SIS Piemonte
“Condizioni di vita: la povertà"
Specializzato: Maria-Carmela Fanello
Supervisori di tirocinio: Anna Maria Capra, Patrizia Zanella
a. a. 2008-2009
Il contesto
L’intervento didattico è stato realizzato presso un liceo classico statale e ha avuto come protagonista
una classe quinta dell’indirizzo di Scienze Sociali caratterizzata da livelli di
rendimento
scolastico eterogenei con alcune difficoltà rispetto all’organizzazione autonoma dello studio e alla
trattazione di argomenti complessi.
Il livello
Il percorso didattico è stato costruito considerato il livello di apprendimento della classe oltre che le
sue caratteristiche. La tabella di seguito riassume il livello della classe:
Abilità / capacità
- Lavorare in gruppo.
Criticità
Nel
ragionamento
logico-matematico
(intelligenza numerica).
- Leggere/analizzare i risultati di ricerche sociali - Nell’esposizione scritta ed orale.
ampie e complesse.
- Leggere/interpretare tabelle e grafici.
- Nella comprensione verbale
- Leggere/analizzare articoli/testi e documenti.
- Nello stabilire collegamenti logici.
Le abilità/capacità presenti nel gruppo-classe si sono rivelate delle potenzialità importanti per la
realizzazione del progetto e per il superamento delle criticità.
La finalità generale
Lo studio della condizione di vita della povertà ha proseguito il percorso formativo sequenziale
iniziato dagli studenti fin dal primo anno. Tale percorso aveva come finalità generale quella di
arricchire la loro conoscenza della società e delle problematiche sociali.
In particolare, lo studio della condizione di vita della povertà ha cercato di accrescere la capacità
degli studenti di analizzare la complessità di un fenomeno sociale, la loro sensibilità nei riguardi
delle persone che vivono in condizioni difficili e il loro senso critico, al fine di favorire un
approccio riflessivo ai problemi sociali e dell’esistenza.
Gli obiettivi disciplinari
Gli obiettivi didattici sono espressi in termini di:
CONOSCENZE
- Saper definire i concetti base relativi alla tematica.
- Conoscere le principali prospettive e metodologie di studio utilizzate.
- Conoscere le principali teorie elaborate sull’argomento.
- Conoscere le problematiche fondamentali e gli orientamenti di riflessione
relative alla tematica.
- Acquisire un lessico specifico.
COMPRENSIONE
- Comprendere e saper distinguere i concetti base relative alla tematica.
- Saper distinguere gli elementi fondamentali e i limiti delle varie prospettive di
studio e teorie formulate.
- Comprendere e saper interpretare testi specifici sulla tematica.
- Essere in grado di discutere sull’argomento utilizzando il lessico specifico.
1
-
Saper riconoscere in un testo i nuclei tematici più significativi e riorganizzarli
in forma chiara e appropriata.
ANALISI
- Saper analizzare la condizione di vita della povertà guidati dalla logica della
complessità.
- Riflettere sul rapporto tra povertà e disuguaglianza sociale.
- Analizzare la povertà alla luce dei modelli teorici studiati.
- Saper individuare ed analizzare gli elementi, le relazioni, i principi
organizzativi, le variabili che caratterizzano la condizione di vita trattata.
- Saper analizzare ed argomentare i risultati di ricerche relative alla tematica.
- Riflettere sull’intenzione, la finalità argomentativa di un testo relativo alla
tematica.
SINTESI
-
Sintetizzare i concetti fondamentali, le teorie e le prospettive sulla tematica.
Produrre relazioni sui contenuti trattati.
Applicare nella realtà sociale con esemplificazioni le nozioni apprese.
VALUTAZIONE
- Formulare autonomamente sulla tematica studiata semplici giudizi critici di
valore e di metodo.
- Saper valutare quanto appreso e valutarne la rispondenza agli obiettivi
prefissati.
I prerequisiti
Per affrontare tale unità didattica è richiesta la conoscenza preliminare, da parte degli studenti, dei
seguenti concetti/contenuti:
-
padroneggiare i concetti di: struttura sociale, Stato e Welfare State; gruppo,
classe sociale; stratificazione sociale e disuguaglianza; potere e autorità;
politica e sistema politico.
Aver compreso i risvolti economici delle azioni sociali e risvolti sociali delle
attività economiche.
Aver compreso il funzionamento dei più importanti regimi politici, la loro
mentalità ed ideologia.
Aver compreso il fenomeno della divisione e dell’organizzazione del lavoro
nell’attuale società postindustriale.
Aver compreso il funzionamento del mercato del lavoro.
Conoscere enti/istituzioni come l’ISTAT, l’UNDP.
Si pensa di richiamare tali concetti/contenuti pregressi durante l’ intervento didattico con il
coinvolgimento del gruppo classe.
Le abilità/competenze attivate
•
Abilità cognitive e metacognitive: discutere argomentando sulla tematica e sulle questioni
ad essa collegate utilizzando un lessico specifico, formulare un punto di vista personale e
una rielaborazione sulle questioni affrontate, produrre relazioni/confronti/differenze e sintesi
guidati dalla logica della complessità.
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•
•
•
•
•
Comprendere e saper argomentare testi specifici sulla tematica.
Utilizzare un lessico specifico.
Saper distinguere gli elementi, i concetti, i nuclei tematici fondamentali relativi ai contenuti
e alle varie teorie/prospettive sulla tematica.
Produrre domande e sollevare problemi sui vari contenuti della tematica
Riflessione critica.
Le risorse e i materiali utilizzati
•
•
•
•
•
•
•
Libro di testo
Materiale predisposto dal docente-tirocinante
Proiezione in classe di slide sui contenuti predisposti dal docente-tirocinante
Uso di strumenti audiovisivi (DVD)
Personal computer
Libri del docente-tirocinante
Fotografie/immagini predisposti dal docente-tirocinante
Le metodologie applicate
-
Lezione frontale (approccio logico-deduttivo).
Lezione interattiva-dialogica (approccio logico-induttivo): per agevolare
l’espressione di un contributo libero e autonomo degli studenti.
Discussione/analisi plenaria guidata (approccio logico-induttivo).
-
Lavoro in gruppo.
-
Lettura/analisi di ricerche/documenti/articoli/testi relativi alla tematica in
esame, con successiva relazione-esposizione orale in classe: con lo scopo di
abituare gli studenti a situazioni analoghe a quelle del colloquio d’esame
(approccio logico-deduttivo).
-
Domande-stimolo dirette: per coinvolgere gli studenti, per sollecitare la loro
capacità di problematizzare, per stimolare processi di pensiero, la
discussione e per accertarsi della comprensione dei concetti/contenuti
trattati.
-
Uso e richiesta di esempi: per facilitare/rinforzare e monitorare la
comprensione, per attualizzare - calandoli nella realtà sociale - i contenuti
teorici.
-
Uso e richiesta di sintesi/riepiloghi/sommari in itinere dei concetti/contenuti
fondamentali esplicitati: per rinforzare, consolidare, monitorare la
comprensione dei contenuti.
-
Richiamo ai contenuti pregressi: per favorire il collegamento tra i nuovi
contenuti e quelli pregressi, per evidenziare differenze/analogie, per
facilitare la comprensione.
-
Uso di schede chiare e strutturate preparate dal docente-tirocinante: per
compensare la mancanza o l’eccessiva sintesi di determinati contenuti nel
libro di testo, per integrare, per dare un ordine ai contenuti, per facilitare la
comprensione e lo studio della tematica in esame.
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I tempi
Il percorso realizzato ha previsto in tutto 8 lezioni di cui: 5 lezioni di circa due ore e 3 di un’ora. Di
queste 8 lezioni: una lezione di 2 ore è stata dedicata alla realizzazione della verifica sommativa
programmata; una lezione di 1 ora è stata dedicata alla restituzione della valutazione conseguita
dagli studenti.
Procedura (suddivisa per lezioni / unità orarie)
1° lezione (2 ore)
Lezione introduttiva e di carattere motivazionale sulla tematica. Sintesi dei contenuti:
• Riflessione/analisi da parte degli studenti sul significato dei concetti “CONDIZIONE” e
“PROBLEMA”. Domande-stimolo:
a) ”che cos’è una condizione?”
b) “Che cos’è un problema?”
c) “Che legame c’è tra i due concetti?”
d) “Proponete degli esempi”.
• Riflessione/analisi generale sulla definizione “che cos’è la povertà” presente sul libro di
testo. In particolare, problematizzazione insieme agli studenti su:
a) “quando una vita è soddisfacente?”
b) “Quando si può parlare di limitazioni materiali?
c) “Cosa è essenziale?”
Stimolo cognitivo: il “concetto di vita” di mia nonna.
• Lettura espressiva da parte del docente-tirocinante di alcune pagine tratte dal libro “Il
ritorno del Piccolo principe” di Jean-Pierre Davidts (2001: 41-46).
• Per concludere:
a) una prima definizione: la povertà è una condizione sociale.
b) Distinzione tra povertà soggettiva (= sentirsi povero) e povertà oggettiva (= essere
povero).
2° lezione (1 ora)
- Rapido riepilogo della differenziazione tra “povertà soggettiva” e “povertà oggettiva”, con lo
scopo di introdurre il nuovo argomento oggetto di questa lezione.
- Svolgimento della lezione, sintesi dei contenuti:
• Breve introduzione agli studi sulla povertà nella 2° metà dell’800.
• Presentazione dell’ “approccio teorico della sussistenza” (subsistence approach):
a) analisi della sua definizione di “povero”;
b) ragionamento in termini di “povertà assoluta”;
c) analisi del concetto “assoluto”, cosa significa ragionare in termini “assoluti”?
d) Analisi della definizione di “povertà assoluta”: a cosa fa riferimento, a cosa non fa
riferimento;
e) conclusione, vantaggio e limite dell’ “approccio teorico di sussistenza” (subsistence
approach).
• Breve introduzione sul perché misurare la povertà.
• La misura della “povertà assoluta”:
a) come;
b) a cosa si fa riferimento;
c) l’unità di riferimento (la famiglia, esempio la composizione del “paniere dei beni e dei
servizi”);
d) limiti della misura della “povertà assoluta”;
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e) conclusione sulla misura della “povertà assoluta”.
3 lezione (2 ore)
Svolgimento della lezione, sintesi dei contenuti.
• Presentazione dell’ “approccio teorico comparativo”:
f) analisi della sua definizione di “povero”;
g) ragionamento in termini di “povertà relativa”;
h) analisi del concetto “relativo”, cosa significa ragionare in termini “relativi”?
i) Analisi della definizione di “povertà relativa”: a cosa fa riferimento, a cosa non fa
riferimento;
j) conclusione, vantaggio e limite dell’ “approccio comparativo”.
• La misura della “povertà relativa”:
f) come;
g) a cosa si fa riferimento (esempi);
h) limite e perplessità sulla povertà relativa;
i) rapporto povertà relativa e disuguaglianza sociale;
j) conclusione: riepilogo sulla povertà relativa e la sua misura.
• Le teorie sintetiche sulla povertà: tentativo di superamento dei limiti degli approcci teorici
considerati e conciliazione dell’aspetto assoluto e relativo.
• L’I.P.U. (Indicatore di Povertà Umana):
- a cosa fa riferimento;
- in cosa si differenzia dagli altri indicatori.
• Richiamo di alcuni contenuti pregressi:
k) il concetto di disuguaglianza sociale;
l) il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP);
m) il concetto di reddito pro-capite.
- Assegnazione dei compiti da svolgere individualmente durante le vacanze natalizie:
a) studiare i contenuti affrontati durante queste tre lezioni;
b) rivedersi i contenuti pregressi richiamati.
4 lezione (2 ore)
1° ora - Essendo la prima lezione dopo la fine delle vacanze natalizie, si è pensato di operare un
raccordo rispetto agli argomenti e ai concetti-chiave trattati nelle tre lezioni precedenti. Sono state
poste agli studenti domande dirette sui vari contenuti, allo scopo di verificare la loro comprensione
e il loro studio.
Successivamente si è organizzato il lavoro in gruppo progettato:
a) definizione dei gruppi e relativi componenti.
b) Spiegazione del lavoro che ogni gruppo dovrà realizzare, comunicazione dei tempi,
distribuzione ai gruppi dei materiali e relativi suggerimenti.
2° ora - Visione del film-documentario “Porca miseria – Un viaggio nelle nuove povertà” di
Armando Ceste (2006), viaggio emblematico nelle nuove povertà urbane di Torino.
Articolazione del lavoro in gruppo
Ogni gruppo avrà a disposizione dei documenti da leggere ed analizzare, su questi dovrà articolare
una relazione-esposizione orale in classe, in modo da condividere il tutto collettivamente. Ai gruppi
verrà lasciata piena libertà nell’organizzazione dell’esposizione. Lo studio dei documenti e la
preparazione della relazione-esposizione orale dovrà essere realizzata in orario extrascolastico (sarà
suggerito ai gruppi di chiedere alla Preside il permesso di trattenersi un pomeriggio a scuola per
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realizzare il proprio lavoro). Verrà richiesto, inoltre, che ogni gruppo durante la propria
esposizione-relazione sui documenti, esprima verbalmente anche le proprie riflessioni sul filmdocumentario che vedranno. Verrà specificato ai gruppi che tale lavoro sarà un’esercitazione in
vista del colloquio dell’esame di Stato, non sarà oggetto di valutazione da parte degli insegnanti, ma
sarà oggetto di autovalutazione da parte loro.
Distribuzione del materiale
a) Gruppo n° 1 - lettura/analisi della ricerca ISTAT “La povertà relativa in Italia nel 2007”.
b) Gruppo n° 2 – lettura/analisi della ricerca realizzata nel 2008 dalla Caritas “Rapporto sulla
povertà e l’esclusione sociale in Italia”, e del documento “Povertà ed esclusione sociale
nella UE” (predisposto dal docente-tirocinante).
c) Gruppo n° 3 – lettura/analisi del messaggio di Papa Benedetto XVI “Combattere la povertà,
costruire la pace” (visione della Chiesa sulla condizione di povertà); lettura/riflessione su
un articolo pubblicato su Il Messaggero scritto da Walter Rahue (2008) relativo alla Fiera di
Monaco sul lusso.
Principi relativi al lavoro di gruppo
Il lavoro di gruppo e la successiva condivisione collettiva dei contenuti analizzati permetterà agli
studenti di consolidare e di chiarirsi il concetto di povertà relativa, di capire meglio gli indicatori
della povertà. Inoltre, permetterà agli studenti di familiarizzare con la complessità e la
multifattorialità del fenomeno povertà, che sarà oggetto di spiegazione nella lezione successiva.
Principi relativi al film-documentario
Si è scelto tale film-documentario semplice, immediato nei suoi contenuti e non troppo lungo, per
alcuni aspetti che lo caratterizzano:
a) riprende, calandoli nella realtà sociale, alcuni concetti-chiave e contenuti analizzati
teoricamente nelle lezioni: il concetto di povertà relativa, la critica agli sprechi nella società
odierna, la povertà come condizione sociale…
b) Fa riferimento, calandoli sempre nella realtà sociale, ai contenuti pregressi studiati dagli
studenti nel modulo precedente a questo, favorendo il collegamento tra i contenuti pregressi
e i nuovi. In particolare nel film-documentario si fa riferimento: al lavoro e al mercato del
lavoro; ai contratti di lavoro e ai sindacati; al problema del precariato; alla politica
economica…
c) Introduce agli studenti alcuni contenuti che saranno oggetto della successiva lezione: la
multidimensionalità della povertà; la povertà non solo come fatto economico; chi sono i
poveri; le conseguenze della povertà; le politiche economiche e non economiche per
arginare la povertà.
d) Suggerisce spunti di riflessione ai gruppi per la loro relazione orale.
5 lezione (1 ora)
Per introdurre e spiegare i contenuti previsti per questa lezione si è fatto riferimento – coinvolgendo
gli studenti – ai contenuti del film-documentario, mettendo alla prova la loro capacità logicodeduttiva.
Svolgimento della lezione, sintesi dei contenuti:
• la natura multidimensionale (o multifattoriale) della povertà;
• analisi dei fattori non economici che condizionano la povertà;
• analisi dei processi di impoverimento;
• possibili conseguenze fisiche, psicologiche e sociali della povertà (esempi);
• la povertà e la ricchezza secondo il “senso comune”;
• analisi delle politiche economiche e non economiche per arginare la povertà: vantaggi e
limiti (esempi).
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6 lezione (2 ore)
Questa lezione è stata dedicata:
a) all’esposizione in classe del lavoro realizzato sui documenti dai 3 gruppi;
b) all’esposizione delle riflessioni elaborate all’interno di ogni gruppo sul film-documentario;
c) ad una discussione/analisi guidata sui contenuti emersi;
d) alla autovalutazione e confronto delle relazioni-esposizioni orali realizzate.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, i gruppi hanno avuto a disposizione i seguenti indicatori su
cui formulare l’autovalutazione (per ogni indicatore sono stati suggeriti agli studenti dei possibili
descrittori):
- organizzazione della relazione-esposizione (possibili descrittori: articolata, chiara, equilibrio tra le
parti, coerente, ripetitiva…);
- capacità di collegamento e di giudizio critico (possibili descrittori: buone o scarse o
difficoltose…);
- efficacia argomentativa ed espositiva (possibili descrittori: argomentazione lineare o organica…
esposizione lineare o difficoltosa o coerente o incoerente…);
- proprietà di linguaggio (possibili descrittori: lessico ricco, povertà lessicale, lessico impreciso,
lessico non adeguato, lessico specifico…).
7 lezione (2 ore)
In questa lezione è stata effettuata la verifica sommativa sul percorso didattico realizzato, con lo
scopo di controllare il divario tra gli obiettivi e i risultati, per valutare l’efficacia complessiva del
processo. Tale verifica sommativa è stata realizzata sottoforma di prova scritta semistrutturata.
Sulla base del principio della trasparenza, sono stati esplicitati agli studenti – prima della verifica – i
criteri di valutazione e i punteggi dei vari quesiti.
Scansione della lezione:
a) presentazione generale della verifica e dei relativi punteggi dei quesiti (circa mezz’ora);
b) somministrazione della prova (tempo a disposizione: 1 ora e 10 minuti).
8 lezione (1 ora)
Scansione della restituzione delle verifiche:
- comunicazione agli studenti della valutazione complessiva della classe e degli errori commessi in
generale nella prova;
- consegna della verifica a ciascun studente;
- visione della verifica e riflessione sugli errori individualmente con ogni studente per:
a) spiegazioni a proposito delle correzioni;
b) spiegazioni in caso di dubbi sul voto assegnato;
c) analizzare insieme allo studente sugli errori commessi;
d) dare un giudizio discorsivo costruttivo che traduca in contenuti il voto;
e) registrare il voto sul libretto.
Valutazione
Sull’intervento didattico realizzato è stata effettuata una valutazione conclusiva, sommando i
punteggi ottenuti ai quesiti della verifica sommativa. Quest’ultima è stata preparata sottoforma di
prova semistrutturata, comprendente:
a) 4 domande con risposta multipla, con 4 alternative, delle quali una sola corretta;
b) 3 domande con risposta aperta.
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E’ stato determinato un punteggio per ogni quesito, la valutazione è stata in decimi. Ecco di seguito
una tabella che riassume i punteggi disposti:
Legenda:
Qu. = a risposta
multipla
Qu. = a risposta
aperta
Quesiti
(Qu.)
1
2
3
4
5
6
7
Punteggio
pieno
0,5
0.5
0.5
0.5
2
3
3
Punteggio
intermedio
0
0
0
0
1
1½
1½
Punteggio
insufficiente
0
0
0
0
0
1
1
Per ogni quesito a risposta aperta è stata elaborata la cosiddetta “risposta campione”, che
rappresentava il punteggio pieno stabilito per ogni quesito. Il confronto con i contenuti della
“risposta campione” ha determinato anche l’assegnazione del punteggio intermedio e insufficiente.
Dunque, i criteri di valutazione per questo tipo di prova sono stati assoluti. Non sono stati a norma
in quanto – di solito – si ricorre a tale criterio quando il numero delle insufficienze nel gruppo
classe si rivela elevato, non è stato il caso del gruppo classe in oggetto.
La media della classe è stata di 6.6, quindi il risultato medio del gruppo classe è stato più che
sufficiente. La prova - in base al calcolo e al confronto dei parametri docimologici (media, mediana,
moda) – è stata equilibrata. Infatti, se la media supera di tanto la mediana significa che la prova ha
creato difficoltà negli studenti; se la mediana supera di tanto la media la prova è da considerarsi
facile.
Esempi di domande proposte nella prova
Scegli la risposta giusta :
1) Che cos’è una “CONDIZIONE”?
a)
b)
c)
d)
Una questione di diversa natura da risolvere
Una situazione di diversa natura in cui si trovano persone o cose
Un compito
Una situazione di diversa natura di cui si cerca una soluzione
2) La linea della povertà relativa…
a)
b)
c)
d)
Varia in base al reddito individuale
Varia al variare della linea della povertà assoluta
Varia nel tempo e nello spazio
Varia sulla base dei bisogni delle famiglie
3) La povertà assoluta fa riferimento…
a)
b)
c)
d)
Al contesto sociale di appartenenza del soggetto
Alla classe sociale di appartenenza del soggetto
Al reddito della comunità di riferimento
A uno standard di vita ritenuto minimo accettabile
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4) Che cos’è l’ I P U e di cosa tiene conto?
5) Quali possono essere gli effetti della povertà?
6) Delinea le possibili politiche economiche per arginare la povertà, analizzandone anche i loro
limiti.
Fattibilità
La tematica è complessa, particolarmente strutturata, presenta vari contenuti di non facile e
immediata comprensione da parte degli studenti. In particolare, nel caso della classe in oggetto, gli
studenti hanno incontrato difficoltà nella comprensione del rapporto tra povertà relativa e
disuguaglianza sociale. Tale rapporto è un argomento molto complesso, si può dire che solo su di
esso si potrebbe progettare un’unità didattica. Su questo rapporto si è scelto di presentare i
concetti/contenuti salienti e in modo schematico, per favorire negli studenti un apprendimento
semplice ed efficace. Fondamentale – dunque - è considerare la variabile tempo nella
programmazione, perché si tratta di una tematica che, per alcuni suoi contenuti, richiede molte ore
di lavoro.
E’ consigliabile alternare più metodologie didattiche. Nel progetto è stata messa in atto una
alternanza e/o integrazione tra lezione frontale e interattiva; tale scelta ha permesso un giusto
equilibrio tra monologo esplicativo del docente e dialogo costruttivo con gli allievi. In particolare, il
modello della lezione interattiva – sebbene più impegnativo - quando si affrontano argomenti
complessi e cognitivamente impegnativi, contribuisce senza dubbio all’innalzamento
dell’attenzione degli studenti. Risorse didattiche importanti si sono anche rivelate: il lavoro di
gruppo (sulle ricerche e i documenti forniti), che ha permesso di diversificare l’attività didattica,
nonché di facilitare e rinforzare la comprensione e l’apprendimento dei contenuti più complessi; il
film-documentario, che ha concretizzato nella realtà sociale i concetti studiati a livello teorico. La
messa in atto di tali metodologie/strategie didattiche ha evitato il rischio di imprigionare la tematica
nel nozionismo e nell’astratto.
Se si avesse avuto più tempo a disposizione sarebbe stato utilizzato per:
- approfondire la comprensione sul rapporto povertà relativa e disuguaglianza sociale;
- approfondire la riflessione sui limiti delle politiche economiche per arginare la
povertà;
- far predisporre agli studenti una semplice indagine sulle cause della povertà oggi
secondo il “senso comune”, allo scopo di creare un confronto con i dati oggettivi
delle ricerche da loro analizzate.
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