INDICE
1. Capire la chemioterapia
pag.
4
o
Cos'è la chemioterapia?
o
Quali possono essere i risultati della chemioterapia?
o
La chemioterapia sarà l'unico trattamento per la
malattia cui sarò sottoposto?
o
Quali farmaci dovrò prendere?
o
Dove viene effettuato il trattamento?
o
Ogni quanto tempo sarò sottoposto al trattamento e
quanto durerà?
o
Come viene effettuato il trattamento?
o
Potrò lavorare durante la chemioterapia?
o
Come posso sapere se la chemioterapia è efficace?
2. Affrontare gli effetti collaterali
pag.
8
o
Quale è la causa degli effetti collaterali?
o
Nausea e vomito
o
Perdita dei capelli
o
Spossatezza/Anemia
o
Infezioni
o
Mucositi
o
Costipazione
1
3.
4.
o
Effetti sui nervi e sui muscoli
o
Effetti sulla pelle e sulle unghie
o
Effetti sulla sfera sessuale: fisici e psicologici
Seguire un'alimentazione corretta durante
la chemioterapia
La chemioterapia e lo stato d'animo
o
5.
pag. 24
pag. 25
Come posso trovare il supporto di cui ho bisogno?
Glossario
pag. 27
2
Queste brevi note hanno lo scopo di fornire informazioni che
potranno esserle utili durante il trattamento chemioterapico.
L’intento è, inoltre, quello di rappresentare una guida per lei e
la sua famiglia per poterla aiutare ed anche essere aiutato da
chi le è vicino durante la chemioterapia. In un momento in cui
potrà avere la sensazione che molto di ciò che sta accadendo
sia al di fuori del suo controllo, conoscere il significato di
alcune parole e alcuni metodi per aiutarla può migliorare il suo
stato d'animo. Questa sensazione sarà più evidente quando
scoprirà che anche lei può contribuire al suo benessere,
insieme ai medici e al personale infermieristico.
Questo manuale si affianca ma non può assolutamente
sostituire le informazioni personalizzate che il medico e gli
infermieri le daranno direttamente: semmai potrà favorire il
dialogo con loro per affrontare i vari problemi che di volta in
volta si potranno presentare.
A cura di:
Anna Labiri e Carla Landi
Con la collaborazione di : Luigi Rigacci e Renato Alterini
E la partecipazione di medici ed infermieri del D.H.
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1. Capire la chemioterapia
La chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci
che hanno lo scopo di ‘distruggere’ le cellule tumorali e/o di
controllarne la crescita.
La scelta del trattamento che sarà somministrato dipende da
molti fattori (tipo di malattia, età, condizioni generali di salute)
e quindi non è uguale per tutti.
Spesso la chemioterapia è l'unica cura che i pazienti ricevono.
Talvolta la chemioterapia è utilizzata assieme alla radioterapia.
La chirurgia nelle patologie ematologhe ha, invece, un ruolo
poco importante ed è solitamente limitata agli interventi di
biopsia a scopo diagnostico.
E’ il medico a decidere quale farmaco o quali farmaci saranno
più efficaci per la situazione. La decisione dipende dal tipo di
malattia da cui è affetto, dalla sua localizzazione e dal suo
grado di sviluppo (stadiazione), dalla sua influenza sulle
normali funzioni dell’organismo e dello stato di salute generale
(performance status).
Il trattamento può prevedere l’impiego di un farmaco o di
un’associazione di più farmaci e può essere preceduto o seguito
dalla radioterapia.La frequenza e la durata della chemioterapia
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dipendono dal tipo di patologia , dagli scopi del trattamento, dai
farmaci utilizzati, e da come risponde l’ organismo. In relazione
a questi elementi può darsi che sia sottoposto al trattamento tutti
i giorni, ogni settimana od ogni mese. Spesso la chemioterapia
viene effettuata in cicli di trattamento; tra un ciclo e l'altro sono
previsti periodi di sospensione per dar modo all'organismo di
ricostruire le cellule sane, smaltire gli eventuali effetti
collaterali, in particolare quelli a carico del midollo osseo.
Durante il colloquio prima della chemioterapia il medico le
indicherà il programma e la durata, però ci potrebbero essere,
per vari motivi, delle variazioni del programma stesso. Per
questo le sue condizioni e gli esami del sangue saranno
controllati ripetutamente durante il periodo del trattamento. Il
medico potrà ritardare il trattamento in base al risultato degli
esami del sangue, ed in quell’occasione le sarà detto quando
dovrà ripetere gli esami o potrà riprendere la cura.
Il trattamento può essere effettuato a casa, presso l'ambulatorio
o in ospedale. La scelta del luogo in cui effettuare il trattamento
dipende da molti fattori legati al tipo di trattamento.
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La chemioterapia può essere somministrata in diversi modi:
♦ In vena (per via endovenosa o e.v.). Il farmaco viene
somministrato attraverso un sottile ago inserito in una vena,
di solito sulla mano o sull'avambraccio. Con questo metodo
si ha un indurimento delle vene attraverso le quali passano i
chemioterapici oppure, talvolta, si possono avere problemi
legati allo stravaso di farmaci che può causare lesioni locali
molto dolorose ed anche importanti. Proprio per questo
motivo spesso si utilizza un catetere, un tubicino che viene
installato in una grossa vena del corpo e rimane lì per tutto
il tempo necessario. Questo tipo di catetere è conosciuto
come catetere venoso centrale chiamato port-a-cath, un
piccolo contenitore di plastica o di metallo impiantato
chirurgicamente sotto la pelle. I cateteri venosi centrali e i
port-a-cath non provocano alcun dolore o fastidio se sono
inseriti e tenuti correttamente, anche se di solito il paziente
ne avverte la presenza. È importante, in ogni modo, riferire
sempre ai medici e/o al personale infermieristico qualsiasi
dolore o fastidio causati dal catetere o dal port-a-cath.
♦ Per bocca (per via orale o os) sotto forma di pillole, capsule
o liquidi. Il farmaco viene inghiottito, come si fa per molte
altre medicine.
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♦ In muscolo (per via intramuscolare o i.m.), sotto la pelle
(per via sottocutanea o s.c.)
♦ Localmente. Il medicamento viene applicato sulla pelle con
creme o unguenti oppure con iniezioni locali all’interno del
tessuto .
Per effettuare la chemioterapia può anche essere utilizzata una
piccola ‘sacchetta’ (pompa elastomerica) esterna collegata al
catetere centrale che potrà essere portata dentro un piccolo
marsupio e che consente al paziente di effettuare gran parte
delle attività quotidiane.
La maggior parte dei pazienti è in grado di continuare a lavorare
durante
il
trattamento.
Se
la
chemioterapia
la
rende
particolarmente affaticato, consideri la possibilità di modificare
i suoi programmi lavorativi per un certo periodo. Parli al datore
di lavoro delle sue necessità. Potrete concordare un programma
part-time, o forse svolgere a casa una parte del lavoro.
Il suo medico valuterà gli effetti della chemioterapia sulla
malattia, visitando, ed eseguendo periodicamente quegli esami
che permetteranno, in base ai risultati, di interrompere,
proseguire o modificare il trattamento chemioterapico.
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2. Affrontare gli effetti collaterali
Durante la somministrazione dei farmaci potranno comparire
degli
effetti
chemioterapico
collaterali
che
usato:
perciò
variano
è
a
seconda
consigliabile
del
chiedere
informazioni specifiche al personale che somministra la
chemioterapia o al medico.
Se sta leggendo questa sezione prima di iniziare la
chemioterapia, può darsi che rimanga impressionato dal gran
numero di effetti collaterali che sono descritti. Ma ricordi:
nessun paziente accuserà tutti gli effetti collaterali, alcune
persone ne accuseranno pochi e altre nemmeno uno. Inoltre la
gravità degli effetti collaterali varia moltissimo da persona a
persona.
Dato che le cellule tumorali crescono e si dividono
rapidamente, i farmaci chemioterapici svolgono il loro massimo
effetto su quelle cellule che si accrescono rapidamente. Anche
alcune cellule sane però si moltiplicano rapidamente, la
chemioterapia quindi può colpire anche queste.
Le cellule
normali a rapido accrescimento che hanno più probabilità di
essere colpite sono le cellule del sangue che si formano nel
midollo osseo, le cellule dell'apparato digerente, quelle del
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sistema riproduttivo e i follicoli dei capelli. I farmaci
chemioterapici possono anche danneggiare le cellule degli
organi più importanti. I più comuni effetti collaterali della
chemioterapia comprendono nausea e vomito, perdita dei
capelli e spossatezza. Altri effetti collaterali comuni sono legati
alla riduzione dei globuli bianchi, soprattutto dei granulociti,
delle piastrine e dei globuli rossi che provocano rispettivamente
maggiori probabilità di infezioni, di emorragie, o anemia.
La maggior parte delle cellule normali si ristabilisce
rapidamente al termine della chemioterapia, per cui gli effetti
collaterali scompaiono gradualmente alla fine del trattamento, e
le cellule sane hanno la possibilità di accrescersi normalmente.
Il tempo che occorre per superare alcuni effetti collaterali e
recuperare energie varia da persona a persona. Quanto ci vorrà
perché si senta meglio dipende da molti fattori, compreso il suo
stato di salute generale e il tipo di farmaci che ha preso.
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Di seguito verranno analizzati singolarmente alcuni dei più
frequenti effetti collaterali.
NAUSEA E VOMITO
Possono
manifestarsi
immediatamente
al
termine
del
trattamento ma anche insorgere a distanza di qualche giorno. Il
tipo di farmaco somministrato, la reattività individuale alla
cura, fattori psicologici e lo stato emotivo possono condizionare
l’entità del fenomeno ed il successo dei provvedimenti adottati
per combatterlo.In alcuni casi nausea e vomito insorgono prima
della somministrazione dei farmaci: in tal caso si è di fronte al
fenomeno definito nausea e vomito anticipatorio.Generalmente
questi effetti trovano giovamento dalla somministrazione di
farmaci antiemetici eventualmente associati anche ad altri
farmaci.
Cosa fare
La conversazione distrae e aiuta a ridurre la tensione durante la
seduta. Nei limiti degli orari di visita è possibile quindi farsi
accompagnare da un parente o amico, soprattutto nel caso di
terapie molto lunghe .Non affrontare la chemioterapia a digiuno
completo. È opportuno fare piccoli pasti dilazionati nella
giornata, dare la preferenza a cibi asciutti, quali toast, cracker,
biscotti. È importante anche bere piccole quantità di bevande
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fresche durante la giornata, evitando cibi troppo caldi e troppi
dolci, preferendo quelli freddi e salati. Dopo i pasti è
consigliabile rilassarsi su una poltrona, evitando però di andare
a letto. È molto importante che l’antiemetico consigliato venga
assunto prima che la nausea ed il vomito non siano controllabili.
Se non riuscite a mangiare e a bere in maniera sufficiente e se
il vomito è frequente e si prolunga nel tempo è consigliabile
contattare il medico.
CADUTA DEI CAPELLI (ALOPECIA)
La caduta totale o parziale dei capelli rappresenta uno degli
effetti più conosciuti e fastidiosi della chemioterapia. E’ bene
ricordare, però, che non tutti i farmaci antitumorali causano
alopecia e che la perdita dei capelli, in ogni caso, è un
fenomeno temporaneo.La perdita dei capelli o dei peli può
essere difficile da accettare. È normale - e perfettamente giusto
- sentirsi arrabbiati o depressi per questa ragione. Parlare di
quello che state provando può aiutarvi.
Cosa fare
Se si hanno capelli molto lunghi, è preferibile tagliarli per
gestire
meglio
la
perdita.
Alcuni
preferiscono
rasarli
completamente il che, soprattutto nel caso degli uomini, può
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anche essere in ‘sintonia’ con la moda del periodo.Per le donne
il problema spesso viene affrontato con l’uso di una parrucca,
che comunque è bene non indossare tutto il giorno per non
ostacolare la ricrescita dei capelli.Si consiglia, comunque, di
non lavarli troppo frequentemente, di asciugarli a basse
temperature e di non applicare tinture varie, di impiegare
shampoo delicati, spazzole morbide e copricuscini di seta per
ridurre l’attrito .E’ importante proteggere la testa dai raggi
solari in casi di alopecia totale.Solo in alcuni cicli viene
utilizzata una cuffia ipotermica (cuffia fredda) da posizionare in
testa durante il trattamento per ridurre il più possibile la caduta
dei capelli.
SPOSSATEZZA e ANEMIA
La chemioterapia può ridurre la capacità del midollo osseo di
produrre globuli rossi, che trasportano l'ossigeno in tutte le parti
dell'organismo. Quando i globuli rossi sono pochi, i tessuti
dell'organismo non ricevono abbastanza ossigeno per la loro
attività. Questa condizione è chiamata anemia.L'anemia causa
una sensazione di debolezza e di stanchezza(fatigue). Altri
sintomi sono rumore agli orecchi, affanno a riposo e più che
mai durante lo sforzo, vertigini, brividi. Riferite al medico
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l'insorgenza di questi sintomi che controllerà spesso il
conteggio delle cellule ematiche (emocromo) durante il
trattamento. Se il numero di globuli rossi scenderà troppo può
essere necessaria una trasfusione di sangue per aumentarlo,
oppure il ricorso all’eritropoietina (ormone di stimolo per i
globuli rossi).
Cosa fare
Riposarsi molto. Dormire di più durante la notte e se potete fate
sonnellini durante il giorno.
Limitate l’ attività: fare solo ciò che è necessario. È però molto
importante cercare di mantenere una minima attività fisica e
quindi si consigliano brevi passeggiate.
Non abbiate timore a farvi aiutare quando ne avete bisogno.
Chiedete a familiari e amici di occuparsi di cose come la cura
dei bambini, la spesa, i lavori di casa o la guida. Seguite una
dieta bilanciata. Quando siete seduti o sdraiati, alzatevi
lentamente. Questo contribuirà a prevenire le vertigini.
INFEZIONI
La chemioterapia può aumentare la probabilità di contrarre
infezioni. Questo perché la maggior parte dei chemioterapici
danneggia il midollo osseo e diminuisce la sua capacità di
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produrre globuli bianchi, le cellule che servono a contrastare
molti tipi di infezioni. Un’ infezione può iniziare in qualsiasi
parte del vostro organismo, compresi la bocca, la pelle, i
polmoni, l'apparato urinario e quello riproduttivo.
Cosa fare
Lavatevi spesso le mani durante il giorno, con particolare
attenzione prima di mangiare e prima e dopo che siete stati in
bagno.Pulite la regione anale con delicatezza ma accuratamente
dopo aver defecato. Chiedete consiglio ai medici o al personale
infermieristico se compaiono irritazioni o emorroidi. Inoltre
rivolgetevi al medico prima di utilizzare purganti o supposte.
State lontani dalle persone affette da malattie contagiose, come
raffreddore, influenza, morbillo o varicella. Cercate anche di
evitare i luoghi affollati.State lontani dai bambini vaccinati
recentemente contro malattie come poliomielite, morbillo,
orecchioni e rosolia.
Non tagliate o strappate le “pellicine” (cuticole) delle unghie.
Prestate attenzione a non tagliarvi o a non pungervi quando
usate forbici, aghi o coltelli.
Usate un rasoio elettrico invece di uno a lamette per evitare di
graffiarvi o tagliarvi.
Usate uno spazzolino da denti morbido che non irriti le gengive.
Non schiacciate o grattate i foruncoli della pelle. Fate ogni
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giorno un bagno tiepido (non caldo), una doccia o una
spugnatura. Asciugate la pelle delicatamente, senza strofinarla.
Utilizzate una lozione o un olio per ammorbidire e idratare la
pelle se diventa secca e screpolata (evitate comunque lozioni o
creme a base alcool). Pulite immediatamente eventuali tagli o
graffi con acqua calda, sapone e un disinfettante. Controllate
regolarmente soprattutto gli occhi, il naso, la bocca, i genitali e
la zona rettale, facendo attenzione all'eventuale comparsa di
sintomi infettivi. Indossate dei guanti protettivi mentre fate del
giardinaggio, oppure mentre lavate animali o bambini piccoli.
Non sottoporsi a terapie immunizzanti (vaccini o altro) senza
controllare prima con il medico se va tutto bene. La maggior
parte delle infezioni deriva dai batteri normalmente presenti
sulla pelle, nell'intestino e negli organi genitali. In alcuni casi
però, la causa può rimanere sconosciuto. Quando il numero di
globuli bianchi è basso, l'organismo può non essere in grado di
combattere le infezioni. Perciò, nonostante tutte le precauzioni,
può succedere che insorgano delle infezioni.
Tali sintomi possono essere tra gli altri:
Febbre sopra i 38°C.
Brividi.
Sudorazione.
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Diarrea (questo può anche essere un effetto collaterale della
chemioterapia).
Bruciore mentre urinate.
Forte tosse o mal di gola.
Secrezioni vaginali anomale o prurito.
Rossore, gonfiore o dolore al tatto, specialmente intorno a una
ferita, a un'ulcera, a una pustola, o al punto in cui è stato
impiantato il catetere venoso.
MUCOSITE
La mucosità è l’infiammazione delle mucose e può verificarsi al
cavo orale, all’apparato digerente oppure a carico dei genitali.
Nel cavo orale si possono notare arrossamento e presenza di
ulcere che possono causare dolore, bruciore, sanguinamento,
rendendo difficile l’assunzione dei cibi. Talvolta è prevalente
la formazione di una patina bianca, che in alcuni casi è dovuta
alla presenza di funghi (mughetto).
Cosa fare
Rimuovere, se presente, la protesi dentaria. Evitare cibi caldi,
piccanti, alcool, agrumi e tabacco. Consumate cibi freddi e
morbidi. Bevete frequentemente. E’ importante mantenere una
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buona igiene del cavo orale per evitare infezione e limitare i
fastidi possibili.
A questo proposito è consigliato:lavarsi i denti con uno
spazzolino a setole morbide, fare sciacqui con acqua e
bicarbonato (un cucchiaio di bicarbonato in un bicchiere di
acqua), fare sciacqui e gargarismi con collutorio disinfettante.
Solo se si presenta la formazione di mughetto fare sciacqui e
deglutire un cucchiaio di collutorio antimicotico (Mycostatin).
Se compare febbre, se il dolore permane, se Le è impossibile
bere e mangiare allora può essere opportuno l’intervento del
medico.
COSTIPAZIONE (STIPSI)
Alcune persone, sottoposte a chemioterapia, presentano questo
problema che può essere causata dai farmaci, ma anche dalla
minore attività fisica o dalla alimentazione insufficiente.
Informate il medico se non defecate da due o più giorni. Può
essere necessario prendere un lassativo o un purgante, ma non
usate questi rimedi senza prima aver chiesto al medico,
specialmente se il numero dei globuli bianchi è basso.
Cosa fare
Bevete molti liquidi per ammorbidire le feci. I liquidi tiepidi e
caldi sono particolarmente adatti.
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Mangiate molti cibi ricchi di fibre, come crusca, pane e cereali
integrali, verdura cruda o cotta, frutta fresca e secca, noci e popcorn.
Fate esercizio fisico. Una semplice passeggiata può essere utile,
ma potete anche seguire un programma di esercizi più
strutturato. Prima di aumentare l'attività fisica non dimenticate
di consultare il medico.
EFFETTI SU NERVI E MUSCOLI
Il sistema nervoso influenza quasi tutti gli organi e i tessuti
dell'organismo. Perciò non deve sorprendere che quando la
chemioterapia danneggia le cellule del sistema nervoso possano
insorgere un gran numero di effetti collaterali. Ad esempio
alcuni farmaci possono causare una neuropatia periferica, una
condizione che può causare formicolio, bruciore, debolezza o
insensibilità alle mani e/o ai piedi. Altri sintomi collegati ai
nervi comprendono perdita dell'equilibrio, mancanza di
destrezza, difficoltà ad afferrare gli oggetti e ad abbottonare i
vestiti, problemi di deambulazione, dolori alla mascella, perdita
dell'udito, dolori allo stomaco e costipazione.
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EFFETTI SULLA PELLE E UNGHIE
Durante la chemioterapia potete andare incontro a piccoli
problemi di pelle. Tra i possibili effetti collaterali vi sono
arrossamento, bruciore, desquamazione, secchezza e acne. Le
unghie possono diventare scure, fragili o spezzarsi.
Possono comparire anche righe verticali o orizzontali.
Potrete occuparvi della maggior parte di questi problemi. Se
compare l'acne, cercate di mantenere il viso pulito e asciutto e
usate creme o saponi medicinali da banco. Per il prurito,
applicate amido di mais al posto del borotalco. Per evitare la
secchezza, fate rapide docce o spugnature piuttosto che bagni
lunghi e caldi. Applicate creme e lozioni mentre la pelle è
ancora umida ed evitate profumi, colonie o dopobarba
contenenti alcool. Potete indurire le unghie con i prodotti in
vendita a questo scopo, ma fate attenzione ai segnali di un
peggioramento perché questi prodotti possono essere irritanti
per alcune persone. Proteggete le unghie indossando guanti
quando lavate i piatti, vi dedicate al giardinaggio, o fate altri
lavori in casa. Se i vostri sforzi non hanno successo, chiedete
consiglio al medico, e informatelo se compaiono rossore, dolore
o cambiamenti intorno alle cuticole.
L'esposizione al sole può aumentare l'effetto di alcuni farmaci
sulla pelle. Inoltre l’eccessiva esposizione al sole può avere
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effetti negativi sul sistema immunitario potendo comprtare una
riduzione delle capacità di difesa dell’ndividuo. Evitate quindi
l’esposizione prolungata e diretta alla luce del sole utilizzando
magliette di cotone a maniche lunghe, cappelli e pantaloni
lunghi che permettono di bloccare l’azione dei raggi del sole.
EFFETTI
SULLA
SFERA
SESSUALE:
FISICI
E
PSICOLOGICI
La chemioterapia può colpire gli organi sessuali e le loro
funzioni
sia
negli
uomini sia
nelle
donne,
ma
non
costantemente. Gli effetti collaterali che possono insorgere
dipendono dal tipo di farmaci utilizzati, dall'età e dallo stato
generale di salute.
Uomini
I farmaci usati nella chemioterapia possono diminuire il numero
degli spermatozoi, ridurne la mobilità o causare altre anomalie.
Questi mutamenti possono portare all'infertilità, che può essere
temporanea o permanente. L'infertilità impedisce di generare
figli, ma non di avere rapporti sessuali.
Dato che può verificarsi una sterilità permanente il medico può
indirizzarvi presso una struttura idonea per la raccolta del
liquido seminale prima di iniziare la chemioterapia.
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Gli uomini sottoposti a chemioterapia dovrebbero utilizzare il
profilattico per motivi di tipo igienico e contraccettivo.
Donne
I farmaci chemioterapici possono danneggiare le ovaie e ridurre
la quantità di ormoni prodotta. Di conseguenza in molte donne
il ciclo mestruale diventa irregolare o cessa completamente
durante la chemioterapia.
Gli effetti ormonali della chemioterapia possono causare anche
sintomi simili a quelli della menopausa, come vampate di calore
e prurito, bruciore e secchezza dei tessuti vaginali.
I
danni
alle
ovaie
possono
causare
infertilità,
ossia
l'impossibilità di concepire un figlio. In alcuni casi l'infertilità è
una condizione temporanea; in altri casi può essere permanente.
L'insorgenza e la durata dell'infertilità dipendono da molti
fattori, come il tipo di farmaco, il dosaggio dei farmaci e l'età
della donna. È possibile per la donna effettuare il congelamento
degli ovociti. Tale procedura deve avvenire prima di iniziare
ogni tipo di trattamento chemioterapico e può comportare
un’attesa di circa un mese un mese e mezzo per la necessaria
stimolazione ormonale sull’ovaio.
Da ricordare in ogni modo che durante il trattamento
chemioterapico
(soprattutto
durante
i
primi
cicli
di
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chemioterapia) può essere presente una normale ovulazione e
la gravidanza non è assolutamente consigliabile perché certi
farmaci possono causare malformazioni al feto. I medici
consigliano
alle
donne
in
età
fertile
estroprogestinici (pillola anticoncezionale)
di
utilizzare
durante tutto il
trattamento.
Sessualità
Se avevate un’attività sessuale soddisfacente prima di iniziare la
chemioterapia, ci sono ottime probabilità che continuiate a
provare piacere nell'intimità fisica anche durante il trattamento.
Tuttavia potreste scoprire che l'intimità assume un nuovo
significato e un nuovo carattere. Accarezzarsi, toccarsi, tenersi
per mano, abbracciarsi possono diventare più importanti,
mentre può perdere rilevanza il rapporto sessuale. Ricordate che
ciò che era vero prima di iniziare la chemioterapia rimane vero
anche adesso.
Non c'è un modo "giusto" per esprimere la proprio sessualità.
Tocca a voi e al vostro partner decidere quello che per voi è
piacevole e soddisfacente. Inoltre è da ricordare che non ci sono
assolutamente problemi di trasmissione della malattia o di
sostanze tossiche con l’atto sessuale.
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3. Seguire un’alimentazione corretta durante
la chemioterapia
E’ molto importante mangiare il più correttamente possibile
durante il trattamento. Le persone che si alimentano
correttamente possono affrontare meglio gli effetti collaterali e
riescono a combattere più facilmente le infezioni. Inoltre il loro
organismo è in grado di ricostruire più rapidamente i tessuti
sani.
Mangiare correttamente durante la chemioterapia significa
scegliere una dieta equilibrata che contenga tutte le sostanze
nutritive di cui l'organismo ha bisogno. Un buon modo per farlo
è scegliere cibi da ciascuno dei seguenti gruppi: frutta e
verdura; pollame, pesce e carne; cereali e pane; latticini.
Mangiare correttamente significa, anche, seguire una dieta
abbastanza ricca di calorie da non farvi dimagrire, e, cosa più
importante, abbastanza ricca di proteine da consentire
all'organismo di costruire e riparare la pelle, i capelli, i muscoli
e gli organi.
Può anche essere necessario assumere più liquidi per proteggere
la vescica e i reni durante il trattamento.
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4. La chemioterapia e lo stato d’animo
La chemioterapia può produrre grandi cambiamenti nella vita di
una persona. Può peggiorare lo stato di salute generale,
minacciare un senso di benessere, sconvolgere i programmi
quotidiani, e rendere tese le relazioni personali. Perciò non c'è
da meravigliarsi se molte persone si sentono tristi, ansiose,
arrabbiate o depresse nel corso della chemioterapia.
Queste emozioni sono perfettamente normali e comprensibili,
ma possono anche essere fastidiose.
Ci sono molte persone a cui potete rivolgervi per avere
supporto:
Medici e personale infermieristico. Se avete domande o
preoccupazioni
riguardo
al
trattamento
chemioterapico
parlatene con chi si occupa della vostra salute.
Consulenti professionisti. Ci sono molti tipi di consulenti che
possono aiutarvi ad esprimere, comprendere e affrontare le
emozioni che la terapia può provocare. A seconda delle
preferenze e necessità potete parlare con uno psichiatra, uno
psicologo, un assistente sociale, un sessuologo o un religioso.
Da segnalare che è possibile anche avere un supporto da parte
di psicologi o psico-oncologi.
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Amici e familiari. Parlare con gli amici e i familiari può far
sentire molto meglio. Spesso possono confortarvi e rassicurarvi
come nessun altro. Tuttavia potete scoprire che dovete aiutarli
ad aiutarvi scambievolmente. In un momento in cui vi
aspettereste che gli altri corrano da voi, può essere necessario
fare il primo passo nella strada di questo rapporto reciproco
fatto di amore e di comprensione .
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5. Glossario
Questo glossario ha lo scopo di spiegare il significato di alcuni
termini utilizzati precedentemente. Chiarisce anche alcune
parole
che potete udire dai medici o dal personale
infermieristico. Durante i vostri colloqui con i medici o gli
infermieri non vi preoccupate mai di chiedere chiarimenti se
non avete capito o se la terminologia usata è troppo tecnica.
Aferesi: tecnica di raccolta di cellule del sangue. Con questa
metodica è possibile raccogliere le cellule staminali (vedi)
necessarie per effettuare l’autotrapianto di midollo.
Allotrapianto: trapianto di midollo da donatore che può essere
familiare o non familiare.
Alopecia: perdita dei capelli, può essere totale o parziale.
Anemia: numero di globuli rossi troppo basso e valori di
emoglobina al di sotto della norma. I sintomi dell'anemia
possono essere spossatezza, debolezza, problemi respiratori,
tachicardia, difficoltà di concentrazione.
Anoressia: mancanza di appetito.
Antiobiogramma: esame che permette di scegliere il migliore
antibiotico per un’eventuale infezione
Antibiotico: farmaco utilizzato per il trattamento di infezioni
dovute a batteri
Antiemetico: un farmaco che previene o controlla nausea e
vomito.
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Aplasia: riduzione del numero di globuli bianchi, globuli rossi
e piastrine. Tale situazione è dovuta generalmente ad una
assenza di precursori emopoietici midollari.
Autotrapianto: trapianto di midollo con cellule staminali
proprie del paziente. Tale procedura permette l’esecuzione di
trattamento chemioterapico a dosi molto alte.
Biopsia osteomidollare: esame bioptico eseguito con un
apposito ago (che si chiama ago di Jamshidi) in corrispondenza
della cresta iliaca superiore posteriore (più o meno dove si
eseguono le iniezioni intramuscolari). L’esame viene eseguito
ambulatoriamente e in anestesia locale (con la stessa anestesia
utilizzata dal vostro dentista).
Catetere: tubicino flessibile attraverso il quale i fluidi entrano o
escono dal corpo.
Catetere venoso centrale: tubicino flessibile speciale installato
in una grossa vena dove rimane per tutto il tempo necessario;
serve per iniettare farmaci o altre sostanze e prelevare il sangue
(quest’ultima evenienza è preferibile solo in poche situazioni
particolari).
Cellule staminali: costituiscono le cellule ‘mamme’ di tutte le
cellule del sangue.
Chemioterapia: trattamento del tumore mediante farmaci
antiproliferativi (cioè che riducono la crescita delle cellule).
Conteggio delle cellule ematiche: il numero di globuli rossi, di
globuli bianchi e di piastrine in un campione di sangue. È detto
anche Conteggio delle cellule ematiche completo (CBC) o
emocromo.
Cp: abbreviazione per compressa o capsula.
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Cromosomi: corpuscoli filiformi che si trovano nel nucleo (la
parte centrale della cellula). I cromosomi contengono il
patrimonio genetico di ogni persona.
Cure palliative: trattamento per alleviare, piuttosto che curare,
i sintomi causati dalle varie malattie. Le cure palliative possono
migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Die: al giorno.
Diuretici: farmaci che aiutano l'organismo a liberarsi dell'acqua
e dei sali in eccesso.
Ecchimosi: sinonimo di lividi
Ematoma:tumefazione dovuta ad una raccolta di sangue in uno
spazio neoformato
Emoculture: esame che permette di identificare agenti infettivi
nel sangue
Endoarterioso: introdotto o iniettato all'interno di un arteria.
Endocavitario: introdotto o iniettato all'interno di una cavità o
di uno spazio, particolarmente l'addome, la cavità pelvica o il
torace.
Endovenoso: introdotto o iniettato all'interno di una vena.
Epatomegalia: ingrossamento delle dimensioni del fegato.
Eritrociti: vedi globuli rossi.
Epistassi:sanguinamento spontaneo dal naso
Eritropoietina: sostanza prodotta dai reni (ormone) che stimola
la produzione dei globulki rossi da parte del midollo osseo.
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Esami ematici: esami di laboratorio che permettono di valutare
la funzionalità di vari organi (midollo osseo, reni, fegato ecc.)
Esame obiettivo: visita medica per la valutazione anatomica
dei vari organi.
Fattori di stimolazione delle colonie o fattori di crescita:
Sostanze che stimolano la produzione di cellule del sangue. Il
trattamento con i fattori di stimolazione delle colonie può
aiutare il tessuto che produce le cellule del sangue a riprendersi
dagli effetti della chemioterapia e della radioterapia.
Comprendono i fattori di stimolazione delle colonie di
granulociti (G-CSF) e quelli di stimolazione delle colonie di
granulociti-macrofagi (GM-CSF) e quelli di stimolazione delle
colonie eritroidi (cioè dei globuli rossi) ovvero l’eritropoietina.
Gastrointestinale: relativo all'apparato digerente,
comprende la bocca, l'esofago, lo stomaco e l'intestino.
che
Globuli bianchi: (leucociti) le cellule del sangue che
combattono le infezioni.
Globuli rossi: (eritrociti) cellule che forniscono ossigeno ai
tessuti di tutto l'organismo.
Granulociti: un tipo di globuli bianchi, possono essere
neutrofili, eosinifili e basofili. Hanno una funzione
fondamentale nel controllo delle infezioni batteriche e
micotiche.
Immunoterapia: terapia che fa uso di anticorpi prodotti in
laboratorio. Questi anticorpi riconoscono alcuni marcatori
presenti solo sulla supeficie delle cellule malate e quindi le
distruggono selettivamente.
Infusione: somministrazione endovenosa lenta e/o prolungata
di un farmaco o di fluidi.
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Iniezione: utilizzo di una siringa e di un ago per immettere
fluidi o farmaci nell'organismo.
Intralesionale: introdotto o iniettato all'interno di un'area
ammalata sulla pelle.
Intramuscolare: all'interno di un muscolo.
Intratecale: all'interno del fluido spinale.
Leucociti: vedi globuli bianchi
Leucocitosi: aumento del numero del globuli bianchi al di
sopra del normale.
Leucopenia: riduzione del numero del globuli bianchi al di
sotto del normale.
Linfoadenomegalia: ingrossamento delle dimensioni di un
linfonodo
Linfoadenopatia: ingrossamento delle dimensioni di un
linfonodo.
Linfociti: un tipo di globulo bianco, possono essere di tipo ‘B’,
‘T’ o ‘null’.
Micosi: infezioni dovute a ‘funghi’. Possono essere localizzate
alla cute o a organi (polmoni, encefalo e fegato in particolare)
oppure possono essere infezioni nel sangue.
Midollo osseo: tessuto molle e spugnoso che si trova nella zona
centrale di alcune ossa e che produce globuli bianchi, globuli
rossi e piastrine. Le ossa più ricche di midollo attivo sono: le
vertebre, il bacino, lo sterno, le costole, alcune ossa del cranio,
in parte le ossa lunghe (soprattutto nell’età adolescenziale).
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Mucosite: perdita della normale protezione degli epiteli delle
mucose con infezione delle stesse in tutto il corpo.
Neuropatia periferica: condizione del sistema nervoso che di
solito inizia alle mani e/o ai piedi con perdita di coordinazione,
formicolio, bruciore e/o debolezza. Può essere causati da certi
chemioterapici (vincristina, vinblastina, vindesina).
Ormoni: sostanze chimiche prodotte da ghiandole all’interno
dell’organismo e immesse nel circolo ematico. Gli ormoni
influenzano l’attività di certe cellule od organi.
Per os: per bocca; per via orale.
PET (Tomografia Emissione Positroni): esame scintigrafico
che fa uso di mezzo di contrasto, che emette radiazioni, iniettato
endovena. Tale mezzo di contrasto viene localizzato con una
strumentazione che permette di rilevare le radiazioni emesse.
Piastrine: frammenti di cellule contenute nel midollo
(megacariociti) che vengono immesse nel circolo sanguigno e
che aiutano ad arrestare la perdita di sangue formando una
specie di ‘tappo’.
Piastrinopenia: riduzione del numero di piastrine al di sotto dei
valori normali.
Piastrinosi: aumento del valore di piastrine al di sopra dei
valori normali.
Polichemioterapia:
combinazione
di
più
farmaci
chemioterapici utilizzati per la terapia in associazione o in
seuqenza nel corso dello stesso ciclo.
Port-a-cath: piccolo contenitore di plastica o di metallo
impiantato chirurgicamente sotto la pelle e collegato a un
catetere venoso centrale all'interno del corpo. Permette di
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immettere o prelevare sangue e fluidi utilizzando un ago
speciale (ago di Huber).
Radioterapia: la terapia radiante (o radioterapia) consiste
nell'uso delle radiazioni ad alta energia dei raggi X, dei neutroni
o di altre sorgenti radioattive per distruggere le cellule malate
(che hanno una maggior sensibilità delle cellule normali) e
ridurre le dimensioni di un tumore. I raggi sono erogati da una
macchina (radioterapia esterna), oppure da materiali che
producono radiazioni (radioisotopi) situati all'interno o a breve
distanza dal tumore o nella zona dove si trovano le cellule
tumorali (radioterapia interna intracavitaria o brachiterapia). La
radioterapia sistemica comprende l'immissione nell'organismo
di sostanze radioattive coniugate ad anticorpi monoclonali.
Refrattario: malattia che si mostra insensibile al trattamento
programmato per cui è necessario cambiare il tipo di terapia.
Remissione: scomparsa dei segni e sintomi della malattia.
Quando ciò si verifica, si dice che la malattia è "in remissione".
Può essere temporanea o definitiva.
Ricaduta: ritorno dei segni e sintomi della malattia dopo aver
ottenuto la remissione completa (vedi).
Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): esame strumentale
che non fa uso di radiazioni ionizzanti. Ottima definizione per
alcuni organi profondi, per l’encefalo e per l’osso.
Sclerotizzazione: chiusura per processi fibrotici o indurimento
sempre per fibrosi di vari tessuti o organi.
Sottocutaneo: introdotto o iniettato sotto la pelle.
Splenectomia: intervento chirurgico che prevede l’asportazione
della milza per varie situazioni patologiche.
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Splenomegalia: situazione di aumento delle dimensioni della
milza.
Stadiazione: costituisce l’insieme di esami che vengono
effettuati dopo la diagnosi per la definizione dell’estensione
della malattia (stadio).
Stomatite: ulcere sul rivestimento della bocca.
Studi clinici: studi di ricerca medica condotti con la
partecipazione di volontari. Ciascun studio è progettato per
trovare una risposta a domande scientifiche o migliori metodi di
prevenzione o trattamento delle varie malattie.
Terapia biologica: trattamento mirante a stimolare o
ripristinare la capacità del sistema immunitario di combattere le
infezioni e le malattie. Viene impiegata per attenuare gli effetti
collaterali derivanti da alcune terapie antitumorali. E’ chiamata
anche immunoterapia ed implica spesso l'uso di sostanze
definite modulatori di risposta biologica.
Tomografia Computerizzata (TAC): esame radiologico che
permette un’ottima definizione delle stazioni linfonodali e degli
organi profondi.
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Chemioterapia: affrontiamola insieme