Salute in alle Salute in Valle - N. 3 Ottobre 2015 Anno nuovo, vita nuova N ell’agosto scorso è stata approvata la Legge Regionale n. 23/2015 “Evoluzione del Sistema Socio Sanitario Lombardo”. L’intento di Regione Lombardia è quello di migliorare un sistema di eccellenza, fra i migliori in Italia ed in Europa, passando dal curare al prendersi cura del cittadino. Un pò come il miglioramento continuo della qualità: ho ottenuto la certificazione della bontà dei miei servizi, ma voglio migliorare ancora di più, portandoli ancora più vicini al cittadino, che non va più visto a compartimenti stagni, ma va tenuto al centro dell’attenzione degli operatori del Servizio Sanitario Lombardo. Vengono mantenuti i capisaldi della precedente normativa: libera scelta del cittadino, competizione controllata fra gli erogatori pubblici e privati accreditati, separazione fra chi eroga e chi pianifica e controlla. Anno nuovo, vita nuova, dicevano i nostri vecchi e mai come in questo caso la battuta risulta più appropriata: - nascono le nuove aziende pubbliche, con una più marcata separazione fra chi pianifica, controlla e contratta (ATS) e chi eroga le prestazioni, negli ospedali per acuti e nelle sedi territoriali (ASST); - si accelera il processo integrativo dell’assistenza al cittadino che esprime un bisogno di salute, coordinando fra loro le diverse fasi di attenzione alla cura e alla riabilitazione operata dal personale ospedaliero, dai medici e dal personale operanti nel territorio, nonché dalle figure delegate all’assistenza domiciliare; - si estende l’esperienza dei CREG per la cura della fragilità ed il processo aggregativo dei Medici di Famiglia, vero anello di congiunzione della presa in carico globale del paziente; - vengono create Aziende e strutture di controllo, di supporto e formazione, come l’Agenzia di Controllo, l’Agenzia di Promozione, l’Accademia Regionale; - continua il processo di concentrazione delle politiche di acquisto, per produrre economie di scala da riammettere nel sistema, per continuare a migliorare la “customer satisfaction”, il livello di soddisfazione espresso dai cittadini rispetto ai servizi resi loro dal sistema sanitario. Detta così, sembra davvero una mossa azzeccata, ma non siamo che all’inizio di un nuovo percorso, a cui tuttavia possiamo dare un grande contributo, se comprendiamo e ne condividiamo lo spirito. Il futuro della nostra ASL si chiama ATS, Agenzia di Tutela della Salute, un’azienda dai confini più ampi (Vallecamonica, Valtellina, Valchiavenna, Alto Lario) e dai compiti più compiutamente definiti in quanto, oltre a continuare a gestire la prevenzione medica e veterinaria e il governo delle cure primarie, a incentivare i corretti stili di vita e di educazione alla salute, essa avrà il compito di: - analizzare dettagliatamente i bisogni di salute dei cittadini della sua area di competenza, coinvolgendo maggiormente nella loro presa in carico i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Famiglia; - assegnare la loro gestione ai diversi erogatori presenti nel territorio, pubblici e privati, puntando ad una progressiva diminuzione della mobilità passiva extraprovinciale, affinchè i bisogni trovino possibile risposta in loco; - controllare e vigilare sulla qualità delle prestazioni e sul mantenimento degli indici di accreditamento degli erogatori; - vigilare sul rispetto delle norme relative agli alimenti, alla sicurezza sui posti di lavoro, alle attività di prevenzione medica e veterinaria. Una scommessa davvero sfidante e da affrontare con la convinzione che essa va accettata con professionalità, per vincerla a favore dei nuovi azionisti di riferimento delle nuove Aziende: i Cittadini delle nostre valli. Dott. Mauro Lovisari (Direttore Generale) 2 Salute in alle Il cammino dell’evoluzione del Sistema Sanitario Lombardo I l 29 Agosto è entrata in vigore la L.R n. 23/2015 che ha sancito l’evoluzione del Servizio Sanitario Lombardo, integrando e modificando la preesistente L.R n.33/2009. La legge comporterà – come è noto – la nascita di una Agenzia di Tutela della Salute che comprenderà competenze su ampi territori. Per noi significherà la costituzione di un ente che coprirà, come ora , Valtellina e Valchiavenna, ma anche, dal 2016, Valcamonica e Alto Lario, con due ASST: l’ASST della Valtellina e dell’Alto Lario e l’ASST della Valcamonica. Si tratta quindi di una rilevante riaggregazione territoriale che vedrà il trasferimento alle ASST di tutti i servizi e le strutture , ivi compreso il relativo personale, che erogano direttamente servizi alla persona e che ora fanno capo alle attuali Aziende. È iniziato quindi un cammino a tappe forzate che si concluderà con la fine dell’anno, con i diversi step individuati da Regione Lombardia e che vedranno fortemente impegnate le Direzioni Strategiche delle diverse Aziende Sanitarie coinvolte (ASL di Como, A.O di Como, ASL della Provincia di Sondrio, A.O della Valtellina e Valchiavenna e ASL della Valcamonica). Da parte regionale sono già stati adottati i primi provvedimenti attuativi per dare inizio alla prima fase del nuovo disegno istituzionale. In particolare, è stato costituito anche da noi un collegio formato dai cinque Direttori Generali coinvolti, che si è riunito per la prima volta il 21 settembre con il coordinamento del Direttore Generale dell’A.O della Valtellina e Valchiavenna. Contestualmente Regione Lombardia, con Decreto in data 14 Settembre, ha emanato le prime direttive per il funzionamento di tutti i Collegi dei Direttori e per i conseguenti primi adempimenti preliminari. Tali adempimenti prevedono due fasi temporali distinte: la prima, che si è conclusa il 30 settembre, riguarda la definizione, sulla base di elenchi già stilati dalla Regione, delle strutture/servizi che afferiranno, rispettivamente all’ATS e alle ASST, la seconda che avrà Dedicata a Silvana Ciapponi V enerdì 18 settembre, in presenza dei suoi familiari, la nostra ASL ha dedicato la nuova Sala Convegni della Sede Distrettuale di Morbegno a Silvana Ciapponi, già Responsabile Amministrativa del Distretto di Morbegno, prematuramente scomparsa nel gennaio 2011. Il Direttore Generale ha brevemente ricordato la collaboratrice, sottolineando il suo carattere solare, la sua disponibilità ed esperienza, lo spirito di squadra che l’animava anche nei momenti più difficili. Con la collega Olga Del Gener, Silvana aveva consolidato l’efficienza dei gruppi che rispondevano alle esigenze amministrative delle sedi di Morbegno e Chiavenna. “Sono gli uomini e le donne che muovono le macchine e la tecnologia – ha affermato Mauro Lovisari – anche nelle aziende più automatizzate. La nostra è un’Azienda di uomini che servono altri uomini ed ancora più importante è stato il valore di Silvana nell’organizzare e nel fare. È per questo – ha sottolineato il Direttore Generale nel corso della cerimonia della nuova intitolazione della Sala di Morbegno - che ho voluto dedicare la nuova Sala Convegni a Silvana Ciapponi, una di noi, che non si è mai tirata indietro, nemmeno di fronte a problemi che poteva delegare ai suoi superiori. È per questo che ora potremo usare quella sala più spesso, ricordando ogni volta Silvana, come se fosse ancora con noi”. quale termine ultimo il 4 novembre, riguarderà l’allocazione, sulla base di format che la Regione sta predisponendo, del personale, dei contratti di beni/servizi, dei rapporti giuridici atti/passivi, degli inventari dei beni immobili e mobili registrati ecc., alle nuove Aziende. Per quanto riguarda il personale dei cosiddetti Servizi indivisi (ad esempio, i servizi amministrativi centrali) saranno individuate, sempre da parte regionale, specifiche regole per la relativa suddivisione. Anche il nostro Collegio dei Direttori rassegnerà quindi alla Regione, entro il prossimo 4 novembre, una specifica relazione illustrativa del lavoro fatto integrata con la predetta documentazione. Sulla base della documentazione ricevuta, esperite le dovute verifiche, la Regione potrà predisporre i Decreti di costituzione delle nuove Aziende Sanitarie. Roberto Pinardi (Direttore Amministrativo) Salute in alle Prenotazioni Sanitarie L Dillo al Direttore N a Giunta di Regione Lombardia ha approvato la trasformazione del Call Center Regionale per le Prenotazioni Sanitarie in un servizio di accoglienza multicanale più ampio ed integrato. Regione Lombardia intende infatti realizzare un progressivo spostamento dei contatti verso canali del tutto automatizzati o comunque che richiedono minore assistenza. In questo quadro di riferimento, trova collocazione l’introduzione della compartecipazione dei costi di chiamata da parte del cittadino per le chiamate effettuate da cellulari, con un impatto economico limitato per l’utente. Pertanto, è utile ricordare che per le prenotazioni telefoniche da cellulare è necessario contattare il numero 02.99.95.99, a pagamento, al costo previsto dal piano tariffario di ciascun utente. Per le chiamate da rete fissa resta contestualmente operativo il numero verde gratuito 800.638.638. ovità sul sito web dell’ASL: è “Dillo al Direttore”, un’area interattiva a disposizione dei cittadini che possono così avanzare richieste e idee, fare considerazioni anche critiche, dare consigli o suggerimenti per migliorare e qualificare ulteriormente i contenuti dell’offerta socio-sanitaria dell’Ente di via Nazario Sauro. I Dirigenti dell’Azienda sanitaria locale ne terranno certamente conto nell’organizzazione dei servizi. Di più: lo stesso Direttore Generale risponderà via e-mail ad alcuni dei messaggi pervenuti. L’area è visibile e accessibile già in home page del sito web: www.asl.sondrio.it “L’ASL – commenta il Direttore Generale Mauro Lovisari – si conferma sempre più vicina al cittadino e alle sue istanze; ancora più trasparente e capace di ascolto; davvero una istituzione amica”. Lo “screening” in camper N ell’ambito di una politica di avvicinamento al territorio, ASL e Cancro Primo Aiuto hanno dato vita ad un progetto comune per l’esecuzione di mammografie su mezzo mobile, per agevolare l’utenza dei paesi più lontani dagli ospedali. Livigno, Bormio, Tirano e Chiesa in Valmalenco saranno i primi comuni ad essere toccati. Di che si tratta? Un camper, messo a disposizione da Cancro Primo Aiuto, dotato di un mammografo digitale e tutto il necessario per l’esecuzione di una mammografia. Saranno le donne di 50 anni i soggetti coinvolti nell’iniziativa che, almeno in prima battuta, interesserà i centri più importanti dell’Alta Valle, di Tirano e della Valmalenco. Le immagini diagnostiche saranno inviate, in tempo reale, agli specialisti dell’AOVV per la successiva refertazione. “Il fatto più significativo – spiega Mauro Lovisari, DG dell’ASL – è che saremo noi ad andare verso i cittadini, in questo caso le donne, invitate con una apposita comunicazione da parte della nostra Azienda”. “Con questa iniziativa – precisa Lorella Cecconami, Direttore Sa- nitario dell’ASL – speriamo di convincere ad aderire all’iniziativa anche le donne che, per vari motivi, hanno difficoltà a rispondere positivamente all’invito a recarsi presso il più vicino Ospedale”. “Il cancro si combatte anche avvicinando al territorio tutte le forme di intervento, anche a livello preventivo”, ha dichiarato Plinio Vanini, Presidente di Cancro Primo Aiuto (nella foto, a sinistra). 3 4 Salute in alle Spirito di squadra, a Tirano S econdo appuntamento con il senso di appartenenza in ASL. Dopo il ritratto fotografico degli operatori di Morbegno e Chiavenna, pubblichiamo su questo numero di Salute in Valle, uno “scatto” relativo al team degli operatori della sede ASL di Tirano. Il Percorso “DiVa”, per disabili gravi D a gennaio 2012 è attivo nei presidi ospedalieri della Valtellina e della Valchiavenna il percorso “DiVa” (da “Disabili Valtellina”) che, all’interno dei piani d’azione regionale e provinciale per le politiche in favore delle persone con disabilità, ha come obiettivo quello di offrire alle persone con gravi disabilità cognitive e neuromotorie una facilitazione e un accompagnamento all’accesso e alla fruizione delle prestazioni ambulatoriali, di ricovero e di pronto soccorso presso l’Azienda Ospedaliera. Il percorso ambulatoriale e di PS è fruibile in tutti i Presidi Ospedalieri, il percorso relativo al ricovero è fruibile presso i Presidi di Sondrio e Sondalo. Il progetto, frutto della collaborazione fra ASL e AOVV, prevede che l’utente, o un suo familiare, acquisita l’impegnativa per la prestazione sanitaria rilasciata dal Medico di Medicina Generale e recante la dicitura “Paziente con disabilità”, contatti il numero verde appositamente predisposto 800.118.722 - per concordare le modalità e i tempi di accesso alla prestazione. L’operatore del call center “DiVa”, valutata la richiesta, attiva i percorsi ambulatoriale o di ricovero programmato. Il primo consente: prenotazione diretta della prestazione senza passaggio dal CUP, accoglimento del paziente in spazio dedicato, accompagnamento nel luogo di esecuzione della prestazione, annullamento o contenimento della permanenza in sala d’attesa, accoglimento del paziente dopo la prestazione, disbrigo dell’attività amministrativa connessa alla prestazione, programmazione di eventuali prestazioni successive, informazione e supporto. Più prestazioni sono, se possibile, concentrate in un unico accesso. Il percorso di ricovero programmato consente, invece: prenotazione del ricovero, degenza in camera con bagno e possibilità di permanenza di un accompagnatore, corsie preferenziali per esami strumentali, visite e consulenze specialistiche mirate al contenimento del disagio provocato dalla disabilità del paziente, degenza limitata al periodo strettamente necessario, pianificazione e programmazione di tutti gli interventi previsti post dimissione, attivazione della dimissione protetta se necessario. La persona con disabilità che invece è accompagnata in PRONTO SOCCORSO in condizioni non critiche, indipendentemente dal tipo di patologia manifestata, verrà assistita secondo le modalità previste per il “codice giallo” al fine di assicurare tempestività nel percorso diagnostico/terapeutico, tempi di attesa ridotti, osservazione continua e idonea protezione. Se la persona con disabilità giunge in Pronto Soccorso in condizioni critiche verrà assistita secondo le modalità previste per il “codice Rosso”. A tutto giugno 2015 hanno usufruito dei percorsi ambulatoriale e di ricovero programmato 204 pazienti(114 uomini e 90 donne), con una età media di 44 anni, per un totale di 245 accessi, con un trend in costante incremento. I tempi di attesa si sono attestati mediamente su 14 giorni; è da sottolineare che in molti casi il giorno dell’appuntamento è stato concordato con la famiglia, e spesso fissato anche molto tempo dopo l’effettiva disponibilità proposta. Dalla disamina dei dati (importanti poiché rispecchiano il bisogno e i problemi dell’utenza con disabilità) è emerso che gli specialisti più richiesti sono stati il cardiologo, il dermatologo, il fisiatra, l’oculista, l’odontoiatra, l’ORL, l’ortopedico, il pediatra. Per quanto riguarda le 88 richieste di diagnostica strumentale la quasi totalità delle prestazioni è stata rappresentata da esami radiologici (Radiografie e TAC), ecografici, cardiologici (ECG e Ecocardiocolordoppler). I 47 ricoveri programmati e concordati sono stati previsti in 5 soli reparti, ma l’assoluta gran parte viene soddisfatta dai repati di Riabilitazione Neuromotoria e Unità Spinale del Presidio di Sondalo, data la disponibilità peraltro prevista nel progetto. Il percorso di pronto soccorso, in particolare incremento, ha previsto 274 pazienti (146 uomini - 118 donne) per un totale di 299 accessi (31 si sono trasformati in ricovero d’urgenza, 266 dimessi a domicilio); l’età media è stata ancora di 44 anni. I tempi di permanenza sono stati attorno alle due ore, in media, per singolo accesso. Data spesso la complessità del caso, la particolarità dell’utenza (sovente poco collaborante e inadatta all’attesa prolungata), la necessità di approfondire il problema proposto con esami strumentali o di laboratorio, i tempi sono apparsi del tutto accettabili per completare il necessario percorso diagnostico-terapeutico. Dalla disamina delle schede di rilevazione della soddisfazione è emerso un gradimento da parte dell’utenza molto elevato. Paolo Proh (Servizio Aziendale Qualità) Salute in alle La prevenzione allunga la vita L o screening è un intervento di prevenzione secondaria che attraverso un test diagnostico offerto gratuitamente a soggetti sani permette di intercettare, ancor prima della comparsa dei sintomi, la presenza della malattia in fase precoce. Lo screening mammografico, rivolto alle donne di età compresa tra 50 e 69 anni, è attivo dal dicembre 2000. La popolazione target è pari a circa 23.000 donne da invitare nel biennio. L’organizzazione dello screening è gestita dall’ASL mentre le mammografie vengono effettuate presso i 4 presidi Ospedalieri dell’Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna (Chiavenna, Morbegno, Sondrio e Sondalo). Per le caratteristiche territoriali le donne residenti in alcuni comuni (es. Livigno, Aprica) si trovano a dover percorrere anche distanze notevoli per aderire allo screening. Nonostante questo l’analisi degli indicatori evidenzia una grande partecipazione con tasso di adesione sempre superiore al 70%. Fondamentale per il raggiungimento dei risultati è la collaborazione con i Medici di Medicina Generale. Nel 2013 è stato infatti attivato, nell’ambito del governo clinico, un progetto con i Medici di Medicina Generale finalizzato al recupero dei soggetti non aderenti al 1° invito allo screening del colon retto, che ha portato al recupero del 28% di adesione allo screening ed un progetto, nell’ambito dello screening mammografico finalizzato ad analizzare i motivi della mancata adesione allo screening stesso. Nel 2014, sempre nell’ambito del governo clinico, è proseguito il progetto di collaborazione per il recupero dei soggetti invitati e non aderenti al 1° invito per entrambi gli screening oncologici, con buoni risultati. Hanno aderito N. 103 Medici di Medicina Generale su 129 (pari all’80%). In collaborazione con il registro Tumori dell’ASL di Sondrio viene costantemente monitorato l’impatto dello screening mammografico in termini di efficacia e di guadagno di salute. Il monitoraggio è rivolto prioritariamente alla valutazione dell’impatto in termini di diagnosi precoce, di localizzazione della patologia tumorale (forme in situ/forme estese), di riduzione della mortalità specifica, di analisi dei costi sanitari e dei cancri intervallo. L’introduzione dello screening mammografico nel 2000 ha determinato una diminuzione del tasso di incidenza di tumori in stadio avanzato (pT2-pT4): il confronto dei tassi di incidenza di tumore in fase avanzata, indica una riduzione statisticamente significativa a 5 anni dall’introduzione dello screening, passando da 25,3*100.000 nel periodo precedente all’introduzione dello screening a 17,5*100.000 (p<0,05). Anche il tasso di incidenza dei tumori della mammella con diffusione linfonodale è diminuito, seppur in modo non statisticamente significativo, dopo 5 anni dall’introduzione dello screening, passando da 20,7 * 100.000 prima dello screening a 18,1 * 100.000. Analisi sopravvivenza L’Associazione Italiana dei Registri Italiani (AIRTUM) ha effettuato uno studio per la valutazione della sopravvivenza oncologica in Italia, basata sui dati dei 33 registri italiani accreditati, tra cui quello di Sondrio. Buona la sopravvivenza a 5 anni ai tumori della mammella, che si colloca a Sondrio al 1° posto: 89%, contro una media italiana dell’85.3%. I piazzamenti positivi di Sondrio per sedi tumorali per le quali esiste possibilità di diagnosi precoce, come la mammella, possono essere spiegati dalla maggiore adesione in provincia allo screening mammografico. Lorella Cecconami (Direttore Sanitario) 5 6 Salute in alle Malattia di Alzheimer: ieri e oggi L o scorso 23 settembre, presso la Sala Vitali del Credito Valtellinese, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Alzheimer voluta dall’ONU, i LIONS di Valtellina e Valchiavenna con la collaborazione dell’Associazione Alzheimer e demenze della Provincia di Sondrio hanno organizzato il convegno “Alzheimer ieri e oggi” (nella foto, sopra, a destra, il tavolo dei relatori). È stata, in particolare, l’occasione per presentare la ristampa dell’opuscolo “La malattia di Alzheimer”, aggiornato a 4 mani dai dottori Giuseppina Montecalvo e Paolo Proh che non dovrebbe mancare nelle case dei care givers dei nostri malati. È stata anche l’occasione per fare il punto sui numeri della malattia nelle nostre valli: calcoliamo 3.700 persone affetti da una qualche forma di demenza e 2.200 persone con malattia di Alzheimer. Come per tutte le malattie cronico-degenerative per cui non esiste una cura risolutiva, la principale risorsa per farvi fronte è l’amore, la vicinanza, la disponibilità dei famigliari e la prima preoccupazione della comunità scientifica è di dare informazione, supporto, solidarietà... Dobbiamo tuttavia essere tempestivi, quando la severità assistenziale del malato comincia a mettere a dura prova la tenuta anche fisica dei famigliari e consigliare di affidare il malato, prima per qualche ora, poi integralmente, ai servizi specialistici. E quali sono questi servizi? Innanzitutto la RSA aperta, con servizi prevalentemente domiciliari. Nel 2014 abbiamo raggiunto 26 utenti con 7 erogatori. Nei primi mesi del 2015 siamo già a 74 utenti con 6 erogatori. Quindi residenzialità leggera, con 80 posti letto e, nella formula di residenzialità protetta con 25 posti letto, con il contributo regionale di 12 euro al giorno per 300 minuti di assistenza e 25 euro al giorno per 500 minuti di assistenza. Nel 2014 sono stati accolti 4 utenti, nel 2015 siamo già a 30 utenti. Nella acutizzazione dei sintomi, oltre ai servizi ospedalieri, su indicazione del proprio medico di medicina generale è possibile accogliere il paziente nei 28 posti letto di cure intermedie. Fino ad arrivare ai 71 posti letto nei 5 centri diurni integrati. Vale la pena ricordare, infine, i 1.478 posti letto nelle 18 case di riposo di cui 18 collocati nel nucleo dedicato alzheimer della RSA di Sondrio. Rammentiamo che l’orizzonte principale della recente riforma del sistema sanitario lombardo contenuto nella Legge Regionale 23 del 15 agosto 2015 è proprio quello di arrivare a prendere per mano e accompagnare la famiglia che ha al proprio interno una persona fragile a curare al domicilio il proprio congiunto o scegliere il servizio più appropriato, impegnando in questa fondamentale trasformazione tutto il sistema, avendo come protagonista insostituibile il medico di medicina generale. Angelo Garavaglia (Direttore Sociale) Di cosa parliamo quando parliamo di noi S alute in Valle è ormai giunto al terzo numero, con oltre trenta pagine al suo attivo. Il nostro bimestrale è realizzato, come noto, esclusivamente in formato digitale e trasmesso in modalità elettronica. Pubblicato anche sul sito web dell’ASL e quindi consultabile e scaricabile da tutti, Salute in Valle è nato essenzialmente per dare visibilità all’attività dell’Azienda e al contributo dei propri professionisti e per consolidare, tra i collaboratori dell’Ente, spirito di squadra e di appartenenza. Il periodico raggiunge ormai 950 indirizzi elettronici: numeri straordinari per uno strumento come il nostro, segno di un certo apprezzamento acquisito tra coloro la cui opinione conta. Ricordiamolo: il notiziario oltre a raggiungere tutti i dipendenti dell’ASL, è inoltrato ad autorità, leader territoriali, associazioni di interesse, di categoria e di impresa, sindacati. In particolare Salute in Valle è trasmesso ai 150 medici e pediatri di famiglia del territorio, alle 70 farmacie e alle 20 RSA della provincia. Raggiunge altresì il gruppo dirigente dell’AOVV (45 fra direttori, primari e dirigenti amministrativi), i sindaci dei 78 comuni della provincia di Sondrio, oltre 70 associazioni di volontariato che operano in valle. Non male per essere un notiziario aziendale. 7 Salute in alle L’azzardo non è un gioco e... va preso sul serio I “ l gioco d’azzardo non è un gioco e... va preso sul serio”. Questo lo slogan con cui si è chiuso un anno ricco di iniziative di sensibilizzazione e informazione, di prevenzione e formazione, contro il Gioco d’Azzardo Patologico. Con il finanziamento di Regione Lombardia e grazie alla Legge Regionale 8 del 21 ottobre 2013, è stato possibile attuare nella nostra Provincia un Piano organico di contrasto e prevenzione al fenomeno, che ha dato vita al progetto “Lottando insieme contro l’azzardo”. Il progetto, realizzato dal Dipartimento Dipendenze dell’ASL in collaborazione con Associazione AND e Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, ha coinvolto famiglie, anziani, ragazzi e ragazze delle scuole, ma anche operatori dei servizi, avvocati, medici di base e amministratori. Un intervento diffuso per dare un segno tangibile e continuo contro un fenomeno dilagante che sta colpendo molte famiglie. Il gioco d’azzardo può essere causa di parecchi problemi per la nostra salute. Già il nome che usiamo dare alla dipendenza da gioco d’azzardo: “Ludopatia”, può confonderci le idee. Il problema non è di gioco, ma di gioco d’azzardo. In tutto il mondo si parla di Gioco d’Azzardo Patologico, in breve, GAP. È una malattia riconosciuta e appartiene alla famiglia delle Dipendenze, come lo sono le dipendenze da droghe e l’alcol. In Italia, da qualche anno, il numero delle persone che soffrono di GAP è notevolmente aumentato. Nella nostra Provincia negli ultimi cinque anni le persone che si sono rivolte al Servizio Dipendenze (SerT) per farsi curare, sono aumentate del 400 per cento; le stime ci dicono che le persone che giocano tanto, da avere problemi sul piano relazionale, familiare, sul lavoro siano circa 7.000. Una delle cause che ha portato a questo drammatico aumento del fenomeno è sicuramente legata alla massiccia offerta di gioco che si sta producendo, a tutti i livelli e attraverso tutti i canali di comunicazione. Chiunque di noi dal mattino alla sera è bombardato da una miriade di messaggi: radio, tv, internet, giornali che ti invitano in qualche modo al gioco, offrendoti anche soldi per cominciare! In Provincia di Sondrio videolottery e slot machine sono una ogni 100 abitanti, siamo al 5° posto a livello nazionale, 932 Euro è la spesa annua procapite, 22° posto. Certo non tutte le persone che giocano sviluppano la dipendenza, ma l’aggressività dell’offerta aumenta enormemente questo rischio. La dipendenza da gioco, così come quelle da droghe o alcol trasforma la vita degli individui e delle loro famiglie. Un primo segno che ci fa capire che stiamo scivolando verso il problema è l’accorgerci che cominciamo a trascurare le nostre normali occupazioni. Un altro sintomo è l’aver bisogno di giocare sempre di più per ottenere lo stesso piacere. La situazione è grave quando il giocatore non si rassegna di fronte a una perdita rilevante e cerca di rifarsi, sempre col gioco. Il passaggio a un livello ancora più grave è il superamento del confine della legalità: truffe, assegni scoperti, furti, ammanchi sul luogo di lavoro. Come se ne esce? In Lombardia i servizi ambulatoriali per le dipendenze, SerT, offrono assistenza alle persone che hanno problemi di gioco d’azzardo patologico e alle loro famiglie. Il lavoro è prevalentemente di tipo psicologico. Le persone che ci arrivano hanno, quasi tutte, un disturbo di eccesso di pensiero magico, pensano cioè di poter influenzare il caso, e mettono in piedi tutto un sistema, fatto di credenze matematiche erronee. Gran parte del lavoro consiste nel cercare di correggere queste distorsioni. Oltre agli psicologi ci sono assistenti sociali ed educatori, che fanno un lavoro sulle relazioni familiari e sul recupero dei debiti, e medici per il trattamento farmacologico volto al contenimento del desiderio. Un ulteriore aiuto, esteso anche alle famiglie, viene offerto dai gruppi di auto-aiuto, presenti in più punti della nostra Provincia. Massimo Tarantola (Direttore Dipartimento Dipendenze) 8 Salute in alle Una festa per la solidarietà grazie a Cancro Primo Aiuto U n evento per celebrare i 10 anni di attività dell’Hospice di Morbegno, festeggiare l’ottima riuscita della quinta edizione di Santiago in rosa e tagliare il nastro delle cinquemila parrucche donate ad altrettante donne che si sono sottoposte a chemioterapia. È quello organizzato da Cancro Primo Aiuto e che si svolgerà venerdì 30 ottobre presso Villa Walter Fontana a Capriano di Briosco (MB). Saranno protagonisti soprattutto i valtellinesi: innanzitutto gli operatori sanitari che in questi dieci anni hanno portato avanti la preziosa attività all’interno dell’Hospice di Morbegno che Cancro Primo Aiuto contribuì in modo determinante a realizzare; e poi i valtellinesi che hanno pedalato da Valdidentro ad Assisi per raccogliere fondi a favore della Onlus brianzola con Santiago in rosa 2015. Un successo la prima camminata in rosa I l 10 ottobre si è svolta la prima camminata in rosa in Valtellina e Valchiavenna che ha visto la partecipazione di circa 2000 persone nei 4 Comuni coinvolti: Bormio, Sondrio, Tirano e Chiavenna. La manifestazione, ideata dall’ASL in collaborazione con una decina di Associazioni di Volontariato, vero motore dell’iniziativa, aveva lo scopo di portare l’attenzione sull’importanza della prevenzione in una patologia così frequente, come il tumore al seno, dove la diagnosi precoce può davvero cambiare l’evoluzione della malattia, favorendone la guarigione. Il motto legato alla kermesse, “10.000 passi di salute”, ha richiamato l’attenzione anche sulla prevenzione primaria, ovvero su uno stile di vita salutare di cui l’attività fisica rappresenta una componente fondamentale; 10.000 sono i passi che ognuno di noi dovrebbe compiere ogni giorno o comunque il più spesso possibile. La bella giornata ha sicuramente favorito la partecipazione e le strade si sono colorate di rosa: infatti l’unico requisito richiesto per partecipare alla camminata, era indossare qualcosa di rosa (le immagini, sopra, parlano da sole). Visto il successo dell’iniziativa è intenzione dell’ASL istituzionalizzare il secondo sabato del mese di ottobre di ogni anno come giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tumore al seno. Per l’occasione alcuni comuni hanno raccolto l’invito dell’ASL a illuminare di rosa alcuni monumenti significativi e così si sono tinti di rosa, oltre alla sede dell’ASL di Via N. Sauro di Sondrio, anche il Municipio di Chiavenna e la statua della Maria Luisa simbolo di Tirano. L.C. 3 novembre 2015 il 3 novembre prende avvio la campagna per la vaccinazione antinfluenzale. Numeri utili Sede centrale SONDRIO TIRANO BORMIO CHIAVENNA MORBEGNO 0342 555.111 0342.707.111 0342.900.111 0343.67.111 0342 643.111 SEGNALAZIONE MALATTIE INFETTIVE CONTINUITà ASSISTENZIALE (EX GUARDIA MEDICA) Salute in alle Anagrafe Animali d’Affezione: a cosa serve e come funziona. L’Anagrafe Animali d’Affezione è il sistema informativo nel quale sono registrati cani, gatti e furetti, identificati, presenti sul territorio regionale Lombardo e si basa sull’identificazione certa degli animali attraverso il microchip che viene applicato per via sottocutanea sul lato sinistro del collo in modo rapido, innocuo ed indolore. L’iscrizione prevede la registrazione informatica dei dati anagrafici del proprietario, del detentore e dell’animale in modo da garantire la veloce restituzione degli animali smarriti. Inoltre, i dati presenti in anagrafe, permettono di conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione regionale degli animali d’affezione, in modo da attuare interventi di prevenzione dell’abbandono nonché di tutela sanitaria e protezione monitorandone i risultati. L’iscrizione all’anagrafe dei cani, utile al proprietario e obbligatoria per legge (per gli altri animali d’affezione, gatti e furetti, diventa obbligatoria solo in caso di espatrio), deve avvenire entro 30 giorni dalla nascita o entro quindici dal momento del possesso e comunque prima della cessione. In provincia di Sondrio il proprietario (esclusivamente maggiorenne), munito di CF e documento d’identità, che deve iscrivere il proprio animale può rivolgersi al Dipartimento di Prevenzione Veterinario (presso i tre Distretti Veterinari) oppure ad un Medico Veterinario libero professionista accreditato che provvederanno all’inoculazione del microchip e alla conseguente iscrizione in anagrafe rilasciando infine il certificato d’iscrizione. L’anagrafe deve essere inoltre costantemente aggiornata anche dalla registrazione dei passaggi di proprietà degli animali registrati, dei trasferimenti di domicilio dei detentori e degli eventuali smarrimenti/furti o decessi degli animali stessi. Per quanto concerne l’ASL di Sondrio si espongono i seguenti dati di attività relativi ai cani identificati, movimentati (anche grazie all’identificazione certa) all’anno 2014: Nel caso i cani siano stati tatuati anteriormente al primo gennaio 2004 ed il tatuaggio sia chiaramente leggibile, non è obbligatorio applicare anche il microchip, anche se si consiglia comunque questo sistema perché più affidabile. In caso di morsicatura (di altri animali o persone) il proprietario del “morsicatore” si deve recare presso la sede del Dipartimento di Prevenzione Veterinario per segnalare l’accaduto in quanto non sempre il “morsicato” si reca al Pronto Soccorso. Di seguito, compete allo stesso Pronto Soccorso la trasmissione della suddetta comunicazione al Dipartimento di Prevenzione Veterinario per consentire l’osservazione dell’animale. Alla data odierna in Provincia di Sondrio risultano iscritti complessivamente all’anagrafe degli animali d’affezione 28.254 cani. I comuni con più iscrizioni sono: Sondrio (2.417), Morbegno (1.383), Tirano (1.345), Teglio (896), Chiavenna (831), Cosio Valtellino (824), Grosio (726), Villa di Tirano (724), Piateda (708), Albosaggia (707). Marco Marchetti (Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario) Salute in Valle, periodico elettronico dell’ASL di Sondrio, registrato presso il Tribunale di Sondrio al n. 409/2015 - Direttore Responsabile Antonio Urti, Grafica & DTP: [email protected] 9 10 CRAL AZIENDALE Tel. 339 7820905 e-mail: [email protected] GLI ISCRITTI al 30.9.2015 2 5 4 Il Centro Ricreativo ASL, nato con lo scopo di armonizzare i rapporti fra i dipendenti, propone momenti di svago e divertimento collettivi; presenta iniziative di vario interesse favorendo la partecipazione a costi vantaggiosi per i tesserati e loro famigliari. CRAL aziendale. Fra le iniziative in corso Vi segnaliamo: Mostra e Teatro SONDRIO TEATRO EVENTI TEATRALI IN PROGRAMMA 24 novembre 2015 - ore 21.00 LA BISBETICA DOMATA 25 novembre 2015 - ore 21.00 DOPPIO TAGLIO - MATINéE MOSTRA “FATTORI” a Palazzo Zabarella - Padova 8 NOVEMBRE 2015 Fattori (Livorno, 1825 - Firenze, 1908) è stato portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna. La mostra presenta oltre cento dipinti, in grado di ricostruire, attraverso un avvincente taglio cronologico e insieme tematico, la straordinaria versatilità di una lunga vicenda creativa che ha visto Fattori cimentarsi con tematiche e generi diversi. 3 dicembre 2015 - ore 21.00 ECLISSI D’UOMO - Fuori abbonamento 5 dicembre 2015 - ore 21.00 MAGAZZINO 18 EVENTI TEATRALI IN PROGRAMMA 19 novembre 2015 - ore 20.45 Edoardo Zosi in concerto Orchestra Filarmonica Italiana 6 dicembre 2015 - ore 21.00 “In Maggiore”: Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura - Ambria Jazz e Cid 7 dicembre 2015 - ore 18.00 Prima della Scala - Fuori abbonamento Salute in alle 1-8 NOVEMBRE 11 CAPODANNO A VIENNA ISCHIA SPECIALE TERME ISCHIA PORTO HOTEL delle TERME RE FERDINANDO • Trasferimento in pullman Valtellina stazione Milano Centrale e ritorno; • Treno Frecciarossa Milano/Napoli con posti a sedere di 2^ cl. a/r; • Trasferimento stazione/hotel e vv.; • Trattamento di pensione completa; • Bevande ai pasti; • Stabilimento termale interno convenzionato ASL; • Assicurazione medico sanitaria; • Accompagnatore. dal 30 DICEMBRE 2015 al 2 GENNAIO 2016 4 giorni e 3 notti Viaggio in pullman – trattamento mezza pensione – visita guidata intera giornata nella città di Vienna – possibilità di assistere al concerto Strauss & Mozart New Year’s Concert al Kursalon il 1° Gennaio 2016. Concerto Nek 19 NOVEMBRE Viaggio in giornata 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 dicembre 2015 L’Artigiano in Fiera si è imposta come la più importante e visitata manifestazione internazionale dedicata all’artigianato. Sarà ospitata nel grande polo di Fieramilano a Rho confermando la nuova location altamente apprezzata dai visitatori. Teatro Arcimboldi MILANO