COPIA OMAGGIO
NOTIZIARIO DELLA
P.A. CROCE VERDE RECCO
NUMERO 11
aprile 2006
R ECCO 6 5 4
CINQUE PER MILLE: UNA NUOVA OPPORTUNITÀ PER AIUTARE LA CROCE VERDE
Come
aiutarci
senza
spendere
nulla
G
entile lettrice e gentile lettore, la Legge finanziaria
di quest'anno consente ai
contribuenti di destinare una
quota pari al 5 per 1000 della
loro imposta sul reddito a sostegno delle associazioni di volontariato tra cui la nostra Croce Verde.
Non si tratta di un aumento,
ma solo dell’opportunità di indirizzare una piccola aliquota
della propria imposta a soggetti che operano gratuitamente
nel sociale.
Ringrazio per l’attenzione e
per la cortese disponibilità.
GIOVANNI RAINERO
Presidente
Classe IV C - Scuola Elementare Recco
2
SONO ARRIVATI IN AIUTO ALCUNI NUOVI VOLONTARI, ORA NE ASPETTIAMO ALTRI
C’è nell’aria
qualcosa di nuovo
L’
appello pubblicato sul numero scorso di Recco654 ha stimolato alcuni lettori alla nostra realtà ed operato.
Abbiamo colpito nel segno o nel
cuore?
Contenti dei nuovi rinforzi, “battiamo il chiodo finché è caldo…”
Mi chiedo spesso cosa mi spinge a
fare il milite in Croce Verde, ma
non riesco a darmi una risposta.
Ci sono capitato “per caso” facendo
l’obiettore di coscienza; a quel tempo avevo anche diversi preconcetti
sulle attività delle pubbliche assistenze. Pensavo, infatti, che l’attività principale fosse il servizio di urgenza; avevo paura di trovarmi in
situazioni difficili ma soprattutto di
non saper cosa fare in quelle circostanze.
La cosa strana è che ho ancora
quella paura, nonostante gli insegnamenti dei miei amici e i corsi
seguiti e che continuo ancora a seguire. Paura, sì, e tanta; so benissimo che quando inizio a sentire una
sirena e vedere una luce blu sopra
la testa comincia una di quelle situazioni. Ma è proprio in quelle occasioni che provo delle sensazioni
forti e appaganti: sentire che si è in
Notiziario della
P.A. Croce Verde Recco
affiliata ANPAS Liguria
Via Milite Ignoto, 17 - 16036 RECCO (GE)
tel. 0185.721037
[email protected]
www.croceverderecco.it
Aut. Trib. di Genova n.17 del 16.07.2004
Direttore editoriale: Giovanni Rainero
Direttore responsabile: Maria Iacovazzi
Stampa MeCa Recco
In redazione:
Maurizio Calì, Gallieno Ferri,
Massimo Mantelli, Maria Carla Morroni,
Silvia Tosi
Hanno collaborato:
Federico Brizio, Marco Moretti,
Giulio Valdenassi
Foto:
Archivio Croce Verde, Emilio Razeto,
Furio Tabacco, Pasquale Valente,
Maria Chiara Zanzi
Grafica Studio Helix Recco
sintonia coi tuoi compagni e sapere
che affronterai insieme ogni situazione.
La sensazione più bella, però, è
quella di riuscire a dare un po’ di
conforto alle persone che sono, loro malgrado, sulla lettiga di un’ambulanza; sembrano parole retoriche ma non posso qui descrivere
tutte le espressioni, le situazioni e
le parole che ricordo (io smemorato cronico…).
Da un lato non mi basta nemmeno
questa sensazione, perché vorrei
dare molto di più; forse sottovaluto
quanto le persone percepiscono il
nostro aiuto, per me è una cosa
normale e a volte meccanica, ma
quando ti fanno notare con uno
sguardo, con un sorriso o un semplice gesto che stai alleviando un
po’ le loro sofferenze, allora sì che
capisco.
Ci sono cose che però mi fanno davvero infuriare (usando un educato
eufemismo); una tra queste è l’ipocrisia del buonismo dilagante.
Ci si preoccupa e ci si mobilita per
la tragedia di “turno” che i media
ingigantiscono con immagini e sottofondi strappalacrime. Questo, sia
chiaro, non è un attacco di cinismo
acuto ma piuttosto di un’analisi di
quanto sia superficiale la nostra società.
Siamo sempre in prima linea per
sentirci buoni e altruisti e lavarci la
coscienza con donazioni varie senza poi preoccuparci di dove andranno a finire.
La nostra società ci impone, o meglio, ci facciamo imporre miti di
bellezza e piacere eterni nascondendoci (o non volendo vedere) la
realtà della vita quotidiana.
Ci viene in mente ogni tanto che
dall’altra parte del mondo la gente
muore di fame perché c’è chi ce lo
ricorda facendo a gara per gli
ascolti e allora ci mobilitiamo in
pompa magna facendo bella mostra dei nostri buoni propositi.
Vista la necessità di una figura atta
a ricordare cose che dovrebbero
essere ovvie, mi calo nella figura
volentieri: mancano militi in croce
verde per aiutare il tuo prossimo
che poi significa letteralmente la
persona più vicina a te.
Meditiamo insieme ma non fermiamoci troppo a meditare.
MATTEO PARISI
Milite Soccorritore
E ti vengo a cercare
E ti vengo a cercare …
Anche solo per vederti o parlare…
ho bisogno della tua presenza…
per capire bene la mia essenza…
e ti vengo a cercare…
con la scusa di doverti parlare…
perché mi piace ciò che pensi e che dici…
perché in te vedo le mie radici…
Questo secolo ormai è iniziato
saturo di parassiti senza dignità…
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà…
E ti vengo a cercare…
perché sto bene con te…
Franco Battiato
Pronto Soccorso in azienda
La Croce Verde organizza i corsi previsti dalla Legge 626
L’articolo 15 del D.Lgs. n° 626/94 (sulla sicurezza negli ambienti di lavoro) dispone che il Datore di Lavoro:
- deve prendere i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso
e di assistenza medica di emergenza, stabilendo i rapporti con i servizi esterni anche per il trasporto dei lavoratori infortunati;
- deve designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione del pronto soccorso.
Informazioni e/o prenotazioni: 0185.721037
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UN’INIZIATIVA È GIÀ IN ATTO ED È PRONTO A PARTIRE IL SECONDO PROGETTO
D
opo l’incontro con la “Gaslini
band band”, l’attenzione sul
mondo del Volontariato si sofferma ora su chi opera a favore
delle disabilità gravi e gravissime,
una condizione che coinvolge tante
famiglie di cui diverse nel nostro
comprensorio.
Sono molti gli aspetti di questo delicato disagio che coinvolgono il
pensiero e, spesso, le possibili soluzioni non ottengono l’attenzione e
l’evidenza che meriterebbero.
Ecco quindi una realtà particolare
ed innovativa, la “Fa.Di.Vi. e… oltre”, Associazione di famiglie di
disabili certificata a livello regionale ed impegnata nel creare una situazione di “indipendenza” tramite
l’apertura di strutture case-famiglia.
Il problema più angoscioso è difatti
il creare un futuro tutelato per il
congiunto disabile, nell’ottica di
garantire valide e durature risposte alle necessità sociali, riabilitative, assistenziali e quindi un percorso di vita più sereno, consolidato e
di miglioramento della qualità della vita.
Proprio per realizzare questo pro-
“FaDiVi”: le famiglie
e il futuro
del possibile
In alto, a sinistra:
a pesca a Busalla.
A destra, Pasquetta
a Manarola.
In basso, la struttura
Vidoni in viale Teano
getto è nata l’Associazione, coordinata dal presidente Roberto Bottaro, che ne è fulcro ed autentico motore, tesa all’abbandono di una condizione sociale di mera garanzia di
sopravvivenza, apatia e rassegnazione, sostituendola invece con la
ricerca di vitalità ed entusiasmo,
come attuato dai soggiorni nella
casa di Pietra Ligure o alle uscite in
mare sulle corvette della Capitaneria di Porto.
E così, in collaborazione con il Comune di Genova, la Asl 3 ed alcuni
soggetti privati, è iniziata l’“impresa” della completa ristrutturazione
e gestione di una scuola dismessa
di Quarto, la “D. Isola”, presso cui
l’Associazione ha sede.
Lì ha preso vita l’iniziativa: le famiglie, oltre a proporre il progetto ed
i partners, reperiscono tutte le risorse economiche affidandole ad
un ente pubblico che viene eletto titolare del Progetto.
Così, con la collaborazione del Comune, che ha ceduto in comodato
gratuito ventennale la struttura, e
della Asl, che ne coordina le varie
fasi progettuali, ecco che la struttura ha cambiato volto, trasformandosi in una casa-famiglia: stanze
singole per il paziente ed un suo
congiunto; ambulatori medici; sala
di fisioterapia, locali d’incontro e,
nell’ampio parco circostante, il
centro acquatico riabilitativo e di
aggregazione.
Veramente una iniziativa unica nel
suo genere che ha visto la partecipazione compatta, entusiastica e
solidale di sedici famiglie che stanno per vedere coronato il loro sogno a febbraio del prossimo anno.
Numerose sono state le richieste di
partecipazione giunte da parte di
nuove famiglie, tanto che l’Associazione si è già impegnata per la realizzazione di una seconda struttura, per ulteriori ventun famiglie.
Il progetto è appena partito, nascerà in via Tonale a Cornigliano, e sarà un nuovo esempio che confermerà come la volontà e l’affetto possano concretamente realizzare la costruzione del futuro del possibile.
MAURIZIO CALÌ
Milite Soccorritore
ASSOCIAZIONE FA.DI.VI. E… OLTRE
Viale Teano, 12 - 16147 Genova
Tel e Fax 010.3742301
E-mail [email protected]
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MOLTI I REQUISITI RICHIESTI A UN BUON SOCCORRITORE
Tre paia di occhi
e dodici mani
Q
uando Dio stava creando il
soccorritore, ed era al suo sesto giorno di lavoro straordinario, ecco che un angelo apparve
e disse: «Ci stai mettendo un bel po’
intorno a questa creatura...!»
Ed il Signore rispose: «Hai letto i
requisiti per il soggetto? Un soccorritore deve essere in grado di recuperare una persona ferita nell’oscurità, in un dirupo ricoperto d’erba umida, entrare in case in cui un
ispettore d’igiene nemmeno si avvicinerebbe e tornare senza neanche
un filo fuori posto sulla divisa; deve essere in grado di sollevare tre
volte il proprio peso, strisciare dentro auto accartocciate dove è presente a malapena lo spazio per respirare, consolare un familiare disperato mentre pratica manovre rianimatorie al suo caro, già sapendo che non respirerà più; deve essere al proprio massimo della condizione mentale in ogni momento,
andando avanti a caffè, pasti consumati a metà e niente sonno; deve
avere sei paia di mani.»
L’angelo scosse la testa e disse:
«Sei paia di mani? Non c’è modo di
farcele stare!»
«Non sono le mani a darmi problemi – rispose il Signore – ma le tre
paia d’occhi».
«Tre paia d’occhi sul modello standard?» chiese l’angelo.
Il Signore annuì: «Un paio per controllare la presenza di ferite, un altro paio qui, sui lati della testa per
controllare la sicurezza dei suoi
colleghi, il terzo paio per guardare
una vittima sanguinante dicendo
“Tutto a posto, non si preoccupi”,
pur pensando il contrario».
«Signore – disse l’angelo con tono
di voce che denotava ancor più rispetto – ora devi riposare, continuerai il lavoro domani».
«Non posso – replicò il Signore – ho
già un modello in grado di convincere un ubriaco di 120 chili ad uscire dall’auto senza provocare incidenti e collaborare con il personale
di Pronto Soccorso non sempre molto gentile».
L’angelo girò lentamente intorno al
modello del soccorritore, poi chiese: «Posso pensarci io?».
«Certo – disse il Signore – lo si de-
ve rendere capace di indicare i sintomi di più di cento malattie; deve
saper usare tutte le attrezzature,
medicare ferite, continuare la rianimazione cardiopolmonare anche in condizioni ambientali che farebbero tremare qualsiasi medico,
senza per questo perdere il buonumore; questo modello deve avere
anche il controllo formidabile di se
stesso; dovrà operare con traumatizzati gravi, convincere anziani
spaventati a fidarsi di lui, confortare una famiglia ed infine leggere
sul giornale, solo che i soccorritori
non sono riusciti a raggiungere
una casa in tempo per evitare la
morte di una persona... una casa in
una via senza cartello che ne indicasse il nome, senza numero civico
e senza che il chiamante lasciasse
un numero di telefono da ricontattare».
Al termine l’angelo si piegò sul soccorritore e passò un dito sulla
guancia: «C’è una perdita – esclamò – l’avevo detto che stavi mettendo troppe cose dentro a questo
modello».
«Non è una perdita…» – disse il Signore.
«Ah, ho capito – ribatté l’angelo – è
per emozioni sepolte, per le persone che hanno tentato invano di salvare, per l’impegno di credere di riuscire a fare la differenza nelle
probabilità di sopravvivenza di
una persona; è per la vita!»
«Sei un genio», sussurrò l’angelo.
Il Signore lo guardò serio e disse:
«Non gliel’ho messa io...».
Maurizio Calì ringrazia Linda
della Croce Verde Pavese,
per avere reso disponibile questo testo
5
VIVERE L’ESPERIENZA DEL VOLONTARIATO
All’inizio del cammino
C
i siamo spesso soffermati sui volontari; si è detto chi
siamo, cosa facciamo e soprattutto il perché lo facciamo, ma non sul “come” andrebbe affrontato e vissuto
il volontariato.
Bene, allora con queste poche “dritte”, dovute a delle considerazioni personali e quindi opinabili, si prova a dissipare qualche dubbio.
La conoscenza approfondita della Croce Verde è senz’altro
importante, ma altrettanto lo è il conoscere se stessi e,
quindi, l’interpretare le aspettative che si ripongono nell’avvicinarsi a questa particolare realtà.
Infatti, per far bene la propria scelta, non ci si deve limitare a guardare l’attività svolta, ma anche dimensioni e motivazioni che sono alla base dell’impegno e, quindi, soffermarsi sul reale significato del “fare del bene”; capire cioè la
differenza che vi è tra il “dare” tramite la semplice donazione e l’essere parte attiva inserita all’interno della nostra
organizzazione: è così che si coinvolgerà al meglio se stessi
e gli altri, evitando errate aspettative od ancor peggio le delusioni.
Datevi dei tempi lunghi per entrare in sintonia con l’ambiente e gli altri militi; siamo persone provenienti dalle più
diverse esperienze e professionalità, di ogni fascia di età,
naturalmente improntati al massimo rispetto.
Nell’iniziare i servizi o i turni, non mettete da parte la vostra vita: fissate un tetto massimo di ore da dedicare al volontariato, ricordandovi sempre che importa la qualità e
non la quantità.
Altresì la vostra disponibilità deve essere sincera e gratuita
per quanto andate a dare in questo delicato ed impegnativo
servizio: lasciate a casa protagonismo, aggressività, iperattivismo… serve come sempre umiltà ed il saper ascoltare
senza giudicare.
Ogni persona e situazione è diversa dall’altra, e serve la
prudenza per evitare di cadere nell’errore di pensare di sapere tutto dopo qualche intervento.
E, soprattutto, non si pensi di iniziare questa esperienza per
noia, solitudine, vuoto; non si deve aspettare nulla in cambio, a parte enormi soddisfazioni morali.
Pochi i presupposti all’inizio del percorso, che vi porteranno ad essere un Milite.
L’essere un “buon” Milite, invece, dovrà sempre venire dal
giudizio altrui.
Illustrazione di Gallieno Ferri
MAURIZIO CALÌ
Milite soccorritore
s.n.c. Tipolitografia
di Stefano Capponi & C.
Via del Parco, 25 - 16036 RECCO (GE)
Tel e Fax 0185.720140
e-mail [email protected]
6
DIVERSI INCONTRI FINALIZZATI ALLA PREPARAZIONE DEI SOCCORRITORI
Formazione militi: nuovo corso
H
a preso il via anche quest’anno il corso della Croce Verde
per la formazione del personale; una serie di incontri che vedranno l’approccio e l’intervento
sui principali scenari di urgenza
unitamente a incontri dedicati alla
preparazione dei Volontari impegnati in ogni tipo di mansione, dalle più semplici alla media e complessa difficoltà.
Rispetto ai precedenti corsi abbiamo ritenuto opportuno operare delle marcate modifiche indirizzandolo a insegnamento con esercitazioni a squadre che possano consentire di impostare e fare meglio comprendere quanto sia importante
l’affiatamento tra gli equipaggi e
tra il singolo Milite e la nostra organizzazione.
Come sempre le sessioni saranno
tenute da professionisti e personale
qualificato, mentre la partecipazione è gratuita ed aperta alla cittadinanza.
A destra, il programma completo.
Informazioni al numero 0185.
721037.
Celivo apre
uno sportello
a Recco
I
n occasione di un nuovo progetto lanciato da Celivo, la
nostra Croce Verde ha avuto
modo di essere capofila di un’interessante iniziativa.
La Croce Verde, Le arcate, l’Avo,
la Consulta del Volontariato, il
Cif hanno unito le proprie forze
ed insieme hanno dato la disponibilità per la gestione di uno
sportello decentrato del Celivo a
Recco. Particolarmente gradita
è risultata la disponibilità di una
sede idonea messa a disposizione dal signor Furio Tabacco,
presidente del Centro Subacqueo Recco, che ringraziamo
cordialmente.
Il programma degli incontri 2006
OBIETTIVI DIDATTICI:
Fornire le informazioni di base per una corretta valutazione del paziente a seguito
di intervento su chiamata del 118 per consentire ai militi di trasferire al 118 stesso
informazioni dettagliate e utili per inquadrare la situazione.
Effettuare simulazioni pratiche, a livello di squadre precostituite, sulle principali
tipologie di intervento in emergenza (rianimo, trauma, emostasi ed ossigenoterapia)
sia su pazienti adulti che a livello pediatrico.
Conoscere le dotazioni di ogni automezzo e la loro precisa ubicazione per un veloce
reperimento di ogni componente necessario.
Mettere a conoscenza i soccorritori delle eventuali responsabilità civili e penali
nell'espletamento di ogni servizio, nonché della gestione degli eventuali pazienti
infettivi.
Ogni argomento sarà trattato con l'ausilio di slides; successivamente si avvieranno le
prove pratiche su scenari predisposti dai docenti.
INCONTRO
ORARIO
ARGOMENTO
A CURA DI
________________________________________________________________________________________________________
Mer 12 aprile 20,45/21,00
21,00/21,30
21,30/22,00
Saluto di benvenuto
Presidente
Legge sulla privacy
Pierangelo Figari
Responsabilità penale e civile
del soccorritore
22,00/22,30 Regole della circolazione stradale
Valter Trovò
22,30/23.00 D.P.I. sanitari, disinfezione
personale e dell’ambulanza
Furio Tabacco
________________________________________________________________________________________________________
Gio 20 aprile
20,45/22,00
22,00/23.00
Valutazione del paziente
Direttore Sanitario
Prove pratiche inerenti
la valutazione del paziente
________________________________________________________________________________________________________
Ven 5 maggio 20,45/21,30
21,30/23.00
Interfacciamento con il 118
BLS - Teoria e prova pratica
a squadre precostituite (1° turno)
Giorgio Picasso
Giulio Valdenassi
Michele Polimo
________________________________________________________________________________________________________
Ven 12 maggio 20,45/22,30
BLS - Prova pratica a squadre
precostituite (2° turno)
Giulio Valdenassi
Michele Polimo
________________________________________________________________________________________________________
Ven 19 maggio 20,45/22,30
Trauma - Prova pratica
a squadre precostituite (1° turno)
Furio Tabacco
Maria Chiara Zanzi
________________________________________________________________________________________________________
Ven 26 maggio 20,45/22,30
Trauma - Prova pratica a squadre
precostituite (2° turno)
Furio Tabacco
Maria Chiara Zanzi
________________________________________________________________________________________________________
Ven 9 giugno
20,45/22,30
Emostasi e ossigenoterapia
Prova pratica (stabilizzazione, ecc.)
a squadre precostituite
Federico Brizio
________________________________________________________________________________________________________
Ven 16 giugno 20,45/22,30
Il paziente pediatrico
e valutazione dello stesso
(rianimazione pediatrica a squadre)
Roberta Bozzo
7
I BALLI E LA “CARNE IN SA’ CIAPPA” SULLE PIANE. UNA TRADIZIONE DA RILANCIARE
ra un’antica tradizione, per venerare la Madonna di Caravaggio, una chiesetta sulle alture
di Recco, a quota 615 metri d’altitudine.
Si narra che sia stata edificata nel
1700, ma già dal 1645, una Croce
sorgeva in loco, sul monte Orsena,
ad intercessione delle intemperie
atmosferiche.
Poi, tutto ricominciò nel 1975, grazie all’entusiasmo del mitico
“Mammi”, all’epoca Direttore dei
servizi della Croce Verde. Egli, testimone, suo malgrado, del lento
degrado a rudere di quel sito, un
giorno, ci raccontò un aneddoto degno di cronaca. Nei pressi di tale
località, insieme con alcuni cacciatori ed altri amici appassionati come lui di trekking, mise in fuga dei
E
La chiesetta di N.S. di Caravaggio
Tutti a Caravaggio,
per scherzo
o sul serio?
personaggi che stavano trafugando, addirittura, la pesantissima campana.
I militi decisero, così, che
la seconda Domenica di
giugno, sarebbe diventata una “giornata speciale”, un appuntamento
della Croce Verde con la
popolazione e un motivo
per contribuire al recupero, almeno morale, della
chiesetta stessa. Il rifacimento vero e proprio decollò anni
dopo, con i finanziamenti e l’interessamento della Comunità rapallina (parrocchia di Santa Maria del
Campo) e di altri benefattori. Oggi,
a lavori ultimati, tutto è tornato all’antico splendore meritando pellegrinaggio e devozione.
Il nostro impegno, per così dire
“profano”, era rappresentato dall’organizzare la festa campestre,
con musica, giochi e preparazione
dei fuochi per la “carne in sa’ ciappa” Si partiva anche giorni prima,
in campeggio, “cammalando” tutto
l’indispensabile, il bar campagnolo,
l’albero della cuccagna, la tombola
e le batterie d’automobile per far
Nelle foto, scampagnate degli anni Settanta
alle piane di Caravaggio sul monte Orsena
funzionare un piccolo impianto radiofonico (magari, avessimo avuto
un generatore di corrente…) e come pesavano le “ciappe” di ardesia!
Oggi, di quella festa è rimasta solo
la ricorrenza religiosa e alle “piane” sembra mancare proprio l’allegria di quei momenti.
E se ci tornassimo, almeno per una
scampagnata, una bella domenica?
MASSIMO MANTELLI
Milite soccorritore
8
I BIMBI DELL’ASILO SPERONI VISITANO LA NOSTRA SEDE
SU NOSTRA INIZIATIVA
La carica
delle tartarughe
Un premio
a Pasqualina
cagnetta
davvero
speciale
V
Carolina
L’autista
ci saluta
col suono
della sirena
Arianna
Tommaso
V
enerdì 10 marzo ore 9,50 partenza da scuola, destinazione
Croce Verde di Recco.
La sezione delle tartarughe, i “grandi” dello Speroni, con l’insegnante
Deborah Scaranaro, hanno programmato questa visita nel contesto del
progetto annuale incentrato sui mestieri e nel più ampio obiettivo di far
conoscere la realtà sociale cittadina.
È senza dubbio da valorizzare l’immenso lavoro che svolge la Pubblica
Assistenza, anche in termini di attenzione all’infanzia.
Cordialmente attesi, i piccoli ospiti
sono stati accolti dai militi presenti
nonché dal Presidente, Giovanni Rainero, per noi nonno della dolcissima
Giulia, “speronina” del nido!
Dal centralino alla lavanderia, ogni
ambiente è stato mostrato e non poteva mancare un giro della città a
bordo dell’ambulanza pediatrica,
quella di “Nemo”!
Seduti al bar per uno spuntino, i bimbi hanno dovuto salutare per fare rientro a scuola, non prima di agitare
festosi i cappellini a loro donati.
Che emozione quando sono state
azionate le sirene dei mezzi per congedare i piccoli visitatori!
Grazie di cuore e… arrivederci al
prossimo anno.
LE MAESTRE DELL’ASILO
i ricordate il rocambolesco salvataggio della cagnetta Pasqualina che,
in seguito alla caduta in una
stretta buca profonda undici
metri, venne riportata alla
luce con una ardita operazione da parte del Soccorso Alpino di Sondrio?
Ve ne avevamo raccontato la
storia sul “Recco 654” dello
scorso ottobre, rendendoci
nel contempo promotori di
una segnalazione alla Giuria
del Premio Internazionale
“Fedeltà del Cane”, manifestazione che si tiene ogni anno a cura della Associazione
per la valorizzazione Turistica di San Rocco di Camogli.
E fu così che prendemmo
carta e penna, segnalando la
storia a lieto fine vissuta dalla simpatica fox-terrier Pasqualina, ripromettendoci di
aggiornarvi appena avessimo
notizie.
Dopo uno scambio di corrispondenze, pochi giorni fà è
giunta la lettera che ha coronato la nostra iniziativa: il
Corpo Nazionale del Soccorso Alpino di Sondrio, unitamente a Pasqualina ed al suo
proprietario, sono stati invitati a partecipare al Premio
Fedeltà del Cane 2006, nel
corso del quale ai soccorritori del Soccorso Alpino sarà
consegnato un Premio Bontà.
L’appuntamento è così fissato per il prossimo 16 agosto
a San Rocco di Camogli; in
quell'occasione anche la
Croce Verde di Recco avrà il
piacere di consegnare una
targa ricordo, a profonda riconoscenza di chi opera in
aiuto a chiunque si trovi in
difficoltà.
MAURIZIO CALÌ
Milite Soccorritore
9
I FRATELLI LUIGI E MAURIZIO CI RACCONTANO LA STORIA DELLA DITTA FAMILIARE
Tossini vuol dire focaccia
R
ecco, via Biagio Assereto, anni
Sessanta-Settanta… mattina…
Davanti al banco con la focaccia ed il pane, una serie di canestri
pieni di caramelle e dolciumi…
bambini che tirano la gonna alle
mamme, che son lì per acquistare il
pane, a richiamarne l’attenzione su
quel ben di Dio…
Stesso luogo anni Sessanta-Settanta-Ottanta… notte…
Sul retro capannelli di ragazzi al rientro dalle discoteche aspettano
l’uscita dai forni delle brioches o
della focaccia…
Stesso luogo, anni dal 1950 ad oggi… a tutte le ore…
Schiere di turisti da ogni dove si
“sbrodolano” i vestiti di crescenza
calda, assaporando l’autentica “focaccia col formaggio”…
Il comune denominatore di questi
avvenimenti è il “panificio Tossini”
da sempre un punto di riferimento
per gli amanti della buona focaccia.
Negli anni, da un semplice panificio
la “ditta” si è allargata fino alla attuale struttura che conta numerosi
negozi in riviera, circa novanta dipendenti e clienti in tutta Europa
con la linea industriale…
Incontro i fratelli Luigi e Maurizio
Tossini nel loro ufficio, e parte la
classica domanda di queste interviste:
Avete mai fatto i militi?
Maurizio: «Negli anni Settanta sono
stato milite, ricordo con piacere la
cosa, si passavano ore molto divertenti in attesa di una chiamata,
sperando che non arrivasse mai…»
Il vostro rapporto con la “Croce”?
Luigi: «Purtroppo i nostri impegni
non ci permettono di essere attivamente presenti, ci informano sulle
vostre attività gli amici all’interno
della “pubblica” e sappiamo che c’è
una serietà sempre crescente, con i
corsi per soccorritori e per i dipendenti».
Maurizio: «Ricordatevi, però, che
serietà non vuol dire togliere il divertimento: la “Croce” è sempre
stata vista come un luogo di svago
per i frequentatori».
Come mai hai smesso di fare il milite?
Maurizio: «Nel 1979 siamo entrati
nel panificio, e Luigi ha dovuto lasciare gli studi di Medicina. Lavorando notte e giorno non ci era più
possibile frequentare la sede, tra
l’altro ci teniamo molto a dire che
quando abbiamo affiancato nostra
mamma Caterina nel panificio, noi
eravamo due “sbarbati” che poco
sapevano di farina e tutta la nostra
gratitudine va a tre persone meravigliose che ci hanno dato molto:
Carletto Caffarena, Berto Passalac-
Panificatori in Recco
qua e la Terre Rosaguta…»
Avete consigli da darci?
Luigi: «Ma no, so che avete una gestione che non ha certo bisogno di
consigli.»
Maurizio: «Non perdete mai l’aspetto giocoso dello stare insieme
in sede, la vita va presa sempre con
leggerezza, soprattutto per voi che
vedete spesso del dolore…»
E se lo dici tu che sei stato un nostro
“affezionato cliente”…
«Eh sì, lavoro ve ne ho dato, la Ve-
spa qualche volta mi ha tradito…»
Beh, è ora di salutare i fratelli Tossini e magari ricordargli che, se vogliono, da noi c’è sempre posto.
Quando passeranno la mano ai giovani Stefano e Sabrina potranno
tornare ad allietarsi con noi e a fare qualche servizio…
MARCO MORETTI
Milite soccorritore
10
Vita in Croce Verde
INCIDENTI, COSA FARE
Gli studenti della nostra Scuola
Media hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un corso
sui comportamenti da adottare
negli incidenti stradali organizzato dalla Croce Verde ed impreziosito dalla partecipazione
di docenti di grande esperienza
nel campo: gli agenti della Polizia Municipale di Recco.
È stato così l’ispettore capo
Alessandro Meucci, affiancato
dai nostri Giulio Valdenassi e
Fabio Clary, hanno illustrato le
problematiche ed i comportamenti da tenere sia in caso di
coinvolgimento che di arrivo
Domenica 2 aprile i nostri militi hanno collaborato
con l’Ail (Associazione Italiana Leucemia) nella vendita delle uova pasquali sulla piazza del Comune
IN BREVE
sulla scena di un incidente, elementi che concorreranno unitamente alla teoria ad accompagnare i ragazzi al conseguimento del patentino.
L’esito dell’incontro è stato davvero soddisfacente, sia come
partecipazione che per attenzione, tanto che è obiettivo comune il consolidare in futuro la collaborazione su tali tematiche.
■ Sabato 4 marzo, in occasione
della cerimonia di scoprimento di
una targa in onore del comandante Luigi “Gitto” Pendola, pluridecorato per azioni di salvataggio in mare durante l’ultima guerra, la Croce Verde era presente
con il proprio gonfalone.
■ Per la festa della donna, la
Croce Verde ha offerto una cena
alle proprie militesse.
■ Domenica 26 marzo si è svolta l’Assemblea ordinaria della
nostra Pubblica Assistenza.
■ Lunedì 27 marzo si sono svolte le elezioni per il rinnovo degli
organi della Pro Loco. Eletti i nostri due militi Stefano Grassi e
Stefano Caputa. Auguri di buon
lavoro a tutto il nuovo consiglio
direttivo.
■ Sabato 8 aprile, in occasione
della celebrazione del funerale
del piccolo Tommy, le Associazioni Croce Verde Recco, Croce
Verde Camogliese, Volontari del
Soccorso di Ruta, Croce Verde
Festa di compleanno di Martina ed Erica
organizzata da Claudia nel locale bar
della nostra sede
Sestri Levante e Croce Bianca Rapallo hanno formato un corteo di
ambulanze (foto sotto) che si è
snodato nelle vie dei Comuni di
Avegno, Camogli e Recco, come
segno di partecipazione di tutta
la Comunità al lutto che ha colpito la famiglia. È stata inoltre
aperta una sottoscrizione presso
le sedi delle Pubbliche Assistenze, il cui ricavato verrà devoluto
all’Istituto “G. Gaslini” in memoria del piccolo Tommy.
APPUNTAMENTI
■ Stiamo predisponendo il necessario per la festa della Croce
Verde, che è stata programmata
per i giorni venerdì 30 giugno,
sabato 1 e domenica 2 luglio sulla passeggiata a mare. Per il momento quello che possiamo anticipare è che si esibiranno i “Buio
Pesto”.
■ Con la collaborazione dei medici di base, dei medici ospedalieri e dell’Associazione Aslidia,
abbiamo in programma di effettuare la prima Serata della salute il 26 maggio nella sala Polivalente di Via Ippolito d’Aste, avente per tema “Il diabete”.
EVENTI
■ Sabato 15 aprile è stata effettuata una raccolta straordinaria
di sangue tramite l’autoemoteca
della Fidas. In tale circostanza è
stata benedetto da don Pasquale Revello il nuovo Fiat Doblò,
opportunamente attrezzato per il
11
Vita in Croce Verde
A marzo abbiamo collaborato con l’Associazione Sclerosi Multipla (Aism) nella vendita delle gardenie, con grande successo.
Come di consueto, anche quest’anno si è svolta con grande partecipazione di bimbi
la rottura delle due pentolacce, sotto la sapiente regia di Pino Badalini, coadiuvato
da Marco Moretti e con l’applaudita partecipazione del clown “Banana”.
DIALISI E VOLONTARI
Le madrine tagliano
il nastro del nuovo Doblò
trasporto delle carrozzine. Il mezzo, particolarmente utile per la
Il 12 marzo triplice compleanno di militi: Antonella Monte,
Giorgio Santinelli e Albina
Giulianotti, che hanno offerto
torte e spumante a tutti.
nostra “Croce”, è stato acquistato
con un significativo contributo
della famiglia Zerega, in memoria del loro compianto Tommaso.
■ Nei prossimi giorni, due dei
cinque nostri militi che avevano
superato il corso da istruttori sul
“trauma”, Furio Tabacco e Matteo Parisi, inizieranno i necessari
affancamenti per ottenere il brevetto. Questi si aggiungeranno ad
altri due nostri militi che hanno
già ottenuto tale specializzazione: Michele Polimo e Giulio Valdenassi.
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ORTORI FAUSTO
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16036 Recco (GE)
tel 0185739620
Più volte abbiamo sottolineato quanto siano importanti per la nostra Pubblica Assistenza i cosiddetti “servizi bianchi”, cioè quelli più
tranquilli tra i tanti quotidianamente svolti dai nostri militi. Tra questi servizi grande rilevanza ha l’accompagnamento dei pazienti che
devono recarsi ai poli ospedalieri genovesi per la dialisi. E ciò si rispecchia perfettamente nei numeri forniti dalla Asl3: nella sola
provincia di Genova, in un anno, le Pubbliche Assistenze effettuano 150.000 trasporti di pazienti dializzati. Cifra impressionante, ma
comprensibile quando veniamo a sapere che, nella nostra regione, le persone che soffrono di insufficienza renale terminale – cioè
non curabile, e che quindi devono sottoporsi a dialisi – sono circa
1.300, di cui circa l’80% in trattamento. Gli stessi dati, su base nazionale, parlano di circa 65.000 pazienti, di cui 50.000 in dialisi e
15.000 portatori di trapianto.
Queste informazioni sono state rese note al corso Il paziente in
dialisi, organizzato dal Comitato misto consultivo della Asl3 Genovese e tenutosi sabato 8 aprile. Coordinato da Andrea Icardi, primario di Nefrologia e Dialisi alla “Colletta” di Arenzano, l’incontro
ha trattato esaustivamente le tematiche mediche e ha creato l’occasione per confrontarsi, istituzioni sanitarie da una parte e volontari dall’altra, sulle istanze e i bisogni dei pazienti dializzati. Gli oltre centocinquanta militi presenti (tra cui un gruppetto della nostra “Croce”) hanno partecipato con attenzione e possono, da oggi, svolgere con più sicurezza il servizio di accompagnamento del
paziente, aggiungendo alcune importanti nozioni tecniche al preeA.DAR.
sistente bagaglio di impegno, dedizione e cortesia.
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ECCO I SESSANTA IMPORTANTISSIMI MINUTI NEI QUALI MI HANNO SALVATO LA VITA
«Quasi un miracolo»
S
tamane, catturata, mio malgrado, sul divano davanti alla tv,
dall’ansia di notizie sulla sorte
del piccolo Tommaso, sono stata attratta dal titolo di un servizio “Quasi un Miracolo”. Vi si raccontava la
vicenda di una signora che, colpita
nel mese di novembre da “ischemia
cerebrale”, in seguito a interventi
veloci ed all’utilizzo di elevata professionalità, era riuscita a rientrare
a casa ed alla sua famiglia e soprattutto alla sua qualità di vita
precedente, in tempi assai rapidi. Il
cronista definiva tutto questo “quasi un miracolo”. Immediatamente
mi si è presentato questo pensiero:
«Ma allora anch’io sono una miracolata!».
In effetti il 6 gennaio scorso, verso
le 19,30 sono stata colpita da malore nella mia abitazione: forte dolore al capo, afasia, emiparesi della
parte destra del viso, mancanza di
forza.
Immediato l’arrivo del medico curante che richiede con urgenza l’intervento della “Croce”; è un attimo,
vengo con garbo, ma molta velocità
caricata in ambulanza, con Diego e
Antonella affronto il percorso verso
San Martino, ero lucida ed avevo
percezione di ciò che stava accadendo e non credo che dimenticherò mai l’ansia, la paura, le domande che mi affollavano la mente in
quel viaggio, sono comunque certa
che non potrò scordare quanto mi
hanno fatto bene la stretta di mano
di Antonella e la voce di Diego, che
mi controllavano, tranquillizzavano
e nel traffico della sera di festa, mi
facevano giungere al pronto soccorso in un brevissimo lasso di
tempo; a loro e, naturalmente, al-
l’autista bravissimo, un enorme
grazie mio e della mia famiglia.
Ma dove è stato il miracolo? Il miracolo ha avuto inizio con il tempestivo arrivo in pronto soccorso, ove
ha proseguito con la presa in carico del neurologo del Centro Ictus
dell’Università che mi ha sottoposto
rapidissimamente a tutti i test ed
alla Tac, con la decisione di sottopormi al trattamento di “trombolisi” che già nel giro di un’ora rendeva possibile un tangibile miglioramento. La sensazione è stata veramente di: “miracolo”!
Sessanta minuti supermonitorata
ed assistita da tutta un’equipe che
mi spiegava, tra l’altro, come il
tempo fosse un elemento determinante in questo tipo di intervento.
Infatti dal verificarsi dell’evento
non possono trascorrere tassativamente più di centottanta minuti entro i quali somministrare il farmaco, “stabilizzata” vengo accompagnata da personale medico e paramedico presso il “Centro Ictus” della Clinica Neurologica di San Marti-
no, reparto di vera eccellenza (purtroppo unico, con quello di Pietra
Ligure, nella regione), in tutti i sensi, come struttura, ove accoglienza
e professionalità e competenze ho
visto esercitate con grande rispetto
ed educazione sia nei miei confronti che in quelli di chi più anziano,
impotente e meno autonomo di me
era lì ricoverato, spesso anche con
tenerezza.
Mi fa piacere precisare: due delle
infermiere addette, casualmente
risiedono a Recco e spero di far arrivare loro ancora un grazie. Mio
desiderio, con queste righe è portare a conoscenza dei lettori questa risorsa del nostro pianeta salute, e di quanto sia determinante in
situazioni di questo tipo non perdere assolutamente tempo, non
aspettare che passi il malore, non
temere il ricorso all’ambulanza ed
alla struttura, il prezzo da pagare
potrebbe essere quello di lunghe
degenze e impegnative riabilitazioni, senza calcolare la sofferenza
personale di chi ci è vicino: ci sono
tre ore di tempo per compiere il
M.C.M.
miracolo!
ATTENZIONE:
ALLARME TRUFFE
Abbiamo avuto notizia che personaggi di pochi scrupoli si presentano alle porte delle case chiedendo denaro in nome della Croce Verde, accompagnando spesso la richiesta con stampati che nulla hanno a che fare con
la nostra Associazione.
Ricordiamo che il nostro personale non effettua raccolte di denaro alla
porta e che comunque si presenta sempre in divisa. Cogliamo inoltre l’occasione per comunicare che entro breve ogni nostro operatore sarà dotato di tesserino individuale di riconoscimento, sempre visibile sulla divisa.
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A RECCO UNO SPORTELLO INFORMATIVO
UN PO’ DI IRONIA TALVOLTA NON GUASTA
Servizio civile:
dove informarsi
A Zelig… un soccorso
in diretta
Il Tavolo Genovese degli Enti di Servizio Civile, collegato con la
Clesc (Conferenza Ligure Enti di Servizio Civile), organismo che
raggruppa le principali realtà del terzo settore impegnate in Liguria nella promozione e valorizzazione del Servizio Civile Nazionale, sta predisponendo in vista dell’uscita del prossimo bando una
campagna di informazione rivolta ai/alle giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni.
L’azione si colloca all’interno
del progetto Giovani In-formazione. Il servizio Civile in
Liguria, iniziativa finanziata
dalla Regione Liguria (D.D.
2935 del 24/12/04).
A tale scopo verranno stampati
migliaia di opuscoli che saranno diffusi in modo mirato nei
luoghi a frequenza giovanile
(Università, scuole superiori,
centri per l’impiego, locali, ecc)
e saranno avviati alcuni sportelli informativi nel Comune e
nella Provincia di Genova.
Uno di questi sportelli, grazie
alla collaborazione con l’amministrazione comunale e alla
disponibilità dei locali della
Festa del servizio Civile
promossa dalla Clesc a Genova:
Croce Verde aprirà a Recco.
i guanti gonfiati simboleggiano
Nei locali della Pubblica Assile mani da servizio civile,
stenza (sita in via Milite Ignoto
strumenti invisibili che operano
17) un operatore sarà a disposenza far rumore
sizione tre pomeriggi alla settimana (lunedì, mercoledì e giovedì) dalle ore 15 alle ore 17 per
dare informazioni sul servizio civile nazionale, sui progetti del bando 2006 e sulla modulistica necessaria per potervi partecipare.
Il servizio civile nazionale è anzitutto un’esperienza umana di solidarietà e di “servizio alla comunità”, ma anche l’occasione per
i/le giovani di poter acquisire conoscenze e competenze pratiche,
di formazione e di crescita personale.
SANDRA BETTIO
Coordinatrice del tavolo genovese
Enti servizio Civile
T
utto è successo
durante
una
puntata del mitico programma televisivo in onda sulle
frequenze Mediaset
di Canale 5.
È stata l’interpretazione di uno dei tanti comici del casting-tv più
euforico e divertente di questi ultimi anni, condotto dalla bravissima Vanessa Incontrada e del vulcanico Claudio Bisio.
E questa volta, la gag quotidiana è toccata a… noi soccorritori. Inesorabilmente e con esattezza si è raccontato di un intervento di emergenza, dalla chiamata telefonica al 118 all’arrivo dell’ambulanza sul posto. Il
personale medico e paramedico, informato via radio
della patologia dell’infortunato (una semplice contusione ad un ginocchio per una banale caduta), avrebbe adottato, invece, tutti i protocolli di massima gravità, dimenticandosi, persino, di domandare al malcapitato (cosciente) cosa fosse successo e di quale parte
corporea lamentasse dolore. In successione, sono state messe in opera, così, tutte le attività ed attrezzature disponibili, dalle più elementari alle più sofisticate (ovviamente inopportune), come l’intubazione tracheale e l’uso del defibrillatore per la rianimazione
cardiaca.
Un vero susseguirsi di eventi incredibili, dove il malcapitato, sempre più flebilmente, ripeteva: «Mi fa male solo un ginocchio!».
Ho sorriso veramente divertito, volutamente si è
scherzato finalmente sul nostro mondo e questo non
può che far bene, almeno quando si può. E meno male che il comico non ha concluso con quella barzelletta “genovese” dove, in un incidente stradale, nessuno
dei coinvolti si era fatto male, ma un testimone “interessato” chiedeva ai soccorritori: «L’è sa passou l’asseguiasun?» («È già passata l’assicurazione?») Saputo di no, si buttava per terra, lamentando dolori inverosimili… Vanessa, succede anche in Spagna?
MASSIMO MANTELLI
Milite soccorritore
14
V
i sono modi diversi di intendere la vita e la morte,diversi modi di vivere e
di morire.
Quest’anno vogliamo parlarne in
modo diffuso, partendo dall’accoglienza per la vita, passando
per la disabilità, soffermandoci
sulle problematiche legate alla
vita e alla famiglia (maggio e autunno 2006) per poi velocemente arrivare al 10 novembre, data
dei principali bombardamenti
aerei su Recco, che qualcuno ha
suggerito unisca simbolicamente
i due aspetti: la negazione della
Vita, data la guerra e la speranza
di Vita, con la lotta giornaliera
per la sopravvivenza e la ricostruzione di sé e del proprio
mondo.
Abbiamo così deciso di proporre
due incontri introduttivi e successivamente un vero e proprio
corso per volontari sulla promozione e tutela della Vita, in collaborazione con il Centro di Servizi al Volontariato di Genova (Celivo).
È stato il Cardinale Tarcisio Bertone a presiedere l’incontro con
il professor Valerio Bellieni (nella foto), del Policlinico Universitario di Siena, che ci ha raccontato le sue toccanti esperienze
con i nati prematuri: «Trattare
con questo livello della vita umana è duro, perché vuol dire stare
costantemente a contatto con la
sofferenza e la morte. Ma è
istruttivo. Perché ci si rende conto che ciò che caratterizza l’uomo già a quel livello è la capacità di desiderare… una presenza
umana accanto. Il piccolo feto
nato prematuro per tanti motivi,
sta immediatamente meglio se
messo a contatto della mamma,
talora tra i seni stessi della mamma; non avverte il dolore se abbiamo l’attenzione di parlargli,
rassicurarlo con delicatezza
usando tutti e cinque i sensi… Il
feto si comporta già come un
Mille modi
per comunicare la vita
membro della famiglia interagendo con i genitori».
All’incontro era presente la responsabile regionale dell’Associazione Medicina e Persona,
Adriana Zigliara, che ringraziamo
per la paziente conduzione della
serata e per gli spunti che ci ha
dato: ci ha fatto vedere alcune
immagini tratte da una mostra
fotografica nella quale sono gli
artisti a cogliere il valore intrinseco della Vita umana.
Don Matteo Gillerio, parroco di
Avegno e Testana, ma anche responsabile per la Vita Sociale e il
Mondo del Lavoro della Diocesi,
ha introdotto un tema molto
scottante: l’imprevedibilità della
vita (e della morte). Esponendo
così i punti salienti di alcune
considerazioni che alcuni autori
fanno nello splendido libro: Risorsa down. Uno sguardo positivo sulla disabilità. L’inatteso genera paura, vergogna, non ci fa
sentire “in”, o al passo con i tempi… In Francia si parla di handicap-fobia: non è più solo il timore per la disabilità, ma una vera
e propria patologia. Ed è una
paura che ormai si estende ad
ogni evento imprevisto, ben lontani da una elaborazione provvidenziale dell’accadere.
Appena qualche giorno prima
Don Oreste Benzi ci aveva annunciato che: «La sua vocazione
è accogliere quelli che nessuno
vuole. Un’accoglienza che si fa
palpabile nelle sue case, vere e
proprie unità familiari in cui due
figure genitoriali di riferimento,
madre e padre,che vivono stabilmente nella casa, formano un’unica famiglia con tutti gli altri anziani, adulti o bambini, che fanno parte integrante della famiglia. C’è un comprovato effetto
terapeutico in questo sistema relazionale. La famiglia diventa
realmente cuore di accoglienza,
centro di irradiazione di un amore condiviso che ha come effetto
il miglioramento delle condizioni
psicologiche e la riduzione dello
stato di disagio dei suoi membri».
Anche la sala del consiglio del
Comune, in quella sera, è diventata una grande casa nella quale bambini e grandi hanno tro-
vato modo di giocare e di incontrarsi, per ridurre un po’ le paure e lo strapotere dell’“Io individualistico”.
Sono stati due incontri molto
partecipati, non solo dai cittadini
di Recco e Camogli, ma da tutto
il Golfo Paradiso, vallate comprese, dal Golfo del Tigullio e da Genova; ringraziamo Monsignor Pigollo, dell’Ufficio per la Vita e la
Famiglia della Diocesi, la famiglia
Veardo, don Fausto di Tele Pace
e Prete Rinaldo.
Il prossimo appuntamento è per
le famiglie con bambini disabili:
potranno essere parte attiva in
un gruppo psicoeducazionale
sulla disabilità, condotto dalla
dottoressa Giorgia Natale, psicologa psicoterapeuta, il giovedì
sera, alle 20,30, presso il Centro
socioricreativo, a partire dal
prossimo 4 maggio, in collaborazione con il Gruppo Auto Mutuo
Aiuto Disabili di Recco, il Celivo e
con il patrocinio del Comune di
Recco.
MARCELLA DI PIETRO
coordinatrice del progetto
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LIBRI
TOPONIMI
Questo è stato L’ammiraglio
che catturò
C
due re:
Biagio Assereto
on questo numero del notiziario prende inizio, sperando di fare cosa lieta ai
lettori, l’iniziativa di presentare un libro
per ogni uscita, il cui titolo verrà ispirato di
volta in volta :dalla cronaca, da persone o
fatti possibilmente legati alla nostra regione.
Iniziamo, data la ricorrenza del 25 aprile –
festa della Liberazione – per portare alla vostra attenzione un diario, pubblicato da Il
Saggiatore, dal titolo Questo è stato - una famiglia italiana nei lager - scritto da Piera
Sonnino.
Si narra la tragica fuga di una famiglia ebrea
di otto persone, che ha inizio nel 1938 a Genova, con la proclamazione delle leggi razziali, e, dopo un disperato vagabondaggio
nella provincia, si conclude drammaticamente nel fango di Auschwitz.
Il racconto della Sonnino si snoda tra solidarietà e delazione, in un vortice di eventi, luoghi, emozioni, speranze e delusioni, per poi
concludersi con eventi di morte da cui solo
Piera, per qualche impensato motivo si salverà.
Nel 1950, dopo cinque anni di intense cure
mediche e struggenti rielaborazioni personali, Piera Sonnino fece ritorno a Genova, ripercorse le strade nelle quali il suo dolore aveva
preso vita, e decise di affidare la
sua storia ad un diario.
Possiamo credere che sicuramente, attraverso la lettura di quelle pagine
anche noi tutti possiamo trovare una
grande forza:
quella di non
dimenticare!
MARIA
CARLA MORRONI
Biagio Assereto, generale delle galee
della Serenissima Repubblica di Genova,
fece prigionieri due re, un Infante, trecento cavalieri. Questa iscrizione si trova
sulla tomba di Biagio Assereto nella chiesa
arcipresbiteriale di Serravalle Scrivia. L’anno
di nascita fu probabilmente il 1383. Il tratto di via Aurelia che attraversa Recco è
quindi dedicato a un grande ammiraglio.
Biagio nacque a Recco da Costantino, agiato artigiano, e da Orietta Guisulfo.
Il giovane fu presto preso a ben volere da
uno dei “padroni” di Recco, il nobile Francesco Spinola, che lo chiamò in casa come
paggio. Così Biagio completò la propria
educazione e infine nominato notaio. La
sua brillante carriera pubblica lo portò a essere nominato capo dei quattro Cancellieri
del Comune di Genova nel 1425.
Come molti uomini politici dell’epoca, anche Biagio, deposta la toga, sapeva indossare con la stessa facilità la corazza, maneggiando la penna e la spada a seconda
del tempo e dei bisogni.
Così ritroviamo Biagio Assereto capitano di
una galea della Serenissima contro il ribelle Antonio Fregoso; poi comandante d’una
galea nel 1427, nella flotta di Antonio Doria
contro gli Aragonesi, infine al comando di
una galea che costringe alla resa Ferruccio
Verro fiorentino e lo porta prigioniero a Genova. Nel 1429 Biagio Assereto tratta a nome della Repubblica con i Lucchesi, fino a
quando, nel 1450, dopo aver partecipato a
molte altre campagne, riceve dal principe
Francesco Sforza il titolo di cavaliere e nel
1451 viene nominato, dallo stesso, conte.
Uno scorcio di Via Biagio Assereto
La fama di Biagio Assereto si confermò
quando vinse la battaglia navale di Ponza,
nel 1435. Il presidio genovese di Gaeta era
assediato dalla flotta spagnola. A capo di
una flotta raccogliticcia, armata urgentemente, Assereto, in un caldo 3 agosto, al
largo dell’isola di Ponza, sconfisse con le
sue dodici galee trentun navi da guerra.
Quindi prese prigionieri il re Alfonso d’Aragona, il re di Navarra, l’Infante di Aragona,
il Gran Maestro di Alcantara, il vice re di Siviglia e una lunga schiera di gentiluomini.
Dopo queste gesta, ricoprì diversi importanti incarichi: fu governatore di Milano al
servizio di Filippo Maria Visconti, più tardi
commissario ducale di Parma, quindi comandante dell’armata milanese nella guerra contro Venezia.
Al termine di una importante e avventurosa vita pubblica, Biagio Assereto si ritirò nel
suo castello di Serravalle Scrivia, ospitando
amici, cacciando, dilettandosi di studi letterari. Morì il 25 aprile 1456.
A.DAR.
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Nuove attrezzature
in dotazione
L’ultimo acquisto della nostra Croce Verde è stato un
nuovo monitor defibrillatore, modello “Schiller Defigard
5000” (nella foto), acquistato dalla ditta Esaote di Genova, in sostituzione di un altro modello ormai datato e
non più sufficientemente affidabile. Il costo del nuovo
apparecchio è stato di 5.600 euro; l’acquisto è stato interamente finanziato dalla Pubblica Assistenza.
L’apparecchio è stato installato sull’ambulanza più nuova acquistata nel corso dello scorso anno, destinata
principalmente al trasporto dei pazienti più critici, per i
quali è fondamentale il monitoraggio costante, durante
tutto il trasporto, dell’attività cardiaca.
In Croce Verde è già
disponibile un altro
apparecchio analogo
installato su un’altra
ambulanza;
siamo
pertanto in grado di
soddisfare sia le chiamate del 118 con intervento contemporaneo dell’auto medica
che le richieste di trasferimento urgente,
da parte dell’Ospedale
di Recco, di pazienti
particolarmente critici.
Le caratteristiche ed il funzionamento del nuovo monitor-defibrillatore sono state illustrate, nei locali della
Croce Verde, il giorno 4 aprile scorso dai tecnici della
società Esaote, Franco Fisher e Massimo Aglietti, ad alcuni nostri militi che ne cureranno la manutenzione.
A questa presentazione ha partecipato, in rappresentanza dei medici anestesisti della ASL 3 Ospedale di
Recco, la dottoressa Barbara Spanio Cappa, che ha potuto testare e verificare il funzionamento della nuova
apparecchiatura.
L’Ospedale di Recco richiede infatti, periodicamente,
l’ausilio di ambulanze attrezzate con queste apparecchiature per il trasferimento di pazienti critici verso altre
strutture. Durante questi trasporti è sempre presente
un medico anestesista rianimatore.
FRANCO FERRARI
Direttore dei Servizi
Con vero piacere collaboriamo con l’Associazione Liguria Mare, che ci conferma l’arrivo di un gruppo di bambini, che soggiorneranno dal 27 giugno al
3 settembre. Avremo così modo di organizzare qualche bella iniziativa.
Abbiamo un interesse in comune:
la buona gestione del tuo Condominio.
Commerciale
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