UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI
Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia
Corso di
MEDICINA DEL LAVORO
IL MOBBING
Definizione
Dall’inglese ‘ to mob’, ‘attaccare’, ‘accerchiare’
Termine coniato per indicare un meccanismo di difesa
collettivo che si attua nel mondo animale e mediante il
quale un branco mantiene la sua omogeneità espellendo “il
non simile” attraverso comportamenti di isolamento e lesivi.
Definizione
Persecuzione psicologica:
- Individuale o collettivo
- “Orizzontale”, tra pari
- “Verticale”, da capo a subordinato o, addirittura, da
subordinato a capo
Definizione
“un comportamento ripetuto, immotivato,
rivolto contro un dipendente o un gruppo di
dipendenti, tale da creare un rischio per la
sicurezza e la salute”, intesa sia in senso
fisico che mentale.
Tipi di mobbing
MOBBING STRATEGICO
Disegno di esclusione di un lavoratore da parte della stessa
azienda e/o del management aziendale, ridimensionamento
delle attività di un determinato lavoratore o suo
allontanamento dal lavoro.
MOBBING EMOZIONALE, O RELAZIONALE
Alterazione delle relazioni interpersonali (esaltazione ed
esasperazione dei comuni sentimenti di ciascun individuo di
rivalità, gelosia, antipatia, diffidenza, paura, ecc.) sia di tipo
gerarchico che tra colleghi.
MOBBING SENZA INTENZIONALITÀ DICHIARATA
Non precisa volontà strategica esercitata da parte di un pari
grado per eliminare eventuali ostacoli alle proprie ambizioni
carrieristiche, o da parte di un superiore, al fine di tutelare la
propria posizione gerarchica, giudicata in pericolo.
Il Bersaglio
- lavoratori con elevato coinvolgimento nell’attività
svolta, o con capacità innovative e creative;
- soggetti con ridotte capacità lavorative o portatori di
handicap collocati obbligatoriamente nel posto di
lavoro;
- "diversi" (provenienza geografica, religione, abitudini
di vita, preferenze sessuali).
- lavoratori rimasti estranei a pratiche illecite di colleghi
Il Bersaglio
Entità della "soglia individuale di resistenza alla
violenza psicologica" capace di indurre una
condizione di mobbing:
(intensità della violenza) - (tempo di esposizione)
- (tratti della personalità)
Il Bossing
Intenzione del diretto superiore (mobber) mirata ad estromettere il
soggetto dal processo lavorativo.
L’obiettivo è quello di isolare la persona che si ritiene rappresenti un
pericolo o una minaccia, bloccargli la carriera, togliergli potere.
Il conflitto iniziale può nascere anche da banali divergenze di
opinione, da gelosie o rivalse, da differenze di razza, religione o
cultura.
La competenza sociale e le caratteristiche di personalità del mobber e
della vittima giocano un ruolo importante.
I colleghi (gli spettatori) in genere prendono le distanze nel timore di
compromettere i loro rapporti col capo .
Il mobbing orizzontale
- Le difficoltà del mercato del lavoro
- L’alto tasso di disoccupazione
- Gli esiti lavorativi incerti dei contratti atipici
- La mancanza di trasparenza nello sviluppo di carriera
…favoriscono una forte competizione in grado di attivare alti livelli
di aggressività e destrutturare i rapporti interpersonali.
Il mobbing strategico
Pressioni psicologiche esercitate strategicamente dalle imprese
(prevalentemente private), per promuovere l’allontanamento
dal mondo del lavoro di soggetti diversamente scomodi:
- Soggetti appartenenti a gestioni precedenti o assegnati a
reparti da dimettere o anche di soggetti da riqualificare
professionalmente.
- Dipendenti divenuti troppo costosi (seniores) o che non
corrispondono più alle attese dell’organizzazione (lunghe
assenze per congedi parentali, malattie serie, portatori di
handicap, ecc.).
Principali azioni mobbizzanti
• Attacchi alla possibilità di comunicare
- limitazione della possibilità di esprimersi;
- rifiuto del contatto con gesti o sguardi scostanti;
- critiche continue al suo lavoro e alla sua vita privata;
• Attacchi alle relazioni sociali
- costante isolamento;
- il soggetto non esiste (non lo si invita né gli si fa compagnia in tutte le occasioni sociali
come andare al bar, a mensa,ecc.);
- trasferimento in ambienti lontani da quelli dei colleghi;
• Attacchi all’immagine sociale
- si parla alle spalle della vittima;
- la si ridicolizza;
- la si costringe a lavori umilianti;
• Attacchi alla qualità delle condizioni e delle mansioni lavorative
- affidati compiti lavorativi al di sotto o al di sopra della sua preparazione per indurlo in
errore;
- affidati compiti senza senso e sganciati dal ciclo produttivo;
- trasferimento da un posto all’altro, da una mansione all’altra, senza motivo.
Le conseguenze psicologiche
Sindrome da stress, facilmente assimilabile al “disturbo post
traumatico da stress”
Interessa l’intero organismo, con sintomi psichici e
psicosomatici:
Disagio profondo, ansia, depressione, disistima, panico, paura
di “affrontare” la giornata, vuoti di memoria, vertigini,
perdita di identità, pensieri autolesionistici e/o suicidi,
irritabilità, insonnia improvvisa, incubi, cefalea, dermatosi,
perdita capelli, gastriti, ulcera, impotenza sessuale,
tachicardia etc…
Organi ed apparati coinvolti
• Cervello: ansia, attacchi di panico, depressione, emicrania, vertigine; perdita di
memoria, difficoltà di concentrazione; insonnia.
• Pelle: disturbi cutanei, dermatosi, psoriasi.
• Apparato respiratorio: problemi di respirazione, mancanza di fiato, senso di
oppressione.
• Collo-spalle: cefalea muscolo-tensiva, cervicale, mal di schiena.
• Cuore: tachicardia, palpitazioni, infarto del miocardio.
• Apparato muscolo-scheletrico: contratture, algie diffuse, posture scorrette.
• Apparato digerente: problemi gastrici, bruciori di stomaco, ulcera. In certi casi,
bulimia.
• Occhi: annebbiamento temporaneo della vista.
• Sistema immunitario: calo delle difese dell'organismo, maggiore vulnerabilità alle
malattie.
• Arti: tremore, sudorazione, senso di debolezza alle gambe, dolori muscolari.
Le conseguenze sociali
La persistenza dei disturbi psicofisici porta ad assenze dal
lavoro sempre più prolungate, con "sindrome da rientro al
lavoro" sempre più accentuata, fino alle dimissioni o al
licenziamento.
La perdita dell’autostima e del ruolo sociale comporta
insicurezza, difficoltà relazionali e, per le fasce d’età più
avanzate, l’impossibilità di nuovi inserimenti lavorativi.
Il soggetto porta all’interno dell’ambito familiare il proprio stato
di grave disagio, e non sono rari i casi di separazioni e
divorzi, disturbi nello sviluppo psicofisico dei figli e disturbi
nelle relazioni sociali
Le conseguenze economiche
Lunghi periodi di malattia e in continui interventi del servizio
del personale, con costi esorbitanti per le aziende, per il
soggetto e per la collettività in termini di produttività e
investimenti nella formazione, perdita di professionalità e
deterioramento della qualità della vita, costi sociali.
Alcuni dati
In Italia la prevalenza del fenomeno tra i lavoratori è del 4.2%,
ossia di circa 800.000-1.000.000 persone coinvolte (anno
1996-97).
Diagnosi
L’analisi delle situazioni lavorative di mobbing e delle malattie
mobbing-correlate è particolarmente critica :
1. la fonte d’informazione è rappresentata, quasi
esclusivamente dalla raccolta anamnestica diretta;
2. la possibilità di verifica è scarsa, in quanto la
collaborazione dell’ambiente di lavoro è carente.
Come procedere
Quando in un’azienda si manifestano fenomeni di mobbing, è
fondamentale riconoscere che il fenomeno rappresenta il
sintomo di una manifestazione di conflitto fra individui
all’interno di un’organizzazione.
Prima di procedere alla diagnosi medica ed all’eventuale
terapia del “mobbizzato” o dei “mobbizzanti” è necessario
occuparsi della salute dell’azienda e delle sue dinamiche
organizzative.
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