Comune di Nonantola NONANTOLA: PROGETTI E POLITICHE BIOSOSTENIBILI A cura di Francesca Sorricaro Progettisti arch. Francesca Sorricaro [email protected] Studio Zini [email protected] Officina del Buon Costruire [email protected] Adobe Progetti [email protected] arch. Fabrizio Zanella [email protected] Arké Studio Associato [email protected] ing. Paolo Zanoli [email protected] Informazioni Comune di Nonantola via Marconi, 11 – 41015 Nonantola (MO) tel. 059 896.637 fax 059 896.590 web: www.comune.nonantola.mo.it mail: [email protected] Segreteria del Sindaco [email protected] Si ringrazia per la collaborazione Denise Cenacchi, Loretta Almirante, Claudia Schmidt, i progettisti Grafica e impaginazione ADA Stampa Artestampa In copertina stralcio della planimetria relativa al clima acustico Questo volume è stato realizzato con il contributo di Provincia di Modena © Comune di Nonantola Marzo 2003 - Tutti i diritti riservati Lo sviluppo sostenibile come scelta di campo uello che si presenta in questo opuscolo è il frutto di un lavoro di progettazione relativo ad un comparto di espansione residenziale denominato San Francesco, che l’Amministrazione Comunale ha scelto di progettare seguendo criteri di biosostenibilità. Il progetto ha coinvolto contemporaneamente i progettisti dell’area pubblica e di quella privata, dando vita ad un unico tavolo di lavoro progettuale. La progettazione interessa un’area di 147 mila mq di terreno tra pubblico e privato, con la previsione di far sorgere oltre 250 alloggi costruiti sulla base di criteri innovativi e materiali naturali, immersi in 40 mila mq di verde, con piste pedonali e ciclabili indipendenti, in modo da garantire un’adeguata mobilità alle utenze più deboli, evitando la sovrapposizione con percorsi per i mezzi a motore. Tutti gli interventi che si andranno a realizzare all’interno del comparto dovranno rispettare i criteri di biosostenibilità indicati dal piano particolareggiato e dalle sue norme tecniche, che riguardano le diverse scale di progettazione. Q Il comparto San Francesco non è tuttavia da ritenersi una bella parentesi, perché la sperimentazione dell’Amministrazione Comunale, in coerenza con le politiche di sostenibilità ambientale ormai perseguite da anni, ha riguardato anche il sistema fognario comunale con la realizzazione di impianti di fitodepurazione frazionali, la costruzione e la ristrutturazione di immobili comunali dove sono state applicate tecniche di bioedilizia, l’implementazione della biodiversità sul territorio antropizzato, con la realizzazione della più grande Area di Riequilibrio Ecologico della Regione, l’impegno e le azioni per ampliare le raccolte differenziate che oramai hanno superato il 50% dei rifiuti raccolti. Questo opuscolo vuole cioè rappresentare l’impegno del Comune e di tutta la comunità, per contribuire ad un sviluppo maggiormente sostenibile sotto il profilo ambientale, che risponda alle necessità delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Lo sviluppo sostenibile è una scelta di campo, con la quale si può far conciliare equità sociale, efficienza economica, con l’uso durevole delle risorse ambientali, per una migliore qualità della vita per tutte le generazioni. Stefano Vaccari Sindaco di Nonantola Indice Progetti e politiche biosostenibili p. 5 1 Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica e Privata POU S. Francesco, progettato seguendo criteri di biosostenibilità p. 11 2 Nuova costruzione Centro Polifunzionale p. 14 3 Recupero della Casa della Guardia p. 17 4 Impianto di fitodepurazione nella frazione di Redù p. 20 5 Incentivi per la realizzazione di edifici in bioedilizia p. 22 D Nonantola: projekte und nachhaltige Politik Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica e Privata progettato seguendo criteri di biosostenibilità Progettisti Arch. Francesca Sorricaro – coordinatore Comparto privato Arch. Fabrizio Zanella Ingegneri Riuniti (ing. Federico Salardi, ing. Fermo Ferrari) Comparto pubblico Studio Zini (arch. Mattia Parmiggiani, arch. Michele Zini, arch. Claudia Zoboli) Officina del Buon Costruire (arch. Ferdinando Bozzani, geom. Olver Zaccanti) Adobe Progetti (ing. Giancarlo Benassi, p.i. Corrado Ceccardi) Analisi ambientali Studio Alfa: radon, elettromagnetismo, clima acustico Studio di geologia tecnica: corsi d’acqua, faglie e fratture Intergeo: indagini geologiche e geotecniche Collaboratori Michele Ricci, Ermes Zaccanti, Erika Pignatti, Rita Stacchezzini Committenti Comune di Nonantola (MO) Socedil s.r.l. Progetto 2001 - 2003 1 a progettazione del comparto POU S. Francesco ha cercato di sperimentare la possibilità di inserire i criteri di biosostenibilità in ambito urbanistico, utilizzando quindi una scala maggiore rispetto a quella più usuale e consueta dell’edilizia. Il progetto ha coinvolto contemporaneamente i tecnici dell’area pubblica e di quella privata, dando quindi vita ad un unico Piano e un unico sistema normativo. Solo alcune prescrizioni hanno carattere facoltativo e quindi non vincolante. Tutti gli interventi edilizi all’interno del comparto dovranno rispettare i criteri di biosostenibilità, che sono riferiti a vari livelli di attenzione: dalle urbanizzazioni ai requisiti per la vegetazione, dai parametri di architettura bioecologica nei lotti residenziali a quelli relativi ai singoli edifici. L Analisi preliminari Sono state eseguite analisi volte ad individuare gli agenti fisici e i fattori ambientali caratteristici del sito al fine di definire gli obiettivi e gli input di eco-sostenibilità progettuali. E’ stata verificata la presenza di gas radon nel terreno e nell’acqua, per cui è stato previsto che nel caso di locali ad usi residenziali e/o di attività di servizio al piano terra ed in genere in tutti i locali ai piani seminterrati o interrati, dovranno essere dotati di 1 4 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili sistemi in grado di garantire la ventilazione naturale e l’espulsione degli eventuali gas nocivi presenti nei terreni. Gli studi elettrogeologici hanno indagato la presenza di canali sotterranei oltre che di faglie e fratture che possono generare modifiche al campo magnetico terrestre; è stato valutato il clima acustico dell’area in previsione del rumore generato dal traffico indotto dal nuovo insediamento oltre che un monitoraggio dei campi elettromagnetici generati dalle linee di media tensione e dai ripetitori. Viabilità La viabilità principale del comparto, costitui- Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica e Privata progettato seguendo criteri di biosostenibilità 5 1 un lato si obbligano le macchine a rallentare e dall’altro si elimina il problema delle barriere architettoniche. Isole ecologiche Le isole o stazioni ecologiche di base per la raccolta differenziata dei rifiuti saranno collocate in idonee piazzole impermeabili, sul fronte strada e verranno parzialmente schermate da una “collinetta verde” in modo da renderle invisibili all’interno del comparto. ta dagli assi viari che circondano l’area, e quella secondaria di servizio saranno caratterizzate dalla presenza di elementi tipici delle “Zone 30 residenziali”. Il sistema dei percorsi ciclabili e pedonali sarà realizzato in modo da garantire un’adeguata mobilità anche alle utenze più “deboli” (anziani e bambini) ed evitare la sovrapposizione con i percorsi per mezzi a motore. Gli attraversamenti stradali dei percorsi ciclo-pedonali ad esempio rimangono sempre in quota: da Parcheggi I parcheggi saranno realizzati in modo tale da mascherare il più possibile la vista delle automobili dai portici e dai percorsi pedonali e ciclabili. Complessivamente le automobili si trovano a circa 150 cm sotto la sommità di un “muro verde” nello spazio di rispetto; oppure i parcheggi saranno realizzati mediante la costruzione di colline circolari artificiali coperte di terra e seminate a verde. Verde Il comprato è stato progettato tenendo conto dei positivi effetti delle aree a verde sia dal punto di vista ludico-ricreativo, estetico e di socializzazione, ma soprattutto climatico-ambientale, prevedendo la “diluizione” del verde pubblico parco diffuso - che lambisce la maggioranza 1 6 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili degli edifici sino a svilupparsi fra di essi. Anche il verde privato sarà da realizzarsi con una visione che và oltre i confini di proprietà, creando continuità fra il verde pubblico ed il verde privato-condominiale: in tal modo aumenteranno anche i benefici attesi dal punto di vista del comfort climatico dell’intera zona e dei singoli edifici. Parco Nel Parco pubblico sarà realizzata una “canaletta” artificiale (profonda cm.20 circa) ove scorrerà un “velo d’acqua” proveniente dalla rete di raccolta delle acque meteoriche: verrà realizzato un circuito chiuso che sfocerà (a nord e sud) in due fontane a raso ove sarà raccolta e riconvogliata nella “rete”; in tal modo si avrà oltre a piacevoli aspetti estetico-ricreativi una continua ossigenazione e movimentazione dell’acqua raccolta. L’illuminazione delle area a Parco pubblico sarà improntata secondo i principi di risparmio energetico, comfort ambientale e valorizzazione degli aspetti paesaggistici, evitando fenomeni di “inquinamento luminoso”. In partico- Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica e Privata progettato seguendo criteri di biosostenibilità 7 1 lare sarà differenziato il grado ed il tipo di illuminazione a seconda della zona e della destinazione d’uso garantendo sempre una sufficiente illuminazione che consenta la fruibilità dei luoghi. Verranno utilizzate sia lampade autonome (stand alone) alimentate da pannelli fotovoltaici, che lampade alimentate dalla rete pubblica. Elemento simbolo Uno degli accessi al parco ospiterà un elemento decorativo mirato a comunicare l’identità particolare dell’insediamento e l’attenzione alla biosostenibilità. L’elemento decorativo consisterà in un particolare trattamento dei camini della centrale di co-generazione, collocata nella collina circolare a nord. Mentre la centrale, la vasca idrica e le zone lavoro saranno interrate e non visibili, i camini saranno raccolti in un unico elemento a forma di cono o di fuso e di diamentro almeno di mt 2,5 che risulterà come un elemento isolato. Verrà rivestito di verde, a formare una specie di tronco verde artificiale, un fuso piantumato. Cogenerazione L’energia termica necessaria per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria degli alloggi presenti nel comparto pubblico sarà fornita da una centrale termica di quartiere. Dalla centrale termica saranno distribuiti i fluidi fino a raggiungere i singoli edifici dove saranno posizionati i sistemi di scambio termico. La rete di distribuzione sarà realizzata 1 8 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili con tubazioni metalliche preisolate (adatte per reti di teleriscaldamento ) da posare interrate e dotata di sistema di individuazione e localizzazione di eventuali perdite. Nella zona di realizzazione della centrale termica si prevede l’ubicazione di un locale tecnico per il contenimento di un cogeneratore alimentato a gas metano. Il cogeneratore sarà dimensionato in modo da garantirne un funzionamento nel corso dell’anno di almeno 2500-3000 ore e garantirà circa energia termica pari al 18-20% del fabbisogno di punta del sistema centralizzato. Il cogeneratore garantirà energia elettrica che sulla base degli accordi con l’Ente di distribuzione potrà essere ceduta alla rete di distribuzione e/o utilizzata per usi legati al funzionamento delle apparecchiature elettriche di uso condominiale, della pompa per la circolazione dell’acqua meteorica, dell’illuminazione pubblica. Diritto al sole Tutti gli edifici sono orientati in direzione est/ovest (con ampio affaccio a sud) con angolazione di circa 16° rispetto a sud, al fine di garantire una buona esposizione ed irraggiamento solare. Al fine di garantire la migliore esposizione e pertanto il maggior apporto termico nel periodo invernale, i singoli edifici sono stati posizionati in modo che le ombre prodotte dalle costruzioni antistanti (a sud) non si sovrappongono agli edifici retrostanti (a nord). Permeabilità dei suoli È necessario rendere il più possibile permeabili le superfici che circondano il fabbricato, consentendo la ricarica delle falde acquifere sotterranee. Pertanto la superficie permeabile all’interno del lotto sarà almeno pari al 35% della SF, di cui il 50% a verde. Tale ambito a verde sarà piantumato secondo gli indirizzi della bioclimatica. Bioclimatica La superficie finestrata nel lato sud sarà almeno il 15% della superficie della stanza, superando quindi il rapporto di 1/8 previsto dalla normativa nazionale. I guadagni termici saranno ottenuti attraverso le finestre sul fronte sud o con la costruzione di altri dispositivi di captazione dell’energia solare. Ad esempio molte tipologie edilizie previste all’interno del comparto pubblico prevedono sistemi di sfruttamento dell’energia solare detti “serre solari”. Essendo impianti tecnologici, le serre solari non saranno computate nel calcolo della superficie utile dell’edificio. Esse sono ottenibili ad esempio con la chiusura a vetro di logge, terrazze o rientranze dell’edificio, purché tale chiusura non determini nuovi locali riscaldati da Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica e Privata progettato seguendo criteri di biosostenibilità 9 1 impianto, siano realizzate con specifico riferimento al risparmio energetico e sia previsto un sistema di schermatura per il periodo estivo. Materiali Al fine di migliorare il benessere abitativo e ridurre l’impatto ambientale, i materiali da impiegarsi nelle costruzioni saranno scelti anche in base alle loro caratteristiche ecologiche e biologiche, secondo quanto previsto anche dalle Direttive CEE n.106/89 880/92, 1836/93, nonché alla Risoluzione Comunitaria 1/2/1993 per lo sviluppo sostenibile. Sarà quindi da privilegiare l’uso di materiali naturali, non di sintesi petrolchimica, di produzione locale o tradizionali, a basso impatto ambientale sia nella fase di produzione che di posa in opera e di dismissione, riciclabili o riutilizzabili, sani, durevoli e sicuri. Sistemi di riscaldamento I sistemi di riscaldamento dovranno essere scelti in modo da utilizzare circuiti dell’acqua calda a bassa temperatura e tecniche di riscaldamento il più simile all’ipocausto, cioè tramite il riscaldamento della massa muraria. Il Piano prevede quindi di utilizzare in modo prevalente uno dei seguenti sistemi: - pannelli radianti – costituiti da tubi verticali annegati nell’intonaco o da tubi orizzontali nel sottofondo del pavimento; - elementi a zoccolo radiante – costituiti da tubi alettati collocati all’altezza del battiscopa, lungo le pareti degli ambienti; - termosifoni a piastra in grado di garantire un riscaldamento radiante di almeno il 38%. A tal scopo dovranno essere anche progettati per funzionare con bassa temperatura del fluido (max. 65°C). Dovrà comunque essere utilizzata una caldaia a condensazione. Recupero acqua meteorica Gli edifici del comparto pubblico sono dotati di una cisterna per il riuso dell’acqua piovana (scartata quella inquinata di prima pioggia) da utilizzare nel giardinaggio per scopi irrigui delle aree verdi all’interno dei lotti. L’acqua meteorica proveniente dalle coperture è convogliata in 1 10 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili vasche sotterranee (“cisterne di raccolta”, del numero ad esempio di una per edificio), ubicate esternamente al perimetro degli edifici e nell’area cortiliva adibita a verde dei lotti edificabili; tali cisterne, dotate di scarico di troppo pieno, consentiranno l’eliminazione automatica delle acque di prima pioggia. Risparmio acqua potabile Per favorire il risparmio d’acqua potabile andrà utilizzata: - una rubinetteria, sia per i gruppi miscelatori dei bagni che delle cucine, già progettati per il “risparmio idrico ed energetico” (dispositivi frangi-getto e limitatori di portata da applicare ai singoli elementi erogatori); - l’installazione di cassette per w.c. a basso consumo d’acqua (da 3 a 6 litri, o meno); - lavatrici con sistema acqua spar, decalcifi- Parametri urbanistici Superficie territoriale Superficie fondiaria Verde di U2 SU residenziale SU non residenziale SU totale Numero alloggi circa Parcheggi catori, piccoli depuratori ad osmosi inversa, anticalcare magnetico per lavatrici e lavastoviglie; - miscelatori termostatici. Impianti elettrici Per il tracciamento e la posa degli impianti elettrici con schema di tipo aperto “a stella”, saranno adottare le prescrizioni tipiche della bioedilizia: in particolare sarà prevista la schermatura dei cavi interessanti le zone letto (calza metallica esterna in rame) e la schermatura delle scatole ad incasso di prese ed interruttori (verniciatura a graffite), collegate con apposita linea separata al nodo equipotenziale e quindi al dispersore di terra; per la zona notte dei diversi appartamenti saranno installati i “disgiuntori bipolari automatici” funzionanti con corrente continua a bassa tensione 9V. Comparto Pubblico Comparto Privato 50.260 mq 19.884 mq 10.000 mq 9.592 mq 472,92 mq 10.065 mq 120 306 99.903 mq 42.803 mq 30.623 mq 18.630 mq 0 mq 18.630 mq 240 476 Totale 150.163 mq 61.932 mq 40.623 mq 28.222 mq 472,92 mq 28.695 mq 360 780 11 2 Nuova costruzione del Centro Polifunzionale Progettisti ing. Lamberto Morselli, arch. Andrea Sola Consulenti per le scelte bioecologiche arch. Anna Allesina Progettista calcoli strutturali Ing. Carlo Emilio Bulf Indagine geologica dott. Claudio Preci Progettista impianti elettrici p.i. Mauro Cocchi Progettista impianti tecnologici PROTEC – Studio Associato di Morini M. e Zecchini N. Lavori approvati con delibera della G. C. n°562 del 05/11/98 e n°129 del 01/04/99 Inizio lavori 13/01/2000 Fine lavori 23/05/2002 Importo finale dei lavori 2.239.008,76 Euro l nuovo Centro Polifunzionale è costituito da alcuni corpi di fabbrica variamente articolati e caratterizzati, raggruppati in due principali blocchi non ortogonali tra loro, che racchiudono una corte interna. Con il primo stralcio è stato realizzato per intero il blocco posto ad Est ed una piccola porzione di quello ad Ovest. Il Centro Polifunzionale, del quale è stato ultimato il primo stralcio, ospita le seguenti funzioni: • Centro Sanitario • Sede operativa Croce Blu • Punto fisso di raccolta AVIS • Centro sociale Anziani • Sala cinema - teatro. Il secondo stralcio ospiterà un ampliamento del Centro Anziani e il nuovo Centro Diurno di Assistenza. I Sono stati privilegiati i materiali facenti parte della struttura del complesso, le murature, i solai e insieme a questi le opere di finitura, quali gli intonaci, i tinteggi ecc. Strutture di fondazione, solai piani e strutture in elevazione I cementi impiegati nel confezionamento delle malte e dei calcestruzzi provengono da lavorazioni che non utilizzano sostanze estranee e/o 2 12 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili La malta da allettamento per la realizzazione delle murature è costituita da inerti lavati (sabbie) esenti da elementi organici, limo, argille crude, legati con calce idraulica naturale ottenuta dalla cottura a bassa temperatura di pietra di carbonato di calcio e argilla. La copertura della Sala Polivalente è ventilata ed è costituita da capriate in legno strutturale lamellare di abete bianco di conifera europea, da un pannello isolante termoacustico con resistenza al fuoco in fibre di legno mineralizzate ad alta temperatura con magnesite; una listellatura in legno di abete con interposto uno strato coibente costituito da pannelli rigidi di agglomerato di sughero biondo ventilato autoespanso a caldo senza aggiunta di collanti di sintesi; una controlistellatura in legno di abete; un piano continuo costituito da tavolato ligneo, posato in modo da controventare opportunamente le listellature di appoggio; una listellatura in legno di abete costituita da morali fissati mediante chiodi agli arcarecci di seconda orditura inferiori e pronti per la posa del manto di copertura. Tutti gli elementi lignei del pacchetto ventilato sono stati trattati con impregnante ecologico antimuffa e antitarlo. scarti industriali quali ad esempio scorie siderurgiche, ecc., ed inoltre sono esenti dall’impiego di addittivi chimici. Le armature sono realizzate in acciaio tondo e per evitare di creare maglie chiuse metalliche, nelle sovrapposizioni delle armature si è provveduto all’apposizione di opportuni distanziatori in cemento o legno, legati con cordino di canapa o juta (spago); tutte le armature sono collegate all’impianto di messa a terra. Le murature portanti sono realizzate con mattoni faccia a vista ecologici (privi di fanghi o altre scorie nell’impasto) e da blocchi in termolaterizio microporizzato con farinadi (farina di legno) nell’impasto, a forma di T, con nove camere d’aria. Anche le murature non portanti (tramezze) sono realizzate con blocchi forati in laterizio microporizzato a farina di legno. Intonaci e tinteggi Gli intonaci esterni come quelli interni sono malta di calce idraulica naturale ad elevata purezza senza aggiunta di additivi chimici e/o cemento, miscelata con sabbia. I tinteggi interni sono stati eseguiti mediante l’applicazione di colore a base di resine naturali, oli vegetali e pigmenti terrosi o minerali in dispersione acquosa, lavabile e resistente allo sfregamento, ma non caricabile elettrostaticamente, a tre mani più una di fondo fissativo. Sulle travi e sui travetti in legno della struttura di copertura della Sala Polivalente, già pretrattati prima della posa, è stata eseguita una velatura traspirante pigmentata a base di oli vegetali e resine esterificate miscelate a caldo in soluzione di oli essenziali, previa stuccatura, carteggiatura e stesura di fondo universale trasparente per legno ad alta penetrazione agli oli essenziali e resine. Nuova costruzione del Centro Polifunzionale 13 2 14 3 Recupero della Casa della Guardia Progettista e Direttore dei Lavori Geom. Olver Zaccanti Collaborazione Arch. Fernando Bozzani Progetto Gennaio 1998 Inizio lavori I° Stralcio: febbraio 2002 Importo lavori I° Stralcio: 192.380,02 Euro l Comune di Nonantola e la “Partecipanza Agraria di Nonantola”, antica forma di gestione collettiva di terreni agricoli da parte della Comunità locale, intendono realizzare un “Centro ambientale storicoculturale”, mediante il recupero del fabbricato “Casa della Guardia”, posto in località “Torrione Sud del Bosco”, nel territorio della “Partecipanza Agraria” (circa 765 Ha). I Il Centro ambientale storico-culturale si prefigge le seguenti finalità: • Valorizzazione degli aspetti storico - culturali ed ambientali della “Partecipanza Agraria” e dell’Area di Riequilibrio Ecologico “Il Torrazzuolo”; • Illustrazione di modalità tradizionali di lavorazione di prodotti agricoli ed artigianali locali; • Accoglienza e supporto logistico-culturale a visitatori e scolaresche • Illustrazione di percorsi di interesse turistico, agrituristico, enogastronomico e per la degustazione e valorizzazione di “prodotti tipici” locali, biologici e della “Partecipanza Agraria”. Il “Centro” sarà dotato di: • Atrio - reception - punto informazioni • Sala polivalente - aula didattica, Recupero della Casa della Guardia • per incontri ed iniziative pubbliche locali a disposizione per attività: mostre, museo, “laboratorio” a fini didattici - dimostrativi, ecc.; • • • Il Progetto è stato redatto secondo i principi dell’Architettura Bioecologica e della Bioedilizia. I principali interventi edilizi sono: • Recupero dei solai a “voltini” con “cocciopesto” e calce idraulica naturale • Solai in legno e laterizio trattati con sali di boro, oli e cere naturali • Intonaci interni in argilla cruda e velature colorate • Facciate esterne “sagramate” con “cocciopesto”, grassello e calce naturale • • • 15 3 Pavimenti in mattoni e cotto, trattati con oli e cere naturali Isolamento alle pareti con pannelli di incannucciato Impianto di riscaldamento a parete radiante in rame e caldaia a condensazione Impianto Elettrico a “stella” con disgiuntore e cavi schermati Impianto di recupero delle acque piovane e riutilizzo negli sciacquoni dei WC Impianto di “bio-fitodepurazione” per le acque reflue provenienti dal Centro riutilizzo per irrigazione del “campo catalogo”. Sull’area esterna è previsto: • Impianto Fotovoltaico, per la produzione 3 • 16 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili di energia elettrica per il “Centro” Centralina meteorologica, a fini didattici e per l’agricoltura biologica • Area sosta-pic/nic e parcheggio realizzati con materiali e tecniche dell’Ingegneria Naturalistica. 17 Impianto di fitodepurazione nella frazione di Redù Progettisti Dott. Ing. Enzo Bassissi, Dott. Ing. Paolo Zanoli Progetto 1999 Inizio lavori marzo 2001 Fine lavori marzo 2002 Importo finale dei lavori 70.000 Euro 4 l “Piano Comunale di ottimizzazione del sistema fognario-depurativo” adottato nel novembre 1998, individuava come tecnologia appropriata per la depurazione in loco di alcuni centri abitati frazionali, attualmente privi di sistemi fognario-depurativi, la fitodepurazione a flusso sub-superficiale. Il progetto prevede la realizzazione di collettori fognari per la raccolta delle acque nere della frazione di Redù e della vicina frazione di Limpido e il collettamento delle stesse in un’area posta a circa 150 metri ad Est di Redù e a Nord di Limpido. I L’impianto nel suo insieme si compone di tre elementi principali sequenziali: • una stazione di sollevamenti liquami posta in testa all’impianto; • una Fossa IMHOFF di chiarificazione dei reflui urbani; • una zona di fitodepurazione composta da due vasche in parallelo con funzioni di finissaggio dell’effluente proveniente dalla fossa Imhoff. I sistemi di fitodepurazione sono zone umide costruite nelle quali vengono definiti con precisione forma e dimensioni, la composizione del medium di crescita della vegetazione, il tipo di 4 18 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili vegetazione, il tipo di flusso idraulico allo scopo di poter controllare al meglio i processi che in essi avvengono. Il sistema utilizzato è con macrofite radicate emergenti a flusso subsuperficiale. Il processo di fitodepurazione sfrutta la presenza dei batteri presenti nel terreno e sulla superficie delle radici per trattare i liquami che percolano attraverso il mezzo ghiaioso. In questo sistema il flusso del liquame attraversa in profondità un letto di ghiaia piantumato senza affiorare in superficie, in questo modo si elimina lo sviluppo di cattivi odori e la presenza di insetti molesti attirati dalla presenza di acqua stagnante. Tale soluzione serve anche a ridurre il contatto con l’ambiente esterno nei mesi freddi, favorendo la temperatura del liquame e di con- seguenza le cinetiche di depurazione. L’impianto progettato è in grado attraverso un particolare sistema di svuotamento controllato, applicato ad una paratoia posta nella parte terminale delle vasche, di comportarsi come un impianto a flusso verticale nella fase percolativa di riempimento (fase in cui viene favorita la nitrificazione) per poi successivamente comportarsi come un impianto a flusso sub-superficiale orizzontale al momento dello svuotamento. L’impianto in oggetto è costituito da due vasche poste in parallelo ed il cui riempimento avviene alternativamente: quando il riempimento raggiunge il livello massimo automaticamente, contemporaneamente avviene lo svuotamento della vasca con il riempimento della vasca parallela. La presenza di piante del genere Phragmites (cannuccia di palude) favorisce lo sviluppo di biomassa adesa che cresce sulle proprie radici aumentando in maniera esponenziale i tempi di contatto tra questa ed il liquame da depurare. La presenza delle cannucce in superficie evita inoltre la costipazione dello strato superficiale dell’impianto favorendo una distribuzione ottimale di questo sull’intera area. Inoltre l’apparato radicale di tale specie è in grado, in misura ridotta, di arricchire il terreno di ossigeno utile per i processi depurativi di tipo ossidativo. La gestione di tale impianto risulterà estremamente facile ed economica: sarà limitata, dopo un periodo di avviamento e di attecchi- Impianto di fitodepurazione nella frazione di Redù mento delle piante della durata di alcuni mesi, al semplice controllo delle pompe di sollevamento, delle valvole di carico e delle paratoie di scarico. Per quanto riguarda la vegetazione, questa dovrà essere sfalciata preferibilmente una volta 19 4 all’anno impiegando eventualmente una macchina operatrice adibita allo sfalcio delle scoline posizionata sull’argine di separazione delle due vasche. 20 Incentivi per la realizzazione di edifici in bioedilizia Il Consiglio Comunale con la delibera n. 45 del 31.05.2001, recependo le indicazione della Regione in merito alle procedure per l’applicazione degli oneri di urbanizzazione (L.R. 849/1998), ha stabilito di applicare una: 1. riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria fino ad un massimo del 50% per le costruzioni bioclimatiche, ecologiche o, comunque, realizzate con tecnologie alternative e non inquinanti; 2. riduzione del 20% degli oneri di urbanizzazione secondaria per gli interventi di edilizia residenziale, dotati di impianto termico ad energia solare o ad altro sistema di analogo risparmio energetico. Si è pertanto individuato il seguente procedimento e la relativa documentazione da presentare per le pratiche edilizie che impiegano tecniche di bioarchitettura: Documentazione da presentare nella domanda di concessione, oltre a quella prevista nella modulistica per le singole tipologie di intervento: A) La domanda dovrà chiaramente riportare la dicitura “intervento con criteri di bioarchitettura”. B) Relazione dettagliata dell’intervento indicando le tipologie di intervento, i materiali, le scelte progettuali in riferimento anche al sito e alle analisi geobiologieche svolte, l’orientamento dell’edificio, l’uso di energie alternative; 5 C) Relazione geobiologica e tavola di analisi riportante: - Presenza di faglie e fratture - Presenza di corsi d’acqua sotterranei o falde - Presenza di gas radon - Mappa solare stagionale - Rete globale e nodi di Hartman - Rete diagonale e nodi di Curry - Individuazione fonti di inquinamento acustico - Presenza di linee e cabine elettriche, ripetitori, antenne e parabole - Eventuali altri fattori inquinanti C) Relazione e tavola progettuale indicante: - Orientamento - Modalità di contenimento dei campi elettromagnetici - Modalità di contenimento o mitigazione fonti di inquinamento acustico - Modalità di contenimento del consumo idrico - Modalità di contenimento del consumo elettrico - Recupero acque meteoriche - Raccolta differenziata dei rifiuti E) Relazione, tavola progettuale e schede tecniche relative all’impiego di impianti termici ad energia solare o ad altro sistema di analogo risparmio energetico F) Computo metrico/capitolato indicante per ciascun elemento dell’edificio (fondazioni, struttura portante, tamponature, infissi, copertura, ecc.): Incentivi per la realizzazione di edifici in bioedilizia - Tipologia del materiale bioecologico Provenienza Quantità Eventuale certificazione Scheda Tecnica del materiale Documentazione da presentare con la Fine lavori: 1. Documentazione fotografica delle diverse fasi di costruzione 2. Fatture relative all’acquisto dei materiali bioedili 3. Asseverazione del direttore dei lavori e dell’Impresa Esecutrice che l’intervento è stato svolto secondo le modalità e i materiali indicati in progetto Scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria: 1. Lo scomputo avverrà secondo le quantità previste dalla delibera di CC n. 45 del 31.05.2001, modificata con delibera di CC n. 108 del 20.12.2001 21 5 2. La percentuale di scomputo verrà proposta dalla commissione edilizia allargata e definita in sede di istruttoria dal Settore Edilizia/Urbanistica 3. Il richiedente dovrà prestare una fidejussione pari all’importo degli oneri da scomputare, che sarà svincolata in seguito alla richiesta di fine lavori e di abitabilità quando si potrà accertare la correttezza delle opere realizzate; oppure potrà essere interamente versato l’importo degli oneri di urbanizzazione e con la richiesta di fine lavori/abitabilità potrà essere richiesto il rimborso. Commissione edilizia allargata: 1. Al fine di verificare in fase di richiesta di concessione edilizia che il progetto presenti caratteristiche bioedili si è inserito all’interno della Commissione edilizia tre ulteriori esperti in bioarchitettura 2. I tre commissari sono convocati solo nel caso in cui si dovranno valutare progetti di bioarchitettura. 22 Nonantola: projekte und nachhaltige Politik D 1. Siedlungsprojekt geplant nach Kriterien der Bio-Nachhaltigkeit Zonen“ (Zone 30 Residenziali) charakterisiert sein. Die Planung des Baugeländes POU S. Francesco ist ein Versuch, die bio-nachhaltigen Kriterien in den urbanen Bereich aufzunehmen. Das Projekt hat gleichzeitig die Fachkräfte des öffentlichen und des privaten Bereichs mit eingebunden. Ökologische Sammelstellen Ökologische „Inseln“ zur getrennten Müllsammlung werden strassenseitig in undurchlässigen Sammelstellen abgeschirmt durch „Grüne Hügel“ und somit unsichtbar angelegt werden. Voranalyse Die Analysen sind mit dem Ziel durchgeführt worden, die physischen Einflüsse und die Umweltfaktoren, die charakteristisch für diesen Ort sind, herauszufinden, um die öko-nachhaltigen Ziele und den Input festzulegen. Es wurde auch das Vorhandensein von Radongas auf dem Baugelände und im Wasser geprüft. Die elektro-geologischen Studien haben die Existenz von unterirdischen Kanälen, Verwerfungen und Rupturen untersucht, die Einfluss auf erdmagnetische Felder nehmen können. Bewertet wurde das akustische Klima der Umgebung und eine Untersuchung der magnetischen Felder, die von Relaisstationen und Mittelspannungsleitungen erzeugt werden, vorgenommen. Verkehrslage Die Haupt- und Nebenverkehrslagen werden durch typische Elemente wie „Anwohner-30- Parkplätze Die Parklätze werden so angelegt, dass die Autos möglichst nicht zu sehen sind. Die Autos befinden hinter einer etwa 150 cm hohen „Grünen Mauer“. Die Grünzone Das Baugelände wurde unter Berücksichtigung der positiven Effekte von Grünzonen unter den Gesichtspunkten Erholung und Spiel, Ästhetik und Sozialisierung, aber auch Umwelt und Klima geplant. Kraftwärmekopplung Die für die Erwärmung der Wohnumgebung und des Wassers notwendige Wärmeenergie wird durch ein zentrales Viertels-Heizwerk bereitgestellt werden. Eine Anlage wird auch mit Methangas gespeist. Nonantola: projekte und nachhaltige Politik Sonnenausrichtung Alle Gebäude sind in Ost/West-Richtung mit einem Winkel von etwa 16° nach Süden ausgerichtet, um eine Sonnen-Einstrahlung zu garantieren. Baustoffe Die Baustoffe werden anhand ihrer ökologischen und biologischen Eigenschaften ausgewählt. Wiedergewinnung von Regenwasser Die Gebäude des öffentlichen Baugeländes verfügen über einen Wassertank für die Verwendung des Regenwassers (gereinigt von Verschmutzungen) in der Gärtnerei. 2. Neubau des Mehrzweckzentrums Das neue Mehrzweckzentrum besteht aus einigen Baukörpern, die in zwei nicht orthogonal zueinander stehenden Hauptblöcken angeordnet sind. Die Blöcke schließen einen Innenhof ein. Das Mehrzweckzentrum beherbergt die folgenden Funktionen: Sanitätszentrum Sitz des Blauen Kreuzes Sammlungspunkt AVIS Seniorenzentrum Mehrzwecksaal Fundamentstruktur, Dachbodenflächen und erhöhte Strukturen Die verwendeten Zemente aus einer Verbindung von Mörtel und Beton stammen aus Produktionen, die keine körperfremden Substanzen oder Industriemüll wie z.B. Stahlabfall etc. nutzen, und sind frei von chemischen Zusatzstoffen. Die sich überlagernden Verschalungen sind aus Rundstahl gefertigt. Um das Entstehen von Metallgeflechten zu vermeiden, sind Abstandhalter aus Zement oder Holz verbunden mit Hanfoder Jutestricken eingebaut. Die tragenden Mauern bestehen aus ökologischen Ziegelsteinen (ohne Schlamm oder andere Abfallgemische) und Blöcken aus Thermoziegeln, die durch die Applikation eines Holzmehlgemischs eine feinporige Struktur aufweisen. 23 D Verputze und Anstriche Die Außen- und Innenverputze bestehen aus feinem natürlichem Kalkmörtel in Mischung mit Sanden ohne chemische Zusatzstoffe und/oder Zement. Die Innenanstriche basieren auf Naturharzfarben, Pflanzenölen, mineralischen und irdenen Pigmenten. 3. Wiederherstellung des „Casa della Guardia” Die Stadt Nonantola in der Provinz Modena und die “Partecipanza Agraria di Nonantola” (Landwirtschafts-Beteiligung von Nonantola), die ehemalige kollektive Leitung von Land und Boden seitens der örtlichen Gemeinschaft, planen durch die Wiederherstellung des „Casa della Guardia“ die Realisierung eines „KULTURHISTORISCHEN UMWELTZENTRUMS“. Das Projekt wurde nach Kriterien der BioArchitektur und des Bio-Bauens geplant. Die baulichen Merkmale sind hauptsächlich: Holz- und Ziegel-Zwischenböden behandelt mit Borsalzen, Ölen und Naturwachsen Innenverputze aus Rohlehm und gefärbten Lasierungen Fußboden aus Ziegelsteinen und mit Ölen und Naturwachsen bearbeitete Terrakottafliesen Wandisolierung aus Schilfrohr Wand-Strahlungs-Heizanlage aus Kupfer und Kondensationskessel Wiedergewinnungsanlage für Regenwasser und Wiederverwendung in WC-Spülkasten Bio-Phytosreinigung für Abwässer In der Außenzone vorgesehen ist: Photovoltaische Anlage zur Stromproduktion für das „Zentrum“ Wetterstation für Biolandwirtschaft und Didaktik Rast- und Picknick-Platz sowie Parkplatz sind mit Materialen und Techniken des naturwissenschaftlichen Ingenieurwesens realisiert D 24 Nonantola: progetti e politiche biosostenibili 4. Pflanzliche Kläranlage im Ortsteil Redù Der „Gemeindeplan zur Optimierung des Kanalisations- und Reinigungssystems“ erlassen im November 1998 hat ermittelt, dass die geeignete Technologie zur Reinigung einiger Ortschaften, die kein Kanalisations- und Reinigungssystems hatten, die pflanzliche Klärung war. Die Anlage besteht aus drei sequenziellen Hauptelementen: ein Jauche-Hebewerk befindlich am Anfang der Anlage eine IMHOFF Grube zur Klärung der urbanen Abwässer eine Zone pflanzlicher Klärung bestehend aus zwei parallel zueinander angeordneten Becken mit Feinbearbeitungsfunktion der Abwässer der IMHOFF Grube Die pflanzlichen Klärsysteme sind Feuchtzonen, in denen Formen und Dimensionen, Vegetationsarten und Strömungsverhältnisse bestimmend sind. Ziel ist es, die Prozesse, die in diesen Systemen ablaufen, zu kontrollieren. Der pflanzliche Klärungsprozess nutzt die Gegenwart von Bakterien, die sich in der Erde an den Wurzeloberflächen befinden, zur Behandlung der durch eine Kiesschicht sickernden Jauche. Die Anlage besteht aus zwei parallel zueinander angeordneten Becken, deren Inhalte abwechselnd eingeleitet werden: Wenn ein Becken den Höchstfüllstand erreicht, ist das andere Becken leer. Das Vorhandensein von Phragmiten (Sumpfröhrchen) fördert die Entwicklung von Biomasse, die an den Wurzeln wächst und die Kontaktzeit zwischen diesen und der Jauche vergrößert. Die Leitung dieser Anlage wird sehr einfach und günstig sein. Eine Kontrolle der Hebepumpe, des Einlassventils und der Abflussschleuse wird ausreichen. 5. Anreize zur Realisierung des biologischen Bauens Der Stadtrat hat mit dem Beschluss n. 45 vom 31.05.2001 die Anwendung folgender Punkte festgelegt: Reduzierung der Belastung durch sekundäre Urbanisierung bis zu einem Maximum von 50% durch bio-/ökoklimatische Konstruktionen oder Konstruktionen, die mit alternativen, nicht umweltschädlichen Technologien realisiert werden. Reduzierung der Belastung durch sekundäre Urbanisierung um 20% durch einen Wohnungsbau, der solare Heizanlagen oder ein analoges System zum Energiesparen verwendet. Comune di Nonantola Provincia di Modena