GF ente to n e m a n o b ab i n o i s e d A o a quota siam ggiungere 1000 di ALCHERA NOVEMBRE 2013 ra a d a t o u Q 477 ANNO 20° - N° 11 P ERIODICO I NDIPENDENTE S UPPL . A.S.I. R EG . T RIB . 4227/90 MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE ALL’INTERNO EDITORIALE L’ultimo saluto a don Dino di AMILCARE DE LEO E’ Tempo di Speranze H Il vescovo Cesare Nosiglia a Falchera SOMMARIO L’ultimo saluto a don Dino Dal 1° gennaio in vigore la TARES L’arcivescovo in visita alla Falchera Comitato Spontaneo Falchera Notizie dalla Circoscrizione L’intervista a... Il giornale della scuola PGS Conquista I lettori scrivono Un viaggio nella Circoscrizione L’angolo della poesia Regolamento condominiale Psicanalisi e dintorni Sportello per la mediazione civile Il piacere di leggere Anagrafe Falchera Astronomia - Briciole di storia Silent Key pag. 2 pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 9 pag. 10 pag. 11 pag. 12 pag. 13 pag. 16 pag. 18 pag. 19 pag. 20 pag. 22 pag. 23 o un cruccio, quello innanzitutto di non essere stato presente ai solenni funerali di don Dino e di non aver partecipato alla riunione del Comitato Falchera Villaretto di mercoledì sera 2 ottobre su vari temi come il secondo accesso e problemi inerenti al sistema di viabilità e sicurezza nel quartiere, per una mia indisposizione. Ammetto di dovermi un tantino ricredere su quanto sino a oggi ho espresso sulla reale ed effettiva esistenza di un Comitato di Quartiere che, dopo i primi fePER MOTIVI DI SICUREZZA lici esornon è più agibile l’attuale redazione di, ai miei “Gente di Falchera” pertanto si riceve il occhi e pubblico presso il locale del comitato forse agli Spontaneo Falchera, (la porta di fronte) occhi di nei giorni di MERCOLEDI’ e qualche altro cittaGIOVEDI’ dalle ore 9,00 alle 11,30 dino pareva offuscato mentre invece pare stia acquistando una certa configurazione sul territorio, il che ci fa sperare per il futuro. Mi riferisco al Comitato Falchera Villaretto esistente, attivo credo già da più di due anni con tanto di statuto, che ha sede presso il Circolo A.C.L.I. di zona. Francamente, diciamolo, nessuno finora ha fatto di meglio. Penso in positivo anche al Tavolo Sociale che ha assunto, dopo i fulgori dei primi tempi e le conseguenze della crisi successiva, una non trascurabile fisionomia sociale e territoriale essendo ampiamente a disposizione dei cittadini per attività volte al tempo libero, richieste e servizi vari. Mi riferisco inoltre all’efficacia di quel movimento giovanile, denominato Gruppo Cittadini, in verità già attivo in campo e soprattutto in rete. Mi viene infine alla mente un altro Comitato, efficiente, solido, ben costituito che ruota incessantemente, e giustamente, intorno al grave problema falda. Che Gente di Falchera 1 segue a pag. 11 L’ultimo saluto a don Dino C’era tutta la Falchera, anzi tutte e due le Falchere, Vecchia e Nuova a dare l’ultimo saluto a don Bernardino Cagliero, il nostro don Dino. Si è spento il 30 settembre all’ospedale Molinette, dove nell’ultimo periodo ha vissuto un vero calvario per poi chiudere la sua esistenza terrena. Il vescovo mons. Cesare Nosiglia ha voluto essere presente ad officiare la messa e nell’omelia ha paragonato don Dino ai Santi Angeli, di cui si celebrava la festa, anche lui come gli Angeli ha dedicato tutta la sua vita al servizio e per il bene della comunità. E’ stata una cerimonia commovente con una folta rappresentanza del Clero, tutti sacerdoti che hanno conosciuto don Dino; si sono ricordate le tappe più importanti della sua vita: il seminario a Chieri, la sua prima messa il 28 giugno 1942 poi vice parroco alla chiesa della Speranza e nel luglio 1954 Parroco a Falchera dove celebrava la messa sotto il porticato di via Betulle. Infine nel 1973 ha inaugurato la nuova attuale chiesa, dove è rimasto come parroco fino al 2002, ma ancora operante per le piccole incombenze fino al 2012. Esattamente un anno fa, il 16 ottobre, eravamo tutti riuniti per salutarlo ed accompagnarlo nella sua nuova dimora “La casa del Clero”, proprio a causa dei suoi gravi problemi di salute. Per lui è stato uno strappo doloroso perché qui a S. Pio X era a casa sua; in tanti sono andati a trovarlo nella sua nuova sistemazione, dove era ben accudito e soprattutto non era solo. Con don Dino, per noi che l’abbiamo conosciuto sin dai primi anni, si è conclusa un’epoca, è stato il nostro padre spirituale, il nostro confidente, ci ha uniti in matrimonio e, per coloro che sono rimasti in Falchera, ha battezzato i nostri figli e i nostri nipoti. Don Dino ha sempre fatto parte della nostra vita, ora per lui è giunto il momento di godersi il meritato premio, senza più le sofferenze terrene; noi che ci sentiamo più soli lo ricordiamo per tutto ciò che ci ha lasciato e continuiamo a farlo vivere nei nostri cuori. Rita Voyat Addio Signor Parroco! L’ho sempre chiamato così “signor parroco” da quando l’ho conosciuto al tempo del mio matrimonio sino al fatale allontanamento, di meno di un anno fa, dalla sua casa naturale e confessionale, la Falchera, per essere trasferito nella Casa di Riposo “San Pio X”. Ora quella cameretta, in cui dimorava, è rimasta vuota con tutte le suppellettili offerte dall’ampia generosità dei fedeli falcheresi e che rimarranno ovviamente a disposizione per qualche altro anziano ospite. A gennaio avrebbe compiuto 94 anni: un’età di tutto rispetto davanti alla morte, senza età per me, per noi che gli siamo stati vicini e gli abbiamo voluto bene. E’ mancato il 30 settembre dopo sopraggiunte gravi complicazioni, il 2 ottobre sono avvenuti i solenni funerali nella chiesa che ha visto nascere, con una folta e prevedibile presenza di gente, amici, credenti e non credenti. Uomo di fede, sottile teologo qual era non disdegnava conoscere e dibattere il pensiero altrui amando intrattenere disquisizioni morali, sociali e filosofiche con gli stessi laici. Come molti altri religiosi, era affascinato dall’osservazione del cielo e Gente di Falchera 2 quando una volta, dopo avergli messo a disposizione per alcune notti un telescopio newtoniano in dotazione alla biblioteca, chiesi perché mai amasse l’astronomia, mi rispose che era affascinato dai mille segreti di una scienza che più avvicinava a Dio. Mi viene in mente ora il giorno in cui si celebrò pubblicamente la festa per la sua partenza in quella stessa chiesa dentro la quale i fedeli, che il 2 ottobre l’hanno pianto in massa, allora gli attribuirono, tra saluti, ricordi e nostalgie, tutto il loro affetto e gli manifestarono tutta la loro solidarietà. Ebbene tutti noi abbiamo scolpita nella mente la sua figura di piccolo vecchio prete seduto in silenzio presso l’altare, rannicchiato su una schiena sempre più dolorante e curva. Eppure quel corpo in declino era sorretto da una mente ferma, chiara e lucida che gli permetteva di comprendere, di ringraziare e da lontano di riconoscerci col dito quasi uno per uno. Probabilmente ciò che noi non comprendem- mo, o non volemmo comprendere per pudore, quel suo tacito grido di dentro, sì, di sincera gratitudine ma anche di profonda tristezza, che sempre egli cristianamente soffocò all’insegna della fede e del destino che lui però amava definire come divina provvidenza. Sai, in questi ultimi tempi non sono stato molto bene, l’altra notte sono persino caduto dal letto, là mi assisteranno...- Mi spiegò quando andai a salutarlo per l’ultima volta nel suo ufficio della Falchera. Non osai proseguire, mi limitai a rispondere: -...E’ giusto, allora...auguri signor parroco!- In realtà era già un addio. Amilcare De Leo Dal 1° gennaio 2013 in vigore il Regolamento della Tares Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera presentata dall’assessore ai tributi, Gianguido Passoni, con il regolamento per l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Il nuovo tributo decorre dal primo gennaio 2013 e sopprime la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e tutti i prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria. Quanto pagato fino ad ora come Tarsu, dunque configura un acconto della Tares che dovremmo pagare tra circa un mese. Il regolamento determina la disciplina per l’applicazione del tributo, concernente tra l’altro: - la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti; - la disciplina delle riduzioni tariffarie; - la disciplina di eventuali riduzioni ed esenzioni; - l’individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta; - i termini di presentazione della dichiarazione e del versamento del tributo. Sono ben 35 le categorie di utenti classificate. Si va dagli stadi di calcio alle abitazioni private, passando per ogni genere di esercizi pubblici e aziende. Un’indagine scientifica commissionata all’Ipla s.p.a. (Istituto per le piante da legno e l’ambiente) commissionato dall’amministrazione regionale e provinciale, nel 2003 e aggiornato ogni anno, ha consentito al Comune di Torino di disporre di uno strumento per calibrare la produzione di rifiuti per ciascuna categoria di utenza. La delibera sulle tariffe che il consiglio si accinge ad esaminare e votare prevederà dunque fasce tariffarie in cui le categorie individuate nel regolamento vengono raggruppate in base alla qualità e quantità dei rifiuti prodotti. Una mozione presentata dai consiglieri Vittorio Bertola e Chiara Appendino, anche essa approvata nella medesima seduta, impegna la Giunta a destinare una quota del gettito Tares, per la sua componente “rifiuti”, al potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e al miglioramento della sua qualità per la sua miglior valorizzazione economica. Si dovranno inoltre adottare i migliori modelli di raccolta in uso in Italia e avviare uno studio scientifico per individuare i gruppi di utenza più virtuosi nella differenziazione dei rifiuti da premiare, a partire del 2014, con sconti sulla tariffa. Silvio lavalle (Salvo nuove disposizioni con l’approvazione del“Patto di Stabilità”) Gente di Falchera 3 L’arcivescovo di Torino visita la Falchera Accolto da un allegro coro di voci infantili, l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia è arrivato all’oratorio di S. Pio X per l’incontro con i ragazzi del catechismo. “Abbiamo bisogno delle vostre speranze” ha detto in quello che forse è stato uno dei momenti più lieti del lungo viaggio all’interno dell’unità pastorale 15, di cui fa parte anche la Falchera. Un viaggio che ha portato l’arcivescovo a contatto con la multiforme diversità del borgo: dall’incontro con gli immigrati ospiti della comunità di padre Mario Loi: “opportunità di crescita per tutti – come ha affermato – nella diversità di colore e di cultura”; all’intenso incontro con i malati e gli anziani, fino alla tavola rotonda con i giovani. Con una popolazione di poco meno di 7 mila abitanti e due distinte parrocchie (S. Pio X e Gesù Salvatore) sorte a distanza di 20 anni l’una dall’altra, la Falchera ha presentato al suo arcivescovo un volto di forte animazione sociale, pur nelle difficoltà della crisi economica che, in questi ultimi anni, ha colpito pesantemente anche questo borgo. Iniziato 60 anni fa con un altare da campo sotto il portico di un cantiere in costruzione, il cammino della comunità cristiana ha condotto oggi a due popolose realtà, connotate da un forte impegno cristiano e da solidarietà umana verso anziani e bisognosi. “Oggi – spiega don Adelino Montanelli, parroco di entrambe le comunità – raccogliamo attraverso il banco alimentare in media 70 borse della spesa da distribuire ai più bisognosi. Inoltre, attraverso il progetto di solidarietà fraterna, alcuni gruppi familiari si autotassano mensilmente per provvedere alle spe- se vive di coloro che ne hanno bisogno. Né vengono dimenticati gli anziani soli: un gruppo di volontari si impegna offrendo loro assistenza e compagnia”. Quella che emerge oggi pare una realtà ben diversa dall’immagine assegnata in passato a questo quartiere, da una cronaca spesso ingenerosa. Per ripercorrere l’intera storia della Falchera basterebbe sfogliare il bel volume pubblicato in occasione del cinquantennale, o dare un’occhiata al voluminoso “album dei ricordi” conservato in parrocchia. Il primo insediamento nasce nel 1954, come realizzazione del “piano Fanfani” che prevedeva la costruzione di un “villaggio modello” a misura d’uomo, dove si respira aria di campagna in sintonia con il paesaggio e gli insediamenti rurali circostanti. Ben diversi furono i criteri adottati per la progettazione del nucleo più recente, realizzato negli anni 1972-74. I palazzi, prefabbricati, vennero posizionati secondo criteri puramente geometrici. Dell’originario progetto di “centro residenziale modello”, sopravviveva solo l’attenzione per il verde e un efficiente sistema di servizi collettivi. Nel corso degli anni, intorno alle parrocchie si sviluppano le attività: dalla nascita dell’oratorio e della scuola materna, alle associazioni cattoliche; dall’avvicendamento delle congregazioni religiose con la perdita delle Figlie di Maria e il potenziamento delle suore di Santa Giovanna Antida, ai più recenti campi scuola. Molto si è fatto, ma molto resta ancora da fare, in questo angolo unico di Torino, dove la parrocchia resta per molti l’unico punto di riferimento. E’ di questi ultimi tempi il progetto di riqualificazione del quartiere che prevede, tra l’altro, un secondo accesso a Falchera, la riqualificazione della zona dei laghetti e la bonifica degli orti urbani. Ma in questa pioggia di interventi, restano ancora inevasi i grossi mali del quartiere che riguardano soprattutto la carenza di servizi sociali e sanitari. Gente di Falchera 4 Rita Miglia Comitato Spontaneo Falchera Il 2 ottobre si è svolta un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Falchera Villaretto nella sede del Circolo ACLI di Via dei Pioppi 19. Alla riunione erano presenti numerosi abitanti della Falchera, che hanno accolto l’Assessore alla Viabilità e Trasporti del Comune di Torino, Claudio Lubatti, invitato dal Comitato per fare il punto su alcune tematiche care ai cittadini falcheresi, oltre alla Consigliera Adriana Scavello, in rappresentanza della Circoscrizione 6. Canzian ha introdotto la discussione elencando una serie di necessità, prima fra tutte quella della sicurezza che i residenti alla Falchera sempre più richiedono, a causa dei furti negli alloggi e nei negozi avvenuti negli ultimi tempi che creano una situazione di paura nei cittadini. Inoltre, sono stati affrontati temi relativi alla viabilità, primo fra tutti il secondo accesso, intervento inserito nel Piano Città;alle rotonde davanti all’edicola e quella di via delle Querce attualmente ancora in fase sperimentale, alla segnaletica stradale, all’illuminazione, all’asfaltatura delle strade dissestate. Alcuni cittadini presenti hanno richiesto delucidazioni sulla Stazione Stura, che presenta diversi pro- blemi di accessibilità, di illuminazione, ecc. L’Assessore Lubatti, dopo aver ascoltato con attenzione tutti gli interventi, ha dichiarato di apprezzare iniziative di riunioni e assemblee che vengono svolte in Falchera, sostenendo come sia necessario il confronto ed il contatto diretto con gli amministratori. Ha posto l’attenzione su alcuni temi più rilevanti, quali quello del secondo accesso e della Stazione Stura, senza tralasciare il tema della viabilità. Riguardo alle altre tematiche, soprattutto sulla sicurezza si è impegnato a far pervenire agli uffici competenti le richieste impegnandosi anche a fornire in tempi brevi le risposte. Sul secondo accesso ha ribadito che l’intervento è stato richiesto ed atteso da troppo tempo dal Quartiere e il fatto di aver ottenuto i finanziamenti per il Piano Città è il risultato di un attenzione che la Città ha nei confronti della Falchera. Riguardo al Parcheggio Stura e alla Stazione, l’Assessore ha spiegato come da parte sua e dell’amministrazione ci sia tutto l’interesse a far sì che quella parte diventi un nodo di interscambio per l’accesso alla Città, come succede nelle altre città italiane ed europee. Infatti, è necessario che si prosegua nell’ottica di un sistema di trasporto integrato, al fine di favorire il cambiamento della cultura della mobilità, che sta avvenendo, seppur lentamente, basti pensare che si è registrato un aumento del 18% nell’uso del mezzo pubblico nell’ultimo periodo. Non ha tralasciato però, di ribadire come sia complicato il Sistema di trasporti ferroviario metropolitano, un sistema dove tanti sono gli attori: Regione, Ferrovie, Comune, ecc. sono necessarie molte risorse e molto lavoro per una progettazione complessiva. Riguardo alla rotonda di Via delle Querce, avvenuta la sperimentazione della rotonda mobile con il posizionamento dei new jersey, l’Assessore ha comunicato che nell’ambito della programmazione delle attività di manutenzione straordinaria programmata, si procederà in tempi brevi all’allestimento definitivo della stessa, come da progettazione effettuata dagli uffici comunali. Gente di Falchera 5 Riana Velloca Notizie dalla Circoscrizione È una delle circoscrizioni torinesi dove si concentra il maggior numero di abitazioni di edilizia sociale. Ora la sesta circoscrizione è al centro di un vasto piano di riqualificazione urbana: la presidente Conticelli ci racconta quali saranno i cambiamenti da Barriera di Milano a Falchera. La zona nord di Torino si prepara a “cambiare pelle”. E lo fa a partire dal suo cuore storico, la Barriera di Milano, con un progetto da 25 milioni di euro. Liberarsi dalla pesante eredità industriale dei capannoni vuoti, dei quartieri tutti “case e strade” non è facile, servono spazi pubblici, nuove vocazioni, capacità di immaginare scenari diversi, di creare un linguaggio comune tra progettualità capaci di attivare nuovo capitale economico e umano, e le comunità, che storicamente vivono e lavorano nella zona. In Barriera di Milano questo rinnovamento ha una vocazione policentrica, con due volani: il mercato di piazza Foroni e la ex Incet di corso Vigevano. A breve partiranno i lavori di trasformazione e riqualificazione, che porteranno alla realizzazione della prima pista ciclabile del quartiere, agli interventi nelle aree verdi, due nuovi grandi parchi attrezzati, quello dell’ex Ceat, già realizzato, e quello di Spina 4, in fase di completamento. La ex Incet invece si avvia verso un destino di incubatore di progetti innovativi, galleria di attività culturali e aggregative, ma anche centro servizi. Le trasformazioni infrastrutturali però non sono sufficienti a far voltare pagina a un territorio: la trasformazione deve avvenire in primo luogo nella percezione di chi lo vive e nelle opportunità e potenzialità che sa offrire e generare. E in questa direzione oggi la zona nord è un brulicare di creatività giovanile e nuova offerta culturale: dagli spazi recuperati al degrado, come il Bunker, al nuovo Teatro Marchesa, alla nuovissima e tecnologica biblioteca di Falchera che sarà inaugurata a breve, al centro giovani di Barca, scaturito dall’arte “pratica” del collettivo berlinese Raumlabor. Il volto nuovo, sostenibile e innovativo, della porta nord di Torino non si ferma all’interno del confine dell’ex cinta daziaria, si estende fino al confine conurbato dell’area metropolitana. La città di Torino si è infatti classificata tra i 28 progetti, sui 457 giunti da tutta Italia, che sono stati scelti dal Ministero delle Infrastrutture per i finanziamenti del cosiddetto Piano Città. Undici milioni di euro il contributo ministeriale destinati a Falchera per ristrutturazione di spazi pubblici, bonifica e recupero laghetti, nuova edilizia, completamento del secondo accesso, riqualificazione energetica. Tradotto: scuola, servizi, inclusione sociale, mobilità, cultura, sport. Il secondo progetto finanziato in Piemonte è quello della città di Settimo: sei milioni per la “Laguna Verde” che completa lo sviluppo e il recupero ambientale a nord dei confini della città. Nadia Conticelli presidente Circoscrizione 6 IL 15 OTTOBRE SI E’ACCESO IL RISCALDAMENTO TUTTI I NUMERI E I CONSIGLI PER SCALDARSI SENZA SPRECHI La stagione fredda è cominciata. Nelle case popolari, come nei condomìni privati, si è acceso il riscaldamento. Tra Torino e provincia Atc gestisce impianti di riscaldamento centralizzati per 23mila alloggi mentre circa 11mila sono dotati di impianti autonomi. In sostanza, scalda circa un decimo degli abitanti della Città di Torino e ogni anno per il riscaldamento nelle case popolari si spendono circa 12milioni di euro, pari a circa 65mila al giorno. Ecco alcuni semplici suggerimenti dei nostri tecnici per stare al caldo, senza rischi e senza inutili sprechi d’energia. Prima che i caloriferi inizino a funzionare a pieno regime, ricordatevi di chiamare un tecnico specializzato per il controllo della caldaia o dello scalda-acqua a gas. In questo modo gli apparecchi saranno più sicuri, scalderanno meglio e vi permetteranno di ottimizzare i consumi. La prima regola per risparmiare sui riscaldamenti è di non aprire le finestre quando i riscaldamenti sono in funzione, perché sarebbe un inutile spreco di energia: l’aria calda emessa dai termosifoni tende a uscire e a lasciare il posto a quella fredda proveniente da fuori. Per prevenire la formazione di muffe, areate pure le stanze di casa una volta al giorno. Bastano pochi minuti, fatelo nelle ore più calde della giornata. Se avete la possibilità di scegliere la temperatura desiderata, regolate il termostato a 19 gradi. Ricordate che per legge la temperatura deve essere compresa tra 20 e 22 gradi. Non coprite i caloriferi con tende, mobili o rivestimenti. Il calore non si propaga nella stanza ma rimane fredda, costringendovi a tenere acceso il riscaldamento più a lungo o a rimanere al freddo. Se potete, posizionate un pannello isolante tra la parete e il termosifone: in questo modo il calore si propagherà più facilmente per tutta la stanza. Ricordatevi di sfiatare ogni singolo calorifero della casa. Se non lo avete mai fatto, chiedete aiuto ad un tecnico specializzato. Quando i termosifoni saranno accesi, se ne avete la possibilità spegnete quelli nelle stanze che non frequentate. Mettete i paraspifferi alle porte e alle finestre e, quando diventa buio, abbassate le tapparelle: vi aiuterà a non disperdere il calore della casa. Anche mettere tende alle finestre vi aiuta a mantenere il calore, senza che si disperda attraverso i vetri. Attenti però a non coprire così anche il termosifone, se si trova vicino alla finestra. Gente di Falchera 6 Notizie dall’A.T.C. 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121 a cura di Amilcare De Leo L’INTERVISTA A... ...mons. Cesare Nosiglia, ve- scovo di Torino. Siamo riusciti tramite don Adelino a raggiungere il vescovo, venerdì 18 ottobre alle ore 21, presso i locali del mini oratorio di San Pio X prima che avesse l’incontro con i giovani. Ecco l’intervista che ci ha concesso. D. Mons. Nosiglia, sono frequenti le visite che Lei sta compiendo nel nostro quartiere. A caldo, quali sono le sue prime impressioni? R. Ho riscontrato gente aperta, generosa con tanta voglia di fare e che vorrebbe fare di più, ma si sente piuttosto isolata, abbandonata. Ad esempio ho appreso che non vi sono locali per ritrovarsi. Io stesso, come prima impressione, ammetto di avvertire un senso di solitudine che avvolge questo vostro quartiere. D. Esso è diviso in due, Falchera Vecchia e Falchera Nuova. Che ne pensa? R. E’ vero. Molti abitanti della Falchera Nuova che mi hanno avvicinato hanno confessato di sentirsi più abbandonati e trascurati dalle varie istituzioni rispetto alla Falchera Vecchia. D. C’è qualcosa che l’ha colpita in positivo? R. Oh, sì! Senza alcun dubbio la Scuola. L’ho detto anche al TG3, ho trovato la scuola veramente attiva, piena di risorse, efficiente: proprio bene organizzata, nonostante le grandi difficoltà che deve affrontare giorno dopo giorno, con inserimenti e integrazioni difficili, di cui mi rendo conto. D. Come si può reagire al fatto che la gente si senta abbandonata? R. In primo luogo le istituzioni debbono essere più attente alle reali necessità, sociali e strutturali della borgata, in secondo luogo deve esserci più apertura da parte della gente nei rapporti gli uni con gli altri attraverso l’amicizia, la solidarietà e la tolleranza. Capisco che non è facile, ma oggi dobbiamo attingere forza dal coraggio di papa Francesco, un nuovo faro che illumina ampi orizzonti di amore e di speranza, ma soprattutto una grande presenza che ci consola nella malattia, nel dolore. D. Mons. Bettazzi nel suo libro “Farsi uomo” parla di parrocchie che per essere sempre meglio inserite nel tessuto umano e sociale debbono fortificarsi della presenza dei “vicini” e dei “lontani”, insomma non solo di credenti ma anche di non credenti o di soggetti legati ad altre confessioni religiose. E’ possibile? R Deve essere così, anche se oggi come oggi la re- D. R. D. R. D. R. D. R. altà si è trasformata, evoluta rispetto al periodo in cui mons. Bettazzi ha scritto il suo libro, siamo a metà anni Settanta, o poco più. In che senso? Ieri le parrocchie e soprattutto gli oratori erano assai più frequentati per certe esigenze contingenti che con i tempi attuali sono francamente venute a mancare. E’ sotto gli occhi di tutti. Poi, veda, c’è sempre più penuria di sacerdoti. In sostanza, mons. Nosiglia, cos’è che rende viva, particolarmente in una periferia estrema come la nostra ma forse un pò dappertutto, una parrocchia, una comunità cristiana? Indubbiamente la figura centrale del parroco, che a sua volta deve essere attorniata e confortata da una attiva e costante presenza di laici. E’ fondamentale. Ed ora una domanda che vuol essere, in un certo senso, un omaggio all’ex parroco don Dino ormai scomparso. Egli, pochi lo sapevano, era un appassionato del cielo non solo dal punto di vista religioso ma anche dal punto di vista scientifico. Amava difatti l’astronomia, osservare ad occhio nudo e con il telescopio. Proprio non lo sapevo, lo apprendo con piacere. Oggi qual è il rapporto tra scienza e fede? C’è accordo o discordanza? Papa Ratzinger a suo tempo disse che la scienza era arrogante. Non vi è alcuna discordanza, anzi comunione di idee. Si viaggia sullo stesso binario. Non a caso molti grandi uomini di scienza, cultori proprio di astronomia, erano uomini di chiesa, penso a padre Secchi, a padre Denza, a Giovan Battista Beccaria, alla stessa Specola Vaticana. Vorrei ricor dare Galileo il quale, nonostante le varie tribolazioni che dovette subire, non perse mai la fede. Papa Ratzinger si espresse in quel modo perché si riferiva alla morale, alla bioetica. Altra cosa. Laboratorio di Quartiere Falchera Sportello Ambiente: la distribuzione dei sacchetti per la raccolta della plastica a v v i e n e t u t t i i m e rc o l e d ì dalle ore 15 alle 16 in via degli Abeti 16 “Comitato Sviluppo Falchera” Piazza Giovanni Astengo 10 presso Biblioteca Civica Falchera Tel. 011-443.26.21 / Fax 011-443.26.22 E mail: [email protected] Gente di Falchera 7 IL GIORNALE DELLA SCUOLA ISTITUTO COMPRENSIVO “LEONARDO DA VINCI” L’arcivescovo Nosiglia in visita alla scuola Il progetto di visita pastorale all’UP 15 (Torino Rebaudengo-Falchera), del nostro Arcivescovo Cesare Nosiglia, ha compreso, a pochi giorni dall’inaugurazione della “settimana della scuola” (13-19 ottobre), la visita al nostro Istituto. In quest’ottica venerdì 10 ottobre l’Arcivescovo, accompagnato dal nostro caro parroco don Adelino e dal preside, ha incontrato gli alunni delle scuole elementari e medie della “Leonardo Da Vinci” portando personalmente il proprio saluto alle classi ed agli insegnanti, intonando cori, lasciando un forte messaggio di speranza per il futuro dei ragazzi e dando così la possibilità di conoscere ed incontrare da vicino un importante rappresentante delle istituzioni ecclesiastiche che oramai da anni sottolinea l’importanza di una scuola “delle persone e per le persone”, che dunque miri ad un pieno sviluppo di quelle pari opportunità attraverso l´educazione di persone consapevoli e responsabili. La visita è stata un’importante occasione di confronto, ma ha dato anche l’opportunità al Vescovo di sottolineare, durante un momento di confronto con i docenti, come nessuna scuola possa essere definita di seconda serie, evidenziando il notevole lavoro svolto dalla nostra realtà scolastica sulla via dell’integrazione, del rispetto ed inserimento delle minoranze, in un’ottica in cui i contenuti dell’apprendimento siano finalizzati non solo ad assicurare per tutti adeguati livelli culturali e a sviluppare capacità e competenze adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, ma anche a favorire lo sviluppo della coscienza storica. Perchè ciò avvenga occorre poi collaborare in e con il territorio nella consapevolezza che non ci sono “stranieri ma concittadini e familiari di Dio”, come monsignor Nosiglia afferma nella lettera pastorale ai Rom, con esplicito riferimento ad Efesini, 2,20. FESTA FINALE LABORATORI MUSE A/S 2012-2013 Le classi III B e III C del plesso “A. Ambrosini” hanno partecipato, nei giorni 26 e 27 settembre, alla festa conclusiva dei laboratori di MUSE presso il negozio INGENIO, Via Montebello 28 b. I bambini, con gli artisti: Angelo (teatro) Anna Ciondoli classi III B e C (creta) Massimiliano (musica) hanno proposto spettacoli ed attività ad alunni di altre scuole e ai genitori presenti. La festa si è conclusa con una merenda collettiva. Totem classe III C Eleonora Dragonetti CORSO DI SCACCHI Nel plesso “A. Ambrosini” è iniziato, per il nono anno consecutivo, il corso di scacchi tenuto dal prof. Oliviero Gazzola. Data la valenza educativa dell’attività, negli ultimi tre anni tutte le classi hanno partecipato al corso. Gente di Falchera 8 Bambini in festa Dal 1972 attenzione verso i giovani atleti P G S CONQUISTA Rieccoci qui, dopo un periodo di pausa. Non vi avevamo abbandonati, ma ho avuto la necessità di trascurarvi. Eh sì, ho dovuto staccare la spina, non del tutto volontariamente, per ritornare ad occuparmi con rinnovato entusiasmo di questo importante spazio. Ma qui viene il bello, perché anche la stagione sportiva è ripartita con rinnovato entusiasmo. Sono accadute cose diverse dal solito. La prima utile alla formazione educativa dei ragazzi di II e III media, la seconda in contrasto con la tendenza moderna. UN ACCORDO IMPORTANTE Parliamo subito dei ragazzi. La U13 mista dell’anno sportivo scorso si è trasformata. Se vi ricordate abbiamo partecipato a diversi campionati: U13 in UISP (con possibilità di giocare mista) e U13M 3x3 FIPAV nella regular season, poi il proseguimento CON U13 e la scelta di fare U12 con l’inserimento dei piccoli di quarta elementare. Orbene, con 7 maschi ed esperienze già vissute, quest’anno non potevamo permetterci di fare una squadra, ma anche il Lasalliano (con sede in corso Casale) aveva lo stesso problema per U14: un accordo tra società ha sancito il primo vero passo importante per non perdere i ragazzi. Parteciperanno ad un campionato U14M FIPAV e, i più piccoli (seconda media), anche al campionato U13. So per certo che stanno crescendo e il lavoro di questi due anni viene messo a frutto. Corretti gli errori, accorciato il gap con chi fa abitualmente 3 allenamenti e integrati con gli altri ragazzi, oggi sono pronti per cominciare questa nuova avventura sul cammino della crescita per diventare uomini. Qualche problema di trasporto, qualche difficoltà iniziale, ma sono certo che non rimpiangeremo di aver fornito giocatori; anche se c’è rammarico per non avere avuto le risorse necessarie a formare un gruppo da dieci/dodici elementi pronti al salto verso l’essere atleta. E le femmine? 2 di quattro sono rimaste. Entrambe di seconda media. E da qui siamo ripartiti con il progetto. Bambini e bambine che fanno quinta, e che lo scorso anno hanno fatto l’esperienza di U12 nella seconda parte dell’anno, si sono uniti alle 2; aggiungendo anche 2 maschi di II media che non hanno voluto passare al Lasalliano. Per ora i numeri sono giusti e una dozzina non basta per fare 2 campionati, quindi inizieremo da uno e poi valuteremo nella seconda fase, introducendo nuovamente anche quelli di quarta elementare. Tre allenamenti ogni settimana. Genitori alla prima esperienza che vedono crescere i loro figli anche nello sport: ripartiremo dalle torte, perché il gruppo è importante quanto la tecnica. Oggi: lo sport in Falchera per tutti NUOVE MOTIVAZIONI PER “VECCHIE ATLETE” E le ragazze grandi? Mi hanno stupito e vi assicuro che non è così facile. Lo scorso anno abbiamo perso quasi tutte le partite in entrambe le fasi del campionato UISP Eccellenza-F, con le attenuanti di aver cominciato tardi, di aver cambiato allenatore a Gennaio, ma pur sempre con sconfitte, anche sonanti, sul groppone. Quindi non ci aspettavamo nulla, soprattutto da un gruppo di origini non falcheresi (a parte Silvia e Martina), se non un saluto e qualche sassolino tolto dalla scarpa durante la riunione finale. Invece? Noi, pour parler, ci eravamo posti l’eventualità della richiesta di continuare, per essere pronti; loro non hanno ceduto e si sono rimesse nelle mie mani. A questo punto ho dovuto ammettere la verità: sono attratto dalle sfide, anche da quelle impossibili, ragione per cui mi sono detto motivato. Però si doveva ripartire da una preparazione adeguata e da una loro presenza costante. Detto, fatto: il 3 Settembre allenamento numero 1. Non tutte hanno proseguito, ma qualche altra è arrivata. La squadra c’è, ma deve ancora dimostrare di volere qualcosa. È arrivato anche un secondo allenatore, un altro Luigi con un quarto di secolo di esperienza. La foto: “In questa parrocchia, anche quando non si prega, si svolgono attività fuori dalla chiesa senza allontanarci da Dio”, ho detto per invitare il Vescovo di Torino ad un fuoriprogramma in palestra durante la sua visita Pastorale. Luigi Fabio Varesano Sportello per la CONSULENZA LEGALE È a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di consulenza legale tenuto dall’avvocato Michele Ianniello. Tutti i Mercoledì dalle ore 15 alle 16, in via degli ABETI 16 - È obbligatoria la prenotazione al n° 011-44.32.621. Gente di Falchera 9 I lettori scrivono Spettabile redazione, stamane intorno alle ore 10 in via degli Abeti 24 al terzo piano hanno effettuato l’ennesimo furto in appartamento spacciandosi per carabinieri in borghese con tesserino falso di riconoscimento, hanno preso denaro, e un’anziano di anni 90 urlava e piangeva seduto su una sedia a rotelle impotente nell’intervenire e la moglie di anni 80 che si è fidata della loro parola e di quello che stavano svolgendo. La storia dei soldi falsi che loro devono controllare casa per casa; hanno chiesto aiuto ai vicini che prontamente hanno avvertito i familiari, naturalmente è stata fatta denuncia e io spero che qualcuno avrà le mani tagliate prima o poi, che trovino qualcuno che gli faccia passare la voglia di prendersela con un anziano sulla sedia a rotelle di 90 anni, vergognatevi fate schifo! Ops dimenticavo! Erano in due uno italiano e l’altro straniero, non aprite la porta agli sconosciuti! Girano questi balordi delinquenti che non hanno nulla da perdere, vigilare vigilare!!! Grazie dell’attenzione. Manugra Spett/le G.d.F sono Giacomo volevo fare una riflessione sull’articolo di ottobre la rubrica “i lettori scrivono” intitolato la critica di Achille Pelide e devo dire che è un atto di scorrettezza e offensivo quello che gli è successo. Non sto a dire altro brevemente in due parole, alla larga da queste persone, levargli anche il saluto, farsi restituite le chiavi e cambiare la serratura. Però non tutti siamo cosi, io sul mio pianerottolo con i miei vicini ci rispettiamo, ognuno guarda l’altro e a vicenda ci aiutiamo moralmente e praticamente con la signora dell’alloggio centrale siamo come fratelli nel vero senso della parola, lei quando non ci sono guarda casa mia e io viceversa quando ci assentiamo molto se ho bisogno di qualcosa le telefono. Rispetto la sua privacy come lei rispetta la mia, intervengo solo se c’è necessità. Come dicevo sopra, la mia vicina è come una sorella per me, la sua famiglia è una grande famiglia la sua casa è la mia come la mia è sua, abbiamo diviso gioie e dolori, lutti e matrimoni, nascite e anche lotta per la casa a riscatto ecco questa è la vera amicizia, volersi bene e avere rispetto per il prossimo. Saluti alla redazione Giacomo ATTENTI A QUEI DUE!! Da alcuni mesi in Falchera si aggirano due “personaggi”, che si dicono rappresentanti di alcune ditte quali: ENEL, IREN, AEM e EDISON, costoro rappresentano se stessi vogliono che si mostri loro ricevute di pagamento. NON FATELO! a seguito di una serie di telefonate fatte da me, è scaturito l’ordine di non aprire la porta e di non mostrare alcuna ricevuta.STATE ATTENTI!!. Franco Foppiani Denuncia di furto alla Polizia da parte di un falcherese L’anno 2013 il giorno 2 del mese di Giugno alle ore 17.15 negli Uffici del Commissariato di PS. “BARRIERA MILANO” Via Botticelli, 114 in Torino. Innanzi al sottoscritto agente della P.d.S., appartenente all’Ufficio in intestazione è presente la persona in oggetto indicata, la quale per ogni effetto di Legge dichiara quanto segue: Il giorno 2 1/06/2013 alle ore 11.00 circa mentre mi trovavo nel pianerottolo dello stabile del mio appartamento due persone, spacciandosi per due carabinieri con una fantomatica divisa, mi hanno chiesto di entrare dentro casa per un controllo su una truffa inerente delle banconote false. A questa richiesta ho fatto entrare i due fantomatici carabinieri nell’appartamento ed ho mostrato loro tutte le banconote di cui ero in possesso, per un ammontare di circa 800 euro, e le ho posizionate sul tavolo in soggiorno. A questo punto uno dei malfattori mi ha chiesto di seguirlo in balcone mentre l’altra persona mi ha verosimilmente sottratto quei soldi. Poco dopo le due persone sono uscite dall’appartamento dicendo che il controllo era andato a buon fine. Qualche istante dopo mi sono reso conto della mancanza dei soldi ed ho chiamato il 113 il cui personale della Polizia di stato mi ha invitato a sporgere regolare denuncia presso il commissariato di competenza. Preciso che non sono in grado di riconoscere le due persone in quanto ho seri problemi alla vista. C. G. Il tuo ascensorista… DIETRO CASA Miglietta Raffaele Via degli Abeti, 45 Tel. 011-2623105 Cell. 347-6843317 Gente di Falchera 10 segue editoriale di Amilcare De Leo Un viaggio nella nostra A cura di Circoscrizione Remo Andreasi Omaggio alla memoria Nel numero precedente trattando della chiesetta di San Rocco restaurata, abbiamo accennato alla Scuola Elementare Comunale del Villaretto, ora ne ricoscuola elementare comunale struiamo brevemente un po’ di storia. E’ un edificio costruito negli anni 1889/90 su progetto dell’ing. Velasco per conto del Comune di Torino. In origine serviva i bambini del Villaretto, poi alla fine degli anni Cinquanta divenne succursale della scuola “Ambrosini, che fu inaugurata il 17 maggio del 1960. Fino ad alcuni anni fa divenne, per breve tempo, sede di Associazione, ora è di nuovo chiusa, abbandonata e dimenticata. E’ una tristezza. Vignette che raccontano la migrazione Esposte al circolo Amantes le opere di solidarietà con quanti costretti a lasciare la propria terra. La migrazione ha caratterizzato intere popolazioni in ogni periodo storico e quindi anche il nostro Paese. Spesso si parte perchè nella propria terra non ci sono più le condizioni essenziali per restarci: in cerca di lavoro o per fuggire da regimi dittatoriali e queste persone spesso portano la propria disperazione con sè, soprattutto quando arrivano da condizioni di vita estreme. Il tema di una mostra allestita nel circolo culturale “Amantes” in via Principe Amedeo, 38/A, è l’immigrazione di cittadini stranieri verso l’Italia. Immigrazione, che vede anche la morte, come sta accadendo nel Mediterraneo in queste settimane. Una trentina di disegnatori, tra professionisti e studenti dell’Accademia Albertina, hanno collaborato alla realizzazione di una serie di vignette per essere a fianco dei migranti nella loro avventura spesso drammatica. Le opere resteranno esposte fino al 29 ottobre e saranno raccolte in un catalogo. Per informazioni si può telefonare allo 011/8172427 (dalle ore 18 in poi). Nella foto: Una delle vignette esposte in mostra T.D.N. cosa chiedere di più se non: “bene ragazzi, diamoci dentro!” E poi si vedrà. Ora il Comune deve fare la sua parte, non deve avere più indugi, dopo tante parole perlomeno il cantiere intorno al 2° accesso non può assolutamente rallentare: bisogna a tutti i costi, senza alibi o rallentamenti, iniziare e proseguire con i lavori. E’ vero che gli interventi nel nostro quartiere spesso sono a rilento e i cittadini protestano, ma è anche vero, come fa notare lo stesso assessore Lubatti nei suoi interventi, che a monte sussiste un grosso problema legato alle opinioni talora controverse e contrapposte dei cittadini, spesso non ferme e compatte su quanto è stato deciso o deliberato, c’è chi la pensa in un modo chi in un altro e tali diatribe interne diventano sempre più problematiche e sconcertanti perché mettono in difficoltà l’iter di un progetto prestabilito. Dovrebbero sempre prevalere la libertà di pensiero e di giudizi però, quando è il caso di essere uniti per un fine comune, bisognerebbe mettere da parte sofismi personali o giudizi spinti da cordate di partito. In parole povere si critica se in quartiere non si fa nulla e, guarda caso, poi ci si lamenta se al contrario si interviene per la realizzazione di qualche opera. D’altra parte, come sta avvenendo, i casi alla Falchera non mancano, come ad esempio pareri favorevoli e opposti sull’attuazione o meno della rotonda alla Falchera Nuova e dello stesso 2° accesso. In questo modo prevalgono insoddisfazioni e immobilismo. Il nostro giornale da anni, in prima linea, si è sempre schierato a favore di attività e iniziative volte a riqualificare la borgata dal punto di vista strutturale e sociale accogliendo di buon grado le proposte, accompagnate dai fatti, provenienti da varie sponde senza formalizzarsi sullo specifico colore politico. Spesso il buon senso, l’onestà intellettuale di chi opera sinceramente per il bene comune valgono più, a nostro parere, di decisioni prese unicamente per soddisfare interessi di partito. Ora però Gente di Falchera è sempre più limitata nel perseguire tali propositi essenzialmente per due motivi. Il primo l’abbiamo già segnalato da tempo, si tratta delle ristrettezze economiche che mettono in crisi chi come noi vive esclusivamente di volontariato; il secondo riguarda lo sfratto cui siamo stati recentemente sottoposti per l’inagibilità dei locali che ci hanno ospitati fino ad alcuni giorni fa. Tale situazione ci mette maggiormente in difficoltà perché ci allontana dall’abituale contatto con la gente, anche se in questo periodo ed estemporaneamente siamo ospitati in un localino vicino. Che fare dunque? O arrendersi deponendo la penna o continuare a resistere, preconizzando tempi migliori. Infatti, oggi come oggi, non siamo in grado di prevedere il nostro futuro, per ora continuiamo a lavorare e a sperare... voi lettori intanto fate il tifo per noi. Gente di Falchera 11 L’angolo della poesia a cura di Rocco De Pace CALAR DELLA SERA AMARSI DI PIÙ Pietra levigata dal tempo che passa, affonda nell’acqua d’un mare in tempesta. Urla, si scuote, frastaglia le onde, biancheggia, s’infrange la spuma sui sassi. Più nulla. Silenzio d’intorno. Flebile voce d’una brezza leggera carezza granelli di sabbia, abbraccia il calar della sera. Ogni volta che ne incontri una nuova credi e speri sia quella giusta. Una persona che ti sappia capire e ti apprezzi per quello che sei. Tu l’aiuti le dai mille consigli, le offri sempre un sostegno morale. Sei disponibile e a lei ti affezioni fai di tutto per non farla star male. Ogni sua scusa sei pronta ad accettare. Non chiedi nulla in cambio di questo, insegui solo un tuo ideale, che ti arricchisce e ti senti più onesto. Ma puntualmente lei sai che fa? Se ne approfitta e di te non si cura, è ingrata e neanche se ne accorge. Del suo egoismo la colpa forse è tua. Per favorirla quasi ti annulli. Le sue mancanze perdoni sempre e poi ti senti tradita e delusa! Tu metti in atto l’insegnamento! “AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO!” È encomiabile e ti gratifica, ma, chi mai ha detto, “AMALO PIÙ Dl TE STESSO!?” Giorgia Catalano M’inchino a Te, Poesia Non sei pensiero chiuso con un punto e accapo un’altra fila di parole, silenzio dentro l’anima congiunto, divinità che ci accompagna al sole. Se l’umiltà prendesse il posto all’ego, se carità col passo dell’amore andasse senza forma di sussiego s’udrebbe il tuo miracolo nel cuore. Non ci vuoi stare chiusa nel sistema di regole e manìe grammaticali; se manca che il respiro tuo ci prema sei il più bel volo a cui tarpiamo l’ali. “La poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto” Percy Bysshe Shelley FOTO La più piccola strisciante sensazione che riempie l’aria di ghiaccio s’infiltra. sulla punta di momenti di sfrenata gioia raggelandone l’impeto scolpendolo come marmo. Foto di. statua ritta in mezzo all’eternità. Massimiliano Irenze C. D. NESSUNA MUSICA Guardando verso occidente ho aspettato ascoltando storie d’amore che mi veniva raccontando la voce maliosa del vento. Ho aspettato che le tue mani questa sera venissero a toccare le corde del mio cuore, ma nessuna musica è affiorata in superficie dai fondo d’ombra del quieto stagno di silenzio. Solo il vento è passato raccontandomi antiche storie d’amore, con la voce calda e gentile di un mare lievemente mosso di mature biade. Luigi Cabras Gente di Falchera 12 IL nuovo regolamento condominiale I divieti dei regolamenti contrattuali al cambio di destinazione d’uso delle singole unità esclusive, devono essere chiari e non equivoci. Alcuni regolamenti di condominio (necessariamente contrattuali), spesso prevedono il divieto di destinare le singole unità esclusive a specifiche attività: scuole di ballo, gabinetti medici, ristoranti ecc… Premesso che il divieto è pienamente legittimo poiché accettato nell’ambito dell’autonomia negoziale delle parti, tuttavia, spesso ricorre l’ipotesi di divieti non meglio specificati: attività contro la quiete pubblica, attività rumorose, attività ludiche, ecc.. Tutte ipotesi generiche sicchè cercano di ricomprendere una indeterminata casistica. A tale proposito, va ricordato come la Cassazione, con sentenza n. 16832/2009 ha specifica che “le restrizioni alle facoltà, inerenti alla proprietà esclusiva contenute nel regolamento di condominio di natura contrattuale devono essere formulate in modo espresso o comunque non equivoco, in modo da non lasciare alcun margine d’incertezza sul contenuto e sulla portata della relativa disposizione. I divieti e i limiti devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro, non suscettibile di dar luogo a incertezze e non possono quindi dar luogo ad una interpretazione estensiva delle relative norme”. Uso obbligatorio del conto corrente Il 18 giugno 2013 è entrata in vigore la legge 11 dicembre 2012, n. 220 di modifica alla disciplina del condominio negli edifici, anche nota come “Riforma del condominio”. L’art. 9 della legge, nel riscrivere il nuovo art. 1129 del codice civile, prevede che “L’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.” Lo scopo della norma è quello di garantire la tracciabilità dei movimenti condominiali e consentire, quindi, una attività di controllo amministrativo sull’operato dell’amministratore da parte del singolo condòmino e/o dell’assemblea, consentendo gli opportuni riscontri grazie all’accesso all’estratto conto. Per dire no alla violenza contro le donne Un racconto, un passo di danza, un disegno, per rappresentare gli atti aggressivi verso il genere femminile Ex Curia Maxima. La sala Bobbio ha ospitato il 10 ottobre, la prima delle tre giornate dedicate al contrasto della violenza contro le donne, organizzata dall’associazione “Se non ora quando?” e alla quale ha partecipato la Commissione Dirittti e pari opportunità, presieduta da Domenica Genisio. La Comunicazione è stato il primo tema, seguirà il Diritto giovedì 17 ottobre, mentre il 23 ottobre si affronterà il tema dell’accoglienza, entrambi alle ore 15 all’ex Curia Maxima. L’ingresso è libero. La parola è il punto di contatto più importante tra due persone e spesso è utile per capire cosa accade prima dell’esplosione dell’atto violento. Sono molti gli aspetti della cultura (letteratura, cinema, arte) che possono aiutare a capire i meccanismi che portano alla violenza. Alle molte insegnanti e studenti che riempivano la sala, sono state raccontate esperienze, riflessioni, ipotesi di percorso per rappresentare la violenza contro le donne. Questo è infatti il compito delle scolaresche inserite nel progetto, che seguiranno i tre momenti formativi. Dopo l’esperienza dello scorso anno, fatta sulla singola parola, ora si tratterà di creare con una qualunque forma artistica (musica, teatro, disegno, narrazione, danza) un’opera che raffiguri quanto più intensamente possibile, questo fenomeno in crescita. I lavori delle scuole che si sono già iscritte all’iniziativa, dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2014 a: [email protected]. e tra questi una Commissione valuterà i migliori da presentare al Salone del libro 2014. T. D. N. Il vernacolo Gente di Falchera 13 a cura di Livio Scremin OC AD RAGASA Oc ad ragasa innamurèda oc chi pèrlen ad musica chi vulen, farfali beati, che quand’at’jincontri it gropn’al budèli. Oc cme funtani sens’acqua però prufond e là in fonda nà putenha cà crida cà ciama papà. dialetto parmigiano Pongolini Giuseppe ASSOCIAZIONE CULTURALE SARDA “Sant’EFISIO” ORGANIZZA IN FALCHERA Via Degli Abeti, 15 LA SETTIMANA SARDA 14 - 15 - 16 - 17 Novembre 2013 Alla scoperta della Sardegna e dei suoi inconfondibili sapori √ Artigianato √ Enogastronomia √ Folklore √ Mostra fotografica Piemontesi e Sardi “Come eravamo” Presso gli stand troverete: artigianato sardo e prodotti tipici Ingresso libero PROGRAMMA ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ Venerdì 15 Novembre ore 9,00 Apertura Mostra Visita agli stand enogastronomici Mostra costumi Sardi Sabato 16 Novembre ore 10,00 Apertura stand esterni Artigiani ed espositori Sardi Ore 14,30 Esibizione del gruppo folk 4 Mori di Cascine Vica Esibizione del Duo Marimba Chiusura degli stand ore 18 Domenica 17 Novembre ore 9,30 Apertura degli stand Ore 10,30 Esibizione del gruppo folk 4 Mori di Cascina Vica Esibizione del Duo Marimba Ore 14,30 Esibizione dei gruppi di ballo: Duo Marimba Gruppo L’erbo di Castiglione Gruppo folk 4 Mori di Cascina Vica Ore 17,30 Chiusura della manifestazione Giovedì 14 novembre Ore 17,00 ♦ Inaugurazione della mostra fotografica ♦ (Piemontesi e Sardi, come eravamo) con la ♦ ♦ partecipazione di Autorità Sarde e Piemontesi, ♦ del Presidente della F.A.S.I. ♦ Rinfresco ♦ Esposizione dei prodotti Enogastronomici e Per informazioni sulla manifestazione Artigianato Tel. 011.2624655 - E-mail: [email protected] Macelleria Steri Spesa Famiglia Mini Spesa Famiglia 2 kg. Fettine di Vitello 2 kg. Bollito di Vitello 1 kg. Salsiccia 2 kg. Spezzatino 2 kg. Braciole di Maiale 1 kg. Petto di Pollo 1 kg. Fesa di Tacchino 1 kg. Hamburgher 2 kg. Tritata di Vitello 2 kg. Costine di Maiale 2 kg. Cosce di Pollo 1 Coniglio 1 kg. Rolatine di vitello 1 kg. Rustichelle 1 kg. Tritato 1 kg. Fettine di vitello 1 kg. Braciole di maiale 1 kg. di salsiccia 1 kg. Cosce di pollo 1 Coniglio o Pollo 1 kg. Bollito con osso 1 Rolata o Tasca ripiena 1 kg. Costine di Maiale E 7,00 al Kg. E 8,00 al Kg. Baby Spesa Famiglia 1Kg. Fettine 1Kg. Spezzatino 1Kg. Rolatine 1Kg. Cosce di Pollo 1Kg. Petto di Pollo o Tacchino E 9,00 al Kg. Novità!!! Tutti questi prezzi verranno applicati solo acquistando tutta la serie di prodotti della: “Spesa Famiglia, Mini Spesa Famiglia o Baby Spesa Famiglia” Macelleria Steri str. Cuorgnè 119 Mappano To.-Tel. 011-996.81.94 Gente di Falchera 14 Consigli utili per la vostra sicurezza Non aprite la porta Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Controllare con una telefonata Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente. Non fidarsi dei modi cordiali Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e affabile. Farsi accompagnare in banca Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate. Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o chiamate il 112. Fare attenzione ai contanti Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre. Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato. Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati. Consigli per figli, nipoti e parenti stretti Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problémi quotidiani. Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 112. Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi. Consigli per i vicini di casa Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli. Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri. Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, perdete un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma. Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli. La richiesta di aiuto ai presidi assistenziali nelle Circoscrizioni In ognuna delle 10 Circoscrizioni cittadine è presente un presidio socio-assistenziale, punto di riferimento per i cittadini che si trovano in difficoltà per la casa, il lavoro, l’assistenza anziani e disabili, i minori e donne sole o con figli. C’è un ufficio di accoglienza nel quale operatori specializzati ascoltano le persone, per individuarne i problemi e indirizzarli nel modo più efficace ai servizi sociali o la presa in carico di quei casi che richiedono un progetto e più tempo per risolvere o sostenerli nelle situazioni critiche che si sono create. Nel primo quadrimestre 2013, ci sono state 4.032 nuove richieste ai presidi territoriali (di cui 2.187 persone si sono presentate per la prima volta, 840 si sono recate al presidio per manifestare nuove esigenze e 1005 cittadini che si sono trasferiti cambiato residenza). 1.769 richieste hanno riguardato gli anziani, 161 i disabili, 392 i minori (di cui 100 stranieri) e 1.710 adulti in difficoltà. Di questi 620 con minori (di cui 406 stranieri), 530 richieste di lavoro, 777 per la casa e 1333 hanno richiesto un aiuto economico. I dati sono stati presentati dai responsabili dei servizi sociali nella commissione Assistenza, presieduta da Lucia Centillo, il 3 settembre scorso a Palazzo civico. Nello stesso periodo del 2012 (gennaio-aprile) il totale degli accessi era stato 4.191 (+159 sullo stesso periodo del 2013). 1.953 le richieste per anziani (+184), 159 richieste per i disabili, 416 per i minori (di cui 124 stranieri) e 1.663 gli adulti (+630) di cui 429 con minori e 311 gli stranieri. Il totale delle richieste del periodo gennaio-aprile 2012 sono maggiori (+159) allo stesso periodo del 2013 perchè c’è da tener conto delle segnalazioni che non arrivano direttamente dai cittadini (Forze dell’ordine, Asl) e possono oscillare perchè legati a fenomeni sociali non quantificabili esattamente (casi di violenza in famiglia, nuovi adulti con minori stranieri in arrivo). Al 31 dicembre 2012 il totale delle richieste è stato di 11.683, di cui 5390 aiuto per anziani, 4663 adulti (di cui 1775 con minori), 1154 minori (303 stranieri) e 476 richieste per i disabili. I lavori della Commissioni proseguiranno con un ulteriore aggiornamento sul secondo quadrimestre 2013. Gente di Falchera 15 T. D. N. Psicanalisi e dintorni del dott. Oreste Borio La razionalità del comportamento irrazionale Per definizione consideriamo le emozioni come fatti irrazionali, e i pensieri ad esse correlati allo stesso modo, in particolare quando sentiamo la difficoltà, se non l’impossibilità, di controllarli. E poiché in tali casi essi si possono sottrarre effettivamente alla nostra diretta volontà li sentiamo estranei, non ragionabili. Ma sono queste benedette emozioni veramente irrazionali, o non rispondono piuttosto a criteri di logiche diverse, ma pur sempre logiche? “Le coeur a ses raison que la raison ne connaît point”, così si esprimeva Pascal circa le ragioni del cuore che la ragione non riesce a comprendere, e credo avesse centrato la questione: tali logiche non sono palesi, sono sconosciute per lo più, ma sono pur sempre ragioni. E allora possiamo tentare di conoscerle queste ragioni che sfuggono alle logiche della Ragione. Per semplicità consideriamo qui un trauma psichico. Sono noti da decenni agli psicoanalisti i meccanismi di difesa dell’Io. Sono questi degli atteggiamenti mentali, per lo più automatici, dunque spesso inconsapevoli, che le istanze della personalità attuano a difesa del’Io; vale a dire meccanismi psicologici a difesa dell’amor proprio cosciente di ogni individuo. Il più noto tra questi e il più di frequente agito, è il meccanismo della rimozione, con il quale si tende (non sempre con successo) a dimenticare l’evento traumatico, l’affetto penoso (per la coscienza) e il dolore morale, e quindi mentale, che il ricordo troppo vivo dell’evento reitera e rende insopportabile. Di fatto auspicabile, in questi casi, il meccanismo della rimozione tende a ridurre allo stato inconscio il contenuto mentale del trauma, ma sottraendolo alla coscienza ne rende però impossibile l’elaborazione, lo sottrae cioè alla “digestione psicologica”, cristallizzandolo così com’è, fuori dall’azione della coscienza. Ci si chiede: “dov’è l’aspetto irrazionale?” L’aspetto irrazionale sta nel fatto che l’affetto del trauma, reso inconsapevole, non viene, come si vorrebbe, dimenticato a tutti gli effetti, ma la sua carica emo- zionale continua a sussistere e ad agire a livello inconscio, proponendosi sul piano della realtà comportamentale trasformato in sintomo. E il sintomo, preso a sé, è apparentemente quanto di più irrazionale, e a volte bizzarro, sia dato di vedere, in quello che si chiama comportamento nevrotico. Il sintomo è una caricatura, una mascheratura, un’icona di qualcosa che la psiche ha cercato di sopire, di annullare, senza riuscirci completamente. Per noi il sintomo è già stato reso intelligibile, da Freud in poi, grazie allo studio particolareggiato del linguaggio onirico, che ne condivide la stessa matrice. Ecco allora che quando un trauma scatena l’emozione (l’ansia in particolare), questa può diventare ingovernabile e contaminare tutto il teatrino mentale, soggiogandolo per la sua intensità, e sottraendolo agli sforzi che la ragione cerca di compiere per riconquistarne il controllo. L’ansia libera è una vera e propria energia psichica (negativa) che può dominare la mente e le sue produzioni, i pensieri. Sotto l’effetto dell’ansia i pensieri, oltrechè ridursi ad un difficile controllo possono assumere connotazioni terrificanti, paurose, fantastiche, improbabili e pertanto è giustificato definirli irrazionali in quanto non avrebbero apparente ragion d’essere, se fossero pensati da una mente quieta, in circostanze normali, prevedibili. E’ proprio l’immagine di scenari improbabili quella che invece si affaccia alla coscienza della mente scossa, producendo ulteriore stato ansioso in un meccanismo che lo perpetua, fino al punto che la mente incomincia a temerli quei pensieri, ad aspettarseli, e questo è ciò che viene chiamato ansia anticipatoria. L’opera di chi presta aiuto in questi casi deve consistere, con la necessaria cautela, nel riportare il meccanismo della ragione a recuperare il significato che l’evento ha avuto per il soggetto vittima del trauma, per poterlo rielaborare in una comprensione che sia sopportabile e, nella reiterazione dell’elaborazione, depotenziarne l’effetto ansiogeno, rendendo di nuovo razionale l’irrazionale. AAAAAA....... Cercansi volontari giovani e non, che abbiano voglia di collaborare con la redazione alla stesura del giornale e partecipare alla vita della redazione. Interviste, articoli, impaginatura, ricerche, rubriche, ...per imparare, insieme, sempre di più! Gente di Falchera 16 La morte del pino La mano inclemente dell’uomo, nella sua non conoscenza della natura, causa la lenta morte del pino dopo la potatura. Francesco Marsico ABBONAMENTI!! Ringraziamo il sindaco Piero Fassino per la disponibilità e l’impegno che ha assunto in merito alla pubblicazione del nostro giornale; noi nel frattempo proseguiamo con l’adesione all’abbonamento del giornale per tutti i falcheresi. Naturalmente è necessario raggiungere la quota di 1000 abbonamenti, che al costo di 15E annuali ci permetterebbero di proseguire tutto l’anno, indipendenti e con cadenza mensile come è stato finora da 15 anni. Al fine di aderire all’abbonamento, si deve contattare la redazione anche telefonicamente (011-4432621 oppure 3494201090) affinché segnalando il vostro nominativo, la redazione sarà in grado di informarvi quando sarà raggiunto il numero sufficiente per la raccolta dei fondi. Per tale motivo abbiamo bisogno del vostro nome, indirizzo e n° telefonico. Confidiamo nella vostra partecipazione e vi ringraziamo per l’affetto con cui ci seguite. IN BREVE dalla Provincia a cura di Ricciardetto • • • • • • • • La Provincia contro lo C.S.E.A. (Consorzio per la Formazione Professionale) che è fallito. Ci sono invece i soldi anticipati dalla Provincia di Torino per i corsi mai svolti o svolti a metà. Ora la Provincia, attraverso vie legali, rivuole i soldi indietro. Si tratta di 2,4 milioni di euro. Aeroporto Torino Caselle. Voli low cost Torino-Amsterdam. Caselle. Il vicesindaco Isabella ha denunciato la scarsa presenza della polizia municipale sul territorio. Settimo Torinese. “Non si respira più, situazione insostenibile”. Imprenditori, residenti e lavoratori sul piede di guerra nella zona industriale di strada Cebrosa. Tutti puntano il dito contro la EDILECO. Settimo Torinese. Firmato un protocollo di intesa tra Comune, Unione Net, Enel, Siemens e Fondazione TSC. A Settimo prende forma la città del futuro. L’obiettivo è creare una piattaforma tecnologica a supporto della realizzazione di Laguna Verde. Leinì. Corso di difesa personale femminile coordinato dal maestro Mauro Pocusta 8° Dan di Jiu Jitsu. Metodo Mario Roccia. Per ulteriori informazioni tel. 33924411673482696529- 34°8737818. Borgaro. Ronde di vigili sulla linea 49. San Mauro Torinese. Sono quattordici i sanmauresi che hanno risposto all’iniziativa dell’amministrazione Dallolio. Saranno a dispo sizione degli uffici comunali. Individuate 4 aree in cui saranno impiegati. AVVISO AI NOSTRI SOSTENITORI COME SOSTENERCI “Gente di Falchera” è un’associazione culturale senza scopo di lucro che ha bisogno del sostegno di appassionati cittadini, enti e organizzazioni per diffondere e divulgare la storia locale del quartiere Falchera e zone limitrofe. Chi fosse interessato può recarsi in Redazione “Gente di Falchera” Piazza G. Astengo n° 10. (Presso la Biblioteca Civica) Per costi eccessivi del c/c Postale e tasse governative, abbiamo nostro malgrado dovuto chiudere il c/c Postale di “Gente di Falchera”. Invitiamo tutti i nostri lettori che desiderano versare dei contributi per il proseguimento del giornale, di recarsi direttamente in Redazione, presso i locali del Comitato spontaneo Falchera Villaretto Zona E2, (nella porta di fronte) in Piazza G. Astengo 8, nei giorni di MERCOLEDI’ e GIOVEDI’ dalle ore 9,00 alle 11,30 o telefonare al n° 349-420.10.90 - VI ASPETTIAMO!! Gente di Falchera 17 Il fratello mancante Sono sempre di più le coppie che, per i motivi più vari, scelgono di avere un unico figlio su cui riversare tutto il proprio affetto, le proprie attenzioni e le proprie aspettative per il futuro. Ma come si cresce senza fratelli? Un figlio per due genitori più quattro nonni. Uno per sei. Solo in una folla di adulti. È il dilagare dei figli unici, delle “famiglie verticali”, quelle del formato a tre: mamma, papa e un solo figlio, la maggioranza ormai, come confermano tutte le statistiche degli ultimi anni. Già, perché anche in Italia, come nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, sono sempre di più le coppie che, per i motivi più vari, scelgono di avere un unico figlio. Che adolescenti diventano questi bambini che non dividono la loro stanzetta con nessuno, cuore, centro e anima di genitori, nonni e zii, tutti protesi unicamente verso di loro? Essere figli unici significa, infatti, sperimentare solo la “dimensione verticale” dei rapporti familiari, quella che regola le relazioni con il mondo degli adulti. Il rischio più alto? Indubbiamente quello della solitudine, ma anche quello di crescere in un ambiente familiare iperprotettivo ed eccessivamente carico di aspettative e di investimenti affettivi da parte di troppi adulti, da cui diventa difficile emanciparsi per conquistare una maggiore autonomia e un proprio spazio di libertà. La presenza di fratelli e sorelle consente, al contrario, di fare esperienza fin da piccoli anche della “dimensione orizzontale” delle relazioni; di avere a fianco qualcuno con cui giocare, confrontarsi, competere, interagire e, perché no, anche litigare; di imparare sin da subito a relazionarsi con la diversità e a saper gestire i conflitti; di comprendere che il mondo non ruota intorno a sé e che talvolta è necessario ridimensionare le proprie esigenze e le proprie pretese per andare incontro a quelle degli altri. Un fratello o una sorella sono la prima palestra di vita per un bambino e possono rivelarsi un dono tanto più prezioso per un adolescente. È vero che tra fratelli e sorelle, soprattutto negli anni difficili dell’adolescenza, i rapporti sono spesso tutt’altro che idilliaci e che le liti per affermare la propria personalità e i propri diritti o, magari, per conquistarsi una fetta più grande dell’attenzione dei genitori sono all’ordine del giorno. Per non parlare delle beghe infinite che scoppiano quando uno dei figli è convinto di subire un’ingiustizia da parte dei genitori, di ricevere un trattamento diverso rispetto ai propri fratelli o sorelle, di essere il “capro espiatorio” cui vengono immancabilmente addossate tutte le colpe e le responsabilità dei propri fratelli. Ma spesso avere un fratello o una sorella può significare, per un adolescente, avere qualcuno con cui condividere sogni, paure e aspirazioni, un complice fidato con cui stringere alleanze per contrattare permessi e spazi di libertà. Alessandra Mastrodonato SPORTELLO per la MEDIAZIONE CIVILE OBBLIGATORIA A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge del 9 agosto 2013, la mediazione civile e commerciale ritorna obbligatoria dal 21 settembre, per le controversie su specifiche materie. La mediazione civile e commerciale (d. lgs 28/2010, e legge 98/2013) è l’attività svolta da un professionista, al di sopra delle parti, finalizzata alla ricerca di un accordo amichevole per la risoluzione di una lite. Compito del mediatore è quello di ricercare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti allo scopo di evitare una causa civile lunga e dispendiosa. La mediazione civile e commerciale riguarda le seguenti materie: ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ condominio diritti reali divisione successioni ereditarie patti di famiglia locazione comodato affitto di aziende risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità contratti assicurativi, bancari e finanziari (non include la responsabilità da sinistri stradali) LO SPORTELLO per la MEDIAZIONE CIVILE OBBLIGATORIA è a disposizione dei cittadini, un servizio di consulenza gratuito sulla nuova legge OBBLIGATORIA tenuta dalla; Dott.ssa LAGONIGRO Jessica Tutti i lunedì in Via degli Abeti 16, Dalle 10 alle 12 a partire dal mese di Novembre 2013 E’ OBBLIGATORIA la prenotazione telefonica al Gente di Falchera 18 N° 011-4432621 Il piacere di leggere di Adriana Scavello Il male che si deve raccontare. Per cancellare la violenza domestica La violenza è tra noi, nelle nostre case e in quelle dei nostri amici. E sui nostri posti di lavoro. Il tema, più che mai attuale (proprio oggi mentre scrivo arriva la notizia che finalmente è stata approvata dal Parlamento italiano la legge che contiene misure contro il femminicidio) è quello della violenza domestica, un argomento quasi quotidianamente in prima pagina in Italia in questi ultimi mesi. E sono molti i racconti, le trattazioni, edite in quest’ultimo periodo che, puntando il faro sul tema della violenza sulle donne in tutte le sue forme, aiutano a tenere alto l’interesse e a capire meglio il fenomeno (Ferite a morte di Serena Dandini, l’inchiesta Questo non è amore pubblicata da Marsilio o l’antologia Nessuna più, solo per citarne alcuni usciti nel 2013). Il libro-denuncia di cui parliamo è un lungo saggio in cui alla narrazione di esperienze vissute in prima persona dalla Agnello Hornby, si affiancano le pagine ricche di dati di Marina Calloni. Entrambe le autrici sono donne impegnate in prima linea nella lotta alla violenza domestica: Simonetta Agnello Hornby svolge la professione di avvocato a Londra da quarant’anni e nel corso della sua carriera ha difeso donne, minori, immigrati e disabili. Marina Calloni è componente del Comitato interministeriale dei Diritti umani presso il ministero degli Affari esteri ed è una delle fondatrici del movimento Se non ora quando? Insieme riescono nel difficile compito di scrivere e descrivere casi di abusi e violenze con la professionale lucidità di chi conosce bene questi drammi così delicati, senza mai scadere in retoriche di nessun tipo. La loro esperienza sul campo le porta ad analizzare sempre con grande realismo e praticità i casi di cui parlano, casi in cui spesso la frustrazione provata da chi si impegna ad aiutare è tanta. Purtroppo si può anche perdere: “La donna vittima di violenza è spes- so isolata e ha bisogno di essere aiutata, ma in un certo modo: con lei non bisogna essere giudicanti, né pietistici; da lei non bisogna aspettarsi un cambiamento totale e repentino”. L’abilità narrativa della Agnello Hornby ci fa conoscere le storie di donne siciliane, irlandesi e colombiane, cattoliche e islamiche, ci porta per mano all’interno delle loro case e ci mostra nei dettagli la mano violenta e spesso assassina di compagni, mariti e padri. Le parole di Marina Calloni arrivano dopo molte pagine di rabbia, e vengono in soccorso al lettore per chiarirgli le idee, fornirgli il rigore scientifico dei numeri, dire come si potrebbe risolvere il problema. Il frutto del loro lavoro mira non solo ad informare, ma anche ad educare: non c’è solo la denuncia, ma una proposta concreta. Infatti il ricavato delle vendite del libro non andrà alle autrici e all’editore Feltrinelli, ma sarà devoluto al finanziamento della filiale italiana della Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence, (EDV). Questa Fondazione globale, fondata in Inghilterra da Patricia Scotland, ha contribuito a contenere sensibilmente il fenomeno della violenza in Inghilterra ed ora tale modello viene esportato in tutto il mondo. Uno dei principali problemi da gestire nei casi di violenza domestica è quello economico. Quando una vittima ha il coraggio di denunciare le umiliazioni subite non è raro che poi torni dal suo carnefice, e questo accade perché nella maggior parte dei casi dipende da lui economicamente. Il metodo della Scotland, invece, assicura una protezione immediata alla vittima di violenza domestica, tramite la figura del consulente che aiuta la vittima nell’immediato, fornendole il denaro necessario prima dell’udienza, organizzando le attività quotidiane - ad esempio andare a prendere i figli a scuola - e facendo da tramite con diversi enti (sociali, religiosi, istituzionali, ecc…) Questo scritto vuole essere un messaggio per tutte quelle donne che in silenzio subiscono violenza e non hanno il coraggio di denunciare. GIANN BBIGLIAMENTO Da Gianna per rinnovare il tuo guardaroba con articoli italiani e francesi di ottima qualità Viale Falchera 66 - Tel. 011-262.14.03 Gente di Falchera 19 DIVERSO DA CHI? Un anonimo adagio recita più o meno così: “ricorda sempre che sei unico… esattamente come tutti gli altri”. Tutta la nostra esistenza è costantemente attraversata dalla continua, e spesso ingombrante, presenza dell’ “altro”. Le relazioni interpersonali ci pongono di fronte ad una galleria di ‘volti, che irrompono nel nostro spazio vitale, ci scrutano dentro, ci costringono a metterci in discussione e a convivere con il loro sguardo, talvolta affettuoso e pieno di comprensione, talaltra irritante, invadente, impertinente. Entrare in relazione con l’altro significa entrare in contatto con un altra identità, con qualcuno che è “diverso” da me. E attraverso quest’incontro, oltre ad acquisire maggior coscienza della mia identità, posso diventare più ricco, facendo tesoro dell’alterità riconosciuta. Eppure spesso la diversità ci appare come un ostacolo, una barriera alla relazione autentica con l’altro, persino come una minaccia da contenere o scongiurare. È quanto avviene ogni volta che la “diversità” non viene riconosciuta come una qualità propria di ogni essere umano, in quanto meravigliosamente unico e irripetibile, ma diventa un’etichetta da affibbiare a chi si avverte come totalmente “altro” da sé: all’immigrato, al disabile, all’omosessuale, ma anche a chi non si omologa agli standard imposti dal gruppo, a chi non veste alla moda, a chi non frequenta il giro giusto. Fino al paradosso di considerare “diverso’; in quanto “sfigato”, chi non imbroglia, chi non si sballa, chi si attiene alle regole. Ciò è tanto più vero per gli adolescenti, spesso portatori di un rapporto ambivalente con la diversità: da un lato, infatti, l’affrontano con fastidio, soprattutto quando si rendono conto che pesa negativamente nella costruzione della relazione con l’altro, nel perseguimento di un’omogeneità di fondo all’interno del gruppo; dall’altro, la rivendicano con forza, quando vogliono sottolineare la propria originalità, il rifiuto di ogni tentativo omologante della società. L’esperienza della differenza coincide, per i più giovani, con la ricerca di un equilibrio tra sé e il mondo, nella graduale conquista di un senso gioioso dell’alterità. Ma proprio perché la si vive in bilico, può produrre vertigine e stanchezza; da qui la tentazione di azzerarla con forme più o meno mascherate di manipolazione e di intolleranza, di omologazione coatta e di gregarismo all’interno del gruppo. La diversità è, per le nuove generazioni, il doloroso segnale di un’autenticità che può portare ad accentuare le distanze e i conflitti. Ma, al tempo stesso, è anche ciò che garantisce la tensione verso un protagonisrno che resiste al conformismo della massa. E’ allora, necessario che gli adolescenti siano aiutati a percepire le differenze non come un limite o un dato da “tollerare”, ma come una risorsa, un valore da “tutelare”, un’occasione per sviluppare appieno la propria identità nel confronto con l’altro; come un dono che apre al senso della complementarietà e all’amore per l’altro, nella sua unicità e irripetibilità e non solo come immagine riflessa del proprio io. Alessandra Mastrodonato Anagrafe Falchera Utilizziamo le pagine del Giornale “Gente di Falchera” per comunicare ai cittadini a che punto siamo con la situazione dell’Anagrafe di Falchera. L’anagrafe di Falchera rappresenta un servizio civico importante sul territorio, che porta a termine circa novemila pratiche all’anno. Oggi ci troviamo però a dover fare i conti con una drammatica scarsità di risorse, anche in termini di personale, e insieme a un aggravio delle procedure burocratiche per l’emissione di documenti e certificati e ad un aumento del rilascio dei documenti (come ad esempio carta identità obbligatoria per i bambini, pratiche di cambio di residenza, ecc.). Questa situazione di difficoltà riguarda tutte le anagrafi della Città e la nostra di via Leoncavallo in particolare, poiché si trova a gestire un bacino d’utenza che va da Porta Palazzo ai confini della Città. Questo provoca spesso code e disagi per i cittadini e una condizione di lavoro di forte stress per le impiegate di turno agli sportelli. Abbiamo quindi messo a punto una riorganizzazione che partirà in via sperimentale nei primi mesi del 2014, che prevede l’apertura degli sportelli a Falchera su 3/4 giorni alla settimana, per consentire al personale di svolgere il lavoro su entrambe le anagrafi e con maggiore fruibilità. Come ogni anno resterà fissa la chiusura nel periodo natalizio. presidente 6a Circoscrizione Nadia Conticelli coordinatrice 1a commissione Adriana Scavello BIBLIOTECA FALCHERA Dal 4 novembre la Biblioteca chiuderà per avviare le operazioni di trasloco nella Nuova Sede di via dei Pioppi 43. Nel periodo di chiusura saranno sospese tutte le attività di prestito, restituzione e prenotazione. I libri in prestito potranno essere restituiti in tutte le altre biblioteche civiche. La data della Riapertura nella Nuova Sede verrà ampiamente pubblicizzata. Gente di Falchera 20 Fabbrica Salotti Divani e Poltrone Arredamenti Moderni e classici di tutti gli ambienti... Realizziamo su Misura Cucine, Salotti e Mobili Via Gottardo 193 Torino Tel. 011-20.53.508 SCONTO DEL 50% SU TUTTA LA MERCE ESPOSTA Gente di Falchera 21 Astronomia e... a cura del Gruppo “G. Plana” SCIENZA E FEDE La nascita dell’Universo mese. Venere, pur riaccostandosi al Sole, rimane visibile al tramonto. Marte è visibile solo nella parte terminale della notte. Giove è visibile praticamente tutta la notte. Saturno torna timidamente visibile all’alba dalla fine del mese. Vittorio Leode A che cosa la scienza non può rispondere? Soprattutto a cosa ci sia stato prima del cosiddetto Bing Bang? Il buio? E’ stato forse un Inizio, o solo una fase da cui Dio crea gli astri (Michelangelo) partono le osservazioni degli scienziati? L’universo è finito oppure infinito nel tempo e nello spazio? Esattamente da quel Big Bang, che tanto somiglia al “fiat lux” della Sacra Scrittura, è lo spazio in cui si innesta la religione o meglio ancora la fede. Ad esempio secondo la scienziata laica Margherita Hack, la religione ci propone, anzi spesso ci impone, una spiegazione che passa attraverso l’intuizione: un’idea trascendente dalla quale dovrebbe partire il tutto. Sempre secondo il pensiero della Hack, se dire “religione” significa dire “imposizione” allora il concetto, che dovrebbe racchiudere la libertà per eccellenza, diventa questione di fideistica obbedienza. Sappiamo dalla Bibbia che Dio prima di creare il mondo aleggiava sulle acque (Genesi1,2). Infatti ecco le tre tesi bibliche: 1) Dio viveva sulle acque prima di creare il mondo, 2) l’acqua fungeva da massa di sostegno per far aleggiare Dio, 3) l’acqua è sempre esistita insieme a Dio. Gli scienziati sanno bene che non è possibile dimostrare scientificamente che Dio c’è, né però che Dio non c’è. D’altra parte l’esistenza di Dio per gran parte degli scienziati non è un problema, perché essi si attengono puramente ai fatti, in quanto è qualcosa che non appartiene all’osservabile. In genere non credono ad alcuna forma di vita dopo la morte, né ad un paradiso o un inferno che li ricompensino o li puniscano per le loro azioni. E’ comunque un dato di fatto che la materia, fa notare la scienza che papa Ratzinger aveva definito arrogante, ha prodotto le stelle, e queste, a loro volta, tutti gli elementi necessari per formare i pianeti e gli esseri viventi. Comunque, scienziati o no, l’uomo da sempre ha rincorso l’idea di conoscere le origini dell’ Universo, osservando il cielo stellato, ponendosi mille domande, così come ci chiediamo ancora noi oggi che cosa ci fosse prima del Big Bang. A questo punto, come ha detto qualcuno, non è importante... sapere, ma credere. E ora per gli appassionati di astrofilia Briciole di storia... a cura di Franco Foppiani L’assedio di Canelli, avvenuto nell’ anno 1613 prende il via da un fatto storico ben documentato che si inquadra nell’ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato (1613-1617). Nel 1612 moriva Francesco Gonzaga, duca di Mantova che aveva diritti sul Monferrato. Alla sua morte si aprirono innumerevoli controversie per la successione. Carlo Emanuele I, duca di Savoia (che era il nonno dell’unica figlia del defunto Duca), per difendere i secolari interessi che casa Savoia aveva sul Monferrato, decise di risolvere le controversie con le armi. Si diede inizio a quella che fu definita la guerra per la successione del Ducato di Monferrato. Canelli, posta sul confine tra Savoia e Monferrato, interamente fortificata, fu teatro di innumerevoli combattimenti e subì numerosi attacchi. Nel giugno del 1613, approfittando della mancanza di soldati dalle fortificazioni Canellesi, Carlo Gonzaga, duca di Nevers con un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e con diversi cannoni, attraversò il fiume Belbo e pose l’assedio alla città. Le truppe monferrine tentarono in più modi di entrare in Canelli, ma la piccola guarnigione rimasta fu aiutata in modo determinante dalla popolazione che, con non pochi sacrifici riuscì a resistere a tutti gli attacchi e a reagire in modo decisivo. I nemici furono costretti a ritirarsi. Il Duca di Savoia per ringraziamento e per premiare gli uomini e le donne di Canelli del loro comportamento li esentò per trent’anni, con apposiT. B. to decreto, dal pagamento delle tasse. Mercurio è visibile con difficoltà all’alba e solo dalla fine del Gente di Falchera 22 ANNIVERSARIO Nel quarto anniversario della scomparsa di Longo Epifanio lo ricordano con amore la moglie Paola con tutta la sua famiglia. Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi. Vogliamo pensare che ancora ci ascolti, che come allora ci sorridi. ANNIVERSARIO Nel 7° anniversario ricordiamo Campana Vincenzo scomparso il 3 novembre 2006, sono passati sette anni da quando sei volato in cielo ed ora sei il nostro angelo custode che da lassù ci guardi e ci proteggi ogni istante delle nostre giornate. Sei nei nostri pensieri ogni giorno e da quando sei volato via hai lasciato un enorme vuoto a tutti noi, ma il tuo ricordo è sempre vivo nei nostri cuori. Con tanto amore i tuoi cari Mamma, Papà, sorelle, nipoti e cognati. RINGRAZIAMENTI SILENT KEY CI HANNO LASCIATO: 25/09/2013 Saffiotti Francesca Via degli Ulivi 12 29/09/2013 Gattuso Nicola Via degli Ulivi 86 30/09/2013 Don Cagliero Bernardino Parrocchia S. Pio X 04/10/2013 Lo Bue Teresa Via degli Ulivi 35 10/10/2013 Spinapolice Ciro Via delle Querce 39 Buronzo Costanza 17/10/2013 Cipri Maria Via degli Ulivi 18 di anni 84 di anni 83 di anni 93 di anni 90 di anni 74 di anni --di anni 65 C U LT U RA e AR T E Il “Centro d’Incontro” in collaborazione con “Gente di Falchera” La famiglia BECCARIS ringrazia di cuore tutti quanti hanno partecipato al dolore per la perdita della cara mamma Vespa Teresa Presenta il libro di Poesie “Un Passaggio verso le Emozioni” di GIORGIA CATALANO AAA...OFFRESI A ORE... SABATO 23 Novembre alle ore 16 presso il Centro d’Incontro via delle Querce 23 Per lavori domestici, Baby sitter, Cuoca o aiuto cuoca, Assistenza anziani. Serietà. Tel. 011-26.25.314 cell. 328-8775180 CONFEZIONI DONNA Anche TAGLIE FORTI Giovanili - Classiche Eleganti - Sportive Magazzini 2000 Via Porpora 1 - ang. Piazza Rebaudengo Presente la scrittrice e poetessa Giorgia Catalano, falcherese una di noi. Saranno letti dei brani con accompagnamento musicale e proiezioni. “Un momento di cultura”: presentazione di Adriana Scavello. Ingresso libero ERRATA CORRIGE Nel mese di settembre alla pag. 19 “Ricordando Marina Aceto”. Il cognome era Trombini Marina, anziché Aceto. Gente di Falchera 23 La redazione Hanno collaborato a questo numero: Oreste Borio, Giorgia Catalano, Chissotti Giacomo, Nadia Conticelli, Fiorella Corea, Eleonora Dragonetti, Vittorio Leode, Alessandra Mastrodonato, Luigi Ricciardetto, Adriana Scavello, Livio Scremin, Luigi Fabio Varesano. Gli eventuali contributi potranno essere versati direttamente presso la Redazione, in Piazza G. Astengo 10. Orario di Redazione dal lunedì al venerdì: dalle ore 9,30-11,30 / 15,30 -17,30 Tel. cell. 3494201090 E mail: [email protected] Sito: www.gentedifalchera.it Un ringraziamento particolare a tutti i sostenitori, inserzionisti e agli amici che ci aiutano nella distribuzione del giornale. Sostenitori “GENTE di FALCHERA” ASTRA SOCIETA’ COOPERATIVA TORINO C.so Giulio Cesare, 99 - tel. 011-280901 Via Monginevro, 161 - tel. 011-3828558 Martignon Tamara Aceto Mariangela Aimale Giacomo Rolfini Silvano Cottari Giuliana Berta Voyat Ivo e Antonietta Campana Nunzio Manecchia Ivo Berardo Rita Brun Laura Tabaccheria Vassallo Castelletti Vittorio Vallario Maria Bove Antonio Venturini Franca Sgambellone Aurelio Nesta Michele Pescarolo Apollonio Giacomo Paola Cerulli Fam. Beccaris Bellino Giuseppe Chissotti Giacomo De Leo Amilcare Marzano Bimestre Rosanna Capozzi Orazio F. A. Cane Valter Bertello Maria Dalena Flavia Bonocore Antonino Sorelle Gervino Gli articoli da pubblicare dovranno pervenire entro il 15 di ogni mese. La redazione si riserva la facoltà di pubblicarli e/o modificarli secondo le esigenze del giornale. Gli articoli non verranno restituiti NON SEMPRE IL CONTENUTO DEGLI SCRITTI DI CHI COLLABORA RISPECCHIA LE OPINIONI DELLA REDAZIONE GESTIONE IN PROPRIO E DISTRIBUZIONE GRATUITA - STAMPATO IN 3000 COPIE Biblioteca Civica FALCHERA Periodico fondato nel 1993 Direttore Responsabile Rita Miglia Vicedirettore Massimo Giusio Redazione: A. De Leo, C. Elia, R. Voyat, F. Foppiani, U. Grassi, R. De Pace Caporedattore e grafica Umberto Grassi Segretaria di Redazione Rita Voyat Partecipazione Redazione P.zza G. Astengo, 10 Tel. 011-44.32.621- cell. 349.4201090 E-mail: [email protected] Sito Internet: www.gentedifalchera.it Gente di Falchera 24