SECOND CLASS resolving resolving SECOND CLASS 1 Curriculum Prof. Michele D’Attilio Michele D’Attilio si è laureato, con lode, in Odontoiatria e Protesi Dentale presso l’Università di L’Aquila nel 1987. Dal 1989 si occupa di Ortodonzia e Gnatologia di cui ha seguito numerosi Corsi e Congressi. In particolare ha frequentato i corsi tenuti dal Dr. Bruno Genone sia per quanto riguarda la tecnica ortodontica vestibolare che per quella ad approccio linguo-palatale (1990-1993). Successivamente, nel 1993, ha frequentato il Corso fullimmersion presso la Tweed Foundation di Tucson (Arizona – USA). E’ divenuto Socio Ordinario S.I.D.O. nel 1993, Oggi è Socio Attivo della medesima Società. Nel 1999 ha seguito il corso sulla tecnica Straight Wire MBT presso lo studio del Dr. Richard McLaughlin in San Diego (USA), il Corso di Dissezione dei Tessuti della Testa e del Collo, ed il Corso di Gnatologia e Riabilitazione Protesica dei pazienti disfunzionali con il Prof. Terry T. Tanaka presso l’Università U.S.C.D. di San Diego (USA E’ Relatore a numerosi Corsi e Congressi in ambito nazionale su argomenti relativi all’ Ortodonzia, alla Gnatologia ed alle problematiche Occluso-Posturali. E’ autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste, a carattere nazionale ed internazionale. E’ autore di un testo sull’interpretazione dell’esame Kinesiografico intitolato “La norma Kinesiografica” edito da Biotronic Co-autore del CD didattico “Lezioni di Ortognatodonzia e Gnatologia. Corso Interattivo Base” per il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Università G. D’Annunzio di Chieti. E’ Stato più volte Professore a Contratto presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. E’ stato responsabile per la Macro Area Sido Abruzzo-Molise-Marche-Umbria del progetto di formazione sia per gli Ortodontisti che per i Pediatri. Attualmente è Professore Aggregato e titolare degli insegnamenti di Ortodonzia I e Gnatologia I presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara e coordinatore del Corso integrato di Ortodonzia I e Gnatologia I. E’ stato Direttore del Corso di Perfezionamento in “Management dei Disordini Cranio-CervicoMandibolari” nell’Anno 2005 presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Oggi è Direttore del Corso di Perfezionamento in “Ortodonzia ortopedico-funzionale ed intercettiva” presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Insieme all’Odontotecnico Sig. Ugo Comparelli è’ ideatore e titolare del brevetto del sistema di distalizzazione “no-compliance” denominato “Friction Free Distalize Appliance” (2FDA); del dispositivo “no-compliance” per la risoluzione delle II Classi Scheletriche, definito “Second Class Resolving” (SCR) e di quello per le III Classi Scheletriche chiamato “Third Class Resolving” (TCR) Caso 3 CORREZIONE LATERO-DEVIAZIONE MANDIBOLARE P R I M A P R I M A D O P O C.C. D O P O C.C. A.P. 14 resolving SECOND CLASS A.P.: dalla situazione di partenza a 6 mesi dopo la fine della terapia ortopedica di classe II SCR P R I M A 13 A.P. D O P O A.P. A.P. Curriculum Odt Ugo Comparelli Ugo Comparelli, Odontotecnico, si occupa esclusivamente di ortognatodonzia dal 1985. Professore a contratto di Tecnica Ortodontica presso il Dipartimento di Odontostomatologia dell’Università “G. D’Annunzio - Chieti. Perito penale presso il Tribunale di Foggia con la carica di esperto per le materie inerenti all’odontotecnica. Già membro della consulta dei relatori ANTLO, responsabile nazionale del progetto ANTLO ENEA per il settore ortodontico, responsabile culturale ANTLO della Regione Puglia, responsabile del gruppo di studio “Tecnica Ortodontica”. Commissario esterno per conto del Ministero della Sanità per gli esami di abilitazione alla professione di odontotecnico. Segretario Generale dell’Associazione Internazionale di Terapia Miofunzionale IMA, socio dell’Accademia Internazionale IAPNOR, dove attualmente ricopre le cariche di Revisore dei Conti, responsabile regionale Puglia e consulente scientifico della rivista Ufficiale dell’Accademia, dirigente nazionale GTO. Direttore editoriale della rivista ufficiale dell’Associazione Internazionale di Terapia Mio-funzionale. Ha svolto lezioni, seminari, corsi e conferenze per le associazioni ANTLO, GTO, ORTEC, IMA, AIRO, IAPNOR, Collegio dei Docenti, Cenacolo Dauno-Molisano, Eurocclusion. Ideatore: • della sistematica Open System • della placca scheletrata modulare • degli scheletrati ortodontici • dell’accessorio miofunzionale FC in collaborazione con il Dr. Antonio Ferrante; • del sistema di distalizzazione “no-compliance” denominato “Friction Free Distalize Appliance” (2FDA); del dispositivo “no-compliance” per la risoluzione delle II Classi Scheletriche, definito “Second • Class Resolving” (SCR) e di quello per le III Classi Scheletriche chiamato “Third Class Resolving”(TCR) in collaborazione con il Prof. Michele D’Attilio. Autore del Corso multimediale “Lezioni di Ortognatodonzia Tecnica” edito da RELIVE spa e autorizzato dal Ministero dell’Istruzione, distribuito via satellite, primo esempio di Formazione a Distanza (FAD). Co-autore del CD didattico “Lezioni di Ortognatodonzia e Gnatologia. Corso Interattivo Base” per il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Università G. D’Annunzio di Chieti. Autore di 32 articoli scientifici pubblicati in Italia ed all’estero. Autore dei seguenti testi didattici: • l’Atlante Ortodontico (prima e seconda edizione) edito da Futura Publishing Society • il Dizionario Ortodontico edito da Futura Publishing Society • Tecniche Ortodontiche edito da Masson • Tecnicas Ortodonticas: Guia para la construccion y utilizacion de dispositivos terapeuticos edito da Amolca e distribuito in Venezuela, Argentina, Colombia e Messico • Fondamenti di Ortodonzia Tecnica edito da Marrapese • Elementi di Gnatologia Clinica edito da Marrapese 2 resolving SECOND CLASS 3 Un nuovo dispositivo ortopedico “no-compliance” per la risoluzione delle seconde classi scheletriche in età evolutiva: il Second Class Resolving (SCR) Caso 2 CORREZIONE CLASSE SCHELETRICA CON CONTROLLO DELLA DIMENSIONE VERTICALE A.P. I Il Second Class Resolving (SCR) è un apparecchio ortopedico, fisso e funzionalizzante, che utilizza gli stessi principi terapeutici di tutti gli altri apparecchi utilizzabili allo stesso scopo. Una delle sue peculiarietà è che funzionando 24 ore/die, permette di ottenere il risultato terapeutico a prescindere dalla collaborazione del paziente ed in tempi medi più rapidi di quelli a cui siamo abituati con i dispositivi rimovibili. Inoltre, il dispositivo, agisce da sistema funzionalizzante in quanto lavora durante le funzioni proprie dell’apparato stomatognatico (masticazione, deglutizione, fonazione). Ciò consente di riorientare i vettori muscolari e di crescita condilare grazie al contatto propriocettivo tra i 2 piani di scivolo presenti sull’apparecchiatura. L’apparecchio risulta confortevole per il paziente, infatti dopo un periodo di adattamento di 4-7 giorni, il paziente convive tranquillamente con l’SCR. Quest’ultimo nelle sue 2 varianti (sezionale 4-6 sui 4 quadranti; ferula vestibolare da 6 a 6 superiore e inferiore) è collocato nel vestibolo del paziente lasciando il cavo orale libero. Ciò risulta vantaggioso sia nei confronti della masticazione, deglutizione e fonazione sia nei casi in cui dovesse essere necessario abbinare una terapia riabilitativa logopedica. Il Second Class Resolving, inoltre, può essere attivato progressivamente e, anche in maniera asimmetrica. Tale caratteristica è molto utile nei casi di latero-deviazione mandibolare. La struttura dell’apparecchio, fa sì, inoltre, che i condili mandibolari ed i muscoli masticatori (in particolare i masseteri, vengano distratti di circa 2 mm. La riattivazione dell’SCR è semplice, dovendo agire esclusivamente su una vite di serraggio per mobilizzare un bussolotto collocato nella struttura inferiore dell’appareccchio. Lo scorrimento verso distale del bussolotto inferiore, consentirà l’attivazione dell’apparecchio. Infatti, il nuovo modo di interfacciarsi del piano di scivolo inferiore con quello superiore determina l’avanzamento mandibolare. I risultati clinici ottenuti finora con l’SCR sono assolutamente confortanti e comparabili con quelli che si ottengono con altre apparecchiature disegnate per determinare l’avanzamento mandibolare. Sia di tipo fisso che mobile (come il Mandibular Protraction Appliance (1, 2), l'apparecchio di Herbst (3, 4) Jasper Jumper (5), l'apparecchio di Fränkel (6) e l'Eureka Spring (7) ecc. Le peculiarità di questo apparecchio, sono la facilità di inserzione nel cavo orale; la semplicità di attivazione; la possibilità di determinare attivazioni asimmetriche e quindi adatto alla risoluzione di laterodeviazioni mandibolari; la possibilità, al bisogno, di permettere i movimenti di lateralità (circa 3 mm). Quindi, nella comparazione con altre apparecchiature idonee a risolvere le malocclusioni di II Classe avrà caratteristiche diverse a seconda del tipo di apparecchio messo a confronto. I casi trattati finora, hanno consentito di effettuare uno studio per comparare i risultati prima e dopo la terapia di un gruppo di pazienti in seconda classe scheletrica Tale studio ha valutato sia i cambiamenti morfostrutturali attraverso PRIMA A.P. DOPO A.P. PRIMA Progress con SCR su Spring Jet bitubo monolaterale per laterodeviazione mandibolare DOPO DOPO 12 resolving SECOND CLASS Casi Clinici Esemplificativi per alcune capacià di azione dell’ SCR Caso 1 CORREZIONE CLASSE SCHELETRICA IMPORTANTE PRIMA Z.P. DOPO PRIMA DOPO Z.P. PRIMA le metodiche cefalometriche di Enlow e quella di Steiner integrata, con relative sovrapposizioni dei tracciati di inizio e fine cura, sia attraverso un esame funzionale mirante a monitorare l’assetto posturale dei pazienti mediante pedane posturostabilometriche. L’analisi di tali risultati evidenzia: 1. una riduzione statisticamente significativa: 1. dell’ANB (in media di 2,3°); 2. dell’indice di Witts (in media di 1,3°); 3. dell’angolo Maxillo-Mandibolare (MM) (in media di 1,6°); 4. dell’angolo dell’incisivo superiore rispetto al piano bispinale (in media 0,53°); 5. dell’angolo dell’incisivo superiore rispetto al piano di francoforte ( in media 2,4°); 6. dell’angolo dell’incisivo superiore rispetto al piano SN (in media di 1,7°); 7. dell’angolo goniaco totale ( in media di 1,4°). Inoltre, si assiste ad una riduzione non statisticamente significativa, ma importante per capire il meccanismo di aazione ddel dispositivo, dell’angolo SNA (in media di 3°) mentre l’angolo SNB rimane pressoché invariato (si riduce in media di 0,6°). 2. un aumento statisticamente significativo: 1. della lunghezza del ramo mandibolare (in media di circa 5 mm); 2. del corpo mandibolare ( in media di 2,9 mm); in maniera non statisticamente significativa si è asssistito ad un aumento dell’angolo IMPA ( in media di 2,2°) Pazienti del gruppo di studio a TO (Prima della terapia con SCR) DOPO Media Angolo GoGn SN 30,76 5 , 2 7 30,1 25,97 21,447 4 , 4 6 21,7 17,675 23,725 B FMA SNB 11 Z.P. D O P O ANB* Z.P. Z.P. 26,667 82,333 76,04 6,807 4,401 2 5 , 6 7,109 8 0 , 9 5,069 7 6 , 1 3,374 6,7 Indice Reale 3,127 2,135 di Witts 1,98 Ric 4,3 * Rapporto S N G o M e 1,187 0,125 Angolo inc sup. maxilla * Angolo incsup. FH * 33 M D Angolo MM SNA P R I M A St . Mediana 2 5 % 7 5 % Dev Va l o r e B 112,48 Va l o r e Angolo cranio incisale superiore Inc sup A-Pog IMPA B M Media St. Dev Mediana 105,987 9,2 104,2 98,475 112,5 6,093 1,729 5,1 4,525 103,453 6,683 104,7 25% 75% 7,75 98,275 109,975 25 77,77 72,82 5,52 28,425 Incisivo Inf. A pg 1,56 1,426 0,9 0,475 2,175 3,4 1,15 4,325 Angolo Sellare 124,647 3,92 125,1 124,425 126,8 4,5 3,125 5 AngoloArticolare 135,373 5,538 135,8 AngoloGoniaco 130,767 4,086 130,7 127,775 132,375 4,471 57,7 53,45 60,875 3,742 73 72,425 75,525 1,2 8,496 11 0 , 9 1,1 85,07 78,4 7,625 1,3 105,7 117,625 M D D Angolo Goniaco 57,187 Sup. AngoloGoniaco 73,573 Inf. Inclinazione Angolo 3,753 Palatino 1,15 4,325 2,272 3,8 1,4 4,975 M L. Del corpo 48,65 13,108 51,6 35,2 62,6 D L . Del Ramo 38,164 11,171 37,9 26,6 48,4 B 115,087 9,459 11 4 108,65 120,275 4 resolving SECOND CLASS Pazienti del gruppo di studio a T1 (dopo terapia SCR)*= significatività statistica Va l o r e Media Angolo GoGn SN B FMA St . Dev 30 4,685 21,587 5,872 Mediana 25% 75% 28,9 20,3 26,5 17,425 32,475 26,4 M D Angolo MM* 25,073 3,527 25,6 2 2 , 8 5 26,225 SNA 79,94 3,88 80,5 78,05 82,75 SNB 74,8 73 78,95 Reale 75,433 3,705 4,513 1,827 2 , 4 4 2,166 4,3 1,6 3,825 0,85 5,625 3,475 Ric. 3,063 1,51 3,5 2 4 1,1 1,275 ANB* Indice di Witts * 1,207 0,128 1,2 B M D 111,87 6,284 11 0 , 9 108,33 11 3 , 6 B 112,68 9,599 108,9 105,95 11 6 , 8 Rapporto SN GoMe Angolo inc sup. maxilla * Angolo inc sup. FH * M D St . Media Dev Mediana Va l o r e Angolo cranio * 104,2 incisale superiore 104,24 8,416 Inc sup A-Pog B I M PA M D 6,24 2,395 105,61 6,203 5,3 104,5 25% 75% 98,9 107,2 4,4 8,15 1 0 1 , 2 107,85 Incisivo Inf. A Pg 2,24 1,749 2 1,1 8,15 Angolo Sellare 125,21 3,921 126,2 124,75 127,7 Angolo Articolare 135,73 6,812 135,7 129,48 139,9 Angolo Goniaco * 129,35 4,841 Angolo Goniaco 55,287 4,556 Sup. Angolo Goniaco 73,54 3,811 Inf. Inclinazione 2,533 Angolo Palatino 4,2 130,5 125,7 133,08 56,3 52,9 59,8 72,9 72,25 74,475 5,6 3,6 2 L. Del Corpo * 51,557 11,664 53,5 37,9 61,8 L. Del Ramo * 43,407 14,186 49,3 27,8 52,9 L’analisi di questi risultati, mette in risalto che l’SCR è in grado di agire sulla dimensione verticale inferiore (vedi Angolo MM), riducendola. Il motivo di tale risultato va ricercato attraverso un’analisi attenta dell’atteggiamento dell’angolo goniaco. Infatti quest’ultimo, valutato nellesue due componenti (angolo goniaco superiore ed inferiore) in tutti i casi trattati, mostra un risultato diverso tra prima e dopo la terapia effettuata. E’ possibile notare, che a seconda dei casi, o in senso relativo all’angolo goniaco inferiore, o in senso assoluto, l’angolo goniaco superiore tende a chiudersi. La spiegazione di questo fenomeno si ottiene applicando un modello matematico pubblicato in letteratura (8) sul modo di lavorare dei muscoli masticatori nei pazienti portatori di Second Class Resolving. Il modello fisico ci ha dato la possibilità di formulare delle ipotesi sulle variazioni dell’attività muscolare indotte dal dispositivo SCR. Queste conclusioni devono essere implementate con le informazioni derivanti dall’attività di controllo dei meccanismi neuromuscolari specifiche dell’apparato stomatognatico. Valutato il gruppo muscolare dei masseteri come il principale responsabile degli effetti ortopedici generati dall’attività del dispositivo SCR sono stati ipotizzati i principi fisiologici che determinano i cambiamenti terapeutici. Il muscolo Massetere come la maggior parte dei muscoli masticatori non presenta gli organi tendinei del Golgi ma solo i fusi neuromuscolari. Dato che l’attività di inibizione delle forze masticatorie è data dalla presenza dei meccanocettori e nocicettori parodontali il controllo sull’attività muscolare può essere definita indiretta. Una volta posizionato il dispositivo SCR si avrà un avanzamento mandibolare con un cambiamento dell’occlusione abituale che determinerà una riduzione dei contatti dentali e quindi un minore reclutamento dei recettori parodontali. Il minore reclutamento determinerà una ridotta inibizione con conseguente attivazione muscolare aumentata. 5 a contatto per ciascun gruppo, sia in senso trasversale ovvero ciascuna condizione confrontata prima e dopo laterapia. Dai risultati del nostro studio si evince che, all’ esame posturostabilometrico,non emergono differenze significative tra il gruppo a T0, ovvero prima del trattamento, e il gruppo a T1, cioè dopo l’applicazione del dispositivo Second Class Resolving. Per quanto riguarda invece i test trasversali, mentre nella condizione rest position, non risulta una differenza statisticamente significativa, nel confronto tra il gruppo a T0 e a T1 è risultata significativa la differenza tra i test posturo-stabilometrici effettuati a denti a contatto. Tale differenza si è avuta in merito ai parametri che indagano la distanza interpodalica (appoggio plantare) e la distribuzione del peso tra i due arti inferiori. La mancanza di controlli a lungo termine impedisce di trarre conclusioni più certe e quindi sarà necessario effettuare analisi più approfondite sulle ripercussioni di una terapia per la correzione di seconde classi scheletriche in età evolutiva. Su uno o più degli elementi che contribuiscono a determinare la postura corporea di un individuo. Però, in base a quelle che sono le conoscenze anatomiche, fisiologiche e fisiatriche, possiamo ipotizzare che in un certo qual modo l’azione di un dispositivo che determini un avanzamento mandibolare possa indurre, sia in via diretta che indiretta la variazione della posizione dei seguenti muscoli: masseteri, temporali (che viene considerato un muscolo posturale importante). sovra idei e sottoiodei. Bibliografia: 1. Coelho Filho, C.M.: Mandibular Protraction Appliance for Class II treatment, J. Clin. Orthod. 29:319-336, 1995. 2. Coelho Filho, C.M.: The Mandibular Protraction Appliance No. 3. J. Clin. Orthod. Jun: 379 -384, 1998. 3. Herbst, E.: Thirty years experience with the retention joint, Zahnartzl. Rundschau 443:15151568, 1611-1616, 1934. 4. White, L.W.: Current Herbst appliance therapy, J. Clin. Orthod. 23:296-309, 1994. 5. Blackwood, H.O.: Clinical management of the Jasper Jumper, J. Clin. Orthod. 25:4347, 1991. 6. Fränkel, R.: The theoretical concept underlying the treatment with functional correctors, Trans. Eur. Orthod. Soc., 1966, pp. 233-250. 7. DeVincenzo, J.: The Eureka Spring: A new interarch force delivery system, J. Clin. Orthod.31:453- 467, 1997. 8. F J. H. Koolstra; Van Eijden; The jaw open-close movements predicted by biomechanical model- ling. Journal of Biomechanics, Vol 30 No. 9 pp. 943-950, 1997. 9. Andresen V., Haupl K.: Funktions-Kieferorthopadie, Leipzig, 1936, Hermann Neusser; 10. D'Attilio M, Caputi S, Epifania E, Festa F, Tecco S,- Evaluation of cervical posture of children in skeletal class I, II, and III, Cranio. 2005 Jul; 23(3):219-28. 10 resolving SECOND CLASS 9 Movimenti di apertura e chiusura Conclusioni Il Second Class Resolving, nel suo utilizzo clinico per la correzione delle malocclusioni di II Classe, presenta i seguenti i vantaggi: • confortevole per il paziente in rapporto al fatto che annulla la collaborazione del paziente per correg gere una patologia di II Classe in età evolutiva. • semplice da attivare con la possibilità di poter effettuare attivazioni millimetriche progressive. • di semplice inserzione nel cavo orale. • utilizzabile in ogni caso di malocclusione di Classe II. • si può utilizzare anche nei casi di latero-deviazione mandibolare. • permette di consentire circa 3 mm di lateralità ai pazienti • usa stimoli propiocettivi quindi determina forze leggere • i tempi di terapia sono più brevi di quelli necessari con un apparecchio funzionale mobile. Quest’ultimo vantaggio è da ricondurre alla capacità dell’apparecchiatura di lavorare per tutto l’arco della giornata ed anche durante tutte le funzioni proprie dell’apparato stomatognatico (masticazione, deglutizione, fonazione). L’uso dell’apparecchio durante le funzioni della bocca, permettono inoltre di classificare il Second Class Resolving come dispositivo funzionalizzante. Infatti, masticare, deglutire e parlare secondo dei nuovi vettori di direzione indotti dal contatto propiocettivo tra i 2 piani di scivolo presenti sull’apparecchio, reindirizza sia la crescita condilare che la direzione di lavoro dei muscoli masticatori. Siccome i nuovi input provenienti dagli organi effettori periferici arrivano al SNC 24 ore al giorno è lecito pensare che risulti più performante il ricondizionamento neuromuscolare che cerchiamo con le terapie ortopedicofunzionali. Per quanto riguarda eventuali problemi a carico delle ATM, ad oggi, non sono stati riscontrati sintomi sui nostri pazienti in età evolutiva, tali da poterli ricondurre a disfunzione temporo-mandibolare. Ciò potrebbe essere spiegato con il fatto che l’SCR agisce utilizzando stimoli propiocettivi e attivazioni sagittali minime (1,5-2 mm), leggere e progressive. Inoltre, l’SCR distraendo il condilo dalla cavità glenoide ed avanzandolo sagittalmente, attraverso il contatto tra le strutture superiori ed inferiori del dispositivo stesso crea una protezione nei confronti di stimoli (es.. traumi) che potrebbero indurre il condilo stesso in direzione postero-superiore. Infine, la struttura portante dell’ SCR determinando un allontanamento delle guance dai denti e dai suoi tessuti di sostegno induce un parziale “effetto Fränkel”; nel caso in cui si utilizza, come struttura portante una ferula vestibolare è possibile ottenere anche un effetto lip-bumper. Gli effetti del Second Class Resolving, sono stati monitorizzati anche da un punto di vista posturo-stabilometrico.Vista l’età dei pazienti non possiamo considerare il sistema posturale completamente formato (10). Per questo motivo abbiamo pensato di prendere in considerazione dei valori specifici, come l’appoggio plantare e la distanza interpodalica e valutare la loro variazione sia tra le due condizioni, restposition (a denti separati) e denti secondo J.H. Koolstra; Van Eilden; The jaw open-close movements predicted by biomechanical modelling. Journal of Biomechanics, vol 30 nNo. 9 pp.943-950,1997. JAW-OPENING MOVEMENT Force (N) A Torque (Ncv) 150 1000 Jav-closing muscles (passive) Jav-opening muscles (active) Jav-closing muscles (passive) 800 100 600 400 50 200 0 0 200 50 400 600 100 800 dose 150 open open dose open JAW-OPENING MOVEMENT Force (N) B dose 1000 Torque (Ncv) 120 50 Jav-closing muscles (active) 100 Jav-opening muscles (passive) Joint reaction forces 40 80 30 60 20 40 20 10 0 0 20 10 40 20 60 30 80 dose 100 open dose open dose 40 open 50 0 4 8 12 16 20 0 4 8 12 16 20 0 4 8 12 16 20 Movimenti di apertura e chiusura con SCR JAW-OPENING MOVEMENT Force (N) Torque (Ncv) 150 1000 Jaw-closing muscles (passive) Jaw-opening muscles (active) Joint reaction forces 800 100 600 400 50 200 0 0 -200 -50 -400 -600 -100 -800 close -150 open close open close open -1000 JAW-CLOSING MOVEMENT Force (N) Torque (Ncv) 100 50 Jaw-closing muscles (passive) 80 Jaw-opening muscles (active) Joint reaction forces 40 30 40 20 20 10 0 0 -10 -20 -20 -40 -30 -80 -40 close -100 open close open close open -50 0 4 8 12 16 20 0 4 8 12 16 20 0 4 8 12 16 20 Amount of jaw opening (degrees) 6 resolving SECOND CLASS 7 In termini biomeccanici, quindi, si può affermare che il meccanismo di azione indotto dall’SCR sui muscoli masticatori si realizza per i seguenti motivi: 1.L’anatomia e la fisiologia ci insegnano che il vettore di lavoro verticale del massetere superficiale è perpendicolare al piano occlusale, e che la sua funzione è quella di portare la mandibola in massima intercuspidazione; invece il vettore di lavoro del massetere profondo è parallelo all’asse maggiore del ramo mandibolare ed ha un’azione traente indietro la mandibola collaborando con gli altri muscoli al ritorno del condilo nella fossa mandibolare (9). 2.La presenza dell’SCR in bocca determina un cambiamento nella posizione e nella dimensione di riposo del muscolo massetere e del condilo mandibolare. Infatti, l’SCR in funzione delle sue strutture metalliche superiore ed inferiore, quando il paziente chiude i denti, determina una distrazione del condilo e del massetere sul piano verticale. Tale azione, induce, da un lato, uno stimolo di crescita verticale del ramo e dall’altro una reazione del massetere superficiale e profondo ad opporsi all’allungamento indotto con un aumento della capacità contrattile delle sue fibre (9). A ciò bisogna aggiungere il fatto che l’avanzamento progressivo della mandibola anteriormente, induce un accrescimento del condilo posteriormente ed un orientamento delle fibre del massetere, soprattutto di quello superficiale rivolto più anteriormente. Ciò determinerebbe una riduzione della forza del vettore verticale a favore di quello antero-posteriore (9). L’analisi degli elementi anatomici e funzionali del muscolo massetere associata alle caratteristiche biomeccaniche del Second Class Resolving, inducono a pensare che quest’ultimo induca il fascio profondo del massetere ad avere un’azione prevalente sul piano verticale rispetto al fascio superficiale. Tale azione si tradurrebbe nella capacità di favorire un rimodellamento maggiore dell’angolo goniaco posteriore (che tenderebbe ridursi) rispetto a quello anteriore, contribuendo quindi alla riduzione dell’altezza facciale inferiore. Esempi di azione del Second Class Resolving sull'angolo goniaco Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 122,9 Tendenza alla crescita normognatica 56,4 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 66,5 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 130,7 Tendenza alla crescita verticale 57,7 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 73,0 Tendenza alla rotazione normale della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 136,7 Tendenza alla crescita verticale 63,7 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 73,0 Tendenza alla rotazione normale della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 130,1 Tendenza alla crescita verticale 57,8 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 72,3 Tendenza alla rotazione normale della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 132,4 Tendenza alla crescita verticale 51,5 Normorotazione della mandibola 80,9 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 127,1 Tendenza alla crescita verticale 52,9 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 74,2 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 125,2 Tendenza alla crescita verticale 56,3 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 68,9 Tendenza alla rotazione normale della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 125,7 Tendenza alla crescita verticale 52,9 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 72,9 Tendenza alla rotazione normale della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 133,3 Tendenza alla crescita verticale 59,9 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 73,4 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 130,5 Tendenza alla crescita verticale 56,7 Tendenza alla rotazione anteriore della mandibola 73,8 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 133,1 Tendenza alla crescita verticale 51,1 Normorotazione della mandibola 82,0 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola Angolo Goniaco 120 ±5 Angolo goniaco superiore 50 ±2 Angolo goniaco inferiore 120 ±3 118,6 Tendenza alla crescita normognatica 46,1 Tendenza alla rotazione posteriore della mandibola 72,4 Tendenza alla rotazione normale della mandibola 8