Programma
Premessa
(aggiornato al 1 settembre 2008)
Le Giornate di studio saranno registrate da
RAIEDU e trasmesse da “Explora - la Tv delle
Scienze” sul canale satellitare in chiaro RAIEDU 2.
La seduta plenaria sarà trasmessa in diretta
televisiva da RAIDUE.
La miseria materiale è ormai evidente anche nella
vetrina dell’Occidente, dove il possesso di beni
non tutela dalla miseria spirituale. La lotta tra
Penia, dea della povertà, e Poros, dio che
impersona la ricerca degli espedienti per la
sopravvivenza, è la metafora del conflitto in corso.
Si fronteggiano un’umanità opulenta, ma in crisi di
crescita, e un’umanità affluente, alla ricerca del
benessere e del consumo.
Le antiche povertà, sedimentate nella storia dei
popoli del Sud del mondo, si incontrano con le
nuove povertà, determinate da un benessere mal
distribuito e dai meccanismi imperfetti della
globalizzazione. Livelli diversi e diseguali di
indigenza e neo opulenza si coagulano attorno ai
destini degli stati-nazione, destini sempre più
interdipendenti, dove i poteri pubblici faticano a
governare i processi critici territoriali, a partire dalla
disoccupazione e dalla sottoccupazione.
Ceti storicamente protetti, minacciati dal
decremento del potere d’acquisto, s’interrogano
sul proprio futuro di consumatori. Si erode
l’accumulo e quindi il risparmio, mentre il credito al
consumo genera il ‘reddito illuso’ e legioni di nuovi
debitori.
A livello globale, il numero di persone nei Paesi in
via di sviluppo che vive con meno di 1 dollaro al
giorno è sceso da 1 miliardo e 250 milioni nel
1990 ai 980 milioni del 2004: una riduzione del
19%. Sono fondate le speranze che l’Obiettivo 1
fissato dalle Nazioni Unite venga conseguito entro
il 2015. Ma la tendenza al miglioramento delle
condizioni di vita non è omogenea.
Gran parte del progresso quantitativo nella lotta
alla povertà è imputabile alla rapida crescita
economica dell’Asia: anzitutto nel Sud Est asiatico,
in Cina, e in Estremo Oriente, con l’India che
opera da ‘locomotiva’ anche per il sub continente
meridionale.
La nuova equazione sociale - più consumi, più
squilibri – genera nuovi fenomeni paralleli e
complementari all’impoverimento: welfare con
meno risorse, neoconsumatori ‘low cost’ non per
scelta ma per necessità, abbassamento della
soglia di sopravvivenza economica delle piccole e
medie imprese, precariato permanente dei giovani.
Si afferma, dagli Stati Uniti all’Europa, una nuova
‘middle class poverty’.
I parametri di salvaguardia che il Novecento aveva
concepito – a partire dallo Stato Sociale - non
sembrano più in grado da soli di proteggere il
sistema dell’accumulazione e lo scambio politico
democratico dalle spinte centrifughe: sociali,
politiche, etniche e religiose.
Si ripropone, prepotente e attuale, l’orizzonte di un
nuovo equilibrio tra mercato e democrazia, tra
servizi pubblici e imprese. Si reclama un nuovo
ordine di abbondanza, che lungi dall’immaginare
l’utopistica ripartizione egualitaria delle risorse,
esalta un’economia della relazione e dell’altruismo,
della disponibilità e del dono, dell’interesse
generale.
Il Centro Pio Manzù chiama a raccolta uomini e
donne di buona volontà per tracciare linee
innovative di analisi, ma anche di speranza,
progetto e riscatto dal fantasma del terzo
millennio: la povertà diffusa nello sviluppo
diseguale.
Venerdì 17 ottobre
ore 15,00
Discorso d’apertura
Patrus Ananias De Sousa
Ministro dello sviluppo sociale e della lotta alla
fame, Brasile
Workshop 1
Obiettivo 2015: traiettorie e scenari del
riscatto
Nel mondo, 1,2 miliardi di persone vive con meno
di 1 dollaro al giorno, 852 milioni sono i denutriti
cronici, 5 milioni di bambini sotto i cinque anni che
muoiono ogni anno per malnutrizione. Sono cifre a
cui le cronache mediatiche ci hanno abituati.
Dimezzare la povertà estrema nel mondo entro il
2015, questa la sfida lanciata dall’Onu all’inizio del
nuovo millennio. Insieme ad altri sette obiettivi
specifici come raggiungere l’istruzione primaria
universale, promuovere l’uguaglianza di genere,
migliorare la salute materna. Un traguardo utopico
o un progetto realizzabile? Il cammino verso gli
Obiettivi del Millennio è ancora molto, per alcuni
troppo, lungo.
Lotta alla povertà significa, anzitutto, destinare le
risorse necessarie agli aiuti internazionali,
assegnando lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo
alla cooperazione e allo sviluppo. Questo impegno,
confermato nel 2002 a Monterrey, era stato preso
dai paesi ricchi nel 1980, eppure quasi tutti sono
ancora ben lontani dal raggiungerlo.
Secondo le Nazioni Unite, Asia e Nord Africa sono
sulla strada giusta per raggiungere il traguardo di
dimezzare la povertà estrema entro i prossimi sette
anni. Lo stesso non si può dire per altre vaste
regioni dell’Africa Sub-Sahariana, dove persistono
condizioni estreme di limite alla sopravvivenza.
Ancora una volta, dunque, si ripropone la sfida
dell’equità e della capacità di creare condizioni di
sviluppo reali e sostenibili. Il tema resta il
superamento della disparità nella distribuzione
delle ricchezze e delle opportunità, sia all’interno
dei paesi che tra paesi.
Presidente
Giorgio Ruffolo
(Italia) Fondatore e presidente del Centro Europa
Ricerche, istituto specializzato in previsioni
economiche e ricerche di politica economica, ha
ricoperto incarichi in imprese pubbliche e private e in
centri di ricerca. È stato Segretario Generale alla
Programmazione Economica fino al 1975, Ministro
dell'Ambiente dal 1987 al 1992, deputato e Senatore
al Parlamento italiano e deputato al Parlamento
Europeo.
Panel
Venerdì 17 ottobre
Le soglie critiche per sfuggire alle trappole della
povertà
Selim Jahan
(Bangladesh) Consigliere senior per la Riduzione
della Povertà all’interno del Programma delle
Nazioni Unite per lo Sviluppo, indaga le politiche
pro-poveri in ambito economico e politico per
quanto riguarda la salute, l’istruzione, la protezione
sociale, l’uguaglianza di genere, la crescita
economica e l’occupazione, il mercato del lavoro e
l’inclusione sociale. È stato vicedirettore dell’Ufficio
per il Rapporto sullo Sviluppo Umano.
ore 21,00
La sfida della decrescita: per una nuova narrazione
del mondo
Riccardo Petrella
(Italia) Fondatore del Comitato Mondiale
dell’Acqua, consigliere della Commissione Europea
a Bruxelles e docente presso l’Università Cattolica
di Lovanio (Belgio). È presidente del Gruppo di
Lisbona e collaboratore di Le Monde
Diplomatique.
Anna Migotto
Giornalista e inviata speciale di Mediaset, collabora
alla redazione di Terra!, il settimanale di
approfondimento del TG5 a cura di Toni Capuozzo
e Sandro Provvisionato.
Diana Skelton
(USA) Direttore Generale aggiunto di ATD Quarto
Mondo, movimento internazionale che collabora con
coloro che vivono in condizioni di povertà nelle aree
urbane e rurali e con le istituzioni per trovare delle
soluzioni contro la miseria e la povertà estrema.
Il superimpero dei padroni del mondo
Eric Toussaint
(Belgio) Presidente del Comitato per l’abolizione
del debito del Terzo Mondo, autore del volume
“The World Bank: A Critical Primer” (La Banca
Mondiale: Manuale critico), è uno dei consiglieri
dell’Ecuador nel rivoluzionario progetto di una
Banca del Sud, che si propone come alternativa
alle grandi organizzazioni finanziarie (Banca
Mondiale e FMI) per lo sviluppo dei Paesi del Sud
del mondo.
Special Guest
Saranno le donne africane a salvare l’Africa
Angelique Kidjo
(Benin) Ambasciatrice UNICEF di buona volontà,
Angelique Kidjo è una delle voci più belle della musica
etnica contemporanea (ha vinto il Grammy Award
2008 con l’album Djin Djin). Si batte per la liberazione
economica e sociale del continente africano anche
attraverso la sua fondazione, Batonga Foundation,
focalizzata sull’istruzione femminile come strumento di
sviluppo.
Serata speciale
La ricchezza della povertà:
pensieri, parole, immagini e storie
Testimoni privilegiati, osservatori disincantati,
giornalisti appassionati raccontano le loro
esperienze a contatto con la miseria e l’indigenza.
Stella Pende
Inviato speciale di Panorama, autrice di libri e
autrice e conduttrice di trasmissioni televisive.
Padre Giulio Albanese
Missionario comboniano e giornalista, ha studiato
teologia in Uganda. Da vari anni è collaboratore di
“Avvenire”, Radio Vaticana e RadioRai. È stato
direttore del “New People Media Centre” di
Nairobi. Ha fondato la MISNA, agenzia stampa
internazionale delle congregazioni missionarie
cattoliche impegnata nella diffusione di notizie e
reportage sul Sud del mondo.
Sabato 18 ottobre
ore 9,00
Workshop 2
Dalla flessibilità del lavoro alla precarietà
della vita
La richiesta di una sempre maggior flessibilità
dell’occupazione, variamente combinata con
forme di deregolamentazione della prestazione, è
stata scomposta, riorganizzata e ridistribuita in
tutto il mondo su scala globale. La flessibilità del
lavoro si considera, generalmente, la sola risposta
possibile alla sempre più aspra concorrenza
mondiale.
Gli storici modelli occupazionali europei si basano
su un’organizzazione collettiva del lavoro, mentre i
modelli di occupazione disarticolati tendono a
rendere individuale il rapporto datore di
lavoro/occupato e a indebolire le identità sociali
precedentemente basate sul lavoro.
Per contenere gli effetti indesiderati della flessibilità
esasperata, occorre studiare la possibilità di dare
vita a nuovi diritti o di reinterpretare quelli esistenti,
per facilitare il passaggio da un lavoro a un altro:
salvaguardia delle competenze connesse
all’impiego, considerazione dei percorsi
professionali discontinui, offerta di un’adeguata
protezione sociale per incoraggiare le mobilità,
lotta contro il fattore “età” e conciliazione tra vita
professionale e vita privata.
Panel
Tristi generazioni: la crisi delle passioni
Miguel Benasayag
(Argentina) Filosofo e psicanalista di origine
argentina, vive da molti anni a Parigi. Si è
occupato del tema della fragilità dei giovani nella
società dei consumi. È autore di moltissime opere,
tra le quali ricordiamo: Il mito dell’individuo,
Contropotere, Resistere è creare, Per una nuova
radicalità, Contro il niente. L’ABC dell’impegno,
L’epoca delle passioni tristi, Elogio del conflitto.
La generazione Tuareg: giovani, flessibili e felici
Francesco Delzio
(Italia) Direttore Affari Istituzionali e Relazioni
Esterne del Gruppo Piaggio, è stato Direttore dei
Giovani Imprenditori di Confindustria. Ha lavorato
come giornalista professionista in Rai e come
analista economico e sociale in Luiss Guido Carli,
dove è stato Consigliere d’Amministrazione e
coordinatore del Laboratorio per le
Modernizzazioni. Ha fondato “Trenta”, network
generazionale ad alta intensità di idee ed è anche
direttore editoriale di “Quale Impresa”.
Organizzare la precarietà
Sara Horowitz
(USA) Fondatrice della Freelancers Union,
piattaforma per una forza lavoro indipendente a
New York. Secondo l’associazione americana,
l’esercizio professionale autonomo, il suo rapporto
con il mercato e lo Stato sociale non sono privi di
diritti. Per questo la Freelancers Union non ha
avuto alcun timore nell’associare il termine
“sindacato” a quello di “lavoro autonomo”, una
contraddizione soltanto apparente.
Mitologia della precarietà: storie di ordinaria
incertezza
Michel Martone
(Italia) Professore di Diritto del Lavoro alla Luiss
presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università
L.U.I.S.S. Guido Carli di Roma e dell’Università di
Teramo. È stato segretario della Commissione
scientifica per la redazione di uno Statuto dei lavori
istituita presso il Ministero del Lavoro. Collabora
con varie riviste sui temi del diritto del lavoro, ed è
tra i fondatori ed editorialista della rivista di
approfondimento politico e culturale “Zero”.
Il senso del lavoro nei lavori senza senso
Francesco Morace
(Italia) Direttore del Future Concept Lab, istituto di
ricerca e consulenza strategica fra i più avanzati
nella ricerca di marketing e nell’elaborazione e
previsione delle tendenze di consumo.
Sabato 18 ottobre
Panel
ore 15,00
Il panorama competitivo dell’Europa
Jean-Paul Fitoussi
(Francia) Professore di Economia all’Istituto di
Studi Politici di Parigi e Presidente
dell’Osservatorio Francese per la Congiuntura
Economica, istituto di ricerca economica e
previsione, ha fornito numerosi contributi al
dibattito corrente di politica economica, in
particolare sui temi dell’integrazione economica,
sulla disoccupazione, sull’inflazione e sulla
transizione.
Workshop 3
Equità e prosperità: uscire dal circolo vizioso
dell’ineguaglianza
Secondo gli indici della Banca Mondiale, mai
l’umanità ha attraversato una fase di così esplosiva
generazione di prosperità in aree un tempo
segnate dall’indigenza. India e Cina, sono la
metafora di questo impetuoso cambiamento. In
parallelo, mai si erano raggiunte situazioni di
povertà assoluta ed emarginazione dalle
opportunità di sviluppo per centinaia di milioni di
abitanti della Terra. In vaste regioni dell’Africa Sub
Sahariana la scommessa con la sopravvivenza è
ancora lotta quotidiana.
Le sperequazioni esistenti, tuttavia, possono
essere ridotte con politiche che favoriscono
l’equità. L’obiettivo non è tanto il conseguimento
della parità dei redditi o dei livelli di istruzione,
quanto delle pari opportunità, tramite una
maggiore accessibilità per i poveri a cure sanitarie,
istruzione, posti di lavoro, capitale, infrastrutture,
tutela dei diritti di proprietà ed eguaglianza di
fronte alla legge. Maggiore equità vuol dire anche
migliore funzionamento dei mercati globali del
lavoro, dei beni, delle idee e dei capitali.
La scommessa del benessere si gioca sulla
complementarietà fra equità e prosperità. Dal
rapporto annuale 2006 sullo sviluppo globale della
Banca Mondiale si evince come forti disparità
economiche e politiche abbiano portato ad
istituzioni economiche e a norme sociali che
favoriscono in modo sistematico gli interessi di
coloro che godono di maggiore influenza.
Presidente
Le strategie dell’Onu per un futuro di pace
Jan Eliasson
(Svezia) Consigliere Speciale delle Nazioni Unite
per il Sudan, è stato Ministro degli Esteri della
Svezia, presidente dell’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, e Ambasciatore della Svezia a
Washington e presso le Nazioni Unite. Ha svolto
numerosi ruoli diplomatici di rilievo tra cui quello di
mediatore nella guerra Iran-Iraq e nel conflitto tra
Armenia e Azerbaijan ed è stato responsabile per
gli aiuti umanitari in Somalia, Sudan, Mozambico e
nei Balcani.
Le “intime” mutazioni della globalizzazione
Anthony Giddens
(Regno Unito) Sociologo e politologo britannico, è
l’ideatore principale della “terza via”, che ha
trovato nella politica di Tony Blair la sua prima
attuazione pratica. Autore de “L’Europa nell’età
globale”, sostiene che “l’attuale welfare in Europa
ha bisogno di cure, altrimenti il nostro continente
sarà lasciato indietro nella storia”.
Oltre le Olimpiadi: le traiettorie della politica estera
cinese
Heng Tang
Primo Consigliere, Ambasciata della Repubblica
Popolare Cinese a Roma
Caos prossimo venturo
Prem Shankar Jha
(India) Editorialista e già direttore dell’Hindustan
Times, il quotidiano più venduto di New Delhi, ha
studiato filosofia, politica ed economia a
Oxford e lavorato per le Nazioni Unite a New York.
Corrispondente dell’Economist in India, nel 1990 è
diventato collaboratore del Primo Ministro V.P. Singh.
Nel suo saggio “Il caos prossimo venuto” spiega
l’evoluzione del capitalismo proponendo una
innovativa teoria politica ed economica.
Aiuti internazionali, tutto da rifare
David Sogge
(Paesi Bassi) Analista e consulente indipendente,
ha maturato più di 35 anni di esperienza nel
settore della cooperazione e dello sviluppo e
dell’attivismo politico ed è l’autore di numerosi
articoli e libri sugli aiuti internazionali e su vari paesi
dell’Africa. Formatosi alle università di Harvard e
Princeton, è membro del consiglio del
Transnational Institute di Amsterdam e ricercatore
della Fondazione per le relazioni internazionali e il
dialogo con l’estero (FRIDE) di Madrid.
Domenica 19 ottobre
Prolusioni Generali
ore 9,30
Seduta plenaria
Ospiti d’onore
Rappresentanti di organismi internazionali, personalità
della cultura, delle istituzioni e della vita economica, in
seduta plenaria, fanno il punto sui temi della povertà e
dello sviluppo.
Gurbanguly Berdimuhamedov
Presidente del Turkmenistan
Asma al-Assad
First Lady della Siria
Presenta Maria Concetta Mattei
In concomitanza con la seduta plenaria, dalle ore 9,30
alle ore 11,00 andrà in onda in diretta televisiva su
RAIDUE un programma speciale sull’evento a cura di
Francesca Nocerino e Stefano Lamorgese, condotto
da Francesca Nocerino, con la regia di Adolfo Conti.
Saluti istituzionali
Alberto Ravaioli
Sindaco di Rimini
Ferdinando Fabbri
Presidente della Provincia di Rimini
Lorenzo Cagnoni
Presidente, Giunta Esecutiva, Centro Pio Manzù
Stefano Lucchini
Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione,
Eni, Roma
Intesa Sanpaolo
Milano
Alfredo Aureli
Presidente, Fondazione CARIM, Rimini
Fiorenzo Stolfi
Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Repubblica di
San Marino
Rappresentante del Governo italiano
Rappresentante del Governo della Danimarca
Jan Eliasson
(Svezia) Consigliere Speciale delle Nazioni Unite
per il Sudan, è stato Ministro degli Esteri della
Svezia, presidente dell’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, e Ambasciatore della Svezia a
Washington e presso le Nazioni Unite.
James J. Heckman
(USA) Premio Nobel per l’Economia (2000),
Professore di Economia, Direttore del Centro di
Ricerca Economica e del Centro per la valutazione
del programma sociale dell’Università di Chicago. Il
suo lavoro di ricerca più recente verte sull’impatto
dei programmi sociali, il mercato del lavoro e i
modelli alternativi di distribuzione del reddito.
Massimo Cacciari
(Italia) Filosofo, attuale sindaco di Venezia. Ha
fondato la Facoltà di Filosofia dell’Università VitaSalute San Raffaele di Milano, presso la quale è
Professore Ordinario di Estetica. Teorico della crisi
della razionalità moderna, negli ultimi anni la sua
ricerca si è indirizzata al nesso tra filosofia e
politica nella storia europea.
Benjamin Friedman
(USA) Professore di Economia Politica ad Harvard,
è consigliere della Federal Reserve, la banca
centrale degli Usa, e della Morgan Stanley. Nel suo
recente saggio “Il valore etico della crescita”,
spiega le ragioni per le quali lo sviluppo concorre a
rendere “una società più aperta, tollerante e
democratica”.
Tariq Ramadan
(Svizzera) Professore di Studi islamici alla Oxford
University, è considerato uno dei più autorevoli
intellettuali musulmani europei. Le sue
pubblicazioni e conferenze hanno fornito un
contribuito sostanziale al dibattito sull’Islam,
l’Occidente e le sfide della modernità. È
attivamente impegnato nella divulgazione dei temi
della giustizia sociale e del dialogo tra civiltà.
Giandomenico Picco
(Italia) Vice Presidente del Comitato Scientifico
Internazionale del Centro Pio Manzù, è stato
Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite e
Rappresentante speciale del Segretario Generale
Onu per l’Anno del dialogo tra le civiltà.
Premiazione
Nell’ambito della seduta plenaria verranno consegnate
le onorificenze dello Stato italiano e del Centro Pio
Manzù attribuite dal Comitato scientifico
internazionale del Pio Manzù a personalità che si
sono distinte a livello internazionale nel campo della
solidarietà e per il loro contributo al progresso sociale.
ore 13,30
Grand Hotel di Rimini
Colazione in onore delle personalità premiate
(solo su invito)
Domenica 19 ottobre
ore 15,30
Workshop 4
Il neoconsumatore ‘low cost’
tra convenienza e pauperismo
C’è una povertà diffusa e crescente anche
nell’opulento Occidente alla quale governi e
decisori sono obbligati a guardare con nuova
attenzione. Un barometro di questo fenomeno è
dato dalla quantità, ma anche dalla qualità dei
consumi.
L’avvento del low cost, delle compagnie aeree no
frills, dei pacchetti last minute, degli outlet e dei
discount ha spodestato tendenze consolidate, stili
di vita e abitudini di consumo. Il fenomeno
dell’acquisto a basso prezzo, importato dagli Usa
in Europa nella seconda metà degli anni Novanta,
sospinto dalla diffusa capillarità del web, s’intreccia
con gli scenari dell’economia e del lavoro. Con
esso, si qualifica ed afferma negli orizzonti del
mercato una nuova schiera di consumatori
affluenti, caratterizzati da un potere d’acquisto
flessibile, come spesso flessibile è la condizione
salariale e reddituale.
L’universo del low cost pone (quasi) tutta la scelta
nelle mani del consumatore.
L’addio dell’Occidente alla propria tradizione
industriale coincide, quindi, con la fine del
consumatore ‘classico’, stretto nella morsa della
globalizzazione e scosso dalla rivoluzione
«democratica» nei nuovi consumi di massa. Una
realtà caratterizzata da un’equazione sociale
altrettanto originale: più consumi, più squilibri. Per
le imprese - sempre più orientate ai mercati
euroasiatici, dove stanno crescendo miliardi di
nuovi capitalisti - è un’occasione per rigenerare la
presenza sui mercati occidentali.
Per la politica è una sfida formidabile: entra in crisi
la logica fondante del modello europeo e di una
visione dei consumi basati sull’equilibrio tra potere
d’acquisto, libero mercato e welfare. Low cost,
dunque, come scelta o come costrizione?
Il costo nascosto della convenienza
Charles Fishman
(USA) Giornalista, ha condotto numerose inchieste
giornalistiche. È l’autore del best-seller “Effetto
Wal-Mart. Il costo nascosto della convenienza”
che indaga gli effetti economici, sociali e ambientali
della più grande catena di distribuzione del
mondo.
Il valore etico dello sviluppo
Benjamin Friedman
(USA) Professore di Economia Politica ad Harvard,
è autore del volume “Il valore etico della crescita”.
Sostiene che lo sviluppo economico “rende una
società più aperta, tollerante e democratica” ma
che la crescita ha una dimensione etica solo
quando la ricchezza è distribuita in modo diffuso e
compito dello Stato è fare di tutto per promuovere
questo tipo di crescita e un’equa distribuzione.
La società low cost
Massimo Gaggi
(Italia) Inviato del Corriere della Sera con base a
New York, ha dedicato le sue analisi più recenti
all’evoluzione dei sistemi socio-economici e alle
conseguenze politiche della globalizzazione. Ha
pubblicato insieme a Edoardo Narduzzi ‘La fine del
ceto medio e la nascita della società low cost‘
(2006).
Modelli di consumo, modelli d’impresa
Federica Guidi
(Italia) Presidente dei Giovani Imprenditori di
Confindustria e Direttore Generale della Ducati
Energia Spa, Bologna. Dal 2002 al 2005 è stata vice
presidente di Confindustria Emilia-Romagna e
presidente dei Giovani Imprenditori dell’Emilia
Romagna.
Per una serena decrescita
Serge Latouche
(Francia) Professore emerito di Scienze
Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay), ha
dedicato il suo lavoro di ricerca all’antropologia
economica ed è uno dei più affascinanti interpreti
della crisi della razionalità occidentale. Sostiene la
“decrescita” come alternativa all’ideologia
economica dello sviluppo per fermare la crisi
sociale ed ecologica sul pianeta e i danni causati
dall’avidità dell’Uomo.
La borsa della spesa tra diritti e soprusi
Carlo Rienzi
(Italia) Presidente di CODACONS, Coordinamento
delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei
Diritti degli Utenti e dei Consumatori
Lunedì 20 ottobre
ore 9,00
Workshop 5
Sviluppo e miseria: la povertà genera
violenza?
La relazione tra violenza e condizione di privazione
economica non è scontata. La semplificazione del
‘riduzionismo economico’ secondo il quale la
povertà è di per sé generatrice di conflitto, è
smentita dalla storia. Certamente, l’indigenza può
generare situazioni di tensione che sfociano nella
ribellione violenta, ma dietro di esse ci sono
sempre anche altre cause, un processo più
esteso. I sommovimenti e le vere e proprie guerre
civili di Afghanistan, Irlanda, Bengala o Kenya, la
stessa vicenda palestinese, dimostrano come la
povertà sia solo una delle ragioni del conflitto.
L’immediatezza meccanicistica tra violenza e
povertà è una visione semplicistica. Molto più
rilevanti sono altre cause insite nella difficoltà di
integrare culture e religioni diverse, le origini
ideologiche di scontri globali. Diritti umani e
diversità culturali sono parti del paradigma
sviluppo-povertà. La sfida alla povertà, dunque,
chiama in causa anche il dibattito sul
multiculturalismo e il relativismo morale,
l’integrazione pluralistica e i diritti fondamentali
dell’uomo.
Immigrazione e cultura dell'accoglienza, tra
tolleranza e repressione
Iain Chambers
(Regno Unito) Antropologo inglese, è docente di
Studi culturali e postcoloniali all’Università di
Napoli, dove dirige il Centro Studi Postcoloniali di
recente costituzione. È stato uno dei pionieri dei
cultural studies in Inghilterra, e in Italia li ha
applicati, in particolare, all’orizzonte del
postcolonialismo. Ha pubblicato numerosi saggi tra
cui: Dialoghi di frontiera, Paesaggi migratori, Sulla
soglia del mondo, Le molte voci del mediterraneo.
La società multietnica e le fortezze del benessere
Mario Giro
(Italia) Responsabile delle Relazioni Internazionali e
del Dipartimento Africa della Comunità di
Sant’Egidio, i cui membri sono impegnati
nell’evangelizzazione e nella solidarietà con i più
poveri e i più fragili.
La potenza dei poveri
Majid Rahnema
(Iran) Diplomatico, già Ministro della cultura del
Governo iraniano, ha rappresentato il suo paese
alle Nazioni Unite ed è stato membro del Consiglio
esecutivo dell’Unesco. Ha conosciuto da vicino le
contraddizioni dello sviluppo e della povertà di cui
si è occupato nel corso degli ultimi venti anni. Nel
suo volume ‘Quando la povertà diventa miseria’
offre una critica radicale e nuova del mondo
globalizzato.
Immigrazione, integrazione, violenza
Tariq Ramadan
(Svizzera) Intellettuale e accademico musulmano, è
fautore di una reinterpretazione dei testi islamici.
Attento alle dinamiche dell’Islam europeo, mette in
evidenza la natura eterogenea della società
islamica e sottolinea la necessità di un impegno da
parte dei musulmani in Europa per un maggior
coinvolgimento nella società europea. Il suo
interesse è rivolto alle influenze della religione
islamica sulla filosofia e la politica.
La democrazia provvidenziale
Dominique Schnapper
(Francia) Studiosa di sociologia, direttore di ricerca
all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di
Parigi (EHESS), è membro del Consiglio
costituzionale francese. Autrice de “La democrazia
provvidenziale. Saggio sull’eguaglianza nella società
contemporanea”, nel 2002 ha ricevuto il prestigioso
Premio Balzan per le sue analisi acute e perspicaci
dei problemi dell’integrazione sociale e della
cittadinanza.
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