15 Q.li di olio (o gruppi di produttori), tra cui:
•
•
•
•
Analisi chimico e sensoriale dell’olio;.
Studio di etichette aziendali;
Imbottigliamento dell’olio con attrezzature mobili.
Tecniche di comunicazione e rudimenti di marketing aziendale.
ATTIVITA' DI DIVULGAZIONE
Il coinvolgimento degli olivicoltori del territorio interessato è stato realizzato
attraverso una serie di incontri divulgativi, riguardanti i punti fondamentali del
disciplinare ed in particolare con l’oraganizzazione di tre percorsi formativi aventi i
seguenti temi:
1 ) corso nutrizione ed irrigazione in olivicoltura
• sistemazione tecniche d'impianto superficiale del terreno
• esigenze pedoclimatiche dell'olivo clima. temperatura umidità e intensità
luminosa suolo: genesi dei suoli e caratteristiche chimico fisiche ,analisi del
terreno
• la nutrizione minerale e organica
2) Corso olivicoltura generale e sostenibile
3)corso la potatura dell'olivo
• progettazione e impianto di un oliveto
• forme di allevamento
• potatura di allevamento, produzione e ricostituzione
• ruolo della potatura con difesa e contratto delle riduzioni quantitative e qualitative del prodotto
• tecniche di potatura associate alla raccolta
64
•
programmazione della potatura in funzione della raccolta, tecniche di potura
manuale agevolate e meccanica .
3.a. Miglioramento delle condizioni di coltivazione, segnatamente la lotta contro la
mosca
L’ ASSOCIAZIONE PRODUTTORI OLIVICOLI “A. GRANDI” ha attuato il progetto su indicato nel periodo che va dal 1 aprile 2011 al 15 marzo 2012 impegnando tutto il personale e ciascuno in ordine agli incarichi previsti dal contratto.
Il progetto si e’ sviluppato avendo le seguenti finalità:
- migliorare la qualità delle olive, e quindi, dell'olio prodotto, razionalizzando
la difesa fitosanitaria;
- ridurre l'uso degli antiparassitari , mediante l'adozione e la diffusione dei
principi di lotta integrata e l'impiego di prodotti a basso impatto ambientale;
- fornire un'assistenza tecnica specialistica alle imprese olivicole finalizzata
al miglioramento qualitativo del prodotto.
L'attuazione del progetto è stata effettuata attraverso due fasi:
c) prima fase organizzativa
d) seconda fase operativa
A) La fase organizzativa è stata caratterizzata da un’analisi preliminare allo
scopo di individuare le aree omogenee nei comprensori olivicoli interessati.
All’interno delle aree omogenee è stato allestito un congruo numero di “campi di
osservazione”, rappresentativi in funzione di caratteristiche pedoclimatiche, varietali, età delle piante, tipo di impianto, situazione produttiva, irrigazione, ecc.
I campi di osservazione sono di forma regolare e della superficie di almeno 0.5
ettari. All’interno di ciascun sono state individuate le piante sulle quali installare le
trappole, nonché quelle dalle quali prelevare i diversi materiali da sottoporre ad analisi (foglie, rametti, frutti, ecc.); generalmente viene individuato il 5-10% delle piante totali e comunque non inferiori a 10 per campo.
La localizzazione delle aziende si può desumere anche dalle carte geografiche
IGM 1:25.000, che forniscono informazioni circa la delimitazione delle aree omogenee definite per ogni agroecosistema, nei territori interessati dall'intervento riportando inoltre l’ubicazione delle aziende attivate.
Questa prima fase iniziale si e’ svolta in gran dall’inizio di maggio alla fine di
Giugno e si e’ avvalsa della fattiva collaborazione di tutto il personale
dell’Associazione. L'attività e' iniziata con un’indagine atta a scegliere oculatamente nei comuni le aree omogenee all’interno delle quali poi individuare le aziende.
Sono stati eseguiti sopralluoghi sul territorio in generale e specifiche visite azienda-
65
li avvalendosi della conoscenza della realta’ agricola dell’associazione olivicola.
Alla fine dell'indagine sono state scelte le 4 aziende, quindi acquisite le informazioni sulla titolarità aziendale, sui dati catastali, sulla disponibilita’ ad aderire al progetto e sull’illustrazione degli impegni da assolvere aderendo a tale progetto.
B) Completata questa prima fase si è poi passati alla fase operativa.
Le azioni che sono state messe in atto in questa seconda fase, dai primi di Luglio
al 30 marzo 2012 sono state essenzialmente tre:
1)
2.
3.
Creazione di una rete di monitoraggio e di controllo dei parassiti (Scheda
Campo di Rilevazione), sulla base di rilevazioni settimanali fatte in 4
aziende (leader) .
Redazione del Bollettino fitosanitario sulla base dei dati comunicati dal
tecnico e loro diffusione mediante affissioni presso le sedi
dell’Associazione e nei principali luoghi di incontro degli olivicoltori.
Realizzazione di incontri divulgativi settimanali finalizzati al coinvolgimento ed assistenza agli olivicoltori del territorio interessato svoltisi preva
lentemente il lunedì, presso le sedi zonali.
ATTIVITA' DEL MONITORAGGIO
L'azione tecnica ha interessato il Comune di Roccadaspide
Per tale attività, dopo un’azione divulgativa del progetto mediante contatto diretto con gli olivicoltori tramite l’associazione olivicola, sono state individuate numerose aziende di cui, in 4 aziende come a riferimento di un territorio olivetato omogeneo di circa 15 ettari, sono state istallate le trap-test. Per ogni azienda i controlli
si sono svolti settimanalmente. I tecnici, hanno a compilato la modulistica inerente
le caratteristiche aziendali, le operazioni agronomico-colturali e fitosanitarie relative alla campagna precedente:
•
•
•
Una scheda riguardante il monitoraggio e controllo dei parassiti (Scheda
Campo di Rilevazione),
Una scheda riguardante le fasi fenologiche e le avversità di natura
parassitaria e non, rilevate settimanalmente (Scheda rilevazione Parassiti)
Un report finale, dovrà evidenziare il miglioramento della qualità dell’olive
(Scheda di Identificazione Aziendale)
I dati rilevati hanno costituito la base per la redazione di comunicati fitosanitari.
Per i rilievi e il monitoraggio dei parassiti sono state utilizzate, la scheda di identificazione aziendale, in cui sono state raccolte le informazioni generali sull’azienda
e sulle caratteristiche dell’impianto oggetto di monitoraggio, la scheda di monitorag-
66
gio parassiti, in cui sono state annotate le informazioni relative ad operazioni colturali, fasi fenologiche e ai rilievi inerenti alle avversità relativi alla settimana di riferimento, riportando il dato relativo alle catture (somma delle catture riscontrate in
ognuna delle tre trappole) che dell'infestazione attiva. L’infestazione attiva viene
determinata prelevando 100 olive (5-10 frutti a caso su 20-10 piante per ogni 100
piante) e valutando la percentuale d'infestazione. La scheda è strutturata in modo da
riportare anche l'infestazione totale data sia dalle punture sterili che da quelle fertili.
Queste ultime sono indicate dalla presenza, nella drupa, dell'uovo di mosca (sia esso
vitale o morto), o dalla larva (sia essa viva, morta o parassitizzata) o dalla pupa (sia
essa aperta, chiusa, morta o sfarfallata). L'infestazione che però interessa agli olivicoltori è, ovviamente, quella attiva in quanto, essendo data dalle forme vive dell'insetto, è quella che provoca il danno economico dovuto non tanto ad una perdita quantitativa di olio quanto all'aumento del grado di acidità dell'olio, anche di quattro volte,
in rapporto al numero dei fori di uscita della mosca nelle olive da molire.
L'importanza dell'attività di monitoraggio e quindi, il ruolo dell'assistenza tecnica, in
questo progetto, consiste proprio nel determinare la percentuale di infestazione attiva in modo tale che gli olivicoltori abbandonino il metodo di lotta chimica a calendario per perseguire un tipo di controllo biologico/agronomico in cui prevalga l'aspetto della previsione- prevenzione.
La divulgazione presso i soci, i quali potranno acquisire le necessarie conoscenze
nella conduzione pratica degli oliveti al fine di rendere gli stessi autosufficienti negli
anni successivi.
Il monitoraggio della mosca dell'olivo è iniziato dalla prima settimana di luglio
redigendo poi i bollettini fitosanitari a partire dalla seconda decade Luglio.
L'attività di monitoraggio viene eseguita a partire dagli inizi di Luglio, in quanto
è ormai noto che i primi adulti compaiono agli inizi di luglio, ed è altresì nota l'importanza della temperatura quale fattore di elevata mortalità per la mosca. Infatti è
stato riscontrato che, quando si verifica un accumulo termico sopra i 32° C di almeno 30 gradi/giorno, in coincidenza con l'inizio dell'infestazione, si ha non solo un collasso numerico della popolazione ma anche arresto dell'attività degli adulti per un
processo di riassorbimento delle uova. In particolare se questo accumulo termico si
verifica nell'ultima decade di luglio o nei primi dieci giorni di agosto lo sviluppo della
Bactrocera è fortemente compromesso. Questo fenomeno è quanto si è verificato
questa estate sia nelle zone collinari che nelle zone più interne.
REDAZIONE BOLLETTINO FITOSANITARIO
Dall’ analisi delle singole aziende si può certamente dire che gli olivicoltori interessati al progetto hanno riconosciuto l'importanza di operare secondo le logiche di
una corretta gestione, del impianto e conduzione degli oliveti; raccolta e molitura
delle olive, caratterizzazione dell’olio, commercializzazione: il tutto nel rispetto del-
67
l’ambiente (terreno, ecosistema,ecc,), della importante tradizione olivicola dell’areale interessato e finalizzato al mantenimento e miglioramento del reddito
aziendale.
ATTIVITA' DI DIVULGAZIONE
Il coinvolgimento degli olivicoltori del territorio interessato è stato realizzato
attraverso una serie di contatti. Un primo collegamento, sia diretto che telefonico, si
è avuto tra il tecnico rilevatore e i rappresentanti delle aziende, successivamente
all’interno delle sedi ove il tecnico settimanalmente, in luoghi e tempi stabiliti, è
stato a disposizione delle aziende aderenti al progetto per approfondire le tematiche
del settore e tutti i problemi eventualmente sorti nella settimana precedente.
L'attività di divulgazione è stata inoltre svolta anche nella sede dell’associazione
olivicola attraverso una serie di incontri divulgativi, e nel corso della diffusione dei
bollettini fitopatologici nella maniera più ampia possibile nei territori di attuazione
del progetto.
CONCLUSIONI
Dalla analisi dell’areale interessato si possono generalizzare alcune considerazioni:
1) nelle zone più basse (pandacie) in cui si sono verificati gli attacchi ed è stato
necessario intervenire, con i prodotti consigliati nel disciplinare redatto dalla
Regione Campania relativamente alla coltivazione dell'olivo; tali prodotti, a base di
dimetoato fosmet o triclorfon sono stati impiegati non appena veniva superata la
soglia di tolleranza corrispondente al 10 - 15% di infestazione attiva per le olive da
olio. Nelle zone più elevate (zone merodacie) le intestazioni sono state meno gravi.
Questo perché a differenza delle zone basse, in cui l'insetto ha a disposizione frutti
per un lungo periodo dell'anno, nelle più elevate la fioritura e la fruttificazione sono
più ritardate e, pertanto, la mosca si riproduce per un periodo più breve perché può
disporre di frutti solo nel periodo estivo- autunnale. In tali zone un solo trattamento
ha risolto il problema. Nelle zone piu’ interne c’e’ stata proprio la sfuggita alla
mosca in quanto le infestazioni sono state ritardate e prossime alla raccolta per cui
anticipandola si e’ ovviato al trattamento.
E’ molto importante comunque il regime idrico, il terreno e l’andamento climatico, si e' rilevato, invece, una maggiore suscettibilita' sulle varieta' a drupa mediogrande e in ordine decrescente rispettivamente leccino, coratina, frantoio; la tecnica
colturale incide notevolmente sul livello d'infestazione.
In linea generale si può affermare che con 1, massimo 2 trattamenti, si è riusciti
in tutto il territorio a contenere l'infestazione. Cosa ancora più importante l’aver reso
consapevoli gli olivicoltori che anticipando la raccolta si ovviava al problema mosca
e si creavano le prerogative per ottenere un olio di migliore qualità. Riguardo ai dati
68
relativi all'infestazione totale (sensibilmente superiore a quella vitale soprattutto per
le punture sterili) inducono a pensare che se non ci fossero stati tecnici competenti
ad analizzare i campioni di olive si sarebbero potuti consigliare trattamenti chimici
assolutamente non necessari in quanto il tipo di infestazione che interessa, come già
detto, combattere è quella attiva e non quella totale .
Fin d'ora si può certamente dire che gli olivicoltori interessati al progetto hanno
riconosciuto l'importanza di operare secondo le logiche della lotta integrata con la
quale si mantiene la densità delle popolazioni degli organismi nocivi al di sotto della
soglia di tolleranza favorendo i meccanismi di regolazione naturale della specie
mediante l'impiego di tecniche di controllo accettabili dal punto di vista ecologico,
tossicologico ed economico.
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69
Con il programma l’APOOAT Soc. Coop. a r.l. intende apportare un significativo contributo alla valorizzazione del comparto olivicolo Irpino attraverso il
miglioramento qualitativo delle produzioni e mediante l’adozione di tecniche sostenibili di coltivazione e di produzione oltre che per preservare la coltivazione per la
sua importante funzione ambientale e paesaggistica.
Le attività previste fanno riferimento a due specifiche azioni del Programma
dell’Unione, all’interno dei raggruppamenti di attività ammissibili:
a) Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura attraverso l’Azione 2.b)
Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura basate sui criteri
ambientali adattati alle condizioni locali, nonché loro diffusione presso gli
olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica.
b)
Miglioramento qualitativo della produzione attraverso l’Azione 3.a)
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta
contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle
olive prima della trasformazione e connessa assistenza.
L'AREA E LE AZIENDE ADERENTI AL PROGETTO
L’area di riferimento del presente programma comprende aziende agricole ubicate in provincia di Avellino, nelle aree a maggiore vocazione olivicola come l’Irpinia
Centrale, l’Ufita, Alta Irpinia, l’Alta Valle del Sele, il Vallo di Lauro e Baianese.
1.
MIGLIORAMENTO DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’OLEICOLTURA
Azione 2.b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura basate sui
criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonché loro diffusione presso gli
olivicoltori e il monitoraggio della loro applicazione pratica
Obiettivo dell’azione è favorire la diffusione tra gli olivicoltori di pratiche agricole
a ridotto impatto ambientale basate su criteri ambientali adatti alle condizioni locali.
Le attività svolte nell’annualità, si sono articolate attraverso:
•
L’elaborazione e la stesura di un “Disciplinare di coltivazione dell’olivo”.
•
La divulgazione del disciplinare presso gli olivicoltori.
•
Il controllo dell’applicazione pratica, da parte produttori, delle pratiche
agronomiche previste dal disciplinare.
Il “Disciplinare di produzione per la coltivazione dell’olivo e il miglioramento
dell’impatto ambientale dell’olivicoltura”è stato redatto dal Prof. Arturo Alvino,
70
Ordinario di Agronomia della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi del
Molise, dal Dott. Agr. Luigi Santonicola, ricercatore del Centro di ricerca per l’orticoltura di Pontecagnano (SA), ed dal Dott. Agr. Michele Mercorella, agronomo di
comprovata esperienza nel settore olivicolo.
Particolare attenzione, nell’elaborazione delle buone pratiche agricole, è stata
posta su tecniche che possano favorire la protezione e il mantenimento del paesaggio agrario quali ad esempio la pratica dell’inerbimento dato che in zone come
l’Irpinia, caratterizzata da forti pendenze dei fondi e dalla presenza di abbondanti
precipitazioni, il problema dell’erosione e del dissesto idrogeologico è uno dei problemi di maggior importanza.
In questa ottica una soluzione valida per la gestione del suolo è stata individuata nell’inerbimento con Trifolium subterraneum.
Per la divulgazione del Disciplinare sono stati realizzati 3 corsi di formazione per
olivicoltori, che hanno visto la partecipazione di oltre 130 produttori. I corsi hanno
avuto la durata di 20 ore, di cui 16 sono state dedicate a lezioni teoriche in aula e le
restanti 4 direttamente in campo.
L’attività divulgativa e di diffusione dell’azione è stata inoltre garantita dalla
stampa e dalla realizzazione di apposito materiale tecnico a tema distribuito durante l’attività corsuale, ma messo anche a disposizione di chiunque lo volesse consultare, mediante il sito dedicato della Cooperativa (www.apooat.it) in cui è riservato
ampio approfondimento sui singoli capitoli del disciplinare.
Il monitoraggio è stato realizzato mediante la somministrazione di un questionario descrittivo sulle pratiche agronomiche adottate.
RISULTATI E CONCLUSIONI
L’attività corsuale ha riscontrato la partecipazione dei numerosi produttori, circa
139, testimoniando il crescente interesse per l’olivicoltura nel territorio irpino e la
necessità di attività didattiche per i produttori finalizzate ad una razionale coltivazione dell’oliveto.
I corsi di formazione si confermano quindi uno strumento essenziale per la divulgazione delle corrette pratiche agronomiche in olivicoltura, soprattutto in una realtà
olivicola come quella irpina caratterizzata dalla frammentazione aziendale e dalla
numerosa presenza di piccolissime realtà produttive.
Particolare attenzione, durante lo svolgimento dell’attività formativa, è stata
posta alla pratica dell’inerbimento dell’oliveto con il Trifolium subterraneum .
Il Trifoglio sotterraneo è una leguminosa annuale autoriseminante: completa il suo
ciclo nel periodo autunno-primaverile (germina, alle prime piogge autunnali, in settembre-ottobre, si sviluppa in inverno e primavera, fruttifica e termina il suo ciclo, con
essiccamento totale della pianta, a fine primavera-inizio estate in base alla varietà, quindi prima del periodo in cui vi sono maggiori possibilità di carenza idrica, presenta
71
un’adeguata aggressività nei confronti delle erbe infestanti, può essere utilizzato come
foraggiera può essere trinciato e lasciato in situ, contribuendo con l’effetto pacciamante alla conservazione dell’umidità del terreno, rilascia nel terreno cospicue quantità di
azoto (fissa fra i 100 e i 200 Kg/ha di azoto atmosferico all’anno) ed è autoriseminante e quindi una volta introdotto nel terreno si riproduce spontaneamente.
Questa tecnica di gestione del suolo consente un protezione del suolo dall’erosine,
problematica particolarmente avvertita nel territorio olivicolo irpino caratterizzato, da
pendenze anche elevate, una difesa del suolo dall’azione compattante della pioggia,
una ottimale strutturazione del terreno con tutte le conseguenze positive collegate e
riduce gli interventi legati alla gestione del suolo realizzata con tecniche tradizionali.
Inoltre il Trifoglio consentirebbe grazie alla fissazione del’azoto una riduzione
delle concimazioni azotate e con una forte calo dei rischi ambientali connessi.
Particolare interesse tra gli olivicoltori ha riscontrato la visita tecnica presso
l’Azienda Agricola Sperimentale Regionale IMPROSTA.
L’Azienda Improsta è stata acquistata dalla Regione Campania nell’aprile 2003
con l’obiettivo di creare un’azienda pilota per la sperimentazione applicata nel
sistema agro-alimentare.
La gestione dell’azienda è stata affidata al Consorzio per la Ricerca Applicata in
Agricoltura (C.R.A.A.), un'associazione senza fini di lucro che annovera tra i suoi
soci, oltre alla Regione Campania, l’Università degli studi Federico II di Napoli,
l’Università degli studi del Sannio, l’Università degli studi di Salerno e la Eureco Spa.
L’Azienda Improsta svolge attività di sperimentazione nei settori della zootecnica, del florivivaismo ,della frutticoltura e dell’olivicoltura.
Durante la visita, i produttori, hanno potuto visionare le Screen-House per la conservazione e la moltiplicazione del germoplasma olivicolo campano ed i campi di
orientamento tecnico-varietale. La visita è stata l’occasione per mettere in risalto il
problema del vivaismo e della certificazione varietale in olivicoltura, difficoltà più
volte riscontrata dai produttori relativamente alle cultivar autoctone irpine.
2.
MIGLIORAMENTO QUALITATIVO DELLA PRODUZIONE - Azione
3.a Miglioramento delle tecniche di coltivazione e di difesa, in particolare attraverso il monitoraggio della mosca (Bactrocera oleae) di raccolta, di consegna e di
magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Le iniziative realizzate hanno avuto l’obiettivo di migliorare la qualità delle produzioni attraverso due serie di attività:
•
•
72
il monitoraggio della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) ed eventualmente di
altri organismi nocivi.
Miglioramento delle condizioni di raccolta, di consegna e di magazzinaggio
delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Monitoraggio e controllo della Mosca delle olive (Bactrocera oleae) ed eventualmente di altri organismi nocivi
L’attività svolta ha riguardato il monitoraggio ed il controllo della Bactrocera Oleae
e di altri organismi dannosi presso 21 aziende pilota, rappresentative delle aree a maggiore vocazione olivicola della Provincia di Avellino ed quindi avere un controllo continuo del fitofago in tre comprensori: Ufita, Irpinia centrale ed Alta Valle del Sele.
Il monitoraggio della Mosca delle olive è stato eseguito attraverso:
•
•
•
Installazione di trappole a feromoni TRAP-TEST, due trappole per ettaro, a
partire dalla fase di indurimento del nocciolo (Fine Luglio – Inizio Agosto)
fino all’inizio della raccolta (Fine Ottobre). Le trappole sono state posizionate sulla porzione di chioma esposta a sud e in una parte della chioma non
direttamente esposta ai raggi solari per evitarne un veloce deterioramento.
A distanza di un mese dall’installazione si è provveduto alla sostituzione
delle trappole, dovuta all’esaurimento del feromone.
Osservazione dell’andamento della popolazione di adulti, mediante il rilievo
settimanale delle catture per trappola.
Controllo dell’entità dell’infestazione, a partire dalla fase di ingrossamento
dei frutti fino all’inizio della raccolta attraverso la determinazione quindicinale
della percentuale di infestazione attiva; la percentuale di infestazione attiva
è stata determinata, dai tecnici della cooperativa, prelevando un campione
100 drupe/ha di oliveto (5-10 olive scelte a caso dalla chioma di 20-10 piante/ha).
Il controllo della Bactrocera oleae e di altri eventuali organismi nocivi, al
superamento delle soglie d’intervento, è avvenuto in accordo con quanto
previsto dai Disciplinari di Lotta Integrata della Regione Campania.
I tecnici della cooperativa inoltre hanno provveduto:
• Al monitoraggio di altri organismi nocivi dell’olivo, durante i controlli in
azienda.
• Alla divulgazione dell’attività di monitoraggio attraverso bollettini
fitosanitari a cura dell’Associazione.
Risultati e conclusioni
L’osservazione dell’andamento della popolazione di adulti, mediante il rilievo
settimanale delle catture per trappola, ha fatto registrare, come evidenziato dal grafico ( Fig. 4 ) una
scarsa presenza del fitofago durante il periodo estivo, presenza che è andata gradualmente aumentando durante la fase iniziale di invaiatura delle drupe, fino a raggiungere un picco massimo di presenza nel mese di ottobre con differenze tra le
varie aree interessate al monitoraggio.
73
Mettendo a confronto la presenza della Bactrocera oleae nelle tre aree oggetto del
monitoraggio, emerge in maniera evidente una maggiore presenza del fitofago nell’area dell’Ufita, dove il numero di catture per trappole a settimana ha raggiunto picchi 28-29 adulti durante l’ultima settimana di ottobre.
Il controllo dell’entità dell’infestazione, attraverso la determinazione quindicinale della percentuale di infestazione attiva, ha evidenziato in generale, come mostrato dal grafico (Fig. 5 ) una basso grado d’infestazione attiva del fitofago, infatti la
percentuale di infestazione attiva si è mantenuta mediamente sempre al di sotto del
5%, quindi nettamente inferiore alla soglia d’interveto individuata intorno al 1015% delle drupe dai Disciplinare di Lotta Integrata della Regione Campania.
In generale, il monitoraggio della Bactrocera oleae ha confermato una scarsa
dannosità del fitofago in Irpinia, difatti solo in una delle 21 aziende monitorate,
nello specifico nel comune di Lapio (Irpinia Centrale), è stato registrato un superamento della soglia d’intervento (infestazione attiva pari al 16%), durante la seconda
metà di Ottobre, rendendo necessario un trattamento per il controllo del fitofago.
Il monitoraggio di altri organismi nocivi dell’olivo, durante i controlli in azienda, ha evidenziato:
•
•
Diffusione dello Pseudomonas syringae pv. Savastanoi, agente patogeno
della Rogna dell’Olivo. La diffusione del batterio è favorita infatti da micro
climi umidi condizione abbastanza diffusa nelle principali aree a vocazione
olivicola dell’Irpinia.
Presenza di focolai di infestazione di Colletotrichum gleosporioides, agente
patogeno della Lebbra delle olive. Il parassita risulta pressoché sconosciuto
dagli olivicoltori irpini, la presenza di focolai di infestazione rileva la
necessità di una maggiore attenzione nei prossimi anni per controllo del
patogeno.
MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI RACCOLTA, DI CONSEGNA E
DI MAGAZZINAGGIO DELLE OLIVE PRIMA DELLA TRASFORMAZIONE E
CONNESSA ASSISTENZA TECNICA
La misura ha lo scopo di migliorare la qualità delle produzioni razionalizzando
le operazioni di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione.
Le azioni svolte hanno riguardato: individuazione dell’epoca ottimale di raccolta delle principali cultivar nelle diverse aree olivicole della provincia; assistenza alla
consegna ed al magazzinaggio delle olive prima della trasformazione; organizzazione di una prova dimostrativa di raccolta meccanizzata delle olive.
74
Individuazione dell’epoca ottimale di raccolta
In relazione all’individuazione dell’epoca ottimale di raccolta, l’attività ha riguardato:
• L’individuazione delle cultivar e delle aree oggetto della sperimentazione.
• La scelta delle aziende in cui eseguire il monitoraggio.
• Monitoraggio dell’evoluzione della maturazione per le tesi individuate
attraverso la determinazione degli indici di maturazione.
• Elaborazione di un calendario di raccolta per le singole cultivar nelle diverse
aree di diffusione e divulgazione del calendario tra i produttori attraverso un
servizio di messaggistica.
Il monitoraggio dell’evoluzione della maturazione è stato realizzato per le cultivar tradizionali dell’olivicoltura irpina, nelle aree dove presentano una maggiore diffusione:
• Ravece, nell’ area delle Colline dell’Ufita, nella Valle del Calore, e
nell’Irpinia centrale.
• Ogliarola, nell’area delle Colline dell’Ufita e nell’Irpinia Centrale
• Leccino, nell’area delle Colline dell’Ufita, nella Valle del Calore e
nell’Irpinia centrale.
• Nostrale, nel Vallo di Lauro –Baianese.
• Carpellese, nell’Alta Valle del Sele.
L’evoluzione della maturazione delle drupe, per le cultivar selezionate ,è stata
monitorata, a partire dalla fase di invaiatura, attraverso la determinazione settimanale, per ogni tesi dei seguenti indici di maturazione:
• Indice di Maturazione di Jèan, calcolato secondo la procedura proposta
dall’Istituto Nazionale di Ricerche Agronomiche – Stazione di Jaèn
(Spagna) (COI-IGS n. 4 del 8 ottobre 1984), su di un campione di 60 drupe,
ottenuto raccogliendo 20 drupe, a random, per 3 piante.
75
• Consistenza della polpa, determinata mediante l’utilizzo di un penetrometro
(T.R. TURONI) con puntale di 1mm di diametro, applicato ad un campione di 60
drupe (20 drupe, a random, per 3 piante).
Il penetrometro misura la resistenza che la polpa oppone alla penetrazione del puntale. Tale parametro, oltre ad indicare lo stadio di maturazione delle drupe, è un
importante indice del grado di suscettibilità delle olive ai danni meccanici ed alle
infezioni da parassiti.
•
Assistenza alla consegna ed al magazzinaggio delle olive prima della
trasformazione
L’attività ha riguardato la realizzazione di un servizio di prelievo e consegna
delle drupe, presso il frantoio individuato dalla cooperativa, in modo da minimizzare la durata dello stoccaggio delle olive prima della trasformazione incidendo positivamente sulla qualità del prodotto ottenuto. Inoltre è stato determinato l’Indice di
Maturazione di Jèan, su un campione di 100 drupe, raccolte a random, per ogni partita omogenea di olive prelevare, al fine di valutare l’efficacia del calendario di raccolta elaborato dai tecnici della cooperativa.
In fine, allo scopo di valutare l’incidenza sulla qualità del prodotto ottenuto a seguito delle attività sopra descritte, si è provveduto alla determinazione analitica dell’acidità
libera dell’olio, principale indice di qualità, su campioni ottenuti dalla molitura delle
olive, raccolte secondo le indicazioni della cooperativa, e quelli ottenuti da olive raccolte secondo le modalità tradizionalmente operate dai produttori, operando un confronto.
•
Prova dimostrativa di raccolta meccanizzata delle olive
La prova dimostrativa di raccolta meccanizzata delle olive si è svolta il 29 ottobre 2011 presso gli oliveti dell’Azienda Agrituristica “La Macchia” di Bonito (AV).
76
Lo scopo della dimostrazione è stato quello di evidenziare l’utilità della meccanizzazione
come strumento al servizio della competitività aziendale per la riduzione dei
costi e per la preservazione della qualità del prodotto.
La prova di meccanizzazione ha avuto come obiettivi specifici:
•
Valutare l’efficienza di uno scuotitore di tronco ad ombrello rovescio
intercettatore per la raccolta meccanica delle olive di alcune delle cultivar
tipiche della tradizione olivicola irpina: Ravece e Ogliarola, autoctone,
Leccio e Grappolo, alloctone. Analizzando le rese di raccolta e i tempi di
raccolta.
La macchina, utilizzata per la prova, è il modello F3 della ditta SICMA. La macchina è uno scuotitore al tronco con ombrello intercettatore rovescio. La macchina
è di tipo semovente, con tre ruote motrici integrali; presenta un sistema di sterzata
con singola ruota posteriore. La testata vibrante“New Generation” è portata da un
braccio telescopico ed è autobloccante; lavora ad altissime frequenze riducendo i
tempi di vibrazione allo scopo di aumentare la percentuale di prodotto raccolto. La
potenza della macchina è di 77 kW (105 cv). L’ombrello utilizzato, presenta un diametro di 6 m ed è dotato di un sistema di apertura e chiusura automatica.
•
Operare un confronto tra differenti macchine per la raccolta, scuotitore di
tronco con ombrello rovescio intercettatore, scuotitore con testata montata
su braccio telescopici, agevolatori pneumatici con pettini vibranti, mostrandole all’opera su piante delle stesso tipo allo scopo di offrire ai produttori
una panoramica completa sulle differenti soluzioni presenti sul mercato per
incrementare l’efficienza dell’operazione.
Risultati e conclusioni
Il monitoraggio dell’evoluzione della maturazione delle drupe ha consentito una
efficiente individuazione dell’epoca ottimale di raccolta delle principali cultivar
della tradizione olivicola irpina nei diversi areali di coltivazione. L’efficacia del
calendario di raccolta elaborato dai tecnici della cooperativa è stata valutata
attraverso la determinazione dell’indice di Maturazione di Jèan su un campione di
100 drupe, per ognuna delle 60 partite di olive omogenee conferite al frantoio e
raccolte secondo i tempi e le modalità individuate
dai tecnici della cooperativa. Il grado di maturazione medio delle olive conferite al
frantoio determinato con l’indice di Jèan è risultato pari a 2.99, quindi in accordo
con quelli che sono
i valori ottimali di maturazione previsti. La quantità di olio, accumulata nelle cellule
della polpa delle drupe, infatti raggiunge il valore massimo, per la maggior parte
77
delle varietà, intorno ad un indice di Jaèn pari a 3-4.
Un’ulteriore conferma della validità del calendario di raccolta proposto dalla
cooperativa viene fornita dai valori dell’acidità libera dell’olio, principale indice di
qualità, determinata su campioni di olio ottenuti dalla molitura delle olive, raccolte
secondo le indicazioni della cooperativa. Il valore medio dell’acidità libera dell’olio
ottenuto dalla molitura delle partite conferite al frantoio secondo le modalità
indicate dai tecnici è risultato infatti pari a 0.17%, quindi nettamente più basso del
limite di 0.80% previsto dai vigenti regolamenti per gli oli extra vergini di oliva. I
bassi valori dell’acidità libera dell’olio testimoniano anche l’efficacia delle
operazioni di trasporto e stoccaggio delle olive effettuate dalla cooperativa e la
validità del controllo della Bactrocera oleae operato dai tecnici.
Il confronto tra l’acidità libera degli oli ottenuti dalle olive raccolte seguendo le
indicazioni fornite dalla cooperativa, e quelli ottenuti da olive raccolte secondo le
modalità tradizionalmente adoperate dai produttori, ha mostrato una diminuzione
media dell’acidità del 41.38%. Infatti, il valore medio dell’acidità dell’olio ottenuto
dai produttori, secondo le modalità ed i tempi tradizionali di raccolta, è risultato pari
a 0.29%.
I positivi risultati ottenuti testimoniano come l’azione di assistenza alla raccolta
operata dalla cooperativa rappresenti uno strumento insostituibile per l’ottenimento
di produzioni di elevata qualità.
La prova dimostrativa di raccolta meccanizzata ha mostrato un’elevata adattabilità
delle principali cultivar diffuse nel territorio olivicolo irpino alla raccolta con
scuotitori meccanici. Le rese di raccolta infatti per le diverse varietà sono risultate
sempre superiori superiore alla soglia del 85%. Per un’ottimale utilizzazione della
raccolta meccanica, infatti,
bisognerebbe avere una percentuale di frutti raccolti superiore all’ 85%, in modo che
i frutti rimasti sulla pianta non incidano negativamente sull’ economicità
complessiva dell’ operazione. I risultati ottenuti mostrano come il vibratore di
tronco ad ombrello rovescio intercettatore, possa rappresentare un’interessante
soluzione per la meccanizzazione della raccolta nella zona olivicola irpina, dove le
condizioni orografiche lo permettono, essendosi mostrato idoneo alla raccolta delle
principali cultivar della tradizione dell’areale.
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7.5
Il Lazio
ASSOCIAZIONE
Cooperativa Olivicola
Soc. coop.a r.l.
L’obiettivo principale delle azioni proposte dal programma è stato il
miglioramento della qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva, così da
assicurare l’adeguamento alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il
settore. Il perseguimento di tale obiettivo rende necessario la razionalizzazione delle
tecniche agronomiche in funzione delle specificità dei fattori climatici, pedologici,
storici e delle risorse umane che concorrono alla produzione dell’olio d’oliva e delle
olive da tavola.
E’ stato necessario, dunque, lavorare con azioni integrate, che hanno riguardato
sia l’introduzione di innovazione nelle diverse fasi della filiera, sia il miglioramento
delle conoscenze e delle competenze dei diversi operatori. Di conseguenza gli
obiettivi operativi del presente programma possono essere così riassunti:
1) diffusione tra gli operatori delle conoscenze e delle innovazioni tecnicoscientifiche, che nelle diverse fasi della filiera, consentono di ottenere
prodotti di qualità;
2) miglioramento del livello professionale e imprenditoriale degli operatori;
3) miglioramento delle tecniche di difesa fitosanitaria, finalizzate al
miglioramento della qualità organolettica, igienico-sanitaria del prodotto ed
allo stesso tempo alla riduzione dell’impatto ambientale;
4) diffusione dei mezzi di difesa fitosanitaria alternativi e/o complementari a
quelli chimici;
5) monitoraggio degli andamenti stagionali al fine di individuare l’epoca
ottimale di raccolta e monitorare e ottimizzare i tempi di raccolta, stoccaggio,
trasporto e trasformazione delle olive;
6) sensibilizzazione dei produttori verso una gestione di qualità e l’adozione di
procedure che ottimizzino il processo produttivo e la gestione delle
informazioni necessarie alla rintracciabilità di filiera.
Zone di intervento
Nella tabella si riportano le zone interessate dal programma, attuato nella regione
Lazio ed in provincia di Cosenza, ripartite per i tre settori di intervento della
progettualità.
80
Settore di intervento
Province
Comuni
Settore del miglioramento dell’impatto Roma
Moricone, Palombara Sabina, Montelibretti e
ambientale dell’olivicoltura (2 a)
Tivoli
Rieti
Fara in Sabina e Casaprota
Viterbo
Gradoli e Montefiascone
Cosenza
Paludi, Corigliano Calabro, Mandatoricci e
Rossano
Settore del miglioramento dell’impatto Rieti
Montopoli di Sabina
ambientale dell’olivicoltura (2 c )
Settore del miglioramento della qualità Viterbo
della produzione di olio di oliva e delle Roma
olive da tavola
Latina
Cosenza
Montefiascone e Viterbo
Montorio Romano, Moricone, Palombara
Sabina e Montelibretti
Cori e Roccamassima
Cassano alla Ionio, Francavilla Marittima
Il miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura
Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e a
rischio abbandono.
L’ACO ha svolto l’attività di recupero di oliveti abbandonati sia nel Lazio che in
Calabria. L’attività svolta ha avuto quindi come obiettivo quello di attuare, attraverso
l’Associazione, interventi collettivi al fine di recuperare e prevenire fenomeni di degrado
o abbandono in alcune aree della provincia di Roma, di Rieti, nell’Alta Tuscia e nella provincia di Cosenza.
L’intervento di recupero attuato, ha interessato complessivamente n. 19 oliveti (n. 10
nel Lazio e n. 9 in Calabria) con età superiore a 50 anni, di particolare valenza paesaggistica ed ambientale, e si è concretizzato in azioni di recupero (potatura di riforma e decespugliamento). Il lavoro è stato documentato da materiale fotografico che testimonia lo
stato ante e post intervento.
L’attività svolta nel Lazio
I Comuni interessati dall’intervento di recupero sono stati:
• in provincia di Roma: Tivoli, Moricone, Montelibretti e Palombara Sabina
• in provincia di Viterbo: Montefiascone e Gradoli
• in provincia di Rieti: Casaprota e Fara in Sabina
La selezione delle aziende è avvenuta in base allo stato di abbandono riscontrato al
momento del sopralluogo e in linea con quanto previsto dal decreto MiPAF relativamente alle caratteristiche degli oliveti. L’intervento è consistito nel recupero di olive-
81
ti per la loro importanza ambientale-paesaggistica. Le aziende e gli appezzamenti interessati a livello comunale dall’intervento sono stati:
◆ n. 4 azienda a Moricone,
◆ n. 3 azienda a Palombara Sabina,
◆ n. 1 azienda a Tivoli,
◆ n. 1 azienda a Montelibretti,
◆ n. 1 azienda a Fara in Sabina,
◆ n. 1 azienda a Casaprota,
◆ n. 1 azienda a Gradoli,
◆ 1 aziende a Montefiascone.
Le aziende presso le quali sono stati svolti i lavori di recupero di natura “straordinaria”
si trovavano in totale abbandono sia per quanto riguarda il terreno, invaso da rovi e da ginestre, sia per le piante non potate da numerosi anni. L’accesso ai terreni prima dell’intervento era pressoché impraticabile.
Gli altri oliveti hanno richiesto, invece, interventi più contenuti limitati principalmente
alla sola potatura delle piante che si presentavano comunque abbandonate e a volte anche
coperte da rovi. Il terreno in questo caso si presentava lavorato permettendone un facile
accesso anche se in alcuni casi la presenza di rovi è risultata localizzata sul terreno.
Il numero totale di piante potate è stato di 877 mentre i mq di superficie decespugliata
è stato di 9100. La superficie totale recuperata è stata di 6,70 ha.
L’attività svolta in Calabria
L’attività di individuazione degli oliveti abbandonati nella provincia di Cosenza
è stata avviata quasi contemporaneamente all’operatività svolta per il Lazio.
Si sono quindi susseguiti alcuni sopralluoghi nella provincia di Cosenza con lo
scopo di individuare gli oliveti rispondenti alle finalità del progetto. Le aziende individuate sono ubicate nei Comuni di:
- Corigliano (3),
- Paludi (4),
- Mandatoricci (1),
- Rossano (1).
Il numero totale di piante potate è stato di 780 su una superficie totale recuperata di 5,80 ha.
Gli oliveti recuperati anno richiesto interventi di potatura delle piante che, al
momento del sopralluogo, risultavano abbandonate e a volte anche coperte da rovi.
Il terreno nella maggior parte dei casi si è presentato lavorato consentendo quindi un
facile accesso al fondo, in altri casi invece completamente invaso da vegetazione
infestante.
82
Dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la
lotta alla mosca dell’olivo.
L’ACO svolge da anni attività rivolte al miglioramento delle produzioni olivicole ed olearie. Tra gli elementi di tale miglioramento, le attività rivolte al controllo
dei parassiti dell’olivo hanno ovviamente una notevole importanza. ACO ha quindi
svolto un’attività di divulgazione su una tecnica alternativa per il controllo della
mosca olearia tramite un principio attivo di origine naturale, lo spinosad.
Lo Spinosad è una sostanza di origine naturale, prodotta dalla fermentazione
svolta da un batterio attinomicete (Saccharopolyspora spinosa) e dotata di capacità
di controllo di insetti appartenenti ai Lepidotteri, ai Ditteri, agli Imenotteri, ai
Sifonatteri, ai Tisanotteri ed ad alcuni Coleotteri. La sostanza risulta poco nociva nei
confronti di mammiferi, dei pesci e della fauna selvatica in generale. In olivicoltura, il suo ruolo è legato al controllo della mosca olearia (Dacus oleae).
Attualmente il prodotto è disponibile in Italia sotto forma di un formulato commerciale in cui allo Spinosad vengono aggiunte sostanze appetenti che ne favoriscono l'ingestione da parte dell'insetto.
L'utilizzo di spinosad è ammesso (Regolamento CE 404/2008, entrato in vigore
il 12 maggio 2008) dai programmi di agricoltura biologica (Reg. CE. 2092/91).
Il prodotto agisce per ingestione, ed è efficace contro gli adulti di mosca olearia,
sia maschi che femmine. L'esca presente nel formulato attrae gli adulti della mosca
verso le parti della chioma trattate; quando la mosca si posa sull'oliva trattata, ingerisce il principio attivo (durante l'alimentazione l'insetto non ovidepone) e successivamente, circa un'ora dopo, inizia a morire senza ovideporre. Per questo motivo è
fondamentale la presenza delle esche alimentari nel formulato utilizzato, oltre al
principio attivo Spinosad. La presenza di esche specifiche per la mosca olearia rende
il prodotto pressoché innocuo per gli insetti utili.
L’attività dimostrativa svolta da ACO
L’ACO, in collaborazione con l’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo in
Agricoltura nel Lazio), ha proseguito nella stagione 2011 – 2012 prove di campo di
carattere dimostrativo al fine di diffondere l’introduzione fra i produttori, della tecnica di lotta alternativa di tipo biologico contro la mosca dell’olivo. Tale attività è
stata avviata nella prima annualità del progetto Reg. 867/08.
Le prove si sono svolte presso l’azienda dimostrativa di ARSIAL nel comune di
Montopoli di Sabina (RI). E’ stata organizzata il giorno venerdì 17 giugno 2011 a
Montefiascone una giornata dimostrativa con la finalità di promuovere e divulgare
l’attività già svolta e in essere.
Il protocollo operativo
Tre appezzamenti, di uguale estensione, per una superficie complessiva di circa
83
1,5 ha, sono stati trattati, in alternativa, con dimetoato o spinosad (il terzo appezzamento non è stato trattato ed è stato usato come testimone per la verifica dell’andamento dell’infestazione in assenza di trattamenti).
Il protocollo ha previsto il monitoraggio dell’infestazione della mosca su tutti e
tre gli appezzamenti, tramite l’uso di trappole a feromoni e il campionamento delle
drupe con la conseguente esecuzione di trattamenti con dimetoato o con spinosad al
superamento della soglia economica di intervento.
Lo svolgimento delle attività
Nell’appezzamento trattato con spinosad, i trattamenti sono stati effettuati con
lancia a spalla, con le dosi di prodotto standard (4 litri di acqua + 1 litro di Spintor
Fly per ha), applicando il prodotto in “chiazze” di 30-40 cm di diametro sulle piante. Sono stati effettuati complessivamente 4 trattamenti con spinosad, in funzione
dell’andamento dell’infestazione e dei dati climatici.
Per l’appezzamento gestito con dimetoato sono stati necessari invece tre interventi.
I risultati
Nella campagna 2009 la produzione dell’oliveto sede della prova è stata piuttosto contenuta e quindi non è stato possibile esprimere un giudizio su quanto il prodotto a base di spinosad abbia contenuto sensibilmente l’infestazione rispetto all’insetticida a base di dimetoato.
Nella campagna 2010 la produzione dell’oliveto è rientrata nella media ordinaria, e i risultati della prova hanno comunque confermato quanto già riscontrato nell’annata precedente.
Nella campagna 2011 i dati ottenuti nella precedente annualità hanno trovato un
sostaziale riscontro, con catture in numero inferiore nell’appezzamento trattato con
spinosad rispetto a quello trattato con mezzi convenzionali. Anche la percentuale di
danno si è mantenuta su valori paragonabili o inferiori rispetto all’appezzamento
trattato con dimetoato.
Nei grafici si riportano di seguito i principali dati scaturiti dall’attività di monitoraggio svolta dall’ACO presso l’Azienda Dimostrativa dell’Arsial a Montopoli di
Sabina. In particolare vengono posti a confronto i dati rilevati nei tre anni di lavoro,
cioè nel periodo che va da fine giugno alla prima decade di ottobre degli anni 2009,
2010 e 2011.
84
85
Il programma di attività per il miglioramento della qualità dell’olio di oliva e delle
olive da mensa
Miglioramento delle condizioni di coltivazione, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione
L’attività si è sviluppata attraverso le seguenti fasi:
1. Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole;
2. Monitoraggio dei principali parassiti dell’olivo;
3. Monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
4. Divulgazione dell’attività svolta.
In linea generale, gli oliveti coinvolti nell’azione sono riconducibili a due tipologie di attività produttiva: da una parte aziende agricole e dall’altra piccoli appezzamenti dove l’attività di coltivazione è integrativa al reddito non agricolo; si tratta,
quindi, di “aziende” destrutturate, prive di attrezzature e macchinari e che ricorrono
all’attività di contoterzisti per le operazioni colturali. Si tratta di oliveti non specializzati, costituiti da più varietà.
Individuazione e conoscenza delle aziende olivicole
La fase di individuazione delle aziende presso le quali attuare la progettualità, ha
permesso di scegliere 26 oliveti così dislocati:
nella provincia di Latina (n 4 oliveti)
nella provincia di Viterbo (n 4 oliveti)
nella provincia di Roma (n 6 oliveti)
nella provincia di Cosenza (n 12 oliveti)
La superficie totale monitorata è stata di 30,20 ha nel Lazio mentre di 26,60 in provincia di Cosenza.
Monitoraggio dei principali parassiti dell’olivo
L’obiettivo del miglioramento del livello qualitativo dell’olio prodotto dalle
aziende, ha comportato l’impostazione di un programma di assistenza tecnica che è
consistito nel monitoraggio dei principali fitofagi, principalmente della mosca, a
cadenza settimanale durante il periodo di inzio luglio fino al momento della raccolta con una interruzione nel periodo successivo ad ogni trattamento. Ciascun oliveto
è stato provvisto di una trappola che ha supportato i tecnici nella verifica dell’andamento dell’infestazione della mosca; lo sfettucciamento di un campione di 100 olive
per ettaro e la verifica dell’andamento climatico sono state ulteriori due attività a
supporto della stima della infestazione.
A seguito di ogni sopralluogo, ogni tecnico ha redatto un bollettino fitosanitario
86
riportante le indicazioni di trattamento sulla base dell’infestazione dacica in atto. I
bollettini, oltre ad essere diffusi sul territorio dai tecnici, sono stati pubblicati sul sito
dell’Associazione (www.associazioneaco.it) e resi quindi consultabili.
L’andamento dell’infestazione è descritta di seguito a seconda degli areali omogenei monitorati.
In provincia di Cosenza (Comuni: Francavilla Marittima, Cassano all’Ionio)
L’ attività ha avuto inizio con l’individuazione di 12 aziende; per ciascuna di esse
è stata individuata un’area campione in cui sono state installate le trappole al feromone. Le attività di monitoraggio hanno avuto inizio la seconda settimana di luglio:
settimanalmente sono state svolte le operazioni di rilievo delle catture sulle trappole e, poiché le olive erano già in uno stadio di maturazione tale da risultare recettive alla puntura della mosca delle olive, si è proceduto al campionamento delle
drupe. I sopralluoghi sono stati eseguiti riservando, ogni settimana, due giorni ai
rilevamenti in campo: i dati ottenuti venivano inseriti successivamente in un file che
consentiva di individuare subito la percentuale di infestazione attiva e di informare
in maniera repentina i soci della necessità o meno di eseguire i trattamenti.
Contestualmente, i dati così ottenuti sono stati utilizzati per redigere, ogni settimana, un bollettino fitopatologico, relativo allo stato dell’infestazione e agli eventuali
trattamenti consigliati, specifico per singola area, messo a disposizione dei soci
dislocati sul territorio e sul portale internet della Associazione.
L’attività ha consentito di monitorare la dinamica delle popolazioni in funzione
della distribuzione nello spazio e del tempo. Per il calcolo della percentuale di infestazione attiva (uova + larve) sono stati elaborati i dati relativi agli stadi preimmaginali (uova, larve, pupe). Sono stati inoltre elaborati i dati relativi alle catture di
adulti, anche se meno rilevanti ai fini del calcolo dell’infestazione attiva, in quanto
fortemente condizionate da fattori quali altitudine, esposizione, temperatura, umidità e cultivar.
I bollettini fitosanitari sono stati 16 con termine il 28 ottobre.
In provincia di Viterbo (Comuni: Montefiascone, Viterbo)
Nel mese di giugno sono state svolte le attività preliminari all’attività di monitoraggio della mosca delle olive, che ha avuto inizio nel mese di luglio.
L’andamento meteorologico stagionale, caratterizzato da alte temperature e piogge scarse o nulle, ha mantenuto l’attacco della mosca a livelli tali da non creare le
condizioni per trattamenti specifici contro il parassita.
Nella seconda quindicina di settembre la diminuzione delle temperature e il verificarsi delle prime piogge, anche se rade e di modesta entità, hanno causato l’aumento dell’attività della mosca, tanto da dare indicazione ai produttori di effettuare i
primi trattamenti.
87
Il mese di ottobre è stato caratterizzato da condizioni complessivamente buone
ma, in considerazione dell’anticipo nella maturazione, la raccolta delle olive è iniziata con molti giorni di anticipo rispetto al previsto; le aziende sotto controllo hanno
quindi terminato la raccolta tra la fine del mese ed i primi giorni di novembre.
I bollettini fitosanitari sono stati 16 con termine il 28 ottobre.
In provincia di Latina (Comune: Rocca Massima, Cori)
La campagna 2011 ha avuto inizio con le attività preliminari, svolte nel mese di
giugno, finalizzate a individuare, nella provincia di Latina, produttori presso i cui
oliveti svolgere l'attività di monitoraggio della mosca. Nello stesso periodo è stato
aggiornato il sito web dell'Associazione per predisporlo alla pubblicazione dei bollettini relativi alla campagna in corso.
Gli appezzamenti oggetto di monitoraggio sono stati individuati nel Comune di
Rocca Massima (loc. Boschetto, Colle Gorgona, Via Nuova, Colle Ospizio). Tre
degli oliveti individuati erano costituiti esclusivamente da olive da mensa di varietà
Itrana, mentre uno era costituito da varietà da olio (Leccino, Frantoio, ecc.).
Nel mese di luglio ha avuto inizio l’attività di campo, con lo svolgimento dei
sopralluoghi preliminari per la delimitazione degli appezzamenti e l'installazione
delle trappole a feromoni. L'attività di monitoraggio vera e propria ha quindi avuto
inizio nel mese di luglio, con i prelievi settimanali di campioni di drupe e monitoraggio delle trappole.
I mesi estivi sono risultati decisamente favorevoli al controllo del parassita, grazie a lunghi periodi caratterizzati da siccità pressoché totale e medie delle temperature giornaliere elevate. Questo non ha eliminato completamente la necessità di
ricorrere a trattamennti contro il parassita.
Purtroppo, nei mesi autunnali, il protrarsi di condizioni relativamente miti, con
medie delle temperature quotidiane superiori alle medie stagionali, ha imposto la
necessità di protrarre il monitoraggio sulle olive da mensa e, in alcuni casi, ha determinato la necessità di effettuare trattamenti anche a stagione molto avanzata
(novembre).
Durante tutte le fasi di svolgimento del monitoraggio, i dati relativi al livello di
infestazione attiva sono stati pubblicati in forma di bollettino settimanale sul sito
web dell'Associazione.
I bollettini fitosanitari sono stati 21 con termine il 02 dicembre.
In provincia di Roma (Comuni Moricone e Montorio Romano)
L’attività di monitoraggio della mosca delle olive è stata svolta nel periodo luglio
– ottobre 2011, presso oliveti ubicati nelle seguenti località della Sabina Romana:
Comune di Moricone (loc. Caioli, Strorello, Vignale e Cerreto), Comune di
Palombara Sabina (loc. Valle Mignatta), Comune di Montorio Romano (loc.
88
Cupicci).
Gli oliveti oggetto di monitoraggio sono costituiti principalmente da olivi appartenenti alle varietà Leccino, Frantoio, Rosciola e Carboncella.
La presenza del patogeno è stata bassa o assente nel periodo Luglio – Agosto, in
cui le temperature oscillavano tra i 24 e i 38 °C gradi con un tasso di umidità nella
norma e con precipitazione occasionali e sparse. In questo periodo non è stato consigliato alcun intervento contro il parassita.
Nel mese di Settembre, con l’arrivo delle prime piogge di rilevante entità e con
l’abbassamento delle temperature, comprese tra i 18 ed i 28 °C, e con tasso di umidità elevata, le catture del parassita hanno raggiunto livelli rilevanti, con conseguente incremento del livello di infestazione attiva, e presenza di segni evidenti sulle
drupe (fori di uscita e presenza di larve di varie età).
Verso la fine del mese di settembre è stata data indicazione di compiere un trattamento contro tale insetto, consigliando trattamenti a base di Dimetoato contro la
mosca dell’ulivo, eventualmente abbinati a prodotti rameici contro crittogamene
(occhio di pavone). Per le aziende operanti in regime di agricoltura biologica sono
stati consigliati solo prodotti compatibili con tale normativa e l’uso di trappole
attrattive.
Nel mese di ottobre le catture si sono mantenute su livelli elevati, principalmente a causa di piogge consistenti e del permanere di tassi di umidità elevati, uniti a
temperature comprese tra 28 e 15 ° C, condizioni favorevoli proliferare del parassita. Si è consigliato quindi di effettuare una raccolta anticipata.
Le operazioni di raccolta hanno quindi avuto inizio il 28/10/2011 nelle aziende
caratterizzate dalla presenza di cultivar a maturazione anticipata come Leccino e
Frantoio. I risultati di produzione sono stati quantitativamente scarsi, con produzioni intorno al 60 % della stagione 2010; buona la resa in olio, che si è atteestata intorno al 23% (media stagionale).
I bollettini fitosanitari sono stati 16 con termine il 28 ottobre.
Monitoraggio dello stato di maturazione delle olive.
Nella fase di monitoraggio dello stato di maturazione, sono stati prelevati campioni di olive per verificare il grado di inolizione. Per verificare il momento ottimale di raccolta delle olive è stato impiegato l’indice di invaiatura dell’epidermide, che
è stato calcolato con la seguente formula:
4
I= Indice di invaiatura: ∑ (i x ni)/N,
0=i
0 = olive verdi;
1 = olive pigmentate su meno del 50% della superficie;
89
2 = olive pigmentate su più del 50% della superficie;
3 = olive completamente pigmentate in superficie;
4 = olive pigmentate anche in profondità;
i = classe di colore considerata;
ni = numero di olive per classe di colore;
N = numero totale di olive.
Il momento ottimale per la raccolta delle olive è dunque individuato nel momento in cui le olive presentano una pigmentazione (invaiatura) del 50% della superficie epidermica.
Divulgazione dell’attività svolta
L’Associazione, nell’ambito della divulgazione dell’attività svolta pubblicata sul
proprio sito in versione pdf.
L’attività svolta è stata anche descritta all’interno del sito web dove si riportano
tutti i riferimenti, sia legislativi che non, relativi agli aspetti operativi della progettualità realizzata. Sono stati anche pubblicati i bollettini relativi al monitoraggio dei
parassiti dell’olivo, ed in particolare modo della mosca.
Gli indicatori di efficacia dell’attività svolta
AZIONE 2a
Per l’attività di miglioramento dell’impatto ambientale, l’Associazione ha realizzato interamente il programma approvato. Le risorse finanziarie hanno permesso il
recupero di 10 oliveti nella regione Lazio e n. 9 nella regione Calabria.
I lavori sono stati eseguiti nel rispetto dei tempi agronomici della coltura.
AZIONE QUALITA’
L’attività svolta ha interessato i principali punti critici della produzione delle
olive per l’ottenimento di olio di qualità. Si sono affrontate quindi con gli olivicoltori aspetti legati alla coltivazione (epoca ottimale per i trattamenti, procedura per la
raccolta delle olive e loro stoccaggio, molitura entro 48 ore dalla raccolta, etc).
La superficie interessata dall’attività è stata di circa 26 ha in provincia di
Cosenza e circa 30 ha nella regione Lazio.
L’Associazione ha garantito assistenza alle aziende in modo particolare durante
il periodo critico per l’infestazione dacica prelevando campioni di drupe per la verifica della popolazione della mosca nell’oliveto e la programmazione degli interventi di difesa fitosanitaria. A tal fine l’ACO ha pubblicato sul proprio sito (www.associazioneaco.it) i seguenti bollettini fitopatologici:
- n. 21 per la provincia di Latina
90
- n. 16 per la provincia di Viterbo
- n. 16 per la provincia di Roma
- n. 16 per la provincia di Cosenza
In ogni bollettino è stata data indicazione per le zone delle aziende monitorate,
del momento ottimale per il trattamento contro la mosca.
In base anche agli indicatori quantitativi e qualitativi di efficacia per la valutazione ex-post del programma, si possono riassumere i risultati dell’intero triennio:
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La Puglia
Organizzazione dei Produttori Olivicoli
“O.P. ALPAS” Soc. Coop. Agricola
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
Con l’ausilio dell’assistenza tecnica fornita dai tecnici dell’organizzazione O.P.
ALPAS sono stati effettuati interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione di
oliveti tradizionali secolari e di particolare interesse, finalizzati alla salvaguardia, al
recupero ed al mantenimento del patrimonio olivicolo dal rischio di incuria ed
abbandono con conseguente distruzione, assicurando un livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla coltura dell’olivo tramite la corretta cura delle
piante, secondo quanto previsto dalle norme della Condizionalità sulle Buone
Condizioni Agronomiche ed Ambientale (BCAA) - allegato II del nuovo
Regolamento comunitario n. 73 del 19 gennaio 2009, che ha abrogato il vecchio
Reg. CE 1782/2003.
L’attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari, di
alto valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di incuria. Negli oliveti delle aziende partecipanti all’azione sono stati effettuati i seguenti interventi per il miglioramento
dello stato fitosanitario e vegetativo delle piante: eliminazione della vegetazione
spontanea indesiderata sviluppatasi nell’oliveto, decespugliamento e
la spollonatura al pedale delle piante, riequilibrio dello sviluppo fisiologico della
chioma sia attraverso la eliminazione dei succhioni vecchi di diversi anni, sia attraverso il diradamento della stessa con soppressione di una porzione di rami e non
ritenuti più utili per la corretta gestio¬ne dell'albero.
L’apporto dei tecnici ha contribuito all’applicazione di criteri di potatura razionali adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti all’iniziativa, i
quali inoltre hanno fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una
razionale gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali, per la protezione della falda acquifera superficiale e profonda da inquinamenti da fonti agricole ed in particolare dai nitrati, per la tutela dell’habitat e la valorizzazione della
biodiversità della flora e della fauna selvatica e per il ripristino e la salvaguardia dei
manufatti in pietra calcarea, elementi caratterizzanti il paesaggio rurale salentino,
che danno ospitalità a specie animali e vegetali autoctone; il tutto in linea con le
norme della Condizionalità sui Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) - allegato III
del Reg. CE 73/2009.
93
Nell’ambito delle attività relative al Miglioramento dell’impatto ambientale dell’oleicoltura, da realizzarsi in conformità al Programma ai sensi del Reg. CE 867/08,
questa Organizzazione ha ritenuto opportuno realizzare e divulgare il manuale “La
Conduzione Ecosostenibile dell’Oliveto”, con un capitolo dedicato esclusivamente
alla “Potatura dell’Olivo”, quale tecnica colturale fondamentale per coniugare lo
sviluppo dell’olivicoltura con la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, nuova frontiera della politica agricola comunitaria. Si illustrano i criteri di scelta delle tecniche
di potatura che devono essere praticate per realizzare al meglio il mantenimento
degli oliveti tradizionali, patrimonio di inestimabile valore ambientale, paesaggistico e socio-economico, non solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma anche su
quello economico-finanziario.
Questo manuale costituisce il materiale didattico ed informativo a disposizione
delle aziende aderenti e dei soci che hanno partecipato agli incontri tecnici ed ai
corsi di aggiornamento tenuti sull’argomento.
I risultati degli interventi sono documentati da apposita documentazione fotografica e dalle schede tecniche compilate dai tecnici incaricati.
L’azione ha interessato n. 10 aziende olivicole, per un totale di Ha 82 circa e
piante 5.506.
Azione 2.b) Elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su
criteri ambientali adatti alle condizioni locali, nonché la loro diffusione presso gli
olivicoltori e la sorveglianza della loro applicazione pratica.
Come previsto dal Contratto di affidamento stipulato con UNAPOL e comunque
consapevole della necessità di dover assistere i soci nell’apprendimento, nell’applicazione e nel rispetto delle norme sulle buone condizioni agronomiche ed ambientali, la O.P. ha realizzato l’azione in due fasi:
- fase 1) Elaborazione e realizzazione della pubblicazione “La Conduzione
Eosostenibile dell’Oliveto”, finalizzata alla divulgazione della norma applicativa del
regime della Condizionalità (Criteri di Gestione Obbligatori – CGO – e Buone
Condizioni Agronomiche ed Ambientali – BCAA) per gli aiuti diretti alle aziende
agricole. Questa pubblicazione contiene al suo interno un intero capitolo denominato “Norme per la Conduzione Ecosostenibile dell’Oliveto”, che costituisce il
Disciplinare predisposto nell’ambito dell’attività di che trattasi. Le norme relative
alla Condizionalità sono disciplinate dal Decreto del Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali n. 12541 del 21 dicembre 2006 e della Deliberazione di Giunta
regionale n. 2460 del 16 dicembre 2008, che hanno recepito le direttive comunitarie
in materia, contenute negli allegati II e III del nuovo Regolamento comunitario n.
73 del 19 gennaio 2009, che ha abrogato il vecchio Reg. CE 1782/2003.
Questa realizzazione, strumento di formazione ed informazione, è indirizzata in
primo luogo agli olivicoltori quale valido supporto nell’applicazione degli impegni
94
obbligatori definiti dalla nuova Politica Agricola Comunitaria che indirizza sempre
più l’olivicoltura verso la produzione sostenibile.
Al tal fine il disciplinare è preceduto da un apposito capitolo denominato ”La
Strategia A groambientale della Unione Europea”, che attraverso le varie tappe di
riforma della PAC, giunge alla disciplina del regime di Condizionalità, dettando le
norme applicative del disciplinare che sono oggetto di monitoraggio e sorveglianza
della loro applicazione pratica presso le aziende olivicole associate da parte dei tecnici incaricati.
- fase 2) Attività di divulgazione e sorveglianza presso le aziende agricole. Nel
corso dell’attività la Organizzazione ha promosso nn.12 incontri tecnici, a cui hanno
partecipato mediamente 20 olivicoltori, finalizzati alla divulgazione del Disciplinare
ed all’aggiornamento degli olivicoltori sulla PAC, sulle norme relative alla applicazione della disciplina della condizionalità al regime di pagamento dei premi unici
aziendali, su tecniche agronomiche finalizzate alla protezione dell’ambiente ed al
mantenimento del paesaggio e su tecniche di potatura per il recupero degli oliveti ad
alto valore ambientale.
Tali concetti sono contenuti nel disciplinare di produzione elaborato, che costituisce il materiale didattico e informativo messo a disposizione di tutti gli associati.
PROGRAMMA DEI CORSI
1.
2.
La strategia agroambientale nella Politica Agricola Comunitaria
Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura
-
Illustrazione delle norme applicative del regime della Condizionalità per gli
aiuti diretti alle aziende agricole: Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e
Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA)
Disciplinare sulle Norme per la Conduzione Ecocompatibile dell’Oliveto.
Tecniche di Potatura per il recupero degli Oliveti ad Alto Valore Ambientale.
-
L’attività di sorveglianza in campo si è concentrata sull’applicazione e sul rispetto delle norme sulle buone condizioni agronomiche ed ambientali presso gli olivicoltori partecipanti alle azioni 2 a) e 3 a) oltre ad altre 41 aziende partecipanti ai
corsi, per un totale di nn.61 aziende e un totale di Ha 883 circa. I tecnici hanno illustrato sistemi di gestione del suolo, difesa, raccolta e trasformazione a basso impatto
ambientale allo scopo di diffondere sul territorio e tra gli operatori della filiera olivicola la conoscenza di tecniche agronomiche alternative che, pur mantenendo la redditività e la competitività del settore agricolo, garantiscano la conservazione degli
habitat, della biodiversità e del paesaggio, secondo le direttive dell’Unione Europea
95
per lo sviluppo sostenibile del settore agricolo. I tecnici hanno illustrato, inoltre, il
regime sanzionatorio relativo all’inosservanza delle norme imposte che, sia per
un’azione contraria che per un’omissione dell’agricoltore beneficiario, può comportare la perdita del diritto al pagamento dell’intero aiuto spettante. L’applicazione della
condizionalità, infatti, investe l’intera attività e struttura aziendale, anche quelle attività e superfici per le quali non sussistono pagamenti diretti. La riduzione dell’aiuto,
fino al suo completo annullamento, tiene conto della gravità, portata, durata e frequenza dell’infrazione commessa.
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la
lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle
olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica – Monitoraggio e controllo della mosca dell’olivo.
La lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) rappresenta il principale problema fitosanitario in olivicoltura, costituendo una delle fasi più delicate dell’intero processo produttivo. La difesa deve quindi essere particolarmente attenta, perché eventuali errori comportano danni di tipo quantitativo e qualitativo. Si assiste infatti ad
una perdita di produzione per la polpa delle olive mangiata dalle larve che scavano
gallerie all’interno, e per la cascola precoce che riduce il prodotto trasformabile.
Consistenti attacchi di mosca compromettono inoltre la qualità degli oli prodotti, a
causa della rottura delle cellule con conseguente aumento dell’acidità libera, del
numero dei perossidi, delle fermentazioni, delle ossidazioni e delle muffe sui fori di
uscita dell’adulto. Tali fenomeni degenerativi determinano nell’olio difetti di avvinazzato, riscaldo, muffa, fino al vero e proprio difetto di “verme”, codificato nella voce
“altri” dal Reg. CE. 640/2008. E’ quindi molto importante seguire costantemente il
livello di infestazione, monitorare la presenza degli adulti con trappole cromotropiche
e/o a ferormone, verificare settimanalmente l’ovideposizione nei frutti e lo stadio di
sviluppo delle larve, mediante campionamento di 10 olive per pianta su 10-20 piante
ettaro, intervenendo con prodotti chimici o biologici solo al superamento della soglia
economica di convenienza. Le strategie di difesa consolidate, basate sui concetti della
lotta guidata e integrata sono sostanzialmente due: larvicida ed adulticida.
Per la buona riuscita delle diverse tecniche di difesa è fondamentale seguire le
indicazioni dei sistemi di avvertimento settimanali, bollettini fitosanitari, ed intervenire entro breve tempo dal consiglio di trattamento.
La pubblicazione settimanale dei bollettini fitosanitari scaturisce dall’attività di
assistenza tecnica condotta dai tecnici qualificati della O.P. ALPAS. Tale bollettino
viene emesso con l’intento di consigliare il momento più opportuno per intervenire
con metodiche di lotta integrata in modo da ridurre in modo significativo la distribuzione di prodotti chimici di sintesi ed elevare la qualità della produzione olivicola.
Il sistema di monitoraggio è stato organizzato in modo da raccogliere informazio-
96
ni di campo e divulgare consigli fitoiatrici in territori omogenei per caratteristiche climatiche e produttive attraverso il coinvolgimento di oleifici cooperativi e frantoi.
Sono stati individuati 18 campi di osservazione della superficie complessiva di
circa Ha 34,00 presso nn. 12 “aziende campione”, di cui Ha 21,00 circa oggetto di
monitoraggio, su cui sono stati effettuati rilievi e campionamenti per raccogliere i
dati necessari alle emissioni di comunicati fitosanitari che consigliano il momento
più opportuno per intervenire.
Durante i mesi oggetto di monitoraggio (luglio/novembre) sono stati emessi n.
21 bollettini fitosanitari. In tutti i campi oggetto di osservazione nel periodo ottobre/novembre è stata riscontrata una crescente presenza del parassita, tale da superare la soglia di intervento e consigliare il trattamento fitosanitario, raccomandando
di verificare attentamente, in funzione del previsto periodo di raccolta, il tempo di
carenza del prodotto insetticida utilizzato.
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Anche in questo terzo anno del Regolamento Comunitario le attività sono state
rivolte alle Aziende olivicole dei comuni della provincia di Brindisi.
Prevalentemente nella parte a nord della provincia sono state individuate o
confermate aziende appartenenti ai Comuni della D.O.P. “Collina di Brindisi”
(Fasano, Ostuni, Cisternino, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele
Salentino, Ceglie Messapica, Latiano e Brindisi).
Il programma svolto, quest’anno, in termini di assistenza tecnica, divulgazione,
ricerca e sperimentazione, ha contribuito al miglioramento della qualità delle
produzioni, migliorando anche l’impatto ambientale dell’attività olivicola.
L’assistenza tecnica, infatti, non si è rivelata fine a se stessa contribuendo invece
a costruire una maggiore sensibilità in tutti i soggetti della filiera olivicola.
La maggiore sensibilità ha portato ad avere maggiore rispetto per i consumatori
finali e per la loro salute.
Il futuro dell’agricoltura, in generale, e dell’olivicoltura in particolare si
costruisce assicurando prodotti garantiti e certificati per qualità e sicurezza
alimentare.
Il lavoro svolto ha contribuito ad acquisire tutti i dati necessari per attuare la
tracciabilità dell’olio prodotto e potendo così verificare gli indici di miglioramento
della qualità. Solo così è stato possibile verificare il grado di soddisfazione del
lavoro svolto.
A)
Finalità
L’Associazione, riconosciuta come Organizzazione di Produttori, nelle Azioni
del Reg. CE 867/2008 ha cercato di realizzare la sua vocazione principale che è
quella di tutela, promozione e valorizzazione dell’olio extravergine di oliva della
provincia di Brindisi, dove la presenza di colture olivicole pregiate, nell’ambito del
territorio della DOP “Collina di Brindisi”, costituiscono un grande patrimonio,
riconosciuto e apprezzato a livello Regionale e Nazionale.
B)
Attività di Assistenza Tecnica
L’attività di assistenza tecnica è stata svolta in favore delle Aziende Olivicole e delle
Aziende di trasformazione delle olive. Questa attività è tra le più importanti in quanto
tramite i tecnici convenzionati è stato possibile dare assistenza, consigli, verifiche in
campo, svolgere azione di prevenzione e di monitoraggio delle colture olivicole.
98
Per le Aziende olivicole si è provveduto a confermare e selezionare aziende
significative per dimensioni e presenza sul territorio al fine di monitorare un
territorio di ampie dimensioni.
Il monitoraggio degli agenti patogeni è stato avviato nel mese di Maggio 2011 e
svolto fino a tutto Novembre 2011, per poi proseguire con l’implementazione di una
serie di azioni mirate al miglioramento dell’impatto ambientale nel settore olivicolo.
Particolare attenzione è stata anche rivolta alle Aziende di trasformazione delle olive
per scongiurare eventuali ritardi e complicanze ostative per la produzione di qualità.
Il trasporto, lo stoccaggio delle olive e la lavorazione sono stati monitorati per
fornire consigli, dare assistenza agli operatori finalizzata a superare antiche
abitudini e implementare azioni virtuose.
Nell’ambito dell’assistenza tecnica si è fatto in modo che le olive fossero
stoccate in cassoni per conservare l’igiene e la integrità delle stesse in funzione della
lavorazione.
C)
Attività svolte
Nella terza annualità sono state svolte tutte le Azioni previste dal programma e
particolarmente:
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
L’Azione 2.a è stata finalizzata al mantenimento del paesaggio e alla protezione
dell’ambiente per recuperare oliveti soggetti a fenomeni di degrado.
L’Azione è proseguita nella salvaguardia di territori di interesse paesaggistico,
archeologico e rupestre come i siti di “Lama d’Antico”, “inserire foto”, “Lama S.
Lorenzo”, “Lama S. Giovanni” con potature di olivi secolari e interventi di
straordinaria manutenzione come ciglionamenti e decespugliamenti. Sono stati,
inoltre, individuati soci della Cooperativa Co.p.a.pe. molto attivi per realizzare
potatura di riforma in aziende olivicole con caratteristiche particolari ed a rischio di
esclusione e abbandono.
Nello svolgimento dell’Azione 2.a è stata perseguita la finalità di far rispettare regole
di produzione basate su criteri ambientali accettati e attuati dai produttori agricoli.
Sono state consigliate una serie di azioni finalizzate al miglioramento
dell’impatto ambientale dell’olivicoltura. L’elaborazione di buone pratiche agricole
basate su criteri ambientali adeguati alle condizioni locali è stata perseguita con una
specifica attività di divulgazione tecnica curata dai tecnici dell’Associazione.
La pubblicazione realizzata nell’ambito del programma Reg. CE 867/2008, per
la campagna 2011/2012 è stata dedicata alla “Garanzia e qualità” finalizzata al
miglioramento qualitativo della produzione olivicola e dell’impatto ambientale
dell’olivicoltura.
99
Lo scopo di questo opuscolo è di diffondere la conoscenza dei fattori che
influenzano la qualità del prodotto e sensibilizzare i produttori all’adozione di buone
prassi al fine di ottenere un prodotto qualificativo tenendo ben presenti anche le
esigenze di salvaguardia ambientale.
Il manuale di formazione e divulgazione è stato diffuso tramite la rete del Centro
Servizi delle ACLI, è stato inoltre illustrato agli olivicoltori incontrati nelle Azioni
sviluppate. Le Sedi Comunali dell’Acliterra Associazione Professionale Agricola
sono frequentate da tanti olivicoltori ai quali è stato consegnato il manuale dopo
colloquio, avendo suscitato l’interesse alla conoscenza.
L’attività è stata svolta nel preciso interesse di suscitare attenzione per la protezione
dell’ambiente e per il mantenimento del paesaggio agrario al fine di conseguire :
- na riduzione degli attuali livelli di erosione e di lavamento del terreno, con
opportune modifiche nelle pratiche agricole;
- un utilizzo più razionale dei prodotti chimici per ridurre l’impatto su flora e
fauna;
- uno sfruttamento sostenibile delle risorse idriche destinate all’irrigazione;
- una maggiore diffusione di coltivazioni sostenibili e favorevoli all’ambiente
con sistemi di produzione biologica ed integrata;
- un recupero degli oliveti ad alto valore ambientale con tecniche innovative di
potatura meccanizzata.
Nell’attuazione dell’Azione 2.a sono stati realizzati “campi pilota” in cui attuare
interventi collettivi al fine di recuperare e prevenire fenomeni di degrado o
abbandono. Ogni tecnico ha curato circa 25 campi di osservazione, distribuiti nel
territorio assegnato e rappresentativi delle varie realtà olivicole. Sono stati così
realizzati circa 50 campi nel territorio provinciale, significativi per sollecitare
attenzione, sensibilità e aggiornamento necessario per passare da una agricoltura
tradizionale ad un modo di condurre le aziende in termini moderni e secondo
tecniche colturali innovative.
Azione 3.a) Monitoraggio e controllo degli agenti patogeni dell’olivo.
L’Azione 3.a ha riguardato il monitoraggio del parassita (Bactrocea oleae), nel
periodo da Maggio fino a Novembre. Ogni tecnico ha individuato i campi di
osservazione ed ha installato trappole ai feromoni, controllando settimanalmente la
percentuale delle catture sulle trappole.
Per ogni azienda sono stati prelevati campioni di drupe, dopo aver individuato le
piante spia, trasportati in laboratorio mediante frigo portatili dove si è proceduto ad
analisi per riscontrare il grado di infestazione, fornendo immediatamente ai
produttori informazioni necessarie per la difesa delle colture. Ciò è avvenuto con la
stampa e la puntuale divulgazione di bollettini, consigliando trattamenti con
insetticidi biodegradabili e che non lasciano residui nell’olio.
100
Nell’ambito del controllo di filiera si è riscontrata una efficace azione di
miglioramento del prodotto con una conseguente produzione di olio di alta qualità.
Questo accertamento è stato possibile effettuarlo su tutti gli olivicoltori soci della
Cooperativa Co.p.a.pe. e per i quali il controllo di filiera, dal campo alla molitura
delle olive e lo stoccaggio dell’olio è stato possibile seguirlo con assiduità.
Nell’ambito del programma di miglioramento delle condizioni di raccolta e
stoccaggio è stata svolta un’ampia azione di diffusione fra gli olivicoltori di tecniche
di raccolta innovative con l’uso di agevolatori e ombrelli intercettatori ormai
patrimonio delle aziende più significative capaci di determinare la cascola delle
olive e la raccolta anche su reti, senza avere contatto con il terreno. Con grande
sacrificio per gli olivicoltori si è cercato di far adottare le raccolte delle olive
direttamente anche dagli alberi secolari che avendo un’ampia chioma ed un’altezza
di oltre dieci metri, presentano non poche difficoltà.
Volendo sintetizzare le attività svolte nell’ambito dell’Azione e previste dal
programma si indicano i seguenti interventi:
- monitoraggio dello stato di maturazione delle olive da parte dei tecnici
agronomi;
- sollecitazione della raccolta con l’ausilio di macchine agevolatrici
direttamente dagli alberi di olivo.
- sensibilizzazione presso gli olivicoltori per attuare uno stoccaggio delle olive
ed il conseguente trasporto in apposite casse di plastica adatte ed
igienicamente controllabili;
- controllo della lavorazione delle olive in frantoio e relativo stoccaggio
dell’olio, avendo cura che lo stesso fosse stoccato in appositi contenitori di
acciaio inossidabile e una volta analizzato depositato nei silos dedicati.
Questo controllo della filiera dal campo al frantoio ha permesso di conseguire
notevoli risultati nel miglioramento dell’acidità, delle qualità organolettiche
dell’olio, conseguendo ottimi risultati nelle varie analisi che sono state effettuate.
Particolarmente attenta è stata l’Azione di Assistenza tecnica ai frantoi. I tecnici
hanno cercato di sviluppare azioni tendenti a perseguire i seguenti obiettivi:
- ottimizzare le fasi del processo produttivo in modo da ottenere un olio di alta
qualità e meglio rispondente ai gusti dei consumatori;
- migliorare le condizioni di trasformazione delle olive, nonché di stoccaggio
dell’olio;
- consolidare sistemi di autocontrollo ai fini della sicurezza igienico-sanitaria
(Haccp);
- realizzare l’implementazione di sistemi di qualità (norme ISO 9002);
- far crescere il grado di formazione degli operatori addetti agli impianti di
trasformazione;
101
E) Conclusioni
A conclusione della terza annualità del Reg. CE 867/2008 si può formulare una
valutazione positiva delle Azioni progettuali svolte.
La valutazione del lavoro svolto è positiva in quanto attuando un’assistenza
diretta alle aziende olivicole e alle aziende di trasformazione coinvolte nel
programma si è realizzato con la formazione, l’informazione e la divulgazione
dell’olio d’oliva.
Il patrimonio che rimane a conclusione del triennio del Regolamento comunitario
è sicuramente l’innalzamento culturale degli olivicoltori che contribuendo alla
salvaguardia e tutela dell’ambiente contribuiscono al mantenimento dell’ecosistema ambientale.
Il risultato positivo non può essere vanificato, deve essere, invece, continuato con
il prossimo Regolamento 1221/11 che, se approvato, permetterà a questa
Associazione di continuare nella sua missione di essere al servizio degli olivicoltori
associati.
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Azione 2)a Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica
Nell’ambito del settore del miglioramento ambientale le attività svolte si sono
concentrate nella zona del Nord barese caratterizzata da un’alta concentrazione di
oliveti specializzati a rischio di abbandono. Il costante aumento dei costi di
mantenimento degli oliveti e, per contro, i minori ricavi ottenuti dalla vendita delle
produzioni che riscontrano prezzi sempre più bassi sul mercato, hanno reso quello
dell’abbandono un fenomeno sempre più frequente in tutte le aree del Mezzogiorno
con conseguenti fenomeni di elevato degrado del paesaggio e del terreno.
Le attività hanno avuto pertanto come obiettivo proprio quello di prevenire
fenomeni di degrado e si sono concretizzate nel recupero di Ha 15.30.88 di oliveti
a rischio di abbandono, appartenenti a 8 diverse aziende e ricadenti nei territori di
CORATO – RUVO DI PUGLIA - ANDRIA.
Per l’individuazione delle aziende da coinvolgere nell’azione 2a, è stato
predisposto un manifesto informativo sulle attività previste, affisso in tutti i circoli
ACLI territoriali, sul sito della Soc. Coop. Apol, sono state inviate inoltre lettere agli
olivicoltori aderenti al CAA ACLI; è stata compiuta altresì un’indagine in loco per
l’individuazione degli oliveti in stato di abbandono o a rischio di abbandono.
E’ opportuno a tal proposito evidenziare che la quasi totalità degli oliveti su cui
si è intervenuti era in uno stato di avanzato degrado perchè non curati da svariati
anni, pur essendo allocati in zone ad alto valore paesaggistico-ambientale.
Nella individuazione dei predetti appezzamenti si è tenuto del contesto
paesaggistico in cui gli stessi erano allocati; infatti la situazione ante ripristino
creava nel contesto colturale della zona, un inquinamento non solo visivo ma anche
di tipo ambientale, oltre al valore paesaggistico in linea con la legge regionale n.
14/2007 per la salvaguardia degli oliveti si è cercati nell’individuazione di
selezionare gli oliveti di importante valore storico-monumentale.
L’abbandono degli oliveti o la loro estirpazione sta producendo di fatto,
fenomeni di erosione e smottamento del suolo, pericolo di incendi, deturpazione dei
paesaggi tradizionali, infatti nella nostra zona si sta assistendo alla cessione da parte
di aziende agricole, ormai esauste, di interi appezzamenti olivetati, per l’istallazione
di impianti per la produzione di energia alternativa.
Infatti nelle aree di intervento, l’olivicoltura riveste un ruolo fondamentale, non
103
solo dal punto di vista socio-economico, ma anche dal punto di vista paesaggistico
e idrogeologico svolgendo soprattutto un’azione di salvaguardia ambientale.
Per dare visibilità alle attività avviate si è provveduto a segnalare tali siti
attraverso la realizzazione e collocazione di cartellonistica riportante gli estremi del
Regolamento Comunitario 867/2008, il logo degli Enti finanziatori e dell’Ente terzo
attuatore.
Per lo svolgimento dei lavori di potatura straordinaria, decespugliamento,
spollonatura, concimazione, arature, trattamenti fitosanitari e quant’altro necessario
al ripristino colturale si è ritenuto opportuno ricorrere alle maestranze rese
disponibili dalla Soc. Coop. “MURGIA”.
Gli interventi effettuati sulle aziende selezionate si sono concretizzati in
operazioni colturali preliminari quali; spollonatura e decespugliamento per liberare
le piante da eventuali rovi e poter procedere successivamente alla potatura
straordinaria.
Su alcune piante colpite da carie, si è proceduto al taglio della pianta madre e alla
selezione di alcuni polloni idonei alla formazione di nuove piante.
Successivamente sono stati eseguiti interventi di natura agronomica, sulla
struttura del suolo con arature leggere, laddove la morfologia del terreno lo
permetteva, e con azioni di rimozione di erbe infestanti attraverso l’uso di
decespugliatori, nelle aziende orograficamente più impervie.
Si è quindi proceduto ad effettuare trattamenti fitosanitari mirati, utilizzando
prodotti a basso impatto ambientale e privilegiando l’aspetto nutrizionale delle
piante attraverso l’uso di concimi ed intervenendo secondo le necessità con
trattamenti contro la tignola e la mosca al superamento della soglia di intervento.
Nel corso dell’anno sono continuati gli interventi colturali di recupero e
mantenimento degli oliveti, con l’eliminazione dei polloni alla base delle piante
nonché l’effettuazione di ulteriori arature.
E’stato, quindi, eseguito l’interramento sia di piccoli residui della potatura sia di
erbe infestanti per scongiurare eventuali pericoli di incendio e per rendere meno
difficoltoso per gli operatori agricoli.
Tutte le operazioni colturali effettuate sono state concordate fra l’Apol ed il
tecnico preposto a seguire l’Azione e gli operatori della cooperativa che hanno
giornalmente operato sotto la supervisione dello stesso.
Per quanto concerne le attrezzature utilizzate nell’ambito di tale azione occorre
specificare che i mezzi in possesso e/o concessi in comodato all’A.PO.L. sono stati
direttamente utilizzati dalla Soc. Coop. Murgia, ottenendo così una riduzione dei
costi per l’impiego di attrezzature, per ettaro/coltura, ed un incremento di ore lavoro
per impiego di mano d’opera.
Ci si è inoltre preoccupati di affidare ad uno studio cine-fotografico tutta
l’attività di documentazione degli interventi per giungere alla realizzazione di un
104
video finale divulgativo su CD e DVD degli interventi svolti da aprile 2011 a marzo
2012. Non è stato inoltre, trascurato l’aspetto informatico con l’affidamento, ad
azienda specializzata la realizzazione di un sito Internet sulle attività previste dal
Progetto, di facile consultazione e di notevole interesse per l’intero comparto.
Azione 3)a Monitoraggio e controllo della mosca dell’olivo
Nei primi due mesi dall’avvio delle attività riferite all’azione di monitoraggio,
controllo e lotta ai parassiti dell’olivo, i tecnici preposti hanno individuato i Comuni
di Palo del Colle, Mariotto, Bitonto, Ruvo di Puglia, Bitetto, Sannicandro,
Giovinazzo, Barletta, Bisceglie, Corato, Terlizzi, Andria e Canosa di Puglia quali
zone territoriali ideali per lo svolgimento di tale attività assistenziale, individuando
32 aziende per una superficie totale di Ha 136.65.87.
All’interno di tali realtà sono state individuate venti aziende olivicole attraverso
la diffusione di manifesti divulgativi affissi nei Comuni interessati e l’invio di lettere
presso le locali sedi dei Circoli ACLI. Gli oliveti individuati sono ricadono nell’area
delle cultivar “Coratina” e “Cima di Bitonto” in quanto particolarmente
rappresentative della realtà olivicola locale per caratteristiche pedoclimatiche,
varietali, epoca, tipo di impianto e situazione produttiva.
Tali aziende opportunamente contattate si sono dichiarate disponibili a ricevere
assistenza tecnica nei campi.
I tre tecnici hanno provveduto preliminarmente al posizionamento di cartelli
informativi e di pubblicizzazione all’ingresso di ogni campo di monitoraggio.
All’interno di ogni campo sono state installate le trappole per il monitoraggio
della popolazione dei diversi parassiti su “piante spia” opportunamente individuate;
successivamente si sono anche effettuati campionamenti per destinarli all’analisi in
laboratorio. Tali piante contrassegnate con un nastro di segnalazione bianco e rosso.
L’attività è quindi proseguita con un monitoraggio a cadenza settimanale dei
principali parassiti.
Il monitoraggio ha riguardato in particolare la Bactrocera oleae (mosca
dell’olivo) e la sua attività carpofaga attraverso il controllo del volo con trappole a
feromoni installate in ciascun campo di osservazione ed il conseguente
campionamento delle drupe. Le aziende sono state costantemente informate della
situazione riscontrata e consigliate su eventuali trattamenti da effettuare.
L’analisi dei campioni, è stata eseguita presso un locale sito a Corato in Via
Parini n° 17, individuato dall’Associazione ed attrezzato come laboratorio fornito di
binoculare, bisturi, pinzette oltre ai materiali di consumo usuali.
L’attività svolta, ha così evitato, un uso indiscriminato di prodotti chimici in
quanto l’uso massiccio dei pesticidi nelle coltivazioni intensive pur combattendo i
parassiti dannosi, per le produzioni agricole, colpisce inevitabilmente la
105
popolazione di insetti utili riducendo anche il supporto alimentare per gli uccelli
andando così a modificare tutti gli habitat naturali. L’uso controllato di prodotti
chimici in agricoltura, invece favorisce lo sviluppo di una flora ricca e di una varietà
di insetti che sono un’importante fonte di alimentazione per diverse specie di
uccelli. Nei pochi casi in cui si è reso necessario consigliare l’intervento
fitosanitario, sono stati indicati prodotti a basso impatto ambientale consentiti dalla
attuale normativa sulla lotta integrata e/o biologica, suggerendo di porre la massima
attenzione nel controllo delle modalità di distribuzione.
I dati di monitoraggio raccolti ed elaborati sono stati divulgati attraverso
l’emissione di un Bollettino Fitosanitario settimanale, distribuito in forma cartacea
presso strutture ACLI, Sito Internet, e.mail per la spedizione del bollettino per posta
elettronica.
Sempre nell’ambito dell’azione 3/a sono state organizzate tre prove dimostrative
nei comuni di Sannicandro di Bari, Corato e Bitonto-Palombaio con lo scopo di
diffondere metodi alternativi alla raccolta tradizionale con i risultati nell’ambito del
magazzinaggio e della trasformazione.
DIVULGAZIONE
Per una maggiore divulgazione vicina alle nuove realtà informatiche, i Bollettini
Fitosanitari, i grafici dei dati meteorologici/temperature/catture e le prove
dimostrative sono stati regolarmente pubblicati e diffusi sul sito internet
dell’Associazione.
Tutte le attività svolte dai tecnici sono state documentate previa compilazione di
schede giornaliere, riepiloghi mensili e schede aziendali.
A fine della terza ed ultima annualità del Reg. Ce 867/08 l’associazione ha
organizzato un seminario conclusivo in data 30 marzo 2012 c/o il centro direzionale
Excutive Center di Corato, con l’obbiettivo di far conoscere ai soci e a tutti coloro
che vogliono entrare a fare parte del mondo associativo le azioni svolte, i risultati
raggiunti, con le azioni 2/a e 3/a.
Il seminario è stato divulgato mediante il sito internet, locandine presso i circoli
acli, e manifesti informativi. Durante il seminario saranno proiettate riprese video
delle attività svolte, grafici, ed altro materiale prodotto durante le tre annualità.
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A. S. P. O.
Associazione Salentina
Produttori Olivicoli
Soc. Coop.va Agr.
RELAZIONE FINALE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA
In provincia di Lecce la coltura dell’olivo copre circa il 50% dell’intera superficie agraria e forestale; gli oliveti tradizionali, sono spesso coltivati su terreni poveri, rocciosi e senza irrigazione sfruttando la notevole capacità di adattamento della
pianta in situazioni limite. Le varietà predominanti sono la Cellina di Nardò (con
circa il 53%) e l’Ogliarola di Lecce (con circa il 41%), la restante parte è rappresentata da varietà di recente introduzione quali Leccino, Nociara, Frantoio, Coratina
ecc. Il sesto di impianto tradizionale si aggira mediamente intorno a metri 12 x 12.
La dimensione media aziendale è piuttosto ridotta a causa del lungo processo di frammentazione verificatosi nel corso degli anni con particolare incremento negli ultimi decenni.
Da quanto esposto si può desumere che la coltura dell’olivo è una coltura fondamentalmente povera, ciò contrasta con la ricchezza intrinseca (genuinità) del suo
prezioso prodotto, ricchezza ormai riconosciuta e spesso decantata da tutti.
Oltretutto, l’olivicoltura non è stata ben supportata da politiche di mercato consone a tale inestimabile patrimonio. Se a ciò si aggiunge poi il fenomeno sociale che
ha interessato tutto il comparto agricolo, relativo all’abbandono delle campagne da
parte dei giovani verso altri comparti o settori più redditizi, è facile immaginare la
situazione di crisi in cui l’olivicoltura, non solo quella salentina, riversa.
È ovvio che questo quadro dipinto in maniera quasi drammatica non interessa
tutti gli olivicoltori poiché esistono delle realtà, molto belle ed interessanti, che a
costo di notevoli sacrifici o magari puntando su prodotti di nicchia sono riuscite a
penetrare gradualmente il mercato; ma pochi capaci imprenditori e/o prodotti confinati in nicchie di mercato non potranno certamente fare da traino ad un settore così
vasto ed importante come quello olivicolo, che, non dimentichiamolo, ha anche una
notevolissima valenza ambientale e paesaggistica sul territorio salentino.
Pertanto, questa organizzazione ha inteso concentrare i propri sforzi utilizzando
le misure previste dal Reg. CE 867/08 al fine di migliorare le caratteristiche qualitative delle produzioni olivicole intervenendo sulle tecniche agronomiche ad esse
collegate nonché sulla salvaguardia ed il ripristino di oliveti ad alto valore ambientale a rischio di abbandono. Nell’intento di tutelare e valorizzare sia la produzione e
sia la commercializzazione dell’olio e delle olive da tavola in armonia con gli indirizzi della politica comunitaria, nazionale e regionale.
108
L'obiettivo principale delle azioni proposte dal presente programma è stato quello di migliorare la qualità dei processi produttivi e degli oli di oliva così da assicurare l'adeguamento alle norme nazionali e comunitarie che disciplinano il settore,
favorire la commercializzazione con marchi di qualità e incentivare tecniche sempre
più sostenibili da un punto di vista ambientale anche al fine di mantenere il ruolo
dell'olivicoltura nella caratterizzazione del paesaggio delle aree rurali.
Per favorire la partecipazione delle aziende olivicole associate alla realizzazione
del programma delle attività previste, si è data ampia informazione a mezzo di manifesti divulgativi ed avvisi informativi su tale iniziativa.
Ci sono state richieste di partecipazione da parte di molte aziende olivicole associate e tra queste sono state selezionate ed individuate quelle che presentavano i
requisiti idonei per poter partecipare alle azioni del suddetto Progetto.
Inoltre sono seguiti ulteriori incontri conoscitivi con i produttori interessati all’iniziativa finalizzati alla definizione degli impegni da assumere per la partecipazione alla realizzazione delle due azioni contemplate nel Programma di attività del Reg CE 867/08.
Agli operatori del settore olivicolo è stata evidenziata l’importanza che rivestono le principali operazioni colturali nella tecnica olivicola per realizzare al meglio il
mantenimento degli oliveti tradizionali, di alto valore ambientale, paesaggistico e
socio-economico, non solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma anche su
quello economico-finanziario per la realizzazione di un olivicoltura di qualità ed
eco-sostenibile.
Agli aderenti al suddetto progetto e soci della suddetta Associazione è stata data
ampia informazione sulle attività del Progetto 867/08 sulle iniziative ed eventi
divulgativi attraverso la pubblicazione di manifesti che sono stati affissi presso le
strutture periferiche dell’associazione e frantoi oleari.
Al termine dell’attività è stata elaborata con l’apporto del personale incaricato
realizzata una pubblicazione, inerente le tecniche di potatura degli oliveti adulti o
secolari e le tecniche di raccolta delle olive con l’obbiettivo di diffondere tra gli operatori e soci dell’ASPO le conoscenze di tali pratiche colturali dell’olivo al fine di
migliorare l’applicazione di tali pratiche colturali.
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
L’attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari, di
alto valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di incuria.
Con l'ausilio dell'assistenza tecnica fornita dai tecnici dell'ASPO sono stati effettuati interventi di manutenzione di oliveti tradizionali, finalizzati alla salvaguardia
del patrimonio olivicolo dal rischio di incuria ed abbandono con conseguente distruzione, assicurando un livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla
109
coltura dell'olivo tramite la corretta cura delle piante, secondo quanto previsto dalle
norme della Condizionalità sulle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientale
(BCAA) - allegato IV del Reg. CE 1782/03 - Norma 4.3 Manutenzione degli oliveti.
In funzione delle richieste di partecipazione a questa azione inoltrate
all’Associazione sono state individuate le aziende aventi oliveti di età adulta e nelle
condizioni di usufruire degli interventi di manutenzione come previsto da tale azione del suddetto Regolamento.
Presso le aziende olivicole individuate, per una superficie complessiva di circa 6
ha, il tecnico incaricato ha eseguito dei sopralluoghi allo scopo di rilevare la consistenza aziendale ed i diversi dati identificativi delle stesse aziende olivicole, in particolare: l’età delle piante di olivo, il tipo di cultivar, il sesto d’impianto, la natura
del terreno ed altri dati identificativi che sono stati riportati sulle rispettive schede
aziendali utilizzate nella modulistica del Progetto 867/08.
Durante i sopralluoghi in campo sono state verificate le condizioni di salute delle
piante di olivo ed il loro stato di abbandono, nonché’ l’età delle piante per poter
valutare la possibilità di effettuare l’intervento di manutenzione come previsto dall’azione 2.a del suddetto Regolamento.
Nella fase di intervento di manutenzione presso le aziende olivicole aderenti, il
tecnico incaricato ha contribuito all’applicazione di criteri di potatura razionali adeguati alle esigenze economiche delle stesse aziende partecipanti all’iniziativa, inoltre ha fornito ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale
gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali, secondo quanto previsto dalla normativa della Condizionalità.
Dopo l’intervento di potatura, il tecnico ha continuato ad effettuare il monitoraggio dello stato fitosanitario e di salute delle piante di olivo sottoposte all’intervento
di manutenzione, pertanto sono stati impartiti consigli e suggerimenti utili sulle cure
da praticare sulle piante di olivo che sono state sottoposte ai tagli cesori.
Tutta l’attività tecnica svolta è stata documentata presso l’ufficio
dell’Associazione utilizzando l’apposita modulistica di Progetto, in particolare sono
state compilate le schede aziendali di rilievo dei dati identificativi aziendali e le
schede di attività giornaliera con il relativo riepilogo mensile.
Si è inoltre provveduto alla sistemazione dei fascicoli delle rispettive aziende olivicole contenenti tutta la documentazione tecnica relativa alle aziende olivicole
coinvolte, in particolare: visure, planimetrie, orto-foto e la documentazione fotografica della potatura delle piante di olivo.
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la
lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle
olive prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
Attraverso le risorse stanziate nell’ambito dell’Azione 3.a del Reg. Ce 867/08
110
l’ASPO ha potuto svolgere un'interessante azione rivolta a diffondere tra gli operatori del settore, le tecniche di raccolta del prodotto dalla pianta e di magazzinaggio delle
olive con l’obiettivo di salvaguardare e migliorare le caratteristiche qualitative.
Pertanto è stato elaborato un programma di attività che vengono di seguito indicate:
monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
realizzazione di prove dimostrative di raccolta con macchine agevolatrici.
miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle olive
attraverso l'utilizzazione di appositi contenitori finestrati (cassette e cassoni)
che permettono di limitare i processi di degradazione delle drupe prima
della trasformazione;
miglioramento della conservazione dell'olio attraverso adeguati contenitori
che salvaguardano eventuali processi ossidativi;
Le suddette attività sono state effettuate sulle aziende pilota che sono state individuate e scelte a seguito della richiesta di partecipazione a tale azione.
Presso tali aziende olivicole scelte, per una parte è stata eseguita la raccolta diretta dalla pianta con le macchine agevolatrici in modo da mettere a confronto le tecniche sperimentate con le tecniche di raccolta tradizionali da terra.
Presso le aziende coinvolte sono stati eseguiti sopralluoghi in campo da parte del
personale tecnico incaricato che ha eseguito il rilievo degli appezzamenti aziendali
e riportato sulla scheda aziendale i diversi dati identificativi aziendali.
Inoltre il personale tecnico ha fornito assistenza tecnica durante le fasi preparatorie alla raccolta delle olive e le fasi che hanno riguardato la raccolta, il trasporto e
magazzinaggio delle olive.
L’obiettivo è la razionalizzazione della fase di raccolta, di trasporto e stoccaggio
delle olive, nonché la fase di trasformazione e conservazione dell’olio. A tale scopo
sono state fornite indicazioni sulla scelta del momento opportuno per la raccolta, fondamentale per ottimizzare la produzione dal punto di vista qualitativo e ciò, in accordo con il frantoio addetto al ricevimento delle olive da avviare alla trasformazione.
Nell’ambito di quest’attività sono state realizzate n° 2 prove dimostrative di raccolta delle olive con l’ausilio delle macchine agevolatrici da confrontare con le tecniche tradizionali.
Le prove dimostrative sono state divulgate attraverso i manifesti affissi presso i
frantoi oleari e sportelli periferici dell'ASPO.
Alle prove dimostrative hanno partecipato i responsabili delle aziende coinvolte
nel Progetto 867/08 e soci dell’associazione, che hanno dimostrato molta attenzione ed interesse alle prove dimostrative di raccolta delle olive soprattutto per la raccolta eseguita con l’ausilio delle macchine per la raccolta diretta dalla pianta.
Le prove dimostrative hanno riguardato anche il trasporto ed il magazzinaggio delle
olive, che influenzano la qualità del prodotto che si ottiene dalla molitura delle olive.
L’attività svolta durante le prove dimostrative è stata documentata con gli appo-
111
siti registri di presenza dei partecipanti e mediante il materiale fotografico.
Al fine di dimostrare i benefici ottenuti con l’ausilio di queste tecniche di raccolta sono state eseguite le analisi chimiche dei campioni di olio ottenuto dalle olive
raccolte con i due metodi dalla pianta e da terra. Attraverso le analisi chimiche è
stato rilevato il grado di acidità ed il numero di perossidi, che hanno dimostrato l’incremento della qualità delle olio ottenuto dalle olive raccolte direttamente dalla
pianta rispetto alla qualità dell’olio ottenuto con il metodo di raccolta da terra.
Anche per questa azione, l’attività svolta è stata documentata presso l’ufficio
dell’Associazione utilizzando l’apposita modulistica, schede aziendali e le schede di
attività giornaliera, si è inoltre provveduto alla sistemazione dei fascicoli contenenti tutta la documentazione tecnica relativa alle aziende coinvolte in questa azione.
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ASSOCIAZIONE INTERREGIONALE
PRODUTTORI OLIVICOLI
Tel. 099/9707547 - Via Roma, 134 AVETRANA
Miglioramento dell’Impatto ambientale dell’oleicoltura
In provincia di Brindisi, Lecce e Taranto l’olivicoltura non svolge soltanto una
mera funzione produttiva, ma presenta numerosi risvolti dal punto di vista sociale,
ambientale e storico culturale contribuendo a sviluppare ed incentivare fenomeni di
grande interesse nella promozione e valorizzazione complessiva di questo territorio.
Per comprendere il ruolo sociale svolto dall’olivicoltura nel territorio salentino è
sufficiente ricordare che la maggior parte delle aziende agricole, sono interessate
alla coltivazione dell’olivo; si può facilmente dedurre che un gran numero delle
famiglie delle tre province trovano nell’olivicoltura un importante elemento di integrazione al proprio reddito.
Dal punto di vista ambientale, la coltivazione dell’olivo ha rappresentato storicamente un elemento insostituibile nel mantenimento dei complessi equilibri del territorio; essa ha contribuito ad impedire il sopravvento di fenomeni di desertificazione
in un territorio climaticamente caratterizzato da un’endemica siccità.
L’olivicoltura nella tre province svolge inoltre un ruolo fondamentale nell’evoluzione della cultura locale, con riferimento al mantenimento dell’identità territoriale
e della salvaguardia del patrimonio rurale. I numerosi e maestosi olivi secolari, le
siepi, i muretti a secco delimitanti le antiche “chesure”, le masserie, i numerosissimi frantoi ipogei, costituiscono elementi profondamente caratterizzanti il paesaggio
della provincia e la loro conservazione ha allo stato attuale numerose valenze di
carattere produttivo, ambientale e turistico.
Obiettivi specifici
L’elevato valore storico, culturale ed antropologico dell’olivicoltura salentina
costituisce un evidente punto di forza dello sviluppo del Salento stimolando la crescita delle attività agrituristiche e attivando interessanti sinergie con il settore turistico aumentando l’attrattività del territorio.
Per la valorizzazione di questo ingente patrimonio olivicolo attraverso gli strumenti offerti dalla normativa comunitaria, il progetto predisposto dall’Associazione
113
si posto i seguenti obiettivi specifici:
1. promuovere la tutela delle piante di olivo secolari la cui presenza nelle tre
Province costituisce un elemento di forte caratterizzazione del paesaggio e
dell’ambiente rurale;
2. diffondere tra gli operatori le conoscenze sulle tecniche di coltivazione di
raccolta e trasformazione compatibili con l’ambiente, nonché sulle tecniche
di manutenzione di oliveti ad alto valore ambientale e paesaggistico;
4. diminuire l’impatto ambientale dei sottoprodotti dell’industria olearia attra
verso il loro recupero e riutilizzo;
5. implementare il S.I.G. con informazioni relative a specifiche aree olivicole
ad alta valenza ambientale e paesaggistica.
Interventi previsti
Il territorio della Puglia Meridionale è caratterizzato da una presenza diffusa di
oliveti secolari con esemplari di grande mole e di particolare valenza paesaggistica.
Gli alti costi connessi alla loro conduzione e la bassa produttività hanno messo in
pericolo il mantenimento di questi oliveti, spesso sradicati, commercializzati e trasportati altrove, determinando un impoverimento complessivo del territorio. E’
necessario quindi porre in atto iniziative che, da un lato consentano di evitare il
rischio di degrado del territorio dal punto di vista paesaggistico e culturale e dall’altro pongano le condizioni per la salvaguardia e la valorizzazione di questo ingente
patrimonio mediante azioni di tutela e di recupero alla loro funzione economica e
fruizione turistica.
Il progetto ha svolto la realizzazione di operazioni di manutenzione straordinaria
e di recupero di oliveti secolari ad elevato valore ambientale a rischio di abbandono,
su una superficie estesa di circa 100 ettari e coinvolto 50 produttori che, mediante
apposita convenzione o contratto con l’Associazione, si sono impegneti ad eseguire
le opere necessarie per il mantenimento e la salvaguardia dei suddetti oliveti.
Gli oliveti oggetto di intervento hanno avuto anche carattere dimostrativo allo
scopo di diffondere nel territorio e tra gli operatori le conoscenze sulle tecniche di
manutenzione di queste particolari emergenze.
Modalità operative
All’interno delle tre province aree omogenee descritte, si procederà all’individuazione di zone olivicole caratterizzate da una situazione orografica difficile, ad
alta valenza ambientale e paesaggistica.
Nell’ambito di tali zone sono stati individuati gli impianti olivicoli secolari, con
piante di grandi dimensioni, caratterizzati da sesto irregolare o per la presenza di
particolari sistemazioni idraulico-agrarie del territorio.
Su tali oliveti sano stati eseguiti interventi di manutenzione straordinaria, sia
114
sulle piante, con particolare riferimento alla potatura di riforma, che sugli altri elementi caratterizzanti il contesto agroambientale. Saranno corredati di segnaletica e
di cartellonistica riportante sinteticamente notizie di carattere storico, botanico, ecc.
Gli interventi di manutenzione straordinaria sano stati effettuati su oliveti aventi
superficie minima di 0,30 ettari, mentre il limite massimo di intervento per singola
azienda non ha superato le 150 piante.
Le conoscenze sulle tecniche di manutenzione di oliveti ad alto valore ambientale e paesaggistico sano state approfondite mediante la realizzazione di prove dimostrative in campo sulla potatura delle piante secolari, nonché sulle tecniche di intervento su quei manufatti la cui presenza, spesso caratterizza ulteriormente tali oliveti.
Le attività sano state svolte nel periodo compreso tra il mese di aprile 2011 e febbraio 2012; con l’impiego di un tecnico per complessivi 12 mesi/uomo, che ha operato presso l’Ufficio Agroambientale dell’Associazione e al quale sarà assegnato il
compito di selezionare ed individuare gli oliveti oggetto di intervento, nonché di
predisporre il piano di intervento per ciascun oliveto individuato. Il tecnico provvederà inoltre a fornire agli olivicoltori l’assistenza necessaria per la corretta esecuzione delle opere previste.
Conclusioni
Gli interventi di potatura sono stati di notevole aiuto per numerose aziende socie.
Infatti come è noto la potatura di riforma rappresenta il metodo migliore per ricondurre alla produttività uliveti trascurati o quasi abbandonati: limitazione a tali interventi sono i costi di esercizio che piccole aziende non possono sostenere. La nostra
attività ha perciò consentito di superare questi limiti e ha favorito il recupero di uliveti in zone marginali ove questa coltura rappresenta l’unica forma di salvaguardia
e tutela dell’ambiente e del paesaggio. Inoltre non bisogna dimenticare l’importante vantaggio che tali interventi comportano al miglioramento della qualità dell’olio
nonché alla facilitazione di pratiche agronomiche quali la raccolta o gli interventi
fitosanitari.
Miglioramento della qualità della produzione di olio d’oliva – Il progetto
La misura ha interessato alcune aziende situate negli areali delle Provincie di
Brindisi, Lecce e Taranto ed è stata attuata secondo le attività contemplate dal progetto.
Il progetto prevedeva l’individuazione delle “Aree campioni” in funzione del
dislocamento delle aziende nostre socie; all’interno di ogni area sono state scelte un
numero di aziende variabile in rapporto alla loro concentrazione sul territorio. Per
ogni azienda si è individuato un ettaro campione in cui sono state installate delle
trappole al feromone (tre per Ha) del tipo “Dacus Track plus” fornite dalla azienda
115
“Serbios” disposte a triangolo a circa 30 m l’una dall’altra. Sempre all’interno di tale
ettaro sono state individuate dieci piante campione per effettuare ogni settimana il
prelievo di un campione di olive (100 olive 10 per pianta). Ogni settimana, i campioni prelevati in campo sono stati sottoposti ad analisi in laboratorio per individuare il
grado di infestazione e i diversi stadi biologici del parassita. Inoltre settimanalmente
si è realizzato un bollettino fitopatologico, suddiviso per aree di monitoraggio, in cui
sono riportati i dati rilevati e le indicazioni sui momenti per intervenire e i prodotti
da utilizzare in funzione che si tratti di olivicoltura tradizionale o biologica.
Monitoraggio e controllo della mosca dell’ulivo – Le attività
Le attività hanno avuto inizio con la fase di identificazione di tre zone e delle
relative località.
Successivamente si sono individuate 15 aziende: le aziende sono state scelte in
funzione alla loro altitudine, la loro posizione rispetto l’area di riferimento, le pratiche colturali eseguite, le cultivar.
Per ogni azienda si è individuato un ettaro campione in cui sono state installate
le trappole al feromone (tre per Ha) del tipo “Dacus Track plus” fornite dalla azienda “Serbios” disposte a triangolo a circa 30 m l’una dall’altra. Sempre all’interno di
tale ettaro si sono individuate dieci piante campione per effettuare il prelievo di un
campione di olive (100 olive 10 per pianta).
Le attività di monitoraggio hanno avuto inizio dalla seconda settimana di luglio:
si è proceduto al rilievo delle catture sulle trappole e contemporaneamente, essendo
le olive già recettive alla puntura della mosca delle olive, si è anche effettuato il
campionamento delle drupe. Ogni settimana, venivano eseguiti i sopraluoghi in
campo riservando e le analisi in laboratorio: I dati ottenuti venivano inseriti successivamente in un database elettronico che consentiva di individuare subito la percentuale di infestazione attiva e di informare in maniera repentina i soci della necessita
o meno di eseguire i trattamenti tabulati.
Contestualmente, i dati cosi ottenuti sono stati utilizzati per redigere , ogni settimana, un bollettino fitopatologico, specifico per singola area, che è stato messo a
disposizione dei soci nelle dive sedi dislocate sul territorio: in questo erano riportati i dati settimanali e le eventuali indicazioni su quando e come intervenire in caso
di soglie preoccupanti di infestazioni.
Monitoraggio e controllo della mosca dell’ulivo – I Risultati
L’elaborazione dei dati si è incentrata sullo studiare la presenza della mosca delle
olive nelle diverse aree e nei diversi momenti: cioè si è voluto mettere in evidenza
la dinamica delle popolazioni in funzione dello spazio e del tempo. Poca attenzione
si è data all’individuazione di parametri di tipo quantistici soprattutto per ciò che
riguarda le catture di adulti in quanto queste risultano fortemente variabili in funzio-
116
ne di numerosi fattori quali altitudine, esposizione, temperatura, umidità, cultivar.
Da un punto quantistico si sono,invece, elaborati i dati relativi agli stadi preimmaginali (uova, larve, pupe) in quanto necessari per l’individuazione della percentuale
di infestazione attiva (uova+larve).
La dinamica delle popolazioni adulte presenta un andamento similare tra le
diverse aziende ma con notevoli differenze quantistiche legate alla localizzazione e
alla presenza o meno di produzione; da evidenziare un aumento crescente delle catture dalla terza settimana di settembre raggiungendo livelli preoccupanti di catture.
Questa situazione si rispecchia anche per ciò che riguarda l’infestazione attiva
evidenziando un aumento significativo della parassitizzazione solo dalla metà di settembre; inoltre si individuano percentuali prossime allo zero tra fine agosto e la terza
settimana di settembre come conseguenza delle elevate temperature estive a cui la
mosca è stata sottoposta e che ne ha condizionato il ciclo riproduttivo, a metà agosto,
un livello di infestazione superiore alla soglia d’intervento (10-15%) ma visto il calo
delle settimane successive non è stato necessario intervenire con alcun trattamento.
Conclusioni
Il monitoraggio effettuato nelle aree campioni ha evidenziato una percentuale
minima di infestazione: per il periodo di indagine luglio, agosto e metà settembre
non è mai stata superata la soglia minima di intervento (10-15%) riscontrando
aumenti da metà settembre e ottobre in poi: ciò è legato alle alte temperature estive
che hanno limitato fortemente lo sviluppo del fitofago. Questa situazione è andata a
favore della qualità dell’olio prodotto in quanto l’andamento climatico ha anche
anticipato la raccolta, che è iniziata da metà ottobre, evitando così che le drupe fossero danneggiate dalla ripresa dell’attività riproduttiva del dittero.
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ATE PR O L
Organizzazione dei Produttori Olivicoli
Soc. Coop. Agricola
Azione 2.a) Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e/o a rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica.
L'abbandono degli oliveti ubicati nelle zone marginali è un fenomeno sempre più
frequente nelle aree del Sud Italia. Ciò può essere imputato agli scarsi profitti, derivanti dalla vendita a prezzi sempre più bassi che i prodotti oleari spuntano sul mercato, i quali non giustificano i costi di gestione degli impianti. Tale problematica è accentuata, come già detto, nelle aziende di piccole dimensioni molto diffuse nel Sud Italia.
Sicuramente, l'abbandono conduce nel tempo a gravi fenomeni di degrado del
territorio, dovuti sia al peggioramento delle caratteristiche fisiche e agronomiche del
terreno, sia ad eventuali rischi legati a fenomeni di erosione/smottamento e maggiore predisposizione agli incendi delle aree incolte; senza dimenticare gli onerosi costi
di ripristino in caso di accentuata situazione di degrado.
Pertanto l’ATEPROL si è posta l'obbiettivo di attuare degli interventi collettivi al
fine di recuperare e prevenire fenomeni di degrado o abbandono in alcune aree e
dove l'olivicoltura ha assunto un'importanza notevole per il paesaggio.
Con l’ausilio dell’assistenza tecnica fornita dal tecnico incaricato
dall’A.TE.PR.OL Soc. Coop.va sono stati effettuati interventi di manutenzione di
oliveti tradizionali, finalizzati alla salvaguardia del patrimonio olivicolo dal rischio
di incuria ed abbandono con conseguente distruzione, assicurando un livello minimo di mantenimento delle superfici destinate alla coltura dell’olivo tramite la corretta cura delle piante, secondo quanto previsto dalle norme della Condizionalità
sulle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientale (BCAA) - allegato IV del Reg.
CE 1782/03 - Norma 4.3.
L’attività è stata condotta su oliveti di età superiore a 50 anni, plurisecolari, di
alto valore ambientale, caratterizzati da piante di grandi dimensioni, da sesti talvolta irregolari, in evidente prolungato stato di incuria.
Presso le aziende olivicole individuate il tecnico incaricato ha fornito attività di
assistenza tecnica sulle diverse operazioni colturali che riguardano l’oliveto.
Durante i sopralluoghi in campo presso le aziende aderenti a tale azione sono
state individuate le piante di olivo da sottoporre all’intervento di manutenzione, pianificati gli interventi di manutenzione delle piante e successivamente con l’intervento di manutenzione è stata fornita attività di assistenza tecnica durante lo svolgimento delle operazioni di potatura e, in particolare si è consigliato di non spogliare completamente le piante di olivo che porta le stesse ad emettere molti polloni che
dovranno essere tolti successivamente.
L’apporto del tecnico ha contribuito all’applicazione di criteri di potatura razio-
119
nali adeguati alle esigenze economiche delle aziende partecipanti all’iniziativa, inoltre si è fornita ogni utile indicazione e suggerimento per realizzare una razionale
gestione del suolo ed un corretto riutilizzo dei residui colturali in relazione a quanto previsto dal regime della Condizionalità.
Dopo l’intervento di potatura, il tecnico ha continuato ad effettuare il monitoraggio dello stato fitosanitario e di salute delle piante, pertanto sono stati impartiti consigli e suggerimenti utili sulle cure da praticare sulle piante di olivo che sono state
sottoposte ai tagli della potatura.
Tutta l’attività tecnica svolta è stata documentata presso l’ufficio dell’Associazione
utilizzando l’apposita modulistica di Progetto, in particolare sono state compilate le
schede aziendali, le schede di attività giornaliera ed i riepiloghi mensili.
Si è inoltre provveduto alla sistemazione dei fascicoli delle rispettive aziende olivicole contenenti anche l’altra documentazione tecnica: visure, planimetrie, ortofoto e la documentazione fotografica degli interventi di potatura presso le aziende
che hanno partecipato a questa azione.
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di magazzinaggio e di valorizzazione dei residui della produzione dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
L’A.TE.PR.OL attraverso le risorse stanziate nell’ambito dell’Azione 3.a del
Reg. Ce 867/08 intende diffondere tra gli operatori del settore, le tecniche di raccolta del prodotto dalla pianta e di magazzinaggio delle olive con l’obiettivo di salvaguardare e migliorare le caratteristiche qualitative.
Pertanto si è elaborato un programma di attività che vengono di seguito indicate:
1) prove di raccolta in campo con macchine agevolatrici,
2) trasporto e conservazione delle olive attraverso l’utilizzazione di appositi
contenitori,
3) miglioramento della conservazione dell’olio,
4) attività di divulgazione dei risultati,
le suddette attività sono state effettuate sulle aziende pilota che sono state individuate nei precedenti trimestri, pertanto solo su una parte di tali aziende è stata eseguita la raccolta diretta dalla pianta con le macchine agevolatrici in modo da mettere
a confronto le tecniche sperimentate con le tecniche di raccolta tradizionali da terra.
Avvalendosi dei tecnici impegnati nel servizio di assistenza tecnica, l’ATEPROL
ha potuto svolgere un'interessante azione rivolta su più attività quali:
monitoraggio dello stato di maturazione delle olive;
realizzazione della raccolta con macchine agevolatrici e confronto con la
raccolta tradizionale;
miglioramento delle condizioni di trasporto e conservazione delle olive
attraverso l'utilizzazione di appositi contenitori finestrati (cassette) che per
120
mettono di limitare i processi di degradazione delle drupe prima della
trasformazione;
miglioramento della conservazione dell'olio attraverso adeguati contenitori
che salvaguardano eventuali processi ossidativi;
attività di divulgazione dei risultati.
Con tali attività si cerca di migliorare la qualità dell’olio di oliva attraverso l’introduzione di modalità ottimali di consegna e magazzinaggio delle olive. L’obiettivo
e quello di accorciare i tempi tra la raccolta e la molitura delle drupe, migliorando
al contempo le modalità di trasporto e stoccaggio delle olive.
Durante i sopralluoghi eseguiti dal tecnico incaricato presso le aziende olivicole,
sono state fornite indicazioni sulla scelta del momento opportuno per la raccolta,
fondamentale per ottimizzare la produzione dal punto di vista qualitativo ma anche
sulle fasi successive trasporto magazzinaggio delle olive e sulla migliore conservazione dell’olio d’oliva.
Nell’ambito delle attività divulgative sono state realizzate n° 2 prove dimostrative di raccolta delle olive con l’ausilio delle macchine agevolatrici da confrontare
con le tecniche tradizionali, che vengono di seguito indicate:
Le prove dimostrative sono state divulgate attraverso i manifesti affissi presso i
frantoi oleari e le aziende olivicole aderenti e socie dell’ATEPROL.
Alle suddette prove dimostrative hanno partecipato molti operatori del settore
oltre ai titolari e responsabili alle aziende aderenti al Progetto 867/08, che hanno
dimostrato molta attenzione ed interesse alle prove dimostrative di raccolta delle
olive soprattutto per la raccolta eseguita con l’ausilio di alcune macchine moderne
per la raccolta diretta dalla pianta.
Le prove dimostrative hanno riguardato anche il trasporto ed il magazzinaggio
delle olive che sono gli altri fattori che influenzano la qualità del prodotto che si
ottiene dalla molitura delle olive.
L’attività svolta durante le prove dimostrative è stata documentata con gli appositi registri di presenza dei partecipanti e mediante il materiale fotografico.
Al fine di dimostrare i benefici ottenuti con l’ausilio di queste tecniche di raccolta sono state eseguite le analisi chimiche dei campioni di olio ottenuto dalle olive
raccolte con i due metodi dalla pianta e da terra. Attraverso le analisi chimiche è
stato rilevato il grado di acidità ed il numero di perossidi, che hanno dimostrato l’incremento della qualità dell’olio ottenuto dalle olive raccolte direttamente dalla pianta rispetto alla qualità dell’olio ottenuto con il metodo di raccolta da terra.
Anche per questa azione, l’attività svolta è stata documentata presso l’ufficio
dell’Associazione utilizzando l’apposita modulistica, schede aziendali e le schede di
attività giornaliera, si è inoltre provveduto alla sistemazione dei fascicoli contenenti tutta la documentazione tecnica relativa alle aziende coinvolte in questa azione.
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E’ stato previsto nel programma locale della III° annualità, che è appena
conclusa, con interventi di recupero, e miglioramento delle condizioni di
coltivazione “ in particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo- di raccolta- di
consegna e magazzinaggio delle olive prima della trasformazione”, attuati
nell’annata agraria 2011/2012, un’ anno di attività nell’ambito delle provincia di
Foggia “agro di Mattinata e Cagnano Varano”, ove complessivamente 15 operatori
olivicoli che hanno messo a disposizione circa ha 10,00,00 , si sono impegnati ad
effettuare attività di straordinaria manutenzione su oliveti secolari o che avessero
almeno un età di 50 anni, di grandi dimensioni e a sesti irregolari.
Lobbiettivo del programma ha previsto, iniziative a favore dei soci individuati
dall’Azione 2- Mis. 2a e dall’Azione 3- Mis.3a.
Le attività sono state eseguite secondo i tempi e i parametri stabiliti dal contratto
di sub- appalto, avente come obiettivo quello di recuperare, reltà locali che oramai
avevano intrapreso la strada dell’abbandono, ottenendo degli ottimi successi.
I produttori soci, hanno continuato, anche per questo III° annualità a svolgere
attività colturali, sotto indiazione dei tecnici per il recupero degli oliveti in fase di
abbandono e miglioramento delle condizioni di coltivazione.
L'abbandono degli oliveti ubicati nelle zone marginali è un fenomeno sempre più
frequente dettato dall’antropizzazione dell’umo, e dall’esodo verso i centri sempre
più grandi della Provincia, questo ha dovuto principalmente dai costi elevati per
gestire le realtà locali con una ortograficamente svantaggiate.
Una tale problematica è sempre più accentuata soprattutto nelle aziende di
piccole dimensioni, situazione riscontrabile sulla gran parte del Gargano, sia il
versante settentrionale che meridionale.
Azione 2- Mis.2.a Operazioni di mantenimento degli uliveti ad alto valore
ambientale e a rischio di abbandono
L’abbandono di uliveti ubicati in zone marginali è un fenomeno in crescita nelle
aree del centro sud. Tutto cio è dipeso dall’aumento dei costi di produzione che non
sono coperti dai ricavi ottenuti dalla vendita dell’Olio, ciò porta a fenomeni di
degrado e abbandono del territorio. L’obbiettivo principale della Mis-2a è
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l’attuazione di interventi collettivi al fine di recuperare e ridurre i fenomeni di
abbandono e degrado in aree dove l’olivicoltura ha assunto una notevole importanza
per il paesaggio.
- Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti-azioni previste
L’attività consiste nella realizzazione di programmi locali di manutenzione degli
uliveti ad alto valore ambientale. Tale programma prevede azioni di potatura di
riforma presso oliveti ad alto valore ambientale con piante di età superiore ai 50 anni
e di grosse dimensioni, presso aree difficile con pendenze oltre il 15%, e con varietà
autoctone ed a rischio di abbandono. Le attività, verrano realizzate direttamente dal
socio produduttore sotto indicazioni del tecnico.
Le aree interessate sono principalmente quelle garganiche, dove sia il paesaggio
sia l’ambiente va salvaguardato, con particolare attenzione quelle zone marginali
con forti pendenze e poco accessibili a mezzi meccanici, e caratterizzate da elementi
ad alta valenza ambientale e paesaggistica. In entrampi i casi, gli interventi
prevedono l’esecuzione dei tagli di ritorno per accorciare le branche primarie
attraverso la capitozzatura dei rami principali in prossimità del tronco nel casso in
cui la vegetazione si presenta fitta o sviluppata in alto, in modo tale da mantenere la
vegetazione più vicino all terreno.
Tali interventi hanno come scopola riduzione delle dimensioni delle piante,
sfrontare i rami calanti e le parti interne per favorire il soleggiamento e
l’arieggiamneto, favorire l’utilizzo di piccoli strumenti ausiliari della raccolta come
“ abbacchiatori o pettini”, ridurre il fenomeno di alternanza produttiva e dove
possibile favorire interventi per migliorare le condizioni fitosanitarie delle piante,
nonché del prodotto.
L’idea progettuale prevede l’individuazione di un numero minimo di 7 aziende
su una sup. minima di ha 07,00,00.
• Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti- ATTIVITA’
Le attività di programmazione incentrate esclusivamente su quello che era il
programma della mis. in oggetto, notevoli sono stati gli incontri con il tecnico per la
programmazione dell’intervento da avviarsi.
Le operazioni hanno avuto inizio subito dopo con i sopralluoghi in campo per
identificare le aziende che maggiormente necessitavano tale intervento, per ogni
sopralluogo che rispondeva ai parametri fissati è stata compilata una scheda di
accreditamento riportando tutti i dati: anagrafici, catastali, cultivar, tipo di impianto
ed il numero oggetto di recupero.
Durante le attività, il tecnico incaricato settimanalmente si recava in loco per
coordinare le operazioni, accertarsi del regolare svolgimento dei lavori anche su
richiesta del socio stesso.
124
• Assistenza tecnica alle operazioni di mantenimento degli uliveti- RISULTATI
La potatura di riforma degli uliveti era scopo principale al fine di ridurre le
dimensioni delle piante per favorire l’utilizzo degli agevolatori durante la raccolta
delle drupe, limitare il fenomeno di alternanza produttiva. Tali fini erano indirizzati
a ridurre i costi di produzione e aumentare la qualità del prodotto. Le attività hanno
avuto inizio subito dopo la raccolta e hanno visto coinvolgere 15 aziende, potate
circa 195 piante ed interessando un asuperficie di circa ha 10,00,00. I lavori sono
stati eseguiti direttamente dai soci produttori e coordinati per la direzione dei lavori
dal tecnico della Cooperativa il quale settimanalmente si recava sui appezzamenti
oggetto d’intervento per controllare la corretta esecuzione dei lavori.
Gli interventi di potatura sono stati di notevole aiuto per numerose aziende,
infatti, come è noto la potatura di riforma rappresenta il metodo migliore per
ricondurre alla produttività uliveti trascurati o quasi abbandonati: limitazione a tali
interventi sono i costi di esercizio che piccole aziende non possono sostenere. La
nostra realtà ha perciò consentito di superare questi limiti, e ha favorito il recupero
di uliveti in zone marginali ove questa coltura rappresenta quasi l’unica forma di
salvaguardia e tutela dell’ambiente e del paesaggio.
3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolare con la lotta
contro la mosca dell’olivo, raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive
prima della trasformazione e connessa assistenza tecnica.
L’Azione 3 Mis-3° assistenza tecnica per il miglioramento delle condizioni di
coltivazione, segnatamente la lotto contro la mosca dell’olivo, contemplata dalla
misura stessa, prevedendo iniziative a favore dei soci produttori per migliorare la
qualità delle olive e dell’olio di oliva attraverso campionamento delle drupe,
monitoraggio della mosca ,scelta dell’epoca ottimale per la raccolta e migliorare le
condizioni di trasporto.
• Azione 3 –Mis 3a- PROGETTO
Il programma ha previsto l’individuazione di due aree campioni, entrabe dell’area
zonane del gargano, sono state scelte circa 7 aziende. Per ognuna di esse si è
individuato un’area da campinare, quella più rappresentativa e omogea per tale sito.
L’idea progettuale è stata di istallare per ogni area prescelta le trappole
Feromoniche, sempre all’interno della stessa area, sono state individuate 10 piante
campioni per effettuare a cadenza settimanale il prelievo di 100 drupe per pianta, per
possi osservalli in laboratorio. Lo scopo di tale prelievo era di verificare la
percentuale di attacco da parte del più temuto patogeno.
Dall’elaborazione dei dati rilevati nelle 2 aree oggetto di monitoraggio e
campinamento si è cercato di analizzare e tracciare la dinamica delle popolazoioni
in funzioni del tempo e dello spazio.
125
Dalle aziende monitorate, solo 2 si è tracciato la dinamica del dittero effettuando
il monitoraggio dei voli, mentre le restanti si e proceduti con il campionamento delle
drupe. Dall’analisi fatta dopo tutto il perio di osservazione i valori di infestazione
non hanno superato la soglia di intervento, valore che non superavano il 10%.
In fine la raccolta rappresenta la fase conclusiva del ciclo, pertanto la qualità
dell'olio è fortemente influenzata dalla modalità di trasporto, e di conservazione
delle olive in attesa della molitura. Pratiche non idonee causano l'innalzamento
dell'acidità libera dell'olio, alti valori del numero di perossidi e l'insorgenza di difetti
organolettici (muffa, riscaldo).
Fin dalla raccolta in campo si è cercato di conservare le olive in cassette basse
(20-30 cm) ampiamente finestrate, di plastica, consentendo lo stoccaggio l'una sopra
l'altra, possibilmente in locali freschi, ben areati, al riparo dall'acqua, dal vento, da
rischi di gelate, e soprattutto lontano da fonti di cattivi odori (stalla, letame, gasolio,
fumo). Le temperature non dovrebbero mai superare i 25°C, e 1'umidità relativa
dovrebbe sempre essere inferiore al 75%.
Le olive sono state trasportate e stoccate in cassette basse come descritte in
precedenza e trasformate entro 24 ore dalla raccolta.
L'intervallo tra raccolta-molitura si è cercato minimizzato tanto più quanto più
mature sono erano le olive, e se le condizioni del frantoio non garantivano basse
temperature e sufficiente aerazione.
Tutte le attività del 3° trimestre hanno avuto come scopo fondamentale far capire
agli olivicoltori, che prima di procedere alla raccolta va monitorato lo stato di
invaiatura della drupa ed eseguire razionalmente la raccolta, e molire
tempestivamente (nell'arco di 12-24 ore).
CONCLUSIONI
Com’evidenziato dagli indicatori di efficacia per la misura in oggetto, la
gestione delle aziende selezionate hanno risposto bene allo scopo dell’intervento
della III° annualità, con il recupero di circa ha 10,00,00 in fase di abbandono o
prossime all’abbandono, il ripristino di circa 60 ml di muretti a secco, e 80 ml di
ciglionamento, ed in fine il recupero di circa 195 piante ad alto valore ambientale,
oltre al recupero, l’attività che ha dato dei risultati soddisfacenti è stato il
miglioramento delle condizioni di coltivazione, in particolar modo la lotto contro la
mosca, raccolta, stoccaggio prima della molitura e connessa assistenza tecnica,
coinvolgendo 10 produtori reclutati tra quelli più disponibili ad eseguire le direttive
dei tecnici coinvolti nel programma.
Infine si è auspicato di contribuire ad accrescere non solo il grado di interesse
degli operatori verso il recupero e miglioramento della qualità del prodotto, nello
stesso tempo aumentare il grado di sensibilizzazione delle istituzioni e della società
verso il sistema agricolo-produttivo rappresentato da questo patrimonio arboreo di
126
notevole valenza paesagistica, che nel corso del tempo, ha assunto carattere di
dominanza ambientale nel nostro territorio, connotando i luoghi con una propria
identità e producendo di volta in volta nuove forme di complessità territoriale.
La nostra attività sostanzialmente ha favorito il recupero in zone marginali ove
questa coltura rappresenta l’unica forma a tutela del paesaggio e dell’ambiente.
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La Sicilia
Associazione Interprovinciale Produttori Olivicoli Siciliani - Soc. Coop.
Aderente all’U. N. A. P. OL.
Nelle zone interne della Sicilia, a prevalente composizione territoriale montana e
collinare, si assiste ancora oggi ad un lento e costante spopolamento delle aree agricole e dei centri urbani minori dovuto ai continui aumenti dei costi di gestione aziendale non sempre bilanciati dai ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli.
Come conseguenza di ciò si accentua il degrado ambientale e il depauperamento
del patrimonio rurale, privando le generazioni future di quel patrimonio, anche di tradizioni, che caratterizzano da secoli la cultura contadina di questa porzione di Sicilia.
Il progetto complessivo, per quanto riguarda l’azione 2.a), ha così interessato 5
aziende situate nel comprensorio della valle del fiume Alcantara, nei comuni di
Francavilla di Sicilia, Motta Camastra e Taormina, entrambi ricadenti nel territorio
della provincia di Messina. Tali aziende sono dislocate in un territorio che presenta
notevoli valenze di natura ambientale e paesaggistica, ed alcune delle aziende interessate, ricadono in aree tutelate (Ente Parco fluviale dell’Alcantara) o in aree
Natura 2000.
Il territorio, infatti, splendido sotto l'aspetto paesaggistico, alterna ampie superfici dove predomina una copertura arborea, cui si alternano aree agricole destinate
ad oliveti, oltre che a vigneti, agrumeti ed colture ortive.
La fase preliminare del progetto ha previsto, la conoscenza delle condizioni stazionali dell'area oggetto d'intervento.
Il clima della zona rientra nei parametri tipici mediterranei, caratterizzato da un
irregolare regime pluviometrico, costituito da estati molto secche e precipitazioni
per lo più concentrate nel periodo autunno-invernale.
In base ai dati desunti dall'atlante di idrologia agraria per la Sicilia, le precipitazioni variano tra gli 800 e i 1000 mm./annui, distribuiti prevalentemente per l'80%
circa nel periodo autunno - inverno (Ottobre-Aprile) e per il 20% nel periodo primaverile - estivo (Maggio-Settembre).
La temperatura media annua è di 17°C. circa e le temperature medie più basse, si
verificano nei mesi di Dicembre, Gennaio, Febbraio e Marzo, durante i quali possono
essere raggiunti, tuttavia, estremi minimi assoluti prossimi o inferiori allo zero termico.
Luglio ed agosto risultano i mesi più caldi, con una temperatura media che si
128
aggira intorno ai 28-30° C., con picchi anche più significativi.
Nei mesi invernali è presente la neve che raggiunge i 5-10 cm. in media di altezza, per una durata circa di 2-3 giorni complessivi.
Temperatura e piovosità, pur rappresentando dei fattori limite alla vegetazione,
rispettivamente in inverno e in estate, non manifestano gli eccessi tipici della bassa
collina, dove soprattutto in corrispondenza del periodo estivo, si ha un arresto della
vegetazione per mancanza assoluta di precipitazioni.
Le ditte individuate quest’anno per l’esecuzione dei lavori ricadono in un territorio che si sviluppa tra le quote di circa 250 m slm dell’azienda situata a quota inferiore ed i 750 m slm dell’azienda situata a quota maggiore.
I terreni in base alla carta pedologica della Sicilia sono classificati come regosuoli, suoli bruni andici, suoli bruni lisciviati e traggono origine prevalentemente, da
rocce arenacee e argillose, intercalate da calcari. La presenza dei litosuoli e della
roccia affiorante è limitata a poche aree marginali scarsamente accessibili.
Il recupero dei terreni agricoli, contribuisce attivamente al miglioramento delle
funzioni ambientali, nei riguardi della componente prettamente protettiva (difesa e
conservazione del suolo, riequilibrio).
L’azione “Miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura” ha riguardato l’individuazione sul territorio di oliveti in stato di degrado, dovuto alla mancanza delle normali cure colturali, per una loro successiva fase di recupero. È stata data
priorità nella scelta delle aziende, a quelle caratterizzate dalla presenza di piante plurisecolari di alto valore storico – paesaggistico – ambientale, che si trovavano in
forte stato di abbandono e di conseguenza soggette al fenomeno degli incendi che
annualmente si ripropone nel comprensorio in esame.
L’abbandono ha condotto nel tempo ad avere situazioni di elevato degrado, sia
delle caratteristiche fisiche del terreno, sia del paesaggio stesso, con tutti i rischi
connessi, dovuti ai fenomeni d’erosione e al rischio d’incendio.
La prima fase del lavoro, effettuata nel periodo luglio - settembre, è stata dedicata alla raccolta in campo delle informazioni generali del terreno oggetto d’intervento correlata da una raccolta fotografica dopodiché per ciascun oliveto durante i
sopralluoghi, sono state quantificate le spese per il suo recupero in collaborazione
con la ditta che si è occupata dei lavori.
Dall’indagine territoriale effettuata negli oliveti, si è riscontrata la necessità di
intervenire in primo luogo attuando la ripulitura del terreno dalla vegetazione infestante, spesso pluriennale, riducendo così i fattori futuri d’innesco d’eventuali
incendi, intervenendo poi direttamente sulla pianta tramite una potatura di riforma
delle branche principali e una spollonatura alla base del fusto, al fine di ripristinare
il normale stato fitosanitario capace di garantire sia una buona produzione e sia limitare il diffondersi di malattie connesse all’abbandono.
Il lavoro di recupero degli oliveti, specialmente per la corretta esecuzione stagio-
129
nale della potatura di riforma, si è svolto tutto nel periodo invernale, subito dopo la
fine della campagna di raccolta e di conseguenza si è passati al lavoro di ripulitura
dalla vegetazione infestante ed alla successiva eliminazione della biomassa accumu
I risultati ottenuti con la realizzazione del progetto si sono distinti in:
1) Tutela e valorizzazione di un contesto territoriale caratterizzato da grande
valore naturalistico e grande valenza ambientale che purtroppo attualmente
è sottoposto ad una molteplicità di rischi (abbandono, incendi, desertificazione, degrado del suolo), che ne compromettono irreversibilmente le
caratteristiche ecologiche originarie;
2) Attuazione delle normali cure colturali e delle pratiche agronomiche in
oliveti posti in aree marginali, spesso scarsamente accessibili ai mezzi meccanici, e pertanto più soggette all’abbandono, tramite operazioni di ripulitura
del terreno dalla vegetazione infestante e potatura di riforma su piante di
olivo spesso plurisecolari. Il tutto finalizzato al recupero di un idoneo livello
produttivo.
SINTESI
ATTIVITÀ:
SINTESI
DATIDATI
ATTIVITÀ:
A ziende recuperate
5
E ttari aziende recuperate
12.32.10
N umero piante recuperate
335
Le attività previste dall’azione 3.a), come già detto, hanno interessato n. 14
aziende per quanto riguarda il monitoraggio ed il controllo della mosca dell’olivo, e
n. 10 aziende per la raccolta ed il corretto magazzinaggio, trasporto e consegna delle
olive all’impianto di trasformazione.
Gli oliveti individuati per il monitoraggio sono stati scelti in territori di diversi
Comuni della provincia di Messina, specificamente Motta Camastra, Francavilla di
Sicilia, Gaggi, Taormina, S. Angelo di Brolo, Sinagra e Ficarra, ed individuati proprio perché particolarmente rappresentativi delle realtà olivicole locali per caratteristiche pedoclimatiche, varietali, epoca, tipo di impianto e situazione produttiva.
All’ingresso di ciascun oliveto individuato è stata posizionata una tabella con le
indicazioni relative alle attività del Progetto, ed all’interno di ogni campo sono state
installate le trappole per il monitoraggio della popolazione di Bactrocera oleae
(mosca dell’olivo). Tale installazione è avvenuta rispettando sempre il rapporto di n.
130
3 trappole per il primo ettaro di coltura, e di n. 1 altra trappola per ogni ulteriore ettaro o frazione di coltura olivetata, costituente comunque unica e contigua superficie
aziendale. L’installazione è stata peraltro eseguita all’interno della zona medio-alta
delle chiome, al riparo dalla diretta luce solare e dal contatto con rami e foglie, ricercando sempre l’esposizione sopravvento rispetto ai venti predominanti, onde consentire una maggiore diffusione ed efficacia attrattiva del feromone nell’oliveto stesso.
L’attività è quindi proseguita sempre con un monitoraggio a cadenza settimanale per rinvenire la presenza del parassita e per determinare, sulla base numerica delle
catture riscontrate, l’eventuale soglia di intervento.
Il monitoraggio della presenza di Bactrocera oleae (mosca dell’olivo) negli oliveti individuati, si è svolto dal mese di luglio fino al mese di ottobre 2011 compreso fino a quando cioè stavano avendo inizio le operazioni di raccolta - mediante il controllo delle trappole a feromoni installate in ciascun campo di osservazione e la conseguente analisi delle drupe, eseguita direttamente sui luoghi dai tecnici incaricati.
Le aziende sono state costantemente informate della situazione riscontrata, anche
per consigliare su eventuali trattamenti da effettuare. In merito va però rilevato come
le temperature giornaliere elevate, ben oltre la media stagionale, come pure l’assenza di precipitazioni fino quasi alla metà di ottobre, a ridosso cioè del periodo di raccolta, hanno impedito del tutto lo svilupparsi del parassitiche, come è noto, sviluppa significativamente le proprie dannose attività riproduttive solo in presenza di
umidità elevata e di temperature giornaliere ricomprese tra i 20°C ed i 30°C.
L’attività svolta ha quindi di fatto evitato un uso preventivo ed indiscriminato di
prodotti chimici, i cosiddetti trattamenti a calendario, con risparmio diretto delle
aziende dal punto di vista economico, e con eccellenti risultati di rispetto degli habitat e degli equilibri naturali presenti.
Anche per l’aspetto del “Magazzinaggio e consegna delle olive all’impianto di
trasformazione entro 48 ore dalla raccolta”, si è provveduto alla concreta esecuzione in campo delle attività dimostrative di raccolta delle olive con macchine agevolatrici, e ciò secondo un calendario che ha interessato n. 10 aziende nel periodo del
mese di novembre e fino ai primi giorni del mese di dicembre 2011.
Tali attività dimostrative hanno avuto regolarmente e puntualmente luogo presso
le aziende individuate, mostrando la particolare celerità delle operazioni di raccolta
e l’efficienza delle macchine agevolatrici utilizzate. Si è così peraltro pure rilevato
come tale efficienza, venga ulteriormente accentuata in presenza di una corretta coltivazione e di una adeguata potatura delle piante interessate. In particolare, i miglio-
131
ri risultati si ottengono con piante in buono stato vegetativo, le cui chiome non siano
molto intricate e, comunque, siano stimolate, appunto con adeguate potature, a svilupparsi verso l’esterno della pianta rispetto al fusto.
La maggiore celerità delle operazioni di raccolta, con la corretta conservazione
del prodotto nelle idonee cassette aerate, ha permesso, con la ulteriore pronta consegna al frantoio, di ottenere un olio, oltre che prodotto a costi minori, notevolmente superiore dal punto di vista qualitativo. Le analisi di oli delle aziende che hanno
ospitato le attività dimostrative anzidette, oli prodotti con corrette modalità e tempi
ridotti dopo lo svolgimento delle attività stesse, hanno rivelato una minore acidità
rispetto ad oli prodotti dopo un periodo di magazzinaggio delle olive superiore a
qualche giorno.
Conclusioni
In questo terzo anno di attività, gli interventi manutentivi effettuati hanno
consentito di poter recuperare alla produzione ed, ancor più al paesaggio, degli
oliveti ormai trascurati e quasi completamente abbandonati dalle aziende interessate.
Ugualmente significativi i risultati economici ed ambientali che sono derivati
dal monitoraggio della Bactrocera oleae (mosca dell’olivo), in quanto si è evitata la tecnica di prevenzione e lotta cosiddetta “a calendario”, cioè il ripetere trattamenti fitosanitari con periodica cadenza, senza alcun oggettivo riscontro della
effettiva presenza del parassita in questione.
Si è potuto cogliere il particolare apprezzamento delle aziende, proprio per la
specifica informazione scaturente dall’attività di monitoraggio, che permette di
ridurre concretamente gli interventi contro la mosca dell’olivo, riducendoli a
quelli strettamente necessari alla salvaguardia dei frutti.
La notevole riduzione dei costi di raccolta, in presenza di piante bene allevate e formate, mediante l’utilizzo delle macchine agevolatrici, ha inoltre dimostrato come effettivamente si possono ridurre i costi di raccolta che, com’è noto,
incidono fortemente sul costo totale di produzione dell’olio di oliva. Ciò, unito
ad un corretto magazzinaggio delle olive nelle apposite cassette aerate, e con
una drastica riduzione dei tempi tra raccolta e molitura delle olive, garantisce un
prodotto migliore sotto tutti i profili, anche dal punto di vista del valore venale
di mercato.
Palese è pertanto il miglioramento del prodotto che si potrà ottenere nel prossimo futuro, sia per effetto delle potature eseguite, e della conseguente più agevole esecuzione delle corrette pratiche agronomiche, specie per quel che riguarda la raccolta dei frutti ed i trattamenti fitosanitari da eseguirsi. Questi ultimi,
come si è dimostrato nei campi, possono, in presenza di talune condizioni evitar-
132
si del tutto o, perlomeno ridursi, a totale beneficio del risparmio sui costi di coltivazione, e con minore o nessuna presenza di residui chimici fissi sulle olive.
Specificamente, l’aver sollevato le aziende dai costi di recupero degli oliveti
marginali ed in stato di abbandono, oltre all’indiscutibile ed immediato vantaggio economico, fa credibilmente presupporre che gli oliveti in questione, peraltro
indicati proprio dalle Ditte stesse per l’intervento, siano nuovamente ripresi ed
adeguatamente coltivati, anche negli anni futuri, nonostante siano posti prevalentemente in zone interne o caratterizzate da forte pendio, pertanto difficilmente
raggiungibili, e quindi, anche per questo, poco redditizi dal punto di vista strettamente economico.
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Associazione ACLI TERRA Produttori Olivicoli,
Società Cooperativa per Azioni
Azione 3.a) Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in
articolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di
consegna e di magazzinaggio delle olive, prima della trasformazione e connessa Assistenza Tecnica.
Individuazione piante spia e cronogramma delle attività.
Per ogni azienda sono stati individuate 10 piante (spia) che sono state utilizzate
per il prelievo delle 100 drupe (10 per pianta) necessarie per il monitoraggio della
mosca (Bactrocera oleae). Tali piante sono state contrassegnate con nastro colorato
per facilitarne il riconoscimento.
Le attività eseguite hanno riguardato i sopralluoghi, sempre per ogni azienda,
con cadenza settimanale, per espletare le pratiche di monitoraggio della presenza
della Dacus oleae. Durante le visite in campo si è altresì fornita assistenza tecnica ai
titolari delle aziende agricole in merito alle tecniche agronomiche da adottare, in
modo particolare in riferimento alla pratica dell’irrigazione e in merito ai sistemi di
lotta integrata.
Attività di monitoraggio
Per ogni azienda selezionata si sono individuate n° 10 piante che sono state contrassegnate con un nastro bicolore. A cadenza settimanale in ogni azienda vengono
prelevate dalle piante spia 100 drupe (10 per ogni pianta spia); tali drupe sono state
poste all’interno di contenitori frigo per trasportarli in modo ottimale in locali idonei per le analisi. Su banco, inizialmente si è rilevato la presenza di fori (punture e/o
fori di uscita), successivamente, attraverso bisturi e pinzette, è stato effettuato la
sezionatura delle drupe e l’analisi tramite stereoscopio. L’individuazione dell’eventuale presenza/assenza di deposizioni di uovo e larve. I risultati rilevati sono stati
annotati in apposite schede (fogli excel); dall’analisi dei risultati e in funzione dei
dati metereologici della capannina di riferimento della zona (umidità – pioggia,
temp. max e min) sono stati stilati, sempre con cadenza settimanali, i bollettini fitopatologici specifici per areali, diffusi nei comuni di riferimento, attraverso il sito
internet e presso la sede dell’associazione. In ogni bollettino è stato indicato la
necessità o meno di effettuare i trattamenti antiparassitari in funzione anche della
soglia economica di intervento (10% delle drupe analizzate).
135
3.f) Formazione di assaggiatori per l’analisi sensoriale dell’olio di oliva vergine
L’associazione in collaborazione con l’Unità Operativa Specializzata n. 78
Olivicoltura e Colture Mediterranee di Sciacca, nei comuni di Ragusa, Giuliana e
Messina ha svolto n° 3 corsi per conseguimento dell’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio degli oli vergini di oliva, giusta autorizzazioni di cui in oggetto.
I corsi svolti nei seguenti periodi Ragusa 10-14 Gennaio 2012, Giuliana 24 – 28
gennaio 2012, Messina 1-7 febbraio 2012, secondo quanto disposto dalla Circolare
n. 5 del 18/06/1999 del MiPAF, hanno trattato delle materie agronomiche, elaiotecniche e normative riguardanti la selezione degli esperti in oli di oliva vergini ed
extra vergini, con l’obiettivo di formare gli operatori della filiera olearia, della ristorazione e della formazione, anche al fine di accrescere il loro livello di conoscenze
e di professionalità.
A fronte delle numerose domande pervenute, sono stati selezionati complessivamente 55 partecipanti tenendo conto di quanto previsto dal bando. In conformità a
ciò, è stata operata una selezione che ha considerato prioritariamente le categorie
professionali che potenzialmente possono trarre più giovamento da una specifica
conoscenza degli oli extra vergini di oliva, con particolare riferimento agli operatori della filiera (produzione, trasformazione e confezionamento), alla sfera della
divulgazione pubblica e privata e alla ristorazione.
SEDE DI SVOLGIMENTO E CALENDARIO DELL’ATTIVITÀ
L’attività teorico-pratiche, consistente in lezioni frontali e in prove d’assaggio
sono state espletate nei locali comunali messi a disposizione dal ENAIP di Ragusa,
dal comune di Giuliana e dalle Acli di Messina. All’interno delle suddette aule, adeguatamente allestite per la trattazione della lezioni frontali, si sono effettuate 16 sessioni di assaggio dei difetti e dell’amaro, come previsto dalla Circolare ministeriale
n. 5 del 18/06/1999.
DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA
Come programmato, i corsi sono iniziati con l’identificazione e la registrazione
dei partecipanti.
Si è quindi redatto l’elenco dei partecipanti selezionati e il relativo foglio giornaliero delle presenze.
Espletati gli adempimenti di rito, sono stati avviati i lavori di inaugurazione alla
presenza delle autorità locali, del direttore del corso e dei docenti impegnati durante la prima giornata.
Di seguito, è stato presentato il programma dettagliato delle attività.
Le lezioni frontali hanno avuto inizio con l’intervento del direttore del corso che
ha trattato dell’analisi sensoriale, degli obiettivi e del ruolo dell’assaggiatori nella
136
attività di gruppo (Panel), oltre alle procedure per il corretto svolgimento delle prove
di riallineamento.
Definite le procedure operative anche con il personale esperto, sono stati preparati i campioni base per lo svolgimento delle prove sui tre difetti - rancido, riscaldo-morchia e avvinato - e per l’attributo dell’amaro, da replicare quattro volte per
complessive sedici prove.
Con la presentazione del primo difetto si è dato inizio alla prima prova di riallineamento, che ha aperto gli assaggi per la valutazione dell’attitudine sensoriale dei
partecipanti.
Le sedici prove di riallineamento si sono susseguite durante i cinque giorni del
corso, fino al loro completamento, sotto la guida del gruppo di esperti.
Il contenuto delle lezioni frontali è stato il seguente :
1. introduzione all’analisi sensoriale; elementi di fisiologia degli organi di
senso; le sensazioni e i meccanismi di percezione degli stimoli, il metodo di
valutazione organolettica degli olio vergini ed extra vergini d’oliva, il Reg.
(CEE) n. 2568/91 e successive aggiunte e modificazioni, il Reg. (CE) n.
796/02 e il Reg. (CE) n. 640/08; il vocabolario specifico; la definizione e il
riconoscimento degli attributi sensoriali in oli vergini d’oliva; i pregi e i
difetti degli oli; l’approccio all’assaggio degli oli vergini d’oliva; la valutazione degli attributi fruttato, piccante e amaro; la scheda di valutazione
degli oli vergini di oliva; la degustazione guidata del primo del olio vergine
di oliva.
2. le componenti principali del frutto e la composizione chimica dell’olio
vergine d’oliva; la classificazione degli oli d’oliva; l’influenza delle tecni
che di lavorazione delle olive sulle caratteristiche chimico-fisiche e organo
lettiche degli oli; la centralità del frantoio; i processi ossidativi delle sostanze
grasse; la conservazione dell’olio.
3. delle origini e diffusione dell’olivo; del patrimonio autoctono siciliano;
della biodiversità; delle cultivar di olivo siciliane e dei relativi caratteri
morfo-fisiologici e della loro influenza sulle caratteristiche chimico-fisiche
e organolettiche dell’olio; dei sistemi di qualità nell’imprese olivicolo
oleraria, della definizione di qualità (la qualità sufficiente, buona ed eccellente);
della tipicità e delle produzioni a marchio regolamentato DOP, IGP e BIO;
delle denominazioni d’origine: normativa vigente e la certificazione; degli
oli extra vergini di oliva a DOP della Sicilia.
4. la commercializzazione dell’olio d’oliva, la normativa comunitaria e
nazionale in materia di etichettatura; il sistema dei controlli per i prodotti
agroalimentari di qualità; il regime sanzionatorio per le inadempienze
formali e per le frodi.
137
5.
alimentazione mediterranea e del ruolo dell’olio d’oliva nella dieta, degli
aspetti nutrizionali e del valore salutistico dell’olio extra vergine di oliva.
Le lezioni frontali si sono concluse con un ampio cenno sulla caratterizzazione organolettica degli oli di oliva secondo il metodo di definizione del profilo sensoriale documento COI/T. 22/Doc. 20 e con la verifica generale e riepilogativa di tutti gli argomenti trattati con relativa valutazione dei candidati.
Le 16 sessioni di assaggio dei difetti (rancido, riscaldo-morchia e avvinato) e dell’amaro si sono svolte durante l’intera durata del corso riservando alle stesse le ore
pomeridiane, come da programma.
Le prove di selezione per la verifica dei requisiti fisiologici degli assaggiatori, attraverso il riconoscimento quali-quantitativo dei difetti di rancido, riscaldo-morchia e
avvinato, oltre all’amaro, sono state curate da Damiano Licata (Assaggiatore esperto).
CONCLUSIONI
I corsi sono stati svolti secondo quanto previsto dal programma approvato
dell’Assessorato regionale, Dipartimento Interventi Strutturali, Servizio V
(Produzione Vegetale e Impianti Agro-industriali), Unità Operativa 24 (Comparto
olivicolo).
Tutti gli argomenti previsti dalla normativa vigente in materia sono stati trattati
con la necessaria professionalità dai diversi docenti tra lezioni frontali teoriche,
prove riconoscimento e valutazione dell’intensità di difetto e amaro, e degustazioni
di oli regionali ed extra regionali.
Le prove previste di riallineamento e verifica sono state superate positivamente
da tutti i partecipanti che hanno conseguito l’attestato d’idoneità fisiologia per l’assaggio di oli vergini ed extra vergini di oliva, propedeutico all’inizio della fase di
formazione, come previsto dalla C.M. n. 5 del 18-6-1999 del Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali.
L’attività di verifica sul livello di conoscenza raggiunto dai partecipanti è risultato in generale buono e in alcuni casi eccellente, come peraltro attestato dai rappresentanti degli Enti organizzatori.
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APROS soc. coop. / UNAPOL
Cefalà Diana (PA)
L’Apros attraverso le attività offerte ai propri soci ed con la realizzazione del programma 867/08 ha sensibilizzato la comunità intera e la propria base associativa al
bene comune del mantenimento del territorio agricolo. Attraverso l’azione mirata di
assistenza tecnica e la divulgazione della buona pratica agricola ha contribuito ad
invertire tendenze di coltivazione ormai obsolete.
Siamo convinti che, nel nostro territorio, l’olivicoltura è legata ad una tradizione
secolare anche se oggi risulta alto il rischio di abbandono causa la scarsa remunerazione del prodotto e la nuova politica comunitaria che ha, di fatto, eliminato gli aiuti
comunitari alle piccole aziende che sono il tessuto connettivo del nostro territorio
regionale siciliano.
L’Apros con l’attività del programma 867/08 ha voluto dare concretezza nel
recupero degli oliveti che, nel tempo, erano stati abbandonati e risultavano ad alto
rischio di depauperamento ambientale, storico, paesaggistico oltre che sociale.
Misura 2° - “operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto
valore ambientale e/o rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica”.
Premessa
L’origine della coltivazione delle piante di ulivo si perde nella notte dei tempi e
la sua diffusione coincide con lo sviluppo delle popolazioni stanziate nel mediterraneo orientale.
Primi tra tutti furono i romani ad attribuire all’olivo in Sicilia questo primato di
coltivazione raggiunto anche per la grande versatilità dei prodotti ottenuti come
l’olio di oliva, unguenti, legna da ardere ed anche olio combustibile.
Oggi in Sicilia si stimano oltre 20 milioni di piante coltivate su circa 157 mila
ettari di terreno, essi rappresentano il 14% circa del patrimonio olivicolo nazionale.
La coltivazione si sviluppa in collina per il 64%, in montagna per il 19%, ed in zone
pianeggianti per il 17%.
Attività 867/08
L’Apros si è proposto, con la collaborazione ed il sub-appalto concesso
140
dell’UNAPOL, principalmente di costruire un sistema eco-compatibile nella filiera
“olicolo-oleicola”, costituito da risorse umane, da tecnologie e da procedure operative in grado di fornire servizi e risorse agli agricoltori. Un vero sistema agronomico integrato con l’ambiente quale può essere quello olivicolo che, pur avendo al
primo posto l’obbiettivo di fornire reddito per i produttori, deve puntare alla comprensione dei fenomeni che avvengono sul territorio; interpretando l’olivicoltura
come parte essenziale e fondamentale per lo sviluppo integrato ed equilibrato delle
zone agricole.
Nell’ambito del Reg.CE 867/08 l’Apros soc. coop. con sede in Cefalà Diana ha
svolto il programma attraverso operazioni collettive di miglioramento degli oliveti
ad alto valore ambientale e/o a rischio di abbandono, in questa terza annualità, sono
state coinvolte numero dieci aziende ed e stato sviluppato un intervento su un territorio di ha 13.64.58 dove ricadono n° 1587 piante di ulivo che , in gran parte, si possono considerare come “secolari”.
Nel primo trimestre, sono state attivate delle lavorazioni agricole che prevedevano l’aereazione del terreno tramite la tilleratura del territorio e la scerbatura delle
aree non raggiungibili dai mezzi meccanici.
Dette lavorazioni sono state puntualmente eseguite, “in economia”, rispettivamente dagli stessi produttori, con l’assistenza, anche in campo, dei nostri tecnici. Il
territorio recuperato ricade nei Comuni di Cefalà Diana, Altavilla Milicia, Bagheria,
Carini, Casteldaccia, Castelbuono.
Questo sistema produttivo ha permesso un risparmio economico consentendo
l’intervento agronomico su una grande superficie ed a un gran numero di piante;
soprattutto ha invogliato i titolari delle aziende ad impegnarsi personalmente a
seguire le lavorazioni effettuate. Ognuno di loro ha manifestato la soddisfazione di
vedere risorgere un territorio al quale palesano di essere affettivamente legati.
Nei trimestri successivi sono stati effettuate oltre alle lavorazioni al terreno,
interventi di lotta biologica o integrata per il miglioramento dello stato fitosanitario
delle piante, interventi di straordinaria manutenzione degli oliveti come potatura di
riforma, decespugliamento e rimozione dei polloni.
In definitiva, l’intervento è stato anche finalizzato ad un abbattimento dei costi
di gestione per rendere più remunerativo la conduzione dell’azienda olivicola coinvolgendo nell’iniziativa dei produttori che si dimostravano ormai demotivati.
In definitiva l’azione di recupero è stata rivolta al ripristino del normale stato
vegetativo e sanitario delle piante; è stata recuperata la fertilizzazione del terreno
agrario che le stesse piante occupano.
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In relazione all’attività 2.a “Operazioni collettive di mantenimento degli uliveti
ad alto valore ambientale e/o rischio di abbandono e connessa assistenza tecnica”, le
azioni svolte hanno previsto degli interventi collettivi, al fine di recuperare e
prevenire fenomeni di degrado o abbandono dove l’olivicoltura ha assunto
un’importanza notevole per il paesaggio.
E’ stata prestata grande attenzione alle varietà di olivo autoctone, quali la
Cerasuola, la Biancolilla e la Nocellara Del Belice, all’età delle piante, al tipo di
impianto e alla situazione vegetativo - produttiva delle stesse.
Nelle aziende dopo aver pianificato tutte quelle tecniche agronomiche necessarie
per il mantenimento e la salvaguardia degli oliveti presenti, sono iniziati i lavori di:
potatura, spollonatura, decespugliamento, concimazione, trinciatura e fresatura del
terreno, interventi fitosanitari a basso impatto ambientale, il tutto sotto il controllo
dei nostri tecnici.
I lavori vengono effettuati direttamente dai titolari delle aziende con lavoro
proprio e/o familiare.
Sono state coinvolte n. 25 aziende, per una superficie complessiva di oltre 23 Ha,
ed oltre n. 4.700 piante, ubicate nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento.
Abbiamo provveduto a divulgare materiale grafico e illustrativo per la
pubblicazione e diffusione delle finalità del programma.
In riferimento all’attività 3.a “Miglioramento delle condizioni di coltivazione, in
particolare con la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di
magazzinaggio delle olive prima della trasformazione e connessa assistenza
tecnica”, le azioni da noi svolte hanno previsto l’individuazione di n. 20 aziende
pilota, con una estensione totale di oltre 27 Ha e più di 7.600 piante di ulivo, con i
relativi campi di osservazione, dove sono state installate delle trappole a feromoni,
da noi acquistate a nostro carico e non rendicontate nel Reg CE 867/08, in quanto le
direttive della Regione Sicilia vietano di acquistarle a carico del Regolamento in
oggetto onde evitare la sovrapposizione con il PSR Sicilia, per la cattura ed il
monitoraggio della mosca.
In dette aziende si è provveduto all’individuazione di piante spia, dove oltre ad
istallare le trappole, sono stati prelevati campioni di drupe, trasportati con appositi
143
frigo portatili per l’individuazione dello stato fitosanitario delle stesse, non ché del
grado di infestazione del parassita.
Nell’arco di tutti i mesi estivi siamo stati in grado di fornire tempestivamente agli
olivicoltori, i dati necessari per la difesa della produzione, in modo da ottenere una
produzione sana.
Nei casi dove ci sono stati forti attacchi parassitari si è consigliato di fare
trattamenti a base di insetticidi a basso impatto ambientale con particolare
attenzione per gli oliveti a conduzione biologica, indicando prodotti a base di Piretro
o Bacillus Thuringensis.
Abbiamo ogni quindici giorni emesso bollettini fitosanitari, e abbiamo
provveduto a stampare materiale informativo e illustrativo al fine di raggiungere gli
obbiettivi programmati.
A partire dai mesi estivi, su dette aziende, le azioni da noi intraprese, sono state
volte all’introduzione di nuove tecniche per la semplificazione della raccolta e
stoccaggio delle olive, del trasporto e stoccaggio dell’olio in azienda, al fine di
ottimizzare i tempi fra le varie fasi migliorando lo stato fitosanitario delle piante e
delle drupe, ottenendo così una migliore qualità dell’olio.
Per quanto riguarda l’efficacia del programma possiamo affermare, che
valutando i dati raccolti nelle singole aziende, dove sono stati effettuati le rilevazioni
e i susseguenti trattamenti antiparassitari, sempre dietro una stretta collaborazione
tra olivicoltore e tecnico, si è riscontrata una forte riduzione della presenza dei
parassiti ed inoltre si è potuto osservare che lo stato vegetativo delle piante e lo stato
sanitario delle olive è risultato migliore che in passato.
Dette azioni da noi svolte hanno avuto un riscontro positivo sugli olivicoltori, i
quali hanno abbandonato la classica pratica colturale dei trattamenti a calendario, o
del non trattamento, e sono passati ai trattamenti mirati usando principi attivi a
basso impatto ambientale, ottenendo così un notevole miglioramento della qualità
del prodotto e meno rischi per l’ambiente e per la salute degli stessi.
I nostri tecnici, hanno operato con grande professionalità, attuando un lavoro
minuzioso e scrupoloso nell’ambito di tutte le fasi produttive, di trasformazione e
magazzinaggio del prodotto, ottenendo risultati più che soddisfacenti.
Abbiamo inoltre provveduto a stampare materiale grafico e illustrativo per la
pubblicazione e diffusione delle finalità del programma.
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8.
TRACCIABILITÀ, CERTIFICAZIONE E TUTELA DELLA QUALTÀ
DELL’OLIO D’OLIVA E DELLE OLIO DA TAVOLA
8.1
PROGETTAZIONE E APPLICAZIONE DI SISTEMI DI
RINTRACCIABILITÀ
Il Sistema di Rintracciabilità di filiera UNAPOL, certificato ai sensi della
norma UNI EN ISO 22005:2008 e conforme al Reg. (CE) 178/2002, è stato adeguato alle normative comunitarie in materia di Rintracciabilità e tutela dei consumatori, ponendo particolare attenzione alle nuove disposizioni comunitarie inerenti l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta dell’olio vergine ed extravergine di
oliva (Reg. CE 182/2009 che modifica il Reg. CE 1019/2002 - “Norme di commercializzazione dell’olio di oliva”), valutandone l’impatto sul Sistema.
Il software utilizzato per la gestione e registrazione delle informazioni ai fini
della rintracciabilità dell’olio prodotto, è stato strutturato in base a quanto disposto
dall’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura (d’ora in avanti AGEA) e prende il
nome di SECUROIL.
In particolare, le nuove funzionalità SECUROIL soddisfano i requisiti indicati
dalle circolari AGEA - ACIU.2010.29 del 14/01/2010 e ACIU.2010.259 del
08/04/2010 - che disciplinano le modalità operative alle quali i frantoi e gli operatori di filiera, confezionatori e commercianti di olio allo stato sfuso, devono attenersi per la trasmissione e la registrazione delle informazioni necessarie all’attività di
controllo dell’Ispettorato centrale per il Controllo della Qualità dei prodotti agroalimentari e Repressioni Frodi (d’ora in avanti ICQRF), tramite opportuni servizi resi
disponibili sul sito web del SIAN.
Il Sistema di Rintracciabilità UNAPOL è implementabile in tutti gli stadi della
filiera olearia, dal soggetto capo filiera alle aziende agricole.
146
Figura 1
STADI DELLA FILIERA UNAPOL E UTENTI SECUROIL
Stadi della filiera coinvolgibili nel Sistema e relative utenze Securoil
Note: Ogni utente autorizzato ad operare in Securoil può delegare altri utenti.
147
Principali caratteristiche di SECUROIL
Il nuovo Sistema di Rintracciabilità della filiera UNAPOL è stato implementato
presso un’Associazione di olivicoltori, 10 aziende di trasformazione e ben 860
aziende agricole.
Tale attività è stata resa possibile dalle efficienti caratteristiche di SECUROIL,
software non residente in azienda, il cui accesso è effettuabile grazie ad una semplice connessione internet tramite desktop remoto, senza alcuna necessità di installazione di hardware o software in periferia.
Inoltre, la costante assistenza agli operatori coinvolti da parte dei tecnici UNAPOL e il monitoraggio delle funzionalità del Sistema, garantiti grazie agli incontri
formativi sul campo e a distanza, effettuata tramite connessione a desktop remoto,
hanno assicurato un costante monitoraggio delle funzionalità del software e la corretta gestione dei processi del Sistema.
Infine, l’esecuzione di controlli automatici al momento dell’inserimento dati e la
sicurezza delle informazioni registrate in SECUROIL, hanno assicurato l’affidabilità e l’efficacia del Sistema di Rintracciabilità UNAPOL.
Securoil, grazie ad un’efficiente registrazione dati, è in grado di associare automaticamente a ciascun lotto di olio prodotto un codice univoco a 6 cifre, da riportare in etichetta o sul DDT, che consente al consumatore finale di risalire a tutte le
informazioni relative al prodotto e al processo produttivo. Tali informazioni sono sia
di carattere qualitativo, come i parametri analitici dell’olio o la cultivar delle olive
molite, sia produttivo, quali le aziende agricole conferenti, i mezzi tecnici utilizzati
negli oliveti, i tempi di stoccaggio delle olive pre - molitura, le caratteristiche dell’impianto di molitura, i trasportatori, i fornitori dei materiali di imballaggio, ecc.
148
Figura 2a
RINTRACCIABILITÀ DI UN LOTTO DI OLIO
F onte: Securoil
La figura precedente mostra la schermata che Securoil presenta nel caso di un test
di rintracciabilità effettuata da valle a monte per un lotto di bottiglie (ovale rosso) di
olio extravergine DOP da 0,75 l.
La figura successiva evidenzia le informazioni che SECUROIL è in grado di offrire una
volta selezionato uno dei componenti del lotto finale
Figura 2b
RINTRACCIABILITÀ DI UN LOTTO DI OLIO
149
Quest’ultima infine, mostra il grado di “profondità” cui può arrivare SECUROIL:
fino all’identificazione delle olive impiegate e del relativo terreno di provenienza.
Figura 2c
RINTRACCIABILITÀ DI UN LOTTO DI OLIO
150
Le funzioni innovative
Tra le principali caratteristiche del Sistema, si distinguono alcune funzionalità innovative progettate e realizzate nel Programma triennale UNAPOL, quali:
-
la funzione interoperativa, ovvero l’interfaccia trasversale della tracciabilità di
un lotto di olio sfuso o confezionato da un’Orinizzazione (ad esempio frantoio) ad
un’altra (appartenente o meno alla stessa Associazione);
-
il modulo Comunicazione dati a “OilCode” (cfr. § 3), in grado di generare e
inviare automaticamente, tramite protocollo FTP, i file dati inerenti la rintracciabilità del prodotto al Sistema “Oil Code”;
-
la Rintracciabilità delle acque di vegetazione, ovvero la gestione delle informazioni inerenti le acque di vegetazione, dai processi di produzione agricola e di
molitura delle olive, allo smaltimento sui terreni delle acque di vegetazione
prodotte nella filiera UNAPOL;
il modulo “Invio dati al Registro telematico”, in grado di generare automatica
mente i file comprensivi di tutte le informazioni richieste da AGEA e inviare gli
stessi al Registro telematico SIAN, tramite modalità upload.
Il processo di auditing interno e di parte terza
Il Sistema di Rintracciabilità UNAPOL è stato oggetto, a cadenza annuale, di un
ciclo di Verifiche ispettive interne, durante le quali è stata controllata l’effettiva
applicazione del Sistema e la conformità dello stesso ai requisiti definiti dalla
Norma di riferimento, UNI EN ISO 22005:2008. Gli esiti di tali ispezioni, formalizzati nei relativi Rapporti di audit, hanno permesso la progettazione e l’attuazione di
azioni migliorative all’intero Sistema di rintracciabilità.
Il Sistema di Rintracciabilità è stato annualmente oggetto anche di audit da
parte di un Ente di certificazione accreditato, CSQA Certificazioni. Durante l’iter
di certificazione UNAPOL ha fornito l’affiancamento necessario a tutte le
Organizzazioni coinvolte.
151
I risultati ottenuti
Il risultato degli audit è stato positivo ed ha permesso la certificazione del Sistema
di Rintracciabilità di filiera UNAPOL relativo a:
- Olio di oliva extravergine;
- Olio di oliva vergine;
- Olio di oliva lampante.
152
Figura 3.1
CERTIFICAZIONE DI RINTRACCIABILITÀ OTTENUTA
Relativa all’olio di oliva extravergine prodotto dalla filiera UNAPOL
153
Figura 3.2
CERTIFICAZIONE DI RINTRACCIABILITÀ OTTENUTA
Relativa all’olio di oliva vergine prodotto dalla filiera UNAPOL
154
Figura 3.3
CERTIFICAZIONE DI RINTRACCIABILITÀ OTTENUTA
Relativa all’olio di oliva lampante prodotto dalla filiera UNAPOL
155
Il nuovo Sistema di Rintracciabilità certificato della filiera UNAPOL è stato implementato presso 1 Associazione di produttori olivicoli, 10 aziende di trasformazione
e 860 aziende agricole.
Tabella 1
ORGANIZZAZIONI COINVOLTE NEL SISTEMA DI RINTRACCIABILITÀ UNAPOL
Organizzazione
Sede
Associazione di produttori
ASSOLIVO - Soc. Coop. a r.l.
Palermo
Aziende
Agricole
afferenti
-
Aziende di trasformazione
Frantoio Vitale Margherita & C.*
Coop. Olivicultori di Giovinazzo
Coop. Lavorazione Prodotti Agricoli
Co.Pa.Pe.
Soc. Agr. F.lli Savoia di Savoia
Giorgio
Olearia Serra di Serra Luigi
Balestrate (PA)
30
Giovinazzo (BA)
524
Corato (BA)
98
Pezze di Greco di Fasano (BR)
43
Pezze di Greco di Fasano (BR)
1
Squinzano (LE)
60
Azienda Agricola De Marco
Chiusano di San Domenico
(AV)
52
Oleificio Schipsi Michelangelo
Torino di Sangro (CH)
20
Oleificio Abrugiato Libertario
Ortona (CH)
25
Oleificio San Calogero
Sciacca (AG)
7
Nota: (*) afferente all’Associazione Assolivo (PA).
156
8.2.
REALIZZAZIONE ED APPLICAZIONE PRATICA DI
SISTEMI DI CERTIFICAZIONE VOLONTARIA DELLA
QUALITÀ
I Sistemi di certificazione volontaria della qualità implementati nella filiera
UNAPOL sono stati progettati e sviluppati sulla base dell’analisi del rischio e dei
punti critici di controllo dei processi produttivi di quattro tipologie prodotto.
Gli oli di oliva oggetto di certificazione, infatti, sono stati individuati grazie
all’identificazione di parametri qualitativi di prodotto e/o di processo, monitorati in
conformità di quanto previsto dall’analisi del rischio e dei punti critici di controllo dei
processi produttivi. Successivamente si è proceduto all’implementazione dei Sistemi di
Garanzia, al fine di garantire al consumatore la qualità e la specificità del prodotto.
I parametri qualitativi caratterizzanti i prodotti
I parametri di prodotto/processo, in base ai quali sono state pianificate e realizzate
le analisi del rischio, sono rappresentati da:
-
zona di produzione;
-
cultivar;
-
modalità di raccolta;
-
unità di stoccaggio in frantoio;
-
tempi di lavorazione: dalla raccolta alla molitura;
-
linea di lavorazione;
-
temperatura di gramola;
-
grado di acidità.
In base a tali parametri sono state svolte le analisi del rischio, focalizzate
all’identificazione dei punti critici di controllo, ossia all’individuazione delle fasi
puntuali dei processi produttivi ritenute critiche, ai fini della qualità e della sicurezza del prodotto. L’individuazione di potenziali non conformità ha permesso di definire ed adottare misure preventive per limitare il rischio di alterazione delle caratteristiche dei prodotti oggetto di analisi.
157
Sono state dunque progettate e sviluppate le modifiche nell’ambito di SECUROIL, in grado di gestire le informazioni relative ai parametri qualitativi caratterizzanti i prodotti oggetto dei Sistemi di Garanzia. In particolare le variazioni hanno
riguardato:
-
la cultivar;
-
la tipologia di raccolta;
-
la definizione delle unità di stoccaggio delle olive;
-
la definizione delle unità di stoccaggio dell’olio;
-
la rilevazione della temperatura di gramola;
-
la rilevazione del grado di acidità;
la modalità di assegnazione del codice lotto esterno per i
oggetto dei Sistemi di Garanzia.
prodotti
Anche in questo caso, il codice lotto esterno riportato in etichetta o sul DDT del
prodotto finito commercializzato, così come nel Sistema di Rintracciabilità, è costituito da 6 cifre, e fornisce al consumatore tutte le informazioni relative al prodotto
e al processo produttivo. Nello specifico la penultima cifra riconduce la tipologia di
olio monovarietale a cui si riferisce il prodotto.
Tabella 2
QUINTA CIFRA DEL CODICE LOTTO ESTERNO
Tabella 2
QUINTA CIFRA DEL CODICE LOTTO ESTERNO
Valore della quinta
Descrizione tipologia di olio
cifra
“2”
olio di oliva monovarietale coratina
“3”
olio di oliva monovarietale cerasuola
“4”
olio di oliva monovarietale ravece
“5”
olio di oliva monovarietale leccino
158
Al fine della corretta gestione dei Sistemi di Garanzia implementati, è stata fornita
opportuna formazione sul campo agli operatori coinvolti, nonché costante assistenza “a distanza” grazie a connessioni tramite desktop remoto.
Il processo di auditing interno e di parte terza
I Sistemi di Garanzia implementati, anche in questo caso, sono stati oggetto, a
cadenza annuale, di un ciclo di Verifiche Ispettive Interne, durante le quali è stata
controllata l’effettiva applicazione dei Sistemi e la conformità degli stessi ai requisiti definiti nelle Norme tecniche di riferimento.
Gli esiti di tali ispezioni, formalizzati nei relativi Rapporti di audit, hanno permesso la progettazione e l’attuazione di azioni migliorative relative ai Sistemi di
Garanzia.
Gli stessi Sistemi di Garanzia sono stati annualmente oggetto di audit da parte di
CSQA Certificazioni. Durante gli iter di certificazione UNAPOL ha fornito l’affiancamento necessario a tutte le Organizzazioni coinvolte.
I risultati ottenuti
In tali attività sono state coinvolte 1 Associazione di olivicoltori, 4 Aziende di trasformazione e 66 aziende agricole afferenti, le cui produzioni hanno riguardato
distintamente i prodotti:
-
Olio extravergine di oliva monovarietale cerasuola;
-
Olio extravergine di oliva monovarietale coratina;
-
Olio extravergine di oliva monovarietale ravece;
-
Olio extravergine di oliva monovarietale leccino.
159
Figura 4.1
CERTIFICAZIONE DI OLIO DI OLIVA MONOVARIETALE OTTENUTA
Relativa alla varietà cerasuola prodotta dalla filiera UNAPOL
160
Figura 4.2
CERTIFICAZIONE DI OLIO DI OLIVA MONOVARIETALE OTTENUTA
Relativa alla varietà coratina prodotta dalla filiera UNAPOL
161
Figura 4.3
CERTIFICAZIONE DI OLIO DI OLIVA MONOVARIETALE OTTENUTA
Relativa alla varietà ravece prodotta dalla filiera UNAPOL
162
Figura 4.4
CERTIFICAZIONE DI OLIO DI OLIVA MONOVARIETALE OTTENUTA
Relativa alla varietà leccino prodotta dalla filiera UNAPOL
163
Tabella 3
ORGANIZZAZIONI COINVOLTE NEI SISTEMI DI GARANZIA
Organizzazione
Tipologia prodotto
Sistema di Garanzia – olio di oliva monovarietale cerasuola
Balestrate (PA)
Sistema di Garanzia – olio di oliva monovarietale coratina
Coop. Lavorazione Prodotti Agricoli Corato (BA)
Sistema di Garanzia – olio di oliva monovarietale ravece
Frantoio Vitale Margherita & C.*
Azienda Agricola De Marco
Chiusano di San Domenico
(AV)
Sistema di Garanzia – olio di oliva monovarietale leccino
Torino di Sangro (CH)
Oleificio Schipsi Michelangelo
Nota: (*) afferente all’Associazione Assolivo (PA).
164
Aziende
Agricole
afferenti
15
15
21
15
8.3.
REALIZZAZIONE DI SISTEMI DI ETICHETTATURA
INNOVATIVI
Negli ultimi anni si è notevolmente diffusa la tecnologia legata ai codici bidimensionali, Quick Response Code (QRCode), quale strumento di comunicazione
dinamico e di semplice adottabilità da parte delle aziende di molti settori.
Nella filiera UNAPOL è stato introdotto tale strumento in molteplici
Organizzazioni, dando la possibilità di fornire al consumatore finale un collegamento informativo dinamico ed efficiente. Tale funzionalità è stata implementata apponendo sulla bottiglia/lattina di olio, o integrando l’etichetta esistente, con il codice
QRCode relativo al prodotto commercializzato.
La piattaforma UNAPOL infatti ha fornito ad ogni Organizzazione coinvolta un
QRCode e, a ciascun prodotto di ciascuna azienda, è stato assegnato il relativo codice univoco bidimensionale. Tale univocità può spingersi, a seconda delle scelte
aziendali, fino alla creazioni di oli identici ma confezionati in differenti tipologie di
confezione (0,25/0,75/1 L., ecc.)
La semplicità di implementazione della tecnologia in oggetto è garantita da una
struttura informatica invece piuttosto articolata che consente di raccogliere le informazioni inerenti al prodotto dalle aziende di molitura/confezionamento, immagazzinarle nella base dati UNAPOL e renderle fruibili in contenuti opportunamente formattati per i device del mondo mobile.
Le Organizzazioni coinvolte hanno semplicemente integrato la retro etichetta
dei prodotti confezionati con il codice assegnato a ciascun prodotto avendo cura
di mantenere alto il livello di leggibilità da parte di differenti tipologie di telefoni cellulari e smartphone abilitati.
165
Figura 5
QRCODE APPLICATI ALLE RETROETICHETTE DEI PRODOTTI
Esempi di QRCode apposti sul retro etichetta di bottiglie di olio extravergine di oliva
166
Nota: il QRCode può essere inserito, con apposite etichette aggiuntive in spazi ricavati nei retro etichette oppure
può essere integrato direttamente nelle grafiche dei retro etichetta
167
Al consumatore è stata dunque data la possibilità di ottenere velocemente e agevolmente le informazioni sul prodotto semplicemente scattando una foto col proprio
cellulare al QRCode e inviando la richiesta alla piattaforma UNAPOL.
La lettura dei QRCode da parte dei telefoni cellulari è possibile grazie all’attivazione dei software scaricabili gratuitamente (se non già preinstallati nel telefono)
che, sfruttando la connessione dati, richiamano i contenuti della banca dati UNAPOL. Attivato il software di lettura del proprio device, è sufficiente inquadrare il
codice mediante l’ausilio della fotocamera.
Figura 6
ESEMPIO DELLA CORRETTA INQUADRATURA AL QRCODE
I software installati nei telefoni cellulari decodificano automaticamente il contenuto del QRCode ed inviano la richiesta di informazioni alla piattaforma UNAPOL
che restituisce la scheda del prodotto opportunamente formattata in un layout intuitivo e di facile comprensibilità per il consumatore finale.
168
Figura 7
SCHEDA AZIENDA E PRODOTTO RICHIAMATO
Es. di un a scheda prodotto di una bottiglia da 0,75l di olio extravergine di oliva DOP.
169
Il Consumatore può inoltre richiedere informazioni più dettagliate relative
alla tracciabilità, accedendo al link “TRACCIA PRODOTTO”.
Figura 8
INFORMAZIONI DI RINTRACCIABILITÀ DI UN LOTTO DI OLIO UNAPOL
Esempio di una richiesta di informazioni inerenti la rintracciabilità di un lotto di olio e relativa risposta ottenuta sul device del consumatore
170
Tutte le informazioni inerenti il prodotto vengono recuperate dalla base dati UNAPOL che viene alimentata direttamente dal flusso dati generato dalle aziende di produzione. I software che originano il flusso dati sono diversi tra loro, in alcuni casi trattasi dei gestionali delle case fornitrici gli impianti di molitura, in altri casi sono stati
strutturati ad hoc in base alle indicazioni degli operatori dell’azienda stessa, oppure
trattasi di pacchetti modulari completi (come SECUROIL). In ogni caso la piattaforma UNAPOL ricopre il ruolo di collettore dati dalle aziende di molitura/confezionamento verso il consumatore.
171
8.4. PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E GESTIONE DI
SISTEMI DI CONTROLLO DEL RISPETTO DELLE
NORME DI AUTENTICITÀ, QUALITÀ E COMMERCIALIZZAZIONE DELL’OLIO DI OLIVA
La possibilità di aprirsi a nuovi mercati è condizione fondamentale per la crescita del comparto agroalimentare italiano. Lo strumento reso disponibile dalla piattaforma di Borsa Merci Telematica Italiana S.C.p.A. (BMTI) consente ai soggetti abilitati di negoziare telematicamente anche partite di olio, fungendo da punto d’incontro tra domanda ed offerta.
In particolare, tale strumento è stato integrato con la possibilità di trasmettere
contestualmente all’offerta di negoziazione, anche le informazioni inerenti l’autenticità e l’origine delle partite di olio. Tale possibilità consente di fornire un valore
aggiunto all’intermediazione e al contempo di contribuire al rispetto delle norme di
autenticità dell’olio extravergine di oliva oggetto di contrattazione.
L’implementazione della nuova funzionalità informativa ha coinvolto ovviamente anche BMTI che ha posto in essere tutte le procedure necessarie all’interscambio
dati tra le piattaforme informative.
172
Figura 9
OFFERTE PUBBLICATE DALLA BMTI
Esempio di partite di olio sfuso oggetto di offerta sul portale della BMTI
173
Le partite di olio oggetto di offerta sono state pubblicate nella vetrina del portale di BMTI. Le pubblicazioni delle offerte sono effettuabili esclusivamente da
soggetti abilitati all’intermediazione (SAI), autorizzati dalla stessa BMTI, con il
supporto delle Camere di Commercio.
Figura 10
INSERIMENTO DI UN’OFFERTA
Esempio di un inserimento di un’offerta sul portale della BMTI
174
175
L’operatore, oltre alla consueta imputazione dei dati relativi al prodotto di interesse, ha la possibilità di specificare il lotto dell’olio offerto e di allegare un file
riportante le informazioni inerenti la rintracciabilità del lotto stesso.
Il potenziale acquirente ha così la possibilità di accedere all’area a lui riservata
(link “Entra nel mercato”) e di inserire la propria proposta di acquisto, mediante
semplici passaggi.
Il servizio offre la possibilità tramite webservices di interrogare la piattaforma
UNAPOL e ottenere i dati del lotto di olio in formato xml. Questo aspetto assume
una rilevante importanza nell’ambito della standardizzazione del passaggio di informazioni, in quanto utilizza una forma di comunicazione auto-descrittiva e facilmente ampliabile nel numero di informazioni fornite.
Figura 11
OFFERTE PUBBLICATE DALLA BMTI
Esempio di interrogazione e di risposta dati inerenti la tracciabilità di un lotto di olio
176
177
Figura 12
LINK PRESENTI NEL FILE DATI DI RINTRACCIABILITÀ
Link presenti nel file dati inerenti la tracciabilità di un lotto di olio
178
Un’ulteriore semplificazione di utilizzo del servizio in oggetto è l’inserimento
del link al servizio web service che, se interrogato, fornisce i dati inerenti la rintracciabilità dell’olio e il link al WSDL, descrittivo del servizio stesso, ad uso dei settori ITC delle aziende coinvolte.
Per mezzo dell’integrazione informativa al servizio della BTMI è stato possibile
valorizzare il prodotto UNAPOL oggetto di negoziazione, nonché porre in evidenza le attività svolte lungo tutta la filiera, dalla fase agricola fino al confezionamento dell’olio extravergine di oliva.
179
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Terza annualità 2011/2012