ISSN 1977-2106 LA DIMENSIONE SOCIALE DELLA STRATEGIA EUROPA 2020 RELAZIONE DEL COMITATO PER LA PROTEZIONE SOCIALE (2011) SINTESI Questa pubblicazione è sostenuta dal programma dell’Unione europea per l’occupazione e la solidarietà sociale Progress (2007-2013). Si tratta di un programma attuato dalla Commissione europea. È stato istituito per sostenere finanziariamente la realizzazione degli obiettivi dell’Unione europea nel settore dell’occupazione, degli affari sociali e delle pari opportunità e contribuisce quindi alla realizzazione degli obiettivi Europa 2020 in questi settori. Il programma settennale si concentra su tutte le parti interessate che possono contribuire a plasmare lo sviluppo di un’occupazione adeguata ed efficace nonché di politiche e legislazione sociale attraverso l’UE-27, i paesi dell’EFTA-SEE nonché i paesi candidati e pre-candidati all’UE. Per ulteriori informazioni consultare il sito http://ec.europa.eu/progress LA DIMENSIONE SOCIALE DELLA STRATEGIA EUROPA 2020 RELAZIONE DEL COMITATO PER LA PROTEZIONE SOCIALE (2011) SINTESI Commissione europea Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione Unità D.1 Manoscritto terminato nel marzo 2011 Né la Commissione europea né alcuna persona che agisca a nome della Commissione europea è responsabile dell’uso che dovesse essere fatto delle informazioni contenute nella presente pubblicazione. © Copertina: Unione europea Europe Direct è un servizio a vostra disposizione per aiutarvi a trovare le risposte ai vostri interrogativi sull’Unione europea Numero verde unico (*) 00 800 6 7 8 9 10 11 (*) Alcuni gestori di telefonia mobile non consentono l’accesso ai numeri 00 800 o non ne accettano la gratuità. Numerose altre informazioni sull’Unione europea sono disponibili su Internet consultando il portale Europa (http://europa.eu). Una scheda catalografica, con un sommario, figura alla fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2011 ISBN 978-92-79-20384-8 doi:10.2767/37281 © Unione europea, 2011 Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Printed in Belgium STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO ELEMENTARE (ECF) Indice Introduzione 5 L’obiettivo di riduzione della povertà e inclusione sociale 6 Povertà ed esclusione sociale nell’UE: situazione attuale e recenti tendenze 7 Percentuale del rischio di povertà 8 Grave deprivazione materiale 9 Persone che vivono in famiglie con un’intensità di lavoro molto bassa 9 Chi è a rischio di povertà ed esclusione? 9 Migliorare la misurazione della povertà ed esclusione sociale 10 Politiche per prevenire e ridurre la povertà 12 Promuovere una crescita inclusiva 12 Strategie di inclusione attiva per sostenere le misure occupazionali 12 Istruzione e competenze come fattori determinanti dell’inclusione sociale 13 Protezione sociale adeguata e sostenibile 14 Politiche di inclusione sociale 15 Strumenti finanziari UE per combattere la povertà 16 Prospettive per il futuro: principali messaggi Approfondimenti 17 20 3 Il comitato per la protezione sociale Il comitato per la protezione sociale (CPS) riunisce i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea (UE) e della Commissione europea dal 2000. Si tratta di un forum di alto livello sulla politica che consente agli Stati membri e alla Commissione europea di cooperare e condividere idee nel contesto del metodo aperto di coordinamento sociale (MAC sociale). Il CPS prepara relazioni, formula pareri e svolge altre attività nella propria sfera di competenza, su richiesta del Consiglio e della Commissione oppure di propria iniziativa. A partire dal 2011, il comitato redige una relazione annuale che valuta gli aspetti sociali della strategia Europa 2020. Il metodo aperto di coordinamento sociale L’approccio UE alla politica sociale si basa sul MAC. Si tratta di un meccanismo per coordinare le politiche sociali degli Stati membri. La finalità è di lavorare per il raggiungimento degli obiettivi comuni europei tramite un processo di scambio di politiche e apprendimento reciproco consentendo agli Stati membri di definire le proprie politiche per il conseguimento degli obiettivi. Attraverso il MAC sociale, gli Stati membri redigono piani d’azione a livello nazionale, definendo le priorità e le azioni pianificate. La Commissione europea sostiene e supervisiona i progressi sulla base di obiettivi, indicatori e standard comuni. Nel 2011, gli obiettivi e metodi di lavoro del MAC sociale saranno adeguati al fine di conformarsi agli obiettivi stabiliti dalla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. 4 Introduzione Europa 2020 è la strategia di crescita dell’UE per il prossimo decennio. Consentirà all’UE di trasformarsi in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva. Il suo successo dipende da azioni che si sostengono reciprocamente in tutte le aree di priorità. Questo dovrebbe consentire all’UE e ai suoi Stati membri di garantire alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. Concretamente, l’UE ha stabilito cinque ambiziosi obiettivi, relativi a occupazione, innovazione, istruzione, inclusione sociale e clima/energia, da raggiungere entro il 2020. Gli Stati membri adotteranno i propri obiettivi a livello nazionale per ciascuna di queste aree. Azioni concrete a livello nazionale e dell’UE sosterranno la strategia. Il CPS ha pubblicato una relazione che valuta gli aspetti sociali della strategia Europa 2020. Questo opuscolo contiene una sintesi della relazione 2011. 5 L’obiettivo di riduzione della povertà e inclusione sociale Una persona su cinque all’interno dell’UE è a rischio di povertà o esclusione sociale. Un livello così elevato di persone che vivono ai margini della società compromette la coesione sociale e limita le potenzialità degli europei. Ciò è particolarmente dannoso in un periodo in cui gli Stati membri stanno lavorando per garantire la ripresa dalla crisi economica e finanziaria. I capi di Stato o di governo dell’UE si sono impegnati a sottrarre almeno 20 milioni di persone al rischio di povertà ed esclusione sociale entro il 2020. La realizzazione di questa aspirazione richiede obiettivi nazionali ambiziosi in linea con gli obiettivi dell’UE, nonché le misure necessarie per realizzarli. Questo farà in modo che la lotta contro la povertà diventi un elemento chiave della strategia globale di ripresa. 6 Povertà ed esclusione sociale nell’UE: situazione attuale e recenti tendenze L’obiettivo principale relativo alla povertà ed esclusione sociale in Europa è stato stabilito sulla base di tre indicatori congiunti: il numero di persone a rischio di povertà, i livelli di grave deprivazione materiale e il numero di persone che vivono all’interno di nuclei familiari fortemente caratterizzati dalla sottoccupazione. Questi indicatori prendono in considerazione le varie caratteristiche di povertà ed esclusione in tutta Europa e le diverse situazioni e priorità tra gli Stati membri. Insieme, i tre indicatori riflettono l’obiettivo della strategia Europa 2020 di garantire che i vantaggi della crescita siano ampiamente condivisi e che le persone che si trovano attualmente ai margini possano svolgere un ruolo attivo all’interno della società. 114 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione (2009) AMenacées rischio dipar povertà, in condizioni la pauvreté, di deprivazione, non disoccupati vivant dans le dénuement, avec emploi, A rischio di povertà, non in condizioni di deprivazione, non disoccupati Menacées A rischio parpovertà la di pauvreté (80 milioni) (80 millions) 12,1 48,7 A rischio di povertà, non in condizioni di deprivazione, disoccupati Non a rischio di povertà, in condizioni di deprivazione, non disoccupati 6,7 12,8 18,8 2,3 12,5 Non a rischio di povertà, non in condizione di deprivazione, disoccupati In condizioni di grave deprivazione materiale (40 milioni) A rischio di povertà, in condizioni di deprivazione, disoccupati Non a rischio di povertà, in condizioni di deprivazione, disoccupati In famiglie con intensità di lavoro molto bassa (34 milioni) Fonte: EU-SILC (2009). Anno di riferimento del reddito: 2008. Nota: I dati relativi al reddito e alla bassa intensità di lavoro si riferiscono all’anno precedente (2008) ad eccezione di Irlanda (2008-2009) e Regno Unito (2009). I dati relativi alla deprivazione materiale si riferiscono all’anno del sondaggio (2009). 7 % ofdella totalpopolazione population totale Percentuale Quote di persone a rischio di povertà; in grave deprivazione materiale ma non a rischio di povertà; che vivono in una famiglia con intensità di lavoro molto bassa o nulla ma né a rischio di povertà né in grave deprivazione materiale (2009) 50 In una famiglia con intensità di lavoro nulla o molto bassa, non a rischio di povertà e non in grave deprivazione materiale 40 In grave deprivazione materiale, non a rischio di povertà A rischio di povertà 30 20 10 0 EU-27 CZ NL SE FI AT SI DK LU FR SK DE BE MT UK CY EE ES IT PT IE EL PL LT HU LV RO BG Fonte: EU-SILC (2009). Anno di riferimento del reddito: 2008, ad eccezione di Irlanda (2008-2009) e Regno Unito (2009). I progressi maturati verso tale obiettivo saranno monitorati sulla base delle precedenti tendenze di una serie di persone a rischio di povertà o esclusione, sia per tutta la popolazione sia per i principali gruppi a rischio. Percentuale del rischio di povertà Le persone il cui reddito disponibile è inferiore al 60 % del reddito medio nel proprio paese sono considerate a rischio di povertà. Si tratta di una misura relativa della povertà, collegata alla distribuzione del reddito e che prende in considerazione tutte le fonti di reddito monetario. Politiche sociali, di occupazione e istruzione a livello nazionale volte a combattere la povertà possono avere un considerevole impatto sui livelli di rischio. 8 I livelli di rischio di povertà variano a seconda dei diversi standard di vita in tutta l’UE. La soglia di povertà è dalle quattro alle cinque volte superiore in Austria, nei Paesi Bassi e a Cipro rispetto a Romania e Bulgaria. Grave deprivazione materiale Questo indicatore descrive la situazione di persone che non possono permettersi beni considerati essenziali per condurre una vita dignitosa in Europa. Esso riflette sia la distribuzione di risorse all’interno di un paese sia le differenze negli standard di vita e nel prodotto interno lordo (PIL) pro capite in tutta Europa. In media, l’8 % degli europei soffre di grave deprivazione materiale, ma in alcuni paesi la percentuale sale al 30 %. Persone che vivono in famiglie con un’intensità di lavoro molto bassa Questo indicatore descrive la situazione di persone che vivono in famiglie in cui nessuno lavora (o in cui i membri della famiglia lavorano molto poco), ma che non necessariamente percepiscono un reddito molto basso. Un posto di lavoro rimane lo strumento migliore contro la povertà e l’esclusione. Il rischio di povertà a cui sono esposti gli adulti disoccupati in età da lavoro è più di cinque volte superiore rispetto a quello affrontato da coloro che lavorano (il 44 % contro l’8 %), mentre per le persone inattive (esclusi i pensionati) è tre volte superiore a quello degli occupati (il 27 % contro l’8 %). L’uso di questo indicatore riflette gli sforzi degli Stati membri per affrontare l’esclusione dal mercato del lavoro. Chi è a rischio di povertà ed esclusione? I bambini, gli anziani, le donne single, le famiglie monoparentali, le persone poco qualificate, disoccupate o inattive in età da lavoro, compresi coloro con disabilità, le persone che vivono in zone rurali e i migranti sono soggetti al più alto rischio di povertà o esclusione. Le minoranze etniche, compresi i rom, non possono essere identificate tramite statistiche UE ufficiali, ma alcune fonti nazionali indicano che anche esse sono ad elevato rischio di esclusione. 9 Rischio di povertà o esclusione dei principali gruppi a rischio e quota di questi gruppi rispetto all’intera popolazione a rischio (UE-27, 2009) Risk of poverty Rischio di povertà o esclusione or exclusion specific population perfor specifi che fasce sub-groups, % di popolazione (%) ShareQuota in population rispetto atpopolazione risk of poverty alla a rischio or exclusion, % (%) di povertà o esclusione Popolazione totale Total population 100 Non-EU migrants Immigrati extra-UE 6 Single Uomini male single 7 Famiglie monoparentali households Single parent 9 Unemployed Disoccupati 10 Single female Donne single 11 Children Bambini 22 Working Occupati Inactive Non attivi (non (not retired, pensionati, non bambini) not children) 22 27 0 10 20 30 40 50 60 70 80 Fonte: EU-SILC (2009). Anno di riferimento del reddito: 2008, ad eccezione di Irlanda (2008-2009) e Regno Unito (2009). Nota: Il 63 % dei disoccupati è a rischio di povertà o esclusione e rappresenta il 10,5 % della popolazione a rischio di povertà o esclusione. Migliorare la misurazione della povertà ed esclusione sociale È necessario lavorare ulteriormente sugli indicatori affinché riflettano pienamente la natura multidimensionale della povertà ed esclusione sociale e si possano valutare al meglio il ruolo e l’efficacia delle politiche per combatterle. È necessaria un’accurata misurazione della povertà, dell’esclusione dal mercato del lavoro e dell’impatto dei regimi fiscali e previdenziali. 10 Apprendere dalle valutazioni inter pares: utilizzo in Belgio dei bilanci di riferimento Un recente studio intitolato «Minibilanci: qual è il reddito necessario per vivere dignitosamente in Belgio?» ha stabilito un paniere mensile realistico di prodotti e servizi al fine di stabilire il bilancio necessario per determinati tipi di famiglie. I ricercatori si sono concentrati su prodotti e servizi considerati essenziali per una vita sana e indipendente. Un aspetto interessante dello studio è che consentiva alle persone che vivono in povertà di dare un feedback sui risultati ottenuti utilizzando una metodologia scientifica. Lo sviluppo di bilanci di riferimento può aiutare a valutare l’adeguatezza dei livelli minimi di reddito e potrebbe sostenere la consulenza sociale e finanziaria. Per poter essere accurati, i bilanci di riferimento dovrebbero essere determinati sulla base di dati scientifici con input da parte di un’ampia sezione trasversale della società, comprese le persone in povertà. Tali bilanci possono indicare soglie di povertà sulla base del reddito e migliorare la comprensione dei livelli di inclusione sociale negli Stati membri. 11 Politiche per prevenire e ridurre la povertà Europa 2020 è una strategia integrata, il cui successo dipende dal fatto che tutte le sue azioni si sostengano a vicenda. Questo è particolarmente importante nelle aree relative a occupazione, istruzione e povertà. La crescita economica e l’elaborazione di politiche dell’occupazione e istruzione efficaci svolgono un ruolo fondamentale nel combattere la povertà e l’esclusione sociale. La riduzione della povertà migliorerà le opportunità lavorative e le possibilità dei bambini di andare bene a scuola. Promuovere una crescita inclusiva Nonostante la presenza di sistemi di protezione sociale, la crisi finanziaria ha colpito più duramente le fasce più vulnerabili, aumentando così le disuguaglianze. Malgrado la necessità di rafforzare le finanze pubbliche, in particolare nel contesto di una società che invecchia, i vantaggi della ripresa devono essere condivisi nel modo più ampio possibile. Strategie di inclusione attiva per sostenere le misure occupazionali I paesi con alti tassi di occupazione tendono ad avere livelli inferiori di povertà ed esclusione. Tuttavia, un lavoro non rappresenta sempre una garanzia contro la povertà e gli occupati costituiscono il 24 % di coloro che sono a rischio di povertà ed esclusione nell’UE. Nel 2009, l’8,4 % delle persone occupate viveva al di sotto della soglia di povertà. Questo dato non migliora dal 2005. È perciò importante che le politiche occupazionali garantiscano una retribuzione dignitosa a chi ha un impiego, affrontando i problemi della segmentazione del mercato del lavoro, dei bassi salari e della sottoccupazione e aiutando i giovani, le famiglie monoparentali e il «second earner» del nucleo familiare ad accedere al mercato del lavoro. 12 Apprendere dalle valutazioni inter pares: il programma nazionale finlandese per ridurre il problema dei senzatetto a lungo termine A febbraio 2008 il governo finlandese ha adottato un programma volto a dimezzare a lungo termine il problema dei senzatetto entro il 2011. Garantire alloggi adeguati è considerato un prerequisito per la risoluzione di altri problemi sociali e sanitari. Il programma ha aiutato i senzatetto a ottenere una sistemazione permanente attraverso contratti di affitto e ricoveri convertiti in unità in affitto. Ha fornito consulenza in materia di alloggi, sostegno finanziario per aiutare ad evitare lo sfratto e guida all’utilizzo dei servizi sociali. Sono stati anche elaborati piani di riabilitazione e per l’erogazione di servizi ai senzatetto. La prima valutazione del programma ha riscontrato che esso aveva consentito un risparmio di 14 000 euro a persona, oltre il 50 % del costo medio totale dei senzatetto per il governo. Il governo finlandese stima che il raggiungimento dell’obiettivo del programma di creare 1 250 nuovi alloggi, alloggi sovvenzionati o centri di assistenza per i senzatetto a lungo termine potrebbe garantire un risparmio di 17,5 milioni di euro all’anno. Istruzione e competenze come fattori determinanti dell’inclusione sociale Migliorare i livelli di istruzione e garantire l’accesso all’apprendimento permanente contribuirà a ridurre la povertà nel medio e lungo termine. Come evidenziato nella figura sottostante, il livello di rischio di povertà ed esclusione per le persone poco qualificate è del 10 % superiore rispetto a chi possiede un livello medio di istruzione, e più del 20 % superiore rispetto alle persone altamente qualificate. 13 Percentuale della popolazione al di sopra dei 18 anni % of population aged 18-59 for work intensity) (dai 18 ai 59 anni18+ per (aged bassa intensità di low lavoro) Persone dai 18 anni in su a rischio di povertà o esclusione per livello di istruzione (%), (UE-27, 2009) 35 ELEVATO: istruzione terziaria HIGH: Tertiary education MEDIO: istruzione secondaria MEDIUM: Upper secondary superiore and post-secondary education e post-secondarianon-tertiary non universitaria BASSO: istruzione prescolastica, primaria LOW: Pre-primary, primary and lower secondary education e secondaria inferiore Tutti (dai 18 anni in su) All (18 years and over) 30 25 20 15 10 5 0 A rischio di povertà At risk of poverty o esclusione sociale or social exclusion A rischio At risk of poverty di povertà Grave deprivazione Famiglie con intensità Severe material Households materiale di lavoro moltowith bassa deprivation very low work intensity Fonte: EU-SILC (2009). Protezione sociale adeguata e sostenibile La protezione sociale assicura le persone contro il rischio sociale e contribuisce a ridurre la povertà. Al tempo stesso, è di vitale importanza adeguare i sistemi di protezione sociale in modo che essi incoraggino l’attività e l’inclusione. Questo dovrebbe andare di pari passo con le strategie per la crescita e per nuovi e migliori posti di lavoro. L’elaborazione di regimi fiscali e previdenziali determina il modo e la misura in cui essi influenzano le disuguaglianze di reddito e aiutano i poveri. Importanti elementi sono la progressività di imposte e sussidi e l’individuazione di condizioni collegate ai sussidi, in quanto, se non adeguatamente progettati, essi potrebbero costituire un disincentivo a lavorare. Sono state riscontrate ampie variazioni tra gli Stati membri relativamente al sostegno monetario netto per le famiglie a basso reddito. 14 Nell’UE, le spese pensionistiche rappresentano in media il 43 % della spesa lorda per sussidi di protezione sociale e, insieme a regimi generali basati sul reddito, la garanzia di un reddito minimo per gli anziani svolge un ruolo essenziale nel ridurre il rischio di povertà tra i soggetti più anziani. Sono in corso revisioni dei sistemi pensionistici in molti Stati membri. Le principali tendenze della riforma pensionistica riguardano il rafforzamento del collegamento tra i contributi e i sussidi, l’aumento dell’età pensionistica effettiva e legale, la creazione di meccanismi di adeguamento automatico che prendano in considerazione l’aspettativa di vita e gli sviluppi del PIL e l’ampliamento del ruolo dei regimi pensionistici privati. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, investire nella sensibilizzazione circa i vantaggi della salute e della prevenzione delle malattie fisiche e mentali, nonché garantire l’accesso universale a un’assistenza di qualità, sono elementi di vitale importanza per aumentare l’efficienza. Finanziamenti sostenibili al settore, utilizzo di un’assistenza efficiente dal punto di vista dei costi, maggiore ricorso a interventi ambulatoriali, integrazione dei servizi ospedalieri e approcci innovativi alle prestazioni assistenziali potrebbero contribuire a rafforzare il servizio. Politiche di inclusione sociale Interrompere la trasmissione intergenerazionale della povertà e garantire eque possibilità per tutti è di importanza fondamentale. Le azioni in quest’area dovrebbero iniziare dalle famiglie e dai bambini. È necessario rafforzare gli interventi durante la prima infanzia in aree quali l’assistenza sanitaria e l’istruzione. È essenziale garantire un adeguato equilibrio tra il lavoro e la vita privata e promuovere la partecipazione dei genitori al mercato del lavoro. La disponibilità e un’elevata qualità dei servizi per l’infanzia nonché un adeguato sostegno economico alle famiglie, tramite una combinazione di sgravi fiscali e sussidi universali mirati e ben progettati, sono uno strumento essenziale in tal senso. L’inclusione attiva è un elemento chiave per il raggiungimento dell’obiettivo UE di riduzione della povertà e per garantire che i vantaggi della crescita e dell’occupazione siano equamente condivisi. Essa consiste in strategie che combinano un adeguato sostegno dei redditi, accesso al mercato del lavoro, specialmente per coloro che vivono ai margini della società, e servizi di qualità. Si tratta di strumenti necessari per prevenire l’esclusione a lungo termine e per aumentare l’efficienza della spesa sociale. La copertura delle reti di sicurezza sociale dovrebbe essere migliorata garantendo un finanziamento sostenibile dei servizi sociali e si ritiene inoltre necessario aumentare la qualità degli interventi. 15 Strumenti finanziari UE per combattere la povertà Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento finanziario a livello UE per promuovere l’occupazione, l’inclusione sociale e le pari opportunità e per sviluppare le abilità e le competenze. Con un bilancio totale di 76 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, il FSE sostiene direttamente le azioni volte al conseguimento degli obiettivi Europa 2020 nei settori dell’istruzione, occupazione e inclusione sociale e offre inoltre un contributo per il raggiungimento degli obiettivi di ricerca e sviluppo. Il programma Progress sostiene progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi UE e a sviluppare conoscenze nei settori della politica occupazionale, inclusione sociale, riforme di protezione sociale e pari opportunità, nonché all’attuazione della politica sociale dell’UE. Lo strumento europeo di microfinanza mira a contribuire allo stanziamento di circa 500 milioni di euro in prestiti alle piccole imprese fino al 2020. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) mira a ridurre le disparità tra le regioni e a combattere i persistenti alti livelli di povertà. Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) finanzia lo sviluppo di infrastrutture e servizi sociali e di istruzione e, più in generale, miglioramenti alla qualità di vita e gestione dell’attività economica nelle zone rurali. Il programma quadro di ricerca sostiene la ricerca socio-economica europea avanzata, in particolare tramite lo sviluppo di nuove metodologie, indicatori di progresso e infrastrutture di ricerca. 16 Prospettive per il futuro: principali messaggi I seguenti messaggi emergono dalle scoperte della relazione annuale del CPS e sono stati adottati dal Consiglio «Occupazione, politica sociale, salute e consumatori» nell’incontro del 7 marzo 2011 (1). • Una persona su cinque nell’UE è esposta al rischio di povertà o di esclusione sociale e 40 milioni di persone si trovano in uno stato di grave deprivazione. I capi di Stato o di governo dell’UE si sono impegnati a sottrarre almeno 20 milioni di europei al rischio di povertà e di esclusione sociale entro il 2020. La realizzazione di questa aspirazione richiede obiettivi nazionali ambiziosi nonché le misure necessarie per realizzarli al fine di far sì che la lotta contro la povertà rientri nella strategia complessiva finalizzata alla ripresa economica. Occorre inoltre la mobilitazione di tutti gli attori interessati. • Un rapido ritorno alla crescita e politiche ben concepite in tema di occupazione e istruzione sono essenziali per ridurre la povertà e l’esclusione sociale. Nel contempo, gli sforzi volti al risanamento delle finanze pubbliche e alla riforma dei sistemi di protezione sociale dovrebbero mirare ad assicurarne la sostenibilità e l’adeguatezza. Ciò contribuirà anche a preservarne il ruolo importante di stabilizzatori automatici. Così facendo, gli Stati membri dovrebbero fare in modo di combinare l’efficacia, l’efficienza e l’equità. I gruppi più vulnerabili dovrebbero essere tutelati dal rischio di essere proprio loro a pagare lo scotto delle misure di risanamento. • Nel momento in cui gli Stati membri si adoperano per assicurare la ripresa, occorrono strategie di inclusione attiva che combinino il sostegno ai redditi, l’accesso al mercato del lavoro e ai servizi socio-sanitari per prevenire l’esclusione di lungo termine e accrescano nel contempo l’efficienza della spesa sociale. Ciò comporta che si agevoli per tutti la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne e i giovani, si correli l’assistenza sociale alle misure di attivazione e all’accesso a servizi abilitanti e si migliori la copertura e l’adeguatezza delle reti di sicurezza sociale ove necessario. È anche essenziale assicurare il finanziamento sostenibile di servizi sociali di elevata qualità. (1) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/lsa/120430.pdf 17 18 • 25 milioni di bambini sono esposti al rischio di povertà o di esclusione nell’UE. Per spezzare la trasmissione intergenerazionale della povertà, gli Stati membri devono dare la priorità a interventi precoci a sostegno dell’infanzia in ambiti quali la salute e l’istruzione, aumentare la disponibilità di servizi di custodia dei bambini qualitativamente validi e servizi abilitanti, promuovere la partecipazione dei genitori al mercato del lavoro e garantire un opportuno sostegno dei redditi alle famiglie con bambini mediante una combinazione di adeguate prestazioni universali e mirate. • Le politiche volte ad affrontare le forme più gravi e persistenti di povertà ed esclusione sociale richiedono una combinazione di strategie universali e mirate. Si dovrebbe riservare un’attenzione specifica alla prevenzione e alla lotta contro la condizione di senza casa e l’esclusione abitativa, affrontare il problema della precarietà energetica e dell’esclusione finanziaria. La promozione dell’inclusione sociale e la lotta contro la discriminazione dei gruppi a rischio deve essere l’elemento centrale delle politiche sociali. • Massimizzare gli anni di occupazione e minimizzare gli effetti delle interruzioni delle carriere è essenziale per assicurare la futura adeguatezza delle pensioni e la sostenibilità finanziaria di lungo termine dei sistemi pensionistici. Ciò richiede che si innalzino i tassi di occupazione e la copertura pensionistica, in particolare dei giovani e delle donne, accreditando ad esempio le interruzioni volontarie di carriera e aumentando l’età effettiva di pensionamento, compresi la restrizione dei prepensionamenti e il miglioramento delle condizioni e degli incentivi per indurre i lavoratori anziani a rimanere più a lungo nel mondo del lavoro, oltre a trovare soluzioni per adattare i diritti pensionistici all’evoluzione della speranza di vita. • Il fatto di assicurare un accesso universale a un’assistenza di qualità per tutti richiederà sforzi rinnovati per mantenere l’efficienza del settore sanitario. Alla luce delle misure di austerità e dell’invecchiamento demografico, occorrerà accrescere l’efficacia, la sostenibilità e la reattività dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza di lungo periodo anche mediante sistemi innovativi e coordinati di prestazione di assistenza sanitaria e sociale, come, ad esempio, percorsi integrati per il trattamento delle malattie croniche. L’investimento nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie (comprese quelle mentali) può avere importanti ricadute in termini sia sociali sia economici. • Il successo della strategia Europa 2020 è legato ad un approccio integrato e coerente tra tutti i pertinenti ambiti politici, in particolare quelli delle politiche sociali, occupazionali ed economiche, nonché ad una stretta cooperazione tra tutti i livelli di governo, le parti sociali e la società civile. Creare una correlazione tra i finanziamenti dell’UE e le priorità di Europa 2020 e dare sostegno all’innovazione sociale sono iniziative utili per accrescere l’efficacia. • La Commissione e gli Stati membri dovrebbero contemplare la necessità di rafforzare la loro capacità di valutare gli impatti sociali delle loro principali politiche e delle loro decisioni di spesa nel contesto delle valutazioni d’impatto generali, in linea con l’articolo 9 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e nel contesto della piattaforma europea contro la povertà e l’esclusione sociale. È anche essenziale migliorare la tempestività delle statistiche sociali e accrescere la capacità analitica. • Il CPS fornirà il suo input sul modo migliore per assicurare la coerenza tra gli obiettivi e i metodi operativi del MAC sociale e il nuovo contesto della strategia Europa 2020 e della sua governance, sulla base dell’esperienza maturata nel primo semestre europeo di Europa 2020 (2). (2) I semestri europei si terranno annualmente a partire dal 2011 e sono periodi di sei mesi durante i quali si rivedono le politiche di bilancio e strutturali degli Stati membri al fine di individuare incoerenze e squilibri. 19 Approfondimenti Comitato per la protezione sociale: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=758 Strategia Europa 2020: http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm Protezione sociale e integrazione sociale: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=750 Piattaforma europea contro la povertà e l’emarginazione: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=961&langId=it Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale: http://www.2010againstpoverty.eu/?langid=it Fondo sociale europeo: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=325&langId=it 20 Commissione europea La dimensione sociale della strategia Europa 2020 Relazione del comitato per la protezione sociale (2011) Sintesi Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea 2011 — 20 pagg. — 14,8 × 21 cm ISBN 978-92-79-20384-8 doi:10.2767/37281 Il comitato per la protezione sociale, un forum politico al quale partecipano gli Stati membri e la Commissione europea, ha pubblicato la sua relazione annuale 2011 sulla dimensione sociale della strategia Europa 2020. La presente pubblicazione offre una sintesi della relazione presentando il lavoro del comitato per la protezione sociale, descrivendo gli obiettivi riguardanti la povertà e l’esclusione sociale nell’UE e analizzando la situazione attuale e le tendenze future in questo campo. Esso esamina inoltre le politiche di riduzione e prevenzione della povertà e riporta i messaggi più importanti adottati dal comitato per la protezione sociale. Sono altresì specificati i programmi nazionali e gli strumenti offerti dall’Unione europea per combattere la povertà e l’esclusione sociale. Questa pubblicazione è disponibile in formato cartaceo in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea. Come ottenere le pubblicazioni dell’Unione europea Pubblicazioni gratuite: • tramite EU Bookshop (http://bookshop.europa.eu); • presso le rappresentanze o le delegazioni dell’Unione europea. Per ottenere indicazioni e prendere contatto collegarsi a http://ec.europa.eu o inviare un fax al numero +352 2929-42758. 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