I STI TUTO C OMPR EN SI V O DI CAPI AG O I N TIM IAN O P i a z za I V N o ve m b r e – 2 20 7 0 CAP I AG O I N T I MI A N O CO t el . 0 314 61 447 – fax 031 56 140 8 – CF 8 001 3 50 01 39 [email protected] [email protected] www.icsci.it BUONE PRASSI PER L’INCLUSIVITÀ DSA DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO PROTOCOLLO DI GESTIONE VADEMECUM PER DOCENTI E GENITORI Aggiornamento del settembre 2014 I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Come si distinguono e si manifestano Si parla di Disturbo Specifico dell’Apprendimento quando un bambino mostra delle difficoltà isolate e circoscritte nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, in una situazione in cui il livello scolastico globale e lo sviluppo intellettivo sono nella norma e non sono presenti deficit sensoriali. In particolare i D.S.A. sono: Dislessia: disturbo specifico della decodifica della lettura (in termini di velocità e accuratezza), quindi la lettura è più lenta e/o meno corretta delle aspettative, in base all’età o alla classe frequentata. Disortografia: disturbo specifico della scrittura di natura linguistica (in termini di errori di ortografia). Disgrafia: disturbo specifico della scrittura a livello grafo-esecutivo (in termini di scrittura poco leggibile). E’ una difficoltà che investe la scrittura ma non il contenuto. Discalculia: disturbo specifico nelle abilità di calcolo o della scrittura e lettura del numero. NORMATIVA DI RIFERIMENTO Legge 15 marzo 1997 n. 59 DPR 275/ 99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche” DPR 249/98 “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria” D.L.vo n° 165/01 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” Art. 25: Dirigenti delle istituzioni scolastiche Nota MIUR 4099/A4 del 5.10.04 “Iniziative relative alla dislessia” Nota MIUR 26/A4 del 5.01.05 “Iniziative relative alla dislessia” Nota MPI 4674 del 10 maggio 2007 “Disturbi di apprendimento – Indicazioni operative” C.M. n° 28 del 15.03.2007 – “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico 2006 – 2007. Si veda in particolare il punto 4, per gli alunni DSA. O.M. n° 26 del 15.03.2007 – istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2006 – 2007. OM n° 30 del 10.03.2008 - Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore - Esame di Stato 2007/2008 CM n° 32 del 14-03-2008 - Scrutini ed esame di Stato a conclusione del primo ciclo di Anno scolastico 2007-2008 Legge n° 170 del 08.10.2010 D.M. 12 luglio 2011 e linee guida allegate Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 2 /14 INDICAZIONI OPERATIVE VALIDE PER TUTTI GLI ORDINI DI SCUOLA SCUOLA PRIMA DELLA DIAGNOSI: Attivare: • il percorso per il passaggio delle informazioni all’interno del team insegnanti e nei passaggi di ordine di scuola; • • alle prime fasi di apprendimento della letto-scrittura (per alunni di classe prima della scuola primaria); • a qualunque discrepanza tra l’intelligenza del ragazzo e le sue prestazioni; • a differenze significative nel rendimento scolastico rispetto al gruppo classe; • allo sviluppo dell’autostima e del concetto di sé dell’alunno; • per gli alunni che evidenziano difficoltà specifiche e persistenti invitare i genitori ad effettuare una valutazione specialistica. PRIMA DELLA DIAGNOSI: Porre attenzione ai segnali caratteristici del disturbo. In caso di segnalazione da parte degli insegnanti o, comunque, di sospetto che il bambino/ragazzo possa presentare un D.S.A., rivolgersi ai servizi ed Enti sanitari competenti per la valutazione (ASL territoriali, Ass. La Nostra Famiglia, Ass. La Vela - Como). RICEVUTA LA DIAGNOSI DI D.S.A.: chiedere un incontro con i docenti di classe per: - informare la scuola - consegnare in segreteria la certificazione in originale - concordare le modalità di incontro e collaborazione tra insegnanti e specialisti al fine di definire un percorso personalizzato, condividendo il P.D.P. attività di screening e osservazione sullo sviluppo dell’apprendimento utilizzando anche prove scolastiche standardizzate (MT velocità e correttezza, MT comprensione, …). Porre attenzione: • ai segnali caratteristici del disturbo (vedi riquadro nella pagina precedente); FAMIGLIA Considerare che una diagnosi precoce permette maggiori risultati rispetto all’apprendimento e alla stabilità psicologica del proprio figlio; non avere quindi paura di affrontare un percorso diagnostico, anche quando la situazione è dubbia o non grave. Discutere con il proprio figlio delle difficoltà; sviluppare consapevolezza rispetto al problema. RICEVUTA LA DIAGNOSI DI D.S.A.: • attivare un percorso di collaborazione con i Servizi Specialistici e con la Famiglia; • modificare la propria didattica in relazione alle necessità del singolo disturbo, redigendo il P.D.P. da condividere con i genitori; Incoraggiare tutte le inclinazioni, le attitudini del proprio figlio (sport, musica, teatro, …) per favorire situazioni di successo in ambiti extrascolastici. Dare valore ai comportamenti positivi, ai punti forti e alle particolari capacità. • porre molta attenzione allo sviluppo dell’autostima e del concetto di sé dell’alunno. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 3 /14 OSSERVAZIONE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA Il disturbo del linguaggio è considerato un indicatore importante per il possibile manifestarsi di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. SCUOLA FAMIGLIA Osservare: - lo sviluppo del linguaggio - le abilità meta-fonologiche(trovare parole che iniziano con la stessa sillaba, riconoscere e produrre rime, dividere parole in sillabe, etc.) - l’organizzazione spazio-temporale - lo sviluppo motorio (disegno, ritaglio, nodo etc) Nella didattica proporre attività per lo sviluppo e il potenziamento: - delle abilità fonologiche e meta-fonologiche - della percezione uditiva - delle capacità di ascolto. In presenza di bambini che presentano difficoltà specifiche e persistenti: - invitare i genitori a far effettuare una osservazione e valutazione specialistica - proporre attività per il potenziamento degli aspetti carenti Partecipare ad attività di screening. Predisporre il passaggio passaggio di ciclo informazioni Attenzione: - allo sviluppo del linguaggio - allo sviluppo delle abilità meta-fonologiche (trovare parole che iniziano con la stessa sillaba, riconoscere e produrre rime, dividere parole in sillabe, etc.) - all’organizzazione spazio-temporale - allo sviluppo motorio (disegno, ritaglio, nodo etc.) - alla presenza in famiglia di persone con D.S.A. Accogliere un’eventuale segnalazione da parte degli insegnanti e rivolgersi al pediatra per essere indirizzati verso Servizi Territoriali o gli Specialisti competenti (psicologo, neuropsichiatra, logopedista). al Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 4 /14 INDICAZIONI OPERATIVE VALIDE PER LA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA FAMIGLIA Approfondire le conoscenze riguardo ai D.S.A. Concordare le modalità d’incontro e collaborazione con la famiglia e gli specialisti di riferimento. Nell’ambito dell’equipe pedagogica definire il P.D.P. che contenga: - la situazione di partenza desunta dalla lettura e dall’interpretazione della diagnosi, dalle informazioni ricevute dallo specialista e dalla famiglia - gli interventi didattico-educativi della scuola (relativi strumenti compensativi e misure dispensative) - i criteri e le modalità di verifica e valutazione. Ricevuta la diagnosi di D.S.A., chiedere un incontro con i docenti di classe per: - informare la scuola e consegnare la certificazione in originale alla segreteria - concordare le modalità di incontro e collaborazione tra insegnanti e specialisti al fine di definire un percorso personalizzato. Verificare con la scuola la possibilità di definire un percorso personalizzato Informare gli insegnanti della lentezza, dell’affaticabilità e delle altre difficoltà presenti nell’esecuzione dei compiti a casa. Costruire rapporti di collaborazione e mantenersi regolarmente in contatto con gli insegnanti. Porre attenzione allo sviluppo dell’autostima e del concetto di sé dell’alunno. Avviare all’uso degli strumenti compensativi: strumenti informatici, sintesi vocale, registrazione delle lezioni, mappe concettuali, … Il genitore può richiedere copia del percorso personalizzato definito dal team docente, in quanto è utile alla famiglia per seguire meglio il ragazzo. È indispensabile una rivalutazione dell’evoluzione del disturbo almeno alla fine della scuola primaria. Rivolgersi eventualmente all’Associazione Italiana Dislessia territoriale per un supporto o ad altri enti certificatori accreditati. Mettere in evidenza e far riconoscere le capacità presenti e i punti di forza. Esprimere costruttivi. Costruire rapporti di collaborazione con la famiglia e l’alunno. Al termine della Scuola Primaria predisporre il passaggio di informazioni di carattere scolastico ai docenti della Scuola Secondaria. Per i dati relativi alla diagnosi sentire il parere della famiglia. atteggiamenti positivi e Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 5 /14 INDICAZIONI OPERATIVE VALIDE PER LA SCUOLA SECONDARIA di 1° GRADO SCUOLA Approfondire le conoscenze riguardo ai DSA. Concordare le modalità d’incontro e collaborazione con la famiglia e gli specialisti di riferimento. Nell’ambito del Consiglio di Classe definire il P.D.P. che contenga: - la situazione di partenza desunta dalla lettura e dall’interpretazione della diagnosi, dalle informazioni ricevute dallo specialista e dalla famiglia - gli interventi didattico-educativi della scuola (relativi strumenti compensativi e misure dispensative) - i criteri e le modalità di verifica e valutazione. Porre attenzione all’autostima e al concetto di sé dell’alunno. Insegnare l’uso degli strumenti compensativi: strumenti informatici, sintesi vocale, registrazione delle lezioni, mappe concettuali, dizionari informatici, … Nella didattica utilizzare schemi e mappe per favorire l’apprendimento. Non sovraccaricare di compiti l’alunno. Ricercare strategie di compensazione adeguate al singolo. Esplicitare sempre in maniera chiara le consegne. Se ritenuto opportuno condividere il problema con la classe previo accordo del ragazzo e della famiglia. Riconoscere i complessi problemi di frustrazione dell’adolescente dislessico. Predisporre il passaggio di informazioni, avendo cura di trasmettere le informazioni di carattere scolastico. Per i dati relativi alla diagnosi sentire il parere della famiglia. ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL PRIMO CICLO FAMIGLIA Prendere informazioni sull’esperienza della Scuola nei confronti dei DSA e sulle modalità didattiche attuate. Chiedere un incontro con il Coordinatore di Classe per: - informare la scuola e consegnare la certificazione in originale alla segreteria - concordare le modalità di incontro e collaborazione tra insegnanti , specialisti e famiglia al fine di definire un percorso personalizzato e condividere il P.D.P. Porre attenzione ai vissuti scolastici del ragazzo. Valutare la possibilità di organizzare il tutoraggio per l’esecuzione dei compiti e per lo studio. Stimolare il ragazzo a praticare un’attività extrascolastica gratificante. Collaborare con la scuola, mantenendosi regolarmente in contatto con gli insegnanti. Discutere con gli insegnanti il modo migliore di coinvolgere i compagni di classe perchè siano consapevoli delle caratteristiche dello studente dislessico e della necessità di strategie adeguate. Alla fine del ciclo scolastico sarebbe opportuna una rivalutazione clinica dell’evoluzione del disturbo. La scelta della scuola secondaria va preparata con largo anticipo: - rispettare le attitudini e le preferenze - considerare le specifiche difficoltà - ricercare le scuole che si fanno carico del problema - mettersi in contatto con ragazzi già iscritti ai corsi superiori. Rivolgersi eventualmente all’Associazione Italiana Dislessia territoriale per un supporto o ad altri enti certificatori accreditati. Ogni anno occorre informarsi sulle nuove disposizioni contenute nella “Circolare Ministeriale sull’ esame di Stato a conclusione del primo ciclo di istruzione” , con particolare riguardo al punto dedicato a “ Disposizioni per particolari tipologie di alunni: Alunni con disturbo specifico di apprendimento Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 6 /14 BUONE PRASSI PER GLI ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO IN TUTTI I GRADI DI SCUOLA L’adattamento della didattica con l’utilizzo di strumenti compensativi Gli strumenti compensativi includono: 1. Usare un registratore. Molti problemi con i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Indicazioni di compiti da svolgere (consegne), racconti e specifiche lezioni possono essere registrate. L’alunno può poi riascoltare il nastro per facilitare la comprensione di compiti o concetti. Inoltre, per migliorare le capacità di lettura, l’alunno può leggere mentalmente le parole stampate sul testo mentre le ascolta sul nastro. 2. Chiarire o semplificare le consegne scritte. Molte indicazioni (consegne) sono scritte sottoforma di paragrafo e contengono parecchie unità di informazioni. Questo può risultare opprimente per molti alunni. L’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative delle indicazioni del compito (consegna) o riscriverle per favorire la comprensione da parte dell’alunno. Ad esempio: Consegna originale: questo esercizio ti mostrerà come puoi ben collocare le congiunzioni. Leggi ogni frase. Cerca le congiunzioni. Quando individui una congiunzione, cercala nella lista delle congiunzioni sotto ogni frase. A questo punto fai un cerchio sul numero delle tue riposte nella colonna di risposta. Consegna riscritta e semplificata: leggi ogni frase e cerchia tutte le congiunzioni. 3. Presentare una piccola quantità di lavoro. L’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli alunni che diventano ansiosi alla sola vista della mole di cose che devono fare. Questa tecnica evita all’alunno di esaminare intere pagine di esercizi, testo o altro materiale e scoraggiarsi a causa della quantità di lavoro. Inoltre, l’insegnante può ridurre la mole di lavoro quando le attività appaiono ridondanti. Ad esempio: l’insegnante può richiedere di completare solo gli esercizi con il numero dispari o altro indicatore. Può inoltre presentare alcuni esercizi già risolti e chiedere agli alunni di completare il resto. Inoltre, l’insegnante può dividere un foglio di lavoro in sezioni e richiedere all’alunno il completamento di una parte specifica. Un foglio di lavoro può essere diviso facilmente tracciando una linea e scrivendo “ fare ” e “ non fare ” in ogni parte. 4. Bloccare gli stimoli estranei. Se l’alunno è facilmente distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando. Inoltre possono essere usate finestre che lasciano leggere un’unica riga o un solo esercizio di matematIca per volta per aiutare la lettura. 5. Evidenziare le informazioni essenziali. Se un alunno può leggere un libro di testo, ma ha delle difficoltà nell’individuare le informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste informazioni con un evidenziatore. 6. Trovare il punto con materiali in progressione. Nei materiali che gli alunni utilizzano durante l’anno (come ad esempio i libri di esercizi) l’alunno può tagliare l’angolo in basso a destra della pagine già utilizzate in modo da trovare facilmente la pagina successiva da correggere o completare. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 7 /14 7. Prevedere attività pratiche addizionali. Alcuni materiali non prevedono abbastanza attività pratiche per far sì che gli alunni con difficoltà di apprendimento acquisiscano padronanza nelle abilità prefissate. Gli insegnanti, a questo punto, devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche. Gli esercizi pratici raccomandati includono giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi software per il computer e fogli di lavoro aggiuntivi. 8. Fornire un glossario per aree di contenuto. Nella scuola secondaria, il linguaggio specifico di alcune materie richiede una lettura molto attenta. Gli alunni spesso traggono beneficio da un glossario che spieghi il significato dei termini specifici. 9. Sviluppare una guida per la lettura. Una guida per la lettura offre all’alunno una mappa di ciò che è scritto nel testo e comprende una serie domande per aiutarlo a focalizzare progressivamente i concetti rilevanti durante la lettura del testo. Tale guida può essere organizzata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione. L’adeguamento della didattica implica l’uso della didattica interattiva L’obiettivo di catturare l’attenzione degli alunni e renderli partecipi per un periodo di tempo sufficiente richiede molte capacità di insegnamento e di gestione. L’insegnamento e l’interazione dovrebbero fornire ad ogni alunno la possibilità di imparare con successo. Alcune tecniche che rinforzano le attività educative interattive sono: 1. Uso di procedure di insegnamento esplicite. Molti materiali commerciali non suggeriscono agli insegnanti l’uso di strategie esplicite d’insegnamento; così, spesso gli insegnanti devono adattare i materiali per includere queste procedure. Gli insegnanti possono includere passaggi di insegnamento espliciti all’interno delle loro lezioni (ad es: presentando un organizzatore avanzato, dimostrando le abilità, dando delle guide pratiche, offrendo feedback correttivi, costruendo pratiche indipendenti, monitorando la pratica e riguardando l’argomento). 2. Ripetizione della consegna. Gli alunni che hanno difficoltà nel seguire le indicazioni per i compiti (consegne) possono essere aiutati richiedendo di ripeterle con le loro parole. Tali alunni possono ripetere le indicazioni a un compagno quando l’insegnante non è disponibile. I suggerimenti che seguiranno possono essere utili ad aiutare l’alunno nella comprensione delle indicazioni: (a) se essa richiede molte fasi, spezzarla in piccole sequenze; (b) semplificare l’indicazione presentando solo una sequenza per volta e scrivendo ogni porzione sulla lavagna oltre a pronunciarla oralmente; (c) quando viene utilizzata un’indicazione scritta assicurarsi che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere sia le parole che e il significato di ogni frase. 3. Mantenimento delle routine giornaliere. Molti alunni con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano. 4. Consegna di una copia degli appunti della lezione. L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli alunni che hanno difficoltà nello scriverli durante la presentazione. 5. Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o una mappa da completare può essere dato allo studente che lo riempirà durante la lezione. Questo aiuta l’alunno a focalizzare la propria attenzione sulle informazioni chiave e a vedere la relazione tra concetti e informazioni collegate. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 8 /14 6. Uso di istruzioni passo a passo. Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite che chiariscano il passaggio dal particolare al generale. 7. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive. Le informazioni verbali possono essere date assieme a quelle visive (ad es.: opuscoli, volantini, lavagna luminosa ecc..) 8. Scrittura delle parole chiave alla lavagna. Prima di una presentazione l’insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi che gli alunni incontreranno sulla lavagna a gessi o in quella luminosa. 9. Uso di presentazioni ed attività bilanciate. Uno sforzo dovrebbe essere fatto per bilanciare le presentazioni orali con quelle visive e con le attività partecipative. Inoltre ci dovrebbe essere un equilibrio tra le attività in grandi gruppi, in piccoli gruppi ed individuali. 10. Uso delle tecniche di memorizzazione. Nell’ambito delle strategie di apprendimento possono essere usate tecniche di memorizzazione per aiutare gli alunni a ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo. (Un esempio di strategia di memorizzazione , per gli studenti di lingua inglese,consiste nell’usare la parola HOMES per ricordare i nomi dei Grandi Laghi. H è per il lago Huron, O per l’ Ontario, M per il lago Michigan, E per l’Erie e S per il lago Superiore). 11. Enfasi sul ripasso giornaliero. Il ripasso giornaliero degli argomenti già studiati aiuta gli alunni a collegare le nuove informazioni con quelle precedenti. Strategie didattiche che tengono conto della performance dello studente Gli alunni variano enormemente nella loro capacità di rispondere con modalità differenti. Ad esempio, gli alunni variano nella loro abilità di esprimersi oralmente; partecipare ad una discussione; scrivere lettere e numeri; scrivere paragrafi; disegnare oggetti; fare lo spelling; lavorare in ambienti rumorosi, leggere, scrivere o parlare velocemente. Inoltre, gli alunni variano nella loro abilità di elaborazione delle informazioni presentate in formato visivi o audio. Le seguenti strategie che tengono conto delle diverse modalità di ricezione ed espressione, possono essere usate per migliorare la performance degli alunni: 1. Cambiare la modalità di risposta. Per gli alunni che hanno difficoltà nella attività motoria fine (come ad esempio nello scrivere a mano), tale difficoltà può essere aggirata utilizzando diverse modalità di risposta alle domande: non scrivere, ma sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare le risposte ecc. Agli stessi alunni può essere dato uno spazio più grande per scrivere la risposta nel foglio di lavoro. 2. Fornire uno schema della lezione. Lo schema può aiutare alcuni alunni a seguire la lezione con successo e a prendere appunti appropriati. In più, uno schema aiuta gli alunni a vedere l’organizzazione del materiale e a fare domande pertinenti e al momento giusto. 3. Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici. L’uso di organizzatori grafici implica l’organizzare il materiale in formato visivo. Per sviluppare un organizzatore grafico gli alunni possono procedere per passaggi successivi raccogliendo e suddividendo le informazioni in modo gerarchico dal generale al particolare, individuando titoli e sottotitoli. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 9 /14 4. Posizionare l’alunno vicino all’insegnante. Gli alunni con disturbo dell’attenzione possono essere messi vicino all’insegnante, alla lavagna, all’area di lavoro e lontano da suoni, materiali o oggetti che possono distrarli. 5. Incoraggiare l’uso di calendari e agende per le varie scadenze. Gli alunni possono usare calendari per segnare le scadenze dei vari impegni, delle attività collegate alla scuola, le date delle verifiche e gli orari delle attività scolastiche. Gli alunni dovrebbero usare agende separate per i compiti a casa e le altre attività. 6. Ridurre l’utilizzo di singole fotocopie includendo le informazioni in opuscoli o fogli di lavoro strutturati. 7. Far girare i fogli a righe per la matematica. I fogli a righe possono essere girati verticalmente per aiutare gli alunni a mettere i numeri nelle colonne appropriate mentre risolvono problemi matematici. 8. Usare dei piccoli segnali per individuare i punti più importanti di un test. Asterischi o puntini possono segnalare problemi o attività che contano di più nella valutazione. Questo aiuta l’alunno ad organizzare bene il tempo durante le prove di valutazione. 9. Creare fogli di lavoro gerarchici. L’insegnante può costruire fogli di lavoro con problemi disposti in senso gerarchico dal più facile al più difficile. Il successo immediato aiuta lo studente a iniziare il lavoro. 10. Permettere l’uso di ausili didattici. Agli alunni possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Linee di numeri, tavole pitagoriche, calcolatori e calcolatrici aiutano gli alunni nel conteggio una volta che hanno capito e scelto l’operazione matematica. 11. Mostrare esempi del lavoro. Esempi del lavoro completato possono essere mostrati agli studenti per aiutarli a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro in accordo con questi. 12. Usare l’apprendimento mediato dai pari. L’insegnante può accoppiare soggetti di diversi livelli di abilità per rivedere loro appunti, studiare per un test, leggere ad alta voce l’uno all’altro, produrre testi o condurre esperimenti di laboratorio. Inoltre, un compagno può leggere un problema di matematica ad un soggetto con disturbo di apprendimento che deve di risolverlo. 13. Incoraggiare la condivisione degli appunti. L’alunno può utilizzare la carta carbone o un computer portatile per prendere appunti e per condividerli con gli assenti o con soggetti con disturbo dell’apprendimento. Questo aiuta gli alunni che hanno difficoltà nel prendere appunti a concentrarsi sulla presentazione della lezione. 14. Usare in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico. Agli alunni che lavorano in modo lento può essere dato più tempo per completare le verifiche scritte. 15. Prevedere una pratica addizionale. Gli alunni hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Molti alunni con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di attività pratiche aggiuntive per acquisire una competenza adeguata. 16. Cambiare o adattare i criteri di valutazione. Agli alunni può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Inoltre, un test può essere dato in formato orale o scritto. Ad esempio, se un alunno ha problemi di scrittura, l’insegnante può permettergli di evitare risposte aperte, elencare i punti principali, rispondere oralmente piuttosto che eseguire una verifica scritta. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 10 /14 IL PAI - PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIVITÀ Con la direttiva del 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi speciali (BES) il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in alcuni Paesi dell’Unione europea che completano il quadro italiano dell’inclusione scolastica. Rientrano nella più ampia definizione di BES tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici a cui appartengono i disturbi specifici di apprendimento (disciplinati dalla legge 170 del 2010) e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale. . Come previsto dalla normativa, l'Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano ha elaborato il Piano Annuale per l’Inclusività – PAI, rivolto a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali, attraverso il quale la scuola si impegna: a perseguire un'azione didattico-educativa finalizzata all'integrazione, nel rispetto dell’unicità di ogni singolo alunno; ad assicurare un miglioramento organizzativo e un’offerta professionale competente per favorire significativi processi di apprendimento per ogni alunno; ad intervenire in modo tempestivo, pertinente ed efficace in risposta ai bisogni educativi speciali. Per ogni alunno con bisogni educativi speciali (BES) la scuola elabora un percorso individualizzato e personalizzato, come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti e documentazione sulle strategie condivise per la famiglia e la scuola. P.D.P. PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO COS’È? La scuola deve garantire ed esplicitare, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati. In quest’ottica predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, un documento chiamato Piano didattico personalizzato che deve contenere l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate. Tale documento può acquisire: dati anagrafici dell’alunno; tipologia di disturbo; attività didattiche individualizzate; attività didattiche personalizzate; Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 11 /14 strumenti compensativi utilizzati; misure dispensative adottate; forme di verifica e valutazione personalizzate. A CHI COMPETE LA COMPILAZIONE? La compilazione è collegiale, in particolare: - Il coordinatore o l’insegnante referente dell’èquipe pedagogica si occupa della raccolta delle informazioni essenziali sull’alunno (anamnesi scolastica, dati familiari, contatti con il referente che ha stilato la diagnosi, contatti con la famiglia, ecc.) e compila la sua parte di competenza. - Ogni insegnante, dopo avere valutato le effettive necessità dello studente, dovrà compilare (per la disciplina di sua competenza) il modello allegato indicando i risultati dell’osservazione svolta, gli strumenti che intende fare adottare allo studente e le modalità di verifica/valutazione. Le varie parti, compilate, saranno poi riunite in un unico fascicolo. L’originale del P.D.P. resterà nel fascicolo dell’alunno per tutto l’iter scolastico mentre una copia verrà consegnata alla famiglia. A COSA SERVE ? Questo documento deve favorire il monitoraggio e l’eventuale revisione degli interventi adottati dalle singole istituzioni scolastiche. Serve per descrivere la personalizzazione del percorso educativo didattico seguito dall’alunno durante il suo iter scolastico. In sostanza, la scuola deve dimostrare di avere messo in atto tutte le misure necessarie, previste dalle normative vigenti per questi studenti. Il documento va presentato ai genitori che dovranno leggerlo e condividerlo con i coordinatori dei Consigli di Classe. COSA SCRIVERE ? Si tratta di specificare quali misure ogni docente intende adottare per quello specifico caso, sulla base delle reali difficoltà che vengono manifestate; tali misure possono essere individuate nelle circolari ministeriali 4099/A/4 del 5/10/2004 e 1425 del 3/02/2009 e nella Legge n° 170 del 08.10.2010. LE MISURE PREVISTE: STRUMENTI COMPENSATIVI Le voci proposte sono quelle comunemente inserite nei vai modelli di PDP e indicate dalle Linee Guida MIUR. Molta attenzione va riservata alla gradualità dell’intervento, indicando un percorso di progressiva acquisizione di competenze e autonomia. Tecnologie informatiche compensative: Uso del PC per la scrittura Uso del PC con sintesi vocale Utilizzo dei libri digitali Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 12 /14 Utilizzo del diario informatico Registratore e audiolibri: Uso del registratore Utilizzo di audiolibri Mappe, schemi e tabelle: Utilizzare mappe e schemi Utilizzare tabelle Strumenti per il calcolo: Uso della calcolatrice Utilizzo di supporti per il calcolo (non tecnologici) Consegne scritte: Chiarire le consegne scritte MISURE DISPENSATIVE Si riprendono le voci comunemente inserite nei vai modelli di PDP e indicate dalle Linee Guida MIUR, curando però la gradualità dell’erogazione delle misure dispensative. Principi base: graduare le dispense in base agli effettivi bisogni e tendere possibilmente verso l’estinzione; eventuali dispense da attività necessarie per lo studio devono prevedere valide alternative (es: prendere appunti). Dispensa da attività di lettura Dispensa dalla lettura ad alta voce Dispensa dalla lettura di consegne scritte complesse Dispensa da attività di scrittura: Dispensa dal prendere appunti Dispensa dal copiare dalla lavagna Dispensa dallo scrivere sotto dettatura Dispense nell'esecuzione dei compiti: Assegnazione di tempi più lunghi nell'esecuzione dei lavori Dispensa dall'esecuzione completa dei compiti Dispense relative alla forma orale: Privilegiare la forma orale Nella lingua straniera privilegiare la forma orale Dispense da attività ad elevata componente mnemonica: Dispensa dallo studio mnemonico Dispensa dal calcolo a mente Dispensa dallo studio della grammatica di tipo classificatorio Dispense da attività specifiche: Dispensa dalla consultazione di dizionari Dispensa da attività ad alta componente grafo-spaziale Dispensa da alcune prestazioni: lettura ad alta voce; scrittura sotto dettatura; copia dalla lavagna; Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 13 /14 MODALITA’ DI VERIFICA Il principio generale è la valorizzazione del processo di apprendimento dell'alunno. Nelle prove scritte dovranno essere previsti adattamento dei tempi nelle prove, predisposizione di verifiche più brevi, facilitazione della decodifica, predisposizione di verifiche scritte strutturate, predisposizione di verifiche scritte scalari e di verifiche scritte accessibili. Nelle prove orali sarà importante la gestione dei tempi nelle verifiche ponendo l’accento sulla valorizzazione del contenuto nell’esposizione. MODALITA’ DI VALUTAZIONE La valutazione deve riflettere il percorso dell’allievo registrandone i suoi progressi. Deve stabilire il livello raggiunto tenendo conto dei punti di partenza altrimenti l’allievo con DSA rinuncia ad impegnarsi per perdita di fiducia nell’insegnante e si arrende perché studia senza gratificazioni. Deve passare un messaggio di trasparenza e fiducia nel ragazzo esigendo da ciascuno quello che ciascuno può dare. A tal proposito si dovrà utilizzare una valutazione formativa per rinforzarne l'autostima, evitare la puntualizzazione delle difficoltà e aiutare l’alunno a diventare consapevole in positivo delle proprie capacità e dei propri miglioramenti. Far capire che gli errori sono migliorabili e porre l’attenzione sull’impegno profuso. Ricordare anche di separare la valutazione di competenze diverse coinvolte in uno stesso compito o in una stessa verifica (ad es. separare la valutazione della competenza ortografica da quella della competenza compositiva). Il criterio generale di valutazione dovrà prevedere la valutazione più del contenuto che della forma, pianificando le verifiche e organizzando e compensando ove possibile lo scritto con l’orale. Il presente documento e il PAI (Piano Annuale per l’Inclusività) sono pubblicati sul sito web della scuola. Istituto Comprensivo di Capiago Intimiano - D.S.A Disturbi Specifici dell’Apprendimento - settembre 2014 14 /14