GF
ente
di
DICEMBRE 2014
e
n
o
i
z
a
d
e
La R ne Feste
o
u
B
a
r
u
Aug
ALCHERA
ANNO 21° - N° 12
P ERIODICO I NDIPENDENTE S UPPL . A.S.I. R EG . T RIB . 4227/90
MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE
ALL’INTERNO
POESIA E PERIFERIA
EDITORIALE
di
AMILCARE
DE LEO
L’ULTIMO EDITORIALE?
I
pag. 2
SOMMARIO
Poesia e Periferia
Ombre e Freddo alla Falchera
Intervista a...
Il giornale della Scuola
La Sigaretta Elettronica...
Psicanalisi e dintorni
Notizie Flash
Curiosità
L’angolo della poesia
La narrativa
Regolamento di Polizia Urbana
Dal corriere della sera del 1896
Senso del rispetto e...
Parliamo dei nonni
Astronomia
Briciole di storia...
Invito al museo
Il piacere di leggere
Un viaggio nella Circoscrizione
Silent Key
pag. 2
pag. 3
pag. 5
pag. 6
pag. 7
pag. 8
pag. 10
pag. 12
pag. 13
pag. 14
pag. 15
pag. 16
pag. 18
pag. 19
pag. 20
pag. 20
pag. 21
pag. 22
pag. 22
pag. 23
l giornalino “Gente di Falchera”, nel corso degli anni ma soprattutto negli ultimi
tempi, ha incontrato non poche difficoltà che
ha condiviso familiarmente con i propri lettori, i quali l’hanno costantemente sostenuto. Tuttavia ha avuto sempre la forza e la costanza di riemergere e, concedeteci ancora un pizzico di autocompiacimento,
grazie anche allo spirito di sincero e appassionato volontariato che ha animato i componenti della redazione fino a questo istante. Siamo comunque assai grati al Comune per la
concessione dei provvidenziali contributi, prima e ai cittadini per il loro indimenticabile sostentamento e l’apprezzata
generosità, oggi. La difficoltà del momento dovuta alla crisi
permanente che stiamo vivendo, in relazione all’ambito specifico dell’editoria, come ha notoriamente falciato, senza pietà
alcuna, pregiate testate storiche in campo nazionale così, ancora più facilmente, ha messo in ginocchio l’umile esistenza
di piccoli giornali locali come il nostro, che, come si sa, ha
visto la luce nel lontano maggio del 1993. “Gente di Falchera”, se ora è giunto quasi allo stremo delle forze è perché,
innanzi tutto, conta su un ormai ristretto numero di redattori,
sia pure animati ancora da entusiasmo e legati a quei princìpi
che li hanno spinti e accomunati nell’impresa. Problemi strutturali ed economici sopraggiunti, oltre alla già citata difficoltà di reperire collaboratori, giovani e non, in grado di dedicare parte del tempo libero alla realizzazione del periodico, impongono serie e responsabili riflessioni a quei pochi rimasti,
come noi, che sentono tutto il peso del reale stato delle cose.
Un ulteriore attacco alla volontà di rimanere al nostro posto e
proseguire in meglio è stato poi sferrato dalla recente e improvvisa chiusura per fallimento della abituale e vecchia tipografia cui dagli esordi facevamo riferimento e che nei nostri riguardi ha usato sempre correttezza e onestà di intenti.
Gente di Falchera 1
segue a pag. 9
POESIA E PERIFERIA
di Amilcare De Leo
Dal crepitare di mille eventi, dalla diffusione massiccia di ordigni tecnologici,
dall’affannoso futuro in cui
siamo immersi e proiettati,
dall’ansia frenetica di ogni
giorno, la poesia si astrae,
si eleva per cogliere le corrispondenze segrete che
esprimono la ricerca di un
infinito, difficile da capire e impossibile da raggiungere. La poesia con un proprio linguaggio diventa
preziosa e sottile così da poter
esprimere il ritmo che regge la
vita arcana che ci avvolge, tutta tesa a percepire le sensazioni più intime e sconosciute del
nostro essere, per comunicarle e viverle con gli altri. Con
questo spirito, i vari poeti che
hanno collaborato con “Gente di Falchera” e i poeti
sardi hanno partecipato all’incontro: “Poesia nell’Etere”, tenutosi il pomeriggio di domenica 23 novembre in ricordo di
Mario Alba, presso il Circolo
“Sant’Efisio”, di Via degli Abeti
15. Presenti Giusy e Sabrina, le
figlie del compianto amico e redattore nonché amato e apprezzato socio dell’Associazione dei Sardi, le quali visibilmente commosse hanno manifestato tutta la loro
gratitudine per la toccante manifestazione e per le
dolci, vibranti poesie dedicate al loro papà. Ha fatto
gli onori di casa il presidente del Circolo Luigi Cancedda, che si è
anche poi esibito nel
declamare, a memoria,
suggestivi ed emozionanti versi d’amore. Daniela Pirrello, responsabile
cultura dell’Associazione “Sant’Efisio”, ha introdotto
la voce dei poeti sardi presenti, mentre Giorgia Catalano e Giorgio Milanese di “Radio Italia Uno” hanno subito dopo, in maniera vivace e spettacolare, dato
il via alla rassegna dei poeti
della Falchera. A tutti sono stati consegnati attestati di partecipazione in pergamena, noi
abbiamo ora il piacere di menzionarli: Lina Sorrentino, Andrea Gabetto, Luigi Pinna,
Manuela Barbara d’Ischia,
Cinzia Gargiulo, Masssimiliano Irenze, Francesco Antonio Ascrizzi, Remo Andreasi, Angela Saccone Rizzi, Giorgia Catalano, Angelo Verderone, Lorenzo Bertone,
Claudio Sardu. Ha letto efficacemente in piemontese i versi del padre deceduto Sabrina Verderone
in Gallo. Daniela Pirrello, dopo
aver salutato e ringraziato la platea, ha doverosamente presentato
al pubblico il tecnico del suono Roberto Corona autore, tra l’altro, delle fotografie esposte e la pittrice
Maria Rosa Gallone con i suoi quadri alle pareti, mentre il presidente
Cancedda, come ultimo commiato,
ha voluto leggere un breve ma alto
pensiero di Grazia Deledda, proprio
sulla poesia. Se prima il nutrimento
dell’anima,
ecco ora il nutrimento del corpo: non poteva non mancare in
ultimo il tocco finale della convivialità, offerta, con gusto e
sapienza, dalle operose signore dell’Associazione che ci ha
ospitato.
Gente di Falchera 2
Ombre e Freddo alla Falchera
I problemi alla Falchera si aggravano: questa volta
si tratta di termosifoni, che rimangono spenti, da metà
ottobre, quando il freddo del mattino e della sera si
fa già sentire e così sino ai primi di novembre.
Si deve ricorrere alle trapunte, alle stufette elettriche
in ogni stanza: tosse e raffreddore la fanno da padroni. Ma cosa succede? Succede che palazzi interi, in
via dei Platani, viale Falchera e via degli Olmi, sono
privi di calore per un debito non pagato all’Eni, patiscono ottantaquattro famiglie, di cui una quindicina
morose, molte le persone anziane, sole con la pensione minima e con problemi di salute. Insomma una
crisi persistente sta dilagando sempre più tra le quattro mura domestiche: due alloggi sono all’asta, una
decina di condomini non è in grado di affrontare le
spese, e il futuro non si presenta affatto rassicurante,
anzi. Si ritiene, infatti, che il grave disagio possa
estendersi a macchia d’olio. Ma l’Eni è irremovibile, pretende quanto è dovuto, senza sconti.
d’acqua che scorre all’interno di ogni singolo radiatore in funzione della temperatura richiesta dall’ambiente, riducendo gli sprechi. Di fatto invece, si rilevano incresciosi contrattempi: esse, a quanto pare,
non rendono così come forse ci si aspettava, apparendo, tra l’altro, inaspettatamente sensibili già solo
al contatto di semplici e comuni tende di casa, dovendo talora l’utente patire gli effetti del troppo caldo o del troppo freddo. I condomini malcapitati rimangono poi letteralmente basiti quando si accorgono di dover sopportare una spesa paradossalmente
esorbitante. A detta degli interessati, non avendo
l’amministratore, reiteratamente interpellato, saputo, o voluto, affrontare di petto la questione, sessantadue famiglie su ottantaquattro riunitisi in Comitato, attraverso regolare comunicazione scritta, richiedono perentoriamente un definitivo suo intervento.
In caso contrario si vedranno costretti ad agire di conseguenza. Dal canto nostro, auspichiamo fortemente
che all’uscita di questo nostro mensile, le vertenze
in corso siano state appianate, o almeno in parte.
Ne paga maggiormente lo scotto chi, nonostante la
difficoltà dei tempi e i problemi che gravano un po’
su tutti, compie, spesso con sacrifici, il proprio dovere di utente ma è costretto ugualmente a rimanere
al freddo ...onesto e “mazziato”. L’amministratore
sostiene che sono in difficoltà anche famiglie di professionisti, mentre i più corretti nei pagamenti si sono
rivelati gli anziani nonostante la pensione minima.
Da non credere! Non è tutto, sullo sfondo si delinea
a tinte fosche una contesa con il settore dell’Eni che
fornisce il metano. A causa dell’introduzione (guarda caso solo in Piemonte) delle cosiddette valvole
termostatiche, sono state conteggiate al condominio
spese dieci volte più alte della realtà. C’è dunque
una grave protesta in atto. Le valvole in genere sono
state imposte e presentate, come componenti accessori su radiatori allo scopo di regolare la quantità
Gente di Falchera 3
a.d.l.
COMUNICAZIONE AI SOSTENITORI
DEL GIORNALE “GENTE DI FALCHERA”
Nel ringraziare tutti i nostri sostenitori che ci hanno supportato in questi anni
con offerte, consigli, amicizia e collaborazione, comunichiamo quanto segue:
1)
“GENTE di FALCHERA”, con questo numero, sospende la pubblicazione
per mancanza di collaboratori, giovani o pensionati che abbiano voglia di dedicarsi
al volontariato e la cosa più importante, mancano i contributi!.
2) L’attuale tipografia, che ci serviva da 18 anni, improvvisamente ha chiuso l’attività.
I preventivi delle altre tipografie, che abbiamo interpellato, sono molto più alti
dell’attuale cifra che pagavamo: ciò comporterebbe un costo maggiore per i
sostenitori.
3) In Falchera e dintorni siamo oltre 3000 famiglie, d’altra parte se non si riesce a
raggiungere almeno il numero di circa 1000 sostenitori il giornale non ha più
ragione di esistere.
4) Quindi... ben venga l’appello per far ritornare in vita “Gente di Falchera”, che sia un
appello esteso a mettere al centro del dibattito l’importanza di un mensile di quartiere che porta informazioni e aiuta ad unire il tessuto sociale della Falchera.
Noi restiamo al nostro posto in attesa di nuovi sviluppi.
La Redazione
DAL 1° NOVEMBRE LA REDAZIONE SI E’ TRASFERITA NELLA NUOVA SEDE
“EX BIBLIOTECA DEI RAGAZZI”, POCHI METRI PIU’ AVANTI DOPO L’ANAGRAFE, SEMPRE IN PIAZZA G. ASTENGO, MA AL N° 6. VI ASPETTIAMO!!!
CERCO GARAGE BOX
in zona Falchera per affitto o acquisto.
Telefonare al 347.6843317
Qualità
prezzo
FATE MOLTA
ATTENZIONE!!
Stanno girando per Falchera degli individui che adescano persone anziane...
carpiscono la loro fiducia con scuse varie per entrare nell’alloggio e rubare soldi e gioielli. (probabilmente seguono i
vostri movimenti giorni prima, sanno i
vostri nomi) E il gioco è fatto. Diffidate
da chi dice di conoscervi, chiamate qualcuno o i vostri vicini che vi possano dare
manforte. Da alcuni mesi in Falchera si aggirano due “personaggi”, che si spacciano
rappresentanti di alcune ditte quali: ENEL,
IREN, AEM, SMAT e EDISON, costoro
rappresentano se stessi non aprite e non
fateli entrare assolutamente!!!
la redazione
Gente di Falchera 4
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121
a cura di Amilcare De Leo
L’INTERVISTA A...
...alla responsabile del Centro di Cultura per l’Educazione all’Ambiente e all’Agricoltura dott.ssa Daniela Viroglio. Cascina Falchera -str.Cuorgné 109Torino. Un’oasi. Un angolo di storia e di vita accanto alla natura a pochi passi dalla borgata, forse ancora sconosciuto.
D. Dott.ssa Viroglio ci può datare l’origine della
Cascina?
R. Il più antico documento che riporta notizie sulla
Cascina Falchera risale al 1790/91 in “Guida alle
cascine e vigne nel territorio di Torino”. Poi il
resto è noto, nell’Ottocento la Cascina appartenne
ai fratelli Giacomo e Francesco Falchero, da cui
prese il nome la borgata.
D. Da quando è nata l’idea di trasformare la Cascina
in un vero e proprio laboratorio di educazione ambientale, diciamolo pure, a livello nazionale?
R. A partire dal 1985 la Città si è impegnata nel
tema dell’educazione ambientale esprimendo
una forte scelta educativa per attivare mirati corsi
didattici. Il progetto “Ambiente Educazione Sviluppo” con i suoi filoni di ricerca “Nido Ambiente”, “Natura e avventura”, “Ambiente e Cultura” e “Vivere il Verde” ha avviato attività graduate per difficoltà di percorso e complessità di
apprendimenti, che vedono e hanno visto protagonisti ogni anno bambini e ragazzi della città.
D. Quando è avvenuta la ristrutturazione?
R. Intanto i campi della Cascina sono stati coltivati
fino ai primi anni Ottanta dai suoi ultimi proprietari, i signori Torazza. Nel 1996 il Comune
ne ha curato la ristrutturazione volta alla realizzazione di un centro d’incontro e di conoscenza
della realtà agricola e ambientale.
D. Ho sentito parlare di un ostello...
R. E’ vero. Nel 2005 è stato realizzato il “Green
Hostel” struttura ricettiva rivolto anche a gruppi
organizzati cittadini, nazionali ed europei attraverso la promozione di pacchetti studio che coniugano la scoperta o l’approfondimento delle
tematiche ambientali con un soggiorno alternativo in un contesto che, pur essendo sul territorio cittadino, rappresenta ugualmente bene l’ambiente rurale.
D. L’ospitalità presso il Green Hostel cosa prevede
esattamente?
R. 7 camere con letti a castello, locali comuni dotati di docce, servizi, phon, zona colazione e pranzo (con servizio di ristorazione), sala conferenze dotata di impianto video, 4 aule didattiche per
D.
R.
D.
R.
D.
R.
gli approfondimenti scientifici, una piscina all’aperto funzionante nei mesi estivi. Il Green
Hostel è aperto tutto l’anno ed è fruibile su prenotazione.
Mi parli di una iniziativa in particolare.
Mi viene in mente “Il sabato in Cascina”. Nei
sabati pomeriggio previsti dal calendario annuale, si propongono divertenti attività per i bambini e le loro famiglie. Insieme genitori e bambini
possono sperimentare e condividere esperienze
legate all’attività agricola e non solo: giochi campestri, feste sull’aia, atelier creativi, “orienta natura”, attività sportive e giochi all’aria aperta. Per
partecipare, anche in questo caso, è indispensabile la prenotazione. Non si deve dimenticare poi
l’impegno legato alla iniziativa Estate Ragazzi.
Siete a due passi dal contesto della borgata, vi
separa strutturalmente una strada, quasi una linea di confine. Vi sentite estranei, lontani dal
quartiere, come protetti da baluardi di difesa?
Assolutamente no, e teniamo a sottolinearlo. Ci
sentiamo totalmente e consapevolmente integrati, sappiamo di operare anche e soprattutto nella
borgata, e non a caso, proprio nella Cascina che
porta il nome... di Falchera! Noi siamo aperti a
tutti, forse ci potrebbe essere più partecipazione.
Proprio alla Falchera, e ultimamente al Villaretto, sono avvenuti atti vandalici. Da voi?
Finora, nessuno. Conviviamo, tra l’altro e pacificamente, con i nomadi vicini.
Si ringraziano anche la sig.ra Marinella De Brevi e
la sig.ra Rosa Altieri per la cortese partecipazione.
Gente di Falchera 5
Entrata con il portale
restaurato
IL GIORNALE DELLA SCUOLA
ISTITUTO COMPRENSIVO “LEONARDO DA VINCI”
In questo primo periodo dell’anno scolastico conclusivo
del ciclo di scuola primaria, gli alunni delle classi quinte
Ambrosini e Neruda hanno riflettuto sul trascorrere del
tempo, sulle esperienze vissute e sulla maturazione personale avvenuta.
Tra i vari lavori svolti hanno inventato questa filastrocca.
Il Soggiorno di Pracatinat effettuato nelle prime settimane di ottobre dalle tre classi quinte è stato un’ottima palestra di allenamento per condividere momenti gioiosi e
nuove esperienze formative.
Gente di Falchera 6
Con l’aiuto degli esperti
la sigaretta elettronica
può aiutare i fumatori più incalliti
Il primo studio clinico sull’e-cig, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro antifumo del
San Giovanni Bosco di Torino che sperimenta l’efficacia dell’uso della sigaretta elettronica nella disassuefazione dall’abitudine al fumo misurando il dosaggio dei metaboliti della nicotina nei forti fumatori. Ridotto anche il fattore di rischio respiratorio.
I dati vengono presentati domani nell’ambito del
Convegno torinese SITAB 2014.
Un fumatore su due può abbandonare l’uso della sigaretta tradizionale con una significativa riduzione
del danno respiratorio grazie a un uso guidato della
sigaretta elettronica. È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione
con il Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni
Bosco ASL TO 2 di Torino che hanno monitorato
l’uso dell’e-cig in 34 forti fumatori resistenti ad ogni
tipo di intervento di cessazione al fumo.
“Per prendere decisioni sulla sigaretta elettronica studi come questi sono importanti e necessari perché
consentono di comprendere i limiti e le opportunità
offerte da questo strumento - afferma Walter Ricciardi
Commissario straordinario dell’Istituto Superiore di
Sanità – Questo studio mostra in particolare l’importanza di usare la sigaretta elettronica come strumento di disassuefazione in ambito sanitario. La sua
efficacia, infatti, è legata al suo corretto uso che permette, nei forti fumatori, di assimilare la giusta quantità di nicotina per evitare nel paziente tossicità da
eccesso o crisi di astinenza”.
Lo studio ha riguardato 34 fumatori, 18 uomini e 16
donne, di età media di 40 anni, che consumavano
circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni, reclutati al centro Antifumo dell’ospedale San Giovanni
Bosco di Torino. I partecipanti allo studio venivano
visitati esaustivamente e veniva misurato il monossido di carbonio nell’espirato quale marcatore dell’assorbimento dei prodotti di combustione della sigaretta. A tutti è stato proposto l’uso della sigaretta
elettronica in sostituzione delle normali sigarette.
L’equipe sanitaria forniva ai partecipanti un kit completo con il device elettronico, i caricabatterie per
ricaricare il device e una serie di liquidi contenenti
nicotina, scelti dal fumatore in base alle sue preferenze sugli aromi. I professionisti della salute insegnavano inoltre ai fumatori il corretto utilizzo del
device, insegnavano cioè “come si assorbe nicotina
dalla sigaretta elettronica “ senza incorrere in crisi
astinenziali o iperdosaggi.
“Già dopo il primo mese di studio, il 74% dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, un 18%
fumava sia la sigaretta elettronica che una –cinque
sigarette normali e solo un 8% dei partecipanti continuava a fumare le normali sigarette – spiega Fabio
Beatrice, Direttore Centro Antifumo San Giovanni
Bosco di Torino - Chiaramente i fumatori di elettronica e i fumatori misti presentavano un valore di
monossido di carbonio nell’espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti
normali (0,3-0,5%) presenti nella popolazione non
fumatrice”.
“Con questo studio abbiamo dimostrato inoltre che il
metabolita plasmatico della nicotina, la cotinina, aveva concentrazioni simili a quelle di partenza nei tre
gruppi, indicando che i fumatori di “elettronica” erano capaci di assumere tutta la nicotina necessaria per
evitare il fenomeno di “craving” ossia la crisi di astinenza – spiega Roberta Pacifici Direttore dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’ISS - Dopo quattro
mesi dall’inizio dello studio, un 50% dei partecipanti
allo studio usava esclusivamente la sola sigaretta elettronica, un 24% si dichiarava fumatore misto ed un
26% tornava ad essere fumatore di sole sigarette di
tabacco. Tuttavia in questi ultimi due gruppi è presente una riduzione significativa del numero di sigarette
quotidiane con una conseguente diminuzione significativa, anche nei fumatori puri, del monossido di carbonio nell’espirato e pertanto una significativa dell’indicatore di danno polmonare”.
Il prossimo passo dello studio, attualmente in preparazione, prevede la riduzione scalare della quantità di
nicotina assunta, sotto la guida del personale sanitario, al fine di arrivare ad una riduzione significativa
anche del danno a carico del sistema cardiovascolare.
“La sigaretta elettronica inserita in una specifica metodologia clinica, come alternativa ai mezzi tradizionali per smettere di fumare, permette di migliorare il
supporto tecnico-sanitario per i fumatori più resistenti
– conclude Maurizio Dall’Acqua, Direttore Generale
ASL TO 2 – l’importanza di questa sperimentazione
premia l’impegno della nostra azienda nella lotta al
tabagismo e nella promozione di stili di vita sani, che
si attua non solo nella cura ma anche nella ricerca”.
Ufficio Stampa ISS – Mirella Taranto –
Tel. 0649902950
Ufficio Stampa ASLTO 2 -– Silvana Patrito –
Tel. 0112402683
Gente di Falchera 7
Psicanalisi e dintorni
a cura di
Massimiliano
Irenze
PERCHE’ LO PSICOLOGO?
Lo psicologo è un professionista della relazione d’aiuto, una risorsa importante e spesso poco sfruttata dalla
società. Il compito dello psicologo è promuovere il
benessere a livello individuale, sociale e comunitario. L’intervento psicologico può fornire alle persone un sostegno importante in situazione di crisi, può
aiutare le persone ad essere più consapevoli, a comprendere meglio se stesse e gli altri. Lo psicologo è
un professionista che aiuta a sviluppare situazioni
critiche, fornendo nuovi spunti di comprensione e
più utili e funzionali chiavi di lettura a chi è in difficoltà. Nella società contemporanea i ritmi frenetici e
le insicurezze associate alla flessibilità del sistema
economico, generano ansia e disagio diffuso; il precariato, le infinite forme contrattuali, la difficoltà a
mantenere un posto di lavoro fisso, rappresentano
elementi di preoccupazione che possono esitare in
un malessere più profondo. Il ruolo dello psicologo
è fornire un contesto di ascolto dove le persone possano condividere le proprie ansie, le proprie paure
ed angosce per il presente ed il futuro; lo psicologo,
in questo contesto, non propone soluzioni, ma aiuta
l’utente a guardare il suo problema ed il suo modo di
vedere la realtà da nuove angolazioni, per insegnarli
a scorgere potenzialità e sviluppi funzionali al suo
benessere. La vita è spesso attraversata da fasi e
momenti critici che richiedono il superamento di
compiti di sviluppo complessi da affrontare. Il sostegno psicologico si inserisce proprio in tali momenti
ed ha l’obiettivo di sviluppare le rappresentazioni dei
soggetti al fine di aiutarli ad uscire, autonomamente,
dalla situazione difficile che li ha spinti a chiedere
aiuto. Un ambito di intervento importante per i professionisti della relazione d’aiuto è lo sportello
d’ascolto. Uno sportello di ascolto può essere sfruttato da una vasta gamma di utenti: genitori alle prese
con problematiche relazionali con i figli, adolescenti alle prese con i naturali conflitti associati alla loro
età, più in generale può rivolgersi ad uno sportello di
ascolto chiunque esperisca un senso di malessere e
disagio psicologico. Gli incontri con lo psicologo si
configurano come un importante momento di educazione alla salute ed al benessere, un’occasione per
conoscere meglio se stessi e sviluppare una prospettiva maggiormente flessibile sulla realtà. Lo psicologo dunque non si concentrerà tanto sui deficit, quanto sulle risorse e le potenzialità presenti in ogni persona; su quella spinta vitale che Carl Rogers defini-
va “tendenza attualizzante” ovvero la tendenza di
ogni essere umano verso la crescita e lo sviluppo.
Perché lo psicologo dunque? Per promuovere la crescita degli individui, la motivazione al benessere,
l’educazione alla salute e per sostenere le persone
nella creazione di modi nuovi di guardare ai problemi e alla realtà.
Alessandro Stifani
Torino misteriosa
La Sindone ieri e oggi
La Sindone, dopo varie vicissitudini nel tempo, nel
1982 era passata dai Savoia al Papa. Perché quella
speciale donazione effettuata da Umberto di Savoia, in
esilio in terra portoghese?
L’ultimo sovrano d’Italia
nutriva particolare affezione per papa Wojtyla, e questa potrebbe essere una
spiegazione del suo atto.
Inoltre Umberto sapeva di chiudere con la propria persona la storia più recente della dinastia sabauda, dal
che si può dedurre che non avesse più intenzione di
mantenere la proprietà del talismano. I Savoia non
erano più sul trono e senza una ragionevole speranza
di tornarvi, dopo il referendum del 1946, per cui il
Lino poteva avere una destinazione diversa. Conservata nel Duomo di San Giovanni, a Torino, a pochi
metri di distanza dal Palazzo Reale, la Sindone, proprietà dei Savoia, poteva essere considerata un “bene”
dell’ex casa regnante e, quindi oggetto, di un contenzioso, insieme ad altre proprietà sabaude, per finire
cioè nell’ambito che il Demanio riteneva proprio. Umberto non prese una decisione affrettata e volle sentire
il parere di consiglieri e giuristi. Amava Torino e desiderava che il lino rimanesse nella nostra città, ma intuì che, donandola al Papa, avrebbe compiuto la scelta migliore. Incontrando a Lisbona il pontefice, Giovanni Paolo II, Umberto gli manifestò tale proposito e
il papa polacco acconsentì, commosso. Il trasferimento
di proprietà fu perfezionato nell’ottobre del 1983.
Qualche mese dopo fu smentito, nel modo più risoluto, che il Vaticano pensasse di trasferire la Sindone a
Roma. La sacra reliquia rimase così a Torino, come
volle nel Cinquecento Emanuele Filiberto il grande
avo di Umberto.
Gente di Falchera 8
Ricciardetto
segue editoriale di Amilcare De Leo
IN BREVE dalla Provincia
a cura di Ricciardetto
♦ Caselle. L’Ndrangheta dietro agli
incendi?
♦ Mappano. Il comune dei “Sospiri”: se
ne riparlerà nel 2015.
♦ Settimo Torinese. Degrado. Spuntano
cumuli di rifiuti in via Monviso, il
Comitato protesta. Ecco quanto ha
dichiarato un membro del Comitato,
Gaetano Silipo: “La gente non vuole
che questa zona diventi come Falchera
a Torino, bisogna intervenire quanto
prima”.
♦ Settimo Torinese. Il parco Bordina
apre le sue porte alla città. Il sogno è
arrivare fino alla Reggia di Venaria.
3♦ Borgaro. I Rom denunciano il sindaco
Claudio Gambino. L’accusa mossa da
Marcello Zunisi, legale di “Nazione
Rom”: è propaganda razzista! Il primo
cittadino: “L’ho appreso dalla TV. Ma
il razzismo con il 69 non c’entra
assolutamente nulla”.
♦ Borgaro. Torna a colpire la banda dei
lanciatori di pietre.
♦ San Mauro. La cittadina avrà il suo
Centro Giovani: sorgerà in Via Torino.
♦ San Mauro. Manca poco: gli alloggi
destinati alle famiglie meno abbienti
sono pronti. Quasi conclusi i lavori a
Villa Speranza.
Sportello per la
CONSULENZA LEGALE
È a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di consulenza legale tenuto dall’avvocato Michele Ianniello.
Tutti i Mercoledì dalle ore 15 alle 16,
in via degli ABETI 16 - È obbligatoria
la prenotazione al n° 011-44.32.621.
Il conseguente rapporto avviato con altre ditte, per
una possibile ed eventuale prestazione in futuro, ha
subito spento ogni slancio di ripresa o di entusiasmo
di fronte a preventivi più esosi di quelli di prima, ai
quali non siamo e non saremo in grado di sottostare.
L’attuale abbraccio di consensi da parte dei lettori e
dei cittadini attraverso gli abbonamenti di cui ancora adesso sentiamo il calore, non ci permette, con
una certa sicurezza e con una pur minima dose di
serenità, di proseguire il viaggio con “Gente di Falchera”. Nello stesso tempo ringraziamo di vero cuore coloro, e sono tanti, coloro che ci sono stati accanto in tutti questi anni, elargendo suggerimenti,
consigli e apprezzamenti. Essi, rassicuranti e vitali,
ci hanno sempre sostenuto moralmente invitandoci
a persistere, a non mollare in quei momenti particolari in cui ci assalivano dubbi o sensi di scoramento.
Non possiamo d’altra parte non ricordare quegli amici, pieni di buona volontà che, con passione e diligenza, hanno contribuito, davvero con spirito collaborativo, alla indispensabile distribuzione del periodico, casa per casa. Ci consola ora il pensiero che la
nostra speranza e il nostro appello finale non si perdano nel vuoto, perché nonostante tutto auspichiamo, corroborati da un imperdibile ottimismo, che
questo “finale di partita” non precluda, fatalmente,
la fine del gioco ma sia lo spunto per una ripresa innovativa di fresche forze, giovanili e operanti, in modo
da poter continuare, magari con altri modi e mezzi
disponibili, un percorso comunque già in parte tracciato, al fine di cogliere la grande opportunità di ritrovarsi insieme per continuare a scrivere cronaca e
storia di un piccolo grande quartiere ...in cammino.
Laboratorio di
Quartiere Falchera
Sportello Ambiente:
la distribuzione dei sacchetti
per la raccolta della plastica
a v v i e n e t u t t i i m e rc o l e d ì
dalle ore 15 alle 16 in via degli Abeti 16
“Comitato Sviluppo Falchera”
Piazza Giovanni Astengo 10
presso Biblioteca Civica Falchera
Tel. 011-443.26.21 / Fax 011-443.26.22
E mail: [email protected]
Gente di Falchera 9
Notizie Flash
I torinesi spendono come nel 2004
Presentata una ricerca dell’Osservatorio sulle spese
delle famiglie
I consumi del 2014 dei torinesi sono tornati a essere
quelli del 2004, sia per i non alimentari che gli alimentari. La ricerca - nata nel 1996 - è stata presentata in Commissione Commercio (presidente Gianni
Ventura) da Guido Bolatto, segretario generale della
Camera di Commercio di Torino.
L’indagine fatta con la collaborazione di Confesercenti
e Ascom, analizza i comportamenti di spesa di un campione annuale di 250 famiglie torinesi, distribuite secondo canoni socio-economici e per il numero di componenti, le coppie con o senza figli e i single.
A ogni famiglia è stato distribuito un libretto dove
annotare le spese fatte quotidianamente e un questionario da compilare per gli acquisti di beni durevoli.
La spesa al 31 dicembre 2013 è aumentata di poco
rispetto al 2012 (50 euro al mese), ma inferiore della
stessa cifra del 2004.
Le famiglie tagliano dove è possibile, nel tempo libero (soprattutto i viaggi), gli spettacoli e l’abbigliamento. Le spese per i prodotti non alimentari sono
scese da 2.290 Euro nel 2008 a 1.844 nel 2013, mentre nel 2012 la spesa era di 1.809 Euro. Le spese alimentari sono invece leggermente cresciute: 297 euro
nel 2008 fino ai 344 del 2013 (erano 314 nel 2012).
Il cambiamento di abitudini dei torinesi riflette i
mutamenti della distribuzione commerciale, con l’aumento massiccio degli ipermercati e centri commerciali a discapito dei negozi ai quali eravamo abituati
fino a 15 anni fa. Nel 2004 le macellerie erano 1000,
oggi sono 300, così come le panetterie e i fruttivendoli hanno cambiato i loro prodotti vendendo sempre più merce di qualità superiore o più ricercata.
Una piccola curiosità, visti i tempi che attraversiamo: lo spreco alimentare riguarda soprattutto i giovani, le coppie giovani e i single.
La ricerca è disponibile sul sito della Camera di commercio di Torino: www.to.camcom.it
Tony De Nardo
Falchera, la terza fase
tra edilizia sociale e parco
Terza fase di espansione per la Falchera, il più periferico dei quartieri torinesi. E’ stata votata in Consiglio comunale, su proposta dell’assessore Stefano Lo
Russo, l’adozione della variante urbanistica n. 288.
Il provvedimento approvato in Sala Rossa (24 a favore, 7 contrari e un’astensione) prevede nuovi insediamenti abitativi a coronamento della creazione del
parco sull’area dei “laghetti a Falchera” (di proprietà BOR.SET.TO S.r.l. e ceduta gratuitamente al Co-
mune) e della realizzazione del nuovo cavalcaferrovia veicolare e ciclabile, che collegherà il quartiere
con corso Romania.
L’area che ospiterà le nuove costruzioni - sulla base
di una capacità edificatoria riconosciuta dalla Città
in cambio dell’acquisizione dell’area dei laghetti - è
situata tra il villaggio Falchera “storico”, l’A4 Torino-Milano e viale delle Querce.
Su questa porzione di territorio, sarà possibile costruire sino a 28mila metri quadrati di SLP (superficie lorda di pavimento), dei quali 15 mila dovranno
essere destinanti a un programma di social housing.
Prevista anche la possibilità di insediamenti commerciali e di attività di servizio. In tutto, potrebbero essere circa settecento i nuovi abitanti. Si tratta della
terza fase di espansione della borgata a nord della
Stura, dopo il “villaggio Falchera” negli anni Cinquanta - progettato dall’architetto e urbanista Giovanni Astengo - e il successivo insediamento della
“Falchera nuova”.
Il provvedimento è stato approvato in sala Rossa con
il voto favorevole di PD, Moderati, SEL, Insieme con
Sbriglio, Alleanza per la Città. Contrari M5S, Lega
Nord, NCD, Forza Italia, astensione di Centro Scanderebech. Fd’I-AN non ha partecipato al voto, che è
stato preceduto dagli interventi dei consiglieri Bertola, Grimaldi, Tronzano, Genisio, Liardo e Alunno.
Le opposizioni hanno espresso forte perplessità in
particolare sull’insediamento commerciale previsto.
Claudio Raffaelli
Città metropolitana e
decentramento:
un cambiamento storico
per le amministrazioni locali
Il Comune sta studiando un nuovo modello di decentramento amministrativo che entro l’anno potrebbe
vedere la riduzione del numero di circoscrizioni (attualmente sono dieci) e una revisione di competenze
e funzioni tra organi centrali dell’Amministrazione e
le Circoscrizioni stesse. Entro l’anno la Città dovrebbe
approvare il suo nuovo decentramento, ma il 2014
porterà ai torinesi ed agli abitanti delle altre nove
maggiori città italiane (Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) un’altra grande novità: la nascita della Città
metropolitana. Infatti entro il 1 gennaio del 2015 questo nuovo ente “di area vasta”, sostituirà le Province
di questi capoluoghi, assumendone di fatto le funzioni, anche se rafforzate, con poteri nuovi e maggiori nell’interesse dei Comuni che ne faranno parte
e delle stesse Regioni.
La Città metropolitana (già prevista dalla riforma
delle amministrazioni locali approvata con la legge
142 del 1990), è stata istituita con la legge 56 del
2014 col fine di programmare strategicamente lo svi-
Gente di Falchera 10
luppo del territorio, oggi provinciale, e di integrare
servizi e infrastrutture del territorio, come ad esempio le reti dei trasporti. Tutti gli amministratori, in
quanto già eletti a livello comunale, ricopriranno gratuitamente la loro carica e per Comuni e Regione
non dovranno esserci nuovi oneri di bilancio.
I comuni della Città metropolitana torinese sono 315
e il Sindaco sarà quello della città capoluogo, nel
nostro caso Torino, affiancato da un Consiglio metropolitano, con funzioni di indirizzo e controllo analoghe a quelle del Consiglio comunale, e formato da
18 componenti eletti dai circa quattromila consiglieri delle assemblee dei 315 Comuni.
Il terzo organo della Città metropolitana, dopo Sindaco e Consiglio, sarà la Conferenza metropolitana,
composta dai sindaci dei Comuni che ne fanno parte. A regime questo organo avrà poteri consultivi e di
proposta. In questa fase, che potremmo definire “costituente”, molta importanza avrà l’elaborazione di
uno Statuto in grado di garantire rappresentanza nel
seno del Consiglio metropolitano anche ai piccoli
comuni. La questione è tanto più delicata se si considera che ben 250 dei 315 comuni del torinese hanno
meno di 15.000 abitanti e di questi 106, hanno meno
di 3000 abitanti. Per questa ragione la legge assegna
al voto dei Consiglieri dei 315 comuni sarà un valore ponderato che dovrà tenere in conto le particolarità dei territori e garantire un’adeguata rappresentanza a tutti i comuni.
Nella foto: Un’immagine satellitare con, in
evidenza, le 10 future città metropolitane.
Entro il prossimo 30 settembre il Sindaco della Città
capoluogo dovrà convocare le elezioni nei 315 comuni del torinese per nominare il Consiglio metropolitano ed una Conferenza statutaria cui sarà affidata l’elaborazione di una proposta di Statuto della Città metropolitana. Nel medesimo termine dovranno essere
insediati il Consiglio e la Conferenza metropolitani.
Lo Statuto sarà adottato in via definitiva dalla Conferenza metropolitana su proposta del Consiglio metropolitano entro il 31 dicembre 2014.
Nulla cambierà nell’assetto amministrativo ed elettorale dei Comuni, che però dovranno confrontarsi con
una nuova istituzione con poteri e funzioni significativamente rafforzati, rispetto a quelli oggi assegnati
alle Province, per esempio nel campo dei Piani territoriali di coordinamento, strumenti fondamentali per
armonizzare efficacemente le politiche di pianificazione dei servizi, sviluppo e tutela del territorio.
Silvio Lavalle
La Città mette in vendita...
...con una gara a evidenza pubblica il 31 per cento
delle quote di “Farmacie comunali Torino Spa”. La
base d’asta ammonta, con stima degli advisor, a €
6.800.000. La decisione è avvenuta durante la scorsa seduta del Consiglio comunale con l’approvazione della relativa delibera.
Il Comune aveva già ceduto, nel dicembre 2008, il
49% del capitale sociale. Prosegue dunque la dismissione delle società partecipate. Per ‘Farmacie Spa’
la Città ritiene che l’attività di regolazione del servizio pubblico locale delle farmacie comunali (sono
34 in città) possa essere svolto dal Contratto di servizio (rapporti tra Città e soggetto erogatore) e dalla
Carta della qualità dei servizi (tutela dell’utenza sulla conoscenza di quanto previsto dal Contratto di
servizio)...
Stop a mozziconi e chewing gum
per terra: multe fino a 150 euro
Marciapiedi, giardini e spiagge ridotti a posacenere?
La gomma appiccicata alla suola della scarpa? Diventeranno un lontano ricordo. O almeno questo è
l’obiettivo del disegno di legge connesso alla legge
di Stabilità 2015 e approvato in prima lettura alla
Camera, che farà scattare dal 1° luglio 2015 il divieto di gettare per strada, nelle acque e negli scarichi i
mozziconi di sigarette e le gomme da masticare. Pena
una multa tra dai 30 ai 150 euro, come pervede la
sanzione amministrativa inserita nel ddl, che passa
ora all’esame del Senato.
Carta di circolazione
da aggiornare, si rischiano
700 euro di multa
Chi utilizza sistematicamente l’auto altrui dovrà annotarlo sulla carta di circolazione
Multe salatissime in vista per i ritardatari e i distratti: il 3 novembre 2014 sono scaduti i termini
per aggiornare
la carta di circolazione per
chi utilizza
un’auto di un
diverso intestatario.
Sono chiamati
a regolarizza-
Gente di Falchera 11
re il libretto di circolazione i titolari di auto o motoveicoli che abbiano subito una variazione delle generalità o della denominazione dell’intestatario del
mezzo.
Entro quella data sarà obbligatorio registrare alla
Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi utilizza l’auto di proprietà altrui
in maniera sistematica, ovvero per oltre 30 giorni.
Sarà tuttavia facoltativa la registrazione in caso di
automezzi concessi al libero utilizzo di un famigliare convivente.
La norma riguarda anche i terzi che abbiano la temporanea disponibilità del veicolo per un periodo
maggiore di trenta giorni.
La norma è contenuta nella circolare n. 15513 dello
scorso 10 luglio. Il provvedimento colpisce soprattutto le auto temporaneamente intestate in comodato d’uso nei vari casi di locazione in assenza di conducente. La data di inizio delle nuove disposizioni, il
3 novembre 2014, vale solo per i veicoli intestati a
partire da quella data.
In attesa dell’approvazione del nuovo Codice della
strada, a ricordare la scadenza imminente è stato il
ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che ha
stabilito pesanti sanzioni per coloro che violeranno
le nuove disposizioni.
I trasgressori verranno sanzionati con una multa di
705 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione.
Curiosità
Tutta la verità su uno dei più
grandi enigmi della storia
Le piramidi: mistero inifinito?
Ancora oggi la terra
dei Faraoni cela segreti che lasciano gli
studiosi senza parole.
Ben 13 milioni di tonnellate di blocchi di
pietra ed è ancora uno
dei più grandi enigmi
della storia. Stiamo parlando delle piramidi d’Egitto
che sarebbero le tombe di tre grandi faraoni, tra le
più antiche costruzioni del mondo.
Tuttavia al loro interno non è mai stato trovato alcun
corpo. Nascondono dei segreti, insomma, che ancora oggi non sono stati rivelati. Perché allora sono state
costruite? Dietro alle piramidi può esserci davvero
la mano degli alieni?
Un’antica leggenda egiziana racconta che nell’era
primordiale gli dei scesero dal cielo volando su navicelle rotonde e quando giunsero sulla terra sollevando acqua e fango crearono l’Egitto. Prima di tornare tra le stelle crearono il primo faraone affinché
insegnasse agli uomini il sapere.
Secondo un recente studio olandese, per spostare gli
enormi blocchi di pietra gli egiziani avrebbero usato
acqua e fango. La tecnologia per fare ciò sarebbe stata
insegnata agli egizi da una civiltà molto più antica,
forse distrutta dal diluvio universale. Una razza che
aveva caratteristiche non umane, forse extraterrestri.
Svelato il mito di Atlantide: ecco
dove si trova l’isola leggendaria
Una strada di pietre bianche sui fondali dei Caraibi condurrebbe a una scoperta rivoluzionaria
Secondo Platone,
Atlantide si trovava oltre le Colonne
d’Ercole, il limite
estremo del mondo
conosciuto.
Nel IV secolo tale
limite corrispondeva
a un punto non ben
precisato tra la Rocca di Gibilterra e la montagna di
Jebel Musa, in Marocco, rispettivamente sulla costa
europea e su quella africana.
Secondo altri sarebbero state nello Stretto di Messina. Le ipotesi, insomma, sono tantissime, al tema
sono state dedicate alcune migliaia di libri e saggi,
ma anche videogiochi, fumetti, film e serie Tv. Per
secoli, comunque, il mito di Atlantide ha incuriosito
studiosi, archeologi e avventurieri.
La leggenda narra che, dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata in un singolo giorno per opera di Poseidone.
Dopo secoli, però, forse il mistero è stato finalmente
svelato. Nell’arcipelago delle Bahamas, al largo dell’isola di Bimini, due biologi hanno scoperto quelli
che potrebbero essere i resti di Atlantide.
Sui fondali del Mar dei Caraibi sono state rinvenute
quelle apparentemente sembravano delle semplici
pietre. Ma agli occhi dei primi subacquei che le hanno percorse a nuoto questa fila di pietre bianche sono
sembrate una vera e propria strada.
La Bimini Road, così è stata chiamata, si snoda da
Nord-Est a Sud-Ovest lungo una linea retta per 800
metri, curvando solo alla fine. E’ formata da pietre
calcaree rettangolari talmente perfette da sembrare
essere state create dalla mano dell’uomo. La loro
forma, benché erosa dal tempo, non trova nulla in
natura che le somigli.
Qualcuno ha ipotizzato fosse un molo per le barche
e non una strada, comunque era sicuramente l’ultima porzione di qualcosa di molto più grande.
Proprio da questo enigma, l’isola di Bimini ricava il
suo fascino ed è visitata ogni anno da molti turisti
appassionati di immersioni attirati dal fascino di
un’eventuale scoperta rivoluzionaria.
Gente di Falchera 12
L’angolo della poesia
LASSU’
Lassù, lassù dove salir non anche
fu dato al nostro desiderio intenso
forse un dì voleremo, anime stanche
spiriti vani e liberi del senso.
Lassù, lassù, dove le stelle bianche
fan la notte più bella è il cielo denso,
anime voleremo giulive e franche,
raggi di luce nell’azzurro immenso.
Voleremo a delizie senza fine
in alto, in alto, verso l’infinito
al par di luminose larve
eternamente libere e beate.
Scorderemo lassù l’antico errore
di questo mondo vile e licenzioso,
dove parve a questa assurda umanità,
balsamo l’odio e tossico l’amore.
Francesco Proietti Ricci
ALEPH
Spazio luce
spazio vuoto immenso
intenso, terso.
Vivido e fulgido
candido e nitido
madido e livido
energia c splendore
meraviglia e fervore
naturale allucinazione
d’una luce incolore
mille punti luminosi
entità del cielo
Presenza nella mente
quiete vitale
padiglione di colori
mistura di sensi
e sensazioni
percezioni.
Aleph,
qualcosa che succede
in sottopelle all’esistenza,
qualcosa ride in faccia.
alla nostra indifferenza.
SE
a cura di Rocco De Pace
(A quegli adorati diamanti
che hanno impreziosito
la mia vita:
POTESSI
Nicolò, Matteo e Simone)
Se potessi,
abbraccerei i vostri sogni,
carezzerei le lacrime
dei vostri cuori
le coglierei per farne un manto
di salvezza
che vi protegga dal dolore.
Se potessi,
vi donerei gioia
infinita,
l’umanità di un’altra vita.
Scioglierei chiome
di pensieri felici,
rallegrerei i vostri occhi
quasi impauriti.
Se potessi,
cambierei le carte
della vita
per giocar nuova partita.
Insinuerei nel vostro cuore,
il sorriso d’un vero amore.
Se potessi,
alienerei me stessa
annullerei i miei sogni
per farne vela d’un battello
e condurvi là
dove riposa il sogno
dove il brutto è solo un ricordo.
V’amerò
fino a che vita risplenderà
negli occhi miei
fino a che la mente mia
sarà lucente di pensieri,
perché v’ho atteso con amore,
pazienza e dolore.
Se potessi,
vorrei essere eterna
per veder brillare il mondo
nel vostro cuore
nella vostra vita.
Ma l’Eternità non è mio dono.
Solo Dio è l’Eternità.
Giorgia Catalano
Massimiliano Irenze
Gente di Falchera 13
La narrativa
di
Teodoro
Lorenzo
Dal libro di Teodoro Lorenzo “Campus Marie Curie”
Mia madre mi scuote vigorosamente per ridestarmi
dal mio torpore ma non voglio svegliarmi.
Accarezzo il cuscino e mi giro dall’altra parte per
cercare mollemente una posizione migliore.
Si ingaggia una lotta furibonda tra mia madre e Morfeo nascosto sotto le coperte. Morfeo mi tiene avvinghiato tra le braccia, mia madre mi strattona ma la
lotta è impari. Chiama in aiuto mio padre, accorre al
frastuono anche mio fratello ma Morfeo non molla,
stringe i denti, i suoi muscoli vibrano per lo sforzo
ma non molla.
Anch’io tento di divincolarmi temendo la morte per
schiacciamento e finalmente riesco a sciogliermi da
quell’abbraccio mortale con un colpo ben assestato
di “Guerra e pace” di cui avevo letto qualche pagina
prima di addormentarmi. Potere della cultura!
Sono le 7.45 e siccome l’entrata a scuola è prevista
per le ore 8 e l’edificio scolastico dista un paio di chilometri da casa mia ne deduco che sono in ritardo.
Mi spruzzo un po’ d’acqua sul viso, bevo d’un fiato
un bicchiere di latte mentre con l’altra mano cerco di
infilarmi contemporaneamente camicia e pantaloni
ed esco precipitosamente di casa facendomi tutte le
scale a salti. Apro il cancelletto e con la stessa precipitazione ritorno a casa; ho dimenticato di mettere le
scarpe.
Chiamo l’autista privato ma sta dormendo beatamente
dentro la mia Jaguar ultimo modello; non c’è tempo
per svegliarlo.
Tento di mettere in moto il mio jet personale ma qualcuno ha sabotato i comandi. Oggi va tutto storto!
Sono costretto a prendere l’autobus e mi avvio di gran
carriera verso la fermata. Guardo l’orologio: 7.50.
Ad attendere l’autobus trovo una folla che si accalca
nervosamente sul marciapiede battendo i piedi per il
freddo.
Prevedo una gran battaglia prima per riuscire a salirci sopra e poi per trovare uno spiraglio dove sistemarsi; un compatto blocco umano preme infatti contro le porte. Qualcuno si sta infilando i guantoni da
boxe, qualcun altro sta accuratamente disponendo nei
punti chiave del suo corpo spesse imbottiture. Un
tizio si sta massaggiando il gomito puntuto e spigoloso per averlo in perfette condizioni nel momento
topico.
Appare un signore attempato con un vistoso cerotto
a coprirgli il setto nasale; ieri mattina gli è andata
male ma oggi si ripresenta con rinnovato cipiglio.
Improvviso: capisco che sta arrivando l’incubo di
ogni notte.
Cominciano le scaramucce per assicurasi il bordo del
marciapiede. Qualcuno della prima fila viene spinto
proditoriamente sulla strada e viene travolto dalle
macchine in corsa; nessuna pietà. Si guarda lo scempio con indifferenza mentre si scatena la bagarre per
occupare il posto del defunto.
L’autobus arriva e si ferma davanti alla folla berciante. Vengono spalancate le porte lasciando intravedere una massa informe e purulenta; membra orribilmente schiacciate, bocche compresse, volti deformati.
Tentiamo di salire ma quelli di sopra ci respingono
ferocemente a calci. “Non c’è posto, aspettate il prossimo!”
Guardo l’orologio: 7.55. Devo assolutamente salire.
Mi aggrappo al primo appiglio che trovo. Purtroppo
è il naso incerottato del signore attempato che emette un ululato di dolore. Comunque ce l’ho fatta. Sono
però terribilmente scomodo.
Estraggo dalla tasca la fialetta puzzolente acquistata
il giorno prima in cartoleria e la lancio verso il basso. Si rompe sulla testa di un vecchio che stava strisciando tra una galleria di gambe nella speranza di
riuscire a scendere alla sua fermata. La gente non si
scompone ma infila la maschera antigas. Sono abituati a ben altro.
Ore 7.58. Provo a scendere ma le porte non si aprono
a causa della gran ressa.
Le 8! Arriverò anche oggi in ritardo. Posso toccare
terra soltanto al capolinea e qui finalmente respiro
con avidità l’aria che mi circonda.
“Forse è ora di prendere la patente” commento amaramente ritornando avvilito sui miei passi.
Teodoro Lorenzo
Il TUO
ascensorista…
DIETRO
CASA
Miglietta Raffaele
Via degli Abeti, 45
Numero Verde
800180791
Gente di Falchera 14
Regolamento di Polizia
Urbana della Città di Torino
a cura di Emilio Ghirardi
Segue dal numero 11
3. Nelle aree antistanti la Cattedrale, le Basiliche, i
Santuari e le altre chiese di particolare interesse
religioso, storico, architettonico, di qualsiasi culto
ammesso, è consentita esclusivamente la vendita
di oggetti di carattere religioso o comunque
inerenti allo specifico luogo di culto, purché con
strutture mobili o chioschi di tipo e caratteristiche approvati dai competenti uffici comunali,
sempre che il venditore sia in possesso della prescritta licenza commerciale ed abbia conseguito
la autorizzazione per la occupazione del suolo
pubblico. In occasione di particolari festività, e
nel rispetto delle condizioni sopra descritte, è
consentita la vendita di fiori e, su autorizzazione
del Sindaco, di altri prodotti di particolare interesse culturale e artigianale.
4. Nelle zone cittadine indicate al comma 1 l’Amministrazione può consentire la vendita di oggetti di particolare interesse culturale e artigianale,
sempre che venga effettuata con strutture mobili
di tipo e caratteristiche approvati dai competenti
uffici comunali e sia conseguita l’autorizzazione
per l’occupazione del suolo pubblico, ovvero, eccezionalmente, di altri prodotti purché nell’ambito di particolari manifestazioni autorizzate.
5. Le attività a carattere commerciale presenti nella
zona indicata al comma 1., lettera a), ed esercitate con strutture collocate in modo stabile sotto i
portici e negli interpilastri, qualora rivestano significativo interesse culturale, possono essere
consentite, purché nei termini temporali indicati
nell’articolo 60 si adeguino, per posizione e strutture, alle determinazioni dei competenti uffici comunali nonché della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici e dei competenti uffici
regionali.
6. L’interdizione stabilita al comma 1. non vale per
la vendita di fiori e delle caldarroste, per cui può
essere rilasciata autorizzazione, previa valutazione di opportunità e compatibilità ambientale svolta dai competenti uffici comunali.
SEZIONE III - DISPOSIZIONI PARTICOLARI
DI SALVAGUARDIA DEL VERDE
Articolo 15 - Divieti
1. Nei parchi e nei giardini pubblici, aperti o recintati, nonché nelle aiuole e nei viali alberati è vietato:
a) danneggiare la vegetazione;
b) procurare pericolo o molestie alla fauna eventualmente ospitata, sia stanziale sia migrante;
c) circolare con veicoli su aiuole, siti erbosi ed altre
aree non destinate alla circolazione;
d) calpestare le aiuole;
e) calpestare i siti erbosi ove sia vietato con ordinanza del Sindaco.
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera b), si
applicano altresì nelle zone boschive, nelle aree
protette e nelle altre aree verdi.
3. Apposito regolamento disciplina i ripristini con
seguenti a manomissioni di aree verdi e alberate
derivanti da attività autorizzate.
Articolo 16 - Attività particolari consentite
in parchi pubblici
1. Nei parchi pubblici aperti, purché dotati di sufficiente sviluppo di viali carrozzabili, può consentirsi, alle condizioni dettate in via generale dal
Regolamento e in via speciale da particolari disposizioni o provvedimenti, sempre che chi intende esercitarle abbia ottenuto la autorizzazione prescritta dalla legge:
a) l’attività di noleggio di biciclette, ciclocarrozzelle
o altri simili veicoli a pedali;
b) l’attività di noleggio, ma solo a beneficio di bambini e quindi con idoneo accompagnatore, di cavallini, da sella o trainanti piccoli calessi;
c) l’attività di noleggio, con conducente, di carrozze a cavalli, per consentire la visita del parco.
2. Nessuna delle attività di cui al comma 1 può in
alcun modo interessare zone prative.
3. Ai conducenti dei veicoli di cui al comma 1, lettera a) è fatto obbligo di osservare le norme in
materia di circolazione, ed è fatto divieto di gareggiare in velocità.
4. Ai titolari delle autorizzazioni di cui al comma 1.
è fatto obbligo di vigilare sul corretto utilizzo dei
veicoli e degli animali noleggiati, nonché di assicurare la pulizia dei luoghi di stazionamento dei
veicoli e dei percorsi.
5. Nei luoghi di stazionamento dei veicoli di cui al
comma 1 non è consentita la collocazione di strutture che non possano essere agevolmente rimosse alla cessazione giornaliera della attività e ricoverate in luoghi opportuni.
6. E’ fatto obbligo di esporre, nel luogo di stazionamento, la tariffa dei prezzi praticati per i noleggi
di cui al comma 1.
7. Oltre a quanto previsto al comma 1. può consentirsi, laddove le condizioni oggettive lo permettono, la installazione di giostre o altre simili attrazioni per il passatempo dei bambini, purché
chi intende installarle e gestirle sia titolare della
prescritta autorizzazione.
8. In ogni caso, la concessione di aree di parchi pub
blici sulle quali esercitare le attività di cui al pre
sente articolo è subordinata al parere, obbligato
rio e vincolante, dell’ufficio competente. Al me
desimo ufficio è demandata l’individuazione dei
luoghi di stazionamento ed, eventualmente, dei
percorsi, per le attività di noleggio di veicoli a
pedale e di animali.
9. Le attività di cui al presente articolo non possono avere inizio prima delle ore 9 e termine dopo
le ore 22.
10. Nei parchi pubblici su percorsi opportunamente individuati e segnalati dall’ufficio competente
sono consentite le passeggiate a cavallo.
11.La Civica Amministrazione può sospendere,
anche temporaneamente, le attività, in relazione
a particolari esigenze di interesse generale o a
situazioni eccezionali.
Gente di Falchera 15
(segue nel prossimo numero)
DAL CORRIERE DELLA SERA
DEL 12 APRILE 1896: QUALE
EDUCAZIONE GINNASTICA?
Nel 2015 la città di Torino sarà la Capitale Europea dello
Sport. Alla fine dell’Ottocento, qual era la situazione riguardante la pratica sportiva e l’Educazione Fisica nell’Italia, e più in particolare nella nostra città di Torino?
Nella seconda metà del XIX secolo, l’educazione corporea era fine a se stessa non considerava il principio agonistico e il record. L’attività di diporto, pertanto, non era
così diffusa. Erano fatte delle esibizioni ginniche, dove
non si assisteva ad alcun tipo di competizione agonistica.
Nel 1893 esistono quattro orientamenti sulla ginnastica:
1) I conservatori rappresentanti della Scuola
di Torino, con a capo il medico professor
Alberto Gamba,
2) I fautori della Scuola di Bologna, con il
principale referente, medico e maestro di
ginnastica Emilio Baumann,
3) I sostenitori della Scuola Svedese fondata da
Pehr Henrik Ling, guidata dal medico professor Luigi Pagliani,
4) I nuovi sostenitori dei “giochi inglesi”, alla
guida il professor Angelo Mosso, fisiologo e
maestro di ginnastica.
Tra questi diversi orientamenti, ci furono molte polemiche soprattutto fra Angelo Mosso ed Emilio Baumann,
considerati i due protagonisti della Storia dell’Educazione Fisica e Sportiva italiana.
Siamo a fine ottocento, la condotta del cittadino cambia,
il Piemonte assume un ruolo di precursore della ginnastica italiana. Il cittadino italiano deve possedere portamento, sicurezza, principi morali, coraggio e buona salute.
Elementi propri della ginnastica. Il modello del nuovo
cittadino Italiano parte da Torino e dalle sue Scuole. La
promozione inizia dalla formazione degli insegnanti.
Questo periodo di dissidi, porta a decidere quale insegnamento della ginnastica sia opportuno applicare alle
nuove generazioni. In molti casi, infatti, gli allievi erano
affidati ai cosiddetti “carusi”.
Secondo Baumann, questi soggetti, erano sott’ufficiali in
congedo, maestri di ballo e di equitazione, barbieri, saltimbanchi. Essi, sono definiti dal Mosso “carusi dell’insegnamento” che <<… non sapevano quel che si facessero; e che bisognava redimere dalle loro mani l’educazione fisica, per sostituirvi i giuochi inglesi …>>. Il termine
“carusu” deriva dall’espressione latina carens usu che significa “mancante d’esperienza”, questo termine è utilizzato dal Mosso in modo dispregiativo, sottolineando la
mancanza d’esperienza e di competenze riguardo alla preparazione degli insegnanti.
La preparazione inadeguata degli insegnanti e la povertà
economica, andavano a discapito di una effettiva formazione globale che doveva prevedere anche di una considerevole parte sull’igiene e sulla medicina, come elementi
fondamentali e garanti di salute del cittadino.
Nel romanzo Deamicisiano Amore
e Ginnastica, ambientato a Torino, possiamo notare
che in tutto
il racconto,
la figura del
Mosso, che
era concittadino e contemporaneo
del De Amicis, non sia
mai citata.
Questa
mancanza di
riferimenti
i n d i c a
come, nel
contesto storico di quel
momento, non si dia importanza al medico e soprattutto,
alle sue dichiarazioni.
Angelo Mosso, attraverso il suo intervento del 12 aprile
1896 al Corriere della Sera, indica quanta fatica ancora
occorra per arrivare a una soluzione che permetta ai giochi inglesi di affermarsi anche nella nazione italiana. Egli,
per le sue proposte innovative è passato alla Storia dell’Educazione Fisica come l’”Apostolo dello Sport”. Alla
fine del XIX secolo l’Educazione Fisica e Sportiva in Italia
andava consolidata a favore del gioco libero e del movimento sistematico, fra una sinergica azione ludica e educativa. Questa parte rilevante comprende l’educazione
fisica e i giuochi popolari. Proprio grazie a questo pensiero si vuole riproporre il profondo significato dei giuochi olimpici che in quel periodo, vedevano nuova vita in
Grecia.
L’esimio fisiologo parla di possibile miracolo, attraverso
le parole stampate in proposito, sul Corriere della Sera. I
Giuochi Olimpici ad Atene non sono ancora terminati,
ma nell’articolo pubblicato in data 14-15 aprile 1896,
abbiamo tutti gli elementi per comprendere quanto sia
importante il fattore educativo determinato dal gioco libero e dal movimento sistemico. Proprio ad Atene, infatti, sede dei Giochi Olimpici Moderni nasceva la “sportivizzazione delle masse”. L’articolo sopra citato, si chiude, infatti, con la constatazione che di giuochi all’aperto
se ne parla e si lavora più di prima per realizzare concretamente il progetto in questione. Quest’affermazione è
rilevante in funzione della realizzazione dell’iniziativa che
farà risorgere a Torino l’Olimpismo, ove, in Grecia è nuovamente fonte di grandi soddisfazioni.
Dott.ssa Roberta Benedetta Casti, Storica dello Sport e
dell’Educazione Fisica. Università degli Studi di Torino.
Gente di Falchera 16
Macelleria Steri
Spesa
Famiglia
Mini Spesa
Famiglia
Baby Spesa
Famiglia
2 kg. Fettine di Vitello
2 kg. Bollito di Vitello
1 kg. Salsiccia
2 kg. Spezzatino
2 kg. Braciole di Maiale
1 kg. Petto di Pollo
1 kg. Fesa di Tacchino
1 kg. Hamburgher
2 kg. Tritata di Vitello
2 kg. Costine di Maiale
2 kg. Cosce di Pollo
1 Coniglio
1 kg. Rolatine di vitello
1 kg. Rustichelle
1 kg. Tritato
1 kg. Fettine di vitello
1 kg. Braciole di maiale
1 kg. di salsiccia
1 kg. Cosce di pollo
1 Coniglio o Pollo
1 kg. Bollito con osso
1
Rolata o Tasca ripiena
1 kg. Costine di Maiale
1Kg. Fettine
1Kg. Spezzatino
1Kg. Rolatine
1Kg. Cosce di Pollo
1Kg. Petto di Pollo o Tacchino
E 7,00 al Kg.
E 9,00 al Kg.
E 8,00 al Kg.
IO
IN OMAGGer la
i sacchetti pione
conservaz una
o
acquistandozioni
m
ro
delle p
Tutti questi prezzi verranno applicati solo acquistando tutta la serie di prodotti della: “Spesa Famiglia, Mini Spesa Famiglia o Baby Spesa Famiglia”
Macelleria Steri str. Cuorgnè 119 Mappano To.-Tel. 011-996.81.94
Sta arrivando il Natale e la macelleria
Steri vi propone i suoi prodotti
MAIALINI Sardi
CAPRETTI Sardi
AGNELLI Sardi
(interiora di agnellini)
PER CHI AMA IL TEATRO
a cura di Vittorio Leode
Teatro Marchesa
VI Circoscrizione
e non solo...
ci sono le novità da non perdere:
PASTA FRESCA E RIPIENA
VITELLO Tonnato - SALSA Tonnata
Bagna Càuda
Bagnetto Verde e Rosso
Acciughe al Verde
Gamberi in bella vista
Insalata di mare
e tante altre prelibatezze...
Si confezionano CESTI NATALIZI a richiesta
La Macelleria
Steri
Augura a tutti
Buone Feste
e vi ricorda i seguenti orari:
Lunedi-Sabato 8/12,30 - 16/19,15
Chiusura Mercoledì pomeriggio
Domenica 21 Dicembre Aperti solo al mattino
C.so Vercelli 141, TorinoTel. 3388706798
Domenica 7 dicembre ore 16
“Povero Babbo Natale” Piccolo Teatro Comico
Spettacolo per bambini Gruppo Arte e Cultura
Sabato 13 e domenica 14 dicembre, ore 21 “La Cena
di famiglia” Les Petits Filous Regia di Fulvia Romeo -In scena gli attori della scuola di Teatranza di
Settimo Torinese -Associazione Culturale Choròs in
collaborazione con Associazione Sguardi Venerdì 19,
sabato 20 ore 21 -domenica 21 ore 16 “Angiolina si
deve maritare” commedia Teatro Diffuso Barbari
Invasori Lunedì 22 -martedì 23 ore 21 venerdì 26
ore 16 e 21, sabato 27 ore 21 domenica 28 ore 16
“Biancaneve” musical coreografie di René e Stefania Pulzella- Compagnia di Danza l’Araba Fenice
Mercoledì 31 ore 21.30 “C’era una volta...la Rivista”-Spettacolo di fine anno -Compagnia di Danza
l’Araba Fenice.
Gente di Falchera 17
Senso del Rispetto e
Crescente Maleducazione
di Giovanni Russo
Mancanza di educazione sociale degli italiani?
La domanda è legittima, visto l’andamento delle
relazioni sociali nel nostro Paese.
Prima ancora del comportamento virtuoso, cioè secondo uno stile conforme alla propria dignità, viene
il rispetto. Parola proveniente dal latino “respectus”,
significa riguardo, considerazione. Il rispetto è la
capacità di stare davanti all’altro e alle cose, stimandole degne di attenzione e di considerazione. E il
primo valore dell’educazione, perché una persona
educata è una persona che sa stare correttamente davanti all’altro, cioè appunto con rispetto.
Oggi nella nostra società il rispetto è in declino: non
si rispettano le persone neppure gli anziani, l’ambiente, le cose pubbliche, ecc. Peggio quando la mancanza di rispetto tocca gli amici, la famiglia, la religione, le culture, le tradizioni, le regole della convivenza. L’uomo di oggi sembra soffrire di rispettite
virale acuta, resistente ai tentativi terapeutici. Eppure una volta il rispetto aveva strutturato una sapienza
che nei proverbi poteva suonare così: al maggiore
devesi rispetto; chi da tutti è rispettato, è degno di
rispetto; chi non rispetta donne, preti, vecchi e fanciulli è un furfante; chi non rispetta sé, non rispetta
nemmeno gli altri; chi rispetta, è rispettato; chi rispetto, vuol rispetto porti; ciascuno rispettar deve
se stesso; fra amici rispetto e civiltà esigono reciprocità; il miglior ornamento dei fanciulli è il rispetto
verso i genitori; il rispetto è il legame dell’amicizia.
IL RISPETTO È UN VALORE
Il rispetto si può definire tenendo presenti due aspetti: il livello personale, cioè il rispetto di se stesso,
nel senso che una persona ha del valore nel modo
che si occupa di sé e degli altri. A livello collettivo, il
rispetto è la base della stima dell’altro. Il rispetto è
convalidare il fatto che gli esseri umani si arricchiscono reciprocamente, pur accettando le differenze
di ciascuno. La coesione umana e la sinergia con gli
altri permettono di avanzare insieme. Il rispetto è un
valore, un impegno individuale e collettivo, che è
promosso dall’esempio. Non si decreta con la moralizzazione. né dando lezioni. Ognuno deve mostrare
il cammino, assumendo atteggiamenti e comportamenti rispettosi. Tutto quello che si fa quotidianamente, di bene o di male, non è senza effetto sugli
altri. Nulla è banale. Il rispetto deve essere praticato
verso l’essere umano, in modo prioritario, ma anche
verso l’ambiente, gli animali, i beni pubblici e priva-
ti, le leggi, ecc. Il rispetto è semplice e praticabile
ovunque: in strada, al lavoro, a scuola, su un terreno
sportivo, nella natura. E applicabile in tutte le situazioni della vita.
Diceva Richard Bach che il legame che unisce la tua
vera famiglia non è quello del sangue. ma quello del
rispetto e della gioia per le reciproche vite. Come anche Blaise Pascal, in riferimento all’amore: il primo
effetto dell’amore è di ispirare un gran rispetto: si ha
una sorte di venerazione per ciò che si ama. E giustissimo: non si vede nulla nel mondo di così grande come
ciò che si ama. E il cardinale Schònborn: solo il rispetto, rivelandoci il “sacro”, quanto cioè non può
essere per nessun motivo oltraggiato, ci preserverà dal
profanare il presente, incuranti del futuro.
lA CRESCENTE MALEDUCAZIONE
La carenza di rispetto si manifesta in particolare nella crescente maleducazione, nell’inciviltà, nell’arroganza, nel menefreghismo, nella mancanza di educazione sociale sempre più visibile. I dibattiti televisivi sono sempre più volgari, con il pessimo esempio di politici e di personalità che hanno un ruolo
nella società e nelle istituzioni. Insulti, parolacce, risse, litigi, prevaricazioni mancanza di ascolto, comportamenti stradali selvaggi, la maleducazione pare
diventata una qualità. In realtà, la maleducazione è
stupida e volgare perché incapace di logica e di buon
senso. Ha notato Beppe Severgnini che in Italia c’è
un livello di maleducazione diffusa che è disarmante. La gente non convive pacificamente secondo elementari regole di buon senso, ma è una giungla in
cui ci si comporta come se fosse necessario aggredire per non soccombere. Dall’uomo della strada che
salta la fila e che ritiene di avere sempre un motivo
per essere “speciale” e quindi diverso dagli altri.
I commessi dei negozi che tra uno sguardo seccato,
una sbuffata e qualcosa di incomprensibile digrignato tra i denti servono clienti che li trattano senza rispetto e risulta impossibile capire chi abbia generato
questa spirale impazzita di inciviltà da un lato e mancanza di professionalità dall’altro.
LA RIVOLUZIONE “GENTILEZZA”
Assistiamo a un vero imbarbarimento della vita e
delle relazioni interpersonali. Chi è maleducato non
ha mai compreso il punto di vista altrui, non è abituato a riflettere. Il maleducato non sa riflettere, vive
secondo un istinto che lo fa credere sempre legittimato nel comportarsi in quel modo perché secondo
lui è giusto, perché non gli interessa niente degli altri. Ma la vera rivoluzione parte dal rispondere con
gentilezza a chi è maleducato invece di adeguarsi a
questo modo selvaggio di rapportarsi, dal non pen-
Gente di Falchera 18
sare che chi è diligentemente in fila sia in realtà un
povero stupido davanti al quale è normale passare
senza alcun rispetto. Infatti, la maleducazione è la
frontiera della nuova inciviltà e significa perdita di
valori portanti. È una degenerazione etica che si traduce nella disonestà e anche nella corruzione.
Di fronte a molti ragazzini che sembrano non avere
nessuna idea di che cosa significhi la parola rispetto,
con comportamenti antisociali, egoisti, individualisti all’estremo, si ha la sensazione che manchi la famiglia con il suo compito educativo. In realtà molte
colpe sono da imputare ad alcuni nuovi modelli di
famiglia che, chiudendosi sempre più a riccio, non
lasciano più spazio al dialogo con gli altri e quindi
alla possibilità del confronto con il prossimo. Una
famiglia che non si confronta come potrebbe rispettare e insegnare il rispetto? Soprattutto per chi è diverso da me?
Parliamo dei Nonni
di Toni
Barilla
Vorrei parlare e, vista la
sede, scrivere per dedicare poche
righe a una
figura sociale
e umana nota
a tutti e sempre sufficientemente stimata e ringraziata per la sua presenza e operato, ovvero la figura dei nonni sempre presenti nel quartiere. Due righe che non possono essere sufficienti a
esprimere tutti i meriti umani sociali e non ultimi,
economici che queste persone svolgono ogni giorno, senza clamore e con la sola voglia di dare e di
ricevere amore; ogni mattina presto sono già in azione (per compensare quelle inefficienze sociali di servizi, tipiche del nostro paese) per aiutare le famiglie
dei loro figli, altrimenti in grosse difficoltà, con i
bambini prestando un lavoro difficilmente, per motivi di orari, eseguibile dai soli papà e mamma.
Banalmente come farebbero tante donne ad andare a
lavorare alle otto di mattina e a portare i figli all’
asilo o a scuola alla stessa ora?
E poi andarli a prendere all’uscita della scuola, saperli in mani sicure, dati i tempi che viviamo.
E tutto questo ricade, generosamente, sulle spalle dei
nonni... e nonne, chiaramente non si volevano dimenticare. Anche se a volte e non sempre per carità, ci si
dimentica, forse per il logorio della vita moderna,
che il ruolo del nonno non è solo quello di baby sitter più o meno disponibile.
Da sempre gli anziani o vecchi (non c’è niente di
offensivo ad usare questo termine) è stato quello di
depositario della saggezza della comunità; saggezza
da trasmettere alle generazioni future.
Invece a volte i genitori hanno la presunzione di sapere tutto loro e non lasciano questo spazio ai nonni,
facendo perdere una grande opportunità di conoscenze e di esperienze di vita che valgono più di mille
libri letti. Per me ben venga la funzione di baby sitter, ma non trascuriamo quella di educatori per una
generazione nuova che, a volte, ha dimenticato certi
valori sepolti da nuovi “valori” discutibili.
Ho saputo di casi di nonni sgridati da genitori per
aver pensato o agito secondo il proprio cuore e per
questo non considerati ok.
Non vanno bene come educatori ma solo come baby
sitter. Ogni riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale… non è vero, è voluto.
SPORTELLO DELLO PSICOLOGO
E’ disponibile al servizio dei cittadini uno sportello
GRATUITO dedicato all’ascolto e al supporto psicologico di tipo generico, in via degli Abeti 16. Si fa
presente che gli incontri che avvengono in tale sportello non costituiscono sedute psicoterapeutiche. Per
chi fosse interessato è necessario prenotare per appuntamento telefonando al n° 3496551846.
Nuovo Sportello A.T.C.
alla Falchera
Si comunica che dal mese di
Gennaio 2014 è attivo il nuovo Sportello di A.T.C. Torino nel quartiere Falchera, presso il LABORATORIO DI QUARTIERE A.S.L. VIA DEGLI ABETI 16 - con i
seguenti orari: 1° e 3° Martedì di ogni mese
dalle ore 10,00 alle ore 12,00.
A.T.C Torino
SMARRITO...
...e ritrovato un mazzo di chiavi
presso la zona mercatale
della Falchera Nuova.
Gli interessati possono
recarsi presso la
Redazione “Gente di Falchera”
in P.zza G. Astengo 6
Gente di Falchera 19
Astronomia e...
Briciole di storia...
LA SCOMPARSA DI UN
GRANDE FISICO
Scoperto un super vulcano spento in Valsesia
a cura del Gruppo “G. Plana”
Dopo lunga malattia,
Il 24 ottobre si è spento all’età di 83 anni il
grande fisico, matematico, astronomo e pittore Tullio Regge, costretto a vivere su una
sedia a rotelle fin da ragazzino per una grave
distrofia muscolare.
Nato a Borgo D’Ale, si laureò a Torino nel 1952 e si
perfezionò all’Università di Rochester (New York).
Tornato in Italia venne nominato nel 1962 professore di relatività alla Università di Torino. Di fama internazionale, ebbe un ruolo di primo piano nella meccanica quantistica e nella divulgazione scientifica.
Nel 1979 fu insignito del premio Einstein, assegnato
dall’Università di
Princeton. Accademico dei Lincei dal
1990, nel 1996 ricevette la medaglia Dirac. Regge fu un Nobel mancato, si preferì, sembra, destinaT. Regge nella ex
Biblioteca Falchera
re il prestigioso pre(foto d’archivio)
mio a Carlo Rubbia.
Personalità forte ed eclettica, si avvicinò persino ai
segreti dell’occulto scrutando il mondo arcano dell’amico e veggente Rol, ma sempre con spirito altamente razionale. Alla fine degli Anni Settanta avemmo il piacere e l’onore di ospitarlo presso
la Biblioteca Civica
Falchera in cui tenne
una conferenza su
stelle e asteroidi, supportata dalla proiezione di suggestive diaT. Regge nella ex
Biblioteca Falchera
positive
della
(foto d’archivio)
N.A.S.A. Sapendo
che era un appassionato anche di poesia e di letteratura, quando gli chiedemmo quale fosse il poeta che
amasse di più e quali sue opere prediligesse, senza
esitazione rispose Giacomo Leopardi: “L’Infinito e
“Alla luna”, guarda caso. Nel 1983 divenne presidente onorario della prima Associazione di astronomia “Francesco Zagar”, fondata in Falchera, proprio
in biblioteca, dal lettore astrofilo Claudio Casacci.
a cura di Franco Foppiani
Collocato nell’area tra Varallo Sesia e Borgosesia, il
super vulcano era attivo circa 290 milioni di anni fa,
dando luogo a grandi eruzioni che erano in grado di
oscurare l’atmosfera ed alterare il clima globale. Poi
dopo alcuni milioni di anni di attività, ebbe tregua
non più alimentato dai magmi profondi, collassò su
se stesso, formando una caldera, cioè uno sfrondamento di una quindicina di KM di diametro. Il supervulcano della Valsesia, in altri termini, anche se
ormai inattivo, permette di rivoluzionare le nostre
conoscenze sulla struttura profonda di quella che gli
antichi greci indicavano come “LA FUCINA DI EFESO”, il terribile dio del fuoco. Le ricerche condotte
dai professori Quick, Singoi e i loro collaboratori
sono di grande importanza per almeno due ordini di
motivi, commenta il professor Giovanni Orsi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il primo è
che esse permettono di studiare i processi che avvengono nel sistema di alimentazione di un vulcano,
alla profondità di parecchi chilometri all’interno della
crosta terestre. Il secondo è rappresentato dalle implicazioni che 9 risultati di queste ricerche sul vulcano attivo, come il Vesuvio dove in aree densamente
popolate in aree vulcaniche come per esempio nell’area napoletana.
Franco foppiani
Il Vernacolo
vittorio leode
Gente di Falchera 20
a cura di
Lina
Signorini
El mè Natal
Da masnà,
apen-a, apen-a desvijà
a j-era già festa
con la veuja ‘t vardé
sota ‘l cussin dla testa
sa j-era già pasaje ‘l Bambin,
ma cun la paura ‘t nen trové
col nonsent masnaijn
fait et sùcher colorà
grassios e doss, un cit pitocin,
ansema a doi mandarin
portà propri da Gesù Bambin.
Gilda Gallea Gianaria
INVITO AL MUSEO
di
Rita
Miglia
MUSEO DELLA SINDONE
Nella cripta della chiesa del SS. Sudario in via S.
Domenico 28, si trova un museo unico al mondo interamente dedicato alla Sindone, il sacro lino conservato nel Duomo di Torino.
Nato nel 1936 su iniziativa della Confraternita del
SS. Sudario e ospitato dal 1998 nell’attuale sede, il
museo offre al visitatore un’opportunità unica di accostarsi al sacro lenzuolo attraverso un’informazione completa delle ricerche sindonologiche dal ‘500
ad oggi, cogliendo gli aspetti storici, scientifici ,devozionali e artistici.
Introdotto da affreschi virtuali sul tema della Passione di Gesù che lentamente ma continuamente mutano sulla volta e nelle nicchie, il percorso espositivo
si articola in due sezioni.
La prima, a carattere scientifico, illustra l’evoluzione delle ricerche iniziata nel 1898. Da allora, per oltre un secolo, ricercatori di varie discipline hanno
cercato di “leggere” la Sindone e di svelare il mistero della sua immagine.
Dalla prima fotografia scattata nel 1898 da Secondo
Pia, da cui presero il via tutte le indagini scientifiche,
il percorso espositivo conduce fino alla stupefacente
immagine tridimensionale del volto dell’uomo della
Sindone elaborata nel 1978 da Giovanni Tamburelli.
Un cenno particolare merita l’intera serie di fotografie scientifiche: dalla prima immagine a colori del
1968, a quelle digitali in alta definizione del 2008.
Sempre nella sezione scientifica, ampio spazio è dedicato ad ulteriori studi: sul tessuto e la sua tessitura,
sulle microtracce rinvenute sul lenzuolo (pollini, sangue, aloe, mirra, aragonite), sulle indagini medicolegali, sulle impronte delle monete rilevate sulla tela,
fino all’analisi iconografica. Di particolare interesse
è la raccolta di tele utilizzate in laboratorio per spiegare la formazione dell’immagine, che evidenziano
come la scienza non sia ancora in grado di riprodurre le caratteristiche dell’immagine sindonica.
L’itinerario di
visita prosegue attraverso
la storia (quella vera e quella ipotetica)
della Sindone
e della sua venerazione
a partire dalla seconda metà del XV secolo, quando
il lenzuolo divenne di proprietà di Casa Savoia.
Tra incisioni, opere e volumi dal ‘500 all’’800, uno
sguardo merita la cassetta utilizzata per il trasporto
definitivo della Sindone a Torino nel 1578. Fiore all’occhiello del museo è la cinquecentesca teca in argento e pietre dure nella quale era conservata la Sindone a partire dalla fine del ‘500 fino all’11 aprile
1997, giorno dell’incendio della cappella del Guarini nel Duomo di Torino.
Un’attenzione particolare il museo riserva ai non
vedenti, con un percorso lungo tabelle tattili che culmina con un grande modello tattile in forma tridimensionale del lenzuolo, frutto della collaborazione
con la sezione torinese dell’Unione Italiana Ciechi.
Completa il percorso un breve video in cinque lingue che propone una lettura analitica dell’immagine
sindonica.
Il museo è aperto in via San Domenico 28 tutti i giorni
dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.
Gente di Falchera 21
Il piacere di leggere
a cura di
Adriana
Scavello
Una nostra affezionata lettrice, Lina Signorini, ci ha inviato la recensione del libro di
Jean-Christophe Rufin
“Il collare rosso”
“Il collare rosso” di Jean-Christophe Rufin.
I protagonisti di
questa storia sono:
un uomo Morlac, il
suo cane Kaiser e il
giudice Lantier.
Come sfondo una
cittadina francese
nella torrida estate
del 1919.
Morlac eroe di
guerra insignito
della legion d’onore è in carcere. Lantier dovrà giudicarlo. Fuori nella piazza, Kaiser abbaia
fino allo sfinimento. In campagna una donna trepida per la sorte dell’uomo. Questa è soprattutto una storia di sentimenti: lealtà, fedeltà, orgoglio.
Un romanzo semplice, breve ma intenso e ricco di
poesia. Ci insegna cosa è la lealtà e la fedeltà, quella
semplice e integrale del cane che non conosce mezze
misure, quella dell’uomo verso gli amici, ma che cerca anche di essere aperta verso coloro che combatte.
Un libro commovente, che si legge tutto d’un fiato
ma capace di lasciare un segno profondo.
Lina Signorini
GIANN
BBIGLIAMENTO
E’ NATALE !!
Da Gianna abbigliamento
tante novità da Parigi,
e non solo, vasto
assortimento
di maglieria Svezia
di ottima qualità.
Viale Falchera 66 - Tel. 011-262.14.03
Un viaggio nella nostra
A cura di
Circoscrizione Remo
Andreasi
Omaggio alla memoria
BERTOLLA
Si tratta di una
vecchia borgata che si estende fra le cascine dette “I Biasoni”, “La Speranza” e la
sponda sinistra
del Po. I Biasoni si trovano
dove c’è la
“piola” e la via
dei Biasoni. La
Speranza è al
fondo dove un
tempo arrivavano i binari
del tram, i co“Lavandai di Bertolla”
siddetti “tram
(foto d’epoca)
d’Ghigo”, che
raggiungevano Settimo e che facevano capolinea sul
corso Regina Margherita a Torino da “Albani”, la
pasticceria che produceva i panettoni. Cento metri
dopo la Speranza infatti iniziava il territorio di Settimo. E’ il tradizionale borgo dei lavandai, qualche
volta indicato anche con il nome di Borgostura, infeudato nel 1739 da Alessandro Sclopis del Borgo.
Prima della costruzione del lavatoio, una fila di donne quasi ogni giorno faceva il bucato nel fosso di via
Bardonecchia, offrendo però uno spettacolo, si diceva, non proprio decoroso per la città. Via Bardonecchia conserva per molto tempo l’antico carattere agreste: passaggi stretti, dislivelli con pozzanghere, straripamento del fosso laterale. Allora un’ordinanza
comunale fece allontanare le lavandaie che si trasferirono con i loro panni lungo il Po e la Dora; un’altra
ordinanza nel 1935 vietò di sciorinare i panni lungo
i fiumi della città, così le lavandaie torinesi si trasferirono verso San Mauro. Le case dei lavandai erano
edifici residenziali, in genere a due piani fuori terra
a manica semplice, con notevole sviluppo in lunghezza, disposte a pettine rispetto ai percorsi stradali antichi e alle bialere. Sino al 1946, quando si cominciò
a lavare a macchina, i lavandai di Bertolla e della
Verna andavano direttamente nelle case della città
per prelevare la biancheria da lavare.
Gente di Falchera 22
ANNIVERSARIO
Nel nono nniversario della scomparsa di Santa
Sturiale in Bonocore, il
marito Antonino e i figli
Lucia e Giuseppe, la ricordano con grande affetto e amore, sarà sempre
nei nostri cuori.
UN RICORDO PER CHI TI RICORDA
Ciao cucciolo mio è tanto
che non ti scrivo, fra pochi
giorni sono 17 mesi che mi
hai lasciata, anche se sei
sempre con me, come so,
spero e mi illudo che da lassù io sono con te, mi manchi sempre di più ogni parola, pensiero, rcordo tutto,
dentro casa e fuori, tutto mi riporta a te. Il bene
che ci ha unito è unico, speciale che solo noi capivamo. Cominciano le ricorrenze e per me è una
tortura, rivivo ogni momento che vivevamo insieme, bello o brutto fosse stato. Il 7 di ogni mese
ricordo le tue ultime ore e sto malissimo, spero
solo che tu sia serena e sempre sorridente.
Il tempo passa veloce e veloce verrà il tempo che
saremo di nuovo insieme. Buon Natale amore mio.
Un pemsiero solo per te!
Quando ti avrò raggiunto sulla sponda del mare
celeste, tu venendomi incontro mi chiederai:
“Cosa hai fatto tutto questo tempo senza di me?”
Io ti risponderò “Ho continuato i nostri discorsi”
Tu riderai e con dolcezza cingerai le mie spalle e
lungo i prati fioriti del paradiso continueremo i
nostri discorsi, segno di un amore mai finito!
Ciao piccola.
La tua mamma
ANNIVERSARIO
In ricordo di Silvana a 20 anni
dalla sua scomparsa. La morte
non aspetta. Arriva anche
quando non sei pronto. La
morte è il più grande mistero
della vita. Assieme all’amore.
La morte e’ venuta a prenderti
a 30 anni, quando ancora tanti
erano i progetti di vita da portare a compimento, la
famiglia, i figli... Dicevi sempre che ti piaceva il
nome Stefano e proprio il 26 dicembre di 20 anni fa
ti abbiamo accompagnata per il tuo ultimo viaggio,
c’era tanta gente a salutarti, in quel freddo giorno...
E mentre scrivo queste parole mi guardi dalla foto
sulla scrivania... con quei grandi occhi castani che
parlavano da soli... Arriverderci, sorella amata!!!
SILENT KEY
CI HANNO LASCIATO:
09/10/2014 Caronna Rocco
Via degli Ulivi 23
28/10/2014 Ferri Barbarina
Via delle Betulle 11
01/11/2014 Grella Giovanni
Str. Villaretto 172/6
07/11/2014 Rotondo Rocco
Via delle Betulle 47
21/11/2014 Garcea Onofrio
Via delle Betulle 17
24/11/2014 Spanò Vittorio Giovanni
Via Toce 29
di anni 90
di anni 93
di anni 81
di anni 92
di anni 87
di anni 77
CI HAI LASCIATO...
...Ciao Maria, è passato un
anno, adesso cammini insieme a Mario, lassù in un
campo stellato senza confini, e ti addormenti nelle
braccia d’un angelo, Il mio
e il nostro pensiero è sempre con voi, perché so che
siete sempre al nostro fianco; il tuo viso, ovunque noi siamo, è sempre in primo piano, un tuo
sorriso, uno sguardo, un cenno, un racconto, ci
fanno rivivere i momenti felici intensi trascorsi
insieme; tutto sembra come allora; un pezzo del
mio cuore (anche se malato) non si è ancora abituato alla tua assenza e a quella di Teresa, Salvatore e di Mario. Voglio riempire il vuoto che ci
hai lasciato, con mille ricordi, mille luci soffuse
che scompaiono nell’aria, come le stelle nella notte, come il vento che porta il dolore i pensieri e le
parole verso un cielo lontano di una lucente nuova stella in un immenso angolo di un celeste Paradiso.
Adriana Scavello
Gente di Falchera 23
Rocco D. P.
ANNIVERSARIO
Nel primo anniversario della scomparsa di Simonetti
Rosa in Vurro, la ricordano con grade affetto il marito Luigi con i figli Savino, Francesco e Mariella.
Hanno collaborato a questo numero:
Remo Andreasi, Giorgia Catalano, Roberta Benedetta Casti, Giacomo Chissotti, Toni De Nardo, Massimiliano Irenze, Emilio Ghirardi,
Silvio Lavalle, Vittorio Leode, Teodoro Lorenzo, Silvana Patrito,
Luigi Ricciardetto, Francesco Proietti Ricci, Giovanni Russo, Adriana
Scavello, Livio Scremin, Lina Signorini, Alessandro Stifani,
Gli eventuali contributi potranno essere versati direttamente presso la Redazione, in Piazza G. Astengo 6.
Orario di Redazione dal lunedì al venerdì:
dalle ore 9,30-11,30 / 15,30 -17,30
Tel. cell. 349.420.10.90
E mail: [email protected]
Sito: www.gentedifalchera.it
Un ringraziamento particolare a tutti
i sostenitori, inserzionisti e agli amici che
ci aiutano nella distribuzione del giornale.
Sostenitori “GENTE di FALCHERA”
Sig.ra Dalena Flavia
Sig.ra Laiolo Angela
Sig.ra Cottari Giuliana
Sig.ra Faussone Marisa
Sig.ra Aceto Mariangela
Sig.ra Lettrice Anonima
Sig.
Bonocore Antonino
Sig.
Poggi Armando
ASTRA
Sig.
Chissotti Giacomo
SOCIETA’ COOPERATIVA
TORINO
Sig.
Cobianchi Francesco
Sig.
Bove Antonio
Sig.
Agliano Vittorio
C.so Giulio Cesare, 99 - tel. 011-280901
Via Monginevro, 161 - tel. 011-3828558
Gli articoli da pubblicare dovranno pervenire entro il 15 di ogni mese. La redazione si riserva la facoltà di
pubblicarli e/o modificarli secondo le esigenze del giornale. Gli articoli non verranno restituiti
NON SEMPRE IL CONTENUTO DEGLI SCRITTI DI CHI COLLABORA RISPECCHIA LE OPINIONI DELLA REDAZIONE
Gestione in proprio - Il giornale viene distribuito gratuitamente ai soli sostenitori che con le offerte contribuiscono al costo della stampa
Ex Biblioteca Civica FALCHERA
Periodico fondato nel 1993
Direttore Responsabile
Rita Miglia
Vicedirettore
Massimo Giusio
Redazione:
A. De Leo, C. Elia,
R. Voyat, F. Foppiani,
U. Grassi, R. De Pace
Caporedattore e grafica
Umberto Grassi
Segretaria di Redazione
Rita Voyat
Redazione P.zza G. Astengo, 6
Tel. cell. 349.420.10.90
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.gentedifalchera.it
Gente di Falchera 24
Scarica

Dicembre 2014 - Gente di Falchera