STAGIONE D’OPERA 2013-2014
The Rake’s Progress
Il capolavoro di Stravinskij nella brillante lettura
di Gianandrea Noseda e con la sorprendente regia di David McVicar
Teatro Regio, martedì 10 giugno 2014 ore 20
La Stagione del Teatro Regio prosegue l’esplorazione del repertorio operistico del Novecento con
The Rake’s Progress (La carriera di un libertino), l’opera di Igor Stravinskij in scena dal 10 al 18
giugno per cinque recite.
Gianandrea Noseda, dopo l’immensa produzione del Guglielmo Tell, torna sul podio del Regio per
dirigere l’Orchestra e il Coro in un altro capolavoro del teatro d’opera, del pari impegnativo. Il nuovo
allestimento di The Rake’s Progress, creato in coproduzione con la Scottish Opera di Glasgow, è ideato
dal regista scozzese David McVicar. Sir McVicar da molto tempo ambiva a lavorare su quest’opera,
affascinato dal connubio fra tradizione e trasgressione che la storia del libertino propone, due elementi
fondamentali che appartengono al suo stile. L’ambientazione è quella settecentesca prevista da
Stravinskij, ma rivisitata in modo originale: le scene e i costumi sono di John Macfarlane, sottolineate
dalle luci di David Finn. Il giusto complemento alla regia è dato dalle raffinate ma taglienti coreografie
di Andrew George. Il risultato, giudicato magistrale dalla critica, è un allestimento che mette in
evidenza gli aspetti brillanti e irriverenti dell’opera con humor decisamente british.
Per questa produzione, i ruoli dei giovani innamorati sono interpretati da due cantanti noti per le
loro qualità attoriali e canore: Tom Rakewell sarà il tenore italo-americano Leonardo Capalbo,
acclamato sia per le sue interpretazioni verdiane sia per quelle del repertorio del Novecento. Anne
Trulove sarà Danielle de Niese, il soprano australiano dalla presenza e dalla voce affascinanti,
conosciutissima nel repertorio barocco e novecentesco. Trulove, il padre di Anna, sarà il basso Jakob
Zethner, cantante danese apprezzato per il suo timbro tornito e profondo. Il baritono Bo Skovhus,
artista anch’esso danese impegnato nei più importanti teatri d’opera a livello internazionale, vestirà i
panni del demoniaco Nick Shadow, mentre Annie Vavrille, mezzosoprano francese di grande
intelligenza interpretativa, sarà Baba la turca. Completano il cast il mezzosoprano Barbara Di Castri
(Mother Goose), il tenore Colin Judson (Sellem), e il baritono Ryan Milstead (il guardiano del
manicomio). Come di consueto il coro è istruito da Claudio Fenoglio.
L’opera venne tenuta a battesimo l’11 settembre del 1951, alla Fenice di Venezia, ma la sua genesi
risale al 1947, quando il musicista russo, visitando una mostra a Chicago, rimase impressionato da una
serie di incisioni satiriche dell’artista settecentesco inglese William Hogarth, che rappresentavano le
diverse tappe della carriera di un libertino. Da queste incisioni, Stravinskij trasse ispirazione per
comporre quell’opera in lingua inglese, che dal suo arrivo in America vagheggiava di scrivere. In
particolare, il musicista fu molto colpito dalla scena del manicomio, perciò chiese al suo librettista, il
poeta inglese Wystan Hugh Auden, di includerla assolutamente nel libretto; Auden accettò, spiegando
che «il lavoro del librettista è quello di soddisfare il compositore, non il contrario», e trattò il resto della
storia delineata da Hogarth con molta libertà, utilizzando elementi tratti dai miti di Don Giovanni,
Faust, Orfeo, Venere e Adone. Del soggetto originale rimase l’ambientazione settecentesca, dalla quale
prese spunto Stravinskij per comporre la musica, chiudendo così la sua tappa neoclassica. The Rake’s
Progress infatti, come le opere del Settecento, si articola in una serie di numeri chiusi come arie, cori e
intermezzi strumentali; ci sono persino recitativi secchi (sostenuti dal cembalo) e accompagnati con una
sorta di nuovo basso continuo. I modelli stilistici dichiarati dall’autore sono le opere di Mozart, in
particolare Così fan tutte e Don Giovanni, ma i critici hanno individuato allusioni anche alle opere di
Gluck, Rossini, Donizetti, Bizet, Verdi e tanti altri. Gli aspetti ispirati alla tradizione si mescolano ad
altri più moderni e tipici di Stravinskij, come le ambiguità tonali e armoniche e le irregolarità ritmiche,
aspetti che verranno sapientemente sottolineati dalla direzione di Gianandrea Noseda.
The Rake’s Progress inizia nella campagna inglese, dove il giovane protagonista, Tom Rakewell,
trascorre in ozio le sue giornate. La famiglia della sua fidanzata, Anne Trulove, è preoccupata per il
futuro di Tom, il quale è mosso da uno strano credo: è convinto che nessuno riesca a far fortuna
lavorando. Il caso sembra dargli ragione: giunge uno sconosciuto, Nick Shadow, ad annunciare che
Tom è diventato ricco in seguito alla morte di uno zio. Tom e Shadow partono allora per Londra per
riscuotere l’eredità. Appena arrivati nella capitale, Shadow conduce Tom in un bordello alla scoperta
dei veri piaceri della vita. Tom presto si annoia della vita dissoluta che conduce, quindi Shadow lo
convince a sposare la donna obesa e barbuta del circo, l’orribile Baba la turca, affinché questo
matrimonio insensato lo liberi dalla passione e dalla ragione, i tiranni che gli impediscono di essere un
uomo libero. Il giorno delle nozze con Baba, Anne va a trovare Tom per confermargli il suo amore ma il
giovane la rifiuta, volgendo tutte le attenzioni alla mostruosa Baba. Il matrimonio, tuttavia, presto
risulta per Tom insopportabile tanto che, per trovare sollievo, si rifugia nel sonno. La vita da libertino
di Tom culmina con la grandiosa vendita all’asta di tutti i suoi beni, inclusa sua moglie.
Ormai è trascorso un anno e un giorno dal primo incontro tra Tom e Shadow, il quale richiede ora
– come profetizzato già nel primo atto – la sua ricompensa: Shadow pretende l’anima di Tom, ma è
disposto a rinunciarvi se il giovane indovinerà le tre carte che estrarrà da un mazzo. Con l’aiuto
dell’amore di Anne, Tom vince ma Shadow, prima di tornare negli inferi, gli toglie la ragione. Tom
finisce in manicomio: è convinto di essere Adone, e quando Anne va a trovarlo, la scambia per Venere.
Anne culla il giovane, lo addormenta e parte; al suo risveglio, Tom è persuaso dagli altri pazzi che la
presenza di Venere sia stata solo un sogno e si abbandona alla morte. L’opera si conclude con un
epilogo in cui tutti i personaggi ritornano sulla scena per pronunciare la morale, e cioè che il diavolo
trova sempre un’occupazione agli oziosi.
L’opera sarà presentata al pubblico dal musicologo Alberto Bosco, all’interno del ciclo Le
conferenze del Regio, al Piccolo Regio Puccini mercoledì 4 giugno alle ore 17.30. L’ingresso è libero. La
“prima” dell’opera sarà trasmessa in diretta da Rai-Radio3 martedì 10 giugno alle ore 20. Come di
consueto, si potrà seguire il backstage, nonché scoprire divertenti curiosità sugli interpreti e
sull’allestimento, guardando le Pillole di Passione di Paola Giunti sul sito www.teatroregio.torino.it e
sul nostro canale Youtube.com/TeatroRegioTorino.
Per esigenze di programmazione si è reso necessario modificare la data di due recite: la recita
abbinata al Turno D, prevista per venerdì 13 giugno, avrà luogo giovedì 12 giugno alle ore 20; quella
abbinata al Turno F, prevista per domenica 22 giugno, avrà luogo sabato 14 giugno alle ore 15.
Posti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242,
presso Infopiemonte-Torinocultura, on line su www.vivaticket.it e telefonicamente con carta di credito
al n. 011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557.
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Torino, 28 maggio 2014
UFFICIO STAMPA
Teatro Regio, Direzione Comunicazione e Pubbliche Relazioni
Paola Giunti (Direttore), Paolo Cascio (Relazioni con la Stampa)
Tel: +39 011.8815233/239 - [email protected][email protected][email protected] - www.teatroregio.torino.it
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