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LA RIPRODUzioNE DEL BESTIAME
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L'ALLEVAMENTO DELLA PECORA
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EDIZIONI
AGRICOLE
ALBERTO
PRATICA DELLA
-
MUNGITURA
ETRATTAMENTO DELLA VACCA
BOLOGNAo
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Prezzo del presente volume L. 400
AGRICOLE - BOLOGNA
MANUALl SlRRI PER L'ISTRUZIONE AI CONTAD1Nl
N, 1 - A, Sirri, Pratira della mungitura e
Sesta edizione
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PRATICA DELLA MUNGITURA E TRATTAMENTO DELLA VACCA .
L. 400
2. IL VITELLO - Allevamento - Alimentazione economica e da ingrasso - Vita all'aperto - Difesa daìle
malattie .
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3. LA RIPRODUZIONE DEL BESTIAME - Monta
tamina - FecondazlOne artificiale - Gravidanza - Assistenza al parto - Lotta contro la sterilità
L. 400
4. COME DEVI TRATTARE IL BESTIAME.
L. 400
5. COME DEVI ALIMENTARE IL BESTIAME
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6. DIFENDI IL TUO BESTIAME DALLE MALATTIE (Manuale di igiene zootecnica)
L. 400
7. FORAGGIO E BESTIAME ARRICCHISCONO
IL PODERE
L 200
8. IL SEGRETO PER GUADAGNARSI LA TERRA
L 300
c
E
SESTA EDIZIONE
EDIZIONI AGRICOLE - BOLOGNA
EDIZIONI AGRICOLE
B
LOGNA
P'
' Tlmrl ec1~7ione
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»
: setté'mbre 1950
agosto
1952
Terza
Quarta
Quinta
Sesta
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dicembre 1953
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»
1955
1959
agosto
1960
Cepyright 1950
by Edizioni Agrko~e
31 ;2",
Levante
Be!ogna
PROPR!ETA LETTERARIA RISERVATA
Print:d in
Officine Grafiche Calderini -
- VIII-1960
anche recentissima)
mèno
la
AGl
ED AI CASARI
cativa e
1955.
Direttore Generale al Ministero dell'Agricoltura
(l)
Dr.
llologna, 1953.
FRANCO
BODINI,
Re/azione al Com'cgno dei tecnici del latte.
1
Se
il personale stalla al suo delicato
otterremo un notevole aumento della produzione e preserveremo le mammelle dalle mastiti.
Le vacche da latte hanno dimostrato di poter produrre
molto più di quanto si supponeva un tempo e di quanto
moltissimi ottengano tuttora. Infatti la media
40 quintali
annui - che fino a ieri sembrava prodigiosa - è ormai
ottenuta, senza sforzo, da molti allevamenti, con tutte le razze
e negli ambienti più disparati. Numerose stalle raggiungono
la media di 50 e qualcuna ormai tocca i 60. Moltissime stalle
potrebbero conseguire risultati simili se trattassero e mungessero le vacche come si deve.
La produzione è spesso falcidiata da errori come questi:
l'allattamento dei vitelli sotto le vacche; la mungitura dolorosa, provocante stimoli avversi alla discesa del latte; l'uso
bagnare le mammelle col1atte, che determina la formazione
di ragadi e foruncoli provocanti dolore; la mancata osservanza dell'orario di mungitura; lo scambio delle vacche fra
i mungi tori ; la mungi tura lenta delle buone lattifere; la
sgocciolatma limitata alla parte bassa della mammella; la
trascuratezza nei confronti della mastite.
L'esperienza mi ha p'-~rsuaso che le perdite dovute ad imperizia del personale sono rilevanti in quasi tutte le aziende
e raggiungano addirittura i 5-10 quintali per vacca in moltissime.
Le perdite dovute ad imperizia - generalmente insospettate - sono particolarmente elevate ove l'introduzione delle
vacche da latte è relativamente recente.
una zona del
neto fui stupito delle basse produzioni che si ottenevano, nonostante la buona qualità del bestiame. I contadini - coi
quali entrai in confidenza perchè frequentavano una quindicina di corsi di mungi tura da me diretti - incolpavano l'ambiente ed i foraggi.
dopo una breve indagine dovetti av
1. - SmRI, Pratica deHa
2
mll'nnit",-(",
3
bensì la loro impreparazione
btte per vacca.
l'allevamento delle vacche da latte è
sono meno numerosi, ma la mungi[Ura è generalmente uno spettacolo
penoso: è una indecente gara di velocità, di brutalità e di sudiceria. Lo
conferma l'impressionante diffusione
delle mastiti cui ho fatto cenno.
L'istruzione del personale di stalla è dunque necessaria
L'istruzione dei mungitori, oltre
ad assicurare produzioni più elevate
e mammelle più sane, è anche il
maggior mezzo a nostra disposizione per migliorare la qualità del latte
e dei prodotti caseari. Va però detto
che benefici notevoli le latterie ed i
caseifici possono ottenerli solamente
quando questa istruzione viene estesa a tutti i fornitori. Bastano infatti
poche partite scadenti e cariche di
germi nocivi a peggiorare tutto il
latte cui vengano mescolate e a deviare
l'orientamento
delle fermenta..
.
Fig, l. . Certi microbi dei
ZlOnl
caseane.
foraggi fermentati alterano rapidamente il latte. A sinistra,
L'istruzione e l'educazione del
latte sano; a destra, latte altepersonale di stalla è dunque un dorate dall'aggiunta di polpa di
J ietola.
vere sociale. Non si può dire: «Chi
le trascura peggio per lui », perchè
chi le tra-'Cura danneggia tutti: i consumatori, il caseificio
ed altresì gli agricoltori, determinando un minor prezzo medio del latte.
Ecco perchè anche le Centrali del latte ed i Caseifici dovrebbero interessarsi dell'istruzione dei vaccari. I singoli agri1
4
coltOTi posmno :1ì'cre
un corso
pirne
mentre le
sono in grado di agire per tutti i fornitori e ben sanno
to sia necessario proclurre latte sano.
La mungi tura razionale non è più faticosa, bensì più facile di quella comune (soprattutto perchè assicura la. c?ll~­
borazione delle vacche) e l'applicazione
norme 191emindispensahili non complica sensihilmente il lavoro. Perciò - posso dirlo in base ad un'estesissima esperienza .- non
si incontrano insormontabili difficoltà a persuadere l mungitori ad operare meglio. L'avversione, quan?o <è, ini~iale,
ma v'iene generalmente superata dopo pochI glOrm
111segnamento.
.
.
Va detto qualcosa di più. I mungitori
P:Of~sslOn.e SI
sentono sprezzati: si considerano una categona mfenore.
«Non li chiami vaccari, perchè si offenderebbero »,
sono
sentito consigliare in Lombardia. Orbene, il corso d'istruzione, mostrando la grande delicatezza . e l'importanza
so. .
dale ed economica del lavoro dei munglton, nncora questa
povera gente avvilita e scontenta, dà loro il senso
essere
qualcuno.
.
.
,
.,.
.,
.
Sembrerà che lO esagen, ma e la venta: l corsI SI chzudono fra l'intensa commozione dei vaccari di professione,
spesso freddi e pieni di presunzione all'inizio.
~ual~h~
caso - come nel 1953 in provincia di Milano - gh allievI
si sono accomiatati dagli istrutori con le lacrime agli occhi.
Per questo motivo io voglio che i miei istru.ttori presenelevazlOne umana.
tino l'inseanamento come un mezzo
« Sono bvenuto per fare di voi gli specialisti
importanti dell'agricoltura », dissi un giorno ai mungito~i recalcitranti di un'azienda famosa. «Volete assecondarmI, o preferite restare una categoria sudicia e sprezzata? ». Questo
rude discorso servÌ ben più dei ragionamenti tecnici
precedenza,
?
5
Fig. 2. - Corsò di mungitura tenuto in provincia di Padova. La commissione
giudicatrice sta esaminando gli allievi.
lo non voglio far credere che tutti i. mungitori facciano
buon viso all'insegnamento: spesso gli anziani si dànno arie
d.i, superiori~à od abba,ndonano poi il metodo appreso. Ma
c~o non, aV:'lene perche non lo trovino giusto, bensÌ perchè
nesce diffiCIle adottare la mungitura a pugno quando le mani
e le braccia sono abituate, da decenni, a stirare i capezzoli.
È q~esta difficoltà pratica e l'orgoglio ferito che spesso fanno
reagIre negativamente gli anziani; ma un certo miglioramento ed una maggiore sensibilità per l'igiene si ottiene anche
da questi.
L'ideale sarebbe di istruire i giovani prima che abbiano
cominciato a mungere: quando non hanno contratto difetti
di mano. I ragazzi e le donne - migliori degli uomini,
quando le vacche da mungere non sono molte - in due settim~ne. imparano egregiamente; però tutti i mungitori non
anziam possono correggersi rapidamente se veno-ono esercitati sulla mammella di gomma, la quale con:ente sola6
mente la mungitura a pressione. Quando l'insegnamento è
fatto bene e si insiste, ripetendolo eventualmente dopo un
anno o due, i risultati sono sempre buoni.
Il dr. Primo Fabbri, che dirige gli allevamenti dell'azienda «Bonifica di Maccarese» - la quale ha superato la produzione media di 40 quintali con oltre 1700 vacche presenti - mi diceva recentemente: «L'insegnamento dell'istruttore di mungitura che mi mandasti cinque anni fa e che io
richiamo per qualche settimana tutti gli inverni, non ha solamente aumentata la produzione e ridotto notevolmente i
casi di mastite, ha migliorato altresÌ i rapporti fra la direzione ed i vaccari, i quali oggi cQllaborano più volentieri,
anche perchè stimolati da un premio sulle produzioni elevate».
Questa è la strada da seguire: istruirei mungitori; renderli
giustamente orgogliosi del loro delicatissimo lavoro. e premiarli per le produzioni elevate. Serve a nulla il licenziare
gli incapaci, se non se ne formano dei migliori.
Nel 1953, per addestrare all'insegnamento un gruppo di
allievi istruttori, visitati molte grandi stalle del' piacentino.
Almeno un terzo di esse aveva licenziato la totalità, o quasi,
dei mungitori. Con quale personale contavano di sostituirE?
Essendo impossibile attirare nuovi elementi ad un lavoro così
sprezzato, non potevano che scambiarsi i licenziati. Bella
prospettiva!
La giostra dei mungitori non risolve il problema, sempre
più spinoso, del personale per le vaccherie a conduzione diretta. Bisogna che gli allevatori si decidano a promuovere
l'istruzione dei loro collaboratori e che le Centrali del latte
ed i Caseifici collaborino per la parte di vantaggio che possono ritrarne. E lo Stato deve stimolare ed aiutare, nell'interesse della collettività.
.
Circa i criteri da seguire, faccio due raccomandazioni:
a) Non ci si limiti ad istruire un mungitore per stalla,
nella speranza che questo addestri poi gli altri. È più facile
che gli altri mungitori, umiliati perchè esclusi, osteggino
'l
la fretta spinga i mungitori a ritornare
Età e trascuratezze.
zone, sia per farla
accogliere più volentieri, sia per ottenere decisi miglioramenti nella qualità del latte alimentare e dei prodotti caseari.
b) N OlZ si facciano le cose alla meglio ... cioè alla peggio.
I corsi vanno tenuti con rigore, pretendendo l'integrale applicazione di quanto è suggerito in questo libretto, non già ...
« semplificando» le cose. Si tratta di imporre un costume
di accuratezza e pulizia a chi per mentalità ed abitndini è
spesso lontano da esso: se si è trascurati già quando si insegna, addio risultati!
Quindi occorre insegnare la teoria, perchè indispensabile
a giustificare le prescrizioni pratiche. Occorre esercitare insistentemente gli allievi sulla mammella di gomma e sotto le
vacche, due almeno per ciascun allievo. Occorre adottare i
seggiolini ad una gamba, ì grembiuli, i barattoli per la raccolta dei primi spruzzi, il grasso da mungitura, gli stracci
per la seconda pulitura delle mammelle. Si deve pretendere
l'accurato lavaggio delle mani, il silenzio e l'ordine nella
stalla.
Ai corsi non conviene iscrivere più di una ventina di
mungitori ed è bene che l'insegnamento duri almeno due
settimane, onde gli allievi abbiano tempo di fare un po' la
mano. Non è necessario che l'istruttore assista a tutte e due
le mungiture giornaliere: si possono quindi svolgere contemporaneamente due corsi, per una quarantina di mungitori
complessivamente.
È molto opportuno stabilire che gli esami - teorici e
pratici - siano tenuti alla presenza di agricoltori ad autorità locali. Ciò impegnerà maggiormente tanto l'istruttore
che gli allievi, confermerà nei mungitori l'importanza dell'insegnamento e li renderà orgogliosi dell'istruzione ricevuta.
Conviene svolgere i corsi quando le vaccine da mungere
non sono molte, altrimenti occorre fornire un aiutante durante l'insegnamento e per un mese dopo, onde evitare che
8
Se i mungitori generalmente operano male la colpa è in
buona parte nostra. Non dovevamo istruirE? Non dovevamo
fornir loro un'idea sull'anatomia e fisiologia della mamella?
Non dovevamo richiamare la loro attenzione sull'esercito
pauroso dei microbi che possono inquinare il latte e distruggere il tessuto ghiandolare? Se fossimo cresciuti nel loro
ambiente e senza alcuna istruzione, noi, spesso così severi
e sdegnati censori, non penseremmo ed agiremmo come loro?
Compatiamo dunque certe resistenze - dettate generalmente da sbagliato amor prQprio - e non riunciamo al
doveroso proposito di educarli al loro delicatissimo compito,
perchè questa educazione può avere notevoli riflessi: sul livello umano di questi lavoratori dediti aduna dura fatica;
sull'igiene alimentare del nostro popolo; sulla produttività e
la durata del bestiame; sul prezzo del latte; sulla prosperità
di una grandiosa industria, che deve poterteggere alla concorrenza estera.
Chi desidera un istruttore di mungitura, attrezzato di
mammella di gomma, scriva al Dr. A. Sirri, Via Bondi, 15 Bologna.
9
ottenere
e
al
e consenta
formaggi; risparmiare tempo e fatica.
l.ihHLl,ellL;
PARLO A TE, AMiCO MUNGITORE!
lui credeva di non aver nulla da imparare.
Uno dei corsi per formare istruttori di munaitura
tenni nel parmense, presso una grande e bellà s~alla, affidata
ad u? uomo intelligente e volenteroso. Questi, sorpreso dall'ord1l1e tenuto dagli allievi nella stalla e dalla delicatezza
c~n la. q.ual~ trattavamo le vacche, volle che il nglio maggIOre SI Iscnvesse al corso. Così Landi U go, di anni 27, dovette sobbarcarsi all' ordinario lavoro di stalla e a molte ore
di lezione al giorno.
~'ul;i~a. sera, d~ran.te la festicciola di addio organizzata
dag~l ~lh~Vl, Land~ mI rivolse, commosso, queste parole:
«MI dispiace
che. Il corso sia già terminato. Lei' Dottore,
, .
non puo lmm~g1l1are qu~le soddisfazione mi abbiano procurato queste gIOr.nate. Pnma mi credevo un lavoratore qualunque: durante 11 corso ho capito che il mio lavoro è importante ed utile. Non avrei mai supposto che un mungitore
dovesse conoscere tante cose e sono molto contento di averle
impar~te ». Co~ì disse Landi, oggi fervido propagandista della
mungltura raZIOnale.
1. Amico mungitore, riRetti su questo discorso di un tuo
bravo, collega. Fors~ come te, Landi si credeva molto capace,
perche vuotava rapIdamente le mammelle; ma il corso l'ha
persu~so che non ,basta estr~rre il latte in un modo qualsiasi,
ma bisogna altresl; saper disporre favorévolmente le vacche·
stimolarne la produttività; proteggere le mammelle dall~
N. B. - I numeri ch? precedono al~uni periodi del testo corrispondono a quelli delle
demande nportate alla fine de! capltolo e servono per facilitare la ricerca delle risposte.
10
MUl1gitore esperto, lavoratore scelto.
2. Landi aveva sempre considerato la sua una occupazione
umile e sporca, di scarsa importanza economica e sòciale,
poco meritevole di considerazione. Frequentando il corso
capito che il lavoro dei mungi tori è delicato ed importante:
più delicato ed importante di tutti gli altri lavori agricoli.
Amico mungitore, desidero persuadere anche te dell'importanza e delicatezza del tuo lavoro: voglio convincerti che
il mungitare è un lavoratore scelto.
Metti impegno nell'imparare! All'Istruttore, che pazientemente si accinge ad insegnarti, non dire che già sei capacissimo. Stai a vedere prima! Sai tu com'è fatta e come funziona la mammella? Se non lo sai, come puoi mungerla
modo esatto?
3. Credi a me: per quanto un mungitore sia volonteroso
ed intelligente, se non ha ricevuto una istruzione apposita,
indubbiamente commette degli errori. Se tu pure ne commettessi, perchè non dovresti essere lieto di correggerti?
I mungitori sicuri della loro praticaccia possiamo confrontarli ai cavalli provvisti di parocchi: sono tranquilli, proprio
perchè hanno la vista limitata. Ho conosciuto centinaia di
mungitori stimati, che, come l'istruttore Landi, durante i
corsi, restarono sbalorditi nel constatare il cumulo di errori
commessi nno allora. Tutti si sono persuasi che senza scuola
non si può mungere veramente bene.
Non pretendo che tu accetti come vangelo quanto verrò
dicendo, o quanto dirà l'Istruttore. Devi ragionare· con la
tua testa. Se qualche cosa di ciò che qui è scritto non ti persuade, domanda spiegazioni a chi può dartele. Se l' Istruttore
dicesse cose che ti sembrano errate, con garbo, senza mortincarlo, fagli le tue osservazioni. Gli consentirai di spiegarsi
meglio e porterai il contributo della tua utilissima esperienza.
l
idea da imparare
correggere, ed io riconosco, e ben vocose utili me le hanno insegnate i
i mungitori. Dispiacerà a te l'accettare qualche
consiglio mio e dell'Istruttore? Non credo!
restano molto male. Ciò
usato un sistema sbagliato: quello di stirare
zichè stringerli solamente.
7. Esercitati con pazienza e lungamente
di gomma, la quale serve ottimamente ad imparare il modo
Faticherai meno.
Come vedremo in seguito, la tua opera è molto, molto
importante e delicata. Tanto io quanto l'Istruttore, desideriamo aiutarti a compierla nel modo migliore. Non temere
che complichiamo il tuo lavoro.
4. Qualche precauzione dovremo consigliartela, ma, in
complesso, quando sarai esercitato nel nuovo sistema, faticherai meno. Faticherai meno per tre ragioni:
a) perchè la mungitura razionale, disponendo favorevolmente le vacche, fa arrivare più rapidamente il latte nei
capezzoli e lo estrae meglio;
b) perchè evita il deformarsi e l'indurirsi delle mammelle;
c) perchè elimina sprechi di energia in movimenti inutili o dannosi.
5. Non voglio però illuderti che tu possa risparmiare fatica fin dal primo giorno. No, in principio potrai trovarti a
disagio, qualora dovessi usare certi muscoli non esercitati;
ma in seguito faticherai meno, specialmente quando disporrai di vacche munte sempre in modo razionale e quindi ben
disposte e con le mammelle ed i capezzoli non deformati.
la mamml'lIa artificiale
6. All'inizio del corso, saraI Invitato ad esercitarti sulla
mammella di gomma (fig. 3). Constaterai, con sorpresa, che
diversi mungitori non riescono ad estrarre l'acqua, per cui
Cl) È fornita dalla Pirelli e dall'Autore, il quale provvede a perforare i capezzoli e a corredarla eventualmente del banchetto di sostegno e di una cassetta
di custodia.
12
Fig. 3. - La mammella di gomma. Serve ottimamente all'addestramento dci mungitori, perchè obbliga a mungere a pugno e a serrare bene 1 capezzoh.
giusto ed a « fare la mano ». Sotto di essa ci si esercita meglio
che con le vacche, perchè non calcia e perchè le vacche si
possonQ mungere anche in modo sbagliato (a stiramento, ~
strinaendo i capezzoli alla meglio) mentre la mammella dI
gom~a no. Essa costringe a mungere in modo razionale: a
pressione e chiudendo le dita in modo esatto.
Quindi, se l'Istruttore indugerà a mandarti sotto le vacche, non credere di perdere tempo: quando saprai n::-ungere
facilmente il modello riuscirai benissimo con le vacone, anche perchè le loro mammelle sono generalmente meno dure.
8. Impugna i capezzoli come è indicato dalle figure 33-34;
serra bene l'indice ed il pollice - onde impedire che l'acqua
rifluisca in alto - e rinchiudi poi - uno dopo l'altro - il
rholgere le unghie
del successo - lo ripeto - sta
che deve premere sulla seconda
per
forza (fig. 37), e nel richiudere
l'altra, le rimanenti dita.
9. Vai adagio in principio; non avere fretta' Cerca
imparare il modo giusto: la velocità verrà poi man mano,
naturalmente. Se stentassi ad estrarre l'acqua, è segno che
non chiudi le dita come occorre: cerca di correggerti ed insisti, in pochi giorni imparerai. Finchè non saprai mungere
agevolmente il modello di gomma non andare sotto le vacche, perchè non correggeresti più il difetto di mano.
Sulla mammella di gomma l'Istruttore ti insegnerà anche
le modalità del massaggio e della sgocciolatura. Evita di toccarla con le mani unte di grasso da mungi tura, perchè la
danneggeresti.
inavvertitamente le unghie contro i capezzoli o
la
essere munte
da sinistra si oppongano a chi si mette a destra, come il sistema qui descritto giustamente prescrive.
Stai attento a non provocare dolore e se qualche bestia
facesse opposizione, insisti: usando pazienza e buone maniere - con l'eventuale aiuto dell'Istruttore - devi superare
ogni opposizione. In due o tre mungiture ci si riesce sempre ..
la pelle. È poi facile che le vacche abituate
Usa sempre buone maniere.
Certi mungitori sono violenti perchè credono che il latte
vada estratto contro la volontà delle vacche. È questa una
idea dannosissima, che deriva dall'errore di allattare i vitelli
sotto le madri. Allora sì che le vacche si oppongono al mungitore, si agitano e calciano.
12. Ma quando non allattano il vitello, le vacche S0110
Nella stalla ordine e silenzio.
Quando, assieme ai tuoi compagni, entrerai nella stalla
destinata alle esercitazioni
mungitura, non sbattere il secchio, non alzare la voce, non fare movimenti bruschi. Occorre non spaventare le vacche - che sono timide e non
abituate a tanta gente - ed è necessario non distrarre gli
altri ITmngitori e facilitare i controlli all'Istruttore.
lO. Se la confusione mettesse a disagio le vaccine, queste
potrebbero opporsi al mungitore e il latte potrebbe non scendere affatto, od essere parzialmente trattenuto. Dunque, niente fretta di passare dal modello di gomma aUe vacche e silenzio, ordine e ubbidienza all'Istruttore quando sei nella stalla.
Non tutte le vacche accettano senza difficoltà un nuovo
mungitore, specialmente nei corsi ambulanti, ove si incontrano soggetti munti nelle maniere più diverse.
11. L'opposizione delle vacche è spesso dovuta alla presenza di ragadi e di foruncoli alle mammelle, che provocano
dolore. Qualche volta la colpa è dell'allievo, il quale rivolge
14
Fig. 4.
~
Le vaccine si agita ilO se il 111ungitorc provoca dolore. Quando son
munte razionallnente stanno ferme e n1ostr~1no di godere"
15
perch~ la mammella piena dj
e perchè la mungitura, quando è fatta bene. proVoca una sensazione piacevole, tanto che generalmente smettono di mangiare e restano assorte e con le orecchie tese (fig. 4).
13. Inoltre, la discesa del latte non dipende dalla volontà
della bestia, bensì dagli stimoli che l'organismo riceve. Se sai
massaggiare la mammella ed eviti stimoli dannosi (dolore,
paura) il latte scende.
14. Disponendo favorevolmente l'organismo delle vacche,
si rende anche più facile una mungi tura sollé'cita e completa.
Usa dunque buone maniere ed evita qualsiasi impressione
sgradevole: stiramento dei capezzoli, infissione in essi delle
unghie, strette eccessive, ecc.
15. Quando passerai dalla mammella di gomma a quella
delle vacche, tieni presente che questa è più morbida e delicata. Stringi solamente quanto occorre a far uscire il latte, non
rivolgere le unghie contro i capezzoli e tienile rasate.
9. È opportuno munga in fretta chi sta .
ne vada subito sotto le vacche?
lO. Perchè nella stalla occorre ordine e silen.zio?
11. Quali cause possono favorire r opposizione delle vacche
agli allievi mungitori?
12. Perchè, quando sono munte razionalmente, le vacche cedono volentieri il latte?·
13. La discesa del latte dipende dalla volontà delle vacche?
Che devi fare e che cosa devi evitare per far mollare il
latte?
14. Come va disposta la vacca per poter eseguire una mun gitura rapida e completa?
15. l capezzoli delle vacche t'amzo stretti come quelli dz
gomma?
OMANDE
1. Basta estrarre il latte.in un modo qualsiasi? Che deve safare il mungitore?
2.
il lavoro del mungitore merita molta considerazione?
3. Si può mungere bene ignorando com'è fatta e come funziona la
Ha buon senso chi rifiuta di correggere i propri errori?
4.
. motivi mungendo razionalmente si risparmia
fatica? 5. Ma perchè, all'inizio, si fatica di più?
6. Perchè certi mungitori non riescono a mungere il modello
di gomma?
7. Perchè conviene esercitarsi parecchio sulla mammella di
8' Come va impugnato e stretto il capezzolo?
16
17
R ERIE
ENE E S
EL
T
LN
E
ELLA
COM' E' FATTA E COME FUNZIONA LA MAMMELLA
I,
1. Certi mungitori considerano la mammella un semplice
serbatoio, al quale il latte sarebbe portato dalle vene che scorrono sotto il ventre. Per costoro il mungitore avrebbe un compito molto semplice, quello di vuotare la mammella - In
I1EM8RANA 01
S05TUNO
CANAli GEI.
LATTE
Fig. 5. . Sezione oric:'Contale della mammella (schematica). Al centro la «mem.
brana di sostegno mediana », che attacca la mammella alle oss~ de! bacino; ai
lati e di dietro, le sezioni dei maggiori canali del latte.
PROV
DEL LATTE CON CARTIN
D KLO
DOPO L'USO
PRIMA DELL' USO
un modo o nell'altro poco importa - cosÌ come sÌ vuota un
serbatoio aprendo un rubinetto.
Chi
un'idea cosÌ sbagliata della mammella non può
certo mungere bene.
18
LATTE
NORMALE
LATTE
ANORMALE
RTERIE,
ENE E SISTE
DEL
M
A UN
T
ELLA
VASI
li NfATI CI
PROVA DEL LATTE CON CARTIN
PRIMA DELL' USO
DI KLOZ
DOPO L'USO
LATTE
LATTE
NORMALE
ANORMALE
COl\
Osservando l'interno della mammella di una vacca ma~
cellata, si vede subito che è un organo molto complesso. Es~
sa è costituita da una massa ghiandolare spugnosa ed elastica,
attraversata da canali per il latte, da vasi sanguigni, da vasi
Enfatici e da nervi.
La mammella non è dunque solamente un serbatoio, ben~
sì l'organo meraviglioso che produce il latte.
Membrana di sostegno mediana.
cer
2. La mammella è divisa in quarti. Ciascun quarto è indipendente dagli altri e manda il latte esclusivamente al proprio capezzolo.
3. Fra i due quarti posti a destra e quelli di sinistra esiste
una «membrana fibrosa di sustegno» la quale manda diramazioni all'interno dei quarti (figg. 5-6). Essendo attaccata
in alto alle ossa del bacino, questa membrana fibrosa sorregge la mammella, che altrimenti cadrebbe in basso.
4. Essa non è l'unico sostegno della ghiandola, è però il
principale: perciò conviene vuotare la mammella in modo
che il peso resti sempre equilibrato ai due lati della membrana stessa, mungendo contemporaneamente i due quarti anteriori e poi quelli posteriori, non già quelli di un lato e poi
gli altri, come moltissimi fanno.
Fra i quarti anteriori e quelli posteriori non esiste una
membrana di sostegno, ma solamente una leggera divisoria.
5. I quarti posteriori sono generalmente più sviluppati di
quelli davanti: in media forniscono i tre quinti del prodotto.
La differenza varia però notevollJ,1ente da mammella a mammella ed è minima in quelle ben proporzionate: con quarti
anteriori sviluppati e stesi in avanti.
Nelle mammelle normali i quarti di un lato forniscono
la stessa produzione di quelli corrispondenti dal lato opposto.
6. Da quanto sopra, risulta che, mungendo assieme i quarti davanti e assieme i posteriori, le mani sono sempre attive
tutte due; mentre invece mungendo simultaneamente un
18
2 . . SrnRI, Pratica della mungituTa.
serb
ron(
pito
Fig.
bran
un
serI
19
anteriore ed lIllO
laterale e mungitl1ra in croce)
mano resta inoperosa per un terzo
un
quarto dd
Ciò è dannoso: 1) perchè sovraccarica la
mano che deve mungere i quarti posteriori (tanto da indurre
È impanante che i capezzoli
e ben fatti, onde si possa
coli rendono lenta e penosa 1'estrazione del
nuocere anche alla produttività e sanità della
.!.l' HL1U'"H,J.l
l1@mbréJn8
d/ sostegllo
mediana
Fig. 7. - ;\.Iammettll aL buono svttuppo e belLa jorma. E sostenuta 111 alto ila il:
cosce, sporge dietro di esse, è stesa in avanti sotto il ventre, ha capezzoli di giusta grandezza.
Fig. 6. - Sezione trasversale delìa mammella, Ii tcssuto ghi"T1(1,,!are è sostenuto
principalmente da una mcmbrana fibrosa mediana.
spesso a ~go~~iola~li in modo incompleto, specialmente quello
lontano, Il p.m fatl?oso; 2) perchè rallenta la mungitura, mentre va esegmta rapIdamente, per i motivi che vedremo.
7. Conviene che la mammella sia attaccata in alto fra le
~osce e sporga dietro di esse; sia ben sostenuta e sfesa sotto
Il ventre (figg. 7 e 12).
. 8. Le ~,ammelle cadenti si mungono con fatica - e quindl sono pm soggette alle mastiti - si sporcano facilmente
e sono esposte alle contusioni e alle ferite.
20
9. La forma della mammella è un carattere ereditario, ma
il mungitore può contribuire a renderla cadente e asimmetrica con stiramenti e adottando la mungitura laterale. Ciò è
dannoso, perchè le mammelle deformate richiedono U:1a mungitura più lunga e spesso si sgocciolano con difficoltà, per
cui sono più esposte alla mastite.
Il tessuto ghiandolare.
lO. Il latte è prodotto dal tessuto ghiandolare: un tessuto
spugnoso, che riduce notevolmente il proprio volume quando viene tolto il latte.
21
vescicole è formata da
altre, come i chicchi del granturco
(fig. 8). Sono queste cellule le produttrici
Fig. 8. - Sezione di una tJescicola
A
le «cellule produttrici»
stanno formando il latte e parte
suoi componenti sono filtrati nella cavità
~entra:e. A destra: le «cellule produttrici » si sono aperte alla estremità ed il
,atte e stato spremuto fuon dalla vesCleola. Questa ha rirlotto il suo volume.
12. Il sangue, portato da una minutissima rete di arterie
fornisce continuamente alle «cellule produttrici» i materiali
occorre?ti. a fo~mare i ~iversi componenti del latte: l'acqua,
le gocClolme dI grasso, le sostanze azotate i sali minerali le
~
.
"
vltamme, ecc.
13: .Il la:te prodotto comincia col rigonfiarc~ le cellule produttnCl, pOl una parte dell'acqua e di varie sostanze filtrano
entro la cavità delle. vescÌcole e dei canalicoli, riempendoli
man mano. Il resto nmane entro le cellule produttrici ed esce
solamente quando queste si aprono all'estremità, il che avviene principalmente allorchè il massaggio determina la loro
spremi tura.
14. Le ?occioline di grasso uscirebbero solamente quando
le cellule SI aprono e scorrono lentamente nei canali minori
perchè vischiose. Questi sarebbero i motivi per cui il1atte rac~
colto in principio è assai povero di grasso, il quale aumenta
22
man mano
abbonda nel
15. Quando le vescicole ed i
determina una pressione via via crescente che
impedisce la circolazione del sangue nel tessuto
allora rallenta e poi cessa la produzione C). Per lo stesso motivo (la pressione) la mammella cessa di produrre latte quando vi si pompa aria, per guarire il collasso puerperale.
16. Quando la mammella è piena, se la circolazione
sangue non viene tosto riattivata, mungendo, ha inizio il riassorbimento una parte dei componenti del latte, per cui questo cambia composizione, con danno della qualità del burro
e dei formaggi (2).
17. L';lrresto della circolazione del sangue in tutta la ghiandola o in una parte di essa, quando sia prolungato o ripetuto, determina l'infiammazione e la distruzione (riassorbimento) delle vescicole e dei piccoli canali. Infatti quando si
smette di mungere, per asciugare la vacca, tutto il tessuto
ghiandolare viene distrutto.
Dunque per favorire la conservazione e l'attività del tessuto ghiandolare e per ottenere un prodotto normale, anzichè
parzialmente alterato, bisogna impedire che il latte rigonfi
eccessivamente la mammella o parti di essa. Questo riempimento eccessivo può verificarsi quando si mungano solamente
due volte al giorno vacche molto lattifere, quando si ritardi
parecchio la mungi tura, quando si munga lentamente, per cui
- come vedremo - può restare del latte in parte delle vescicole e dei canali minori.
18. Mungendo le buone lattifere tre volte al giorno, an~
zichè due, ed asciugando bene ogni volta le mammelle, si ottiene generalmente una sensibile maggiore produzione, per~
chè si favorisce un'intensa circolazione del sangue - evitando
una elevata pressione del latte - e forse anche perchè si de(1) La produzione si arresta quando la pressione determinata dal latte raggiunge un quarto di quella del sangue.
(2) Quando nelle vescieole la pressione è accentuata sembra si produca latte
di composizione anormale.
23
termina una maggiore emlSS10ne
di «prolattina»: un:l so-
stanza
l'attività delle cellule produttrici, della qua-le parlerò.
19. Il mungere tre volte al giorno è utile specialmente nel
primo mese. Quando la produzione supera. i 30 litri giornalieri, converrebbe anzi mungere quattro volte, per evitare un
ripetuto dannoso rallentamento, od arresto, della circolazione
del sangue.
Fig. 9. - Lo stimolo provocato dal mungiotre, o dal vitello, vien~ trasmesso ad
una ghiandola posta sotto il cervello, che allora versa nel sangue l oStltoc117a, che
fa scendere il latte, e la prolattina, che stimola la prodUZIOne.
(Da Usuelli e Piana, modificata).
Lo stimolo del vitello e del mUl1gitore sulla mammella.
20. Fra una mungitura e l'altra, poco è il latte che scende
nei grossi canali e nelle cisterne, perchè non può uscire spontaneamente dalle vescÌcole e dai canalicoli: occorre venga spremuto fuori da un particolare meccanismo.
21. Nella pelle della mammella e dei capezzoli, esistono
delle terminazioni nervose sensibili. Quando la mammella
viene massaggiata, o lavata con acqua calda, o succhiata dal
vitello, queste terminazioni nervose mandano uno stimolo
ad una importantissima ghiandoletta posta alla base del cer-
24
vello
(fig.
». Con la .
particolare: «
dopo un minuto circa - l'ossitocina
mammella e provoca la contrazione delle fibre
che
avvolgono le vescicole produttrici (fig. lO). (Il mungitore allora nota che la mammella
indurisce). Questa contrazione spreme le vescicole e fa
schizzar fuori il latte, così
una
come esce l'acqua
spugna stringendola fra le
mam.
Mentre le vescicole cacciano fuori il latte, i canali
si raddrizzano e distendono
la parete, il che facilita lo
scorrimento del prodotto
Fig. lO. - Vescicola g/'ianr1olm"e vista dalno alla cisterna.
Mostra. le fibre mllccnhri a stel22. Che la discesa del l'esterno.
la, che vengono> ('ontr:1.He dall'o.,. . itncina
e così spremono fuori il latte.
latte dipenda dalla emissione di ossitocina, e non dalla volontà della vacca, può essere dimostrato in modo semplice. Quando il latte è trattenuto, basta iniettare, in una vena
della vacca, una certa quantità di ossitocina (è in commercio)
per ottenere la spremitura della mammella e la discesa del
latte (fig. 1
23. L'emissione di ossitocina e la consegt,~ente discesa del
latte è facile solamente se r organismo è tranquillo e se il massaggio e la mungitura provocano una sensazione piacevole.
24. Se il massaggio e la mungi tura sono eseguiti male e
se la paura, il dolore, od altro turbamento determinano uno
stimolo negativo, la discesa del latte può interrompersi, perchè
manca o vien meno 1'emissione di ossitocina e quindi la compressione delle fibre muscolari sulle vescicole e).
È la ghiandola ipolìsi.
Il dolore e la paura possono anche. provocare la messa in circolo di
25
Fig. 11. - La discesa del latte non dipende dalla volontà della vacca, bensì dall'emi<sione di ossitocina. A questa vacca non è stato fatto il massaggio; si è invece iniettata ossitocina entro una vena. (Da Rivista di Zootecnia).
25. Quando ciò si verificasse, non prender tela dunque con
la vacca, perchè non ne ha colpa. Di propria volontà essa può
mollarti un calcio se le fai male) non può cederti il latte.
26. Tratta le bestie sempre con buone maniere, fin da quan~
la quale, sulle cellule contrattili della mammella, avrebbe aziove
antagonista a quella deH'ossitocma.
do sono manzette, per
la
presenta qualche difficoltà, abbi pazienza e costanza"
za e costanza, sempre.
27. L'ossitocina che la ghiandoletta può emettere ogm
volta è poca e viene distrutta man mano che arriva dalla
mammella. Dopo circa 7-11 minuti - a seconda delle vacche -:- l'ossitocina è eliminata e perciò cessa la spremitura
delle vescicole produttrici e dei canalicoli, per cui il latte eventualmente rimasto in essi non è più spinto fuori.
28. Per questo motivo, è importantissimo mungere rapidamente le mammelle ricche, onde terminare quando ancora il tessuto ghiandolare è soggetto a spremitura; altrimenti
il latte viene poi giù a sgocciolo ed una parte resta nella mammella. Ciò può essere dimostrato iniettando dell' ossitocina alle
vacche a mungitura terminata. Se la mammella è stata munta
lentamente, essa fa scendere altro latte; mentre non ne scende da quelle munte rapidamente, il che dimostra che si erano
vuotate del tutto.
29. Dunque la mungitura lenta delle vacche molto ricche
lascia in esse un parte di latte. Ciò) ripetendosi ogni volta,
determina la distruzione di una parte del tessuto ghiandolare
(e quindi un rapido decrescere della produzione) e una predisposizione alle mastiti.
30. Per evitare che resti latte nelle mammelle conviene:
a) mungere rapidamente e sgocciolare bene le mammelle. Tu però - finchè non sarai esercitato - non avere
troppa fretta, scegli piuttosto mammelle non troppo ricche;
b) mungere almeno tre vol:e al giorno le vacche molto
lattifere, specialmente se il latte scende lentamente;
c) non affidare mammelle molto produttive a mungitori lenti;
d) cercare di impedire che.le mammelle «mollino» il
latte avanti tempo, il che può dipendere dal rumore dei secchi o della mungitrice meccanica, dalla mancata osservanza
dell'orario di mungitura) dal lavaggio anticipato con acqua
calda, ecc.
27
un gruppo . vacche passò rapidalitri giormlicri in seguito al lavaggio
20 minuti avanti la mungi tura, anprima. Il lavaggio faceva scendere il
latte e quando il mungitore andava sotto le vacche lo stimolo
dell'ossitocina era già in parte esaurito.
Massaggio e mungitura ben fatti stimolano la produzione.
32. Lo stimolo esercitato sulla ghiandoletta posta alla base del cervello dal masaggio e dalla mungi tura
fatti, provoca remissione anche di un' altra sostanza: la «prolattina».
Questa, portata dal sangue alla mammella, stimola l'attività
produttiva del tessuto ghiandolare.
operando in modo irrazionale,
tando le mucche, si determinano
,
lare la discesa di queste sostanze e COSI Sl
none.
La campionessa tedesca Agate (fig. 12) passò da 60 a 32 litri criornalieri, quando le venne cambiato il vaccaro. Un nuovo
mu~gitore esperto riuscì a portarla a 55 litri.
Capisci ora quanto sia importante massa?"giare e mun.eere
in modo razionale? Sei persuaso che compito del mungltore
non è soltanto di tirar fuori il latte, ma altresì di stimolare
la produttività della mammella?
DOMA
Fig. 12. - Vacca «Agathc ». A 12 anni, ha prodotto kg. 17.188 di latte c kg. 595
di burro in 365 giorni. Quando era nel massimo della produzione, le venne cambiato il mungitore, ed allora passò da 60 a 32 litri giornalieri. Con un nuovo
mungitore esperto risalì a 55 litri. È stata munta col sistclTla qui descritto. Osserva l'ottima fòrma e la perfetta conservazione della mammella. La fotografia
è stata eseguita a lO anni.
33. Massaggiando e mungendo in modo razionale si provoca lo scarico totale della prolattina e della ossitocina accumulate fra una mungi tura e l'altra e si favorisce così una elevata produzione e l'estrazione completa del latte; mentre
2S
DE
1. La mammella è un semplice serbatoio del latte?
2. l diversi quarti della manlmella comunicano fra loro?
3. Che cos'è la «membrana di sostegno mediana»? Dove
si trova? A che serve?
4-6. Dimmi i due motivi che sconsigliano la mungi/ura
rale e quella in croce.
5. Producono più latte i quarti davanti o
. posteriori?
7. Com'è bene sia fatta la mammella?
8. A quali incovenienti vanno soggette le mammelle cadenti?
9. Come può, il mungitore, contribuire a rendere cadente e
asimmetrica la mammella?
lO. Quale tessuto produce il latte?
11. Come sono fatte le vescicole ghiandolari?
12. Che cosa fornisce il sangue alle cellule produttrici?
13. Dove sta il latte fra una mungitura e l'altra?
14. Perchè il primo latte è povero di grasso e quello della
sgocciolatura assai ricco?
15. Che succede quando il latte comprime i vasi sanguigni?
16. Se la circolazione del sangue non viene riattivata,
ne è del latte? 17. E del tessuto ghiandolare?
29
l H.
tre
anzicllè
mungere almeno tre volte?
il latte dalle vescicole?
quando la mammella viene massaggiata?
22. Come si dimostra che è t« ossitocina» a far scendere il
latte e non la volontà della vacca?
23. Quando è facile l'emissione deZi'« ossitocina»? 24. Quando invece può mancare od interrompersi?
25. Di propria volontà, può
vacca cedere il
26. Perchè le bestie vanno trattate sempre con dolcezza?
27-28. Perchè le mammelle ricche vanno munte rapidamente? 29. Che succede altrimenti?
30. Come si evita che del latte resti nella mammella?
31. Che succede se si lava anticipatamente la mammella?
32. Da chi è fornita la « pro lattina »? A che serve?
33. Perchè, massaggiando e mungendo male e provocando
dolore o timore, si riduce la produttit;ità delle mammelle?
COM' El FATTA E COME FUNZIONA LA MAMMELLA
Il.
Canali del latte e cisterna ghiandolare.
Ritorniamo all'esame della mammella.
1. Le vescicole del tessuto ghiandolare sono provviste
un minuscolo canalicolo per l'uscita del latte. Questi canalicoli si uniscono ai vicini, formando canaletti più grandicelli,
i quali sboccano in altri maggiori, finchè i più grossi - 8-12
Fig. 13. - I vasi conduttori de! latte, le cisterne ghiandolari e queÌle dei capezzoli.
(Schernatico).
per ogni quarto - sfociano nelle «cisterne ghiandolari »,
cavità della grandezza di un pugno, situate immediatamente
sopra il capezzolo (fig. 13).
2. Dunque la massa ghiandolare di ciascun quarto è formata da 8-12 grappoli, addossati gli uni agli altri, il gambo
dei quali è: rappresentato dai grossi canali che sfociano nella
30
31
minuscole ve-
il latte, non sono
come tudei rio-onfiamenti alternati da strozb
ZJture. Ciò concorre a trattenere
il latte nella massa g h'lan,
.
.
1
dolare fra una mungi tura e l'altra, per che se nemplsse la
sterna so-occiolerebbe poi facilmente
capezzolo.
,
b
.
4. Fra mungitura è mungitura la CIsterna g h'la~ d olare resta vuota o quasi. La sua funzione è
regolare Il deflusso
del latte durante la
un momentaneo
deposito.
110
A che serve la sgocdolatl.lra?
5. Le insaccature
. canali e, a volte, anche certe insaccature delle cisterne, rendono necessaria la sgocciola tura
la mammella quando il latte più non scende da solo. La sgocciolatura deve consistere
sfregamenti dall'alto al basso, onde far scendere il
trattenuto.
Anche il
proyvede, come può,
sgocciola tura,
mediante colpi
testa.
6. I maggiori
il.
non s.ono
spersi nella massa ghiandolare; scor~ono mvece quaSI .a fior
pelle, ai lati e nella parte posten~re della rr:ammella ed
entrano nella cisterna
formando un gomIto. Per sgocciolare i canali maggiori, dovremo dunque st:-isciare
al basso sulla faccia laterale e su quella postenore della mammella.
. . "
7. Nel fondo della CIsterna ghIandolare c e un foro
comunicazione con la «cisterna del capezzolo» (fig. 13). Questo foro è circondato
un ispessimento.
tessuto, detto
«piega anulare », che il mungitore deve eVltare
stringere.
Arterie e vene.
8. Il sangue è portato alla mamm?lla
marie », che passano sopra
essa e S1
32
ogni par-
gue contenente le sostanze
tavola a
9. Questo sangue,
essere stato impoverito
lule produttrici, viene raccolto
una rete
vene esilissime,
che confluiscono in altre sempre maggiori,
a sboccare
queste vene restano pronelle « vene mammarie ».
fonde e fanno il cammino inverso delle arterie, mentre le cosiddette «tiene del latte» scorrono a fior
pelle sulla mamentrano nell'addome per le «fone sotto il ventre
tane del latte ». Certe buone mammelle mettono in grande
rilievo le vene superficiali.
Come i vagoni
.
portano gli alimenti
un::!
.
"
C
"
CItta, arnvano
e npartono vuotI"per
rllornUSl
nuovamente, cosÌ il sangue arriva ricco con le arterie, cede al tessuto ghiandolare le sostanze occorrenti a produrre il
e
riparte, impoverito, attraverso le vene, per andare a prendere
altri materiali. Questo per giorni, settimane, mesi: finchè la
prolattazione dura. Per portare le sostanze occorrenti
2500-4000 litri
sangue deduzione
dieci litri
vono passare attraverso la mammella. Questo valga a darti
un'idea del10 sforzo logorante cui è sottoposto l'organismo
delle grandi bttifere. lO. Stomaco, intestino, polmoni, cuore,
attività intensissima per
fegato, reni, ecc. sono sottoposti
mesi e mesi; anzi
anni ed anni. Perciò le buone bttifere
sono assai più esigenti
bestiame:
bisogno
. una alimentazione che fornisca tutte le molte diverse sostanze occorrenti a comporre il latte
a riparare il logorio
continuo dell'organismo. Questo altrimenti si consuma
.
damente e soggiace facilmente
tubercolosi,
sterilità
ed a molti
. disturbi.
11. Osserva (tavola a colori) come sono numerosi i vasi sanguigni nel capezzolo. Terminata la mungitura, questi vasi si
nemplOno
sangue e cosÌ ingrossano la parete
capezzolo
la sua cisterna.
vene
capezzolo vengono
33
provocato dal massaggio: allora la
e cosÌ si riforma la cavità. La cisterna del
capezzolo esiste dunque solamente durante la mungitura.
12. In punta, il capezzolo è attraversato da un foro, per
l'uscita del latte, il quale è circondato da un muscolo ad anello (uno sfintere) che lo tiene chiuso. Se il foro è stretto, oppure se il muscolo è contratto, l'estrazione del latte risulterà
lunga e faticosa (mammella dura). 13. Un restringimento del
foro può derivare dal modo errato di impugnare i capezzoli
e di munaere.
Quindi il mungitore che opera male può aub
.,
mentare notevolmente la propria fatica. Lo vedremo pm
avanti.
le ghiandole linfatiche.
se e dure
permanenza è logico sospettare che
sia tuttora.
sia stata lungamente malata e
Il tessuto connettivo.
17. Il tessuto ghiandolare, le arterie, le vene, i vasi Enfatici e i nervi quali non ho parlato per brevità - non
sono insaccati senz'ordine entro la pelle della mammella. Le
v'arie parti sono legate fra loro dal «tessuto elastico» e dal
«tessuto connettivo»: tessuti che diremO' carnosi.
18. Nelle buone mammelle i tessuti carnosi, non produttivi,
scarseggiano, mentre abbonda il tessuto spugnoso ghiandolare,
perciò le buone mammelle riducono moltissimo il volume
con la mungitura. Invece nelle mammelle che restano grosse
abbonda il tessuto connettivo. Il volume della mammella non
è dunque sufficiente a indicarne la produttività.
19. La mastite distrugge il tessuto ghiandolare, che viene
sostituito dal connettivo. Ecco perchè il quarto che ebbe b
mastite in forma grave resta generalmente ingrossato e duro.
14. Come in tutto
corpo, anche nella mammella esiste
una rete di canali linfatici. Essi confluiscono nelle due « ghiandole linfatiche », che si trovano nella parte posteriore della
mammella, in alto, fra le cosce (tavola a colori).
15. Se nei tessuti della mammella ci sono dei microbi infettivi, questi sono raccolti dai vasi linfa tic i e portati alle
ghiandole Enfatiche, che cercano di trattenerli e di distruggerli, per impedire che si diffondano in tutto il corpo e provochino un'infezione generale. In conseguenza di questa lotta coi microbi le ghiandole ingrossano, induriscono e diventano doloranti.
seguito ad una ferita ad una mano, o ad un piede, a
volte si sente dolore sotto l'ascella, o all'inguine. Anche in
questi casi trattasi di una ghiandola infiammata, che cerca
di trattenere e distruggere dei microbi infettivi.
16. Le ahiandole linfatiche costituiscono dunque dei «filtri di sicur;zza » della mammella. Quando una di esse ingrossa ed indurisce, per cui diventa facilmente tastabile, è segn~
che la corrispondente parte della mammella è malata. DeVl
allora controllare bene il latte e correre ai ripari.
Quando una o tutte due le ghiandole linfatiche sono gros-
Sembrerebbe logico che il tessuto ghiandolare si conservasse anche nei periodi in cui la mammella è asciutta, in attesa di riprendere la propria attività dopo un nuovo parto.
Ma non è così.
20. Il tessuto ghiandolare comincia ad abbozzarsi quando
le vitelle vengono in calore e sviluppa notevolmente a gravidanza avanzata e forse anche durante il primo mese
lattazione, sicchè le produzioni maggiori si ottengono verso i
30AO giorni dal parto. In seguito, lo sviluppo del tessuto ghiandolare e la produttività si mantengono costanti per qualche
tempo, indi cominciano a decrescere e sempre più rapidamente col passare dei mesi. Il declino della produzione è un fenomeno naturale, ma il mungitore inetto può affrettarlo moltissimo.
21. Quando la bestia viene asciugata - se la gravidanza
34
3.
Un fatto importante.
a
SIRRI~
Pratica deUa mU11ryfturgq..
35
non è già molto avanzata - il tessuto ghiandolare è
(riassorbito). Restano solamente gli abbozzi dei maggiori canali del latte: il rimanente scompare
Durante la seconda gravidanza e dopo il parto, il tessuto
ghiandolare si riforma ed assume maggior sviluppo; durante
la terza gravidanza sviluppa ancor di più. 22. Se la vacca è
tenuta bene, nutrita a dovere e munta razionalmente, l'aumento del tessuto ghiandolare e della produttività generalmente continuano fino all' ottavo anno di età e spesso anche
più avanti (2).
I CIClIsti, i giocatori di calcio, i
continuamente, per sviluppare i muscoli e
maggior lavoro. 23. In misura maggiore viene favorito lo sviluppo e la produttività della mammella, quando il mungitore
- con un massaggio, una mungitura e una sgocciola tura fatti
bene - determina l'emissione di molta prolattina ed una
tensa circolazione
sangue nella mammella.
(l) Il tessuto ghiandolare viene formato per l'azione di due ormoni: la
follicolina e la luteina. La follicolina è prodotta dall'ovaia e precisamente dai
follicoli di Graff: quelle vescicole piene di liquido che contengono l'ovulo in
via di maturazione. Follicolina è prodotta anche dalla placenta agra vidanza
avanzata. Essa determina lo sviluppo dei canali del latte e prepara la mammella
all'azione ;::uc-ccssiva della luteina, la quale provoca la formazione del tessuto produttivo e cioè degli acini o follicoli - che nel testo ho chiamati vescica le e dei canali minori, i quali pure fornirebbero latte.
La follicolina esercita pure un'altra importante funzione: impedisce che il
lobo anteriore della ipofisi metta in circolo la prolattina, l'ormone che determina
la produzione del latte.
Vuotatosi il follicolo di Graff con la discesa dell'ovulo, nella sua cavità, se
la vacca è rimasta gravida, si forma il cosiddetto corpo luteo, il quale - oltre
ad impedire che la vaccina torni in calore - mette in circolo la luteina, che
- come ho detto - determina a formazione del tessuto secretore.
Già parecchio prima del parto questo tessuto è largamente formato, ma
il latte non è prodotto che in piccola quantità (e viene parzialmente riassorbito,
lasciando come residuo il colostro) perchè la follicolina impedisce la messa in
circolo della pro lattina e perchè la presenza del feto nell'utero determina uno
stimolo nervoso che impedisce la montata del latte. Avvenuto il parto, questo
stimolo inibitore cessa e la follicolina scompare con l'usCIta delle seconde: la
prolattina può quindi entrare nel circolo sanguigno ed arrivare alla mammella,
attivandone la funzione.
Il vitello, poppando, ed il mungitore, lavando la mammella con acqua calda,
massaggiando e mungendo, stimolano particolari organi di senso (i recettori)
distribuiti nella pelle della mammella e del capezzolo. Questi, a mezzo dei nervi,
eccitano il lobo anteriore dell'ipofisi, che allora emette la prolattina, ed il lobo
posteriore dell'ipofisi stessa, che versa l'ossitocina.
Nella pelle della mammella esistono anche recettori che rispondono agli stimoli dolorifici, inibendo il versamento nel circolo della prolattina e dell'ossitacina. È quindi evidente la nefasta influenza sulla produttività di una mungitura dolorosa, o per le modalità di essa, o per la presenza di ragadi e foruncoli.
(2) Secondo il TURNER, considerando uguale a 100 la produttività a 8 anni,
essa sarebbe in media di 50 a 3 anni; di 67 a 4; di 80 a 5; di 90 a 6; di 95 a 7.
Si notano però forti differenze fra razza e razza e fra soggetto e soggetto.
Nelle bovine di razza pezzata nera (olandese) allevate in Lombardia, le differenze sarebbero assai minori: primo parto, 75; secondo, 85; terzo, 90; quarto
e quinto, 100.
36
.FIg. li. - La- mungltufJ. trascurata carica il latte di sporcizia e di lnicrobi pericolo:,i.
Ecco come vengono pulite le vacche destinate a produrre latte da consumarsi crudo,
nella sala di mungùura dell' Azienda Bonifica di Torre in Pietra - Roma.
24. Devo aggiungere che gli studi
una università americana avrebbero dimostrato che, prolungando - con una
mungitura ben fatta ed un'alimentazione adeguata - la lattazione fino a gravidanza molto avanzata, il tessllto ghiandolare non verrebbe tutto distrutto dopo l'asciutta: una parte
si conserverebbe, consentendo così un maggiore sviluppo successivo della mammella. Con questo procedimento si otterrebbe un notevole incremento della produttività delle vaccine,
che resterebbe notevole fino ad età avanzata.
37
Il
le produzioni più
usano
(quando siano in buono stato
di nutrizione) solamente 60-50 giorni prima del parto.
25. Moltissimi esempi dimostrano che le vacche anziane
- quando siano tenute in condizioni igieniche, alimentate come si deve e munte razionalmente - possono fornire produzioni elevate.
La prima vacca Shortorn a doppia attitudine che ha superato i 90 quintali di latte era al 14° parto. La vacca Aghate (fig. 12) raggiunse la spettacolosa produzione di quintali
171,88 in 365 giorni, all' età
12 anni. Vedi pure i soggetti
riprodotti dalle figure 67 e 68.
Non tutte le vacche si comportano nella stessa maniera,
ciò è logico; ma molto dipende dall'abilità del mungitore, il
quale deve saper stimolare la produttÌt;ità, prolungare le lattazioni, mantenere sane le
e conservare a lungo
le vaccine.
Vorrei fare di fe un allevatore moderno.
Ti rendi conto ora che il mungere senza un minimo conoscenze teoriche è come vendemmiare
notte? Chi, amando il buon vino, vuole un raccolto abbondante, conviene cerchi di vederci chiaro! Non ti pare?
A questo punto consentimi una breve parentesi.
Non solamente la mungitura esige un po' di studio: per
compierli bene, tutti i lavori agricoli richiedono un po' di
istruzione. Non può fare un'alimentazione razionale del bestiame chi non ha un'idea delle sue esigenze e della composizione dei diversi gruppi di mangimi. Non può allevare bene
gli animali e proteggerli dalle malattie, chi ignora completamente le esigenze degli organismi e le cause delle malattie
più diffuse e pericolose. Non può assistere efficacemente ai
parti chi non ha studiato il modo razionale
regolarsi in
essI.
Credi a me: un po'
professionale aumentereb38
be assai le produzioni zootecniche e
dediti al bestiame, migliori condizioni pf'{)nfl1n:'f'
disfazioni e un meritato prestigio.
Non limitarti dunque allo studio della mungitura: leggi
altri opuscoletti pratici; frequenta conferenze e lezioni professionali. Non ci vuole molto studio per imparare a compiere
assai meglio dell' ordinario il tuo mestiere: non restare un praticone qualunque! Le bestie valgono principalmente per la
forza; ma gli uomini per le capacità dello spirito e della mente.
Scusa la predica; ma io vorrei divenissi, non solamente un
mungitore esperto, ma altresÌ un allevatore moderno: guidato
dalle conoscenze scientifiche ed orgoglioso del proprio lavoro.
DOMANDE
1. Ove Si trovano le cisterne ghiandolari? Che volume
hanno?
2. Quanti grappoli di tessuto ghiandolare
un
quarto?
3. Perchè i canali del latte hanno delle strozzature?
4. A che servono principalmente le cisterne ghiandolari?
5. Perchè è necessario fare la sgocciolatura della mammella?
6. Ove scorrono i maggiori canali del latte? Come si sgocciolano?
7. Da che cosa è circondato il foro
ghiandolare
e cisterna del capezzolo?
8. Che portano le arterie al tessuto ghiandolare?
9. Quali vasi portano via il sangue impoverito?
Perchè le vacche in lattazione sono molto esigenti?
11. Quale effetto provoca il massaggio sul capezzolo?
12. Chi tiene chiuso il foro del capez.zolo? 13. Perchè, impugnando male il capezzolo, si può renderlo più duro
mungere?
Dovt? sono le f:h,iandole linfatiche? 15. A
servono?
39
il1;:;Fosmno e induriscono?
le z:arie parti della mammella?
mammelle riducono molto il volume con
JC
la mungitura?
19. Che fa la mastite al tessuto ghiandolare?
20. Nelle manze, quando sviluppa il tessuto ghiandolare? Si
conserva quando si asciugano le {lacche molto prima del
parto? 24. E prolungando la lattaàone fino a gravidanza
molto avanzata?
22. A quale età la mammella raggiunge il massimo sviluppo?
23. Il mungitore, come può favorire lo sviluppo e l'attività del
tessuto ghiandolare?
25. Le vacche anziane ben conservate, possono produrre molto latte?
IL LATTE
Alimento prezioso.
Il latte è composto principalmente di acqua (da 80 a 92
parti su 100: media 87) contenente - in soluzione o sospese le sostanze nutritive C).
l. Ricorderò per primo il grasso, che. è sospeso in goccioline minutissime, le quali tendono a venire alla superficie e
formano la parte principale della panna. È la sostanza di maggior valore economico: serve a fare il burro ed entra nella
composizione dei formaggi. Il contenuto in grasso varia da
vacca a vacca - dal 2,2 al 6 per cento, media 3,5 - e varia
pure da mungi tura a mungitura, con la stagione, con la fase
della lattazione. La sua qualità è influenzata dall'alimentazione. Il grasso fornisce specialmente calore ed energia.
2. Molto importanti sono le proteine - o sostanze azotate - che forniscono la parte magra del formaggio e la ricotta. Le proteine contribuiscono notevolmente alla formazione dell'organismo e alla sua attività. La parte magra della
carne è costituita principalmente di proteine.
3. Il latte contiene poi uno zucchero, che - come il grasso - serve specialmente a fornire calore ed energia. Componenti importantissimi sono anche i sali minerali: di fosforo,
calcio, sodio, potassio, magnesio, ferro, ecc. Sono di ottima
qualità e concorrono alla formazione dei tessuti - specialmente delle ossa - e all'attività dell'organismo.
4. Il latte contiene altre sostanze indispensabili agli ani(1) Composizione media del latte di vacca: acqua 87,25; grasso 3,5; caseina 3,5; albumina e globulina 0,5; lattosio 4,5; ceneri 0,75.
40
41
come le
ma
non voglio fartela lunga. 5.
avrei risparmiztto anche l'elencazione già fatta, se non l'avessi
ritenuta necessaria a convincerti: a) che il latte - contenendo tutto quanto occorre allo sviluppo ed alla vita dell'uomo
e degli animali, e fornendo sostanze di ottima qualità ed in
giusta proporzione - è il più prezioso degli alimenti; b) che
le razioni delle vacche in produzione, dovendo fornire tante
sostanze, devono essere complesse e cioè composte di diversi
alimenti.
6. Le vacche non possono cambiare la composizione fondamentale del latte a seconda delle razioni: se qualche sostanza scarseggia, l'organismo la toglie dai propri tessuti.
Alimento economico.
Oltre ad essere l'alimento più completo e meglio utilizzato
dall'organismo, il1atte ha anche il grandissimo pregio di essere l'alimento di origine animale più economico. 7. A parità
di valore nutritivo, il latte costa sempre tre, quattro volte
meno della carne. Ciò perchè per produrre latte occorre assai meno foraggio che per ottenere quantità equivalenti
carne.
Dunque, con la trasformazione dei foraggi in latte si ottiene dai prati un nutrimento abbondante, di altissimo valore
e di basso costo. Questo è uno dei motivi che inducono i popoli civili a favorire l'uso del latte, tanto che il ~o~sumo medio a persona, in certe nazioni sale a 200-250 htn per anno.
8. Il consumo di latte in Italia è ancora molto basso - '
45-50 litri a persona - ma sta aumentando rapidame~te.
Gli allevatori e i mungi tori italiani devono favonre un
mao-gior consumo di latte e di latticini, fornendo un prodotto
pulito, sano gustoso. CosÌ facendo essi gioverebbero al benessere del nostro popolo e contribuirebbero al progresso della
agricoltura, perchè una maggior diffus~one de.lle v~cche d~
latte favorirebbe una più estesa coltivaZiOne del pratI e deglI
erbai: le colture che fertilizzano i terreni.
42
Alimento delicato.
A grandissimi pregi, il latte unisce gravi
possono renderlo pericoloso, se l'allevatore ed il mungitore trascurano le necessarie precauzione. 9. Il latte, infatti, è estremamente esposto a caricarsi di sostanze e microbi dannosi e
si altera molto facilmente.
lO. Il latte può essere alterato e caricato
enormi
tità di microbi dalla mammella stessa, quando sia infetta:
mastite, tubercolosi, ecc.
Il. Sostanze velenose (tossine) e microbi nocivi possono
poi essere portati alla mammella dal sangue, quando esistano
disturbi intestinali, gravi infezioni degli organi genitali, putrefazione delle seconde nell'utero, malattie infettive varie C).
12. Il sangue può anche portare alla mammella odori e
sapori disgustosi e sostanze nocive contenuti da foraggi e
mangimi particolari e
quelli alterati. Quando gli alimenti
latte pegprovochino gravi disturbi il, otinali, la qualità
giOra.
13. Sudiciume e microbi possono entrare nella mammella
attraverso il foro del capezzolo. Quando sono sdraiate, le bestie facilmente comprimono le cisterne ghiandolari, che allora possono somar fuori dell'aria. Quando la comprenssione
vien meno, le cisterne tendono a riespandersi, determinando
un risucchio che porta dentro sporcizia e microbi, se il foro
dei capezzoli è sporco o se poggia su lettiera sudicia e). I
crobi si moltiplicano poi nel latte caldo che trovano e possono permanere nella cisterna. Quelli delle mastiti si inse(1) Il Regolamento sulla vigilanza igienica del latte destinato al consumo
diretto vieta l'uso del latte proveniente da animali colpiti da afta epizootica ne!
periodo febbrile o con localizzazioni mammarie, tubercolosi aperta clinicamente
diagnosticabile, mastiti di qualsiasi natura, gastro-enterite in genere, ritenzione
degli invogli fetali, aborto epizootico, vaiolo con localizzazioni mammarie complicate da infezione secondaria, carbonchio ematico e sintomatico, pleuro-polmonite
essudati va, infezioni setticemiche, idrofobia, itterizia, dissenteria o da qualsiasi
altra malattia febbrile.
(2) Questo meccanismo di ingresso dei microbi è una supposizione mia, non
suiÌragata da controlli, Però è certo che germi salgono facilmente entro il capezzolo ed anche nella cisterna ghiaLdolare.
43
Fig. 15
La LEGGE prescrive ai produttori di
alimentare:
l - Si deve fissare la coda degli animali e pulire le
mammelle e le parti prossime;
2 -
mungitore deve lavarsi con cura le mani con
acqua e sapone e indossare un grembiule;
3 - Il laUe deve essere filtrato subito dopo la umngitura;
4 - I recipienti devono essere mantenuti perfettamente netti;
5 . È vietato l'uso di latte proveniente da animali con
mastiti, con febbre, con gastro-enterite, ritenzione delle seconde, aborto epizootico, ecc.
44
diano addirittura
tessuto ghi;l
e
poco alla volta.
Ma è soprattutto durante la mungitura che il latte
inquinato. Questo delicato prodotto ha la disgrazia di «venire alla luce» in prossimità di aperture che emettono abbondanti feci ed orine e di una coda che sbatte continuamente. Per questo motivo, dato il pietoso stato di tante stalle, la
frequente insufficienza di lettiera e la trascuratezza di moltissimi vaccari, durante la mungi tura il latte raccoglie sporcizia.
14. Nel secchio arrivano facilmente: croste, forfora e peli
distaccatisi dalla mammella e dal fianco delle bestie; sterco
proiettato dalle code; polvere sollevata col governo degli animali e della stalla e dalla somministrazione del fieno. Altra
sporcizia e germi sono portati dal latte usato per ammorbisecchio, dalle mosche,
dire le mani, il quale poi sgocciola
dai recipienti non bm lavati, ecc.
Per queste cause, quando i mungi tori sono trascurati, milioni di microbi sono immessi ogni volta nel latte. 15. Come
se ClÒ non bastasse, quando il latte non è subito raffreddato,
questi microbi si moltiplicano tosto con velocità vertiginosa,
perchè trovano in c;so ottimi alimenti, acqua e calore. Infatti
nel latte caldo ed agitato, in 12 ore, un solo microbo può generarne un milione.
16. Per tutti questi motivi buona parte del latte è molto
sporco e carico di microbi, tanto che le Centrali del latte hanno riscontrato, all'arrivo, una carica media
mille milioni
di germi per litro.
17. Non si tratta generalmente di microbi capaci
provocare malattie, ma sono dannosi perchè trosformano le sostanze del latte e ne producono
nocive. Per questo motivo,
man mano che la carica microbica aumenta, la composizione
del latte peggiora.
Malattie trasmesse dal latte.
Il latte può caricarsi anche di germi infettivi.
18. Certi microbi pericolosi ai consumatori sono immessi
45
mammeila stessa.
la cronaca medica ha segnalato
epidemie
angina e
enterite (infiammazione intestinale)
estese a gran numero di persone, dovute a latte di vacche con
mastite. Il latte delle mucche aventi l'aborto epizootico (da
Brucella), e più ancora quello delle capre e delle pecore, può
provocare la febbre di Malta. Le vaccine con tubercolosi bovina possono versare nel latte germi di questa grave e diffusissima malattia, spesso assai dannosi ai bambini.
19. Il latte può poi ricevere microbi pericolosi dall'esterno.
Infatti si sono registrate epidemie di diarrea bacillare, di tifo,
di colera, di difterite, dovute a latte infettato da mungitori
ammalati o convalescenti. Certi germi, come quelli del tifo,
possono essere portati da acque impure, usate per allungare
il prodotto, per lavare i recipienti.
È ben vero che la bollitura può sventare molti pericoli,
ma, così com'è fatta frequentemente, essa non sempre uccide
i microbi pericolosi. 20. Per distruggerli sicuramente, occorrerebbe durasse almeno
minuti e si dovrebbe agitare il latte
con un mestolo quando
alzato. Va aggiunto che la bollitura non asporta il sudiciume e le sostanze nocive trasmesse
dalle bestie ammalate o prodotte dai microbi, che non toglie i
cattivi odori e non restituisce al latte la composizione genuina.
21. Come vedi la responsabilità di chi produce latte alimentare è grave. Il numero degli ammalati e dei morti specialmente fra i bimbi - sarebbe minore, se i mungitori
fossero tutti coscienti ed istruiti nel loro delicato mestiere e
non spesso dei praticoni qualsiasi. Questo è uno dei motivi
che ha indotto certi paesi a vietare la mungitura a chi non
ha frequentato un apposito corso di istruzione.
mo anche a mezzo
dei
freschi. È poi evidente che per ottenere
gevoli occorre latte sano, privo di cattivi odori e
sostanze
dannose. 23. Inoltre l'aspetto, il sapore ed il profumo caratteristici dei diversi tipi
formaggio dipendono notevolmente
dall'azione - sulla cagliata e sul formaggio in maturazione
- di certi microbi caseari. 24. Se nel latte abbondano i microbi dannosi, questi la fanno da padroni, ed allora - per
quanto si affanni ad aggiungere, con l'innesto, microbi utili
e di frenare la moltiplicazione
quelli nocivi - il casaro
non potrà ottenere che formaggi scadenti o addirittura degli
scarti (figg. 1 e 16).
°
Con latte scadente niente buoni formaggi.
Anche i mungitori dediti alla produzione di latte per i
caseifici hanno notevoli responsabilità.
22. Anzitutto va detto che certi germi, come quelli che
provocano la febbre di Malta, possono essere trasmessi all'uo-
46
Fig. 16. - Alcuni dei microbi che rendono difficili le lavorazioni in caseificIO e
scadenti il burro ed
formaggi.
Le qualità casearie del latte sono influenzate moltissimo
dagli alimenti. Numerosi foraggi e farine sono dannosi ai
caseifici
(l)
nocivi alle qualitii casearie del latte. - Qui desidero indicare gli
alimenti
più possono nuocere ai formaggi duri; formaggi particolarmente
delicati, perchè richiedenti una lunga stagionatura. Quanti producono latte destinato all'alimentazione od a fornire formaggi molli, possono scegliere i mangimi con maggior larghezza; ma certe esclusioni e certe precauzioni si impongono pure ad essi.
Gli alimenti possono pregiudicare le qualità casearie del latte in diversi modi:
trasmettendo alla mammella sapori e odori sgradevoli e sostanze nocive (cavo:i,
ravizzone, lupini); spandendo nella stalla cattivi odori,che il latte può assorbire
durante la mungitura (insilati puzzolenti, ecc.); fornendo latte «fiacco », che
47
Spesso la
dei formaggi è già compromessa nella
,talla: infatti possono bastare poche partite di latte cariche
di microbi dannosi a mettere in difficoltà iì casei.ficio.
La produzione casearia italiana riacquisterebbe gli antichi
reai
P ò ' subirebbe un numero di fallanze assai minore e concoaugula stentamente (fieni grossolani, paglie, ecc.); inseminando il btte di
microbi anticaseari, direttamente, o a mezzo delle feci (erbe lllsllate, foraggi zuccherini, ecc.); provocando disturbi intestinali (foraggi freddi, alterati, ecc.).
o
I microbi dannosi non passano direttamente dallO intestino alla mammella; arT!vano nel latte a rnezzo di schizzi di feci, di croste, di sterco, di polvere di stalla,
di -sudiciume che ha risalito il foro del capezzolo. Quindi una 11111J1[;itlfra molto
pulita riduce moltissimo il passaggiO di germi noci"o, nel latte.
L'erba acquosa e fredda e il brusco passaggio dal fieno all'erba tenera dI
primavera, provocano disturbi intestinali, che rendono facile l'in'luinctmento del
latte con feci e il passaggio alla mammella di sostanze dannose. Occorre laSCiar
o
appassire l'erba tenera, oppure distribuirla assiclne a un po' di fieno. Stanno
assai meglio anche le bestie.
È pure nociva l'erba che ha fermentato in mucchio (che si è. riscaldata) perchè
sentirebbe preZZI
e compensi ai
ottenere latte migliore. 25. Sovati, se ci preoccupassimo
no miliardi di lire che noi gettiamo scioccamente via ogni
anno per ignoranza od incuria, producendo latte con foraggi
inadatti, sporco, carico di germi. Queste perdite sono particolarmente elevate ove si producono formaggi duri - «grana », Emmenthal, provolone, caciocavallo - i quali, dovendo stagionare lungamente, sono molto esposti all'azione dei
microbi dannosi.
26. Anche nel loro interesse, allevatori e mungitori devono collaborare col casaro, assicurandogli latte buono e cioè:
prodotto da bestie sane e pulite e tenute in stalle igieniche,
nutrite con alimenti appropriati, e, soprattutto, munte con
pulizia.
carica di germi irritanti l'intestino e dannosi al latte. Bisogna conservarla in strato
o o.
o
o o o .
sottile, oppure in piccoli mucchietti.
Sono pericolosi l'erba ed il fieno dei terreni acqmtnnosl e del pratI Irngatl
Difetti del latte
con orine, o condrnati in copertura con letame o C0111poste.
Molti dei difetti che il latte può avere sono rivelati
l'aspetto, dal sapore e dall'odore.
.
Vanno pure esclusi: 'l'erba di lupino e delle varie cr,:cifere (colza, raVlzzone,
cavoli, ecc.); gli alimenti zuccherini (bietole, sorgo zucche~lno, frutta ~h scarto~
melassa; le rape; le patate; le foglie e colletti di bietola, speClalmen,te se .Imbrattatl
di terra; le polpe di bietola, fresche od insilate; le borlande delle birrene, fresch;:
o secche; le vinacce. Le polpe di bietola secche possono essere usate III quantita
ridotta.
L'erba di granturchetto e di sorgo gentile va data in quantità ridotta (Kg. 15-20
al massimo), altrimenti impartisce sapore sgradevole.
Non sono favorevoli alla qualità del latte i foraggi di sulla e lupinella e nocivi al caseificio i fieni bagnati dalle piogge, fermentati in fienile, amuffiti; le
foglie ed oi haccelli delle leguminose: fave, piselli, ecc. Le opaglie dei oc,ereali ed i
foraggi grossolani e con poca foglia, quando Siano usati III quantlta notevoh,
forniscono latte «fiacco».
Sono pregevoli le fogl~e di. olmo: purchè non i,nf?state da insetti; onocive invece quelle di gelso e dI van altn alben, perch~ Impartls~ono oc~ttlVO o odore.
Fra i concentrati, sono da escludere: le vecce, I faglOl!, I lUpllll ed Il fieno
greco; la pula ed il farinaccio di ri?o; i p~nelli e l~ farir:e di estra~ione di colza?
ra vizzone, girasole, pomodoro e vmaccloÌl; la fanna dI carne, dI san~ue e .di
pesce. Sono sempre dannosi i concentrati irranciditi, ammuffiti,o con odore dI s~amlO.
Foraggi in,filati. - Nel foraggio posto in sila o in fossa, SI ha una IntensISSima
moltiplicazione di microbi e la produzione di sostanze particolari. Se la fermen:
o
tazione è stata buona, il foraggio non dovrebbe provocare InconvenIenti; ma e
ben difficile che non contenga anche germi dannosi e sostanze che impartiscono
sapori e odori non graditi. È dunque logico che i caseifici dediti alla produzlOn?
di formaggi duri vietino l'uso di foraggi insilati 'per le ,va.cc?e In prodUZIone, COSI
come si fa in Svizzera, nella zona che produce Il preglatlssimo «Emmenthal ».
È dannosa anche l'erba conservata con acido cloridrico e solforico~ Pare invece
48
CONSISTENZA ANORMALE.
27. Il latte acquoso può indicare l'inizio della mastite:
quindi attenzione! Assieme a catarro, è indice di leggera lllfiammazione.
28. La presenza di grumi e fiocchi (i cosÌ detti «stoppini»), mescolati qualche volta a marcia (pus) spesso denuncia una mastite. I grumi si riscontrano specialmente nel latte
si possa usare - in quantità ridotta - quella trattata con acido formico e derivati:
Prosi!, Serbosil Kofa.
Sembra si possa usare anche il fieno-silo di tipo cremasco, quando sia ottenuto
con foraggio di prato artificiale o naturale insilato con meno del 40 % di acqua.
È però prudeme non darne più di 10-12 chili al giorno.
Se non hanno sapore e odore pronunciati, l'effetto dannoso dei foraggi iJ1silati
dipende da inquinamenti di microbi dall'esterno. Distribuendoli dopo la mungitura
e mungendo con molta pulizia, il pericolo è notevolmente attenuato.
(1) Per questo capitolo mi sono servito specialmente dell'opuscolo dei Proff.
STAZZ! e MARTIN l, Igiene della produzicne del latte alimentare. Istituto Editoriale
Cisalpino.
49
dei
raccogliendoli
un
quando deposita una specie
sabbia.
dall'uso di acqua troppo ricca di calcare,
che va sostituita o mescolata ad acqua piovana. A volte, i
granuli si accumulano nel capezzolo ed impediscono l'uscita
del latte. Bisogna estrarlo subito con un tiralatte e far togliere
la «sabbia» dal veterinario.
Il latte vischioso si riscontra qualche volta dove il bestiame pascola terreni paludosi. Deriva da germi insediatisi entro la mammella. Escludere il pascolo e mungere spesso ed
a fondo.
COLORE ANORMALE.
29. Striature rosso vivo, di sangue, possono derivare da
mastite, oppure da ferite o lacerazioni interne provocate dalla mungi tura a stiramento (figg. 40-41). Mungi con delicatezza; controlla ogni volta il latte e ricorri senza indugio al
veterinario, se il difetto persistesse. Ricorda però che, all'inizio della lattazione, non di rado le grandi lattifere dànno
latte con tracce di sangue, che poi scompaiono naturalmente.
Una colorazione rossastra, o giallastra, può dipendere da
una malattia della vacca - piroplasmosi, itterizia, carbonchio
- della quale avrai già riscontrato altri segni.
30. Colorazioni bluastre, giallastre e rossastre, possono essere trasmesse da particolari foraggi e panelli che elenco nella nota a piè di pagina
Riduci od elimina questi alimenti.
31. A volte il latte si colora dopo qualche tempo dalla
(1) Può impartire colorazione blua.<tra l'uso eccessivo di foglie e radici di
bietola, di lupini, di grano saraceno, di. trifoglio ibrido, di code cavalline e di
qualche altra erba spontanea, nonchè, in rari casi, di erba medica.
La colorazione giallaftra può dipendere da abbondanti s0mministrazion; di
carote e foraggi verdi, nel qua! caso è normale, e da erbe coloranti, come il
rabarbaro e lo zafferano.
Una colorazione rosa sbiadita può essefe data dalla canna palustre, dalle ranuncolacee, da euforbiacee, da germogli di conifere e da fieno ammuffito, carico
di microrganismi coloranti~
50
mungitura, cominciando, generalmente, con
parze che poi si estendono a tutta la massa. Ciò
ticolari germi arrivati
latte durante la mungitura e
tati dalla lettiera o dai foraggi. Nel primo caso occorre cambiare la lettiera, od almeno evitare che sollevi polvere durante la mungi tura, irrorandola con acqua; nel secondo, bisogna
distribuire il foraggio colorante dopo la mungitura e ripulire
bene la mangiatoia a pasto terminato. È indispensabile una
mungitura molto pulita.
32. A volte i germi coloranti salgono entro il capezzolo
e si installano nella cisterna del latte, ove si moltiplicano.
Allora il prodotto può scendere già colorato. Bisogna curare
la pulizia della lettiera e degli animali e mungere spesso ed
a fondo, nell'intento di eliminare le colonie microbiche dalla mammella.
Una colorazione leggermente bluastra può denotare povertà in grasso.
ALTERAZIONI DEL SAPORE.
33. L'assaggio consente
rilevare numerosi difetti del
latte. Non mettere però in bocca latte sospetto senza averlo
bollito per almeno 15 minuti.
34. Il sapore Jalato è generalmente il primo sintomo
molte malattie generali e della mammella. È però normale
quando il latte contiene colostro, o nel periodo
cm la
mammella viene asciugata.
35. Un sapore amaro può essere impartito da numerosi
foraggi: lupini, vecce, foglie e colletti di bietola, da alcune
erbe spontanee e da qualche panello
lino. Bisogna ridurre
la quantità di questi alimenti.
36. L'amaro può dipendere anche da microrganismi insediatisi entro la mammella, portati dalla lettiera sporca e dalIa trascurata pulizia degli animali. Rimedio: un'accurata pulizia delle poste e delle mammelle e mungiture frequenti e
complete.
51
37. Molti altri sapori disgustosi possono essere trasmessi
da mangimi, medicinali e sporcizia e).
CATTIVI ODORI.
38. Un cattivo odore del latte pU6 dipendere dalle stesse
cause che provocano i sapori disgustosi: somministrazione
di foraggi guasti o con odori accentuati e di medicinali che
pa.ssan? n~llatte; malattie della mammella o dell'utero; germI arnvatl nel latte quando si munge.
39. Durante la mungitura il latte pU6 assorbire: il puzzo
della stalla sporca e chiusa; quello degli in sila ti ; quello dei
disinfettanti ad odore pronunciato, come la creolina e l'acido
fenico, che perci6 vanno esclusi dalle stalle con vacche in
lattazione.
DOMANDE
1-2-3-4. Quali sono le principali sostanze componenti il latte? 1. Qual è il contenuto medio in grasso?
5. Perchè il latte è il più prezioso degli alimenti?
6. Se la razione scarseggia di qualche sostanza occorrente a
produrre il latte) dove viene presa?
7. Perchè) a parità di valore nutritivo, il latte costa assai meno della carne?
8. Il popolo italiano consuma molto latte? Come possono,
allevatori e mungitori) favorire questo consumo?
9. Quali gravi difetti presenta il latte?
(1) Il sapore di pesce, può essere impartito da foraggi di terreni acquitrinosi'
il sapore agliaceo, dalla somministrazione di cloroformio, canfora, esacloretano'
tetracloruro di carbonio, aglio selvatico, ecc.; un sapore arol1ut!ico può esser~
portato dall'anice, dal ~nocchio, dalla camomilla, da residui di birrerie guasti,
da senape e raVIzzone; ,I sapore fortemente vaccino, fe,aloide, può dipendere da
germi e dall'eccessiva somministrazione di cavoli da foraggio, barbabietole, cattivi insilati, patate gelate, ecc.; il sapore-odore di stalla o di putrido è dovuto
ad aborto, mancato secondamento, metrite.
52
lO. Quando la mammella altera il latte e lo carica di
11. Quando il sangue può portare microbi alla
12. E quando sapori e odori disgustosi?
13. In qual modo i microbi possono arrivare entro la mammella attraverso il foro del cape.zzolo?
14. Come viene insudiciato il latte durante la mtmgitura?
15. Perchè nel latte caldo i germi si moltiplicano rapidissimamente?
16. Quanti germi contiene il latte quando arriva alle Centrali?
17. Perchè i microbi peggiorano la qualità del latte?
18-19. In quali modi il latte può caricarsi di germi infettivi?
Quali malattie può trasmettere?
20. Come va bollito il latte? La bollitura gli restituisce la composizione genuina?
21. Perchè chi produce latte alimentare ha gravi respomabilità?
22. I prodotti caseari possono trasmettere germi di malattie?
23. Chi impartisce ai formaggi le loro caratteristiche? 24.
Che succede se microbi dannosi sopraffa111zo quelli caseari?
25. Quali perdite in danaro provoca il latte scadente?
26. In qual modo allevatori e mungitori devono collaborare
col casaro?
27-28. Che devi sospettare se il latte è acquoso e contiene
«stoppini »?
29. Da che derivano le striature di sangue nel latte? Che va
fatto quando si osservano?
30. I mangimi possono impartire colori al latte?
31. Che significa se il latte si colora conservandolo? Che va
fatto in questo caso?
32. Certi germi che colorano il latte, possono ilUtallarsi entro la mammella? Come si eliminano?
33. Conviene assaggiare latte sospetto senza bollirlo?
34. Da che deriva il sapore salato? 35-36. E quello amaro?
37. Ed altri sapori disgustosi?
38-39. Quali cause possono impartire cattivo odore al latte?
53
GLI SCOPI CHE Il MUNGITORE DEVE PROPORSI
1. Il mungitore deve proporsi:
di ottenere quanto più latte è possibile e col maggior contenuto in grasso;
2°) di produrre latte pulito e sano, gradito al consuma
tori ed all'industria casearia;
3°) di assicurare una lunga conservazione della ma1J1mella;
4°)
risparmiare tempo e fatica.
Vediamo come questi scopi possano essere ra~giunti.
Come ottenere quanto pUJ latte è possibile e col maggior contenuto in grasso.
2. Abbiamo visto che per ottenere un'abbondante emissione della «prolattina» - che stimola la produzione - e
dell'« ossitocina» - che spreme le vescicole ghiandolari - il
mungitore deve procurarsi la collaborazione delle vacche (del
loro organismo) evitando quanto può turbarle e procurar
dolore.
Fra te e le vacche devi stabilire una fiduciosa confidenza:
esse non debbono aver paura di te e tu non devi temere le
vacche. 3. Tanti mungi tori non si accorgono che le vacche si
agitano e calciano perchè essi le fanno soffrire, mentre godrebbero - e quindi starebbero ben ferme - se fossero munte razionalmente (fig. 4).
Nella stalla evita il chiasso e l'ingresso di cani e di estranei. 4. Esegui la mungitura sempre alle stesse ore, perchè la
54
mammella
provoca disagio e
latte spontaneamente se passa 1'ora
Non stirare i capezzoli, non piegarE troppo, non stringerli
eccessivamente, non rivolgere contro di essi le unghie. Non
toccare le mammelle con le mani molto fredde.
Evita, nel modo che dirò, la formazione di ragadi e foruncoli, perchè sono causa di ritenzione del latte.
5. Fin dal parto, o dopo tre giorni, allatta i vitelli al secchio: cosÌ eviterai 1'opposizione delle vacche al mungitore
otterrai più latte.
6. Poichè i mungitori devono conoscere bene la singole
bestie, è opportuno affidare a ciascuno
essi il proprio gruppo di animali. Conviene poi evitare lo scambio dei mungitori, perchè procura disagio alle bestie e può indurle a trattenere involontariamente parte del latte. Poichè sostituzioni sono inevitabili (per il riposo settimanale, malattie, ecc.) è opportuno che tutti i mungitori mungano in modo simile e).
Abbiamo visto che nelle mammelle molto piene la produzione rallenta, o cessa, il latte peggiora di qualità ed il tessuto ghiandolare è predisposto all'infiammazione. Evita
que che la mammella, o parti di essa, vengano eccessivamente
riempite dal latte. 7. A questo scopo mungi possibilmente
(1) La consuetudine, diffusa nelle grandi vaccherie, di mettere i mungiton m
fila, per cui mungono le vacche che capitano, è assurda a dannosissima. Essa
costringe ogni vacca a sopportare diversi mungitori ed impedisce a questi di
conoscere bene i singoli soggetti e di potersi adattare alle loro particolari esigenze.
Le vacche non sono macchine costruite in serie: sono degli esseri viventi, uno
diverso da'll'altro, dei quali il vaccaro deve interpretare i bisogni.
Quando i mungitori si alternano nella mungi tura delle diverse vacche è più
difficile la scoperta dei primi sintomi di eventuali malattie e nessuno è responsabile della sanità e produttività delle mammelle. Inoltre, il mungitore più lento,
per non restare indietro e non dare ai compagni l'impressione di essere inetto,
o di volere addossare loro parte del proprio lavoro, è spinto a trascurare la sgocciolatura. Infatti la mungitura collettiva determina un'assurda gara di velocità e
contribuisce notevolmente all'impressionante dilagare delle mastiti. Affidando invece a ciascun ll1ungitore un proprio gruppo di vacche, ciascuno può conoscere
bene i singoli animali; non ha più motivo di gareggiare coi più svelti e coi più
trascurati ed è impegnato a
cure. I mnngitori lavorerebbero anche con
maggior soddisfazione. La
di un'equa ripartizione del lavoro potrebbe
essere superata col trasferimento di qualche capo da un gruppo all'altro quando
risultassero squilibrati.
55
tre volte al giorno le vacche
produttive, distanzia ugualmente le mungiture
12 ore, oppure
8) e rispetta 1'orario, togli ogni volta tutto il latte.
8. Per ottenere la maggior produzione, la mungitura deve essere rapida - deve terminare prima che l' ossitocina cessi di spremere il tessuto ghiandolare - e va eseguita «a fondo », perchè il latte lasciato aumenterebbe poi la pn:ssione
nella mammella.
9. Solamente dopo il parto - per evitare il collasso puerperale (vedi malattie) conviene mungere parzialmente i soggetti molto lattiferi. Dopo 5-6 ore dal parto (se non intendi
far poppare direttamente il vitello) esegui una mungitura
leggera, che ripeterai 2 o 3 volte nelle 24 ore. Il giorno seguente togli circa la metà del prodotto; il terzo, i tre quarti.
In seguito mungi sempre a fondo.
10. Non considerare il massaggio iniziale una perdita di
tempo: assieme alla mungitura ben fatta, esso determina la
emissione dell'ossitocina e della prolattina e attiva la circolazione del sangue. Massaggiando la mammella, spesso si sono
messe in produzione femmine vergini. Ciò dimostra la funzione stimolante del massaggio.
11. Poichè il grasso scende lentamente, mungendo a fondo otterrai latte più ricco. I diversi litri di latte estratti da
una mammella avevano il seguente contenuto in grasso:
lO litro
2° »
3° »
4° »
5° »
grasso 1,2 %
»
2,0%
»
3,9%
»
5,4%
»
7,5%
Per convircerti della maggior ricchezza dell'ultimo latte,
riempi un bicchiere con quello estratto all'inizio della mungitura ed uno con quello della sgocciola tura e confronta lo
spessore della panna dopo 12 ore (fig. 17).
Molti mungitori ritengono che le vacche intente a mangiare facciano minori opposizioni al mungitore, perciò credono sia opportuno foraggiare durante la mungitura. È una
56
idea sbagliatissima,
il
vada sotratto contro la volontà delle mucche; mentre
sappiamo che - quando non allattano direttamente il vitel- esse sono ben liete di essere munte.
12. Estraendo il hitte quando mangiano, si impedisce alle
vacche di godere
pace sia il pasto, sia la mungi tura. Perciò
forse si ottiene meno latte. Inoltre - come vedremo in seguito - quando si usano foraggi che sollevano polvere, il
latte può caricarsi di microbi dannosi ai caseifici.
Fig. 17. - Nel latte che esce all'inizio della mungitura (a sinistra) le goccioline
di grasso sono assai meno numerose che in quello estratto per ultimo (a destra).
lo mi rendo conto che, nelle vaccherie a conduzione
retta, 1'orario di lavoro impedisce di foraggiare dopo la mungitura; ma ciò è più razionale.
Per ottenere tutta la produzione che la vacca può dare,
occorre altresì: portarla al parto in buone condizioni; assicurarle un'alimentazione adeguata in quantità e qualità e tenerla in condizioni igieniche. Di questo parlerò nell'ultimo
capitolo.
Come produrre laUe pulito eSilino.
Tu hai il dovere di fare il possibile per fornire latte gustoso, pulito e sano. Eccoti alcune precauzioni indispensabili
Tieni pulita la stalla ed imbiancala d'autunno. Assicura
57
un sufficiente ricambio dell'aria anche d'inverno. Facilita il
rapido deflusso delle orine adottando - se
disporre un canaletto coperto.
13. Conserva puliti gli animali, specialmente nella parte
posteriore. Rinnova di frequente la lettiera, perchè da quella
sporca e dalle feci, sudiciume e
microbi dannosi - entrando per
il foro del capezzolo - possono
salire entro la mammella
Per evitare che polvere carica di microbi nocivi si depositi
nei secchi, il governo della stalla
e degli animali devi terminarlo
lO minuti prima di iniziare la
mungi tura e devi poi arieggiare,
per allontanare i gas puzzolenti,
che il latte assorbirebbe. Se non
puoi attendere lO minuti, limitati
Fig. 18. - Per evitare che pulviscolo e germi dannosi arrivino ne!
a
pulire le mammelle e le parti
secchia, bisogna terminare il goprossime e a scansare le feci: comverno della stalla e degli animali
almeno dieci minuti prima della
pleterai il governo a mungitura
mungi tura e distribuire i fieni polterminata.
verosi quando è ter:ninata.
15. Per impedire che il fiocco
delle code peschi nelle feci ed orine quando le bestie sono
coricate e che poi, sbattendo, insudici la mammella e gli animali, nell' Europa centrale e nel Trentina si usa legare le
code com'è indicato dalle figure 19 e 20.
Sopra il canaletto delle orine, all'altezza di m. 2,50-3,00,
è tirato un filo, con tanti anelli quante sono le vacche.
Da ciascun anelo, che può scorrere lungo il filo, scende una
cordicella che viene legata al fiocco della coda, subito sotto
l'asta, nel modo indicato dalla fig. 20.
Quando gli animali sono in piedi, la coda resta in posizione normale e può essere usata come se fosse libera; quando invece sono coricati, il fiocco della coda rimane leggermente sollevato da terra e non si imbratta.
Se adotterai questo sistema - che ti
lavoro ingrato
governo - durante
fermare la coda accorciando la funicella
16. Esclusi dalla stalla la persone
scenti di tifo,
tubercolosi e di altre
la
r
con un nodo (fig.
ammalate o convalemalattie trasmissibili,
l
'ccorre
che l fiocchi
etUcI.a, o.~
C'entrale e
e le orme. PerctO ,
.' ~ .
,
nel Trentina si usa legarle in questo modo. Scuo,la dl mungltura d, Spltalhof (Baviera) che ha fornito il primo istruttore al! Itaha, Il SIg. Roman Relser.
rigo lY. - Spccialn1cnte uve ,cal'SC~~ld
delle code vadano a contatto con le
l
a
.,
Potrebbero infetcome certamente 1·1 me d·!Co prescnvera
tare il latte. Lava i recipienti con acqua pura e conservali
rovesciati.
(1) li Regolamento per la produzione di latte destinato. al cO,nsumo prescrive
. '[
l aa1detto alle stalle che producono latte abbia subIto - con eSIto
che l persona e
"
.'
'I 'f ! l, l
" 't d Il'U'fficiale samtano e sia vacClnato contro I ti o. no
favorevo e ~ una \1151 a e
.,
.'
l"
'
d ttO··1 d' st',lle di denunciare all'Autonta samtana qua Slas!
'
tre f a o bbl 19O al con li l
-'-, ~
•
.
.
.
' .
cl ~
accertato o SosDetto di malattia trasmlsslblle venficatosl fla le persone a
caso
, Il t Il
ne'Ile rl.'spettive famiO'lie. Devono essere allontanatt dalle vacche~
,
l'
d I ' t"d ette a a s a a e
rie anche gli addetti che abbiano rapporti con persone co plte a ma attle ,a
smissibili.
59
58
17. EYlt3
di foraggi e farine capaci
impartire sae odori disgustosi, oppure carichi di microbi nocivi o
determinanti disturbi intestinali.
18. Controlla ogni volta il latte dei primi spruzzi, cosÌ potrai evitare di mettere in commercio latte pericoloso e curare
le malattie della mammella al loro insorgere. Sono specialmente i primi spruzzi di latte che mostrano i grumi (gli
stoppini). n controllo non lo fare nel cavo della mano, che
infetteresti, bensÌ in apposito barattolo provvisto, di un diaframma nero, che metta bene in evidenza 1'aspetto del
latte (fig. 21).
Evita
proiettare
nella posta:
colai microbici dannosi alla mammella e al latte.
Per 6-8 giorni dal parto - qualche volta a~che pe.r l? ~
il latte contiene «colostro»: un liquido vischIOSO, glalhc~lO
e di cattivo sapore. 20. Il colostro serve ot~irname~~e al g~o­
vane vitello, ma è dannoso ai consumaton ~d all mdustna.
È dannoso anche il latte delle vacche affatlCate dal l~voro
(giallastro e vischioso) e di quelle che torizzano cont1l1ua-
F
21 _ varaUOIO per
la
raccoila ed zl con/rafia dei
aa agganciare
e poi mandato !il fondo
przml SpruZZI,
alg~ecchio. Il latte viene esaminato sul diaframma nero
al recipiante.
FiC'. 20. - Ecco come vcgono legate le code, ncl ,istcrna illustrato dalla fig. 19.
Co> La corda va girata subito sotto l'estremità ddl"asta della coda. (Da Reiser).
19. Il poco latte dei primi spruzzi (tre cucchiai appena
per vacca) non mescolarlo a quello comune. Esso è generalmente un residuo della mungitura precedente e quindi parzialmente alterato. Inoltre ha lavato il foro del capezzolo.
Usalo per il pastone dei polli, oppure gettalo in concimaia.
Non darlo crudo al cane: potrebbe prendere la turbercolosi.
n latte delle vacche in calore regolare consegnalo all'industria in recipiente a parte, il che farai se~pre col latte sospetto: il casaro si regolerà ~ui come conVIene:
21. Escludi dal commerClO
consegnalo l? r~Clp~ente a
parte all'industria, secondo il. parere del vetermano). Il. latte
delle bestie con febbre o colpIte da una delle malattle 1l1fettÌve elencate nella nota della pago 43.
61
60
22.
la mungitura, non toccare cose sporche. Una
causa di insudiciamento è rappresentata dai comuni seggiolini - sempre sporchi ed intacconati
latte - che bisogna
prendere in mano passando da vacca a vacca. Preferisci dunque lo sgabello da mungitore, ad una sola gamba centrale, che si fissa al sedere,
per cui non occorre toccar(fig. 22). Esso è anche comodo, perchè, inclinandolo
più o meno, consente
seguire i lievi spostamenti della vacca senza bisogno di alzarsi. È opportuno che la
gamba sia piuttosto corta e
provvista di un chiodo che
eviti gli slitta menti.
Per versare il latte nei bidoni, non prendere il secchia
per il fondo, perchè è sempre insudiciato dalla lettiera.
23. Durante l'estate, se il
Fig. 22. - Lo sgabello del mungÌfore.
È più comodo dei comuni seggiolini e
latte deve attendere o deve
può essere trasferito da vacca a vacca senviaggiare lungamente, rafza toccarlo, il che sporcherebbe le mani.
freddalo, per rallentare la
moltiplicazione dei microbi e la progressiva alterazione.
Altre piccole precauzioni per l'igiene del latte te le suggerirò descrivendo la mungitura. Non dirmi che sono seccante: è in gioco la salute del prossimo e 1'esito delle lavorazlOni casearie: non si possono chiudere gli occhi e la cosCIenza.
3°} Come assicurare una lunga ccmservazione delle mammelle.
Abbiamo visto che la mammella è un organo molto COITiplesso, sottoposto ad attività intensissima e facilmente insi-
62
diato da germi infettivi. Quanto più è
tanto
è sensibile.
24. Per l'elevata produttività delle vacche
oggi, per la
trascuratezza
tanti mungitori e per l'uso
razioni sovraccariche di sostanze azotate e povere di calcio, le malattie della mammella si sono enormemente diffuse. Come ho detto
a pago 1, i primi controlli, eseguiti su migliaia di vacche
del Cremonese, hanno fatto scoprire la mastite in oltre un
terzo di esse. I danni ai caseifici, agli allevatori ed agli stessi
mungitori sono enormi. Accetta quindi i seguenti piccoli
consigli.
Fig. 23. - Filtro
per
gandi stalle e
caSezjtCl.
25. Abbiamo visto che quando la mammella è molto piena, la circolazione del sangue rallenta. Allorchè questo fatto
si ripete continuamente, può favorire l'infiammazione del tessuto ghiandolare. Quindi le mammelle molto ricche cerca
mungerle tre volte, non solamente per aumentare la
zione ed ottenere latte migliore, ma anche per favorirne la
sanità.
I caseifici dovrebbero riflettere pnma di opporsi alle tre
mungiture, come certuni fanno.
L'infiammazione della mammella è inevitabile quando il
latte ristagna. Perciò, anche al
della preservazione dd
tessuto ghiandolare, cerca
evitare quanto
ostacolare
la discesa del latte. Evita specialmente la formazione
ragadi e foruncoli, che provocano vivo dolore.
26. La formazione e diffusione delle ragadi derivano spe~
cialmente dal1~ pessima abitudine di tutti i mungi tori di
bagnarsi le mani nel latte e di stenderne, a volte, anche sulla
mammella. Parte di questo latte gocciola poi - grigio di
sudiciume - nel secchio. Quello che resta sui capezzoli e
sulla mammella, irracidendo, irrita e corrode la pelle e fa~
vorisce la moltiplicazione di microbi dannosi. Questi microbi,
quando riescono ad internarsi nei pori della pelle, provocano
gonfiori, foruncoli e vescichette piene di marcia. 27. Se poi
sulla mammella esistono delle piccole screpolature - frefrequenti quando è gonfiata dall'edema o da una produzione
elevata - allora il latte steso su
essa e la lettiera sporca
possono coprire la mammella
piaghe e croste, determinando così una vivissima agitazione delle bestie all'approssimarsi del mungitore.
28. Durante la mungitura, le pustole ed i foruncoli si
aprono e colano, nelsecchio e nelle mani, siero di sangue,
marcia e microbi aggressivi, che poi le mani stesse trasportano su altre mammelle. Per questo motivo spesso vengono
gravemente infettate tutte le mammelle di una stalla. Ed
allora addio collaborazione fra mungitori e vacche: queste
calciano a più non posso ed i mungi tori diventano violenti,
o timorosi.
29. La mungitura bagnata è dannossisima anche perchè
diffonde la mastite, trasportando i germi di questa malattia
da un quarto infetto alle altre mammelle. Poichè la mastite
può sfuggire lungamente all' osservazione del vaccaro, il pericolo è grave. I microbi infettivi, portati ogni volta sulle
mammelle delle vacche che seguono, prima o poi riusciranno a salire entro un capezzolo ed allora è facile ripetano la
malattia. Per questo motivo, dopo la comparsa di un primo
caso, spesso la mastite si diffonde a molte vacche: la diffonde
specialmente la mungitura bagnata.
30. Mungi asciutto, oppure usa un grasso da mungi tura.
64
Puoi produrne uno anche
solo US;Jnc1opreferibilmente lodato al 0,05 per cento, e
nella quantità occorrente ad ottenere
un unguento semi-pastoso.
31. Nei corsi di mungitura - con viva soddisfazione degli allievi - io uso il «Mungosan », a base di lanolina: il
grasso della lana di pecora. Esso ammorbidisce le mani callose e rende più soffice la mungitura; previene e cura le ragadi ed i foruncoli; fa cadere i pori filiformi, che spesso di-
Fig. 24. - L'abitudine di bagnare le mani col btte insudicia il prodotto e favorisce
molti;;simo la formazione e diffusione delle ragadi e la propagazione delle mastiti.
E molto utile l'uso di grasso da mungitura, in questa modesta quantità.
sturbano; impedisce che il latte aderisca alla mano ed ai capezzoli e, probabilmente, ostacola la diffusione delle mastiti.
Distribuito, in leggero velo sulla mammella, trattiene anche
i peli e la forfora durante la mungi tura e protegge la pelle
dal contatto delle feci ed orine quando le bestie sono sdraiate.
32. lo credo che il grasso da mungitura giovi alle mammelle, fornisca un latte assai più pulito e faciliti la mungitura, perciò ti consiglio vivamente di provarlo. Dopo le prime volte, ne occorre una quantità minima - un grammo
circa -, per cui la spesa è piccola e largamente compensata
vantaggi (fig. 24).
Non usare grasso comune, perchè irranc!disce ed irrita
la pelle e può moltiplicare i microbi sulla mammella.
33. Cerca
evitare che la mammella si deformi, perchè
quelle asimmetriche e cadenti sono maggiormente esposte
alle mastiti ed impongono una mungitura più lunga.
Non mungere assieme i due quarti di un lato, perchè la
mammella resterebbe momentaneamente squilibrata e tenderebbe a deformarsi. 34. La «mungitura laterale» è però
inevitabile con le mammelle molto basse ed aventi i capezzoli rivolti in fuori; ma allora, quando la mammella sia
molto ricca, conviene mungano contemporaneamente due
mungitori: uno da ciascun lato. Altrimenti mungerai parzialmente da un lato, poi completamente dall'altro e quindi
tornerai ai primi due quarti.
35. Certi mungitori pensano che le vacche vengano « sfruttate troppo» mungendole a fondo; mentre stanno meglio e
conservano la mammella più sana. Il latte che il mungitore
trascurato e frettoloso lascia ogni volta nella mammella, oltre
a poter ridurre la produzione, favorisce le malattie. Il danno
è senz'altro grave quando la mammella è ammalata, nel qual
caso, con mungiture frequenti e complete, occorre asportare
man mano le colonie di microbi infettivi ed i veleni da essi
prodotti.
Dunque nella mammella non deve restare latte: va tolto
tutto ogni volta.
Come risparmiare tempo e fatica.
zione, ed eventualmente anche la
con
la salute.
38. Escludi la mungitura laterale e
croce
richiedono più tempo e sovraccaricano un braccio.
a
pugno, serrando bene il capezzolo in alto e chiudi poi le dita
una dopo l'altra. Fai uscire ogni volta tutto il latte e poi allarga il pugno solamente quanto occorre.
Fig. 25. - Occorre impedire che la sudicia coda sbatta in faccia al mungitore e
schizzi polvere e feci nel secchio del latte. Questo fermacoda, che immobilizza
l'asta, è semplice e pulito. È venduto dall'Istituto Zootecnico di Torino - Via
Pianezza, 111.
lo mi metto nei tuoi panni: capisco il tuo desiderio di
far presto e di risparmiare tempo e fatica. Perciò desidero
indicarti io stesso come puoi alleviare il tuo lavoro.
36. Assicurati la collaborazione delle vacche: allora ti aiuteranno, stando ferme e mollando rapidamente il latte.
37. Mettiti ben sotto le bestie, per non dover stendere
troppo le braccia e non stare curvo: ostacoleresti la respira-
39. Evita stiramenti che indisporrebbero le bestie e favorirebbero deformazioni delle mammelle e quindi una sgocciolatura più lenta. Impugnando malamente i capezzoli e stirandoli potresti indurirE. Non stringerE ecces~ivamente e
non rivolgere contro di essi le unghie. Se la bestia si agita,
fai attenzione: quasi certamente tu le fai male.
66
5.• SrnRI, Pratica della
67
ancora
non bagnare le mani
col latte,
non favorire la formazione e la diffusione di
ragadi che agiterebbero le bestie.
Se applicherai queste norme semplici e logiche, ti convincerai che il metodo è stato studiato anche per far presto.
Dopo appena un mese, i mungitori che avevano frequentato
un corso, presso l'Azienda del Conte Marzotto, erano già più
svelti dei colleghi non istruiti, i quali dovettero ritirare la
sfida di velocità che avevano
principio. Prova
dunque con fiducia il
a descriverti.
DO
ANDE
1. Quali sono i quattro scopi che il
deve proporsi?
2. Perchè il mungitore delle procurarsi la collaborazione delle vacche?
3. La mungit1lra ben fatta prot'oca disagio alle vacche? È logico aver paura di esse?
4. Perchè bisogna mungere ad orario?
5. Perchè c01UJiclle allattare i vitelli al secchia?
6. Perchè ad ogni mlt11gitore va consegnato il suo gruppo
di vacche? Perchè C011l!ic71C evitare il cambio dei mU71gitori?
7. Come si evita un eccessivo riempimento delle mammelle?
8. Perchè la llUingitttra deve essere rapida? Perchè va eseguita a fondo?
9. In quale periodo non è opportuno mungere a fondo le
vacche molto lattilere? Perchè?
lO. Come giova alla produttività il massaggio iniziale?
11. Perchè mungendo a fondo si ottiene latte più ricco di
grasso?
12. È opportuno mungere quando le bestie mangianu'.r;
13. Dalla lettiera sporca e dalle feci che può salire entro la
mammella?
14. La pulizia della stalla e degli animali, di quanto deve precedere la mungitura? Perchè?
68
15. Come vengono legate le code per'
gli animali?
16. Perchè la legge vieta la presenza in
di
malattie diffusibili?
17. Quali mangimi peggiorano il latte?
18. Perchè bisogna controllare i primi spruzzi di latte? Che
barattolo occorre per osservarli bene?
19. Perchè il latte dei primi spruzzi non va mescolato all'altro?
20. Va posto in commercio il latte contenente colostro? 21. E
quello delle vacche affaticate o che torizzano? E quello
dei soggetti con la febbre e con malattie infettive?
22. Quale sgabello deve usare il mungitore? Perchè?
23. Perchè, d'estate, conviene raffreddare il latte se deve attendere?
24. Quali cause hanno diffuso moltissimo le mastiti in certe
zone?
25. Perchè le mammelle molto produttive si conservano meglio mungendole tre volte al1zichè due?
26. Quale pessima abitudine provoca la
. ragadi
e foruncoli sulla mammella? Che fa il latte che resta sul
capezzolo e sulla mammella?
27. Quando è particolarmente dannoso il bagnare la mammella col latte?
28. In qual modo i mungitori diffondono le ragadi
una
mammella al/'altra?
29. La mungitura bagnata quale grave
. diffonde?
30. Chi non vuole mungere con la mano asciutta, che cosa
deve usare?
31-32. Quali vantaggi fornisce un buon grasso da mungitura?
33. Perchè bisogna cercare che le mammelle non si deformino?
34. Con quali mammelle è inevitabile
mungitura laterale?
Come va fatta?
35. Patiscono le vacche mungendole a fondo?
36-40. Quali avvertenze consentono al mungitore
rispartempo e fatica?
69
PREPARAZIONE DELLA MAMMELLA
Pulitura preliminare.
Le mammelle insudiciate richiedono una pulitura pre~
liminare, che può eseguire un aiutante. Tu però sorveglialo,
perchè pulisca bene tutta la mammella e le parti prossime
ed agisca con delicatezza. Per facilitare la pulitura, se la
mammella avesse dei peli lunghi, conviene rasarli con cautela.
1. Le incrostazioni secche si possono togliere sfregandole
accuratamente con un tortolo
paglia fresca. Tu poi com~
pleterai la pulitura con lo straccio al momento della mun~
gitura. Quando invece la mammella è insozzata di sterco
fresco ed urina, occorre !avarla con acqua tiepida. Poichè
il lavaggio può far scendere il latte, bisogna eseguirlo al m~
mento della mungitura.
Per il lavaggio della mammella userai - non occorre
dirlo - un apposito secchio; mai quello per il latte. Devi
asportare tutto il sudiciume, non già limitar ti a stenderlo
sulla mammella, come tanti fanno. Per il lavaggio userai uno
straccio, sfregandolo bene su tutte le parti sudicie e sciacquandolo più volte. 2. Per non sporcare l'acqua del secchio non immergervi lo straccio: versa invece l'acqua sullo
straccio mediante un barattolo e strizzalo bene ogni volta.
Asciuga poi accuratamente la mammella con un canovaccio.
Lavati le mani e ferma le code.
3. Prima di accingerti a mungere, lavati le
braccia con abbondante acqua e l'ausilio di sapone e
e
una
(l) Il sistema di mungitura qui descritto è l'Allgauer, quello che il Sig. Rornan
Reiser, della Scuola statale di mungitura di Spitalhof (Baviera), diffuse fra noi
venti anni fa.
70
spazzola. Le
non
portc;~e
litarne la pulizia ed evitare che feriscano
sempre rasate.
4. Mungendo, i calzoni e le sottane si insudiciano e
poi cadere polvere e sterco
latte: vesti dunque un grembiule da
mungitore, che protegga anche il
petto (fig. 26). Se è spaccato
fondo sarà più comodo.
Il grembiule è la divisa
mungitore e il vestirlo è un segno
di pulizia e dignità che procura
prestigio e rispetto. Se sei un vaccaro stipendiato, non essere minchione: comincia tu a dare importanza al tuo lavoro! Chi può prendere in considerazione certi vaccari sempre sporchi come il bastone del pollaio?
5. Attacca alla cintura
straccio per pulire le mammelle e la
scatoletta col grasso eli
mungitura (oppure
metti nella tasca del
grembiule un tubetto
di «Mungosan»); fissa al sedere il seggiolino ad una sola gamba; prendi il secchio,
Fig. 26. - L'equipaggiamento del mungllore:
accertati che sia
grembiale ampio, basco in testa, straccio per
ed asciutto ed innestapulire la mammella e scatoletta col grasso
alla cintura, secchia robusto e senza fessure,
vi all' orlo il barattosull'orlo de! quale è innestato il barattolo
lo per i primi spruzzi.
per i primi spruzzi. Il sedile è fermato con
una cordicella, od una
sicchè il munQuando le vacche sono
gitore non ha bisogno
toccarlo passanùo
tormentate dalle moda vacca a vacca.
71
sche, prendi anche il fermacoda, per impedire loro
sbatterti in faccia il sudicio fiocco e di schizzare sterco e polvere
nel secchio.
6. Esistono diversi tipi di ferma coda : quello a manicotto
riprodotto dalla fig. 30 mi sembra il più pratico e pulito.
Esso induce le vacche a tenere la coda pendente. Generalmente le mucche l'accettano senza opposizione, o vi si abituano rapidamente.
Devi stare a destra.
7. È molto importante che i mungi tori siedano sempre
tutti dalla stessa parte delle vacche, perchè il cambiamento
di lato mette a disagio le bestie. Ciò è un po' ostacolato dove
esistono le tramezze fra
coppia e coppia; ma, con
un po' di buona volontà,
ci si riesce e così si evita
che le vacche osteggino il
mungitore quando sono
trasferite da una parte all'altra della posta.
8. Da che lato conviene collocarsi? A destra,
perchè così è possibile
mungere col braccio destro - generalmente più
robusto - i due quarti
Fig. 27. - Seconda plilitua della mammella.
lontani, che richiedono
Per evitare stiranlenti, I11entrc si sfrega da
maggior fatica.
un lato, l'altra mano deve esercitare una
pressione in senso 0prn~to,
9. La destra va preferita anche perchè da quel
lato (salvo gli ultimi due mesi di gravidanza, nei quali la
mungitura è sospesa) il ventre è meno voluminoso. Ciò consente di stare bene sotto la vacca e quindi evita la necessità
di stendere troppo le braccia e di piegare i capezzoli per far
giungere il latte nel secchia.
72
Come vedi, il sistema
logico e razionale. Infatti
nel modo
parte del mondo usa mungere da destra.
lO. Mungi per prime le vacche che avessero già molbto
il latte spontaneamente, onde evitare che goccioli nella posta
e poterlo estrarre quando
ancora l' ossitocina spreme energicamente il tessuto ghiandolare.
Mungi invece per ultimi i soggetti aventi la
mammella ammalata o
sospetta e disinfettati le
mani passando dall'una
all'altra. Altrimenti potresti diffondere la malattia.
11. Avvicinati alla bestia con delicatezza e dandole la voce. Applicale Fig. 28. - Il latte non va controlalto sulla
se occorre - il fermacomano, perchè favorisce le ragadi dei. 'capezzoli
da, tenendo la molla ine può diffondere la mastite e la tubercolosi.
terna rivolta in basso.
Metti il secchio alla tua destra - verso la testa dell'animale ave non sarà esposto a calci e alla caduta di feci ed orine. Toerli lo straccio dalla cintura e pulisci la mammella. Sfrega
bene anche la parte posteriore e il piatto della coscia, generalmente trascurati, perchè non cada sporcizia nel secchio.
12. Per evitare ogni stiramento - pericoloso quando la
mammella è tesa dal latte - mentre con una mano strofini da
una parte, con l'altra esercita una pressione in senso opposto.
Se quando sfreghi la mammella la vacca si agitasse, fà
attenzione: è probabile qualche novità spiacevole, come ragadi, foruncoli, od altro.
73
Il
del latte.
13.
due o tre spruzzi per ogni
quarto
se quel latte ha l'aspetto normale. Deve
avere il
colore ed essere privo di grumi (stoppini).
lastra nera dell'apposito barattolo l'esame è molto facile.
14. Questo controllo - l'ho già detto - devi farlo ogni
volta} per non mettere in commercio latte pericoloso e per
. sollecitamente l'insorgere
eventuali malattie. Scoprendole presto potrai evitare gravi danni al tessuto ghiandolare e la propagazione delle malattie ad altre vacche e potrai eseguire una cura più efficace.
29 - Le cartine di Kloz forniscono utili indicazioni sulla sanità delia mamDa ciascun capezzolo bisogna spremere alcune gocce di la(te sul rispettivo
dischetto giallo.
15. Qualora ti sorgano dei sospetti sul latte di un quarto,
raccoglilo in altro recipiente e tienlo in osservazione, per
vedere se si altera e se fa deposito. L'assaggio può fornire
utili indicazioni; ma prima fa bollire il latte per almeno
15 . minuti. È opportuno anche il controllo con la cartina
di Kloz (fig. 29 e tavola a colori).
16. n latte raccolto coi primi spruzzi non mescolarlo
all'altro.
Il massaggio.
17. Se non sei disposto a mungere con la mi
prendi un po' di grasso da mungitura, sfregalo fra il
delle due mani e poi sulle diverse parti della
fissare i peli e la forfora e perchè sia un po' protetta
contatto delle feci e delle orine quando la bestia è sdraiata.
Il grasso renderà più soffice e comoda la mungitura.
Ora devi cominciare il massaggio, il quale - come sai deve indurre 1'organismo ad emettere l' ossitocina, che fa
scendere il latte, e la prolattina, che stimola la produzione.
Fig. 30. - Massaggio della mammella SII!
lato destro. l pollici cscgllono uno sfre-
Fig. 31. - Massaggio della })1I1/>lmella Slil
lato sinistro. Lo sEregamento circolare è
ganlcnto circolare, prenlendo quando si
fatto dai polpastrelli delle quattro dita
muovono dall'alto al basso.
unite.
18. Il massaggio non deve avere nulla di comune con le
brutali trazioni ai capezzoli eseguite da certi mungitori grossolani: deve consistere in sfregamenti, piuttosto lenti ed esercitanti una certa pressione, sui due lati della mammella.
19. Comincia sul lato destro: quello prossimo a te. Poggia una mano sulla faccia anteriore della mezza mammella
e una sulla faccia posteriore, tenendo le dita dirette verso
l'alto. Mentre tieni fermo il resto delle mani, col polpa-
75
74
strello
pollici, esegui uno sfregamento circolare sulla superficie laterale della mammella, cosÌ come è indicato dalle
frecce della fig. 30. Durante il movimento dall'alto al basso
i pollici devono esercitare una certa pressione, che raggrinzi
la pelle.
2~. ~er m~s:aggiare la metà sinistra della mammella, appogg1a 1 pollIo, uno sulla faccia anteriore di essa e l'altro
su quella posteriore ed esegui lo sfregamento circolare col
polpastrello delle quattro dita tenute unite come mostra la
fig. 31.
. 21. I~terrompi il massaggio non appena i capezzoli sono
~lve~tatl turgidi e rigidi. Non smettere prima che il latte
SIa ~lsceso, perchè la mungi tura riuscirebbe più difficile, lenta
ed mcompleta; ma non insistere nel massa agio quando il
t>
l atte e, sceso, perch'e perderesti tempo prezioso.
22. Dall'inizio del massaggio fino al termine della mungitura, non abbandonare la mammella: la discesa del latte
potrebbe interrompersi.
DOMANDE
1. Durante la prima pulitura delle mammelle, come vanno
tolte le incrostazioni secche? E il sudiciume umido? Perchè l'eventuale lavaggio va eseguito al momento di mungere? 2. Come faresti per non sporcare l'acqua del secchia?
3. Prim.a di iniziare la mungitura, come vanno pulite le
mam? Come vanno tenute le unghie?
4. Perchè il mungitore deve vestire un grembiule?
5. Dove vanno tenuti lo straccio e la scatoleita per il grasso
da mungitura?
6. Come funziona il fermacoda a manicotto?
7. Perchè occorre mungere sempre dallo stesso lato delle
bestie?
8-9. Perchè conviene mungere da destra?
lO. Quali vacche vanno munte per prime? E quali per ultime?
76
11. Il mungitore, come deve {/vl,ici11ar,i
riporre il secchia? Quali parti deve
evita che la pulitura provochi stiramel1ti
13. Come va controllato il latte dei singoli quarti? 14. A
quale scopo?
15. Che devi fare del latte che sembra anormale?
16. Il latte dei primi spruzzi va mescolato all' altro?
17. Come si usa il grasso da mungitura? A che serve?
18. 111 che deve consistere il massaggio iniziale? A che serve?
19. Come va eseguito sul lato destro? 20. Come sul lato
sinistro? 21. Quando va interrotto?
22. Che succede se si interrompe la mungitura?
L'ESTRAZIONE DEL LATTE
Appena il massaggio
fatto scendere il
ed inturgidito i capezzoli, comincia a mungere.
1. Mettiti ben sotto la vacca, per affaticare meno le braccia e non essere costretto, per fare arrivare il latte nel secchio
.
..
.
'
a pIegare o tIrare 1 capezzolI
lato. Piegandoli, il latte scen-
Non cosi!
Così
Fig. 32. - Il mungitore deve essumere un atteggiamento naturale e corretto e
stare ben sotto la vacca, per faticare meno e non dovere piegare i capezzoli di
lato. La testa non va appoggiata al fianco; i piedi conviene tenerE piuttosto avanti,
per assicurare un:! larga base di appoggio.
derebbe meno bene e potresti procurare dolore se son molto
tesi. Tirandoli di lato, è facile determinare sfiancamenti nella
cisterna ghiandolare, che impongono una lunga sgocciolatura.
La gamba destra della bestia deve essere un po' arretrata,
78
così
scoprire la mammeHa. 2. LÌ!etti i piedi
onde facciano, con la gamba dello sgabello, una larga
appoggio. Il ginocchio sinistro avvicinalo alla faccia anteriore
del garretto: starai più saldo e tratterrai meglio un eventuale
colpo della gamba della vacca. Sostieni il secchio fra le cosce,
un po' inclinato verso la vacca: solamente con mammelle molto basse lo lascierai a terra. Tieni la schiena eretta senza sforzo
- respirerai meglio - e
non poggiare la testa al
fianco della vacca, per
non insudiciarti e non far
cadere peli e forfora nel
secchio. Devi assumere
l'atteggiamento illustrato
dalla fig. 32.
3. I capezzoli di Slmstra (i lontani) li mungerai con la mano destra; i
vicini, con la sinistra. Come regola, devi vuotare
prima completamente i
Fig. 33. - Impugnatura g;US;.4. La punta del capezzolo risulta pari al bordo
quarti davanti, quindi gli
della mano.
altri due. Se però la mammella fosse molto rigonfia e tesa, o se i capezzoli gocciolassero, dopo avere estratto un po' di latte da
davanti,
alleggerisci i posteriori: vuota poi completamente i primi e
quindi quelli di dietro.
L'ordine stabilito - prima i due davanti e poi gli altri rende più facile e rapida la mungitura ed evita che la mammella resti momentaneamente squilibrata. Se però i quarti
anteriori fossero ben poco sviluppati e i due di dietro abbondanti, conviene mungere questi per primi.
Le mammelle sono delicate, specialmente quelle molto lattifere, che hanno poco tessuto di sostegno. 4. Lo stiramento
vitello non tira); contridei capezzoli indispone le vacche
buisce a rendere cadente la mammella; deforma i capezzoli
79
pU6 renderli duri
mùngere; tavorlsce la tormazl0ne
piccole e dolorose screpolature della pelle (ragadi) che, riaperte
ogni volta dalla mungitura, mettono in agitazione la vacca.
5. L'abitudine di tirare i capezzoli può anche provocare
lacerazioni interne, e relativi inspessimenti, attorno al foro
di comunicazione fra la cisterna ghiandolare ed il capezzolo.
Inspessimenti della piega anulare che circonda detto foro e rot~
è
e,
buiscono a fare uscire il latte
del latte determinata dalla stretta, evitano che il
deformi. Devi conservarlo come la natura l'ha fatto.
8. Quando il capezzolo è impugnato troppo in basso (come
alla fig. 35) il dito mignolo, invece di fare uscire il latte, stringe il foro del capezzolo. Inoltre il latte bagna la mano e può
infettarla, se il quarto è ammalato.
Fig. 34. - Impugno/ura corretta. Il capezzolo non viene danneggiato e tutto lo
sforzo concorre a far uscire il latte.
ture di piccole vene ed arterie, possono derivare anche dall'abitudine di impugnare troppo in alto il capezzolo (al suo attacco), di stringerlo eccessivamente e di infossare in esso l'indice.
Ne derivano ingrossamenti e noduli «nervetti» che possono
rallentare ed anche arrestare la discesa del latte, provocando
così ingorghi del quarto e conseguente infiammazione.
6. Le braccia del mungitore 11011 devono tirare in basso;
ma stare ferme.
7. Il capezzolo va impugnato a giusta altezza. Come regola, la punta deve risultare pari al bordo della mano e sporgere
un po' sotto il mignolo (figg. 33-34). Così tutte le dita contri80
Fig. 35. - Impugnatura bassa. La mungitura risulta lenta e richiede maggior
fatica. Il latte bagna la mano.
Fig. 36. - Impugnatura alta. Richiede
maggior sforzo e deforma il capezzolo,
che indurisce.
9. Se il capezzolo viene impugnato troppo in alto (fig. 36),
la stretta delle dita determina la formazione di un palloncino
all' estremità non avvolta dalla mano. Anche in questo caso
una parte dello sforzo non è utile: inoltre, poco alla volta, il
capezzolo si deforma e restringe il foro, rendendo così più
faticosa la mungitura.
Salvo capezzoli eccezionalmente corti, il latte va estratto
mungendo a pressione (a pugno).
81
lO. La
cisterna del capezzolo (necessaria ad impedire che il latte refluisca
su) si ottiene senza
sforzo, premendo la terza falange del pollice - disposta verticalmente - sulla seconda falange dell'indice (fig. 37).
Fig. 37. - Come va serrato il cape::r::rolo. L'indice lo circonda ed il pollice rafforza
la stretta, premendo wlla seconda falange. Le rimanenti dita, chiudendosi una
dopo l'altra, fanno uscire il latte.
Le unghie non vanno rivolte contro il capezzolo.
11. Per mungere rapidamente e con la minor fatica, occorre: a) chiudere bene il capezzolo il alto; b) stringere poi, uno
dopo l'altro, il medio
lare e il mignolo; c) far uscire ogni volta tutto il latte. Mentre una mano stringe un capezzolo, l'altra deve allentarsi quel tanto che
occorre per la discesa di alFig. 38. - Modo errato di stringere il catro latte.
pezzolo. Non essendo rafforzato dal pol12. Gli spruzzi devono rilice, l'indice non stringe bene, per cui
parte del latte rifluisce ogni volta in alto:
sultare
lunghi, continui e
quindi mungitura lenta e maggior fatica.
pieni: devono provocare nel
Stai attento, questo è un errore comune.
secchio un gorgoglio continuo e formare un'abbondante schiuma. Mungendo a spruzzi
frequenti e corti si spreca tempo e fatica.
13. All'inizio della mungitura, quando il capezzolo è molto gonfio, stringilo con riguardo. CosÌ pure stringi con delicatezza i capezzoli delle manze di primo parto, la cui pelle
delicata forma facilmente delle ragadi. Per le mammelle delle
primipare e per quelle gonfie (edema) l'uso del grasso da
mungitura è particolarmente utile.
82
L'abilità e la delicatezza
vengono risparmiate inutili sofferenze tore, che - trovando un animale ben
meno tempo e risparmia fatica.
14. Anche con i capezzoli corti evita la mungitura a
stiramento e adotta il sistema a pressione. Devi però
tenere un po' steso
fuori
il dito mignolo, e, se occorresse, anche l'anulare.
15. Per i capezzoli eccezionalmente corti, per i quali iI sistema a pugno è inapplicabile, ricorrerai a quello
< a pollice» (fig. 39) il quale
- quando è usato correttaFig. 39. - Aful1gittifa a pollice. Consigliamente e non si tiri - è in- bile
solo eccezionalmente, per le mammeldicato anche per le mam- le con edema ed i capezzoli molto corti.
Figg. 40-41. - Mungi/tira a stiranunto. Consiste nel far scorrere il capezzolo fra
due dita serrate. È il sistema più dannoso, perchè indispone le besti~, provoca
facilmente rotture interne e deforma il capezzolo, rendendo lo così più duro da
mungere~
6. - SIERI, PraUca delta m"."gitura.
83
melle fresche di parto, gonfie per edema. La mungi tura «a
p.ol.lice» si esegue stringendo il capezzolo fra il dito pollice
nplegato e l'indice (o il medio) e poi chiudendo, una dopo
l'altra, le rimanenti dita.
16. La mungitura « a stiramento» (figg. 40-41-42) - consistente nel far scorrere il capezzolo fra due dita serrate - è il
sistema peggiore. Essa
somma i danni della
mungitura a trazione
(rotture interne) a
quelli della impugnatura alta: deformazione della punta del capezzono a palloncino.
Può, inoltre, irritare la
membrana che riveste
la cisterna del capezzolo.
17. Quando i quar~
ti davanti non dànno
più un buon getto di
latte, passa ai posteriori. Allorchè anche da
questi ?on otterrai più
Fig. 42. - La deplorevole mungittira a stiramento. Povera mammella e povera bestia l
SpruZZi nutriti, ritorna ai quarti anteriori,
per mungere il latte sceso nel frattempo. Quando lo spruzzo
ridiventa debole, inizia subito la sgocciola tura su questi stessi
quarti anteriori.
la sgocciolatura.
18. Certi mungitori pensano che la sgocciola tura debba
servire esclusivamente ad asciùgare i capezzoli, perciò li stirano, facendoli scorrere fra due dita. Invece la sgocciolatura
deve estrarre anche il latte rimasto nelle insaccature della cisterna e dei maggiori canali e nella massa ghiandolare.
84
La qualit~
latte che
dola tura varia assai da vaccina a
può superare il mezzo litro. L'estrazione
molto utile, perchè aumenta la produzione,
co di grasso, stimola l'attività del tessuto ghiandolare e contribuisce alla sanità della mammella. Devi dunque considerare la sgocciolatura una operazione importantissima ed eseguirla in modo accurato..
La descrizione la fa sembrare molto complicata; ma
l'Istruttore ti dimostrerà che è semplice e richiede poco tempo.
Fig. 43. - Prima fase della sgocciolatura nel quarto anteriore destro. Le
quattro dita della mano sinistra, collocate fra i quarti laterali, li sollevano
leggermente; il pollice è spinto in alto
il più possibile e poi striscia nel senso
ir iicato dalla freccia.
Fig. 44. - Prima fase della sgoccio/atura nel quarto anteriore sinistro. Il
pollice della mano destra, introdotto
fra i quarti anteriori, li solleva un po';
le quattro dita strisciano dall'alto in
basso e dall'avanti all'indietro.
PRIMA FASE.
20. La prima fase della sgocciola tura si propone di far
scendere il latte rimasto nei canali maggiori che - come sai
- scorrono sotto la pelle, nella parte posteriore e sui lati della
mammella (fig. 5). Va eseguita contemporaneamente sui quar~
ti davanti; poi sui posteriori.
21. Per sgocciolare il quarto anteriore destro (vicino al
mungitore) metti le dita della mano sinistra nel solco
1
85
e
so!!evati un po'; spingi il pollice
il più possibile aderente alla
poi fallo strisciare - premendo leggermente - in avanti e in basso, a
vite, fino al capezzolo, che strizzerai col solito sistema (fig. 43).
Ripeti questo movimento finchè esce abbastanza latte.
con le punte rivolte una contro
leva un
la mammella e spingi le altre
i
alto il più possibile e quindi sfrega
posteriori, dall'avanti all'indietro e dall'alto al basso, sempre
a vite (figg. 45-46). Strizza fuori il latte e ripeti il movimento
finchè ne esce abbastanza.
Se non riuscissi ad eseguire correttamente questo
mento - perchè hai i polsi rigidi, o perchè la mammella è
lunga - con la mano
sinistra sfrega il quarto
destro (vicino) e con le
quattro dita della mano
destra striscia sul posteriore sinistro (fig. 47).
SECONDA FASE.
Figg. 45-46. - Prima fase della sgoccio!atllra sui quarti posteriori. I pollici collocati sull'asse trasversale mediano della mammella, rivolti uno contro l'altro, la
sollevano un po'; le altre dita delle due mani sono spinte in alto e poi sfregano
dall'alto al basso e dall'avanti all'indietro.
22. Per sgocciolare il quarto anteriore szmstro, il pollice
della mano destra, introdotto fra i due quarti anteriori, li
solleva un po', mentre le altre quattro dita vengono spinte
in alto e poi sfregano la parte anteriore e laterale del quarto,
dall'avanti all'indietro e dall'alto in basso, a vite (fig. 44).
Strizza poi il capezzolo e ripeti l'operazione.
Ricorda che i due quarti vanno sgocciolati contemporaneamente e che, mentre eseguono lo sfregamento, le mani
devono tenere i quarti sollevati e un po' compressi l'uno contro l'altro.
23. Quando ormai esce poco latte, passa ai quarti posteriori e comincia col mungere il latte che è sceso nel frattempo. Poi metti i pollici nel solco fra i quarti davanti e i poste~
86
24. La seconda fase
fase della sgocciola tura si
propone di fare uscire il
latte che era rimasto nei
canali minori. I quarti
Fig. 47. - Prima fase della sgocciolatura
vanno sgocciolati uno alnel quarto posteriore destro. Sistema da
la volta e con ambedue
usare per mammelle penJenti e qualldo
il mungitore ha il polso rigido.
le mani. Si comincia con
con l'anteriore destro (vicino) cui seguono, nell' ordine: l'anteriore sinistro, il posteriore sinistro e il posteriore destro.
25. Quarto anteriore destro (fig. 48).
quattro dita
mano sinistra, in posizìone orizzontale, vengono poste nel
solco fra i due quarti di destra ed il pollice viene poggiato
alla mammella in posizione verticale. Le quattro dita della
mano destra vengono introdotte nella fessura tra i due quarti
davanti ed il pollice, allungato, aderisce verticalmente alla
mammella.
26. Il quarto viene sollevato un po' dalle
mani, le
quali devono esercitare anche una leggera pressione una con-
Il
striscia sul quarto, come nella
finchè il destro, che scenda dall'alto con movimento a vite, non abbraccia tutta la parte bassa della mammella e prosegue, fino ad afferrare il capezzolo e spremerlo,
mentre il pollice sinistro ritorna nella posizione di partenza.
Così di seguito finchè esce latte.
29. Nel quarto posteriore
stesso procedimento. La mano S1l11stra
dall'alto; poi la destra, con movimento a
porta nel capezzolo e lo fa uscire.
Figg. 50-51. - Seconda fase della sgocciolattlra nel quarto posteriore sinistro.
Fig. 48. - Seconda fase della sgocciolatura nel quarto anteriore destro.
Fig. 49. - Seconda fase della sgocciolatura nel q1/arto anteriore sinistro.
,,27. Nel quarto anteriore sinistro (fig. 49) il pollice della mano sinistra viene messo nella fessura tra i due quarti
di sinistra e il pollice della destra fra i due quarti anteriori,
mentre il resto delle due mani, rivolte in alto, aderisce alla
superficie della mammella. La manovra è uguale a quella per
il quarto anteriore destro, con la differenza che lo strisciamento è fatto dalle quattro dita, anzichè dai pollici.
28. Per sgocciolare il quarto posteriore sinistro (figg. 50-51),
il pollice destro va messo nella fessura fra i due quarti di sinistra, mentre il resto della mano poggia verticalmente.
La mano sinistra abbraccia ifr alto il quarto e striscia in
basso, trascinando giù il latte. Intanto la mano destra tiene
leggermente sollevata la mammella e poi sfrega e spreme il
capezzolo.
88
Fìgg. 52-53 - Seconda fa,-e deìla sgncciolatllra nel quarto posteriore destro.
ULTIMA FASE.
30. Appoggia la mano S1l11stra, trasversalmente, sulla faccia posteriore della mammella (fig. 54) e la destra sulla faccia anteriore e comprimi con delicatezza la mammella fra
89
due mam.
con la destra, esegui il solito sfregamento a vite sul quarto anteriore destro e spremi il capezzolo. Ripeti finchè esce latte.
Sempre con la destra esegui poi gli sfregamenti sul quarto anteriore sinistro, quindi sul posteriore sinistro e sul po. steriore destro.
Nelle diverse fasi della sgocciolatura, la mano che striscia
va progressivamente portata in alto, fin dove può arrivare:
strisciando, non deve mai perdere il contatto con la mammella.
siasi, ave resterebbero esposti
e
che sei disordinato.
33. Lavati poi accuratamente le mani, con l'ausilio
sapone, che sciolga il grasso. I residui del latte non nuocciono
solamente alla mammella, ma anche alle mani, perchè,
cidendo, corrodono la pelle e favoriscono la moltiplicazione
. microbi. Infatti i mungitori sporchi vanno facilmente soggetti ad infezioni alle mani: pus (marcia) sotto le unghie,
giradito, ecc.
F
55 - Terminata la sgocciolatura vanno tolte le gocce pendenti dai capezzoli,
Ig..
sfiorandoli col dor;o della mano. (Da Reis,r).
Fig. 54. - Ultima fase della sgoccio/attlra. La mammella viene pressata, con cautela, fra le due mani, poi i quarti vengono sfregati e si estrae ii latte residuo.
Mungifura di una mammella con solo tre quarti attivi.
31. Prima di lasciare la vacca, passa rapidamente il dorso
della mano sulla punta dei capezzoli, per asportare le gocce
eventualmente pendenti dai fori, poi scuoti la mano per far
scorrere via il latte (fig. 55). Se non le togli, queste gocce
richiameranno le mosche, trasportatrici di microbi, e potranno essere riassorbite e portare nell'interno germi e sporcizia.
32. Terminato di mungere, lava immediatamente i secchi. Riponi in luogo opportuno lo sbagello, il canovaccio e
gli altri attrezzi. Non gettarli alla rinfusa in un posto qual-
34. Immao-iniamo che una mammella abbia uno dei quarti
posteriori ina~tivo. Per non squilibra~la ancor di pi~ e per
far presto, mungerai con una mano 11 quarto postenore attivo e con la seconda un po' l'uno un po' l'altro i due anteriori. Quando il quarto di dietro non darà più latte, prose~
guirai coi due anteriori. In questo modo tutte due le mam
saranno sempre occupate.
Se fosse inattivo un quarto anteriore, mungerai con continuità l'anteriore e alternativamente i due posteriori e proseguirai poi con questi.
90
91
Arresto del flusso del latte.
35. Può capitarti che il flusso del latte si interrompa improvvisamente durante la mungitura. È un fenomeno nervoso provocato da qualche turbamento: dolore alla mammella, rumori ecc. Non te la prendere con la bestia, cerca
piuttosto di individuare e rimuovere la causa e di calmare
la vacca. Ripeti poi nuovamente il massaggio.
DOMANDE
1. Perchè conviene mettersi ben sotto la vacca? Che succede piegando i capezzoli? E stirandoli di lato?
2. Perchè sedendo sotto la vacca conviene mettere i piedi
piuttosto avanti? Ove deve stare il ginocchio sinistro?
Come va sostenuto il secchia? Perchè la schiena deve
stare eretta? Perchè la testa non deve poggiare contro la
vacca?
3. Quali quarti vanno munti per primi? E sé la mammella
fosse molto gonfia o sgocciolasse?
4-5. Quali danni provoca lo stiramento dei capezzoli?
5. Quali cause possono restringere il foro fra cister11a e
capezzolo?
6. Il mungitore deve agitare le braccia?
7. A che altezza va impugnato il capezzolo? 8. Impugnandolo basso, quali inconvenienti si verificano? 9. Ed impugnandolo alto?
lO. Come va serrato il dito pollice? Le unghie vànno rivolte
verso il capezzolo?
11. Come deve agire la mano, per mungere rapidamente e
col minimo sforzo? Le due mani devono stringere contem poraneamente?
12. Come det/ono essere gli spruzzi? Che cosa devono provocare nel secchia?
92
13. Come vanno stretti i capezzoli
e
primipare?
14. Come si impugnano i capezzoli corti?
15. Quando può convenire la mungitura «a pollice»? Come
è fatta?
16. In che consiste la mungitura «a stiramento »? Perchè è
molto dannosa?
17. Quando conviene sospendere la mungitura dei quarti davanti per passare ai posteriori?
18. Si devono sgocciolare solamente i capezzoli? Che altro
ancora?
19. Quanto latte può fornire la sgocciolatura? Perchè è importante sgocciolare a fondo?
20. Che si propone la prima fase della sgocciolatura? Si esegue un quarto alla volta?
21-22-23. Mostra, sulla mammella di gomma, la prima fase
della sgocciolatura.
24. Che si propone la seconda fase della sgocciolatura?
25 ...29. Mostra sulla mammella di
come va fatta?
30. Come si esegue l'ultima fase della sgocciolatura? 31. Perchè poi si deve passare il dorso della mano sotto i capezzoli?
32-33. Terminata la mungitura, che fa il mungitore accurato e pulito?
34. Come va munta la mammella avente un quarto posteriore inattÌtJo?
35. Che devi fare se il jiusso del latte cessa improvvisamente?
93
CONSERVAZIONE DEL lATTE E RECIPIENTI
freddamento riesce alquanto vantaggioso
posite esperienze hanno mostrato che
.
9.000 germi per centimetro cubo, dopo seI ore
zione ne conteneva: 25.000 solamente, se era tenuto a 15 gradi; 172.000 se tenuto a 25 gradi e ben 12.000.000, se conservato a 35.
la conservazione del
1. Il latte conviene portarlo al caseificio, od alla latteria,
appena munto. Durante la stagione calda, quando si debba ritardarne il trasporto, o quando il viaggio sia lungo, è opportuno raffieddarlo, per frenare la moltiplicazione dei
microbi e le conseguenti
alterazioni.
2. Per un raffreddamento notevole e rapido, esistono appositi raffredebtori,
che consentono anche l'arieggiamento del latte, il
quale disperde i gas della
stalla raccolti durante la
mungitura (fig. 56). Quando nel loro interno circoli acqua ghiacciata, questi
raffreddatori possono porhg. 56 .. Na/Jreddatore deL latte ad acqua
tare la temperatura dellatcorrente. Nell'interno del recipiente circola acqua fredda portata dal tubo; il
te a soli 3-4 gradi sopra zelatte, versato nel recipiente posto in alto,
ro, sospendendo cosÌ quasi
scorre in velo all'esterno, sulla superficie
ondulata. (Foto Vasari - Roma).
completamente ogni attività dei germi. Se invece vengono azionati con acqua fresca corrente, difficilmente fanno
scendere la temperatura sotto i 16-17 gradi; ma già questo raf94
Fig. 57. - L'abbeveratoio, od una vasca con acqua corrente, possono consentlre un
certo raffreddamento del latte. Bisogna mescolare dI tanto !il tanto .. I coperclll
non vanno chiusi, perchè devono poter uscire i gas della stalla assorbItl dal latte.
3. Un discreto raffreddamento si ottiene anche mettendo
i bidoni
una vasca, o nell'abbeveratoio, con acqua corrente (fig. 57). Conviene immergerli un po' inclinati (per faI:
uscire l'aria di sotto il fondo) e bisogna poi mescolare OgIli
tanto il latte, per portare alla parete quello più caldo
centro. I bidoni vanno tenuti coperti, ma non chiusi, così
da proteggere il latte senza impedire l'uscita dei gas.
Come devono essere i recipienti del lane.
I recipienti non razionali possono peggiorare la qualità
del latte.
9.5
4. I secchi e i bidoni non devono essere costrUItI m materiale che si lasci corrodere dal latte e dalle sostanze detergenti usate per lavarli; non devono ammaccarsi facilmente e
non devono richiedere frequenti riparazioni. La loro forma
deve eliminare le fessure e gli angoli stretti, che raccoglierebberu inevitabilmente del sudiciume pullulante 0i microbi.
5. È evidente che il comune secchio di ferro zincato usato per l'acqua è
del tutto .
per il
latte. Esse-ndo ruvido e
di una fessura
lungo la parete e di un
angolo stretto tra parete
e fondo, è difficile pulirlo
bene; lo zinco che
veste è corroso dalla soda; essendo fatto con lamiera sottile si ammacca
Fig. 58. - Secchio schiacriato e con orlo
facilmente e allora lo zinsporgente, per
sulle Cosce. È più
co si solleva e bscia scocomodo e
di quello tondo.
perto il ferro (che arruginisce e trasmette cattivo sapore al latte) e forma rifugi per sudiciume e microbi.
6. I secchi migliori sono quelli in acciaio inossidabile,
perchè molto resistenti alla corrosione, di facile pulizia, di
lunghissima durata e non richiedenti stagnature. Peccato che
siano costosi.
7. Buoni sono anche gli appositi secchi di ferro stagnato,
senza giunture, con parete spessa, fondo concavo e con angolo arrotondato. Devono essere ben rivestiti di stagno e presentare una superficie liscia ed uguale (fig. 60).
8. I secchi in alluminio (puro od in lega) sono leggeri,
ma facilmente corrosi dalle sostanze detergenti e moltissimo
dalla soda.
9. Per quan:·~ riguarda la forma, sono comodi i secchi
96
schiacciati e provvisti
un
sulle cosce (fig. 58). Essi non
le aambe - il che consente al mungitore un
appo;gio - e non occorre tenerli stretti: Inoltre, arri\':mdo
più avanti, raccolgono meglio il latte, ~vltand? che ne ~enga
proiettato in terra, e non inducono a pIegare 1 capezzolI.
Fig. 59. - Bidone con parete sottile e difficile da .pulire (a
nale: robusto, liscio, con angoli arrotondatl e bocca larga
Bidone raziodestra).
Nella scelta del secchio non farti guidare da una sbagliata
economia: rivolgiti ad un commerciante onesto e chiedigli
una buona marca.
lO. I bidoni da trasporto debbono avere gli stessi requisiti dei secchi: dunque niente bidoni di latta zincata, con
fessure, angoli e bocca stretta, come quello de1la fig. 59, che
rendono la pulizia pressochè impossibile; bensì bidoni robusti, in materiale resistente alla corrosione, con la bocca
larga e raccordata, senza angoli nel fondo.
11. Non usare secchi e bidoni arruginiti, perchè sono difficili da pulire e impartiscono al latte sapore metallico. Ap-
97
pena un recipiente mostra il ferro,
gherai moltissimo la durata.
Come vanno
ristagnare: ne allun-
i recipienti.
12. La pulitura dei recipienti dev'essere accurata, perchè
gli eventuali residui farebbero pullulare microbi, che poi
infetterebbero il latte.
un detersivo-disinfettante economICO, come: il
il Denocian. ecc.
14. Fra ~na mungitura e l'altra, i reClplentÌ vanno conservati in ambiente pulito: la camera del latte, dove esiste.
Durante la buona stagione, si possono tenere anche all'aperto.
Bisogna tenerE capovolti, perchè asciughino rapidam.ente e
non raccolgano polvere (fig. 60). L'acqua che restasse in fondo favorirebbe un'intensa moltiplicazione di germi, sui residui di latte rimasti.
DOlilA
DE
1. È opportuno ritardare la consegna del latte? D'estate,
Fig. 60. - I recipienti vanno conservati rovesciati pcrchè asciughino rapidamente
e non raccolgano polvere. D'estate possono essere tenuti all'aperto, ma all'o>11bra.
13. Il lavaggio va eseguito appena terminato l'uso per
evitare che, seccando, il latte renda assai più difficile la pulitura. Conviene eseguire un primo lavaggio con acqua fredda, poi un secondo con acqua ben calda, che asporti il grasso
ed i-nfÌne sciacquare con acqua fredda potabile (bevibile).
Facilita un'accurata pulizia l'aggiunta, all'acqua calda, di
J
98
che va fatto quando non si possa consegnarlo subito?
2. Quali apparecchi raffreddano rapidamente il latte?
.
3. Per ottenere un certo raffreddamento, dove vanno me.w
i bidoni? Perchè bisogna lasciare il coperchio fessurato?
4. Quali caratteristiche debbono avere i recipie17ti per il
latte?
5. Perchè il secchio di ferro zincato è del tutto inadatto?
6. Qual è il materiale migliore per i secchi? 7. Qu~lh appositi di ferro stagnato vanno bene? 8. E quellt dI alluminio?
9. Perchè S0110 comodi i secchi schiacciati?
lO. Quali requisiti devono avere i bidoni?
Il. Perchè il ferro non deve restare scoperto?
12. Perchè bisogna curare la pulizia dei recipienti? 13. Perchè conviene lavarli subito? Come?
14. Dove vanno canseri/ati i recipienti? Perchè bisogna tenerli rovesciati?
7, - SIRRI~ Pratica della
111
ì1ì1::rf ...·nra.
99
PER CONSERVARE SANA LA MAMMELLA
4. A questo punto
ture e le frustate
lasciano
la pelle, le corna e le orecchie sono
Invece
febbre, la temperatura è più bassa del normale ed è questo un
segno caratteristico per il riconoscimento del collasso.
Guardati dal somministrare vino, o caffè, nell'intento
rianimare la bestia: potrebbero andare nei polmoni e determinare una polmonite.
. In ~uesto capitolo riporto alcune notizie sUI pm comuni
dIsturbI della mammella. Bada che non
faccio per indurti
a sostituire il veterinario, bensÌ perchè tu possa evitare meglio le malattie stesse, riconoscerle al loro insorgere e appli-'
care con convinzione le cure prescritte dal tecnico.
. Oggi ~n bravo veterinario merita molta fiducia, perchè la
SCIenza glI ha messo a disposizione molti mezzi efficaci.
Collasso puerperale.
!.
Il co11a.sso pue~perale colpisce soprattutto le migliori
lattlfere a regime stallmo ed abbondantemente nutrite. È chiamato anche «paralisi vitellare », o «febbre del latte ». Segue
generalmente
un parto facile ed una prima muno-itura
ese•
b
gmta troppo presto ed a fondo.
2. Dopo il parto, entrando improvvisamente in funzione,
la mammella asporta dal sangue il calcio. Se l'organismo non
riesce a rimetterne subito in circolazione dell' altro, si ha uno
squilibrio che determina il collasso, e, se non si interviene
la vacca può morire.
'
3. I primi sintomi (segni) possono manifestarsi dopo qualche ora dal parto, oppure l'indomani o dopo due o tre giorni.
Sono molto evidenti e puoi riconoscerE facilmente. La vacca
cessa bruscamente di mangiare e di ruminare e diviene indifferente a quanto la circonda, perfino al vitello. Se viene fatta
camminare, è titubante e vacilla. Qualche ora dopo la comparsa dei primi segni, la vacca si adagia, con la testa piegata
sulla spalla, e sembra dormire profondamente (fig.
100
Fig. 61. - Atteggiamento caratteristico di una vacca colpita da collasso puerperale.
(Da Roder).
Devi provvedere appena
i pnml smtomi.
5. Se puoi avere sollecitamente il veterinario, affidati a lui.
Oggi esistono medicinali (gluconato di calcio e adrenalina, o
altri prodotti) che evitano la necessità di gonfiare la mammella, provvedimento efficace, ma non sempre privo di complicazioni.
6. Se invece l'intervento del veterinario richiedesse tempo,
devi arrestare la produzione
latte (e quindi la sottrazione
di calcio al sangue), esercitando una pressione sul tessuto
ghiandolare, mediante insufflazione di aria nella mammella.
7. Prendi una
da capezzolo (fig. 62) e togli even101
tualmente ad essa il beccuccio; altrimenti userai un cannello
di penna d'oca, al quale praticherai un foro laterale, un
po' sopra la punta. Prendi una pompa da bicicletta, col tubetto di bo-omma orivato del beccuccio metallico terminale e
mettila assieme alla cannula (od al cannello di penna) a
bollire nell'acqua per dieci minuti. Mentre questi attrezzi si
disinfettano, senza sollevare
polvere, pulisci la parte posteriore della posta e lava accuratamente la mammella
con acqua e sapone, o, meglio, con acqua e creolina al
3 per cento, od altro disinfettante. Asciuga con un canovaccio pulito e mungi a
fondo.
Lavati le mani con cura e disinfettale con alcole,
benzina od altro.
Fig. 62.
Taglianervetti e di8. Togli la pompa dalCannule da capezlatatore del capezzoli.
zolo.
l'acqua, sfila
stantuffo e
introduci
fondo ad essa
un batuffolo di bambagia tolto allQra dal pacchetto, che serva da filtro dell'aria, e rimonta la pompa.
9. Stendi sotto la mammella una tela di bucato, onde evitare che aualche attrezzo abbia a cadere tra la lettiera. Ad
uno dei c;pezzoli inferiori (immagino la vacca coricata) applica la cannula (oppure il cannello di penna, che introdurrai
per la punta), infilavi il tubetto e pompa aria finchè la pelle
sia ben tesa, ma senza esagerare. Per favorire la diffusione
dell'aria nel tessuto ghiandolare ed evitare lacerazioni interne, pompa adagio e massaggia il quarto man mano. Opera
nello stesso modo sull'altro quarto' posto in basso e poi sui
due superiori: lascia quindi la vacca tranquilla, con la testa
sollevata.
Normalmente l'aria è trattenuta spontaneamente dal~
102
1:1 mammella; se però uscisse,
con un anello largo
gomma, oppure con un nastro stré'tto
moderatamente; mai con dello spago. Entro
ore,
momentaneamente la legatura per evitare lesioni.
11. Generalmente dopo un'ora o due dall'insuffinione,
qualche volta più tardi, la bestia si rialza ed appare gU3.rita.
Ad evitare una ricaduta, togli l'aria solo quando la vacca
sembra ben ristabilita. Il veterinario potrà consolidare la guario-ione
entro una vena - 250 grammi di gluO::>
, inoculando conato di calcio. L'iniezione è bene ripeterla.
12. Riprendi la mupgitura dopo sei, al massimo. dodici
ore ma estrai solamente metà del latte. La produzlOne n"
.
prenderà poco alla volta nei giorni seguentl.
.
c~lClo, ,raraSpecialmente se si è inocul~~o gluc~nato
mente il collasso si ripete. Se CIO avvemsse, esegm senz altro
una nuova insuffiazione d'aria.
13. Il pomp3ggio
aria presenta un pericolo: l'infe~tamento della mammella (e quindi l'insorgere
una mastlte)
ad opera dei microbi trasportati dalla polvere. Qualora tu non
possa rimetterti completamente al vet~fll~ano, op~ra dunque
con molta pulizia: usando le precaUZIOni suggente.
14. Per rendere meno frequente il collasso puerperale:
somministra alle buone lattifere 50-80 grammi
sali
rali al giorno (fosfato
calcio o fosfato e carbo:lato di cal~i~)
anche durante il periodo di asciutta; sospendi la sommmlstrazione di farine negli ultimi giorni
gravidenza; assicura
un po' di moto giornaliero e, soprattutto, non mungere a
fondo subito dopo il parto. S.olame~te dopo 5 o 6 ore
una mungitura leggera, che npeteral due o tr~ volte ~elle
24 ore. n secondo giorno togli metà del latte; 11 terzo 1 tre
quarti; poi sempre tutto.
Congestione della mammella
(li
edema da parto.
15. Diversi giorni prima del parto, la mammella delle
primipare e delle buone lattif~re sp~sso. si. gonfi~ e
rossa e tesa. Ciò dipende da dlfficolta d1 C1rcolazlOne provo-
103
cate
pieno. Il gonfiore dovuto agli «umori» può
estendersi fin sotto il ventre e risalire fra le cosce. Premendo
la parte rigonfia, resta l'impronta delle dita come sulla pasta
di farina.
16. Quando la congestione è molto accentuata la bestia
soffre. Solo in questo caso può convenire una parziale mungitura già prima del parto,
dalla quale altrimenti ti asterrai, perchè può far nascere il vitello
anticipo
17. Applica alla mammella
degli impacchi di acqua calda, sostenuti da una benda
che passi sopra la schiena.
Se disponi di una pompa irroratrice per le viti, invece
degli impacchi, fà delle docce. Lava bene la pompa, e
spruzza la mammella con un
getto fine di acqua calda.
Fig. 63. - Apparrrdiù) di Evers, per
,offiare aria entro la mammella.
Asciuga bene con una tela
pulita ed esegui poi ripetuti
leggeri massaggi. È utile anche qualche passeggiata, che attivi la circolazione del sangue e della linfa. 18. Quando c'è la
congestione, distribuisci solamente foraggi secchi ed escludi
le farine.
19. Qualora la vacca avesse la febbre, è opportuno somministrare qualche pastiglia di sulfamidici, che prevenga l'infezione. Poichè i sulfamidici vanno scelti a· proposito e usati
con criterio, consulta il veterinario. Se non c'è febbre non
ti preoccupare.
20. Sempre, ma specialmente quando
l'edema, evita
di bagnare la mammella col latte; potrebbe coprirla di ragadi.
È invece opportuno ungerla col Mungosan.
(1) L'os,ìtocina messa in circolo dalla mungitura provoca contrazioni dell'utero.
104
Capezzolo senza foro
(I
col foro STretto.
21. Qualche volta il foro del capezzolo è
sottile membrana. Chiama il veterinario, perchè la perfori,
mediante l'introduzione di una cannula da capezzolo, preventivamente sterilizzata. La cannula va lasciata in posto per
qualche ora. Il risultato non è sempre favorevole, perchè possono costituirsi delle aderenze.
22. Qualora il foro mancasse completamente, il veterÌnapuò farlo usando un taglianervet~i (fig. 62) e.d applic.ando
poi al foro un apposito stiletto medICato, che bIsogna nnnovare ad ogni mungitura.
23. Essendo molto opportuno perforare i capezzoli quando
non occorre mungere, abbi l'avvertenza di controllarli un
mese prima del parto, strizzando un po' di ~olostr~.
.
24. Talvolta il foro esiste, ma la mungltura nesce faticosa, perchè il muscolo che ~o ~irconda ,. sfintere) è contratto. Si potrebbe tentare dI nmuovere l ~nconven~ente sezionando il muscolo circolare con un taghanervettl, ma la
ferita ben presto cicatrizzerebbe, restringendo nuova.rnente il
foro. Perciò è preferibile la dilatazione forzata, mechante appositi dilatatori metallici (fig. 62) .. I~ di~atat?re, ~opo essere
stato sterilizzato, tenendolo per dIeCi ml11utl nell acqua bollente, va introdotto delicatamente nel foro del capezzolo,
preventivamente lavato e disinfettato. SI usano succeSSlVamente dilatatori di differente grossezza, così da allargarlo
progressivamente nel giro di qualche giorno.
"
Ragadi e foruncoli.
25. La distensione deHa pelle determinata dall'edema da
parto e, in minor misura, quella d~vuta ad una elevata produzione, possono provocare delle pICcole s~r~polature supe~­
ficiali dette ragadi. Queste ragadi sono pOI mfettate da microbi che aggrediscono i tessuti ed allora arrossano e ~rodu~
cono marcia (pus). A volta i germi penetrano entro 1 pon
deìla pelle e determinano dei foruncoli.
26. L'insorgere e il rapido diffondersi delle raaadi e dei
foruncoli è favorito moltissimo dalla pessima abitudine di
bagnarsi le mani col latte e di spargerne sulla mammella.
27: .~urante il massaggio e la mungi tura, specialmente se
esegmtl m modo brusco e tirando, le ragadi ed i foruncoli
provocan? molto .dolore: perciò le vaccine respingono il vitello ed Il n:-ungI~ore e trattengono il latte. Ne può deriv~re una rapIda dIscesa della produzione ed anche inaorghi
dI latte e mastiti.
b
. Le ragadi ed i foruncoli sono assai più dannosi di quanto
creda} anche perchè mettono le vacche contro il munaÌtore. 28. Impedisci dunque che si formino, mungendo asci~t­
to -. oppure usando un apposito grasso -, evitando stiramentI e tenendo pulite le mammelle.
29. Non trascurarne la cura qualora si manifestassero. Rinn~va spes~o la lettiera; lava la mammella e le piaghette con
aCldo .bonco, asciuga a pressione, usando una tela morbida,
e ~~gl ben: con len~mento oleo-calcare o con pomata sulfa.
midica .. Se 11 ?olore e forte, usa vaselina borica col dieci per
cento dI cocama e sospendi la mungitura, estraendo il latte
~on una cannula da capezzolo. Devi bollirla preventivamente
1~ .acqua per dieci minuti ed usarla poi con attenzione e pulIzIa. Una cannula da capezzolo dovrebbe trovarsi presso tutte
le stalle. Va conservata in bambagia.
S1
Vaiolo e papillomi della mammella.
30. Il vaiolo della mammella si manifesta con nodosità a
larga base che si avvertono nello spessore della pelle. Sono
grosse co:ne u~ uovo di piccione od una noce e vengono a
suppurazlOne 111 3-4 giorni, spesso spaventando il vaccaro.
Nel punto in cui si aprono si forma poi una crosta.
31. La malattia guarisce facilmente, ma non bisogna trascurarla, perchè i mungitori possono facilmente diffonderla
alle altre. mammelle,. e perchè può propagarsi alle persone
non vacc111ate contro Il
i bimbi specialmente. Bisogna
tenere una lettiera pulita e
SI
che si aprono,
32. l
. A volte, sui capezzoli
piccole escrescenze grosse come un chicco di miglio, le quali,
riunendosi, formano dei piccoli grappoli che
il
mnngitore e la vacca. Con gli stiramenti irrazionali della
mungitura, o ad opera del vitello, essi si lacerano e sangumano.
33. Poichè i papilloni sono trasmessi facilmente dalle mani dei mungitori, conviene farli cauterizzare (bruciare) con
nitr:lto d'argento od altro, appena compaiono in una vacca.
I piccoli papillomi isolati e filiformi, li ho visti cadere
con l'uso del Mungosan.
Confusioni e ferite.
34. Contusioni e ferite si verificano specialmente nelle
mammelle voluminose e cadenti e particolarmente quando
le vacche sono fitte e la lettiera è scarsa o grossolana. Possono
essere provocate anche da colpi violenti del vitello e da urti
al pascolo o nel recinto.
35. Quando si tratti
contusione leggera, è sufficiente
che tu, mediante pompa, irrori frequentemente la mammella
con acqua tiepida contenente il tre per cento di acido borico.
Altrimenti applica degli impacchi tiepidi con detta soluzione,
sostenuti da una benda che passi sulla schiena.
36. Se trattasÌ di contusione grave, applica degli impacchi
tiepidi, usando bambagia di seconda qualità (la tela procurerebbe troppo dolore), impregnata di soluzione basica di
acetato di piombo (un cucchiaio per litro d'acqua); oppure
spalma la mammella con pomata all'ittiolo.
37. Le ferite leggere lavale e disinfettale con permanganato all'uno per mille, o con alcole, e coprirle con polvere
sulfamidica, o con pastiglie sulfamidiche sfarinate accuratamente.
38.
mancanza di meglio - usando una bottiglia -
107
sfarina
e
salicilico e prissrili ad uno
staccio
accuratamente un cucchiaio delle due
polveri e
sulla ferita, lavata come ho detto sopra.
La soluzione di permanganato va preparata di volta in
volta, perchè perde rapidamente la proprietà disinfettante.
Non usare assolutamente il sublimato corrosivo, perchè velenoso ai bovini.
39. Per le ferite profonde e lacerate chiama subito il veterinario e fa, con scrupolo, quanto prescriverà, per evitare
gravi complicazioni: mastite, suppurazione, ecc.
40. Se dalla ferita esce latte, non è facile rimarginarIa.
Tieni la parte molto pulita, proteggendola con un sospensorio di tela fina e lavandola spesso con soluzione di acido
borico o di acqua ossigenata. A lattazione terminata, il veterinario favorirà la cicatrizzazione, ravvivando i margini della
ferita e cauterizzandoli con pietra infernale (nitrato d'argento).
Catarro della mammella.
41. È una malattia assai frequente che però sfugge spesso
al vaccaro, perchè non provoca nessun cambiamento esterno
della mammella. Consiste in una infiammazione alla parete
della cisterna ghiandolare e dei canali lattiferi, provocata generalmente da raffreddamenti o da sgocciolature incomplete.
Il latte del quarto ammalato contiene catarro e «stoppini »,
è bluastro, acquoso, salato. Osservando ogni volta i primi
spruzzi, potrai accorgerti subito del catarro della mammella.
42. Devi allora mungere molto spesso, con delicatezza ed a
fondo. Generalmente basta questo ad ottenere una rapida
guarigione; altrimenti ricotrerai alla «penicillina», che è
molto efficace, introdùcendola nell'interno del capezzolo, mediante un tubetto con cannula (fig. 64).
Tolta la cannula, prendi la punta del capezzolo fra due
dita e con l'indice ed il pollice dell'altra mano, sfregando,
spingi in alto la penicillina. Completa 1'operazione massaggiano la mammella dal basso all'alto.
108
nei quarti amm:tlati. Va poi spinta in
massaggiando.
n latte
col catarro non metterlo in commercio: usalo per
i vitelli ed i maiali. 43. Dopo la medicazione con penicillina,
anche se il latte è tornato normale, per qualche giorno consegnalo al caseificio in recipiente a parte, perchè i residui della
penicillina distruggerebbero i microbi caseari.
Mastite.
44. La mastite è una malattia dannosissima, perchè
strugge il tessuto ghiandolare, perchè si propaga con grande
facilità, perchè determina la produzione
latte
ai
consumatori
ai caseifici e perchè può restare lungamente
nascosta.
45. Stai sempre all' erta contro la mastite:
109
qu;mdo sono .
Cause. Certe mastiti possono derivare da contusioni e
rite alla mammella o dall'arrivo in essa di sostanze irritanti.
.Ma anche queste
non
complicate da microbi infettivi. 46.
le mastiti dipendono da
cui aggressione è favorita
stenza dei tessuti mammari.
47. Fra le cause predisponenti (che devi evitare) vanno
ricordate: le ferite; i ristagni di latte; la mungitura a stiramento; il lasciar salire i succhia capezzoli
delle muncritrici'
.
b'
l'asciugamento - a fine lattazione - mal fatto; i colpi d'aria;
la somministrazione di foraggi alterati, riscaldati in mucchio
e di farine date in eccesso e sovraccariche di sostanze azotate.
48. I microbi delle mastiti possono essere portati alla mammella dal sangue, quando nell'organismo vi siano dei focolai
infettivi, come. nel caso di metriti, mancato secondamento.
malattie intestinali, ecc. .Ma nella maggior parte dei casi,
microbi infettivi arrivano dall'esterno, e sono portati nel foro
del capezzolo dal mungitore che usa bagnarsi le mani col
latte, quando prima abbia munto un quarto infetto. In maniera analoga, questi microbi sono diffusi: dai succhia ca pezzoli delle mungitrici meccaniche; dai vitelli che passano da
vacca a vacca; dalla posta e dalla lettiera sporche, specialmente quando si usi gettare in terra del latte; dall'impiego
incauto di cannule da capezzoli; dalle mosche che vanno à
succhiare le gocce di latte sporgenti dal foro dei capezzoli.
49. Entrati nel capezzolo, i microbi - che sono capaci di
« nuotare» nei liquidi - possono risalire fino alla cisterna
ghiandolare ed allo sboèco dei maggiori canali del latte. Qui
si insediano aggredendo i tessuti e così formano il «focolaio
d'infezione », il quale certe volte divampa in una masLite
i
110
acuta (che
portare a morte la
assume la forma cronica e si allarga
arresto. Per questo motivo è generalmente
cisterna che il mungitore nota i primi
Il tessuto ghiandolare distrutto dai germi viene
.
tessuto connettivo: perciò i quarti gravemente ammalau
diventano grossi e duri.
.
.
Scoperta della malattia. 50. Nella forma ac~ta, 1 qu~rt1
ammalati sono arrossati, gonfi, caldi e doloranti, per C~l le
bestie si acritano quando viene toccata la parte. La produzlOne
del quart~ o dei quarti ammalati è ridotta ed il latte si ~re­
senta acquoso, con strisce di sangue ed anche con matenale
denso , baiallo e deali
«stoppini»: ed è salato.
b
.
d
51. Poi la fase acuta passa, l'infiammazlOne scompare e
il latte sembra normale, illudendo l'allevatore che la mammella sia guarita. Ma la guarigione spontanea non .avvzene
quasi mai: la malattia ha assunto una fon~a .cron~ca, che
potrà riacutizzarsi
tanto
tanto, quando 1 mICrobI aggrediranno nuovi tessuti.
52. Quando la mast~te assume .and~mento .cronico
,
dal principio può sfuggIre per ,meSI aH osserv~zlOne perche
la mammella non è gonfia, non e dolorante ed 11 latte sem~)ra
normale. Ciò è molto pericoloso alle altre vacche, speCialusa bacrnarsi
le mani col latte. •
b
b
me nte se il muncritore
53. Quando la mastite è pronunziata, fra una ~un~?tur~
- 1 COS1
e l 'altra , il latte forma dei bcrrumi e dei filamentI
Il .
detti «stoppini» - che si depositano in fondo a a. Clsterna,
per cui escono specialmente all'inizio de~la ~~ngltura ..
potrai quindi osservarli nel barattolo per 1 pnIlll SpruZZI.
caso dubbio sovrapponi un colino a rete molto fitta, sulla
quale gli stoppini resteranno attaccati. ..
..
. .
Sempre, nel caso di dubbio, raccogh Il pnmo latte del sm~
goli quarti in quattro diversi bicchieri, .per osservarlo dop?
qualche ora. Se un quar+o è a~malato: 11 s~o ~atte assumer~
un aspetto diverso da quello del quartI sam, diVentando gngiastro, bluastro, acquoso, con sedimento.
.l.
111
diffuso ormai, è quello con la
porta quattro dischetti gialli, su ciascuno dei.
si fa cadere qualche goccia di latte dal capezzolo corrIspondente. I quarti sani danno un colore o-iallosporco spiadito (tavola a colori). Se un dischetto diventa bverde
0, peggio, se diventa bleu, o se resta o-ia11o vivo il latte
,
.
b ,
e anormale, probabllmente a causa di una malattia: mastite
o tubercolosi
La prova non vale per il latte contenente colostro e per
mamm~lle che stanno per asciugare. Le cartine vanno protette dal gas della stalla, tenendole entro un libro, prima dell'uso, e portandole poi fuori subito, se si vogliono conservare.
La lotta. La lotta contro la mastite va iniziata immediatamente. 55. Non limitarti a curare il soggetto che è risultato
ammalato, ma chiedi al veterinario di controllare - con ricer~he sul latte, - l'eventuale esistenza di soggetti con malattIa nascosta. E facile ce ne siano altri.
56. Tutte le vaccine ammalate o sospette rriettile in fondo
alla sta!la ed affidale ad un vaccaro apposito, oppure mungile
p~~ ultl~e,. usando la massima pulizia. Provvedi a frequenti
~lsmf.ezlOm della posta e del canaletto. 57. Il latte dei quarti
mfettl gettalo nel pozzetto chiuso della concimaia; non spargerlo per terra e non lasciarlo esposto alle mosche.
. 58: Per una cura efficace, conviene accertare quale specie
dI mICrobo ha provocato la malattia. L'agire alla cieca può
compromettere 1'esito della cura, e così pure l'usare malamente certi medicinali. Perciò ti consiglio di ricorrere al veterinario. Quando .1a mastite dipenda da streptococchi (è il caso più frequente) serve ottimamente la «penicillina », inoculata entro il capezzolo e poi spinta in alto massaggiando (figura 64).
Quando la ricerca del microbo infettivo non è stata fatta
SI consiglia una mescolanza di «penicillina» e «streptomi~
(1) La cartina di KLOZ indica una anormale reazione del latte: aicalinità o
acidità. È una indicazione molto utile, ma non din10stra l'effettiva esistenza della
mastite. Occorre il controllo microbico.
112
cina ». L'associazione permette
di microbi ed aumenterebbe l'efficacia dei due
Per gli stafilococchi viene usata anche 1'« aureomicin:l ,)
l'uso di questi medicinali bisogna attenersi
alle istruzioni delle ditte produttrici.
59. Per alcuni giorni il latte dei quarti curati contiene
parti del medicamento: ai caseifici va consegnato in recipiente a parte.
60. Per difendere la stalla dalla mastite, non acquistare
vaccine senZa controllo approfondito della mammella, tieni
una lettiera pulita, mungi in modo razionale e pulito, evita
le cause predisponenti già indicate, elimina inesora.bilmente
le vacche inguaribili. Non tenere la stalla sotto la minaccia
. una vacca con mastite.
Tubercolosi della mammella.
61. Nella maggior parte dei casi, la tubercolosi della mammella è provocata da microbi già insediati in altri organi,
portati alla ghiandola dal sangue. Più raramente, questi microbi penetrano attraverso il canale del capezzolo. _
62. La tubercolosi della mammella generalmente si manifesta in uno o due quarti; raramente
tutti. Sviluppa quasi sempre lentamente: per alcune settimane il latte sembra
normale, poi, poco alla volta, diventa bluastro, quindi acquoso, fioccoso e con grumi; spesso anche vischioso. I quarti
ammalati rigonfiano gradualmente e il tessuto ghiandolare
diventa duro e più o meno nodoso. Caratteristico è l'indurÌmento della ghiandola linfatica interessata.
È difficile che il mungitore possa scoprire la malattia all'inizio. Spesso però lo stato dell'animale mette in sospetto.
63. La visita del veterinario o la inoculazione di tubercolina,
può allora dire se la bestia è ammalata o meno, ed il controllo del latte al microscopio mostra se questo è infetto e
quindi pericoloso ai vitelli e all'uomo stesso.
Non vi è cura: bisogna macellare la vacca.
Per evitare
mammella.
grave danno provocato dalle malattie
usa queste precauzioni:
Fortifica le vacche e fendile più resistenti ai raffreddamenti, portandole spesso all'aperto, preferibilmente al pascolo e tenendo piuttosto bassa la temperatura della stalla durante l'inverno.
Assicura un continuo regolare ricambio dell'aria, onde gli
animali non sudino d'inverno e respirino sempre aria sana:
ossigenata, priva di gas dannosi, non troppo umida. Evita
che le m.ammelle siano investite
correnti d'aria.
Non tenere le vacche troppo fitte: riposerebbero male e
potrebbero pestarsi le mammelle.
Evita un eccessivo raffreddamento del corpo e coliche intestinali, facendo bere le vacche in più volte. Se l'acqua fosse molto fredda, aggiungine di calda; ma non tropp~: deve
restare fresca.
Cerca di tenere le mammelle pulite ed asciutte, assicurando una posta senza buche ed una lettiera sufficiente e rinnovata spesso, specialmente durante il parto.
Durante il parto e nei giorni seguenti, la mammella è
molto esposta ad infettarsi. Lava con acqua tiepida le parti
del corpo insudiciate dal parto e dal secondamento. Lava pure spesso il pavimento della posta, con soluzione disinfettante
priva di odori.
Non bagnarti le mani col latte e non stenderne sulla mammella. Se ti rincresce di mungere con la mano asciutta, usa il
grasso da mungitura.
Non sgocciolare latte nella posta.
Tieni rasate le unghie e non tirare i capezzoli. Mungi con
mani pulite.
mungitura. Salvo i primi tre giorni,
Rispetta l'orario
mungi a fondo, sgocciolando bene. Cerca di mungere tre volte al giorno le vacche molto lattifere.
114
ImmeQualora il latte non uscisse
diatamente, usando una cannula
Evita le razioni eccessivamente ricche di sost::mze azotate,
che favoriscono il sorgere e l'acutizzarsi delle mastiti.
o
ANDE
COLLASSO PUERPERALE.
1. Quali vacche sono maggiormente esposte al collasso puerperale? 2. Da che è causato? 3-4. Come si manifesta?
5. Esistono medicamenti per la cura del collasso?
6. Perchè serve il pompare aria nella mammella? 7. Quale
attrezzi occorrono? Come si disinfettano? 8. Perchè conviene mettere della bambagia in fondo alla pompa?
9. Quali quarti vanno gonfiati per primi? Come si favorisce
una regolare diffusione dell'aria?
10. Come vanno eventualmente legate le punte dei capezzoli?
Il. Che prodotto conviene iniettare alla vacca?
12. La bestia che si è rimessa, dopo quanto tempo va munta?
A fondo?
13. Quale pericolo presenta il pompaggio di aria?
14. Quali precauzioni rendono meno probabile il collasso?
EDEMA.
15. Quali cause determinano il gonfiore della mammella prima del parto?
16. Perchè, come regola, non si deve mungere prima del
parto?
17. Come si cura l'edema? 18. Quali alimenti van dati ai soggetti con 1'edema? 19. Che medicinale conviene somministrare se c'è febbre?
20. È opportuno bagnare le mammelle gonfie col latte?
che conviene ungerle?
CAPEZZOLO SENZA FORO o COL FORO STRETTO.
21-22. Come vanno trattati i capezzoli senza foro?
115
t
controllati prima del parto?
24. Come si può tentare di allargare il foro dei capezzoli?
R.t\.GADI E FORUNCOLI.
25. Come si formano le ragadi ed i foruncoli? 26. Che cosa
ne favorisce moltissimo l'insorgere e la diffusione? 27.
Perchè sono molto dannosi?
28. Che devi fare per ridurre la comparsa delle ragadi? 29.
Come vanno curate?
VAIOLO E PAPILLOMI.
30. Come si presenta il vaiolo? 31. Pere/Il: va curato subito?
In qual modo?
32. Come si presentano i papillomi? 33. Perchè conviene eliminarli subito? Come?
CONTUSIONI E FERITE.
34. Quali mammelle sono più esposte a contusioni e a ferite?
35. Come si curano le contusioni leggere? 36. E quelle gravi?
37-38. Come vanno trattate le ferite leggere? 39. Chi deve
curare quelle gravi?
40. Che va fatto se una ferita lascia uscire il latte?
53. Nel quarto
54. Come si usano le cartine di Kloz?
55. Quando si scopre una
con
viene controllare le altre?
56. Dove vanno messe le vacche con mastite? 57.
usato
il latte dei quarti infetti?
58. Per una cura efficace, quale accertamento conviene fare?
La cura mal fatta che può determinare?
59. Perchè il latte dei quarti curati, per
giorno, è
dannoso ai caseifici?
60. Quali precauzioni vanno prese per difendere la stalla dalle mastiti?
TUBERCOLOSI.
61. Da dove provengono i microbi che provocano la tubercolosi della mammella? 62. Come sviluppa La malattza?
63. Quali controlli consentono di scoprire la tubercolosi ed il
latte infetto? Esiste una cura?
Indica le precauzioni da usare per ridurre le
mammella?
CATARRO DELLA MAMMELLA.
Da de dipende il catarro? Quali cause lo favoriscono?
42. Come si cura?
43. Perchè il latte dei quarti curati con penicillina va consegnato ai caseifici in recipiente a parte?
MASTITE.
44. Perchè la mastite è dannosissima? 45. Perchè occorre scoprirla sollecitamente?
46. Chi provoca la mastite? 47. Quali cause la favoriscono?
48. Per quali vie i microbi della mastite arrivano entro la
mammella? Come può diffonderli il mungitore?
49. Perchè i primi indurimenti provocati dalla mastite generalmente compaiono attorno alla cisterna?
50. I quarti colpiti da mastite acuta come si presentano? 51.
Passata la fase acuta, la mammella è guarita?
52. La
cromca è facile scoprirla all'inizio?
116
117
LA MUNGITURA MECCANICA
mungitrici moderne - frutto di oltre un secolo di
e
perfezionamenti - oltre a risparmiar lavoro, operano
modo soddisfacente.
usato
Esse estraggono il latte in modo più simile a
dal vitello che non la mungi tura a mano e - quando siano
tenute con cura - forniscono latte più pulito C).
Dunque le mungitrici meccaniche meritano di essere prese in considerazione.
Le mungitrid meccaniche meritano di essere diffuse.
Allorchè comparvero le mungitrici meccaniche, sorse la
speranza di poter, finalmente, alleviare la dura fatica dei mungitori. Ma, purtroppo, queste sorprendenti macchinette in
Italia non si sono diffuse; anzi sono tornati alla muncritura
b
a mano anche molti di coloro che le avevano adottate.
Meritano di essere diffuse? E perchè i mungitori delle
grandi vaccherie le osteggiano?
Amico mungitore, desidero discutere con te questo problema perchè, a mio parere, dovrebbero essere proprio i vaccari a richiedere le mungitrici, per sgravarsi del lavoro più
pesante e non dover tenere, per ore, la faccia contro il v~n­
tre in sudore delle bovine.
1. Nei più svariati lavori, all'inizio, le macchine vennero
osteggiate, da chi temeva provocassero disoccupazione. Si sono però affermate in tutti i campi, ed oggi i lavoratori le considerano provvidenziali, perchè riducono notevolmente la loro fatica e perchè - aumentando il rendimento dell'uomo hanno consentito notevolissimi aumenti delle paghe.
Av che le mungitrici sono ormai diffuse a milioni nel mondo intero. Il 60 % delle stalle grandi e medie degli Stati Uniti
e dell'Inghilterra e l' 80 % circa di quelle della Svezia e della
Nuova Zelanda sono provviste di mungitrici meccaniche. Il
fatto che si siano diffuse specialmente nei paesi ove i terreni
sono coltivati direttamente dai proprietari, dimostra che esse
effettivamente consentono di risparmiare tempo e fatica.
2. Questa larga diffusione dimostra altresì che le buone
118
Possono le mungitrici creare la disoccupazione fra i vaccari?
«Tutto sarà vero - dirai tu - ma perchè allora non si
sono diffuse in Italia?».
3_ Principalmente perchè si è commesso l'errore di presentarle come un mezzo atto a fronteggiare lo sciopero dei
mungitori e a ridurre il personale di stalla, il che - logicamente - le ha rese odiose ai vaccari. E se questi non le accettano volentieri e non le usano con cura, le mungitrià sono assai pericolose alle mammelle.
Ma sono veramente un efficace mezzo antisciopero?
A parte che la mungitura non dovrebbe mai essere sospesa, perchè non è lecito far soffrire le vacche per le nostre
contese ed è sciocco rovinare le mammelle (si dovrebbe ricorrere ad arbitrati), va detto che l'uso della mungitura meccanica solamente durante gli scioperi e con personale non
pratico è dannoso.
~ 4. Il passaggio della mungitura a mano a quella meccanica richiede alle vacche un periodo di adattamento; non si
può mungere ora a macchina ora a mano.
Le mungitrici estraggono il latte molto più alla svelta di
quanto possano fare i mungitori; ma, in pratica, esse non
consentono rilevanti riduzioni del personale (specialmente
(l) Ciò perchè le mungitrici convogliano direttamente il latte in recipienti
chiusi, sottraendolo così al sudiciume che cade dalle mammelle, agli schizzi
proiettati dalle code, alla polvere della stalla, alle mosche, ecc. Però, i succhiacapezzoli e le tubazioni, se non sono lavati bene ogni volta e conservati opportunamente, çzricil1lo il latte di microbi.
119
nelle piccoÌe stalle)
assoÌutamente non permettono
50stituire i
. con personale qualsiasi.
5. In~atti non tutte le mammelle è opportuno mungerle
a. macchzna. Quelle con l'edema
buonfiore) , senza tono, dellCate, che cedono il latte lentamente, con mastiti o ragadi e
---='==.""'______
"'~ ~
~:;::3-~~ft
~~o~~~~~
Fig. 65. - l'vIungitrice meccanica in funzione.
foruncoli ai capezzoli, quelle fresche di parto finchè producono colostro, quelle che si stanno asciugando e, forse anche
quelle delle grandi lattifere, conviene mungerle a mano. 1n01~re occorre il ~ava?g~o inizia~e depe mammelle, il massaggio,
Il controllo del pnml SpruZZ1 ed e necessario che una persona
pratica regoli e sorvegli i succhiacapezzoli in funzione, li trattenga. in basso nell'ultima fase di mungitura ed esegua la
sgocClolatura. Inoltre le mungitrici richiedono ogni volta una
scrupolosa pulitura.
6. Tutto considerato, il personale occorrente non è molto
inferiore a quello richiesto dalla mungitura a mano e deve
120
essere
capace
mungere,
e scrupo
10so.
Le mungitrici non sono dunque un concorrente che
sa togliere il pane ai mungitori di professione,
perchè
il numero delle vacche per mungitore è fissato dai contratti
sindacali, e non può essere aumentato dai singoli proprietari.
Ma, allora obietterai, che interesse hanno gli agricoltori a
diffondere le mungitrici?
7. Intanto hanno il dovere - se è possibile - di rendere
meno duro il lavoro dei mungitori. Inoltre, alleggerendo ed
abbreviando la mungi tura, potrebbero richiedere maggiori
cure per la pulizia della stalla, per il razionamento degli aniPlali e l'allevamento dei vitelli, per la difesa contro le malattie. Le mungitrici facilitano anche l'introduzione della terza
mungitura, che aumenta sensibilmente la produzione ed è
resa sempre più opportuna dalla crescente produttività delle
vacche. Questi sono i vantaggi che gli allevatori possono
trarre dalla mungi tura meccanica
8. Ma è anche interesse dei mungitori
professione aumentare la produzione delle stalle, curando meglio il bestiame, perchè ciò facilita l'aumento delle paghe. Se i vaccari italiani sono compensati peggio dei colleghi di tanti altri Paesi, è principalmente perchè la produzione media delle nostre
vacche è assai più bassa e sono molto più diffuse le mastiti, la
tubercolosi, l'aborto, la moria dei vitellini. Vedi, dunque,
quanto sia utile agli stessi vaccari il poter disporre di maggior tempo per la cura dell'allevamento.
L'uso delle mungitrici meccaniche.
Le mungitrici estraggono il latte mediante i cosiddetti
succhiacapezzoli, formati da un tubo di metallo con, all'in(1) Se non si trova il modo di rendere meno gravoso e monotono e più
igienico il lavoro dei vaccari, fra pochi anni - quando il rapido incremento del·
l'industria e il diffondersi della irrigazione avrar no notevolmente ridotta la disoc·
cUDazione - la ricerca di buon
di stalla riuscità difficili'sim". Questo
la;oro è oggi disprezzato e molti
sfuggono.
121
temo, una tettClrella
gomma (fig. 66). Sotto l'azione
un
meccanismo che aspira a tratti, le tettarelle succhiano il latte.
Il succhiamento è alternato da pause che comentono al capezzolo di distendersi e di riempirsi di latte.
Negli apparecchi perfezionati il ritmo di mungitura può
essere affrettato o rallentato a piacere; il che consente di adattarlo alla velocità di discesa del latte nelle singole mammelle,
ciò che è molto opportuno.
j/('/070
VI/oro
PRE55.,tI T"10SF.
IIUOTO
Fig. 66. - Ecco come
i Sttcchi{/((lpC~::-0!i. In quello di sinistra,. l'aspiquanto all'esterno della tettarella di gomma. In
razione agisce tanto
quello di destra la pressione atmosferica ha chiuso la tettarella, interrompendo
così l'aspirazione del latte.
Certe ditte forniscono tettarelle di due diverse grandezze,
onde poterle adattare meglio alla dimensione dei capezzoli
delle diverse vacche.
certe macchine le tettarelle, oltre a succhiare, esercitano
una certa pressione sul capezzolo, così come fa il vitello che
succhia e, nello stesso tempo, preme il capezzolo fra lingua
e palato.
Sul modo
usare le
non
le ditte
le vendono forniscono esse
gli e spesso lasciano, per qualche tempo, un espert~
.
la stalla. Bisogna attenersi scrupolosamente alle loro lstruziOni. Mi limito ad alcuni consigli di carattere generale.
Chi desidera adottare la mungitura meccanica conviene
si accerti che i mungitori l'accettino volentieri, altrimenti è
meglio vi rinunci.
.
.
Una volta adottata, la mungitura meccamca va usata sempre, abituando le mucche fin dal primo par~o.
9. Le mammelle con l'edema, quelle dehcate, quelle ammalate, quelle che ancora forniscono colostro o d.ànno latte
anurmale, perchè in via di prosciugamento, conVIene mungerle a mano.
Per risparmiare tempo e facilitare il controllo del~'appa­
recchio in funzione è opportuno mettere le mucche 111 fila
a secondo della durata della mungitura. Un vaccaro difficilmente può sorvegliare bene più di due vacche alla volt~.
I soggetti che hanno mollato il latte vanno munti per
pnml.
.
lO. La pulitura della mammella conVIene farla con una
tela soffice impregnata d'acqua a 52-54 gradi. Il la~aggio ~on
acqua calda provocherà anche la discesa del latte, r:spar.mlando così l'apposito massaggio. La mammella va pOI ascmgata
con cura,
11. Quando la mammella lo consente, conviene mungere
rapidamente e distaccare i succhi~cape~z~1i n?n appena illatte ha terminato di scendere, altnmentl SI abItuano le vacche
a mollare il latte lentamente e si possono danneggiare i capezzoli.
.
..
.
.
12. Quando i quarti sono quaSI VuotI, 1 succhlacapezzoh
tendono a salire. Allora l'aspirazione della mungitrice può
irritare i tessuti della cisterna ghiandolare e predisporli alla
rnastite, che poi i succhiacapezzoli possono propa~ar~ facilmente. Per questo motivo bisogna usare tre preCaUZIOni: controllare ogni vt<.llta i primi spruzzi; trattenere i succhiacapez-
122
123
bene
una
per sgocciolarli, prima
scuotendoli
di passare da una vacca all'altra.
13. Per sgocciolare la mammella, mentre una mano trattiene in basso i succhia capezzoli, l'altra deve sfregare i quarti
dall'alto in basso. La sgocciola tura va dunque fatta mentre i
succhiacapezzoli sono attaccati, non dopo, perchè ciò abituerebbe le vacche a trattenere parte del latte.
Bisogna evitare che succhiacapezzoli
funzione cadano
nella lettiera, perchè aspirerebbero molto sudiciume.
14. Terminata la mungitura, le tettarelle, le tubazioni ed
i recipienti vanno immediatamente lavati con acqua e soluzione disinfettante. Fra una mungitura e l'altra conviene che
le tubazioni e le tettarelle siano piene di una soluzione alcalina, che impedisca il moltiplicarsi dei microbi in esse. È poi
indispensabile smontare l'apparecchio di tanto in tanto, per
una pulizia accurata.
Per l'acquisto di una mungitrice conviene chiedere consiglio ad allevatori che le abbiano in funzione da anni. Meglio ancora sarebbe - dato che compaiono continuamente
nuove macchine - prendere per qualche tempo a noleggio
un apparecchio mobile del tipo desiderato e controllare cosÌ
la corrispondenza tanto della macchina quanto del personale
di stalla.
OMANDE
1. Le macchine hanno danneggiato o avvantaggiato i lavoratori?
2. Che dimostra la larga ditJusione delle mungitrici nel
mondo? Perchè n011 si S0110 ditJuse in Italia?
3. Si possono mungere le vacche ora a mano, ora a macchzna?
4-5. Perchè le mungitrici non consentono di ridurre sens/il numero dei mungitori?
6. Come potrebbe gzovare
mungitrici?
7. Aumentando la produzione media delle
van
taggio economico potrebbero ottenere i mzmgitori?
8. Quali mammelle non vanno munte a
9. In qual modo conviene pulire la mammella da mungere
a macchina?
10. Perchè i .\!icchiacapezzoli vanno staccati sollecitamente?
Il. Che va fatto per impedire che le mungitrici provochino e
ditJondano le mastiti?
12. Quando si munge a macchina, come va fatta la sgocciolatura?
13. Come van110 pulite e conservate le mzmgitrici?
Fig. 67. _ Produzione fornita da Arpia, vacca di Torre in Pietra, nata nel 1937 ed
ancora in produzione nel 1954.
Parto
GlOrm
Kg.latte
lO
422
8.985 *
20
320
9.884 *
3"
413
11.913 *
40
311
8.443 *
10.529 *
Parto
r
8°
9°
10°
Giorni
360
0
407
330
484
Kg.latte
.
79
16.0,
12.879
8.31~
11.0~)
50
448
lO
365
9.4)3
6°
482
18.983
. . . .
Nelle prime 11 lattazioni, di cui 5 in periodo m cm scarseggIavano I concentrati (*), ha prodotto nientemeno che 126.50 l chili di latte: valore" del solo latte
5-7 milioni di lire a seconda dei prezzI. ArpIa d,mostra che le \acche possono
fornire prodnzioni elevatissime "oche dopo 1 lO anm.
Concl usione:
za le vacche
la
$t
le vacche poco produttive sprecano molto foraggio.
CONSIDERAZIONI E CONSIGLI SUL BESTIAME DA LATTE
Fà durare lungamente le vacche da latte.
Certi allevatori che si credono furbi (bella furberia l), per
ridurre le spese di acquisto e le perdite
rimonta tengono
vacche di basso prezzo e cioè poco produttive. 6. Essi sbagliano, perchè i soggetti poco produttivi sprecano moltissimo
foraaaio
impiegandolo in orevalenza
non fruttifere raziobo
,
ni di mantenimento.
Solamente per mantenersi
vita, una vacca richiede circa 10 chili di neno al giorno: q.li 36,50 per anno. Se la bovina
fornisce latte, occorrerà un'aggiunta proporzionata alla produzione e cioè circa 8 qJi di fieno - o quantità equivalenti
di farina - per ogni 10 ettolitro di latte. Trascurando le esigenze della gravidanza, la bestia che produce
ettolitri
latte richiede, in un anno,
36,50 + 8 =
44,50
fieno
e cioè q.li 4,45 per ettolitro; quella che fornisce 20 ettolitri
annui, ne richiede q.li 36,50 + 8 + 8 =
52,50, corrispondenti a q.li 2,62 per ettolitro.
7. Seguitando il calcolo - che è confermato
pratica - risultano i seguenti consumi:
..L
Sapendo conservare lungamente le vaccine si aumenta notevolmente il reddita della stalla.
fartene convinto valgano
queste considerazioni:
1. Supponiamo
avere una lattifera che segua il ritmo
medio di produzione (vedi nota a pago 36) la quale, da primipara, ha fornito 20 quintali di latte. Con le prime 4 lattazioni
essa ne produrrà circa 20 + 27 + 32 36 = q.li 115: me28,75; 2. Se potrà fornirne altre 5, in esse dovrebbe
darne q.li 38 + 40 + 40
40 39 = q.li 197: media quintali 39,40 e cioè 10,65 in più che nelle prime quattro. È una
differenza notevole, non ti pare?
Secondo vantaggio.
3. Ammettiamo che la bestia, da pnmlpara, sia costata
L. 200.000 e che vendendola da macello dopo la quarta latta~
zione si realizzino L. 130.000. Si ha una « perdita di rimonta»
L. 70.000, corrispondente a L. 17.500 per lattazl0ne
(L. 70.000 : 4 = L. 17.500).
4. Se invece la vacca fornisse 9 lattazioni e realizzasse poi
L. 110.000, per lattazione la «perdita di rimonta» sarebbe di
L. 90.000 : 9 = L. 10.000.
7.500 in meno che vendendola
dopo la quarta.
Terzo vantaggio.
5. Chi fa durare lungamente le vacche non è costretto a
conservare tutte le vitelle; può limitarsi ad allevare le vitelle
migliori ed assicurarsi così vacche ben conformate robuste e
produttive.
+
+ +
126
in
Produzione annua
ettolitri
Q.li di fieno
per ettolitro
lO
4,45
20
2,62
2,02
1,75
30
40
50
l,55
8. Come vedi, man mano che la produzione aumenta, il
consumo unitario diminuisce - ed in misura notevolissima
fino a 30 quintali annui - perchè è assai minore la proporzione di foraggio assorbita dalle razioni di mantenimento.
latte con 4 vaccine da
Infatti, producendo 40 ettolitri
ettolitri l'una, ben 36,50 X 4 = q.li 146 di fieno sarebbero as-
127
dalle
mantenimento e solamente 28 quintali servirebbero per le razioni
produzione: totale q.li 174.
Con una sola buona vacca, la produzione
40 ettolitri di
latte ne richiederebbe, invece, q.li 36,50 per il mantenimento
e 28 per la produzione: totale q.li 64,50.
9. Potresti obiettare che le vacche molto lattifere non si
accontentano di fieno, ma esigono anche delle farine. È vero, ma l'uso di farine riduce proporzionalmente il consumo
in foraggi; inoltre 3 litri di latte costano sempre più dd chilo
di farine che occorre a produrh. Non vi è dunque dubbio
che le vacche molto latàfere sono assai più convenienti di
quelle poco produttive.
Le vacche da latte hanno dimostrato possibilità produttive superiori ad ogni aspettativa. Anche se trascuriamo,
come eccezione, i soggetti che hanno fornito 100, 120, 140 e
più quintali dì latte in un anno, è consolante sapere che molte stalle raggiungono medie di 45 ed anche 50 quintali annui
per vacca. Ciò assicura che tutti gli allevatori volonterosi pos. di 30-40 quintali ed anche
sono ottenere
Usa un toro eletto.
L'attitudine a produrre molto latte è un carattere trasmesso dal padre e
madre; così pure la robustezza, la sana
costituzione, la
conformazione.
Il. Anche se le tue vacche valgono poco, anche se sono
degli incroci, quando
allevare le vitelle, coprile dunque con un toro robusto, ben conformato e provvisto di un
certificato genealogico attestante una elevata produttività della madre e delle nonne. Non stiracchiare nel tasso di monta:
mille lire in più sono niente in confronto al maggior valore
ed al maggior reddito delle figlie
un toro eletto.
12. I
vecchi sono generalmente da preferire a quelli
giovani, perchè già la loro età assicura una buona resistenza
dell' organismo. Meglio ancora poi se hanno dimostrato di generare una discendenza pregevole.
128
però
sono
esigenti
chiedono maggiori cure e, soprattutto, una
forme alle esigenze. Chi non cura gli animali conviene
bestie comuni.
Nutri adeguatamente le vite Ile.
14. Ai vite1lini
succhiare molto colostro
latte dei
primi giorni), facendoli poppare 4-5 volte al giorno.
15. Tu sai che le buone lattifere, quando allattano
tamente il vitello, difficilmente cedono tutto il restante latte
al mungitore. Preferisci quindi allattare i vitelli al secchia, corredando questo di un poppatoio che induca il vitello a succhiare lentamente (vedi l'opuscolo «Il vitello»).
16. Per economizzare e per favorire una sollecita ginnastica funzionale dell'apparato digerente, ed ottenere così vacche con elevate capacità digestive, devi indurre le vitelle delle razze da latte destinate all'allevamento a mangiare presto
farine e fieno.
17. Non dare dunque loro più del decimo in peso latte
e, da 80 chili in su, non superare i 7-8 litri giornalieri. Fin
dalla terza e quarta settimana, abituale a mangiare un
di miscela di farina, mettendola loro in bocca e portandole
col muso sull'apposito conchetto, che offrirai dopo le poppate. Metti anche a disposizione del fieno (non dell'erba) molto tenero, verde, foglioso. Ne otterrai dell'ottimo falciando
in anticipo ed affienando a mucchietti, come è detto a pagina 80 dell'opuscolo «Come devi alimentare il bestiame ».
18. Il secchio, il poppatoio ed il conchetto puliscili bene
ogni volta, altrimenti provocheranno facilmente dei disturbi
intestinali.
19. Continua a somministrare latte fino a quattro mesi,
riducendone progressivamente la quantità dopo i primi due.
Aumenta nel contempo la dose di farine e il foraggio.
Non conviene che le vitelle ingrassino - perchè potreb129
meno lattifere - ma non debbono neppur
per denutrizione e fare un pancione esagerato ed il
pelo arruffato.
Una buona miscela per le vÌtelline è questa:
bero
Granturco giallo
Farina d'orzo
Farina d'avena
Farina di fave
Panello di lino macinato
Cruschello o crusca buona
Fosfato di calcio
Sale pastorizzato
~
Kg.20
» 20
» 20
» 20
» lO
» lO
»
1,5
» l
Non otterremo mai animali sani, robusti e capaci
ghe carriere produttive, se non impareremo a rispettare le
fondamentali esigenze degli organismi. Perciò vorrei tu leggessi il capitolo: «Temprare i riproduttori con un allevamento naturale» dell'opuscolo « Come devi trattare il bestiame ».
Gli allevatori che tengono le vitelle
allevamento sotto
porticati, od in stalletti sempre aperti, diventano ogni giorno
più numerosi, e sono i migliori.
IrrobusHsci le vifelle e proteggile dalla tubercolosi.
In certe zone, oltre i due terzi delle vacche da latte sono
insidiate dalla tubercolosi e si consumano rapidamente, con
gravissimo danno degli allevatori. Cerca dunque di irrobustire le vitelle e non tenerle nella stalla comune, ave - se
ci sono vaccine infette - sarebbero continuamente insidiate
dai germi della tubercolosi.
20. Appena nate, porta le vitelle in uno stalletto a parte;
oppure lasciale libere anche d'inverno - sì, anche d'inverno
- sotto un porticato, protetto con ballini di paglia o stuoie,
comunicante con un recinto ave possano andare a loro piacimento. Meglio il freddo che la continua insidia dei microbi
infettivi.
Tenendo le vitelle sempre fuori della stalla fin dalla nascita eviterai più facilmente anche la diarrea infettiva ed altre gravi malattie dei nuovi nati.
Non credere che il tenere le vitelle sotto un porticato, con
libero accesso ad un recinto, sia un'idea sballata, una bizzaria.
Sballata è la convinzione. di poter ottenere bestie robuste e
sane, capaci di durare lungamente, impiccandole per tutta
la vita alla greppia di una stalla. Questa è un'idea sballata!
21. Gli animali si fortificano all'aperto, all'aria pura, al sole,
al vento, non già languendo nelle stalle!
130
Pig. 68. - Tiberina di Torre in Pietra. È vissuta 18 anni ed .~a partorito 15 volte,
producendo complessivamente Kg. 102331 di latte.
Parto
Giorni
Kg. JatteParto
Giorni
Kg. latte
l°
344
6.540
8° aborto
230
3.630
2°
310
7.626
9°
308
5.682
30
322
8.994 10°
365
10.207
40
294
6.753 11°
365
8.967
5°
297
6.639 12°
295
6.148
6°
280
5.969 13°
317
6.997
r
282
6.247 14"
365
7.966
Tiberina dimostra che una elevata capacità produttiva può conservarsi fini' ad età
molto avanzata.
le stalle afose logorano le vacche.
22. Certuni sostengono che le vacche producono più latte
tenendole al caldo durante l'inverno; ma la Carnation 131
ottenuto le più elevate produzioni mondiali,
di latte in 365 giorni - assicura che le
regine
latte producono meglio a temperatura molto bassa, perchè consente
disperdere il molto calore prodotto
dalla digestione e dall' assimilazione.
23. Durante l'inverno, 14-16 gradi di temperatura sono
sufficienti ed è un errore grave raggiungere i 20-22 gradi come certuni fanno, impedendo l'arieggiamento.
24. Il ricambio graduale e continuo dell' aria nella
ossigeno e
è indispensabile per evitare che si impoverisca
sÌ carichi di umidità e di gas puzzolenti e dannosi. 25.
al caldo umido, gli animali indeboliscono e sudano, ed allora
basta un soffio d'aria da una porta fessurata per procurare
guai. Nelle stalle afose la tubercolosi fa strage ed anche le
persone soffrono. Guarda la cera dei mungitori che vivono
in esse e quella dei bimbi che vi vengono tenuti durante
l'inverno e ti persuaderai che è vero.
26. Dà retta a me, che ne ho
migliaia ai coloni
bolognese: acquista un termometro con la colonna ben
visibile; fà una sbarra trasversale rossa a 15 gradi (temperatura sufficiente anche alle persone, quando sono abituate e
l'ambiente non è molto umido) ed affiggilo al centro della
stalla. Impedisci poi che la temperatura salga oltre il segno,
aumentando il ricambio dell'aria quando occorra.
27. Tenute a 15 gradi, le bestie non suderanno e quindi
non soffriranno per l'apertura di porte e finestre: potrai anche metterle all'aperto senza danno - anzi con loro grande
vantaggio - nelle giornate serene d'inverno, quando il sole
è una provvidenza.
I bovini hanno la pelliccia: sono ben difesi dal freddo.
Non farli sudare e non avrai a temere l'aria fredda.
frequente le feci e favorisci il
Poichè, nei canaletti aperti,
scolo delle
dalle feci e dalla lettiera, sono
naletti coperti, entro i quali le orine defluiscono rapidamente
senza disperdere ammoniaca, preziosa alla fertilità dei terreni.
29. I canaletti coperti eliminano il puzzo dovuto alle orine, riducono il consumo di lettiera, conservano le bestie
pulite, rendono meno facile la trasmissione dei germi che causano la sterilità. Essi giovano notevolmente all'igiene
dell'opuscolo « Come devi trattare il bestiastalla. A pago
me» è riportato il disegno un canaletto semplice e pratico.
Non coprire
h"""nlrllll'lì
presto le manzette.
Non imitare certi allevatori inumani, ingordi e senza criterio che coprono le vitelle a 12-13 mesi, quando ancora sono
nel pieno
sviluppo.
30. È crudele e dannoso costringere
povere bestiole
a nutrire un feto e poi a fornire latte quando sono ancora
lontane dall'aver completato
sviluppo. Così si favoriscono
gli incidenti
parto e si ottengono vacche deboli e di breve
la
durata. Non è però neppur conveniente ritardare
copertura - come sovente
commercia bestiame - percosto
chè il ritardo può favorire la sterilità ed aumenta
delle manze.
31. n momento per la prima copertura va stabilito considerando soprattutto
stato dei singoli soggetti. Le manzette
latte ben nutrite e sviluppate conviene condurle al toro
a 16-18 mesi; mentre quelle che sviluppano lentamente non
20 mesi. Le manzette olandesi e bruvanno coperte prima
ne
grossa taglia, generalmente si conducono al Hì<';)UCHV
quando
raggiunto il peso
4
Evita l'emanazione di gas dannosi.
28. Devi impedire che le orine e le feci, sostando lungamente
stalla, emettano umidità
ammoniaca,
e provoca bruciore agli occhi. Asporta
132
l'alimentazione delle lattifere va fatta con molto criterio.
elevate quantità
un
133
lo cercherò
ne delle
; ma questo
ed
non
dilungarmi. 33. Per
bestiame occorre tu abbia un'idea
gruppI
alimenti e delle esigenze
ciò, se queste conoscenze ti mancano, vorrei che tu legges'ii
l'opuscolo «
devi alimentare il
»uno
esteso. Con un
volontà potresti forse
grado
calcolare le esigenze degli animali e la
ZlOne
raZ1Ol1l, il
è molto
,"VLHiJ'V,"-
Caricare la molla.
Fig. 69. - I corsi di mnngitura interessano vivan1ente i vaccari, perchè li addestrano praticament~ ad estrarre il latte in modo razionale ed igienico e col minimo
di fatica.
mesi e mesi, e determina una continua dispersione di molte
parte
mammella. Se le sostanze occorrenti
sostanze
funzionamento dell'organismo
aìla produzione del latte non vengono fornite giorno per giorno con gli alimenti,
propri tessuti:
. dela vacca è costretta a prelevarne
positi
grasso, dai muscoli, dagli organi e dalle ossa. Se la
sottrazione è notevole, l'organismo viene immiserito e predisposto a varie malattie, specialmente alla sterilità ed
tuberco!osi.
Nessun animale, neppure i soggetti sottoposti a lavoro pesante,
bisogno
una alimentazione intensa e completa come la buona vacca da latte in produzione. La razzone
deve fornirle ogni giorno, in quantità e qualità, le svariatissime sostanze occorrenti all' organismo ed alla mammella.
134
Non lasciare
dimagrire le vacche
pregiudicarne la produttività e la durata e provocare spreco
foraggi.
34. Non dire, come certuni, che
cono molto il dimagrimento è inevitabile, perchè non è vero. Se tante regine
medie
40-45
al giorno per ben 12 mesi senza esaurirsi, è segno che,
farine, è
usando
foraggi e adeguate quantità
sopperire, giorno per giorno, anche alle maggiori esigenze.
Bada
un buono stato
carne non dimostra
tutto
1'alimentazione sia sufficiente: la deficienza
sali minead esempio, non si rileva facilmente a vista.
l'eccesso
certe sostanze
danneggiare gli
rappresentare uno spreco.
nel comporre le
per le vacche
latte la guida
un esperto è
portuna.
L'alimentazione va curata anche nel
per portare la vacca al
in buono stato
sali minerali. Se
ossa arricchite
riserve, durante la bttazione potrà superare,
momentanee insufficienze
raZlOne,
Gli
dicono
».
bisogna «rm"1r'7"''''
aUHUa"
135
ma non troppo acquosi.
36. Riserva alle vacche che producono intensamente i foraggi
e
facile digestione, onde possano mangiarne notevoli quantità. Così ridurrai il fabbisogno di farine.
37. Poichè le esigenze delle vacche
lattazione sono complesse, cerca
dare razioni variate, nelle
i diversi alimenti completino a vicenda la loro composizione. Le erbe
molti
sono già un miscuglio naturale
foraggi dierbai, il
versi: non è cosÌ invece per il gùnturchetto ed
cui foraggio non va mai dato da solo.
Durante l'inverno, discrete quantità di bietole zuccherine
pulite e sane migliorano alquanto la razione secca, portando
sostanze succose, saporite e rapidamente utilizzate, facilitando la digestione e stimolando l'appetito. Quando il fieno
è ricco di leguminose, 9 chili di bietole zuccherine possonQ
sostituirne con vantaggio due di farine.
primavera, comincia quanto prima è possibile l'aggiunta
un po' di erba al fieno: anche piccole quantità gioveranno
assaI.
È diffuso il convincimento che
tenera favorisca la
produzione lattea perchè, si dice, «porta molt'acqua di vegetazione ». Non credo sia l'acqua di vegetazione a favorire la
produzione di latte, bensÌ la rapidità con la quale l'erba tenera viene digerita, per cui le bestie,
proporZlOne, possono
mangiare assai più erba che fieno.
38. L'erba troppo acquosa provoca diarrea e così indebolisce e logora le bestie e può peggiorare la qualità del latte.
Lasciala dunque appassire, oppure distribuiscila assieme ad
un po' di fieno: allora verrà utilizzata meglio e non indebolirà le vacche.
39. Non dare un po'
farina a tutte le bestie, come certuni fanno quasi per un senso di carità; distribuiscine invece solamente ai soggetti che ne hanno bisogno ed
quantità adeguata, cominciando da quelli in cattivo statò
nutrisufficiente stato
carne e che non prozione. Le vacche
136
ducono più
10-12
latte possono essere
guatamente con
erba o fieno specialmente se
O
medica. Se invece la produzione è superiore, ~Vl.l1H.Ull
1
di buona miscela
farine ogni 3
oltre i 10-12. Se invece il foraggio fosse poco nutriente e se
stato delle bestie lasciasse e desiderare, un
ogni 3
latte c~mincia a darlo
i 4-6
Preferisci le miscele alle singole farine.
Le singole farine non possono,
sole, fornire tutte
le molte sostanze richieste
vacca in lattazione (e
. perciò preferirai una miscela
e
posta in modo che i vari ingredienti completino a
la loro composizione e quella dei foraggi.
Qui riporto tre formule di miscele molto semplici.
la è per vacche asciutte, che si desidera preparare
una
na lattazione: perciò è piuttosto povera
sostanze azotate.
Le altre due sono per vacche in lattazione: la
va
quando si usa foraggio ricco
leguminose, oppure erba tenera
prato naturale; mentre la
va usata
quando il foraggio è povero
sostanze azotate come il
indurito e con poca foglia, gli erbai
graminacee, le
Panello, o farina d'estrazione, di soia, o di arachidi, o di sesamo .
Farina di granturco, oppure di avena, di orzo,
di scarto di grano, o panello di granturco .
Cruschello di frumento, o crusca .
Panello di lino, o fava .
Sali minerali complessi
Kg.
»
»
»
»
40
40
20
2
Il
III
20
30
40
20
20
2
30
20
20
2
41. Alle buone lattifere conviene dare anche dei sali minerali, perchè debbono metterne molti nel latte. Servono specialmente il fosfato di calcio ed il sale pastorizio. Si possono mescolare alle farine, o spargerli sui foraggi.
~
:137
e come
le vacche.
42.
aziende che ottengono le
elevate produzioni riasciutta a due mesi circa.
ducono generalmente il periodo
tessuto ghianForse COS1 favoriscono un maggior sviluppo
dolare. Ma un periodo
asciutta così breve è opportuno solamente quando si assicura sempre un'alimentazione adeguata
quantità e qualità, una stalla igienica ed un po'
moto
e di sole. Altrimenti conviene concedere almeno tre mesi
asciutta, per rimettere gli organismi
forze e costituire
buone riserve
elementi
. grasso, proteine, sali minerali e vitamine.
43. Quando le vaccine, a fine lattazione, producono pochi
litri di latte, si asciugano bene tralasciando una mungi tura
quotidiana, poi mungendo a giorni alterni e quindi smettendo completamente. Ma coi soggetti molto lattiferi, che, a duetre mesi dal parto, possono produrre ancora 10-15
latte al giorno, l'asciugamento progressivo può andare troppo
per le lunghe e riuscire pericoloso. Per questi soggetti, si va
diffondendo l'asciugamento improvviso, pratica consigliabile
quando le mammelle sono perfettamente sane.
Si comincia col sospendere la somministrazione
farina e di erba e si distribuisce solamente foraggio secco grossolano, cosÌ
ridurre sensibilmente la produzione. Dopo
qualche giorno si smette improvvisamente di mungere.
45. Dopo
o tre giorni, la mammella è tesa, con le vene
ingrossate ed i capezzoli turgidi. La vacca può essere inquieta
e presentare una temperatura un po' elevata, ma senza brividi,
senza musello arido e orecchie fredde e continua a mangiare.
46. Non bisogna fare docce, o impacchi, alla mammella e
tanto meno togliere latte, nell'intento
alleviare il disagio.
Ci si limiterà a controllare i capezzoli ogni due giorni, per
vuotare eventualmente quelli che fossero pieni di materiale
denso, simile a marcia. Al quarto o quinto giorno la mammella comincerà a sgonfiarsi e sarà floscia verso il decimo, o
dodicesimo.
138
Curare i
Certi vaccari trascurano
eSSI
dicono, i
non servono.
47. È un ragionamento crudele
altresì sbagliato, perchè
i piedi ammalati e
riducono la
anzitempo al macello molte vacche.
48. Le malattie dei piedi, diffusisime nelle
molte cause,
cui:
perpetua
sono condannate le povere bestie; la sporClZla
lettiera; la trascurata pareggia tura
unghie; l'eccalcio.
ceso sostanze azotate
razioni e l'insufficienza
49. Il moto,
PIedi, giova moltissimo al
posito il capitolo «La cura
devi trattare il bestiame»).
invece anemizza i piedi e ne favorisce le deformazioni.
50. Feci
orine rammolliscono l'unghia, che
mente si deforma, e corrodono e
ed in corona, predisponendo così i
mazioni ed alle infezioni microbiche.
Anche per
cerca
aSSICurare un
libertà al pascolo
in recinto. Cura poi la
della posta - asportando spesso le feci e rinnovando la lettiera - e fà riparare il pavimento, qualora trattenesse le
orine o non assicurasse un appoggio regolare.
51. Le unghie lunghe falsano l'appoggio e stirano i legamenti delle articolazioni,
dolore e deformazioni
durature.
52. Verso la fine
gravidanza, i
posteriori
vacche sono particolarmente esposti alle infiammazioni e deformazioni, perchè sono gravati
maggior peso
e
uterini e perchè la circolazione
sangue è spesso rallentata dall'utero dilatato. È perciò specialmente a fine
gravidanza che i
poter poggiare regolarmente.
trascurare dunque la pareggiatura
per tutto
139
il periodo di
. astienti solamente
gli
2-3 mesi; ma provvedi in precedenza. Non
tagliare mai troppo.
53. L'infiammazione ai piedi (visibile dall' arrossamento
della pelle sopra le unghie) è dovuta spesso a razioni sovraccariche di sostanze azotate. Le sostanze azotate, distribuite in
eccesso, formano nell'organismo prodotti nocivi al fegato ed
ai reni e che predispongono i piedi (ed altresì la mammella
e gli organi genitali) alle infiammazioni ed infezioni. Il danno è più frequente e grave quando i foraggi sono poveri di
certe sostanze minerali: calcio specialmente C).
Quindi l'alevatore, consultando eventualmente le tavole dei
valori foraggeri (vedi pago 143 dell'opuscolo: «Come devi
alimentare il bestiame»), deve evitare una eccessiva distribuzione di sostanze azotate, frequentissima durante il periodo
di asciutta. Conviene anche aggiunga 40-50 grammi di carbonato di calcio (marmo bianco macinato) alla razione giornaliera se in questa scarseggiano le leguminose.
Assistenza ai parti.
La produzione e la vita stessa delle vacche dipende dalla
regolarità dei parti e dalle avvertenze usate in questo delicato momento.
54. Favorirai la regolarità dei parti mettendo spesso all'aperto le vacche ed evitando di alimentarle con foraggi grossolani e voluminosi a fine gravidanza.
(1) L'ingestione continuata ed eccessiva di sostanze proteiche negli erbivori
può avere come conseguenza la formazione di prodotti acidi dovuti alla disinte·
grazione delle albumine, i quali possono passare nel circolo sanguigno e danneggiare il fegato ed i reni.
.
La pratica dimostra che la comparsa, a carattere enzootico in Lombardia,
della ritenzione della placenta e quindi delle metriti purulente con sterilità, nonchè della zoppina lombarda (spesso complicata da ratti marasmatici, che rendono
necessaria la macdlazione) sono legate al tipo di alimentazione e specialmente
alla deficienza di sali di calcio nell'organismo. Questa deficienza può derivare,
o da povertà di calcio nelle razioni, o dall'uso di alimenti determinanti acidosi
(concentrati ed alimenti ricchi di proteine, specialmente) per fronteggiare la quale
l'organismo è costretto a mobilitare le sue riserve di sali alcalino-terrosi. (Da una
relazione del Prot. PIETRO STAZZI).
140
Fig. 70 . . Gli allievi dei corsi di mungitura tenuti dall'autore presso l'Aziend2
del Conte Marzotto a Portogruaro.
55. Quando il parto si avvicina prepara una posta adatta,
in un punto quieto e privo di correnti, puliscila bene e disinfettala. Al manifestarsi delle prime doglie, stendi sulla posta
un'abbondante lettiera pulita e portavi la vacca. Lasciala quieta, sorvegliandola di lontano.
56. Se, uscite le seconde acque, il feto già si affaccia dalla
vagina in modo regolare (coi piedi anteriori e sopra il muso)
astienti dall'intervenire. Qualora invece il piccolo non si mostrasse, o quando si presentasse in modo anormale, se sei capace di intervenire con molta pulizia e delicatezza, fà subito
.
una cauta esplorazione entro la vagina e l'utero.
57. Conviene accertare subito come il vitello è disposto,
perchè, col passar del tempo, le presentazioni anormali si aggravano e si restringe lo spazio occorrente per disporre il piccolo in atteggiamento favorevole all'uscita. Inoltre, col passare
141
dagli sforzi infruttuosi ed
IctIUI],lct, per cui 1'estrazione
e
Per non ferire l'utero e non infettarlo, prima
intervenire rasati le unghie e lavati lungamente le mani e le
braccia con acqua calda e sapone e lava abbondantemente la
natura della vacca con acqua tiepida.
Gli eventuali interventi per correggere la presentazione
vitello e per favorirne l'uscita devono essere fatti con criterio.
Quand'è possibile aver subito il veterinario, lascia a
questo
delicato compito. Per maggiori consigli sull'argomento
l'opuscolo: «La riproduzione ».
Ed ora, caro
auguri di buou lavoro.
al
14. Nella
15. Perchè non è
lattifere?
Perchè le vitelle da allevamento conviene mangino presto
farine e fieno?
allevamento? Come si
Quanto latte va dato alle vitelle
Quale
foraggio va
abituano a mangiare le
offerto?
vanno
Perchè il poppatoio ed zl conchetto delle
. ogni volta?
19. Quanto deve
le vitelline? Conviene lasciarle
20-21.
sottrarle alle Y,"""'1 n ,
dove vanno tenute le vitelline?
23.
22. Si ottiene più latte tenendo le vacche al
è
la temperatura da
24. Perchè bisogna assicurare il continuo
della
25. Che succede agli
tenendoli
caldo-umido?
26.
controllare la temperatura, che va affisso nella
27. l bovini, quando non sudano, temono il freddo?
28. Come si evita l'emana,zione di gas nocivi da parte delle
feci e delle orine?
28-29. Quale vantaggio presentano i canaletti coperii?
Quali danni si provocano coprendo le man,zette
presto? E ritardando la copertura che può succedere?
31. Con quale criterio va stabilito il momento . coprire le
manzette?
32. Perchè le buone vacche in
hanno elevate esigenze nutritive? Se l'alimentazione è insufficiente, dOlle
prelevano quanto occorre per
il latte?
succedere allora?
il bepoter
33. Che cosa occorre sapere
stiame?
'rI
OMANDE
1-2. Perchè si ottiene una produzione più elevata se vacche
vivono lungamente?
3. Che cos'è la perdita dì rimonta? 3-4. Qual'è il modo razionale di ridurla?
5. Perchè è difficile migliorare
qualità del bestiame se le
vacche durano poco?
6. Perchè i soggetti poco produttivi sprecano moltissimo
raggio?
7-8. Come varia il consumo di foraggio per ettolitro . latte,
man mano che la produzione aumenta?
9. Perchè, con le buone lattifere, l'uso di
è conveniente?
Quali produzioni medie hanno raggiunto i migliori
vatori?
11. Perchè non conviene stiracchiare nel tasso di monta?
12. Sono
preferire i tori giovani od i vecchi?
13. Per chi non cura gli animali, il bestiame eletto è conve·
niente?
142
143
vacche
stato di car'ne assicura che l'alimentazione corrisponde
bisogno?
36. Perchè le vacche in lattazione richiedono foraggi di
digestione? Perchè conviene dar loro razioni variate?
38. Che succede distribuendo erbe troppo acquose? Come si
evita che indeboliscano gli
39. Con quale criterio va stabilita
Perchè le miscele di concentrati soddisfano meglio
singole farine? Come vanno scelti i vari ingredienti?
41. Perchè le buone lattifere richiedono anche dei
mmeQuali specialmente?
42. Quanto deve
il periodo di asciutta? A che serve?
43. Come lfanno asciugate le mammelle che producono poco?
. Quando conviene ricorrere all'asciugamento improvviso?
44 ...46. Come va fatto?
47. Quali danni provocano i piedi doloranti?
48. Quali cause, principalmente; favoriscono la
dei
piedi?
49. Perchè il moto consolida i piedi?
50. Perchè i piedi soffrono a contatto delle feci e delle orine?
51. Quali
. provocano le unghie lunghe?
52.
quale periodo i piedi delle vacche sono maggiormente
esposti alle infiammazioni? Perchè?
53. Quali danni provocano le razioni sovraccariche di sostanze azotate?
54. In qual modo si favorisce un parto regolare?
55. Come va preparata la posta per il parto?
56-57. Perchè conviene accertare l'atteggiamento del feto
pena uscite le seconde acque? 58. Con
. precauzioni
va fatta r esplorazione?
144
INDICE
Agli allevatori ed ai casari .
pago
Pario a te, amico mungitore! .
»
lO
Com'è fatta e come funziona la mammella - l
»
18
Com'è fatta e come funziona la mammella - II .
»
31
Il latte.
»
41
Gli scopi che iì mungitore deve
»
54
Preparazione della mammella .
»
70
L'estrazione del latte
»
78
Conservazione del latte e recipienti
»
94
Per conservare sana la mammelb .
»
100
La mungi tura meccanica .
»
118
Considerazioni e consigli sul bestian1e da latte.
»
126
.
14.5
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pratica della mungitura e trattamento della vacca