INTERVENTO
DI PROTESI
D’ANCA:
VADEMECUM
PRE-OPERATORIO
PER IL PAZIENTE
Massimo Bechelli, 60 anni
Commercialista, appassionato di arti marziali
Operato 10 anni fa di protesi d’anca
con il contributo non condizionante di
Sul sito web www.storiedivitainmovimento.it
è possibile trovare ulteriori informazioni nonché
le testimonianze di alcuni pazienti che hanno
affrontato la patologia intraprendendo
un appropriato percorso di cura
Sentirsi a proprio agio in ospedale
Gli interventi di protesi d’anca sono diventati operazioni comuni e gli specialisti
hanno spesso al loro attivo centinaia se non migliaia di operazioni.
Nel consulto iniziale i pazienti normalmente vengono informati su chi eseguirà
l’intervento e lo stesso accade in fase di valutazione pre-operatoria. Qualora non
venga comunicato il nome del chirurgo, è possibile chiedere tutte le informazioni
necessarie. L’équipe medica molto probabilmente sarà composta da:
• Un primario (un chirurgo esperto che praticherà l’intervento)
• Un’équipe di chirurghi (per assistere il primario)
• Un anestesista (per la gestione del dolore)
• Un fisioterapista (per la riabilitazione motoria del paziente prima e dopo l’operazione)
Valutazione pre-operatoria
La valutazione pre-operatoria servirà a fornire al paziente tutte le informazioni utili
prima di sottoporsi all’intervento per gestire possibili preoccupazioni nonché diminuire i rischi.
Il paziente verrà sottoposto ad alcuni esami preparatori per l’operazione, quali:
• Esame del sangue
• Tampone cutaneo
• Elettrocardiogramma (ECG)
È possibile che vengano poste al paziente domande di carattere generale, quali:
• Qual è la sua storia clinica?
• Si è mai sottoposto ad un intervento chirurgico e/o affrontato complicazioni?
• Abitualmente assume farmaci? (se sì, è bene portare una lista con sé)
con il contributo non condizionante di
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Valutazione e preparazione
Il chirurgo, o un membro della sua équipe medica, chiederà alcune informazioni
relative alla patologia dell’anca e allo stato di salute generale del paziente, per confermare che l’intervento di protesi all’anca sia adatto alle sue condizioni cliniche.
Storia clinica
Un attento esame della storia clinica del paziente aiuterà il chirurgo a capire il
grado di dolore avvertito e i suoi limiti fisici, nonché a valutare la progressione
della patologia.
Esame medico
Un esame medico misurerà l’escursione articolare delle anche e valuterà la forza
muscolare. Il chirurgo osserverà il modo in cui il paziente cammina, si siede, si
piega e si muove.
Esame radiografico
Una radiografia dell’anca, eseguita in precedenza, aiuterà il chirurgo a pianificare l’operazione e a valutare la protesi da impiantare che si conforma meglio all’anca del paziente.
È possibile che venga eseguita una nuova radiografia nel corso dell’esame medico.
Gestione del proprio stile di vita
Altri fattori – quali l’assunzione di alcol, l’obesità e il fumo – possono influire sulla
mobilità e sulla qualità di vita dei pazienti, perciò il chirurgo consiglierà di monitorare tali fattori e di eseguire gli esercizi illustrati nel presente opuscolo.
Pianificazione accurata
Per prepararsi all’incontro con l’équipe medica è possibile reperire ulteriori informazioni utili sul sito web www.storiedivitainmovimento.it.
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Alcuni consigli per preparare se
stessi e la propria casa all’operazione
• Organizzarsi affinché dopo l’intervento si venga accompagnati a casa e si possa
disporre del supporto di amici e/o familiari che aiutino quotidianamente il paziente
• Preparare e surgelare, prima del ricovero, delle pietanze da poter consumare durante la fase di recupero
• Riorganizzare il più possibile la propria casa in modo che gli oggetti più importanti (telefono, chiavi, soldi, agenda, ecc...) siano a portata di mano
• Considerare la possibilità di corredare il bagno di:
• Una tavoletta rialzata sui sanitari
• Una sedia o una panca per la doccia
• Maniglie nella doccia, nella vasca e presso i servizi igienici per maggiore sicurezza
e sostegno
• Un braccio mobile della doccia al posto di uno fisso
• Acquistare oggetti quali una spugna con manico lungo, uno sgabello poggiapiedi e una pinza raccogli oggetti, per semplificare le attività quotidiane
Il medico di medicina generale, il chirurgo e l‘équipe medica saranno in
grado di fornire ulteriori consigli, pertanto è bene chiedere loro, in occa-
Alcuni consigli per rendere la casa accogliente nella fase post-operatoria
sione di una delle visite, un consulto specifico sulla fase post-operatoria.
• Se si vive in una casa a più piani, convertire una stanza al piano terra in una stanza
da letto provvisoria
• Rimuovere tutti i tappeti che potrebbero far scivolare o impigliare il bastone, la
stampella o il deambulatore e utilizzare tappetini da bagno antiscivolo
• Se il pavimento è dotato di moquette, assicurarsi che aderisca bene al pavimento.
Mettere dei segnali per identificare i punti in cui il pavimento presenta eventuali
dislivelli (ad es. con nastro anti-scivolo di colore vivace)
• Fissare i fili elettrici e del telefono al muro
• Spostare i mobili in modo da creare percorsi agevoli all’interno della casa
• Controllare che i corrimano delle scale siano fissati saldamente
• Aggiungere alcune luci notturne, specialmente nella stanza da letto
Eliminare ingombri, liberare i piani di lavoro e tenere gli oggetti di uso quotidiano a
portata di mano; installare cassetti con guide scorrevoli e aste regolabili; acquistare
ceste e altre soluzioni per la conservazione degli oggetti
con il contributo non condizionante di
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Recupero e dimissione
Il tempo di recupero varia da intervento a intervento e da persona a persona ma,
Tra la 1a e la 6a settimana
indipendentemente dalla valutazione soggettiva, è importante non affrettare i
Il paziente continuerà a svolgere gli esercizi per
tempi di recupero suggeriti.
l’anca iniziati in ospedale e ne aumenterà gradual-
Ad ogni modo, il personale medico di supporto si adopererà affinché il paziente
mente il numero e la durata. In caso di utilizzo in
possa recuperare nel minor tempo possibile, quindi non bisogna sorprendersi se
ospedale di una macchina per il movimento pas-
al paziente verrà chiesto di muovere l’anca e di rimettersi in piedi uno/due giorni
sivo continuo, l’équipe medica potrebbe chiedere
dopo l’operazione.
al paziente di continuare ad usarla a casa.
Generalmente dopo un intervento di protesi d’anca, i pazienti lasciano l’ospedale
Potrà essere consigliato anche di riprendere gra-
dopo 3-5 giorni dall’operazione. Saranno in grado di camminare con l’aiuto di un
dualmente a svolgere le normali attività quoti-
deambulatore o di stampelle e sarà necessario continuare a utilizzare uno di questi
diane quali cucinare, pulire la casa e fare il bucato.
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ausili per le successive 4 settimane. Altri tipi di movimento, quali lo stretching e la
rotazione, saranno limitati per un certo periodo, per consentire al corpo di recu-
Tra la 6a e la 12a settimana
perare e di riprendere le forze.
In questa fase si possono svolgere alcuni nuovi
Il paziente avvertirà disagio e gonfiore quando comincerà ad alzarsi e a camminare
esercizi:
nuovamente. In caso di necessità, e su indicazioni del medico, si potranno assu-
• Sollevarsi sulle punte dei piedi e sui talloni - al-
mere antidolorifici per alleviare il dolore o antibiotici per prevenire infezioni.
ternando l’innalzamento sugli alluci a quello sui
talloni restando comunque in posizione eretta
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• Adduzione dell’anca - muovendo lateralmente
la gamba tesa mentre si è in posizione eretta
• Equilibrio sulla gamba: reggersi in equilibrio
su una sola gamba per volta
• Salire con un piede per volta su una piattaforma sollevata e raddrizzare la gamba
• Bicicletta - utilizzare una cyclette
Il medico di medicina generale, il chirurgo e l‘équipe medica potranno fornire maggiori consigli pratici, pertanto è bene chiedere loro un consulto
in merito alla fase post-operatoria.
con il contributo non condizionante di
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Esercizi per l’anca per aiutare la
preparazione all’operazione
Cercare quanto più possibile di compiere movimenti e rimanere attivi è uno dei modi
Alzare i fianchi
più efficaci per prepararsi all’intervento di protesi d’anca, nonché per limitare il do-
• Sdraiarsi sulla schiena con la pianta dei piedi sul pavimento e le ginocchia piegate
lore avvertito come conseguenza della patologia.
• Sollevare lentamente l’anca da terra e stendere la gamba destra, allungando le
Ciò potrebbe risultare difficile quanto più ci si avvicina alla data dell’operazione, ma
dita dei piedi
anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza.
• Rimanere in questa posizione per 1 secondo e ritornare nella posizione iniziale
Nuotare e andare in bicicletta sono movimenti ideali perché consentono di mante-
• Ripetere per 10 volte e poi cambiare gamba
nere in esercizio l’anca senza esercitare inutile stress su di essa. Il nuoto infatti alleggerisce anche alcune pressioni sulle articolazioni poiché l’acqua tende a spingere
Alzare la gamba
dal basso verso l’alto. Di seguito alcune attività di stretching e movimenti sviluppati
• Mettetersi carponi con il peso distribuito equamente fra mani e ginocchia
specificamente per alleviare il dolore all’anca.
• Sollevare la gamba destra lateralmente, tenendo il ginocchio piegato a 90 gradi
e l’interno coscia rivolto verso il basso
Side-kick a basso impatto
• Sdraiarsi sulla schiena con le gambe divaricate alla larghezza delle anche e con
le mani sui fianchi
• Stendere lateralmente e lentamente la gamba destra fino al punto in cui si riesce
• Stendere lentamente la gamba all’indietro, diagonalmente, sollevando il tallone
verso il soffitto
• Riportare il ginocchio sul pavimento
• Ripetere per 10 volte, alternando ora un lato ora l’altro
ad arrivare
• Rimanere in questa posizione per 1 secondo e quindi, impiegando circa 3 secondi, riportare la gamba nella posizione iniziale, parallela alla gamba ferma
• Ripetere 10 volte l’esercizio e poi cambiare gamba
Stretching laterale
• In posizione eretta con le mani sui fianchi, sollevare la gamba sinistra e allungarsi
di un metro sul lato sinistro, atterrando sul piede sinistro mantenendo il ginocchio sinistro leggermente piegato
• Spostare il peso del corpo sulla parte sinistra
• Ritornare nella posizione iniziale
• Eseguire gli stessi movimenti, questa volta sul lato destro
• Ripetere l’esercizio per 10 volte alternando ora un lato ora l’altro
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“Storie di vita in movimento” è una campagna di informazione
sull’artrosi, i sintomi, le cause e le possibili soluzioni terapeutiche
per affrontare la patologia e, insieme al proprio medico,
scegliere il percorso di cura più appropriato.
Con il coinvolgimento di professionisti del mondo della sanità e di alcune
associazioni scientifiche e di pazienti, la campagna intende incoraggiare
lo scambio di informazioni tra coloro che sono direttamente coinvolti
nella cura dell’artrosi, al fine di favorire una sempre maggiore
collaborazione tra la classe medica e promuovere
una gestione sempre più virtuosa della patologia.
“Storie di vita in movimento” si pone inoltre come obiettivo
anche quello di dare il giusto risalto ai bisogni dei pazienti affetti
da artrosi – bisogni che risultano troppo spesso sottovalutati –
tramite la promozione di eventi e momenti di riflessione
e confronto organizzati a livello nazionale e locale, la diffusione
di materiale informativo e un sito web dedicato.
La campagna “Storie di vita in movimento”
è realizzata con il patrocinio di
con il contributo non condizionante di
Maggiori informazioni sulla campagna, sull’artrosi
e il suo trattamento sono disponibili sul sito web
www.storiedivitainmovimento.it
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