Istituto comprensivo Campi Bisenzio Centro Nord
Anno scolastico 2013-2014
P
IANO DELL’
O
FFERTA
F
ORMATIVA
PRESENTAZIONE
“L'istituzione scolastica è espressione di autonomia funzionale e provvede alla definizione e alla
realizzazione dell'offerta formativa. (...) L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di
libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella
realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della
persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche
specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire il successo formativo, coerentemente con le
finalità e gli obbiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia
del processo di insegnamento e di apprendimento". (D.P.R. 275/99)
Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F) nasce con il D. P. R. 8 Marzo 1999, n° 275 che regola le
norme applicative in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche.
Attraverso l’attuazione del P.O.F la scuola promuove l’istruzione e la formazione degli
studenti, garantisce pari opportunità ai bambini e alle bambine, riconosce, sviluppa e potenzia
attitudini e talenti personali e concorre alla crescita democratica della società, Tale compito,
esercitato in collaborazione con altri soggetti ed istituzioni, rappresenta il carattere
costitutivo, specifico e fondante della scuola pubblica.
Il piano dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2012/2013 rappresenta il risultato delle
attività progettuali del Collegio dei Docenti in rapporto con gli enti e le associazioni
territoriali.
Il P.O.F è il documento che descrive il nostro modo di educare e di operare: è la carta
d’identità della nostra scuola. Rappresenta le linee di indirizzo del nostro Istituto e si ispira ai
principi sanciti dagli articoli 33 e 34 della Costituzione.
Il piano dell’offerta formativa mette in evidenza:
1
1. IL SOGGETTO
a. L’ISTITUTO COMPRENSIVO E LA SUA FISIONOMIA
L’Istituto è situato in una cittadina a sviluppo industriale di circa 45.000 abitanti della piana
fiorentina; un tempo grosso centro agricolo, ha visto svilupparsi in breve tempo industrie di
media entità , piccole e medie imprese anche a carattere artigianale in un contesto sociale
influenzato da un forte processo immigratorio. Di recente si è avuto un forte incremento del
terziario conseguente alla realizzazione sul territorio di un centro commerciale di grosse
proporzioni. Il bacino di utenza che fa capo al nostro Istituto interessa in particolare l’area
centro nord del comune di Campi Bisenzio.
Nell’ultimo decennio la popolazione di quest’area è aumentata notevolmente a causa
dell’espansione urbanistica composta da cittadini comunitari e non, provenienti dai paesi
dell'Est, Albania, Cina, Africa settentrionale; a fronte di ciò, però non c’è stato un adeguato
sviluppo delle strutture, dell’edilizia scolastica e dei servizi.
Si è creata così una realtà sociale complessa, disomogenea, multietnica e in continua
trasformazione numerica e culturale .Il contesto socio economico in cui l’Istituto opera è
medio basso, con una popolazione attiva di adulti costituita da operai, artigiani, addetti ai
servizi e professionisti.
Al momento la popolazione risente di una forte crisi occupazionale
A fronte di tutto ciò, nelle scuole d’infanzia dell’Istituto le sezioni non sono sufficienti ad
accogliere tutte le domande di iscrizione e nelle scuole primarie si assiste ad una riduzione
degli spazi comuni a causa di un aumento progressivo delle classi, poiché le strutture
attualmente esistenti non risultano sufficienti.
Nelle scuole primarie dell’Istituto si rileva un’elevata richiesta del tempo scuola a 40 ore e
una sempre crescente domanda di pre-scuola e post-scuola .
I genitori intervengono in modo positivo alle manifestazioni che la scuola promuove (feste,
mostre, spettacoli) come momento di incontro e di aggregazione e collaborano alla
organizzazione di tali incontri.
La presenza di alunni stranieri è intorno al 30% della popolazione scolastica, con
maggioranza di alunni cinesi e rappresentanze di più stati stranieri con aumento di albanesi,
rumeni e arabi.
Sul territorio dell’Istituto, sono presenti nidi comunali e privati, e l’istituto privato “Faà di
Bruno” che offre il servizio di scuola dell'infanzia e primaria.
A partire dall’anno scolastico 2001/2002, è stata istituita sul territorio una sezione-succursale
del Liceo Scientifico “Agnoletti” di Sesto Fiorentino, ma la maggioranza dei giovani per
frequentare le scuole superiori di secondo grado, deve comunque rivolgersi ai comuni vicini.
b. LE RISORSE
Nel territorio campigiano vi sono due musei, uno di arte sacra a San Donnino l’altro dedicato
all’artista Manzi; sono attivi teatri parrocchiali e di alcune associazioni nonché il centrale
Teatro Dante.
E’ presente la biblioteca comunale “Montalvo”, conosciuta a livello nazionale per la rivista
Liber dedicata alla letteratura per l’infanzia, ma anche ricca fonte di iniziative didattiche
rivolte a bambini e ragazzi.
Molti sono gli eventi e le manifestazioni culturali promossi dall’Ente Locale in collaborazione
con le associazioni del territorio; in particolare sono rivolte ai bambini feste di piazza,
spettacoli e mostre tra le quali la più rilevante è la rassegna teatrale “Luglio Bambino”.
2
Sul territorio sono presenti diversi Parchi e Giardini pubblici e molte strutture sportive.
Nel tempo si è andata consolidando una fattiva collaborazione in rete fra Scuola, Ente Locale,
Biblioteche comunali, ASL, Associazioni culturali e di volontariato, Centro di documentazione
della Coop, che ha portato alla realizzazione di validi progetti educativi.
L’Istituto comprensivo è composto da 6 plessi: 2 Infanzia, 3 Primaria, 1 Secondaria di primo
grado.
ALUNNI PRESENTI NELL’ISTITUTO
Tipo di scuola
Infanzia
Primaria
Secondaria di 1° grado
Classi o sezioni
11
30
23
TOTALE
Alunni
266
684
607
1.557
Percentuale alunni stranieri di nazionalità diverse: 30% circa
Alunni Italiani
30%
70%
Alunni stranieri di varie nazionalità
Media alunni iscritti nelle sezioni della scuola dell’infanzia: 29
Media alunni iscritti nelle classi di scuola primaria: 23
Media alunni iscritti nelle classi di secondaria di primo grado: 27
Alunni diversamente abili (6 scuola dell’infanzia, 15 scuola primaria e 10 scuola secondaria di
primo grado ) per un totale di 31
L'istituto può contare sulle seguenti risorse interne ed esterne:

Dirigente Scolastico

Direttore Servizi Generali e Amministrativi
Lavoratori
Docenti
Docenti
Docenti
Docenti
Collaboratori scolastici
Assistenti amministrativi
Tipo
Scuola dell’Infanzia
Scuola Primaria
Scuola Secondaria di 1° grado
Centro Territoriale Permanente
TOTALE
3
Numero
25
62
50
5
26
8
176
Risorse del territorio: Associazioni territoriali, Ente Locale, ASL, Centro territoriale
permanente, Musei, Biblioteche.
Risorse strumentali: strutture scolastiche, dotazioni tecnologiche;
Risorse finanziarie: Contributi ministeriali, degli Enti Locali, delle famiglie.
2. FINALITA’ EDUCATIVE E DIDATTICHE
a. LE FINALITA’
In base alle Nuove Indicazioni “… la finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e
integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione Italiana e della tradizione
culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle
diversità individuali, con il coinvolgimento delle famiglie”.
Nel rispetto di ciò le scuole dell’Istituto vogliono essere
a. Scuole formative
b. Scuole per tutti e per ciascuno
c. Scuole sociali
d. Scuole orientative.
a. La scuola formativa è intesa come scuola che:
 Trasmette ed incrementa l’alfabetizzazione culturale di base intesa come
padronanza di linguaggi diversi, abilità operative, modalità di indagine,
competenze comunicative ed espressive.
 Opera perché l’alunno sviluppi l’autonomia e le sue capacità di relazione.
 Si preoccupa di offrire agli alunni occasioni che favoriscano il conseguimento del
benessere psico-fisico, sociale e mentale.
b. La scuola per tutti e per ciascuno è intesa come scuola che:
 Opera perché ogni individuo sviluppi a pieno le proprie potenzialità.
 Interviene scientemente sugli svantaggi e potenzia gli apprendimenti, attivando
percorsi formativi differenziati o, alla necessità, individualizzati.
 Interviene sul disagio offrendo percorsi alternativi a quelli disciplinari.
c. La scuola sociale è intesa come scuola che:
 Opera perché l’alunno acquisisca la conoscenza della complessa società attuale.
 Favorisce la pratica dei comportamenti adeguati al cittadino che ogni alunno si
prepara ad essere.
d. La scuola orientativa è intesa come scuola che:
 Accompagna e guida l’alunno nella conoscenza di sé e della propria identità
culturale.
 Guida l’alunno e lo mette nelle condizioni di operare scelte.
 Pone le premesse per il successivo impegno nella scuola e l’ulteriore educazione
permanente.
4
b. CARATTERI ESSENZIALI DEI TRE ORDINI DI SCUOLA E CONTINUITA’
I tre ordini di scuola che costituiscono l’istituto sono accomunati dai principi di rinnovamento
della didattica e di sviluppo delle competenze culturali e sociali. Ciascun grado , comunque,
opera nel rispetto dell’età degli alunni e delle Indicazioni Nazionali.
Le nostre Scuole dell’Infanzia, che accolgono bambini dai tre ai cinque anni, attuano percorsi
ludico-didattici atti a promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia e della competenza
operativa con un avvio alla cittadinanza.
Nelle scuole del primo ciclo d’istruzione si opera con continuità curricolare, con lo scopo di
permettere all’alunno di acquisire le conoscenze e le abilità fondamentali e di sviluppare le
competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona.
In particolare, le nostre Scuole Primarie si pongono come ambienti di accoglienza e
integrazione, di formazione, di relazione, di apprendimento in cui si attuano percorsi
didattico-educativi nel rispetto della realtà sociale, culturale ed emotiva delle classi.
La nostra Scuola Secondaria di Primo Grado prosegue l’attività con lo scopo di orientare gli
alunni attraverso l’accesso alle discipline con pluralità di docenti che perseguono l’obiettivo di
fornire modalità di conoscenza, di interpretazione e di rappresentazione della realtà, evitando
la frammentazione dei saperi.
3. IL CONTESTO FORMATIVO
a. L’AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE
Il nostro Istituto intende fondare la propria azione educativa sulla qualità dei saperi e
sull’innovazione delle conoscenze e delle metodologie; a tal fine le scelte prioritarie di
aggiornamento e ricerca per l’anno in corso sono:
 Approfondimento dell’attività di ricerca e di prevenzione della dislessia;
 Conoscenza e uso delle nuove tecnologie applicate alla didattica di classe.
 Strategie per l’elaborazione del curricolo verticale.
b. IL CURRICOLO VERTICALE
Il curricolo è il percorso che la scuola propone ai suoi alunni per raggiungere gli obiettivi che
si è posta e far loro conseguire i traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Al momento attuale, le nostre scuole attuano i curricoli elaborati prima della costituzione
dell’Istituto Comprensivo. I curricoli disciplinari sono flessibili e nel rispetto delle Nuove
Indicazioni, evidenziano gli obiettivi specifici di ogni disciplina, segnano il percorso per il
raggiungimento dei traguardi delle competenze e per la definizione del profilo dello studente.
Il curricolo verticale, con le caratteristiche di progressione e continuità nel rispetto delle tre
tipologie di scuola dell’Istituto, è in fase di elaborazione.. Alla fine del percorso della scuola di
base i nostri alunni dovrebbero possedere:



CONOSCENZA DI SÉ
CITTADINANZA ATTIVA INTERCULTURALE
ALFABETIZZAZIONE DI BASE
5
Questi obiettivi fondamentali possono a loro volta suddividersi in:
 - condividere i valori democratici quali libertà, uguaglianza, giustizia, solidarietà,
 - conoscere la realtà in cui si vive attraverso il senso storico;
 - partecipare responsabilmente alla vita della comunità;
 - esprimersi e comunicare, attraverso i diversi linguaggi ;
 - saper operare scelte consapevoli;
 - avere sviluppato capacità propositive e progettuali;
 - assumere atteggiamenti di flessibilità e disponibilità ai cambiamenti.
c. PROGETTI D' ISTITUTO
Progetto
Durata
Integrazione Scolastica
Svantaggio -disabilità
DSA (Disturbi specifci di
apprendimento)
Alfabetizzazione
Intercultura
Pluriennale
Pluriennale
“Io e gli altri”
(primaria e infanzia)
Pluriennale
Progetto recupero e
potenziamento didattico
(secondaria, primaria)
Pluriennale
“Crescere sicuri”
(primaria,infanzia,
secondaria I grado)
Pluriennale
Lettura “Libri a spasso”
Pluriennale
Progetto Accoglienza
Continuità
Pluriennale
Progetto EDA-CTP
Pluriennale
Finalità
Inserimento nel gruppo classe e sviluppo delle
potenzialità individuali degli alunni diversamente abili,
in situazioni di svantaggio apprenditivo e sociale o con
particolari
esigenze
individuali.
Sviluppo
e
potenziamento delle loro capacità strumentali e
relazionali. Studio e ricerca di strumenti compensativi
e dispensativi per l'individuazione di percorsi facilitati.
Costituzione di un gruppo GLH di istituto ; contatti con
Enti Locali, ASL, agenzie formative territoriali
Favorire l’integrazione degli alunni stranieri.
Educare alla società multiculturale.
Alfabetizzare gli alunni non italofoni per far loro
acquisire competenze comunicative in lingua italiana.
Favorire la conoscenza fra le diverse culture, il dialogo,
il rispetto, la collaborazione. Avviare gli alunni ad
azioni consapevoli di solidarietà concreta verso gli altri.
Predisporre interventi di recupero di conoscenze,
potenziamento delle abilità, acquisizione di un metodo
di studio, orientamento (scuola primaria).
Progetti di potenziamento delle lingue straniere:
Certificazione Trinity e Delf ;
latino (scuola secondaria).
Sviluppo della cultura della sicurezza nei vari ambienti.
Acquisizione di regole di comportamento corrette e
consapevoli in caso di pericolo. Elementari conoscenze
per una corretta educazione alla salute.
“Settimana della sicurezza”
Educazione al piacere ed al gusto della lettura.
Percorsi educativi in collaborazione con la Biblioteca
per ragazzi
Adottare strategie educativo -didattiche per rendere
piacevole l’ingresso dei bambini a scuola. Attuare
iniziative di collegamento tra attività e didattica dei tre
ordini di scuola.
Offrire al territorio, nell'ottica del life long learning,
6
Centro sportivo
scolastico (secondaria I
grado)
Annuale
una gamma di corsi che permettano ai giovani di
acquisire conoscenze e competenze spendibili nel
mondo del lavoro e fornisca loro gli strumenti
necessari per la partecipazione alla vita sociale.
Offrire la scuola come centro di aggregazione e
rispondere ai bisogni dei ragazzi di movimento, gioco,
appartenenza ad un gruppo , acquisizione di abilità e
regole
d. ATTIVITA’ INTEGRATE NEL CURRICULUM DEI TRE ORDINI DI SCUOLA
Attività
“Le mani per …”(infanzia)
“Giocoliberatutti”
(primaria, secondaria)
“Qualcosa in comune”
(Primaria, secondaria)
Finalità
Sviluppare la creatività attraverso la manualità e la fantasia
Biblioteca e lettura
Sostenere con appositi laboratori alcune classi con alunni in
difficoltà di apprendimento e comportamento
Avvicinare gli alunni alle attività degli enti locali, conoscere il
territorio e le sue caratteristiche
La biblioteca come luogo ludico per apprezzare la lettura e
conoscere gli autori
Progetto di Orientamento
(terza media)
Finalizzato al successo scolastico per gli alunni in obbligo
d'istruzione a rischio dispersione
“Viaggio della memoria”
Educare al senso storico e civico le nuove generazioni, per
trasmettere loro i valori di libertà, uguaglianza, rispetto .
Progetti realizzati con la
Misericordia di Campi
(primaria, secondaria)
Consapevolezza del nostro corpo: alimentazione e movimento,
sostanze legali e illegali, primo soccorso
“Campi si muove”
(scuola primaria)
Avvio alle attività ludico-sportive in collaborazione con le
associazioni sportive del territorio
e. USCITE DIDATTICHE, VISITE GUIDATE, VIAGGI DI ISTRUZIONE E VIAGGI
CONNESSI AD ATTIVITA’ SPORTIVE
L’Istituto Comprensivo “Centro Nord” di Campi Bisenzio riconosce l’alto valore socializzante,
formativo, educativo e culturale delle iniziative in parola, concependole come efficaci fattori e
preziosi strumenti di integrazione dell’attività ordinaria della Scuola, in quanto favoriscono ed
attuano un proficuo collegamento tra l’esperienza scolastica, di cui costituiscono un naturale
7
prolungamento, e l’ambiente esterno, nei suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani, culturali e
produttivi.
L’effettiva realizzazione di esse non costituisce, tuttavia, un atto dovuto da parte dell’Istituzione
scolastica, sia perché, soprattutto nel caso di viaggi che prevedano pernottamento, l’utilizzo dei
docenti quali accompagnatori non è per i medesimi prestazione obbligatoria, sia perché
potranno essere effettuate solo quelle che rispondano a tutti i requisiti dettagliatamente
specificati nell’apposito Regolamento.
Ciò non toglie che l’Istituzione scolastica si adopererà per promuoverle, cercando, per quanto
possibile, di offrire a tutte le classi e/o sezioni pari opportunità al riguardo, tenendo
scrupolosamente conto dell’età degli alunni e del contesto della classe/sezione in cui sono
inseriti.
Tutte le iniziative in questione, una volta deliberate dai competenti OO.CC, sono da reputarsi
parte integrante del P.O.F.
f. LA VALUTAZIONE
Il Collegio dei Docenti del nostro Istituto opera in ogni singola realtà, nella convinzione che si
valuta non per giudicare ma per educare in modo pedagogicamente corretto. La valutazione
deve avere per l’insegnante lo scopo di individuare quali siano le strategie educative più
efficaci, rispetto agli stili e ai ritmi di apprendimento degli alunni, e di adeguarle
continuamente per la risposta ai bisogni emergenti. Per gli alunni non dovrà assumere un
aspetto punitivo, ma un aspetto regolativo, di riflessione sugli errori e di rinforzo sui successi.
Ad essi potrà essere proposta anche la forma di autovalutazione individuale e di gruppo con
l'intento di rafforzare le capacità di osservazione, logica e programmazione del proprio
vissuto scolastico.
Nelle varie fasi di lavoro la valutazione assumerà valenze diverse e sarà:
formativa, come incentivo al perseguimento dell’obiettivo, per il pieno sviluppo della
personalità individuale degli alunni;
sommativa, come confronto fra risultati ottenuti e risultati previsti, tenendo conto
delle condizioni di partenza;
comparativa, come valutazione/misurazione dell’eventuale distanza degli
apprendimenti dell’alunno dallo standard di riferimento e sulla base delle competenze
minime da raggiungere nel percorso scolastico di base
orientativa, come impulso alla costruzione di un realistico concetto di sé ed
all’orientamento verso le future scelte.
Valutazione degli alunni
Per gli alunni della scuola primaria e secondaria è prevista una valutazione periodica
quadrimestrale e una valutazione finale, riferite sia ai livelli di apprendimento acquisiti sia al
comportamento.
8
Per quanto riguarda gli apprendimenti nelle varie discipline di studio, per gli alunni del primo
ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di I grado) la valutazione, in base alle disposizioni
apportate dalla legge 169, viene espressa con voto in decimi anziché con giudizio sintetico.
Per il comportamento invece è prevista la valutazione con voto in decimi nella secondaria, ma
con giudizio sintetico verbale nella primaria.
La valutazione nelle classi intermedie avviene di routine per scrutinio, mentre per il terzo
anno di scuola secondaria di I grado, a conclusione del primo ciclo di istruzione, avviene per
esame di Stato.
Valutazione nella scuola primaria
La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le
decisioni relative alla promozione alla classe successiva, vengono adottate dai docenti del
team.
La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale
dell'alunno) nei modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata
alla famiglia e accompagnata da un colloquio esplicativo.
Per quanto riguarda la decisione circa la mancata promozione alla classe successiva (art.
3 legge 169/2008), l'eventuale “caso” deve avere carattere eccezionale ed essere
adeguatamente motivata e concordata con il consiglio di interclasse.
Nella scuola primaria non è previsto alcun esame di licenza.
Seguono le tabelle docimologiche utilizzate per le valutazioni periodiche delle discipline.
TABELLA DOCIMOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DELLE DISCIPLINE
NELLA SCUOLA PRIMARIA
CONOSCENZE, ABILITA’, COMPETENZE DELL’ALUNNO
VOTO
Possiede conoscenze ampie, complete, senza errori e particolarmente approfondite.
Si applica con autonomia e sicurezza anche in situazioni nuove e in compiti complessi.
Si esprime in modo ricco, ben articolato e con piena padronanza dei linguaggi
disciplinari. Possiede capacità di sintesi con apporti critici, rielaborazione personale
organica e approfondita, creatività e originalità.
10
Possiede conoscenze ampie, complete, senza errori e approfondite. Si applica con
autonomia e sicurezza in situazioni gradatamente più complesse. Si esprime in modo
ricco, ben articolato e con padronanza di linguaggi disciplinari. Possiede capacità di
sintesi con apporti critici, rielaborazione personale organica e approfondita.
9
Possiede conoscenze complete e corrette. Si applica con precisione e sicurezza in
situazioni note e con esitazioni in contesti nuovi o più complessi. Si esprime in modo
chiaro, preciso e con un linguaggio disciplinare appropriato. Possiede capacità si
sintesi e rielaborazione apprezzabile, con collegamenti tra le conoscenze.
8
Possiede conoscenze generali e corrette degli argomenti disciplinari e ha acquisito i
concetti fondamentali. Si applica in modo sostanzialmente sicuro in situazioni note e
parziale in situazioni complesse. Si esprime in modo sufficientemente chiaro e con un
linguaggio specifico abbastanza appropriato. Possiede parziale capacità di sintesi.
7
9
Possiede conoscenze e concetti essenziali degli argomenti disciplinari. Si applica senza
gravi errori in situazioni semplici. Si esprime in modo semplice, sostanzialmente
corretto, parzialmente guidato e con linguaggio specifico accettabile.
6
Possiede conoscenze frammentarie e lacunose anche nei minimi disciplinari. Presenta
difficoltà operativa anche in semplici contesti noti. Si esprime in modo impreciso,
totalmente guidato e con linguaggio generico.
5
INDICATORI DI OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO
Si tengono in considerazione gli indicatori riguardanti IL RISPETTO DELLE REGOLE, DELLE
PERSONE, DELLE COSE E DELL’AMBIENTE
Gli insegnanti della scuola primaria valutano il comportamento degli/delle alunni/e
mediante un giudizio sintetico.
Giudizio sintetico
Descrittori del giudizio sintetico
Ottimo
Rispetta, in modo costante e responsabile, le regole della
convivenza, le persone che operano nella scuola, i
compagni/e della propria e delle altre classi, le cose e
l’ambiente scolastico.
Distinto
Rispetta le regole della convivenza, le persone che operano
nella scuola, i compagni/e della propria e delle altre classi, le
cose e l’ambiente scolastico.
Buono
Nel complesso rispetta le regole della convivenza, le
persone che operano nella scuola, i compagni/e della
propria e delle altre classi, le cose e l’ambiente scolastico.
Sufficiente
A volte va richiamato al rispetto delle regole della
convivenza e ha un comportamento poco corretto nei
confronti delle persone che operano nella scuola, dei
compagni/e della propria e delle altre classi, e/o delle cose
e/o dell’ambiente scolastico.
Non sufficiente
Si dimostra poco rispettoso delle regole della convivenza.
Ha un comportamento poco corretto nei confronti delle
persone che operano nella scuola, (e/o) dei compagni/e
della propria e delle altre classi, e/o delle cose, e/o
dell’ambiente scolastico.
10
Valutazione nella scuola secondaria di I grado
La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le
decisioni relative alla promozione alla classe successiva vengono adottate per scrutinio dai
docenti della classe.
La valutazione viene registrata su un apposito documento (scheda individuale dell'alunno) nei
modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata alla famiglia e
accompagnata da un colloquio esplicativo. Per quanto riguarda la promozione alla classe
successiva o all'esame (art. 3 legge 169/2008), gli alunni devono conseguire la sufficienza in
ogni disciplina, nonché nel comportamento (art. 2 legge 169/2008) e devono aver mantenuto
una frequenza scolastica regolare.
L’eventuale decisione di non ammissione alla classe successiva o all'esame è comunque
assunta a maggioranza da parte dei componenti del consiglio di classe.
Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione è richiesta la frequenza di almeno tre quarti
dell'orario annuale personalizzato di ciascun alunno. Per casi eccezionali, l’ istituzione
scolastica può autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite.
Il corso di studi si conclude con l'esame di Stato il cui superamento è titolo indispensabile per
l'iscrizione agli istituti del 2° ciclo.
L'ammissione all'esame comporta un giudizio di idoneità, accompagnato da un voto in decimi,
riferito agli esiti dell'intero percorso compiuto dall'alunno nella scuola secondaria.
Tra le prove d’esame è prevista una prova scritta nazionale predisposta dall’Istituto nazionale
per la valutazione del sistema scolastico(Invalsi)
La valutazione finale dell'esame è espressa con un voto in decimi i cui criteri ed indicatori
sono esplicitati nelle tabelle allegata a questo documento.
Per la valutazione degli alunni non italofoni si rimanda al protocollo di accoglienza allegato al
POF.
Per quanto riguarda la verifica in itinere dell’apprendimento si utilizzeranno i seguenti
strumenti e metodologie:







interrogazioni
conversazioni/dibattiti
esercitazioni individuali e collettive
relazioni
prove scritte quadrimestrali
prove pratiche
test oggettivi
Il nostro Istituto è inserito inoltre sia a livello di scuola primaria sia secondaria, nel Piano
Nazionale di Valutazione ed effettua le prove di verifica secondo le direttive e la normativa
Ministeriale (INVALSI).
4. ORGANIZZAZIONE
a. LE NOSTRE SCUOLE
11
SCUOLE DELL’INFANZIA
Le due scuole dell’infanzia dell’Istituto sono collocate in prossimità di due delle scuole
primarie a cui accedono i bambini per l’obbligo scolastico
“Diego Cianti”
(ex Villa il Palagio)
Via Saffi - Tel. 055 8960455
Antico possedimento dei Torregiani nel XVI, la villa fu costruita dagli Strozzi nel Settecento.
Successivamente, dopo diversi passaggi di proprietà fu acquistata dalla famiglia Melchior,
l’ultima discendente lasciò la villa in donazione alla Misericordia locale.
Il Palagio è tra le ville più belle della campagna campigiana, è immersa in un grande parco,
circondato da un grande canale (con acqua) di antica fattura che divide il territorio circostante
e ne delimita la villa. Una delle grandi porte in legno proviene dalla facciata di Santa Maria del
Fiore, conserva una Cappellina (al piano superiore).
Oggi la villa ospita:
 Una “Scuola dell’infanzia” inaugurata nel Settembre del 2003 e che oggi prende il
nome di “Diego Cianti” perché il plesso è stato intitolato ad un ragazzo campigiano
vittima della strada.
 “Casa Diletta” una struttura nella quale vengono organizzati da associazioni del
territorio (Misericordia..) laboratori finalizzati allo sviluppo dell’autonomia di ragazzi
diversamente abili.
La scuola dell’infanzia è così composta:
 N°5 sezioni + 1 sezione del Progetto PEGASO
 Un antico salone attrezzato per attività teatrali e ludico-motorie
 N° 1 stanza per il personale ATA
 Bagni a misura di bambino
 N° 1 sala insegnanti
 N° 2 bagni per il personale di cui uno per portatori di handicap
 Spazi per attività laboratoriali e/o gioco libero
12




N°1 spazio per il deposito del materiale
N°1 biblioteca
N° 1 spazio adibito allo sporzionamento
Sala mensa
“Riccardo Valerio”
Via Villa - Tel: 055 8951941
La scuola dell’infanzia Riccardo Valerio è parte della scuola primaria Neruda.
La scuola è così composta:
 N° 4 sezioni + 1 sezione del Progetto PEGASO
 N° 1 aula di pittura
 N° 2 bagni
 N°1 aula polivalente in comune con la scuola primaria
 N°1 cucina
 N°2 giardini (davanti e dietro la scuola)
 N° 2 bagni per il personale di cui uno per portatori di handicap
13
SCUOLE PRIMARIE
Le tre scuole primarie dell’Istituto sono distribuite su un ampio raggio nella zona nord-ovest
del territorio comunale.
“Aurora Gelli”
Via di Mezzo - Tel: 055 890299
La scuola è situata nel borgo di San Martino, in un ampio edificio di due e tre piani, sorto
dall’unione di due strutture, una edificata negli anni ottanta, l’altra antica. Tutte le classi
funzionano a 40 ore settimanali, dalle ore 8.30 alle ore 16.30, dal lunedì al venerdì, e gli alunni
usufruiscono del servizio mensa per cinque giorni settimanali. Sono presenti i laboratori di
scienze, informatica e pittura; sono stati ricavati anche spazi polivalenti, una biblioteca ed una
piccola palestra. Esternamente ci sono due giardini in uno dei quali è stato predisposto lo
spazio per l’aula verde. Dato l’elevato numero di alunni, mensa e ricreazione pomeridiana
sono organizzate su due turni. La scuola ospita 13 classi per un totale di 312 alunni
14
“Pablo Neruda”
Via Villa - Tel. 055 891135
La scuola è situata nella frazione La Villa in un recente ed ampio edificio a due piani. Accoglie
classi che frequentano per cinque giorni settimanali, con tempi scuola diversificati: 2 classi a
40 ore, 8 classi a 27 ore, 1 a 30 ore. Nell’edificio sono presenti il refettorio, un salone
polivalente, un’ aula di informatica ed uno spazio per il sostegno. La struttura è circondata da
un giardino utilizzati nei momenti di intervallo. La scuola ospita 11 classi per un totale di 237
alunni.
“Emilio Salgari”
Via dei Confini - Tel.055 8951971
La scuola è situata nella frazione di Capalle in un vecchio edificio a due piani che si affaccia su
una strada ad intenso traffico. Accoglie classi che frequentano per cinque giorni settimanali,
con tempi scuola diversificati: 2 classi a 40 ore, 2 classi a 27 ore, 2 classi a 30 ore. Nell’edificio
sono presenti il refettorio, una piccola palestra e un’aula di informatica. Su un lato
dell’edificio è situato il giardino. La scuola ospita 6 classi per un totale di 130 alunni.
15
SCUOLA SECONDARIA
“Giuseppe Garibaldi”
Via Garcia Lorca - Tel 055 8952382
La scuola è situata nella frazione “La Villa”, in un edificio a due piani che ospita anche una
sezione distaccata del liceo scientifico “Agnoletti” di Sesto Fiorentino. La scuola è sede della
Presidenza e della Segreteria dell'Istituto.
Tutte le classi funzionano a trenta ore settimanali con orario 8.10 – 14.10.
Nell'edificio sono presenti 23 aule e altri spazi utilizzati per i laboratori di musica,
d'informatica, di scienze. Sono inoltre presenti aule per le attività di recupero e di sostegno. La
scuola ospita 607 alunni.
16
b. SERVIZI
Il centro di coordinamento dell'attività organizzativa dell'Istituto è la Segreteria che è aperta
al pubblico nei seguenti orari:
lunedì e venerdì – dalle ore 11.30 alle ore 13.30
mercoledì – dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Per la scuola dell’infanzia e della primaria i servizi mensa, trasporto, pre e post-scuola sono a
cura dell'Ente locale, con onere finanziario a carico delle famiglie.
Il servizio mensa funziona dal lunedì al venerdì nelle sezioni delle scuole dell'infanzia e nelle
classi a quaranta ore della scuola primaria; é anche attivo per alcuni giorni nelle sezioni con
rientro pomeridiano.
c. RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
La partecipazione aiuta la scuola a essere attenta, accogliente e propositiva.
Tutti i genitori degli alunni hanno il diritto/dovere di interessarsi delle attività e delle
problematiche della scuola e di dare il loro contributo mediante la partecipazione, secondo la
normativa, agli organi collegiali e alle iniziative promosse dal Consiglio di Istituto.
La comunicazione con i genitori è curata, in via prioritaria, dai docenti con i colloqui
individuali e le assemblee di classe in cui si illustrano gli indirizzi educativi e i metodi
didattici, si evidenziano i problemi degli alunni e della classe, si discutono e concordano
strategie comuni.
Il processo educativo nella scuola si costruisce, in primo luogo, nella comunicazione tra
docente e studente e si arricchisce in virtù dello scambio con l'intera comunità che attorno
alla scuola vive e lavora. In questo senso la partecipazione al progetto scolastico da parte dei
genitori è un contributo fondamentale. Nella scuola di oggi, la partecipazione attiva e
propositiva di tutti i soggetti è ancora più essenziale, in quanto l'autonomia scolastica,
funzionale alla piena realizzazione del diritto all'apprendimento e al conseguimento dei
risultati formativi, determina la necessità di un rinnovato protagonismo dei diversi soggetti,
nel rispetto dei ruoli e con spirito di cooperazione.
In particolare, è la partecipazione lo strumento principe per mettere al centro la
valorizzazione delle inclinazioni personali dei ragazzi, creare le migliori condizioni per un
apprendimento efficace, combattere e prevenire il fenomeno della dispersione scolastica o le
diverse manifestazioni di aggressività o ostilità che molti giovani vivono, è che è
significativamente correlata ad un vissuto di alunno problematico.
La partecipazione delle famiglie costituisce, quindi, uno dei tasselli fondamentali di una scuola
moderna e il pieno coinvolgimento nella vita democratica della scuola scolastica è ora più che
mai un'esigenza irrinunciabile.
Assemblea dei genitori



I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea (di singole classi o di istituto) per
discutere di problemi che riguardino aspetti di carattere generale della scuola o delle
classi frequentante dai propri figli.
Eleggono annualmente i rappresentanti dei genitori nel Consiglio di classe o di
interclasse.
I rappresentanti di classe hanno il compito di riportare ai genitori della propria classe le
informazioni e le indicazioni che la scuola trasmette e il resoconto delle riunioni a cui
17

partecipano; inoltre, tutte le esigenze e proposte che i genitori indirizzano alla scuola
devono essere da loro sintetizzate e trasmesse agli insegnanti, al Dirigente Scolastico e ai
vari Organi Collegiali competenti.
Hanno titolo a convocare l'assemblea dei genitori i rappresentanti di classe eletti nei
consigli di classe, dandone preventiva informazione al dirigente (con indicazione specifica
degli argomenti da trattare) e chiedendo l'uso dei locali scolastici. Alle assemblee possono
partecipare con diritto di parola il dirigente e i docenti della classe. Le assemblee dei
genitori possono anche essere convocate dai docenti della classe.
Gli Organi collegiali
Sono organi di governo e di gestione delle attività scolastiche a vari livelli della scuola e del
territorio, rappresentativi delle diverse componenti scolastiche.
Gli Organi collegiali della scuola - se si esclude il Collegio dei Docenti – prevedono sempre la
rappresentanza dei genitori; sono quindi gli strumenti che possono garantire sia il libero
confronto fra tutte le componenti scolastiche sia un intenso raccordo tra scuola e territorio, in
un contatto significativo con le dinamiche sociali.
Tutti gli Organi collegiali della scuola si riuniscono in orari non coincidenti con quello delle
lezioni.
A livello di base (consigli di classe e interclasse) hanno funzione consultiva e propositiva, nei
livelli superiori (consigli di istituto, consigli provinciali).hanno invece ruolo deliberativo.
I componenti degli organi collegiali vengono eletti dai componenti della categoria di
appartenenza.
d. COORDINAMENTO E GESTIONE
Le linee dell’Offerta Formativa illustrate precedentemente, trovano attuazione nella pratica
quotidiana dei docenti, i quali le mettono in atto durante l’anno scolastico. La scuola prevede,
a tal fine, una serie di figure e di organi con specifici compiti e funzioni.
1. Il Consiglio di Istituto è l’organo politico della scuola, fornisce gli indirizzi generali per le
attività e per le scelte di gestione e di amministrazione; esso è responsabile dell’adozione di
tutti i documenti che regolano la vita della scuola nei suoi diversi aspetti.
2. Il Collegio dei Docenti ha la competenza esclusiva della gestione tecnica della scuola,
quindi tutto ciò che riguarda la didattica, anche negli aspetti organizzativi e di ricerca, è
soggetto all’assunzione di decisioni collegiali.
2.a. Le Funzioni Strumentali hanno compiti di coordinamento generale relativamente
a specifiche aree di intervento (accoglienza e benessere, attività integrative e rapporti con gli
studenti, innovazione della didattica) coerenti ai principi che ispirano l’Offerta Formativa.
Vengono designate dal Collegio dei Docenti e il loro lavoro si esplica nella organizzazione delle
attività approvate dal Collegio e nella promozione di iniziative coerenti con i bisogni della
scuola.
2.b. I Dipartimenti Disciplinari e Campi di Esperienza sono gli organi nei quali tutti
i docenti, riuniti per materie, definiscono le linee generali della programmazione nelle varie
discipline e campi di esperienza, definendo gli obiettivi e le modalità di verifica – soprattutto
per quanto attiene alle prove comuni - i livelli e gli standard di apprendimento, le griglie di
18
valutazione. Compito di questi gruppi di lavoro è anche quello della ricerca e della
sperimentazione finalizzata al progressivo raggiungimento degli obiettivi disciplinari, e all’
innovazione didattica.
2.c.Le Commissioni sono costituite da gruppi di docenti che lavorano su tematiche
specifiche sulle quali elaborano proposte e attività da presentare al Collegio dei docenti. Sono
aperte alla partecipazione del personale ATA.
3. Il Dirigente Scolastico è organo di gestione. Oltre a vigilare sulla legittimità degli atti che
la scuola elabora come pubblica amministrazione, ha poteri di coordinamento e di indirizzo
finalizzati alla unitarietà di gestione e alla qualità dell’offerta formativa; garantisce la libertà di
insegnamento, le scelte educative delle famiglie, il diritto all’apprendimento degli studenti. Si
avvale di tre collaboratori, uno per ogni ordine di scuola, scelti autonomamente, i primi due,
e designato dal Collegio, il terzo, fra i docenti in servizio ai quali assegna compiti specifici
oltre alla sua sostituzione in caso di assenza. (art 34 CCNL 2006-2009)
Vista la presenza di 6 plessi, il Dirigente Scolastico, di concerto con il Collegio, nomina uno o
più docenti quali referenti di plesso.
4. La Segreteria affidata al Dsga (direttore servizi generali e amministrativi) per l’attuazione
degli aspetti amministrativi e contabili diretti all’attuazione delle attività previste per la
realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa.
4. a L’Assemblea del personale ATA convocata e presieduta dal Dsga, almeno ad
inizio e fine anno, come momento di confronto sulle tematiche professionali di tale personale,
assemblea istituita non essendo previsto dalla norma alcun organo collegiale specifico.
5. I Consigli di Intersezione/Interclasse/classe
con la presenza dei genitori rappresentanti hanno il compito di verificare
l’andamento delle attività e avanzare proposte al Collegio dei Docenti e al Consiglio di
Istituto;
con la presenza dei soli docenti hanno il compito di organizzare le attività comuni oltre
che essere momento di studio e approfondimento di tematiche professionali e
momento di verifica e valutazione
19
ORGANIGRAMMA D’ISTITUTO
DIRIGENTE SCOLASTICO
Dott. Rolando CASAMONTI
DIRETTORE
D.S.G.A.
COLLABORATO
RI SCOLASTICI
ASSISTENTI
AMMINISTRATI
VI
COLLABORAT
ORE VICARIO
CONSIGLIO
D’ISTITUTO
GIUNTA
ESECUTIVA
SECONDO
COLLABORATO
RE
TERZO
COLLABORATO
RE
COORDINATORI
DI PLESSO
COLLEGIO DEI DOCENTI
FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F.
CONSIGLI DI CLASSE
REFERENTI DI PROGETTO
CONSIGLI DI INTERCLASSE
COMMISSIONI
CONSIGLI DI INTERSEZIONE
GRUPPO GLH
20
Elenco allegati
1) POF CTP
2) Protocollo di accoglienza
3) Progetto di integrazione alunni diversamente abili
4) Protocollo per l’inclusione degli alunni con BES
5) Progetto continuità
6) Criteri di formazione delle classi
7) Tabelle docimologiche per la valutazione delle discipline (scuola secondaria di
primo grado).
21
ALLEGATO n. 1
CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE
EDUCAZIONE ADULTI
Il C.T.P. di Campi Bisenzio è un luogo di lettura dei bisogni, di progettazione, di
concertazione, di attivazione e di sviluppo delle iniziative di istruzione e formazione in età
adulta e in obbligo formativo.
Pertanto esso promuove un’azione interistituzionale coordinando le offerte di istruzione e
formazione programmate sul territorio, organizzate verticalmente nel sistema scolastico e
orizzontalmente con le altre agenzie formative, per dare un'adeguata risposta alla domanda
proveniente sia dal singolo sia da istituzioni sia dal mondo del lavoro.
Esso si muove nell’ambito del lifelong learning e cura l’organizzazione di un’offerta
integrata fra il sistema scolastico e il mondo del lavoro, rivolta ai cittadini in età adulta e avente
per obiettivo la formazione di competenze personali di base nei diversi campi.
Il C.T.P. opera nell’ex distretto 10 che comprende il territorio dei comuni di Campi
Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano e interviene nelle seguenti aree:
1) Formali


scuola primaria
licenza di scuola secondaria di primo grado
2) Non formali


alfabetizzazione di italiano come L2, livello A1, A2, B1, B2, C1, C2
alfabetizzazione e approfondimento nel campo dell’informatica (corso sull’uso di internet
e social network)
lingua inglese (1°, 2° e 3° livello)
altre lingue comunitarie e non
corsi di arte e ceramica
corsi di interesse generale
preparazione e sede di esami CILS (Certificazione di Italiano come lingua straniera) dei
livelli A1, A2, B1, B2, C1, C2.
preparazione e sede di test di lingua italiana per ottenere il permesso di soggiorno di lungo
periodo (D.M. 4/6/2010).
Sede di sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia ( D.P.R.
14/9/2011).







La sede amministrativa del Centro Territoriale Permanente è situata presso la Scuola
Secondaria di Primo Grado “Garibaldi” in via Garcia Lorca a Campi Bisenzio; le lezioni della
mattina si tengono presso i locali del Centro Parrocchiale della Pieve di Santo Stefano situati nel
centro di Campi Bisenzio; le lezioni in orario pomeridiano e serale si tengono presso la Scuola
“Garibaldi” in via G. Lorca a Campi Bisenzio.
22
GLI OPERATORI
Per lo svolgimento delle attività formative sono impegnati operatori specializzati:





docenti impegnati a tempo pieno (docenti di ruolo titolari EDA-docenti supplenti)
docenti impegnati a tempo parziale con contratto a progetto
assistente amministrativo
collaboratori scolastici
esperti esterni con contratto di prestazione straordinaria
Essi sono impegnati nelle funzioni di:




progettazione
docenza
tutoraggio
rapporti con enti esterni
FINANZIAMENTI
Il C.T.P. utilizza risorse finanziarie provenienti da diversi sistemi e da diversi agenti. In
particolare le risorse sono messe a disposizione da:



Stato (MIUR)
Enti Locali
Unione Europea
IL TERRITORIO
Il C.T.P. ha pertinenza su un’ampia area costituita dai Comuni di Campi Bisenzio, Sesto
Fiorentino e Calenzano. Il contesto socio culturale nel quale il C.T.P. si trova ad operare risulta
estremamente eterogeneo. Pertanto, prima di stabilire le finalità, gli obiettivi e gli strumenti atti
ad intervenire su tale contesto, è necessario prendere in esame i vari tipi di utenza ai quali il
progetto si rivolge, al fine di rispondere in maniera sempre più ampia ed efficace ai bisogni
emergenti sul territorio. Tale eterogeneità risulta composta da:
1. analfabeti stranieri in lingua madre e quindi sprovvisti di titolo di studio e di abilità di
base
2. studenti stranieri extracomunitari che hanno conseguito un titolo di studio nel paese
d’origine e che intendono acquisire le competenze di base della lingua italiana per le
necessità quotidiane
3. studenti stranieri che hanno già acquisito le prime competenze della lingua italiana e
che intendono approfondire e migliorare le proprie capacità linguistiche
4. studenti stranieri che, avendo una buona competenza in lingua italiana, desiderano
conseguire il diploma di scuola media anche in prospettiva di un diverso collocamento nel
mondo del lavoro
23
5. persone come: stranieri, giovani in obbligo formativo che non hanno conseguito la
licenza media entro il 16° anno di età, anziani e analfabeti di ritorno, adulti privi di licenza
media che, trovandosi in situazione di disagio nell’ambito della società, incontrano
maggiori difficoltà di reinserimento anche nel mondo del lavoro
6. adulti con specializzazione e/o titolo di studio medio- alto che chiedono di ampliare e
arricchire le proprie conoscenze, sia per motivazioni personali sia per l’acquisizione di
maggiori competenze da spendere in ambito lavorativo.
7
persone in situazione di handicap lieve
8
adulti, italiani e stranieri, interessati ad acquisire una conoscenza di varie lingue
straniere secondo diversi livelli di competenze
9
adulti, italiani e stranieri, interessati ad acquisire padronanza dei mezzi informatici
secondo vari livelli di competenze.
10 Studenti, italiani e stranieri, in situazione di drop–out che hanno abbandonato la scuola
superiore senza conseguire alcun diploma e intendono seguire un percorso che
consenta loro di rientrare in formazione.
OBIETTIVI GENERALI
Nell’ambito delle finalità generali della scuola volte a promuovere la crescita della
persona adulta attraverso la formazione continua si intende sviluppare le potenzialità:





lavorative
sociali
comunicative
cognitive
artistiche
Il C.T.P. intende promuovere il riconoscimento delle diversità, sia attraverso il recupero
degli svantaggi dovuti a situazioni personali e/o socio culturali sia attraverso la valorizzazione dei
saperi già posseduti e delle competenze acquisite.
OBIETTIVI FORMATIVI
1. far acquisire le conoscenze di base, anche attraverso i nuovi canali di comunicazione
del sapere, per il conseguimento del titolo di Scuola Secondaria di Primo Grado al fine
di favorire l’inserimento nella realtà lavorativa e di modificare positivamente
l’atteggiamento dell’utente nei confronti delle continue trasformazioni della realtà
circostante
2. favorire la conoscenza di sé e dell’altro per migliorare l’approccio col mondo esterno e
le competenze comunicative
3. ampliare e potenziare le conoscenze personali per poter costruire nuove competenze
4. far riscoprire le radici storiche, letterarie, linguistiche e le tradizioni del nostro Paese
24
5. favorire l’apprendimento della lingua inglese e delle tecnologie informatiche per
rispondere in modo efficace ai continui cambiamenti della società e del mondo del
lavoro.
6.
favorire la conoscenza storica, artistica, urbanistica, culturale, naturalistica del
territorio per una migliore fruizione dell’ambiente anche attraverso uscite didattiche.
7. favorire la conoscenza del patrimonio artistico nazionale anche attraverso viaggi di
istruzione in città d’arte
8. realizzare progetti sulla continuità educativa e didattica nei processi di formazione al
fine di orientare i corsisti verso percorsi di istruzione superiore
9. conoscere e comprendere regole e forme della convivenza democratica e
dell’organizzazione sociale, favorire la consapevolezza della propria identità culturale
10. favorire la conoscenza e lo scambio culturale fra corsisti di etnie diverse attraverso
l’organizzazione e lo svolgimento di feste e spettacoli.
11. sviluppare l’integrazione tra i percorsi di Alfabetizzazione di scuola Secondaria di
Primo e Secondo Grado
12. attivare percorsi di rientro in formazione in collaborazione con istituti superiori
13. stimolare la creatività, sviluppare le potenzialità di ognuno attraverso la conoscenza e
l’utilizzo di differenti tipi di tecniche pittoriche e decorative.
14. favorire le competenze e le conoscenze per promuovere una cittadinanza attiva anche
attraverso l’adesione a Progetti Europei in collaborazione con enti e associazioni del
territorio.
PUBBLICIZZAZIONE
L’attività di pubblicizzazione è una fase preliminare determinante, poiché è anche in
questo momento che si qualifica l’offerta del Centro Territoriale, nella presentazione delle attività
e nel richiamo che esso è in grado di esercitare su quella parte della popolazione che, non essendo
più obbligata a frequentare la scuola, farà una scelta libera e quindi più rispondente ai bisogni e
agli interessi personali.
L’azione promotrice delle attività avviene attraverso:

mezzi di diffusione locale (manifesti, volantini, opuscoli, locandine, quotidiani )



“passaparola”
Sito web dell’Istituto Comprensivo Centro Nord di Campi Bisenzio
Siti web dei comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano
RAPPORTI CON SOGGETTI ESTERNI
Il CTP ha aderito alla rete toscana dei CTP, al Forum Nazionale dell’EDA e alla RIDAP (Rete
Italiana Istruzione degli Adulti per l’Apprendimento Permanente)
25
ACCOGLIENZA ORIENTAMENTO FLESSIBILITA’
Nel periodo iniziale viene dato ampio spazio alle attività di accoglienza, ascolto e
orientamento.
Nella prima fase di accoglienza i docenti per mezzo di colloqui individuali raccolgono
elementi allo scopo di far emergere le risorse, i bisogni, le aspettative e gli interessi di ciascun
utente. All’interno delle risorse personali vengono individuati crediti o debiti culturali sulla base
delle esperienze formative e di lavoro di ciascuno. Tali informazioni verranno riportate in fase di
colloquio iniziale sul Libretto personale dello studente.
Tenendo conto di tutti questi elementi, i docenti del C.T.P. stabiliscono obiettivi,
metodologie e tempi, nonché le modalità di adattamento, di verifica in itinere e di valutazione
finale. Ai singoli studenti viene proposto un Patto Formativo nel quale si esplicitano diritti e
doveri nell’ambito delle attività del CTP.
Le informazioni riguardanti l’organizzazione dei corsi, il regolamento del CTP oltre agli
approfondimenti relativi alle strutture linguistiche e grammaticali, saranno fornite, per il primo
anno dell’alfabetizzazione, se necessario, dal mediatore culturale.
Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, l’utente dovesse interrompere la frequenza, i crediti
formativi acquisiti nell’ambito della frequenza quadrimestrale non vanno perduti, ma sono
riconosciuti e potranno essere utilizzati anche in periodi futuri; l’orientamento programmatico del
C.T.P. infatti è sempre più indirizzato verso la “modularità” che meglio permette percorsi
formativi, attraverso scelte personali, anche di segmenti di formazione.
L’orario è programmato periodicamente e prevede anche per gli insegnanti una flessibilità
resa possibile dall’art.5 dell’Ordinanza Ministeriale n. 455 del 29-07-1997 e necessaria a gestire
modelli organizzativi non rigidi.
TUTORAGGIO
Gli operatori del centro esplicano la loro attività di tutoraggio attraverso:





l’accoglienza;
la revisione periodica degli obiettivi raggiunti, anche durante l’erogazione dei corsi;
i colloqui con le famiglie degli studenti minorenni che frequentano la scuola secondaria di
1° grado da effettuarsi indicativamente alla fine di ogni quadrimestre;
il recupero e potenziamento durante le ore di lezione;
l’attività di orientamento per la scelta della scuola secondaria di 2° grado.
26
ALLEGATO n. 2
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA
PER GLI ALUNNI NON ITALOFONI
INDICE:
Premessa generale .......................................................... p. 1
Situazione del nostro Istituto .......................................... p. 1
Protocollo ........................................................................ p. 2
Commissione Accoglienza .............................................. p. 3
Modalità e fasi dell’Accoglienza ..................................... p. 4
Criteri Assegnazione alle classi ....................................... p. 5
Interventi per l’apprendimento dell’italiano L2 .............. p. 6
Valutazione ...................................................................... p. 6
Risorse dell’Istituto .................................................... p. 7
PREMESSA GENERALE
I minori presenti in tutto il territorio nazionale, nei diversi gradi e ordini di scuola, hanno diritto
all'istruzione, indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno, nelle forme e nei modi
previsti per i cittadini italiani (art. 45 DPR n. 394/99 e D.Lgs. n. 286/98) e sono soggetti al diritto-dovere
dell'istruzione e della formazione, secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 76/2005. La scuola
pertanto ha il dovere di accogliere i bambini e i ragazzi immigrati, di garantire un’istruzione adeguata al
livello scolastico e di favorire l’integrazione dei ragazzi e delle loro famiglie nella vita scolastica e civica.
SITUAZIONE DEL NOSTRO ISTITUTO
Nel nostro Istituto la percentuale degli alunni stranieri iscritti al I ciclo di istruzione obbligatoria è del 23 %,
provenienti prevalentemente dalla Cina, ma anche da Albania, Marocco e Romania e queste presenze ci
fanno ritenere “area a forte processo migratorio”, cioè area in cui le scuole e gli organismi locali devono
organizzare interventi specifici, che mirino all’integrazione di questi alunni, alla loro alfabetizzazione e alla
loro istruzione.
I dati riferiti al nostro Istituto e le problematiche connesse all’accoglienza e alla scelta di pratiche didattiche
mirate all’istruzione degli alunni stranieri, richiedono un’analisi sulle modalità e sulla prassi di inserimento
dei neo-arrivati dal Paese d’origine alla luce della recente normativa (Linee Guida 2006).
Con questo documento infatti, il Ministero della Pubblica Istruzione, emana una serie di indicazioni e di
orientamenti nel settore dell’integrazione, dell’alfabetizzazione e dell’educazione interculturale accolti poi in
un elaborato del CSA di Firenze nel quale sono meglio precisati i comportamenti scolastici e gli orientamenti
pedagogici e didattici. L’orientamento italiano generale è quello di un' educazione interculturale che
favorisce l’eterogeneità delle cittadinanze all’interno delle classi e valorizza la cultura e la lingua d’origine
degli alunni stranieri.
Auspicabile sarebbe quindi, secondo le Linee Guida, un' equilibrata distribuzione delle presenze attraverso
intese tra scuole e reti di scuole ed una collaborazione con gli enti locali e con le famiglie degli alunni
immigrati (art. 7 D.P.R. 275/1999).
27
PROTOCOLLO
Finalità
“L’intento di questo Protocollo è quello di delineare una modalità di accoglienza pianificata e
operativa che eviti il ricorso a pratiche soggettive, faciliti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni
stranieri, sostenga il loro diritto allo studio e aiuti gli insegnanti nelle varie fasi dell’accoglienza con
procedure condivise e interventi di alfabetizzazione progettati.”
Per fare in modo che questo Protocollo contenesse indicazioni attuabili praticamente sono state sistematizzate, e
integrate, alcune pratiche che già da qualche anno vengono messe in atto nel nostro Istituto e che in parte, quindi, sono
già state sperimentate (laboratorio di alfabetizzazione, corsi di rinforzo linguistico, modulistica plurilingue, interventi
di mediatori culturali).
Questo documento costituisce pertanto uno strumento pratico di lavoro che potrà, e dovrà, essere integrato, rivisto o
modificato via via che si matureranno nuove esperienze o che cambieranno le risorse finanziarie e professionali a
disposizione del nostro Istituto. La sua adozione consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative
contenute nell’art. 45 D.P.R. 394/99, che attribuisce al Collegio Docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta.
Questo Protocollo di Accoglienza riflette procedure approvate dal Collegio dei Docenti in data .................... e sarà
inserito nel P.O.F dell’a.s. ........... affinché diventi uno strumento operativo.
Obiettivi specifici
a.
Definire pratiche condivise all’interno dei plessi dell’Istituto Comprensivo in tema d’accoglienza
degli alunni stranieri;
a.
facilitare l’ingresso nel sistema scolastico italiano di alunni di altra nazionalità;
b.
favorire un clima d’accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali
ostacoli alla piena integrazione;
c.
favorire l’apprendimento della lingua italiana come L/2 individuando spazi, tempi e personale;
d.
favorire il coinvolgimento della famiglia nell’accoglienza , nella vita scolastica e comunitaria;
e.
promuovere la collaborazione tra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione
interculturale.
Per raggiungere tali obiettivi questo P.d.A, contiene indicazioni:
1. SULLA COMPOSIZIONE E SUI COMPITI DELLA COMMISSIONE ACCOGLIENZA
1.



SUI CRITERI E PRINCIPI RELATIVI ALLE DIVERSE FASI DI ACCOGLIENZA
:
amministrativa-burocratica: (compiti della segreteria)
comunicativa e relazional : (prima accoglienza e incontro con le famiglie)
educativo- didattica: (assegnazione alle classi, modalità di inserimento, laboratori di italiano L/2)
1. SULLE RISORSE DELL’ISTITUTO
1. COMMISSIONE ACCOGLIENZA
Composizione
La “Commissione Accoglienza” è un gruppo di lavoro e un’articolazione del Collegio che ha il compito di
organizzare l’accoglienza sia di coloro che si iscrivono nei tempi previsti, sia soprattutto di coloro che
arrivano nel corso dell’anno e di fornire indicazioni pratiche agli insegnanti per l’inserimento.
Nel nostro Istituto è formata dal Dirigente Scolastico, dal referente per l'Intercultura e da tre docenti che
formano la Commissione Intercultura (quest'anno ne hanno fatto parte due docenti della Primaria e uno
28
dell'Infanzia). Per il prossimo anno scolastico sarebbe auspicabile anche la presenza nella Commissione
Accoglienza di un addetto alla segreteria designato dal D.S.A..
La Commissione si riunisce al completo circa 5 volte all’anno per:
- monitorare, integrare e modificare il Protocollo d’Accoglienza
- per proporre corsi di alfabetizzazione e intercultura affidati a esterni o corsi di aggiornamento.
Compiti del referente del Progetto Alfabetizzazione e Intercultura

Coordina i corsi di alfabetizzazione “curricolare” e ne tiene il monitoraggio dei passaggio di livello

Organizza corsi di alfabetizzazione in orario aggiuntivo (nella misura prevista dal progetto)

Tiene contatti con le organizzazioni del territorio che si occupano di alfabetizzazione e di intercultura
(Macramè, Nuove Radici) ed organizza laboratori di intercultura

Tiene contatti con enti locali e provinciali

Redige il progetto per il finanziamento ed eventuali progetti o monitoraggi da parte dei vari enti
promotori

Tiene contatti con il centro dei mediatori culturali per la presenza degli interpreti nell’istituto o per la
traduzione della modulistica

Tiene copia della modulistica

Tiene contatti con la segreteria

Coordina la Commissione Accoglienza
Compiti del membro della Commissione all’interno del plesso in cui lavora:

Deve coordinare i corsi di alfabetizzazione

Al momento di un nuovo inserimento esamina e valuta la documentazione sulla scolarità pregressa
pervenuta dalla segreteria e la consegna agli insegnanti della classe di inserimento, inoltre dà indicazioni per
l'inserimento nelle classi, tenendo conto del numero di stranieri presenti e delle esigenze della famiglia (ad
esempio la scelta di un plesso in base alla vicinanza alla residenza della famiglia)

Deve verificare la necessità delle ore aggiuntive da dedicare all’alfabetizzazione (nuovi arrivi, casi di
rinforzo), e comunicare al referente

Dovrà essere informato su altri interventi programmati per facilitare l’inserimento e gli
apprendimenti

Verifica la necessità dell’interprete per l’accoglienza o i colloqui con le famiglie, lo accoglie e gli
fornisce le indicazioni sulle classi che richiedono il suo intervento. Comunica all’insegnante referente la
necessità dell’interprete ed eventualmente i numeri di telefono dei genitori da far chiamare per essere sicuri
della loro presenza a scuola
Laddove, all’interno dello stesso plesso ci siano 2 membri della Commissione i compiti descritti qui sopra
verranno suddivisi.
2. ACCOGLIENZA
Le 3 fasi dell’accoglienza qui sotto specificate interessano, per l’a.s 2013-2014, solo gli alunni che si
iscrivono ad a.s. già iniziato. Quelli che si sono iscritti prima dell’approvazione di questo Protocollo
continuano ad essere inseriti con le modalità finora seguite nell’Istituto. A questi alunni, quindi, non
verranno proposte le prove extralinguistiche ma soltanto quelle per determinare il livello del corso di
alfabetizzazione curricolare, così come agli alunni che hanno già frequentato ma che continuano ad
avere difficoltà linguistiche.
All’inizio dell’a.s. alla scuola Primaria gli insegnanti proporranno queste prove agli alunni delle loro
classi, mentre alla sc. Secondaria di I grado possono essere svolte anche in gruppo, dopodiché
verranno segnalati quegli alunni con hanno necessità di seguire i laboratori di alfabetizzazione.
29
Amministrativa- Burocratica (1° fase)
Avviene in segreteria al momento dell’iscrizione*.
Per le procedure di inserimento va fatta una distinzione tra gli alunni stranieri nati in Italia o
precedentemente secolarizzati nella scuola italiana e gli alunni neo-arrivati.
Nel primo caso le procedure di iscrizione e di inserimento scolastico sono quelle ordinarie; nel caso di
bambini neo-arrivati, oltre ai dati anagrafici, alle vaccinazioni e ai vari documenti necessari all’iscrizione,
è opportuno accertare la scolarità pregressa. (art.45 D.P.R. 394/99).
Per l’iscrizione l’addetto alla segreteria fornisce al genitore:
lo stampato riepilogativo sui moduli da compilare per l’iscrizione e sulle tasse d’iscrizione (Nei
moduli d’iscrizione il genitore fornisce solo i dati anagrafici dell’alunno, l’iscrizione alla classe viene
formalizzata successivamente ad un “colloquio conoscitivo” con l’alunno e alla verifica delle sue
competenze extralinguistiche)
b.
la modulistica tradotta in lingua (comprendente anche la normativa sul trattamento dei dati personali;
l’autocertificazione sulle vaccinazioni, il modulo per avvalersi o meno della religione cattolica, il modulo per
la mensa)
c.
la scheda aggiuntiva sui dati scolastici pregressi e sulle pratiche linguistiche dell’alunno
d.
fissa l’appuntamento tra il membro della Commissione Accoglienza del plesso e il genitore, per
adempiere alla II fase dell’Accoglienza.
a.
*
In caso d’iscrizione durante l’a.s. si ritiene necessario che tra l’atto d’iscrizione e l’inizio della frequenza
intercorressero almeno 2 giorni:
- per “esaminare” l’alunno
- per informare gli insegnanti delle classi interessate
- per decidere la classe e la sezione d’inserimento in riferimento ai criteri
- per preparare l’accoglienza nella classe
- per predisporre un piano di interventi
- per informare l’insegnante del corso di alfabetizzazione nel quale verrà inserito l’alunno
Comunicativa e Relazionale (2° fase)
Questa II fase di accoglienza si realizza nel momento in cui il membro della Commissione Accoglienza
presente nel plesso (in presenza di un interprete, se necessario) incontra il genitore per fornire maggiori
dettagli sul funzionamento della scuola specifica (colloqui con gli insegnanti, attività pomeridiane, uscite,
libri, materiale da acquistare, ecc…). In questa occasione si possono acquisire informazioni particolarmente
utili come problemi di salute, progetti di vita, diete alimentari, tipo di studi già fatto (o non fatto) nel Paese
d’origine, persone di riferimento oltre i genitori.
Educativa e Didattica (3° fase)
Per la sc. Primaria e la Secondaria di I grado, il percorso di accoglienza si completa con il “colloquio
conoscitivo” nelle classi che potrebbero accogliere l’alunno. Gli insegnanti delle classi individuate (vedere
criteri) propongono all’alunno alcune prove extralinguistiche. Inoltre, in questa sede si valuterà il livello del
corso di alfabetizzazione da frequentare.
L’inserimento effettivo nella classe sarà definito dal Dirigente Scolastico dopo la consultazione con il
membro della Commissione Accoglienza e con gli insegnanti dei team interessati all’inserimento.
Infine, la segreteria provvederà alla formalizzazione dell’iscrizione e alla comunicazione della classe e
della sezione alla famiglia.
In questa fase si programma, inoltre, un percorso di studio personalizzato che prevede:
la frequenza annuale del laboratorio di italiano L/2
30
la eventuale frequenza di laboratori di “rinforzo” degli apprendimenti in L/2 effettuati dai docenti in
ore aggiuntive
l’eventuale parziale esclusione da alcuni insegnamenti
CRITERI DI ASSEGNAZIONE ALLE CLASSI
Questi criteri sono stati pensati per la sc. Primaria e per la Sc. Secondaria di I grado. Per quanto riguarda
la sc. dell’Infanzia i criteri per una distribuzione equa nei plessi devono essere ancora definiti, data la
complessità del problema.
Nel bambino straniero l’assenza di competenze linguistiche in italiano, rende sicuramente difficile la
rilevazione delle competenze cognitive, ma a questo limite si può ovviare facendo delle prove
extralinguistiche.
Inoltre per l’assegnazione alla classe dovrà essere rispettato il criterio generale previsto dall’art. 45 del
D.P.R. n. 394/99, cioè:
i minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età
anagrafica.
Considerando che l'inserimento nella classe inferiore potrebbe risultare penalizzante per l'alunno, se disposto
soltanto a causa dell'insufficiente padronanza della lingua italiana, il Collegio può valutare comunque
l’opportunità di eventuali slittamenti di un anno (stesso articolo del D.P.R. 394/99), in relazione ai benefici
che potrebbero apportare. L’inserimento e la distribuzione degli alunni devono così tener conto:
a)
dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno (che può determinare l’iscrizione
ad una classe immediatamente inferiore o superiore a quella corrispondente all’età anagrafica);
a)
del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno (la presenza di un titolo scolastico
garantisce l’iscrizione alla classe corrispondente all’età- C.M. n. 301/89);
b)
dell’accertamento di competenze extralinguistiche e del momento dell’iscrizione;
c)
del numero degli alunni stranieri già presente nelle classi (cercando di evitare la concentrazione di
alunni della stessa nazionalità);
d)
della presenza di casi di forte disagio;
e)
del numero complessivo degli alunni nella classe;
f)
di tutte le altre indicazioni utili che possono fornire i team interessati all’accoglienza dell’alunno;
g)
delle esigenze/disponibilità della famiglia.
Per quanto riguarda la sezione di inserimento, questa viene decisa dal team docente delle classi parallele,
tenuto conto anche dei punti d),e), g).
INTERVENTI PER L’APPRENDIMENTO DELL’ITALIANO L2 E PERCORSI PERSONALIZZATI

Laboratori di alfabetizzazione effettuati in orario curricolare

Corsi di rinforzo

Corsi di consolidamento
I corsi di alfabetizzazione devono garantire agli alunni neo-arrivati l’acquisizione, nel minor tempo possibile,
di quelle abilità comunicative di base necessarie per l’interazione in classe e per la socializzazione con i
compagni. Si intendono perciò destinati soprattutto agli alunni con competenze scarse in italiano L2.
Nei corsi di alfabetizzazione dovranno pertanto pervenire quegli alunni che sono appena arrivati dal
Paese di origine e quelli che appartengono ai livelli 0- 1- 2 segnalati all’inizio dell’a.s., dagli insegnanti
di classe (vedere materiale).
Sempre secondo le disponibilità finanziarie della scuola, potranno godere di interventi di rinforzo anche gli
alunni che continuino a mostrare difficoltà e incertezze linguistiche nonostante la loro permanenza in Italia
da più tempo.
Comunque i ragazzi rimarranno nel gruppo-classe durante le attività disciplinari e laboratoriali coinvolgenti e
pratiche, che richiedono minime competenze linguistiche ma che valorizzano altre competenze o abilità, in
modo anche da rinforzare la socializzazione e l’integrazione nella classe e nella scuola.
31
VALUTAZIONE
Considerando che la scuola italiana ha privilegiato la valutazione formativa rispetto a quella certificativa o
sommativa, per la valutazione degli alunni stranieri si dovrà tener conto:

del percorso scolastico pregresso e delle sue competenze e abilità iniziali

della valutazione dell’insegnante di laboratorio

della motivazione

della partecipazione

dell’impegno

della socializzazione e del rispetto delle regole
Alla fine del primo quadrimestre, se l’alunno è arrivato da poco, il Consiglio di Classe o il team docenti può
decidere di non effettuare la valutazione delle discipline, poiché l’alunno è nella fase di inserimento nella
classe. Oppure, se l’alunno è presente da qualche mese si può decidere di optare per la valutazione formativa,
dato che l’alunno si trova nella fase di prima alfabetizzazione e di primo apprendimento delle discipline.
Alla fine del secondo quadrimestre, verbalizzando la motivazione della valutazione, il team o il C.d.C può
avere a disposizione due possibili formulazioni:
1.“la valutazione non viene espressa in quanto l’alunno si trova nel primo periodo di apprendimento della
lingua italiana “da scrivere a fianco di ogni disciplina (in caso di breve frequenza), oppure
2. “la valutazione espressa fa riferimento alla Programmazione Individualizzata in quanto l’alunno si trova
nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana” da scrivere nel giudizio globale (nel caso in cui l’alunno
partecipi parzialmente alle attività didattiche della classe o sia arrivato negli ultimi mesi).
3. RISORSE DELL’ISTITUTO E DEL TERRITORIO
A .Professionali interne (situazione attuale)
SCUOLA DELL’INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
SCUOLA SECONDARIA I°
Alla scuola dell’infanzia non
vengono attuati corsi specifici di
alfabetizzazione comunicativa in
quanto in questa fascia di età i
bambini affiancano, senza tante
difficoltà,
l’apprendimento
dell’italiano L2 a quello della
lingua madre.
Alla scuola primaria di Campi All’inizio dell’anno sono stati
Bisenzio (Pablo Neruda e Emilio individuati gli alunni stranieri da
Salgari) un insegnante esterno ha alfabetizzare e un insegnante
dedicato
50
ore esterno ha dedicato 50 ore
all’alfabetizzazione. Mentre nel all'alfabetizzazione e un docente
plesso Aurora Gelli la presenza del CTP con orario da completare
dell’insegnante di italiano L/2 ha
svolto
120
ore
di
varia a seconda del numero di alfabetizzazione.
segnalazioni e della necessità di Gli alunni si dividono in gruppi di
completamento orario.
livello linguistico (iniziale e
Gli alunni si dividono in gruppi di intermedio).
livello linguistico.
In ogni caso il numero di ore dedicate all’alfabetizzazione è soggetto alle risorse professionali in organico
alla scuola, anche se è auspicabile, in futuro, prevedere risorse professionali specifiche da destinare
all’insegnamento dell’italiano L/2.
B. Professionali esterne
Per aiutare l’inserimento dei bambini stranieri nelle classi, gli insegnanti hanno la possibilità di avvalersi di
mediatori linguistici-culturali, che possono essere richiesti anche per i colloqui individuali o per la consegna
dei documenti di valutazione.
32
ALLEGATO n. 3
ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
I vari ordini di scuola presenti nel nostro Istituto Comprensivo si impegnano a promuovere, con tutti
i mezzi e le risorse a loro disposizione, l’integrazione e l’apprendimento degli alunni diversamente abili.
Al fine di attuare un organico rapporto fra scuola, famiglia, azienda sanitaria locale e gli altri enti
che cooperano al processo d’integrazione, è elaborato, per ogni alunno con certificazione di handicap,
un progetto educativo individualizzato (PEI), che costituisce uno strumento flessibile di informazione,
programmazione e orientamento e pertanto è soggetto a periodiche modifiche ed aggiornamenti. Esso
consente di identificare le capacità, i bisogni specifici e le difficoltà dell’alunno diversamente abile e di
stabilire obiettivi e strategie d’intervento adeguati. Tutti i docenti del Consiglio di Classe o di
Intersezione, in stretta e costante collaborazione con l’insegnante di sostegno, contribuiscono con le loro
competenze disciplinari alla progettazione e all’attuazione degli interventi concordati.
Profili Dinamico Funzionale: il P.D.F. viene redatto, come previsto dall’Art.4 D.P.R. 24 Febbraio
1994, dall’unità multidisciplinare, dai docenti e dagli insegnanti specializzati della scuola. Tale
documento deve essere redatto in via orientativa nel corso della frequenza dei vari ordini di scuola (vedi
normativa), fermo restando che deve essere aggiornato a conclusione della Scuola dell’Infanzia, della
Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di Primo Grado.
Allo scopo di attuare il pieno diritto allo studio degli alunni diversamente abili, inoltre, l’Istituto
Comprensivo è aperto a tutte le iniziative ed ai vari progetti, ritenuti validi, proposti da Enti e da
Associazioni operanti sul territorio.
Accoglienza
L’accoglienza degli alunni diversamente abili viene organizzata in momenti diversi:
o A maggio vengono presi contatti con le figure socio sanitarie, i genitori e gli insegnati degli alunni
diversamente abili in ingresso nelle classi prime per una prima conoscenza dei problemi legati alla
disabilità.
o A giugno è acquisita la documentazione relativa al percorso educativo – didattico nella scuola di
provenienza al fine di:




o
o
Costruire un rapporto di continuità con l’ordine di scuola precedente
Inserire l’alunno in un gruppo classe adeguato
Programmare attività educative atte a trasformare la diversabilità in risorsa per la classe
Creare un ambiente stimolante e positivo.
-A settembre viene programmata un’efficace accoglienza nei primi giorni di scuola, coinvolgendo
attivamente le famiglie e, se la situazione lo richiede, i Sevizi Sociali.
–Si definiscono inoltre, se necessario, le modalità di collaborazione con la Cooperativa che gestisce e coordina gli
AEC (educatori) al fine di ottener l’assegnazione di tali figure per ordine di scuola. Questo appare indispensabile
dato che i diversi plessi, facenti parte del nostro Istituto Comprensivo, hanno esigenze differenti; organizzazione e
tempistiche diverse a livello orario e non solo. Ciò permetterà così di sfruttare al meglio questa figura che diviene
preziosa se il suo operato è funzionale alle attività programmate e quindi alle effettive esigenze dell’alunno.
La programmazione
Il Consiglio di Classe o di Intersezione, di cui il docente di sostegno è figura di riferimento
essenziale, provvede, nella sua interezza, alla formulazione del PEI in collaborazione con l’equipe
socio- sanitaria e la famiglia.
I docenti curriculari e l’insegnante di sostegno definiscono le potenzialità su cui intervenire per
trasformarle in competenze. Ciò significa valutare le capacità in modo positivo, definendo una
programmazione mirata e graduale in relazione della tipologia di diversabilità:
33



TIPO LIEVE: il docente di sostegno si affianca agli insegnanti di classe per programmare
ed attuare percorsi semplificati in relazione alla progettazione di classe.
TIPO MEDIO: l’intervento del docente di sostegno sarà indirizzato al recupero delle
competenze minime nei vari campi di esperienza e nelle discipline scolastiche in cui si
rilevano maggiori difficoltà da parte dell’alunno.
TIPO GRAVE: l’intervento del docente di sostegno sarà strutturato per aree di competenze
disciplinari e/o sociali:




Autonomia ed identità sociale
Socializzazione e competenze sociali
Comunicazione ed Espressività
Psicomotricità
Attività integrative particolari: i laboratori
All’interno dei vari ordini di scuola del nostro Istituto l’offerta formativa rivolta agli alunni
diversamente abili è ampliata con attività laboratoriali realizzate in orario curricolare o extracurricolare,
a seconda dei bisogni degli alunni ai quali sono destinate. Le strutture in nostro possesso danno la
possibilità di realizzare laboratori di:






Arte terapia
Ceramica
Non solo dècoupage
Musicoterapia
Psicomotricità
Informatica.
Ogni anno i docenti di sostegno, in corrispondenza alle competenze possedute e ai bisogni degli
alunni in situazione di handicap, presentano i progetti di laboratori da realizzare.
Finalità generali
Le attività educative e didattiche programmate dal Consiglio di Classe e di Intersezione e le attività
di laboratorio perseguono le seguenti finalità:






Rafforzare e promuovere l’autonomia e l’autostima
Promuovere atteggiamenti di socializzazione e collaborazione all’interno del gruppo di lavoro
Promuovere atteggiamenti di rispetto verso il materiale proprio e degli altri
Sviluppare la manualità e l’operatività individuale e/o nel gruppo di lavoro anche al fine
giungere alla consapevolezza dell’uso di strumenti e materiali diversi
Sviluppare processi di tipo logico attraverso momenti operativi
Evidenziare attitudini ed interessi al fine di giungere ad un efficace orientamento scolastico e
professionale (Scuola Secondaria di Primo Grado)
Metodologia
L’intervento di sostegno si svolge prevalentemente all’interno della classe, in modo
individualizzato o per piccoli gruppi.
34
Le metodologie adottate saranno coerenti con il tipo di programmazione concordata dal Consiglio
di Classe e/o di Intersezione.
Alla base del percorso educativo – didattico è posta la p55edagogia dell’ascolto dei bisogni degli
alunni. Questa scelta presuppone il ribaltamento dell’idea classica dell’insegnamento, per dare spazio
alle domande nate da un vero bisogno dell’alunno e non dall’esigenza della disciplina di esplicare la
risposta.
In sostanza la pedagogia dell’ascolto presuppone l’uso del metodo induttivo e non quello deduttivo.
La procedura metodologica più efficace si struttura nelle seguenti fasi:
o Interesse: suscitare la curiosità ed il coinvolgimento partendo da situazioni concrete
legate al vissuto dell’alunno.
o Problematizzazione: educare alla soluzione dei problemi partendo da quelli legati alle
difficoltà derivanti dalla situazione di handicap di ciascun alunno.
o Ricerca: riflettere sui problemi emersi e sulle possibili soluzioni.
o Conclusioni: applicare in contesti diversi le conoscenze e/o i comportamenti acquisiti.
o Orientamento operativo: consolidare gli apprendimenti di natura didattica e/o legati allo
sviluppo delle proprie capacità attraverso l’uso graduale di strumenti di socializzazione
della propria esperienza.
Durante le lezioni frontali l’alunno sarà affiancato dal docente di sostegno e successivamente si
ricorrerà
al
recupero
e/o
all’approfondimento,
attraverso
l’individualizzazione
dell’insegnamento/apprendimento, che sarà sostenuto, ove possibile, con attività di laboratorio
ricorrendo comunque al metodo induttivo.
Verifiche
Verifica del PEI
Tra ottobre-novembre il “Gruppo di lavoro interprofessionale” elaborerà il PEI che sarà sottoposto
alle seguenti verifiche:
o verifica in itinere, alla fine del primo quadrimestre, come previsto dal D.P.R. 24/02/94 (G.U.n°
87 del 15/04/94), con o senza la presenza di operatori soci-sanitari;
o verifica finale, alla fine dell’anno scolastico, con la presenza di tutti i componenti del “Gruppo
di lavoro interprofessionale”.
Verifiche e programmazione curricolare:
Prove di ingresso: permetteranno di valutare la situazione di partenza dell’alunno, consentendo di
avere un quadro più preciso delle effettive capacità possedute.
Verifiche: le verifiche, che verranno svolte negli stessi tempi della classe, saranno mirate ad
accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici ed educativi in relazione ai percorsi di
apprendimento evidenziati nel PEI. Saranno previste, quindi, verifiche differenziate e/o semplificate
concordate dall’insegnante di sostegno con il docente curricolare. Attraverso le verifiche gli insegnanti
del Consiglio di Classe e di Intersezione cercheranno di stabilire il livello di progressione degli
apprendimento dell’alunno diversamente abile, ed avranno la possibilità di valutare se il percorso
didattico programmato è coerente con le difficoltà proprie dell’handicap o se è necessario apportare
correttivi all’azione didattica.
Nella scuola Primaria e nella scuola Secondaria di Primo Grado, la valutazione delle verifiche
degli alunni con disabilità è espressa in decimi ed è certificata secondo le modalità previste dalle
disposizioni del Regolamento n. 122 del 22 giugno 2009 e sulla base del PEI.
35
Valutazione
Per la valutazione del percorso didattico educativo alla fine del primo quadrimestre e finale si
applicano le norme e le modalità previste dal Regolamento n. 122 del 22 giugno 2009 e pertanto essa
sarà espressa in decimi.
Nella valutazione si terrà conto dei progressi compiuti dagli alunni, a livello educativo didattico,
rispetto alla situazione di partenza, alle potenzialità da sviluppare e all’impegno profuso, facendo
comunque sempre riferimento al PEI . La valutazione, quindi, in nessun caso può essere la media
aritmetica delle varie prove di verifica.
Per l’ Esame di Stato, a conclusione del primo ciclo saranno predisposte prove idonee a valutare i
progressi dell’alunno sulla base degli insegnamenti impartiti.
Le prove d’esame:
1.
2.
3.
4.
possono essere differenziate in relazione a quanto previsto dal PEI,
anche se differenziate, sono considerate equivalenti a quelle ordinarie;
possono essere sostenute con l’uso di strumenti compensativi.
Prove INVALSI gli alunni sono esonerati dallo svolgimento di tali prove, tuttavia, nel
giorno in cui è previsto lo svolgimento di tali prove, si può decidere di somministrare loro
prove differenziate che non saranno in alcun modo valutabili.
Sui Diplomi dell’Esame di stato sarà riportato il voto finale in decimi, senza alcun riferimento alla
differenziazione delle prove.
Agli alunni che non conseguono la licenza sarà rilasciato un attestato di credito formativo, utile
all’iscrizione alle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi e per l’accesso ai
percorsi integrati di istruzione e formazione.
ALUNNI CON DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO
“ D. S. A. “
Premessa
Diventa sempre più diffusa nella scuola la presenza di alunni affetti da disturbi specifici
dell’apprendimento (disgrafia, dislessia, discalculia). In merito ad essi il nostro Istituto si impegna
a mettere in atto tutte quelle iniziative tendenti a ridurre il più possibile le loro difficoltà ed il loro
disagio.
Attenendosi alle indicazioni contenute nella legge 170 del 2010, il Collegio dei docenti intende
programmare e perseguire quanto segue:
Accoglienza
Ogni docente curerà l’accoglienza degli alunni con diagnosi di DSA presenti nella classe,
ricorrendo alle strategie psicologiche e didattiche necessarie per un buon approccio con essi.
Il Consiglio di Classe curerà i rapporti con le famiglie al fine di giungere:
 alla conoscenza e alla comprensione della complessità dei bisogni,
 alla condivisione delle difficoltà

concordare adeguate forme di aiuto, anche attraverso la ricognizione delle risorse presenti
e utilizzabili nel territorio.
36
Finalità
Attraverso attività specifiche i vari ordini di scuola del nostro istituto si propongono di:
 garantire i necessari supporti agli alunni con DSA;
 ridurre i disagi formativi ed emotivi per i soggetti DSA;
 assicurare una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialità degli alunni con DSA;
 adottare forme di verifica e valutazione adeguate alle necessità degli alunni con DSA;
 sensibilizzare e preparare gli insegnanti ed i genitori nei confronti delle problematiche
legate ai DSA;
 assicurare adeguate possibilità di diagnosi e di riabilitazione per i soggetti con DSA;
 incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola, servizi sanitari e
territorio, durante tutto l'arco scolastico.
Programmazione del Consiglio di classe
Agli alunni con diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento viene riconosciuto il diritto a
beneficiare di strumenti dispensativi e compensativi, a misure educative basate su una didattica
individualizzata, sull'uso di strumenti di apprendimento alternativi e di appropriate tecnologie
informatiche per tutto il percorso scolastico.
Pertanto tutti i docenti del Consiglio di classe saranno parte attiva nella stesura e nella
realizzazione di un progetto condiviso di integrazione attraverso la compilazione del PDP (piano
didattico personalizzato) e potranno fare ricorso alle risorse specifiche presenti nella scuola.
Progetti di recupero e potenziamento
Nei limiti concessi dalle risorse finanziare, la scuola cercherà di organizzare al proprio interno
specifiche attività di recupero e potenziamento per gli alunni con DSA.
Si cercherà inoltre di coinvolgere quanto più possibile i genitori e le Associazioni presenti sul
territorio per progettare iniziative comuni, di supporto agli alunni in oggetto, anche in orario
extrascolastico
Verifiche
Le verifiche saranno conseguenti al piano di studio personalizzato e terranno conto della
complessità della situazione, che potrà richiedere nello specifico:
5. la pianificazione delle verifiche;
6. l’utilizzo unico o prevalente di verifiche orali programmate, con domande semplici,
chiare, univoche;
7. l’utilizzo di un testo chiaro: il foglio non dovrà essere sovraffollato da troppe informazioni;
8. prevedere la gradualità delle difficoltà nel compito assegnato;
9. garantire tempi più lunghi o, a parità di tempo, verifiche più brevi;
10. preferire test di riconoscimento a quelli che prevedono produzione scritta.
A proposito delle verifiche orali, se necessario si programmeranno le interrogazioni, si
concederanno tempi più lunghi per la risposta, adottando atteggiamenti positivi verso l’alunno in
modo da fargli acquisire maggiore autostima.
Per le prove Invalsi si prevedranno tempi aggiuntivi e strumenti compensativi idonei a
facilitare l'approccio dell'alunno alla prova stessa.
37
Valutazione
Per la valutazione del percorso didattico educativo alla fine del primo quadrimestre e finale si
applicano le norme e le modalità previste dal Regolamento n. 122 del 22 giugno 2009 e pertanto
essa sarà espressa in decimi.
Nella valutazione si terrà conto dei progressi compiuti dagli alunni, a livello educativo
didattico, rispetto alla situazione di partenza, tenendo conto soprattutto del miglioramento delle
competenze e delle abilità.
Nella scuola secondaria ogni Dipartimento Disciplinare stabilirà i propri criteri di verifica e
valutazione per gli alunni con DSA.
La valutazione in nessun caso può essere la media aritmetica delle varie prove di verifica.
Per gli esami del primo ciclo saranno messi in atto tutte le azioni previste dalla normativa a
favore degli alunni che presentano un disturbo dell’apprendimento diagnosticato:
In sede d’esame di licenza , le prove
-non potranno essere differenziate, ma sarà concesso un maggiore tempo;
-potranno essere sostenute con l’uso di strumenti compensativi.
ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
“B.E.S.”
In riferimento alla Direttiva ministeriale del 27/12/2012 relativa agli “ strumenti di intervento
per alunni con bisogni educativi speciali”, i componenti del gruppo GLH di Istituto, data
l'importanza e la complessità della materia e al fine di giungere ad una maggiore e chiara
comprensione di quanto in essa richiesto, rimandano la stesura della parte dettagliata e specifica
relativa ai BES, da inserire nel POF, all'inizio del prossimo anno scolastico.
Nel frattempo i docenti del gruppo si fanno carico di acquisire ulteriore documentazione in merito e
si rendono disponibili per eventuali corsi di formazione .
All'inizio del prossimo anno scolastico il lavoro preliminare sarà quello di prendere visione dei dati
complessivi di istituto circa gli alunni in condizione di disagio e svantaggio, con l'analisi dei loro
bisogni, in modo da affrontare al meglio tali problematiche, con il coinvolgimento del Collegio
Docenti.
38
ALLEGATO n. 4
PROTOCOLLO PER L’INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
A. PREMESSA
L’art. 34, 1º comma della Costituzione recita: "La scuola è aperta a tutti".
Affermare che "la scuola è aperta a tutti" significa escludere ogni discriminazione nell'accesso
ai “saperi” e nel diritto all'istruzione.
Se è compito dello Stato rimuovere ogni ostacolo perché la scuola sia concretamente
accessibile a tutti e l'istruzione sia generalizzata, è compito di ogni singola istituzione
scolastica autonoma organizzarsi in modo efficace ed efficiente per garantire l’esercizio di
questo diritto, perseguendo l’obiettivo dell’inclusione di tutti gli alunni, che hanno il diritto di
accedere all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione.
B. INCLUSIONE DEGLI ALLUNNI CON BES
L’Istituto Comprensivo Statale “Centro Nord” Campi Bisenzio mette al centro della propria
organizzazione tutti gli alunni e si propone di potenziare la cultura dell’inclusione per
rispondere in modo efficace alle necessità di ciascuno di essi e in particolare di quelli che, in
maniera continuativa o per determinati periodi, manifestino Bisogni Educativi Speciali.
Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la
partecipazione sociale degli alunni con BES.
Per raggiungere tale obiettivo, sarà cura di tutti gli operatori scolastici cercare di:
 Creare un ambiente accogliente e solidale;
 Sostenere la crescita globale della personalità di ciascun alunno, sviluppando attenzione
educativa in tutta la scuola;
 Sostenere l’apprendimento attraverso la costruzione di un curricolo verticale;
 Promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento;
 Centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno;
 Favorire l’acquisizione di competenze collaborative e di solidarietà;
 Promuovere pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le
componenti della comunità educante;
C. DESTINATARI
Sono destinatari dell’intervento a favore dell’inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni
Educativi
Speciali comprendenti:
-disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
-disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003);
-alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.
D. DEFINIZIONE DI BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE
La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 individua come area dei BES quella dello
svantaggio scolastico, che è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di
deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per
una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o
disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua
italiana perché appartenenti a culture diverse.
39
E. RISORSE
E.1 Risorse umane:
 Dirigente Scolastico
 Coordinatore per le attività di sostegno
 Referente DSA
 Coordinatore gruppo accoglienza
 Coordinatore gruppo stranieri
 Figura strumentale per l’autovalutazione d’istituto
 Docenti per le attività di sostegno
 Coordinatori di classe
 Personale ATA
 Assistenti all’autonomia e alla comunicazione
E.2 Organi collegiali:
 Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI)
L’Istituto Comprensivo Campi Centro Nord istituisce il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (
GLI) al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione
di difficoltà, come stabilito dalla D.M. 27 dicembre 2012 e dalla Legge 53/2003, attraverso la
programmazione di un” Piano Annuale per l’Inclusione”.
Compiti e funzioni del GLI
1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione
2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici
3. Consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie e metodologie di gestione delle classi
4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi
5. Elaborazione di un “Piano Annuale per l’Inclusione”
6. Collaborazione con il CTS (Centro Territoriale di Supporto) e servizi sociali e sanitari
territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc.
Composizione del gruppo
E’ presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato; è costituto dal gruppo di sostegno,
dal
coordinatore del progetto di accoglienza e dal referente L2, dalle figure strumentali, da una
rappresentanza
dei docenti coordinatori.

Consiglio di Classe
1. Individuazione
Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria
l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative
e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della
eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia.
2. Coordinamento con il GlI
3. Comunicazione con la famiglia ed eventuali esperti
4. Predisposizione del PDP
Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo
di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di
valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio
scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio
di classe e dal Dirigente Scolastico.
40

GLH operativo
Compiti e funzioni
Il GLH operativo elabora il piano educativo individualizzato in presenza della certificazione di
disabilità,
come stabilito dalla legge 104/92.

GLH d’Istituto
Compiti e funzioni
E’ composto dal DS, dal coordinatore delle attività di sostegno, dai docenti di sostegno, dai
rappresentanti dei servizi territoriali e dalle famiglie.
Nel mese di giugno discute e recepisce la proposta di “Piano Annuale per l’inclusione”.
Nel mese di settembre adatta la proposta di Piano Annuale per l’inclusione in base alle risorse
assegnate alla scuola.

Collegio dei Docenti
- Discute e delibera il piano annuale.
- All’ inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da
perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione.
- Al termine dell’anno scolastico verifica i risultati ottenuti.
Risorse strumentali
Nell’arco degli anni la scuola si è dotata di attrezzature e ausili informatici specifici che
possano rispondere in modo adeguato ai bisogni speciali dei nostri alunni con bisogni
educativi speciali come la lavagna interattiva multimediale, una postazione con ingranditore,
audio book, tastiera facilitata, dattilo braille, sintesi vocale.
MODALITA’ D’INTERVENTO
L’istituto cerca di migliorare il proprio livello d’inclusione coordinando tutti i progetti per
alunni con bisogni educativi speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di
rispondere ai bisogni delle diversità. A tal fine il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione, oltre a
riunirsi collegialmente, si è suddiviso in gruppi di lavoro per raggiungere la massima efficacia
d’intervento, secondo la seguente articolazione:
-gruppo DSA
-gruppo disabilità
-gruppo accoglienza
-gruppo alunni con svantaggio linguistico e/o culturale
-gruppo di autovalutazione
-gruppo di confronto su casi e strategie.
1) A livello di istituto
 Organizzazione scolastica generale
-classi aperte
-compresenza
-uso specifico della flessibilità
 Sensibilizzazione generale
-Promozione di attività di sensibilizzazione generale, attraverso cicli di film, letture ed altro, al
fine di evitare atteggiamenti pietistici e compassionevoli.
 Articolazione degli spazi e delle posizioni
-Accessibilità interna ed esterna
41
-Ubicazione delle classi
-Posizione dei banchi
 Alleanze extrascolastiche
- ASL
- Famiglie
- Associazioni coinvolte nel sociale
 Formazione
L’Istituto propone attività di aggiornamento e formazione che formino tutti i docenti ai temi
dell’educazione inclusiva e, in particolare, aiutino effettivamente a migliorare la loro capacità
di attivare le metodologie dell’apprendimento cooperativo e del peer tutoring.
2) A livello di gruppo- classe
- Utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring;
- Potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo
dedicato
all’accoglienza;
- Recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
- Attivazione di percorsi inclusivi;
- Elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline.
3)Specifico per l’alunno con BES
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un piano che
ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, attraverso un’elaborazione collegiale, le
scelte educativo-didattiche.
A)Piano Educativo Individualizzato (PEI)
Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo
Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo.
B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)
-Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso
un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti
compensativi e misure dispensative.
- Negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli
minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e le strategie didattiche.
L’attivazione del PdP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai
docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.
ALUNNI CON DISABILITÀ
L’istituto accoglie gli alunni disabili organizzando le attività didattiche ed educative attraverso
il supporto dei docenti specializzati, degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, di
tutto il personale docente ed Ata.
1. Il docente specializzato.
Il docente di sostegno svolge una funzione di mediazione fra tutti le componenti coinvolte nel
processo di
integrazione dell’alunno disabile, la famiglia, gli insegnanti curricolari, le figure specialistiche
delle strutture
pubbliche. All’inizio dell’anno scolastico, in base alle esigenze emerse dopo un congruo
periodo di
42
osservazione, stabilisce in accordo con il Dirigente scolastico un orario didattico temporaneo.
A tal fine, si
individuano insieme al C.d.C., le discipline in cui intervenire. Il docente specializzato cura i
rapporti con i
genitori e con la Asl di riferimento; redige congiuntamente con i referenti del Servizio
sanitario nazionale,
con i genitori e il Consiglio di classe il Pei ed il PdF; partecipa ai G.L.H.O., ai G.L.H. d’Istituto e
alle riunioni
del gruppo di lavoro per l’inclusione; tiene un registro per le attività di sostegno; alla fine
dell’anno
scolastico riferisce il suo operato in una relazione finale.
2. GLH d’Istituto
2.1 Composizione:
Dirigente scolastico, referente dei docenti di sostegno, docenti per le attività di sostegno,
referente Asl, genitori degli studenti disabili, referente personale Ata, referente Enti locali,
operatori
specialistici.
Si riunisce due volte all’anno e/o ogni volta venga ritenuto necessario.
2.2 Compiti:
 Analizza la situazione complessiva dell’Istituto con riferimento alle strutture, alle risorse
umane e materiali, agli alunni in situazioni di disabilità.
 Cura i rapporti con le Asl e con le associazioni delle persone disabili.
 Formula proposte di tipo organizzativo e progettuale per il miglioramento dell’integrazione
degli alunni disabili nell’istituto.
 Propone le spese per l’acquisto di materiali ed attrezzature per le varie attività didattiche
previste per ciascun PEI
3. GLH operativi
3.1 Composizione:
Dirigente scolastico, Docente referente se necessario, Docente coordinatore, Docenti
curricolari, Docenti di sostegno dell’alunno disabile, Genitori dell’alunno disabile, Operatori
Asl, A.E.C. se richiesto, altro personale che opera con l’alunno disabile.
Nel caso in cui fosse necessario, si prevede la possibilità di riunire G.L.H. straordinari,
concordando la presenza degli operatori sanitari.
3.2 Funzioni:
 progettazione e verifica del PEI;
 stesura e verifica del PDF.
 individuazione e programmazione delle modalità operative, delle strategie, degli interventi e
degli strumenti necessari all’integrazione dell’alunno disabile.
4. Referente per le attività di sostegno
4.1 Funzioni:
 competenze di tipo organizzativo (Gestione delle risorse personali, tenere contatti con i
referenti della Asl, collabora con il Dirigente Scolastico per l’organizzazione delle attività di
sostegno, richiede la convocazione del Gruppo di lavoro, coordina il Gruppo di Lavoro nello
svolgimento delle varie attività).
 Competenze di tipo consultivo (creazione di un archivio e di una banca dati di proposte
didattiche integrate fruibili dai docenti, propone materiali inerenti le metodologie e le
strategie didattiche).
43
 Competenze di tipo progettuale e valutativo (predisposizione di modulistica, formula
progetti in base ai bisogni educativi emersi nell’Istituto e in base alle proposte del gruppo di
lavoro per le attività di sostegno).
5. Scelte metodologiche e didattiche
All’interno delle varie classi con alunni con disabilità si adottano strategie e metodologie che
favoriscano l’inclusione: lavoro di gruppo, apprendimento cooperativo, tutoring, attività di
tipo laboratoriale, lezioni differite.
Per programmare gli interventi didattici in base alle esigenze degli alunni si adotta, ove
possibile, una programmazione per aree disciplinari.
-Verifica e valutazione: la valutazione degli alunni diversamente abili sarà coerente con il PEI ,
che deve costituirà il punto di riferimento costante per tutti i docenti della classe.
 Il Pei può essere curricolare o globalmente riconducibile alla programmazione oppure
totalmente differenziato.
 I percorsi d’apprendimento saranno personalizzati.
 Le verifiche, orali e scritte, concordate con i docenti curriculari, possono essere equipollenti
e/o prevedere tempi più lunghi di attuazione.
Nella programmazione educativa individualizzata si promuoveranno itinerari che sollecitino
l’autonomia personale, sociale e didattica, limitando quanto possibile la dipendenza
dell’alunno dal docente per le attività di sostegno.
Nel caso di adozione di programmazione differenziata si svilupperanno tutti i raccordi
possibili con la programmazione della classe in modo da favorire l’inclusione dell’alunno.
Le attività di sostegno si svolgono prevalentemente in classe, solo in casi rari ed eccezionali si
possono prevedere attività in rapporto uno a uno.
-Continuità educativo-didattica.
L’istituto considera la continuità educativo-didattica come fattore facilitante il processo di
apprendimento dell’alunno con disabilità e per questo si creano le condizioni, affinché
l’insegnante per le attività di sostegno assegnato ad una classe permanga, per quanto
possibile, anche negli anni successivi.
6. Procedure di accoglienza
Il referente per le attività di sostegno, o un docente di sostegno delegato, incontra i docenti
della scuola di provenienza dell’alunno e i suoi genitori, nel mese di maggio, per formulare
progetti per l’integrazione.
Il referente verifica la documentazione pervenuta e attiva risposte di tipo organizzativo per
accogliere l’alunno stesso: richiesta di un assistente educativo culturale AEC, assistenza di
base, trasporto, strumenti e ausili informatici, ecc.
Il docente per le attività di sostegno assegnato alla classe informa il Consiglio sulle
problematiche relative all’alunno, incontra i genitori all’inizio dell’anno scolastico, prende
contatti con gli specialisti della ASL, collabora con gli insegnanti curricolari al fine di creare un
clima di collaborazione e di inclusione per gli alunni diversamente abili.
Il referente per le attività di sostegno predisporrà all’inizio dell’attività scolastica tutte le
attività volte ad accogliere l’alunno diversamente abile, assieme al docente referente
dell’accoglienza. Gli alunni con disabilità grave saranno affiancati da un alunno tutor nella
scuola secondaria di primo grado. Durante l’accoglienza, il docente di sostegno assieme al
C.d.C. proporrà attività di orientamento volte a migliorare l’efficacia dello studio.
7. Orientamento in entrata
44
Le famiglie che vogliono conoscere l’offerta formativa dell’Istituto per gli alunni disabili
possono usufruire
di un servizio di informazione e consulenza da parte del referente per le attività di sostegno, o
altro
docente di sostegno delegato. Attraverso l’indagine sui diversi bisogni educativi evidenziati, i
colloqui con i genitori e con i docenti della scuola di provenienza, si cercherà di individuare le
modalità d’intervento più adatte all’alunno.
8. Orientamento in uscita
In base al “progetto di vita” individuato nel PEI l’alunno e la famiglia possono usufruire di
varie attività di orientamento. Tali attività vengono progettate in collaborazione con la figura
strumentale competente.
ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI
1. Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011)
I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia
e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità
intellettive adeguate all’età anagrafica.
La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica
individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio
introducendo strumenti compensativi e misure dispensative.
Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA
prevede due articolazioni corrispondenti rispettivamente alla redazione del PdP per gli alunni
DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA).
Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe.
Redazione del PdP
Famiglia
Inoltra la documentazione alla segreteria didattica dell’istituto: all’atto dell’iscrizione o alla
formulazione
della diagnosi, con o senza richiesta del PdP.
Assume la corresponsabilità del progetto educativo-didattico, collaborando alla stesura.
Si impegna ad avere colloqui con i docenti del Consiglio di classe e il coordinatore di classe.
La certificazione
La diagnosi presentata dalla famiglia può essere rilasciata da una struttura privata in via
provvisoria, in attesa del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche
o accreditate.
Negli anni terminali le certificazioni dovranno essere presentate entro ilo 31 marzo(art.1 R.A.
n.140 del 25 luglio 2012).
Segreteria didattica
Informa le famiglie della possibilità di richiedere il PDP alla consegna della documentazione.
Predispone l’elenco degli alunni DSA per il responsabile DSA della scuola.
Responsabile DSA
Consegna la documentazione al C.d.C. nel primo consiglio dopo il ricevimento della
documentazione.
Provvede all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori al ccl, su esplicita richiesta
della famiglia.
45
Consiglio di classe e coordinatore
Valuta la necessità di un PdP per l’alunno. Se richiesto dalla famiglia o ritenuto necessario dal
consiglio di classe, anche in assenza di esplicita richiesta, predispone il PDP su apposito
modello previsto dall’istituto
Il Consiglio di Classe consegna il PdP al Dirigente e monitora il piano di studi personalizzato
nel corso dell’anno, il cui esito è comunicato alla famiglia dal coordinatore.
Dirigente Scolastico
Prende visione del PdP e lo firma.
Coordinatore
Presenta alle famiglie degli alunni interessati il PdP, che deve essere firmato dai genitori e
dagli specialisti, se presenti.
Il PDP deve essere sottoscritto sia in caso di accettazione sia in caso di rifiuto.
In caso di accettazione il PDP diviene operativo; l’originale viene depositato in segreteria
didattica e conservato nel fascicolo dell’alunno.
In caso di rifiuto il PdP non diviene operativo; l’originale viene depositato in segreteria
didattica e conservato nel fascicolo dell’alunno.
Nel primo consiglio di classe utile si verbalizza che nonostante la mancata accettazione da
parte della famiglia, il Consiglio di Classe si riserva di riformularlo e di riproporne l’uso in caso
di necessità.
Screening DSA
La procedura è in fase sperimentale e nel suo primo anno di applicazione. Essa prevede:
 Formazione dei docenti coinvolti nella somministrazione e correzione delle prove di
screening.
 Predisposizione del materiale per la somministrazione delle prove collettive, comprensivo
delle
indicazioni per la somministrazione e la correzione, delle prove stesse e del modulo di
autorizzazione per le famiglie.
 Consegna del materiale ai coordinatori di classe che provvedono alla distribuzione ai docenti
interessati e alla raccolta delle autorizzazioni che andranno in ogni caso depositate nel
fascicolo
dell’alunno.
 Somministrazione delle prove.
 Correzione delle prove da parte dei ccl e compilazione del report per l’analisi dei dati che
deve
riportare per ciascun alunno il numero di errori commessi in ogni prova.
 Consegna dei report a alla scuola di riferimento della rete di scuole del territorio.
 Analisi dei dati per l’individuazione degli alunni a rischio DSA: In caso di rischio elevato si
consiglia alla famiglia il supporto di specialisti per l’eventuale formulazione di una diagnosi
corretta; in caso di alunni borderline si provvede alla somministrazione delle prove
individuali al termine della quali si valuterà l’opportunità di effettuare la segnalazione alla
famiglia.
2. Alunni con altri disturbi evolutivi specifici
Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92
possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge
170/2010.
Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con:
46
-deficit del linguaggio;
-deficit delle abilità non verbali;
-deficit nella coordinazione motoria;
-deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso
scolastico);
-funzionamento cognitivo limite;
-disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc.
Individuazione
Il Consiglio di classe prende in esame la documentazione clinica e/o la certificazione
presentata
della famiglia.
Il Consiglio di classe, qualora ravvisi difficoltà nel percorso scolastico dell’alunno che possono
essere riconducibili a disturbi evolutivi specifici, informa la famiglia.
Predisposizione del Piano di studi personalizzato
 Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità
pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché
progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le
competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata,
il CdC dovrà motivare opportunamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni
pedagogiche e didattiche.
 Il coordinatore di classe può chiedere la consulenza del GLI.
 La famiglia collabora alla stesura del PdP assumendo la corresponsabilità del progetto
educativo.
 Il CdC delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato.
Attivazione del piano di studi personalizzato
Il piano di studi personalizzato può essere attivato solo se la famiglia lo sottoscrive.
In caso di rifiuto la famiglia sottoscrive la non accettazione del piano.
Documentazione
Il coordinatore di classe è responsabile della documentazione che dovrà essere consegnata al
Dirigente Scolastico che prende visione del PdP e lo firma.
Monitoraggio
Il coordinatore di classe informa il referente del GLI del percorso di inclusione attivato.
Il monitoraggio del PDP sarà effettuato durante i Consigli di classe e durante gli incontri del
Gruppo di Lavoro per l’Inclusione sul confronto dei casi.
Valutazione
Il Consiglio di classe assume la responsabilità pedagogico-didattica ai fini valutativi.
ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE
1. Area dello svantaggio socioeconomico e culturale
Tali tipologie di BES, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno
essere
individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori
dei servizi
47
sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.
Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.
2. Area dello svantaggio linguistico e culturale.
Per quanto riguarda questa tipologia di alunni si fa riferimento al “PROTOCOLLO
ACCOGLIENZA DEGLI STUDENTI STRANIERI”.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI :
 Legge 517/77
 Legge 104/92
 Legge 503/2003
 Legge 170/2010
 D.M. 27 dicembre 2012
 C.M. n.8 del 6 marzo 2013
 Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità
 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA
 C.M. n.2 dell’8 gennaio 2010
 C.M. n.24 del 1/3/2006
48
ALLEGATO n. 5
PROGETTO CONTINUITÀ
Il progetto si propone di favorire il passaggio degli alunni dalla scuola dell’infanzia
alla scuola primaria e dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado ,
promuovendo l’informazione, a diversi livelli, e la continuità tra le due scuole.
L’intento è di migliorare l’integrazione nell’azione educativa di tutte le
componenti preposte. In particolare si vuole porre l’attenzione alle problematiche
relative al passaggio di:
11. Alunni diversamente abili
12. Alunni con DSA o ADHD
13. Alunni in situazione di disagio non certificato
14. Alunni stranieri
A questo proposito viene istituita una commissione mista composta da:




docenti delle sezioni di cinque anni della scuola dell’infanzia, delle classi
quinte della Primaria, (referenti per i vari plessi dell’attuale circolo
didattico)
una rappresentanza dei docenti delle classi prime della Primaria;
una rappresentanza dei docenti delle classi prime della Secondaria;
Le rispettive funzioni strumentali al POF per la continuità dei vari ordini di
scuola.
Secondo l’ordine del giorno da affrontare, verrà deciso se convocare la
Commissione al completo o Sottocommissioni distinte per aree disciplinari e/o
classi, o i singoli docenti referenti e funzioni strumentali.
FINALITA’
Conoscere le potenzialità, le esperienze pregresse e le realtà di provenienza
degli alunni;
Sostenere la motivazione all’apprendimento, rilevare i bisogni e i desideri di
apprendimento;
Promuovere atteggiamenti positivi di reciprocità ed apertura al cambiamento;
Favorire e salvaguardare l’identità personale nel nuovo contesto scolastico;
Conoscere e condividere gli aspetti formativi dei tre ordini di scuola.
Sperimentare percorsi tematici ed interdisciplinari tra i vari ordini di scuola.
OBIETTIVI
o Consentire agli alunni coinvolti di conoscere le finalità educative e
l’organizzazione della “ futura” scuola al fine di promuovere un clima
positivo di accoglienza;
o Consentire agli alunni di conoscere presenze e ambienti significativi della
scuola che li accoglierà nel successivo a.s.: insegnanti, personale non
docente, aule, laboratori, spazi vari;
49
o Porre attenzione alle richieste dei genitori e informarli sulle modalità di
passaggio -continuità tra le scuole;
o Condividere linee educative e metodologiche comuni;
o Promuovere la collaborazione con soggetti esterni che operano per la
continuità: psicologi e operatori sociali con vario titolo;
o Proposta formazione futuri gruppi classi, anche con l’ausilio di supporti
schematici condivisi.
ATTIVITÀ – MODALITÀ – TEMPI
Le fasi di programmazione del progetto sono gestite dalla Commissione al
completo o articolazioni della stessa, a seconda delle esigenze di tempo e spazi.
I docenti referenti e le funzioni strumentali dei vari ordini di scuola intrattengono
rapporti reciproci per monitorare in itinere le fasi del progetto ed apportare
eventuali modifiche organizzative in fase di attuazione.
50
ALLEGATO n. 6
CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI
I presenti criteri, modificati dai criteri già deliberati ed adottati nell’anno scolastico
2009/2010, rielaborati dalla Commissione continuità, riproposti dal Collegio dei
docenti, deliberati dal Consiglio di Istituto nella seduta del 07 febbraio 2010 e adottati
e applicati nuovamente dal nuovo Istituto comprensivo, a partire dall’anno scolastico
2012/2013 e avranno valore fino a quando il Consiglio di Istituto non riterrà
opportuno modificarli.




IL CONSIGLIO D’ISTITUTO
RICHIAMATE le finalità educative relative alla formazione delle classi della
Scuola Secondaria di Primo grado e della Scuola Primaria e delle sezioni della
Scuola dell’Infanzia, che sono la creazione di unità di aggregazione degli alunni,
aperte alla socializzazione e allo scambio delle diverse esperienze e conoscenze,
attraverso modalità organizzative flessibili, espressione di libertà progettuale
coerenti con le finalità educative e didattiche indicate nel Piano dell’Offerta
Formativa e con gli Obiettivi specifici di apprendimento dei tre ordini di scuola;
ACCERTATO che i criteri mirano a raggiungere i seguenti obiettivi generali:
ETEROGENEITA’ all’interno di ciascuna classe/sezione e OMOGENEITA’ fra le
classi/sezioni parallele;
VISTI il Decreto Legislativo n. 297/94, artt. 101 e 102, il Decreto Ministeriale n.
331/98 e il Decreto Ministeriale n. 141/99;
DOPO ampia discussione ed esame ALL’UNANIMITA’ di voti espressi dai
consiglieri predetti con votazione palese;
DELIBERA
DI FISSARE i sotto elencati criteri per la formazione delle sezioni della Scuola
dell’Infanzia e delle classi della Scuola Primaria e Secondaria di Primo grado.
A) CRITERI GENERALI COMUNI
1.
INSERIMENTO NELLE SEZIONI DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI o con DSA
dichiarati
 1.1. Il Dirigente scolastico inserirà gli alunni nei classi/sezione tenendo presenti i
seguenti criteri:
o sentirà il parere dell'équipe socio-psico-pedagogica;
o inserirà gli alunni disabili e/o con DSA in una classe rispettando le indicazioni
del D.M. n. 141/99;
o valuterà anche l'opportunità di rendere disomogeneo il numero degli alunni
delle due sezioni a favore di quella in cui è inserito l'alunno diversamente abile
e/o con DSA;
o nel caso vi siano più alunni diversamente abili, essi verranno divisi equamente
nelle sezioni/classi.
2.
INSERIMENTO NELLE CLASSI DEGLI ALUNNI EXTRACOMUNITARI.
51




1.1. I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe
corrispondente
all’età
anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa,
tenendo conto:
a. dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può
determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore
rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica;
b. dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;
c. del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza;
d. del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.
Il collegio dei docenti, con le modalità che riterrà più opportune, formula
proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi: “la ripartizione è
effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la
presenza di alunni stranieri”. (D.P.R.n. 394 del 31 agosto 1999).
1.2. Le prove di accertamento di cultura saranno sostenute di fronte ad una
commissione
nominata
dal Dirigente scolastico composta da due docenti, di disciplina diversa, in servizio
nell’Istituto.
1.3. In mancanza di documentazione scolastica il dirigente scolastico procede, previa
deliberazione
del
consiglio di Interclasse all’iscrizione con riserva, chiedendo ai genitori una
dichiarazione
attestante
gli studi compiuti nel paese di origine (C.M. n. 5/1994)
1.4. Il dirigente scolastico procede all’iscrizione con riserva anche dei minori privi di
permesso
di
soggiorno (C.M. n. 5/1994)
B) CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI
Scuola dell’I N F A N Z I A
1.
INSERIMENTO DEGLI ALUNNI ISCRITTI AL 1° ANNO DELLA SCUOLA
DELL’INFANZIA NELLE SEZIONI
 1.1 Nella scuola dell’infanzia le sezioni sono di norma eterogenee e sono già costituite dai
bambini di 4 e 5 anni. Pertanto è necessario inserire solo i bambini di 3 anni.

1.2 Nell’inserimento dei bambini di 3 anni, si terranno globalmente presenti le seguenti variabili:
o numero;
o sesso;
o semestre di nascita (gennaio-giugno; giugno-dicembre);
o eventuale preferenza espressa dai genitori all’atto dell’iscrizione;
o alunni diversamente abili o con DSA dichiarati;
o alunni anticipatari;
o proposte delle insegnanti della scuola dell’infanzia.

1.3 Ciascuna sezione deve contenere lo stesso numero di alunni. Nel caso il numero delle
preferenze espresse dai dei genitori all’atto di iscrizione sia superiore al numero dei posti
disponibili nella sezione, si cercherà di trovare un accordo fra i genitori, accettando anche in
una sezione uno squilibrio di numero di iscritti fino a tre bambini in più. Se non si trova
52
l’accordo, l’assegnazione alla sezione dei bambini avverrà per sorteggio in presenza dei
genitori interessati o una loro rappresentanza, rispettando le norme della privacy.

1.4 Il Dirigente Scolastico formerà le sezioni dopo aver verificato la corretta applicazione dei
presenti criteri. All’assegnazione dei docenti alle sezioni provvede il Dirigente scolastico, ai
sensi dell’art. 3 del DPR n. 417/74, tenuto conto del principio della continuità didattica e
dei criteri adottati dal Consiglio d’Istituto, tenuto conto delle proposte formulate in merito
dal Collegio dei docenti.

1.5 Le sezioni rimarranno quelle fissate dal Dirigente Scolastico all’inizio del corso di studio,
salvo motivata proposta da parte dei docenti del team.

1.6 Gli alunni che si iscrivono in corso d’anno vengono inseriti nelle sezioni ritenute più idonee
dai docenti del plesso in accordo con il Dirigente Scolastico.
C) CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI
Scuola Primaria
1. CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME NEI PLESSI IN CUI SONO
PREVISTE PIÙ SEZIONI
 1.1. Le classi sono unità di aggregazione degli alunni, aperte alla socializzazione e allo
scambio delle diverse esperienze; andranno perciò favorite le modalità
organizzative espressione di libertà progettuale coerenti con gli obiettivi generali
e specifici dei vari ordini di scuola.

1.2. "L'unitarietà dell'insegnamento, che costituisce la caratteristica educativo-didattica
peculiare della scuola primaria, è assicurata sia dal ruolo specifico dell'insegnante di
classe (questo particolarmente nel primo ciclo) che dall'intervento di più insegnanti
sullo stesso gruppo classe o su gruppi di alunni di classi diverse organizzati in un
sistema didattico a classi aperte" (DPR n.104/1985 - 3^ parte).

1.3. I criteri mirano a raggiungere i seguenti obiettivi:
o L’eterogeneità all'interno di ciascuna classe (eterogeneità della provenienza
socio culturale e della preparazione di base: ogni classe dovrebbe essere, in
piccolo, uno spaccato della società).
o L’omogeneità tra le classi parallele.
o L’equilibrio del numero alunni/alunne.
o La parità di “casi difficili” (alunni con difficoltà di apprendimento e/o di
comportamento).

1.4. Nella formazione dei raggruppamenti iniziali si terranno globalmente presenti le
seguenti variabili:
o sesso;
o periodo di frequenza alla scuola dell’infanzia (da 2 a 3 anni o per meno di 2 anni anticipatari);
o indicazioni delle docenti della scuola dell’infanzia (apprendimento comportamento - situazione di famiglia, ecc…); [TABELLA ALL 1a]
53

1.5. Si utilizzeranno le valutazioni sintetiche espresse dai docenti della scuola
dell’infanzia (documenti per la continuità di fine anno).

1.6. Si procederà secondo il seguente metodo:
o Si suddivideranno tutti gli iscritti in due gruppi in base al sesso.
o All'interno di ciascun gruppo si procederà alla formazione, via via successiva, di
tanti sottogruppi quante sono le variabili indicate al punto 1.4
o Si otterrà una ramificazione i cui esiti finali verranno equamente suddivisi nei
gruppi iniziali
o Da ultimo, con la collaborazione dei docenti della scuola dell’infanzia si
riequilibrerà l'omogeneità delle sezioni tenendo contemporaneamente conto:
 delle variabili di cui al punto 1.4;
 delle osservazioni dei docenti della scuola dell’infanzia;
 che gli alunni provenienti dai diverse frazioni/contrade siano di norma
divisi, mantenendo tuttavia all’interno del gruppo iniziale almeno un
compagno della stessa frazione/contrada;
 nel limite del possibile e fatti salvi prioritariamente i criteri sopra
descritti, si potrà tenere conto di eventuali particolari esigenze avanzate
per iscritto al Dirigente scolastico dai genitori entro la data del 15
giugno.
o Alla riunione con i docenti della scuola dell’infanzia saranno invitati anche i
collaboratori della scuola primaria e docenti delle classi quinte della scuola
primaria.

1.7. Il Dirigente scolastico formerà le classi sulla base:
o delle proposte dei rappresentanti delle sezioni della scuola dell’infanzia;
o verificata la corretta applicazione dei presenti criteri;
o dopo aver consultato per un parere non vincolante il Presidente del Consiglio
d’Istituto.
L’abbinamento del gruppo-classe con la sezione avviene per sorteggio. La lettera
della sezione sarà sorteggiata.
All’assegnazione dei docenti alle classi provvede il Dirigente scolastico, ai sensi
dell’art. 3 del DPR n. 417/74, tenuto conto del principio della continuità didattica e
dei criteri adottati dal Consiglio d’Istituto, tenuto conto delle proposte formulate in
merito dal Collegio dei docenti.
Infine il Dirigente Scolastico potrà apporre alcune modifiche, una volta valutate le
motivate e gravi richieste delle famiglie, avendo cura di salvaguardare comunque i
criteri sopra indicati.
Le classi definitive saranno affisse all’Albo dal Dirigente Scolastico entro la prima
decade di luglio.
Le classi rimarranno quelle fissate dal Dirigente scolastico all’inizio del corso di
studio, salvo motivata proposta da parte dei docenti del team.
Gli alunni che si iscrivono in corso d’anno vengono inseriti nelle classi ritenute più
idonee dai docenti del plesso in accordo con il Dirigente scolastico.
54
D) CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI
Scuola Secondaria 1°grado
1.
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME
A) Criteri generali di formazione delle classi prime
“ Le classi sono formate dal Dirigente scolastico che si avvale della collaborazione di una
Commissione formata dai docenti non impegnati negli esami di Stato.
Fatte salve le competenze attribuite in materia al capo d’istituto, le classi prime saranno
formate nel rispetto dei seguenti criteri:
1. Equa distribuzione dei maschi e delle femmine.
2. Equa distribuzione, nelle varie classi, di alunni delle tre fasce di preparazione di base
(alta, media, bassa), al fine di ottenere gruppi-classe eterogenei ma classi tra loro
equivalenti.
3. Le fasce saranno individuate:
 esaminando i documenti di valutazione trasmessi dalla scuola primaria;
4. Si terranno in considerazione in modo particolare le informazioni relative al
comportamento.
2. Distribuzione equilibrata per mezzo di incontri con gli insegnanti delle classi di
provenienza degli alunni.
1. di alunni stranieri non italofoni di recente immigrazione.
2. Distribuzione equilibrata dei casi di disagio socio-familiare segnalati dai servizi sociali.
3. Gli alunni ripetenti rimangono nello stesso corso, salvo diverse e motivate indicazioni del
consiglio di classe, valutate dal dirigente e sottoposte al parere dei genitori.
4. I fratelli gemelli non saranno inseriti nella stessa classe, salvo richiesta diversa dei
genitori.
5. Nel rispetto dei punti sopra elencati, saranno prese in considerazione eventuali richieste
delle famiglie in merito all’ inserimento del figlio nella stessa sezione frequentata da
un/a fratello/sorella nel precedente anno scolastico.
6. Il dirigente scolastico decide l’inserimento di alunni nelle classi per motivi riservati.
7. Gli alunni diversamente abili e quelli con una valutazione di disturbo specifico
dell’apprendimento saranno inseriti in gruppi-classe formati tenendo in considerazione i
suggerimenti dei docenti della scuola primaria e/o del neuropsichiatria /psicologo che li
segue.
8. L’abbinamento dei gruppi alle sezioni avverrà in una seduta del Consiglio d’Istituto aperta
ai genitori che vi vorranno partecipare.”
B) Criteri generali di assegnazione alle classi degli alunni stranieri
“L’accoglienza delle iscrizioni degli alunni stranieri e la loro assegnazione alle classi è
prerogativa del Dirigente che si avvale della collaborazione della Commissione Intercultura e
del suo referente.
Fatte salve le competenze attribuite al capo d’Istituto dalla normativa vigente, l’accoglienza
degli alunni stranieri e la loro assegnazione alle classi terrà conto dei seguenti criteri:
Non saranno accolte domande di iscrizione di alunni stranieri non ancora presenti nel
territorio italiano.
55
Gli alunni di madrelingua non italiana, che hanno seguito un regolare iter scolastico nella
scuola primaria, saranno inseriti nelle classi prime secondo i criteri proposti dal Collegio dei
Docenti e deliberati dal Consiglio d’ Istituto.
Gli alunni stranieri neoimmigrati saranno inseriti nelle classi tenendo conto:
dell’eventuale certificazione scolastica fornita;
dell’età anagrafica.
Gli alunni che arrivano durante l’anno scolastico saranno accolti nelle varie classi
compatibilmente alla disponibilità di posti.
Nell’accoglienza delle iscrizioni si darà priorità ai residenti nel Comune di Campi Bisenzio.
Solo in casi di effettiva disponibilità di posti si potranno accogliere alunni stranieri residenti
in altri comuni.
In caso di nuovi arrivi, a partire da gennaio, in assenza di posti disponibili nelle classi, si
costituirà una classe di accoglienza e di prima alfabetizzazione di Italiano L2 presso il Centro
Territoriale Permanente.”
56
ALLEGATO n. 7
TABELLE DOCIMOLOGICHE DELLE VARIE MATERIE SCUOLA SECONDARIA
DI PRIMO GRADO
Insegnamento Religione Cattolica
PARTECIPAZIONE AL DIALOGO
EDUCATIVO
Ha un atteggiamento superficiale e non
costruttivo verso il lavoro educativo.
Non dimostra interesse rispetto alla
materia e agli argomenti affrontati.
Non si coinvolge nel dialogo educativo.
Disturba la partecipazione del gruppo
classe all’attività didattica proposta.
E’ poco interessato alla materia.
E’ discontinuo nell’attenzione.
Partecipa raramente al dialogo
educativo.
E’ corretto nell’atteggiamento durante
il lavoro didattico.
E’ generalmente interessato alla
materia.
Ha un’attenzione selettiva rispetto agli
argomenti trattati.
In molti casi si coinvolge attivamente al
dialogo educativo.
Mantiene sempre un atteggiamento
corretto e qualche volta dà un
contributo positivo al lavoro
didattico.
E’ interessato alla materia.
Dimostra attenzione costante.
Normalmente si coinvolge attivamente
al dialogo educativo.
Contribuisce a creare un clima positivo
durante il lavoro didattico.
CONOSCENZE e COMPETENZE
Non evidenzia alcuna conoscenza
religiosa specifica all’ambito trattato o
mostra conoscenze solo frammentarie,
costellate di affermazioni erronee e
pregiudiziali.
Non usa in modo corretto il linguaggio
religioso.
Non coglie il senso e il valore
dell’attività didattica.
Conosce solo in parte gli argomenti
trattati nelle linee generali e le sue
conoscenze sono piuttosto superficiali.
Si esprime con difficoltà utilizzando la
terminologia religiosa in maniera non
sempre appropriata.
Coglie solo il senso e il valore generale
dell’attività didattica.
Conosce
complessivamente
gli
argomenti trattati, anche se non in
modo particolarmente approfondito.
Usa il linguaggio religioso specifico in
maniera corretta, ma ancora limitata.
Sa cogliere i punti nodali delle
problematiche affrontate.
Conosce
complessivamente
gli
argomenti trattati.
Usa il linguaggio religioso specifico in
maniera corretta.
Sa cogliere i punti nodali delle
problematiche affrontate e qualche
volta le rielabora in maniera autonoma.
Sa ascoltare e rispettare le posizioni
altrui.
Dimostra un particolare interesse per Conosce gli argomenti trattati, che a
la materia.
volte approfondisce personalmente.
57
GIUDIZIO
NON
SUFFICIENTE
SUFFICIENTE
BUONO
DISTINTO
OTTIMO
Accoglie positivamente ogni proposta
didattica.
Si coinvolge attivamente al dialogo
educativo, dando un contributo
significativo.
La sua partecipazione propositiva al
lavoro didattico è di stimolo a tutta la
classe.
Usa il linguaggio religioso in modo
corretto e competente.
Coglie le implicazioni del discorso
proposto e le connessioni con le altre
discipline studiate.
Sa rielaborare in modo personale e
critico le conoscenze.
Sa ascoltare e rispettare le posizioni
altrui ed è disponibile a rivedere
eventuali posizioni pregiudiziali.
58
Italiano
Legge in modo espressivo, sa utilizzare varie tecniche e strategie di lettura
Comprende con precisione e prontezza i messaggi orali e scritti, distinguendo le informazioni
implicite ed esplicite
Si esprime usando un lessico appropriato ed usa correttamente le strutture morfosintattiche
Organizza e rielabora in maniera personale ed autonoma i contenuti.
Legge in modo corretto, scorrevole ed espressivo
Ascolta con attenzione e comprende i messaggi, distinguendo le informazioni essenziali da
quelle accessorie
Si esprime con chiarezza e correttezza
Conosce ed usa correttamente le strutture morfosintattiche
Sa organizzare le conoscenze acquisite
Legge correttamente un testo, distinguendo i fonemi e rispettando le pause
Comprende globalmente i messaggi orali e scritti
Produce testi sufficientemente corretti e abbastanza organici
Individua gli elementi fondamentali della frase minima
Conosce gli elementi essenziali degli argomenti trattati
Non è in grado di leggere un testo in maniera corretta
Ha difficoltà nel comprendere messaggi orali e scritti
Non è in grado di produrre testi sufficientemente corretti e organici
Non è in grado di esporre con sufficiente chiarezza gli argomenti trattati
Conosce in maniera frammentaria gli argomenti trattati.
Riconosce in modo parziale le parti del discorso e gli elementi fondamentali della
sintassi.
Non è in grado di produrre testi corretti e organici
Non conosce gli argomenti trattati
Non riconosce le parti del discorso e gli elementi fondamentali della grammatica
Esposizione confusa ed approssimativa
Grave difficoltà nella comprensione e nell’analisi di un testo
Povertà lessicale con utilizzo di termini non appropriati
9-10
7-8
6
5
4
N.B.
Gli alunni che incontrano particolari difficoltà, pervenuti alla scuola media senza il possesso dei
prerequisiti necessari, saranno valutati sufficienti qualora siano in grado di:
• leggere in modo abbastanza scorrevole un testo strutturalmente semplice
• riferire esperienze, situazioni e conoscenze in modo comprensibile
• cogliere il contenuto essenziale in un messaggio orale ed in un messaggio scritto
• produrre semplici e brevi testi scritti.
59
Storia
Conosce e comprende in maniera approfondita i fenomeni storici e le loro cause; li sa
collocare puntualmente nel tempo; sa collocare con precisione nello spazio un
evento/fenomeno; sa ricavare informazioni dai documenti e dalle fonti; sa
comprendere ed utilizzare i termini storici in modo corretto.
Conosce i principali fenomeni storici e li sa collocare nel tempo; sa collocare con
sufficiente precisione nello spazio un evento/fenomeno; sa “leggere” documenti; usa
una terminologia appropriata.
Conosce i principali fenomeni storici, sapendoli collocare nel tempo e nello spazio,
usando un lessico semplice.
Non riconosce i principali fenomeni storici
Espone gli argomenti servendosi di un linguaggio non ancora appropriato
Conoscenze generiche e superficiali
Difficoltà di sintesi e organizzazione delle conoscenze
Non è in grado di collocare gli eventi storici nel tempo e nello spazio
Uso di un lessico inadeguato
Non è in grado di comprendere i processi che danno luogo agli avvenimenti storici
Conoscenze lacunose e frammentarie
9-10
7-8
6
5
4
Geografia
Sa riconoscere le caratteristiche peculiari e i quadri ambientali complessivi
dell’ambiente studiato.
Sa leggere tutti i tipi di carte, foto, disegni, tabelle, grafici e dati statistici; utilizza con
facilità gli strumenti della geografia: carte, tabelle, grafici; individua e analizza i
problemi di un territorio.
Comprende ed usa appropriatamente i termini del lessico specifico.
Sa riconoscere le caratteristiche principali dell’ambiente studiato.
Sa leggere i vari tipi di carte; individua i problemi di un territorio; comprende e usa un
sufficiente numero di termini del linguaggio specifico.
È in grado di istituire paragoni tra diverse realtà geografiche.
Sa riconoscere le caratteristiche essenziali dell’ambiente studiato; sa leggere una
carta geografica, sa usare un lessico sufficientemente appropriato.
Usa gli strumenti propri della disciplina in modo impreciso.
Riconosce gli elementi fisici e antropici del territorio in modo frammentario
È in grado di stabilire relazioni tra fenomeni geografici solo in maniera superficiale
Uso di un lessico specifico ancora impreciso.
Non è in grado di usare gli strumenti propri della disciplina (carte, grafici, tabelle) in
modo corretto.
Non è in grado di riconoscere gli elementi fisici e antropici del territorio.
Non è in grado di stabilire relazioni tra fenomeni geografici.
Uso di un lessico improprio e inadeguato.
60
9-10
7-8
6
5
4
Matematica
Conosce in modo completo gli elementi propri della disciplina.
Individua, descrive e applica relazioni e proprietà utilizzando il linguaggio specifico.
Utilizza procedimenti strutturati ed astratti anche in situazioni complesse.
Analizza criticamente problemi di vario tipo e applica strategie specifiche scegliendo
il percorso più idoneo.
Conosce in modo organico gli elementi propri della disciplina.
Individua e applica relazioni e proprietà usando il linguaggio adeguato.
Utilizza tecniche di calcolo e procedimenti in situazioni note e nuove.
A fronte di una situazione problematica, dopo averla schematizzata la risolve
applicando una strategia corretta.
Conosce in modo adeguato gli elementi propri della disciplina.
Individua e applica relazioni e proprietà usando il linguaggio opportuno.
Utilizza tecniche di calcolo e procedimenti in situazioni note.
A fronte di una situazione problematica, dopo averla schematizzata la risolve
applicando una strategia sostanzialmente corretta.
Conosce con qualche incertezza gli elementi propri della disciplina.
Utilizza le tecniche di calcolo nei diversi insiemi numerici facendo ricorso a modelli
concreti.
Individua e applica semplici relazioni e proprietà.
Affronta una semplice situazione problematica già schematizzata nel testo.
Conosce con molte incertezze gli elementi propri della disciplina.
Utilizza le tecniche di calcolo nei diversi insiemi numerici solo con l’ausilio di modelli
concreti.
Individua e descrive solo semplici relazioni e proprietà.
Risolve parzialmente una semplice situazione problematica già schematizzata nel
testo.
Conosce con evidenti lacune gli elementi propri della disciplina.
Effettua in modo non corretto semplici operazioni nei diversi insiemi numerici.
Individua e rappresenta con difficoltà o in modo frammentario anche semplici
relazioni e proprietà.
Ha difficoltà a risolvere una semplice situazione problematica già schematizzata nel
testo / Non risolve neppure semplici situazioni problematiche anche se già
schematizzate.
61
9/10
8
7
6
5
4
Scienze
Conosce in modo completo gli elementi propri della disciplina
Usa e comprende il linguaggio specifico
Osserva fatti e fenomeni anche con l’uso di strumenti, raccoglie i dati, li sa
organizzare ed interpretare.
Formula ipotesi, applica le metodologie sperimentali per la loro verifica, inquadra i
risultati secondo appropriati schemi logici.
Conosce in modo organico gli elementi propri della disciplina.
Comprende il linguaggio scientifico e lo utilizza in modo generalmente corretto.
Osserva fatti e fenomeni anche con l’uso di strumenti, raccoglie i dati, li sa
organizzare.
Formula ipotesi, applica le metodologie sperimentali per la loro verifica, comprende i
risultati raggiunti.
Conosce in modo adeguato gli elementi propri della disciplina.
Utilizza un linguaggio appropriato.
Osserva fatti e fenomeni anche con l’uso di strumenti, raccoglie i dati, li sa
organizzare seguendo schemi già strutturati.
Formula semplici ipotesi, comprende la verifica sperimentale.
Conosce con qualche incertezza gli elementi propri della disciplina.
Utilizza schemi e termini semplici.
Osserva fatti e fenomeni cogliendo gli aspetti evidenti.
Formula semplici ipotesi, coglie gli elementi essenziali di una verifica sperimentale.
Conosce con molte incertezze gli elementi propri della disciplina.
Osserva fatti e fenomeni cogliendo solo gli aspetti evidenti.
Coglie gli elementi essenziali di una verifica sperimentale se guidato
Conosce con evidenti lacune gli elementi propri della disciplina.
Osserva fatti e fenomeni limitandosi agli aspetti già evidenziati o non pertinenti.
Ha difficoltà nel seguire le fasi di una verifica sperimentale.
62
9/10
8
7
6
5
4
Lingue straniere
L’alunno comprende senza difficoltà il significato globale e tutte le informazioni
specifiche e sa ricavare le informazioni implicite da un messaggio orale o un brano e
riconosce inoltre il significato delle diverse strutture; si esprime sia oralmente che per
scritto in modo chiaro, con ottima padronanza delle strutture e delle funzioni
linguistiche, con un lessico appropriato, nella produzione orale con una ottima
pronuncia e intonazione e sa operare riduzioni, espansioni e trasformazioni. Rielabora
il messaggio in modo personale.
L’alunno comprende senza difficoltà il significato globale e tutte le informazioni
specifiche e sa ricavare le informazioni implicite da un messaggio orale o un brano e
riconosce inoltre il significato delle diverse strutture; si esprime sia oralmente che per
scritto in modo chiaro, con buona padronanza delle strutture e delle funzioni
linguistiche, con un lessico appropriato, nella produzione orale con una buona
pronuncia e intonazione e sa operare relazioni, espansioni e trasformazioni.
L’alunno comprende pienamente il significato globale e le informazioni specifiche e sa
ricavare alcune informazioni implicite; si esprime sia oralmente che per scritto in
modo scorrevole ed usa le strutture e le funzioni linguistiche in modo generalmente
corretto evidenziando una buona conoscenza lessicale e, nella produzione orale, usa
una discreta pronuncia e intonazione. Riesce ad operare trasformazioni.
L’alunno comprende il significato globale e la maggior parte delle informazioni
specifiche; si esprime sia oralmente che per scritto con una discreta padronanza
lessicale ed usa le strutture e le funzioni linguistiche in modo adeguato al contesto.
Nella produzione orale usa una pronuncia e un’intonazione generalmente corrette.
L’alunno comprende il significato globale del messaggio o del testo; si esprime in
modo accettabilmente comprensibile anche se l’uso delle strutture, funzioni e lessico
non è sempre corretto.
L’alunno si esprime, sia nell’orale che nello scritto, evidenziando diverse lacune
nell’uso delle strutture e funzioni linguistiche che tuttavia non compromettono la
comprensione globale del messaggio; ha una comprensione parziale del messaggio sia
orale che scritto.
L’alunno presenta gravissime lacune nella conoscenza del lessico, delle funzioni e
delle strutture linguistiche che compromettono la comprensione del messaggio; ha
una comprensione e una produzione molto parziale del messaggio sia orale che
scritto.
63
10
9
8
7
6
5
4
Musica
L’alunno mostra entusiasmo e partecipazione nei confronti delle attività didattiche
proposte: l’attenzione è costante e gli elaborati vengono svolti con costante impegno
sia in classe che a casa.
E’ capace di eseguire da solo e in gruppo brani vocali e strumentali curando
l’espressività e l’accuratezza esecutiva in relazione ai diversi parametri sonori. E’ in
grado di cogliere all’ascolto gli aspetti strutturali ed espressivi di un brano musicale,
traducendoli in maniera personale con il linguaggio verbale e grafico. Riconosce,
utilizza e rielabora gli elementi del linguaggio musicale. Sa riferire sui contenuti storici
in modo consapevole e approfondito ed è in grado di cogliere collegamenti e
relazioni con le altre espressioni artistiche e culturali.
L’alunno mostra interesse e partecipazione nei confronti delle attività didattiche
proposte: l’attenzione è costante e gli elaborati vengono svolti con impegno sia in
classe che a casa.
E’ capace di eseguire da solo e in gruppo brani vocali e strumentali curando
l’espressività e l’accuratezza esecutiva in relazione ai diversi parametri sonori. E’ in
grado di cogliere all’ascolto gli aspetti strutturali ed espressivi di un brano musicale,
traducendoli in maniera personale con il linguaggio verbale e grafico. Riconosce,
utilizza gli elementi del linguaggio musicale; sa riferire sui contenuti storici in modo
consapevole e con approfondimenti personali
L’alunno mostra interesse e partecipazione nei confronti delle attività didattiche
proposte: l’attenzione è costante e gli elaborati vengono svolti con impegno sia in
classe che a casa.
E’ capace di eseguire da solo e in gruppo brani vocali e strumentali curando
l’espressività in relazione ai diversi parametri sonori. E’ in grado di cogliere
all’ascolto gli aspetti espressivi di un brano musicale, traducendoli in maniera
personale con il linguaggio verbale e grafico. Riconosce, utilizza gli elementi del
linguaggio musicale; sa riferire sui contenuti storici in modo consapevole e sicuro.
L’alunno partecipa volentieri alle attività didattiche proposte: l’attenzione è adeguata
e gli elaborati vengono svolti con regolarità. E’ capace di eseguire da solo e in gruppo
semplici brani vocali e strumentali con sufficiente sicurezza. E’ in grado di cogliere
all’ascolto gli aspetti espressivi fondanti di un brano musicale. Riconosce, utilizza i
principali elementi del linguaggio musicale; sa riferire in modo organico sui contenuti
storici trattati.
L’alunno non sempre partecipa con interesse alle attività didattiche proposte:
l’attenzione non è sempre adeguata e gli elaborati vengono svolti saltuariamente.
Opportunamente guidato esegue da solo e in gruppo semplici brani vocali e
strumentali. E’ in grado di cogliere all’ascolto gli aspetti espressivi più evidenti di un
brano musicale. Riconosce, utilizza gli elementi essenziali del linguaggio musicale;
riferisce in modo sufficiente sui contenuti storici trattati.
64
10
9
8
7
6
L’alunno non sempre partecipa alle attività didattiche proposte: l’attenzione è
discontinua e gli elaborati risultano quasi sempre poco corretti e svolti
saltuariamente. L’alunno, anche se opportunamente guidato, non sempre riesce ad
eseguire semplici brani vocali e strumentali per imitazione. E’ in grado di cogliere
all’ascolto solo alcuni aspetti espressivi più evidenti di un brano musicale. Riconosce,
utilizza soltanto alcuni elementi essenziali del linguaggio musicale; riferisce
sommariamente e in modo confuso sui contenuti storici trattati.
L’alunno non mostra interesse e partecipazione nei confronti delle attività didattiche
proposte: l’attenzione e l’impegno risultano assenti. Non è in grado di eseguire
semplici brani vocali e strumentali per imitazione. Non riesce a cogliere all’ascolto
alcun aspetto espressivo di un brano musicale. Non riconosce nessun elemento del
linguaggio musicale. Non sa riferire alcun contenuto storico trattato.
65
5
4
Arte e Immagine
Produzione grafico/pittorica
Conosce in modo completo e dettagliato le principali regole del linguaggio visuale e
applica con padronanza e originalità strumenti e tecniche espressive
9/10
Conosce in modo dettagliato le principali regole del linguaggio visuale e applica
correttamente strumenti e tecniche espressive
8
Conosce in modo abbastanza dettagliato le principali regole del linguaggio visuale e
applica in modo abbastanza corretto strumenti e tecniche espressive
7
Conosce in modo accettabile le principali regole del linguaggio visuale e applica in
modo accettabile strumenti e tecniche espressive
6
Conosce in modo molto lacunoso le principali regole del linguaggio visuale e applica
con difficoltà le tecniche espressive. Si impegna in modo non adeguato
5
Non comprende e non usa le principali regole del linguaggio visuale, non riesce ad
utilizzare in modo adeguato le più elementari tecniche espressive, dimostra impegno
molto scarso
4
Parte teorica
Mostra di aver compreso in modo completo i contenuti dell’argomento trattato,
riesce ad inserirlo nel contesto storico/ culturale, legge l’opera d’arte interpretandola
correttamente con riflessioni personali
10
Conosce i contenuti e riesce a fare collegamenti fra le diverse discipline, legge l’opera
d’arte in modo corretto esprimendosi con un linguaggio appropriato
9
Mostra di aver compreso i principali contenuti e di possedere appropriati criteri di
lettura dell’opera d’arte, espone in modo chiaro
8
Mostra di sapersi orientare nella trattazione dei contenuti, coglie le principali
caratteristiche dell’opera d’arte, espone in modo abbastanza appropriato
7
Mostra lacune nella conoscenza dei contenuti, ha difficoltà nell’esposizione
Non si orienta nella trattazione dei contenuti, si esprime in modo non appropriato
Non conosce alcun contenuto dell’argomento di studio
66
6
5
4
Tecnologia
Valutazione attribuita agli studenti che hanno pienamente raggiunto gli obiettivi
educativi e didattici con approfondimenti personali e che presentano interesse,
spirito critico, metodo di lavoro che consenta di rielaborare le attività didattiche in
modo personale, proprietà di linguaggio e un ottimo livello in tutte le competenze.
9/10
Valutazione attribuita agli studenti che hanno pienamente raggiunto gli obiettivi
educativi e didattici e che presentano impegno e partecipazione regolari, metodo di
lavoro autonomo, proprietà di linguaggio e un buon livello in tutte le competenze.
8
Valutazione attribuita agli studenti che hanno raggiunto gli obiettivi educativi e
didattici e che presentano impegno e partecipazione regolari, metodo di lavoro
abbastanza autonomo, un buon livello di competenze.
7
Valutazione attribuita agli studenti che hanno sostanzialmente raggiunto gli obiettivi
educativi e didattici (anche al livello minimo per gli alunni con bisogni educativi
speciali) e che presentano impegno e partecipazione accettabili, metodo di lavoro
abbastanza proficuo ma poco autonomo, abilità e conoscenze sufficienti.
6
Valutazione attribuita agli studenti che non hanno raggiunto gli obiettivi educativi e
didattici e che presentano scarso impegno, partecipazione saltuaria, metodo di studio
improduttivo, abilità e conoscenze insufficienti.
5/4
67
Scienze motorie e sportive
Sa competere e collaborare in attività ludico-sportive
Sa applicare conseguenti piani di lavoro per raggiungere una ottimale efficienza fisica
Sa percepire e riconoscere “sensazioni di benessere” legate all’attività ludica-sportiva
Sa accettare la sconfitta con fair play
10
Sa riconoscere le sue possibilità e sa affrontare i propri limiti
Sa migliorare le capacità condizionali in modo corretto
Sa assumere e controllare in forma consapevole diversificate posture
del corpo svolte in forma individuale, a coppie e a gruppi
Sa gestire in modo consapevole gli eventi delle attività con autocontrollo e rispetto
degli altri
9
Sa ricercare situazioni motorie individuate in situazioni ambientali diverse
Sa mantenere autocontrollo del proprio corpo nella sua capacità cardio-respiratoria
e muscolare
Sa comunicare stati d’animo, emozioni e sentimenti nelle attività ludiche e sportive
Sa partecipare in forma propositiva alle attività mettendo in atto comportamenti
collaborativi
8
Sa riconoscere e comprendere situazioni motorie
E’ in grado migliorare e riconoscere in modo corretto le capacità condizionali
Sa utilizzare in forma consapevole il corpo e il movimento per esprimersi
Sa riconoscere ed applicare correttamente il regolamento dei giochi proposti
7
Sa riconoscere e comprendere semplici situazioni motorie
Sa riconoscere e migliorare in modo essenziale le capacità condizionali
Sa mantenere in modo semplice un impegno motorio prolungato
Sa riconoscere con semplicità, modalità esecutive nei giochi di movimento e presportivi individuali e a squadre
6
Riconosce ed esegue un gesto motorio solo se guidato
Sa migliorare solo parzialmente le capacità condizionali (forza,
velocità, resistenza)
Sa mantenere solo moderatamente un impegno motorio prolungato
Applica in modo superficiale le regole
5
Esecuzione non svolta.
Solo occasionalmente riconosce ed esegue un gesto motorio
Solo parzialmente sa riconoscere i principali cambiamenti morfologici del proprio
corpo
Utilizza in modo superficiale mente e corpo nelle attività
Solo se guidato rispetta le regole
4
68
SOMMARIO
1. IL SOGGETTO .................................................................................................................................... 2
a. L’ISTITUTO COMPRENSIVO E LA SUA FISIONOMIA ...................................................................... 2
b. LE RISORSE ................................................................................................................................... 2
2. FINALITA’ EDUCATIVE E DIDATTICHE .............................................................................................. 4
a. LE FINALITA’ ................................................................................................................................. 4
b. CARATTERI ESSENZIALI DEI TRE ORDINI DI SCUOLA E CONTINUITA’........................................... 5
3. IL CONTESTO FORMATIVO .............................................................................................................. 5
a. L’AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE ..................................................................................... 5
b. IL CURRICOLO VERTICALE ............................................................................................................ 5
c. PROGETTI D' ISTITUTO ................................................................................................................. 6
d. ATTIVITA’ INTEGRATE NEL CURRICULUM DEI TRE ORDINI DI SCUOLA ....................................... 7
e. USCITE DIDATTICHE, VISITE GUIDATE, VIAGGI DI ISTRUZIONE E VIAGGI CONNESSI AD
ATTIVITA’ SPORTIVE ......................................................................................................................... 7
f. LA VALUTAZIONE .......................................................................................................................... 8
4. ORGANIZZAZIONE ......................................................................................................................... 11
a. LE NOSTRE SCUOLE .................................................................................................................... 12
b. SERVIZI ....................................................................................................................................... 17
c. RAPPORTI CON LE FAMIGLIE ...................................................................................................... 17
d. COORDINAMENTO E GESTIONE ................................................................................................. 18
CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE ............................................................................................. 22
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ........................................................................................................ 27
ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI .......................................................................................................... 33
PROTOCOLLO PER L’INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ................... 39
PROGETTO CONTINUITÀ ................................................................................................................... 49
CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI ................................................................... 51
TABELLE DOCIMOLOGICHE DELLE VARIE MATERIE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ...... 57
69
Scarica

Istituto comprensivo Campi Bisenzio centro nord - home