SIMULAZIONE DEL SUONO ALL' INTERNO DI UNA DISCOTECA
Andrea Cerniglia
SPECTRA s.r.l.
Con l'approvazione del D.P.C.M. del 18 settembre 1997, inerente alla determinazione dei requisiti delle
sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante, si pone il problema dell'adeguamento di questi ultimi ai
limiti imposti dal suddetto decreto. Oltre alla necessità di ridurre la potenza sonora in gioco per non superare i
95 dB(A) di livello equivalente ed i 103 dB(A) LAS max, sorge talvolta l'esigenza di ottenere un livello
costante o comunque predeterminato nei diversi punti dell'ambiente, nonche' di di avere il livello piu' alto
ammesso dal decreto, in ogni punto della pista da ballo.
Non sempre pero' e' sufficiente ruotare la manopola del volume dell'impianto o spostare qualche diffusore
acustico per raggiungere gli effetti desiderati; il problema infatti, anche se all'apparenza di facile soluzione, e'
di fatto decisamente piu' complesso di quanto possa apparire. Un approccio razionale e' sicuramente fornito
dalla simulazione numerica del campo acustico nell'ambiente, e dalla successiva ottimizzazione di quest'ultimo
mediante tecniche basate su modelli previsionali acustici realizzati ad hoc.
Disponendo di un archivio con le caratteristiche acustiche dei diversi materiali che possono costituire
l'ambiente (pavimento, muri, soffitto, tavoli, tende, ecc...) e potendo associare questi elementi alle diverse parti
di un disegno che rappresenta la discoteca in esame, e' possibile prevedere con appositi programmi, quale sara'
la distribuzione del campo acustico, alle diverse frequenze, in funzione di un particolare sistema di
sonorizzazione della discoteca debitamente posizionato.
Di seguito e' rappresentata la distribuzione del suono nella pista di una discoteca, espressa in dB(A) e calcolata
con il programma Ramsete a partire dalle informazioni appena citate. La figura mostra la pianta del locale (si
possono notare alcuni dettagli d'arredo come salottini e tende) con sovrapposta la mappa cromatica
rappresentativa della distribuzione del suono all'altezza di m. 1.50.Sulla sinistra è riportata la legenda della
mappa cromatica.
E' intuitivo che, ottenuto un modello acustico dell'ambiente in esame, diventa semplice spostare virtualmente
un diffusore, scegliere un sistema di altoparlanti di tipo diverso o applicare un particolare tipo di
controsoffittatura. per calcolare successivamentel'effetto delle modifiche introdotte.
Anche la figura seguente, con una scala cromatica rappresentativa dei livelli compresi tra 45 e 110 decibel,
mostra in la distribuzione del suono nell'ambiente, utilizzando un particolare sistema di sonorizzazione.
Il software, allo stesso modo, puo' calcolare parametri di versi quali il tempo di riverbero, lo Speech
Trasmission Index (un indice rappresentativo della bonta' della trasmissione del parlato), il tempo baricentrico
eccetera.
Il passo successivo, e tecnologicamente più avanzato, è senz'altro relativo alla auralizzazione dell'ambiente,
ossia alla possibilita' di ascoltare l'effetto che un particolare suono avrebbe nell'ambiente, nell'ipotesi di
riprodurlo in un determinato punto ed ascoltato in un'altro.
L'unione del modello previsionale e della auralizzazione permette quindi, non solo di ottimizzare da un punto
di vista quantitativo la distribuzione del campo acustico, ma di valurtarne anche gli aspetti qualitativi, prima di
procedere alle necessarie modifiche al fine di rientrare nei termini previsti dal decreto pubblicato sulla G.U. del
6 ottobre 1997 G.U.
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