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ALCHERA
NOVEMBRE 2013
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477
ANNO 20° - N° 11
P ERIODICO I NDIPENDENTE S UPPL . A.S.I. R EG . T RIB . 4227/90
MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE
ALL’INTERNO
EDITORIALE
L’ultimo saluto a don Dino
di
AMILCARE
DE LEO
E’ Tempo di Speranze
H
Il vescovo Cesare
Nosiglia a Falchera
SOMMARIO
L’ultimo saluto a don Dino
Dal 1° gennaio in vigore la TARES
L’arcivescovo in visita alla Falchera
Comitato Spontaneo Falchera
Notizie dalla Circoscrizione
L’intervista a...
Il giornale della scuola
PGS Conquista
I lettori scrivono
Un viaggio nella Circoscrizione
L’angolo della poesia
Regolamento condominiale
Psicanalisi e dintorni
Sportello per la mediazione civile
Il piacere di leggere
Anagrafe Falchera
Astronomia - Briciole di storia
Silent Key
pag. 2
pag. 3
pag. 4
pag. 5
pag. 6
pag. 7
pag. 8
pag. 9
pag. 10
pag. 11
pag. 12
pag. 13
pag. 16
pag. 18
pag. 19
pag. 20
pag. 22
pag. 23
o un cruccio, quello innanzitutto di
non essere stato presente ai solenni
funerali di don Dino e di non aver
partecipato alla riunione del Comitato Falchera Villaretto di mercoledì sera 2 ottobre su vari temi come
il secondo accesso e problemi inerenti al sistema di viabilità e
sicurezza nel quartiere, per una mia indisposizione. Ammetto
di dovermi un tantino ricredere su quanto sino a oggi ho espresso sulla reale ed effettiva esistenza di un Comitato di Quartiere
che, dopo
i primi fePER MOTIVI DI SICUREZZA
lici esornon è più agibile l’attuale redazione
di, ai miei
“Gente
di Falchera” pertanto si riceve il
occhi e
pubblico presso il locale del comitato
forse agli
Spontaneo
Falchera, (la porta di fronte)
occhi di
nei giorni di MERCOLEDI’ e
qualche
altro cittaGIOVEDI’ dalle ore 9,00 alle 11,30
dino pareva offuscato mentre invece pare stia acquistando una certa configurazione sul territorio, il che ci fa sperare per il futuro. Mi
riferisco al Comitato Falchera Villaretto esistente, attivo credo
già da più di due anni con tanto di statuto, che ha sede presso il
Circolo A.C.L.I. di zona. Francamente, diciamolo, nessuno finora ha fatto di meglio. Penso in positivo anche al Tavolo Sociale che ha assunto, dopo i fulgori dei primi tempi e le conseguenze della crisi successiva, una non trascurabile fisionomia
sociale e territoriale essendo ampiamente a disposizione dei
cittadini per attività volte al tempo libero, richieste e servizi
vari. Mi riferisco inoltre all’efficacia di quel movimento giovanile, denominato Gruppo Cittadini, in verità già attivo in
campo e soprattutto in rete. Mi viene infine alla mente un altro
Comitato, efficiente, solido, ben costituito che ruota incessantemente, e giustamente, intorno al grave problema falda. Che
Gente di Falchera 1
segue a pag. 11
L’ultimo saluto a don Dino
C’era tutta la Falchera, anzi tutte e due le
Falchere, Vecchia e
Nuova a dare l’ultimo saluto a don Bernardino Cagliero, il
nostro don Dino. Si
è spento il 30 settembre all’ospedale
Molinette, dove nell’ultimo periodo ha vissuto un vero calvario per poi
chiudere la sua esistenza terrena.
Il vescovo mons.
Cesare Nosiglia
ha voluto essere
presente ad officiare la messa e
nell’omelia ha
paragonato don
Dino ai Santi
Angeli, di cui si
celebrava la festa, anche lui come gli Angeli ha dedicato tutta la sua vita al servizio e per il bene della
comunità.
E’ stata una
cerimonia
commovente con una
folta rappresentanza
del Clero,
tutti sacerdoti che hanno conosciuto don Dino; si sono
ricordate le tappe più importanti della sua vita: il seminario a Chieri, la sua prima messa il 28 giugno
1942 poi vice parroco alla chiesa della Speranza e
nel luglio 1954 Parroco a Falchera dove celebrava la
messa sotto il porticato di via Betulle. Infine nel 1973
ha inaugurato la nuova attuale chiesa, dove è rimasto come parroco fino al 2002, ma ancora operante
per le piccole
incombenze
fino al 2012.
Esattamente
un anno fa, il
16 ottobre,
eravamo tutti
riuniti per salutarlo ed accompagnarlo
nella sua nuova dimora “La casa del Clero”, proprio
a causa dei suoi gravi problemi di salute. Per lui è
stato uno strappo doloroso perché qui a S. Pio X era
a casa sua; in tanti sono andati a trovarlo nella sua
nuova sistemazione, dove era ben accudito e soprattutto non era solo.
Con don
Dino, per
noi che
l’abbiamo conosciuto sin
dai primi
anni, si è
conclusa
un’epoca,
è stato il
nostro padre spirituale, il nostro confidente, ci ha uniti
in matrimonio e, per coloro che sono rimasti in Falchera, ha battezzato i nostri figli e i nostri nipoti.
Don Dino ha sempre fatto parte della nostra vita, ora
per lui è giunto il momento di godersi il meritato premio, senza più le sofferenze terrene; noi che ci sentiamo più soli lo ricordiamo per tutto ciò che ci ha
lasciato e continuiamo a farlo vivere nei nostri cuori.
Rita Voyat
Addio Signor Parroco!
L’ho sempre
chiamato
così “signor
parroco” da
quando l’ho
conosciuto al
tempo del
mio matrimonio sino al
fatale allontanamento, di meno di un anno fa, dalla sua casa naturale e confessionale, la Falchera, per essere trasferito
nella Casa di Riposo “San Pio X”. Ora quella cameretta, in cui dimorava, è rimasta vuota con tutte le suppellettili offerte dall’ampia generosità dei fedeli falcheresi e che rimarranno ovviamente a disposizione
per qualche altro anziano ospite. A gennaio avrebbe
compiuto 94 anni: un’età di tutto rispetto davanti alla
morte, senza età per me, per noi che gli siamo stati
vicini e gli abbiamo voluto bene. E’ mancato il 30 settembre dopo sopraggiunte gravi complicazioni, il 2
ottobre sono avvenuti i solenni funerali nella chiesa
che ha visto nascere, con
una folta e prevedibile presenza di gente, amici, credenti e non credenti. Uomo
di fede, sottile teologo qual
era non disdegnava conoscere e dibattere il pensiero
altrui amando intrattenere
disquisizioni morali, sociali e filosofiche con gli stessi
laici. Come molti altri religiosi, era affascinato dall’osservazione del cielo e
Gente di Falchera 2
quando una
volta, dopo
avergli messo a disposizione per alcune notti un
telescopio
newtoniano
in dotazione alla biblioteca, chiesi perché mai amasse
l’astronomia, mi rispose che era affascinato dai mille
segreti di una scienza che più avvicinava a Dio. Mi
viene in mente ora il giorno in cui si celebrò pubblicamente la festa per la sua partenza in quella stessa chiesa
dentro la quale i fedeli, che il 2 ottobre l’hanno pianto
in massa, allora gli attribuirono, tra saluti, ricordi e
nostalgie, tutto il loro affetto e gli manifestarono tutta
la loro solidarietà. Ebbene tutti noi abbiamo scolpita
nella mente la sua figura di piccolo vecchio prete seduto in silenzio presso l’altare, rannicchiato su una
schiena sempre più dolorante e curva. Eppure quel
corpo in declino era sorretto da una mente ferma, chiara
e lucida che gli permetteva di comprendere, di ringraziare e da lontano di riconoscerci col dito quasi uno
per uno. Probabilmente ciò che noi non comprendem-
mo, o non volemmo comprendere per pudore, quel
suo tacito grido di dentro, sì, di sincera gratitudine ma
anche di profonda tristezza, che sempre egli cristianamente soffocò all’insegna della fede e del destino che
lui però amava definire come divina provvidenza. Sai, in questi ultimi tempi non sono stato molto bene,
l’altra notte sono persino caduto dal letto, là mi assisteranno...- Mi spiegò quando andai a salutarlo per
l’ultima volta nel suo ufficio della Falchera. Non osai
proseguire, mi limitai a rispondere: -...E’ giusto,
allora...auguri signor parroco!- In realtà era già un
addio.
Amilcare De Leo
Dal 1° gennaio 2013 in vigore
il Regolamento della Tares
Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera presentata dall’assessore ai tributi, Gianguido Passoni, con il regolamento per l’applicazione del tributo
comunale sui rifiuti e sui servizi.
Il nuovo tributo decorre dal primo
gennaio 2013 e
sopprime la tassa
per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani e tutti i prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria.
Quanto pagato fino ad ora come Tarsu, dunque configura un acconto della Tares che dovremmo pagare tra
circa un mese. Il regolamento determina la disciplina
per l’applicazione del tributo, concernente tra l’altro:
- la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti;
- la disciplina delle riduzioni tariffarie;
- la disciplina di eventuali riduzioni ed esenzioni;
- l’individuazione di categorie di attività produttive
di rifiuti speciali alle quali applicare percentuali di
riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta;
- i termini di presentazione della dichiarazione e del
versamento del tributo.
Sono ben 35 le categorie di utenti classificate. Si va
dagli stadi di calcio alle abitazioni private, passando
per ogni genere di esercizi pubblici e aziende.
Un’indagine scientifica commissionata all’Ipla s.p.a.
(Istituto per le piante da legno e l’ambiente) commissionato dall’amministrazione regionale e provinciale,
nel 2003 e aggiornato ogni anno, ha consentito al Comune di Torino di disporre di uno strumento per calibrare la produzione di rifiuti per ciascuna categoria di
utenza. La delibera sulle tariffe che il consiglio si accinge ad esaminare e votare prevederà dunque fasce
tariffarie in cui le categorie individuate nel regolamento vengono raggruppate in base alla qualità e quantità
dei rifiuti prodotti.
Una mozione presentata dai consiglieri Vittorio Bertola e Chiara Appendino, anche essa approvata nella medesima seduta, impegna la Giunta a destinare una quota del gettito Tares, per la sua componente “rifiuti”, al
potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e al miglioramento della sua qualità per la sua miglior valorizzazione economica. Si dovranno inoltre
adottare i migliori modelli di raccolta in uso in Italia e
avviare uno studio scientifico per individuare i gruppi
di utenza più virtuosi nella differenziazione dei rifiuti
da premiare, a partire del 2014, con sconti sulla tariffa.
Silvio lavalle
(Salvo nuove disposizioni con l’approvazione del“Patto di Stabilità”)
Gente di Falchera 3
L’arcivescovo di Torino
visita la Falchera
Accolto da un allegro
coro di voci infantili,
l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia è
arrivato all’oratorio
di S. Pio X per l’incontro con i ragazzi
del catechismo.
“Abbiamo bisogno
delle vostre speranze” ha detto in quello che forse è
stato uno dei momenti più lieti del lungo viaggio all’interno dell’unità pastorale 15, di cui fa parte anche la Falchera.
Un viaggio che ha portato l’arcivescovo a contatto
con la multiforme diversità del borgo: dall’incontro
con gli immigrati ospiti della comunità di padre Mario
Loi: “opportunità di crescita per tutti – come ha affermato – nella diversità di colore e di cultura”; all’intenso incontro con i malati e gli anziani, fino alla
tavola rotonda con i giovani.
Con una popolazione di poco meno di 7 mila abitanti e due distinte parrocchie (S. Pio X e Gesù Salvatore) sorte a distanza di 20 anni l’una dall’altra, la Falchera ha presentato al suo arcivescovo un volto di
forte animazione sociale, pur nelle difficoltà della
crisi economica che, in questi ultimi anni, ha colpito
pesantemente anche questo borgo.
Iniziato 60 anni fa
con un altare da
campo sotto il
portico di un cantiere in costruzione, il cammino
della comunità cristiana ha condotto oggi a due popolose realtà, connotate da un forte impegno cristiano e da solidarietà umana verso anziani e bisognosi.
“Oggi – spiega don Adelino Montanelli, parroco di
entrambe le comunità – raccogliamo attraverso il
banco alimentare in media 70 borse della spesa da
distribuire ai più bisognosi. Inoltre, attraverso il progetto di solidarietà fraterna, alcuni gruppi familiari
si autotassano mensilmente per provvedere alle spe-
se vive di coloro che
ne hanno bisogno.
Né vengono dimenticati gli anziani soli:
un gruppo di volontari si impegna offrendo loro assistenza e compagnia”.
Quella che emerge oggi pare una realtà ben diversa
dall’immagine assegnata in passato a questo quartiere, da una cronaca spesso ingenerosa. Per ripercorrere l’intera storia della Falchera basterebbe sfogliare il bel volume pubblicato in occasione del cinquantennale, o dare un’occhiata al voluminoso “album dei ricordi” conservato in parrocchia.
Il primo insediamento nasce nel 1954, come realizzazione del “piano Fanfani” che prevedeva la costruzione di un “villaggio modello” a misura d’uomo,
dove si respira aria di campagna in sintonia con il
paesaggio e gli insediamenti rurali circostanti.
Ben diversi furono i criteri adottati per la progettazione del nucleo più recente, realizzato negli anni
1972-74. I palazzi, prefabbricati, vennero posizionati secondo criteri puramente geometrici. Dell’originario progetto di “centro residenziale modello”,
sopravviveva solo l’attenzione per il verde e un efficiente sistema di servizi collettivi.
Nel corso degli anni, intorno alle parrocchie si sviluppano le attività: dalla nascita dell’oratorio e della scuola
materna, alle associazioni cattoliche; dall’avvicendamento delle congregazioni religiose con la perdita delle
Figlie di Maria e il potenziamento delle suore di Santa Giovanna Antida, ai più recenti campi scuola.
Molto si è fatto, ma molto resta ancora da fare, in
questo angolo unico di Torino, dove la parrocchia
resta per molti l’unico punto di riferimento.
E’ di questi ultimi tempi il progetto di riqualificazione del quartiere che prevede, tra l’altro, un secondo
accesso a Falchera, la riqualificazione della zona dei
laghetti e la bonifica degli orti urbani.
Ma in questa pioggia di interventi, restano ancora
inevasi i grossi mali del quartiere che riguardano
soprattutto la carenza di servizi sociali e sanitari.
Gente di Falchera 4
Rita Miglia
Comitato Spontaneo Falchera
Il 2 ottobre si è svolta un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Falchera Villaretto nella sede
del Circolo ACLI di Via dei Pioppi 19.
Alla riunione erano presenti numerosi abitanti della
Falchera, che hanno accolto l’Assessore alla Viabilità e Trasporti del Comune di Torino, Claudio Lubatti, invitato dal Comitato per fare il punto su alcune tematiche care ai cittadini falcheresi, oltre alla
Consigliera Adriana Scavello, in rappresentanza della
Circoscrizione 6.
Canzian ha introdotto la discussione elencando una
serie di necessità, prima fra tutte quella della sicurezza che i residenti alla Falchera sempre più richiedono, a causa dei furti negli alloggi e nei negozi avvenuti negli ultimi tempi che creano una situazione
di paura nei cittadini.
Inoltre, sono stati affrontati temi relativi alla viabilità,
primo fra tutti il secondo accesso, intervento inserito
nel Piano Città;alle rotonde davanti all’edicola e quella
di via delle Querce attualmente ancora in fase sperimentale, alla segnaletica stradale, all’illuminazione,
all’asfaltatura delle strade dissestate.
Alcuni cittadini presenti hanno richiesto delucidazioni sulla Stazione Stura, che presenta diversi pro-
blemi di accessibilità, di illuminazione, ecc.
L’Assessore Lubatti, dopo aver
ascoltato con attenzione tutti gli
interventi, ha dichiarato di apprezzare iniziative di riunioni e assemblee che vengono svolte in Falchera, sostenendo come sia necessario il confronto ed il contatto diretto con gli amministratori.
Ha posto l’attenzione su alcuni temi più rilevanti,
quali quello del secondo accesso e della Stazione
Stura, senza tralasciare il tema della viabilità.
Riguardo alle altre tematiche, soprattutto sulla sicurezza si è impegnato a far pervenire agli uffici competenti le richieste impegnandosi anche
a fornire in tempi brevi le risposte.
Sul secondo accesso ha ribadito che
l’intervento è stato richiesto ed atteso da troppo tempo dal Quartiere e il
fatto di aver ottenuto i finanziamenti per il Piano Città è il risultato di
un attenzione che la Città ha nei confronti della Falchera.
Riguardo al Parcheggio Stura e alla
Stazione, l’Assessore ha spiegato come da parte sua
e dell’amministrazione ci sia tutto l’interesse a far sì
che quella parte diventi un nodo di interscambio per
l’accesso alla Città, come succede nelle altre città
italiane ed europee. Infatti, è necessario che si prosegua nell’ottica di un sistema di trasporto integrato,
al fine di favorire il cambiamento della cultura della
mobilità, che sta avvenendo, seppur lentamente, basti pensare che
si è registrato un aumento del 18%
nell’uso del mezzo pubblico nell’ultimo periodo.
Non ha tralasciato però, di ribadire come sia complicato il Sistema
di trasporti ferroviario metropolitano, un sistema dove tanti sono gli attori: Regione,
Ferrovie, Comune, ecc. sono necessarie molte risorse
e molto lavoro per una progettazione complessiva.
Riguardo alla rotonda di Via delle Querce, avvenuta
la sperimentazione della rotonda mobile con il posizionamento dei new jersey, l’Assessore ha comunicato che nell’ambito della programmazione delle attività di manutenzione straordinaria programmata, si
procederà in tempi brevi all’allestimento definitivo
della stessa, come da progettazione effettuata dagli
uffici comunali.
Gente di Falchera 5
Riana Velloca
Notizie dalla Circoscrizione
È una delle circoscrizioni torinesi dove
si concentra il maggior numero di abitazioni di edilizia sociale. Ora la sesta
circoscrizione è al centro di un vasto piano di riqualificazione urbana: la presidente Conticelli ci racconta quali saranno i cambiamenti da Barriera di Milano a Falchera.
La zona nord di Torino si prepara a “cambiare pelle”.
E lo fa a partire dal suo cuore storico, la Barriera di
Milano, con un progetto da 25 milioni di euro. Liberarsi dalla pesante eredità industriale dei capannoni vuoti,
dei quartieri tutti “case e strade” non è facile, servono
spazi pubblici, nuove vocazioni, capacità di immaginare scenari diversi, di creare un linguaggio comune
tra progettualità capaci di attivare nuovo capitale economico e umano, e le comunità, che storicamente vivono e lavorano nella zona. In Barriera di Milano questo rinnovamento ha una vocazione policentrica, con
due volani: il mercato di piazza Foroni e la ex Incet di
corso Vigevano. A breve partiranno i lavori di trasformazione e riqualificazione, che porteranno alla realizzazione della prima pista ciclabile del quartiere, agli
interventi nelle aree verdi, due nuovi grandi parchi attrezzati, quello dell’ex Ceat, già realizzato, e quello di
Spina 4, in fase di completamento. La ex Incet invece
si avvia verso un destino di incubatore di progetti innovativi, galleria di attività culturali e aggregative, ma
anche centro servizi. Le trasformazioni infrastrutturali
però non sono sufficienti a far voltare pagina a un territorio: la trasformazione deve avvenire in primo luogo nella percezione di chi lo vive e nelle opportunità e
potenzialità che sa offrire e generare. E in questa direzione oggi la zona nord è un brulicare di creatività giovanile e nuova offerta culturale: dagli spazi recuperati
al degrado, come il Bunker, al nuovo Teatro Marchesa,
alla nuovissima e tecnologica biblioteca di Falchera che
sarà inaugurata a breve, al centro giovani di Barca, scaturito dall’arte “pratica” del collettivo berlinese Raumlabor. Il volto nuovo, sostenibile e innovativo, della
porta nord di Torino non si ferma all’interno del confine dell’ex cinta daziaria, si estende fino al confine conurbato dell’area metropolitana. La città di Torino si è
infatti classificata tra i 28 progetti, sui 457 giunti da
tutta Italia, che sono stati scelti dal Ministero delle Infrastrutture per i finanziamenti del cosiddetto Piano
Città. Undici milioni di euro il contributo ministeriale
destinati a Falchera per ristrutturazione di spazi pubblici, bonifica e recupero laghetti, nuova edilizia, completamento del secondo accesso, riqualificazione energetica. Tradotto: scuola, servizi, inclusione sociale,
mobilità, cultura, sport. Il secondo progetto finanziato
in Piemonte è quello della città di Settimo: sei milioni
per la “Laguna Verde” che completa lo sviluppo e il
recupero ambientale a nord dei confini della città.
Nadia Conticelli
presidente Circoscrizione 6
IL 15 OTTOBRE SI E’ACCESO
IL RISCALDAMENTO
TUTTI I NUMERI E I CONSIGLI
PER SCALDARSI SENZA SPRECHI
La stagione fredda è cominciata. Nelle case popolari, come
nei condomìni privati, si è acceso il riscaldamento.
Tra Torino e provincia Atc gestisce impianti di riscaldamento centralizzati per 23mila alloggi mentre circa
11mila sono dotati di impianti autonomi. In sostanza,
scalda circa un decimo degli abitanti della Città di Torino e ogni anno per il riscaldamento nelle case popolari si spendono circa 12milioni di euro, pari a circa
65mila al giorno. Ecco alcuni semplici suggerimenti
dei nostri tecnici per stare al caldo, senza rischi e senza
inutili sprechi d’energia.
Prima che i caloriferi inizino a funzionare a pieno
regime, ricordatevi di
chiamare un tecnico specializzato per il controllo
della caldaia o dello scalda-acqua a gas. In questo
modo gli apparecchi saranno più sicuri, scalderanno meglio e vi permetteranno
di ottimizzare i consumi.
La prima regola per risparmiare sui riscaldamenti è di
non aprire le finestre quando i riscaldamenti sono in funzione, perché sarebbe un inutile spreco di energia: l’aria
calda emessa dai termosifoni tende a uscire e a lasciare
il posto a quella fredda proveniente da fuori. Per prevenire la formazione di muffe, areate pure le stanze di casa
una volta al giorno. Bastano pochi minuti, fatelo nelle
ore più calde della giornata.
Se avete la possibilità di scegliere la temperatura desiderata, regolate il termostato a 19 gradi. Ricordate che
per legge la temperatura deve essere compresa tra 20 e
22 gradi.
Non coprite i caloriferi con tende, mobili o rivestimenti. Il calore non si propaga nella stanza ma rimane fredda, costringendovi a tenere acceso il riscaldamento più
a lungo o a rimanere al freddo. Se potete, posizionate
un pannello isolante tra la parete e il termosifone: in
questo modo il calore si propagherà più facilmente per
tutta la stanza. Ricordatevi di sfiatare ogni singolo calorifero della casa. Se non lo avete mai fatto, chiedete
aiuto ad un tecnico specializzato.
Quando i termosifoni saranno accesi, se ne avete la possibilità spegnete quelli nelle stanze che non frequentate.
Mettete i paraspifferi alle porte e alle finestre e, quando diventa buio, abbassate le tapparelle: vi aiuterà a
non disperdere il calore della casa.
Anche mettere tende alle finestre vi aiuta a mantenere
il calore, senza che si disperda attraverso i vetri. Attenti però a non coprire così anche il termosifone, se si
trova vicino alla finestra.
Gente di Falchera 6
Notizie dall’A.T.C.
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a cura di Amilcare De Leo
L’INTERVISTA A...
...mons. Cesare Nosiglia, ve-
scovo di Torino.
Siamo riusciti tramite don Adelino a
raggiungere il vescovo, venerdì 18
ottobre alle ore 21, presso i locali del
mini oratorio di San Pio X prima che
avesse l’incontro con i giovani.
Ecco l’intervista che ci ha concesso.
D. Mons. Nosiglia, sono frequenti le visite che Lei
sta compiendo nel nostro quartiere. A caldo, quali sono le sue prime impressioni?
R. Ho riscontrato gente aperta, generosa con tanta
voglia di fare e che vorrebbe fare di più, ma si
sente piuttosto isolata, abbandonata. Ad esempio
ho appreso che non vi sono locali per ritrovarsi.
Io stesso, come prima impressione, ammetto di
avvertire un senso di solitudine che avvolge questo vostro quartiere.
D. Esso è diviso in due, Falchera Vecchia e Falchera Nuova. Che ne pensa?
R. E’ vero. Molti abitanti della Falchera Nuova che
mi hanno avvicinato hanno confessato di sentirsi
più abbandonati e trascurati dalle varie istituzioni rispetto alla Falchera Vecchia.
D. C’è qualcosa che l’ha colpita in positivo?
R. Oh, sì! Senza alcun dubbio la Scuola. L’ho detto
anche al TG3, ho trovato la scuola veramente attiva, piena di risorse, efficiente: proprio bene organizzata, nonostante le grandi difficoltà che deve
affrontare giorno dopo giorno, con inserimenti e
integrazioni difficili, di cui mi rendo conto.
D. Come si può reagire al fatto che la gente si senta
abbandonata?
R. In primo luogo le istituzioni debbono essere più
attente alle reali necessità, sociali e strutturali
della borgata, in secondo luogo deve esserci più
apertura da parte della gente nei rapporti gli uni
con gli altri attraverso l’amicizia, la solidarietà e
la tolleranza. Capisco che non è facile, ma oggi
dobbiamo attingere forza dal coraggio di papa
Francesco, un nuovo faro che illumina ampi orizzonti di amore e di speranza, ma soprattutto una
grande presenza che ci consola nella malattia, nel
dolore.
D. Mons. Bettazzi nel suo libro “Farsi uomo” parla
di parrocchie che per essere sempre meglio inserite nel tessuto umano e sociale debbono fortificarsi della presenza dei “vicini” e dei “lontani”,
insomma non solo di credenti ma anche di non
credenti o di soggetti legati ad altre confessioni
religiose. E’ possibile?
R Deve essere così, anche se oggi come oggi la re-
D.
R.
D.
R.
D.
R.
D.
R.
altà si è trasformata, evoluta rispetto al periodo
in cui mons. Bettazzi ha scritto il suo libro, siamo a metà anni Settanta, o poco più.
In che senso?
Ieri le parrocchie e soprattutto gli oratori erano
assai più frequentati per certe esigenze contingenti che con i tempi attuali sono francamente
venute a mancare. E’ sotto gli occhi di tutti.
Poi, veda, c’è sempre più penuria di sacerdoti.
In sostanza, mons. Nosiglia, cos’è che rende viva,
particolarmente in una periferia estrema come la
nostra ma forse un pò dappertutto, una parrocchia, una comunità cristiana?
Indubbiamente la figura centrale del parroco, che
a sua volta deve essere attorniata e confortata da
una attiva e costante presenza di laici. E’ fondamentale.
Ed ora una domanda che vuol essere, in un certo
senso, un omaggio all’ex parroco don Dino ormai scomparso. Egli, pochi lo sapevano, era un
appassionato del cielo non solo dal punto di vista religioso ma anche dal punto di vista scientifico. Amava difatti l’astronomia, osservare ad occhio nudo e con il telescopio.
Proprio non lo sapevo, lo apprendo con piacere.
Oggi qual è il rapporto tra scienza e fede?
C’è accordo o discordanza? Papa Ratzinger a suo
tempo disse che la scienza era arrogante.
Non vi è alcuna discordanza, anzi comunione di
idee. Si viaggia sullo stesso binario. Non a caso
molti grandi uomini di scienza, cultori proprio di
astronomia, erano uomini di chiesa, penso a padre Secchi, a padre Denza, a Giovan Battista Beccaria, alla stessa Specola Vaticana. Vorrei ricor
dare Galileo il quale, nonostante le varie tribolazioni che dovette subire, non perse mai la fede.
Papa Ratzinger si espresse in quel modo perché
si riferiva alla morale, alla bioetica. Altra cosa.
Laboratorio di
Quartiere Falchera
Sportello Ambiente:
la distribuzione dei sacchetti
per la raccolta della plastica
a v v i e n e t u t t i i m e rc o l e d ì
dalle ore 15 alle 16 in via degli Abeti 16
“Comitato Sviluppo Falchera”
Piazza Giovanni Astengo 10
presso Biblioteca Civica Falchera
Tel. 011-443.26.21 / Fax 011-443.26.22
E mail: [email protected]
Gente di Falchera 7
IL GIORNALE DELLA SCUOLA
ISTITUTO COMPRENSIVO “LEONARDO DA VINCI”
L’arcivescovo Nosiglia
in visita alla scuola
Il progetto di visita pastorale all’UP 15 (Torino Rebaudengo-Falchera), del nostro Arcivescovo Cesare
Nosiglia, ha compreso, a pochi giorni dall’inaugurazione della “settimana della scuola” (13-19 ottobre),
la visita al nostro Istituto.
In quest’ottica venerdì 10 ottobre l’Arcivescovo, accompagnato dal nostro caro parroco don Adelino e
dal preside, ha incontrato gli alunni delle scuole elementari e medie della “Leonardo Da Vinci” portando personalmente il proprio saluto alle classi ed agli
insegnanti, intonando cori, lasciando un forte messaggio di speranza per il futuro dei ragazzi e dando
così la possibilità di conoscere ed incontrare da vicino un importante rappresentante delle istituzioni ecclesiastiche che oramai da anni sottolinea l’importanza di una scuola “delle persone e per le persone”,
che dunque miri ad un pieno sviluppo di quelle pari
opportunità attraverso l´educazione di persone consapevoli e responsabili.
La visita è stata un’importante occasione di confronto, ma ha dato anche l’opportunità al Vescovo di
sottolineare, durante un momento di confronto con i
docenti, come nessuna scuola possa essere definita
di seconda serie, evidenziando il notevole lavoro
svolto dalla nostra realtà scolastica sulla via dell’integrazione, del rispetto ed inserimento delle minoranze, in un’ottica in cui i contenuti dell’apprendimento siano finalizzati non solo ad assicurare per tutti
adeguati livelli culturali e a sviluppare capacità e
competenze adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, ma anche a favorire lo
sviluppo della coscienza storica. Perchè ciò avvenga
occorre poi collaborare in e con il territorio nella
consapevolezza che non ci sono “stranieri ma concittadini e familiari di Dio”, come monsignor Nosiglia afferma nella lettera pastorale ai Rom, con esplicito riferimento ad Efesini, 2,20.
FESTA FINALE LABORATORI
MUSE A/S 2012-2013
Le classi III B e III C
del plesso “A. Ambrosini” hanno partecipato, nei giorni 26 e 27
settembre, alla festa
conclusiva dei laboratori di MUSE presso il
negozio INGENIO, Via
Montebello 28 b.
I bambini, con gli artisti:
Angelo (teatro) Anna
Ciondoli classi III B e C
(creta) Massimiliano
(musica) hanno proposto spettacoli ed attività ad alunni di altre scuole e ai genitori presenti. La festa si è
conclusa con una merenda collettiva.
Totem classe III C
Eleonora Dragonetti
CORSO DI SCACCHI
Nel plesso “A. Ambrosini” è iniziato, per il nono anno
consecutivo, il corso di scacchi tenuto dal prof.
Oliviero Gazzola.
Data la valenza educativa dell’attività, negli ultimi
tre anni tutte le classi hanno partecipato al corso.
Gente di Falchera 8
Bambini in festa
Dal 1972 attenzione
verso i giovani atleti
P G S CONQUISTA
Rieccoci qui, dopo un periodo di pausa. Non vi avevamo abbandonati, ma ho avuto la necessità di trascurarvi. Eh sì, ho dovuto staccare la spina, non del
tutto volontariamente, per ritornare ad occuparmi con
rinnovato entusiasmo di questo importante spazio.
Ma qui viene il bello, perché anche la stagione sportiva è ripartita con rinnovato entusiasmo. Sono accadute cose diverse dal solito. La prima utile alla formazione educativa dei ragazzi di II e III media, la
seconda in contrasto con la tendenza moderna.
UN ACCORDO IMPORTANTE
Parliamo subito dei ragazzi. La U13 mista dell’anno
sportivo scorso si è trasformata. Se vi ricordate abbiamo partecipato a diversi campionati: U13 in UISP
(con possibilità di giocare mista) e U13M 3x3 FIPAV nella regular season, poi il proseguimento CON
U13 e la scelta di fare U12 con l’inserimento dei piccoli di quarta elementare.
Orbene, con 7 maschi ed esperienze già vissute, quest’anno non potevamo permetterci di fare una squadra, ma anche il Lasalliano (con sede in corso Casale) aveva lo stesso problema per U14: un accordo tra
società ha sancito il primo vero passo importante per
non perdere i ragazzi. Parteciperanno ad un campionato U14M FIPAV e, i più piccoli (seconda media),
anche al campionato U13. So per certo che stanno
crescendo e il lavoro di questi due anni viene messo
a frutto. Corretti gli errori, accorciato il gap con chi
fa abitualmente 3 allenamenti e integrati con gli altri
ragazzi, oggi sono pronti per cominciare questa nuova avventura sul cammino della crescita per diventare uomini. Qualche problema di trasporto, qualche
difficoltà iniziale, ma sono certo che non rimpiangeremo di aver fornito giocatori; anche se c’è rammarico per non avere avuto le risorse necessarie a formare un gruppo da dieci/dodici elementi pronti al
salto verso l’essere atleta.
E le femmine? 2 di quattro sono rimaste. Entrambe
di seconda media. E da qui siamo ripartiti con il progetto. Bambini e bambine che fanno quinta, e che lo
scorso anno hanno fatto l’esperienza di U12 nella
seconda parte dell’anno, si sono uniti alle 2; aggiungendo anche 2 maschi di II media che non hanno
voluto passare al Lasalliano. Per ora i numeri sono
giusti e una dozzina non basta per fare 2 campionati,
quindi inizieremo da uno e poi valuteremo nella seconda fase, introducendo nuovamente anche quelli
di quarta elementare.
Tre allenamenti ogni settimana. Genitori alla prima
esperienza che vedono crescere i loro figli anche nello
sport: ripartiremo dalle torte, perché il gruppo è importante quanto la tecnica.
Oggi: lo sport in
Falchera per tutti
NUOVE MOTIVAZIONI PER
“VECCHIE ATLETE”
E le ragazze grandi? Mi hanno stupito e vi assicuro
che non è così facile. Lo scorso anno abbiamo perso
quasi tutte le partite in entrambe le fasi del campionato UISP Eccellenza-F, con le attenuanti di aver cominciato tardi, di aver cambiato allenatore a Gennaio,
ma pur sempre con sconfitte, anche sonanti, sul groppone. Quindi non ci aspettavamo nulla, soprattutto da
un gruppo di origini non falcheresi (a parte Silvia e
Martina), se non un saluto e qualche sassolino tolto
dalla scarpa durante la riunione finale. Invece? Noi,
pour parler, ci eravamo posti l’eventualità della richiesta di continuare, per essere pronti; loro non hanno
ceduto e si sono rimesse nelle mie mani. A questo punto
ho dovuto ammettere la verità: sono attratto dalle sfide, anche da quelle impossibili, ragione per cui mi
sono detto motivato. Però si doveva ripartire da una
preparazione adeguata e da una loro presenza costante. Detto, fatto: il 3 Settembre allenamento numero 1.
Non tutte hanno proseguito, ma qualche altra è arrivata. La squadra c’è, ma deve ancora dimostrare di volere
qualcosa. È arrivato anche un secondo allenatore, un
altro Luigi con un quarto di secolo di esperienza.
La foto: “In questa parrocchia, anche quando non si
prega, si svolgono attività fuori dalla chiesa senza
allontanarci da Dio”, ho detto per invitare il Vescovo
di Torino ad un fuoriprogramma in palestra durante
la sua visita Pastorale.
Luigi Fabio Varesano
Sportello per la
CONSULENZA LEGALE
È a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di consulenza legale tenuto dall’avvocato Michele Ianniello.
Tutti i Mercoledì dalle ore 15 alle 16,
in via degli ABETI 16 - È obbligatoria
la prenotazione al n° 011-44.32.621.
Gente di Falchera 9
I lettori scrivono
Spettabile redazione,
stamane intorno alle ore 10 in via degli Abeti 24 al
terzo piano hanno effettuato l’ennesimo furto in appartamento spacciandosi per carabinieri in borghese
con tesserino falso di riconoscimento, hanno preso
denaro, e un’anziano di anni 90 urlava e piangeva
seduto su una sedia a rotelle impotente nell’intervenire e la moglie di anni 80 che si è fidata della loro
parola e di quello che stavano svolgendo. La storia
dei soldi falsi che loro devono controllare casa per
casa; hanno chiesto aiuto ai vicini che prontamente
hanno avvertito i familiari, naturalmente è stata fatta
denuncia e io spero che qualcuno avrà le mani tagliate prima o poi, che trovino qualcuno che gli faccia passare la voglia di prendersela con un anziano
sulla sedia a rotelle di 90 anni, vergognatevi fate schifo! Ops dimenticavo! Erano in due uno italiano e
l’altro straniero, non aprite la porta agli
sconosciuti! Girano questi balordi delinquenti che
non hanno nulla da perdere, vigilare vigilare!!! Grazie dell’attenzione.
Manugra
Spett/le G.d.F
sono Giacomo volevo fare una riflessione sull’articolo di ottobre la rubrica “i lettori scrivono” intitolato la critica di Achille Pelide e devo dire che è un
atto di scorrettezza e offensivo quello che gli è successo. Non sto a dire altro brevemente in due parole,
alla larga da queste persone, levargli anche il saluto,
farsi restituite le chiavi e cambiare la serratura. Però
non tutti siamo cosi, io sul mio pianerottolo con i
miei vicini ci rispettiamo, ognuno guarda l’altro e a
vicenda ci aiutiamo moralmente e praticamente con
la signora dell’alloggio centrale siamo come fratelli
nel vero senso della parola, lei quando non ci sono
guarda casa mia e io viceversa quando ci assentiamo
molto se ho bisogno di qualcosa le telefono. Rispetto la sua privacy come lei rispetta la mia, intervengo
solo se c’è necessità. Come dicevo sopra, la mia vicina è come una sorella per me, la sua famiglia è una
grande famiglia la sua casa è la mia come la mia è
sua, abbiamo diviso gioie e dolori, lutti e matrimoni,
nascite e anche lotta per la casa a riscatto ecco questa è la vera amicizia, volersi bene e avere rispetto
per il prossimo. Saluti alla redazione
Giacomo
ATTENTI A QUEI DUE!!
Da alcuni mesi in Falchera si aggirano due “personaggi”, che si dicono rappresentanti di alcune ditte
quali: ENEL, IREN, AEM e EDISON, costoro rappresentano se stessi vogliono che si mostri loro ricevute di pagamento. NON FATELO! a seguito di una
serie di telefonate fatte da me, è scaturito l’ordine di
non aprire la porta e di non mostrare alcuna
ricevuta.STATE ATTENTI!!.
Franco Foppiani
Denuncia di furto alla Polizia
da parte di un falcherese
L’anno 2013 il giorno 2 del mese di Giugno alle ore
17.15 negli Uffici del Commissariato di PS. “BARRIERA MILANO” Via Botticelli, 114 in Torino.
Innanzi al sottoscritto agente della P.d.S., appartenente
all’Ufficio in intestazione è presente la persona in oggetto indicata, la quale per ogni effetto di Legge dichiara quanto segue:
Il giorno 2 1/06/2013 alle ore 11.00 circa mentre mi
trovavo nel pianerottolo dello stabile del mio appartamento due persone, spacciandosi per due carabinieri con una fantomatica divisa, mi hanno chiesto di
entrare dentro casa per un controllo su una truffa inerente delle banconote false. A questa richiesta ho fatto entrare i due fantomatici carabinieri nell’appartamento ed ho mostrato loro tutte le banconote di cui
ero in possesso, per un ammontare di circa 800 euro,
e le ho posizionate sul tavolo in soggiorno. A questo
punto uno dei malfattori mi ha chiesto di seguirlo in
balcone mentre l’altra persona mi ha verosimilmente
sottratto quei soldi. Poco dopo le due persone sono
uscite dall’appartamento dicendo che il controllo era
andato a buon fine.
Qualche istante dopo mi sono reso conto della mancanza dei soldi ed ho chiamato il 113 il cui personale
della Polizia di stato mi ha invitato a sporgere regolare denuncia presso il commissariato di competenza. Preciso che non sono in grado di riconoscere le
due persone in quanto ho seri problemi alla vista.
C. G.
Il tuo
ascensorista…
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Via degli Abeti, 45
Tel. 011-2623105
Cell. 347-6843317
Gente di Falchera 10
segue editoriale di Amilcare De Leo
Un viaggio nella nostra
A cura di
Circoscrizione Remo
Andreasi
Omaggio alla memoria
Nel numero precedente trattando
della chiesetta di
San Rocco restaurata, abbiamo accennato
alla Scuola Elementare Comunale del Villaretto, ora ne ricoscuola elementare comunale
struiamo brevemente un po’ di storia. E’ un edificio costruito negli
anni 1889/90 su progetto dell’ing. Velasco per conto
del Comune di Torino. In origine serviva i bambini
del Villaretto, poi alla fine degli anni Cinquanta divenne succursale della scuola “Ambrosini, che fu
inaugurata il 17 maggio del 1960. Fino ad alcuni anni
fa divenne, per breve tempo, sede di Associazione,
ora è di nuovo chiusa, abbandonata e dimenticata. E’
una tristezza.
Vignette che raccontano
la migrazione
Esposte al circolo Amantes le opere di solidarietà con
quanti costretti a lasciare la propria terra.
La migrazione ha caratterizzato intere popolazioni
in ogni periodo storico e quindi anche il nostro Paese. Spesso si parte perchè nella propria terra non ci
sono più le condizioni essenziali per restarci: in cerca di lavoro o per fuggire da regimi dittatoriali e queste persone spesso portano la propria disperazione
con sè, soprattutto quando arrivano da condizioni di
vita estreme. Il tema di una
mostra allestita nel circolo
culturale “Amantes” in via
Principe Amedeo, 38/A, è
l’immigrazione di cittadini
stranieri verso l’Italia. Immigrazione, che vede anche
la morte, come sta accadendo nel Mediterraneo in queste settimane.
Una trentina di disegnatori,
tra professionisti e studenti
dell’Accademia Albertina, hanno collaborato alla realizzazione di una serie di vignette per essere a fianco
dei migranti nella loro avventura spesso drammatica.
Le opere resteranno esposte fino al 29 ottobre e saranno raccolte in un catalogo. Per informazioni si
può telefonare allo 011/8172427 (dalle ore 18 in poi).
Nella foto: Una delle vignette esposte in mostra
T.D.N.
cosa chiedere di più se non: “bene ragazzi, diamoci
dentro!” E poi si vedrà. Ora il Comune deve fare la
sua parte, non deve avere più indugi, dopo tante parole perlomeno il cantiere intorno al 2° accesso non
può assolutamente rallentare: bisogna a tutti i costi,
senza alibi o rallentamenti, iniziare e proseguire con
i lavori. E’ vero che gli interventi nel nostro quartiere spesso sono a rilento e i cittadini protestano, ma è
anche vero, come fa notare lo stesso assessore Lubatti nei suoi interventi, che a monte sussiste un grosso problema legato alle opinioni talora controverse e
contrapposte dei cittadini, spesso non ferme e compatte su quanto è stato deciso o deliberato, c’è chi la
pensa in un modo chi in un altro e tali diatribe interne diventano sempre più problematiche e sconcertanti perché mettono in difficoltà l’iter di un progetto prestabilito. Dovrebbero sempre prevalere la libertà di pensiero e di giudizi però, quando è il caso
di essere uniti per un fine comune, bisognerebbe
mettere da parte sofismi personali o giudizi spinti da
cordate di partito. In parole povere si critica se in
quartiere non si fa nulla e, guarda caso, poi ci si lamenta se al contrario si interviene per la realizzazione di qualche opera. D’altra parte, come sta avvenendo, i casi alla Falchera non mancano, come ad
esempio pareri favorevoli e opposti sull’attuazione
o meno della rotonda alla Falchera Nuova e dello
stesso 2° accesso. In questo modo prevalgono insoddisfazioni e immobilismo. Il nostro giornale da anni,
in prima linea, si è sempre schierato a favore di attività e iniziative volte a riqualificare la borgata dal
punto di vista strutturale e sociale accogliendo di
buon grado le proposte, accompagnate dai fatti, provenienti da varie sponde senza formalizzarsi sullo
specifico colore politico. Spesso il buon senso, l’onestà intellettuale di chi opera sinceramente per il bene
comune valgono più, a nostro parere, di decisioni
prese unicamente per soddisfare interessi di partito.
Ora però Gente di Falchera è sempre più limitata nel
perseguire tali propositi essenzialmente per due motivi. Il primo l’abbiamo già segnalato da tempo, si
tratta delle ristrettezze economiche che mettono in
crisi chi come noi vive esclusivamente di volontariato; il secondo riguarda lo sfratto cui siamo stati
recentemente sottoposti per l’inagibilità dei locali che
ci hanno ospitati fino ad alcuni giorni fa. Tale situazione ci mette maggiormente in difficoltà perché ci
allontana dall’abituale contatto con la gente, anche
se in questo periodo ed estemporaneamente siamo
ospitati in un localino vicino. Che fare dunque? O
arrendersi deponendo la penna o continuare a resistere, preconizzando tempi migliori. Infatti, oggi
come oggi, non siamo in grado di prevedere il nostro
futuro, per ora continuiamo a lavorare e a sperare...
voi lettori intanto fate il tifo per noi.
Gente di Falchera 11
L’angolo della poesia
a cura di Rocco De Pace
CALAR DELLA SERA
AMARSI DI PIÙ
Pietra levigata dal tempo
che passa,
affonda nell’acqua
d’un mare in tempesta.
Urla,
si scuote,
frastaglia le onde,
biancheggia, s’infrange
la spuma sui sassi.
Più nulla.
Silenzio d’intorno.
Flebile voce
d’una brezza leggera
carezza granelli di sabbia,
abbraccia il calar della sera.
Ogni volta che ne incontri una nuova
credi e speri sia quella giusta.
Una persona che ti sappia capire e
ti apprezzi per quello che sei.
Tu l’aiuti le dai mille consigli,
le offri sempre un sostegno morale.
Sei disponibile e a lei ti affezioni
fai di tutto per non farla star male.
Ogni sua scusa sei pronta ad accettare.
Non chiedi nulla in cambio di questo,
insegui solo un tuo ideale,
che ti arricchisce e ti senti più onesto.
Ma puntualmente lei sai che fa?
Se ne approfitta e di te non si cura,
è ingrata e neanche se ne accorge.
Del suo egoismo la colpa forse è tua.
Per favorirla quasi ti annulli.
Le sue mancanze perdoni sempre
e poi ti senti tradita e delusa!
Tu metti in atto l’insegnamento!
“AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO!”
È encomiabile e ti gratifica, ma,
chi mai ha detto,
“AMALO PIÙ Dl TE STESSO!?”
Giorgia Catalano
M’inchino a Te, Poesia
Non sei pensiero chiuso con un punto
e accapo un’altra fila di parole,
silenzio dentro l’anima congiunto,
divinità che ci accompagna al sole.
Se l’umiltà prendesse il posto all’ego,
se carità col passo dell’amore
andasse senza forma di sussiego
s’udrebbe il tuo miracolo nel cuore.
Non ci vuoi stare chiusa nel sistema
di regole e manìe grammaticali;
se manca che il respiro tuo ci prema
sei il più bel volo a cui tarpiamo l’ali.
“La poesia è uno specchio che rende bello
ciò che è distorto”
Percy Bysshe Shelley
FOTO
La più piccola
strisciante sensazione
che riempie l’aria di ghiaccio
s’infiltra.
sulla punta
di momenti di sfrenata gioia
raggelandone l’impeto
scolpendolo come marmo.
Foto di. statua
ritta in mezzo
all’eternità.
Massimiliano Irenze
C. D.
NESSUNA MUSICA
Guardando verso occidente
ho aspettato
ascoltando storie d’amore
che mi veniva raccontando
la voce maliosa del vento.
Ho aspettato
che le tue mani
questa sera
venissero a toccare
le corde del mio cuore,
ma nessuna musica
è affiorata in superficie
dai fondo d’ombra
del quieto stagno di silenzio.
Solo il vento è passato
raccontandomi
antiche storie d’amore,
con la voce calda e gentile
di un mare lievemente mosso di mature biade.
Luigi Cabras
Gente di Falchera 12
IL nuovo regolamento
condominiale
I divieti dei regolamenti contrattuali al cambio di
destinazione d’uso delle singole unità esclusive, devono essere chiari e non equivoci.
Alcuni regolamenti di condominio (necessariamente contrattuali), spesso prevedono il divieto di destinare le singole unità esclusive a specifiche attività:
scuole di ballo, gabinetti medici, ristoranti ecc… Premesso che il divieto è pienamente legittimo poiché
accettato nell’ambito dell’autonomia negoziale delle parti, tuttavia, spesso ricorre l’ipotesi di divieti non
meglio specificati: attività contro la quiete pubblica,
attività rumorose, attività ludiche, ecc.. Tutte ipotesi
generiche sicchè cercano di ricomprendere una indeterminata casistica. A tale proposito, va ricordato
come la Cassazione, con sentenza n. 16832/2009 ha
specifica che “le restrizioni alle facoltà, inerenti alla
proprietà esclusiva contenute nel regolamento di condominio di natura contrattuale devono essere formulate in modo espresso o comunque non equivoco, in
modo da non lasciare alcun margine d’incertezza sul
contenuto e sulla portata della relativa disposizione.
I divieti e i limiti devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro,
non suscettibile di dar luogo a incertezze e non possono quindi dar luogo ad una interpretazione estensiva delle relative norme”.
Uso obbligatorio del conto corrente
Il 18 giugno 2013 è entrata in vigore la legge 11 dicembre 2012, n. 220 di modifica alla disciplina del
condominio negli edifici, anche nota come “Riforma del condominio”.
L’art. 9 della legge, nel riscrivere il nuovo art. 1129
del codice civile, prevede che “L’amministratore è
obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle
a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio,
su uno specifico conto corrente, postale o bancario,
intestato al condominio; ciascun condomino, per il
tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della
rendicontazione periodica.”
Lo scopo della norma è quello di garantire la tracciabilità dei movimenti condominiali e consentire, quindi, una attività di controllo amministrativo sull’operato dell’amministratore da parte del singolo condòmino e/o dell’assemblea, consentendo gli opportuni
riscontri grazie all’accesso all’estratto conto.
Per dire no alla violenza
contro le donne
Un racconto, un passo di danza, un disegno, per rappresentare gli atti aggressivi verso il genere femminile Ex
Curia Maxima. La sala Bobbio ha ospitato il 10 ottobre, la prima delle tre giornate dedicate al contrasto della
violenza contro le donne, organizzata dall’associazione “Se non ora quando?” e alla quale ha partecipato la
Commissione Dirittti e pari opportunità, presieduta da
Domenica Genisio.
La Comunicazione è stato il
primo tema, seguirà il Diritto
giovedì 17 ottobre, mentre il
23 ottobre si affronterà il tema
dell’accoglienza, entrambi alle
ore 15 all’ex Curia Maxima.
L’ingresso è libero.
La parola è il punto di contatto
più importante tra due persone
e spesso è utile per capire cosa
accade prima dell’esplosione dell’atto violento. Sono
molti gli aspetti della cultura (letteratura, cinema, arte)
che possono aiutare a capire i meccanismi che portano alla violenza. Alle molte insegnanti e studenti che
riempivano la sala, sono state raccontate esperienze,
riflessioni, ipotesi di percorso per rappresentare la violenza contro le donne. Questo è infatti il compito delle scolaresche inserite nel progetto, che seguiranno i
tre momenti formativi.
Dopo l’esperienza dello scorso anno, fatta sulla singola parola, ora si tratterà di creare con una qualunque forma artistica (musica, teatro, disegno, narrazione, danza) un’opera che raffiguri quanto più intensamente possibile, questo fenomeno in crescita.
I lavori delle scuole che si sono già iscritte all’iniziativa, dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2014
a: [email protected]. e tra questi una
Commissione valuterà i migliori da presentare al
Salone del libro 2014.
T. D. N.
Il vernacolo
Gente di Falchera 13
a cura di
Livio
Scremin
OC AD RAGASA
Oc ad ragasa innamurèda
oc chi pèrlen ad musica
chi vulen, farfali beati,
che quand’at’jincontri
it gropn’al budèli.
Oc cme funtani
sens’acqua però
prufond
e là in fonda
nà putenha cà crida
cà ciama papà.
dialetto parmigiano Pongolini Giuseppe
ASSOCIAZIONE CULTURALE SARDA “Sant’EFISIO”
ORGANIZZA IN FALCHERA Via Degli Abeti, 15
LA SETTIMANA SARDA 14 - 15 - 16 - 17 Novembre 2013
Alla scoperta della Sardegna
e dei suoi inconfondibili sapori
√ Artigianato
√ Enogastronomia
√ Folklore
√ Mostra fotografica Piemontesi e Sardi
“Come eravamo”
Presso gli stand troverete:
artigianato sardo e prodotti tipici
Ingresso libero
PROGRAMMA
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Venerdì 15 Novembre ore 9,00
Apertura Mostra
Visita agli stand enogastronomici
Mostra costumi Sardi
Sabato 16 Novembre ore 10,00
Apertura stand esterni Artigiani ed espositori Sardi
Ore 14,30
Esibizione del gruppo folk 4 Mori di Cascine Vica
Esibizione del Duo Marimba
Chiusura degli stand ore 18
Domenica 17 Novembre ore 9,30
Apertura degli stand
Ore 10,30
Esibizione del gruppo folk 4 Mori di Cascina Vica
Esibizione del Duo Marimba
Ore 14,30
Esibizione dei gruppi di ballo:
Duo Marimba
Gruppo L’erbo di Castiglione
Gruppo folk 4 Mori di Cascina Vica
Ore 17,30 Chiusura della manifestazione
Giovedì 14 novembre Ore 17,00
♦ Inaugurazione della mostra fotografica
♦
(Piemontesi e Sardi, come eravamo) con la
♦
♦
partecipazione di Autorità Sarde e Piemontesi,
♦
del Presidente della F.A.S.I.
♦ Rinfresco
♦ Esposizione dei prodotti Enogastronomici e
Per informazioni sulla manifestazione
Artigianato
Tel. 011.2624655 - E-mail: [email protected]
Macelleria Steri
Spesa
Famiglia
Mini Spesa
Famiglia
2 kg. Fettine di Vitello
2 kg. Bollito di Vitello
1 kg. Salsiccia
2 kg. Spezzatino
2 kg. Braciole di Maiale
1 kg. Petto di Pollo
1 kg. Fesa di Tacchino
1 kg. Hamburgher
2 kg. Tritata di Vitello
2 kg. Costine di Maiale
2 kg. Cosce di Pollo
1 Coniglio
1 kg. Rolatine di vitello
1 kg. Rustichelle
1 kg. Tritato
1 kg. Fettine di vitello
1 kg. Braciole di maiale
1 kg. di salsiccia
1 kg. Cosce di pollo
1 Coniglio o Pollo
1 kg. Bollito con osso
1
Rolata o Tasca ripiena
1 kg. Costine di Maiale
E 7,00 al Kg.
E 8,00 al Kg.
Baby Spesa
Famiglia
1Kg. Fettine
1Kg. Spezzatino
1Kg. Rolatine
1Kg. Cosce di Pollo
1Kg. Petto di Pollo o Tacchino
E 9,00 al Kg.
Novità!!!
Tutti questi prezzi verranno applicati solo acquistando tutta la serie di prodotti della: “Spesa Famiglia, Mini Spesa Famiglia o Baby Spesa Famiglia”
Macelleria Steri str. Cuorgnè 119 Mappano To.-Tel. 011-996.81.94
Gente di Falchera 14
Consigli utili per la vostra sicurezza
Non aprite la porta
Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti
di aziende di pubblica utilità.
Controllare con una telefonata
Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla
vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate
che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente.
Non fidarsi dei modi cordiali
Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi
offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione
anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona
distinta e affabile.
Farsi accompagnare in banca
Quando fate operazioni di prelievo o versamento in
banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono
pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate. Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene
con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in
un negozio o chiamate il 112.
Fare attenzione ai contanti
Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o
dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre. Ricordatevi
che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi
insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato. Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare
se vi sentite osservati.
Consigli per figli, nipoti e parenti stretti
Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate
con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro
problémi quotidiani. Ricordategli sempre di adottare
tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è
importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa
oppure contattare il 112. Ricordate che, anche se non
ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.
Consigli per i vicini di casa
Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate
con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li
farà sentire meno soli. Se alla loro porta bussano degli
sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni
dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
Consigli per gli impiegati di banca
o di uffici postali
Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una
richiesta spropositata di denaro contante, perdete un
minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un
dramma. Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli.
La richiesta di aiuto ai presidi
assistenziali nelle Circoscrizioni
In ognuna delle 10 Circoscrizioni cittadine è presente un presidio socio-assistenziale, punto di riferimento
per i cittadini che si trovano in difficoltà per la casa,
il lavoro, l’assistenza anziani e disabili, i minori e
donne sole o con figli. C’è un ufficio di accoglienza
nel quale operatori specializzati ascoltano le persone, per individuarne i problemi e indirizzarli nel modo
più efficace ai servizi sociali o la presa in carico di
quei casi che richiedono un progetto e più tempo per
risolvere o sostenerli nelle situazioni critiche che si
sono create.
Nel primo quadrimestre 2013, ci sono state 4.032
nuove richieste ai presidi territoriali (di cui 2.187
persone si sono presentate per la prima volta, 840 si
sono recate al presidio per manifestare nuove esigenze e 1005 cittadini che si sono trasferiti cambiato
residenza).
1.769 richieste hanno riguardato gli anziani, 161 i
disabili, 392 i minori (di cui 100 stranieri) e 1.710
adulti in difficoltà. Di questi 620 con minori (di cui
406 stranieri), 530 richieste di lavoro, 777 per la casa
e 1333 hanno richiesto un aiuto economico.
I dati sono stati presentati dai responsabili dei servizi sociali nella commissione Assistenza, presieduta
da Lucia Centillo, il 3 settembre scorso a Palazzo
civico.
Nello stesso periodo del 2012 (gennaio-aprile) il totale degli accessi era stato 4.191 (+159 sullo stesso
periodo del 2013). 1.953 le richieste per anziani
(+184), 159 richieste per i disabili, 416 per i minori
(di cui 124 stranieri) e 1.663 gli adulti (+630) di cui
429 con minori e 311 gli stranieri.
Il totale delle richieste del periodo gennaio-aprile
2012 sono maggiori (+159) allo stesso periodo del
2013 perchè c’è da tener conto delle segnalazioni che
non arrivano direttamente dai cittadini (Forze dell’ordine, Asl) e possono oscillare perchè legati a fenomeni sociali non quantificabili esattamente (casi
di violenza in famiglia, nuovi adulti con minori stranieri in arrivo).
Al 31 dicembre 2012 il totale delle richieste è stato
di 11.683, di cui 5390 aiuto per anziani, 4663 adulti
(di cui 1775 con minori), 1154 minori (303 stranieri)
e 476 richieste per i disabili.
I lavori della Commissioni proseguiranno con un ulteriore aggiornamento sul secondo quadrimestre
2013.
Gente di Falchera 15
T. D. N.
Psicanalisi e dintorni
del dott.
Oreste
Borio
La razionalità del comportamento
irrazionale
Per definizione consideriamo le emozioni come fatti
irrazionali, e i pensieri ad esse correlati allo stesso
modo, in particolare quando sentiamo la difficoltà, se
non l’impossibilità, di controllarli. E poiché in tali casi
essi si possono sottrarre effettivamente alla nostra diretta volontà li sentiamo estranei, non ragionabili. Ma
sono queste benedette emozioni veramente irrazionali, o non rispondono piuttosto a criteri di logiche diverse, ma pur sempre logiche? “Le coeur a ses raison
que la raison ne connaît point”, così si esprimeva
Pascal circa le ragioni del cuore che la ragione non
riesce a comprendere, e credo avesse centrato la questione: tali logiche non sono palesi, sono sconosciute
per lo più, ma sono pur sempre ragioni.
E allora possiamo tentare di conoscerle queste ragioni che sfuggono alle logiche della Ragione.
Per semplicità consideriamo qui un trauma psichico.
Sono noti da decenni agli psicoanalisti i meccanismi
di difesa dell’Io. Sono questi degli atteggiamenti
mentali, per lo più automatici, dunque spesso inconsapevoli, che le istanze della personalità attuano a
difesa del’Io; vale a dire meccanismi psicologici a
difesa dell’amor proprio cosciente di ogni individuo.
Il più noto tra questi e il più di frequente agito, è il
meccanismo della rimozione, con il quale si tende
(non sempre con successo) a dimenticare l’evento
traumatico, l’affetto penoso (per la coscienza) e il
dolore morale, e quindi mentale, che il ricordo troppo vivo dell’evento reitera e rende insopportabile.
Di fatto auspicabile, in questi casi, il meccanismo della rimozione tende a ridurre allo stato inconscio il contenuto mentale del trauma, ma sottraendolo alla coscienza ne rende però impossibile l’elaborazione, lo
sottrae cioè alla “digestione psicologica”, cristallizzandolo così com’è, fuori dall’azione della coscienza.
Ci si chiede: “dov’è l’aspetto irrazionale?” L’aspetto irrazionale sta nel fatto che l’affetto del trauma,
reso inconsapevole, non viene, come si vorrebbe,
dimenticato a tutti gli effetti, ma la sua carica emo-
zionale continua a sussistere e ad agire a livello inconscio, proponendosi sul piano della realtà comportamentale trasformato in sintomo. E il sintomo, preso a sé, è apparentemente quanto di più irrazionale, e
a volte bizzarro, sia dato di vedere, in quello che si
chiama comportamento nevrotico. Il sintomo è una
caricatura, una mascheratura, un’icona di qualcosa
che la psiche ha cercato di sopire, di annullare, senza riuscirci completamente. Per noi il sintomo è già
stato reso intelligibile, da Freud in poi, grazie allo
studio particolareggiato del linguaggio onirico, che
ne condivide la stessa matrice.
Ecco allora che quando un trauma scatena l’emozione (l’ansia in particolare), questa può diventare ingovernabile e contaminare tutto il teatrino mentale,
soggiogandolo per la sua intensità, e sottraendolo agli
sforzi che la ragione cerca di compiere per riconquistarne il controllo.
L’ansia libera è una vera e propria energia psichica
(negativa) che può dominare la mente e le sue produzioni, i pensieri. Sotto l’effetto dell’ansia i pensieri, oltrechè ridursi ad un difficile controllo possono
assumere connotazioni terrificanti, paurose, fantastiche, improbabili e pertanto è giustificato definirli irrazionali in quanto non avrebbero apparente ragion
d’essere, se fossero pensati da una mente quieta, in
circostanze normali, prevedibili.
E’ proprio l’immagine di scenari improbabili quella
che invece si affaccia alla coscienza della mente scossa, producendo ulteriore stato ansioso in un meccanismo che lo perpetua, fino al punto che la mente
incomincia a temerli quei pensieri, ad aspettarseli, e
questo è ciò che viene chiamato ansia anticipatoria.
L’opera di chi presta aiuto in questi casi deve consistere, con la necessaria cautela, nel riportare il meccanismo della ragione a recuperare il significato che
l’evento ha avuto per il soggetto vittima del trauma,
per poterlo rielaborare in una comprensione che sia
sopportabile e, nella reiterazione dell’elaborazione,
depotenziarne l’effetto ansiogeno, rendendo di nuovo razionale l’irrazionale.
AAAAAA.......
Cercansi volontari giovani e non, che
abbiano voglia di collaborare con la redazione alla stesura del giornale e partecipare alla vita della redazione. Interviste,
articoli, impaginatura, ricerche, rubriche,
...per imparare, insieme, sempre di più!
Gente di Falchera 16
La morte del pino
La mano inclemente
dell’uomo,
nella sua non
conoscenza della
natura,
causa la lenta morte
del pino dopo la
potatura.
Francesco Marsico
ABBONAMENTI!!
Ringraziamo il sindaco Piero Fassino per la disponibilità e l’impegno
che ha assunto in merito alla pubblicazione del nostro giornale;
noi nel frattempo proseguiamo con l’adesione all’abbonamento del giornale per
tutti i falcheresi.
Naturalmente è necessario raggiungere la
quota di 1000 abbonamenti, che al costo
di 15E annuali ci permetterebbero di proseguire tutto l’anno, indipendenti e con
cadenza mensile come è stato finora da 15
anni.
Al fine di aderire all’abbonamento, si deve
contattare la redazione anche telefonicamente (011-4432621 oppure 3494201090)
affinché segnalando il vostro nominativo,
la redazione sarà in grado di informarvi
quando sarà raggiunto il numero sufficiente per la raccolta dei fondi. Per tale
motivo abbiamo bisogno del vostro nome,
indirizzo e n° telefonico. Confidiamo nella vostra partecipazione e vi ringraziamo
per l’affetto con cui ci seguite.
IN BREVE dalla Provincia
a cura di Ricciardetto
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La Provincia contro lo C.S.E.A. (Consorzio
per la Formazione Professionale) che è fallito. Ci sono invece i soldi anticipati dalla Provincia di Torino per i corsi mai svolti o svolti
a metà. Ora la Provincia, attraverso vie legali, rivuole i soldi indietro. Si tratta di 2,4 milioni di euro.
Aeroporto Torino Caselle. Voli low cost Torino-Amsterdam.
Caselle. Il vicesindaco Isabella ha denunciato la scarsa presenza della polizia municipale
sul territorio.
Settimo Torinese. “Non si respira più, situazione insostenibile”. Imprenditori, residenti
e lavoratori sul piede di guerra nella zona
industriale di strada Cebrosa. Tutti puntano
il dito contro la EDILECO.
Settimo Torinese. Firmato un protocollo di intesa tra Comune, Unione Net, Enel, Siemens
e Fondazione TSC. A Settimo prende forma
la città del futuro. L’obiettivo è creare una
piattaforma tecnologica a supporto della realizzazione di Laguna Verde.
Leinì. Corso di difesa personale femminile
coordinato dal maestro Mauro Pocusta 8°
Dan di Jiu Jitsu. Metodo Mario Roccia. Per
ulteriori informazioni tel. 33924411673482696529- 34°8737818.
Borgaro. Ronde di vigili sulla linea 49.
San Mauro Torinese. Sono quattordici i sanmauresi che hanno risposto all’iniziativa dell’amministrazione Dallolio. Saranno a dispo
sizione degli uffici comunali. Individuate 4
aree in cui saranno impiegati.
AVVISO AI NOSTRI
SOSTENITORI
COME SOSTENERCI
“Gente di Falchera” è un’associazione culturale senza scopo di lucro che ha bisogno
del sostegno di appassionati cittadini, enti
e organizzazioni per diffondere e divulgare
la storia locale del quartiere Falchera e zone
limitrofe.
Chi fosse interessato può recarsi in Redazione “Gente di Falchera” Piazza G. Astengo n° 10. (Presso la Biblioteca Civica)
Per costi eccessivi del c/c Postale e tasse governative, abbiamo nostro malgrado dovuto chiudere il c/c Postale di
“Gente di Falchera”. Invitiamo tutti i
nostri lettori che desiderano versare dei
contributi per il proseguimento del giornale, di recarsi direttamente in Redazione, presso i locali del Comitato spontaneo Falchera Villaretto Zona E2, (nella
porta di fronte) in Piazza G. Astengo 8,
nei giorni di MERCOLEDI’ e GIOVEDI’
dalle ore 9,00 alle 11,30 o telefonare al
n° 349-420.10.90 - VI ASPETTIAMO!!
Gente di Falchera 17
Il fratello mancante
Sono sempre di
più le coppie che,
per i motivi più
vari, scelgono di
avere un unico figlio su cui riversare tutto il proprio
affetto, le proprie
attenzioni e le proprie aspettative per il futuro.
Ma come si cresce senza fratelli?
Un figlio per due genitori più quattro nonni. Uno per
sei. Solo in una folla di adulti. È il dilagare dei figli
unici, delle “famiglie verticali”, quelle del formato a
tre: mamma, papa e un solo figlio, la maggioranza
ormai, come confermano tutte le statistiche degli ultimi anni. Già, perché anche in Italia, come nella
maggior parte degli altri Paesi occidentali, sono sempre di più le coppie che, per i motivi più vari, scelgono di avere un unico figlio. Che adolescenti diventano questi bambini che non dividono la loro stanzetta
con nessuno, cuore, centro e anima di genitori, nonni e zii, tutti protesi unicamente verso di loro? Essere figli unici significa, infatti, sperimentare solo la
“dimensione verticale” dei rapporti familiari, quella
che regola le relazioni con il mondo degli adulti. Il
rischio più alto? Indubbiamente quello della solitudine, ma anche quello di crescere in un ambiente familiare iperprotettivo ed eccessivamente carico di
aspettative e di investimenti affettivi da parte di troppi
adulti, da cui diventa difficile emanciparsi per conquistare una maggiore autonomia e un proprio spazio di libertà.
La presenza di fratelli e sorelle consente, al contrario, di fare esperienza fin da piccoli anche della “dimensione orizzontale” delle relazioni; di avere a fianco qualcuno con cui giocare, confrontarsi, competere, interagire e, perché no, anche litigare; di imparare sin da subito a relazionarsi con la diversità e a
saper gestire i conflitti; di comprendere che il mondo non ruota intorno a sé e che talvolta è necessario
ridimensionare le proprie esigenze e le proprie pretese per andare incontro a quelle degli altri. Un fratello o una sorella sono la prima palestra di vita per
un bambino e possono rivelarsi un dono tanto più
prezioso per un adolescente.
È vero che tra fratelli e sorelle, soprattutto negli anni
difficili dell’adolescenza, i rapporti sono spesso tutt’altro che idilliaci e che le liti per affermare la propria personalità e i propri diritti o, magari, per conquistarsi una fetta più grande dell’attenzione dei genitori sono all’ordine del giorno. Per non parlare delle
beghe infinite che scoppiano quando uno dei figli è
convinto di subire un’ingiustizia da parte dei genitori, di ricevere un trattamento diverso rispetto ai propri fratelli o sorelle, di essere il “capro espiatorio”
cui vengono immancabilmente addossate tutte le
colpe e le responsabilità dei propri fratelli. Ma spesso avere un fratello o una sorella può significare, per
un adolescente, avere qualcuno con cui condividere
sogni, paure e aspirazioni, un complice fidato con
cui stringere alleanze per contrattare permessi e spazi di libertà.
Alessandra Mastrodonato
SPORTELLO per la MEDIAZIONE
CIVILE OBBLIGATORIA
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge del 9 agosto 2013, la mediazione
civile e commerciale ritorna obbligatoria dal 21 settembre, per le controversie su specifiche materie.
La mediazione civile e commerciale (d. lgs 28/2010,
e legge 98/2013) è l’attività svolta da un professionista, al di sopra delle parti, finalizzata alla ricerca di un
accordo amichevole per la risoluzione di una lite.
Compito del mediatore è quello di ricercare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti allo scopo di evitare una causa civile lunga e dispendiosa.
La mediazione civile e commerciale riguarda le seguenti materie:
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♦
♦
♦
♦
condominio
diritti reali
divisione
successioni ereditarie
patti di famiglia
locazione
comodato
affitto di aziende
risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria
risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro
mezzo di pubblicità
contratti assicurativi, bancari e finanziari (non
include la responsabilità da sinistri stradali)
LO SPORTELLO per la MEDIAZIONE CIVILE
OBBLIGATORIA è a disposizione dei cittadini, un
servizio di consulenza gratuito sulla nuova legge
OBBLIGATORIA tenuta dalla;
Dott.ssa LAGONIGRO Jessica
Tutti i lunedì in Via degli Abeti 16, Dalle 10 alle
12 a partire dal mese di Novembre 2013
E’ OBBLIGATORIA la prenotazione telefonica al
Gente di Falchera 18
N° 011-4432621
Il piacere di leggere
di
Adriana
Scavello
Il male che si deve
raccontare. Per cancellare
la violenza domestica
La violenza è tra noi, nelle nostre
case e in quelle dei nostri amici. E
sui nostri posti di lavoro.
Il tema, più che mai
attuale (proprio oggi
mentre scrivo arriva
la notizia che finalmente è stata approvata dal Parlamento
italiano la legge che
contiene misure contro il femminicidio) è
quello della violenza
domestica, un argomento quasi quotidianamente in prima
pagina in Italia in
questi ultimi mesi.
E sono molti i racconti, le trattazioni,
edite in quest’ultimo periodo che, puntando il faro
sul tema della violenza sulle donne in tutte le sue
forme, aiutano a tenere alto l’interesse e a capire
meglio il fenomeno (Ferite a morte di Serena Dandini, l’inchiesta Questo non è amore pubblicata da
Marsilio o l’antologia Nessuna più, solo per citarne
alcuni usciti nel 2013).
Il libro-denuncia di cui parliamo è un lungo saggio
in cui alla narrazione di esperienze vissute in prima
persona dalla Agnello Hornby, si affiancano le pagine ricche di dati di Marina Calloni.
Entrambe le autrici sono donne impegnate in prima
linea nella lotta alla violenza domestica: Simonetta
Agnello Hornby svolge la professione di avvocato a
Londra da quarant’anni e nel corso della sua carriera
ha difeso donne, minori, immigrati e disabili. Marina Calloni è componente del Comitato interministeriale dei Diritti umani presso il ministero degli Affari esteri ed è una delle fondatrici del movimento Se
non ora quando?
Insieme riescono nel difficile compito di scrivere e
descrivere casi di abusi e violenze con la professionale lucidità di chi conosce bene questi drammi così
delicati, senza mai scadere in retoriche di nessun tipo.
La loro esperienza sul campo le porta ad analizzare
sempre con grande realismo e praticità i casi di cui
parlano, casi in cui spesso la frustrazione provata da
chi si impegna ad aiutare è tanta. Purtroppo si può
anche perdere: “La donna vittima di violenza è spes-
so isolata e ha bisogno di essere aiutata, ma in un
certo modo: con lei non bisogna essere giudicanti,
né pietistici; da lei non bisogna aspettarsi un cambiamento totale e repentino”.
L’abilità narrativa della Agnello Hornby ci fa conoscere le storie di donne siciliane, irlandesi e colombiane, cattoliche e islamiche, ci porta per mano all’interno delle loro case e ci mostra nei dettagli la mano
violenta e spesso assassina di compagni, mariti e padri. Le parole di Marina Calloni arrivano dopo molte
pagine di rabbia, e vengono in soccorso al lettore per
chiarirgli le idee, fornirgli il rigore scientifico dei numeri, dire come si potrebbe risolvere il problema.
Il frutto del loro lavoro mira non solo ad informare,
ma anche ad educare: non c’è solo la denuncia, ma
una proposta concreta.
Infatti il ricavato delle vendite del libro non andrà
alle autrici e all’editore Feltrinelli, ma sarà devoluto
al finanziamento della filiale italiana della Global
Foundation for the Elimination of Domestic Violence, (EDV). Questa Fondazione globale, fondata
in Inghilterra da Patricia Scotland, ha contribuito a
contenere sensibilmente il fenomeno della violenza
in Inghilterra ed ora tale modello viene esportato in
tutto il mondo.
Uno dei principali problemi da gestire nei casi di violenza domestica è quello economico. Quando una vittima ha il coraggio di denunciare le umiliazioni subite
non è raro che poi torni dal suo carnefice, e questo
accade perché nella maggior parte dei casi dipende da
lui economicamente. Il metodo della Scotland, invece, assicura una protezione immediata alla vittima di
violenza domestica, tramite la figura del consulente
che aiuta la vittima nell’immediato, fornendole il denaro necessario prima dell’udienza, organizzando le
attività quotidiane - ad esempio andare a prendere i
figli a scuola - e facendo da tramite con diversi enti
(sociali, religiosi, istituzionali, ecc…)
Questo scritto vuole essere un messaggio
per tutte quelle donne che in silenzio subiscono violenza e non hanno il coraggio di
denunciare.
GIANN
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Gente di Falchera 19
DIVERSO DA CHI?
Un anonimo adagio recita più o meno così: “ricorda
sempre che sei unico… esattamente come tutti gli
altri”.
Tutta la nostra esistenza è costantemente attraversata dalla continua, e spesso ingombrante, presenza dell’
“altro”. Le relazioni interpersonali ci pongono di fronte ad una galleria di ‘volti, che irrompono nel nostro
spazio vitale, ci scrutano dentro, ci costringono a
metterci in discussione e a convivere con il loro sguardo, talvolta affettuoso e pieno di comprensione, talaltra irritante, invadente, impertinente.
Entrare in relazione con l’altro significa entrare in
contatto con un altra identità, con qualcuno che è
“diverso” da me. E attraverso quest’incontro, oltre
ad acquisire maggior coscienza della mia identità,
posso diventare più ricco, facendo tesoro dell’alterità riconosciuta.
Eppure spesso la diversità ci appare come un ostacolo, una barriera alla relazione autentica con l’altro,
persino come una minaccia da contenere o scongiurare. È quanto avviene ogni volta che la “diversità”
non viene riconosciuta come una qualità propria di
ogni essere umano, in quanto meravigliosamente unico e irripetibile, ma diventa un’etichetta da affibbiare a chi si avverte come totalmente “altro” da sé: all’immigrato, al disabile, all’omosessuale, ma anche
a chi non si omologa agli standard imposti dal gruppo, a chi non veste alla moda, a chi non frequenta il
giro giusto. Fino al paradosso di considerare “diverso’; in quanto “sfigato”, chi non imbroglia, chi non
si sballa, chi si attiene alle regole. Ciò è tanto più
vero per gli adolescenti, spesso portatori di un rapporto ambivalente con la diversità: da un lato, infatti, l’affrontano con fastidio, soprattutto quando si rendono conto che pesa negativamente nella costruzione della relazione con l’altro, nel perseguimento di
un’omogeneità di fondo all’interno del gruppo; dall’altro, la rivendicano con forza, quando vogliono
sottolineare la propria originalità, il rifiuto di ogni
tentativo omologante della società.
L’esperienza della differenza coincide, per i più giovani, con la ricerca di un equilibrio tra sé e il mondo,
nella graduale conquista di un senso gioioso dell’alterità. Ma proprio perché la si vive in bilico, può produrre vertigine e stanchezza; da qui la tentazione di
azzerarla con forme più o meno mascherate di manipolazione e di intolleranza, di omologazione coatta
e di gregarismo all’interno del gruppo.
La diversità è, per le nuove generazioni, il doloroso
segnale di un’autenticità che può portare ad accentuare le distanze e i conflitti. Ma, al tempo stesso, è
anche ciò che garantisce la tensione verso un protagonisrno che resiste al conformismo della massa.
E’ allora, necessario che gli adolescenti siano aiutati
a percepire le differenze non come un limite o un
dato da “tollerare”, ma come una risorsa, un valore
da “tutelare”, un’occasione per sviluppare appieno
la propria identità nel confronto con l’altro; come un
dono che apre al senso della complementarietà e all’amore per l’altro, nella sua unicità e irripetibilità e
non solo come immagine riflessa del proprio io.
Alessandra Mastrodonato
Anagrafe Falchera
Utilizziamo le pagine del Giornale “Gente di Falchera” per comunicare ai cittadini a che punto siamo
con la situazione dell’Anagrafe di Falchera.
L’anagrafe di Falchera rappresenta un servizio civico importante sul territorio, che porta a termine circa
novemila pratiche all’anno.
Oggi ci troviamo però a dover fare i conti con una
drammatica scarsità di risorse, anche in termini di
personale, e insieme a un aggravio delle procedure
burocratiche per l’emissione di documenti e certificati e ad un aumento del rilascio dei documenti (come
ad esempio carta identità obbligatoria per i bambini,
pratiche di cambio di residenza, ecc.).
Questa situazione di difficoltà riguarda tutte le anagrafi della Città e la nostra di via Leoncavallo in particolare, poiché si trova a gestire un bacino d’utenza
che va da Porta Palazzo ai confini della Città.
Questo provoca spesso code e disagi per i cittadini e
una condizione di lavoro di forte stress per le impiegate di turno agli sportelli.
Abbiamo quindi messo a punto una riorganizzazione che partirà in via sperimentale nei primi mesi del
2014, che prevede l’apertura degli sportelli a Falchera su 3/4 giorni alla settimana, per consentire al
personale di svolgere il lavoro su entrambe le anagrafi e con maggiore fruibilità.
Come ogni anno resterà fissa la chiusura nel periodo
natalizio.
presidente 6a Circoscrizione Nadia Conticelli
coordinatrice 1a commissione Adriana Scavello
BIBLIOTECA FALCHERA
Dal 4 novembre la Biblioteca chiuderà per
avviare le operazioni di trasloco nella Nuova Sede di via dei Pioppi 43. Nel periodo
di chiusura saranno sospese tutte le attività di prestito, restituzione e prenotazione.
I libri in prestito potranno essere restituiti
in tutte le altre biblioteche civiche.
La data della Riapertura nella Nuova Sede
verrà ampiamente pubblicizzata.
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Astronomia e...
a cura del Gruppo “G. Plana”
SCIENZA E FEDE
La nascita dell’Universo
mese. Venere, pur riaccostandosi al Sole, rimane visibile al
tramonto. Marte è visibile solo nella parte terminale della notte. Giove è visibile praticamente tutta la notte. Saturno torna
timidamente visibile all’alba dalla fine del mese.
Vittorio Leode
A che cosa la
scienza non
può rispondere? Soprattutto
a cosa ci sia stato prima del cosiddetto Bing
Bang? Il buio?
E’ stato forse un
Inizio, o solo
una fase da cui
Dio crea gli astri (Michelangelo)
partono le osservazioni degli scienziati? L’universo è finito oppure infinito nel tempo e nello spazio? Esattamente
da quel Big Bang, che tanto somiglia al “fiat lux”
della Sacra Scrittura, è lo spazio in cui si innesta la
religione o meglio ancora la fede. Ad esempio secondo la scienziata laica Margherita Hack, la religione ci propone, anzi spesso ci impone, una spiegazione che passa attraverso l’intuizione: un’idea trascendente dalla quale dovrebbe partire il tutto. Sempre secondo il pensiero della Hack, se dire “religione” significa dire “imposizione” allora il concetto,
che dovrebbe racchiudere la libertà per eccellenza,
diventa questione di fideistica obbedienza. Sappiamo dalla Bibbia che Dio prima di creare il mondo
aleggiava sulle acque (Genesi1,2). Infatti ecco le tre
tesi bibliche: 1) Dio viveva sulle acque prima di creare il mondo, 2) l’acqua fungeva da massa di sostegno per far aleggiare Dio, 3) l’acqua è sempre esistita insieme a Dio. Gli scienziati sanno bene che non è
possibile dimostrare scientificamente che Dio c’è, né
però che Dio non c’è. D’altra parte l’esistenza di Dio
per gran parte degli scienziati non è un problema,
perché essi si attengono puramente ai fatti, in quanto
è qualcosa che non appartiene all’osservabile. In genere non credono ad alcuna forma di vita dopo la
morte, né ad un paradiso o un inferno che li ricompensino o li puniscano per le loro azioni.
E’ comunque un dato di fatto che la materia, fa notare la scienza che papa Ratzinger aveva definito arrogante, ha prodotto le stelle, e queste, a loro volta,
tutti gli elementi necessari per formare i pianeti e gli
esseri viventi. Comunque, scienziati o no, l’uomo da
sempre ha rincorso l’idea di conoscere le origini dell’
Universo, osservando il cielo stellato, ponendosi
mille domande, così come ci chiediamo ancora noi
oggi che cosa ci fosse prima del Big Bang. A questo
punto, come ha detto qualcuno, non è importante...
sapere, ma credere.
E ora per gli appassionati di astrofilia
Briciole di storia...
a cura di Franco Foppiani
L’assedio di Canelli, avvenuto nell’ anno 1613
prende il via da un fatto storico ben documentato che
si inquadra nell’ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato (1613-1617).
Nel 1612 moriva Francesco Gonzaga, duca di Mantova che aveva diritti sul Monferrato. Alla sua morte
si aprirono innumerevoli controversie per la successione. Carlo Emanuele I, duca di Savoia (che era il
nonno dell’unica figlia del defunto Duca), per difendere i secolari interessi che casa Savoia aveva sul
Monferrato, decise di risolvere le controversie con
le armi. Si diede inizio a quella che fu definita la
guerra per la successione del Ducato di Monferrato.
Canelli, posta sul confine tra Savoia e Monferrato,
interamente fortificata, fu teatro di innumerevoli combattimenti e subì numerosi attacchi.
Nel giugno del 1613, approfittando della mancanza
di soldati dalle fortificazioni Canellesi, Carlo Gonzaga, duca di Nevers con un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e con diversi cannoni, attraversò
il fiume Belbo e pose l’assedio alla città. Le truppe
monferrine tentarono in più modi di entrare in Canelli, ma la piccola guarnigione rimasta fu aiutata in
modo determinante dalla popolazione che, con non
pochi sacrifici riuscì a resistere a tutti gli attacchi e a
reagire in modo decisivo. I nemici furono costretti a
ritirarsi. Il Duca di Savoia per ringraziamento e per
premiare gli uomini e le donne di Canelli del loro
comportamento li esentò per trent’anni, con apposiT. B.
to decreto, dal pagamento delle tasse.
Mercurio è visibile con difficoltà all’alba e solo dalla fine del
Gente di Falchera 22
ANNIVERSARIO
Nel quarto anniversario
della scomparsa di Longo
Epifanio lo ricordano con
amore la moglie Paola
con tutta la sua famiglia.
Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi. Vogliamo pensare
che ancora ci ascolti, che
come allora ci sorridi.
ANNIVERSARIO
Nel 7° anniversario ricordiamo Campana Vincenzo
scomparso il 3 novembre
2006, sono passati sette
anni da quando sei volato
in cielo ed ora sei il nostro
angelo custode che da lassù ci guardi e ci proteggi
ogni istante delle nostre giornate. Sei nei nostri
pensieri ogni giorno e da quando sei volato via
hai lasciato un enorme vuoto a tutti noi, ma il
tuo ricordo è sempre vivo nei nostri cuori. Con
tanto amore i tuoi cari Mamma, Papà, sorelle,
nipoti e cognati.
RINGRAZIAMENTI
SILENT KEY
CI HANNO LASCIATO:
25/09/2013 Saffiotti Francesca
Via degli Ulivi 12
29/09/2013 Gattuso Nicola
Via degli Ulivi 86
30/09/2013 Don Cagliero Bernardino
Parrocchia S. Pio X
04/10/2013 Lo Bue Teresa
Via degli Ulivi 35
10/10/2013 Spinapolice Ciro
Via delle Querce 39
Buronzo Costanza
17/10/2013 Cipri Maria
Via degli Ulivi 18
di anni 84
di anni 83
di anni 93
di anni 90
di anni 74
di anni --di anni 65
C U LT U RA e AR T E
Il “Centro d’Incontro”
in collaborazione con
“Gente di Falchera”
La famiglia BECCARIS ringrazia di
cuore tutti quanti hanno partecipato al
dolore per la perdita
della cara mamma Vespa Teresa
Presenta il libro di Poesie
“Un Passaggio verso le Emozioni”
di GIORGIA CATALANO
AAA...OFFRESI A ORE...
SABATO 23 Novembre alle ore 16
presso il Centro d’Incontro
via delle Querce 23
Per lavori domestici, Baby sitter, Cuoca o
aiuto cuoca, Assistenza anziani. Serietà.
Tel. 011-26.25.314 cell. 328-8775180
CONFEZIONI DONNA
Anche TAGLIE FORTI
Giovanili - Classiche
Eleganti - Sportive
Magazzini 2000
Via Porpora 1 - ang. Piazza Rebaudengo
Presente la scrittrice e poetessa
Giorgia Catalano, falcherese
una di noi. Saranno letti dei brani con accompagnamento musicale e proiezioni.
“Un momento di cultura”: presentazione di Adriana Scavello.
Ingresso libero
ERRATA CORRIGE
Nel mese di settembre alla pag. 19 “Ricordando Marina Aceto”. Il cognome era Trombini
Marina, anziché Aceto.
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La redazione
Hanno collaborato a questo numero:
Oreste Borio, Giorgia Catalano, Chissotti Giacomo, Nadia Conticelli, Fiorella Corea, Eleonora Dragonetti, Vittorio Leode,
Alessandra Mastrodonato, Luigi Ricciardetto, Adriana Scavello, Livio Scremin, Luigi Fabio Varesano.
Gli eventuali contributi potranno essere versati direttamente
presso la Redazione, in Piazza G. Astengo 10.
Orario di Redazione dal lunedì al venerdì:
dalle ore 9,30-11,30 / 15,30 -17,30
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Un ringraziamento particolare a tutti
i sostenitori, inserzionisti e agli amici che
ci aiutano nella distribuzione del giornale.
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Martignon Tamara
Aceto Mariangela
Aimale Giacomo
Rolfini Silvano
Cottari Giuliana
Berta
Voyat Ivo e Antonietta
Campana Nunzio
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Brun Laura
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Castelletti Vittorio
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Bove Antonio
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Nesta Michele
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Apollonio Giacomo
Paola Cerulli
Fam. Beccaris
Bellino Giuseppe
Chissotti Giacomo
De Leo Amilcare
Marzano
Bimestre Rosanna
Capozzi Orazio
F. A.
Cane Valter
Bertello Maria
Dalena Flavia
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Gli articoli da pubblicare dovranno pervenire entro il 15 di ogni mese. La redazione si riserva la facoltà di
pubblicarli e/o modificarli secondo le esigenze del giornale. Gli articoli non verranno restituiti
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A. De Leo, C. Elia,
R. Voyat, F. Foppiani,
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Nov 2013 - Gente di Falchera