Tito Maccio
Plauto
Da semplice schiavo… a Spielberg dell’antichità !

Cosa analizzeremo ?
Stile e
Metodo delle
Commedie
Mostellaria
Approfondimento
rapporto padrefiglio
Approfondimento
rapporto servopadrone
Commediografo
Biografia
Plauto
Approfondimento
cosmetica
dell’epoca
Chi era plauto ?
P lauto è stato
L a mente creatrice, ma anche
A ttore di commedie recitate da soli
U omini e rappresentate a
T eatro: si trattava delle prime
O pere comiche
CARTA D’IDENTITÀ
AttivitÀ:
Commediografo
• 21 commedie certe (16
presentano la stessa trama)
• 19 commedie dubbie
• Tutte le altre spurie
Canone Varroniano
Come si dividono le
commedie plautine ?
BEFFA
I.
II.
III.
IV.
V.
•
•
Asinaria
Casina
Mostellaria
Persa
Pseudolus
Organizzazione della beffa
Ironia
EQUIVOCO
CARATTERE
AGNIZIONE
I.
Aulularia
II. M. Gloriosus
III. Truculentus
Cistellaria
Curculio
Epidicus
Poenulus
Rudens
•
•
Analisi delle tipologie
Caricature dei personaggi
•
Riconoscimento finale
(agnizione)
Maenechmi
Bacchides
Amphitruo
•
Gioco delle
somiglianze
stile
METODO
• Neologismi (pergraecari, congraecari)
• Contaminatio
• Arcaismi (faciam  faxo)
• Vortere barbare
• Uso del sermo familiaris
• Ripresa dai modelli della
Commedia Nuova Greca
(Menandro, Difilo, Filemone)
• Metateatro
Imprecazioni
Diminutivi
(Iuppiter, Pol)
(Aulula)
• Cantica > Deverbia
Mostellaria
(Commedia del fantasma)
M ise in libertà l’amante, e sprecò Filolachete
O gni avere in assenza del padre, dissipando.
S e ne ritorna il padre ma il servo Tranione,
T ira al vecchio un bidone dicendogli che in casa
E venti spaventosi avvennero, che quindi
L a si dové lasciare. Ma giunge un usuraio,
L a pecunia reclama urgentemente. Il vecchio
A ncora è corbellato, crede che il mutuo sia
R ivolto ad acquistare una casa, ma quale ?
I l servo dice quella del vicino. Ed il vecchio
A vederla si reca, vien deriso, si adira.
Personaggi
 Tranione: servo astuto ed ingannatore, protagonista della commedia
 Grumione: servo
 Filolachete: figlio di Teopropide, il suo servo è Tranione
 Filemazio: meretrice amata da Filolachete
 Scafa: serva che consiglia Filemazio
 Callidamate: migliore amico di Filolachete
 Delfio: meretrice amata da Callidamate
 Teopropide: vecchio, padre di Filolachete
 Misargiride: usuraio avido e senza scrupoli
 Simone: vecchio vicino di casa
 Fanisco: servo di Callidamate
 Pinacio: servo di Callidamate
Caratteristiche
mostellaria
• Nomi parlanti: i nomi dei personaggi sono collegati alla storia, ad
esempio il nome "Teopropide” ("Figlio di Indovino”), in
contrapposizione alla lentezza con cui il vecchio comprende
l'inganno orditogli  NOMEN EST OMEN
• La presenza dello schiavo Tranione è un esempio di servus callidus,
personaggio tipico della commedia plautina.
• La narrazione è piena di battute a doppio senso e di imprecazioni
(Hercle, Pol, Age)
• In molti punti della commedia è presente il termine pergraecari
(gozzovigliare alla maniera dei greci),che rappresenta i greci come
fannulloni perdigiorno. La scelta di questo verbo ha il duplice scopo
di far ridere il suo pubblico e implicitamente criticare i costumi
dissoluti dei romani dell’epoca, attribuendoli ai greci.
RAPPORTO PADRE-FIGLIO
Com’era il rapporto padre-figlio nell’antichità?
Sicuramente… DIVERSO DA QUELLO ODIERNO!
Ne abbiamo un esempio nella Mostellaria dove però Plauto ricorre ad un
capovolgimento carnevalesco della realtà, il figlio infatti riesce sempre
ad avere la meglio sul padre, il quale nonostante sia arrabbiato
e deluso lo perdona e si ristabilisce così la tranquillità.
Questo metodo del capovolgimento aveva lo scopo di far divertire
il pubblico  risum movere presentando una
situazione che non si sarebbe mai
verificata nella realtà, in quanto il padre
era una figura solitamente molto
rispettata sia dal figlio, che dallo schiavo,
personaggio che al contrario nelle commedie
plautine si prende ampio gioco del padrone,
ma che tuttavia, in un modo o in un altro riesce
sempre a scamparla !
Mostellaria, atto I
Filolachete
“L'uomo, quando viene al mondo, a che somiglia? A
che cosa è
simile? A che cosa può paragonarsi? Ecco, ho trovato
la risposta. Penso che l'uomo sia, quando nasce,
come una casa nuova. E vi spiego perchè.
Forse a voi non sembrerà verisimile, ma io farò in
modo di convincervi.
Sicuramente riuscirò a dimostrarvi che quel che dico
è vero. E voi, voi stessi, lo so, quando avrete ascoltato
le mie parole, direte che le cose stanno così, e non
diversamente. Ascoltate gli argomenti che vi espongo
al riguardo perchè voglio che ne siate informati
quanto me.
La casa, non appena è pronta, tirata a lucido, fatta a
regola d'arte, tutti a lodare l'architetto, ad esaltare la
costruzione, ognuno se la prende a modello per la
sua, non badano alle spese e alle fatiche. Ma poi,
nella casa, ci va ad abitare un uomo dappoco, un
fiaccone servito da pigroni, sporco e sfaticato; ed
ecco che nella casa cominciano i guai, perché quel
che è buono è mal tenuto.
Capita spesso, anche, che arrivi la tempesta, la quale
manda in briciole le tegole e gli embrici. Il padrone
non li cambia, quel buono a nulla; arrivano rovesci di
pioggia, infradiciano i muri, l'acqua si infiltra, fa
marcire le travi, manda in malora l'opera
dell'architetto.
La conduzione della casa va di male in peggio e
l'architetto non ne ha colpa, lui. Troppa gente segue
questo andazzo, che se può farsi un lavoretto da due
soldi, loro aspettano, loro, non muovono un dito,
sinché i muri crollano. E allora la casa va rifatta di bel
nuovo. Questi discorsi, io li ho fatti per la casa, ma
ora voglio dirvi come e perché sono convinto che gli
uomini sono come le case. Punto primo: i genitori
sono gli architetti dei figli. Gli danno le fondamenta,
li fan crescere, curano che vengano su belli e robusti e
non stanno a lesinare sui materiali purché
nell'apparenza e nella sostanza siano buoni per sé e
per la gente. Le spese che fanno, mica le considerano
spese. Li educano, li indottrinano in lettere e leggi e
diritto. Si dan da fare, spendendo e faticando perché
nasca negli altri il desiderio di aver figli simili.”
BEN IN 12/20 !
Padre rivale in amore del figlio ( ridicolizzato)
Padre beffato dal servus
•
•
•
•
•
Mercator
Casina
Asinaria
Pater oppositore dell’amore dei figli ma con lieto
•
•
Bacchides
Stichus
Padri alla ricerca dei figli o delle figlie perduti o
rapiti
•
•
•
Captivi
Poenulus
Rudens
Padre che impone al figlio la propria scelta
matrimoniale
•
Cistellaria
Mostellaria
Epidicus
Padre complice dell’inganno
organizzato dal servus a vantaggio del
figlio
•
Pseudulus
Rapporto servo-padrone
Citiamo un estratto del dialogo finale tra i due, quando Teopropide scopre di esser
stato ingannato
Tr: Me l’hai fatta
Te: Come?
Tr: Mi hai proprio spremuto
Te: E tu non sei contento?
Hai forse il moccolo al naso?
Te: No non ce l’ho, perché tu dalla mia
testa hai spremuto anche il cervello.
[…]
Te: Razza di boia, ora faccio portar
qui sarmenti e fuoco, tutt’intorno a te.
Tr: Non farlo, prego. Son più saporito
a lesso che in arrosto.
[…]
Te: Tu, immondizia, sarai appeso e
distrutto a suon di bastonate.
Te: […] Per Ercole io stesso ti accopperò,
se campo. Questo pendaglio da forca!
Te: Suvvia, vattene! Vattene impunito!
(finale a lieto fine)
Cosmetica femminile
Filemazio: La cipria prego.
Scafa: La cipria? Che bisogno ne hai?
Filemazio: Per schiarirmi le gote.
Scafa: Padrona mia è fatica sprecata. Vuoi sbiancare l’avorio con l’inchiostro.
Segreti per farsi belle
2000 anni fa !
I gesti e gli strumenti per farsi belle erano tutto sommato simili a quelli odierni…
Gli ingredienti invece un po’ meno (pensate per truccarsi gli occhi usavano una pasta
scurissima… fatta di formiche abbrustolite)
Il colore preferito per le labbra era il rosso acceso.
Molto usato era il fondotinta inoltre pensate… già in epoca romana le donne si
applicavano sul volto nei finti!
Maschere di bellezza e creme per la pelle andavano molto di moda!
Dialogo tra scafa e Filemazio
Conclusione
Plauto affronta diversi aspetti nelle sue commedie, aspetti che ci aiutano a
comprendere meglio la vita e la società del tempo. E un paragone sorge
spontaneo: è poi cosi diversa la vita di adesso a quella di allora?
Per alcuni aspetti si assomigliano, basti pensare alla cosmetica, che già
all’epoca era di gran moda; e per altri differiscono come ad esempio nel
rapporto servo-padrone, che oggi non esiste più.
Plauto si rivela così un commediografo, che anche senza comunicare
alcun messaggio nelle sue opere, in quanto il suo unico scopo era quello
di far divertire il pubblico, ci fornisce una descrizione molto ampia delle
realtà dell’epoca!
E poichè …
Il suo pubblico lo ADORAVA, Plauto era considerato una
sorta di Spielberg a Roma, un regista eccezionale che faceva
rivivere sulla scena fatti quotidiani rendendoli ridicoli e
capovolgendo le realtà dell’epoca !
È proprio vero quindi che “paupertas artis omnis
perdocet” , lui da semplice schiavo qual’era è riuscito
a diventare un rispettabile commediografo !
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AGNESE REVELLI Presentazione LIGHT Plauto