LUIGIA TINCANI
Serva di Dio
Una Vita per la Verità e per l’Amore
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Vice Postulazione
Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola
Si dichiara che con il presente opuscolo
non si intende in nessun modo prevenire
il giudizio dell'Autorità Ecclesiastica.
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Finito di stampare nel mese di Novembre 2005
negli stabilimenti del Centro Grafico Francescano - Foggia
La vita di Luigia Tincani
(1889 Ð 1976)
Chi è Luigia Tincani?
Per capire questa figura di donna audace e obbediente alla
volontà di Dio dobbiamo andare indietro nel tempo e risalire agli anni della sua giovinezza quando già il suo ardore
di carità cercava spazi dove operare ed espandersi.
La società poneva certi legami, la “buona educazione” non
consentiva certe prese di posizione, specialmente alle
donne, lo spirito che aleggiava non era favorevole a manifestazioni di cattolicesimo vissuto in purezza e in totalità.
Tuttavia Luigia Tincani, pur non ignorando tutto questo,
forte delle convinzioni dell’ambiente culturale in cui viveva, in sintonia con la spiritualità domenicana che aveva
scoperto a Bologna, presso la tomba del Santo e a Roma,
alla Minerva, accanto a Caterina, cercò e percorse vie
nuove, da contestatrice si direbbe oggi, fino a correre il
rischio di essere radiata dall’Università di Roma da lei frequentata con impegno e capacità non comuni.
La famiglia Tincani al
completo (Luigia è la
prima a destra)
Bologna 1908
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Alla ricerca della volontà di Dio
Luigia Tincani non sapeva ancora quali fossero i progetti
di Dio su di lei e, nell’attesa di una luce, offrì alle compagne possibilità di azione e di comunicazione, fondando il
Circolo universitario femminile e possibilità di vera amicizia sia sui banchi delle aule universitarie, sia in momenti di incontro ricreativi, culturali e di preghiera.
Per Luigia Tincani sono gli anni di sofferta ricerca della
volontà di Dio e di intensa attività in tutti i campi: operosa collaboratrice di Don Orione a Messina dopo il terremoto del 1908, crocerossina, insieme alla sorella Bice, durante la
guerra del ’16-’18, educatrice
nelle aule bolognesi dell’Istituto
S. Luigi e in quelle romane
dell’Istituto S. Caterina di Via
dell’Umiltà e amica e
guida di molte giovani
studentesse, che ricorrevano fiduciose a lei
per confidarsi e
averne consiglio.
Luigia (a sinistra)
con la sorella Bice
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Una vocazione nuova
Il Signore la conduceva per mano e
dirigeva i suoi passi verso una meta
ben precisa, a cui Luigia Tincani
sarebbe giunta dopo un cammino
graduale, intenso, di attività operosa
svolta con forte ardore giovanile: fu
trascinatrice di altre giovani e si formarono in varie città italiane, gruppi
di professioniste cristiane e domenicane, con lo scopo di penetrare nella
scuola e negli ambienti culturali,
senza nulla tralasciare di ciò che
potesse giovare ai fratelli di qualunque condizione culturale e sociale.
Il carteggio degli anni 1917-23 basterebbe da solo a tratteggiare alcuni
elementi fondamentali della personalità di Luigia Tincani, perfezionati
con il passare degli anni, mai smentiti durante tutta la sua vita operosa, a
volte nascosta, ma sempre luminosa
di una luce intellettuale piena d’amore. Luigia Tincani fu lungimirante e
magnanima; leale, forte e dolce nello
stesso tempo, seppe coniugare in
forma originale il gusto del bello,
ricevuto in dono da Dio, con lo spirito di povertà; fece della povertà evangelica uno stile di vita, e proprio per
questo fu sempre generosa verso i
bisognosi, in modo particolare verso i
poveri di verità nella mente e nello
spirito; fu infaticabile nel donarsi e si
fece strada per altre giovani.
Luigia (la seconda da
destra) con alcune
compagne di Università
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Nel segreto intensificava la sua richiesta di luce. La luce
venne e il Signore trovò la strada per indicare, a poco a
poco, con l’aiuto di p. Fanfani O.P., la sua volontà: dare
vita ad una “nuova famiglia” di insegnanti, impegnate
nelle scuole di Stato e unite in vita comune: vita contemplativa e vita di apostolato: aliis contemplata tradere.
Incomincia la vita comune
Qui incomincia una serie di miracoli della Provvidenza,
se vogliamo chiamarli così. Luigia Tincani non aveva
mezzi e nemmeno le sue compagne: unico loro bene
una laurea o un diploma e tanta tanta voglia di dedicarsi a Dio e ai fratelli.
Quindi ... dove riunirsi? In quale città gettare le
fondamenta? Come pagare un affitto?
Questo e molti altri interrogativi richiedevano una risposta.
La divina Provvidenza non si fece attendere molto: indicò e rese possibile lo stabilirsi del piccolo gruppo nel grande convento di Gubbio che i Padri Domenicani
avevano lasciato. Il Papa Pio XI fu la
mano per l’acquisto, seguito da tante altre
mani generose.
A Gubbio, nel 1923, ebbero inizio i lavori
di restauro della casa, incominciò la
vita
comune
delle
prime
Missionarie e prese il via
un’opera specifica: il Liceo
classico con la possibilità
di iscrizione a giovani di
P. Ludovico Fanfani
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ambo i sessi, grossa novità nel
campo della scuola cattolica, gesto
che richiese a Luigia Tincani una
profonda intuizione e un forte coraggio. Nelle ore serali, nelle silenziose
aule del Liceo, si diede vita a un'altra
nuova esperienza, i corsi di cultura
per i lavoratori.
Le prima Missionarie non ne parlarono mai, quasi attività normale per
chi cercava di far crescere i fratelli;
ne fanno cenno solo alcuni quaderni
di cronaca di quei lontani tempi.
Convento dei Padri
Domenicani a Gubbio.
Prima casa delle
Missionarie della
Scuola.
Fermenti di vita nuova
Per Luigia Tincani quello fu un
periodo di lavoro intenso, tra Roma e
Gubbio: continuava a essere insegnante di filosofia e di pedagogia a
Roma, come esigeva il bisogno di
portare in comunità lo stipendio e
soprattutto di mantenere i contatti
con l'ambiente culturale universitario, con i movimenti cattolici di cui
era responsabile, Fuci femminile e
Laureate cattoliche. Ideatrice di una
nuova norma di vita religiosa la concretizzava con grande equilibrio
nella guida spirituale delle sue giovani Missionarie raccolte a Gubbio, che
dovevano attuare con lei un progetto
inedito: interamente consacrate a
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Dio come religiose domenicane, si preparano a entrare nella scuola pubblica
e salire in cattedra per insegnare le diverse discipline; quindi niente abito
religioso, ma conformità al modo esteriore di vita delle colleghe. Ultimo
impegno per la Tincani era il compito non meno gravoso ma a lei confacente
di "architetto" per il restauro della casa – convento di Gubbio. I primi tempi
per le vie della cittadina medievale correva la domanda sull'identità delle
signorine di S. Domenico che, dato il segreto allora necessario, tali rimasero
per gli eugubini fino alla chiusura dell’opera. Dopo Gubbio fu un rapido susseguirsi di apertura di case, così serrato da rendere manifesta l’ansia di bene
che muoveva Gina Tincani.
(Continua)
...insieme per crescere
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Parole della Serva di Dio
Luigia Tincani
La voce di Dio
Roma 6 maggio 1918
Noi dobbiamo percorrere insieme un cammino arduo e magnifico. Vedi, io
non dubito più, sorella mia, che anche te il Signore abbia veramente chiamato a camminare per questa via e vorrei avere parole di luce e di fuoco per
ridirne con te tutta la bellezza e la grandezza ch'io vedo e sento in lei e che mi
infiamma l'anima.
Se il mondo sapesse la nostra vita forse sentiremmo dirci una parola: sacrificio.
Ah! no, non è sacrifico, non è rinuncia la nostra, è conquista; conquista dei
valori più grandi e divini, è l'abbandono di ciò che passa per ciò che è eterno,
è un uscire dalle ombre per entrare nella luce. In questi momenti in cui tu hai
udito la chiamata del Signore io, con molta letizia, non vedo in te né timore
né dubbio ma un’obbedienza pronta e serena. Dimmi se c’è questa gioia, se tu
comprendi la grandezza della nostra vocazione e il dono immenso di Dio che
chiama noi deboli e misere creature a partecipare alla missione del Figlio suo.
Medita questo pensiero e dimmi se suscita nel tuo cuore e nella tua volontà
un bisogno immenso di purificazione e di santificazione, un ardore di donazione completa un'obbedienza pronta e serena.
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Nella verità come s. Domenico
21 novembre 1919
L’anima domenicana è quella che ha posto il suo intelletto
e il suo cuore in Dio solo, e vuole lui solo, lui solo ama e sa
nutrirsi e trovare l'unica sua gioia nella contemplazione
della eterna verità; ma, poiché “non può fare alcuna utilità” al suo Dio e l'amore ha bisogno di donare, ella si rivolge al prossimo suo e “cerca di piacere a Dio, Verità, nella
fame della salute delle anime con ogni sollecitudine”.
…vivere di fede
12 dicembre 1933
Dovete avere un aspetto sereno, semplice, che
denoti la bontà vera, quella di un'anima che
vuol servire veramente il Signore e il prossimo, l’atteggiamento dell'anima che possiede la
pace, la pace della bontà. La bontà non è triste,
non è chiusa in se stessa. Dovete avere un atteggiamento che sia espressione della realtà interiore,
dello stato d'animo che deve essere caratteristico dell'anima domenicana che vive di fede.
…nello studio
gennaio 1925
Porsi allo studio con umiltà e fervore
sentendo che ogni verità conquistata
è un passo verso la Verità suprema.
Sentire che la scienza è un cammino
nascosto in cui si cela Dio.
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…nella strada delle grandi cime
24 marzo 1934
Il lavoro della vita spirituale deve prendere, secondo lo spirito domenicano e
cateriniano, una strada molto luminosa ed elevata, la strada delle grandi
cime, che non si perde nelle vie meschine e tortuose. Impariamo a tenere l’anima molto in alto sulle vette della fede, senza fermarci troppo alle cose piccole che avvengono in noi: un difetto da correggere, un peccato, magari un
atto di virtù da controllare, una gioia o una pena. Se l’anima si occupa di queste cose, si occupa di sé e non di Dio.
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…nella carità come s. Caterina
25 maggio 1940
Noi sappiamo come s. Caterina fra i santi e i maestri di
cose spirituali è quella che ha insegnato nel modo più completo la connessione dell'amore del prossimo con l'amore
di Dio. Quello deve nascere necessariamente da questo e
questo non ha altro modo per noi di dimostrazione e di
attuazione pratica che nel fare del bene al prossimo.
12 settembre 1934
Noi abbiamo la necessità di conoscere e di amare il
mondo in cui viviamo, in cui vivono le persone che
vogliamo aiutare. Come S. Caterina anche noi dobbiamo
voler portare a Dio tutto il mondo e non la nostra anima
sola. S. Caterina fonda la sua mistica su Dio ma anche
sulla realtà del mondo qual è. La nostra santa presenta a Dio tutti gli uomini, senza spaventarsi di
fronte ai peccatori. Il nostro compito di insegnanti e di educatrici è magistero domenicano, che sa unire conoscenza
ed amore: conoscenza del
tempo in cui viviamo e amore
vero per le anime, anche per le
più traviate; bontà che sa capire
e compatire senza mai disprezzare.
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Testimonianze
La rubrica raccoglie in ordine cronologico brani di lettere di chi ha conosciuto personalmente Madre Tincani e di chi è ricorso a lei con la preghiera. Gli
scritti attestano la stima della comunità ecclesiale per la Serva di Dio e la
fiducia nella sua efficace intercessione ampiamente sperimentata. Le grazie
attribuite alla Serva di Dio meritano solamente fiducia umana e non si intende prevenire il giudizio della Chiesa.
Ricordi
Città del Vaticano, 1976. Paolo VI, che conobbe la Serva di Dio nella comune
missione fra gli universitari e le universitarie ai primordi della FUCI, nell’udienza concessa alle Missionarie della Scuola il 1° settembre 1976 sintetizzò
così la vita della loro Madre: “Quanto amore ebbe per Cristo, per la Verità,
per Dio, per la Chiesa, per voi! Per voi! Ciascuna di voi può dire, come
l’Apostolo ha detto di Gesù: Dilexit nos! Ci ha amati!”.
Paolo VI “L’Osservatore Romano”, 2 settembre
Roma, 1976. Rimane in me la memoria d’una mirabile santità di vita, d’un
eccezionale vigore creativo, di un'infinita bontà, di un'illuminante presenza
morale e spirituale, d'un radioso sorriso di fiducia e di speranza, d’una cultura vivacissima, tanto vasta e intensa quanto argutamente svariante e spiritosamente divagante, d’un eloquio elegante e sottilissimo: una Voce (anche
quando mi giungeva sommessa, attraverso il telefono, dalla sua stanza di sofferenza) che non mi abbandonerà.
Prof. Giorgio Petrocchi
Ascoli Piceno, 1 giugno 1976. La sua dolce figura è rimasta chiara nel mio
cuore; la sua intelligenza acuta e intuitiva, ma soprattutto la sua bontà semplice e spontanea che traluceva dai suoi occhi e che rivelava la profondità
della sua anima ripiena di Dio.
Mons. Antonio Moscardi
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Roma, 3 giugno 1976. Sono sempre vivi i ricordi importanti e incisivi nella
mia vita di adolescente. Immensa la gratitudine per la Madre, per tutto il suo
aiuto e sostegno morale. Sempre il suo sorriso e lo sguardo acuto, bonario e
comprensivo mi è presente. C'è tanta gioia a pensare che ella goda adesso la
beata visione di Dio.
Enrichetta Beltrame Quattrocchi
Bari, 2 settembre 1976. Ho conosciuto Luigia Tincani quand’era giovanissima: sono stato scolaro di suo padre, il prof. Carlo, allievo del Carducci, indimenticabile maestro: anni 1915-17. La ricordo come figlia, come latinista,
come Missionaria della Scuola ancor prima che, sotto questo titolo, fondasse
la splendida e necessaria comunità. Ricordo il suo volto abitualmente sorridente, che non aveva perso la sua abituale serenità anche quando seguiva il
feretro di sua madre dalla casa di via Terenzio 7 alla chiesa della Traspontina.
Noi, scolari del padre, fummo i portatori della bara.
Prof. Adriano Prandi
ex alunno del prof. Carlo Tincani
27 dicembre 1985. Far conoscere la Tincani è irradiare luce e fuoco.
Mons. Peyron, Fondatore di Turris Eburnea
Natale 1992. È sempre grande grazia aver personalmente conosciuto una santa,
una delle segnaletiche luminose che tracciano vie nuove nella storia di oggi.
Madre Filomena Annoni
Superiora generale Canossiana
(Continua)
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Per dirle grazie!
Per motivi di riservatezza non si trascrivono i nomi degli interessati. Gli originali degli scritti
sono conservati nell’archivio della Vice-Postulazione.
Padova, 1980. Ultima di sei figli, costituiva un problema per la mamma, a
causa di una incompatibilità o rifiuto psicologico della stessa nei confronti
della propria madre. Rifiuto che aveva dure manifestazioni e soprattutto sfociava in reazioni moralmente discutibili nel suo comportamento. Cominciai a
pregare in maniera speciale Madre Tincani, dopo che fu avviato il suo processo di canonizzazione. In occasione dell’incontro mondiale dei giovani con il
Papa in Spagna, la giovane mi scrisse aver partecipato all’incontro, costretta
da un sacerdote e quindi un pò inquieta. Ma quando incontrò Giovanni Paolo
II più da vicino, sentì come una forza irresistibile impossessarsi di lei, trasformandola e inondandola di gioia.
Una Missionaria della Scuola
Belluno, 1984. Attribuisco a Madre Tincani una
guarigione prodigiosa.
Operata di cancro alla mammella: mio marito
era disperato, pensava al peggio e i bambini
erano ancora piccoli: 13 - 12 - 4 anni! L’aver
affidato a Madre Tincani la mia situazione,
mi ha dato una tal forza d’animo nell'affrontare e sopportare il dolore che ero in grado di dar
coraggio ai miei familiari. Io ero serena e sicura di guarire, non ho mai dubitato e non ho mai tralasciato di invocare e ringraziare la Madre. Secondo me - anche se i
medici per prudenza non si pronunciano - poiché in questi
6 anni nessun sintomo del male si è mai affacciato e il referto
medico è sempre lo stesso, “oncologicamente bene”, la Madre
Tincani ha interceduto per me, dandomi la guarigione a cui penso di essere pervenuta e tanta fortezza d’animo, e per i miei familiari, che hanno saputo affrontare la prova e avvicinarsi maggiormente al Signore e alla Chiesa.
Una ex alunna
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Teramo, 19 agosto 1988. Sono al terzo mese di gravidanza (è stata una scelta fatta alla luce della grazia: ho quasi 40 anni!); questa nuova creatura, la
terza, l’ho posta sotto la protezione della Madre Tincani che invoco con la bellissima preghiera riportata sulla vostra rivista, L’arbore della Carità, accanto a una sua foto che io mi incanto a guardare: il suo sguardo dolce, forte e
luminoso mi invita a non temere, mi trasmette tanta tenerezza e un amore
sicuro nonostante i miei limiti, mi dà gioia e conforto. Non so dire che cosa è
diventata la Madre per me: la invoco con amore, con devozione, con gratitudine, le chiedo sempre di ricordarsi di me e invocandola la chiamo semplicemente: «Madre mia, Madre mia!».
Una ex alunna
Taranto, 1988. Segretaria del MEIC, avevo fatto particolari inviti per un
incontro, estesi a più persone per una maggiore partecipazione, ma all’ora
della riunione non vedevo nessuno degli invitati. Intanto si avvicinava il
momento dell’arrivo del relatore e si era fatta viva soltanto una signora nostra
cara amica. Si può immaginare come ero preoccupata. Questa cara amica si
rivolse alla Madre perché risolvesse in qualche modo la cosa senza che dovessi fare troppe brutte figure.
Subito squilla il telefono. È l’oratore al quale per un disguido la macchina non va
avanti e chiede scusa per non potere più venire. La signora ci ha poi confidato
che aveva pregato con tanta fede la Madre che era sicura di un suo intervento.
Un’amica di Madre Tincani
Mangalore, India, 1988. Mia sorella e mio cognato scrivono per ringraziare
la Madre Luigia Tincani.
Per tanti anni non hanno avuto figli. Il dottore aveva detto che non potevano
averne. Mi hanno spiegato la loro difficoltà. Ho potuto solo promettere loro
la mia preghiera alla Madre. Ho raccomandato di avere la fede e di pregare
sempre la Madre. Dopo solo due mesi mi hanno scritto che la Madre aveva
ottenuto da Dio la grazia.
Una Missionaria dell’India
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Roma, 1989. Mi sono rivolta alla Serva di Dio Madre Luigia Tincani, la mia
santa e affettuosissima amica Gina, per ottenere un posto di lavoro a uno dei
miei numerosi nipoti. Il primo colloquio era andato assai bene, ma si temeva
il secondo, perché la materia su cui doveva vertere era stata trascurata da tre
anni, avendo il giovane dovuto ottemperare al servizio militare, poi seguire un
corso di informatica e in ultimo fare un lavoro precario e di modesto reddito.
Nell’ora del secondo colloquio suddetto, mi sono recata in cappella ed ho supplicato la madre Tincani di ottenere da Dio la grazia di un successo. E la grazia è avvenuta: la sera mio nipote mi ha telefonato felice perché tutto era
andato bene. Infatti è stato assunto, con sua grande soddisfazione.
Una compagna di Università della Tincani
Milano 1990. È venuta a casa nostra una giovane molto turbata per difficoltà
familiari e in grave contesa con i suoi genitori tanto da non voler più rientrare in famiglia. La situazione era talmente tesa e difficile che nessun consiglio
riusciva a cambiare qualcosa. Incominciai allora a pregare Madre Tincani.
Intanto la giovane dopo quel giorno non si faceva sentire e la cosa mi preoccupava. Ad un certo momento mi rivolsi con più forza alla Madre e mi
impressionò il fatto che entro la stessa giornata mi giunse la telefonata della
famiglia della giovane: era tornata e si erano ristabilite la pace e la concordia
senza saper dare spiegazioni.
Una Catechista
Taranto 1991. È capitato un guasto interno nelle tubature del condominio.
Non si sapeva dove mettere le mani; in un altro caso simile gli operai avevano
rotto vari pavimenti e bagni prima di trovare il punto giusto. La mattina che
l'operaio incominciò a rompere le mattonelle con molta incertezza, invocammo l'aiuto di Madre Tincani, che ci venisse incontro. Quale non fu la nostra
sorpresa: quasi non credevamo ai nostri occhi! L'operaio mise le mani proprio
nel punto della rottura dei tubi e in brevissimo tempo il guasto fu sanato.
Una madre di famiglia
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Roma, 1994. Scrivo per affermare che nostra figlia è stata malata ai linfonodi. E' stata curata con gli ultimi metodi moderni; mi sono rivolta, con mio
marito, alla Vergine Santissima, il giorno in cui mia figlia fu operata, mettendo come intermediaria la Madre Luigia Tincani. Ho pregato molto Madre
Tincani perché mi ottenesse la guarigione di mia figlia da parte della Vergine
Santissima, e oggi, dopo cinque anni che ha smesso le cure, risulta clinicamente guarita. Vorrei che questa grazia fosse trascritta nell'album dove sono
segnati gli altri favori ottenuti dalla Madre.
Genitori riconoscenti
Sicilia, 1997. Dovendo sostenere l’esame di Anatomia Patologica, l’ultimo
tra i principali ostacoli del corso di Laurea, mi sono rivolta con fiducia alla
Madre Tincani. Grazie alla sua mediazione sono riuscita a mantenere serenità mentale e spirituale che mi ha permesso di continuare a studiare prima
dell’esame nonostante la scoperta, qualche giorno antecedente tale data, di
una cisti ovarica da asportare chirurgicamente. Durante l’esame, Madre
Luigia mi è stata veramente vicino, aiutandomi e superarlo brillantemente,
illuminando i professori a interrogarmi su quelle parti del programma che
avevo studiato con particolare attenzione.
Universitaria, VI anno di medicina
Sicilia, 2001. Ho ricevuto dalla Madre Luigia Tincani una grazia nel corso
della gravidanza. Essendo stata ricoverata in ospedale con minaccia di aborto e sottoposta a cure intensive (flebo, catetere, terapie molto forti), durante
la novena di preghiera alla Madre Tincani, mi sono sentita all’istante come
rinvigorita. Ho chiamato il medico di turno in ospedale il quale, avendo constatato che improvvisamente non avevo più bisogno di cure, mi ha tolto la
flebo e il catetere. Mi sono alzata in piedi e ho ripreso la vita di famiglia (ho
tre bambini) e l’insegnamento.
Una mamma
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Sicilia, 2002. Ciò che volevo era trovare un compagno che condividesse la
mia fede e con il quale potere formare una famiglia veramente cristiana. Mi
sono rivolta con fiducia alla Madre Tincani, certa del suo aiuto. Non ho mai
smesso di pregare, finché al termine di un lungo cammino interiore ho finalmente ricevuto la grazia che cercavo. Oggi mi trovo infatti a pochi mesi dal
matrimonio e gusto pienamente la gioia di una unione serena e fedele che
spero mi renda presto non solo sposa ma madre felice.
Una sposa felice
(Continua)
Grazie Madre!
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Breve storia della causa di canonizzazione
A undici anni dalla morte della Serva di Dio Madre Luigia Tincani, avvenuta
il 31 maggio 1976, iniziava presso il Tribunale ordinario del Vicariato di Roma
l'inchiesta diocesana sulla sua vita, virtù e fama di santità, su richiesta delle
Missionarie della Scuola testimoni, con la loro Superiora generale Anna
Maria Balducci, delle virtù della loro Fondatrice. La Missionaria Loretta
Sadler collaborò attivamente allo svolgimento del processo diocesano.
In seguito al supplice libello del 25 febbraio 1987 di Padre Innocenzo Venchi
O.P., Postulatore della causa di canonizzazione, con il quale si chiedeva l'avvio dell'Inchiesta diocesana, Sua Eminenza il Cardinale Ugo Poletti, Vicario
generale di S. S. Giovanni Paolo II per la Diocesi di Roma, emetteva il 21
novembre 1987 l'Editto concernente l'avvio di detta inchiesta. In data 23
dicembre 1989 la Congregazione per le Cause dei Santi emetteva il Nulla-Osta
per l'apertura del processo diocesano. Il 7 febbraio 1990 si teneva la I
Sessione pubblica in presenza di Sua Eminenza il Cardinale Ugo Poletti e
veniva nominato presidente del Tribunale Mons. Gianfranco Bella.
Con decreto 17 marzo 1992 Sua Eminenza il Cardinale Camillo Ruini, succeduto al Cardinal Poletti, nominò una Commissione di periti in discipline storico-archivistiche con l'incarico di compiere un'accurata indagine sia di tutti
gli scritti inediti della Serva di Dio, sia di tutti i documenti in qualsiasi modo
pertinenti alla causa. Venivano chiamati a far parte della commissione il prof.
Nicola Raponi, Presidente, il prof. Alberto Monticone, il Padre Alessandro
Cortesi O.P., le proff. Elena Malaspina, Teresa Cassar, Cesarina Broggi,
Missionarie della Scuola.
L'inchiesta diocesana terminò con la sessione di chiusura del 6 luglio 2000. I
risultati dell'inchiesta diocesana sono raccolti nella Copia Pubblica che comprende 12 volumi.
Nel Congresso celebrato il 15 marzo 2002 il Prefetto della Congregazione per
le Cause dei Santi, S. Em. Card. Giuseppe Saraiva Martins, emise il Decreto
di validità dell'Inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità della
Serva di Dio Luigia Tincani. Padre Innocenzo Venchi O.P., Postulatore della
causa, il 13 maggio 2002, presentò quale Collaboratrice la Missionaria della
Scuola Cesarina Broggi MdS, perché stendesse la Positio super virtutibus,
sotto la direzione del Relatore, Mons. José Luis Gutiérrez Gómez. La Positio
fu ultimata il 28 dicembre 2004, essendo in carica il Postulatore dell'Ordine
Domenicano, fr. Vito Tomàs Gòmez.
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Alla Minerva
Chi vuol pregare sulla tomba di Luigia Tincani va alla Basilica di S. Maria
sopra Minerva, la chiesa a lei più cara.
Il 29 maggio 2004 infatti la salma della Serva di Dio è stata traslata dal cimitero del Verano alla "sua" basilica.
È deposta nel transetto di sinistra, ai piedi dell'altare di S. Giacinto di
Cracovia, di fronte alla tomba di S. Caterina da Siena presso la quale la Serva
di Dio pregò a lungo fin dalla giovinezza, accanto alla Cappella di S.
Domenico dove, nel 1918, fece i voti perpetui di obbedienza, di povertà e di
castità a P. Fanfani.
Accanto a lei è stata deposta la salma di P. Lodovico Fanfani, suo direttore
spirituale, da lei riconosciuto Confondatore.
Alla Minerva accorrono persone note e sconosciute che silenziosamente e con
fiducia chiedono l'intercessione della Serva di Dio.
21
I giorni della memoria
Il giorno 31 maggio 2005 ricorreva il ventinovesimo anniversario della morte
della Serva di Dio Luigia Tincani. La commemorazione per tutti gli amici si è
tenuta il 4 giugno alla Minerva dove ha presieduto la celebrazione eucaristica il Cardinale Georges Cottier.
Nella sala della biblioteca è stata ricordata dalla Professoressa Cesarina
Broggi la fede della Serva di Dio nel mistero eucaristico, sacrificio e banchetto, vincolo di unità e sorgente di apostolato:
“Con la Comunione sacramentale
Gesù, donandoci se stesso, ci dà pienezza di vita: il suo amore infiamma la nostra volontà e dà alla
nostra mente una speciale capacità
di aprirsi alla verità, mentre la
Sapienza eterna nascosta sotto il
velo eucaristico ci dice interiormente la sua parola, che è verità, stimolando sempre più il cuore ad amare
e a donarsi senza riserva. Si attua
così in noi la fecondità soprannaturale dell'Eucaristia. L'anima tutta
di Dio, perduta veramente in Cristo,
è più intelligente nel capire gli altri
e nel cogliere i bisogni del suo
tempo; ed è sempre più generosa
nel donarsi per il prossimo più vicino e più lontano cercando il vero
bene degli altri.”
Luigia Tincani, 1948
22
Preghiera
Con approvazione ecclesiastica
O Spirito Paraclito,
fonte di ogni verità e di ogni bene,
che hai ricolmato della tua sapienza e del tuo amore
la tua Serva Luigia Tincani,
concedimi per sua intercessione
di essere docile a te
nella ricerca della verità
e di saperla comunicare
con coraggio, limpidezza e santità di vita,
per arrivare con tutti i miei fratelli
alla verità dell'amore.
E se è conforme alla tua volontà,
ti prego di glorificare la tua Serva fedele,
concedendomi ciò che ti chiedo con illimitata fiducia.
Amen.
23
Chiunque ricevesse grazie per l'intercessione della Serva di Dio LUIGIA
TINCANI, Fondatrice delle Missionarie della Scuola, è vivamente pregato di
darne comunicazione alla:
CURIA GENERALIZIA delle Missionarie della Scuola
Via Appia Antica, 226
00178 Roma
Tel. 06784411
Fax 0678441124
e-mail: [email protected]
Segnalo i seguenti indirizzi di persone che come me desiderano essere informate sul corso del Processo della Serva di Dio LUIGIA TINCANI.
Firma, indirizzo proprio e indirizzo delle persone segnalate:
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CURIA GENERALIZIA delle Missionarie della Scuola
Via Appia Antica, 226 - 00178 Roma
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opuscolo n1 Luigia Tincani