, ..~ ~" . . I '. . . .ntli SCriVIamo pei soupers. Ora ai tempi di Tito cuore frllneese l'a PIla; una lagrima cade .ul mto Livio non v' era più nè repubblica, nè patrio tvolto; il mio orgoglio esulta. della memoria del tismo; e per queslo lato egli ba molto minori · l'assalo; ma però a condizione ,che oon si prevantaggi sov'" di noi. Ciò che più ancora lo detenda di sostituirlo all' avvenire. Ho acquistato ' gl'ada si è, che per 'ogni pagina del suo libro.si il diritto di dire tutti i miei pensieri; li dirò. senle la fatica del retore che non è che retore; Perchè la litografia ricopre in oggi. le Dostre mura nacchè s' iugannerebbe chi attribuisse unicamente d'imagioi che per certo non banno per iscopo di alla decadenza di- Roma la mediocrità rimarea- , ricondurre ii popolo al sentime,uto della pubblic. hile di questo istorico. Non vedi.mo noi di mezzo . libertà l , Quand9 la, mina covava sotto i ponti àd un secol .. ancor più corrotto levarsi la grande dell. capitale, quando una landwber slrauier. anima di Tacitol Basta paragonare i Discorsi di appuntava i suoi caunoni contro il Louvre, quello Macchiavelli sulla prima Deca di Tito Livio colla era il momento in cui si dovea coprire le mura del'prima deca medesima, per riconoscere quanto il la capitale cQi disegni delle, nostre vittorie per ricor'. dare ai trionfatori che il popolo francese può ritorcommento sovrasti al testo. Più medito sulla sloria della nostra patria, più nar ancora possente, e che le prosperità sono l'assento ingrandirmi. Nella solitudi.ne, al sorgere seggere. Ma oggidì a che mai si aspira I A mantedel sole o al lume silenzioso delle 'stelle, l'uomo nere l'amor della patria I Non è già Delle classi inferiori della società cbe verrà a.d estinguersi; mortale scopre in se stes.o la scintilla di quel genio di celeste origine, cbe crea i legislatori e gli esse sono sempre più d'ogni altra vivamente aniinstitutori de' popoli. La fonte di quella sapienza mate da questo sacro fuoco, come gli abitantt antica, innata, per la quale puoi sollevarti sovra de' climi più sterili e desolati' del Nord saoo ,i te stesso e teco sellevare la tua patria a più dipiù affezionati alla terra che li vide nascere, Si 'gnitosa esistenza, quella fonte sta nascosta nelle vuoi forsc reodere un ouovo .omaggio ai nostri profondità della nostra aoima: là bisogna cersoldati I Essi non Ile banno d'uopo: basta per carla, non altrove. Leggo Macchiavelli con due essi che, quando la fortuòa volle abbandonare altre persone; e trovo di che più sempre giustile loro insegne, ella non abbia in tutta Europa ficare la mia ammirazione per quel gran genio, e potuto rinvenire per teatro de' 101"0 rovesci chy per la semplicità maestosa del suo stile. Avviene un campo di battaglia già immortalato dai glodi Elvezio come di Maccbiavelli. II primo rende i riosi successi delle loro armi (I)! Commoventi 'pazzi ancora più pazzi; il secondo incammina gli rimorsi della villori .. che, per onorare fino alstolti sulla grande strada del patibolo. Hanno l'estremo le sue vecchie falaugi, volle che l'~serper certo i loro errori, e quelli che li leggono cito delle Piramidi, delle colonne d'Ercole, e con prevenzione non vi vegS'~no altra cosa: ma della Mojaisk, ritorna"e dopo venticinque anni gli ingegni ponderati cercano in loro ciò che di gloriose corse a pel'ire nobilnlente nelle stesse V " ha di .huono, e lo trovano, perchè ve ne ha pianure donde s'eraflo un tempo lanciate sul motlmollo. do! Possiamo noi per la felicità de' popoli noo P. avere la stessa vita, e per la salvezza della Fran. eia Don avere la stessa morte! lo raffreno lo spirito militare perchè nelle file dell' antico esel'cito sarebbe nemico della dinasti~; e nelle file del nuovo, egli, ch' è ovunque fazIOso ,' sal'ebbe nemico della Iiberta, Egk Ilon può però diventare tormidabile che dopo le .aiIn uno di que'tallti opuscoli cbe in Francia muotazioni civili; n\ln le PI'oçocherà; troppi lu.':.i jeno neonati, che ora infiammano, ora agghiaclo sOl'vegliaoo, troppi interessi lo impedise'ono ciano l'opinione pubblica; ma che però a guisa dal riaprire l'arella e gettate il guanto alle nodi passeggere meteore lasciano sempre solcbi stre discordie. L'osservanza della Carta basterebbe di luce; .pecie di pugillato io cui di.cendono per renderlo impotente; giacchè vegao nella sto~nche gli uomini di gellio, più spesso vioti rià che gl'imperi assoluti, i governi ~Iigarcbici o che vincitori per Don essere avvezzi a !luesto popolari, periscono in una lotta ineguale colle genere di guerra, iD cui si vince piuttosto fuggendo elle affrontando il nemico; specie ili ribellioni della forza armata. Ma il ferro si spezza contro le leggi. Uoa monarchia costituzionale non 'scritti che godono di un' effimera ma somma ha Rubicone, Così, 'cred' io, al! onta dei timori influenza, pel'chè parlano a molti e alle passioni del momento colla loro brevità; che si che fecero risuonare, sono pochi giorni la trio possono chiamare la lava dei vulcani politici; buna nazionale, i ragionamenti d'alcuoi oratori in uno di questi opuscoli intitolato rues polin~n m',h~nn? çonvinto. T.oto meno poi le loro sitiqlles, tendente a ricoDciliare i pàrtiti, ad mdltlldlOl m hanno sedollo; e persisto a credere u'nire gl' interessi in un sol centro, ci è parso che la Francia sotto l'egida delle istituzioni liberascritto con una .artificiosa e rara facoodia il li può provocare i suoi condottieri, quegli stessi seguente squarcio, in cui si esprime cbe l'inteinnanzi a cui l'Europa tremò; sebbene fra gl' 'iltesse della Francia esige che si raffreni l'ardore lustri capi dell' esercito aouovero tal uni c4e pomilitare come pericoloso alla di lei politica lrebheto somigliare a Giulio Cesare, molto meglio libertà. di quel che i finanzieri deUa capitale possaoo somigliare a dei Cosimi o a dei Loreoz; de' M~ dici, " I veri amici della libertà si guarderanno brne dal propagare lo spirito guerriero, quel formidabile ausiliare della faziooe che vu~le nsurpare i lrofei della Fralléia per dominare i suo; destini, ed imporle di nUOTO i1--giogo delle hajonette, In 'vero, 'l0anrlo si tratta della nostra iodipendeu,a, della nostra gloria, de'nostri eserciti, il mio (J) La pianura di Fleurus. J ~ J Milan. 18190 Dtdla , \ l41 8 ) Tipografi~ tlell'edizvre Yillcenz9 Ferrario contrada di $, P'ittore e 4() m«rtiri, N.o 8&Q,