ATTI DEL CONVEGNO LATTE ALIMENTO INDISPENSABILE AD OGNI ETA’ A cura di Giuseppe Vinazzani A.I.E.S. REGIONE LIGURIA COMITATO LOCALE DI ORTONOVO 2 Il Consiglio direttivo dell’AIES Regione Liguria Comitato Locale di Ortonovo coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno consentito con il loro fattivo apporto la realizzazione dell’evento, a partire dai relatori del convegno, dagli sponsor e dagli enti patrocinanti Sponsor: CANTINE LUNAE RISTORANTE dei “ PINI” BOSONI SRL Via Olmarello Via Bozzi n. 63 ORTONOVO CASTELNUOVO MAGRA (Sp) BICI CENTER di BARUZZO NICOLA Via Aurelia ORTONOVO ( SP) Enti: L’ASL N. 5 della SPEZIA L’amministrazione Comunale di Ortonovo L’Amministrazione Comunale di Castelnuovo Magra Gli Istituti Comprensivi di ORTONOVO E CASTELNUOVO MAGRA L’ASSOCIAZIONE dei genitori della Scuola Media Statale “ Ceccardo Roccatagliata Ceccardi” . di Ortonovo LA REGIONE LIGURIA LA S.I.N.U.( Società Italiana di Nutrizione Umana) nella persona del Presidente Regionale Salvatore prof.Ciappellano L’AIS REGIONE LIGURIA L’AIES NAZIONALE FIAB RUOTA LIBERA Apuo-Lunense Gli associati AIES Tonelli Arduino, il Prof. Franco Marchi e Andrea Bianchi per il fattivo contributo offerto 3 PREFAZIONE La pubblicazione degli atti del convegno su “Latte alimento indispensabile ad ogni età”, si rende necessaria non solo per ricordare l’impegno svolto dall’A.I.E.S. Regione Liguria Comitato Locale di Ortonovo nell’ambito della promozione e tutela della salute della popolazione, ma soprattutto per mettere a disposizione degli strumenti scientificamente validi, a quanti vogliano, sviluppare temi sulla alimentazione corretta; è infatti nostra convinzione che l’educazione alla salute non può prescindere da informazioni corrette ed aggiornate. I risultati di questo convegno vogliono rappresentare quindi un punto di partenza soprattutto per tutti coloro che aspirano a svolgere un ruolo di educatori nell’ambito dell’alimentazione umana con lo scopo di prevenire le numerose malattie cronico degenerative presenti nel nostro tempo, non ultima quella della OBESITA’. Il convegno “LATTE ALIMENTO INDISPENSABILE AD OGNI ETA’” si è rivolto a tutta la popolazione in genere e in particolare agli insegnanti e agli alunni delle scuole elementari e medie di Ortonovo e Castelnuovo Magra. Esso è stato promosso : dall’A.I.E.S (Associazione Italiana per l’educazione Sanitaria) Regione Liguria Comitato Locale di Ortonovo Realizzato con la collaborazione : dell’U.O PROMOZIONE ALLA SALUTE dell’ASL N. 5 della SPEZIA e con gli ISTITUTI COMPRENSIVI di Ortonovo e Castelnuovo Magra Sotto il patrocinio: della Regione Liguria, della S.I.N.U (società Italiana di Nutrizione Umana) Sez. Liguria Piemonte Lombardia delle Amministrazioni Comunali di Ortonovo e di Castelnuovo Magra dell’AIES Regione Liguria e dell’AIES NAZIONALE Di seguito riportiamo l’evento assieme a quello della XIII° Pedalata ecologica pensando al cuore, che, come è consuetudine, accompagna da anni gli interventi di educazione alla salute. Giuseppe Dr. Vinazzani 4 5 6 7 PRESENTAZIONE 8 A cura del Prof. Giuseppe Badolati Presidente AIES Liguria Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova L’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente influenzano lo stato di salute dell’uomo. Alimentarsi in maniera corretta, sicura e adeguata è una delle principali necessità di ogni essere umano. Pertanto fornire informazioni semplici e precise riguardo l’alimentazione, basate su evidenze scientifiche e non distorte dalla comunicazione mediatica diventa un impegno per tutta la comunità scientifica e in particolare per chi si occupa di prevenzione e salute pubblica. Il latte e i prodotti lattiero-caseari derivati necessitano oggi più degli altri di una corretta collocazione nel panorama nutrizionale e nella corretta percezione del consumatore. Infatti l’informazione su tali prodotti è spesso carente, approssimativa e generica. Il latte nelle culture alimentari tradizionali è da sempre legato all’idea di infanzia: non a caso è il primo alimento nella dieta del neonato. In effetti comunque è importante ricordare che il latte è un alimento indispensabile nella dieta quotidiana a qualsiasi età. L’idea stessa di latte è connessa a immagini di vita e di salute. Il colore bianco è un colore positivo che da sempre è stato associato a bontà e purezza. Lo stesso Schilder afferma che “il latte è l’alimento per eccellenza, nell’immaginario collettivo, della rinascita e dell’assenza di impurità”. Oggi bere il latte è l’ultima immagine naturale che rimanda ad un paesaggio bucolico: quando si pensa al latte, si evoca immediatamente la natura. Il latte che arriva nelle nostre case oggi è un latte che ha subito diversi processi di trattamento, con l’obiettivo di fornire un latte ad elevata qualità, di conservare intatte le proprietà nutrizionali e di garantire il controllo microbiologico. Il latte contiene una grande quantità di proteine, oltre che grassi, carboidrati, minerali (soprattutto calcio) e vitamine (per la maggior parte vitamine A, E, K, C, acido folico e riboflavina). L’apporto energetico del latte e dei suoi derivati appare pertanto piuttosto elevato all’interno della dieta quotidiana di un individuo. Resta infine da ricordare che il latte può essere anche la causa scatenante di allergie e intolleranze alimentari, con una prevalenza nella popolazione generale che si aggira intorno al 2-3% per i bambini e circa l’1% per gli adulti. In conclusione, mettendo sul piatto della bilancia rischi e benefici del latte, possiamo affermare con certezza che il latte è un alimento fondamentale nel processo di acquisizione e mantenimento della massa ossea e che recenti studi hanno dimostrato le proprietà anti-ipertensive e anti-obesità di una dieta a base di un corretto e bilanciato apporto di prodotti lattiero-caseari. L’intento di questo convegno è pertanto quello di sottolineare l’importanza dell’alimento latte e di promuovere una corretta informazione del cittadino riguardo le caratteristiche e gli effetti positivi del latte in termini di salute. 9 INTRODUZIONE Dr. Giuseppe Vinazzani Biologo Nutrizionista Presidente AIES Regione Liguria Comitato locale di Ortonovo C’è una variazione di ordine nella scaletta degli interventi, la dott.sa. Graziella Lasi della Granarolo farà il primo intervento poiché deve lasciarci nel primo pomeriggio per impegni sopraggiunti all’ultimo minuto. Il primo intervento sarà quindi “Latte e tipologie previste dalla legge” ADESSO dichiaro aperto questo convegno E porgo il saluto a tutti i presenti anche a nome dell’AIES REGIONE Liguria Comitato Locale di Ortonovo che mi onoro di rappresentare e che prosegue con questo convegno l’azione di educazione alimentare rivolta alla popolazione, iniziata già nel 2004 con la conoscenza della composizione chimico fisica delle ACQUE e poi del VINO e che proseguirà con un altro importante alimento liquido, l’olio di OLIVA. Questo convegno sul latte che è in particolare rivolto ai genitori e agli insegnanti delle scuole del 1° ciclo, si pone come obiettivo generale la Prevenzione dell’Obesità nella fascia di età dai 6 – 11 anni, E’ ormai a tutti noto che l’obesità nei paesi industrializzati, come l’Italia, sta raggiungendo livelli di incidenza allarmanti ( SI STIMA CHE NEL MONDO CI SIANO PIU DI 300 MILIONI DI OBESI) e che per questo l’O.M.S classifica l’obesità come una MALATTIA , malattia che a causa della sua velocità di diffusione è oggi ritenuta, una EPIDEMIA. E’ nostra convinzione che una educazione alimentare tra la popolazione , non possa prescindere dalla conoscenza delle proprietà dei nutrienti che compongono gli alimenti e quindi tali conoscenze nutrizionali sono una delle premesse indispensabili per attuare la lotta all’obesità. Questo intervento vuol essere quindi un messaggio importante rivolto ai bambini e ai genitori su quali siano i fuori pasto più salutari e gustosi che assieme alla frutta e al panino rappresentano una merenda la cui densità energetica è ridotta rispetto agli snak ad alta densità , come le focaccine ripiene di salumi e le merendine che spesso contengono anche alcool come è emerso nel convegno dell’anno scorso. Non solo, i mezzi di comunicazione hanno recentemente riferito che gli ADDITTIVI (coloranti e conservanti) presenti nelle merendine e nelle BIBITE ( in particolare quelli appartenenti al gruppo E), HANNO EFETTI DEVASTANTI SUI BAMBINI DAI 3 A 9 ANNI CHE NE FANNO USO, RISULTANDO RESPONSABILI DELLA LORO AGGRESSIVITA’, DELLA LORO IPERATTIVITA’ E DELLA MANCANZA DI CONCENTRAZIONE ( risultati riportati da uno studio durato 20 anni in Inghilterra). L’obiettivo che ci poniamo è quindi quello di far acquisire corrette abitudini alimentari e sviluppare una coscienza nutrizionale atta ad educare ad una sana merenda di metà mattina. Tale intervento non è certamente esaustivo per la lotta all’obesità, che sappiamo bene deve comprendere anche una promozione dell’attività fisica e ad una corretta alimentazione nell’arco della giornata, intesa sia dal punto di vista dell’equilibrio dei nutrienti che dell’inteik calorico corrispondente ai propri fabbisogni, però l’ approccio innovativo, basato cioè sul coinvolgimento dei bambini mediante la sua distribuzione nell’ambito della scuola, ha il merito di avere una maggiore probabilità di venire accettato dagli alunni. Infatti nel caso che un singolo faccia merenda con una frutta o uno yogurt, viene additato come un marziano dagli altri bambini, provando disagio. Per superare questo problema, nel corso dell’anno scolastico verrà distribuito ai circa 600 bambini degli istituti comprensivi di Ortonovo e Castelnuovo Magra il latte e lo yogurt a partire dai primi e 10 dagli ultimi due martedì del mese di marzo 2008. Tale distribuzione è sponsorizzata e curata dalla tenuta del Latte di Marinella e dalla Granarolo che ringraziamo e potrà eventualmente essere proseguita nel corso dell’anno scolastico nel caso la nostra associazione riceva il contributo richiesto alla Fondazione della cassa di Risparmio della Spezia. Prima di cedere la parola alle autorità per il saluto, voglio porgere un ringraziamento alla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) per aver concesso il patrocinio a questa iniziativa, facendogli assumere importanza a livello Nazionale. e un ringraziamento al Presidente dell’AIES Gianfranco Tarsitani per avere accettato l’invito a chiuderlo, avendo colto l’importanza dell’evento. Mi auguro che le informazioni di alto spessore scientifico che i relatori altamente qualificati di questo pomeriggio ci proporranno, vi siano di aiuto nelle vostre scelte giornaliere per una sana e corretta alimentazione. Cedo la parola al Sindaco del Comune di Ortonovo Prof. Francesco Pietrini per il saluto di rito. 11 SALUTO AUTORITA’ 12 SALUTO SINDACO DEL COMUNE DI ORTONOVO Prof. Francesco Pietrini Con piacere porto il saluto dell’Amministrazione comunale di Ortonovo a questo nuovo convegno promosso dall’ l’A.I.E.S di Ortonovo . Il convegno odierno vuole essere la continuazione di un percorso di educazione permanente iniziato dall’ A.I.E.S già da qualche anno, iniziativa lodevole alla quale la Giunta ha sempre guardato con interesse concedendo ogni volta il proprio patrocinio. Illustrando le virtù del latte - che è alimento fondamentale per un accrescimento corporeo sano ed equilibrato ed indispensabile a tutte le età - si contribuisce a divulgare i principi di una educazione alimentare corretta tra le nuove generazioni. La presenza degli alunni delle scuole è la testimonianza dell’interesse suscitato e della valenza didattica del progetto. Parlare del latte significa richiamare la tradizione contadina e pastorale del nostro territorio dove questo era la base dell’alimentazione ed è un tributo alla pratica della pastorizia ed alla laboriosità delle nostre genti. I prodotti delle nostre terre, oltre al latte, olio, vino e formaggi erano ampiamente conosciuti ed apprezzati anche nella Colonia Romana di Luni; già allora venivano decantate le bontà dei prodotti della terra di Luna. Porgo il mio saluto ai presenti, agli insegnanti ed alle loro scolaresche ed un augurio di buon lavoro ai relatori di questa manifestazione. 13 LATTE E TIPOLOGIE PREVISTE DALLA LEGGE A cura della Dott.ssa Graziella Lasi Resp. Comunicazione medico-scientifica Gruppo Granarolo Le tipologie di latte in commercio Il Latte messo in commercio si differenzia per: 1) 2) 3) 4) SPECIE ANIMALE RISANAMENTO FISICO RISANAMENTO TERMICO COMPOSIZIONE (titolo di grasso) Specie animale La normativa in vigore prescrive che per “latte” senza la specificazione della specie dal quale deriva, si identifica solo quello di origine bovina. Tutti gli altri devono essere accompagnati dalla specie da cui derivano (es: latte di pecora, latte di bufala, ecc). Latte ottenuto dalla miscela di più specie deve riportarle tutte nella denominazione di vendita. Es: latte di vacca e di pecora. Trattamento fisico Il latte deve subire il trattamento della omogenizzazione per impedire che i globuli di grasso si aggreghino e affiorino sulla superficie del latte. Il latte può subire il trattamento della deodorizzazione per impedire che odori di stallatico possano persistere rendendolo sgradevole nel .l’odore e nel sapore Risanamento termico Il risanamento termico individua il modo in cui viene effettuato il trattamento che permette di ottenere un latte igienicamente sicuro. I trattamenti individuati per legge sono: 1 Pastorizzazione 2 U.H.T. (Ultra Hight Temperature) 3 Sterilizzazione 14 Altri trattamenti : microfiltrazione Pastorizzazione La pastorizzazione è un trattamento termico che deve avvenire ad almeno a 71,7°C per 15 secondi Latte pastorizzato Latte fresco pastorizzato Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità I requisiti che devono caratterizzare il Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità Granarolo devono essere sia di produzione alla stalla che di composizione del prodotto finito. Latte pastorizzato i parametri distintivi: 1 2 3 4 Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g Tenore in sieroproteine non inferiore al 11% Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml Cellule somatiche non superiori a 400.000/ml Latte fresco pastorizzato i parametri distintivi: 1 2 3 4 5 6 Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g Tenore in sieroproteine non inferiore al 14% Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml Cellule somatiche non superiori a 400.000/ml Perossidasi positiva Un solo trattamento termico entro 48 ore dalla mungitura Latte fresco pastorizzato di Alta Qualità i parametri distintivi: 1 2 3 4 5 6 7 8 Tenore di grasso non inferiore a 3,5 g/g Tenore di proteine non inferiori a 32 g/lt Tenore in sieroproteine non inferiore al 15,5% Carica batterica totale non superiore a 100.000 ufc/ml Cellule somatiche non superiori a 300.000/ml6 Contenuto in acido lattico inferiore a 30 ppm Perossidasi positiva Un solo trattamento termico entro 48 ore dalla mungitura Pastorizzazione a temperatura elevata E’ un trattamento che comporta un'elevata temperatura per un breve periodo di tempo. Il latte così trattato deve presentare una reazione negativa alla prova della fosfatasi e può presentare una reazione negativa alla prova della perossidasi. Sulle confezioni deve figurare un'indicazione del tipo: «pastorizzato a temperatura elevata»; U.H.T. (Ultra High Temperature) 15 Il trattamento U.H.T. è il trattamento termico che si ottiene con un riscaldamento continuo ad almeno +135 °C per non meno di un secondo per inattivare i microrganismi e le spore, e confezionato in recipienti opachi e asettici in modo tale che le variazioni chimiche, fisiche e organolettiche siano ridotte al minimo. Inoltre deve permettere al latte di essere conservabile, in modo da non presentare alterazioni palesi dopo mantenimento in un recipiente chiuso per quindici giorni, alla temperatura di +30 °C. Il trattamento U.H.T. può essere “diretto” o “indiretto” • DIRETTO : contatto diretto del latte con il vapore acqueo; • INDIRETTO : il latte è diviso fisicamente dal vapore tramite piastra riscaldante Il latte UHT a lunga conservazione si mantiene per almeno 90 giorni senza l’aggiunta di conservanti Sterilizzazione Il trattamento di sterilizzazione è un trattamento termico che prevede il riscaldamento e la sterilizzazione del latte in confezioni o recipienti ermeticamente chiusi; il dispositivo di chiusura deve rimanere intatto. Il latte deve essere conservabile in modo da non presentare alterazioni palesi dopo mantenimento in un recipiente chiuso per quindici giorni ad una temperatura di +30 °C. Il latte sterile a lunga conservazione si mantiene per almeno 180 giorni senza l’aggiunta di conservanti Microfiltrazione La microfiltrazione è una tecnica di filtrazione condotta su elementi filtranti esenti da cessioni e aventi pori con luce media da 1,4 a 2 micron con applicazione di pressioni transmembranarie comprese tra 1 e 1,2 bar. Il latte sottoposto a microfiltrazione deve essere sottooposto poi alla pastorizzazione e deve riportare sulla confezione la dicitura “pastorizzato microfiltrato”. La legislazione italiana e comunitaria permette oggi la vendita di latte crudo, esclusivamente tra il produttore ed il consumatore, sempre che l'allevamento di provenienza abbia le condizioni igienico sanitarie adeguate. Composizione: latte intero Latte Intero fresco pastorizzato di Alta Qualità Grasso uguale o superiore a 3,6% su 100 ml di latte. Proteine uguali o superiori a 3,2% su 100 ml di latte. Latte Intero Grasso uguale o superiore a 3,5% su 100 grammi di latte Latte Parzialmente Scremato Grasso compreso tra 1,5% e 1,8% su 100 grammi di latte Latte Scremato Grasso inferiore a 0,5% su 100 grammi di latte 16 COMPOSIZIONE CHIMICA E PROPRIETA’ NUTRIZIONALI DEL LATTE A cura del Prof. Paolo Simonetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche – Sezione Nutrizione Università degli Studi di Milano – Via Celoria, 2 – 20133 Milano Premessa La qualità di un alimento è una realtà multifattoriale di non facile definizione. Gli aspetti coinvolti sono quelli igienico-sanitario, sensoriale, chimico, fisico-tecnologico e nutrizionale. Anche nel caso del latte sono molti i fattori che concorrono alla definizione della sua qualità. Dal punto di vista alimentare le principali caratteristiche del latte sono la presenza di proteine, di lipidi e l'apporto di significative quantità di calcio e fosforo. Alcuni costituenti provengono dall’attività di secrezione della mammella dell'animale, altri direttamente dal sangue. I fattori che concorrono a definire i rapporti quali e quantitativi tra questi elementi sono legati alla specie, alle diverse razze della stessa specie, alla variabilità interindividuale, all’alimentazione del bestiame, alla sua età, allo stadio della lattazione e alla stagione. Composizione chimica Il latte è una miscela complessa di componenti ripartiti in una fine emulsione (lipidi e vitamine liposolubili), una fase dispersa (proteine, calcio e magnesio come sali di fosfato e citrato), una soluzione (carboidrati solubili, sali, azoto non proteico, vitamine idrosolubili) e una sospensione (cellule, microrganismi). La sua composizione centesimale media è la seguente: Acqua Materia grassa Lattosio Sostanze azotate Sali minerali pH Densità a 20 °C: Punto di congelamento 86.9-88.5 g/100g 3.3-4.4 g/100g 4.8-5.1 g/100g 2.8-3.3 g/100g 0.6-0.8 g/100g 6.5-6.7 1.030-1.033 intero g/ml 1.035-1.036 scremato g/ml -0.530 ÷ -0.540 °C Dal punto di vista nutrizionale sono due gli aspetti che devono essere presi in considerazione: 1- uno macroscopico, la densità energetica, legata essenzialmente alla percentuale di grasso presente (latte intero, parzialmente scremato o scremato) imputabile ai trattamenti tecnologici; 2- uno più fine, riferito alla ripartizione qualitativa dei nutrienti del latte ed alla presenza di composti bioattivi. 17 Energia L’apporto energetico ottenibile con latte intero è di circa 61 kcal/100g, che si riduce a 49 kcal/100g per il prodotto parzialmente scremato e 36 kcal/100g per quello scremato. Proteine Le proteine del latte si dividono in caseine, circa il 78%, e sieroproteine 18% con una quota restante costituita da azoto non proteico corrispondente a circa 4%. Le caseine sono proteine coniugate -cioè proteine legate ad altre molecole, in questo caso a fosforo sotto forma di acido fosforico esterificato. Questi gruppi fosforici sono importanti sia per la struttura della proteina che per le sue possibili funzioni legate all’assunzione di nutrienti (calcio), al trasporto di minerali nell’intestino (fosfopeptidi) e di aminoacidi (leucina) attraverso la membrana intestinale, alla motilità del tratto gastrointestinale, alla stimolazione della secrezione degli ormoni post-prandiali (insulina, somatostatina), alla formazione di peptidi immunostimolanti, antiipertensivi e antitrombotici. Nel dettaglio, le caseine possono essere distinte in base alla distribuzione delle cariche e alla sensitività di precipitazione in seguito all'addizione di calcio: Caseina α(s1) Caseina α(s2) Caseina β Caseina κ 40 % 10 % 30 % 15 % Le sieroproteine costituiscono la frazione proteica che non sedimenta per centrifugazione, precipitazione acida o presamica ma che coagula al calore. Hanno una composizione aminoacidica differente rispetto alle caseine. Contengono meno acido glutammico e prolina e più aminoacidi solforati risultando così di elevatissimo valore biologico. Possono essere distinte in: α-Lattoalbumina β-Lattoglobulina Proteosi - peptoni Immunoglobuline Siero albumina Latto(trans)ferrina Enzimi 20% 44 – 50% 20% 10% 5% (siero del sangue) tracce tracce Le sieroproteine svolgono attività biologiche quali la sintesi del lattosio (α-la), il trasporto del retinolo nell’intestino nel vitello (β-lg) e l’immunizzazione passiva durante i primi giorni di allattamento (Ig). Caseine e siero-proteine contengono peptidi biologicamente attivi “criptati” all’interno della sequenza-precursore e che possono essere rilasciati lungo l’apparato digerente in seguito all’azione dei diversi enzimi digestivi che idrolizzano le proteine oppure in seguito a processi di trasformazione tecnologica della materia prima (formaggi, yogurt, ecc.). Vengono definiti biopeptidi (casomorfine, lattorfine, casochinine, lattochinine) e possiedono azione antipertensiva, 18 immunostimolante, antitrombotica, antimicrobica, oppioide e trasportatrice dei minerali, in particolare del calcio. Lipidi Il grasso del latte è costituito prevalentemente da trigliceridi (95-96%), fosfolipidi (0.8-1%), steroli (0.2-0.4%) e acidi grassi liberi. Apporta circa il 50% delle calorie totali del latte intero e la sua digestione è facilitata dallo stato fisico e dal punto di fusione che è inferiore alla temperatura corporea. Il grado di saturazione, il contenuto in acidi grassi polinsaturi (linoleico soprattutto) ed il livello di colesterolo rappresentano i punti di maggior discussione sulle proprietà nutrizionali del grasso latteo. Gli aspetti positivi dal punto di vista nutrizionale sono rappresentati dal fatto che circa il 20-25% degli acidi grassi è costituito da acido oleico considerato privo di effetti aterogeni. Inoltre, alcuni acidi grassi saturi a corta catena (da C4 a C10) hanno, al pari dei glucidi, un destino prevalentemente energetico e non aterogeno e ipercolesterolizzante. In certi casi è opportuno pensare all’impiego di latte parzialmente scremato o scremato che riduce drasticamente il contenuto totale di lipidi e di colesterolo. Glucidi La componente glucidica è costituita quasi completamente da lattosio che apporta circa il 30% dell’energia nel latte intero. Sono presenti anche glucosammina, galattosammina, N-acetilglucosammina, N-acetil-galattosammina, acido sialico. Il lattosio presenta anche particolari funzioni nutrizionali: - è una fonte “diretta” di galattosio; - favorisce l’assorbimento e l’assimilazione del calcio; - stimola lo sviluppo nel grosso intestino della microflora lattica favorendo l’instaurarsi della fermentazione acida; - ha potere dolcificante (tre volte inferiore a quello del saccarosio) sufficiente a conferire al latte il caratteristico gusto dolciastro. Importante è il contenuto di micronutrienti del latte che può essere considerato una delle migliori fonti di calcio e fosforo nell’alimentazione umana. Minerali I macroelementi presenti sono: Ca 1.2 g/l P 1.0 g/l K 1.5 g/l Na 0.4 g/l Cl 1.1 g/l Mg 0.13 g/l Mentre i principali microelementi sono Zn, Fe, F e Br. La biodisponibilità di questi composti è particolarmente elevata nel latte in relazione al: - rapporto calcio/fosforo (simile a quello esistente nelle ossa in accrescimento); ruolo del lattosio nel loro assorbimento intestinale; 19 - circostanza che circa il 40% del fosforo “colloidale” è legato stabilmente alla caseina tramite un legame estere con residui di serina. E questa situazione riveste un particolare significato nutrizionale: contribuisce all’assorbimento passivo del calcio nell’intestino. Vitamine Benché la maggior parte delle vitamine sia presente nel latte crudo, solamente vitamina A, carotenoidi, vitamina B1, B2, B12 e acido pantotenico hanno un significato nutrizionale. Il patrimonio vitaminico del latte, infatti, subisce riduzioni sensibili in seguito ai processi di risanamento e conservazione. Acido linoleico coniugato (CLA) Valutando gli aspetti nutrizionali del latte può essere preso in considerazione un altro aspetto, legato al contenuto di acido linoleico coniugato (CLA). L'acido linoleico è presente in natura in numerosi vegetali che crescono spontaneamente. Quando il bestiame al pascolo si nutre di tali erbe, assume contemporaneamente anche acido linoleico, che viene trasformato nel suo sistema digerente in CLA. Il CLA può quindi essere considerato un: 1. catabolita derivante dall'incompleta idrogenazione degli acidi grassi insaturi (acido linoleico), processo che può avvenire ad opera della microflora nei ruminanti; 2. oppure ottenuto per desaturazione dell’acido vaccinico nella ghiandola mammaria. L’interesse relativo a tale composto è legato alle recenti scoperte scientifiche che hanno attribuito effetti fisiologici positivi all’acido linoleico coniugato (CLA). In particolare è risultato essere: - anticancerogeno (in vivo ed in vitro); - antiaterogeno; - modifica la ripartizione dei nutrienti ed il metabolismo dei lipidi; - antidiabetico (diabete tipo II); - modula la risposta immunitaria; - migliora la mineralizzazione delle ossa. Non bisogna però dimenticare che gli effetti riscontrati sono attribuibili ad ingestioni di quantità di CLA sicuramente non confrontabili con quello ottenibili con l’assunzione di alimenti tradizionali, latte compreso. 20 SICUREZZA ALIMENTARE DEL LATTE A cura del dott. Enzo Secco Direttore Dipartimento Prevenzione e della S.C. Igiene alimenti di origine animale dell’ASL N. 5 -Consulente Regione Liguria La sicurezza alimentare del latte Dr. Enzo Secco Dipartimento di Prevenzione ASL 5 Spezzino 21 • REGOLAMENTO (CE) N. 178/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare • REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari • REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale • INTESA tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di vendita diretta di latte crudo • REGOLAMENTO Ce 2073/2005 del 15 novembre 2005 sui criteri applicabili ai prodotti alimentari • REGOLAMENTO Ce 2074/2005 • REGOLAMENTO (CE) N. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari • REGOLAMENTO (CEE) n. 2377/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale • REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano • REGOLAMENTO (CE) N. 882/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali 22 REGOLAMENTO (CE) N. 178/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare Articolo 14 Requisiti di sicurezza degli alimenti 1. Gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul mercato. 2. Gli alimenti sono considerati a rischio nei casi seguenti: a) se sono dannosi per la salute; b) se sono inadatti al consumo umano. Articolo 15 Requisiti di sicurezza dei mangimi 1. I mangimi a rischio non possono essere immessi sul mercato né essere somministrati a un animale destinato alla produzione alimentare. 2. I mangimi sono considerati a rischio, per l'uso previsto, nei casi seguenti: — se hanno un effetto nocivo per la salute umana o animale, — se rendono a rischio, per il consumo umano, l'alimento ottenuto dall'animale destinato alla produzione alimentare. 23 Articolo17 Obblighi 1. Spetta agli operatori del settore alimentare e dei mangimi garantire che nelle imprese da essi controllate gli alimenti o i mangimi soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione e verificare che tali disposizioni siano soddisfatte. Articolo18 Rintracciabilità 1. È disposta in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione la rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli animali destinati alla produzione alimentare e di qualsiasi altra sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime. Articolo19 Obblighi relativi agli alimenti: operatori del settore alimentare 1. Se un operatore del settore alimentare ritiene o ha motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato,lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza degli alimenti, e l'alimento non si trova più sotto il controllo immediato di tale operatore del settore alimentare, esso deve avviare immediatamente procedure per ritirarlo e informarne le autorità competenti. 24 REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari • Articolo 3 • • Obblighi generali Gli operatori del settore alimentare garantiscono che tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti sottoposte al loro controllo soddisfino i pertinenti requisiti di igiene fissati nel presente regolamento. • • Articolo 5 • Analisi dei pericoli e punti critici di controllo 1. Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o più procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP • • • Articolo 6 Controlli ufficiali, registrazione e riconoscimento Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legislazione nazionale. • In particolare, ogni operatore del settore alimentare notifica all’opportuna autorità competente, secondo le modalità prescritte dalla stessa, ciascuno stabilimento posto sotto il suo controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti ai fini della registrazione del suddetto stabilimento. • 25 REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale • SEZIONE IX: LATTE CRUDO E PRODOTTI LATTIERO-CASEARI PRODUZIONE PRIMARIA • Requisiti sanitari degli animali • Requisiti locali e attrezzature • Igiene mungitura raccolta e trasporto • Igiene del personale 26 CRITERI PER IL LATTE CRUDO • • TENORE IN GERMI A 30° C (per ml) • • TENORE DI CELLULE SOMATICHE (per ml) • TENORE IN GERMI A 30°C < 100.000 latte bovino (media geometrica mobile) < 400.000 latte bovino (media geometrica mobile) < 1.500.000 • • NO RESIDUI ANTIBIOTICI » < 500.000 27 • REQUISITI DI TEMPERATURA (6°C) • REQUISITI PER IL TRATTAMENTO TERMICO • • Al fine di garantire che il procedimento usato raggiunga gli obiettivi ricercati, gli operatori del settore alimentare devono controllare regolarmente i principali parametri pertinenti (in particolare la temperatura, la pressione, la sigillatura e le caratteristiche microbiologiche), anche ricorrendo ad apparecchiature automatiche. I procedimenti utilizzati devono essere conformi alle norme riconosciute a livello internazionale Procedure su base HACCP • REQUISITI PER IL CONFEZIONAMENTO E IMBALLAGGIO • La chiusura ermetica dell’imballaggio destinato alla vendita al consumatore deve essere effettuata immediatamente dopo il riempimento nello stabilimento in cui ha luogo l’ultimo trattamento termico di prodotti lattiero-caseari allo stato liquido, mediante dispositivi di chiusura che impediscano le contaminazioni. Il sistema di chiusura ermetica deve essere concepito in modo tale da permettere di identificare facilmente e con chiarezza gli imballaggi che sono stati aperti • 28 Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di vendita diretta di latte crudo per l’alimentazione • E’ consentita la commercializzazione di latte crudo destinato all’alimentazione umana secondo le seguenti modalità: • a) direttamente nell’Azienda di produzione dal produttore al consumatore finale • b) attraverso macchine erogatrici collocate nella stessa azienda agricola o al di fuori di questa. 29 • • • • • • • Nel’azienda di produzione , in autocontrollo dovranno essere effettuati controlli analitici per: Escherichia coli verocitotossici, sulle feci e sul latte, volti ad escludere la positività da Escherichia coli O157; Staphylococcus aureus n= 5, m= 500, M= 2000, c= 2 Listeria monocytogenes Assenza in 25 ml, n=5 e c= 0 Salmonella spp Assenza in 25 ml, n= 5 e c= 0 Campylobacter termotolleranti assenza in 25 ml, n= 5 e c= 0 Aflatossine 50 ppt 30 REGOLAMENTO (CE) n. 2073/2005 DELLA COMMISSIONE del 15 novembre 2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari • «criterio di sicurezza alimentare»: un criterio che definisce l’accettabilità di un prodotto o di una partita di prodotti alimentari, applicabile ai prodotti immessi sul mercato; (listeria monocitogenes e salmonella) • «criterio di igiene del processo»: un criterio che definisce il funzionamento accettabile del processo di produzione. Questo criterio, che non si applica ai prodotti immessi sul mercato,fissa un valore indicativo di contaminazione l di sopra del quale sono necessarie misure correttive volte a mantenere l’igiene del processo di produzione in ottemperanza alla legislazione in materia di prodotti alimentari; (Entero-batteriacee 5 2 < 1 ufc/ml 5 ufc/ml ISO 21528-1) per fine del processo di Lavorazione Controllo dell’efficacia del trattamento termico e prevenzione della ricontaminazione,nonché verifica della qualità delle materie prime • • • 31 • • • • • • Regolamento 2074/2005 Prova della fosfatasi alcalina per latte pastorizzato Prova della stabilita termica per latte UHT REGOLAMENTO (CE) N. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (piombo stagno diossine pcb ds idrocarburi ) Regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale 32 • REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano • REGOLAMENTO (CE) N. 882/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali 33 34 Quello che compri 35 Avere la consapevolezza di Quello che si mangia 36 ALLERGIE ED INTOLLERANZE AL LATTE ED AI SUOI DERIVATI. A cura della Dott.ssa Maria Solis Biologo Nutrizionista Specialista in Patologia Generale Specialista in Scienza dell’Alimentazione Il cibo è un elemento dell’ambiente che va ingerito, assimilato ed incorporato dentro noi stessi e, per quanto universale sia il piacevole atto del mangiare, la valenza che gli viene conferita da un individuo, rimarrà assolutamente soggettiva [Solis M, 2003]. Ma il cibo può anche indurre una reazione avversa di natura tossica (es.: tossine, contaminanti microbiologici o ingredienti farmacologicamente attivi) che può insorgere in tutti gli individui ed una reazione avversa di natura non tossica che può insorgere solo in individui suscettibili (food sensibility) e può essere la conseguenza di una intolleranza non immunomediata o di una reale ipersensibilità verso alcuni componenti degli alimenti (allergia alimentare) che coinvolge meccanismi immunologici [Costantini AM, Cannella C, Tomassi G, 2006]. Quindi, per chiarire ulteriormente alcune espressioni equivocabili che sono però di uso quotidiano. Si definisce intolleranza alimentare qualsiasi tipo di risposta anormale che segue l’ingestione di alimenti. Le allergie alimentare sono, invece, il risultato di una intensa ed abnorme risposta immunitaria all’assunzione di cibi contenenti sostanze con potere antigenico, che sono distinguibili in base al meccanismo immunologico coinvolto in allergie mediate da IgE ed allergie non IgE mediate. Le reazioni IgE mediate sono riferibili a risposte complesse e varie correlate con i fenomeni riportati nell’organo o negli organi che costituiscono il bersaglio primario della risposta effettrice 37 [Gatti PM, 1999] [tab.1]. Tab. 1 Nell’adulto, le reazioni che si manifestano in tempi diversi e successivi non sono relazionabili alle enterocoliti o alle coliti da sostanze proteiche, che sono, invece, risposte immunologiche riscontrabili nell’età infantile. La sintomatologia in età pediatrica implica, infatti, disturbi di tipo gastrointestinale, cutaneo, respiratorio, ma anche altre manifestazioni, quali scarso accrescimento, disturbi neuropsichici e sintomi nefrourologici [tab.2]. 38 tab. 2 I fattori di rischio che possono innescare la comparsa di una reazione avversa agli alimenti in età pediatrica sono: la familiarità, l’immaturità e l’integrità strutturale e funzionale [tab.3] della mucosa intestinale, i difetti immunitari, le malattie metaboliche dell’organismo. 39 tab. 3 Gli allergeni alimentari maggiormente dannosi per l’adulto sono molecole di natura proteica e glicoproteica con peso molecolare tra 10.000 e 40.000 Dalton. Nella pratica ambulatoriale sono state riscontrate sia allergie alimentari dell’adulto per cibi di origine vegetale (legumi, arachidi, ortaggi e frutta di vario tipo), sia per quelli di origine animale (pesce, latte, carni bianche e rosse, albume, crostacei). 40 Gli allergeni alimentari che non provocano nell’adulto remissione definitiva della risposta acuta, nonostante la totale esclusione dalla dieta, per periodi diversi, degli alimenti in questione, sono quelli che provengono da nocciole, crostacei e molluschi. La diagnosi, certa ed univoca sul cibo responsabile di una determinata reazione allergica, attraverso i test di laboratorio, resta ancora problematica [Gentile MG, 1993] [Gatti PM, 1999] [tab.4]. tab. 4 I test diagnostici in vitro attualmente disponibili per l’accertamento dell’ipersensibilità agli alimenti dovrebbero rispettare non solo le caratteristiche di specificità, sensibilità, accuratezza e precisione, ma anche l’accertamento dell’alimento implicato e l’identificazione del meccanismo fisiopatologico che sta alla base della reazione di ipersensibilità. 41 Nelle indagini di I livello ciò che può fornire certezza diagnostica delle allergie vere e proprie è la ricerca delle IgE specifiche; nelle indagini di II livello è possibile ricercare i mediatori biochimici della risposta immunitaria. In pratica, il gold standard delle misure in vitro per l’ipersensibilità agli alimenti resta il RAST, che permette di identificare le IgE specifiche per i vari alimenti, a differenza del PRIST che quantifica le IgE totali; il gold standard universalmente riconosciuto per la diagnosi in vitro delle allergie alimentari resta il DBPCFC (double-blind placebo-controlled food challenge). Il PRICK test è uno degli skin test (test tramite piccole punture epicutanee), più conosciuti ed utilizzati per la relativa difficoltà di esecuzione, sebbene, nonostante l’elevata specificità, si lamenti una insufficiente sensibilità [Gatti PM, 1999]. Esistono oltre che test validati anche test non validati che presentano alcune evidenze scientifiche o sono fondate su basi fisiologiche e test con scarse evidenze scientifiche [Paoli A, 2006] [fig.1]. fig. 1 Senza dubbio la corretta storia anamnestica che include informazioni sulla familiarità per la presenza di eventuali atopie, l’indagine alimentare che correla l’ingestione dell’alimento sospetto con la manifestazione della sintomatologia, l’esame obiettivo per evidenziare in età pediatrica un eventuale arresto della crescita staturo-ponderale, o la comparsa di segni di atopia, può contribuire ad individuare l’alimento responsabile. 42 L’eliminazione del cibo sospetto e la reintroduzione, in un secondo momento, attraverso un test di provocazione orale o challenge, potrà fornire elementi utili per individuare la relazione di causaeffetto tra l’ingestione dell’alimento e la conseguente reazione clinica e potrà contribuire ad accertare l’alimento responsabile [fig.2] [Elia M, 2005]. fig. 2 I cibi più frequentemente interessati nelle allergie alimentari differiscono a seconda dei Paesi, ma, per tutti i Paesi, sono principalmente responsabili il latte e le uova, a seguire soia, arachidi, grano, pesce, crostacei, mele, agrumi, pomodori, patate. Gli alimenti contenenti sostanze come istamina, tiramina e feniletilendiamina possono anch’esse indurre fenomeni che vengono definiti pseudoallergie [fig.3]. 43 fig. 3 Gli additivi alimentari annoverati per causare reazioni avverse possono a volte funzionare con un meccanismo di tipo immunologico, pur rientrando tra le intolleranze [tab.5]. 44 tab. 5 45 INTERVENTI NUTRIZIONALI NELL’ALLERGIA ALLE PROTEINE DEL LATTE VACCINO (APLV) Il latte, se da un lato rappresenta la principale fonte di nutrienti del primo anno di vita, dall’altro rappresenta l’allergene principalmente responsabile di reazioni allergiche in età pediatrica, con una prevalenza del 2-3% nei primi 12 mesi di vita. I lattanti, poiché presentano un’elevata permeabilità della mucosa intestinale nei primi mesi di vita, sono a rischio di maggiore sensibilizzazione. La risposta del lattante alla prima esposizione all’antigene è influenzata da fattori genetici e dipende dalla quantità di antigene, dall’età e dalla frequenza di somministrazione. Senza dubbio, tanto più precocemente si somministrano piccole quantità di latte vaccino al nido, in attesa della montata lattea, tanto più è alto il rischio di sviluppo di allergia alle proteine del latte nel bambino che presenta una familiarità allergica. Questo problema è, infatti, maggiore per i bambini con familiarità per atopia per la loro predisposizione a sviluppare risposte allergiche. Da qui nasce la dietetica preventiva, che consiste nell’evitare o ritardare l’esposizione agli alimenti potenzialmente allergizzanti nei soggetti a rischio di atopia. La prevenzione viene attuata sia durante la gestazione e, più precisamente, durante l’ultimo trimestre della gravidanza, sia durante il periodo dell’allattamento, in cui la mamma del soggetto potenzialmente a rischio escluderà alimenti, quali latti e derivati, uova, pesce e frutta secca. Nel periodo del divezzamento, inoltre, è importante rinviare dopo i 12 mesi l’introduzione di latte e derivati, uova, glutine, pollo, manzo, pesce, pomodoro, legumi, frutta secca. Le α, β, κ caseine, la βlattoglobulina, l’αlattoalbumina e la sieroalbumina rappresentano il 18% ~ della frazione proteica sierica, mentre la caseina costituisce l’82% delle proteine [Elia M, 2005]. Nei test cutanei risulta positiva la caseina, ma l’allergene responsabile del maggior numero di positività al test di provocazione rappresenta la βlattoglobulina. Per quanto riguarda l’aspetto terapeutico, gli interventi nutrizionali si basano essenzialmente su diete di esclusione [Gentile MG, 1993], diete elementari o semielementari, diete oligoantigeniche. Le diete di esclusione, che presuppongono l’eliminazione degli alimenti identificati allergizzanti dalla dieta abituale [tabb.6 e 7], 46 tab. 6 47 tab. 7 devono essere elaborate rispettando le raccomandazioni nutrizionali per la nostra popolazione e fornendo eventuali integrazioni di nutrienti qualora vi siano carenze qualitative e quantitative (es.: 48 nel caso dell’APLV, calcio, fosforo, riboflavina, acido pantotenico, vitamine A e D) [D’Auria E, 2007]. Rilevante importanza è data dagli alimenti sostitutivi del latte vaccino (latte di donna, latte idrolisato, latte di soia, latte di capra) nel trattamento dell’APLV nei primi anni di vita. Nell’allattamento al seno la completa eliminazione delle proteine allergizzanti dalla dieta della nutrice può portare alla scomparsa della sintomatologia. Per coloro che sono nutriti artificialmente nel primo anno di vita devono essere utilizzate formule speciali, che consentano il miglioramento della sintomatologia allergica, un adeguato accrescimento ed un giusto equilibrio metabolico. Queste formule speciali che derivano da varie fonti proteiche idrolisate possono, a seconda del grado di idrolisi, presentarsi come idrolisati estensivi o spinti (peptidi con peso molecolare inferiore a 1500 Dalton) e idrolisati parziali. Questi ultimi, che presentano un peso molecolare dei peptidi superiore a 4000 Dalton, possono essere utilizzati solo a scopo preventivo, in mancanza del latte materno, in quei bambini con familiarità atopica. Le diete elementari e semielementari, al cui uso si ricorre se anche gli idrolisati spinti non risolvono il quadro sintomatologico, sono formule a ridotto potere antigenico a base di aminoacidi o dipeptidi e tripeptidi e di carboidrati, lipidi, vitamine e minerali, per soddisfare il fabbisogno sia nutrizionale che calorico [tab.8]. tab. 8 I latti di soia, formule costituite da proteine isolate derivanti dalla soia, lipidi di origine vegetale e carboidrati, sono comunque arricchiti, se per neonati, in vitamine e sali minerali. 49 Il latte di soia, che può essere utilizzato nel deficit congenito di lattasi, non sempre, invece, risulta adatto nel trattamento dell’APLV, in quanto è stato dimostrato che è dotato di una altissima antigenicità e di una scarsa allergenicità. Ricordiamo che il termine allergenicità si riferisce alla capacità di produrre sintomi allergici, mentre il termine antigenicità alla capacità di produrre anticorpi [Maggioni G, Signoretti A, 1991]. A tal proposito, i Comitati Internazionali dell’ESPGAN, raccomandano l’utilizzo della soia solo nel trattamento dei soggetti con APLV senza sintomatologie gastrointestinali. Il latte di capra o di pecora possono essere sostitutivi del latte vaccino nell’APLV, sebbene, pur presentando un’ottima palatabilità ed un buon contenuto in calcio, esistono pareri controversi in merito al loro uso per l’elevata frequenza di allergia crociata tra i latti di origine animale. Nel caso in cui l’eliminazione non risolva la sintomatologia si procederà con l’esclusione di altri alimenti fino a giungere alla dieta oligoantigenica o anallergica (es.: dieta di Rezza-Cardi), in cui si utilizza un solo tipo di alimento come fonte di ogni singolo nutriente [fig.4]. 50 fig.4 Qualora i sintomi dovessero persistere si prosegue con la sostituzione di un componente ed una successiva reintroduzione graduale e prudente di alcuni alimenti, se si assiste ad un miglioramento della sintomatologia. Un aspetto da tenere in considerazione nella eliminazione e nella reintroduzione dei cibi è quello della conoscenza delle famiglie di alimenti che presentano cross-reattività tra le loro componenti antigeniche [tab.9]. 51 tab. 9 INTOLLERANZA AL LATTOSIO L’intolleranza al lattosio è l’incapacità, totale o parziale, di digerire lo zucchero del latte per la carenza della lattasi, una βgalattosidasi presente sulla mucosa intestinale deputata alla scissione di questo disaccaride in D-glucosio e D-galattosio. Pertanto, il lattosio, che rimane tale, richiama acqua e sodio, provocando la classica sintomatologia diarroica, accompagnata da dolori addominali entro poche ore dall’ingestione di lattosio. Il declino della lattasi, che ha una prevalenza che va dal 100% nelle popolazioni d’Asia e Africa, al 60% negli aborigeni d’America e Oceania, al 30% negli europei del nord-est fino al 5% negli europei del nord-ovest consumatori di latte, inizia abitualmente a 5-7aa (ma potrebbe avere inizio anche a circa 20aa) riducendosi sino a percentuali inferiori al 10% dell’attività presente nel lattante [Costantini AM, Cannella C, Tomassi G, 1999]. Questo processo è stato ritenuto un fenomeno adattativo alla riduzione dell’ingestione di latte con l’aumento dell’età. In Italia la popolazione affetta da deficit di lattasi varia tra il 15 ed il 40%; la frequenza aumenta scendendo da nord a sud della penisola con un picco elevato nell’area del napoletano [Maffeis C, 2005]. L’intolleranza al lattosio si realizza con forme primitive, congenite o acquisite, o secondarie [tab.10]. 52 tab. 10 La natura e l’intensità dei sintomi dipendono, anche a parità di lattosio ingerito, da caratteristiche individuali, quali il tempo di transito gastrointestinale, il tipo di dieta, la flora fermentativa del colon. Molto spesso una storia anamnestica accurata, che mette in evidenza un rapporto di causa-effetto tra l’assunzione di lattosio e la comparsa dei sintomi, è sufficiente per individuare una intolleranza al lattosio. Nei casi dubbi esistono test diagnostici che possono aiutare ad identificare un effettivo deficit di lattasi [fig.5]. 53 fig. 5 L’intervento nutrizionale prevede l’eliminazione temporanea del lattosio dall’alimentazione nelle forme secondarie ed a vita nei deficit congeniti di lattasi. La maggioranza dei soggetti intolleranti è in grado di digerire piccole quantità di lattosio (5-10 gr per singola dose), soprattutto se associate a cibi che rallentano il transito intestinale. Pertanto, in tutti i casi di intolleranza è utile sia l’assunzione di latte a ridotto contenuto in lattosio, sia dello yogurt. Lo yogurt, infatti, risulta ben tollerato per le seguenti motivazioni: presenta il 30-40% di lattosio in meno del latte, rallenta lo svuotamento gastrico e, grazie allo Streptococcus thermophilus, che produce una lattasi che si attiva nel digiuno, aiuta la digestione del lattosio ingerito. Inoltre, è stato osservato che l’assunzione di microrganismi probiotici può alleviare i disturbi associati alla maldigestione del lattosio [Maffeis C, 2005]. Numerosi studi in vitro, che hanno utilizzato i probiotici per osservare la modulazione dell’atopia e delle allergie, hanno dimostrato come alcuni ceppi possono indurre la produzione di citochine Th1, a sfavore di quelle Th2 (l’atopia sembra essere determinata da uno squilibrio Th1/Th2). 54 Il probiotico più efficace in tal senso è il Lactobacillus rhannosus GG, la cui somministrazione ai lattanti riduce la comparsa di dermatite atopica e la gravità dei sintomi nei primi quattro anni di vita [Benini L, 2007]. La maggior parte degli alimenti probiotici sono a base di latte (yogurt, latti fermentati, latti formulati per l’infanzia, formaggi freschi e semistagionati) in quanto, grazie al pH, aumentano la probabilità di sopravvivenza dei batteri lungo il tratto gastroenterico. Il consumo giornaliero a lungo termine (un anno) di un latte fermentato contenente il probiotico Lactobacillus casei DN-114 001 in bambini, in età prescolare, affetti da sintomatologia allergica a inalanti può migliorare lo stato di salute, riducendo la ricorrenza di rinite (Studio FELICITA, 2004) [Salvini F, Zuccotti GV, 2007] [fig.6]. fig. 6 55 CONCLUSIONI Nel management di un individuo che soffre per reazioni alimentari avverse vanno accertati specificamente gli alimenti responsabili e va elaborato e gestito un programma di esclusione nel rispetto delle esigenze nutrizionali di base, perché ognuno può possedere un proprio pattern allergico. Basti pensare ad alcuni bambini affetti da APLV che possono tollerare il latte di capra o la carne bovina mentre altri non possono. L’approccio al soggetto ipersensibile ad un solo alimento richiede un programma, sì di esclusione, ma non sempre troppo restrittivo; quando viene eliminato un alimento od un gruppo di alimenti dalla dieta abituale, è da considerare quali nutrienti vengono a mancare, quali alimenti inserire per soddisfare i fabbisogni nutrizionali e calorici del bambino ed, infine, quali eventuali supplementazioni somministrare. Nella pratica è importante determinare diete bilanciate che rispettino i fabbisogni per la nostra popolazione per la quota di carboidrati, lipidi, proteine e micronutrienti in base all’età. L’approccio al soggetto che soffre di allergie multiple richiede, invece, un team multidisciplinare all’interno del quale diverse figure professionali (pediatra, nutrizionista, allergologo) collaborano al fine di evitare gli allergeni senza sviluppare carenze nutrizionali o veri e propri stati di malnutrizione. BIBLIOGRAFIA Maggioni G, Signorotti A – L’alimentazione del bambino sano e malato. – Il Pensiero Scientifico Ed., Roma, 1991. Gentile MG – Aggiornamenti in Nutrizione Clinica. – Il Pensiero Scientifico Ed., Roma, 1993. Costantini AM, Cannella C, Tomassi G – Fondamenti di Nutrizione Umana. – Il Pensiero Scientifico Ed., Roma, 1999. Gatti PM – Le allergie alimentari: teorie di base, clinica pratica, orientamento diagnostico. – Edra Ed., Milano, 1999. Solis M – “S.O.S.: Why am I hungry?., in Annals of Nutrition & Metabolism Vol.47/2003 – Karger Ed., Basel, 2003. Matteis C – L’intolleranza al lattosio., in Alta Qualità della Vita 02/05 – Kontrokorrente Ed., Cislago (VA), 2005. Elia M – Manuale di Nutrizione nelle patologie pediatriche. – Il Pensiero Scientifico Ed., Roma, 2005. Costantini AM, Cannella C, Tomassi G – Alimentazione e Nutrizione Umana. – Il Pensiero Scientifico Ed., Roma, 2006. Paoli A – La valutazione delle allergie e delle intolleranze alimentari in corso residenziale: Problematiche dei metodi di valutazione in campo nutrizionale. – SINU, Imola (BO), 2006. Benini L – I probiotici: quali prospettive per l’utilizzo terapeutico., in Alta Qualità della Vita 01/07 – Kontrokorrente Ed., Cislago (VA), 2007. Salvini F, Zuccotti GV – Probiotici e allergia: dalla “teoria dell’igiene” all’impiego in prevenzione., in ITEMS News Istituto DANONE 1-2/2007 – Elite Communication Ed., Milano, 2007. D’Auria E – Allergia alimentare ed aspetti nutrizionali in età pediatrica., in ITEMS News Istituto DANONE 2-4/2007 – 56 LATTE ALIMENTO DI OGNI ETA’ A cura di Clara Gonnelli 1 Dietista, coordinatrice Servizio Dietetico ASL 1 di Massa e Carrara Membro presidenza nazionale ACU delegata al Consiglio Nazionale dei Consumatori presso il Ministero dello Sviluppo Economico L’educazione alla salute Ringrazio il dr. Giuseppe Vinazzani per avermi invitata a questo convegno che, dopo molti anni di attività nel settore, mi ha riportata indietro nel tempo, ovvero ai primi approcci esperenziali nel settore dell’educazione sanitaria che risalgono alla fine degli anni 80. Ricordo con molto piacere quel periodo perché ha rappresento per molti operatori della sanità un momento di svolta nell’approccio metodologico all’educazione alla salute. La cura della salute che fino ad allora era appannaggio dei singoli operatori all’interno dei luoghi di cura, degli ospedali o ambulatori, a partire da quegli anni si è aperta alla realtà esterna raccogliendo gli imput provenienti dai vari target di popolazione. Da allora, le discipline sanitarie si contaminano e dall’approccio monodisciplinare, attraverso il quale ogni singolo operatore nell’ambito della propria area di competenza dispensava consigli e terapie, si passa ad un approccio pluridisciplinare con la progettazione di interventi integrati e interdisciplinari finalizzati ad obiettivi di salute. Questo approccio di metodo e di sostanza, permise quindi non solo la partecipazione dell’ACU Associazione Consumatori Utenti2 alle attività di prevenzione messe in campo dall’ASL - all’epoca coordinate dal dr. Vinazzani in qualità di referente per l’educazione sanitaria dell’ASL di Massa Carrara e dalla Regione Toscana - ma anche di tanti altri soggetti territoriali che hanno affrontato il tema della salute, con particolare riferimento all’educazione alimentare, nella sua complessità. Il latte e l’importanza dell’allattamento al seno Il latte è l’alimento che ci nutre quando si nasce, quando si cresce, nell’età della menopausa, nell’età adulta, nella nostra vecchiaia, e in alcuni stati patologici. Il latte è quindi l’alimento che ci accompagna nella nostra vita, se non lo consumiamo direttamente lo ritroviamo indirettamente in molti alimenti come ingrediente: dolci, sformati, gelati ecc.; esso è inoltre un alimento che si presta alla trasformazione in formaggi e yogurt. Il latte è l’unico alimento del bambino fino al quarto-sesto mese di vita. Il latte non può essere però altrettanto unico alimento nell’adulto, in quanto, nel corso degli anni, si ha una modifica dello stato fisiologico e l’ organismo necessita quindi di assumere altre sostanze nutritive. Il latte, ed in particolare il latte materno, è particolarmente raccomandato dalla comunità scientifica: esiste infatti all’interno della stessa un accordo generale a considerare l’allattamento al seno la modalità normale di alimentazione del neonato, in quanto la composizione del latte materno è più adeguata alle esigenze della specie umana. Oltre alle proprietà nutritive e protettive del latte (in particolare dovute alla presenza di anticorpi), l’allattamento al seno permette anche di stabilire un contatto importante fra madre e figlio. A 1 Sede regionale Toscana ACU Associazione Consumatori Utenti - Carrara, via Carriona, 44 - Tel e fax 0585 72110 – E-mail [email protected] 2 L’ACU Associazione Consumatori Utenti Non profit, è un’associazione nazionale con sedi regionali e provinciali, iscritta nell’elenco nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Legge 281/98, D.M. 14/10/99 Gazz. Uff. n. 251 del 25/10/99 e successivi aggiornamenti, Decreto 02.12.2005 Gazz.Uff. n. 290 del 14.12.2005, D. Lgs. 06.09.2005 n. 206) in cui è presente un proprio delegato. 57 questo si uniscono crescenti evidenze di vantaggi in termini di salute anche per la madre che allatta al seno il proprio bambino. Secondo l’OMS, sono circa 1,5 milioni i bambini che ogni anno muoiono perché non sono stati allattati con latte materno. Soprattutto nelle zone dove l’acqua non è sicura, dove può essere anche fortemente inquinata, i bambini alimentati con latte artificiale hanno il 25 per cento di probabilità in più di morire di diarrea rispetto ai bambini allattati al seno. Questa situazione ha portato all’introduzione di un codice per regolamentare il mercato dei sostituti del latte materno nel 1981, codice che però non è sempre rispettato dalle grandi aziende produttrici di latte artificiale al fine di difendere i loro interessi economici; ed è per questo che sono partite nei confronti delle stesse aziende delle campagne di boicottaggio dei loro prodotti da parte dei consumatori. L’ OMS si è posta tra i propri obiettivi, quello della formazione di operatori sanitari e di strutture di counseling, in grado di promuovere e sostenere la pratica dell’allattamento al seno nei diversi contesti culturali e legislativi in cui se ne è ravvisata la necessità. E’ comunque auspicabile che la comunità scientifica valuti attentamente le controindicazioni per l’allattamento al seno in base al costo/beneficio e ciò soprattutto nei paesi poveri dove spesso sono inesistenti i presidi terapeutici. Vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino: il latte materno protegge dalle malattie e promuove la sopravvivenza infantile. l'allattamento materno è una fonte di importanti immunità, anche contro le malattie infettive, infatti il bambino è meno sensibile alle malattie dell’apparato respiratorio, soprattutto all’asma e alle allergie, ha meno raffreddori ed è meno predisposto a malattie gravi come bronchite e polmonite. Il bambino ha inoltre una ridotta incidenza di infezioni delle vie urinarie, di eczemi e di eruzioni cutanee; nella zona del pannolino tali infezioni sono minori tra gli allattati al seno rispetto ai bambini nutriti con latte artificiale. Vantaggi dell’allattamento al seno per la madre In particolare, la madre riduce del 20% il rischio di sviluppare tumori al seno Il latte nelle diverse età Bambino: è necessario che egli assuma abitudini alimentari corrette fin dalla tenera età. Pertanto è molto importante che il bambino faccia la prima colazione dove occorre che sia presente il latte (150-200 cc) o lo yogurt, insieme al pane, o alle fette biscottate o cereali, accompagnati magari da marmellata o miele ed anche, se gradito, da un dolce possibilmente senza additivi chimici ecc. Invece, spesso per fretta, inappetenza, disagio od altro, la colazione viene soppressa e ciò può costituire una premessa per l’insorgere di cattive abitudini alimentari. Adulto: è importante che assuma 1 bicchiere e mezzo di latte al dì. Gravidanza e allattamento: E’ richiesto un consumo di circa 500 – 600 cc di latte o derivati (yogurt) per soddisfare in particolar modo il fabbisogno di calcio. Menopausa: a causa della riduzione di estrogeni si può avere osteoporosi e quindi anche in questo caso è importante l’utilizzo di latte. Circa 500 cc di latte abbinato all’esercizio fisico, salvo i casi controindicati dal medico. 58 Età senile: è indicata una dieta bilanciata e movimento con la presenza nell’alimentazione giornaliera di circa 400-500 cc di latte, salvo i casi controindicati dal medico. Linee guida per una sana alimentazione3 3 Controlla il peso e mantieniti sempre attivo Più cereali, legumi, ortaggi e frutta Grassi: scegli la qualità e limita la quantità Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti Bevi ogni giorno acqua in abbondanza Il Sale? Meglio poco Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata Varia spesso le tue scelte a tavola Consigli speciali per persone speciali La sicurezza dei tuoi cibi dipende anche da te (Revisione 2003 Fonte INRAN) http://www.inran.it/ 59 IL LATTE VISTO DAGLI ALUNNI DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI CASTELNUOVO MAGRAUNA ESPERIENZA DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE NELLA SCUOLA A cura dell’Insegnate Nervi Francesca Questa occasione mi è particolarmente gradita poiché mi consente di presentare il CD dal titolo “Lattolino”. Si tratta di un ipertesto realizzato nell’anno scolastico 2002-2003 con una classe seconda, utilizzando il programma Fronte Page e composto da testi, immagini, canzoni, poesie, filastrocche, racconti , realizzati dai bambini e avente come unico argomento il latte. Questa scelta è stata dettata dall’esigenza di rendere consapevoli gli alunni dell’importanza di una sana alimentazione e di buone abitudini alimentari. La classe, inoltre, con questo CD partecipava ad un articolato e complesso concorso sul web avente per oggetto appunto il latte in tutte le sue caratteristiche. Il CD si apre con “Lattolino” che introduce l’ipertesto e rimanda all’indice dove ci sono tutti gli argomenti “linkati”tra loro. Tra questi , di particolare rilievo è la storia del latte, cioè il percorso che il latte compie dalla mungitura nella stalla fino ai frigoriferi delle nostre case. Ma vi trovano posto anche grafici, istogrammi, ricette, notizie sui valori nutrizionali , poesie, racconti, filastrocche dei bambini e per finire una simpatica canzoncina composta degli alunni con l’insegnante di musica. Questo lavoro interdisciplinare ha occupato gran parte dell’anno scolastico e della programmazione di classe, ha interessato e coinvolto enormemente i bambini, quindi è stato motivo di grande soddisfazione anche perché ha vinto il primo premio a livello nazionale fra tante scuole partecipanti. PS: Il Cd può essere richiesto all’Istituto comprensivo di Castelnuovo Magra Via Canale 111 – Molicciara 19033 Castelnuovo Magra TEL. 0187-674382 fig. 1 Due disegni realizzati dagli alunni e riportati nel CD “Lattolino” 60 CHIUSURA CONVEGNO A cura del Prof. Gianfranco Tarsitani II Università degli studi di Roma “La Sapienza” Presidente Nazionale AIES Il Prof. Tarsitani trae le conclusioni del convegno percorrendo gli aspetti di maggior rilievo, che sono emersi dagli interventi dei vari relatori che si sono susseguiti durante la giornata. Si è quindi congedato ringraziando e complimentandosi con la sezione AIES Comitato locale di Ortonovo per l’impegno dimostrato auspicando di poter collaborare con il proprio contributo anche in futuro. 61 VADEMECUM PER IL CONSUMATORE QUALE LATTE SCEGLIERE? Poiché questo opuscolo viene rivolto anche al grande pubblico, si riportano di seguito un breve sunto che aiuti il consumatore a fare scelte oculate sul tipo di latte da scegliere per il proprio benessere. LATTE A BREVE CONSERVAZIONE: • Latte crudo • Latte fresco pastorizzato • Latte fresco pastorizzato di alta qualità ( con contenuto di proteine maggiore o uguale a 15,5%) LATTE A MEDIA CONSERVAZIONE • Latte pastorizzato ad alta temperatura • Latte microfiltrato (si prevede che il latte attraversi dei filtri che non consentono il passaggio di microrganismi con successiva pastorizzazione) LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE ( UHT e sterilizzato) • Viene considerato come una conserva a tutti gli effetti e quindi conservato normalmente a temperatura ambiente. Una volta aperto però, va conservato in frigorifero Accanto a questo latte “ tradizionale, esiste il latte e “MODIFICATO” LATTE AD ALTA DIGERIBILITÀ • Contraddistinto dalla sigla HD.hight digestibility (detto anche latte delattosato nel quale lo zucchero del latte detto Lattosio, viene fortemente ridotto. Utile per le persone intolleranti al latte. • LATTE ARRICCHITO: con fibra vegetale e fermenti lattici vivi ( lactobacillus acidophilus e bifidobacterium) • LATTE VITAMINIZZATO detto anche “ FORTIFICATO” (con aggiunta di vitamine oppure con alcuni sali minerali quali Calcio, ferro ecc..) • LATTE AROMATIZZATO: Addizionato di aromi diversi, naturali e non, come frutta, cacao o vaniglia In questo gruppo di latte “ MODIFICATO possiamo inserire anche : • LATTE SCREMATO E IL LATTE PARZIALMENTE SCREMATO: (La crema viene tolta per centrifugazione, il contenuto in grasso per il primo deve essere inferiore allo 0,5% mentre per il secondo deve essere compreso tra l’1,8% ed il 2,5%) • LATTE PARZIALMENTE DISIDRATATO ED IL LATTE TOTALMENTE DISIDRATATO: • Mediante il trattamento termico di sterilizzazione, oppure il trattamento UHT seguito da confezionamento asettico, disidratazione ed aggiunta di zuccheri 62 ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L'EDUCAZIONE SANITARIA REGIONE LIGURIA COMITATO LOCALE DI ORTONOVO PARTITA IVA 00978910115 COD. FISC. 90005710117 c/o Distretto sociosanitario, Via Serravalle n. 37 ORTONOVO Posta elettronica Sito Internet [email protected] http://www.iclab.it/html/aies_clo/ Chi siamo Siamo cittadini interessati allo sviluppo dell'educazione sanitaria; siamo operatori sanitari e sociali, docenti universitari e di scuole medie, elementari e materne; membri dei consigli di circoscrizione, scolastici e di fabbrica, amministratori di enti pubblici di interesse sanitario e culturale. Programma - favorire l'approfondimento scientifico dell'educazione sanitaria e lo scambio permanente di esperienze, di documentazione, di assistenza tecnica ai fini di un costante miglioramento degli interventi educativi; - promuovere l'organizzazione istituzionale dell'educazione sanitaria; - operare per l'istituzione e il buon funzionamento del Distretto socio sanitario nel comune di Ortonovo e Castelnuovo Magra, anche attraverso l'azione di volontariato dei suoi soci. Iniziative Abbiamo operato con successo per l'apertura del Distretto Socio Sanitario nel Comune di Ortonovo dal novembre 1986, riuscendo ad alleviare i disagi delle categorie più deboli della popolazione (anziani e bambini) che si vedevano costretti a recarsi nel comune di Sarzana (a 5 km di distanza da Ortonovo), anche per il disbrigo di semplici pratiche amministrative. Abbiamo dato in comodato d’uso all’ASL N. 5 un TELEFAX per accelerare le pratiche per l’apertura del distretto socio sanitario Abbiamo raccolto firme tra la popolazione, per la realizzazione di una pista ciclabile sull'argine destro del Parmignola da località Portonetti a Marinella di Sarzana . Abbiamo raccolto firme tra la popolazione, per l’attivazione della linea ADSL nel comune di Ortonovo 63 Abbiamo sostenuto la proposta di creare una stradina in terra battuta sull’argine del canale Lunense, percorribile in bicicletta e a piedi, che consentirebbe alle popolazioni di Ortonovo, Castelnuovo Magra, Sarzana e S.Stefano, di poter usufruire di un percorso pianeggiante di 23 Km. Abbiamo richiesto l’aumento del personale presso gli sportelli al pubblico degli Uffici Postali per ridurre le lunghe attese a cui la popolazione deve sottostare. Elenco convegni promossi e organizzati dall’AIES: 1988 - pubblico dibattito "APERTURA e FUNZIONAMENTO DEL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO" 1989 - CONDIZIONE DIABETE DALLA PREVENZIONE ALL'AUTOGESTIONE. 1992 - AIDS PREVENIRE E' POSSIBILE 1994 - presentazione del libro " INDAGINE SUI RISCHI ALIMENTARI NELLA FASCIA DI POPOLAZIONE DA 11 A 14 ANNI DEL COMUNE DI ORTONOVO". 1995 - " PROTEGGI IL TUO CUORE" 1996 - "QUALE PREVENZIONE PER I TUMORI"e Attivazione di corsi gratuiti di auto palpazione al seno con l'invio di oltre 1500 lettere d'invito alla popolazione femminile da 40 anni fino ai 65. 1997 - incontro dibattito – “QUALE E QUANDO IL DISTRETTO SOCIOSANITARIO PER I COMUNI DI ORTONOVO E CASTELNUOVO MAGRA ?” 1997 - conferenza SULL'IPERTENSIONE E PRESENTAZIONE DEGLI ATTI DEL CONVEGNO PROTEGGI IL TUO CUORE 1998 - " RISCHI E CORRETTO IMPIEGO DEI PRESIDI SANITARI IN AGRICOLTURA" 1999 - “ LA TERZA ETA’ AD ORTONOVO UNA STAGIONE DELLA VITA” indagine epidemiologica sulle condizioni socio economiche degli ultra- sessantacinquenni di Ortonovo. 2000 - resentazione pubblicazione atti del convegno “LA TERZA ETA’ AD ORTONOVO UNA STAGIONE DELLA VITA” 2001 - CONOSCERE PER CAPIRE IL TRAPIANTO DEGLI ORGANI ; 2002 - DEPRESSIONE ED ANSIA, USCIRNE SI PUÒ 2004 - Convegno “ACQUE MINERALI E DI RUBINETTO CONOSCERLE MEGLIO 2005 - PRESENTAZIONE CD INTERATTIVO:acque minerali e di rubinetto della Provincia della Spezia” 64 2006 - convegno “Alcool impariamo a conoscerlo USO E ABUSO” 2006 - Ricorrenza ventennale dell’AIES Regione Liguria comitato locale Ortonovo 2007 - convegno “LATTE ALIMENTO INDISPENSABILE AD OGNI ETÀ Pubblicazioni a cura dell’AIES: Si è attivata un’indagine sui RISCHI ALIMENTARI NELLA FASCIA DI POPOLAZIONE DA 11 A 14 ANNI DEL COMUNE DI ORTONOVO, i cui risultati sono stati pubblicati e distribuiti alla popolazione. Si sono pubblicati gli atti del convegno "PROTEGGI IL TUO CUORE", per la lotta alle malattie cardiovascolari. Sono stati pubblicati gli atti del convegno " LA TERZA ETÀ AD ORTONOVO, UNA STAGIONE DELLA VITA" e distribuiti da parte dell'Amministrazione comunale a tutti coloro che hanno aderito all’indagine. Si è pubblicato un opuscolo dal titolo “ ACQUE MINERALI E DI RUBINETTO CONOSCERLE MEGLIO” distribuito ai partecipanti al convegno Si è prodotto il primo CD interattivo per conoscere le acque minerali e di rubinetto della provincia della Spezia 65 Pedalata ecologica "Pensando al cuore": Giunta alla XIV° edizione, dove nel mese di settembre di ogni anno, si svolge la pedalata non competitiva tra le strade secondarie del paese, allo scopo di stimolare e sensibilizzare la popolazione a stili di vita corretti. A chi rivolgersi Il Comitato è una libera associazione senza fini di lucro, che opera nel settore dell'assistenza sanitaria, con sede presso il Distretto socio sanitario di Via Della Madonnina n. 101 - 19034 ORTONOVO (SP) - tel. 01876131 - tel./fax 0187660705. Il Comitato è coordinato da: Dr. Vinazzani Giuseppe - Presidente Prof. Tonelli Nino - Vice Presidente Prof. Marchi Franco - Segretario Sig. Euro Tavarini - Presidente onorario Sig. Candido Bertonati - Revisore dei conti Sig.ra Alessandroni Anna Moretti - Revisore dei conti Sig.ra Bianchi Rossella - Revisore dei conti Sig. Tonelli Arduino - Revisore dei conti Sig. Sabadini Luigi - Consigliere - Responsabile del settore organizzazione Sig. Bianchi Andrea - Consigliere Sig.ra Cadenazzi Mara - Consigliere