GF ente di DICEMBRE 2014 e n o i z a d e La R ne Feste o u B a r u Aug ALCHERA ANNO 21° - N° 12 P ERIODICO I NDIPENDENTE S UPPL . A.S.I. R EG . T RIB . 4227/90 MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE ALL’INTERNO POESIA E PERIFERIA EDITORIALE di AMILCARE DE LEO L’ULTIMO EDITORIALE? I pag. 2 SOMMARIO Poesia e Periferia Ombre e Freddo alla Falchera Intervista a... Il giornale della Scuola La Sigaretta Elettronica... Psicanalisi e dintorni Notizie Flash Curiosità L’angolo della poesia La narrativa Regolamento di Polizia Urbana Dal corriere della sera del 1896 Senso del rispetto e... Parliamo dei nonni Astronomia Briciole di storia... Invito al museo Il piacere di leggere Un viaggio nella Circoscrizione Silent Key pag. 2 pag. 3 pag. 5 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 10 pag. 12 pag. 13 pag. 14 pag. 15 pag. 16 pag. 18 pag. 19 pag. 20 pag. 20 pag. 21 pag. 22 pag. 22 pag. 23 l giornalino “Gente di Falchera”, nel corso degli anni ma soprattutto negli ultimi tempi, ha incontrato non poche difficoltà che ha condiviso familiarmente con i propri lettori, i quali l’hanno costantemente sostenuto. Tuttavia ha avuto sempre la forza e la costanza di riemergere e, concedeteci ancora un pizzico di autocompiacimento, grazie anche allo spirito di sincero e appassionato volontariato che ha animato i componenti della redazione fino a questo istante. Siamo comunque assai grati al Comune per la concessione dei provvidenziali contributi, prima e ai cittadini per il loro indimenticabile sostentamento e l’apprezzata generosità, oggi. La difficoltà del momento dovuta alla crisi permanente che stiamo vivendo, in relazione all’ambito specifico dell’editoria, come ha notoriamente falciato, senza pietà alcuna, pregiate testate storiche in campo nazionale così, ancora più facilmente, ha messo in ginocchio l’umile esistenza di piccoli giornali locali come il nostro, che, come si sa, ha visto la luce nel lontano maggio del 1993. “Gente di Falchera”, se ora è giunto quasi allo stremo delle forze è perché, innanzi tutto, conta su un ormai ristretto numero di redattori, sia pure animati ancora da entusiasmo e legati a quei princìpi che li hanno spinti e accomunati nell’impresa. Problemi strutturali ed economici sopraggiunti, oltre alla già citata difficoltà di reperire collaboratori, giovani e non, in grado di dedicare parte del tempo libero alla realizzazione del periodico, impongono serie e responsabili riflessioni a quei pochi rimasti, come noi, che sentono tutto il peso del reale stato delle cose. Un ulteriore attacco alla volontà di rimanere al nostro posto e proseguire in meglio è stato poi sferrato dalla recente e improvvisa chiusura per fallimento della abituale e vecchia tipografia cui dagli esordi facevamo riferimento e che nei nostri riguardi ha usato sempre correttezza e onestà di intenti. Gente di Falchera 1 segue a pag. 9 POESIA E PERIFERIA di Amilcare De Leo Dal crepitare di mille eventi, dalla diffusione massiccia di ordigni tecnologici, dall’affannoso futuro in cui siamo immersi e proiettati, dall’ansia frenetica di ogni giorno, la poesia si astrae, si eleva per cogliere le corrispondenze segrete che esprimono la ricerca di un infinito, difficile da capire e impossibile da raggiungere. La poesia con un proprio linguaggio diventa preziosa e sottile così da poter esprimere il ritmo che regge la vita arcana che ci avvolge, tutta tesa a percepire le sensazioni più intime e sconosciute del nostro essere, per comunicarle e viverle con gli altri. Con questo spirito, i vari poeti che hanno collaborato con “Gente di Falchera” e i poeti sardi hanno partecipato all’incontro: “Poesia nell’Etere”, tenutosi il pomeriggio di domenica 23 novembre in ricordo di Mario Alba, presso il Circolo “Sant’Efisio”, di Via degli Abeti 15. Presenti Giusy e Sabrina, le figlie del compianto amico e redattore nonché amato e apprezzato socio dell’Associazione dei Sardi, le quali visibilmente commosse hanno manifestato tutta la loro gratitudine per la toccante manifestazione e per le dolci, vibranti poesie dedicate al loro papà. Ha fatto gli onori di casa il presidente del Circolo Luigi Cancedda, che si è anche poi esibito nel declamare, a memoria, suggestivi ed emozionanti versi d’amore. Daniela Pirrello, responsabile cultura dell’Associazione “Sant’Efisio”, ha introdotto la voce dei poeti sardi presenti, mentre Giorgia Catalano e Giorgio Milanese di “Radio Italia Uno” hanno subito dopo, in maniera vivace e spettacolare, dato il via alla rassegna dei poeti della Falchera. A tutti sono stati consegnati attestati di partecipazione in pergamena, noi abbiamo ora il piacere di menzionarli: Lina Sorrentino, Andrea Gabetto, Luigi Pinna, Manuela Barbara d’Ischia, Cinzia Gargiulo, Masssimiliano Irenze, Francesco Antonio Ascrizzi, Remo Andreasi, Angela Saccone Rizzi, Giorgia Catalano, Angelo Verderone, Lorenzo Bertone, Claudio Sardu. Ha letto efficacemente in piemontese i versi del padre deceduto Sabrina Verderone in Gallo. Daniela Pirrello, dopo aver salutato e ringraziato la platea, ha doverosamente presentato al pubblico il tecnico del suono Roberto Corona autore, tra l’altro, delle fotografie esposte e la pittrice Maria Rosa Gallone con i suoi quadri alle pareti, mentre il presidente Cancedda, come ultimo commiato, ha voluto leggere un breve ma alto pensiero di Grazia Deledda, proprio sulla poesia. Se prima il nutrimento dell’anima, ecco ora il nutrimento del corpo: non poteva non mancare in ultimo il tocco finale della convivialità, offerta, con gusto e sapienza, dalle operose signore dell’Associazione che ci ha ospitato. Gente di Falchera 2 Ombre e Freddo alla Falchera I problemi alla Falchera si aggravano: questa volta si tratta di termosifoni, che rimangono spenti, da metà ottobre, quando il freddo del mattino e della sera si fa già sentire e così sino ai primi di novembre. Si deve ricorrere alle trapunte, alle stufette elettriche in ogni stanza: tosse e raffreddore la fanno da padroni. Ma cosa succede? Succede che palazzi interi, in via dei Platani, viale Falchera e via degli Olmi, sono privi di calore per un debito non pagato all’Eni, patiscono ottantaquattro famiglie, di cui una quindicina morose, molte le persone anziane, sole con la pensione minima e con problemi di salute. Insomma una crisi persistente sta dilagando sempre più tra le quattro mura domestiche: due alloggi sono all’asta, una decina di condomini non è in grado di affrontare le spese, e il futuro non si presenta affatto rassicurante, anzi. Si ritiene, infatti, che il grave disagio possa estendersi a macchia d’olio. Ma l’Eni è irremovibile, pretende quanto è dovuto, senza sconti. d’acqua che scorre all’interno di ogni singolo radiatore in funzione della temperatura richiesta dall’ambiente, riducendo gli sprechi. Di fatto invece, si rilevano incresciosi contrattempi: esse, a quanto pare, non rendono così come forse ci si aspettava, apparendo, tra l’altro, inaspettatamente sensibili già solo al contatto di semplici e comuni tende di casa, dovendo talora l’utente patire gli effetti del troppo caldo o del troppo freddo. I condomini malcapitati rimangono poi letteralmente basiti quando si accorgono di dover sopportare una spesa paradossalmente esorbitante. A detta degli interessati, non avendo l’amministratore, reiteratamente interpellato, saputo, o voluto, affrontare di petto la questione, sessantadue famiglie su ottantaquattro riunitisi in Comitato, attraverso regolare comunicazione scritta, richiedono perentoriamente un definitivo suo intervento. In caso contrario si vedranno costretti ad agire di conseguenza. Dal canto nostro, auspichiamo fortemente che all’uscita di questo nostro mensile, le vertenze in corso siano state appianate, o almeno in parte. Ne paga maggiormente lo scotto chi, nonostante la difficoltà dei tempi e i problemi che gravano un po’ su tutti, compie, spesso con sacrifici, il proprio dovere di utente ma è costretto ugualmente a rimanere al freddo ...onesto e “mazziato”. L’amministratore sostiene che sono in difficoltà anche famiglie di professionisti, mentre i più corretti nei pagamenti si sono rivelati gli anziani nonostante la pensione minima. Da non credere! Non è tutto, sullo sfondo si delinea a tinte fosche una contesa con il settore dell’Eni che fornisce il metano. A causa dell’introduzione (guarda caso solo in Piemonte) delle cosiddette valvole termostatiche, sono state conteggiate al condominio spese dieci volte più alte della realtà. C’è dunque una grave protesta in atto. Le valvole in genere sono state imposte e presentate, come componenti accessori su radiatori allo scopo di regolare la quantità Gente di Falchera 3 a.d.l. COMUNICAZIONE AI SOSTENITORI DEL GIORNALE “GENTE DI FALCHERA” Nel ringraziare tutti i nostri sostenitori che ci hanno supportato in questi anni con offerte, consigli, amicizia e collaborazione, comunichiamo quanto segue: 1) “GENTE di FALCHERA”, con questo numero, sospende la pubblicazione per mancanza di collaboratori, giovani o pensionati che abbiano voglia di dedicarsi al volontariato e la cosa più importante, mancano i contributi!. 2) L’attuale tipografia, che ci serviva da 18 anni, improvvisamente ha chiuso l’attività. I preventivi delle altre tipografie, che abbiamo interpellato, sono molto più alti dell’attuale cifra che pagavamo: ciò comporterebbe un costo maggiore per i sostenitori. 3) In Falchera e dintorni siamo oltre 3000 famiglie, d’altra parte se non si riesce a raggiungere almeno il numero di circa 1000 sostenitori il giornale non ha più ragione di esistere. 4) Quindi... ben venga l’appello per far ritornare in vita “Gente di Falchera”, che sia un appello esteso a mettere al centro del dibattito l’importanza di un mensile di quartiere che porta informazioni e aiuta ad unire il tessuto sociale della Falchera. Noi restiamo al nostro posto in attesa di nuovi sviluppi. La Redazione DAL 1° NOVEMBRE LA REDAZIONE SI E’ TRASFERITA NELLA NUOVA SEDE “EX BIBLIOTECA DEI RAGAZZI”, POCHI METRI PIU’ AVANTI DOPO L’ANAGRAFE, SEMPRE IN PIAZZA G. ASTENGO, MA AL N° 6. VI ASPETTIAMO!!! CERCO GARAGE BOX in zona Falchera per affitto o acquisto. Telefonare al 347.6843317 Qualità prezzo FATE MOLTA ATTENZIONE!! Stanno girando per Falchera degli individui che adescano persone anziane... carpiscono la loro fiducia con scuse varie per entrare nell’alloggio e rubare soldi e gioielli. (probabilmente seguono i vostri movimenti giorni prima, sanno i vostri nomi) E il gioco è fatto. Diffidate da chi dice di conoscervi, chiamate qualcuno o i vostri vicini che vi possano dare manforte. Da alcuni mesi in Falchera si aggirano due “personaggi”, che si spacciano rappresentanti di alcune ditte quali: ENEL, IREN, AEM, SMAT e EDISON, costoro rappresentano se stessi non aprite e non fateli entrare assolutamente!!! la redazione Gente di Falchera 4 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 a cura di Amilcare De Leo L’INTERVISTA A... ...alla responsabile del Centro di Cultura per l’Educazione all’Ambiente e all’Agricoltura dott.ssa Daniela Viroglio. Cascina Falchera -str.Cuorgné 109Torino. Un’oasi. Un angolo di storia e di vita accanto alla natura a pochi passi dalla borgata, forse ancora sconosciuto. D. Dott.ssa Viroglio ci può datare l’origine della Cascina? R. Il più antico documento che riporta notizie sulla Cascina Falchera risale al 1790/91 in “Guida alle cascine e vigne nel territorio di Torino”. Poi il resto è noto, nell’Ottocento la Cascina appartenne ai fratelli Giacomo e Francesco Falchero, da cui prese il nome la borgata. D. Da quando è nata l’idea di trasformare la Cascina in un vero e proprio laboratorio di educazione ambientale, diciamolo pure, a livello nazionale? R. A partire dal 1985 la Città si è impegnata nel tema dell’educazione ambientale esprimendo una forte scelta educativa per attivare mirati corsi didattici. Il progetto “Ambiente Educazione Sviluppo” con i suoi filoni di ricerca “Nido Ambiente”, “Natura e avventura”, “Ambiente e Cultura” e “Vivere il Verde” ha avviato attività graduate per difficoltà di percorso e complessità di apprendimenti, che vedono e hanno visto protagonisti ogni anno bambini e ragazzi della città. D. Quando è avvenuta la ristrutturazione? R. Intanto i campi della Cascina sono stati coltivati fino ai primi anni Ottanta dai suoi ultimi proprietari, i signori Torazza. Nel 1996 il Comune ne ha curato la ristrutturazione volta alla realizzazione di un centro d’incontro e di conoscenza della realtà agricola e ambientale. D. Ho sentito parlare di un ostello... R. E’ vero. Nel 2005 è stato realizzato il “Green Hostel” struttura ricettiva rivolto anche a gruppi organizzati cittadini, nazionali ed europei attraverso la promozione di pacchetti studio che coniugano la scoperta o l’approfondimento delle tematiche ambientali con un soggiorno alternativo in un contesto che, pur essendo sul territorio cittadino, rappresenta ugualmente bene l’ambiente rurale. D. L’ospitalità presso il Green Hostel cosa prevede esattamente? R. 7 camere con letti a castello, locali comuni dotati di docce, servizi, phon, zona colazione e pranzo (con servizio di ristorazione), sala conferenze dotata di impianto video, 4 aule didattiche per D. R. D. R. D. R. gli approfondimenti scientifici, una piscina all’aperto funzionante nei mesi estivi. Il Green Hostel è aperto tutto l’anno ed è fruibile su prenotazione. Mi parli di una iniziativa in particolare. Mi viene in mente “Il sabato in Cascina”. Nei sabati pomeriggio previsti dal calendario annuale, si propongono divertenti attività per i bambini e le loro famiglie. Insieme genitori e bambini possono sperimentare e condividere esperienze legate all’attività agricola e non solo: giochi campestri, feste sull’aia, atelier creativi, “orienta natura”, attività sportive e giochi all’aria aperta. Per partecipare, anche in questo caso, è indispensabile la prenotazione. Non si deve dimenticare poi l’impegno legato alla iniziativa Estate Ragazzi. Siete a due passi dal contesto della borgata, vi separa strutturalmente una strada, quasi una linea di confine. Vi sentite estranei, lontani dal quartiere, come protetti da baluardi di difesa? Assolutamente no, e teniamo a sottolinearlo. Ci sentiamo totalmente e consapevolmente integrati, sappiamo di operare anche e soprattutto nella borgata, e non a caso, proprio nella Cascina che porta il nome... di Falchera! Noi siamo aperti a tutti, forse ci potrebbe essere più partecipazione. Proprio alla Falchera, e ultimamente al Villaretto, sono avvenuti atti vandalici. Da voi? Finora, nessuno. Conviviamo, tra l’altro e pacificamente, con i nomadi vicini. Si ringraziano anche la sig.ra Marinella De Brevi e la sig.ra Rosa Altieri per la cortese partecipazione. Gente di Falchera 5 Entrata con il portale restaurato IL GIORNALE DELLA SCUOLA ISTITUTO COMPRENSIVO “LEONARDO DA VINCI” In questo primo periodo dell’anno scolastico conclusivo del ciclo di scuola primaria, gli alunni delle classi quinte Ambrosini e Neruda hanno riflettuto sul trascorrere del tempo, sulle esperienze vissute e sulla maturazione personale avvenuta. Tra i vari lavori svolti hanno inventato questa filastrocca. Il Soggiorno di Pracatinat effettuato nelle prime settimane di ottobre dalle tre classi quinte è stato un’ottima palestra di allenamento per condividere momenti gioiosi e nuove esperienze formative. Gente di Falchera 6 Con l’aiuto degli esperti la sigaretta elettronica può aiutare i fumatori più incalliti Il primo studio clinico sull’e-cig, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro antifumo del San Giovanni Bosco di Torino che sperimenta l’efficacia dell’uso della sigaretta elettronica nella disassuefazione dall’abitudine al fumo misurando il dosaggio dei metaboliti della nicotina nei forti fumatori. Ridotto anche il fattore di rischio respiratorio. I dati vengono presentati domani nell’ambito del Convegno torinese SITAB 2014. Un fumatore su due può abbandonare l’uso della sigaretta tradizionale con una significativa riduzione del danno respiratorio grazie a un uso guidato della sigaretta elettronica. È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco ASL TO 2 di Torino che hanno monitorato l’uso dell’e-cig in 34 forti fumatori resistenti ad ogni tipo di intervento di cessazione al fumo. “Per prendere decisioni sulla sigaretta elettronica studi come questi sono importanti e necessari perché consentono di comprendere i limiti e le opportunità offerte da questo strumento - afferma Walter Ricciardi Commissario straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità – Questo studio mostra in particolare l’importanza di usare la sigaretta elettronica come strumento di disassuefazione in ambito sanitario. La sua efficacia, infatti, è legata al suo corretto uso che permette, nei forti fumatori, di assimilare la giusta quantità di nicotina per evitare nel paziente tossicità da eccesso o crisi di astinenza”. Lo studio ha riguardato 34 fumatori, 18 uomini e 16 donne, di età media di 40 anni, che consumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni, reclutati al centro Antifumo dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. I partecipanti allo studio venivano visitati esaustivamente e veniva misurato il monossido di carbonio nell’espirato quale marcatore dell’assorbimento dei prodotti di combustione della sigaretta. A tutti è stato proposto l’uso della sigaretta elettronica in sostituzione delle normali sigarette. L’equipe sanitaria forniva ai partecipanti un kit completo con il device elettronico, i caricabatterie per ricaricare il device e una serie di liquidi contenenti nicotina, scelti dal fumatore in base alle sue preferenze sugli aromi. I professionisti della salute insegnavano inoltre ai fumatori il corretto utilizzo del device, insegnavano cioè “come si assorbe nicotina dalla sigaretta elettronica “ senza incorrere in crisi astinenziali o iperdosaggi. “Già dopo il primo mese di studio, il 74% dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, un 18% fumava sia la sigaretta elettronica che una –cinque sigarette normali e solo un 8% dei partecipanti continuava a fumare le normali sigarette – spiega Fabio Beatrice, Direttore Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino - Chiaramente i fumatori di elettronica e i fumatori misti presentavano un valore di monossido di carbonio nell’espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti normali (0,3-0,5%) presenti nella popolazione non fumatrice”. “Con questo studio abbiamo dimostrato inoltre che il metabolita plasmatico della nicotina, la cotinina, aveva concentrazioni simili a quelle di partenza nei tre gruppi, indicando che i fumatori di “elettronica” erano capaci di assumere tutta la nicotina necessaria per evitare il fenomeno di “craving” ossia la crisi di astinenza – spiega Roberta Pacifici Direttore dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’ISS - Dopo quattro mesi dall’inizio dello studio, un 50% dei partecipanti allo studio usava esclusivamente la sola sigaretta elettronica, un 24% si dichiarava fumatore misto ed un 26% tornava ad essere fumatore di sole sigarette di tabacco. Tuttavia in questi ultimi due gruppi è presente una riduzione significativa del numero di sigarette quotidiane con una conseguente diminuzione significativa, anche nei fumatori puri, del monossido di carbonio nell’espirato e pertanto una significativa dell’indicatore di danno polmonare”. Il prossimo passo dello studio, attualmente in preparazione, prevede la riduzione scalare della quantità di nicotina assunta, sotto la guida del personale sanitario, al fine di arrivare ad una riduzione significativa anche del danno a carico del sistema cardiovascolare. “La sigaretta elettronica inserita in una specifica metodologia clinica, come alternativa ai mezzi tradizionali per smettere di fumare, permette di migliorare il supporto tecnico-sanitario per i fumatori più resistenti – conclude Maurizio Dall’Acqua, Direttore Generale ASL TO 2 – l’importanza di questa sperimentazione premia l’impegno della nostra azienda nella lotta al tabagismo e nella promozione di stili di vita sani, che si attua non solo nella cura ma anche nella ricerca”. Ufficio Stampa ISS – Mirella Taranto – Tel. 0649902950 Ufficio Stampa ASLTO 2 -– Silvana Patrito – Tel. 0112402683 Gente di Falchera 7 Psicanalisi e dintorni a cura di Massimiliano Irenze PERCHE’ LO PSICOLOGO? Lo psicologo è un professionista della relazione d’aiuto, una risorsa importante e spesso poco sfruttata dalla società. Il compito dello psicologo è promuovere il benessere a livello individuale, sociale e comunitario. L’intervento psicologico può fornire alle persone un sostegno importante in situazione di crisi, può aiutare le persone ad essere più consapevoli, a comprendere meglio se stesse e gli altri. Lo psicologo è un professionista che aiuta a sviluppare situazioni critiche, fornendo nuovi spunti di comprensione e più utili e funzionali chiavi di lettura a chi è in difficoltà. Nella società contemporanea i ritmi frenetici e le insicurezze associate alla flessibilità del sistema economico, generano ansia e disagio diffuso; il precariato, le infinite forme contrattuali, la difficoltà a mantenere un posto di lavoro fisso, rappresentano elementi di preoccupazione che possono esitare in un malessere più profondo. Il ruolo dello psicologo è fornire un contesto di ascolto dove le persone possano condividere le proprie ansie, le proprie paure ed angosce per il presente ed il futuro; lo psicologo, in questo contesto, non propone soluzioni, ma aiuta l’utente a guardare il suo problema ed il suo modo di vedere la realtà da nuove angolazioni, per insegnarli a scorgere potenzialità e sviluppi funzionali al suo benessere. La vita è spesso attraversata da fasi e momenti critici che richiedono il superamento di compiti di sviluppo complessi da affrontare. Il sostegno psicologico si inserisce proprio in tali momenti ed ha l’obiettivo di sviluppare le rappresentazioni dei soggetti al fine di aiutarli ad uscire, autonomamente, dalla situazione difficile che li ha spinti a chiedere aiuto. Un ambito di intervento importante per i professionisti della relazione d’aiuto è lo sportello d’ascolto. Uno sportello di ascolto può essere sfruttato da una vasta gamma di utenti: genitori alle prese con problematiche relazionali con i figli, adolescenti alle prese con i naturali conflitti associati alla loro età, più in generale può rivolgersi ad uno sportello di ascolto chiunque esperisca un senso di malessere e disagio psicologico. Gli incontri con lo psicologo si configurano come un importante momento di educazione alla salute ed al benessere, un’occasione per conoscere meglio se stessi e sviluppare una prospettiva maggiormente flessibile sulla realtà. Lo psicologo dunque non si concentrerà tanto sui deficit, quanto sulle risorse e le potenzialità presenti in ogni persona; su quella spinta vitale che Carl Rogers defini- va “tendenza attualizzante” ovvero la tendenza di ogni essere umano verso la crescita e lo sviluppo. Perché lo psicologo dunque? Per promuovere la crescita degli individui, la motivazione al benessere, l’educazione alla salute e per sostenere le persone nella creazione di modi nuovi di guardare ai problemi e alla realtà. Alessandro Stifani Torino misteriosa La Sindone ieri e oggi La Sindone, dopo varie vicissitudini nel tempo, nel 1982 era passata dai Savoia al Papa. Perché quella speciale donazione effettuata da Umberto di Savoia, in esilio in terra portoghese? L’ultimo sovrano d’Italia nutriva particolare affezione per papa Wojtyla, e questa potrebbe essere una spiegazione del suo atto. Inoltre Umberto sapeva di chiudere con la propria persona la storia più recente della dinastia sabauda, dal che si può dedurre che non avesse più intenzione di mantenere la proprietà del talismano. I Savoia non erano più sul trono e senza una ragionevole speranza di tornarvi, dopo il referendum del 1946, per cui il Lino poteva avere una destinazione diversa. Conservata nel Duomo di San Giovanni, a Torino, a pochi metri di distanza dal Palazzo Reale, la Sindone, proprietà dei Savoia, poteva essere considerata un “bene” dell’ex casa regnante e, quindi oggetto, di un contenzioso, insieme ad altre proprietà sabaude, per finire cioè nell’ambito che il Demanio riteneva proprio. Umberto non prese una decisione affrettata e volle sentire il parere di consiglieri e giuristi. Amava Torino e desiderava che il lino rimanesse nella nostra città, ma intuì che, donandola al Papa, avrebbe compiuto la scelta migliore. Incontrando a Lisbona il pontefice, Giovanni Paolo II, Umberto gli manifestò tale proposito e il papa polacco acconsentì, commosso. Il trasferimento di proprietà fu perfezionato nell’ottobre del 1983. Qualche mese dopo fu smentito, nel modo più risoluto, che il Vaticano pensasse di trasferire la Sindone a Roma. La sacra reliquia rimase così a Torino, come volle nel Cinquecento Emanuele Filiberto il grande avo di Umberto. Gente di Falchera 8 Ricciardetto segue editoriale di Amilcare De Leo IN BREVE dalla Provincia a cura di Ricciardetto ♦ Caselle. L’Ndrangheta dietro agli incendi? ♦ Mappano. Il comune dei “Sospiri”: se ne riparlerà nel 2015. ♦ Settimo Torinese. Degrado. Spuntano cumuli di rifiuti in via Monviso, il Comitato protesta. Ecco quanto ha dichiarato un membro del Comitato, Gaetano Silipo: “La gente non vuole che questa zona diventi come Falchera a Torino, bisogna intervenire quanto prima”. ♦ Settimo Torinese. Il parco Bordina apre le sue porte alla città. Il sogno è arrivare fino alla Reggia di Venaria. 3♦ Borgaro. I Rom denunciano il sindaco Claudio Gambino. L’accusa mossa da Marcello Zunisi, legale di “Nazione Rom”: è propaganda razzista! Il primo cittadino: “L’ho appreso dalla TV. Ma il razzismo con il 69 non c’entra assolutamente nulla”. ♦ Borgaro. Torna a colpire la banda dei lanciatori di pietre. ♦ San Mauro. La cittadina avrà il suo Centro Giovani: sorgerà in Via Torino. ♦ San Mauro. Manca poco: gli alloggi destinati alle famiglie meno abbienti sono pronti. Quasi conclusi i lavori a Villa Speranza. Sportello per la CONSULENZA LEGALE È a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di consulenza legale tenuto dall’avvocato Michele Ianniello. Tutti i Mercoledì dalle ore 15 alle 16, in via degli ABETI 16 - È obbligatoria la prenotazione al n° 011-44.32.621. Il conseguente rapporto avviato con altre ditte, per una possibile ed eventuale prestazione in futuro, ha subito spento ogni slancio di ripresa o di entusiasmo di fronte a preventivi più esosi di quelli di prima, ai quali non siamo e non saremo in grado di sottostare. L’attuale abbraccio di consensi da parte dei lettori e dei cittadini attraverso gli abbonamenti di cui ancora adesso sentiamo il calore, non ci permette, con una certa sicurezza e con una pur minima dose di serenità, di proseguire il viaggio con “Gente di Falchera”. Nello stesso tempo ringraziamo di vero cuore coloro, e sono tanti, coloro che ci sono stati accanto in tutti questi anni, elargendo suggerimenti, consigli e apprezzamenti. Essi, rassicuranti e vitali, ci hanno sempre sostenuto moralmente invitandoci a persistere, a non mollare in quei momenti particolari in cui ci assalivano dubbi o sensi di scoramento. Non possiamo d’altra parte non ricordare quegli amici, pieni di buona volontà che, con passione e diligenza, hanno contribuito, davvero con spirito collaborativo, alla indispensabile distribuzione del periodico, casa per casa. Ci consola ora il pensiero che la nostra speranza e il nostro appello finale non si perdano nel vuoto, perché nonostante tutto auspichiamo, corroborati da un imperdibile ottimismo, che questo “finale di partita” non precluda, fatalmente, la fine del gioco ma sia lo spunto per una ripresa innovativa di fresche forze, giovanili e operanti, in modo da poter continuare, magari con altri modi e mezzi disponibili, un percorso comunque già in parte tracciato, al fine di cogliere la grande opportunità di ritrovarsi insieme per continuare a scrivere cronaca e storia di un piccolo grande quartiere ...in cammino. Laboratorio di Quartiere Falchera Sportello Ambiente: la distribuzione dei sacchetti per la raccolta della plastica a v v i e n e t u t t i i m e rc o l e d ì dalle ore 15 alle 16 in via degli Abeti 16 “Comitato Sviluppo Falchera” Piazza Giovanni Astengo 10 presso Biblioteca Civica Falchera Tel. 011-443.26.21 / Fax 011-443.26.22 E mail: [email protected] Gente di Falchera 9 Notizie Flash I torinesi spendono come nel 2004 Presentata una ricerca dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie I consumi del 2014 dei torinesi sono tornati a essere quelli del 2004, sia per i non alimentari che gli alimentari. La ricerca - nata nel 1996 - è stata presentata in Commissione Commercio (presidente Gianni Ventura) da Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino. L’indagine fatta con la collaborazione di Confesercenti e Ascom, analizza i comportamenti di spesa di un campione annuale di 250 famiglie torinesi, distribuite secondo canoni socio-economici e per il numero di componenti, le coppie con o senza figli e i single. A ogni famiglia è stato distribuito un libretto dove annotare le spese fatte quotidianamente e un questionario da compilare per gli acquisti di beni durevoli. La spesa al 31 dicembre 2013 è aumentata di poco rispetto al 2012 (50 euro al mese), ma inferiore della stessa cifra del 2004. Le famiglie tagliano dove è possibile, nel tempo libero (soprattutto i viaggi), gli spettacoli e l’abbigliamento. Le spese per i prodotti non alimentari sono scese da 2.290 Euro nel 2008 a 1.844 nel 2013, mentre nel 2012 la spesa era di 1.809 Euro. Le spese alimentari sono invece leggermente cresciute: 297 euro nel 2008 fino ai 344 del 2013 (erano 314 nel 2012). Il cambiamento di abitudini dei torinesi riflette i mutamenti della distribuzione commerciale, con l’aumento massiccio degli ipermercati e centri commerciali a discapito dei negozi ai quali eravamo abituati fino a 15 anni fa. Nel 2004 le macellerie erano 1000, oggi sono 300, così come le panetterie e i fruttivendoli hanno cambiato i loro prodotti vendendo sempre più merce di qualità superiore o più ricercata. Una piccola curiosità, visti i tempi che attraversiamo: lo spreco alimentare riguarda soprattutto i giovani, le coppie giovani e i single. La ricerca è disponibile sul sito della Camera di commercio di Torino: www.to.camcom.it Tony De Nardo Falchera, la terza fase tra edilizia sociale e parco Terza fase di espansione per la Falchera, il più periferico dei quartieri torinesi. E’ stata votata in Consiglio comunale, su proposta dell’assessore Stefano Lo Russo, l’adozione della variante urbanistica n. 288. Il provvedimento approvato in Sala Rossa (24 a favore, 7 contrari e un’astensione) prevede nuovi insediamenti abitativi a coronamento della creazione del parco sull’area dei “laghetti a Falchera” (di proprietà BOR.SET.TO S.r.l. e ceduta gratuitamente al Co- mune) e della realizzazione del nuovo cavalcaferrovia veicolare e ciclabile, che collegherà il quartiere con corso Romania. L’area che ospiterà le nuove costruzioni - sulla base di una capacità edificatoria riconosciuta dalla Città in cambio dell’acquisizione dell’area dei laghetti - è situata tra il villaggio Falchera “storico”, l’A4 Torino-Milano e viale delle Querce. Su questa porzione di territorio, sarà possibile costruire sino a 28mila metri quadrati di SLP (superficie lorda di pavimento), dei quali 15 mila dovranno essere destinanti a un programma di social housing. Prevista anche la possibilità di insediamenti commerciali e di attività di servizio. In tutto, potrebbero essere circa settecento i nuovi abitanti. Si tratta della terza fase di espansione della borgata a nord della Stura, dopo il “villaggio Falchera” negli anni Cinquanta - progettato dall’architetto e urbanista Giovanni Astengo - e il successivo insediamento della “Falchera nuova”. Il provvedimento è stato approvato in sala Rossa con il voto favorevole di PD, Moderati, SEL, Insieme con Sbriglio, Alleanza per la Città. Contrari M5S, Lega Nord, NCD, Forza Italia, astensione di Centro Scanderebech. Fd’I-AN non ha partecipato al voto, che è stato preceduto dagli interventi dei consiglieri Bertola, Grimaldi, Tronzano, Genisio, Liardo e Alunno. Le opposizioni hanno espresso forte perplessità in particolare sull’insediamento commerciale previsto. Claudio Raffaelli Città metropolitana e decentramento: un cambiamento storico per le amministrazioni locali Il Comune sta studiando un nuovo modello di decentramento amministrativo che entro l’anno potrebbe vedere la riduzione del numero di circoscrizioni (attualmente sono dieci) e una revisione di competenze e funzioni tra organi centrali dell’Amministrazione e le Circoscrizioni stesse. Entro l’anno la Città dovrebbe approvare il suo nuovo decentramento, ma il 2014 porterà ai torinesi ed agli abitanti delle altre nove maggiori città italiane (Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) un’altra grande novità: la nascita della Città metropolitana. Infatti entro il 1 gennaio del 2015 questo nuovo ente “di area vasta”, sostituirà le Province di questi capoluoghi, assumendone di fatto le funzioni, anche se rafforzate, con poteri nuovi e maggiori nell’interesse dei Comuni che ne faranno parte e delle stesse Regioni. La Città metropolitana (già prevista dalla riforma delle amministrazioni locali approvata con la legge 142 del 1990), è stata istituita con la legge 56 del 2014 col fine di programmare strategicamente lo svi- Gente di Falchera 10 luppo del territorio, oggi provinciale, e di integrare servizi e infrastrutture del territorio, come ad esempio le reti dei trasporti. Tutti gli amministratori, in quanto già eletti a livello comunale, ricopriranno gratuitamente la loro carica e per Comuni e Regione non dovranno esserci nuovi oneri di bilancio. I comuni della Città metropolitana torinese sono 315 e il Sindaco sarà quello della città capoluogo, nel nostro caso Torino, affiancato da un Consiglio metropolitano, con funzioni di indirizzo e controllo analoghe a quelle del Consiglio comunale, e formato da 18 componenti eletti dai circa quattromila consiglieri delle assemblee dei 315 Comuni. Il terzo organo della Città metropolitana, dopo Sindaco e Consiglio, sarà la Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei Comuni che ne fanno parte. A regime questo organo avrà poteri consultivi e di proposta. In questa fase, che potremmo definire “costituente”, molta importanza avrà l’elaborazione di uno Statuto in grado di garantire rappresentanza nel seno del Consiglio metropolitano anche ai piccoli comuni. La questione è tanto più delicata se si considera che ben 250 dei 315 comuni del torinese hanno meno di 15.000 abitanti e di questi 106, hanno meno di 3000 abitanti. Per questa ragione la legge assegna al voto dei Consiglieri dei 315 comuni sarà un valore ponderato che dovrà tenere in conto le particolarità dei territori e garantire un’adeguata rappresentanza a tutti i comuni. Nella foto: Un’immagine satellitare con, in evidenza, le 10 future città metropolitane. Entro il prossimo 30 settembre il Sindaco della Città capoluogo dovrà convocare le elezioni nei 315 comuni del torinese per nominare il Consiglio metropolitano ed una Conferenza statutaria cui sarà affidata l’elaborazione di una proposta di Statuto della Città metropolitana. Nel medesimo termine dovranno essere insediati il Consiglio e la Conferenza metropolitani. Lo Statuto sarà adottato in via definitiva dalla Conferenza metropolitana su proposta del Consiglio metropolitano entro il 31 dicembre 2014. Nulla cambierà nell’assetto amministrativo ed elettorale dei Comuni, che però dovranno confrontarsi con una nuova istituzione con poteri e funzioni significativamente rafforzati, rispetto a quelli oggi assegnati alle Province, per esempio nel campo dei Piani territoriali di coordinamento, strumenti fondamentali per armonizzare efficacemente le politiche di pianificazione dei servizi, sviluppo e tutela del territorio. Silvio Lavalle La Città mette in vendita... ...con una gara a evidenza pubblica il 31 per cento delle quote di “Farmacie comunali Torino Spa”. La base d’asta ammonta, con stima degli advisor, a € 6.800.000. La decisione è avvenuta durante la scorsa seduta del Consiglio comunale con l’approvazione della relativa delibera. Il Comune aveva già ceduto, nel dicembre 2008, il 49% del capitale sociale. Prosegue dunque la dismissione delle società partecipate. Per ‘Farmacie Spa’ la Città ritiene che l’attività di regolazione del servizio pubblico locale delle farmacie comunali (sono 34 in città) possa essere svolto dal Contratto di servizio (rapporti tra Città e soggetto erogatore) e dalla Carta della qualità dei servizi (tutela dell’utenza sulla conoscenza di quanto previsto dal Contratto di servizio)... Stop a mozziconi e chewing gum per terra: multe fino a 150 euro Marciapiedi, giardini e spiagge ridotti a posacenere? La gomma appiccicata alla suola della scarpa? Diventeranno un lontano ricordo. O almeno questo è l’obiettivo del disegno di legge connesso alla legge di Stabilità 2015 e approvato in prima lettura alla Camera, che farà scattare dal 1° luglio 2015 il divieto di gettare per strada, nelle acque e negli scarichi i mozziconi di sigarette e le gomme da masticare. Pena una multa tra dai 30 ai 150 euro, come pervede la sanzione amministrativa inserita nel ddl, che passa ora all’esame del Senato. Carta di circolazione da aggiornare, si rischiano 700 euro di multa Chi utilizza sistematicamente l’auto altrui dovrà annotarlo sulla carta di circolazione Multe salatissime in vista per i ritardatari e i distratti: il 3 novembre 2014 sono scaduti i termini per aggiornare la carta di circolazione per chi utilizza un’auto di un diverso intestatario. Sono chiamati a regolarizza- Gente di Falchera 11 re il libretto di circolazione i titolari di auto o motoveicoli che abbiano subito una variazione delle generalità o della denominazione dell’intestatario del mezzo. Entro quella data sarà obbligatorio registrare alla Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi utilizza l’auto di proprietà altrui in maniera sistematica, ovvero per oltre 30 giorni. Sarà tuttavia facoltativa la registrazione in caso di automezzi concessi al libero utilizzo di un famigliare convivente. La norma riguarda anche i terzi che abbiano la temporanea disponibilità del veicolo per un periodo maggiore di trenta giorni. La norma è contenuta nella circolare n. 15513 dello scorso 10 luglio. Il provvedimento colpisce soprattutto le auto temporaneamente intestate in comodato d’uso nei vari casi di locazione in assenza di conducente. La data di inizio delle nuove disposizioni, il 3 novembre 2014, vale solo per i veicoli intestati a partire da quella data. In attesa dell’approvazione del nuovo Codice della strada, a ricordare la scadenza imminente è stato il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che ha stabilito pesanti sanzioni per coloro che violeranno le nuove disposizioni. I trasgressori verranno sanzionati con una multa di 705 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione. Curiosità Tutta la verità su uno dei più grandi enigmi della storia Le piramidi: mistero inifinito? Ancora oggi la terra dei Faraoni cela segreti che lasciano gli studiosi senza parole. Ben 13 milioni di tonnellate di blocchi di pietra ed è ancora uno dei più grandi enigmi della storia. Stiamo parlando delle piramidi d’Egitto che sarebbero le tombe di tre grandi faraoni, tra le più antiche costruzioni del mondo. Tuttavia al loro interno non è mai stato trovato alcun corpo. Nascondono dei segreti, insomma, che ancora oggi non sono stati rivelati. Perché allora sono state costruite? Dietro alle piramidi può esserci davvero la mano degli alieni? Un’antica leggenda egiziana racconta che nell’era primordiale gli dei scesero dal cielo volando su navicelle rotonde e quando giunsero sulla terra sollevando acqua e fango crearono l’Egitto. Prima di tornare tra le stelle crearono il primo faraone affinché insegnasse agli uomini il sapere. Secondo un recente studio olandese, per spostare gli enormi blocchi di pietra gli egiziani avrebbero usato acqua e fango. La tecnologia per fare ciò sarebbe stata insegnata agli egizi da una civiltà molto più antica, forse distrutta dal diluvio universale. Una razza che aveva caratteristiche non umane, forse extraterrestri. Svelato il mito di Atlantide: ecco dove si trova l’isola leggendaria Una strada di pietre bianche sui fondali dei Caraibi condurrebbe a una scoperta rivoluzionaria Secondo Platone, Atlantide si trovava oltre le Colonne d’Ercole, il limite estremo del mondo conosciuto. Nel IV secolo tale limite corrispondeva a un punto non ben precisato tra la Rocca di Gibilterra e la montagna di Jebel Musa, in Marocco, rispettivamente sulla costa europea e su quella africana. Secondo altri sarebbero state nello Stretto di Messina. Le ipotesi, insomma, sono tantissime, al tema sono state dedicate alcune migliaia di libri e saggi, ma anche videogiochi, fumetti, film e serie Tv. Per secoli, comunque, il mito di Atlantide ha incuriosito studiosi, archeologi e avventurieri. La leggenda narra che, dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata in un singolo giorno per opera di Poseidone. Dopo secoli, però, forse il mistero è stato finalmente svelato. Nell’arcipelago delle Bahamas, al largo dell’isola di Bimini, due biologi hanno scoperto quelli che potrebbero essere i resti di Atlantide. Sui fondali del Mar dei Caraibi sono state rinvenute quelle apparentemente sembravano delle semplici pietre. Ma agli occhi dei primi subacquei che le hanno percorse a nuoto questa fila di pietre bianche sono sembrate una vera e propria strada. La Bimini Road, così è stata chiamata, si snoda da Nord-Est a Sud-Ovest lungo una linea retta per 800 metri, curvando solo alla fine. E’ formata da pietre calcaree rettangolari talmente perfette da sembrare essere state create dalla mano dell’uomo. La loro forma, benché erosa dal tempo, non trova nulla in natura che le somigli. Qualcuno ha ipotizzato fosse un molo per le barche e non una strada, comunque era sicuramente l’ultima porzione di qualcosa di molto più grande. Proprio da questo enigma, l’isola di Bimini ricava il suo fascino ed è visitata ogni anno da molti turisti appassionati di immersioni attirati dal fascino di un’eventuale scoperta rivoluzionaria. Gente di Falchera 12 L’angolo della poesia LASSU’ Lassù, lassù dove salir non anche fu dato al nostro desiderio intenso forse un dì voleremo, anime stanche spiriti vani e liberi del senso. Lassù, lassù, dove le stelle bianche fan la notte più bella è il cielo denso, anime voleremo giulive e franche, raggi di luce nell’azzurro immenso. Voleremo a delizie senza fine in alto, in alto, verso l’infinito al par di luminose larve eternamente libere e beate. Scorderemo lassù l’antico errore di questo mondo vile e licenzioso, dove parve a questa assurda umanità, balsamo l’odio e tossico l’amore. Francesco Proietti Ricci ALEPH Spazio luce spazio vuoto immenso intenso, terso. Vivido e fulgido candido e nitido madido e livido energia c splendore meraviglia e fervore naturale allucinazione d’una luce incolore mille punti luminosi entità del cielo Presenza nella mente quiete vitale padiglione di colori mistura di sensi e sensazioni percezioni. Aleph, qualcosa che succede in sottopelle all’esistenza, qualcosa ride in faccia. alla nostra indifferenza. SE a cura di Rocco De Pace (A quegli adorati diamanti che hanno impreziosito la mia vita: POTESSI Nicolò, Matteo e Simone) Se potessi, abbraccerei i vostri sogni, carezzerei le lacrime dei vostri cuori le coglierei per farne un manto di salvezza che vi protegga dal dolore. Se potessi, vi donerei gioia infinita, l’umanità di un’altra vita. Scioglierei chiome di pensieri felici, rallegrerei i vostri occhi quasi impauriti. Se potessi, cambierei le carte della vita per giocar nuova partita. Insinuerei nel vostro cuore, il sorriso d’un vero amore. Se potessi, alienerei me stessa annullerei i miei sogni per farne vela d’un battello e condurvi là dove riposa il sogno dove il brutto è solo un ricordo. V’amerò fino a che vita risplenderà negli occhi miei fino a che la mente mia sarà lucente di pensieri, perché v’ho atteso con amore, pazienza e dolore. Se potessi, vorrei essere eterna per veder brillare il mondo nel vostro cuore nella vostra vita. Ma l’Eternità non è mio dono. Solo Dio è l’Eternità. Giorgia Catalano Massimiliano Irenze Gente di Falchera 13 La narrativa di Teodoro Lorenzo Dal libro di Teodoro Lorenzo “Campus Marie Curie” Mia madre mi scuote vigorosamente per ridestarmi dal mio torpore ma non voglio svegliarmi. Accarezzo il cuscino e mi giro dall’altra parte per cercare mollemente una posizione migliore. Si ingaggia una lotta furibonda tra mia madre e Morfeo nascosto sotto le coperte. Morfeo mi tiene avvinghiato tra le braccia, mia madre mi strattona ma la lotta è impari. Chiama in aiuto mio padre, accorre al frastuono anche mio fratello ma Morfeo non molla, stringe i denti, i suoi muscoli vibrano per lo sforzo ma non molla. Anch’io tento di divincolarmi temendo la morte per schiacciamento e finalmente riesco a sciogliermi da quell’abbraccio mortale con un colpo ben assestato di “Guerra e pace” di cui avevo letto qualche pagina prima di addormentarmi. Potere della cultura! Sono le 7.45 e siccome l’entrata a scuola è prevista per le ore 8 e l’edificio scolastico dista un paio di chilometri da casa mia ne deduco che sono in ritardo. Mi spruzzo un po’ d’acqua sul viso, bevo d’un fiato un bicchiere di latte mentre con l’altra mano cerco di infilarmi contemporaneamente camicia e pantaloni ed esco precipitosamente di casa facendomi tutte le scale a salti. Apro il cancelletto e con la stessa precipitazione ritorno a casa; ho dimenticato di mettere le scarpe. Chiamo l’autista privato ma sta dormendo beatamente dentro la mia Jaguar ultimo modello; non c’è tempo per svegliarlo. Tento di mettere in moto il mio jet personale ma qualcuno ha sabotato i comandi. Oggi va tutto storto! Sono costretto a prendere l’autobus e mi avvio di gran carriera verso la fermata. Guardo l’orologio: 7.50. Ad attendere l’autobus trovo una folla che si accalca nervosamente sul marciapiede battendo i piedi per il freddo. Prevedo una gran battaglia prima per riuscire a salirci sopra e poi per trovare uno spiraglio dove sistemarsi; un compatto blocco umano preme infatti contro le porte. Qualcuno si sta infilando i guantoni da boxe, qualcun altro sta accuratamente disponendo nei punti chiave del suo corpo spesse imbottiture. Un tizio si sta massaggiando il gomito puntuto e spigoloso per averlo in perfette condizioni nel momento topico. Appare un signore attempato con un vistoso cerotto a coprirgli il setto nasale; ieri mattina gli è andata male ma oggi si ripresenta con rinnovato cipiglio. Improvviso: capisco che sta arrivando l’incubo di ogni notte. Cominciano le scaramucce per assicurasi il bordo del marciapiede. Qualcuno della prima fila viene spinto proditoriamente sulla strada e viene travolto dalle macchine in corsa; nessuna pietà. Si guarda lo scempio con indifferenza mentre si scatena la bagarre per occupare il posto del defunto. L’autobus arriva e si ferma davanti alla folla berciante. Vengono spalancate le porte lasciando intravedere una massa informe e purulenta; membra orribilmente schiacciate, bocche compresse, volti deformati. Tentiamo di salire ma quelli di sopra ci respingono ferocemente a calci. “Non c’è posto, aspettate il prossimo!” Guardo l’orologio: 7.55. Devo assolutamente salire. Mi aggrappo al primo appiglio che trovo. Purtroppo è il naso incerottato del signore attempato che emette un ululato di dolore. Comunque ce l’ho fatta. Sono però terribilmente scomodo. Estraggo dalla tasca la fialetta puzzolente acquistata il giorno prima in cartoleria e la lancio verso il basso. Si rompe sulla testa di un vecchio che stava strisciando tra una galleria di gambe nella speranza di riuscire a scendere alla sua fermata. La gente non si scompone ma infila la maschera antigas. Sono abituati a ben altro. Ore 7.58. Provo a scendere ma le porte non si aprono a causa della gran ressa. Le 8! Arriverò anche oggi in ritardo. Posso toccare terra soltanto al capolinea e qui finalmente respiro con avidità l’aria che mi circonda. “Forse è ora di prendere la patente” commento amaramente ritornando avvilito sui miei passi. Teodoro Lorenzo Il TUO ascensorista… DIETRO CASA Miglietta Raffaele Via degli Abeti, 45 Numero Verde 800180791 Gente di Falchera 14 Regolamento di Polizia Urbana della Città di Torino a cura di Emilio Ghirardi Segue dal numero 11 3. Nelle aree antistanti la Cattedrale, le Basiliche, i Santuari e le altre chiese di particolare interesse religioso, storico, architettonico, di qualsiasi culto ammesso, è consentita esclusivamente la vendita di oggetti di carattere religioso o comunque inerenti allo specifico luogo di culto, purché con strutture mobili o chioschi di tipo e caratteristiche approvati dai competenti uffici comunali, sempre che il venditore sia in possesso della prescritta licenza commerciale ed abbia conseguito la autorizzazione per la occupazione del suolo pubblico. In occasione di particolari festività, e nel rispetto delle condizioni sopra descritte, è consentita la vendita di fiori e, su autorizzazione del Sindaco, di altri prodotti di particolare interesse culturale e artigianale. 4. Nelle zone cittadine indicate al comma 1 l’Amministrazione può consentire la vendita di oggetti di particolare interesse culturale e artigianale, sempre che venga effettuata con strutture mobili di tipo e caratteristiche approvati dai competenti uffici comunali e sia conseguita l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico, ovvero, eccezionalmente, di altri prodotti purché nell’ambito di particolari manifestazioni autorizzate. 5. Le attività a carattere commerciale presenti nella zona indicata al comma 1., lettera a), ed esercitate con strutture collocate in modo stabile sotto i portici e negli interpilastri, qualora rivestano significativo interesse culturale, possono essere consentite, purché nei termini temporali indicati nell’articolo 60 si adeguino, per posizione e strutture, alle determinazioni dei competenti uffici comunali nonché della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici e dei competenti uffici regionali. 6. L’interdizione stabilita al comma 1. non vale per la vendita di fiori e delle caldarroste, per cui può essere rilasciata autorizzazione, previa valutazione di opportunità e compatibilità ambientale svolta dai competenti uffici comunali. SEZIONE III - DISPOSIZIONI PARTICOLARI DI SALVAGUARDIA DEL VERDE Articolo 15 - Divieti 1. Nei parchi e nei giardini pubblici, aperti o recintati, nonché nelle aiuole e nei viali alberati è vietato: a) danneggiare la vegetazione; b) procurare pericolo o molestie alla fauna eventualmente ospitata, sia stanziale sia migrante; c) circolare con veicoli su aiuole, siti erbosi ed altre aree non destinate alla circolazione; d) calpestare le aiuole; e) calpestare i siti erbosi ove sia vietato con ordinanza del Sindaco. 2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera b), si applicano altresì nelle zone boschive, nelle aree protette e nelle altre aree verdi. 3. Apposito regolamento disciplina i ripristini con seguenti a manomissioni di aree verdi e alberate derivanti da attività autorizzate. Articolo 16 - Attività particolari consentite in parchi pubblici 1. Nei parchi pubblici aperti, purché dotati di sufficiente sviluppo di viali carrozzabili, può consentirsi, alle condizioni dettate in via generale dal Regolamento e in via speciale da particolari disposizioni o provvedimenti, sempre che chi intende esercitarle abbia ottenuto la autorizzazione prescritta dalla legge: a) l’attività di noleggio di biciclette, ciclocarrozzelle o altri simili veicoli a pedali; b) l’attività di noleggio, ma solo a beneficio di bambini e quindi con idoneo accompagnatore, di cavallini, da sella o trainanti piccoli calessi; c) l’attività di noleggio, con conducente, di carrozze a cavalli, per consentire la visita del parco. 2. Nessuna delle attività di cui al comma 1 può in alcun modo interessare zone prative. 3. Ai conducenti dei veicoli di cui al comma 1, lettera a) è fatto obbligo di osservare le norme in materia di circolazione, ed è fatto divieto di gareggiare in velocità. 4. Ai titolari delle autorizzazioni di cui al comma 1. è fatto obbligo di vigilare sul corretto utilizzo dei veicoli e degli animali noleggiati, nonché di assicurare la pulizia dei luoghi di stazionamento dei veicoli e dei percorsi. 5. Nei luoghi di stazionamento dei veicoli di cui al comma 1 non è consentita la collocazione di strutture che non possano essere agevolmente rimosse alla cessazione giornaliera della attività e ricoverate in luoghi opportuni. 6. E’ fatto obbligo di esporre, nel luogo di stazionamento, la tariffa dei prezzi praticati per i noleggi di cui al comma 1. 7. Oltre a quanto previsto al comma 1. può consentirsi, laddove le condizioni oggettive lo permettono, la installazione di giostre o altre simili attrazioni per il passatempo dei bambini, purché chi intende installarle e gestirle sia titolare della prescritta autorizzazione. 8. In ogni caso, la concessione di aree di parchi pub blici sulle quali esercitare le attività di cui al pre sente articolo è subordinata al parere, obbligato rio e vincolante, dell’ufficio competente. Al me desimo ufficio è demandata l’individuazione dei luoghi di stazionamento ed, eventualmente, dei percorsi, per le attività di noleggio di veicoli a pedale e di animali. 9. Le attività di cui al presente articolo non possono avere inizio prima delle ore 9 e termine dopo le ore 22. 10. Nei parchi pubblici su percorsi opportunamente individuati e segnalati dall’ufficio competente sono consentite le passeggiate a cavallo. 11.La Civica Amministrazione può sospendere, anche temporaneamente, le attività, in relazione a particolari esigenze di interesse generale o a situazioni eccezionali. Gente di Falchera 15 (segue nel prossimo numero) DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 12 APRILE 1896: QUALE EDUCAZIONE GINNASTICA? Nel 2015 la città di Torino sarà la Capitale Europea dello Sport. Alla fine dell’Ottocento, qual era la situazione riguardante la pratica sportiva e l’Educazione Fisica nell’Italia, e più in particolare nella nostra città di Torino? Nella seconda metà del XIX secolo, l’educazione corporea era fine a se stessa non considerava il principio agonistico e il record. L’attività di diporto, pertanto, non era così diffusa. Erano fatte delle esibizioni ginniche, dove non si assisteva ad alcun tipo di competizione agonistica. Nel 1893 esistono quattro orientamenti sulla ginnastica: 1) I conservatori rappresentanti della Scuola di Torino, con a capo il medico professor Alberto Gamba, 2) I fautori della Scuola di Bologna, con il principale referente, medico e maestro di ginnastica Emilio Baumann, 3) I sostenitori della Scuola Svedese fondata da Pehr Henrik Ling, guidata dal medico professor Luigi Pagliani, 4) I nuovi sostenitori dei “giochi inglesi”, alla guida il professor Angelo Mosso, fisiologo e maestro di ginnastica. Tra questi diversi orientamenti, ci furono molte polemiche soprattutto fra Angelo Mosso ed Emilio Baumann, considerati i due protagonisti della Storia dell’Educazione Fisica e Sportiva italiana. Siamo a fine ottocento, la condotta del cittadino cambia, il Piemonte assume un ruolo di precursore della ginnastica italiana. Il cittadino italiano deve possedere portamento, sicurezza, principi morali, coraggio e buona salute. Elementi propri della ginnastica. Il modello del nuovo cittadino Italiano parte da Torino e dalle sue Scuole. La promozione inizia dalla formazione degli insegnanti. Questo periodo di dissidi, porta a decidere quale insegnamento della ginnastica sia opportuno applicare alle nuove generazioni. In molti casi, infatti, gli allievi erano affidati ai cosiddetti “carusi”. Secondo Baumann, questi soggetti, erano sott’ufficiali in congedo, maestri di ballo e di equitazione, barbieri, saltimbanchi. Essi, sono definiti dal Mosso “carusi dell’insegnamento” che <<… non sapevano quel che si facessero; e che bisognava redimere dalle loro mani l’educazione fisica, per sostituirvi i giuochi inglesi …>>. Il termine “carusu” deriva dall’espressione latina carens usu che significa “mancante d’esperienza”, questo termine è utilizzato dal Mosso in modo dispregiativo, sottolineando la mancanza d’esperienza e di competenze riguardo alla preparazione degli insegnanti. La preparazione inadeguata degli insegnanti e la povertà economica, andavano a discapito di una effettiva formazione globale che doveva prevedere anche di una considerevole parte sull’igiene e sulla medicina, come elementi fondamentali e garanti di salute del cittadino. Nel romanzo Deamicisiano Amore e Ginnastica, ambientato a Torino, possiamo notare che in tutto il racconto, la figura del Mosso, che era concittadino e contemporaneo del De Amicis, non sia mai citata. Questa mancanza di riferimenti i n d i c a come, nel contesto storico di quel momento, non si dia importanza al medico e soprattutto, alle sue dichiarazioni. Angelo Mosso, attraverso il suo intervento del 12 aprile 1896 al Corriere della Sera, indica quanta fatica ancora occorra per arrivare a una soluzione che permetta ai giochi inglesi di affermarsi anche nella nazione italiana. Egli, per le sue proposte innovative è passato alla Storia dell’Educazione Fisica come l’”Apostolo dello Sport”. Alla fine del XIX secolo l’Educazione Fisica e Sportiva in Italia andava consolidata a favore del gioco libero e del movimento sistematico, fra una sinergica azione ludica e educativa. Questa parte rilevante comprende l’educazione fisica e i giuochi popolari. Proprio grazie a questo pensiero si vuole riproporre il profondo significato dei giuochi olimpici che in quel periodo, vedevano nuova vita in Grecia. L’esimio fisiologo parla di possibile miracolo, attraverso le parole stampate in proposito, sul Corriere della Sera. I Giuochi Olimpici ad Atene non sono ancora terminati, ma nell’articolo pubblicato in data 14-15 aprile 1896, abbiamo tutti gli elementi per comprendere quanto sia importante il fattore educativo determinato dal gioco libero e dal movimento sistemico. Proprio ad Atene, infatti, sede dei Giochi Olimpici Moderni nasceva la “sportivizzazione delle masse”. L’articolo sopra citato, si chiude, infatti, con la constatazione che di giuochi all’aperto se ne parla e si lavora più di prima per realizzare concretamente il progetto in questione. Quest’affermazione è rilevante in funzione della realizzazione dell’iniziativa che farà risorgere a Torino l’Olimpismo, ove, in Grecia è nuovamente fonte di grandi soddisfazioni. Dott.ssa Roberta Benedetta Casti, Storica dello Sport e dell’Educazione Fisica. Università degli Studi di Torino. Gente di Falchera 16 Macelleria Steri Spesa Famiglia Mini Spesa Famiglia Baby Spesa Famiglia 2 kg. Fettine di Vitello 2 kg. Bollito di Vitello 1 kg. Salsiccia 2 kg. Spezzatino 2 kg. Braciole di Maiale 1 kg. Petto di Pollo 1 kg. Fesa di Tacchino 1 kg. Hamburgher 2 kg. Tritata di Vitello 2 kg. Costine di Maiale 2 kg. Cosce di Pollo 1 Coniglio 1 kg. Rolatine di vitello 1 kg. Rustichelle 1 kg. Tritato 1 kg. Fettine di vitello 1 kg. Braciole di maiale 1 kg. di salsiccia 1 kg. Cosce di pollo 1 Coniglio o Pollo 1 kg. Bollito con osso 1 Rolata o Tasca ripiena 1 kg. Costine di Maiale 1Kg. Fettine 1Kg. Spezzatino 1Kg. Rolatine 1Kg. Cosce di Pollo 1Kg. Petto di Pollo o Tacchino E 7,00 al Kg. E 9,00 al Kg. E 8,00 al Kg. IO IN OMAGGer la i sacchetti pione conservaz una o acquistandozioni m ro delle p Tutti questi prezzi verranno applicati solo acquistando tutta la serie di prodotti della: “Spesa Famiglia, Mini Spesa Famiglia o Baby Spesa Famiglia” Macelleria Steri str. Cuorgnè 119 Mappano To.-Tel. 011-996.81.94 Sta arrivando il Natale e la macelleria Steri vi propone i suoi prodotti MAIALINI Sardi CAPRETTI Sardi AGNELLI Sardi (interiora di agnellini) PER CHI AMA IL TEATRO a cura di Vittorio Leode Teatro Marchesa VI Circoscrizione e non solo... ci sono le novità da non perdere: PASTA FRESCA E RIPIENA VITELLO Tonnato - SALSA Tonnata Bagna Càuda Bagnetto Verde e Rosso Acciughe al Verde Gamberi in bella vista Insalata di mare e tante altre prelibatezze... Si confezionano CESTI NATALIZI a richiesta La Macelleria Steri Augura a tutti Buone Feste e vi ricorda i seguenti orari: Lunedi-Sabato 8/12,30 - 16/19,15 Chiusura Mercoledì pomeriggio Domenica 21 Dicembre Aperti solo al mattino C.so Vercelli 141, TorinoTel. 3388706798 Domenica 7 dicembre ore 16 “Povero Babbo Natale” Piccolo Teatro Comico Spettacolo per bambini Gruppo Arte e Cultura Sabato 13 e domenica 14 dicembre, ore 21 “La Cena di famiglia” Les Petits Filous Regia di Fulvia Romeo -In scena gli attori della scuola di Teatranza di Settimo Torinese -Associazione Culturale Choròs in collaborazione con Associazione Sguardi Venerdì 19, sabato 20 ore 21 -domenica 21 ore 16 “Angiolina si deve maritare” commedia Teatro Diffuso Barbari Invasori Lunedì 22 -martedì 23 ore 21 venerdì 26 ore 16 e 21, sabato 27 ore 21 domenica 28 ore 16 “Biancaneve” musical coreografie di René e Stefania Pulzella- Compagnia di Danza l’Araba Fenice Mercoledì 31 ore 21.30 “C’era una volta...la Rivista”-Spettacolo di fine anno -Compagnia di Danza l’Araba Fenice. Gente di Falchera 17 Senso del Rispetto e Crescente Maleducazione di Giovanni Russo Mancanza di educazione sociale degli italiani? La domanda è legittima, visto l’andamento delle relazioni sociali nel nostro Paese. Prima ancora del comportamento virtuoso, cioè secondo uno stile conforme alla propria dignità, viene il rispetto. Parola proveniente dal latino “respectus”, significa riguardo, considerazione. Il rispetto è la capacità di stare davanti all’altro e alle cose, stimandole degne di attenzione e di considerazione. E il primo valore dell’educazione, perché una persona educata è una persona che sa stare correttamente davanti all’altro, cioè appunto con rispetto. Oggi nella nostra società il rispetto è in declino: non si rispettano le persone neppure gli anziani, l’ambiente, le cose pubbliche, ecc. Peggio quando la mancanza di rispetto tocca gli amici, la famiglia, la religione, le culture, le tradizioni, le regole della convivenza. L’uomo di oggi sembra soffrire di rispettite virale acuta, resistente ai tentativi terapeutici. Eppure una volta il rispetto aveva strutturato una sapienza che nei proverbi poteva suonare così: al maggiore devesi rispetto; chi da tutti è rispettato, è degno di rispetto; chi non rispetta donne, preti, vecchi e fanciulli è un furfante; chi non rispetta sé, non rispetta nemmeno gli altri; chi rispetta, è rispettato; chi rispetto, vuol rispetto porti; ciascuno rispettar deve se stesso; fra amici rispetto e civiltà esigono reciprocità; il miglior ornamento dei fanciulli è il rispetto verso i genitori; il rispetto è il legame dell’amicizia. IL RISPETTO È UN VALORE Il rispetto si può definire tenendo presenti due aspetti: il livello personale, cioè il rispetto di se stesso, nel senso che una persona ha del valore nel modo che si occupa di sé e degli altri. A livello collettivo, il rispetto è la base della stima dell’altro. Il rispetto è convalidare il fatto che gli esseri umani si arricchiscono reciprocamente, pur accettando le differenze di ciascuno. La coesione umana e la sinergia con gli altri permettono di avanzare insieme. Il rispetto è un valore, un impegno individuale e collettivo, che è promosso dall’esempio. Non si decreta con la moralizzazione. né dando lezioni. Ognuno deve mostrare il cammino, assumendo atteggiamenti e comportamenti rispettosi. Tutto quello che si fa quotidianamente, di bene o di male, non è senza effetto sugli altri. Nulla è banale. Il rispetto deve essere praticato verso l’essere umano, in modo prioritario, ma anche verso l’ambiente, gli animali, i beni pubblici e priva- ti, le leggi, ecc. Il rispetto è semplice e praticabile ovunque: in strada, al lavoro, a scuola, su un terreno sportivo, nella natura. E applicabile in tutte le situazioni della vita. Diceva Richard Bach che il legame che unisce la tua vera famiglia non è quello del sangue. ma quello del rispetto e della gioia per le reciproche vite. Come anche Blaise Pascal, in riferimento all’amore: il primo effetto dell’amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorte di venerazione per ciò che si ama. E giustissimo: non si vede nulla nel mondo di così grande come ciò che si ama. E il cardinale Schònborn: solo il rispetto, rivelandoci il “sacro”, quanto cioè non può essere per nessun motivo oltraggiato, ci preserverà dal profanare il presente, incuranti del futuro. lA CRESCENTE MALEDUCAZIONE La carenza di rispetto si manifesta in particolare nella crescente maleducazione, nell’inciviltà, nell’arroganza, nel menefreghismo, nella mancanza di educazione sociale sempre più visibile. I dibattiti televisivi sono sempre più volgari, con il pessimo esempio di politici e di personalità che hanno un ruolo nella società e nelle istituzioni. Insulti, parolacce, risse, litigi, prevaricazioni mancanza di ascolto, comportamenti stradali selvaggi, la maleducazione pare diventata una qualità. In realtà, la maleducazione è stupida e volgare perché incapace di logica e di buon senso. Ha notato Beppe Severgnini che in Italia c’è un livello di maleducazione diffusa che è disarmante. La gente non convive pacificamente secondo elementari regole di buon senso, ma è una giungla in cui ci si comporta come se fosse necessario aggredire per non soccombere. Dall’uomo della strada che salta la fila e che ritiene di avere sempre un motivo per essere “speciale” e quindi diverso dagli altri. I commessi dei negozi che tra uno sguardo seccato, una sbuffata e qualcosa di incomprensibile digrignato tra i denti servono clienti che li trattano senza rispetto e risulta impossibile capire chi abbia generato questa spirale impazzita di inciviltà da un lato e mancanza di professionalità dall’altro. LA RIVOLUZIONE “GENTILEZZA” Assistiamo a un vero imbarbarimento della vita e delle relazioni interpersonali. Chi è maleducato non ha mai compreso il punto di vista altrui, non è abituato a riflettere. Il maleducato non sa riflettere, vive secondo un istinto che lo fa credere sempre legittimato nel comportarsi in quel modo perché secondo lui è giusto, perché non gli interessa niente degli altri. Ma la vera rivoluzione parte dal rispondere con gentilezza a chi è maleducato invece di adeguarsi a questo modo selvaggio di rapportarsi, dal non pen- Gente di Falchera 18 sare che chi è diligentemente in fila sia in realtà un povero stupido davanti al quale è normale passare senza alcun rispetto. Infatti, la maleducazione è la frontiera della nuova inciviltà e significa perdita di valori portanti. È una degenerazione etica che si traduce nella disonestà e anche nella corruzione. Di fronte a molti ragazzini che sembrano non avere nessuna idea di che cosa significhi la parola rispetto, con comportamenti antisociali, egoisti, individualisti all’estremo, si ha la sensazione che manchi la famiglia con il suo compito educativo. In realtà molte colpe sono da imputare ad alcuni nuovi modelli di famiglia che, chiudendosi sempre più a riccio, non lasciano più spazio al dialogo con gli altri e quindi alla possibilità del confronto con il prossimo. Una famiglia che non si confronta come potrebbe rispettare e insegnare il rispetto? Soprattutto per chi è diverso da me? Parliamo dei Nonni di Toni Barilla Vorrei parlare e, vista la sede, scrivere per dedicare poche righe a una figura sociale e umana nota a tutti e sempre sufficientemente stimata e ringraziata per la sua presenza e operato, ovvero la figura dei nonni sempre presenti nel quartiere. Due righe che non possono essere sufficienti a esprimere tutti i meriti umani sociali e non ultimi, economici che queste persone svolgono ogni giorno, senza clamore e con la sola voglia di dare e di ricevere amore; ogni mattina presto sono già in azione (per compensare quelle inefficienze sociali di servizi, tipiche del nostro paese) per aiutare le famiglie dei loro figli, altrimenti in grosse difficoltà, con i bambini prestando un lavoro difficilmente, per motivi di orari, eseguibile dai soli papà e mamma. Banalmente come farebbero tante donne ad andare a lavorare alle otto di mattina e a portare i figli all’ asilo o a scuola alla stessa ora? E poi andarli a prendere all’uscita della scuola, saperli in mani sicure, dati i tempi che viviamo. E tutto questo ricade, generosamente, sulle spalle dei nonni... e nonne, chiaramente non si volevano dimenticare. Anche se a volte e non sempre per carità, ci si dimentica, forse per il logorio della vita moderna, che il ruolo del nonno non è solo quello di baby sitter più o meno disponibile. Da sempre gli anziani o vecchi (non c’è niente di offensivo ad usare questo termine) è stato quello di depositario della saggezza della comunità; saggezza da trasmettere alle generazioni future. Invece a volte i genitori hanno la presunzione di sapere tutto loro e non lasciano questo spazio ai nonni, facendo perdere una grande opportunità di conoscenze e di esperienze di vita che valgono più di mille libri letti. Per me ben venga la funzione di baby sitter, ma non trascuriamo quella di educatori per una generazione nuova che, a volte, ha dimenticato certi valori sepolti da nuovi “valori” discutibili. Ho saputo di casi di nonni sgridati da genitori per aver pensato o agito secondo il proprio cuore e per questo non considerati ok. Non vanno bene come educatori ma solo come baby sitter. Ogni riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale… non è vero, è voluto. SPORTELLO DELLO PSICOLOGO E’ disponibile al servizio dei cittadini uno sportello GRATUITO dedicato all’ascolto e al supporto psicologico di tipo generico, in via degli Abeti 16. Si fa presente che gli incontri che avvengono in tale sportello non costituiscono sedute psicoterapeutiche. Per chi fosse interessato è necessario prenotare per appuntamento telefonando al n° 3496551846. Nuovo Sportello A.T.C. alla Falchera Si comunica che dal mese di Gennaio 2014 è attivo il nuovo Sportello di A.T.C. Torino nel quartiere Falchera, presso il LABORATORIO DI QUARTIERE A.S.L. VIA DEGLI ABETI 16 - con i seguenti orari: 1° e 3° Martedì di ogni mese dalle ore 10,00 alle ore 12,00. A.T.C Torino SMARRITO... ...e ritrovato un mazzo di chiavi presso la zona mercatale della Falchera Nuova. Gli interessati possono recarsi presso la Redazione “Gente di Falchera” in P.zza G. Astengo 6 Gente di Falchera 19 Astronomia e... Briciole di storia... LA SCOMPARSA DI UN GRANDE FISICO Scoperto un super vulcano spento in Valsesia a cura del Gruppo “G. Plana” Dopo lunga malattia, Il 24 ottobre si è spento all’età di 83 anni il grande fisico, matematico, astronomo e pittore Tullio Regge, costretto a vivere su una sedia a rotelle fin da ragazzino per una grave distrofia muscolare. Nato a Borgo D’Ale, si laureò a Torino nel 1952 e si perfezionò all’Università di Rochester (New York). Tornato in Italia venne nominato nel 1962 professore di relatività alla Università di Torino. Di fama internazionale, ebbe un ruolo di primo piano nella meccanica quantistica e nella divulgazione scientifica. Nel 1979 fu insignito del premio Einstein, assegnato dall’Università di Princeton. Accademico dei Lincei dal 1990, nel 1996 ricevette la medaglia Dirac. Regge fu un Nobel mancato, si preferì, sembra, destinaT. Regge nella ex Biblioteca Falchera re il prestigioso pre(foto d’archivio) mio a Carlo Rubbia. Personalità forte ed eclettica, si avvicinò persino ai segreti dell’occulto scrutando il mondo arcano dell’amico e veggente Rol, ma sempre con spirito altamente razionale. Alla fine degli Anni Settanta avemmo il piacere e l’onore di ospitarlo presso la Biblioteca Civica Falchera in cui tenne una conferenza su stelle e asteroidi, supportata dalla proiezione di suggestive diaT. Regge nella ex Biblioteca Falchera positive della (foto d’archivio) N.A.S.A. Sapendo che era un appassionato anche di poesia e di letteratura, quando gli chiedemmo quale fosse il poeta che amasse di più e quali sue opere prediligesse, senza esitazione rispose Giacomo Leopardi: “L’Infinito e “Alla luna”, guarda caso. Nel 1983 divenne presidente onorario della prima Associazione di astronomia “Francesco Zagar”, fondata in Falchera, proprio in biblioteca, dal lettore astrofilo Claudio Casacci. a cura di Franco Foppiani Collocato nell’area tra Varallo Sesia e Borgosesia, il super vulcano era attivo circa 290 milioni di anni fa, dando luogo a grandi eruzioni che erano in grado di oscurare l’atmosfera ed alterare il clima globale. Poi dopo alcuni milioni di anni di attività, ebbe tregua non più alimentato dai magmi profondi, collassò su se stesso, formando una caldera, cioè uno sfrondamento di una quindicina di KM di diametro. Il supervulcano della Valsesia, in altri termini, anche se ormai inattivo, permette di rivoluzionare le nostre conoscenze sulla struttura profonda di quella che gli antichi greci indicavano come “LA FUCINA DI EFESO”, il terribile dio del fuoco. Le ricerche condotte dai professori Quick, Singoi e i loro collaboratori sono di grande importanza per almeno due ordini di motivi, commenta il professor Giovanni Orsi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il primo è che esse permettono di studiare i processi che avvengono nel sistema di alimentazione di un vulcano, alla profondità di parecchi chilometri all’interno della crosta terestre. Il secondo è rappresentato dalle implicazioni che 9 risultati di queste ricerche sul vulcano attivo, come il Vesuvio dove in aree densamente popolate in aree vulcaniche come per esempio nell’area napoletana. Franco foppiani Il Vernacolo vittorio leode Gente di Falchera 20 a cura di Lina Signorini El mè Natal Da masnà, apen-a, apen-a desvijà a j-era già festa con la veuja ‘t vardé sota ‘l cussin dla testa sa j-era già pasaje ‘l Bambin, ma cun la paura ‘t nen trové col nonsent masnaijn fait et sùcher colorà grassios e doss, un cit pitocin, ansema a doi mandarin portà propri da Gesù Bambin. Gilda Gallea Gianaria INVITO AL MUSEO di Rita Miglia MUSEO DELLA SINDONE Nella cripta della chiesa del SS. Sudario in via S. Domenico 28, si trova un museo unico al mondo interamente dedicato alla Sindone, il sacro lino conservato nel Duomo di Torino. Nato nel 1936 su iniziativa della Confraternita del SS. Sudario e ospitato dal 1998 nell’attuale sede, il museo offre al visitatore un’opportunità unica di accostarsi al sacro lenzuolo attraverso un’informazione completa delle ricerche sindonologiche dal ‘500 ad oggi, cogliendo gli aspetti storici, scientifici ,devozionali e artistici. Introdotto da affreschi virtuali sul tema della Passione di Gesù che lentamente ma continuamente mutano sulla volta e nelle nicchie, il percorso espositivo si articola in due sezioni. La prima, a carattere scientifico, illustra l’evoluzione delle ricerche iniziata nel 1898. Da allora, per oltre un secolo, ricercatori di varie discipline hanno cercato di “leggere” la Sindone e di svelare il mistero della sua immagine. Dalla prima fotografia scattata nel 1898 da Secondo Pia, da cui presero il via tutte le indagini scientifiche, il percorso espositivo conduce fino alla stupefacente immagine tridimensionale del volto dell’uomo della Sindone elaborata nel 1978 da Giovanni Tamburelli. Un cenno particolare merita l’intera serie di fotografie scientifiche: dalla prima immagine a colori del 1968, a quelle digitali in alta definizione del 2008. Sempre nella sezione scientifica, ampio spazio è dedicato ad ulteriori studi: sul tessuto e la sua tessitura, sulle microtracce rinvenute sul lenzuolo (pollini, sangue, aloe, mirra, aragonite), sulle indagini medicolegali, sulle impronte delle monete rilevate sulla tela, fino all’analisi iconografica. Di particolare interesse è la raccolta di tele utilizzate in laboratorio per spiegare la formazione dell’immagine, che evidenziano come la scienza non sia ancora in grado di riprodurre le caratteristiche dell’immagine sindonica. L’itinerario di visita prosegue attraverso la storia (quella vera e quella ipotetica) della Sindone e della sua venerazione a partire dalla seconda metà del XV secolo, quando il lenzuolo divenne di proprietà di Casa Savoia. Tra incisioni, opere e volumi dal ‘500 all’’800, uno sguardo merita la cassetta utilizzata per il trasporto definitivo della Sindone a Torino nel 1578. Fiore all’occhiello del museo è la cinquecentesca teca in argento e pietre dure nella quale era conservata la Sindone a partire dalla fine del ‘500 fino all’11 aprile 1997, giorno dell’incendio della cappella del Guarini nel Duomo di Torino. Un’attenzione particolare il museo riserva ai non vedenti, con un percorso lungo tabelle tattili che culmina con un grande modello tattile in forma tridimensionale del lenzuolo, frutto della collaborazione con la sezione torinese dell’Unione Italiana Ciechi. Completa il percorso un breve video in cinque lingue che propone una lettura analitica dell’immagine sindonica. Il museo è aperto in via San Domenico 28 tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Gente di Falchera 21 Il piacere di leggere a cura di Adriana Scavello Una nostra affezionata lettrice, Lina Signorini, ci ha inviato la recensione del libro di Jean-Christophe Rufin “Il collare rosso” “Il collare rosso” di Jean-Christophe Rufin. I protagonisti di questa storia sono: un uomo Morlac, il suo cane Kaiser e il giudice Lantier. Come sfondo una cittadina francese nella torrida estate del 1919. Morlac eroe di guerra insignito della legion d’onore è in carcere. Lantier dovrà giudicarlo. Fuori nella piazza, Kaiser abbaia fino allo sfinimento. In campagna una donna trepida per la sorte dell’uomo. Questa è soprattutto una storia di sentimenti: lealtà, fedeltà, orgoglio. Un romanzo semplice, breve ma intenso e ricco di poesia. Ci insegna cosa è la lealtà e la fedeltà, quella semplice e integrale del cane che non conosce mezze misure, quella dell’uomo verso gli amici, ma che cerca anche di essere aperta verso coloro che combatte. Un libro commovente, che si legge tutto d’un fiato ma capace di lasciare un segno profondo. Lina Signorini GIANN BBIGLIAMENTO E’ NATALE !! Da Gianna abbigliamento tante novità da Parigi, e non solo, vasto assortimento di maglieria Svezia di ottima qualità. Viale Falchera 66 - Tel. 011-262.14.03 Un viaggio nella nostra A cura di Circoscrizione Remo Andreasi Omaggio alla memoria BERTOLLA Si tratta di una vecchia borgata che si estende fra le cascine dette “I Biasoni”, “La Speranza” e la sponda sinistra del Po. I Biasoni si trovano dove c’è la “piola” e la via dei Biasoni. La Speranza è al fondo dove un tempo arrivavano i binari del tram, i co“Lavandai di Bertolla” siddetti “tram (foto d’epoca) d’Ghigo”, che raggiungevano Settimo e che facevano capolinea sul corso Regina Margherita a Torino da “Albani”, la pasticceria che produceva i panettoni. Cento metri dopo la Speranza infatti iniziava il territorio di Settimo. E’ il tradizionale borgo dei lavandai, qualche volta indicato anche con il nome di Borgostura, infeudato nel 1739 da Alessandro Sclopis del Borgo. Prima della costruzione del lavatoio, una fila di donne quasi ogni giorno faceva il bucato nel fosso di via Bardonecchia, offrendo però uno spettacolo, si diceva, non proprio decoroso per la città. Via Bardonecchia conserva per molto tempo l’antico carattere agreste: passaggi stretti, dislivelli con pozzanghere, straripamento del fosso laterale. Allora un’ordinanza comunale fece allontanare le lavandaie che si trasferirono con i loro panni lungo il Po e la Dora; un’altra ordinanza nel 1935 vietò di sciorinare i panni lungo i fiumi della città, così le lavandaie torinesi si trasferirono verso San Mauro. Le case dei lavandai erano edifici residenziali, in genere a due piani fuori terra a manica semplice, con notevole sviluppo in lunghezza, disposte a pettine rispetto ai percorsi stradali antichi e alle bialere. Sino al 1946, quando si cominciò a lavare a macchina, i lavandai di Bertolla e della Verna andavano direttamente nelle case della città per prelevare la biancheria da lavare. Gente di Falchera 22 ANNIVERSARIO Nel nono nniversario della scomparsa di Santa Sturiale in Bonocore, il marito Antonino e i figli Lucia e Giuseppe, la ricordano con grande affetto e amore, sarà sempre nei nostri cuori. UN RICORDO PER CHI TI RICORDA Ciao cucciolo mio è tanto che non ti scrivo, fra pochi giorni sono 17 mesi che mi hai lasciata, anche se sei sempre con me, come so, spero e mi illudo che da lassù io sono con te, mi manchi sempre di più ogni parola, pensiero, rcordo tutto, dentro casa e fuori, tutto mi riporta a te. Il bene che ci ha unito è unico, speciale che solo noi capivamo. Cominciano le ricorrenze e per me è una tortura, rivivo ogni momento che vivevamo insieme, bello o brutto fosse stato. Il 7 di ogni mese ricordo le tue ultime ore e sto malissimo, spero solo che tu sia serena e sempre sorridente. Il tempo passa veloce e veloce verrà il tempo che saremo di nuovo insieme. Buon Natale amore mio. Un pemsiero solo per te! Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del mare celeste, tu venendomi incontro mi chiederai: “Cosa hai fatto tutto questo tempo senza di me?” Io ti risponderò “Ho continuato i nostri discorsi” Tu riderai e con dolcezza cingerai le mie spalle e lungo i prati fioriti del paradiso continueremo i nostri discorsi, segno di un amore mai finito! Ciao piccola. La tua mamma ANNIVERSARIO In ricordo di Silvana a 20 anni dalla sua scomparsa. La morte non aspetta. Arriva anche quando non sei pronto. La morte è il più grande mistero della vita. Assieme all’amore. La morte e’ venuta a prenderti a 30 anni, quando ancora tanti erano i progetti di vita da portare a compimento, la famiglia, i figli... Dicevi sempre che ti piaceva il nome Stefano e proprio il 26 dicembre di 20 anni fa ti abbiamo accompagnata per il tuo ultimo viaggio, c’era tanta gente a salutarti, in quel freddo giorno... E mentre scrivo queste parole mi guardi dalla foto sulla scrivania... con quei grandi occhi castani che parlavano da soli... Arriverderci, sorella amata!!! SILENT KEY CI HANNO LASCIATO: 09/10/2014 Caronna Rocco Via degli Ulivi 23 28/10/2014 Ferri Barbarina Via delle Betulle 11 01/11/2014 Grella Giovanni Str. Villaretto 172/6 07/11/2014 Rotondo Rocco Via delle Betulle 47 21/11/2014 Garcea Onofrio Via delle Betulle 17 24/11/2014 Spanò Vittorio Giovanni Via Toce 29 di anni 90 di anni 93 di anni 81 di anni 92 di anni 87 di anni 77 CI HAI LASCIATO... ...Ciao Maria, è passato un anno, adesso cammini insieme a Mario, lassù in un campo stellato senza confini, e ti addormenti nelle braccia d’un angelo, Il mio e il nostro pensiero è sempre con voi, perché so che siete sempre al nostro fianco; il tuo viso, ovunque noi siamo, è sempre in primo piano, un tuo sorriso, uno sguardo, un cenno, un racconto, ci fanno rivivere i momenti felici intensi trascorsi insieme; tutto sembra come allora; un pezzo del mio cuore (anche se malato) non si è ancora abituato alla tua assenza e a quella di Teresa, Salvatore e di Mario. Voglio riempire il vuoto che ci hai lasciato, con mille ricordi, mille luci soffuse che scompaiono nell’aria, come le stelle nella notte, come il vento che porta il dolore i pensieri e le parole verso un cielo lontano di una lucente nuova stella in un immenso angolo di un celeste Paradiso. Adriana Scavello Gente di Falchera 23 Rocco D. P. ANNIVERSARIO Nel primo anniversario della scomparsa di Simonetti Rosa in Vurro, la ricordano con grade affetto il marito Luigi con i figli Savino, Francesco e Mariella. Hanno collaborato a questo numero: Remo Andreasi, Giorgia Catalano, Roberta Benedetta Casti, Giacomo Chissotti, Toni De Nardo, Massimiliano Irenze, Emilio Ghirardi, Silvio Lavalle, Vittorio Leode, Teodoro Lorenzo, Silvana Patrito, Luigi Ricciardetto, Francesco Proietti Ricci, Giovanni Russo, Adriana Scavello, Livio Scremin, Lina Signorini, Alessandro Stifani, Gli eventuali contributi potranno essere versati direttamente presso la Redazione, in Piazza G. Astengo 6. Orario di Redazione dal lunedì al venerdì: dalle ore 9,30-11,30 / 15,30 -17,30 Tel. cell. 349.420.10.90 E mail: [email protected] Sito: www.gentedifalchera.it Un ringraziamento particolare a tutti i sostenitori, inserzionisti e agli amici che ci aiutano nella distribuzione del giornale. Sostenitori “GENTE di FALCHERA” Sig.ra Dalena Flavia Sig.ra Laiolo Angela Sig.ra Cottari Giuliana Sig.ra Faussone Marisa Sig.ra Aceto Mariangela Sig.ra Lettrice Anonima Sig. Bonocore Antonino Sig. Poggi Armando ASTRA Sig. Chissotti Giacomo SOCIETA’ COOPERATIVA TORINO Sig. Cobianchi Francesco Sig. Bove Antonio Sig. Agliano Vittorio C.so Giulio Cesare, 99 - tel. 011-280901 Via Monginevro, 161 - tel. 011-3828558 Gli articoli da pubblicare dovranno pervenire entro il 15 di ogni mese. La redazione si riserva la facoltà di pubblicarli e/o modificarli secondo le esigenze del giornale. 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