IL RASOIO DI OCKHAM
Frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora
15 Maggio 2006 - Numero 31 (6) - Anno IV - Liceo Levi - Montebelluna
Organo ufficiale studentesco del Liceo Levi di Montebelluna
Anno IV - Numero 31 (6) - 15 Maggio 2006
Sommario
2 Editoriale * 2 Tale’s corner * 3 Vietato amare * 4-5 Il Levi conquista Roma * 6-7 Satyricon * 8-9 Teacher-seeker *
10 Recensione libri * 11 Liceo Classico * 12 Ipse dixit * 13 Il sergente a Montebelluna * 14 Musica * 14-15 Emergenza
droga al Levi * 16 Tale’s corner * 17 Sos.scuola.it * 18 Il viaggio * 19 Il genocidio nascosto * 20 Cappuccetto Rosso *
21 Giallo Ockham * 22 Giochi * 23 Top ten * 24 Il Levi vince ancora * 25 Casanova per gioco.* 26 Tempo di libri *
27 Tempo di film * 28-29 Le parole che amiamo * 30 La redazione del Rasoio di Ockham
Editoriale
Cari lettori,
dopo una più o meno lunga pausa per vari problemi, siamo ritornati più in forma che mai. In verità siamo
ormai giunti al capolinea come Redazione, però abbiamo ancora molto da dire.
In questo numero, oltre alle solite rubriche e ad alcuni articoli interessanti, abbiamo l’onore di avere la più
grande indagine sulla droga mai compiuta all’interno della nostra scuola.
Per l’ultimo numero abbiamo già pronta un’intervista ad una grande campionessa di fama mondiale del
nostro territorio. [continua a pag. 2…]
Editoriale
Rasoio di Ockham
Editoriale…
[ continua da pag.1…] Adesso però è giusto parlare di alcuni problemi che ci riguardano, e quello più
grande consiste nella sistemazione di noi studenti per il prossimo anno scolastico.
Come l’anno scorso, si sta ripresentando il problema della mancanza di aule, perché a settembre ci
saranno 6 nuove classi in più, e come tutti sappiamo non ci sono aule vuote.
Speriamo che tutto si risolva nel miglior modo possibile, però vorremmo sentire il vostro parere, cari
lettori.
Tutti noi sappiamo che è anticostituzionale rifiutare le iscrizioni, quindi bisogna trovare una soluzione
alternativa, ma pensiamo che nessuno di voi sia disposto a venire a scuola al pomeriggio, se dovessero
essere istituiti i doppi turni.
Non sappiamo proprio cosa potrà succedere, e speriamo che i nostri “governanti” riescano a prendere
le decisioni migliori.
Questo è tutto, abbiamo deciso di scrivere un editoriale più corto del solito per sperare che almeno
adesso venga letto, comunque grazie a tutti per averci sempre sostenuto.
La redazione del miglior Giornalino del TriVeneto
Tale’s Corner
Cari lettori e lettrici!!!!! Eccoci all’ultima puntata del mio racconto a puntate. Spero veramente
che vi sia piaciuto!!!!! Colgo infine quest’occasione per augurarvi buone vacanze!!! E ……. BUONA
LETTURA!!!!!!
Aurora aprì gli occhi solo quando la musica si interruppe e non riprese più. Era arrivato il momento
degli scherzi . Aurora e Filippo molto a malincuore si sciolsero e raggiunsero i loro posti a tavola. Qui, tra le
risate, riuscirono a scambiare qualche parola e Filippo fece ad Aurora molti complimenti per il vestito, che le
stava meravigliosamente. Per l’occasione lei aveva accuratamente scelto un vestito di taftà di seta rosso. Sul
corpetto attillatissimo si aprivano numerosi trafori a forma di cuore mentre la gonna larghissima aveva delle
balze che dietro creavano un mini strascico. Le scarpe, un paio di ballerine con tacchi alti, ovviamente rosse,
con due simpatici fiocchetti. I capelli invece erano raccolti in cima alla testa con un nastro della stessa stoffa del
vestito e poi le ricadevano in morbidi boccoli bruno-dorati sulle spalle. Sull’ampia scollatura una semplice
collana con un brillantino incastonato in un cuore d’oro bianco, sulle orecchie due orecchini simili alla collana.
Ad ogni nuovo complimento Aurora arrossiva e Filippo ne sorrideva.
Finiti gli scherzi riprese la musica. Questa volta non solo walzer ma anche polke e mazurche. Aurora e
Filippo fecero del loro meglio, ma seguire il ritmo quasi frenetico di quelle danze ad un tratto divenne
impossibile. Così decisero di fermarsi per riposare un attimo e riprendere fiato.
Aurora uscì da una porta che dava su una terrazza coperta di rose variopinte e si immerse nel loro
inebriante profumo. Con suo immenso stupore si accorse che poco più avanti c’era il mare. Se ascoltava
attentamente poteva sentire lo sciacquio delle onde che si infrangevano sulla spiaggia e così fece finchè non
giunse Filippo che gentilmente le porse un calice di succo fresco. Aurora ringraziò e lo sorseggiò in silenzio. Al
suo fianco Filippo aveva i gomiti appoggiati sulla balaustra e la luce della luna faceva risaltare i suoi dolci
lineamenti. Ogni tanto, con gesti delicati e virili allo stesso tempo, avvicinava il bicchiere e beveva un sorso.
Quando allontanò il bicchiere dalle labbra per l’ultima volta una gocciolina di succo gli scivolò dall’angolo della
bocca lungo il mento, brillando come una preziosa perla. Aurora lo stava fissando sognante, con il bicchiere di
succo ormai tiepido a mezz’aria, quand’egli si girò e la guardò intensamente. Aurora arrossì. E, per mascherare
il rossore, si voltò bruscamente dall’altra parte. Egli rimase un po’ stupito da questa reazione e subito non
sapeva come rimediare. Poi le si avvicinò cautamente. Le prese una mano e la fece rivolgere nuovamente verso
di lui, chiedendole innanzitutto il perché di questa stranissima reazione e, senza attendere una risposta, si scusò
per qualsiasi cosa avesse fatto di male. [continua a pag. 16…]
2
Pro o contro
Rasoio di Ockham
L’opinione
vietato amare
di Sara Giovine e Federica Fragiacomo
California. Due ragazze vengono espulse da un liceo luterano e costrette ad iscriversi in due scuole separate
in un’altra contea semplicemente perché sospettate di essere lesbiche.
Il preside, per spiegare la situazione alle famiglie delle ragazze, ha spedito loro una lettera, nella quale sostiene
che la scuola aveva l’obbligo morale e spirituale di proteggere gli studenti dal peccato. Questo sarebbe stato appunto
quello di essere lesbiche.
In realtà non vi è nessun testimone oculare che abbia denunciato le due ragazze di qualcosa di preciso, ma il
preside scrive nella lettera che “…la loro amicizia è tipica delle lesbiche, non delle ragazze normali.”
Crediamo che tutti siano d’accordo sul fatto che la punizione per le ragazze in questione sia stata a dir poco
eccessiva. La questione però non è tanto il modo in cui esse sono state punite, quanto il motivo per cui lo
sono state. L’omosessualità.
E’ questo un argomento spinoso che da sempre provoca pregiudizi o quantomeno perplessità sia in ambienti
conservatori, quali ad esempio una scuola religiosa come nel caso sopra citato, sia in ambienti più liberali e
apparentemente progressisti. C’è chi la considera una devianza
più o meno patologica, ma si possono definire regole valide per
tutti in una sfera così privata e personale come quella sessuale?
Noi crediamo di no. Non è possibile, come non è possibile dare
delle spiegazioni scientifiche per ogni comportamento e scelta
che l’uomo compie nel corso della sua esistenza.
Amare una persona del proprio stesso sesso, provare per essa
un’attrazione fisica non può essere considerato sbagliato a priori,
solamente perché fuori dagli schemi convenzionali. Umiliare
una persona additandola e disprezzandola per la sua diversità,
voler costringerla a cambiare, a reprimere ciò che sente dentro,
ostacolare la libera espressione dei suoi sentimenti e, in sostanza,
impedirle di essere felice, non può essere accettato all’interno
di una società che si proclama equa, democratica e rispettosa
dei diritti umani.
Vietare l’amore. Detto così è abominevole, vero? Eppure è
questa la mentalità comune, non serve entrare in una chiesa, è più che sufficiente andare al supermercato e
ascoltare le conversazioni della gente, chiusa nel suo piccolo mondo che considera perfetto, solo perché è
l’unico che conosce.
Non possiamo e non dobbiamo continuare a giudicare e catalogare tutto ciò che ci circonda rapportandolo a
noi stessi, al nostro personale metro di giudizio. Dobbiamo cercare di aprire la nostra mente e renderci conto
che il mondo non ruota attorno a noi.
Voi cosa ne pensate? Avete mai avuto modo di scontrarvi con l’omosessualità? Come avete reagito?
Scrivete alla Posta del giornalino e dateci la vostra opinione.
3
Rasoio di Ockham
Liceo Levi
Il Levi conquista Roma
Non ci sono parole per descrivere la sorpresa che abbiamo provato nell’apprendere la notizia della nostra
vittoria al concorso nazionale: “I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH”, un progetto realizzato da studenti
e professori volontari che, coordinati dal Preside, hanno saputo ancora una volta dare lustro all’importante
nome del nostro Liceo.
Nonostante le immancabili polemiche che ci hanno coinvolto (testuale riferimento ad una lettera destinata
alla Posta del giornalino, ma mai arrivata in redazione, in cui si criticava neanche troppo velatamente un
presunto nepotismo da parte dei docenti sui partecipanti al concorso) ben altri erano i nostri pensieri, e di che
intensità: quale mise sfoggiare alla presenza dell’Onorevole dott. Silvio Berlusconi? Tailleur o completo giaccapantalone? Cravatta a pois rosa o con elefanti? Spezzato o maglietta del Che?
La febbre da shopping si faceva di giorno in giorno più bollente, abilmente orchestrata dalle premurose
raccomandazioni degli insegnanti, con risultati quasi in tutti i casi stupefacenti…
Colmate le grandi valige di belletti e scarpe dai tacchi improponibili, la mattina del 25 gennaio dopo i sentiti
complimenti del nostro sindaco Laura Puppato e le foto di rito, partimmo alla volta della capitale, adagiati tra
le comode poltroncine dell’autobus allietati da soavi musiche e colte conversazioni, unici diversivi per ingannare
il tempo nelle otto estenuanti ore di viaggio.
In serata finalmente arrivati al lussuoso hotel, subito risultava chiaro un quesito che tenne sempre banco nei
nostri allegri convivi: qual è il criterio di assegnazione delle stellette agli alberghi? Per conto nostro termosifoni
voto 4 , affreschi parietali (per la prospettiva più surreale che grottesca, per i fedeli ritratti di giaguaro e
fenicottero, per la tonalità verde smeraldo del pino alpestre nel giardino mediterraneo) voto 8. Sicuramente la
lode, invece, merita la soave e graziosa accompagnatrice canterina della scolaresca elementare toscana, vincitrice
anch’essa del medesimo premio, sezione dedicata alla scuola primaria, di cui fra poco- se avrete pazienzasentirete decantare le patriottiche gesta.
Nel frattempo, desiderosi di vera Arte, ci spostammo a San Pietro, splendida, semplicemente meravigliosa
nonostante l’orripilante presepe che pur illuminato dalla divina luce che si sprigionava dallo studio del Pontefice,
toglieva armonia all’intera piazza. Urgeva un forte colpo di mano che ci riportasse alla realtà: il prof. Ceron
e il prof. Quaggiotto optarono per una lezione dal vivo di storia dell’arte che in cinque minuti distrusse tutte
le nostre nozioni e i sensi comuni sulla tradizionale storia papale ( chiedete al prof. Ceron chi in realtà sia
stato Celestino V…).
Tornati quindi alle nostre camere e alla loro polare temperatura, dopo aver attraversato un sinuoso corridoio
(ipnotico!) scoprimmo non poco a malincuore che il sonno tardava ad arrivare (chissà le occhiaie…), forse
anche a causa dell’interesse suscitato in noi da “Markette”, un nome, un programma.
Ai fini delle nostre promozioni -caro Direttore non ce ne voglia- dovremo sacrificare una fetta di cronaca.
Ma la giornata che andava prospettandosi non era per nulla da meno. Già, infatti, alle ore 06.17 i tortuosi
corridoi brulicavano di zombie in via di risveglio che trascinandosi da una camera all’altra andavano testando
ora la tonalità della cravatta, ora del fondotinta, ora del correttore per gli occhi cerchiati… operazione a cui
non solo le signore, ma anche i signori non osarono sottrarsi.
Infine, dopo il severo controllo della prof. Tracinà e del nostro Preside, nonostante tutto più emozionato di
noi, fummo accompagnati a Palazzo Chigi, non prima di aver visitato la chiesa di Sant’Ignazio, il Pantheon e
i gatti dei Fori Imperiali.
Dopo un’ultima fugace occhiata agli specchietti per controllare che tutto fosse in ordine, siamo stati introdotti
al cospetto del Presidente del Consiglio, arrivato con qualche minuto di ritardo e accompagnato da un’adorabile
e numerosa scolaresca elementare e con la sua maestra canterina.
4
Liceo Levi
Rasoio di Ockham
Il Liceo conquista Roma...
Ma la piacevolezza di quella visione non era nemmeno comparabile all’emozione che si poteva leggere nei
nostri volti e in quelli dei professori; quando poi lo stesso Primo Ministro venne personalmente a stringerci
la mano, quello certamente sì fu il momento più emozionante: non solo si fermò a colloquiare con noi, ma
addirittura ci raccontò alcune tra le sue esperienze scolastiche (per la cronaca latino e greco 9, matematica
6).
Al momento della premiazione però, lasciato da parte momentaneamente il tono scherzoso, con un linguaggio
semplice e incisivo, non esitò a ricordarci l’impegno di imprimere nella nostra mente l’oltraggio subito da un
popolo innocente affinché nefandezze di tal genere non dovessero più accadere o essere propugnate da
qualsiasi partito politico. Terminata la cerimonia con un gustoso e perfetto rinfresco e scattate le foto di rito,
ancora il nostro Premier ci consigliò sul modo migliore per ottenere ottimi voti a scuola, e la graziosa maestra
canterina della scolaresca elementare propose una nuova versione corale del nostro Inno Nazionale
coinvolgendo tutti i presenti. In un secondo momento ci trasferimmo nella Sala del Consiglio dei Ministri
dove ci sarebbero state illustrate le nuove riforme compiute dall’attuale legislatura.
Il pranzo, invece, c’è stato offerto dai rappresentanti della Comunità Ebraica di Roma (un particolare
ringraziamento lo dobbiamo a Sira Fatucci per la cura e l’impegno dedicati alla realizzazione di questa
importante giornata) in un ristoranti tipico. Nel pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di visitare il Museo
Ebraico di Roma, la Galleria dei marmi antichi, il Tempio Maggiore, il Tempio Spagnolo, alcune zone del
Ghetto.
Nonostante l’agenda fitta di impegni, non avevamo nessuna intenzione di rinunciare alla splendida vista dal
Quirinale della città illuminata e, approfittando della gentilezza del nostro autista, visitammo anche il Colosseo
(eccezionalmente illuminato per una iniziativa simbolica del sindaco di Roma, volta a festeggiare la grazia
concessa in extremis ad un condannato a morte americano), la fontana di Trevi, piazza di Spagna e piazza
Navona.
La nostra giornata era allora davvero finita, così pure la nostra missione: ancora una volta il Levi ha conquistato
la capitale. Con buona pace di chi pensa che, nei Licei come il nostro, non succeda nulla di emozionante.
Gloria Viel
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Rasoio di Ockham
Satira
Satyricon de I Fratelli Grinch (Morris Faccin 4^A & Mariateresa Ghizzo 4^C)
Povero Pillo! Piccolo e completamente bagnato, ha dovuto seguire le mirabolanti lezioni della capitana Fon Ben! E come se
non bastasse si è preso gli improperi del Ceron-bianco, che lo aveva scambiato per l’onnipotente Giovanna, regina della
segreteria. Riacquistate le proprie dimensioni originali, grazie all’aiuto del mago Lucio, ora Pillo si trova davanti a due
strani individui: Manu & Franz, i fratelli cinematici…
Pillo osservava con interesse e curiosità questi strani personaggi, ma, fissato
com’era nella ricerca del giardino dei suoi sogni, decise di non perdere tempo e
subito interpellò Franz: “Mi scusi, gentile signora, potrebbe indicarmi la strada più veloce
per raggiungere il giardino nel quale è posta la luce dei miei occhi, il significato della mia vita,
quella splendida pianta: l’ULIVO!”.
Franz, un po’ perplessa, immediatamente rispose: “Dunque, deve proseguire verso
questa direzione (Manu indicò con il braccio), dopo un numero di passi pari alla distanza
ottenuta moltiplicando il logaritmo in base 7 di 3945 per À fratto 4,29836741, deve
svoltare verso destra di un angolo ± pari a sin±+cos²3±-cotg(4/±)=19,73, dopodiché,
procede per 0,53 centinaia di decimetri, svolta verso sinistra di circa 90Ú, imprime al
maniglione antipanico di una delle tre porte una pressione maggiore o uguale a (x²/3+76x14k)atm , in cui k rappresenta una costante d’attrito che varia secondo la temperatura
dell’ambiente, infine, procedendo per 2²*3m circa potrà scorgere alla sua sinistra ciò che va
tanto cercando”…
Pillo rimase inaspettatamente confuso. Già al calcolo del logaritmo si era perso,
tra l’altro, mentre Franz parlava, Manu (che fisico!) si muoveva mimando ciò che
Pillo avrebbe dovuto fare ma con movimenti da far invidia a Jakie Chan … Non
volendo sembrare maleducato (Manu ormai grondava di sudore per lo sforzo!)
Pillo decise di ringraziare pur non avendo capito granché.
I due fratelli se ne andarono e Pillo proseguì solo soletto. Si ritrovò lungo un corridoio, alla fine del quale poteva intravedere- c’era una stanza con un grande tavolo (la misteriosa Sala Insegnanti). Decise d’entrare,
attorno al tavolo c’erano: una strana signora che indossava cappelli (uno sopra l’altro) altrettanto strani, un
signore rannicchiato su una sedia che dormiva e un altro strano signore.
La signora dalla pila di cappelli disse al signore sveglio: “Guarda Andolf, Mr.Pisolino non si lamenta neanche” e
l’altro “Ma Zamby, quello là rannicchiato si chiama Pisolino?? Non si chiamava Mazzar?” “Si, lui è Mazzar, ma mi
stavo riferendo al Pisolino che Mazzar sta schiacciando!”. Andolf decise di aprire il giornale e subito Zamby disse:
“Portami del rispetto!! Chiudi immediatamente il giornale!”.
Mazzar si svegliò di scatto urlando paonazzo: “Il giornale? Chi chiude il giornale? Dovrà passare sul mio cadavere!
Niente e nessuno potrà fermare il Rasoio di Ockham!! Noooo! Dopo tutti i premi che abbiamo guadagnato col sudore della
nostra fronte!”. La Cappellaia PazZamby allora, prese il registro della 5C (che era il più pesante visti gli
innumerevoli tagliandini delle assenze di Zappy) e glielo sbattè sulla testa; fu così che Mazzar riprese a
schiacciare quel povero Pisolino!
Pillo allora si rese conto che era capitato nella stanza sbagliata e chiese ad Andolf, l’uomo dai capelli ribelli:
“Mi scusi, ma lei, chi è? Perché sono qui? Chi è quella strana signora dei Cappelli? Perché quello schiaccia il Pisolino? Dove
sono?...” “Ehi, ciaild (che non è la stessa cosa di Child!), bi quaiet! Vedi, la cosa INTRSSSSSSNTE è chi sei tu?”
“(Pillo, siccome voleva darsi un’aria intelligente, tentò di mettere insieme qualche vocabolo che aveva imparato
dalla sua amica ‘From The Corner’, prima che lei partisse con l’agente 007 per una missione top secret) I am
Pillo, P-I-L-L-O, and I am... cerching disperatamèntly my most important love! The Òliv!” “Guarda, vai in atrio e poi
svolta verso il giardino, va ben??” “Yes, ok! Graz mill for the indication.”
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Satira
Rasoio di Ockham
Satyricon…
Così il nostro poliglotta Pillo andò in atrio, dove trovò un ragazzo che teneva un libretto rosso tra le mani
(molto ricorrente tra gli studenti) che gli disse: “Pillo, io avrei un permesso di entrata da farle firmare!”
E Pillo, un po’ di malumore ed irritato per l’ennesimo contrattempo che lo separava dal suo amato albero:
“Beh, perché sei arrivato in ritardo?” “Eh...stamattina, Preside, mi sono svegliato tardi e ho dovuto prendere la corriera
dopo...” “...mumble mumble... beh, non è possibile! Io vi metto anche il tappetino con scritto ‘Welcome’ davanti alla porta
della Scuola Dolce Scuola e voi mi tradite così: per un cuscino soffice ed una tazza di latte caldo con il Cacao Meravigliao (che
meraviglia ‘sto cacao meravigliao...)??!!” “Ma preside, mi scusi, ma proprio non sono riusc...” “Oh, basta! Ora voglio il tuo
nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, numero di cellulare, codice fiscale, data e luogo di nascita, stato civile, voti del
primo trimestre dell’anno scorso e cognome da nubile di tua nonna...”
Il ragazzo, un po’ sbigottito, non sapeva cosa dire e rimase lì impalato.
In quella, un suono celestiale per gli studenti e temuto da tutti i professori che cercano di combatterlo con un
“Ragazzi, un attimo che vi do i compiti!” o un “Ma, è suonata la campanella???”: DRIIIIIIIIIIIIN!!!
Il pavimento cominciò a tremare tanto forte che la donna dei panini dovette saltare sopra al suo tavolino per
non cadere a terra. Raffaele si aggrappò alla macchinetta cambia-soldi. Elisabetta, che stava scendendo dalle
scale fu catapultata al Classico (infatti adesso è ancora lì!), Valentino, rinchiuso nel suo regno per tutta la
mattinata uscì per la prima volta dalla porta Misteriosa per urlare “ARRIVANOOOOOOO!!”.
Pillo, in un battibaleno, si ritrovò sollevato di peso e trascinato fuori dalla folla assatanata di studenti tra le
loro grida ed i loro schiamazzi: “un panino con la coppa... Anna, il preside c’è?... Amore, ho sofferto per tre lunghe ore
per la tua mancanza!...I rappresentanti in Aula Magna!...Ho scritto l’articolo, ma l’ho dimenticato a casa... Hai visto che
figo quello là col giubbotto verde?!... Qui non si può fumare, non sapete leggere? ‘Zona Vietata al Fumo’; sciò! (chissà chi
è quest’ultimo...)”.
...continua...
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Rasoio di Ockham
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The teacher-seeker
The teacher-seeker
Rasoio di Ockham
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Rasoio di Ockham
Rubriche
Rubrica libri di Sara Giovine
TITOLO: La verità del ghiaccio
AUTORE: Dan Brown
EDIZIONE: Mondatori
N^ PAGINE: 535
VOTO: 7
Mentre il noto scrittore de “Il codice da Vinci” proprio in questi giorni sta subendo un processo a Londra per
il libro appena citato, vi propongo un altro suo avvincente romanzo, che però non ha nulla a che vedere con
i precedenti.
Non ci sarà più dunque l’attraente studioso Robert Langdon a condurci attraverso passaggi segreti e cappelle
polverose, alla scoperta degli oscuri misteri della Chiesa cattolica, ma verrà sostituito da una coppia di
giovani intraprendenti, un biologo marino e una dipendente del National Reconnaissance Office, che ci
guideranno fino ai freddi ghiacci del Polo Nord per verificare l’autenticità di una sensazionale scoperta della
Nasa.
Ma la missione si rivelerà tutt’altro che semplice e, tra intrighi politici, bande di killer e fughe attraverso
banchi galleggianti, la loro stessa vita verrà messa a repentaglio.
Se amate scienza, enigmi e azione, è il libro per voi.
TITOLO: Orgoglio e pregiuzio
AUTRICE: Jane Austen
EDIZIONE: Superbur classici
N^ PAGINE: 355
VOTO: 91/2
Se avete intenzione di andare al cinema a vederne la trasposizione
cinematografica, oppure l’avete già fatto, consiglio questo classico della
letteratura inglese della prima metà dell’Ottocento.
La trama la conosciamo un po’ tutti: il signor Bingley, giovane bello e
ricco, e, soprattutto, scapolo, si trasferisce in una casa di campagna
assieme alla sorella e all’amico Darcy e tutto il vicinato si dà da fare per
conoscerlo. Dato che rappresenta un ottimo partito per tutte le fanciulle
da marito.
Bingley s’innamora della maggiore della famiglia Bennet, mentre tra
Darcy ed Elisabeth, secondogenita dei Bennet, comincia a nascere una
certa intesa.
Naturalmente, il romanzo si chiude con il tradizionale lieto fine della
Austen, ma non è speciale tanto la storia, quanto l’ironia e l’arguzia con cui sono delineati questi straordinari
personaggi dai caratteri tutt’altro che amabili, orgogliosi, dispettosi, impettiti, pungenti, ma estremamente
vivaci ed intelligenti. Insomma, un romanzo davvero brillante e divertente, assolutamente scorrevole e privo
di fronzoli o boriose descrizioni, sintesi di quell’autoironia tipica degli inglesi.
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Scuola e società
Rasoio di Ockham
Liceo classico: davvero indispensabile nel 2006?
“Non è un capriccio anacronistico, ma un efficace corso di meccanica per il nostro pensiero.” Così Beppe Severgnini ha
recentemente definito il liceo Classico, descrivendolo come la miglior palestra per affrontare le difficoltà
della vita.
Nel suo articolo il famoso scrittore italiano prende in esame una lettera ricevuta da una madre, la quale in un
primo momento sostiene la scelta del liceo Classico per la figlia, ma poi, leggendo il piano ore e rendendosi
conto del poco spazio a disposizione per le materie scientifiche, conclude che forse nel 2006 la scelta di
questa scuola superiore è in contrasto con i nostri tempi.
Allora perché consigliare ai giovani il liceo Classico? Indubbiamente, come ogni indirizzo, questo liceo ha i
suoi pro e contro, dei quali però ognuno è consapevole al momento dell’iscrizione.
Vi assicuriamo che già dopo i primi due anni dei cinque di percorso, alcune persone si chiedono molto di
frequente “Ma chi ce l’ha fatto fare??”. Ed effettivamente a volte è davvero snervante osservare i propri amici
o compagni delle medie che si trovano quasi ogni pomeriggio nella piazza del paese, mentre noi siamo
costretti a passare week-end interi sui libri per paura
dell’interrogazione di arte il lunedì mattina. E’ ovvio che non
parliamo solo dei fine settimana, bensì di ogni pomeriggio: fra
compiti scritti e orali, il tempo da dedicare allo studio non può
essere inferiore alle quattro ore, che possono lievitare anche fino
a sette in alcune settimane super-impegnate o “pre-pagelle”.
Ciò non significa che noi cosiddetti “classicisti” siamo alieni,
che non sanno divertirsi e che pensano solo allo studio; e non
smetteremo mai di ripeterlo a quelle persone che sgranano gli
occhi e ci squadrano dalla testa ai piedi non appena rispondiamo
alla normale domanda “Che scuola frequenti?”.
Non mettiamo nemmeno in dubbio l’esistenza di secchioni che
veramente vanno in brodo di giuggiole per Erodoto o Livio o
qualsivoglia autore, ma queste persone, fuori dall’ambito
scolastico, possono essere considerate comunque simpatiche e
interessanti.
Inoltre molte volte ci è stato sottolineato che i ragazzi che escono
da questa scuola, se hanno avuto insegnati adeguati, mostrano
spesso una mente elastica: probabilmente anche grazie al greco
il Classico diventa davvero una palestra per il pensiero (senza sminuire tutte le altre scuole).
Inoltre per citare le parole di Severgnini: “Non è necessario che un ragazzino di quattordici anni si innamori perdutamente
dei versi di Virgilio, e a sedici parli solo di Parmenide: se lo facesse, lo porterei dritto dallo psicologo. L’importante è che trovi
Virgilio e Parmenide abbastanza interessanti (curiosi, strani, matti) da non soffrire troppo mentre li studia. Poi chiuderà i
libri, e andrà a vivere la sua vita”.
E noi ci permettiamo di aggiungere: durante la stesura di questo articolo abbiamo chiesto il parere di molte
persone, e alla domanda “Ma tu, se tornassi indietro, rifaresti il Classico?”, molti hanno esitato nel rispondere, ma
alla fine hanno dato una risposta affermativa; perché in fondo, questa scuola riesce a darci enormi soddisfazioni.
Enrica Mello & Nadia Zardo 5^A ginnasio
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Ipse Dixit
Rasoio di Ockham
Finalmente sono tornati gli strafalcioni che fanno più ridere: quelli dei prof… Continuate ad inviarceli
perchè non bastano mai!!
Ramazzina: “Adesso facciamo esercizi per impratichirci un po’ con queste formule…”
Guida: “… ricordiamo la PRESA della PASTIGLIA (Bastiglia)…”
Ramazzina: “…che trovate a pagina… non mi ricordo come si chiama… 72!”
Ramazzina: (parlando di Einstein) “…e ricorre esattamente il centenario… circa…”
Guida: “Sto facendo fatica a cercare di pensare”
Guida: “Speriamo che la facciano promossa..”
Andolfato: “Ritieniti schiaffeggiata moralmente…”
Guida: “ Noi siamo INTUIVI?..” (intuitivi..)
Guida: “Godiamo, ma guardiamo dall’alto”
Guida: “Questa è la tua possibilità! Ti è andata
sfavorevole, pazienza!”
Guida: “ I concetti che man mano che vado, vado
mettendo dentro…”
Andolfato: “ti amo come uno spritz!”
Ramazzina: “Quando 2 persone hanno un tema
abbastanza ampio in comune e hanno un’intersezione non
vuota, è meglio porre un confine…” ( parlando di tesine)
Ramazzina: “Il problema è: dove la metto quando non la
uso? Intanto io la tengo lì e la sfrutto quando mi serve…
mi spiego?!”
Guida: “…diciamo la parola meglio…”
ANNUNCI
Cercasi
bassista e batterista in zona Crocetta, 16-18 anni,
anche con poca esperienza, per
gruppo rock-metal (molto spartano).
Per contatti ed informazioni :
Andrea cel. 328-6458655 (chiamare preferibilmente di sera);
e-mail [email protected];
Classe 4° tec in ricreazione e prima delle lezioni.
Ciao
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Scuola e letteratura
Rasoio di Ockham
Il Sergente a Montebelluna
Come probabilmente saprete, qualche tempo fa Mario Rigoni Stern è diventato cittadino onorario di
Montebelluna. Poiché eravamo presenti alla cerimonia abbiamo deciso di raccontare come è andata.
Si apre la porta ed, assieme ad una folata di vento freddo, entra un uomo dalla barba ispida e dai capelli
sfoltiti dal tempo. Le folte sopracciglia coprono gli occhi, occhi che hanno visto il male del mondo.
Disceso dal suo amato altipiano di Asiago, come raramente si concede di fare, Mario Rigoni Stern è qui a
Montebelluna per ricevere la cittadinanza onoraria che la città ha deciso di conferirgli.
Siamo nella sala conferenze della Biblioteca Comunale di Montebelluna, dove in suo onore Roberto Citran
sta per recitare il riadattamento teatrale “Sentieri sotto la neve”. Non è necessaria la sua grande espressività
ma bastano le parole per far capire gli orrori che deve aver passato il Sergente. Al termine gli occhi del
montanaro paiono commossi per la fedeltà della narrazione nel descrivere i terribili momenti della guerra. Lo
spettacolo è stato molto apprezzato anche dal pubblico che ha riempito la sala di scroscianti applausi per
svariati minuti.
L’indomani è la volta del documentario di Marco Paolini “Ritratti: Mario
Rigoni Stern” e dell’incontro con lo scrittore. La sala è gremita di studenti
di scuole medie e superiori. Con il volto segnato dal tempo Mario Rigoni
Stern risponde pazientemente a tutte le domande e, elargendo preziosi
consigli, da buon scrittore suggerisce: “Spegnete la TV e leggete un libro”.
La sua saggezza è il frutto di grandi eventi che hanno segnato la sua vita.
Infatti, dopo essersi arruolato volontario, nel ’39 venne mandato al fronte
occidentale dove capì che ciò che stava accadendo avrebbe cambiato per
sempre la sua vita e il volto del mondo. Dopo il fronte occidentale, toccò
al fronte albanese e a quello russo. Ma finalmente, dopo tre anni di atroci
sofferenze, e le morti di compagni e amici nelle campagne russe e nei
lager, nel maggio del ’45 fece ritorno al suo amato altipiano. Ed è qui che,
l’allora ventitreenne Rigoni Stern, cominciò la sua avventura da scrittore.
Iniziò a scrivere per esprimere il suo dolore ma continuò affinché non si
dimenticasse ciò che era accaduto, ma soprattutto per ricordare i suoi
compagni mai più ritornati dal fronte. Non ha dedicato la sua vita da
scrittore solo agli eventi di guerra ma si è scoperto abile narratore,
descrivendo i paesaggi e le storie del suo altipiano, guadagnandosi una
grande fama a livello nazionale.
Scrive di soldati e guerre, di lager e di lunghi viaggi, ma anche di boschi
innevati e di valli assolate. Ed essendo un uomo che ha vissuto in prima persona la guerra, ha capito la vera
essenza della pace diventando un portavoce impegnato. Per questo si è meritato la cittadinanza onoraria di
Montebelluna.
Per averci fatto aprire gli occhi, grazie signor Rigoni Stern.
Nicola Chinellato, Andrea Gheller, Andrea Pozzebon
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Liceo Levi
Rasoio di Ockham
Emergenza droga nel nostro Liceo!!!
di Ruggero Bonaventura e Stefano Visentini
Abbiamo voluto verificare sul campo, cioè sul nostro Istituto, tra di noi, qual è la vera situazione-droga
tra i giovani, dopo averne sentito tanto parlare sui media, anche sull’onda delle polemiche indotte dalla
promulgazione della nuova legge antidroga che equipara le droghe leggere a quelle pesanti. Ci è
sembrato che lo strumento più efficace ed obiettivo fosse il sondaggio protetto dall’anonimato.
Il sondaggio è stato dunque effettuato in queste settimane proponendo un questionario anonimo a 200
allievi del nostro Istituto (prevalentemente del Triennio), che costituiscono quasi il 20% del totale degli
studenti del Liceo. Si tratta di una percentuale altamente significativa, e proprio per questo i risultati
sono ancor più sconcertanti e allarmanti. Infatti, se proiettati sul totale degli studenti, i dati
indicherebbero che:
• il 40% (!!) di noi ha provato almeno una volta le droghe leggere;
• e che ben oltre il 25% ne fa un uso assiduo. Quest’ultimo soprattutto è un dato preoccupante!!
• Più sotto controllo appare invece la situazione relativa alle droghe pesanti, anche se un 10%
di studenti che pensa un giorno di poter farne uso è un dato da non sottovalutare!
* Questionario somministrato a 200 studenti del Levi e riconsegnato anonimo
Hai mai fatto uso di droghe
leggere?
Fai un uso assiduo di droghe
leggere?
56
79
121
no
no
si
si
144
Hai mai pensato di far uso di droghe
pesanti?
Hai mai fatto uso di droghe pesanti?
22
4
no
196
14
si
no
178
si
Liceo Levi
Rasoio di Ockham
Sondaggio sulla droga nel nostro Liceo
di Deborah Grando
La droga è ormai una realtà con la quale bisogna convivere, e sono sempre più i giovani che decidono
di farne uso.
Recentemente è apparso sulla Tribuna un sondaggio effettuato dal Dipartimento di Sociologia
dell’Università di Padova riguardo l’utilizzo di alcolici e droghe da parte degli adolescenti trevigiani, ed è
emerso che i ragazzi veneti consumano più del triplo delle sostanze stupefacenti rispetto ai loro
coetanei di Bergamo, Firenze ed Enna. Ma è veramente così?
Per verificare abbiamo voluto anche noi effettuare un sondaggio nel nostro Liceo
Come potete notare dai grafici sopra rappresentati il 40% ha fatto uso di droghe leggere, e di questi il
70% ne fa un uso assiduo. Il dato non è affatto dei migliori se si tiene conto che nel nostro Liceo lo
studente più “vecchio” ha diciannove o, tenendo conto di possibili ripetenti, al massimo vent’anni.
Il sondaggio della Tribuna riguardo l’uso di droghe leggere tra gli adolescenti trevigiani parlava di un
19%, e quindi noi siamo ben sopra la media, di sicuro un dato di cui non vantarsi.
Per quanto riguarda invece l’utilizzo di droghe pesanti, nel nostro Liceo c’è un 2% che ne ha fatto uso,
ma ben l’11% ha pensato almeno una volta di provare la cocaina, o l’ecstasy, o l’eroina o quant’altro
possibile… Fortunatamente si tratta solo di un pensiero e non di un’azione compiuta.
Ma perché i giovani si drogano??? La maggioranza lo fa in branco per depressione, per mancanza di
ambizioni riguardo la vita, e per altre cause di cui ognuno sa i propri motivi.
Raccogliendo tutti questi dati possiamo riflettere su quali siano i maggiori divertimenti della gioventù
d’oggi… Di sicuro, non una serata NORMALE tra amici… Le serate in compagnia spesso sono
all’insegna dell’alcol e altro… Certo, anche dieci anni fa esisteva la droga, ma erano meno i giovani che
ne facevano uso.
E quindi c’è da chiedersi: se continuiamo così dove arriveremo???? In un mondo sempre peggiore, ma
questa è solo un’idea… Potete sempre dirci le vostre opinioni!!!!!!!
La legge sulla droga
Spacciatori dopo 20 spinelli e 5 dosi di coca!
Fissato nelle nuove tabelle l’uso personale
Quantità e assunzioni
Le tabelle per le sei principali sostanze stupefacenti, con le quantità massime consentite per il consumo dalla nuova legge.
Limiti, prevede la legge, dopo i quali si presume che di tratti di spaccio.
Moltiplicatore Quantità max Sostanza lorda
Sostanza
Dose
Numero
media
variabile
di principi
assunzioni
(grammi
singola
attivi (in mg.)
o compresse)
(millig.)
EROINA
25
10
250
1,7 (15%)
10
COCAINA
150
5
750
1,6 (45%)
5
CANNABIS
25
20
500
5 (10%)
15-20
ECSTASY
150
5
750
5 compresse
5
AMFETAMINA
100
5
500
5 compresse
5
LSD
0,05
3
0,15
3 francobolli
3
15
Il racconto
Rasoio di Ockham
Tale’s Corner…
[continua da pag. 2…]
Non appena egli finì di parlare Aurora sorrise, gli strinse forte la mano e gli chiese:
“Tu mi vuoi bene?”. Lui rispose: “No!”. Lei un po’ sfiduciata continuò: “Mi trovi carina?”. Lui ci pensò, la
guardò da capo a piedi poi rispose: “No!”. Sempre più affranta lei chiese: “C’è un posto per me nel tuo
cuore?”. Lui rispose : “No!”. Lei disperata chiese: “Se me ne vado piangi?”. Lui rispose: “No!”.
Con le lacrime che ormai le bagnavano le guance Aurora lasciò la mano di Filippo, lasciò cadere il
bicchiere e corse via, imboccando una scaletta a destra della terrazza che scendeva fino alla spiaggia. La luna
era da poco scomparsa dietro alle nubi e nel buio totale lei rischiò parecchie volte di inciampare. Alla fine
decise di togliersi le scarpe. Sempre camminando nel buio, seguendo il dolce rumore delle onde, Aurora tentò
di raggiungere il mare. Sperava che una camminata l’avrebbe calmata. Doveva tornare al più presto da sua
sorella ma, in quelle condizioni, non le sembrava proprio il caso. Aveva appena raggiunto il bagnasciuga
quando udì dei passi. Una mano la afferrò violentemente.
La costrinse a girarsi e, senza accorgersene, si trovò stretta in un abbraccio dal quale non riuscì a
liberarsi. Aurora tentò di divincolarsi in tutti i modi ma fu inutile. Aveva paura. Il cuore le batteva
all’impazzata. Trascorsero attimi interminabili.
Gradualmente la luna ricomparve e l’abbraccio si allentò. Finalmente Aurora potè riconoscere il viso
di Filippo. Anche lui aveva gli occhi rossi e le guance bagnate. “Ti prego non fare mai più una cosa del
genere!!” le disse fra i singhiozzi “Mi hai spaventato a morte!”. E la abbracciò nuovamente. Aurora non ci
capiva più niente. Poi, guardandola intensamente negli occhi, Filippo disse: “Io non ti voglio bene! Io TI
AMO!” “Io non ti trovo carina! Tu sei STUPENDA!” “Tu non avrai mai un posto nel mio cuore! Tu SEI IL
MIO CUORE!” “Io non piango se te ne vai! Se te ne vai io MUOIO!”
Aurora all’udire queste parole scoppiò nuovamente a piangere e Filippo cercò amorevolmente di
consolarla. La prese tra le sue braccia, le baciò i capelli e la strinse nel modo più dolce del mondo. Aurora si
sfogò e felicemente pensò che, per la prima volta nella sua vita, ci aveva visto giusto. Quel ragazzo così timido e
chiuso che fino ad allora non le aveva dedicato altro che occhiate sfuggenti e battute, anche sprezzanti, in realtà
era innamorato di lei. Mentre lei si era persa in lui nel preciso istante in cui l’aveva visto per la prima volta.
Quei suoi modi fieri e gentili allo stesso tempo, i morbidi riccioli e i penetranti occhi azzurri erano stati e
continueranno ad essere irresistibili. Così, rannicchiata tra le sue braccia, Aurora si sentiva al sicuro.
Improvvisamente Filippo la sollevò da terra. “Ti stai sporcando tutto il vestito!” disse contrariato. E
con lei in braccio si avviò verso la scaletta. Aurora ,dopo qualche debole protesta, gli mise le mani attorno al
collo e sorrise divertita. Per tutto il tragitto si guardarono teneramente negli occhi senza proferire parola.
Quando giunsero alla scaletta Filippo pose Aurora delicatamente a terra. Lei però non gli tolse le braccia dal
collo. Si alzò in punta di piedi. Sorrise e lentamente avvicinò la sua faccia a quella di Filippo. Si fermò per
alcuni secondi. Infine gli diede un piccolo bacio sulla punta del naso. Filippo trasalì. “E’ questo il modo di
ringraziarmi?” disse con un tono tra il divertito e l’infuriato. Aurora corse velocemente su per la scala. Filippo
la rincorse. La raggiunse. E una volta giunti in terrazza la prese per i fianchi, la sollevò e la strinse. “Grazie di
tutto! Tesoro!” disse allora Aurora. Poi gli mise una mano tra i capelli e lo baciò. Questa volta sulle labbra.
Infine Aurora si risistemò e si rimise le scarpe. Ed entrambi rientrarono per ricominciare a ballare.
Nessuno però stava ballando. Fervevano invece i preparativi per il lancio del bouquet. Giada cercava sua
sorella ormai da un pezzo e non era ancora riuscita a trovarla. Quando la vide rientrare dalla terrazza mano
nella mano con Filippo tutto le fu chiaro, o quasi. Le corse incontro. Le sorrise. La prese per mano e disse
piano a Filippo: “Te la porto via un minuto. Ma quando tornerà sarà tua per sempre!”. La portò verso il
gruppo di ragazze pronte per il lancio e le disse: “Mi raccomando, impegnati! Il tuo amico vuole riabbracciarti
vittoriosa!”. Aurora oppose una decisa resistenza ma ancora una volta l’irresistibile sguardo di Filippo, che la
guardava appoggiato ad uno stipite della porta dalla quale erano appena entrati, la fece capitolare e le diede la
forza necessaria per spiccare il salto che le fece guadagnare il bouquet!!!!!!!!
Fine
D r ea m i n g Gea n 4 F
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Scuola e società
Rasoio di Ockham
sos. scuola. it
Ma è vero che oggi gli studenti italiani non hanno più voglia di studiare? Se diamo retta alle voci di genitori ed insegnanti
sembra che solo loro sappiano cosa significhi studiare e spesso ci ricordano con tono orgoglioso “ai nostri tempi sì che si
studiava!”
Secondo un sondaggio dell’OCSE, su un campione scolastico di quindicenni, gli studenti italiani sarebbero i meno
preparati d’Europa. Nella classifica dei più svogliati, gli italiani sono secondi dietro i belgi con un disastroso 38%. Sono
invece al 23° posto per la cultura scientifica, ed in matematica arrivano solo al 26° posto.
Un grido d’allarme per la scuola italiana? Non sarei proprio così pessimista. Probabilmente i dati raccolti dall’OCSE
sono stati rilevati con test a risposta chiusa che evidentemente mostrano solo le conoscenze passive dei ragazzi, e non le
loro reali capacità d’apprendimento o di elaborazione.
La scuola italiana ha sicuramente molte colpe ma non può essere condannata senza mezzi termini.
Uno dei più grandi nemici della scuola di oggi è sicuramente il tempo che non è mai abbastanza. Un tempo avaro che
non rispetta i ritmi di apprendimento ma è dettato da programmi rigidi da rispettare. Poi c’è la società che sembra
preoccuparsi più di sfornare laureati e diplomati per il mondo del lavoro che persone adulte, dotate di coscienza critica.
Forse le cose potrebbero andare meglio se c’ispirassimo agli insegnamenti della scuola di Barbiana di Don Milani.
Certo, dai tempi di Don Milani la scuola ne ha fatta di strada. Oggi la scuola dispone di maggiori risorse e soprattutto
offre a tutti le stesse possibilità di imparare, perché è diventata un diritto di tutti.
Tuttavia credo che la scuola di Lorenzo Milani abbia ancora molto da insegnarci.
Basta pensare al suo modo di concepire l’apprendimento: non come semplice
trasmissione di conoscenze dal maestro all’allievo, ma come scoperta di nuovi
saperi da parte dell’allievo stesso. Un altro punto fondamentale del metodo di
Barbiana sta nella determinazione con cui lo studente come persona, e non solo
come allievo, è posto al centro dell’attenzione al posto dei programmi.
A questo proposito la nostra scuola ha molte colpe: si preoccupa, infatti, più dei
contenuti da trasmettere che di coinvolgere lo studente nel suo personale
apprendimento fino a farlo diventare protagonista attivo e consapevole.
Nella scuola di Don Milani non esistevano pedane su cui l’insegnante si poneva al
di sopra dei suoi alunni, ma c’erano “solo grandi tavoli attorno a cui si faceva scuola e si
mangiava”. Il priore si adeguava al livello dei suoi alunni per comprenderli meglio
e per svolgere, quindi, in modo migliore il suo compito di insegnante.
Sebbene Don Milani sia vissuto negli anni del grande sviluppo economico dopo
la seconda guerra mondiale, in realtà la ricchezza apparteneva solo alla borghesia
cittadina mentre gli strati più poveri della popolazione erano emarginati dagli
effetti del progresso. Uno degli obiettivi principali di Don Milani era proprio
quello di formare uno spirito critico nei suoi alunni, pensando che l’obbedienza non fosse una virtù, con lo scopo di
offrire ai suoi ragazzi l’opportunità di riscattarsi dalla prepotenza dei ricchi e potenti: attraverso l’istruzione la scuola di
Barbiana poteva restituire dignità ai figli degli operai e contadini. Un tempo i ragazzi andavano quindi a scuola consapevoli
che la scuola era l’unica arma per salvarsi dall’oppressione della classe dominante.
Oggi, per fortuna la scuola non è più sostenuta da tali motivazioni. Ne abbiamo altre, che però non bastano per
convincere a studiare: studio per trovare un buon lavoro, perché bisogna, lo vuole la famiglia, qualche volta perché mi
piace questa o quell’altra materia, ecc.
Ma se ci fermassimo a riflettere, ci renderemmo conto che anche oggi esistono delle buone motivazioni per studiare.
In fondo non siamo più liberi dei figli di contadini del secondo dopoguerra: anche noi, infatti, siamo soggiogati da una
schiavitù da cui liberarci, anche se meno evidente.
Dobbiamo salvarci dalle oppressioni della società di massa che ci impone con suoi mass media stili di vita ed ideologie
monopolizzate dallo spirito del consumismo. In questo contesto solo la cultura vera può restituire la libertà di pensiero
e la coscienza di sè che contraddistinguono l’identità dell’uomo di ogni tempo.
Mattia Bernardi II B
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Rasoio di Ockham
Reportage
Fra Nuova Delhi e Bombay
Viaggio (virtuale) alla ricerca di se stessi (II parte)
[…] Una volta arrivato in stazione, mi è subito saltato all’occhio la grande adattabilità degli indiani, che pur
di non perdere il treno, salgono al di sopra delle carrozze e subiscono tutte le polveri o la cenere emessi dalla
vecchia locomotiva a carbone.
Inoltre, a parer mio, questa virtù (cioè la pazienza) è fondamentale per vivere in armonia con gli altri.
Una cosa facilmente desumibile da ciò è la grande differenza di mentalità fra loro e noi occidentali.
Noi siamo sotto l’influsso della vita frenetica e non pensiamo più a noi stessi, presi ormai dall’idea di inseguire
il consumismo. Gli indiani invece, sono tranquilli con se stessi e vivono la vita con pazienza e filosofia.
Una volta arrivato a Bombay, la mia mente di viaggiatore si è fermata a guardare l’incantevole paesaggio
della città, bagnata dal mare e punteggiata da una miriade di luci e profumi tipici del mondo orientale.
La sera stessa mi sono inoltrato nelle vie caratteristiche di questa città indiana, composta da piccole bancarelle
in cui viene venduto il pollo fritto, specialità della cucina cinese (e quindi sta a significare che vi è un a forte
minoranza di cinesi); negozietti in cui delle fantomatiche donne con il velo viola sulla testa leggono la mano
per poche rupie.
Queste particolarità mi hanno molto colpito e penso alle persone che hanno pregiudizi su queste persone,
solo perché appartengono ad una cultura diversa, e a quanto siano ignoranti nel non provare a comprendere
questa diversità, in cui vi sono insiti molti aspetti positivi.
A Bombay sono rimasto 2 giorni, ma sono stati 2 giorni passati nella ricerca interiore e nella conoscenza della
fantastica cultura indiana, impregnata di misticismo e devozione alla religione.
Il primo giorno, dopo il mio rientro in Italia, la mia mente è stata pervasa da un senso di frustrazione che, solo
dopo varie analisi, ho capito che derivava dalla lontananza dall’India.
Da questo viaggio ho capito l’importanza del viaggiare per il confronto personale con gli altri (specialmente
con le altre culture), per crescere interiormente e vivere una sorta di metafora della vita.
Una sola cosa vorrei dire per concludere: adesso io abito a Bombay, e sono il responsabile del mio giornale,
per quanto riguarda le notizie provenienti dal continente indiano…e posso dire che ho trovato la pace interiore,
grazie proprio ad un viaggio… quindi io consiglierei a tutti i lettori di fare, almeno una volta nella vita, un
viaggio all’estero, in posti mai visitati e con culture diverse, perché tutto ciò stimola la crescita interiore
(attraverso il confronto con altri popoli) e fa star bene con sé stessi, che è la base per creare una vita serena.
Pasquale Morrone
18
Cultura e attualità
Rasoio di Ockham
IL GENOCIDIO NASCOSTO
ossia la condanna di essere donna
L’8 marzo è passato da non molto e vorrei cogliere l’occasione per fare un breve bilancio della condizione
femminile nel mondo.
In Italia la donna è ancora vittima di svantaggi economici, segregazione professionale e stereotipi culturali.
Per quanto riguardo la politica, poi, la presenza femminile nel nostro paese occupa uno degli ultimi posti in
Europa e il 79esimo in tutto il mondo.
Se poi estendiamo il nostro studio al resto del mondo, emergono dati allarmanti: 200 milioni di donne,
ragazze e bambine sono “demograficamente scomparse”, un vero e proprio genocidio, consistente
nell’eliminazione sistematica delle appartenenti al sesso femminile solo in quanto tali, vittime di omicidi,
fame, povertà e discriminazioni di ogni tipo.
60 milioni di donne sono scomparse solo in Asia meridionale e occidentale, in Cina e in Nord Africa.
Negli Stati Uniti, ogni 9 secondi una donna subisce maltrattamenti fisici da parte del partner.
In India, oltre 5.000 donne vengono uccise ogni anno perché la loro dote è ritenuta inadeguata dai parenti
acquisiti.
2 milioni di ragazze ogni anno subiscono mutilazioni genitali,
in almeno 28 paesi, con una media di 6.000 operazioni al giorno.
In alcuni paesi del Medio Oriente e dell’America Latina,
l’omicidio di mogli infedeli ai loro uomini o colpevoli di aver
assunto atteggiamenti nocivi all’equilibrio della famiglia, resta
impunito e in Bangladesh è diffuso l’impiego di acido per
sfigurare il viso di una donna.
1 milione di bambine vengono costrette a prostituirsi ogni anno,
soprattutto in Asia, e, nonostante in questo continente sia ormai
vietata la selezione del nascituro in base al sesso, è comunque
diffusa e praticata illegalmente.
40.000 sterilizzazioni sono state attuate dal regime di Fujmori
in Perù ed un numero imprecisato dal governo cinese per ridurre
e sterminare la popolazione tibetana.
Un numero non accertato di ragazze afgane si suicidano, spesso
dandosi fuoco, pur di non sposare chi le ha comprate.
Ritengo sia superfluo aggiungere altro. D’altronde, le cifre parlano da sole: tutto ciò è a dir poco inaccettabile,
soprattutto considerando che siamo nel XXI secolo, e spero vi siate fermati almeno un momento a riflettere
sulla questione.
Concludendo, per farvi meglio comprendere la condizione della donna in Asia, vorrei citare alcuni versi di
un’antica poetessa cinese, che parla di se stessa in terza persona, come di “questa donna dal destino
spregevole, essere inutile, nata dalla parte sbagliata.”
Nascere donna è per lei la dannazione di un karma negativo in una vita precedente e così prega: “…di
questo mondo non mi attrae più niente, vi scongiuro, trasformatemi in uomo, non voglio più avere
il nome di donna…”
Sara Giovine
19
Rasoio di Ockham
Una strana avventura
CAPPUCCETTO ROSSO
C’era una volta una bambina di nome Cappuccetto Rosso. Cappuccetto di nome, Rosso di cognome. Viveva al limitare
della foresta con la mamma. Erano andate a vivere là perché quando iniziò la Febbre dell’Oro tutti si spostarono in
massa a ovest, ma loro, contro tendenza andarono a est dicendo:< A est faremo la nostra fortuna! >.
Infatti, mentre gli altri nuotavano nell’oro, loro morivano di fame;ma loro erano contente. La Bibbia dice appunto: “Beati
i poveri, perché entreranno nel regno dei cieli”. Quando l’ignoranza si dice tiranna!
Altra piccola digressione sulla storia di Cappuccetto Rosso. La stirpe della bambina non è ermafrodita, come lascerebbe
pensare la completa assenza di figure maschili. L’inesistenza del nonno e del padre è così spiegabile: questi personaggi
sono morti in seguito al contagio della famigerata Febbre dell’Oro, seconda grande epidemia dopo la Peste Nera.
Ritorniamo a lei, la nostra vergine, non per molto. Una sera stava mangiando una mela quando arrivò la sua mamma,
che per riconoscere meglio chiameremo “mamma”. Mamma disse a Cappuccetto:< Domani devi andare dalla nonna,
perché sta male e devi portargli questo dolce. >
< Si dice portarle! >. Mamma:< Non so quanto sia vera l’ipotesi sulla presenza del nonno, comunque devi andare dalla
nonna! > Cappuccetto, come bambina che si rispetti, rispose:< No! >. Ma, con l’aiuto della tecnica, quel “no” divenne
un “sì”. Prima di andare a letto, Cappuccetto lanciò il torsolo di mela con la mano che delle due faceva meno male al
movimento.
La mattina dopo, quando si svegliò, guardò alla finestra e vide uno spettacolo raccapricciante: il suo riflesso. Dopo
essersi messa a posto a dovere, andò in cucina e guardò fuori dalla finestra e quello che vide fu ancora più raccapricciante
della vista precedente: sua mamma. Quindi, da brava masochista, uscì.
Appena fuori guardò verso la foresta, ma questa non c’era più. Al suo posto era comparsa una città immensa, una
metropoli fumante. Un cartello diceva: “Welcome to New York”. Da un seme era nata la Grande Mela.
Presa dalla curiosità si preparò e partì alla volta della casa della nonna, che si trovava dall’altra parte della città. Lungo
la via c’era tanta gente, di diversa nazionalità e tutti avevano lo stesso lavoro: gli Indiani erano tutti tassisti, i Cinesi
possedevano tutti una rosticceria, gli Italiani erano mafiosi
e/o pizzaioli...
Ai lati della strada poi era tutto pieno di negozi e
Cappuccetto si ricordava bene anche cosa c’era prima
in quel determinato luogo: là dove c’era stato un
boschetto di alberi da frutto, c’era un fruttivendolo, là dove
c’era stata una miniera, c’era un negozio di gioielli, là
dove c’era stata la tana del porco, c’era la scuola, cioè
una gran porcheria, e là dove c’era stata la tana del lupo,
c’era un lupanare.
Insomma, per chi vuole fare shopping, quello era il posto
adatto, ma data la povertà di Cappuccetto, al massimo
poteva fare shipping.
Mentre Cappuccetto camminava tranquilla si udirono delle
grida provenienti dall’altra parte della strada. Una ragazza
le passò di fianco e le disse:< Scappa! Sta arrivando
Jack lo Stupratore! > e scappò via urlando. In quel mentre
qualcosa le piombò addosso; il cambio zodiacale fu fulmineo.
Mentre aspettava che il personaggio la smettesse di starle attaccato come gli animali in primavera, si distrasse
leggendo i manifesti appesi al muro, che dicevano: “La marijuana è peccato, bruciala” e “L’eroina fa male, annusala e
capirai” e ancora “Non usare le siringhe, potresti pungerti” e altri “I violenti uccidono anche te, sparali”, “Anche i
pomodori sanno che non si può sfuggire al passato. Corsi Avanzati di Storia.”
Quando ebbe finito lo guardò e ci fu un colpo di fiamma; poi si accorsero che era solo un mafioso che, con il
lanciafiamme, dava fuoco ad un giapponese della Jacuzza. Comunque si presero per mano e camminarono riscaldando
barboni e freddando prostitute.
Mangiarono la torta della nonna e poi cercarono di entrare in una casa, ma aveva il lucchetto: era una casa chiusa.
Poi Cappuccetto prese da terra una sigaretta non del tutto finita e Jack, lo Stupratore di cognome e di professione, le
disse:< Guarda che se fumi ti viene il cancro. > e lei, che aveva appena cambiato segno zodiacale, disse:< Hai
ragione, non voglio giocarmi di nuovo l’oroscopo. >
Andarono, mano a mano, a rapinare negozi e a prelevare soldi ai bancomat. Così a fine giornata, mentre la nonna
all’ospizio si grattugiava il formaggio con la sua pelle per la noia, loro comprarono la manodopera che fruttava di più a
New York, tra l’altro la più antica al mondo, e vissero felici e contenti.
Davide Quagliotto 3B
20
Giallo Ockham
Rasoio di Ockham
Triangolo in… amore
di Fabrizio Dalla Porta – 1^ E
L’ispettore Callaghan è appena rientrato e sta per richiudere la porta, quando, per
corrente violentissima, il battente gli sfugge di mano e si chiude con gran fragore . Si
scrolla un po’ di pioggia dall’impermeabile e, rivolto al suo fedele assistente, “C’è
qualcosa di nuovo?”- domanda. “Sì, purtroppo”. rispose. “E’ morto un uomo di
trentacinque anni, di nome Giovanni Sensini all’albergo Cristallo in via Leonardo
da Vinci” proseguì l’assistente. “Cosa aspettiamo allora? Andiamo in questo
benedetto hotel ! Dai, Giulio!”. disse Callaghan.
Così i due si diressero verso l’albergo. Arrivati nella camera, videro davanti a loro una
scena a dir poco incredibile: l’uomo era disteso sul letto in un lago di sangue. L’ispettore
fece qualche domanda alla donna delle pulizie che aveva trovato il cadavere. Finito
l’interrogatorio, Callaghan andò a vedere il cadavere che intanto veniva esaminato
dalla Scientifica e dal suo assistente, che gli si rivolse dicendo: “Ho appena parlato
con la donna che lo ha trovato questa mattina alle 9.00; dalla sua espressione non penso che sia stata lei ad
ucciderlo”. “Anche perché, ha detto la Scientifica, Giovanni è stato ucciso questa notte da una pallottola
che lo ha colpito proprio al cuore” aggiunse. Intanto gli agenti della scientifica esaminarono il letto e il pavimento
per trovare eventuali tracce.
Sul comodino c’era il telefono della vittima che venne raccolto dall’ispettore per vedere quali erano state le ultime
chiamate che aveva ricevuto. Mentre Callaghan guardava le chiamate nel telefonino, il suo fedele assistente trovò
l’arma del delitto, proprio sotto il letto. Sulla pistola, però, non furono trovate tracce, segno che era stata accuratamente
ripulita da una persona esperta. Le ultime chiamate che l’uomo aveva ricevuto erano state quelle della signora
Sensini, sua moglie, prima, e quella di una certa signora Cristina Simenon, poi. Quest’ultima aveva anche lasciato un
messaggio nella segreteria telefonica della vittima, dicendo che sarebbe andata a trovarlo, e quindi presumibilmente
era stata una delle ultime persone che aveva visto Giovanni.
L’ispettore Callaghan e il suo assistente tornarono in ufficio e chiesero di ricevere le due donne perché volevano fare
loro qualche domanda. La prima ad arrivare fu la signora Sensini a cui venne chiesto. “Perché suo marito dormiva
in albergo e non a casa?” - domandò l’ispettore. “Perché avevamo litigato, avevo scoperto che aveva una
amante, la signora Cristina Simenon, un’antipatica e smorfiosa donna che non capisco come poteva piacergli”
- rispose la moglie. “E, mi dica, quando è stata l’ultima volta che lo ha visto? E perché gli ha telefonato?”
domandò ancora. “Era da un po’ di giorni che non lo vedevo, andava a dormire in quell’albergo. Lo chiamai
perché non ce la facevo più a stare senza di lui e gli dissi quanto la cosa mi dispiaceva”. “Ok, grazie signora
può andare.”
Subito dopo Callaghan ricevette una telefonata. Era la Scientifica che lo aggiornò sul delitto. Non c’erano tracce
della moglie, le uniche impronte erano quelle della signora Simenon, rinvenute sul muro, soprattutto sul letto e alcune
anche sulla canna della pistola. Sembrava fosse stata lei l’ultima persona a vedere la vittima. “Parli del diavolo e
spuntano le corna!” disse l’ ispettore quando vide entrare l’amante della vittima. Lei fu subito portata da Callaghan
per l’interrogatorio. “Lei era l’amante della vittima, so che l’ha vista questa notte, mi dica tutto.” disse l’ispettore.
“Si, ero la sua amante, questa notte come anche le altre notti andai da lui per fare l’amore, però tra noi non
c’era più l’attrazione di prima. Per questo gli chiesi di non vederci più.” “Lei aveva una pistola, non è
vero?” proseguì Callaghan. La donna rimase di stucco, come pietrificata. Sussurrò: “La mia pistola”. Raccontò di
possedere un regolare porto d’armi e, tranquilla, se ne andò. Callaghan non poteva trattenerla, mancava ancora
qualche punto di collegamento, né, gli pareva, c’erano prove della sua colpevolezza.
Era ormai sera e nell’ufficio restava solo Callaghan, il suo assistente era già andato via da molto tempo. Ad un certo
punto il telefono squillò…
Chi è l’autore del delitto? Prova a formulare delle ipotesi, sulla base degli indizi che ti ha offerto
l’autore. La verità… nel prossimo numero!
21
Rubriche
Rasoio di Ockham
GIOCHI
di Valeria Menegon e Luisa Graziani
ANIMAL INSTINCT
1) Sei caloroso?
Si = vai alla 2
No = vai alla 4
2) Il tuo calore preferito è il
giallo?
Si = vai alla 5
No = vai alla 3
3) Sai sempre cosa succede
attorno a te?
Si = vai alla 6
No = vai alla 10
4) Sei sempre allegro?
Si = vai alla 3
No = vai alla 8
5) Ti piace il pesce?
Si = vai alla 6
No = vai alla 7
6) Sei coccolone?
Si = vai alla 7
No = vai alla 5
7) Hai visto “La marcia dei
pinguini” ?
Si = vai alla 10
No = vai alla 9
8) Hai spesso la testa tra le
nuvole?
Si = vai alla 10
No = profilo CANE
9) Ti piace la carne?
Si = profilo TIGRE
No = vai alla 8
10) Il tuo colore preferito è il
verde?
Si = profilo PAPPAGALLO
No = profilo PINGUINO
Misura il tuo animal instinct con il nostro animal test!
TIGRE: sei sempre felice e vedi solo il lato positivo delle cose, ma quando ti arrabbi nessuno può placare la tua
ira! Sei vitale e simpatico, ti piace osservare ciò che accade come uno spettatore al cinema. Quasi incapace di
mantenere segreti e un po’ ficcanaso.
PAPPAGALLO: sei un gran sognatore e anche molto fantasioso. Ti piace mangiare un po’ di tutto e guai se
qualcuno si avvicina al tuo cibo! Sei molto vanitoso e altezzoso. Il tuo passatempo preferito (a parte
scopiazzare... ops, volevo dire svolazzare) è sparlare degli altri, la tua linguetta va a 2,99 * 10^8 m/s (velocità
della luce)!
CANE: specifichiamo che per “cane” intendiamo un cane come quello del tenente Colombo, un bassotto
grassotto con le orecchi grandi e mosce. Sei un po’ viziato e ami essere al centro dell’attenzione. Sei annoiato da
tutto tranne da quello che ti piace fare, odi lo sport e le cose troppo faticose, un vero pigrone. Però sei molto
riflessivo e curioso, insomma abbiamo un filosofo tra noi!
PINGUINO: non ami il caldo e preferisci le bevande fresche. Sei molto affettuoso però solo con chi lo è nei
tuoi confronti. Hai un grandissimo fascino, anche se non curi troppo il tuo aspetto, e una grande voglia di
coccole. Quando si tratta di fare amicizia con qualcuno capisci subito la persona che ti sta davanti. Il tuo unico
difetto? Forse sei un po’ egoista...è tutto intorno a te!
P.S. Se i profili non corrispondono è un segno positivo! Ora conoscete veramente voi stessi!
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top ten
Rasoio di Ockham
Top ten (and five) Levi’s girls
Eccoci di nuovo qui a scuola dopo le varie pause in cui abbiamo pregustato le vacanze estive… Questa
volta fare le classifiche ha richiesto molto impegno, anche perché sono arrivate molte e pressanti richieste.
Nonostante questo, siamo moooooltooo felici di ricevere consigli. Sperando di non aver scontentato
nessuno e di non deludere le vostre aspettative, vi auguriamo buona lettura e ci raccomandiamo: scrivete
scrivete scrivete!!!
TOP TEN TRIENNIO
1. Gloria T. 5^C (immancabilmente al primo posto…)
2. Giulia B. 3^C (affascinante saltatrice in lungo)
3. Giorgia C. 2^A Class. (“tres belle”!!!)
4. Eleonora G. 4^D (una delle ragazze più richieste…)
5. Beatrice M. 3^A Class. (se non ci fosse lei…)
6. Claudia T. 4^D
7. Veronica G. 4^D (bellissima, misteriosa e richiestissima…)
8. Francesca S. 3^E
9. Federica L. 4^E (il faro di Guarda Alta…bellissima)
10. Maurizia F. 3^E
TOP FIVE BIENNIO
1.
2.
3.
4.
5.
Gloria B. 2^B (sempre in vetta)
Silvia B. 2^A (bellissima e atletica,cosa volete di più?)
Francesca M. 1^A (3^ nei 1000,3^ in classifica JJ)
Cristina P. 2^A (la bellissima Joy è sempre con noi)(rima d’autoreJ)
Chiara D.B. 1^H (la nostra rossa preferita…)
Top ten (and five) Levi’s boys
Dato le critiche che hanno sollevato le nostre classifiche precedenti,ora cercheremo di mediare un po’ con
le lettere che ci sono pervenute,sperando che questa volta il risultato sia più di vostro gradimento..
Comunque ringraziamo e accogliamo tutte le vostre critiche,ricordando che ognuno può dire la sua!
top ten TRIENNIO
1) Tommaso Guiotto 2Aclass
2) Matteo Barp 3C
3) Mattia Bresolin 5Atec
4) Alessandro Bresolin 4Btec
5) Aronne Colbalchini 4E
6) Stefano Maggiotto 5Atec
7) Mirco Bisol 5Atec
8) Matteo Benvegnù 3Atec
9) Andrea Sperotto 4D
10) Matteo Piazza 3C
top five BIENNIO
1) Leonardo Spagnolo 1Btec
2) Matteo Schiavinato 2A (E ricordati il ciao...Ciao!)
3) Filippo Bressan 2C
4) Alessandro Sandri 2C
5) Riccardo Baggio 2Atec
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sport
Rasoio di Ockham
IL LEVI VINCE ANCORA!
Finalmente con l’arrivo della primavera e delle belle
giornate di sole possiamo rallegrarci pensando che
l’estate è ormai alle porte. Chi di noi infatti, durante
le cupe giornate scolastiche, non si è lasciato
trasportare dai ricordi delle calde ore estive passate
in compagnia a divertirsi?! Così anche noi otto
donzelle abbiamo sentito la mancanza della
spensieratezza estiva ma soprattutto delle bellissime
giornate trascorse assieme a Lignano Sabbiadoro a
settembre per partecipare alle fasi nazionali dei G.s.s..
E visto che è stata
un’esperienza meravigliosa
vorremmo farvi partecipi
della nostra avventura.
Tutto è iniziato quando ci
siamo inaspettatamente
classificate seconde come
squadra alla fase regionale
dei G.s.s. e ci siamo trovate
di fronte alla possibilità di
partecipare alle fasi
nazionali. Prontamente
abbiamo accettato la sfida
e, dopo una particolare
preparazione estiva seguita e guidata dal prof. Ivo
Merlo, nostro allenatore anche nell’atletica e
principale organizzatore della nostra partecipazione
ai giochi, siamo arrivate a Lignano in forma e piene
di entusiasmo.
Appena scese dal pullman ci siamo trovate tra
centinaia di ragazzi da tutta Italia che praticavano
anche altri sport oltre all’atletica, e l’atmosfera molto
viva del villaggio ci ha subito coinvolte.
A quel punto avevamo preso la sfida sì da vivere
divertendosi ma, nel vedere l’importanza
dell’avvenimento, con la volontà di mettercela tutta
e di ottenere buoni risultati.
E possiamo dire che i nostri desideri si sono avverati!
Infatti il nostro impegno è stato premiato dal
TERZO POSTO IN ITALIA guadagnato con il
lavoro di tutta la squadra!
E il divertimento non è mancato! Oltre alle gare,
distribuite in tre giorni, c’è stato anche il tempo di
andare in spiaggia e di conoscere
la sera un sacco di gente nuova
nel villaggio.
Naturalmente sempre sotto
l’occhio vigile del prof. Merlo che
monitorava ogni situazione con
piglio severissimo, lamentandosi
spesso della nostra lentezza nel
prepararci. Ma siamo convinte
che anche lui abbia passato una
felice settimana in nostra
compagnia!
Cogliamo l’occasione per
ringraziare il Sig. Preside
Pillonetto, ma soprattutto il prof. Merlo per la sua
disponibilità e per averci supportato e…. sopportato
per tutta la durata della nostra trasferta.
In questo bellissimo ricordo sentiamo viva la
speranza di poter partecipare anche quest’anno alla
fase nazionale.
Silvia B., Gemma D., Eloisa T., Erika D., Giulia S., Federica A., Giorgia S., Yasmine C.
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Costume
Rasoio di Ockham
casanova per gioco
Una serata, un locale, ragazzi e ragazze. Non sono elementi reali e concreti, ma semplici fattori di svago:
scopo del gioco è conquistare una donna, tramite uno dei trucchi esposti nel libro intitolato, per l’appunto,
“The Game-La bibbia del mago del rimorchio”.
La nuova missione americana sembra diventata, a giudicare da questa autobiografia di Neil Strauss, aiutare
gli SOF -sfigati frustrati ordinari- ad apprendere ciò che serve per trasformarsi in un moderno Casanova.
Semplici trucchi, insegnati con immancabili linguaggio gergale in lezioni da centinaia di dollari l’una, attraverso
i quali ogni donna può essere conquistata: non servono bellezza avvenente, fama, conto in banca a sei zeri o
jet privato, i novelli seduttori devono avere con sé armi molto più accessibili alla gente comune, quali
gomme da masticare, preservativi, penna e taccuino. Rispettivamente, per poter provvedere ad alito, eventuale
riuscita della serata ed annotazione dei numeri di telefono. Ma oltre a questi, vi sono molti altri assi che può
essere utile estrarre dalla manica durante il gioco -tra cui filo, caramelle, anelli-, per poter vincere la partita.
L’approccio non è reale, la donna non è reale, sta solo partecipando,
come pedina inconsapevole, alla formazione di un uomo che dovrebbe,
al termine delle lezioni, acquisire una maggiore autostima.
Se un uomo si avvicina al bersaglio stabilito e finge di toglierle dal
vestito un pezzo di filo, che in realtà aveva in tasca, il contatto avviene
e due vite si incrociano: dall’incontro potrebbe derivare una vita
insieme, così come un’unica notte. Il fatto che questi “artisti del
rimorchio” abbiano, ed insegnino ad avere, risultati personali di
centinaia di punti -ovvero donne che hanno sedotto-, lascia intendere
che si tende a considerare come vittoria più la seconda opzione.
I “maestri del rimorchio” considerano la seduzione un hobby, una
passione, una missione, perciò un passatempo senza alcun significato
morale più profondo, elevato a una sorta di “missione salvifica” per
coloro che, con le loro sole forze, non riescono a destreggiarsi con
abilità nel complesso universo femminile.
Ma ogni donna è diversa, tecniche omologate non possono certo dare
gli stessi risultati con ciascuna di loro. Gli stessi “artisti” pongono
come regola fondamentale l’originalità: non bisogna seguire le regole
e fare quel che fanno tutti gli altri, bensì essere sempre l’eccezione
alla regola.
Al di là di tutti i ragionevoli dubbi che ci si può porre su quest’ennesima
moda, in ogni caso, è interessante osservare alcune delle regole base che ogni giocatore deve conoscere. Un
uomo deve innanzi tutto possedere i tratti del “maschio alfa” -sicurezza di sé, sorriso, cura, senso dell’umorismo,
affabilità, capacità di attrazione-, deve sapersi mettere in evidenza, catturare l’attenzione.
In seguito, dato che le belle donne raramente sono sole, deve saper superare l’ostacolo: gli artisti seduttori
consigliano di ignorare il bersaglio, conquistando invece i suoi amici, così da colpire la donna desiderata,
abituata ad essere corteggiata e insofferente se messa da parte. Per le donne molto belle, servono “commenti
acidi programmati”, che riducano la loro stessa autostima, senza però offenderle. Se si desidera incuriosire e
affascinare, si può avere un approccio rapido, di poche parole, prima di allontanarsi ed attendere che la
donna faccia la mossa successiva.
Resta solo da chiedersi se davvero le donne siano così prevedibili, e seducibili da chiunque apprenda le
regole di quello che, nella realtà, diventa molto più di un semplice gioco.
Letizia Gardin - I B liceo classico
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Rubriche
Rasoio di Ockham
È tempo di libri (e di film)!
di Luisa Graziani
Salve a tutti i lettori!! Ho ricevuto una richiesta particolare da una nostra lettrice e solo per questa volta vestirò i panni, oltre
che dell’entusiasta lettrice che tenta di trasmettere agli altri la sua passione, anche di critico cinematografico in erba:
così stavolta vi propongo la recensione di due libri e di un film, uscito di recente e di cui si è molto parlato.
# 1 Le cronache di Narnia - C.S. Lewis - Mondadori
Considerato uno dei capolavori della letteratura inglese del Novecento, è un libro per l’infanzia. In realtà è la
raccolta di sette libri che narrano la storia delle terre di Narnia: dal secondo è stato tratto il film uscito a
Natale.
La storia è abbastanza avvincente, si inizia con l’avventura di un bambino e una bambina, vicini di casa, che
nelle afose giornate estive si divertono ad esplorare gli angoli nascosti delle loro case. In una di queste
escursioni capitano per caso nello studio proibito dello zio, un po’ pazzo, del ragazzo. Lo zio allora approfitta
della loro presenza per usarli per un suo esperimento, dà ai due ragazzi un anello verde e uno giallo, con uno
si passa in una dimensione parallela, e con l’altro si torna indietro.
Così i due bambini arrivano in una foresta di pace eterna e, attraversando uno dei molti stagni della foresta,
entrano in un castello dove tutto sembra congelato e la gente sta pietrificata sulle sedie.
Narnia? No! Lascio a voi scoprire dove siano, come facciano a risvegliare la Strega e come faccia il lampione
ad arrivare a Narnia.
Negli altri libri vengono presentati un dedalo di personaggi la cui storia a volte finisce con l’intrecciarsi con
quella di Lucy, Peter, Susan e Edmund, i primi regnanti di Narnia. Vengono raccontate le storie di principi
spodestati, battaglie, velieri e magie.
L’unica vera cosa che accomuna tutti i libri è Aslan, il grande leone dorato, creatore di questa terra popolata
da creature mitologiche come ninfe, fauni, ma anche animali parlanti, alberi dalle sembianze umane e nani.
Si può dire che è un vero e proprio libro di fiabe, scorrevole con un linguaggio molto semplice e a volte un po’
monotono, ma essendo un libro per bambini non poteva essere altrimenti. Una lettura leggera e interessante
che trasporta il lettore verso mondi nuovi e avventure spettacolari in un contesto altrettanto magico. “Se
dall’asta del lampione è nato un alberello luminoso, perché da questa non dovrebbe venir fuori un albero di caramelle?”
# 2 Eldest - Christopher Paolini – Fabbri editori
Nel secondo libro della trilogia, il seguito di Eragon, recensito nello scorso numero, la storia del nostro
Cavaliere dei draghi si complica. Dopo aver combattuto, e vinto, contro l’esercito dell’imperatore a fianco
dei Varden, i ribelli che da sempre lottano contro il tiranno, Eragon si reca dagli elfi. Nella loro capitale
completa la sua istruzione e riceverà un dono che solo i draghi avrebbero potuto fargli.
Il suo addestramento comunque durerà relativamente poco, infatti i Varden hanno ancora bisogno del suo
aiuto, l’imperatore sta radunando un altro esercito e si prepara uno scontro diretto. Durante questa battaglia
Eragon scopre delle importantissime, nonchè scioccanti, rivelazioni sull’identità di suo padre (si consiglia di
leggere il penultimo capitolo seduti e con molta calma, se volete evitare l’infarto). Intrecciata alla sua storia,
c’è quella del cugino, Roran, costretto, sempre dalle forze del tiranno, ad abbandonare, insieme a tutti i
compaesani, la sua terra natia per unirsi ai Varden.
Un libro stupefacente. Anche se l’inizio è piuttosto lento e noioso, bisogna dire che Paolini ha scritto veramente
un degno seguito del suo primo romanzo. Scritto anche stavolta con maestria. È stato davvero un piacere
rientrare a far parte di quel mondo fantastico.
Rimane, però, il finale apertissimo! E poiché la situazione è piuttosto critica, anche abbastanza dubbio!
Fare previsioni attendibili è molto, molto duro. “ Che la vostra spada resti sempre affilata…”.
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Rubriche
Rasoio di Ockham
È tempo di Film…
• Il mio miglior nemico (Carlo Verdone e Silvio Muccino)
Una storia che parla di un giovane di 24 anni la cui madre depressa viene licenziata dall’albergo per cui
lavora a causa di un furto ai danni di un cliente.
Il giovane Orfeo, Muccino, fidandosi della madre che dice di essere innocente, cerca di farla riassumere
ricattando Achille, Verdone, il proprietario dell’albergo. Nel frattempo però Orfeo si innamora della figlia di
Achille, e quando la sua vendetta si compie ha conseguenze inaspettate: infatti la famiglia di Achille si
disgrega e la figlia scompare.
Nella seconda parte del film c’è la ricerca della ragazza da parte di Orfeo e Achille che si alleano per ritrovarla.
Il film tocca una varietà di temi tutti molto importanti: il rapporto genitori-figli e la fiducia che c’è in questo
rapporto, la sua complessità, il contrasto fra una famiglia solida e ricca
e una famiglia che vive alla giornata, la speranza di ricominciare, lo
scontro fra due persone completamente diverse con mentalità
altrettanto diverse.
Alla fine del film si raggiunge un nuovo equilibrio, i due mondi da cui
provengono i due nemici si fondono. Orfeo insegna al direttore
d’albergo, a cui importavano solo le apparenze e la ricchezza, che nella
vita bisogna imparare anche a coltivare l’amore, affrontare i problemi
a testa alta e non cercare di non vederli vivendo in un finto mondo
perfetto.
Penso che questo film voglia dirci che i giovani hanno molto da imparare
ma anche molto da insegnare, che dobbiamo apprezzare tutto come
viene, anche se non raggiunge le nostre aspettative, senza cercare la
perfezione.
Ma la bravura del regista sta nel condire tutta questa insalata con un
rivolo di comicità e situazioni a dir poco impensabili che non smettono
mai di far ridere.
E voi che ne pensate? Scrivetemi e ditemi la vostra interpretazione del film!!
Scrivete al Rasoio di Ockham!
Attendiamo le vostre lettere!
Anche all’ e-mail: [email protected]
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Rubriche
Rasoio di Ockham
Le parole che amiamo
di Eleonora Busana, Francesca Merlo e Giulia Zatta
Cari studenti, da questo numero troverete una novita’ nel Giornalino…
abbiamo infatti deciso di aggiungere una nuova rubrica, che consiste nel riportare, sotto alcuni articoli, degli
aforismi o frasi significative (celebri e non).
Oltre a questo, inseriremo anche una poesia che secondo noi merita attenzione!
Chiaramente, anche voi potete partecipare, inviandoci frasi, canzoni o poesie che vorreste venissero pubblicate!
Sono ben accette anche le VOSTRE PERSONALI OPERE D’ARTE… (e chissa’ che non si scopra di avere
un nuovo Dante Alighieri al Liceo!!!).
Per questo numero, abbiamo deciso di riportare una poesia, a nostro parere bellissima, che grazie a Internet
si sta diffondendo... Si dice sia stata scritta da Gabriel Garcia Marquez (per capirci l’autore di “Cent’anni di
solitudine”), ritiratosi della vita pubblica per ragioni di salute, cancro linfatico.
E’ una lettera di commiato diretta ai suoi amici. Di recente, sembra sia stata da lui stesso smentita la paternita’
di questa poesia. Vale comunque la pena di leggerla e di rifletterci.
SE NE VA UN GENIO
Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo
di vita, probabilmente non direi tutto quello che
penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che
valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli
altri si fermano, starei sveglio quando gli altri
dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come
gusterei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei
semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando
scoperto non solamente il mio corpo ma anche
la mia anima.
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Rubriche
Rasoio di Ockham
Le parole che amiamo…
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio
sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un
poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la
serenata che offrirei alla luna.
Irrigherei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine e il
carnoso bacio dei loro petali.
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei
passare un solo giorno senza dire alla gente che amo,
che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e vivrei innamorato
dell’amore. Agli uomini proverei quanto
sbagliano al pensare che smettono
di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che
invecchiano quando smettono di innamorarsi.
A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che
imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la
dimenticanza.
Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima
della montagna, senza sapere che la vera felicità sta
nel risalire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo
piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo
padre, lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un
altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma
realmente, non mi serviranno a molto, perché quando
mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente
starò morendo.
29
E per finire...
Rasoio di Ockham
La redazione del Rasoio di Ockham
• Direttore Andrea Tranquillin 4E
• Vicedirettore Laura Biasi 4E
• Condirettore (responsabile sez. classico) Gloria Viel 2Acl
• Caporedattore centrale Eleonora Salomon 3Btec
• Caporedattori Valentina Spada 4E, Simone Orsato 5Atec, Francesco Groppo 4D, Sara Giovine 3A
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Area 1 Giulia Zatta 4E, Valeria Menegon 4E, Tobia Bacchin 1E, Greta Zamperoni 1E
Area 2 Francesca Merlo 4E, Deborah Grando 3E, Francesca Signor 3E, Greta Mazzochel 2Bcl
Area 3 Federica Lucati 4E, Roberto Baggio 2G, Alberto Berdusco 2G, Matteo Favero 2G,
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Spadetto 3E
Area 5 Valentina Spada 4E, Letizia Gardin 1Bcl, Chiara Baccin 2F, Claudia De Matteis 5Bginn, Sharon
Cattapan 5B ginn, Valentina Tormena 5B ginn, Alessia Pizzolato 3E
Area 6 Margherita Sartori 4E
Responsabili Rubriche
Opinione: Valentina Spada 4E, Francesco Bortignon 5B, Sara Giovine 3A, Federica Fragiacomo 3A
Musica: Laura Biasi 4E, Gloria Panciera 4E, Ruggero Bonaventura 4E, Martino Facchin 5B, Claudio
Codemo 5B
Libri: Sara Giovine 3A, Luisa Graziani 4E
Letteratura: Annachiara Piazza 4F
Spettacolo/cinema: Pasquale Morrone 4E, Alan Boso 3E, Matteo Bressan 3E, Martina Basei 3E
Sport: Chiara Carmen Celia 4E, Matteo Olivieri 4E, Antonio Fent 4E
Web: Francesco Agnolazza 3B, Vergil 3B
The teacher-seeker: l’Innominato
Curiosità: Aronne Colbalchini 4E
Cuore: Chiara Casteller 4E, Giulia Favaro 4E, Enrica Innocente 5A
Satira: Morris Faccin 4A, Mariateresa Ghizzo 4C
Posta: Chiara Casteller 4E, Giulia Favaro 4E
Recensione giochi/program. per pc: Leonardo Frassetto 5Atec
Giochi: Valeria Menegon 4E, Luisa Graziani 4E, Deborah Michielin 3E
Grafici: Matteo Olivieri 4E, Claudio Cervi 3E, Simone Orsato 5A tec, Eleonora Salomon 3Btec, Serena
Gomiero 3C, Francesca Tonellato 3C
Responsabili settore tecnico: Giulio Padoin 4E, Francesco Nubiè 4Btec, Alberto Garbujo 4E, Claudia Tartini
4E, Federica Lucati 4E, Stefano Visentini 4E
Responsabili settore archivio: Antonio Fent 4E, Fabio Michielin 4E, Alessandro Zambon 3E
Il rasoio di Ockham
• 1° classificato al concorso promosso dalla AICQ (Associazione Italiana Cultura e Qualità), riservato al miglior giornalino del
Triveneto 2003/2004
• 1° classificato per il miglior giornalino in formato multimediale al concorso per il miglior giornalino scolastico della
Provincia di Treviso – a.s. 2004/05, promosso dalla Consulta Provinciale degli studenti
• 2° classificato per il miglior giornalino in formato cartaceo al medesimo concorso provinciale
• 3° classificato (ma primo classificato quanto a comunicazione, qualità e originalità) al concorso promosso dalla AICQ,
riservato al miglior giornalino del Triveneto 2002/2003
• Finalista al Concorso Nazionale per il miglior giornalino scolastico di Avellino
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