ISDE Italia News
a cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente
Numero 527 (26 Luglio 2013)
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In questo numero………
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Nubi nere sul testo approvato del Decreto 61/2013 su “nuove disposizioni urgenti a
tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse
strategico nazionale”.
Il Comitato Scientifico di ISDE Italia stigmatizza le affermazioni del Commissario
Bondi.
Collaborazione ISDE-Apoteca Natura.
Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":
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Icastica 2013-Glocal Women: offerta per i soci ISDE - 1° Settembre, Arezzo.
Settimana Europea della Mobilità 2013 - 16-22 Settembre.
L’intreccio: mente, stress e cancro - 21-23 Novembre, Brescia.
Nella rubrica "Nord/Sud: salute globale":
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5° rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale.
“Accesso ai farmaci essenziali: la globalizzazione riguarda anche il diritto alla salute?”
di Patrizia Gentilini.
European health report 2012: il punto sulla salute degli europei, le prospettive future e
uno sguardo particolare alle situazioni di disuguaglianza.
Nella rubrica "L'associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":
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Regione Puglia: istituzione del registro regionale per le malformazioni congenite.
Ambiente: l’80% degli Europei è attenta all’impatto ambientale dei prodotti.
Decreto 61/2013 su “nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del
lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale”
(A.S. 941 approvato dalla Camera dei Deputati)
NUBI NERE SUL TESTO APPROVATO ALLA CAMERA E IN DISCUSSIONE AL SENATO
Fonte: Comunicato stampa ISDE Italia, 25 Luglio 2013.
In primo luogo ISDE è preoccupata perché viene avanti una legislazione straordinaria che
rischia di modificare le basi dell’attuale normativa ambientale o di influenzare negativamente
molte altre situazioni che hanno caratteristiche diverse dal caso ILVA; inoltre ISDE deve
sottolineare numerosi elementi critici che occorre riequilibrare:
- sono previste prescrizioni per l’AIA basate solo sui tempi di attuazione e non anche su
criteri di rispetto di adeguamento tecnologico e di azioni di risanamento che quando non
rispettati dovrebbero permettere la riapertura della stessa AIA;
- permane un quadro confuso a seguito della deroga prevista per l’AIA, in quanto non viene
chiarito cosa accade quando le prescrizioni dell’AIA non sono rispettate dai commissari,
specie avendo cancellato la figura del Garante;
- a fronte dei tempi scaduti da oltre 6 mesi per l’attivazione dei provvedimenti autorizzativi
per le discariche, la gestione dei rifiuti e delle acque, non è fatto riferimento a tempi e
modalità per la messa a norma;
- vengono allungati di un anno i tempi di risanamento degli impianti ai fini della tutela di
ambiente e salute;
- vengono concessi ben 150 giorni per l’adozione del piano delle misure redatto dai tre esperti;
- viene fatto riferimento a disponibilità residue per fare fronte alle bonifiche, anziché
destinare allo scopo le risorse e i beni sequestrati ed i proventi dell’attività dell’impresa in
accordo al principio “chi inquina paga”;
- non viene precisato il criterio di scelta del Commissario governativo, che deve garantire
completa imparzialità e capacità di interpretare correttamente il ruolo di commissario di una
società privata nominato dal pubblico, per evitare scivoloni come quelli recenti del
Commissario Bondi sul ruolo del fumo di tabacco;
- è depotenziata la Valutazione del Danno Sanitario (VDS), in quanto si prevede che i rapporti
di valutazione del danno sanitario debbano essere conformi ai criteri metodologici stabiliti da
un decreto interministeriale già previsto dalla legge salva-Ilva n. 231/2012 (attualmente
all’attenzione della Corte dei Conti), che è meno protettivo per la salute dei cittadini rispetto
alla normativa pugliese;
- non viene previsto il riesame dell’AIA neppure a fronte di dati epidemiologici e sanitari che
risultassero allarmanti, per cui se anche la regione competente chiedesse il riesame dell’ AIA,
in linea con quanto permesso dal Decreto 61 (art. 1, comma 7), il Governo potrebbe opporsi.
In particolare, in relazione agli ultimi due aspetti, molto rilevanti per la tutela della salute, è
necessario sottolineare un approccio non precauzionale del decreto interministeriale in corso
di approvazione, in cui le valutazioni epidemiologiche sono subordinate al risk assessment e al
superamento delle soglie previste dalla legge vigente per gli inquinanti normati, in palese
contrasto con:
a) letteratura scientifica e raccomandazioni OMS che, anche di recente per il particolato
aereo, ha suggerito come i valori soglia di legge non siano sufficienti a tutelare la
salute,
b) conoscenze avanzate su valutazione di impatto ambientale sulla salute, avendo optato
per un uso meccanicistico della procedura di risk assessment,
c) necessaria attenzione alla valutazione cumulativa del rischio anziché alla singola
sostanza,
d) palese disattenzione alla prevenzione primaria da applicare quando le conoscenze sono
sufficienti, com'è il caso di Taranto,
e) non rispetto del principio di precauzione.
In considerazione di quanto esposto, ISDE auspica che la proposta di legge attualmente
all'esame del Senato possa essere efficacemente modificata al fine di consentire una
adeguata tutela ambientale e sanitaria e il pieno rispetto dei diritti Costituzionali dei
cittadini, che deve valere a Taranto e in tutti gli altri siti inquinati.
Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia
Agostino Di Ciaula, Referente ISDE Puglia
IL COMITATO SCIENTIFICO DI ISDE ITALIA STIGMATIZZA LE AFFERMAZIONI
DEL COMMISSARIO BONDI
Fonte: Comunicato Stampa ISDE Italia, 16 Luglio 2013.
Il Commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, è stato nominato dal Governo per rappresentare gli
interessi di tutti. Tuttavia le sue recenti affermazioni, che riprendono una perizia di parte
aziendale, sono lungi dall'essere imparziali. Nella sua relazione al Presidente della Regione
Puglia, Bondi cita infatti una relazione dei periti aziendali (Boffetta et al), secondo cui: “E’
noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto
ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino
agli anni ’70”. La frase sottintende che non vi sarebbe un eccesso di tumori dovuti
all'inquinamento ma tale eccesso sarebbe attribuibile al consumo di sigarette.
Contestiamo questo modo di porre il problema:
(a) il Commissario non può sposare un tesi di parte, in modo peraltro superficiale;
(b) la relazione consegnata dai Periti della Procura di Taranto e degli Enti pubblici preposti
(Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, ARPA Puglia, Agenzia Regionale Sanitaria
Pugliese) contiene un'analisi approfondita della mortalità per tumori a Taranto e nei
suoi quartieri, e va considerata nella sua interezza.
La parzialità e la superficialità delle dichiarazioni di Bondi sono coerenti con il decennale
disinteresse delle nostre classi dirigenti per i danni che l'inquinamento ambientale arreca
all’ambiente e alla salute umana.
Sia il Commissario sia la perizia di parte sembrano ignorare le prove del fatto che
l'inquinamento atmosferico è causa del cancro del polmone anche nei non fumatori.
L’autorevole rivista Lancet Oncology pubblica in questi giorni i risultati di un grande studio
epidemiologico europeo che dimostra come l’inquinamento atmosferico svolga un ruolo
importante nell'aumentare il rischio di cancro del polmone anche nei non-fumatori.
Se Bondi, come sarebbe stato suo dovere, si fosse preoccupato di informarsi sulle prove
scientifiche nel loro insieme, e non solo sul parere dei periti di parte, avrebbe tratto delle
conclusioni diverse. In tal modo avrebbe dimostrato rispetto per i cittadini, per i lavoratori e
per gli operatori sanitari anziché agire sulla base di un'agenda precostituita.
Sulla base di queste semplici riflessioni ISDE Italia chiede al Governo Italiano di provvedere
a ristabilire la verità e a richiamare i suoi rappresentanti a un maggiore equilibrio e senso
della giustizia.
COLLABORAZIONE ISDE-APOTECA NATURA
E’ attiva dal mese di Luglio una collaborazione tra ISDE Italia e Apoteca Natura, una rete di
circa 500 Farmacie che attua campagne di sensibilizzazione e offre Servizi Permanenti di
Prevenzione relativi a vari aspetti della salute. Primo frutto di questa collaborazione è
l’opuscolo sulla "Prevenzione dei rischi ambientali: un nuovo concetto di salute" che è
reperibile nelle farmacie. E’ anche disponibile un questionario, sia online sul sito Apoteca
Natura sia nelle farmacie, per valutare il grado di attenzione e consapevolezza nei confronti
dei rischi ambientali e del loro impatto sulla salute. I farmacisti, formati con un apposito
videocorso ISDE, oltre a diffondere gli opuscoli sono disponibili a fare da tutor nella
compilazione del questionario. Anche i medici (soprattutto quelli del territorio, ma non solo)
possono utilizzarlo. Chi desiderasse avere l'opuscolo (via e-mail o postale) per informare e
sensibilizzare altri medici e cittadini in genere può chiedere maggiori informazioni alla nostra
sede.
Info: [email protected]
PROSSIMI EVENTI E SCADENZE
ICASTICA 2013-GLOCAL WOMEN: OFFERTA PER I SOCI ISDE
Si segnala che l'Amministrazione Comunale di Arezzo ha predisposto un'offerta promozionale
nei confronti dei soci ISDE in occasione dell'evento Icastica 2013 - Glocal Women,
esposizione di arte contemporanea ad Arezzo fino al 1° Settembre 2013. L'offerta
promozionale consiste nell'acquisto di un biglietto per i soci ISDE che consenta la visita di
tutti i siti di Icastica al prezzo ridotto di 4,00 euro invece di 7,00 euro. La mostra "Icastica
2013" è una manifestazione della cultura estetica internazionale molto interessante
(architettura, design, teatro, musica, danza, ecc...).
Info: www.icastica.it
SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ 2013
Fonte: Newsletter europea della Rete Città Sane OMS - n. 12/2013.
Anche quest'anno, dal 16 al 22 Settembre 2013, si svolgerà la Settimana europea della
Mobilità. Quest'anno il tema è: “Clean air - it's your move!”. Ci si concentrerà quindi sulla
qualità dell'aria, con una particolare attenzione al ruolo dei cittadini, poiché la qualità dell'aria
ha un impatto importante sulla nostra salute e sul nostro ambiente. Durante la Settimana,
svariati enti locali europei organizzano attività per i propri cittadini e danno sostegno alle
iniziative su questo tema.
Info: www.mobilityweek.eu
L’INTRECCIO: MENTE, STRESS E CANCRO
La Società Italiana di PsicoOncologia (sezione Regione Lombardia), la Società italiana di
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e le Associazioni Priamo e “Memorial Marilena”, in
collaborazione con l'Istituto Minotauro, il Liceo Scientifico “Leonardo” e la Fondazione ENAC
Lombardia C.F.P. Canossa presentano a Brescia dal 21 al 23 Novembre 2013 il convegno
internazionale "L’intreccio: mente, stress e cancro". Sono decenni che nella comunità
scientifica si discute sulla relazione mente-corpo. Per molti anni, chi ha negato il ruolo della
psiche nella genesi e nella cura del cancro ha avuto buon gioco nel contrastare posizioni naif o
pseudoscientifiche secondo le quali il cancro è tutto nella testa così come la sua guarigione.
Un atteggiamento riduttivo che periodicamente riappare e che ha prestato il fianco a chi
concepisce il cancro come semplice fenomeno di genetica molecolare e non come una malattia
collocata in una persona e quindi in una rete psicofisica. Il cancro è una malattia
multifattoriale a predominante base epigenetica. È una patologia che può dipendere da più
cause e la sua genesi (cancerogenesi) attraversa più stadi. Oltre ai geni, all’ambiente,
all’alimentazione e agli stili di vita, tra i fattori scatenanti, vanno annoverati anche gli eventi
della vita e la capacità di gestirli. All’interno di questi processi acquista particolare rilevanza
lo stress. Il congresso ha l’obiettivo di rispondere ad alcune domande fondamentali: come può
influire lo stress nella genesi e nella progressione del cancro? Quali sono le strategie
comportamentali e terapeutiche che possono essere utilizzate fin da ora per controllare gli
aspetti negativi dello stress emozionale? Quali sono i livelli di efficacia scientificamente
assodati?
Info: [email protected]
NORD/SUD: SALUTE GLOBALE
5° RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO ITALIANO SULLA SALUTE GLOBALE
Raccontare il diritto alla salute attraverso la storia e la riforma dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS) è un’opportunità politica rilevante, nel momento in cui la crisi economicofinanziaria si abbatte sui Paesi e sul settore pubblico con nuove ricette di austerità e
riduzione dell’investimento nazionale sulla sanità: l’Italia non fa eccezione. Illustrare i
successi e le battaglie dell’OMS, l’unica istituzione intergovernativa con il compito di
conseguire il più alto livello di salute per la popolazione del pianeta, è un modo per richiamare i
singoli Paesi – Governi e Parlamenti - alle loro responsabilità in campo sanitario, sia sul piano
nazionale che internazionale. Oggi più che mai, l’OMS deve fare i conti con i temi corrosivi
delle disuguaglianze e gli effetti della globalizzazione, le regole del commercio internazionale
e la mercificazione della salute. Il 5° rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale
(OISG) affronta questi nodi nella attualità del processo di riforma dell’OMS, che potrebbe
ridisegnare il modo in cui l’agenzia è governata, e finanziata.
Info: http://saluteglobale.it/il-rapporto-delloisg/oms-e-diritto-alla-salute-quale-futuro2013/
ACCESSO AI FARMACI ESSENZIALI: LA GLOBALIZZAZIONE RIGUARDA ANCHE IL
DIRITTO ALLA SALUTE? di Patrizia Gentilini.
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/accesso-ai-farmaci-essenziali-globalizzazioneriguarda-anche-diritto-alla-salute/549316/#
Il 19 Aprile 2001 a Pretoria anche le ultime 4 grandi multinazionali del farmaco (Merk, Pfizer,
Glaxo Smith Kline, Lilly) si ritirarono – grazie al grande impatto mediatico che la notizia aveva
suscitato – dalla causa da loro intentata contro il governo del Sud Africa “colpevole”, secondo
Big Pharma, di aver aggirato l’esclusiva dei brevetti importando i medesimi farmaci
direttamente dai paesi che li producevano a prezzi enormemente inferiori. Proprio dall’India –
definita la “farmacia dei poveri” e al primo posto anche nel 2001 per la produzione di farmaci
anti Aids a basso costo – giunge la notizia che la Corte Suprema del paese ha respinto il
ricorso dell’industria farmaceutica svizzera Novartis relativo al brevetto di un farmaco anti
leucemico, il Glivec, come farmaco generico low cost. La Corte ha sentenziato che il Glivec
“non è un prodotto innovativo” perché utilizza una molecola già nota e quindi non rientra nei
criteri stabiliti per le “invenzioni”. La notizia è stata accolta con grande risonanza perché si
tratta di fatto di una sconfitta di “Big pharma” e della vittoria di un paese (l’India) che
conferma di essere la “farmacia dei poveri”, in cui il diritto alla salute prevale su ogni altro
interesse. A distanza quindi di 12 anni assistiamo al ripetersi di storie simili: il tentativo delle
grandi multinazionali del farmaco di far prevalere i loro profitti sul diritto alla salute. E’ ben
vero che Novartis in India, attraverso programmi di donazione, fornisce gratuitamente Glivec
al 95% dei pazienti ai quali è stato prescritto, ma non può sfuggire a nessuno la profonda
differenza che esiste fra sancire un diritto e l’affidarsi alla benevolenza altrui. Purtroppo
forse pochi sanno che “grazie” alla globalizzazione anche i farmaci (compreso quelli
“salvavita”) sono equiparati a qualsiasi altro prodotto commerciale e devono quindi sottostare
alle rigide regole imposte dalla Banca Mondiale e dalla Organizzazione Mondiale del
Commercio. Questi organismi sovranazionali – che rispondono solo a logiche di profitto –
dettano legge anche per quanto riguarda le politiche sanitarie, sociali, assistenziali e questo
non solo nei paesi emergenti ma anche nel vecchio continente, come ormai è sotto gli occhi di
tutti. Nel 1978 la conferenza di Alma Ata aveva sancito per l’umanità un ambizioso obiettivo:
“salute per tutti nell’anno 2000”: come in tanti altri casi anche su questo non possiamo che
registrare un tragico fallimento e così continuerà ad essere fino a che non saremo in grado di
coniugare la parola salute non con la parola profitto, ma con la parola equità.
Info: [email protected]
EUROPEAN HEALTH REPORT 2012: IL PUNTO SULLA SALUTE DEGLI EUROPEI, LE
PROSPETTIVE FUTURE E UNO SGUARDO PARTICOLARE ALLE SITUAZIONI DI
DISUGUAGLIANZA
Fonte: EpiCentro n. 473-2013.
A 3 anni di distanza dal precedente, è stato pubblicato il rapporto 2012 dell’OMSEuropa “The
European health report 2012. Charting the way to well-being”, un documento che rappresenta
ormai un punto di riferimento sulla salute (e sul benessere, secondo l’accezione più ampia di
salute auspicata dall’OMS) del vecchio continente. Conoscere periodicamente e con un buon
dettaglio lo stato di salute dei quasi 900 milioni di cittadini dell’OMS Europa consente ai
decisori politici di impostare politiche sanitarie corrette per stabilire obiettivi strategici e
priorità; di individuare i determinanti sociali, economici e ambientali di salute; di programmare
a lungo termine un’agenda collaborativa, proiettando nel decennio futuro una serie di traguardi
misurabili. La peculiarità del rapporto 2012 sta nel fatto che, oltre a fare il punto sulla salute
degli europei con una particolare attenzione alle situazioni di disuguaglianza, il documento
guarda alle prospettive future ed è chiaramente orientato a disegnare uno scenario in grado
di garantire a tutti i cittadini europei adeguati standard di salute.
Info: www.epicentro.iss.it/focus/globale/EuropeanHealthReport2012.asp;
www.epicentro.iss.it/focus/globale/EuropeanHealthReport2012Migranti.asp
SEGNALAZIONI DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE E DEI LETTORI
REGIONE PUGLIA: ISTITUZIONE DEL REGISTRO REGIONALE PER LE
MALFORMAZIONI CONGENITE
L’analisi dei meccanismi che legano l’ambiente alla salute umana è di fondamentale importanza
per la ricerca biomedica e per la prevenzione primaria, non solo in campo oncologico. Tale
analisi si rende particolarmente urgente e necessaria quando vi sia una chiara evidenza di
contemporanea criticità ambientale e sanitaria, come nel caso delle malformazioni congenite.
E' stata lanciata una petizione per realizzare anche in Puglia un registro delle malformazioni
congenite. In risposta alla spinta di ISDE Puglia (sono state raccolte oltre 700 sottoscrizioni,
pubblicati articoli su quotidiani e blog, coinvolte varie associazioni a livello regionale) nella
seduta del 24 Luglio 2013 la Giunta Regionale pugliese ha approvato l'istituzione del registro
regionale per le malformazioni congenite e un protocollo d'intesa tra i vari enti che lo
realizzeranno.
Info: www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=m-kF335n7xw;
www.change.org/it/petizioni/nichi-vendola-governatore-della-regione-puglia-istituzione-delregistro-regionale-per-le-malformazioni-; [email protected]
DECRETO DEL FARE, SALTANO LE NORME SALVA INQUINATORI. UNA VITTORIA
DEI CITTADINI. ADESSO ATTENTI AI COLPI DI CODA
Fonte: Forum italiano dei movimenti per l'acqua, 17 Luglio 2013.
La mobilitazione dei cittadini promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua per
modificare il testo del cosiddetto Decreto del Fare ha iniziato a dare i suoi frutti. La prima
versione del decreto avrebbe introdotto un vergognoso sistema di deroghe che avrebbe
premiato gli inquinatori più incalliti. Grazie alla mobilitazione dei movimenti, alle pressioni sui
parlamentari, all'iniziativa parlamentare di diversi gruppi che hanno compreso i gravissimi
rischi per l'ambiente e all'apertura a modifiche al testo proposto dal Ministro Orlando nelle
Commissioni Parlamentari è stato svolto un intenso lavoro per disinnescare le enormi criticità
introdotte dal Decreto del fare nella versione approvata dal Governo. Sono stati prodotti
diversi emendamenti che hanno per ora eliminato il passaggio in cui si subordinava
l'eliminazione delle fonti di contaminazione al profitto degli inquinatori anche in presenza di
rischio sanitario conclamato. Inoltre è stato affrontato l'altro casus belli, quello relativo ai
limiti da rispettare: nella versione governativa si richiedeva genericamente solo
un'attenuazione della contaminazione e non il rientro in precisi limiti. Partendo da un testo
così infelice che costituiva un vero e proprio regalo agli inquinatori più audaci e spregiudicati
si è giunti ad un compromesso per ora accettabile. È doveroso per il Parlamento andare avanti
su questa strada senza colpi di coda. Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua continuerà
in queste ore ad esercitare un attenta analisi dell'attività parlamentare e denuncerà eventuali
tentativi di sabotaggio alle bonifiche. In ogni caso un eventuale esito favorevole
rappresenterà solo un salvataggio all'ultimo minuto di una situazione che avrebbe fatto cadere
in un pozzo inquinato i diritti dei cittadini ad un ambiente salubre. È necessario che il tema
delle bonifiche sia messo al centro dell'agenda politica visto che riguarda presente e futuro di
milioni di cittadini e un'occasione per un territorio nazionale degradato che, se risanato, potrà
costituire la base per un'economia durevole. Questo sarebbe il “fare” che i cittadini si
aspettano.
Info:
www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=22
31%3Adecreto-fare-chi-inquina-non-paghera-piu&catid=53&Itemid=67
DECRETO FARE: CHI INQUINA NON PAGHERÀ PIÙ!
Fonte: Forum italiano dei movimenti per l'acqua, 5 Luglio 2013.
Addio Bonifiche. Il Governo Letta condanna per Decreto la tutela delle falde acquifere: chi
inquina non pagherà più. Appello al Ministro dell'Ambiente Orlando per la tutela della qualità
dell'acqua.
Altro che il principio “chi inquina paga”, con il cosiddetto “Decreto del Fare” festeggiano gli
inquinatori, viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualità dell'acqua delle falde, un
patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del Paese. Da circa un anno si erano
moltiplicati i tentativi per inserire di straforo nei vari decreti urgenti, senza alcun confronto
pubblico preliminare con i cittadini, una contro-riforma sulle bonifiche. Ora il Governo Letta e
le lobby industriali hanno introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” una norma di modifica
del testo Unico sull'Ambiente D.lgs. 152/2006 che fa ritornare all'anno zero il settore delle
bonifiche. Si legge nel decreto “Nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di
rischio sanitario, oltre all'eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed
economicamento sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione
della contaminazione”. La qualità dell'acqua è subordinata alle logiche economiche, da oggi se
chi inquina è d'accordo, si attenuerà l'inquinamento senza eliminare le sue fonti. E'
assolutamente grave che venga inserito il principio della sola “attenuazione” dell'inquinamento
anche in presenza di rischio sanitario conclamato. In Italia circa il 3% del territorio è
gravemente inquinato e classificato nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche in cui gli
interventi sono gestiti direttamente dal Ministero dell'Ambiente. In realtà oltre a queste
situazioni estreme (da Priolo a Bussi, passando per Taranto, Brindisi, Brescia ecc.) si
aggiungono una miriade di siti inquinati o potenzialmente inquinati sparsi su tutto il territorio
nazionale la cui procedura di bonifica nella stragrande dei casi viene seguita dai comuni (si
stimano in diverse migliaia, da discariche incontrollate a pozzi inquinati). Recentemente lo
Studio SENTIERI dell'Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato l'enorme impatto sanitario
dell'inquinamento, con migliaia di morti in più rispetto all'atteso nei 37 siti monitorati. In
questo contesto che richiederebbe la messa in cantiere della vera grande opera, la bonifica
del territorio italiano, il Governo Letta ha introdotto una norma sull'inquinamento delle falde
acquifere che azzera ogni possibilità di bonifica definitiva delle aree inquinate, subordinando
gli interventi di bonifica agli interessi economici di chi inquina anche in caso di concreto
rischio sanitario. Secondo Enzo Di Salvatore, professore di Diritto Costituzionale
all'Università di Teramo "subordinare l'eliminazione della fonte di inquinamento oltreché a
possibilità tecniche anche al presupposto che ciò sia economicamente sostenibile per il privato
che inquina si sostanzia in una prevalenza degli interessi economici del privato sul diritto alla
salute e all'ambiente salubre. Ciò viola anche il diritto dell'Unione europea e segnatamente il
principio chi inquina paga". Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua lancia un appello al
Ministro dell'Ambiente Orlando, che ha dichiarato il tema della tutela dell'acqua tra quelli
prioritari per il suo mandato, affinché il Governo riveda profondamente una posizione del
tutto inaccettabile su un bene comune come l'acqua. Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i
gruppi di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal
provvedimento nell'iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili
alla tutela della qualità dell'acqua. Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per
contrastare quest'attacco all'accesso all'acqua potabile che l'ONU ha sancito essere un
diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.
AMBIENTE: L’80% DEGLI EUROPEI È ATTENTA ALL’IMPATTO AMBIENTALE DEI
PRODOTTI
Fonte: Newsletter europea della Rete Città Sane OMS - n. 12/2013.
La nuova indagine denominata “Opinioni degli europei riguardo alla costruzione del mercato
unico dei prodotti verdi”, rivela che la maggior parte degli europei sarebbe pronta a
modificare le proprie abitudini di consumo acquistando prodotti più “verdi”, ma molti sono
convinti di non essere sufficientemente informati e non si fidano delle argomentazioni
ambientali dei produttori. Oltre tre quarti degli intervistati (il 77%) sarebbero disposti a
pagare di più per prodotti rispettosi dell’ambiente, se avessero la certezza che lo sono
davvero. Ma appena poco più della metà dei cittadini UE (il 55%) ritengono di essere informati
sull’impatto ambientale dei prodotti che acquistano e usano. La stragrande maggioranza dei
cittadini UE pensa che acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente possa portare vantaggi
reali per l’ambiente (l’89%) e che tali prodotti siano efficaci tanto quanto quelli normali (il
74%). La fiducia nel fatto che i prodotti contrassegnati come rispettosi dell’ambiente siano
effettivamente meno dannosi è più alta in Portogallo (84%), Malta (82%), Francia (81%) e
Belgio (81%). I consumatori sono invece molto più scettici in Germania (44%), Romania (46%) e
nei Paesi Bassi (47%). Si ricorda che l’indagine è stata svolta nei 28 Stati membri dell’Unione
europea. In tutto, sono stati intervistati 25.568 cittadini di diverse fasce sociali e
demografiche.
Info:
http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/ambiente/eurobarometro_impatto_ambient
ale_it.htm
Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni
Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News,
può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile
elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di
organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.
La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE
Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.
Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare:
[email protected]
I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE
Italia www.isde.it
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