DELLA PROVINCIA DI TRENTO
ANNO XII - N. 3 - III TRIMESTRE 2014
POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003
(CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1 - DCB TRENTO
AUT. TRIB. TRENTO N. 1161 DEL 12.02.2003 - PER. TRIM. LE
news
DIFESA ASSICURATIVA
AGRICOLA
AGEVOLATA 2014
CONVEGNO – “LA GESTIONE DEL RISCHIO:
ELEMENTO DI RAFFORZAMENTO
DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO’”
LIQUIDAZIONE DANNI
VALORI ASSICURATI 2014 RECORD STORICO
Da Marzo a Giugno aperto anche il sabato dalle ore 8.00 alle 12.00
PRODOTTI PER AGRICOLTURA,
UTENSILERIA, BRICOLAGE,
GIARDINAGGIO E... FAI DA TE!
Emporio Verde - Sede legale Via 4 novembre, 133 - 38016 Mezzocorona (TN)
Tel.: +39 0461 602641 - Fax: +39 0461 609980
Sito web: www.emporio-verde.it - E-mail: [email protected]
Periodico del Consorzio
Difesa Produttori Agricoli
Co.Di.Pr.A.
ANNO XII - N. 3
news
PRINC
IP
CONDI ALI
ZIONI
LIQUID
ATIVE
DANN
I
Co.Di.Pr.A. periodico dell’Associazione
Esercente l’impresa giornalistica: Agriduemila s.r.l. - Via Giusti, 40 - 38122 TN
Direttore responsabile: Piero Flor
Direttore editoriale: Andrea Berti
Consulente editoriale: Francesca Negri
Redazione e Segreteria: Via Giusti, 40 - 38122 Trento - tel. 0461/915908, fax 0461/915893
Progetto grafico e impaginazione: Curcu & Genovese Associati S.r.l.
Stampa: Tipolitografia Alcione - Lavis (Trento)
L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli.
Ovviamente a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti.
IN QUESTO NUMERO
Certificati assicurativi 2014.......................................................................pag. 4
Finanziamenti pubblici e nuova PAC 2020...................................pag. 6
Co.Di.Pr.A. in Assemblea...............................................................................pag. 8
Una visione condivisa del futuro..........................................................pag. 11
Verso i nuovi strumenti per la gestione del rischio...............pag. 12
Nuova PAC: una politica più equa e sostenibile.......................pag. 14
Accesso al credito delle imprese agricole:
condizioni necessarie per un sistema sostenibile
ed efficiente.............................................................................................................pag. 16
Nuovo paradigma: innovazione degli strumenti
finanziari per migliorare la competitività delle
imprese agricole trentine............................................................................pag. 18
La gestione del rischio: evoluzione degli
strumenti PAC 2020..........................................................................................pag. 20
La gestione del rischio nella nuova PAC:
stabilizzazione del reddito.........................................................................pag. 22
Il piano per la gestione del rischio in agricoltura,
la strategia italiana...........................................................................................pag. 26
Il progetto di una nuova politica agricola comune
(PAC)..............................................................................................................................pag. 28
La strategia del Condifesa: innovazione e opportunità....pag. 30
Cena di Gala al Muse........................................................................................pag. 34
Consorzio di Coriassicurazione ISMEA,
visita ispettiva in Provincia di Trento................................................pag. 36
Situazione agronomica principali colture provinciali........pag. 38
Principali norme contrattuali...................................................................pag. 42
Modalità per la rilevazione del danno..............................................pag. 47
Record storico provinciale di aziende,
valori e quintali assicurati...........................................................................pag. 58
3
È
Certificati
assicurativi
2014
stata ultimata l’informatizzazione dei certificati
assicurativi campagna 2014. Come più volte
comunicato agli associati la normativa prevede che
ci debba essere assoluta congruità fra i dati inseriti
nei certificati e quelli ufficiali dei Fascicoli Aziendali.
Al fine dell’ottenimento del contributo, Co.Di.Pr.A. è
tenuto ad effettuare lo scarico delle informazioni nel
sistema informatico del Ministero che provvede al
controllo di congruità. Ogni anomalia determina una
riduzione di contributo pubblico che gli Organismi
pagatori liquidano agli agricoltori.
Al fine di facilitare la predisposizione dei certificati
e di evitare l’utilizzo di dati non congrui rispetto a
quelli ufficiali Co.Di.Pr.A., ad inizio anno, ha elaborato
i dati dei catastini frutticoli e pubblicato sul sito del
Consorzio il documento “certificato di assicurazione
precompilato”.
Di tale servizio è stata data informazione agli
intermediari e comunicato a tutti gli associati
nelle assemblee e a mezzo opuscolo informativo
“Co.Di.Pr.A. News” n. 2 del 2014. L’accesso ai dati
pur protetto da password e nome utente era ed è
possibile a tutti i soci utilizzando il proprio numero
socio Co.Di.Pr.A. ed il relativo codice fiscale.
In fase di informatizzazione dei certificati abbiamo
riscontrato che non tutti i soci hanno utilizzato
tale servizio ed hanno compilato i certificati
indicando dati non congrui con quelli del Fascicolo
Aziendale. Onde evitare la perdita, anche parziale,
del contributo pubblico Co.Di.Pr.A. nei casi in cui è
stata riscontrata qualche anomalia ha modificato
manualmente i dati dei certificati e se necessario
richiederà la riemissione.
Siamo ancora una volta a sottolineare che è
indispensabile un impegno da parte di tutti, al fine di
evitare inutili problematiche che comportano perdite
di tempo e costi addizionali alla struttura, e quindi a
carico degli agricoltori, dovute semplicemente alla
superficialità ed alla scarsa disponibilità a cambiare
comportamenti abitudinari.
Dobbiamo essere coscienti del fatto che la completa
informatizzazione dei dati delle nostre aziende
el Consorzio il
d
t
e
rn
te
in
o
it
s
ubblicato sul
compilato”.
re
p
e
n
o
zi
ra
u
Co.Di.Pr.A. ha p
tificato di assic sso ai dati è possibile
r
e
“C
to
n
e
m
u
c
do
L’acce
mero socio
u
n
o
ri
p
ro
p
il
o
lizzand
rmette ai
e
p
zo
z
a tutti i soci uti
li
ti
’u
L
.
codice fiscale
o
v
ti
la
l Fascicolo
e
re
d
il
ti
e
a
.
d
A
i
r.
P
n
i.
o
c
.D
o
ze
C
tributo.
ili incongruen
n
o
ib
c
s
i
s
d
o
p
a
it
re
a
rd
e
it
v
p
soci di e
conseguenza
Aziendale e di
4
agricole tramite i Fascicoli Aziendali, comporta
enormi vantaggi di programmazione per un utilizzo
efficiente ed efficace delle risorse pubbliche ed un
livello di controllo dei dati da parte del pubblico
sempre più approfondito.
Anche per questa campagna partendo dai dati dei
catastini frutticoli (quelli che vengono aggiornati
dalle cooperative) e dei Fascicoli Aziendali abbiamo
predisposto il modello del certificato assicurativo e
messo a disposizione dei soci. Tali documenti sono
scaricabili dal sito del Consorzio e tutti i soci sono
invitati ad utilizzarli. Questo comporta notevoli
risparmi ed una maggior efficienza nella gestione del
Contributo Pubblico.
5
L
6
Finanziamenti pubblici
e nuova PAC 2020
e risorse al momento disponibili, comunitarie e
nazionali, hanno consentito il pagamento di un
anticipo dell’aiuto nella misura del 56% della spesa
ammessa a contributo, anziché nella misura del
65%. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali sta trovando le soluzioni tecniche di rettifica
delle poste di bilancio al fine di erogare la restante
parte del contributo fino al raggiungimento della
misura massima del 65% prevista dalla normativa.
Non è possibile confermare un termine entro il quale
verrà effettuato il saldo, anche se entro fine anno i
responsabili del Mipaaf confermano che dovrebbe
risolversi tale problema.
Appag nelle scorse settimane ha provveduto a
liquidare il contributo direttamente agli agricoltori
beneficiari. La liquidazione dell’anticipo nell’aliquota
del 56% ha comportato una riduzione minima
del 13,85% (che verrà integrata con successiva
liquidazione). Altre condizioni possono aver
determinato delle riduzioni:
●● anomalie di superficie (superfici assicurate
indicate nei certificati superiori a quelle
risultanti dai fascicoli aziendali). In questo caso
viene applicata una riduzione proporzionale
dell’effettiva extrasuperficie. Tale problematica
era evitabile semplicemente utilizzando dati
predisposti da Co.Di.Pr.A. e pubblicati sul sito
internet.
●● anomalie di resa (quintali assicurati superiori
alle produzioni effettivamente dimostrabili
dall’azienda negli ultimi 3 o 5 anni).
Anche in questo caso la riduzione applicata è
proporzionale. Nel caso in cui si sia sottoscritta
autodichiarazione e la resa dimostrabile sia
inferiore alla resa media di riferimento deliberata,
decade il diritto del contributo;
●● modulazione: per importi liquidati quota FEAGA
(circa 40% del contributo comunitario) superiore
a 5.000 euro, è prevista l’applicazione di una
riduzione del 10% sulla parte eccedente i 5.000
euro;
●● disciplina finanziaria (D.F.): sulla parte di contributo
(sempre quota FEAGA) eccedente i 2.000 euro e
fino a 5.000 euro viene applicata una riduzione
percentuale del 2,453658%. La modulazione e
la D.F., come illustrato negli opuscoli precedenti,
sono condizioni normative che determinano una
minor liquidazione all’agricoltore. Con la nuova
impostazione della PAC dal 2015 non saranno
più applicate. Rispetto a eventuali riduzioni
per extraresa e/o extrasuperficie ribadiamo la
necessità di una attenta predisposizione dei
certificati onde evitare tali riduzioni.
La liquidazione del contributo parziale (56% anziché
65%) è imputabile alla mancanza di fondi ministeriali
sufficienti a coprire la differenza tra il fabbisogno
e le risorse comunitarie destinate. Purtroppo,
tecnicamente, il Mipaaf non ha trovato soluzioni per
permettere almeno di individuare la copertura, come
gli anni scorsi.
Le nuove risorse destinate e lo spostamento di
risorse da altri capitoli sono previste per la copertura
di tale fabbisogno, ma anche del necessario per
coprire l’integrazione (65-80%) 2013 e la campagna
2014. Il fabbisogno aggiuntivo si aggira a livello
nazionale attorno ai 300 milioni di euro. La circolare
Mipaaf che ha confermato la liquidazione del solo
acconto è di fine giugno. Co.Di.Pr.A. a tale data aveva
già emesso i RID i cui flussi erano ormai nel circuito
interbancario. Ci risultava quindi praticamente
impossibile, anche per l’impianto degli affidamenti,
trovare soluzioni diverse. Vi è da considerare che i
premi alle compagnie riferiti alla campagna 2013
sono stati pagati da Co.Di.Pr.A. lo scorso novembre
e comunque Co.Di.Pr.A. sta ancora anticipando
contributi non ancora incassati da Mipaaf e P.A.T. per
circa 20 milioni di euro.
La nuova PAC garantisce la certezza di risorse
pubbliche al settore della gestione del rischio, quasi
2 miliardi di euro utilizzabili per il periodo 2015-2020.
Fra le misure della gestione del rischio la PAC ha
individuato tre strumenti volti alla salvaguardia del
reddito delle imprese agricole:
●● Assicurazioni agricole, con contributi sui premi
assicurativi (intervento ex-ante);
●● Fondo di mutualità, con contributo sulla creazione
di fondi diretti a indennizzare gli agricoltori per
perdite derivanti da malattie degli animali o
piante o in caso di incidenti ambientali;
●● Strumento di stabilizzazione del reddito (Income
Stabilization Tool, IST), fondo mutualistico per le
compensazioni in caso di riduzioni del reddito.
Il contributo pubblico viene riconosciuto sulle
liquidazioni che il Fondo eroga in favore degli
aderenti (intervento ex-post).
L’entità complessiva di tale stanziamento consente
di avere la certezza della copertura finanziaria del
fabbisogno complessivo. L’aliquota di contribuzione
pubblica massima è stata però ridotta, con
disposizione comunitaria, al 65% rispetto all’aliquota
attuale pari all’80%. Sono in fase di approvazione i
Decreti attuativi.
Per il 2015, anche in considerazione della riduzione
dell’aliquota contributiva, stiamo analizzando
e valutando le condizioni delle nuove polizze e
strumenti di gestione del rischio al fine di ottenere
delle soluzioni sufficientemente adeguare alle
esigenze delle imprese agricole che permettono di
contenere l’aumento dei costi a carico delle stesse.
7
Co.Di.Pr.A. i
L
La gestione del rischio: elem
della competitività del setto
o scorso 28 marzo presso la Sala della Cooperazione
– Federazione Trentina della Cooperazione si è svolto,
a seguire dell’annuale Assemblea Generale di Co.Di.
Pr.A., un importante Convegno avente ad oggetto “La
gestione del rischio: elemento di rafforzamento della
competitività del settore agricolo”.
Sono intervenuti oltre al Presidente Giorgio
Gaiardelli e al Direttore Andrea Berti, Paolo De
Castro (Presidente Commissione Agricoltura
del Parlamento Europeo), Giorgio Bagozzi (Vice
revoli tra cui
to
u
a
e
n
o
rs
e
p
Europeo
no partecipato
to
n
n
a
e
h
m
ro
a
o
rl
v
a
la
P
i
l
d
e
Al tavolo
e Agricoltura d
n
io
s
is
rt Dorfmann,
e
m
rb
m
e
o
H
C
o
te
e
n
p
e
ro
id
u
s
e
il Pre
ppe Blasi,
parlamentare
e
il
s
,
o
iu
G
tr
f
s
a
a
a
C
ip
e
D
M
Paolo
erale del
il direttore gen Provincia autonoma di Trento
apiccola
erale della
ll
n
a
e
D
g
le
re
e
o
h
tt
ic
e
ir
M
d
le
il
sore provincia
s
e
s
s
a
l’
e
i
tt
le
Paolo Nico
8
in Assemblea
mento di rafforzamento
ore agricolo
Direttore Cassa Centrale Banca Spa), Roberto
D’Auria di ISMEA, Giacomo Bertolini (Direttore
Asnacodi), Paolo Nicoletti (Dirigente Generale
Provincia Autonoma di Trento), Giuseppe Blasi (Capo
Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali
della Sviluppo Rurale –Mipaaf ), il Parlamentare
europeo Herbert Dorfmann e l’Assessore Provinciale
Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca,
Michele Dallapiccola. Il direttore del quotidiano
L’Adige Pierangelo Giovannetti ha introdotto i
lavori presentando gli argomenti oggetto di
approfondimento.
Ha sottolineato che il convegno si inserisce all’interno
di un dibattito fondamentale per gli agricoltori,
quello della gestione dei rischi e della difesa del
reddito delle imprese agricole.
Quesito al quale i relatori hanno cercato di
rispondere spiegando le diverse problematiche e le
diverse soluzioni da intraprendere, soffermandosi
principalmente sull’utilità delle assicurazione e dei
fondi di mutualità, e sulle prospettive/obiettivi della
nuova politica agricola comune.
9
1
2
3
1, 3 I numerosi intervenuti al convegno.
2 Da sx Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, con Michele
Dallapiccola Assessore Provinciale Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca.
4 Il Parlamentare europeo Herbert Dorfmann.
5 Il Senatore Franco Panizza.
6 Il presidente Co.Di.Pr.A. Giorgio Gaiardelli.
7 Paolo Nicoletti .
8 Da sx il direttore Co.Di.Pr.A. Andrea Berti, il presidente degli Allevatori trentini Silvano Rauzi, Paolo
De Castro e Giorgio Gaiardelli.
9 De Castro con la stampa.
10 Giuseppe Blasi.
4
5
6
7
8
9
10
10
L’
Una visione condivisa
del futuro
di Michele Dallapiccola Assessore Provinciale Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca
Assessore Michele Dallapiccola, dopo aver portato
i saluti anche a nome del Presidente della Giunta
Provinciale Ugo Rossi, ha affermato che le profonde
trasformazioni di ordine economico e sociale in
atto nella nostra società ci mettono di fronte al
problema di dover fronteggiare le nuove sfide
imposte dalle rapide evoluzioni della tecnologia e
dalle crescenti dinamiche del mercato globalizzato;
ed è proprio per questo che è necessario mettere
in atto nuove e articolate strategie di pianificazione
concertate tra attori pubblici e privati, delle strategie
di sviluppo e dei processi di innovazione tenendo in
considerazione opportunità ed obiettivi della nuova
PAC 2020.
Lo scopo fondamentale è quello di individuare le
principali strategie su cui puntare per garantire
crescita economica e sostenibilità al settore agricolo
in un’ottica di medio lungo periodo, superando un’
antica tendenza a sviluppare azioni nella logica del
breve periodo.
Dobbiamo essere orientati alla costruzione di una
visione condivisa del futuro e al suo perseguimento
attraverso reti di cooperazione fra attori pubblici e i
vari soggetti aggregativi privati che a diverso titolo
operano a supporto delle imprese agricole.
Emerge, dunque, la necessità di praticare strategie
basate su un approccio sistemico territoriale,
mediante l’attuazione di forme di cooperazione,
massimizzando quindi le sinergie e sfruttando le
opportunità per potenziare le azioni di sviluppo
locale.
A questo convegno intervengono i massimi
esponenti del settore ai quali desidero esprimere
il mio sincero ringraziamento. Il supporto dato
dalla Provincia per l’organizzazione è conferma
dell’attenzione che riserva alla misura “gestione del
rischio” e dell’impegno che pone con l’obiettivo di
sviluppare tutte le soluzioni previste dalla nuova PAC
in favore delle imprese agricole.
I lavori odierni consentono di avere un quadro
completo da diversi punti di vista ed una conoscenza
e coscienza maggiore degli obiettivi di sistema.
Michele Dallapiccola
È necessario p
rati
approccio siste care strategie basate su un
mico territoria
le
l’attuazione di
forme di coope , mediante
razione,
massimizzand
o le sinergie e
struttando le
opportunità pe
r potenziare
le azioni di svil
iuppo locale
11
G
Giorgio Gairadelli
12
Verso i nuovi strumenti
per la gestione
del rischio
di Giorgio Gairadelli Presidente Co.Di.Pr.A.
iorgio Gaiardelli ha iniziato il discorso affermando che
la gestione del rischio è una misura prioritaria della
nuova PAC 2020. Il mondo agricolo è cambiato e con
esso anche le esigenze degli agricoltori. La riduzione
del sostegno pubblico e i processi di globalizzazione
impongono una svolta culturale al fine di avere una
piena sinergia fra le diverse misure e la massima
efficienza fra i diversi interventi allo scopo di tutelare
il reddito degli agricoltori.
Per fare questo dobbiamo effettuare una analisi di
risk management e adottare strategie efficienti e
coordinate dal punto di vista finanziario, al fine di
favorire le imprese nell’accesso al credito e nei costi
applicati ai finanziamenti, e dal punto di vista del
mercato cercando di favorire ulteriori garanzie alle
imprese ed alle loro associazioni. Un esempio è l’IST
(Income Stabilization Tool), nuovo strumento che
riteniamo debba essere complementare alle polizze
multirischio, gestito da Fondi territoriali supportati
dal Fondo nazionale per compensare le criticità, in
particolar modo nella fase di start up, e strutturato
con indici al fine di evitare la copertura di eventuali
inefficienze delle aziende ed escludere la possibilità
di comportamenti speculativi nonché determinare
l sostegno
e
d
e
n
o
zi
u
d
ri
a
L
cessi di
pubblico e i pro o una
e impongon
globalizzazion
per tutelare
svolta culturale gricoltori.
a
il reddito degli (Income
IST
Un esempio è l’
ool)
Stabilization T
una semplificata applicazione con ridotti costi
amministrativi.
Co.Di.Pr.A., assieme alla Provincia Autonoma di
Trento, si qualifica nel migliore dei modi per quanto
riguarda la difesa passiva per i danni provocati dai
rischi climatici:
●● con la stipula di polizze assicurative collettive
e sperimentali all’avanguardia del mercato
assicurativo;
●● con la costituzione di fondi mutualistici per la
copertura di particolari situazioni di rischio;
●● sperimentando anche soluzioni di gestione del
rischio innovative per la stabilizzazione del reddito
delle imprese agricole trentine.
In questa fase di riforma bisogna avere il coraggio
di mettersi in gioco, prima di tutto come
organizzazione, nel tentativo di rinnovare il settore
e di adattare le soluzioni ai nuovi criteri e obiettivi
comunitari.
Co.Di.Pr.A. è convinto delle potenzialità degli
strumenti mutualistici purché vi sia fra tutti
i partecipanti, singoli ed enti associativi, un
comune impegno basato sui principi di solidarietà,
trasparenza e responsabilità sociale.
Gaiardelli come stimolo per i relatori ha proposto
ad ognuno uno specifico tema da approfondire.
Tutti i temi hanno un comune denominatore:
essere sinergici e coordinati al fine di accrescere la
competitività delle imprese agricole trentine.
L’approfondimento rivolto al Dirigente di Ismea è
stato: come possiamo immaginare la coniugazione
dello strumento IST in maniera tale che possa
rappresentare uno strumento complementare
alla polizza multirischio, economico, semplice e
utilizzabile da gran parte degli agricoltori italiani?
L’interrogativo posto al Vice Direttore di Cassa
Centrale è stato: come possiamo favorire le imprese
che migliorano il proprio rating nelle condizioni di
accesso al credito?
Ai Direttori di Co.Di.Pr.A. e di Asnacodi: quali azioni
possono essere messe in atto dal Condifesa per
essere il fulcro di questa innovazione, nel senso di
sviluppare strumenti di gestione del rischio che siano
connessi e di stimolo degli altri settori per aumentare
la competitività delle imprese?
Ed infine all’Ente Pubblico, che riservando importanti
risorse economiche al settore ed essendo in fase
di revisione della normativa, è nella possibilità di
prevedere condizioni di premialità e di priorità
nell’accesso ai contributi alle imprese?
13
I
Nuova PAC:
una politica più equa
e sostenibile
di Paolo De Castro Presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo
l problema della produzione agricola e delle risorse
a disposizione, l’instabilità dei prezzi e la gestione
dei rischi di mercato, l’equilibrio tra sostenibilità
economica e sostenibilità ambientale sono priorità
che non possono non essere prese in considerazione.
Altrettanto importante e determinante per le future
dinamiche di sviluppo del settore agroalimentare
europeo è la definizione della figura di agricoltore
attivo a cui indirizzare i nuovi aiuti, la scelta dei criteri
di distribuzione delle risorse finanziarie all’interno
dei Paesi dell’Unione Europea e delle decisioni che
si assumeranno sulla ripartizione della quota di
li agricoltori
g
re
ta
iu
a
d
a
a
ir
La nuova PAC m tare le sfide del mercato
ad affron
a distribuzione
u
q
e
iù
p
a
n
u
e a garantire
dei fondi UE
14
sostegno accoppiato alla produzione.
Viviamo in un momento di instabilità dei mercati
agricoli, anche a causa di una forte domanda asiatica
che sta portando a una radicale modifica delle
domande di consumo da parte di tutto il mondo.
Viene da qui una profonda instabilità del prezzo dei
prodotti agricoli, che ha visto per circa 40/50 anni un
continuo calo; l’inversione di tendenza è avvenuta a
causa della crescita della domanda rispetto all’offerta
che si traduce nella volatilità dei prezzi. Da qui i
dibattiti all’interno delle istituzioni europee su come
consentire agli agricoltori di gestire questa instabilità.
La riforma ha introdotto importanti novità:
●● la creazione, accanto ai piani di sviluppo rurale
regionale o provinciale, di piani di sviluppo
nazionale che gestirà circa 2 miliardi di euro;
●● la redistribuzione degli aiuti andando incontro a
quei territori, e il trentino è fra questi, che fino ad
oggi non hanno goduto dello stesso sistema di
aiuti e garanzie che hanno avuto altri territori;
●● la definizione di agricoltore attivo ed in particolare
della “black list” ovvero chi non deve essere
considerato come tale;
●● la definizione degli aiuti accoppiati, circa 550
milioni di euro all’anno, che consentono di fare
politiche di sostegno ai vari settori produttivi.
Quindi una PAC più equa, più giusta, più flessibile,
ma soprattutto più giovane perché consente di
aiutare tutti i giovani agricoltori che si insediano
in agricoltura, cioè chi ha meno di 40 anni o per la
prima volta è a capo di un’azienda agricola.
Il disaccoppiamento degli aiuti diretti e l’istituzione
del regime di pagamento unico sono due elementi
essenziali del processo di riforma della PAC.
Paolo De Castro
15
L’
Giorgio Bagozzi
16
Accesso al credito
delle imprese agricole:
condizioni necessarie
per un sistema
sostenibile ed efficiente
di Giorgio Bagozzi Vice Direttore Cassa Centrale Banca Spa
evoluzione della politica agricola comune si
muove su due grandi direttrici: la prevenzione e
la stabilizzazione del reddito dell’impresa agricola
attraverso l’assicurazione, la mutualità (fondamento
della cooperazione in trentino) e l’IST.
L’agricoltura è il settore primario e quindi pur
essendo impresa deve essere trattata diversamente
dalle altre imprese, soprattutto se si parla di
agricoltura di montagna.
Ogni impresa dovrebbe avere una sua capacità
patrimoniale, economica e finanziaria, che negli
anni, nei confronti della banca/cassa rurale, ha
accumulato non tanto denaro sul conto corrente, ma
una sua credibilità e capacità di ottenere credito e
sicuramente i nuovi strumenti della PAC aumentano
questa credibilità diminuendone i costi. Il rapporto
fra le casse rurali e gli agricoltori sono ottimi, questo
è dimostrato anche dal dato dei prestiti fatti dal 2000
ta della
Dal punto di vis chio,
l ris
transazione de
a forma di
m
ri
p
la
è
tà
li
a
la mutu
stesso,
io
h
c
s
ri
l
e
d
e
n
condivisio
i di secondo
rz
o
s
n
o
c
i
e
v
o
d
no l’impresa
livello assicura
al 2005 come Cassa Centrale (circa 1.000 con zero
perdite). Dal punto di vista di transazione del rischio,
la mutualità è la prima forma di condivisione del
rischio, dove i consorzi di secondo livello assicurano
l’impresa. I derivati finanziari sono strumenti
validissimi, ma sono paragonabili ad un coltello: un
coltello, il bisturi, serve per operare e salvare una vita
e con il coltello si può anche togliere una vita. Questo
deve essere uno strumento collegato all’economia
reale. Analogo approccio vale per le cartolarizzazioni.
Il ruolo delle casse rurali per sostenere le imprese
agricole trentine e favorire il loro accesso al credito è:
●● mitigazione del rischio: ogni strumento che
mitiga il rischio dell’impresa si traduce in
miglioramento delle possibilità e delle condizioni
di avere credito;
●● trasferimento del Rischio (Co.Di.Pr.A.);
●● interventi strutturali;
●● stabilizzazione del reddito: l’impresa deve essere
protetta per eventi atmosferici gravi. Attenzione
però perché se un impresa è troppo protetta si
finisce con il perdere lo stimolo al rischio;
●● ruolo Cooperfidi.
La sinergia è frutto di una grande sintonia.
17
I
Nuovo paradigma:
innovazione degli
strumenti finanziari
per migliorare
la competitività
delle imprese agricole
trentine
di Paolo Nicoletti Dirigente Generale Provincia Autonoma di Trento
l settore dell’agricoltura, accanto a quello del
turismo, sono i settori che meglio “tengono” alla crisi
economico-finanziaria di questi anni e sono entrambi
legati al territorio e alle risorse ambientali.
Le principali criticità del settore agricolo sono:
●● elevato costo dei terreni agricoli (di un certo
pregio);
●● elevata frammentazione aziendale;
●● elevata età media degli imprenditori agricoli.
partenza è la cooperazione che ha un ruolo chiave
nella definizione delle strategie e dell’orientamento
al mercato.
La competitività del settore cooperativo è
fondamentale per garantire le condizioni per la
crescita del settore agricolo trentino e per favorire
il processo di internazionalizzazione. Altrettanto
importante è il sistema di incentivi provinciali da
È attraverso le criticità che si possono individuare le
modalità per accrescere la competitività, il punto di
ategico.
tr
s
re
o
tt
e
s
n
u
cia di Trento è
in
v
ro
P
utilizzando le
la
i
r
v
e
ti
p
a
ra
rm
u
o
lt
n
o
c
ti
n
ri
L’ag
are gli strume
uova PAC
n
in
a
rd
ll
o
a
o
d
c
te
o
r
ri
e
a
ff
s
o
nità
Sarà neces
nuove opportu
18
orientare progressivamente a favore di interventi a
maggior ricaduta (aiuti ricorrenti/aiuti selettivi).
In tutto questo percorso ci ha accompagnato la
Politica Agricola Comunitaria 2007-2013; settennio
faticoso, anche dal punto di vista degli incentivi che
si è caratterizzato per un’elevata complessità e per
una soddisfazione degli interventi in un numero
eccessivo di canali di finanziamento: i concetti di
selettività e verifica di efficacia rispetto agli obiettivi
sono stati molto ben predisposti sotto il profilo
formale, meno sotto quello sostanziale.
La PAC 2014-2020 si profila più integrata e sinergica
tra i vari fondi, nell’ambito di un Quadro strategico
Comune.
Cosa cambia nella normativa europea?
●● maggiore focalizzazione sulla ricerca e
sull’innovazione, in particolare il trasferimento
tecnologico nelle aziende;
●● introduzione nei nuovi programmi di sviluppo
di misure relative alla gestione del rischio di
produzione e alla stabilizzazione del reddito;
●● il rischio finanziario: la Provincia cercherà di
ampliare gli strumenti finanziari previsti dalla
normativa dell’Unione Europea;
●● raddoppio del de minimis agricolo che si potrà
concedere anche alle imprese in crisi, si passa da
7.500 a 15.000 euro nel triennio;
●● nuovo concetto di effetto incentivante: le
iniziative potranno essere intraprese anche
subito dopo la presentazione delle domande di
intervento pubblico.
L’agricoltura per la Provincia di Trento è strategica
per diversi motivi: perché aiuta a internazionalizzare
la nostra economia, aiuta a presidiare il territorio e
a difenderlo, è una componente fondamentale per
la qualificazione paesaggistica; quindi un settore
strategico sotto tutti i punti di vista e proprio per
questo la Provincia cercherà di affinare gli interventi a
favore di questo settore.
Bisogna però fare i conti con alcuni problemi:
●● il contesto finanziario critico per la nostra
Provincia perché le risorse del bilancio sociale
calano e caleranno strutturalmente;
●● l’incertezza dell’utilizzo delle risorse finanziarie
perché, anche le ultime manovre dello
Stato “minano” le risorse che dovrebbero
essere mantenute sul territorio Provinciale
ad alimentare il nostro bilancio.
Il 2014 è un anno di difficile transizione perché
l’acquisizione delle risorse comunitarie slitta di
una anno, quindi nel 2015 dovremmo effettuare
una riprogrammazione dei bandi e una revisione
dei criteri di selezione delle iniziative cercando di
distribuire gli incentivi pubblici più equilibratamente
rispetto alla programmazione precedente.
È necessario fare un ragionamento
di “tenuta finanziaria” e di
responsabilizzazione degli operatori privati anche
riguardo all’inevitabile evoluzione degli interventi
provinciali integrativi in campo assicurativo e
di stabilizzazione del reddito. Quindi diventa
fondamentale coordinare gli strumenti normativi
tra enti finanziatori e settori, utilizzando le nuove
opportunità offerte dalla nuova PAC.
L’intervento pubblico in agricoltura andrà
riducendosi, così come ogni altro ambito di spesa.
Sarà anche l’occasione per riqualificare e coordinare
gli interventi provinciali e per stimolare una
maggiore attenzione e responsabilità imprenditoriale
e quindi un opportunità per migliorare la
competitività del settore e la qualità del tessuto
imprenditoriale.
Paolo Nicoletti
19
L
La gestione del rischio:
evoluzione degli
strumenti PAC 2020
di Giacomo Bertolini Direttore Asnacodi
a gestione del rischio ha una lunga storia, che in questi
ultimi anni ha portato molti cambiamenti, una volta si
parlava di monorischio grandine ed oggi parliamo di
stabilizzazione del reddito, questo richiede un approccio
completamente diverso rispetto al passato.
Andando ad analizzare i dati a livello Asnacodi, i valori
assicurati dal 2005 ad oggi sono più che raddoppiati,
questa accelerazione è avvenuta maggiormente in alcuni
territori e questo può essere un problema.
Dai dati ISMEA invece possiamo notare che il numero dei
certificati è costante, e questo è un altro problema.
L’incremento dei valori assicurati, e del relativo rischio a
livello italiano è avvenuto con una riduzione media delle
tariffe.
Le novità del piano assicurativo 2013/2014 sono:
●● la programmazione pluriennale che garantirà una
stabilizzazione delle risorse;
●● orientamento verso lo strumento di
stabilizzazione del reddito;
●● introduzione dei termini per la messa in
copertura;
●● superamento dell’ ex post;
●● ampliamento delle tipologie di copertura;
●● introduzione di strumenti di incentivazione della
tipologia di polizza multirischio e nuovi assicurati.
I principali limiti dell’attuale sistema assicurativo
i Condifesa
Gli obiettivi de el piano
ad
e i punti di forz
i PSR
nazionale e de
20
agricolo nazionale si possono riassumere in:
●● stabilizzazione del numero di imprese assicurate
(fra 80.000 e 90.000 negli ultimi dieci anni);
●● una forte concentrazione territoriale;
●● limitata diffusione delle polizze multirischio,
quest’anno la spinta alle multirischio è avvenuta
grazie all’orientamento del piano e al fatto che
l’avversità gelo è assicurabile solo con questa
tipologia di polizza.
Analizzando meglio questi tre aspetti sotto il
profilo dei dati a livello nazionale possiamo notare
Giacomo Bertolini
che l’incidenza delle imprese assicurate nella
realtà trentina, rispetto agli iscritti alla Camera di
Commercio è molto alta (oltre il 50%,) man mano che
ci spostiamo verso le altre regioni questa percentuale
cala drasticamente. Il problema non è del trentino
ma di tutte le altre regioni del centro- sud che
contribuiscono poco ad aumentare il numero delle
aziende assicurate. Dal 2005 in poi al nord è avvenuto
un notevole incremento di copertura assicurativa
mentre al centro-sud sono rimasti pressoché
costanti. Sicuramente nei territori del nord la cultura
imprenditoriale è più orientata allo strumento
assicurativo, il che non significa che negli altri territori
non ci sia ma c’è meno consapevolezza. Bisogna far
crescere le coperture assicurative al centro-sud per
ovvie ragioni di distribuzione del rischio. La tipologia
di polizza multirischio è passata dal 3% all’ 8,52% sul
totale dei valori assicurati, sicuramente quest’anno il
numero di polizze sottoscritte con questa tipologia
aumenterà, anche grazie alla spinta determinate del
PAAN, ma sicuramente dovremmo migliorare ancora.
Sotto questi punti di vista la nuova PAC ci aiuta
garantendo stabilità dell’intervento di sostegno
al settore della gestione del rischio nei prossimi 7
anni, rafforza l’entità delle risorse disponibili (1,640
miliardi di euro), amplia la gamma degli strumenti
di protezione con i fondi di mutualità, consolida il
ruolo degli organismi collettivi/Condifesa e consente
l’attivazione di un piano nazionale all’interno dei PSR
regionali.
Gli obiettivi che i Condifesa devono raggiungere
sono:
●● l’estensione delle coperture sui territori;
●● rafforzare il ruolo e la funzione negoziale delle
strutture gestite dagli agricoltori;
●● sviluppare soluzioni orientate alla tutela
complessiva del reddito;
●● «migliorare» la solidità economica e patrimoniale
delle imprese anche ai fini dell’accesso al credito.
I punti di forza del piano nazionale e dei PSR sono:
●● programmazione pluriennale con effetti
positivi sulla continuità delle coperture e della
sostenibilità dei relativi costi;
●● realizzazione di interventi integrati e
complementari a livello territoriale con altre
misure dei psr;
●● attivazione di misure di incentivo ad utilizzare
stabilmente gli strumenti di gestione del rischio;
●● ottimizzare l’utilizzo delle risorse sui territori
dando continuità a quanto realizzato e nuove
opportunità alle imprese in modo uniforme
sull’intero territorio.
21
L
La gestione del rischio
nella nuova PAC:
stabilizzazione
del reddito
di Roberto D’Auria ISMEA - Consorzio di Coriassicurazione
a Commissione Europea trasla la gestione del rischio
dal primo al secondo pilastro della PAC e descrive
una misura di risk management con 3 strumenti
operativi:
1. contributi finanziari alle polizze assicurative
per avversità atmosferiche, fitopatie, epizoozie,
infestazioni parassitarie, emergenze ambientali
(art. 37);
2. contributi finanziari ai fondi mutualistici per
le avversità atmosferiche, fitopatie, epizoozie,
emergenze ambientali (art. 38);
3. contributi finanziari ai fondi mutualistici per le
perdite di reddito (IST – art.39).
L’IST protegge il reddito della singola impresa
agricola per contrazioni superiori al 30% del reddito
medio annuo a prescindere dall’evento negativo
che ne genera la contrazione. L’unico limite è la
compensazione massima che è prevista entro il 70%
della perdita di reddito ammissibile.
Il capitale del fondo è costituito esclusivamente dai
versamenti degli aderenti (o di altri soggetti privati). Il
contributo pubblico è pari al 65% di:
●● costi amministrativi di costituzione del fondo;
●● compensazioni finanziarie pagate dal fondo agli
agricoltori;
●● interessi sui mutui commerciali contratti per il
pagamento delle compensazioni agli agricoltori.
I fondi devono essere riconosciuti dall’Autorità
competente in conformità all’ordinamento nazionale
e devono assicurare trasparenza dei movimenti
finanziari e delle norme chiare per l’attribuzione della
responsabilità debitoria (requisiti minimi dei fondi).
La funzione principale dei fondi è quella di risk
management, ma può anche, ad esempio, erogare
credito agli aderenti.
Il reddito viene definito come “somma dei ricavi che
l’agricoltore riceve dal mercato, inclusa ogni forma
di sostegno pubblico e dedotti gli input cost”, la
definizione di reddito per l’IST è basata sulla variabile
Gross Farm Income dell’Eurostat, la Commissione
precisa che per la determinazione dello stesso, la
WTO fa riferimento al reddito derivato dall’attività
agricola.
Le criticità di questo nuovo strumento sono:
●● strumento innovativo e complesso
principalmente per l’assenza di esperienze
mutualistiche e per il rispetto delle regole del II
Pilastro, nella fase di avvio di difficile attuazione e
gestione a livello locale;
ola impresa
g
in
s
a
ll
e
d
o
it
il redd
30% del
l
a
ri
o
L’IST protegge
ri
e
p
u
s
i
ntrazion
dall’evento
agricola per co
re
e
d
in
c
s
re
p
a
annuo
la contrazione
reddito medio
ra
e
n
e
g
e
h
c
o
v
negati
22
●● massa critica a livello di singolo fondo (regionale
o sub regionale, settoriale) difficilmente in grado
di assicurare la stabilità finanziaria dello strumento
nel caso di eventi sistemici;
●● difficoltà oggettive nella rilevazione del reddito
delle imprese agricole per l’assenza di obblighi
contabili per la maggioranza di esse.
FONDI MUTUALISTICI TERRITORIALI/
SETTORIALI
●● permettono la possibilità di creare molteplici
fondi mutualistici ad azione territoriale, settoriale
o congiunta che possono anche configurarsi
come «capitale di scopo» nell’ambito di strutture
già esistenti.
Si possono fare delle ipotesi di funzionamento, quali
un Fondo mutualistico nazionale, Fondi mutualistici
territoriali/settoriali oppure un sistema misto a
doppio livello di mutualità.
Analizziamo ora i punti di forza e di debolezza delle
tre ipotesi.
Punti di forza:
●● limitano i problemi legati alle asimmetrie
informative;
●● capitale versato (al netto dei costi di gestione)
interamente nella disponibilità degli aderenti per
la copertura del rischio.
FONDO MUTUALISTICO NAZIONALE
Punti di forza:
●● l’adesione in un unico fondo di aziende
operative in aree e settori diversi favorirebbe il
raggiungimento della massa critica;
●● attuazione uniforme dell’intervento sul tutto il
territorio nazionale;
●● semplificazione della governance e contenimento
dei costi di gestione.
Roberto
D’Auria
Punti di debolezza:
●● minori possibilità di «controllo» tra gli
aderenti potrebbero favorire comportamenti
opportunistici
●● (disincentivo alla partecipazione);
●● maggiori difficoltà di acquisizione e verifica del
reddito aziendale a livello centrale.
23
INCOME STABILIZATION TOOL
SCHEMA OPERATIVO
Punti di debolezza:
●● sostenibilità a rischio in presenza di eventi
sistemici (valutare la possibilità di ricorrere a
coperture integrative: credito, riassicurazione);
●● possibile limitazione nell’attivazione dello
strumento nelle aree con scarsa esperienza nella
gestione del rischio.
SISTEMA MISTO
Strutturato su due livelli:
●● 1° livello: fondi territoriali/settoriali costituiti dagli
agricoltori;
●● 2° livello: fondo nazionale costituito da una
piccola quota dei versamenti ai territoriali/
settoriali (risorse private e non pubbliche perché
vietato).
In questo sistema i fondi territoriali/settoriali operano
in autonomia sulla base di regole condivise e
uniche per tutti i fondi aderenti all’IST (rilevazione
del reddito, modello rischio, ecc.), il fondo centrale
fornisce e verifica il rispetto delle norme comuni
e interviene, mediante compensazioni finanziarie,
in caso di difficoltà dei fondi territoriali/settoriali
(mutualità tra territori e settori).
La mutualità “locale” è il maggiore disincentivo ai
comportamenti opportunisti individuali.
Punti di forza:
●● possibilità di creare più fondi con carattere
24
territoriale e /o settoriale limitando i problemi
legati alle asimmetrie informative (1° livello);
●● maggiore sostenibilità del sistema in caso di
eventi sistemici mediante la solidarietà tra fondi
(2° livello);
●● fondo nazionale garantisce uniformità di
procedure e porsi come riferimento per AdG e OP.
Punti di debolezza:
●● il ruolo del 2° livello sarebbe estremamente
limitato in presenza di pochi fondi scarsamente
capitalizzati;
●● il secondo livello ridurrebbe, in condizioni normali,
la capacità di rimborso dei fondi di 1° livello.
In conclusione l’IST rappresenta l’unico strumento in
grado di proteggere le imprese agricole dai sempre
più rilevanti rischi di mercato, potrebbe favorire
l’adozione di strumenti di risk management anche
in quelle aree del Paese che oggi non trovano
convenienza nella sottoscrizione di contratti
assicurativi ed è uno strumento complementare agli
strumenti assicurativi e riassicurativi (evitare sovra
compensazioni).
È già stato predisposto un modello basato sulla
redditività storica delle singole aziende, sulla
localizzazione, sugli andamenti di mercato,
ed è importante avere delle linee guida per la
determinazione delle variabili economiche del
reddito (ricavi, costi delle materie prime, premi,
variazioni di magazzino, etc.).
25
I
Il piano per la
gestione del rischio
in agricoltura,
la strategia italiana
di Giuseppe Blasi Capo dipartimento delle politiche europee e internazionali dello sviluppo rurale – Mipaaf
l 27 marzo c’è stata la prima audizione del Ministro
dell’agricoltura al Parlamento dove ha illustrato le
linee programmatiche dell’attività nell’ambito della
misura della gestione del rischio.
Siamo riusciti a portare a casa un risultato importante
sia perché i 21 miliardi di euro sono stati messi a
disposizione fra fondi comunitari e nazionali e sia
perché nel riparto delle risorse delle regioni siamo
riusciti a premiare il merito. La Provincia Autonoma
di Trento è una delle regioni ad essere stata premiata
perché ha speso tutte le risorse messe a disposizione
nel periodo 2006 – 2013 raggiungendo livelli di
performance sicuramente superiori a quelle delle
altre regioni, ma anche perché in questa fase ha
investito risorse provinciali nell’ambito dello sviluppo
rurale. La Provincia di Trento ha avuto un +7%
rispetto al 2007-2013.
Oggi siamo in una fase delicata perché questo
ciclo del riparto delle risorse, che abbiamo chiuso
il 16 gennaio scorso, lo dobbiamo riaffrontare per
riuscire a portare a casa quello che è l’accordo
sull’attuazione del primo pilastro della PAC; questo lo
dovremmo concludere entro il 15 maggio 2014, data
che determina l’avvio materiale della futura politica
agricola comune (2015).
Ci stiamo incanalando verso un’attenzione per le
zone di montagna che non c’è mai stata; stiamo
lavorando sull’accordo di partenariato all’interno
del quale si incardinano tutti i programmi strutturali
che l’Italia farà per il 2014 -2020. In questo contesto
ci sono anche i programmi di sviluppo rurale e il
nalando
Ci stiamo inca
zione
verso un’atten
ontagna che
per le zone di m mai stata
non c’è
ensibilità
e una grande s olitica
verso una p
zootecnica
ente
che è strettam li
ei pasco
legata all’uso d
26
programma nazionale al cui interno c’è la gestione
del rischio.
L’attenzione delle zone di montagna è dimostrata dal
fatto che applicare la convergenza dei pagamenti
diretti sulla base di una regione unica significa che
tutti coloro che potranno vantare una superficie con
la domanda 2015 arriveranno nel 2019, attraverso
un processo di convergenza graduale, a percepire
un premio che sarà almeno pari al 60% della media
nazionale. Se noi avessimo fatto come molte regioni
imponevano, il processo di convergenza in territori
come il Trentino che non hanno mai beneficiato
dei pagamenti del primo pilastro, avrebbe portato
a zero. È ovvio che questo percorso da un lato
trova dei soggetti che beneficiano, dall’altro ci sono
anche soggetti che perdono, perché il plafone è
determinato a 4 miliardi di euro a livello nazionale
ogni anno. Un altro elemento fondamentale è l’aver
inserito la superficie leggibile, il che significa inserire
nel sistema dei pagamenti tutto un territorio che
fino ad oggi non ha mai percepito premi di aiuti
diretti della PAC. Questo significa anche dare nuova
attenzione a una politica zootecnica estensiva che è
strettamente legata all’uso dei pascoli.
Gli elementi di contrasto e criticità per poter arrivare
ad una conclusione entro il 15 maggio sono:
●● la scelta della figura dell’agricoltore attivo. Su
questo il Ministro ha prospettato di dividere
il territorio in due macro aree, un area su cui
l’agricoltura produce beni pubblici e servizi
e l’altra area dove l’agricoltura produce per il
mercato;
●● Pagamenti accoppiati: 550 milioni di euro l’anno
che possono essere messi a disposizione di settori
produttivi.
La possibilità di fare un programma unico nazionale
contenente tre misure (gestione delle crisi,
biodiversità animale, piano irriguo) ci consentirà di
rimodulare, se serve, le risorse all’interno delle varie
misure.
Parallelamente alla fase di definizione del
programma è stata presentata al Parlamento
una proposta di legge collegata alla
finanziaria, nel cui contesto viene riformato
il D.Lgs.102/2004 anche per arrivare a
percorrere una strada parallela alla nuova
PAC.
Questa norma collegata alla legge di
stabilità ci deve permettere di rivedere
il sistema di funzionamento del fondo
di solidarietà nazionale soprattutto per quel che
riguarda i contributi ex post, perché non è “serio”
continuare a sostenere un sistema che è una delle
ragioni per cui non si riesce ad omogeneizzare sul
territorio la diffusione del sistema assicurativo. Per
questo bisogna riformare il sistema e mettere in
sinergia tutti gli strumenti.
Le risorse in più messe a disposizione
dal programma, oltre al sistema
assicurativo dovranno essere messe a disposizione
per sperimentare i vari strumenti innovativi come i
fondi di mutualità e gli strumenti di stabilizzazione
del reddito. Le modalità per mettere in atto questi
strumenti possono essere diverse:
●● i fondi possono funzionare nel momento in
cui questi prendono a riferimento un bacino
territoriale definito;
●● i fondi possono funzionare nella misura in cui
prendono a riferimento l’insieme di tutto il
territorio.
Certo è che se non abbiamo una realtà territoriale
organizzata non possiamo pensare di far funzionare i
fondi di mutualità.
Giuseppe Blasi
27
A
28
Il progetto di una
nuova politica agricola
comune (PAC 2020)
di Herbert Dorfmann Membro del Parlamento Europeo
bbiamo concluso un lungo dibattito sulla riforma
della PAC, che ha portato ad avere impatti rilevanti
sull’agricoltura italiana e sui sistemi produttivi
regionali.
Siamo in una situazione difficile perché anche il
bilancio comunitario, come quello nazionale, ha
avuto dei tagli di spesa. Mantenere per i prossimi 7
anni circa 50 miliardi di euro destinati all’agricoltura è
un successo a livello europeo anche perché all’inizio
una parte del Parlamento e della Commissione
ragionavano su 25 miliardi.
Il Trentino e il Sud Tirolo prenderanno una fetta più
importante rispetto a quello che hanno preso negli
ultimi anni, l’agricoltura di montagna è riuscita a far
capire le proprie peculiarità e a essere considerata
meritevole di un trattamento assolutamente
particolare e privilegiato.
Dal punto di vista del secondo pilastro le provincie
di Trento e di Bolzano hanno già fatto un lavoro
eccellente e c’è poco da migliorare, dobbiamo invece
migliorare sul primo pilastro. L’obiettivo era arrivare
a una convergenza interna completa, cioè stessi
premi su tutto il territorio nazionale; questo non sarà
possibile però si cerca di arrivare gradualmente il
più vicino possibile entro il 2020. Dobbiamo inserire
più superfici nel sistema, come pascoli e alpeggi.
Per quanto riguarda il comparto latte, è necessario
avere un maggior sostegno anche per avere una
distribuzione più equa dei fondi e per tenere un
economia forte nei nostri territori.
La riforma della PAC relativamente al comparto vino
ha eliminato i diritti d’impianto. È stato trovato un
sistema nuovo attraverso autorizzazioni e non più
diritti d’impianto che permette di avere la superficie
sufficiente per assicurare uno sviluppo programmato
e sostenibile della viticoltura.
Sull’ortofrutta gli obiettivi sono stati molteplici:
mantenere i programmi operativi che danno
la possibilità alle cooperative di svilupparsi e di
commercializzare in modo eccellente in tutti i
mercati mondiali il prodotto e questo ha portato un
Con la PAC siam
o
a ottenere il m riusciti
ass
per poter supp imo
ortare
un’agricoltura
di s
anche in termin uccesso
i di innovazion
e
per i prossimi
sette anni
vantaggio agli agricoltori. Si è riusciti a trovare una
condivisione per mantenere il cofinanziamento dei
sistemi assicurativi, ma ancor più importante è stata
la definizione di un doppio sistema di gestione dello
sviluppo rurale: alcune misure (fra le quali la gestione
del rischio) sono state investite e vengono finanziate
attraverso un piano nazionale. La distribuzione dei
fondi dell’assicurazione a livello nazionale
comporta la possibilità di incassare circa
300 milioni di euro per le Provincie autonome di
Trento e di Bolzano; questo è dovuto al fatto che
in questi territori c’è una forte cultura assicurativa;
una distribuzione delle risorse proporzionale alla
percentuale di distribuzione ordinaria delle risorse
per i PSR regionali avrebbe penalizzato le due
Provincie. Con questo fondo nazionale siamo riusciti
a garantire una sicurezza finanziaria pluriennale
almeno fino al 2020.
Possiamo senza alcun dubbio affermare che con la
riforma della PAC siamo riusciti a ottenere il massimo
per poter supportare un agricoltura di successo nella
possibilità di internalizzazione, di perseguire vantaggi
competitivi, di essere supportati negli investimenti
per l’innovazione anche nei prossimi 7 anni.
Herbert Dorfmann
29
L
Andrea Berti
30
La strategia del
Condifesa: innovazione
e opportunità
di Andrea Berti Direttore Condifesa Trento
a vision dei Condifesa deve essere di lungo periodo
e non limitarsi all’attenzione per l’immediato. Bill
Gates, il fondatore di Microsoft, 40 anni fa fece una
previsione: ”Un pc su ogni scrivania e ogni pc con un
software Microsoft installato”. Sembrava fantascienza,
oggi invece è realtà. Con questo voglio dire che
dobbiamo confrontarci con l’innovazione, non deve
intimorirci ma deve stimolarci.
Per i Condifesa “Vision” significa innovare gli
strumenti di gestione del rischio per rispondere alla
reale esigenza delle imprese agricole in coerenza
con gli obiettivi della Politica Comunitaria, ovvero
la stabilizzazione del reddito e la
competitività dell’impresa. La PAC
attraverso i nuovi strumenti,
con la richiesta di sinergia e
coordinamento fra le diverse
misure e con una necessità
di responsabilizzazione e
conoscenza delle imprese agricole
ci pone verso l’obiettivo della
stabilizzazione del reddito e
non alla semplice polizza
assicurativa contro la
“grandine”. Per fare
questo dobbiamo
innanzitutto
effettuare un analisi
di risk management
nelle imprese e del
contesto normativo,
e parallelamente
elaborare una
strategia di gestione
del rischio e condividerla con altri organismi
associativi, analizzando quali possono essere gli
obiettivi raggiungibili.
L’analisi di risk management
I rischi di un impresa agricola sono: “produttivo”
ovvero la qualità e la quantità ottenibile di prodotto
dell’azienda agricola, “di mercato”, cioè il prezzo dei
prodotti e il costo dei fattori, “finanziario” legato alla
liquidità e all’accesso al credito, “sociale” e “strategico”.
Il reddito aziendale è costituito da componenti
positive e negative quali: i ricavi relativi all’attività
caratteristica dell’impresa agricola, i premi, le
tasse relative all’attività produttiva, le variazioni
delle rimanenze di materie prime e di prodotto
e i costi sostenuti per l’approvvigionamento dei
fattori destinati al processo produttivo e/o alla
commercializzazione degli stessi. Ai fini dell’IST il
reddito è determinato nel seguente modo:
Reddito = (R + P – T ± Δrp) – (C ± Δrmp).
In una analisi di risk management bisogna tenere
in considerazione la percezione del rischio che
può avere l’impresa agricola, il livello di avversione
al rischio e la capacità interna di gestire il rischio.
Ricapitolando abbiamo:
●● una soggettività che è data dalla percezione
del rischio che sicuramente è una conseguenza
della conoscenza, infatti non sempre un’ impresa
conosce quello che è il suo vero rischio;
●● diverse fonti di rischio, non solo quello produttivo;
●● un incertezza sul reddito e non solo sui ricavi;
●● un impatto sul complesso dell’impresa.
Dobbiamo quindi analizzare il problema riferendoci
sia al passato che al futuro in quanto ci possono
essere dei rischi non conosciuti ma che hanno
comunque una probabilità di accadimento. Nel
presente dobbiamo analizzare ed elaborare delle
strategie con obiettivi di lungo periodo.
Strategie per la gestione del rischio
Come strategia per la gestione del rischio possiamo:
●● ridurre o evitare il rischio e quindi eliminare i
fattori che lo generano, ridurre la probabilità
degli eventi negativi e/o la severità degli effetti
attraverso tecniche produttive, irrigazione, reti,
strumenti finanziari per il rischio prezzo, o anche
con una diversificazione produttiva aziendale;
●● condividendo il rischio o meglio trasferire gli
effetti negativi del rischio su altri soggetti, con
strumenti quali ad esempio le assicurazioni e i
fondi di mutualità;
●● mitigare gli effetti negativi una volta che si è
verificato l’evento, un esempio straordinario è
stato l’azione promozionale “mela si” studiata da
Melinda nel 2000 a seguito di una grandinata
eccezionale attraverso la quale la stessa
Cooperativa è riuscita a valorizzare il prodotto di
seconda con l’intuizione della mela che piange
riuscendo a mitigare l’effetto economico di una
calamità naturale;
●● accettare, da parte dell’impresa, una parte di
rischio.
Condivisione con altri Organismi Associativi
Nell’ottica di massimizzare l’efficienza dobbiamo
condividere degli obiettivi. Per capire questo, in
economia è possibile utilizzare l’esempio della
zattera tirata da due traini posizionati lungo le rive
ai lati con una forza 10, i quali determinano una
forza di avanzamento della zattera pari a 6; se i due
traini venissero posizionati longitudinalmente, la
forza dei due verrebbe a sommarsi e quindi avremo
un avanzamento di forza 20. È chiaro che se noi
abbiamo delle misure che non tendono nella
stessa direzione, una parte degli sforzi e degli effetti
vengono vanificati per effetto della non coincidenza
delle misure verso lo stesso obiettivo. Un esempio
concreto è il contributo per la realizzazione delle reti
antigrandine (costo pubblico + costo impresa), il
quale dovrebbe essere concentrato in territori ad alto
indice di rischio onde evitare che aziende che si sono
Innovare gli str
um
per rispondere enti di gestione del rischio
alle esigenze d
ell’agricoltura
in coerenza co
tr
n gli obiettivi d
ella nuova PAC entina
2020
31
dotate dell’impianto non aprano le reti, si assicurino
comportando aumento dei costi aggiuntivi a carico
del pubblico e per l’impresa stessa. È indispensabile
una programmazione coerente, condivisa ed
efficiente delle misure ammissibili a contribuzione
pubblica per massimizzare la competitività del
sistema, non solo fra agricoltori ma anche fra
organismi associativi, cooperative e OP.
Analisi degli obiettivi raggiungibili
Il rischio deve essere scomposto in tre componenti
riferite al reddito dell’impresa:
●● eventi sistemici (siccità, gelo, alluvione)
caratterizzati da un alta correlazione, bassa
frequenza e alto danno;
●● altri eventi di frequenza (grandine, vento, sbalzo
termico, etc.);
●● fattori produttivi e prezzi.
Riteniamo che la gestione del nuovo strumento di
stabilizzazione dei redditi (IST) debba articolarsi in
maniera semplice dal punto di vista delle condizioni
di adesione e di gestione, il rilievo dei dati puntuali
dei redditi delle aziende che vi aderiscono, anche
in considerazione della dimensione media delle
aziende trentine (1,8 ettari), comporterebbe oneri
economici e amministrativi esagerati. Anche in
termini di gestione ed organizzazione dovranno
essere individuati dei Comitati interni a Condifesa,
cooperative, OP, organismi esistenti al fine di
contenere i costi.
È indispensabile quindi prevedere la possibilità di
strutturare una soluzione basata su indici e non
attraverso i dati delle singole aziende aderenti, al
fine della minimizzazione dei costi amministrativi,
di evitare eventuali inefficienze organizzative delle
singole aziende e di creare un’ indice/indicatore della
redditività del prodotto.
Co.Di.Pr.A. in collaborazione
con l’Assessorato della Provincia
Autonoma di Trento, Apot, Mipaaf
ed Ismea ha iniziato ad operate le
32
prime valutazioni per la sperimentazione dell’IST
limitatamente alle aziende agricole produttrici di
ciliegie e di piccoli frutti. L’IST riteniamo debba essere
complementare alla polizza assicurativa multirischio
ed intervenire solo in caso di gravi perdite di reddito
subite dalle aziende per cause diverse da quelle
coperte dalla polizza.
Per quanto riguarda il sistema amministrativo,
secondo noi, è indispensabile una semplificazione
del processo di adesione utilizzando banche dati
esistenti (ad esempio i fascicoli aziendali) che
dovrebbero essere in futuro consultabili dal socio
agricoltore, dall’intermediario, dalla Compagnia,
dal Condifesa, per far questo risulta necessario un
ulteriore sviluppo del sistema informativo degli
organismi pagatori. Questo potrebbe portare
ad una riduzione di errori e soprattutto di costi
in quanto riduciamo l’onere amministrativo. Al
contenimento dei costi si potrebbe arrivare inoltre
attraverso l’acquisizione informatizzata dei catastini
e dei fascicoli aziendali, con la sottoscrizione di
polizze pluriennali, modificando la compilazione del
certificato e prevedendo l’inserimento solamente
dei dati indispensabili, favorendo le perizie
georeferenziate.
L’informatica deve diventare una condizione utile
per semplificare e permettere risparmi in termini
economici oltre che per evitare speculazioni e
permettere una corretta valutazione dei danni e delle
caratteristiche del prodotto aziendale.
L’analisi del rischio, delle soluzioni adottabili e
la conoscenza della normativa dovranno essere
concetti ed informazioni ben chiare agli agricoltori,
infatti la gestione del rischio per la stabilizzazione
del reddito aziendale, attivabile attraverso diverse
misure previste dalla PAC, non è considerabile come
una classica polizza di cui l’assicurato è un semplice
fruitore dei servizi ed il destinatario di eventuali
indennizzi. Dobbiamo confrontarci con gli strumenti
di gestione del rischio avendo chiaro il concetto che
solo una responsabile e sinergica declinazione delle
misure, coordinate con ogni azione che possa essere
importante per il raggiungimento dell’obiettivo della
stabilizzazione del reddito, può effettivamente
determinare la definizione e l’attivazione delle
attività indispensabili per poter ottenere una
coesione di strumenti che permettano con
equilibrio ed un corretto rapporto fra i diversi
aderenti con una sostenibilità di medio/lungo
periodo.
33
C
34
ena di Gala al Muse
Dopo il conveg
no
di Trento dove del pomeriggio gli ospiti si s
ono spostati a
hanno potuto v
l Muse
isitare il muse
lobby a lume d
o e cenare nell
i candela, acco
a su
mpagnati da m
di socialità e a
usica Jazz. Un m ggestiva
ggregazione c
omento
he ha consolid
a una categori
ato il senso di
a importante c
appartenenza
ome quella de
ll’agricoltura
35
L
36
Consorzio
di Coriassicurazione
ISMEA
visita ispettiva
in Provincia di Trento
Lo scorso 2 luglio 2014 i tecnici fiduciari di Co.Di.Pr.A.
e gli ispettori:
●● Bedogni Ernesto (UNIPOL-SAI)
●● Gasperetti Giovanni (ITAS)
●● Gozzo Elio (REALE MUTUA)
●● Pirazzini Massimo (FATA)
●● Polacchini Luigi (GROUPAMA)
●● Rossi Isaia (ARA1857)
●● Toschi Aurelio (AGS)
●● Zanin Diego (CATTOLICA)
●● Almoto Alessio (tecnico di ISMEA)
hanno effettuato una visita ispettiva per verificare lo
stato delle produzioni agricole della nostra Provincia.
In riferimento alla garanzia Gelo si è riscontrato il
superamento del parametro previsto dalle condizioni
di polizza con riguardo ai seguenti periodi:
●● 25 marzo 2014 (abbassamenti sotto lo zero
durante tutta la notte variabili fino a -4 °C);
●● 14-17 aprile 2014 (abbassamenti sotto lo zero per
un paio di ore variabili fino a -2 °C).
Tale situazione trova riscontro nella quasi totalità
dell’areale di coltivazione delle produzioni della
nostra Provincia.
Per quanto riguarda la fase fenologica della varietà
di mele nell’epoca considerata la situazione era la
seguente:
●● Val d’Adige piena fioritura 7 aprile;
●● Media Val di Non 500 mt s.l.m. piena fioritura 13
aprile;
●● Alta Val di Non 750 mt s.l.m. piena fioritura 20
aprile.
La Commissione dopo attente valutazioni ha
concordato le seguenti considerazioni finali:
●● i danni riscontrati, in base alle visite effettuate
nel territorio, per mancanza di produzione e da
cinghiature o rugginosità riguardano un ridotto
numero di appezzamenti generalmente ubicati
in “buche” o avvallamenti. I danni da cinghiatura
interessano principalmente la varietà Gala e Red
Delicious;
●● problemi di alternanza di produzione si sono
riscontrati in particolare su alcune varietà e in
frutteti colpiti pesantemente dalla ticchiolatura
dello scorso anno dove gli agricoltori non hanno
posto in atto i dovuti interventi curativi;
●● l’evento grandine verificatosi l’11 giugno 2014
che ha interessato la media e alta Val di Non ed
ha colpito principalmente una parte del territorio
nei comuni di Sanzeno, Cles, Cloz, Taio, Tassullo,
Coredo e Brez, ha prodotto effetti che, alla data
odierna, rappresentano un danno di qualità.
37
Situazione agronomica
principali colture
provinciali
fonte F.E.M.
UVA
La situazione della viticoltura in Provincia di Trento
non presenta problematiche eccezionali o situazioni
di allarme particolare.
Nell’annata 2014 si è rilevato:
●● un tasso di fertilità inferiore al 2013, annata nella
quale si era verificato, comunque, il record di
produzione nel trentino, ma per poter verificare
l’effettiva potenzialità produttiva si deve attendere
la fioritura, ormai in fase di ultimazione, in quanto
è il numero di acini presenti sul grappolo, oltre
alla dimensione degli stessi, e non il numero di
grappoli che determina il quantitativo prodotto;
●● un anticipo vegetativo di circa 15 giorni rispetto
all’andamento normale il che fa stimare l’inizio
Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di maggio a S. Michele A/A nel periodo 2000-2014
38
Le zone della piana Rotaliana e della Valle di Cembra colpite dalla grandinata del 24 giugno
della raccolta per le uva base spumante a partire
dal 20/22 agosto.
Dalla relazione del tecnico Maurizio Bottura risultano
criticità anche importanti causate dalla grandine
del 11 maggio, in particolar modo sulle colline di
Nogaredo e Villa Lagarina, e dal vento del 14-17
maggio, specie per la varietà Marzemino, nell’asta
dell’Adige, in Vallagarina e nella zona di Ala e Avio e
per il Terolgego in Piana Rotaliana.
Gravi risultano i danni anche a seguito della
grandinata del 24 giugno 2014 che si è verificata
nel comune di Isera (Folaso, Lenzima e Patone), Villa
Lagarina, Mori, Volano e Ronzo Chienis; nell’epicentro
il dannno è praticamente totale, si riscontra una
completa defogliazione ed asporto dei grappoli. Gli
ettari interessati sono circa 100.
Una grandinata nel medesimo giorno ha colpito
inoltre la piana Rotaliana e la Valle di Cembra. Gli
ettari interessati risultano essere circa 350/400.
La situazione della Peronospora è buona, vi è
la presenza di macchie in alcuni vigneti ma al
momento non destano preoccupazione. Stiamo
attenzionando il problema oidio che è in aumento,
favorito dalle condizioni climatiche ed in particolare
dalle temperature.
La figura 1 rappresenta i parametri dei millimetri di
pioggia, ore di bagnatura e giorni piovosi nel mese
di maggio rilevate dalla stazione meteorologica della
fondazione Edmund Mach nel Comune di S. Michele
A/A.
MELE
Le zone colpite dalla grandine dell’11 maggio e del 24 giugno
Anche la frutticoltura ha un anticipo vegetativo,
soprattutto nel melo. Per la parte riguardate l’aspetto
fitosanitario al momento non ci sono particolari
problemi di ticchiolatura e di oidio.
La fioritura, in senso generale, è stata buona come
pure l’allegagione. Qualche problema di alternanza
viene evidenziato per le varietà Red Delicious e
Fuji ed, eccezionalmente, per Golden. Problemi di
alternanza si sono riscontrati, inoltre, in frutteti colpiti
pesantemente dalla ticchiolatura lo scorso anno
dove non hanno funzionato gli interventi curativi.
Gli abbassamenti termici di fine marzo e metà aprile
non sembrano aver causato effetti eccezionali tranne
che per qualche particolare frutteto in avvallamenti e
su qualche particolare varietà.
Anche il dott. Gastone Dallago si sofferma sugli effetti
della grandinata dell’11 maggio 2014 spiegando
che la calamità era accompagnata da un vento
39
Le zone della val di Non colpite
dalla grandinata dell’11 giugno
40
fortissimo che ha provocato sui frutticini moltissime
ammaccature e sporadicamente qualche incisione.
La grandinata ha interessato particolarmente la Val
Lagarina e la Valle del Sarca. Si stimano colpiti circa
400 ha con danni medio gravi. In aree ristrette, Sasso,
Castellano, Noarna, Pedersano, i danni risultano più
gravi.
La grandinata dell’11 giugno 2014 avvenuta in Val di
Non ha colpito principalmente i Comuni di Cloz, Brez,
Sanzeno, Tassullo, Cles, Coredo, Nanno e Taio, ed ha
interessato circa 850 ettari comportando danni dal
punto di vista della qualità del prodotto.
Proteggi il Tuo Lavoro
con l’Assicurazione Agevolata
Bestiame
Protezione da tutti i rischi dei bovini da latte compresi:
alpeggio, fiere, mercati e pascoli
con il contributo della Provincia Autonoma di Trento
Compagnie convenzionate:
Itas Mutua, Cattolica Assicurazioni, Fata Assicurazioni,
Generali Assicurazioni
41
38122 Trento – Via Giusti n. 40 - Tel. 0461/915908 – Telefax 0461 / 915893 - www.codipratn.it - [email protected]
P
Principali
norme contrattuali
RODUZIONE ORDINARIA – definizione
contrattuale prevista per tutte le tipologie di
polizza ai sensi degli Orientamenti Comunitari e
della Normativa Nazionale
●● La media della produzione ottenuta, per unità di
superficie coltivata di impianti in piena produzione,
nei tre ultimi anni precedenti, o la produzione
media triennale calcolata sui cinque anni
precedenti escludendo l’anno con la produzione
più elevata e quello con la produzione più bassa. In
mancanza di dati aziendali deve essere assunta la
media stabilita con Delibera della Giunta PAT pari a
630 q.li/ha per le mele, 106 q.li/ha per le ciliegie, 44
g.li/ha per il mais e come da disciplinare per l’uva
da vino.
SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO
In applicazione delle normative comunitarie e
nazionali di settore, Reg. (CE) 19 aprile 2008 n.
479, art. 14; Reg. (CE) del 19 gennaio 2009 n. 73,
artt. 68 e 70 - e del Decreto MIPAAF 08 dicembre
2013 n. 24335 – Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale - i contratti agevolati devono prevedere
obbligatoriamente l’applicazione di una soglia di
accesso al risarcimento (unica eccezione il prodotto
“Uva da Vino” in riferimento al quale, con limitazione
della percentuale massima di contributo al 50%, può
non essere applicata la soglia).
SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO significa
che il diritto all’indennizzo si attiva esclusivamente
quando le avversità oggetto di garanzia abbiano
provocato un danno, risarcibile a termini di polizza,
superiore al 30% calcolato sull’intera produzione
aziendale, relativa allo stesso prodotto, ubicata
nel medesimo Comune amministrativo (media
ponderale) rispetto al valore assicurato. Superato
detto livello minimo sarà applicata la franchigia scalare
contrattuale. Sia per la tipologia di polizza pluririschio
sia per la tipologia di polizza multirischio la franchigia
viene applicata per partita assicurata.
Per “Prodotto” si intendono i prodotti agricoli elencati
42
all’art. 1, punto 1.1 del Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 08
dicembre 2013, n. 24335 e cioè: Uva da Vino, Mele,
Pere, Susine, etc.
Per “Varietà” si intendono le tipologie colturali elencate
all’allegato 1, del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale
di cui al Decreto Ministeriale del 08 dicembre 2013, n.
24335 e cioè: Teroldego, Pinot grigio, Pinot nero etc.
Golden, Red, Gala, etc.
Le produzioni insistenti in appezzamenti dotati di
impianti di difesa attiva (reti antigrandine) non vengono
computate ai fini del calcolo della soglia quindi la
media ponderale di danno aziendale verrà calcolata
disgiuntamente, in altre parole mele e mele con impianto
difesa attiva sono da considerarsi alla stregua di due
prodotti diversi, non concorrendo congiuntamente alla
determinazione della soglia aziendale, a prescindere
dall’avversità che ha determinato il danno (compreso
gelo-brina).
“PRODOTTO ILLESO” è eventualmente da considerarsi
anche quello raccolto. Di conseguenza ai fini del
calcolo della media ponderale di danno per prodotto/
azienda/Comune, il prodotto raccolto concorrerà
ponderatamente a tale calcolo.
Nel caso di danni da eventi atmosferici in corso di
raccolta, o per varietà che prevedano la raccolta in più
stacchi, es. “GALA”, viene, comunque, considerata l’intera
produzione assicurata per il calcolo della soglia di accesso
al risarcimento. Ad integrazione delle Norme che regolano
l’Assicurazione, non si applicherà la detrazione relativa
al prodotto raccolto ma si procederà alla suddivisione
della partita in due sottopartite distinte con l’attribuzione,
per ciascuna, del relativo danno specifico e della relativa
franchigia.
È necessario che ad ogni partita debba essere
attribuita una percentuale di danno e non venga
effettuata la consolidata prassi del “ritiro di denuncia”,
salvo ulteriori e specifiche considerazioni che possono
essere fatte dai periti in considerazione dell’ininfluenza
per la verifica del superamento della soglia.
Il “bollettino di campagna” è da compilarsi con le
solite modalità, con punteggio per partita inserendo,
eventualmente, la seguente dichiarazione o altre
aventi lo stesso contenuto:
“Con l’accettazione del presente bollettino l’assicurato
prende atto che il diritto all’indennizzo maturerà solo
ed esclusivamente al superamento della soglia del 30%
di danno risarcibile a termini di polizza, relativamente
all’intera produzione aziendale della specie dichiarata,
anche se assicurata con uno o più certificati, ubicata in un
medesimo Comune”.
FONDO DI MUTUALITÀ
L’applicazione contrattuale della “Soglia di accesso
al risarcimento” può determinare che, pur
avendo subito dei danni superiori al 30%
in qualche appezzamento, qualora il danno medio
aziendale per prodotto e Comune non superi il 30%,
non abbia luogo alcun risarcimento. Al fine di evitare
tale possibilità e per cercare di riportare la situazione
risarcimenti alle condizioni ante introduzione soglia si è
deliberata la costituzione di un “Fondo di Mutualità”,
alimentato esclusivamente dai contributi dei Soci.
Questo “Fondo”, nei limiti della sua dotazione
finanziaria, concorrerà pertanto alla liquidazione
degli eventuali sinistri che risulteranno sotto la soglia
Azienda – prodotto - Comune. Nel 2014 la dotazione
finanziaria complessiva del Fondo di Mutualità si stima
sia pari a circa 6,00 mil. di euro. Il dato definitivo della
dotazione sarà possibile calcolarlo solo a chiusura
informatizzazione dati di polizza.
La franchigia applicata alle liquidazioni dei danni
delle imprese agricole sotto soglia di accesso
ai risarcimenti e quindi a carico del “FONDO DI
MUTUALITA’ “ è quella a scalare prevista nei vari
tipi di contratti assicurativi con il minimo di 15
punti percentuali e non 10 su tutti i prodotti
ad esclusione di quelli che hanno franchigie
particolari (ciliegie, vivai, impianti produttivi).
La soglia deve intendersi per aggregato prodotto
e Comune dell’azienda agricola (non computano
produzioni sotto rete). Di conseguenza dovrà essere
eseguita la perizia per tutte le partite del medesimo
aggregato azienda/prodotto/Comune. Infatti anche
le partite con danno inferiore al 30% e quindi non
liquidabile, concorrono al calcolo del danno medio
lordo e quindi al superamento della soglia.
FONDO COMUNI AD ALTO INDICE DI RISCHIO
La nuova normativa stabilisce un tetto di spesa
ammissibile a contribuzione pubblica, di conseguenza
è stato indispensabile stoppare le tariffe assicurative
delle polizze multirischio al 26% e questo ha
comportato, per i Comuni a maggior rischio climatico
e storicamente sinistrati, l’applicazione della franchigia
minima di 15 punti percentuali. I Comuni sono: Bleggio
Superiore, Bosentino, Brentonico, Cloz, Comano
Terme, Dambel, Don, Fondo, Malosco, Mori, Nomi,
Ospedaletto, Pergine Valsugana, Pomarolo, Rumo,
Sfruz, Smarano, Stenico, Storo, Tenna, Vigolo Vattaro,
Villa Agnedo e Villa Lagarina.
In detti Comuni per coprire tale differente applicazione
della franchigia è stato costituito un Fondo
Mutualistico.
Le aliquote contributive per l’adesione al Fondo
Mutualistico per Comuni ad alto indice di rischio 2014
sono state fissate al 5% dei premi.
L’entità del danno indennizzabile a carico del Fondo
nei limiti della dotazione finanziaria è determinato
come differenza risultante dall’applicazione della
franchigia a scalare minima del 15% anziché del 10%
per danni superiori alla soglia di accesso all’indennizzo;
del 20% anziché del 15% per danni inferiori alla soglia.
43
ESEMPI PRATICI DI DETERMINAZIONE DELLA SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO E DI
APPLICAZIONE DELLA FRANCHIGIA
Es. n. 1 – medesimo prodotto relativo alla stessa Azienda coltivato in Comuni amministrativi diversi
Azienda Agricola Guido Bianchi
Comune
a)
b)
Brez
c)
Part.
Varietà
1
2
3
4
5
6
7
8
Fuji
Red oltre 350 mt
Gala
Golden oltre 350 mt
Golden oltre 350 mt
Golden oltre 350 mt
Gala
Renetta Canada
d)
Valore
Assicurato
%
Danno
b)
Cloz
c)
Part.
Varietà
1
2
3
4
Fuji
Gala
Fuji
Golden oltre 350 mt
d)
1.500,00
1.410,00
1.500,00
92,00
32
25
23
65
4.502,00
Franchig.
a scalare
30,00
30,00
26,00
10,00
30,00
10,00
10,00
12,00
44,52
Specie
Risarcimento
Assicurativo
certo netto
112,80
4.278,00
147,20
817,80
661,50
6.017,30
Mele cod. 083C000
e) : c)
x 100
e)
Valore
%Danno
Assicurato
Soglia
700,00
119,60
601,60
4.968,00
1.725,00
193,20
958,80
955,50
10.221,70
Comune
a)
Danno
Lordo
28
26
32
72
25
42
68
39
2.500,00
460,00
1.880,00
6.900,00
6.900,00
460,00
1.410,00
2.450,00
Mele cod. 083C000
e) : c)
x 100
e)
22.960,00
Risarcimento
a carico
della Compagnia
Specie
Danno
Lordo
Soglia
480,00
352,50
345,00
59,80
1.237,30
27,48
Risarcimento
a carico Fondo
Mutualità
26,00
90,00
30,00
30,00
15,00
46,00
Franchig.
a scalare
136,00 (*)
Risarcimento
a carico del Fondo
(*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati
in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15%
N.B.: il medesimo criterio deve essere considerato anche qualora, anziché in Comuni diversi, le produzioni siano
in parte coperte con impianti di difesa attiva (reti antigrandine) ed in parte no.
Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza
l’applicazione di alcun scoperto.
OBBLIGHI DELL’ASSICURATO IN CASO DI
SINISTRO – DIRADO MANUALE
L’art. 9 comma c) delle norme generali che regolano
l’assicurazione prevede l’obbligo di eseguire tutti i
lavori di buona agricoltura richiesti dallo stato delle
colture. Il dirado manuale è una normale pratica
44
agronomica con indicazioni tecniche impartite
dai tecnici centro assistenza tecnica Fondazione
Mach purché non siano riscontrabili esagerazioni
immotivate, il danno verrà calcolato sul prodotto
in pianta al momento della raccolta. Non sono
significative ne considerabili piante campione.
Es. n. 2 – Azienda posta in unico Comune amministrativo ma con prodotti assicurati diversi
Azienda Agricola Sergio Rossi
Comune
Arco
Specie
a)
b)
c)
d)
e)
Part.
Varietà
Valore
Assicurato
%Danno
Danno
Lordo
1
2
3
4
5
6
7
Marzemino
Marzemino
Pinot Grigio
Merlot
Marzemino
Pinot Grigio
Pinot Grigio
3.500,00
6.000,00
2.320,00
2.400,00
2.000,00
4.640,00
1.624,00
21
22
31
18
24
31
42
22.484,00
Risarcimento
a carico del Fondo
e) : c) x
100
Soglia
735,00
1.320,00
719,20
432,00
480,00
1.438,40
682,08
5.806,68
Uva Vino cod 002D000
Franchig.
a scalare
Risarcimento
a carico Fondo
Mutualità
30,00
30,00
28,00
30,00
30,00
28,00
15,00
69,60
139,20
438,48
25,83
647,28
(*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati
in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15%
Comune
Risarcimento
a carico
della Compagnia
Arco
Specie
a)
b)
c)
d)
e)
Part.
Varietà
Valore
Assicurato
%Danno
Danno
Lordo
1
2
3
4
5
6
Gala
Granny Smith
Morgenduft
Golden fino 350 mt
Golden fino 350 mt
Red fino 350 mt
1.880,00
2.960,00
1.700,00
4.440,00
4.440,00
2.220,00
37
36
24
26
79
35
17.640,00
e) : c) x
100
Soglia
695,60
1.065,60
408,00
1.154,40
3.507,60
777,00
7.608,20
Mele cod. 083c000
Franchig.
a scalare
16,00
18,00
30,00
30,00
10,00
20,00
Risarcimento
Assicurativo
certo netto
394,80
532,80
3.063,60
333,00
43,13
4.324,20
Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza
applicazione di scoperto.
ISPEZIONE DEI PRODOTTI ASSICURATI
(art. 6 delle Norme Generali che regolano l’Assicurazione). La Società ha sempre il diritto di ispezionare
i prodotti assicurati, senza che ciò crei pregiudizio
per eventuali riserve od eccezioni. L’Assicurato ha
l’obbligo di fornire tutte le indicazioni ed informazioni
occorrenti, nonché il Fascicolo Aziendale e le mappe
catastali relative alle partite assicurate.
ESAGERAZIONE DOLOSA DEL DANNO
(art. 18 delle Norme Generali che regolano
l’Assicurazione)
45
Comune, al netto della franchigia contrattuale e
dell’eventuale scoperto.
FRANCHIGIA - SCOPERTO
Superato il livello minimo di soglia di accesso
al risarcimento calcolato sull’intera produzione
aziendale, per prodotto, ubicato nel medesimo
Comune amministrativo sarà applicata la franchigia
contrattuale come indicato nella tabella a piè pagina.
Qualora il prodotto assicurato sia
stato danneggiato esclusivamente o
prevalentemente dagli eventi siccità e/o colpo
di sole e vento caldo e/o gelo e brina e/o
sbalzo termico e/o eccesso di neve e/o eccesso
di pioggia per danni risarcibili a termini del
Contratto assicurativo, verrà applicato uno
scoperto al danno pari al 20%. Per prevalente
sono da intendersi i casi in cui i danni
complessivi da gelo e brina e/o colpo di sole
e vento caldo e/o eccesso di neve e/o siccità
e/o sbalzo termico e/o alluvione ed eccesso
di pioggia che siano maggiori al danno da
grandine e/o venti forti.
(es: danno complessivo 90% di cui 50%
imputabile a colpo di sole e 40% a grandine, la
liquidazione sarà da determinare nel seguente
modo: 90 – 10 fr. – 16 scoperto = 64%).
Ogni atto scientemente compiuto, diretto a trarre
in inganno la Società circa la valutazione del danno
può produrre la decadenza dell’Assicurato dal diritto
all’indennizzo.
LIMITI MASSIMI DI RISARCIMENTO
In nessun caso, la Società, pagherà per uno o più
eventi garantiti importo superiore a:
●● Pluririschio a quattro o più eventi - 80% del
valore assicurato per singola partita al netto della
franchigia contrattuale, tale limite di indennizzo
viene ridotto al 70% del risultato della produzione
per prodotto e partita assicurata qualora il danno
prevalente sia imputabile a eccesso di pioggia.
●● Multirischio rese - 70% del risultato della
produzione per prodotto insistente nel medesimo
46
Per il prodotto “Uva qualità extra – cod. 002D00”,
qualora il prodotto assicurato sia coltivato con la
pratica “agricoltura biologica” e lo stesso sia stato
danneggiato esclusivamente o prevalentemente
dall’evento eccesso di pioggia e per danni risarcibili
a termini del presente contratto, verrà applicato uno
scoperto al danno pari al 20%.
Per il prodotto “Uva da vino Nord – cod. 002B00”,
esclusivamente per la garanzia grandine e
venti forti, non si applica la soglia di accesso al
risarcimento e la franchigia applicata è fissa pari
al 10 punti percentuali. La maggiorazione per
danno di qualità è quella convenzionale prevista
nella tabella qualità “502”. Tale opzione gode di un
contributo pubblico limitato pari al 50% della spesa
ammessa.
DANNO
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40 e superiori
FRANCHIGIA
28
26
24
22
20
18
16
14
12
10
T
Modalità per la
rilevazione del danno
utte le polizze a più rischi (sia multirischio rese
che pluririschio) prevedono la considerazione e la
quantificazione di un danno complessivo imputabile
all’insieme delle avversità poste in garanzia.
Il danno complessivo è determinato dalla
sommatoria della percentuale relativa al danno
quantitativo, cioè la perdita di prodotto patito, e dalla
percentuale, da determinarsi sul prodotto residuo
ancora in pianta, relativa al danno qualitativo.
Franchigia e massimo indennizzo sono riferibili al
danno complessivo a prescindere dalla/e avversità
che ne è/sono stata/e la/e causa/e. Lo scoperto
è applicabile esclusivamente qualora il danno
prevalente non sia imputabile a grandine e vento.
Il danno deve essere rilevato in imminenza della
raccolta/vendemmia in riscontro delle effettive
Il danno deve e
ssere rilevato
in imminenza
della raccolta
o vendemmia e
de
determinato d
alla sommatori ve essere
ad
relativa al dan
no quantitativo ella percentuale
e qualitativo
47
perdite di produzione. Al fine di una verifica sulla
congruità delle liquidazioni il Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato un
Decreto che prevede il controllo delle valutazioni e
di eventuale comparazione con altre banche dati
comprovanti l’effettiva produzione ottenuta. Nel
medio periodo l’obiettivo è inoltre addirittura quello
della georeferenziazione delle rilevazioni con invio
telematico e in diretta delle risultanze di perizia.
“produzione ordinaria”).
Qualora la quantità del prodotto ottenibile e presente
in campo, sia almeno pari a quella ordinaria assicurata
non è considerabile alcuna perdita quantitativa; a
prescindere da eventuali piante con minor produzione
rispetto al normale o con una distribuzione non
omogenea di prodotto. In tal caso verranno valutati
esclusivamente gli eventuali danni qualitativi.
PROCEDURA
●● Nel bollettino di campagna, atto contrattuale
che riporta le risultanze di perizia, il perito dovrà
esporre sia il danno quantità che, in colonna
separata, il danno di qualità;
●● Il perito potrà indicare nelle note o in specifici
campi, qualora vi siano più avversità che
concorrono al danno, le percentuali indicative di
incidenza per ogni avversità;
●● Per tutti i tipi di polizza si dovrà indicare nel
bollettino il danno per partita assicurata.
●● verifica dell’effettiva potenzialità produttiva
dimostrabile rispetto alla quantità assicurata con
effettivo confronto dei valori e quintali assicurati
con quanto risultante dagli estratti conto
conferimenti storici (fatture e bolle per non soci di
cooperativa);
●● stima produzione presente;
●● stima eventuale produzione persa per cause
diverse da quelle oggetto di garanzia;
●● per differenza si determina la percentuale relativa
al danno quantitativo;
●● valutazione delle implicazioni qualitative su
prodotto residuo presente in pianta;
●● applicazione della soglia, franchigia e massimo
indennizzo;
NB: la normativa di settore prevede l’obbligo di
assicurare la produzione ordinaria (vedi definizione
48
BOLLETTINO DI CAMPAGNA
EPOCA DI RILEVAZIONE DEL DANNO
In considerazione dello stadio di maturazione
del prodotto nelle diverse aree verranno indicate
le date di inizio raccolta di ogni varietà e di
conseguenza concordata e definita la finestra
temporale per macroaree di effettuazione delle
perizie.
Determinazione
della perdita qualitativa
subita dal prodotto
assicurato
1. FRUTTA
Esempio di perizia in appezzamento coltivato a
mele con produzione ordinaria 100 q.li nel quale vi
siano n° 2000 piante di melo.
Il perito come prima operazione verifica la
produzione ordinaria, in questo caso, di 100 q.li ossia
5 Kg a pianta anche attraverso i dati dei conferimenti
aziendali storici.
“TABELLA C“ - QUALITA’ FRUTTA
NB: I frutti caduti, persi,
distrutti (cioè tale da azzerare
il loro valore intrinseco)
o che presentando gravi
fenomeni di marcescenza e/o
raggrinzimento conseguenti
agli eventi atmosferici
assicurati, e comunque tali da
non poter essere destinati alla
trasformazione industriale,
vengono valutati solo agli
effetti del danno di quantità.
Per le drupacee nella classe di
danno b) 50%, si intendono
anche qualche lieve incisione
all’epicarpo. Qualora sia
richiesto espressamente
dall’Assicurato in fase di
sottoscrizione del certificato
ed a fronte di un sovrapremio
del 50%, con il limite di tasso
massimo del 30%, per le
varietà brevettate indicate nel
sottostante elenco: CRIPPS
PINK e ROSY GLOW, PINK
LADY, CIFRESH, JAZZ, CIVNI,
RUBEN, NICOTEL, KANZI, MODI’,
CIV G 198; MAIRAC, CAMEO,
relativamente alle quali le
norme di commercializzazione
non prevedono la classe II°, la
declaratoria prevista alla classe
b) di cui sopra deve considerarsi
inclusa nella successiva
classifica c).
Per i prodotti albicocche, fichi,
susine i parametri della tabella
di cui sopra devono essere
dimezzati.
Si definisce ammaccatura,
qualsiasi effetto visibile sul
frutto provocato dalla percossa
della grandine o di altri eventi
coperti dalla garanzia
Classe
di danno
Descrizione
% danno
Qualità
a)
I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità superiore (categoria
extra) o buona (categoria Ia). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione
tipici della varietà.
Fanno parte anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da
garanzia, presentano un lieve difetto di forma, un lieve difetto di sviluppo, un lieve
difetto di colorazione, lievi difetti alla buccia (epicarpo) non superiori a:
●● 2 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata;
●● 0,20 cm2 di superficie totale per le ammaccature, che possono essere
leggermente decolorate senza necrosi dell’epicarpo (buccia);
●● rugginosità lieve;
●● 1 cm2 di superficie totale per gli altri difetti.
0
b)
I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità mercantile (categoria II).
Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà, ma tali da
non poter rientrare nella precedente classe a).
La polpa (mesocarpo) non deve presentare difetti di rilievo da eventi atmosferici
coperti da garanzia.
Sono ammessi anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da
garanzia, presentano difetti di forma, difetti di sviluppo, difetti di colorazione,
difetti della buccia (epicarpo) non superiori a:
●● 4 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata;
●● 0,75 cm2 di superficie totale per le ammaccature lievi, che possono essere
decolorate o con sola necrosi dell’epicarpo (buccia);
●● 0,25 cm2 di superficie totale per le ammaccature con necrosi dell’epicarpo
(buccia) e del mesocarpo (polpa);
●● rugginosità media; cinghiatura lieve e media;
●● 2,5 cm2 di superficie totale per gli altri.
50
c)
I frutti di questa classe devono presentare la forma, il calibro e la colorazione
tipici della varietà ma di qualità tale da non poter rientrare nelle precedenti
classi a) e b) e destinati, causa gli eventi atmosferici coperti da garanzia, solo alla
trasformazione industriale.
85
49
CATEGORIA I°
CLASSE DI DANNO A)
DANNO 0
sup. <0,20 cm2
diametro max. 3,5 mm
CATEGORIA II°
CLASSE DI DANNO B)
DANNO 50%
da 0,20
a 0,75 cm2
4 mm
2,6 mm
2,1 mm
50
CATEGORIA
INDUSTRIA CLASSE
DI DANNO C)
DANNO 85%
51
Frutto perso,
tale da ritenere azzerato
il suo valore intrinseco,
caduto, distrutto o
con fenomeni di grave
marcescenza.
DANNO 100%
In accordo con l’assicurato individua una o più piante
campione rappresentative del frutteto; i frutti delle
piante campione devono essere raccolti e selezionati
eliminando dal campione i frutti non classificabili
come commerciali dalla normativa comunitaria per
la presenza di difetti superiori a quelli tollerabili o per
calibro del frutto inferiore a quello minimo previsto
dalla norma per ogni varietà. Al fine di questa
selezione devono essere tenuti in considerazione
esclusivamente i difetti imputabili a cause diverse
rispetto a quanto previsto nell’oggetto della garanzia
della polizza. I difetti quali le ammaccature derivanti
dalla grandine non comportano ovviamente
l’esclusione dei frutti dal campione relativamente al
quale si andrà a valutare il danno risarcibile.
Ultimata tale operazione il perito dovrà constatare
52
se il quantitativo di frutta commercializzabile
così selezionato è almeno pari a quello ordinario
assicurato. Nel caso di significative differenze non
imputabili a calamità previste nella garanzia il perito
può operare con una detrazione del prodotto
assicurato.
L’analisi di frutti con classificazione secondo criteri
della tabella qualità prevista dalle condizioni di
polizza verrà effettuata su tale campione.
Dopo aver accertato il danno di quantità, il
danno di qualità verrà calcolato sul prodotto
residuo, in base alle seguenti classificazioni
e relativi coefficienti (avendo a riferimento
anche la norma di commercializzazione definita
con Regolamento dalla Commissione della
Comunità Europea):
Esempio:
Appezzamento A
Piante N. 2.000
Produzione ordinaria qli 100 (verificati dati confermienti)
Produzione normale Kg 5/pianta
Raccolgo Pianta/e campione
(sottomisura/problemi diversi)
Frutti illesi
(n. 8)
Frutti 2a cat.
(n. 15)
Frutti dest.
industriale (n. 2)
Grandine
frutti tot.
n. 25
Prodotto mercantile Kg 4,8
Assicurato kg 5
Analisi danno da grandine
o vento, come da tabella C
(8x0)+(15x50)+(2x85)­= 36,8%
25
(n. frutti illesi x 0)+(n. frutti 2a cat. x50)+(n. frutti destinaz. industriale x 85) = 36,8%
n. frutti campione
VALORE
ASSICURATO
DEDUZIONI PER
CAUSE NON
COPERTE
VALORE
RESIDUO
PROCENTO
FR.
NETTO
LIQUIDAZIONE
1.000
0
1000
37%
16%
21%
210,00
2. UVA DA VINO
Esempio di perizia in vigneto con produzione
ordinaria 100 q.li nel quale vi sono 2.500 ceppi di vite
ossia 4 kg a vite. Il perito come prima operazione
verifica la produzione ordinaria con particolare
riferimento ai disciplinari e alle produzioni ottenute
negli ultimi cinque anni dimostrabili con una
tolleranza del 20%, eventuali differenze maggiori
determinano una detrazione di valore assicurato sul
quale si liquida il danno.
In accordo con l’assicurato individua delle porzioni
di filare rappresentative del vigneto. Sulle viti
individuate viene valutata la produzione potenziale
presente, considerando il numero di ceppi per
partita e moltiplicandolo per il numero di grappoli
per ceppo e per il peso medio storico del grappolo
indicato dai tecnici della Fondazione Mach.
Eventuali perdite di peso non imputabili alle garanzie
=
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
0
4,05
8,40
10,50
13,50
15,00
18,00
18,00
15,00
7,50
1
0,45
4,55
8,66
10,88
13,73
15,44
18,14
17,84
14,25
6,75
2
0,89
5,01
8,90
11,22
13,92
15,84
18,24
17,64
13,50
6,00
3
1,31
5,48
9,12
11,57
14,12
16,22
18,32
17,42
12,75
5,25
lPer le produzioni assicurate con polizza senza
4
1,73
5,94
9,35
11,88
14,28
16,56
18,36
17,16
12,00
4,50
lPer le produzioni assicurate con polizze con soglia
30, la determinazione della perdita quantitativa
si ottiene per differenza fra la produzione
risarcibile e la produzione ottenibile presente
in vite. Ai fini del calcolo della produzione
ottenibile si considerano i ceppi del vigneto e si
moltiplicano per il numero di grappoli presenti
su ogni ceppo e per il peso medio del grappolo
con una riduzione del 20%. Al fine del calcolo
del peso medio del grappolo è possibile pesare
effettivamente i grappoli (nel caso la perizia sia
effettuata a poca distanza dalla vendemmia)
o in alternativa considerando il peso medio
storico dei grappoli ridotto proporzionalmente
alla percentuale di acini e grappoli asportati o
mancanti a causa delle avversità. Tale percentuale
di perdita di peso non può comunque essere
superiore alla percentuale di acini e grappoli
asportati o mancanti. A pagina 57 è riportata
la scheda utilizzabile per le rilevazioni. La
54
previste nell’oggetto di garanzia determinano una
deduzione dei pari percentuale del valore assicurato
sul quale si liquida il danno.
soglia di danno, a franchigia fissa 10% (ex 502)
il danno quantitativo viene stimato verificando
la percentuale di acini/grappoli asportati dalla
calamità. La valutazione della perdita qualitativa
è convenzionalmente effettuata sul prodotto
residuo in base ai coefficienti riportati nella tabella
seguente.
Tale garanzia decorre dall’invaiatura o comunque
non prima delle seguenti date fisse, alle ore 12.00
del:
l 25 giugno per le uve Chardonnay e per il
gruppo dei Pinot;
l 01 luglio per le altre uve.
5
2,15
6,38
9,57
12,20
14,45
16,88
18,38
16,88
11,25
3,75
6
2,54
6,81
9,77
12,48
14,58
17,16
18,36
16,56
10,50
3,00
7
2,93
7,22
9,96
12,77
14,72
17,42
18,32
16,22
9,75
2,25
8
3,32
7,62
10,16
13,02
14,82
17,64
18,24
15,84
9,00
1,50
9
3,69
8,03
10,34
13,28
14,93
17,84
18,14
15,44
8,25
0,75
maggiorazione non prevede date di decorrenza
e percentuali fisse, ma verrà convenzionalmente
calcolata sul prodotto residuo in relazione
alla valutazione dell’effettiva perdita delle
caratteristiche organolettiche della produzione
assicurata, alle eventuali penalizzazioni applicate
dalla Cantina Sociale all’Assicurato, socio della
Cantina stessa.
Tale valutazione dovrà tenere inoltre conto:
l dell’analisi della situazione agronomica dei
vigneti assicurati;
l dei dati di vendemmia e della perdita di peso,
anche in riferimento ai dati medi di zona
subita dal socio Assicurato;
l dell’analisi e stima della perdita di peso
imputabile alle diverse garanzie;
l della fase fenologica di accadimento dei
sinistri.
I coefficienti così determinati non potranno
comunque superare le seguenti percentuali:
Classificazione riferita al
numero di acini presenti
per grappolo, o parte di
grappolo alla raccolta
Coefficiente %
massimo
metà ed oltre di acini
danneggiati
50
meno della metà di acini
danneggiati
percentuale di
deprezzamento non
superiore all’aliquota
di acini danneggiati
Al fine di uniformare criteri e modalità di
rilevazione dei danni si è convenuto per il 2014,
in base alle analisi e valutazioni effettuate sui
prodotti colpiti, di stabilire una percentuale
rispetto al coefficiente massimo applicabile per
date di accadimento della calamità atmosferica.
15 giugno
50%
30 giugno
70%
15 luglio
90%
30 luglio
100%
Qualora il prodotto venga danneggiato da/
anche da altri eventi atmosferici previsti
nell’oggetto di garanzia che abbiano a
verificarsi dopo le seguenti date:
●● 30 luglio per le uve Chardonnay e per il gruppo
dei Pinot;
●● 10 agosto per tutte le altre varietà.
Il coefficiente per il danno di qualità può essere
aumentato fino ad un massimo del 30% in
considerazione di effettive perdite qualitative
riscontrabili sul prodotto destinato alla
produzione di vini di particolare pregio.
Per quanto riguarda l’evento eccesso di pioggia,
danno comportante la perdita di acini a causa di
marcescenza, sono compresi in garanzia anche
i danni qualitativi, quando tale evento abbia a
verificarsi e comporti un danno nei trenta giorni
precedenti la data di inizio della vendemmia
delle diverse varietà di uva da vino. Tale data di
inizio vendemmia verrà stabilita dalla Cantina
sociale di riferimento in cui sono ubicati i vigneti;
a decorrere da tale data termina la garanzia
dell’evento eccesso di pioggia; le date di
vendemmia indicate dalle Cantine sociali
valgono anche per i produttori che vinificano
in proprio, prendendo a riferimento le date
stabilite dalle Cantine sociali. Non sono
considerabili eventuali aggravamenti accaduti
successivamente.
Rimane comunque convenuto che nel caso la data
di inizio vendemmia sia fissata in un momento in
cui il livello di maturazione dell’uva sia oltremodo
maggiore, la garanzia cessa alla data media di
vendemmia delle varietà interessate a livello
provinciale.
Ai fini della quantificazione del danno quantità si
considerano persi, avendo perso il valore intrinseco,
gli acini che presentano fenomeni di marcescenza.
È consentito l’asporto della parte di grappolo
interessato da marcescenza “pulitura del grappolo”,
anticipatamente rispetto all’epoca di vendemmia al
fine di salvaguardare il prodotto non interessato. La
pratica di pulitura dei grappoli è ammessa purché
comunicata alla società che presta la garanzia
almeno tre giorni prima dell’effettuazione.
55
NORME CONTENUTE IN DECRETO MIPAAF
DELL’8 MAGGIO 2012
Fra le altre norme contenute nel Decreto sono
previste a livello di determinazione del danno:
●● georeferenziazione perizie;
●● incrocio dei dati relativi ai danni liquidati con altri
elementi inseriti nella Banca Dati Mipaaf ai fini di
una verifica della congruità delle liquidazioni;
●● incrocio con i dati relativi ai conferimenti effettivi
2012 al fine di verificare la correttezza liquidazioni
– progetto sperimentale con Ismea;
●● la Comunità Europea sia la Commissione che
la Corte dei Conti, stanno verificando sistema
assicurativo italiano, compresi gli aspetti relativi
alla valutazione dei danni che dell’ applicazione
della soglia di accesso al risarcimento.
NOTE OPERATIVE MULTIRISCHIO UVA
1. Verificare la disponibilità di accedere ai dati
presenti sul Catastino viticolo mod. B1 per la
verifica dei dati relativi all’impianto.
2. In campagna:
56
A. verifica corrispondenza dei dati del B1 o
rilevazione dei dati necessari (misurando sesto
di impianto per la determinazione del n. di
ceppi ad ettaro);
B. individuare uno o più ceppi campione;
C. rilievo del danno:
a. lettura del danno di quantità con metodo
tradizionale;
b. contemporaneamente (doppia lettura)
lettura % acini danneggiati presenti sul
grappolo;
D. determinazione del numero di grappoli per
ceppo (utilizzando i dati dei ceppi campione o
integrando con il conteggio eseguito su ceppi
contigui es. da palo a palo);
E. determinazione del peso medio per grappolo
pesando i grappoli o parte dei grappoli
(almeno 10 grappoli) del/i ceppo/i campione.
Per la rilevazione di tutti questi elementi si
utilizzerà il Blocco Analisi Uva.
3. Compilazione della Scheda Definitiva Multirischio
per la quantificazione del danno.
SCHEDA DEFINITIVA UVA DA VINO
Società
Agenzia
Cert. N°
Assicurato (nome e cognome)
Comune
Partita
EVENTI
tipologia
data
Contraente
Varietà
tipologia
VERIFICA INDENNIZABILITÀ EVENTI
o superamento valori dati meterologici
o danni alla produzione assicurata
o danni sulla stessa specie entro i 3 km
Superficie (ha)
data
Q.li
tipologia
data
VERIFICA PRODUZIONE ASSICURATA
o produzione assicurata q.li.......................................... x €.................. /q.li= €.................................
...................................................................................................................................................................................
...................................................................................................................................................................................
.................................................................................................................................. ������������������������������������������������
VERIFICA DELLA POTENZIALITA' PRODUTTIVA DELL'ANNATA
n° ceppi x partita (a)
n° grappoli/ceppo (b)
(presenti e asportati)
Peso medio grappolo in kg dati tecnici
Fondazione Mach (c)
produzione potenziale q (a x b x c)
DETERMINAZIONE DELLA PRODUZIONE RISARCIBILE (X)
Produzione Assicurata o assicurabile (Quella
inferiore) (d)
q
Danni da eventi non assicurabili (e)
Produzione risarcibile (x)
q
q
DETERMINAZIONE DELLA PRODUZIONE OTTENIBILE (P)
(peso della produzione mercantile = resa)
N° CEPPI
x partita (a)
_____
N° GRAPPOLI/CEPPO
(f )
_____________
PESO MEDIO GRAPPOLO
(g)
KG UVA/CEPPO
(h)
PRODUZIONE
STIMATA (s)
PROD. OTTENIBILE (P)
P = S x 0,80
____________________
____________
___________
_____________
da pesata o da indicazioni dei tecnici
Fondazione Mach
kg/ceppo
q/ha
q/ha
DETERMINAZIONE DANNO DI QUANTITÀ
A)Danno di quantità (X-P)
________
B)Danno di quantità
(da analisi )
%
___________________ %
1)Danno di quantità = minor valore tra (A) e (B): _______________%
DETERMINAZIONE DANNO DI QUALITÀ
Sinistri
Tipologia
Fase Fenologica
% danno quantità
DANNO DI QUALITÀ = ___________________ X __________________ = _____________ %
% acini danneggiati da analisi
coefficiente di conversione
DANNO COMPLESSIVO
Danno di quantità _______% + Danno di qualità (su res.) ___________% = __________%
PERITI
Codice:
DATA PERIZIA
Codice:
Codice:
Codice:
Record storico provinciale di azie
Dati suddivisi per garanzia prestata e
Anno 2014
MULTIRISCHIO
RESE
MULTIRISCHIO
D’AREA
PLURI GrV
Colpo sole UVA
PLURI GrV
Colpo Sole Ecc.
Neve
PLURI GrV
Colpo sole Ecc.
Pioggia
€
395.414,50
0,00
0,00
89.979,50
0,00
PRODOTTO
ACTINIDIA
STRUTTURE
escluso serre
0,00
ALBICOCCHE
€
87.554,00
0,00
0,00
6.509,00
0,00
0,00
BIETOLA DA COSTA
€
0,00
0,00
0,00
3.363,00
0,00
0,00
CAVOLFIORE
€
0,00
0,00
0,00
15.246,00
0,00
0,00
CAVOLO CAPPUCCIO
€
8.240,00
0,00
0,00
28.560,00
0,00
0,00
CAVOLOVERZA
€
0,00
0,00
0,00
2.275,00
0,00
0,00
CILIEGIE
€
0,00
5.165.118,00
0,00
0,00
0,00
0,00
FRUTTI MEDIA DENSITA’
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
16.425,00
INSALATA
€
378,00
0,00
0,00
7.202,00
0,00
0,00
LAMPONE
€
0,00
5.093,00
0,00
0,00
0,00
0,00
MAIS DA GRANELLA
€
587.970,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
MELE
€
229.303.585,70
0,00
0,00
10.246.106,40
0,00
0,00
MIRTILLO
€
0,00
107.040,00
0,00
4.800,00
0,00
0,00
MORE
€
0,00
15.800,00
0,00
1.975,00
0,00
0,00
NETTARINE
€
8.205,00
0,00
0,00
13.950,00
0,00
0,00
NETTARINE PRECOCI
€
17.825,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
OLIVE
€
0,00
0,00
0,00
3.816,00
15.675,00
0,00
PATATE
€
552.937,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PERE
€
56.242,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PERE PRECOCI
€
52.397,00
0,00
0,00
3.010,00
0,00
0,00
PESCHE
€
2.850,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESCHE PRECOCI
€
5.277,50
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
RADICCHIO
€
63.630,00
0,00
0,00
36.344,00
0,00
0,00
RETI ANTIGRANDINE
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
74.225,90
RETI ANTIPIOGGIA
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
20.696,40
RIBES
€
0,00
61.206,00
0,00
2.121,00
0,00
0,00
SUSINE
€
47.041,50
0,00
0,00
21.152,00
0,00
0,00
SUSINE PRECOCI
€
6.543,00
0,00
0,00
92,00
0,00
0,00
TALEE VITE MADRE
€
96.000,00
0,00
0,00
0
69.120,00
0,00
UVA DA VINO
€
41.218.306,35
0,00
21.170.718,70
477,00
3.352.844,00
0,00
VIVAI DI VITE
€
349.170,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
VIVAI PIANTE DA FRUTTO
€
1.862.081,10
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
ZUCCA
€
0,00
0,00
0,00
11.825,00
0,00
0,00
ZUCCHINE
€
0,00
0,00
0,00
29.600,00
0,00
0,00
TOTALE
€
274.721.647,65
5.354.257,00
21.170.718,70
10.528.402,90
3.437.639,00
111.347,30
TOTALE GENERALE
€
315.324.012,55
58
ende, valori e quintali assicurati
e prodotto – confronto anno 2013-2014
Anno 2013
PRODOTTO
ACTINIDIA
Multirischio
Gb/Gr/Vento
€
33.990,00
346.701,00
Gb/Gr/Vf/EP/
ST
0,00
Gr/Vento/
Pioggia
Gr/Vento/CS
0,00
6.050,00
GR/VF
39.050,00
ALBICOCCHE
€
55.832,00
994,00
0,00
0,00
2.610,00
0,00
BIETA
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
5.696,00
CACHI
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
CAVOLO VERZA
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
10.980,50
CILIEGIE
€
4.141.953,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
CIPOLLE
€
0,00
0,00
0,00
0,00
2.800,00
43.263,00
FRAGOLE
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
FRUTTETI MEDIA DENSITA’ €
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
16.425,00
INSALATA
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
14.092,50
€
LAMPONI
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
MAIS
€
629.143,00
0,00
50.850,00
0,00
0,00
0,00
MELE
€
48.227.664,00
133.513.892,20
0,00
0,00
37.065.610,00
8.331.386,00
MIRTILLO
€
33.858,00
0,00
0,00
0,00
21.546,00
0,00
MORE
€
0,00
0,00
0,00
0,00
2.085,00
0,00
NETTARINE
€
0,00
1.092,00
0,00
0,00
2.340,00
0,00
NETTARINE PRECOCI
€
990,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
OLIVE
€
119.991,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PATATE
€
790.298,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PERE
€
9.410,00
15.905,00
0,00
0,00
1.578,00
3.060,00
PERE PRECOCI
€
42.680,00
9.328,00
0,00
0,00
2.285,00
3.740,00
POMODORO
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.000,00
RADICCHIO
€
69.237,00
0,00
0,00
0,00
3.150,00
36.208,00
RETI ANTIRANDINE
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
35.896,00
RETI ANTIACQUA
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
8.066,00
RIBES
€
0,00
0,00
0,00
0,00
10.496,00
0,00
PESCHE
€
0,00
960,00
0,00
0,00
4.800,00
0,00
PESCHE PRECOCI
€
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
SUSINE
€
3.967,00
14.830,00
0,00
0,00
22.393,00
10.292,00
SUSINE PRECOSI
€
1.305,00
1.775,00
0,00
0,00
0,00
18.460,00
UVA
€
5.035.109,00
0,00
26.223.377,71
11.623.093,50
0,00
24.080.933,78
VIVAI PIANTE FRUTTO
€
25.000,00
0,00
0,00
0,00
803.680,00
543.045,00
VIVAI PIANTE VITE
€
60.480,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
32.000,00
59.280.907,00 133.905.477,20
26.274.227,71
11.623.093,50
37.951.423,00
33.235.593,78
ZUCCHINE
€
TOTALE
€
TOTALE GENERALE
€
302.270.722,19
59
Scarica

OPUSCOLO INFORMATIVO N.3 - 2014