Artù
La forza del mito 16
La forza del mito 16
Dai romanzi di Chrétien
de Troyes, nel XII
secolo, la materia di
Bretagna non ha
cessato di affascinare e
di far sognare.
L’inferno e il concilio dei
demoni
Histoire de Merlin
Angers, verso il 1450-1455
Miniatura delMaître d'Adélaïde de
Savoie
BnF, Manuscrits, Français 96 (f. 61)
L’inferno e il concilio dei demoni
•
In origine, Merlino doveva servire i disegni del diavolo: il romanzo di Robert de Boron si apre
con l'assemblea dei demoni, che cercano di riconquistare il potere sull'umanità redenta dal
sacrificio di Cristo. Essi affidano a uno di loro il compito di ingravidare una vergine; che dà alla
luce un bambino peloso, come suo padre, del quale ha ereditato la conoscenza delle cose
passate. Ma il Dio cristiano perdona e dà a sua volta al bambino il dono di predire il futuro:
"Da allora, poteva aggirarsi dove voleva!". Il bambino sceglie di rendere gli uomini migliori
per aiutarli, con la sua preveggenza, ad astenersi dal peccato e fare le scelte giuste.
Lancillotto combatte i
draghi nella Valle senza
ritorno
Lancelot-Graal con l’interpolazione del
Perlesvaus
Paris, 1404-1460
Provenienza: Jean, duc de Berry
(†1416); Jacques d’Armagnac, duc de
Nemours (†1477); nella biblioteca del
re Francesco I
BnF, Manuscrits, français 118 [série
français 117-120] fol.
Lancillotto combatte i draghi nella Valle senza ritorno
•
Nella Valle senza ritorno, Morgana tiene prigionieri gli amanti infedeli. Per liberarli, Lancillotto
deve rimuovere gli incantesimi e affrontare i due terribili draghi a guardia dell'ingresso della
valle:
«Lancillotto vede i draghi e dice alla ragazza: "Queste bestie fanno guardia a questo passo
perché nessuno si avventuri oltre? " "Sì, risponde lei. E sappiate che non c’è spada
abbastanza affilata da penetrare le loro corazze". "Bisognerà che sia ben dura, se la mia spada
non la può penetrare, perché la mia arma si è ripetutamente inciso l'acciaio e il ferro." E sfila
lo scudo dal collo, estrae la spada dal fodero e corre dietro al drago più vicino. Questi si
slancia contro di lui, pianta i suoi artigli sul suo scudo, e Lancillotto gli dà un colpo alla testa,
ma la sua spada rimbalza. Quando vede questo, Lancillotto maledice colui che ha forgiato la
sua spada, mentre l’altro drago lo rincorre Lancillotto ne colpisce uno alla fronte con il pomo
della spada: il sangue vermiglio scorre dagli occhi del mostro che sputa fuoco. Se gli altri due
draghi avessero potuto avvicinarsi a Lancillotto, lo avrebbero consunto.»
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Artù 03 La forza del mito 16