ATTI DEL CONVEGNO
LATTE
ALIMENTO
INDISPENSABILE AD OGNI
ETA’
A cura di
Giuseppe Vinazzani
A.I.E.S. REGIONE LIGURIA COMITATO LOCALE DI ORTONOVO
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Il Consiglio direttivo dell’AIES Regione Liguria Comitato Locale di Ortonovo coglie l’occasione
per ringraziare tutti coloro che hanno consentito con il loro fattivo apporto la realizzazione
dell’evento, a partire dai relatori del convegno, dagli sponsor e dagli enti patrocinanti
Sponsor:
CANTINE LUNAE
RISTORANTE dei “ PINI”
BOSONI SRL
Via Olmarello
Via Bozzi n. 63 ORTONOVO CASTELNUOVO MAGRA (Sp)
BICI CENTER
di BARUZZO NICOLA
Via Aurelia ORTONOVO ( SP)
Enti:
L’ASL N. 5 della SPEZIA
L’amministrazione Comunale di Ortonovo
L’Amministrazione Comunale di Castelnuovo Magra
Gli Istituti Comprensivi di ORTONOVO E CASTELNUOVO MAGRA
L’ASSOCIAZIONE dei genitori della Scuola Media Statale “ Ceccardo Roccatagliata Ceccardi” .
di Ortonovo
LA REGIONE LIGURIA
LA S.I.N.U.( Società Italiana di Nutrizione Umana) nella persona del Presidente Regionale
Salvatore prof.Ciappellano
L’AIS REGIONE LIGURIA
L’AIES NAZIONALE
FIAB RUOTA LIBERA Apuo-Lunense
Gli associati AIES Tonelli Arduino, il Prof. Franco Marchi e Andrea Bianchi per il fattivo
contributo offerto
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PREFAZIONE
La pubblicazione degli atti del convegno su “Latte alimento indispensabile ad ogni età”, si rende
necessaria non solo per ricordare l’impegno svolto dall’A.I.E.S. Regione Liguria Comitato Locale
di Ortonovo nell’ambito della promozione e tutela della salute della popolazione, ma soprattutto
per mettere a disposizione degli strumenti scientificamente validi, a quanti vogliano, sviluppare
temi sulla alimentazione corretta; è infatti nostra convinzione che l’educazione alla salute non può
prescindere da informazioni corrette ed aggiornate.
I risultati di questo convegno vogliono rappresentare quindi un punto di partenza soprattutto per
tutti coloro che aspirano a svolgere un ruolo di educatori nell’ambito dell’alimentazione umana con
lo scopo di prevenire le numerose malattie cronico degenerative presenti nel nostro tempo, non
ultima quella della OBESITA’.
Il convegno “LATTE ALIMENTO INDISPENSABILE AD OGNI ETA’” si è rivolto a tutta la
popolazione in genere e in particolare agli insegnanti e agli alunni delle scuole elementari e medie
di Ortonovo e Castelnuovo Magra.
Esso è stato promosso :
dall’A.I.E.S (Associazione Italiana per l’educazione Sanitaria) Regione Liguria Comitato Locale di
Ortonovo
Realizzato con la collaborazione :
dell’U.O PROMOZIONE ALLA SALUTE dell’ASL N. 5 della SPEZIA e con gli
ISTITUTI COMPRENSIVI di Ortonovo e Castelnuovo Magra
Sotto il patrocinio:
della Regione Liguria,
della S.I.N.U (società Italiana di Nutrizione Umana) Sez. Liguria Piemonte Lombardia
delle Amministrazioni Comunali di Ortonovo e di Castelnuovo Magra
dell’AIES Regione Liguria
e dell’AIES NAZIONALE
Di seguito riportiamo l’evento assieme a quello della XIII° Pedalata ecologica pensando al cuore,
che, come è consuetudine, accompagna da anni gli interventi di educazione alla salute.
Giuseppe Dr. Vinazzani
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PRESENTAZIONE
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A cura del Prof. Giuseppe Badolati
Presidente AIES Liguria
Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova
L’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente influenzano lo stato di salute dell’uomo.
Alimentarsi in maniera corretta, sicura e adeguata è una delle principali necessità di ogni essere
umano. Pertanto fornire informazioni semplici e precise riguardo l’alimentazione, basate su
evidenze scientifiche e non distorte dalla comunicazione mediatica diventa un impegno per tutta la
comunità scientifica e in particolare per chi si occupa di prevenzione e salute pubblica.
Il latte e i prodotti lattiero-caseari derivati necessitano oggi più degli altri di una corretta
collocazione nel panorama nutrizionale e nella corretta percezione del consumatore. Infatti
l’informazione su tali prodotti è spesso carente, approssimativa e generica.
Il latte nelle culture alimentari tradizionali è da sempre legato all’idea di infanzia: non a caso è il
primo alimento nella dieta del neonato. In effetti comunque è importante ricordare che il latte è un
alimento indispensabile nella dieta quotidiana a qualsiasi età.
L’idea stessa di latte è connessa a immagini di vita e di salute. Il colore bianco è un colore positivo
che da sempre è stato associato a bontà e purezza. Lo stesso Schilder afferma che “il latte è
l’alimento per eccellenza, nell’immaginario collettivo, della rinascita e dell’assenza di impurità”.
Oggi bere il latte è l’ultima immagine naturale che rimanda ad un paesaggio bucolico: quando si
pensa al latte, si evoca immediatamente la natura.
Il latte che arriva nelle nostre case oggi è un latte che ha subito diversi processi di trattamento, con
l’obiettivo di fornire un latte ad elevata qualità, di conservare intatte le proprietà nutrizionali e di
garantire il controllo microbiologico.
Il latte contiene una grande quantità di proteine, oltre che grassi, carboidrati, minerali (soprattutto
calcio) e vitamine (per la maggior parte vitamine A, E, K, C, acido folico e riboflavina). L’apporto
energetico del latte e dei suoi derivati appare pertanto piuttosto elevato all’interno della dieta
quotidiana di un individuo.
Resta infine da ricordare che il latte può essere anche la causa scatenante di allergie e intolleranze
alimentari, con una prevalenza nella popolazione generale che si aggira intorno al 2-3% per i
bambini e circa l’1% per gli adulti.
In conclusione, mettendo sul piatto della bilancia rischi e benefici del latte, possiamo affermare con
certezza che il latte è un alimento fondamentale nel processo di acquisizione e mantenimento della
massa ossea e che recenti studi hanno dimostrato le proprietà anti-ipertensive e anti-obesità di una
dieta a base di un corretto e bilanciato apporto di prodotti lattiero-caseari.
L’intento di questo convegno è pertanto quello di sottolineare l’importanza dell’alimento latte e di
promuovere una corretta informazione del cittadino riguardo le caratteristiche e gli effetti positivi
del latte in termini di salute.
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INTRODUZIONE
Dr. Giuseppe Vinazzani
Biologo Nutrizionista
Presidente AIES Regione Liguria Comitato locale di Ortonovo
C’è una variazione di ordine nella scaletta degli interventi, la dott.sa. Graziella Lasi della Granarolo
farà il primo intervento poiché deve lasciarci nel primo pomeriggio per impegni sopraggiunti
all’ultimo minuto.
Il primo intervento sarà quindi “Latte e tipologie previste dalla legge”
ADESSO dichiaro aperto questo convegno
E porgo il saluto a tutti i presenti anche a nome dell’AIES REGIONE Liguria Comitato Locale di
Ortonovo che mi onoro di rappresentare e che prosegue con questo convegno l’azione di
educazione alimentare rivolta alla popolazione, iniziata già nel 2004 con la conoscenza della
composizione chimico fisica delle ACQUE e poi del VINO e che proseguirà con un altro
importante alimento liquido, l’olio di OLIVA.
Questo convegno sul latte che è in particolare rivolto ai genitori e agli insegnanti delle scuole del 1°
ciclo, si pone come obiettivo generale la Prevenzione dell’Obesità nella fascia di età dai 6 – 11 anni,
E’ ormai a tutti noto che l’obesità nei paesi industrializzati, come l’Italia, sta raggiungendo livelli di
incidenza allarmanti ( SI STIMA CHE NEL MONDO CI SIANO PIU DI 300 MILIONI DI OBESI)
e che per questo l’O.M.S classifica l’obesità come una MALATTIA , malattia che a causa della sua
velocità di diffusione è oggi ritenuta, una EPIDEMIA.
E’ nostra convinzione che una educazione alimentare tra la popolazione , non possa prescindere
dalla conoscenza delle proprietà dei nutrienti che compongono gli alimenti e quindi tali
conoscenze nutrizionali sono una delle premesse indispensabili per attuare la lotta all’obesità.
Questo intervento vuol essere quindi un messaggio importante rivolto ai bambini e ai genitori su
quali siano i fuori pasto più salutari e gustosi che assieme alla frutta e al panino rappresentano una
merenda la cui densità energetica è ridotta rispetto agli snak ad alta densità , come le focaccine
ripiene di salumi e le merendine che spesso contengono anche alcool come è emerso nel convegno
dell’anno scorso. Non solo, i mezzi di comunicazione hanno recentemente riferito che gli
ADDITTIVI (coloranti e conservanti) presenti nelle merendine e nelle BIBITE ( in particolare
quelli appartenenti al gruppo E), HANNO EFETTI DEVASTANTI SUI BAMBINI DAI 3 A 9
ANNI CHE NE FANNO USO, RISULTANDO RESPONSABILI DELLA LORO
AGGRESSIVITA’, DELLA LORO IPERATTIVITA’ E DELLA MANCANZA DI
CONCENTRAZIONE ( risultati riportati da uno studio durato 20 anni in Inghilterra).
L’obiettivo che ci poniamo è quindi quello di far acquisire corrette abitudini alimentari e sviluppare
una coscienza nutrizionale atta ad educare ad una sana merenda di metà mattina.
Tale intervento non è certamente esaustivo per la lotta all’obesità, che sappiamo bene deve
comprendere anche una promozione dell’attività fisica e ad una corretta alimentazione nell’arco
della giornata, intesa sia dal punto di vista dell’equilibrio dei nutrienti che dell’inteik calorico
corrispondente ai propri fabbisogni, però l’ approccio innovativo, basato cioè sul coinvolgimento
dei bambini mediante la sua distribuzione nell’ambito della scuola, ha il merito di avere una
maggiore probabilità di venire accettato dagli alunni. Infatti nel caso che un singolo faccia merenda
con una frutta o uno yogurt, viene additato come un marziano dagli altri bambini, provando disagio.
Per superare questo problema, nel corso dell’anno scolastico verrà distribuito ai circa 600 bambini
degli istituti comprensivi di Ortonovo e Castelnuovo Magra il latte e lo yogurt a partire dai primi e
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dagli ultimi due martedì del mese di marzo 2008. Tale distribuzione è sponsorizzata e curata dalla
tenuta del Latte di Marinella e dalla Granarolo che ringraziamo e potrà eventualmente essere
proseguita nel corso dell’anno scolastico nel caso la nostra associazione riceva il contributo
richiesto alla Fondazione della cassa di Risparmio della Spezia.
Prima di cedere la parola alle autorità per il saluto, voglio porgere un ringraziamento alla SINU
(Società Italiana di Nutrizione Umana) per aver concesso il patrocinio a questa iniziativa,
facendogli assumere importanza a livello Nazionale.
e un ringraziamento al Presidente dell’AIES Gianfranco Tarsitani per avere accettato l’invito a
chiuderlo, avendo colto l’importanza dell’evento.
Mi auguro che le informazioni di alto spessore scientifico che i relatori altamente qualificati di
questo pomeriggio ci proporranno, vi siano di aiuto nelle vostre scelte giornaliere per una sana e
corretta alimentazione.
Cedo la parola al Sindaco del Comune di Ortonovo Prof. Francesco Pietrini per il saluto di rito.
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SALUTO AUTORITA’
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SALUTO SINDACO DEL COMUNE DI ORTONOVO
Prof. Francesco Pietrini
Con piacere porto il saluto dell’Amministrazione comunale di Ortonovo a questo nuovo convegno
promosso dall’ l’A.I.E.S di Ortonovo .
Il convegno odierno vuole essere la continuazione di un percorso di educazione permanente iniziato
dall’ A.I.E.S già da qualche anno, iniziativa lodevole alla quale la Giunta ha sempre guardato con
interesse concedendo ogni volta il proprio patrocinio.
Illustrando le virtù del latte - che è alimento fondamentale per un accrescimento corporeo sano ed
equilibrato ed indispensabile a tutte le età - si contribuisce a divulgare i principi di una educazione
alimentare corretta tra le nuove generazioni.
La presenza degli alunni delle scuole è la testimonianza dell’interesse suscitato e della valenza
didattica del progetto.
Parlare del latte significa richiamare la tradizione contadina e pastorale del nostro territorio dove
questo era la base dell’alimentazione ed è un tributo alla pratica della pastorizia ed alla laboriosità
delle nostre genti.
I prodotti delle nostre terre, oltre al latte, olio, vino e formaggi erano ampiamente conosciuti ed
apprezzati anche nella Colonia Romana di Luni; già allora venivano decantate le bontà dei prodotti
della terra di Luna.
Porgo il mio saluto ai presenti, agli insegnanti ed alle loro scolaresche ed un augurio di buon lavoro
ai relatori di questa manifestazione.
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LATTE E TIPOLOGIE PREVISTE DALLA LEGGE
A cura della Dott.ssa Graziella Lasi
Resp. Comunicazione medico-scientifica
Gruppo Granarolo
Le tipologie di latte in commercio
Il Latte messo in commercio si differenzia per:
1)
2)
3)
4)
SPECIE ANIMALE
RISANAMENTO FISICO
RISANAMENTO TERMICO
COMPOSIZIONE (titolo di grasso)
Specie animale
La normativa in vigore prescrive che per “latte” senza la specificazione della specie dal quale
deriva, si identifica solo quello di origine bovina.
Tutti gli altri devono essere accompagnati dalla specie da cui derivano (es: latte di pecora, latte di
bufala, ecc).
Latte ottenuto dalla miscela di più specie deve riportarle tutte nella denominazione di vendita. Es:
latte di vacca e di pecora.
Trattamento fisico
Il latte deve subire il trattamento della
omogenizzazione
per impedire che i globuli di grasso si aggreghino e affiorino sulla superficie del latte.
Il latte può subire il trattamento della
deodorizzazione
per impedire che odori di stallatico possano persistere rendendolo sgradevole nel .l’odore e nel
sapore
Risanamento termico
Il risanamento termico individua il modo in cui viene effettuato il trattamento che permette di
ottenere un latte igienicamente sicuro.
I trattamenti individuati per legge sono:
1
Pastorizzazione
2
U.H.T. (Ultra Hight Temperature)
3
Sterilizzazione
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Altri trattamenti : microfiltrazione
Pastorizzazione
La pastorizzazione è un trattamento termico che deve avvenire ad almeno a 71,7°C per 15 secondi
Latte pastorizzato
Latte fresco pastorizzato
Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità
I requisiti che devono caratterizzare il Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità Granarolo devono
essere sia di produzione alla stalla che di composizione del prodotto finito.
Latte pastorizzato
i parametri distintivi:
1
2
3
4
Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g
Tenore in sieroproteine non inferiore al 11%
Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml
Cellule somatiche non superiori a 400.000/ml
Latte fresco pastorizzato
i parametri distintivi:
1
2
3
4
5
6
Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g
Tenore in sieroproteine non inferiore al 14%
Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml
Cellule somatiche non superiori a 400.000/ml
Perossidasi positiva
Un solo trattamento termico entro 48 ore dalla mungitura
Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità
i parametri distintivi:
1
2
3
4
5
6
7
8
Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g
Tenore di proteine non inferiori a 32 g/lt
Tenore in sieroproteine non inferiore al 15,5%
Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml
Cellule somatiche non superiori a 300.000/ml6
Contenuto in acido lattico inferiore a 30 ppm
Perossidasi positiva
Un solo trattamento termico entro 48 ore dalla mungitura
Pastorizzazione a temperatura elevata
E’ un trattamento che comporta un'elevata temperatura per un breve periodo di tempo.
Il latte così trattato deve presentare una reazione negativa alla prova della fosfatasi e può presentare
una reazione negativa alla prova della perossidasi.
Sulle confezioni deve figurare un'indicazione del tipo: «pastorizzato a temperatura elevata»;
U.H.T. (Ultra High Temperature)
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Il trattamento U.H.T. è il trattamento termico che si ottiene con un riscaldamento continuo ad
almeno +135 °C per non meno di un secondo per inattivare i microrganismi e le spore, e
confezionato in recipienti opachi e asettici in modo tale che le variazioni chimiche, fisiche e
organolettiche siano ridotte al minimo.
Inoltre deve permettere al latte di essere conservabile, in modo da non presentare alterazioni palesi
dopo mantenimento in un recipiente chiuso per quindici giorni, alla temperatura di +30 °C.
Il trattamento U.H.T. può essere “diretto” o “indiretto”
• DIRETTO : contatto diretto del latte con il vapore acqueo;
• INDIRETTO : il latte è diviso fisicamente dal vapore tramite piastra riscaldante
Il latte UHT a lunga conservazione si mantiene per almeno 90 giorni senza l’aggiunta di conservanti
Sterilizzazione
Il trattamento di sterilizzazione è un trattamento termico che prevede il riscaldamento e la
sterilizzazione del latte in confezioni o recipienti ermeticamente chiusi; il dispositivo di chiusura
deve rimanere intatto.
Il latte deve essere conservabile in modo da non presentare alterazioni palesi dopo mantenimento in
un recipiente chiuso per quindici giorni ad una temperatura di +30 °C.
Il latte sterile a lunga conservazione si mantiene per almeno 180 giorni senza l’aggiunta di
conservanti
Microfiltrazione
La microfiltrazione è una tecnica di filtrazione condotta su elementi filtranti esenti da cessioni e
aventi pori con luce media da 1,4 a 2 micron con applicazione di pressioni transmembranarie
comprese
tra
1
e
1,2
bar.
Il latte sottoposto a microfiltrazione deve essere sottooposto poi alla pastorizzazione e deve
riportare sulla confezione la dicitura “pastorizzato microfiltrato”.
La legislazione italiana e comunitaria permette oggi la vendita di latte crudo, esclusivamente tra il
produttore ed il consumatore, sempre che l'allevamento di provenienza abbia le condizioni igienico
sanitarie adeguate.
Composizione: latte intero
Latte Intero fresco pastorizzato di Alta Qualità
Grasso uguale o superiore a 3,6% su 100 ml di latte.
Proteine uguali o superiori a 3,2% su 100 ml di latte.
Latte Intero
Grasso uguale o superiore a 3,5% su 100 grammi di latte
Latte Parzialmente Scremato
Grasso compreso tra 1,5% e 1,8% su 100 grammi di latte
Latte Scremato
Grasso inferiore a 0,5% su 100 grammi di latte
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COMPOSIZIONE CHIMICA E PROPRIETA’ NUTRIZIONALI DEL LATTE
A cura del Prof. Paolo Simonetti
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche – Sezione Nutrizione
Università degli Studi di Milano – Via Celoria, 2 – 20133 Milano
Premessa
La qualità di un alimento è una realtà multifattoriale di non facile definizione. Gli aspetti coinvolti
sono quelli igienico-sanitario, sensoriale, chimico, fisico-tecnologico e nutrizionale.
Anche nel caso del latte sono molti i fattori che concorrono alla definizione della sua qualità. Dal
punto di vista alimentare le principali caratteristiche del latte sono la presenza di proteine, di lipidi e
l'apporto di significative quantità di calcio e fosforo. Alcuni costituenti provengono dall’attività di
secrezione della mammella dell'animale, altri direttamente dal sangue.
I fattori che concorrono a definire i rapporti quali e quantitativi tra questi elementi sono legati alla
specie, alle diverse razze della stessa specie, alla variabilità interindividuale, all’alimentazione del
bestiame, alla sua età, allo stadio della lattazione e alla stagione.
Composizione chimica
Il latte è una miscela complessa di componenti ripartiti in una fine emulsione (lipidi e vitamine
liposolubili), una fase dispersa (proteine, calcio e magnesio come sali di fosfato e citrato), una
soluzione (carboidrati solubili, sali, azoto non proteico, vitamine idrosolubili) e una sospensione
(cellule, microrganismi).
La sua composizione centesimale media è la seguente:
Acqua
Materia grassa
Lattosio
Sostanze azotate
Sali minerali
pH
Densità a 20 °C:
Punto di congelamento
86.9-88.5 g/100g
3.3-4.4 g/100g
4.8-5.1 g/100g
2.8-3.3 g/100g
0.6-0.8 g/100g
6.5-6.7
1.030-1.033 intero g/ml
1.035-1.036 scremato g/ml
-0.530 ÷ -0.540 °C
Dal punto di vista nutrizionale sono due gli aspetti che devono essere presi in considerazione:
1- uno macroscopico, la densità energetica, legata essenzialmente alla percentuale di grasso
presente (latte intero, parzialmente scremato o scremato) imputabile ai trattamenti
tecnologici;
2- uno più fine, riferito alla ripartizione qualitativa dei nutrienti del latte ed alla presenza di
composti bioattivi.
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Energia
L’apporto energetico ottenibile con latte intero è di circa 61 kcal/100g, che si riduce a 49 kcal/100g
per il prodotto parzialmente scremato e 36 kcal/100g per quello scremato.
Proteine
Le proteine del latte si dividono in caseine, circa il 78%, e sieroproteine 18% con una quota restante
costituita da azoto non proteico corrispondente a circa 4%.
Le caseine sono proteine coniugate -cioè proteine legate ad altre molecole, in questo caso a fosforo
sotto forma di acido fosforico esterificato. Questi gruppi fosforici sono importanti sia per la
struttura della proteina che per le sue possibili funzioni legate all’assunzione di nutrienti (calcio), al
trasporto di minerali nell’intestino (fosfopeptidi) e di aminoacidi (leucina) attraverso la membrana
intestinale, alla motilità del tratto gastrointestinale, alla stimolazione della secrezione degli ormoni
post-prandiali (insulina, somatostatina), alla formazione di peptidi immunostimolanti, antiipertensivi e antitrombotici.
Nel dettaglio, le caseine possono essere distinte in base alla distribuzione delle cariche e alla
sensitività di precipitazione in seguito all'addizione di calcio:
Caseina α(s1)
Caseina α(s2)
Caseina β
Caseina κ
40 %
10 %
30 %
15 %
Le sieroproteine costituiscono la frazione proteica che non sedimenta per centrifugazione,
precipitazione acida o presamica ma che coagula al calore. Hanno una composizione aminoacidica
differente rispetto alle caseine. Contengono meno acido glutammico e prolina e più aminoacidi
solforati risultando così di elevatissimo valore biologico.
Possono essere distinte in:
α-Lattoalbumina
β-Lattoglobulina
Proteosi - peptoni
Immunoglobuline
Siero albumina
Latto(trans)ferrina
Enzimi
20%
44 – 50%
20%
10%
5% (siero del sangue)
tracce
tracce
Le sieroproteine svolgono attività biologiche quali la sintesi del lattosio (α-la), il trasporto del
retinolo nell’intestino nel vitello (β-lg) e l’immunizzazione passiva durante i primi giorni di
allattamento (Ig).
Caseine e siero-proteine contengono peptidi biologicamente attivi “criptati” all’interno della
sequenza-precursore e che possono essere rilasciati lungo l’apparato digerente in seguito all’azione
dei diversi enzimi digestivi che idrolizzano le proteine oppure in seguito a processi di
trasformazione tecnologica della materia prima (formaggi, yogurt, ecc.). Vengono definiti
biopeptidi (casomorfine, lattorfine, casochinine, lattochinine) e possiedono azione antipertensiva,
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immunostimolante, antitrombotica, antimicrobica, oppioide e trasportatrice dei minerali, in
particolare del calcio.
Lipidi
Il grasso del latte è costituito prevalentemente da trigliceridi (95-96%), fosfolipidi (0.8-1%), steroli
(0.2-0.4%) e acidi grassi liberi.
Apporta circa il 50% delle calorie totali del latte intero e la sua digestione è facilitata dallo stato
fisico e dal punto di fusione che è inferiore alla temperatura corporea.
Il grado di saturazione, il contenuto in acidi grassi polinsaturi (linoleico soprattutto) ed il livello di
colesterolo rappresentano i punti di maggior discussione sulle proprietà nutrizionali del grasso
latteo.
Gli aspetti positivi dal punto di vista nutrizionale sono rappresentati dal fatto che circa il 20-25%
degli acidi grassi è costituito da acido oleico considerato privo di effetti aterogeni. Inoltre, alcuni
acidi grassi saturi a corta catena (da C4 a C10) hanno, al pari dei glucidi, un destino
prevalentemente energetico e non aterogeno e ipercolesterolizzante.
In certi casi è opportuno pensare all’impiego di latte parzialmente scremato o scremato che riduce
drasticamente il contenuto totale di lipidi e di colesterolo.
Glucidi
La componente glucidica è costituita quasi completamente da lattosio che apporta circa il 30%
dell’energia nel latte intero. Sono presenti anche glucosammina, galattosammina, N-acetilglucosammina, N-acetil-galattosammina, acido sialico.
Il lattosio presenta anche particolari funzioni nutrizionali:
- è una fonte “diretta” di galattosio;
- favorisce l’assorbimento e l’assimilazione del calcio;
- stimola lo sviluppo nel grosso intestino della microflora lattica favorendo l’instaurarsi della
fermentazione acida;
- ha potere dolcificante (tre volte inferiore a quello del saccarosio) sufficiente a conferire al
latte il caratteristico gusto dolciastro.
Importante è il contenuto di micronutrienti del latte che può essere considerato una delle migliori
fonti di calcio e fosforo nell’alimentazione umana.
Minerali
I macroelementi presenti sono:
Ca
1.2 g/l
P
1.0 g/l
K
1.5 g/l
Na
0.4 g/l
Cl
1.1 g/l
Mg
0.13 g/l
Mentre i principali microelementi sono Zn, Fe, F e Br.
La biodisponibilità di questi composti è particolarmente elevata nel latte in relazione al:
-
rapporto calcio/fosforo (simile a quello esistente nelle ossa in accrescimento);
ruolo del lattosio nel loro assorbimento intestinale;
19
-
circostanza che circa il 40% del fosforo “colloidale” è legato stabilmente alla caseina tramite
un legame estere con residui di serina. E questa situazione riveste un particolare significato
nutrizionale: contribuisce all’assorbimento passivo del calcio nell’intestino.
Vitamine
Benché la maggior parte delle vitamine sia presente nel latte crudo, solamente vitamina A,
carotenoidi, vitamina B1, B2, B12 e acido pantotenico hanno un significato nutrizionale. Il
patrimonio vitaminico del latte, infatti, subisce riduzioni sensibili in seguito ai processi di
risanamento e conservazione.
Acido linoleico coniugato (CLA)
Valutando gli aspetti nutrizionali del latte può essere preso in considerazione un altro aspetto, legato
al contenuto di acido linoleico coniugato (CLA).
L'acido linoleico è presente in natura in numerosi vegetali che crescono spontaneamente. Quando il
bestiame al pascolo si nutre di tali erbe, assume contemporaneamente anche acido linoleico, che
viene trasformato nel suo sistema digerente in CLA.
Il CLA può quindi essere considerato un:
1. catabolita derivante dall'incompleta idrogenazione degli acidi grassi insaturi (acido
linoleico), processo che può avvenire ad opera della microflora nei ruminanti;
2. oppure ottenuto per desaturazione dell’acido vaccinico nella ghiandola mammaria.
L’interesse relativo a tale composto è legato alle recenti scoperte scientifiche che hanno attribuito
effetti fisiologici positivi all’acido linoleico coniugato (CLA). In particolare è risultato essere:
- anticancerogeno (in vivo ed in vitro);
- antiaterogeno;
- modifica la ripartizione dei nutrienti ed il metabolismo dei lipidi;
- antidiabetico (diabete tipo II);
- modula la risposta immunitaria;
- migliora la mineralizzazione delle ossa.
Non bisogna però dimenticare che gli effetti riscontrati sono attribuibili ad ingestioni di quantità di
CLA sicuramente non confrontabili con quello ottenibili con l’assunzione di alimenti tradizionali,
latte compreso.
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SICUREZZA ALIMENTARE DEL LATTE
A cura del dott. Enzo Secco
Direttore Dipartimento Prevenzione e della S.C. Igiene alimenti di origine animale
dell’ASL N. 5 -Consulente Regione Liguria
La sicurezza
alimentare del latte
Dr. Enzo Secco
Dipartimento di Prevenzione ASL 5 Spezzino
21
•
REGOLAMENTO (CE) N. 178/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa
procedure nel campo della sicurezza alimentare
•
REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari
•
REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per
gli alimenti di origine animale
•
INTESA tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in
materia di vendita diretta di latte crudo
•
REGOLAMENTO Ce 2073/2005 del 15 novembre 2005 sui criteri applicabili ai
prodotti alimentari
•
REGOLAMENTO Ce 2074/2005
•
REGOLAMENTO (CE) N. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni
contaminanti nei prodotti alimentari
•
REGOLAMENTO (CEE) n. 2377/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, che definisce
una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di
medicinali veterinari negli alimenti di origine animale
•
REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di
controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano
•
REGOLAMENTO (CE) N. 882/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la
conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e
sul benessere degli animali
22
REGOLAMENTO (CE) N. 178/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali
della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza
alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare
Articolo 14
Requisiti di sicurezza degli alimenti
1. Gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul mercato.
2. Gli alimenti sono considerati a rischio nei casi seguenti:
a) se sono dannosi per la salute;
b) se sono inadatti al consumo umano.
Articolo 15
Requisiti di sicurezza dei mangimi
1. I mangimi a rischio non possono essere immessi sul mercato né essere
somministrati a un animale destinato alla produzione alimentare.
2. I mangimi sono considerati a rischio, per l'uso previsto,
nei casi seguenti:
— se hanno un effetto nocivo per la salute umana o animale,
— se rendono a rischio, per il consumo umano, l'alimento ottenuto
dall'animale destinato alla produzione alimentare.
23
Articolo17
Obblighi
1. Spetta agli operatori del settore alimentare e dei mangimi garantire che nelle imprese da essi
controllate gli alimenti o i mangimi soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare
inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione
e
verificare
che
tali
disposizioni
siano
soddisfatte.
Articolo18
Rintracciabilità
1. È disposta in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione la
rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli animali destinati alla produzione alimentare e di
qualsiasi altra sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime.
Articolo19
Obblighi
relativi
agli
alimenti:
operatori
del
settore
alimentare
1. Se un operatore del settore alimentare ritiene o ha motivo di ritenere che un alimento da lui
importato, prodotto, trasformato,lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza
degli alimenti, e l'alimento non si trova più sotto il controllo immediato di tale operatore del
settore alimentare, esso deve avviare immediatamente procedure per ritirarlo e informarne le
autorità competenti.
24
REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari
•
Articolo 3
•
•
Obblighi generali
Gli operatori del settore alimentare garantiscono che tutte le fasi della produzione, della
trasformazione e della distribuzione degli alimenti sottoposte al loro controllo soddisfino i
pertinenti requisiti di igiene fissati nel presente regolamento.
•
•
Articolo 5
• Analisi dei pericoli e punti critici di controllo
1. Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o più
procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP
•
•
•
Articolo 6
Controlli ufficiali, registrazione e riconoscimento
Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad
altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legislazione
nazionale.
• In particolare, ogni operatore del settore alimentare notifica all’opportuna autorità
competente, secondo le modalità prescritte dalla stessa, ciascuno stabilimento posto sotto il
suo controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e
distribuzione di alimenti ai fini della registrazione del suddetto stabilimento.
•
25
REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di
origine animale
•
SEZIONE IX: LATTE CRUDO E PRODOTTI LATTIERO-CASEARI
PRODUZIONE PRIMARIA
•
Requisiti sanitari degli animali
•
Requisiti locali e attrezzature
•
Igiene mungitura raccolta e trasporto
•
Igiene del personale
26
CRITERI PER IL LATTE CRUDO
•
•
TENORE IN GERMI A 30° C (per ml)
•
•
TENORE DI CELLULE SOMATICHE (per ml)
•
TENORE IN GERMI A 30°C
< 100.000
latte bovino
(media geometrica mobile)
< 400.000 latte bovino
(media geometrica mobile)
< 1.500.000
•
•
NO RESIDUI ANTIBIOTICI
»
< 500.000
27
•
REQUISITI DI TEMPERATURA (6°C)
•
REQUISITI PER IL TRATTAMENTO TERMICO
•
•
Al fine di garantire che il procedimento usato raggiunga gli obiettivi ricercati, gli
operatori del settore alimentare devono controllare regolarmente i principali parametri
pertinenti (in particolare la temperatura, la pressione, la sigillatura e le caratteristiche
microbiologiche), anche ricorrendo ad apparecchiature automatiche.
I procedimenti utilizzati devono essere conformi alle norme riconosciute a livello
internazionale
Procedure su base HACCP
•
REQUISITI PER IL CONFEZIONAMENTO E IMBALLAGGIO
•
La chiusura ermetica dell’imballaggio destinato alla vendita al consumatore deve
essere effettuata immediatamente dopo il riempimento nello stabilimento in cui ha
luogo l’ultimo trattamento termico di prodotti lattiero-caseari allo stato liquido,
mediante dispositivi di chiusura che impediscano le contaminazioni. Il sistema di
chiusura ermetica deve essere concepito in modo tale da permettere di identificare
facilmente e con chiarezza gli imballaggi che sono stati aperti
•
28
Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano in materia di vendita diretta di latte crudo per l’alimentazione
•
E’ consentita la commercializzazione di latte crudo destinato all’alimentazione umana
secondo le seguenti modalità:
•
a) direttamente nell’Azienda di produzione dal produttore al consumatore finale
•
b) attraverso macchine erogatrici collocate nella stessa azienda agricola o al di fuori di
questa.
29
•
•
•
•
•
•
•
Nel’azienda di produzione , in autocontrollo dovranno essere effettuati controlli
analitici per:
Escherichia coli verocitotossici, sulle feci e sul latte, volti ad escludere la positività
da Escherichia coli O157;
Staphylococcus aureus n= 5, m= 500, M= 2000, c= 2
Listeria monocytogenes Assenza in 25 ml, n=5 e c= 0
Salmonella spp Assenza in 25 ml, n= 5 e c= 0
Campylobacter termotolleranti assenza in 25 ml, n= 5 e c= 0
Aflatossine
50 ppt
30
REGOLAMENTO (CE) n. 2073/2005 DELLA COMMISSIONE
del 15 novembre 2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti
alimentari
•
«criterio di sicurezza alimentare»: un criterio che definisce l’accettabilità di un prodotto o
di una partita di prodotti alimentari, applicabile ai prodotti immessi sul mercato; (listeria
monocitogenes e salmonella)
•
«criterio di igiene del processo»: un criterio che definisce il funzionamento accettabile del
processo di produzione.
Questo criterio, che non si applica ai prodotti immessi sul mercato,fissa un valore
indicativo di contaminazione l di sopra del quale sono necessarie misure correttive volte a
mantenere l’igiene del processo di produzione in
ottemperanza alla legislazione in materia di prodotti alimentari;
(Entero-batteriacee 5 2 < 1 ufc/ml 5 ufc/ml ISO 21528-1) per fine del processo di
Lavorazione Controllo dell’efficacia del trattamento termico e prevenzione della
ricontaminazione,nonché verifica della qualità delle materie prime
•
•
•
31
•
•
•
•
•
•
Regolamento 2074/2005
Prova della fosfatasi alcalina per latte pastorizzato
Prova della stabilita termica per latte UHT
REGOLAMENTO (CE) N. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni
contaminanti nei prodotti alimentari
(piombo stagno diossine pcb ds idrocarburi )
Regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, che definisce una
procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali
veterinari negli alimenti di origine animale
32
•
REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione
di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano
•
REGOLAMENTO (CE) N. 882/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la
conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla
salute e sul benessere degli animali
33
34
Quello
che
compri
35
Avere la consapevolezza di
Quello che
si mangia
36
ALLERGIE ED INTOLLERANZE AL LATTE ED AI SUOI DERIVATI.
A cura della Dott.ssa Maria Solis
Biologo Nutrizionista
Specialista in Patologia Generale
Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Il cibo è un elemento dell’ambiente che va ingerito, assimilato ed incorporato dentro noi stessi e,
per quanto universale sia il piacevole atto del mangiare, la valenza che gli viene conferita da un
individuo, rimarrà assolutamente soggettiva [Solis M, 2003].
Ma il cibo può anche indurre una reazione avversa di natura tossica (es.: tossine, contaminanti
microbiologici o ingredienti farmacologicamente attivi) che può insorgere in tutti gli individui ed
una reazione avversa di natura non tossica che può insorgere solo in individui suscettibili (food
sensibility) e può essere la conseguenza di una intolleranza non immunomediata o di una reale
ipersensibilità verso alcuni componenti degli alimenti (allergia alimentare) che coinvolge
meccanismi immunologici [Costantini AM, Cannella C, Tomassi G, 2006].
Quindi, per chiarire ulteriormente alcune espressioni equivocabili che sono però di uso quotidiano.
Si definisce intolleranza alimentare qualsiasi tipo di risposta anormale che segue l’ingestione di
alimenti.
Le allergie alimentare sono, invece, il risultato di una intensa ed abnorme risposta immunitaria
all’assunzione di cibi contenenti sostanze con potere antigenico, che sono distinguibili in base al
meccanismo immunologico coinvolto in allergie mediate da IgE ed allergie non IgE mediate.
Le reazioni IgE mediate sono riferibili a risposte complesse e varie correlate con i fenomeni
riportati nell’organo o negli organi che costituiscono il bersaglio primario della risposta effettrice
37
[Gatti PM, 1999] [tab.1].
Tab. 1
Nell’adulto, le reazioni che si manifestano in tempi diversi e successivi non sono relazionabili alle
enterocoliti o alle coliti da sostanze proteiche, che sono, invece, risposte immunologiche
riscontrabili nell’età infantile.
La sintomatologia in età pediatrica implica, infatti, disturbi di tipo gastrointestinale, cutaneo,
respiratorio, ma anche altre manifestazioni, quali scarso accrescimento, disturbi neuropsichici e
sintomi nefrourologici [tab.2].
38
tab. 2
I fattori di rischio che possono innescare la comparsa di una reazione avversa agli alimenti in età
pediatrica sono: la familiarità, l’immaturità e l’integrità strutturale e funzionale [tab.3] della mucosa
intestinale, i difetti immunitari, le malattie metaboliche dell’organismo.
39
tab. 3
Gli allergeni alimentari maggiormente dannosi per l’adulto sono molecole di natura proteica e
glicoproteica con peso molecolare tra 10.000 e 40.000 Dalton.
Nella pratica ambulatoriale sono state riscontrate sia allergie alimentari dell’adulto per cibi di
origine vegetale (legumi, arachidi, ortaggi e frutta di vario tipo), sia per quelli di origine animale
(pesce, latte, carni bianche e rosse, albume, crostacei).
40
Gli allergeni alimentari che non provocano nell’adulto remissione definitiva della risposta acuta,
nonostante la totale esclusione dalla dieta, per periodi diversi, degli alimenti in questione, sono
quelli che provengono da nocciole, crostacei e molluschi.
La diagnosi, certa ed univoca sul cibo responsabile di una determinata reazione allergica, attraverso
i test di laboratorio, resta ancora problematica [Gentile MG, 1993] [Gatti PM, 1999] [tab.4].
tab. 4
I test diagnostici in vitro attualmente disponibili per l’accertamento dell’ipersensibilità agli alimenti
dovrebbero rispettare non solo le caratteristiche di specificità, sensibilità, accuratezza e precisione,
ma anche l’accertamento dell’alimento implicato e l’identificazione del meccanismo fisiopatologico
che sta alla base della reazione di ipersensibilità.
41
Nelle indagini di I livello ciò che può fornire certezza diagnostica delle allergie vere e proprie è la
ricerca delle IgE specifiche; nelle indagini di II livello è possibile ricercare i mediatori biochimici
della risposta immunitaria.
In pratica, il gold standard delle misure in vitro per l’ipersensibilità agli alimenti resta il RAST, che
permette di identificare le IgE specifiche per i vari alimenti, a differenza del PRIST che quantifica
le IgE totali; il gold standard universalmente riconosciuto per la diagnosi in vitro delle allergie
alimentari resta il DBPCFC (double-blind placebo-controlled food challenge).
Il PRICK test è uno degli skin test (test tramite piccole punture epicutanee), più conosciuti ed
utilizzati per la relativa difficoltà di esecuzione, sebbene, nonostante l’elevata specificità, si lamenti
una insufficiente sensibilità [Gatti PM, 1999].
Esistono oltre che test validati anche test non validati che presentano alcune evidenze scientifiche o
sono fondate su basi fisiologiche e test con scarse evidenze scientifiche [Paoli A, 2006] [fig.1].
fig. 1
Senza dubbio la corretta storia anamnestica che include informazioni sulla familiarità per la
presenza di eventuali atopie, l’indagine alimentare che correla l’ingestione dell’alimento sospetto
con la manifestazione della sintomatologia, l’esame obiettivo per evidenziare in età pediatrica un
eventuale arresto della crescita staturo-ponderale, o la comparsa di segni di atopia, può contribuire
ad individuare l’alimento responsabile.
42
L’eliminazione del cibo sospetto e la reintroduzione, in un secondo momento, attraverso un test di
provocazione orale o challenge, potrà fornire elementi utili per individuare la relazione di causaeffetto tra l’ingestione dell’alimento e la conseguente reazione clinica e potrà contribuire ad
accertare l’alimento responsabile [fig.2] [Elia M, 2005].
fig. 2
I cibi più frequentemente interessati nelle allergie alimentari differiscono a seconda dei Paesi, ma,
per tutti i Paesi, sono principalmente responsabili il latte e le uova, a seguire soia, arachidi, grano,
pesce, crostacei, mele, agrumi, pomodori, patate.
Gli alimenti contenenti sostanze come istamina, tiramina e feniletilendiamina possono anch’esse
indurre fenomeni che vengono definiti pseudoallergie [fig.3].
43
fig. 3
Gli additivi alimentari annoverati per causare reazioni avverse possono a volte funzionare con un
meccanismo di tipo immunologico, pur rientrando tra le intolleranze [tab.5].
44
tab. 5
45
INTERVENTI NUTRIZIONALI NELL’ALLERGIA ALLE PROTEINE DEL LATTE
VACCINO (APLV)
Il latte, se da un lato rappresenta la principale fonte di nutrienti del primo anno di vita, dall’altro
rappresenta l’allergene principalmente responsabile di reazioni allergiche in età pediatrica, con una
prevalenza del 2-3% nei primi 12 mesi di vita.
I lattanti, poiché presentano un’elevata permeabilità della mucosa intestinale nei primi mesi di vita,
sono a rischio di maggiore sensibilizzazione.
La risposta del lattante alla prima esposizione all’antigene è influenzata da fattori genetici e dipende
dalla quantità di antigene, dall’età e dalla frequenza di somministrazione.
Senza dubbio, tanto più precocemente si somministrano piccole quantità di latte vaccino al nido, in
attesa della montata lattea, tanto più è alto il rischio di sviluppo di allergia alle proteine del latte nel
bambino che presenta una familiarità allergica.
Questo problema è, infatti, maggiore per i bambini con familiarità per atopia per la loro
predisposizione a sviluppare risposte allergiche.
Da qui nasce la dietetica preventiva, che consiste nell’evitare o ritardare l’esposizione agli alimenti
potenzialmente allergizzanti nei soggetti a rischio di atopia.
La prevenzione viene attuata sia durante la gestazione e, più precisamente, durante l’ultimo
trimestre della gravidanza, sia durante il periodo dell’allattamento, in cui la mamma del soggetto
potenzialmente a rischio escluderà alimenti, quali latti e derivati, uova, pesce e frutta secca.
Nel periodo del divezzamento, inoltre, è importante rinviare dopo i 12 mesi l’introduzione di latte e
derivati, uova, glutine, pollo, manzo, pesce, pomodoro, legumi, frutta secca.
Le α, β, κ caseine, la βlattoglobulina, l’αlattoalbumina e la sieroalbumina rappresentano il
18% ~ della frazione proteica sierica, mentre la caseina costituisce l’82% delle proteine [Elia M,
2005].
Nei test cutanei risulta positiva la caseina, ma l’allergene responsabile del maggior numero di
positività al test di provocazione rappresenta la βlattoglobulina.
Per quanto riguarda l’aspetto terapeutico, gli interventi nutrizionali si basano essenzialmente su
diete di esclusione [Gentile MG, 1993], diete elementari o semielementari, diete oligoantigeniche.
Le diete di esclusione, che presuppongono l’eliminazione degli alimenti identificati allergizzanti
dalla dieta abituale [tabb.6 e 7],
46
tab. 6
47
tab. 7
devono essere elaborate rispettando le raccomandazioni nutrizionali per la nostra popolazione e
fornendo eventuali integrazioni di nutrienti qualora vi siano carenze qualitative e quantitative (es.:
48
nel caso dell’APLV, calcio, fosforo, riboflavina, acido pantotenico, vitamine A e D) [D’Auria E,
2007].
Rilevante importanza è data dagli alimenti sostitutivi del latte vaccino (latte di donna, latte
idrolisato, latte di soia, latte di capra) nel trattamento dell’APLV nei primi anni di vita.
Nell’allattamento al seno la completa eliminazione delle proteine allergizzanti dalla dieta della
nutrice può portare alla scomparsa della sintomatologia.
Per coloro che sono nutriti artificialmente nel primo anno di vita devono essere utilizzate formule
speciali, che consentano il miglioramento della sintomatologia allergica, un adeguato accrescimento
ed un giusto equilibrio metabolico.
Queste formule speciali che derivano da varie fonti proteiche idrolisate possono, a seconda del
grado di idrolisi, presentarsi come idrolisati estensivi o spinti (peptidi con peso molecolare inferiore
a 1500 Dalton) e idrolisati parziali.
Questi ultimi, che presentano un peso molecolare dei peptidi superiore a 4000 Dalton, possono
essere utilizzati solo a scopo preventivo, in mancanza del latte materno, in quei bambini con
familiarità atopica. Le diete elementari e semielementari, al cui uso si ricorre se anche gli idrolisati
spinti non risolvono il quadro sintomatologico, sono formule a ridotto potere antigenico a base di
aminoacidi o dipeptidi e tripeptidi e di carboidrati, lipidi, vitamine e minerali, per soddisfare il
fabbisogno sia nutrizionale che calorico [tab.8].
tab. 8
I latti di soia, formule costituite da proteine isolate derivanti dalla soia, lipidi di origine vegetale e
carboidrati, sono comunque arricchiti, se per neonati, in vitamine e sali minerali.
49
Il latte di soia, che può essere utilizzato nel deficit congenito di lattasi, non sempre, invece, risulta
adatto nel trattamento dell’APLV, in quanto è stato dimostrato che è dotato di una altissima
antigenicità e di una scarsa allergenicità.
Ricordiamo che il termine allergenicità si riferisce alla capacità di produrre sintomi allergici, mentre
il termine antigenicità alla capacità di produrre anticorpi [Maggioni G, Signoretti A, 1991].
A tal proposito, i Comitati Internazionali dell’ESPGAN, raccomandano l’utilizzo della soia solo nel
trattamento dei soggetti con APLV senza sintomatologie gastrointestinali.
Il latte di capra o di pecora possono essere sostitutivi del latte vaccino nell’APLV, sebbene, pur
presentando un’ottima palatabilità ed un buon contenuto in calcio, esistono pareri controversi in
merito al loro uso per l’elevata frequenza di allergia crociata tra i latti di origine animale.
Nel caso in cui l’eliminazione non risolva la sintomatologia si procederà con l’esclusione di altri
alimenti fino a giungere alla dieta oligoantigenica o anallergica (es.: dieta di Rezza-Cardi), in cui si
utilizza un solo tipo di alimento come fonte di ogni singolo nutriente [fig.4].
50
fig.4
Qualora i sintomi dovessero persistere si prosegue con la sostituzione di un componente ed una
successiva reintroduzione graduale e prudente di alcuni alimenti, se si assiste ad un miglioramento
della sintomatologia.
Un aspetto da tenere in considerazione nella eliminazione e nella reintroduzione dei cibi è quello
della conoscenza delle famiglie di alimenti che presentano cross-reattività tra le loro componenti
antigeniche [tab.9].
51
tab. 9
INTOLLERANZA AL LATTOSIO
L’intolleranza al lattosio è l’incapacità, totale o parziale, di digerire lo zucchero del latte per la
carenza della lattasi, una βgalattosidasi presente sulla mucosa intestinale deputata alla scissione di
questo disaccaride in D-glucosio e D-galattosio.
Pertanto, il lattosio, che rimane tale, richiama acqua e sodio, provocando la classica sintomatologia
diarroica, accompagnata da dolori addominali entro poche ore dall’ingestione di lattosio.
Il declino della lattasi, che ha una prevalenza che va dal 100% nelle popolazioni d’Asia e Africa, al
60% negli aborigeni d’America e Oceania, al 30% negli europei del nord-est fino al 5% negli
europei del nord-ovest consumatori di latte, inizia abitualmente a 5-7aa (ma potrebbe avere inizio
anche a circa 20aa) riducendosi sino a percentuali inferiori al 10% dell’attività presente nel lattante
[Costantini AM, Cannella C, Tomassi G, 1999].
Questo processo è stato ritenuto un fenomeno adattativo alla riduzione dell’ingestione di latte con
l’aumento dell’età.
In Italia la popolazione affetta da deficit di lattasi varia tra il 15 ed il 40%; la frequenza aumenta
scendendo da nord a sud della penisola con un picco elevato nell’area del napoletano [Maffeis C,
2005].
L’intolleranza al lattosio si realizza con forme primitive, congenite o acquisite, o secondarie
[tab.10].
52
tab. 10
La natura e l’intensità dei sintomi dipendono, anche a parità di lattosio ingerito, da caratteristiche
individuali, quali il tempo di transito gastrointestinale, il tipo di dieta, la flora fermentativa del
colon.
Molto spesso una storia anamnestica accurata, che mette in evidenza un rapporto di causa-effetto tra
l’assunzione di lattosio e la comparsa dei sintomi, è sufficiente per individuare una intolleranza al
lattosio.
Nei casi dubbi esistono test diagnostici che possono aiutare ad identificare un effettivo deficit di
lattasi [fig.5].
53
fig. 5
L’intervento nutrizionale prevede l’eliminazione temporanea del lattosio dall’alimentazione nelle
forme secondarie ed a vita nei deficit congeniti di lattasi.
La maggioranza dei soggetti intolleranti è in grado di digerire piccole quantità di lattosio (5-10 gr
per singola dose), soprattutto se associate a cibi che rallentano il transito intestinale.
Pertanto, in tutti i casi di intolleranza è utile sia l’assunzione di latte a ridotto contenuto in lattosio,
sia dello yogurt.
Lo yogurt, infatti, risulta ben tollerato per le seguenti motivazioni: presenta il 30-40% di lattosio in
meno del latte, rallenta lo svuotamento gastrico e, grazie allo Streptococcus thermophilus, che
produce una lattasi che si attiva nel digiuno, aiuta la digestione del lattosio ingerito.
Inoltre, è stato osservato che l’assunzione di microrganismi probiotici può alleviare i disturbi
associati alla maldigestione del lattosio [Maffeis C, 2005].
Numerosi studi in vitro, che hanno utilizzato i probiotici per osservare la modulazione dell’atopia e
delle allergie, hanno dimostrato come alcuni ceppi possono indurre la produzione di citochine Th1,
a sfavore di quelle Th2 (l’atopia sembra essere determinata da uno squilibrio Th1/Th2).
54
Il probiotico più efficace in tal senso è il Lactobacillus rhannosus GG, la cui somministrazione ai
lattanti riduce la comparsa di dermatite atopica e la gravità dei sintomi nei primi quattro anni di vita
[Benini L, 2007].
La maggior parte degli alimenti probiotici sono a base di latte (yogurt, latti fermentati, latti
formulati per l’infanzia, formaggi freschi e semistagionati) in quanto, grazie al pH, aumentano la
probabilità di sopravvivenza dei batteri lungo il tratto gastroenterico.
Il consumo giornaliero a lungo termine (un anno) di un latte fermentato contenente il probiotico
Lactobacillus casei DN-114 001 in bambini, in età prescolare, affetti da sintomatologia allergica a
inalanti può migliorare lo stato di salute, riducendo la ricorrenza di rinite (Studio FELICITA, 2004)
[Salvini F, Zuccotti GV, 2007] [fig.6].
fig. 6
55
CONCLUSIONI
Nel management di un individuo che soffre per reazioni alimentari avverse vanno accertati
specificamente gli alimenti responsabili e va elaborato e gestito un programma di esclusione nel
rispetto delle esigenze nutrizionali di base, perché ognuno può possedere un proprio pattern
allergico. Basti pensare ad alcuni bambini affetti da APLV che possono tollerare il latte di capra o la
carne bovina mentre altri non possono.
L’approccio al soggetto ipersensibile ad un solo alimento richiede un programma, sì di esclusione,
ma non sempre troppo restrittivo; quando viene eliminato un alimento od un gruppo di alimenti
dalla dieta abituale, è da considerare quali nutrienti vengono a mancare, quali alimenti inserire per
soddisfare i fabbisogni nutrizionali e calorici del bambino ed, infine, quali eventuali
supplementazioni somministrare.
Nella pratica è importante determinare diete bilanciate che rispettino i fabbisogni per la nostra
popolazione per la quota di carboidrati, lipidi, proteine e micronutrienti in base all’età.
L’approccio al soggetto che soffre di allergie multiple richiede, invece, un team multidisciplinare
all’interno del quale diverse figure professionali (pediatra, nutrizionista, allergologo) collaborano al
fine di evitare gli allergeni senza sviluppare carenze nutrizionali o veri e propri stati di
malnutrizione.
BIBLIOGRAFIA
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Scientifico Ed., Roma, 1991.
Gentile MG – Aggiornamenti in Nutrizione Clinica. – Il Pensiero Scientifico Ed.,
Roma, 1993.
Costantini AM, Cannella C, Tomassi G – Fondamenti di Nutrizione Umana. – Il
Pensiero Scientifico Ed., Roma, 1999.
Gatti PM – Le allergie alimentari: teorie di base, clinica pratica, orientamento
diagnostico. – Edra Ed., Milano, 1999.
Solis M – “S.O.S.: Why am I hungry?., in Annals of Nutrition & Metabolism
Vol.47/2003 – Karger Ed., Basel, 2003.
Matteis C – L’intolleranza al lattosio., in Alta Qualità della Vita 02/05 –
Kontrokorrente Ed., Cislago (VA), 2005.
Elia M – Manuale di Nutrizione nelle patologie pediatriche. – Il Pensiero Scientifico
Ed., Roma, 2005.
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Pensiero Scientifico Ed., Roma, 2006.
Paoli A – La valutazione delle allergie e delle intolleranze alimentari in corso
residenziale: Problematiche dei metodi di valutazione in campo nutrizionale.
– SINU, Imola (BO), 2006.
Benini L – I probiotici: quali prospettive per l’utilizzo terapeutico., in Alta Qualità
della Vita 01/07 – Kontrokorrente Ed., Cislago (VA), 2007.
Salvini F, Zuccotti GV – Probiotici e allergia: dalla “teoria dell’igiene” all’impiego in
prevenzione., in ITEMS News Istituto DANONE 1-2/2007 – Elite
Communication Ed., Milano, 2007.
D’Auria E – Allergia alimentare ed aspetti nutrizionali in età pediatrica., in ITEMS
News Istituto DANONE 2-4/2007 –
56
LATTE ALIMENTO DI OGNI ETA’
A cura di Clara Gonnelli 1
Dietista, coordinatrice Servizio Dietetico ASL 1 di Massa e Carrara
Membro presidenza nazionale ACU delegata al Consiglio Nazionale dei
Consumatori presso il Ministero dello Sviluppo Economico
L’educazione alla salute
Ringrazio il dr. Giuseppe Vinazzani per avermi invitata a questo convegno che, dopo molti anni di
attività nel settore, mi ha riportata indietro nel tempo, ovvero ai primi approcci esperenziali nel
settore dell’educazione sanitaria che risalgono alla fine degli anni 80.
Ricordo con molto piacere quel periodo perché ha rappresento per molti operatori della sanità un
momento di svolta nell’approccio metodologico all’educazione alla salute.
La cura della salute che fino ad allora era appannaggio dei singoli operatori all’interno dei luoghi
di cura, degli ospedali o ambulatori, a partire da quegli anni si è aperta alla realtà esterna
raccogliendo gli imput provenienti dai vari target di popolazione.
Da allora, le discipline sanitarie si contaminano e dall’approccio monodisciplinare, attraverso il
quale ogni singolo operatore nell’ambito della propria area di competenza dispensava consigli e
terapie, si passa ad un approccio pluridisciplinare con la progettazione di interventi integrati e
interdisciplinari finalizzati ad obiettivi di salute.
Questo approccio di metodo e di sostanza, permise quindi non solo la partecipazione dell’ACU
Associazione Consumatori Utenti2 alle attività di prevenzione messe in campo dall’ASL - all’epoca
coordinate dal dr. Vinazzani in qualità di referente per l’educazione sanitaria dell’ASL di Massa
Carrara e dalla Regione Toscana - ma anche di tanti altri soggetti territoriali che hanno affrontato
il tema della salute, con particolare riferimento all’educazione alimentare, nella sua complessità.
Il latte e l’importanza dell’allattamento al seno
Il latte è l’alimento che ci nutre quando si nasce, quando si cresce, nell’età della menopausa,
nell’età adulta, nella nostra vecchiaia, e in alcuni stati patologici.
Il latte è quindi l’alimento che ci accompagna nella nostra vita, se non lo consumiamo direttamente
lo ritroviamo indirettamente in molti alimenti come ingrediente: dolci, sformati, gelati ecc.; esso è
inoltre un alimento che si presta alla trasformazione in formaggi e yogurt.
Il latte è l’unico alimento del bambino fino al quarto-sesto mese di vita. Il latte non può essere
però altrettanto unico alimento nell’adulto, in quanto, nel corso degli anni, si ha una modifica
dello stato fisiologico e l’ organismo necessita quindi di assumere altre sostanze nutritive.
Il latte, ed in particolare il latte materno, è particolarmente raccomandato dalla comunità
scientifica: esiste infatti all’interno della stessa un accordo generale a considerare l’allattamento al
seno la modalità normale di alimentazione del neonato, in quanto la composizione del latte materno
è più adeguata alle esigenze della specie umana.
Oltre alle proprietà nutritive e protettive del latte (in particolare dovute alla presenza di anticorpi),
l’allattamento al seno permette anche di stabilire un contatto importante fra madre e figlio. A
1
Sede regionale Toscana ACU Associazione Consumatori Utenti - Carrara, via Carriona, 44 - Tel e fax 0585 72110 – E-mail
[email protected]
2
L’ACU Associazione Consumatori Utenti Non profit, è un’associazione nazionale con sedi regionali e provinciali, iscritta
nell’elenco nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Legge 281/98, D.M. 14/10/99 Gazz. Uff. n. 251 del 25/10/99 e
successivi aggiornamenti, Decreto 02.12.2005 Gazz.Uff. n. 290 del 14.12.2005, D. Lgs. 06.09.2005 n. 206) in cui è presente un
proprio delegato.
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questo si uniscono crescenti evidenze di vantaggi in termini di salute anche per la madre che allatta
al seno il proprio bambino.
Secondo l’OMS, sono circa 1,5 milioni i bambini che ogni anno muoiono perché non sono stati
allattati con latte materno. Soprattutto nelle zone dove l’acqua non è sicura, dove può essere anche
fortemente inquinata, i bambini alimentati con latte artificiale hanno il 25 per cento di probabilità
in più di morire di diarrea rispetto ai bambini allattati al seno.
Questa situazione ha portato all’introduzione di un codice per regolamentare il mercato dei sostituti
del latte materno nel 1981, codice che però non è sempre rispettato dalle grandi aziende produttrici
di latte artificiale al fine di difendere i loro interessi economici; ed è per questo che sono partite nei
confronti delle stesse aziende delle campagne di boicottaggio dei loro prodotti da parte dei
consumatori. L’ OMS si è posta tra i propri obiettivi, quello della formazione di operatori sanitari e
di strutture di counseling, in grado di promuovere e sostenere la pratica dell’allattamento al seno nei
diversi contesti culturali e legislativi in cui se ne è ravvisata la necessità.
E’ comunque auspicabile che la comunità scientifica valuti attentamente le controindicazioni per
l’allattamento al seno in base al costo/beneficio e ciò soprattutto nei paesi poveri dove spesso sono
inesistenti i presidi terapeutici.
Vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino:
il latte materno protegge dalle malattie e promuove la sopravvivenza infantile.
l'allattamento materno è una fonte di importanti immunità, anche contro le malattie infettive,
infatti il bambino è meno sensibile alle malattie dell’apparato respiratorio, soprattutto
all’asma e alle allergie, ha meno raffreddori ed è meno predisposto a malattie gravi come
bronchite e polmonite.
Il bambino ha inoltre una ridotta incidenza di infezioni delle vie urinarie, di eczemi e di
eruzioni cutanee; nella zona del pannolino tali infezioni sono minori tra gli allattati al seno
rispetto ai bambini nutriti con latte artificiale.
Vantaggi dell’allattamento al seno per la madre
In particolare, la madre riduce del 20% il rischio di sviluppare tumori al seno
Il latte nelle diverse età
Bambino: è necessario che egli assuma abitudini alimentari corrette fin dalla tenera età.
Pertanto è molto importante che il bambino faccia la prima colazione dove occorre che sia
presente il latte (150-200 cc) o lo yogurt, insieme al pane, o alle fette biscottate o cereali,
accompagnati magari da marmellata o miele ed anche, se gradito, da un dolce possibilmente
senza additivi chimici ecc. Invece, spesso per fretta, inappetenza, disagio od altro, la
colazione viene soppressa e ciò può costituire una premessa per l’insorgere di cattive
abitudini alimentari.
Adulto: è importante che assuma 1 bicchiere e mezzo di latte al dì.
Gravidanza e allattamento: E’ richiesto un consumo di circa 500 – 600 cc di latte o derivati
(yogurt) per soddisfare in particolar modo il fabbisogno di calcio.
Menopausa: a causa della riduzione di estrogeni si può avere osteoporosi e quindi anche in
questo caso è importante l’utilizzo di latte. Circa 500 cc di latte abbinato all’esercizio fisico,
salvo i casi controindicati dal medico.
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Età senile: è indicata una dieta bilanciata e movimento con la presenza nell’alimentazione
giornaliera di circa 400-500 cc di latte, salvo i casi controindicati dal medico.
Linee guida per una sana alimentazione3
3
Controlla il peso e mantieniti sempre attivo
Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
Grassi: scegli la qualità e limita la quantità
Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti
Bevi ogni giorno acqua in abbondanza
Il Sale? Meglio poco
Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata
Varia spesso le tue scelte a tavola
Consigli speciali per persone speciali
La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da te
(Revisione 2003 Fonte INRAN) http://www.inran.it/
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IL LATTE VISTO DAGLI ALUNNI DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI
CASTELNUOVO MAGRAUNA ESPERIENZA DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE NELLA SCUOLA
A cura dell’Insegnate Nervi Francesca
Questa occasione mi è particolarmente gradita poiché mi consente di presentare il CD dal titolo
“Lattolino”.
Si tratta di un ipertesto realizzato nell’anno scolastico 2002-2003 con una classe seconda,
utilizzando il programma Fronte Page e composto da testi, immagini, canzoni, poesie, filastrocche,
racconti , realizzati dai bambini e avente come unico argomento il latte.
Questa scelta è stata dettata dall’esigenza di rendere consapevoli gli alunni dell’importanza di una
sana alimentazione e di buone abitudini alimentari.
La classe, inoltre, con questo CD partecipava ad un articolato e complesso concorso sul web avente
per oggetto appunto il latte in tutte le sue caratteristiche.
Il CD si apre con “Lattolino” che introduce l’ipertesto e rimanda all’indice dove ci sono tutti gli
argomenti “linkati”tra loro.
Tra questi , di particolare rilievo è la storia del latte, cioè il percorso che il latte compie dalla
mungitura nella stalla fino ai frigoriferi delle nostre case.
Ma vi trovano posto anche grafici, istogrammi, ricette, notizie sui valori nutrizionali , poesie,
racconti, filastrocche dei bambini e per finire una simpatica canzoncina composta degli alunni con
l’insegnante di musica.
Questo lavoro interdisciplinare ha occupato gran parte dell’anno scolastico e della programmazione
di classe, ha interessato e coinvolto enormemente i bambini, quindi è stato motivo di grande
soddisfazione anche perché ha vinto il primo premio a livello nazionale fra tante scuole
partecipanti.
PS:
Il Cd può essere richiesto all’Istituto comprensivo di Castelnuovo Magra
Via Canale 111 – Molicciara
19033 Castelnuovo Magra
TEL. 0187-674382
fig. 1
Due disegni realizzati dagli alunni e riportati nel CD “Lattolino”
60
CHIUSURA CONVEGNO
A cura del Prof. Gianfranco Tarsitani
II Università degli studi di Roma “La Sapienza”
Presidente Nazionale AIES
Il Prof. Tarsitani trae le conclusioni del convegno percorrendo gli aspetti di maggior
rilievo, che sono emersi dagli interventi dei vari relatori che si sono susseguiti
durante la giornata.
Si è quindi congedato ringraziando e complimentandosi con la sezione AIES
Comitato locale di Ortonovo per l’impegno dimostrato auspicando di poter
collaborare con il proprio contributo anche in futuro.
61
VADEMECUM PER IL CONSUMATORE
QUALE LATTE SCEGLIERE?
Poiché questo opuscolo viene rivolto anche al grande pubblico, si riportano di seguito un breve
sunto che aiuti il consumatore a fare scelte oculate sul tipo di latte da scegliere per il proprio
benessere.
LATTE A BREVE CONSERVAZIONE:
• Latte crudo
• Latte fresco pastorizzato
• Latte fresco pastorizzato di alta qualità ( con contenuto di proteine maggiore o uguale a
15,5%)
LATTE A MEDIA CONSERVAZIONE
• Latte pastorizzato ad alta temperatura
• Latte microfiltrato (si prevede che il latte attraversi dei filtri che non consentono il passaggio
di microrganismi con successiva pastorizzazione)
LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE ( UHT e sterilizzato)
• Viene considerato come una conserva a tutti gli effetti e quindi conservato normalmente a
temperatura ambiente. Una volta aperto però, va conservato in frigorifero
Accanto a questo latte “ tradizionale, esiste il latte e “MODIFICATO”
LATTE AD ALTA DIGERIBILITÀ
• Contraddistinto dalla sigla HD.hight digestibility (detto anche latte delattosato nel quale lo
zucchero del latte detto Lattosio, viene fortemente ridotto. Utile per le persone intolleranti al
latte.
• LATTE ARRICCHITO: con fibra vegetale e fermenti lattici vivi ( lactobacillus acidophilus
e bifidobacterium)
• LATTE VITAMINIZZATO detto anche “ FORTIFICATO”
(con aggiunta di vitamine oppure con alcuni sali minerali quali Calcio, ferro ecc..)
• LATTE AROMATIZZATO:
Addizionato di aromi diversi, naturali e non, come frutta, cacao o vaniglia
In questo gruppo di latte “ MODIFICATO possiamo inserire anche :
• LATTE SCREMATO E IL LATTE PARZIALMENTE SCREMATO:
(La crema viene tolta per centrifugazione, il contenuto in grasso per il primo deve essere
inferiore allo 0,5% mentre per il secondo deve essere compreso tra l’1,8% ed il 2,5%)
• LATTE PARZIALMENTE DISIDRATATO ED IL LATTE TOTALMENTE
DISIDRATATO:
• Mediante il trattamento termico di sterilizzazione, oppure il trattamento UHT seguito da
confezionamento asettico, disidratazione ed aggiunta di zuccheri
62
ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L'EDUCAZIONE SANITARIA
REGIONE LIGURIA
COMITATO LOCALE DI ORTONOVO
PARTITA IVA 00978910115
COD. FISC. 90005710117
c/o Distretto sociosanitario, Via Serravalle n. 37
ORTONOVO
Posta elettronica
Sito Internet
[email protected]
http://www.iclab.it/html/aies_clo/
Chi siamo
Siamo cittadini interessati allo sviluppo dell'educazione sanitaria; siamo operatori
sanitari e sociali, docenti universitari e di scuole medie, elementari e materne;
membri dei consigli di circoscrizione, scolastici e di fabbrica, amministratori di
enti pubblici di interesse sanitario e culturale.
Programma
- favorire l'approfondimento scientifico dell'educazione sanitaria e lo scambio
permanente di esperienze, di documentazione, di assistenza tecnica ai fini di un
costante miglioramento degli interventi educativi;
- promuovere l'organizzazione istituzionale dell'educazione sanitaria; - operare per
l'istituzione e il buon funzionamento del Distretto socio sanitario nel comune di
Ortonovo e Castelnuovo Magra, anche attraverso l'azione di volontariato dei suoi
soci.
Iniziative
Abbiamo operato con successo per l'apertura del Distretto Socio Sanitario nel
Comune di Ortonovo dal novembre 1986, riuscendo ad alleviare i disagi delle
categorie più deboli della popolazione (anziani e bambini) che si vedevano
costretti a recarsi nel comune di Sarzana (a 5 km di distanza da Ortonovo), anche
per il disbrigo di semplici pratiche amministrative.
Abbiamo dato in comodato d’uso all’ASL N. 5 un TELEFAX per
accelerare le pratiche per l’apertura del distretto socio sanitario
Abbiamo raccolto firme tra la popolazione, per la realizzazione di una
pista ciclabile sull'argine destro del Parmignola da località Portonetti a
Marinella di Sarzana .
Abbiamo raccolto firme tra la popolazione, per l’attivazione della linea
ADSL nel comune di Ortonovo
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Abbiamo sostenuto la proposta di creare una stradina in terra battuta
sull’argine del canale Lunense, percorribile in bicicletta e a piedi, che
consentirebbe alle popolazioni di Ortonovo, Castelnuovo Magra,
Sarzana e S.Stefano, di poter usufruire di un percorso pianeggiante di 23
Km.
Abbiamo richiesto l’aumento del personale presso gli sportelli al
pubblico degli Uffici Postali per ridurre le lunghe attese a cui la
popolazione deve sottostare.
Elenco convegni promossi e organizzati dall’AIES:
1988 - pubblico dibattito "APERTURA e FUNZIONAMENTO DEL
DISTRETTO SOCIO-SANITARIO"
1989 - CONDIZIONE DIABETE DALLA PREVENZIONE
ALL'AUTOGESTIONE.
1992 - AIDS PREVENIRE E' POSSIBILE
1994 - presentazione del libro " INDAGINE SUI RISCHI
ALIMENTARI NELLA FASCIA DI POPOLAZIONE DA 11 A
14 ANNI DEL COMUNE DI ORTONOVO".
1995 - " PROTEGGI IL TUO CUORE"
1996 - "QUALE PREVENZIONE PER I TUMORI"e Attivazione di
corsi gratuiti di auto palpazione al seno con l'invio di oltre 1500
lettere d'invito alla popolazione femminile da 40 anni fino ai 65.
1997 - incontro dibattito – “QUALE E QUANDO IL DISTRETTO
SOCIOSANITARIO PER I COMUNI DI ORTONOVO E
CASTELNUOVO MAGRA ?”
1997 - conferenza SULL'IPERTENSIONE E PRESENTAZIONE
DEGLI ATTI DEL CONVEGNO PROTEGGI IL TUO CUORE
1998 - " RISCHI E CORRETTO IMPIEGO DEI PRESIDI
SANITARI IN AGRICOLTURA"
1999 - “ LA TERZA ETA’ AD ORTONOVO UNA STAGIONE
DELLA VITA” indagine epidemiologica sulle condizioni socio
economiche degli ultra- sessantacinquenni di Ortonovo.
2000 - resentazione pubblicazione atti del convegno “LA
TERZA ETA’ AD ORTONOVO UNA STAGIONE DELLA
VITA”
2001 - CONOSCERE PER CAPIRE IL TRAPIANTO DEGLI
ORGANI ;
2002 - DEPRESSIONE ED ANSIA, USCIRNE SI PUÒ
2004 - Convegno “ACQUE MINERALI E DI RUBINETTO
CONOSCERLE MEGLIO
2005 - PRESENTAZIONE CD INTERATTIVO:acque minerali e di rubinetto
della Provincia della Spezia”
64
2006 - convegno “Alcool impariamo a conoscerlo USO E ABUSO”
2006 - Ricorrenza ventennale dell’AIES Regione Liguria comitato locale
Ortonovo
2007 - convegno “LATTE ALIMENTO INDISPENSABILE AD OGNI ETÀ
Pubblicazioni a cura dell’AIES:
Si è attivata un’indagine sui RISCHI ALIMENTARI NELLA FASCIA DI
POPOLAZIONE DA 11 A 14 ANNI DEL COMUNE DI ORTONOVO, i cui
risultati sono stati pubblicati e distribuiti alla popolazione.
Si sono pubblicati gli atti del convegno "PROTEGGI IL TUO CUORE", per la
lotta alle malattie cardiovascolari.
Sono stati pubblicati gli atti del convegno " LA TERZA ETÀ AD
ORTONOVO, UNA STAGIONE DELLA VITA" e distribuiti da parte
dell'Amministrazione comunale a tutti coloro che hanno aderito all’indagine.
Si è pubblicato un opuscolo dal titolo “ ACQUE MINERALI E DI
RUBINETTO CONOSCERLE MEGLIO” distribuito ai partecipanti al
convegno
Si è prodotto il primo CD interattivo per conoscere le acque minerali e di
rubinetto della provincia della Spezia
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Pedalata ecologica "Pensando al cuore":
Giunta alla XIV° edizione, dove nel mese di settembre di ogni anno, si svolge la
pedalata non competitiva tra le strade secondarie del paese, allo scopo di stimolare e
sensibilizzare la popolazione a stili di vita corretti.
A chi rivolgersi
Il Comitato è una libera associazione senza fini di lucro, che opera nel settore
dell'assistenza sanitaria, con sede presso il Distretto socio sanitario di Via Della
Madonnina n. 101 - 19034 ORTONOVO (SP) - tel. 01876131 - tel./fax 0187660705.
Il Comitato è coordinato da:
Dr. Vinazzani Giuseppe - Presidente
Prof. Tonelli Nino - Vice Presidente
Prof. Marchi Franco - Segretario
Sig. Euro Tavarini - Presidente onorario
Sig. Candido Bertonati - Revisore dei conti
Sig.ra Alessandroni Anna Moretti - Revisore dei conti
Sig.ra Bianchi Rossella - Revisore dei conti
Sig. Tonelli Arduino - Revisore dei conti
Sig. Sabadini Luigi - Consigliere - Responsabile del settore organizzazione
Sig. Bianchi Andrea - Consigliere
Sig.ra Cadenazzi Mara - Consigliere
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Atti del Convegno: Latte, alimento indispensabile