cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 295 Parte terza Il sistema di promozione turistica CAP. 3.2 3.2.1 CRESA - Il turismo in Abruzzo LA PROMOZIONE PUBBLICA (Il marketing turistico regionale) INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio la soppressione del Ministero per il Turismo e il conseguente decentramento ha ridisegnato l’organizzazione turistica pubblica italiana. Nuove competenze sono state attribuite e nuovi attori pubblici hanno fatto il loro ingresso nel sistema ed anche il modo di fare promozione è cambiato. L’VIII Rapporto sul turismo italiano 19981, in uno dei suoi ultimi capitoli, rilevava la necessità che la parte pubblica, coinvolta nel sistema turistico, assumesse nuovi compiti e riferiva che le “organizzazioni pubbliche del turismo, che finora hanno avuto un ruolo complementare nel rafforzamento del marketing delle imprese, debbono ripensare alla loro attività ed alle forme di cooperazione possibile ... Invece fino ad oggi l’attività di marketing è competenza primaria delle imprese turistiche e le organizzazioni turistiche sono viste come una forma classica di cooperazione verticale e non come imprese propriamente dette ... Il «marketing delle destinazioni» ha ragione di esistere dal momento in cui si commercializzano le destinazioni stesse come se fossero dei prodotti; quindi anche le organizzazioni pubbliche debbono darsi una struttura funzionale analoga a quella delle imprese”. Lo studio su “Le motivazioni di vacanza degli italiani e la competitività dell’Abruzzo nel mercato turistico nazionale2” è stato uno dei più importanti strumenti di analisi che ha favorito il cambiamento di mentalità nell’Amministrazione regionale (il termine “marketing” inizia ad entrare nel linguaggio amministrativo come sinonimo di “promozione programmata”). I motivi principali risiedono in alcuni dei seguenti risultati della ricerca (anni 1993/1994) che hanno disegnato un contesto differente rispetto a quello evidenziato nello studio “Il sistema degli itinerari turistici nella regione Abruzzo3”. Il mercato turistico italiano, sul quale è radicato il turismo abruzzese, è ormai maturo. Non si può più contare sull’ingresso di nuovi turisti, occorre conquistare quelli che già ci sono e per far questo, bisogna attrezzarsi. Non si può più semplicemente attendere che il turista arrivi da solo alla destinazione. Dal 1985 al 1993 la quota di mercato dell’Abruzzo è rimasta invariata (3% per i viaggi e 3,2% per i pernottamenti), ma il numero degli italiani che effettivamente fanno vacanza nella regione è superiore a quello di coloro che desidererebbero visitarla anche se solo l’1,7% degli italiani considera la regione come destinazione ideale. Di contro, la quota della domanda turistica potenziale supera quella dei clienti abituali del 4,4% (turisti italiani che pensano di effettuare una vacanza in Abruzzo nei successivi tre anni). Lo studio evidenziava questa notevole opportunità, pari ad oltre un milione di visitatori, e raccomandava il perseguimento di questo obiettivo. Circa il tipo di vacanza che questi turisti desideravano trascorrere in Abruzzo, il Parco, la montagna e il giro turistico erano i prodotti di punta. Tra le motivazioni sembrava prevalere il desiderio di “scoperta” con una propensione per la vacanza in forte interazione con l’ambiente circostante (luoghi, persone, natura, cultura). La percentuale degli italiani che dichiarava quale motivo della vacanza “scoprire posti e persone nuove” era del 41,7% e saliva 1 AA.VV., Ottavo Rapporto sul turismo italiano, Firenze, Ed. Mercury, 1998. 2 Commissionato dalla Regione Abruzzo nell’ambito del Programma straordinario – POP 90-93 e concluso nel marzo 1995 a cura della Econstat di Bologna. 3 Finanziato dalla Regione Abruzzo nell’ambito del Programma Regionale di Sviluppo sulla base della direttiva CIPE 21.12.1989 ex legge n. 64/84 ed affidato allo IARES. 295 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 296 CRESA - Il turismo in Abruzzo al 58,4% considerando il segmento dei giovani (fino a 24 anni). La conjoint analisys effettuata rilevava che, al crescere dell’offerta turistica, le uniche due variabili con utilità marginali costanti erano l’offerta culturale e di qualità ambientale. In particolare, quest’ultima influiva per il 25% in media sulla decisione relativa alla destinazione. L’immagine turistica della regione era racchiusa nel Parco Naturale (72% dei turisti italiani) con un 18,3% che la caratterizzava per l’ambiente naturale (le uniche due regioni senza competitori nel proprio cluster risultavano l’Emilia e Romagna per il divertimento, l’organizzazione e la cucina, e l’Abruzzo per il parco). Il pensiero di una regione con diversi turismi e con “la mancanza di una idea unificante del turismo abruzzese ... evidenziata anche dal modo in cui sono costruiti i vari depliants, con formati diversi, senza un logo comune e spesso poco leggibili4” veniva completamente superata estendendo la sensazione già contenuta nello studio dello IARES e, cioè che “per la valorizzazione del turismo regionale in Abruzzo” occorre recepire “l’idea base della logica da parco come ipotesi trasversale caratterizzante i vari turismi5”. Nel 1996, prima di lanciare la campagna pubblicitaria prevista nel P.O.P. 94/96, di cui si riferirà nelle pagine successive, l’Amministrazione regionale per avere ulteriori conferme, commissionò all’Istituto CIRM Market Research di Milano una indagine6 che aveva l’obiettivo di “analizzare l’immagine della regione Abruzzo presso la popolazione di riferimento (il bacino dei potenziali frequentatori turistici dell’Abruzzo)” . La ricerca ribadì i risultati della precedente indagine rilevando che “l’immagine stereotipata dell’Abruzzo ... è legata al verde, ai boschi e ai prati: quello abruzzese è un ambiente naturale nel quale la tradizione del passato si mantiene tuttora, non è ancora andata persa”. “L’Abruzzo sembra così un luogo senza tempo o nel quale il tempo si è apparentemente fermato: questa regione ha saputo conservare 296 Parte terza Il sistema di promozione turistica inalterata la sua personalità e le sue caratteristiche tipiche, nonostante lo scorrere degli anni”. “I simbolismi di superficie che esemplificano questa percezione degli intervistati sono la zampogna e il Parco Nazionale”. “... Quattro sono gli elementi definenti l’Abruzzo nell’immaginario collettivo, e cioè il contrasto tra pluralità di aspetti, l’essere regione ‘a metà strada tra il sud e il nord’, la chiusura verso l’esterno (che ha consentito di preservare l’ambiente naturale) e infine la tradizionalità esistenziale ancora viva ed esemplificata dalle consuetudini ‘pastorali’ e ‘rurali”. L’indagine arrivava a consigliare, per la campagna pubblicitaria da effettuare, le seguenti ipotesi di messaggi (nuclei semantici): • Da noi il moderno ha un sapore antico; • Qui le cose si continuano a fare come le facevano i nostri nonni; • Da noi il presente è riscoprire quello che c’è di buono nel passato; e di conseguenza, i seguenti slogan: • Vivi a contatto con la natura; • Qui la natura è di casa; • L’ordine naturale delle cose; • Una regione protetta; • Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Abruzzo; • Abruzzo: natura a portata di mano; • Apri la porta alla natura e corri incontro all’Abruzzo; • Abruzzo: un universo da scoprire; • L’Abruzzo: un pianeta tutto da scoprire. 4 Becheri E. (a cura di), Il sistema degli itinerari turistici nella regione Abruzzo, Chieti, Ed. IARES, 1995, pag. 1210. 5 Come nota n. 4, pag. 1203. 6 I primi giorni di maggio del 1996 sono stati condotti tre gruppi socio-psicologici a Milano, Roma e Napoli della durata di due ore ciascuno. L’équipe di ricerca si è poi incontrata in una seduta di debriefing per la disamina delle evidenze emerse. Successivamente – nel mese di giugno – è stata eseguita una verifica semi-estensiva su target mirato che ha comportato n. 824 interviste telefoniche e 160 interviste personali. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 297 Parte terza Il sistema di promozione turistica “Riassumendo, l’Abruzzo possiede una grande carta vincente, una risorsa dalle notevoli potenzialità, rappresentata dal Parco Nazionale. Esso è un ‘prodotto turistico’ di indubbio valore, intorno al quale si potrebbe costruire un impianto informativo e comunicazionale veramente efficace”. “Questa scommessa si gioca non tanto sulla creazione di località di villeggiatura, nate qui come in altre parti d’Italia sia sulla costa sia in montagna, quanto sullo sviluppo di centri di attrazione di flussi turistici di dimensione nazionale. Se località pur sviluppate come Roseto per i soggiorni balneari o Roccaraso per lo sci hanno una capacità di richiamo che difficilmente va oltre la città di Roma e Napoli, il Parco nazionale d’Abruzzo è invece famoso in tutta la penisola e può contare su alcuni milioni di presenze l’anno7”. CRESA - Il turismo in Abruzzo 3.2.2 GLI OBIETTIVI E LE STRATEGIE Nella fase a cavallo tra le due ultime leggi di organizzazione turistica (L. R. n. 4 del 1990 e L. R. n. 54 del 1997), mentre gli Enti provinciali e le Aziende di soggiorno erano commissariate, una nuova filosofia operativa: il concetto di Regione – azienda, pian piano si fa strada nell’Amministrazione regionale costretta alla gestione diretta della promozione turistica. In altre parole, nasce la visione di un Ente regionale che in prospettiva si pone sul mercato turistico come una potenziale “holding” di una serie di imprese controllate e collegate (dalle Amministrazioni pubbliche sub regionali agli Enti strumentali, alle imprese del ricettivo e dell’intermediazione). Questa “capo gruppo”, che spesso ha legami diversi rispetto a quelli in uso nel mondo imprenditoriale, il quale può decidere di togliere dal mercato un prodotto in declino, tagliare un “ramo secco” o intraprendere una nuova attività che si reputa in espansione, forse dispone di qualche strumento in più, sia perché in possesso dell’arma - incentivo economico per indirizzare l’attività dei soggetti pubblici e privati non direttamente controllati, sia per il potere di modificare il quadro normativo esterno. Dopo aver subito alcuni anni di crisi (1993/95) 8 , questa convinzione veniva rafforzata: • dalla scoperta della forte immagine turistica della regione - il possesso di una “marca” distintiva sul mercato italiano; • da un ricambio di risorse umane nell’allora Servizio Promozione Turistica della Regione Abruzzo; • dalle istanze portate avanti dalle categorie degli operatori turistici che, in quel parti- 7 Opi (AQ), Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. P. Battilani, Vacanze di pochi, vacanze di tutti, Ed. Il Mulino, Bologna, 2001, pag. 298. 8 Negli ultimi dieci anni il minimo storico delle presenze alberghiere si è registrato nel 1995 con 3.357.490 pernottamenti. 297 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 298 CRESA - Il turismo in Abruzzo colare momento, si erano anche concentrati in un’unica associazione regionale (l’A.C.T.A.). La classe imprenditoriale abruzzese incominciava a rendersi conto che il turista non arrivava comunque e sempre, che il solo patrimonio di risorse della destinazione non era più sufficiente, che le iniziative individuali e spontanee non bastavano più in un mercato in continua evoluzione e sempre più globale e che forse anche nel turismo occorreva un approccio strategico. La ricerca di soluzioni ha spinto il privato, da un lato, alla cooperazione favorendo l’aggregazione con le altre imprese operanti sulla destinazione o sul prodotto, dall’altro, a richiedere un intervento pubblico meno istituzionale e più funzionale. Si avvertiva la necessità di “fare sistema”. Se la filosofia operativa e quella di marketing - dall’essere acquistati al vendere - erano mature e condivise, non era però ancora chiara la struttura della cosiddetta “holding”; quali erano le “fabbriche” e quali i prodotti che si vendevano? come erano posizionati? quali erano i canali di commercializzazione? i mercati di riferimento o i segmenti di esso sui quali puntare? Bisognava esplicitare i punti di forza e di debolezza del sistema turistico abruzzese. Occorreva un una ricognizione analitica dell’esistente, la predisposizione di un piano aziendale e poi un piano di marketing! Si sentiva il bisogno di conoscere e rendere di pubblico dominio le ragioni e gli obiettivi di medio-lungo periodo, di definire l’impegno regionale nel favorire alcuni mercati, alcuni prodotti o alcuni progetti invece di altri perché meno strategici, di orientare la spesa pubblica e quella privata favorendo lo sviluppo di progetti coerenti con gli obiettivi generali. Nel 1997 la Regione Abruzzo raggiunge due tappe fondamentali del percorso di cambiamento: • la promulgazione della L. R. n. 54/97, di cui si propone una lettura operativa-funzionale (cfr. schema di pag. 292); 298 Parte terza Il sistema di promozione turistica • l’affidamento ad una società esterna della realizzazione di una completa analisi del sistema turistico abruzzese e della redazione del piano aziendale e del piano di marketing regionale. La legge disegna un sistema organizzativo pubblico integrato con il sistema privato fotografando la complessità del “sistema turismo”, nel quale intervengono soggetti pubblici e privati, e che interagisce con altri sistemi. Traspare dalla normativa la consapevolezza degli elementi (materia prima) che compongono un prodotto turistico (destinazione più mix di servizi) che consente di recepire il concetto di pianificazione del marketing turistico, caratterizzato dalla componente pubblica (macromarketing) e orientato al turista consumatore. Il legislatore, conscio dell’importanza del turismo per lo sviluppo economico del proprio territorio, si è preoccupato di definire i ruoli, le competenze e le interazioni dei vari attori, finalizzando l’attività pubblica ad una “politica di marca” e preoccupandosi di integrare i due livelli del pubblico e del privato in una ottica regionale di stimolo, coordinamento e controllo (efficacia ed efficienza) del sistema. Oggi, a qualche anno di distanza dall’entrata in vigore della legge, si può affermare che una parte di essa è rimasta inapplicata andando ad interrompere o a rendere approssimativa quella impostazione continua e circolare (input – elaborazione – output) della programmazione turistica regionale e di conseguenza, la pianificazione di marketing. Il problema più pesante è stato il mancato rispetto della tempistica di programmazione che ha inciso non poco sulla strategia e sugli strumenti previsti dalla normativa. Non si è mai arrivati a redigere un programma annuale come voluto dalla norma (in senso analitico e riepilogativo dei progetti finanziati e delle azioni che si andavano a realizzare), le funzioni di feedback non sono mai iniziate, l’osservatorio non è stato istituito ed anche i rapporti annuali ri- cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 299 Parte terza Il sistema di promozione turistica CRESA - Il turismo in Abruzzo 3.2.3 Il lago di Bomba (CH). sentono della mancata predisposizione di analitici programmi annuali. Comunque, un cambiamento nel modo di fare promozione turistica c’è stato ed anche rilevante, pur se si avverte una caduta di tono nell’ultimo periodo, quando gli strumenti di programmazione 9 diventano semplici documenti di ratifica di attività già svolte. Quest’ultimo episodio è ancor più deleterio se si considera che “in una situazione relativamente piccola, come quella abruzzese, sono sufficienti risorse economiche limitate per rendere i risultati tangibili, a condizione che ci sia continuità nelle strategie e nella pianificazione del processo di crescita e professionalità10”. 9 Le “direttive 2001-2002” e il “programma annuale” per il 2001 sono stati pubblicati sul BURA dell’11.07.2001, il “programma” 2002 è stato pubblicato sul BURA del 27.09.2002, mentre ad oggi il “programma triennale 2003-2005” non è stato ancora pubblicato e di conseguenza, anche gli altri strumenti di programmazione relativi al 2003; si va avanti con stralci. 10 L. Trotta, Cresce il turismo vince l’ambiente, in “Il Sole 24 Ore” del 10.06.2002. L’articolo riporta l’analisi sulle politiche turistiche delle regioni: Abruzzo, Campania, Sicilia e Sardegna effettuata, in quattro anni dalla Società Geografica Italiana per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. IL PIANO DI MARKETING Nell’affidare l’incarico per la realizzare del piano aziendale l’Amministrazione regionale, dopo aver esposto la nuova filosofia operativa, ha chiesto alla società di consulenza, vincitrice della gara pubblica, di azzerare completamente il proprio bagaglio di conoscenza sull’Abruzzo turistico e quindi, di iniziare il lavoro senza alcun preconcetto. Un ulteriore indirizzo fornito per la redazione del documento è stato quello di tenere in considerazione l’obiettivo finale dell’azienda - Regione: “la crescita economica sostenibile” e alcuni fattori, quali le aspettative degli operatori turistici, la concorrenza, i punti di forza e di debolezza del sistema, le risorse disponibili, ecc.. Dalla primavera all’autunno del 1997 la società di consulenza, insieme al personale regionale e con la collaborazione delle associazioni e dei consorzi degli operatori del ricettivo, nonché dei rappresentanti di categoria, ha effettuato decine di incontri sul territorio abruzzese invitando gli attori pubblici e privati delle diverse aree geografiche toccate. Le riunioni erano finalizzate ad una analisi informativa generale, non solo sulle risorse disponibili, ma anche di tutti i “reparti” funzionali dell’impresa - Regione: analisi della produzione, della finanza, del personale, della distribuzione e del marketing. Gli incontri avevano anche l’obiettivo non palese di creare consenso e partecipazione intorno al progetto di pianificazione (è difficile arrivare a coordinare un piano se ognuno segue una strada diversa). E’ seguito poi, un lavoro di raccolta delle informazioni esistenti presso la Regione (ricettività, intermediazione, flussi turistici, precedenti programmi, normativa di riferimento, ecc.) e provenienti da fonti esterne (ricerche di mercato, studi ed elaborati disponibili, ecc.) che, integrate con le notizie raccolte sul campo, doveva consentire di dare una risposta ai seguenti tre quesiti fondamentali: • dove ci troviamo? 299 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 300 CRESA - Il turismo in Abruzzo • cosa vogliamo raggiungere? • come ci organizziamo per arrivarci? In altre parole, è stata richiesta una valutazione critica del sistema turistico abruzzese sulla cui base fosse redatto un “documento” che evidenziasse i possibili obiettivi di medio-lungo periodo e le strategie occorrenti per raggiungerli in considerazione sia dell’analisi dei punti di forza e di debolezza del sistema, sia delle opportunità e dei rischi di mercato. Il documento (piano aziendale sul quale costruire il piano di marketing), tenendo in considerazione i cambiamenti interni (es.: la nuova legge di organizzazione, la nascita dell’APT unica, ecc.) doveva fornire diverse ipotesi riguardo ai cambiamenti esterni e, definiti gli obiettivi di marketing, proporre più di una strategia per il loro conseguimento. In questa fase, mentre ancora la società di consulenza stava elaborando le informazioni e i dati raccolti, è sorta la necessità di approvare il programma esecutivo di promozione turistica relativo al 1997, il quale era giuridicamente vincolato al parzialmente obsoleto programma triennale (1997/1999) che solo in parte risentiva di una idea, non ancora correttamente strutturata, di approccio strategico al turismo. La scelta effettuata è stata quella di inserire comunque le prime ripercussioni del lavoro in corso tanto che, in premessa del suddetto programma (in BURA n. Speciale del 16.09.1997), si legge che esso “viene a realizzarsi in una fase di forte transizione, non solo di carattere organizzativa, conseguentemente alla recente approvazione della legge regionale che riforma l’ordinamento turistico regionale, ma anche di carattere strategico in relazione al primo piano di marketing regionale in corso di avanzata realizzazione, che costituirà - entro l’anno in corso - la base di riferimento e di orientamento delle linee di intervento regionale”. Successivamente la “bozza” del piano veniva fatto oggetto di ulteriori consultazioni con la classe politica, quella amministrativa pub- 300 Parte terza Il sistema di promozione turistica blica e con i rappresentanti delle categorie degli operatori turistici per diventare il documento definitivo opportunamente modificato ed integrato da quest’ultima verifica. L’11 giungo 1998 il “Piano di marketing regionale 1998/2002” veniva reso pubblico in occasione della “Prima Conferenza Regionale sul Turismo” tenutasi a Silvi (TE), durante la quale l’Assessore regionale al turismo pro-tempore ebbe a dichiarare: “il piano marketing contiene un’analisi completa, articolata ed a volte severa, dello stato dell’arte del nostro sistema turistico. Contiene inoltre scelte precise e non equivocabili per quanto riguarda le politiche di promozione, di immagine, di commercializzazione e di incentivazione. Esso costituisce parte integrante del dibattito di questa conferenza e della mia relazione e, dopo la conferenza, con il consenso delle organizzazioni degli operatori e degli enti locali, costituirà il punto di riferimento obbligato delle politiche regionali11”. Le ripercussioni operative del piano di marketing si fanno sentire nel programma di promozione turistica 1998 e sono completamente recepite nel programma dell’anno successivo (in BURA n. 10 Speciale del 5.02.1999). E’ da sottolineare che per la prima volta, in quest’ultimo documento, si indicano degli obiettivi quantitativi in uno strumento programmatico di settore superando ataviche paure della classe politica. La consacrazione definitiva avviene con la sua pubblicazione - dicembre 1999 e con l’approvazione delle “Linee di sviluppo del turismo in Abruzzo per il triennio 2000 2002” (in BURA n. 65 Speciale del 23.06.00) nel quale vengono pure indicati gli obiettivi quantitativi riportati nella tabella seguente. 11 AA.VV., Opportunità di crescita e direttrici di sviluppo del turismo in Abruzzo, Atti della Prima Conferenza Regionale sul Turismo pubblicati dalla Regione Abruzzo, pag. 14. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 301 Parte terza Il sistema di promozione turistica CRESA - Il turismo in Abruzzo PRESENZE TURISTICHE PREVISTE DALLE LINEE DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ABRUZZO 2000-2002 (valori in migliaia e var. %) Totali Alberghieri Anni Presenze Var. assoluta Var. % 1998 1999 6.047 6.158 Obiettivo 6.876 6.508 6.599 429 111 8 2 4.144 4.307 486 163 13 4 718 -368 91 441 12 -5 1 7 4.784 4.594 4.721 477 -190 127 413 11 -4 3 10 2000 2001 2002 1999 - 2002 Come pure viene data estrema importanza allo sviluppo di “reti” di imprese e al consolidamento di sub-sistemi competitivi come risposta alla capacità di crescere in qualità e di fornire risposte efficaci ai principali problemi di carattere produttivo e commerciale dell’offerta turistica. L’analisi della situazione abruzzese effettuata nel piano di marketing conduce alla identificazione di otto distretti turistici, poi ridotti a 5 macro-distretti nel programma triennale: • Costa teramana ed entroterra limitrofo • Costa chietina ed entroterra limitrofo • Parco Nazionale d’Abruzzo/Altipiani Maggiori/Parco Nazionale della Maiella • Asse L’Aquila-Teramo/Altopiano delle Rocche/Gran Sasso-Laga • Area metropolitana Pescara-Chieti. E’ facilmente intuibile che in ogni area individuata sono presenti diversi prodotti turistici, come anche alcuni prodotti sono presenti in più distretti (ad esempio, il prodotto neve o il prodotto mare); ne discende la previsione di una integrazione di prodotto che risponde meglio alle motivazioni di viaggio della domanda. Il piano di marketing recepito nello strumento triennale propone i seguenti “sistemi” di aggregazioni tipologiche: 1. Costa (prodotti: balneare, sportivo, affari) Presenze Var. assoluta Var. % 2. Parchi (prodotti: natura, sport, relax estivo) 3. Neve (prodotti: sci, relax inverno) 4. Luoghi d’arte, cultura e religione (prodotti: città d’arte, religioso, eventi) 5. Turismo rurale (prodotti: agriturismo, eno-gastronomia, laghi, artigianato e tradizioni) E’ interessante notare come la pianificazione di marketing inizi a radicarsi nella classe politica, il nuovo assessore regionale al turismo così commenta la presentazione del piano: “L’Abruzzo avverte da tempo l’esigenza di superare l’approssimazione, la casualità, l’episodicità dei suoi interventi, per promuovere più efficacemente lo sviluppo turistico della regione. Da una parte la necessità di ottimizzare l’impiego di risorse finanziarie insufficienti ..., dall’altra scenari sempre più complessi, dove fattori quali la globalizzazione dei mercati, la tendenza alla diversificazione dei prodotti, la dilatazione della concorrenza, ormai caratterizzano sempre più dinamicamente il complesso modello del turismo, richiedendo una conoscenza approfondita del mercato, delle tendenze e quindi, in definitiva, nuovi strumenti a supporto delle decisioni”. Il piano è stato recepito anche nella formulazione dei criteri di settore per la L. 488/92 ed è stato preso a riferimento per la realizzazione del Patto Sangro Aventino e del DOCUP 2000-2006. Mentre gli ultimi strumenti programmatici non appaiono nel segno della continuità e il 301 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 302 CRESA - Il turismo in Abruzzo Parte terza Il sistema di promozione turistica sioni apparse sul “Libro bianco del turismo” italiano a proposito del distretti turistici. “I prodotti offerti paiono non di rado messi a punto senza tenere conto delle peculiari esigenze dei diversi segmenti di domanda e le proposte formulate a livello locale presentano un modesto grado di coordinamento14”. Ortona (CH). Il porto turistico. nuovo programma triennale 2003-200512, seppure introduce la pianificazione per progetti che sembra più in linea con quanto previsto dalla l. r. n. 54/97, desta una serie di perplessità; in particolare, su alcune scelte promozionali, per la mancanza di un sistema di controllo delle attività e sul concetto di “sistema turistico locale” proposto, che appare più legato ad una successiva fase di commercializzazione (club di prodotto, unione, ecc.) che a quella della creazione di sistemi territoriali o di strutturazione, rafforzamento e integrazione dell’offerta locale esistente. E’ pur vero che il programma consolida la buona prassi di indicare gli obiettivi quantitativi attesi dalla realizzazione delle azioni previste, ma è l’unico esempio di feedback anche non strutturato. Non prospetta un salto di qualità nel sistema delle verifiche del modello di marketing che si poteva sperare avendo, lo stesso autore del programma, sostenuto nella sua ultima pubblicazione13 che: “in realtà esistono due tipi di controllo: un primo controllo che rientra negli skills obbligati di un qualsiasi manager (pianificare, organizzare, dirigere, ed appunto, controllare le attività di cui è responsabile); il secondo controllo, quello strategico (voluto anche dalla normativa che ha previsto i nuclei di valutazione), riguarda la revisione della missione e la verifica degli obiettivi di mercato conseguiti”. Sull’argomento dei STL si rinvia al capitolo 2.2 “I sistemi turistici locali: nuovi modelli di organizzazione dell’offerta turistica” e si propongono, senza commento, alcune rifles- 302 “Il cliente turista consuma un insieme integrato di servizi collocati in uno specifico contesto ed è su tale prodotto complesso che costruisce le proprie percezioni di qualità15”. “Miglior capacità di coordinamento ed integrazione sul territorio accrescono il valore aggiunto per l’intero sistema. Si traducono in una maggiore capacità di differenziazione del prodotto rispetto alla concorrenza. Accrescono il suo posizionamento competitivo, con un potenziale effetto positivo sulla redditività degli stessi investimenti turistici a livello locale16”. “E’ necessaria quindi non solo una comunicazione e condivisione dei progetti tra gli attori attivamente coinvolti nella visione, ma anche una loro interazione e integrazione sistematica con l’intera comunità locale, con le sue forze economiche, sociali e politiche …17” “L’obiettivo di un Distretto turistico è in primis la possibilità di rendere turisticamente viva e attraente una determinata area territoriale per un arco temporale di circa 6-8 mesi (quindi destagionalizzare) di seguito e di conseguenza la capacità di attrarre target diversificati di clientela italiana ed internazionale18”. 12 Il documento attualmente all’esame del Consiglio regionale è stato approvato dalla Giunta regionale e pubblicato sul n. 11 del 27.03.03 della rivista regionale “Regione Flash”. 13 F. Vertullo, Marketing del Turismo – Le analisi del mercato, Monza, Ed. Viganò & Viganò Sas, 2002, pag. 98 – si veda pure il paragrafo 3.3 “Il modello di marketing nel turismo” pagg. 85 e 86. 14 Centro Studi Tormargana, Libro bianco del turismo – Una nuova visione del turismo italiano – Piano strategico 2003-2007, Milano, Ed. Franco Angeli Srl, 2003, pag. 12. 15 Come nota 14, pag. 13. 16 Come nota 14, pag. 16. 17 Come nota 14, pag. 19. 18 Come nota 14, pag. 47. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 303 Parte terza Il sistema di promozione turistica 3.2.4 LA MARCA “ABRUZZO” Ogni organismo cerca di avere una sua immagine (look) che lo identifichi generando effetti sul mondo esterno che gli consenta di essere ricordato sia in senso positivo che negativo; dal singolo individuo, che cerca di affermarsi nella famiglia e nella società all’azienda, che cerca spazi sul mercato e lo sviluppo dei suoi prodotti. In quest’ultimo caso, che è quello che interessa, l’immagine di una impresa è tutto quello che essa riesce a comunicare al mercato (clienti e fornitori). Essa cerca, con diversa fortuna, di far passare valori positivi dell’azienda e/o dei suoi prodotti soprattutto sul consumatore finale in modo da evocare in lui quelle sensazioni positive che favoriscano l’acquisto e che riescano a determinare la sua fidelizzazione (riacquisto). L’immagine è ancora più importante se nel mercato, come quello turistico, esiste una sostanziale uguaglianza di prodotti e servizi (qualità, prezzo e packaging). Il segno distintivo di questa immagine è il marchio; esso è una sintesi grafica dell’identità e delle positività che una azienda riesce a comunicare e, assumendo un valore commerciale, viene tutelato anche dalla legge19. Il valore commerciale è misurato dalla sua diffusione sul mercato e dalla sua capacità di portatore di significati positivi. Attribuito ad un nuovo prodotto genera su di esso un valore aggiunto. Si pensi ad un nuovo prodotto della linea dolciaria fresco o secco che la Barilla lanci sul mercato con il marchio “mulino bianco”. “Tale valore aggiunto è costituito dalla somma degli stimoli memorizzati inconsciamente ed evocati dalla percezione del marchio. Secondo recenti teorie, questo valore aggiunto determinante nella scelta di un prodotto, sarebbe l’effetto a lunga durata delle azioni pubblicitarie e promozionali di una azienda20. La necessità di un brand turistico della destinazione Abruzzo, distinto dal marchio istituzionale della Regione intesa come Ente pubblico, incomincia ad evidenziarsi duran- CRESA - Il turismo in Abruzzo te la realizzazione del programma straordinario - POP 90-93. Marchio istituzionale della Regione Abruzzo. Mentre in Italia “sono in atto vari tentativi di definire un marchio nazionale e vari marchi regionali, con molteplicità di enti (ENIT, TCI, Camere di Commercio, ecc.) disposti ad identificare e proporre il proprio. In realtà, almeno su questo punto occorre procedere di comune accordo avendo ben presente che spesso «un territorio» (una provincia, una regione, un’area) non è un prodotto e quindi, non può essere promozionato come tale21. Ma questo non era il caso della regione Abruzzo che sul mercato nazionale disponeva di una propria e ben definita immagine. Il marchio perciò doveva rappresentare l’offerta complessiva della regione e rafforzare l’immagine già presente sul mercato, almeno su quello italiano. Pur non senza critiche, discussioni e posizioni contrarie, fu lanciato il marchio che voleva identificare i prodotti turistici abruzzesi sia nella scelta dei colori (il bianco per la neve, il verde per i parchi, l’azzurro per il mare), sia per il segno grafico (contorno di testa di lupo che guarda a destra che vuole rappresentare il Parco Naturale, con le orecchie disegnate come montagne e il muso, realizzato a forma di cavalluccio marino, a rappresentare il mare). 19 La ditta, l’insegna e il marchio sono segni distintivi di una impresa e sono tutelati dalla legge (la ditta è regolata dagli artt. 2563 – 2567 c.c., l’insegna dall’art. 2568 e il marchio dagli artt. 2568 – 2574 c.c. e dal R. D. 21.06.1942 n. 929 come modificato dalla direttiva CEE di armonizzazione delle legislazioni sui marchi). 20 S. G. Radzik, Turismo e agenzie di viaggio – Guida pratica per operatori turistici, Ed. Franco Angeli Srl, Milano, pag. 94. 21 AA.VV, Ottavo Rapporto sul turismo italiano, Firenze, Ed. Mercury, 1998, pag. 526. 303 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 304 CRESA - Il turismo in Abruzzo Marchio turistico della Regione Abruzzo. Il claim conteneva la parola “Abruzzo” per collegare il disegno alla destinazione, il termine “natura” per rafforzare il legame con l’immagine dei Parchi naturali, l’aggettivo “forte” per evidenziare il concetto di “natura protetta” e quindi, selvaggia, rimasta intatta nel tempo; infine, si cerca di internazionalizzarlo e cioè, di facilitare l’individuazione della destinazione e dei suoi valori anche al mercato estero aggiungendo la parola “Mediterraneo” e quindi, cercando di collocare un prodotto turistico: l’Abruzzo, in un area più conosciuta a livello internazionale. Infatti la regione non è conosciuta all’estero. Nella graduatoria dei luoghi della notorietà dell’Italia all’estero (indagine campionaria n. 17.117 individui - sulla popolazione di 14 Paesi esteri della Doxa - anno 1998) la prima località connessa con i prodotti turistici abruzzesi è la “costa adriatica” che si colloca al 22° posto con lo 0,3% delle risposte; solo la percentuale dei tedeschi è abbastanza consistente: 3,3%. Pochi intervistati hanno sentito parlare dell’Abruzzo (media dello 0,3%), la regione è individuata solo dal: - 2,6% dei cittadini belgi che ne hanno sentito parlare e dall’1,9% di quelli che visitando l’Italia ci sono stati; - 1,1% dei canadesi che segnalano anche, tra le località conosciute, L’Aquila e Pescara; - 0,5% dei polacchi che segnalano L’Aquila; - 0,2% degli olandesi e dall’0,3% di quelli che hanno trascorso una vacanza in Italia; - 0,2% degli statunitensi e tra coloro che 304 Parte terza Il sistema di promozione turistica sono stati in Italia l’1,3% ricorda L’Aquila; - 0,15% degli spagnoli, dallo 0,1% degli austriaci e dei tedeschi. Di conseguenza, il marchio anche se viene comunque “portato” all’estero, in occasione di manifestazioni promozionali, resta sostanzialmente puntato sul mercato nazionale. Sui mercati esteri si sceglie di restare sotto il marchio “Italia” per sfruttare le positività del “made in Italy”, infatti “la maggioranza assoluta della popolazione oggetto di indagine <ovvero una quota pari al 55%> ha sentito parlare bene dell’Italia e quindi attribuisce al nostro Paese una valutazione positiva in base alla notorietà22”. “L’Italia è risultata al primo posto nella memoria collettiva straniera come <luogo di vacanza>: un fatto, questo, che testimonia la forza della marca Italia e del turismo in, maniera specifica; un dato da gestire, una ricchezza da alimentare in modo attivo e consapevole23”. Successivamente però il piano di marketing individuava una strategia di comunicazione che sfruttando l’immagine di “Parco Naturale” estendeva “l’ombrello concettuale a tutti gli altri prodotti della marca”. “Si tratta di declinare tutta la varietà dell’offerta turistica regionale senza soluzione di continuità, accentuando anzi, in modo diversificato, la specializzazione regionale”. Il concetto generale è che la regione turistica “esalta contemporaneamente i concetti di diversità morfologica del territorio e delle opportunità (varietà della costa sul mare, varietà dei parchi nell’entroterra), di unicità spaziale (la montagna sul mare, il mare dei parchi) e di unicità concettuale (la regione dei parchi = rispetto ambientale e spazio attivo)”. 22 Besozzi E. (a cura di), “La marca Italia – Analisi di marketing per il turismo oltre il 2000”, Ed. T.C.I., 2000, pag. 29, indagine sulla popolazione 1998 e 1999 della DOXA. 23 Come nota 16, pag. 11. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 305 Parte terza Il sistema di promozione turistica “La concettualizzazione globale (che diventa la comprensione da parte del mercato) dello spazio turistico prevede di concepire l’Abruzzo come un grande parco naturale/culturale strutturato per zone e attività” (la costa teramana - familiare, servita, tranquilla; la costa chietina - naturale, selvaggia, verde; il distretto dei parchi naturali; l’area metropolitana Pescara/Chieti - porta d’accesso al sistema turistico abruzzese, centro affari/servizi; eventuali altre aree interne a carattere tematico – eremi & castelli, artigianato & folklore, sci, etc). A questo punto la Regione si trovava di fronte ad un bivio: tentare una modifica del marchio realizzato, sul quale erano stati investiti una decina di miliardi di lire, o progettarne uno nuovo perdendo il valore aggiunto del vecchio24. Dopo una attenta e ponderata analisi, l’Ente decide di abbandonare il vecchio marchio, rimasto sostanzialmente ignorato dagli operatori turistici locali, soprattutto per sottolineare il cambiamento in atto (cfr. paragrafo CRESA - Il turismo in Abruzzo “Il piano di marketing”) e, nell’ambito del secondo programma straordinario di promozione turistica (POP 94/96), realizza quello ancor oggi in uso. Nuovo marchio turistico della Regione Abruzzo. 24 La ricerca dell’Istituto CIRM (nota n. 6) che ha sondato, nell’ambito dell’indagine telefonica, la notorietà del vecchio simbolo dell’Abruzzo rileva che “quasi la metà degli intervistati (49%) sapevano che il lupo è il simbolo per l’Abruzzo (67% fra quanti hanno visitato la regione)”. Esso “risulta essere molto gradito come simbolo: il 75% degli intervistati lo gradiscono molto/moltissimo … i nuovi simboli che gli intervistati spontaneamente suggeriscono per la regione sono tutti legati alla natura e agli animali”. 305 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 306 CRESA - Il turismo in Abruzzo Il commento istituzionale riferisce che questo marchio25 è un “elemento di forte ed immediata identificazione visiva, caratterizzato da elevato impatto attenzionale ed efficace sintesi contenutistica con un format grafico-simbolico articolato e flessibile, capace di contenere gli opportuni elementi di argomentazione e specificazione, posti di volta in volta a sostegno dei diversi item turistici e con sottolineatura di un complesso integrato di valenze, tutte strategiche per la riqualificazione dei flussi turistici diretti verso l’Abruzzo”. Il nuovo marchio, che ricorda lo stile Mirò lanciato da Chias per la Spagna, risulta sicuramente più aperto e leggibile, con buone probabilità di restare più facilmente impresso nella memoria del cliente. Scompare il tratto del “lupo” integrato con quello del “cavalluccio marino” e viene disegnata la parola “Abruzzo” caratterizzandola con due “baffi” a chiudere la lettera “A” e le “Z”, e da un sole per la “O” finale. I colori aumentano (il rosso a simboleggiare l’allegria degli emergenti sport invernali - deltaplano, snowboard, ecc.; il giallo per ricordare l’estate). Nella didascalia, il termine “tutto/a” sembra sottolineare il concetto del marchio - ombrello sui prodotti turistici; resta la parola “natura”, perno dell’immagine turistica abruzzese e si aggiunge l’aggettivo “tua” per dare una impressione di “natura accessibile”, di fruibilità dei luoghi, mentre scompare il termine “Mediterraneo” che sembra fuorviante e troppo utilizzato dalla concorrenza sul prodotto mare. Sicuramente esso26 declina meglio il bagaglio dei prodotti turistici abruzzesi accentuando, rispetto al precedente marchio, il core business del turismo regionale: il mare. Le due zeta che sembrano “cavalloni” con “l’onda” blu che le completa e il sole, meglio identificano il prodotto tradizionale. Puntare sulla “natura” non soddisfa soltanto l’esigenza di porsi in continuità con l’identificazione della regione ma rappresenta l’opportunità per cogliere nel contempo anche i crescenti bisogni collettivi27. Il nuovo marchio ha suscitato da subito di- 306 Parte terza Il sistema di promozione turistica versi consensi, non solo tra gli operatori turistici regionali che hanno iniziato ad utilizzarlo, ma anche da imprese artigianali e di produzione, e la nascente Azienda di Promozione Turistica ne ha fatto il suo marchio istituzionale. Nel 2001 il marchio è stato utilizzato per caratterizzare la formula abruzzese del “Bed & Breakfast” ed è stata proposta una modifica del claim in occasione del FORUM permanente del turismo regionale da “tutta la tua natura” a “vivi la tua natura” al fine di migliorare la comprensione del concetto di natura accessibile, protetta ed organizzata. Marchio identificativo dei B&B abruzzesi. 25 Si veda il sito Internet della Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it/turismo) nel quale vengono pure riportate le modalità di utilizzo gratuito del marchio registrato con o senza il claim “tutta la tua natura” con un apposito manuale. 26 “Il marchio è stato creato per una riconoscibilità immediata, in cui la struttura cromatica e la forma delle singole lettere intendono suggerire un’immagine precisa: la A, infatti, ha la forma di una montagna innevata; la B, la R e la U indicano, con diversi toni di verde, la varietà del sistema dei parchi regionali; la linea sinuosa e morbida del tratto orizzontale delle due Z, insieme ai toni di azzurro e blu, richiamano il mare; la O finale a forma di sole, colorata in giallo oro, chiude esprimendo un concetto positivo e solare. Il tutto concorre a sottolineare la ricchezza e la varietà della natura presente in Abruzzo. Attraverso i segni delle lettere volutamente gestuali, si sottolineano la spontaneità e il calore, caratteristiche dell’ospitalità abruzzese” in “Turismo d’Abruzzo”, n. 2 – ottobre 1998, bimestrale del Settore Turismo della Regione Abruzzo. 27 Il pensiero del sociologo Alberoni ben sintetizza il concetto: “Noi oggi viviamo in un periodo in cui sentiamo sempre più forte il bisogno di un ritorno alla natura, di una riscoperta della natura”, F. Alberoni, L’Albero della vita, Milano, Ed. Garzanti, 1991, pag. 42. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 307 Parte terza Il sistema di promozione turistica Meno appropriata appare la modifica effettuata nel 2003 dall’APTR che, ritoccando le prime tre lettere e l’ultima, rendono più banale e meno armonico il tratto (per queste ultime si preferisce un carattere arrotondato). Perdono simmetria e si distaccano dal contesto i due “baffi” e la “O” diventa più scura e ovale acquistando un raggio che appesantisce il disegno da un lato. Questa variazione parziale del segno delle lettere comporta complessivamente la perdita di quella voluta gestualità del carattere che simboleggiava “la spontaneità e il calore” dell’ospitalità abruzzese. Marchio identificativo dell’APTR. CRESA - Il turismo in Abruzzo 3.2.5 LE AZIONI CON I FONDI COMUNITARI E NAZIONALI Prima di descrivere alcune delle azioni realizzate è opportuno conoscere le somme a disposizione poiché esse rappresentano un vincolo determinante. Le migliori intenzioni si infrangono su disponibilità limitate e piani molto più efficaci possono essere realizzati con disponibilità maggiori. Il budget utilizzato per realizzare il cambiamento descritto in precedenza (ideazione, realizzazione e gestione), è formato dalle risorse previste nei bilanci regionali e quelle dei Programmi straordinari (misure di promozione turistica contenute negli ultimi Programmi comunitari P.O.P. - 90/93 e 94/96). Dal 1994 ad oggi l’investimento complessivo (fondi comunitari, nazionali e regionali) effettuato dalla Regione per la promozione turistica è stata mediamente di circa 9 miliardi di lire con il picco del 1999 (di circa 16miliardi) e il minimo storico del 1995 (un po’ più di 6 miliardi). Graf. 3.2.1 SPESA PER LA PROMOZIONE TURISTICA REGIONALE (milioni di lire) 307 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 308 CRESA - Il turismo in Abruzzo In particolare, la spesa relativa ai programmi comunitari è stata gestita direttamente dall’Ente regionale fino al 2000, mentre quella derivante dal reimpiego dei fondi non spesi (L.R. n. 58/98) è stata gestita indirettamente tramite l’APTR, mentre il DoCuP non è ancora operativo. Parte terza Il sistema di promozione turistica ambientali, artistiche, sportive, ecc.) ma anche gli indirizzi utili (associazioni, alberghi, campeggi, ecc.); • video-comunicato (strumento informativo per le testate giornalistiche); - Eventi: • trekking/educational per la stampa italia- Graf. 3.2.2 SPESA PER LA PROMOZIONE TURISTICA DERIVANTE DAI PROGRAMMI COMUNITARI (milioni di lire) Nell’ambito del P.O.P. - 90/93 sono state realizzate le seguenti iniziative: - Ricerca: • indagine nazionale sulla domanda turistica (cfr. paragrafo precedente); • definizione del marchio “Abruzzo, natura forte del mediterraneo” (cfr. paragrafo precedente); - Relazioni esterne e Ufficio stampa: • conferenze stampa di presentazione del programma e delle varie fasi realizzative; • data base dell’informazione (n. 1.184 testate e n. 6.511 giornalisti); • dossier dell’Abruzzo turistico organizzato in schede, contenete il monitoraggio delle risorse turistiche del territorio (culturali, 308 na ed estera (Week end in Abruzzo); • realizzazione di una mostra sul lupo a Roma: “dall’Abruzzo all’immaginario”; • convention internazionale delle Guardie forestali; - Editoria: • la realizzazione di un volume di rappresentanza “Abruzzo, natura forte del mediterraneo”; • il cortometraggio di Ermanno Olmi dal titolo “Mille anni”28; • un vademecum per gli operatori turistici; 28 Vincitore del premio “Golden Kompass” – Prix ITB di Berlino – edizione 1996. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 309 Parte terza Il sistema di promozione turistica • un depliant sui parchi e le oasi; • una serie di guide tematiche editorialmente coordinate: - Parchi Oasi e Riserve naturali; - Guida alla Fauna; - Guida alle meraviglie sconosciute; - Guida allo sci di fondo; - Guida al turismo equestre; - Guida al montain biking; • Pubblicità tabellare con affissioni e campagna su periodici italiani. Mancando un piano di marketing generale, queste azioni sono state poco coordinate con l’attività ordinaria della Regione e con quella degli operatori turistici. Considerate le risorse disponibili, il programma ha sicuramente trascurato il mezzo televisivo, ma pure è riuscito a produrre alcuni momenti importanti per la promozione turistica abruzzese. Il più rilevante appare l’individuazione dell’immagine turistica unitaria della regione. L’obiettivo annunciato era così definito: “Il Programma di promozione turistica che la Regione Abruzzo sta realizzando con il contributo della C.E.E., si propone di delineare la nuova immagine della regione e di rilanciarla per un turismo di quarta generazione, cioè integrato sul territorio, con specializzazione motivazionale ed effetto habitat, impostando la strategia sulla valorizzazione delle qualità naturalistico-culturali della regione. Più specificatamente gli obiettivi del Programma sono: • creazione di una “indentity” regionale, attraverso la individuazione e la successiva comunicazione delle caratteristiche specifiche e differenziali dell’offerta turistica regionale, che consentano di identificare il “prodotto Abruzzo” come “unicum”; • elevazione del “target di riferimento” dei prodotti turistici regionali; • incremento delle presenze turistiche delle aree interne a più elevata vocazione storico culturale e naturalistica, favorendo altresì l’ampliamento della stagione turistica e mirando gli interventi su target relativi alle nuove forme di turismo a più promettente dinamica: culturale, ambientale e naturali- CRESA - Il turismo in Abruzzo stica, congressuale, termale, agrituristica, ecc.”. “Definire una nuova immagine per il rilancio del turismo regionale, valorizzando gli attributi fondamentali e la flessibilità dell’offerta abruzzese; posizionare l’Abruzzo come Sistema integrato di risorse turistiche, capace di riunire in se’ una pluralità di valenze che difficilmente si ritrovano, insieme, in altre località (es.: dal punto di vista degli elementi naturali/ecologici, storico/artistici, culturali, delle produzioni agroalimentari, per qualità ed articolazione di strutture e risorse presenti in genere, etc.); promuovere le basi per un’opportuna conoscenza (“awareness”) del nuovo Prodotto Abruzzo, con tutte le sue risorse turistiche potenziali; avviare il processo di riqualificazione e destagionalizzazione di componenti significative delle direttrici di flusso turistico attuali; avviare il processo di riposizionamento remunerativo delle direttrici di flusso turistico storiche e di quelle di nuova generazione” era, invece l’obiettivo del piano promo – pubblicitario del secondo programma straordinario. Il P.O.P. 94/96 pur non finanziando un unico programma, ma prevedendo tre azioni distinte e una di feedback, è stato coordinato con l’attività ordinaria della Regione e con quella degli operatori turistici abruzzesi. Tutta l’azione pubblica e privata di quegli anni (1997-1999) si è avvantaggiata sia della realizzazione del primo piano di marketing regionale utilizzando le sue analisi, i suoi obiettivi e le sue strategie, sia della riforma in atto, sia del particolare momento di coesione e condivisone che si era venuto a creare tra i soggetti pubblici abruzzesi (Regione, Provincie, ed altri Enti Locali) e gli operatori privati. Tenendo sempre presente lo strumento di programmazione, la prima azione (piano promo – pubblicitario) ha definito il nuovo marchio regionale (cfr. paragrafo precedente) e la campagna pubblicitaria, oltre ai tradizionali mezzi ha utilizzato per la prima volta, in maniera integrata, il mezzo televisivo. E’ stato utilizzato uno spot multiformato, con una declinazione specifica 309 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 310 CRESA - Il turismo in Abruzzo per soggetti (Spot TV – 60”/40”/15”neve/15”Istituzionale/7” billboard). Il messaggio veicolato sulle reti nazionali, nelle quali il costo/contatto era più elevato e l’utenza più generalizzata, è stato quello istituzionale e di marca. Mentre la pianificazione sul mezzo televisivo regionale o locale e’ stata più articolata ed ha riguardato i prodotti turistici. Le TV nazionali hanno trasmesso: 1. Flight – n. 82 spot (RAI/Mediaset) novembre/dicembre ’98; 2. Flight – n. 34 spot (Mediaset) febbraio 1999; 3. Flight – n. 121 spot (Mediaset) aprile 1999. Le TV locali hanno trasmesso: 1. Flight – n. 1.176 spot estate 1998 - Telelombardia, Antenna Tre (Lombardia); Quarta Rete, Tele Studio (Piemonte/V. D’Aosta); Primo Canale (Liguria); T.C.A. (Trentino A.A.); Antenna Tre Nord-Est, Telenord-Est/D.E., Telenuovo, Teleregione Veneto (Veneto); Telesanterno, Teleducato I, San Marino RTV (Emilia Romagna); 2. Flight – n. 3.834 spot autunno ‘98-inverno 98/99 - TeleUmbria (Umbria); TV Centro Marche (Marche); TAR – Tele Abruzzo Reg. (Abruzzo; Super 3 T.R.E., Teleregione 9, Quarta Rete, Tele Montegiove, Tele Universo (Lazio); Tele Molise (Molise); TeleCapri, TeleCapri News, TeleCapri Sport, Rete Capri (Campania); Telenorba (Puglia); TGS, Telecolor/Italia 7, Video 3 (Sicilia). La pubblicità sulla carta stampata, che ha riguardato solo testate leader, ha cercato di fornire informazioni sulle destinazioni e sulle risorse abruzzesi in una ottica più di conoscenza e fruibilità che di immagine. Ad esempio, su “L’Espresso”, “Panorama” e “Oggi” per l’Italia e su “Suddeutsche Zeitung” e “FrankfurterAllgemeine Magazin” in Germania, si è scelta la formula dell’inserto dedicato alla regione con l’inserimento di coupon per la richiesta di ulteriore materiale informativo. 310 Parte terza Il sistema di promozione turistica Gli interventi sulla stampa italiana sono stati: - per il prodotto mare e il prodotto montagna estiva: • “L’Espresso”/”La Repubblica-Venerdi (12 pagine complessive) - inserto “L’Espresso” (per complessive 4 pagine) – estate 1998; • “Oggi” (2 pag.) - agosto 1998; • “CorSera-Sette” (2 pag.) - settembre 1998; • “Plein Air” (2 pag.) - ottobre/novembre 1998; - per il prodotto neve/sci: • inserto “Panorama” (6 pagine) – dicembre 1998; • “La Repubblica”/”Il Corriere della Sera”/ “Il Messaggero”/ “Il Mattino”/ “Gazzetta del Mezzogiorno” – n. 20 uscite complessive) – gennaio 1999; • “Qui Touring” (4 uscite pubbl. + redazionale 6 pag.). Sulla stampa dei Paesi di lingua tedesca sono stati realizzati: • inserto su “Suddeutsche Z. Magazin” (Germania – per complessive n. 6 pagine) • inserto su “Frankfurter A. Magazin” (Germania – per complessive n. 6 pagine) • n. 33 uscite complessive in Germania sui seguenti quotidiani: Frankfurter Allgemaine Zeitung; Frankfurter Neue Press; Hoechster Kreisblatt; Nassauische Neue Press; Taunus Zeitung; Frankfurter Allgemaine SonntagZeitung; • n. 1 pagina in Austria sul periodico specializzato Travel Express; • n. 3 pagine in Svizzera sul periodico specializzato: Travel Inside. Gli altri mezzi hanno riguardato una campagna affissioni (manifesti 3 m. x 6 m.), il circuito nazionale dei trotter (n. 10) e i pannelli sull’aeroporto internazionale di Monaco di Baviera - estate 1998. L’azione prevedeva anche la realizzazione, con l’acquisizione del copyright, di una guida turistica della regione con cartoguida (150.000 copie) e di un CD Rom (20.000 copie) entrambe curate dal Touring Club Italiano. In funzione del successivo anno cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 311 Parte terza Il sistema di promozione turistica Santo, la campagna si e’ conclusa con il lancio internazionale della destinazione religiosa del “Volto Santo” di Manoppello. A questa misura (economicamente più rilevante) è stata legata l’azione di controllo per la prima volta effettuata da un Ente pubblico in Abruzzo se non in Italia. L’azione è consistita nell’incarico al CIRM, autorevole istituto italiano di ricerca, di riscontrare gli effetti della campagna realizzata. L’incarico e la gestione dei rapporti, come anche il pagamento del servizio è stato affidato ad un’altra struttura regionale (l’allora Servizio Programmazione) diversa da quella che ha curato i rapporti con i vincitori della gara europea per la campagna pubblicitaria, in modo da ricercare la massima imparzialità di giudizio. L’Istituto su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da 1.000 intervistati ha rilevato: “uno straordinario impatto del messaggio incentrato sul nuovo slogan: Abruzzo. Tutta la tua natura”. “Lo spot in particolare ha accresciuto la curiosità di visitare l’Abruzzo in oltre il 70% degli intervistati ... quantitativamente e’ stato registrato un ricordo spontaneo decisamente superiore alla soglia del 10% che rappresenta il livello di successo di un’azione comunicazionale. Nel periodo in esame, solo la Calabria e la Sicilia hanno superato tale traguardo, peraltro a fronte di investimenti decisamenti superiori. In termini qualitativi, le azioni hanno registrato un gradimento eccezionalmente positivo, consentendo un’opportuna qualificazione dell’immagine turistica: il 32% di coloro che dimostrano attenzione verso l’Abruzzo ha confermato che la pubblicità ha inciso “molto” e “abbastanza” e in questa quota sono rappresentati, in massima parte, i target emergenti di giovani, di donne e in genere di segmenti della popolazione con un livello culturale medio alto”. Nel mentre è stata realizzata anche la seconda azione: il progetto di Direct Promotion, che aveva un obiettivo palese ed uno occulto. Quello ufficiale riguardava lo sviluppo e il sostegno alla commercializzazione dei prodotti turistici abruzzesi, favorendo in parti- CRESA - Il turismo in Abruzzo colare il canale indiretto (T. O., AdV, Cral, associazioni, ecc.) e una attività pubblicitaria, anch’essa indiretta nei confronti della stampa e degli opinion leader al fine di veicolare le caratteristiche dell’offerta abruzzese e dei suoi prodotti. L’obiettivo non scritto era quello di favorire un rapporto tra gli operatori del ricettivo abruzzese e l’intermediazione soprattutto italiana, cercando di spiegare ed informare sulle forme e gli strumenti di commercializzazione e marketing (dalle tecniche di marketing, al modo di partecipare ad una fiera, alla contrattualistica). In altre parole realizzare un’attività formativa finalizzata alla vendita intermediata ed alle attività di marketing. Infatti, sono stati realizzati 7 incontri di “informazione e orientamento” distribuiti sul territorio regionale che hanno registrato un totale di n. 272 presenze di operatori abruzzesi. Gli incontri sono stati propedeutici ai 12 workshop realizzati successivamente, di cui 9 in Italia (Catania, Bari, Ancona, Roma, Milano, Padova, Torino e Napoli) e 4 all’estero (Monaco, Francoforte, Salisburgo, Zurigo). Per la prima volta veniva realizzato un programma di giornate dedicate esclusivamente alla commercializzazione dei prodotti turistici abruzzesi, in passato erano state organizzate serate o giornate abruzzesi finalizzate alla promozione delle destinazioni regionali. A corredo di questa attività sono stati realizzati, oltre ad una serie di gadget, cartelle che accoglievano l’offerta presente al singolo incontro, anche i seguenti strumenti tecnici: • una “Marketing Guide” per gli operatori turistici abruzzesi contenente “informazioni chiave” sui mercati di riferimento. La guida “Orientare l’offerta verso la giusta domanda” rappresentava il supporto informativo per fornire un quadro del mercato interno, regione per regione e dei principali mercati esteri generatori di flussi turistici; 311 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 312 CRESA - Il turismo in Abruzzo • un manuale di vendita a supporto della commercializzazione della regione, rivolto alla domanda italiana e straniera. Il manuale, in italiano e inglese, era suddiviso in una sezione descrittiva della regione e dei suoi prodotti turistici (itinerari) e in una ampia sezione tecnica contenente informazioni (indirizzi, telefoni, ecc.) sugli operatori ricettivi abruzzesi, dell’intermediazione, dei servizi, ecc.; • un data base contenente tutti i dati dell’offerta abruzzese (dai comuni ai centri di informazione turistica, dal ricettivo alla ristorazione, dalle agenzie di viaggio a quelle immobiliari, dalle stazioni sciistiche agli stabilimenti balneari, dalle associazioni di o.t. agli agriturismi, dalle autolinee ai noleggi, dalle stazioni FF.SS. ai porti e approdi, dai teatri e cinema alle discoteche, dalle fiere e mercati agli eventi, dalle farmacie alle guardie mediche, ecc.) e i dati sulla domanda italiana e straniera (n. 10 nazioni); • un Kit fotografico professionale contenente 15 diapositive sui prodotti turistici abruzzesi. Alla fine del ciclo dei workshop sono stati organizzati due educational per gli operatori della domanda segnalati dagli operatori regionali per contratti e/o contatti intrapresi durante i workshop al fine di far “toccare con mano” alcuni dei prodotti turistici abruzzesi (risorse e strutture). Il primo riservato ai Tour Operator e AdV e il secondo ai decisori del turismo sociale. Anche in queste occasioni è stato proposto un momento dedicato alla commercializzazione (hanno partecipato 48 operatori della domanda e 33 dell’offerta regionale). Un Convegno sulle opportunità di finanziamento nel turismo ha concluso l’azione. Questo progetto prevedeva anche la promozione del prodotto “Abruzzo” attraverso il “passa parola”, a tal fine sono stati realizzati otto tour rivolti ai giornalisti ed uno rivolto ad “opinion leader”, per complessivi n. 152 partecipanti. Per ogni tour e’ stato scelto un tema di base (prodotto) intorno al quale è 312 Parte terza Il sistema di promozione turistica stato sviluppato un itinerario. Contemporaneamente è stata realizzata una rassegna degli articoli apparsi negli ultimi anni sulla stampa di lingua tedesca che intendeva “costituire il miglior ‘biglietto da visita’ per presentare l’Abruzzo ai tour operators e alla stampa tedeschi interessati allo sviluppo di flussi di turismo organizzato verso la nostra regione29. Inoltre, alla fine del mese di giugno, è stata effettuata una capillare azione aggiuntiva e straordinaria di contrasto rispetto ai negativi riflessi che si erano venuti a creare con la guerra nei Balcani. La terza azione riguarda una campagna di “visibilità turistica” che ha portato all’installazione di 343 cartelli (f.to cm. 70 x 100) e 61 cartelli (f.to cm. 140 x 70) realizzando un supporto informativo al sistema degli itinerari regionali (sul concetto di “museo diffuso”). Sono state realizzate, nel periodo maggio/dicembre, anche n. 10 postazioni in vari tratti autostradali (Murge Est, Prenestina Est, Torre di Cerrano Ovest, S. Zenone Ovest, Tortoreto Est, Alento Ovest, Torre di Cerrano Est, Teano Est, Alento Est, Tortoreto Ovest) sui seguenti temi: mare, castello, guerriero e neve. Contemporaneamente è stato realizzato un intervento di “land art” con 18 postazioni del soggetto “Guerriero di Capestrano” (autostrada A14: Martinsicuro Sud, Mosciano S.A.; Atri Sud; Pineto; Citta’ S.A.; Spoltore; S. Vito; Vasto; Autostrada A24: Carsoli Est; L’Aquila Ovest; L’Aquila Est; Villa Vomano Est; Villa Vomano Ovest; - Autostrada A25: Torre dei Passeri Est; Pratola Peligna Est; Cocullo Ovest; Pescina Est; Magliano dei Marsi Ovest). La campagna prevedeva anche la realizzazione di uno stand modulare di 200 mq. che è stato consegnato all’APTR. Sempre alla neonata Azienda unica di Promozione turistica è stato trasferito per la rea- 29 AA.VV, “L’Abruzzo sulla stampa di lingua tedesca”, Roma, Ed. Next Srl, 1999, pag. 1. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 313 Parte terza Il sistema di promozione turistica lizzazione, il progetto “presidi di assistenza alle imprese ed al consumatore turista” realizzato dal Servizio Sviluppo del Turismo e finanziato30 con 2 miliardi di lire dall’allora Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (attuale Direzione del Ministero delle Attività Produttive). Il progetto prevedeva la realizzazione di 4 centri di informazione e assistenza collegati in rete e ubicati sul territorio regionale e, di conseguenza non riguarda strettamente la promozione turistica, ma attiene all’accoglienza e all’informazione del turista già arrivato in Abruzzo, e perciò si cita solo a dimostrazione del coordinamento governato dal piano di marketing (e piano aziendale) e avvenuto su tutti i fronti. 30 Programma Operativo Turismo – Sottoprogramma II – Misura n. 1 – finanziamento previsto 100%. CRESA - Il turismo in Abruzzo Gli ultimi fondi europei (5 miliardi di lire), destinati alla promozione turistica regionale derivano dalla L. r. n. 58/1998 che riutilizza gli impegni di spesa già assunti per la realizzazione dei programmi comunitari (PIM, POP 89-93; PNIC; POP 94-96) e dovevano consentire la prosecuzione di quelle azioni non attuate completamente. Come si è già accennato, detti fondi sono stati inseriti nel programma di promozione turistica 2001 di Abruzzo Promozione Turismo (BURA n. 80 Speciale dell’11 luglio 2001). La previsione descritta nel citato programma ha ripartito il budget nel seguente modo: • 3.300 milioni per la pubblicità; • 1.200 milioni per i contributi e gli incentivi; • 500 milioni per le manifestazioni promozionali (partecipazione a fiere e realizzazione di workshop). La prima attività aveva “l’obiettivo di far 313 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.53 Pagina 314 CRESA - Il turismo in Abruzzo emergere definitivamente la Marca “Abruzzo” nel grande pubblico” che, si legge nel programma: “… deve trovare esplicitazione attraverso un innovativo sistema di comunicare, non basato esclusivamente sulla pubblicità tabellare, inflazionata dal bombardamento continuo di messaggi, ma deve emergere attraverso forme più sottili ed indirette che coincidono con momenti di intrattenimento, pubbliche relazioni, eventi speciali ecc. che, rafforzati da annunci pubblicitari di invito all’ascolto richiamano l’attenzione sulle località di ambientazione delle trasmissioni. Il programma pertanto prevede la partecipazione alla realizzazione dei seguenti eventi in programmazione su reti televisive Rai e Mediaset e precisamente: 36 puntate della trasmissione “Piazza in Domanda” striscia giornaliera, programmata su RAI 1 alle ore 20:40, la manifestazione contenitore “Incontri d’Abruzzo” con programmi televisivi RAI, una tappa del Campionato di Beach Volley trasmesse da Italia 1, Giro d’Italia oltre all’avvio di una attività di pubbliche relazioni per ottenere una manifestazione sportiva di livello internazionale con riprese televisive trasmesse su network mondiali. Budget previsto di Lit/mil. 1.570. Le trasmissioni sopra indicate verranno affiancate da messaggi promozionali di invito all’ascolto. In aggiunta a questi inviti all’ascolto verrà programmata una campagna promozionale incentrata soltanto sul marchio Abruzzo all’interno di programmi di prima serata come la striscia di RAI 1 in onda dopo il TG delle 20:00, il Maurizio Costanzo Show e altri richiami all’interno di telegiornali o strisce di informazioni. A completamento della promozione televisiva verrà amplificata la proposta turistica abruzzese attraverso spot pubblicitari su Radio Rai in prossimità dei notiziari; tale strumento viene riproposto perché abbiamo ottenuto risultati importanti in termini di ascolto e di percezione del messaggio in occasione di precedenti campagne. Budget previsto Lit/mil. 1.760. Lo strumento della tv via satellite è un mezzo eccezionale per comunicare con il mercato in- 314 Parte terza Il sistema di promozione turistica ternazionale obiettivo, ovvero Europa, attraverso la previsione di una serie di filmati redazionali sulle risorse turistiche, architettoniche, ambientali da veicolare su canali tematici turistici e, in pillole, su canali di film e sport. Al termine di questa attività avremo anche la proprietà di tutto il materiale girato, con master in formato digitale e VHS, commentato in Italiano, Inglese e Tedesco, da utilizzare per l’attività promozionale sia montato che mixato in altre forme. Per questa attività è stato previsto un budget di Lit/mil. 100. Per ottenere una copertura pubblicitaria mirata nei nostri principali bacini di utenza è prevista la realizzazione di affissioni stradali per Lit/mil. 50 e nelle stazioni ferroviarie per Lit/mil. 40”. Infine viene riservato un budget per inserzioni su riviste specializzate, elenchi telefonici, guide nazionali ed internazionali per l’importo di Lit/mil. 80” Non sono state previste azioni di feed back, di conseguenza quella descritta in precedenza rimane, per ora, l’unico esempio di controllo dell’efficacia di una campagna pubblicitaria realizzata da una pubblica amministrazione31. Le azioni pubblicitarie realizzate dall’APTR, contrariamente a quanto affermato, non sembrano porsi in continuità con il piano di marketing regionale quando continuano a proporre l’Abruzzo come “il club più grande per le tue vacanze”. Si cerca di dismettere l’immagine regionale unica sul mercato italiano di “Parco Naturale”, con tutti i suoi “plus”, per lanciarne una nuova di divertimento e puntata sul turismo di massa che non trova riscontro di prodotto sul territorio, se non per alcune rare eccezio- 31 Nel 2003, una stessa azione di controllo è stata prevista nel Bando di gara per l’affidamento del servizio di progettazione e realizzazione di una “Campagna pubblicitaria con la determinazione, attraverso l’offerta, del numero di paesi esteri di intervento, con attivita’ promozionali varie e con la realizzazione di materiali editoriali e multimediali” relativa all’intervento a) dell’azione 3.2.3 del DOCUP Abruzzo 2000/2006. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.54 Pagina 315 Parte terza Il sistema di promozione turistica CRESA - Il turismo in Abruzzo maniera accattivante ed esclusivo32” Pubblicazione professionale per operatori abruzzesi anno 1999. ni, ponendo così l’offerta regionale, in stretta concorrenza con le destinazioni adriatiche più attrezzate e competitive. La seguente motivazione addotta per sostenere la scelta, non sembra molto convincente: “uno dei primi compiti della neonata APTR è stato la ricerca di un posizionamento di mercato, nuovo ed esclusivo dell’Abruzzo – in conformità con gli obiettivi del piano di marketing regionale – attraverso un concetto sigla che racchiudesse tutta l’unicità nella diversità dell’offerta abruzzese: un’idea chiara, immediata, facilmente memorizzabile. Nell’immaginario vacanziero del turista c’è un solo tipo di vacanza che riassume e concentra quanto appena espresso: il Club. Il nuovo posizionamento connota l’Abruzzo appunto come il ‘Club più grande per le tue vacanze’. E’ un pensiero giovane, dinamico, che modernizza l’immagine dell’Abruzzo dalle altre regioni in 32 Opuscolo “APTR. Quattro anni spesi bene” – Abruzzo Promozione Turismo, Pescara, 2002, pag. 9. 33 Fonte: Capitoli di spesa dei Bilanci di previsione regionali. 315 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.54 Pagina 316 CRESA - Il turismo in Abruzzo 3.2.6 L’ATTIVITÀ ORDINARIA Parte terza Il sistema di promozione turistica L’attività ordinaria dell’Ente regionale, esaminata sui programmi preventivi (programmi esecutivi annuali e/o direttive annuali) è quella relativa al periodo compreso nei due obiettivi della pianificazione strategica è stato difficile classificare le diverse azioni. Si è tentato comunque di accorparle nelle seguenti sei categorie oltre alle varie: Pubblicità e pubbliche relazioni, Fiere e workshop, Editoria, Programmazione e marketing, ultimi strumenti programmatici strategici e cioè, il piano triennale 1997/1999 e il successivo 2000/2002 che insieme ai programmi comunitari, hanno fatto riferimento, anche se in maniera differente, al Piano di marketing regionale 1998/2002. Le disponibilità finanziarie33 messe a confronto si riferiscono agli anni che vanno dal 1994 al 2001, previste prima dalla L. r. n. 4/90, sostituita poi dalla l. r. n. 54/97, alle quali sono state aggiunte quelle previste dalla L. r. n. 49/75 che riguarda le provvidenze per le manifestazioni turistiche e quelle della L. R. n. 32/75 che riguarda lo sviluppo del turismo speleologico. Dal grafico si nota come il massimo investimento è stato effettuato nel 1999, anno di preparazione dell’Anno Santo, nel quale è sorto il Consorzio Giubileo 2000 e l’unica Azienda di Promozione Turistica Regionale è entrata a regime. Nel periodo temporale preso in esame, variando la normativa di riferimento e gli Eventi e manifestazioni e Incentivi. Il grafico 3.2.4 ripartisce la spesa prevista per categoria in valori assoluti. Come si nota facilmente l’andamento complessivo è influenzato dal budget totale, ma anche all’interno delle singole categorie si evidenziano 316 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.54 Pagina 317 Parte terza Il sistema di promozione turistica variazioni per anno. I successivi grafici, costruiti su valori percentuali, eliminano l’effetto di distorsione e rendono confrontabili le scelte effettuate nel periodo, ma non evidenziano l’azione contemporanea effettuata con i fondi straordinari, di conseguenza vanno integrati con quanto riportato nel precedente paragrafo. La spesa per la pubblicità, la promozione e le pubbliche relazioni è andata costantemente crescendo negli anni. Considerando anche i fondi straordinari gli investimenti maggiori sono stati effettuati nel 1999 e nel 2000, mentre la brusca discesa del 2001 dei fondi ordinari è compensata dallo spostamento delle spese per questa misura sui fondi della L.r. n.58/98. Il dato dimostra la crescente importanza attribuita a questa componente del marketing mix. Circa le campagne pubblicitarie effettuate, l’Amministrazione regionale (per il periodo 1994 – giugno 1998) ha destinato i fondi soprattutto alla promozione e alle pubbliche relazioni con interventi di supporto alle campagne realizzate con i fondi straordinari (attività descritte nel paragrafo precedente), mentre non risultano diffusi i resoconti dettagliati delle campagne pubblicitarie effettuate dall’APTR (periodo 1998-2001). L’unico documento pubblicato34 fa riferimento alla campagna denominata “L’Abruzzo colpisce” che si basa sull’idea de “il club più grande per le tue vacanze” di cui si è già scritto. Di seguito si riporta quanto affermato: “dal luglio 1999 a marzo 2001 ‘il Club’ è stato pianificato sul target famiglia attraverso le CRESA - Il turismo in Abruzzo maggiori riviste nazionali (Famiglia Cristiana, Oggi, Gente, Sette, Panorama, Espresso, ecc.). La campagna è stata declinata su vari soggetti ricondotti ad un format unico per garantire una forte riconoscibilità: istituzionale, mare, parchi, neve e “Alberto Tomba” con decine di milioni di contatti utili. Quest’articolata operazione ha fatto emergere per la prima volta l’immagine della nostra regione, esaltando le peculiarità del prodotto Abruzzo e creando una forte identità di marca. Inoltre, l’utilizzo del testimonial Alberto Tomba e il contributo dato alla campagna pubblicitaria dal Montepulciano d’Abruzzo, hanno fatto si che l’immagine della regione spiccasse il volo in maniera autorevole come mai in passato”. Al lettore attento si lasciano le valutazioni e l’eventuale confronto con quanto previsto dal piano di marketing regionale35. 34 Opuscolo “APTR. Quattro anni spesi bene” – Abruzzo Promozione Turismo, 2002, pagg. 9 e 10. 35 Per avere un quadro più completo si può consultare la stampa locale del periodo. Ad esempio, gli articoli : Turismo, quegli spot per l’Abruzzo riservati ai nottambuli, in “Il Centro del 29.08.99; Aptr in tilt, Monte Bianco scambiato per il Gran Sasso, in “Il Centro” del 30.01.00; Albergatori contestano le scelte sui manifesti, in “Il Centro” del 02.02.00; Mai dare dell’orso all’albergatore, in “Il Messaggero” del 30.06.00. 36 Progetto di 380 milioni di lire concernente la realizzazione di depliant in lingua inglese e tedesca, predisposto dalla Direzione Turismo della Regione Abruzzo e finanziato dall’INSUD per 200 milioni. 37 Opuscolo “APTR. Quattro anni spesi bene” – Abruzzo Promozione Turismo, 2002, pag. 15. 317 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.55 Pagina 318 CRESA - Il turismo in Abruzzo Parte terza Il sistema di promozione turistica La spesa per la realizzazione del materiale editoriale e multimediale è diminuita, passando dal 20% del 1994, al 10% del 2001. Il decremento è ancora più accentuato se si considera che dal ’94 al ’97 nell’ambito del programma straordinario (POP 90/93) sono state investite ingenti risorse per questa misura (cfr. paragrafo “Azioni con i fondi co- munitari e nazionali”). La minore attenzione è solo parzialmente giustificata dalla differenza dei costi previsti per l’attività di ristampa che l’APTR ha effettuato negli ultimi anni, dopo che la Regione aveva provveduto all’acquisizione di diversi copyright e, utilizzando i finanziamenti INSUD36, anche ad alcune ristampe. “Con il varo dei cosiddetti club di prodotto, l’APTR ha fornito un impulso decisivo alla realizzazione di materiali promozionali e informativi altamente specializzati37. Quest’ultima azione è sicuramente in linea con il piano di marketing regionale, purtroppo però essa sembra essere intesa semplicemente come attività editoriale e non avere una visione commerciale. L’azione non sembra ricalcare gli esempi migliori provenienti dalle organizzazioni oltralpe (Maison de la France, ecc.) e neanche l’esempio dei “club di prodotto” dell’ENIT 318 che dopo anni di tentativi non è ancora riuscito a decollare. Il grafico evidenzia l’importanza assegnata alla pianificazione di marketing, alle indagini e ricerche di mercato e alla realizzazione dell’Osservatorio Turistico Regionale. Fino al 1999 si nota una propensione crescente ad investire in queste attività, successivamente invece si assiste ad una caduta, probabilmente provocata dalla mancata istituzione dell’Osservatorio che ha generato un riutilizzo delle somme previste su altre categorie di spesa. Il budget previsto per il finanziamento delle attività di animazione sul territorio, effettuate dagli Enti Locali o dalle associazioni (voce “eventi e manifestazioni” grafico n. 3.2.8), è rimasta pressoché costante nel tem- 38 Fonte: Turismo & Attualità, Traveling Interline International, TTG Italia, Guida Viaggi, Trend ed altre testate professionali. 39 Giubileo, Un’invasione di pellegrini dall’Ucraina, in “Il Messaggero”, del 22.09.98; Giubileo, intesa varata coi russi, in Il Centro”, del 04.04.1999; In Abruzzo torna Aerflot, in “Quotidiano Travel”, n. 44 del 30.04.99; Turismo, finalmente arrivano i tedeschi. E’ l’accordo Aptr-Neckermann, in “Il Messaggero” del 05.05.00. 40 P. Giampietro, La regione nuova meta ma in albergo meno presenze, in “Il Centro”, del 21.03.00. cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.55 Pagina 319 Parte terza Il sistema di promozione turistica Graf. 3.2.9 SPESA ORDINARIA IN PERCENTUALE PER “INCENTIVI” 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 po tra il 10 e il 15%, mentre i contributi al trade (cataloghi, charteristica, turismo sociale, gruppi, ecc.) gestiti a sportello (voce “incentivi” grafico 3.2.9) sono percentualmente in discesa - dal 40% al 25%. Circa quest’ultimo segmento, sembra38 che la nuova Azienda di Promozione Turistica abbia preferito, l’effettuare specifici accordi con alcuni grandi T.O. come Neckermann o Thompson molto enfatizzati a livello locale39; tale aspetto, infatti, è stato colto anche dalla stampa non professionale che ha rilevato come: “l’Aptr sembra aver fatto della stipula di contratti con stranieri una strategia: Graf. 3.2.10 SPESA ORDINARIA PER “FIERE E WORKSHOP” (val. %) CRESA - Il turismo in Abruzzo sono in corso le trattative con i tedeschi della Der Tour e della Service Raisen, mentre è in dirittura di arrivo l’accordo con il gruppo inglese Thompson (fatturato del ’99: 6.550 miliardi di lire) per portare con due voli charter 500 turisti alla settimana, per dieci mesi l’anno40. La scelta può apparire sicuramente premiante quando gli interessi della destinazione coincidono con quelli del tour operator che decide di investire su di essa. Esistono molti esempi di T.O. che hanno fatto la fortuna di alcune località turistiche perché hanno realizzato nuove strutture ricettive, organizzato i trasporti e i servizi, confezionato e distribuito il prodotto. Affidarsi ai grandi T.O. non è però esente da rischi, poiché anche investimenti rilevanti, per una amministrazione pubblica, effettuati nei confronti di un unico o di pochi operatori non riescono comunque a modificarne le strategie aziendali e si possono rilevare privi di efficacia; ad esempio, quando la Neckermann decide più o meno improvvisamente di lasciare l’Abruzzo per investire sul Mar Nero41, si assiste alla giustificata lamentela degli operatori abruzzesi. Nella fattispecie, si riporta il commento di uno dei più importanti operatori turistici abruzzesi che, intervistato in occasione dei flussi turistici dovuti ai voli da Londra e Hahn (Francoforte) in occasione delle vacanze pasquali 2002, sostiene che “l’appeal dei voli di linea a basso prezzo è certamente maggiore di operazioni promozionali che invece ci hanno dato poco e niente, come quello della Neckermann Reisen42. La scelta di abbandonare l’approccio strategico del piano di marketing per effettuare 41 I tedeschi tradiscono la Romagna per le spiagge bulgare, in “Il Sole 24 Ore” del 24.03.02. 42 Dall’articolo Alberghi, week end col pienone: merito dell’aeroporto apparso su “Il Messaggero” del 3.04.02. D’altra parte lo stesso presidente dell’APTR in una intervista concessa alla stessa testata il 30.06.00 dichiarava: “Non siamo soddisfatti appieno dell’accordo con la Neckermann”. 319 cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.55 Pagina 320 CRESA - Il turismo in Abruzzo Parte terza Il sistema di promozione turistica Graf. 3.2.11 NUMERO DI MANIFESTAZIONI Graf. 3.2.12 SPESA REGIONALE PER LE MANIFESTAZIONI ALL’ESTERO (mgl. di lire) Graf. 3.2.13 NUMERO MEDIO DEGLI OPERATORI ABRUZZESI PRESENTI ALLE MANIFESTAZIONI ESTERE ORGANIZZATE DALLA REGIONE O DALL’APTR 35,0 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0 1996 1997 1998 1999 2000 Spesa per singola manifest. accordi episodici con vari soggetti o istituzioni, essendo stimolati esclusivamente dall’effetto “annuncio” appartiene più a logiche politiche che aziendali. Per quanto attiene alle somme previste per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche e ad altri eventi 320 (grafico 3.2.10), le previsioni di spesa sono rimaste quasi costanti nel tempo, rappresentando circa il 20% del budget complessivo a conferma di una scelta decisa in favore di questo particolare strumento di promozione e commercializzazione soprattutto per i cap_3.2 (295-320).qxd 06/06/2005 11.55 Pagina 321 Parte terza Il sistema di promozione turistica CRESA - Il turismo in Abruzzo mercati esteri (grafico 3.2.12). La scelta istituzionale non sembra però molto condivisa dagli operatori regionali che, ad eccezione del 1998, hanno trascurato l’utilizzo di questo strumento (grafico 3.2.13). Le cause potrebbero essere ricercate anche nella difficoltà (lingua, normativa contrattuale, usi, ecc.) che gli operatori ricettivi e i loro consorzi incontrano nel rapportarsi con i mercati esteri e nel fatto che nessun operatore dell’intermediazione abruzzese commercializza la destinazione “Abruzzo” all’estero (tutti i cataloghi prodotti dalle AdV abruzzesi sono in lingua italiana). Un’altra motivazione potrebbe essere quella che la scelta dei mercati e delle manifestazioni non risulta molto costante nel tempo. 321