Comunicato stampa
Produzione di cacao nell’Africa Occidentale:
La Dichiarazione di Berna diffama i produttori di cioccolato svizzeri
Poco più di un anno fa, la Dichiarazione di Berna ha lanciato la propria campagna con
l’immagine del coniglio pasquale che piange una lacrima di sangue, accusando i produttori di
cioccolato svizzeri di sfruttamento del lavoro minorile. Recentemente ha inoltre chiesto nuovamente informazioni alle ditte, accusando coloro che si impegnano in progetti per la sostenibilità
di volere in primo luogo lustrare la propria immagine danneggiata.
PD. In oltre 2 milioni di piccole aziende agricole in Ghana e nella Costa d’Avorio si coltiva il cacao. Nel
2009, la Svizzera ha importato il 54,1% del proprio fabbisogno di fave di cacao dal Ghana e solo il 3,5%
dalla Costa d’Avorio. Alcuni anni fa i media hanno riferito di condizioni di lavoro disumane e dell'abuso
di lavoro minorile nella coltivazione del cacao.
Da allora, l’industria del cioccolato svizzera si occupa costantemente degli aspetti sociali della coltivazione del cacao nell’Africa Occidentale. Nel novembre 2007, CHOCOSUISSE ha effettuato un viaggio di
studio in Ghana con la partecipazione di 12 responsabili aziendali. Subito dopo è stato avviato un progetto pilota per l’approvvigionamento dall’Africa Occidentale di cacao prodotto secondo principi socialmente sostenibili, il quale aveva scientificamente lo scopo di individuare le problematiche socioecologiche lungo l'intera catena di creazione del valore, con particolare riferimento alla produzione del
cacao. Nel marzo e nel novembre 2009, dopo che la situazione nel Paese era tornata ad essere sufficientemente sicura, CHOCOSUISSE ha effettuato, in collaborazione con l’ambasciata svizzera ad Abidjan, anche due viaggi di studio in Costa d’Avorio con un totale di 7 rappresentanti delle aziende, per
ottenere sul posto un quadro delle modalità di produzione del cacao e individuare fonti affidabili di cacao prodotto con criteri socialmente sostenibili. Grazie a tali viaggi, diversi produttori di cioccolato svizzeri hanno potuto stringere contatti con fornitori affidabili.
La maggior parte dei produttori di cioccolato si impegnano da anni in progetti nell’Africa Occidentale e in
America Latina. In primo piano ci sono i progetti volti ad aumentare la qualità e la produttività nella coltivazione del cacao e a migliorare le condizioni sociali dei coltivatori di cacao e delle loro famiglie. Le
parole chiave a questo riguardo sono la formazione nella coltivazione del cacao, la creazione delle infrastrutture rilevanti dal punto di vista sociale (scuole, assistenza medica di base) e l’acquisto diretto da
organizzazioni di produttori che forniscano la garanzia che i bambini dei coltivatori di cacao possano
frequentare la scuola. La Dichiarazione di Berna critica duramente questo impegno con un articolo dal
titolo "Schweizer Schoggi-Firmen verstecken sich hinter Vorzeigeprojekten" (i produttori di cioccolato
svizzeri si nascondono dietro progetti modello), facendo supposizioni secondo le quali questi singoli
progetti sarebbero solo una goccia nel mare e sarebbero perfetti per lustrare l’immagine intaccata
dell’industria svizzera del cioccolato presentando ai consumatori "opuscoli patinati e ‘Feel Good Website’".
CHOCOSUISSE deplora che la Dichiarazione di Berna sminuisca i vari progetti e le attività attraverso i
quali le aziende dell’industria svizzera del cioccolato contribuiscono a combattere la povertà nelle aree
di produzione del cacao e ritiene un peccato che i responsabili della campagna della Dichiarazione di
Berna non abbiano visto con i propri occhi i problemi esistenti nell’Africa Occidentale e li conoscano
solo per sentito dire o da fonti indirette.
21.06.2010
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