DELLA PROVINCIA DI TRENTO ANNO XII - N. 3 - III TRIMESTRE 2014 POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1 - DCB TRENTO AUT. TRIB. TRENTO N. 1161 DEL 12.02.2003 - PER. TRIM. LE news DIFESA ASSICURATIVA AGRICOLA AGEVOLATA 2014 CONVEGNO – “LA GESTIONE DEL RISCHIO: ELEMENTO DI RAFFORZAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO’” LIQUIDAZIONE DANNI VALORI ASSICURATI 2014 RECORD STORICO Da Marzo a Giugno aperto anche il sabato dalle ore 8.00 alle 12.00 PRODOTTI PER AGRICOLTURA, UTENSILERIA, BRICOLAGE, GIARDINAGGIO E... FAI DA TE! Emporio Verde - Sede legale Via 4 novembre, 133 - 38016 Mezzocorona (TN) Tel.: +39 0461 602641 - Fax: +39 0461 609980 Sito web: www.emporio-verde.it - E-mail: [email protected] Periodico del Consorzio Difesa Produttori Agricoli Co.Di.Pr.A. ANNO XII - N. 3 news PRINC IP CONDI ALI ZIONI LIQUID ATIVE DANN I Co.Di.Pr.A. periodico dell’Associazione Esercente l’impresa giornalistica: Agriduemila s.r.l. - Via Giusti, 40 - 38122 TN Direttore responsabile: Piero Flor Direttore editoriale: Andrea Berti Consulente editoriale: Francesca Negri Redazione e Segreteria: Via Giusti, 40 - 38122 Trento - tel. 0461/915908, fax 0461/915893 Progetto grafico e impaginazione: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Stampa: Tipolitografia Alcione - Lavis (Trento) L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. Ovviamente a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti. IN QUESTO NUMERO Certificati assicurativi 2014.......................................................................pag. 4 Finanziamenti pubblici e nuova PAC 2020...................................pag. 6 Co.Di.Pr.A. in Assemblea...............................................................................pag. 8 Una visione condivisa del futuro..........................................................pag. 11 Verso i nuovi strumenti per la gestione del rischio...............pag. 12 Nuova PAC: una politica più equa e sostenibile.......................pag. 14 Accesso al credito delle imprese agricole: condizioni necessarie per un sistema sostenibile ed efficiente.............................................................................................................pag. 16 Nuovo paradigma: innovazione degli strumenti finanziari per migliorare la competitività delle imprese agricole trentine............................................................................pag. 18 La gestione del rischio: evoluzione degli strumenti PAC 2020..........................................................................................pag. 20 La gestione del rischio nella nuova PAC: stabilizzazione del reddito.........................................................................pag. 22 Il piano per la gestione del rischio in agricoltura, la strategia italiana...........................................................................................pag. 26 Il progetto di una nuova politica agricola comune (PAC)..............................................................................................................................pag. 28 La strategia del Condifesa: innovazione e opportunità....pag. 30 Cena di Gala al Muse........................................................................................pag. 34 Consorzio di Coriassicurazione ISMEA, visita ispettiva in Provincia di Trento................................................pag. 36 Situazione agronomica principali colture provinciali........pag. 38 Principali norme contrattuali...................................................................pag. 42 Modalità per la rilevazione del danno..............................................pag. 47 Record storico provinciale di aziende, valori e quintali assicurati...........................................................................pag. 58 3 È Certificati assicurativi 2014 stata ultimata l’informatizzazione dei certificati assicurativi campagna 2014. Come più volte comunicato agli associati la normativa prevede che ci debba essere assoluta congruità fra i dati inseriti nei certificati e quelli ufficiali dei Fascicoli Aziendali. Al fine dell’ottenimento del contributo, Co.Di.Pr.A. è tenuto ad effettuare lo scarico delle informazioni nel sistema informatico del Ministero che provvede al controllo di congruità. Ogni anomalia determina una riduzione di contributo pubblico che gli Organismi pagatori liquidano agli agricoltori. Al fine di facilitare la predisposizione dei certificati e di evitare l’utilizzo di dati non congrui rispetto a quelli ufficiali Co.Di.Pr.A., ad inizio anno, ha elaborato i dati dei catastini frutticoli e pubblicato sul sito del Consorzio il documento “certificato di assicurazione precompilato”. Di tale servizio è stata data informazione agli intermediari e comunicato a tutti gli associati nelle assemblee e a mezzo opuscolo informativo “Co.Di.Pr.A. News” n. 2 del 2014. L’accesso ai dati pur protetto da password e nome utente era ed è possibile a tutti i soci utilizzando il proprio numero socio Co.Di.Pr.A. ed il relativo codice fiscale. In fase di informatizzazione dei certificati abbiamo riscontrato che non tutti i soci hanno utilizzato tale servizio ed hanno compilato i certificati indicando dati non congrui con quelli del Fascicolo Aziendale. Onde evitare la perdita, anche parziale, del contributo pubblico Co.Di.Pr.A. nei casi in cui è stata riscontrata qualche anomalia ha modificato manualmente i dati dei certificati e se necessario richiederà la riemissione. Siamo ancora una volta a sottolineare che è indispensabile un impegno da parte di tutti, al fine di evitare inutili problematiche che comportano perdite di tempo e costi addizionali alla struttura, e quindi a carico degli agricoltori, dovute semplicemente alla superficialità ed alla scarsa disponibilità a cambiare comportamenti abitudinari. Dobbiamo essere coscienti del fatto che la completa informatizzazione dei dati delle nostre aziende el Consorzio il d t e rn te in o it s ubblicato sul compilato”. re p e n o zi ra u Co.Di.Pr.A. ha p tificato di assic sso ai dati è possibile r e “C to n e m u c do L’acce mero socio u n o ri p ro p il o lizzand rmette ai e p zo z a tutti i soci uti li ti ’u L . codice fiscale o v ti la l Fascicolo e re d il ti e a . d A i r. P n i. o c .D o ze C tributo. ili incongruen n o ib c s i s d o p a it re a rd e it v p soci di e conseguenza Aziendale e di 4 agricole tramite i Fascicoli Aziendali, comporta enormi vantaggi di programmazione per un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse pubbliche ed un livello di controllo dei dati da parte del pubblico sempre più approfondito. Anche per questa campagna partendo dai dati dei catastini frutticoli (quelli che vengono aggiornati dalle cooperative) e dei Fascicoli Aziendali abbiamo predisposto il modello del certificato assicurativo e messo a disposizione dei soci. Tali documenti sono scaricabili dal sito del Consorzio e tutti i soci sono invitati ad utilizzarli. Questo comporta notevoli risparmi ed una maggior efficienza nella gestione del Contributo Pubblico. 5 L 6 Finanziamenti pubblici e nuova PAC 2020 e risorse al momento disponibili, comunitarie e nazionali, hanno consentito il pagamento di un anticipo dell’aiuto nella misura del 56% della spesa ammessa a contributo, anziché nella misura del 65%. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sta trovando le soluzioni tecniche di rettifica delle poste di bilancio al fine di erogare la restante parte del contributo fino al raggiungimento della misura massima del 65% prevista dalla normativa. Non è possibile confermare un termine entro il quale verrà effettuato il saldo, anche se entro fine anno i responsabili del Mipaaf confermano che dovrebbe risolversi tale problema. Appag nelle scorse settimane ha provveduto a liquidare il contributo direttamente agli agricoltori beneficiari. La liquidazione dell’anticipo nell’aliquota del 56% ha comportato una riduzione minima del 13,85% (che verrà integrata con successiva liquidazione). Altre condizioni possono aver determinato delle riduzioni: ●● anomalie di superficie (superfici assicurate indicate nei certificati superiori a quelle risultanti dai fascicoli aziendali). In questo caso viene applicata una riduzione proporzionale dell’effettiva extrasuperficie. Tale problematica era evitabile semplicemente utilizzando dati predisposti da Co.Di.Pr.A. e pubblicati sul sito internet. ●● anomalie di resa (quintali assicurati superiori alle produzioni effettivamente dimostrabili dall’azienda negli ultimi 3 o 5 anni). Anche in questo caso la riduzione applicata è proporzionale. Nel caso in cui si sia sottoscritta autodichiarazione e la resa dimostrabile sia inferiore alla resa media di riferimento deliberata, decade il diritto del contributo; ●● modulazione: per importi liquidati quota FEAGA (circa 40% del contributo comunitario) superiore a 5.000 euro, è prevista l’applicazione di una riduzione del 10% sulla parte eccedente i 5.000 euro; ●● disciplina finanziaria (D.F.): sulla parte di contributo (sempre quota FEAGA) eccedente i 2.000 euro e fino a 5.000 euro viene applicata una riduzione percentuale del 2,453658%. La modulazione e la D.F., come illustrato negli opuscoli precedenti, sono condizioni normative che determinano una minor liquidazione all’agricoltore. Con la nuova impostazione della PAC dal 2015 non saranno più applicate. Rispetto a eventuali riduzioni per extraresa e/o extrasuperficie ribadiamo la necessità di una attenta predisposizione dei certificati onde evitare tali riduzioni. La liquidazione del contributo parziale (56% anziché 65%) è imputabile alla mancanza di fondi ministeriali sufficienti a coprire la differenza tra il fabbisogno e le risorse comunitarie destinate. Purtroppo, tecnicamente, il Mipaaf non ha trovato soluzioni per permettere almeno di individuare la copertura, come gli anni scorsi. Le nuove risorse destinate e lo spostamento di risorse da altri capitoli sono previste per la copertura di tale fabbisogno, ma anche del necessario per coprire l’integrazione (65-80%) 2013 e la campagna 2014. Il fabbisogno aggiuntivo si aggira a livello nazionale attorno ai 300 milioni di euro. La circolare Mipaaf che ha confermato la liquidazione del solo acconto è di fine giugno. Co.Di.Pr.A. a tale data aveva già emesso i RID i cui flussi erano ormai nel circuito interbancario. Ci risultava quindi praticamente impossibile, anche per l’impianto degli affidamenti, trovare soluzioni diverse. Vi è da considerare che i premi alle compagnie riferiti alla campagna 2013 sono stati pagati da Co.Di.Pr.A. lo scorso novembre e comunque Co.Di.Pr.A. sta ancora anticipando contributi non ancora incassati da Mipaaf e P.A.T. per circa 20 milioni di euro. La nuova PAC garantisce la certezza di risorse pubbliche al settore della gestione del rischio, quasi 2 miliardi di euro utilizzabili per il periodo 2015-2020. Fra le misure della gestione del rischio la PAC ha individuato tre strumenti volti alla salvaguardia del reddito delle imprese agricole: ●● Assicurazioni agricole, con contributi sui premi assicurativi (intervento ex-ante); ●● Fondo di mutualità, con contributo sulla creazione di fondi diretti a indennizzare gli agricoltori per perdite derivanti da malattie degli animali o piante o in caso di incidenti ambientali; ●● Strumento di stabilizzazione del reddito (Income Stabilization Tool, IST), fondo mutualistico per le compensazioni in caso di riduzioni del reddito. Il contributo pubblico viene riconosciuto sulle liquidazioni che il Fondo eroga in favore degli aderenti (intervento ex-post). L’entità complessiva di tale stanziamento consente di avere la certezza della copertura finanziaria del fabbisogno complessivo. L’aliquota di contribuzione pubblica massima è stata però ridotta, con disposizione comunitaria, al 65% rispetto all’aliquota attuale pari all’80%. Sono in fase di approvazione i Decreti attuativi. Per il 2015, anche in considerazione della riduzione dell’aliquota contributiva, stiamo analizzando e valutando le condizioni delle nuove polizze e strumenti di gestione del rischio al fine di ottenere delle soluzioni sufficientemente adeguare alle esigenze delle imprese agricole che permettono di contenere l’aumento dei costi a carico delle stesse. 7 Co.Di.Pr.A. i L La gestione del rischio: elem della competitività del setto o scorso 28 marzo presso la Sala della Cooperazione – Federazione Trentina della Cooperazione si è svolto, a seguire dell’annuale Assemblea Generale di Co.Di. Pr.A., un importante Convegno avente ad oggetto “La gestione del rischio: elemento di rafforzamento della competitività del settore agricolo”. Sono intervenuti oltre al Presidente Giorgio Gaiardelli e al Direttore Andrea Berti, Paolo De Castro (Presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo), Giorgio Bagozzi (Vice revoli tra cui to u a e n o rs e p Europeo no partecipato to n n a e h m ro a o rl v a la P i l d e Al tavolo e Agricoltura d n io s is rt Dorfmann, e m rb m e o H C o te e n p e ro id u s e il Pre ppe Blasi, parlamentare e il s , o iu G tr f s a a a C ip e D M Paolo erale del il direttore gen Provincia autonoma di Trento apiccola erale della ll n a e D g le re e o h tt ic e ir M d le il sore provincia s e s s a l’ e i tt le Paolo Nico 8 in Assemblea mento di rafforzamento ore agricolo Direttore Cassa Centrale Banca Spa), Roberto D’Auria di ISMEA, Giacomo Bertolini (Direttore Asnacodi), Paolo Nicoletti (Dirigente Generale Provincia Autonoma di Trento), Giuseppe Blasi (Capo Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali della Sviluppo Rurale –Mipaaf ), il Parlamentare europeo Herbert Dorfmann e l’Assessore Provinciale Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca, Michele Dallapiccola. Il direttore del quotidiano L’Adige Pierangelo Giovannetti ha introdotto i lavori presentando gli argomenti oggetto di approfondimento. Ha sottolineato che il convegno si inserisce all’interno di un dibattito fondamentale per gli agricoltori, quello della gestione dei rischi e della difesa del reddito delle imprese agricole. Quesito al quale i relatori hanno cercato di rispondere spiegando le diverse problematiche e le diverse soluzioni da intraprendere, soffermandosi principalmente sull’utilità delle assicurazione e dei fondi di mutualità, e sulle prospettive/obiettivi della nuova politica agricola comune. 9 1 2 3 1, 3 I numerosi intervenuti al convegno. 2 Da sx Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, con Michele Dallapiccola Assessore Provinciale Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca. 4 Il Parlamentare europeo Herbert Dorfmann. 5 Il Senatore Franco Panizza. 6 Il presidente Co.Di.Pr.A. Giorgio Gaiardelli. 7 Paolo Nicoletti . 8 Da sx il direttore Co.Di.Pr.A. Andrea Berti, il presidente degli Allevatori trentini Silvano Rauzi, Paolo De Castro e Giorgio Gaiardelli. 9 De Castro con la stampa. 10 Giuseppe Blasi. 4 5 6 7 8 9 10 10 L’ Una visione condivisa del futuro di Michele Dallapiccola Assessore Provinciale Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca Assessore Michele Dallapiccola, dopo aver portato i saluti anche a nome del Presidente della Giunta Provinciale Ugo Rossi, ha affermato che le profonde trasformazioni di ordine economico e sociale in atto nella nostra società ci mettono di fronte al problema di dover fronteggiare le nuove sfide imposte dalle rapide evoluzioni della tecnologia e dalle crescenti dinamiche del mercato globalizzato; ed è proprio per questo che è necessario mettere in atto nuove e articolate strategie di pianificazione concertate tra attori pubblici e privati, delle strategie di sviluppo e dei processi di innovazione tenendo in considerazione opportunità ed obiettivi della nuova PAC 2020. Lo scopo fondamentale è quello di individuare le principali strategie su cui puntare per garantire crescita economica e sostenibilità al settore agricolo in un’ottica di medio lungo periodo, superando un’ antica tendenza a sviluppare azioni nella logica del breve periodo. Dobbiamo essere orientati alla costruzione di una visione condivisa del futuro e al suo perseguimento attraverso reti di cooperazione fra attori pubblici e i vari soggetti aggregativi privati che a diverso titolo operano a supporto delle imprese agricole. Emerge, dunque, la necessità di praticare strategie basate su un approccio sistemico territoriale, mediante l’attuazione di forme di cooperazione, massimizzando quindi le sinergie e sfruttando le opportunità per potenziare le azioni di sviluppo locale. A questo convegno intervengono i massimi esponenti del settore ai quali desidero esprimere il mio sincero ringraziamento. Il supporto dato dalla Provincia per l’organizzazione è conferma dell’attenzione che riserva alla misura “gestione del rischio” e dell’impegno che pone con l’obiettivo di sviluppare tutte le soluzioni previste dalla nuova PAC in favore delle imprese agricole. I lavori odierni consentono di avere un quadro completo da diversi punti di vista ed una conoscenza e coscienza maggiore degli obiettivi di sistema. Michele Dallapiccola È necessario p rati approccio siste care strategie basate su un mico territoria le l’attuazione di forme di coope , mediante razione, massimizzand o le sinergie e struttando le opportunità pe r potenziare le azioni di svil iuppo locale 11 G Giorgio Gairadelli 12 Verso i nuovi strumenti per la gestione del rischio di Giorgio Gairadelli Presidente Co.Di.Pr.A. iorgio Gaiardelli ha iniziato il discorso affermando che la gestione del rischio è una misura prioritaria della nuova PAC 2020. Il mondo agricolo è cambiato e con esso anche le esigenze degli agricoltori. La riduzione del sostegno pubblico e i processi di globalizzazione impongono una svolta culturale al fine di avere una piena sinergia fra le diverse misure e la massima efficienza fra i diversi interventi allo scopo di tutelare il reddito degli agricoltori. Per fare questo dobbiamo effettuare una analisi di risk management e adottare strategie efficienti e coordinate dal punto di vista finanziario, al fine di favorire le imprese nell’accesso al credito e nei costi applicati ai finanziamenti, e dal punto di vista del mercato cercando di favorire ulteriori garanzie alle imprese ed alle loro associazioni. Un esempio è l’IST (Income Stabilization Tool), nuovo strumento che riteniamo debba essere complementare alle polizze multirischio, gestito da Fondi territoriali supportati dal Fondo nazionale per compensare le criticità, in particolar modo nella fase di start up, e strutturato con indici al fine di evitare la copertura di eventuali inefficienze delle aziende ed escludere la possibilità di comportamenti speculativi nonché determinare l sostegno e d e n o zi u d ri a L cessi di pubblico e i pro o una e impongon globalizzazion per tutelare svolta culturale gricoltori. a il reddito degli (Income IST Un esempio è l’ ool) Stabilization T una semplificata applicazione con ridotti costi amministrativi. Co.Di.Pr.A., assieme alla Provincia Autonoma di Trento, si qualifica nel migliore dei modi per quanto riguarda la difesa passiva per i danni provocati dai rischi climatici: ●● con la stipula di polizze assicurative collettive e sperimentali all’avanguardia del mercato assicurativo; ●● con la costituzione di fondi mutualistici per la copertura di particolari situazioni di rischio; ●● sperimentando anche soluzioni di gestione del rischio innovative per la stabilizzazione del reddito delle imprese agricole trentine. In questa fase di riforma bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco, prima di tutto come organizzazione, nel tentativo di rinnovare il settore e di adattare le soluzioni ai nuovi criteri e obiettivi comunitari. Co.Di.Pr.A. è convinto delle potenzialità degli strumenti mutualistici purché vi sia fra tutti i partecipanti, singoli ed enti associativi, un comune impegno basato sui principi di solidarietà, trasparenza e responsabilità sociale. Gaiardelli come stimolo per i relatori ha proposto ad ognuno uno specifico tema da approfondire. Tutti i temi hanno un comune denominatore: essere sinergici e coordinati al fine di accrescere la competitività delle imprese agricole trentine. L’approfondimento rivolto al Dirigente di Ismea è stato: come possiamo immaginare la coniugazione dello strumento IST in maniera tale che possa rappresentare uno strumento complementare alla polizza multirischio, economico, semplice e utilizzabile da gran parte degli agricoltori italiani? L’interrogativo posto al Vice Direttore di Cassa Centrale è stato: come possiamo favorire le imprese che migliorano il proprio rating nelle condizioni di accesso al credito? Ai Direttori di Co.Di.Pr.A. e di Asnacodi: quali azioni possono essere messe in atto dal Condifesa per essere il fulcro di questa innovazione, nel senso di sviluppare strumenti di gestione del rischio che siano connessi e di stimolo degli altri settori per aumentare la competitività delle imprese? Ed infine all’Ente Pubblico, che riservando importanti risorse economiche al settore ed essendo in fase di revisione della normativa, è nella possibilità di prevedere condizioni di premialità e di priorità nell’accesso ai contributi alle imprese? 13 I Nuova PAC: una politica più equa e sostenibile di Paolo De Castro Presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo l problema della produzione agricola e delle risorse a disposizione, l’instabilità dei prezzi e la gestione dei rischi di mercato, l’equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale sono priorità che non possono non essere prese in considerazione. Altrettanto importante e determinante per le future dinamiche di sviluppo del settore agroalimentare europeo è la definizione della figura di agricoltore attivo a cui indirizzare i nuovi aiuti, la scelta dei criteri di distribuzione delle risorse finanziarie all’interno dei Paesi dell’Unione Europea e delle decisioni che si assumeranno sulla ripartizione della quota di li agricoltori g re ta iu a d a a ir La nuova PAC m tare le sfide del mercato ad affron a distribuzione u q e iù p a n u e a garantire dei fondi UE 14 sostegno accoppiato alla produzione. Viviamo in un momento di instabilità dei mercati agricoli, anche a causa di una forte domanda asiatica che sta portando a una radicale modifica delle domande di consumo da parte di tutto il mondo. Viene da qui una profonda instabilità del prezzo dei prodotti agricoli, che ha visto per circa 40/50 anni un continuo calo; l’inversione di tendenza è avvenuta a causa della crescita della domanda rispetto all’offerta che si traduce nella volatilità dei prezzi. Da qui i dibattiti all’interno delle istituzioni europee su come consentire agli agricoltori di gestire questa instabilità. La riforma ha introdotto importanti novità: ●● la creazione, accanto ai piani di sviluppo rurale regionale o provinciale, di piani di sviluppo nazionale che gestirà circa 2 miliardi di euro; ●● la redistribuzione degli aiuti andando incontro a quei territori, e il trentino è fra questi, che fino ad oggi non hanno goduto dello stesso sistema di aiuti e garanzie che hanno avuto altri territori; ●● la definizione di agricoltore attivo ed in particolare della “black list” ovvero chi non deve essere considerato come tale; ●● la definizione degli aiuti accoppiati, circa 550 milioni di euro all’anno, che consentono di fare politiche di sostegno ai vari settori produttivi. Quindi una PAC più equa, più giusta, più flessibile, ma soprattutto più giovane perché consente di aiutare tutti i giovani agricoltori che si insediano in agricoltura, cioè chi ha meno di 40 anni o per la prima volta è a capo di un’azienda agricola. Il disaccoppiamento degli aiuti diretti e l’istituzione del regime di pagamento unico sono due elementi essenziali del processo di riforma della PAC. Paolo De Castro 15 L’ Giorgio Bagozzi 16 Accesso al credito delle imprese agricole: condizioni necessarie per un sistema sostenibile ed efficiente di Giorgio Bagozzi Vice Direttore Cassa Centrale Banca Spa evoluzione della politica agricola comune si muove su due grandi direttrici: la prevenzione e la stabilizzazione del reddito dell’impresa agricola attraverso l’assicurazione, la mutualità (fondamento della cooperazione in trentino) e l’IST. L’agricoltura è il settore primario e quindi pur essendo impresa deve essere trattata diversamente dalle altre imprese, soprattutto se si parla di agricoltura di montagna. Ogni impresa dovrebbe avere una sua capacità patrimoniale, economica e finanziaria, che negli anni, nei confronti della banca/cassa rurale, ha accumulato non tanto denaro sul conto corrente, ma una sua credibilità e capacità di ottenere credito e sicuramente i nuovi strumenti della PAC aumentano questa credibilità diminuendone i costi. Il rapporto fra le casse rurali e gli agricoltori sono ottimi, questo è dimostrato anche dal dato dei prestiti fatti dal 2000 ta della Dal punto di vis chio, l ris transazione de a forma di m ri p la è tà li a la mutu stesso, io h c s ri l e d e n condivisio i di secondo rz o s n o c i e v o d no l’impresa livello assicura al 2005 come Cassa Centrale (circa 1.000 con zero perdite). Dal punto di vista di transazione del rischio, la mutualità è la prima forma di condivisione del rischio, dove i consorzi di secondo livello assicurano l’impresa. I derivati finanziari sono strumenti validissimi, ma sono paragonabili ad un coltello: un coltello, il bisturi, serve per operare e salvare una vita e con il coltello si può anche togliere una vita. Questo deve essere uno strumento collegato all’economia reale. Analogo approccio vale per le cartolarizzazioni. Il ruolo delle casse rurali per sostenere le imprese agricole trentine e favorire il loro accesso al credito è: ●● mitigazione del rischio: ogni strumento che mitiga il rischio dell’impresa si traduce in miglioramento delle possibilità e delle condizioni di avere credito; ●● trasferimento del Rischio (Co.Di.Pr.A.); ●● interventi strutturali; ●● stabilizzazione del reddito: l’impresa deve essere protetta per eventi atmosferici gravi. Attenzione però perché se un impresa è troppo protetta si finisce con il perdere lo stimolo al rischio; ●● ruolo Cooperfidi. La sinergia è frutto di una grande sintonia. 17 I Nuovo paradigma: innovazione degli strumenti finanziari per migliorare la competitività delle imprese agricole trentine di Paolo Nicoletti Dirigente Generale Provincia Autonoma di Trento l settore dell’agricoltura, accanto a quello del turismo, sono i settori che meglio “tengono” alla crisi economico-finanziaria di questi anni e sono entrambi legati al territorio e alle risorse ambientali. Le principali criticità del settore agricolo sono: ●● elevato costo dei terreni agricoli (di un certo pregio); ●● elevata frammentazione aziendale; ●● elevata età media degli imprenditori agricoli. partenza è la cooperazione che ha un ruolo chiave nella definizione delle strategie e dell’orientamento al mercato. La competitività del settore cooperativo è fondamentale per garantire le condizioni per la crescita del settore agricolo trentino e per favorire il processo di internazionalizzazione. Altrettanto importante è il sistema di incentivi provinciali da È attraverso le criticità che si possono individuare le modalità per accrescere la competitività, il punto di ategico. tr s re o tt e s n u cia di Trento è in v ro P utilizzando le la i r v e ti p a ra rm u o lt n o c ti n ri L’ag are gli strume uova PAC n in a rd ll o a o d c te o r ri e a ff s o nità Sarà neces nuove opportu 18 orientare progressivamente a favore di interventi a maggior ricaduta (aiuti ricorrenti/aiuti selettivi). In tutto questo percorso ci ha accompagnato la Politica Agricola Comunitaria 2007-2013; settennio faticoso, anche dal punto di vista degli incentivi che si è caratterizzato per un’elevata complessità e per una soddisfazione degli interventi in un numero eccessivo di canali di finanziamento: i concetti di selettività e verifica di efficacia rispetto agli obiettivi sono stati molto ben predisposti sotto il profilo formale, meno sotto quello sostanziale. La PAC 2014-2020 si profila più integrata e sinergica tra i vari fondi, nell’ambito di un Quadro strategico Comune. Cosa cambia nella normativa europea? ●● maggiore focalizzazione sulla ricerca e sull’innovazione, in particolare il trasferimento tecnologico nelle aziende; ●● introduzione nei nuovi programmi di sviluppo di misure relative alla gestione del rischio di produzione e alla stabilizzazione del reddito; ●● il rischio finanziario: la Provincia cercherà di ampliare gli strumenti finanziari previsti dalla normativa dell’Unione Europea; ●● raddoppio del de minimis agricolo che si potrà concedere anche alle imprese in crisi, si passa da 7.500 a 15.000 euro nel triennio; ●● nuovo concetto di effetto incentivante: le iniziative potranno essere intraprese anche subito dopo la presentazione delle domande di intervento pubblico. L’agricoltura per la Provincia di Trento è strategica per diversi motivi: perché aiuta a internazionalizzare la nostra economia, aiuta a presidiare il territorio e a difenderlo, è una componente fondamentale per la qualificazione paesaggistica; quindi un settore strategico sotto tutti i punti di vista e proprio per questo la Provincia cercherà di affinare gli interventi a favore di questo settore. Bisogna però fare i conti con alcuni problemi: ●● il contesto finanziario critico per la nostra Provincia perché le risorse del bilancio sociale calano e caleranno strutturalmente; ●● l’incertezza dell’utilizzo delle risorse finanziarie perché, anche le ultime manovre dello Stato “minano” le risorse che dovrebbero essere mantenute sul territorio Provinciale ad alimentare il nostro bilancio. Il 2014 è un anno di difficile transizione perché l’acquisizione delle risorse comunitarie slitta di una anno, quindi nel 2015 dovremmo effettuare una riprogrammazione dei bandi e una revisione dei criteri di selezione delle iniziative cercando di distribuire gli incentivi pubblici più equilibratamente rispetto alla programmazione precedente. È necessario fare un ragionamento di “tenuta finanziaria” e di responsabilizzazione degli operatori privati anche riguardo all’inevitabile evoluzione degli interventi provinciali integrativi in campo assicurativo e di stabilizzazione del reddito. Quindi diventa fondamentale coordinare gli strumenti normativi tra enti finanziatori e settori, utilizzando le nuove opportunità offerte dalla nuova PAC. L’intervento pubblico in agricoltura andrà riducendosi, così come ogni altro ambito di spesa. Sarà anche l’occasione per riqualificare e coordinare gli interventi provinciali e per stimolare una maggiore attenzione e responsabilità imprenditoriale e quindi un opportunità per migliorare la competitività del settore e la qualità del tessuto imprenditoriale. Paolo Nicoletti 19 L La gestione del rischio: evoluzione degli strumenti PAC 2020 di Giacomo Bertolini Direttore Asnacodi a gestione del rischio ha una lunga storia, che in questi ultimi anni ha portato molti cambiamenti, una volta si parlava di monorischio grandine ed oggi parliamo di stabilizzazione del reddito, questo richiede un approccio completamente diverso rispetto al passato. Andando ad analizzare i dati a livello Asnacodi, i valori assicurati dal 2005 ad oggi sono più che raddoppiati, questa accelerazione è avvenuta maggiormente in alcuni territori e questo può essere un problema. Dai dati ISMEA invece possiamo notare che il numero dei certificati è costante, e questo è un altro problema. L’incremento dei valori assicurati, e del relativo rischio a livello italiano è avvenuto con una riduzione media delle tariffe. Le novità del piano assicurativo 2013/2014 sono: ●● la programmazione pluriennale che garantirà una stabilizzazione delle risorse; ●● orientamento verso lo strumento di stabilizzazione del reddito; ●● introduzione dei termini per la messa in copertura; ●● superamento dell’ ex post; ●● ampliamento delle tipologie di copertura; ●● introduzione di strumenti di incentivazione della tipologia di polizza multirischio e nuovi assicurati. I principali limiti dell’attuale sistema assicurativo i Condifesa Gli obiettivi de el piano ad e i punti di forz i PSR nazionale e de 20 agricolo nazionale si possono riassumere in: ●● stabilizzazione del numero di imprese assicurate (fra 80.000 e 90.000 negli ultimi dieci anni); ●● una forte concentrazione territoriale; ●● limitata diffusione delle polizze multirischio, quest’anno la spinta alle multirischio è avvenuta grazie all’orientamento del piano e al fatto che l’avversità gelo è assicurabile solo con questa tipologia di polizza. Analizzando meglio questi tre aspetti sotto il profilo dei dati a livello nazionale possiamo notare Giacomo Bertolini che l’incidenza delle imprese assicurate nella realtà trentina, rispetto agli iscritti alla Camera di Commercio è molto alta (oltre il 50%,) man mano che ci spostiamo verso le altre regioni questa percentuale cala drasticamente. Il problema non è del trentino ma di tutte le altre regioni del centro- sud che contribuiscono poco ad aumentare il numero delle aziende assicurate. Dal 2005 in poi al nord è avvenuto un notevole incremento di copertura assicurativa mentre al centro-sud sono rimasti pressoché costanti. Sicuramente nei territori del nord la cultura imprenditoriale è più orientata allo strumento assicurativo, il che non significa che negli altri territori non ci sia ma c’è meno consapevolezza. Bisogna far crescere le coperture assicurative al centro-sud per ovvie ragioni di distribuzione del rischio. La tipologia di polizza multirischio è passata dal 3% all’ 8,52% sul totale dei valori assicurati, sicuramente quest’anno il numero di polizze sottoscritte con questa tipologia aumenterà, anche grazie alla spinta determinate del PAAN, ma sicuramente dovremmo migliorare ancora. Sotto questi punti di vista la nuova PAC ci aiuta garantendo stabilità dell’intervento di sostegno al settore della gestione del rischio nei prossimi 7 anni, rafforza l’entità delle risorse disponibili (1,640 miliardi di euro), amplia la gamma degli strumenti di protezione con i fondi di mutualità, consolida il ruolo degli organismi collettivi/Condifesa e consente l’attivazione di un piano nazionale all’interno dei PSR regionali. Gli obiettivi che i Condifesa devono raggiungere sono: ●● l’estensione delle coperture sui territori; ●● rafforzare il ruolo e la funzione negoziale delle strutture gestite dagli agricoltori; ●● sviluppare soluzioni orientate alla tutela complessiva del reddito; ●● «migliorare» la solidità economica e patrimoniale delle imprese anche ai fini dell’accesso al credito. I punti di forza del piano nazionale e dei PSR sono: ●● programmazione pluriennale con effetti positivi sulla continuità delle coperture e della sostenibilità dei relativi costi; ●● realizzazione di interventi integrati e complementari a livello territoriale con altre misure dei psr; ●● attivazione di misure di incentivo ad utilizzare stabilmente gli strumenti di gestione del rischio; ●● ottimizzare l’utilizzo delle risorse sui territori dando continuità a quanto realizzato e nuove opportunità alle imprese in modo uniforme sull’intero territorio. 21 L La gestione del rischio nella nuova PAC: stabilizzazione del reddito di Roberto D’Auria ISMEA - Consorzio di Coriassicurazione a Commissione Europea trasla la gestione del rischio dal primo al secondo pilastro della PAC e descrive una misura di risk management con 3 strumenti operativi: 1. contributi finanziari alle polizze assicurative per avversità atmosferiche, fitopatie, epizoozie, infestazioni parassitarie, emergenze ambientali (art. 37); 2. contributi finanziari ai fondi mutualistici per le avversità atmosferiche, fitopatie, epizoozie, emergenze ambientali (art. 38); 3. contributi finanziari ai fondi mutualistici per le perdite di reddito (IST – art.39). L’IST protegge il reddito della singola impresa agricola per contrazioni superiori al 30% del reddito medio annuo a prescindere dall’evento negativo che ne genera la contrazione. L’unico limite è la compensazione massima che è prevista entro il 70% della perdita di reddito ammissibile. Il capitale del fondo è costituito esclusivamente dai versamenti degli aderenti (o di altri soggetti privati). Il contributo pubblico è pari al 65% di: ●● costi amministrativi di costituzione del fondo; ●● compensazioni finanziarie pagate dal fondo agli agricoltori; ●● interessi sui mutui commerciali contratti per il pagamento delle compensazioni agli agricoltori. I fondi devono essere riconosciuti dall’Autorità competente in conformità all’ordinamento nazionale e devono assicurare trasparenza dei movimenti finanziari e delle norme chiare per l’attribuzione della responsabilità debitoria (requisiti minimi dei fondi). La funzione principale dei fondi è quella di risk management, ma può anche, ad esempio, erogare credito agli aderenti. Il reddito viene definito come “somma dei ricavi che l’agricoltore riceve dal mercato, inclusa ogni forma di sostegno pubblico e dedotti gli input cost”, la definizione di reddito per l’IST è basata sulla variabile Gross Farm Income dell’Eurostat, la Commissione precisa che per la determinazione dello stesso, la WTO fa riferimento al reddito derivato dall’attività agricola. Le criticità di questo nuovo strumento sono: ●● strumento innovativo e complesso principalmente per l’assenza di esperienze mutualistiche e per il rispetto delle regole del II Pilastro, nella fase di avvio di difficile attuazione e gestione a livello locale; ola impresa g in s a ll e d o it il redd 30% del l a ri o L’IST protegge ri e p u s i ntrazion dall’evento agricola per co re e d in c s re p a annuo la contrazione reddito medio ra e n e g e h c o v negati 22 ●● massa critica a livello di singolo fondo (regionale o sub regionale, settoriale) difficilmente in grado di assicurare la stabilità finanziaria dello strumento nel caso di eventi sistemici; ●● difficoltà oggettive nella rilevazione del reddito delle imprese agricole per l’assenza di obblighi contabili per la maggioranza di esse. FONDI MUTUALISTICI TERRITORIALI/ SETTORIALI ●● permettono la possibilità di creare molteplici fondi mutualistici ad azione territoriale, settoriale o congiunta che possono anche configurarsi come «capitale di scopo» nell’ambito di strutture già esistenti. Si possono fare delle ipotesi di funzionamento, quali un Fondo mutualistico nazionale, Fondi mutualistici territoriali/settoriali oppure un sistema misto a doppio livello di mutualità. Analizziamo ora i punti di forza e di debolezza delle tre ipotesi. Punti di forza: ●● limitano i problemi legati alle asimmetrie informative; ●● capitale versato (al netto dei costi di gestione) interamente nella disponibilità degli aderenti per la copertura del rischio. FONDO MUTUALISTICO NAZIONALE Punti di forza: ●● l’adesione in un unico fondo di aziende operative in aree e settori diversi favorirebbe il raggiungimento della massa critica; ●● attuazione uniforme dell’intervento sul tutto il territorio nazionale; ●● semplificazione della governance e contenimento dei costi di gestione. Roberto D’Auria Punti di debolezza: ●● minori possibilità di «controllo» tra gli aderenti potrebbero favorire comportamenti opportunistici ●● (disincentivo alla partecipazione); ●● maggiori difficoltà di acquisizione e verifica del reddito aziendale a livello centrale. 23 INCOME STABILIZATION TOOL SCHEMA OPERATIVO Punti di debolezza: ●● sostenibilità a rischio in presenza di eventi sistemici (valutare la possibilità di ricorrere a coperture integrative: credito, riassicurazione); ●● possibile limitazione nell’attivazione dello strumento nelle aree con scarsa esperienza nella gestione del rischio. SISTEMA MISTO Strutturato su due livelli: ●● 1° livello: fondi territoriali/settoriali costituiti dagli agricoltori; ●● 2° livello: fondo nazionale costituito da una piccola quota dei versamenti ai territoriali/ settoriali (risorse private e non pubbliche perché vietato). In questo sistema i fondi territoriali/settoriali operano in autonomia sulla base di regole condivise e uniche per tutti i fondi aderenti all’IST (rilevazione del reddito, modello rischio, ecc.), il fondo centrale fornisce e verifica il rispetto delle norme comuni e interviene, mediante compensazioni finanziarie, in caso di difficoltà dei fondi territoriali/settoriali (mutualità tra territori e settori). La mutualità “locale” è il maggiore disincentivo ai comportamenti opportunisti individuali. Punti di forza: ●● possibilità di creare più fondi con carattere 24 territoriale e /o settoriale limitando i problemi legati alle asimmetrie informative (1° livello); ●● maggiore sostenibilità del sistema in caso di eventi sistemici mediante la solidarietà tra fondi (2° livello); ●● fondo nazionale garantisce uniformità di procedure e porsi come riferimento per AdG e OP. Punti di debolezza: ●● il ruolo del 2° livello sarebbe estremamente limitato in presenza di pochi fondi scarsamente capitalizzati; ●● il secondo livello ridurrebbe, in condizioni normali, la capacità di rimborso dei fondi di 1° livello. In conclusione l’IST rappresenta l’unico strumento in grado di proteggere le imprese agricole dai sempre più rilevanti rischi di mercato, potrebbe favorire l’adozione di strumenti di risk management anche in quelle aree del Paese che oggi non trovano convenienza nella sottoscrizione di contratti assicurativi ed è uno strumento complementare agli strumenti assicurativi e riassicurativi (evitare sovra compensazioni). È già stato predisposto un modello basato sulla redditività storica delle singole aziende, sulla localizzazione, sugli andamenti di mercato, ed è importante avere delle linee guida per la determinazione delle variabili economiche del reddito (ricavi, costi delle materie prime, premi, variazioni di magazzino, etc.). 25 I Il piano per la gestione del rischio in agricoltura, la strategia italiana di Giuseppe Blasi Capo dipartimento delle politiche europee e internazionali dello sviluppo rurale – Mipaaf l 27 marzo c’è stata la prima audizione del Ministro dell’agricoltura al Parlamento dove ha illustrato le linee programmatiche dell’attività nell’ambito della misura della gestione del rischio. Siamo riusciti a portare a casa un risultato importante sia perché i 21 miliardi di euro sono stati messi a disposizione fra fondi comunitari e nazionali e sia perché nel riparto delle risorse delle regioni siamo riusciti a premiare il merito. La Provincia Autonoma di Trento è una delle regioni ad essere stata premiata perché ha speso tutte le risorse messe a disposizione nel periodo 2006 – 2013 raggiungendo livelli di performance sicuramente superiori a quelle delle altre regioni, ma anche perché in questa fase ha investito risorse provinciali nell’ambito dello sviluppo rurale. La Provincia di Trento ha avuto un +7% rispetto al 2007-2013. Oggi siamo in una fase delicata perché questo ciclo del riparto delle risorse, che abbiamo chiuso il 16 gennaio scorso, lo dobbiamo riaffrontare per riuscire a portare a casa quello che è l’accordo sull’attuazione del primo pilastro della PAC; questo lo dovremmo concludere entro il 15 maggio 2014, data che determina l’avvio materiale della futura politica agricola comune (2015). Ci stiamo incanalando verso un’attenzione per le zone di montagna che non c’è mai stata; stiamo lavorando sull’accordo di partenariato all’interno del quale si incardinano tutti i programmi strutturali che l’Italia farà per il 2014 -2020. In questo contesto ci sono anche i programmi di sviluppo rurale e il nalando Ci stiamo inca zione verso un’atten ontagna che per le zone di m mai stata non c’è ensibilità e una grande s olitica verso una p zootecnica ente che è strettam li ei pasco legata all’uso d 26 programma nazionale al cui interno c’è la gestione del rischio. L’attenzione delle zone di montagna è dimostrata dal fatto che applicare la convergenza dei pagamenti diretti sulla base di una regione unica significa che tutti coloro che potranno vantare una superficie con la domanda 2015 arriveranno nel 2019, attraverso un processo di convergenza graduale, a percepire un premio che sarà almeno pari al 60% della media nazionale. Se noi avessimo fatto come molte regioni imponevano, il processo di convergenza in territori come il Trentino che non hanno mai beneficiato dei pagamenti del primo pilastro, avrebbe portato a zero. È ovvio che questo percorso da un lato trova dei soggetti che beneficiano, dall’altro ci sono anche soggetti che perdono, perché il plafone è determinato a 4 miliardi di euro a livello nazionale ogni anno. Un altro elemento fondamentale è l’aver inserito la superficie leggibile, il che significa inserire nel sistema dei pagamenti tutto un territorio che fino ad oggi non ha mai percepito premi di aiuti diretti della PAC. Questo significa anche dare nuova attenzione a una politica zootecnica estensiva che è strettamente legata all’uso dei pascoli. Gli elementi di contrasto e criticità per poter arrivare ad una conclusione entro il 15 maggio sono: ●● la scelta della figura dell’agricoltore attivo. Su questo il Ministro ha prospettato di dividere il territorio in due macro aree, un area su cui l’agricoltura produce beni pubblici e servizi e l’altra area dove l’agricoltura produce per il mercato; ●● Pagamenti accoppiati: 550 milioni di euro l’anno che possono essere messi a disposizione di settori produttivi. La possibilità di fare un programma unico nazionale contenente tre misure (gestione delle crisi, biodiversità animale, piano irriguo) ci consentirà di rimodulare, se serve, le risorse all’interno delle varie misure. Parallelamente alla fase di definizione del programma è stata presentata al Parlamento una proposta di legge collegata alla finanziaria, nel cui contesto viene riformato il D.Lgs.102/2004 anche per arrivare a percorrere una strada parallela alla nuova PAC. Questa norma collegata alla legge di stabilità ci deve permettere di rivedere il sistema di funzionamento del fondo di solidarietà nazionale soprattutto per quel che riguarda i contributi ex post, perché non è “serio” continuare a sostenere un sistema che è una delle ragioni per cui non si riesce ad omogeneizzare sul territorio la diffusione del sistema assicurativo. Per questo bisogna riformare il sistema e mettere in sinergia tutti gli strumenti. Le risorse in più messe a disposizione dal programma, oltre al sistema assicurativo dovranno essere messe a disposizione per sperimentare i vari strumenti innovativi come i fondi di mutualità e gli strumenti di stabilizzazione del reddito. Le modalità per mettere in atto questi strumenti possono essere diverse: ●● i fondi possono funzionare nel momento in cui questi prendono a riferimento un bacino territoriale definito; ●● i fondi possono funzionare nella misura in cui prendono a riferimento l’insieme di tutto il territorio. Certo è che se non abbiamo una realtà territoriale organizzata non possiamo pensare di far funzionare i fondi di mutualità. Giuseppe Blasi 27 A 28 Il progetto di una nuova politica agricola comune (PAC 2020) di Herbert Dorfmann Membro del Parlamento Europeo bbiamo concluso un lungo dibattito sulla riforma della PAC, che ha portato ad avere impatti rilevanti sull’agricoltura italiana e sui sistemi produttivi regionali. Siamo in una situazione difficile perché anche il bilancio comunitario, come quello nazionale, ha avuto dei tagli di spesa. Mantenere per i prossimi 7 anni circa 50 miliardi di euro destinati all’agricoltura è un successo a livello europeo anche perché all’inizio una parte del Parlamento e della Commissione ragionavano su 25 miliardi. Il Trentino e il Sud Tirolo prenderanno una fetta più importante rispetto a quello che hanno preso negli ultimi anni, l’agricoltura di montagna è riuscita a far capire le proprie peculiarità e a essere considerata meritevole di un trattamento assolutamente particolare e privilegiato. Dal punto di vista del secondo pilastro le provincie di Trento e di Bolzano hanno già fatto un lavoro eccellente e c’è poco da migliorare, dobbiamo invece migliorare sul primo pilastro. L’obiettivo era arrivare a una convergenza interna completa, cioè stessi premi su tutto il territorio nazionale; questo non sarà possibile però si cerca di arrivare gradualmente il più vicino possibile entro il 2020. Dobbiamo inserire più superfici nel sistema, come pascoli e alpeggi. Per quanto riguarda il comparto latte, è necessario avere un maggior sostegno anche per avere una distribuzione più equa dei fondi e per tenere un economia forte nei nostri territori. La riforma della PAC relativamente al comparto vino ha eliminato i diritti d’impianto. È stato trovato un sistema nuovo attraverso autorizzazioni e non più diritti d’impianto che permette di avere la superficie sufficiente per assicurare uno sviluppo programmato e sostenibile della viticoltura. Sull’ortofrutta gli obiettivi sono stati molteplici: mantenere i programmi operativi che danno la possibilità alle cooperative di svilupparsi e di commercializzare in modo eccellente in tutti i mercati mondiali il prodotto e questo ha portato un Con la PAC siam o a ottenere il m riusciti ass per poter supp imo ortare un’agricoltura di s anche in termin uccesso i di innovazion e per i prossimi sette anni vantaggio agli agricoltori. Si è riusciti a trovare una condivisione per mantenere il cofinanziamento dei sistemi assicurativi, ma ancor più importante è stata la definizione di un doppio sistema di gestione dello sviluppo rurale: alcune misure (fra le quali la gestione del rischio) sono state investite e vengono finanziate attraverso un piano nazionale. La distribuzione dei fondi dell’assicurazione a livello nazionale comporta la possibilità di incassare circa 300 milioni di euro per le Provincie autonome di Trento e di Bolzano; questo è dovuto al fatto che in questi territori c’è una forte cultura assicurativa; una distribuzione delle risorse proporzionale alla percentuale di distribuzione ordinaria delle risorse per i PSR regionali avrebbe penalizzato le due Provincie. Con questo fondo nazionale siamo riusciti a garantire una sicurezza finanziaria pluriennale almeno fino al 2020. Possiamo senza alcun dubbio affermare che con la riforma della PAC siamo riusciti a ottenere il massimo per poter supportare un agricoltura di successo nella possibilità di internalizzazione, di perseguire vantaggi competitivi, di essere supportati negli investimenti per l’innovazione anche nei prossimi 7 anni. Herbert Dorfmann 29 L Andrea Berti 30 La strategia del Condifesa: innovazione e opportunità di Andrea Berti Direttore Condifesa Trento a vision dei Condifesa deve essere di lungo periodo e non limitarsi all’attenzione per l’immediato. Bill Gates, il fondatore di Microsoft, 40 anni fa fece una previsione: ”Un pc su ogni scrivania e ogni pc con un software Microsoft installato”. Sembrava fantascienza, oggi invece è realtà. Con questo voglio dire che dobbiamo confrontarci con l’innovazione, non deve intimorirci ma deve stimolarci. Per i Condifesa “Vision” significa innovare gli strumenti di gestione del rischio per rispondere alla reale esigenza delle imprese agricole in coerenza con gli obiettivi della Politica Comunitaria, ovvero la stabilizzazione del reddito e la competitività dell’impresa. La PAC attraverso i nuovi strumenti, con la richiesta di sinergia e coordinamento fra le diverse misure e con una necessità di responsabilizzazione e conoscenza delle imprese agricole ci pone verso l’obiettivo della stabilizzazione del reddito e non alla semplice polizza assicurativa contro la “grandine”. Per fare questo dobbiamo innanzitutto effettuare un analisi di risk management nelle imprese e del contesto normativo, e parallelamente elaborare una strategia di gestione del rischio e condividerla con altri organismi associativi, analizzando quali possono essere gli obiettivi raggiungibili. L’analisi di risk management I rischi di un impresa agricola sono: “produttivo” ovvero la qualità e la quantità ottenibile di prodotto dell’azienda agricola, “di mercato”, cioè il prezzo dei prodotti e il costo dei fattori, “finanziario” legato alla liquidità e all’accesso al credito, “sociale” e “strategico”. Il reddito aziendale è costituito da componenti positive e negative quali: i ricavi relativi all’attività caratteristica dell’impresa agricola, i premi, le tasse relative all’attività produttiva, le variazioni delle rimanenze di materie prime e di prodotto e i costi sostenuti per l’approvvigionamento dei fattori destinati al processo produttivo e/o alla commercializzazione degli stessi. Ai fini dell’IST il reddito è determinato nel seguente modo: Reddito = (R + P – T ± Δrp) – (C ± Δrmp). In una analisi di risk management bisogna tenere in considerazione la percezione del rischio che può avere l’impresa agricola, il livello di avversione al rischio e la capacità interna di gestire il rischio. Ricapitolando abbiamo: ●● una soggettività che è data dalla percezione del rischio che sicuramente è una conseguenza della conoscenza, infatti non sempre un’ impresa conosce quello che è il suo vero rischio; ●● diverse fonti di rischio, non solo quello produttivo; ●● un incertezza sul reddito e non solo sui ricavi; ●● un impatto sul complesso dell’impresa. Dobbiamo quindi analizzare il problema riferendoci sia al passato che al futuro in quanto ci possono essere dei rischi non conosciuti ma che hanno comunque una probabilità di accadimento. Nel presente dobbiamo analizzare ed elaborare delle strategie con obiettivi di lungo periodo. Strategie per la gestione del rischio Come strategia per la gestione del rischio possiamo: ●● ridurre o evitare il rischio e quindi eliminare i fattori che lo generano, ridurre la probabilità degli eventi negativi e/o la severità degli effetti attraverso tecniche produttive, irrigazione, reti, strumenti finanziari per il rischio prezzo, o anche con una diversificazione produttiva aziendale; ●● condividendo il rischio o meglio trasferire gli effetti negativi del rischio su altri soggetti, con strumenti quali ad esempio le assicurazioni e i fondi di mutualità; ●● mitigare gli effetti negativi una volta che si è verificato l’evento, un esempio straordinario è stato l’azione promozionale “mela si” studiata da Melinda nel 2000 a seguito di una grandinata eccezionale attraverso la quale la stessa Cooperativa è riuscita a valorizzare il prodotto di seconda con l’intuizione della mela che piange riuscendo a mitigare l’effetto economico di una calamità naturale; ●● accettare, da parte dell’impresa, una parte di rischio. Condivisione con altri Organismi Associativi Nell’ottica di massimizzare l’efficienza dobbiamo condividere degli obiettivi. Per capire questo, in economia è possibile utilizzare l’esempio della zattera tirata da due traini posizionati lungo le rive ai lati con una forza 10, i quali determinano una forza di avanzamento della zattera pari a 6; se i due traini venissero posizionati longitudinalmente, la forza dei due verrebbe a sommarsi e quindi avremo un avanzamento di forza 20. È chiaro che se noi abbiamo delle misure che non tendono nella stessa direzione, una parte degli sforzi e degli effetti vengono vanificati per effetto della non coincidenza delle misure verso lo stesso obiettivo. Un esempio concreto è il contributo per la realizzazione delle reti antigrandine (costo pubblico + costo impresa), il quale dovrebbe essere concentrato in territori ad alto indice di rischio onde evitare che aziende che si sono Innovare gli str um per rispondere enti di gestione del rischio alle esigenze d ell’agricoltura in coerenza co tr n gli obiettivi d ella nuova PAC entina 2020 31 dotate dell’impianto non aprano le reti, si assicurino comportando aumento dei costi aggiuntivi a carico del pubblico e per l’impresa stessa. È indispensabile una programmazione coerente, condivisa ed efficiente delle misure ammissibili a contribuzione pubblica per massimizzare la competitività del sistema, non solo fra agricoltori ma anche fra organismi associativi, cooperative e OP. Analisi degli obiettivi raggiungibili Il rischio deve essere scomposto in tre componenti riferite al reddito dell’impresa: ●● eventi sistemici (siccità, gelo, alluvione) caratterizzati da un alta correlazione, bassa frequenza e alto danno; ●● altri eventi di frequenza (grandine, vento, sbalzo termico, etc.); ●● fattori produttivi e prezzi. Riteniamo che la gestione del nuovo strumento di stabilizzazione dei redditi (IST) debba articolarsi in maniera semplice dal punto di vista delle condizioni di adesione e di gestione, il rilievo dei dati puntuali dei redditi delle aziende che vi aderiscono, anche in considerazione della dimensione media delle aziende trentine (1,8 ettari), comporterebbe oneri economici e amministrativi esagerati. Anche in termini di gestione ed organizzazione dovranno essere individuati dei Comitati interni a Condifesa, cooperative, OP, organismi esistenti al fine di contenere i costi. È indispensabile quindi prevedere la possibilità di strutturare una soluzione basata su indici e non attraverso i dati delle singole aziende aderenti, al fine della minimizzazione dei costi amministrativi, di evitare eventuali inefficienze organizzative delle singole aziende e di creare un’ indice/indicatore della redditività del prodotto. Co.Di.Pr.A. in collaborazione con l’Assessorato della Provincia Autonoma di Trento, Apot, Mipaaf ed Ismea ha iniziato ad operate le 32 prime valutazioni per la sperimentazione dell’IST limitatamente alle aziende agricole produttrici di ciliegie e di piccoli frutti. L’IST riteniamo debba essere complementare alla polizza assicurativa multirischio ed intervenire solo in caso di gravi perdite di reddito subite dalle aziende per cause diverse da quelle coperte dalla polizza. Per quanto riguarda il sistema amministrativo, secondo noi, è indispensabile una semplificazione del processo di adesione utilizzando banche dati esistenti (ad esempio i fascicoli aziendali) che dovrebbero essere in futuro consultabili dal socio agricoltore, dall’intermediario, dalla Compagnia, dal Condifesa, per far questo risulta necessario un ulteriore sviluppo del sistema informativo degli organismi pagatori. Questo potrebbe portare ad una riduzione di errori e soprattutto di costi in quanto riduciamo l’onere amministrativo. Al contenimento dei costi si potrebbe arrivare inoltre attraverso l’acquisizione informatizzata dei catastini e dei fascicoli aziendali, con la sottoscrizione di polizze pluriennali, modificando la compilazione del certificato e prevedendo l’inserimento solamente dei dati indispensabili, favorendo le perizie georeferenziate. L’informatica deve diventare una condizione utile per semplificare e permettere risparmi in termini economici oltre che per evitare speculazioni e permettere una corretta valutazione dei danni e delle caratteristiche del prodotto aziendale. L’analisi del rischio, delle soluzioni adottabili e la conoscenza della normativa dovranno essere concetti ed informazioni ben chiare agli agricoltori, infatti la gestione del rischio per la stabilizzazione del reddito aziendale, attivabile attraverso diverse misure previste dalla PAC, non è considerabile come una classica polizza di cui l’assicurato è un semplice fruitore dei servizi ed il destinatario di eventuali indennizzi. Dobbiamo confrontarci con gli strumenti di gestione del rischio avendo chiaro il concetto che solo una responsabile e sinergica declinazione delle misure, coordinate con ogni azione che possa essere importante per il raggiungimento dell’obiettivo della stabilizzazione del reddito, può effettivamente determinare la definizione e l’attivazione delle attività indispensabili per poter ottenere una coesione di strumenti che permettano con equilibrio ed un corretto rapporto fra i diversi aderenti con una sostenibilità di medio/lungo periodo. 33 C 34 ena di Gala al Muse Dopo il conveg no di Trento dove del pomeriggio gli ospiti si s ono spostati a hanno potuto v l Muse isitare il muse lobby a lume d o e cenare nell i candela, acco a su mpagnati da m di socialità e a usica Jazz. Un m ggestiva ggregazione c omento he ha consolid a una categori ato il senso di a importante c appartenenza ome quella de ll’agricoltura 35 L 36 Consorzio di Coriassicurazione ISMEA visita ispettiva in Provincia di Trento Lo scorso 2 luglio 2014 i tecnici fiduciari di Co.Di.Pr.A. e gli ispettori: ●● Bedogni Ernesto (UNIPOL-SAI) ●● Gasperetti Giovanni (ITAS) ●● Gozzo Elio (REALE MUTUA) ●● Pirazzini Massimo (FATA) ●● Polacchini Luigi (GROUPAMA) ●● Rossi Isaia (ARA1857) ●● Toschi Aurelio (AGS) ●● Zanin Diego (CATTOLICA) ●● Almoto Alessio (tecnico di ISMEA) hanno effettuato una visita ispettiva per verificare lo stato delle produzioni agricole della nostra Provincia. In riferimento alla garanzia Gelo si è riscontrato il superamento del parametro previsto dalle condizioni di polizza con riguardo ai seguenti periodi: ●● 25 marzo 2014 (abbassamenti sotto lo zero durante tutta la notte variabili fino a -4 °C); ●● 14-17 aprile 2014 (abbassamenti sotto lo zero per un paio di ore variabili fino a -2 °C). Tale situazione trova riscontro nella quasi totalità dell’areale di coltivazione delle produzioni della nostra Provincia. Per quanto riguarda la fase fenologica della varietà di mele nell’epoca considerata la situazione era la seguente: ●● Val d’Adige piena fioritura 7 aprile; ●● Media Val di Non 500 mt s.l.m. piena fioritura 13 aprile; ●● Alta Val di Non 750 mt s.l.m. piena fioritura 20 aprile. La Commissione dopo attente valutazioni ha concordato le seguenti considerazioni finali: ●● i danni riscontrati, in base alle visite effettuate nel territorio, per mancanza di produzione e da cinghiature o rugginosità riguardano un ridotto numero di appezzamenti generalmente ubicati in “buche” o avvallamenti. I danni da cinghiatura interessano principalmente la varietà Gala e Red Delicious; ●● problemi di alternanza di produzione si sono riscontrati in particolare su alcune varietà e in frutteti colpiti pesantemente dalla ticchiolatura dello scorso anno dove gli agricoltori non hanno posto in atto i dovuti interventi curativi; ●● l’evento grandine verificatosi l’11 giugno 2014 che ha interessato la media e alta Val di Non ed ha colpito principalmente una parte del territorio nei comuni di Sanzeno, Cles, Cloz, Taio, Tassullo, Coredo e Brez, ha prodotto effetti che, alla data odierna, rappresentano un danno di qualità. 37 Situazione agronomica principali colture provinciali fonte F.E.M. UVA La situazione della viticoltura in Provincia di Trento non presenta problematiche eccezionali o situazioni di allarme particolare. Nell’annata 2014 si è rilevato: ●● un tasso di fertilità inferiore al 2013, annata nella quale si era verificato, comunque, il record di produzione nel trentino, ma per poter verificare l’effettiva potenzialità produttiva si deve attendere la fioritura, ormai in fase di ultimazione, in quanto è il numero di acini presenti sul grappolo, oltre alla dimensione degli stessi, e non il numero di grappoli che determina il quantitativo prodotto; ●● un anticipo vegetativo di circa 15 giorni rispetto all’andamento normale il che fa stimare l’inizio Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di maggio a S. Michele A/A nel periodo 2000-2014 38 Le zone della piana Rotaliana e della Valle di Cembra colpite dalla grandinata del 24 giugno della raccolta per le uva base spumante a partire dal 20/22 agosto. Dalla relazione del tecnico Maurizio Bottura risultano criticità anche importanti causate dalla grandine del 11 maggio, in particolar modo sulle colline di Nogaredo e Villa Lagarina, e dal vento del 14-17 maggio, specie per la varietà Marzemino, nell’asta dell’Adige, in Vallagarina e nella zona di Ala e Avio e per il Terolgego in Piana Rotaliana. Gravi risultano i danni anche a seguito della grandinata del 24 giugno 2014 che si è verificata nel comune di Isera (Folaso, Lenzima e Patone), Villa Lagarina, Mori, Volano e Ronzo Chienis; nell’epicentro il dannno è praticamente totale, si riscontra una completa defogliazione ed asporto dei grappoli. Gli ettari interessati sono circa 100. Una grandinata nel medesimo giorno ha colpito inoltre la piana Rotaliana e la Valle di Cembra. Gli ettari interessati risultano essere circa 350/400. La situazione della Peronospora è buona, vi è la presenza di macchie in alcuni vigneti ma al momento non destano preoccupazione. Stiamo attenzionando il problema oidio che è in aumento, favorito dalle condizioni climatiche ed in particolare dalle temperature. La figura 1 rappresenta i parametri dei millimetri di pioggia, ore di bagnatura e giorni piovosi nel mese di maggio rilevate dalla stazione meteorologica della fondazione Edmund Mach nel Comune di S. Michele A/A. MELE Le zone colpite dalla grandine dell’11 maggio e del 24 giugno Anche la frutticoltura ha un anticipo vegetativo, soprattutto nel melo. Per la parte riguardate l’aspetto fitosanitario al momento non ci sono particolari problemi di ticchiolatura e di oidio. La fioritura, in senso generale, è stata buona come pure l’allegagione. Qualche problema di alternanza viene evidenziato per le varietà Red Delicious e Fuji ed, eccezionalmente, per Golden. Problemi di alternanza si sono riscontrati, inoltre, in frutteti colpiti pesantemente dalla ticchiolatura lo scorso anno dove non hanno funzionato gli interventi curativi. Gli abbassamenti termici di fine marzo e metà aprile non sembrano aver causato effetti eccezionali tranne che per qualche particolare frutteto in avvallamenti e su qualche particolare varietà. Anche il dott. Gastone Dallago si sofferma sugli effetti della grandinata dell’11 maggio 2014 spiegando che la calamità era accompagnata da un vento 39 Le zone della val di Non colpite dalla grandinata dell’11 giugno 40 fortissimo che ha provocato sui frutticini moltissime ammaccature e sporadicamente qualche incisione. La grandinata ha interessato particolarmente la Val Lagarina e la Valle del Sarca. Si stimano colpiti circa 400 ha con danni medio gravi. In aree ristrette, Sasso, Castellano, Noarna, Pedersano, i danni risultano più gravi. La grandinata dell’11 giugno 2014 avvenuta in Val di Non ha colpito principalmente i Comuni di Cloz, Brez, Sanzeno, Tassullo, Cles, Coredo, Nanno e Taio, ed ha interessato circa 850 ettari comportando danni dal punto di vista della qualità del prodotto. Proteggi il Tuo Lavoro con l’Assicurazione Agevolata Bestiame Protezione da tutti i rischi dei bovini da latte compresi: alpeggio, fiere, mercati e pascoli con il contributo della Provincia Autonoma di Trento Compagnie convenzionate: Itas Mutua, Cattolica Assicurazioni, Fata Assicurazioni, Generali Assicurazioni 41 38122 Trento – Via Giusti n. 40 - Tel. 0461/915908 – Telefax 0461 / 915893 - www.codipratn.it - [email protected] P Principali norme contrattuali RODUZIONE ORDINARIA – definizione contrattuale prevista per tutte le tipologie di polizza ai sensi degli Orientamenti Comunitari e della Normativa Nazionale ●● La media della produzione ottenuta, per unità di superficie coltivata di impianti in piena produzione, nei tre ultimi anni precedenti, o la produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti escludendo l’anno con la produzione più elevata e quello con la produzione più bassa. In mancanza di dati aziendali deve essere assunta la media stabilita con Delibera della Giunta PAT pari a 630 q.li/ha per le mele, 106 q.li/ha per le ciliegie, 44 g.li/ha per il mais e come da disciplinare per l’uva da vino. SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO In applicazione delle normative comunitarie e nazionali di settore, Reg. (CE) 19 aprile 2008 n. 479, art. 14; Reg. (CE) del 19 gennaio 2009 n. 73, artt. 68 e 70 - e del Decreto MIPAAF 08 dicembre 2013 n. 24335 – Piano Assicurativo Agricolo Nazionale - i contratti agevolati devono prevedere obbligatoriamente l’applicazione di una soglia di accesso al risarcimento (unica eccezione il prodotto “Uva da Vino” in riferimento al quale, con limitazione della percentuale massima di contributo al 50%, può non essere applicata la soglia). SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO significa che il diritto all’indennizzo si attiva esclusivamente quando le avversità oggetto di garanzia abbiano provocato un danno, risarcibile a termini di polizza, superiore al 30% calcolato sull’intera produzione aziendale, relativa allo stesso prodotto, ubicata nel medesimo Comune amministrativo (media ponderale) rispetto al valore assicurato. Superato detto livello minimo sarà applicata la franchigia scalare contrattuale. Sia per la tipologia di polizza pluririschio sia per la tipologia di polizza multirischio la franchigia viene applicata per partita assicurata. Per “Prodotto” si intendono i prodotti agricoli elencati 42 all’art. 1, punto 1.1 del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 08 dicembre 2013, n. 24335 e cioè: Uva da Vino, Mele, Pere, Susine, etc. Per “Varietà” si intendono le tipologie colturali elencate all’allegato 1, del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 08 dicembre 2013, n. 24335 e cioè: Teroldego, Pinot grigio, Pinot nero etc. Golden, Red, Gala, etc. Le produzioni insistenti in appezzamenti dotati di impianti di difesa attiva (reti antigrandine) non vengono computate ai fini del calcolo della soglia quindi la media ponderale di danno aziendale verrà calcolata disgiuntamente, in altre parole mele e mele con impianto difesa attiva sono da considerarsi alla stregua di due prodotti diversi, non concorrendo congiuntamente alla determinazione della soglia aziendale, a prescindere dall’avversità che ha determinato il danno (compreso gelo-brina). “PRODOTTO ILLESO” è eventualmente da considerarsi anche quello raccolto. Di conseguenza ai fini del calcolo della media ponderale di danno per prodotto/ azienda/Comune, il prodotto raccolto concorrerà ponderatamente a tale calcolo. Nel caso di danni da eventi atmosferici in corso di raccolta, o per varietà che prevedano la raccolta in più stacchi, es. “GALA”, viene, comunque, considerata l’intera produzione assicurata per il calcolo della soglia di accesso al risarcimento. Ad integrazione delle Norme che regolano l’Assicurazione, non si applicherà la detrazione relativa al prodotto raccolto ma si procederà alla suddivisione della partita in due sottopartite distinte con l’attribuzione, per ciascuna, del relativo danno specifico e della relativa franchigia. È necessario che ad ogni partita debba essere attribuita una percentuale di danno e non venga effettuata la consolidata prassi del “ritiro di denuncia”, salvo ulteriori e specifiche considerazioni che possono essere fatte dai periti in considerazione dell’ininfluenza per la verifica del superamento della soglia. Il “bollettino di campagna” è da compilarsi con le solite modalità, con punteggio per partita inserendo, eventualmente, la seguente dichiarazione o altre aventi lo stesso contenuto: “Con l’accettazione del presente bollettino l’assicurato prende atto che il diritto all’indennizzo maturerà solo ed esclusivamente al superamento della soglia del 30% di danno risarcibile a termini di polizza, relativamente all’intera produzione aziendale della specie dichiarata, anche se assicurata con uno o più certificati, ubicata in un medesimo Comune”. FONDO DI MUTUALITÀ L’applicazione contrattuale della “Soglia di accesso al risarcimento” può determinare che, pur avendo subito dei danni superiori al 30% in qualche appezzamento, qualora il danno medio aziendale per prodotto e Comune non superi il 30%, non abbia luogo alcun risarcimento. Al fine di evitare tale possibilità e per cercare di riportare la situazione risarcimenti alle condizioni ante introduzione soglia si è deliberata la costituzione di un “Fondo di Mutualità”, alimentato esclusivamente dai contributi dei Soci. Questo “Fondo”, nei limiti della sua dotazione finanziaria, concorrerà pertanto alla liquidazione degli eventuali sinistri che risulteranno sotto la soglia Azienda – prodotto - Comune. Nel 2014 la dotazione finanziaria complessiva del Fondo di Mutualità si stima sia pari a circa 6,00 mil. di euro. Il dato definitivo della dotazione sarà possibile calcolarlo solo a chiusura informatizzazione dati di polizza. La franchigia applicata alle liquidazioni dei danni delle imprese agricole sotto soglia di accesso ai risarcimenti e quindi a carico del “FONDO DI MUTUALITA’ “ è quella a scalare prevista nei vari tipi di contratti assicurativi con il minimo di 15 punti percentuali e non 10 su tutti i prodotti ad esclusione di quelli che hanno franchigie particolari (ciliegie, vivai, impianti produttivi). La soglia deve intendersi per aggregato prodotto e Comune dell’azienda agricola (non computano produzioni sotto rete). Di conseguenza dovrà essere eseguita la perizia per tutte le partite del medesimo aggregato azienda/prodotto/Comune. Infatti anche le partite con danno inferiore al 30% e quindi non liquidabile, concorrono al calcolo del danno medio lordo e quindi al superamento della soglia. FONDO COMUNI AD ALTO INDICE DI RISCHIO La nuova normativa stabilisce un tetto di spesa ammissibile a contribuzione pubblica, di conseguenza è stato indispensabile stoppare le tariffe assicurative delle polizze multirischio al 26% e questo ha comportato, per i Comuni a maggior rischio climatico e storicamente sinistrati, l’applicazione della franchigia minima di 15 punti percentuali. I Comuni sono: Bleggio Superiore, Bosentino, Brentonico, Cloz, Comano Terme, Dambel, Don, Fondo, Malosco, Mori, Nomi, Ospedaletto, Pergine Valsugana, Pomarolo, Rumo, Sfruz, Smarano, Stenico, Storo, Tenna, Vigolo Vattaro, Villa Agnedo e Villa Lagarina. In detti Comuni per coprire tale differente applicazione della franchigia è stato costituito un Fondo Mutualistico. Le aliquote contributive per l’adesione al Fondo Mutualistico per Comuni ad alto indice di rischio 2014 sono state fissate al 5% dei premi. L’entità del danno indennizzabile a carico del Fondo nei limiti della dotazione finanziaria è determinato come differenza risultante dall’applicazione della franchigia a scalare minima del 15% anziché del 10% per danni superiori alla soglia di accesso all’indennizzo; del 20% anziché del 15% per danni inferiori alla soglia. 43 ESEMPI PRATICI DI DETERMINAZIONE DELLA SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO E DI APPLICAZIONE DELLA FRANCHIGIA Es. n. 1 – medesimo prodotto relativo alla stessa Azienda coltivato in Comuni amministrativi diversi Azienda Agricola Guido Bianchi Comune a) b) Brez c) Part. Varietà 1 2 3 4 5 6 7 8 Fuji Red oltre 350 mt Gala Golden oltre 350 mt Golden oltre 350 mt Golden oltre 350 mt Gala Renetta Canada d) Valore Assicurato % Danno b) Cloz c) Part. Varietà 1 2 3 4 Fuji Gala Fuji Golden oltre 350 mt d) 1.500,00 1.410,00 1.500,00 92,00 32 25 23 65 4.502,00 Franchig. a scalare 30,00 30,00 26,00 10,00 30,00 10,00 10,00 12,00 44,52 Specie Risarcimento Assicurativo certo netto 112,80 4.278,00 147,20 817,80 661,50 6.017,30 Mele cod. 083C000 e) : c) x 100 e) Valore %Danno Assicurato Soglia 700,00 119,60 601,60 4.968,00 1.725,00 193,20 958,80 955,50 10.221,70 Comune a) Danno Lordo 28 26 32 72 25 42 68 39 2.500,00 460,00 1.880,00 6.900,00 6.900,00 460,00 1.410,00 2.450,00 Mele cod. 083C000 e) : c) x 100 e) 22.960,00 Risarcimento a carico della Compagnia Specie Danno Lordo Soglia 480,00 352,50 345,00 59,80 1.237,30 27,48 Risarcimento a carico Fondo Mutualità 26,00 90,00 30,00 30,00 15,00 46,00 Franchig. a scalare 136,00 (*) Risarcimento a carico del Fondo (*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15% N.B.: il medesimo criterio deve essere considerato anche qualora, anziché in Comuni diversi, le produzioni siano in parte coperte con impianti di difesa attiva (reti antigrandine) ed in parte no. Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza l’applicazione di alcun scoperto. OBBLIGHI DELL’ASSICURATO IN CASO DI SINISTRO – DIRADO MANUALE L’art. 9 comma c) delle norme generali che regolano l’assicurazione prevede l’obbligo di eseguire tutti i lavori di buona agricoltura richiesti dallo stato delle colture. Il dirado manuale è una normale pratica 44 agronomica con indicazioni tecniche impartite dai tecnici centro assistenza tecnica Fondazione Mach purché non siano riscontrabili esagerazioni immotivate, il danno verrà calcolato sul prodotto in pianta al momento della raccolta. Non sono significative ne considerabili piante campione. Es. n. 2 – Azienda posta in unico Comune amministrativo ma con prodotti assicurati diversi Azienda Agricola Sergio Rossi Comune Arco Specie a) b) c) d) e) Part. Varietà Valore Assicurato %Danno Danno Lordo 1 2 3 4 5 6 7 Marzemino Marzemino Pinot Grigio Merlot Marzemino Pinot Grigio Pinot Grigio 3.500,00 6.000,00 2.320,00 2.400,00 2.000,00 4.640,00 1.624,00 21 22 31 18 24 31 42 22.484,00 Risarcimento a carico del Fondo e) : c) x 100 Soglia 735,00 1.320,00 719,20 432,00 480,00 1.438,40 682,08 5.806,68 Uva Vino cod 002D000 Franchig. a scalare Risarcimento a carico Fondo Mutualità 30,00 30,00 28,00 30,00 30,00 28,00 15,00 69,60 139,20 438,48 25,83 647,28 (*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15% Comune Risarcimento a carico della Compagnia Arco Specie a) b) c) d) e) Part. Varietà Valore Assicurato %Danno Danno Lordo 1 2 3 4 5 6 Gala Granny Smith Morgenduft Golden fino 350 mt Golden fino 350 mt Red fino 350 mt 1.880,00 2.960,00 1.700,00 4.440,00 4.440,00 2.220,00 37 36 24 26 79 35 17.640,00 e) : c) x 100 Soglia 695,60 1.065,60 408,00 1.154,40 3.507,60 777,00 7.608,20 Mele cod. 083c000 Franchig. a scalare 16,00 18,00 30,00 30,00 10,00 20,00 Risarcimento Assicurativo certo netto 394,80 532,80 3.063,60 333,00 43,13 4.324,20 Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza applicazione di scoperto. ISPEZIONE DEI PRODOTTI ASSICURATI (art. 6 delle Norme Generali che regolano l’Assicurazione). La Società ha sempre il diritto di ispezionare i prodotti assicurati, senza che ciò crei pregiudizio per eventuali riserve od eccezioni. L’Assicurato ha l’obbligo di fornire tutte le indicazioni ed informazioni occorrenti, nonché il Fascicolo Aziendale e le mappe catastali relative alle partite assicurate. ESAGERAZIONE DOLOSA DEL DANNO (art. 18 delle Norme Generali che regolano l’Assicurazione) 45 Comune, al netto della franchigia contrattuale e dell’eventuale scoperto. FRANCHIGIA - SCOPERTO Superato il livello minimo di soglia di accesso al risarcimento calcolato sull’intera produzione aziendale, per prodotto, ubicato nel medesimo Comune amministrativo sarà applicata la franchigia contrattuale come indicato nella tabella a piè pagina. Qualora il prodotto assicurato sia stato danneggiato esclusivamente o prevalentemente dagli eventi siccità e/o colpo di sole e vento caldo e/o gelo e brina e/o sbalzo termico e/o eccesso di neve e/o eccesso di pioggia per danni risarcibili a termini del Contratto assicurativo, verrà applicato uno scoperto al danno pari al 20%. Per prevalente sono da intendersi i casi in cui i danni complessivi da gelo e brina e/o colpo di sole e vento caldo e/o eccesso di neve e/o siccità e/o sbalzo termico e/o alluvione ed eccesso di pioggia che siano maggiori al danno da grandine e/o venti forti. (es: danno complessivo 90% di cui 50% imputabile a colpo di sole e 40% a grandine, la liquidazione sarà da determinare nel seguente modo: 90 – 10 fr. – 16 scoperto = 64%). Ogni atto scientemente compiuto, diretto a trarre in inganno la Società circa la valutazione del danno può produrre la decadenza dell’Assicurato dal diritto all’indennizzo. LIMITI MASSIMI DI RISARCIMENTO In nessun caso, la Società, pagherà per uno o più eventi garantiti importo superiore a: ●● Pluririschio a quattro o più eventi - 80% del valore assicurato per singola partita al netto della franchigia contrattuale, tale limite di indennizzo viene ridotto al 70% del risultato della produzione per prodotto e partita assicurata qualora il danno prevalente sia imputabile a eccesso di pioggia. ●● Multirischio rese - 70% del risultato della produzione per prodotto insistente nel medesimo 46 Per il prodotto “Uva qualità extra – cod. 002D00”, qualora il prodotto assicurato sia coltivato con la pratica “agricoltura biologica” e lo stesso sia stato danneggiato esclusivamente o prevalentemente dall’evento eccesso di pioggia e per danni risarcibili a termini del presente contratto, verrà applicato uno scoperto al danno pari al 20%. Per il prodotto “Uva da vino Nord – cod. 002B00”, esclusivamente per la garanzia grandine e venti forti, non si applica la soglia di accesso al risarcimento e la franchigia applicata è fissa pari al 10 punti percentuali. La maggiorazione per danno di qualità è quella convenzionale prevista nella tabella qualità “502”. Tale opzione gode di un contributo pubblico limitato pari al 50% della spesa ammessa. DANNO 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 e superiori FRANCHIGIA 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 T Modalità per la rilevazione del danno utte le polizze a più rischi (sia multirischio rese che pluririschio) prevedono la considerazione e la quantificazione di un danno complessivo imputabile all’insieme delle avversità poste in garanzia. Il danno complessivo è determinato dalla sommatoria della percentuale relativa al danno quantitativo, cioè la perdita di prodotto patito, e dalla percentuale, da determinarsi sul prodotto residuo ancora in pianta, relativa al danno qualitativo. Franchigia e massimo indennizzo sono riferibili al danno complessivo a prescindere dalla/e avversità che ne è/sono stata/e la/e causa/e. Lo scoperto è applicabile esclusivamente qualora il danno prevalente non sia imputabile a grandine e vento. Il danno deve essere rilevato in imminenza della raccolta/vendemmia in riscontro delle effettive Il danno deve e ssere rilevato in imminenza della raccolta o vendemmia e de determinato d alla sommatori ve essere ad relativa al dan no quantitativo ella percentuale e qualitativo 47 perdite di produzione. Al fine di una verifica sulla congruità delle liquidazioni il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato un Decreto che prevede il controllo delle valutazioni e di eventuale comparazione con altre banche dati comprovanti l’effettiva produzione ottenuta. Nel medio periodo l’obiettivo è inoltre addirittura quello della georeferenziazione delle rilevazioni con invio telematico e in diretta delle risultanze di perizia. “produzione ordinaria”). Qualora la quantità del prodotto ottenibile e presente in campo, sia almeno pari a quella ordinaria assicurata non è considerabile alcuna perdita quantitativa; a prescindere da eventuali piante con minor produzione rispetto al normale o con una distribuzione non omogenea di prodotto. In tal caso verranno valutati esclusivamente gli eventuali danni qualitativi. PROCEDURA ●● Nel bollettino di campagna, atto contrattuale che riporta le risultanze di perizia, il perito dovrà esporre sia il danno quantità che, in colonna separata, il danno di qualità; ●● Il perito potrà indicare nelle note o in specifici campi, qualora vi siano più avversità che concorrono al danno, le percentuali indicative di incidenza per ogni avversità; ●● Per tutti i tipi di polizza si dovrà indicare nel bollettino il danno per partita assicurata. ●● verifica dell’effettiva potenzialità produttiva dimostrabile rispetto alla quantità assicurata con effettivo confronto dei valori e quintali assicurati con quanto risultante dagli estratti conto conferimenti storici (fatture e bolle per non soci di cooperativa); ●● stima produzione presente; ●● stima eventuale produzione persa per cause diverse da quelle oggetto di garanzia; ●● per differenza si determina la percentuale relativa al danno quantitativo; ●● valutazione delle implicazioni qualitative su prodotto residuo presente in pianta; ●● applicazione della soglia, franchigia e massimo indennizzo; NB: la normativa di settore prevede l’obbligo di assicurare la produzione ordinaria (vedi definizione 48 BOLLETTINO DI CAMPAGNA EPOCA DI RILEVAZIONE DEL DANNO In considerazione dello stadio di maturazione del prodotto nelle diverse aree verranno indicate le date di inizio raccolta di ogni varietà e di conseguenza concordata e definita la finestra temporale per macroaree di effettuazione delle perizie. Determinazione della perdita qualitativa subita dal prodotto assicurato 1. FRUTTA Esempio di perizia in appezzamento coltivato a mele con produzione ordinaria 100 q.li nel quale vi siano n° 2000 piante di melo. Il perito come prima operazione verifica la produzione ordinaria, in questo caso, di 100 q.li ossia 5 Kg a pianta anche attraverso i dati dei conferimenti aziendali storici. “TABELLA C“ - QUALITA’ FRUTTA NB: I frutti caduti, persi, distrutti (cioè tale da azzerare il loro valore intrinseco) o che presentando gravi fenomeni di marcescenza e/o raggrinzimento conseguenti agli eventi atmosferici assicurati, e comunque tali da non poter essere destinati alla trasformazione industriale, vengono valutati solo agli effetti del danno di quantità. Per le drupacee nella classe di danno b) 50%, si intendono anche qualche lieve incisione all’epicarpo. Qualora sia richiesto espressamente dall’Assicurato in fase di sottoscrizione del certificato ed a fronte di un sovrapremio del 50%, con il limite di tasso massimo del 30%, per le varietà brevettate indicate nel sottostante elenco: CRIPPS PINK e ROSY GLOW, PINK LADY, CIFRESH, JAZZ, CIVNI, RUBEN, NICOTEL, KANZI, MODI’, CIV G 198; MAIRAC, CAMEO, relativamente alle quali le norme di commercializzazione non prevedono la classe II°, la declaratoria prevista alla classe b) di cui sopra deve considerarsi inclusa nella successiva classifica c). Per i prodotti albicocche, fichi, susine i parametri della tabella di cui sopra devono essere dimezzati. Si definisce ammaccatura, qualsiasi effetto visibile sul frutto provocato dalla percossa della grandine o di altri eventi coperti dalla garanzia Classe di danno Descrizione % danno Qualità a) I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità superiore (categoria extra) o buona (categoria Ia). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà. Fanno parte anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da garanzia, presentano un lieve difetto di forma, un lieve difetto di sviluppo, un lieve difetto di colorazione, lievi difetti alla buccia (epicarpo) non superiori a: ●● 2 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata; ●● 0,20 cm2 di superficie totale per le ammaccature, che possono essere leggermente decolorate senza necrosi dell’epicarpo (buccia); ●● rugginosità lieve; ●● 1 cm2 di superficie totale per gli altri difetti. 0 b) I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità mercantile (categoria II). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà, ma tali da non poter rientrare nella precedente classe a). La polpa (mesocarpo) non deve presentare difetti di rilievo da eventi atmosferici coperti da garanzia. Sono ammessi anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da garanzia, presentano difetti di forma, difetti di sviluppo, difetti di colorazione, difetti della buccia (epicarpo) non superiori a: ●● 4 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata; ●● 0,75 cm2 di superficie totale per le ammaccature lievi, che possono essere decolorate o con sola necrosi dell’epicarpo (buccia); ●● 0,25 cm2 di superficie totale per le ammaccature con necrosi dell’epicarpo (buccia) e del mesocarpo (polpa); ●● rugginosità media; cinghiatura lieve e media; ●● 2,5 cm2 di superficie totale per gli altri. 50 c) I frutti di questa classe devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà ma di qualità tale da non poter rientrare nelle precedenti classi a) e b) e destinati, causa gli eventi atmosferici coperti da garanzia, solo alla trasformazione industriale. 85 49 CATEGORIA I° CLASSE DI DANNO A) DANNO 0 sup. <0,20 cm2 diametro max. 3,5 mm CATEGORIA II° CLASSE DI DANNO B) DANNO 50% da 0,20 a 0,75 cm2 4 mm 2,6 mm 2,1 mm 50 CATEGORIA INDUSTRIA CLASSE DI DANNO C) DANNO 85% 51 Frutto perso, tale da ritenere azzerato il suo valore intrinseco, caduto, distrutto o con fenomeni di grave marcescenza. DANNO 100% In accordo con l’assicurato individua una o più piante campione rappresentative del frutteto; i frutti delle piante campione devono essere raccolti e selezionati eliminando dal campione i frutti non classificabili come commerciali dalla normativa comunitaria per la presenza di difetti superiori a quelli tollerabili o per calibro del frutto inferiore a quello minimo previsto dalla norma per ogni varietà. Al fine di questa selezione devono essere tenuti in considerazione esclusivamente i difetti imputabili a cause diverse rispetto a quanto previsto nell’oggetto della garanzia della polizza. I difetti quali le ammaccature derivanti dalla grandine non comportano ovviamente l’esclusione dei frutti dal campione relativamente al quale si andrà a valutare il danno risarcibile. Ultimata tale operazione il perito dovrà constatare 52 se il quantitativo di frutta commercializzabile così selezionato è almeno pari a quello ordinario assicurato. Nel caso di significative differenze non imputabili a calamità previste nella garanzia il perito può operare con una detrazione del prodotto assicurato. L’analisi di frutti con classificazione secondo criteri della tabella qualità prevista dalle condizioni di polizza verrà effettuata su tale campione. Dopo aver accertato il danno di quantità, il danno di qualità verrà calcolato sul prodotto residuo, in base alle seguenti classificazioni e relativi coefficienti (avendo a riferimento anche la norma di commercializzazione definita con Regolamento dalla Commissione della Comunità Europea): Esempio: Appezzamento A Piante N. 2.000 Produzione ordinaria qli 100 (verificati dati confermienti) Produzione normale Kg 5/pianta Raccolgo Pianta/e campione (sottomisura/problemi diversi) Frutti illesi (n. 8) Frutti 2a cat. (n. 15) Frutti dest. industriale (n. 2) Grandine frutti tot. n. 25 Prodotto mercantile Kg 4,8 Assicurato kg 5 Analisi danno da grandine o vento, come da tabella C (8x0)+(15x50)+(2x85)= 36,8% 25 (n. frutti illesi x 0)+(n. frutti 2a cat. x50)+(n. frutti destinaz. industriale x 85) = 36,8% n. frutti campione VALORE ASSICURATO DEDUZIONI PER CAUSE NON COPERTE VALORE RESIDUO PROCENTO FR. NETTO LIQUIDAZIONE 1.000 0 1000 37% 16% 21% 210,00 2. UVA DA VINO Esempio di perizia in vigneto con produzione ordinaria 100 q.li nel quale vi sono 2.500 ceppi di vite ossia 4 kg a vite. Il perito come prima operazione verifica la produzione ordinaria con particolare riferimento ai disciplinari e alle produzioni ottenute negli ultimi cinque anni dimostrabili con una tolleranza del 20%, eventuali differenze maggiori determinano una detrazione di valore assicurato sul quale si liquida il danno. In accordo con l’assicurato individua delle porzioni di filare rappresentative del vigneto. Sulle viti individuate viene valutata la produzione potenziale presente, considerando il numero di ceppi per partita e moltiplicandolo per il numero di grappoli per ceppo e per il peso medio storico del grappolo indicato dai tecnici della Fondazione Mach. Eventuali perdite di peso non imputabili alle garanzie = 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 0 4,05 8,40 10,50 13,50 15,00 18,00 18,00 15,00 7,50 1 0,45 4,55 8,66 10,88 13,73 15,44 18,14 17,84 14,25 6,75 2 0,89 5,01 8,90 11,22 13,92 15,84 18,24 17,64 13,50 6,00 3 1,31 5,48 9,12 11,57 14,12 16,22 18,32 17,42 12,75 5,25 lPer le produzioni assicurate con polizza senza 4 1,73 5,94 9,35 11,88 14,28 16,56 18,36 17,16 12,00 4,50 lPer le produzioni assicurate con polizze con soglia 30, la determinazione della perdita quantitativa si ottiene per differenza fra la produzione risarcibile e la produzione ottenibile presente in vite. Ai fini del calcolo della produzione ottenibile si considerano i ceppi del vigneto e si moltiplicano per il numero di grappoli presenti su ogni ceppo e per il peso medio del grappolo con una riduzione del 20%. Al fine del calcolo del peso medio del grappolo è possibile pesare effettivamente i grappoli (nel caso la perizia sia effettuata a poca distanza dalla vendemmia) o in alternativa considerando il peso medio storico dei grappoli ridotto proporzionalmente alla percentuale di acini e grappoli asportati o mancanti a causa delle avversità. Tale percentuale di perdita di peso non può comunque essere superiore alla percentuale di acini e grappoli asportati o mancanti. A pagina 57 è riportata la scheda utilizzabile per le rilevazioni. La 54 previste nell’oggetto di garanzia determinano una deduzione dei pari percentuale del valore assicurato sul quale si liquida il danno. soglia di danno, a franchigia fissa 10% (ex 502) il danno quantitativo viene stimato verificando la percentuale di acini/grappoli asportati dalla calamità. La valutazione della perdita qualitativa è convenzionalmente effettuata sul prodotto residuo in base ai coefficienti riportati nella tabella seguente. Tale garanzia decorre dall’invaiatura o comunque non prima delle seguenti date fisse, alle ore 12.00 del: l 25 giugno per le uve Chardonnay e per il gruppo dei Pinot; l 01 luglio per le altre uve. 5 2,15 6,38 9,57 12,20 14,45 16,88 18,38 16,88 11,25 3,75 6 2,54 6,81 9,77 12,48 14,58 17,16 18,36 16,56 10,50 3,00 7 2,93 7,22 9,96 12,77 14,72 17,42 18,32 16,22 9,75 2,25 8 3,32 7,62 10,16 13,02 14,82 17,64 18,24 15,84 9,00 1,50 9 3,69 8,03 10,34 13,28 14,93 17,84 18,14 15,44 8,25 0,75 maggiorazione non prevede date di decorrenza e percentuali fisse, ma verrà convenzionalmente calcolata sul prodotto residuo in relazione alla valutazione dell’effettiva perdita delle caratteristiche organolettiche della produzione assicurata, alle eventuali penalizzazioni applicate dalla Cantina Sociale all’Assicurato, socio della Cantina stessa. Tale valutazione dovrà tenere inoltre conto: l dell’analisi della situazione agronomica dei vigneti assicurati; l dei dati di vendemmia e della perdita di peso, anche in riferimento ai dati medi di zona subita dal socio Assicurato; l dell’analisi e stima della perdita di peso imputabile alle diverse garanzie; l della fase fenologica di accadimento dei sinistri. I coefficienti così determinati non potranno comunque superare le seguenti percentuali: Classificazione riferita al numero di acini presenti per grappolo, o parte di grappolo alla raccolta Coefficiente % massimo metà ed oltre di acini danneggiati 50 meno della metà di acini danneggiati percentuale di deprezzamento non superiore all’aliquota di acini danneggiati Al fine di uniformare criteri e modalità di rilevazione dei danni si è convenuto per il 2014, in base alle analisi e valutazioni effettuate sui prodotti colpiti, di stabilire una percentuale rispetto al coefficiente massimo applicabile per date di accadimento della calamità atmosferica. 15 giugno 50% 30 giugno 70% 15 luglio 90% 30 luglio 100% Qualora il prodotto venga danneggiato da/ anche da altri eventi atmosferici previsti nell’oggetto di garanzia che abbiano a verificarsi dopo le seguenti date: ●● 30 luglio per le uve Chardonnay e per il gruppo dei Pinot; ●● 10 agosto per tutte le altre varietà. Il coefficiente per il danno di qualità può essere aumentato fino ad un massimo del 30% in considerazione di effettive perdite qualitative riscontrabili sul prodotto destinato alla produzione di vini di particolare pregio. Per quanto riguarda l’evento eccesso di pioggia, danno comportante la perdita di acini a causa di marcescenza, sono compresi in garanzia anche i danni qualitativi, quando tale evento abbia a verificarsi e comporti un danno nei trenta giorni precedenti la data di inizio della vendemmia delle diverse varietà di uva da vino. Tale data di inizio vendemmia verrà stabilita dalla Cantina sociale di riferimento in cui sono ubicati i vigneti; a decorrere da tale data termina la garanzia dell’evento eccesso di pioggia; le date di vendemmia indicate dalle Cantine sociali valgono anche per i produttori che vinificano in proprio, prendendo a riferimento le date stabilite dalle Cantine sociali. Non sono considerabili eventuali aggravamenti accaduti successivamente. Rimane comunque convenuto che nel caso la data di inizio vendemmia sia fissata in un momento in cui il livello di maturazione dell’uva sia oltremodo maggiore, la garanzia cessa alla data media di vendemmia delle varietà interessate a livello provinciale. Ai fini della quantificazione del danno quantità si considerano persi, avendo perso il valore intrinseco, gli acini che presentano fenomeni di marcescenza. È consentito l’asporto della parte di grappolo interessato da marcescenza “pulitura del grappolo”, anticipatamente rispetto all’epoca di vendemmia al fine di salvaguardare il prodotto non interessato. La pratica di pulitura dei grappoli è ammessa purché comunicata alla società che presta la garanzia almeno tre giorni prima dell’effettuazione. 55 NORME CONTENUTE IN DECRETO MIPAAF DELL’8 MAGGIO 2012 Fra le altre norme contenute nel Decreto sono previste a livello di determinazione del danno: ●● georeferenziazione perizie; ●● incrocio dei dati relativi ai danni liquidati con altri elementi inseriti nella Banca Dati Mipaaf ai fini di una verifica della congruità delle liquidazioni; ●● incrocio con i dati relativi ai conferimenti effettivi 2012 al fine di verificare la correttezza liquidazioni – progetto sperimentale con Ismea; ●● la Comunità Europea sia la Commissione che la Corte dei Conti, stanno verificando sistema assicurativo italiano, compresi gli aspetti relativi alla valutazione dei danni che dell’ applicazione della soglia di accesso al risarcimento. NOTE OPERATIVE MULTIRISCHIO UVA 1. Verificare la disponibilità di accedere ai dati presenti sul Catastino viticolo mod. B1 per la verifica dei dati relativi all’impianto. 2. In campagna: 56 A. verifica corrispondenza dei dati del B1 o rilevazione dei dati necessari (misurando sesto di impianto per la determinazione del n. di ceppi ad ettaro); B. individuare uno o più ceppi campione; C. rilievo del danno: a. lettura del danno di quantità con metodo tradizionale; b. contemporaneamente (doppia lettura) lettura % acini danneggiati presenti sul grappolo; D. determinazione del numero di grappoli per ceppo (utilizzando i dati dei ceppi campione o integrando con il conteggio eseguito su ceppi contigui es. da palo a palo); E. determinazione del peso medio per grappolo pesando i grappoli o parte dei grappoli (almeno 10 grappoli) del/i ceppo/i campione. Per la rilevazione di tutti questi elementi si utilizzerà il Blocco Analisi Uva. 3. Compilazione della Scheda Definitiva Multirischio per la quantificazione del danno. SCHEDA DEFINITIVA UVA DA VINO Società Agenzia Cert. N° Assicurato (nome e cognome) Comune Partita EVENTI tipologia data Contraente Varietà tipologia VERIFICA INDENNIZABILITÀ EVENTI o superamento valori dati meterologici o danni alla produzione assicurata o danni sulla stessa specie entro i 3 km Superficie (ha) data Q.li tipologia data VERIFICA PRODUZIONE ASSICURATA o produzione assicurata q.li.......................................... x €.................. /q.li= €................................. ................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................... .................................................................................................................................. ������������������������������������������������ VERIFICA DELLA POTENZIALITA' PRODUTTIVA DELL'ANNATA n° ceppi x partita (a) n° grappoli/ceppo (b) (presenti e asportati) Peso medio grappolo in kg dati tecnici Fondazione Mach (c) produzione potenziale q (a x b x c) DETERMINAZIONE DELLA PRODUZIONE RISARCIBILE (X) Produzione Assicurata o assicurabile (Quella inferiore) (d) q Danni da eventi non assicurabili (e) Produzione risarcibile (x) q q DETERMINAZIONE DELLA PRODUZIONE OTTENIBILE (P) (peso della produzione mercantile = resa) N° CEPPI x partita (a) _____ N° GRAPPOLI/CEPPO (f ) _____________ PESO MEDIO GRAPPOLO (g) KG UVA/CEPPO (h) PRODUZIONE STIMATA (s) PROD. OTTENIBILE (P) P = S x 0,80 ____________________ ____________ ___________ _____________ da pesata o da indicazioni dei tecnici Fondazione Mach kg/ceppo q/ha q/ha DETERMINAZIONE DANNO DI QUANTITÀ A)Danno di quantità (X-P) ________ B)Danno di quantità (da analisi ) % ___________________ % 1)Danno di quantità = minor valore tra (A) e (B): _______________% DETERMINAZIONE DANNO DI QUALITÀ Sinistri Tipologia Fase Fenologica % danno quantità DANNO DI QUALITÀ = ___________________ X __________________ = _____________ % % acini danneggiati da analisi coefficiente di conversione DANNO COMPLESSIVO Danno di quantità _______% + Danno di qualità (su res.) ___________% = __________% PERITI Codice: DATA PERIZIA Codice: Codice: Codice: Record storico provinciale di azie Dati suddivisi per garanzia prestata e Anno 2014 MULTIRISCHIO RESE MULTIRISCHIO D’AREA PLURI GrV Colpo sole UVA PLURI GrV Colpo Sole Ecc. Neve PLURI GrV Colpo sole Ecc. Pioggia € 395.414,50 0,00 0,00 89.979,50 0,00 PRODOTTO ACTINIDIA STRUTTURE escluso serre 0,00 ALBICOCCHE € 87.554,00 0,00 0,00 6.509,00 0,00 0,00 BIETOLA DA COSTA € 0,00 0,00 0,00 3.363,00 0,00 0,00 CAVOLFIORE € 0,00 0,00 0,00 15.246,00 0,00 0,00 CAVOLO CAPPUCCIO € 8.240,00 0,00 0,00 28.560,00 0,00 0,00 CAVOLOVERZA € 0,00 0,00 0,00 2.275,00 0,00 0,00 CILIEGIE € 0,00 5.165.118,00 0,00 0,00 0,00 0,00 FRUTTI MEDIA DENSITA’ € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 16.425,00 INSALATA € 378,00 0,00 0,00 7.202,00 0,00 0,00 LAMPONE € 0,00 5.093,00 0,00 0,00 0,00 0,00 MAIS DA GRANELLA € 587.970,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 MELE € 229.303.585,70 0,00 0,00 10.246.106,40 0,00 0,00 MIRTILLO € 0,00 107.040,00 0,00 4.800,00 0,00 0,00 MORE € 0,00 15.800,00 0,00 1.975,00 0,00 0,00 NETTARINE € 8.205,00 0,00 0,00 13.950,00 0,00 0,00 NETTARINE PRECOCI € 17.825,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 OLIVE € 0,00 0,00 0,00 3.816,00 15.675,00 0,00 PATATE € 552.937,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 PERE € 56.242,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 PERE PRECOCI € 52.397,00 0,00 0,00 3.010,00 0,00 0,00 PESCHE € 2.850,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 PESCHE PRECOCI € 5.277,50 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 RADICCHIO € 63.630,00 0,00 0,00 36.344,00 0,00 0,00 RETI ANTIGRANDINE € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 74.225,90 RETI ANTIPIOGGIA € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 20.696,40 RIBES € 0,00 61.206,00 0,00 2.121,00 0,00 0,00 SUSINE € 47.041,50 0,00 0,00 21.152,00 0,00 0,00 SUSINE PRECOCI € 6.543,00 0,00 0,00 92,00 0,00 0,00 TALEE VITE MADRE € 96.000,00 0,00 0,00 0 69.120,00 0,00 UVA DA VINO € 41.218.306,35 0,00 21.170.718,70 477,00 3.352.844,00 0,00 VIVAI DI VITE € 349.170,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 VIVAI PIANTE DA FRUTTO € 1.862.081,10 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 ZUCCA € 0,00 0,00 0,00 11.825,00 0,00 0,00 ZUCCHINE € 0,00 0,00 0,00 29.600,00 0,00 0,00 TOTALE € 274.721.647,65 5.354.257,00 21.170.718,70 10.528.402,90 3.437.639,00 111.347,30 TOTALE GENERALE € 315.324.012,55 58 ende, valori e quintali assicurati e prodotto – confronto anno 2013-2014 Anno 2013 PRODOTTO ACTINIDIA Multirischio Gb/Gr/Vento € 33.990,00 346.701,00 Gb/Gr/Vf/EP/ ST 0,00 Gr/Vento/ Pioggia Gr/Vento/CS 0,00 6.050,00 GR/VF 39.050,00 ALBICOCCHE € 55.832,00 994,00 0,00 0,00 2.610,00 0,00 BIETA € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 5.696,00 CACHI € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 CAVOLO VERZA € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 10.980,50 CILIEGIE € 4.141.953,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 CIPOLLE € 0,00 0,00 0,00 0,00 2.800,00 43.263,00 FRAGOLE € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 FRUTTETI MEDIA DENSITA’ € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 16.425,00 INSALATA 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 14.092,50 € LAMPONI € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 MAIS € 629.143,00 0,00 50.850,00 0,00 0,00 0,00 MELE € 48.227.664,00 133.513.892,20 0,00 0,00 37.065.610,00 8.331.386,00 MIRTILLO € 33.858,00 0,00 0,00 0,00 21.546,00 0,00 MORE € 0,00 0,00 0,00 0,00 2.085,00 0,00 NETTARINE € 0,00 1.092,00 0,00 0,00 2.340,00 0,00 NETTARINE PRECOCI € 990,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 OLIVE € 119.991,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 PATATE € 790.298,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 PERE € 9.410,00 15.905,00 0,00 0,00 1.578,00 3.060,00 PERE PRECOCI € 42.680,00 9.328,00 0,00 0,00 2.285,00 3.740,00 POMODORO € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.000,00 RADICCHIO € 69.237,00 0,00 0,00 0,00 3.150,00 36.208,00 RETI ANTIRANDINE € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 35.896,00 RETI ANTIACQUA € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 8.066,00 RIBES € 0,00 0,00 0,00 0,00 10.496,00 0,00 PESCHE € 0,00 960,00 0,00 0,00 4.800,00 0,00 PESCHE PRECOCI € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 SUSINE € 3.967,00 14.830,00 0,00 0,00 22.393,00 10.292,00 SUSINE PRECOSI € 1.305,00 1.775,00 0,00 0,00 0,00 18.460,00 UVA € 5.035.109,00 0,00 26.223.377,71 11.623.093,50 0,00 24.080.933,78 VIVAI PIANTE FRUTTO € 25.000,00 0,00 0,00 0,00 803.680,00 543.045,00 VIVAI PIANTE VITE € 60.480,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 32.000,00 59.280.907,00 133.905.477,20 26.274.227,71 11.623.093,50 37.951.423,00 33.235.593,78 ZUCCHINE € TOTALE € TOTALE GENERALE € 302.270.722,19 59